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Borghi d’arte, quali visitare quest’estate in Italia tra installazioni e opere

17 juillet 2026 à 17:00

L’estate italiana si veste di contemporaneo: nei borghi storici, tra piazze medievali, boschi, castelli e paesaggi rurali, l’arte esce dai musei e incontra il territorio. Installazioni monumentali, mostre diffuse e percorsi di arte pubblica trasformano alcuni dei luoghi più suggestivi del Paese in veri e propri musei a cielo aperto.

Valle d’Aosta, arte e scienza (AO)

Sotto il cielo di stelle. Costellazione di arte, scienze e culture” porta in Valle d’Aosta un grande progetto diffuso tra Châtillon, Aosta e Courmayeur. Dal 18 luglio al 18 ottobre 2026 musei, castelli e spazi storici ospitano opere dedicate al rapporto tra arte, tecnologia, intelligenza artificiale e futuro.

Al Castello Gamba di Châtillon il percorso affronta luce, spazio e traiettorie cosmiche con opere di artisti come Mimmo Paladino, Grazia Toderi e Gilberto Zorio. Ad Aosta il MegaMuseo mette in relazione archeologia e universo, mentre Courmayeur esplora il rapporto tra cielo, tecnologia e ambiente attraverso installazioni di Michelangelo Pistoletto e Franco Perrotti.

Alta Langa, gallerie d’arte diffuse (CN)

Fino al 20 settembre 2026 l’Alta Langa ospita Buona Fortuna Ribelli, mostra d’arte contemporanea diffusa curata dalla Galleria Lunetta11. Il progetto di quest’anno, “Back to mine”, coinvolge cinque borghi del Piemonte – Dogliani, Serralunga d’Alba, Mombarcaro, Paroldo e San Benedetto Belbo – trasformando chiese, cappelle, giardini e spazi storici in luoghi di incontro tra opere, paesaggio e comunità.

A Dogliani la Cappella del Ritiro della Sacra Famiglia ospita fino al 26 luglio il ciclo “Ombre atomiche” di Sergio Ragalzi, mentre a Serralunga d’Alba il Boscareto Resort accoglie, fino al 17 luglio, una collettiva con opere di grandi protagonisti dell’arte italiana come Carla Accardi, Alberto Burri e Alighiero Boetti.

A Mombarcaro, Borgata Lunetta propone, fino al 20 settembre, un percorso tra le opere di Ragalzi, le fotografie di Sara Scanderebech, le sculture ambientali di Stefano Caimi e il progetto immersivo thebackstudio. A Paroldo, fino al 26 luglio, il dialogo tra storia e contemporaneità nasce nella Cappella di San Sebastiano con l’opera “L’Abri” di Matisse Mesnil, mentre San Benedetto Belbo, sempre fino al 26 luglio, ospita un’installazione video immersiva di Nicole Oike.

I borghi di arte contemporanea in Italia
Luca Peruzzi
Installazione per “Back to Mine”

Teolo, un museo naturale (PD)

Tra Teolo Alto, il Museo di Arte Contemporanea Dino Formaggio e il Passo delle Fiorine nasce Teolo Arte Natura, percorso permanente di arte ambientale nei Colli Euganei. Il progetto propone sette opere site specific e un intervento realizzato dagli studenti della scuola primaria Villa nel Bosco di San Biagio.

Installazioni, sculture e opere sonore trasformano il cammino in un’esperienza immersiva dove la natura non è solo sfondo, ma elemento centrale dell’opera. Tra gli interventi presenti figurano lavori di Inoghi Studio, Rob Van den Berg, Mauro Diciocia, Ground Action, Arianna Pace, Aurora Destro, Ida Harm e Ambra Grassi, in un dialogo continuo tra paesaggio, memoria e biodiversità.

Pietrasanta, tra marmo e opere monumentali (LU)

Pietrasanta si conferma una delle capitali italiane della scultura contemporanea con “Le dimensioni dell’equilibrio”, mostra diffusa a opera di Gustavo Vélez fino al 20 settembre 2026. L’esposizione attraversa piazze e luoghi simbolo della città, da Piazza del Duomo al Complesso di Sant’Agostino fino al Pontile di Marina, creando un percorso tra arte e spazio urbano.

Lo scultore colombiano, che ha scelto Pietrasanta come patria artistica, lavora con marmo di Carrara, bronzo e acciaio trasformando materiali pesanti in forme apparentemente leggere, sospese tra equilibrio e movimento.

Arte contemporanea in Italia nel 2026
Jhonatan Garcia
Le dimensioni dell’equilibrio di Gustavo Velez

Montespertoli, la Toscana e la street art (FI)

Fino a novembre 2026 Montespertoli ospita la prima edizione di FORME, festival di arte pubblica dedicato alla trasformazione contemporanea del borgo attraverso interventi murali diffusi. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune, associazione A Testa Alta A.P.S. e Street Levels Gallery.

Sette artisti internazionali realizzeranno opere ispirate alla storia e al paesaggio locale. Thiago Mazza racconterà il rapporto tra natura, vite e olivo; Luca Zamoc la memoria rurale; Ufo Cinque le radici medievali; Manolo Mesa la tradizione ceramica; Skan la figura di Cino Cinelli; Nelio il paesaggio toscano e Nespoon il valore comunitario del ricamo.

Todi, dialogo con l’arte contemporanea (PG)

Tra le colline della Media Valle del Tevere, Todi rappresenta una delle destinazioni più affascinanti dell’Umbria, capace di unire tantissimi anni di storia a una forte vocazione contemporanea. Il borgo conserva il fascino dell’antica città umbra ed etrusca, del municipio romano e del prestigioso Comune medievale, con un patrimonio architettonico che trova il suo cuore nella splendida Piazza del Popolo.

Qui si affacciano il Palazzo del Popolo, il Palazzo del Capitano, il Palazzo dei Priori e la Concattedrale della Santissima Annunziata. Tra i simboli della città spiccano anche la Chiesa di San Fortunato, legata alla figura di Jacopone da Todi, e il Tempio di Santa Maria della Consolazione, capolavoro rinascimentale dominato dalla grande cupola visibile dalla valle.

A rendere Todi una meta ideale per gli amanti dell’arte è però anche il rapporto costruito negli anni con la contemporaneità. Dagli anni Settanta del Novecento il borgo ha attratto artisti e creativi internazionali, diventando sede di importanti progetti come il Parco Beverly Pepper, primo parco monotematico di scultura contemporanea dell’Umbria, e la Casa Dipinta dell’artista Brian O’Doherty.

Opere d'arte contemporanea da vedere nel 2026 in Italia
Ufficio Stampa
La Casa Dipinta di Todi

Pereto, la collezione d’arte permanente (AQ)

La decima edizione di straperetana segna una nuova fase per Pereto, borgo medievale abruzzese che dal 2026 avvia un progetto di arte pubblica permanente. Dopo nove edizioni come mostra diffusa temporanea, la manifestazione punta alla creazione di una collezione contemporanea a cielo aperto.

Le prime opere sono firmate da Elisa Montessori e Flavio Favelli. Favelli realizza “Regimentale”, intervento pittorico su un muro di 36 metri ispirato alle storiche etichette dei liquori abruzzesi, mentre Montessori porta nel borgo “La mano sinistra”, opera dedicata alla memoria e al rapporto tra esperienza e conoscenza.

A Palazzo Maccafani una doppia personale approfondisce il lavoro dei due artisti, confermando la vocazione di Pereto come luogo dove arte contemporanea, architettura e paesaggio costruiscono nuove forme di valorizzazione culturale.

Arte contemporanea in Italia
Margherita Villani
Installazione di Elisa Montessori a Pereto

Carrara, il museo a cielo aperto (MS)

Infine, il progetto C.O.M. (City Open Museum), nato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, propone una nuova idea di museo diffuso, dove città, piazze e paesaggi diventano spazi aperti alla sperimentazione artistica. L’iniziativa interpreta il patrimonio italiano come un grande ambiente condiviso in cui installazioni, ricerca, tecnologia e partecipazione si incontrano.

C.O.M. punta a creare una comunità contemporanea delle arti, collegando territori e istituzioni attraverso progetti che coinvolgono artisti, studiosi e pubblico. Un percorso che guarda anche al digitale e alle nuove forme ibride tra esperienza fisica e virtuale.

Ercolano, riapre la Galleria Martusciello: il percorso che ricrea l’antico arrivo dal mare

17 juillet 2026 à 12:30

A Ercolano torna accessibile uno dei percorsi più suggestivi del Parco Archeologico: ha riaperto al pubblico la Galleria Martusciello, il collegamento che accompagna i visitatori dall’area della città moderna fino all’Antica Spiaggia degli Scavi. Un itinerario di oltre 100 metri che attraversa la storia della città romana e permette di rivivere, passo dopo passo, l’antico rapporto tra Ercolano e il mare.

Il percorso conduce verso i fornici, gli antichi ambienti destinati al ricovero delle imbarcazioni dove furono ritrovati i resti di circa 300 vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. La discesa nella galleria diventa così un’esperienza immersiva: il visitatore attraversa fisicamente la coltre di materiali vulcanici che seppellì l’antica città, raggiungendo il livello dell’antico litorale su cui si affacciava Ercolano.

La Galleria Martusciello

La riapertura della Galleria Martusciello restituisce un accesso più diretto e coinvolgente a uno dei luoghi più emozionanti del sito archeologico. L’intervento rientra nelle opere di valorizzazione che hanno interessato l’Antica Spiaggia e il fronte mare, completando il percorso avviato nel giugno 2024 con l’apertura al pubblico dell’area della spiaggia, puntando anche alla ricongiunzione visiva con la Villa dei Papiri.

Il nuovo assetto permette di creare un legame ancora più forte tra la galleria, i fornici e il tratto di costa antica, offrendo ai visitatori una prospettiva unica sulla storia di Ercolano. Chi percorre oggi questo tunnel può immaginare lo sguardo di chi, duemila anni fa, arrivava dal mare e vedeva la città aprirsi davanti a sé: prima i ricoveri delle barche (i fornici), poi la monumentale terrazza dedicata a Marco Nonio Balbo, pensata proprio per accogliere e impressionare chi giungeva via mare.

La Galleria Martusciello è stata completamente rinnovata con interventi pensati per migliorare sicurezza, accessibilità e qualità della visita. Il vecchio grigliato di calpestio che copriva le gradonate in tufo è stato sostituito da un nuovo sistema integrato con l’illuminazione, capace di accompagnare la discesa verso la spiaggia con effetti suggestivi.

