Con l’arrivo dell’inverno, l’Europa si accende di luci, profumi e melodie natalizie. Dai villaggi alpini delle Dolomiti alle grandi capitali come Vienna e Berlino, fino a città come Copenaghen e Stoccolma, ogni angolo del continente si trasforma in un racconto di Natale. Le piazze si riempiono di chalet in legno che diffondono l’aroma del vin brulé, dolci speziati e regali artigianali, mentre le cattedrali illuminate fanno da sfondo a scenari da fiaba.
Quest’anno, grazie all’offerta flash di Ryanair, vivere questa magia è ancora più facile: prenotando entro il 29 ottobre 2025 potrete volare tra il 30 ottobre e il 18 dicembre 2025 con sconti del 20%. Un’occasione perfetta per scoprire i mercatini di Natale più suggestivi d’Europa e iniziare a respirare l’atmosfera delle feste.
Diventare viaggiatori consapevoli è sempre più importante: stiamo vivendo un periodo storico in cui i cambiamenti climatici e gli eventi ambientali non possono più essere ignorati. Il turismo è responsabile dell’8% delle emissioni globali di carbonio e, seppur il nostro impatto individuale sembri minuscolo, può fare la differenza.
Per incoraggiare scelte sostenibili, alcune città hanno introdotto sistemi che premiano chi opta per mezzi ecologici come il treno o la bicicletta. Precursore fu Copenaghen che, con il programma innovativo CopenPay, ha aperto la strada a un nuovo modo di fare turismo, ispirando anche Berlino, Brema ed Helsinki.
Cosa è CopenPay
A chi intraprende attività ecosostenibili come andare in bicicletta, usare i mezzi pubblici o raccogliere la plastica, la città di Copenaghen offre dei premi. La campagna, intitolata CopenPay, è pensata per aiutare a compensare l’impatto ambientale negativo dei viaggiatori che visitano la capitale danese. L’ente del turismo, Visit Copenhagen, spera che questo “incoraggi comportamenti sostenibili e arricchisca l’esperienza culturale di visitatori e residenti a Copenaghen, trasformando le azioni green in valuta per esperienze culturali“.
Questi omaggi potranno consistere in un pasto al ristorante, un caffè, del vino, pasticcini danesi, l’ingresso a un museo, il noleggio di un kayak per navigare lungo il fiume e del tempo aggiuntivo per attività presso centri ricreativi o laboratori culturali.
Nel 2024, il programma pilota ha superato ogni aspettativa: durante le 4 settimane di CopenPay dello scorso anno, l’uso delle biciclette a noleggio è aumentato del 29%, sono stati raccolti numerosi rifiuti e il 98% dei partecipanti ha dichiarato che consiglierebbe l’iniziativa.
Ufficio StampaLa campagna pubblicitaria di CopenPay a Copenaghen
Le città europee che premiano i viaggiatori green
Sulla scia di Copenaghen, le città di Berlino, Brema ed Helsinki stanno ora prendendo spunto creando la propria versione dell’iniziativa.
A Brema, i viaggiatori che arrivano con i treni notturni ricevono a sorpresa delle borse contenenti buoni e piccoli regali offerti dalle attività turistiche locali. La campagna, sviluppata in collaborazione con Deutsche Bahn, ha riscosso un grande successo tra i visitatori e si prevede che si espanderà ulteriormente nel 2026.
Helsinki, invece, sta pensando in grande, puntando a promuovere il turismo rigenerativo nei Paesi nordici e baltici, con progetti come il ripristino del Mar Baltico in primo piano. “CopenPay è un’ottima iniziativa e saremo lieti di costruire su quello spirito,” ha dichiarato Nina Vesterinen, direttrice del Dipartimento per la Promozione Turistica.
Berlino, infine, sta lavorando per creare un progetto simile a quello danese, offrendo una bicicletta gratis a chiunque arrivi in città con l’aereo, insieme ad altri premi che verranno stabiliti nei prossimi mesi.
Gli esperti vedono in questo modello nato a Copenaghen un enorme potenziale, soprattutto in un contesto in cui i viaggiatori continuano a crescere. Iniziative di questo tipo trasformano il turismo in un’esperienza consapevole e premiante, che potrebbe presto diventare la regola e non l’eccezione. Viaggiare, così, non significa solo scoprire nuovi luoghi, ma anche lasciare un contributo concreto e tornare a casa con esperienze dal valore più profondo.
A una trentina di chilometri da Copenhagen, si erge il castello di Frederiksborg (Frederiksborg Slot) circondato da magnifici giardini. Detto così non sembra nulla di eccezionale. Invece, questa meraviglioso palazzo danese si sviluppa su tre isolette nel laghetto Slotsø, a Hillerød. Il castello di Frederiksborg è stato a lungo la sede dei re della Danimarca ed è il castello rinascimentale più grande della Scandinavia. Un luogo talmente affascinante da essere stato usato come location per la celebre serie Tv spagnola La casa di carta trasmessa su Netflix.
L’aereo potrebbe sembrare il mezzo più veloce ma considerando le ore d’anticipo al gate, il tempo per raggiungere l’aeroporto dal centro città e la durata dello spostamento non è sempre la soluzione più conveniente… anzi, non è neppure la più green. Il settore dei trasporti sta però investendo per offrire soluzioni comode, veloci e sostenibili. Un esempio? La conferma dei collegamenti Londra-Berlino e Praga-Copenhagen in treno.
Collegamento Londra Berlino in treno
È ufficiale: il primo ministro britannico Sir Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno firmato un trattato senza precedenti per rivoluzionare i collegamenti ferroviari tra i due Paesi. L’obiettivo? Creare una tratta diretta Londra Berlino entro il prossimo decennio, che possa sfidare l’aereo in termini di tempo, comodità e impatto ambientale.
Nel patto c’è l’impegno a rimuovere ogni barriera legale, tecnica e burocratica che oggi impedisce i collegamenti diretti su rotaia tra le due capitali. Non si parla solo di Berlino: nel mirino ci sono anche Francoforte e Colonia, destinazioni chiave del traffico europeo.
Se fino ad oggi per spostarsi tra Londra e Berlino in treno servivano 11 ore e 3 cambi le cose stanno per cambiare grazie al progetto Eurostar che coprirà dal 2030 la tratta diretta Londra – Francoforte con un tempo di percorrenza di sole 5 ore. Un tempo decisamente rapido che, più o meno, coinciderebbe con quello di raggiungimento dell’aeroporto e attesa del volo ma con politiche decisamente più soft in materia di bagagli.
Collegamento Praga Copenhagen in treno
Dal 1 maggio 2026 due capitali europee saranno collegate rapidamente con una linea ferroviaria internazionale di ultima generazione. Ci si potrà spostare da Praga a Copenhagen grazie al completamento dei lavori sulla linea tra Berlino e Amburgo.
Non sarà necessario cambiare ma sono previste fermate intermedie tra cui Odense in Danimarca, Amburgo e Dresda in Germania e Ústí nad Labem nella Repubblica Ceca. Per arrivare a destinazione serviranno 7 ore tra Copenhagen e Berlino e 11 ore tra Copenhagen e Praga, con due collegamenti giornalieri (andata e ritorno) attivi tutto l’anno. Per ottimizzare gli spostamenti sarà proposta, almeno durante il periodo estivo, un viaggio notturno da Amburgo e Copenhagen fino a Praga grazie alle carrozze ComfortJet dove tutto è previsto per garantire un buon riposo.
I vantaggi dei nuovi collegamenti europei
Tra gli aspetti più entusiasmanti? L’occhio puntato verso l’impatto ambientale. il treno è sicuramente uno dei mezzi più sostenibili al mondo; le statistiche mostrano come un viaggio sulle medesime tratte produce fino all’80% in meno di emissioni di un volo aereo.
Insomma, un passo avanti importante che dà modo di trovare alternative di spostamenti comunque efficienti e rapide ma sicuramente più attente all’ambiente e alla crisi climatica in atto. Dal collegamento Londra Berlino a quello tra Praga e Copenhagen: questo è solo l’inizio di un piano di espansione destinato a crescere.
Un passo avanti importante che dà modo di ottenere opzioni di spostamento più green tra le capitali e le grandi città, sfruttando i collegamenti su rotaia e le tecnologie ad alta velocità. Ora gli occhi sono puntati verso il completamento del tunnel sottomarino del Fehmarn Belt, i tempi di viaggio si ridurranno ancora.
C’è una chiesa in Danimarca che sembra voler sfidare la forza di gravità, le mareggiate, il tempo e anche un po’ il destino. Si chiama Højerup Old Church ed è appollaiata letteralmente sul bordo di una scogliera alta 30 metri, a picco sul Mar Baltico.
Siamo a Stevns Klint, sulla costa est della Zelanda, a un’ora da Copenaghen. Una zona conosciuta dagli scienziati di tutto il mondo per la famosa “fish clay layer”, la striscia geologica che segna la fine dei dinosauri. Ma oltre ai fossili e alle scogliere a picco, qui c’è una chiesa romanica del XIII secolo che ha perso il suo coro… Nel mare.
E no, non è un modo di dire. Nel 1928 parte dell’edificio è letteralmente crollato giù nella scogliera, portandosi via l’altare, alcune bare (sì, bare vere) e una fetta di storia. Quello che resta oggi è un luogo sospeso, emozionante, che profuma di leggenda e ha la vista più pazza che potrete mai avere dentro una chiesa.
