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Dove andare a novembre in Europa, dal calore dell’Andalusia alle aurore dell’Islanda

Par : elenausai10
27 octobre 2025 à 12:30

Novembre è uno dei mesi più sottovalutati per partire. Eppure, in questo periodo le folle estive si sono ormai diradate, i prezzi tornano più accessibili e ogni destinazione rivela un volto più autentico. È il momento ideale per chi cerca un viaggio che unisca scoperta e tranquillità, tra atmosfere accoglienti, paesaggi sorprendenti e città dal fascino senza tempo. Dalle temperature miti dell’Atlantico ai cieli del nord che si tingono di magia, novembre offre esperienze uniche a ogni latitudine.

Se sognate una fuga al ‘caldo’, l’Andalusia è un paradiso, mentre per un’immersione nella storia e nella cultura, Atene e Valletta sono scrigni mediterranei da vivere con lentezza. E per chi ama l’atmosfera nordica, l’Islanda ed Edimburgo regalano emozioni tra aurore boreali, castelli e luci che preannunciano l’inverno.

Scoprite dove andare a novembre in Europa e lasciatevi ispirare dai nostri consigli.

Perché è il momento di organizzare un viaggio a Keflavik in Islanda

Par : elenausai10
20 septembre 2025 à 17:30

Molte persone parlano di Keflavik come un semplice punto di transito per raggiungere altre mete grazie alle numerose connessioni offerte dall’aeroporto internazionale. Il fraintendimento è facile, perché non vanta architetture scenografiche come Reykjavík e non possiede esattamente il tipo di paesaggio che tutti sognano di vedere in Islanda e che cattura l’occhio con tratti mozzafiato.

La verità, però, è un’altra: ciò che è significativo di questa zona è che la sua è una bellezza sottile, intrisa di storia, cultura e scenari naturali nei dintorni. Situata sulla penisola di Reykjanes, offre un assaggio diverso dell’Islanda, lontano dalla frenesia della capitale, ma comunque facilmente accessibile.

Vi abbiamo incuriosito? Sappiate che dal 2026 raggiungere Keflavik sarà ancora più semplice grazie ai nuovi collegamenti diretti dall’Italia, il che la rende una meta ideale per un weekend lungo o come punto di partenza per un’avventura islandese.

Cosa vedere a Keflavik e dintorni

Nonostante le sue dimensioni contenute, Keflavik e la circostante penisola di Reykjanes offrono diverse attrazioni che catturano un lato dell’Islanda poco noto.

Quando i visitatori guardano il paesaggio, devono conoscere la storia dietro questo luogo. Il modo migliore per farlo è visitando il Viking World Museum, un museo che celebra la storia vichinga nel Paese. Qui è possibile ammirare una replica a grandezza naturale di una nave vichinga, l’Íslendingur, che ha ripercorso il viaggio di Leif Erikson verso il Nord America. Il museo offre anche mostre interattive sulla cultura e la mitologia norrena. Se invece volete conoscere la storia locale, sbirciando nella vita e nelle tradizioni di questa zona, consigliamo di fare tappa al Duushús Museum.

La narrazione di Keflavik passa anche dai suoi luoghi naturali, come Skessuhellir o The Giantess Cave, una grotta che ospita la statua di una gigantessa, personaggio di una fiaba locale, un’attrazione particolarmente amata dai bambini e da chiunque apprezzi il folklore islandese. Anche la Laguna Blu, situata a poca distanza da Keflavik, rappresenta una tappa obbligata. Le sue acque geotermiche ricche di minerali sono perfette per un bagno rilassante e rigenerante.

Infine, noleggiate un’auto e andate alla scoperta della Penisola di Reykjanes, tra paesaggi vulcanici mozzafiato, campi di lava, sorgenti termali ribollenti come Seltún, il lago Kleifarvatn con le sue leggende e il Bridge Between Continents, un simbolo della divisione delle placche tettoniche eurasiatica e nordamericana.

Come raggiungere Keflavik dall’Italia

A partire dal 2026, l’aeroporto internazionale di Keflavik sarà molto più accessibile per chi proviene dall’Italia! Icelandair ha annunciato l’introduzione di un nuovo volo diretto dall’aeroporto di Venezia (VCE) a Keflavik (KEF), operativo a partire dal 22 maggio al 18 ottobre 2026. I voli saranno disponibili tre volte a settimana, il martedì, venerdì e domenica, con comode opzioni per viaggi di diversa durata.

I passeggeri italiani in arrivo all’aeroporto islandese potranno anche usufruire del network della compagnia in coincidenza per Chicago, Washington, Baltimora, Toronto, Seattle, New York e Boston; mentre al rientro il volo per Venezia sarà in coincidenza con tutte 18 le città servite da Icelandair in Nord America.

Siete pronti a partire? Le prenotazioni dei nuovi voli del vettore sono già aperte!

Alla scoperta di Grímsey, l’isola con 20 abitanti e milioni di uccelli

7 septembre 2025 à 09:55

A circa quaranta chilometri dalle coste settentrionali dell’Islanda, laddove l’oceano incontra il Circolo Polare Artico, appare Grímsey, un’isola di appena 6,5 chilometri quadrati che rappresenta l’avamposto abitato più settentrionale del Paese e conserva un fascino raro, quello delle terre che sembrano appartenere più al vento e al mare che all’uomo. Qui la natura non concede tregua: anche in una limpida giornata d’agosto, le raffiche possono spazzare via ogni illusione di calma e rendere ogni passo una piccola sfida.

È una dimensione sospesa, un’isola che obbliga chi la raggiunge a confrontarsi con gli elementi e a lasciarsi avvolgere dal suo isolamento estremo.

Il regno degli uccelli marini

Appena si mette piede sull’isola, si ha la sensazione di ritrovarsi in un mondo dominato dagli uccelli: le scogliere di basalto si trasformano in imponenti condomini naturali dove nidificano migliaia di specie. Le sterne artiche, famose per le acrobazie aggressive contro chi osa avvicinarsi troppo ai nidi, sono le vere custodi della costa, ma non sono le sole: pulcinelle di mare dal becco colorato, gabbiani tridattili, gazze marine e urie popolano in massa questo lembo di terra.

I numeri parlano da soli: si stima che gli uccelli superino gli abitanti con un rapporto impressionante di cinquantamila a uno. È un’esplosione di vita che riempie il cielo e che, stagione dopo stagione, trasforma Grímsey in un paradiso per ornitologi e viaggiatori in cerca di spettacolo naturale.

Un villaggio che resiste

Il piccolo villaggio si concentra nella zona sud-occidentale, in una manciata di case che sembrano resistere al vento come fari nella tempesta: Sandvík è un centro comunitario che tiene viva l’anima dell’isola con una scuola (usata anche come spazio culturale), una galleria di artigianato, un bar che propone maglieria e prodotti locali, oltre a una chiesa, una biblioteca e persino una piscina.

Non mancano un piccolo negozio di alimentari, aperto solo un’ora al giorno, e un ristorante che funge da punto d’incontro per gli isolani e i pochi visitatori. La pista di atterraggio, che collega Grímsey al resto dell’Islanda con brevi voli da Akureyri, diventa spesso anche il luogo preferito dagli uccelli per sostare, quasi a testimoniare come qui i confini tra spazi umani e naturali siano labili.

Storie di isolamento e leggenda

Scatto panoramico col drone dell'isola di Grímsey in Islanda
iStock
Veduta panoramica dal drone dell’isola di Grímsey

Secondo la tradizione, il nome deriverebbe da un colono norvegese, Grímur, proveniente dal distretto di Sogn, in Norvegia. La prima menzione documentata risale all’XI secolo, quando l’Heimskringla narra che il re norvegese Ólafur chiese in dono l’isola come segno di alleanza. I capi locali rifiutarono, consapevoli del valore di Grímsey, ricca di pesci e uccelli marini, troppo preziosa per essere ceduta.

La vita a Grímsey non è mai stata semplice. Fino al 1931, l’unico contatto con la terraferma avveniva due volte l’anno, grazie a piccole imbarcazioni che trasportavano la posta. L’assenza di un porto naturale, il clima ostile e le imbarcazioni a remi rendevano la pesca (principale fonte di sostentamento) un’impresa rischiosa, che nel XVIII secolo ridusse la popolazione a causa di malattie e incidenti in mare. Eppure, l’isola ha sempre trovato un modo per sopravvivere, accogliendo pescatori e commercianti che garantivano uno scambio vitale con la costa.

Grímsey oggi, tra passato e futuro

Oggi Grímsey è un microcosmo che attrae chi desidera “toccare con mano” il Circolo Polare Artico e vivere un’esperienza fuori dal comune. Non ci sono ospedali né stazioni di polizia; in caso di emergenza, gli stessi abitanti sono stati addestrati dalla Guardia Costiera a prestare i primi soccorsi: una tale autosufficienza, frutto di necessità, alimenta un senso di comunità che altrove si è ormai perso.

Visitare Grímsey è una lezione di resilienza, ma anche un viaggio al cospetto dell’Islanda più autentica e inaccessibile che mantiene intatto il legame tra uomo e natura.

Panorama dell'isola di Grímsey in Islanda
iStock
Veduta panoramica dell’isola di Grímsey

Aurora boreale, l’equinozio d’autunno sarà il momento migliore per vederla (per i prossimi 10 anni)

Par : losiangelica
2 septembre 2025 à 10:09

Molti esperti parlano del fatto che tra l’1 e il 2 settembre l’aurora boreale sia stata ben visibile e intensa per la previsione di tempeste magnetiche intense che hanno acceso l’entusiasmo, ma a quanto pare c’è una bella notizia: settembre sarà un ottimo momento per vedere il fenomeno che, proprio nel giorno dell’equinozio, sarà intensa con un picco capace di segnare un’epoca. L’occasione rara difficilmente si ripeterà con la stessa intensità prima del 2035.

Perché l’aurora boreale del 22 settembre sarà così speciale

L’equinozio d’autunno, il 22 settembre, sarà l’occasione migliore per osservare lo spettacolo dell’aurora boreale. Nel giorno in cui sole, terra e campo magnetico terrestre avranno una particolare geometria, la connessione diretta tra vento solare e magnetosfera accenderà il fenomeno.

Gli scienziati parlano dell’effetto Russel-McPherron che, spiegato in parole semplici, mostra la presenza di “fessure” nel campo magnetico terrestre permettendo a una maggiore quantità di particelle solari di penetrare nell’atmosfera. È lì che, entrando in collisione con ossigeno e azoto, rilasciano energia sotto forma di spettacolari bagliori verdi, rossi e violacei.

Il risultato? Le probabilità di assistere a un’aurora boreale si impennano, non solo nelle regioni artiche ma anche a latitudini insolitamente basse.

Le voci più autorevoli hanno raccontato il ciclo attuale iniziato nel 2019 che, secondo alcuni studi e ricerche, sarebbe prossimo ad avere il picco massimo. Dopo le tempeste del 2024, davvero intense e memorabili, il 2025 potrebbe essere l’ultimo capitolo del ciclo legato a questa attività solare prima che cali gradualmente fino alla metà del prossimo decennio.

Il periodo coincide perfettamente con il ciclo che regola l’attività della nostra stella. Basti sapere che il sole è costellato di macchie e zone di intensa attività magnetica e produce esplosioni potente che, muovendosi in direzione del nostro pianeta, aumentano la possibilità di godersi lo spettacolo scenografico nel cielo.

L’aurora boreale non tornerà così fino al 2035

Se è vero che l’aurora boreale non sparirà con la fine del massimo solare, è altrettanto vero che la sua intensità diminuirà sensibilmente. Alle latitudini più elevate, Canada, Islanda, Norvegia, Finlandia e Svezia, sarà comunque possibile ammirarla con regolarità, ma difficilmente raggiungerà la forza capace di spingersi fino a zone più meridionali.

Ecco perché l’equinozio del 2025 è così speciale: potremmo trovarci di fronte all’ultima occasione, per almeno dieci anni, di assistere ad aurore potenti e diffuse anche in regioni non solitamente privilegiate. Insomma, il 22 settembre sarà un giorno speciale per gli appassionati di astronomia e rientra tra i momenti migliori per vedere l’aurora boreale.

Dove vedere l'aurora boreale nel 2025
iStock
Il momento più intenso per osservare l’aurora boreale nel 2025

I luoghi migliori dove vedere l’aurora boreale a settembre 2025

Se sogni di vedere l’aurora boreale al suo massimo splendore oltre alla data dell’equinozio, segnati questi luoghi. La massima intensità, ovviamente, sarà legata al circolo polare artico: Islanda, Norvegia settentrionale, Svezia, Finlandia e Groenlandia offrono scenari incredibili grazie ai cieli bui e limpidi. Lo spettacolo naturale, però, sarà visibile persino in Canada.

L’attività prevista è così intensa che forse, in caso di cielo limpido e lontano da inquinamento luminoso, in regioni come il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige potrebbe dare spettacolo.

Il consiglio? Allontanarsi il più possibile dall’inquinamento luminoso e monitorare i bollettini geomagnetici. Se sei appassionato d’astronomia non perdere l’occasione: per un decennio non sarà più così magica e ad effetto wow seppur sarà ancora possibile osservarla, con un’intensità ridotta.

Goðafoss, la cascata degli Dei: dove leggenda e natura si incontrano in Islanda

20 août 2025 à 15:22

Tra i paesaggi spettacolari che l’Islanda regala ai suoi visitatori, le cascate occupano un posto d’onore. L’isola ne ospita centinaia, ma alcune spiccano per bellezza, accessibilità e valore storico.

Tra queste, una delle più amate e fotografate è senza dubbio la cascata di Goðafoss, conosciuta anche come la “cascata degli Dei”. Situata nella parte settentrionale del Paese, lungo il corso del fiume Skjálfandafljót, questa meraviglia naturale è un luogo in cui storia e leggenda si intrecciano con la potenza della natura islandese.

Con i suoi 12 metri di altezza e i 30 metri di larghezza, Goðafoss non è la cascata più grande dell’isola, ma è una delle più scenografiche e suggestive, capace di emozionare in ogni stagione dell’anno.