Riaperta la Galleria Martusciello a Ercolano
Ufficio Stampa
Rampa di scale interna alla Galleria Martusciello

Valorizzazione del percorso

Uno degli elementi più innovativi dell’intervento riguarda proprio il sistema luminoso, progettato per rendere la visita più sicura ma anche più coinvolgente dal punto di vista emozionale. Sono stati realizzati due impianti distinti: il primo illumina il piano di percorrenza lungo il nuovo grigliato, mentre il secondo, nascosto tra il fianco esterno della rampa e il tunnel scavato nei materiali vulcanici, crea una luce indiretta capace di valorizzare l’interno della galleria.

La tecnologia permette inoltre di selezionare diversi cromatismi, anche ispirati alle tonalità del materiale eruttivo attraversato dal percorso. Una soluzione che trasforma la discesa verso l’Antica Spiaggia in un’esperienza ancora più coinvolgente.

Il progetto è stato possibile grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Ercolano e le Fondazioni Packard, con il contributo di archeologi, architetti, ingegneri, restauratori e di tutte le professionalità coinvolte nella tutela e nella valorizzazione del sito. La riapertura della Galleria Martusciello rappresenta così un nuovo tassello nella restituzione al pubblico di una delle aree più affascinanti dell’antica città romana.

Per informazioni sulla visita, consultare il sito ufficiale del Parco Archeologico di Ercolano.

Spiagge da film, sulle tracce di Odissea di Christopher Nolan tra i meravigliosi set sul mare

17 juillet 2026 à 11:30

L’uscita di Odissea di Christopher Nolan ha riacceso la voglia di scoprire i luoghi che hanno fatto da sfondo al viaggio di Ulisse. Tra le location più spettacolari del film spiccano alcune spiagge e cale dal fascino selvaggio, capaci di evocare il Mediterraneo raccontato da Omero. Ma quella di Nolan è solo l’ultima produzione ad aver trasformato paesaggi naturali in set cinematografici.

In questo caso, però, sono proprio le coste scelte dal regista a raccontare il mito: isole, baie e spiagge dove il mare diventa protagonista del lungo viaggio dell’eroe greco verso Itaca.

Cala Rotonda, Favignana

L’isola di Favignana, nelle Egadi, ha conquistato Nolan al primo sguardo: “Abbiamo cercato location più pratiche e facilmente accessibili, ma non siamo mai riusciti a toglierci Favignana dalla testa“, avrebbe dichiarato il regista premio Oscar.

Tra le spiagge legate a Odissea c’è Cala Rotonda. La produzione ha scelto questo angolo della Sicilia per girare alcune scene ambientate durante il viaggio per mare di Ulisse, sfruttando un paesaggio caratterizzato da acque limpide, scogliere modellate dal vento e una natura ancora selvaggia, ma anche per ricreare antichi porti greci.

A Favignana anche l’isolotto di Preveto è stato usato come set cinematografico.

Le coste delle Isole Eolie

Anche le Isole Eolie sono state scelte come scenario per alcune sequenze di Odissea. L’arcipelago siciliano, con le sue coste vulcaniche, le acque profonde e i paesaggi modellati dal fuoco della terra, è da sempre associato al mito.

Tra i luoghi coinvolti nelle riprese ci sono diverse aree costiere delle isole, tra cui Lipari con l’insenatura di Porto Pignattaro e con i due famosi faraglioni che separano l’isola da quella di Vulcano (Pietra Lunga e Pietra Menalda).

Inoltre nel film appaiono anche scorci di Panarea e in particolare Pietra del Bagno e l’isolotto di Basiluzzo.

Voidokilia Beach, Peloponneso

Nel Peloponneso, una delle spiagge più riconoscibili legate alle riprese di Odissea è Voidokilia Beach, considerata una delle baie più spettacolari della Grecia. La sua caratteristica forma a mezzaluna, la sabbia chiara e le acque turchesi hanno reso questa spiaggia una location ideale per riportare sul grande schermo il mondo dell’antica Grecia.

Da Voidokilia parte un sentiero a piedi per la Grotta di Nestore, una cavità ricoperta di stalagmiti e stalattiti.

Le spiagge nel film Odissea di Nolan
iStock
Vista aerea della spiaggia di Voidokilia

Almyros Beach, Creta

Tra le spiagge scelte da Christopher Nolan per il film Odissea c’è anche Almyros Beach, una delle coste più suggestive dell’isola di Creta. Situata nei pressi di Agios Nikolaos, nella parte nord-orientale dell’isola, questa lunga distesa di sabbia chiara si distingue per il paesaggio naturale che unisce il mare cristallino alla foce del fiume Almyros e alle montagne dell’entroterra.

La spiaggia è stata scelta dalla produzione per la sua capacità di evocare un mondo antico e incontaminato, perfetto per raccontare il viaggio di Ulisse lontano dalla civiltà.

La Duna Bianca di Dakhla, Marocco

Tra le location costiere più sorprendenti di Odissea c’è anche la Duna Bianca di Dakhla, nel Sahara Occidentale. Qui il deserto incontra l’oceano creando uno scenario fuori dal comune, scelto da Nolan per rappresentare l’isola mitologica di Ogigia, dove Ulisse viene trattenuto dalla ninfa Calipso per sette anni.

La distesa di sabbia chiara che emerge dalle acque turchesi dell’Atlantico offre un paesaggio quasi irreale, capace di unire isolamento, bellezza naturale e senso di leggenda. Una spiaggia diversa dalle classiche coste mediterranee, ma perfetta anche per praticare sport acquatici.

Gli aeroporti più trafficati d’Europa: ecco quali guidano la classifica

17 juillet 2026 à 10:06

Con quasi 10 miliardi di passeggeri trasportati nel mondo nel 2025, il traffico aereo ha raggiunto livelli record. Anche gli aeroporti europei hanno confermato il loro ruolo strategico nei collegamenti internazionali, occupando diverse posizioni di rilievo nelle classifiche mondiali.

I dati diffusi da Airports Council International (ACI) World, elaborati sul numero di passeggeri in arrivo e in partenza – i viaggiatori in transito vengono invece considerati solo una volta – mostrano quali sono gli scali che hanno registrato i volumi di traffico più elevati in Europa.

Una scoperta incredibile sotto il pastificio: riaffiora una necropoli inaspettata

15 juillet 2026 à 17:30

Nel cuore di Gragnano, città conosciuta in tutto il mondo per la tradizione della pasta, è emerso un tesoro archeologico capace di riscrivere la storia dell’antica Stabiae. Durante i lavori di ampliamento del Pastificio Garofalo è stata scoperta una necropoli risalente al VI secolo avanti Cristo, un ritrovamento eccezionale per lo stato di conservazione dei reperti e per le informazioni che offre sulla vita quotidiana, sugli scambi commerciali e sulle dinamiche sociali dell’epoca.

L’area funeraria ritrovata appartiene alla più ampia necropoli già individuata nella metà degli anni Cinquanta dall’archeologo Libero D’Orsi in località Madonna delle Grazie. Una zona che nel tempo aveva subito pesanti danneggiamenti a causa dei tombaroli e della successiva speculazione edilizia, lasciando solo una parte delle testimonianze antiche recuperate. I corredi di circa 300 tombe allora salvati sono oggi custoditi al Museo archeologico di Quisisana.

La scoperta della necropoli sotto il Pastificio Garofalo

La nuova fase di ricerca è iniziata nel 2025, quando il Pastificio Garofalo ha avviato un progetto di ampliamento degli stabilimenti. Grazie all’archeologia preventiva, attività fondamentale per conciliare sviluppo e tutela del patrimonio, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’area metropolitana di Napoli ha individuato, con il coordinamento dell’archeologa Francesca Mermati, un’importante area sepolcrale con almeno 70 tombe.

Le sepolture raccontano la presenza di una comunità appartenente a un’élite di alto livello, che utilizzava i corredi funerari come strumento di rappresentazione del proprio prestigio. Tra i reperti dei corredi spiccano una spada in ferro, fibule in bronzo, collane, pendenti in avorio con figure umane, vasi in ceramica e bronzo, oltre a numerosi oggetti preziosi.

Particolarmente straordinario è lo stato di conservazione di alcune casse funerarie realizzate in tufo. Questa condizione ha permesso di recuperare materiali organici che normalmente scompaiono con il passare dei secoli, come tessuti, elementi lignei e cestini realizzati con fibre intrecciate.

Tra i reperti più significativi figura anche un balsamario in terracotta a forma di sirena, databile tra il 580 e il 550 a.C., oggi esposto al Museo archeologico nazionale di Napoli nella mostra “Parthenope. La sirena e la città”. I corredi comprendono inoltre scarabei egizi provenienti da Naukratis, ambre zoomorfe, coralli, argenti e bronzi di origine etrusca.

L’importanza della scoperta per la storia di Stabiae

La necropoli di Gragnano rappresenta un tassello fondamentale per comprendere il ruolo dell’antica Stabiae nel Mediterraneo arcaico. L’insediamento, situato in posizione strategica sulla collina che controllava la strada verso Nocera e il porto, era infatti inserito nelle rotte commerciali che collegavano la Grecia, l’Egitto e il Mediterraneo orientale.

Lo studio dei reperti permette di ricostruire una società articolata, caratterizzata da intensi rapporti culturali ed economici con popoli diversi. Su un campione analizzato di 40 tombe, circa la metà appartiene a bambini di meno di 5 o 6 anni, mentre le altre sepolture riguardano adulti maturi e un solo individuo con più di 50 anni, offrendo nuovi dati anche sulle caratteristiche demografiche della comunità.

La scoperta conferma il valore dell’archeologia preventiva come strumento di conoscenza e tutela. La collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà private ha trasformato un intervento industriale in un’occasione di ricerca scientifica, restituendo al territorio un capitolo prezioso della sua storia.

Per la dirigente del Mic, il ritrovamento contribuisce ad ampliare le conoscenze sul popolamento della Valle del Sarno e sulle reti di scambio che coinvolgevano il golfo di Napoli in età arcaica.

I Festival musicali animano l’estate italiana: gli eventi imperdibili ad agosto

15 juillet 2026 à 14:35

L’estate italiana è sinonimo di concerti, spettacoli all’aperto e festival che animano città, borghi e località turistiche da Nord a Sud. Agosto, in particolare, rappresenta il momento clou della stagione, con un calendario ricco di appuntamenti capaci di attirare migliaia di persone.

Dai grandi nomi della musica italiana agli artisti internazionali, passando per eventi che uniscono cultura, paesaggio ed enogastronomia, i festival diventano un’ottima occasione per scoprire il territorio e vivere una vacanza all’insegna dell’intrattenimento. Qui abbiamo selezionato alcuni degli appuntamenti da non perdere nel mese di agosto.

