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Il Parco dell’Etna in estate, trekking suggestivo sul vulcano attivo più alto d’Europa

30 juin 2026 à 17:30

Nei suoi quasi ottant’anni di vita, Dominique Vivant Denon è stato un uomo abituato alla bellezza e alla grandiosità. Diplomatico, scrittore, incisore, fu il primo direttore del Museo del Louvre. Eppure anche lui, davanti all’Etna, aveva dovuto arrendersi all’evidenza: “Tutto ciò che la natura ha di grande, – ha scritto nel suo Voyage en Sicilie, nel 1785 – tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile, si può paragonare all’Etna e l’Etna non si può paragonare a nulla”.

Ed eccolo qua l’Etna, un gigante in perenne movimento, un vulcano capace di trasformare in pochi giorni il paesaggio attorno a sé, con una portata minacciosa sempre presente e al tempo stesso una rara bellezza. Il simbolo della Sicilia orientale è percorso da sentieri che attraversano foreste di pino laricio, distese di lava solidificata, grotte sotterranee e crateri ormai spenti. Ogni stagione ha la sua magia, ma l’estate è tra queste un momento assai particolare, dove il vulcano è capace di risplendere contro l’azzurro potente del cielo terso della Trinacria.

Il Parco dell’Etna: come arrivare

Il Parco dell’Etna, istituito nel 1987 per volontà della Regione Siciliana, si estende sulla costa orientale dell’isola, nel territorio della città metropolitana di Catania. Con una superficie di circa 58mila ettari complessivi e un perimetro di base di circa 135 chilometri è uno dei parchi regionali più grandi d’Italia.

Il vulcano, che ne costituisce il cuore, raggiunge oggi i 3.329 metri di altitudine. La notazione cronologica è data dal fatto che la quota varia nel tempo, poiché le eruzioni possono modificare l’altezza del cono sommitale. Sono venti i comuni che ricadono all’interno dell’area protetta, da Randazzo a Zafferana Etnea, da Bronte a Linguaglossa, con una popolazione residente di circa 250mila abitanti che vive fino a una quota massima di 950 metri.

Parco Etna trekking estate
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Panorama dell’Etna

La città di Catania è nella maggior parte dei casi la base da cui si parte per esplorare il Parco dell’Etna. Qui si trova infatti l’aeroporto più vicino, Catania Fontanarossa. Da Catania si raggiunge il Rifugio Sapienza, sul versante sud del vulcano, base di tante escursioni, in circa un’ora e mezza di auto, percorrendo la strada che sale da Nicolosi. Il versante nord, invece, con base a Piano Provenzana, si raggiunge da Linguaglossa, in circa due ore da Catania. Per chi non dispone di un’auto privata, dal capoluogo etneo parte un servizio di autobus dell’AST fino al Rifugio Sapienza, operativo anche d’estate.

L’Etna patrimonio dell’umanità

Il 21 giugno 2013, durante la XXXVII sessione del Comitato UNESCO riunita a Phnom Penh, in Cambogia, l’Etna è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Il sito riconosciuto comprende oltre 19 mila ettari della zona A del Parco, corrispondente alla porzione più elevata del vulcano, quella priva di insediamenti permanenti. Il criterio adottato dall’UNESCO per inserire l’Etna nella lista è stato quello riservato ai luoghi che rappresentano straordinari esempi di processi geologici e formazioni naturali di eccezionale valore. L’Etna, si legge nella motivazione, è uno dei vulcani più iconici e attivi del mondo, con una documentazione continua dell’attività eruttiva che risale ad almeno 2700 anni fa.

Alcune statistiche aiutano a capire perché l’Etna sia così importante e unico: è il vulcano attivo più alto d’Europa e il più grande vulcano basaltico composito presente sulla placca euroasiatica. La sua struttura attuale è il risultato di una storia eruttiva complessa, che affonda le radici in oltre 500mila anni di storia, con un’alternanza di eruzioni effusive ed esplosive che hanno modellato il paesaggio e creato ambienti geologici unici.

Tra questi spicca la Valle del Bove, una gigantesca depressione che si trova sul versante est, con pareti che si alzano fino a 1.000 metri: si tratta di quanto rimane del vulcano primordiale Trifoglietto, crollato su se stesso decine di migliaia di anni fa.

Parco Etna trekking estate
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L’atmosfera misteriosa della Valle del Bove

Oltre a ciò, il Parco dell’Etna custodisce una biodiversità sorprendente. Nelle aree boschive, che si estendono fino a circa 2mila metri di altitudine, vivono querceti, castagneti e boschi di betulla dell’Etna (Betula aetnensis), una specie endemica che cresce solo sulle pendici di questo vulcano. Salendo di quota la vegetazione si fa più rada, quasi assente ad eccezione di rare specie particolare che si sono adattate ai suoli lavici e quasi lunari della zona più alta. Dal punto di vista della fauna si trovano nel Parco il gatto selvatico, la martora, l’istrice e la volpe, il falco pellegrino e l’aquila reale.

Trekking: le escursioni più belle nel Parco dell’Etna

L’offerta escursionistica del Parco dell’Etna è straordinariamente varia, adatta a tutti i livelli di preparazione e a tutte le aspirazioni di esplorazione.

Esiste, però, una regola fondamentale da conoscere: oltre i 2.750 metri di quota l’accesso è consentito esclusivamente in compagnia di una guida autorizzata. Una norma di sicurezza necessaria, non una limitazione: il vulcano è attivo e le condizioni possono cambiare rapidamente.

Una passeggiata molto semplice, adatta alle famiglie con bambini piccoli è quella ai Crateri Silvestri. Situati sul versante sud, a breve distanza dal Rifugio Sapienza, questi due coni vulcanici si sono formati durante l’eruzione del 1892, durata sei mesi. Il sentiero che li percorre è breve, circa un chilometro e mezzo, con un dislivello minimo e un fondo agevole. Dal percorso, nelle giornate limpide, lo sguardo spazia fino al golfo di Catania e al Mar Ionio.

Per un livello leggermente più impegnativo ma comunque alla portata dei più, il percorso consigliato è il sentiero panoramico chiamato Schiena dell’Asino, uno dei più belli del versante sud. Si segue il sentiero 737 a partire dal bordo della Valle del Bove. A questo punto, si risale ammirando il paesaggio brullo e lavico, caratterizzato da una sabbia grigio-nera. Il sentiero sale in maniera piuttosto decisa fino alla cima de La Montagnola a 2.648 metri sul livello del mare: si tratta di un enorme cratere creatosi nel 1763, dal quale è possibile godere di una meravigliosa vista. La lunghezza dell’itinerario 737 è di 2 chilometri e mezzo sola andata per un dislivello di quasi 600 metri, ma si potrebbe dover aggiungere un percorso di avvicinamento.

Parco Etna trekking estate
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Il panorama sulla Valle del Bove

Per i più audaci c’è il trekking ai Crateri sommitali del vulcano, un’escursione da affrontare con uno dei numerosi servizi di guida dedicati. Solitamente, si cammina solo a partire dai 2.900 metri di quota, raggiunti con una combinazione di funivia e fuoristrada. Da qui si raggiungono effettivamente i crateri, che si trovano circa 400 metri più in alto.

Il percorso a piedi, sempre in compagnia della guida, dura tra le cinque e le sei ore e offre panorami che nelle giornate più limpide abbracciano contemporaneamente il Mar Ionio a est e il Mar Tirreno a ovest, la Calabria, le Isole Eolie e tutta la costa della Sicilia orientale.

Parco Etna trekking estate
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Un cratere sull’Etna

Per gli escursionisti più allenati e con esperienza, la sfida definitiva è la cosiddetta Traversata dell’Etna, dal versante sud a quello nord. È considerata l’escursione più completa e spettacolare dell’intero vulcano, con una lunghezza di circa 14 chilometri, quasi tutti in altitudine e per questo doppiamente impegnativi. Anche in questo caso è necessario l’accompagnamento di una guida. In ogni caso, è un’avventura che attraversa entrambe le anime dell’Etna, da nord a sud, passando per il tetto dell’Europa meridionale, per ricordare ancora le parole di Vivant Denon: tutto si può paragonare all’Etna e l’Etna non si può paragonare a nulla.

Tour della Sicilia: le tappe da non perdere per un viaggio tra mare, borghi e città d’arte

28 juin 2026 à 13:00

La maggior parte di coloro che vi si recano per le vacanze estive sceglie la Sicilia per il mare, mentre alcuni vogliono visitarla per i siti archeologici e altri ancora per la cucina o per i paesaggi fuori dall’ordinario come quello dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa. Poi, si arriva sull’isola e si scopre che nessuna di queste ragioni, da sola, basta a raccontarla davvero. La Sicilia è una terra che cambia volto continuamente: basta percorrere pochi chilometri per passare da una città barocca a un borgo medievale, da una spiaggia caraibica a un paesaggio vulcanico, da una valle punteggiata di templi greci a montagne ricoperte di boschi.

Con una superficie di oltre 25.700 chilometri quadrati, la Sicilia è la più grande isola del Mediterraneo. I suoi oltre 1.600 chilometri di costa, bagnati dal Mar Tirreno, dal Mar Ionio e dal Canale di Sicilia, regalano alcune delle spiagge più belle d’Italia, mentre l’entroterra custodisce un patrimonio storico, naturalistico ed enogastronomico spesso meno conosciuto, ma altrettanto sorprendente (basti pensare che la sua storia affonda le radici in oltre tremila anni di civiltà).