Storia e caratteristiche della cascata di Goðafoss

Il fiume Skjálfandafljót, lungo circa 180 km, nasce dal ghiacciaio Vatnajökull e scorre verso il mare, modellando un paesaggio ricco di contrasti. Lungo il suo corso, le acque si infrangono nella spettacolare caduta della Goðafoss, creando un fronte d’acqua che può essere ammirato facilmente da entrambi i lati grazie alla presenza di un ponte che collega le sponde.

Il nome Goðafoss deriva da un episodio fondamentale della storia dell’Islanda. Intorno all’anno 1000 d.C., il re islandese Þorgeir Ljósvetningagoði, incaricato di decidere il futuro religioso del Paese, scelse di convertirlo ufficialmente al cristianesimo.

La leggenda narra che per sancire la sua decisione, gettò le statue degli antichi Dei pagani nella cascata, trasformando quel luogo in un simbolo di cambiamento e di rinascita. Da allora Goðafoss è ricordata come la “cascata degli Dei” e la leggenda contribuisce a renderla ancora più affascinante.

Dal punto di vista naturalistico, la cascata offre uno spettacolo diverso in base alla stagione. In estate, i raggi del sole illuminano le acque in caduta creando giochi di luce e riflessi che incantano fotografi e viaggiatori. In inverno, invece, la cascata si trasforma in una vera e propria scultura naturale, con blocchi di ghiaccio e formazioni spettacolari che rendono l’atmosfera magica.

Alla scoperta della cascata di Goðafoss
iStock
Cascata di Godafoss in inverno

La zona intorno a Goðafoss è caratterizzata da un paesaggio vulcanico e selvaggio, tipico dell’Islanda del nord. Qui non è raro incontrare esemplari di fauna locale come renne, volpi artiche e perfino foche lungo i corsi d’acqua. Per gli amanti della fotografia, la cascata rappresenta un set naturale perfetto, capace di regalare immagini uniche in ogni momento dell’anno.

Visitare la cascata: consigli e informazioni utili

La cascata di Goðafoss si trova a metà strada tra Akureyri e il Lago Mývatn.
Raggiungere la cascata è molto semplice: dal parcheggio parte un breve sentiero che conduce ai principali punti panoramici.

Per chi lo desidera si può scendere fino al livello del fiume: una delle esperienze più emozionanti. Un piccolo tracciato, talvolta un po’ scivoloso dopo la pioggia, permette di avvicinarsi all’acqua e di percepire tutta la forza del salto. Da questa prospettiva, la cascata appare ancora più imponente e le fotografie risultano particolarmente spettacolari.

Un altro momento consigliato per la visita è la mattina presto. In condizioni di sole, i raggi che filtrano dietro l’osservatore creano un arcobaleno che si forma proprio sopra il salto d’acqua, regalando uno degli spettacoli naturali più suggestivi dell’Islanda.

L’Islanda ha organizzato un festival epico per celebrare l’eclissi solare totale del 2026

18 août 2025 à 07:30

Ci sono eventi che capitano una volta ogni tanto e poi ci sono quelli che letteralmente non si ripeteranno più in una vita intera. L’Islanda, terra di ghiaccio e di fuoco, si prepara a ospitare uno di questi momenti irripetibili: l’eclissi solare totale del 2026. E, siccome gli islandesi non sanno fare le cose a metà, per celebrarla hanno deciso di organizzare un festival che promette di essere epico, un concentrato di musica, arte, scienza e spiritualità incastonato in uno dei paesaggi più selvaggi e suggestivi del pianeta.

Dal 12 al 15 agosto 2026, la penisola di Snæfellsnes diventerà quindi il cuore pulsante di un evento che unisce astronomia, cultura e magia collettiva. Quattro giorni in cui il sole e la luna daranno spettacolo in cielo, mentre sulla terra l’umanità danzerà, ascolterà musica, parteciperà a rituali cosmici e si lascerà attraversare da quell’energia unica che solo un’eclissi totale può scatenare.

Quando avverrà l’eclissi solare totale del 2026

Per capire l’eccezionalità di quello che accadrà bisogna guardare indietro nel tempo: l’ultima eclissi totale visibile dall’Islanda risale al 1954. Questa volta, invece, l’appuntamento è fissato al 12 agosto 2026 alle 17:47: due minuti di buio surreale in cui il sole e la luna si allineeranno perfettamente, trasformando il cielo in un palcoscenico sospeso.

Ma non è tutto. L’eclissi coinciderà con il picco delle Perseidi, lo sciame meteorico più spettacolare dell’anno. Tradotto: oltre al brivido di trovarsi immersi nell’oscurità totale, sarà possibile ammirare decine di stelle cadenti che squarciano il cielo notturno, senza le luci artificiali a disturbare lo show. Una combo così perfetta che sembra scritta niente di meno che dagli dèi nordici.

Il programma dell’Island Eclipse Festival

L’Iceland Eclipse Festival non sarà una semplice celebrazione scientifica, ma un’esperienza multisensoriale. In programma ci sono concerti, performance artistiche, installazioni luminose e attività immersive pensate per accompagnare l’attesa e il momento clou dell’eclissi.

La line-up è già scintillante: tra i nomi confermati ci sono Berlioz e Meduza, pronti a trasformare il paesaggio vulcanico in una gigantesca dancefloor sotto le stelle. Ma non solo musica: ci saranno talk con scienziati e visionari, cerimonie collettive, esperienze di wellness, meditazioni guidate e pratiche spirituali ispirate alle tradizioni delle antiche comunità che da sempre celebrano i fenomeni celesti.

L’anima del festival è proprio questa: unire la modernità della musica elettronica e delle arti digitali con la dimensione ancestrale del cielo e dei suoi misteri. Non a caso l’evento è co-creato da IMXP, piattaforma di esperienze immersive e da Secret Solstice, il celebre festival islandese che ogni anno celebra il sole di mezzanotte.

Dove dormire durante il festival

Chi parteciperà all’evento qui in Islanda potrà scegliere tra alloggi privati e guesthouse locali a Hellissandur, un villaggio di pescatori che oggi si fregia del titolo di “capitale islandese della street art”, oppure vivere appieno lo spirito nomade con soluzioni di camping e glamping direttamente sul sito del festival. Immaginate di addormentarvi in tenda circondati da montagne vulcaniche e di svegliarvi con il mare del Nord Atlantico che vi ruggisce accanto: non è il solito campeggio.

Oltre allo spettacolo naturale e al divertimento, l’Iceland Eclipse Festival ha un’anima profonda. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di creare un ponte tra islandesi e comunità globali, unendo persone di culture diverse in un momento di connessione universale.

Chi vorrà partecipare dovrà sbrigarsi: i ticket sono già richiestissimi e, come recita il claim del festival, questo è davvero un evento “once in a lifetime”. Perché sì, nel 2196 ci sarà un’altra eclissi in Islanda…ma dubitiamo che avrete voglia di aspettare così a lungo.

Lago di Mývatn, natura vulcanica e vita unica al mondo

16 août 2025 à 16:25

Il lago di Mývatn è uno di quei luoghi che sembrano usciti da un racconto fantastico, dove la natura si esprime in forme e colori che altrove non si vedono. Situato lontano dal mare nel nord dell’Islanda, a circa 83 km da Akureyri, è immerso in un paesaggio che sembra appartenere a un altro pianeta: distese nere di lava, colline modellate da antiche eruzioni e fumarole che liberano nuvole bianche di vapore.

La prima sensazione, arrivando a Mývatn, è quella di trovarsi davanti a un contrasto quasi impossibile: l’acqua calma e limpida che riflette il cielo è incorniciata da un ambiente vulcanico duro e spigoloso. Non c’è il mare all’orizzonte, non ci sono grandi città nelle vicinanze, ma solo ampie pianure laviche, soffioni e le solfatare del Krafla. È una terra di silenzio, interrotto solo dal vento e dal richiamo degli uccelli.

Le origini del lago di Mývatn

Il nome stesso del lago di Mývatn rivela una delle sue caratteristiche più sorprendenti: “Mývatn” significa infatti “lago degli insetti”. Soprattutto nei mesi estivi, milioni di piccoli insetti riempiono l’aria e formano una parte fondamentale dell’ecosistema. Grazie a loro, numerose specie di uccelli trovano qui un’abbondante fonte di cibo, facendo di Mývatn una delle aree più importanti per il birdwatching in Islanda.

Ma Mývatn non è solo un paradiso per la fauna: è anche una finestra sulla potenza geologica dell’isola. Questo lago, così tranquillo in apparenza, è il risultato di una serie di eventi vulcanici che hanno plasmato la regione nel corso dei secoli.

Visitandolo, si può letteralmente camminare lungo le cicatrici lasciate dal magma, osservare i crateri nati da esplosioni di vapore e salire fino alla caldera del vulcano. Non è un semplice paesaggio: è un museo naturale a cielo aperto, dove ogni dettaglio racconta la storia della Terra.

Il vulcano Krafla e il “Fuoco di Mývatn”

Il vulcano Krafla – uno tra i più attivi di tutta l’Islanda – domina l’orizzonte e la storia di questa regione. La sua caldera, di dieci chilometri di diametro, è una delle più imponenti del Paese. Tra il 1724 e il 1729, la zona fu teatro di un fenomeno geologico straordinario, ricordato come il “Fuoco di Mývatn”.

In quegli anni si aprì una frattura lunga oltre 90 chilometri, larga circa dieci e profonda due, dalla quale emersero enormi quantità di lava, trasformando radicalmente il paesaggio.

Queste fratture sono il risultato del movimento divergente di due placche tettoniche: per secoli la crosta terrestre si deforma finché, improvvisamente, si apre, permettendo al magma di risalire. A Mývatn, questa attività ha creato un nuovo altopiano basaltico e spettacolari pseudocrateri, piccoli coni formati dall’esplosione di vapore quando la lava incandescente incontrò l’acqua.

Oggi, un’escursione verso il Krafla permette di vedere da vicino questa geologia viva. La strada sale tra pendii di palagonite, una roccia vulcanica che con il tempo assume sfumature brune e dorate. Lungo il percorso si ammirano i pennacchi bianchi delle fumarole dove il terreno fuma e ribolle, fino ad arrivare alla centrale geotermica di Kröflustöð, che sfrutta undici fumarole per produrre energia pulita.

Il punto più spettacolare è il cratere Viti, “cratere dell’inferno”, formatosi proprio all’inizio del “Fuoco di Mývatn” nel 1724, questa depressione di 320 metri di diametro oggi è riempita da un lago di acqua turchese. Il contrasto tra il colore intenso dell’acqua e la nuda roccia vulcanica circostante è uno degli scorci più fotografati dell’Islanda del Nord.

Le acque speciali del lago

Oltre alla sua geologia spettacolare, Mývatn è un laboratorio vivente per gli studiosi di ecologia. Le sue acque sono eutrofiche, cioè ricchissime di nutrienti, con un contenuto di fosfati doppio rispetto alla media mondiale dei laghi. Questa abbondanza favorisce la crescita di alghe in quantità straordinaria, creando un habitat ricco ma anche delicato.

L’eutrofia, infatti, ha un lato oscuro: quando le alghe muoiono e si decompongono, il processo consuma ossigeno, e in alcune aree del lago si formano sacche d’acqua quasi prive di vita. Nonostante questo, Mývatn resta un santuario per la fauna aerea. Gli insetti proliferano grazie all’abbondanza di alghe e detriti organici, diventando cibo per migliaia di uccelli migratori.

Il lago Myvatn e la natura vulcanica in Islanda
iStock
Lago Myvatn, Islanda

Le zone umide intorno al lago sono un mosaico di habitat: paludi, prati, piccoli corsi d’acqua e isolotti ricoperti di vegetazione. Camminare lungo le rive permette di osservare non solo gli uccelli ma anche le formazioni rocciose create dal contatto esplosivo tra lava e acqua. I pseudocrateri di Skútustaðir, ad esempio, sono facilmente raggiungibili e offrono una vista privilegiata sul lago e sul paesaggio circostante.

I bagni naturali di Mývatn: relax geotermico tra i campi di lava

Dopo una giornata passata tra escursioni e avvistamenti di fauna, non c’è nulla di meglio che immergersi nelle calde acque geotermali di Mývatn. Questi bagni naturali, spesso descritti come la “Laguna Blu dell’Islanda del Nord”, offrono un’esperienza più autentica, con un’atmosfera tranquilla e prezzi più accessibili rispetto alla famosa sorella del sud.

Le piscine, alimentate da sorgenti calde sotterranee, sono disposte a diverse temperature per soddisfare ogni preferenza. L’acqua, ricca di minerali, ha un colore lattiginoso che contrasta con il nero delle rocce circostanti, creando un effetto visivo affascinante.

L’esperienza inizia seguendo la tradizione islandese: si lasciano le scarpe all’ingresso, si ripongono gli abiti negli spogliatoi, si fa una doccia calda e poi si esce all’aperto, dove il vapore si mescola all’aria fresca del nord.

Il fondo delle vasche può essere leggermente scivoloso, ma una volta immersi ci si dimentica di tutto, godendo di un panorama che alterna campi di lava, colline lontane e il cielo mutevole dell’Islanda che sorveglia altre meraviglie come Reynisdrangar, la spiaggia nera più suggestiva, e Reykjavik, la città più a nord del mondo.

Oltre al relax, i bagni di Mývatn offrono anche un piccolo ristorante e servizi per i visitatori, permettendo di trascorrere qui ore piacevoli tra un’immersione e l’altra. È il perfetto completamento di un viaggio alla scoperta di uno dei luoghi più affascinanti dell’Islanda settentrionale.