Dove si trova Højerup Old Church e perché vale il viaggio
La chiesa in Danimarca si trova nella parte meridionale di Stevns Klint, una falesia lunga 15 chilometri, con stratificazioni geologiche uniche al mondo e un paesaggio così drammatico da sembrare uscito da una serie nordica post-apocalittica.
Per arrivarci da Copenaghen, basta un’ora di macchina (ma attenzione: il parcheggio si paga 50 DKK e serve per sostenere la manutenzione dell’area). Oppure potete optare per un treno fino a Store Heddinge e poi un taxi o una bici per l’ultimo tratto.
iStockSguardo sull’antica Højerup Old Church
La zona è perfetta per chi ama i trekking vista mare: il sentiero Stevns Klint Trampesti vi porta lungo tutta la scogliera, tra natura, fossili e scorci da fotografare ogni cinque minuti. Anche se la scalinata per scendere in spiaggia è chiusa per sicurezza, si può ancora accedere alla costa dalla cava di Boesdal o dal porto di Bøgeskov.
In ogni caso, la star resta lei: la chiesa antica che guarda il mare con una porta sospesa sull’infinito.
Cosa vedere alla chiesa di Højerupm, altari mancanti e viste mozzafiato
Appena si entra a Højerup, il colpo d’occhio è surreale. Una piccola chiesa in pietra, con tetto spiovente e interni spogli, interrotta bruscamente sul lato dell’altare. Dove una volta c’era il coro oggi c’è una terrazza panoramica, costruita dopo il crollo del 1928, che si affaccia sul blu del mare e sulla drammatica falesia sottostante.
Secondo una leggenda popolare, la chiesa si spostava ogni notte di Natale di un piccolo passo verso l’entroterra, come per sfuggire alla voracità del mare. Ma non è bastato: nel 1910 si è tenuta l’ultima messa e diciotto anni dopo la scogliera ha inghiottito l’altare e parte del cimitero. Già nel Seicento le bare dei defunti sporgevano dalla parete, con un effetto degno di un film gotico.
Oggi, Højerup è una meta turistica molto amata, anche grazie alla sua storia intensa e al panorama unico. In tre giorni dopo il crollo, accorsero oltre 40.000 persone per vedere il “disastro” con i propri occhi. E da allora, questo piccolo gioiello è rimasto lì, a metà tra la storia e la leggenda, sorretto da fondamenta rinforzate e racconti da brividi.
Quali sono le migliori città del mondo in cui vivere nel 2025? I criteri da tenere in considerazione sono diversi e tutti contribuiscono a garantire un’alta qualità della vita: dalla facilità di spostamento con i trasporti alla presenza di ampi spazi verdi, dalle atmosfere generali ai luoghi dedicati alla cultura. Fare una ricerca e mettere insieme tutte queste informazioni non è semplice, per fortuna c’è la classifica annuale pubblicata da EIU (The Economist Intelligence Unit) a venirci incontro!
Il loro Global Liveability Index è uno strumento utilissimo che premia le città più vivibili al mondo basandosi su cinque fattori: la stabilità (minaccia in termini di conflitti o piccola criminalità), l’assistenza sanitaria (disponibilità di farmaci da banco, qualità dell’assistenza sanitaria pubblica), cultura e ambiente (temperature, livelli di censura); l’istruzione (disponibilità e qualità dell’istruzione privata) e le infrastrutture (qualità delle reti stradali, trasporti pubblici e fornitura d’acqua).
Quali sono i risultati? Ecco la top 10!
Vancouver, Canada
Al decimo posto troviamo Vancouver che, con i suoi paesaggi mozzafiato, una fiorente economia e un elevato stile di vita, offre una combinazione unica di avventura urbana e bellezza naturale. Grazie ai suoi splendidi paesaggi, che comprendono sia le maestose montagne costiere che le rive dell’Oceano Pacifico, viene considerato un paradiso per gli amanti della vita all’aria aperta.
Dall’altra, vanta un’economia forte e diversificata, con varie opportunità nei settori della tecnologia, del cinema, del turismo e delle risorse naturali. La città offre anche un sistema sanitario eccellente, un’istruzione di prim’ordine e un vibrante panorama culturale.
Adelaide, Australia
Adelaide, invece, occupa il nono posto. L’affascinante capitale dell’Australia meridionale offre un mix unico di cultura vibrante, costo della vita accessibile e un’alta qualità della vita. Vanta anche un clima mediterraneo, splendide bellezze naturali e un mercato del lavoro fiorente.
Tra i suoi punti di forza spicca anche un buon sistema di trasporti, con autobus, tram e treni frequenti che facilitano gli spostamenti in città e oltre. Dispone inoltre di strade ben sviluppate per chi desidera guidare e di piste ciclabili per gli amanti della bicicletta.
iStockLa città di Adelaide
Auckland, Nuova Zelanda
La città più grande e popolosa della Nuova Zelanda occupa l’ottavo posto della classifica dedicata alle città più vivibili al mondo nel 2025. Viene considerata una città vibrante e dinamica che attrae persone da ogni parte del mondo con i suoi paesaggi mozzafiato, la ricca storia culturale e una popolazione eterogenea.
Tra i suoi punti di forza evidenziamo il clima temperato, con temperature miti e precipitazioni annuali relativamente costanti, diverse opportunità lavorative in diversi settori, dalla finanza alla tecnologia, ed eccezionali livelli educativi. In più, vanta spiagge bellissime per il tempo libero, una cultura gastronomica variegata e accessibile e un’atmosfera culturale ricca e stimolante.
Osaka, Giappone
Osaka, in Giappone, si aggiudica il settimo posto nel Liveability Index 2025 dell’Economist Intelligence Unit (EIU). La città eccelle in particolare nei settori della sanità e dell’istruzione, raggiungendo un punteggio molto alto in entrambe le categorie. Il sistema sanitario di Osaka, infatti, è molto apprezzato per la sua accessibilità e qualità, garantendo ai residenti l’accesso a cure mediche di prim’ordine.
Inoltre, le istituzioni educative della città offrono eccellenti opportunità di apprendimento e sviluppo delle competenze, contribuendo al suo punteggio elevato nel campo dell’istruzione.
Sydney, Australia
Per il sesto posto torniamo in Australia, questa volta a Sydney. La città brilla in particolare nei settori della sanità e dell’istruzione, in quanto garantisce servizi medici completi e di alta qualità, oltre che eccellenti opportunità e risorse educative, supportando l’apprendimento permanente e lo sviluppo delle competenze.
Con una popolazione di oltre cinque milioni di abitanti, Sydney combina i servizi di una grande area metropolitana con la bellezza naturale della sua costa e delle zone circostanti. Ciò che rende davvero speciale questa città australiana è la combinazione di culture, la sua fiorente scena artistica e le abbondanti opportunità di lavoro in una varietà di settori.
Ginevra, Svizzera
Al quinto posto c’è Ginevra. La seconda città più grande della Svizzera è considerato uno dei luoghi più ambiti in cui vivere al mondo per un mix di motivi. Situata sulle rive del Lago di Ginevra e circondata dalle Alpi, la città è rinomata per la sua alta qualità della vita, i paesaggi naturali mozzafiato e la diversità culturale.
Anche il sistema di trasporti è di prim’ordine, mentre la sua vivacità garantisce una vasta gamma di attività e attrazioni. Inoltre, è considerata una delle città più sicure al mondo.
iStockLa città di Ginevra
Melbourne, Australia
Come nel 2024, anche quest’anno torna al quarto posto la città di Melbourne. I suoi punti di forza sono diversi, uno su tutti lo stile di vita accessibile, seguito da un’istruzione di alto livello. I residenti godono anche di un’aspettativa di vita tra le più alte al mondo, sostenuta dal rinomato sistema sanitario australiano, che include ospedali pubblici e privati di alta qualità, oltre a servizi sanitari comunitari, ambulanze e servizi dentistici.
Da non sottovalutare anche il clima, perché Melbourne offre la stagione perfetta per tutti: estati calde, autunni miti, inverni freschi e primavere soleggiate e luminose.
Zurigo, Svizzera
Arriviamo al podio, dove al terzo posto troviamo Zurigo. La città eccelle in particolare nella sanità e nell’istruzione, ottenendo un punteggio perfetto altissimo in entrambe le categorie. Zurigo ottiene buoni risultati anche nella categoria dedicata alle infrastrutture grazie a un sistema di trasporto pubblico efficiente e strutture ben mantenute. Infine, è nota per la sua alta qualità di vita e gli eccellenti servizi pubblici.
Vienna, Austria
Al secondo posto c’è Vienna e i motivi sono diversi. Seppur sia una città molto urbana, i residenti impiegano pochissimo per immergersi nella natura. I trasporti pubblici funzionano alla perfezione, è possibile bere l’acqua dal rubinetto e il livello di criminalità è molto basso. Per gli oltre due milioni di abitanti dell’area metropolitana di Vienna, la città si distingue per la sua convenienza economica, l’accesso all’assistenza sanitaria e all’istruzione, gli affitti relativamente bassi e gli spazi verdi.
