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Jewelry Ice, il fenomeno che in inverno trasforma una spiaggia ricoprendola di gemme luccicanti

Par : elenausai10
1 décembre 2025 à 18:30

Ogni inverno, lungo la spiaggia di Ōtsu, nella città di Toyokoro, nel sud-est di Hokkaido, prende forma uno degli spettacoli naturali più affascinanti del Giappone: il Jewelry Ice. Si tratta di un fenomeno rarissimo, diventato in pochi anni una meta imperdibile per fotografi e viaggiatori alla ricerca di paesaggi sorprendenti.

Il nome non lascia spazio a dubbi: questi blocchi di ghiaccio purissimo brillano come pietre preziose, trasformando la costa in una distesa scintillante che cambia colore con la luce del sole. Ogni stagione, l’area vicino alla foce del fiume Tokachi si trasforma in una vera e propria galleria d’arte naturale. Le lastre di ghiaccio che si formano nel fiume vengono trasportate dall’acqua fino all’Oceano Pacifico, per poi essere restituite alla riva dalle onde.

È proprio il movimento del mare a modellare queste sculture: le onde levigano i bordi affilati del ghiaccio, rendendolo rotondo, liscio e trasparente come un gioiello lavorato a mano. A differenza del drift ice che si osserva più a nord, il Jewelry Ice è un fenomeno unico del luogo e offre uno spettacolo che non si ripete in nessun’altra parte del Giappone.

L’origine del Jewelry Ice

Per capire il fascino del Jewelry Ice, bisogna partire dalla sua origine. Durante l’inverno, quando il freddo di Hokkaido diventa estremo e le temperature scendono anche sotto i –20 °C, il fiume Tokachi inizia a ghiacciare. Le variazioni termiche e il movimento delle maree provocano il distacco di grandi blocchi di ghiaccio, che vengono trascinati fino all’Oceano Pacifico.

È qui che avviene la trasformazione: le onde agiscono come un lucidatore naturale, facendo urtare tra loro le lastre gelate e levigandole fino a ottenere frammenti arrotondati, lisci e sorprendentemente regolari. Una volta modellati dal mare, questi “gioielli” vengono infine depositati sulla spiaggia di Ōtsu.

Ma ciò che rende questo fenomeno davvero unico è la straordinaria trasparenza del ghiaccio. Il Tokachi impiega molto tempo a congelare completamente e questa lentezza permette di formare un ghiaccio purissimo, quasi privo di impurità. È proprio questa qualità cristallina a creare l’effetto gemma e, quando i primi raggi del sole colpiscono i blocchi sulla spiaggia, il ghiaccio si illumina dall’interno, brillando come se fosse retroilluminato.

Dove si trova e come raggiungere la spiaggia di Ōtsu

Il Jewelry Ice è un fenomeno che si manifesta esclusivamente sulla spiaggia di Ōtsu, nella città di Toyokoro, nella regione di Tokachi, in Giappone. Tenendo a mente che può essere osservato solo tra la metà di gennaio e la fine di febbraio, ossia nel periodo più rigido dell’inverno, per raggiungere questa costa è necessaria un po’ di organizzazione.

La soluzione più comoda è sicuramente noleggiare un’auto a Obihiro, il principale centro della zona, da cui Ōtsu dista circa un’ora e un quarto di guida. Gli spostamenti con i mezzi pubblici sono possibili, ma limitati: si può arrivare a Obihiro in treno o autobus e proseguire in taxi verso la spiaggia.

Qualunque sia il mezzo scelto, vi consigliamo di raggiungerla prima dell’alba, quando i blocchi di ghiaccio si tingono di riflessi arancioni e viola, regalando la luce più spettacolare della giornata.

Volare gratis in Giappone? È possibile per un breve periodo

Par : losiangelica
26 novembre 2025 à 07:30

Il Giappone continua a esercitare quel fascino magnetico che unisce futurismo e tradizione, sushi bar illuminati al neon e santuari immersi in boschi millenari. Oggi c’è un motivo in più, sorprendente e quasi irripetibile, per mettere da parte le esitazioni: una promozione che permette di esplorare il Paese del Sol Levante senza costi aggiuntivi per i voli interni, creando itinerari che sembrano usciti da un’agenzia di viaggi su misura.

Non si tratta di una leggenda urbana né di un concorso dall’esito improbabile. La realtà è molto più concreta: ANA, la compagnia aerea giapponese premiata per il suo servizio a cinque stelle, insieme alla Japan National Tourism Organization, ha messo in campo un’iniziativa pensata per dare ai viaggiatori europei l’opportunità di oltrepassare i classici triangoli Tokyo–Osaka–Kyoto e avventurarsi oltre gli orizzonti delle brochure patinate.

Per un tempo limitato, chi acquista un volo intercontinentale verso Tokyo in classe Economy potrà includere voli interni all’interno dello stesso biglietto senza costi aggiuntivi. E nel mezzo, un regalo che nessuna guida turistica potrà mai offrire: la libertà di costruire un viaggio modulare, con stopover di 24 ore o più nella capitale, per respirarne il ritmo frenetico prima di ripartire verso una nuova storia.

Come si vola gratis in Giappone

Per anni il turismo straniero ha seguito una traiettoria prevedibile, quasi automatica. Tokyo come porta d’ingresso, Kyoto come tappa obbligata e Osaka come deviazione gastronomica, ma in realtà ci sono tante altre meraviglie da scoprire. Dai paesaggi montani di Tohoku all’isola paradisiaca di Kyushu, arrivando all’arcipelago di Okinawa… c’è l’imbarazzo della scelta.

Tohoku e il castello di Hirosaki
iStock
Castello di Hirosaki innevato, Tohoku

La promozione nasce esattamente da qui, dal desiderio di riequilibrare i flussi turistici e dare respiro ai luoghi che rischiano di essere soffocati dal successo. Con oltre quaranta aeroporti collegati, ANA detiene la rete domestica più ampia del Paese. Un biglietto internazionale che apre le porte a uno o più scali interni senza costi aggiuntivi, rendendo l’idea di un “Grand Tour del Giappone” non solo romantica, ma maledettamente accessibile.

Come accade per tutte le occasioni esclusive, esiste una finestra temporale precisa. Le partenze coinvolte sono quelle dall’Europa verso Tokyo, in classe Economy, e il periodo per usufruire dei voli domestici inclusi è limitato ai mesi invernali tra fine novembre 2025 e fine gennaio 2026. Una stagione particolare, in cui il Giappone mostra due volti opposti: quello dei nevai e dei festival della neve a nord, e quello dei cieli tersi e delle temperature miti nelle isole meridionali.

In Giappone con un volo diretto dall’Italia

L’operazione ha un sapore simbolico ancora più intenso per chi parte dall’Italia. Il collegamento diretto Milano/Tokyo Haneda ha festeggiato un anno di operatività e in dodici mesi ha trasportato decine di migliaia di passeggeri, con una domanda costante sia da parte del pubblico giapponese sia italiano. Un volo operato con il Boeing 787-9, tre volte alla settimana, che ha reso la capitale nipponica più vicina di quanto si pensi.

Ma il punto di svolta è tutto nel biglietto. La Tokyo dei grattacieli abbaglianti e dei ramen da consumare seduti al bancone può diventare un preludio a un volo verso la natura selvaggia del nord o verso spiagge di sabbia bianchissima nel sud.

L’Italia si conferma il Paese più desiderato d’Europa

Par : elenausai10
18 novembre 2025 à 12:30

Un connubio irresistibile di storia, arte, enogastronomia e paesaggi mozzafiato: sono questi gli ingredienti che, ancora una volta, hanno incoronato l’Italia come il Paese più desiderato d’Europa per i viaggiatori e lettori del magazine Wanderlust. La ventiquattresima edizione dei prestigiosi Wanderlust Reader Travel Awards 2025, infatti, ha confermato il nostro Paese sul gradino più alto del podio, sottolineando un fascino che resiste in modo inossidabile al tempo e alle nuove tendenze.

Nelle altre categorie, invece, spiccano tra le tante destinazioni Giappone, Buenos Aires e Istanbul.

L’Italia è il Paese più desiderato per il secondo anno consecutivo

Il premio come Destinazione più desiderata d’Europa è andato all’Italia per il secondo anno consecutivo, un risultato che dimostra l’amore dei lettori di Wanderlust per il nostro Paese. A incantare i viaggiatori è il mix di paesaggi mozzafiato, ricche tradizioni culinarie ed esperienze culturali indimenticabili. È una destinazione che non si limita a soddisfare le aspettative, ma le supera a ogni visita, offrendo infinite opportunità che vanno ben oltre le rotte più battute.

Dalla maestosità delle Dolomiti alle coste della Puglia, fino ai vigneti del Piemonte, la sua capacità di offrire sia grandi classici che perle emergenti la rende una scelta sempre attuale per chi cerca un viaggio che sia, al tempo stesso, profondamente rilassante ed emozionalmente ricco.

Le altre mete premiate

Oltre al trionfo italiano, gli Wanderlust Reader Travel Awards 2025 hanno celebrato altre destinazioni imperdibili in diverse categorie, delineando la mappa dei desideri dei viaggiatori globali.

Il titolo di Most Desirable Country (World) è in Asia, con il Giappone che ha conquistato l’oro per la prima volta in oltre un decennio. La sua vittoria riflette una crescente curiosità per un Giappone meno noto, che spazia dalle isole remote di Okinawa ai santuari di montagna di Nagano.

Per quanto riguarda le aree urbane, la categoria Most Desirable City (World) ha visto il successo a sorpresa di Buenos Aires. La capitale argentina è stata celebrata per la prima volta grazie alla sua vibrante scena creativa, la cultura dei caffè e la rinascita del tango. In Europa, invece, la città più desiderata è risultata Istanbul, che dopo l’argento dello scorso anno ha conquistato l’oro come Most Desirable City (Europe), dove viene premiato il mix unico di storia, culture e modernità.

