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Un’estate d’amore sul Lago di Garda, torna l’appuntamento più romantico tra eventi ed esperienze uniche

1 août 2026 à 11:00

Il Lago di Garda si prepara a vivere una nuova estate all’insegna del romanticismo con il ritorno di “Lago di Garda in Love – Un’Estate d’Amore & Friends”, la manifestazione che dall’8 al 16 agosto trasforma il Benaco in una grande rassegna diffusa capace di coinvolgere territori, comunità e turisti. L’iniziativa, ideata e organizzata da PromoE20, conferma anche per il 2026 la volontà di valorizzare alcune delle località più suggestive del lago con un programma che unisce spettacolo, musica, arte, intrattenimento e momenti di condivisione.

Per nove giorni il pubblico può vivere un percorso che attraversa borghi, lungolaghi e colline, e scoprire il territorio da una prospettiva differente. L’evento coinvolge otto Comuni gardesani (San Zeno di Montagna, Brenzone sul Garda, Torri del Benaco, Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Valeggio sul Mincio e Sirmione) ai quali si aggiungono tre ospiti speciali, Soave, Montagnana e Rosolina.

Addio a un’icona del Lago di Garda, al suo posto passerà la ciclovia: era la “Casa della Trota”

Par : losiangelica
21 juillet 2026 à 11:00

Il paesaggio sul lago di Garda è pronto a cambiare a partire da uno dei suoi simboli più iconici: la Casa della Trota, l’edificio aggrappato alla roccia e un tempo hotel e ristorante di lusso, oggi entra nelle mani della provincia di Trento che ha un progetto ambizioso… trasformarlo per dare un nuovo passaggio alla ciclovia. Il luogo un tempo frequentato da campioni sportivi e celebri attori (come Monica Vitti) sta per rinascere.

Le migliori gite sul Lago Maggiore per l’estate 2026 senza usare l’auto

18 juillet 2026 à 13:00

Con l’arrivo dell’estate cresce il desiderio di trascorrere una giornata all’aria aperta, lontano dal caldo delle città e senza lo stress legato al traffico: il Lago Maggiore è una delle mete più apprezzate del Nord Italia grazie ai borghi gioiello che si specchiano in acqua e alle innumerevoli attrazioni che si possono visitare in giornata o durante un weekend.

Per l’estate 2026, inoltre, sono sempre di più le opportunità per raggiungere il lago utilizzando i mezzi pubblici, una scelta che permette di viaggiare in modo più sostenibile e di evitare il problema del parcheggio e le code tipiche dei fine settimana estivi.

Ecco alcune delle principali soluzioni disponibili per scoprire le località più affascinanti del lago.

La Linea Lago da Novara

Da venerdì 17 luglio prende il via la Linea Lago, il nuovo collegamento attivato da STN che consente di raggiungere alcune delle destinazioni più conosciute del Lago Maggiore partendo da Novara: il l servizio sarà operativo ogni venerdì, sabato e domenica fino al 13 settembre.

L’itinerario collega Novara con svariate località distribuite lungo la sponda piemontese: tra le fermate principali spicca Stresa, da sempre considerata uno dei centri turistici più eleganti del Lago Maggiore e punto di partenza privilegiato per visitare le celebri Isole Borromee.

Il collegamento prosegue poi verso Cannero Riviera, dove ammirare i Castelli di Cannero, restaurati di recente dopo un lungo periodo di abbandono: emergono dalle acque del lago e sono uno dei simboli più caratteristici dell’Alto Verbano.

Il capolinea della Linea Lago è Cannobio, rinomata per il lungolago e per il tradizionale mercato domenicale, in programma dalle 8 alle 15, uno dei mercati più grandi e caratteristici del Piemonte.

Il bus effettua fermate anche ad Arona, Baveno, Pallanza e Verbania e la linea è integrata con i collegamenti ferroviari delle stazioni di Novara, Oleggio e Arona, mentre in prossimità di alcune fermate, come quella di Trecate, sono presenti aree di parcheggio che facilitano l’interscambio tra auto e trasporto pubblico.

Per  visitare le Isole Borromee, anche le fermate di Baveno e Intra, oltre a quella di Stresa, permettono un comodo accesso agli imbarcaderi. I biglietti sono acquistabili a bordo, tramite l’App STN e sulle principali piattaforme online dedicate ai servizi turistici, con tariffe a partire da 20 euro per il viaggio di andata e ritorno.

Arona sul Lago Maggiore
iStock
Tutto il fascino di Arona sul Lago Maggiore

Lago Maggiore Express, il viaggio che unisce battello e ferrovia

Tra le esperienze più complete per visitare il territorio ecco il Lago Maggiore Express, un itinerario che unisce la navigazione sul lago con il viaggio ferroviario nella la Valle Vigezzo e le Centovalli, con un percorso ad anello che può essere affrontato in entrambe le direzioni e con partenza da una qualsiasi delle località servite.

L’escursione permette di vivere in un’unica giornata due modalità di viaggio differenti, attraversando sia il territorio italiano sia il Canton Ticino, nella parte meridionale della Svizzera. Durante la navigazione sul Lago Maggiore si possono ammirare alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’area, come le Isole Borromee, i Castelli di Cannero Riviera, le Isole di Brissago e la città di Ascona, fino a raggiungere Locarno, all’estremità settentrionale del lago.

Il percorso prosegue poi a bordo del caratteristico treno a scartamento ridotto della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, una linea panoramica che tocca uno dei paesaggi più suggestivi dell’arco alpino, tra boschi, vallate, ponti e piccoli centri abitati. Durante l’escursione è possibile scegliere se pranzare a bordo oppure organizzarsi con un pranzo al sacco.

I collegamenti ferroviari di Trenitalia e Trenord assicurano inoltre il collegamento tra Domodossola e il Lago Maggiore in entrambe le direzioni.

Dal centro di Milano al Lago Maggiore in poco più di un’ora

Anche partendo da Milano si può raggiungere il Lago Maggiore in treno, evitando di utilizzare l’automobile.

Arona è una delle mete più facilmente raggiungibili: i treni regionali di Trenord e Trenitalia in partenza da Milano Centrale e diretti a Domodossola impiegano in media tra i 56 e i 60 minuti. La frequenza è elevata, con quasi venti collegamenti distribuiti nell’arco della giornata, circa uno ogni ora.

Anche Stresa è collegata con Milano Centrale con i treni regionali diretti a Domodossola. Il viaggio dura tra i 57 e i 60 minuti ed è una delle soluzioni più comode per visitare le Isole Borromee o trascorrere una giornata sul lungolago senza preoccuparsi del traffico.

Per raggiungere invece la sponda lombarda del Lago Maggiore è possibile scegliere Laveno-Mombello. I collegamenti regolari partono da Milano Centrale e richiedono circa un’ora e quaranta minuti, mentre in alcune date specifiche è disponibile anche il treno storico “Laveno Express“, con partenza da Milano Cadorna e un tempo di percorrenza di circa un’ora e quarantacinque minuti: il prossimo viaggio è previsto per il 20 settembre 2026.

Il Lago di Garda fa il giro del mondo e finisce su Forbes: svelato il suo lato più sorprendente

Par : losiangelica
9 juillet 2026 à 11:00

L’Italia resta una delle mete del cuore per gli stranieri e oltre alle grandi città d’arte sa far battere il cuore con location originali puntando l’attenzione su lati che, forse, noi diamo un po’ per scontato. Il Lago di Garda è il protagonista dell’elogio del Forbes che racconta questa meta come quella perfetta per godersi una vacanza wellness in estate.

La rivista americana ha dedicato un pezzo descrivendo questo angolo di paradiso come un concentrato di acqua termale, superfood locali e strutture pensati per staccare davvero la spina. E lo fa con un entusiasmo che, detto da una testata così autorevole, suona quasi come una certificazione internazionale.