Copenhagen, Danimarca
Se nella classifica del 2024 ha occupato la seconda posizione, quest’anno supera Vienna e si aggiudica il primo posto. Questo perché Copenhagen eccelle in tutte le categorie valutate, ottenendo un punteggio altissimo in diversi campi quali stabilità, istruzione e infrastrutture. Il suo solido sistema sanitario ottiene un punteggio elevato perché garantisce servizi di qualità ai suoi residenti, mentre i risultati nella categoria cultura e ambiente riflettono la sua vivace scena culturale e l’impegno per la sostenibilità ambientale.
Copenhagen, infatti, è nota per le sue strade ciclabili, per l’efficiente trasporto pubblico e l’elevato tenore di vita, continuando a riscuotere consensi globali come la città più vivibile al mondo.
La prossima volta che andate a Copenhagen, scordatevi Nyhavn, i Giardini di Tivoli e Christiania, pieni zeppi di turisti alle prime armi, che per sapere dove andare si affidano a TikTok e ai primi risultati di ricerca che Google propone. Dirigetevi, invece, in uno dei quartieri più storici e interessanti della città: Carlsberg. Questo quartiere, decisamente con meno turisti e molto più autentico, nato dalla trasformazione di un’ex enclave industriale, quella del villaggio operario della birra Carlsberg, appunto, riflette l’immagine di questa Capitale moderna, con grandi ambizioni in termini urbanistici e ambientali.
Tra vecchie fabbriche di fine Ottocento, ex alloggi operai ed edifici industriali riqualificati e trasformati dallo studio danese BRIQ in uffici, appartamenti, attività commerciali, ma anche in boutique e showroom che ospitano il meglio del design danese, i giovani studenti si mescolano alle famigliole che spingono i passeggini e girano in bicicletta con cui qui si va ovunque.
Peter Buhr, direttore co-creativo di BRIQ, lo studio di architettura e design che dal 2017 lavora al progetto di Carlsberg City allo scopo di trasformare l’area industriale in un quartiere residenziale dinamico, ci ha spiegato che, nella riqualificazione dell’area, stato tenuto “tenuto conto di tre pilastri fondamentali che fanno parte della nostra filosofia: quello ricreativo, con la creazione di parchi e zone verdi, quello culturale, con la nascita di cinema, scuole e musei e, terzo, quello commerciale, con tutte le attività utili a residenti e visitatori.
Questi tre fattori” ha spiegato Buhr “devono essere sempre bilanciati, per non creare una ‘scatola vuota’ bensì un quartiere che avesse un’anima. Il risultato è stato così soddisfacente che anche io mi sono trasferito a vivere a Carlsberg, ho spostato qui il mio studio e anche mia moglie ha il proprio showroom in questo quartiere”.
L’ex sito industriale sta rinascendo come quartiere vivace, dove tradizione e innovazione coesistono e dove non manca nulla, tanto da essere chiamato Carlsberg City, una vera città nella città. Una trasformazione esemplare, che gli è valsa persino un prestigioso riconoscimento architettonico nel 2009 come World’s Best Master Plan.
Qui, nel 1847, Jacob Christian Jacobsen creò la Carlsberg che, con il suo successo internazionale, ha segnato la storia di tutta la Danimarca. La birra venne prodotta in questo luogo fino al 2008, per poi essere trasferita nello Jutland. Oggi, si può ancora vistare la House of Carlsberg, con visite guidate – compresa nella Copenhagen Card – che raccontano la storia di una famiglia che ha dato molto al Paese e l’evoluzione del brand. Il tour si conclude sempre con una degustazione di birra. Ma anche senza visita si può bere una birra al bar interno alla fabbrica o prendere un aperitivo tutti i venerdì sera durante l’estate, visitare le stalle e i calessi che ancora oggi portano i turisti in giro per il quartiere e fare incetta di bottiglie di birra e di gadget nel grande shop interno alla fabbrica. La House of Carlsberg è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18.
Fonte: @Abdella -IhadianIl faro, uno degli edifici storici di Carlsberg
Molti degli edifici che un tempo facevano parte dell’indotto della produzione della birra, come i laboratori dei chimici o quelli dei ceramisti che realizzavano i boccali, oggi sono stati riconvertiti in appartamenti e uffici. A questi, si sono aggiunti palazzi progettati da archistar, uno più bello dell’altro, tra cui i primi due edifici in stile brutalista di tutta la Danimarca. “Ci siamo ispirati un po’ all’Italia nella ricostruzione del quartiere”, ha spiegato Buhr “in particolare a San Gimignano. Infatti, solo qui a Carlsberg ci è stato consentito di realizzare degli edifici più alti del resto di Copenhagen e oggi ci sono sette torri, tra cui la più alta della città che misura 120 metri d’altezza”.
Il quartiere, che ha mantenuto il look and feel dell’epoca, con strade e piazze di mattoncini di pietra locale, si gira benissimo a piedi (sotto il quartiere sono stati ricavati tutti i parcheggi) o in bicicletta: nella riqualificazione dell’area sono state incluse, ovviamente, piste ciclabili ovunque, 25 tra parchi e giardini (il più grande un tempo era il giardino privato dei Jacobsen). Iconica di Carlsberg è la Torre dell’elefante, l’ex cancello d’ingresso della fabbrica sostenuto da quattro pachidermi di granito a grandezza naturale a simboleggiare il potere del marchio della birra. Sì, perché ai tempi Carlsberg era una cittadella il cui accesso era riservato ai soli addetti ai lavori. Oggi, è diventato il simbolo stesso del quartiere e immancabile soggetto di foto e selfie.
Dove dormire a Carlsberg
Si può dormire nell’Hotel Ottilia, che prende il nome della moglie del figlio del fondatore J.C. Jacobsen, Carl Jacobsen, e che un tempo era l’edificio dove venivano conservate i giganteschi barili di birra, riconoscibile dalle inconfondibili finestre rotonde. All’hotel sono collegate anche le terme Aire Ancient Baths che hanno vinto il premio come migliore spa della Danimarca nel 2021. Sul rooftop dell’hotel, oltre a godersi una bellissima vista di Carlsberg e di Copenhagen, si può cenare al ristorante Tramonto che propone cucina italiana.
Fonte: @Abdellah IhadianL’iconico Hotel Ottilia, ex birrificio della Carlsberg
Dove mangiare a Carlsberg
Innovativo anche sulla scena culinaria, il quartiere di Carlsberg è una meta molto interessante dove andare per provare il meglio della gastronomia danese che, ricordiamo, eccelle a livello mondiale grazie ai tanti chef pluripremiati. Dal semplice smørrebrød, il tipico sandwich danese a base di ingredienti locali come il salmone o le uova su pane di segale che si può provare da Aamanns Genbo, un locale raccomandato dalla guida Michelin che impiega tra il 60 e il 90% di ingredienti organici, alla cucina vegana e gluten-free del ristorante Beyla.
Non mancano locali originali e molto easy come The Coffee Collective, molto più di una semplice caffetteria, ma un luogo dove rilassarsi e fermarsi anche a sfogliare la guida di Copenhagen prima di iniziare la dura giornata del turista, oppure la Københavns Bageri, dove il profumo del pane appena sfornato si sente a centinaia di metri di distanza e dove c’è sempre una lunga fila fin dalle prime ore del mattino o ancora il Gasoline Grill, un’hamburgheria dove servono cibo fino a tardi, fattore di cui tenere conto se si arriva a tarda sera visto che i ristoranti in Danimarca chiudono la cucina piuttosto presto o ancora SURT, dove mangiare la migliore pizza cotta al forno a legna fatta con la pasta madre.
Come arrivare a Carlsberg
La fermata della metropolitana più vicina a Carlsberg City è Enghave Square, raggiungibile con la linea rossa (M3). Dall’aeroporto internazionale di Lufthavn si prende la linea gialla (M2) e si cambia a Kongens Nytorv. Molto comodo è anche il treno che arriva alla fermata di Carlsberg e che è collegato molto bene con la stazione centrale di Copenhagen (fermata Köbenhavn H) dove si incrociano diverse line altre linee della metropolitana. Anche in questo caso, comodissima è la Copenhagen Card che consente di prendere tutti i pezzi pubblici, treni e battelli turistici inclusi).
Fonte: @Andreas Raun RosendahlGli edifici di mattoni di Carlsberg
Per concludere il tour della birra Carlsberg
Per chi si fosse appassionato alla storia della famiglia Jacobsen, fondatrice della Carlsberg, l’esperienza prosegue oltre questo quartiere. È importante ricordare, infatti, che il figlio Carl, appassionato di arte, era un grande collezionista e lasciò alla città di Copenhagen tutta la sua collezione di opere d’arte, raccolta in uno dei musei più belli della città, la Glyptoteket, aperta nel 1897 non lontano dal Giardini di Tivoli. La collezione comprende oltre 10mila pezzi tra opere di artisti internazionali (40 dei dipinti sono di Gauguin), sculture (35 delle quali di Rodin e la serie competa di quelle bronzee di Degas) e reperti archeologici dell’antico Egitto, greci, etruschi e romani, che racchiudono ben 6.000 anni di storia. Merita una visita non soltanto per le opere esposte, ma anche perché l’edificio ospita un meraviglioso giardino d’inverno con piante, panchine dove sedersi e rilassarsi anche nelle giornate di pioggia e un delizioso bistrot. È inclusa nella Copenhagen Card ed è la giusta conclusione di un tour della birra Carlsberg.
