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Dalle lasagne romagnole alle vongole del Delta del Po, le sagre e gli eventi del weekend dal 24 al 26 luglio 2026 in Italia

24 juillet 2026 à 11:50

Il weekend del 24-26 luglio 2026 è ricco di appuntamenti enogastronomici, ma non solo. Tantissime le sagre di paese che si svolgono nel fine settimana – alcune sono già iniziate – e sono un’occasione di convivialità e divertimento, oltre che di scoperta di piatti e specialità locali.

Dalle lasagne romagnole alle lumache della Liguria, dalle vongole del Delta del Po agli gnocchi laziali, ce n’è davvero per tutti i gusti. Alla buona tavola, si aggiungono tanti eventi aperti a tutti, come la Fiaccolata delle streghe sui sentieri del Trentino alle passeggiate in una faggeta Patrimonio Unesco, dai tornei di calcio alla musica dal vivo praticamente ovunque e ogni sera.

Abbiamo selezionato i dieci eventi imperdibili, da Nord a Sud dell’Italia ed ecco i nostri consigli.

Scorticata – La collina dei piaceri a Torriana (RN)

Torna a Torriana Scorticata, dal 22 al 24 luglio, La collina dei piaceri, la festa nel borgo organizzata dalla Pro Loco di Torriana e Montebello insieme al Comune di Poggio Torriana. Tre serate dedicate alla gastronomia, ai vini del territorio, alla musica e agli spettacoli, per celebrare l’identità e le eccellenze locali. Dalle ore 19 fino a notte inoltrata, il borgo si animerà con i celebri “cuochi da marciapiede”, degustazioni di vini e cantine, specialità gastronomiche, musica dal vivo e intrattenimento. Saranno sempre presenti la piada di Scorticata, salumi, pane artigianale, gelato contadino, birrifici artigianali, dolci e uno spazio cocktail.

Calici di Stelle 2026 in Umbria

A partire dal 24 luglio e fino al 16 agosto 2026, l’evento Calici di Stelle porterà alla scoperta di 22 cantine e di tre Comuni dell’Umbria attraverso degustazioni, pic-nic in vigna, cene sotto le stelle, concerti e osservazioni astronomiche. La manifestazione del Movimento Turismo del Vino Umbria vuole mostrare vigneti, borghi e colline attraverso i calici e le storie dei suoi territori. Ben 22 cantine apriranno le porte con un calendario diffuso di appuntamenti che attraverserà tutta la regione. Il tema scelto per quest’anno è “Brinda alla Vita!”.

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Ufficio stampa
Night gazing tra i vigneti durante Calici di stelle 2026

A tavola tra gli affreschi ad Arcumeggia (VA)

Domenica 26 luglio, Arcumeggia organizza una giornata all’insegna della convivialità, della tradizione e della bellezza con “A tavola fra gli affreschi”, l’appuntamento che trasforma le vie del borgo famoso per essere un museo a cielo aperto in una grande tavola condivisa, dove gustare il pranzo preparato dai volontari della Pro Loco e vivere il piacere di stare insieme in uno dei paesi più suggestivi della Lombardia, tra arte, cultura e sapori autentici. La giornata si aprirà alle 11.00 con la premiazione del progetto “Arcumeggia vista con gli occhi dei bambini”: gli elaborati dei piccoli partecipanti saranno esposti lungo le vie del paese, regalando ai visitatori uno sguardo speciale sul borgo dipinto. Un’occasione perfetta per trascorrere una domenica tra buona cucina, un paese unico e la calorosa accoglienza della comunità.

Festa degli Gnocchi co’i Ferro a Soriano nel Cimino (VT)

Dal 23 al 26 luglio a Soriano nel Cimino si svolge la 4ª Festa degli Gnocchi co’i Ferro. Non è solo una sagra, ma un’occasione per vivere il paese, stare insieme e riscoprire le tradizioni. Tra gli appuntamenti da non perdere, venerdì dalle ore 19.00 la cena con gli Gnocchi co’i Ferro, sabato 25, invece, tante attività, con passeggiate guidate, giochi, letture, yoga, e-bike e, nel pomeriggio, la Salifaggeta, una corsa che unisce sport e amore per la faggeta Patrimonio Unesco. E la sera, tutti a tavola. Domenica, pranzo e cena per gustare gli autentici Gnocchi co’i Ferro, preparati secondo la tradizione sorianese.

Sagra della Lumaca e degli Spiedini a Villa Viani (IM)

Sabato 25 e domenica 26 luglio 2026, a Villa Viani, una frazione del Comune di Pontedassio, torna la 47ª Sagra della Lumaca e degli Spiedini, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate ligure nato negli Anni Settanta. Due serate all’insegna della buona cucina, della musica e del divertimento, con specialità gastronomiche da gustare in compagnia. Tutte le materie prime sono cucinate fresche, in giornata, sul posto, seguendo ricette antiche tramandate nelle famiglie. E poi, primi di pasta fatta a mano e dolci cotti nel forno.

Sagra della Trota a Rivodutri (RI)

Venerdì 24 e sabato 25 luglio 2026, torna a Rivodutri la Sagra della Trota e del Gambero di Fiume, due serate dedicate ai sapori autentici del territorio nella suggestiva cornice della Sorgente di Santa Susanna. Protagonisti della manifestazione saranno due eccellenze della tradizione gastronomica locale, proposte in gustose specialità preparate secondo le ricette del territorio. Un appuntamento all’insegna della buona cucina, della convivialità e della valorizzazione delle tradizioni locali, immersi in uno dei luoghi più affascinanti della provincia di Rieti. Dalle 19:30 alle 23.

Sagra della Vongola a Goro (FE)

Torna in provincia di Ferrara la 26ª Sagra della Vongola, uno degli appuntamenti gastronomici più attesi del Delta del Po. L’evento ha preso il via il fine settimana scorso, e per sei serate protagonista è la vongola verace di Goro, eccellenza del territorio e simbolo della tradizione marinara locale. Un ricco stand gastronomico propone piatti a base di questo prezioso mollusco, affiancati da musica, intrattenimento e momenti dedicati alla scoperta delle tradizioni legate alla Sacca di Goro e al lavoro dei pescatori. Un’occasione per assaporare i sapori autentici del Delta del Po e conoscere da vicino uno dei prodotti più rappresentativi di questo straordinario territorio.

Sagra della Lasagna a Portico di Romagna (FC)

Sabato 25 luglio 2026, a Portico di Romagna debutta la prima edizione della Sagra della Lasagna, il nuovo appuntamento gastronomico organizzato dalla Pro Loco per celebrare uno dei piatti più amati della tradizione italiana. La manifestazione proporrà diverse interpretazioni della lasagna, ognuna capace di raccontare i sapori del territorio e la ricchezza della cucina romagnola. Lo stand gastronomico aprirà alle 19:30, offrendo ai visitatori la possibilità di gustare specialità preparate con ingredienti e ricette della tradizione. Dalle 21:30, la serata proseguirà con il concerto-spettacolo degli Zebra e Pois, che animerà la piazza con musica e intrattenimento. Un’occasione speciale per trascorrere una serata all’insegna della buona cucina, della convivialità e del divertimento.

Fiaccolata delle Streghe a Ruffrè-Mendola (TN)

A Ruffrè torna la suggestiva Fiaccolata delle streghe, un evento che trasforma il sentiero Rio Diavola in un percorso incantato tra mistero, leggende e magia. Il ritrovo è previsto alle 19:00 presso la Pro Loco. Da qui, lanterna alla mano, i partecipanti partiranno insieme lungo il sentiero accompagnati da streghe, Krampus e Anguane, creature leggendarie che renderanno l’esperienza ancora più coinvolgente. La camminata si concluderà nei pressi dei suggestivi Laghetti di Ruffrè, dove si potrà assistere a un emozionante spettacolo di fuoco e magia che illuminerà la notte. n’esperienza unica, pensata per far sognare le famiglie e regalare ai bambini una serata indimenticabile tra fantasia, natura e tradizioni popolari.

Sagra delle Pallotte Cace e Ove a Santa Maria Imbaro (CH)

Dal 24 al 26 luglio 2026, a Santa Maria Imbaro torna la XVII Sagra delle Pallotte Cace e Ove, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate abruzzese. Per tre serate, a partire dalle ore 20 e fino alla mezzanotte, piazza della Gioventù si animerà con il profumo delle tradizionali pallotte cace e ove, simbolo della cucina abruzzese, accompagnate da musica, convivialità e tanto divertimento. Un’occasione speciale per vivere il gusto autentico del territorio e trascorrere piacevoli serate nel cuore d’Abruzzo.

Tre giorni a Sarajevo: viaggio (del cuore) nella città che ha saputo rinascere

21 juillet 2026 à 14:00

Ci sono viaggi che si fanno non tanto per divertirsi e svagarsi, ma per arricchirsi culturalmente e umanamente. E un viaggio a Sarajevo è proprio questo (benché il divertimento e lo svago non manchino affatto, anzi).

La Capitale della Bosnia ed Erzegovina è una città incredibilmente interessante, non soltanto per la sua recentissima storia (che si capisce solo andando sul posto e parlando con i local), ma per quella antica, che l’ha portata a essere quella che è (prima l’invasione turca, poi quella austro-ungarica), per le sue tradizioni ben radicate, per la sua posizione geografica, che ancora oggi cela qualche tensione politica e religiosa. Ma è una città tranquillissima, intendiamoci, da visitare per un long weekend, grazie ai voli low cost che la collegano all’Italia (WizzAir da Roma, Ryanair da Milano-Bergamo).

Se avete amato Istanbul, per il suo mix di tradizioni, architetture e stile di vita tra Oriente e Occidente, Sarajevo vi darà le stesse sensazioni. Con qualcosa in più.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il lungofiume Miljacka a Sarajevo

Cosa vedere a Sarajevo in 3 giorni

Inutile girarci intorno: la città è stata distrutta per circa il 90% tra il 1992 e il 1995 e ora è completamente riscostruita; pertanto, ciò che si vede è quasi tutto nuovo, talvolta rifatto in maniera identica, in altri casi invece no e gli effetti della guerra sono – appositamente – ben visibili. In tre giorni potete scoprire i principali highlight di Sarajevo e farvi un’idea della città. Il consiglio, tuttavia, è quello di farsi accompagnare da una guida, fondamentale per spostarsi in alcuni punti significativi e per entrare appieno nel mood (le guide hanno moltissimi aneddoti da raccontare che non trovate in nessuna guida scritta).

Il lungofiume Miljacka

Sarajevo è circondata dalle montagne (che nel 1984 hanno ospitato la XIV edizione dei Giochi Olimpici invernali) e si trova in una conca attraversata dal fiume Miljacka, che divide il centro storico dalla zona più nuova. Tutto il lungofiume, su entrambi i lati, è una bellissima passeggiata da fare a piedi o in bicicletta (bike sharing e monopattini a noleggio non mancano neppure qui). Lungo il fiume si affacciano alcuni dei palazzi più belli e signorili della città: ambasciate, edifici Liberty, musei.

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123RF
Il ponte Festina Lente a Sarajevo

Vijećnica

Uno di questo è Vijećnica, simbolo di Sarajevo. È il più grande e rappresentativo edificio del periodo austro-ungarico in tutta la città, anche se non è l’originale. L’architetto dell’epoca volle costruirlo in stile pseudo-moresco ispirandosi all’arte islamica, in particolare all’Alhambra di Granada, in Spagna. Ai tempi della guerra, era la biblioteca cittadina, con 1,5 milioni di volumi e più di 155.000 tra libri rari e manoscritti. Fu però distrutto da un incendio durante l’assedio di Sarajevo del ’92 da parte dei serbi e oggi è stato ricostruito tale e quale. Ospita la sede del Municipio, ma anche il museo della biblioteca e, in alcune sale, sono stati raccolti i libri sopravvissuti al grande rogo (circa il 90% del patrimonio della biblioteca andò perduto) e alcune opere d’arte moderna, in attesa della realizzazione del nuovo Museo di arte contemporanea, Ars Aevi.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Vijećnica, il simbolo di Sarajevo

Ars Aevi

Ars Aevi è il museo di arte contemporanea ospitato provvisoriamente in un’ala del complesso di Skenderija lungo il fiume, costituito durante la guerra come resistenza di cultura. Ospita oltre 120 opere di noti artisti internazionali, tra cui Michelangelo Pistoletto. La sua storia è meravigliosa. All’inizio degli Anni ’90, mentre la città era sotto assedio, l’artista bosniaco Enver Hadžiomerspahić prese un’iniziativa che era parsa folle: realizzare un museo di arte contemporanea a Sarajevo. Dal 1993 in poi, Enver si è dedicato a raccogliere opere d’arte dei più grandi artisti contemporanei. Finalmente, grazie al sostegno dell’Italia, è iniziata la fase esecutiva del nuovo progetto, disegnato nel 1999 dall’architetto Renzo Piano, nominato nel ‘94 ambasciatore Unesco di buona volontà per l’architettura.

Ponti sul fiume Miljacka

Oltre al progetto, Piano – assieme ad altri partner italiani – ha finanziato la costruzione di uno dei 22 ponti sul fiume Miljacka vicino all’area dove è prevista la nascita della struttura museale che speriamo di vedere presto realizzata. Dopo il ponte disegnato da Gustave Eiffel, il Ponte Latino, che fu teatro dell’assassinio dell’erede al trono dell’Impero austro-ungarico Francesco Ferdinando, il ponte Festina Lente (che significa “Affrettati lentamente”), e il ponte di Vrbanja, dove morirono le prime vittime della guerra nel 1992, è il più fotografato di Sarajevo.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il luogo dell’assassinio di Francesco Ferdinando d’Austria

Inat Kuća

Proprio di fronte a Vijećnica, sull’altra sponda del fiume, c’è un piccolo edificio storico, uno dei pochi rimasti a Sarajevo, che ospita la trattoria Inat Kuća che serve cucina tradizionale bosniaca: ebbene, ai tempi dell’arrivo delle truppe austro-ungariche questo edificio si trovava sul lato opposto, ma poiché il proprietario si rifiutò di farlo abbattere per costruire il nuovo Municipio, venne trasferito mattone su mattone dove si trova ora.

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©Visit Sarajevo
Il Ponte Latino a Sarajevo

Il centro storico

Baščaršija è il centro storico di Sarajevo. In questo quartiere di stampo ottomano, tra vicoli, negozi di artigianato, bar dove si fuma la shisha (o narghilè) e si beve l’acqua di rose o il caffé (che non ha ulla a che fare con il nostro né con quello turco), ci troviamo nel cuore pulsante della città, nell’antico bazar, dove l’andirivieni dei cittadini che fanno acquisti e che si recano alla grande moschea si mischia al via vai dei turisti, sempre più numerosi. La strada principale che lo attraversa è via Kazandžiluk, e vi si affacciano i principali esercizi commerciali, tra cui anche negozi di design. E c’è anche la via più stretta della città, Ulica Ćulhan, dove a malapena passa una persona.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Tra i vicoli di Baščaršija, il centro storico di Sarajevo

Sebilj

Simbolo del quartiere che si erge in mezzo al leggero pendio della piazza di Baščaršija è la Sebilj, la tipica fontana ubicata nei pressi di una moschea, che, in questo caso, ha la forma esagonale ed è fatta di legno in quanto fu realizzata dall’amministrazione asburgica.

Moschea Gazi Husrev-beg

La moschea Gazi Husrev-beg che si può visitare (le donne devono ricordarsi di portare sempre dietro una pashmina per coprire il capo e, tutti, di indossare le calze) prende il nome da un importante governatore ottomano nonché il più grande benefattore di Sarajevo, vissuto a cavallo tra i ‘400 e il ‘500, che trasformò la città in un fiorente centro culturale. La moschea è stata la prima al mondo a dotarsi di illuminazione elettrica nel 1898. Questo capolavoro ottomano rappresenta il simbolo della ricca storia di Sarajevo, della sua resilienza e della diversità culturale, nonché un angolo di pace e silenzio nel caso del quartiere storico.

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Getty Images
La Sebilj, la tipica fontana musulmana nella piazza di Baščaršija

Torre dell’Orologio

A lui si deve anche la realizzazione della Torre dell’Orologio che si trova vicino alla moschea. Alta 30 metri, ha l’unico orologio lunare in Europa, secondo il quale la mezzanotte coincide con il tramonto a Sarajevo. Poiché la durata del giorno cambia quasi quotidianamente, l’orologio deve essere regolato manualmente in modo continuo, cosa che il muvekit fa una volta alla settimana salendo i 76 gradini di legno.

Museo di Gazi Husrev-beg

Dietro la moschea, in quella che era l’antica madrasa, la scuola islamica risalente al XVI secolo, si trova anche il Museo di Gazi Husrev-beg, aperto nel 2015 e dedicato alla conservazione e alla valorizzazione dell’eredità di Gazi Husrev-beg. La mostra permanente del museo offre uno spaccato della tradizione islamica dei bosgnacchi, con manufatti legati a diversi aspetti della vita quotidiana. La collezione comprende oltre 1.200 oggetti.

Sarajevo Meeting of Cultures

Da metà della lunga via Ferhadija, una linea chiamata Sarajevo Meeting of Cultures divide la città vecchia da quella moderna e segna la convergenza delle influenze orientali e occidentali di Sarajevo e la transizione tra gli stili architettonici ottomano e austro-ungarico. Oltrepassata questa riga, infatti, lo stile degli edifici cambia completamente ed è molto interessante vedere i due aspetti della città.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Sarajevo Meeting of Cultures

Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù

Ed è proprio oltre la linea, in una grande piazza che svetta la Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù conosciuta anche come Katedrala Srca Isusova che fu completata nel 1889. Al suo esterno si erge una scultura dedicata a Papa Wojtyla, che ricorda la storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Sarajevo nell’aprile del 1997 portando un forte messaggio di pace e riconciliazione nella città reduce dalla guerra. Al suo interno ci sono spettacolari vetrate.

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123RF
La Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù

Galerija 11/07/95

Da non perdere nel quartiere è il piccolo ma super toccante museo Galerija 11/07/95, dedicato al genocidio di Srebrenica iniziato proprio in quella data.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Galerija 11/07/95, il museo dedicato al genocidio di Srebrenica

I luoghi della guerra

Impossibile visitare Sarajevo senza fare il tour dei luoghi legati alla guerra in Bosnia che si è svolta tra il ‘92 e il ’95, ma che ha avuto conseguenze ancora oggi ben visibili praticamente ovunque in città (tra i simboli ci sono le famose Rose di Sarajevo visibili sui marciapiedi di tutta la città). Per fare questo giro è consigliato vivamente di affidarsi a una guida specializzata perché ciò che non si vede con gli occhi lo si ascolta con il cuore… Vi racconterà di cosa è accaduto veramente, del tema di grande attualità dei safari di Sarajevo e vi mostrerà i luoghi più turistici ma anche quelli che pochi conoscono.