Tra le isole, il titolo di Most Desirable Island (World) è andato alle Isole Galápagos, emblema della biodiversità e dell’ecoturismo. L’Irlanda, invece, si è riaffermata come la Most Desirable Island (Europe). Si nota un crescente interesse per le destinazioni meno convenzionali, come l’Albania, riconosciuta come Most Desirable Emerging Destination.

Infine, per le categorie tematiche, la Grecia ha conquistato l’oro come Most Desirable Destination for Culture & Heritage, mentre il Sudafrica ha trionfato per la Nature & Wildlife.

Menzione speciale va a Dubrovnik, che, oltre ad aver conquistato l’argento nella classifica delle città europee, ha ricevuto uno Special Award per le sue iniziative volte a gestire il turismo in modo responsabile e a contrastare l’eccessivo afflusso, dimostrando che la conservazione del patrimonio e il turismo sostenibile possono coesistere.

San Siro e stadi delle Olimpiadi, come sono fatti quelli che vincono i premi di design più prestigiosi

11 novembre 2025 à 07:30

In Italia abbiamo stadi leggendari come San Siro a Milano (venduto recentemente a Inter e Milan), Juventus Stadium a Torino e Olimpico a Roma, veri templi del calcio e dello sport. Ma quando si parla di architettura d’avanguardia e design premiato a livello mondiale, il podio si sposta fuori dai confini del Belpaese. Nessuno di questi simboli italiani è infatti riuscito a conquistare un posto tra i vincitori del Prix Versailles 2025, il riconoscimento internazionale che celebra le strutture sportive più belle e innovative del pianeta.

Dalla Germania al Giappone, passando per gli Stati Uniti e la Cina, gli stadi premiati mostrano come lo sport possa fondersi con arte, tecnologia e sostenibilità, trasformando un’arena in un’esperienza urbana e sociale che mantiene un equilibrio perfetto tra benessere, condivisione ed eccellenza. Ecco i sei stadi più belli del mondo: capolavori di architettura contemporanea capaci di ospitare una grande varietà di eventi e che scrivono il futuro dei luoghi sportivi (anche quelli delle prossime Olimpiadi).

SAP Garden Munich, Germania

Un enorme edificio di 62.500 metri quadrati perfettamente integrato con il paesaggio grazie al suo tetto ricoperto di giardini è la struttura ambiziosa del SAP Garden di Monaco di Baviera, in Germania. Progettato dallo studio 3XN, è la casa dell’EHC Red Bull München (hockey su ghiaccio) e del Bayern Monaco (basket). L’arena principale ospita fino a 10.700 spettatori per l’hockey e 11.500 per il basket, grazie a tribune mobili regolabili che garantiscono una visuale perfetta da ogni angolazione.

Lo spettacolo sportivo si unisce a quello delle luci e dei media digitali che trasformano l’atmosfera e non mancano aree VIP, un ristorante, negozi, uffici, sale conferenze e una terrazza panoramica aperta al pubblico, visitabile anche in assenza di eventi sportivi. Un modello di architettura sostenibile, in cui estetica ed efficienza si fondono.

Le Colisée, Francia

A 13 minuti a piedi dall’iconica cattedrale di Chartres, nel cuore della città francese, sorge il nuovo spazio polifunzionale dedicato allo sport e alla cultura premiato ai Prix Versailles per la sua integrazione con il paesaggio e il recupero attento di un’ex area ferroviaria abbandonata. Progettato dallo studio Groupe-6 architectes, questo “colosseo” richiama il suo omonimo di Roma e la sala principale di forma ellittica ricorda i teatri dell’antichità.

Collegata direttamente alla stazione ferroviaria tramite una passerella pedonale, l’arena seminterrata segue la pendenza naturale del terreno, mentre il giardino pensile e la promenade sul tetto, arricchita da piante e spazi verdi, formano un nuovo spazio pubblico che accoglie residenti e visitatori.

Kagawa Prefectural Arena, Giappone

Affacciata sul Mare Interno di Seto, nei pressi della stazione ferroviaria e del terminal dei traghetti di Takamatsu, la Kagawa Prefectural Arena (nota anche come Anabuki Arena Kagawa), in Giappone, comprende tre palazzetti distinti, ognuno con proporzioni specifiche per discipline che spaziano dal basket alle arti marziali.

Progettata dallo studio SANAA, questa struttura moderna unisce sotto un unico tetto ondulato gli spazi della piazza, del parco e del porto, riconnettendo la città al mare. Le palestre sono senza muri e le tribune fungono da confine, mentre ampie vetrate panoramiche permettono alla luce naturale di inondare l’edificio da ogni lato.

Caesars Superdome, USA

Non è nata negli ultimi anni, ma questa struttura, rinnovata dopo i gravi danni subiti dall’uragano Katrina nel 2005, è tornata a risplendere e si guadagna un posto tra gli stadi più belli del mondo. Il Caesars Superdome di New Orleans, la “cattedrale” dei Saints, sorge a breve distanza dal fiume Mississippi ed è uno dei primi stadi coperti del football americano. Non ha perso il suo record: detiene ancora il primato di più grande struttura a cupola fissa del mondo.

Inserito nel Registro Nazionale dei Luoghi Storici nel 2016, è stato ristrutturato dallo studio Trahan Architects, con l’obiettivo di prolungare la vita del complesso, ormai cinquantennale. Le novità inserite? Tre nuovi ingressi con atrio luminoso e accogliente; spazio interno ampliato; rivestimento di alluminio anodizzato con un nuovo design che richiama la forma scultorea dorata iconica dell’esterno del Superdome.

Uno stadio dall’aspetto più moderno e accessibile, dove innovazione e conservazione del patrimonio storico mantengono un perfetto equilibrio.

Caesars Superdome
iStock
Il Caesars Superdome di New Orleans

Xi’an International Football Centre, Cina

Lo stadio e i campi di allenamento del Centro Internazionale di Calcio di Xi’an, situato a Fengdong, porta la firma di Zaha Hadid Architects (che hanno progettato anche una delle stazioni più belle del mondo). Dentro alla struttura a forma di sella, un’arena ultramoderna accoglie fino a 60.000 spettatori.

Non solo sport: questo centro rappresenta anche un nuovo spazio pubblico, con terrazze ombreggiate con vista sulla città e sui monti Qin, aree per il tempo libero e attività di ristorazione aperte ogni giorno sia per i residenti che per i visitatori.

Particolare attenzione è stata posta alla mitigazione dei venti freddi che provengono da nord, dalle linee sinuose dello stadio al materiale traslucido che protegge gli spettatori dalle intemperie e dalla luce diretta del sole, lasciando comunque filtrare la massima quantità di luce naturale.

Intuit Dome, USA

La nuova casa dei Los Angeles Clippers, a Inglewood, in California, sembra una palla da basket che entra nel canestro. Si chiama Intuit Dome e ha un’architettura spettacolare progettata da AECOM.

Costruita in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi estive del 2028, questa imponente struttura dedicata al basket promette un’esperienza immersiva a tutti visitatori, sia grazie al design degli interni sia grazie a murales e sculture di artisti locali di Los Angeles, oltre a diverse opzioni di intrattenimento tecnologico.

Foliage in Giappone: dove ammirare lo spettacolo del fronte dei colori autunnali

Par : elenausai10
25 octobre 2025 à 13:00

In Giappone, il foliage è una cosa seria tanto quanto la fioritura dei ciliegi. Qui l’autunno non arriva all’improvviso: si sposta lentamente attraverso l’arcipelago, accompagnato dal kōyō zensen, il “fronte dei colori autunnali”. Tutto comincia nell’aria frizzante di Hokkaido, a fine settembre, quando i primi aceri si accendono di rosso; poi, settimana dopo settimana, il colore scende verso sud, fino a tingere anche il Kyushu d’oro a dicembre.

La fine di novembre è il momento ideale per ammirare il foliage a Tokyo, Kyoto e Osaka, ma basta dare un’occhiata al sito dell’Agenzia Meteorologica Giapponese per restare aggiornati sulle previsioni. A Tokyo, ad esempio, potrete aspettarvi spettacolari esplosioni di giallo intorno al 26 novembre, seguite dai rossi infuocati degli aceri iroha verso il 30. Kyoto resisterà un po’ più a lungo, con tonalità dorate a fine mese e rossi intensi che raggiungeranno il picco a metà dicembre. Più a nord, Sapporo, come sempre, aprirà la stagione, con foglie rosse e gialle che inizieranno a cambiare colore già dal 6 novembre.

Dove andare per ammirare il meglio del foliage in Giappone? Ecco le nostre mete preferite!

Giardino Koishikawa Korakuen, Tokyo

Nel cuore di Tokyo, il Giardino Koishikawa Korakuen rappresenta un’oasi di pace che, in autunno, si trasforma in un quadro vivente di rossi, aranci e oro. Fondato nel 1629 dal feudatario Tokugawa Yorifusa, combina eleganza giapponese e ispirazioni cinesi in un paesaggio armonioso modellato attorno allo stagno Oizumi-no-Mizu. Qui, aceri, zelkova e hackberry colorano sentieri e ponti storici, tra cui l’iconico Engetsukyo, il cui arco riflesso nell’acqua crea una perfetta luna piena. Tra fine novembre e inizio dicembre, il foliage raggiunge il suo apice, offrendo ai visitatori un’esperienza autunnale suggestiva e senza tempo.