Partirete per un viaggio in Danimarca, ma non avete idea di cosa comprare come souvenir? Nella terra dei Vichinghi non si pone questo problema, perché offre tante possibilità per acquistare ricordi unici e per fare regali originali a parenti e amici al vostro rientro.
Ecco la nostra selezione delle cose da comprare a Copenhagen e nella penisola danese.
Cosa comprare in Danimarca
Dalle delizie enogastronomiche agli accessori di uso quotidiano, fino a simpatici peluches natalizi per bambini, la Danimarca offre tante idee per portare a casa con voi dei regali davvero originali. Ecco i più particolari da non perdere.
Biscotti danesi al burro
Se vi dicessimo scatola blu di latta contenente deliziosi biscotti al burro, a cosa pensate? Sì, sono proprio loro: i biscotti danesi, un must da portare a casa da un viaggio, poiché accontentano proprio tutti e ci trasportano con i ricordi alle nostre nonne, che spesso usavano questa scatola caratteristica per contenere gli attrezzi per il cucito o altri piccoli oggetti.
La liquirizia
Amanti della liquirizia, la Danimarca è il posto giusto per voi. Qui la trovate in tutte le salse, nel gelato, nelle caramelle e addirittura nelle birre e con il cioccolato. Ma la vera chicca danese è la liquirizia salata, dal sapore molto particolare, confezionata in deliziose caramelle (lakrids).
Birra artigianale e vino alle ciliegie
Se avete l’opportunità di portare con voi in aereo qualche liquido in più, perché non prendere una speciale birra artigianale danese? In tutto il territorio potrete trovare micro birrifici che realizzano prodotti di qualità, da poter regalare agli amici appassionati del settore. Copenhagen è la città dove è nata la Carlsberg e c’è tutto un quartiere che ne prende il nome. C’è ancora la fabbrica della birra che si può visitare e dove si può bere e comprare ogni variante di birra di questo brand.
E per gli amanti del vino? Perché non comprare una deliziosa bottiglia di vino di ciliegie? Sì, la cantina Frederiksdal è l’unica al mondo a produrre vino dalle ciliegie (varietà Stevns), seguendo gli stessi principi utilizzati da secoli nella produzione del vino d’uva. Una particolarità acclamata anche dalla critica che sarà decisamente apprezzata.
Non potrete tornare dalla Danimarca senza almeno un paio in più di calze. Ma non calze qualsiasi: sono quelle variopinte, di alta qualità e dal design innovativo che vengono prodotte in questo Paese. Un regalo che occupa poco spazio in valigia, sempre utile e con un occhio alla sostenibilità, visto che vengono prodotte con materiali naturali, come la lana merino, e riciclati.
Oggetti in porcellana
Rinomata in tutto il mondo, la porcellana danese è un must per gli appassionati. In tutto il Paese potrete trovare diversi negozi specializzati in questo genere di prodotti artigianali.
L’elfo Nisse
Se viaggiate in Danimarca nel periodo natalizio, vi capiterà di incontrare tra i mercatini e nei negozi l’elfo Nisse, uno dei simboli del Natale Danese. Si tratta di un elfo pestifero e combinaguai, ma buono. Un regalo simpatico per i bambini e un’ottima occasione per raccontare una nuova favola sotto all’albero di Natale (ma attenzione, se scegliete di portarlo a casa con voi, ricordate di preparargli del porridge nella notte di Natale: è con la pancia piena che potrebbe desistere dal farvi i dispetti!).
Cosa comprare a Copenhagen
I quartieri della capitale danese sono ricchi di vie dello shopping fornite di negozi in grado di soddisfare praticamente tutte le esigenze dei turisti. Dalla piazza di Kogens Nytov (la “Nuova Piazza del Re”), con negozi di alta moda e boutique di design per gli interni, ai centri commerciali, come il Fisketorvet con più di 120 negozi, fino ai mercati, come il Torvehallerne e il Copenhagen Street Food, e ai mercatini delle pulci (es. Københavnstrup Flea Market & Street Food), Copenhagen offre l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda l’acquisto di souvenir. Ecco i più originali e imperdibili da portare con voi al rientro in Italia.
Caramelle tradizionali fatte a mano
Oltre alle caramelle alla liquirizia che abbiamo già visto (un vero must per i danesi), ce ne sono altre di tantissimi altri gusti, tutte colorate e soprattutto fatte ancora a mano. A Copenhagen troverete infatti l’antica fabbrica di caramelle di Sømods Bolcher, che tutt’oggi realizza le tradizionali caramelle danesi senza aggiunta di zuccheri. Perché non comprare qualche delizia che piacerà sicuramente a grandi e piccini?
Sono inconfondibili e amati da sempre dai bambini (e non solo). I mattoncini Lego sono un must se volete sorprendere con un souvenir davvero originale. Fu proprio un falegname di Copenhagen il visionario costruttore dei primi mattoncini variopinti che hanno fatto la storia dei giocattoli per bambini, ma che oggi sono utilizzati anche da artisti internazionali per creare enormi sculture mozzafiato.
In città potrete trovare negozi Lego in cui poter acquistare set di gioco esclusivi e in edizione limitata, che potreste non trovare in Italia, oppure pezzi unici e rari che i collezionisti e gli appassionati apprezzeranno sicuramente.
Fiabe di Andersen
Le fiabe di Hans Christian Andersen continuano da decenni a far parte integrante dell’infanzia di molti bambini. La Sirenetta, il Brutto Anatroccolo, la Piccola Fiammiferaia e il Soldatino di Piombo, la Regina delle Nevi, sono solo alcuni dei personaggi nati dalla penna del celebre scrittore danese. Nella maggior parte dei locali commerciali di Copenhagen non è difficile trovare dei buoni esemplari illustrati dei racconti più famosi di Andersen, ma se avete l’occasione di raggiungere il Museo di Hans Christian Handersen, ad Odense, poco più a sud di Copenhagen, potrete anche immergervi nel suo incredibile mondo artistico.
Lo sapevate che a Copenhagen esiste una città libera fondata negli Anni ’70 da una comunità hippy? Si chiama Christiania ed è un quartiere della capitale danese che gode di uno status semi-legale di comunità indipendente e autogestita. Oltre a essere una curiosa attrazione per i turisti, è anche un ottimo luogo in cui trovare articoli particolari autofabbricati, come matite, magliette altri prodotti unici.
Fonte: iStockChristiania, Copenhagen
Statuette di legno Kay Bojesen
I Paesi nordici sono sinonimo di design dalle linee pulite ed essenziali, riconosciuto in tutto il mondo. Oltre agli arredi, la Danimarca è specializzata anche nelle decorazioni. Simboli di questa tradizione sono le celebri statuette di design in legno, come la scimmietta, l’orso o l’elefante, realizzate dal designer danese Kay Bojesen. Le potrete trovare nei negozi di design scandinavo: un’ottima scelta per fare un regalo di qualità.
Abbigliamento sportivo
Se il tennis è tornato di gran moda, a Copenhagen esiste un brand danese di abbigliamento leisure e sportivo chiamato Palmes Tennis Society che realizza capi in materiale tecnico dal design unico e assolutamente originale. Se durante una partita di tennis sembreranno tutti omologati indossando la stesa divisa, con i calzini bianchi che sembrano sporchi di terra rossa – perché così sono stati stampati – sarete gli unici in campo.
Maestoso, che si snoda per quasi 8 chilometri e che mette in collegamento la Danimarca e la Svezia: è il ponte di Øresund, che si può percorrere sia in automobile sia in treno e che si compone dell’infrastruttura (con una parte strallata), di un’isola artificiale e di un tunnel che passa sotto il mare, per una tratta che ha una lunghezza totale di 15 chilometri.
E non è difficile che i viaggiatori si trovino ad attraversarlo; infatti, a essere collegate sono due città affascinanti, bellissime e che vale la pena visitare: Copenaghen e Malmö, dal 2000 infatti si può attraversare il mar Baltico così, affrontando con facilità e in breve tempo questo stretto che le separa e che divide anche il continente europeo dalla penisola scandinava.
Un luogo in cui la mano dell’uomo ha dato vita a un progetto ambizioso, in cui convivono tecnica, ingegneristica e bellezza. Tutto quello che c’è da sapere sul ponte di Øresund che si staglia sulle acque del Nord.
Dove si trova e quali città collega il ponte di Øresund
Per poter ammirare e percorrere il ponte di Øresund ci si deve dirigere a nord, spingersi fino al confine dove il continente europeo viene lambito dal mare. Lì questa impressionante infrastruttura si staglia sopra l’acqua, e nei suoi abissi, diventando il collegamento più facile e veloce tra Danimarca e Svezia.
E il nostro ipotetico viaggio parte proprio da Copenaghen, la bella e affascinante capitale danese, da lì vicino infatti si parte con l’auto o il treno per attraversare questa infrastruttura articolata in tre parti differenti: prima si deve percorrere il tunnel che passa sotto il mare, poi si riemerge sopra un’isola artificiale e, infine, si prosegue sull’imponente ponte giungendo a Malmö, importante città svedese.
