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Sono questi i trend che stanno rivoluzionando le vacanze in campeggio

12 juillet 2026 à 11:30

Negli ultimi anni il modo di vivere il campeggio è cambiato molto: se in passato era associato soprattutto alla ricerca del risparmio o al desiderio di trascorrere del tempo all’aria aperta, oggi rappresenta sempre più una scelta di stile di vita. Cresce, infatti, il numero di persone che desiderano viaggiare in modo più autonomo, riducendo il ricorso ai combustibili fossili e privilegiando un rapporto più lento e consapevole con i luoghi visitati.

L’innovazione interessa sia il mondo dei camper e delle caravan tradizionali sia quello, più recente, della mobilità su due ruote. Da un lato i veicoli ricreazionali diventano sempre più intelligenti e connessi, dall’altro prendono piede nuove formule come il bike camping, che sfruttano le potenzialità delle biciclette elettriche per offrire un modo differente di esplorare il territorio senza rinunciare a un riparo confortevole.

Il camper si fa smart, sicuro e senza fili

L’evoluzione del veicolo ricreazionale passa oggi soprattutto dagli accessori, i servizi e le tecnologie di bordo: oggi a fare la differenza sono le soluzioni pensate per aumentare autonomia, comfort e semplicità d’uso durante il viaggio.

Sempre più funzioni possono essere gestite dallo smartphone e il controllo dell’illuminazione è uno degli esempi più evidenti: regolare le luci da remoto consente di personalizzare gli ambienti in pochi istanti e di gestire meglio i consumi energetici. Anche il comfort climatico compie un salto in avanti grazie a climatizzatori progettati per funzionare senza il supporto di un generatore.

Grande attenzione viene riservata anche all’autonomia energetica. Le batterie di nuova generazione consentono di prolungare il tempo trascorso lontano dalle aree attrezzate e riducono la necessità di frequenti soste per la ricarica. In parallelo, crescono le soluzioni dedicate alla sicurezza, con sistemi antifurto connessi che, oltre a proteggere il veicolo, possono incidere anche sul costo dell’assicurazione.

L’innovazione riguarda anche gli spazi interni. Si diffondono materassi su misura in memory foam, progettati per adattarsi meglio alla forma del corpo e migliorare la qualità del riposo, mentre le soluzioni di arredo integrato puntano a sfruttare ogni centimetro disponibile senza sacrificare la funzionalità.

Anche il trasporto delle attrezzature sportive è diventato un elemento centrale nella progettazione dei nuovi accessori. La crescente diffusione delle biciclette elettriche, di solito più pesanti rispetto ai modelli tradizionali, ha trasformato la compatibilità con le e-bike in un requisito sempre più importante. Alcuni sistemi modulari sono in grado di trasportare fino a tre biciclette oppure due e-bike e possono essere configurati con moduli intercambiabili dedicati ad altre attività all’aria aperta, come porta-sci capaci di ospitare fino a quattro paia di sci o due snowboard, oppure supporti per tavole da surf e canoe lunghe fino a due metri e mezzo.

Campeggio con camper
UFFICIO STAMPA Studio Eidos di Sabrina Talarico
Il futuro del campeggio è sempre più smart

La casa si aggancia alla bici

Se il camper evolve grazie alla tecnologia, il bike camping è invece una delle novità più interessanti degli ultimi anni. Per molto tempo il principale limite delle vacanze in bicicletta è stato il bagaglio: tenda, sacco a pelo e attrezzatura da campeggio dovevano trovare posto nelle tradizionali borse laterali, con inevitabili compromessi in termini di spazio e praticità.

La diffusione delle biciclette elettriche ha però modificato tale scenario: grazie all’assistenza alla pedalata è infatti possibile trainare carichi maggiori, aprendo la strada a una nuova categoria di micro roulotte progettate per essere agganciate alla bicicletta.

Tra gli esempi più rappresentativi c’è la Wide Path Camper, assemblata a mano a Glyngøre: mini caravan con guscio rigido, misura circa un metro e mezzo durante il trasporto e può essere aperta in circa tre minuti grazie a un sistema che ripiega la parte posteriore sopra quella anteriore, trasformandosi in uno spazio abitabile.

Una filosofia diversa è quella scelta dall’austriaca GentleTent con la B-Turtle. In questo caso, il rimorchio in alluminio lungo 110 centimetri ospita una tenda gonfiabile per due persone, suddivisa in un vestibolo e in un’area dedicata al riposo. Il peso complessivo si aggira intorno ai 30 chilogrammi, caratteristica che la rende una delle soluzioni più leggere della categoria.

Dalla Francia arriva invece la CapsulBike, prodotta da TinyVroum: la micro caravan adotta la classica forma aerodinamica a goccia, una configurazione ormai diventata un riferimento per questa tipologia di mezzi grazie al buon equilibrio tra dimensioni contenute e abitabilità.

Anche la Finlandia propone una propria interpretazione con la Hupi Trailer. Il rimorchio pesa circa 70 chilogrammi e integra una scrivania ricavata nella parete, pensata come piano d’appoggio o spazio di lavoro, mentre per il riposo è previsto un letto pieghevole che consente di sfruttare al meglio l’ambiente interno.

Tra i progetti più particolari spicca infine l’Alpencamper Eco Slide Out, sviluppato in Svizzera: la micro caravan pesa 52 chilogrammi a vuoto ed è caratterizzata da una struttura a goccia con pareti isolate e un modulo laterale scorrevole che amplia la larghezza della cabina una volta raggiunta la destinazione. Da chiusa mantiene un ingombro ridotto, sufficiente per seguire la bicicletta durante gli spostamenti, mentre da aperta offre uno spazio notte di circa 1,40 per 1,96 metri, una superficie paragonabile a quella di un letto matrimoniale compatto. Sotto il piano di riposo trova posto un vano di carico da 270 litri, utile per sistemare borse, abbigliamento, utensili, cibo e attrezzatura da campeggio. È previsto anche uno spazio dedicato a una toilette secca.

Destinazioni emergenti 2026: gli itinerari più insoliti e le nuove mete di tendenza in Italia e all’estero

4 juin 2026 à 16:01

Il modo di viaggiare sta cambiando e questo dato è sotto gli occhi di tutti, almeno di coloro che seguono i trend sui social e non solo. Fino a pochi anni fa, infatti, il turismo era dominato dalle grandi Capitali europee, dalle località balneari più celebri e dalle mete ormai consolidate tra i vari travel influencer, mentre oggi l’interesse dei viaggiatori si sta spostando verso destinazioni meno affollate, esperienze autentiche e itinerari costruiti attorno alle proprie passioni.

A raccontarlo sono i dati di Google Trends, che SiViaggia ha avuto in esclusiva e che mostrano come negli ultimi mesi si registri una crescita significativa delle ricerche legate ai road trip, ai viaggi in camper, al turismo outdoor, alle vacanze pet-friendly e alle esperienze wellness. Parallelamente, aumenta anche l’attenzione verso luoghi capaci di offrire un rapporto più diretto con il territorio, lontano dai circuiti del turismo di massa. In questo scenario spiccano dunque nuove destinazioni che interpretano perfettamente i desideri dei viaggiatori contemporanei.

I travel trend del turismo nel 2026

Le tendenze di ricerca registrate da Google raccontano, in primo luogo, un viaggiatore sempre più attento alla personalizzazione dell’esperienza.

I viaggi low budget hanno registrato un incremento dell’800% nell’ultimo anno, segnale di una crescente attenzione al rapporto qualità-prezzo senza rinunciare alla scoperta. Parallelamente crescono i road trip (+150%), il campeggio (+80%), il glamping (+30%) e tutte le formule che consentono maggiore libertà negli spostamenti.

Anche i city break continuano a guadagnare terreno (+50%), mentre il solo travel – viaggi individuali -registra una crescita del 30% e le vacanze tra amiche dell’80%. Sul fronte del benessere, il wellness tourism aumenta del 30%, trainato dall’interesse per retreat dedicati a meditazione, yoga e pilates. Tra i fenomeni più rilevanti emerge, inoltre, il turismo pet-friendly. Le ricerche dedicate agli hotel che accettano animali domestici sono cresciute del 170% negli ultimi mesi, mentre quelle relative alle compagnie aeree che consentono di viaggiare con il cane hanno registrato un incremento del 580%.

Le mete emergenti in Italia

Valtellina

Tra le destinazioni italiane che stanno vivendo una crescita significativa figura la Valtellina. Dopo essere stata protagonista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, la valle lombarda sta conquistando un pubblico sempre più ampio grazie a una proposta che combina natura, benessere, gastronomia e attività outdoor.

La sua crescente popolarità è legata anche al concetto della cosiddetta “Vitamin T”, dove la T rappresenta tranquillità, territorio, tavola, tempo e tradizioni. Trekking panoramici, cicloturismo, terme, piccoli borghi e una tradizione enogastronomica di eccellenza (bresaola e non solo!), la rendono una delle destinazioni più interessanti per chi desidera rallentare e vivere la montagna in ogni stagione.

