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Settembre in Basilicata: le migliori sagre, feste ed eventi

17 août 2026 à 09:03

Tra vicoli di pietra e campanili che si stagliano contro il cielo limpido, i borghi si preparano al passo lento dell’autunno: le piazze si riempiono di profumi di cucina di casa, le campagne offrono i primi frutti di stagione e le feste di paese tornano a illuminare le sere più fresche. Sagre, celebrazioni patronali ed eventi enogastronomici diventano l’occasione per ritrovarsi, assaggiare specialità locali e riscoprire antiche tradizioni. In Basilicata questi momenti uniscono devozione popolare e gusto per i prodotti tipici, trasformando il territorio in un mosaico di appuntamenti da vivere con calma.

Nel calendario di settembre spiccano appuntamenti che raccontano bene questo intreccio di fede e sapori: la Festa della Madonna Nera di Viggiano, la Sagra della Patata di Montagna a Muro Lucano e la Festa patronale di Sant’Innocenzo e San Rocco a Grassano sono solo alcuni degli eventi che animano valli e colline lucane, invitando a esplorare paesi diversi e a costruire un piccolo itinerario tra devozione, musica e cucina del territorio.

Eventi di settembre in Basilicata, sagre e feste da segnare in agenda

  • Festa della Madonna Nera – Viggiano (PZ), il 6 settembre 2026.
    Celebrazione mariana con due solennità annuali dedicate alla Madonna Nera di Viggiano, caratterizzate dal trasporto in processione della statua tra paese e santuario montano, con fedeli, zampognari e offerte votive dette “Cente”.
  • Festa della Madonna del Perpetuo Soccorso – Trecchina (PZ), dal 7 al 8 settembre 2026.
    Festa religiosa dedicata alla Madonna del Perpetuo Soccorso, con pellegrinaggi al santuario cinquecentesco, processione dell’effigie della Vergine e conclusione con spettacolo pirotecnico.
  • Sagra della Patata di Montagna – Muro Lucano (PZ), dal 11 al 13 settembre 2026.
    Manifestazione enogastronomica dedicata alla patata di montagna locale, con degustazioni di piatti tipici e passeggiate tra i vicoli del borgo medievale del Pianello immerso in un suggestivo panorama.
  • Il culto di San Rocco di Tolve – Tolve (PZ), il 16 settembre 2026.
    Ricorrenze religiose in onore di San Rocco, durante le quali la comunità di Tolve accoglie numerosi pellegrini provenienti dalla Basilicata e da altre regioni limitrofe.
  • Festa patronale di Sant'Innocenzo e San Rocco – Grassano (MT), il 20 settembre 2026.
    Festa patronale istituita da Papa Innocenzo X, occasione di incontro per la comunità e gli emigrati, con fiera-mercato, celebrazioni religiose, musica dal vivo, attività sportive e laboratori.
  • San Michele Arcangelo – Trecchina (PZ), dal 28 al 29 settembre 2026.
    Ricorrenza patronale dedicata a San Michele Arcangelo a Trecchina, con funzioni solenni, processioni e spettacolo di fuochi pirotecnici in segno di devozione.

I migliori eventi e le sagre di agosto in Basilicata

22 juillet 2026 à 14:40

Nelle sere d’estate le piazze illuminate, i vicoli dei borghi e le campagne silenziose si animano di voci, musica e profumi di cucina tipica. È il tempo delle sagre di paese, delle feste patronali, dei prodotti di stagione portati in tavola tra banchi all’aperto e lunghi tavoloni condivisi. Tra calici alzati, piatti della tradizione e danze sotto le stelle, ogni serata diventa occasione per incontrarsi e scoprire sapori autentici. In Basilicata questo tempo lento e conviviale è un invito a fermarsi, respirare e lasciarsi guidare dai ritmi delle comunità locali.

A guidare il viaggio tra gli eventi enogastronomici e le feste di agosto 2026 ci sono appuntamenti che raccontano l’anima lucana in modi diversi: dalla sagra “Le notti del Canestrato 2026” di Moliterno al rito dello Maggio Olivetese 2026 a Oliveto Lucano, fino al percorso del gusto di Tipica Vietri 2026 a Vietri di Potenza. Tra celebrazioni religiose, rievocazioni storiche e sagre dedicate ai prodotti tipici, il calendario di Abriola, Bernalda, Forenza, Sarconi, Tolve e degli altri paesi è un mosaico di esperienze da vivere passo dopo passo.

Gli eventi di agosto 2026 in Basilicata da gustare giornata per giornata

  • "Le notti del Canestrato 2026", torna la sagra del Canestrato di Moliterno – Moliterno (PZ), dal 9 al 10 agosto 2026.
    Sagra dedicata al pecorino canestrato di Moliterno IGP con degustazioni, mostra mercato, convegni, giochi e iniziative legate al rinomato formaggio.
  • Il Maggio Olivetese 2026, torna lo sposalizio degli alberi – Oliveto Lucano (MT), dal 10 al 12 agosto 2026.
    Rito tradizionale di Oliveto Lucano che celebra lo sposalizio simbolico di due alberi scelti nei boschi di Cognato e Gallipoli, come cerimonia propiziatrice di fecondità e benessere.
  • Tipica Vietri 2026, torna l'itinerario enogastronomico a Vietri di Potenza – Vietri di Potenza (PZ), dal 12 al 13 agosto 2026.
    Itinerario enogastronomico a Vietri di Potenza dedicato ai piatti tipici e all’olio, con convegni, eventi culturali, musica, spettacoli, mercatini artigianali e mostre fotografiche nelle piazze del paese.
  • L'Assunzione di Maria Santissima – Abriola (PZ), il 15 agosto 2026.
    Festa dell’Assunzione ad Abriola con pellegrinaggio al santuario di Monteforte, processione di ritorno dell’icona della Vergine, pranzi in famiglia, spettacoli e concerti per tutta la giornata.
  • "La leggenda dei templari" 2026, torna la rievocazione storica – Forenza (PZ), il 16 agosto 2026.
    Rievocazione storica a Forenza dedicata alla leggenda dei templari e alla figura di Ugo dei Pagani, che ricostruisce il contesto normanno e la nascita degli ordini monastico-cavallereschi dopo la prima Crociata.
  • Il culto di San Rocco di Tolve – Tolve (PZ), il 16 agosto 2026.
    Celebrazioni del culto di San Rocco a Tolve, con la comunità che accoglie numerosi pellegrini provenienti da Basilicata, Campania e Puglia nelle date tradizionali del 16 agosto e del 16 settembre.
  • Sagra del fagiolo di Sarconi – Sarconi (PZ), dal 18 al 19 agosto 2026.
    A Sarconi si celebra la tradizionale sagra del fagiolo con spettacoli itineranti di gruppi folk e artisti di strada, oltre a stand dove acquistare prodotti tipici.
  • In Vino VeriJazz 2026, torna a Bernalda la rassegna enologica – Bernalda (MT), il 24 agosto 2026.
    Nel centro storico di Bernalda, in piazza San Bernardino, torna la rassegna enologica In Vino VeriJazz con degustazioni e musica.

Il ponte tibetano più lungo del mondo è in Italia: mille passi sospesi tra cielo e montagne

11 juillet 2026 à 15:00

Sospeso a 80 metri di altezza, il ponte tibetano a campata unica più lungo del mondo regala 586 metri di adrenalina pura e oltre mille passi nel vuoto: sono i numeri da brivido del Ponte tra i due Parchi di Castelsaraceno, un’esperienza capace di far battere il cuore agli amanti dell’avventura e della natura incontaminata.

Basta guardarlo per immaginare tutta l’emozione di attraversarlo: passo dopo passo si percorre un’opera ingegneristica straordinaria, sospesi tra cielo e terra, con il fiato sospeso e lo sguardo rivolto verso uno dei panorami più spettacolari della Basilicata.

Michael Jordan, Selena Gomez, George e Amal Clooney: i VIP scelgono l’Italia per la loro estate: le mete preferite

Par : losiangelica
22 juillet 2026 à 13:00

Le star internazionali amano l’Italia e sono tantissimi i VIP a scegliere le nostre coste (e non solo) per le loro vacanze estive. Sicilia, Basilicata, Capri e la Costiera, Roma, Calabria… ma quali sono le mete più amate? Dopo Dua lipa, Mick Jagger e Rosalía anche l’affiatata coppia Clooney, il giocatore dei mondiali Haaland e Michael Jordan hanno scelto di rilassarsi in alcuni paradisi imperdibili.

Selena Gomez in vacanza a Bologna per il suo compleanno

Mentre i VIP puntano su località di mare, Selena Gomez sceglie una meta italiana speciale per festeggiare il suo compleanno: le 34 candeline sono state spente all’interno di un ristorante bolognese dove è stata avvistata insieme al marito Benny Blanco. Con un look elegante e perfetto per una vacanza italiana la cantante si è goduta un tour della cucina emiliana potendo scegliere nel menù tra lasagne, ravioli, tagliatelle e non solo. Un compleanno a Bologna, tra amore e pasta fresca in perfetto stile Dolce Vita.

George e Amal Clooney conquistano Capri

Capri e la Costiera Amalfitana sono tra le mete luxury più amate dai VIP e questa volta ci sono due volti new entry: la coppia George e Amal Clooney ha scelto di trascorrere un piccolo break estivo passeggiando nel centro di Capri. Sono degli habitué delle vacanze in Italia, basti pensare alla loro splendida villa sul lago di Como dove spesso ospitano altri attori e cantanti ma per il 2026 puntano al mare e lo fanno visitando proprio la splendida Capri.

Michael Jordan torna in Costa Smeralda

Simbolo indiscusso del basket, campione senza paragoni: Michael Jordan conferma ancora una volta il suo amore per la Sardegna. Non è infatti la prima volta che la leggenda del basket americano torna in Sardegna per le vacanze e anche questa volta ha iniziato a far parlare di sé dall’arrivo in aeroporto a bordo del suo jet personalizzato inconfondibile.

Jordan dimostra ancora una volta il suo amore per la Gallura scelta come meta perché offre mare spettacolare, servizi luxury esclusivi e una grande tutela della privacy. Proprio questo mix fa sì che non solo il cestista ma anche tantissimi altri vip scelgano proprio la Costa Smeralda come meta per le proprie pause estive sapendo di potersi godere spiagge da cartolina, hotel esclusivi e vivere per qualche giorno o settimana lontani dal caos con riservatezza e comfort.

Erling Haaland sceglie la Sicilia, tra alta moda e mare

Protagonista di TikTok, meme e persino con una canzone dedicata già diventata un tormentone: il campione della nazionale norvegese Erling Haaland si sta godendo un po’ di meritate vacanze in compagnia della sua fidanzata e ha scelto la Sicilia come meta per uno stop. L’attaccante del Manchester City è atterrato a Catania per poter partecipare a un evento di Alta Moda di Dolce&Gabbana ma si è concesso subito una gita a Taormina.

Dopo gli impegni legati alla manifestazione, Haaland dovrebbe concedersi qualche giorno tra mare e yacht lungo la costa siciliana. Una scelta che conferma il momento d’oro della regione, sempre più presente nelle rotte del turismo internazionale di fascia alta.

Per il centravanti non è nemmeno una novità assoluta. Aveva già visitato la Sicilia in passato e questa volta ha deciso di tornare, segno che il mix tra paesaggi spettacolari, cucina, cultura e ospitalità continua a lasciare il segno. La Sicilia riesce a conquistare la coppia innamorata che prima esplora Taormina e poi si gode le acque cristalline della costa orientale dell’isola italiana. Non è un caso che sia proprio una delle mete VIP tra matrimoni e vacanze.

Dua Lipa: viaggio di nozze tra Costiera Amalfitana, Roma, Basilicata e Calabria

Dopo il matrimonio celebrato a Palermo con Callum Turner, Dua Lipa ha trasformato l’Italia nella cornice del suo viaggio di nozze.

Terminata la cerimonia, i due novelli sposi hanno proseguito la luna di miele a bordo dello yacht Nympheas, facendo tappa a Taormina. Qui hanno passeggiato tra le vie del centro storico tra bougainvillea, vicoli suggestivi e terrazze.

Il viaggio è proseguito tra Roma, dove Dua Lipa e Callum Turner sono stati avvistati davanti alla Fontana di Trevi e hanno cenato in una tipica trattoria, Matera, lasciandosi conquistare dai Sassi. Non è mancata poi anche una tappa in Calabria, a Tropea, dove hanno assaggiato alcune specialità locali, confermando ancora una volta il loro amore per l’Italia.

La coppia è stata avvistata anche a Favignana, lungo la Costiera Amalfitana e a Napoli.

Dove viaggiano i vip in Italia
iStock
Tropea affacciata sul mare

Mick Jagger sceglie Stromboli tra lavoro e relax

Anche Mick Jagger è tornato in Sicilia, questa volta sull’isola di Stromboli, nelle Eolie. Il leader dei Rolling Stones ha raccontato il soggiorno attraverso un post pubblicato su Instagram, accompagnato dalla frase “Working break in Italy“, mostrando alcuni momenti trascorsi tra le stradine dell’isola e gli spettacolari paesaggi vulcanici.

La permanenza di Jagger era legata alle riprese del nuovo film della regista Alice Rohrwacher, “Three Incestuous Sisters“. Al termine delle riprese, il cantante si è concesso qualche giorno di relax tra passeggiate e giri in Ape Piaggio, confermando il forte legame che da anni lo unisce alla Sicilia.

Negli ultimi anni, infatti, Mick Jagger è stato più volte avvistato nell’isola e solo pochi mesi fa era stato fotografato anche a Siracusa, a dimostrazione di una passione ormai consolidata per il Sud Italia.

Rosalía e l’amore per Palermo nel segno di Santa Rosalia

Tra le star che hanno scelto la Sicilia c’è anche Rosalía. La cantante catalana ha pubblicato sui social gli scatti del viaggio compiuto a Palermo lo scorso maggio, condividendo immagini davanti al carro di Santa Rosalia e mentre assaggia il gelato dedicato alla patrona della città.

Il rapporto tra l’artista e Palermo, però, va ben oltre una semplice vacanza. Rosalía ha infatti dedicato alla Santuzza il branoFocu ‘ranni“, cantato in dialetto siciliano e ispirato alla storia della santa che, secondo la tradizione, liberò Palermo dalla peste del 1624.