Il Forbes elogia il Lago di Garda

Il Lago di Garda con le sue terme e borghi è il protagonista di uno speciale della rivista americana che lo propone come meta perfetta per chi vuole una vacanza a tema wellness mixando benessere, tempo all’aria aperta e contatto con la natura.

Grazie alle acque termali dalle proprietà riconosciute da diversi secoli, un microclima mite unico e una rete di percorsi ciclopedonali sa lasciare il segno. A fare la differenza ci pensa poi la tradizione agricola che si riflette sulla produzione commerciale delle eccellenze; dopotutto l’economia è strettamente legata alla coltivazione dei limoni e alla produzione di ottimo olio d’oliva che diventano protagonisti della cucina e di trattamenti proposti nei centri benessere.

Ciclisti ammirano il panorama del lago di Garda
iStock
Il Lago di Garda tra vacanza wellness e bike tourism

I luoghi citati

Tantissimi i luoghi citati nell’elogio al Lago di Garda del Forbes ma il primo a spiccare è il borgo di Sirmione: con la cittadina murata che caratterizza il lago e famosa per le Grotte di Catullo e per il castello medievale a due passi dalle sorgenti termale incanta tutti. L’acqua che sgorga è ricca di cloruro di sodio, bromo e iodio così da dare ottimi benefici a chi soffre di problemi all’apparato respiratorio o disturbi reumatici e cerca un supporto per la riabilitazione motoria.

Spostandosi sulla sponda orientale, a Colà di Lazise, Forbes cita il Parco Termale del Garda: tredici ettari di prati e cedri secolari, con due laghi termali all’aperto dove la temperatura dell’acqua oscilla tra i 33 e i 39 gradi.

Non allontanandosi troppo dal lago si raggiunge invece il parco termale più grande d’Italia secondo la rivista: l’Aquardens alterna lagune coperte e scoperte, grotte, bar, acqua e saune incluse quelle dove si pratica il celebre rituale dell’Aufguss.

La voglia di trascorrere tempo all’aperto è quella che spinge sempre più turisti a scegliere il Lago di Garda, potendosi godere sentieri e piste ciclabili che corrono lungo la costa. Il Bike Tourism qui è in crescita e i servizi di noleggio, anche di modelli elettrici o a pedalata assistita, sono un must.

La possibilità di camminare o pedalare qui dà modo di respirare un’aria fresca e particolare godendosi il microclima arricchito dal profumo dei limoni e degli agrumi, osservando il paesaggio rigoglioso grazie anche alle coltivazioni di ulivi. Oltre alle spiagge del Lago di Garda e ai bellissimi borghi della zona, il Lago di Garda si conferma una meta top per chi vuole fare una vacanza wellness a contatto con la natura.

Dalle Dolomiti al Lago di Bracciano, i luoghi di film e serie Tv italiani da raggiungere quest’anno

5 juillet 2026 à 17:00

Il set-jetting, o cineturismo, è una delle tendenze di viaggio più forti degli ultimi anni. Dopo aver conquistato tutti con fenomeni come The White Lotus, Emily in ParisBridgerton, oggi sono sempre di più i viaggiatori che scelgono la prossima destinazione ispirandosi ai luoghi visti sul grande e piccolo schermo. Attenzione però: non si tratta solo di visitare una location, ma di vivere in prima persona le atmosfere di un film o di una serie Tv che ci ha appassionato, passeggiando negli stessi borghi e ammirando quei panorami suggestivi che hanno catturato il nostro immaginario.

L’Italia, all’interno di questo trend, è una delle regine: dalle Dolomiti alla Toscana, passando per il Lago di Garda e città eleganti baciate dal sole, fino a piccoli borghi affacciati su un lago poco conosciuto, sono tanti gli scenari che quest’anno spopoleranno tra gli amanti del jet-setting grazie alle nuove produzioni cinematografiche ambientate nel Belpaese e di cui abbiamo parlato nei nostri articoli.

Le Dolomiti di “Una nuova vita” e di “Rosso Volante”

Tra le destinazioni che si candidano a diventare protagoniste del set-jetting di montagna nel 2026 ci sono le Dolomiti di Una nuova vita, la fiction con Anna Valle e Daniele Pecci. Girata tra Primiero San Martino di Castrozza e Predazzo, la serie valorizza alcuni degli scenari più spettacolari del Trentino, trasformandoli in un invito al viaggio.

Anna Valle e il laghetto Welsperg
Ufficio Stampa/iStock
Anna Valle e il laghetto Welsperg, location di “Una nuova vita”

Protagonista assoluta è San Martino di Castrozza, ai piedi delle Pale di San Martino, Patrimonio UNESCO, una località amata tutto l’anno tra escursioni estive, piste da sci e panorami mozzafiato.

San Martino di Castrozza, location di "Una nuova vita"
iStock
San Martino di Castrozza, location principale di “Una nuova vita”

Sullo schermo compaiono anche il suggestivo Laghetto Welsperg, immerso nella Val Canali, e Fiera di Primiero, borgo dal fascino alpino con eleganti edifici storici.

Completano questo suggestivo itinerario Tonadico e Sagron Mis, due piccoli borghi immersi nella natura che, grazie alla fiction, potrebbero diventare le nuove mete da segnare in agenda.

Le Dolomiti sono le regine del cineturismo italiano, complice anche l’eco delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Oltre alla fiction con Anna Valle, sono state protagoniste anche delle ambientazioni di Rosso Volante, il film con Giorgio Pasotti dedicato al campione di bob Eugenio Monti, è stato girato tra alcuni degli scenari più iconici delle Dolomiti Bellunesi.

Le location di "Rosso Volante": in foto Cortina d'Ampezzo
Ufficio Stampa RAI/iStock
Le location di “Rosso Volante”: in foto Cortina d’Ampezzo

Cuore delle riprese è stata Cortina d’Ampezzo, con le sue montagne Patrimonio UNESCO e luoghi simbolo come lo storico Hotel de la Poste, che nel film riporta in vita l’atmosfera degli Anni Sessanta. Accanto alla “Regina delle Dolomiti” compare anche San Vito di Cadore, immerso in una verde conca ai piedi delle cime bellunesi.

Il Lago di Bracciano di “A testa alta – Il coraggio di una donna”

Tra le location che hanno già conquistato i lettori (e viaggiatori) diventando protagonista del set-jetting italiano, c’è il Lago di Bracciano, scenario principale di A testa alta – Il coraggio di una donna, la serie Tv Rai con Sabrina Ferilli.

Le location di "A testa alta" con Sabrina Ferilli
Ufficio Stampa Mediaset/iStock
Le splendide location di “A testa alta” con Sabrina Ferilli

Le riprese si sono svolte in particolare ad Anguillara Sabazia, uno dei borghi più affascinanti del Lazio, affacciato sulle acque del bacino lacustre. Vicoli medievali, piazzette panoramiche e un suggestivo lungolago fanno da cornice a una destinazione che unisce tranquillità, storia e paesaggi romantici, perfetta per un weekend fuori porta.

La Bari di “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”

Tra le destinazioni che potrebbero beneficiare dell’effetto set nel 2026 c’è Bari, protagonista di Guerrieri – La regola dell’equilibrio, la serie Tv con Alessandro Gassmann ispirata ai romanzi di Gianrico Carofiglio.

Bari è la location principale di "Guerrieri"
Ufficio Stampa RAI/iStock
Bari è la location principale di “Guerrieri”

La fiction racconta una città elegante e autentica, tra il centro storico, il lungomare e i suoi luoghi simbolo, diventando un vero e proprio itinerario da seguire: le riprese attraversano il Tribunale di Bari, Palazzo Ietri, il quartiere Murat, Bari Vecchia con la celebre Via delle Orecchiette e il lungomare, mostrando una città ricca di fascino.

La serie si spinge anche oltre il capoluogo, accendendo i riflettori su alcuni dei borghi più belli della regione, come Giovinazzo, Trani e Monopoli, oltre ai centri dell’entroterra di Modugno e Grumo Appula.

