Nel 2025 Gorizia e Nova Gorica hanno dato vita alla prima Capitale europea della cultura transfrontaliera: uno status che va oltre il mero titolo per diventare esempio di una lettura unica e propositiva del confine. Le due città sono di fatto attaccate l’una all’altra e unite – addirittura – nella da poco rinnovata Piazza Transalpina: metà italiana e metà slovena.
Del resto, la storia di questo territorio segue più giochi di potere che effettivo sentir popolare. Nova Gorica nacque nel 1947, nel tentativo di creare – come dice lo stesso nome – una nuova Gorizia dopo l’annessione dell’area alla Jugoslavia. Per decenni le due città sono rimaste separate da linee bianche e reticolati, fino all’entrata della Slovenia in Europa che ha portato alla rimozione delle barriere doganali.
Barriere fisiche che poco hanno a che vedere con la vera anima dei luoghi che le hanno viste nascere: seppure diverse architettonicamente e storicamente, Gorizia e Nova Gorica condividono un profondissimo legame, tra famiglie miste e lingue che si mescolano. Non è un caso che a guidare il dialogo tra le due realtà ci sia il GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale), ampiamente attivo anche nella gestione di questo 2025 importantissimo per il territorio.
Quello che vi proponiamo è un itinerario pedonale, da percorrere in un giorno, che vi permetta di esplorare liberamente entrambe le città: passeggiando tra Italia e Slovenia, scoprirete luoghi insoliti che raccontano di confine, storia e identità.
Smart Space
Il nostro itinerario parte da questo luogo che fa capo alla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Si tratta di uno spazio espositivo altamente immersivo che – nella sua mostra permanente – spiega proprio l’origine e i movimenti del confine tra i due territori. «La mostra – spiega lo storico Enrico Loru – è divisa in quattro fasi. Si inizia con il Medioevo, poi c’è l’Età Moderna. E ancora l’800, che è un periodo felice per Gorizia, e infine il 900 fino ai giorni nostri».
Troverete qui schermi a scorrimento e potrete persino intervistare gli eroi del territorio che risponderanno a tutte le vostre domande. Nello Smart Space potrete divertirvi con realtà virtuale e un’area museale in vecchio stile, con dipinti e ritratti dei principali personaggi goriziani. Le visite guidate sono gratuite.
Il Valico del Rafut
Dallo Smart Space, percorrete ora via Carlo Favetti e girate poi a destra in via del Rafut fino a raggiungere un passaggio a livello con la bandiera italiana. State già attraversando il confine in appena 10 minuti. È il nome stesso della via a raccontare una storia: Rafut è infatti una variazione della parola tedesca raffholz (rami caduti), perché la tradizione voleva che si cercasse la legna da ardere in città sul vicino colle del Rafut.
GCIl Valico del Rafut tra Gorizia e Nova Gorica
Nel 1947 – proprio dove ora sorge la sbarra – venne istituito il nuovo confine tra l’Italia e l’allora Jugoslavia. C’è una celebre fotografia che immortala proprio questo luogo separando l’abitazione (in Italia) dalla stalla (in Jugoslavia). Poco prima di varcare il confine, sulla destra, trovate una casupola che contiene la mostra multimediale Lasciapassare/Prepustnica – Storia e memorie di una città di confine (fino al 31 dicembre 2025). Il Valico del Rafut vi porta quindi oggi alla scoperta della storia di Gorizia, Nova Gorica e del confine che le attraversa con citazioni, foto e QR code da esplorare liberamente nello spazio esterno.
GCL’esposizione Lasciapassare/Prepustnica
Collezione museale Pristava
Attraversate il confine e vi troverete dinanzi a uno dei musei più particolari di questa zona: siamo negli ex uffici del valico di seconda categoria di Pristava (Prestava). In queste stanze ora sorge un piccolissimo museo che racconta, in breve, la storia del contrabbando che avveniva proprio intorno alla frontiera. In mostra c’è di tutto: dai walkman alle riviste osé, ma c’è anche la riproduzione di una sala degli interrogatori e persino una escape room per rendere la storia didatticamente più divertente.
GCCollezione museale Pristava a Nova Gorica
Galleria Ciclopedonale Castagnevizza
Fate ora appena qualche passo indietro fino ai binari e imboccate la Galleria ciclopedonale Castagnevizza: si tratta di una ex galleria ferroviaria convertita – come dice il nome stesso – in tratto ciclopedonale. Se la percorrete per circa 1 km (15 minuti di cammino) vi porterà direttamente a Piazza Transalpina, la nostra prossima tappa. Godetevi la galleria ciclopedonale, una esperienza transfontaliera completa: state infatti passeggiando sul confine, come dimostra la presenza dei cosiddetti cippi di confine (o pietre di delimitazione). In genere, questi massi mostrano due numeri che indicano il segmento di confine e la posizione del punto sulle mappe della commissione italo-jugoslava che tracciò la linea dopo il Trattato di Pace del 1947.
Altra curiosità: nella galleria troverete una targa in sloveno a tutt’oggi di origine sconosciuta. La frase che vi è iscritta recita: Tukai Sva Se Ljubila Ti In Jaz Popolnoma Gola, vale a dire Qui ci siamo amati, tu e io, completamente nudi.
GCLa targa anonima nella Galleria Ciclopedonale Castagnevizza
Piazza Transalpina
Siete ora nella piazza più celebre di quest’area, completamente restaurata proprio in occasione di GO!2025 con il sostegno del GECT. È una piazza unica al mondo: per metà è in Italia e per metà – la parte dove svetta la stazione ferroviaria di Nova Gorica – in Slovenia. I confini però qui non si vedono: non ci sono segnali né barriere, ma solo spazi comuni in cui sloveni e italiani si incontrano per un caffè al bar o per organizzare eventi speciali.
Qui – fino al 2007 – sorgeva il cosiddetto Muro di Gorizia, una recinzione su calcestruzzo costruita nel 1947. Dopo il restauro, del celebre Muro sono rimasti piccoli segni (che sembrano dei cumuli) a ricordare il tempo che fu, mentre una targa al centro della piazza segna il confine circondata dal Mosaico della Nuova Europa di Franco Vecchiet. Prima di continuare il nostro percorso, entriamo nella stazione di Nova Gorica: anche qui, neanche a dirlo, si respira aria di confine.
GCIl confine tra Nova Gorica e Gorizia a Piazza Transalpina
Stazione di Nova Gorica
Siamo dentro a una stazione ricca di storia: negli anni questo stop ferroviario è infatti appartenuto all’Impero austro-ungarico (dal 1906 al 1919), all’Italia (dal 1919 al 1943 e poi dal 1945 al 1947), alla Germania (tra il 1943 e il 1945), alla Jugoslavia (dal 1947 al 1991) e infine alla Slovenia. Ha cambiato nome, volto e appartenenza arricchendosi di tutto ciò che il confine poteva regalare e oggi la stazione stessa è un museo. Non solo perché al suo interno c’è la Collezione museale Kolodvor appartenente al Museo sul Confine, ma perché proprio qui troverete mappe, teche e oggetti che raccontano la storia di una stazione perennemente mutevole. Persino la biglietteria sembra uscita da un passato rimasto fermo ai tempi che furono, mentre il bar che si affaccia su Piazza Transalpina (sloveno, per la precisione) è frequentato in equal modo dai cittadini di entrambe le città.
Se dovessimo indicare un luogo simbolo di un confine senza confine, è proprio la stazione di Nova Gorica con la Piazza Transalpina su cui si affaccia: uno spazio che, tra storia e futuro, sembra dirci che ogni barriera forzata è in fondo inutile.
Uscite ora dalla stazione e tornate su Piazza Transalpina, dirigetevi verso l’EPIC Centre (anche questa area è stata recentemente completamente rinnovata) fino al sottopassaggio che vi porta a Nova Gorica: noterete che è ricco di manifesti e poster, che appartengono alla mostra Never Mind the Borders istituita sempre in occasione di GO!2025.
Qualche suggerimento extra
Il nostro tour pedonale alla scoperta del confine tra Gorizia e Nova Gorica si conclude qui, ma se avete ancora tempo potete allungarvi con una passeggiata fino al centro di Nova Gorica. Sono due in realtà i luoghi che vi consigliamo di visitare con più calma, uno in Slovenia e uno in Italia. A Nova Gorica, a circa 20 minuti a piedi da Piazza Transalpina, sorge il Monastero di Castagnevizza, un convento francescano fondato nel 1623 dal conte Mattia della Torre sulla collina del Rafut. Ad oggi potete girare nei suoi giardini ed entrare nella cappella monastica (si dice che contenga gli affreschi più belli della Slovenia). La sua biblioteca è invece dedicata al linguista sloveno Stanislav Škrabec che visse nel monastero più di 40 anni e, al suo interno, c’è anche la prima grammatica slovena di Adam Bohorič con dedica dell’autore.
In Italia (ma parliamo di circa un’ora di passeggiata da Piazza Transalpina) vale invece la visita il Sacrario Militare di Oslavia, realizzato nel 1938 su progetto dell’architetto romano Ghino Venturi. Qui ci sono le spoglie dei soldati caduti nelle diverse battaglie della Grande Guerra.
Sono ormai alcuni anni che la Slovenia, il più piccolo, ricco, settentrionale e mitteleuropeo dei paesi della ex Jugoslavia, sta crescendo come destinazione turistica.
Sempre più persone conoscono e hanno avuto la possibilità di visitare Lubiana, la brillante e vivace capitale, o il Lago di Bled, con le sue atmosfere fatate. Tanti hanno scoperto le bellezze delle montagne slovene, delle avventure outdoor lungo il corso dell’Isonzo, quel pizzico di costa tra Capodistria e Pirano.
C’è anche un’altra zona del paese che sta vivendo un risveglio turistico, per quanto lento, dolce e silenzioso. Si tratta della Valle del Vipava, ovvero quella pianura solcata dall’omonimo fiume, un affluente dell’Isonzo, con il quale si congiunge in territorio italiano. La Vipavska dolina, come si dice in lingua slovena, prende le mosse infatti immediatamente a oriente del confine tra i due paesi, nel goriziano.
È una regione dal clima mite, incassata tra due catene di rilievi che la fiancheggiano e la proteggono, malgrado le occasionali e tipiche raffiche di bora che la percorrono: queste condizioni hanno fatto sì che storicamente sia stata un territorio sfruttato in particolare per la coltivazione di alberi da frutto e per la produzione del vino. Malgrado non competa per notorietà con il vicino Collio sloveno (Brda), la qualità dei suoi rossi è particolarmente alta.
Come buona parte della Slovenia, la Valle del Vipava è molto verde, e la sua natura pianeggiante, ma circondata da morbide colline e rilievi più verticali, ne fa un contesto perfetto per chi ama gli sport all’aperto, come il trekking e, soprattutto, il ciclismo e il cicloturismo.
Oltre all’enogastronomia e alle attività outdoor, si distingue per i propri piccoli e curati borghi, con alcune piccole perle assolutamente da non perdere, capaci di riassumere la vera e propria essenza della vallata, dove la vita scorre dolce e serena e l’aria sembra un po’ più fine.
Vipava
iStockVeduta di Vipava
Se il centro più grande della valle è rappresentato da Ajdovščina (Aidussina secondo la traduzione italiana del nome), l’abitato che ne rappresenta maggiormente le caratteristiche identitarie è Vipava, il borgo che siede sulle sorgenti del fiume da cui prende il nome, in italiano chiamato Vipacco.
Pare che qualcuno l’abbia definita la Venezia slovena, ma la verità è che ricorda maggiormente una versione mitteleuropea dell’umbra Rasiglia. Innanzitutto per le contenute dimensioni: Vipava non raggiunge i duemila abitanti ed è interamente visitabile semplicemente a piedi. E poi, soprattutto, per l’onnipresenza dell’elemento acquatico: tutto attorno alla cittadina, infatti, ci sono le diverse sorgenti che danno vita all’omonimo fiume.
Spunta, questo corso, dietro l’elegante Palazzo Lanthieri, il settecentesco edificio architettonicamente più mirabile del centro, che sorge al limite della piazza principale. Riemerge di quando in quando, poi, mentre si attraversano le piccole stradine che si snodano tra le case, senza un ordine preciso.
Lorenzo CalamaiPalazzo Lanthieri a Vipava
Glavni trg, la piazza principale, è animata dai tavolini delle trattorie e dei bar che vi si affacciano, mentre campeggia al centro un monumento che ricorda la lotta al fascismo. Vipava è stato territorio italiano tra le due guerra mondiale e qui, negli anni bui della dittatura mussoliniana, la popolazione ha aderito numerosa alla resistenza slava malgrado il pugno di ferro dell’italianizzazione forzata.
Vipava è sormontata da una collina, sulla quale sorgono le rovine di un antico castello. Ormai non c’è più di qualche muro in pietra a ricordare il fortilizio, ma la camminata per arrivarci è piacevole e permette di spaziare con lo sguardo su tutta la Valle del Vipava, dal centro della città fino alle colline dall’altra parte della stretta pianura.
Goče
Lorenzo CalamaiPer le vie di Goče
Poco lontano da Vipava, percorrendo le campagne decorate dai filari di vite della Valle, si scopre una delle perle di questo territorio, la piccolissima Goče.
Questo villaggio di appena venti residenti stabili è una gemma rurale incastonata in un ambiente naturale collinare, ma che ricorda certi contesti di montagna. L’abitato ha una bellezza rustica, autentica e vera.
Al contrario di altri bei borghi della Valle del Vipava, ristrutturati e brillanti, Goče ha muri scrostati e case abbandonate, un tempo abitate dalle famiglie contadine che si occupavano degli ampi appezzamenti di terreno votati all’agricoltura nelle immediate vicinanze.
La sua caratteristica saliente è proprio la peculiare architettura rurale, con la pietra a vista degli edifici, gli ampi archi che compongono i portali da cui si accede alle aie di fronte alle case, gli ampi portoni in legno dei fienili, i tetti in ardesia. Una passeggiata per il paese regala un viaggio attraverso il tempo e permette di respirare una atmosfera genuina.
Storicamente Goče è stata un importante centro di produzione di vino: sia in paese che nelle immediate vicinanze ci sono diverse cantine che offrono degustazione e vendita dei propri prodotti. La visita delle cantine, intese come ambiente di conservazione del vino, è un’ulteriore esperienza da non perdere.
Vipavski Križ
Lorenzo CalamaiLa torre della chiesa di Vipavski Križ
Il candido campanile della cittadina di Vipavski Križ svetta sulla cima di una morbida collina. Dal paese si gode di una visuale privilegiata sulle Valle del Vipava, da meridione verso nord in particolare.
Il villaggio, noto nei documenti storici come Villa Crucis, ha una storia che affonda le radici all’inizio del Medioevo, ma che deve la sua fioritura in particolare al sedicesimo secolo, quando i vescovi di Gorizia decidono di fortificare l’abitato, costruendo un castello che faccia parte di un sistema difensivo pensato per tenere lontane le forze turche che risalivano i Balcani.
Una volta passata in mano asburgica nella prima parte dell’Ottocento, fu nota come Santa Croce in lingua italiana e allo stesso modo in tedesco (Heiligenkreuz) e in sloveno (Sveti Križ). Fu poi dopo la Prima guerra mondiale che il territorio passò in mano italiana, che nel 1923 ribattezzò il paese Santa Croce di Aidussina, dal vicino centro della Valle del Vipava che sorge nella pianura ai piedi della collina. Quando, nel secondo dopoguerra, l’abitato divenne parte della Jugoslavia, venne nuovamente ribattezzato con l’odierno toponimo di Vipavski Križ, letteralmente Croce del Vipacco, rimuovendo così l’elemento sacro dal nome del paese.
Oggi Vipavski Križ è un piccolo borgo restaurato e molto curato, con le affascinanti rovine del castello, prospicienti alla piazza, che gli donano un aspetto misterico e magico. Al suo interno è allestito un locale ideale per un aperitivo serale. Passeggiando fra le vie del paese si respira un’atmosfera tranquilla, lenta e genuina. Sedie e tavolini piazzate vicino agli ingressi, molto verde privato a decorare le viuzze in pietra, qualche abitante del luogo che conversa amabilmente: un vero e proprio inno alla vita lenta.
Lorenzo CalamaiPassare i pomeriggi tra i vicoli di Vipavski Križ non dev’essere male
Per chi vuole approfondire la conoscenza di questo bell’angolo di Slovenia, c’è un sentiero ad anello della lunghezza di circa 7 chilometri che si sviluppa attorno a Vipavski Križ. Un percorso ideale per una passeggiata non brevissima, ma tranquilla, adatta a escursionisti occasionali e a famiglie in bicicletta. L’anello consente di visitare alcuni villaggi ancor più piccoli nei dintorni (Cesta, Plače e Male Žablje), esplorando le campagne decorate da vigneti e frutteti, con tratti di bosco e altri dove ammirare il panorama sulla candida Vipavski Križ.
Pedrovo
La Valle del Branica è una piccola valle laterale, considerata parte integrante della Valle del Vipava, al confine con la regione del Carso. Branik è il suo centro principale, sopra la quale si erge lo scenografico Castello Rihemberk, un poderoso mastio con quattro splendide torri che troneggia su tutta la pianura.
Se il castello, di proprietà privata ma aperto ai visitatori, merita una fermata per il panorama e per la possibilità di esplorarne gli sfarzosi interni, c’è un piccolo segreto da scoprire proseguendo lungo la strada che collega a Komen.
Superato il fortilizio, infatti, dopo due tornanti si svolta in una stradina ben asfaltata ma molto stretta, che in un paio di chilometri porta fino all’amena località di Pedrovo.
Lorenzo CalamaiDelizie gastronomiche nella Valle del Vipava
Come Goče e Vipavski Križ, anche a Pedrovo il tempo sembra essersi fermato, ma la realtà dei fatti è, a dire il vero, opposta. Questo piccolo borgo rurale, decorato da una piccola chiesa di campagna, era fino a pochi anni fa sull’orlo del completo abbandono, fino a quando, grazie ad alcuni investimenti, un nucleo di venti famiglie è tornato ad abitarlo.
Oggi Pedrovo è uno splendido angolo di Slovenia immerso nella natura e nella pace dei sensi. Un piccolo borgo di campagna, nascosto tra i boschi in collina, dove il verde popola ogni angolo e abbellisce le belle case contadine. Un caseificio offre la possibilità di degustare e acquistare i prodotti locali di latte caprino e ovino, mentre una azienda agricola offre camere, un ampio ristorante con una ricca cucina casalinga perfetta per scoprire la ricchezza enogastronomica della Valle del Vipava. In un angolo del paese, poi, c’è pure uno spazio dedicato all’arte contemporanea, dotato di una piccola area espositiva.