I numeri di questa struttura sono impressionanti: il ponte è lungo quasi 8 chilometri, realizzato in acciaio e cemento, ha un peso di circa 82mila tonnellate. E se sopra transitano le automobili, sotto vi è il passaggio per la ferrovia. Insomma una struttura multifunzionale, bella da vedere, che ha reso le due città, e i due Paesi, vicinissime.
La storia del collegamento tra Danimarca e Svezia
La storia più recente del collegamento tra Danimarca e Svezia prende il via a luglio del 2000 quando questa fondamentale arteria è stata inaugurata andando a rendere lo spostamento tra i due Paesi molto più semplice: basta circa mezz’ora di treno, infatti, per raggiungere o l’uno o l’altro. Si tratta del percorso giusto, quindi, perché Copenaghen e Malmö si sentano più vicine e perché abitanti e turisti possano muoversi con facilità dall’una all’altra.
A quanto pare, gli anni di realizzazione sono stati relativamente pochi: le opere hanno preso il via a partire dal 1995 e si sono estese fino ad agosto del 1999. Il taglio del nastro è avvenuto il primo luglio 2000 ed erano presenti la Regina Margherita II di Danimarca e Carlo XVI Gustavo di Svezia.
Oltre al ponte, vi è un’isola artificiale di nome Peberholm che ha una grandezza di circa quattro chilometri ed è il punto di congiunzione tra il tunnel e il ponte: per crearla è stato dragato moltissimo materiale dal fondo marino.
Il tunnel, invece, consiste in cinque gallerie che corrono una vicina all’altra: due sono dedicate alla ferrovia, due al traffico di autoveicoli e una è stata realizzata per emergenza.
Un’opera straordinaria, che ha unito due Paesi collegandoli in maniera semplice e veloce.
Fonte: iStockL’incredibile collegamento Svezia Danimarca: ponte di Øresund
Le caratteristiche che lo rendono unico
Ci sono diverse caratteristiche che rendono questa opera unica nel suo genere. A partire dal fatto che, come detto, è composta da tre moduli diversi: guardarli dall’alto regala una visione incredibile perché il ponte arriva fino all’isola artificiale dove poi la strada sembra sparire inghiottita dal mare. In realtà si immette nel tunnel che permette di arrivare direttamente in Danimarca.
Fonte: iStockPonte di Øresund: il collegamento Svezia e Danimarca dall’alto
Ma non ha solo questa peculiarità: basti pensare che quello di Øresund è il ponte strallato più lungo d’Europa con una campata centrale di 490 metri, che viene sorretta da 160 cavi e due piloni che arrivano a 204 metri.
Inoltre, ha una doppia funzione, infatti se sopra transitano i veicoli, sotto passa il traffico ferroviario, e unisce due città che si trovano a una distanza totale di circa 40 chilometri: questo tratto si percorre in una decina di minuti, pochissimi per unire la penisola scandinava al continente europeo.
Percorrerlo ha un costo variabile che si aggira sui 61 euro per un’automobile che raggiunge un massimo di 6 metri, a livello generale comunque dipende dal tipo di veicolo che si utilizza e se si sfruttano particolari convenzioni.
Un’esperienza da provare, per spostarsi da Svezia e Danimarca (o viceversa) in poco tempo e utilizzando un’infrastruttura favolosa.
Le promozioni Ryanair rendono sempre più accessibile viaggiare e tra le più interessanti c’è quella che scade il 28 febbraio. Prenotando in questi giorni si potrà “sbloccare il Nord Europa”: voli scontati del 20% si raggiungono con biglietti a meno di 25 euro, un prezzo davvero conveniente per località come Svezia e Danimarca solitamente scartate per i costi più alti. Il biglietto aereo andata e ritorno così competitivo, per date tra il 1 marzo e il 31 maggio dà modo di programmare un bel weekend di primavera.
Il Nord Europa attira l’attenzione dei viaggiatori grazie a modernità e storie passate, spiccando per l’alta qualità della vita. In cima a tutto troviamo le capitali Oslo e Copenaghen ma non sono certo le uniche opportunità. Con la possibilità di partire in primavera poi si potrà anche godere di temperature più miti per scoprirle, magari con la fortuna di trovare belle giornate soleggiate. Perfette per scoprirle in un weekend sono destinazioni tradizionalmente considerate costose ma diventano accessibili graziew alla promozione di Ryanair attiva dal 1 marzo al 31 maggio per biglietti acquistati entro il 28 febbraio.
Da Milano a Oslo con meno di 16 euro
La Norvegia non è più così proibitiva grazie al collegamento Ryanair e alla promozione che abbassa le tratte del 20%. Da Milano Bergamo con partenza da Orio si raggiunge l’aeroporto di Torp ad Oslo con meno di 20 euro. Partendo il 25 marzo il ticket costa solo 16 euro, 17 euro invece per le date dell’11 marzo o del 31 marzo. Non molto più alti nel weekend: basti pensare il volo del 12 aprile a 22 euro.
In cima agli itinerari di viaggio nel Nord Europa c’è proprio la Norvegia e più precisamente la capitale Oslo che spicca per il mix perfetto tra architettura, natura e cultura. Le cose da fare sono tante e per pochi giorni ecco un concentrato di cosa non perdere. Si parte passeggiando per il centro scoprendo l’incantevole teatro dell’opera direttamente sulle acque con una struttura in marmo e vetro da cui si gode una vista panoramica effetto wow per passare alla fortezza di Akershus di epoca medievale che domina la città.
Consigliamo, se il tempo lo consente, una passeggiata all’interno del parco di Vigeland, dove sono custodite oltre 200 sculture in bronzo e granito dell’omonimo artista. Per fare un tuffo nel passato e scoprire le origini territoriali da non perdere il museo delle navi vichinghe mentre gli amanti dell’arte non possono non acquistare il biglietto per il museo di Edvard Munch dove è custodito l’Urlo e tante altre opere simbolo dell’espressionismo. E per chi vuole passeggiare godendosi l’anima della capitale? Sicuramente consigliati Aker brygge e Tjuvholmen i quartieri più vibranti e sul lungomare dove godersi una cena gourmet e una passeggiata al tramonto.
Da Roma a Göteborg Landvetter a 20 euro
All’interno della promozione Ryanair di febbraio ci sono numerosi voli da Roma a Göteborg Landvetter a meno di 20 euro. Qualche esempio a questo prezzo per raggiungere la Svezia? il 18 marzo si decolla con 20 euro ma anche nel weekend i prezzi non sono proibitivi. Sabato 29 marzo si parte con 22 euro mentre sabato 5 aprile il biglietto si può acquistare a 30 euro. I posti scontati sono tanti ma tendono ad esaurirsi velocemente; chi è interessato e desidera accedere alla promozione deve acquistarli rapidamente.
Göteborg, dopo Oslo, è la seconda città più grande della Svezia che si fa notare per la capacità di unire tradizione marinara e cultura contemporanea. Tra le attività da non perdere il parco dei divertimenti Liseber conosciuto per le giostre adrenaliniche e decorazioni stagionali, conquistando tanto più piccoli quanto i giovani viaggiatori. Il quartiere di Haga è invece una delle zone più belle dove passeggiare: qui spiccano casette in legno e caffè dove gustare le kanelbullar, specialità tradizionali che ricordano delle girelle alla cannella. Chi cerca arte e cultura potrà immergersi nell’Universum, un museo interattivo per appassionati di scienza che omaggia gli ecosistemi.
Il museo Volvo è un’altra tappa imperdibile: l’esposizione racconta la storia del marchio automobilistico svedese con modelli storici e futuristici. Chi si ferma per qualche giorno in più può anche programmare una gita in barca all’interno dell’arcipelago di Göteborg con isole autentiche in cui la natura è incontaminata e i villaggi pittoreschi di pescatori regalano scorci fotogenici.
Fonte: iStockVisitare Göteborg, la seconda città più grande della Norvegia dopo Oslo
Da Napoli a Copenaghen con 20 euro
Chi sogna di visitare la Danimarca probabilmente ha in wishlist Copenaghen. Con la promozione di Ryanair si raggiunge Copenaghen da Napoli a partire da 20 euro, come per la tratta dal 1 aprile oppure il 10 aprile. Le date disponibili sono tante ma bisogna fare in fretta poiché i posti in promozione sono limitati.
Se l’offerta stuzzica si può partire alla volta della Danimarca partendo da una visita di pochi giorni a Copenaghen. Da non perdere la celebre statua della Sirenetta ispirata alla fiaba di Hans Christian Andersen e il porto di Nyhavn così pittoresco da sembrare una cartolina con le sue casette colorate e i locali. Poco distante, il Kastellet, una storica fortificazione a forma di stella, permette di immergersi nella storia militare danese e di godere di una passeggiata rilassante nei suoi giardini ben curati.
Fonte: iStockVisitare il porto di Nyhavn a Copenaghen con un volo low cost
Aperto nel 1843 i Giardini diTivoli vantano un mix tra adrenalina, atmosfera fiabesca e spettacoli serali indimenticabili conquistando non solo gli adulti ma anche i bambini che restano a bocca aperta visitandolo. Gli appassionati di reali troveranno interessante visitare la residenza della corona danese, il palazzo di Amalienborg con il cambio della guardia che stuzzica sempre l’attenzione dei più curiosi. I gioielli della corona sono invece custoditi in un museo all’interno del castello rinascimentale di Rosenborg. Copenaghen è anche sede di un quartiere alternativo dove artisti e personalità dall’anima bohémienne convivono: si tratta di Christiania.