Il Giardino Koishikawa Korakuen in autunno
Ufficio Stampa
Il Giardino Koishikawa Korakuen immerso nei colori del foliage

Parco Hibiya, Tokyo

Il Parco Hibiya è un’altra oasi verde di Tokyo che in autunno si accende di colori straordinari. Fondato nel 1903 come primo parco urbano in stile occidentale del Giappone, si estende per oltre 160.000 metri quadrati tra prati, fontane e stagni. Da metà novembre a inizio dicembre, ginkgo e aceri trasformano il paesaggio in un mosaico di rossi, aranci e dorati, creando un contrasto suggestivo con i moderni grattacieli che lo circondano. Visitandolo nelle ore meno affollate, si può godere appieno della quiete e della magia autunnale nel cuore pulsante della città.

Shirakawa-go, Gifu

Andiamo ora nella regione di Chūbu dove, immerso nella valle del fiume Shogawa, troviamo l’affascinante Patrimonio UNESCO di Shirakawa-go. Si tratta di un luogo celebre per le sue case dal tetto di paglia, le gasshō-zukuri, che sembrano uscite da un’altra epoca. I tre villaggi storici che compongono l’area, estesi su circa 68 ettari, offrono uno scorcio unico sul Giappone rurale di un tempo, particolarmente suggestivo quando le colline circostanti si tingono dei caldi colori autunnali.

Questo avviene soprattutto a partire dagli inizi di novembre. Volete vivere un’esperienza completa e autentica? Non scappate via dopo aver ammirato il foliage, ma alloggiate in un ryokan locale e assaporate la vita lenta del villaggio.

Arashiyama, Kyoto

Da fine novembre a metà dicembre, sulle pittoresche colline occidentali di Kyoto, Arashiyama regala uno degli spettacoli autunnali più suggestivi del Giappone. Famosa per la sua foresta di bambù e l’elegante ponte Togetsukyo, la zona diventa ancora più incantevole quando le montagne e i boschi lungo il fiume Katsura si tingono di rosso e oro. Imperdibili anche i giardini zen del Tempio Tenryuji e il tranquillo Parco Kameyama-kōen, perfetti per passeggiate immerse nella natura. Arashiyama unisce il fascino della tradizione giapponese alla magia del foliage, offrendo un’esperienza autunnale davvero indimenticabile a Kyoto.

Lake Shikotsu, Hokkaido

Situato nel Parco Nazionale Shikotsu-Toya, nel cuore dell’Hokkaido, il Lago Shikotsu è un’altra meta particolarmente suggestiva dove ammirare il foliage in Giappone. In autunno, i boschi che lo circondano si tingono di arancio e oro, riflettendosi nelle acque cristalline del lago e creando un panorama mozzafiato. Qui potete percorrere un sentiero panoramico di 2,5 chilometri chiamato “Autumn Leaves Walk”, che vi permetterà di ammirare da vicino questo spettacolo naturale.

Missione Giappone, firmato accordo collaborazione ‘Lombardia-Osaka’

10 octobre 2025 à 17:30

La missione istituzionale in Giappone della Regione Lombardia ha fatto tappa a Osaka dove, alla presenza sottosegretario alle Relazioni internazionali Raffaele Cattaneo, il presidente Attilio Fontana ha firmato un accordo di collaborazione con il governatore, Hirofumi Yoshimura.

I temi dell’accordo di collaborazione tra Lombardia e Osaka (Giappone)

In Giappone la firma dell'accordo collaborazione Lombardia-Osaka con presidente Fontana e governatore di Osaka.

Al centro del documento la promozione di scambi commerciali, attraverso la realizzazione di analisi di mercato approfondite e l’organizzazione di missioni nei due territori. Tra i punti del testo anche  il confronto su iniziative di promozione turistica e culturale, con particolare attenzione ai siti Unesco; la condivisione di best practice in tema di tecnologie innovative, con un focus sull‘agricoltura. E ancora, la collaborazione riguardante la gestione di grandi eventi internazionali, partendo proprio dalle esperienze dell’Expo e dei Giochi olimpici e paralimpici del 2026.

Obiettivi

L’accordo intende rafforzare ulteriormente la già solida cooperazione esistente in settori strategici. Tra questi la crescita economica basata su un sostrato comune di valori legato all’efficiente gestione di gradi appuntamenti internazionali e alla capacità di coniugare innovazione tecnologica, crescita economica e sostenibilità.

Fontana: accordo di collaborazione con Osaka per consolidare rapporti Lombardia/Giappone

In Giappone la firma dell'accordo collaborazione Lombardia-Osaka con presidente Fontana e governatore di Osaka“Questo memorandum – ha detto Fontana – rafforza ulteriormente una solida collaborazione già in atto da diversi anni, che ha dato finora ottimi risultati. Con questa firma è stata ribadita, da entrambe le parti, la volontà di consolidare ulteriormente i rapporti reciproci. Sono infatti due territori che hanno molti punti di contatto. Si va dal numero di abitanti, al Pil fino alla capacità di innovare e di investire in ricerca e nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale”.

“Ad accomunare Lombardia e Giappone – ha proseguito Fontana – è inoltre una visione basata su una gestione efficiente e sostenibile dei grandi eventi, una forte vocazione internazionale e una grande attenzione alla tutela del patrimonio artistico e culturale. È su questo terreno che dobbiamo continuare a lavorare per promuovere iniziative comuni. Design, moda, aerospazio, transizione sostenibile sono solo alcune delle parole chiave di una collaborazione grazie alla quale le Pmi lombarde possono trovare nuove opportunità di sviluppo”.

“Regione Lombardia  – ha precisato – è impegnata ad accompagnare questo percorso virtuoso nel quadro di un pragmatismo che punta a rendere sostenibilità e cultura fattori di crescita economica”.

La visita del governatore al Padiglione Italia

In Giappone la firma dell'accordo collaborazione Lombardia-Osaka con presidente Fontana e governatore di Osaka.Dopo l’incontro con il governatore Yoshimura, il presidente Fontana ha raggiunto lo ‘Spazio Lombardia’ del Padiglione Italia. Con lui il sottosegretario alle relazioni internazionali Raffaele Cattaneo e la delegazione degli assessori regionali Simona Tironi (Istruzione, Formazione, Lavoro).  E anche Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Paolo Franco (Casa e Housing sociale), e Francesca Caruso (Cultura). In questi stand ogni giorno viene raccontata, attraverso diversi linguaggi, l’eccellenza di una regione che abbina bellezza, innovazione e cultura.

Il governatore: grande successo per la Lombardia

“La presenza della Lombardia all’Expo – ha concluso il presidente Fontana – è stata un successo.  A testimoniarlo sono le lunghe ordinate code nello spazio dedicato alla nostra regione. Un’esperienza estremamente positiva e un’occasione per valorizzare tutti i volti dell’eccellenza lombarda nell’ambito di una vetrina internazionale importante. Dai tanti incontri per promuovere le nostre imprese, alla bellezza delle nostre mete turistiche fino ad arrivare alle note del violino Stradivari e alle torce Olimpiche e Paralimpiche, siamo riusciti a rappresentare tutto il fascino e il dinamismo di una regione che guarda con proattività alle sfide future”.

Lombardia – Osaka: tradizione di relazioni privilegiate

“L’accordo di collaborazione firmato con la Prefettura di Osaka  – ha detto il sottosegretario Raffaele Cattaneo –  si inserisce in una lunga tradizione di relazioni privilegiate tra la Lombardia e questo territorio a forte vocazione manifatturiera, caratterizzato dalla presenza di numerose Pmi innovative, da una profonda tradizione culturale, da un forte impegno nelle nuove tecnologie e da produzioni agroalimentari di alta qualità”.

“Su queste basi – ha concluso Cattaneo – vogliamo costruire la nostra collaborazione futura, nella consapevolezza che le relazioni internazionali tra Italia e Giappone debbano essere ulteriormente rafforzate. È infatti fondamentale consolidare i legami con i ‘vecchi amici’ e con tutti quegli interlocutori che condividono i nostri valori e con i quali è più naturale e proficuo sviluppare nuove collaborazioni economiche e culturali“.

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Expo Osaka, Lombardia protagonista con la bioeconomia circolare

9 octobre 2025 à 14:59

Promuovere la collaborazione tra Lombardia e Giappone sui temi della bioeconomia circolare, con particolare rifermento ai biomateriali per l’edilizia, la moda, il design e la cosmetica. È questo l’obiettivo dell’evento ‘Innovazione Circolare: materiali, tecnologie e creatività per rigenerare il futuro’, organizzato da Regione in occasione dell’Expo di Osaka con la collaborazione del Cluster lombardo della Chimica Verde. A tenere l’intervento principale del convegno è stato l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, che ha ribadito l’eccellenza delle imprese lombarde in questo comparto, un risultato positivo frutto anche delle politiche mirate messe in atto dalla Giunta.

Imprese lombarde punto di riferimento nella bioeconomia circolare

L'assessore regionale Giorgio Maione è intervenuto all'evento incentrato sulla bioeconomia circolare organizzato all'Expo di Osaka“Questo evento – ha spiegato l’assessore Maione – ci ha dato l’opportunità di confrontarci con le imprese della chimica verde e con quelle impegnate nella bioeconomia e nella cura della persona, approfondendo i temi legati all’economia circolare.

Dal dibattito è emerso chiaramente come la Lombardia rappresenti un punto di riferimento a livello internazionale per competenze, innovazione e capacità di creare filiere sostenibili.

“Le esperienze e i progetti presentati all’Expo – ha proseguito – hanno suscitato grande interesse tra operatori locali e internazionali, confermando la qualità e la visione lungimirante delle nostre imprese“.

Lombardia modello di eccellenza al Padiglione Italia

L’assessore Maione ha inoltre visitato il Padiglione Italia, accompagnato dal commissario generale per l’Italia a Expo 2025 Osaka, Mario Vattani.

“Il Padiglione Italia – ha aggiunto l’assessore  – è uno spazio che racconta con orgoglio la bellezza, la creatività e la forza innovativa del nostro Paese”.