Sapevate che nel mondo esistono ben 117 milioni di laghi? Solo una piccola parte, però, può fregiarsi del titolo di “lago alpino“. E non serve volare in terre lontane per ammirarne uno: basta varcare il confine con la Slovenia, un Paese raccolto ma ricchissimo di paesaggi naturali mozzafiato.
È qui che si trova il lago Jasna, celebre per le sue acque cristalline dalle sfumature turchesi, incorniciate dalle vette delle Alpi Giulie. Un luogo dove potete nuotare, fare picnic o semplicemente lasciarvi ipnotizzare dai riflessi dell’acqua che cambiano colore con la luce del giorno.
La leggenda del lago Jasna
Il lago Jasna, tra i più suggestivi della Slovenia, è legato a una leggenda che parla di una creatura mitica: Zlatorog, il camoscio bianco dalle corna d’oro, simbolo delle Alpi Giulie. Secondo la tradizione, un giovane e impavido cacciatore si innamorò di una fanciulla e, per conquistarla, decise di catturare Zlatorog, custode di un tesoro nascosto sul monte Triglav.
Ma Zlatorog non era un animale comune. Si racconta che le sue corna avessero poteri magici e che dal suo sangue potesse nascere il Triglavska roža, un fiore dai prodigiosi poteri curativi. Ogni volta che veniva ferito, quel fiore spuntava, lo guariva e lo rendeva immortale.
Il cacciatore riuscì a colpirlo con un colpo di fucile. L’animale cadde, ma dal suo sangue germogliò subito il fiore miracoloso: Zlatorog lo divorò, tornò in vita e, accecato dall’ira, si vendicò spingendo l’uomo giù da un dirupo.
La leggenda racconta che, furioso, Zlatorog devastò la valle dei laghi trasformandola in un paesaggio di roccia, per poi scomparire per sempre insieme alle “Fate Bianche” che proteggeva. Ancora oggi, sulle sponde del lago Jasna, la sua memoria rivive nella statua in bronzo che raffigura il camoscio dalle corna d’oro: un simbolo del luogo e della sua aura leggendaria.
iStockLa statua di Zlatorog
Perché il lago Jasna è un posto incredibile della Slovenia
Situato a sud di Kranjska Gora, verso il passo del Vršič, il lago Jasna conquista i visitatori con il suo mix unico di natura incontaminata e atmosfera rilassante. Le sue acque, turchesi e tranquille, riflettono le maestose vette delle Alpi Giulie, creando uno scenario da cartolina in ogni stagione. Queste, alimentate dal ruscello Pišnica, sono sempre limpide e pulite. Il nome “Jasna“, non a caso, significa proprio “chiaro” o “limpido” in sloveno.
È il luogo perfetto sia per chi cerca attività all’aria aperta, come nuotare, fare picnic, passeggiare lungo le sponde o partire per escursioni nei dintorni, sia per chi desidera semplicemente rilassarsi al sole e respirare aria pura. A Jasna è possibile passeggiare lungo i sentieri ben curati e praticare la pesca, dato che rappresenta una nota zona dove praticare la pesca a mosca.
Come arrivare al lago Jasna
Il lago Jasna può essere raggiunto, oltre che con la propria auto, anche a piedi o con i mezzi pubblici. Se volete camminare, partite dalla città di Kranjska Gora e, in soli venti minuti, arriverete al lago. Tra la metà di giugno e la metà di agosto, invece, è disponibile anche un bus in partenza da Bovec o Trenta: per gli orari delle corse consigliamo di consultare i siti ufficiali.
La Slovenia ha circa 46,6 chilometri di costa affacciata sul Mare Adriatico. Sono tante, quindi, le spiagge, ma non è molto famosa per avere spiagge sabbiose: come altre aree dell’Adriatico orientale, c’è una prevalenza di spiagge rocciose. Con alcune eccezioni. Ci sono tre luoghi dove, chi cerca la sabbia soffice, può trovarla, anche in Slovenia.
Spiaggia Centrale di Portorose
È forse la spiaggia sabbiosa più conosciuta della Slovenia. La spiaggia di Portorose, che si trova lungo la strada che costeggia il lungomare, al numero 16 di Obala, è enorme, circa 25.000 m², con alcuni spazi erbosi ed è perfetta per prendere il sole, con lettini e ombrelloni che si possono noleggiare, cabine, docce, bagni e bagnini, ma anche per le famiglie con bambini in quanto ci sono parchi giochi, un parco acquatico e campi da beach volley.
La spiaggia riceve ogni anno la Bandiera Blu per la purezza delle acque, l’ecosostenibilità e la sicurezza. Per chi ci va nei weekend d’estate, il consiglio è di arrivare presto per trovare facilmente un buon posto, in quanto la spiaggia è ambitissima e può affollarsi rapidamente.
Ufficio stampaLa spiaggia di sabbia più famosa della Slovenia è quella di Portorose
Spiaggia di Strugnano
Tra il borgo di Isola e Pirano, nella zona dove ci sono delle antiche saline, si trova la Riserva Naturale di Strugnano, istituita ufficialmente nel 1990. La flora e la fauna che la caratterizzano sono molto particolari, così come le falesie di Flysch, tra le più alte dell’Adriatico, che possono raggiungere anche 80 metri di altezza. Sebbene Strugnano sia più nota per i suoi paesaggi rocciosi, c’è una parte sabbiosa, proprio sotto le falesie, che offre un ambiente rilassato dove poter trascorrere le giornate estive, immerso nella natura.
La Spiaggia di Strugnano è un piccolo gioiello naturale della costa slovena. Qui, le acque sono cristalline e perfette per nuotare o fare snorkeling in tutta tranquillità. La si può raggiungere da Portorose camminando sul lungomare e seguendo i cartelli verso Strugnano, il tragitto dura circa 30–40 minuti. Per chi ama camminare, ci sono delle passeggiate panoramiche lungo i sentieri del parco con viste mozzafiato sui calanchi marini e sul Golfo di Trieste. Anche lei riceve, da oltre 20 anni consecutivi, la Bandiera Blu. E anche lei, essendo piccolina, può riempirsi velocemente, quindi andateci molto presto (o molto tardi).
Baia di San Simone
La Spiaggia di San Simone si trova a Isola, a un quarto d’ora d’auto da Portorose, ed è una delle spiagge più amate in quanto offre una combinazione di zone sabbiose e di rocce, con servizi come ombrelloni, lettini, e la possibilità di praticare sport acquatici, il che la rende ideale per famiglie. Dispone dell’unico scivolo d’acqua sulla costa slovena ed è attrezzata con un campo da beach volley, una zona giochi e si possono noleggiare kayak, pedalò e SUP.
La spiaggia di San Simone è incastonata in una baia verdeggiante con pini e acacie che creano zone apprezzatissime d’ombra naturali. Inoltre, nei fondali della baia si trovano i resti dell’antico porto romano di Haliaetum, visibili anche quando c’è la bassa marea. Un’attrazione incredibile per i bagnanti.
La Cascata di Kozjak è uno di quei posti che sorprendono, anche quando si pensa già di sapere a cosa si sta andando incontro. Nascosta tra i boschi intorno a Kobarid, nel nord-ovest della Slovenia, si rivela solo alla fine di un sentiero immerso nella natura. L’acqua, da queste parti, scende da circa 15 metri e va a finire in una pozza verde smeraldo, scavata nella roccia, che sembra uscita da un film fantasy.
Ad essere del tutto onesti, però, il vero colpo d’occhio è l’ambiente che la circonda, ovvero una sorta di grotta naturale che avvolge la cascata e la separa dal resto del mondo. Non è una di quelle cascate fragorose e spettacolari per la potenza, perché qui l’acqua fluisce in modo tranquillo, con un ritmo costante e discreto. Proprio questo, però, rende l’atmosfera unica, silenziosa e raccolta.
Dove si trova la Cascata di Kozjak
Questo angolo di natura, piccolo ma davvero spettacolare, si trova in Slovenia, all’interno del Parco Naturale delle Gole di Tolmin, tra paesaggi selvaggi e mozzafiato.
Per la precisione, sorge a pochi chilometri dal centro di Tolmin ed è raggiungibile con una piacevole passeggiata che si snoda tra boschi e piccoli ponti di legno. È il posto ideale per chi cerca un po’ di tranquillità senza rinunciare all’emozione di vivere un’avventura.
Cosa fare e vedere alla Cascata di Kozjak
Nel pieno della Valle dell’Isonzo, a due passi da Kobarid (Caporetto), scorre la Cascata di Kozjak che può essere tranquillamente indicata come uno dei luoghi più affascinanti di tutta la Slovenia. Alta una quindicina di metri, si tuffa all’interno di una gola rocciosa che sembra scolpita a mano. Per arrivarci occorre una camminata di circa mezz’ora, lungo un sentiero ben tracciato e semplice da affrontare che si snoda tra boschi, passerelle di legno e piccoli ponti.
Tale percorso fa parte del “Walk of Peace”, un itinerario storico che attraversa i luoghi chiave della Prima Guerra Mondiale. Passo dopo passo, infatti, non è raro imbattersi in trincee, rifugi e resti ben conservati che aggiungono un tocco di memoria e riflessione all’escursione. E, se oltre alla cascata si ha voglia di attività all’aperto, qui non manca nulla: si può fare rafting o kayak sul fiume Soča, famoso per le sue acque limpide color smeraldo, oppure esplorare la zona in mountain bike, affrontare sentieri più impegnativi o semplicemente godersi una passeggiata tranquilla nel verde.
Nelle vicinanze, vale davvero la pena fare un salto a Kobarid per visitare il Museo della Prima Guerra Mondiale. Si tratta di un posto da non sottovalutare perché riesce a raccontare in modo chiaro e toccante quello che è successo sul fronte isontino, con un’attenzione particolare alla battaglia di Caporetto. Quanto alla cascata, l’ingresso è a pagamento. Il biglietto per gli adulti costa circa 5 euro, mentre per bambini, studenti o gruppi il prezzo è ridotto. La cifra è modesta e serve a mantenere il sentiero in buone condizioni, pulito e sicuro per chi lo percorre, così da permettere a tutti di godersi questo spettacolo nel miglior modo possibile.
È importante sapere che Kozjak è visitabile solo da aprile a ottobre, e che gli orari cambiano a seconda del periodo. A livello generale, tuttavia, apre la mattina e chiude verso il tramonto. Questa gestione serve a proteggere l’ambiente e a garantire che la visita resti sicura per tutti. Detto ciò, nei mesi estivi (soprattutto nei weekend) può capitare di trovare parecchia gente, e l’atmosfera raccolta del posto rischia un po’ di perdersi.
Il sentiero per arrivarci è semplice e alla portata di tutti, ma in caso di pioggia diventa scivoloso in certi tratti, quindi è meglio indossare scarpe con una buona suola e fare un po’ di attenzione. Se ci si vuole godere davvero la quiete del posto, il consiglio è di andarci la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando c’è meno afflusso. E se si ha tempo, vi consigliamo di esplorare i sentieri secondari nei dintorni che fanno posare lo sguardo su scorci incredibili e lontani dalla confusione.
In definitiva, Kozjak non è solo una cascata bella da fotografare, ma un posto che rimane dentro e che rappresenta una combinazione perfetta tra natura selvaggia e memoria storica.
Come arrivare
Per raggiungere la Cascata di Kozjak non servono abilità da escursionista esperto, ma senza ombra di dubbio è meglio avere con sé un paio di scarpe comode e con una buona suola. Si parte da Kobarid (Caporetto), un paesino del nord-ovest della Slovenia facilmente raggiungibile in auto da località come Bovec, Tolmin o anche dal confine italiano (da Cividale del Friuli, per esempio, ci si arriva in circa 45 minuti).
Una volta a Kobarid, si può lasciare l’auto nei pressi del Ponte di Napoleone o lungo la strada che porta verso la cascata. I cartelli sono chiari e i parcheggi non mancano, ma in estate si riempiono abbastanza in fretta. Da lì comincia il sentiero per Kozjak, ovvero una passeggiata di 30-40 minuti attraverso boschi, passerelle di legno e piccoli ponti che attraversano il fiume Soča. Il percorso è curato, semplice, e adatto anche a famiglie con bambini.
Nell’ultimo tratto il sentiero si stringe un po’ e, se ha piovuto, può diventare scivoloso. Niente di complicato, ma meglio essere attrezzati con scarpe adatte. Anche se si arriva a piedi o in bici da altri sentieri della zona, ci sono indicazioni ben visibili che conducono fino alla cascata. Non serve prenotare né affidarsi a una guida, ma in alta stagione può capitare di dover fare un po’ di fila per l’accesso finale, lì dove si paga un piccolo biglietto d’ingresso.
Di mezzo ci sono state frane, alluvioni e mesi di lavori, ma finalmente il 14 luglio riapre lo storico Tunnel dei Tauri, ovvero il cuore pulsante della Ferrovia dei Tauri. Parliamo di un tratto particolare che rappresenta uno di più suggestivi e importanti collegamenti ferroviari tra l’Austria e il Nordest italiano, quindi una buona notizia per chi ama i viaggi in treno lenti, panoramici e carichi di storia. Il tunnel, infatti, offre un’alternativa strategica al Brennero garantendo connessioni con Austria, Germania, Slovenia e Ungheria.
Con la riapertura di questo collegamento, si riaccende un asse ferroviario vitale per il turismo, la sostenibilità e la connettività europea. Un’ottima occasione per riscoprire il viaggio lento e panoramico che solo il treno sa offrire.
Storia e importanza della Ferrovia dei Tauri
La Ferrovia dei Tauri, o Tauernbahn (come la chiamano in Austria), non è solo un tunnel di poco più di otto chilometri. È una delle principali vie ferroviarie che attraversano il cuore dell’Europa, un’opera costruita agli inizi del Novecento dall’Impero austro-ungarico per collegare le Alpi centrali ai porti sull’Adriatico.
Inaugurata nell’ormai lontano 1909 con una grande cerimonia alla presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe, è ancora oggi una delle tratte su rotaie più affascinanti del nostro caro Vecchio Continente. Grazie ad essa è infatti possibile attraversare paesaggi che emozionano da Salisburgo a Villach, passando persino per Bad Gastein, una raffinata cittadina termale che riesce ancora a conservare il fascino della Belle Époque.
La riapertura del tunnel, che è avvenuta dopo mesi di lavori, non è solo una buona notizia per chi ama viaggiare in treno: rappresenta un pezzo importante per la mobilità nell’area alpina. Per l’Italia, in particolare, significa ripristinare un collegamento essenziale con l’Europa centro-orientale, soprattutto per il traffico merci legato al porto di Trieste.
Durante la chiusura, iniziata a novembre 2024, i treni sono stati costretti a deviare sul Brennero, con ritardi che (purtroppo) sono arrivati anche a quattro ore. Ora, finalmente, si torna a viaggiare normalmente (e forse anche meglio di prima).
Partenze, tratte e costi
Il primo treno passeggeri dopo la riapertura parte da Salisburgo alle 06:12 del 14 luglio. La tratta attraversa paesaggi che mutano dolcemente: dalle vallate salisburghesi, ancora sonnolente al mattino, fino alle cime dei Tauri, in cui il treno si infila nel tunnel per emergere, sette minuti dopo, nella luce carinziana, più mediterranea e aperta. Da lì il convoglio scende lungo la valle del fiume Möll fino a Villach, città-ponte verso Slovenia, Italia e Croazia.
E non è finita qui, perché sempre quest’estate sono stati attivati nuovi servizi internazionali che attraversano le imponenti vette delle Alpi. Dalla riapertura, infatti, si riallacciano i Nightjet (treni notturni ÖBB) da Monaco a Roma e da Salisburgo/Stoccarda a Venezia con posti a sedere a partire da 29,90 euro. Attivo da fine giugno è invece il Railjet stagionale che collega Monaco all’Adriatico, fermando ad Ancona. La durata è di circa 9-11 ore, con treni diretti e con tariffe da 64-72 euro prenotando in anticipo.
Viaggi lenti e sostenibili e prospettive future
La Tauernbahn non è pensata per correre, ma per godersi il paesaggio. I treni, infatti, non superano i 70 km/h e (detto onestamente) va bene così. Del resto, è proprio la lentezza quella che consente di apprezzare le curve strette, le gole, le vette e i ponti. È il treno come viaggio, non solo come spostamento.
I lavori appena conclusi hanno coinvolto oltre 500 operai, impegnati in un ammodernamento totale, comprensivo di volta risanata, posa di carreggiata in calcestruzzo, nuovi impianti elettrici a soffitto, aggiornamento di segnalamento e sicurezza. Dal 5 luglio è già attivo, anche se in forma ridotta, il servizio navetta per bici e auto tra Böckstein e Mallnitz.
Anche le stazioni della Gasteinertal sono state rinnovate. I viaggiatori trovano infatti ambienti più moderni e accessibili. Una seconda fase di lavori è prevista per il 2027, ma fino ad allora la tratta sarà completamente operativa.
La riapertura del tunnel dei Tauri è solo l’inizio di un rilancio della mobilità alpina su rotaia. A dicembre aprirà anche il Koralm Tunnel, collegando Vienna e Klagenfurt in meno tempo. L’intera Austria meridionale si avvicina così all’Italia, e i porti del Nord Adriatico tornano centrali per i flussi di merci e turisti.
La Slovenia è un Paese piccolo, ma così ricco di luoghi meravigliosi da permettervi di coprire tranquillamente un itinerario di due settimane senza mai annoiarvi! Dalla capitale Lubiana alla località fiabesca di Bled, dalle vette del Triglav alle acque turchesi del fiume Soca, questa è una destinazione che sorprende, conquista e affascina, da scoprire rigorosamente con un incredibile road trip.
In più, la Slovenia è famosa in Europa per il suo impegno alla sostenibilità, promosso attraverso sia valide iniziative turistiche che tramite vari obiettivi imposti dal governo, come quello di raggiungere la climatic neutrality entro il 2045.
Acquistate la vignetta autostradale, portate la vostra borraccia (le occasioni per riempirla saranno tante) e partite alla scoperta della Slovenia: queste sono le tappe che, secondo noi, non potete assolutamente perdere.