Viaggiare sicuri: i Paesi più pericolosi secondo la Farnesina

Par : marcobaldini
31 juillet 2025 à 11:58

ViaggiareSicuri è il portale ufficiale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che offre aggiornamenti dettagliati su ogni Paese del mondo. Prima di partire, è sempre utile consultarlo per acquisire una conoscenza approfondita della destinazione e per informarsi sulle condizioni geopolitiche attuali. In alcune aree attualmente, infatti, è fortemente sconsigliato recarsi per motivi di sicurezza legati a disordini politici, crimine, instabilità sociale o minacce ambientali come uragani, terremoti e tsunami. Ecco una lista delle principali zone da evitare.

Islanda

L’eruzione vulcanica iniziata il 16 luglio 2025 nella zona intorno al cratere di Sundhnúkar, nella penisola di Reykjanes vicino a Grindavík, continua con un flusso costante di lava. La penisola di Reykjanes, in Islanda, è famosa per la sua intensa attività geotermica, con sorgenti calde, fumarole, campi di lava e frequenti eruzioni vulcaniche. È anche la zona dove si trova l’Aeroporto Internazionale di Keflavik, principale scalo per i voli internazionali in Islanda.

Resta alto il rischio di diffusione di gas nocivi: si raccomanda pertanto di evitare le aree interdette e di seguire costantemente le indicazioni fornite dalle Autorità locali. Informazioni aggiornate sono disponibili sul portale della Protezione Civile islandese e sul sito dedicato al monitoraggio vulcanico. In caso di emergenze gravi, l’Ambasciata d’Italia a Oslo è reperibile al numero +47 92 42 42 70.

vulcano Islanda
iStock
Cratere vulcanico in Islanda

Thailandia

I confini terrestri tra Thailandia e Cambogia restano chiusi a causa dei recenti scontri iniziati il 23 luglio nelle province thailandesi di Surin e Sisaket, che si sono poi estesi ad altre aree di confine. ViaggiareSicuri consiglia estrema prudenza, sconsigliando visite nelle zone interessate dal conflitto. È inoltre fortemente raccomandato evitare le province meridionali di Yala, Narathiwat e Pattani, oltre ai distretti di Chana, Na Thawi, Tepha e Saba Yoy nella provincia di Songkhla, dove dallo scorso 2005 è in vigore lo stato di emergenza.

Si consiglia inoltre cautela nell’area del Triangolo d’oro, che coinvolge Laos e Myanmar, soprattutto nei pressi dei confini. I viaggi nelle zone più vicine al confine con il Myanmar, in particolare nelle province di Mae Hong Son e Tak, dovrebbero essere evitati. Infine, è meglio non recarsi nelle aree lungo il confine orientale con la Cambogia, soprattutto nella zona contesa del Tempio di Preah Vihear, nella provincia di Sisaket, dove è presente anche il rischio di mine inesplose. Per emergenze gravi, l’Ambasciata d’Italia a Bangkok è reperibile al numero +66 818256103.

Mynamar

Attualmente, ViaggiareSicuri sconsiglia fortemente viaggi e soggiorni in Mynamar. Dall’evento del colpo di Stato di febbraio 2021, il Paese è attraversato da una crisi prolungata, con frequenti scontri armati in diverse zone e condizioni sanitarie estremamente precarie.

La situazione di sicurezza è significativamente peggiorata, soprattutto dopo il terremoto che ha colpito il Myanmar il 28 marzo 2025. Le manifestazioni di protesta vengono spesso represse con l’uso della forza, mentre gli attacchi contro obiettivi militari provocano risposte su larga scala, inclusi bombardamenti aerei nelle aree circostanti. È inoltre vietato radunarsi in spazi pubblici con più di cinque persone e vige un coprifuoco notturno, i cui orari variano a seconda della regione.

Bolivia

Il 17 agosto 2025 si terranno le elezioni presidenziali nel Paese e, per tutta la giornata, sarà in vigore un divieto assoluto di circolazione per tutti i veicoli, sia pubblici che privati. Chiunque violerà questa norma sarà soggetto a sanzioni sia penali che amministrative. Nei giorni immediatamente precedenti e successivi alle elezioni è possibile che si verifichino disordini, proteste e manifestazioni anche improvvise e di lunga durata, che potrebbero ostacolare significativamente gli spostamenti lungo le principali arterie stradali, inclusi i percorsi necessari per raggiungere gli aeroporti.

Particolare attenzione va posta alle aree del dipartimento di Cochabamba e alle regioni limitrofe, in particolare l’est del dipartimento di Santa Cruz e il nord del dipartimento di Potosí, dove le tensioni politiche potrebbero essere maggiormente accentuate. Si raccomanda pertanto di posticipare o riprogrammare eventuali viaggi durante questo periodo e, per chi si trova già in Bolivia, di monitorare costantemente gli aggiornamenti forniti dai principali mezzi di informazione locali e internazionali. Per emergenze gravi, l’Ambasciata d’Italia a La Paz è raggiungibile al numero +59 17 7155 4805.

La Paz Bolivia
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La Paz in Bolivia

Filippine

Attualmente nelle Filippine sono in corso intense piogge monsoniche che interessano in particolare le aree di Metro Manila, Zambales, Bataan, Pampanga, Bulacan, Cavite, Batangas, Rizal, Pangasinan, Tarlac e Occidental Mindoro. Si raccomanda pertanto la massima prudenza durante gli spostamenti in queste zone. In caso di emergenze gravi, è possibile contattare l’Ambasciata d’Italia a Manila al numero +63 917 5375 071.

Giappone

Dopo un forte terremoto di magnitudo 8.7 avvenuto al largo della costa orientale della Russia, l’Agenzia meteorologica giapponese ha emesso un’allerta tsunami che interessa un’ampia fascia lungo la costa pacifica del Giappone, estendendosi da Hokkaido fino a Kyushu. Le autorità locali stanno monitorando attentamente la situazione e hanno invitato la popolazione a rispettare tutte le misure di sicurezza.

Per una maggiore sicurezza, si invita inoltre a registrare la propria presenza in Giappone attraverso scaricando l’app “ViaggiareSicuri” con la geolocalizzazione attiva, così da facilitare eventuali interventi di assistenza. In caso di emergenze gravi, l’Ambasciata d’Italia a Tokyo è reperibile al numero +81 90 3908 100.

Repubblica Democratica del Congo

La Repubblica Democratica del Congo continua a manifestare significative criticità legate alla sicurezza, dovute all’instabilità politica, alla presenza di gruppi armati in diverse aree e a un elevato tasso di criminalità, in particolare a Kinshasa e nelle principali città. Sono frequenti episodi di furti, aggressioni e rapimenti, anche nei confronti di stranieri. Per questi motivi, ViaggiareSicuri consiglia di posticipare i viaggi verso il Paese e invita chi vi si trova attualmente a valutare con attenzione un possibile rientro.

Hawaii, Stati Uniti

Dopo un terremoto di magnitudo 8.7 registrato al largo della costa della Russia orientale, le autorità statunitensi NOAA e USGS hanno lanciato un’allerta tsunami per diverse aree del Pacifico. In particolare è stato emesso un avviso di tsunami per le coste delle Hawaii, mentre per Alaska, California, Oregon e Washington sono stati diffusi bollettini di attenzione.

Si raccomanda ai connazionali presenti in queste zone di mantenere la massima prudenza, seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali, evitare le aree costiere e restare costantemente aggiornati tramite i canali ufficiali. Per maggiori dettagli, è possibile consultare il sito del NOAA (U.S. Tsunami Warning Centers). Si invita inoltre a registrare la propria presenza negli Stati Uniti attraverso il portale “Dove siamo nel mondo”. In caso di emergenze gravi, il Consolato Generale d’Italia a San Francisco è raggiungibile al numero +1 (415) 999-0094.

Repubblica Popolare Cinese

Il ciclone tropicale “Co-May”, che ha raggiunto la città portuale di Zhoushan nello Zhejiang con venti sostenuti fino a 83 km/h, si sta dirigendo verso l’area di Shanghai, dove sono attese forti raffiche di vento e intense precipitazioni. Si raccomanda ai connazionali di prestare la massima attenzione, seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali e mantenersi costantemente informati tramite i mezzi di comunicazione.

Le condizioni meteorologiche avverse potrebbero causare cancellazioni o ritardi di voli e servizi ferroviari: si consiglia pertanto di contattare direttamente la propria compagnia aerea o tour operator per verificare lo stato delle prenotazioni. Per emergenze gravi, il Consolato Generale d’Italia a Shanghai è disponibile al numero +86 139 0199 3054.

Le porte dell’inferno: dal Lago d’Averno alle grotte del Belize

28 juillet 2025 à 22:11

Ci sono luoghi particolarmente suggestivi, che solo a vederli regalano la sensazione di farci immergere in un posto dove la fantasia e la realtà sembrano sfumare e perdere i loro contorni nitidi. Possono suscitare emozioni diverse: dalla paura, alla meraviglia, dalla bellezza, all’adrenalina, oppure tutte queste insieme. Ma una cosa è certa: non lasciano indifferenti. E rientrano in questa categoria così speciale proprio i posti che sembrano aver ispirato le porte dell’inferno, si trovano in diversi luoghi del mondo e regalano la sensazione di entrare in un’altra dimensione: esoterica e diabolica, grazie a fumi, colori intensi e fiamme. Ma anche a storie antiche, leggende, miti, poemi, che rivivono negli occhi di chi oggi li raggiunge e li osserva con meraviglia.

E così un viaggio intorno al globo – alla scoperta di quei posti che si dice siano il punto preciso per entrare all’inferno – diventa l’occasione per vedere ( o rivedere) luoghi meravigliosi che portano in Italia, in Grecia, oppure in Islanda e in Giappone, fino a raggiungere il continente americano. Tutte la tappa da segnare per una vacanza diversa dal solito, ma intrisa di fascino, meraviglia e mistero, alla scoperta dei luoghi che ospitano le porte dell’inferno.

Italia: i due luoghi in Campania

Il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi che si dice siano porte d’accesso per l’inferno non può che iniziare dall’Italia: è qui, in questa meravigliosa penisola che si srotola nel mar Mediterraneo e ricca di luoghi suggestivi, che si trova il Lago d’Averno. È in Campania, nei pressi di Pozzuoli ed è di origine vulcanica. La mitologia narra che si tratti di uno dei luoghi da cui si può accedere all’inferno, basti pensare che è stato lo stesso Virgilio a identificarlo come tale nel sesto libro dell’Eneide. Tra l’altro è interessante da raggiungere, perché nei suoi pressi si possono trovare resti del passato tutti da scoprire, come il Tempio d’Apollo: sala di un antico complesso termale visitabile quando vi sono aperture straordinarie.

Ma non solo: restiamo infatti nella medesima area della regione Campania e raggiungiamo poco distante l’antro della Sibilla Cumana che si trova in quella stessa area dove un tempo sorgeva l’antica città di Cuma, oggi suggestiva area archeologica. Si dice che fosse proprio qui che la Sibilla, sacerdotessa di Apollo, lavorasse. Anche questo luogo viene citato nell’Eneide di Virgilio come antro.

L’antro della Sibilla Cumana porta inferno
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L’antro della Sibilla Cumana: una porta dell’inferno

Roma, il luogo da scovare nei Fori Imperiali

Anche la Città Eterna, Roma, nasconderebbe tra le sue meravigliose e antiche rovine, uno degli ingressi per l’Ade. Una delle porte dell’inferno, infatti, pare possa trovarsi proprio in una delle zone più celebri della Capitale. Stiamo parlando dei Fori Imperiali dove si trova il Lacus Curtius. Livio racconta che qui, nel 362 a.C., si era aperta una voragine, ma che all’epoca nessun tentativo era riuscito a riempirla, se non gettandovi la cosa più preziosa per i romani, ovvero il coraggio. Nel buco – infatti – si narra che si sia lanciato un giovane cavaliere, a cui gli abitanti della città hanno fatto seguire frutti e offerte. Senza dubbio si tratta di una tappa imperdibile di un giro dei Fori Imperiali.

Capo Matapan in Grecia: un luogo antico e affascinante

Siamo nel punto più a sud della penisola balcanica, in uno dei Paesi europei più amati: la Grecia. Ed è proprio qui che troviamo Capo Matapan: secondo la mitologia greca in questo specifico luogo sorgeva la casa di Ade e non stupisce, quindi, che nell’antichità vi siano stati edificati alcuni templi, tra cui l’antico santuario e oracolo della morte Poseidone Tenaros, che è composto da due camere, di cui una con altare. Si dice che sia proprio da questa porta che è passato Orfeo per trovare Euridice. Al di là della leggenda, vale sempre la pena raggiungere questo Paese affascinante in cui storia e cultura si mescolano a paesaggi incredibili.

Islanda, la porta dell’inferno sotto il vulcano Hekla

Si deve tornare indietro nel tempo fino al Medioevo per identificare il vulcano Hekla come una delle porte dell’inferno, si trova in Islanda, nella zona sud-ovest di questo incredibile Paese che sembra uscito da un sogno: paesaggi che mutano sotto lo sguardo, natura selvaggia e bellezza allo stato puro. Se dovessimo tradurre il nome del vulcano Hekla potremmo scoprire che significa cappuccio, e la ragione è molto semplice: infatti la sua sommità spesso rimane celata dalle nuvole. Ha eruttato circa 20 venti volte, tra le più recenti quella datata 2000. E se si desidera vederlo in tutta la sua imponenza, basti sapere che è facile da ammirare se si programma un viaggio a Reykjavik dal momento che la distanza con la capitale dell’Islanda è di soli 150 chilometri, nei pressi vi è anche la suggestiva cascata Þjófafoss. Tappe imperdibili alla scoperta di luoghi indimenticabili.

Vulcano Hekla: porta dell' inferno
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In Irlanda il Vulcano Hekla: si racconta sia una porta dell’inferno

Hierapolis, in Turchia la porta dell’inferno

Siamo in Cappadocia, Turchia, ed è qui che si trova Hierapolis un luogo in cui si possono ammirare i resti dell’età Classica, con tantissime meraviglie come necropoli, porta di Frontino e un bellissimo anfiteatro. Ma non solo: vi sono calde acque termali, anche nelle terrazze bianche in cui immergersi in uno scenario di rara bellezza. Un posto unico, di grande meraviglia, in cui storia e natura si intrecciano per regalare una scenografia destinata a diventare uno dei ricordi di viaggio più preziosi.