Questo legame ha trovato anche una rappresentazione artistica nel grande muraleEstasi“, realizzato nel quartiere Villaggio Santa Rosalia dall’artista Igor Scalisi Palminteri. L’opera raffigura la cantante come una moderna reinterpretazione della patrona, diventando uno dei simboli più fotografati della città e confermando Palermo come meta sempre più apprezzata anche dalle grandi star internazionali.

Il legame dei VIP con l'Italia
Caterina Damiano
Il murale dedicato a Rosalía

 

Dove andare in vacanza a luglio in Italia, 6 mete sorprendenti

13 juin 2026 à 12:00

Luglio è il mese in cui l’estate entra davvero nel vivo e la voglia di partire si fa più forte, ma non sempre la vacanza perfetta coincide con le mete più affollate o con le spiagge più celebri: l’Italia, in questo periodo, offre anche luoghi più appartati e sorprendenti, dove alternare giornate nella natura, passeggiate nei borghi, escursioni panoramiche e momenti di puro relax.

Dalle vallate verdi dell’Abruzzo alle montagne del Friuli Venezia Giulia, dai borghi nascosti del Lazio alle acque cristalline della Sardegna, fino ai paesaggi spettacolari della Basilicata, ecco alcune idee per una vacanza di luglio diversa dal solito.

Laudemio, il lago glaciale più meridionale d’Europa tra faggete antiche e vette del Sirino

12 juin 2026 à 13:00

A prima vista sembra un piccolo lago alpino finito per errore nel cuore della Basilicata, quasi uno “scherzo” della natura. Ma il Lago Laudemio, conosciuto anche con il nome di Remmo, occupa per davvero una conca montana a 1.525 metri di altitudine sulle pendici del Monte Papa (la vetta principale del Massiccio del Sirino). Le sue acque limpide, i profili boscosi e i rilievi che superano i 2.000 metri costruiscono uno scenario sorprendente per chi associa il Sud Italia soprattutto a coste e paesaggi mediterranei.

La sensazione più intensa arriva osservando il contesto che lo circonda: faggi alti e compatti delimitano gran parte del perimetro, mentre gli ontani contribuiscono a dar vita a una cornice vegetale particolarmente rara per queste latitudini. L’area rientra nella Riserva Naturale Regionale del Lago Laudemio, istituita nel 1985 per tutelare un patrimonio naturalistico considerato tra i più preziosi del nostro meridione.

Cavalieri del passato, briganti in cerca di riscatto e pastori transumanti utilizzavano questo angolo riparato come rifugio sicuro durante i lunghi spostamenti stagionali tra lo Ionio e il Tirreno. Oggi, invece, il sito accoglie i viaggiatori con la sua aria frizzante (e non solo). Del resto, stiamo parlando del lago glaciale più a sud d’Italia e d’Europa.

Origine e formazione del Lago Laudemio

La storia del Lago Laudemio inizia migliaia di anni fa, durante il Quaternario, quando il clima del Vecchio Continente era dominato da grandi glaciazioni. In quel periodo un vasto ghiacciaio occupava il versante settentrionale del gruppo montuoso Sirino-Papa. La massa di ghiaccio scendeva dalle quote più elevate del Monte Papa per circa 4 chilometri, raggiungendo l’area di Pétina Chiana.

Durante il lento ritiro del ghiacciaio si formò una morena frontale, cioè un accumulo di detriti trasportati dal ghiaccio. Proprio questa barriera naturale trattenne le acque di fusione, dando origine al lago visibile ancora oggi. Un’origine molto particolare e che rende il Laudemio un caso eccezionale: oltre a essere il lago glaciale più meridionale d’Italia e d’Europa, è uno dei pochissimi bacini di questo tipo presenti nell’Appennino. L’estensione supera di poco i 2 ettari, dimensioni contenute ma che contribuiscono al suo fascino raccolto e quasi intimo.

L’intero territorio conserva importanti testimonianze del passato geologico della Basilicata. Nella zona Sirino-Papa sono stati rinvenuti fossili di grande interesse scientifico che sono simboli di ambienti radicalmente diversi da quelli attuali. Tra i reperti studiati dagli specialisti figurano resti appartenenti a mammut, rinoceronti, orsi, iene e antichi rettili.

Anche la flora presenta caratteristiche peculiari. Salendo verso le quote superiori, infatti, compaiono specie botaniche estremamente rare, tra cui la Vicia sirinica e l’Astragalus sirinicus, piante presenti esclusivamente su queste montagne. Un’eccezionale caratteristica che conferisce ulteriore valore naturalistico all’intera area protetta.

Cosa fare e vedere al Lago Laudemio

Dobbiamo essere onesti sin da principio: tra sentieri panoramici, ambienti forestali e punti d’osservazione naturali, il Lago Laudemio offre molto più di una semplice sosta fotografica. L’esperienza acquista profondità dedicando tempo all’esplorazione dei suoi dintorni, ricchi di dettagli che spesso passano inosservati con una sola visita veloce.

Ammirare il Lago Remmo da vicino

Il primo incontro con il Laudemio lascia quasi sempre sorpresi perché appare all’improvviso tra gli alberi, racchiuso da rilievi che sembrano proteggerlo dal resto del mondo. Nei periodi più tranquilli la superficie riflette il profilo del Monte Papa e delle faggete circostanti.

Erbe acquatiche, foglie palustri e alghe contribuiscono al suo affascinante aspetto, ricordando la sua origine antichissima e il delicato equilibrio ecologico che lo caratterizza.

Esplorare la faggeta della riserva

Gran parte del fascino del Laudemio nasce dal rapporto tra acqua e bosco. La faggeta circonda circa due terzi del perimetro lacustre e rappresenta uno degli elementi più suggestivi dell’area.

Tronchi slanciati, radure luminose e sottobosco ricco di vegetazione accompagnano l’escursione lungo i percorsi che attraversano la riserva. Durante l’autunno il paesaggio assume tonalità dorate e ramate che trasformano completamente l’ambiente.

Salire verso il Monte Papa

Per gli escursionisti più allenati, il sentiero che conduce al Monte Papa rappresenta una delle esperienze più appaganti della zona. Il percorso si sviluppa lungo il versante settentrionale del massiccio, attraversando inizialmente il bosco e successivamente ambienti più aperti e rocciosi.

Intorno ai 1.900 metri di quota compaiono le specie botaniche endemiche che hanno reso celebre il Sirino tra naturalisti e studiosi.

Osservare panorami tra i più ampi della Basilicata

Nelle giornate caratterizzate da buona visibilità, il Monte Papa offre vedute straordinarie: verso nord si distinguono l’alta Val d’Agri, il Monte Volturino e il Monte della Madonna di Viggiano: a est emerge il profilo del Monte Alpi, mentre a sud si estende il grande patrimonio forestale del Lagonegrese.

Cercare le tracce della fauna appenninica

La riserva custodisce una fauna particolarmente interessante. Tra gli abitanti più emblematici figura il lupo appenninico, simbolo della natura selvaggia dell’area. Boschi e valloni ospitano inoltre diverse specie di rapaci, piccoli mammiferi e anfibi.

Nel lago vivono trote e salamandre, mentre le zone forestali forniscono habitat ideali a numerosi animali tipici della zona. Anche senza avvistamenti diretti, la percezione di trovarsi in un ambiente ancora integro accompagna gran parte della visita.

Raggiungere il Lago Zapano

Poco distante dal Laudemio si trova il Lago Zapano, situato a circa 1.380 metri di quota nel Vallone del Cacciatore. Oggi appare molto più piccolo rispetto al passato a causa dei depositi accumulati nel corso dei secoli, ma nonostante ciò è una preziosa testimonianza dell’antica presenza dei ghiacciai sul Sirino.

Dove si trova e come arrivare

Il Lago Laudemio si trova nel territorio comunale di Lagonegro, in provincia di Potenza, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e della Riserva Naturale Regionale che tutela il bacino. L’accesso più comodo avviene attraverso l’autostrada A2 del Mediterraneo.

Dopo l’uscita Lauria Sud si seguono le indicazioni per il Monte Sirino e per la stazione sciistica. La strada sale progressivamente tra boschi e pendii montani fino a raggiungere l’area attrezzata dalla quale partono i principali itinerari escursionistici. Lagonegro dista pochi chilometri e rappresenta il punto di riferimento principale per servizi, strutture ricettive e ristorazione.

Tra antichi ghiacciai, foreste d’alta quota e panorami che raccontano milioni di anni di storia geologica, il Lago Laudemio custodisce un volto della Basilicata sorprendente e poco conosciuto: è uno di quei luoghi che riesce ancora a trasmettere il senso della scoperta, qualità sempre più rara nei paesaggi contemporanei.

Lagonegro, il borgo lucano della Monna Lisa e delle scalinate di pietra

29 mai 2026 à 18:00

La Basilicata interna si rivela spesso a chi sa abbandonare le rotte costiere, affrontando le curve di un territorio dominato da altitudini severe. Superati i contrafforti montuosi che separano il Golfo di Policastro dall’entroterra, appare una specie di ragnatela di case aggrappate a una rupe calcarea. Quello è Lagonegro, in provincia di Potenza, borgo a 666 metri sul livello del mare che conserva due anime ben distinte: la parte moderna si sviluppa attorno al “Piano”, grande piazza alberata dall’aspetto ottocentesco, mentre il nucleo storico sale verso l’alto, stretto tra vicoli, archi e resti di fortificazioni medievali.

Il nome del paese rimanda a un antico lago dalle acque scure, probabilmente presente secoli fa tra queste montagne. Una presenza misteriosa, sparita nel tempo, ma sicuramente rimasta viva nella memoria popolare. Conosciuto da molti come il luogo che ha dato i natali a Pino Mango, artista dalla voce inconfondibile, è avvolto anche da una leggenda assolutamente sorprendente.

Secondo una tradizione locale, Lisa Gherardini, la celebre Monna Lisa ritratta da Leonardo da Vinci, sarebbe stata sepolta proprio nella Chiesa di San Nicola. Una storia mai confermata, certo, però sufficiente a regalare al paese un soprannome singolare. Lagonegro, infatti, viene chiamato anche “La Città della Monna Lisa“.

Cosa vedere a Potenza, città panoramica nel cuore della Basilicata

25 avril 2026 à 11:30

Arroccata su un crinale a oltre ottocento metri d’altitudine, Potenza, tra i capoluoghi più alti d’Europa, custodisce un fascino discreto, lontano dai riflettori delle mete più celebrate, e proprio per questo è ancora più interessante da scoprire.

Capoluogo e città più popolosa della Basilicata, sorprende per il carattere sospeso tra passato, quotidianità, scorci improvvisi che si aprono sul paesaggio lucano, saliscendi, vicoli e piazze che appaiono come piccoli teatri urbani.

Il suo segreto è racchiuso in quell’atmosfera autentica che si respira passeggiando nel centro storico, tra pietra chiara, portali nobiliari, chiese secolari e punti panoramici che regalano vedute inattese.

Cosa vedere a Potenza

Il centro storico, lungo la collina, vanta una dimensione raccolta, fatta di strade in pendenza, slarghi, architetture stratificate e memorie che affiorano in ogni quartiere.

Il centro storico e le piazze principali

Il cuore della città batte in Piazza Mario Pagano, considerata il salotto buono di Potenza, dove si coglie subito l’eleganza ottocentesca: la piazza si apre armoniosa, scandita da edifici signorili e impreziosita dalla presenza del Palazzo della Prefettura, mentre la duecentesca Chiesa di San Francesco aggiunge un richiamo alla dimensione più antica.

Piazza Mario Pagano, Potenza, Basilicata
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Scorcio di Piazza Mario Pagano

Ma uno degli edifici che catturano lo sguardo all’istante è il Teatro Francesco Stabile, gioiello architettonico ottocentesco spesso chiamato “San Carlino” per l’assonanza con il celebre teatro napoletano: raffinato e scenografico, racconta una città colta e teatrale. Fermarsi per un caffè, magari nel tardo pomeriggio, è uno dei modi migliori per assaporare il ritmo cittadino.

Da qui si imbocca Via Pretoria, il corso pedonale che rappresenta l’anima viva di Potenza, tra botteghe, facciate storiche, palazzi nobiliari e scorci che mutano a ogni passo. Poco distante, si apre Piazza Matteotti, da sempre fulcro della vita quotidiana potentina. Un tempo sede dell’aristocrazia medievale, oggi conserva un fascino vivace e popolare con gli edifici colorati che la incorniciano e l’atmosfera che vi si respira.

Monumenti e chiese tra storia e spiritualità

Tra i luoghi simbolo di Potenza spicca la Cattedrale di San Gerardo, che veglia uno dei punti più panoramici della città: sorta nel Duecento sui resti di una chiesa paleocristiana, era in origine dedicata alla Vergine e solo in seguito intitolata al santo patrono.

La facciata neoclassica, costruita con due differenti tonalità di pietra, introduce a un interno sobrio ma ricco di suggestione, dove si conservano le reliquie di San Gerardo, e spiccano le porte bronzee, decorate con scene bibliche e riferimenti alla storia locale.

Molto antica è anche la Chiesa di San Michele Arcangelo, una delle tappe più interessanti per chi conoscere il volto sacro di Potenza, tra elementi barocchi e affreschi evocativi. Non per ultimo, ecco il Tempietto di San Gerardo, elegante edicola votiva ottocentesca, eretta nel 1865, uno dei simboli devozionali più sentiti che racconta il legame profondo tra Potenza e il suo patrono.

Tempietto di San Gerardo, Potenza, Basilicata
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Il suggestivo Tempietto di San Gerardo

Tra i monumenti civili più affascinanti va menzionata invece la Torre Guevara, ciò che resta dell’antico castello longobardo costruito prima dell’anno Mille: testimone di una Potenza medievale e fortificata, oggi ospita una galleria d’arte. Salendo fin qui, lo sguardo si apre sul Quartiere Portasalza e su scorci panoramici che valgono la visita.

Merita una sosta poi la Chiesa della Santissima Trinità, ricostruita dopo i terremoti del Seicento e dell’Ottocento: l’interno accoglie eleganti altari settecenteschi, un raffinato soffitto a cassettoni dorato e gli affreschi di Mario Prayer, che aggiungono una sorprendente ricchezza artistica.

I musei da visitare

Il Museo Archeologico Provinciale, nato all’inizio del Novecento per valorizzare i reperti provenienti dagli scavi di Metaponto, ha attraversato una storia complessa segnata da terremoti, incendi e continui trasferimenti, fino a diventare un punto di riferimento per la Rete della Cultura cittadina: visitarlo permette di compiere un viaggio nelle radici più remote del territorio.