Lubiana, la capitale
Il vostro viaggio on the road in Slovenia non può che cominciare nella sua capitale: Lubiana. Ricca di musei, architetture meravigliose, con evidenti influenze viennesi e veneziane, spazi verdi e fantastici posti dove mangiare e bere, offre un centro storico suggestivo, da scoprire a piedi o in bici, dominato da un imponente castello in cima a una collina e diviso a metà dalla placida arteria del fiume Ljubljanica. Attraversate i diversi ponti, arricchiti dalla presenza dei draghi, simbolo della città, e lasciatevi semplicemente trasportare dalla sua atmosfera.
Se volete fare una tappa particolare, raggiungete il centro culturale di Metelkova: se di giorno è un luogo tranquillo dove curiosare tra i murales e le installazioni artistiche, di sera si trasforma in un tutta una serie di bar e club con musica dal vivo e DJ set.
iStockCentro storico di Lubiana
Pirano, gioiello costiero
La costa della Slovenia comprende solo 47 chilometri, ma è costellata di cittadine affascinanti, una su tutte Pirano. Storica città portuale situata su una stretta penisola, circondata su tre lati dal Golfo di Trieste, è stata per mezzo millennio sotto la dominazione veneziana, un aspetto le cui tracce sono visibili soprattutto nelle architetture e nello stretto rapporto che ha mantenuto con l’Italia in termini linguistici. Insieme ad altri due comuni sloveni, l’italiano è la lingua co-ufficiale!
Pirano è simile ad altre città dell’Adriatico, ma offre un’atmosfera più tranquilla e pacifica. Distante solo un’ora e mezza da Lubiana, se vista dall’alto appare come un grazioso insieme di tetti in terracotta e vicoli in cui perdersi, tra piazze, enoteche e ristoranti da provare. Passeggiate sul lungomare e, se volete godere di una vista mozzafiato, avete due opzioni: salire sulle torri della cinta muraria o sulla torre dell’orologio.
La Valle dell’Isonzo e i suoi colori verde smeraldo
Una volta lasciata Pirano, è arrivato il momento di dare un’occhiata ai paesaggi naturali per i quali la Slovenia è così famosa partendo dalla Soca Valley. Chiamata Soča in sloveno, quest’area è famosa per i colori del fiume omonimo, caratterizzati da un brillante verde smeraldo, talmente straordinario da essere stato utilizzato come location nel film Le Cronache di Narnia.
Tra le tappe da non perdere nella valle, soprattutto se siete alla ricerca di paesaggi bellissimi, ci sono Trenta Valley, dove verrete accolti da prati di un verde vivido, incantevoli case alpine con persiane di legno e fiori colorati alle finestre e maestose montagne, e Great Soča Gorges. Questa è una gola impressionante, lunga 750 metri, scavata dal fiume Isonzo e caratterizzata da piscine naturali color smeraldo.
Arrivare alla Valle dell’Isonzo da Lubiana è di per sé un’esperienza da vero viaggio on the road: prendete la “strada settentrionale” attraverso Kranjska Gora (tramite la A2/E61 da Lubiana) e superate il Passo del Vršič, con la sua suggestiva strada a serpentina.
La località alpina di Kranjska Gora
Se uno dei motivi che vi ha portato in Slovenia è trascorrere più tempo che potete all’aria aperta, allora dovete fare tappa nella località alpina di Kranjska Gora. Situata nella Valle dell’Alta Sava, nella Slovenia nord-occidentale, molto vicina ai confini austriaco e italiano, funge da porta settentrionale del Parco Nazionale del Tricorno e ogni anno attira escursionisti, ciclisti, amanti del trekking e alpinisti desiderosi di esplorare le vette più alte delle Alpi slovene.
Le attività da fare sono diverse e soddisfano ogni esigenza e livello di preparazione. Potete raggiungere le cascate di Martuljek, visitare il lago Jasna, pedalare verso la Riserva Naturale Zelenci o arrivare al Passo del Vršič per fare qualche trekking.
iStockRiserva Naturale Zelenci
Il fiabesco lago di Bled
È uno dei luoghi più famosi in Slovenia e, se questa è la prima volta che viaggiate in questo Paese, vi consigliamo di inserirlo come tappa. Bled è un lago glaciale situato ai margini delle Alpi Giulie, innegabilmente scenografico grazie alla presenza di un castello medievale adagiato sulla scogliera, di un’isola coronata da una chiesa e da un romantico lungolago.
Qui, come in tante altre mete slovene, l’impegno alla sostenibilità è evidente: c’è un divieto di circolazione per le imbarcazioni a motore (di conseguenza, acqua pulita e nessun inquinamento acustico) e sono presenti diverse fontanelle di acqua potabile per riempire la propria borraccia.
La sua bellezza può essere goduta tutto l’anno e in diversi modi: potete nuotare e prendere il sole d’estate (solo nelle zone adibite alla balneazione), fare delle camminate per raggiungere i punti panoramici o noleggiare una barca a remi per scoprire il lago da una prospettiva diversa.
Il lago Bohinj, scenico e selvaggio
Se state organizzando il vostro viaggio on the road in Slovenia d’estate, raggiungere un lago per rinfrescarvi è sempre un’ottima idea, soprattutto quando si tratta del lago Bohinj. Di origine glaciale, si trova all’interno del Parco Nazionale del Triglav, nella Valle di Bohinj, e immerge i visitatori in un luogo scenografico e incontaminato. Nuotare qui è un vero piacere: l’acqua è cristallina e fresca.
Il lago di Bohinj è anche un ottimo punto di partenza per le escursioni nelle Alpi Giulie o per utilizzare il kayak e il SUP.
C’è anche una leggenda locale legata a questo lago: Dio, dopo aver diviso tutto tra la sua gente, si rese conto di aver trascurato alcune persone. Queste non fecero rumore, né si lamentarono, motivo per cui Dio provò compassione per loro. Decise quindi di concedere loro il pezzo migliore del mondo, la terra che in realtà aveva riservato per sé. Il nome Bohinj deriva da “Boh”, che è come la gente di Bohinj chiama Dio. Bohinj significa letteralmente “la terra di Dio”.
Parco Nazionale del Tricorno
Il Parco Nazionale del Tricorno (Triglavski Narodni Park) è l’area protetta più grande e l’unico parco nazionale della Slovenia, con una superficie di 840 chilometri quadrati. Il parco comprende la maggior parte delle Alpi Giulie orientali, una catena montuosa che fa parte delle Alpi calcaree meridionali (come le nostre Dolomiti).
Chiunque ami fare escursionismo non può rinunciare a una tappa in questo parco, dove il paesaggio è costellato di fiumi cristallini, valli scavate dai ghiacciai, laghi alpini, pascoli d’alta quota, stambecchi in libertà, cime mozzafiato e gole nascoste come Vintgar, Mlinarica e Mostnica.
I più avventurosi possono raggiungere la vetta del Monte Tricorno (2864 metri) o percorrere i trekking di più giorni che attraversano la Valle dei Sette Laghi. Se invece cercate una cascata, raggiungete la parte settentrionale del parco verso la Cascata Peričnik: questa è formata dall’acqua che scorre su una parete di conglomerato in due ripide cadute, creando una cascata superiore alta 16 metri e una inferiore di 52 metri.
iStockI paesaggi nel Parco Nazionale del Tricorno
Grotte di Postumia
In Slovenia si trova anche una delle grotte carsiche più visitate d’Europa: stiamo parlando delle Grotte di Postumia. Se state viaggiando con dei bambini (ma non solo) questa potrebbe rivelarsi un’esperienza da non perdere: all’interno della grotta si trova una ferrovia costruita oltre 140 anni fa che conduce i visitatori nell’intreccio di gallerie e sale sotterranee carsiche.
Seduti comodamente sul trenino, infatti, potrete partecipare a una visita guidata di un’ora e mezza e scoprire tutte le peculiarità carsiche più importanti: la stalagmite più grande, chiamata il Grattacielo, alta ben 16 metri, il simbolo delle Grotte di Postumia di color bianco cristallino, il Brillante, l’ufficio postale più antico del mondo e l’animale più famoso, il proteo.
La Valle di Vipava
C’è chi intraprende un viaggio on the road in Slovenia per ammirare i paesaggi montani e chi, invece, preferisce i vigneti. Sapevate che anche qui si trova una splendida Strada del Vino? La regione vinicola di Vipava e Nova Gorica offrono diverse opportunità di scoperta sia culinarie che gastronomiche. Potete partecipare a una degustazione accompagnata da prodotti tipici, pedalare tra i vigneti e fermarvi nelle diverse cantine oppure raggiungere gli altipiani che fanno da sfondo al panorama per fare qualche escursione a piedi.
Non mancano anche delle deliziose cittadine in cui fare tappa: da Aidussina alla pittoresca Vipava, fino a Gozze, considerato tra i villaggi più belli di tutta la valle.
Nel cuore del Parco Nazionale del Triglav, in Slovenia, la Cascata di Savica si impone con la sua imponenza e un fascino lasciando senza parole chiunque si trovi al suo cospetto. A 836 metri di altitudine, questa cascata di 78 metri nasce da un complesso sistema carsico che raccoglie le acque provenienti dalla Valle dei Laghi del Triglav e dalla montagna Pršivec. L’acqua, prima di precipitare, emerge da una stretta fenditura nella parete rocciosa di Komarča, dividendosi in due getti distinti che formano una suggestiva “A”, per poi tuffarsi nel bacino sottostante.
Ma Savica non è solo una meraviglia della natura, perché è anche un simbolo culturale per la Slovenia. Nel 1836, il poeta nazionale France Prešeren le dedicò il celebre poema epico Il battesimo presso Savica, intrecciando amore, identità e spiritualità in un omaggio che ne ha consacrato il valore simbolico e poetico.
Dove si trova la Cascata di Savica
L’affascinante Cascata di Savica si trova nel cuore delle Alpi Giulie, all’interno del Parco Nazionale del Triglav, la più grande area protetta della Slovenia. Precisamente, si erge vicino al villaggio di Ukanc, che si affaccia sul lago Bohinj, uno dei laghi alpini più belli e incontaminati del Paese.
Ma non è tutto, perché questo affascinante flusso d’acqua è incastonato in un paesaggio montano caratterizzato da boschi fitti e cime imponenti, che regalano un’atmosfera magica e suggestiva, perfetta per chi cerca un contatto autentico con la natura della zona.
Cosa fare in estate alla Cascata di Savica
Come è possibile immaginare, in estate la Cascata di Savica è una delle meraviglie naturali più visitate della Slovenia. Per accedervi è necessario pagare un biglietto d’ingresso, il cui prezzo è di 4 euro, con sconti per bambini, studenti e anziani; l’ingresso è gratuito per i bimbi fino a 6 anni.
Per raggiungerla occorre addentrarsi in un sentiero che richiede circa 20 minuti di cammino e che inizia da Koča pri Savici, una baita alpina ben attrezzata con biglietteria, punto ristoro e servizi igienici. È breve, ma nonostante questo non semplicissimo da affrontare, in quanto composto da oltre 500 gradini e non è adatto a passeggini o persone con mobilità ridotta. Una volta giunti al punto panoramico, si può ammirare la cascata alta 78 metri, ma l’accesso diretto all’acqua è vietato per motivi di sicurezza.
Se il vostro desiderio è evitare la folla, che in alcune giornata non è poca, è consigliabile visitare la cascata al mattino presto o nel tardo pomeriggio, poiché è una delle attrazioni più frequentate del Paese. A disposizione, inoltre, ci sono diverse possibilità di trekking nei suoi dintorni
Il percorso più classico parte proprio dal punto dove si ammira la cascata e si tratta di una breve ma ripida camminata di circa 20 minuti su scalini di legno che porta fino alla base del getto d’acqua. Da qui, per chi ha voglia di spingersi oltre, si apre la porta verso escursioni più lunghi e appaganti. Il sentiero per il Rifugio Komna, ad esempio, richiede circa 2-3 ore tra boschi freschi e pascoli montani, dove il silenzio è rotto solo dal cinguettio degli uccelli e dal vento tra le foglie.
Poi ancora il sentiero verso la cima del Pršivec, un tragitto per cui è necessario un po’ più di allenamento ma che regala una prospettiva unica sulla cascata dall’alto e sulla valle sottostante. Ad ogni modo, dopo la visita è possibile rinfrescarsi nel vicino Lago di Bohinj, un luogo ideale per nuotare immersi in un paesaggio alpino mozzafiato.
Anche l’inverno è una stagione interessante per visitare la Cascata di Savica, in quanto la zona combina paesaggi innevati e un’atmosfera tranquilla. Gli affollamenti estivi, infatti, sono solo un vecchio ricordo e diventa molto più facile godere del suono ovattato dell’acqua che si infrange nel bacino ghiacciato.
Il percorso per arrivarci è aperto tutto l’anno, a patto che le condizioni lo consentano: vi si può accedere quando è pulito e sgombro di neve, ma è comunque necessario che gli operatori del Parco Nazionale del Triglav lo ritengano sicuro. Nonostante ciò, va segnalato che può succedere che restino tratti scivolosi o segni di neve caduta dai rami, quindi è fondamentale indossare calzature adatte, preferibilmente con suola artigliata.
Il sentiero di circa 1 km, con i suoi 553 gradini in pietra, richiede attenzione, al punto che è obbligatorio percorrerlo con il giusto equipaggiamento, ovvero scarponi invernali, giacca antivento, guanti e talvolta ramponcini o ciaspole, a seconda dello strato di neve. L’ingresso è agevolato in bassa stagione, indicativamente 3 euro per gli adulti, con sconti per ragazzi e senior e gratuito per i bambini fino a 6 anni.
Va comunque segnalato che la discesa può risultare più impegnativa, ma per i più esperti, o chi desideri un’avventura più intensa, si seguono i consigli del Parco: portarsi un kit completo da montagna invernale, o preferire itinerari meno tecnici se privi di guida.
Come arrivare
È possibile raggiungere la biglietteria della Cascata di Savica con facilità. Essa, infatti, è situata accanto alla baita alpina Koča pri Savici, accessibile senza troppo problemi in auto o bici da Ukanc (circa 5 km). Una volta arrivato al parcheggio, si vedrà una piccola casetta in legno dove si acquista il biglietto d’ingresso.
Si può pagare in contanti o con carta, e una volta muniti di biglietto, parte il sentiero di circa un chilometro che sale fino alla cascata con oltre 500 gradini immersi nel bosco.
Nel cuore dell’Europa centrale, la Slovenia custodisce un patrimonio naturalistico e speleologico tra i più straordinari al mondo. Oltre ai celebri laghi alpini e alle foreste rigogliose, il Paese vanta oltre 13.000 grotte carsiche, molte delle quali ancora inesplorate. Tra le esperienze più suggestive e insolite che si possono vivere in questa terra verde e autentica, spicca l’esplorazione in kayak dellegrotte fluviali sotterranee: un’attività che coniuga ecoturismo, avventura e un contatto profondo con una natura ancestrale.
La regione del Carso sloveno, che si estende dalla capitale Ljubljana fino al confine italiano, è un vero e proprio labirinto sotterraneo scolpito nei millenni dall’erosione dell’acqua sul calcare. In questo intricato sistema di fiumi sotterranei, caverne, gallerie e laghi nascosti, si celano ambienti di straordinaria bellezza e biodiversità, molti dei quali accessibili solo via acqua.
Le grotte di Postumia
Tra i luoghi più noti per questa tipologia di escursioni vi sono le grotte di Pivka, parte del complesso di Postumia, e le aree meno battute del sistema del fiume Reka, dove il corso d’acqua scompare nel sottosuolo creando ambienti spettacolari e surreali. In alcuni tratti, le gallerie sono così ampie da ricordare le navate di una cattedrale gotica, mentre in altri si stringono in cunicoli silenziosi dove il tempo sembra essersi fermato. Nel periodo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, quando il territorio di Postumia faceva parte dell’Italia, tre grotte del sistema, ovvero la Grotta di Postumia, la Grotta Nera e l’Abisso del Pivka, furono collegate tramite gallerie artificiali. La Grotta Nera è lunga 3,3 km e deve questo nome a delle grandi formazioni calcaree di colore scuro che si trovano al suo interno; l’Abisso di Pivka dista 5 km dalle Grotte di Postumia e bisogna scendere 317 scalini a 65m di profondità.
La costruzione delle gallerie artificiali era un progetto militare e, secondo un piano poi fallito, il tunnel che partiva dall’Abisso del Pivka avrebbe dovuto proseguire fino all’Abisso di Planina, il cui sbocco si trovava sul confine italo-jugoslavo. La galleria artificiale facilita gli spostamenti da una grotta all’altra, offrendo un’eccellente opportunità per scoprire la vastità e la grandiosità del sistema delle Grotte di Postumia. L’escursione dura dalle due alle tre ore, seguendo un sentiero facile, e inizia con un giro in trenino. La gita è seguita da una visita alle Grotte Belle e da una passeggiata attraverso la Galleria di Bertarelli, da cui si prosegue verso la Grotta Nera e l’Abisso del Pivka. Il tour prosegue fino alle Grotte di Postumia, dove i visitatori possono ammirare la famosa stalagmite Brillante, l’acquario, la Sala Concerti e il Belvedere.
Fonte: iStockGrotte di Postumia
Le Piccole Grotte sono un corridoio lungo 500 metri all’interno delle Grotte di Postumia. Presentano una miriade di formazioni calcaree, tra cui spicca la Colonna Gotica. Negli ultimi decenni, le Piccole Grotte sono state chiuse alle visite guidate regolari, il che ha portato a un interessante sviluppo di nuove formazioni, le cosiddette “perle delle grotte”: formazioni sferiche di calcite delle dimensioni di una biglia. Sono formate da gocce d’acqua che muovono e ruotano piccoli frammenti, e da strati concentrici di calcite che si depositano attorno al nucleo esistente. Il Tartaro Inferiore è spesso allagato e collega il fiume sotterraneo Pivka con la parte centrale delle Grotte di Postumia. Il passaggio non presenta formazioni rupestri, ma è comunque un luogo eccellente per osservare i cambiamenti causati dal Pivka (i livelli delle acque del passato, le variazioni degli argini, i depositi, ecc.). Il sentiero costeggia un lago sotterraneo. Con un po’ di fortuna, potreste avvistare i protei nel loro habitat naturale.