Oltre a tutto questo, un’altra delle ragioni per cui vale la pena visitare questo luogo è che si racconta che è proprio qui che si trova una delle porte dell’inferno: quella dove un Cerbero a tre teste uccideva le persone con il suo respiro per sacrificarle al dio Plutone. L’aspetto curioso è che esiste una ragione che rende reale tutto questo: infatti vi è un punto in cui vi sono gas nocivi e che oggi – oltre a essere chiuso – si può ammirare solo da lontano.

Darvaza, in Turkmenistan: il cratere che brucia

Ci spostiamo nella zona centro nord del Turkmenistan dove si trova il cratere Darvaza nel deserto del Karakum. Un luogo davvero infernale: si tratta di un buco circondato da fiamme perenni, davvero il punto perfetto in cui possiamo immaginare di calarci nell’inferno. Ma come fa a essere così: pare che questa sua peculiarità sia determinata dalla presenza di grandi quantità di gas naturale (soprattutto metano) nel sottosuolo a cui è stato dato fuoco in seguito a un incidente di tipo industriale. Ma questo nulla toglie al suo fascino misterioso e un po’ terrificante; infatti, non vi è alcun dubbio nell’affermare che si tratta di un luogo davvero particolare e che toglie il fiato. Così simile a quello che nell’immaginario possiamo identificare come accesso all’Ade, da meritarsi l’appellativo di Porta dell’inferno. Il viaggio per raggiungerlo non è breve ma ne vale la pena.

Porta dell'inferno Darvaza in Turkmenistan
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Porta dell’inferno: il cratere Darvaza in Turkmenistan

Giappone: i setti inferni di Beppu

Restiamo in Asia e, più precisamente, in Giappone: è qui che si trovano i sette inferni di Beppu. Caratterizzati da acqua caldissima e gas, che ribollono, per raggiungerli bisogna andare nelle regioni di Kannawa e Kamegawa di Beppu. Si chiamano Jigoku, parola che significa proprio inferno, quello della tradizione buddista giapponese. La loro acqua è caldissima, i colori (alcune pozze raggiungono anche i 99 gradi) spaziano e quindi si passa dal turchese, al color fango, senza dimenticare il bianco e il rosso. Si tratta di una zona ovviamente celebre per le terme, da raggiungere per fare il pieno di relax e meraviglia. E per poter dire di aver ammirato da vicino una delle zone identificate come bocca dell’inferno.

Beppu in Giappone
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Giappone: i setti inferni di Beppu

Belize, le grotte dei Maya

Nell’America centrale si trova lo Stato del Belize e qui, a quanto pare, le porte dell’inferno si trovano dentro delle grotte. Sono quelle che sono state realizzate dai Maya e che avevano proprio lo scopo di raggiungere Xibalba, quel luogo sotto la terra dove passavano morti e vivi e regnavano gli dei della morte. Insomma: delle perfette porte per l’inferno. Un complesso di cavità celebre è l’Actun Tunichil Muknal, al cui interno sono state ritrovate le ossa di 13 persone, compresa la “fanciulla di cristallo”. Si trova nei pressi della città di San Ignacio, dalla quale partire alla volta di tante altre attrazioni turistiche particolarmente importanti come diversi siti archeologici legati alla civiltà Maya. Un luogo che vale la pena esplorare, per fare il pieno di storia e di cultura antica.

Pennsylvania: la porta dell’inferno a Hellam Township

Negli Stati Uniti e, più precisamente in Pennsylvania si trova la cittadina di Hellam Township. Apparentemente potrebbe sembrare un normale centro abitato dell’America del Nord, ma in realtà è culla di alcune storie paurose legate a un manicomio che sarebbe bruciato (ma non è mai esisto) e a un dottore. E tutte concordano sul fatto che è qui che si possono trovare le Sette porte dell’inferno. Si dice che, se si attraversano tutte, si arriva negli inferi. Una leggenda decisamente terrificante.

Il luogo di culto in Irlanda che porta al Purgatorio

Non più inferi, ma purgatorio: una leggenda ci porta in Irlanda, sulla piccola isola Station Island all’interno del lago Lough Derg. Qui si dice che Gesù nel passato più remoto abbia indicato a San Patrizio l’ingresso al purgatorio identificandolo in una grotta: oggi si chiama Pozzo di San Patrizio oppure Purgatorio di San Patrizio.

Nel cuore dell’Islanda, una laguna tra vapori caldi e luci del nord

6 juillet 2025 à 10:55

Nel cuore selvaggio dell’Islanda sud-occidentale, lungo le rive del fiume Hvítá, sta per sorgere una nuova destinazione destinata a ridefinire l’esperienza termale nordica.

Si chiama Laugarás Lagoon, e promette di diventare uno dei luoghi più affascinanti della zona, un santuario geotermico immerso nella natura incontaminata, dove il benessere incontra lo spettacolo della natura artica.

Un progetto senza precedenti tra design e natura

A pochi chilometri dai classici itinerari turistici, Laugarás Lagoon si distingue subito per il suo concept architettonico audace: una laguna su due livelli con una cascata alta oltre sei metri, un unicum assoluto nel panorama islandese. Oltre a essere un omaggio alla tradizione naturale del Paese, celebre per le innumerevoli cascate, sarà anche il fulcro visivo e sensoriale di un’esperienza pensata per immergere i visitatori in un ambiente sospeso tra terra, acqua e cielo.

Il progetto è firmato dallo studio di architettura T.ark, con la consulenza ingegneristica di Efla, e punta a unire in armonia il design contemporaneo con il paesaggio intorno. Le due lagune principali, riscaldate naturalmente a una temperatura compresa tra i 38 e i 40 gradi, sono state pensate per offrire un’esperienza di relax profondo durante tutto l’anno, ma è soprattutto nei mesi invernali che sprigioneranno la loro magia.

Un palco naturale per l’aurora boreale

Tra le caratteristiche che rendono Laugarás Lagoon un’attrazione unica al mondo, spicca la sua posizione privilegiata per osservare l’aurora boreale. Immersa in una fitta area forestale, lontana dall’inquinamento luminoso delle grandi città, la laguna dona una visuale limpida sul cielo notturno: galleggiare nell’acqua termale, magari sorseggiando un drink, mentre il cielo si accende di sfumature verdi, viola e rosa, è una visione che ha già stregato i viaggiatori di mezzo mondo e che qui promette di essere ancora più intensa.

La struttura sarà dotata anche di due saune panoramiche, due bar accessibili direttamente dalla piscina e una piscina fredda per chi desidera alternare caldo e freddo, seguendo la tradizione nordica. I progettisti hanno voluto creare un luogo che si fondesse con il paesaggio, rispettando l’identità naturale del territorio e valorizzandola grazie a percorsi sensoriali e visivi di forte impatto.

Gastronomia d’autore tra fuoco e ingredienti locali

Ma non finisce qui. Al centro del complesso sorge infatti Ylja, un ristorante raffinato con 80 coperti guidato da Gísli Matt, uno degli chef più rispettati della scena gastronomica islandese. La cucina del ristorante sarà incentrata su prodotti locali di stagione, molti dei quali preparati secondo metodi tradizionali sul fuoco vivo, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla valorizzazione delle risorse del territorio.

Il nome “Ylja”, che in islandese richiama l’idea di calore e conforto, ben rappresenta la filosofia del ristorante: un luogo dove il cibo diventa parte integrante del rituale di benessere e completa l’esperienza multisensoriale che la laguna vuole offrire.

Un’esperienza su misura: i pacchetti disponibili

Per accogliere un pubblico diversificato, Laugarás Lagoon ha previsto tre diversi pacchetti di accesso, ognuno pensato per rispondere a esigenze e budget differenti.

L’ingresso base, “Birki”, consente l’accesso alle piscine e alle aree comuni. Per chi desidera qualcosa in più, il pacchetto intermedio “Lerki” aggiunge il noleggio di asciugamani morbidi e una bevanda al bar della laguna mentre l’offerta premium, “Ösp”, si rivolge invece a chi cerca il massimo del comfort e include anche un pasto di due portate presso il ristorante Ylja e una cabina spogliatoio privata.

Le prenotazioni aprono ufficialmente il 15 agosto sul sito laugaraslagoon.is, ma l’interesse internazionale è già alto.

Tendenza coolcation: ecco le mete da sogno per le vacanze estive al fresco

Par : losiangelica
2 juillet 2025 à 07:30

C’è un nuovo trend che sta facendo impazzire gli amanti dei viaggi (e no, non parliamo di set-jetting o delle solite vacanze in spiaggia con 40 gradi all’ombra): si chiama coolcation e sta rivoluzionando il modo in cui pensiamo all’estate. Il viaggio da sogno? Non è più nelle mete tropicali ma tra fiordi norvegesi, saune finlandesi, placche tettoniche islandesi… insomma, mentre il sud dell’Europa è alle prese con ondate di calore, il coolcation conquista tutti. Rinfrescarsi, rallentare e connettersi con la natura è possibile e no, le destinazioni fredde non sono affatto solo per l’inverno.

Tendenza coolcation

Una coolcation è, letteralmente, una vacanza in un posto fresco, nel senso climatico del termine, ma anche in quello “cool” di stile. È il trend che vede sempre più viaggiatori scegliere destinazioni dal clima mite o freddo, come i paesi nordici, il Canada, la Scozia o la Groenlandia, per scappare dal caldo torrido e dal turismo di massa.

Il perché è semplice: il cambiamento climatico si fa sentire sempre di più. Italia, Grecia o Spagna in estate stanno diventando veri e propri forni, tra temperature record e incendi. E così, la voglia di prendere fiato, e magari respirare un po’ d’aria fresca, ha portato a un boom verso mete più “fredde”. Secondo Virtuoso, le prenotazioni verso posti come Islanda, Finlandia e Canada sono aumentate del 44% nel 2024. Dragon Pass ha registrato un raddoppio delle prenotazioni nei Paesi Scandinavi in un solo anno.

Ma non è solo questione di termometro. La coolcation è un’esperienza: si va per esplorare, per rallentare, per vivere la natura in modo autentico. C’è chi fa trekking sotto il sole di mezzanotte, chi si tuffa tra gli iceberg della Groenlandia, chi si perde tra le cascate islandesi. In più, queste destinazioni offrono un valore sempre più importante per il viaggiatore moderno: la sostenibilità. I Paesi nordici vantano infrastrutture green, trasporti elettrici, alloggi eco-certificati e un turismo meno invasivo.

C’è poi un altro aspetto che rende la coolcation irresistibile: la connessione. Con le persone, con la natura, ma anche con se stessi. In un mondo iper-digitale e caotico, una vacanza dove il tempo si dilata, il silenzio è reale e ogni esperienza è autentica, è esattamente ciò di cui molti hanno bisogno.

Ma dove fare coolcation nel 2025? Ecco i posti top da prendere in considerazione per fuggire dal caldo.

Danimarca

Chi ha detto che serve volare ai Tropici per vivere un’estate da sogno? In Danimarca, la parola d’ordine è freschezza. Spiagge bianche e selvagge, porti cittadini trasformati in piscine naturali, dune che sembrano uscite da un film di fantascienza: il Paese offre un mix irresistibile tra natura incontaminata e stile di vita slow, tutto all’insegna della “coolcation”.

Dallo Jutland alla Selandia, puoi scegliere tra spiagge come la sorprendente Palmestranden (sì, con vere palme!), la rilassante Marielyst o la family-friendly Kerteminde Nordstrand. Se ami l’avventura, sali sulla duna mobile di Råbjerg Mile o salta da un’isola all’altra nell’arcipelago della Fionia. Per un tuffo cittadino, Copenhagen, Aarhus e Odense hanno trasformato i loro porti in moderni luoghi di balneazione urbana. E per chi ama guardare il mondo dall’alto, la Forest Tower promette una vista che toglie il fiato.

Danimarca come meta della Coolcation 2025
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Giornata estiva a Grenen, in Danimarca

Austria

Sogni montagne che sembrano dipinte, laghi color smeraldo e un’aria talmente pura da sentirla fin nei polmoni? Punta tutto sull’Austria, dove la coolcation assume sfumature rigeneranti. Tra le vette alpine di Tirolo, Salisburghese e Carinzia, il relax è garantito: temperature frizzanti, panorami da cartolina e una lunga tradizione di villeggiatura estiva (la mitica “Sommerfrische”).

Passeggiate slow, bagni nei laghi alpini, cascate benefiche come quelle di Krimml e le grotte di ghiaccio di Werfen (le più grandi al mondo!) rendono l’estate austriaca un vero toccasana. Il Salzkammergut, con i suoi laghi amati da poeti e musicisti, incarna la perfetta fusione tra natura e cultura. E nelle città? Vienna e Salisburgo offrono oasi verdi e parchi ombreggiati ideali per una pausa rinfrescante.

Finlandia

Se pensi che il nord sia solo sinonimo di gelo, la Finlandia ti sorprenderà. D’estate, il sole non tramonta mai e la natura si accende di vita. La coolcation qui è sinonimo di libertà: respira l’aria più pulita del mondo nei parchi nazionali come quello di Ylläs-Pallas o goditi le acque tranquille del lago Inari in canoa.

Tra una sauna in riva al lago e un tuffo nel mar Baltico, potrai rilassarti come un vero finlandese. Le città? Helsinki e Tampere mescolano design, cultura e vibrazioni internazionali. Non manca il lato gourmet: nella regione di Saimaa, eletta capitale europea della gastronomia 2024, il viaggio culinario diventa parte dell’avventura.

Svezia

A due passi da Stoccolma si nasconde un paradiso di silenzio, mare e tradizione: l’arcipelago svedese, con oltre 30.000 isole, è l’essenza della coolcation scandinava. Grazie al nuovo Stockholm Archipelago Trail, puoi scoprire a piedi 20 isole collegate tra loro e dormire in B&B, cottage e campeggi tra pini e scogliere. Qui si vive slow: si esplora in kayak, si mangia pesce appena pescato, si visitano musei locali e si pedala tra villaggi con case rosse e blu. La “Magic Season”, da metà agosto a ottobre, è perfetta per godersi pace, luce dorata e temperature fresche senza folle.