Organizzare un tour della Sicilia significa dunque attraversare culture diverse, assaggiare ricette che cambiano da provincia a provincia, osservare paesaggi che sembrano appartenere a isole differenti e lasciarsi sorprendere da una regione che non smette mai di reinventarsi. Ecco un itinerario che attraversa l’isola da ovest verso est, toccando le tappe davvero imperdibili (in un itinerario che idealmente copre almeno due settimane).

Palermo e dintorni

Il viaggio può iniziare soltanto da Palermo, una città che riesce a essere elegante e popolare, monumentale e caotica, araba e normanna allo stesso tempo. Passeggiare nel centro storico significa attraversare secoli di storia, dai Quattro Canti al Teatro Massimo, dal Palazzo dei Normanni con la splendida Cappella Palatina fino ai vicoli dei mercati storici. Ballarò, il Capo e la Vucciria sono al contempo mercati storici e spettacoli di cabaret a cielo aperto dove assaggiare alcune delle specialità simbolo dello street food siciliano: arancine, pane e panelle, sfincione, crocchè e cannoli preparati al momento.

Porto di Palermo
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Il porto di Palermo al tramonto

A pochi chilometri da Palermo sorge Monreale, celebre per il suo Duomo, uno dei massimi capolavori dell’arte arabo-normanna. L’interno, completamente ricoperto da mosaici dorati, lascia senza parole anche chi ha visitato decine di cattedrali europee.
Prima di proseguire vale la pena fare una deviazione verso Cefalù, elogiata persino dal Guardian. Il suo centro storico affacciato sul mare, dominato dalla Rocca e dalla cattedrale normanna, rappresenta uno dei panorami più noti della Sicilia settentrionale.

Cefalù, spiaggia
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Vista della spiaggia a mezzaluna di Cefalù

Trapani e la Sicilia occidentale

Lasciando Palermo alle spalle, si percorre una delle strade panoramiche più affascinanti dell’isola fino a raggiungere Trapani, città profondamente legata al mare e alla tradizione della pesca. Il simbolo del territorio sono le saline, dove mulini a vento, vasche d’acqua salata e montagne di sale creano un paesaggio quasi surreale, particolarmente suggestivo al tramonto.

Saline con mulino a vento, Trapani, Sicilia
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Suggestive saline con mulino a vento

Pochi chilometri più in alto, Erice domina la costa da oltre 700 metri d’altitudine. Le sue stradine lastricate, le antiche mura e il Castello di Venere restituiscono l’atmosfera di un borgo medievale rimasto quasi immutato nei secoli. Questa parte della Sicilia è anche il punto di partenza ideale per raggiungere le straordinarie isole Egadi. Favignana conquista a colpo d’occhio con il mare trasparente e Cala Rossa, Levanzo affascina con la sua tranquillità e la Grotta del Genovese, mentre Marettimo è il paradiso di chi ama trekking, immersioni e natura incontaminata.

Isola di Levanzo, Egadi
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Panoramica sull’isola di Levanzo

Proseguendo verso sud si incontra Marsala, famosa in tutto il mondo per il vino liquoroso che porta il suo nome. Da qui si può raggiungere anche Mozia, antica colonia fenicia immersa nella laguna dello Stagnone, dove storia e paesaggio si fondono in un contesto unico.

Agrigento e la costa meridionale

Lasciando la zona del trapanese, un tour della Sicilia che tocchi alcune delle tappe imprescindibili non può che veder protagonista senza dubbio anche Agrigento e i suoi dintorni. La Valle dei Templi rappresenta uno dei complessi archeologici greci meglio conservati al mondo e racconta la grandezza dell’antica Akragas, una delle città più importanti della Magna Grecia. Passeggiare tra il Tempio della Concordia, il Tempio di Giunone e quello di Ercole al tramonto significa vivere uno dei momenti più emozionanti dell’intero viaggio. Preparatevi, perché non vorrete far altro che scattare foto ricordo.

Valle dei Templi
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Il Tempio della Concordia alla Valle dei Templi

Poco distante si trova la celebre Scala dei Turchi, una falesia di marna bianca modellata dal vento e dal mare che, con le sue forme morbide e il colore candido, è diventata una delle immagini simbolo della Sicilia – e davvero una delle zone più belle di tutte, che lascia senza fiato persino i local!

La candida Scala dei Turchi, in Sicilia
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Veduta panoramica della Scala dei Turchi, Sicilia

Se il tempo lo consente, merita una sosta anche Sciacca, cittadina marinara famosa per il porto peschereccio, le ceramiche artistiche e il vivace centro storico. È uno di quei luoghi dove rallentare il ritmo e assaporare la Sicilia più autentica, magari davanti a un piatto di pesce appena pescato – o a una cassatella fritta piena di ricotta calda!

L’entroterra siciliano

Molti viaggiatori rimangono lungo la costa, ma è nell’entroterra che la Sicilia mostra uno dei suoi volti più sorprendenti. Enna, conosciuta come il “Belvedere di Sicilia”, domina l’isola dall’alto dei suoi quasi mille metri. Dai bastioni del Castello di Lombardia lo sguardo spazia fino all’Etna nelle giornate più limpide. Poco distante si trova Piazza Armerina, famosa per la Villa Romana del Casale, patrimonio Unesco, che conserva alcuni dei mosaici romani meglio preservati del mondo. Le celebri “ragazze in bikini”, raffigurate in scene di vita quotidiana, sono ormai diventate uno dei simboli dell’archeologia italiana.

Villa del Casale, Piazza Armerina
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La splendida Villa del Casale

Chi ama la natura può proseguire verso il Parco delle Madonie, dove piccoli borghi in pietra, sentieri panoramici e antiche tradizioni raccontano una Sicilia completamente diversa da quella balneare.

Catania e l’Etna

Proseguendo verso est, il viaggio entra in una Sicilia completamente diversa, più dinamica, aspra, quasi vulcanica non solo nel paesaggio ma anche nel carattere. Catania è una città che nasce e rinasce continuamente dalla sua stessa distruzione: l’eruzione dell’Etna e i terremoti hanno più volte ridisegnato il suo volto, lasciandole in eredità una bellezza intensa, costruita sulla pietra lavica. Il cuore della città è Piazza del Duomo, dominata dalla Fontana dell’Elefante, simbolo enigmatico e ironico allo stesso tempo. Poco distante si apre la Pescheria, un mercato che è molto più di un luogo di scambio: è un teatro quotidiano fatto di voci, contrattazioni e profumi di mare che raccontano la Sicilia più autentica. Via Etnea, invece, rappresenta la spina dorsale elegante della città, con lo sguardo che, nelle giornate limpide, si perde fino alla cima dell’Etna.

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Piazza del Duomo a Catania

Ed è proprio il vulcano il vero protagonista di questa tappa. L’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa, offre uno dei paesaggi più spettacolari del Mediterraneo. Salire verso i crateri significa attraversare mondi diversi: vigneti che si alternano a colate laviche, boschi che si trasformano in distese lunari, aria che cambia temperatura e consistenza a ogni chilometro. Ai piedi del vulcano si trovano anche alcune delle cantine più interessanti della Sicilia, dove i vini etnei raccontano il territorio con note minerali e decise. È una zona in cui natura e cultura si fondono in modo quasi perfetto. Lungo la costa, la Riviera dei Ciclopi completa il quadro con Acitrezza e i suoi faraglioni legati al mito di Ulisse e con Acicastello, dove il castello normanno si affaccia direttamente sul mare nero di lava.

Parco Etna trekking estate
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Panorama dell’Etna

Taormina e la costa ionica

Poco più a nord, la Sicilia si apre su uno dei suoi scenari più simbolici, Taormina. Arroccata su una terrazza naturale sospesa tra mare e montagna, è una delle destinazioni più famose del Mediterraneo, amata da viaggiatori di tutto il mondo fin dall’Ottocento.
Il Teatro Greco è il suo simbolo assoluto, un antico anfiteatro che, ancora oggi, regala una delle viste più incredibili d’Europa, con l’Etna da un lato e il mare Ionio dall’altro.

L'Isola Bella di Taormina
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Isola Bella di Taormina, Perla del Mediterraneo

Scendendo verso il mare si incontra Isola Bella, una piccola riserva naturale collegata alla costa da una sottile lingua di sabbia. Poco distante, Giardini Naxos rappresenta invece la prima colonia greca di Sicilia, oggi località balneare vivace e molto frequentata.

Siracusa e Ortigia

Il viaggio continua verso una delle città più importanti della storia del Mediterraneo, Siracusa. Fondata dai Greci nel VIII secolo a.C., fu per secoli una delle potenze più influenti del mondo antico, al pari di Atene. Il Parco Archeologico della Neapolis conserva testimonianze straordinarie, come il Teatro Greco, ancora utilizzato per spettacoli classici, e l’Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale dalla forma suggestiva e dall’acustica sorprendente.

Ortigia, Siracusa
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Veduta dall’alto di Ortigia

Ma il vero gioiello è Ortigia, il centro storico della città, un’isola nell’isola. Qui il tempo sembra essersi fermato, il Duomo costruito sopra un tempio greco, le piazze luminose, i vicoli in pietra bianca e il mare che entra quasi ovunque nello sguardo creano un equilibrio perfetto tra storia e vita contemporanea.