Se hai sempre sognato di visitare le meraviglie del Nord Europa, questo è il momento giusto per approfittarne. Ryanair lancia una promozione imperdibile con sconti del 20% sui voli per destinazioni come Svezia e Danimarca. Fino al 28 febbraio, puoi acquistare il tuo biglietto a meno di 25 euro e partire per un’avventura straordinaria tra il 1 marzo e il 31 maggio.
Scegliere la destinazione perfetta per un viaggio in Europa non è mai semplice, soprattutto in primavera.
Il Vecchio Continente propone un’infinità di meraviglie, tra cultura, storia e paesaggi da cartolina, e così la decisione si fa ancora più ardua. Per aiutarvi, noi di SiViaggia abbiamo selezionato alcune mete imperdibili per un city break primaverile all’insegna della bellezza e della scoperta.
Copenaghen, la capitale delle due ruote
Copenaghen è il regno della mobilità sostenibile, dove tutti si spostano in bicicletta: uomini d’affari in giacca e cravatta, mamme con bambini, amanti degli animali e giovani studenti. E allora, perché non unirsi a loro?
Scoprire la città pedalando è un’esperienza straordinaria. Attraversate i quartieri storici e fate tappa alla celebre Statua della Sirenetta, al Castello di Rosenborg e ad altri straordinari simboli. Dopo una giornata in sella, concedetevi una crociera sui canali con partenza da Nyhavn, il coloratissimo porto che sembra disegnato su una cartolina.
E se la primavera vi regala giornate di sole, lasciatevi conquistare dai polmoni verdi della capitale danese: Kongens Have, il romantico Frederiksberg Have e, soprattutto, i Giardini di Tivoli, uno dei parchi divertimenti più antichi al mondo, vi offriranno un angolo di pace immerso nella natura.
Atene, tra storia e fioriture primaverili
La primavera è il momento ideale per scoprire Atene che si veste di mille colori grazie alla fioritura di papaveri, margherite, gelsomini e bouganville, che tingono di bellezza quartieri e monumenti millenari. Le temperature sono piacevoli: calde ma non afose, così da rendere ogni visita un autentico piacere.
Per immergervi nella storia, partite dall’Acropoli con il maestoso Partenone e il suo museo, per poi esplorare il Tempio di Zeus Olimpio e l’antica Agorà. Di sera, lasciatevi affascinare dall’atmosfera vivace di Piazza Syntagma e dai quartieri storici di Plaka e Monastiraki, dove architettura, ristoranti e taverne creano un mix irresistibile.
Se cercate un’esperienza unica, non perdete una gita a Capo Sunio, a un’ora dalla capitale. Qui, sulla punta estrema della penisola dell’Attica, si erge il suggestivo tempio dorico di Poseidone, dove il tramonto dipinge il cielo di sfumature indimenticabili.
Amsterdam, tra tulipani e canali
Fonte: iStockCity break di primavera ad Amsterdam
Amsterdam in primavera assomiglia a un quadro vivente. I tulipani fioriscono, i canali riflettono il cielo terso e l’atmosfera è perfetta per un city break a ritmo lento.
Scoprite la celebre città olandese tra una passeggiata e un giro in bicicletta, per ammirare Piazza Dam, la Chiesa Vecchia e il Palazzo Reale. Concedetevi una crociera romantica lungo i canali e fermatevi in uno dei caratteristici caffè per una pausa rilassante.
Se amate la natura, non perdete la visita ai giardini di Keukenhof, un tripudio di colori e profumi. E se il tempo non dovesse essere clemente, rifugiatevi nei famosi musei come il Rijksmuseum, il Van Gogh Museum o la toccante Casa di Anna Frank.
Valencia, tra tradizione e festa
Marzo è il mese perfetto per visitare Valencia, grazie al clima soleggiato e all’atmosfera vibrante della città spagnola.
La protagonista indiscussa di questo periodo è “Las Fallas“, la spettacolare festa tradizionale che dal 15 al 19 marzo trasforma la città in un’esplosione di colori e musica. Ogni quartiere erige gigantesche sculture satiriche di cartapesta, che vengono poi bruciate in una cerimonia strabiliante.
Ma Valencia ha molto altro da offrire: lasciatevi emozionare dalla futuristica Ciutat de les Arts i les Ciències, visitate l’Oceanogràfic e ammirate l’Hemisfèric. E se volete un’esperienza autentica, concedetevi una gita in barca nel Parco dell’Albufera, dove la luce del tramonto regala scenari dipinti.
Dubrovnik, la perla dell’Adriatico
Fonte: iStockSuggestiva veduta di Dubrovnik
Dubrovnik in primavera è un vero gioiello da scoprire prima che l’assalto dei turisti ne cambi il volto durante l’estate.
Passeggiate lungo le antiche mura medievali, visitate i forti costruiti per proteggere la città croata e perdetevi nel labirinto di vicoli bianchi del centro storico. Per una vista eccezionale, prendete la funivia fino al Monte Srd o raggiungete Cavtat, piccolo borgo affacciato sul mare, fondato secoli fa dai greci in fuga dagli slavi.
Porto, tra tradizione e malinconia
Porto è un concentrato di fascino e storia. Il suo centro storico, Patrimonio Unesco, regala scorci pittoreschi e un’atmosfera senza tempo.
Ammirate il maestoso Ponte Dom Luis I con una crociera sul fiume Douro, scoprite il Palácio da Bolsa e assaporate i piatti tipici a base di baccalà. Lasciatevi trasportare dalle note struggenti del Fado e, se il tempo lo consente, avventuratevi nella Valle del Douro, dove vigneti a perdita d’occhio e cantine storiche vi faranno vivere momenti da ricordare.
Il clima primaverile è mite ma con qualche folata di vento atlantico, che renderà ancora più piacevole sorseggiare un bicchiere di Porto in una delle taverne affacciate sul fiume.
Viaggio prenotato, ora non resta che preparare la valigia per questo bellissimo viaggio direzione Copenhagen. La città si trova nella parte settentrionale d’Europa e presenta condizioni climatiche decisamente diverse da quelle presenti in Italia, con temperature sicuramente più fredde e che possono variare rapidamente, soprattutto durante la stagione estiva.
Proprio per questo, la preparazione della valigia per questo viaggio richiede un’attenta riflessione su ciò che bisogna inserire al suo interno e cosa no. Insomma, tutto il necessario che servirà a scoprire ogni angolo di Copenhagen: città dinamica, piena di storia e cultura, con una grande varietà di esperienze, sia all’interno delle diverse strutture, sia all’aperto.
Il clima di Copenhagen
Prima di tutto parliamo del clima di Copenhagen, molto famoso per la sua variabilità. Anche in estate, infatti, quando per esempio in Italia si è soliti godere di giornate di sole e clima, a volte, molto caldo, nella capitale danese le temperature tendono a rimanere fresche, intorno ai 18/20°. Quindi, per chi sta pianificando un viaggio nella bellissima città di Copenhagen, la parola d’ordine è “vestirsi a strati”. Questo è il segreto per affrontare queste condizioni climatiche e godere al meglio della visita in città.
Cosa non deve mancare in valigia?
Capi indispensabili per un viaggio a Copenhagen
Ecco quello che assolutamente non deve mancare in valigia per partire alla scoperta di Copenhagen. Fra le prime cose sicuramente si consiglia di portare con sé un maglioncino più caldo o un pile, accostati ad una giacca impermeabile ed antivento, per far fronte ad eventuali giornate piovose e/o ventose. Infatti, anche se la giornata può sembrare serena, è molto comune che piova improvvisamente, quindi questi capi sono imprescindibili. Se si decide, poi, di visitare la capitale danese in un periodo più freddo, come possono essere il tardo autunno o l’inverno, si consiglia di portare con sé, ovviamente, una giacca più pesante, guanti e cappello di lana, per far fronte ad un clima molto più rigido rispetto l’Italia.
Attenzione, però, a Copenhagen non è freddo tutto l’anno. Quindi, se si viaggia d’estate in valigia andranno sicuramente inseriti dei capi più leggeri e comodi, come t-shirt e camicie a maniche corte o comunque leggere, in quanto le temperature possono superare anche i 25°C.
Scarpe comode: must have per la scoperta della capitale
Copenhagen è una città che premia i turisti che decidono di visitare tutte le sue bellezze passeggiando, pedalando oppure utilizzando mezzi pubblici, con attività ed attrazioni gratuite. Proprio per questo motivo, un paio di scarpe da ginnastica per esplorare la città a piedi, perdersi tra le vie acciottolate del centro storico e scoprire i suoi numerosi parchi verdi, sono fondamentali.
Allo stesso tempo, in base alla stagione, si può tenere in conto anche di portare in valigia un paio di scarpe comode ed impermeabili, per mantenere il piede asciutto e caldo anche in situazioni più umide, dovute a piogge improvvise o eventuali nevicate, rendendo così l’esperienza il più piacevole possibile.
Gli accessori giusti per visitare Copenhagen e dintorni
Un altro elemento fondamentale da considerare quando si prepara una valigia per Copenhagen è la scelta degli accessori. Per prima cosa, non bisogna scordare di portare con sé un paio di occhiali da sole. Potrebbero sembrare superflui, ma in una città spesso grigia e nuvolosa come questa, possono essere alleati fidati nelle giornate luminose e durante le quali si prevede di trascorrere diverso tempo all’aperto.