Sniper Alley

l primo dei luoghi da visitare è la tristemente celebre Sniper Alley (in lingua bosniaca Snaiper alea) o “viale dei cecchini” il cui nome vero è Ulica Zmaja od Bosne (Strada del dragone di Bosnia). Si tratta di un viale lungo 8 km che attraversa la città collegando la parte industriale con l’aeroporto e che veniva preso di mira dai cecchini serbi che si appostavano sulle alture o all’interno dei grattacieli (sulle cui facciate ancora oggi sono ben visibili i fori di pallottole) che si trovano tutt’attorno a Sarajevo. Ancora oggi sono in corso indagini perché i cecchini non erano solamente militari in guerra, ma anche civili provenienti da altri Paesi che pagavano per uccidere donne, bambini e chiunque transitasse lungo questo viale.

Tunnel della speranza

Proprio per riuscire a bypassare questo viale e poter attraversare la città, in quegli anni a Sarajevo furono realizzati dei tunnel sotterranei. Il più famoso e visitabile è il Tunnel of Hope (Tunnel della speranza o della salvezza) che passava al di sotto dell’area neutrale dell’aeroporto istituita dalle Nazioni Unite 8che comunque non era sicura al 100%). Il sito ospita anche una sala proiezioni che mostra i video di allora, di come venne costruito nel 1993 e di come veniva usato per far passare armi, ma anche viveri, animali e persone naturalmente. Il tunnel originale si estendeva per circa 800 metri di lunghezza ed era alto 1,60 m. e largo circa 80 cm.. Oggi lo hanno un po’ alzato, allargato e illuminato, almeno in un breve tratto, per consentire ai visitatori di percorrerne circa 200 metri e rendersi conto di cosa significasse attraversarlo. Ai tempi, c’erano degli adetti posizionati alle due estremità che davano il via onde evitare che troppe persone si incrociassero in uno spazio sotterraneo così angusto. Si tratta del luogo più visitato a Sarajevo. Il biglietto d’accesso si paga solo in contanti e in moneta locale che è il Marco della Bosnia-Erzegovina.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Dentro il Tunnel della speranza di Sarajevo

Cimitero ebraico

Tra i luoghi preferiti dai cecchini c’era il cimitero ebraico che si trova sulle alture della città, un posto che fa davvero venire i brividi e da dove in effetti si vede tutta la città dall’alto (si raggiunge in auto).

Holiday Inn Hotel

Un altro luogo simbolo della guerra è l’Holiday Inn Hotel che si trova nei pressi del Museo nazionale e della Sniper Alley. Questa struttura moderna dalla facciata gialla inconfondibile fu progettata dal celebre architetto bosniaco Ivan Straus e fu costruita per le Olimpiadi dell’84. Ha ospitato sportivi, personaggi illustri, politici e celebrity, ma è stata uno dei simboli della guerra in quanto era qui che alloggiavano tutti i giornalisti inviati dai media internazionali che hanno raccontato i fatti ed è ancora oggi un hotel dove si può soggiornare. Durante l’assedio, il corrispondente della BBC, Martin Bell, descrisse l’Holiday Inn come “ground zero”: solo nella primavera e nell’estate del 1992,la struttura fu colpita più di cento volte. Dopo la firma degli Accordi di pace di Dayton nel dicembre 1995, che posero fine alla guerra in Bosnia, l’hotel ospitò gran parte di quell’esercito di “internazionali” giunti a Sarajevo all’avvio della ricostruzione post-bellica.

Musei della guerra

Per chi volesse approfondire, ci sono tre musei che meritano di essere visitati: il primo è il Museo dei Crimini contro l’umanità e i Genocidi, il secondo è il War Childhood Museum e il terzo è il Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina. I primi due sono nel quartiere Baščaršija a quattro minuti a piedi l’uno dall’altro, mentre il terzo si trova nei presi dell’Holiday Hotel. Sono estremamente toccanti e coinvolgenti (specie quello dedicato ai bambini) e riportano alcune scene molto crude che fanno effettivamente realizzare cosa può essere stato l’assedio di Sarajevo. Il Museo Nazionale fu fondato nel 1888 durante l’occupazione austro-ungarica ed è il museo più antico del Paese. I quattro padiglioni interni sono collegati da terrazze e ospita il giardino botanico.

Museo dei veterani

Infine, c’è posto che solo alcune guide conoscono, un museo privato accessibile solo dietro prenotazione ed è il Museo dei veterani. Nato come luogo d’incontro dei veterani della guerra in Bosnia, è diventato un museo di circa 300 metri quadrati che raccoglie all’incirca 300 memorabilia dei combattenti bosniaci e altrettante fotografie ma soprattutto le loro storie. Qui, infatti, si possono incontrare ex militari che raccontano ai visitatori della guerra e della situazione attuale della Bosnia Erzegovina. C’è anche una delle tante uscite del Tunnel della Speranza che si può ripercorrere e questo è un po’ più reale rispetto al museo aperto a tutti i visitatori.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Museo dei veterani di Sarajevo

Luoghi di svago

Girando per Sarajevo, dell’atmosfera della guerra tra la gente ormai non si respira più l’aria, almeno apparentemente. Qui l’ambiente è molto spensierato e lo si nota osservando la vita quotidiana, fatta di gente che prende tranquillamente il tram che percorre la Sniper Alley, che gira a piedi e in bicicletta, che frequenta caffè, ristoranti, trattorie e locali notturni.

Per entrare nel mood di Sarajevo, vi consigliamo di non perdervi alcuni luoghi che ricordano un po’ l’Europa degli Anni ’90. Tra i locali più celebri c’è il Caffe Tito vicino a Museo della storia. Tra pareti rosse e verdi, c’è un’esposizione di ogni sorta di materiale bellico, dai kalachnikov appesi alle pareti agli elmetti sul soffitto e usati come portalampade. Un piccolo museo dove non mancano un busto in bronzo del leader della Jugoslavia, Tito, e le sue foto incorniciate. Nel dehor si può stare seduti su una cassa per munizioni di mortaio, sorseggiando un boccale di birra Nektar.

Altro locale un po’ vintage ma che va molto tra i giovani di Sarajevo è il Kino Bosna, the place to be se vi trovate in città il lunedì sera. Un tempo era un cinema, ma sul palco si sono tenuti concerti e altri eventi. Oggi suonano musica bosniaca dal vivo. Per gli amanti degli spettacoli live, ci sono anche il Balkan Express dove sembra di entrare in un appartamento Anni ’60, con carta da parati alle pareti, boiserie e quadri, il Bosnian Cultural Center dove si tengono concerti e, infine, il Cafe RajvoSA, un locale super rustico molto local.

Se cercate qualche ristorante tipico, ce ne sono diversi in centro e nelle zone turistiche, ma gli abitanti di Sarajevo amano frequentare le trattorie che si nascondono tra le case private sulle colline, magari nei pressi della Fortezza Gialla, con una meravigliosa vista sulla città.

Un viaggio a Sarajevo dovrebbe rientrare nei programmi di gite scolastiche degli studenti italiani (come del resto quelli, per motivi diversi, ma legati alla stessa fase storica, ad Auschwitz e a Norimberga). Dovrebbero andarci le famiglie, la Gen Z, ma anche i Millennial che, pur essendo cresciuti negli stessi anni della guerra in Bosnia ed Erzegovina, non hanno idea di cosa succedesse in quel Paese mentre loro pensavano a vestirsi come i Paninari. Ma c’è un altro motivo più pratico per andare a Sarajevo: è stata eletta la città più low cost d’Europa del 2026.

Dal panino al prosciutto (da record) alla birra artigianale, le sagre e gli eventi del weekend dal 16 al 19 luglio 2026 in Italia

16 juillet 2026 à 17:28

Con l’avvicinarsi delle vacanze estive ance gli appuntamenti tipici del weekend tendono ad allungarsi. Non ci sono più solo il sabato e la domenica, il venerdì e spesso ormai anche il giovedì anticipano le feste tradizionali in molti Comuni d’Italia.

Dal panino al prosciutto dei record alla birra artigianale, dalle cozze selvagge ai tartufi estivi, il fine settimana che sta per iniziare è ricco di specialità gastronomiche locali tutte da gustare. Nei borghi, nelle località di mare, nelle cittadine di provincia è tutta una festa tra stand, street food, tavolate imbandite, musica e divertimento per tutta la famiglia.

Abbiamo selezionato gli appuntamenti imperdibili del weekend dal 16 al 19 luglio 2026 ed ecco i nostri consigli.

Birra in festa a Castellazzo (MI)

Il parco della splendida Villa Arconati, alle porte di Milano, fa da cornice, da giovedì 16 a domenica 19 luglio, all’evento Birra in festa. Quattro giornate all’aperto tra birra artigianale, buona cucina, tra cui le specialità enogastronomiche tipiche della braceria argentina, musica dal vivo, intrattenimento per grandi e piccini con il mini-lunapark. Sabato 18 luglio alle ore 21.00 l’appuntamento è con la Festa Anni ’90.

Tre Cime di Lavaredo, è caos turisti: la situazione (e i consigli alternativi)

14 juillet 2026 à 10:00

Centinaia di turisti in questi giorni fanno la fila in attesa dell’autobus che li porterà fino al Rifugio Auronzo, porta d’accesso alle mitiche Tre Cime di Lavaredo. Da Paradiso a Inferno è un attimo. Ma vale davvero la pena perdere così tanto tempo, magari sotto il solleone, per un semplice selfie sotto le vette più famose d’Italia?

Nonostante di recente siano cambiate le regole d’accesso alle celebri cime dolomitiche, visto che la strada per accedervi è diventata accessibile solo su prenotazione, sembra che la misura non sia servita a molto e i Sindaci dei Comuni coinvolti sono pronti a prendere provvedimenti seri.

Come se non bastasse il traffico (in tutti i sensi) per salire sulle Tre Cime, c’è chi pensa bene di far sopportare tutto questo stress ciò anche ai bambini. Vediamo nei dettagli la situazione cerchiamo di trovare una soluzione.

Dove andranno gli italiani in vacanza nell’estate 2026

10 juillet 2026 à 17:25

“Dopo il rallentamento della primavera, da giugno la domanda è tornata progressivamente a crescere dimostrando che la voglia di viaggiare degli italiani resta solida”. A sostenerlo è Pier Ezhaya, Presidente ASTOI Confindustria Viaggi che ha commentato i dati dell’Osservatorio ASTOI per l’estate 2026.

“L’Osservatorio”, spiega Ezhaya “conferma che il mercato sta attraversando una fase complessa, ma non strutturalmente compromessa. Il consumatore è più prudente e selettivo: attende più a lungo, cerca informazioni chiare, valuta con attenzione le destinazioni e chiede flessibilità, affidabilità e tutele concrete. In questo scenario, il valore del turismo organizzato emerge con particolare chiarezza: chi acquista un pacchetto turistico può contare su un unico referente, in grado di assistere il cliente prima, durante e dopo il viaggio, individuare soluzioni alternative e, nei casi previsti, attivare riprotezioni o procedere al rimborso”.

I dati dell’Osservatorio ASTOI

L’Osservatorio ASTOI Confindustria Viaggi fotografa, per l’estate 2026, un mercato che, dopo un avvio d’anno molto positivo e una brusca frenata tra marzo e maggio, mostra concreti segnali di recupero. Le tensioni geopolitiche, i timori per la carenza del carburante aereo e l’incertezza economica avevano fortemente condizionato la domanda turistica in primavera con rallentamenti a doppia cifra. Le rilevazioni effettuate presso i tour pperator aderenti ad ASTOI indicano oggi una flessione media delle prenotazioni molto più contenuta, nell’ordine del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie alla ripresa della domanda registrata da giugno.

Il dato conferma che l’estate 2026 non racconta una crisi strutturale, ma un cambiamento nei tempi e nei criteri di scelta. Gli italiani continuano a considerare la vacanza una priorità, ma attendono più a lungo prima di confermare, valutano con maggiore attenzione destinazioni e condizioni di viaggio e privilegiano formule capaci di garantire flessibilità, affidabilità, sicurezza e tutela. Il turismo organizzato intercetta questo nuovo comportamento d’acquisto, offrendo consulenza, assistenza e garanzie.

Dove andranno gli italiani quest’estate

Sul fronte delle destinazioni, l’Osservatorio ASTOI evidenzia una redistribuzione della domanda più che un cambiamento radicale delle preferenze. In uno scenario internazionale complesso, gli italiani orientano le proprie scelte verso mete percepite come più sicure, facilmente raggiungibili e affidabili sotto il profilo operativo.

Italia e Mediterraneo in primis

L’Italia conferma un andamento molto positivo, in crescita rispetto al 2025 di circa il 3%, con buone performance per Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Nel Mediterraneo, Baleari, Grecia e Tunisia si confermano tra le destinazioni più richieste, insieme a Capo Verde, mentre il Mar Rosso evidenzia segnali di progressivo recupero. Anche il Nord Europa registra un forte interesse.

Lungo raggio, sì ma dove

Il lungo raggio continua a mostrare vitalità, a conferma che la distanza non rappresenta di per sé un freno quando la destinazione è percepita come stabile e attrattiva. Giappone e Cina risultano le mete più richieste della stagione, insieme a East Africa, Repubblica Dominicana, Messico e Sudamerica.

Crociere sempre al top

Anche il comparto crocieristico conferma la ricerca di vacanze percepite come sicure, facilmente organizzabili e con maggiore prevedibilità della spesa. La domanda privilegia soprattutto Italia ed Europa: il Mediterraneo resta la destinazione di riferimento, affiancato da un crescente interesse per il Nord Europa, in particolare per gli itinerari nei fiordi norvegesi e fino a Capo Nord.

Le mete in calo nell’estate 2026

Il rallentamento più marcato riguarda Medioriente e i Paesi dell’area del Golfo, seguiti dall’Oceano Indiano e dal Sud-Est Asiatico, che registrano una flessione nell’ordine del 7%. Il calo è riconducibile principalmente alla sensibile diminuzione delle prenotazioni con compagnie aeree che effettuano scalo nel Golfo e all’aumento dei costi applicati da altre compagnie.

Tra le mete che stanno soffrendo maggiormente quest’estate c’è anche il Nord America, penalizzato soprattutto dagli effetti della politica internazionale del Paese sulla percezione dei viaggiatori.

L’Egitto è un caso a sé. Pur confermandosi una destinazione molto competitiva e storicamente rilevante per il mercato italiano, ha risentito di alcuni riflessi delle tensioni in Medioriente, anche se non è mai stata coinvolta in nessun episodio bellico. La flessione media, intorno al 5% rispetto allo scorso anno, appare quindi legata soprattutto a questa errata percezione piuttosto che a elementi oggettivi. Nell’ultimo mese, tuttavia, si registra una ripresa significativa della domanda e un graduale ritorno alla normalità.

Come prenotano le vacanze estive gli italiani

I dati raccolti dell’Osservatorio ASTOI confermano che non cambia la vacanza, ma il modo di acquistarla. La durata media dei soggiorni resta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, tra i sette e i dieci giorni, con permanenze più lunghe per i viaggi di lungo raggio e su misura.

La spesa media

I costi medi dei pacchetti variano in funzione del tipo di viaggio: dai circa 900-1.200 euro a persona per il corto raggio e il prodotto Mare Italia, ai 2.500-2.700 euro per il medio raggio fino a oltre 4.000 euro a persona per il lungo raggio, per i tour individuali e i cosiddetti viaggi “Tailor Made”.

Il prezzo resta un elemento rilevante nelle scelte dei viaggiatori, ma non emerge come la variabile decisiva della stagione. Secondo le indicazioni raccolte, gli aumenti applicati al cliente finale risultano complessivamente contenuti e, nella maggior parte dei casi, non superano incrementi medi del 5%, nonostante la crescita dei costi sostenuti dalla filiera.

In molti casi, gli operatori hanno assorbito parte degli aumenti per preservare la competitività dell’offerta e mantenere elevato il rapporto qualità-prezzo percepito dal cliente. Ne beneficiano le formule all inclusive, i villaggi e i resort e anche il comparto crocieristico, che conferma una significativa resilienza grazie a un modello di vacanza integrato.

Vacanze last minute

Per le prenotazioni dell’estate 2026, a modificarsi è soprattutto il processo decisionale: nonostante una quota significativa di vendite sia stata realizzata con formule di advance booking prima dell’acuirsi della crisi in Medioriente, cresce il peso delle prenotazioni effettuate nelle settimane immediatamente precedenti la partenza. Il cliente valuta con maggiore attenzione destinazioni, condizioni di viaggio, flessibilità e garanzie offerte dal turismo organizzato.

Vacanze sicure

Il contesto di maggiore incertezza rafforza anche la richiesta di protezione e flessibilità. Le polizze assicurative, le garanzie di annullamento, la possibilità di modificare la prenotazione, la stabilizzazione del prezzo in fase di conferma e l’assistenza in caso di imprevisti sono sempre più percepite come componenti essenziali della vacanza organizzata, non più come servizi accessori.

Il cliente chiede di poter partire con maggiore serenità, sapendo di poter contare su un interlocutore in grado di intervenire in caso di cambiamenti dello scenario internazionale, criticità operative o necessità personali. È in questa evoluzione che il turismo organizzato rafforza il proprio ruolo. In una fase di prenotazioni più complesse e meno lineari, i tour operator stanno mettendo in campo una serie di strumenti pensati per rassicurare il cliente finale: formule più flessibili, tutele integrative, maggiore assistenza e, laddove necessario, soluzioni di riprotezione o rimborso nel caso in cui il viaggio non fosse più fruibile per cause di forza maggiore.

“Il nostro compito”, ha ricordato Ezhaya “è continuare a offrire prodotti affidabili, informazioni corrette e tutte le tutele necessarie affinché il viaggio resti un’esperienza accessibile, sicura e di valore”.

Dal fusillo alla trota, dal Sangiovese alla grigliata, le sagre e gli eventi del weekend del 10 – 12 luglio 2026 in Italia

10 juillet 2026 à 13:30

Il secondo weekend di luglio si prospetta ricco di eventi enogastronomici e non solo (ma dove c’è sempre qualcosa da mettere sotto i denti!).

Feste in famiglia, sagre tradizionali, vini e prodotti regionali attirano centinaia di visitatori là dove neppure si pensava di andare. Abbiamo scovato alcuni eventi davvero unici e interessanti che allieteranno il fine settimana che va dal 10 al 12 luglio 2026.

Sentiero Gourmet a Livigno (SO)

Il 10 luglio 2026 torna a Livigno il Sentiero Gourmet, uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva, pensato per chi desidera scoprire la montagna attraverso un’esperienza immersiva che intreccia natura, cammino e alta cucina alpina. Una giornata nello scenario della Valle del Vago, dove un percorso di circa 5 km si snoda tra pascoli e paesaggi d’alta quota, trasformandosi in un itinerario multisensoriale. Lungo il cammino, i partecipanti saranno accompagnati da sette tappe gourmet – una in più rispetto alle precedenti edizioni – in un viaggio che conduce dall’antipasto al dessert, per concludersi con caffè e distillati, accompagnando ogni proposta gastronomica con una selezione di vini dedicata. Il format mantiene la sua identità, fedele a un racconto gastronomico costruito attorno ai sapori del territorio, ma quest’anno si arricchisce con il tema dei cinque sensi e con una nuova tappa interamente dedicata ai formaggi, ulteriore espressione della cultura e della tradizione locale.