Bormio in Valtellina
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Vista panoramica su Bormio, in Valtellina

Calabria

Per lungo tempo associata quasi esclusivamente alle vacanze balneari, la Calabria sta costruendo una nuova identità turistica fondata su autenticità, natura e territori interni ed è la nuova mecca del turismo rurale secondo l’Osservatorio BIT.

Borghi storici, cammini, sentieri naturalistici e tradizioni locali stanno attirando viaggiatori alla ricerca di esperienze immersive e sostenibili. La possibilità di alternare mare, montagna e attività outdoor sportive rende la regione particolarmente interessante per chi segue il trend dell’adventure travel e del turismo lento.

La Ferrovia Ionica in Calabria conquista il The Guardian
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Vista paesaggistica della costa meridionale della Calabria

Salerno e Cilento

Tra le destinazioni italiane più interessanti del momento, secondo gli ultimi dati di Skyscanner che l’ha individuata come meta di tendenza globale per il 2026, emerge anche l’area di Salerno e del Cilento, ottima alternativa alla Costiera Amalfitana. Si tratta infatti di un perfetto esempio di “destination dupe”, ovvero una destinazione in grado di offrire esperienze simili a quelle delle mete più famose ma con costi più contenuti e una minore pressione turistica.

Parco archeologico di Velia, Cilento
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Veduta del Parco archeologico di Velia

Tra spiagge, borghi marinari, siti archeologici (come quello di Velia) e percorsi naturalistici, il territorio rappresenta una scelta ideale per chi desidera vivere la Campania più autentica, lontano dalle località più affollate.

Puglia e Basilicata

Tra i fenomeni turistici più interessanti del momento c’è il set-jetting, ovvero la scelta di una destinazione ispirata da film e serie televisive. Puglia e Basilicata stanno beneficiando di questa tendenza grazie alla crescente visibilità ottenuta sul piccolo schermo.

Bari continua ad attirare visitatori affascinati dalle atmosfere raccontate nella fiction dedicata a Lolita Lobosco, mentre Matera si conferma una delle città italiane più riconoscibili grazie al successo della serie Imma Tataranni. La forza di queste destinazioni risiede nella capacità di trasformare l’immaginario televisivo in un’esperienza reale fatta di cultura, gastronomia e scoperta del territorio.

Il porto di Bari
istock
Bari, vista del porto e del Teatro Margherita

Bologna

Con la crescita dei city break e dei viaggi sostenibili, Bologna sta assumendo un ruolo sempre più centrale negli itinerari italiani e la sua crescita è continua: le statistiche ufficiali mostrano un aumento costante sia degli arrivi sia dei pernottamenti, con incrementi che si attestano stabilmente intorno al +3% secondo quanto riportato dalla Regione Emilia-Romagna. La posizione strategica e l’efficienza dei collegamenti ferroviari la rendono un punto di partenza ideale per esplorare più città in pochi giorni. Una formula che incontra perfettamente le esigenze dei viaggiatori contemporanei, sempre più orientati verso micro-vacanze e itinerari flessibili.

La città vecchia di Bologna
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Bologna e la sua città vecchia ricca di fascino

Le destinazioni emergenti estere

Irlanda

L’Irlanda è una delle destinazioni che sta registrando le migliori performance turistiche in Europa. Secondo Eurostat, nel primo trimestre del 2026 ha segnato la crescita più elevata dell’Unione Europea in termini di pernottamenti turistici. Dublino continua a essere una meta molto apprezzata per i city break, mentre la Wild Atlantic Way, le scogliere affacciate sull’oceano e i grandi spazi naturali attirano chi desidera vivere un viaggio on the road immerso nella natura.

Un tratto della Wild Atlantic Way
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Un tratto della famosa Wild Atlantic Way

Lituania

Sempre più viaggiatori stanno scoprendo la Lituania come alternativa alle classiche mete. Vilnius offre un centro storico patrimonio Unesco, una vivace scena culturale e costi ancora contenuti rispetto a molte altre città del continente. Una combinazione che la rende particolarmente accattivante, soprattutto per chi cerca un city break originale e accessibile.

Nuova promozione Ryanair: scade oggi
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Vista aerea del centro di Vilnius, Lituania

Montenegro

Negli ultimi anni il Montenegro ha iniziato ad attirare un numero crescente di turisti grazie a paesaggi spettacolari e prezzi ancora competitivi. La Baia di Cattaro, spesso considerata una delle più belle d’Europa e le spiagge della Riviera di Budva rappresentano una valida alternativa alle più celebri destinazioni adriatiche.

Escursioni più belle a Podgorica Montenegro
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La spettacolare Baia di Kotor, “le Bocche di Cattaro”

Turchia

Anche la costa turca continua a guadagnare popolarità tra i viaggiatori europei. Località come Bodrum, Kaş e Fethiye combinano mare cristallino, siti archeologici e una gastronomia riconosciuta a livello internazionale. Una proposta, insomma, capace di soddisfare sia chi cerca relax, che chi desidera costruire itinerari ricchi di esperienze culturali.

Fethiye, spiaggia Oludeniz, Turchia
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La spettacolare baia di Oludeniz

Polonia

Sempre più presente nei radar dei viaggiatori internazionali, la Polonia sta crescendo grazie a una proposta che unisce cultura, sostenibilità e accessibilità economica. Città come Cracovia, Varsavia e la meno turistica Danzica permettono di vivere esperienze urbane di alto livello mantenendo costi generalmente inferiori rispetto ad altre destinazioni europee.

Vista panoramica sulla città di Danzica
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Vista panoramica sulla città di Danzica

Uzbekistan

Per chi desidera uscire dai circuiti turistici tradizionali, l’Uzbekistan rappresenta una delle mete più affascinanti del momento.
Samarcanda, Bukhara e Khiva custodiscono alcuni dei patrimoni storici più straordinari dell’Asia Centrale e stanno vivendo una crescente popolarità grazie alla maggiore visibilità internazionale e al miglioramento delle infrastrutture turistiche.

perché andare in Uzbekistan nel 2026
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Vista serale della moschea e delle madrase del Registan a Samarcanda

Giordania

La Giordania continua a rafforzare il proprio posizionamento come destinazione ideale per chi cerca esperienze immersive e itinerari avventurosi. Dall’antica Petra ai paesaggi desertici del Wadi Rum, il Paese offre un mix unico di storia, natura e ospitalità, particolarmente apprezzato dai viaggiatori che scelgono tour organizzati o viaggi di gruppo.

deserto del wadi rum in giordania
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Wadi Rum, Giordania

Repubblica Dominicana

Accanto alle sue celebri località balneari, la Repubblica Dominicana sta ampliando la propria offerta turistica con esperienze dedicate alla natura, alle attività outdoor e al turismo esperienziale. Un’evoluzione che la rende sempre più interessante per chi cerca una vacanza che vada oltre il semplice soggiorno in resort.

Isola di Saona
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La spiaggia dell’Isola di Saona, Repubblica Dominicana

Francia

Il boom del turismo outdoor trova la sua massima espressione in Francia. Secondo Eurostat, il Paese guida il mercato europeo del campeggio con 154 milioni di pernottamenti registrati nel 2025, pari a oltre un terzo di tutte le notti trascorse nei campeggi dell’Unione Europea. Dalla Bretagna alla Provenza, passando per la Normandia con le sue spiagge, la Valle della Loira e le Alpi, il territorio francese offre una rete capillare di campeggi, aree camper e strutture immerse nella natura.

Vista dall'alto della spiaggia di Etretat e scogliere bianche in Normandia, Francia
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Tutto il fascino della spiaggia di Étretat

Passenger, le location del nuovo horror raccontano un’America misteriosa e affascinante

22 mai 2026 à 17:30

Il regista norvegese André Øvredal parlando con la stampa ha descritto il suo nuovo film, nelle sale cinematografiche dal 21 maggio 2026, come un horror road movie: l’«horror road movie più spaventoso di sempre», per l’esattezza. Da un horror ambientato sulla strada, e non sono molti, è naturale attendersi scelte suggestive anche per quanto riguarda set e luoghi di riprese: andiamo insieme alla scoperta delle location di Passenger.

Di cosa parla

Il film, che ha un cast importante in cui figura anche l’attrice premio Oscar Melissa Leo, ha una trama piuttosto semplice. Una giovane coppia da poco partita per un’avventura in van assiste a un terribile incidente in autostrada in cui muore un uomo.

I due ripartono poco dopo convinti di essersi lasciati tutto alle spalle, ma presto cominciano ad avere l’impressione che qualcosa – o qualcuno – sia salito sul van con loro: una presenza demoniaca che non li lascerà tranquilli fino a quando non si sarà impossessata di loro e non li avrà trascinati in una discesa senza fondo.

Dov’è stato girato il film

Seattle

Tra le principali location di Passenger c’è Seattle: la città affacciata sullo Stretto di Puget è stata scelta per il clima plumbeo e le giornate spesso uggiose che la caratterizzano, raccontati anche in altre serie TV (una su tutte: Grey’s Anatomy) e così adatti a ricreare le atmosfere inquietanti e piene di suspence tipiche di un horror.