I festival musicali di agosto nel Nord Italia

Tra montagne, città e località di mare, il Nord Italia propone un ricco calendario di festival musicali. Gli eventi spaziano dai grandi concerti pop alle rassegne itineranti che valorizzano il patrimonio culturale e paesaggistico.

Trento Live Fest in Trentino

Il Trento Live Fest trasforma la Trentino Music Arena in uno dei grandi palcoscenici dell’estate italiana. L’edizione 2026 entra nel vivo proprio a fine agosto con tre serate consecutive dedicate alla musica. Il 28 agosto salgono sul palco Gemitaiz e Venerus, il 29 agosto è la volta di Fulminacci e Mobrici, mentre il 30 agosto chiudono il primo weekend Luca Carboni e Tropico.

I Suoni delle Dolomiti in Trentino

Tra i festival più suggestivi dell’estate italiana torna anche I Suoni delle Dolomiti, la rassegna che porta la musica ad alta quota tra vette, prati e rifugi alpini del Trentino.
L’inaugurazione è prevista il 24 agosto alle ore 12.00 in Val Nana, presso Malga Tassulla, nelle Dolomiti di Brenta, con il concerto “Archi, Corde, In-canto”.

Il 28 agosto alle ore 12.00, invece, il festival si sposta sull’Altopiano della Paganella, al Rifugio Tosa Pedrotti, dove si esibisce il violinista internazionale Ilya Gringolts.
Tutti i concerti dei Suoni delle Dolomiti si raggiungono attraverso percorsi a piedi e diventano un’occasione per unire musica, trekking e scoperta delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO.

Gli eventi dell'estate italiana 2026
Daniele Lira
I Suoni delle Dolomiti in Trentino

La Spezia Estate Festival in Liguria

La Spezia Estate Festival 2026 prosegue fino al 16 agosto, proponendo un calendario che alterna musica, teatro e spettacolo nell’arena di Piazza Europa. Gli appuntamenti del mese iniziano il 7 agosto con lo spettacolo comico di Filippo Caccamo, proseguono il 9 agosto con “Ahi Maria!”, omaggio musicale dedicato a Rino Gaetano, continuano il 12 agosto con l’illusionista Luca Bono e si concludono il 16 agosto con il recital di Max Pisu al PIN La Spezia.

L’estate musicale sull’Isola di Albarella in Veneto

Ad agosto l’Isola di Albarella propone un calendario ricco di concerti che accompagna tutta la stagione estiva. Si parte il 2 agosto con Chiara Galiazzo, seguita il 6 agosto dallo spettacolo di BluBordò feat. Diana Del Bufalo. Il 9 agosto arriva Nek con il tour Nek Hits Live 2026, mentre il 12 agosto è protagonista Dolcenera. Chiude il programma musicale il 16 agosto il concerto dei Neri per Caso.

Monferrato On Stage in Piemonte

Ad agosto il Monferrato On Stage continua il suo viaggio tra le colline patrimonio UNESCO di Torino, Asti e Alessandria, proponendo appuntamenti che uniscono musica dal vivo, enogastronomia e valorizzazione del territorio. L’8 agosto il festival fa tappa a Moncalvo con il concerto del cantautore Dutch Nazari, mentre il 21 agosto è la volta di Angelica Bove a Portacomaro. La rassegna si conclude il 29 agosto a Camerano Casasco con l’evento finale dell’edizione 2026.

Il Centro Italia tra grandi concerti e festival diffusi

Borghi medievali, montagne, spiagge e città d’arte fanno da cornice ai festival del Centro Italia. Qui la musica diventa spesso il punto di partenza per valorizzare il territorio, coinvolgendo i visitatori in esperienze che uniscono concerti e turismo lento.

Suoni Controvento in Umbria

Il festival diffuso Suoni Controvento prosegue per tutto il mese di agosto attraversando borghi, montagne e parchi naturali dell’Umbria. Tra gli appuntamenti del cartellone di agosto figurano concerti con Mannarino (1 agosto ad Assisi), Sam Garrett (2 agosto a Norcia), Coez (4 agosto ad Assisi), Angelina Mango (5 agosto ad Assisi), Fabrizio Moro (8 agosto a Gualdo Tadino) e tanti altri ospitati in scenari naturali che diventano parte integrante dello spettacolo.

I festival italiani di agosto 2026
Ufficio Stampa
Il festival diffuso dell’Umbria, Suoni Controvento

Summer Jamboree di Senigallia

Dal 1° al 9 agosto il Summer Jamboree, festival Internazionale di musica e cultura dell’America anni ’40 e ’50, entra nel vivo. Il programma di Senigallia propone concerti con artisti provenienti da Stati Uniti, Australia, Finlandia, Spagna e Messico, oltre alle celebrazioni dedicate ai 100 anni dalla nascita di Chuck Berry (il re del rock’n’roll). Non mancano le lezioni gratuite di swing, i Dance Show, il Vintage Market, le jam session notturne alla Rotonda a Mare e gli spettacoli di burlesque del 6 agosto.

I festival estivi italiani 2026
Ufficio Stampa
Il Summer Jamboree di Senigallia, nelle Marche

Transumare Fest – La Metamorfosi, in Abruzzo

Dal 19 al 22 agosto Roseto degli Abruzzi ospita la terza edizione del Transumare Fest – La Metamorfosi, evento che unisce musica indipendente, elettronica, contaminazioni internazionali e valorizzazione del territorio abruzzese. La manifestazione propone quattro giornate di concerti sul lungomare adriatico teramano.

Prima dell’inizio ufficiale del festival, il 1° agosto, è previsto un appuntamento speciale di Transumare nello Spazio con il concerto de I Cani. Il festival entra poi nel vivo il 19 agosto con una serata che vede protagonisti Dutch Nazari, svegliaginevra, Atabasca, Kyoto, Thanks Mate e Laca Collective. Il 20 agosto il palco ospita Tutti Fenomeni, Si! Boom! Voilà!, Paranoid London, Soichi Terada, Irossa e Sano.

Il 21 agosto è la volta di MACE, insieme a The Egyptian Lover, Selton, Giovanni Ti Amo, Arya e Spammerheads. La chiusura del festival è affidata al 22 agosto con Giorgio Poi, affiancato da faccianuvola, Deki Alem, Nicky Macha, Gabbs, Marcello Newman e Zoe.

Festival musicali nel Sud Italia e nelle Isole

Anche il Sud Italia e le Isole ospitano durante agosto festival musicali capaci di unire grandi concerti, nuove sonorità e valorizzazione del territorio.

Color Fest in Calabria

Tra i festival musicali più interessanti del Sud Italia torna il Color Fest, appuntamento dedicato alla musica indipendente che dall’11 al 13 agosto 2026 anima la Riviera dei Tramonti di Lamezia Terme, in Calabria. La manifestazione porta la musica su una location suggestiva come il Lungomare Falcone e Borsellino.

Con oltre trenta artisti distribuiti su più palchi, il Color Fest rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale calabrese.

Light Blue Festival in Sicilia

Fino al 2 agosto 2026 torna il Light Blue Festival, rassegna in una speciale versione diffusa che porta musica, arte e cultura nella suggestiva cornice della Sicilia. Cuore dell’evento è Capo Rossello, a Realmonte (Agrigento).

Con il suo format che intreccia concerti, arte e paesaggio, il Light Blue Festival rappresenta un’occasione originale per scoprire la costa agrigentina attraverso la musica contemporanea.

Cala Moraig, la spiaggia da sogno della Spagna premiata tra le migliori d’Europa

11 juillet 2026 à 17:00

Tra le spiagge più interessanti della Spagna, Cala Moraig si distingue per il suo paesaggio naturale e per la particolare combinazione tra mare cristallino, scogliere calcaree e formazioni rocciose. Nel 2026 la spiaggia è stata premiata nella classifica delle 50 migliori spiagge d’Europa, entrando tra le località costiere più apprezzate del continente. Situata sulla Costa Blanca, rappresenta una meta ideale per chi cerca un luogo caratterizzato da panorami mediterranei e da un ambiente ancora fortemente legato alla natura.

Cala Moraig: la spiaggia tra mare turchese e scogliere della Costa Blanca

Cala Moraig è una piccola insenatura della costa della Comunità Valenciana conosciuta per il contrasto tra le acque trasparenti del Mediterraneo e le alte pareti rocciose che la circondano. La spiaggia presenta una superficie composta principalmente da ciottoli e ghiaia, con fondali che rendono il mare particolarmente suggestivo e adatto anche agli amanti dello snorkeling.

Uno degli elementi più caratteristici di Cala Moraig è la presenza delle formazioni geologiche che modellano il paesaggio circostante, tra cui la famosa Cova dels Arcs (Grotta degli Archi), una cavità naturale scavata nella roccia dal movimento del mare. Questo luogo è diventato uno dei simboli della zona e offre anche uno scenario sottomarino perfetto da esplorare con maschera e pinne – alcune sue gallerie, come la Cueva de los Peces, sono indicate solo per subacquei esperti.

Nel 2026 Cala Moraig è stata incoronata tra le 50 spiagge più belle d’Europa, un riconoscimento che ne ha aumentato l’attenzione internazionale. La combinazione tra acqua limpida, natura selvaggia e atmosfera tranquilla ha contribuito alla sua presenza nelle classifiche dedicate alle migliori destinazioni balneari europee.

La spiaggia è indicata soprattutto per chi desidera un’esperienza lontana dalle grandi località turistiche, con la possibilità di rilassarsi in un contesto dominato da rocce, vegetazione mediterranea e panorami vista mare. Durante i mesi estivi può essere molto frequentata, ma mantiene comunque il fascino tipico delle calette della Costa Blanca.

È consigliato arrivare presto il mattino per non avere problemi di parcheggio e indossare scarpette da scoglio per entrare in acqua e scoprire la meravigliosa Cova dels Arcs (le rocce qui sono scivolose).

Cala del Moraig, una delle migliori spiagge d'Europa nel 2026
iStock
L’affascinante Cala del Moraig in Spagna

Dove si trova Cala Moraig e come raggiungerla

Cala Moraig si trova nel comune di Benitachell, nella provincia di Alicante, nella Comunità Valenciana, lungo la costa orientale della Spagna. La spiaggia è situata tra le località di Moraira e Jávea, in una zona conosciuta per le sue scogliere rocciose e per i paesaggi naturali affacciati sul Mediterraneo.