La campagna laziale di “Benvenuti in campagna”

Tra i luoghi che potrebbero alimentare il desiderio di una fuga slow nel 2026 c’è la campagna laziale raccontata da Benvenuti in campagna, commedia con Maurizio Lastrico. Il film è stato girato tra antichi casali, laghi e borghi a pochi chilometri da Roma, trasformando la campagna in una vera protagonista della storia.

Una delle location del film "Benvenuti in campagna" è il Lago di Martignano
Vision Distribution/iStock
Le location di “Benvenuti in campagna” – In foto il Lago di Martignano (Lazio)

Il cuore delle riprese è Campagnano di Roma, circondato da boschi e sentieri e affacciato sul suggestivo Lago di Martignano, una delle oasi naturali più tranquille del Lazio. Nei dintorni spicca anche il Parco Regionale di Veio, con le sue cascate, i torrenti e i resti dell’antica città etrusca, meta ideale per chi cerca natura e relax.

Il viaggio prosegue a Monterosi, borgo attraversato dalla Via Francigena e che completa un itinerario perfetto per chi sogna di rallentare i ritmi e scoprire il volto più autentico della campagna romana.

Una delle location di "Benvenuti in campagna": il Lago di Martignano
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Un tranquillo tramonto sul Lago di Martignano

La Toscana romantica di “Non è un paese per single”

La Toscana continua a essere una delle mete più amate dal jet setting cinematografico, anche nel 2026. Sono tante le produzioni che hanno utilizzato i più bei luoghi della regione come location e uno degli ultimi ne celebra il volto più romantico: “Non è un paese per single“, tratto dal bestseller di Felicia Kingsley, esalta le colline della provincia di Siena e trasforma borghi medievali e vigneti in una cartolina che invita a partire.

Sant'Angelo in Colle è location di "Non è un paese per single"
iStock/Amazon MGM Studios
Location di “Non è un paese per single” – In foto: Sant’Angelo in Colle

Le riprese si sono concentrate tra Montalcino e la sua frazione Sant’Angelo in Colle, che sullo schermo diventa l’immaginario “Belvedere in Chianti”. Vicoli in pietra, piazzette, scorci sulla Val d’Orcia e panorami punteggiati di vigneti fanno da sfondo a una toccante storia d’amore.

I borghi medievali e la campagna toscana sono co-protagonisti del film "Non è un paese oer single"
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La fortezza di Montalcino domina il paesaggio e offre una vista unica sulla Val d’Orcia

Il Lago di Garda, set a cielo aperto che non passa mai di moda

Ci sono luoghi che continuano a ispirare registi e viaggiatori anno dopo anno e il Lago di Garda è proprio uno di questi. Tra borghi affacciati sull’acqua, strade panoramiche a strapiombo e castelli medievali, il lago più grande d’Italia resta una delle mete simbolo del cineturismo e del set-jetting italiano: da Tremosine sul Garda, con la spettacolare Strada della Forra resa celebre da 007 – Quantum of Solace, a Sirmione, protagonista di film romantici come Letters to Juliet e Love in the Villa, passando per Gardone Riviera con il Vittoriale degli Italiani, Riva del Garda e Malcesine, ogni angolo è una scenografia cinematografica a cielo aperto.

Strada della Forra, la più bella del mondo
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La spettacolare Strada della Forra di Tremosine

Dal Lago di Garda alla Costiera Amalfitana, queste passeggiate panoramiche conquistano il Guardian

29 juin 2026 à 07:30

L’Italia continua a conquistare la stampa estera con le sue bellezze indiscusse, ma questa volta lo fa grazie ai suoi itinerari a piedi immersi in paesaggi spettacolari che sembrano uscire realmente da una cartolina.

Il Guardian ha selezionato alcune delle passeggiate panoramiche più spettacolari d’Europa e, tra queste, spiccano due percorsi italiani che regalano viste indimenticabili: il Sentiero del Ponale, che regala viste spettacolari sulle acque del Lago di Garda, e il celebre Sentiero degli Dei, sospeso tra cielo e mare sopra la Costiera Amalfitana. Due escursioni diverse tra loro, ma unite da un filo rosso: regalano entrambe panorami mozzafiato, che rendono il cammino un’esperienza indimenticabile.

Sentiero del Ponale: panorami mozzafiato sul Lago di Garda

Tra le escursioni premiate dal Guardian c’è il Sentiero del Ponale, considerato uno dei percorsi più iconici del Lago di Garda. Lungo circa 10 chilometri tra andata e ritorno, parte dalla città di Riva del Garda (sulla sponda settentrionale del Benaco, in Trentino-Alto Adige) e segue l’antica strada scavata nella roccia che conduce verso la Valle di Ledro e il suo splendido lago, un gioiello blu incastonato tra le montagne verdeggianti, che regala panorami spettacolari a ogni scorcio.

Vista del Sentiero del Ponale, sul Lago di Garda
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Vista spettacolare del Sentiero del Ponale, sul Lago di Garda

Ben visibile anche dalla spiaggia di Riva del Garda e da Torbole, il tracciato è diventato uno dei simboli del territorio grazie al suo percorso che si sviluppa a strapiombo sul lago, attraversando suggestive gallerie ricavate nella montagna, e costeggiando vigneti, prati, casali e anche una cascata. Un sentiero speciale, da percorrere almeno una volta nella vita e che custodisce importanti testimonianze storiche: tra la seconda e la terza galleria, infatti, si trovano i resti della Tagliata del Ponale, un’imponente fortificazione militare realizzata dagli austriaci a partire dal 1860, con cunicoli scavati nella roccia e trincee.

Sentiero degli Dei: l’altro volto della Costiera Amalfitana

Nella selezione del Guardian non poteva mancare il celebre Sentiero degli Dei, considerato uno dei trekking più spettacolari d’Italia. Il percorso si snoda lungo un’antica mulattiera che collega Bomerano, frazione di Agerola, a Nocelle, sopra Positano, attraversando la dorsale dei Monti Lattari. Lungo circa 6,5 chilometri (che diventano circa 9 se si prosegue fino al centro di Positano), regala panorami mozzafiato sulla Costiera Amalfitana, sul Golfo di Salerno, sull’isola di Capri e sull’arcipelago de Li Galli.

Il nome del sentiero affonda le radici nella leggenda: si racconta che gli dei dell’Olimpo percorsero questo tracciato per soccorrere Ulisse, minacciato dalle sirene. Oggi il cammino conserva tutto il suo fascino, alternando antichi gradoni in pietra, terrazzamenti coltivati, boschi di lecci, macchia mediterranea e casali rurali che raccontano la storia della Costiera prima dell’arrivo delle strade moderne.

Lungo il percorso si incontrano scorci iconici come la Grotta del Biscotto: una cavità naturale che si apre lungo uno dei tratti più spettacolari del sentiero, circondata da pareti verticali che precipitano verso il mare. Numerosi i belvedere naturali lungo il cammino, che regalano panorami mozzafiato tra le falesie a picco sul mare e i profili delle montagne cilentane nelle giornate più limpide.

Apre il Giardino della Velarca, splendida casa-barca sul Lago di Como

27 juin 2026 à 10:00

Dopo poco più di sei mesi di lavori apre al pubblico il Giardino della Velarca a Ossuccio, sul Lago di Como, che completa il percorso di visita della celebre casa-barca progettata negli anni Cinquanta dallo studio milanese BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers), uno dei capolavori dell’architettura moderna italiana.

La Velarca, donata nel 2011 da Aldo e Maria Luisa Norsa al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e restaurata grazie a un lungo intervento concluso nel 2024, si arricchisce così del giardino immaginato dai progettisti. Il terreno di circa 325 metri quadrati si trova tra la strada statale e la riva del lago, in una posizione panoramica che guarda l’Isola Comacina e Villa del Balbianello, ai piedi della Torre del Barbarossa, anch’essa bene del FAI.