C'è Seattle tra le location dell'horror "Passenger"
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L’iconico skyline di Seattle

A indirizzare la scelta su Seattle è stato, però, anche il rapido alternarsi di scenari urbani e pieni di vita a qualsiasi ora del giorno e della notte come quelli del Pink Place Market o dei quartieri di Capitol Hill e Ballard a paesaggi in cui la natura più selvaggia è ancora protagonista.

Appena fuori dal centro cittadino parte, per esempio, la Pacific Northwest Higway che – si vedrà – è uno dei luoghi dov’è stato girato Passenger in molte scene on the road.

Piccoli centri dello stato di Washington

Lo stato di Washington, più in generale, è stato luogo di riprese per il nuovo horror di André Øvredal: la produzione (Eagle Pictures) ha scelto soprattutto piccoli centri, poco abitati, che aiutassero a rendere sullo schermo l’inquietudine e una strana – è proprio il caso di dirlo – forma di solitudine sperimentata dalla coppia protagonista.

La tranquilla cittadina di Enumclaw, nella contea di King, compare sullo schermo per esempio con paesaggi pittoreschi e vedute sulla rigogliosa natura circostante. Si trova, infatti, a poca distanza dal Mount Rainier National Park: un’area di grande interesse naturalistico, caratterizzata dalla presenza dello stratovulcano attivo tra i più alti degli Stati Uniti. La zona è molto frequentata dagli amanti del trekking e delle passeggiate a cavallo.

C'è anche il Mount Rainier National Park tra i luoghi dov'è girato "Passenger", il nuovo horror di André Øvredal
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La splendida natura del Mount Rainier National Park

L’Expo Center di Enumclaw è stato trasformato nel film in un’area per concerti e festival musicali, a dare l’idea dello stile di vita hippie dei protagonisti.

Altre scene del film sono state girate a Grand Coulee, piccolo comune famoso soprattutto per la vicinanza con la Grand Coulee Dam: questa diga, visitabile dall’apposito Centro Visitatori, è la più grande in calcestruzzo degli Stati Uniti, utilizzata per ricavare energia idroelettrica dal fiume Colorado. Lo scenario a tratti desertico e a tratti post-industriale che caratterizza la zona della diga di Grand Coulee riflette alla perfezione le atmosfere cupe e cariche di tensione dell’horror.

Tra le principali location dell'horror "Passenger" c'è la Grand Coulee Dam
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La maestosa diga di Grand Coulee

La Pacific Northwest Highway

Molti luoghi reali di Passenger sono, come accennato, location “on the road” scelte lungo la Pacific Northwest Highway: una strada panoramica che attraversa diverse contee, su cui per lunghi tratti non si incontrano altro che boschi e radure. A rendere più realistico il viaggio della coppia protagonista dell’horror ci pensano le scene girate nei diner e nelle aree di sosta che, pure, non mancano su questa strada e che sono ben frequentate dagli americani.

La Pacific Northwest Highway è uno dei luoghi dov'è stato girato il nuovo horror di André Øvredal
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Le lunghe strade panoramiche dello stato di Washington

È boom di viaggi in camper tra gli under 35: la vanlife conquista i giovani

19 avril 2026 à 10:00

Negli ultimi anni il modo di viaggiare è cambiato profondamente, e tra i protagonisti di questa trasformazione ci sono gli under 35. Sempre più giovani, tra i 25 e i 34 anni (secondo i dati diffusi da Yescapa, piattaforma europea specializzata nel camper sharing, oltre il 50%), scelgono il camper per esplorare nuove destinazioni, dando vita a una vera e propria rinascita della vanlife. Non si tratta più di una soluzione legata esclusivamente alle vacanze familiari tradizionali, ma di un’opzione moderna, flessibile e perfettamente in linea con le esigenze di una generazione che privilegia esperienze autentiche e libertà di movimento.

A trainare questo fenomeno è soprattutto un diverso approccio al viaggio: oggi conta meno il possesso del mezzo e più la possibilità di utilizzarlo quando serve. Il camper diventa così uno strumento accessibile, ideale per chi vuole partire senza vincoli e senza affrontare investimenti importanti. È una filosofia che riflette un cambiamento culturale più ampio, in cui l’esperienza ha un valore superiore rispetto alla proprietà.

Viaggi brevi, più frequenti e lontani dalle rotte tradizionali

Uno degli aspetti più interessanti della crescita della vanlife tra i giovani riguarda la durata dei viaggi. Se in passato il camper era associato principalmente alle lunghe vacanze estive, oggi si afferma un modello completamente diverso: quello delle fughe brevi ma frequenti. I viaggi di pochi giorni, spesso tra i quattro e i sei, rappresentano secondo Yescapa il 40% delle prenotazioni e sono la scelta ideale per chi vuole staccare dalla routine senza pianificazioni complesse.

Questo trend si adatta perfettamente ai ritmi contemporanei, dove il tempo libero è frammentato e distribuito durante tutto l’anno. I weekend lunghi e i ponti diventano occasioni perfette per mettersi in viaggio, trasformando il camper in una soluzione pratica e immediata.

Boom di viaggi in camper tra gli under 35
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Sempre più giovani scelgono i viaggi in camper

Parallelamente cresce il desiderio di evitare le mete più affollate. Il turismo in camper consente infatti di esplorare destinazioni meno battute, offrendo un’esperienza più autentica e a contatto con il territorio. Nonostante una buona parte dei viaggi resti in Italia (il 40%), con grande interesse per città e regioni iconiche (come Roma, la Sicilia e la Sardegna), aumenta del 25% anche la curiosità verso l’estero, in particolare verso mete dal clima favorevole e dallo spirito libero come le Canarie e il Portogallo.

Un’esperienza condivisa che cresce tutto l’anno

Il successo della vanlife tra gli under 35 non si limita alla libertà individuale, ma si lega anche alla dimensione sociale del viaggio. Il camper è sempre più scelto da coppie (il 40%), ma resta una soluzione apprezzata anche da famiglie e gruppi di amici. Questo dimostra come il valore dell’esperienza sia strettamente connesso alla qualità del tempo condiviso.

Successo della vanlife tra gli under 35

Il camper è sempre più scelto dalle coppieUn altro elemento chiave è la destagionalizzazione. Sempre più giovani decidono di partire anche nei mesi meno tradizionali (come novembre, gennaio e febbraio), trasformando il camper in una soluzione adatta a ogni periodo dell’anno. Lontano dall’essere un fenomeno estivo, questo tipo di turismo si sta consolidando come una scelta continua, capace di adattarsi a esigenze diverse.

Anche il mercato riflette questa crescita. L’aumento delle prenotazioni (secondo i dati di Yescapa nel 2025 sono aumentate del 10% rispetto all’anno precedente) e della disponibilità di mezzi indica un settore in piena espansione, sostenuto da una domanda sempre più ampia.

In particolare, i veicoli compatti come van (33% delle preferenze) e furgoni camperizzati (24%) risultano molto apprezzati dai giovani, grazie alla loro praticità e facilità di guida. Allo stesso tempo, modelli più spaziosi – come i camper mansardati – continuano a mantenere un ruolo importante (31% della domanda) per chi viaggia in gruppo.

Il risultato è un panorama dinamico e in evoluzione, dove il camper si conferma una delle soluzioni più versatili per vivere il viaggio in modo contemporaneo.

Dove andare ad aprile low cost: 5 mete da raggiungere in camper, auto e aereo

Par : elenausai10
18 mars 2026 à 16:00

Mentre ci lasciamo alle spalle il grigiore dell’inverno, la mente scappa già verso la luce di aprile e i prossimi viaggi. I dati più recenti, però, parlano chiaro: se le grandi capitali europee e le rotte intercontinentali stanno vedendo un aumento dei costi dei servizi che sfiora il 16%, la vera opportunità per chi vuole viaggiare low cost risiede nelle esperienze di prossimità e nelle mete emergenti.

Massimizzare il budget non significa rinunciare alla qualità, ma cambiare prospettiva. Che il vostro desiderio sia un on the road in totale libertà con il camper, un itinerario lento sulle rotaie o la scoperta di angoli d’Europa ancora non travolti dal turismo di massa, aprile offre la finestra temporale perfetta per esplorare senza la folla dell’alta stagione.

Il viaggio del CineCamper: quando il cinema arriva su ruote nei borghi

11 juillet 2025 à 09:00

Nel 2024 abbiamo acquistato il camper con l’idea di farne qualcosa di bello – raccontano – e pochi mesi dopo ci siamo ritrovate nel progetto Uppennino. È stato come se gli astri si fossero allineati: una cultura nomade, gentile, che ascolta e si lascia attraversare“. Nato all’interno dell’iniziativa UPPENNINO feat. ARCIPELAGO, il CineCamper è una vera e propria sala cinematografica mobile allestita in un Safariways del 1991, restaurato con passione da Francesca Manfredi e Giuliana Giacomino, due ragazze lucane con il sogno di viaggiare e condividere storie.

