Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
À partir d’avant-hierit

Le foreste di faggio più belle d’Italia da attraversare in primavera

30 mai 2026 à 14:00

Fagus sylvatica: il nome scientifico della pianta più comunemente nota come faggio. Fusto dritto, corteccia scura, foglie ovali, ondulate e verdi. Foglie che in autunno bruniscono e poi cadono, dando vita a un morbido tappeto nel sottobosco. Le medesime foglie che, poi, tornano a spuntare sui rami dell’albero in primavera, dando vita a quell’atmosfera unica che avvolge le foreste di faggio in primavera, con i fusti dritti e lucidi che si spingono verso il cielo e sono poi avvolti dal verde chiaro delle loro chiome, brillante alla luce del sole.

L’Italia, dal punto di vista delle foreste di faggio, è uno dei paesi più ricchi d’Europa e vi si trovano i faggi più vecchi del continente. Le faggete si trovano disseminate lungo tutta la dorsale appenninica, dall’Emilia Romagna alla Calabria, e sulle Prealpi, in altitudini variabili e con caratteristiche spesso radicalmente diverse tra loro. Un piccolo spettacolo che, insomma, accomuna lo Stivale da nord a sud. Alcune di queste foreste sono state tutelate per secoli, prima dai signori locali e poi dallo Stato. Altre si sono conservate dallo sfruttamento dell’uomo grazie alla loro scarsa accessibilità. Altre ancora beneficiano oggi dello status di Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Foreste Casentinesi

Incastonato tra la Toscana e l’Emilia Romagna, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è uno dei polmoni verdi più importanti dell’Italia centrale. Le sue faggete, che si estendono su oltre 36mila ettari di territorio protetto, sono tra le più vaste e meglio conservate della penisola e una delle cifre distintive di questa porzione di Appennino.

Camminare tra i boschi di faggio del Parco in primavera è infatti una delle esperienze migliori che offre. Il verde brillante delle nuove chiome scintilla contro la luce del sole, mentre i tronchi lisci fanno da sentinelle ai trekkers che attraversano il bosco e le foglie cadute durante le stagione invernale affollano i sentieri.

foresta faggio primavera italia
iStock
In primavera il verde torna a decorare le chiome dei faggi

La presenza nel Parco di luoghi eremitici e spirituali come la Verna, celebre santuario francescano, o l’Eremo di Camaldoli, corrobora l’atmosfera tipica delle foreste di faggio, immerse nel loro tipico silenzio, interrotto soltanto dai passi di chi le attraversa e dallo stormire delle foglie schiaffeggiate dal vento.

Nel cuore del Parco sorge la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, oggi Patrimonio UNESCO assieme a un’ampia area circostante. È la più vecchia riserva naturale integrale italiana, istituita alla fine degli Anni Cinquanta, collocata sul versante nord della dorsale appenninica che si affaccia sulla Romagna, non lontano dal bel balcone naturale di Poggio Scali.

Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Istituito nel 1923, il Parco Nazionale d’Abruzzo è uno dei parchi nazionali più antichi d’Italia. L’orso marsicano, una sottospecie dell’orso bruno presente soltanto in quest’area e in nessun altro posto al mondo, è il simbolo di quest’area protetta, che lo ha molto probabilmente salvato dall’estinzione.

foresta faggio primavera italia
iStock
Panorama del Parco Naziondale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Le faggete del parco, distinte in cinque aree (Val Fondillo, Coppo del Principe, Moricento, Val Cervara, Coppo del Morto), hanno un aspetto antico. I faggi qui raggiungono dimensioni imponenti, a testimonianza della loro vetustà. Questo tipo di alberi, infatti, è noto per la sua longevità e per la possibilità di rimanere in vita per secoli.

Sono innumerevoli i sentieri e i percorsi che attraversano le foreste di faggio del Parco, che non comprende solo territori abruzzesi, ma si espande anche oltre i confini con Lazio e Molise. Il trekking è l’attività principale all’interno dell’area protetta e la rete sentieristica è estesa, varia e adatta a tutti i livelli. In più nel Parco è facile entrare in contatto con la ricca fauna, soprattutto in primavera, tra camosci, cervi e avvistamenti della rarissima lince.

Il sentiero che collega Pescasseroli a Opi, passando per il Valico di Monte Tranquillo, è uno dei più belli e accessibili dell’intero parco e passa per una delle foreste di faggio più belle del Parco.

Foresta Umbra

Potrebbe sorprendere trovarsi in mezzo a una fitta foresta di faggio, con le foglie che stormiscono a interrompere un silenzio assoluto, nel pieno meridione d’Italia, a poche decine di chilometri da alcune delle spiagge più belle d’Italia.

Accade in Puglia, nel Parco Nazionale del Gargano, dove si trova la Foresta Umbra, un fitto bosco (umbra dalla parola latina per ombra) che si estende al centro dell’area protetta per oltre 10mila ettari ed è caratterizzata principalmente dalla presenza di antichi faggi, con grandi fusti che spiccano fino a decine di metri di altezza, affiancati da cerri, tassi, aceri e carpini.

foresta faggio primavera italia
iStock
Faggio secolare

Le faggete vetuste della Foresta Umbra sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2017, all’interno del sito transnazionale delle Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa, riconoscimento che sottolinea il loro eccezionale valore sotto il punto di vista naturale e storico.

Dal Centro Visitatori della Foresta Umbra, dove si trova anche un piccolo museo, partono quattordici sentieri segnalati che permettono di esplorare il bosco a piedi, intraprendendo sia brevi passeggiate di mezz’ora o lunghe escursioni di più ore.

Foresta del Cansiglio

Situata tra le province di Belluno, Treviso e Pordenone, nell’area delle Prealpi orientali, la Foresta del Cansiglio si sviluppa su un altopiano a forma di conca a una altitudine compresa fra i 900 e i 1.200 metri sul livello del mare. Qui, si trovano oltre 7mila ettari di bosco pressoché senza soluzione di continuità, rendendola la seconda foresta più grande d’Italia per estensione.

La sua storia è affascinante: quando nel 1420 l’altopiano entrò tra i possedimenti della Repubblica di Venezia, il Cansiglio divenne una risorsa strategica di primaria importanza per i Dogi della Serenissima: il gran bosco da remi, come era noto, forniva il legname di faggio necessario per costruire i remi, appunto, delle navi della flotta lagunare.

La gestione forestale veneziana fu rigida e meticolosa: ogni albero era censito, ogni taglio regolamentato, tanto che ancora oggi la foresta porta il segno di quella cura secolare nella sua struttura innaturalmente ordinata. Una cura che ha peraltro anche aiutato a preservare la foresta stessa. Fu poi con l’Unità d’Italia che il Cansiglio divenne foresta demaniale.

I faggi non sono l’unico albero presente nella foresta, caratterizzata anche da molto abete rosso, ma in primavera il verde brillante delle nuove foglie sfavilla sotto la luce del sole, in un contesto montano unico e particolare come quello dell’altopiano, dove il bosco e le praterie si alternano davanti agli occhi dei visitatori.

Parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino è il parco nazionale più grande d’Italia per superficie e si estende tra la Calabria e la Basilicata lungo una catena montuosa che separa il Tirreno dallo Ionio con una barriera di cime che in diversi punti supera i 2mila metri.

La caratteristica più nota del Pollino dal punto di vista naturalistico è la presenza del pino loricato (Pinus leucodermis), un albero raro e longevo simbolo del parco e della regione. Tuttavia lungo i crinali e i fianchi del massiccio si trovano ampie foreste di faggio che in primavera diventano protagoniste grazie alla loro vistosa rinascita dopo la stagione invernale.

Sono due le principali foreste di faggio del Parco del Pollino: la Faggeta di Cozzo Ferriero, nel comune di Rotonda in Basilicata, ha un’estensione di circa 70 ettari e vi si possono trovare esemplari monumentali dell’albero di età superiore ai quattro secoli; la Faggeta del Pollinello, nel comune di Castrovillari e non lontano dalla cima del Monte Pollino, ospita alberi che l’Università della Tuscia ha datato come più vecchi di seicento anni.

Dove andare per staccare davvero la spina: la Regione di Zara è la destinazione anti-stress del 2026

21 mai 2026 à 10:58

Arriva un momento preciso in cui ogni italiano sente il bisogno di sparire. Non per sempre, non lontano anni luce, abbastanza, però, da tornare a respirare senza l’ansia di un appuntamento da rispettare o di un messaggio a cui rispondere. La Regione di Zara, affacciata sull’Adriatico a poche ore dall’Italia, è il posto in cui quel bisogno trova risposta quasi senza accorgersene. Le spalle si abbassano, la luce cambia, il mare apre l’orizzonte e qualcosa si allenta dentro. E se arrivi in primavera o in autunno, quando l’aria è limpida e le folle sono solo un ricordo lontano, la Regione di Zara sembra ancora di più un rifugio privato creato apposta per te.

A chi conosce il calcio, poi, non sfuggirà che questa è la terra che ha formato Luka Modrić. Un nome che in Italia si pronuncia con un’affetto quasi familiare. La sua storia – dall’entroterra aspro di Zara, sospeso tra mare e montagna, fino agli stadi più importanti del mondo – racconta qualcosa di questo luogo: forza quieta, radicamento, dignità senza ostentazione. Una terra che non forma solo campioni, ma persone vere che sanno stare al mondo senza perdersi.

Un angolo nascosto  dove il ritmo rallenta sul serio

Il primo vero respiro di sollievo arriva spesso qui, in una delle zone più singolari e meno conosciute dell’entroterra zaratino. Il mare di Novigrad non è aperto nel senso tradizionale del termine, e proprio questa differenza cambia tutto: l’acqua è quasi ferma, l’atmosfera rarefatta, il senso di isolamento molto più intenso rispetto a qualsiasi altro angolo della costa adriatica.

Il mare di Novigrad
TB Zadar Region
Conoscete il mare di Novigrad, famoso per la sua autenticità, per le cozze pregiate e per i tramonti spettacolari

Da qui, il viaggio scivola verso sud, fino a Biograd na Moru, uno dei principali accessi all’arcipelago zaratino e storico centro della vela. È il punto in cui la terraferma lascia spazio al mare, le strade si interrompono e l’unico appuntamento rimasto sull’agenda è l’orizzonte. Il vento è gentile e le distanze rassicuranti. Per una volta, non fare nulla diventa un’arte che si padroneggia senza sforzo.

Poco oltre, Pašman si distende lunga e verde lungo la rotta verso sud. Navigando le sue coste, il mare si apre gradualmente, il blu si intensifica e si ritrova un’energia che non si sapeva nemmeno di aver perso.

Le isole si susseguono come capitoli di una lettura lenta. , silenziosa e autentica, custodisce le tradizioni della ceramica e pomeriggi senza fretta. Molat, dove il silenzio ha il sapore di un lusso vero. Ist, con la sua forma tonda e raccolta che sembra abbracciare chi arriva. E poi Silba e Premuda, le isole più lontane, dove l’Adriatico diventa blu vellutato e il tempo smette, semplicemente, di contare.

Molat
Fabio Šimićev
Isola di Molat, dove le giornate scorrono tra passeggiate lungo la costa, bagni in mare cristallino e cene semplici affacciate sul porto

Zara e dintorni, dove la cultura si racconta sottovoce

La città di Zara porta i secoli addosso con una leggerezza rara. Le strade romane e le piazze medievali non intimidiscono ma accompagnano chiunque desideri visitarle. La Chiesa di San Donato si alza come un’eco di pietra, la Cattedrale di Sant’Anastasia si slancia verso il cielo con una calma solenne. Il Museo Archeologico e il Museo del Vetro Antico conservano frammenti del passato con delicatezza quasi intima. E poi, al tramonto, c’è l’Organo Marino – un’installazione che trasforma il moto delle onde in musica – e il Saluto al Sole, che illumina il lungomare come se la notte stessa volesse celebrare chi ha scelto di rallentare.

Verso nord, il paesaggio si apre tra lagune, saline e cieli sconfinati, fino a Nin, la più antica città reale della Croazia. La minuscola Chiesa della Santa Croce – spesso definita “la cattedrale più piccola del mondo” – ricorda che il senso del sacro non dipende dalla grandezza.

