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Tra faggi e sentieri antichi: il lato più rilassante dell’Emilia-Romagna

Par : Caterina
15 juillet 2026 à 11:16

Il fruscio delle foglie, il profumo dei faggi, il verde che abbraccia e circonda, intervallato da suggestivi borghi medievali: no, non è la descrizione di un quadro, ma quello che è possibile vivere, respirare e vedere durante un weekend nell’Appennino Tosco-Emiliano, a meno di un’ora da Bologna e a un mondo di distanza dal caos cittadino.

Un territorio percorso da cammini storici come la Via degli Dei e la Via Mater Dei, ricco di sentieri per il trekking e di tracciati perfetti sia per chi ama andare a piedi sia per chi preferisce esplorare in sella a una mountain bike o a un’ebike. Un posto dove rallentare ha ancora senso.

Due cammini storici, un territorio tutto da scoprire

Ma vediamo da vicino proprio i due cammini storici: la Via degli Dei è un percorso di circa 130 km che unisce Bologna e Firenze attraversando il cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano. Il tracciato ricalca in buona parte l’antica Flaminia Militare, la strada voluta dal console romano Caio Flaminio nel 187 a.C: ancora oggi, in certi tratti, si cammina su selciato romano originale, tra riserve naturali, castelli, santuari e boschi di faggio che d’estate regalano ombra e frescura.

La Via Mater Dei è invece un cammino più intimo, che porta alla scoperta dei santuari mariani dell’Appennino bolognese, tra storie di devozione popolare e paesaggi di grande bellezza. Entrambi i percorsi, va detto, si incontrano a Madonna dei Fornelli, a 800 metri sul livello del mare, dove da anni escursionisti e ciclisti fanno sosta.

Ed è qui che si trova l’Albergo Ristorante Poli, una struttura perfetta dove soggiornare se si vuole vivere ancora meglio l’esperienza dei cammini: 25 camere, alcune con balconate affacciate sui boschi, un giardino, il parcheggio privato e tutti i comfort che servono per avere un perfetto punto di partenza (e di ritorno) per passeggiate o pedalate nella natura.

In bici sulla Via degli Dei

E a proposito di pedalate, bisogna dirlo: il trekking è sicuramente un’esperienza incantevole e appagante, ma in bici si possono vivere i cammini in modo diverso e, a tratti, più intenso. Percorrere la Via degli Dei in bicicletta è un’esperienza che cambia completamente il rapporto con il paesaggio: si vede di più, si copre più terreno, e certi tratti di bosco che a piedi richiedono ore diventano sequenze di immagini piacevoli, che pur scorrendo veloci fanno sentire immersi nella natura.

Trekking via degli Dei

E che natura: il tracciato attraversa riserve naturali, crinali panoramici e antichi borghi, ricalcando in buona parte la già citata strada romana del console Caio Flaminio. Pedalare qui significa muoversi su un percorso che ha duemila anni di storia sotto, riuscendo a godersi la consapevolezza di quanto con il passare dei secoli tutto sia cambiato, ma la sensazione di connessione con la gli spazi verdi sia rimasta la stessa.

Se in bici le salite possono essere sfidanti, con un’ebike il percorso diventa accessibile a tutti, anche a chi non ha gambe da ciclista allenato: le salite si affrontano senza sofferenza e si arriva a destinazione con ancora l’energia per godersi quello che c’è intorno.  Chi non vuole portare la propria bici può noleggiarla direttamente all’Albergo Ristorante Poli, che mette a disposizione mountain bike con casco e guanti inclusi.

Ristorarsi nella natura

E dopo una camminata (o, ancor meglio, una pedalata) cosa c’è di meglio che tornare in un posto accogliente, immerso nella tranquillità dell’Appennino? Il sole che tramonta sui boschi, il profumo della terra e delle foglie nell’aria fresca della sera, la vista che si tinge di arancio: sono questi i momenti per cui vale la pena partire.

Ci si siede, si respira, si sente sollievo nell’anima. E, per chi vuole prolungare quella sensazione, l’Albergo Poli offre una sauna per quattro persone e una doccia idromassaggio. Ma non solo: a fare la differenza è anche la cucina, quella della tradizione bolognese e tosco-emiliana.

Tutti i piatti sono preparati con ingredienti locali e di stagione: tagliatelle al ragù fatte a mano, tortelloni e tortellini rigorosamente artigianali, gnocchi freschi ai funghi, lasagne verdi, arrosti misti, scaloppine ai porcini e salumi bolognesi. In autunno arrivano i piatti a base di funghi e tartufo, raccolti nei boschi circostanti, che trasformano una cena in qualcosa di memorabile. Per chiudere: torta di mele, crème caramel, zuppa inglese, semifreddo al torroncino, mascarpone.

Perché fare un weekend nell’Appennino Tosco-Emiliano?

Con un punto d’appoggio così rilassante, la risposta dovrebbe essere già implicita. Eppure, vale la pena sottolineare altri due punti: l’Appennino Tosco-Emiliano è uno di quei posti che molte persone continuano a sottovalutare, convinti che ci sia sempre qualcosa di più lontano e più esotico da vedere prima. Eppure basta arrivarci una volta per rendersi conto di cosa si è perso: storia millenaria, natura rigogliosa, borghi medievali intatti e cammini che attraversano paesaggi di rara bellezza, tutti a portata di weekend.

È il territorio giusto per chi vuole staccare la spina, senza prendere un aereo. A 800 metri sul livello del mare l’aria è diversa, il ritmo è diverso, e anche le cose più semplici, come una passeggiata tra i faggi o una pedalata lungo un crinale, assumono un sapore che in città non si trova. Due giorni qui bastano per tornare con la testa più leggera, le gambe stanche nel modo giusto e quella voglia agrodolce di rimettere le scarpe da trekking nello zaino… prima possibile.

Questa è la Puglia che non ti aspetti: un sogno tra suite, spa e cucina d’autore

Par : Caterina
16 juin 2026 à 10:49

Che la Puglia sia una terra fantastica, in grado di avvolgere, conquistare e sorprendere, è ben noto a chi ama viaggiare. Ciò che è meno noto è che a dare maggiore spessore alla sensazione di meraviglia ed emozione contribuiscono rifugi e luoghi straordinari, che si allontanano da scenari affollati e chiassosi e portano verso un’idea di viaggio più intima.

Un’idea fatta di materia, luce e dettagli che svelandosi rivelano tutta l’attenzione nei confronti di chi ha bisogno di staccare la spina, di farsi coccolare e di respirare un’atmosfera nuova. Non solo mare e spiagge, dunque, ma anche architetture scolpite nella pietra, spazi che dialogano con la storia e soggiorni che cambiano ritmo trasformandosi in esperienza, tra benessere, ospitalità e cucina che interpreta il territorio.

Un rifugio tra roccia e natura, in un mare di ulivi

In particolare c’è uno di questi luoghi che spicca fra tutti, perché sembra sospeso in una dimensione onirica: si tratta di Campi Elisi Resort. Magnificamente suggestivo, si trova ad Andria, nel cuore della campagna pugliese, immerso tra ulivi secolari e cavità naturali che ne definiscono l’identità più profonda. Qui tutto sembra nascere dalla materia, dalla pietra che modella gli spazi e accompagna il soggiorno rendendo ogni attimo più romantico, soffuso e rilassante.

Muoversi fra le aree del resort diventa una vera e propria esperienza ipogea: gli ambienti ricavati nella roccia dipingono una dimensione raccolta, dove il design contemporaneo si inserisce con misura, lasciando che siano luce e superfici a rendere sensoriale ed emozionale l’intera permanenza. Anche le camere e le incantevoli suite seguono questa stessa linea: le sistemazioni riescono a trasformare il tempo passato non in una semplice vacanza, ma in qualcosa di più personale.

Ma non è tutto qui: all’esterno, il paesaggio segue lo stesso equilibrio. Gli splendidi spazi all’aperto prolungano l’esperienza, offrendo luoghi in cui sostare, camminare o semplicemente fermarsi. Il risultato è una destinazione di charme che parla a chi cerca tempo, attenzione e un’idea di viaggio capace di toccare l’anima.

Campi Elisi e l’esperienza della rigenerazione

A proposito di esterni: fra giardini e spazi verdi brilla anche la piscina incastonata tra gli ulivi, uno spazio di relax e svago abbracciato (ed esaltato) dal verde. Un luogo dove fare il bagno, sì, ma anche dove abbandonare i pensieri, dove socchiudere gli occhi lasciandosi cullare dal sole e dai suoni morbidi della natura.

E poi? Poi, qualora quanto ritratto finora non fosse sufficiente, c’è di più: all’interno del resort trova spazio un’area che raccoglie e amplifica ciò che gli ambienti suggeriscono fin dall’inizio. La spa ipogea si sviluppa sempre nella pietra e mantiene lo stesso linguaggio fatto di superfici materiche e luci soffuse.

Campi Elisi, la Spa

Sauna finlandese, bagno turco con cielo stellato, piscina riscaldata e area relax costruiscono un percorso libero, da attraversare senza schemi. Ogni piccola cosa contribuisce a creare una zona che sembra quasi sospesa nel tempo, pensata per chi ha bisogno non solo di rallentare, ma di godere della lentezza stessa sentendosi accarezzare dall’acqua.

Una cucina da assaporare con lentezza

Ma un’esperienza sensoriale non può dirsi completa, ammettiamolo, se non coinvolge anche il gusto. Ecco, anche questo è uno dei punti forti di Campi Elisi Resort: il ristorante si trova nelle parti più profonde della struttura, e prende il nome di Hypogeum. Qui la luce entra in modo discreto e aggiunge un tocco di fascino in più a ciò che avviene a tavola, dalla colazione alla cena.

La cucina lavora sulle materie prime del territorio, mantenendo un legame riconoscibile con la tradizione pugliese, ma senza limitarsi a ripeterla. A guidarla è lo chef pluripremiato Giuseppe Boccassini, creativo e appassionato, in grado di trasformare ogni piatto in una piccola favola, giocando con elementi sia semplici che ricercati.

La Puglia che trasforma le emozioni in storie

Ala luce di tutto questo, possiamo ben dirlo: ci sono luoghi che restano impressi non per ciò che mostrano, ma per ciò che lasciano. Campi Elisi Resort si inserisce in questa dimensione, dove ogni elemento contribuisce a costruire un ricordo che prende forma nel tempo e continua anche dopo la partenza.

Non sorprende allora che questi spazi vengano scelti anche per momenti da condividere, per occasioni che chiedono qualcosa di più di una semplice cornice. La struttura si apre anche a eventi e matrimoni, mantenendo quella stessa coerenza che accompagna il soggiorno, senza mai snaturarne l’identità. E così la Puglia si racconta anche in questo modo, trasformando ciò che si vive in qualcosa che resta, tra immagini, sapori e attimi magici..