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Ufficio stampa
Tappa lungo il Sentiero Gourmet a Livigno

Sagra del Fusillo co’ Ciurillo a San Potito Ultra (AV)

Torna il 10-11 luglio 2026 in provincia di Avellino la Sagra del Fusillo co’ Ciurillo ormai arrivata alla sua XVI° edizione. Una tra le prime a svolgersi sul territorio che apre la stagione delle sagre estive con i suoi sapori e le sue tradizioni. Il paese si colorerà di luci, voci e persone, ma soprattutto di buon cibo accompagnato da buona musica e ottimo vino. A partire dalle 19, sarà possibile raggiungere la sagra per gustare gli ottimi piatti e il famoso cuoppo di ciurilli, nel menu della sagra sarà possibile trovare la tradizionale brace di maiale, fusilli con ragù, il caciocavallo ‘mpiccato, vino paesano e dolci della tradizione popolare fatti dalle massaie del paese.

Calici – Gusto è Cultura ad Agliè (TO)

Torna sabato 11 luglio 2026 in piazza Castello ad Agliè “Calici – Gusto è Cultura”, uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi dell’estate canavesana. Giunta all’11^ edizione, la manifestazione riunirà 90 produttori vitivinicoli e 18 protagonisti dell’eccellenza gastronomica piemontese fra Maestri del Gusto Slow Food, chef e artigiani del settore agroalimentare, in una serata dedicata alla valorizzazione del territorio attraverso vino, cultura e spettacolo. Durante l’evento anche l’eccellenza del riso vercellese, proposte gastronomiche a km 0, degustazioni didattiche gratuite dei migliori oli EVO piemontesi, liquori, distillati, vermouth artigianali territoriali, la birra artigianale e uno stand di mixology canavesano. In piazza Mautino, a pochi passi da piazza Castello, sarà allestita la Piazzetta dei Primi con risotti e paste fresche. La serata sarà animata da spettacoli dal vivo e concerti.

Borgate in Festa a Sappada (UD)

Torna a Sappada Borgate in Festa – Heivilanfescht. L’appuntamento è dal 10 al 12 luglio con eventi dedicati a cultura, natura, gastronomia e tradizioni. Il cuore della festa sarà Sappada Vecchia, in particolare le borgate Hoffe, Fontana e Kratten. Si comincerà già la mattina di venerdì 10 luglio con dimostrazioni di artigianato. A partire dalle 17, l’apertura degli stand gastronomici e poi dj set sotto il tendone. Il weekend prevede presentazioni di libri e del Carnevale Sappadino, workshop e laboratori. Spazio alla musica con diversi gruppi che si esibiranno in maniera itinerante e ai bambini che potranno divertirsi e imparare all’“Ortoteatro”. Per tutta il tempo funzioneranno gli stand gastronomici e i mercatini.

La Trota e il Verdicchio a Sefro (MC)

L’11 e 12 luglio torna in provincia di Macerata “La Trota e il Verdicchio”, che trasforma il pesce d’acqua dolce in simbolo contemporaneo di gusto, benessere e rinascita. L’appuntamento fa di Sefro una vera capitale del gusto d’Appennino e, anno dopo anno, interpreta il territorio non soltanto come scenario, ma come esperienza viva, contemporanea e rigenerante. Un evento che mette al centro la trota, prodotto identitario per eccellenza, e il Verdicchio di Matelica, simbolo di convivialità e racconto enologico marchigiano, intrecciando sapori, paesaggio, relazioni e nuove visioni di territorio. Il weekend inizia sabato con “Sorgenti d’eccellenza”, una cena immersiva affidata alla conduzione di Justine Mattera, mentre domenica parte con un’esperienza di forest bathing e la sera torna l’Aperitrota, con dj e sapori tipici, con la trota come regina indiscussa.

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Ufficio stampa
La Trota e il Verdicchio a Sefro

Le notti del vino a Fregona (TV)

Sabato 11 luglio, dalle 18 alle 24, nel celebre sito naturalistico di Fregona si svolge l’evento Le notti del vino promosso dall’associazione nazionale Città del vino con degustazioni di 20 vini – bianchi, rossi e passiti, tra questi anche il Torchiato di Fregona e il Boschera igt – in abbinamento a prodotti locali, nella suggestiva cornice del parco delle Grotte del Caglieron in località Breda. Sarà possibile visitare le grotte al calare del sole, ascoltare musica e, per una sera, il cielo entrerà nelle grotte con proiezioni delle immagini di pianeti, stelle e galassie in diretta dall’Osservatorio astronomico di Piadera.

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Ufficio stampa
Le Grotte del Caglieron Fregona

Valsassina Country Festival a Barzio (LC)

All’ombra delle Grigne, il 10-11-12 luglio si svolge l’undicesima edizione del Valsassina Country Festival, che trasforma il Comune di Barzio in un’indomita frontiera stile Far West. L’evento è divenuto punto di riferimento per la cultura equestre e rurale ospitando un programma che prevede dimostrazioni di sheepdog, lezioni di roping, lavoro in mandria, competizioni di Gimkana Western, musica e danze country, cavalli e pony per i bambini e non mancherà l’offerta gastronomica con piatti dai sapori, gusti e profumi tipici delle praterie, con un’enfasi particolare sulle rinomate specialità alla griglia. Madrina del festival e ambasciatrice europea della scuola di Buck Brannaman è Natalia Estrada.

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@Giuseppe Catalano
Il Valsassina Country Festival a Barzio

Sagra del Sangiovese a Villa Verucchio (RN)

Sabato 11 e domenica 12 luglio nello stadio di Villa Verucchio torna il classico appuntamento con la Sagra del Sangiovese organizzata dall’ASD Verucchio 1957 con il patrocinio del Comune di Verucchio. Buon vino, buona musica e divertimento per tutti. La storica manifestazione offre percorsi di degustazione del celebre vino romagnolo, musica dal vivo e piatti della tradizione. La festa apre sabato a partire dalle 17.30 con torneo di calcio, stand gastronomici, concerto e spazio bimbi, stesso orario per la domenica, che prevede la Mini Olimpiade della Sagra e tanti giochi per bambini e per famiglie oltre allo street food e alla musica.

Giornate dello Yogurt a Vipiteno (BZ)

Proseguono gli eventi delle Giornate dello Yogurt – Yogurtsummer, l’appuntamento estivo dedicato a uno dei prodotti simbolo dell’Alto Adige (fino all’11 settembre). Un calendario di appuntamenti tra degustazioni, pic-nic in quota, yoga in malga, visite guidate e appuntamenti per famiglie pensato per raccontare lo yogurt di Vipiteno attraverso esperienze immersive tra gusto e natura. Il 10 luglio è il momento della festa dedicata alle famiglie, un’occasione per scoprire la produzione degli Yogurt Vipiteno attraverso una visita guidata gratuita, accompagnata da cibo, bevande, giochi e attività per grandi e piccoli.

I Gamelui in Festa a Malesco (VCO)

Dal 10 al 12 luglio 2026 tornano I Gamelui in Festa, tre giornate di festa nella splendida Pineta Loana di Malesco, nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola, con un ricco programma pensato per grandi e piccoli: ottimo cibo, musica, intrattenimento e tanto divertimento in compagnia. La festa prende il via venerdì a partire dalle ore 17 e poi stuzzichini e grigliata accompagnati da musica e dj set. sabato e domenica l’appuntamento è a partire dalle 10 con grigliate, polenta e molto altro, dal raduno di auto storiche agli apertivi fino alla cena del sabato sera.

L’estate 2026 degli italiani è a bordo dei treni (ad alta velocità)

8 juillet 2026 à 16:38

In Italia, stiamo assistendo a un momento di grande trasformazione del settore ferroviario, con nuove compagnie che stanno per entrare nel nostro mercato (l’ultima sara la francese SNCF) e attraversare i nostri binari aumentando così l’offerta e la concorrenza nel settore dell’alta velocità, finora caratterizzato da un duopolio tra Trenitalia e Italo.

Secondo l’analisi condotta di recente da Trainline, la piattaforma indipendente per la prenotazione di treni (e pullman) “International Summer Travel Survey 2026”, commissionata all’Istituto Netquest, proprio la crescente concorrenza sta modificando il comportamento dei viaggiatori e le dinamiche del settore: pianificare con anticipo permette di accedere a tariffe più convenienti e il treno amplia il proprio ruolo nella mobilità in previsione dell’estate grazie a collegamenti sempre più numerosi e vari.

Il modello europeo, infatti, ha già dimostrato di funzionare all’estero: l’esperienza di mercati come Spagna e Francia, dove la concorrenza ha portato a un crollo dei prezzi (fino al -52% sulla tratta Madrid-Málaga), mostra benefici concreti per i viaggiatori.

La survey incrocia dati interni e una ricerca effettuata sui consumatori. Ne sono emersi spunti e dati molto interessanti. Per esempio, prenotare in anticipo è molto conveniente in quanto è possibile risparmiare fino al 58%. Come nel caso della tratta Milano-Roma, dove il risparmio può arrivare a 47 euro per biglietto. Ma dall’analisi è venuto a galla anche che crescono le cosiddette destinazioni emergenti. Trainline, infatti, sta registrando un boom di prenotazioni verso mete come Varenna, sul Lago di Como (+64%), Ravenna (+59%) e, a livello internazionale, Vienna (+68%).

Certo, l’affidabilità è sempre più un fattore di scelta per i viaggiatori: per il 42% degli italiani che stanno riconsiderando il mezzo di trasporto, ritardi e cancellazioni sono determinanti.

Ne abbiamo parlato con Alice Coverlizza, VP of Trainline Partner Solutions & EU Carrier Partnerships.

Quali sono le tratte più prenotate per l’estate 2026?

La nostra analisi per l’estate 2026 mostra una doppia tendenza nelle scelte degli italiani (con il 74% che pianifica almeno un viaggio). Da un lato, rimangono forti le tratte classiche verso le principali città d’arte, con Milano in testa, seguita da Roma, Firenze, Venezia e Napoli. Dall’altro, stiamo assistendo a un boom straordinario verso le destinazioni costiere ed emergenti: registriamo una crescita record verso località lacustri e marittime come Varenna (+63,8%) e Ravenna (+59%), insieme alle mete balneari preferite del Sud come Bari (+94%), Lecce (+69%) e Lamezia Terme (+55%). Si registra inoltre una forte crescita della domanda internazionale, guidata da Parigi e da un’impennata di prenotazioni verso Vienna (+68%).

Cosa ne pensa del fenomeno dei treni notturni?

I treni notturni stanno vivendo una vera e propria rinascita e rappresentano un pilastro fondamentale per il futuro della mobilità sostenibile in Europa. Per i viaggiatori, in particolare per le nuove generazioni (la Gen Z e i giovani adulti tra i 18 e i 29 anni, che sono i più propositivi nel ridisegnare le proprie abitudini di viaggio), il viaggio notturno unisce l’ottimizzazione dei tempi al risparmio sui costi di alloggio. In Trainline accogliamo con entusiasmo l’espansione di questa rete: rendere i collegamenti notturni sempre più accessibili e integrati nella nostra piattaforma è un modo concreto per incoraggiare il passaggio modale dall’aereo al treno, anche per i viaggi a lunga percorrenza.

Cosa cambia con l’arrivo di nuove compagnie ferroviarie in Italia?

Il prossimo ingresso di un terzo grande operatore come SNCF apre ufficialmente la seconda e più intensa fase della liberalizzazione ferroviaria in Italia, dopo quella avviata nel 2012. L’esperienza internazionale dimostra che la concorrenza porta enormi benefici ai passeggeri: in Spagna, l’apertura del mercato ha portato a cali strutturali dei prezzi fino al -52% (sulla tratta Madrid-Málaga), e in Francia l’arrivo di Trenitalia sulla rotta Parigi-Lione ha ridotto le tariffe del -43%.

Già oggi in Italia possiamo notare come la concorrenza guidi dinamiche di prezzo avanzate: chi prenota in anticipo quest’estate può risparmiare fino al 58%, con risparmi che raggiungono i 47 euro a biglietto sulla tratta Milano-Roma. Inoltre, in un momento in cui il 42% degli italiani indica il timore di ritardi e cancellazioni come fattore decisivo nella scelta del mezzo di trasporto, la concorrenza alza l’asticella della qualità del servizio e dell’affidabilità.

In qualità di piattaforma indipendente, il ruolo di Trainline diventa centrale: aggreghiamo un mercato sempre più ricco ma frammentato, semplificando la vita del viaggiatore e permettendogli di confrontare tutte le opzioni disponibili in un unico posto.

SiViaggia ti regala il magazine sfogliabile GATE di luglio 2026

8 juillet 2026 à 10:36

Come ogni mese, anche a luglio SiViaggia vi regala il magazine di lifestyle GATE, da scaricare e sfogliare. La rivista, in versione digitale, in italiano e inglese, contiene articoli di viaggi, ma anche di moda, costume e attualità.

Sul numero 64, vi portiamo sui luoghi di Claude Monet, uno dei pittori più famosi al mondo che, proprio nel 2026, celebrano il centenario della sua morte, avvenuta il 5 dicembre 1926 a Giverny, in Normandia. La casa-atelier dove visse per ben quarant’anni oggi, insieme al suo celebre giardino e alle ninfee, è uno dei musei più visitati di Francia, ma in tutto il dipartimento del Nord della Francia, si possono ripercorrere le orme del suo passaggio. Trovate l’articolo a pag 24.

E poi, qualche consiglio di viaggio tra castelli privati, palazzi nascosti e laghi visibili solo d’estate.

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Castle hopping, viaggiare come principi (e principesse) a Bolzano e dintorni

3 juillet 2026 à 17:39

Nella provincia di Bolzano si contano all’incirca 800 castelli, tra antichi manieri ancora in ottimo stato di conservazione e ruderi. Solo un quarto di essi si trova tra il Capoluogo e le immediate vicinanze. Non serve dunque fare troppa strada per scoprirli, visitarli, soggiornarci o trascorrevi qualche momento piacevole.

Alcuni castelli sono privati e si visitano solo dietro prenotazione, altri sono pubblici e aperti a tutti, altri ancora ospitano hotel, locali e ristoranti, ma ce ne sono alcuni usati come location per eventi, concerti e feste medievali.

Ne ho visitati alcuni durante un indimenticabile weekend bolzanino, facendo un vero e proprio “castle hopping“, su e giù, dentro e fuori, dove mi sono sentita come una vera principessa, dormendo in un antico letto a baldacchino, provando l’arrosto di maiale affumicato sulla legna come lo si cucinava nel Medioevo e ripercorrendo le gesta di eroi, cavalieri e castellani. Ecco com’è andata.

I castelli attorno a Bolzano

Il contesto in cui sono immersi alcuni dei castelli intorno a Bolzano è incredibile: molti sono a picco sui dirupi montani che circondano la città (da dove potevano dominare la valle e avvistare l’avvicinamento di eventuali nemici) oppure immersi tra i vigneti, e già la loro posizione ne determina il grande fascino.

Castel Korb

Il primo castello è Castel Korb, che oggi ospita un hotel di lusso, con stanze d’epoca e tanti saloni antichi. Piace molto agli stranieri che lo scelgono addirittura per ricevimenti e matrimoni. Si trova ad Appiano sulla Strada del Vino, uno dei Comuni più affascinanti della provincia, a una ventina di minuti dalla stazione ferroviaria di Bolzano, che conta circa 180 tra castelli e manieri, 1.200 ettari di vigneti e ben dieci villaggi caratteristici a forte connotazione enologica.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Castel Korb ad Appiano sulla strada del vino

Si tratta di un antico castello di cui resta ancora la torre difensiva risalente al XIII secolo dove oggi sono state ricavate alcune suite e il maestoso ingresso. In origine, la torre era rivestita solo da merli decorativi, oggi coperti anche da un tetto piramidale. Non è certa la data di costruzione del castello, ma l’appellativo “de Corva”, che significa “di Korb”, viene menzionato per la prima volta intorno al 1236. I signori di Korb erano ministri dei conti di Appiano e questo, probabilmente, spiega la loro scelta di stabilirsi così vicino a Castel d’Appiano.

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©Christian Wöckinger
Castel Korb oggi è un bellissimo hotel

Castello Boymont

L’attuale proprietà, che possiede l’intera collina con tanto di vigneti, ha anche un altro castello proprio sulla cima, che si può raggiungere a piedi dopo una ripida salita (e solo se si è ospiti dell’hotel), il romantico castello Boymont, costruito dai conti di Appiano all’intorno del 1230. Oggi è in rovina, ma è davvero delizioso con la sua torre e le trifore. Deve essere stato un edificio molto imponente a suo tempo. La collina fu abitata già nell’era preistorica come confermano alcune scoperte dell’età del ferro e le suppellettili ritrovati sono esposti nella hall di Castel Korb.

Castel d’Appiano

Castel d’Appiano è uno dei meglio conservati dei catelli altoatesini. Si tratta di una costruzione di origine medievale situata sopra il Comune di Appiano sulla Strada del Vino. È famoso per il suo aspetto, per la splendida vista sulla Val d’Adige, l’Oltradige e la conca di Bolzano, il profilo delle Alpi dell’Ötztal e le pallide vette delle Dolomiti, senza dimenticare una vera chicca: l’antica cappella completamente affrescata e per questo anche chiamata “la Cappella Sistina dele Alpi”, massima espressione della ricchezza culturale del maniero (che si visita solo su prenotazione).

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@Eppan Tourismus
Il meraviglioso Castello di Appiano

Consacrata nel 1131, vanta opere pittoriche pressoché complete e in un ottimo stato di conservazione. Gli affreschi romanici del XIII secolo raffigurano i motivi tipici dell’epoca medievale, come la scena di caccia o la famosa “mangiatrice di canederli”, mentre gli affreschi che ritraggono episodi della vita di Gesù e degli apostoli sono tra i meglio conservati dell’intero Tirolo storico. Rimasti celati per secoli sotto altre pitture, se oggi li possiamo ammirare è grazie a un intervento di restauro avvenuto nel 1926.

Si può raggiungere Castel d’Appiano a piedi, con una passeggiata di una mezz’oretta che, inizialmente costeggia i filari d’uva e poi sale più ripida oppure in bicicletta o anche con il servizio navetta Nesti Shuttle, l‘unica autorizzata a salire.

Arroccato su una parete rocciosa a 600 metri di quota, Castel d’Appiano (Hocheppan) ha alle spalle una lunga storia. Costruito nel 1130 dal conte Ulrico II, divenne presto una delle fortezze più significative e delle dimore più prestigiose della regione. Tutt’oggi, chi da vicino o da lontano osserva il castello prova un senso di soggezione alla vista del mastio pentagonale, che con i suoi 23 metri di altezza si eleva verso il cielo (non è accessibile, ma è in programma un restauro conservativo che dall’anno prossimo consentirà di salire fino in cima).

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@IDM Suedtirol - Angelika Schwarz
La Cappella Sistina delle Alpi all’intero del Castello di Appiano

Salire in cima al castello è una delle più belle escursioni che si possano fare nei dintorni di Bolzano (anche se in tutta la zona si snodano ben 150 km della Strada del Vino), ma è anche un’occasione per godere della buona tavola della taverna del castello dove servono piatti tipici (gestita da dieci anni dalla stessa famiglia).