Ancora più a nord, collegata alla terraferma da un ponte sottile come un filo, Pag si mostra con i suoi paesaggi quasi lunari, pietrosi e siderali. È qui che le donne dell’isola realizzano merletti di tale finezza da sembrare tessuti con la luce del sole: un’arte riconosciuta dall’UNESCO, che ha tutta l’aria di una meditazione resa visibile con le mani.

Pag Island
TB Zadar Region
Esplorate l’isola di Pag è una delle isole più iconiche della Croazia, celebre per i suoi paesaggi quasi lunari

A tavola, senza orologio: il cibo come rito quotidiano

In questa parte di Croazia il cibo non ha mai fretta. Arriva con la sicurezza tranquilla di una Regione che conosce bene la propria terra e il proprio mare. Il tonno allevato nell’arcipelago zaratino è rinomato a livello internazionale per la sua qualità eccezionale – arriva sulle tavole più prestigiose del mondo, compreso il Giappone, dove è particolarmente ricercato. I vini locali – Plavina, Zinfandel, Maraština e Pošip – raccontano in ogni calice il calore del sole e la mineralità della pietra calcarea.

Vigneti nella Regione di Zara
TB Zadar Region
Assaporate i sapori autentici della regione di Zara con un bicchiere di vino di alta qualità proveniente dai vigneti locali

Nin, lo šokol è una tradizione tramandata di generazione in generazione: il collo di maiale viene stagionato lentamente con sale marino, spezie e vino rosso, poi modellato dal vento di bora fino a diventare qualcosa di aromatico e inconfondibilmente locale. I campi di Ravni Kotari – cuore agricolo della Regione – offrono verdure stagionali, fichi, ciliegie e un olio d’oliva che concorre e vince nei contesti internazionali più esigenti. E poi ci sono le cozze di Novigrad: piccole, dolci, naturali, con un sapore che interrompe una conversazione e non richiede commenti.

Ogni pasto è un rituale che riporta con i piedi per terra. Un promemoria concreto che la vita può essere semplice, generosa, piena e che una vacanza vera dovrebbe somigliare esattamente a questo.

Regione di Zara nel 2026, il posto giusto per imparare di nuovo a respirare

Quando arriva il momento di ripartire – se arriva – ci si rende conto che qualcosa è cambiato, in silenzio. Il respiro è più profondo. I pensieri hanno ritrovato uno spazio. Il corpo si sente riequilibrato, non per effetto di qualche programma benessere, ma perché questa regione non ha cercato di impressionare nessuno. Ha solo accolto, con la semplicità di chi non ha nulla da dimostrare.

In un mondo che corre senza sosta, la Regione di Zara regala qualcosa di sempre più raro: la quiete come condizione naturale, non come prodotto da vendere. Gli italiani arrivano qui portandosi dietro il peso del caos quotidiano. Difficilmente lo riportano a casa. E forse questo dice già tutto.

Di’ Sì a una vacanza anti-stress nella Regione di Zara!

Logo Zara
Logo Zara

I Laghi di Fusine in primavera: i due laghi gemelli delle Alpi Giulie da scoprire

16 mai 2026 à 16:00

L’altitudine è limitata, ma la bellezza è tanta: a meno di mille metri sul livello del mare i Laghi di Fusine sono una delle tante meraviglie naturali delle Alpi Giulie, all’estremo lembo nordorientale del Friuli-Venezia Giulia. A pochissimi chilometri dal confine sloveno, questi due cristallini specchi d’acqua di origine glaciale, il Lago Inferiore e il Lago Superiore, sono due bacini separati ma uniti, in modo quasi misterioso nelle viscere della terra, da un sistema di acque sotterranee che li rende inseparabili gemelli: il Lago Superiore, a quota 929 metri sul livello del mare, alimenta infatti quello Inferiore, collocato cinque metri di altitudine più in basso, in una sorta di abbraccio invisibile.

I laghi si trovano immersi in un contesto naturale spettacolare, una sorta di anfiteatro naturale di rara potenza scenografica: gli specchi d’acqua e i boschi che li circondano si stagliano contro le pareti rocciose del Mangart, cima da oltre 2600 metri che domina il panorama, del Picco di Mezzodì (2063 metri), della Stugova e del Veunza. Una corona di montagna eleganti che fanno da cornice a un luogo di rara bellezza. La vallata, inserita nel Parco Naturale dei Laghi di Fusine fin dal 1971 e immersa nella più vasta Foresta dei Tre Confini, che copre di vegetazione 24mila ettari di territorio tra Italia, Austria e Slovenia.

Laghi di Fusine: dove sono e come arrivare

I Laghi di Fusine si trovano a Tarvisio, comune di soli tremila abitanti a fronte del territorio più esteso fra i municipi del Friuli-Venezia Giulia, all’estremo orientale della regione, sulle Alpi Giulie. Il confine con la Slovenia è a un passo, ma anche l’Austria si trova nelle immediate vicinanze.

La località più vicina ai laghi è Fusine in Valromana, che si raggiunge facilmente in auto dalla strada statale 54, non lontana dall’uscita autostradale di Tarvisio, lungo la A23. L’accesso alla parte finale della strada che porta ai laghi, e quindi al parcheggio più prossimo, è a pagamento. Chi preferisce non pagare, o semplicemente vuole allungare la passeggiata, può lasciare la propria auto prima della cassa e raggiungere il primo lago a piedi in circa venti minuti a piedi lungo il pittoresco Sentiero del Rio del Lago, che costeggia il torrente omonimo tra larici e abeti rossi.

Un modo alternativo per raggiungere i Laghi di Fusine è in bici, noleggiandola a Tarvisio o portandola con sé in treno: la cittadina è collegata alla linea Venezia-Vienna.

Cosa fare ai Laghi di Fusine in primavera

La primavera è certamente un momento speciale per visitare i Laghi di Fusine, e non soltanto perché li si trova meno affollati rispetto ai mesi estivi. La cornice naturale in cui si trovano incastonate queste due piccole gemme acquatiche è spettacolare in tutte le stagioni, ma quando arrivano i mesi di aprile, maggio, giugno si assiste davvero al proverbiale risveglio primaverile.

La neve si scioglie sulle cime del Mangart e delle Ponze, alimentando i laghi con acque fresche e limpidissime. La vegetazione ricomincia a coprire i sentieri di un verde tenero e luminoso e lungo i bordi dei percorsi compaiono le prime genziane, con i loro petali blu, poi i rododendri e pure, più in alto e più tardi, qualche stella alpina. Anche la fauna si risveglia, come testimoniato dai rapaci che volano in grandi cerchi, stagliandosi contro il cielo blu.

Laghi Fusine primavera Alpi Giulie
iStock
I Laghi di Fusine dalla cima del Mangart in un giorno di primavera

Visto il contesto montano, l’attività principale da fare ai Laghi di Fusine è camminare. Camminare e guardare, godendosi lo spettacolo della natura in purezza.

La passeggiata principale è il giro dei Laghi, da affrontare seguendo il percorso ad anello dedicato, lungo circa quattro chilometri e con un dislivello minimo da superare. Si tratta di una camminata accessibile a tutti, pensata anche per le famiglie con bambini, e si percorre in circa due ore senza fretta. Si parte dal Lago Inferiore, che ha un aspetto più dolce, caratterizzato dalle sue sfumature blu e verdi, e si risale dolcemente fino al Lago Superiore, che invece è più selvaggio e aperto, con un grande prato che si estende lungo le sponde in direzione delle montagne.

Il sentiero corre tra radici di abete, massi muschiati e tratti più aperti da cui si gode di scorci memorabili. Attorno a entrambi i laghi ci sono aree attrezzate con tavoli e panchine in legno, posizionate in punti strategici per godere del panorama.

Laghi Fusine primavera Alpi Giulie
iStock
L’acqua cristallina del Lago Superiore

È importante ricordare che i laghi non sono balneabili: è vietato tuffarsi e fare il bagno, una norma pensata per preservare l’ecosistema di questo ambiente protetto. Non mancano però i punti di ristoro: a primavera cominciano ad aprire i battenti le diverse strutture ricettive che si trovano nelle vicinanze di entrambi i laghi, offrendo i piatti tipici della cucina friulana, qui sottoposta all’influenza della vicina Slovenia.

Tre escursioni attorno ai Laghi di Fusine ideali per la primavera

La rete di sentieri che si dirama attorno ai laghi offre itinerari per tutte e tutti, e le già citate meraviglie della primavera alpina invitano a tirar su le maniche della camicia e avventurarsi sui sentieri.

Il già menzionato Giro dei Laghi, a cui aggiungere una deviazione ai cosiddetti Laghi Piccoli è la proposta perfetta per una passeggiata semplice, senza vere difficoltà escursionistiche. Il classico percorso ad anello che collega il Lago Inferiore e il Lago Superiore, lungo circa 4 chilometri, si arricchisce di una breve visita a due piccoli specchi d’acqua adiacenti al Lago Inferiore, spesso trascurati dai visitatori frettolosi. In primavera il silenzio in questo angolo del parco è quasi assoluto, interrotto solo dal fruscio degli alberi e dal placido muoversi del pelo dell’acqua.

Il Rifugio Zacchi è una destinazione ideale per ogni tipo di esperienza escursionistica: lo si può raggiungere con una facile passeggiata, o anche in mountain bike o e-bike, attraverso una ampia carrareccia che sale dai Laghi di Fusine alla struttura. Il sentiero classico per raggiungerlo però è quello contrassegnato dal segnavia 512 del CAI, che si inerpica nel sottobosco con pendenza sostenuta. Questo percorso misura poco meno di tre chilometri sola andata, con un dislivello di 450 metri, e richiede circa un’ora e mezza di cammino. Una terza via, più ampia, per camminatori più allenati, è quella che percorre il sentiero 514 fino alla malga Alpe del Lago e poi il 513 fino al Rifugio. Quest’ultima alternativa richiede poco più di due ore di cammino per raggiungere la destinazione.

Laghi Fusine primavera Alpi Giulie
iStock
Veduta aerea dei Laghi di Fusine

Il Rifugio Zacchi, a 1380 metri di quota, si trova ai piedi delle pareti rocciose delle Ponze, del Veunza e del Mangart, le statuarie cime già in vista dai Laghi di Fusine. È noto per la sua cucina, per la collocazione in un contesto speciale e perché punto di partenza per ulteriori e più ambiziose escursioni in quota.

Infine, una bella escursione è quella che dai Laghi di Fusine porta a Sella Colrotondo, perfetta per gli escursionisti che vogliono scoprire prospettive diverse sulla vallata. Il percorso risale dal fondovalle lungo le sponde dei laghi, poi svolta verso l’Alpe del Lago e sale fino alla panoramica Sella Colrotondo, per poi ridiscendere nella foresta e ricongiungersi con i sentieri dei laghi. Si attraversano ambienti molto diversi tra loro: dalla foresta di conifere che circonda gli specchi d’acqua, alla faggeta verso Colrotondo, alle radure aperte con vista sulle pareti rocciose del Mangart.

Le 5 passeggiate più belle da fare in primavera in Toscana tra fiori e colline

10 mai 2026 à 14:00

“La Toscana è tra le regioni del mondo più famose per la loro bellezza – ha scritto Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia – È un luogo comune parlare della dolcezza e della grazia del suo paesaggio. Le valli intorno a Firenze, nel Pistoiese, in Lucchesia e altrove, con i loro giochi d’olivi chiari e di cipressi scuri, hanno una veste incantevole che sa di pittura e di prospettiva artistica.”

Un luogo comune, c’è da dirlo, che è però meritevole di essere vissuto in prima persona, di essere visto con i propri occhi ed esplorato con i propri mezzi, primo fra tutti il più antico e democratico: i piedi. E la primavera è la stagione giusta per farlo, prima che il caldo estivo prenda il sopravvento e quando la natura brilla di colori senza pari, coprendo di vegetazione i morbidi fianchi delle dolci colline toscane. Non c’è niente di meglio, nel mezzo della primavera, della possibilità di una gita fuori porta e la prospettiva di una passeggiata semplice eppure straordinaria in mezzo al verde della regione.

L’anello di Vitaleta a San Quirico d’Orcia

Negli ultimi anni la Cappella della Madonna di Vitaleta, che sorge su una morbida, solitaria collina tra San Quirico d’Orcia e Pienza, incorniciata da due filari di cipressi, in cima a una strada sterrata, è diventata un’icona della Val d’Orcia e della Toscana, nonché uno dei luoghi più fotografati della regione.