Firenze, culla d’arte: così diventa il punto di partenza di un grande ritorno artistico

Par : Caterina
29 mai 2026 à 09:42

Firenze non è mai stata soltanto una città: è una soglia, un luogo dove la bellezza non decora lo spazio ma lo permea, dove ogni pietra conserva la memoria di chi ha avuto il coraggio di trasformare necessità e bellezza in qualcosa di tangibile e resistente agli inevitabili mutamenti dell’esistenza umana.

Sin dalla sua nascita, il capoluogo toscano ha accolto chi ha fatto della terza arte la sua più alta vocazione. E non ha mai smesso di farlo: è in questa città, per esempio, che presto si potrà ammirare la mostra Senza Fine, che segna il ritorno della pittrice Janet I. Traub. Firenze, per lei, non è uno sfondo suggestivo: è il punto in cui due stagioni della sua vita (separate da trentadue anni di silenzio) trovano finalmente un nome comune.

Senza Fine, un percorso intimo e immersivo

E sulla mostra vale davvero la pena soffermarsi. I viaggiatori amanti della cultura lo sanno: per quanto ogni espressione artistica sia senza dubbio degna di considerazione, ci sono mostre che si visitano e mostre che si attraversano. Ecco, Senza Fine appartiene alla seconda categoria: è un percorso che non nasce solo per essere guardato, ma per ammaliare, per farsi ammirare, per fare in modo che chi si muove fra le stanze sosti e lasci che i dettagli parlino.

E i dettagli su cui riflettere sono tanti. Per esempio, la mostra (a ingresso gratuito) si articola in due tappe, entrambe nel cuore di Firenze. E la scelta dei luoghi non è casuale. Dal 27 al 29 giugno la sua casa sarà l’Hotel Helvetia & Bristol e, più precisamente, la suggestiva Winter Garden Room: lo stesso posto in cui Janet I. Traub ha sentito per la prima volta quella scintilla creativa che avrebbe dato forma all’intero ciclo pittorico.

Visitare le opere qui non è soltanto guardare dei dipinti, è entrare nell’origine di qualcosa. E, a partire dalle 14.30, diventa anche un momento più profondamente connesso con la presenza umana, la bellezza e alla convivialità, grazie alla musica classica dal vivo a cura di Firenze Classica, agli aperitivi, alle degustazioni di cibo e vino e alle occasioni informali di dialogo con l’artista.

E la seconda? La seconda tappa, dal 1° al 15 luglio, sarà un abbraccio da parte di Geko Art Studio, spazio dedicato all’arte e alla cultura contemporanea, dove il ritmo si fa più disteso e lo sguardo più raccolto. E, va detto, Geko Art è molto più di una galleria espositiva.

È un luogo di incontro, formazione e ispirazione aperto a chiunque desideri avvicinarsi al mondo dell’arte o perfezionare le proprie tecniche, che nasce con una missione chiara: curare esperienze artistiche stimolanti, offrire lezioni arricchenti che accendano la creatività e lascino un impatto duraturo su chi le vive.

Per Senza Fine, Geko Art Studio non è un semplice contenitore espositivo: è stato parte attiva del progetto fin dall’inizio, co-producendo il video artistico che accompagna la mostra e offrendo alla ricerca pittorica di Janet I. Traub uno spazio capace di dialogare con essa.

Le particolarità della mostra

Tornando alla Winter Garden Room, la stanza 274 dell’Helvetia & Bristol… cos’è successo al suo interno? Tutto è partito da un melograno, dalla sua immagine, che si è imposta come cuore pulsante di un intero ciclo pittorico, con un’estrema delicatezza. E il melograno non è un mero soggetto decorativo: è uno dei simboli più antichi e stratificati della cultura mediterranea, richiama a Persefone, all’amore, alla fertilità, alla fragilità e alla rinascita.

Nella pittura di Traub tutto questo si condensa e si trasforma: i semi custoditi dentro una scorza resistente diventano metafora della vita interiore, dei sentimenti che maturano nel tempo, della bellezza che non si mostra tutta in una volta ma si rivela lentamente, a chi ha la pazienza di aspettarla.

E di attesa, in effetti, si può parlare nel caso delle opere della mostra Senza Fine a Firenze. Traub ha attraversato trentadue anni di silenzio creativo, non per abbandono ma per necessità: la vita, la maternità, le urgenze quotidiane hanno preso il posto del pennello. Eppure in quegli anni non ha smesso di guardare: ha visitato musei e gallerie e ha tenuto vivo dentro di sé qualcosa che aspettava il momento giusto per tornare.

Mostra senza fine

Quando quel momento è arrivato, non si è accontentata e ha attinto a tutta l’esperienza collezionata nei suoi anni di studi al Charles H. Cecil Studios di Firenze, alla Florence Academy of Art, ancora a Firenze e all’Academy of Realist Art di Edimburgo: tre tra le scuole più rigorose per la pittura figurativa realista in Europa.

Il risultato è una pittura che ha la solidità della tecnica classica e la vibrazione di qualcosa di profondamente personale: colori intensi, una luce che sembra venire dall’interno delle cose, figure e nature morte che non si limitano a esistere ma sembrano avere qualcosa da dire. Le opere che compongono sono dipinti a olio in cui la figurazione non è mai fine a se stessa: è la presenza di qualcuno che dipinge perché ne ha bisogno.

Orari di visita

C0me dicevamo la prima tappa, presso la Winter Garden Room dell’Helvetia & Bristol Firenze, è visitabile dal 27 al 29 giugno tutti i giorni dalle 10:00 alle 14:30. Il 27 giugno si terrà il vernissage, con un ricevimento privato su invito dalle 18:00 alle 20:00.

Dal 1° al 15 luglio la mostra prosegue presso Geko Art Studio, aperto dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00. Le visite nel fine settimana sono disponibili su appuntamento. Geko Art è uno spazio aperto a tutti, dal principiante curioso all’artista che vuole approfondire la tecnica, tanto che propone corsi di pittura, scultura e affresco, sessioni di disegno dal vivo, lezioni leonardiane, workshop a calendario fisso ogni mese. Le lezioni si tengono in presenza e online, in formato individuale o di gruppo, con percorsi a breve e lungo termine, corsi serali e attività dedicate ai bambini.

Un incanto, fra relax e avventura: perché scegliere la Toscana fuori stagione

Par : Caterina
6 mai 2026 à 09:00

Tra le colline toscane esiste un luogo capace di trasformare una semplice vacanza in un insieme di esperienze da ricordare. Un posto immerso nella natura, dove la bassa stagione diventa il momento migliore per rilassarsi e dove ogni giornata può diventare occasione per stare insieme, esplorare, rilassarsi, riscoprire il piacere delle cose semplici e del tempo condiviso.

Qui si intrecciano momenti vissuti con la famiglia, con gli amici, in coppia o in gruppo, tra passeggiate, attività all’aria aperta, spazi dedicati al benessere e occasioni speciali da celebrare. Un rifugio quasi magico, pensato per chi cerca autenticità, relazioni e ricordi destinati a restare.

L’incanto delle colline toscane, fra incontri e condivisione

Il luogo che vogliamo raccontarvi si trova nel cuore delle colline di Pomarance: è l’Agriturismo San Carlo, una struttura nata negli anni Ottanta all’interno di un podere agricolo e cresciuta nel tempo mantenendo una forte identità legata alla terra e alla vita rurale. Questo agriturismo per famiglie vicino Pisa, tra Volterra e la Costa degli Etruschi, sorge su un’azienda agricola di circa 70 ettari, coltivata con metodo biologico, dove vengono prodotti grani antichi e olio, poi trasformati in prodotti da assaporare.

È lo spazio perfetto per chi desidera vivere tutta la bellezza e la calma delle giornate primaverili, estive e autunnali insieme alle persone che ama, che siano grandi, piccini, amici o parenti stretti.  Il relax è assoluto sia per la posizione del luogo, sia per il fatto che gli appartamenti sono pensati per garantire autonomia e comfort, pur conservando un legame con la tradizione.

Inoltre, fra i punti forti ci sono senz’altro le due piscine panoramiche, entrambe salate e di cui una è riscaldata, che diventano ancora più affascinanti durante la bassa stagione, momenti dell’anno meno affollati ma carichi di colori e atmosfere uniche, tutto assume uno charme unico, anche gli spazi dedicati al relax e alla socialità, come le verande attrezzate, le aree verdi comuni e le zone ombreggiate in cui fermarsi a leggere, conversare o condividere i momenti della giornata.

Attività che lasciano il segno

Se l’intera cornice è mozzafiato, non possiamo non parlare delle attività: la posizione dell’agriturismo, infatti, favorisce delle vere e proprie full immersion nella natura grazie a passeggiate, escursioni in bicicletta e attività a contatto con il verde, mentre su richiesta è possibile partecipare a passeggiate a cavallo. Chi partecipa a queste esperienze può anche vivere un momento magico: fare il bagno nel fiume Cecina, suggestiva area naturale balneabile nel cuore della riserva naturale ai piedi della Rocca Sillana, dove si può anche ammirare il caratteristico Masso delle Fanciulle.

Cucinare in agriturismo

Queste incantevoli attività, va detto, sono solo alcune delle tante e curatissime proposte dell’Agriturismo: chi vuole viverle a pieno può pensare a permanenze e soggiorni di più giorni, che soddisfano sia il bisogno di relax che il desiderio di avventura. Per i periodi più lunghi è previsto uno sconto, una formula pensata ad hoc che permette di avvicinare ancora di più gli ospiti al territorio.

Tra le più apprezzate ci sono i corsi di cucina toscana, organizzati per trasmettere i gesti, le ricette e i sapori della cucina locale, attraverso momenti di apprendimento e condivisione che coinvolgono adulti e famiglie. Ci sono poi altre visite guidate, che permettono di conoscere più da vicino il territorio, la sua storia e il suo equilibrio ambientale, offrendo un’esperienza che va oltre il semplice soggiorno. E per i più piccoli? Ci sono anche le aree gioco all’aperto con strutture dedicate.

Una location per dire sì

Ma non è tutto qui. L’agriturismo è una location perfetta per matrimoni in Toscana, uno di quei luoghi in cui la natura e gli spazi sembrano fatti apposta per accogliere promesse e riunire le persone più care. La struttura ospita eventi privati fino a 50 persone, mantenendo un’atmosfera intima, in cui ogni volto resta vicino, ogni gesto visibile, ogni emozione condivisa senza distanza.