Per raggiungere Cala Moraig in auto da Valencia è possibile arrivare prendendo l’autostrada AP-7 in direzione Alicante, fino a Ondara. Da lì poi si seguono le indicazioni per Benitachell e successivamente per la zona costiera di Cumbres del Sol, dove si trova l’accesso alla spiaggia.

Chi arriva dagli aeroporti principali della zona può utilizzare l’auto a noleggio: dall’aeroporto di Alicante il tragitto richiede circa un’ora e mezza, mentre da Valencia il viaggio dura poco meno di due ore. L’accesso alla spiaggia prevede un breve percorso in discesa, con una strada panoramica che permette di ammirare il profilo della costa prima di arrivare direttamente sul mare.

Ercolano riapre una delle sue domus più emozionanti: è la Casa del Mobilio Carbonizzato

10 juillet 2026 à 12:15

Dopo quasi trent’anni di attesa, Ercolano riapre al pubblico una delle sue domus più suggestive: è tornata visitabile la Casa del Mobilio Carbonizzato, uno degli ambienti più emozionanti del Parco Archeologico di Ercolano. La riapertura restituisce ai visitatori un luogo capace di raccontare la vita quotidiana dell’antica città romana attraverso oggetti rimasti sospesi nel tempo.

Il nome della domus nasce dal ritrovamento di preziosi arredi lignei carbonizzati, tra cui un tavolino e un letto con alta spalliera, conservati grazie alle particolari condizioni create dall’eruzione.  La nuova apertura rappresenta inoltre il primo passo di una stagione di importanti restituzioni: nell’autunno 2026 altre domus del sito torneranno progressivamente accessibili al pubblico.

La Casa del Mobilio Carbonizzato torna a vivere

Costruita in età repubblicana, la Casa del Mobilio Carbonizzato conserva un impianto architettonico particolarmente coerente, sviluppato intorno all’atrio e al giardino posto nella parte più interna dell’abitazione. Qui si trovava un piccolo larario a forma di tempietto, spazio dedicato al culto domestico della famiglia. Già nella prima fase costruttiva della casa era presente anche un loggiato con colonne affacciato sull’atrio, mentre le decorazioni delle pareti, realizzate in IV Stile, testimoniano le diverse trasformazioni vissute dall’abitazione nel corso dei secoli.

Tra gli ambienti di maggiore interesse spicca il triclinio vicino all’ingresso, dove è ancora visibile un pavimento a mosaico arricchito da un raffinato emblema marmoreo e da decorazioni con nature morte. Anche il tablino conserva importanti tracce decorative, con un mosaico a inserto marmoreo e frammenti dell’antico soffitto affrescato.

Il cuore della domus si trova però nell’oecus Cyzicenus, un ambiente aperto verso il giardino attraverso una grande finestra. Proprio qui furono rinvenuti gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome alla casa: un tavolino e un letto che raccontano una storia quotidiana interrotta improvvisamente quasi duemila anni fa.

Terminati i lavori di restauro alla Casa del Mobilio Carbonizzato di Ercolano
Ufficio Stampa
Parete della domus prima del restauro

Tornano le visite

La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato è il risultato di oltre dieci anni di interventi di restauro e conservazione. Il progetto è nato nell’ambito della collaborazione tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute, attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali, attivo nel sito da venticinque anni.

Gli interventi hanno riguardato la messa in sicurezza delle strutture, il recupero delle coperture, il consolidamento delle superfici decorate e il restauro di elementi particolarmente delicati. Sono stati ricostruiti alcuni solai lignei, sostituiti architravi compromessi e restaurate le colonne dell’atrio attraverso rilievi tridimensionali e operazioni di smontaggio e rimontaggio controllato.

Particolare attenzione è stata dedicata agli architravi-teche in ferro che custodivano porzioni di legno carbonizzato. Questi elementi sono stati sostituiti con nuove strutture lignee progettate per proteggere i reperti e facilitare le future attività di monitoraggio e manutenzione.

L’intervento rientra nel più ampio programma di restauro conservativo delle domus più importanti di Ercolano, che prevede la riapertura di sei abitazioni storiche del Parco Archeologico. Dopo la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di Legno, riaperte nel 2025, la Casa del Mobilio Carbonizzato rappresenta un nuovo traguardo nella valorizzazione del patrimonio archeologico.

Durante la visita sarà possibile approfondire la storia degli arredi carbonizzati anche all’Antiquarium di Ercolano, dove sono esposti alcuni reperti provenienti dalla domus, compreso un tavolino, completando così il racconto di una delle case più affascinanti dell’antica città romana.

Per informazioni sulla visita, consultare il sito ufficiale di Ercolano.

A Ercolano riapre la Casa del Mobilio Carbonizzato
Ufficio Stampa
Atrio della domus prima dei lavori di restauro

Rinasce il Labirinto di Borges, il capolavoro verde di Venezia torna ad aprire

10 juillet 2026 à 11:00

Il Labirinto di Borges torna a vivere sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia dopo un importante intervento di restauro che ha restituito equilibrio e bellezza a uno dei luoghi verdi più suggestivi d’Italia. Realizzato dalla Fondazione Giorgio Cini e dedicato allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, il labirinto celebra un doppio anniversario: quindici anni dalla sua creazione e quarant’anni dalla scomparsa del grande autore, avvenuta nel 1986.

Considerato un esempio unico di incontro tra natura, architettura e letteratura, il Labirinto Borges è diventato negli anni un simbolo dell’isola veneziana. Lo spazio, pensato come una sorta di “terzo chiostro” accanto a quelli storici del Buora e del Palladio, unisce il fascino del paesaggio alla dimensione narrativa dell’opera di Borges. Aperto al pubblico dal 2021 attraverso le visite guidate organizzate da VisitCini, ha accolto oltre 25 mila visitatori, confermandosi una delle esperienze culturali più originali di Venezia.

Il restauro del Labirinto Borges

L’intervento di recupero è stato sostenuto da PwC Italia come Main Sponsor e ha avuto l’obiettivo di preservare la struttura vegetale del labirinto, migliorandone allo stesso tempo la fruibilità. I lavori sono iniziati con la rimozione di 165 piante di bosso, appartenenti alla specie Buxus sempervirens, che risultavano morte o compromesse. È stato inoltre controllato l’intero sistema di irrigazione, con la sostituzione delle linee non funzionanti per garantire una corretta gestione delle nuove piantumazioni.

Per favorire la crescita delle essenze vegetali sono stati realizzati interventi sul terreno, con concimazione e aggiunta di circa due metri cubi di nuovo substrato adatto all’attecchimento. Successivamente sono state inserite nuove piante di bosso della stessa varietà originaria, selezionate con una chioma già sviluppata e potate per mantenere le geometrie caratteristiche del percorso.

Il restauro ha previsto anche un monitoraggio costante dello stato delle piante. Gli esemplari che non hanno raggiunto un adeguato sviluppo sono stati sostituiti con ulteriori trenta nuove piante, mentre la rimozione manuale delle infestanti ha permesso di conservare l’armonia complessiva del labirinto.

Secondo la Fondazione Giorgio Cini, questo intervento rappresenta un esempio di restauro contemporaneo: non una semplice manutenzione, ma un progetto capace di coniugare conservazione, innovazione e attenzione al pubblico.

Restaurato il labirinto di Borges
Ufficio Stampa
Il labirinto restaurato

Nuovi percorsi accessibili ai visitatori

Tra le novità più importanti del restauro c’è il miglioramento dell’accessibilità. Il vialetto d’ingresso è stato modificato attraverso la rimozione della ghiaia in eccesso, il livellamento dei percorsi e l’installazione di pannelli alveolari certificati, pensati per rendere il passaggio più sicuro anche alle persone con difficoltà motorie.

Un altro elemento significativo è la nuova mappa tattile del labirinto, realizzata grazie alla collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Lo strumento permette ai visitatori di conoscere la struttura del percorso prima di immergersi tra i corridoi verdi di bosso, favorendo un’esperienza culturale più inclusiva.

Il Labirinto Borges sarà nuovamente visitabile da metà luglio, con nuovi orari studiati per accogliere un pubblico sempre più ampio. In autunno è inoltre previsto un weekend di apertura gratuita promosso da PwC Italia, per offrire a tutti la possibilità di scoprire questo luogo sospeso tra natura, arte e letteratura sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia.

Per avere aggiornamenti sulle modalità di prenotazione, consultare il sito ufficiale della Fondazione Giorgio Cini.

Le destinazioni di mare preferite dagli italiani nel 2026 svelate nella nuova classifica

10 juillet 2026 à 10:10

L’estate 2026 si preannuncia particolarmente positiva per il turismo balneare italiano. A confermarlo è la nuova classifica elaborata da JFC, osservatorio di consulenza turistica e territoriale, attraverso lo studio Panorama Turismo – Mare Italia, che fotografa le località più amate dagli italiani e le principali tendenze della stagione.

La graduatoria, pubblicata in anteprima da ANSA, premia le destinazioni che si distinguono per attrattività, servizi e capacità di rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più variegato, tra famiglie, giovani e viaggiatori alla ricerca di relax.

Château du Rivau, il castello dei giardini fiabeschi che ospitò Giovanna d’Arco

8 juillet 2026 à 17:30

Nel cuore della Valle della Loira, il Château du Rivau è un luogo dove storia, natura e immaginazione si incontrano. Questo elegante castello medievale è conosciuto non solo per la sua architettura fortificata, ma soprattutto per i suoi straordinari giardini ispirati al mondo delle fiabe, arricchiti da installazioni artistiche che trasformano la visita in un vero viaggio nel fantastico.

Tra sentieri incantati, rose profumate, sculture e richiami alle grandi storie dell’infanzia, il Rivau offre un’esperienza diversa dai tradizionali castelli della Loira. A rendere ancora più affascinante questo luogo è il legame con una delle figure più celebri della storia francese: Giovanna d’Arco, che qui fece tappa nel 1429 durante il suo leggendario viaggio.

La storia del castello

Le origini del castello di Rivau sono legate alla famiglia de Beauvau, una delle più importanti casate della nobiltà di Francia. Il castello venne costruito nel XV secolo e trasformato in una fortezza grazie a Pierre de Beauvau, primo ciambellano del re Carlo VII, che ottenne nel 1442 l’autorizzazione a fortificare la struttura che ancora oggi conserva elementi tipici dell’architettura medievale, come un doppio ponte levatoio, le torri circolari di guardia e le antiche scuderie reali (Monumento Storico dal 1999).

Proprio le scuderie contribuirono alla fama del Rivau: nel 1429 Giovanna d’Arco sarebbe arrivata al castello per procurarsi cavalli da guerra, prima di proseguire il suo cammino verso Orléans durante la Guerra dei Cent’anni.