Le prime menzioni storiche documentate del piccolo edificio risalgono al 1590, ma la tradizione popolare la collega a un’apparizione mariana a una pastorella locale. L’aspetto attuale è frutto di un restauro ottocentesco, che le conferì la semplicità che la rende oggi così simbolica, essenziale.

passeggiate toscana primavera
iStock
La Cappella di Vitaleta, con il sentiero che gli passa di fianco

La cappella si trova non lontano da una trafficata strada di campagna che collega le principali località della valle, ma il modo più bello per raggiungerla è a piedi, percorrendo l’Anello di Vitaleta, una facile passeggiata di circa 9 chilometri su strade bianche che parte dal centro storico di San Quirico d’Orcia, raggiunge la cappella e compie poi un ampio giro sulle colline vicine prima di rientrare al borgo.

È Toscana in quintessenza: le strade bianche si snodano tra dolci saliscendi, i prati rigogliosi le fiancheggiano, la vista spazia sui profili inconfondibili delle colline senesi, con i cipressi che si stagliano contro l’orizzonte, a fare da vedette immobili, e i papaveri rossi che danno un tocco di colore in più.

Sulla cima di Monte Giovi

A pochi chilometri da Firenze, tra il Mugello e la Valdisieve, il Monte Giovi è un massiccio che culmina a 992 metri e che, a dispetto della quota non elevatissima, offre un paesaggio di carattere decisamente montano: fitti boschi di castagni, faggi e querce ne coprono i fianchi, mentre sulla sua sommità si trova una radura verde con un panorama eccezionale sulle colline limitrofe e sulla valle del fiume Sieve.

Luogo carico di storia e memoria per aver ospitato alcune delle formazioni partigiane più importanti della Resistenza toscana, oggi il Monte Giovi ospita il Parco Culturale della Memoria, che custodisce questa eredità attraverso una rete di sentieri intitolati ai protagonisti e alle protagoniste di quel periodo. Pannelli didattici, monumenti e la piramide commemorativa delle Brigate partigiane punteggiano il cammino, accompagnando l’escursione nella natura con il ricordo di una fase storica decisiva per la nascita dell’odierna Repubblica.

Un sentiero ad anello semplice e alla portata di tutti è quello che da Tamburino, un gruppo di case coloniche alle pendici del Monte Giovi, porta prima alla sorgente chiamata Fonte alla Capra, poi, in un paio di chilometri, a salire sulla sommità della montagna, dove si gode di una grande vista panoramica.

passeggiate toscana primavera
Lorenzo Calamai
La scenografica panchina sulla vetta del Monte Giovi

L’anello torna al punto di partenza con un giro lungo altri cinque chilometri in leggero falsopiano in discesa, che porta a godere senza affanno della natura. In primavera, i boschi di castagni e faggi si tingono di un verde fresco e brillante che rende il paesaggio vivo e attraente.

Il Sentiero dell’Acqua Zolfina alle Balze del Valdarno

Chi non conosce le Balze del Valdarno fatica a credere che esistano davvero: guglie, pareti scoscese e pinnacoli di argilla e sabbia che si innalzano come cattedrali naturali su un pianoro coltivato a vigne e olivi, in provincia di Arezzo.

passeggiate toscana primavera
iStock
L’imponente muraglia delle Balze del Valdarno

Leonardo da Vinci, che da queste parti cresceva, le osservò, le studiò e, si dice, le usò come sfondo per alcuni dei suoi dipinti. Ne scrisse anche nei manoscritti del Codice Leicester.

Per esplorarle da vicino c’è un itinerario molto semplice, il Sentiero dell’Acqua Zolfina. Si tratta di un anello di circa 7 chilometri con un dislivello di appena 200 metri, percorribile in circa due ore, senza difficoltà di sorta.

La partenza è dall’esterno delle mura di Castelfranco di Sopra, vicino alla medievale Badia a Soffena: un piccolo tabernacolo in legno illustra l’itinerario. Il sentiero è ben segnalato con i caratteristici segni bianco-rossi del Club Alpino Italiano sugli alberi.

Il percorso è in realtà composto da due tratti: quello delle Fossate, che attraversa la zona più spettacolare delle Balze, e quello dell’Acqua Zolfina vero e proprio, che prende il nome dalla sorgente di acqua sulfurea che emerge dalle argille e si riconosce, già a distanza, per il caratteristico odore di zolfo. La passeggiata si chiude nei pressi di Piantravigne, borgo arroccato che offre un eccezionale panorama sulle Balze, con le pareti ocra che si innalzano tra le colline verdi, creando un contrasto di rara bellezza.

Crete Senesi: le Biancane di Leonina

Le cosiddette Crete Senesi si trovano nei dintorni del borgo di Asciano, a poca distanza, per l’appunto, da Siena. Sono argille di età pliocenica, risalenti a circa 4 milioni di anni fa, quando quest’area era ancora il fondale del Mar Tirreno: tutt’oggi il terreno conserva tracce di salgemma. Nel tempo, l’erosione dell’acqua e del vento e l’azione dell’uomo, attraverso il disboscamento e l’allevamento, ha modellato queste argille, trasformandole in formazioni uniche, dette biancane, per via delle loro cupolette biancastre, lucide e prive di vegetazione.

In primavera questi terreni erosivi di colore bianco brillano sotto la luce del sole, in pieno contrasto con il verde iper-saturo dei campi coltivati, dei cipressi e dei pascoli che li circondano, dando vita a uno degli spettacoli naturali più belli e caratteristici della Toscana.

passeggiate toscana primavera
iStock
Panorama delle Crete Senesi

L’itinerario consigliato per godersi una piacevole passeggiata alla scoperta di questo territorio unico è l’anello delle Biancane di Leonina, inaugurato nel 2021 con pannelli informativi sulla flora, la fauna e la geologia del geosito. Si tratta di un percorso comodo, lungo poco più di sei chilometri, che si dipana su strade bianche e mulattiere.

Lungo il cammino si incontra il Site Transitoire, l’installazione in pietra realizzata nel 1993 dall’artista francese Jean-Paul Philippe, una sorta di finestra monumentale che incornicia il paesaggio e concentra la luce solare durante il solstizio d’estate: un punto di osservazione senza eguali.

La casa natale di Leonardo a Vinci

Passeggiata semplicissima ma che dona grande soddisfazione è il sentiero pedonale di circa 2 chilometri che collega il borgo medievale di Vinci alla casa natale di Leonardo da Vinci, che si trova nella piccola frazione di Anchiano.

È chiamata la Strada Verde di Vinci: parte dalla parte settentrionale del piccolo e curato borgo, vicino al Mulino della Doccia, e sale nella campagna circostante, attraverso vigne e oliveti, offrendo scorci magnifici sul territorio circostante. La primavera dona particolare bellezza a queste colline, punteggiate di vecchie case coloniche e minuscole borgate, con il verde che impera dovunque l’occhio si posi.

L’antico complesso rurale di Anchiano, attestato già nel 1427 come proprietà della famiglia da Vinci, è oggi un museo. All’interno, vengono raccontato i primi anni di vita di Leonardo. Il paesaggio che si ammira dal sentiero, scandito da terrazze coltivate a vigna e ulivo sul declivio del Montalbano, è rimasto molto simile a quello che il piccolo Leonardo vedeva dai campi di Anchiano nel 1452, una bellezza immutabile di cui bearsi a ogni passo.

Malghe in Fiore 2026, primavera tra escursioni, sapori e sostenibilità in Alto Adige

6 mai 2026 à 16:30

La primavera in montagna ha un ritmo tutto suo: lento, profumato e autentico. Dal 16 maggio al 6 giugno 2026, l’evento Malghe in Fiore trasforma l’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria in una destinazione ideale per chi cerca natura, benessere e tradizioni alpine.

In questo angolo dell’Alto Adige, la stagione della primavera si vive attraverso un programma settimanale ricco di esperienze all’aria aperta, attività sportive e proposte enogastronomiche legate al territorio. Un’occasione perfetta per scoprire la montagna lontano dai flussi dell’alta stagione, immergendosi nei paesaggi fioriti e nella cultura delle malghe.

Esperienze tra natura, sport e gusto autentico

Il calendario di Malghe in Fiore si sviluppa con appuntamenti ricorrenti tra il 18 maggio e il 5 giugno, pensati per valorizzare ogni aspetto della vita in montagna.

Tra le proposte più apprezzate c’è il Bike & Cheese, tour guidato in e-bike – itinerario di circa 40 chilometri con 600 metri di dislivello – che attraversa località come Vandoies, Chienes e Brunico, con una sosta dedicata alla scoperta dei formaggi locali. Un’esperienza che unisce attività fisica e tradizione gastronomica. Questo tour si svolge di lunedì (18 e 25 maggio, 1 giugno), ha una durata di circa 5 ore e il ritrovo è previsto per le 9:30 presso la stazione ferroviaria di Rio Pusteria (in provincia di Bolzano).

Per chi preferisce il trekking, il martedì (19 e 26 maggio, 2 giugno), sono previste escursioni panoramiche di circa 8,2 chilometri sull’alpe di Rodengo e Luson fino al Giogo d’Asta. Il percorso ha una durata di circa 7 ore (comprensivo di sosta) e il ritrovo per la partenza è previsto alle ore 9:40 al parcheggio Zumis.

Non mancano escursioni più impegnative, come quelle del mercoledì (20 e 27 maggio, 3 giugno) all’alba nei pressi di Terento, dove la fatica della salita (900 metri di dislivello)  viene ripagata da colazioni in rifugio con vista sulle vette.

Accanto allo sport, trovano spazio esperienze più lente e sensoriali. Il forest bathing, praticato alla cascata di Vandoies di Sopra, invita tutti i giovedì (21 e 28 maggio, 4 giugno) a riconnettersi con l’ambiente attraverso suoni, profumi e silenzi.

Le escursioni erboristiche “Meraviglie Selvatiche”, invece, permettono di scoprire le piante spontanee e il loro utilizzo, mentre passeggiate guidate tra i meleti di Naz raccontano il legame profondo tra agricoltura e territorio. Queste si svolgono entrambe di venerdì (22 e 29 maggio, 5 giugno).

Malghe in Fiore 2026: dal 16 maggio al 6 giugno
Ufficio Stampa
Emozioni da vivere in una malga

Una destinazione sostenibile nel cuore delle Dolomiti

Uno degli elementi distintivi di questa iniziativa è l’attenzione alla sostenibilità. L’Area Vacanze Sci e Malghe Rio Pusteria ha ottenuto il massimo livello del Marchio Sostenibilità Alto Adige. Questo impegno si traduce in azioni concrete: dalla promozione delle filiere locali alla gestione attenta delle risorse naturali, fino a una mobilità sempre più orientata a ridurre l’impatto ambientale.

Partecipare a Malghe in Fiore significa quindi vivere un’esperienza turistica consapevole, dove ogni attività è pensata per valorizzare l’ambiente senza comprometterlo.

Malghe in Fiore, il programma settimanale che dal 16 maggio al 6 giugno 2026 invita a riscoprire il ritmo autentico della primavera
Ufficio Stampa
Le attività outdoor di Malghe in Fiore

Informazioni utili

L’evento si svolgerà dal 16 maggio al 6 giugno 2026 con attività programmate settimanalmente. Le esperienze sono su prenotazione e adatte a diversi livelli di preparazione, dalle famiglie agli escursionisti più esperti. Per maggiori informazioni, visitare il sito Rio Pusteria.

Per facilitare gli spostamenti, è disponibile il Brixen Südtirol Guest Pass, una card gratuita, offerta per tutta la durata del soggiorno dalle strutture aderenti, che consente di utilizzare i mezzi pubblici locali e accedere a numerosi servizi.

Ciclovia dell’Adige in primavera, da Resia al Lago di Garda tra vigneti e Alpi

2 mai 2026 à 14:00

L’Adige è il secondo fiume più lungo d’Italia, con oltre 400 chilometri di corso. Nasce, per l’appunto, in Alto Adige, nei pressi del Passo di Resia. Poi, scende verso il mare Adriatico attraversando la Val Venosta, Merano e Bolzano, il Trentino, Verona, fino alla foce nei pressi di Rosolina Mare, in provincia di Rovigo.