Il casale e i giardini diventano parte della giornata, accompagnando gli sposi e gli ospiti tra la luce che si posa sulle colline, mentre tutto scorre senza fretta fra trepidanti attese, brindisi, lacrime di gioia e abbracci. Le verande e gli spazi all’aperto permettono di vivere il matrimonio come una giornata davvero personale e carica d’emozioni, una giornata che pur essendo curata in ogni singolo aspetto sembra costruirsi sorriso dopo sorriso, emozione dopo emozione, insieme alle persone amate.

E quando la festa si conclude, la possibilità di fermarsi negli appartamenti prolunga quella sensazione di vicinanza. Ci si ritrova il mattino dopo, ci si riconosce ancora, si condivide la colazione, si ripercorre ciò che è stato. Il matrimonio resta così legato al luogo che lo ha accolto, e il luogo, a sua volta, continua a vivere nei ricordi di chi lo ha attraversato.

Una vacanza, un momento indimenticabile

Che si prenoti il proprio giorno speciale, che si arrivi da soli, in coppia, in famiglia o come parte di un gruppo legato da esperienze comuni, un soggiorno trascorso qui assume presto una forma precisa: fatta di tempi distesi, abitudini che nascono istante dopo istante, relazioni che si rafforzano.

Aperto dalla primavera all’autunno, l’Agriturismo San Carlo non è “solo” un luogo dove si può fare una vacanza nella campagna toscana, ma uno spazio dove ogni giornata diventa condivisa, vissuta davvero, in cui le persone imparano a stare insieme senza programmi rigidi, lasciando che siano i luoghi, le attività e il ritmo naturale delle giornate a costruire il ricordo.

Il piacere di rilassarsi in Toscana tra natura, silenzio e bagni caldi

Par : Caterina
12 mars 2026 à 08:32

C’è un angolo di Toscana dove le colline si rincorrono fino all’orizzonte e il mare resta a pochi chilometri, raggiungibile ma un po’ in disparte, quasi a voler rispettare il dolce silenzio di prati e campi e il magnifico sussurro degli alberi. Si tratta di un luogo immerso nel verde, attraversato dai profumi della campagna, dove ogni stagione ha colori da scoprire e ogni momento invita a rallentare.

Qui il tempo non si misura con l’orologio, ma con la luce che cambia, con l’acqua calda che fuma nelle piscine all’aperto, con le passeggiate tra gli alberi e le colazioni lente. Un rifugio che sa di vita contadina e ricordi, dove il relax diventa un’abitudine quotidiana e la natura torna a essere parte del viaggio.

Il piacere del turismo lento

Il posto di cui vi stiamo parlando è l’Agriturismo San Carlo, un agriturismo con piscina riscaldata in Toscana, precisamente a Pomarance, vicino Volterra, dove ogni soggiorno prende forma attraverso spazi pensati per accogliere senza fretta.  La primavera e l’autunno sono i periodi migliori per scoprire questo angolo di pace, che peraltro propone diverse offerte che permettono di passare un weekend o tre giorni tra appartamenti immersi nel verde, giardini ampi e scorci aperti sulle colline.

La struttura nasce da un’antica casa di famiglia, ristrutturata nel rispetto della semplicità rurale, e oggi offre un’ospitalità da sogno, fatta di ambienti curati, atmosfera morbida e, soprattutto, un senso costante di equilibrio con il territorio. Ogni appartamento, dotato della propria cucina, con ingresso indipendente e riscaldamento autonomo, conserva un carattere autentico, con arredi che raccontano una storia e una dimensione privata che permette di vivere il soggiorno in piena libertà.

Gli spazi comuni, dalla veranda al grande giardino, passando per le aree dedicate ai giochi all’aperto (ping pong, tappeto elastico, altalene, gioco delle bocce) diventano luoghi naturali di incontro, ma senza mai invadere la quiete di chi cerca soprattutto riposo e distanza dal rumore quotidiano.

Il turismo lento qui si traduce in giornate scandite da piccoli gesti: una nuotata in acque calde, un pasto preparato con i prodotti biologici dell’azienda agricola, da gustare con calma, un pomeriggio trascorso tra verde e letture. Non c’è un programma da seguire, ma solo la possibilità di vivere la campagna toscana con naturalezza, lasciando spazio al riposo, alla contemplazione e a un modo più autentico di abitare il tempo.

Un bagno caldo e una filosofia green

Abbiamo avuto modo di accennare ai bagni, ma vale la pena approfondire: all’Agriturismo San Carlo l’acqua calda è un’esperienza rigenerante oltre che caratterizzante. La sua presenza è infatti dovuta all’energia geotermica che caratterizza questa zona della Toscana. Le piscine panoramiche, di cui una è riscaldata, permettono di nuotare anche nelle basse stagioni, quando il paesaggio si fa più ovattato e incantevole. Intorno, le colline accompagnano ogni momento, creando una cornice estremamente rilassante.

Piscina con vista Agriturismo San Carlo - Pomarance Toscana

Il sistema di riscaldamento geotermico, l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici e il trattamento dell’acqua con sale di Volterra raccontano una scelta precisa di attenzione ambientale. Non si tratta di soluzioni isolate, ma di un progetto costruito nel tempo, che lega il benessere degli ospiti al rispetto delle risorse naturali del territorio. La filosofia green emerge così nella quotidianità, senza forzature e senza eccessi comunicativi.

Momenti lenti, saporiti, rilassanti

Un modo per rendere ancora più speciali le giornate? Assaporare i piatti dell’azienda agricola, che produce grani antichi e olio. Durante i soggiorni nel fine settimana e nei periodi di bassa stagione si può scegliere la tra la Colazione e la Cena, entrambi momenti pensati per far gustare i prodotti biologici coltivati direttamente dai proprietari dell’Agriturismo. Tutti i momenti legati al cibo sono straordinari, ma vale la pena sottolineare che la colazione, in particolare, è uno di quei momenti che danno forma alla giornata.

Questo momento di puro relax e gusto si svolge sulla terrazza affacciata sulla vallata del fiume, quando la luce è ancora morbida e l’aria conserva la freschezza della notte. Gli ospiti si siedono con calma, senza fretta, mentre il paesaggio accompagna i primi gesti del mattino e la pace che si percepisce diventa un vero motivo di felicità e serenità.

Come abbiamo già detto, sulla tavola arrivano prodotti realizzati internamente, preparati a partire dalle materie prime dell’azienda. Le farine, ottenute dai grani coltivati nei campi circostanti, diventano dolci fatti in casa, che restituiscono il sapore pieno e semplice delle cose pensate con amore, dall’inizio alla fine. È un momento pensato per accogliere, per far sentire chi arriva parte del luogo, attraverso ciò che viene offerto e l’attenzione con cui viene preparato.

Una vera vacanza nella Toscana

Ma i punti forti dell’agriturismo non si fermano qui: da questo luogo si può esplorare il territorio tra borghi raccolti, colline che cambiano colore con le stagioni e città d’arte che custodiscono secoli di storia. La posizione dell’Agriturismo San Carlo permette di raggiungere con facilità Pisa, Siena, Firenze, Lucca, Bolgheri e la Costa degli Etruschi, oltre alla vicina area geotermica di Larderello, facendo sì che si alternino giornate di scoperta a momenti di pura immersione nella quiete della campagna.

Se si desidera vivere paesaggio in modo ancora più diretto, la scelta migliore e più suggestiva è approfittare delle passeggiate a cavallo su richiesta, che consentono di attraversare sentieri e spazi rurali che conservano il ritmo più autentico della Toscana. E quando si rientra? C’è ancora bellezza: il giardino, le piscine, gli spazi all’aperto e le aree comuni, pronti ad abbracciare gli ospiti per tutto il resto della giornata, senza programmi imposti, lasciando che sia il tempo a trovare la sua misura.

La vacanza prende così una forma naturale, fatta di equilibrio tra movimento e riposo, tra il desiderio di andare e quello di restare. L’esperienza diventa imperdibile, un sogno che assume toni caldi e morbidi grazie a ogni singolo elemento. E che andrebbe prenotato al più presto, perché è davvero la scelta perfetta per chi desidera vivere la Toscana in modo pieno.

Turismo accessibile: viaggiare in autonomia grazie al bastone elettronico per non vedenti

Par : Caterina
10 décembre 2025 à 10:37

Immaginate di arrivare in una stazione ferroviaria affollata in un giorno di partenze. Gli annunci scorrono rapidi dall’altoparlante, i tabelloni lampeggiano indicando cambi di binario e decine di persone si muovono tra scale mobili, ascensori e corridoi.

Ora provate a chiudere gli occhi e a immaginare di dover affrontare quello stesso scenario senza poter contare sulla vista. Anche il gesto apparentemente più semplice, come trovare il binario giusto o orientarsi verso l’uscita, può sembrare un ostacolo insormontabile che può paralizzare.

Per milioni di viaggiatori non vedenti o ipovedenti, questo non è un esercizio di immaginazione, ma la realtà quotidiana di ogni viaggio. Spostarsi in autonomia è ancora una sfida complessa, soprattutto quando si affrontano luoghi sconosciuti o si viaggia in contesti caotici come aeroporti e stazioni.

I numeri del turismo accessibile

Questa difficoltà non riguarda una minoranza marginale, ma un numero enorme di persone. In Europa oltre 80 milioni di cittadini hanno una disabilità, e molti di loro si spostano regolarmente per lavoro, studio o turismo. L’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) definisce l’accessibilità un diritto universale, ricordando che tutti devono avere la possibilità di viaggiare in autonomia.

C’è anche un impatto economico rilevante: secondo l’ENAT, la rete europea per il turismo accessibile, il settore genera decine di miliardi di euro l’anno. Non bisogna dimenticare che chi viaggia con una disabilità visiva raramente lo fa da solo, e spesso è accompagnato da familiari o amici. Rendere accessibili destinazioni, trasporti e strutture significa quindi intercettare un bacino di viaggiatori ancora più ampio.

In Italia, dove il turismo è uno dei motori principali dell’economia, investire in accessibilità non è solo un dovere etico, ma anche un’opportunità concreta di sviluppo.

Le difficoltà del viaggio per chi non vede

Viaggiare senza poter contare sulla vista significa affrontare ostacoli continui. Nelle stazioni e negli aeroporti, gran parte delle informazioni è disponibile solo in forma visiva: cartelli, monitor, segnaletica a colori. Gli annunci vocali, quando presenti, non sempre sono chiari o tempestivi.

Negli hotel, i corridoi lunghi e privi di riferimenti tattili rendono difficile orientarsi. Nei musei, le didascalie delle opere sono spesso inaccessibili. Persino un semplice attraversamento pedonale davanti a un luogo turistico può diventare rischioso se non ci sono semafori sonori o marciapiedi a norma.

Tutte queste barriere hanno un impatto immediato, perché rallentano i tempi, riducono la sicurezza e aumentano lo stress. In molti casi portano a rinunciare a esperienze che dovrebbero essere alla portata di tutti. Per questo l’arrivo di soluzioni tecnologiche pensate appositamente per i non vedenti rappresenta una svolta.