Tra le mete della coolcation l'Arcipelago di Stoccolma
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Tendenza Coolcation 2025: visitare l’arcipelago di Stoccolma

Norvegia

Norvegia d’estate? Decisamente sì. Dimentica il caldo soffocante: qui trovi spiagge bianchissime, fiordi da esplorare in kayak e avventure a misura di famiglia. I bambini possono fare hiking come veri norvegesi, andare in bicicletta a Trysil o divertirsi nei climbing park tra zip-line e percorsi sospesi.

Le giornate infinite del sole di mezzanotte permettono di vivere al massimo ogni minuto. Aggiungi parchi tematici, musei interattivi e la possibilità di vivere come un vichingo per un giorno, e il mix è perfetto per grandi e piccoli. E alla sera? Relax in una baita vista fiordo o in una cabina sull’albero.

Germania

La Germania sorprende chiunque cerchi una destinazione estiva alternativa: qui la coolcation si declina tra spiagge baltiche, riserve naturali, isole sperdute e laghi d’alta quota. L’isola di Usedom, per esempio, è un inno all’estate lenta e luminosa. I suoi 42 chilometri di sabbia finissima sono punteggiati da antiche località balneari eleganti, frequentate un tempo da nobili e artisti.

Chi ama la natura più selvaggia, amerà il fascino remoto della penisola di Darss, dove alberi modellati dal vento sembrano sculture e i tramonti tingono di rosa la spiaggia. Helgoland, l’unica vera isola oceanica tedesca, accoglie i bagnanti con foche curiose e scogliere rosse da cartolina. Ma il vero segreto tedesco sono i laghi. Il blu intenso dell’Edersee, incastonato tra boschi antichi, invita a tuffi rigeneranti, sport acquatici o semplicemente a godersi la vista dal castello Waldeck. E poi c’è il suggestivo Schluchsee nella Foresta Nera, dove l’acqua cristallina incontra il silenzio delle montagne, perfetto per respirare a pieni polmoni.

La Germania non è solo castelli e birrerie: è anche una meta perfetta per chi cerca una vacanza fresca e sorprendente. A Berlino, il Wannsee offre un tuffo urbano con tanto di sabbia importata e atmosfere retrò. Nel sud, lo Schluchsee nel cuore della Foresta Nera è il rifugio ideale quando il caldo avanza: qui si respira, si cammina, si pedala e ci si rinfresca tra le montagne. E poi c’è l’Edersee, con le sue acque cristalline e viste da favola, perfetto per chi ama alternare relax e attività sportive.

isola di Usedom in Germania
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La spiaggia di Heringsdorf sull’isola di Usedom

Olanda

Forse non molti lo sanno ma la costa dell’Olanda è una vera meraviglia: spiagge ampie, dune che sembrano onde di sabbia e un’atmosfera cozy rilassante e vibrante. I Paesi Bassi hanno ben 450 chilometri di costa e durante l’estate sono super vivaci. Dalle vibranti atmosfere di Scheveningen con il suo iconico molo, ai panorami rilassanti di Egmond aan Zee, ogni località ha il suo fascino unico.

Per chi cerca sport e movimento, Zandvoort e Noordwijk sono il regno degli amanti del surf, del paddleboard e delle passeggiate nelle dune. Se invece la parola d’ordine è natura, le Wadden Islands sono un’esperienza a parte: un patrimonio UNESCO fatto di spiagge immacolate, fauna selvatica e silenzio assoluto. La costa olandese è anche perfetta in estate, ma anche fuori stagione: tra venti marini e cielo grigio, un caffè caldo in un beach bar diventa un piccolo lusso da non perdere.

Altrettanto suggestivi e segreti i dintorni di Volendam: la cittadina costiera che dista poco più di 30 minuti da Amsterdam è una vera chicca durante l’estate. Noleggiando una bici si può vivere a pieno quella che è la sua anima, spingendosi fino ai mulini a vento più caratteristici e all’isola di Marken. Un vero e proprio quadro dipinto dove le temperature sono più clementi e si può vivere al 100% quella che è la Coolcation di tendenza per l’estate 2025.

Insomma, per chi vuole davvero fuggire dal caldo delle città italiane ci sono delle alternative più fresche, dove non serve rinunciare alla spiaggia ma si vive il mare (o l’oceano) con uno spirito diverso. La coolcation è il futuro delle vacanze estive poiché riesce ad essere sostenibile, autentica e rigenerante. Il caldo può aspettare: quest’estate, la rotta è verso mete fresche, dove non si suda e ci si gode la natura al 100%.

Reynisdrangar, la spiaggia nera d’Islanda dalle torri di roccia

21 juin 2025 à 11:55

Nel cuore della costa meridionale islandese, a pochi chilometri dal villaggio di Vík í Mýrdal, spicca una meta dove la natura sembra aver giocato con la fantasia: ecco Reynisfjara, la spiaggia nera più famosa del Paese.

Non è soltanto il colore profondo della sabbia vulcanica a colpire l’immaginazione dei visitatori, ma anche le maestose colonne di basalto che si stagliano, come guardiani silenziosi, al largo del mare: i pinnacoli rocciosi, noti come Reynisdrangar, sono da tempo avvolti nel mistero e nella leggenda.

Un mitico paesaggio scolpito dal fuoco e dalle onde

Reynisfjara incarna appieno l’essenza selvaggia dell’Islanda: la sabbia nera, residuo dell’intensa attività vulcanica della regione, si mescola con le imponenti formazioni di basalto che assomigliano a grandiose sculture mentre l’oceano Atlantico, spesso in tempesta, si infrange con forza sulla costa, e dà vita a onde altissime che trasmettono un senso di rispetto quasi primordiale.

Cotanto spettacolo naturale, insieme all’atmosfera surreale e ai colori netti del paesaggio, ha conquistato anche il National Geographic, che nel 1991 ha inserito Reynisfjara tra le dieci spiagge non tropicali più affascinanti del pianeta.

Il viaggio verso Reynisfjara da Reykjavik è piuttosto semplice: infatti, sono sufficienti circa due ore e mezza di guida lungo la celebre Ring Road per ritrovarsi immersi in uno scenario da vera fiaba nordica. Il percorso stesso, tutt’altro che monotono, è costellato di cascate spettacolari come Seljalandsfoss e Skógafoss, nonché dai ghiacciai di Eyjafjallajökull e Mýrdalsjökull che incorniciano il panorama.

I Reynisdrangar, tra geologia e leggende

Vista mozzafiato delle formazioni rocciose Troll Toes sulla spiaggia nera Reynisfjara
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Favolosa veduta delle formazioni rocciose Troll Toes sulla spiaggia nera Reynisfjara

I faraglioni di Reynisdrangar sono senza dubbio l’elemento più emblematico della spiaggia e, secondo il folklore islandese, queste torri di basalto altro non sarebbero che antichi troll pietrificati. La leggenda narra che i giganti tentarono di trascinare una nave verso riva, ma vennero colti dall’alba e trasformati in roccia per sempre. Un’altra storia, ancora più drammatica, parla di un uomo che perse la moglie per mano di due troll. L’uomo li inseguì fino a Reynisfjara e li intrappolò con la luce, vendicando così la sua amata.

Al di là delle narrazioni mitiche, i Reynisdrangar sono anche un importante habitat per varie specie di uccelli marini: le alte pareti sono luogo di nidificazione per pulcinella di mare, fulmari e urie, e rappresentano un paradiso per gli appassionati di birdwatching, soprattutto nei mesi estivi.

La pericolosa bellezza delle onde di Reynisfjara

Tuttavia, un simile spettacolo nasconde anche insidie: come accennato, le onde dell’Atlantico qui sono imprevedibili e pericolose. Conosciute localmente come “onde improvvise”, si spingono spesso ben oltre la linea di battigia, e sorprendono anche i visitatori più cauti. A differenza di molte spiagge turistiche, Reynisfjara non è protetta da barriere naturali: tra le sue coste e l’Antartide non vi sono terre emerse, e le onde possono percorrere migliaia di chilometri prima di abbattersi con violenza.

Pertanto, le autorità locali invitano i turisti a mantenere una distanza di almeno 30 metri dall’acqua e a non voltare mai le spalle all’oceano: la bellezza selvaggia di Reynisfjara richiede rispetto e attenzione, ma è proprio tale aura di potenza indomabile a rendere l’esperienza così intensa e indimenticabile.

Oltre Reynisfjara: uno sguardo alla costa meridionale

La posizione strategica di Reynisfjara la rende una tappa obbligata per chi esplora l’Islanda meridionale. A pochi chilometri merita una sosta Dyrhólaey, una penisola rocciosa nota per il suo gigantesco arco lavico e le scogliere brulicanti di uccelli. Da maggio ad agosto, la zona è uno dei luoghi migliori per avvistare da terra i pulcinella di mare.

Proseguendo verso est, si raggiungono i confini del Parco Nazionale del Vatnajökull, che ospita alcune delle meraviglie naturali più spettacolari del Paese: lingue glaciali, deserti di sabbia nera, e la Riserva Naturale di Skaftafell, un angolo di Islanda dove ghiaccio e vegetazione convivono in un equilibrio che lascia senza fiato.

Dettifoss: la cascata più potente d’Europa, furia islandese

17 mai 2025 à 15:55

Nel cuore remoto dell’Islanda settentrionale, si cela un luogo tanto imponente quanto primordiale: la cascata Dettifoss, una delle mete simbolo dell’isola, riconosciuta come la più potente d’Europa.

Trovarsi al suo cospetto non significa semplicemente “ammirare una cascata” ma assistere alla forza selvaggia della natura in una delle sue manifestazioni più spettacolari.

Dove il ghiaccio incontra la roccia: l’origine glaciale di Dettifoss

La furia di Dettifoss nasce da acque che provengono dal cuore del più vasto ghiacciaio europeo, il Vatnajökull. È infatti il fiume Jökulsá á Fjöllum, alimentato dallo scioglimento di questo gigante glaciale, a dar vita alla cascata. Quando il fiume raggiunge il canyon di Jökulsárgljúfur, la sua corsa impetuosa si trasforma in un ruggito assordante: un salto di 45 metri e una larghezza che si estende per 100 metri, con un flusso medio d’acqua che sfiora i 200 metri cubi al secondo.

La posizione privilegiata di Dettifoss all’interno del Parco Nazionale di Vatnajökull, il più esteso del Paese, ne garantisce la tutela e valorizzazione. Il parco abbraccia ghiacciai, vulcani, deserti lavici e zone umide, in un mosaico di ecosistemi selvaggi e variopinti.

Il canyon che custodisce giganti

Il canyon Jökulsárgljúfur, scavato dallo stesso fiume, custodisce altre due meraviglie naturali: Selfoss e Hafragilsfoss. Entrambe donano  panorami unici e una bellezza austera, tipica di questa zona d’Islanda.

Selfoss, poco a monte di Dettifoss, è un ventaglio elegante di cascate che scivolano lungo il bordo del canyon, mentre Hafragilsfoss, più a valle, appare come una “sorella minore” ma non meno affascinante.

Viaggiare verso l’ignoto: come raggiungere Dettifoss

Tutto il fragore della cascata Dettifoss
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La fragorosa cascata Dettifoss in Islanda

Chi desidera raggiungere Dettifoss deve essere disposto a lasciarsi alle spalle la comodità delle strade asfaltate più trafficate. La cascata si trova a nord della famosa Ring Road, la strada circolare che abbraccia gran parte dell’isola. Da essa si diramano due percorsi secondari che conducono fino al sito, ma nei mesi invernali l’accesso può diventare arduo, persino per i veicoli a quattro ruote motrici. È dunque consigliabile programmare la visita durante la stagione estiva, quando le condizioni sono più favorevoli e il paesaggio si tinge di mille sfumature di verde, grigio lavico e azzurro glaciale.

Akureyri e Húsavík: le città tra la cascata e il mare

Per chi esplora il nord, Akureyri, conosciuta come la “Capitale del Nord”, è una cittadina vivace e accogliente, impreziosita da caffè, musei e da una vibrante scena culturale. Qui si respira l’anima autentica dell’Islanda rurale, ma con un tocco moderno e rilassato.

Poco distante, lungo la costa, ecco Húsavík, una cittadina che ha conquistato fama internazionale per un motivo ben preciso: le balene. In estate, le sue acque si popolano di cetacei, per uno spettacolo che ha pochi eguali in Europa. Le escursioni in mare aperto, con l’oceano che si apre silenzioso e immenso, regalano momenti di pura meraviglia. Megattere, delfini, balene minke, l’incontro con questi giganti marini è un’emozione che rimane nel cuore.

Natura, leggenda e geologia

Tra Akureyri e Dettifoss si estende una delle zone più affascinanti dell’Islanda: l’area del Lago Mývatn, specchio d’acqua vulcanico celebre per la straordinaria biodiversità, in particolare per l’avifauna. Gli amanti del birdwatching trovano un piccolo paradiso, con anatre rare e decine di altre specie.

Ma Mývatn è anche un laboratorio geologico a cielo aperto. Le sue rive sono costellate da crateri, colate laviche e formazioni basaltiche. Tra tutte spicca Dimmuborgir, un intricato labirinto di rocce nere che la tradizione vuole sia la dimora dei tredici “Babbi Natale” islandesi, personaggi ben lontani dall’iconografia bonaria occidentale: troll bizzarri e dispettosi, legati a un folklore ancora vivo e profondamente sentito.

Non sorprende che simili ambientazioni così surreali siano state scelte per il set di numerose scene di “Game of Thrones”, dove hanno rappresentato le terre oltre la barriera del ghiaccio. Anche il cinema ha riconosciuto la forza evocativa della regione: la scena iniziale del film “Prometheus” è stata girata proprio a Dettifoss.