Poco fuori città, la Riserva di Vendicari rappresenta una delle aree naturali più belle della Sicilia sud-orientale, con spiagge selvagge, antiche tonnare e una grande varietà di fauna migratoria. Più a sud, Marzamemi aggiunge un tocco scenografico unico: si tratta infatto di un piccolo borgo marinaro che al tramonto si trasforma in una cartolina vivente.

marzamemi una località da non perdere in sicilia
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Il pittoresco villaggio di Marzamemi

Messina e le Isole Eolie

L’ultima parte del tour porta verso il nord-est della Sicilia, dove lo Stretto di Messina separa l’isola dalla Calabria con un paesaggio in continuo movimento tra correnti e luci mutevoli. Messina è spesso considerata una città di passaggio, ma custodisce elementi di grande interesse, come il Duomo con il suo celebre orologio astronomico, uno dei più complessi al mondo. Da qui si apre anche la porta verso uno degli arcipelaghi più spettacolari del Mediterraneo, le Isole Eolie. Sette isole vulcaniche che raccontano la potenza della natura in forme diverse.

Cosa fare a Messina
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Vista panoramica su Messina

Lipari è il centro principale, vivace e ricco di storia. Vulcano affascina con le sue fumarole e le terme naturali. Stromboli è un’esperienza quasi primordiale, con il suo vulcano attivo che si accende regolarmente nel cielo notturno.

Isola di Lipari
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Panorama di Lipari, Isole Eolie

Panarea rappresenta invece il lato più elegante e mondano dell’arcipelago, mentre Salina offre paesaggi verdi e rilassati, famosi anche per la produzione della malvasia. Le più piccole Filicudi e Alicudi completano il quadro con un’atmosfera selvaggia e fuori dal tempo.

Le grotte di ghiaccio e i ghiacciai meno conosciuti d’Italia

26 décembre 2025 à 13:30

In un tempo in cui i ghiacci si ritirano e il clima è in mutamento, cercare e scoprire le grotte di ghiaccio e i ghiacciai meno conosciuti d’Italia significa non solo viaggiare, ma anche custodire un patrimonio naturale unico e fragile, anticipare il futuro del nostro pianeta e scoprire alcune delle sue bellezze più rare, che rischiamo di perdere.

Quando si pensa all’Italia e ai suoi templi naturali fatti di ghiaccio, solitamente l’immaginario corre subito alle vette bianche e maestose delle Alpi, ai ghiacciai noti e frequentatissimi come quello della Marmolada o ai numerosi del Monte Rosa. Il nostro Paese, tuttavia, custodisce anche luoghi gelati meno noti e frequentati, avvolti quasi da un alone di mistero e raramente battuti dal turismo di massa: caverne di gelo che si aprono nel cuore della montagna e piccoli ghiacciai remoti che resistono, con fatica, al cambiamento climatico. Dalle pendici scure dell’Etna fino alle alte cime delle Alpi orientali, si compone una collezione di luoghi speciali e unici, in bilico tra fragilità e meraviglia.

Grotta del Gelo – Sicilia

Nel cuore del vulcano attivo più alto d’Europa, c’è una grotta di ghiaccio che sfida ogni aspettativa geografica: è la Grotta del Gelo, nascosta sotto il livello del suolo a oltre 2000 metri di altitudine lungo le pendici settentrionali dell’Etna.

Qui particolari condizioni di ventilazione e ombra permettono al gelo di persistere per tutto l’anno. Il suo nome dice già tutto: stalattiti e colonne di ghiaccio caratterizzano il ristretto panorama, il freddo si conserva anche durante le stagioni miti e crea un’atmosfera surreale.

Rispetto alla maggior parte delle grotte di ghiaccio, che si formano per via di fenomeni carsici, questa grotta è in realtà una cosiddetta lava tube, ovvero una grotta formata non per l’azione dell’acqua quanto per quella di un’eruzione di lava particolarmente fluida, eruttata ad una temperatura di 1000/1200°C.

Secondo la ricerca, la formazione della Grotta del Gelo si fa risalire alla lunghissima eruzione iniziata nel 1614 e protrattasi per dieci anni interi. La cavità è lunga circa 125 metri, si trova a oltre 2000 metri di quota e al suo interno la temperatura non va mai sopra lo zero termico. È considerato il ghiacciaio più meridionale d’Europa.

Visitare la Grotta del Gelo sull’Etna non è semplice. L’accesso è possibile attraverso una dura escursione a piedi che parte da Piano Provenzana e dura 8 ore, con l’ulteriore difficoltà della differenza termica tra l’interno e l’esterno della grotta. Le stagioni raccomandate per visitarla sono la tarda primavera e l’inizio dell’autunno.

Ghiacciaio del Montasio – Friuli-Venezia Giulia

Tra le Alpi Giulie, in Friuli, si trova uno dei ghiacciai più remoti e meno noti dell’arco alpino: il Ghiacciaio del Montasio. In un’area dove il glacialismo sembra essere quasi scomparso, questa lingua di ghiaccio lotta per sopravvivere su un versante esposto alle correnti e alle stagioni sempre più calde.

I ghiacciai in realtà sono due, dalle dimensioni ridotte, uno detto occidentale e uno minore: circa cinque ettari di ghiaccio bianco in totale, incassati nelle formazioni rocciose circostanti, che si difendono dai raggi del sole e resistono al mutamento del pianeta indotto dalle attività umane. Sorgono sulla parete nord del Jof di Montasio, la terza montagna più alta del Friuli, ma vengono comunque classificati come i ghiacciai a più bassa quota delle Alpi, posti a circa 1900 metri sul livello del mare.

ghiacciai italia
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Il Ghiacciaio del Montasio compare tra le nubi

L’escursione per arrivare al ghiacciaio occidentale, quello più ampio e più facile da raggiungere, parte da Sella Sompdogna, forcella che separa la Val Dogna dalla Val Saisera. Da qui si affronta un primo tratto nel bosco che sale fino al bivacco Stuparich, e da qui ancora verso il ghiacciaio. Il tragitto di andata è lungo poco più di 4 chilometri, con una discreta difficoltà altimetrica (712 metri di ascesa molto compatti). Il percorso è adatto a tutte le stagioni, a condizione di avere meteo favorevole e attrezzatura adeguata.

Il tragitto offre non solo la gioia di arrivare a calpestare il ghiaccio perenne del Montasio, ma regala anche viste spettacolari sulle cime circostanti e splendidi panorami sulle vallate sottostanti.

La Ghiacciaia della Grigna – Lombardia

Grigna e Grignetta, le principali vette del Gruppo delle Grigne, a oltre duemila metri nelle Prealpi Lombarde, vicino al Lago di Como, ospitano un fenomeno naturale sorprendente: le cosiddette ghiacciaie, grotte naturali in cui neve e ghiaccio accumulati non si sciolgono mai, nemmeno d’estate.

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La Grigna vista dal Lago di Como

Queste grotte del ghiaccio erano sfruttate già dal Cinquecento per rifornirsi del prezioso elemento per conservare gli alimenti. Leonardo da Vinci, durante il suo lungo soggiorno milanese, cercò di studiarle e visitò la Ghiacciaia del Moncodeno, una delle grotte principali. Le sue peculiari caratteristiche sono oggetto di studio ancora oggi: i fenomeni carsici e le dinamiche delle acque sotterranee del massiccio montuoso delle Grigne sono ancora del tutto da chiarire.

La Grotta di Moncodeno e la sua ghiacciaia si trovano nelle vicinanze del rifugio Bogani, sul versante nord della Grigna. Ci si arriva tramite il sentiero CAI numero 25, partendo da Vò di Moncodeno. A quota 1700 metri, poco prima dell’Alpe di Moncodeno, si deve effettuare una deviazione e proseguire seguendo dei segnavia a bolli gialli per trovare l’ingresso della ghiacciaia. È opportuno organizzare un’escursione guidata per poter scendere lungo la via attrezzata che si avventura nella grotta fino ai ghiacci perenni.

Oltre al fascino della ghiacciaia, percorrere i sentieri intorno alla Grigna permette di camminare attraverso boschi, pietraie e ripidi canalini rocciosi, in un ambiente montano di rara bellezza a poca distanza dal Lago di Como.

Ghiacciaio Fellaria – Lombardia

Il Ghiacciaio Fellaria, nel cuore della Valmalenco, in Lombardia, è un ghiacciaio non particolarmente popolare, ma assolutamente eccezionale per chi ama la montagna. È uno dei più grandi delle Alpi Centrali e offre uno scenario alpino selvaggio, circondato da vette dal profilo incombente.

La camminata per raggiungerlo attraversa boschi, pascoli alpini e un piccolo lago glaciale, omonimo. Si parte dalla diga dell’Alpe Gera, sotto la quale si trova un parcheggio. Da lì si imbocca il sentiero che costeggia il bacino artificiale in sinistra orografica e si prosegue fino al rifugio Bignami. Poco sopra parte il Sentiero glaciologico Marson, che in poco meno di tre chilometri e un’oretta di cammino porta fino al ghiacciaio.

Il ghiacciaio, nonostante sia in rapida e netta regressione come molti suoi simili, mantiene una presenza ben percettibile anche nelle estati calde. Ai suoi piedi, nella bella stagione, si forma un opaco e gelido laghetto, il cosiddetto Lago di Fellaria, composto dalle acque in scioglimento. Il colpo d’occhio è imponente e magnetico, con le venature, le spaccature e le stratificazioni del ghiaccio che si mostrano come una dimostrazione empirica dell’infinita storia del mondo.