Il mondo sotterraneo della Carinzia
La pittoresca regione della Slovenia settentrionale chiamata Koroška (Carinzia) è una terra montuosa di straordinario splendore naturale. Il mondo sotterraneo della Koroška è altrettanto affascinante. Oltre ad essere la dimora di un leggendario re che dorme sotto una montagna, il luogo è famoso per l’abbondanza di giacimenti minerari e vanta una ricca storia mineraria. Una di queste miniere si trova a Mežica. Cessata l’attività nel 1994, la miniera è stata gradualmente allagata, trasformando i suoi siti di scavo in magnifici laghi sotterranei. Per chi lo desidera si possono raggiungere non solo per ammirare lo spettacolo sotterraneo, ma anche per pagaiare lungo i corsi d’acqua.
L’avventura inizia all’ingresso della miniera, dove si può salire a bordo di un autentico treno minerario che conduce lungo una galleria di 3,5 km più in profondità. Il viaggio prosegue poi con una discesa di 95 m fino a un pozzo sotterraneo allagato. Una volta in riva all’acqua, si riceve tutta l’attrezzatura protettiva necessaria (stivali in neoprene, giubbotto salvagente e casco da minatore con torcia) e si sale a bordo di un kayak. Accompagnati da una guida professionista, si può partire alla scoperta di un labirinto di gallerie sommerse, siti di scavo e meravigliosi laghi sotterranei a 700 m di profondità. Seguendo uno stretto passaggio, si superano alcune rapide minori e si torna al punto di partenza. Dopo il giro in kayak, si può fare una passeggiata tra i cantieri sotterranei abbandonati fino alla stazione ferroviaria mineraria.
Fonte: iStockCascata Kozjak in Slovenia
Le guide, ex minatori, portano i visitatori a quasi 700 metri di profondità, nel mondo sotterraneo del Monte Peca. Trovandosi in profondità, si possono esplorare in completa autonomia splendidi laghi sotterranei con acqua potabile cristallina. Tra il Monte Peca e il Monte Uršlja Gora, in Carinzia, la gente conosce i giacimenti minerari da molto tempo. In oltre tre secoli di attività mineraria, i minatori hanno scavato oltre 800 chilometri di gallerie sotterranee. Quando la miniera chiuse alla fine del secolo scorso, smisero di pompare acqua. Così, l’acqua inondò le parti inferiori della miniera e creò magici laghi sotterranei. Oggi, l’acqua scorre liberamente dalla miniera e i laghi sono diventati una vera attrazione turistica.
L’esperienza in kayak: esplorazione e contemplazione
L’escursione tipica in kayak parte da un punto d’accesso fluviale esterno e prosegue seguendo il corso del fiume sotterraneo, a bordo di kayak da speleoturismo appositamente progettati per spazi ridotti e manovrabilità elevata. L’ingresso nella grotta rappresenta una soglia simbolica tra il mondo esterno e un universo sotterraneo fatto di penombre, echi lontani e formazioni calcaree di straordinaria complessità. Accompagnati da guide speleologiche esperte, i partecipanti percorrono gallerie in cui si alternano silenzi profondi e suoni naturali ovattati, esplorando ambienti completamente privi di luce artificiale.
L’illuminazione è fornita unicamente dalle torce frontali, creando giochi di luci e ombre che amplificano il senso di scoperta. In alcuni tratti è possibile ormeggiare e proseguire brevemente a piedi, per ammirare da vicino stalattiti, stalagmiti e concrezioni rare. Questa attività non richiede competenze tecniche avanzate, ma è consigliata a persone in buone condizioni fisiche, con un minimo di dimestichezza nell’uso del kayak e senza problemi di claustrofobia. L’elemento distintivo dell’esperienza è proprio l’equilibrio tra la dimensione sportiva e quella contemplativa: si tratta di un’esplorazione lenta, profonda, immersiva.
Fonte: iStockIn kayak sul fiume Soča in Slovenia
Un turismo sostenibile e consapevole
Uno degli aspetti più rilevanti di questa attività è il suo impatto minimo sull’ambiente. I tour sono organizzati nel pieno rispetto degli ecosistemi ipogei, fragili e spesso unici. Le compagnie locali adottano rigidi protocolli per limitare l’inquinamento luminoso, acustico e fisico, e operano in stretta collaborazione con enti speleologici e ambientali. Questa forma di turismo attivo e responsabile rappresenta un’alternativa alle mete di massa, offrendo un’esperienza autentica e personalizzata. Inoltre, permette di sostenere le comunità locali, spesso coinvolte nella gestione delle attività, nella conservazione dei luoghi e nell’accoglienza dei visitatori.
Informazioni pratiche
Periodo consigliato: da maggio a settembre, quando il livello dei fiumi sotterranei è più stabile e accessibile. Durata dell’attività: dai 90 minuti fino a 4 ore, a seconda del percorso scelto. Equipaggiamento fornito: kayak, casco con torcia, giubbotto salvagente e tuta impermeabile. Cosa portare: abbigliamento tecnico e traspirante, scarpe da trekking o da acqua, un cambio asciutto. Operatori certificati: tra i più noti vi sono Adventure Slovenia, Cave Kayak Experience e Speleo Kayak Tours. Livello di difficoltà: medio. Adatto a partecipanti dai 14 anni in su, previa valutazione fisica.
Negli ultimi anni molte persone stanno dedicando molto più tempo al benessere personale, sia interiore, che esteriore, quindi con la cura del corpo. Queste numerose richieste, hanno portato il settore termale a continui aggiornamenti e ad un notevole e continuo miglioramento.
Questa crescita viene rappresentata, ad esempio, anche dalle Terme di Čatež, in Slovenia, che si presenta come una meta d’eccellenza anche in Europa. Questo centro termale, grazie anche alle innovazioni tecnologiche, è diventata una meta molto ricercata, in grado di integrare il patrimonio storico dell’aera con soluzioni eco-sostenibili ed un’offerta decisamente completa, in grado di soddisfare i suoi numerosi visitatori.
Come arrivare alle Terme di Čatež
Le Terme di Čatež si trovano in Slovenia e, grazie alla loro posizione, sono facilmente raggiungibili con diversi mezzi da tutta Europa, specialmente dall’Italia. In auto, ad esempio, il complesso termale è nelle vicinanze dell’autostrada che collega la capitale Lubiana a Zagabria. Inoltre, una volta arrivati a destinazione, i viaggiatori possono usufruire degli ampi parcheggi, in grado di ospitare numerosi ospiti del centro termale.
Chi, invece, preferisce il treno, può raggiungere la stazione ferroviaria di Dobova e rappresenta il principale punto d’accesso alla zona. Chi desidera questo mezzo per muoversi, può sfruttare i collegamenti frequenti e puntuali verso le principali città slovene, come Lubiana e Maribor, ad esempio. C’è anche la possibilità di raggiungere le Terme di Čatež in autobus, sfruttando diverse linee regionali e nazionali.
Giorni di apertura e orari delle Terme di Čatež
Sono presenti diverse aree all’interno del centro termale di Čatež, che, tra le altre cose, garantiscono l’apertura continuativa delle terme e delle altre strutture ricettive durante tutto l’anno, con orari molto comodi per tutti i visitatori.
Una caratteristica importante delle Terme di Čatež, inoltre, è che è composta da diverse aree. La prima è la Riviera Termale Invernale, con vasche idromassaggio, piscine, scivoli e lettini da massaggio, ed è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00. Si tratta della più grande struttura coperta del Paese.
C’è poi l’area Wellness Riviera, dove in oltre mille metri quadri di superficie è possibile godere fra bagni di vapore salato, bagni turchi, saune finlandesi e ad infrarossi, il tutto dalla Domenica al Giovedì dalle 11.00 alle 21.00 ed il Venerdì e Sabato dalle 11.00 alle 24.00.
La Grand Spa Terme è l’ultima e più nuova sezione delle Terme di Čatež e si trova all’interno dell’Hotel Terme. Qui è presente una moderna sezione dedicata al fitness, con attrezzi innovativi, oltre che piscine termali e diverse saune, anche per nudisti. Le piscine sono aperte tutti i giorni dalle 8.00 alle 21.00, il centro fitness è aperto dalle 10.00 alle 21.00 tutti i giorni e le saune dal Lunedì al Giovedì dalle 15.00 alle 21.00 e dal Venerdì alla Domenica, e nei giorni festivi, dalle 11.00 alle 21.00
C’è anche il Centro Spa & Wellness, che si trova, invece, all’Hotel Čatež. È il posto perfetto per tutti coloro che vogliono rilassarsi con trattamenti di benessere mirati, tipici del Medio-Oriente, come anche massaggi e saune. Quest’area delle Terme di Čatež è aperta tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00.
Infine, per la stagione estiva, è presente la Riviera Termale Estiva, un complesso dalle grandi dimensioni, adatto anche alle famiglie, dove grandi e bambini potranno divertirsi all’interno delle diverse piscine. È generalmente aperta da metà Aprile a metà Settembre, tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00.
I prezzi per l’ingresso alle Terme di Čatež sono diversi, in base all’area alla quale si decide di accedere. Ad esempio, il prezzo d’ingresso per la Riviera Termale Invernale parte da 17€ per gli adulti e 14€ per i più piccoli, con variazioni nei giorni festivi o nel weekend. Simili sono i prezzi della Riviera Termale Estiva.
Per entrare nell’area Wellness Riviera il prezzo di ingresso parte da 30€, dal Lunedì al Giovedì, e sale a 46€ il Venerdì e la Domenica e a 50€ per il Sabato e i festivi. La Grand Spa Terme ha un prezzo d’ingresso per le piscine che parte da 17€ per gli adulti e 14€ per i ragazzi, mentre sale a 35€ se si decide di acquistare l’ingresso alle saune durante la settimana e 50€ nel weekend e festivi.
Trattamenti e Servizi delle Terme di Čatež
Chi decide di visitare questo centro termale della Slovenia, che nulla ha da invidiare alle più grandi terme d’Europa, sa che potrà contare su una serie di servizi e trattamenti di prim’ordine, in grado di rendere l’esperienza alle Terme di Čatež unica ed indimenticabile, integrando soluzioni terapeutiche, estetiche e ricreative.
È possibile scegliere per trattamenti benessere e riabilitativi, grazie alla presenza di acque termali, ricche di minerali, e che vengono impiegate per alleviare, ad esempio, disturbi reumatici, dolori muscolari e problemi di circolazione. Principalmente, in questo centro sono presenti trattamenti come balneoterapia e idrokinesiterapia, che favoriscono il recupero fisico e la riabilitazione post-operatori o dopo traumi sportivi, oppure percorsi riabilitativi personalizzati, che possono durare diversi giorni, e per i quali vengono previste visite mediche, ma anche sedute di fisioterapia e sessioni di ginnastica acquatica.
C’è anche la possibilità di scegliere trattamenti estetici e cosmetici alle Terme di Čatež. Come già accennato prima, in queste strutture si può scegliere tra messaggi e terapie rilassanti, di diverse tipologie, dal classico massaggio rilassante a trattamenti con oli essenziali e pietre calde, trattamenti anti-età e detox, che stimolano il rinnovamento cellulare tramite l’utilizzo di laser, luce LED e crioterapia, e programmi cosmetici personalizzati.
A questo non manca l’area wellness e relax, dove i visitatori possono scegliere tra diverse opzioni, come saune, sia classiche, che a raggi infrarossi, bagni turchi, grotte relax e zone meditative, con ambienti silenziosi ed ideali per ritrovare un equilibrio interiore, e programmi giorno benessere, con percorsi studiati interamente per il benessere, con accesso a tutte le aree termali, oltre che trattamenti spa, sessioni di yoga e pranzi curati da nutrizionisti.
Informazioni utili
Le Terme di Čatež sono strutture in grado di offrire un’esperienza davvero completa ai propri visitatori, all’insegna del comfort e del benessere. È un centro termale facilmente raggiungibile, sia in auto che con i mezzi pubblici. Inoltre, tutte le strutture sono state progettate per essere pienamente fruibili da qualsiasi visitatore che vuole passare una giornata lontano dal caos cittadino e all’insegna del benessere.
Inoltre, la presenza di strutture ricettive, come l’Hotel Čatež e l’Hotel Terme, consentono di passare più di una giornata alle Terme di Čatež, riconosciute anche come una delle strutture termali low cost più ricercate della Slovenia e d’Europa. La scelta giusta per tutti coloro che sono alla ricerca di un’esperienza unica, in un ambiente adatto a grandi e bambini, per sfuggire dalla frenesia quotidiana.
Al confine con la regione italiana del Friuli Venezia Giulia si trova un Paese che si presenta come una terra incantevole, dalla natura verde ed incontaminata, ricca di storia e di cultura. Si tratta della Slovenia, una piccola nazione in grado di offrire un mix perfetto tra relax e benessere, spesso non considerata come una delle mete principali dai turisti, ma che nasconde luoghi imperdibili, assolutamente da visitare.
Inoltre, per chi desidera rigenerarsi, la Slovenia è famosa per i suoi centri termali di alta qualità, con trattamenti per il corpo di ogni tipo, da quelli più tradizionali alle esperienze di benessere più innovative. Un valido motivo per cui visitare questo bellissimo Paese. Ecco alcune delle strutture termali più conosciute, con informazioni utili come orari, prezzi e servizi offerti.
Terme di Čatež
Le Terme di Čatež si trovano nella parte meridionale della Slovenia, nei pressi del confine croato. Si trovano a circa 30 chilometri da Novo Mesto e 100 km da Lubiana, la bellissima capitale slovena, una posizione che le rende facilmente raggiungibili sia inauto, percorrendo l’autostrada A2, sia in treno, giungendo alla stazione di Brežice, che si trova poco distante dal complesso.
Questo centro termale è aperto tutto l’anno ed è composto da diverse “sezioni”, se così è possibile chiamarli, che rispettano orari differenti. Nello specifico:
la Riviera Termale Invernale, dove sono presenti vasche idromassaggio, piscine, scivoli e lettini per massaggi, il tutto nella più grande struttura coperta del Paese, è aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00. Il prezzo di ingresso parte da 17€ per gli adulti e 14€ per i più piccoli, con variazioni nei giorni festivi o nel weekend;
la Wellness Riviera, ovvero uno spazio di oltre mille metri quadri in cui è possibile rilassarsi fra bagni di vapore salato, bagni turchi, saune finlandesi o ad infrarossi, pediluvi e molto altro, è aperta dalla Domenica al Giovedì dalle 11.00 alle 21.00 ed il Venerdì e Sabato dalle 11.00 alle 24.00. Il prezzo di ingresso per Wellness Riviera parte da 30€, dal Lunedì al Giovedì, e sale a 46€ il Venerdì e la Domenica e a 50€ per il Sabato e i festivi;
la Grand Spa Terme è una nuova sezione delle Terme di Čatež all’interno dell’Hotel Terme, al cui interno è presente sia una parte dedicata al fitness, con strumenti all’avanguardia, sia piscine termali che una sauna per nudisti, alla quale possono accedere solo i maggiori di 15 anni. Le piscine sono aperte tutti i giorni dalle 8.00 alle 21.00, il centro fitness è aperto dalle 10.00 alle 21.00 tutti i giorni e le saune dal Lunedì al Giovedì dalle 15.00 alle 21.00 e dal Venerdì alla Domenica, e nei giorni festivi, dalle 11.00 alle 21.00. Anche in questo caso il prezzo di ingresso parte da 17€ per gli adulti e 14€ per i ragazzi, se si vuole effettuare solo l’ingresso alle piscine, altrimenti se si vuole anche l’ingresso alle saune il prezzo sale 35€ per adulti durante la settimana e 50€ nel weekend e nei festivi;
il Centro Spa & Wellness, presente all’Hotel Čatež, è il posto perfetto per chi, invece, è alla ricerca di trattamenti benessere tipici del Medio-Oriente, con massaggi e saune, ed è aperta tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00. I prezzi per il centro SPA & Wellness sono vari e dipende molto dal tipo di trattamento scelto. In questo caso si consiglia di consultare direttamente il listino prezzi presente sul sito ufficiale;
infine, è presente anche la Riviera Termale Estiva, un complesso enorme dove le famiglie potranno divertirsi all’interno di diverse piscine, anche con le onde, con scivoli e giochi, ma anche piscine olimpioniche o percorsi avventura. Questa sezione apre generalmente da metà Aprile a metà Settembre, tutti i giorni e dalle 10.00 alle 18.00. I prezzi rispecchiano quelli della Riviera Termale Invernale.
Fonte: iStockSauna interna in un centro termale della Slovenia
Terme Dobrna
Un altro centro termale degno di nota è quelle delle terme Dobrna, che si trovano nella Slovenia orientale, facilmente raggiungibili dalla capitale con un viaggio di poco più di ottanta chilometri. Raggiungere queste terme, infatti, è molto semplice in quanto da Lubiana basta seguire le indicazioni per Maribor, dopodiché la destinazione finale è ben segnalata, con parcheggi comodi per chi decide di giungere qui in auto.
Qui sono presenti diverse strutture presso le quali è possibile soggiornare e, allo stesso tempo, godere del centro termale presente, con le sue piscine. È presente il centro di bellezza e benessere “La Vita” presso cui gli ospiti possono scegliere tra diversi trattamenti benessere, come i massaggi, a partire da 30€, per una durata di 20 minuti, fino ad anche 100€ per un massaggio di coppia al cioccolato, oltre che la possibilità di scegliere tra numerosi trattamenti per parti specifiche del corpo. Il centro è aperto dal Lunedì al Sabato dalle 08.00 alle 18.00 e la Domenica ed i giorni festivi dalle 09.00 alle 14.00.
C’è anche l’Arbora SPA, dove gli ospiti possono scegliere fra diversi tipi di saune, bagni turchi, grotte di ghiaccio, vasche idromassaggio, sia al coperto che all’esterno, oppure piscine rinfrescanti. Il centro è aperto dal Lunedì al Giovedì dalle 12.00 alle 20.00, il Venerdì dalle 12.00 alle 22.00, il Sabato dalle 10.00 alle 22.00 e la Domenica ed i festivi dalle 10.00 alle 20.00. Il prezzo di ingresso, invece, varia a seconda della giornata scelta e se si decide anche di acquistare l’ingresso per le piscine. Quindi, il costo d’ingresso di 23€ per i giorni della settimana e 28€ per il weekend, solo SPA, e di 30€ durante la settimana e 35€ weekend e festivi per chi decide anche l’ingresso alle piscine.
Infine, le Piscine Termali presenti al terzo piano dell’Hotel Vita, che sono aperte tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00 ed il cui prezzo di ingresso parte da 19€ per gli adulti e 14€ per i bambini dai 5 ai 14 anni, con possibilità di aggiungere un “pacchetto pranzo”.