Castello Moos-Schulthaus

Sempre ad Appiano sulla Strada del Vino, si trova un piccolo castello privato che apre solo su prenotazione. Il Castello Moos-Schulthaus è un piccolo gioiello segreto che merita una visita. Fu costruito nel 1300 dai von Firmian, amministratori del Vescovo di Trento (gli stessi che hanno costruito il castello di Firmian, appena sopra Bolzano, che oggi ospita uno dei musei MMM di Reinhold Messner) e, nel corso dei secoli, fu ampliato, furono aggiunte le torri, simbolo visibile ovunque di potere e ricchezza, e restaurato. Oggi il castello è noto soprattutto per i suoi interni storici ben conservati, le sale affrescate e l’atmosfera nobiliare. La struttura unisce elementi medievali e rinascimentali ed è considerata una delle residenze storiche più affascinanti della zona.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il piccolo ma delizioso Castel Moos-Schulthaus

Dopo l’estinzione dell’ultima famiglia proprietaria, il castello fu acquistato dai fratelli Lanz di Appiano (diventati così Lanz zu Moos). L’ultima erede, Salome di Lanz, sposò un Schulthaus, unendo i due nomi in Moos-Schulthaus. La famiglia Schulthaus ha mantenuto la proprietà fino al 1950. Successivamente il castello, ormai degradato, è stato acquistato dal ricco commerciante di Bolzano, Walther Amonn. L’Associazione Amonn ne detiene tuttora la proprietà e ha curato il restauro, rimuovendo la calce usata come disinfettante ai tempi della peste e arredando le stanze con una collezione di mobili d’epoca.

Le pareti hanno così rivelato dei meravigliosi – e anche un po’ inquietanti – affreschi. Il castello, infatti, si distingue proprio per il ciclo di affreschi tardo-gotici insoliti e bizzarri (risalenti al 1470 circa) , che descrivono scene satiriche della vita e della cultura dell’epoca. Tra questi “La Guerra tra Gatti e Topi”, un tema allegorico di origine medievale (probabilmente portato in Europa dai Crociati) in cui gli animali sostituiscono gli uomini; “La Caccia agli Uomini”, dove viene raffigurata una contessa a cavallo con un cuculo in mano, una satira sul potere femminile; “Il Giardino dell’Amore”, uno dei rarissimi esempi rimasti di rappresentazione gotica di un giardino d’amore (luoghi che diventeranno comuni solo nel Barocco e Rococò).

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@Moos-Schultahaus
L’interno con le sale affrescate di Schloss Moos-Schulthaus

Era l’unico spazio all’aperto in cui le contesse potevano stare tranquille e svagarsi; ma il più scioccante è “L’Albero dei Falli”, una pittura fortemente provocatoria in cui si vedono delle giovani donne nude raccogliere e contendersi dei falli cresciuti su un albero come fossero frutti. Insolla, Moos-Schulthaus merita decisamente una visita. Ma il castello nasconde anche qualche chicca, come spioncini segreti per ascoltare i discorsi degli ospiti senza essere visti…

Castel Sallegg

Si trova nella deliziosa cittadina di Caldaro sulla Strada del Vino, famoso borgo volto alla viticoltura, tanto da ospitare tra i suoi storici palazzi il Museo Provinciale del Vino dell’Alto Adige, uno dei castelli privati più belli della provincia di Bolzano, Castel Sallegg. Non un castello con torri e merletti come potremmo immaginarci, bensì uno château alla francese, una splendida residenza nobiliare ancora abitata dai Conti von Kuenburg e che, un tempo, apparteneva all’arciduca Ranieri d’Austria. Il castello è privato e non si può visitare, se non in occasione di qualche evento, ma è possibile entrare dal cancello e ammirarlo in tutta la sua bellezza.

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©Castel Sallegg
Castel Sallegg a Caldaro sulla Strada del Vino

La sua posizione con vista sui vigneti e sul Lago di Caldaro (questa zona è la culla del vitigno autoctono Schiava, da cui nasce il celebre vino rosso Lago di Caldaro, Kalterersee), il più grande della provincia, è molto piacevole e rilassante. E i vigneti sono proprio del castello, tanto che nel podere Leisenhof, uno dei tre della tenuta, sono stati ricavati un’enoteca-bistrot, dove si possono degustare vini, accompagnati da piatti curati e semplici, e un hotel di charme del cui arredo si è occupata direttamente la Contessa, con molti riferimenti a Castel Sallegg, intrisi di storia e del passato dei suoi antenati (l’albero genealogico è dipinto su una gramde parete nella hall).

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©Klaus Peterlin
L’albero genealogico dei Conti von Kuenburg nella hall dell’hotel

Castello di Salorno

Arroccato come un nido d’aquila sul borgo di Salorno, il più a Sud dell’Alto Adige, e sull’intera Valle dell’Adige, il Castello di Salorno o Haderbur è una delle più affascinanti fortificazioni della regione. Quasi un rudere, ma messo in assoluta sicurezza dal proprietario, il Barone Ernesto Rubin de Cervin Zenobio Albrizzi, è gestito da una coppia, Martin e Alexia Gluderer, che organizzano visite guidate, eventi, concerti, feste celtiche e medievali e che gestiscono la tavola calda dove cucinano piatti con ricette antiche.

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@Luca dal Gesso
Il Castello di Salorno a picco sulla roccia

Scenograficamente è uno dei più suggestivi dell’architettura castellana dell’arco alpino. Della sua storia si hanno pochi dati certi. La sua eccezionale posizione dominante la Chiusa di Salorno lo ha visto protagonista di alcuni eventi significativi della storia locale, in quanto dominava l’unico ponte che collegava Bolzano a Trento, pertanto aveva una funzione difensiva, ma serviva anche come dogana. Secondo alcuni studi archeologici recenti, sotto il castello passava una delle più importanti strade romane, la via Claudia Augusta; infatti, è stata scoperta una necropoli con resti proprio di epoca romana.

La prima testimonianza del castello risale al 1053. La tecnica costruttiva indica un periodo tra il XII e il XIII secolo. La struttura originaria però ha subito modifiche, ampliamenti e rifacimenti nel corso dei secoli. Quando iniziò il lento declino, accentuato dalla costruzione della ferrovia del Brennero, fu acquistato dalla famiglia nobiliare veneziana che lo possiede, insieme all’intera collina, ancora oggi. Intorno al Castello di Salorno girano alcune leggende: c’è chi dice che tra le sue pietre si nasconda un tesoro e chi crede di aver visto un fantasma. Un posto magico, raggiungibile a piedi salendo un ripido sentiero per una ventina di minuti. Se non fosse difficile che fortezza sarebbe? (se volete saperne di più, qui trovate l’articolo dedicato al Castello di Salorno).

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Castello di Salorno visto dal suo interno

I castelli di Bolzano

Senza andare troppo lontano, la stessa città di Bolzano ospita diversi castelli.

Castel Roncolo

Il più famoso non solo in città ma dell’Alto Adige è sicuramente Castel Roncolo, situato su una roccia sopra Bolzano. Fu costruito nel XIII secolo ed è conosciuto soprattutto per il suo straordinario ciclo di affreschi profani medievali, tra i meglio conservati d’Europa. E non soltanto sulle pareti interne alle sale, ma anche sulle facciate esterne. Una vera meraviglia. Le pitture raffigurano scene di vita cortese, tornei, cacce e leggende cavalleresche e offrono uno sguardo unico sulla cultura nobiliare del Medioevo. Oggi, il castello è una meta culturale molto apprezzata grazie alla sua storia, all’architettura e alla vista panoramica sulla valle.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Castel Roncolo si para davanti agli occhi arrivando dalla strada in auto

Costruito come roccaforte nel 1237 dalla famiglia nobile Vanga, grazie a un permesso concesso dal vescovo di Trento, per difendere la città e controllare l’accesso alla Val Sarentina, un’importante via di comunicazione verso il Brennero, il castello venne trasformato, nel 1385, in residenza estiva dai fratelli Niklaus e Franz Vintler, ricchi mercanti bolzanini diventati nobili. Questi lo fecero ampliare e interamente decorare con meravigliosi affreschi, testimonianza unica del mondo cortese, della moda nobiliare, della cavalleria e delle più amate leggende medievali.

La struttura originaria comprendeva il palazzo occidentale (con il portone d’ingresso), una torre, la cucina, la cappella e le mura merlate, dotate di un argano con un secchio calato direttamente nel fiume sottostante per l’approvvigionamento idrico. Intorno al 1400 viene aggiunta la cosiddetta “casa d’estate”.

Le pareti mostrano tornei cavallereschi con le lance, dame come spettatrici e l’uso di scudi araldici (tra cui spicca lo stemma con i colori dell’Austria). Sono dipinte anche scene di balli, musica e giochi con la palla. Grande spazio è dedicato alle scene di caccia (cervi, cinghiali e orsi), un’attività considerata un vero e proprio status symbol dell’alta società dell’epoca.
Soggetto successivamente a numerosi passaggi di proprietà, passò, alla fine del XIX secolo, all’imperatore Francesco Giuseppe, il quale lo fece restaurare e, grazie anche all’arrivo dei primi turisti, lo donò alla città di Bolzano. Gli ultimi grandi lavori risalgono agli anni Novanta del Novecento. Castelo Roncolo è aperto tutto l’anno, tranne il mese di gennaio, dopo l’Epifania.

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Courtesy Thomas Roetting
Gli affresci sulle pareti esterne a Castel Roncolo

Castel Hörtenberg

Un altro castello in pieno centro a Bolzano, nel quartiere Dodiciville, uno dei più antichi della città, è Castel Hörtenberg, che oggi è un hotel di lusso, l’unico cinque stelle in città. Per visitarlo è necessario soggiornare o prenotare uno dei due ristoranti dell’albergo (Le Segrete è ricavato nelle antiche cantine con soffitto a volta e pietra viva). L’edificio, bellissimo e molto elegante al suo interno, risale al periodo tardo medievale e rinascimentale e un tempo fu la residenza della famiglia nobile Hörtenberg.

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Ufficio stampa
Castel Hörtenberg nel pieno centro di Bolzano

Durante le insurrezioni tirolesi del 1800, Castel Hörtenberg divenne il rifugio strategico e il quartier generale di Andreas Hofer, un condottiero austriaco che divenne comandante contro l’invasione del Tirolo da parte delle truppe francesi. Nel Sudtirolo è considerato un eroe, pertanto averlo ospitato è un vero onore per il castello.

Grazie all’accurato restauro, che ha mantenuto comunque molti elementi architettonici originali, come le mura storiche, i cortili interni e i dettagli rinascimentali, oggi il castello unisce storia e design moderno ed è considerato uno degli edifici storici più raffinati della città.

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Ufficio stampa
Le Segrete di Castel Hörtenberg

Castel Mareccio

A Bolzano città c’è un terzo castello ed è Castel Mareccio. Immerso tra il verde dei vigneti, sembra proprio il castello delle principesse, con le sue torri rotonde e i tetti appuntiti. Viene utilizzato per eventi, pertanto, non è sempre aperto o visitabile. La sua storia è comunque molto interessante essendo un edificio storico: viene menzionato per la prima volta nel 1273. Questa piccola fortezza romanica era di proprietà dei “di Mareccio”, esponenti della borghesia bolzanina successivamente divenuti nobili. Nel XV secolo, il castello passò alla famiglia Römer e venne ampliato con una nuova ala Ovest; nei primi decenni del XVI secolo, fu ampliata la cinta muraria con l’aggiunta di quattro torri circolari. Il mastio venne, infine, trasformato da antica torre di guardia in torre panoramica.

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Ufficio stampa
Il fiabesco Castel Mareccio a Bolzano

Nel 1549, Castel Mareccio subì una profonda ristrutturazione trasformandosi in una vera e propria residenza rinascimentale affrescata. Nel corso de XVI secolo il castello fu anche punto di riferimento per i nobili che avevano aderito al credo protestante, come dimostrano alcuni affreschi commissionati dal proprietario Lukas Römer.

Con la morte dell’ultimo erede della famiglia Römer, il castello passò al casato degli Hendl e, successivamente, ai Thun (un cognome che in Alto Adige ha un grande significato). Castel Mareccio restò di proprietà di questa famiglia fino al 1851, quando Karl Thun lo vendette alla contessa Anna Sarnthein. Quest’ultima affittò Castel Mareccio all’erario il quale lo utilizzò come armeria. Nel 1919 Castel Mareccio venne trasformato in Archivio di Stato, mantenendo questa funzione fino al 1973. Nel 1974 il Comune di Bolzano acquistò la struttura trasformandola in centro congressi e centro culturale. Dal 2007 è gestito dalla Fondazione Castelli di Bolzano, insieme a Castel Roncolo e al Castello Rafenstein. Se siete a Bolzano in occasione di un evento ospitato al castello il consiglio è di andarci per ammirare la bella struttura e gli affreschi al primo piano dell’edificio ancora piuttosto ben conservati.

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@Courtesy Schloss Maretsch
Le sale affrescate di Castel Mareccio

Castel Rafenstein

Si trova a Bolzano, ma per arrivarci bisogna salire a qualche centinaio di metri di quota (è anche il punto di partenza di alcune escursioni). La posizione dove si trova è invidiabile in quanto regala una vista meravigliosa su tutta Bolzano. Infatti, Castel Rafenstein (o Castel Sarentino) è noto per essere l’imponente rovina che dall’alto domina la città. Il suo nome deriva dalla parola tedesca “Raben” (“corvo”) e significa “roccia del corvo”. Potrebbe essere tranquillamente il set di uno degli episodi del Trono di spade.

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©TV Jenesien Michael Guggenberg
Le rovine di Castel Rafenstein, appena sopra Bolzano

Costruito nel XIII secolo, al di sopra della gola del Talvera, su incarico del vescovo di Trento, Federico Vanga passò alla fine del secolo nelle mani del vescovo di Trento, Enrico II. Venne però profondamene danneggiato nel corso di un conflitto con il conte Mainardo II del Tirolo. A metà del 1300 il castello iniziò a essere ricostruito da Ludovico di Brandeburgo, secondo marito della contessa Margherita Maultasch. Passato dagli Asburgo ai von Rafenstein e, infine, ai Weineck, iniziò a essere ampliato, in particolare nel XVI secolo, quando venne trasformato in stile tardogotico.

Fu il condottiero austriaco Marx Sittich a trasformarlo in castello di rappresentanza, abbellito da dipinti e decori. Vi allestì, inoltre, un’importante collezione di opere d’arte e oggetti curiosi atti a destare stupore. Tra questi ultimi vi erano per esempio corna levigate, uova di struzzo e un pesce di mare, corrispondente probabilmente ai resti di un coccodrillo del Nilo ritrovato nel corso degli scavi.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
L’interno delle rovine di Castel Rafenstein

Nel corso delle guerre napoleoniche, il castello venne fortemente danneggiato. Non più utilizzabile, venne quindi abbandonato e adoperato a scopo agricolo, fatto che ne determinò il suo declino definitivo. Castel Rafenstein oggi è un rudere, ma chi lo gestisce, insieme al bellissimo maso panoramico dove preparano i piatti tipici della cucina tradizionale altoatesina, dai canederli al Kaiserschmarrn, se ne sta prendendo molta cura e, dopo averlo messo in sicurezza, sta organizzando concerti serali sotto le stelle (essendo il castello sprovvisto di tetto, iun po’ come l’affascinante Abbazia di San Galgano in Toscana).

Castel Flavon

Sempre a Bolzano, ma sopra il rione di Aslago, in posizione panoramica sulla Valle dell’Adige, si trova un altro catello bolzanino, Castel Flavon o Haselburg. Questo antico castello medievale oggi ospita un elegante ristorante, dove i tavoli sono stati ricavati tra le rocce e la pietra viva. Pare, tra l’altro, che fin dal 1400 vi si organizzavano sontuosi banchetti e feste strabilianti, pertanto, pare essere innata la vocazione a luogo di condivisione e incontri. Le prime tracce di questa fortezza risalgono addirittura al secolo VI quando i Reti innalzarono la prima fortificazione. Ancora nel 1200 era una fortezza appartenente alla famiglia Haselberg. Quando nel XV secolo passa ai signori di Fiè, i Völs, l’edificio cambia forma con le tre ali che possiamo ammirare oggi e i bellissimi affreschi realizzati da Bartolomeo Dill Riemenschneider sulle pareti interne. Tra queste opere, spicca la rappresentazione del mito greco di Apollo e Dafne. Il ciclo degli affreschi è accompagnato da rappresentazioni di specie vegetali di uso comune, come la melanzana, la pera, l’aglio, la patata e il melograno. Simbolo di fertilità e prosperità, un esemplare di melograno carbonizzato è stato rinvenuto alla base del battifredo.

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@Haselburg
Lo scenografico Castel Flavon sopra Bolzano

Sotto la guida dei signori di Fiè, il castello diventa rinomato per le sue feste e i suoi banchetti sontuosi, che lo rendono celebre tra la nobiltà bolzanina. Dentro si possono ancora ammirare un’antica cisterna per l’acqua, rivestita con piccoli mattoni e calce mischiata a sangue di bue, profonda 6 metri e mezzo in una delle sale del ristorante; il battifredo o torre d’avvistamento e un muro profondo ben 3 metri e 60, fatto di due muri, uno più antico, derivante dal romanico, e uno più recente, appoggiati uno all’altro. La costruzione di questo mastodontico setto murario è tuttora un mistero.

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@Haselburg
L’esterno di Castel Flavon

Castel Firmian

Castello, ma anche museo, il Castel Firmian o Firmiano è considerato uno degli emblemi dell’Alto Adige e tra i più grandi castelli della provincia, all’interno del quale è nato l’MMM Messner Mountain Museum Firmian, uno dei cinque musei dedicati alla montagna voluti da Reinhold Messner. Si trova sulle alture di Bolzano, a Frangarto, per la precisione ed è raggiungibile in auto, a piedi lungo un sentiero che parte da Frangarto o in bicicletta lungo la Ciclabile Oltradige che parte da Bolzano e che tocca anche Appiano e il Lago di Caldaro.

Museo della Montagna di Castel Firmiano
Getty Images
Il Museo della Montagna di Castel Firmiano sopra Bolzano

Il castello venne menzionato per la prima volta intorno al 945 d.C. con il nome di Formigar, in seguito il nome cambiò in “Firmian”. Dal 1027, il complesso fu di proprietà del Vescovo di Trento. Nel 1473 passò a Sigismondo detto “il danaroso”: solo in quel momento il castello ricevette il nome tedesco “Schloss Sigmundskron”, che deriva dalla sua forma a corona (Corona di Sigismondo). Dal 1996, è di proprietà della Provincia di Bolzano ed esattamente da vent’anni, dopo diversi lavori di ristrutturazione, ospita la mostra permanente “La montagna incantata” che racconta il significato delle montagne per l’uomo.

Dagli strozzapreti allo yogurt, dalle patate al miele, le sagre e gli eventi del weekend 4-5 luglio 2026 in Italia

3 juillet 2026 à 13:00

Un weekend ricco di eventi in tutta Italia, per la gioia degli amanti delle gite fuori porta, della convivialità e della scoperta. Ci sono sagre gastronomiche della nostra cucina tipica regionale, ma anche street food internazionale per conoscere i piatti delle altre culture.

Ci sono ricostruzioni storiche e feste religiose, tutte comunque occasioni per stare insieme e per divertirsi in famiglia o con amici.