Cosa fare e cosa vedere ad Acireale, incanto della Sicilia

14 septembre 2025 à 11:25

Acireale è una delle città più affascinanti della costa orientale siciliana: sorge a pochi passi dal mare con lo sguardo rivolto verso l’Etna, in un territorio che ha saputo trasformare le proprie bellezze naturali e artistiche in un patrimonio riconosciuto e amato da chiunque vi metta piede. Non è soltanto la sua architettura barocca a renderla speciale, ma anche i miti e le leggende che la ammantano e intrecciano la storia con un’aura di mistero e suggestione.

Oggi è una meta turistica rinomata che accoglie con le strade eleganti, i profumi degli agrumeti e la calorosa ospitalità degli abitanti, un luogo dove si respira la Sicilia autentica, quella che fonde arte, tradizione e natura in un unico scenario incantevole.

Cosa vedere ad Acireale

Il cuore della città si trova sulla Timpa, un promontorio che si innalza per circa 80 metri sul livello del mare e regala panorami favolosi sulla costa. Intorno, un paesaggio punteggiato da coltivazioni di agrumi e ulivi racconta la fertilità della terra siciliana. Non a caso Acireale è chiamata “la Perla della Sicilia”, un titolo che ben descrive il suo valore storico e artistico.

Il centro storico custodisce veri e propri gioielli barocchi. Il fulcro della vita cittadina è Piazza del Duomo, uno spazio elegante e scenografico su cui si affacciano alcuni degli edifici più significativi. La Cattedrale di Maria Santissima Annunziata domina la piazza con la facciata ottocentesca, firmata dall’architetto Giovan Battista Basile, e un interno che sorprende per la ricchezza delle decorazioni. La pianta a croce latina accoglie tre navate affrescate da grandi maestri come Pietro Paolo Vasta, Antonio Filocamo, Giuseppe Sciuti e Giacinto Platania, in un percorso artistico che abbraccia secoli di storia.

Accanto alla Cattedrale si staglia la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, mentre di fronte, con la facciata solenne e i mascheroni che sorreggono i balconi, spicca il Palazzo del Comune, che vanta una storia di resilienza: ricostruito dopo i terremoti del 1693 e del 1818, rappresenta uno degli esempi più interessanti dell’architettura civile di Acireale.

Un’altra tappa imperdibile è il Teatro Bellini, che con l’acustica perfetta e l’atmosfera raccolta continua a incantare spettatori e appassionati di musica: varcarne la soglia significa immergersi in un’esperienza che unisce cultura e bellezza, in pieno stile siciliano.

Il Duomo e la chiesa Basilica dei Santi Pietro e Paolo al crepuscolo, Acireale
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Il Duomo e la Basilica dei Santi Pietro e Paolo al crepuscolo

Cosa fare in città

Se di giorno Acireale conquista con i tesori artistici, di sera e in estate si trasforma in una città vivace e colorata. Le strade si animano con sagre, feste patronali e spettacoli che coinvolgono abitanti e turisti in un clima di vera convivialità. È proprio in questi momenti che si respira il lato più genuino della città, tra musiche, danze e i sapori tipici della tradizione gastronomica locale.

Ma è il Carnevale a rappresentare il culmine dell’anima festosa di Acireale: considerato tra i più belli e importanti della Sicilia, attira ogni anno migliaia di visitatori grazie ai carri allegorici riccamente decorati, le maschere e la travolgente allegria che riempie le strade. A rendere l’evento ancora più speciale è l’edizione estiva, il “Carnevale estivo”, che si svolge nel primo fine settimana di agosto: un’occasione imperdibile per vivere la stessa magia sotto un cielo stellato, con la brezza marina che accompagna le parate e gli spettacoli.

Letojanni, l’autentica eleganza del mare di Sicilia

14 juin 2025 à 09:00

Andiamo alla scoperta di una Sicilia disegnata da piccole piazze, spiagge tranquille e dal profumo di salsedine che si mescola a quello delle arancine appena fritte. Letojanni è così: discreta, accogliente, adagiata tra il blu del Mar Ionio e la vicina nobiltà di Taormina.

Apprezzata località balneare, è la meta perfetta per chi cerca una vacanza al mare dal sapore autentico, lontano dalla mondanità, ma a pochi passi a simboli indiscussi come l’Etna o la stessa Taormina. Letojanni accoglie famiglie, coppie, viaggiatori solitari con la semplicità delle cose vere, tra palazzi nobiliari, chiese ricostruite con amore e lunghe passeggiate sul lungomare.

Dove si trova

Il comune di Letojanni si affaccia sulla costa ionica siciliana, nella provincia di Messina, poco più a nord di Taormina e del suggestivo promontorio di Capo Sant’Andrea. Le due località sono così vicine da sembrare quasi un unico tessuto urbano, disteso lungo un tratto di costa che alterna spiagge luminose e vedute montuose.

La sua posizione strategica la rende base ideale per esplorare l’entroterra, ma anche punto d’arrivo per chi vuole davvero staccare e godersi il mare.

Cosa vedere a Letojanni: Duomo di San Giuseppe

Nel cuore del paese, proprio in piazza Francesco Durante, sorge il Duomo di San Giuseppe, chiesa in stile neogotico che domina la scena con la facciata in travertino e i dettagli eleganti.

La sua storia è segnata dal tempo e dagli eventi: costruita nel XVIII secolo, venne distrutta dal tragico terremoto del 1908 che colpì Messina, per poi essere ricostruita nel 1931.

L’interno è un susseguirsi di mosaici moderni, affiancati da dipinti più antichi, risalenti al Settecento e all’Ottocento.

Palazzo Durante e Piazza Francesco Durante

A pochi passi dalla chiesa, la piazza principale di Letojanni si apre come un piccolo salotto urbano, dominato dal Palazzo Durante, un edificio nobiliare voluto dal celebre chirurgo Francesco Durante e donato alle Suore Missionarie del Sacro Cuore. Oggi ospita eventi culturali, mostre e incontri, e rappresenta un punto di riferimento per la vita sociale del borgo.

Al centro della piazza, la statua bronzea di Francesco Durante osserva il via vai quotidiano, testimone di una cittadina che non dimentica i suoi figli più illustri.

Corso Vittorio Emanuele III

Poco distante dalla piazza, Corso Vittorio Emanuele III racconta con le affascinanti architetture l’eleganza discreta di Letojanni.

Lungo la via si affacciano, infatti, alcuni dei palazzi storici più belli, da Palazzo Silipigni, con i merli e lo stile neogotico, accanto alla chiesa di Sant’Antonio, fino a Palazzo Fleres-Tornatore, Garufi, Tornatore, Mauro, Cingari, Cacopardo e Bucceri.

Camminare su questo corso è come fare un piccolo viaggio nel tempo, tra testimonianze di un passato aristocratico e dettagli architettonici che raccontano la storia di famiglie, di commerci, di generazioni che qui hanno vissuto e resistito.

La spiaggia di Letojanni

Letojanni, popolare località costiera. Sicilia
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Veduta panoramica di Letojanni

Ma il vero cuore pulsante di Letojanni è la sua spiaggia, lunga, luminosa, bagnata da un mare limpido che invita a entrare in acqua sin dal primo mattino. la sabbia si mescola ai ciottoli, e disegna una costa naturale e accogliente. È in gran parte libera, ma non mancano chioschi e lidi attrezzati per chi cerca un po’ di comfort.

Il lungomare è vivace ma mai frenetico, punteggiato da bar dove sorseggiare granite, ristorantini sul mare dove gustare pasta con le sarde, fritture di pesce fresco e cannoli riempiti al momento. Le acque sono calme, perfette per i bambini, ma anche per chi ama snorkeling, canoa o stand up paddle. Il tutto immerso in un’atmosfera informale e rilassata, dove ogni giornata sembra chiudersi con un tramonto dorato e un bicchiere di vino bianco bevuto con i piedi nella sabbia.

Anche l’Italia ha il suo deserto. E lo avete già visto nei film

15 mars 2025 à 09:51

Esiste un luogo di grande fascino e suggestione, dove la scarsa presenza di esemplari vegetali che si palesano debolmente sembra un miraggio. Qui non ci sono prati fioriti o arbusti che svettano verso il cielo, ma solchi nel terreno che si allungano, si moltiplicano e si diramano, creando un panorama lunare. Un paesaggio quasi irreale che sembra uscito da un film di fantascienza, eppure esiste realmente e si trova in Italia.

Siamo tra i monti Erei e l’Etna, nella valle del Simeto, dove si estende l’area conosciuta come i calanchi del Cannizzola, meglio noti come il deserto di Centuripe. Uno scenario unico nel suo genere che, grazie alla sua bellezza aspra e incontaminata, ha affascinato viaggiatori, fotografi e registi di tutto il mondo. Non a caso, negli anni, questo luogo è stato scelto come set per diverse produzioni cinematografiche e pubblicitarie, contribuendo a rendere celebre il suo nome: ecco a voi, il deserto – siciliano – dei calanchi.