“Anche grazie al contributo di Regione Lombardia – ha concluso Maione – l’Italia si presenta al mondo come un modello di eccellenza, capace di coniugare arte, cultura e tecnologia”.

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Fontana a Tokyo: missione consolida i rapporti Lombardia-Giappone

9 octobre 2025 à 14:49

“Consolidare i rapporti che esistono fra la Lombardia e il Giappone  – ha detto il presidente Attilio Fontana durante la missione a Tokyo – è fondamentale per accrescere le opportunità di collaborazione che già, ogni anno, aumentano sia per numero che per rilevanza. Sono assolutamente convinto che il rafforzamento dei rapporti tra questi due Paesi amici, sia storicamente che culturalmente, debba essere sostenuto con grande determinazione. Soprattutto in questo momento storico”.

Missione della Lombardia a Tokyo

Nello specifico, il presidente ha partecipato all’evento di celebrazione dello sport italiano nel mondo durante il quale è stato approfondito il tema delle Olimpiadi 2026. Con il sottosegretario alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, ha  incontrato la presidente del Comitato Olimpico giapponese Seiko Hashimoto, il viceministro all’Educazione, Cultura, Sport e Tecnologia Yano Kazuhiko e la governatrice della prefettura di Tokyo, Yuriko Koike.

Fontana ha quindi evidenziato, in vista della visita che effettuerà a Expo Osaka 2025, come “la settimana dedicata a Regione Lombardia all’interno del Padiglione Italia dell’Expo di Osaka sia un’occasione preziosa per presentare le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Avremo anche l’opportunità di incontrare giovani giunti dall’Italia che saranno premiati come rappresentanti di startup di particolare successo”.

“Lo spazio Lombardia a Expo – ha concluso – è l’ennesima forte testimonianza delle eccellenze che la nostra regione offre sia in termini di investimenti sia per gli imprenditori lombardi interessati ad espandersi verso il Giappone, sia per quelli che dal Giappone guardano al nostro territorio”.

Rapporti consolidati

I rapporti tra Lombardia e Giappone sono consolidati, come dimostrano anche i numeri relativi all’interscambio commerciale tra i due territori. Il commercio bilaterale nel 2024 si è attestato, infatti, a quota 3,9 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi di euro di esportazioni lombarde. Il settore più importante in termini di export è stato la moda (tessile/abbigliamento) che ha sfiorato quota 1 miliardo di euro, seguito da farmaceutica e ingegneria meccanica. Trend confermato anche dai dati del primo semestre del 2025. In questo periodo l’interscambio è stato pari a 2.021.239.366 euro, con un incremento dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2024.

 

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Istruzione, Tironi a Osaka: i talenti lombardi conquistano il Giappone

Par : Fabio Benati
9 octobre 2025 à 14:31

Avviare relazioni strategiche tra i sistemi educativi di Italia e Giappone, con la volontà condivisa di pianificare scambi culturali e formativi nel campo dell’istruzione che valorizzino il talento giovanile e promuovano la crescita di una nuova generazione di cittadini globali, anche in Lombardia.

Sono gli obiettivi della missione istituzionale a Osaka dell’assessore regionale all’istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi in Giappone per la terza edizione del progetto ‘Io Sono Futuro’, promosso da Fondazione Della Frera ETS e Regione Lombardia.

Istruzione, missione Lombardia in Giappone: cooperazione educativa che guarda al futuro

L’assessore regionale all’Istruzione Simona Tironi nel corso della visita a Osaka (Giappone) “Questa missione – ha sottolineato Tironi – rappresenta un passo concreto verso una cooperazione educativa che guarda al futuro. Lombardia e Giappone condividono una visione basata sull’innovazione, sulla formazione di competenze e sul valore del capitale umano. È significativo che, proprio qui a Osaka, si parli di intelligenza artificiale come strumento al servizio delle persone, capace di rafforzare il dialogo tra culture e di aprire nuove opportunità ai nostri giovani”.

“Con ‘Io Sono Futuro‘ – ha spiegato – vogliamo costruire ponti formativi e culturali che uniscano i nostri territori, nel segno della conoscenza e del rispetto reciproco”.

La missione a Osaka

Nell’ambito di questo progetto, l’assessore Tironi ha partecipato a una serie di appuntamenti istituzionali presso il Ministero dell’Educazione della Prefettura di Osaka, con l’obiettivo di avviare relazioni strategiche tra i sistemi educativi tra Lombardia e Giappone.

In mattinata, ha preso parte all’incontro ufficiale con il ministro all’Istruzione della Prefettura di Osaka, Tatsuro Mizuno, alla presenza di Marta Ferrari (direttore generale Fondazione Della Frera), Federica Sacenti (presidente Scuola Centrale Formazione) e Giulio Massa (presidente Istituti De Amicis).

Obiettivo pianificare scambi culturali e formativi

L’incontro ha sancito l’avvio di una collaborazione internazionale tra le istituzioni educative lombarde e giapponesi, incentrata sulla volontà condivisa di pianificare scambi culturali e formativi che valorizzino il talento giovanile e promuovano la crescita di una nuova generazione di cittadini globali. A seguire, la delegazione italiana ha preso parte a una sessione di confronto con lo staff del Dipartimento Educazione locale per approfondire modelli, metodologie e sistemi di istruzione tecnica e professionale nei due Paesi.

Il Sovrintendente Mizuno e il suo staff hanno confermato la sua partecipazione ai prossimi eventi della delegazione italiana presso Padiglione Italia a Expo 2025, manifestando il pieno sostegno alla collaborazione con Regione Lombardia e la delegazione italiana.

Nel pomeriggio, l’assessore Tironi ha visitato la Osaka Business Frontier High School, istituto superiore a indirizzo commerciale, informatico e linguistico, dove ha osservato direttamente alcune attività didattiche e ha avviato un primo dialogo volto a future collaborazioni tra corpo docente e studenti. Alla Higashi-Osaka Advanced Vocational Training School, una delle più rilevanti scuole professionali del Giappone specializzata in meccanica, lavorazione dei metalli ed elettricità, è stato approfondito il potenziale per l’attivazione di programmi di scambio formativo tra classi italiane e giapponesi.

Il progetto ‘Io Sono Futuro’ e l’intelligenza artificiale

Il progetto ‘Io Sono Futuro’ ha già coinvolto oltre 10.000 studenti e accompagnato decine di giovani talenti italiani in contesti internazionali come Expo 2020 Dubai e Cybertech New York 2023. L’iniziativa, coordinata da Fondazione Della Frera con il sostegno di Regione Lombardia, ha favorito la nascita di numerose startup: il 60% dei vincitori delle scorse edizioni ha ottenuto finanziamenti e avviato la propria impresa.

L’assessore regionale all’Istruzione Simona Tironi nel corso della visita a Osaka (Giappone) Nel 2025, la missione si arricchisce con la presenza di 65 partecipanti, tra startupper, studenti delle scuole professionali, ITS, universitari e docenti, selezionati tramite la competizione nazionale Star Cup Italia, la rete della Scuola Centrale Formazione e gli Istituti De Amicis.

Il tema al centro di questa edizione è l’Intelligenza Artificiale al servizio delle nuove emergenze globali, una sfida che i giovani stanno affrontando con creatività, impegno e visione, confermando il ruolo della Lombardia come laboratorio di innovazione educativa e promotrice del talento italiano nel mondo.

“Per noi questa giornata – ha dichiarato Guido Della Frera, presidente della Fondazione Della Frera – rappresenta una tappa fondamentale per il progetto ‘Io Sono Futuro’: le relazioni avviate con le autorità educative giapponesi aprono la strada a nuove forme di cooperazione internazionale, che mettono al centro il merito, l’innovazione e la capacità dei nostri studenti di diventare protagonisti attivi del cambiamento globale. Questo è il cuore della nostra missione”.

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Fontana in Giappone: cooperazione proficua su innovazione e green

8 octobre 2025 à 12:09

La cooperazione in settori strategici come l’aerospazio, l’intelligenza artificiale, la moda e l’automotive; la condivisione di competenze per la realizzazione di tecnologie legate alla transizione ecologica; la promozione di iniziative condivise in ambito culturale. Sono questi i temi affrontati nel corso della prima giornata della missione istituzionale in Giappone guidata dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, che, insieme al sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, ha incontrato a Tokyo rappresentanti del mondo politico ed economico giapponese per promuovere l’efficienza del modello lombardo, anche alla luce dell’imminente appuntamento di Milano Cortina 2026.

Missione Lombardia in Giappone, incontri con istituzioni per promuovere cooperazione

Tra gli incontri in agenda l’incontro con il viceministro con delega agli Affari Internazionali del dicastero dell’Economia, Commercio e Industria, Takehiko Matsuo. Previsto inoltre  un momento di confronto con Takafumi Suzuki,  vicepresidente esecutivo del Japan External Trade Organization (JETRO), l’organizzazione governativa giapponese che promuove gli investimenti e gli scambi tra il Giappone ed il resto del mondo.

Fontana: grande successo per modello lombardo

presidente Fontana e sottosegretario Cattaneo in missione in Giappone, focus cooperazione

“Una prima giornata proficua – ha sottolineato Fontana – che ha permesso di rafforzare ulteriormente i rapporti già consolidati tra la Lombardia e il Giappone, due territori che da sempre puntano su innovazione tecnologica e sostenibilità. Questi due settori strategici, e fortemente compenetrati tra loro, giocano un ruolo chiave in termini di crescita economica e competitività sugli scenari internazionali. Il modello lombardo, incentrato su pragmatismo, collaborazioni pubblico-privato e sull’attenzione alle istanze dei territori, ha riscosso molto successo. Nei vari incontri abbiamo discusso di progetti concreti in comparti chiave come l’economia circolare, l’aerospazio e l’automotive, tutti ambiti che coniugano al meglio capacità imprenditoriali e tecnologie all’avanguardia”.