Portare il cinema dove non arriva più. Questo è l’obiettivo – e il cuore – di UPPENNINO CineCamper, il primo festival cinematografico itinerante che sta attraversando i piccoli comuni dell’Appennino con proiezioni sotto le stelle e laboratori partecipativi. Un progetto che parla di comunità, lentezza, ascolto. Ma anche di sogni, coraggio e strade secondarie.

Cinema sotto le stelle, sulle strade dell’Appennino

Ogni sera, dopo i laboratori, arriva il momento delle proiezioni: un cinema en plein air che porta sugli schermi cortometraggi realizzati proprio nei territori attraversati dal camper, durante le precedenti edizioni del CinemAbruzzo Campus.

Una scelta pensata per rafforzare il legame tra arte e territorio, con titoli come Angelina, Ascesa, Il serparo, Terramara, Tra gli alberi, Un bel nulla, e Davide Where Are You? – prodotti indipendenti distribuiti da Red Couch Pictures, giovane realtà nata in Abruzzo. “Da un mese viviamo nel CineCamper e attraversiamo la Marsica – raccontano Francesca e Giuliana – portando il cinema nei piccoli paesi dell’Appennino. Lo facciamo con passione, e anche con fatica, ma ogni sera, ogni proiezione, ogni chiacchierata ci restituisce qualcosa di più grande: la partecipazione calorosa del pubblico, l’emozione dei racconti condivisi, il bisogno palpabile di comunità“.

Uppennino 2025
Ufficio stampa
Uppennino CineCamper 2025

Parlano le ideatrici

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesca e Giuliana che ci hanno raccontato cosa significa viaggiare con un cinema itinerante, perché oggi fare cultura nei piccoli centri è importante. Quando le immagini incontrano davvero le persone.

Come avete scoperto il progetto UPPENNINO e cosa ha spinto due ragazze lucane a trasformare un Safariways del ’91 in un CineCamper?

Abbiamo scoperto il progetto Uppennino per caso, ma al momento giusto. Era giugno 2024, avevamo appena preso un vecchio camper Safariways del ’91 — il nostro primo — senza sapere esattamente dove ci avrebbe portato. Poi l’incontro con CinemAbruzzo e con l’idea del cinecamper: è stato come se tutto si allineasse. Era la direzione che già stavamo cercando, solo che ancora non aveva un nome. Da lì, abbiamo deciso di partire davvero.

Com’è vivere quotidianamente nel CineCamper? Quali sono le sfide e le bellezze di questo stile di vita nomade e culturale?

È bello e difficile, insieme. Gli spazi sono stretti, i ritmi lenti, le giornate piene. Le sfide sono pratiche – acqua, elettricità, infrastrutture per il carico e lo scarico delle acque, connessione – ma anche relazionali e organizzative. La bellezza sta negli incontri quotidiani, nel senso di libertà, nella lentezza e nella possibilità di costruire qualcosa di significativo insieme alle comunità.

Vi conoscete da tanto? Questo progetto prevede tanto tempo trascorso insieme, fila sempre tutto liscio o vi scontrate a volte su qualcosa?

Ci conosciamo da 16 anni, ci siamo incontrate il primo anno di scuola superiore, poi ci siamo perse per un po’ di anni e alla fine ci siamo ritrovate da circa quattro anni. Il tempo insieme è tanto e denso, quindi sì, ci sono scontri, soprattutto quando siamo stanche. Ma abbiamo imparato a canalizzare le differenze, a non evitarle. È anche da questa unione di mondi
diversi che nasce la forza del progetto.

Dopo l’Abruzzo prevedete di espandere i vostri orizzonti e portare il CineCamper altrove?

Assolutamente sì. L’Abruzzo è il punto di partenza. Il nostro sogno è attraversare tutta la dorsale appenninica, e chissà forse un giorno scendere ancora più a sud o arrivare fino in Val d’Aosta. L’Italia è piena di borghi che meritano di essere visti, vissuti e ascoltati.

Qual è stata la reazione più significativa che avete ricevuto da parte degli abitanti dei posti finora attraversati?

Le reazioni più significative non sono state parole, ma piccoli gesti di fiducia e gentilezza. Una signora che ci aiuta a ricucire il telo su cui proiettiamo che si era improvvisamente strappato, un gruppo di donne che inizia spontaneamente ad allestire la “sala” insieme a noi, associazioni che ci hanno offerto una presa di corrente dopo una giornata uggiosa in cui il pannello solare non aveva potuto caricare la batteria del camper. Ogni volta, qualcuno si mette a disposizione, senza esitare, come se il progetto fosse anche un po’ suo.

…e la reazione più strana?

Un signore ci ha chiesto se proiettavamo anche il telegiornale, perché era curioso di “vedere il mondo sul grande schermo”. Alla fine è rimasto fino ai titoli di coda del film che abbiamo scelto — e ha detto che gli era piaciuto più del TG.

Come scegliete i titoli da proiettare nelle varie tappe?

I film sono scelti da CinemAbruzzo, si tratta di cortometraggi e documentari davvero molto intensi che raccontano storie di resistenza, marginalità, di sogni, radici e comunità. Queste opere sono nate durante le precedenti edizioni di CinemAbruzzo Campus, una residenza artistica dedicata a giovani registi emergenti, e vengono proiettati grazie alla collaborazione con Red Couch Pictures, una distribuzione cinematografica nata in Abruzzo per valorizzare film indipendenti.

Come mai avete scelto Luglio come periodo dell’iniziativa?

Abbiamo scelto Luglio perché è il periodo in cui le comunità dei piccoli borghi sono più presenti e disponibili a partecipare. Le giornate più lunghe e il clima favorevole permettono di organizzare proiezioni all’aperto, creando un’occasione accessibile a tutti per vivere il cinema come momento di incontro e socialità.

Cinema Abruzzo
Ufficio stampa
Cinema Abruzzo

Parlando di cinema: c’è un film on the road che vi ha ispirato e vi è rimasto nel cuore?

Sicuramente Into the Wild, per il desiderio di scoperta e verità, ma anche Nomadland, che racconta con delicatezza il vivere ai margini, in movimento. Entrambi i film parlano di indipendenza, ricerca di sé e di comunità, temi che sentiamo molto vicini.

Durante i laboratori di comunità, che tipo di riflessioni emergono dai cittadini sul proprio territorio? C’è un tema ricorrente?

Emergono storie di abbandono e di attaccamento, spesso nella stessa frase. La nostalgia è un tema forte, ma anche la voglia di tornare protagonisti. Molti parlano della perdita di spazi condivisi e della solitudine, ma anche del desiderio di rimettersi in rete, di essere ascoltati.

Qual è il ruolo delle istituzioni locali e quanto è importante il loro coinvolgimento durante le tappe del tour?

È fondamentale. Quando le istituzioni sono presenti in modo partecipe, il progetto si radica, diventa qualcosa che può lasciare un segno. In altri casi ci sono state più difficoltà, ma anche quello è un dato da ascoltare.

Che tipo di impatto vi augurate abbia il progetto UPPENNINO CineCamper a lungo termine, sia sulle comunità che sulla visione della cultura nei piccoli centri?

Speriamo che il nostro passaggio non sia solo un evento, ma l’inizio di un processo. Vorremmo che le persone si riappropriassero del loro spazio culturale, e che il cinema tornasse a essere uno strumento vivo, non solo di intrattenimento ma di trasformazione.

Dopo questa esperienza, immaginate di continuare a vivere e lavorare “on the
road” o vedete altre evoluzioni per il CineCamper?

L’idea è proprio quella di vivere e lavorare viaggiando, la strada resta una componente essenziale: ci ha insegnato troppo per essere abbandonata. Per questo speriamo che Uppennino possa risuonare e intraprendere un cammino lungo e duraturo. Le evoluzioni arriveranno, ma saranno coerenti con ciò che siamo: due persone che credono nella cultura come strumento di relazione e nel viaggio come strumento per imparare e trasmettere.

Qualche professionista della settima arte ha notato la vostra iniziativa e vi ha detto qualcosa?

Diversi professionisti sono rimasti colpiti dall’idea e dal nostro approccio. In una delle tappe un attore molto famoso è venuto a partecipare e rimanendo molto colpito è rimasto con noi tutto il giorno, è stato un bel momento di scambio.

Il cinema e il viaggio spesso si incontrano: c’è un film che vi ha colpito soprattutto per dove è ambientato, per le location?

Non ce ne sono in particolare, ma è certo che i film che proiettiamo colpiscono molto anche per i paesaggi e le location, che non sono più sfondo ma diventano personaggi. I territori che attraversiamo ce lo ricordano continuamente: l’Abruzzo sa essere ruvido e poetico, silenzioso e potente.

Le tappe del CineCamper

Dopo le prime tappe nei comuni di Canistro, Sante Marie, Santa Jona e Fagnano Alto, UPPENNINO CineCamper continua a muoversi. Sempre con lentezza, sempre con cura, con la convinzione che ogni fermata possa essere un momento di incontro autentico, dove sentirsi un po’ meno soli e ricucire legami tra persone, territorio e cultura. Si può seguire il tour sui canali social di CinemAbruzzo .