Fonte: iStockMassaggio benessere in un centro wellness della Slovenia
Terme di Ptuj
Nella parte settentrionale della Slovenia, nei pressa della città storica di Ptuj, la più antica cittadina del Paese, la cui tradizione termale risale addirittura al Medioevo, data la presenza di bagni pubblici nella zona che risale addirittura al 1311. È possibile raggiungere il centro termale facilmente sia in auto, tramite l’autostrada A4 slovena, sia in treno, in quanto presente la stazione centrale ferroviaria di Ptuj.
Il parco termale delle Terme di Ptuj è aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 21.00. Anche qui, il prezzo di ingresso è basso ed è alla portata di tutti. Dal Lunedì al Venerdì l’ingresso giornaliero è di 22€ per gli adulti e di 12,60€ per i bambini dai 5 ai 15 anni e 15,30€ per pensionati e studenti. A questi è possibile aggiungere un sovrapprezzo, così da ottenere anche un pranzo o una cena presso il ristorante Zila. Il Sabato, la Domenica o i giorni festivi i prezzi sono rispettivamente 22€, 15,50€ e 18,70€. Sono presenti 7 piscine termali in totale, di cui una all’aperto disponibile tutto l’anno, dove adulti e bambini possono divertirsi anche grazie alla presenza di scivoli, piscine con le onde ed olimpioniche.
Per le famiglie è possibile acquistare anche pacchetti famiglia, a partire da 27,50€, nei giorni feriali per un adulto ed un bambino, a salire in base all’aumento dei componenti della famiglia, oppure pacchetti di abbonamento annuali o per ingressi limitati.
Alle terme di Ptuj sono presenti anche le saune sia interne, che esterne. Le saune interne sono aperte il Lunedì, Martedì, Giovedì e Venerdì dalle 12.00 alle 20.30 ed il Mercoledì, Sabato, Domenica e festivi dalle 9.00 alle 20.30. Le saune all’aperto, invece, il Lunedì, Martedì, Giovedì e Venerdì dalle 14.00 alle 20.00 ed il Mercoledì, Sabato, Domenica e festivi dalle 11.00 alle 20.00.
Fonte: iStockMamma e figlia si divertono in una piscina termale adatta alle famiglie
Terme 3000 di Moravske Toplice
Infine, fra i centri termali più conosciuti della Slovenia è presente anche il centro Terme 3000 di Moravske Toplice, che si trova nella bellissima e pittoresca regione del Prekmurjie, sempre nella parte settentrionale della Slovenia, facilmente raggiungibile sia in auto, che in treno, arrivando alla vicina stazione di Murska Sobota.
Il complesso Terme 3000 è un centro molto ben strutturato, composto da diversi tipi di alloggi, come Hotel e Bungalow, ma anche appartamenti e campeggi, oltre che 32 differenti piscine e bagni, un centro medico e rigenerante, 2 centri wellness ed aree gioco per bambini, in aggiunta anche diversi centri meeting.
Per l’ingresso al centro termale e alle piscine è possibile anche acquistare un Aquapass, ovvero un biglietto dal costo di 22€ per gli adulti e di 16€ per i bambini, che consente di entrare in diversi centri della regione, fra cui anche quelle delle Terme di Ptuj, di cui si è parlato in precedenza. Nello specifico, le Terme 3000 di Moravske Toplice con le sue piscine è la scelta giusta per chi decide di passare un’esperienza rilassante e divertente in famiglia, grazie anche alla presenza di attività per tutte le età. Inoltre, è presenti anche un’area sauna, dove gli adulti possono rilassarsi e ritrovare riposo. Le piscine sono aperte tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00 e l’area saune dalle 10.00 alle 20.30.
È presente anche un centro medico, dove gli ospiti possono godere del Bagno Nero, ovvero una piscina formata dall’acqua termo minerale nera, conosciuta anche come l’acqua più calda della Slovenia, particolarmente efficace per i problemi articolari. Inoltre, sono presenti anche attrezzature ad hoc e personale esperto, specializzato per la cura di malattie specifiche degenerative e riabilitazioni in seguito ad infortuni o interventi chirurgici. In questo caso i prezzi variano a seconda del trattamento richiesto e pertanto si consiglia di visitare il sito ufficiale del centro medico Terme 3000.
Con i suoi paesaggi mozzafiato, una cultura ricca e un’offerta termale senza pari, la Slovenia si conferma una destinazione imperdibile per chi cerca una fuga rigenerante, ad un prezzo realmente accessibile a tutti, dove trovare serenità e relax, sia in famiglia, che accompagnati dal proprio partner o amici. Strutture che possono essere riconosciute sicuramente fra le terme più affascinanti e grandi d’Europa.
Il Giro d’Italia 2025 omaggia non solo le bellezze nostrane, ma anche quelle dei Paesi vicini che, quest’anno, festeggiano riconoscimenti importanti. Stiamo parlando della tappa in Slovenia e di Nova Gorica, nominata Capitale Europea della Cultura insieme ad Agrigento e Chemnitz. Il giro arriverà qui il 24 maggio, in Piazza Europa tra Gorizia e Nova Gorica, dopo aver attraversato anche altre cittadine.
In questa occasione, infatti, i corridori attraverseranno più volte il confine sul Collio Goriziano, come già successo nel 2021, per arrivare tra Nova Gorica e Gorizia dopo aver percorso due volte un circuito cittadino. Questa tappa non è stata scelta a caso, ma vuole onorare la Capitale Europea della Cultura 2025 creando un sodalizio importante con lo sport.
Di seguito vi raccontiamo le tappe del Giro d’Italia 2025 in Slovenia, suggerendovi le migliori cose da fare e da vedere per scoprirle.
Gonjace/San Martino
Dopo aver attraversato il confine con la Slovenia, i corridori passeranno da Gonjace famosa soprattutto per un’attrazione in particolare: la Torre di Gonjace. Grazie al suo belvedere, posizionato a un’altezza di 23 metri, potrete ammirare dall’alto il Collio Sloveno contraddistinto da verdi vallate coltivate, punteggiate da tanti paesini. Oltre a offrire una vista panoramica eccezionale, la torre rappresenta anche un monumento artistico importante: la sua forma a spirale vuole mandare un messaggio ben preciso ricordando un abbraccio tra popoli. Non a caso, a pochi passi dalla torre, è presente anche un monumento ai caduti della Seconda Guerra Mondiale.
Nova Gorica/Gorizia
Il Giro d’Italia 2025 omaggia la cultura facendo tappa a Nova Gorica, situata nella parte occidentale della Slovenia. Nova Gorica offre una combinazione perfetta di cultura, storia e bellezze naturali e, grazie alla vicinanza alla città italiana di Gorizia, rappresenta anche un luogo di transito e di connessione tra due culture. I corridori arriveranno in una location importante per la città, in Piazza Europa, situata al confine tra i due Paesi, davanti alla maestosa stazione ferroviaria Transalpina, costruita sotto l’Impero Asburgico.
La caratteristica interessante è che la piazza è divisa in due parti: una italiana e una slovena. Questa rappresenta un simbolo di convivenza pacifica, oltre che l’apertura e la cooperazione tra le due nazioni. Oltre alla piazza, a Nova Gorica potrete visitare il Monastero della Castagnevizza, fondato nel XVII secolo e realizzato in stile barocco.
Chi vuole trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta può andare al Parco del Sabotino, un’area naturale che circonda Nova Gorica dov’è possibile fare escursioni e arrivare alla cima del monte Sabotin, da dove godere di una vista mozzafiato sulla città. Chi viaggia con i bambini, invece, non può rinunciare al divertimento garantito dal parco avventure Soča Fun Park, ricco di attività come arrampicata sugli alberi e ponti sospesi sul fiume Isonzo (Soča in sloveno).
A Nova Gorica ci sono anche antiche dimore, come Villa Bartolomei: risalente al XVIII secolo, la villa si contraddistingue per un’architettura elegante e per la presenza di affreschi originali. Oggi viene utilizzata soprattutto come location per eventi culturali, mostre d’arte e concerti. Infine, se volete portarvi a casa un souvenir, fate un salto nel mercato cittadino ricco di stand con prodotti tipici!
Vuoi sciare in piccole località dall’atmosfera familiare, con piste adatte ad ogni tipo di età e livello? La Slovenia potrebbe fare al caso tuo. Nel Paese sono presenti diversi comprensori sciistici in grado di accogliere e soddisfare ogni tipo di esigenza. Potrai inoltre, con un solo abbonamento, usare tutti gli impianti e percorrere tutte le piste slovene. Una meta dunque davvero ideale per gli amanti degli sport invernali, con paesaggi mozzafiato e una varietà di piste per ogni tipo di sciatore, tra le montagne delle Alpi Giulie, le Alpi di Kamnik e la Carinzia slovena (Koroška). Scopriamo insieme le migliori località sciistiche della Slovenia, dove non solo gli sciatori ma anche chi è in cerca di tanta adrenalina o al contrario, di relax, potrà trovare il proprio angolo di paradiso.
Sciare in Slovenia: i comprensori migliori
La Slovenia non è ancora entrata tra le mete europee più amate dagli sciatori ma non è un demerito, anzi. Questo la mantiene al riparo dal sovraffollamento sulle piste e rende l’esperienza sulla neve, più gradevole e autentica. Il Paese dispone di quattro grandi e famose stazioni sciistiche con oltre 10 impianti, la più grande delle quali è Mariborsko Pohorje con quasi 33 km di piste, più numerose quelle di dimensioni considerate medie e alcune davvero piccole, con appena due impianti, per un totale di circa 230 chilometri di piste. Di queste, 85 sono le blu, 114 le rosse e 27 le nere. La particolarità dei comprensori sciistici sloveni è che spesso si trovano a pochi passi da deliziose cittadine, in cui è davvero gradevole trascorrere le serate dopo una bella giornata sulla neve.
Krvavec
Quello di Krvavec è un comprensorio sciistico tra i più popolari della Slovenia e il più vicino a Lubiana. La ski area arriva a sfiorare i 2000 metri e vanta circa 30 km di piste con una vista panoramica davvero suggestiva sulla bella capitale del Paese. Krvavec ha ricevuto, nel 2019, il premio come migliore località sciistica slovena ed è particolarmente apprezzata anche per l’offerta dedicata al divertimento senza gli sci ai piedi.
Stagione 2024/25: fino al 21 aprile 2025
Skipass giornaliero: 43 euro (adulti)
Fonte: iStockUna giornata di sci a Kranjska Gora
Kranjska Gora
Kranjska Gora è probabilmente la ski area più popolare della Slovenia, e si trova in una posizione strategica, facilmente raggiungibile dal vivace centro cittadino dove goderti l’accoglienza offerta dagli ottimi ristoranti, caffè e negozi. Le sue piste sono adatte ad ogni livello permettendo sia a principianti che a veri esperti di divertirsi. A marzo sono in programma due importanti appuntamenti della Coppa del Mondo di Sci: la Coppa Vitranc e il concorso di salto con gli sci (a Planica): una bella occasione per vedere i campioni degli sci da vicino.
Stagione 2024/25: fino al 6 aprile 2025
Skipass giornaliero: 47 euro (adulti)
Mariborsko Pohorje
Con le sue 43 km di piste, è il comprensorio sciistico più grande della Slovenia, perfetto per sciatori esperti e principianti. La stazione è famosa anche per la sua pista illuminata più lunga d’Europa, ben 10 km, che permette di sciare anche dopo il tramonto. Dopo una giornata di sci, nella vicina città di Maribor troverai cultura, buona cucina e una vivace vita notturna.
Stagione 2024/25: fino al 31 marzo 2025
Skipass giornaliero: 45 euro (adulti)
Fonte: iStockMariborsko Pohorje è il comprensorio più grande della Slovenia
Rogla
Quello di Rogla è un comprensorio sciistico particolarmente adatto per le famiglie, con piste ben curate adatte sia ai bambini e ai principianti che agli sciatori più esperti. Si trova a circa 1500 metri sopra il livello del mare, tra le foreste di Pohorje, e la sua stagione si protrae solitamente fino alle prime settimane di aprile.
Stagione 2024/25: fino al 6 aprile 2025
Skipass giornaliero: 45 euro (adulti)
Cerkno
Premiata in più occasioni come migliore destinazione per le famiglie, la ski area di Cerkno è piccola ma davvero accogliente, ideale per i bimbi e per gli sciatori principianti. Con 18 km di piste ben curate, un’atmosfera intima e diverse scuole di sci per i più piccoli, è la località perfetta per chi sta muovendo i primi passi sugli sci o per godersi una vacanza tranquilla con i propri bambini. Non mancano comunque anche piste per gli sciatori esperti e strutture per chi vuole praticare lo snowboard.
Stagione 2024/25: fino al 10 marzo 2025
Skipass giornaliero: 42 euro (adulti)
Kope
L’alter ego di Cerkno è Kope. Se sei alla ricerca di divertimento sulla neve e après-ski, Kope è il posto giusto. Situato nella regione della Carinzia slovena, a pochi chilometri da Slovenj Gradec, il comprensorio sciistico di Kope è famoso per le sue piste ben curate e per le numerose attività extra sulla neve. Qui potrai sbizzarrirti tra sci alpino, snowboard, sci di fondo o scegliere di indossare le ciaspole per esplorare con calma tutta l’area. Sarà probabilmente l’unico momento tranquillo della tua vacanza a Kope perchè, a dire il vero, la vera attrazione di questa ski area è l’atmosfera festosa che caratterizza le sue serate di après-ski, con musica e divertimento fino a tarda notte. Un mix perfetto per chi cerca una vacanza attiva e vivace.
Stagione 2024/25: fino al 30 marzo 2025
Skipass giornaliero: 39 euro (adulti)
Vogel
Vogel è una delle località sciistiche più affascinanti della Slovenia, dove il paesaggio e lo sci si combinano perfettamente. Situato nel Parco Nazionale del Triglav, questo centro offre 22 km di piste da sci, di varia difficoltà, immerse in un contesto naturale spettacolare. L’emozione di sciare circondati dalla vista panoramica delle Alpi Giulie e del lago di Bohinj è unica. Gli amanti dell’adrenalina troveranno anche un divertente snowpark, mentre gli scialpinisti potranno esplorare le cime circostanti. La bellezza naturale e la tranquillità di Vogel lo rendono una meta ideale per chi cerca un’esperienza di sci in un ambiente incontaminato. La stagione di Vogel può essere particolarmente lunga ed arrivare anche a fine aprile.
Stagione 2024/25: fino al 20 aprile 2025
Skipass giornaliero: 44 euro (adulti)
Fonte: iStockSciare a Vogel con un panorama unico
Golte
Come per Vogel, la fama di Golte, sopra la valle della Savinja, è dovuta alla vista spettacolare di cui potrai godere mentre scii. Il comprensorio è abbastanza piccolo, con 12 km di piste, ma vale il viaggio proprio per i panorami incredibili sulle Alpi di Kamnik e sulla valle circostante, da gustarsi curva dopo curva, con gli sci ai piedi, o da assaporare lentamente indossando le ciaspole. Per chi desidera una vacanza tranquilla, Golte è la località ideale, fino a primavera.
Stagione 2024/25: fino al 23 marzo 2025
Skipass giornaliero: 39 euro (adulti)
Soriška planina
Questo è veramente un piccolo ma interessante comprensorio sciistico, situato tra le valli di Bohinj e di Selca, tra i 1287 e i 1550 metri sul livello del mare, con piste adatte agli sciatori di ogni età e livello. La stagione solitamente parte a dicembre per chiudersi alla fine di marzo.
Stagione 2024/25: fino al 30 marzo 2025
Skipass giornaliero: 28 euro (adulti)
Kanin
Il più ad alta quota tra i comprensori sciistici slovebni, Kanin si trova a 2.292 metri sopra il livello del mare ed è collegato alla ski area Selle Nevea, stazione italiana. I 30 chilometri di piste da sci del comprensorio facente capo alle due aree è percorribile con un unico skipass e solitamente gode di una stagione molto lunga, che può arrivare fino a maggio. Anche a Konin non ti mancherà il panorama grazie all’affaccio sulle Alpi Giulie e sulla Valle dell’Isonzo.
Stagione 2024/25: fino al 13 aprile 2025
Skipass giornaliero: 44 euro (adulti)
Adrenalina sulla neve: gli Snowpark sloveni
Moltre delle località sciistiche slovene offrono la possibilità di divertirsi anche a chi è in cerca di emozioni davvero forti sulla tavola ed esperienze più adrenaliniche grazie a trampolini, poligoni e halfpipe.
Krvavec: a soli 20 km da Lubiana, Krvavec ospita un parco neve di 800 metri, dove trampolini, rail e halfpipe sono il palcoscenico perfetto per acrobazie mozzafiato.
Vogel: Con il suo panorama da sogno sulle Alpi Giulie, il parco neve di Vogel è l’ideale per gli amanti del freestyle. Qui troverai trampolini, rail e box per eseguire acrobazie in totale libertà.
Kope: Se ami l’adrenalina, non perderti il pista da ski cross a Kope, con 600 metri di percorso pieno di ostacoli per mettere alla prova le tue capacità.
Fonte: iStockGli snowpark sloveni sono perfetti per chi cerca l’adrenalina sulla tavola
Lo sci di fondo: un’esperienza tranquilla e affascinante
Lo sci di fondo è una delle attività più popolari e amate del Paese. Se stai cercando un’esperienza più tranquilla rispetto allo sci alpino o allo snowboard, vuoi goderti il silenzio dei tuoi passi sulla neve e avere tempo di ammirare il paesaggio con calma, la Slovenia è quello che fa per te. Potrai percorrere oltre 200 km di piste da fondo distribuite in tutto il paese, probabilmente il modo migliore per esplorare la bellezza invernale delle Alpi slovene. I migliori comprensori in cui dedicarti allo sci di fondo sono:
Kranjska Gora e Planica: 40 km di piste
Pokljuka: 30 km di piste immerse nei boschi di abeti
Bohinj: 70 km di piste con scenari da fiaba
Jezersko: 30 km di piste nel cuore delle Alpi di Kamnik.