Cooperazione Lombardia-Giappone: uno scenario strutturato

Uno scenario solido e strutturato, quello relativo ai rapporti Lombardia-Giappone, come dimostrano anche i numeri relativi all’interscambio commerciale tra i due territori. Il commercio bilaterale si è attestato, infatti, nel 2024 a quota 3,9 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi di euro di esportazioni lombarde. Nello specifico, il settore più importante in termini di export è stato la moda (tessile/abbigliamento) che ha sfiorato quota 1 miliardo di euro, seguito da farmaceutica e ingegneria meccanica.  Questo trend è stato confermato anche dai dati del primo semestre del 2025. In questo periodo l’interscambio è stato pari a 2.021.239.366 euro, con un incremento dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2024.

In generale, la Lombardia da sola attrae oltre il 30% degli investimenti esteri in Italia. Ciò la rende un polo altamente competitivo per le imprese giapponesi.

Cattaneo: impegno costante di Regione per favorire dialogo tra i due territori

“La Lombardia – ha sottolineato il sottosegretario Cattaneo – è per il Giappone altamente attrattiva. Ciò è legato all’eccellenza del suo tessuto imprenditoriale, della sua offerta culturale e turistica e delle sue università. Regione lavora costantemente per favorire il dialogo e la sinergia tra questi due territori e creare nuove occasioni di crescita economica”.

Il premio letterario ‘Tokyo-Roma. parole in transito’

La giornata si è conclusa con la cerimonia di consegna del premio letterario ‘Tokyo-Roma. Parole in transito’, che ha visto protagonisti lo scrittore Haruki Murakami e la traduttrice italiana Antonietta Pastore. Il riconoscimento e stato istituito dalla Fondazione Italia Giappone nel 2022.  Obiettivo è coinvolgere l’autore e il traduttore per valorizzare la diffusione di un’opera in un paese straniero come ponte tra le due culture.

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Al via missione istituzionale di Regione Lombardia in Giappone

5 octobre 2025 à 13:17

Ha preso il via domenica 5 ottobre la missione istituzionale della Regione Lombardia in Giappone. Due gli ambiti in cui si articola il viaggio: da un lato gli incontri del presidente Attilio Fontana a Tokyo che, insieme al sottosegretario alle Relazioni internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo, incontrerà rappresentanti del mondo politico ed economico giapponese; dall’altro, il ricco calendario di appuntamenti ed eventi all’Expo di Osaka che prevedono, oltre alla presenza del governatore lombardo, anche una rappresentanza di assessori della Regione. Per una settimana, infatti il ‘Padiglione Italia’ avrà un’area interamente dedicata alla Lombardia.

Missione istituzionale in Giappone, Mazzali inaugura Spazio Lombardia

Mazzali inaugura padiglione Lombardia di Regione durante missione istituzionale a Tokyo

E proprio nella giornata di domenica 5 ottobre l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale, Moda e Grandi eventi, Barbara Mazzali, ha inaugurato lo ‘Spazio Lombardia’.

Lo ha fatto tagliando il nastro di una vetrina ‘speciale’ che, come lei stessa ha sottolineato, “punta a valorizzare il nostro territorio, rappresentandolo con una panoramica che ne promuove le numerose eccellenze”.

Il ricordo di Giorgio Armani e del suo grande genio

copertina lombardia style presentata in Giappone durante missione di regione

Il ricordo di Giorgio Armani ha scandito l’inaugurazione di ‘Spazio Lombardia’, attraverso la proiezione di un video “dedicato a un genio che – ha aggiunto Mazzali – ha esaltato la grandezza del Made in Italy e proprio nella Lombardia ha sempre avuto il suo punto di riferimento”.

Durante la cerimonia è stato anche diffuso il primo numero di ‘Lombardia Style’, il magazine di Regione Lombardia, la cui copertina, oltre un anno fa, era stata dedicata proprio a Giorgio Armani.

Fontana: obiettivo missione è promuovere ‘modello Lombardia’

Il presidente Attilio Fontana arriverà ad Osaka venerdì 10 ottobre per visitare l’area espositiva della Regione e partecipare a una serie di bilaterali con rappresentanti istituzionali locali.

“Obiettivo degli appuntamenti in agenda a Tokyo e Osaka – spiega il governatore – è promuovere l’eccellenza del ‘modello Lombardia’, anche alla luce dell’importante appuntamento rappresentato dai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, e favorire sinergie virtuose, creando concrete opportunità di business per le imprese del nostro territorio”.

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Il Giappone batte un nuovo record sui centenari: è il Paese più longevo

Par : losiangelica
18 septembre 2025 à 11:30

Dove si vive più a lungo? A quanto pare in Giappone. Anche quest’anno il primato viene confermato e nel 2025 a spegnere almeno 100 candeline sono state più di 100.000 persone nel Paese del Sol Levante. Non è un caso isolato: sono 55 anni di record consecutivi per il territorio nipponico, che continua a offrire al mondo una lezione silenziosa su come vivere a lungo e bene sia possibile. Qual è il segreto? Solo sushi e tè verde o c’è dell’altro? A quanto pare il mix tra cultura, alimentazione, spiritualità e comunità fa la differenza.

Il Giappone è il Paese più longevo del 2025

I dati ufficiali parlano chiaro: a settembre 2025, i centenari giapponesi sono 99.763, di cui quasi il 90% donne. Un’enorme maggioranza che conferma un altro aspetto affascinante: in Giappone le donne non solo vivono più a lungo degli uomini, ma lo fanno con una vitalità sorprendente.

Basta guardare la storia di Tomoko Horino, che a 100 anni non ha smesso di truccarsi e, anzi, è stata riconosciuta come la consulente di bellezza più anziana del mondo. È facile immaginarla con la matita per sopracciglia in mano, circondata da cosmetici e specchi: un’immagine di resilienza e cura di sé che sfida il tempo.

Ogni 15 settembre il governo giapponese festeggia questo traguardo. Tuttavia, non è sempre stato così. Negli anni Sessanta, il Giappone aveva la più bassa proporzione di centenari tra i Paesi del G7: nel 1963 erano appena 153. Poi qualcosa è cambiato: politiche pubbliche mirate, una dieta tradizionale ricca di pesce, soia e tè verde ma povera di carne rossa, campagne di sensibilizzazione contro l’eccesso di sale e zuccheri. E soprattutto, un approccio collettivo al benessere.

Non mancano segreti curiosi, uno su tutti? Una semplice routine di tre minuti chiamata Radio Taiso: esercizi trasmessi ogni giorno alla radio e in tv dal 1928, che migliaia di persone ancora praticano in gruppo. Un gesto piccolo, quotidiano, ma capace di creare comunità e di mantenere in movimento anche i più anziani.

Il segreto di longevità del Giappone
iStock
Record di longevità in Giappone

Il segreto di Okinawa, una delle Blue Zone

In Italia è Arzachena a essere entrata nel 2025 nella Blue Zone, ma in Giappone? Qui a conquistare il riconoscimento è Okinawa. Questa isola tropicale è considerata una delle rare aree del mondo dove le persone vivono molto più a lungo della media. E non solo vivono a lungo: lo fanno mantenendo indipendenza e vitalità fino a età che in altri Paesi sembrano impensabili.

Da cinquant’anni, lo Studio sui Centenari di Okinawa analizza da vicino più di 3.000 abitanti per capire i motivi di questa eccezionale resistenza al tempo. La risposta non è una sola, ma un mosaico affascinante: dalla dieta a base di verdure fresche, soia e pesce (con porzioni moderate) all’attività fisica naturale, senza dimenticare la spiritualità. Ma a fare la differenza, sembrerebbe essere un atteggiamento positivo verso la vecchiaia, percependo l’anzianità non come un limite ma come una tappa naturale.

Leonardo da Vinci, la nuova scoperta straordinaria che collega Rinascimento e Giappone

17 septembre 2025 à 07:30

Leonardo da Vinci è stato uno dei più grandi geni della storia e oggi, centinaia di anni dopo, lo sta ancora dimostrando. Un team di ricercatori ha svelato un’altra intuizione incredibile del pittore, inventore e scienziato italiano, che anticipa di due secoli una tecnica di trattamento del legno che sarebbe stata adottata solo molti anni più tardi.

L’indizio che ha guidato gli studiosi è iscritto tra le pagine di un antico codice e ci trasporta in una storia che unisce Rinascimento e Giappone.

Non solo ciliegi: Hitachi Seaside Park, un tappeto rosa che incanta in Giappone

12 septembre 2025 à 11:09

Quando si pensa al Giappone e alle sue fioriture, l’immaginario corre subito ai celebri ciliegi in primavera, i famosi Sakura. Eppure, esiste un luogo capace di sorprendere anche chi conosce bene il Paese del Sol Levante: l’Hitachi Seaside Park, nella prefettura di Ibaraki.

Qui, ogni autunno, la natura regala uno spettacolo mozzafiato, trasformando le colline in un mare rosa e rosso che sembra uscito da un film d’animazione. Un fenomeno breve ma intensissimo, che attira visitatori da tutto il mondo e che merita di essere inserito tra le esperienze più suggestive di un viaggio in Giappone.

Hitachi Seaside Park: il giardino delle quattro stagioni

Situato a Hitachinaka, a pochi passi dal mare, l’Hitachi Seaside Park copre un’area di circa 190-200 ettari ed è famoso per la sua incredibile varietà di fioriture stagionali. Ogni periodo dell’anno regala paesaggi unici: in primavera, ad esempio, i campi si tingono di blu grazie alle nemophila.

Visitare l'Hitachi Seaside Park in primavera
Ufficio Stampa
Hitachi Seaside Park si tinge di blu grazie alle nemophila

Ma è l’autunno a rendere il parco del Giappone davvero unico. In ottobre, infatti, i kochia, cespugli tondeggianti che cambiano colore con il passaggio delle stagioni, assumono tonalità rosa e rosso fuoco.