Ecco le tappe del tour:

Pescasseroli (AQ) – 3 luglio 2025
Lecce nei Marsi (AQ) – 4 luglio 2025
Pescina (AQ) – 5 luglio 2025
Ovindoli (AQ) – 6 luglio 2025
Scanno (AQ) – 11 luglio 2025
Capestrano (AQ) – 13 luglio 2025

Albania: un road trip da sogno tra natura, storia e spiagge bellissime

Par : elenausai10
4 juin 2025 à 20:29

La sua fama è in costante crescita, ma resta ancora una delle destinazioni più inaspettate d’Europa: l’Albania. Situato a nord della Grecia e a sud del Montenegro, questo incredibile Paese dei Balcani vanta tradizioni secolari, una costa incantevole e una cucina deliziosa, oltre che un mix perfetto di mare e montagna, soddisfacendo i desideri di ogni tipologia di viaggiatore.

Come esplorare al meglio questa destinazione? Noi consigliamo un road trip, che sia in auto o in camper, il modo perfetto per scoprirla in autonomia, con i propri tempi e in tutte le sue sfaccettature. Anche perché, se volete vedere più zone, i mezzi pubblici non sono sempre disponibili e affidabili.

Se state pensando di fare un road trip in Albania, queste sono le tappe da non perdere.

Tirana, la capitale

Per apprezzare l’Albania, una meta relativamente giovane dal punto di vista turistico, è necessario conoscerne la storia. Dove cominciare il viaggio, quindi, se non dalla sua capitale? Tirana possiede un’eredita importante che permette ai visitatori di approfondire il passato del Paese: i bunker, ossia quello che resta della paranoia che avvolse i pensieri di Enver Hoxha, il dittatore che regnò dal 1944 fino alla sua morte, avvenuta nel 1985. Questi furono costruiti dopo la Seconda Guerra Mondiale in posizioni strategiche come le cime delle scogliere, ma anche nei campi, agli angoli delle strade e lungo le coste per prevenire le incursioni nemiche.

Oggi, molti di questi bunker sono stati trasformati in spazi sociali, culturali e musei, come Bunk’Art 2, un museo composto da 24 stanze che ricostruisce la storia del Ministero degli Affari Interni dal 1912 al 1991, ricreando le sue celle utilizzate per gli interrogatori ed esponendo immagini vivide e installazioni artistiche.

Tra le cose da vedere evidenziamo anche la piccola Moschea di Et’hem Bey risalente al XVIII secolo e situata in Piazza Skanderbeg. Si tratta di un luogo di culto incredibilmente unico, oltre che una delle moschee più antiche del Paese e tra le poche a sopravvivere al regime comunista.

Berat, la città dalle mille finestre

L’immersione nel passato dell’Albania continua nella caratteristica città di Berat, Patrimonio UNESCO, situata a sole due ore di distanza da Tirana. Questa volta, però, andiamo a scoprire il periodo ottomano che qui durò ben 600 anni. I segni della sua presenza si intravedono soprattutto tra le architetture di Berat, chiamata anche la “città delle mille finestre” grazie alle tante e bellissime finestre che si affacciano in discesa sul fiume Osum.

Questo suddivide la città in due quartieri, collegati tra loro da diversi ponti che vi permettono di spostarvi facilmente tra le due zone. Raggiungete la Chiesa Bizantina e le rovine del castello, entrambi situati in cima alla collina, per godere di una splendida vista sulla valle sottostante.

Berat
Fonte: iStock
Le “mille” finestre di Berat

Gjirokastër, la città di pietra

Una tappa imperdibile del vostro road trip in Albania è sicuramente Gjirokastër che, con le sue ripide strade acciottolate e l’imponente castello, è stata soprannominata “la città di pietra”. Saliti sul castello, uno dei più grandi di tutti i Balcani, vi godrete una vista mozzafiato sulle Montagne di Gjerë e sulla Valle del Drino. Il centro, invece, è ricco di case dalle facciate bianche, complete di balconi in legno e tetti in pietra, realizzate nel tipico stile ottomano.

Tutto, tra le sue strade, è meticolosamente preservato: la città, infatti, ha ottenuto lo status di Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Trascorrete la vostra giornata a Gjirokastër vagando tra le case caratteristiche e curiosando nei graziosi negozi che vendono tappeti e ceramiche, oltre che provando alcune specialità tipiche come il qifqi, polpette di riso e uova, spesso arricchite con erbe aromatiche, in particolare la menta e il pepe, solitamente fritte o cotte in padelle particolari.

Ksamil, tappa sulla Riviera Albanese

Dopo aver visitato alcune delle cittadine più caratteristiche, è giunto il momento di andare a scoprire la costa. La località balneare di Ksamil, situata sulla Riviera Albanese, ospita spiagge incredibili, sabbiose e dall’acqua turchese. Qui ci sono anche quattro piccole isole, perfette da esplorare con un kayak o un SUP così da scoprire gli affioramenti rocciosi e tuffarsi ogni volta che ne avete l’occasione!

Se invece volete rilassarvi, potete scegliere una spiaggia pubblica o privata, dove noleggiare un lettino con l’ombrellone o dove sorseggiare i cocktail preparati nei beach club. Di sera, invece, fate una passeggiata sul lungomare e scegliete uno dei tanti ristoranti presenti.

Butrint National Park

Da Ksamil, salite sulla vostra auto e raggiungete il Butrint National Park, un parco nazionale ricco di rovine romane, archi romani e mosaici bizantini, riconosciuto Patrimonio UNESCO. I monumenti in pietra sono protetti da alberi rigogliosi che, insieme alle acque turchesi del fiume, creano un contrasto splendido.

Il parco occupa oltre 200 ettari quindi, se avete poco tempo, dirigetevi direttamente verso la statua della dea, che riconoscerete subito perché presente su quasi tutte le cartoline e calamite del Paese, e all’antico teatro utilizzato ogni estate come location per eventi e festival.

Himarë, splendida località costiera

Un’altra gemma della Riviera Albanese è Himarë, dove si trova il mare più bello di tutta l’Albania. Quello che una volta era un villaggio di pescatori sta lentamente diventando una meta turistica sempre più popolare. Vanta acque cristalline color turchese, spiagge di sabbia e calette nascoste: esattamente ciò di cui avete bisogno quando fate un road trip in Albania!

Oltre a godervi le spiagge, andate a scoprire anche il castello appollaiato in cima a una collina. Questo sito archeologico risale al V secolo a.C. ed è una delle cose più belle da vedere a Himarë, non solo per i resti di quella che un tempo fu un’importante roccaforte e la sua storia, ma anche per le splendide viste sul centro storico, sulle spiagge e sulle acque sottostanti.

Himarë
Fonte: iStock
Vista panoramica su Himarë

Kruje e il suo bazar

Se nel vostro itinerario volete inserire anche un’altra cittadina, noi vi consigliamo Kruje. Piccola e dal fascino medievale, vanta uno dei bazaar più colorati e antichi dell’Albania. Questa è la vostra occasione per acquistare qualche souvenir tra tessuti, oggetti d’antiquariato e tappeti fatti a mano.

Incastonata ai piedi delle Alpi albanesi, Kruje emana un fascino particolare anche grazie alla sua storia. Durante l’epoca romana era abitata da un’antica tribù balcanica che trasformò l’area in una delle città più importanti di quel periodo tanto che, durante il Medioevo, divenne la prima capitale dello stato albanese. Tuttavia, Kruje è nota soprattutto per essere stata la città natale dell’eroe nazionale Skanderbeg, il comandante militare che respinse le forze ottomane per ben 25 anni prima della sua morte nel 1468.

Dopo aver esplorato il piccolo centro, salite anche al castello, usato come base operativa nel XV secolo da Skanderbeg e dal suo esercito composto da 3000 uomini.

Theth e la bellezza della natura albanese

Le ultime tappe che vi consigliamo per il vostro road trip in Albania vi permetteranno di scoprire un’altra anima del Paese: quella legata alla montagna. Il villaggio di Theth, situato nel cuore delle Alpi albanesi, alla fine di una strada a tornanti, ospita solo poche case circondate da imponenti cime montuose e prati pieni di fiori selvatici. Ed è proprio questo il bello. Qui potrete osservare lo scorrere lento della vita tipica del villaggio, passeggiare per le strade di campagna e fare alcune delle escursioni più belle della zona, come Valbona.

Si tratta di una lunga camminata attraverso le montagne, considerata tra le escursioni più belle da fare in Albania. Durante il vostro percorso camminerete in scenari diversi, non solo di montagna, ma anche foreste, pascoli, ruscelli gorgoglianti e prati pieni di fiori.