Da alcuni anni la prima parte del suo corso è affiancata da una scenografica e curata pista ciclabile lunga quasi 300 chilometri: la Ciclovia dell’Adige, che dal Passo di Resia al Lago di Garda accompagna i visitatori a scoprire un territorio sensazionale. La pista rientra nel grande progetto europeo EuroVelo 7, noto anche come Ciclopista del Sole, e propone un percorso in gran parte asfaltato, ben segnalato e quasi interamente in discesa, che lo rende adatto anche a ciclisti non allenati o a famiglie con bambini grandi. Maggio è il momento ideale per affrontare l’itinerario: le temperature sono miti, le folle estive ancora lontane e il paesaggio è letteralmente in fiore.

La Ciclovia dell’Adige: itinerario e caratteristiche

Il percorso completo della Ciclovia dell’Adige da Resia al Lago di Garda misura 280 chilometri ed è percorribile in cinque o sei giorni a ritmo tranquillo, con tappe tra i 45 e i 60 chilometri al giorno.

In ogni caso, si tratta di un itinerario flessibile e adattabile alle proprie esigenze: chi ama soprattutto la parte sportiva dell’esperienza può puntare a completarla in tre tappe, mentre chi ama i ritmi lenti potrà prendersi ogni sosta possibile.

Inoltre, la presenza capillare della rete ferroviaria lungo tutto il tracciato permette di iniziare o concludere il viaggio in qualsiasi punto. I treni regionali consentono il trasporto delle biciclette, anche se nei mesi di maggiore affluenza è consigliabile verificare la disponibilità in anticipo.

ciclovia adige primavera
iStock
La ciclovia costeggia il fiume e i frutteti altoatesini

Ulteriore punto a favore della flessibilità è la possibilità di trovare lungo tutto il percorso numerosi punti di noleggio bici, comprese le e-bikes, spesso situati vicino alle stazioni ferroviarie.

Infine, caratteristica cruciale della Ciclovia dell’Adige è la presenza dei cosiddetti bicigrill, gli autogrill dei ciclisti. Strutture di ristoro per rifocillarsi, rinfrescarsi e recuperare le energie prima di rimettersi in sella e affrontare il tratto successivo.

Primo parte: Alto Adige

Il punto di partenza della Ciclovia dell’Adige è fissato al Passo di Resia, oltre 1500 metri di quota, al confine italiano con l’Austria e la Svizzera, dove il fiume nasce. Praticamente appena saliti in sella si costeggia una delle attrazioni più note e scenografiche dell’avventura ciclistica: il Lago di Resia, con il campanile del sommerso paese di Curon che emerge solitario dalle acque chiare.

ciclovia adige primavera
iStock
Il campanile di Curon emerge dal Lago di Resia

La storia che si cela sotto quella superficie è tutt’altro che romantica. Tra il 1947 e il 1950, la costruzione di una grande diga idroelettrica da parte della Montecatini unificò i due laghi naturali preesistenti e sommerse completamente il borgo di Curon Vecchia: 163 case, 523 ettari di terreno coltivato, l’intera vita di una comunità. Gli abitanti furono evacuati e i paesi di Curon e Resia ricostruiti più in alto. Dell’antico villaggio rimase visibile soltanto la torre campanaria della chiesa romanica di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al 1357. È lì ancora oggi, a 1498 metri di quota, che svetta dall’acqua.

Questa prima parte del percorso, nota anche come percorso a sé stante con il nome di Ciclovia della Val Venosta, è in sostanziale discesa. Per arrivare fino a Merano si coprono circa 80 chilometri con un dislivello negativo di quasi mille metri.

La Val Venosta, stretta tra le montagne e che si giova di un clima particolarmente secco, è storicamente una terra di frutteti. In primavera, i meleti in fiore che costeggiano il percorso offrono uno spettacolo bianco e rosa, che ben si accosta alle cime ancora innevate delle Alpi sullo sfondo.

Tra le tappe da non perdere in questo tratto c’è Glorenza (Glurns in tedesco), una delle città murate meglio conservate dell’Alto Adige, con le sue torri medievali e i vicoli caratteristici.

ciclovia adige primaveraIl centro di Glorenza

La parte altoatesina della Ciclovia dell’Adige prosegue poi toccando Merano e Bolzano. La prima delle due città, adagiata nel suo bacino coronato dalle montagne, ha un microclima talmente mite da permettere la fioritura di palme e cipressi. Merano è stata per secoli la meta prediletta dell’aristocrazia asburgica in cerca di cura e riposo. Le terme di Merano portano avanti tale tradizione: per il ciclista che ha le gambe stanche, un pomeriggio tra le acque termali è il modo perfetto per ricaricarsi prima di ripartire verso Bolzano.

Il tratto tra Merano e Bolzano è lungo una trentina di chilometri, quasi pianeggiante, immerso in una distesa continua di meleti e vigneti. Bolzano, con i suoi castelli e i campanili delle sue chiese, è la città bilingue per eccellenza, dove l’anima italiana e quella tirolese convivono.

Seconda parte: Trentino

Superato il confine con il Trentino, il paesaggio cambia ancora. Scenari aperti riempiono lo sguardo, mentre i tanti castelli punteggiano le alture circostanti, dominando il territorio, come fanno, a titolo di esempio, il Castello del Buonconsiglio a Trento o Castel Sabbionara ad Avio. Di fianco alla pista ciclabile il placido corso del fiume si adagia in un letto più ampio, rallentando la sua corsa.

Il tratto trentino del percorso è lungo un centinaio di chilometri, passando più volte da una sponda all’altra dell’Adige.

La città di Trento merita di prendersi una pausa. Il centro storico, con il Duomo e la Fontana del Nettuno, è uno dei meglio conservati del nordest italiano. Il MUSE, il museo delle scienze progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2013, è una tappa imperdibile e particolarmente raccomandato per chi viaggia con bambini.

Da Trento, il percorso scende verso Rovereto, la città che ospita il MART, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, uno dei più visitati d’Italia.

Arrivo: il Lago di Garda e le altre destinazioni

Da Rovereto si possono compiere diverse scelte. Per chi ha l’obiettivo di arrivare sulle sponde del Lago di Garda, si piega verso ovest, imboccando la via ciclabile Adige-Garda che connette la città del MART a Riva del Garda, all’estremo settentrionale del lago.

Gli ultimi chilometri prima di Riva del Garda sono tra i più scenografici. La ciclabile scende dalla diga di Mori e si inerpica lungo il percorso di una ex ferrovia, attraverso la Vallagarina, con le prime vedute sul lago che compaiono improvvisamente tra le fronde degli alberi. Quando finalmente il Lago di Garda si apre davanti agli occhi, è difficile non fermarsi per scattare una foto ricordo.

Tanti cicloturisti, invece, preferiscono dirigersi verso sud e oltrepassare Ala e Avio, entrare in Veneto e proseguire fino a raggiungere Verona, individuata come meta ultima. Vi si arriva dalla frazione di Chievo, attraversando un’ultima volta l’Adige sull’affascinante ponte-diga che lì si trova.

ciclovia adige primavera
iStock
Il ponte diga del Chievo, alle porte di Verona

Un’ultima possibilità, per chi vuole aggiungere ancora un bel numero di chilometri in sella all’itinerario, è quello di proseguire fino alla foce dell’Adige, a Rosolina, in provincia di Rovigo. Si passa così da Cologna Veneta a Legnago, quindi si attraversano Badia Polesine, Rovigo, Cavarzere. Si tratta di una lunga, piacevole conclusione pianeggiante, passando in mezzo a campi coltivati e campagna agricola, uno scenario completamente diverso dai picchi alpini da cui si era partiti, ma altrettanto affascinante.

Isola Bisentina, Gola dell’Aare, Alonissos e Kimolos: i luoghi che hanno fatto sognare questo mese

30 avril 2026 à 18:00

Quello che si chiude è stato un mese segnato dai festeggiamenti di Pasqua e dal ponte del 25 aprile, tra primi weekend di sole e borghi che tornano a vivere con eventi e atmosfere di primavera in tutto il Belpaese. E proprio come i fiori, anche i viaggi ad aprile hanno ripreso a sbocciare.

Abbiamo raccolto le mete che più hanno fatto sognare i nostri lettori nell’ultimo mese: isole che sembrano centri simbolici del mondo, gole alpine in cui la montagna si apre come una ferita di roccia e luoghi remoti (o sorprendentemente vicini) dove il tempo rallenta e ogni confine sembra dissolversi. Un invito a partire, per una gita fuori porta o per la prima fuga verso l’estate, guidati dal desiderio di scoprire destinazioni insolite, autentiche e capaci di sembrare lontanissime dalla realtà, pur restando a un passo da noi.

Castelli Aperti in Piemonte nel ponte del 1° maggio: un viaggio tra storia e bellezza

Par : elenausai10
30 avril 2026 à 14:00

La primavera è la stagione perfetta per scoprire il patrimonio storico piemontese, soprattutto durante il ponte del 1° maggio. Nel weekend, infatti, tornano gli appuntamenti di Castelli Aperti che permettono di viaggiare indietro nel tempo tra dimore storiche e parchi secolari. Si tratta di un’opportunità unica perché molti di questi castelli, solitamente, non sono accessibili o visitabili esclusivamente durante eventi speciali.

Questa è anche l’occasione per visitare il Castello di Roddi, rimasto chiuso per diversi anni a causa di importanti lavori di restauro e la cui riapertura è prevista proprio per il 1° maggio.

Castelli Aperti in provincia di Alessandria

Verso il sud della regione, la rassegna Castelli Aperti anima la provincia di Alessandria con un calendario ricchissimo per l’inizio di maggio. Ad Acqui Terme è possibile immergersi nella storia presso il Castello dei Paleologi, che ospita il Civico Museo Archeologico con aperture pomeridiane e mattutine, oppure optare per l’eleganza di Villa Ottolenghi Wedekind, visitabile tramite tour guidati su prenotazione. Chi ama il connubio tra architettura e viticoltura può dirigersi alla Tenuta Castello di Razzano ad Alfiano Natta, dove il Museo Artevino apre le porte delle sue antiche cantine di invecchiamento.

Il viaggio prosegue tra fortificazioni imponenti e borghi panoramici: il Castello di Piovera e quello di Sannazzaro a Giarole offrono suggestivi percorsi guidati tra sale affrescate e memorie nobiliari. Per un’esperienza più intima, il borgo di Rosignano Monferrato e la Fondazione Rothschild a Rivalta Bormida svelano angoli preziosi del Monferrato, richiedendo spesso la prenotazione per garantire un’accoglienza curata nei minimi dettagli.

Castelli Aperti in provincia di Asti

Anche la provincia di Asti svela i suoi tesori grazie a Castelli Aperti, offrendo scorci panoramici e rievocazioni suggestive. A Castagnole delle Lanze, la Torre del Conte Ballada di Saint Robert invita i visitatori a una risalita panoramica, magari accompagnata da un calice di vino locale. Per chi preferisce una passeggiata in libertà, l’area del Castello di Castelnuovo Calcea è accessibile gratuitamente per l’intera giornata, mentre la Torre di San Giorgio Scarampi garantisce una vista mozzafiato sul paesaggio circostante.

Castelli Aperti in provincia di Biella

Il tour tra le eccellenze biellesi per Castelli Aperti, invece, si snoda tra borghi medievali e palazzi nobiliari di grande fascino. A Biella, il polo culturale si accende con Palazzo Gromo Losa, che ospita la mostra “Selvatica” dedicata al dialogo tra natura e arte, e il vicino Palazzo La Marmora, dove è possibile passeggiare tra gli archivi storici e le sale affrescate con opzioni di visita libera o guidata.

Castelli Aperti in provincia di Cuneo

Il territorio di Cuneo offre una concentrazione straordinaria di beni aperti, ideale per un itinerario tra Langhe e Roero. Ad Alba, il Museo Diocesano accoglie i visitatori nel cuore della città, mentre a Barolo l’imponente Castello Falletti ospita l’innovativo WiMu Wine Museum. Il fascino medievale resta protagonista anche nel Castello di Serralunga d’Alba, con le sue slanciate linee gotiche, e in quello di Roddi, finalmente riaperto dopo anni di chiusura a causa di necessari lavori di restauro.