Nel corso dei secoli il Rivau ha cambiato volto, passando da roccaforte militare a dimora signorile durante il Rinascimento, fino alla rinascita contemporanea grazie a un importante progetto di restauro e valorizzazione da parte della famiglia Laigneau che ha unito patrimonio storico, arte e tutela della natura.

Cosa vedere allo Château du Rivau

Il vero cuore dell’esperienza al Château du Rivau sono i suoi 15 giardini fiabeschi, un insieme di spazi verdi tematici progettati per stimolare la fantasia dei visitatori. Ogni area racconta una storia diversa attraverso piante, colori, profumi e installazioni artistiche che sembrano uscite dalle pagine di un libro di favole. Passeggiando tra i giardini si incontrano ambientazioni ispirate a principesse, creature fantastiche, leggende e racconti popolari, con opere d’arte contemporanea inserite armoniosamente nel paesaggio.

Tanto per citarne solo alcuni: il giardino di Raperonzolo è un labirinto floreale omaggio alla principessa della fiaba dei fratelli Grimm; il giardino di Polliccino è abbellito con fiori che simboleggiano la speranza; il Labirinto di Alice ha la forma della testa del Gatto che appare e scompare nel famoso romanzo; il Sentiero delle Fate è invece dedicato alla fiaba di Pollicina nata in un vaso di fiori.

I giardini cambiano aspetto seguendo il ritmo delle stagioni e rappresentano uno degli elementi più caratteristici della visita: non sono semplici spazi botanici, ma veri scenari teatrali all’aperto dove natura e creatività dialogano. Il castello ospita inoltre collezioni d’arte e mostre temporanee che aggiungono un tocco originale al percorso.

Sono disponibili anche visite guidate del castello, laboratori e escursioni in bicicletta. Per avere maggiori informazioni e per prenotare, visitare il sito ufficiale del castello.

I giardino dello Château du Rivau
Getty Images
Giardini del castello ispirati alle fiabe

Dove si trova e come andare

Il Château du Rivau si trova a Lémeré, nel dipartimento dell’Indre-et-Loire, nel cuore della regione della Valle della Loira. La posizione lo rende una tappa ideale durante un itinerario tra i grandi castelli della zona, trovandosi vicino a località come Chinon (12 chilometri) e Richelieu.

Per raggiungerlo, l’auto è il mezzo più comodo e veloce ma volendo si può optare anche per i mezzi pubblici.

Partendo da Parigi in treno con il TGV (treno ad alta velocità) si può arrivare alla stazione di Tours in circa 1 ora di viaggio. Da lì poi in circa 50 minuti con un treno regionale si giunge a Chinon dove passano taxi o autobus locali per il Château du Rivau.

Il castello di Rivau in Francia
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I giardini del castello di Rivau

Buckingham Palace riapre per l’estate tra saloni reali segreti e una novità “irripetibile”

8 juillet 2026 à 14:30

L’estate porta con sé una nuova occasione per entrare nel cuore della monarchia britannica: Buckingham Palace riapre le sue porte ai visitatori con un appuntamento speciale che permette di esplorare le Sale di Stato (State Rooms), gli ambienti più iconici della residenza reale e una novità destinata a rendere questa stagione ancora più esclusiva. Dal 9 luglio al 27 settembre 2026, il pubblico potrà visitare gli spazi normalmente riservati alle cerimonie ufficiali e scoprire un palazzo che continua a raccontare secoli di storia, arte e tradizioni della Corona.

Tra i motivi principali per programmare una visita c’è la nuova veste della Picture Gallery, protagonista di un intervento definito come un riallestimento irripetibile in quanto si tiene una volta sola nella vita. La galleria, una delle sale di rappresentanza più importanti del palazzo, presenta infatti un’esposizione completamente rinnovata che permette di ammirare un numero molto maggiore di capolavori della Royal Collection.

Visitare Buckingham Palace in estate

L’apertura estiva delle State Rooms di Buckingham Palace rappresenta da anni uno degli appuntamenti più attesi dai viaggiatori a Londra. Durante il periodo in cui il palazzo non viene utilizzato per gli impegni ufficiali, i visitatori possono attraversare alcune delle sale più celebri della residenza, tra cui ambienti decorati con arredi storici, opere d’arte e oggetti appartenuti a generazioni di sovrani.

Oltre ai percorsi tradizionali, quest’anno l’esperienza si arricchisce anche della possibilità di scoprire dettagli meno conosciuti della residenza reale. Alcuni tour speciali consentono infatti di accedere ad aree normalmente poco visibili, come gli ambienti dell’Ala Est, con viste sul famoso balcone di Buckingham Palace, diventato simbolo di numerosi momenti pubblici della famiglia reale.

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123RF
Il portone principale di Buckingham Palace

Il fascino della visita non riguarda soltanto gli interni: anche i giardini del palazzo contribuiscono a rendere l’esperienza unica, offrendo un raro esempio di spazio verde privato nel cuore di Londra. I visitatori possono scoprire un ambiente caratterizzato da una grande varietà naturale, con oltre 1000 alberi, 325 specie di piante selvatiche e 25 specie di uccelli nidificanti.

Da non perdere anche una visita alle Scuderie Reali, tra le più belle ancora in funzione, un’esperienza particolarmente interessante per chi viaggia con i bambini. Qui è possibile ammirare da vicino la spettacolare Carrozza di Stato Dorata, realizzata 260 anni fa: un’imponente carrozza di quattro tonnellate che, per essere trainata, richiede ben otto cavalli.

La nuova Picture Gallery: 120 capolavori

La grande protagonista della riapertura estiva è senza dubbio la Picture Gallery, trasformata grazie a un nuovo progetto espositivo definito dal Royal Collection Trust un “once-in-a-generation re-display”, ovvero un riallestimento irripetibile destinato a segnare un momento storico nella vita della residenza reale. La nuova configurazione permette ai visitatori di scoprire la collezione di dipinti di Buckingham Palace attraverso un percorso completamente rinnovato, con il numero delle opere esposte quasi raddoppiato: si passa infatti da 63 a 120 capolavori.

La nuova Picture Gallery di Buckingham Palace
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Il nuovo allestimento della Picture Gallery

Il nuovo allestimento valorizza opere di grandi maestri come Rubens, Caravaggio e Zoffany, offrendo una lettura più ampia del patrimonio artistico della monarchia britannica. Anche l’aspetto della sala è stato modificato: il riallestimento comprende anche nuovi arazzi di seta verde, una scelta che richiama l’eleganza storica degli ambienti reali e restituisce alla galleria un’atmosfera ancora più scenografica.

Per i viaggiatori che nell’estate 2026 sceglieranno il Regno Unito, la visita alla Picture Gallery rappresenta un’occasione particolarmente rara: non si tratta soltanto di ammirare una selezione di opere celebri, ma di entrare in una sala che presenta un nuovo volto e un’esposizione destinata a rimanere un riferimento per gli anni a venire.

Per informazioni su eventi, orari e giorni di apertura, visite guidate e per acquistare i biglietti, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale di Buckingham Palace.

Alla scoperta di Sperlinga, il borgo scolpito nella roccia che custodisce un castello millenario

8 juillet 2026 à 13:30

Nel cuore dell’entroterra siciliano, lontano dalle località costiere più frequentate, sorge Sperlinga, un piccolo borgo della provincia di Enna che custodisce uno dei paesaggi rupestri più affascinanti dell’isola. Arroccata su una rupe di arenaria e dominata da un castello interamente scavato nella roccia, Sperlinga rappresenta una delle testimonianze più autentiche dell’entroterra della Sicilia.

Non a caso viene spesso definita la “piccola Matera della Sicilia“, grazie alla presenza delle caratteristiche abitazioni rupestri che si sviluppano ai piedi della fortezza.
La storia di Sperlinga affonda le radici nell’antichità. Le prime cavità furono realizzate dai Siculi in epoca pre-greca e, nel corso dei secoli, vennero riutilizzate da Bizantini, Arabi e Normanni, assumendo funzioni difensive e religiose.

Cosa fare e vedere a Sperlinga

Molti dei luoghi simbolo del borgo possono essere scoperti attraverso itinerari dedicati alla storia e alle tradizioni locali, come quelli promossi dall’Associazione culturale Il Manto di Kore, da anni impegnata nella valorizzazione turistica e culturale di Sperlinga e del territorio circostante.

L’attrazione principale di Sperlinga, uno dei Borghi più Belli d’Italia, è senza dubbio il Castello medievale, uno dei pochi esempi in Europa di fortezza scavata quasi interamente nell’arenaria. Durante la visita è possibile godere di un panorama mozzafiato dalla torre del castello.

All’ingresso della fortezza si trova la celebre iscrizione latina “Quod Siculis placuit sola Sperlinga negavit“, che ricorda un episodio del Vespro Siciliano. Mentre gran parte dell’isola si ribellò agli Angioini, Sperlinga fu l’unico borgo a offrire loro protezione, un evento rimasto profondamente legato alla memoria storica del paese.

Ai piedi della fortezza si sviluppa il borgo rupestre, formato da almeno 50 ambienti scavati nella roccia dall’uomo come a formare un museo etnografico a cielo aperto. Non è un caso che il nome del borgo significhi proprio “spelonca, grotta”.
Tra i luoghi d’interesse rientra il Museo della Civiltà Contadina, allestito all’interno di una grotta, che conserva oggetti, strumenti agricoli e testimonianze delle tradizioni locali.

La Chiesa di San Giovanni Battista del borgo conserva opere di arte sacra mentre nella settecentesca Chiesa della Madonna della Mercede è custodito un crocifisso ligneo.

Sperlinga è inoltre conosciuta per il suo dialetto inserito nel Registro Eredità Immateriali della Sicilia.

Chi visita il borgo può anche scoprire anche alcune produzioni artigianali tradizionali, come le frazzate, colorati tappeti tessuti su antichi telai in legno.

Sul fronte gastronomico, tra le specialità tipiche spicca il tortone sperlinghese, un dolce della tradizione contadina preparato con pasta di pane fritta e ricoperta di zucchero e cannella, insieme ai mastazzoli, dolci realizzati con il succo di fichi d’India.

Cosa vedere a Sperlinga
Damiano Bassanini
Borgo rupestre a Sperlinga

Dove si trova e come raggiungerla

Sperlinga si trova nel cuore della provincia di Enna, a circa 50 chilometri dalla città, 110 chilometri da Catania e poco meno di 140 chilometri da Palermo. La sua posizione, nella Sicilia centrale, la rende una meta ideale per chi desidera esplorare i borghi dell’entroterra e conoscere un volto meno turistico dell’isola.