Ancora, prima di raggiungere Mývatn, una sosta alla cascata di Goðafoss è quasi d’obbligo. Sebbene non possieda l’imponenza di Dettifoss, vanta un’aura spirituale che la rende inconfondibile. È qui che, nel 1000 d.C., si compì simbolicamente la conversione dell’Islanda al cristianesimo: le antiche statue pagane furono gettate nelle sue acque in segno di un nuovo inizio. Ancora oggi, il suo nome, “la cascata degli dei”, risuona dell’antica transizione.

A nord di Dettifoss si estende infine Ásbyrgi, un canyon a forma di ferro di cavallo che appare scolpito da una divinità. Secondo la leggenda, fu uno degli zoccoli del cavallo a otto zampe del dio Odino a imprimere nella terra tale forma perfetta. Ricoperto da una vegetazione rigogliosa per queste latitudini, è un luogo dove il mito e la natura si fondono in armonia e regalano un’atmosfera incantata e fuori dal tempo.

Anche l’Europa ha le sue montagne arcobaleno: benvenuti nel Landmannalaugar

Par : losiangelica
28 avril 2025 à 17:26

Se si pensa all’Islanda, oltre alla capitale, viene in mente una terra di ghiacciai e paesaggi mozzafiato. Non molti sanno però che qui, all’interno della riserva naturale di Fjallabak, sorgono le montagne arcobaleno d’Europa. Visitare il Landmannalaugar regala paesaggi da sogno ma è importante arrivarci preparati poiché i sentieri e il percorso sono accessibili solo con auto 4×4 e per alcuni periodi dell’anno.

Perché le montagne del Landmannalaugar sono colorate

A circa 180 chilometri da Reykjavik, in Islanda, si trova il Landmannalaugar, una regione montuosa in cui il paesaggio naturale non è quello tradizionale con lava e iceberg: qui le montagne sono arcobaleno e sfoggiano tantissime sfumature cromatiche che lasciano i visitatori a bocca aperta. La meta ha un itinerario di circa 55 chilometri che permette di esplorare alcuni paesaggi di una bellezza primordiale. Da non perdere anche le sorgenti termali naturali ai piedi delle montagne, in cui l’acqua calda regala un vero trattamento benessere rigenerante oltre ad una vista wow per il loro colore turchese intenso.

Le montagne del Landmannalaugar non hanno il soprannome di montagne arcobaleno per caso: svettanti 600 metri sul livello del mare, possiedono una palette che vira dal verde all’ocra, passando poi per grigio, bianco e rosso. Sembrano quasi dipinte a pennellate, una vera meraviglia. Tutto ciò è dovuto alle rocce che nella loro composizione contengono riolite, ovvero una lava in cui la percentuale di minerali è molto alta e ha regalato queste gradazioni di nuance suggestive.

Il punto di partenza per i trekking è il rifugio Landmannalaugar da cui parte il Laugavegurinn, ovvero il sentiero che conduce alle sorgenti termali. Non tutti i percorsi sono impossibili e troppo impegnativi, ne esistono di brevi: è importante informarsi prima di intraprendere il sentiero per individuare quello più adatto alle proprie abilità. Dopo aver raggiunto le sorgenti termali se si ha ancora fiato si può proseguire verso la montagna multicolore Brennisteinsalda, dove depositi di zolfo e bocche fumanti regalano un paesaggio unico al mondo.

Landmannalaugar montagne arcobaleno
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Le suggestive montagne arcobaleno nel Landmannalaugar

Dove si trovano e come arrivare nel Landmannalaugar

Le splendide montagne arcobaleno del Landmannalaugar si trovano in Islanda e più precisamente all’interno della riserva naturale di Fjallabak. Conosciuta per i paesaggi da sogno e i tanti colori, le si raggiungono seguendo le indicazioni per il campo di lava di Laugahran e sono visitabili solo per pochi mesi all’anno (in genere da metà giugno a metà settembre). La destinazione, perfetta per gli amanti del trekking, richiede una camminata intensa e non troppo semplice, ma alla vista merita.

Consigliamo di percorrere la strada da Reykjavik che dista circa 180 chilometri dotandosi di un’auto 4×4 con serbatoio pieno per affrontare il lungo tratto dove non è semplice incontrare distributori di benzina. Per chi preferisse utilizzare i mezzi pubblici, nel periodo da giugno a ottobre circa è possibile usufruire degli autobus di linea che conducono al rifugio da cui poi partono i sentieri di trekking per esplorare la zona.

Tra piscine geotermali, percorsi trekking da sogno e una palette cromatica di tutto rispetto, le montagne del Landmannalaugar raccontano una delle pagine più autentiche e caratteristiche dell’Islanda.

In Islanda c’è una cascata nera, un posto intriso di meraviglia e mistero: si chiama Svartifoss

Par : losiangelica
24 avril 2025 à 15:39

Hai mai sentito nominare una cascata nera? Stiamo parlando di Svartifoss, in Islanda. La località è conosciuta per essere stata musa ispiratrice per artisti e architetti che hanno colto l’ispirazione per dar vita a opere che possiamo visitare in giro per il mondo. Ma perché è considerata nera? E come la si può raggiungere? Scopriamolo insieme.

La cascata nera in Islanda

All’interno del parco nazionale di Vatnajökull, uno dei luoghi più belli dell’Islanda sud orientale, sorge Svartifoss, la cascata nera. Bastano circa 30 minuti a piedi senza troppo fatica per godersi uno spettacolo che lascia a bocca aperta. Il nome? Svartifoss significa proprio “cascata nera” e non potrebbe esserci una soluzione più adatta o più evocativa di questa. Le acque, alimentate dal possente ghiacciaio Vatnajökull, si tuffano da una scogliera di colonne basaltiche scure, alte e solenni come canne d’organo scolpite dal tempo.

A regalare l’effetto wow ci pensano le strutture geometriche nate da antichi flussi di lava e poi raffreddati ormai milioni di anni fa. A vederli sembra quasi che la natura abbia sfidato la gravità e anche la logica creando un’opera che merita assolutamente una visita. Il contrasto tra il nero lucente della roccia vulcanica, la spuma dell’acqua e il verde della vegetazione circostante crea un paesaggio cromatico di rara intensità, come un dipinto vivente che muta con la luce del giorno. Ha un’altezza di circa 20 metri e, nonostante non sia tra le cascate più alte al mondo, sa fare la differenza per l’eleganza quasi eterea. Potremmo dire che l’acqua danza lungo le colonne ricamando arabeschi prima di raccogliersi nel laghetto ai suoi piedi.

Non semplice escursionismo o trekking impegnativo ma una vera e propria passeggiata, nemmeno troppo difficile, per poter riconnettersi con la natura. Non tutti sanno che Svartifoss ha ispirato artisti e architetti, come le guglie della famosa chiesa Hallgrímskirkja a Reykjavík, la cui forma richiama proprio le colonne basaltiche che circondano questo flusso d’acqua.

cascata nera in Islanda
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Lo spettacolo che regala la cascata nera in Islanda

Dove si trova Svartifoss e come arrivarci

Il luogo è assolutamente suggestivo e viene soprannominato “la cascata nera”, ma in realtà il suo nome è Svartifoss. Si trova in Islanda e più precisamente nella regione sud orientale, all’interno del parco nazionale di Vatnajökull. Raggiungerla? Non è complicato ma bisogna indossare scarpe comode e godersi una piccola escursione. Con l’auto o i mezzi si può arrivare fino all’area di parcheggio di Skaftafell e dal centro visitatori in poi si inizia un percorso che dura tra i 30 e i 45 minuti, a seconda del proprio livello di allenamento.

Non è complicato, l’unico “scoglio” (se così lo vogliamo chiamare) è la salita iniziale. Poi il sentiero prosegue pianeggiante, attraverso paesaggi suggestivi e altre cascate più piccole ma altrettanto belle da vedere. Una volta arrivati qui si può anche proseguire: si raggiunge infatti un altro belvedere che vanta un punto panoramico senza eguali. Qui però le cose cambiano, serve un po’ più di allenamento per il percorso di 1,6 chilometri con un dislivello di 120 metri. Eppure, la fatica viene ampiamente ripagata; panorami mozzafiato che danno modo di scoprire nelle giornate più limpide i ghiacciai sulle montagne e il profilo della costa.

Cascata nera di Svartifoss, in Islanda
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Svartifoss, in Islanda

Le destinazioni perfette dove andare in aprile per vivere al meglio la primavera

Par : elenausai10
4 mars 2025 à 12:33

L’inverno volge al termine e molti di noi non vedono l’ora di riporre i cappotti pesanti nell’armadio e fare valigie leggere verso destinazioni dove le temperature cominciano ad alzarsi. Basti pensare alle spiagge del Portogallo o a quelle della Grecia. Tuttavia il sole non è per tutti e c’è chi preferisce godersi qualche giorno in più sotto il piumone dopo una giornata di avventure trascorse tra ghiacciai e prime fioriture sulle montagne, magari in Austria, in Norvegia o in Islanda.

Qui abbiamo creato la selezione ideale per entrambe le categorie di viaggiatori, da chi sogna mete al caldo a chi preferisce quelle al fresco. Ecco le destinazioni perfette dove andare in aprile per vivere al meglio la primavera in base alle proprie temperature preferite!

Creta, Grecia

Il periodo ideale per visitare Creta, in Grecia, è la primavera. I motivi sono diversi: le temperature sono miti, le tariffe ridotte e il flusso turistico minore rispetto all’estate. Seppur le condizioni climatiche non siano ideali per nuotare (per questo è meglio aspettare la metà di maggio), potrete iniziare a godervi gli infiniti campi di fiori all’inizio della loro fioritura, il verde delle colline e i cieli azzurri.

Aprile, inoltre, è il mese perfetto per per esplorare i siti storici dell’isola prima che la folla si riversi sulle spiagge e nelle città. Le attrazioni principali includono gite di un giorno alla piccola isola di Spinalonga, una fortezza sotto il dominio veneziano che in seguito divenne una colonia di lebbrosi, e Knossos, un importante centro della civiltà minoica e sede del leggendario Minotauro.

Champagne, Francia

Culla delle bollicine, oltre che una delle regioni più belle della Francia, Champagne è la meta ideale da visitare in aprile perché, grazie alle temperature più miti, le viti si risvegliano, pronte per un nuovo ciclo di crescita. La primavera è infatti nota come la stagione del “germogliamento”, quando nuove gemme appaiono nei vigneti di tutta la Champagne e i viticoltori riprendono il processo di coltivazione.

I viaggiatori possono godere del clima perfetto per passeggiate a cavallo e picnic tra i vigneti, oltre che per scoprire alcune bellezze del territorio come i faggi della Foresta di Verzy, una riserva naturale situata vicino a Reims che ospita i famosi faggi contorti noti come “faux”. Questi alberi offrono uno scenario unico, specialmente quando i fiori primaverili sono in piena fioritura.

La stessa cittadina di Reims è piacevolmente visitabile in questo periodo dell’anno, con la sua imperdibile cattedrale gotica di Notre-Dame.

Cattedrale Reims
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La cattedrale gotica di Notre-Dame a Reims

Amsterdam, Paesi Bassi

Seppur le temperature non siano particolarmente piacevoli, la città di Amsterdam assume un fascino particolare nel mese di aprile, quando viene festeggiato il King’s Day. Il 26 aprile, l’intera città si tinge di arancione per una delle feste nazionali più attese dell’anno: in questa occasione viene celebrato il compleanno del re Willem Alexander con musica per le strade, mercati vintage e dell’artigianato, feste, balli e luna park. Se partecipate, non dimenticate di indossare qualcosa di arancione, considerato il colore nazionale in riferimento al nome della casata regnante, “House of Orange”.

In più, questo è il periodo di massima fioritura dei tulipani, con vaste distese di fiori vivaci che sbocciano ovunque. Nei dintorni di Amsterdam trovate Keukenhof, uno dei giardini fioriti più grandi del mondo. Qui potrete ammirare le mostre floreali, con le loro esposizioni di fiori create con cura e dal grande impatto visivo, o la mostra “Tulpomania” nel padiglione Juliana, dedicata alla storia e alla cultura dei tulipani olandesi.

Algarve, Portogallo

Aprile è un mese di transizione, a metà tra il clima “invernale”, di per sé particolarmente mite in Algarve, e il caldo estivo. Seppur il meteo possa essere imprevedibile, nella maggior parte dei casi sarà piacevole e soleggiato, con temperature diurne che si aggirano intorno ai 20°. Inoltre, considerando che questa parte del Portogallo sta diventando sempre più popolare, aprile potrebbe essere il mese ideale per godersi i suoi paesaggi senza la folla che, solitamente, frequenta le sue spiagge da giugno in poi.

In questo periodo, oltre alle spiagge, potrete dedicarvi alle escursioni e attività all’aperto come gite in bicicletta, tour in barca, escursioni in jeep, tour in quad, oltre che agli sport acquatici tra cui kayak e, soprattutto, il surf.

Dubai, Emirati Arabi

Per chi vuole visitare Dubai senza soffrire per il caldo eccessivo, aprile potrebbe essere il mese ideale perché le temperature, seppur alte, non sono estreme come nei mesi a seguire. Così sarà più facile visitare le meraviglie di questa città futuristica tra i momenti di relax in piscina e le cene in alcuni dei migliori ristoranti del mondo.

Visitate l’IMG World of Adventures, uno dei parchi a tema indoor più grandi del mondo, ammirate lo skyline della città dal ponte di osservazione al 124° piano del Burj Khalifa o concedetevi una sessione di shopping al Dubai Mall, il secondo centro commerciale più grande del mondo, dove si trova anche una pista di pattinaggio sul ghiaccio, un acquario e diversi ristoranti.

Istanbul, Turchia

Se pensate che l’Olanda sia l’unica destinazione dove ammirare i tulipani…vi sbagliate. Ogni anno, nel mese di aprile, Istanbul organizza l’attesissimo Festival dei Tulipani. Grazie a questo evento, oltre a perdervi tra le bellezze speziate della città, potrete ammirare i suoi parchi in una veste particolarmente suggestiva.