Un alleato hi-tech per orientarsi

Tra le innovazioni più interessanti c’è WeWALK, un bastone elettronico progettato per accompagnare i non vedenti nei loro spostamenti quotidiani e nei viaggi. Non sostituisce il bastone bianco tradizionale, ma lo arricchisce con funzioni digitali che ne ampliano le possibilità.

Il dispositivo integra sensori a ultrasuoni che segnalano la presenza di ostacoli sospesi, come cartelli o rami, attraverso vibrazioni sull’impugnatura. È collegato a un’app che sfrutta Google Maps per fornire indicazioni vocali passo dopo passo, semplificando la navigazione urbana.

Un touchpad integrato consente di gestire lo smartphone senza doverlo estrarre dalla tasca, e la compatibilità con assistenti vocali come Siri e Google Assistant permette di interagire in modo naturale.

Grazie agli aggiornamenti software, il bastone si arricchisce periodicamente di nuove funzioni, restando sempre attuale. Non è quindi un semplice ausilio, ma uno strumento che cresce nel tempo, adattandosi alle esigenze degli utenti.

WeAssist: viaggiare con un supporto remoto

Il viaggio non è fatto solo di percorsi lineari, ma ci sono momenti critici in cui la tecnologia deve integrarsi con l’assistenza umana. È in questo contesto che nasce WeAssist, un servizio che combina intelligenza artificiale e operatori remoti per offrire supporto personalizzato.

Immaginiamo, ad esempio, un passeggero che arriva in un aeroporto internazionale per prendere un volo con scalo. Grazie a WeWALK, può muoversi nei corridoi seguendo le indicazioni vocali dell’app. Ma nel momento in cui deve affrontare un terminal affollato, con gate che cambiano all’ultimo minuto, può attivare il supporto remoto. Un operatore, vedendo la sua posizione GPS e ricevendo informazioni in tempo reale, lo guida passo dopo passo fino al gate corretto.

Il bastone per non vedenti WeWalk

Lo stesso vale per una stazione della metropolitana con più linee e scale mobili. Invece di dover chiedere aiuto a sconosciuti, l’utente può contare su una guida dedicata che lo accompagna a distanza. Questo servizio riduce lo stress e restituisce fiducia, trasformando un’esperienza potenzialmente caotica in un percorso gestibile.

Turismo accessibile come diritto universale

Il turismo è spesso un lusso, ma potrebbe essere un diritto riconosciuto a livello internazionale, dato che l’UNWTO lo definisce un elemento essenziale per la crescita personale e sociale, e sottolinea che deve essere garantito a tutti.

Investire in accessibilità non significa soltanto eliminare barriere architettoniche, ma anche creare condizioni per un’esperienza completa. Chi viaggia non cerca solo di spostarsi da un punto all’altro: vuole scoprire, conoscere, partecipare. Rendere un museo, un centro storico o un sentiero accessibile significa includere milioni di persone che altrimenti resterebbero escluse.

Dal punto di vista economico, il turismo accessibile genera benefici diffusi. Ogni viaggiatore con disabilità visiva spesso è accompagnato da familiari o amici, e questo moltiplica l’impatto sul settore alberghiero, sulla ristorazione e sui trasporti. Creare destinazioni inclusive significa quindi aprirsi a un mercato ampio e fedele.

AIM e le smart city turistiche

WeWALK non è solo un dispositivo tecnologico, ma parte di un progetto più grande: AIM (Accessible Innovation for the Blind), che coinvolge direttamente le persone cieche nello sviluppo delle soluzioni, promuove programmi di formazione digitale e porta il tema dell’accessibilità nelle agende politiche.

Per il turismo questo è fondamentale, perché significa che le innovazioni non nascono in laboratorio, ma dall’esperienza quotidiana di chi viaggia. AIM Training, in collaborazione con Microsoft, offre percorsi formativi che aiutano gli utenti a utilizzare al meglio strumenti digitali e app, rendendo più fluido ogni spostamento.

Il legame con le smart city è immediato. Una città che investe in accessibilità non lo fa solo per i residenti, ma diventa anche una destinazione più attrattiva per i turisti. Percorsi pedonali senza barriere, segnaletica sonora, informazioni vocali sui trasporti pubblici migliorano la vita di chi ci vive e l’esperienza di chi la visita. E in questo senso, turismo e urbanistica si intrecciano, perché una città più inclusiva è anche una città più accogliente.

Consigli pratici per un viaggio più semplice

Prima della partenza è utile preparare l’itinerario nell’app: salvare indirizzi di hotel, fermate principali e punti di interesse riduce le incertezze nelle fasi critiche del viaggio. Se il percorso attraversa aree con copertura incerta, è prudente scaricare le mappe offline e verificare lo stato di batteria di telefono e bastone.

In aeroporto o in stazione, conviene identificare punti di riferimento fissi (desk informazioni, ascensori principali, varchi d’imbarco) e creare “preferiti” nell’app per poterli raggiungere rapidamente.

Nelle strutture ricettive, una breve telefonata prima dell’arrivo aiuta a concordare esigenze specifiche (ad esempio l’accompagnamento fino alla camera, illustrazione del percorso verso la sala colazione o l’uscita).

Per l’audio, auricolari a conduzione ossea o mono-aurali permettono di ascoltare le indicazioni mantenendo l’orecchio libero per i suoni dell’ambiente. È ovviamente utile portare un cavo di ricarica rapido e una power bank.

In caso di spostamenti particolarmente complessi, fissare una finestra oraria con WeAssist consente di avere un supporto remoto già pronto. Sono accorgimenti semplici che, sommati, rendono l’esperienza più fluida e autonoma.

Italia e prospettive future

L’Italia, con il suo patrimonio culturale e paesaggistico, è uno dei Paesi più visitati al mondo. Ma la ricchezza di attrazioni non basta se mancano le condizioni per fruirne in autonomia. Rendere il turismo accessibile significa garantire non solo il diritto al viaggio, ma anche la competitività di un settore che rappresenta oltre il 10% del PIL nazionale.

Negli ultimi anni, il tema è entrato nell’agenda politica anche grazie ai fondi europei e al PNRR, che dedica risorse a digitalizzazione e inclusione. Questo apre la strada a progetti concreti come stazioni ferroviarie con percorsi tattili e informazioni vocali, musei con audioguide inclusive, alberghi con applicazioni collegate agli ausili digitali.

Il turismo accessibile non è un costo, ma un investimento: strutture più inclusive attirano nuovi clienti, fidelizzano famiglie intere e rafforzano la reputazione del territorio.

In questo quadro, la presenza di WeWALK Italia come rivenditore ufficiale del dispositivo rappresenta un’opportunità per diffondere tecnologie già operative e integrarle nelle strategie del settore travel.

Viaggiare in autonomia non è più un sogno

Tornando alla scena iniziale della stazione affollata: la differenza tra affrontarla a mani nude e farlo con un ausilio come WeWALK è enorme. Nel primo caso si rischia di perdere tempo, di sbagliare direzione, di dover dipendere dall’aiuto altrui. Nel secondo si guadagna autonomia, sicurezza e serenità.

Il turismo accessibile non è un tema di nicchia, ma una questione universale che riguarda milioni di persone e che produce benefici economici e sociali. Grazie a soluzioni come il bastone elettronico per non vedenti WeWalk, viaggiare in autonomia non è più un sogno irraggiungibile, ma un diritto che può essere esercitato ogni giorno.

Perché un viaggio non è solo spostarsi da un luogo all’altro: è sentirsi parte di un mondo che ti accoglie senza barriere.

Vita lenta fra mare e natura: la Sardegna, il luogo perfetto dove abitare

Par : Caterina
8 octobre 2025 à 09:57

C’è un luogo dove il tempo scorre diversamente, i suoni si fanno leggeri e la natura è parte del quotidiano. Un luogo nel quale si arriva quando il desiderio di rallentare si fa urgente, dove il rumore del mare, l’aria carica di salsedine e la luce intensa della costa sembrano offrire la risposta a un bisogno profondo: vivere meglio.

È la Sardegna, isola di silenzi rigeneranti e orizzonti infiniti, dove il mare incontra la terra con una bellezza selvaggia e luminosa. E, sulla costa nord-orientale, la rinomata Costa Smeralda custodisce ancora angoli intatti e suggestioni senza tempo, con calette nascoste, sentieri panoramici tra i profumi della macchia mediterranea e cieli che cambiano colore all’ora del tramonto.

In questo luogo le giornate scorrono lente e luminose, il tempo riprende la sua forma naturale e le distanze si misurano in respiri profondi e sguardi sul blu. Qui, anche i gesti più semplici – un caffè al sole, una passeggiata tra le rocce chiare, un bagno al tramonto – si caricano di significato, diventano rituali che riconnettono con il presente.

Ma riscoprire uno stile di vita autentico non è un sogno da vacanza: è una possibilità concreta, che sempre più persone decidono di cogliere per cambiare ritmo e ritrovare se stesse. Ed è questo equilibrio tra natura e quiete a rendere la Sardegna il luogo perfetto per chi desidera staccarsi dal caos e scegliere uno stile di vita più semplice e autentico.

Vivere in Sardegna: rallentare il ritmo e ritrovare un equilibrio con la natura

Acquistare una casa in Sardegna non è solo una scelta immobiliare, è un investimento emotivo, un atto di riconciliazione con il proprio tempo. Significa scegliere dove e come vivere, senza compromessi.

Che si tratti di un rifugio estivo, di una seconda casa per le vacanze o del luogo in cui immaginare il proprio futuro, vivere qui significa abbracciare un’esistenza più lenta, fatta di passeggiate sul bagnasciuga e colazioni con vista sul mare, liberarsi dall’urgenza, lasciarsi attraversare dal paesaggio, riscoprire il valore del silenzio e del vuoto.

Significa poter camminare a piedi nudi sulla pietra scaldata dal sole, ascoltare il vento tra i ginepri e ritrovare un rapporto genuino con l’ambiente e con se stessi. Gli appartamenti sul mare in Sardegna rappresentano non solo uno spazio da abitare, ma una scelta esistenziale per vivere con lentezza, circondati da paesaggi che curano.

E nella Costa Smeralda, territorio esclusivo e riservato, l’abitare si trasforma in privilegio: quello di svegliarsi ogni giorno in uno dei paesaggi più affascinanti del Mediterraneo. Qui ogni casa è immersa nel verde, affacciata sul blu, costruita per convivere armoniosamente con l’ambiente.

Una casa che non è solo uno status symbol, ma anche un rifugio personale, un luogo di radicamento e rigenerazione. E chi desidera fare questo passo ha bisogno di una guida affidabile, capace di tradurre un sogno in realtà.