Di grande rilievo è il Museo Archeologico Nazionale della Basilicata Dinu Adamesteanu, nello scenografico Palazzo Loffredo, che vanta una collezione di straordinaria importanza che comprende reperti preziosi e testimonianze che raccontano il mondo antico lucano e magnogreco. In estate, non mancano mostre ed eventi di sicuro interesse.

Più raccolto ma molto interessante è il Museo Diocesano, allestito nell’antico edificio del seminario seicentesco: il percorso conduce al cospetto di argenti sacri, dipinti dal Cinquecento al Novecento e preziosi manoscritti, tra cui una Bibbia miniata quattrocentesca che da sola meriterebbe la visita.

Altre chicche da non perdere

Ma non finisce qui: per lasciarsi incantare da Potenza c’è Villa di Montereale, uno dei polmoni verdi più amati dai potentini, un giardino storico dove concedersi una pausa, respirare un’altra dimensione della città e rallentare.

Per vivere appieno il contatto con la natura, il Parco fluviale del Basento regala un lungo percorso pedonale immerso nel verde, tra pioppi, ontani, aceri e fioriture spontanee che accompagnano passeggiate e pedalate e dove si incontra il ponte romano voluto dall’imperatore Diocleziano tra il III e il IV secolo, una presenza quasi inattesa nel paesaggio contemporaneo. Poco oltre compare anche la silhouette inconfondibile del Ponte Musmeci, capolavoro dell’ingegneria del Novecento e simbolo moderno della città.

E ancora non basta: un’altra suggestione arriva dalle due torri aragonesi, un tempo parte integrante delle mura cittadine, frammenti di una Potenza fortificata che ancora oggi emergono nel tessuto urbano come memorie in pietra.

E poi c’è Portasalza, il già citato quartiere dal carattere elegante, con le case in pietra faccia a vista e un’atmosfera che mantiene intatto il gusto di un’altra epoca, uno di quei luoghi che spesso sfuggono agli itinerari più battuti e proprio per questo sanno regalare sorprese.

Come arrivare a Potenza

Raggiungere Potenza è più semplice di quanto si immagini, e la città è ben collegata sia in treno che su strada.

Se vi spostate in treno, il capoluogo lucano dispone di svariati collegamenti che permettono di arrivare sia dal versante tirrenico sia da quello adriatico. Dalla stazione di Battipaglia parte infatti la linea che attraversa la Basilicata e collega Potenza a Taranto, mentre da nord si può raggiungere la città lungo la tratta Foggia-Potenza.

Anche gli autobus sono una soluzione spesso utilizzata, con diverse compagnie che connettono Potenza a molte città italiane: tempi di percorrenza possono essere lunghi, ma i collegamenti numerosi ed economici.

Se preferite muovervi in auto, potete arrivare dal versante tirrenico percorrendo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria e imboccando poi la Basentana, che conduce in città. Dal lato adriatico, invece, si passa da Foggia e Melfi, tra paesaggi che già anticipano il carattere autentico della Basilicata.

San Fele, la gemma lucana dove il suono dell’acqua è protagonista

Par : elenausai10
9 mars 2026 à 14:00

Dimenticate per un istante i sassi millenari di Matera e le coste battute dal turismo di Maratea. Spostandoci verso le alture dell’Appennino lucano, troviamo una Basilicata più intima e introspettiva.

Per chi arriva dalla zona del Vulture, San Fele si svela come un borgo incastonato con precisione millimetrica tra le pendici del Monte Castello, con le sue case abbarbicate al pendio che formano una struttura compatta, simile a un presepe vivente che si staglia nitido contro il profilo del cielo e della valle sottostante.

A differenziare San Fele dagli altri borghi della regione, con i quali condivide un cuore medievale fatto di vicoli in pietra e scalinate, è il suo legame indissolubile con l’acqua. Non appena si imboccano i sentieri che scendono dal cuore dell’abitato, è il suono a prendere il sopravvento: quello delle celebri cascate. È un richiamo costante che sale dal torrente Bradano e sembra fornire a ogni angolo del borgo una propria invisibile colonna sonora.

Siete curiosi di scoprire cosa vedere e cosa fare in uno dei venti borghi in gara per il Borgo dei Borghi 2026? Questi i nostri consigli.

Cosa vedere a San Fele

Il tessuto urbano di San Fele racconta una storia di lavoro, montagna e resilienza. Passeggiando tra le abitazioni in pietra, troverete angoli nascosti, cortili silenziosi e alcuni importanti tesori di arte e spiritualità, come la Chiesa Madre di Santa Maria della Quercia.

Cuore religioso del paese, fu edificata nel 1514 con pietre di recupero dell’antico castello e stupisce per l’interno barocco a tre navate, ricco di stucchi, marmi policromi e le preziose reliquie di San Giustino de Jacobis, il missionario vincenziano e vescovo nato proprio in queste strade. Nel centro storico è possibile visitare la sua casa natale, dove trascorse la sua infanzia e maturò le prime esperienze che avrebbero segnato il suo cammino spirituale.

Proseguendo verso le creste di Monte Castello, si incontrano le dimore nobiliari: Palazzo Frascella, struttura del XVII secolo incastonata nella roccia, e il settecentesco Palazzo Stia, con il suo caratteristico picchiotto in ferro battuto.

La storia novecentesca rivive invece presso la casa di confino di Manlio Rossi-Doria, che qui ritemprò lo spirito durante il fascismo, e nei murales sparsi per il borgo. Grazie al progetto Borgo da rivivere, le opere di street art raccontano i momenti di vita quotidiana che contraddistinguono il paese: da Cantine, che celebra la cantina come luogo di incontro e socialità, a Candarate, che mostra l’antico rito contadino della conservazione della carne di maiale sotto sale.

Cosa fare a San Fele

Tra le attività più amate da chi visita il borgo di San Fele c’è l’escursione alle cascate di San Fele, note in dialetto come “u uattënniére” dal nome della gualchiera. Immersi nel Parco Regionale del Vulture, i sentieri costeggiano il torrente Bradanello tra resti di antichi mulini, offrendo scorci rigeneranti in ogni stagione.

A pochi chilometri dal borgo, il Santuario di Santa Maria di Pierno rappresenta invece una tappa fondamentale per lo spirito. Questo rifugio di origine medievale, circondato da boschi secolari, invita alla meditazione e al silenzio, animandosi di fede e tradizione soprattutto durante le festività mariane.

Infine, per un’esperienza di soggiorno davvero innovativa, è possibile dormire nelle Star Box. Si tratta di piccoli moduli abitativi sostenibili e dal design minimale che permettono di passare la notte letteralmente “sotto le stelle”.

Come arrivare

Situata nella parte nord-occidentale della Basilicata, San Fele è facilmente raggiungibile in auto tramite la SS658 per chi proviene da Potenza, o l’autostrada A16 (uscita Candela) per chi arriva da Napoli.

Per chi viaggia in treno, la stazione di riferimento è Rionero-Atella-Ripacandida, collegata al borgo da servizi locali.

Imma Tataranni – Sostituto procuratore 5, le location della serie Rai sono meraviglie italiane

8 mars 2026 à 17:30

La serie Tv Rai Imma Tataranni – Sostituto procuratore torna con la quinta stagione in prima serata su Rai 1, a partire dall’8 marzo 2026 per 4 appuntamenti. Tratta dai romanzi della scrittrice lucana Mariolina Venezia e prodotta da Rai Fiction, IBC Movie e Rai Com, con il contributo della Regione Basilicata e con il sostegno della Lucana Film Commission, la fiction riporta Vanessa Scalera nei panni del celebre sostituto procuratore della Repubblica di Matera Imma Tataranni: le indagini si mescolano con vicende umane e familiari, tra cambiamenti, sfide e un’inedita solitudine.

L’ultima stagione, diretta da Francesco Amato, vede anche la partecipazione di Lodo Guenzi, che interpreta Edoardo Fossati, giovane genio della new economy e nuovo capo di Pietro De Ruggieri (marito di Imma), interpretato da Massimiliano Gallo. Le vicende della serie accendono i riflettori sulle location mozzafiato in cui sono state girate, in una particolare regione del Sud Italia che svela luoghi altamente suggestivi e autentici.

Di cosa parla

Con una figlia ormai indipendente e un marito dal quale ha deciso di separarsi, Imma (Vanessa Scalera) si ritrova sola, senza più punti di riferimento. Pietro (Massimiliano Gallo) è altrove, preso pienamente da una nuova opportunità professionale. Anche Vitali è tornato a Napoli e il nuovo procuratore capo Altiero Galliano (Rocco Papaleo) non tollera l’indole di Tataranni, che è un “battitore libero”.

Imma si rifugia nel suo lavoro e i casi su cui indaga sono tutti legati a famiglie disgregate, che si sono perse per strada, proprio come è successo con la sua.

Vanessa Scalera in "Imma Tataranni 5"
Ufficio Stampa RAI
Vanessa Scalera in “Imma Tataranni 5”

Dove è stata girata la serie Tv

Le riprese della quinta stagione di Imma Tataranni – Sostituto procuratore vedono Matera protagonista indiscussa delle location scelte grazie al suo ricco patrimonio monumentale e paesaggistico: il suo centro storico, con i suoi rioni Sassi (Barisano e Caveoso), si è confermato un luogo centrale nell’ambientazione delle indagini della Tataranni.

Tra i luoghi che scorrono sullo sfondo delle vicende della serie Tv, tornano due punti simbolici: il settecentesco Palazzo dell’Annunziata in piazza Vittorio Veneto, che funge da sede del palazzo di giustizia dove Imma ha il suo ufficio, e via San Biagio, dove si trovano gli esterni dell’abitazione della famiglia Tataranni.

Palazzo dell’Annunziata di Matera
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Il suggestivo Palazzo dell’Annunziata di Matera

Altre scene sono ambientate in splendide località lucane che rendono speciale la Basilicata, sulle quali la serie Tv accende i riflettori: a Venosa la location scelta è il suo parco archeologico, a Melfi i protagonisti si muovono nel Parco del Vulture, mentre nei laghi di Monticchio, nel Potentino, verrà ritrovato il cadavere di una donna.

Tra i luoghi scelti per fare da sfondo alle indagini di Imma troviamo anche il Parco della Murgia Materana e il Parco Scultura La Palomba, situato all’interno del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri. Quest’ultimo è un vero e proprio museo a cielo aperto lungo la S.S. 7 Appia. Lo ha ideato dallo scultore Antonio Paradiso, che ha trasformato un’ex cava di tufo di sei ettari in un sito di arte contemporanea con sculture monumentali di artisti italiani e internazionali.

Le riprese della quinta stagione si sono svolte anche a Roma: qui sono state effettuate alcune riprese di interni, come quelli dell’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini.

Un angolo di Lucania che sorprende: benvenuti a Bernalda, il borgo della quiete e dei panorami senza filtri

23 novembre 2025 à 13:30

Chi arriva nel cuore della valle che precede l’incontro con lo Ionio avverte subito una sensazione precisa: questo tratto di Basilicata procede con un passo tutto suo. L’altopiano su cui si sviluppa Bernalda non si impone con scenari spettacolari studiati per stupire, eppure cattura. Il profilo del paese compare all’improvviso dopo chilometri di campi, filari, frutteti e una luce che cambia di ora in ora, riflettendo la distanza minima dal mare.

Quando ci si avvicina, le prime case sembrano annunciare qualcosa di antico, pur senza alcuna ostentazione. Il centro storico appare compatto, raccolto, protetto da un bordo naturale che scende verso la valle del Basento. L’impressione è quella di trovarsi in un posto che conserva una memoria precisa senza rinchiudersi in essa.

Le giornate scorrono lente, scandite dal rumore dei passi sul basolato, dai negozi che aprono lungo le strade tracciate nei secoli, da voci che risuonano tra i palazzi signorili e dalle brezze che, dal lato del mare, raggiungono il paese portando un profumo salmastro appena percettibile.

Bernalda, Basilicata
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Tra i vicoli di Bernalda

Un po’ di storia

Il passato di questo abitato attraversa epoche lontane. Prima che assumesse il nome attuale, la collina accolse una parte degli abitanti di Metaponto dopo la distruzione della città alla fine del III secolo a.C. Nacque così un nucleo chiamato Camarda, un gruppo di case distribuite sulle alture che dominano la valle, menzionato nei documenti dell’XI secolo. Per anni la vita ruotò intorno a quelle abitazioni essenziali e ai terreni circostanti, mentre feudi e proprietà cambiavano mano tra famiglie nobili e signori locali.

La svolta arrivò nel tardo Quattrocento, quando Bernardino de Bernaudo, figura importante della corte aragonese, trasferì l’insediamento nella zona del castello e diede forma al nuovo impianto urbano. Le strade larghe, l’ordine degli isolati e i palazzi posti nei punti chiave rivelano ancora oggi un progetto studiato con precisione. Non a caso, dal nome del barone derivò quello del paese.

I secoli successivi scorsero attraverso fasi di crescita, carestie, dominazioni, moti politici e ampliamenti verso nuove aree. Nell’Ottocento arrivarono innovazioni amministrative, fiere annuali e l’espansione dei quartieri centrali. Il Novecento portò l’emigrazione, cambiamenti agricoli, l’inclusione dell’area di Metaponto nel territorio comunale e una lenta rinascita.

Oggi Bernalda conserva queste stratificazioni: gli edifici più antichi richiamano origini nobiliari, le strade regolari raccontano l’idea del barone e le zone più recenti mostrano una comunità che ha continuato a evolversi senza cancellare le sue origini.

Cosa vedere a Bernalda

Prima di iniziare ad esplorare, conviene dedicare qualche istante al ritmo del paese. Le distanze sono brevi e l’impianto urbano esorta a girare a piedi, lasciando che siano i particolari a guidare.

Chiesa Madre di San Bernardino da Siena

La Chiesa Madre si trova in uno dei punti più importanti del centro storico. La facciata sobria introduce a un interno che riflette secoli di interventi: l’impianto rinascimentale, le aggiunte barocche e quelle più recenti. Lungo la navata si percepisce la storia religiosa del paese, raccontata attraverso altari, tele e decorazioni che attraversano ben 400 anni. All’uscita, la piazza si apre come un palcoscenico naturale, accogliendo lo sguardo in ogni direzione e conducendo verso le vie principali del borgo.

Chiesa Madre di San Bernardino da Siena, Bernalda
iStock@clodio
La Chiesa Madre di San Bernardino da Siena

Chiesa del Carmine

Procedendo verso una delle zone più vive del centro, si incontra la Chiesa del Carmine. L’ingresso accompagna verso un interno che custodisce un crocifisso ligneo del XVII secolo, imponente e intenso. Gli interventi di ampliamento che nel tempo ne hanno modificato la forma sono ancora leggibili nelle pareti, nelle cornici e negli elementi laterali.