Fonte: iStockLo sci di fondo è particolarmente amato in Slovenia
La Slovenia, un paradiso sulla neve
La Slovenia offre un’ampia varietà di esperienze sciistiche, dalle località più tranquille, perfette per una settimana bianca in famiglia e per le prime esperienze sugli sci, a quelle più movimentate e adrenaliniche, ideali per chi cerca emozioni con gli sci (o la tavola) ai piedi, e dopo il tramonto. Le piste sono ben curate, la bellezza naturale non è in discussione e le diverse opportunità di divertimento sulla neve fanno di questo paese una meta ideale per gli appassionati di sport invernali.
Inoltre, l’opportunità di acquistare un unico skipass valido per tutta la stagione e per ogni impianto di risalita del Paese è sicuramente una carta in più. Le distanze tra le stazioni sciistiche rendono possibile spostarsi tra l’uno e l’altro con facilità e scoprire comprensori diversi durante la propria vacanza. La grande novità della stagione sciistica 20024/25 è lo Ski Pass Julian Alps, lo skipass unico per le Alpi Giulie, che ti permetterà di sciare con un unico biglietto in quattro stazioni sciistice slovene, sette stazioni sciistiche italiane e quattro austriache. Che tu stia cercando un’avventura dinamica o una fuga tranquilla nella natura, la Slovenia ti aspetta con tante opportunità di relax e divertimento.
Dall’eleganza senza tempo delle Terme Gellért di Budapest alla spettacolare Blue Lagoon in Islanda, passando per le acque termali delle Alpi o dagli stabilimenti in Slovenia: oltre alle strepitose terme italiane, in Europa sono tante le destinazioni termali, rifugi per il corpo e la mente.
Rimske Terme, il benessere nel cuore della Slovenia
Le Rimske Terme, tra le destinazioni termali più affascinanti d’Europa, risalgono al 39 a.C., quando i romani crearono un complesso di piscine termali calde e fredde. Circondate da una valle incantevole, queste terme hanno ospitato personalità illustri come la regina Vittoria, Carolina Bonaparte e l’imperatore Ferdinando.
Come raggiungerle
Rimske Toplice è facilmente raggiungibile da Lubiana, distante circa un’ora di auto, seguendo l’autostrada A1. Per chi preferisce i mezzi pubblici, è disponibile un collegamento ferroviario diretto dalla capitale alla stazione di Rimske Toplice, a pochi minuti a piedi dal resort.
Giorni e orari di apertura
Il complesso termale è aperto tutto l’anno, con orari che possono variare in base alla stagione. Le piscine termali sono generalmente accessibili dalle 8 alle 21, mentre le saune aprono alle 9.
Servizi e trattamenti
Le Rimske Terme offrono un’ampia scelta di esperienze per il benessere. Le piscine termali, sia interne che all’aperto, utilizzano acqua minerale ricca di proprietà terapeutiche. L’area sauna include opzioni finlandesi, turche e a infrarossi; mentre il centro benessere propone trattamenti personalizzati come massaggi, percorsi detox e terapie anti-stress.
Costi
L’ingresso giornaliero alle piscine termali parte da 20 euro a persona; mentre il pacchetto che include piscine e saune costa circa 35 euro. Massaggi e trattamenti hanno un costo a partire dai 40 euro. Per soggiorni prolungati o per le famiglie, il resort propone pacchetti speciali, stagionali, con offerte disponibili per chi prenota in anticipo.
Fonte: Ufficio stampaRimske Terme, nel cuore della Slovenia
Sempre in Slovenia, alle Terme Olimia
Situate a Podčetrtek, nella Slovenia orientale, le Terme Olimia rappresentano una delle mete termali più rinomate della regione, perfette per chi cerca relax, benessere e divertimento in mezzo alla natura.
Come raggiungerle
Podčetrtek si trova a circa un’ora e mezza di auto da Lubiana ed è facilmente raggiungibile seguendo l’autostrada A1, con uscita a Dramlje. La località è servita anche dai treni regionali, che collegano la capitale alla stazione di Podčetrtek, situata a breve distanza dal complesso termale.
Giorni e orari di apertura
Le Terme Olimia restano aperte tutto l’anno, con orari che variano a seconda delle strutture. Il Wellness Orhidelia è accessibile tutti i giorni dalle 9 alle 22; il Termalni Park Aqualuna, invece, è operativo solo durante la stagione estiva, e accoglie i visitatori da maggio a settembre, solitamente dalle 10 alle 19. Le piscine termali interne ed esterne sono generalmente aperte dalle 8 alle 21. Per orari aggiornati, è consigliato consultare il sito ufficiale.
Servizi e trattamenti
Il complesso offre un’esperienza unica, che spazia dal glamping nel Glamorous Camping Village al prestigioso Wellness Orhidelia, premiato come miglior centro benessere sloveno per otto anni consecutivi, che include piscine termali con giochi di luce, saune panoramiche e trattamenti esclusivi. Il Centro Spa Armonia propone massaggi terapeutici, percorsi detox e trattamenti per il viso e il corpo. Per le famiglie, in estate apre il Termalni Park Aqualuna, con scivoli d’acqua e piscine riscaldate. Relax e benessere sono le parole chiave del Glamping Village, che permette di soggiornare in eleganti alloggi immersi nella natura, con accesso esclusivo alle terme.
Costi
L’ingresso giornaliero al Wellness Orhidelia parte da 32 euro a persona; per il Termalni Park Aqualuna il prezzo è di circa 15 euro per l’intera giornata. I pacchetti glamping, che includono pernottamento e accesso alle terme, hanno tariffe a partire da 150 euro a notte, e i trattamenti benessere sono disponibili a partire da 40 euro. Per soggiorni più lunghi o per famiglie, sono spesso proposte offerte speciali e pacchetti vantaggiosi. È consigliabile prenotare in anticipo, soprattutto durante i periodi di alta stagione.
Fonte: Miran KambicIl prestigioso Wellness Orhidelia, premiato come miglior centro benessere sloveno per otto anni consecutivi
Le Terme Malta in Polonia
Le Terme Malta, situate a Poznań, rappresentano il più grande e moderno complesso acquatico e geotermale della Polonia. Questo centro per il relax e il divertimento include piscine sportive, un parco acquatico con scivoli mozzafiato, piscine all’aperto, saune di varie tipologie e un’area Spa. La loro posizione strategica, sulle rive del Lago di Malta e a pochi minuti dal centro città, le rende a meta ideale per una pausa rigenerante durante un soggiorno a Poznań, sia in famiglia che in coppia.
Come raggiungerle
Le terme si trovano a breve distanza dal centro di Poznań e sono facilmente raggiungibili sia in auto, seguendo le indicazioni per il Lago di Malta, che con i mezzi pubblici, perché diverse linee di tram e autobus fermano nelle vicinanze.
Giorni e orari di apertura
Le Terme Malta sono aperte tutto l’anno, con orari che variano a seconda delle stagioni e delle singole aree del complesso. Generalmente, il parco acquatico è aperto dalle 9 alle 23, mentre l’area Spa e le piscine possono avere orari leggermente differenti. Si consiglia di consultare il sito ufficiale per informazioni aggiornate.
Servizi e trattamenti
L’offerta delle Terme Malta è vasta e adatta a tutte le esigenze. Oltre alle piscine e agli scivoli, ci sono saune finlandesi, bagni turchi, saune aromatiche e zone relax. L’area Spa propone trattamenti estetici e massaggi rilassanti. Per le famiglie, il parco acquatico dedica alcune zone alle famiglie con bambini e ai giochi d’acqua.
Costi
I prezzi variano in base al tipo di accesso e alla durata della visita. Un biglietto giornaliero per adulti parte da circa 50 PLN (circa 11 euro), ma sono disponibili tariffe ridotte per bambini, studenti e famiglie. Ovviamente, altri servizi personalizzati e i trattamenti Spa hanno un costo aggiuntivo.
Fonte: Termy_MaltańskieLe Terme Malta, a Poznań
Terme di Chochołów, in Polonia sui Monti Tatra
Le Terme di Chochołów, situate nel cuore della regione del Podhale, sono la più grande e moderna struttura termale del sud della Polonia. A soli pochi chilometri da Zakopane, l’esperienza è unica: il bagno immersi nelle acque termali ricche di minerali con una vista mozzafiato sui Monti Tatra, particolarmente suggestiva in inverno con le vette innevate, non ha prezzo.
Come raggiungerle
Le Terme di Chochołów si trovano a circa 20 km da Zakopane e sono facilmente raggiungibili in auto dalla strada nazionale DK47. Per chi preferisce i mezzi pubblici, ci sono collegamenti regolari in autobus dalla stazione principale di Zakopane, con fermate a pochi passi dall’ingresso del centro.
Giorni e orari di apertura
Il complesso è aperto tutti i giorni dell’anno, in linea di massima dalle9 alle 22, con orari che possono subire variazioni durante le festività.
Servizi e trattamenti
Le piscine termali, con una temperatura media di 36 °C, variano tra acque sulfuree, iodate e idromassaggi, e sono all’interno e all’esterno, con idromassaggi e aree dedicate ai bambini. Il saunarium è il cuore e punto di forza del complesso, con saune finlandesi panoramiche, bagni turchi e zone relax attrezzate per il raffreddamento e il rilassamento. Per chi cerca un’esperienza personalizzata, la Spa propone trattamenti estetici e massaggi rigeneranti.
Costi
I prezzi variano in base alla durata della permanenza e all’accesso alle aree extra come il saunarium o la Spa. Un biglietto base parte da circa 60 PLN (circa 13 euro) per 2 ore, con tariffe ridotte per bambini e famiglie. A seconda del periodo sono disponibili pacchetti giornalieri e offerte speciali per gruppi.
Fonte: Termy ChochołowskieLe piscine termali esterne di Chochołów, con idromassaggi e aree dedicate ai bambini
Leukerbad: il paradiso termale del Vallese, Svizzera
Tra i vari stabilimenti termali della Svizzera, le terme di Leukerbad, nel cuore del Vallese, sono uno dei complessi termali più grandi delle Alpi e vantano autentiche sorgenti di acqua calda naturale. Le piscine termali, alimentate da acqua minerale rivitalizzante con temperature che vanno dai 28 °C ai 43 °C, offrono un’esperienza di puro relax e benessere in ogni stagione.
Come raggiungerle
Leukerbad è raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici. Da Ginevra, il percorso in auto dura circa 2 ore e 30 minuti, mentre in treno si arriva a Leuk, da cui parte un autobus diretto verso il villaggio termale.
Giorni e orari di apertura
Il complesso è generalmente aperto tutto l’anno, con orari che variano leggermente tra estate e inverno. Le piscine sono accessibili dalle 8 alle 20, ma è consigliabile verificare gli orari aggiornati sul sito ufficiale.
Servizi e trattamenti
Il centro è rinomato per le sue dieci piscine dotate di attrazioni acquatiche come docce a getto, whirlpool, ugelli per massaggi e una suggestiva grotta in pietra naturale. Coccole anche per i più piccoli, con una piscina dedicata con scivoli lunghi oltre 100 metri.
Oltre alle piscine termali, il centro offre numerosi servizi wellness come massaggi, trattamenti di bellezza e zone relax. Il caffè-ristorante, con buffet self-service e pizzeria, propone piatti locali, anche all’aperto sulla terrazza solarium con vista sulle Alpi.
Costi
I prezzi per l’ingresso variano in base alla durata e ai servizi scelti. Un ingresso giornaliero per adulti parte da circa 35 CHF per l’accesso base alle piscine. Sono disponibili sconti per famiglie e bambini (ingresso gratuito fino agli 8 anni); pacchetti giornalieri e abbonamenti settimanali per chi desidera una vacanza termale più lunga o completa.
Fonte: iStockNel Vallese si trova centro termale più grande delle Alpi: Leukerbad
Baden-Baden: il gioiello termale della Germania
Situata nel cuore della Foresta Nera, in Germania, Baden-Baden è una delle destinazioni termali più prestigiose al mondo, con una storia che risale all’epoca romana. Le sue sorgenti naturali, ricche di minerali, sgorgano a una temperatura tra i 50 °C e i 68 °C e sono note per i benefici terapeutici.
Come raggiungerle
Baden-Baden si trova nel Baden-Württemberg, facilmente raggiungibile in auto o in treno. Da Francoforte il viaggio dura circa 1 ora e 30 minuti in treno ad alta velocità; mentre l’aeroporto di Baden-Baden/Karlsruhe dispone di collegamenti diretti per la zona.
Giorni e orari di apertura
Le terme sono aperte tutto l’anno, con orari che generalmente vanno dalle 8 alle 22 per le Caracalla Therme. La Spa Friedrichsbad ha orari specifici che possono variare, quindi è consigliabile verificare prima della visita.
Servizi e trattamenti
Baden-Baden offre una vasta gamma di servizi termali e wellness. Il Friedrichsbadè un’elegante Spa che unisce tradizione romana e stile irlandese dove rigenerarsi con massaggi, fanghi, trattamenti detox e aromaterapici. Il percorso rituale si compone di 17 stazioni, per un’esperienza unica che combina bagni caldi, freddi e vapori rigeneranti.
Le moderne Caracalla Therme includono piscine interne ed esterne, grotte termali, saune e bagni di vapore, il tutto immerso in un’atmosfera lussuosa e rilassante.
Costi
L’ingresso alle Caracalla Therme parte da circa 18 euro per due ore, con supplementi per aree speciali come il saunarium. Al Friedrichsbad, i prezzi partono da circa 35 euro, inclusi i trattamenti base del percorso termale. Eventualmente, per arricchire l’esperienza, si può optare per pacchetti combinati e opzioni giornaliere.
Fonte: iStockIl Friedrichsbad è un’elegante Spa che unisce tradizione romana e stile irlandese
A Budapest, le Terme di Széchenyi tra le più grandi d’Europa
Nel cuore del Parco Városliget a Budapest si trovano le Terme di Széchenyi, uno dei più grandi complessi termali dell’Ungheria e d’Europa. Inaugurate nel 1913, rappresentano una vera icona della città, grazie alla maestosa architettura neobarocca e alle rinomate acque termali naturali, celebri per i loro effetti benefici. Il complesso, con 21 piscine, di cui tre all’aperto, saune e spazi dedicati al benessere, è una tappa imprescindibile per chiunque visiti la capitale ungherese ed è a due passi dalle migliori attrazioni come la piazza degli Eroi, il Castello di Vajdahunyad, il Museo delle Belle Arti e il Giardino zoologico e botanico di Budapest.
Come raggiungerle
Nel pieno centro di Budapest, le terme sono facilmente accessibili a piedi o con i mezzi pubblici. La linea M1 della metropolitana, la più antica della città, ferma direttamente alla stazione Széchenyi fürdő, a pochi passi dall’ingresso. In alternativa, diverse linee di autobus collegano il centro alla zona termale. Le terme, che distano circa 10 minuti da Piazza degli Eroi, luogo simbolo della città, sono raggiungibili anche a piedi o in bicicletta.
Giorni e orari di apertura
Le Terme di Széchenyi restano aperte tutto l’anno, dalle 7 alle 20 in settimana e dalle 8 alle 20 nel weekend.
Servizi e trattamenti
L’offerta delle Terme di Széchenyi è ricca e variegata, adatta a tutte le esigenze. Le piscine esterne includono tre grandi vasche con temperature che vanno dai 27 ai 38 °C, perfette per rilassarsi in qualsiasi stagione; mentre all’interno si trovano oltre 10 vasche con diverse temperature e composizioni mineralogiche. Le aree sauna e i bagni di vapore sono studiati per favorire il relax, con percorsi di raffreddamento per un’esperienza completa. Le acque termali medicinali, ricche di calcio, magnesio e bicarbonato, sono particolarmente indicate per alleviare problemi articolari e muscolari, offrendo un vero sollievo terapeutico oltre al semplice relax.
Per chi cerca un benessere più mirato, sono disponibili anche massaggi tradizionali, trattamenti di aromaterapia e pacchetti beauty.
Costi
L’accesso alle terme è disponibile con diverse opzioni tariffarie. Un biglietto giornaliero con cabina privata ha un costo che varia tra i 25 e i 30 euro, mentre l’ingresso serale, a partire dalle 17, permette di risparmiare qualcosa. Vasta scelta per i trattamenti extra, come i massaggi, con prezzi che partono da 15 euro.
Fonte: VisitHungaryNel Parco Városliget a Budapest si trovano le Terme di Széchenyi, uno dei più grandi complessi termali d’Europa
Terme Gellért: eleganza e benessere a Budapest
Situate vicino al Ponte della Libertà a Budapest, sulle rive del Danubio, le Terme Gellért sono uno dei simboli più raffinati della tradizione termale ungherese. Inaugurate nel 1918, sono un capolavoro dello stile Art Nouveau, con mosaici, statue e vetrate colorate di straordinaria bellezza. Le acque termali, che sgorgano dalle sorgenti del Monte Gellért, sono apprezzate per le loro proprietà terapeutiche e attraggono visitatori da ogni parte del mondo.
Come raggiungerle
Le Terme Gellért si trovano in una posizione centrale, facilmente accessibile con i mezzi pubblici. La linea M4 della metropolitana (verde) e i tram 47 e 49 fermano a Szent Gellért tér, a pochi passi dall’ingresso. A piedi, ci si arriva attraversando il suggestivo Ponte della Libertà, uno dei ponti più iconici di Budapest.
Giorni e orari di apertura
Le piscine interne e termali sono aperte tutti i giorni dalle 9 alle 19, ma è bene verificare eventuali modifiche di orario.
Servizi e trattamenti
Lo stabilimento include piscine termali interne ed esterne che variano dai 35 ai 40 °C, una piscina a onde unica nel suo genere (in estate) e bagni di vapore. Benefici per la mente ma anche per il corpo perché le acque termali ricche di calcio, magnesio e solfato sono particolarmente indicate per alleviare problemi articolari e muscolari. Le eleganti saune e i bagni di vapore completano l’offerta. Inoltre, è possibile scegliere tra trattamenti benessere personalizzati, tra cui massaggi terapeutici e pacchetti beauty per la cura della pelle.
Costi
L’ingresso giornaliero con cabina privata costa tra i 20 e i 25 euro, mentre il biglietto serale è più conveniente. Per i trattamenti aggiuntivi, come massaggi o servizi beauty, i prezzi partono da circa 15 euro.
Fonte: VisitHungarySulle rive del Danubio, le Terme Gellért sono uno dei simboli più raffinati della tradizione termale ungherese
Blue Lagoon, in Islanda
La Blue Lagoon è uno dei simboli più celebri dell’Islanda, immersa in un paesaggio di rocce vulcaniche che sembra uscito da un altro pianeta. Le sue acque geotermiche, di un azzurro lattiginoso, mantengono una temperatura costante tra i 37 e i 39 °C, ricche di minerali e silice, e rinomate per i benefici rigeneranti sulla pelle.