Sicilia: il deserto dei calanchi, un set naturale senza tempo

L’area dei calanchi del Cannizzola, in Sicilia, si apre davanti agli occhi dei visitatori offrendo un paesaggio arido e suggestivo che si perde all’orizzonte tra le mille sfumature di giallo ocra. La conformazione territoriale e l’aspetto desertico che caratterizzano questo luogo restituiscono la sensazione di trovarsi altrove, nei grandi deserti dall’altra parte del mondo. Non stupisce, quindi, il parallelismo con le ambientazioni da film western, né tanto meno che il deserto siciliano sia stato trasformato in un set naturale per numerose produzioni cinematografiche.

Già nel 1964, infatti, questo territorio ha fatto da sfondo al celebre film La Bibbia di John Huston, insieme ad altri luoghi situati alle pendici del gigante buono, l’Etna. A rendere il tutto più suggestivo ci ha pensato la presenza di dromedari provenienti dall’Africa, che hanno trasformato quest’area in un paesaggio dai richiami magici e lontani.

Più recentemente, i calanchi siciliani sono stati la scenografia del cortometraggio Audi quattro – Ski the World, insieme ad altri luoghi nel mondo. Nell’ottobre del 2021, invece, il territorio è stato trasformato nella scenografia del lungometraggio Fortress di Jessica Woodworth, ispirato a Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati. La sua atmosfera sospesa e il paesaggio lunare lo rendono una location perfetta per narrazioni epiche e visionarie.

Deserto dei calanchi, Sicilia
Fonte: iStock
Lo straordinario deserto dei calanchi, in Sicilia

Cosa fare nel deserto dei calanchi: panorami mozzafiato e grandi panchine

Il deserto dei calanchi è percorribile on the road attraverso la suggestiva Strada delle Valanghe, meglio conosciuta come la provinciale 84. È questo il percorso ideale per scoprire tutta la parte meridionale dell’area, regalando panorami spettacolari e scorci unici a ogni curva.

Una volta arrivati, è possibile immergersi nell’atmosfera surreale di questo luogo e godere del silenzio interrotto solo dal vento che modella il paesaggio. Ma non è tutto: all’interno del territorio è stata installata anche una delle celebri Big Bench di Chris Bangle, la panchina gigante che permette ai visitatori di tutto il mondo di ammirare i panorami più suggestivi da una prospettiva inedita.

Inaugurata nell’aprile del 2022 e situata su un terreno della famiglia Capizzi di Biancavilla, la grande panchina è stata posizionata su una terrazza panoramica che consente di abbracciare con lo sguardo l’intero territorio circostante.

La Big Bench del deserto dei calanchi è la 202ª nel mondo e segue le caratteristiche stilistiche e dimensionali scelte da Chris Bangle, ideatore del progetto delle grandi sedute giganti che rendono accessibili i punti panoramici più incredibili del pianeta. Tra questi, anche il deserto siciliano dei calanchi, un luogo unico dove la natura scolpisce da millenni uno scenario che sembra appartenere a un altro mondo.

Sta per ripartire il Treno dei Vini dell’Etna: le novità di quest’anno

Par : losiangelica
3 mars 2025 à 10:04

Tra i territori di vini di qualità in Italia spicca la Sicilia. L’isola amatissima dai turisti propone un itinerario alla scoperta delle etichette più prestigiose sfruttando un mezzo di trasporto su rotaie. Hai mai pensato di esplorare l’Etna in treno? Con il nuovo tour 2025 in partenza da aprile per scoprire la strada dei vini dell’Etna è possibile, perché la Sicilia non è solo mare e spiagge ma ha davvero tanto da raccontare.

Scoprire l’Etna in treno

In Italia sono tante le regioni che stanno creando soluzioni originali di viaggio per esplorare il territorio così da combattere il fenomeno dell’overtourism. In Sicilia, per esempio, è stato progettato un nuovo tour 2025 per il treno dei vini dell’Etna, un’esperienza che conquista l’attenzione con un itinerario sensoriale.  Il tragitto attraversa il paesaggio vulcanico regalando viste straordinarie sulle pendici del monte: l’atmosfera sembra quasi farci fare un viaggio fuori dal tempo con la natura che domina la scena.

Chiaramente il tour non si limita alle bellezze del paesaggio, include alcune soste per scoprire il territorio attraverso calici di Etna DOC in borghi dall’anima autentica, il tutto accompagnato da specialità local da non perdere.

Il nuovo itinerario 2025 per il Treno dei Vini dell’Etna

Il treno dei vini dell’Etna per il 2025 ha rivoluzionato il programma proponendo un ampliamento di percorso. I viaggiatori potranno così esplorare il versante sud-est del vulcano dove sorgono tantissime aziende vitivinicole e altre imprese legate alle specialità gastronomiche. L’itinerario darà modo di scoprire una prospettiva inedita del territorio siciliano valorizzandolo al massimo.

Tra le news un servizio di biglietteria nel centro di Catania all’interno di palazzo Scamacca e un punto informativo annesso così da aiutare i turisti nella scelta del tour. Chiaramente i ticket saranno acquistabili anche online in pochi clic tramite sito ufficiale. In aggiunta è previsto il lancio del Vinobus Etna Wine Bus, un itinerario enogastronomico ancora più approfondito che parte dal centro di Catania per poter visitare le cantine e le aziende olivicole della zona, vivendo un viaggio dedicato interamente alla scoperta delle eccellenze del territorio.

Il biglietto include il prezzo del treno Circumetnea, una guida dedicata e un transfer in wine bus presso 2 cantine e presso un borgo storico (Castiglione di Sicilia o Randazzo). In aggiunta si potrà partecipare a 2 degustazioni in 2 cantine con inclusi 2 calici ciascuna e un piatto di specialità local in accompagnamento.

Treno dei Vini dell’Etna itinerario
Fonte: iStock
Un viaggio nei sapori della tradizione con il Treno dei Vini dell’Etna

La strada dei vini dell’Etna

Possiamo descrivere la strada del vino dell’Etna come un percorso unico per appassionati di enoturismo così da poter scoprire un territorio spettacolare simbolo del patrimonio enogastronomico regionale. Un itinerario che vuole essere un vero e proprio omaggio alla viticoltura eroica di un terreno impegnativo da gestire. Le numerose soste porteranno i visitatori alla scoperta di cittadine dall’atmosfera popolare e fortemente legata al territorio.

Il turismo slow sta vivendo una forte crescita attirando visitatori da ogni parte del mondo: non sono solo cittadini italiani ma viaggiatori provenienti da tutto il mondo  a voler scoprire quella che è la produzione vinicola sinonimo di eccellenza.

Il Treno dei Vini dell’Etna continua quindi a rappresentare un’opportunità straordinaria per esplorare il vulcano più alto d’Europa in un modo nuovo, tra gusto, cultura e paesaggi mozzafiato.

Dove sciare in Sicilia: le migliori località sciistiche dell’isola

19 décembre 2024 à 18:42

La Sicilia è una terra che sorprende sotto ogni aspetto: nota per le sue spiagge dorate, i paesaggi mozzafiato e il clima mediterraneo, l’isola custodisce anche un lato invernale affascinante e poco conosciuto. Le montagne siciliane, infatti, offrono alcune delle esperienze sciistiche più sorprendenti d’Italia, con impianti moderni e paesaggi naturali che si rivelano unici per chi cerca una vacanza sulla neve. Sebbene non si possa paragonare alle Alpi o agli Appennini per dimensioni, la Sicilia ha una straordinaria peculiarità: sciare su un vulcano attivo come l’Etna, con una vista che spazia dal mare alle cime innevate.

Le località sciistiche siciliane sono perfette per chi desidera unire lo sport invernale con la scoperta di una terra ricca di storia, cultura e tradizioni. Tra le cime imponenti dell’Etna e le tranquille vette delle Madonie e dei Nebrodi, i comprensori sciistici siciliani offrono piste per ogni livello, impanti di risalita ben attrezzati e una diversità di attività che vanno oltre lo sci alpino, inclusi snowboard, freeride ed escursioni con ciaspole. Ma non solo: la possibilità di sciare di giorno e godere di piatti tipici siciliani a base di pesce, arancine e dolci tipici la sera, rendono queste località uniche.

Scopriamo quindi dove sciare in Sicilia e quali sono le caratteristiche principali di ogni stazione sciistica, le date di apertura, il modo più facile per raggiungerle e i prezzi degli skipass giornalieri.

Etna

L’Etna, con i suoi 3.329 metri di altezza, non è solo un vulcano attivo in Sicilia, ma anche una destinazione sciistica incredibile che attira ogni anno appassionati di sci da tutta Italia e non solo. Sebbene la stagione sciistica sull’Etna dipenda fortemente dall’innevamento naturale, la località offre un’esperienza unica di sci, con paesaggi spettacolari che combinano l’ambiente alpino con viste mozzafiato sul mare e sulla baia di Taormina. La stagione sciistica solitamente inizia intorno al periodo natalizio e può proseguire fino a Pasqua, a seconda delle condizioni meteorologiche e della quantità di neve presente.

La stazione sciistica di Piano Provenzana, situata sul versante nord del vulcano, è una delle più frequentate. Qui, gli appassionati di sci possono godere di un panorama straordinario mentre si avventurano sulle piste. Piano Provenzana è dotata di 4 impianti di risalita: una seggiovia quadriposto, la Pouchoz, che serve una pista blu ideale per i principianti, e tre skilift che si snodano attraverso le diverse difficoltà delle piste, permettendo così a sciatori di ogni livello di divertirsi.