Convento di Sant’Antonio da Padova

Più avanti, l’antico Convento di Sant’Antonio da Padova si presenta con la quiete che caratterizza questo tipo di complessi. La chiesa annessa protegge un crocifisso ottocentesco che cattura immediatamente lo sguardo, mentre ogni dettaglio narra un momento della storia religiosa locale: le vicende dei frati, il periodo di trasformazione degli immobili dopo l’Unità e le attività della comunità che, per lunghi decenni, ha considerato questo posto un riferimento importante.

Castello di Bernalda

A non molta distanza dalla Chiesa Madre, il Castello di Bernalda richiama subito lo stile delle fortificazioni tardo medievali. Le torri cilindriche, le mura spesse, il cortile interno e le porzioni più antiche sono testimoni di passaggi di potere, restauri e numerosi eventi avvenuti nei secoli. Straordinario è l’affaccio verso la valle del Basento che si apre su un ampio e prezioso panorama.

Piazze e palazzi storici

Il percorso prosegue naturalmente verso Corso Umberto I, asse centrale del villaggio. La strada scorre tra palazzi ottocenteschi, balconi in ferro battuto, ingressi monumentali e prospettive che cambiano ad ogni isolato. Piazza Plebiscito rappresenta il punto di arrivo ideale, poiché si spalanca come un salotto cittadino circondato da edifici signorili.

Tra questi spicca Palazzo Margherita, dimora elegante trasformata in struttura ricettiva di charme che è legata anche a un episodio recente che ha fatto parlare di questo angolo di Basilicata: qui, nel 2011, Sofia Coppola si è unita a Thomas Mars in una cerimonia in cui il padre, Francis Ford Coppola, l’ha accompagnata all’altare, rendendo ancora più saldo il rapporto della famiglia con il paese delle proprie origini.

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Getty Images
Sofia Coppola e Thomas Mars si sposano a Bernalda

Metaponto e l’eredità greca

A pochi chilometri dal centro si estende l’area archeologica di Metaponto, testimonianza diretta del passato magno-greco. I templi, i resti del teatro, le tracce delle strade antiche e gli spazi dell’agorà restituiscono un’immagine vivida della città che occupava queste terre prima dell’arrivo dei romani. È una tappa imprescindibile per comprendere l’origine remota dell’intero territorio.

Bosco di Metaponto

La visita nella zona costiera completa l’esperienza. Qui l’ambiente naturale si presenta con pinete, eucalipti, aree umide e sabbiose che ospitano specie migratorie e ambienti protetti. Ogni sentiero conduce verso un tratto di mare caratterizzato da acque limpide e fondali bassi, una meraviglia da vivere in qualsiasi stagione.

Come arrivare

Il borgo in provincia di Matera si trova in una posizione facilmente raggiungibile da più direzioni. Chi proviene da Bari segue la strada statale che attraversa il limite settentrionale della provincia, per poi inoltrarsi verso la valle del Basento. Da Taranto, il percorso procede lungo la fascia ionica fino alla deviazione che sale verso l’altopiano.

Da Matera, la strada scende tra colline morbide e campi coltivati fino a raggiungere il centro abitato. I collegamenti pubblici garantiscono spostamenti costanti con le città principali della zona, mentre l’arrivo in auto permette di apprezzare gradualmente il paesaggio che introduce al nucleo antico.

Alla scoperta di Anzi, il borgo della Basilicata sospeso tra cielo e storia

16 septembre 2025 à 11:21

Nel cuore della Basilicata, in provincia di Potenza, si trova Anzi, un borgo incantevole che sembra essersi fermato nel tempo. Arroccato a 1.000 metri di altitudine su un imponente sperone roccioso, immerso nel paesaggio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, questo paese è recentemente salito alla ribalta nazionale.

Infatti la 18enne lucana Katia Buchicchio, eletta Miss Italia 2025 al PalaSavelli di Porto San Giorgio in provincia di Fermo, è originaria proprio di Anzi ed è la prima Miss proveniente dalla Basilicata, motivo di orgoglio per tutta la comunità. Ma oltre a questo riconoscimento, Anzi custodisce un patrimonio storico, culturale e naturalistico che merita di essere scoperto.

Visitare Anzi significa infatti immergersi in un borgo immutato nel tempo che conserva il fascino autentico della Basilicata: un luogo dove storia, natura, tradizioni e sapori si intrecciano, offrendo ai visitatori un’esperienza unica e indimenticabile.

Cosa vedere ad Anzi

Scoprire Anzi significa fare un viaggio indietro nel tempo. Le case addossate l’una all’altra, i vicoli stretti e le piazzette pittoresche creano un’atmosfera autentica e incantevole, perfetta per chi è alla ricerca di un’esperienza lontana dal turismo di massa. Una passeggiata nel centro storico conduce fino ai resti del castello costruito nel 1091.

Raggiungere il punto più alto del borgo sarà un’esperienza indimenticabile per avere una panoramica sui tetti medievali e sul vicino Lago di Camastra, uno specchio d’acqua azzurro incorniciato dai boschi.

Da non perdere nel centro storico il Palazzo la Fenice – detto anche Palazzo Fittipaldi o Zampaglione – elegante edificio storico che racconta il passato nobiliare del borgo della Basilicata.

Anzi sorprende anche con attrazioni uniche: il Planetario Osservatorio Astronomico, situato sul Monte Siri, è il centro più importante d’Italia per la divulgazione astronomica. Sotto la sua cupola di 12 metri di diametro si possono osservare fino a 45.000 stelle – attraverso il potente telescopio del centro –  vivendo un’esperienza suggestiva e indimenticabile.

Poco distante si trova la Cappella di Santa Maria, conosciuta per gli affreschi del 1559 realizzati da Giovanni Todisco, autentico gioiello dell’arte sacra lucana.

Gli amanti della cultura non possono perdere il Presepe Poliscenico (stabile), uno dei più grandi d’Europa – lungo 13 metri e profondo circa 3,5 metri – con dieci scene che riproducono dall’Annunciazione di Maria all’Infanzia di Gesù.

Per chi ama la natura, oltre al Lago di Camastra ci sono i sentieri del Parco dell’Appennino Lucano, ideali per escursioni a piedi o in bicicletta. Infine, da assaporare i piatti tipici come i cavatelli “a quattro dita” e i fusilli al rafano, protagonisti della cucina locale servita nei ristoranti e nelle osterie del borgo.

Come raggiungere il borgo di Anzi

Raggiungere Anzi è semplice. Il borgo si trova a circa 30 km da Potenza. Per chi arriva in auto da fuori regione, l’uscita autostradale più vicina è quella di Sicignano-Potenza sull’Autostrada A2 del Mediterraneo (ex Salerno-Reggio Calabria).

Chi preferisce il treno può fare riferimento alla stazione ferroviaria di Potenza, ben collegata alle principali città del Sud Italia. Da qui partono autobus di linea che raggiungono direttamente Anzi.

Infine l’aeroporto più vicino è quello di Bari Palese “Karol Wojtyła”, a circa due ore di viaggio.

Queste spiagge della Basilicata sono un incanto per una vacanza in famiglia

Par : losiangelica
4 août 2025 à 14:58

Ci sono regioni italiane che hanno un mare di tutto rispetto e sono lontane dall’overtourism. Il risultato? Prezzi più accessibili e spazi più vivibili. È il caso delle spiagge della Basilicata per famiglie con bambini dove la sabbia, i fondali bassi e l’acqua limpida conquistano l’attenzione. Tra giochi sulla riva e gite in pedalò, ogni giornata è un’avventura a misura dei più piccoli e tra un tuffo e un gelato, nasce il ricordo perfetto. Ecco le migliori spiagge della Basilicata per una vacanza in famiglia.

Le spiagge di Marina di Pisticci

Un mix perfetto di natura selvaggia e comfort per famiglie: Marina di Pisticci è una delle spiagge più apprezzate della Basilicata ionica. Il suo arenile è lungo e sabbioso, il top per camminare, correre e far volare gli aquiloni. Il fondale digrada lentamente, rendendo i primi metri di mare estremamente sicuri per i bambini. I colori sono quelli da cartolina: il mare spazia dal turchese al blu profondo, incorniciato da macchia mediterranea e pinete profumate. Un piccolo angolo di paradiso che non ha nulla da invidiare alle mete più note. Le strutture presentano aree attrezzate family friendly. Anche per chi viaggia con ragazzi più grandi, Marina di Pisticci è il posto giusto: si possono praticare sport acquatici come windsurf e kitesurf, per giornate piene di energia e adrenalina.

Le spiagge di Metaponto

Se stai cercando una meta dove unire mare e cultura in un’unica esperienza a misura di bambino, Metaponto è quella che fa per te. Si trova lungo la costa ionica della Basilicata e vanta spiagge ampie e sabbiose, ideali per famiglie con bambini piccoli. Il fondale è basso e sabbioso, l’acqua è cristallina e tranquilla, perfetta per giocare in sicurezza e costruire castelli di sabbia con secchiello e paletta. I lidi attrezzati offrono ogni genere di servizio: ombrelloni ben distanziati, baby area, giochi, docce, bar e persino spazi ombreggiati grazie a una splendida pineta che profuma di resina e natura.

Spiagge per bambini in Basilicata: Metaponto
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Spiaggia di Metaponto, una tappa ideale per una vacanza in Basilicata con i bambini

Le spiagge di Policoro

Policoro è una delle destinazioni più amate dalle famiglie in cerca di un’esperienza completa: mare sicuro, natura protetta e storia. Le sue spiagge sabbiose e dorate sono perfette per bambini di ogni età grazie ai fondali bassi e all’acqua limpida. La zona è attrezzata con lidi accoglienti, stabilimenti con baby club e ristorazione pensata anche per i più piccoli.

A due passi dalla spiaggia si trova la Riserva Naturale del Bosco Pantano, un’oasi WWF che ospita aironi, cicogne, tartarughe marine e una varietà di flora unica. Le escursioni all’interno della riserva sono ideali per coinvolgere i bambini in esperienze educative e allo stesso tempo divertenti. Il fiore all’occhiello? L’avvistamento delle tartarughe Caretta Caretta, che in questa zona trovano un habitat perfetto per la nidificazione.

Le spiagge di Maratea

Sul versante tirrenico della Basilicata, Maratea accoglie le famiglie con un paesaggio che lascia senza fiato: montagne che abbracciano il mare, calette incastonate tra le rocce e acque così limpide da sembrare dipinte. Tra le spiagge più adatte alle famiglie troviamo Fiumicello, un’ampia distesa sabbiosa con mare calmo, lidi attrezzati e accesso comodo, anche per i più piccoli.

Fiumicello è divisa da un corso d’acqua e protetta da scogli e grotte nella parte settentrionale; è facilmente raggiungibile e collegata alla rete di trasporti locali, rendendola ideale per le famiglie con bambini.

Cala Jannita

Nota anche come Spiaggia Nera, Cala Jannita si distingue per il colore scuro della sua sabbia vulcanica e per la vista sull’Isolotto di Santo Janni. Si trova vicino alla Marina di Maratea ed è raggiungibile con una breve escursione a piedi tra sentieri e scalinate panoramiche. È il top se stai cercando un ambiente scenografico e selvaggio ma sicuro per i bambini.

Spiaggia nera in Basilicata: Cala Jannita
iStock
Cala Jannita, la spiaggia nera della Basilicata perfetta per famiglie con bambini

Lido di Nova Siri

A sud della costa ionica lucana, Nova Siri Marina offre spiagge ampie, dorate e lambite da un mare limpido. Pinete e filari di eucalipti fanno da cornice a un paesaggio ancora incontaminato, ma ben attrezzato. È ideale per le famiglie grazie alla presenza di tratti di spiaggia libera alternati a stabilimenti e servizi. Raggiungibile facilmente via terra, è tra le località balneari più frequentate del materano.

Spiaggia Sabbia d’Oro

Lo stabilimento esclusivo, situato lungo la costa di Scanzano Jonico, ha ricevuto riconoscimenti nazionali per la sua eleganza e cura del dettaglio. Un lido ideale per famiglie che cercano una vacanza balneare confortevole e raffinata, senza rinunciare alla bellezza di un tratto di costa selvaggio e ancora autentico.

Le spiagge di Acquafredda

Per le famiglie che cercano un’esperienza più dinamica, il tratto di costa di Acquafredda e le sue calette è una vera avventura da vivere. Qui non ci sono stabilimenti ogni 100 metri, ma spiagge selvagge e intime, raggiungibili con brevi sentieri o scalinate, dove l’acqua è incredibilmente limpida e la natura la fa da padrona. Ideali per bambini più grandi o per chi viaggia con zaini e marsupi, le spiagge di Luppa e Anginarra.

Ci si allontana dal caos e ci si gode l’ombra tra pinete e falesie dove i bimbi vivono la magia di un’estate sinonimo di esplorazione: snorkeling, conchiglie da raccogliere, gite nelle grotte e in barca, tantissime le attività da organizzare. Tra le più belle? Un visita alla grotta delle Meraviglie: un nome che è tutto un programma. Spiagge della Basilicata per famiglia, le migliori dove andare in estate

Spiaggia di Porticello

Molti la chiamano Portacquafridda e ci si riferisce ad una spiaggetta nei pressi di Aquafredde dove le acque sono fredde ma limpidissime. Formata da un mix di ciottoli e sabbia scura, viene apprezzata dai ragazzi e dai bambini dai 10 anni in su che possono divertirsi, tuffarsi ed esplorare.

Spiaggia di grotta della Scala

Formato da sabbia e ciottoli, questo piccolo litorale si trova ad Acquafredda, accanto alla stazione ferroviaria locale. Nato casualmente durante la costruzione della ferrovia, è oggi una delle calette più facilmente accessibili della zona. La sua posizione strategica e la presenza di uno stabilimento lo rendono adatto anche alle famiglie senza auto al seguito.

Spiaggia di Illicini

La spiaggia di Illicini appartiene al territorio del parco naturale omonimo e incanta con il profumo di mirto e la macchia verde che le fa da contorno. Siamo a sud di Cala Jannita e i bimbi la apprezzano per la piscina naturale con fondali bassi protetti. Le famiglie con i bambini la apprezzano per il mix tra tranquillità e sicurezza.