In auto da Catania o Palermo è facilmente raggiungibile percorrendo l’autostrada A19 con uscita Mulinello (da Catania) e Tremonzelli (da Palermo). I collegamenti con i mezzi pubblici prevedono autobus di linea da Enna e Palermo.

Cosa fare a Sperlinga
Damiano Bassanini
Il borgo di Sperlinga in lontananza

Montespertoli è il borgo toscano da esplorare tra castelli, musei e arte contemporanea

7 juillet 2026 à 16:30

Nel cuore della Toscana, tra le sinuose colline della Valdelsa e a pochi chilometri da Firenze, Montespertoli è un borgo che conserva un forte legame con il paesaggio rurale e la tradizione vitivinicola. Circondato da vigneti, oliveti e strade panoramiche, rappresenta una meta ideale per chi vuole scoprire una località autentica, tra testimonianze storiche, cultura e sapori locali. Conosciuto anche come una delle capitali del vino Chianti in Toscana, Montespertoli offre un grazioso centro storico e un territorio tutto da vivere.

Cosa vedere e fare a Montespertoli

Il territorio di Montespertoli ebbe un ruolo importante già in epoca etrusca grazie alla sua posizione lungo la Via Volterrana. Fin dall’Alto Medioevo poi gli insediamenti delle famiglie della nobiltà fiorentina si moltiplicarono lungo questa strada. Ancora oggi il borgo conserva tracce della sua storia attraverso castelli, edifici religiosi, ville, piazze e scorci che raccontano il passato agricolo e rurale di questa zona della Toscana.

Una passeggiata nel centro storico permette di raggiungere Piazza Machiavelli, cuore della vita cittadina, dove si trova anche uno storico anemoscopio che misura il vento, simbolo del paese. Meritano una visita la chiesa di Sant’Andrea, principale edificio religioso del borgo, e il Museo d’Arte Sacra, che custodisce dipinti, sculture e arredi provenienti dalle chiese del territorio.

Nei dintorni si possono visitare numerose pievi romaniche – Pieve di San Piero in Mercato – ville storiche e castelli immersi nelle colline – Castello di Montegufoni, Castello di Sonnino, Castello di Poppiano – oltre a percorrere itinerari tra vigneti e oliveti.

Montespertoli è infatti uno dei principali centri di produzione del Chianti e rappresenta una tappa apprezzata dagli appassionati di enoturismo, grazie alle numerose cantine che propongono degustazioni. Nel centro del borgo si trova anche il Museo della Vite e del Vino e ogni anno, proprio a Montespertoli, si svolge la Mostra Mercato del Vino Chianti.

Il territorio è inoltre ideale per escursioni a piedi o in bicicletta lungo strade panoramiche che attraversano la campagna toscana, regalando viste sui filari di vite, cipressi e antichi poderi.

Cosa fare a Montespertoli in Toscana
iStock
Vista panoramica di Montespertoli

FORME, il festival di arte pubblica

Fino a novembre 2026 Montespertoli ospita la prima edizione di FORME, il festival di arte pubblica nato per valorizzare il centro storico attraverso interventi site-specif di street art realizzati da sette artisti internazionali. L’iniziativa, promossa dal Comune di Montespertoli insieme all’associazione A Testa Alta A.P.S., con la curatela di Street Levels Gallery e alcuni main sponsor, punta a trasformare il borgo in una galleria d’arte contemporanea a cielo aperto.

Il progetto coinvolge artisti provenienti da diversi Paesi, chiamati a realizzare opere in loco ispirate alla storia, alle tradizioni e al paesaggio locale. Tra loro figurano Thiago Mazza, che dedica il suo intervento alla vite e all’olivo, simboli del territorio, Luca Zamoc, Ufo Cinque, Manolo Mesa, Skan, Nelio e Nespoon, ciascuno con una diversa interpretazione dell’identità culturale di Montespertoli.

FORME nasce da un percorso condiviso con cittadini, associazioni e proprietari degli edifici coinvolti e si propone di diventare un appuntamento annuale, capace di unire memoria storica, arte contemporanea e riqualificazione urbana, offrendo ai visitatori un nuovo itinerario culturale tra le vie del borgo.

Dove si trova Montespertoli e come raggiungerlo

Montespertoli si trova nel Chianti fiorentino a circa 30 chilometri da Firenze, nel cuore della Toscana, non lontano da Empoli e San Casciano in Val di Pesa.

In auto è facilmente raggiungibile percorrendo l’autostrada A1 fino al casello di Firenze Scandicci e poi la superstrada Firenze-Pisa-Livorno (FI-PI-LI) con direzione Empoli e uscita Ginestra Fiorentina. Un’altra opzione è quella di percorrere la strada panoramica Via Volterrana dal Galluzzo attraverso le colline del Chianti.

Chi preferisce i mezzi pubblici può arrivare in treno fino alla stazione di Empoli o a quella di Firenze e proseguire con un autobus che collega giornalmente il borgo ai principali centri della zona.

Il lago di Sorapiss è la nuova vittima dell’overtourism: le acque color indaco sono prese d’assalto

7 juillet 2026 à 15:30

Il lago di Sorapiss, uno degli angoli più spettacolari delle Dolomiti, è diventato il simbolo di una nuova emergenza legata al turismo di massa. Le sue acque color turchese, quasi irreali per effetto dei sedimenti minerali, attirano ogni anno migliaia di visitatori desiderosi di scattare la foto perfetta da condividere sui social. Un fenomeno che ha trasformato un luogo selvaggio e raggiungibile solo a piedi in una delle mete più ambite degli itinerari veloci tra le montagne venete.

Lago di Sorapis preso d’assalto: tra selfie, rifiuti e turismo veloce

Il rifugio Vandelli, situato a pochi minuti dal lago di Sorapiss nel territorio di Cortina d’Ampezzo in provincia di Belluno, è diventato un osservatorio privilegiato di questa trasformazione. Un tempo il chiosco esterno apriva a metà mattina, mentre oggi le prime ondate di visitatori arrivano già alle 7:30, soprattutto fotografi intenzionati a immortalare il lago con la luce migliore.

Durante l’estate 2026 il lago del Sorapiss sta vivendo un vero e proprio boom di presenze. La nuova tendenza è quella di concentrare in poche ore più tappe possibili: al mattino le Tre Cime di Lavaredo, nel pomeriggio il lago di Sorapiss e poi ancora Cinque Torri, Lagazuoi o lago di Braies. Un turismo in cui spesso l’esperienza della montagna passa in secondo piano rispetto alla necessità di collezionare immagini iconiche per Instagram e TikTok.

Il risultato è un aumento della pressione su un ambiente fragile. Ad agosto 2025 gli accessi giornalieri hanno raggiunto circa 3 mila persone, numeri difficili da sostenere per un’area naturale di alta quota. Anche il giugno 2026 ha confermato la crescita del fenomeno, con un aumento dell’affluenza del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo quanto raccontato da Emilio Pais Bianco, gestore del rifugio Vandelli insieme alla famiglia.

La maggior parte dei visitatori arriva dall’estero, con una presenza crescente di turisti stranieri che inseriscono il Sorapis in programmi molto intensi. Il problema, però, non riguarda soltanto il numero delle persone, ma anche il comportamento di alcuni visitatori poco rispettosi dell’ambiente montano. Il gestore del rifugio ha denunciato la presenza quotidiana di cartacce, bottiglie di plastica e vetro abbandonate a terra, oltre a situazioni di degrado legate ai rifiuti organici lasciati lungo i sentieri.

Negli ultimi anni la situazione è migliorata grazie alla presenza delle guardie delle Regole d’Ampezzo, dei carabinieri forestali e degli operatori impegnati nella tutela del territorio. È inoltre previsto un rafforzamento dei controlli attraverso il coinvolgimento della Polizia provinciale durante la stagione estiva.

Problema overtourism al lago di Sorapiss
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Il Lago di Sorapis immerso tra le Dolomiti

Numero chiuso e tornelli: l’appello per salvare il lago turchese

Per chi vive e lavora ogni giorno vicino al lago di Sorapiss, però, i controlli potrebbero non essere sufficienti. Emilio Pais Bianco ha lanciato un appello chiaro: con numeri che arrivano a 3 mila accessi quotidiani diventa impossibile proteggere un ecosistema così delicato.

La proposta è quella di introdurre un sistema di regolamentazione degli ingressi, attraverso un numero chiuso o strumenti simili ai tornelli già utilizzati in altre località molto frequentate. L’obiettivo sarebbe ridurre l’impatto del turismo e garantire che il lago mantenga nel tempo le sue caratteristiche naturali.

Il rischio, infatti, è che l’overtourism porti a conseguenze irreversibili e costringa in futuro a limitare drasticamente l’accesso all’area.

In una delle librerie più belle del mondo Dua Lipa ha aperto la “biblioteca dei libri proibiti”

7 juillet 2026 à 14:30

A Porto, in Portogallo, esiste una libreria capace di attirare ogni anno migliaia di viaggiatori grazie alla sua atmosfera da fiaba e alla sua architettura spettacolare. Ora questo luogo iconico ospita anche una nuova attrazione letteraria: la “Manifesto Library”, una biblioteca dedicata ai libri proibiti, censurati o considerati controversi nel corso della storia. Il progetto porta la firma di Dua Lipa, artista internazionale da sempre appassionata di cultura e lettura, che ha scelto una delle librerie più belle del mondo per creare un vero e proprio santuario dedicato alla libertà delle idee.

Sbocciano i labirinti di girasoli in Italia: i 5 migliori in cui perdersi nell’estate 2026

4 juillet 2026 à 07:30

Questo è il periodo in cui l’Italia si accende di giallo: i campi di girasoli diventano vere e proprie architetture naturali da esplorare a piedi, tra sentieri che si intrecciano come labirinti e scorci perfetti per fotografie estive. Per l’estate 2026, sempre più aziende agricole e realtà rurali stanno trasformando le loro fioriture in esperienze immersive, dove natura, gioco e raccolta si incontrano.

Non si tratta più solo di campi da osservare, ma di percorsi da vivere: enigmi da risolvere, fiori da raccogliere, installazioni artistiche e punti panoramici che sorprendono a ogni curva. Abbiamo selezionato alcuni dei labirinti di girasoli più interessanti in cui perdersi (e anche ritrovarsi) per quest’estate.