Come raggiungerle
La Blue Lagoon si trova a soli 50 km dalla capitale Reykjavík e a 20 minuti di auto dall’aeroporto internazionale di Keflavík. È possibile raggiungerla in auto, con transfer dedicati o partecipando a escursioni organizzate.
Giorni e orari di apertura
La Blue Lagoon è aperta tutto l’anno, con orari che si adattano alla stagione. Durante l’estate è possibile accedere dalle 7 alle 23, mentre nei mesi invernali gli orari si restringono dalle 8 alle 21. La prenotazione è obbligatoria e consigliata con largo anticipo, soprattutto nei periodi di alta stagione, per garantire l’ingresso senza attese.
Servizi e trattamenti
La Blue Lagoon offre una vasta gamma di esperienze che combinano relax e benessere. La laguna principale consente di immergersi in acque ricche di minerali, con la possibilità di applicare maschere alla silice o alle alghe direttamente durante il bagno. Le saune e i bagni di vapore, sapientemente integrati nel paesaggio vulcanico, completano il percorso di rigenerazione.
Per chi cerca un’esperienza più esclusiva, la Retreat Spa mette a disposizione piscine private, trattamenti personalizzati e spazi di lusso immersi nel panorama naturale.
Costi
L’ingresso alla Blue Lagoon è disponibile in diversi pacchetti. Il pacchetto Comfort, con prezzi che variano tra i 55 e gli 85 euro, include l’ingresso alla laguna, una maschera alla silice e un drink. Il pacchetto Premium, a partire da 80-110 euro, aggiunge l’uso di un accappatoio, maschere aggiuntive e una prenotazione garantita al ristorante Lava. Per un’esperienza di lusso, il pacchetto Retreat Spa, disponibile da circa 380 euro, offre accesso a spazi esclusivi e servizi di alta gamma.
Fonte: iStockLe terme della Blue Lagoon in Islanda
Lubiana è una città davvero interessante sotto molti punti di vista è, senza dubbio, una delle più conosciute e amate della Slovenia La sua vicinanza geografica la rende una meta ideale per i tanti viaggiatori che, dall’Italia, organizzano viaggi per visitare i più bei mercatini di Natale fuori dai nostri confini.
La Slovenia, con il suo carattere unico fatto di influenze austriache, italiane e suggestioni dall’Est Europa offre un’atmosfera unica e davvero degna di nota dove immergersi per vivere una o più giornate a contatto con bancherelle artigianali, sapori che sanno di festività e tanta bellezza.
I mercatini di Natale sono pronti a impossessarsi anche delle vie centrali di Lubiana: dove trovarli e cosa occorre sapere per organizzare una visita perfetta in questa città della Slovenia? Ecco qualche informazione per ottenere il meglio da un momento così magico come la visita a un mercatino dell’Avvento.
Come raggiungere i mercatini di Lubiana dall’Italia
Lubiana dista davvero poco dal confine italiano, per la precisione da quello del Friuli-Venezia Giulia. Se viaggi in auto, ti basterà sapere che questa città della Slovenia è raggiungibile in circa un’ora di strada da Trieste. Se vuoi viaggiare con i mezzi pubblici, sappi che sono attivi e presenti alcuni treni transfrontalieri. La linea parte sia da Udine che da Trieste e tocca luoghi spettacoli come Palmanova o Postumia, con le sue famose grotte. Il tempo di percorrenza Trieste-Lubiana è di poco più di due ore e il costo del biglietto è di 8€, per singola tratta.
Trieste è anche il punto di riferimento per chi vuole raggiungere Lubiana volando. L’aeroporto triestino è lo scalo più vicino per raggiungere, successivamente, la Slovenia. In alternativa, si possono prendere in considerazione dei voli verso Klagenfurt, in Austria, o, restando in Italia, quello l’Aeroporto Venezia-Marco Polo.
Fonte: iStockAnche sul lungofiume di Lubiana ci saranno i Mercatini di Natale
Dove trovare i mercatini di Natale a Lubiana
Passeggiare per Lubiana è sempre un’ottima scelta e il centro cittadino è perfetto per essere esplorato a piedi. Anche durante il periodo dei mercatini di Natale. Le bancherelle sono dislocate in punti diversi del centro ma tutte in un’area non troppo grande, compresa proprio tra le vie più storiche e il lungo fiume.
Potrai trovare i Mercatini di Natale di Lubiana nei seguenti luoghi:
Piazza Prešeren (Prešernov trg)
Questa è una delle piazze centrali più conosciute e si trova vicino al Triplo Ponte
Piazza del Congresso (Kongresni trg)
Un’altra importante area centrale resa ancora più bella dalle decorazioni natalizie e dalle bancherelle.
Mestni trg
Questa parte di città è quella maggiormente occupata dagli artigiani locali e dai produttori gastronomici sloveni.
Lungo gli argini Breg, Cankar, Gallus e Petkovšek
Il lungo fiume è il luogo in cui si trovano le tipiche casette da mercatini di Natale, dove acquistare decorazioni fatte a mano, artigianato e prodotti culinari sloveni
Date e orari dei mercatini di Natale di Lubiana
Come in molte località sia dentro che fuori i nostri confini nazionali, anche i mercatini di Natale di Lubiana iniziano molto prima dell’Avvento stesso. Per l’edizione 2024, la data di apertura prevista è il 25 novembre e quella di chiusura sarà il giorno 8 gennaio 2025.
A livello di orari, i mercatini saranno presenti tutti i giorni, dalle 10 del mattino alle 21, arricchendo la città – già molto bella – di luci e profumi tipici delle festività natalizie. Nel week-end i mercatini terranno aperto fino alle 22. Nei giorni importanti come il 25 o il 31 dicembre, le bancherelle chiuderanno alle 18.
Per quanto riguarda le bancherelle alimentari, esse saranno aperte tutti i giorni fino alle 24. Al sabato chiuderanno alle 3 di notte. Saranno operative anche la notte di Capodanno.
Fonte: iStockUn Krampus
La sfilata dei Krampus durante i mercatini di Natale di Lubiana
Tutti i paesi che toccano l’arco alpino orientale sono legati alla tradizione dei Krampus e molti “diavoli” sono pronti a sfilare anche tra le vie di Lubiana. Dato il fitto calendario che ogni gruppo di Krampus si trova a vivere durante l’Avvento, le sfilate variano di data e, anno dopo anno, possono avvenire in momenti diversi.
Per quanto riguarda il 2024, i Krampus sfileranno a Lubiana il 22 e 23 Novembre, a partire dalle 18. Ci sarà una Krampuslauf, che in sloveno si chiama Parkelj, nel centro città ma la più bella sarà quella del villaggio di Goricane, che si trova circa 13 km fuori città. In occasione di questo evento, non ti sarà difficile avere la possibilità di assaggiare il Parkeljni, ovvero il pane dei Krampus. Si tratta di una trazione prettamente slovena. Questo prodotto da forno è un dolce a forma di stella ed è fatto di un impasto con molta cannella e uvetta, proprio per regalare sia il gusto che il sapore delle feste.
Gli eventi da non perdere a Lubiana durante i mercatini
Una città come Lubiana è sempre pronta a sorprendere e a soddisfare anche gli ospiti più curiosi in cerca di eventi o momenti speciali da vivere in concomitanza on i mercatini di Natale.
La prima cosa da sapere è che, come per le edizioni passate, sarà allestita una pista da pattinaggio sul ghiaccio. Essa sarà presente in Piazza del Congresso, pronta a lasciarsi contornare dalle tante bancherelle presenti in loco.
L’evento prenderà il nome de “La terra dei ghiacci” e prevede, oltre alla possibilità di pattinare sul ghiaccio, anche un’esposizione di sculture di ghiaccio pronte a scintillare sotto le luci festive.
Per gli amanti della musica, Lubiana ospita regolarmente una serie di concerti gratuiti durante tutto il periodo natalizio, con spettacoli dal vivo che si svolgono principalmente in Piazza del Congresso o nelle zone limitrofe. Il programma non è ancora stato reso noto ma sarà di sicuro capace di regalare ottimi momenti da vivere in compagnia ballando e cantando.
Sul lungofiume Gallusovo nabrežje verrà allestito un presepe unico con figure a grandezza naturale realizzate in paglia, per rendere omaggio a una tradizione popolare della Slovenia. Le figure uniscono una grande ispirazione artistica, artigianato e tradizioni religiose e culturali della città. Questo presepe, infatti, vuole ricordare il primo mai allestito in Slovenia nel 1644.
Fonte: iStockLe illuminazioni artistiche a Lubiana
Le luci durante i mercatini di Natale a Lubiana
Di anno in anno, l’arte trova spazio fertile a Lubiana, anche durante il periodo dei mercatini di Natale. Ci sono, illuminazioni, molte illuminazioni di stampo artistico che abbelliscono le già incantevoli vie del centro.
Esse trasformano Lubiana in un paesaggio incantato con oltre 850 elementi decorativi. Il tema di quest’anno celebra il senso di comunità e la connessione tra elementi della natura e della vita. Il 2024 porta alcune nuove installazioni luminose mai viste prima, come una piramide rovesciata che simboleggia un luogo centrale di Lubiana stessa oppure una catena di luci che collegherà gli alberi tra di loro, formando una sorta di linea continua che, se misurata in tutta la sua lunghezza, coprirebbe ben 50 km.
Le luci del periodo festivo a Lubiana non seguono quasi mai i motivi classici (come stelle o fiocchi di neve), ma prendono ispirazione da concetti cosmici, scientifiche e, come noterai durante il tuo viaggio in Slovenia, visioni artistiche originali. Puoi ammirare elementi che rappresentano costellazioni, pianeti e forme astratte che evocano l’universo, il tempo e la creazione. Uno dei punti della città dove ammirare questo spettacolo luminoso è l’iconico Ponte dei Draghi, le rive del fiume Ljubljanica.
Una curiosità sugli alberi di Natale che addobberanno Lubiana
Gli abeti addobbati non mancheranno di certo in una città come Lubiana, la cui posizione geografica l’ha spesso e volentieri avvicinata di molto alla tradizioni natalizie dei paesi di lingua tedesca.
I Tannenbaum, infatti, si mostreranno in tutta la loro grandezza e bellezza e ce ne saranno alcuni che saranno restituiti ai territori sloveni dai quali provengono, per essere restituiti ai loro ambienti naturali dopo le festività.
Se decorare l’albero è qualcosa che ti appassiona, sappi che, durante il periodo dei mercatini di Natale, sarà possibile partecipare ai momenti in cui si predisporranno gli addobbi su alcuni abeti. Si tratta di quelli che troverai in via Stritarjeva e via Čopova.
Le delizie da assaggiare durante i mercatini di Natale di Lubiana
Non si può fare un giro ai mercatini di Natale di Lubiana senza aver assaggiato alcune delizie slovene davvero autentiche. Sarà meglio arrivare in città con un po’ di fame!
La prima cosa da cercare tra le casette dei mercatini sono i Krof, che per noi italiani potrebbero essere i Krapfen. Questo dolce è molto diffuso in tutta l’Europa che ha avuto a che fare, a suo tempo, con l’Impero Austroungarico e, a Lubiana, sono ripieni di marmellata.
Se ti piace di più il salato, non puoi lasciare Lubiana e i suoi mercatini senza aver ordinato le Klobasa. Si tratta di piccole salsicce molto speziate e affumicate. Si servono con la senape o, se ti senti coraggioso, con il rafano.
Non c’è Natale a Lubiana o in tutta la Slovenia senza un po’ di Potica, un dolce fatto di un impasto ben lievitato e ripieno di noci, miele e ogni dolcezza possibile. Questo dolce simboleggia la speranza di un domani prospero e felice.
Infine, se il vin brulè è un classico di ogni mercatino di Natale, lo Šnops lo è solo di quelli che potrai visitare in Slovenia. Si tratta di un liquore molto forte e capace di farsi ricordare.
Lubiana, la capitale della Slovenia, si rivela una meta incantevole e affascinante durante il periodo natalizio. Situata nel cuore dell’Europa centrale, questa città riesce a unire tradizione e modernità in un equilibrio perfetto, offrendo un’atmosfera calda e accogliente che si amplifica durante l’Avvento. Con l’avvicinarsi delle festività, la città si trasforma in un vero e proprio scenario fiabesco, con un’esplosione di luci e decorazioni che avvolgono il centro storico e i quartieri più caratteristici.
Le strade di Lubiana si animano di mercatini di Natale colmi di artigianato locale e prelibatezze culinarie, mentre le piazze si riempiono di canti e spettacoli che catturano l’attenzione di grandi e piccini. Le luminarie artistiche che adornano la città, ispirate al cosmo, creano un’ambientazione unica e suggestiva, trasformando ogni angolo in una scoperta meravigliosa.
Scopriamo cosa fare per vivere appieno l’atmosfera magica di Lubiana a Natale e rendere indimenticabile il proprio soggiorno in questa perla slovena.
Cosa fare a Lubiana a Natale
Passeggiare nel centro storico illuminato
Uno dei momenti più suggestivi del Natale a Lubiana è perdersi tra le vie del centro storico, che si accendono grazie a centinaia di migliaia di luci colorate. Questa tradizione si ripete ogni anno nella capitale della Slovenia e trasforma la città in un vero spettacolo di luci. I visitatori possono passeggiare seguendo le luminarie ispirate al cosmo, con pianeti e stelle che non solo decorano il cielo, ma tracciano sentieri di luce per le strade e le piazze.
Orari e informazioni utili: le luminarie natalizie sono accese generalmente dalla fine di novembre fino all’inizio di gennaio. Durante la Vigilia di Natale e il 25 dicembre, l’illuminazione è visibile in tutta la sua magnificenza, il che contribuisce a rendere le serate ancora più speciali.
Fonte: iStockIl centro storico di Lubiana durante le feste
Visitare i mercatini di Natale
Lubiana ospita uno dei mercatini di Natale più caratteristici della regione, situato lungo il fiume Ljubljanica e nelle principali piazze. Le casette di legno addobbate offrono una vasta gamma di prodotti artigianali, idee regalo e specialità gastronomiche, come la grappa aromatica, il miele locale e dolci tipici. Qui, chi visita la città può acquistare regali unici o concedersi qualche piccolo sfizio.
Informazioni pratiche: i mercatini sono aperti dal primo dicembre fino all’ultimo giorno dell’anno. Nella Vigilia di Natale e il 25 dicembre, alcuni chioschi potrebbero osservare un orario ridotto, quindi è consigliabile verificare in anticipo.
Ascoltare concerti e spettacoli all’aperto
Durante il mese di dicembre, Lubiana diventa un grande palcoscenico a cielo aperto. Concerti e spettacoli dal vivo animano le piazze principali, come Piazza Prešeren, dove si esibiscono cori natalizi, musicisti e artisti di strada. Questi eventi sono gratuiti e contribuiscono a creare un’atmosfera calda e coinvolgente.
Giorni di apertura: gli spettacoli si tengono quasi ogni giorno fino al Capodanno, ma il 24 e il 25 dicembre potrebbero esserci variazioni negli orari delle esibizioni.
Lubiana a Natale, i luoghi più simbolici
Lubiana vanta numerosi punti iconici che diventano ancora più speciali durante le festività. Ecco quali non possono mancare in un itinerario natalizio.
Piazza Prešeren e il grande albero di Natale
Piazza Prešeren è il cuore pulsante della città e ospita il tradizionale albero di Natale che, con le sue luci scintillanti, attira l’attenzione di chiunque passi. L’atmosfera in questa piazza è da fiaba, arricchita dalle luminarie che rappresentano il cosmo, un progetto decorativo unico che rende Lubiana celebre tra le città europee per la sua originalità.
Curiosità: l’albero viene selezionato tra i migliori abeti della regione e addobbato con grande cura per rappresentare lo spirito natalizio della città.
Castello di Lubiana e San Nicola
Il Castello di Lubiana, che domina la città dall’alto, è un luogo da visitare anche a Natale. La sua storia e la sua imponenza si combinano con l’evento speciale dedicato a San Nicola, il primo dei tre grandi personaggi natalizi che fanno la loro comparsa a Lubiana. San Nicola arriva al castello per salutare i bambini e distribuire doni, un appuntamento atteso da famiglie e visitatori.
Il clima di Lubiana a Natale
Il clima di Lubiana a dicembre è tipicamente invernale, con temperature che possono scendere sotto lo zero, rendendo la città perfetta per chi ama un’atmosfera natalizia autentica. Le giornate sono brevi, ma l’illuminazione delle strade e delle piazze compensa la mancanza di luce naturale, creando un ambiente accogliente e suggestivo.
Fonte: iStockLe luci natalizie nel centro di Lubiana
Per affrontare al meglio le visite, è consigliabile indossare abiti caldi e scarpe adatte a camminare, poiché le strade potrebbero essere umide o innevate.
Come muoversi a Lubiana a Natale
Muoversi a Lubiana durante il periodo natalizio è semplice e conveniente, grazie a una rete di trasporti efficiente e a un centro storico ben organizzato per i pedoni. Ecco quali sono i nostri suggerimenti su come spostarvi agevolmente all’interno della capitale della Slovenia durante il mese di dicembre.
Trasporti pubblici
Il sistema di autobus di Lubiana offre collegamenti regolari anche durante il periodo delle feste, con alcune variazioni di orario per la Vigilia e il 25 dicembre. Gli autobus sono un’ottima opzione per raggiungere i quartieri più lontani o per spostarsi rapidamente tra le varie attrazioni natalizie.
L’acquisto di un biglietto giornaliero può rivelarsi conveniente per chi desidera esplorare più zone della città in un solo giorno.
Spostarsi a piedi
Il centro storico di Lubiana è chiuso al traffico, il che rende piacevole passeggiare tra le strade e le piazze. Durante il periodo natalizio, questa scelta offre l’opportunità di godere appieno delle luci, delle decorazioni e dei mercatini senza la presenza di auto.
Per chi preferisce un’esperienza più romantica, inoltre, sono disponibili giri in carrozza per ammirare la città illuminata.
È sul fianco del monte Travnik, in una fessura carsica a poco meno di mille metri di altitudine, che ha origine il fiume Isonzo, uno dei corsi d’acqua più importanti dell’arco alpino.