Castelli Aperti in provincia di Torino

Il viaggio tra le dimore storiche si conclude in provincia di Torino, dove la letteratura incontra l’architettura. Ad Agliè è possibile varcare la soglia di Villa Il Meleto, la residenza estiva di Guido Gozzano, che conserva intatta l’atmosfera crepuscolare tanto cara al poeta. Per chi cerca panorami imponenti, il Castello e Parco di Masino a Caravino, bene del FAI, offre una vista privilegiata sulla serra morenica, con percorsi che spaziano dalle sale monumentali ai labirinti del giardino.

I borghi italiani conquistano i turisti stranieri: da dove arrivano e cosa cercano

Par : elenausai10
29 avril 2026 à 14:00

Il fascino dei piccoli centri italiani non accenna a diminuire, anzi, si trasforma in una tendenza consolidata che vede i viaggiatori internazionali come protagonisti assoluti della stagione primaverile. Se un tempo i borghi erano considerati una meta di nicchia o un’alternativa alle città d’arte, oggi rappresentano la prima scelta per chi cerca un’esperienza immersiva e lontana dal turismo di massa.

I dati recenti elaborati da Ruralis, realtà specializzata nella gestione degli affitti brevi nelle aree interne, confermano un sorpasso significativo: gli stranieri non solo amano i nostri borghi, ma si muovono con un anticipo e una consapevolezza che superano di gran lunga le abitudini dei viaggiatori domestici.

La mappa delle prenotazioni: da dove arrivano i turisti

Per la primavera 2026, la finestra di prenotazione media dei turisti internazionali si attesta sui 99 giorni, quasi venti giorni in più rispetto agli 80 giorni medi degli italiani. Ma chi sono i viaggiatori più lungimiranti? Sebbene gli italiani rappresentino ancora il 59% del volume totale delle prenotazioni, la classifica dell’anticipo è dominata dai britannici, che pianificano il loro soggiorno con ben 128 giorni di scarto rispetto al check-in. Seguono a ruota l’Australia (116 giorni), la Germania (112), i Paesi Bassi (108) e la Repubblica Ceca (103).

Sul fronte dei volumi per nazionalità, dopo l’Italia, sono gli Stati Uniti a guidare la classifica con il 12% delle preferenze, seguiti dalla Germania (9%) e dalla Francia (8%). Come sottolineato da Nicolas Verderosa, CEO di Ruralis, questa dinamica evidenzia una disponibilità di spesa più alta da parte degli ospiti esteri, i quali tendono a prediligere la formula della proprietà esclusiva piuttosto che la singola stanza, cercando privacy e standard elevati.

Cosa cercano i turisti stranieri nei borghi italiani

Cosa spinge un turista australiano o tedesco a scegliere un piccolo borgo tra le colline italiane? La risposta non risiede più soltanto nella posizione geografica, ma nell’esperienza promessa.

Secondo l’analisi dei filtri di ricerca più utilizzati, il viaggiatore tipo cerca dotazioni specifiche che trasformino il soggiorno in un momento di benessere totale. In cima ai desideri troviamo la presenza di una piscina o di un idromassaggio, seguita dalla richiesta di attività a contatto con la natura e, dove possibile, dalla suggestiva vista mare.

In questo contesto, si inserisce un fenomeno che sta trainando l’economia delle aree interne: il boom dell’enoturismo. I vigneti sono diventati uno dei filtri di ricerca principali per la primavera. I turisti, specialmente quelli che viaggiano in coppia o in piccoli gruppi, cercano sistemazioni che permettano di vivere il territorio attraverso i suoi prodotti d’eccellenza.

La tendenza è confermata anche dal crescente interesse degli italiani stessi per le esperienze di enoturismo, ma è lo straniero a vedere nel connubio tra borgo e vite la massima espressione dello stile di vita italiano. Qui, la semplice degustazione cede il passo a percorsi gastronomici completi: le visite in cantina registrano infatti un incremento del 15%, trainate dalla ricerca di abbinamenti ricercati tra cibo e vino. Al contempo, si assiste a un cambiamento radicale nelle abitudini di fruizione, con una flessione del 12% rispetto al 2024 per quanto riguarda i tour intensivi che prevedono tre o più tappe.

Per il ponte del 1° maggio 2026 sono 7,4 milioni gli italiani pronti a partire, soprattutto verso il mare

27 avril 2026 à 11:45

Il ponte dell’1 maggio 2026 si conferma uno dei momenti più attesi della primavera in tutta la Penisola. Complice la Festa dei Lavoratori che cade di venerdì, milioni di persone stanno infatti preparando valigie, itinerari last minute e mini fughe in cerca di relax ed evasione dalla quotidianità. Secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, saranno 7,4 milioni gli italiani in viaggio, con un totale di 22 milioni di pernottamenti e un giro d’affari stimato in 3,8 miliardi di euro. Un dato che racconta molto bene la situazione del momento: anche in un contesto economico complesso, tra guerre e incertezze, il desiderio di partire resta fortissimo, almeno per i connazionali.

Il ponte sarà però più breve rispetto al 2025, quando la combinazione con il 25 aprile aveva favorito vacanze più lunghe. Quest’anno domina invece il format perfetto per l’era contemporanea, ovvero pausa smart, pochi giorni ma ben sfruttati. La durata media del soggiorno sarà infatti di circa tre notti, con una spesa media pro capite di 512 euro, pari a circa 170 euro al giorno.

Dove andranno gli italiani per il ponte del 1° maggio 2026

La regina assoluta delle preferenze per l’1 maggio è ancora una volta il mare, scelto dal 39,7% dei viaggiatori. Le temperature miti e il richiamo della prima tintarella rendono le località costiere la destinazione più ambita del weekend lungo. Sul podio salgono anche le città d’arte, che raccolgono il 25,3% delle preferenze, un dato che comunque conferma quanto i weekend culturali continuino a piacere, tra musei, centri storici e passeggiate urbane che restano una combo vincente.

San Vito Lo Capo, spiaggia, Sicilia
iStock
La splendida costa su San Vito Lo Capo

Terzo posto invece per la montagna, scelta dal 17,4% degli italiani, perfetta per chi cerca aria pulita, trekking leggeri e silenzio detox. Crescono anche le località termali con l’11,1%, segnale chiaro che il wellness travel non è più una nicchia ma un’abitudine consolidata. Per chi invece varcherà i confini nazionali (stavolta si tratta appena dell’8% del totale) la destinazione più gettonata saranno le grandi capitali europee, selezionate dall’87% di chi andrà all’estero. Weekend a Parigi, Londra, Madrid o Amsterdam in modalità fuga veloce.

Amsterdam in primavera
iStock
City break di primavera ad Amsterdam

A confermare ancor di più le scelte di italiani e famiglie delle mete, possiamo notare come tra le motivazioni che spingono alla partenza, al primo posto ci siano le bellezze naturali della destinazione, indicate dal 55,6% degli intervistati, seguite dalla ricchezza del patrimonio artistico e culturale (34,2%). Conta anche il bisogno di staccare la spina: quasi un italiano su tre sceglie di concedersi qualche giorno di riposo, mentre cresce il peso delle mete vicine e facilmente raggiungibili, perfette per un ponte breve e senza stress logistico. Sul fronte dell’ospitalità, la soluzione più scelta resta quella di amici e parenti, preferita da circa un vacanziero su tre. Subito dopo si posizionano alberghi, residence e villaggi turistici con circa il 25% delle preferenze, mentre il bed and breakfast continua a essere amatissimo per flessibilità e atmosfera smart.

Chi invece resterà a casa lo farà soprattutto per ragioni economiche: oltre la metà degli italiani non partirà per contenere le spese, mentre incidono anche motivi familiari e il generale aumento dei prezzi.

Come si sposteranno gli italiani e quanto spenderanno

Quando si parla di ponti brevi, vince la praticità, per questo l’auto privata domina nettamente: tre italiani su quattro useranno infatti proprio la macchina per partire. Un dato che fa prevedere traffico intenso soprattutto tra mercoledì 29 aprile, giovedì 30 aprile e venerdì 1° maggio. Il vero picco è atteso giovedì 30 aprile, quando 4,7 milioni di persone si metteranno in viaggio, una giornata da segnare in rosso per chi deve affrontare autostrade e tangenziali.

Dietro l’auto si piazza l’aereo con il 18,6%, mentre il treno cresce ma resta ancora minoritario con il 3,9% delle preferenze. Sul fronte spese, la voce principale sarà il food: 29,1% del budget destinato a pranzi, cene e aperitivi. Seguono i costi di trasporto (21,5%) e l’alloggio (18,2%). Non manca, comunque, una quota dedicata allo shopping (13%), segno che ogni mini vacanza ha bisogno del suo souvenir. Infine, le attività preferite: passeggiate (71,4%), escursioni (39,1%) ed esperienze enogastronomiche (36,2%). In sintesi, gli italiani cercano semplicità, natura e buon cibo e, d’altronde, è difficile dar loro torto.

7 territori del Mediterraneo che danno il meglio in primavera

25 avril 2026 à 15:00

Il Mediterraneo è un mare unico, un mondo intero compresso in una sola parola, in uno spazio unico fatto d’acqua, di terra e cultura. Un bacino che unisce sponde lontane tra loro per storia, lingua e colori, eppure da sempre collegate tra loro da un legame indissolubile.

Quando si parla di viaggio, il Mediterraneo richiama il mare, le vacanze estive, una questione fatta soprattutto di ombrelloni e code, di spiagge e bagnanti. C’è un modo per sfuggire a questo piccolo grande caos: giocare in anticipo sul tempo. A primavera, da aprile a giugno, il Mare Nostrum ha un volto luminoso, che si tinge di verde e di blu in ogni sua sponda, regalando al visitatore un fiume di bellezza.

Andalusia, Spagna

Scoprire l’Andalusia nel mese di aprile è un’esperienza che nessuno dovrebbe perdersi: i fiori d’arancio profumano e abbelliscono le strade di città come Siviglia e Cordoba, il cui clima caldo regala già un tepore pseudo-estivo. Nella prima delle due si può assistere alla Feria de Abril, una grande festa popolare che si svolge generalmente due settimane dopo la Settimana Santa e che trasforma la città in un brulichio di abiti a balze, musica tradizionale e pittoresche celebrazioni.

Regione tra le più calde d’Europa, in estate difficile da affrontare, l’Andalusia dà il meglio di sé in primavera: è infatti il momento giusto per visitare l’Alhambra di Granada con le sue eleganti geometrie di pietra, per percorrere i vicoli bianchi dei pueblos blancos dello splendido Parco Naturale della Sierra de Grazalema, per sedersi nei patios privati di Cordoba che a maggio vengono aperti al pubblico, durante il celebre Festival de los Patios, per scoprire giardini nascosti dal fascino unico.

alhambra granada territori mediterraneo primavera
iStock
Veduta aerea dell’Alhambra di Granada

Le temperature si aggirano tra i 20 e i 26 gradi, il cielo è quasi sempre terso, e il rapporto qualità-prezzo è nettamente migliore rispetto ai mesi estivi.

Provenza, Francia

La lavanda è il simbolo della Provenza. Nel periodo della sua fioritura, tra metà giugno e metà agosto, la regione francese è investita da tantissime persone richiamate dal profumo e dalla bellezza di cotanto panorama. Eppure si può finire nella trappola di un turismo orientato più a una foto instagrammabile che alla scoperta di un territorio. Ecco perché la Provenza più bella si svela tra aprile e i primi di giugno, quando si presenta in un abito completamente diverso: prati verdi, ciliegi in fiore, i caratteristici borghi di pietra ocra pronti ad accogliere i viaggiatori nei loro mercati.

A Aix-en-Provence e Isle-sur-la-Sorgue i banchi traboccano di prodotti locali come asparagi, fragole e formaggi. Les Baux-de-Provence, il borgo arroccato tra le pietre grigie che domina la pianura delle Alpilles, lascia a bocca aperta per il suo contrasto tra il grigio della roccia e del suo castello e il verde della vegetazione circostante. Si può visitare l’Abbaye de Sénanque, la celebre abbazia cistercense circondata dai campi di lavanda, godendosi il silenzio che un luogo di spiritualità può donare.

baux de provence territori mediterraneo primavera
iStock
La meraviglia dei Baux-de-Provence

La Provenza è un luogo ideale per godersi un bike tour sotto il tiepido sole primaverile, col vento che porta verso le colline il profumo del mare.