Abbiamo selezionato gli appuntamenti imperdibili del fine settimana che inizia venerdì 3 e che, in alcuni casi, non finisce prima di lunedì 6 luglio.

Giornate dello Yogurt a Vipiteno (BZ)

Dal 3 al 31 luglio 2026, tornano a Vipiteno le Giornate dello Yogurt – Yogurtsummer, l’appuntamento estivo dedicato a uno dei prodotti simbolo dell’Alto Adige. Un calendario di eventi tra degustazioni, pic-nic in quota, yoga in malga, visite guidate e appuntamenti per famiglie pensato per raccontare lo yogurt di Vipiteno attraverso esperienze immersive tra gusto e natura. Si parte venerdì 3 luglio con la prima degustazione di yogurt alla Baita dello Yogurt, dove i visitatori potranno assaggiare diverse varietà di yogurt insieme alla mascotte Matilda. A fare da cornice agli eventi principali, anche un programma continuativo per tutta l’estate (fino all’11 settembre). Sarà possibile partecipare a visite guidate per scoprire da vicino i segreti della produzione della Latteria Vipiteno, mentre, ogni martedì, fino al 25 agosto, Racines di Dentro ospiterà una caccia al tesoro dedicata alle famiglie, con degustazioni di burro fatto a mano e gelato allo Yogurt Vipiteno.

Sagra dello strozzaprete a Savio di Cervia (RA)

Dedicata agli amanti della pasta fresca, la Sagra dello strozzaprete che prende il via il weekend di sabato 4 e domenica 5 luglio e che si svolge fino al 12 luglio a Savio di Cervia negli spazi del Palasavio. Il protagonista assoluto del menu è lo strozzaprete, proposto in svariate versioni che vanno dal tradizionale ragù all’amatriciana, passando per la variante pasticciata e gli strozzapreti alla pescatora, fino alle alternative vegetariane. Gli stand gastronomici, attivi ogni sera dalle 19 alle ore 22.30, offriranno anche taglieri di salumi, cozze di Cervia alla marinara, secondi a base di piadina e grigliate, insalate di mare e bruschette. Ogni sera andranno in scena i vari spettacoli, anche per bambini.

Festival internazionale dei Templari ad Alessandria

Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna ad Alessandria, il 3 e 4 luglio 2026, l’innovativo Festival internazionale dei Templari. Un festival in chiave pop che si propone di raccontare a un largo pubblico sia la vera storia dei Templari, sia la storia della loro leggenda. In occasione dell’Anno Giubilare proclamato da Papa Leone XIV per celebrare l‘800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi e dell’apertura al pubblico della splendida chiesa gotica di San Francesco — trasformata nell’Ottocento da luogo di culto a caserma di cavalleria e poi ospedale militare, e recentemente restaurata — il VI Festival internazionale di Alessandria si propone di esplorare le profonde affinità tra l’ordine dei Poveri cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone, nato a Gerusalemme nel 1120, e il Poverello d’Assisi. Per i partecipanti al festival, vengono organizzate visite guidate al Complesso Conventuale di San Francesco.

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Ufficio stampa
Il Festival dei Templari ad Alessandria

VinCanta 2026 a Marcellano (PG)

Secondo e ultimo weekend, quello del 2 – 5 luglio, in cui il piccolo borgo di Marcellano, una frazione di Gualdo Cattaneo, famoso per il suo presepe vivente, ospita alcune serate in cui passa dalla quiete medievale all’evento VinCanta, con musica, profumi e brindisi. Il cuore della festa è un percorso enogastronomico che si snoda tra le vie del borgo. Qui il protagonista è il vino Montefalco Rosso, Sagrantino DOCG e tutte le sfumature del territorio. Tra uno stand e l’altro, i meravigliosi piatti della tradizione umbra.

Fiera Regionale del Miele di Montezemolo (CN)

Il 4 e 5 luglio, torna l’appuntamento dedicato al miele nella località dell’Alta Langa, Montezemolo, un Comune al confine con la Liguria, conosciuto per la pregiata nocciola Tonda Gentile e per la sua posizione tra le valli di tre affluenti del Tanaro: Cevetta, Belbo e Bormida. La domenica, i visitatori potranno assaggiare diversi tipi di miele del territorio, tra cui acacia, castagno, millefiori e lampone, e provare anche altri prodotti derivati, come propoli, pappa reale e cosmetici.

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Ufficio stampa
La Fiera Regionale del Miele a Montezemolo

I Sapori della Patata Picentina a Montecorvino Rovella (SA)

Da sabato 4 a lunedì 6 luglio, Montecorvino Rovella ospita I Sapori della Patata Picentina, una rassegna gastronomica che si svolge ogni sera nel centro cittadino e che propone un’esplorazione culinaria focalizzata esclusivamente sui piatti storici della tradizione campana a base del tubero locale. In menu, pasta e patate con provola, gnocchi e sfrionzola, una ricetta a base di carne di maiale, patate e peperoni papaccelle, che sarà servita insieme al gateau e ad altre specialità del territorio. Ogni sera, anche musica dal vivo.

Müller Thurgau: Vino di Montagna in Val di Cembra (TN)

Dal 2 al 5 luglio, la Val di Cembra ospita la 39^ edizione di Müller Thurgau: Vino di Montagna, una rassegna internazionale che celebra uno dei vini simbolo di questo territorio, tra degustazioni libere, incontri tecnici ed esperienze immersive nel territorio. Cuore della manifestazione sarà Palazzo Maffei, un elegante edificio del 1600, dove sarà possibile degustare decine di etichette di Müller Thurgau provenienti da diversi territori produttivi italiani e stranieri. Ad arricchire il programma per enoappassionati, anche la premiazione e la degustazione dei vini vincitori del 23° Concorso Internazionale che si svolto il 19 giugno. Spazio anche alla mixology con un appuntamento dedicato alla grappa. Vengono organizzate passeggiate tra i vigneti, con tappe enogastronomiche lungo il percorso e, novità di quest’anno, una grigliata finale immersa tra i filari. Chi preferisce le due ruote può optare per Cantine in sella, itinerario in e-bike con sosta presso alcune cantine del territorio. Torna Il giro del mondo in 80 Müller, con show cooking di cucina etnica per mostrare la versatilità di questo vino: quest’anno è il turno della Nigeria, con tre ricette proposte in degustazione da Tracy Eboigbodin, vincitrice di Masterchef Italia 11. E poi la cena sul viale sotto le stelle, che celebra il connubio tra i territori di Cembra e Fiemme con un menu a base di specialità enogastronomiche delle due vallate.

Mercatini del ‘600 a Bassano Romano (VT)

Dal 3 al 5 luglio, a Bassano Romano si torna indietro di quasi quattro secoli per tre giorni con i Mercatini del ’600 che trasformano il borgo della Tuscia in un grande racconto a cielo aperto fatto di dame e cavalieri, tamburi e stendardi, antichi mestieri, spettacoli e profumi che arrivano dalle taverne. Un evento che, da oltre trent’anni, fa convivere storia e divertimento. Passeggiando tra i vicoli del centro storico si può assistere a un duello tra spadaccini, osservare un artigiano all’opera, fermarsi ad ascoltare musici e cantastorie o ritrovarsi nel mezzo di un corteo storico. E poi c’è la parte che mette tutti d’accordo: la tavola. Le taverne aprono le porte e riempiono le strade di profumi, proponendo piatti della tradizione locale e ricette ispirate alla cucina della prima metà del Seicento. Tra le curiosità gastronomiche spicca anche un dolce storico recuperato e reinterpretato da un giovane pasticcere del paese, pronto a conquistare anche i palati più moderni.

Festa del Gusto Internazionale a Cagliari

Per la decima edizione, a Cagliari si svolge la Festa del Gusto Internazionale. L’appuntamento è per il fine settimana dal 3 al 5 luglio 2026 in piazza Giovanni XXIII, che si trasformerà in un villaggio globale di sapori, musica e culture. Ogni sera, dalle 18:00 sarà possibile intraprendere un viaggio culinario tra le specialità di street food provenienti da tutto il mondo, dal churrasco brasiliano all’asado argentino fino allo street food giapponese. Non mancherà però il maialetto sardo, accompagnato dal brebei burger, dalle fritture di mare e altri piatti tipici della Sardegna e saranno disponibili stand con specialità 100% vegetali. L’edizione 2026 vedrà una forte presenza artistica cubana e sudamericana, con un ricco programma di animazione, spettacoli e balli latino-americani.

Festa alla Madonna del Cerro a Montepulciano (SI)

Dal 3 al 5 luglio e dal 9 al 12 luglio, per due fine settimana, si svolgerà la tradizionale Festa alla Madonna del Cerro, in località Tre Berte, a Montepulciano, giunta quest’anno alla 23^ edizione. Una festa popolare che ogni anno richiama centinaia di persone nell’area attrezzata immersa nel bosco di cerri secolari, nei pressi dell’antica edicola dedicata proprio alla Madonna del Cerro, su una collina custodita tra gli alberi. La manifestazione propone ogni giorno cucina tipica toscana, con piatti tradizionali preparati con ingredienti genuini e selvaggina, oltre a musica dal vivo e serate danzanti, giochi e gonfiabili per bambini, per trascorrere al fresco le prime serate estive in una delle aree boschive più estese della bassa Valdichiana senese.

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Ufficio stampa
La tradizionale Festa alla Madonna del Cerro nei boschi di Montepulciano

Da van Gogh a Vermeer, le mostre da vedere in Italia a luglio

30 juin 2026 à 10:30

Se eravate convinti che, con l’arrivo dell’estate, il calendario delle mostre in Italia si sarebbe interrotto vi sbagliate di grosso. Anzi, è proprio il momento in cui ne vengono inaugurate tante, non soltanto nelle grandi città come Roma, Milano, Torino e Firenze, ma anche nelle più rinomate località di villeggiatura.

Mostre d’arte, fotografiche, immersive, monografiche o di eventi e movimenti artistici, ce ne sono per tutti i gusti e adatte a tutti. Abbiamo selezionato le più interessanti e originali da Nord a Sud del Belpaese, che celebrano anniversari di persone e luoghi, in modo che, ovunque vi troviate, possiate organizzare una visita culturale in un’estate torrida, ma ricca di appuntamenti.

Benvenuti nel Castello di Monticello d’Alba, a casa dei Conti di Roero

26 juin 2026 à 16:36

“Buongiorno Contessa, sono arrivata!”. “Prego, entri pure”. Il Conte Aimone e la Contessa Elisa Roero di Monticello mi aspettano alla fine del viale che sale verso il castello del XIV secolo (ma il sito su cui sorge era abitato da ben prima), la loro casa per buona parte dell’anno. Sembra un piccolo Castello Sforzesco, visibile fin dall’autostrada, arroccato lassù su una delle tante colline del Roero che, insieme a Langhe e Monferrato, sono entrate far parte della lista dei Patrimoni dell’Unesco nel 2014. Un viaggio nel viaggio, insomma. A cui aggiungere una buona dose di emozione personale.

Del resto, l’Italia non smette mai di sorprenderci e, talvolta, capita di imbattersi in luoghi meravigliosi, poco noti, che sono destinati a lasciare un segno. È proprio il caso del Castello di Monticello d’Alba, uno dei meglio conservati della Regione Piemonte (forse proprio perché è abitato, e il Conte e la Contessa se ne prendono cura in prima persona), arroccato su un promontorio che domina il territorio del Roero, quella bella zona collinare della provincia di Cuneo, nel basso Piemonte, che sembra un dipinto, posizionata a sinistra del fiume Tanaro, quel che resta di un antico mare.

E sono sempre Aimone, 24° Conte di Monticello, e la moglie Elisa Ricardi di Netro, i Conti di Roero, a condurre personalmente i visitatori alla scoperta di questo autentico gioiello, con tutti i suoi racconti, gli aneddoti e i misteri che ancora nasconde (la visita è su prenotazione).

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@SiViaggia - Ilaria Santi
L’imponete Castello di Monticello d’Alba in Piemonte

Il castello di Monticello d’Alba

Il Castello di Monticello d’Alba si trova a pochi chilometri da Alba, nelle Langhe, ma è ubicato nel territorio del Roero. È uno degli esempi di architettura fortificata medievale più imponenti e meglio conservati del Piemonte. Le sue origini risalgono all’XI secolo, quando fu edificato dai vescovi di Asti. Dal 1376, appartiene alla stessa famiglia (nel 2026 compie 650 anni), i Conti Roero di Monticello, che ancora oggi lo abitano. Nel corso dei secoli, il castello ha subito numerose trasformazioni: nel XVIII secolo fu convertito da fortezza medievale a dimora signorile e, nel 1827, il paesaggista tedesco Xavier Kurten, che aveva lavorato anche per Casa Savoia (Carlo Alberto lo chiamò per trasformare il parco del Castello Reale di Racconigi, mentre Carlo Felice per rimodernare il giardino del Castello Ducale di Agliè), disegnò il parco secondo il gusto romantico del giardino all’inglese.

Da quando c’è il Conte Aimone, ogni volta che viene effettuato un lavoro importante al castello viene lasciata una capsula del tempo, un biglietto infilato in una bottiglia che poi viene sotterrata per i posteri. L’edificio conserva ancora oggi la pianta quadrilatera, la facciata medievale con le merlature e tre torri – una quadrata, una rotonda e una ottagonale – che ne definiscono il profilo architettonico.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il passaggio segreto nel Castello di Monticello

Essendo di fatto una casa privata, all’interno il castello è visitabile solo con una guida e non completamente. Vi si accede attraverso un ripido scalone al posto del quale, in passato, c’era un ponte levatoio. Una volta entrati, si attraversano bellissimi ambienti storici completamente arredati. Sono ben 54 le stanze, più o meno grandi, ma ovviamente non tutte sono aperte al pubblico.

Al pian terreno ci sono la Sala delle Armi, con armi, armature ed elmi di epoca Romana (al posto del castello un tempo c’era un castrum), spagnoli e di altre epoche, tra cui quello appartenuto al Conte Francesco Gennaro Roero, Colonnello della Cavalleria Savoia, un pezzo molto raro perché ne esistono solo 39 al mondo, la Cappella privata dedicata a Santa Barbara (dove è stata battezzata Clotilde, la terza delle contessine di Roero), il Teatrino delle Frutta, un vero teatro (forse il più piccolo del mondo) con tanto di palcoscenico, palchetti e camerino per gli artisti, le cantine, un passaggio segreto lungo 70 metri (non è possibile dire dove sbuca per questioni di sicurezza).

Al primo piano si trovano la Sala dei Quadri, la Sala del Biliardo, la Camera dello sceicco, così chiamata perché avrebbe dovuto ospitare uno sceicco che però non arrivò mai, gli armadi delle porcellane e della cristalleria, la Galleria di Diana Cacciatrice (dove sembra di entrare in un episodio di Downton Abbey), una delle due biblioteche, oltre al cortile interno trecentesco.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
La galleria di Diana Cacciatrice nel Castello di Monticello

Il piano superiore ospita gli appartamenti privati dei Conti di Roero, visitabili solo in occasioni eccezionali. È qui che il Conte Aimone ama rifugiarsi nella sua stanza preferita: il fumoir, un salottino ricavato nella torre rotonda, con pareti piene zeppe di libri e una vista pazzesca sulla valle punteggiata da colline, noccioleti e vigneti (da cui arrivano alcune delle eccellenze del territorio, conosciute in tutto il mondo) e circondata dalle Alpi. Il castello è visitabile il sabato, la domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.

Il parco del castello

Il parco all’inglese fu progettato nel 1827 dal paesaggista Xavier Kurten in stile romantico e circonda tutto il castello. È un’oasi verde in cui si passeggia tra cedri del Libano, carpini, ulivi, palme, tigli, tassi e pini. La visita del parco si svolge in completa autonomia (la mia ovviamente era guidata). Grazie ai recenti interventi di riqualificazione sono stati ridefiniti i percorsi di visita e installati QR code di approfondimento nei punti di maggiore interesse. Lo stesso Conte si diletta facendo lavori di idraulica, di pittura e di giardinaggio nel parco, ha persino installato dei pannelli solari (perfettamente celati tra la vegetazione) per il riciclo dell’acqua dei laghetti. Con la bella stagione vengono organizzati concerti serali all’aperto.

Oltre ai laghetti, c’è anche un enorme bacino, “le bassin”, una grande vasca d’acqua che si estende per circa 300 metri quadrati e che contiene 300mila litri di acqua, alimentata direttamente dalle grondaie del castello. Questo specchio d’acqua, oggi pieno di pesci, è il motivo per cui si è sviluppato un bel boschetto ed è un’attrazione irrinunciabile per molti animali come daini, uccelli e cinghiali che vengono ad abbeverarsi di notte.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il cortile interno del Castello di Monticello

Storie e leggende

Come tutti i castelli che si rispettino, si vocifera che anche il Castello di Monticello d’Alba abbia il suo fantasma. Si tratterebbe di quello innocuo di una giovane donna di nome Chiara, innamorata di un soldato francese e morta d’amore. Dicono che ogni tanto suoni una delle campane del castello, ma nessuno in realtà l’ha mai vista. Invece, molto più reale è la storia del soldato Romano che sarebbe sepolto sul territorio di Monticello. Infatti, nei vicini scavi di Cascina Reviglia, qualche anno fa sono venuti alla luce dei reperti archeologici di epoca Romana tra cui alcuni frammenti di stele funerarie. E un antico guerriero con una clava che regge un cartiglio con il motto “a bon rendre” è presente proprio sullo stemma di famiglia. Questa figura insieme alle tre ruote dello scudo rimandano alle gesta di un antenato crociato in Terrasanta. Le tre ruote ricorrono spesso in diversi punti del castello.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
La Sala dei ritratti nel Castello di Monticello

Gli animali della Cracking Art nel parco

Nei quattro ettari di parco troviamo un po’ ovunque – ma con un senso logico – le gigantesche sculture colorate a forma di animali del cracking art. La mostra CrackingArt. I Racconti dell’Acqua, curata dall’esperta di arte contemporanea Carla Testore, il cui filo conduttore è l’acqua, comprende ben 68 sculture posizionate ciascuna in un punto della proprietà: i delfini su uno strapiombo che affacciano sulla valle, là dove un tempo c’era il mare, le rane nei laghetti, le chiocciole nell’orto i pinguini, il gatto davanti alla finestra, e poi ancora oche selvatiche sul prato e nel Laghetto delle papere, insieme alle ninfee, tartarughe nella corte interna al castello, suricati nei pressi delle fontane e persino un elefante gigante che si abbevera in una pozza. L’installazione open air è aperta fino al 2 agosto 2026.

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©Crackingart
Il Laghetto delle papere con le installazioni di CrackingArt nel parco del Castello di Monticello

Realizzate in plastica rigenerata, le sculture del collettivo Cracking Art popolano da oltre trent’anni musei, spazi pubblici e contesti urbani e naturali in Italia e all’estero, portando avanti una ricerca fortemente legata ai temi della sostenibilità e della responsabilità ambientale. Questo movimento artistico fonda i suoi principi sul recupero e la trasformazione della plastica, un tema perfettamente in linea con la filosofia dei Conti che, proprio di recente, hanno effettuato importanti interventi idraulici all’interno del parco che è stato oggetto di un importante progetto di recupero finanziato dal PNRR – “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”. Questi fondi hanno permesso di ripristinare il disegno originario del giardino, dei 4,5 km di viali interni e dell’orto, di recuperare gli ecosistemi presenti e valorizzare lo storico sistema di raccolta delle acque piovane, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e garantire la sostenibilità della manutenzione del parco.