Immobiliare Davoli: un punto di riferimento per chi cerca esclusività e tranquillità

In un mercato dove la bellezza paesaggistica incontra l’esigenza di affidabilità, Immobiliare Davoli rappresenta una certezza. Nata dalla visione di Claudio Giuntoli, che negli anni ’70 lasciò Milano dopo essersi innamorato della Costa Smeralda e delle sue prime ville a Porto Rotondo, Immobiliare Davoli è oggi una delle agenzie di riferimento per chi cerca appartamenti sul mare in Sardegna di prestigio.

La tradizione imprenditoriale della famiglia Davoli, saldamente radicata tra Porto Rotondo e Porto Cervo, si è consolidata in decenni di attività, e continua a ispirare il lavoro quotidiano dell’agenzia.

Oggi l’azienda opera con una struttura professionale ben definita: sede principale a Porto Rotondo e una sede legale a Milano, per evidenziare i legami tra territorio e clientela internazionale. È associata a Fiaip e risulta visibile su molte piattaforme immobiliari, dove pubblica regolarmente annunci di immobili di pregio, dalle ville con piscina ai trilocali vista mare, fino a proposte di affitto stagionale e a lungo termine.

L’agenzia seleziona,  per i suoi clienti nel cuore della Costa Smeralda, solo immobili che interpretano davvero il concetto di casa-luogo: villas immerse nel verde con viste mozzafiato, bilocali nei villaggi privati affacciati sul porto, o appartamenti nei quartieri eleganti come “Parioli” o “Country”.

Ogni proposta viene selezionata con attenzione, privilegiando non solo il pregio architettonico, ma anche la qualità del contesto e la coerenza con lo stile di vita sardo. Le case trattate da Davoli non sono semplici costruzioni, ma spazi abitativi pensati per integrarsi armoniosamente con il territorio e offrire un’esperienza abitativa piena, rilassante e duratura.

La filosofia dell’agenzia è chiara: affiancare il cliente non solo come compratore di una proprietà, ma come protagonista di un lifestyle. In questi decenni di lavoro, Immobiliare Davoli ha curato la vendita di immobili prestigiosi per grandi manager e imprenditori italiani e internazionali, costruendo nel tempo una reputazione fatta di serietà, riservatezza e conoscenza capillare del territorio.

Un’occasione da cogliere adesso

La Costa Smeralda è oggi uno dei mercati immobiliari più solidi e ambiti del Mediterraneo. Secondo gli ultimi report del settore, le proprietà di lusso nella zona – in particolare a Porto Cervo e Porto Rotondo – registrano valori al metro quadro superiori a quelli di destinazioni iconiche come Ibiza o la Costiera Amalfitana.

In alcuni casi si possono raggiungere punte di 30–32 mila euro al metro quadro per le ville più esclusive, con una domanda costante anche nei mesi di bassa stagione grazie alla reputazione internazionale della destinazione.

Ma ciò che rende questa area davvero interessante per chi desidera acquistare una casa non è solo il valore dell’investimento, ma la combinazione unica tra bellezza naturale, privacy, servizi di alto livello e stabilità nel tempo.

Un immobile in Costa Smeralda non è normalmente soggetto alle fluttuazioni del mercato come in altre località turistiche: conserva valore, attira interesse internazionale e rappresenta una forma di patrimonio tangibile, trasmissibile e duraturo.

La Sardegna, con la sua natura potente e la sua identità profonda, continua a esercitare un richiamo universale. Ecco perché oggi è il momento giusto per valutare un acquisto in Sardegna: perché si può ancora scegliere, con il supporto di un’agenzia storica come Immobiliare Davoli, una proprietà che non è solo un bene, ma un rifugio, un investimento emotivo e un’eredità per il futuro.

Pedalando sulla Via degli Dei: i consigli per tratte con soste di puro relax

Par : Caterina
19 juin 2025 à 12:21

Sentieri fra i boschi di faggi, sterrati sull’Appennino, salite ripide seguite da discese in cui correre e divertirsi: la Via degli Dei è il luogo perfetto per chi vuole regalarsi una vacanza a base di pedalate e soste di puro relax. Un percorso bellissimo da fare in sella ad una bici, per perdersi fra panorami mozzafiato, natura e storia senza però dimenticare di avere sempre un appoggio, un punto di ristoro dove soggiornare e godersi anche la buona cucina, come l’Albergo Ristorante Poli, incastonato in uno splendido scenario naturale.

Sulla Via degli Dei in bici: un viaggio imperdibile

Ma cos’è la Via degli Dei? Se siete amanti delle pedalate, volete trovare posti magici da visitare e non la conoscete, ecco:  è un percorso di circa 130 km che attraversa le bellezze dell’Appennino Tosco-Emiliano, collegando idealmente Bologna e Firenze. Un viaggio che porta alla scoperta di strade millenarie antichissime, boschi e sentieri inesplorati da scoprire con la propria bici. Teoricamente, il mezzo migliore per affrontare questo percorso è la mountain bike, biammortizzata oppure front, per sfidare senza paura anche i tratti più difficili.

C’è però da dire che in generale la tratta è piuttosto semplice da percorrere: si può infatti anche salire in sella a una bici gravel, seguendo una traccia specifica e in questo caso il percorso sarà quasi del tutto simile a quello a piedi. La Via degli Dei in bici, comunque, è l’ideale per godersi il paesaggio e visitare tutte le attrazioni che si incontreranno lungo il tragitto che, lo ribadiamo, è praticabilissimo: l’inizio e la fine del percorso sono pianeggianti e perfettamente scorrevoli, cosa che permette di fare una pedalata rilassante per ammirare sia Bologna che Firenze.

La parte centrale che porta alla scoperta dell’Appennino presenta, ovviamente, un terreno vario, con pendenze anche importanti. Proprio per questo, per prendere un po’ di fiato e godere ancora meglio di quella che è una zona particolarmente suggestiva, con paesaggi favolosi, piccoli borghi e boschi, è d’obbligo una sosta riposante e rinvigorente e l’Albergo Ristorante Poli è davvero l’ideale: come accennavamo è un luogo immerso nella natura, fra tradizione culinaria e bellezza, in cui godersi una pausa.

Una pausa all’Albergo Ristorante Poli

Situata in località Madonna dei Fornelli, la struttura offre camere confortevoli e aree relax, ma soprattutto un ambiente rilassato in cui recuperare le energie dopo una lunga pedalata. Nell’albergo infatti è presente un ambiente in comune dotato di sauna da quattro persone e idromassaggio. Senza contare il giardino in cui regalarsi attimi di benessere, ammirando le foto scattate in viaggio, chiacchierando o semplicemente contemplando in silenzio la natura rigogliosa.

A rendere tutto ancora più unico è l’esperienza culinaria che si può vivere in questo albergo, grazie ad un ristorante in cui gustare i piatti della tradizione, preparati rigorosamente in casa e usando prodotti del territorio, genuini e sani, come gli gnocchi freschi ai funghi, le tagliatelle con il ragù Bolognese e i tortellini in brodo, ma anche le lasagne verdi e tanti piatti a base di tartufo, senza dimenticare secondi fra tradizione e autenticità come la tagliata di manzo, gli arrosti misti e le scaloppine ai porcini, ma anche i salumi bolognesi e, su ordinazione, la fiorentina di chianina e cinghiale. E sì, ci sono anche i dolci: mascarpone, zuppa inglese, torta di mele, crème caramel e semifreddo al torroncino.

L’itinerario in bici sulla Via degli Dei: prima tappa

Come abbiamo detto, l’Albergo Ristorante Poli si trova in località Madonna dei Fornelli, dunque se si vuole approfittare di questa struttura incantevole, l’itinerario ideale in bici sulla Via degli Dei parte da Bologna per un percorso di 56,40 km e un tempo di percorrenza di circa 6 ore. Si parte dalla stazione FS di Bologna, imboccando via Indipendenza sino a piazza Maggiore, punto di partenza della Via degli Dei. Pedalando lungo via Saragozza si arriverà poi al portico di San Luca per raggiungere il Santuario della Beata Vergine di San Luca. I portici offrono un’esperienza unica, che diventa esaltante soprattutto durante la ridiscesa verso il fiume Reno.

Dopo essersi goduti il panorama dall’alto, infatti, si imbocca la via de Bregoli che conduce lungo le rive del Reno sino a Sasso Marconi. Qui ci si ritrova nel cuore dell’Oasi San Gherardo e, dopo aver attraversato il ponte Vizzano, si raggiunge via delle Orchidee. Non prima di aver ammirato la vite del Fantini, una straordinaria pianta centenaria che fu scoperta nel 1961. Lungo la strada fra Badolo e Brento, realizzando una piccolissima deviazione, si può arrivare al Colombario di Monte del Frate. Una cavità profonda caratterizzata da due grandi aperture e delle piccole nicchie legate ad un mistero: sono allevamenti di colombi o antiche sepolture?

Dopo questa sosta suggestiva si arriva al Monte Adone per godersi una vista straordinaria, fra foto e momenti di relax. Per ripartire poi in direzione Madonna dei Fornelli e… fermarsi all’Albergo Ristorante Poli, ovviamente.  Da qui, poi, si potrà intraprendere la seconda tappa del viaggio sulla Via degli Dei in bici e conduce da Madonna dei Fornelli a San Piero a Sieve.

La seconda tappa

Il percorso della seconda tappa è lungo 42,50 km e dura all’incirca 5 ore. Dopo aver passato la notte in un ambiente accogliente, caratterizzato da un design minimalista, e dopo aver respirato un’atmosfera calda e accogliente, si può imboccare il tratto in direzione monte dei Cucchi e attraversando un suggestivo bosco di faggi si discende sino al quadrivio di Pian di Balestra.

Qui si trovano non solo le indicazioni per la Strada Romana, ma anche il confine fra Emilia e Toscana. In questa zona il paesaggio è davvero spettacolare, con prati immensi e alberi, ma soprattutto un lago. Un viaggio caratterizzato da profumi intensi e colori vivaci, sino ad arrivare alla Piana degli Ossi, in cui si trovano le antiche fornaci di calce. A questo punto ci troviamo esattamente a metà del percorso. Superando il bivio per Bruscoli si sale sino alle Banditacce, il punto più alto ed emozionante del sentiero. Nella discesa in direzione la Futa è possibile fermarsi per osservare i resti della via Flaminia Militare, conservati alla perfezione e ricchi di fascino.