Un progetto sulla carta per oltre sessant’anni

La storia del giardino è strettamente legata a quella della Velarca: la famiglia Norsa aveva acquistato il piccolo appezzamento con l’idea di costruire una casa, ma il terreno non risultò edificabile: da tale limitazione nacque, insieme agli architetti del BBPR, l’intuizione di realizzare una casa-barca ormeggiata stabilmente davanti alla proprietà.

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@Roberto Morelli - FAI
L’inyterno della Velarca, la barca del FAI

Il progetto prevedeva fin dall’inizio anche uno spazio verde destinato a integrare la vita a bordo: un giardino rustico con ulivi, orto, terrazzamenti coltivati, una piccola fonte e una tettoia dove trascorrere il tempo all’ombra e ricevere gli amici. Come ricordò anni dopo l’architetto Lodovico Barbiano di Belgiojoso, grande attenzione era stata dedicata alla sistemazione della sponda, immaginata con muretti in pietra, fiori, ortaggi, rampicanti e aree pensate anche per pranzi all’aperto.

Quel progetto, però, non venne mai realizzato. Oggi, il FAI ha recuperato i disegni originali e li ha trasformati in realtà, reinterpretandoli per rispondere anche alle esigenze dell’accoglienza dei visitatori.

Il nuovo giardino tra architettura e accoglienza

 casa-barca del Giardino della Velarca
Foto Roberto Morelli_2026_© FAI
L’iconica casa-barca del Giardino della Velarca

L’intervento ha restituito vita a uno spazio progettato come naturale estensione della casa-barca: i bassi muretti in pietra disegnano piccoli terrazzamenti collegati da percorsi in pietra, mentre la vegetazione richiama il paesaggio del Lago di Como con nuovi ulivi, corbezzoli e melograni, affiancati agli alberi già presenti.

Nella parte finale del giardino trova posto una nuova tettoia in legno con copertura in cannicciato, anch’essa prevista nel progetto originario: realizzata in legno di rovere e caratterizzata dalle linee essenziali tipiche del linguaggio del BBPR, offre una zona ombreggiata per la sosta e ospita anche i servizi igienici.

Vicino all’ingresso è stato invece ricavato uno spazio dedicato all’accoglienza: ogni dettaglio dialoga con l’identità della Velarca, dai rivestimenti in legno color mogano fino ai pavimenti blu e agli arredi, pensati per richiamare gli interni della casa-barca.

Un’esperienza di visita ancora più completa

Con l’apertura del giardino, il pubblico può finalmente comprendere la Velarca nella sua concezione originaria, fatta di un continuo rapporto tra terra, acqua e architettura: gli stessi progettisti descrivevano questo equilibrio come il vero valore dell’opera, a sottolineare come fosse il dialogo tra la barca, il pontile, il lago e il giardino a creare un ambiente unitario.

L’inaugurazione del nuovo spazio coincide con gli appuntamenti di Sere FAI d’Estate, la rassegna che propone aperture straordinarie serali nei beni della Fondazione. Dopo il debutto del 26 giugno, sono previste ulteriori date nei mesi di luglio e agosto.

Gli interventi sul pontile e la mobilità sostenibile

La valorizzazione dell’area è stata accompagnata anche da interventi sulle infrastrutture: grazie al sostegno dell’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori e di Regione Lombardia, nel 2024 è stato restaurato lo storico pontile di Ossuccio, dove la Velarca è ormeggiata, ed è stato realizzato un nuovo pontile pubblico destinato anche alle imbarcazioni che collegano il sito con Villa del Balbianello.

La nuova struttura è inoltre dotata di una colonnina per la ricarica elettrica, pensata per favorire una mobilità lacustre più sostenibile e supportare anche le imbarcazioni utilizzate per il trasporto dei visitatori.

Orari e biglietti

La Velarca è visitabile fino al 18 ottobre, tutti i giorni ad eccezione dei lunedì e dei mercoledì non festivi, dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.

Il biglietto intero costa 8 euro, mentre il ridotto è disponibile a 5 euro per bambini dai 6 ai 18 anni, studenti tra i 19 e i 25 anni e soci del National Trust. Il biglietto famiglia è proposto a 20 euro. L’ingresso è gratuito per gli iscritti FAI, i residenti nel Comune di Tremezzina e i giornalisti.

Partono i treni storici e panoramici verso il Lago d’Iseo, puro incanto

20 juin 2026 à 14:30

Con l’arrivo dell’estate, tornano le occasioni per esplorare il territorio del Lago d’Iseo riscoprendo il fascino del viaggio su rotaia. Quest’anno, i protagonisti saranno due treni storici diversi: il Sebino Express da Milano e il treno panoramico che percorrerà la tratta finale tra Palazzolo sull’Oglio e Paratico.

Il 28 giugno 2026 è il turno del Sebino Express, storico convoglio che collega Milano Centrale a Paratico-Sarnico lungo il territorio bergamasco che regala una giornata all’insegna della natura e della scoperta. A questo si affianca il suggestivo nuovo treno panoramico sulla linea Palazzolo sull’Oglio-Paratico, recuperato grazie al progetto “Binari senza Tempo” della Fondazione FS Italiane e oggi dedicato al turismo lento e sostenibile, che accompagnerà i viaggiatori tutta l’estate, ogni sabato.

L’itinerario del Sebino Express tra Milano e il Lago d’Iseo

L’appuntamento è fissato per il 28 giugno 2026 con il Sebino Express, il treno storico che parte dalla stazione di Milano Centrale diretto verso Paratico-Sarnico. A trainarlo sarà una locomotiva diesel affiancata da carrozze “Centoporte” degli Anni Trenta, dalle carrozze Corbellini degli Anni Cinquanta e da un tradizionale bagagliaio ferroviario, per ricreare l’atmosfera dei viaggi del passato.

Lasciato il capoluogo lombardo, il treno si dirige verso il territorio bergamasco attraversando i paesaggi del Parco Regionale del fiume Oglio, ai piedi della Valle Camonica. Il percorso si sviluppa tra le dolci colline della Franciacorta e le prime propaggini delle Prealpi, fino a raggiungere il Lago d’Iseo, abbracciato dalle montagne e punteggiato da borghi che conservano testimonianze artistiche e tradizioni locali.

Il Sebino Express effettua una fermata a Palazzolo sull’Oglio e prosegue poi lungo gli ultimi dieci chilometri della linea fino alla stazione di Paratico-Sarnico. Proprio qui, sull’antico imbarcadero ancora esistente, si svolgeva un tempo il particolare servizio di traghettamento dei carri ferroviari caricati su chiatte e destinati alle acciaierie di Lovere.

Una volta arrivati a destinazione, i viaggiatori possono trascorrere la giornata passeggiando lungo le rive del lago oppure dedicarsi alla scoperta del patrimonio storico dell’entroterra. Tra le testimonianze più interessanti vanno segnalati i resti del castello medievale e della torre Lantieri, mentre tornando verso il lungolago è possibile osservare gli antichi pontili utilizzati per l’attracco delle chiatte impiegate nel trasporto delle merci.

L’itinerario del treno panoramico Palazzolo-Paratico

Tra i vigneti della Franciacorta e le acque del Sebino, la ferrovia Palazzolo sull’Oglio-Paratico (che quest’anno celebra suoi 50 anni) rappresenta uno dei percorsi più affascinanti della Lombardia e, per l’estate 2026 (a partire dal 27 giugno e fino al 29 agosto), la linea turistica sarà percorsa ogni sabato con otto treni programmati (quattro in una direzione e altrettanti nell’altra) dotati delle nuove carrozze panoramiche, pensate per permettere ai viaggiatori di godere appieno dei paesaggi che scorrono lungo il tragitto. Infatti, seppur breve, consente di scorgere campagne coltivate, scorci sul fiume e distese di vigneti, fino alle sponde del Lago d’Iseo.