Estate sul Mar Tirreno, i luoghi imperdibili tra calette segrete, borghi sul mare e acque da cartolina

2 août 2025 à 09:55

Senza ombra di dubbio, uno dei tratti di costa più belli, vari e sorprendenti del nostro Paese è quello che si affaccia sul Mar Tirreno. Da nord a sud, questa porzione di mare bagna oltre 3.000 chilometri di costa, toccando Toscana, Lazio, Campania, Basilicata tirrenica, Calabria occidentale, Sicilia nord-orientale e parte della Sardegna. Una fascia costiera lunga, frastagliata, piena di curve, golfi, promontori e isole (dove ogni tratto ha una personalità diversa).

Sul Mar Tirreno, quindi, si può passare dalle spiagge bianche dell’Argentario alle scogliere vulcaniche delle Eolie, dalle acque trasparenti del Cilento al mare ruvido e aperto del Lazio. Scopriamo insieme quali sono le mete top per l’estate.

Monte Argentario, Toscana

Una delle migliori mete sul Tirreno per l’estate è il Monte Argentario, con le sue scogliere selvagge, mare trasparente e piccoli borghi che conservano ancora un’anima autentica. Porto Santo Stefano è il cuore vivo del promontorio, con il suo porto pieno di barche e una passeggiata perfetta per le serate estive.

Porto Ercole, più intimo ed elegante, regala scorci pittoreschi tra vicoli e forti spagnoli affacciati sul mare. I veri tesori, però, si scoprono via mare: calette come Cala del Gesso, Cala Piccola o Mar Morto sono raggiungibili in barca o a piedi, ma valgono tutta la fatica richiesta.

Un piccolo consiglio da non perdere: la mattina presto dedicatevi a una camminata nella Riserva della Feniglia, tra pini, daini e sabbia finissima.

Monte Argentario, Porto Ercole
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Veduta di Porto Ercole

Isola di Ponza, Lazio

Meravigliosa è anche l’Isola di Ponza, nel Lazio, che durante la bella stagione mette a disposizione un equilibrio perfetto tra mare spettacolare, ritmi lenti e autenticità. L’isola, la più grande dell’arcipelago pontino, ha un’anima semplice ma magnetica: case color pastello affacciate sul porto, barche di pescatori che vanno e vengono, e quella luce mediterranea che rende tutto più intenso.

Le spiagge più belle, come Chiaia di Luna, Cala Feola o Lucia Rosa, si raggiungono spesso via mare, e il suggerimento è proprio questo: affittate una barchetta e girate l’isola da soli, fermandovi dove vi ispira. Ponza non è modaiola, ma ha uno stile tutto suo, fatto di serate tranquille, cene in terrazza e bagni nelle acque trasparenti delle sue grotte.

Costiera Amalfitana, Campania

Non poteva di certo mancare la straordinaria Costiera Amalfitana, zona del nostro Paese che colpisce chiunque perché si presenta come un mix travolgente di bellezza, caos elegante e panorami che restano negli occhi. I borghi, da queste parti, sembrano arrampicati sulla roccia: Positano con le sue scalinate fiorite, Amalfi col suo Duomo dorato e Ravello che guarda il mare dall’alto in silenzio.

Le spiagge sono spesso piccole e strette, incastonate tra pareti verticali e mare blu profondo, e si raggiungono a piedi o via mare. È bene sapere, però, che la vera Costiera si vive nelle ore meno affollate: al mattino presto, quando i bar profumano di sfogliatelle calde, o la sera, nei vicoli illuminati da lanterne e voci basse. Meglio ancora se ci si arriva in barca, scivolando tra calette segrete e porticcioli nascosti.

Maratea, Basilicata

Degna di nota è anche l’estate che offre Maratea, in Basilicata, che è l’ideale per chi desidera mare vero, silenzio e paesaggi ancora intatti. Qui la costa è corta ma spettacolare, con grotte marine, scogliere a picco e calette nascoste raggiungibili solo a nuoto o con piccole barche. Il borgo antico, arrampicato sul monte, è un labirinto di vicoli in pietra, chiese silenziose e terrazze da cui si vede tutta la costa lucana.

Il momento migliore per vivere Maratea è al tramonto, quando il sole colora di arancio le rocce e il Cristo Redentore domina tutto dall’alto, in silenzio. Le spiagge, come Cala Jannita, la Spiaggia Nera o Acquafredda, hanno acque profonde e trasparenti, lontane dalle folle. Non è una meta per chi cerca la movida, ma per chi vuole sentire l’estate addosso, senza distrazioni.

Zambrone, Calabria

Poi ancora Zambrone, affascinante località della Calabria, in cui la stagione calda ha il sapore semplice e intenso del sud vero: mare cristallino, spiagge bianche e un ritmo lento che costringe a rallentare. Situato lungo la Costa degli Dei, a pochi chilometri da Tropea, è un tratto di costa della regione lambito da acque turchesi.

La spiaggia del Paradiso del Sub, suo gioiello per eccellenza, è un piccolo Eden nascosto tra rocce e vegetazione, che i local raggiungono con sentieri brevi ma scoscesi o direttamente via mare. Le giornate qui scorrono tra bagni infiniti, snorkeling in fondali limpidi e serate tranquille con vista sullo Stromboli all’orizzonte.

Salina, Sicilia

Voliamo ora a Salina, meravigliosa isola delle Eolie, fatta di quiete, profumi intensi e un mare che cambia colore a ogni ora del giorno. È la più verde e rigogliosa dell’arcipelago, famosa per i suoi capperi, la malvasia e un paesaggio che alterna scogliere laviche a terrazze coltivate. I due vulcani spenti, Fossa delle Felci e Monte dei Porri, dominano l’isola e offrono trekking panoramici con viste mozzafiato su Lipari, Stromboli e Alicudi.

Tutto questo vuol dire che il vero lusso qui è la semplicità: una granita di gelsi al porto di Santa Marina, un bagno al tramonto nella baia di Pollara (resa celebre da “Il Postino”), o una giornata in barca tra scogli neri e calette raggiungibili solo via mare. A Salina non serve fare molto: basta esserci, respirare forte e lasciarsi andare al suo ritmo lento.

San Teodoro, Sardegna

San Teodoro, sulla costa tirrenica della Sardegna nord-orientale, è uno di quei posti che d’estate sembrano fatti apposta per starci bene: spiagge lunghissime come La Cinta, fondali bassi e acqua trasparente, sabbia bianca e fine come borotalco. Al mattino, se ci si arriva presto, pace e silenzio regnano, e nelle ore calde soffia spesso un vento leggero che salva dall’afa.

In zona ci sono spiaggette spettacolari come Cala Brandinchi, chiamata “Tahiti” dai locali, e luoghi più selvaggi come Capo Coda Cavallo o Punta Molara, dove fare snorkeling tra posidonia e stelle marine. Alle spalle delle spiagge c’è la laguna con i fenicotteri rosa, e appena si sale sul Monte Nieddu, si vede tutto dall’alto: mare, isole, silenzio.

La sera il centro del paese si anima con mercatini, musica dal vivo e artigianato, ma resta sempre a misura d’uomo.

Cala Brandinchi, San Teodoro
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Veduta della magnifica Cala Brandinchi

Baratti e Populonia, Toscana

C’è poi l’estate di Baratti e Populonia, in Toscana, che si rivela un tuffo nella storia e nella natura selvaggia insieme. Baratti, con la sua baia tranquilla e le acque cristalline, è il luogo migliore per chi cerca relax lontano dalla folla, mentre Populonia, l’antica città etrusca, regala scorci archeologici unici affacciati sul mare.

Anche qui, il vero segreto è perdersi tra i sentieri del Parco Archeominerario, in cui si intrecciano rovine, antiche miniere e panorami spettacolari sulla costa toscana. Da queste parti non si viene solo per il mare, ma per vivere un pezzo del nostro passato, le nostre origini, immersi nella macchia mediterranea, con il profumo delle erbe aromatiche che accompagna a ogni passo.

Montalto di Castro, Lazio

Un’altra valida scelta sul Mar Tirreno è Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, dove “tranquillità” è la parola d’ordine: tutto è perfettamente a portata di mano. Il mare, spesso pulito e in alcuni tratti poco affollato, lambisce spiagge di sabbia fine che si allungano quasi senza terminare, perfette per lunghe passeggiate al tramonto (che è magnifico).

Il borgo, con le sue strade tranquille e qualche locale tipico, conserva un’atmosfera autentica, lontana dal turismo di massa. Vale assolutamente la pena esplorare anche la campagna circostante, con le sue aree naturali protette e percorsi ciclabili immersi tra ulivi e pini. In più, proprio in zona prende vita la magnifica area archeologica di Vulci, un parco che unisce natura e storia con resti etruschi immersi in un paesaggio rigoglioso.

Marina di Camerota, Campania

Voliamo ora a Marina di Camerota, in Campania, con mare cristallino, paesaggi selvaggi e un’atmosfera autentica che non si trova ovunque. Qui la costa del Cilento si apre con spiagge di sabbia dorata e calette nascoste tra le rocce, ideali per chi ama esplorare e allontanarsi dalla folla. Il borgo conserva quel fascino da paese di pescatori, con mercati di pesce freschissimo e locali dove assaporare la cucina cilentana più vera.

Il modo migliore per vivere Marina di Camerota è al mattino presto, quando il mare è calmo e trasparente, o la sera, con una passeggiata lungo il lungomare illuminato e un gelato in mano. Da non perdere una visita alle grotte marine, soprattutto la famosa Grotta Azzurra, raggiungibile solo via barca, che regala uno spettacolo di colori unico.

Scilla, Calabria

E poi  il suggestivo borgo di Scilla, in Calabria, arroccato sulla costa tirrenica e affaccia sullo Stretto di Messina, con le sue case colorate e il castello Ruffo che domina il paesaggio. Le spiagge sono piccole, ma il mare è limpido e profondo, perfetto per chi ama nuotare e fare snorkeling tra fondali ricchi di vita.

Camminando per le sue strade è facile ascoltare storie di pescatori e leggende antiche, come quella della mitica Scilla e Cariddi. Il momento più magico però è quello del calar del sole, quando il cielo si incendia di colori e tutto intorno si fa silenzioso, permettendo di vivere un’esperienza che resta nel cuore.

Baunei, Sardegna

Infine Baunei, lungo la costa orientale della Sardegna, che si presenta aspro, selvaggio e bellissimo. Niente stabilimenti, niente passeggiate sul lungomare: qui si cammina, si scala e si rema. Ma quando si arriva a Cala Goloritzé o Cala Mariolu, si viene accolti da un’acqua così limpida da sembrare vetro, scogli bianchi e fondali blu profondo.

Le cale non si raggiungono in auto. Piuttosto ci si arriva in barca o con trekking anche duri, ma ogni passo toglie un peso di dosso. Il paese in sé, abbarbicato sulla montagna, è tranquillo, sincero e lontano dal casino del turismo massivo. I più curiosi, inoltre, possono salire sul Supramonte, tra canyon, nuraghi e panorami che sembrano infiniti, o tuffarsi nelle piscine naturali del Golgo.

Cammino Materano: sei direttrici per raggiungere l’impareggiabile Matera

Par : cdelgiudice
30 juillet 2025 à 12:35

Nel cuore del Sud Italia, tra uliveti millenari, tratturi dimenticati e borghi intrisi di storia, si snoda un’esperienza di viaggio unica: il Cammino Materano. Non si tratta di un solo percorso, ma di sei vie che, come vene antiche, convergono verso un’unica destinazione sacra e simbolica: Matera, la “Città dei Sassi”.

Questo sistema di cammini attraversa Puglia, Basilicata, e in parte anche Molise e Campania, regalando a chi lo percorre la possibilità di esplorare a piedi un Mezzogiorno spesso sconosciuto, più intimo e autentico rispetto alle rinomate località costiere. Un cammino spirituale e culturale, ma anche un’esperienza concreta di turismo sostenibile, lento e consapevole, che valorizza territori spesso marginali e ne riscopre l’anima, aiutando anche a sostenere l’economia locale.

Matera, Capitale della Cultura e Patrimonio dell’Umanità 

Patrimonio dell’Umanità UNESCO e Capitale Europea della Cultura nel 2019, Matera non è solo un punto d’arrivo geografico, ma anche un luogo simbolico di rinascita, capace di ispirare il camminatore fin dall’inizio. I suoi celebri Sassi, abitati fin dal Paleolitico e modellati dall’uomo nella roccia calcarea, raccontano una storia millenaria fatta di fatica, fede e bellezza. Oggi, Matera è il cuore pulsante di questo progetto di cammini, una meta che fonde sacralità, storia e paesaggio, con un volto nuovo: quello delle nuove generazioni che vogliono rimanere nel loro territorio, aprendo attività di accoglienza turistica e micro-imprese, anziché spostarsi altrove in cerca di lavoro.

Raggiungerla a piedi ha un significato profondo: non si tratta solo di conquistare una meta, ma di prepararsi a comprenderla davvero.

Le sei vie che compongono il Cammino Materano 

Il Cammino Materano è in realtà un sistema di sei vie diverse per lunghezza, difficoltà e paesaggi, ma tutte accomunate da uno spirito comune: la lentezza, il contatto con le comunità locali e la scoperta delle aree interne. Le Vie mettono insieme strade secondarie romane, vie medievali, tratturi e sentieri, attraversando campi, gravine, boschi, colline e altopiani. Non tutte sono ancora completate, la maggior parte sono percorribili per ora solo per alcune sezioni.

Ecco una panoramica delle sei direttrici:

  • Via Peuceta (167 km – 7 tappe, facile) – da Bari a Matera, è il percorso più collaudato, completamente aperto e segnalato, immerso nell’Alta Murgia e punteggiato da borghi storici e paesaggi rurali.
  • Via Ellenica (170 km – 8 tappe, difficoltà media) – collega Alberobello a Matera, attraversando la Terra delle Gravine; esiste anche una variante da Brindisi.
  • Via Lucana (400 km – 23 giorni, difficoltà media) – da Paestum a Matera, in parte già percorribile (da Tricarico in poi), collega le montagne alla Murgia.
  • Via Sveva (200 km – 8 tappe, difficoltà media) – ancora in fase di strutturazione, unisce Trani a Matera seguendo le tracce di Federico II e dei suoi castelli.
  • Via Jonica (300 km – 10 giorni, difficoltà media) – da Leuca a Matera lungo la costa ionica pugliese; segnaletica per ora completata da Manduria a Taranto.
  • Via Dauna (400 km – 22 giorni, difficoltà media) – da Termoli a Matera, attraversa l’antica civiltà pastorale tra Molise e Puglia.