Labirinto di girasoli in Brianza a Seregno

A Seregno, in Brianza, il labirinto di girasoli è ormai una delle esperienze estive più attese. L’allestimento in via Resegone (angolo via Nenni) accoglie migliaia di fiori che disegnano veri percorsi da esplorare, aperti per tutto il mese di luglio 2026. Con orari 17-21 dal lunedì al venerdì e 9-12/17-21 il sabato e la domenica, qui il visitatore può passeggiare tra i sentieri naturali, lasciandosi guidare dalla curiosità e dal profumo dell’estate.

L’esperienza è pensata per tutte le età e prevede formule di ingresso accessibili, con la possibilità di raccogliere alcuni girasoli direttamente dal campo. L’orario fino alle 21 permette di vivere il labirinto anche al tramonto, quando la luce rende il paesaggio ancora più suggestivo. È una tappa perfetta per chi cerca una gita fuori porta semplice ma immersiva, a pochi chilometri da Milano.

Il biglietto costa 5 euro e consente l’accesso al labirinto e l’autoraccolta di 2 girasoli. Per chi vuole completare l’esperienza con l’acquisto di un prodotto a scelta dei Mastri Speziali (birra allo zafferano, zafferano e biscotti allo zafferano) il costo è di 10 euro. I bambini fino a 5 anni non pagano.

Cameri e il gioco del labirinto di girasoli

A Cameri, in provincia di Novara, il progetto “Girosolando 2026” trasforma per luglio il campo di girasoli in un’esperienza interattiva. Non si tratta solo di camminare tra i fiori, ma di risolvere un vero e proprio enigma all’interno del labirinto. Chi riesce a completare il percorso all’azienda Fiorelilla e decifrare il gioco previsto dagli organizzatori può ricevere un piccolo premio esclusivo.

L’ingresso è pensato come una giornata nella natura, con un costo contenuto (5 euro) che include anche la possibilità di portare a casa due girasoli. Il campo si trova nei pressi vicino alla cascina Picchetta e punta molto sull’esperienza fotografica, con angoli studiati per scatti immersivi. È una destinazione ideale per chi cerca un’attività diversa dal solito, tra natura e gioco, perfetta anche per famiglie con bambini.

Al momento il labirinto è ancora chiuso in attesa della fioritura ma sabato 4 e domenica 5 luglio 2026 sarà possibile accedere alla zona dell’autoraccolta e prendere i fiori che si desiderano a 2 euro l’uno.

Milano Niguarda: il labirinto di girasoli dentro la città

Nel quartiere di Niguarda, a Milano, il labirinto di girasoli, aperto dal lunedì al venerdì tra le 17 e le 21 e nel weekend tutto il giorno, è una sorpresa urbana che ribalta l’idea classica di campagna. Qui, a pochi passi dal Parco Nord, l’azienda agricola Ca’ dei maghi ha trasformato il proprio campo in un percorso tra fiori alti oltre due metri, creando una vera “città nel giallo”.

Il percorso è arricchito da installazioni, pannelli illustrati e punti panoramici che permettono di osservare il campo dall’alto, regalando una prospettiva quasi spettacolare. L’accesso è libero con contributo simbolico (5 euro) legato all’acquisto di un fiore.

Il labirinto che è un’attrazione stagionale, fa parte di un progetto educativo e sociale più ampio che nel tempo coinvolgerà famiglie, bambini e scuole, con l’obiettivo di riportare la natura dentro la città in modo diretto e accessibile.

Il Campo dei Girasoli di Steflor a Vimodrone

Anche Agricola delle Meraviglie by Steflor rinnova per luglio 2026 uno degli appuntamenti più apprezzati della stagione con il suo Campo dei Girasoli, a Vimodrone, alle porte di Milano. Il percorso si sviluppa tra migliaia di girasoli in fiore, offrendo ai visitatori la possibilità di passeggiare tra i filari, immergersi nei colori dell’estate e concedersi una pausa nella natura.

L’ingresso (a 5 euro) comprende l’accesso al campo e l’autoraccolta di alcuni girasoli, che possono essere portati a casa al termine della visita. L’iniziativa è pensata per tutti, dalle famiglie con bambini alle coppie in cerca di uno scenario romantico, passando per gli appassionati di fotografia che qui trovano uno dei set naturali più suggestivi della stagione.

Oltre alla bellezza della fioritura, il Campo dei Girasoli di Steflor punta sull’esperienza immersiva, invitando i visitatori a rallentare il ritmo, passeggiare senza fretta e godersi uno degli spettacoli naturali più iconici dell’estate lombarda. In questo caso è consigliato l’acquisto dell’Agripass da utilizzare entro la fine del campo di girasoli.

Nonno Andrea a Villorba: girasoli, frutteti illuminati e aperitivi nella natura

Tra gli appuntamenti più suggestivi dell’estate 2026 c’è anche quello organizzato da Nonno Andrea, azienda agricola biodiversa di Villorba (via Campagnola 72/b), in provincia di Treviso, che dal 17 luglio, apertura legata ai tempi della fioritura, trasforma i propri campi in un’esperienza immersiva tra girasoli e frutteti illuminati.

Qui la visita non si limita a una semplice passeggiata: durante il giorno è possibile accedere liberamente ai campi per scegliere e raccogliere i girasoli preferiti, vivendo il fascino dell’autoraccolta direttamente tra migliaia di fiori in piena fioritura.

Al calare del sole, invece, l’atmosfera cambia completamente. I frutteti vengono illuminati da centinaia di luci, creando un percorso serale dal sapore quasi fiabesco, ideale per una passeggiata rilassante nella campagna veneta. Per rendere l’esperienza ancora più speciale, apre anche un’area food immersa tra gli alberi da frutto, dove è possibile fermarsi per un aperitivo o una cena informale all’aria aperta, accompagnati da musica di sottofondo e dai colori del tramonto.

Durante il periodo di apertura legato alla fioritura, inoltre, Nonno Andrea propone un ricco calendario di appuntamenti tra incontri con autori, workshop, attività nella natura ed esperienze dedicate a grandi e bambini. Un mix di relax, gusto e natura che rende questa realtà una destinazione originale dove ammirare i girasoli in Italia nell’estate 2026.

Gli 11 fondali più belli della Grecia dove fare snorkeling e immersioni memorabili

3 juillet 2026 à 16:20

La Grecia è una delle destinazioni più affascinanti del Mediterraneo per chi ama esplorare il mondo sottomarino. Tra acque cristalline, grotte marine, relitti pazzeschi e pareti rocciose ricche di vita, il Paese offre scenari perfetti sia per chi pratica snorkeling sia per subacquei esperti in cerca di immersioni indimenticabili da portare nel cuore per sempre.

Dalle isole Ionie all’Egeo, passando per le Cicladi e il Dodecaneso, ogni angolo nasconde fondali che sembrano piccoli paradisi sommersi, dove la visibilità può superare anche i 30 metri e la biodiversità marina sorprende a ogni nuovo tuffo.

Abbiamo selezionato 11 fondali della Grecia, luoghi iconici e autentici che uniscono natura, emozione e avventura.

La laguna turchese di Elafonissi

Sull’isola di Creta, Elafonissi è famosa per la sua spiaggia rosa, ma i suoi fondali sono un vero paradiso per lo snorkeling. Le acque basse e cristalline permettono di osservare facilmente stelle marine, piccoli pesci, praterie di posidonia e a volte anche tartarughe marine Caretta Caretta. La conformazione della laguna crea piscine naturali perfette anche per chi non è esperto. Le condizioni calme e la trasparenza dell’acqua rendono questo luogo ideale per un’esperienza rilassante, immersi in un ecosistema delicato e sorprendentemente ricco.

Dove fare snorkeling in Grecia
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Spiaggia di Elafonissi, Creta

La magia selvaggia della laguna di Balos

Sempre a Creta, la laguna di Balos è un capolavoro naturale dove mare turchese e fondali sabbiosi si incontrano creando sfumature spettacolari. Qui lo snorkeling è particolarmente suggestivo allontanandosi dalla costa e andando verso la fine della laguna, dove la vita marina è più attiva. In alcune zone si trovano piccole grotte e formazioni rocciose che ospitano pesci colorati e crostacei. Le immersioni più profonde, invece, permettono di esplorare pendii rocciosi che degradano lentamente verso il blu intenso aldilà dei limiti della laguna. L’area facente parte della riserva naturale protetta di Natura 2000, ospita grotte sottomarine dove si rifugiano murene e barracuda.

Navagio e i suoi fondali, Zante

Il relitto della baia di Navagio di Zante è uno dei simboli assoluti della Grecia, ma ciò che si nasconde sotto la superficie è altrettanto suggestivo. I fondali di questa zona alternano sabbia bianca e pareti calcaree che scendono rapidamente in profondità, creando un ambiente perfetto per lo snorkeling lungo la costa e per immersioni più tecniche nelle aree limitrofe. La visibilità è spesso eccellente e consente di osservare piccoli banchi di pesci e giochi di luce spettacolari. L’atmosfera sospesa tra mare e relitto rende questa spiaggia unica nel suo genere.

I fondali dove fare snorkeling in Grecia
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La baia di Navagio a Zante

Le grotte blu di Zante

Sempre nell’isola di Zante, le grotte blu offrono uno degli scenari più iconici del Mediterraneo. Qui le grotte marine riflettono la luce del sole creando tonalità blu elettrico che sembrano irreali. I fondali sono rocciosi, ricchi di anfratti e piccoli ecosistemi dove si nascondono pesci e molluschi. Lo snorkeling è particolarmente consigliato nelle ore centrali della giornata, quando la luce penetra nelle cavità e amplifica i colori. Anche le immersioni, adatte a esperti e sub, permettono di esplorare passaggi stretti e formazioni rocciose scolpite dal mare.

I fondali vulcanici di Santorini

L’isola di Santorini non è solo panorami mozzafiato sulla caldera, ma anche un mondo sommerso di origine vulcanica. I fondali qui sono caratterizzati da rocce nere, pareti verticali e acque profonde che creano scenari drammatici e affascinanti.

Le immersioni a Santorini permettono di osservare paesaggi sottomarini vulcanici, acque cristalline e una ricca biodiversità marina. La Red Beach e la White Beach sono due ottime destinazioni per lo snorkeling sull’isola mentre la Laguna della Caldera regala un’esperienza unica tra isolotti vulcanici e pareti rocciose.

I posti più belli dove fare immersioni in Grecia
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Red Beach, Santorini

Le grotte marine di Milos

L’isola di Milos è una delle destinazioni più spettacolari per chi ama la geologia marina. Le grotte di Kleftiko e Sykia regalano un labirinto naturale da esplorare in acqua. I fondali alternano sabbia bianca e pareti di origine vulcanica, con colori che variano dal bianco al rosso intenso. Lo snorkeling qui è un’esperienza visiva continua, mentre le immersioni permettono di attraversare archi naturali e passaggi sommersi davvero scenografici e indimenticabili.