Secondo accessorio indispensabile, non solo per le escursioni in bici, ma anche per avere con sé sempre tutto il necessario, è uno zaino comodo ed abbastanza capiente, tanto da contenere i vostri oggetti personali più importanti, come la giacca antipioggia, una power bank ed una borraccia per l’acqua, consigliata soprattutto in una città così attenta all’ambiente.
Inoltre, un adattatore universale per le prese elettriche è un accessorio che non va mai dimenticato. È vero, ormai la maggior parte delle strutture offre prese compatibili, ma meglio essere sempre preparati.
Copenhagen è una città in grado di sorprendere tutti i suoi visitatori, provenienti da tutto il mondo, e per visitarla al meglio bisogna partire preparati con tutto il necessario per godere di questa fantastica esperienza nella capitale danese.
Fonte: iStockBiciclette a Copenhagen: il mezzo preferito dai danesi
Copenaghen è una città vivace, viva, ricca di luoghi da scoprire e di cose da fare. Tra queste c’è senza alcun dubbio visitare il quartiere di Nørrebro, un luogo molto alla moda, multietnico, tra negozi, locali e tantissime attrazioni.
Non stupisce che qualche anno fa (nel 2021 per la precisione) sia stato eletto da Time Out il quartiere più cool del mondo, perché qui si trovano tanti elementi che convivono assieme creando un luogo accogliente e tutto da scoprire: dal passato al moderno, senza dimenticare una comunità vivace e tante iniziative.
Da cosa fare a cosa vedere a Nørrebro, uno dei cuori pulsanti di Copenaghen e quartiere dal fascino che cattura al primo sguardo.
Nørrebro, tutto quello che c’è da sapere sul quartiere
La Danimarca è una terra tutta da scoprire, affascinante e unica, che regala scorci suggestivi e location indimenticabili. A partire dalla sua capitale, Copenaghen (ma non solo) che regala ai turisti tantissime cose da fare e bellezze da esplorare. Come il quartiere Nørrebro, cool e pieno di vita.
Si trova nella zona nord ovest dei laghi cittadini, che nel passato erano un braccio di mare, e nel suo perimetro si incontrano moltissimi locali per tutti i gusti, in cui sperimentare non solo piatti locali ma sapori da tutto il mondo e una vivace vita notturna.
Tra le strade da non perdere vi è Jægersborggade, una via in cui ci si imbatte in attività diverse come gallerie d’arte, botteghe biologiche, negozi vintage, botteghe d’arte e tanti locali. Nel corso della primavera, poi, qui si tiene un bel mercatino delle pulci. Il luogo perfetto, dunque, per chi è alla ricerca di posti autentici in cui scoprire artigiani e artisti, ma anche gustare piatti indimenticabili.
Da non perdere anche Nørrebrogade, la principale arteria del quartiere che ne rispecchia la sua affascinante anima multiculturale. Nella strada Elmegade, invece, ci si può lasciare incantare dai suoi piccoli negozi ma pieni di cose super alla moda. E poi tappa a Blågårdsgade con i suoi tantissimi locali.
Fonte: iStockNel quartiere Nørrebro la strada Nørrebrogade
Se si programma una vista si deve passare dal ponte Dronning Louises Bro, che si può percorrere in bici e che collega il centro di Copenaghen con il quartiere. La sua realizzazione va datata 1887, ma è stato poi leggermente modificato successivamente per renderlo più attrattivo per le biciclette ma anche per i pedoni che si incontrano lì grazie ai suoi marciapiedi più larghi.
Per facilitare ciò sono state posizionate molte panchine e questo ponte è divenuto un luogo di incontro molto popolare, in particolare quando il tempo è bello e splende il sole. Oltre a queste location nel quartiere ci sono delle aree verdi davvero speciali, tutte da scoprire.
Cimitero di Assistens nel quartiere di Nørrebro
Merita un discorso a parte, ad esempio, il Cimitero di Assistens, che è stato inaugurato nel 1760 e pare estendersi in circa 200mila metri quadrati. Al suo interno vengono ospitate le tombe di alcuni dei più celebri esponenti della cultura danese. Fra tutti, ad esempio, vale la pena ricordare che qui riposa Hans Christian Andersen, celebre scrittore, ma anche il filosofo Kierkegaard e lo scrittore Dan Turèll mancato nel 1993. Immerso in un vero e proprio parco, qui si può passeggiare, si può correre, fare un giro in bicicletta oppure fermarsi per leggere un libro o mangiare nel mezzo della natura.
Fonte: iStockNørrebro, al suo interno il cimitero di Assistens
Al suo interno è stato realizzato anche un museo dedicato a Stilling, artista e scrittore, convertendo e ristrutturando le vecchie scuderie.
Il cimitero – parco è aperto tutti i giorni, osserva un orario diverso in estate e in inverno (quando invece delle 22 chiude alle 19).
Superkilen Park e non solo, le aree verdi nel quartiere di Nørrebro
Un altro luogo che vale la pena visitare nel quartiere di Nørrebro è il Superkilen Park, si tratta di una realizzazione abbastanza recente infatti è stato inaugurato nel giugno del 2012 e porta la firma di Bjarke Ingels Group, Superflex e Topotek1.
Fonte: iStockIl modernissimo Superkilen Park nel quartiere Nørrebro
Concepito per avere una continuità con l’esperienza e la vivacità multietnica del quartiere, può essere suddiviso in tre aree. The Red Square caratterizzata da caffè, musica e sport, The Black Market una piazza con fontana e panchine e Green Park dove, come suggerisce il nome, a emergere è il verde.
Passeggiare al suo interno è un vero e proprio viaggio culturale; infatti, viene indicato che ci si possono trovare fontane del Marocco, altalene dell’Iraq e anche uno scivolo a forma di polpo direttamente dal Giappone.
Tra le altre cose è molto esteso, basti pensare che ha una lunghezza di circa 750 metri coprendo 30mila metri quadri. E ha anche vinto ed è stato selezionato per premi prestigiosi. Un luogo vivo, in cui si può fare skate ma anche una passeggiata con i bambini.
Di dimensioni più piccole, ma anche questo perfetto per i bambini è il Folkets Park creato dai residenti nel 1971, il suo nome si può tradurre con Parco del popolo. È uno spazio verde che è stato sottoposto a opere di riqualificazione tra il 2013 e il 2014.
Si parla sempre più spesso di turismo responsabile, un trend che si diffonde rapidamente in tutto il mondo per tutelare alcune delle località più belle e fragili che fin troppo frequentemente vengono prese di mira dai viaggiatori. Ci vogliono però iniziative concrete per affrontare il problema e Copenhagen pare si stia muovendo lungo la strada giusta. Per combattere le conseguenze negative dell’overtourism, la città ha deciso di premiare i turisti più virtuosi offrendo loro alcune attività gratuite. Scopriamo di cosa si tratta.
Copenhagen contro l’overtourism
Il problema dell’overtourism è diventato sempre più allarmante, soprattutto da quando abbiamo potuto vedere in prima persona la rigenerazione delle più belle località del mondo nel periodo Covid, quando le presenze sono scese a zero. Come affrontare questo fenomeno così dannoso per l’ambiente e per le comunità locali? La maggior parte delle destinazioni più famose e prese di mira dai turisti hanno adottato misure molto diverse: ad Amsterdam, ad esempio, è vietata la costruzione di nuove strutture ricettive. Mentre Venezia ha introdotto un ticket d’ingresso nelle giornate con maggior affluenza di visitatori.
Ora scende in campo anche Copenhagen, che tuttavia non mira a ridurre l’afflusso di turisti – ricordiamolo, uno dei principali motori dell’economia di tutto il Paese. La sua è piuttosto un’iniziativa che ha come obiettivo rendere i visitatori più consapevoli delle conseguenze negative del loro passaggio, cercando di spronarli ad essere maggiormente responsabili. Si tratta, insomma, di adottare comportamenti sostenibili che aiutino l’ambiente, senza dissuadere i turisti dal mettersi in viaggio per raggiungere la splendida città danese.
Di cosa si tratta, nel dettaglio? È molto semplice: la capitale della Danimarca ha lanciato il programma CopenPay, che ha avuto inizio il 15 luglio e terminerà il suo periodo sperimentale l’11 agosto 2024. I turisti che daranno prova di essere virtuosi, adottando alcuni semplici comportamenti di buona civiltà, potranno ricevere alcune attività gratuite da compiere in città, per godersi al meglio le loro vacanze. Sono disponibili, ad esempio, pranzi e cene già pagati, caffè offerti nei bar e calici di buon vino. O ancora, il noleggio gratis di kayak o l’ingresso ad alcuni dei principali musei.
Un turismo sempre più responsabile
Al momento, l’iniziativa lanciata da Copenhagen è solamente sperimentale, ma sono già 24 le attrazioni e i locali della città che hanno aderito, proponendosi di offrire attività gratuite ai turisti virtuosi. Ma cosa significa, precisamente, “essere virtuosi”? Non bisogna far altro che comportarsi in maniera civile, rispettando la natura e gli abitanti locali come se anche noi appartenessimo a tale comunità. Qualche esempio? Raccogliere e differenziare i rifiuti, per proteggere l’ambiente e causare il minor disagio possibile con la propria presenza.