Durante il mese, infatti, i parchi più belli di Istanbul si trasformano in un mare di tulipani colorati: dal parco Emirgan, con le sue viste mozzafiato sul Bosforo e oltre 120 diverse varietà di tulipani, al parco Gülhane, situato nel cuore della Città Vecchia, con i suoi splendidi giardini di tulipani e i suoi monumenti storici. Il festival non si limita ai soli tulipani, ma offre anche una ricca varietà di eventi e attività tra cui mostre di fotografia e pittura, concerti musicali e affascinanti esposizioni di arte e artigianato tradizionale turco.

Tulipani Istanbul
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Tulipani davanti alla Moschea Blu

Lovund, Norvegia

In aprile c’è un luogo particolarmente speciale da visitare in Norvegia: l’isola di Lovund. Situata nella zona settentrionale del Paese, quest’isola è famosa per le pulcinelle di mare che, proprio il 14 aprile, ritornano sulle coste e sono accolte con grandi festeggiamenti che prendono il nome di “Lundkommer’s Day”, traducibile come “Il giorno in cui arrivano le pulcinelle di mare”. Questo è il momento in cui tornano per la stagione degli amori, prima di ripartire di nuovo nei mesi estivi. Assistere al loro arrivo è un’esperienza davvero speciale perché giungono in massa, volando in formazioni spettacolari.

Marrakesh, Marocco

La primavera è la stagione perfetta anche per visitare il Marocco, sia per gli amanti delle città che per chi preferisce fare escursioni nella natura. Le temperature, infatti, sono ideali per vagabondare tra le strade di Marrakesh, ricche di venditori e mercati dove acquistare spezie, sciarpe e pantofole, di architetture eleganti e ville verdeggianti, per non parlare degli incredibili giardini, o per fare trekking sugli altipiani.

I Monti Atlas sono un luogo suggestivo dove le maestose cime del Marocco (tra cui il Jebel Toubkal, alto 4167 metri) sono facilmente raggiungibili e, proprio in questo periodo, si mostrano in tutta la loro bellezza perché ricchi di fiori selvatici. In più, potrete immergervi nella cultura berbera visitando uno dei villaggi situati in questa zona: vi consigliamo di partecipare alle escursioni guidate che permettono di conoscere la storia e la cultura di queste popolazioni, oltre che pernottare in riad tradizionali, gustando piatti tipici come il cous cous.

Cotswolds, Inghilterra

Le Cotswolds si risvegliano in primavera, quando le verdi colline si punteggiano di agnellini e i villaggi si adornano di ciliegi in fiore. Questi possono essere ammirati in diversi luoghi, anche se uno dei più famosi resta l’Arboreto di Batsford, che ospita un’importante collezione nazionale britannica dedicata ai ciliegi giapponesi, i quali si mostrano in tutta la loro bellezza a partire dalla metà di aprile.

Se amate camminare, in questo periodo potreste percorrere anche una parte del Cotswold Way, il sentiero nazionale che inizia a Chipping Campden e si snoda per 160 chilometri, terminando a Bath. Qui godrete di panorami spettacolari, deliziosi luoghi dove mangiare e cose da fare, immergendovi totalmente nei paesaggi di questo territorio.

In questo periodo, le Cotswolds sono più tranquille rispetto alla frenesia estiva, un aspetto da non sottovalutare se volete visitare i caratteristici villaggi in pietra senza folla.

Tenerife, Isole Canarie

Infine, aprile è il mese ideale anche per andare a Tenerife, la più grande tra le Isole Canarie. In questo periodo potrete godervi con maggior tranquillità le sue spiagge di sabbia dorata, le spettacolari vette del vulcano Teide, la vita notturna di Playa de las Americas e la quiete dei piccoli villaggi.

Grazie alle temperature miti, potrete suddividere il vostro itinerario tra momenti di scoperta e relax. Potete esplorare i numerosi sentieri escursionistici dell’isola, come quelli situati nel Parco Nazionale del Teide, o praticare sport acquatici come surf e kayak, trascorrendo il resto della giornata semplicemente rilassati sulla spiaggia.

E se Tenerife non è abbastanza e avete più tempo a disposizione, potreste valutare di raggiungere un’altra isola delle Canarie avendo la certezza di trovare comunque l’atmosfera ideale dove trascorrere le vostre vacanze ad aprile. D’altronde non è un caso se queste vengono considerate le isole dell’eterna primavera!

Mercatini di Natale del Nord Europa 2024, quali non perdere assolutamente

Par : elenausai10
12 novembre 2024 à 10:26

Trascorrere il Natale nei Paesi del Nord Europa significa non solo entrare nella casa di Babbo Natale, simbolo natalizio per eccellenza, ma anche circondarsi di tutte quelle atmosfere che compongono l’immaginario perfetto, dalla neve alle renne. Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Islanda sono alcune delle destinazioni più amate grazie ai loro mercatini e, ognuna di queste, vanta tradizioni curiose e particolari. Sapevate, per esempio, che per concludere il Natale gli svedesi fanno un giro rituale, insieme a tutta la famiglia, intorno all’albero? O che in Danimarca la cena tradizionale di Natale inizia alle 18 e si conclude servendo il riso al latte?

Per scoprirle non vi resta che organizzare un viaggio nel Nord Europa, ma prima leggete questo articolo: troverete tutti i mercatini del 2024 con date e info utili!

Mercatini di Natale a Helsinki

La capitale della Finlandia, Helsinki, allestisce i mercatini di Natale presso la Piazza del Senato, l’area più antica della città. A dominare la scena c’è la Cattedrale di Helsinki, progettata da Carl Ludwig Engel e completata nel 1852: qui, il 13 dicembre, la neo incoronata Santa Lucia scende le scale della cattedrale. Si tratta di una tradizione natalizia che onora la martire cristiana del IV secolo, un’occasione importante e simbolica per i finlandesi alla quale vi consigliamo di assistere.

Oltre alla processione di Santa Lucia, la città organizza il tanto atteso mercatino di Natale di Helsinki con oltre cento bancarelle che offrono un assortimento di regali e ornamenti natalizi, nonché prodotti locali, pesce, carne e specialità tipiche. Babbo Natale visita quotidianamente la piazza, mentre una giostra antica gira al centro, offrendo giri gratuiti ai bambini. I mercatini sono aperti dal 29 novembre al 22 dicembre, dalla domenica al giovedì dalle 11:00 alle 19:00, mentre il venerdì e il sabato dalle 11:00 alle 20:00.

Mercatini Natale Helsinki
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Mercatini di Natale nella Piazza del Senato a Helsinki

Il villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi

Probabilmente il luogo natalizio più famoso al mondo, il villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi è come un grande mercatino aperto tutto l’anno. Capitale della Lapponia, conta 62.000 abitanti, tra cui, secondo la leggenda, Babbo Natale stesso. Situata a soli 10 chilometri a sud del Circolo Polare Artico, questa città è famosa per la sua splendida natura, per le spettacolari viste sull’Aurora Boreale e per il suo villaggio. Qui potete incontrare Babbo Natale ogni giorno, acquistare prodotti d’artigianato fatto a mano e assaporare la cucina tradizionale.

Vengono organizzate anche tante attività per i bambini, come le gite in slitta con le renne e le escursioni nella foresta degli elfi. Non dimenticate che qui si trova anche l’ufficio postale ufficiale dove spedire la propria letterina dei desideri! Per arrivare al villaggio di Babbo Natale da Rovaniemi vi basterà salire sul bus 8, attivo tutto l’anno comprese le feste.

Mercatini natalizi a Turku

La più antica e terza città più grande della Finlandia, Turku, situata a sole due ore di treno da Helsinki, comincia ogni anno la stagione delle feste con una tradizionale Dichiarazione di Pace Natalizia, un messaggio che invita all’armonia e alla grazia. Dopo l’accensione del grande abete rosso allestito nella cattedrale cittadina, vengono aperti i due mercatini principali: uno in Old Great Square, dove vengono organizzati concerti, personaggi natalizi camminano tra la folla e gli stand propongono tanti souvenir e specialità tipiche; l’altro, invece, si trova in Market Square, un evento più piccolo, ma con tanti prodotti di qualità. I mercatini sono presenti tutti i weekend pre-Natale.

Skansens julmarknad a Stoccolma

Tra i mercatini di Natale più belli d’Europa ci sono sicuramente quelli organizzati a Stoccolma. Il più famoso della città è Skansen julmarknad, risalente al 1903, dove troverete ben 70 bancarelle ricche di prelibatezze natalizie come marzapane, pane delle feste, artigianato locale in tessuto, legno, ceramica e lana e molto altro ancora. Oltre a fare shopping alle bancarelle, potete visitare la storica casa di Skansen, dove scoprire come si celebrava il Natale in passato, dalle tradizionali decorazioni dell’albero di Natale alle cene.

Non mancano laboratori organizzati per grandi e bambini, cori natalizi, le danze intorno all’albero sulla pista da ballo di Bollnästorget e le Winter Lights, una passeggiata illuminata di 1,5 chilometri che contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più magica e accogliente. Il mercatino è aperto dal 29 novembre al 22 dicembre, dalle 10:00 alle 18:00, mentre in alcuni giorni dalle 10:00 alle 16:00 (gli orari variano in base ai giorni, vi consigliamo di guardare il sito ufficiale).

Mercatini natale Stoccolma
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Mercatini di Natale nel centro di Stoccolma

Tivoli Christmas Market a Copenhagen

Il mercato di Natale organizzato a Tivoli Gardens, il parco divertimenti aperto nel 1843 e tra le attrazioni più amate di tutta Copenhagen, rappresenta indubbiamente uno dei mercati più visitati. Aperto dal 19 novembre fino al 2 gennaio, compresi i giorni di Natale e Capodanno, garantisce un’atmosfera natalizia senza pari. Qui, in uno scenario suggestivo con la neve sui tetti e il fumo che esce dai camini, troverete decorazioni, fiori natalizi e il profumo di “Kleiner” e cannella, oltre che 50 bancarelle, giostre e attrazioni. I mercatini sono aperti dal lunedì al giovedì e la domenica dalle 11:00 alle 22:00, il venerdì e il sabato dalle 11:00 alle 23:00. Il 24 dicembre saranno chiusi e, trattandosi di un parco divertimenti, sarà necessario acquistare un biglietto d’ingresso sul sito ufficiale.

Mercatini di Natale a Riga

Tra i mercatini di Natale più suggestivi del Nord Europa c’è quello organizzato a Riga, capitale della Lettonia. Aperto dal 29 novembre al 2 gennaio, viene organizzato nel cuore del centro storico, a Doma Laukums, la Piazza della Cattedrale. Qui troverete tante bancarelle dove acquistare le migliori prelibatezze tradizionali come vin brûlé, pan di zenzero, mandorle tostate, tè e caffè natalizi, oltre che deliziose carni affumicate.

Nei diversi stand troverete anche una vasta gamma di artigianato lettone, ideale per portarvi a casa un souvenir speciale o come idea regalo, dai guanti a motivi tipici ai candelabri di legno decorati, fino al miele lettone, alle candele di cera profumate, calze, cappelli e sciarpe calde fatte a mano, gioielli in ambra e argento, giocattoli di legno ecologici e orsi di pezza.

Mercatini natalizi di Spikersuppa a Oslo

Dal 9 novembre al 22 dicembre il centro di Oslo ospita i mercatini natalizi di Spikersuppa, i più famosi della città. Chiamati in norvegese Jul i Vinterland, includono una lunga via con bancarelle piene di regali, souvenir, abbigliamento, giocattoli e molto altro. ​​​​Non mancano anche deliziosi stand gastronomici che offrono di tutto, dai tradizionali piatti natalizi norvegesi alle ciambelle e crêpes, fino allo street food indiano e messicano e alle specialità più amate come cupcake al cocco e mele caramellate, glögg e porridge caldo, currywurst e salmone affumicato dalle Isole Lofoten.

In programma sono previste anche diverse attività natalizie gratuite, spettacoli teatrali e concerti con artisti famosi, giostre e una ruota panoramica. Dal 30 novembre, inoltre, verrà allestita anche una pista di pattinaggio sul ghiaccio. I mercatini sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 20:00, il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 20:00.

Villaggio di Natale di Hafnarfjörður a Reykjavík

L’Islanda è la destinazione perfetta per chi ama le avventure invernali e vuole respirare appieno lo spirito delle feste natalizie. In particolare, la capitale Reykjavík allestisce alcuni dei mercatini più belli come il Villaggio di Natale ad Hafnarfjörður. Si tratta di un mercatino molto caratteristico, non solo perché offre intrattenimento dal vivo, casette natalizie dove fare scorta di artigianato islandese e cibo tipico fatto in casa, ma anche per la tradizione degli Yule Lads.

Secondo la leggenda locale, questi personaggi simili a elfi discendono dai troll e, nel periodo precedente il Natale, scendono dalle montagne e regalano doni ai bambini buoni. In più, se soggiornate ad Hafnarfjörður, non dimenticate di regalarvi un’esperienza unica: nuotare in una piscina geotermale. Il Villaggio di Natale è aperto fino al 23 dicembre tutti i weekend, il venerdì dalle 17:00 alle 20:00, il sabato e la domenica dalle 13:00 alle 18:00. Il 23 dicembre sono aperti fino alle 21:00.

Natale a Reykjavík
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Una strada di Reykjavík decorata con addobbi natalizi

Mercatini di Natale a Edimburgo

Organizzati nel cuore della capitale scozzese dal 15 novembre 2024 al 4 gennaio 2025, i mercatini di Natale di Edimburgo offrono il mix perfetto tra shopping, intrattenimento e delizie stagionali. Con lo splendido castello sullo sfondo, vi sembrerà di essere atterrati nel paese delle meraviglie invernali. Ispirato ai tradizionali mercatini tedeschi, ma contraddistinto dal caratteristico fascino scozzese, il mercato è ricco di artigianato locale, regali unici e deliziosi cibi festivi.