Se cercate un’escursione più breve, a soli 45 minuti dal villaggio di Theth si trova la splendida cascata di Grunasi, alta 25 metri, che precipita da un’impressionante scogliera calcarea. Durante la camminata attraverserete sentieri rocciosi e costeggerete un fiume di montagna prima di addentrarvi nel bosco. Lungo il percorso, godrete di panorami mozzafiato sulle cime delle montagne.

Infine, tra le bellezze naturali dell’Albania non potete perdere il Blue Eye, simile a quello di Saranda: una pozza d’acqua profonda incastonata nella roccia calcarea. Viene chiamato così perché, se ammirato dall’alto, ricorda un occhio blu per il suo colore brillante al centro che sfuma lentamente verso tonalità azzurre e verdi più chiare. Questo colore incredibile e l’acqua limpida è dovuto alla profondità dell’acqua e alla vegetazione circostante, un contrasto che lo rende uno dei posti più idilliaci dove nuotare. Inoltre, a rendere il tutto ancora più magico, c’è anche una cascata!

Blue Eye a Theth
Fonte: iStock
Il famoso Blue Eye a Theth

Viaggio in camper tra le fioriture meno note d’Italia, per un itinerario lontano dalla folla

Par : elenausai10
17 avril 2025 à 15:20

Non importa la tipologia del mezzo, che si tratti di un camper moderno e dotato di ogni comfort, di un classico van dallo stile vintage o di un furgone che avete omologato voi stessi, un viaggio on the road è sempre un’ottima idea. Con voi c’è tutto il necessario, l’unica cosa di cui avrete bisogno è lasciarvi trasportare dall’imprevedibile e assaporare ogni momento di quest’esperienza.

E non è necessario guidare per chilometri e chilometri per fare un road trip incredibile perché in Italia, fortunati noi che ci viviamo, le bellezze ci aspettano dietro ogni curva, soprattutto quando è periodo di fioritura. Ma quali sono le più belle e facilmente raggiungibili con il camper, magari vicine a delle comode aree sosta dove dormire? Eccole!

Campi di lavanda a Sale San Giovanni, Piemonte

La bellezza del sud della Francia, ma in Piemonte: siamo tra i campi di lavanda di Sale San Giovanni, un piccolo borgo situato in provincia di Cuneo. Qui, all’inizio dell’estate, le campagne si trasformano in un tappeto naturale viola e blu che raggiunge il massimo della fioritura l’ultimo weekend di giugno, quando viene organizzato anche l’evento “Non solo Erbe”. In quest’occasione, il comune e la pro loco organizzano l’annuale fiera dedicata alle erbe officinali locali, compresa la lavanda.

Per ammirare i campi di lavanda potete lasciare il camper in un campeggio situato nei dintorni e intraprendere alcuni dei percorsi escursionistici disponibili come il percorso panoramico verde, lungo 7,5 chilometri.

Campo lavanda sale San Giovanni
Fonte: iStock
Il campo di lavanda a Sale San Giovanni

Parco Aymerich di Laconi, Sardegna

Lasciate il camper nell’area sosta apposita a Laconi, in provincia di Oristano, e andate alla scoperta di questo territorio storico del Sarcidano percorrendo i diversi sentieri naturalistici presenti. Il Parco Aymerich, infatti, è una splendida oasi di 22 ettari creata da don Ignazio Aymerich Ripoll, appassionato di botanica, che importò sull’isola piante rare a partire dalla metà del XIX secolo.

Oltre a immergervi in un boschetto tra lecci, querce, olivi e carrubi, intervallati da ruscelli e laghetti, avrete l’opportunità di ammirare anche un’ampia varietà di orchidee, tra cui quelle autoctone ophris laconensis e sarcidanis. Questo è il più grande parco urbano della Sardegna, una tappa imperdibile se state organizzando un viaggio on the road sull’isola.

Centro Botanico Moutan di Vitorchiano, Lazio

Ogni anno, nel cuore della Tuscia viterbese, una collina nei dintorni di Vitorchiano si trasforma in una incredibile tavolozza di colori. Siamo nel Centro Botanico Moutan, dove si trova il giardino delle peonie, un luogo speciale immerso nella natura, tra lecci, cipressi e ulivi secolari, dove avrete l’opportunità di ammirare la rara collezione di peonie creata dall’imprenditore Carlo Confidati.

Qui ci sono oltre 250.000 piante, un tesoro botanico che custodisce circa 600 tra varietà e ibridi naturali delle specie più affascinanti. Ma il vero gioiello sono i sentieri, scrigni di rarissime peonie arbustive P.Rockii e di innumerevoli, splendide peonie suffruticose. Un mosaico di specie diverse che, al culmine della fioritura, si trasforma in uno spettacolo naturale unico e indimenticabile.

Il parco è aperto fino ai primi di giugno e potete parcheggiare il vostro camper nell’apposita area sosta presente a Vitorchiano.

Lavanda a Morano Calabro, Calabria

Chi viaggia con il camper sa che non è sempre così facile visitare i piccoli borghi, sia per una questione di spazio e grandezza delle strade che per la presenza di parcheggi adatti. Questo non è il caso di Morano Calabro, tra i Borghi più belli d’Italia, dov’è presente una comoda area sosta che vi permetterà di lasciare in sicurezza il vostro mezzo e di andare alla scoperta dei suoi meravigliosi campi di lavanda. Questi si trovano nel Parco della Lavanda di Campotenese, frazione di Morano Calabro, ai piedi del Parco Nazionale del Pollino.

Il periodo ideale per ammirare la fioritura della lavanda è quello compreso tra fine giugno e fine agosto, quando l’intera collina nei dintorni di Morano si tinge di viola. Si tratta di una tipologia di lavanda speciale perché autoctona: cresce alle pendici del Massiccio del Pollino e si chiama Lavanda Loricata (il cui nome si lega anche alla specie autoctona del Pino Loricato, simbolo del Parco del Pollino).

I giardini di Villa Taranto a Verbania, Piemonte

Tra i giardini più belli sul Lago Maggiore, ci sono sicuramente quelli di Villa Taranto a Verbania. Si tratta di una meta incantevole in ogni periodo dell’anno grazie alle diverse tipologie di fioriture: durante tutto il mese di aprile fioriscono le 80.000 bulbose; da metà aprile a metà maggio, invece, c’è la fioritura di azalee e rododendri; da giugno a settembre compaiono i fiori d’acqua come i fiori di loto e le ninfee; mentre a partire dalla fine del mese di luglio fino a ottobre è possibile immergersi nel labirinto delle dalie.

Anche a Verbania si trova un’ottima area sosta dotata anche di allacciamento elettrico.

Itinerari e consigli per visitare la Costa Azzurra in camper

7 avril 2025 à 11:54

La Costa Azzurra, o Côte d’Azur, è il tratto di litorale francese che si estende da Mentone fino a Saint-Tropez. Affacciata sul Mediterraneo, questa regione incanta da sempre i viaggiatori di tutto il mondo per il suo mare spettacolare, e perché soddisfa tutti i gusti: di chi punta a destinazioni eleganti e prestigiose; per le famiglie che cercano servizi comodi e accessibili; di chi preferisce esperienze meno battute nell’entroterra.

Grazie alla vicinanza con l’Italia e al clima mite quasi tutto l’anno, la Costa Azzurra è una destinazione perfetta per chi parte per una vacanza anche di breve durata, con la possibilità di alternare giornate in spiaggia a escursioni nei borghi dell’interno.

Limitazioni per i camper in Costa Azzurra

Per chi viaggia in camper? La casa mobile è simbolo di libertà, flessibilità, autonomia; ma chi sceglie questo mezzo per visitare la Costa Azzurra deve considerare alcune limitazioni, soprattutto per quanto riguarda le soste notturne lungo la costa. Molte località, tra cui Nizza, Villefranche, Beaulieu e Cap d’Ail, non sono attrezzate con parcheggi riservati, aree sosta e campeggi, e non consentono la sosta notturna dei camper. Questo non impedisce di esplorare la zona durante il giorno, ma rende necessaria un’organizzazione diversa per pernottare, preferendo l’entroterra o le aree attrezzate nei pressi dei villaggi di montagna.

Strade panoramiche: le tre Cornici della Costa Azzurra

Il tratto tra Nizza e Mentone è collegato da tre strade panoramiche note come Corniche: la Basse, la Moyenne e la Grande. Percorrerle in camper è possibile, prestando attenzione alla larghezza dei mezzi e alla guida in alcuni tratti più stretti o trafficati, specialmente in alta stagione.