Tra queste, la Via Peuceta è quella attualmente più completa, nonché adatta ai camminatori di ogni livello, grazie alla semplice percorribilità, alla segnaletica ben curata e alla rete di accoglienza già attiva.

Matera

Le tappe principali della sezione primaria, la Via Peuceta 

Ed è proprio su questa via che ci concentreremo per descrivere le 7 tappe principali.

  • Tappa 1 – da Bari a Bitetto (20 km, D+ 150 m) – si parte dalla Basilica di San Nicola, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti del Sud Italia. Il percorso esce lentamente dal tessuto urbano e conduce fino a Bitetto, borgo medievale dalla splendida cattedrale romanica.
  • Tappa 2 – da Bitetto a Cassano delle Murge (22 km, D+ 450 m) – si entra nel paesaggio rurale pugliese, fatto di uliveti e muretti a secco. La tappa attraversa la Foresta di Mercadante, un polmone verde sorprendente. Cassano offre un bel centro storico e accoglienza genuina.
  • Tappa 3 – da Cassano delle Murge a Santeramo in Colle (19 km, D+ 320 m) – un tratto tra campi coltivati e macchia mediterranea, con paesaggi aperti e ampi orizzonti. Santeramo è famosa per la sua tradizione gastronomica.
  • Tappa 4 – da Santeramo in Colle ad Altamura (21 km, D+ 250 m) – tappa pianeggiante ma ricca di fascino, che culmina ad Altamura, celebre per il suo pane DOP, la splendida cattedrale federiciana e il museo dell’Uomo di Altamura.
  • Tappa 5 – da Altamura a Gravina in Puglia (19 km, D+ 200 m) – una delle tappe più emozionanti dal punto di vista paesaggistico. Gravina, con i suoi ponti, canyon e chiese rupestri, è un gioiello da esplorare.
  • Tappa 6 – da Gravina in Puglia al Santuario di Picciano (18 km, D+ 300 m) – tappa spirituale e suggestiva, che culmina al Santuario della Madonna di Picciano, immerso nella quiete della collina materana.
  • Tappa 7 – da Picciano a Matera (17 km, D+ 250 m) – l’ultima tappa regala scorci indimenticabili. Arrivare a Matera a piedi, scorgendo i Sassi stagliarsi sulla linea dell’orizzonte, è un’emozione difficile da descrivere.

La stagione migliore per incamminarsi 

Il Cammino Materano attraversa una delle zone più assolate e calde d’Italia, per cui le stagioni ideali per affrontarlo sono primavera e autunno. In questi mesi, le temperature sono miti, i colori naturali intensi e la luce perfetta per camminare e fotografare.

L’estate, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, è sconsigliata: il caldo torrido, l’esposizione al sole e la scarsità di ombra e fonti d’acqua rendono l’esperienza molto faticosa, anche per i più esperti. In inverno è in genere percorribile, ma bisogna fare attenzione a piogge abbondanti o, in alta quota, persino alla neve.

Organizzazione del cammino e dell’equipaggiamento 

Il Cammino Materano è pensato per essere facilmente accessibile, ma richiede comunque una preparazione minima e una predisposizione a camminare a lungo. Anche se non presenta dislivelli estremi, infatti, alcune tappe sono di parecchi chilometri, quindi un buon allenamento è consigliato.

Credenziale del camminatore 

Come per altri cammini, anche qui è possibile richiedere la Credenziale, il “passaporto del pellegrino”. Serve per ottenere i timbri (i cosiddetti sigilla) ad ogni tappa e accedere a tariffe agevolate nelle strutture convenzionate. Si può richiedere tramite il sito ufficiale del Cammino e riceverla via posta con una donazione libera.

Segnaletica e orientamento 

La Via Peuceta è ben segnalata con frecce gialle e simboli specifici del cammino, ma è sempre consigliabile scaricare le tracce GPX per dispositivi GPS o app dedicate. Alcuni tratti sono molto isolati, quindi è bene non affidarsi solo alla segnaletica fisica. Le altre 5 direttrici che compongono il Cammino Materano nel suo insieme sono in fase di completamento.

Bari, basilica di San Nicola

Zaino ed equipaggiamento 

Uno zaino da 30-40 litri, scarponcini da trekking (possibilmente alti alla caviglia), calze tecniche (lana merinos consigliata), magliette traspiranti e una giacca antivento sono il minimo sindacale. Il sacco a pelo non è necessario, ma un sacco lenzuolo può essere utile se si dorme negli ostelli. Essenziale portare acqua e cibo a sufficienza per le tappe più isolate.

Pernottamento e ristori: scopri l’accoglienza materana 

Lungo la Via Peuceta è attiva una rete di ospitalità diffusa, fatta di hotel, B&B, agriturismi, ostelli e persino case private o strutture religiose. I borghi attraversati offrono ospitalità semplice ma genuina, con attenzione alle esigenze dei camminatori. È sempre consigliato prenotare in anticipo, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.

Per i ristori, il cammino è anche un viaggio nei sapori della Puglia e della Basilicata: pane di Altamura, orecchiette, caciocavallo, olio extravergine, vino primitivo… Ingredienti del territorio, ricette antiche e tanto gusto, per piatti ideali a rifocillarsi dopo una lunga giornata di cammino. Ogni tappa diventa così anche una pausa gastronomica davvero notevole nella sua semplicità!

Un cammino per conoscere e per conoscersi 

Il Cammino Materano non è solo un itinerario: è un percorso di consapevolezza, un modo per riconnettersi con il paesaggio e con se stessi, per scoprire storie minori ma importanti e comunità vive, sebbene isolate. È pensato in modo etico, con attenzione alla sostenibilità, alla destagionalizzazione del turismo e al coinvolgimento delle realtà locali. 

Non serve essere pellegrini devoti o trekker professionisti, basta avere voglia di camminare e lasciarsi sorprendere. Perché arrivare a Matera a piedi, dopo giorni di silenzio e natura, non è solo un traguardo: è una rinascita.

Il Medioevo rivive in Basilicata con il progetto Fantastico Medioevo

26 juillet 2025 à 10:50

Una nuova stagione culturale si apre per la Basilicata, con un progetto ambizioso e dal respiro europeo: “Fantastico Medioevo”. Presentato ufficialmente a Melfi, il programma punta a trasformare il patrimonio medievale lucano in un motore di sviluppo territoriale, turistico ed economico.

A promuovere l’iniziativa è la Regione Basilicata, in collaborazione con la Fondazione Matera Basilicata 2019, Apt Basilicata, Lucana Film Commission e partner internazionali, come la Regione Normandia, sotto la direzione scientifica del medievista Fulvio Delle Donne.

Un piano culturale per la rinascita del territorio

Nel corso della conferenza stampa, il Presidente della Giunta regionale Vito Bardi ha illustrato il progetto come un punto di svolta per la valorizzazione culturale del territorio, sottolineando l’urgenza di investire sulla cultura in un momento di difficoltà economica. In particolare, l’area del Vulture Melfese (duramente colpita dalla crisi del comparto automotive) è individuata come fulcro di una strategia di rigenerazione culturale e sociale.

L’obiettivo è quello di creare un sistema integrato che, partendo dal Medioevo, rilanci l’identità lucana e ne promuova l’eredità storica in chiave contemporanea.

Il progetto si articola su un arco temporale triennale, dal 2025 al 2027, e si inserisce all’interno del più ampio “Programma Basilicata Medievale”. Le sue attività abbracciano svariati ambiti: dalla divulgazione storica alla produzione culturale, dall’animazione territoriale alla formazione scolastica. L’iniziativa si pone in continuità con l’esperienza di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, a rafforzare il ruolo della Fondazione come punto di riferimento per la progettazione culturale regionale e la connessione con reti nazionali e internazionali.

La struttura del progetto: poli culturali e narrazioni diffuse

Veduta panoramica di panorama di Melfi con il castello, Basilicata
Archivio APT Basilicata
Suggestivo panorama di Melfi con il castello

Il cuore del progetto è la creazione di una mappa regionale di “poli medievali”, veri e propri centri di attività culturale e scientifica diffusa: le azioni in programma includono un festival di arti performative, una serie di lezioni pubbliche curate da docenti universitari, una collana editoriale con Laterza e una web series a tema storico. Si affiancheranno iniziative per le scuole, mostre fotografiche e archeologiche, installazioni digitali immersive e momenti di partecipazione culturale nei comuni coinvolti.

Tra i principali protagonisti del racconto storico che Fantastico Medioevo intende riscoprire vi sono i Normanni, che furono tra i primi a costruire un’identità politica lucana nel contesto mediterraneo, e Federico II di Svevia, l’imperatore che da Melfi pose le basi per una visione illuminata di governo e cultura. Grazie a un approccio multidisciplinare, il progetto ricostruisce il mosaico complesso del Medioevo lucano, con particolare attenzione ai simboli spirituali, artistici e architettonici del tempo: castelli, cripte, cattedrali e fortezze tornano così al centro dell’immaginario collettivo, valorizzati non solo come reperti, ma come elementi ancora vivi della memoria regionale.

Ancora, uno dei tratti distintivi dell’iniziativa è la volontà di restituire al pubblico la profonda spiritualità che ha caratterizzato il Medioevo. In collaborazione con le Diocesi di Melfi e Acerenza, saranno messe in risalto le trasformazioni della Chiesa in età medievale, con la nascita degli ordini monastici e l’affermazione di una nuova visione religiosa e sociale. I molteplici luoghi sacri edificati in questo periodo, spesso poco conosciuti, saranno riscoperti e narrati, per costruire un percorso di fede e cultura che si intreccia con l’identità dei luoghi.

Dalla narrazione al coinvolgimento: il cortometraggio e la mostra su Federico II

In occasione della conferenza, – in cui è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa per la realizzazione del progetto strategico “Fantastico Medioevo” – è stato inoltre presentato il cortometraggio animato “F II – Lo stupore del mondo”, realizzato da Mad Entertainment e dall’Università Federico II di Napoli: il film, dedicato alla figura di Federico II, è stato introdotto da un dialogo tra la presidente della Lucana Film Commission, Margherita Romaniello, e il regista Alessandro Rak. Si tratta di un’opera che unisce qualità artistica e divulgazione storica, e che contribuisce a rinnovare la narrazione del Medioevo con linguaggi accessibili e coinvolgenti.

A chiudere l’evento, l’inaugurazione della mostra “Federico II: l’imperatore che stupì il mondo”, a cura di Fulvio Delle Donne: l’esposizione, allestita presso i Musei di Melfi e Venosa, espande e approfondisce quella già presentata al Parlamento europeo e offre una visione più ampia e localizzata della figura dell’imperatore svevo. La mostra rappresenta il primo tassello di un percorso espositivo più vasto, che accompagnerà il progetto nei prossimi anni e renderà accessibile a un pubblico ampio la ricchezza del Medioevo lucano.

Spiagge della Basilicata ionica: le 5 più suggestive +1 bonus

25 juillet 2025 à 11:44

C’è una zona della Basilicata che non ha bisogno di farsi notare al mondo; non appare sulle vetrine delle agenzie di viaggio e nemmeno sulle bacheche social dei più celebri influencer. Tuttavia, chi la scopre non la dimentica né la lascia più. Stiamo parlando della Basilicata e, in particolare, della parte lambita dalle acque del Mar Ionio. Un tratto di costa silenzioso e tranquillo, caratterizzato da pinete profumate, sabbia fina e un mare che non ha nulla da invidiare a quelli che, ogni estate, invadono i nostri social. Qui tutto si calma: il tempo, il ritmo, il proprio spirito… per lasciare spazio alla contemplazione e all’apprezzamento di una vita lenta, vera. Se per quest’estate sei alla ricerca di una vacanza al mare, dove passeggiare per chilometri con i piedi nudi sulla sabbia e ascoltare il rumore delle onde, sei nel posto giusto. In questa guida troverai la nostra selezione delle 5 spiagge più belle della Basilicata ionica, più una spiaggia bonus da scoprire assolutamente.

1) Marina di Policoro – Bosco Pantano

Molto più di una zona marittima, Policoro è una vera e propria oasi protetta, una delle poche spiagge italiane dove potresti condividere lo spazio con una splendida tartaruga Caretta caretta. Questa spiaggia si trova a pochi passi da Bosco Pantano, un’oasi del WWF tra le più influenti del Mediterraneo che si apre alla vista con dune selvagge, una vegetazione lussureggiante e la promessa di un contatto stretto e incontaminato con la natura. Ovviamente, in questa spiaggia non sono presenti file di ombrelloni, bar che offrono happy hour al tramonto o DJ set alla sera; qui si viene per ritrovare sé stessi e un rapporto con la natura ormai perduto. Se hai intenzione di visitare questa spiaggia, ecco alcune informazioni utili:

  • Come raggiungere la spiaggia di Bosco Pantano: da Policoro dovrai seguire le indicazioni per la Riserva Naturale Bosco Pantano e, dopo, potrai raggiungere la spiaggia attraverso dei sentieri nel mezzo della pineta.
  • Presenza di servizi: la spiaggia è completamente libera, soprattutto nella zona protetta dove non ci sono servizi di alcun tipo. Più in lontananza potresti trovare qualche punto attrezzato.
  • Consigli: non essendoci servizi, porta con te tutto il necessario per affrontare una giornata in spiaggia come acqua, ombra e cibo. Il consiglio più importante è quello di rispettare rigorosamente le regole dell’area protetta.

2) Marina di Pisticci – Lido Quarantotto

Se sei una persona che ama l’ordine, le linee pulite e il minimalismo, la Marina di Pisticci è il posto giusto per te: niente scogliere a picco o calette dalla bellezza drammaticamente sublime, ma una lunga striscia di sabbia chiara che entra morbida nel blu del mare, avvolta dal silenzio e dal profumo di una pineta ombrosa. Orizzontale, lineare, pacifica. Proprio qui, a Marina di Pisticci, c’è una delle spiagge della Basilicata ionica più belle: il Lido Quarantotto. Un nome che profuma di nostalgia e foto in bianco e nero, per una location dall’anima autentica. È una spiaggia che accoglie calorosamente chi non vuole distrazioni offrendo un’ampia distesa di sabbia, tanto spazio libero e quella cura lenitiva che solo il mare sa regalare. La spiaggia perfetta per chi vuole perdersi tra le pagine di un libro o tra i suoi pensieri camminando lungo il bagnasciuga.