Peloponneso, Grecia

Mentre le isole greche si preparano all’assalto estivo, il Peloponneso vive in primavera la sua stagione d’oro in una pace quasi assoluta. Questa penisola, collegata al resto della Grecia dall’istmo di Corinto, custodisce alcune delle testimonianze più importanti dell’antichità: il sito di Micene, culla della civiltà micenea e delle leggende narrate da Omero nell’Iliade; il Grande Teatro Antico di Epidauro, il più ben conservato dell’antichità, capace di ospitare 14mila spettatori in un luogo altamente scenografico; l’antica Olimpia, dove si svolgevano i giochi panellenici ogni quattro anni, i progenitori dei Giochi olimpici moderni; la lista potrebbe continuare ed allungarsi a dismisura.

epidauro territori mediterraneo primavera
iStock
L’incredibile teatro antico di Epidauro

In primavera, il clima è estremamente gentile, le colline si coprono di verde e visitare le testimonianze di una delle più mirabolanti civiltà che il mondo antico abbia conosciuto diventa un piacere a cui è difficile mettere fine.

Da non perdere, tra le altre cose, Monemvasia, spettacolare borgo medievale arroccato su uno scoglio che si sporge sul mare, accessibile solo a piedi attraverso un’unica porta: in maggio è possibile passeggiare nelle sue stradine in pietra con assoluta tranquillità, cosa impensabile d’estate.

Costa Licia, Turchia

La Licia è una regione storica, che oggi non esiste più sotto tale nome. Corrisponde a un tratto della costa sud-ovest della Turchia, di fronte a Rodi. Qui le vestigia dell’antichità si fondono con uno dei tratti marittimi più selvaggi e spettacolari del Mediterraneo orientale: tombe rupestri scolpite nella roccia si affacciano su baie turchesi, antiche città greco-romane come Patara, Xanthos e Letoon (queste ultime patrimonio UNESCO) emergono tra la vegetazione della macchia mediterranea.

La primavera è la stagione ideale per percorrere la Lycian Way, uno dei trekking costieri più belli d’Europa: 540 chilometri di sentieri che collegano Fethiye a Antalya, e che tra aprile e giugno sono costellati di fiori selvatici. In questo periodo il caldo è ben sopportabile e le temperature già abbastanza calde per un bagno in mare.

licia territori mediterraneo primavera
iStock
Tombe rupestri in Licia

La piccola isola di Kekova, di fronte al villaggio di Kaleköy, ospita un sito archeologico sommerso, dove i resti di un’antica città licia giacciono parzialmente sott’acqua, inabissati da un terremoto del II secolo. Si può visitare in barca e in primavera regala un’esperienza di rara bellezza.

Puglia, Italia

La ginestra fiorisce gialla sui muretti a secco, le mandorle si sono già trasformate in frutti, però ancora acerbi: è la magia della primavera in Puglia, nei mesi in cui questa regione, la più mediterranea d’Italia per morfologia, storia e carattere, esprime il meglio di sé con una discrezione che l’estate torrida e affollata non permette.

La Valle d’Itria, con i suoi trulli sbiancati a calce che punteggiano i pendii tra Alberobello e Locorotondo, è percorribile in bicicletta su strade secondarie quasi deserte.

Nel Gargano, il promontorio che si protende nell’Adriatico come uno sperone, ci si può beare di boschi, come la Foresta Umbra, tra i più antichi e intatti d’Italia. Le masserie aprono i battenti in primavera offrendo soggiorni di raro fascino tra ulivi secolari e orti curati.

Algarve, Portogallo

Già, l’Algarve non si specchia nel Mediterraneo: le sue sponde sono bensì baciate dalle onde dell’Oceano Atlantico, trovandosi ad ovest dello Stretto di Gibilterra. Eppure, innegabilmente, lo spirito di questa regione è profondamente mediterraneo. Non a caso il suo nome deriva da una parola araba, al-gharb, l’occidente.

Un viaggio in primavera in Algarve convincerà il viaggiatore di questo assunto. Basta infatti visitare i borghi imbiancati di Lagos e Sagres, scoprire la cucina a base di pesce fresco e olio d’oliva, ascoltare il dialetto frusciante e stretto degli anziani nei paesini per realizzare che l’affinità culturale di questa regione con il Mediterraneo va ben al di là della geografia.

Spiagge deserte, grandi onde e faraglioni monumentali caratterizzano la costa in primavera. A Sagres si può visitare la Fortaleza, luogo simbolo dell’era delle grandi esplorazioni del Cinquecento. Castelli, chiese e splendide meraviglie architettoniche dell’epoca araba rappresentano le principali attrattive dei borghi della regione.

algarve territori mediterraneo primavera
iStock
Il faro di Capo San Vincenzo, in Algarve: è il punto più a sud-ovest d’Europa

Tra aprile e giugno, le scogliere dell’Algarve si ricoprono di fiori selvatici come lavanda selvatica e iris. La Rota Vicentina, un sentiero costiero che attraversa il Parco Naturale do Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina, regala scorci di bellezza aspra e incontaminata ai camminatori che la affrontano.

Tangeri, Marocco

Tangeri è una città dal nome suadente, che evoca un immaginario esotico. Arroccata sulla punta settentrionale del Marocco, a soli 14 chilometri dall’Europa attraverso lo Stretto di Gibilterra, ha il carattere inquieto e brulicante delle città di frontiera.

In primavera, con temperature tra i 18 e i 23 gradi e una luminosità straordinaria, la città si presenta al meglio: la medina storica, con i vicoli stretti e le case azzurre, è un luogo dove perdersi; il souk offre ceramiche, tessuti e spezie in un caos affascinante; il Grand Socco, ufficialmente piazza 9 aprile 1947, segna il confine tra la città vecchia e la nuova ed è un luogo d’osservazione ideale per provare a comprendere la strana natura di questa città, continuamente al confine tra modernità e passato, Europa e Maghreb.

Da non perdere la Mendoubia, il vecchio palazzo del sultano da cui venne pronunciato il Discorso di Tangeri, centrale per l’indipendenza marocchina. Al suo interno si trovano splendidi giardini che ospitano un gigantesco baniano (Ficus benghalensis) di 800 anni. A Tangeri si trova anche la tomba di Ibn Battuta, uno dei più grandi viaggiatori di tutti i tempi nonché geografo dell’età medievale, che nacque qui nel 1304.

A pochi chilometri dalla città, a Capo Spartel, il punto più a nord-ovest del continente africano, si trovano le Grotte d’Ercole dove la roccia modellata dall’erosione marina forma una finestra naturale sul mare a forma di Africa rovesciata: un’immagine simbolica perfetta per una città che ha sempre guardato al di là dell’orizzonte.

Le migliori feste di primavera nei Borghi più belli d’Italia: eventi ed esperienze da non perdere

25 avril 2026 à 07:30

La primavera è il periodo dell’anno perfetto per rimettersi in viaggio, anche solo per una gita fuori porta o un weekend per sconnettersi dallo stress della vita quotidiana. Le mete migliori? I Borghi più Belli d’Italia sono senza dubbio tra i migliori luoghi da raggiungere: con la bella stagione si trasformano in piccoli mondi da esplorare tra fiori, eventi e tradizioni.

Da Sutri, che si colora con installazioni floreali diffuse, fino ai vicoli bianchi di Locorotondo, passando per esperienze immersive nella natura e rievocazioni storiche, l’Italia offre un calendario ricchissimo di appuntamenti da vivere all’aria aperta: ecco 6 idee per i prossimi ponti e fine settimana, dal 25 aprile al 1° maggio e oltre, tra passeggiate nei boschi, viaggi sensoriali nei sapori locali e feste floreali che animano interi borghi.

Sutri in Fiore (VT)

Ogni fine settimana, fino al 31 maggio, il borgo di Sutri si trasforma in un itinerario di colori, profumi e allestimenti che raccontano la bellezza e l’identità della Tuscia con la prima edizione di “Sutri in Fiore”, nata dalla collaborazione tra Pro Loco, vivai, associazioni e cittadini.

Le vie, le piazze e gli angoli più suggestivi si colorano di installazioni floreali diffuse, mentre tanti appuntamenti culturali, mostre, laboratori e attività per ogni età animano il paese. Immancabile anche uno spazio dedicato ai sapori del territorio, con degustazioni, prodotti tipici e proposte gastronomiche che rendono l’esperienza ancor più speciale. Tutti i dettagli degli eventi organizzati sono consultabili sul sito ufficiale “sutriinfiore”.

Locorotondo Experience, Spring Edition (BA)

Tra i borghi più affascinanti della Valle d’Itria, Locorotondo torna a celebrare la primavera con “Locorotondo Experience – Spring Edition”, una rassegna di visite guidate pensata per scoprire il territorio in modo autentico, tra storia, tradizioni e curiosità locali.

Il programma prende il via il 25 aprile con “Il borgo a primavera”, una passeggiata tra vicoli bianchi e balconi fioriti, e prosegue il 2 maggio con “Nel giardino di pietra”, dedicato alla Masseria Ferragnano. Il 16 maggio spazio a “A rimirar iscrizioni e tetti”, un itinerario tra dettagli architettonici e iscrizioni latine, mentre il 30 maggio la rassegna si chiude con “Il culto della Madonna d’Hodegetria”, tra fede e tradizione fino alla contrada Pozzotinto.

Le visite, della durata di circa due ore, partono alle 10:00 e sono condotte da guide abilitate, anche in lingua straniera. Per partecipare è necessario prenotare all’Infopoint di Locorotondo.

Locorotondo Experience, primavera nel borgo Primavera
Ufficio Stampa
Locorotondo Experience, la primavera nel borgo

Passeggiate tra boschi e torrenti a Raggiolo (AR)

Nel cuore delle Foreste Casentinesi, il borgo di Raggiolo (AR) ospita domenica 26 aprile un’esperienza immersiva tra natura e benessere. Il ritrovo è alle 14:30 in piazza San Michele, da cui partirà una passeggiata lenta tra boschi e torrenti, scandita da momenti di silenzio, esercizi sensoriali e brevi approfondimenti naturalistici.

Il percorso si conclude nel Parco Fluviale della Mercatella con una sessione dedicata al rilassamento e alla meditazione, per rigenerarsi immersi nel verde. L’iniziativa è gratuita ed è promossa dalla cooperativa In Quiete nell’ambito dei progetti PNRR – Next Generation EU, con l’obiettivo di valorizzare una fruizione sostenibile e consapevole del territorio.

All’interno del parco si trova anche il percorso “I suoni della natura”, con installazioni che riproducono e amplificano i rumori dell’ambiente, trasformando la visita in un’esperienza sensoriale coinvolgente per tutte le età.

Il borgo di Raggiolo, Foreste Casentinesi
Fernando Bernardi
Il borgo di Raggiolo, nel cuore delle Foreste Casentinesi

La IX Festa Medievale di Santa Severina (KR)

Se cercate idee per una gita fuori porta il 1° maggio, eccone una imperdibile: la IX Festa Medievale nel borgo di Santa Severina, che trasporta tutti nel mondo antico dell’epoca aragonese con una rievocazione dedicata ad Alfonso V d’Aragona.

Tra i vicoli illuminati dalle torce, osservati dal maestoso Castello Normanno, ci si immerge così in un’atmosfera fatta di racconti, suggestioni e antiche leggende. Per tutta la giornata, il borgo sarà animato da artisti di strada, musici, giullari, sbandieratori e figuranti in costume con spettacoli coinvolgenti tra duelli, accampamenti e dimostrazioni di falconeria. Non mancano di certo i sapori della tradizione, con stand enogastronomici pronti a deliziare grandi e piccini, per poi chiudere la serata con la parata degli Archibugieri e gli spettacolari giochi di luce sul castello.

Turismo outdoor, musica e degustazioni nella Valle del Turano (RI)

In primavera la Valle del Turano si scopre tra natura, cammini e sapori locali. Tra le novità c’è il Cammino del Lago Turano, un itinerario ad anello di circa 100 km che attraversa borghi medievali e paesaggi dell’Alta Sabina, toccando località come Castel di Tora, Collalto Sabino e Paganico Sabino, fino alla Riserva Naturale Navegna-Cervia. Durante il tragitto si ammirano necropoli romane, abbazie e splendidi castelli. Per conoscere i dettagli del percorso è possibile consultare il sito web di Vivi Turano.