Al Passo della Futa invece si trova il cimitero germanico. Si tratta del più grande d’Italia con ben 30mila salme di soldati tedeschi morti sul territorio italiano durante l’ultima guerra mondiale. Il viaggio continua verso Monte Gazzaro. Va sottolineato che non si può salire lungo il crinale con la mountain bike, ma bisogna necessariamente prendere il sentiero che scende a destra all’incrocio. In fondo alla discesa si trova un luogo tanto mitico quanto oscuro: l’Osteria Bruciata. Qui tanto tempo fa si trovava una locanda famosa per i suoi piatti di carne, in realtà preparati con i poveri resti degli avventori che, dopo essere stati derubati, venivano uccisi brutalmente dal proprietario.

Una sosta è d’obbligo anche a Sant’Agata, per passeggiare fra le stradine e perdersi nei musei d’arte. Prima di tornare in sella alla propria bici e riprendere il cammino. Sarà una strada sterrata, che diventerà in seguito asfaltata, a condurvi sino a San Piero a Sieve. La terza tappa inizia da San Piero a Sieve e conduce sino a Firenze con una lunghezza di 33,90 km e una percorrenza di 4 ore. Si inizia imboccando la strada sterrata sino ad arrivare alla villa medicea di Cafaggiolo. Fra le residenze preferite di Lorenzo il Magnifico, in passato questa villa era teatro di adunanze di mercanti, letterati, gentildonne, artisti, papi e principi. Qui si organizzavano convegni, battute di caccia e feste contadine, in un’atmosfera suggestiva che si respira ancora oggi.

Il secondo punto di interesse è il Castello del Trebbio da cui si scende verso Tagliaferro, raggiungendo poi la Badia del Buonsollazzo. Un’antica abbazia che risale al XI secolo. Oggi in stato di abbandono, conserva ancora i resti dell’antica gloria. Sulla facciata settecentesca infatti si può ammirare lo stemma mediceo voluto da Cosimo III dei Medici che decise di rifare la chiesa attuale aggiungendola al chiostro del XV secolo. Da qui il percorso si insinua nel bosco per arrivare al paese di Bivigliano dove si trova il convento di Monte Senario che domina l’intera vallata di Mugello. L’eremo è fra i più famosi e importanti del territorio, fondato nel 1233 e per la precisione l’8 settembre quando sette monaci fiorentini decisero di abbandonare la vita agiata per diventare eremiti e fondarono l’Ordine dei servi di Maria.

Il convento si raggiunge seguendo una via antica suggestiva lungo cui si trovano i tabernacoli della Via Crucis. All’interno della chiesa invece è possibile ammirare dei meravigliosi dipinti. Dopo aver lasciato il convento di Monte Senario è possibile proseguire verso Poggio le Croci, lungo la strada che porta verso Borgo San Lorenzo. Si risale poi verso il passo della Catena, verso San Michele a Muscoli. L’area è selvaggia e naturale, con panorami caratterizzati da grandi prati che, nella stagione giusta, sono fioriti a perdita d’occhio. In alcuni periodi dell’anno inoltre è possibile ammirare le orchidee selvatiche, una specie rarissima che cresce in questi luoghi.

In pochissimo tempo si raggiunge Fiesole e, dopo essere arrivati alla piazza, si seguono le indicazioni per Firenze. Fra le particolarità di questa parte di percorso c’è la presenza di Monte Ceceri. Pochi lo sanno, ma questo luogo venne utilizzato nel 1506 da Leonardo Da Vinci come trampolino per cercare di collaudare la sua macchina del volo. Per entrare in città si dovrà poi attraversare il ponte sul fiume Mensola, raccontato anche da Boccaccio. Sino ad arrivare alla Piazza della Signoria, punto d’arrivo di un viaggio meraviglioso in sella alla propria bicicletta, pedalando su sentieri inaspettati e ricchi di fascino.

Un viaggio tra storia e sapori, nel cuore della Basilicata

Par : Caterina
28 mai 2025 à 13:11

Profumi, sapori e paesaggi unici: la Basilicata è una terra magica, ricca di infinite suggestioni. Un luogo in cui il tempo sembra essersi quasi fermato e i panorami lasciano senza fiato, incantando i visitatori. Una terra fatta di semplicità e genuinità, costellata di piccole città e di borghi in cui la storia abbraccia la natura e ogni scorcio sembra uscito da un dipinto. Qui, secoli di storia si mescolano a bellezze architettoniche, colline verdi, valli infinite e monti, ma anche a specialità locali che raccontano l’anima autentica del territorio.

Tra questi luoghi senza tempo, Venosa brilla come una gemma incastonata tra le morbide colline vulcaniche del Vulture. Città natale del poeta latino Quinto Orazio Flacco, simbolo del celebre Carpe Diem, e del madrigalista Carlo Gesualdo, Principe di Venosa, questo borgo affascinante è un viaggio nell’arte, nella cultura e nel gusto. Passeggiare per le sue vie significa attraversare secoli di storia: tra un castello aragonese, antichi mosaici romani, chiese medievali e resti dell’epoca imperiale, ogni angolo racconta qualcosa.

Una perla che profuma di vino

Ma a Venosa la bellezza non si ferma alla vista: si respira, si assapora. È il profumo del vino, dell’Aglianico del Vulture, rosso intenso e potente, che domina i calici e i racconti, prodotto d’eccellenza che nasce tra filari ordinati e paesaggi incantati. A due passi dal centro storico, in particolare, tra silenzi e tramonti dorati, si trova la Cantina di Venosa, fondata da un gruppo di viticoltori locali, che oggi è fra le realtà cooperative più rilevanti del Sud Italia, con più di 350 soci e una produzione che punta alla qualità.

Qui a Venosa il vino è buono, anzi eccellente, scriveva lo scrittore scozzese Norman Douglas. Ed è davvero così. Gli impianti sono modernissimi, ma ciò che rende speciale ogni bottiglia è l’incontro tra innovazione e tradizione. Ogni fase della lavorazione è seguita con attenzione: dalla vendemmia manuale alla selezione scrupolosa delle uve migliori, dalla macerazione lenta e controllata alla fermentazione. L’affinamento avviene in pregiati carati di rovere francese e di Slavonia, che donano al vino struttura, eleganza e profondità. Il risultato è un prodotto di qualità superiore, capace di esprimere non solo gusto, ma anche identità e memoria.

Filari Venosa
Fonte: Cantine Venosa
I filari di Venosa

Un vino che non si beve soltanto: si vive. Come Venosa stessa, un piccolo universo dove la natura, la cultura e il buon vivere si incontrano, regalando a chi arriva un’esperienza profonda, vera, indimenticabile. Lontana dall’overtourism, ricca di autenticità, sapori e cultura, Venosa è il luogo perfetto per un viaggio che rigenera corpo e anima. E il punto perfetto per iniziare questo percorso fatto di relax e gusto è proprio Cantina di Venosa, che non è “solo” una cantina, ma un vero e proprio viaggio attraverso la cultura e i sapori di una terra generosa e straordinaria.  Qui è possibile visitare i locali di affinamento e provare una degustazione vini direttamente in cantina, scoprendo le curiosità riguardo la produzione dell’Aglianico, dalla grande personalità.

L’anima liquida di Venosa

L’Aglianico del Vulture, infatti, è molto più di un vino: è l’anima liquida di una terra antica. Secondo la tradizione, furono gli antichi Greci a portarlo in Italia durante la fondazione di Cuma. Il suo nome, originariamente Hellenica, si trasformò in Hellanica e poi in Aglianico durante il dominio aragonese nel Regno di Napoli. Un vino che attraversa i secoli, nato tra le colline vulcaniche del Vulture, dove il terreno nero e minerale dona all’uva un profumo raffinato e un gusto profondo, quasi mistico.

Il vitigno, coltivato in queste terre aspre e generose, ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata, grazie a una combinazione perfetta di gradazione alcolica robusta, acidità equilibrata e una personalità vulcanica, densa, vellutata, con tannini appena accennati. Tra le etichette più iconiche c’è il Carato Venusio, Aglianico del Vulture Superiore DOCG, fiore all’occhiello della Cantina di Venosa: un rosso rubino intenso, asciutto, elegante, pensato per accompagnare piatti decisi come arrosti e formaggi stagionati.

Ma la cantina offre un ventaglio di esperienze sensoriali ancora più ampio: dal Matematico, blend di Aglianico e Merlot affinato in barrique francesi, al Gesualdo DOP, rosso porpora profondo, dal bouquet inebriante di frutti neri maturi e spezie. E poi il Verbo Rosato IGP, la Malvasia Verbo Bianco, il Terre di Orazio nelle sue varianti Aglianico, Rosé, Dry Muscat; i Vignali rossi, bianchi e spumanti; fino ai profumati Virgola, eleganti bollicine rosate o bianche, dolci o brut, che raccontano una Basilicata moderna ma fedele alle sue radici.

Degustare questi vini significa fare un viaggio sensoriale attraverso il tempo e lo spazio, tra storie antiche e passioni nuove, tra colline baciate dal sole e mani che, da generazioni, coltivano eccellenza con amore. Naturalmente, l’accoglienza è quella lucana: calorosa, genuina, fatta di piatti a base di salsiccia lucana e peperoni cruschi, di zuppe fragranti con fave e cicoria accompagnate dal pane, di lagane e ceci e di assaggi di caciocavallo podolico, che accompagnano il vino e lo completano, arrivando dritti al cuore.

Un borgo storico sorprendente

Un borgo che profuma di vino e racconta una storia lunga secoli, capace di condurci in una Basilicata che pochi conoscono: quella delle colline vulcaniche, della natura incontaminata e dei silenzi che rigenerano. Venosa è un luogo sospeso nel tempo, dove la bellezza si svela lentamente, tra scorci antichi e atmosfere che incantano. Passeggiando fra le sue vie acciottolate, ci si ritrova immersi in un patrimonio straordinario: il Castello Aragonese, imponente e severo, veglia da secoli sul paese, mentre poco distante si aprono le meraviglie del Parco Archeologico, con l’anfiteatro romano, le terme, i mosaici e i resti di domus patrizie che raccontano l’età imperiale.

Venosa di notte
Fonte: Cantine Venosa
Venosa di notte

La visita continua nella Chiesa della Santissima Trinità, dove sacro e storia si fondono, e poi nella cosiddetta Incompiuta, una cattedrale mai terminata, misteriosa e affascinante, che lascia chiunque senza parole. E ancora, la Casa di Orazio è una tappa irrinunciabile per chi vuole respirare il passato. Ogni angolo di Venosa parla, sussurra, accoglie. C’è una poesia fatta di pietra e silenzio, una bellezza antica che non ha bisogno di clamore per farsi ricordare. Venosa è un viaggio nell’anima della Basilicata: autentica, profonda, indimenticabile.