O ancora andare a piedi, noleggiare una bici o muoversi con i mezzi pubblici per raggiungere le principali località turistiche della città. L’iniziativa si basa quasi sempre sulla fiducia, non essendo necessaria alcuna prova del proprio comportamento virtuoso. Ma è possibile che alcune istituzioni richiedano una foto dei turisti che passeggiano o pedalano, o magari il biglietto del bus usato per spostarsi. “Le attrazioni di Copenhagen premiano le azioni rispettose del clima. Tutte le nostre scelte hanno un impatto ambientale, quindi perché non prendere decisioni consapevoli che avvantaggiano tutti noi e vengono ricompensate?” – si legge sul sito ufficiale VisitCopenhagen.
Copenhagen, tra le innumerevoli bellezze, custodisce un autentico luogo da fiaba, ovvero il Castello di Rosenborg, antica residenza reale, oggi sede del Museo della Corona Reale Danese.
La sua architettura in stile rinascimentale si sposa alla perfezione con il paesaggio tutt’intorno, i suoi magnifici giardini sono un apprezzato punto di ritrovo e gli interni lasciano senza parole tanta è la loro opulenza.
La storia del Castello di Rosenborg
Il Castello vide la luce tra il 1606 e il 1633 per volere del re Cristiano IV che lo scelse come residenza estiva: l’architettura raffinata, priva di fortificazioni, rende subito chiaro come non rivestì mai una funzione di difesa.
In seguito, nel Settecento, il re Federico IV decise di far edificare un palazzo più ampio, a nord di Copenhagen, presso la città di Fredensborg: fu così che il Castello di Rosenborg venne utilizzato soltanto per ricevimenti estivi e per conservare i tesori della Corona.
A questo proposito, negli anni trenta dell’Ottocento divenne il Museo che conosciamo, con l’apertura ufficiale nel 1833.
Le attrazioni da non perdere
La visita del Castello di Rosenborg include i sotterranei, il piano terra, il primo piano e il secondo piano e mostra una vasta serie di meraviglie che rimangono impresse.
In particolare, vi sono alcune attrazioni che non si possono proprio perdere, a partire dall’appartamento privato del re Cristiano IV al piano terra, dove ammirare la camera da letto, il bagno, lo studio, e la “Winter Room”, la più significativa fra le sue tre stanze con dipinti e ritratti appesi alle pareti, gli scuri pannelli di legno e un’eleganza senza tempo.
Altrettanto affascinante è la Sala dei Cavalieri, l’ultima a essere decorata, una delle più straordinarie: conosciuta anche come “Grande Galleria”, in origine venne pensata come sala da ballo e impreziosita con affreschi, velluti, marmi, arazzi, argenteria e stucchi ma poi fu utilizzata per banchetti e ricevimenti.
Al centro, fa bella mostra di sé il trono (Coronatio Chair) su cui sedevano i re e le regine durante la cerimonia di incoronazione, dal 1671 al 1840.
Il momento più atteso è poi rappresentato dai gioielli della Corona Danese, i Crown Jewels, un tesoro di rubini, smeraldi, oro, diamanti e perle appartenuto nei secoli alle regine e principesse danesi e conservato nei sotterranei.
La storia della favolosa collezione ha inizio nel 1746 quando, annientata dalla morte del marito e convinta di morire di dolore, la regina Sofia Maddalena scrisse nel testamento che i suoi gioielli dovevano rimanere per sempre alla Corona e non diventare appannaggio di una sola persona.
Tra le sfarzose ricchezze spicca la corona in oro tempestata di pietre preziose realizzata dal gioielliere di corte Frederick Fabritius per Sofia Maddalena e in uso fino al 1840.
Infine, non certo da meno è la collezione di insegne regali (Crown Regalia) tra cui vanno menzionati la spettacolare corona dei re assolutisti, il globo imperiale in oro e pietre preziose e lo scettro.
Informazioni utili e consigli per la visita al Castello di Rosenborg
Il biglietto per accedere al Castello di Rosenborg si può acquistare sia online sia alle biglietterie almeno venti minuti prima della chiusura: è possibile scegliere tra biglietto di ingresso singolo per il Castello (bambini e ragazzi fino ai 17 anni entrano gratis mentre per gli studenti con student card internazionale è previsto uno sconto) oppure un biglietto combinato Rosemborg+Amalienbog (la residenza ufficiale dei Reali danesi) valido 36 ore o, ancora, il Park Museum Ticket per un network di musei che comprende (oltre a Rosenborg):
Natural History Museum of Denmark
Hirschsprung Collection
Workers Museum
National Gallery of Denmark
David Collection
Inoltre, il Castello di Rosenborg è incluso nella Copenhagen card, la carta turistica della capitale che permette di vedere molte più attrazioni insieme e usufruire dei mezzi pubblici.
Prima di programmare la visita, è importante sapere che l’uso del cellulare è consentito soltanto per scattare foto e consultare le guide online sul Castello, ma non è permesso parlare al telefono al suo interno.
È a disposizione un bar caffetteria nonché un’area picnic esterna per pranzare all’aperto portando con sé cibo e bevande.
Ancora, non si può portare all’interno del Castello carrozzine e passeggini né borse di grandi dimensioni che vanno lasciate negli appositi armadietti per cui è richiesta una moneta da 20 corone (restituita all’uscita).
Permesse, invece, borse di dimensioni contenute (15 x 23 x 15 centimetri).
È tempo di immergersi in un viaggio straordinario, di lasciarsi avvolgere dall’incanto di esperienze uniche che trasformano le destinazioni in autentiche fiabe viventi. Tra le Capitali europee, c’è una città che in questi giorni brilla con una luce speciale, pronta a vestirsi di eleganza e poesia e a tramutare le sue strade in scenari da sogno.
Questo luogo è Copenhagen che, dal 2 al 25 febbraio, scioglierà l’abbraccio freddo dell’inverno per dare spazio a una celebrazione unica: il Copenhagen Light Festival. In questo periodo, le strade sono un vero e proprio palcoscenico luminoso, dove ogni passo è un viaggio tra emozioni e meraviglie. Qui la luce è la protagonista indiscussa, dipingendo la città con pennellate di colori vibranti e creando atmosfere che rapiscono il cuore di chiunque si avventuri nelle sue strade illuminate.
Il Copenhagen Light Festival illumina il cuore della città
Fonte: Daniel Rasmussen - Copenhagen Media CenterCopenhagen Light Festival
Venerdì 2 febbraio, Copenhagen si prepara a trasformarsi in un vero incanto, illuminando il crepuscolo con 50 opere artistiche straordinarie. Una sinfonia di colori prenderà vita, danzando tra quartieri suggestivi, piazze pittoresche, strade che si snodano tra antichi vicoli e lungo il magico waterfront, abbracciando i parchi verdi della città.
Nelle prossime tre settimane, il festival svelerà un universo di opere luminose, veri capolavori che vanno dalle sculture alle installazioni, dalle proiezioni agli eventi, ciascuna concepita con maestria da artisti di fama internazionale, talenti emergenti e creativi visionari. I lighting designers e le organizzazioni d’arte si uniranno in un inno alla creatività, regalando alla città un’atmosfera unica, in cui ogni luce racconta una storia e ogni riflesso cattura un’emozione.
Le installazioni sono collocate lungo un percorso che abbraccia il cuore del centro storico e le rive del porto. Ma un tocco di magia si diffonderà anche in aree al di fuori del nucleo urbano, dove una selezione di opere artistiche regalerà un’esperienza luminosa inaspettata anche negli angoli meno esplorati della città.
La magia continua: ecco gli altri eventi da non perdere a Copenhagen
Nel periodo del Copenhagen Light Festival, la città si anima non solo di luci, ma anche di eventi emozionanti che amplificano quest’atmosfera incantata. Tra le numerose esperienze offerte, spiccano momenti musicali indimenticabili e attività coinvolgenti che trasformano questa festa delle luci in un viaggio multisensoriale.
Una delle perle del programma è la serie di concerti che prenderanno vita tra le maestose mura della Marmorkirken. Il DR Vocal Ensemble, infatti, regalerà melodie avvolgenti, creando un’armonia perfetta tra la musica e le luminarie che abbracciano la chiesa. Da non perdere anche il concerto di apertura presso la chiesa di Holmens, con il Mogens Dahl Chamber Choir.
Per coloro che, invece, cercano emozioni in luoghi insoliti, ogni sera il Cimitero di Vestre si trasforma in uno scenario misterioso e suggestivo, permettendo di ammirare quattro opere di luce straordinarie. Un luogo dove il sacro e il profano si fondono in un’armonia unica, rendendo questa inconsueta combinazione un appuntamento imperdibile per coloro che cercano un’avventura più unica che rara.
Il suggerimento è quello di consultare il sito ufficiale del festival, dove il programma viene regolarmente aggiornato con tutte le informazioni necessarie. Inoltre, se vuoi esplorare appieno tutte le sfaccettature di questa celebrazione, tieni d’occhio la mappa ufficiale, una guida dettagliata per orientarsi tra le diverse installazioni e abbracciare ogni angolo illuminato di questa splendida città.
Fonte: Marc Skafte-Vaabengaard - Copenhagen Media CenterCopenhagen Light Festival