Il prossimo appuntamento è il 16 maggio, con una tappa da Paganico Sabino a Collalto Sabino che si concluderà con un concerto dell’Orchestra a Plettro nella sala polifunzionale del borgo alle 17:00, e una degustazione a cura di Atipiche, realtà locale tutta al femminile. Un’esperienza pensata per gli amanti del turismo lento, tra storia, natura e convivialità, con percorsi anche più brevi per chi vuole esplorare il territorio a ritmo soft. Potrete consultare le attività in programma sul sito ufficiale “borghidelturano”.

Cammino del Turano
Giampaolo Viola-
Vista panoramica lungo il Cammino del Turano

La Festa di Primavera di Sesto al Reghena (PN)

Il 10 maggio 2026, il borgo di Sesto al Reghena celebra la Festa di Primavera, trasformando il borgo in un vivace palcoscenico tra artigianato, cultura e sapori locali. Oltre 50 espositori animeranno il centro con creazioni originali, mentre la suggestiva Calle San Gallo si trasformerà in una galleria a cielo aperto grazie alle opere di artisti e pittori.

Il cuore della festa sarà Piazza Aquileia, dove locali e food truck proporranno piatti della tradizione in un’atmosfera conviviale. In programma ci sono anche concerti, tra cui un appuntamento di musica classica nel salone abbaziale alle ore 16:30, visite guidate all’Abbazia di Santa Maria in Sylvis e a Villa Fabris, oltre a dimostrazioni di bonsai e scritture antiche a Palazzo Burovich.

A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente saranno anche i giovani studenti del borgo, che accompagneranno i visitatori alla scoperta delle sue bellezze, in una giornata che unisce tradizione, arte e partecipazione.

Sbandieratori a Sesto al Reghena
Stefano padovan
Sbandieratori durante la Festa di Primavera a Sesto al Reghena

Non solo Giappone: le fioriture di primavera in Corea sono pura magia

Par : elenausai10
24 avril 2026 à 14:30

Se pensate alla fioritura dei ciliegi, la mente vola quasi certamente verso Tokyo o Kyoto. Eppure, esiste una meta dove la primavera è considerata molto più che una stagione: la Corea del Sud.

Qui, il risveglio della natura trasforma le città in palette rosa e bianche, creando quell’atmosfera eterea che ha reso iconiche le scene più romantiche dei K-drama. Spesso, il primo incontro tra i protagonisti o il momento in cui realizzano di amarsi avviene proprio sotto una pioggia di petali. È l’equivalente coreano del bacio sotto la pioggia nei film di Hollywood, per intenderci.

Vivere la stagione delle fioriture in terra coreana, nel periodo compreso tra marzo e maggio, è un’esperienza che unisce estetica e tradizione. Non solo per i ciliegi, anche le fioriture di pruni, azalee, forsythia e fiori di colza offrono la possibilità di creare itinerari diversificati lungo tutta la penisola.

Dove andare e quali sono gli eventi da non perdere in Corea del Sud durante il periodo delle fioriture di primavera? Ecco tutte le informazioni da conoscere!

Dove vedere le fioriture più belle in Corea del Sud

La primavera in Corea del Sud, come quella in Giappone, non è un evento statico, ma un vero e proprio calendario naturale che risale la penisola da sud verso nord. Il viaggio inizia già a marzo, quando i primi timidi fiori di pruno punteggiano le rive del fiume Seomjingang a Gwangyang: è qui che si respira l’atmosfera più intima e raccolta, lontano dalle grandi folle, in un paesaggio che sembra uscito da un dipinto.

Spostandosi verso l’isola di Jeju, lo scenario cambia drasticamente: l’isola vulcanica si trasforma in un tappeto dorato grazie alle immense distese di canola (colza) che arrivano a sfiorare il blu intenso del mare, creando un contrasto cromatico quasi surreale. Con l’arrivo di aprile, il colore dominante diventa il rosa acceso delle azalee, che ricoprono interamente le pendici del Monte Hwangmaesan, mentre a Seoul le colline del Yeouido Park si accendono di forsythia gialle e ciliegi in fiore.

Se decidete di organizzare un viaggio in Corea del Sud per ammirare le fioriture, sappiate che il tempismo è tutto: la fioritura raggiunge il picco per soli 7-10 giorni in ogni regione. Seguite i siti ufficiali e i canali social locali per monitorare le previsioni in tempo reale. Mentre cercate l’angolazione migliore per le vostre foto, ricordate di non cogliere mai i fiori e di non invadere proprietà private.

Fioritura dei ciliegi a Seoul vicino alla N Seoul Tower
Ufficio Stampa
I ciliegi in fiore incorniciano la N Seoul Tower sul monte Namsan

I festival primaverili

In Corea del Sud, l’arrivo della primavera coinvolge l’intero Paese attraverso l’organizzazione di vari festival. Queste celebrazioni rappresentano il mix perfetto di panorami mozzafiato, performance artistiche e sapori unici che permettono di entrare in contatto con l’anima del territorio.

Tra gli appuntamenti imperdibili spicca il Jinhae Gunhangje Festival. Ogni anno, milioni di visitatori affollano questa cittadina costiera per ammirare migliaia di alberi in fiore, con i petali che ricoprono i binari della stazione di Gyeonghwa e i canali cittadini, creando scenari da film.

Anche il Gwangyang Maehwa Festival merita una visita ed è dedicato alla fioritura dei pruni. Infine, gli altri festival da segnare sull’itinerario sono il Wonmisan Azalea Festival, dove il Monte Wonmisan si trasforma in un mare di azalee viola e rosa, e il Noksan-ro sull’isola di Jeju. Qui, la Noksan-ro Canola Flower Road offre uno dei percorsi più suggestivi al mondo, dove il giallo della colza e il rosa dei ciliegi si incontrano lungo chilometri di strada panoramica.

La fioritura a Jinhae in Corea del Sud
Ufficio Stampa
I binari ferroviari di Jinhae avvolti dalla magia della primavera

Ryanair lancia la promo del weekend: destinazioni perfette da scoprire tra maggio e giugno con voli scontati

24 avril 2026 à 10:01

Se state già fantasticando su un weekend europeo, una fuga culturale o qualche giorno di sole prima dell’alta stagione, questo è il momento giusto per aprire il calendario, avvertire chi di dovuto che andate in ferie e prenotare. Ryanair ha infatti lanciato la sua Offerta del Fine Settimana, con un bel 15% di sconto sui voli su selezionate tratte.

La promozione è valida prenotando entro il 26 aprile, per viaggiare dall’1 maggio al 30 giugno 2026. Come sempre, si applicano termini e condizioni e le tariffe promozionali sono soggette a disponibilità. Tradotto: se trovate la meta giusta, meglio non pensarci troppo anche perché tra le occasioni più interessanti spiccano tre destinazioni ideali per la tarda primavera. Una capitale dal fascino medievale, una città sorprendente e ancora poco battuta e un’isola greca che sa già d’estate: ecco tre voli da tenere d’occhio subito.

Festa del Tulipano a Castiglione del Lago, il borgo medievale sboccia tra petali, arte e tradizioni

Par : elenausai10
23 avril 2026 à 09:58

La primavera nel borgo medievale di Castiglione del Lago, tra i Borghi più Belli d’Italia, è sinonimo di tulipani. Situato in Umbria, in provincia di Perugia, il borgo organizza un evento unico in una cornice particolarmente suggestiva: sorge infatti su un promontorio di roccia calcarea affacciato sul Lago Trasimeno, la meta ideale per rallentare e godersi i colori della stagione.

La Festa del Tulipano è quindi l’occasione perfetta per scoprirlo e per trascorrere il weekend del 25 aprile in modo diverso. Il programma prevede tante iniziative tra cui i famosi carri allegorici decorati con petali di tulipano che, per la prima volta, saranno ispirati al mondo dei cartoni animati.

Questi gli eventi e le attrazioni in programma dal 24 aprile al 2 maggio 2026.

La sfilata dei carri allegorici

Se c’è una cosa che rende la Festa del Tulipano a Castiglione del Lago un evento unico, sono i suoi spettacolari carri allegorici. Questi sono vere opere d’arte fatte a mano, decorate esclusivamente con petali di tulipano freschi. Ogni anno i volontari lavorano per mesi per trasformare cinema, attualità e storia in giganti di fiori che lasciano a bocca aperta.

Per l’edizione 2026, il calendario delle parate è diviso in tre grandi momenti:

  • Il weekend d’apertura (25 e 26 aprile): la festa invade il centro storico dalle 14:30 alle 19:00. È il momento dei colori accesi, della musica delle street band e dei grandi cortei storici che sfilano tra i vicoli;
  • La magia della notte (2 maggio): sabato sera la sfilata si sposta sul lungolago. Dalle 18:30 a mezzanotte, i carri si illuminano per una parata notturna arricchita da laser show e spettacoli di fuoco.

L’ingresso per assistere alle parate è di 10 euro (ridotto a 5 euro per i ragazzi dai 13 ai 17 anni), mentre per i bambini fino a 12 anni è tutto gratis. Potete saltare la fila acquistando il biglietto online oppure prenderlo direttamente sul posto alle biglietterie del centro (il 25 e 26) o del lungolago (il 2 maggio).

Gli altri eventi in programma

Oltre allo spettacolo delle parate, la festa offre un viaggio completo tra i sapori e le tradizioni del territorio, partendo dalla Taverna allestita nella cornice dell’Uliveto, vicino a Palazzo della Corgna. Qui, dal 24 aprile al 2 maggio, è possibile immergersi in un’atmosfera conviviale gustando i migliori piatti della tradizione umbra, con aperture previste ogni sera a cena e disponibilità anche a pranzo durante i festivi e i weekend.

Passeggiando per il borgo, la primavera si manifesta in tutta la sua vivacità nel Giardino dei Tulipani in Piazza Dante Alighieri, proprio ai piedi della ruota panoramica, mentre il mercatino “Fiori & Passioni” anima le giornate con creazioni artigianali e profumi floreali.

Per chi cerca un’esperienza più approfondita, lo spazio Arena GAL propone show cooking ed escursioni dedicate al turismo lento e alle eccellenze del Trasimeno, trasformando la visita in un momento di scoperta consapevole.

Il gran finale è affidato alla Notte del Tulipano di sabato 2 maggio, che per questa edizione si sposta eccezionalmente sul lungolago: un evento dove la sfilata notturna dei carri viene avvolta da laser show, trampoli luminosi e le note della Miwa Cartoon Cover Band o della Fantomatik Orchestra, regalando una festa dinamica che accende la riva del lago fino a tarda ora.

Arriva una pioggia di stelle cadenti: le Liridi illuminano di nuovo il cielo di aprile

20 avril 2026 à 14:00

Aprile regala giornate più lunghe e temperature miti, grazie alla primavera ormai esplosa. Ma il vero spettacolo, in questo periodo, comincia quando cala il sole: sta infatti per tornare uno degli appuntamenti astronomici più affascinanti della stagione, lo sciame meteorico delle Liridi, una pioggia di stelle cadenti capace di accendere il cielo con scie luminose rapide e straordinarie.

Per chi ama alzare lo sguardo e lasciarsi sorprendere, questo è il momento perfetto per organizzare una serata all’aperto, lontano dalle luci della città, magari con una coperta sulle spalle e una bevanda tra le mani. Le Liridi sono tra gli sciami meteorici più antichi mai osservati e continuano, anno dopo anno, a conquistare appassionati, curiosi e romantici cronici. Il picco dell’attività è atteso nella seconda metà di aprile e promette ore molto suggestive, soprattutto nelle fasi più profonde della notte. Nessun biglietto, nessuna prenotazione, nessun dress code: basta un cielo limpido e la voglia di meravigliarsi.

Quando osservare le Liridi

Le Liridi prendono il nome dalla costellazione della Lyra, da cui sembrano originarsi le meteore osservate dalla Terra. In realtà, le scie luminose non arrivano davvero dalle stelle della costellazione: si tratta piuttosto di minuscoli frammenti lasciati lungo l’orbita della Cometa Thatcher. Quando il nostro pianeta attraversa questa scia di detriti, le particelle entrano nell’atmosfera terrestre a grande velocità e si incendiano, creando le celebri “stelle cadenti”.