Il paradiso sommerso di Naxos

L’isola di Naxos, nelle Cicladi, offre fondali sorprendentemente vari, ideali sia per principianti sia per subacquei esperti. Le acque limpide permettono di osservare fondali sabbiosi che si alternano a scogliere sommerse e a una ricca storia marina. La barriera corallina di Graviera è una delle immersioni più importanti della Grecia.

In alcune zone si trovano relitti e resti antichi (come il relitto dell’Express Samina) che rendono le immersioni ancora più affascinanti. Lo snorkeling lungo le coste meno ventose è perfetto per scoprire un ecosistema tranquillo, popolato da pesci colorati e piccoli organismi marini.

Le acque cristalline di Lefkada

Nel Mar Ionio, Lefkada è famosa per le sue scogliere bianche e le acque turchesi. I fondali, con visibilità fino a 30-40 metri offrono scenari spettacolari con pareti che scendono rapidamente nel blu profondo. I siti più famosi sono la grotta di Meganisi, la scogliera di Atokos e la baia di Sivota. Questi regalano giochi di luce pazzeschi, piccole insenature e grotte marine. È un ambiente dinamico e selvaggio, perfetto per chi cerca emozioni autentiche.

Grotte dove fare immersioni in Grecia
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Grotta Meganisi, Lefkada

La riserva marina di Alonissos

L’isola di Alonissos ospita uno dei parchi marini più importanti del Mediterraneo (Parco Nazionale Marino di Alonissos e delle Sporadi Settenrionali). Qui i fondali sono protetti e incredibilmente ricchi di vita, tra cui la rara foca monaca del Mediterraneo. Le immersioni nel parco permettono di esplorare grotte sommerse, pareti rocciose e relitti storici in un ambiente incontaminato. Il luogo più iconico da esplorare è quello a circa 30 metri di profondità dove si trova il relitto di Peristera una nave del V secolo a.C.

I fondali nascosti di Cefalonia

Tra le isole Ionie, Cefalonia è una destinazione spesso sottovalutata ma straordinaria per chi ama esplorare il mare. I suoi fondali con visibilità fino a 40 metri, alternano grotte sommerse (come quella di Melissani per subacquei esperti), archi naturali e il relitto del Perseus.

In particolare nelle zone di Myrtos e Antisamos lo snorkeling regala incontri con pesci di piccola e media taglia e praterie di posidonia.

Le acque trasparenti di Corfù

Anche Corfù offre fondali sorprendenti, soprattutto lungo la sua costa occidentale. Le acque cristalline permettono un’ottima visibilità già a pochi metri di profondità, rendendo lo snorkeling un’attività accessibile a tutti. Giali Beach, ad esempio, è una baia ottima per questa attività. Tra baie riparate e scogliere calcaree si alternano piccoli ecosistemi ricchi di vita marina.

Le immersioni più interessanti si concentrano attorno a Ermones con il suo Anchor Point (ideale per esperti), Agni e Paleokastritsa dove è possibile osservare banchi di pesci e giochi di luce che rendono l’esperienza particolarmente suggestiva e rilassante.

La spiaggia principale di Paleokastritsa
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La spiaggia principale di Paleokastritsa, vista dalla strada verso il monastero

Cosa fare a Teulada, in Sardegna: tra mare da sogno, spiagge paradisiache e borgo antico

3 juillet 2026 à 15:00

Teulada è una delle destinazioni più affascinanti della Sardegna meridionale, un luogo dove la natura domina il paesaggio e il mare regala scorci da cartolina. Chi sceglie questa località per le vacanze trova spiagge spettacolari, acque trasparenti e un territorio ancora autentico, ideale sia per chi vuole rilassarsi sia per chi ama le attività outdoor come escursioni e snorkeling. Tra baie incontaminate e panorami mozzafiato, Teulada rappresenta una tappa imperdibile per chi vuole scoprire il volto più selvaggio della Sardegna.

Le spiagge di Teulada: un paradiso tra sabbia dorata e mare cristallino

Nel 2026 il comune di Teulada ha conquistato la prestigiosa Bandiera Blu, un riconoscimento che premia la qualità delle acque, i servizi e l’attenzione alla sostenibilità ambientale. Il litorale di Teulada è caratterizzato da una straordinaria varietà di spiagge, ciascuna con caratteristiche uniche. Dalle lunghe distese di sabbia alle calette più riservate, il mare qui assume incredibili sfumature di azzurro e ricorda gli scenari tropicali.

Oltre alle spiagge, il territorio è ricco di sentieri immersi nella macchia mediterranea, punti panoramici dove scattare incredibili foto ricordo e angoli naturali perfetti per chi ama esplorare la costa e vivere una vacanza attiva in mezzo al verde. Alle spalle del litorale si estendono infatti paesaggi naturali di grande fascino, come la foresta di Gutturu Mannu con i suoi lecci e le sughere secolari e le grotte di Punta Sebera (spettacolari cavità sotterranee).

Nei dintorni si possono organizzare tantissime escursioni in barca per raggiungere baie nascoste e osservare il litorale da una prospettiva privilegiata. In alternativa ci si può dedicare ad attività come snorkeling e immersioni grazie alla straordinaria limpidezza delle acque.

Spiaggia di Tuerredda

Considerata una delle dieci spiagge più belle della Sardegna, Tuerredda conquista immediatamente per la sabbia bianca e finissima e per il fondale basso, perfetto anche per le famiglie con bambini. Le sue acque calme e trasparenti invitano a lunghe nuotate. A circa 150 metri dalla riva è presente un piccolo isolotto che può tranquillamente essere raggiunto a nuoto nelle giornate di mare tranquillo.

Porto Tramatzu

Porto Tramatzu è una spiaggia ampia e luminosa, famosa per il contrasto tra il blu intenso del mare e il verde della macchia mediterranea che la circonda. Grazie al limpido fondale che degrada dolcemente, è una delle mete più frequentate durante la stagione estiva e rappresenta un’ottima scelta per chi predilige sabbia bianca e sottile.

Cala Zafferano

Tra le baie più suggestive della costa di Teulada spicca Cala Zafferano, una perla dal fascino incontaminato. Le sue acque cristalline e i colori spettacolari la rendono una delle località più fotografate del sud della Sardegna. L’accesso è regolamentato poiché l’area ricade in una zona militare, ma è accessibile via mare a luglio e agosto.

Campionna, Piscinnì e Sa Canna

Le spiagge di Campionna, Piscinnì – enclave di Domus de Maria in territorio teuladino – e Sa Canna sono mete apprezzate dagli appassionati di immersioni e snorkeling grazie ai meravigliosi fondali ricchi di vita marina e alla limpidezza delle acque.

Le spiagge da vedere a Teulada
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Vista aerea della spiaggia di Piscinnì

Capo Malfatano e S’Ottixeddu

Le cale di Capo Malfatano, dominate da un’antica torre spagnola e da uno stagno costiero, erano già utilizzate come approdo dai Fenici nel VI secolo a.C. Poco distante da Porto Tramatzu, si trova S’Ottixeddu, conosciuta anche come “spiaggia degli Americani”, accessibile a numero chiuso durante l’estate.

Le spiagge di Teulada
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Veduta aerea di Capo Malfatano

Is Arenas Biancas

Nella parte meridionale di Porto Pino a nord-ovest si estende is Arenas Biancas, celebre per le sue spettacolari dune di sabbia bianca. L’accesso avviene attraverso una strada interna al poligono e regala uno degli scenari più iconici della Sardegna.

Il borgo di Teulada tra tradizioni, storia e archeologia

Il centro storico è un intreccio di vicoli che conducono a piazze impreziosite dalle opere del simposio artistico internazionale Scultura e Pietra. Qui si conservano vive le tradizioni artigiane, tra ricami di abiti, tappeti, ceramiche, lavorazioni del sughero e della pelle. Da visitare la parrocchiale della Beata Vergine del Carmelo, risalente al XVII secolo, con il suo museo d’arte, la seicentesca Casa Baronale dei Sanjust e la chiesa tardo-gotica di San Francesco.

Il centro abitato conserva il fascino dei piccoli borghi sardi, con piazze tranquille, edifici storici e ristoranti dove assaporare l’ottima cucina locale, famosa per i piatti a base di pesce fresco e per le specialità della tradizione isolana. Visitare Teulada significa quindi fare un viaggio nel viaggio tra natura, mare e cultura, in una delle località che meglio rappresentano l’eccellenza del turismo balneare della Sardegna.

Durante l’anno il borgo ospita numerosi eventi, dalla festa patronale di metà luglio alla tradizionale Sagra del Pescatore con processione a mare, degustazioni e tantissimo intrattenimento, fino alla rassegna musicale di strumenti folk Su Sonatori e alla sagra di pane e formaggio in agosto.

Nei dintorni meritano una visita il santuario campestre di Sant’Isidoro, le torri costiere, come quella del Budello, costruite contro le incursioni piratesche, i resti dei nuraghi (come sa Perdaia), il tophet fenicio dell’isolotto di Tuerredda, il porto sommerso di Melqart e gli antichi siti minerari del Sulcis, testimonianza dell’importante passato estrattivo del territorio.

Cosa vedere a Teulada
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La piazza principale con la chiesa parrocchiale di Teulada

Dove si trova Teulada e come raggiungerla

Teulada si trova nella parte sud-occidentale della Sardegna, in provincia di Sulcis Iglesiente (SU), affacciata sullo spettacolare tratto costiero del basso Sulcis. Il paese dista circa 65 chilometri dal capoluogo (Cagliari) ed è facilmente raggiungibile in auto in circa 1 ora e 10 minuti percorrendo la Strada Statale 195, una strada panoramica detta anche Sulcitana che offre splendide viste sul mare.

Raggiungere Teulada dall’Italia è semplice. Chi arriva in aereo può atterrare all’aeroporto di Cagliari-Elmas, il principale scalo della Sardegna meridionale, collegato tutto l’anno con numerose città italiane come Roma, Milano, Napoli, Bologna, Pisa e Verona. Dall’aeroporto è possibile proseguire con auto a noleggio percorrendo la Strada Statale 195.

In alternativa, si può raggiungere l’isola in traghetto dai porti di Civitavecchia, Napoli o Palermo con arrivo a Cagliari. Una volta sbarcati, basta seguire la SS195 in direzione Pula e Teulada per arrivare comodamente alla destinazione.

L’auto resta il mezzo più consigliato per esplorare il territorio e raggiungere le numerose spiagge e calette disseminate lungo la costa di Teulada.

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