  • Come raggiungere Marina di Pisticci: una volta arrivato a Marina Scalo segui le indicazioni che portano verso Marina di Pisticci. Il Lido Quarantotto è uno degli accessi principali di tutta l’area.
  • Presenza di servizi: questa zona della costa della Basilicata ionica offre alcuni stabilimenti balneari ben organizzati, ma se cerchi il mare più autentico prediligi i tratti di spiaggia libera, sono ampi e poco frequentati.
  • Consigli: il lungomare di Marina di Pisticci è un posto perfetto per montare in sella alla bici e pedalare al tramonto, con il vento tra i capelli e il profumo di mare e pini che ti accarezza.

3) Lido di Metaponto

C’è qualcosa di surreale nel nuotare in acque un tempo solcate dalle antiche navi greche, una surrealismo che diventa pura magia quando il sole del pomeriggio fa brillare la sabbia di una luce ambrata e accarezza dolcemente i templi poco distanti. Siamo nel Lido di Metaponto, una delle spiagge della Basilicata ionica dove il tempo si è fermato e il mare è una presenza antica e consapevole, custode delle storie millenarie della Magna Grecia. Una spiaggia lunga e sabbiosa, punteggiata da ombrelloni ordinati dove l’eco del passato si mescola alle risate dei bambini che si divertono sul bagnasciuga e dove basta spostarsi poco più in là, verso i margini meno battuti del litorale, per trovare una quiete assoluta dove il tempo viene scandito dal rumore delle onde del mare. E se vorrai prenderti una pausa dai tuoi pensieri e toccare la storia di una grande civiltà con mano, puoi farlo. A pochi minuti dalla spiaggia si trova il Parco Archeologico di Metaponto, un luogo sospeso tra passato e presente, tra cielo e mare, dove le colonne doriche del Tempio di Hera fungono da sentinelle silenziose vegliando su una storia che non morirà mai.

Tempio di Hera, Metaponto
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Splendido tramonto sul Tempio di Hera, a pochi passi dal Lido di Metaponto nella Basilicata ionica
  • Come raggiungere il Lido di Metaponto: partendo dalla SS106 Jonica, prendi l’uscita per Metaponto e segui le indicazioni per il Lido. Potrai parcheggiare comodamente nelle aree di sosta che circondano la zona.
  • Presenza di servizi: il Lido di Metaponto offre qualcosa per tutti i gusti; dalle spiagge attrezzate con ristoranti, bar, noleggio di pedalò e zone per bambini alle ampie zone di spiaggia libera, ogni viaggiatore può trovare la sua dimensione.
  • Consigli: se sei un appassionato di fotografia, non scordare la macchina fotografica, le colonne del tempio al tramonto offrono uno dei panorami più suggestivi di tutta la costa ionica. Se puoi concederti una sosta più lunga, fermati da queste parti per cena. Spesso vengono organizzate cene con musica dal vivo.

4) Scanzano Jonico – Terzo Cavone

Un tempo agosto era un mese tranquillo, di pausa, con poco caos e tanto relax. A Scanzano Jonico, il tempo sembra essersi fermato in quel preciso istante e la sua spiaggia più ambita – quella di Terzo Cavone – continua a offrire quelle atmosfere a chi sogna un’estate diversa, fatta di lentezza, teli stesi sotto alle pinete e silenzi riempiti dal rumore delle onde o dei gabbiani in lontananza. È una spiaggia che non pretende nulla, se non il rispetto di chi la frequenta. Lontana dalle rotte turistiche offre un mare dalle tonalità turchesi e dalle profondità placide, perfette per lunghe nuotate in acqua e per intrattenere grandi e piccini per ore e ore. Se la tua indole selvaggia è alla ricerca di un luogo di mare che la rispecchi e che la nutra, prosegui verso sud: troverai un paesaggio onirico, fatto di dune sabbiose, qualche macchia di vegetazione e nessuna presenza umana. Questo luogo è per chi vuole rallentare ma, soprattutto, per chi desidera disconnettersi dal mondo e riabbracciare il vero concetto di vacanza.

  • Come raggiungere la spiaggia di Terzo Cavone: sempre dalla SS106, prendi l’uscita per Scanzano Jonico e dirigiti verso la località (sempre segnalata) di Terzo Cavone. Passerai per un breve tratto sterrato in mezzo ai campi coltivati che ti porterà dolcemente verso la pineta costiera e ai parcheggi che abbracciano l’intera zona.
  • Presenza di servizi: si tratta di una zona principalmente selvaggia, con ampi tratti liberi di spiaggia. Tuttavia, è possibile trovare un paio di stabilimenti discreti che non deturpano lo scenario circostante. Se sei un camperista, c’è anche un’area camper dedicata.
  • Consigli: questa spiaggia è l’ideale sia per chi viaggia in famiglia, sia per le coppie o le anime solitarie. Porta con te tutto l’occorrente per goderti questa perla in totale relax come, ad esempio, una sedia da campeggio, frutta fresca e una buona lettura. Il rumore delle onde farà tutto il resto.

5) Marina di Nova Siri

Spiaggia di Nova Siri, Basilicata ionica
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Cielo e mare sfumano a Nova Siri, una delle spiagge più belle della Basilicata ionica

Come le altre spiagge della Basilicata ionica anche Nova Siri non si presenta con grandi scenografie o immagini da rivista patinata, ed è proprio per questo motivo che resta un luogo fuori dalle rotte mainstream offrendo una distesa di sabbia, silenzio, ampi orizzonti e un invito a rallentare. Se stai cercando un’estate discreta fatta di riti consolidati e semplici questo è il posto giusto per te; per camminare a piedi scalzi sul bagnasciuga, apprezzare la sensazione della sabbia tra le dita e lasciare che il sole accarezzi morbido i tuoi pensieri. Spazi liberi e stabilimenti silenziosi e senza pretese si alternano su una distesa di sabbia fine e dorata, bagnata da un mare cristallino e dai fondali bassi e sicuri anche per i più piccini. Non è una spiaggia da colpo di fulmine, ma conquista il tuo cuore lentamente a colpi di tramonti lenti, suoni di cicale in lontananza e profumo di brezza marina.

  • Come raggiungere Marina di Nova Siri: arrivando sempre dalla SS106 Jonica, dovrai seguire le indicazioni per Nova Siri Marina, fino ad arrivare agli ampi parcheggi che fiancheggiano il lungomare.
  • Presenza di servizi: oltre ai tratti di spiaggia libera, perfetta per le anime solitarie, ci sono anche dei tratti di spiaggia attrezzati con bar e ristorantini vista mare.
  • Consigli: questa è una delle spiagge della Basilicata ionica con i tramonti più belli, pertanto, se puoi, fermati fino a sera per goderti i cieli infuocati tingere di rosa il mare e, perché no, un bell’aperitivo e una cenetta vista mare.

Bonus: Marina di Ginosa, dove la Basilicata sfuma nella Puglia

Situata a pochi passi dal confine, poco dopo il Lido di Metaponto, la Basilicata inizia a sfumare verso la Puglia, in un continuum dolce come quando l’orizzonte del mare si mescola al turchese del cielo. È a questa altezza che si trova Marina di Ginosa, il prolungamento naturale della costa metapontina che viene frequentata molto dagli amanti del mare della Basilicata ionica. Calmo, trasparente e placido è accompagnato da spiagge di sabbia fine e chiara e abbracciato sempre dalla solita pineta che abbiamo ritrovato anche nelle altre spiagge che ti abbiamo raccontato. Ma Ginosa non è solo mare, è anche un piccolo borgo che custodisce ancora tutti quei riti e sapori della tradizione che stiamo lentamente perdendo. Ecco alcune informazioni utili se deciderai di scavallare il confine e visitare questa perla d’Italia:

  • come raggiungere Marina di Ginosa: arrivando da Nova Siri o Policoro, prosegui sulla SS106 verso Taranto, una volta arrivato all’altezza di Ginosa Marina svolta per il lungomare, ti ritroverai presto nei pressi degli ampi parcheggi del litorale e potrai parcheggiare con comodità.
  • Presenza di servizi: anche in questo caso ce n’è per tutti i gusti; dagli ampi tratti di spiaggia libera e selvaggia a quelli attrezzati con stabilimenti balneari dotati di tutti i comfort come ombrelloni, esercizi, bar e ristoranti vista mare.
  • Consigli: il centro di Ginosa è molto suggestivo, dopo la giornata di mare concediti una passeggiata fino al paese per goderti un gustoso gelato o una deliziosa cenetta in una trattoria dalla cucina casalinga. Se proprio non puoi trattenerti a cena, goditi almeno la golden hour assistendo a un tramonto semplice ma d’impatto.

Come avrai sicuramente intuito, questo tratto della Basilicata non ha bisogno di effetti speciali per lasciare il segno ma, anzi, conquista il tuo cuore con dolcezza grazie ai suoi paesaggi autentici, le sue storie vere e la promessa di un tempo ritrovato. Il mare, qui, non fa rumore, ti racconta una storia fatta di onde leggere, profumo di resina di pini marittimi e con dei colori che trasformano tutto in poesia. Ognuna delle spiagge della Basilicata ionica che ti abbiamo raccontato ha qualcosa da dire: dalle storie antiche di Metaponto ai racconti di lentezza di Nova Siri; dai servizi essenziali di alcuni tratti di costa all’indole selvaggia di alcune spiagge. Se cerchi un luogo dove l’estate si vive a piedi nudi, nella semplicità più totale, la Basilicata ionica è il rifugio perfetto a cui non saprai dire di no. Un angolo d’Italia ancora poco conosciuto, ma che merita di essere incontrato almeno una volta nella vita.

Estate in Basilicata, cosa fare e cosa vedere (oltre alle spiagge)

24 juillet 2025 à 16:25

Quando si pensa alla Basilicata d’estate la prima meta che viene in mente è Maratea. E, in effetti, tra costa ionica e costa tirrenica, questa regione ha molte località di mare da offrire che attirano la maggior parte dei turisti durante le ferie estive.

Tuttavia, la Basilicata è soprattutto montagna, entroterra, borghi e paesaggi dalla natura selvaggia e con un ricco patrimonio storico e culturale da scoprire, proprio mentre tutti sono in spiaggia. Vi porto alla scoperta di questa splendida regione italiana, ancora poco sfruttata turisticamente, ma proprio per questo non ancora colpita dall’overtourism, dove fare una vacanza con “V” maiuscola, originale e all’insegna del relax. Ecco i luoghi da non perdere.

Miglionico

A poco più di mezz’ora dal mare di Metaponto c’è Miglionico si trova nei pressi della più celebre Matera (che lascio per ultima) e che merita di essere visitato per due motivi molto importanti. Innanzitutto, è un affascinante borgo di origine medievale legato a re Ferdinando I d’Aragona che si era insediato sul trono del Regno di Napoli e che combatté proprio qui, nel Castello del Malconsiglio dell’VIII-IX secolo, che fu teatro della Congiura dei Baroni risalente al 1485. Oggi è possibile visitarlo e scoprire la storia di questo importante evento storico che ha segnato le sorti dell’Italia attraverso un percorso multimediale. Il secondo m0tivo per cui vale la pena andare in questo borgo è per visitare l’intero della Chiesa di Santa Maria Maggiore, una chiesa del ‘300 che ospita un’opera meravigliosa: il Polittico di Cima da Conegliano, un capolavoro del 1499. Composto da 18 pannelli, rappresenta una delle opere più importanti del Rinascimento italiano. E, tutto ciò, in un minuscolo e semi-sconosciuto borgo dell’entroterra lucano.

Miglionico centro storico
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Il centro storico di Miglionico

Aliano

A un’ora da Miglionico e altrettanto dal mare di Policoro, Aliano è noto per essere il borgo di Carlo Levi, non perché vi fosse nato, perché era originario di Torino, ma perché lo scrittore volle essere sepolto per mantenere la promessa di tornare in questo sperduto borgo arroccato su uno sperone argilloso dell’entroterra della Basilicata, nascosto tra i calanchi, che aveva fatto agli abitanti lasciando il paese in seguito all’esilio. Il luogo da visitare assolutamente è quindi il Parco Letterario di Carlo Levi, che celebra la vita e le opere dello scrittore di Cristo si è fermato a Eboli, la sua casa e la sua tomba nel cimitero di Aliano, immergendosi in quei luoghi che hanno ispirato uno dei più grandi autori italiani. Era candidato a essere Capitale italiana della cultura 2027, ma poi è stata eletta Pordenone. Il paesaggio lunare dei calanchi modellati dall’erosione è l’attrazione principale di questo luogo che si possono ammirare in tutta la loro grandiosità dal Fosso del Bersagliere, un punto panoramico del borgo che offre una vista spettacolare sui calanchi e su tutta la valle.

Castelmezzano

Spingendosi ancor più nell’entroterra lucano, a un’oretta da Aliano, il borgo di Castelmezzano è uno dei tesori più belli della Basilicata, incastonato nel cuore delle Dolomiti Lucane. Non è un borgo sconosciuto, anzi, è stato inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia e tra i borghi bandiera arancione del Touring Club, ma è decisamente un luogo da vedere se si va alla scoperta dell’entroterra di questa regione. Si tratta di un borgo medievale, ragion per cui non c’è un solo angolo di Castelmezzano che non meriti di essere visitato. Le case, tanto per cominciare, sono incastrate in una conca rocciosa, il che la dice lunga su quanto il colpo d’occhio che regala ai turisti possa essere sorprendente. Specie di sera, quando strade e case si illuminano e sembra di guardare un presepe. Ma hanno un ruolo determinante anche le scalinate scavate nella roccia, piuttosto ripide, che si arrampicano su per il centro storico, conducendo i turisti temerari sempre più in alto, a un passo dalle vette.

Castelmezzano Dolomiti Lucane
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Il borgo templare di Castelmezzano in Basilicata

Il borgo era anche una magione templare, e sono diverse le testimonianze distribuite in tutto il paese, a partire dallo stemma che rappresenta inequivocabilmente quello dei Cavalieri Templari, due cavalieri su un unico cavallo. Inutile dire che mistero e leggende avvolgono tutto il borgo. La scorsa primavera è stata inaugurata una slittovia che trasporta i passeggeri – da soli o in coppia – a un’altitudine di 1051 metri da cui godere di viste incredibili sulle Dolomiti Lucane. Durante la salita, si attraversa anche un piccolo ponte, ma è la discesa il cuore pulsante e adrenalinico dell’esperienza in quanto si scivola lungo un percorso di 750 metri con rettilinei, curve paraboliche e un tratto circolare.