Weekend di trekking e relax: dove (e come) trovare il connubio perfetto

Par : Caterina
19 mai 2025 à 16:25

Un cammino lungo all’incirca 130 km che unisce, come un filo rosso, Bologna e Firenze, percorrendo l’appennino Tosco-Emiliano: si tratta della Via degli Dei. Un percorso eccezionale da godersi durante un weekend di trekking che può coniugare meraviglie storiche, paesaggi tipici da ammirare e… relax, ovviamente, se si sceglie di soggiornare in un luogo suggestivo e accogliente come l’Albergo Ristorante Poli, che oltre a offrire uno spaccato naturale senza pari propone gustosi piatti tipici da degustare.

Sulla Via degli Dei fra trekking e relax

Ma andiamo per ordine: l’Albergo Ristorante Poli ha delle straordinarie camere che si affacciano proprio sulla Via degli Dei, che ripercorre un’antichissima strada denominata Flaminia Militare. Risalente al 187 a.C, veniva utilizzata dagli antichi Romani ed è stata voluta dal console romano Caio Flaminio, ma ancora oggi conserva tratti di selciato romano e regala un viaggio imperdibile fra paesaggi, natura incontaminata e storia.

Non è un caso che gli appassionati di trekking la adorino: si può percorrere a piedi, con un percorso che dura dai 2 ai 5 giorni, suddiviso in tappe in base al livello di preparazione e alle singole esigenze. La peculiarità è che le tappe sono varie e permettono di organizzare anche un weekend, che permette contestualmente di assaporare il fascino di questi luoghi e goderne appieno. Lungo il tragitto d’altronde sono disponibili diversi mezzi pubblici che permettono di alternare le camminate con spostamenti più veloci da un punto all’altro.

Ciò che rende davvero unica la Via degli Dei, come dicevamo, è anche la sua capacità di unire idealmente due città di straordinaria bellezza: Bologna e Firenze. Da una parte troviamo la meravigliosa Bologna, una città dalle mille sfaccettature. La Dotta, che accoglie l’Università più antica al mondo, La Grassa, con le sue osterie e le botteghe in cui assaporare la cucina tradizionale, e la Rossa, caratterizzata dagli edifici medievali in mattoni rossi e dai portici.

Dall’altra parte svetta Firenze, fiera e stupenda. Una città simbolo del Rinascimento e culla dell’Umanesimo, con palazzi signorili e chiese che custodiscono opere d’arte e immensi tesori. Fra le due città si estende un territorio tutto da scoprire: l’Appennino Tosco-Emiliano con le sue riserve naturali, le fortezze, i castelli e i santuari pronti ad accogliere i visitatori che intraprendono il cammino. E nel mezzo? Non manca uno straordinario luogo di ristoro, l’Albergo Ristorante Poli, che permette di assaporare la cucina locale, rilassarsi e vivere la vita lenta, lontano dal traffico e dal caos cittadino.

Cosa fare un weekend sulla Via degli Dei

Sì, l’Albergo Ristorante Poli è un luogo stupendo, immerso nella natura e in una posizione strategica, a soli 12 km dall’autostrada Bologna-Firenze. È il rifugio perfetto per chi vuole andare alla scoperta dell’appennino Tosco-Emiliano, nonché la meta ideale per tutti gli escursionisti che scelgono di percorrere questo antico tracciato. Dispone infatti di camere spaziose, alcune delle quali con ampie balconate, sauna per 4 persone e doccia idromassaggio nell’area comune, ideali per chi vuole rilassarsi dopo il trekking.

La struttura è poi dotata di un rigoglioso giardino e di un ampio parcheggio privato per i clienti, un’area sosta per campeggiatori con doccia e servizi annessi completamente gratuiti dove la pulizia è impeccabile. Inoltre è arredato in modo moderno e ha cura anche del palato degli avventori: il ristorante è il suo fiore all’occhiello. Il posto giusto in cui lasciarsi conquistare da sapori autentici e genuini, con piatti che sanno di casa, di tradizione e di autenticità. Come le tagliatelle con il ragù bolognese o gli gnocchi freschi ai funghi, ma anche i tortelloni e i tortellini rigorosamente fatti a mano. Per non parlare delle specialità al tartufo: piatti da assaporare dopo una lunga passeggiata, che scaldano il cuore e conquistano, un boccone dopo l’altro, regalando un momento magico in una vacanza semplicemente perfetta.

Itinerario sulla Via degli Dei: natura, buon cibo e bellezza

Sfruttando l’Albergo Ristorante Poli come punto arrivo e ristoro, si possono percorrere diversi itinerari speciali. In un weekend è possibile scegliere una o due tappe della Via degli Dei, per godersi al massimo la bellezza di una vacanza fatta di natura, storia e buon cibo. Qui proponiamo un percorso ottimo anche per chi è poco esperto, in un tratto che va da Bologna al Passo della Futa, particolarmente ricco di luoghi da scoprire, sapori, profumi e colori unici. Un viaggio da dividere in due o tre giorni, per godersi un weekend senza pensieri, decisamente slow e rilassante.

Il percorso parte da Piazza Maggiore, nel cuore di Bologna, in direzione del Santuario della Beata Vergine di San Luca. Un cammino che porta alla scoperta del celebre portico di San Luca con ben 600 arcate e una lunghezza di 4 km. Arrivati a San Luca il panorama vi lascerà senza fiato e dopo una breve pausa sarà già il momento di ripartire verso Casalecchio di Reno, lungo il fiume Reno. A poca distanza si trova l’Oasi Naturalistica di San Gherardo, in cui lasciarsi conquistare dalla bellezza incontaminata della natura e da paesaggi che riempiono gli occhi e accarezzano l’anima. Da qui si prosegue per Badolo, verso Brento, sino ad arrivare al Centro di Fauna Esotica e Selvatica del Monte Adone.

Si tratta di un luogo unico nel suo genere. Non è infatti uno zoo e neppure di un parco faunistico, bensì di un centro di recupero in cui vengono ricoverati animali abbandonati o feriti, di provenienza selvatica, ma anche esotica. Il cammino poi prosegue attraverso lo spettacolare crinale del Monte Adone. Raggiungendo la sua vetta è possibile ammirare le torri plasmate dal vento e dalla pioggia, ammirando uno spettacolo grandioso e scattando una foto che conserverà per sempre il ricordo di quell’emozione.

Scendendo in direzione di Brento si prosegue verso la Madonna dei Fornelli. Già dal nome possiamo capire quanto particolare sia questo luogo. Esso deriva infatti dal santuario della Madonna della Neve e dalla presenza di diversi carbonai in passato che accendevano dei piccoli fuochi nei boschi. E da qui? Si fa uno stop e si riposa proprio all’Albergo Poli. L’ideale, no?

La magia delle Terme in uno dei luoghi più benefici d’Italia

Par : Caterina
24 avril 2025 à 12:32

Le vacanze, si sa, implicano relax. C’è però un motto, d’epoca romana, che può rafforzare proprio il concetto di rilassamento: mens sana in corpore sano. Per godere appieno dei momenti liberi dobbiamo, in sostanza, incoraggiare la comunicazione tra corpo e mente perché sì, quando la mente è in pace, lo è anche il corpo. E viceversa. Va da sé, allora, che nello scegliere il luogo perfetto per passare delle giornate lontane dallo stress siano le terme. Anzi, precisamente l’Hotel Terme Salus, che si trova in uno dei luoghi più benefici d’Italia: Abano Terme.

Non tutti sanno che Abano Terme, incastonata ai piedi dei Colli Euganei in Veneto, è celebre fin dall’antichità per le sue acque termali rigeneranti. Le sue sorgenti sotterranee, ricche di sali minerali e naturalmente calde, sgorgano a una temperatura che sfiora i 90°C, offrendo benefici eccezionali, che possono diventare straordinari e avere un potere dimagrante se ci si affida a una struttura che conta su professionisti in grado di offrire anche dei trattamenti ad hoc, come la dieta detossinante.

Un luogo con acque da record

Per chi non lo sapesse, le acque di Abano Terme detengono un primato significativo: fanno parte del Bacino Termale Euganeo, riconosciuto come la più grande stazione termale d’Europa, dato che si estende su un’area di circa 36 km².  Le acque termali di Abano sono classificate come salso-bromo-iodiche ipertermali e sono note per le loro proprietà terapeutiche, utilizzate in trattamenti come la fangoterapia, la balneoterapia e le terapie inalatorie.

Inoltre, il bacino termale di Abano e Montegrotto è alimentato da acque meteoriche millenarie provenienti dalle Prealpi Vicentine. Durante il loro percorso sotterraneo di circa 80 km, queste acque si arricchiscono di sali minerali e si riscaldano grazie all’energia geotermica, conferendo loro caratteristiche uniche che hanno anche un effetto snellente. Già soltanto per questo recarsi all’Hotel Terme Salus è un’esperienza magica, che si arricchisce con la possibilità di affiancare i benefici alla dieta detossinante.

Un vero e proprio cammino benefico che aiuta anche a raggiungere il peso forma, pensato con la supervisione dello chef Alessandro Zoncapè in collaborazione con un nutrizionista esperto. Questo percorso alimentare aiuta a detossinare l’organismo: smaltiremo i liquidi in eccesso e aiuteremo gli organi che disintossicano il corpo (fegato, reni e intestino) ad alleggerire il loro carico. Ma è tutto qui? Ovviamente no, perché l’Hotel Terme Salus ci offre la possibilità di trovare il benessere anche con i fanghi termali.

Il potere detossinante dei fanghi termali di Abano Terme

Perché i fanghi termali sono così importanti specie se affiancati alla dieta detossinante dell’Hotel Terme Salus? Perché quelli di Abano Terme sono rinomati per le loro straordinarie proprietà terapeutiche, frutto di un processo di maturazione unico che li rende un vero e proprio “farmaco naturale“. Questi fanghi derivano dalla combinazione di argilla naturale, acqua termale e una ricca microflora di cianobatteri e microalghe, sviluppata durante un periodo di maturazione di circa 50-60 giorni in speciali vasche chiamate fangaie.

Durante questo processo, il fango si arricchisce di sostanze attive con potenti effetti antinfiammatori, analgesici e miorilassanti. Ma non solo: oltre ai benefici per il sistema muscolo-scheletrico, la fangoterapia di Abano Terme contribuisce al rilassamento generale, stimola la circolazione sanguigna, favorisce la disintossicazione dell’organismostimola il metabolismo grazie alla vasodilatazione, inducendo una maggiore ossigenazione che ci aiuta a bruciare più rapidamente le calorie.

Una vacanza detossinante e dimagrante all’Hotel Terme Salus

Per poterci immergere in un’esperienza di benessere alimentare a beneficio del corpo e della mente, l’Hotel Terme Salus mette a disposizione un pacchetto completo per un soggiorno di 6 notti. Avremo a disposizione tre pasti principali ogni giorno, con due spuntini spezza-fame, un trattamento di fangoterapia al giorno e l’accesso illimitato a tutti i servizi spa che includono la doccia termale e il bagno termale ozonizzato.