Basse Corniche

La Basse Corniche, o Corniche Inferiore, è la strada costiera che si snoda lungo il litorale, collegando località rinomate come Villefranche-sur-Mer, Beaulieu-sur-Mer, Saint-Jean-Cap-Ferrat e Cap d’Ail. Costruita nel 1860, questa via offre viste spettacolari sul Mediterraneo e permette di ammirare le eleganti dimore della Belle Époque che punteggiano la costa. Una sosta sul Boulevard Carnot è consigliata per godere di una delle vedute più suggestive sulla Baie des Anges. Lungo il percorso, si incontrano il pittoresco borgo di Villefranche-sur-Mer, con il suo centro storico colorato e la cittadella, e l’elegante Beaulieu-sur-Mer, nota per la Villa Kerylos. La penisola di Saint-Jean-Cap-Ferrat è conosciuta come la “penisola dei miliardari” (da qui partono sentieri costieri immersi nella natura selvaggia); e infine, Cap d’Ail, con la sua spiaggia di Mala incastonata tra le scogliere, è una tappa imperdibile. ​

Plage des Marinieres
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Plage des Marinieres a Villefranche-sur-Mer

Moyenne Corniche

La Moyenne Corniche, o Corniche Media, si trova a poche centinaia di metri sul livello del mare e offre panorami eccezionali lungo le ripide scogliere. Costruita tra il 1919 e il 1928, questa strada collega Nizza a Mentone, passando per il villaggio medievale di Èze, arroccato su uno sperone roccioso a picco sul mare. A Èze, è possibile visitare il Giardino Esotico, che offre una vista spettacolare sulla costa, e le profumerie Galimard e Fragonard, dove è possibile creare il proprio profumo. La Moyenne Corniche attraversa anche La Turbie, nota per il Trofeo di Augusto, monumento romano del I secolo a.C., da cui si gode una vista panoramica sul litorale e sul Principato di Monaco. Lungo il percorso, si trovano aree verdi come il Parc du Mont Boron e il Parc du Vinaigrier, per una sosta nella natura.

costa azzurra in camper
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Strada dalla Moyenne Corniche a Eze

Grande Corniche

La Grande Corniche, o Corniche Superiore, si trova a oltre 400 metri di altitudine ed è la più antica delle tre strade, costruita per ordine di Napoleone I seguendo il tracciato della via romana “Via Augusta”. Inizia nel quartiere Riquier di Nizza, più precisamente in corso Bischoffsheim, e offre vedute panoramiche spettacolari, con il blu del Mediterraneo da un lato e le montagne del Mercantour dall’altro. La strada attraversa il Parco Dipartimentale della Grande Corniche, che si estende dal monte Vinaigrier al monte Bastide, passando per il monte Leuze, il Plateau de la Justice, il forte della Revère e la cima della Forna. Lungo il percorso, si trovano l’Osservatorio di Nizza, progettato da Charles Garnier con una cupola realizzata da Gustave Eiffel, e l’Astrorama di Èze, che offre serate di osservazione astronomica. La Grande Corniche è spesso utilizzata per eventi sportivi, come la corsa ciclistica “Parigi-Nizza”, e ha fatto da sfondo a film celebri, tra cui “Caccia al ladro” di Alfred Hitchcock. È particolarmente apprezzata da appassionati di auto e moto per le curve panoramiche e i test drive, ma va percorsa con cautela, specialmente in camper.

Dove sostare in camper: costa e entroterra

Lungo la costa, la sosta notturna per i camper è generalmente vietata. Nizza, Villefranche-sur-Mer, Beaulieu-sur-Mer, Cap d’Ail e Èze non permettono la sosta notturna di camper , autocaravan e roulotte. A Èze è possibile fermarsi solo in giornata nel Parking de l’Oppidum du Col d’Eze, aperto da luglio a metà settembre, ideale per una breve sosta panoramica.

Un’opzione utile per fermarsi in zona è Saint-Laurent-du-Var, dove in avenue Déchame esiste un parcheggio gratuito per camper, aperto dalle 17 alle 10, seppur senza servizi. A pochi chilometri si trova il Camping Magali, aperto dal 1° febbraio al 31 ottobre, con piazzole attrezzate e tutti i servizi, soluzione comoda per chi desidera esplorare la costa e rientrare poi in struttura.

Nell’entroterra si trovano diverse soluzioni per la sosta. A Carros, l’area camper si trova nel parcheggio di Place du Puy: si consiglia di segnalare la propria presenza alla polizia municipale. A Levens non ci sono aree attrezzate, ma è possibile sostare per una o due notti nei parcheggi pubblici. Clans offre invece una vera area attrezzata, con possibilità di sosta prolungata e servizi dedicati.

Chi desidera spingersi verso la montagna troverà diverse alternative. A Saint-Dalmas-le-Selvage si trova un parcheggio pubblico aperto in tutte le stagioni. Lungo la salita del Col de la Bonette, invece, i camper non possono circolare. Saint-Étienne-de-Tinée accoglie i viaggiatori al Camping du Plan d’Eau, con piazzole attrezzate e permanenza massima di tre giorni. In alternativa, si può sostare liberamente lungo il fiume, ma senza servizi.

A Auron, il Plateau de Chastellarès propone un’area camper con allacci elettrici. Roubion, nella zona Les Buisses, dispone di un’area immersa nella natura, aperta tutto l’anno e senza necessità di prenotazione. Belvédère ospita una comoda area sosta operativa in tutte le stagioni, perfetta per esplorare il Parco del Mercantour.

Consigli di viaggio e di guida

La Costa Azzurra è una meta straordinaria anche per chi viaggia in camper, a patto di pianificare l’itinerario con attenzione. Le strade sono panoramiche e ben mantenute, ma alcune presentano curve strette e tratti in pendenza, specialmente lontano dalla riviera. È importante valutare sempre le dimensioni del proprio veicolo prima di intraprendere itinerari secondari.

Per pernottare, la scelta migliore resta l’entroterra o le strutture organizzate poco distanti dalla costa. La sosta libera è spesso vietata e controllata. In alternativa, è possibile organizzare tappe diurne lungo le Cornici, approfittando dei panorami e delle visite nei borghi, per poi rientrare in campeggio per la notte.

Come sempre, è consigliato viaggiare fuori alta stagione, in primavera o a settembre-ottobre, quando le temperature sono ancora miti, il traffico e i costi diminuiscono ed è più facile trovare posto nelle aree di sosta.

Tour della Toscana in camper e itinerari possibili, tra terme e città d’arte

Par : claudiag2019
6 avril 2025 à 10:52

Viaggiare in Toscana in camper può essere una valida opzione per visitare la regione, che, per la sua posizione centrale e ai collegamenti stradali capillari e ben segnalati, si raggiunge facilmente da ogni parte d’Italia. Sono diversi gli itinerari possibili, anche a tema o stagionali, da integrare a seconda del tempo a disposizione. Dalle città d’arte alla costa, dalle terme naturali alle strade del vino, ogni itinerario svela un volto diverso della Toscana.

Il tour delle città d’arte

Un primo percorso può toccare le grandi città d’arte, come Firenze, Siena, Pisa, Lucca, Arezzo: ognuna racconta una storia unica, fatta di arte, architettura e tradizioni. Chi viaggia in camper deve pianificare con attenzione le soste, perché spesso non è possibile parcheggiare nei centri storici. Meglio scegliere aree di sosta attrezzate nei dintorni, per spostarsi in bicicletta o coi mezzi pubblici, e visitare così le città con calma. Firenze merita almeno due giorni, tra musei, palazzi rinascimentali e passeggiate sull’Arno. Siena è un piccolo goiello con Piazza del Campo e il Duomo; mentre Pisa è da scoprire partendo dalla celebre torre pendente e poi oltre. Lucca si gira bene in bicicletta, lungo e dentro le mura rinascimentali; e Arezzo vanta un’anima medievale e una forte identità toscana, meno turistica ma molto autentica. Quando? Questo itinerario è percorribile tutto l’anno; in inverno per godere dell’atmosfera natalizia o in primavera e autunno per evitare la folla e il caldo estivi.

Piazza Grande Arezzo
Fonte: iStock
Piazza Grande di Arezzo

In camper lungo la costa

Un altro itinerario si snoda lungo la costa tirrenica, tra spiagge, pinete e località turistiche affacciate sul mare. Da Nord a Sud, si passa dai centri di villeggiatura e mondani della Versilia alle calette più selvagge della Maremma. Viareggio, Lido di Camaiore e Forte dei Marmi sono perfette per una sosta balneare; anche se molto molto affollate in alta stagione. Più a sud, Castiglione della Pescaia ha un bel centro storico arroccato, animatissimo in estate, spiagge ampie e una natura ancora piuttosto selvaggia. Proseguendo verso l’Argentario, si incontrano Orbetello e Porto Ercole, e si percorrono strade panoramiche sulla laguna con accessi a spiagge limpide, spesso affollate in alta stagione. Un consiglio su tutti: attenzione ai divieti di sosta per i camper lungo la costa, spesso più restrittivi in alta stagione.

Chi cerca luoghi meno battuti lungo la costa può puntare su tratti ancora poco turistici, come le Spiagge Bianche di Rosignano, con il mare sorprendentemente chiaro, dall’aspetto quasi caraibico dovuto alla presenza, in passato, di residui di bicarbonato di sodio provenienti dallo stabilimento chimico Solvay, che hanno alterato il colore naturale della sabbia. La pineta della Riserva dei Tomboli di Cecina è ideale per chi viaggia con bambini. Più a sud, il Parco della Sterpaia e il Golfo di Baratti hanno spiagge tranquille e natura protetta, e dispongono di aree attrezzate per i camper.