Arte, natura, educazione e sensibilizzazione ambientale si intrecciano nella mostra, affiancata da un percorso esperienziale perfetto per tutte le età, e per gli amici a quattro zampe (che sono sempre i benvenuti). E, proprio per i bambini, nei weekend sono in programma attività e laboratori didattici tenuti da esperti, dedicati ai temi dell’acqua, dell’ambiente e del riciclo. L’itinerario comprende alcune postazioni informative in corrispondenza delle opere, che vanno ad aggiungersi ai cartelli bianchi e rossi che raccontano il parco.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Un pinguino davanti a un laghetto nel parco, una delle 68 sculture della CrackingArt a Monticello

E questo è solo un assaggio di cosa dovremo aspettarci nel 2027, quando la vicina città di Alba, che dista solamente 8 km, sarà la Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027.

Gli eventi per il 650 anni del castello

Oltre alla mostra all’aperto CrackingArt. I Racconti dell’Acqua, per l’anniversario del Castello di Monticello d’Alba che dura fino al 2 agosto, nelle sale interne sono esposti in via del tutto eccezionale alcuni preziosi documenti dagli archivi privati dei Conti di Roero: nella sala del biliardo, per esempio, sono in mostra i documenti originali, raramente visibili altrimenti, tra cui lo Statuto del 1390 e le tavole cartografiche autografe del paesaggista Xavier Kurten (1827). Inoltre, sono allestite quattro tavole apparecchiate con vettovaglie storiche originali. L’allestimento Alla tavola dei Roero svela i segreti dell’ospitalità, dei banchetti e della vita quotidiana che, per secoli, hanno animato le sale del castello.

Immerso tra le colline Patrimonio Unesco, il Castello di Monticello d’Alba è uno di quei luoghi che affascinano e che, grazie anche a chi li vive, sono in grado di trasmettere grandi emozioni e di farti immergere in un mondo fatato.

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Ufficio stampa
La Camera dello sceicco nel Castello di Monticello

Dai salumi al vino, dal brodetto al baccalà, sagre ed eventi del weekend 26 – 28 giugno 2026 in Italia

26 juin 2026 à 13:04

L’ultimo weekend di giungo chiude un mese ricco di appuntamenti enogastronomici. Anche il fine settimana che inizia già dalla sera di venerdì 26 e che termina domenica 28 giugno non è da meno. Feste tradizionali, sagre, infiorate e ricostruzioni storiche, ma anche mostre-mercato e tantissime attività per andare anche alla scoperta dei territori che ci regalano ottime specialità regionali.

Abbiamo selezionati gli appuntamenti da non perdere, perfetti per una gita fuori porta per tutta la famiglia.

Rocca in cantina a Tolfa (RM)

Torna l’evento dell’estate tolfetana più atteso dell’anno, che quest’anno festeggia 10 anni dalla sua prima edizione. Nel weekend 26 – 27 giugno, il Rione Rocca aprirà le porte ai visitatori con tante iniziative culturali, spettacoli musicali, attività per bambini e ragazzi in modo totalmente gratuito. Sarà un’occasione perfetta per gli enoturisti per degustare il buon vino della Maremma Laziale accompagnato dai sapori genuini di piatti tradizionali della cucina locale. Rocca in cantina si ispira alla filosofia slow nel far rivivere al turista i ritmi lenti, il buon vivere di una volta, in una scenografia di paesaggio rurale con
bellezze storiche che solo l’antico Rione Rocca sa regalare.

Brodetto Show a Porto Recanati (MC)

Domenica 28 giugno, la centralissima piazza Brancondi di Porto Recanati torna ad accogliere Brodetto Show, l’appuntamento dedicato al “Brodetto alla portorecanatese De.Co.”, piatto simbolo della città rivierasca e della sua antica cultura marinara e uno degli appuntamenti più attesi dell’estate. L’edizione 2026 avrà un sapore speciale: infatti, la manifestazione sarà incentrata sull’incontro tra mare ed entroterra, tra ingegno gastronomico e ricerca scientifica, che prende forma nell’ambito delle celebrazioni per il 160° anniversario della nascita di Nazareno Strampelli, agronomo e genetista di fama mondiale che, con le sue ricerche sul grano, ha inciso profondamente sull’economia agricola. A rendere tangibile questo singolare incontro contribuirà anche la partecipazione del Comune di Castelraimondo, che ha dato i natali all’illustre genetista, con una sorpresa realizzata dagli esecutori dell’Infiorata del Corpus Domini: un omaggio floreale realizzato nel cuore della piazza che celebra il brodetto dorato di Porto Recanati.

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Ufficio stampa
Brodetto Show nel centro di Porto Recanati

Infiorata del Sacro Cuore a Poggio Moiano (RI)

Il weekend del 26-28 giugno 2026, a Poggio Moiano, nel cuore della Sabina, l’estate inizia con il profumo dei fiori e con una delle tradizioni più suggestive del Lazio. Per tutto il fine settimana, il borgo si trasforma in un museo a cielo aperto grazie alla storica Infiorata del Sacro Cuore, un evento capace di unire arte, fede, tradizione popolare e una straordinaria partecipazione collettiva. Tra i vicoli in pietra, i panorami sulle colline sabine e le atmosfere autentiche, il borgo accoglie i visitatori con spettacolari tappeti floreali realizzati interamente a mano. Petalo dopo petalo, le strade del centro storico si riempiono di colori, sfumature e dettagli incredibili, dando vita a vere opere d’arte effimere che trasformano il paese in uno scenario unico. Durante l’Infiorata, il borgo sabino vive giorni di festa tra musica, tradizioni e momenti dedicati alla scoperta del territorio.

Sagra del Baccalà di Pescincanna (PN)

Secondo fine settimana per la Sagra del Baccalà di Pescincanna giunta alla sua 50^ edizione. Tanti gli eventi durante il giorno, tra cui il Torneo del Baccalà di calcio a 6, attività per i giovani, giochi a quiz che si concludono con gli stand gastronomici, la musica e il tradizionale spettacolo pirotecnico finale. L’evento, che si conclude lunedì 29 giugno 2026, da mezzo secolo rappresenta uno degli appuntamenti estivi più importanti del pordenonese, unendo tradizione gastronomica, musica e intrattenimento. Protagonista della festa è il baccalà, preparato secondo le ricette tradizionali, affiancato da altre specialità come carni alla griglia, panini, patatine e vini locali.

Festa delle fragole in Val Martello (BZ)

La Val Martello, in Val Venosta, la zona chiusa per la coltivazione delle fragole a maggior quota d’Europa, invita ogni anno i visitatori alla Festa delle fragole che prende il via sabato 27 giugno alle ore 18, anche e il clou è atteso per domenica 28 nel parco divertimenti Trattla, quando vi aspetta un ricco programma di intrattenimento dedicato alle fragole, a partire dall’aperitivo mattutino con la banda musicale di Martello, seguito da musica leggera; nel pomeriggio l’appuntamento è con la degustazione di diverse varietà di fragole, giochi e divertimento per i piccoli ospiti. Protagonista della festa sarà la torta gigante alla fragola.
Oltre al taglio della torta, c’è un mercato che offre prodotti agricoli e artigianali e per i bambini è previsto un ricco programma di eventi con musica, cibo e bevande.

Padernello a Tavola a Padernello (BS)

Torna domenica 28 giugno la cena itinerante tra i sapori della Bassa Bresciana nella piccola frazione di Borgo San Giacomo, che si anima per una serata conviviale in cui riscoprire il territorio. Il Castello di Padernello, un maestoso maniero quattrocentesco, ospita una cena itinerante che trasforma il borgo in un palcoscenico diffuso dell’enogastronomia bresciana. Un viaggio da vivere piatto dopo piatto, spostandosi da un locale all’altro fino a raggiungere la meta finale: il magnifico castello restituito alla vita culturale dopo anni di abbandono. La cena si apre con l’aperitivo a base di pizza e birra artigianale. Si prosegue con l’antipasto di salumi nostrani, insalata di Farro di San Paolo con verdure e tartare di manzo classica, il tutto abbinato ai vini del Consorzio Montenetto. Tra i primi piatti, paccheri di pasta fresca con ragù di mare e basilico e gnocchetti con crema di zafferano e San Daniele croccante. Il secondo è a base di porchetta al forno con polenta e patate, con degustazione del grana padano. Il gran finale si degusta tra le mura del Castello di Padernello, dove la serata si chiude in dolcezza con il tiramisù artigianale.

Palio del Velluto a Leonessa (RI)

Dal 26 al 29 giugno, Leonessa si prepara a tornare indietro nel tempo con il Palio del Velluto che animerà il borgo posto a mille metri di quota. Nel cuore dell’Appennino reatino, questo storico borgo, il cui biglietto da visita è la Porta Spoletina, una torre merlata del 1300 di pietra rosa, si trasforma in un autentico teatro rinascimentale en plein air, dove storia, tradizione e spettacolo si fondono in un’esperienza immersiva. Tra costumi rinascimentali, rulli di tamburi, giochi storici in cui le contrade cittadine (i Sesti) si sfidano per conquistare l’ambito stendardo, sapori antichi – le taverne propongono piatti della tradizione – e sfide avvincenti, il borgo, dalla pianta a mandorla, quanto rimane dell’originario sistema difensivo di Carlo I d’Angiò, rivive il suo passato più affascinante.

Sagra della Melanzana a Marigliano (NA)

Dal 26 al 28 giugno, a Marigliano si svolge la 17^ edizione della Sagra della Melanzana, uno degli ortaggi più tipici della cucina campana. La sagra trasforma il parse in un percorso di gusto dove tradizione e creatività s’incontrano. La melanzana viene proposta in tante varianti, preparazioni e ricette, dalla classica parmigiana alle fritture. Gli stand gastronomici animano le strade creando la tipica atmosfera della città del Sud. Ma non solo cucina. La festa sarà animata da musica, spettacoli e momenti di intrattenimento.

VinCanta 2026 a Marcellano (PG)

Il weekend del 26, 27 e 28 giugno e dal 2 al 5 luglio, il piccolo borgo di Marcellano, una frazione di Gualdo Cattaneo, famoso per il suo presepe vivente, d’estate ospita sette serate in cui passa dalla quiete medievale a l’evento Vincanta, con musica, profumi e brindisi. Il cuore dell’evento è un percorso enogastronomico che si snoda tra le vie del borgo. Qui il protagonista è il vino Montefalco Rosso, Sagrantino DOCG e tutte le sfumature del territorio. Tra uno stand e l’altro, i meravigliosi piatti della tradizione umbra.

GustaPorto a Civitanova Marche Marche (MC)

Termina domenica 28 giugno a Civitanova Marche GustaPorto che ha preso il via lo scorso weekend. L’evento che celebra la cultura marinara, la vita del porto e le eccellenze gastronomiche del territorio, trasforma la città in un grande laboratorio dedicato al mare coinvolgendo l’intera città, grazie anche ad un articolato circuito di accoglienza che vede protagonisti ristoranti, strutture ricettive, attività commerciali e operatori turistici. Tra le iniziative, “Occhio a li Furbi”, dedicata al pescato di stagione, proposte di soggiorno ed esperienza della “GustaPorto Week” e il nuovo circuito “GustaPorto Shopping”, per scoprire Civitanova Marche attraverso le sue eccellenze commerciali.

Stati Uniti fuori rotta: viaggio sul treno Mardi Gras che attraversa la costa del Mississippi

23 juin 2026 à 13:00

È stata l’ultima grande opera rinata dopo Katrina, l’uragano che ha causato ingenti danni lungo tutta la costa del Golfo del Messico 25 anni fa. Stiamo parlando dell’Amtrak Mardi Gras Service, il treno che ha preso servizio da meno di un anno e che corre lungo la costa partendo da New Orleans, in Louisiana, costeggia il mare del Mississippi e termina a Mobile, nello Stato dell’Alabama. Tutti lo aspettavano con ansia e nessuno si lamenta del fischio che si sente forte in tutte le case quando il convoglio sta per arrivare in stazione. Come cantava una nostra canzone “quando passa, ride tutta la città”. E, sentirlo arrivare, è davvero una gioia.

Il treno Mardi Gras

Il nome del treno non poteva essere più azzeccato. L’Amtrak Mardi Gras Service collega la città più famosa del mondo per i festeggiamenti del Mardi Gras, il carnevale che si celebra a New Orleans, alla città che, pochissimi sanno, è stata la prima in realtà a festeggiarlo: Mobile. Il treno è fondamentalmente turistico, ma molti degli abitanti delle città che attraversa, da quando è stato ripristinato il servizio, lo prendono molto volentieri per recarsi a New Orleans evitando così il traffico autostradale.

Il viaggio a bordo non è lungo perché dura poco più di tre ore. La distanza ferroviaria tra le due città è di meno di cento chilometri e si può fare tranquillamente in giornata. Ma il bello è scendere alle singole fermate per esplorare i dintorni e scoprire cosa offrono le città attraversate da questa storica linea che è tornata attiva. Le quattro città dove ferma il Mardi Gras tra un capolinea e l’altro sono tutte nello Stato del Mississippi e sono: Bay St. Louis, Gulfport, Biloxi e Pascagoula. Il treno viaggia due volte al giorno, con una corsa la mattina e una al pomeriggio.

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©Matt Donnelly
L’Amtrak Mardi Gras Service su uno dei ponti sul Golfo del Messico

L’esperienza a bordo

Viaggiare a bordo del treno Mardi Gras è come fare un salto indietro nel tempo. I vagoni vintage di Business e di Seconda classe, con ampi sedili di pelle reclinabili (con una grossa maniglia), tavolino e poggiapiedi, le due gigantesche locomotive da 4200 cavalli e del peso di 12mila kg ciascuna  – una in testa al treno e l’altra in coda perché a Mobile non è possibile girare il convoglio), il vagone ristorante a metà treno che sembra un diner degli Anni ’50, il capotreno con cappello e fischietto… tutto a bordo è una magia.

La storia della linea ferroviaria

Del resto, questa linea ferroviaria – prima dell’uragano Katrina del 2005, anch’essa chiamata, come a Manhattan, Ground Zero – esisteva sin dagli Anni Venti del Novecento, prima ancora che nascesse l’Amtrak, la grande compagnia ferroviaria che oggi collega tutti gli Stati Uniti d’America. A quei tempi faceva parte della Louisville & Nashville Railroad che correva lungo la costa del Golfo con i suoi treni diesel o a vapore. Il percorso era famoso per i suoi panorami mozzafiato sulle paludi salmastre e per gli imponenti ponti levatoi soggetti alle maree, tra cui il celebre viadotto lungo 1.382 metri sullo stretto di Rigolets.

Quando nacque la Amtrak, la nuova compagnia lanciò un treno giornaliero chiamato Gulf Coast Limited che serviva per trasportare i turisti tra Mobile e New Orleans, in occasione dell’Esposizione Universale del 1984. Il servizio riscosse grande successo, tanto che addirittura a partire dagli Anni ’90 estese il famoso treno transcontinentale, il Sunset Limited, fino alla Florida (ora non c’è più) fornendo un servizio regolare per le principali località della costa del Golfo. Il servizio fu interrotto nell’agosto del 2005 dall’uragano e, per 25 anni, si sono cercati i fondi per riportalo in vita. Il Mardi Gras Train è ripartito ad agosto del 2025, esattamente un quarto di secolo dopo e, a meno di un anno, ha già superato i 100mila passeggeri.

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@Amtrak
La Business Class dell’Amtrak Mardi Gras Service

Quanto dura il viaggio

Il treno Mardi Gras Service impiega circa 3 ore e 20 minuti per effettuare l’intero percorso. I tempi di percorrenza delle singole tratte sono:
– New Orleans – Bay St. Louis = un’ora e 5 minuti
– Bay St. Louis – Gulfport = 20 minuti
– Gulfport – Biloxi = 20 minuti
– Biloxi – Pascagoula = 30 minuti
– Pascagoula – Mobile = un’ora e 5 minuti.

Quanto costa il biglietto

La tratta da New Orleans a Mobile (e viceversa) costa a partire da 15 dollari a seconda di quanto in anticipo si prenota e del giorno della settimana. Se si desidera più spazio per le gambe, sedili più confortevoli e bevande analcoliche incluse, si può fare l’upgrade in Business Class e il prezzo varia in base alla disponibilità, ma in genere si deve calcolare circa 15–25 dollari in più rispetto al costo del biglietto base. Amtrak offre regolarmente sconti dedicati per bambini (2-12 anni), studenti e over 65.

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©Matt Donnelly
Il treno Mardi Gras di Amtrak attraversa le paludi prima di raggiungere il Golfo del Messico

Le tappe del viaggio

Il treno del Mardi Gras parte da New Orleans o da Mobile, che sono i due capolinea. La maggior parte dei turisti stranieri che lo volesse prendere, però, molto probabilmente partirebbe dalla prima, essendo più facilmente collegata tramite l’aeroporto internazionale (dall’Italia non ci sono voli diretti per New Orleans, ma è facilmente raggiungibile da Atlanta).

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©Matt Donnelly
Il Mardi Gras attraversa quattro città lungo la costa del Mississippi

Il viaggio a bordo è una vera esperienza, anche un po’ vintage, se vogliamo, perché i vagoni e la locomotiva sono storici e senza troppa tecnologia a bordo (c’è solo il wi-fi e la presa Usb). Anche il percorso è molto bello: una volta lasciata New Orleans, si attraversano paludi, ponti d’acciaio, e si inizia a correre lungo la costa del Golfo con la sua natura selvaggia, la fitta vegetazione e le imbarcazioni dei pescatori. Se avete in mente gli Stati Uniti fatti di grattacieli, luci al neon, deserti e pickup, qui troverete tutt’altro.

New Orleans

L’Amtrak Mardi Gras Service parte dallo Union Passenger Terminal di New Orleans, la stazione ferroviaria nel pieno del French Quarter, il quartiere storico e più famoso, ed è uno snodo dove a sua volta giungono treni provenienti da Chicago, New York e persino da Los Angeles. Per chi volesse organizzare un viaggio “on the rail” attraverso gli Stati Uniti d’America c’è quindi la possibilità di percorrere itinerari spettacolari, lenti e sostenibili, ammirando i paesaggi che cambiano Stato dopo Stato, partendo anche da o verso altre città.

Per chi atterra direttamente a New Orleans, invece, ricordiamo che questa città è unica al mondo perché è un insieme di culture, quella francese (dei coloni), quella africana (degli schiavi) e quella americana, che hanno influito sulla musica (jazz e blues), sull’architettura (coloniale), sullo stile di vita (le credenze voodoo, per esempio) e sulla cucina (creola e cajun). È il migliore punto di partenza per questo viaggio indimenticabile.