Questo fenomeno, che dura appena due settimane, è diventato una delle attrazioni più amate dagli appassionati di fotografia. Camminare lungo i sentieri circondati da distese colorate è come entrare in un mondo incantato, ideale per scattare foto indimenticabili.

Oltre ai fiori, il parco offre anche piste ciclabili, una ruota panoramica da cui ammirare il paesaggio dall’alto e numerosi eventi, tra cui il celebre Rock in Japan Festival.

Dove si trova e come arrivare

L’Hitachi Seaside Park si trova a circa 138 chilometri da Tokyo, nella prefettura di Ibaraki. La sua posizione strategica lo rende una destinazione ideale per una gita di un giorno dalla capitale.

Ci sono diversi modi per raggiungerlo:

  • in treno: dalla stazione di Tokyo bisogna andare fino alla stazione di Katsuta. Da lì, un autobus porta all’ingresso del parco in circa 15 minuti. In alternativa, si può arrivare alla stazione di Ajigaura sulla linea Minato della Hitachinaka Seaside Railway, situata a breve distanza dall’ingresso;
  • in auto: il parco è facilmente raggiungibile anche percorrendo l’autostrada E6/E50 a pedaggio, con un tempo di viaggio di circa due ore. Fuori dal parco c’è un parcheggio a pagamento dove lasciare l’auto.

Hitachi Seaside Park, i colori dell'autunnoPaesaggio autunnale dell’Hitachi Seaside Park

Informazioni pratiche per la visita

Il parco è aperto quasi tutto l’anno, ma gli orari variano a seconda della stagione. Si consiglia di consultare il sito ufficiale dell’Hitachi Seaside Park prima di programmare una visita.

Per quanto riguarda i biglietti, il prezzo varia in base al periodo: da 450 a 800 yen (circa 3-5 euro). Un costo davvero contenuto, considerando la bellezza del luogo e le attività disponibili.

Il periodo migliore per ammirare i kochia in versione rosa e rossa è ottobre, quando il parco si trasforma in un tappeto naturale di colori accesi. Per questo motivo, è consigliabile pianificare la visita in anticipo, così da non perdere uno spettacolo che dura pochi giorni.

Giappone, prezzi più alti per i turisti: la scelta che fa discutere

16 août 2025 à 10:55

Negli ultimi anni, il Giappone è diventato una delle mete più ambite dai viaggiatori internazionali, attirando milioni di persone desiderose di scoprire le sue città ultramoderne, i templi millenari, la cucina raffinata e i paesaggi naturali mozzafiato.

Dopo la pandemia, inoltre, il Paese ha registrato un vero e proprio boom di presenze, arrivando per la prima volta a superare la Thailandia per numero di visitatori internazionali.

Ma tutto questo successo ha portato con sé anche nuove sfide: sovraffollamento, aumento della pressione sulle infrastrutture e malcontento tra i residenti.

Per affrontare questa situazione, il governo giapponese ha introdotto una misura che sta facendo molto discutere: prezzi più alti per i turisti stranieri in alcune delle attrazioni più visitate del Paese. Una scelta che punta a rendere più sostenibile il turismo, ma che solleva anche interrogativi su equità e accessibilità.

Prezzi differenziati: come funziona la doppia tariffazione

Dal luglio scorso, in diverse attrazioni del Giappone — tra cui musei, templi storici, impianti sciistici e siti culturali di grande richiamo — è entrata in vigore una doppia tariffazione.

I residenti giapponesi pagano un prezzo ridotto, mentre i visitatori stranieri devono affrontare tariffe più elevate. Questo sistema, già applicato in altri Paesi, mira a due obiettivi principali: da un lato, ridurre l’affollamento nelle località più sensibili, come ad esempio Tokyo, Kyoto, Osaka; dall’altro, generare maggiori entrate per la manutenzione e l’ammodernamento delle strutture turistiche.

Nelle città turistiche del Giappone aumentano le tariffe per i turisti
iStock
Il centro di Tokyo

Il principio è semplice: chi visita il Paese contribuisce in misura maggiore ai costi di gestione, lasciando al contempo ai residenti la possibilità di accedere a prezzi più contenuti. I ricavi extra, derivanti dalle tariffe maggiorate, saranno reinvestiti in interventi di conservazione, miglioramento dei servizi e potenziamento delle infrastrutture, così da garantire un’esperienza migliore sia per i turisti che per la comunità locale.

Impatto sul turismo e possibili sviluppi futuri

L’aumento dei prezzi per i turisti potrebbe avere effetti contrastanti sul settore turistico giapponese. Da un lato, potrebbe disincentivare il turismo di massa a favore di un turismo più sostenibile e consapevole. Favorendo quindi un flusso di visitatori disposti anche a investire di più nella loro esperienza di viaggio.

Dall’altro, c’è il rischio che alcune categorie di viaggiatori — in particolare giovani, studenti e famiglie con budget ridotto che viaggiano con bambini — possano scegliere destinazioni alternative dove il costo complessivo della vacanza risulta inferiore e più alla loro portata.

Il Giappone, tuttavia, sembra puntare sulla forza della sua attrattiva culturale e paesaggistica, confidando che la bellezza dei suoi luoghi, unita a servizi di alto livello, continuerà ad attirare visitatori disposti a sostenere costi più elevati.

Il dibattito è aperto: per alcuni, la doppia tariffazione è un modo intelligente per garantire la conservazione del patrimonio e ridurre la pressione turistica; per altri, rappresenta un segnale di esclusività che potrebbe allontanare parte del pubblico.

Ciò che è certo è che questa politica segna un cambio di rotta nel modo in cui il Giappone gestisce il proprio successo turistico e sarà interessante osservare nei prossimi anni come evolverà il rapporto tra ospitalità e sostenibilità in una delle nazioni più affascinanti del mondo.

Le porte dell’inferno: dal Lago d’Averno alle grotte del Belize

28 juillet 2025 à 22:11

Ci sono luoghi particolarmente suggestivi, che solo a vederli regalano la sensazione di farci immergere in un posto dove la fantasia e la realtà sembrano sfumare e perdere i loro contorni nitidi. Possono suscitare emozioni diverse: dalla paura, alla meraviglia, dalla bellezza, all’adrenalina, oppure tutte queste insieme. Ma una cosa è certa: non lasciano indifferenti. E rientrano in questa categoria così speciale proprio i posti che sembrano aver ispirato le porte dell’inferno, si trovano in diversi luoghi del mondo e regalano la sensazione di entrare in un’altra dimensione: esoterica e diabolica, grazie a fumi, colori intensi e fiamme. Ma anche a storie antiche, leggende, miti, poemi, che rivivono negli occhi di chi oggi li raggiunge e li osserva con meraviglia.

E così un viaggio intorno al globo – alla scoperta di quei posti che si dice siano il punto preciso per entrare all’inferno – diventa l’occasione per vedere ( o rivedere) luoghi meravigliosi che portano in Italia, in Grecia, oppure in Islanda e in Giappone, fino a raggiungere il continente americano. Tutte la tappa da segnare per una vacanza diversa dal solito, ma intrisa di fascino, meraviglia e mistero, alla scoperta dei luoghi che ospitano le porte dell’inferno.

Italia: i due luoghi in Campania

Il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi che si dice siano porte d’accesso per l’inferno non può che iniziare dall’Italia: è qui, in questa meravigliosa penisola che si srotola nel mar Mediterraneo e ricca di luoghi suggestivi, che si trova il Lago d’Averno. È in Campania, nei pressi di Pozzuoli ed è di origine vulcanica. La mitologia narra che si tratti di uno dei luoghi da cui si può accedere all’inferno, basti pensare che è stato lo stesso Virgilio a identificarlo come tale nel sesto libro dell’Eneide. Tra l’altro è interessante da raggiungere, perché nei suoi pressi si possono trovare resti del passato tutti da scoprire, come il Tempio d’Apollo: sala di un antico complesso termale visitabile quando vi sono aperture straordinarie.

Ma non solo: restiamo infatti nella medesima area della regione Campania e raggiungiamo poco distante l’antro della Sibilla Cumana che si trova in quella stessa area dove un tempo sorgeva l’antica città di Cuma, oggi suggestiva area archeologica. Si dice che fosse proprio qui che la Sibilla, sacerdotessa di Apollo, lavorasse. Anche questo luogo viene citato nell’Eneide di Virgilio come antro.

L’antro della Sibilla Cumana porta inferno
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L’antro della Sibilla Cumana: una porta dell’inferno

Roma, il luogo da scovare nei Fori Imperiali

Anche la Città Eterna, Roma, nasconderebbe tra le sue meravigliose e antiche rovine, uno degli ingressi per l’Ade. Una delle porte dell’inferno, infatti, pare possa trovarsi proprio in una delle zone più celebri della Capitale. Stiamo parlando dei Fori Imperiali dove si trova il Lacus Curtius. Livio racconta che qui, nel 362 a.C., si era aperta una voragine, ma che all’epoca nessun tentativo era riuscito a riempirla, se non gettandovi la cosa più preziosa per i romani, ovvero il coraggio. Nel buco – infatti – si narra che si sia lanciato un giovane cavaliere, a cui gli abitanti della città hanno fatto seguire frutti e offerte. Senza dubbio si tratta di una tappa imperdibile di un giro dei Fori Imperiali.

Capo Matapan in Grecia: un luogo antico e affascinante

Siamo nel punto più a sud della penisola balcanica, in uno dei Paesi europei più amati: la Grecia. Ed è proprio qui che troviamo Capo Matapan: secondo la mitologia greca in questo specifico luogo sorgeva la casa di Ade e non stupisce, quindi, che nell’antichità vi siano stati edificati alcuni templi, tra cui l’antico santuario e oracolo della morte Poseidone Tenaros, che è composto da due camere, di cui una con altare. Si dice che sia proprio da questa porta che è passato Orfeo per trovare Euridice. Al di là della leggenda, vale sempre la pena raggiungere questo Paese affascinante in cui storia e cultura si mescolano a paesaggi incredibili.