Pietrapertosa

A una decina di chilometri da Castelmezzano, ma molti meno in linea d’aria, c’è un altro delizioso borgo arroccato a nido d’aquila sulle Dolomiti Lucane da visitare, quello di Pietrapertosa. I due borghi si guardano, ma sono anche collegati da una zip-line realizzata qualche anno fa chiamata Volo d’angelo che, in poco più di un minuto, consente di scivolare per oltre un chilometro e mezzo a una velocitò di 120 km orari da un borgo all’altro, stando agganciati a un cavo d’acciaio sospeso a 450 metri d’altezza. Inutile dire che questa è l’attrazione più frequentata di Pietrapertosa.

Pietrapertosa
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Pietrapertosa, tra le incantevoli Dolomiti Lucane

Mentre tutti fanno la fila per la zip-line, andate a visitare l’abitato che è anch’esso uno dei Borghi più belli d’Italia e ha una roccaforte saracena, posta proprio sulla cima. Questo Castello Normanno-Svevo risale all’epoca romana e fu ampliato dai Normanni nel IX secolo. Oggi, purtroppo è ridotto in stato di rudere, ma all’interno c’è il “Trono della regina Costanza”, un incavo scavato nella roccia e offre una vista spettacolare sulla Valle del Basento. Inoltre, perdetevi tra i vicoli del quartiere Arabata, il più antico di Pietrapertosa, con case in pietra disposte lungo stretti vicoli e scalette. Questo labirinto urbano risale all’VIII secolo e offre uno spaccato autentico della vita medievale del borgo.

Pietragalla

Spingendosi ancor più nell’interno, si arriva al borgo di Pietragalla, una vera e propria scoperta. Famoso per l’architettura rurale unica, quella dei “palmenti“, strutture ipogee scavate nel tufo, utilizzate storicamente per la pigiatura e la fermentazione dell’uva, creano un paesaggio unico e davvero suggestivo. Oggi, alcuni dei palmenti sono stati restaurati e sono visitabili e offrono un tuffo nella tradizione vinicola locale. Passeggiando per le stradine del centro storico, s’incontrano numerose cantine scavate nel tufo, chiamate “rutt” nel dialetto locale. Imponente è l’edificio più importante della cittadina, il Palazzo Ducale Acquaviva d’Aragona, risalente al XVII secolo, che si può visitare per ammirare la sua architettura e scoprire la storia della famiglia Acquaviva d’Aragona.

Palmenti di Pietragalla
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I Palmenti di Pietragalla, l’incredibile architettura rupestre

Marsicovetere

A un’ora d’auto da Catelmezzano ci si immerge nel parco nazionale dell’Appenino Lucano Val d’Agri, un territorio selvaggio che pian piano si sta attrezzando per diventare la nuova meta escursionistica d’Italia. Qui si trova il delizioso borgo medievale di Marsicovetere che forse qualcuno riconoscerà per averlo visto in una delle fiction televisive di maggior successo, Imma Tataranni – Sostituto Procuratore, sia nella terza sia nella quarta stagione. Una passeggiata per il borgo merita il viaggio, tra botteghe artigiane e cantine. Se entrate in confidenza con gli abitanti, chiedete di mostrarvi l’accesso alla grotta del brigante, una cavità a cui si accede solo da un’abitazione privata e che veniva usata dai briganti per nascondersi. Seguendo il labirinto di stradine, scale e ripide salite del centro storico, si raggiunge la vetta del paese dove si può vedere ciò che resta del castello medievale, di cui resta una torre circolare.

Scorcio del borgo di Marsicovetere
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Veduta panoramica di Marsicovetere

Castelsaraceno

A una quarantina di minuti da Aliano e dall’altra parte del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese, a cavallo con il Parco Nazionale del Pollino, si trova il borgo di Castelsaraceno che vale la pena visitare se non altro per la sua posizione panoramica. Proprio qui è stato realizzato il ponte tibetano più lungo del mondo: con i suoi 586 metri di lunghezza e 80 di altezza, questo ponte sospeso collega simbolicamente i due parchi nazionali. Per chi ama fare escursioni nella matura è il punto di parenza ideale, ma se cercate storia e cultura, questo borgo ospita una chiesa del ‘600 al cui interno si trova un trittico del pittore D’Amato, della scuola di Raffaello e il Museo della Pastorizia che offre un’esperienza immersiva nella storia delle tradizioni pastorali lucane.

Castelsaraceno
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Veduta panoramica su Castelsaraceno

Craco

A metà strada tra la costa e il borgo di Aliano, si trova uno dei luoghi più famosi della Basilicata che non posso non nominare perché è talmente particolare che, durante una vacanza nella regione, non si può non visitare: Craco. Il borgo abbandonato, il borgo fantasma… lo chiamano in tanti modi diversi. Per capire la sua storia bisogna visitare il Museo Emozionale di Craco ospitato nell’ex monastero di San Pietro. Dopodiché ci si immerge nel Parco Museale Scenografico di Craco, inaugurato nel 2023, un percorso guidato attraverso il borgo, che permette di esplorare le rovine di case, torri e palazzi in totale sicurezza.

Ci sono i resti della Chiesa Madre di San Nicola Vescovo del XIV secolo, quelli della Torre Normanna del XII secolo – uno dei pochi edifici visitabili all’interno del borgo – e quelli di Palazzo Carbone, un antico palazzo della fine del Quattrocento, con un ingresso monumentale. È stato il set del film La Passione di Cristo di Mel Gibson nel 2004 e ora l’attore-regista si agir ancora per il borgo per le riprese del sequel La Passione di Cristo: Resurrezione che uscirà nel 2026.

Chiesa Madre dedicata a San Nicola, Craco, Matera
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Il borgo fantasma di Craco in Basilicata

Matera

Se si parla di entroterra lucano non si può non pensare a Matera (anch’esso set del film di Mel Gibson). Certo, non è una cittadina dove non si trovano turisti, specie d’estate. Se vi posso dare un consiglio, però, per evitare la folla e godervi Matera al meglio visitatela la mattina presto, quando i pullman dei turisti non sono ancora arrivati, perdetevi tra i vicoli bianchi – e scivolosi – e buttate l’occhio tra i Sassi, gli antichi rioni scavati direttamente nella roccia calcarea dove la gente viveva fino agli Anni ’50, con le abitazioni scavate nella roccia le chiese rupestri.

Magari dirigetevi direttamente verso la Cattedrale di Matera che si trova sulla Civita, la parte più alta della città, dove solitamente terminano i tour guidati: dalla piazza della cattedrale romanica del XIII secolo c’è una vista panoramica spettacolare su tutta la città. Se non volete perdere tempo, è l’occasione giusta per farsi accompagnare da una guida locale che conosce sicuramente tutti i trucchi per evitare il caos e per farvi scoprire angolini inediti e ancora poco turistici della Città dei Sassi, patrimonio Unesco.

matera sassi
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Matera, la straordinaria Città dei Sassi Patrimonio Unesco

Le 5 spiagge nascoste della Basilicata da non perdere

21 juillet 2025 à 18:12

Dopo che Matera, con i suoi sassi caratteristici, è diventata Patrimonio dell’Unesco, sempre più turisti, provenienti da tutta Italia e dal mondo, hanno deciso di visitare questa splendida regione del sud Italia. Non solo arte e cultura fanno perdere la testa a chi visita la Basilicata. Per chi ama il mare, questa è una regione probabilmente sottovalutata, dove le acque cristalline e la natura incontaminata creano un contrasto senza eguali.

Chi viaggia in Basilicata, deve sapere che il mare non si mostra mai tutto e subito. Non basta parcheggiare e stendere l’asciugamano. Bisogna cercare, camminare, a volte aspettare il momento giusto. Ma è proprio questa la bellezza dell’incantevole costa lucana. Una destinazione che ha la  capacità di sorprendere, di svelarsi piano piano, e solo a chi è disposto a rallentare. E così, in una regione stretta tra due mari, si nascondono angoli dove il turismo di massa non è ancora arrivato, o, in tutti i casi, ha soltanto sfiorato la riva.

Infatti, tra il versante ionico e quello tirrenico, esistono spiagge che non hanno nulla da invidiare ai paradisi più blasonati del Mediterraneo. Sono poche, silenziose, difficili da raggiungere. Ma chi le trova, le porta con sé per sempre. Ecco, quindi, le 5 spiagge nascoste della Basilicata da non perdere: cinque luoghi che raccontano l’anima più autentica della regione. Pronti? Si Viaggia!

La spiaggia di Calaficarra, dove il bosco scende fino al mare

Il viaggio inizia da questa splendida spiaggia a nord di Marina di Maratea, alle spalle di un fitto bosco e di una rigogliosa e verde macchia mediterranea. Si tratta della spiaggia di Calaficarra, una delle baie più selvagge della regione. Calaficarra non è esattamente una singola spiaggia, ma un piccolo sistema di tre calette ciottolose, separate da speroni rocciosi e bagnate da un’acqua incredibilmente limpida.

Il mare, infatti, ha tonalità turchesi, il silenzio è rotto solo dal fruscio degli alberi e dal rumore delle onde contro gli scogli. Insomma, il luogo adatto a tutti coloro che vogliono vivere un’esperienza rilassante, in un luogo dove la natura è assolutamente la padrona.

Qualche tratto della spiaggia di Calaficarra è semi attrezzato, ma gran parte della zona resta libera e incontaminata. Per chi ama nuotare, si possono esplorare a colpi di bracciate anche le calette vicine e una grotta marina nascosta tra le rocce, dove l’acqua sembra quasi brillare di luce propria. Un luogo fuori dal tempo, dove l’unico lusso è la bellezza.

Canale di Mezzanotte, l’insenatura che non ti aspetti

Nascosto tra le pieghe della costa di Acquafredda, il Canale di Mezzanotte è uno di quei posti che non si trovano per caso. Serve, infatti, conoscere la zona, informarsi bene prima della partenza o, comunque, farsi guidare da chi l’ha già scoperto.

Qui, al confine tra Basilicata e Campania, alla fine del sentiero panoramico “Apprezzami l’asino”, sono presenti delle alte pareti rocciose, dove scorre un piccolo canale di acqua dolce che sfocia direttamente in mare. Il paesaggio circostante è composto solo roccia, verde e silenzio. L’acqua, rinfrescata dalla sorgente sotterranea, è fredda e trasparente anche in piena estate, tanto che nei giorni limpidi si può vedere il fondale come se si fosse dietro un vetro.

Il posto è difficile da raggiungere via terra: la spiaggia di Mezzanotte è accessibile solo via mare, ma chi ci arriva racconta di un’esperienza unica. Una caletta nascosta, senza alcun servizio, dove sembra che il tempo si sia fermato. Le tartarughe marine ogni tanto scelgono proprio questa insenatura per la deposizione delle uova. Un segno, forse, che qui la natura si sente ancora al sicuro.

Le spiaggette di Cersuta, la poesia della roccia

Cersuta è una piccola frazione tra Maratea e Acquafredda, e per molti è solo un nome che si legge distrattamente lungo la strada. Eppure, proprio qui, sotto quei costoni di roccia che si affaccino a picco sul mare, si nascondono alcune tra le spiagge più intime della Basilicata.

Raggiungerle non è sempre semplice. Infatti, in alcuni casi, bisogna scendere a piedi lungo sentieri poco visibili e in altri è addirittura necessario arrivare dal mare. Ma vale davvero la pena provarci.

Le spiaggette di Cersuta, che hanno nomi che sembrano usciti da un racconto popolare, come Rena d’a Carrubba e Renicedda, sono spiagge caratterizzate dalla presenza di sabbia scura e ciottoli, protette da una vegetazione che quasi arrivare a toccare l’acqua. Qui il mare è spesso calmo, limpido, e l’ombra delle rocce crea angoli freschi dove poter riposare anche nelle ore più calde e rilassarsi, lontani dal caos quotidiano. E proprio per questo, le spiaggette di Cersuta sono il luogo ideale per chi cerca isolamento, contemplazione e qualche ora sospesa.

La spiaggia di Fiumicello, tra storia e natura

A prima vista, rispetto alle altre, la bella spiaggia di Fiumicello è sicuramente la più conosciuta e frequentata. Questo anche grazie al fatto che è una delle poche spiagge nella zona di Maratea facilmente accessibili e servite. Ma basta allontanarsi un po’ dai punti principali e superare il piccolo torrente che la divide in due, per entrare in un mondo diverso.

Qui, infatti, si trovano alcune grotte preistoriche scavate nella roccia, alcune visitabili, altre appena visibili tra le fronde, con l’arenile alterna sabbia scura e ciottoli. Anche qui il mare, come del resto tutta la costa tirrenica della Basilicata, ha riflessi unici, color cobalto, che rendono questa parte della Basilicata così riconoscibile.

Nei giorni feriali, anche in piena estate, è possibile trovare angoli solitari dove stendersi senza nessuno intorno. E quando cala la sera, l’ombra delle scogliere regala una frescura inattesa. Un posto dove storia antica e natura camminano insieme, con discrezione, regalando paesaggi estremamente suggestivi.

La spiaggia dell’Oasi WWF di Policoro, dove regna la biodiversità

Infine, sul versante ionico e lontano dai riflettori e dagli stabilimenti più affollati, come quelli più conosciuti di Metaponto, si estende una spiaggia che ha saputo resistere al tempo e alla cementificazione della zona.

Siamo a Policoro, all’interno dell’Oasi WWF Heraclea, uno dei polmoni più verdi e più importanti del Sud Italia. Qui la spiaggia dell’Oasi sembra quasi essere un confine tra due mondi: da un lato si trova, infatti, la sabbia dorata e il mare cristallino, dall’altro la fitta pineta, il bosco costiero e le zone più umide, dove è anche possibile avvistare diversi aironi e cavalieri d’Italia. \

Nei tratti meno battuti, lontano dai sentieri principali, si trovano porzioni di litorale completamente libere, dove si cammina tra tronchi portati dalle maree e conchiglie. È una delle rare zone in Italia dove si possono ancora avvistare le tartarughe marine che depongono le uova. E quando ci si siede sulla sabbia, a guardare l’orizzonte, si capisce che qui la natura non è un contorno, ma il cuore stesso del viaggio. Insomma: il luogo ideale per scoprire il carattere unico e nascosto del mare della Basilicata.

Cinque spiagge, cinque mondi diversi. Tutti più o meno nascosti in quella terra sospesa tra le montagne e la vastità del mare che ne bagna le coste. La Basilicata, in fondo, è anche questo: una sorta di invito a cercare, a viaggiare per ritrovarsi davanti a uno specchio d’acqua, lontani dalle folle più numerose.

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