Bay St. Louis

La prima fermata del treno è a Bay St. Louis, ed entriamo nel Mississippi, una deliziosa cittadina costiera dove ha sede il Waveland’s Ground Zero Hurricane Museum, il museo dedicato all’uragano Katrina che ha colpito il Golfo del Messico il 29 agosto del 2005. Ricavato nella ex scuola, l’unico edificio rimasto in piedi in città perché fatto di mattoni, è il racconto vivente di quel terribile giorno e di quelli a seguire, con fotografie, display interattivi e un tunnel del vento che simula la forza di Katrina, l’uragano di Categoria 5, il livello massimo e più distruttivo sulla scala Saffir-Simpson (si entra nella Categoria 5 quando i venti superano la velocità di 252 km/h). Il coffee shop del museo vende le migliori Layer Cakes – le famose torte a quattro strati – del Sud degli Stati Uniti.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il museo dell’uragano Katrina a Bay St. Louis

La sua atmosfera rilassata e artistica, l’architettura storica e le viste panoramiche sul lungomare la rendono una località molto apprezzata dagli abitanti delle grandi città limitrofe che la frequentano nei weekend. Se ci capitate in settimana, infatti, Bay St. Louis è molto tranquilla, ma si anima nei fine settimana.

Una tappa imperdibile è sicuramente lo storico locale dove suonano musica del vivo da cent’anni, 100 Men Hall. A inizio del XX secolo, si cantavano gospel e, durante gli anni della segregazione, era l’unico locale a fare esibire musicisti afroamericani. Nel corso degli anni, l’associazione che lo gestisce ha sponsorizzato numerosi eventi – una domenica sì e una no viene organizzato un blues brunch – e ha anche affittato la sala a promotori che hanno ingaggiato artisti blues, rhythm & blues e jazz. I residenti locali ricordano esibizioni di Ray Charles, James Brown, B.B. King, Jimi Hendrix, Tina Turner e di molte altre star internazionali.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il mitico 100 Men Hall dove si sono esibiti i più grandi musicisti blues e jazz

La Old Town è il quartiere storico di Bay St. Louis, facilmente percorribile a piedi, ricco di negozietti locali che vendono oggettistica e vinili, gallerie d’arte e caffè o panifici ospitati in edifici del XIX secolo. La spiaggia vi dà un primo assaggio della meraviglia che vi aspetta d’ora in avanti durante questo insolito viaggio: sabbia candida come la neve e acqua verde smeraldo. La Bay St. Louis Beach è molto frequentata non soltanto per sdraiarsi a prendere il sole, quanto per frequentare i tantissimi beach bar dove servono giganteschi piatti di gamberi del Golfo rossi ed enormi e dove fare belle passeggiate sul lunghissimo pontile di legno, che è ancora più spettacolari all’ora del tramonto.

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@Coastal Mississippi
Pescherecci al porto di Bay St. Louis, Mississippi

Pass Christian

Per una gita nei dintorni, si attraversa il Bay St Louis Bridge, lungo oltre 3 km sulla U.S. Route 90, e si arriva nella cittadina di costiera di Pass Christian soprannominata “The Pass”, nota per la sua atmosfera rilassata, i viali alberati di querce secolari, le spiagge tranquille affacciate sul Mississippi Sound e il porto, che è il cuore pulsante della tradizione marinara cittadina, dove si respira la vera cultura del Golfo. È una meta consigliata se si cerca una fuga autentica e meno caotica rispetto alle vicine città dei casinò (ci sono in quasi tutte le località costiere e, anche grazie al clima favorevole, garantiscono un afflusso turistico praticamente tutto l’anno), con chilometri di sabbia finissima e bianca e spiagge protette dalle Barrier Islands.

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123RF
La favolosa spiaggia di Pass Christian

Gulfport

La seconda tappa del treno è a Gulfport, la più grande delle città del Coastal Mississippi. Questa fermata della linea ferroviaria è molto richiesta perché offre tantissime attività per i turisti e per le famiglie che vi soggiornano, dalle attrazioni culturali alle attività legate al mare, comprese le escursioni alle isole.

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@CM Staff
La spiaggia di dune di Gulfport

L’attrazione più recente è il gigantesco edificio che ospita il Mississippi Aquarium inaugurato di recente, che ospita oltre 200 specie di animali, tra delfini, pinguini, squali e coccodrilli. Poi c’è il museo dei treni, Traintastic, uno dei musei di treni giocattolo e di modellismo più grandi degli Stati Uniti, con plastici ferroviari interattivi in diverse scale, vagoni storici a grandezza naturale su cui salire a bordo e aree gioco per i bambini.

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Getty Images
Il padiglione sul mare a Jones Park a Gulfport, Mississippi

Il posto più fotografato di Gulfport è Fishbone Alley, un retrobottega divenuto, grazie alle opere di street art, un vicolo pedonale riconvertito in museo a cielo aperto. Le spiagge qui sono meravigliose: chilometri di sabbia bianca, ideale per prendere il sole. Il cuore del lungomare è il Jones Park, un’area verde di oltre definita “il cortile sul retro del Mississippi“, con sentieri per passeggiate, un faro storico, un porto turistico e grandi aree gioco con spruzzi d’acqua.

Gulf Islands

Ma il meglio deve ancora arrivare, perché Gulfport è il punto di partenza per imbarcarsi verso le Gulf Islands, un piccolo arcipelago nel Golfo del Messico che fa parte del parco nazionale Gulf Islands National Seashore. Da oltre un secolo, la famiglia Skrmetta, di origine dalmata, trasporta passeggeri con i propri ferry dalla costa alle isole. Le isole sono quattro (una, Dog Key Island, meglio nota come, Isle of Caprice, è sommersa e la sua incredibile storia ve la racconto qui): Ship Island, Cat Island, Horn Island e Petit Bois).

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il paradiso di Ship Island nel Golfo del Messico

L’isola più visitata è Ship Island, letteralmente un paradiso terrestre in quanto è un’area protetta e meta di birdwatching, ma sono molti anche i visitatori che la raggiungono per le sue candide spiagge, le dune di sabbia e il mare caldo e trasparente. Già durante la navigazione è facile avvistare i delfini e sono molte le specie di uccelli che vengono a salutare i nuovi arrivati già sull’imbarcazione. Su Ship Island c’è anche un antico forte, Fort Massachusetts, risalente all’epoca della Guerra Civile americana e costruito dagli inglesi.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Partenza verso Ship Island dal porto turistico di Gulfport

I volontari sull’isola aspettano l’arrivo dei traghetti per raccontare la storia del forte, di quando l’isola era terra francese e del mitico pirata Jean Lafitte che bazzicava in queste acque e al quale il governo della Louisiana chiese aiuto per sconfiggere le forze nemiche britanniche, in cambio di bauli d’oro e di libertà assoluta di movimento tra un’isola e l’altra. Se si sale sulla cima del forte si può scorgere il punto in cui l’oceano si unisce alle acque del Golfo. C’è una sola persona che vive sull’isola tutta l’anno ed è un ranger, per il resto è disabitata. Una gita di un giorno a Ship Island merita assolutamente perché è qui che si respira la vera essenza del Golfo.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Arrivo Ship Island, paradiso inaspettato

Biloxi

La terza fermata è nella cittadina di Biloxi, la più famosa delle località costiere del Mississippi. Soprannominata la “Playground of the South” (il parco giochi del Sud), questa città ha una doppia anima: è famosa per i grandi casinò stile Las Vegas (i più famosi sono l’Hard Rock Hotel, il Beau Rivage e l’IP Casino Resort Spa), ma la sua storia è legata al mare e alla pesca, tanto che ci sono generazioni di pescatori che si tramandano il mestiere da decenni. Infatti, è qui che hanno deciso di aprire un museo dedicato al mare e all’industria attica, il Maritime & Seafood Industry Museum, un’attività che qui va molto forte, specie quella legata alla pesca di gamberi e alla coltivazione delle ostriche che hanno reso celebre Biloxi nei secoli scorsi, tanto da essere considerata la capitale mondiale della pesca. Tra i migliori indirizzi di pesce della costa del Mississippi, c’è la storica Mary Mahoney’s Old French House che ha avuto tra gli ospiti tantissimi vip, da Diana Ross a Billy Idol, dall’ex segretario della difesa americana Donald Rumsfeld a John Grisham, i cui legal thriller. La giuria e Il partner sono stati ambientato proprio a Biloxi, giusto per citarne alcuni.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il centro di Biloxi, ridente cittadina dello Stato dello -Mississippi

Ma l’edificio più iconico – e decisamente inaspettato – della città è sicuramente quello dell’Ohr-O’Keefe Museum of Art, un museo di arte moderna che è un omaggio all’artista di opere di ceramica piuttosto originali George Ohr, originario di Biloxi, progettato nientemeno che dall’archistar Frank O’Gehry che era appassionato delle opere di Ohr. Inconfondibile nel design per le linee arrotondate dello stile architettonico decostruttivista, il museo consiste in quattro capsule di metallo – l’ultima realizzata nel 2025 – che catturano la luce del sole, facendo cambiare colore all’edificio a seconda delle ore del giorno (tra le opere decostruttiviste più famose in assoluto di Gehry ci sono il Museo Guggenheim di Bilbao e la celebre Casa Danzante di Praga).

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@SiViaggia - Ilaria Santi
L’Ohr O’Keefe Museum of Art di Biloxi progettato da Frank Gehry

Un altro museo interessante da visitare a Biloxi è il Coastal Mississippi Mardi Gras Museum, che celebra la storia, le tradizioni e l’arte profondamente radicate del Carnevale lungo la costa del Golfo. Il museo espone una vasta collezione di sfarzosi abiti ricamati a mano, pesanti strascichi di velluto ed elaborate corone indossate in passato dai re, dalle regine e dai membri della corte del Mardi Gras. Un lunghissimo boardwalk costeggia la bellissima spiaggia di dune di Biloxi. Una passerella di legno con decine di ristoranti e negozi con cartelli che raccontano anche la storia della città.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Coastal Mississippi Mardi Gras Museum di Biloxi

Ocean Springs

Non lontano da Biloxi, merita sicuramente una gita fuori programma la cittadina balneare di Ocean Springs, che si trova oltre la baia, dopo aver attraversato il Biloxi Bay Bridge lungo la U.S. Route 90. Una lunghissima spiaggia bianca su cui s’affacciano splendide ville in stile coloniale, un centro storico vivacissimo e completamente pedonale con tanti negozi, ristoranti e gallerie d’arte e un bel museo d’arte, il Walter Anderson Museum of Art (WAMA), dedicato al uno dei più importanti e stravaganti artisti folk d’America che ha lavorato a Ocean Springs trovando la sua ispirazione nella natura del Golfo è la perfetta meta di villeggiatura dove fermarsi, anche per qualche giorno, gustandosi deliziose ostriche sulla spiaggia con una birra Fly Llama, un birrificio artigianale della costa del Golfo del Mississippi.

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@Coastal Mississippi
La splendida spiaggia di Ocean Springs

Pascagoula

La quarta città dove si ferma il Mardi Gras Service è Pascagoula. Situata quasi al confine con lo Stato dell’Alabama, è una città industriale con una lunghissima storia portuale, ma custodisce anche importanti riserve naturali. Pascagoula è ancora in piena fase di ricostruzione e stanno nascendo, uno dopo l’altro, nuovi condomini, ristoranti e rooftop con vista sul Golfo. Qui si può visitare un rarissimo esempio superstite di architettura coloniale francese, La Pointe – Krebs Museum, anche detto “Old Spanish Fort” risalente a circa il 1757. All’interno del museo si può scoprire la vita dei primi coloni europei giunti su questi lidi secoli fa e dei nativi americani della tribù dei Pascagoula, che hanno dato il nome alla città.

Ma c’è un altro luogo che appassionerà molti visitatori perché è legato agli UFO. Infatti, non molti lo sanno, Pascagoula è famosissima in tutti gli Stati Uniti tra gli appassionati di ufologia in quanto, nel 1973, due operai del cantiere navale dichiararono di essere stati rapiti dagli extraterrestri mentre stavano pescando sul fiume. L’evento scatenò un enorme caso mediatico. Oggi, sul lungofiume è presente una targa che indica il punto esatto del presunto rapimento alieno.

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@Coastal Mississippi
La lunga spiaggia bianca a Pascagoula

La zona circostante è famosa per i pachi naturali, come il River Audubon Center, a pochi chilometri a Nord della città, dove corre il fiume Pascagoula, noto per essere il sistema fluviale più lungo degli Stati Uniti continentali ancora completamente selvaggio. Un parco dove si può praticare kayak e fare birdwatching (l’area ospita oltre 300 specie di uccelli) passeggiando lungo passerelle di legno che attraversano le paludi, i bayou e i giardini botanici di piante autoctone: il paradiso dell’ecoturismo e della natura incontaminata, insomma.

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@Coastal Mississippi
Il Pascagoula River Audubon Center

Mobile

Il Mardi Gras Service termina nella Mobile Amtrak Station, nello Stato dell’Alabama. Mobile (si legge mobil) non è di certo tra le città più visitate dagli italiani negli USA, eppure merita assolutamente un viaggio e non soltanto perché ci arriva il treno storico. Innanzitutto, è una bellissima città dove si respira ovunque il mix di cultura franco-creola, a partire dall’architettura coloniale tipica del Sud. Fondata dai francesi nel 1702, vanta un primato importante: è qui che è nato il primo Mardi Gras d’America, ben prima che la festa si espandesse a New Orleans.

Sono tantissime le attrazioni da visitare a Mobile. Qui le riassumeremo velocemente, giusto per stuzzicare un po’ la vostra curiosità. Prima di tutto, Mobile è famosa per i cantieri navali: qui vengono costruite tutte le navi della Marina Militare americana – se ne può visitare una, la USS Alabama, che ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale – ma anche sottomarini, portacontainer e navi da crociera. Molto interessante è il Maritime Museum a forma di gigantesca nave container, a due passi dalla stazione ferroviaria.

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123RF
Il centro storico di Mobile, Alabama

Essendo il carnevale un tema molto sentito, c’è naturalmente un museo dedicato, il Mobile Carnival Museum, ubicato all’interno di un palazzo d’epoca. Il centro storico ricorda New Orleans, con le case dai balconi in ferro battuto, i viali sormontati da tunnel naturali formati dai rami delle querce secolari (se ne vedono in tutto il Sud degli Stati Uniti), illuminati la sera dai lampioni a gas.

Tanti anche gli itinerari tematici: come quello lungo il delta del fiume Mobile, il secondo più grande degli Stati Uniti, soprannominato l'”Amazzonia d’America” per via della sua eccezionale biodiversità, da fare con un airboat; o quello lungo il Civil Right Trail, un itinerario nato nel 2018 e in continua espansione di cui fa parte il quartiere di Africatown, dove furono sistemati gli ultimi schiavi arrivati dall’Africa nel 1860, quando la schiavitù era già stata bandita negli Stati Uniti (la Heritage House racconta la storia della nave Clotilda che fu incendiata proprio per celare il misfatto).

Insomma, questo viaggio è una full immersion nel cuore degli Stati Uniti del Sud, dove il mix di influenze africane ed europee si sposa perfettamente con cittadine autentiche, uno stile di vita rilassato, spirito di resilienza, ottima cucina e un mood da vacanza slow e sostenibile, dove i paesaggi naturali, inaspettati e meno conosciuti, fanno da sfondo a fatti storici – anche molto recenti – fondamentali per capire lo sviluppo di questo grande Paese.

Dal Lambrusco ai cavatielli, le migliori sagre del weekend dal 19 al 21 giugno 2026 in Italia

19 juin 2026 à 13:00

Il primo weekend d’estate ci regala un’infinità di eventi in tutta Italia. Anche quelli non prettamente gastronomici hanno sempre e comunque un appuntamento con il buon cibo. Sagre tradizionali, feste di paese, celebrazioni per il solstizio d’estate, omaggi floreali e cucine da tutto il mondo.

Il fine settimana che va da venerdì 19 a domenica 21 giugno è ricco di appuntamenti davvero per ogni gusto. Abbiamo scelto gli eventi imperdibili adatti a tutta la famiglia.

Il Castello di Salorno che sembra uscito da una fiaba medievale

17 juin 2026 à 17:00

Domina il borgo di Salorno, il paese più a Sud dell’Alto Adige, l’Haderburg anche noto come Castello di Salorno. A volte è difficile distinguerlo a colpo d’occhio. Arroccato su un ripidissimo strapiombo di roccia viva, ci si domanda come sia possibile raggiungerlo, ma soprattutto come facessero nel Medioevo a inerpicarsi su per la montagna attraversando il fitto bosco di faggi.

Ancora oggi, per arrivare a quel che resta del castello bisogna salire lungo un arduo sentiero. Ma la fatica vale il viaggio. Il Castello di Salorno è un castello medievale. Le sue origini risalgono circa all’XI–XIII secolo e la sua posizione era strategica per il controllo della Val d’Adige. Oggi la Haderburg è una rovina parzialmente conservata, grazie al lavoro quotidiano svolto da una coppia che lo gestisce e lo tiene in vita. È molto apprezzato anche per il panorama di cui si gode sulla valle, per l’atmosfera storica e perché vengono organizzati tanti eventi, che vanno dalle visite guidate alle manifestazioni a tema celtico e medievale.

La storia del Castello di Salorno

Scenograficamente è uno dei castelli più suggestivi dell’architettura castellana dell’arco alpino. Della sua storia si hanno pochi dati certi. La sua eccezionale posizione dominante la Chiusa di Salorno lo ha visto protagonista di alcuni eventi significativi storia locale, in quanto dominava l’unico ponte che collegava Bolzano a Trento pertanto aveva una funzione difensiva ma serviva anche come dogana. Secondo alcuni studi archeologici recenti, sotto il castello passava una delle più importanti strade romane, la via Claudia Augusta; infatti, è stata scoperta una necropoli con resti proprio di epoca romana.

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Ufficio stampa
Il panorama dall’Haderburg o Castello di Salorno

La prima testimonianza del castello risale al 1053. La tecnica costruttiva indica un periodo tra il XII e il XIII secolo. La struttura originaria però ha subito delle modifiche, degli ampliamenti e dei rifacimenti nel corso dei secoli.

La fortificazione si estende su due pinnacoli rocciosi staccati dal Monte Gaier che un tempo erano collegati fra loro da camminamenti e da un ponte levatoio. Il castello non serviva per essere abitato, quando per controllare il territorio e il passaggio dei viandanti. Il castello venne conquistato per la prima volta nel 1282 da Mainardo II di Tirolo con soli 30 uomini armati. Dopo sessant’anni subì un altro attacco da parte di Corrado IV duca di Tech. Il suo carattere strategico fu modificato dai vasti lavori intrapresi da Massimiliano d’Asburgo nel 1504 per adeguare la fortezza alle nuove tecniche militari introdotte dalle armi da fuoco. In seguito, incominciò la lenta e inarrestabile decadenza del castello, acquistato dal Conte veneziano Zenobio nel 1648, anche con l’arrivo, nel 1858, della prima ferrovia del Brennero. Attualmente il castello, insieme a tutto il terreno circostante, è di proprietà privata e appartiene al Barone Ernesto Rubin de Cervin Zenobio Albrizzi.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Le guglie a difesa del Castello di Salorno

Furono fatti diversi interventi nel corso degli anni: uno nel 1964, un altro nell’81 e un altro nel ’96. Ma il salvataggio del rudere dalla completa rovina e la conseguente apertura al pubblico è opera degli ultimi restauri avvenuti nel 2003. In questa occasione è stata aperta anche una strada forestale detta Sentiero delle visioni, che porta al castello.