La seggiovia Pouchoz è una seggiovia ad agganciamento automatico che copre una pista lunga 1,5 km, con un dislivello di circa 400 metri, ideale per chi sta imparando o per chi cerca una discesa più tranquilla. Il costo di uno skipass giornaliero per i bambini (fino a 12 anni) è di circa €25, mentre per gli adulti è di €35.

Gli skilift della stazione offrono una varietà di percorsi per sciatori più esperti. Lo Skilift Monteconca, che serve una pista rossa/blu di media difficoltà, si sviluppa su 1,6 km di lunghezza, con un dislivello che varia da 1828 m a 2090 m. La pista presenta sezioni più impegnative, ma anche tratti più facili. Anche in questo caso, il costo dello skipass giornaliero è di €25 per i bambini e €35 per gli adulti.

Lo Skilift Coccinelle è un’altra importante attrazione, servendo una delle piste più tecniche dell’Etna, frequentata anche da sciatori professionisti. La pista, che ha ospitato gare internazionali, è lunga 1,4 km e offre tratti di forte pendenza. Lo skipass giornaliero per bambini e adulti è lo stesso, €25 per i bambini e €35 per gli adulti.

Infine, lo Skilift Anfiteatro serve due piste rosse, una delle quali omologata per gare di sci alpino, con una lunghezza complessiva di 1,3 km e un dislivello che va dai 2050 m ai 2336 m. La discesa è entusiasmante e perfetta per gli sciatori che cercano una sfida in più. Il costo dello skipass giornaliero è lo stesso degli altri impianti: €25 per i bambini e €35 per gli adulti.

L’apertura è prevista per il 28 dicembre e Piano Provenzana è facilmente raggiungibile in auto. Partendo da Catania, si prende l’autostrada A18 in direzione Messina e si esce a Fiumefreddo di Sicilia. Da qui, si prosegue per Linguaglossa e infine per Piano Provenzana, che dista circa 15 km dal paese. Il viaggio dura circa un’ora. Se provenite da Messina o Palermo, il percorso è simile: basta prendere l’autostrada A18 e seguire le stesse indicazioni. In alternativa, è possibile raggiungere la zona anche con autobus locali che partono da Catania e Linguaglossa, ma gli orari e la frequenza potrebbero variare a seconda della stagione.

Madonie

Nel cuore della Sicilia centrale, il comprensorio sciistico di Piano Battaglia si trova immerso nel verde del Parco delle Madonie, un’area naturale che regala paesaggi incantevoli. Situato a circa 1.570 metri di altitudine, Piano Battaglia è il punto di riferimento per gli amanti dello sci in provincia di Palermo. La località si estende fino a 1.840 metri sulla vetta del Monte Mufara e offre impianti moderni e piste adatte a sciatori di ogni livello. A partire dal 2016, la stazione sciistica è stata completamente rinnovata con l’introduzione di una nuova seggiovia biposto, che permette di salire facilmente in cima, e un skilift Mufaretta. Le piste sono state completamente rifatte, allargate e messe in sicurezza, creando un ambiente ideale sia per i turisti che per gli sciatori più esperti.

Piano Battaglia vanta una varietà di piste da sci che si sviluppano su una lunghezza totale di 4,5 km. Tra le più note, la pista Mollica, riaperta dopo 30 anni, offre pendenze che ricordano quelle delle più celebri località alpine, ed è perfetta per chi cerca emozioni forti. La pista dello Scoiattolo, recentemente ristrutturata, è adatta anche a sciatori principianti, mentre la pista Sparviero, più tecnica, presenta tratti impegnativi che la rendono ideale per chi vuole affinare la propria tecnica. Per i neofiti e i bambini, il Campo Scuola Marmotta, situato nel settore orientale di Piano Battaglia, offre un’area sicura e attrezzata con tapis roulant, perfetta per imparare a sciare o fare snowboard.

Il comprensorio, che serve anche i ciclisti con uno skilift attrezzato per il trasporto delle biciclette, è dotato di impianti che consentono un’esperienza completa sia per il sci alpino che per il snowboard. Il Rifugio Marini, recentemente ristrutturato, offre un luogo accogliente per chi vuole fare una pausa e assaporare i piatti tipici siciliani. Con una stagione sciistica che va da fine dicembre a metà marzo, Piano Battaglia è perfetto per una giornata di sci immersi in un’atmosfera tranquilla, lontano dalla folla delle stazioni più grandi. I prezzi degli skipass partono da 15 euro per il giornaliero, rendendo questa meta particolarmente accessibile.

Per raggiungere Piano Battaglia nelle Madonie, il punto di partenza principale è la città di Palermo. Da lì, si prende l’autostrada A19 in direzione Catania e si esce a Caltavuturo. Da questa uscita, si prosegue seguendo le indicazioni per Petralia Sottana e successivamente per Piano Battaglia, situato a circa 20 km dal centro di Petralia. Il percorso è ben segnalato e la strada che sale verso la località sciistica è panoramica e abbastanza comoda, anche se durante l’inverno può essere necessaria una certa attenzione a causa delle condizioni meteo.

In alternativa, se si proviene da Catania, si percorre sempre l’autostrada A19 e si esce a Enna. Da lì si prosegue verso Sclafani Bagni e infine per Piano Battaglia. In entrambi i casi, la località è facilmente raggiungibile in auto e offre anche un parcheggio vicino agli impianti.

Per chi non ha un’auto a disposizione, è possibile raggiungere Piano Battaglia anche con autobus locali che partono da Palermo o Catania e arrivano a Petralia Sottana, da dove si può prendere un taxi o un servizio navetta fino alla località sciistica. Tuttavia, gli orari degli autobus potrebbero variare a seconda della stagione e del giorno della settimana, quindi è consigliato verificare in anticipo.

Nebrodi

I Nebrodi, purtroppo privi di impianti sciistici, sono una destinazione ideale per chi ama il sci di fondo e le ciaspolate. La zona, grazie al suo innevamento naturale, offre un’esperienza immersiva nei paesaggi invernali siciliani. Il percorso ad anello per lo sci di fondo, che si sviluppa nei pressi di Monte Soro (1.847 metri), attraversa le faggete secolari dei Nebrodi e i pittoreschi laghi di Maulazzo e Biviere di Cesarò, spesso ghiacciati durante l’inverno. Questo tracciato, che può essere percorso anche con le ciaspole, è una delle escursioni più belle da fare in Sicilia, con panorami mozzafiato e un’atmosfera di tranquillità totale. La pista, gestita dall’Ente Parco dei Nebrodi, è ben tenuta grazie all’uso di un battipista, ma è importante fare attenzione a non danneggiare la traccia durante l’escursione.

Per raggiungere la zona, si parte da Messina, prendendo la SS113 in direzione Cefalù e seguendo le indicazioni per Cesarò, passando per Portella Femmina Morta, dove si trova l’ingresso del percorso. Da qui, è possibile accedere direttamente alla pista, che si sviluppa intorno al monte Soro. In alternativa, si può percorrere la SS289 da Patti e seguire le indicazioni per i monti Nebrodi. L’unica struttura ricettiva nei pressi del percorso è il boutique hotel di Portella Femmina Morta, un ex rifugio di montagna, dove è possibile rilassarsi dopo una giornata sulle tracce della neve.

Etna, tutte le leggende sul vulcano siciliano

24 juillet 2024 à 18:00

L’Etna è un famoso complesso vulcanico siciliano ancora attivo, noto anche come Mongibello. Questo vulcano si trova sulla costa orientale dell’isola della Sicilia ed è uno dei vulcani più attivi del mondo, con un’altezza che supera addirittura i 3300 metri, che lo rende anche il più alto di tutto il continente europeo.

L’Etna, infatti, domina sulla vallata e sul golfo di Catania ed è visibile anche dalla città di Reggio Calabria e dai monti delle Madonie, che si trovano nella parte settentrionale della Sicilia. Il vulcano ha caratterizzato molto il paesaggio circostante, a causa del suo fuoco e della sua lava che hanno modificato continuamente il paesaggio, anche negli ultimi anni, creando non poche preoccupazioni nella popolazione vicina.

Le sue eruzioni, spesso spettacolari, hanno catturato l’immaginazione di molte persone, sin dai tempi antichi, e ciò ha portato alla nascita di numerose leggende legate alla sua grandezza ed alla sua enorme potenza. Tutto ciò ha reso l’Etna un simbolo culturale e mitologico conosciuto in tutto il mondo.

Ma quali sono le leggende legate al vulcano siciliano? Ce ne sono diverse: di epoca greca e romana, ma anche legate alla religione cristiana e alle tradizioni popolari siciliane.

La mitologia greca e l’Etna

Il dio del fuoco Efesto e la sua fucina

Una delle leggende più antiche legate all’Etna deriva dalla mitologia greca e riguarda storie legate al dio del fuoco e della metallurgia Efesto. Secondo questa leggenda, Efesto era noto per la sua abilità nel creare armi ed armature per gli dei dell’Olimpo e, secondo i greci, si diceva che la lava ed il fuoco che scaturivano, appunto, dall’Etna fossero una conseguenza dell’incessante lavoro di questo deo dell’Olimpo antico e della sua fucina sotterranea.

Tifone, il gigante ribelle a cento teste

Sempre nell’antica Grecia, si racconta di questo mostruoso gigante, dotato di cento teste di drago, chiamato Tifone. Questo essere, secondo questa leggende, venne sconfitto da Zeus ed imprigionato sotto il vulcano Etna. Proprio per questo, a causa di continui tentativi di liberarsi dalla prigione sotterranea, Tifone causò continui terremoti ed eruzioni vulcaniche.