Le tisane offerte dall’hotel, gli estratti di frutta e di verdura combinati ai genuini prodotti delle terre locali permetteranno di godere di una vacanza all’insegna della salute, che può ovviamente anche trasformarsi in una piacevole esperienza di coppia, un bagno totale nella pace per dimenticarci, almeno per una settimana, della routine quotidiana e della frenesia della macchina degli impegni. Ciò che Hotel Salus Terme garantisce è il risultato: una volta terminato il nostro soggiorno avremo una nuova energia e un totale equilibrio tra corpo e mente.

Rota Vicentina: lungo lo spettacolare cammino dei pescatori in Portogallo

Par : Caterina
28 mars 2025 à 07:42

Definito come il sentiero costiero più bello del mondo, la Rota Vicentina è uno spettacolare itinerario che porta i viaggiatori alla scoperta del sud del Portogallo. Un viaggio appassionante attraverso il Parco Naturale dell’Alentejo e il versante occidentale dell’Algarve.

I sentieri corrono lungo il mare, regalando paesaggi che lasciano senza fiato, mentre alcune parti del percorso toccano l’entroterra, consentendo di scoprire le tradizioni e la cultura di questi luoghi.

Alla scoperta della Rota Vicentina fra Algarve e Alentejo

La Rota Vicentina si estende lungo due splendide regioni, quella dell’Alentejo in Portogallo e dell’Algarve. L’Alentejo confina con la Spagna ad est, mentre le sue coste ad ovest sono bagnate dalle splendide acque dell’Atlantico. Una regione selvaggia, ricca di tradizioni e di bellezza, in cui scoprire i colori, i sapori e i profumi autentici del Portogallo.

Rota Vicentina

Situata a sud dell’Alentejo, l’Algarve è bagnata completamente dall’Oceano a sud e ad ovest. Custodisce cento chilometri di spiagge dorate, falesie e acque cristalline, ma anche una cultura locale eccezionale e una natura incontaminata che lascia senza fiato.

Come fare la Rota Vicentina in Portogallo: l’itinerario

Magica ed emozionante, la Rota Vicentina è un percorso che non ha eguali al mondo. Qui, dove le scogliere a picco sul mare si alternano a distese di sabbia dorata, la natura è incontaminata e il paesaggio sembra un quadro perfetto da contemplare.

Quando partire? Il clima è mite tutto l’anno in questa zona d’Europa e anche in primavera e autunno è possibile vivere giornate soleggiate. D’estate il vento fresco che arriva dal mare rende piacevole la camminata, mentre d’inverno il sole basso rende i colori ancora più intensi e straordinari.

Rota Vicentina

Come sempre per questa tipologia di viaggio il consiglio è quello di affidarsi a professionisti del settore come SloWays, il tour operator italiano specializzato in viaggi a piedi lungo i grandi cammini sia d’Italia che d’Europa.

I viaggi sono autoguidati, ossia con una modalità senza guida, capaci di regalare grande libertà e la possibilità di scegliere non solo l’itinerario, ma anche con chi viaggiare, a che passo muoversi, come suddividere le tappe o a che ora svegliarsi al mattino. Una modalità di viaggio da tempo apprezzata in Europa ed ora esportata anche in Italia.

Fra gli itinerari proposti c’è anche quello lungo il cammino Rota Vicentina. Una settimana di cammino sulla costa Atlantica, fra dune, scogliere e calette. Un paradiso terrestre in cui l’odore pungente dell’oceano si mescola con quello dolce del timo e quello aromatico dell’eucalipto, regalando un viaggio dei sensi e dello spirito.

Il percorso proposto da SloWays è adatto a tutti e facilmente raggiungibile partendo da Lisbona. Si snoda infatti nella zona meno turistica e conosciuta della costa occidentale, evitando la costa sud, particolarmente turistica.

L’itinerario si addentra nel Parco naturale del Sudoeste Alentejano de Costa Vicentina, fra scogliere rocciose e dune di sabbia, boschi mediterranei e sentieri coperti dall’erica. I villaggi dei pescatori si alternano alla natura incontaminata, con l’occasione di scoprire lo stile di vita portoghese fatto di lunghi bagni, deliziosi piatti a base di pesce fresco e bino bianco locale da sorseggiare ammirando il paesaggio.

Come si organizza un viaggio nella Rota Vicentina

Panorami mozzafiato, colori favolosi e il profumo intenso dell’acqua salata che si mescola a quello della macchia mediterranea: la Rota Vicentina regala un bagaglio di emozioni che non si dimenticano. Un viaggio da organizzare al meglio, rivolgendosi ad esperti del settore.

SloWays è in grado di offrire la comodità di un viaggio su misura e sicuro, perfetto per godersi solo il meglio di quest’angolo di Portogallo. Camminando in questi luoghi straordinari potrai seguire le orme dei pellegrini, percorrendo la costa, fra calette rocciose in cui nidificano le cicogne e fari sul mare.

Potrai fare il bagno e stenderti sulla sabbia di Bordeira Carrapateira, ammirando le onde e i volteggi dei surfisti provenienti da tutto il globo. Ma anche assaporare i piatti tipici come le sarde alla griglia, il riso in zuppa di mare o il choco frito (una seppia con patatine). Senza dimenticare il Porco alla Alentejana (cubetti di maiale cotti con delle vongole in padella) e il Pastel de Nata, il dolce nazionale con pasta sfoglia e uova, il tutto annaffiato da ottima birra locale e da vino bianco. E tutto senza spendere tanto, poiché questa zona d’Europa ha prezzi davvero convenienti.

Alla scoperta della via Francigena Toscana: l’itinerario più bello

Par : Caterina
14 mars 2025 à 11:06

Un cammino magico ed emozionante che da oltre mille anni collega città, persone, luoghi, mettendo in contatto culture diverse e portando i pellegrini alla scoperta di paesaggi unici. Stiamo parlando della via Francigena, protagonista di un viaggio in grado di creare una connessione fra epoche e culture diverse, regalando un’esperienza dal valore inestimabile.

Ma cos’è la via Francigena? Si tratta di un’antichissima via di comunicazione che collegava la Francia a Roma nell’Alto Medioevo. Il suo nome – non a caso – significa “strada originata dalla Francia”.

Nel corso del tempo quest’unica via si è sviluppata in vari itinerari provenienti da regioni e città differenti. Così tanto che oggi parlando della via Francigena facciamo riferimento ad un insieme di percorsi più che ad un unico itinerario.

Fra gli itinerari il più celebre è senza dubbio quello descritto nel 990 dall’arcivescovo Sigerico che percorse la strada da Canterbury, in Inghilterra, sino a Roma, annotando in un diario tutte le tappe del viaggio. Da allora molti pellegrini e curiosi, spinti dall’esempio dell’arcivescovo hanno percorso questa via, attraversando prima la Francia, poi l’Italia in un susseguirsi di esperienze e paesaggi.

Oggi, a distanza di secoli dal viaggio di Sigerico, la via Francigena, con i suoi numerosi itinerari, è diventata un esempio straordinario di turismo sostenibile e slow. L’ideale per chi desidera vivere un’esperienza unica, scoprendo terre meravigliose, fra borghi pittoreschi, monasteri, siti archeologici e cattedrali.

La magia della via Francigena Toscana

La zona più emozionante della via Francigena è senza dubbio quella Toscana. Il percorso infatti porta i viaggiatori alla scoperta della bellezza di questo territorio e delle sue numerose sfumature, dalle pievi ai castelli, passando per i borghi, i boschi e le torri. Toccando luoghi di inestimabile valore storico e culturale come Lucca, Siena, San Minato, San Gimignano e la Val D’Orcia.

Indicazioni via Francigena Toscana

Come organizzare un viaggio nella via Francigena Toscana

Un viaggio nella via Francigena Toscana rappresenta un’esperienza unica e indimenticabile da affrontare con il giusto spirito e con la consapevolezza che si vivranno emozioni straordinarie. Partire preparati dunque è importantissimo, conoscendo sia il percorso che le tappe, ma anche organizzando l’attrezzatura e i tempi per non farsi trovare impreparati.

Il consiglio è quello di rivolgersi ad esperti del settore come SloWays, tour operator italiano specializzato in viaggi a piedi lungo i grandi cammini sia d’Italia che d’Europa che offre un cammino facile via Francigena. In questo caso le diverse tappe del viaggio sono pensate per offrire strutture utili per pernottare e sistemazioni che consentano di vivere il percorso in completa serenità, anche accorciando gli spostamenti tramite mezzi pubblici o trasferimenti. L’ideale per godersi davvero un’esperienza che resterà impressa per sempre nella mente.

Le tappe della via Francigena in Toscana

Le tappe della via Francigena in Toscana sono in tutto 15 con diversi livelli di difficoltà. Il percorso più amato è senza dubbio quello che collega la città di Lucca a Siena, l’ideale per scoprire questa regione e le sue innumerevoli bellezze, dal cibo alla cultura sino all’arte.

Il viaggio inizia dalle torri di Lucca e dalla sua Piazza Anfiteatro, proseguendo poi in direzione della città medievale di San Minato. Immaginate poi di camminare lungo le strade circondate dai cipressi, godendovi la vita dei vigneti e delle morbide colline. Le altre tappe del percorso prevedono soste a San Gimignano e Monteriggioni, fra sentieri e paesaggi da cartolina. Sino ad arrivare a Siena, nell’iconica Piazza del Campo dove si svolge il Palio.

via francigena toscana
Fonte: iStock Photos
via francigena toscana

L’itinerario da Lucca a Siena proposto da SloWays, è facile e perfetto per chiunque, anche per chi non ha mai vissuto questa esperienza. Per affrontarlo non serve un allenamento specifico e consente di prepararsi ad affrontare itinerari più difficili.

Inoltre è possibile affrontare il cammino in qualsiasi stagione dell’anno, anche in primavera e autunno quando la temperatura è più mite. Sloways inoltre offre una grande sicurezza, in quanto è partner tecnico ufficiale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene. L’app messa a disposizione per chi sceglie l’itinerario della via Francigena Toscana è semplice da usare e utilissima in viaggio. Si può scaricare gratuitamente e usare anche offline.

Immagina di brindare all’inizio dell’avventura nella piazza dell’Anfiteatro di Lucca, di ammirare San Gimignano lungo la strada per Colle Val d’Elsa e di lasciarti rapire dalla bellezza della Pieve di Chianni. Sino ad arrivare alle mura fortificate di Monteriggioni, dove gustare i tipici pici cacio e pepe. E poi ancora via, sino a Siena, con le sue botteghe, i palazzi e lo splendido Duomo.

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