Le leggende intorno al castello

Sono moltissime le leggende che ruotano intorno al castello. Pare che tra le fessure delle pietre si nascondano ancora dei tesori e c’è chi dice che vi si aggirino dei fantasmi, facendo del castello un luogo evocativo da cui emanano energie positive e benefiche. E poi c’è la leggenda delle 18 botti. Che ci crediate o meno poco importa, è innegabile che l’atmosfera del Castello di Salorno sia davvero unica e che molte sono le storie che il castello potrebbe raccontare se solo potesse parlare: punto strategico sulla Chiusa di Salorno, lungo una delle principali rotte che attraversano le Alpi, è infatti stato testimone dei difficili tempi di guerra e custodisce tra le sue mura antichi segreti.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il Castello di Salorno vito dal suo interno

Gli eventi a tema celtico e medievale

Il castello è molto attivo grazie a una coppia, marito e moglie, lui, Martin Gluderer, che guida le visite, lei, Alexia, che cucina, e organizza spesso eventi suggestivi e tema Medioevo come le rievocazioni storiche (la prossima è il 28 giugno 2026), Viking days, combattimenti con le spade, cavalieri, tiro con l’arco, musica dal vivo con tanti eventi anche per i bambini e persino matrimoni, facendo rivivere la storia del castello.
Nel castello si trova una vera locanda in stile celtico, Zum 18. Fass, dove vengono cucinati pietanze con ricette antiche, come l’arrosto di maiale o le costine affumicati, accompagnati da ottime birre irlandesi. Tavoloni e panche di legno, lume di candela e grandi boccali, proprio come avveniva nel medioevo.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Uno dei saloni del Castello di Salorno

Come visitare il Castello di Salorno

Il Castello di Salorno è aperto tutti i giorni da primavera all’autunno dalle 11 alle 17, tranne il mercoledì e il giovedì. L’ultimo ingresso è alle ore 16.45. Il tour guidato dura circa 45 minuti e costa 8 euro a persona. Le visite vengono organizzate a partire da dieci persone. C’è anche un tour che include una degustazione dei migliori idromeli e di alcuni stuzzichini della cucina medievale (16 euro). Infine, si può accompagnare la guardia notturna nel tour del castello per capire com’era la vita di una vera guardia medievale e quali erano i suoi compiti. Alla fine del tour viene offerto un buon bicchiere. Questo tour dura circa 60 minuti e costa 15 euro a persona.

Visitare il castello è una vera esperienza, la costruzione è un tutt’uno con la roccia sulla quale è stato eretto mille anni fa. Ci sono diversi ambienti, al chiuso – trasformati in sale banchetti – e all’aperto, l’antico pozzo, nel quale ci si può introdurre, torri merlate e ampie finestre con vista sulla valle. Alcune passerelle di legno e acciaio, aggiunte negli anni passati, collegano le diverse ali del maniero ed è tutto un sali-scendi. Si consiglia di indossare scarpe comode perché il terreno è impervio.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Martin Gluderer, il “castellano” di Haderburg

Diritti dei passeggeri, quanto ne sanno gli italiani quando si tratta di prendere un aereo?

16 juin 2026 à 15:30

Quando si viaggia e tutto procede nel migliore dei modi non ci si pone neppure il problema di cosa fare nel caso qualcosa andasse storto. Invece, i disagi aerei possono avere conseguenze molto concrete sulla vita delle persone.

Cosa fare in caso di ritardo aereo, di cancellazione del volo o addirittura di un imbarco negato (può accadere anche questo). Spesso è il senso di impotenza nei confronti delle compagnie aeree a farla da padrone. Solo un terzo degli italiani, infatti, saprebbe come comportarsi. Eppure, spesso si ha diritto a un risarcimento, ma pochi lo sanno o comunque sanno come fare per ottenerlo.

A dirlo è lo studio condotto da Flightright, la piattaforma che si occupa della tutela dei diritti dei passeggeri aerei e, visto che è appena estata approvata la nuova riforma europea che regolamenta i diritti dei passeggeri, ne abbiamo parlato con il CEO Jan-Frederik Arnold.

Quanti passeggeri conoscono i loro diritti quando prendono un aereo secondo la vostra ricerca?

Il nostro ultimo sondaggio in Italia ha rilevato che meno di un passeggero su tre colpito da un ritardo aereo conosce i propri diritti: parliamo del 29% degli intervistati. Molti hanno descritto l’esperienza di un disservizio come frustrante, stressante ed estenuante.

La maggior parte dei viaggiatori non pensa ai propri diritti quando prenota un volo o quando il viaggio procede senza problemi. La consapevolezza emerge generalmente solo quando qualcosa va storto, ad esempio in caso di ritardo prolungato, cancellazione o negato imbarco. Proprio in questi momenti, però, le informazioni fornite dalle compagnie aeree sono spesso limitate o poco chiare. Questo accade perché una corretta informazione ai passeggeri può comportare obblighi di assistenza, rimborso o risarcimento per il vettore.

Qual è l’impatto reale causato dai disagi aerei sui passeggeri?

I disagi aerei hanno conseguenze molto concrete sulla vita delle persone. Dalla nostra esperienza emerge che le emozioni più frequentemente associate a questi episodi sono stress, frustrazione e rabbia.
Tra le occasioni perse a causa di ritardi e cancellazioni troviamo innanzitutto appuntamenti di lavoro, seguiti da riunioni familiari ed eventi come concerti o spettacoli.

Ogni volta che un passeggero ci contatta, ci rendiamo conto che dietro una richiesta di risarcimento c’è una persona i cui programmi e momenti importanti della vita sono stati stravolti. Ciò che accomuna tutti questi casi è il senso di delusione e impotenza derivante dalla perdita di occasioni che spesso non possono essere recuperate.

Quali sono i casi più frequenti di disagi che Flightright si trova a dover gestire?

I casi più frequenti che gestiamo riguardano ritardi, cancellazioni, negato imbarco dovuto a overbooking, coincidenze perse e problematiche legate ai rimborsi dei biglietti o all’assegnazione di voli alternativi.

In tutte queste situazioni, gli elementi fondamentali da valutare sono sempre gli stessi: cosa è accaduto esattamente, quando il passeggero è stato informato del disservizio, chi ne è responsabile e con quale ritardo il viaggiatore è arrivato alla destinazione finale. Sono questi fattori che determinano l’eventuale diritto a un risarcimento secondo la normativa europea.

Ci può indicare le 3 compagnie aeree che hanno performato peggio quest’anno in base al Flightright Index?

Secondo il Flightright Index, la ricerca che conduciamo annualmente per valutare le principali compagnie aeree europee, Austrian Airlines ha ottenuto il miglior risultato complessivo. Anche Eurowings e Air Baltic si sono distinte per le loro buone performance. In fondo alla classifica troviamo invece Aer Lingus, Air Europa e Vueling, che hanno registrato i risultati peggiori nell’edizione di quest’anno. L’indice valuta le compagnie sulla base di tre criteri principali: affidabilità operativa, comportamento nei pagamenti dei risarcimenti e livello di soddisfazione dei clienti.

Può commentare l’esito del voto della nuova riforma UE?

Il Parlamento europeo merita un riconoscimento per aver difeso i principi fondamentali del Regolamento CE 261 contro i tentativi di indebolirli. Tuttavia, preservare i diritti esistenti non significa necessariamente fare progressi. Mancano ancora compensazioni adeguate all’inflazione e una piena applicazione dei diritti dei passeggeri anche nei confronti delle compagnie aeree extra-UE. Inoltre, con la riduzione del termine di prescrizione a soli nove mesi, sarà fondamentale agire rapidamente per verificare e far valere eventuali richieste di risarcimento.

Flightright continuerà a essere al fianco dei viaggiatori, tutelandone i diritti e promuovendo una maggiore consapevolezza. Per questo il nostro calcolatore gratuito di compensazione resterà uno strumento essenziale per aiutare i passeggeri a capire rapidamente se hanno diritto a un risarcimento.

La magia di Ferrara d’estate: i luoghi del Summer Festival tra musica e storia

15 juin 2026 à 16:28

Ferrara è un vero gioiello ricco di storia e di tradizioni che merita assolutamente una visita. Famosa per essere la città delle biciclette – qui ci si muove benissimo sulla due ruote, e non solo da adesso, ma da decenni – è una delle più belle città d’arte italiane, con il Castello Estense che domina il centro storico, con uno dei musei più belli d’Italia, Palazzo dei Diamanti, che ospita ogni anno importantissime mostre, e una maestosa cattedrale del XII secolo, il Duomo di San Giorgio, interamente di marmo, da fare invidia anche alle più blasonate chiese d’Europa.

Quando arriva la bella stagione, gli eventi e i ferraresi, che amano stare all’aria aperta, animano le strade e le piazze trasformando Ferrara in una grande e unica festa.

Tra gli eventi che più la vivacizzano c’è il Ferrara Summer Festival, un evento che concentra gli appuntamenti nei mesi estivi, ma che in realtà si estende fino a inverno inoltrato (dal 13 giugno fino a gennaio 2027) e che trasforma Ferrara in un palcoscenico a cielo aperto con concerti live e musical, un’occasione per scoprire alcune delle location più belle della città emiliana.

Ferrara Summer Festival 2026

Il Ferrara Summer Festival è una manifestazione di musica – ma non solo – che coinvolge famosissimi artisti (dai Megadeth – lo scorso 14 giugno – a Marilyn Manson l’11 luglio, che sono concerti a pagamento) e altri eventi musicali gratuiti aperti a tutti come i dj set con il celebre Paul Kalkbrenner, il 20 giugno, i gospel (21 giugno), le serate musicali per il 50° compleanno di Radio 105 (18 e 19 giugno) e che comprende anche una rassegna di spettacoli, e non, nel periodo estivo, tutti all’interno del centro storico di Ferrara.

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Ufficio stampa
La piazza Ariostea a Ferrara durante il Summer Festival

Tra questi, anche La notte dei format il 25/06 per ballare a suon di musica con le hit dagli Anni ’80 ai Duemila, e il più grande karaoke d’Italia, perfetto anche per i più piccoli. Inoltre, dal 22 al 26 luglio 2026, la piazza ospita una delle più grandi produzioni teatrali al mondo: Notre Dame de Paris. Un palcoscenico monumentale avvolge le notti di Ferrara con il capolavoro di Riccardo Cocciante.

La cornice rinascimentale della città crea la suggestione per vivere delle serate di spettacolo uniche. I concerti del Ferrara Summer Festival si svolgono all’aperto, principalmente in piazza Ariostea, l’antica piazza ovale che ogni anno ospita anche il Palio di Ferrara, che si svolge ogni anno l’ultima domenica di maggio.

Le location del festival

Per chi si reca a Ferrara in occasione del Summer Festival, ci sono diverse curiosità da conoscere intorno alle sedi degli eventi.

Piazza Ariostea

La piazza Ariostea, la principale location dei concerti e degli eventi del Ferrara Summer Festival, prende il nome dal poeta Ludovico Ariosto, che visse a Ferrara lavorando per la corte Estense e componendo diverse opere, tra cui il famoso poema cavalleresco L’Orlando Furioso, e la cui statua troneggia nel centro adagiata su una colonna. Voluta da Ercole I d’Este nel XV secolo, fu realizzata dall’architetto di corte Biagio Rossetti insieme a un ampio progetto urbanistico che vide la città completamente trasformata. Dal Campanile di San Giorgio alla cinta muraria fino ai più bei palazzi ferraresi, la sua mano è arrivata ovunque.

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123RF
Piazza Ariostea di giorno con la statua dell’Ariosto

Ed è proprio grazie al suo intervento urbanistico che, nel 1995, Ferrara è diventata “Città del Rinascimento Patrimonio dell’Umanità” dell’UNESCO. Tutt’intorno alla piazza, si possono ammirare edifici storici, come Palazzo Massari, sede dei Musei civici di Arte moderna e contemporanea (attualmente chiuso per lavori di restauro). Questa zona si trova a poco più di dieci minuti a piedi dal Castello Estense (quattro in bicicletta).

Sottomura Open Air

Alcuni eventi, come il Fuoricorso – Unifest (17 e 24 giugno), una delle serate universitarie (gratuite) più attese dell’estate che è parte del Summer Festival, si svolgono al Sottomura Open Air, una delle location più suggestive di Ferrara per eventi musicali e festival all’aperto. Situato lungo le storiche mura rinascimentali della città, questo spazio all’aperto immerso nel verde unisce architettura e musica. Si trova a circa 10–15 minuti a piedi dal centro storico.

Mura Estensi

All’interno del Summer Festival si svolge anche la Fluo Run Ferrara (3 luglio), che non è una semplice corsa bensì un vero e proprio festival dedicato al movimento, al benessere e al divertimento. Le attività fitness guidate dai coach ufficiali dell’evento si svolgono in piazza Ariostea e culminano con la fun race di 5 km, una corsa – o camminata – notturna che attraversa le suggestive Mura Estensi -che oggi misurano solo 9 km, ma che nel Medioevo circondavano l’intera città – e il magnifico centro storico di Ferrara.

Sala Estense

Anche la Sala Estense ospita alcuni eventi del festival che dura fino all’autunno. Tra questi, l’omaggio a Lucio Battisti (8 novembre), a Fabrizio De André (28/11), alle musiche dei film di Tim Burton (23 gennaio), l’Hans Zimmer Tribute (14/11) e il tributo al fumettista e regista giapponese Hayao Miyazaki produttore del film La città incantata (15/11), con le colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema. Questo edifico ha una storia lunghissima. Ex cinema e oggi teatro, la sua costruzione si deve anch’essa a Ercole d’Este che la fece erigere come cappella di corte chiamandola Chiesa Nuova. Al suo interno vi venivano esposte le salme degli Estensi. Fino all’800 venne ancora utilizzata, poi abbandonata finché non iniziarono i lavori di recupero e oggi ha un piccolo palcoscenico e una bella sala in stile Liberty. Dell’antica chiesa è rimasto solo il portale sulla facciata.

In collaborazione con Ferrara Summer Festival

La BBC innamorata della Toscana: i luoghi amati dagli inglesi

13 juin 2026 à 11:00

BBC News, con il programma di viaggi di punta del canale The Travel Show, è venuto in Toscana per esplorare la tradizione artigianale e industriale che si cela dietro questa destinazione e ripercorrere le tappe della mitica Vespa che, proprio nel 2026, ha festeggiato gli ottant’anni.

Qasa Alom, che ha condotto la puntata, ne è tornato entusiasta. Qasa è andato a Carrara a incontrare i cavatori che estraggono il famoso marmo bianco, a Pisa per visitare la piazza dei Miracoli con la Torre pendente per finire a Pontedera, la culla dello scooter più famoso del mondo, dove si è unito agli altri motocilisti attraversando la campagna toscana. Sui suoi social ha raccontato della sua incredibile esperienza con i Butteri e ha particolarmente apprezzato la slow life dei borghi toscani. Lui, come molti altri inglesi, sono innamorati dell’Italia. Gli abbiamo chiesto della sua esperienza e del perché i suoi connazionali siano così attratti dal Belpaese.

Cosa ti è piaciuto di più del viaggio in Vespa attraverso la Toscana?

Ci sono tantissime cose che ho apprezzato del mio viaggio in Vespa attraverso la Toscana, ma ciò che mi rimarrà più impresso è il calore delle persone che vivono lì da generazioni e continuano ad aprire le braccia e il cuore ai visitatori per mostrare loro la vera Toscana.

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@BBC News
Il conduttore della BBC Qasa Alom con al su vespa in giro per la Toscana

Trascorrere del tempo a cavallo con i Butteri è stata sicuramente una sfida e un’esperienza che mi rimarrà impressa a lungo. Non sapevo cavalcare fino a poche settimane prima di partire per le riprese del programma: avevo preso qualche lezione e poi quello che mi aspettava con la troupe è stata una vera sorpresa. Mi hanno buttato nella mischia e ho passato tutta la mattinata a cavallo con loro… a volte i tori mi caricavano addosso, insieme al mio adorabile cavallo Hercules, e abbiamo anche dovuto gestire alcune situazioni impreviste. Quindi, nel complesso, è stata un’esperienza che mi ha messo alla prova fisicamente, ma che si è rivelata estremamente gratificante. Non dimenticherò mai i colori intensi visti a cavallo, il cielo azzurro e l’erba verde e rigogliosa che si mescolava al folto manto marrone del mio cavallo: uno spettacolo meraviglioso.

Che impatto hanno i tuoi servizi sull’Italia sui tuoi spettatori?

L’impatto del programma è profondo: è un mix perfetto di viaggio, storia e divertimento! Il mio obiettivo è sempre quello di essere gli occhi e le orecchie dello spettatore. Non voglio che si limitino a guardarmi attraversare la Toscana, ma che si sentano partecipi. Il mio scopo è quello di porre loro le domande che si pongono e di mostrare l’umanità e il carattere di un luogo così come lo vedrebbe un turista che non lo conosce bene.

Voglio anche trasmettere l’entusiasmo di un bambino e la capacità narrativa di un giornalista. È importante avere quell’entusiasmo e quell’energia infantile perché, in fin dei conti, viaggiare significa nuove esperienze e avventure, e niente lo dimostra meglio di una mentalità da bambino.

Allo stesso tempo, a volte, per andare oltre la superficie di un luogo o di una storia, è necessario tirare fuori il giornalismo e intervistare le persone con sensibilità per comprendere il luogo più a fondo di quanto farebbe una semplice conversazione.

Secondo te, cosa apprezzano di più gli inglesi dell’Italia?

Cosa non si può apprezzare, dal punto di vista di un inglese, quando si viene in Italia? Buon cibo, buon vino, bel tempo e panorami mozzafiato! È tutto ciò che si desidera quando si lascia l’Inghilterra per un periodo in cui piove o fa un po’ freddo. È anche un promemoria per godersi la vita e per capire che c’è molto di più che correre di qua e di là.

A volte è anche una lezione di riflessione sulla cultura, lo stile e il valore estetico di un luogo. Spesso la cultura britannica è molto formale, ma a volte forse ci dimentichiamo della bellezza e ci concentriamo sulla funzionalità. La Vespa è un esempio perfetto di come gli oggetti funzionali possano essere anche pieni di stile e bellezza.

E cosa ti piace personalmente dell’Italia, oltre alla Toscana?

Ho sempre avuto una grande passione per l’Italia. Da ragazzo guardavo le partite di calcio in TV, quindi la mia passione è nata con il Milan di Sacchi e Capello, con giocatori incredibili come Baresi, Maldini e Boban. Poi sono arrivati ​​Shevchenko, Kaká e Ancelotti, che hanno continuato a plasmare questo spirito milanese. Ho visitato San Siro molte volte e ho adottato il Milan come mia squadra del cuore.

Da appassionato d’arte, ho visitato Firenze, Roma e molti altri luoghi innumerevoli volte. La cultura del caffè e il rispetto e l’importanza che viene data alla famiglia sono valori molto simili alle mie origini, quindi, è un luogo in cui mi sento a mio agio e vivo.

La puntata di The Travel Show intitolata “Tuscany: Beyond La Dolce Vita” va in onda sul canale BBC News sabato 13 giugno alle 6:30 e alle 21:30 e domenica 14 giugno alle 8:30 e alle 14:30.

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