La spettacolare carrozza panoramica sul tragitto da Palazzolo a Paratico-Sarnico
Ufficio Stampa FS
La spettacolare carrozza panoramica sul tragitto da Palazzolo a Paratico-Sarnico

Le nuove carrozze rappresentano un esempio concreto di sostenibilità e valorizzazione del patrimonio ferroviario: il progetto nasce, infatti, dal riuso e dalla successiva trasformazione di tre carri pianali dismessi in vetture panoramiche completamente aperte, realizzate presso le Officine Grandi Riparazioni di Rimini mediante un progetto sviluppato internamente al Gruppo FS, con il supporto delle migliori eccellenze ingegneristiche del settore ferroviario.

L’arrivo a Paratico permette inoltre di esplorare uno degli angoli più caratteristici della zona, il Bosco dei Taxodi,  particolare area naturalistica che si sviluppa tra terra e acqua e si distingue per la presenza di grandi alberi secolari che emergono proprio dallo specchio lacustre. Le passerelle in legno consentono di attraversare l’oasi e di immergersi in un ambiente suggestivo, dove natura e paesaggio si fondono in un contesto straordinario.

Come prenotare il viaggio

I biglietti per partecipare ai viaggi sono acquistabili tramite tutti i canali di vendita Trenitalia: è possibile effettuare la prenotazione sul sito ufficiale della compagnia, rivolgersi alle biglietterie presenti nelle stazioni oppure utilizzare le self-service.

I titoli di viaggio sono disponibili anche tramite le agenzie abilitate, per organizzare con facilità una giornata alla scoperta del Lago d’Iseo a bordo di treni che riportano in vita il fascino delle ferrovie di un tempo.

Da Brad Pitt a Matthew McConaughey, i Vip di Hollywood amano gli altri laghi italiani (oltre il mito di Como)

4 juin 2026 à 17:00

L’Italia da sempre sembra essere una calamita per i divi Hollywood. Dalla Capitale ai paesaggi della Costiera Amalfitana, i divi americani si innamorano soprattutto del Nord del Paese, dove i laghi diventano scenografie naturali che sembrano costruite apposta per il cinema. Paesaggi dipinti tra acqua e montagne, borghi storici, ville nascoste e una cultura gastronomica che completa l’appeal: è questo il mix che da anni attrae registi, attori e celebrity internazionali.

Se il lago di Lago di Como resta il simbolo assoluto (tra matrimoni vip, ville sontuose e residenze davvero hollywoodiane) oggi l’attenzione si sta allargando sempre più anche ad altri specchi d’acqua italiani, meno saturi ma altrettanto magnetici.

I parchi acquatici riaprono in anticipo per l’estate: scivoli da record e oasi esotiche per inaugurare la stagione

Par : elenausai10
29 mai 2026 à 13:30

Sfrecciare giù da scivoli mozzafiato alla velocità della luce, costruire barche di mattoncini colorati tra mille spruzzi o semplicemente rilassarsi al sole su una spiaggia di sabbia bianchissima: suona come il modo perfetto per inaugurare l’estate, vero? Quest’anno non c’è bisogno di aspettare il solstizio: con le temperature che stanno già registrando picchi tipicamente estivi in tutta la penisola, la voglia di freschezza e divertimento è scattata in anticipo.

Che siate alla ricerca di una discesa adrenalinica da altezze vertiginose o di lagune tranquille perfette per i più piccoli, i parchi acquatici italiani sono pronti a inaugurare una stagione da record con aperture anticipate e novità incredibili. Dalle sponde del Lago di Garda fino alle porte della Capitale, l’offerta di quest’anno unisce ambientazioni uniche al mondo e atmosfere tropicali.

Il castello di Ferrè è in vendita: il gioiello sul lago Maggiore ha un prezzo da capogiro

Par : losiangelica
27 mai 2026 à 12:30

Sul lago Maggiore ci sono splendidi castelli che raccontano una storia fatta di architettura, marmi e giardini, ma ci sono anche quelli che hanno fatto parlare di sé per il loro proprietario. Proprio come il castello Pellegrini di Stresa, posseduto da Gianfranco Ferrè e oggi tornato in vendita a un prezzo da capogiro, pronto a conquistare il mercato luxury.

Le Isole di Brissago tornano a stupire per l’estate con i loro giardini da sogno sul lago Maggiore

27 mai 2026 à 07:30

Nel cuore del lago Maggiore, esiste una coppia di piccole isole che sembrano appartenere a un altro mondo: luoghi fiabeschi fatti di palme, fioriture subtropicali, profumi mediterranei e sentieri sospesi sull’acqua. Sorgono a due passi dal Belpaese, nella Svizzera italiana, in particolare tra Ascona e Locarno e con la riapertura dei loro giardini botanici si trasformano nella meta più sorprendente dell’estate.

Le Isole di Brissago hanno riaperto alle visite per la stagione 2026 (fino al 18 novembre) e questo è il momento perfetto per organizzare una gita tra scorci sul lago, ville storiche e oltre 1.700 specie botaniche provenienti da tutto il mondo. La particolarità? Delle due isole se ne visita solo una, facilmente raggiungibile via acqua e trasformata in un piccolo paradiso verde galleggiante.

Cosa vedere alle Isole di Brissago

Il cuore dell’isola maggiore, San Pancrazio (chiamata anche Isola Grande), è un parco botanico di circa 2,5 ettari dove crescono specie che normalmente in Svizzera non sopravviverebbero. Qui invece prosperano all’aperto grazie al particolare microclima del lago Maggiore.

Per visitare questa meraviglia si passeggia attraverso ambientazioni ispirate alle cinque aree del mondo dal clima mediterraneo: dal bacino del Mediterraneo alla California, passando per Sudafrica, Australia occidentale e Cile centrale. Tra agavi, palme, eucalipti e fioriture esotiche, sembra quasi di viaggiare tra continenti diversi nel giro di poche centinaia di metri: un paesaggio che incanta.

Tra gli edifici simbolo dell’isola c’è Villa Emden, elegante residenza costruita negli Anni ’20 dal barone Max Emden. Oggi ospita un hotel-ristorante con terrazze panoramiche direttamente sull’elegante specchio d’acqua.

Il verde unico delle isole di Brissago, Svizzera
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Il giardino subtropicale dell’Isola Grande di Brissago, Svizzera

Nei weekend e nei giorni festivi il biglietto d’ingresso comprende anche una breve visita guidata botanica, perfetta per capire meglio la storia del parco e le caratteristiche delle specie più rare. Un dettaglio interessante soprattutto per chi esplora l’isola per la prima volta e vuole andare oltre la semplice passeggiata panoramica.

Uno degli aspetti più belli delle Isole di Brissago è il continuo dialogo tra vegetazione e paesaggio lacustre. I percorsi sono semplici, pianeggianti e adatti anche alle famiglie, e regalano scorci continui sulle montagne del Locarnese e sulla sponda del Gambarogno.

Biglietti e come visitarle

Per visitare le Isole di Brissago è necessario acquistare l’ingresso al parco botanico e il biglietto del battello. L’ingresso costa circa 10,40 euro per gli adulti (10 franchi svizzeri), mentre è gratuito per bambini e ragazzi fino a 16 anni. A questi costi va aggiunto quindi il battello: il biglietto andata e ritorno da Locarno parte da circa 20,60 euro a persona, mentre da Ascona il tragitto è più breve e generalmente più economico.

Sull’isola si possono utilizzare carte di credito, Twint e anche euro, anche se l’eventuale resto viene restituito in franchi svizzeri.

Come raggiungere le Isole di Brissago

Le Isole di Brissago si trovano nel bacino svizzero del lago Maggiore e sono raggiungibili esclusivamente via acqua. I battelli partono da Locarno, Ascona, Porto Ronco, Brissago e San Nazzaro. In particolare, da Ascona bastano circa 15-20 minuti di navigazione, mentre da Locarno il viaggio dura fra 40 minuti e un’ora, trasformandosi nell’occasione perfetta per fare una piacevole crociera panoramica sul lago.