Stelle cadenti, Liridi
iStock
Lo spettacolo delle Liridi nel cielo

È uno sciame meteorico noto per la sua “eleganza”, meno abbondante rispetto alle Perseidi estive, ma spesso più raffinato e sorprendente. In media si possono osservare una decina o una ventina di meteore all’ora nelle condizioni migliori, con possibili improvvisi aumenti di intensità. Alcune Liridi lasciano dietro di sé scie brillanti e persistenti, rendendo l’esperienza ancora più scenografica.

Il fascino di questo evento è anche storico. Le prime osservazioni documentate risalgono a oltre duemila anni fa, quando gli astronomi cinesi registrarono una pioggia di meteore particolarmente intensa. In pratica, qualcuno le osservava già in epoca antica con lo stesso stupore di oggi. Le Liridi arrivano ogni anno come un promemoria del cosmo a ricordarci che la bellezza, spesso, compare all’improvviso e dura pochi istanti (un po’ come l’hanami per i giapponesi!).

Nel 2026, si possono osservare le Liridi durante il mese di aprile, ma il picco di visibilità verrà raggiunto nella serata di mercoledì 22 aprile.

Come e dove vedere le Liridi

Per osservare le Liridi non servono telescopi né attrezzature sofisticate, anzi, il modo migliore per godersele è usare semplicemente gli occhi, lasciando che si adattino al buio per almeno 20 minuti. Le meteore possono comparire in qualsiasi zona del cielo, quindi conviene avere una visuale ampia e libera.

L’orario ideale è tra la tarda notte e l’alba, quando il radiante (cioè il punto da cui sembrano provenire) si alza maggiormente sull’orizzonte. Tradotto in termini pratici: puntare la sveglia molto presto può essere una scelta sorprendentemente intelligente. Il primo consiglio resta sempre lo stesso: allontanarsi dall’inquinamento luminoso. Le grandi città rendono più difficile osservare le meteore meno luminose, quindi meglio scegliere colline, campagne, spiagge, laghi o aree montane

In Italia esistono moltissimi luoghi perfetti per una serata astronomica: le Dolomiti, gli altopiani appenninici, la Val d’Orcia, i litorali meno urbanizzati della Sardegna o della Puglia, fino ai parchi naturali del Centro e del Sud.

Mete fiorite in primavera, le più belle con la promo Wizz Air

Par : losiangelica
20 avril 2026 à 09:46

La primavera con le sue belle giornate fa venire voglia di partire e oltre a chi sogna il mare e il sole c’è chi spera di poter sfruttare qualche weekend per poter scoprire capitali europee o altre meraviglie non troppo lontane.

Con la nuova promozione Wizz Air “Primavera in fiore”, attiva fino alle 23:59 del 20 aprile 2026, è possibile prenotare tantissimi voli con un ribasso fino al 15% per poter partire dal 22 aprile fino al 30 giugno. Una finestra ampia… che permette anche di avere un assaggio d’estate. Ecco 3 destinazioni top da prendere in considerazione.

Ponte del Primo maggio 2026 in Italia: dove andare tra eventi, festival e gite

18 avril 2026 à 12:30

Il ponte del Primo maggio 2026 cade in un momento perfetto: primavera piena, giornate lunghe, voglia di evasione e quello strano sentirsi energici (allergie al polline a parte). Eppure, quest’anno invece di puntare sulle solite mete generiche, la migliore mossa è scegliere una destinazione che abbia qualcosa da vivere in quei giorni precisi: un festival, un grande concerto, una fioritura spettacolare, un evento family-friendly o una festa locale che trasformi una semplice gita in un ricordo serio.

Dalle piazze più note alle spiagge invase da aquiloni, dai castelli con principesse e cultura pop ai borghi dove il tempo sembra rallentare, ecco dove andare in Italia per il ponte del Primo maggio 2026 con idee brillanti per adulti, bambini e gruppi di amici.

Roma e il Concertone del Primo maggio

Ci sono eventi che non hanno bisogno di presentazioni e il Concerto del Primo maggio di Roma è uno di questi, un classicone. In Piazza San Giovanni torna uno degli appuntamenti gratuiti più partecipati d’Italia, tra musica live, atmosfera collettiva e vibrazioni da grande festa urbana.

Il fascino di Piazza San Giovanni in Laterano
iStock
Veduta notturna di Piazza San Giovanni in Laterano

Per il 2026 sono già stati annunciati i Litfiba nella storica formazione anni ’80 e anche Riccardo Cocciante, dettaglio che alza parecchio il livello nostalgia-meets-live experience. Il tema di quest’anno ruota attorno al lavoro dignitoso e ai diritti nell’era dell’intelligenza artificiale. Roma, in quei giorni, vale comunque il viaggio anche oltre il palco: passeggiate serali a Trastevere, colazione con vista su Colosseo, picnic nei parchi cittadini e quell’energia eterna che solo la Capitale sa dare.

Alba e Vinum 2026 nelle Langhe

Se il mood ideale è “fuga elegante con calice in mano”, allora la risposta è Alba. Qui torna Vinum, una delle manifestazioni enogastronomiche più amate del Nord Italia, con degustazioni diffuse nelle piazze, banchi d’assaggio e itinerari tra sapori piemontesi. L’edizione 2026 nelle Langhe è in programma il 25-26 aprile e 1-2-3 maggio, quindi perfetta per il ponte. Le piazze diventano una grande enoteca a cielo aperto e il contesto paesaggistico fa il resto. Intorno ad Alba, inoltre, ci sono colline da cartolina, piccoli relais, ristoranti incredibili e borghi dove rallentare sembra improvvisamente possibile.

Cervia e il Festival Internazionale dell’Aquilone

Chi cerca un evento scenografico e adatto a tutte le età dovrebbe guardare a Cervia. Il celebre Artevento, festival internazionale dell’aquilone, anima la spiaggia tra fine aprile e inizio maggio con creazioni giganti, colori nel cielo, performance e laboratori. Una spiaggia trasformata in un museo all’aperto sospeso tra vento e fantasia. Per i bambini è stupore immediato, per gli adulti è una pausa poetica e super instagrammabile. In più si aggiunge il fascino della Riviera fuori stagione: meno caos, clima spesso piacevole, pedalate sul lungomare e pranzi di pesce senza folla estiva.

Il Castello delle Sorprese: K-Pop, principesse e Harry Potter

Per chi cerca un’idea originale su cosa fare il 1° maggio 2026, il Castello delle Sorprese a Oleggio Castello, sul Lago Maggiore, è una proposta perfetta per famiglie con bambini. Nella scenografica cornice del Castello Dal Pozzo va in scena una giornata tra magia, principesse, scuola di magia, show K-Pop con le Huntrix, percorsi immersivi nella natura e attività sensoriali dedicate ai più piccoli. L’evento si svolge in più giornate (19, 25 e 26 aprile, oltre al 1° maggio 2026) con apertura dalle 10:00 alle 18:30. L’edizione 2026 punta anche sul relax per gli adulti, con aree benessere, meditazione e Yin Yoga nel parco: una gita fuori porta che unisce divertimento e pausa rigenerante.

Gardaland, Mirabilandia e i parchi a tema

A volte il ponte perfetto è semplicemente quello senza pensieri e senza troppe congetture. In quel caso i grandi classici funzionano sempre, soprattutto per chi cerca intrattenimento per tutta la famiglia. Gardaland resta una top choice per famiglie e gruppi, anche perché il Lago di Garda a maggio è stupendo. Mirabilandia è perfetto invece per chi vuole adrenalina e costa romagnola insieme. Cinecittà World unisce attrazioni e amore per il cinema nella Capitale, mentre per i più piccoli in Lombardia c’è anche Leolandia. Programma semplice, intrattenimento garantito, bambini felici e adulti che per una volta non devono organizzare tutto al millimetro: i parchi a tema sono una scelta vincente in questo caso.

Lago di Bolsena e Isola Bisentina

Per chi invece cerca un’esperienza più insolita, il ponte del Primo Maggio è anche il momento ideale per visitare la suggestiva Isola Bisentina, nel cuore del Lago di Bolsena, nel Lazio. Questo luogo normalmente poco accessibile apre con visite guidate su prenotazione, raggiungibile solo in battello da Capodimonte o Bolsena. Il percorso dura circa tre ore e permette di scoprire boschi incontaminati, cappelle rinascimentali, scorci sul lago e la celebre Malta dei Papi, l’antico carcere legato anche alla tradizione dantesca.

Isola Bisentina, Lazio
Getty Images
L’Isola Bisentina vista dall’alto

Giardini italiani in fiore

Maggio è il mese in cui la natura italiana dà il meglio di sé e, se l’idea per il ponte del Primo maggio è rallentare e ricaricarsi, i giardini storici sono una scelta spesso sottovalutata ma davvero perfetta. Tra i luoghi più spettacolari ci sono i Giardini di Castel Trauttmansdorff, a Merano, in Alto Adige: un grande parco botanico con sentieri panoramici, terrazze affacciate sulle montagne e oltre ottanta ambientazioni vegetali provenienti da tutto il mondo.

giardino più green europa
iStock
Giardini del Castello di Trauttmansdorff a Merano

Nel Lazio, tra Roma e Latina, i celebri Giardini di Ninfa regalano invece un’atmosfera quasi fiabesca, tra ruderi medievali avvolti dal verde, corsi d’acqua cristallini, ponticelli romantici e fioriture che in primavera raggiungono il massimo splendore. Per chi preferisce un mix tra eleganza e attività per tutta la famiglia, i Giardini della Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino, presentano scenari monumentali, fontane, installazioni e spesso eventi speciali durante i ponti festivi.

Campi you-pick e tulipani tardivi

Chi vuole fare qualcosa di originale può puntare sui campi you-pick, sempre più diffusi soprattutto nel Nord Italia. La formula è semplice e geniale: si entra, si raccoglie personalmente ciò che si desidera e si vive una giornata immersi nella natura, perfetta anche per famiglie e coppie.

Il Campo di tulipani coloratissimi di Shirin, in Brianza
Ufficio Stampa
Il Campo di tulipani coloratissimi di Shirin, in Brianza

A inizio maggio si trovano ancora alcuni campi di tulipani aperti, come quelli di Shirin Tulipani a Ornago,  TuliPark a Milano e altri in diverse città italiane, oppure esperienze simili nei parchi floreali stagionali della Pianura Padana. In Lombardia e Veneto iniziano anche le prime raccolte di fragole, molto amate nei frutteti aperti al pubblico, mentre in Piemonte ed Emilia-Romagna non mancano aziende agricole che propongono raccolta diretta di ortaggi primaverili e prodotti freschi di stagione.

Borghi dove staccare la spina

Se l’obiettivo non è riempire l’agenda di cose da fare, ma semplicemente respirare meglio e staccare dal rumore quotidiano, i borghi italiani restano una delle risposte più efficaci al burnout moderno. In Veneto, sui Colli Euganei, Arquà Petrarca conquista con le sue stradine curate, le case in pietra e quell’atmosfera sospesa tra natura e silenzio elegante.

Arquà Petrarca
iStock
Arquà Petrarca, tra i borghi più belli d’Italia

In Friuli-Venezia Giulia, Venzone è uno dei borghi medievali più affascinanti del Nord Italia, con mura antiche, piazze raccolte e un’identità fortissima che lo rende davvero unico. In Toscana, Pitigliano lascia senza parole già all’arrivo: arroccato sul tufo, scenografico e magnetico, è uno di quei luoghi che dal vivo colpiscono ancora più che in foto.

Vacanze nel chill, prezzi top per queste mete di mare con l’offerta easyJet

Par : losiangelica
15 avril 2026 à 13:30

Se stavate aspettando il momento giusto per partire, eccolo qui. Con easyJet si può approfittare di un’occasione imperdibile: prenotando entro il 16 aprile alle ore 9 si vola verso l’Europa e il Regno Unito con sconti fino al -15% verso tantissime mete. Dalle iconiche città britanniche alle mete europee più amate di sempre, è il momento perfetto per concederti una fuga, riscoprire luoghi speciali o pianificare il tuo prossimo viaggio da sogno. Ecco 3 opzioni top per un assaggio d’estate.

❌
❌