Insieme alle sue acque ora cristalline, ora turchesi, il fiume porta verso valle un immenso carico di storia e cultura, modellando il territorio che attraversa da tempo immemore. Il suo corso prende le mosse in Val Trenta, nel Parco Nazionale del Triglav, in Slovenia, ad appena qualche decina di chilometri dal confine italiano. Dopo un percorso lungo 136 chilometri, sfocia nel mare Adriatico nel Golfo di Trieste, poco più a sud di Monfalcone.
La parte più belle e interessante del suo percorso è quella che affronta nella sua parte iniziale, in mezzo alle alte vette delle Alpi Giulie, in quella che per l’appunto viene definita la Valle dell’Isonzo, quando il fiume si trova a bagnare le cittadine di Bovec, Kobarid e Tolmin.
Si tratta di un vero e proprio paradiso per gli amanti dell’outdoor, in mezzo a una delle aree naturali meglio tutelate a livello europeo. Tra natura, sport e wild swimming, la Valle dell’Isonzo è il regno di chi ama vivere elettrizzanti esperienze all’aperto, meglio se condite dall’acqua dolce di un fiume di rara bellezza.
Fonte: iStockLo spettacolo dell’Isonzo
Valle dell’Isonzo, il regno dell’outdoor
Percorrendo in auto la statale 203, che collega Bovec a Kobarid e costeggia il corso dell’Isonzo, non è una rarità vedere sfrecciare colorati van con un kayak legato sul tettuccio o allo sportello posteriore. Anzi, è quasi un via vai quello delle tante agenzie sportive che coordinano la possibilità per i visitatori della Valle dell’Isonzo di vivere il fiume scendendolo a bordo di queste strette canoe, facili da pilotare e che permettono di vivere un’esperienza altrimenti difficile da ottenere.
Fonte: Filippo TuccimeiKayak sulle spettacolari acque del fiume Isonzo
Il kayak è infatti un mezzo privilegiato per percorrere ogni meandro del fiume Isonzo, raggiungerne gli anditi nascosti ed esplorarne ogni angolo. In più, rimuove uno dei principali ostacoli che spesso intimoriscono tanti viaggiatori: dover sfidare la temperatura fredda di un corso d’acqua montano.
Tra i modi per esplorare la Valle dell’Isonzo uno dei più gettonati è quello di pedalare. Biciclette con pedalata assistita, mountain bikes, bici gravel: un vero universo ciclistico pronto a sfrecciare su strade, sterrati e sentieri appositi, che non disdegnano qualche piccolo brivido, come l’attraversamento su due ruote di un ponte tibetano.
Un’esperienza che mette fianco a fianco i più incalliti amanti del cicloturismo alle famiglie che vogliono godersi una giornata in sella all’insegna del relax, magari con tanto di bambini piccoli al seguito fra seggiolini e rimorchi.
Fonte: Filippo TuccimeiIn mountain bike attraversando il fiume
Ovviamente non manca la possibilità di godersi il fiume in uno dei modi più semplici: trovare una delle tantissime spiagge d’acqua dolce, poggiare l’asciugamano su ghiaia e sabbia bianchissime e regalarsi un fantastico tuffo in una delle centinaia di piscine naturali scavate dall’incessante passaggio dell’acqua tra le rocce.
La Valle dell’Isonzo è uno dei luoghi più belli d’Europa per il wild swimming, un vero e proprio paradiso dove l’amante del turismo fluviale può perdersi liberamente nell’esplorazione del corso del fiume, certo ogni volta di trovare un nuovo spot più bello del precedente dove scendere e godersi una nuotata nelle acque cristalline e azzurrissime.
Fonte: Filippo TuccimeiCampeggio con vista fiume, un’esperienza unica
Una delle esperienze più notevoli è quella di esplorare il corso dell’Isonzo in tenda, grazie ai tantissimi campeggi lungo il fiume. Vi potrà capitare di godere di momenti unici come quello di svegliarsi al mattino in una radura tra gli alberi a pochi metri da una spiaggia bianchissima e da una meravigliosa piscina naturale.
Bovec, il centro della Valle dell’Isonzo
Casette basse con tetti spioventi, vie curate, fiori, negozi di articoli sportivi, ostelli, diversi bar e ristoranti: malgrado abbia poco più di mille abitanti, Bovec è il centro più rilevante per il turismo nella Valle dell’Isonzo.
Vitale ma non caotica, Bovec ha una posizione ideale come quartier generale per l’esplorazione dei dintorni. All’ombra del massiccio del monte Canin, nell’ampia conca dove scorre l’Isonzo, ha un territorio caratterizzato da tantissimi corsi d’acqua che contribuiscono alla portata del fiume principale.
Cascate, piscine naturali, spiagge d’acqua dolce e tante altre attrazioni caratterizzano le vicinanze: la cascata Boka produce un salto di 144 metri; il Parco nazionale del Triglav ha una fitta rete sentieristica per esplorare il massiccio più alto del paese e raggiungere il lago del monte Krn, il più alto lago di montagna della Slovenia; i pascoli e i prati intorno alla cittadina pullulano di piste di partenza e di atterraggio per il parapendio, i cui archi colorati punteggiano i cieli estivi.
Nella Valle dell’Isonzo sono da visitare anche Kobarid e Tolmin.
A Kobarid è d’obbligo una visita al Museo di Caporetto, che racconta una importante parte del drammatico passaggio della Prima guerra mondiale. La cittadina tuttavia offre anche altro: uno spettacolare ponte napoleonico su una stretta gola che inghiotte le acque dell’Isonzo, la impressionante cascata Kozjak e l’appassionante Museo della produzione casearia, uno degli epicentri di una cultura enogastronomica della valle di cui Kobarid è la capitale.
Tolmin è invece il centro più grande della Valle dell’Isonzo, alla confluenza tra il fiume e la Tomlinka. Il suo territorio è punteggiato di meraviglie naturali acquatiche, ancor più dei due paesi succitati, ma la città è nota anche per la sua vivacità culturale e per i tanti eventi che danno il ritmo alla sua estate.
Due splendide cascate della Valle dell’Isonzo
Cascate di tutti i tipi e dimensioni arricchiscono i paesaggi mozzafiato di questa valle meravigliosa. Due in particolare sono imperdibili.
La Cascata Kozjak, insolita e pittoresca, è una gemma incastonata in un suggestivo anfiteatro roccioso, raggiungibile con una facile passeggiata di mezz’ora che costeggia l’omonimo corso d’acqua, nel territorio di Kobarid. Il sentiero è parte del più ampio Itinerario Storico di Caporetto, sul quale si incontrano una serie di interessanti residuati bellici della Prima guerra mondiale, come trincee e gallerie, veri e propri cunicoli nella roccia utilizzati dai soldati dell’epoca ed ancora in piedi.
Fonte: iStockLa splendida Cascata del Kozjak
Percorso il sentiero, si arriva in una sorta di grotta semiaperta dove quello che è poco più di un ruscello si produce in un salto spettacolare di circa 15 metri, che produce una splendida polla color smeraldo ai suoi piedi.
Ben visibile anche dalla strada statale, invece, è la maestosa CascataBoka, la più possente della Slovenia e quella con la maggiore portata d’acqua, alta 144 metri e larga 18. Le gelide acque della sorgente carsica che si accumulano sulle montagne della catena del monte Canin producono questo clamoroso spettacolo della natura, imponente e violento.
Fonte: iStockL’imponente salto della Cascata Boka
Data la portata d’acqua della cascata, la si può osservare da un punto panoramico raggiungibile in un quarto d’ora di cammino sull’apposito sentiero, ben segnalato. Da qui, i più audaci possono proseguire su un sentiero ripido ed esposto che in poco meno di un’ora di salita porta a un ulteriore punto panoramico sopra la cascata.
Negli ultimi anni la Slovenia ha scalato moltissime classifiche, soprattutto per quanto riguarda i viaggi sostenibili. Molti dei suoi paesaggi sono protetti da politiche ben precise, comprese le sue antiche foreste e le cime innevate, per non parlare della capitale Lubiana, dove più del 75% è occupato da lussureggianti parchi e aree verdi. La presenza della natura è tangibile e, seppur ogni stagione sia quella giusta per scoprire il territorio sloveno, quella autunnale lo è ancora di più.
La presenza turistica è minore in luoghi bellissimi e fiabeschi come il lago di Bled, mentre i paesaggi si colorano delle tonalità tipiche del foliage e di cui è possibile fare esperienza partecipando ai tanti eventi, soprattutto gastronomici, che costituiscono il calendario autunnale della Slovenia. Tra caldarroste, vini e parchi nazionali, ecco perché visitare questo Paese in autunno è un’ottima idea.
Eventi gastronomici imperdibili
Se c’è un evento che gli amanti del cibo non possono perdere, questo è sicuramente la Settimana dei Ristoranti, organizzato due volte l’anno: in primavera e in autunno. Si tratta di un’occasione unica per scoprire la cucina slovena d’eccellenza provando i menù proposti da oltre 100 ristoranti selezionati accuratamente da una giuria che utilizza come criteri valori quali sostenibilità e qualità. Della durata di dieci giorni, per partecipare vi basterà prenotare un tavolo nel ristorante o nella trattoria che desiderate scegliendole dal sito ufficiale.
L’autunno in Slovenia significa anche vendemmia e l’evento da segnare in agenda è il Festival della Vecchia Vite organizzato nel quartiere di Lent a Maribor. È qui che si trova il vitigno “žametovka” risalente a 450 anni fa e considerato la vite più antica del mondo. Questa è anche un’opportunità per visitare la città, costruita in stile mitteleuropeo sulle rive del fiume Drava. E se avete in programma un viaggio a Lubiana, approfittatene per immergervi nei colori autunnali della collina Katarina, il regno delle castagne.
I parchi naturali sono immersi nel foliage
La Slovenia rientra sempre nella top 10 delle destinazioni più sostenibili d’Europa e non stupisce, quindi, che la natura sia al centro delle esperienze per la maggior parte delle persone che la visitano. Molti parchi, bellissimi tutto l’anno, lo diventano ancora di più quando immersi nei colori del foliage, come la Riserva Naturale di Zelenci. Circondata dalle cime delle Alpi Giulie, la riserva può essere visitata passeggiando su una passerella in legno che permette di scoprirla senza recare danni alla natura.
Dichiarata riserva naturale nel 1992, è situata su 15 ettari di natura incontaminata ed è famosa per il suo lago dai colori verde smeraldo, una sorgente naturale che filtra attraverso strati di roccia sedimentaria dal sottostante torrente Nadiza. Infatti, l’intera riserva prende il nome dal colore del lago: Zelenci significa verde in sloveno. Se a questo quadro di per sé perfetto aggiungete i colori dorati e arancioni dell’autunno, il tutto diventa ancora più meraviglioso.
Fonte: iStockRiserva Naturale Zelenci in autunno
Relax alle terme
Una vacanza autunnale in Slovenia è tante cose: ottimo cibo, vino di qualità, foliage, ma anche relax. I centri termali sono tantissimi e offrono la possibilità di organizzare un viaggio all’insegna sia del benessere che delle attività all’aria aperta. Questa è la stagione dove è ancora piacevole passeggiare nella natura, soprattutto con la consapevolezza che, una volta tornati in hotel, c’è una vasca calda ad aspettarci. Un soggiorno alle terme vi aiuterà anche a prepararvi all’arrivo dell’inverno: nelle diverse strutture disponibili vengono offerti trattamenti pensati appositamente per rinforzare il sistema immunitario.
E, se state viaggiando con bambini, la Slovenia offre tanti centri termali pensati per accogliere sia gli ospiti adulti che i più piccoli, offrendo a entrambi attività ed esperienze create esattamente per loro. In autunno, per esempio, vengono organizzati non solo tour a piedi e in bicicletta, ma anche tante iniziative dedicate ad Halloween.
I luoghi più famosi sono meno affollati
Il lago di Bled è sicuramente uno dei luoghi più famosi della Slovenia e non è difficile capire il perché: sembra uscito letteralmente da una favola. Il lago, circondato dalle montagne, è una cartolina perfetta con il suo castello, l’isolotto con la chiesa al centro e tanta vegetazione rigogliosa tutt’attorno. Non stupisce, quindi, che sia anche una delle mete slovene più affollate durante la stagione estiva, soprattutto considerando che alcune delle sue aree sono balneabili.
Ecco perché visitarlo in autunno è un’ottima idea: i visitatori diminuiscono e il paesaggio si colora con le tonalità autunnali. Fate una passeggiata ad anello per ammirarlo dai diversi punti di vista e non dimenticate di fare pausa in uno dei café per assaggiare l’iconica Bled Cake.
Un altro luogo famoso da vedere in autunno è il lago di Bohinj, dove potete regalarvi un rilassante giro in barca oppure approfittare delle temperature ancora piacevoli per avventurarvi in qualche escursione nei dintorni. Tra quelli più belli ci sono sicuramente il sentiero che conduce al paesino di Stara Fužina, alla cascata di Savica o in cima al monte Peč.
La Slovenia è uno dei Paesi dell’Est Europa naturalmente più vicini all’Italia, eppure spesso è una destinazione turistica sottovalutata. Pirano, ad esempio, è una deliziosa cittadina dal fascino “veneziano”, da scoprire anche in un solo weekend di vacanza. Ecco cosa vedere e cosa fare a Pirano, nel cuore della Slovenia.
Cosa vedere a Pirano
Città turistica sulla costa adriatica della Slovenia, Pirano è nota per il lungo molo e per l’architettura veneziana. In Slovenia, infatti, non ci sono solo le turistiche Lubiana e Bled, bensì i 47 chilometri della costa slovena sono ricchi di località straordinarie, tutte da scoprire.
Considerata la più bella città della Slovenia costiera, Pirano si è sviluppata sul commercio del sale che – ancora oggi – qui viene estratto nelle sue saline secondo l’antico metodo, lo stesso che ha condotto la città portuale ad un florido sviluppo. Circondata dal Mar Adriatico, e sita su di una penisola, Pirano si caratterizza inoltre per le tante scalinate che scendono sino alle splendide spiagge di questa località. E poi per la sua vecchia struttura medievale, per le viuzze strette in cui le case sorgono l’una accanto all’altra, per l’influenza di Venezia che si respira in ogni angolo del centro storico.
Fonte: iStockLa città di Pirano vista dall’alto
Cosa vedere a Pirano? Imperdibile è una vista panoramica sulla città, da godersi o salendo sul campanile della chiesa di San Giorgio, costruita su di una collina sopra il centro storico, oppure dalle antiche mura.
E poi, ovviamente, le saline: create già nel lontano 804, hanno inglobato quelle dell’odierna marina, le più piccole di Strugnano e le più estese di Sicciole. Visitando il parco paesaggistico di Strugnano si gode la vista d’una splendida scogliera sul mare, mentre nelle saline di Sicciole è possibile vivere da vicino la raccolta del sale.
Esplorare a piedi il centro storico di Pirano è il modo migliore per immergersi nell’atmosfera di questo luogo, poiché questo ne è il cuore pulsante: passeggiando per Pirano vi troverete davanti un labirinto di stradine acciottolate che si snodano tra edifici storici, chiese antiche e piazze bellissime. Ecco cosa non perdere durante una visita al centro storico di Pirano:
Piazza Tartini
Il punto focale di Pirano è Piazza Tartini, dedicata al famoso compositore e teorico musicale Giuseppe Tartini, nativo della città. La piazza è circondata da eleganti palazzi in stile veneziano e ospita il maestoso Palazzo Comunale.
La Cattedrale di San Giorgio
La Cattedrale di San Giorgio, situata su una collina che domina la città, è un capolavoro dell’architettura gotica e offre una vista spettacolare sul mare e sui tetti di Pirano.
Le Mura di Pirano
Le mura medievali che circondano il centro storico di Pirano permettono di godere di un’atmosfera unica e offrono la possibilità di fare una passeggiata panoramica lungo le loro mura difensive.
Il Museo di Pirano
Il Museo di Pirano è un luogo imperdibile per conoscere la storia e la cultura della città, con mostre che raccontano la vita marittima, l’arte locale e la storia della regione.
La Chiesa di San Francesco
La Chiesa di San Francesco, con il suo campanile slanciato e il chioschetto dei frati minori, è un altro punto di riferimento importante nel centro storico di Pirano, imperdibile per chi voglia godersi il panorama dall’alto.
Per i più attivi, poi, tanti sono i sentieri, le piste ciclabili e i percorsi ippici che collegano Pirano alla località turistica di Portorose e alle altre città costiere, ai parchi naturali e a numerosi punti di interesse in Istria. Tra gli itinerari più belli vi è la Parenzana, una pista ciclabile lunga 130 chilometri che – costeggiando una linea ferroviaria abbandonata da tempo – collega Trieste con Parenzo e la Croazia, passando proprio dalle saline di Pirano.
Fonte: iStockIl centro storico di Pirano
Come arrivare a Pirano dall’Italia
Per raggiungere Pirano agevolmente dall’Italia, ci sono diverse opzioni di viaggio a seconda delle preferenze di trasporto e della zona da cui si parte. Ecco alcuni modi tra i più comuni che avrete per raggiungere Pirano:
In auto
Pirano è situata a circa 40 chilometri da Trieste. Si può guidare lungo la costa attraverso confini internazionali e raggiungere Pirano in un’ora circa. Se si parte da Venezia, invece, si può guidare lungo l’autostrada A4 in direzione di Trieste, quindi seguire le indicazioni per Pirano dopo aver attraversato il confine sloveno. Il viaggio in auto da Venezia a Pirano può richiedere circa 2 ore e mezza.
In treno
È possibile prendere un treno da Trieste per Capodistria (Koper in sloveno) e da lì proseguire per Pirano in autobus o taxi. Il viaggio in treno da Trieste a Capodistria dura circa un’ora. Se si parte da Venezia, si può prendere un treno per Trieste e quindi seguire le indicazioni come precedentemente indicato.
In pullman
Ci sono servizi di pullman che collegano Trieste a Pirano. Si può prendere, infatti, un pullman da Trieste per Pirano con un tragitto della durata di circa un’ora. È possibile prendere un autobus anche da Venezia per Trieste e da lì proseguire per Pirano con un altro pullman.
In aereo
Se si arriva in aereo a Venezia, si può prendere un taxi o un autobus per la stazione ferroviaria di Venezia Mestre e da lì prendere un treno per Trieste, seguito da un autobus per Pirano. Se si arriva all’aeroporto di Trieste, si può prendere un taxi o un autobus per la stazione ferroviaria di Trieste e poi seguire le indicazioni come sopra.