L’isola Bisentina riapre, il nuovo itinerario del gioiello sul lago di Bolsena

Par : losiangelica
26 mai 2026 à 11:00

Nel Lazio ci sono autentici tesori che vanno oltre alla splendida Roma. Allontanandoci dal caos per raggiungere il lago di Bolsena c’è un’autentica chicca ad aspettarci: l’isola Bisentina che, per l’estate 2026, riapre le porte al pubblico con visite guidate. Vale la pena andarci, ecco cosa è utile sapere.

L’isola Bisentina riapre, date e prezzi

Le aperture ufficiali dell’isola Bisentina per l’estate 2026 partono sabato 20 giugno e proseguono fino al 1° novembre, con accesso garantito in alcuni giorni della settimana.

Per potervi accedere serve effettuare la prenotazione online obbligatoria, da fare in anticipo sul sito ufficiale dell’isola. I posti sono limitati, e nelle giornate festive vanno esauriti in fretta.

Il biglietto per un adulto costa 46,50 euro totali, suddivisi tra la visita guidata con guida certificata dalla Regione Lazio (25 euro), il servizio di prenotazione (1,50 euro) e il trasporto in battello, andata e ritorno (20 euro). Il pagamento del battello si fa direttamente all’imbarco, non online.

Cosa vedere

Il giro ad anello misura circa 1,5 km e si snoda tra boschi fitti, architetture rinascimentali e scorci improvvisi sul lago. La guida accompagna il gruppo lungo tutto il percorso, e non ci si allontana dal gruppo. Durante la visita non è consentita la balneazione, né si può fumare o fare picnic.

L’isola rimane proprietà privata e ci sono regole precise, ma è possibile portare con sé cani di piccola taglia se tenuti al guinzaglio.

Il percorso del 2026 prevede queste tappe:

  • La chiesa cinquecentesca dei Santi Giacomo e Cristoforo, restaurata di recente, con la cupola di piombo visibile anche dalla terraferma; il giardino all’italiana firmato dalla paesaggista Arabella Lennox-Boyd;
  • L’elegante darsena liberty voluta dall’industriale Giovanni Garassino, arrivata direttamente dall’Esposizione Internazionale di Torino del 1911;
  • La cappella di Monte Calvario, arroccata su uno sperone tufaceo a picco sull’acqua, con affreschi quattrocenteschi di Benozzo Gozzoli;
  • Il Bagno della Contessa, un angolo nascosto sul lato ovest dove nel 1912 la principessa Beatrice Spada Potenziani fece scavare gradini nella roccia per raggiungere la sua spiaggia privata;
  • La Malta dei Papi, un carcere sotterraneo raggiungibile solo tramite un pozzo profondo 30 metri, citato da Dante nel Paradiso e probabilmente di origine etrusca.
La chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo sull'isola Bisentina
Getty Images
La chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo nell’itinerario

Dove si trova l’isola Bisentina e come raggiungerla

L’isola Bisentina domina il lago di Bolsena. Siamo a circa 20 chilometri da Viterbo e poco più di 100 da Roma.

L’Isola Bisentina si raggiunge solo in battello, da due punti di partenza:

  • Bolsena (sponda nord-orientale) con circa 35 minuti di navigazione, 9 km dall’isola;
  • Capodimonte (sponda sud-occidentale) con circa 15 minuti, 3 km dall’isola. È il borgo direttamente affacciato sull’isola, con un lungolago tranquillo e caratteristico: se venite per la prima volta, è il punto di partenza consigliato.

In entrambi i casi, presentatevi all’imbarco almeno 10-15 minuti prima della partenza. In caso di lago mosso per forte vento, il biglietto rimane valido per tutta la stagione.

Chi preferisce non sbarcare può anche optare per una circumnavigazione dell’isola in battello, a 10 euro da Capodimonte o 14 euro da Bolsena. Un’alternativa più leggera, utile se si è con bambini piccoli o si ha poco tempo per la gita.

Viaggio a Gradoli, il cuore più autentico del Lago di Bolsena

22 mai 2026 à 14:30

Tra i profili dei Monti Volsini si nasconde un’altura tufacea sulla quale è “appoggiato” Gradoli, prezioso borgo della provincia di Viterbo. Con il Lago di Bolsena poco più sotto e una distesa di vigne che accompagna lo sguardo fino all’orizzonte, è un paesino dal carattere ruvido il giusto, plasmato dalla pietra vulcanica e dalla storia del Ducato di Castro.

Quando vi si arriva si viene accolti da strade raccolte, saliscendi improvvisi e scorci che si aprono verso l’acqua e il profilo severo del Palazzo Farnese, che a sua volta domina il grazioso nucleo antico dall’alto. In passato qui c’era una scala ripida che conduceva fino a un antico castello medievale costruito nella zona chiamata Pergola. Oggi sopravvivono pochi frammenti di quella fortificazione, tra cui una torre inglobata in abitazioni private e parte delle mura originarie.

A rendere unico questo angolo della Tuscia, però, contribuisce anche il Lago di Bolsena, il più grande bacino vulcanico d’Europa: le sue acque modificano il clima, addolciscono gli inverni e favoriscono una produzione agricola straordinaria.

Cosa vedere a Gradoli

Questo delizioso angolo di Tuscia per alcuni aspetti è il tipico borgo della zona in cui a colpire non sono di certo i colossali monumenti, in quanto incantano soprattutto i dettagli. Ma a differenza dei suoi “fratelli”, qui a contare sono l’atmosfera, il contrasto tra il tufo scuro delle case e la luce chiara del lago e il silenzio che arriva dai vicoli laterali durante le ore più calde del pomeriggio.

Palazzo Farnese

Massiccio, elegante e austero, il Palazzo Farnese rappresenta il simbolo assoluto del paese. Antonio da Sangallo il Giovane progettò l’edificio tra il 1517 e il 1526 per Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III. La struttura sorse sui resti dell’antica rocca medievale, scelta che racconta bene il passaggio dal sistema difensivo medievale alla raffinata architettura rinascimentale.

La facciata domina piazza Luigi Palombini e tra le sue mura compaiono sale affrescate, scalinate nobiliari e ambienti distribuiti su più livelli. L’antica dimora ospita oggi il Museo del Costume Farnesiano, raccolta sorprendente dedicata agli abiti tra XV e XVII secolo.

Collegiata di Santa Maria Maddalena

Accanto al Palazzo Farnese si alza il campanile elegante della Collegiata di Santa Maria Maddalena, il cui primo riferimento storico risale al XII secolo (anche se incendi e ricostruzioni ne hanno modificato profondamente l’aspetto originario).

L’attuale veste barocca regala interni raffinati, dominati da un prezioso pulpito in noce scuro realizzato dall’artigiano tedesco Matteo Siler. Notevoli anche gli affreschi absidali e il fonte battesimale attribuito alla scuola di Isaia da Pisa. Durante il Venerdì Santo la chiesa assume un ruolo centrale nella Processione del Cristo Morto, rievocazione con figure incappucciate, quadri viventi e fiaccole che trasformano le vie in una scena intensa, antica e profondamente sentita dalla popolazione locale.

Chiesa di San Magno

Circa 7 chilometri separano il centro storico dalla Chiesa di San Magno, costruita lungo le rive del lago. L’edificio in tufo venne legato al Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta nel XIV secolo, dopo l’espulsione dalla Terra Santa.

Si caratterizza per le sue linee semplici, il tetto a capriate e il portale rinascimentale. Tre elementi distinti che insieme vanno a creare una sorta di organismo sobrio ma molto suggestivo. Il luogo custodisce anche il celebre “Perdono di San Magno”, indulgenza plenaria celebrata il 19 agosto fin dal ‘600.