Islanda, la porta dell’inferno sotto il vulcano Hekla

Si deve tornare indietro nel tempo fino al Medioevo per identificare il vulcano Hekla come una delle porte dell’inferno, si trova in Islanda, nella zona sud-ovest di questo incredibile Paese che sembra uscito da un sogno: paesaggi che mutano sotto lo sguardo, natura selvaggia e bellezza allo stato puro. Se dovessimo tradurre il nome del vulcano Hekla potremmo scoprire che significa cappuccio, e la ragione è molto semplice: infatti la sua sommità spesso rimane celata dalle nuvole. Ha eruttato circa 20 venti volte, tra le più recenti quella datata 2000. E se si desidera vederlo in tutta la sua imponenza, basti sapere che è facile da ammirare se si programma un viaggio a Reykjavik dal momento che la distanza con la capitale dell’Islanda è di soli 150 chilometri, nei pressi vi è anche la suggestiva cascata Þjófafoss. Tappe imperdibili alla scoperta di luoghi indimenticabili.

Vulcano Hekla: porta dell' inferno
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In Irlanda il Vulcano Hekla: si racconta sia una porta dell’inferno

Hierapolis, in Turchia la porta dell’inferno

Siamo in Cappadocia, Turchia, ed è qui che si trova Hierapolis un luogo in cui si possono ammirare i resti dell’età Classica, con tantissime meraviglie come necropoli, porta di Frontino e un bellissimo anfiteatro. Ma non solo: vi sono calde acque termali, anche nelle terrazze bianche in cui immergersi in uno scenario di rara bellezza. Un posto unico, di grande meraviglia, in cui storia e natura si intrecciano per regalare una scenografia destinata a diventare uno dei ricordi di viaggio più preziosi.

Oltre a tutto questo, un’altra delle ragioni per cui vale la pena visitare questo luogo è che si racconta che è proprio qui che si trova una delle porte dell’inferno: quella dove un Cerbero a tre teste uccideva le persone con il suo respiro per sacrificarle al dio Plutone. L’aspetto curioso è che esiste una ragione che rende reale tutto questo: infatti vi è un punto in cui vi sono gas nocivi e che oggi – oltre a essere chiuso – si può ammirare solo da lontano.

Darvaza, in Turkmenistan: il cratere che brucia

Ci spostiamo nella zona centro nord del Turkmenistan dove si trova il cratere Darvaza nel deserto del Karakum. Un luogo davvero infernale: si tratta di un buco circondato da fiamme perenni, davvero il punto perfetto in cui possiamo immaginare di calarci nell’inferno. Ma come fa a essere così: pare che questa sua peculiarità sia determinata dalla presenza di grandi quantità di gas naturale (soprattutto metano) nel sottosuolo a cui è stato dato fuoco in seguito a un incidente di tipo industriale. Ma questo nulla toglie al suo fascino misterioso e un po’ terrificante; infatti, non vi è alcun dubbio nell’affermare che si tratta di un luogo davvero particolare e che toglie il fiato. Così simile a quello che nell’immaginario possiamo identificare come accesso all’Ade, da meritarsi l’appellativo di Porta dell’inferno. Il viaggio per raggiungerlo non è breve ma ne vale la pena.

Porta dell'inferno Darvaza in Turkmenistan
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Porta dell’inferno: il cratere Darvaza in Turkmenistan

Giappone: i setti inferni di Beppu

Restiamo in Asia e, più precisamente, in Giappone: è qui che si trovano i sette inferni di Beppu. Caratterizzati da acqua caldissima e gas, che ribollono, per raggiungerli bisogna andare nelle regioni di Kannawa e Kamegawa di Beppu. Si chiamano Jigoku, parola che significa proprio inferno, quello della tradizione buddista giapponese. La loro acqua è caldissima, i colori (alcune pozze raggiungono anche i 99 gradi) spaziano e quindi si passa dal turchese, al color fango, senza dimenticare il bianco e il rosso. Si tratta di una zona ovviamente celebre per le terme, da raggiungere per fare il pieno di relax e meraviglia. E per poter dire di aver ammirato da vicino una delle zone identificate come bocca dell’inferno.

Beppu in Giappone
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Giappone: i setti inferni di Beppu

Belize, le grotte dei Maya

Nell’America centrale si trova lo Stato del Belize e qui, a quanto pare, le porte dell’inferno si trovano dentro delle grotte. Sono quelle che sono state realizzate dai Maya e che avevano proprio lo scopo di raggiungere Xibalba, quel luogo sotto la terra dove passavano morti e vivi e regnavano gli dei della morte. Insomma: delle perfette porte per l’inferno. Un complesso di cavità celebre è l’Actun Tunichil Muknal, al cui interno sono state ritrovate le ossa di 13 persone, compresa la “fanciulla di cristallo”. Si trova nei pressi della città di San Ignacio, dalla quale partire alla volta di tante altre attrazioni turistiche particolarmente importanti come diversi siti archeologici legati alla civiltà Maya. Un luogo che vale la pena esplorare, per fare il pieno di storia e di cultura antica.

Pennsylvania: la porta dell’inferno a Hellam Township

Negli Stati Uniti e, più precisamente in Pennsylvania si trova la cittadina di Hellam Township. Apparentemente potrebbe sembrare un normale centro abitato dell’America del Nord, ma in realtà è culla di alcune storie paurose legate a un manicomio che sarebbe bruciato (ma non è mai esisto) e a un dottore. E tutte concordano sul fatto che è qui che si possono trovare le Sette porte dell’inferno. Si dice che, se si attraversano tutte, si arriva negli inferi. Una leggenda decisamente terrificante.

Il luogo di culto in Irlanda che porta al Purgatorio

Non più inferi, ma purgatorio: una leggenda ci porta in Irlanda, sulla piccola isola Station Island all’interno del lago Lough Derg. Qui si dice che Gesù nel passato più remoto abbia indicato a San Patrizio l’ingresso al purgatorio identificandolo in una grotta: oggi si chiama Pozzo di San Patrizio oppure Purgatorio di San Patrizio.

Dal set di Mare Fuori al Giappone gourmet: l’intervista a Nicolas Maupas che racconta i suoi viaggi più belli

28 juillet 2025 à 16:15

Attore rivelazione grazie a Mare Fuori, visto di recente nella produzione internazionale Il Conte di Montecristo, Nicolas Maupas viaggia molto per lavoro ma anche per piacere. Ogni set, ogni città, ogni incontro con una cultura diversa lo ha aiutato a costruire un personaggio, a scoprire qualcosa di nuovo su di sé. Lo abbiamo incontrato al Giffoni Film Festival 2025 dove è stato ospite per parlare della sua carriera con il giovane pubblico del festival dedicato al cinema per ragazzi giunto alla sua 55° edizione.

Molto posato e disponibile ha condiviso con noi il suo legame con il viaggio, le sue esperienze in Italia e nel mondo, e ci ha svelato quali paesi vorrebbe visitare nel prossimo futuro. In questa intervista ci racconta quanto contano i luoghi nel suo percorso artistico, le mete che più lo hanno colpito – dal Giappone alla Danimarca – e il suo modo di viaggiare: leggero, curioso, sempre affamato di esperienze (e anche di nuovi sapori).

Nicolas Maupas si racconta

Come attore quanto pensi sia importante una location per raccontare una storia, recitare in un posto che ti trasmette qualcosa ti aiuta a costruire un personaggio?

Mi sono reso conto che in alcune occasioni una location aiuta molto a empatizzare con una storia o con un periodo storico. Ad esempio quando ho girato Il Conte di Montecristo le riprese a Parigi, in particolare al Teatro dell’Opera, è stato suggestivo e di conseguenza sicuramente mi ha aiutato a entrare nel personaggio e nella vita di quell’epoca. Penso che aiuti tanto e che bisogna lasciarsi accompagnare dai luoghi e trovare il proprio posto.

Nicolas Maupas Mare Fuori
Ufficio stampa
Nicolas Maupas incontra i fan

C’è un posto che hai scoperto proprio grazie a un progetto che hai fatto?

Molti in realtà, a partire da Napoli con Mare Fuori, gran parte dell’Italia devo ammettere che la sto scoprendo grazie al mio lavoro. Sono arrivato in Francia tramite il mio lavoro, quindi sì, ogni volta è una scoperta. Anche Torino per esempio era un’ora di treno da casa mia dove vivevo prima ma non l’avevo mai girata a fondo.

Immagino che viaggi spesso con il tuo lavoro, cosa non manca mai nella tua valigia?

Mi capita di portarmi dei libri che però spesso non apro mai. Di solito viaggio molto leggero, non ho mai valigioni molto grandi quindi cerco di muovermi con il minimo indispensabile anche per essere più comodo possibile.

Ho letto che hai una passione per la cucina che consideri sempre legata al viaggio. Quindi immagino che quando viaggi sperimenti il cibo locale e non mangi italiano?

Sì, penso che non bisogna mai cercare l’Italia all’estero perchè poi si mangia in Italia. Ma recentemente sono stato in Giappone e gran parte del viaggio era basato su tappe culinarie e cose da provare, ora non ricordo i nomi di quello che ho mangiato perchè sono davvero complicati però ho provato di tutto. Sono stato in Danimarca e ho mangiato il pesce cucinato in una maniera diversa, e trovo interessante vedere come la stessa materia prima viene poi reinventata e riutilizzata a seconda del paese.

C’è un piatto strano che hai assaggiato e ti è rimasto impresso?

Non mi viene in mente un piatto in particolare, ma forse lo smørrebrød danese che è praticamente il pane nero di Copenaghen con topping di vario tipo come le acciughe.