Castiglione della Pescaia
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Castiglione della Pescaia

La Toscana termale

Per chi cerca relax e natura, la Toscana è apprezzabile anche fuori stagione, seguendo un itinerario termale, perfetto soprattutto in autunno e primavera. Le terme libere e gratuite sono una delle esperienze più wild della regione, particolarmente adatte a chi viaggia in camper. Le Cascate del Mulino di Saturnia sono forse le più note: vasche calcaree modellate dall’acqua sulfurea, accessibili anche di sera o al mattino presto, per evitare la folla. I Bagni San Filippo, tra la Val d’Orcia e il Monte Amiata, sono meravigliose, e ancora non troppo conosciute: un paesaggio quasi fiabesco, dove fa da protagonista la “Balena Bianca”, una grande formazione calcarea su cui scorre acqua calda e dalle proprietà riconosciute. I Bagni di Petriolo, meno noti e spartani, ma molto suggestivi, si trovano vicino a Monticiano, e qui l’acqua calda delle terme si può alternare a quella fredda del torrente. Chi viaggia in camper può facilmente trovare parcheggi, anche liberi, nelle vicinanze e raggiungere le terme a piedi o in bicicletta, magari fermandosi più notti per godersi appieno dei benefici delle acque delle terme toscane.

Bagni San Filippo
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I Bagni di San Filippo sono meno famosi di Saturnia ma altrettanto suggestivi

Dove andare in Maremma in camper

Sempre nella parte meridionale della regione, un itinerario nella Maremma consente di esplorare una Toscana più selvaggia e autentica, iconica e meta apprezzatissima da italiani e stranieri di tutto il mondo. Grosseto può essere un buon punto di partenza, con il suo centro storico racchiuso da mura e la vicinanza a numerose attrazioni naturalistiche. Da lì si può proseguire verso il Parco Naturale della Maremma, un’area protetta che si estende tra Talamone e Alberese, perfetta per escursioni a piedi, in bici o a cavallo. L’itinerario prosegue verso la costa con Monte Argentario, collegato alla terraferma da sottili strisce di terra, da cui si possono raggiungere spiagge appartate (meno in estate) e punti panoramici come il convento dei Frati Passionisti. Orbetello, infine, è circondata da una laguna dove si possono osservare fenicotteri e fare passeggiate tranquille, con la possibilità di fermarsi in aree sosta ben attrezzate. Attenzione ai divieti, perché la sosta ai camper è vietata quasi ovunque, specialmente in alta stagione. E ancora un accorgimento: chiudete i finestrini e mettere le zanzariere perché è pieno di zanzare che possono trasformare la permanenza in camper in un vero e proprio incubo!

Le strade del vino

Un ultimo itinerario, perfetto per chi ama la cultura enogastronomica, è quello lungo le strade del vino. Il Chianti è probabilmente la zona più famosa, con le sue colline punteggiate da vigneti, oliveti e borghi come Greve, Radda e Castellina. Molte cantine organzzano degustazioni e visite guidate, con la possibilità di sostare nei pressi o trovare campeggi immersi nella natura. Un consiglio per i più sportivi può essere quello di fare base in un campeggio o un’area sosta per poi girare in bici. A sud,

e Montepulciano sono le due capitali del Brunello e del Vino Nobile: piccoli centri ricchi di storia, con cantine storiche e scorci panoramici. Anche la zona di Bolgheri, sulla costa livornese, merita una deviazione, con la celebre via dei cipressi e i vini della DOC Bolgheri, tra i più apprezzati al mondo. E se si beve troppo? Una sosta in camper prima di ripartire è d’obbligo!

Vigneti della Val d'Orcia

Viaggio on the road di primavera: i giardini italiani più belli da raggiungere in camper

Par : elenausai10
26 mars 2025 à 15:12

Sempre più persone scelgono di acquistare o noleggiare un camper per le loro vacanze. Questa modalità di viaggio permette di vivere l’esperienza pervasi da un particolare senso di libertà dove l’itinerario, molto spesso flessibile, comprende anche ore tranquille trascorse semplicemente a fissare il panorama che scorre fuori dal finestrino.

Tra tutte le stagioni dell’anno, una delle più belle per fare un viaggio in camper è la primavera. Non solo perché in questo periodo ci sono diversi ponti festivi da sfruttare per allungare le proprie vacanze, ma anche grazie ai paesaggi che fioriscono rendendo ogni destinazione ancora più magica e affascinante. Se non volete guidare troppo lontano, qui vi consigliamo alcuni dei giardini italiani più belli da raggiungere in camper.

Campo Imperatore, Abruzzo

Seppur molto sottovalutata, l’Abruzzo è una di quelle regioni italiane ideali per un viaggio on the road. Tra le destinazioni da inserire nel vostro itinerario di primavera consigliamo Campo Imperatore dove, quando il sole comincia a sciogliere la neve invernale, appaiono i Crocus. Questi fiori selvatici dal caratteristico colore viola, dipingono l’altopiano nei mesi di marzo e aprile in base alle condizioni climatiche e alla presenza o meno di neve.

Campo Imperatore è l’altopiano abruzzese situato ai piedi del Corno Grande, in un angolo del Parco Nazionale del Gran Sasso. Con il camper potete parcheggiare e dormire nelle diverse aree sosta attrezzate.

Parco Giardino Sigurtà, Veneto

Il Parco Giardino Sigurtà a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona, è sicuramente uno dei gioielli verdi d’Italia visitabile tutto l’anno, anche se offre il meglio di sé soprattutto in primavera. Questo perché, nei mesi di marzo e aprile, esplode di colori grazie al festival Tulipanomania: per l’occasione, oltre un milione di tulipani, ma anche giacinti e narcisi, colorano i 60 ettari del parco offrendo uno scenario suggestivo dove passeggiare e visitare le diverse esposizioni allestite per l’evento.

Fuori dal parco è presente un ampio parcheggio dove potete lasciare il camper, ma è vietato dormirci la notte. L’area sosta autorizzata più vicina si trova a Borghetto sul Mincio, a 2,5 chilometri di distanza.

Norcia e Castelluccio, Umbria

Tra la fine di maggio e i primi di luglio, in base alle condizioni climatiche, si può assistere alla splendida fioritura delle lenticchie a Norcia e Castelluccio. Ogni anno gli agricoltori seminano e disegnano la piana in modo diverso, come fosse una tela d’artista, rendendo la fioritura sempre unica e diversa. Anche qui troverete diversi parcheggi e aree sosta dove lasciare il camper: durante il periodo della fioritura, essendo un evento molto atteso che attira numerosi turisti ogni anno, consigliamo di chiamare in anticipo per prenotare un posto per la vostra casa mobile.

Val di Non, Trentino

Dalla prima settimana di aprile ai primi di maggio, le alture dell’Alta Val di Non si trasformano in immensi giardini fioriti e viene celebrato il dente di leone (Taraxacum officinale) con tanti eventi, escursioni e degustazioni. Il dente di leone cresce nei prati fino a 2000 metri di altitudine e viene utilizzato sia come erba officinale per le sue proprietà terapeutiche e curative che come condimento culinario.

Se volete partecipare a “Le Settimane del Dente di Leone” con il vostro camper, in zona troverete diverse aree sosta dove parcheggiare e godervi gli eventi senza preoccupazioni.

Giardino di Ninfa, Lazio

Considerato uno dei giardini più belli e romantici del mondo, oltre che uno dei migliori dove assistere alle fioriture primaverili in Italia, il Giardino di Ninfa è l’oasi verde e floreale creata dalla famiglia Caetani situata ai piedi dei monti Lepini, in provincia di Latina. Negli anni ha conquistato anche numerosi scrittori come Virginia Woolf, Truman Capote, Ungaretti e Moravia.

Entrando all’interno del giardino di 8 ettari si possono ammirare oltre 1300 specie di piante, tra cui 19 varietà di magnolia, betulle, iris acquatici e aceri giapponesi. In primavera, i ciliegi ornamentali fioriscono creando un’atmosfera davvero fiabesca.

Arrivando con il camper, potete parcheggiare nell’area apposita fuori dal giardino, mentre per dormire potete fare affidamento sui campeggi della zona.

Vignola, Emilia-Romagna

L’ultima fioritura che vi consigliamo per i vostri viaggi on the road di primavera è quella dei ciliegi a Vignola, in provincia di Modena. I ciliegi arricchiscono il paesaggio tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile, colorando le campagne per chilometri. Per ammirarli in tutta la loro bellezza potete percorrere la “Via dei Ciliegi”, un percorso che attraversa coltivazioni di ciliegi, susine, pere e mele, lungo il fiume Panaro. È possibile percorrere questo itinerario anche in bicicletta grazie al Percorso Natura Panaro, che coincide con la ciclabile Eurovelo 7.

Oppure partecipare alla Festa dei Ciliegi in Fiore che animerà la città con eventi enogastronomici e culturali. Anche qui potrete parcheggiare nelle aree sosta apposite.

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