Chiesa di San Vittore

Fuori dal centro abitato, lungo l’omonima strada, a catturare l’attenzione è la Chiesa di San Vittore. Da queste parti tradizione popolare e leggenda si intrecciano in modo affascinante: un banco di nebbia avrebbe fermato un’incursione saracena salvando Gradoli dal saccheggio. Fu così che per ringraziamento venne edificata la chiesa.

L’interno è la casa di un affresco quattrocentesco della scuola senese dedicato alla Madonna delle Grazie, ancora molto venerato dagli abitanti.

Cosa fare a Gradoli

Il borgo di Gradoli possiede un’anima concreta, anche perché nessuna attrazione è stata costruita artificialmente per il turismo di massa. Le esperienze migliori nascono dal contatto diretto con il territorio, dalla cucina e dalle feste che scandiscono l’anno. Tra le attività da provare vi consigliamo:

  • Assaggiare il vino DOC Aleatico di Gradoli tra cantine e vigne vulcaniche: profumo aromatico, colore intenso e gusto morbido raccontano perfettamente il carattere del territorio.
  • Partecipare al Pranzo del Purgatorio durante il Mercoledì delle Ceneri: tradizione secolare della Fratellanza del Purgatorio che coinvolge circa 1800 persone attorno a piatti storici a base di fagioli, pesce di lago e vino locale.
  • Raggiungere il lungolago per una giornata tra spiagge tranquille e acqua limpida: più o meno 8 chilometri di costa permettono relax, nuoto, vela e percorsi ciclabili affacciati sul lago.
  • Visitare Gradoli durante “Aleatico in Festa”: evento estivo dedicato al celebre vino locale tra degustazioni, musica e prodotti della Tuscia.
  • Provare il Fagiolo del Purgatorio: piccolo legume bianco legato a una tradizione gastronomica antichissima. Si fa amare per il suo sapore delicato e per la consistenza cremosa.
  • Percorrere i vicoli del centro storico nelle ore serali: luci soffuse, odore di brace proveniente dalle trattorie e scorci sul lago che restituiscono la parte più autentica del paese.

Dove si trova e come arrivare

Gradoli si trova nella parte nord occidentale del Lago di Bolsena, nel territorio della Tuscia viterbese, a circa 35 chilometri da Viterbo e vicino al confine con la Toscana. Chi arriva in auto percorre generalmente la Strada Regionale Cassia oppure la Via Aurelia fino ai collegamenti interni verso il Lago di Bolsena. Il paesino risulta facilmente raggiungibile anche partendo da Orvieto, Montefiascone o Bolsena.

La stazione ferroviaria più vicina si trova a Orvieto (Umbria), da dove proseguono autobus e collegamenti su gomma diretti verso l’area del lago. Gradoli, in sostanza, rappresenta una scelta perfetta per chi cerca la Tuscia meno nota e più vera.

Centro storico di Gradoli, Lazio
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Passeggiando per il centro storico di Gradoli

In zona, infatti, i rumori sono davvero pochi, le tradizioni ancora intatte e in più c’è un magnifico lago che compare all’improvviso dietro una curva. Cosa volere di più?

Martana, l’isola che custodisce regine, reliquie e silenzi antichi nel cuore della Tuscia

10 mai 2026 à 15:00

Basta affacciarsi dal lungolago di Marta, nella sponda meridionale del Lago di Bolsena, per capire subito quale presenza calamiti lo sguardo. Poco oltre il porto, a circa 2 chilometri dalla riva, una massa scura interrompe la continuità dell’acqua con una linea curva, ma talmente tanto precisa da sembrare disegnata. Da lontano pare una mezzaluna, mentre da vicino rivela qualcosa di molto diverso: roccia vulcanica, vegetazione fitta, pareti tagliate a picco, ruderi, approdi nascosti, gallerie scavate nella pietra, memorie religiose, delitti politici e racconti tramandati per secoli.

Il suo nome è Isola Martana ed è la più piccola tra le 2 isole del lago con i suoi circa 10 ettari di superficie. Nata da un’esplosione subacquea avvenuta approssimativamente 132.000 anni fa, possiede un fascino quasi magnetico in quanto è un pullulare di fianchi ripidi, prodotti vulcanici stratificati, scarpate scure frequentate da uccelli acquatici, ma anche balze più dolci, terra fertile, lecci, ulivi, oleandri alti quanto alberi e molto altro ancora.

Una finestra vista lago, le location della nuova serie RAI svelano due splendidi borghi italiani

7 mai 2026 à 13:00

Le location di Una finestra vista lago, la serie Tv tratta dai romanzi di Adrea Vitali in arrivo in prima serata su Rai 1 dal 7 maggio 2026, riportano lo spettatore – non senza un pizzico di nostalgia –  a quella che doveva essere la vita in provincia negli Anni Trenta, quando ogni evento, triste o felice che fosse, veniva vissuto in una dimensione collettiva e condivisa.

Diretta da Marco Pontecorvo, la nuova serie RAI è ambientata a Bellamo: un borgo sul Lago di Como che nella realtà non esiste e che è stato ricreato utilizzando diversi scorci di altre piccole perle sui laghi italiani.

Ciclovia dell’Adige in primavera, da Resia al Lago di Garda tra vigneti e Alpi

2 mai 2026 à 14:00

L’Adige è il secondo fiume più lungo d’Italia, con oltre 400 chilometri di corso. Nasce, per l’appunto, in Alto Adige, nei pressi del Passo di Resia. Poi, scende verso il mare Adriatico attraversando la Val Venosta, Merano e Bolzano, il Trentino, Verona, fino alla foce nei pressi di Rosolina Mare, in provincia di Rovigo.

Da alcuni anni la prima parte del suo corso è affiancata da una scenografica e curata pista ciclabile lunga quasi 300 chilometri: la Ciclovia dell’Adige, che dal Passo di Resia al Lago di Garda accompagna i visitatori a scoprire un territorio sensazionale. La pista rientra nel grande progetto europeo EuroVelo 7, noto anche come Ciclopista del Sole, e propone un percorso in gran parte asfaltato, ben segnalato e quasi interamente in discesa, che lo rende adatto anche a ciclisti non allenati o a famiglie con bambini grandi. Maggio è il momento ideale per affrontare l’itinerario: le temperature sono miti, le folle estive ancora lontane e il paesaggio è letteralmente in fiore.

La Ciclovia dell’Adige: itinerario e caratteristiche

Il percorso completo della Ciclovia dell’Adige da Resia al Lago di Garda misura 280 chilometri ed è percorribile in cinque o sei giorni a ritmo tranquillo, con tappe tra i 45 e i 60 chilometri al giorno.

In ogni caso, si tratta di un itinerario flessibile e adattabile alle proprie esigenze: chi ama soprattutto la parte sportiva dell’esperienza può puntare a completarla in tre tappe, mentre chi ama i ritmi lenti potrà prendersi ogni sosta possibile.

Inoltre, la presenza capillare della rete ferroviaria lungo tutto il tracciato permette di iniziare o concludere il viaggio in qualsiasi punto. I treni regionali consentono il trasporto delle biciclette, anche se nei mesi di maggiore affluenza è consigliabile verificare la disponibilità in anticipo.

ciclovia adige primavera
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La ciclovia costeggia il fiume e i frutteti altoatesini

Ulteriore punto a favore della flessibilità è la possibilità di trovare lungo tutto il percorso numerosi punti di noleggio bici, comprese le e-bikes, spesso situati vicino alle stazioni ferroviarie.

Infine, caratteristica cruciale della Ciclovia dell’Adige è la presenza dei cosiddetti bicigrill, gli autogrill dei ciclisti. Strutture di ristoro per rifocillarsi, rinfrescarsi e recuperare le energie prima di rimettersi in sella e affrontare il tratto successivo.