Vista dalla città di Taormina dell'Etna innevato, con in primo piano le antiche rovine risalenti all'epoca degli Antichi Greci
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Vista dell’Etna dalle rovine greche della città di Taormina

Le leggende degli antichi romani

Anche in epoca romana nacquero delle leggende sul vulcano siciliano Etna, storie che non si discostano molto dalle loro versioni greche.

Encelado, uno dei titani ribelli sepolto sotto l’Etna

Una di queste leggende dell’epoca romana riguarda Encelado, ovvero uno dei titani che si ribellò contro gli dei dell’Olimpo. Un essere spaventoso, che possedeva mani enormi, una barba folta ed incolta, come pure le sopracciglia, e che al posto delle gambe aveva due squamose code di serpente. Questo spaventoso essere, dopo aver subito una sconfitta da Zeus, venne sepolto sotto l’Etna. I Romani credevano che i movimenti e le eruzioni del vulcano fossero causati dai tentativi di Encelado di liberarsi, come i greci pensavano che Tifone fosse la causa degli stessi avvenimenti.

La fucina di Vulcano e dei suoi ciclopi

Per il popolo romano, il vulcano siciliano era anche considerato come la fucina di Vulcano, considerato, come Efesto, il dio del fuoco. Come per i greci, anche in questo caso le eruzioni vulcaniche erano viste come il fumo e le scintille provenienti dalla fucina divina, dove Vulcano ed i ciclopi, ovvero i suoi aiutanti, forgiavano le armi sacre per gli dei.

Le leggende cristiane del Mongibello

Sono altre e diverse le leggende, invece, che provengono dal mondo cristiano. Infatti, con l’avvento del Cristianesimo, le leggende sul vulcano siciliano si trasformarono ed alle stesse vennero aggiunti elementi riconducenti alla religione.

La patrona della città di Catania: Sant’Agata

Una delle leggende più conosciute sarebbe quella legata a Sant’Agata, che è la patrona della città di Catania, che sorge proprio alle pendici dell’Etna. Si racconta che in passato ci fu un’eruzione molto violenta, che portò i cittadini catanesi a muoversi in massa verso il vulcano portando in processione il sacro velo di Sant’Agata, per chiedere ed implorando un suo intervento per fermare l’imminente catastrofe. Dopo questo gesto, l’eruzione si fermò, salvando così la vita alla popolazione siciliana e alla città di Catania. Da allora, la patrona Sant’Agata viene venerata come protettrice contro le eruzioni vulcaniche dell’Etna.

San Giorgio contro il drago Tifone

Quest’altra leggenda, invece, riporta all’antica Grecia. Si tratta nuovamente di Tifone, il dio ribelle che si mostrò ostile al volere degli dei grechi. Infatti, secondo il racconto di quest’epoca, San Giorgio avrebbe sconfitto un drago, spesso identificato con il nome di Tifone, che tentò di scappare alla prigionia sotto l’Etna, scatenando le eruzioni del vulcano e mettendo in pericolo la popolazione circostante.

Eruzione vulcanica dell'Etna, durante la quale è visibile anche la lava che fuoriesce dal cratere
Fonte: iStock
Eruzione dell’Etna, Sicilia

Le leggende popolari siciliane e dei popoli del nord

Nel corso dei secoli, storie e leggende relative a questo vulcano siciliano, hanno subito delle modifiche, con interferenze religiose e culturali. Sono nate sia leggende del popolo siciliano, ma anche da popolazioni del nord Europa.

La montagna e la luna e la sposa dell’Etna

La prima leggenda di stampo popolare siciliana, se così si può definire, è una delle più affascinanti. In questa leggenda si racconta come l’Etna fosse innamorato della luna e che ogni notte cercasse di raggiungerla, sfruttando il suo fuoco e le sue fiamme. Allora, la luna, commossa dall’amore della montagna, ovvero l’Etna, brillava sempre più luminosa, creando così uno spettacolo unico.

Questa leggenda riflette il fascino romantico che l’Etna riesce ad esercitare sugli abitanti della regione. Proprio da qui nasce un’altra leggenda popolare, ovvero la storia di una giovane donna, promessa sposa di un uomo considerato malvagio, la quale preferì gettarsi nell’Etna piuttosto che sposarlo. Da quel giorno, ogni volta che il vulcano siciliano erutta, si dice che ad uscire dal cratere siano le lacrime di questa sposa infelice.

Il mondo dei morti e la Regina Elisabetta I

Infine, una leggenda proveniente dai territori del Nord Europa e che riguarda un personaggio molto famoso della storia inglese: la Regina Elisabetta I. Questa leggenda, infatti, racconta che l’anima errante della Regina riposi nell’Etna, che era riconosciuto anche come il mondo dei morti, a causa di un patto che essa fece con il diavolo, in cambio del trono d’Inghilterra.

Come si è visto, l’Etna è ed è stato fonte inesauribile di leggende popolari e che hanno accompagnato le diverse popolazioni che hanno abitato la Sicilia. Queste leggende arricchiscono la cultura e la storia della Sicilia, ed aprono una finestra sul come gli esseri umani cerchino di comprendere, in qualsiasi modo, la forza di questo vulcano siciliano, il più attivo del pianeta terra.

Allo stesso tempo, queste leggende ne arricchiscono anche il fascino. Per chi visita l’Etna, il fatto di conoscere queste leggende, renderà l’esperienza ancora più profonda e significativa, ammirando probabilmente con occhi diversi una delle più belle meraviglie naturali della regione Sicilia e di tutto il territorio italiano.

Luoghi da visitare in Sicilia partendo dall’aeroporto di Catania

30 juin 2024 à 16:00

La Sicilia è tutta da amare. Visitarla in una sola volta è impossibile, perché merita di essere esplorata a passo lento, assaporandone ogni sfumatura culturale, architettonica e paesaggistica. Se il prossimo viaggio nella Perla del Mediterraneo prevede di atterrare all’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa, potete scegliere di rimanere nella splendida città ai piedi dell’Etna godendo del suo centro storico barocco dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, oppure potete decidere di spostarvi in una delle splendide località turistiche della Sicilia orientale che sorgono nei suoi dintorni.

Ecco alcuni consigli per visitare borghi storici, litorali incontaminati e paesaggi meravigliosi a pochi chilometri e facilmente raggiungibili da Catania.

Luoghi da visitare a nord di Catania

Partendo dall’aeroporto di Catania, sono diverse le perle siciliane da visitare a poca distanza. Viaggiando verso nord, esploriamo alcune tappe alla scoperta della splendida costa che giunge fino a Taormina: Aci Castello, Aci Trezza, Acireale e Zafferana Etnea.

Taormina e le Gole dell’Alcantara

Taormina dista poco più di 60 chilometri da Catania ed è una delle città più amate dai turisti di tutto il mondo. La sua posizione, a circa 250 metri a strapiombo sul mare, la rende ancora più ricca di fascino e attrattiva. I bellissimi giardini pubblici della villa comunale sono il polmone verde della città ma anche un luogo dove ristorarsi lasciandosi inebriare dal profumo dolce di magnolie e bouganville.

Il Duomo, risalente al XIII secolo, è imponente e maestoso e contiene opere di grande valore artistico che vanno dal periodo bizantino a quello rinascimentale. È il Teatro Greco il monumento più rappresentativo di Taormina: chiamato anche Teatro Antico, venne costruito dai greci intorno al III secolo a.C., dopo la realizzazione del teatro di Siracusa, ed è la seconda struttura teatrale più grande della Sicilia.

Taormina vista dal Teatro Greco antico, in Sicilia
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Taormina vista dal Teatro Greco

Dopo una visita al centro storico di Taormina, gli amanti della natura non possono lasciarsi scappare le Gole dell’Alcantara, a poco più di 20 chilometri verso l’entroterra. Un luogo incredibile e meraviglioso, caratterizzato da gole naturali di basalto scavate dallo scorrere incessante delle acque pure e cristalline del fiume Alcantara. Le pareti raggiungono un’altezza di 25 metri e la loro particolarità è la forma bizzarra che hanno assunto nel corso dei millenni, grazie alla lava incandescente che, a contatto con l’acqua, ha dato vita a pareti dalle geometrie spettacolari.

Le Gole di Alcantara, da visitare nei dintorni di Taormina
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Gole di Alcantara

Aci Castello e Aci Trezza

Prima di raggiungere Taormina, meritano sicuramente una visita le cittadine marinare di Aci Castello e di Aci Trezza, rispettivamente a 18 km e a 20 km dall’aeroporto di Catania. Affacciate sulla splendida costa assolata bagnata dal mar Ionio, le due località sono affascinanti tesori ricchi di storia e bellezze naturali e architettoniche. Ad accomunarle è lo spettacolo delle Isole Ciclopi, luogo che ha fatto da sfondo al capolavoro intramontabile “I Malavoglia” di Giovanni Verga: grandi strutture geologiche caratterizzate da migliaia di pilastri naturali di lava solidificata che emergono dalle acque del mare, formatesi più di un milione e mezzo di anni fa. Oggi quest’area è protetta all’interno della Riserva integrale Isola di Lachea e Faraglioni dei Ciclopi.