Nicolas Maupas Giffoni
Ufficio stampa
Intervista Nicolas Maupas al Giffoni Film Festival 2025

C’è un posto dove ti sei sentito a casa anche se era la prima volta che lo visitavi e uno dove invece ti senti sempre un ospite?

I paesi nordici come l’Olanda, la Danimarca sono paesi dove mi sono sentito subito a casa anche perchè hanno un’architettura che mi ricorda la Francia e quindi qualcosa che riconosco. Il Giappone, nonostante sia una cultura molto lontana dalla nostra, riesce ad accoglierti in particolare modo, ma mi sentivo l’europeo che visitava un paese nuovo e ho provato un po’ più di distacco come turista.

Un posto che sogni di visitare che ancora non hai mai visto?

Il Giappone è stata una grande conquista per me però adesso mi interessa l’India, il Vietnam e anche luoghi del Nord Europa che ancora mi mancano.

 

Giappone, niente ingresso senza JESTA: la nuova registrazione obbligatoria

Par : elenausai10
26 juin 2025 à 12:29

Il Giappone ha ufficialmente annunciato l’introduzione di una pre-registrazione elettronica obbligatoria per i visitatori provenienti da 71 Paesi e territori esenti da visto. In linea con i modelli già adottati dagli Stati Uniti con l’ESTA e dal Regno Unito con l’ETA, quella giapponese prenderà il nome di “JESTA” (Japan Electronic System for Travel Authorization) e verrà introdotto entro il 2028.

Questo è ciò che è stato dichiarato durante una conferenza stampa dal Ministro della Giustizia giapponese Keisuke Suzuki, il quale ha spiegato che, alla base di questo cambiamento, c’è la volontà di modernizzare i processi di immigrazione e gestire il crescente afflusso di turisti, garantendo al contempo la sicurezza nazionale.

Che cos’è JESTA

Il turismo è da tempo un pilastro dell’economia giapponese e, mentre il Paese punta a raggiungere la cifra record di 60 milioni di visitatori annuali entro il 2030, sfide come l’overtourism e la gestione delle frontiere sono diventate preoccupazioni pressanti per il governo. Ed è qui che entra in gioco il sistema JESTA, grazie al quale potrà avere accesso a tutta una serie di informazioni sul passaporto, sugli scopi del viaggio e persino dettagli specifici come contatti commerciali o istituzioni mediche.

JESTA non è un visto tradizionale, in quanto il Giappone ha stretto accordi con 71 Paesi, tra cui l’Italia, che consentono ai loro cittadini di viaggiare nel Paese senza dover richiedere un visto formale. Bensì, si tratta di un nuovo sistema elettronico di autorizzazione al viaggio, obbligatorio anche per i turisti italiani e per tutti coloro che finora potevano entrare senza visto.

JESTA, quindi, funzionerà come un pass digitale da richiedere prima della partenza, così da ottenere il permesso di ingresso nel Paese.

Come funziona JESTA, dove richiederlo e quanto costa

Per adesso, se avete organizzato un viaggio in Giappone, non cambierà nulla: tuttavia, seppur inizialmente il governo giapponese avesse fissato il lancio di JESTA per il 2030, il Ministro della Giustizia ha confermato che l’entrata in vigore avverrà entro la fine dell’anno fiscale 2028.

Una volta attivo, dovrete richiederlo online prima di partire compilando, sul sito ufficiale, un’apposita domanda. Qui dovrete fornire diverse informazioni, compreso il motivo del soggiorno e l’indirizzo dell’alloggio in cui dormirete durante il viaggio. Un aspetto positivo è che l’autorizzazione sarà valida per più anni, facilitando così i viaggi ripetuti senza dover compilare la domanda ogni volta.

In generale, per i soggiorni turistici la durata rimane invariata: fino a 90 giorni senza bisogno di visto. L’ingresso di JESTA sarà utile alle autorità, che potranno monitorare gli ingressi e assicurarsi che i visitatori rispettino le tempistiche di permanenza.

Non essendo ancora operativo, non si sa ancora quanto costerà presentare la domanda online. In generale, si prevede un costo simile a quello dei sistemi di autorizzazione digitale già attivi in altri Paesi, quindi indicativamente tra i 15 e i 20 euro.

Gli Juhyou, i mostri di neve sul Monte Zao in Giappone sono in pericolo

5 juin 2025 à 15:58

D’inverno, sulla cima del Monte Zao, un vulcano che si erge tra le prefetture giapponesi di Yamagata e di Miyagi, fa talmente freddo che le formazioni ghiacciate accumulate sui tronchi e i rami degli alberi evocano creature mostruose fatte di neve. Il ghiaccio trasportato dal vento si ricopre ripetutamente di neve, creando forme imponenti sui pendii della montagna. Questi famosi Juhyo o Juhyou o “mostri di neve” insieme alla cosiddetta “foresta ghiacciata” fatta di abeti completamente bianchi ricoperti di neve attraggono visitatori per tutto l’inverno.

Un fenomeno naturale che, a causa delle condizioni meteorologiche uniche che lo caratterizzano, è raro vedere fuori dal Giappone. Ma sono anche una vera e propria attrazione che raggiunge il suo culmine nel mese di febbraio quando si formano i “mostri di neve“, tanto che durante un festival dedicato vengono illuminati da luci colorate al calar del sole creando un effetto ottico unico e impagabile.

Ma dagli esperti climatologi arriva un allarme: con l’attuale ritmo dei cambiamenti climatici, “mostri di neve” del Giappone sono destinati a scomparire entro questo secolo. I juhyou, infatti, si starebbero formando ad altitudini più elevate rispetto a prima. Anche gli ambienti adatti alla loro formazione si starebbero riducendo. Ne ha scritto anche il New York Times, secondo il quale l’entità e la durata dei mostri di neve risultano in costante peggioramento a causa dell’aumento delle temperature. La temperatura media in Giappone è aumentata di 1,3°C nel secolo scorso. Se non verranno adottate misure efficaci, si prevede che entro la fine del secolo la temperatura aumenterà di altri 4,5°C.

Come si formano i Juhyo

Il freddo intenso e i venti siberiani che raccolgono l’umidità dal Mar del Giappone e che si concentrano a queste latitudini creano una condizione di “over-saturation” in cui l’umidità nell’aria si condensa e si congela sugli “alberi di ghiaccio”. Le goccioline di acqua che si congelano sugli alberi creano un accumulo di ghiaccio e neve che, plasmato dai venti, assume forme spettacolari e quasi mostruose.

Quando vedere i mostri di neve

La stagione dei “mostri di neve” inizia a dicembre e durano all’incirca fino a marzo. I mostri raggiungono il massimo splendore tra la metà di febbraio e la metà di marzo. Questi mostri si trovano sui pendii più alti della montagna.

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Fonte: Getty Images
I Juhyo sul Monte Zao in Giappone

Come visitare i mostri di neve

Sul Monte Zao si può sciare. Dalla stazione di Zao Sanroku, si prende la funivia Sanrokusen per arrivare fino alla stazione di Juhyo Kogen e Jizo Sancho. Il comprensorio attrezzato con 25 piste da sci di diversi livelli, tre funivie e un trampolino per il salto con gli sci. Il fenomeno dei “mostri di ghiaccio” si può osservare solo su alcune delle piste: la pista Kurohime ha accesso diretto ai Juhyo, la cima della Utopia è affollata di “mostri”, la pista rossa Juhyogen lunga 10 chilometri attraversa per 2 km gli “alberi di ghiaccio” ed è a dir poco spettacolare, la pista Chuo è tra le più facili e consente veramente a tutti di ammirare i Juhyo e la pista Paradise – il nome è tutto un programma -, anch’essa una rossa e quindi non adatta a tutti, attraversa sia i “mostri di neve” sia la foresta ghiacciata.

Anche chi non scia può ammirare queste figure mostruose e l’ideale è affidarsi a una guida locale che organizza escursioni a piedi attraverso le foreste di Juhyou, consentendo ai visitatori di osservare da vicino questo fenomeno naturale. Di sera si sale a bordo della motoslitta Nightcruiser e si assiste allo spettacolo notturno dei mostri illuminati da incredibili luci colorate.

Soggiornare nello Zao Onsen Ski Resort

Il comprensorio sciistico offre diverse soluzioni per chi desidera soggiornare anche solo una notte o trascorrervi un’intera vacanza. Ci sono hotel tradizionali, lodge e chalet in stile svizzero ma anche tipici ryokan del Giappone.

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Fonte: Getty Images
Illuminazione notturna dei “mostri di neve”

La fonte termale Zao Onsen

La stazione sciistica si chiama Zao Onsen dove per “onsen” in giapponese si intende una sorgente termale. Infatti, in questo ski resort si trova una fonte di acqua termale sulfurea di 1900 anni che apporta benefici alla circolazione sanguigna, all’ipertensione, alla pelle, ai dolori articolari e allo stress e pare abbia poteri ringiovanenti tanto da essere soprannominata “fonte di bellezza”. Dopo una giornata trascorsa sulle piste da sci, rilassati in uno degli stabilimenti termali pubblici o all’aperto di Zao è l’attività più popolare.

Come arrivare sul Monte Zao

Situata sulle montagne della Prefettura di Yamagata, la stazione sciistica di Zao Onsen dista 40 minuti in autobus dalla stazione di Yamagata. Lo shinkansen Yamagata Tsubasa collega Tokyo alla stazione di Yamagata in due ore e mezzo. In aereo, dall’aeroporto Haneda di Tokyo a quello di Yamagata è necessaria solamente un’ora di volo. Da lì, ci vorrà poi un’ora in autobus per arrivare a destinazione. In auto da Tokyo sono 375 km.

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Fonte: Getty Images
Ciaspolata tra le formazioni di ghiaccio mostruose sul Monte Zao

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