East Princes Street Gardens è il cuore pulsante del mercato, dove oltre 70 bancarelle offrono artigianato fatto a mano, gioielli, abbigliamento e molto altro ancora. Luci scintillanti illuminano i vicoli, mentre l’aria si riempie del profumo di vino caldo, cioccolata calda e deliziose prelibatezze festive. Salite sulla grande ruota panoramica per godere di una vista mozzafiato sulla città e godetevi la musica dal vivo, i cori di Natale e le incantevoli luci natalizie.

Mercatini natalizi a Tallinn

Dal 22 novembre al 27 dicembre, la Piazza del Municipio di Tallinn ospita gli attesissimi mercatini di Natale. La star dell’evento è sicuramente l’albero, considerato il più importante dell’Estonia e allestito nella piazza principale della città dal lontano 1441, rendendolo il primo albero di Natale mai esposto in Europa. Tutte le strade sono decorate con alberi, decorazioni natalizie e luci natalizie, mentre i commercianti locali vi faranno provare i piatti tipici della cucina natalizia estone, dal sanguinaccio e cavolo cappuccio al pan di zenzero e bevande calde natalizie. I bambini, invece, potranno divertirsi con le giostre e con un ricco programma natalizio dedicato interamente a loro.

Tallinn Natale
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Mercatini di Natale a Tallinn

Christkindlmarkt a Salisburgo

Facilmente raggiungibile dall’Italia, l’Austria in generale e Salisburgo in particolare è la destinazione perfetta dove trascorrere il Natale grazie ai suoi meravigliosi mercatini. Uno dei mercatini più iconici della città è sicuramente il Christkindlmarkt, organizzato nel centro storico. Qui troverete i famosi Mozartkugeln (Salisburgo è la città natale di Mozart), dolcetti di marzapane ricoperti di cioccolato, regali, vin brûlé speziato e piatti austriaci deliziosi. Il mercatino è allestito su Dom e Residenzplatz ed è aperto dal 21 novembre 2024 al 1 gennaio 2025. Segnatevi in agenda anche gli eventi speciali da non perdere come la sfilata dei Krampus (i demoni del Natale), pianificata per il 5 dicembre, e la sfilata delle maschere tipiche natalizie il 21 dicembre.

I mercatini a Vilnius

Aperti dal 29 novembre 2024 al 6 gennaio 2025, i mercatini di Natale di Vilnius cominciano ufficialmente con l’accensione dell’albero allestito nella Piazza della Cattedrale, considerato il simbolo della città in questo periodo dell’anno. L’albero, infatti, è stato nominato il più bello d’Europa per diversi anni consecutivi, mentre Vilnius è stata inclusa nella Top 5 europea e nella lista dei 25 migliori posti al mondo per celebrare il Natale. Oltre ai mercatini troverete anche un trenino speciale che vi porterà a scoprire i luoghi più belli della città decorati con le luminarie e la pista di pattinaggio sul ghiaccio.

Natale a Vilnius
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Il famoso albero di Natale a Vilnius

Christkindlmarkt a Monaco

Impossibile parlare dei mercatini di Natale in Nord Europa e non nominare quelli organizzati a Monaco di Baviera, in Germania. In particolare, quello più famoso viene allestito nel cuore del centro storico, con la romantica cornice offerta dal municipio neogotico su Marienplatz. Il mercatino, le cui origini risalgono al XIV secolo, propone un intero villaggio di bancarelle che conquista tutti i visitatori grazie al suo antico fascino bavarese. Inoltre, se amate fare il presepe, qui troverete tutto il necessario per crearne uno davvero speciale perché è presente un intero mercato indipendente dedicato a questi mondi in miniatura. Il mercatino è aperto dal 25 novembre al 24 dicembre.

Cathedral Christmas Market a Winchester

Dal 22 novembre al 22 dicembre, a Winchester viene organizzato uno dei mercatini più belli di tutta Europa. È famoso per la sua atmosfera suggestiva e per la splendida location, dove a dominare la scena è la meravigliosa cattedrale, al cui interno vengono organizzati concerti, canti natalizi ed eventi. Per quanto riguarda gli stand, troverete un’ampia scelta di espositori, casette in legno ispirate ai tradizionali mercatini tedeschi, con prodotti di alta qualità dedicati sia all’artigianato che alle specialità gastronomiche. I mercatini sono aperti dalla domenica al giovedì dalle 10:00 alle 18:00 e il venerdì e il sabato dalle 10:00 alle 20:00.

Geyser Strokkur, Islanda: come arrivarci e cosa vedere nei dintorni

7 novembre 2024 à 16:10

È una di quelle tappe imprescindibili se si programma una vacanza in Islanda, stiamo parlando del Geyser Strokkur, senza ombra di dubbio tra i più famosi (se non il più celebre) di questo Paese affascinante e ricco di cose da scoprire.

Il nostro viaggio ci porta nella regione geotermica che si trova nell’area sud – occidentale dell’Islanda, vicino al fiume Hvità. Un luogo in cui la natura regala meraviglia agli occhi di chi vi arriva e che non manca mai di offrire il suo spettacolo: infatti questo geyser naturale erutta con una frequenza abbastanza regolare.

Arrivare qui non è difficile e, oltre al Geyser Strokkur, vi sono tantissime altre cose da vedere in questa area, meraviglie che solo una terra come l’Islanda, situata in una delle zone più a nord dell’Europa, riesce a restituire. Una terra fatta di paesaggi unici, cesellata dalla natura, una terra selvaggia in cui ogni elemento si mostra in tutta la sua maestosa bellezza.

Geyser Strokkur, tutto quello che devi sapere

Immaginatevi di assistere a un’esplosione: dalla terra si vedono comparire prima delle bolle e poi l’acqua si innalza come un pinnacolo verso il cielo, offrendo allo sguardo uno spettacolo di rara bellezza. Ed è quello che si può vivere andando a visitare il Geyser Strokkur, che si trova nella valle di Haukadalur, una zona geotermale molto attiva e famosa. Qui si trova anche Geysir, di grandi dimensioni e talmente celebre che pare essere stato lui a dare il nome a tutte le altre sorgenti di acqua bollente simili nel mondo.

Geyser Strokkur in Islanda
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Geyser Strokkur, uno dei luoghi più amati in Islanda

Infatti, geyser sembrerebbe derivare da Geysir, la cui etimologia può essere fatta risalire a gjósa, che si traduce in italiano con eruttare. I suoi getti arrivavano a raggiungere anche i sessanta metri, se ne parla al passato perché – nonostante sia ancora in attività – questa risulta essere molto irregolare.

A poca distanza, in un paesaggio che presenta stagni d’acqua e terra, si trova Strokkur. Lui, a differenza del vicino più grande, erutta in maniera molto regolare, in genere con una pausa che può variare dai 4 agli 8 minuti. Pare che la colonna d’acqua che fuoriesce con forza e grande potenza dal suolo possa arrivare a raggiungere i 30 metri d’altezza.

Quest’area è davvero spettacolare: mentre si passeggia sembra di essere in un sogno; infatti, dalla terra e dalle pozze d’acqua si sprigiona il fumo e l’effetto è stupefacente e incredibile. C’è anche un punto più alto che, se raggiunto, regala un panorama indimenticabile.

Nei pressi dell’area si trova un comodo parcheggio di grandi dimensioni. Oltre a questo, lì accanto vi sono un grande negozio di souvenir realizzato in maniera sostenibile e poi un ristorante, un hotel e qualche altra attività.

Come arrivare al Geyser Strokkur

Arrivare al geyser Strokkur per visitare tutta questa area è abbastanza semplice, infatti la distanza che lo separano dalla capitale dell’Islanda, ovvero Reykjavík è irrisoria: solamente 105 chilometri.

Esistono, però, anche altre mete che sicuramente verranno inserite nelle varie tappe di viaggio e che sono molto più vicine. Ad esempio, Gullfoss (una favolosa cascata che è tra le più celebri del Paese) dista solamente 10 chilometri, mentre il parco nazionale del Thingvellir è lontanto circa 60 chilometri. Si può arrivare in automobile, magari noleggiandone una, oppure con un tour turistici organizzati.

Parco nazionale del Thingvellir
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Parco nazionale del Thingvellir in Islanda, tappa di viaggio insieme al Geyser Strokkur

Cosa vedere nei dintorni: il Cerchio d’Oro

Chi decide di programmare una visita dell’Islanda lo sa, esisteno una serie di tappe nella zona sud – occidentale che vanno a comporre quello che si chiama Cerchio d’Oro: un affascinante percorso turistico che vale la pena fare attraverso il Paese. Si snoda lungo 300 chilometri e parte proprio dalla capitale per raggiungere diverse tappe, di cui le tre più importanti sono quelle già menzionate: il Geyser Strokkur, il parco Nazionale Thingvellir e la cascata Gullfoss, luoghi meravigliosi che, per la loro unicità e per le emozioni che regalano con i loro paesaggi, sono davvero imperdibili.

Tra le destinazioni da raggiungere, quindi, c’è il parco Nazionale Thingvellir. Si tratta di un’area naturale protetta che, da una ventina d’anni, fa parte dei Patrimoni dell’umanità Unesco: qui la natura regala scenari meravigliosi, si tratta di un luogo importante non solo poiché sorge su una frattura causata dalla deriva dei continenti, ma anche perché qui riecheggia la storia, basti pensare che si può ammirare la bandiera che segna il luogo in cui è nato il primo parlamento islandese, ovvero l’Althing, nel 930.

Un’altra tappa imprescindibile del Cerchio d’Oro è la cascata Gullfoss, che si trova lungo il percorso del fiume Hvìtà: caratterizzata da un doppio salto (di 11 e 21 metri), si può raggiungere in maniera molto semplice con due sentieri agevoli e immersi in un’ambiente spettacolare.

Per chiudere il cerchio non può mancare il Geyser Strokkur e tutta l’area circostante compreso il celebre Geysir. Ovviamente partendo da Reykjavík, la capitale.

Gullfoss, cascata in Islanda
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Islanda: oltre al Geyser Strokkur vale la pena visitare la cascata Gullfoss

L’Islanda è una terra ricca di bellezze e di tanti tesori che si svelano a poco poco, è un luogo in cui la natura si mostra in tutta la sua straordinaria potenza, selvaggia e ammaliante. Un luogo tutto da scoprire, magari partendo proprio da una delle tappe di viaggio più famose: Geyser Strokkur.

Surtsey, la neonata isola islandese vietata all’uomo

Par : signoday
23 octobre 2024 à 09:20

Immaginiamoci un luogo che fino a pochi anni fa neppure esisteva, ma che oggi è una realtà anche se mai i civili potranno visitarlo: è l’isola di Surtsey, che si trova al largo delle coste dell’Islanda.

Si tratta di un luogo del mondo davvero particolarissimo, perché non solo l’isola prima non c’era ed è nata una sessantina di anni fa, ma il tempo ne ha fatto anche mutare la forma e le dimensioni e oggi è un posto affascinante, che viene studiato non solo dai vulcanologi, ma anche da botanici e biologi.

Tutto quello che c’è da sapere su Surtsey, l’isola in Europa che è emersa dalle acque del mare.

Surtsey, la storia dell’isola

La storia dell’isola di Surtsey prende il via – probabilmente – qualche giorno prima del 14 novembre del 1963, quando un’eruzione vulcanica ha iniziato a dare forma a quello che poi – anni dopo – sarebbe diventato un luogo esteso per circa 2,7 chilometri quadrati.

L’isola è nata a 130 metri sotto il livello del mare, negli abissi, ha raggiunto la superficie il 14 novembre e ha smesso di crescere il 5 giugno 1967. E non è rimasta uguale a sé stessa, infatti con il tempo le sue dimensioni si sono costantemente ridotte. In tal senso è interessante un dato: nel 2012 l’isola di Surtsey misurava 1,3 chilometri e la sua cima più alta raggiungeva i 155 metri.

Questo perché con la fine dell’attività del vulcano, l’isola non solo ha smesso di crescere, ma piano piano le sue dimensioni si sono ridotte. E per le sue caratteristiche è riserva naturale dal 1965, tanto che solo in pochi hanno il privilegio di raggiungerla. Inoltre, dal 2008 è patrimonio dell’Umanità Unesco.

Isolata e protetta sin dalla sua nascita, questo luogo al largo delle coste dell’Islanda è un vero e proprio laboratorio naturale. Un suo grande valore è quello di mostrare agli scienziati come vi è arrivata la vita, giunta qui abbastanza velocemente sia per quanto riguarda le piante che, successivamente per gli animali: dagli uccelli, agli animali marini senza dimenticarne altri come gli insetti e i ragni.

Da Vestmannaeyjar, visuale delle isole compresa Surtsey
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Da Vestmannaeyjar la vista sulle isole compresa Surtsey

Come vedere l’isola di Surtsey

Affascinante e proibita, l’isola di Surtsey ha una grande potenza attrattiva per le sue tante peculiarità. Il fatto, poi, che solo a un ristretto numero di persone sia concesso raggiungerla la rende ancora più intrigante. Ma esiste qualche modo per vederla? La risposta è sì. Pare, infatti, che ci sia un punto sulla da cui è possibile vederla da lontano.

Infatti, Surtsey fa parte dell’arcipelago delle Vestmannaeyjar che, invece, può essere visitato. Le isole sono davvero poche e di piccole dimensioni: la più grande è Heimaey che si estende su una superficie di oltre 13 chilometri quadrati e che è anche l’unica a essere abitata. Da lì si può scorgere la piccola isola proibita. Per il resto totale divieto di accesso, come accade anche ad altri luoghi della Terra che non si possono raggiungere.

L’isola di Surtsey sparirà?

Se si pensa al fatto che la dimensione dell’isola sta lentamente, ma inesorabilmente, diminuendo nel corso del tempo, è logico pensare che ben presto questa sparirà dalle cartine geografiche.

Ma la verità è che potrebbe non accadere così velocemente, si presume che l’isola resterà nel mare ancora per qualche secolo. E la si potrà ammirare da lontano con un misto di stupore e meraviglia.

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