Alba sulle Isole dei ciclopi, di fronte ad Aci Trezza, in Sicilia
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Alba sulle Isole dei ciclopi, Aci Trezza

Dopo una passeggiata sul lungomare, sul quale si affacciano le antiche casette dei pescatori, ci si addentra nel cuore pulsante dei borghi. Da visitare è il Castello Normanno di Aci Castello, oggi sede del museo civico della città, e dal quale prende il nome. Dal castello, il panorama che si stende davanti alla vista è qualcosa di unico e meraviglioso. Ad Aci Trezza è il Museo Casa del Nespolo di Aci Trezza a raccontare la storia della cittadina, fatta di tradizioni tramandate nei secoli. Non può mancare anche una degustazione della gastronomia locale, che unisce gli ingredienti del mare a quelli della cucina siciliana, in un esplosione di sapori indimenticabile.

Acireale

Seguendo la costa verso nord, la prossima tappa è Acireale, a soli 6 km di distanza da Aci Trezza. Un tesoro barocco che unisce lo splendore del mare, con la Riserva Naturale de La Timpa che offre un mare limpido e spiagge rocciose in cui poter fare il bagno, e il fascino della cultura del luogo tramite le architetture che ne testimoniano la storia millenaria.

Sulle sue strade sono molteplici i palazzi nobiliari e le chiese antiche che vi si affacciano, regalando scorci di rara bellezza. Da visitare sono la Cattedrale di Maria Santissima Annunziata, risalente al XVI secolo, e le antiche terme romane. Acireale è celebre anche per il suo Carnevale, tra i più suggestivi d’Italia.

Zafferana Etnea

A 600 metri sul livello del mare, sorge Zafferana Etnea: posizionato ai piedi delle pendici orientali dell’Etna e a 15 km da Acireale, questo splendido borgo ha un patrimonio culturale, storico e paesaggistico che richiama numerosi turisti durante tutto l’anno. Qui si possono percorrere i diversi sentieri escursionistici che risalgono i pendii, oppure ammirare antiche chiese e palazzi storici, i sorvegliati speciali del vulcano attivo più alto d’Europa. Da non perdere sono i giardini con la fontana e la chiesa di Santa Maria della Provvidenza, proprio nel centro storico nel quale si svolge uno degli eventi più importanti della zona: l’Ottobrata, una festa che celebra i prodotti tipici locali, tra i quali il miele.

Vista da Zafferana Etnea, in Sicilia
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Vista sull’Etna da Zafferana Etnea

Luoghi da visitare a sud di Catania

Partendo sempre dall’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa, ci spostiamo in direzione sud, verso stupendi borghi affacciati a un mare limpido e cristallino in cui tuffarsi. Ecco alcuni suggerimenti per visitare Augusta, Siracusa, Vizzini e Caltagirone.

Augusta

A poco più di 40 chilometri a sud dell’aeroporto di Catania sorge Augusta, un gioiello nascosto affacciato sullo Ionio con una storia millenaria da raccontare. Famosa per il suo porto, tra i più importanti della zona, è dominata dal Castello Svevo, una fortezza medievale, e custodisce la Chiesa Madre, importante testimonianza dell’architettura barocca siciliana. Dopo una visita al centro storico, non può mancare una pausa al mare sulle sue spiagge rocciose, come lo Sbarcatore dei Turchi, alternate a suggestive grotte scavate dall’acqua.

Siracusa

Siracusa è un’altra delle splendide località della costa orientale della Sicilia. Situata poco più a sud rispetto ad Augusta, la città è conosciuta per gli edifici barocchi del centro e per Ortigia, la parte della città costruita su un isolotto collegato con la terraferma. Anche qui è facile perdersi nel labirinto di viuzze, tra palazzi nobiliari e monumenti storici. 

Da appuntare per una visita il Parco Archeologico Neapolis: 240.000 mq di area che custodisce testimonianze antichissime, risalenti all’età protostorica, tardoantica e bizantina. Da non perdere anche il teatro greco e il curioso Orecchio di Dionisio, una grotta di origine calcarea che assume la forma di orecchio: in questo antro naturale il gioco dell’eco è impressionante, arrivando ad amplificare i suoni fino a 16 volte.

Un altro consiglio è quello di passeggiare lungo le viuzze che si snodano lungo la Giudecca, il quartiere ebraico della città. Da non perdere anche il castello Eurialo e la speciale fonte di Aretusa (sull’isola di Ortigia): questo è l’unico luogo in Europa in cui crescono ancora spontaneamente i papiri.

Siracusa e la sua isola di Ortigia, con il centro storico e il mare turchese
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Siracusa e l’isola di Ortigia

Vizzini e Caltagirone

Spostandoci verso l’entroterra si raggiungono Vizzini e Caltagirone. A circa 50 km a sud rispetto all’aeroporto di Catania sorge il borgo di Vizzini, raggiungibile in auto in circa 30 minuti. Strette viuzze si snodano tra antiche case in pietra e storiche testimonianze di un passato culturale e artistico di estrema importanza. Meritano una visita la Chiesa di San Giovanni Battista, esempio dell’architettura barocca siciliana, e la Chiesa Madre, che custodisce alcune opere d’arte di grande valore. Per un tuffo nella vita del celebre scrittore siciliano Giovanni Verga, si può visitare il Museo dell’Immaginario Verghiano.

E poi c’è Caltagirone, con le sue botteghe artigiane di maestri ceramisti, di cui sono piene le viuzze del centro, abbellite dalle colorate piastrelle di produzione locale. Famosa la scalinata di Santa Maria del Monte, con i suoi 142 gradini colorati, tra le più spettacolari del mondo.

Ma Caltagirone non è solo la patria della ceramica. I suoi monumenti e le chiese sono testimonianza di diverse epoche storiche che ne hanno modificato le architetture. Da visitare la Chiesa di San Francesco d’Assisi, con il suo meraviglioso chiostro.

Caltagirone e la celebre scalinata con le ceramiche, in Sicilia
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Scalinata di Santa Maria del Monte, Caltagirone

Luoghi da visitare nell’entroterra di Catania, tra la città e l’Etna

Visitare la Sicilia dell’entroterra è un viaggio meraviglioso alla scoperta di tradizioni, storie antiche e paesaggi naturali incontaminati. Dall’aeroporto di Catania ci allontaniamo allora dal mare verso l’interno, immergendoci nella campagna punteggiata da splendidi borghi e cittadine custodi di un patrimonio di immenso valore. Ecco allora alcuni suggerimenti per fare tappa a Motta Sant’Anastasia, Belpasso, Sperlinga e Bronte.

Motta Sant’Anastasia

Un gioiello nascosto tutto da esplorare è Motta Sant’Anastasia. Sono solo 16 i chilometri che la dividono dal terminal aeroportuale di Catania e una tappa qui vale assolutamente il viaggio. Immerso nella natura, questo borgo racconta la storia di un passato culturale e artistico importante grazie al suo Castello Normanno, antica fortezza che domina l’area e dalla quale si gode di un panorama incantevole sui dintorni, caratterizzati dal caratteristico basalto nero.

L’essenza di Motta Sant’Anastasia si esprime anche nelle tradizioni e nelle feste popolari che tutt’oggi animano la popolazione. La più celebre è la Festa di Sant’Anastasia, un evento colorato e vivace che riunisce tutta la comunità che abita queste terre.

Belpasso

Il viaggio prosegue con una tappa a Belpasso, una località che brilla di luce propria alle pendici dell’Etna, ricostruita dai suoi abitanti e risorta dalle proprie ceneri più volte a seguito di alcune devastazioni causate dal vulcano e dai terremoti, avvenute nel corso dei secoli.

Abbarbicata sulle pendici del vulcano, la cittadina viene comunemente chiamata anche la “Scacchiera dell’Etna” per via del suo schema urbanistico con strade e incroci che, dall’alto, s’intersecano ricordando proprio una scacchiera. Tra le vie del centro storico, meritano una visita la Chiesa Madre, il convento e la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, esempi di barocco siciliano, e Palazzo Scrofani, caratterizzato da elementi barocchi alternati alla pietra lavica.

Sperlinga

Proseguendo il viaggio verso l’entroterra siciliano, dopo circa 90 km in auto si raggiunge Sperlinga, una cittadina incastonata nel paesaggio delle Madonie, in provincia di Enna. La visita a questa località merita sicuramente il viaggio da Catania per via del suo splendido castello, dalla struttura particolare: è scavato nella roccia e composto da un labirinto di grotte e tunnel che si snodano per diversi chilometri. Raggiungendo la fortezza tramite i vicoli che attraversano il caratteristico centro storico, si apre un panorama che toglie il fiato sulle colline circostanti, ricoperte da distese di vigneti e ulivi.

Sperlinga e il suo castello costruito nella roccia, in Sicilia
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Sperlinga e il suo castello

Bronte

Il viaggio nell’entroterra siciliano nei dintorni di Catania non può non contemplare anche una tappa a Bronte, la patria del pistacchio conosciuta in tutto il mondo. Sorge alle pendici dell’Etna su dolci colline che vedono la produzione del cosiddetto “oro verde”, tra i pistacchi più buoni del mondo. Ma Bronte non riserva ai propri visitatori soltanto la storia e la cultura culinaria legata a queste prelibatezze. Il patrimonio culturale custodito in questo borgo comprende anche il Castello di Nelson, struttura del XIV secolo che oggi ospita un museo, e la Chiesa di Santa Maria.

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