Primo parte: Alto Adige

Il punto di partenza della Ciclovia dell’Adige è fissato al Passo di Resia, oltre 1500 metri di quota, al confine italiano con l’Austria e la Svizzera, dove il fiume nasce. Praticamente appena saliti in sella si costeggia una delle attrazioni più note e scenografiche dell’avventura ciclistica: il Lago di Resia, con il campanile del sommerso paese di Curon che emerge solitario dalle acque chiare.

ciclovia adige primavera
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Il campanile di Curon emerge dal Lago di Resia

La storia che si cela sotto quella superficie è tutt’altro che romantica. Tra il 1947 e il 1950, la costruzione di una grande diga idroelettrica da parte della Montecatini unificò i due laghi naturali preesistenti e sommerse completamente il borgo di Curon Vecchia: 163 case, 523 ettari di terreno coltivato, l’intera vita di una comunità. Gli abitanti furono evacuati e i paesi di Curon e Resia ricostruiti più in alto. Dell’antico villaggio rimase visibile soltanto la torre campanaria della chiesa romanica di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al 1357. È lì ancora oggi, a 1498 metri di quota, che svetta dall’acqua.

Questa prima parte del percorso, nota anche come percorso a sé stante con il nome di Ciclovia della Val Venosta, è in sostanziale discesa. Per arrivare fino a Merano si coprono circa 80 chilometri con un dislivello negativo di quasi mille metri.

La Val Venosta, stretta tra le montagne e che si giova di un clima particolarmente secco, è storicamente una terra di frutteti. In primavera, i meleti in fiore che costeggiano il percorso offrono uno spettacolo bianco e rosa, che ben si accosta alle cime ancora innevate delle Alpi sullo sfondo.

Tra le tappe da non perdere in questo tratto c’è Glorenza (Glurns in tedesco), una delle città murate meglio conservate dell’Alto Adige, con le sue torri medievali e i vicoli caratteristici.

ciclovia adige primaveraIl centro di Glorenza

La parte altoatesina della Ciclovia dell’Adige prosegue poi toccando Merano e Bolzano. La prima delle due città, adagiata nel suo bacino coronato dalle montagne, ha un microclima talmente mite da permettere la fioritura di palme e cipressi. Merano è stata per secoli la meta prediletta dell’aristocrazia asburgica in cerca di cura e riposo. Le terme di Merano portano avanti tale tradizione: per il ciclista che ha le gambe stanche, un pomeriggio tra le acque termali è il modo perfetto per ricaricarsi prima di ripartire verso Bolzano.

Il tratto tra Merano e Bolzano è lungo una trentina di chilometri, quasi pianeggiante, immerso in una distesa continua di meleti e vigneti. Bolzano, con i suoi castelli e i campanili delle sue chiese, è la città bilingue per eccellenza, dove l’anima italiana e quella tirolese convivono.

Seconda parte: Trentino

Superato il confine con il Trentino, il paesaggio cambia ancora. Scenari aperti riempiono lo sguardo, mentre i tanti castelli punteggiano le alture circostanti, dominando il territorio, come fanno, a titolo di esempio, il Castello del Buonconsiglio a Trento o Castel Sabbionara ad Avio. Di fianco alla pista ciclabile il placido corso del fiume si adagia in un letto più ampio, rallentando la sua corsa.

Il tratto trentino del percorso è lungo un centinaio di chilometri, passando più volte da una sponda all’altra dell’Adige.

La città di Trento merita di prendersi una pausa. Il centro storico, con il Duomo e la Fontana del Nettuno, è uno dei meglio conservati del nordest italiano. Il MUSE, il museo delle scienze progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2013, è una tappa imperdibile e particolarmente raccomandato per chi viaggia con bambini.

Da Trento, il percorso scende verso Rovereto, la città che ospita il MART, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, uno dei più visitati d’Italia.

Arrivo: il Lago di Garda e le altre destinazioni

Da Rovereto si possono compiere diverse scelte. Per chi ha l’obiettivo di arrivare sulle sponde del Lago di Garda, si piega verso ovest, imboccando la via ciclabile Adige-Garda che connette la città del MART a Riva del Garda, all’estremo settentrionale del lago.

Gli ultimi chilometri prima di Riva del Garda sono tra i più scenografici. La ciclabile scende dalla diga di Mori e si inerpica lungo il percorso di una ex ferrovia, attraverso la Vallagarina, con le prime vedute sul lago che compaiono improvvisamente tra le fronde degli alberi. Quando finalmente il Lago di Garda si apre davanti agli occhi, è difficile non fermarsi per scattare una foto ricordo.

Tanti cicloturisti, invece, preferiscono dirigersi verso sud e oltrepassare Ala e Avio, entrare in Veneto e proseguire fino a raggiungere Verona, individuata come meta ultima. Vi si arriva dalla frazione di Chievo, attraversando un’ultima volta l’Adige sull’affascinante ponte-diga che lì si trova.

ciclovia adige primavera
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Il ponte diga del Chievo, alle porte di Verona

Un’ultima possibilità, per chi vuole aggiungere ancora un bel numero di chilometri in sella all’itinerario, è quello di proseguire fino alla foce dell’Adige, a Rosolina, in provincia di Rovigo. Si passa così da Cologna Veneta a Legnago, quindi si attraversano Badia Polesine, Rovigo, Cavarzere. Si tratta di una lunga, piacevole conclusione pianeggiante, passando in mezzo a campi coltivati e campagna agricola, uno scenario completamente diverso dai picchi alpini da cui si era partiti, ma altrettanto affascinante.

Le più belle mostre da vedere a maggio 2026 in Italia, da Nord a Sud

1 mai 2026 à 07:30

Sono imperdibili le mostre che vengono inaugurate in Italia nel mese di maggio o che sono ancora in corso e che vale davvero la pena vedere: da Mimmo Paladino a Peggy Guggenheim, dal celebre Miles Davis a Werner Bischof e Olivetti, gli appuntamenti di primavera con l’arte, il design e la cultura sono tutti da segnare.

Ecco le dieci mostre selezionate per voi da vedere questo mese, da aggiungere alla lista di cose da fare nel vostro weekend in città a Milano o Venezia, oppure alla vostra gita fuori porta a Rovereto, Verbania, Bassano del Grappa o al Lago di Como.

Mimmo Paladino a Milano

Dal 16 maggio al 26 luglio 2026, Palazzo Citterio accoglie il ritorno di Mimmo Paladino con una mostra pensata appositamente per la Sala Stirling. A distanza di anni dalla sua ultima grande personale in città, l’artista presenta un progetto che ruota attorno ai celebri “Dormienti“, una delle sue opere più iconiche, qui riallestita in dialogo diretto con lo spazio espositivo.

Accanto all’installazione, anche un nucleo di lavori su carta del 1973, che permettono di entrare nelle radici della sua ricerca artistica. Il risultato è un percorso essenziale ma intenso, in cui materia, simbolo e silenzio si intrecciano, offrendo una nuova lettura di uno dei protagonisti più influenti dell’arte italiana contemporanea.

Alessandro Mendini a Verbania

Dal 16 maggio al 27 settembre 2026, Villa Giulia ospita “Alessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi”, una grande antologica dedicata a Alessandro Mendini. La mostra ripercorre la sua carriera attraverso circa 130 opere, dagli esordi nel Radical Design milanese fino alle sperimentazioni postmoderne che hanno ridefinito il linguaggio del progetto.

Il percorso è costruito come un insieme di “stanze-mondo”, ognuna dedicata a un’opera iconica: dalla Poltrona di Paglia alla celebre Poltrona di Proust, fino a oggetti e arredi che trasformano il design in racconto visivo e concettuale. Disegni, materiali e progetti accompagnano le opere, restituendo la dimensione teorica e visionaria della sua ricerca. La mostra mette in luce l’idea centrale di Mendini: abbattere i confini tra arte, design e vita quotidiana, trasformando ogni oggetto in un’esperienza estetica e culturale.

Alessandro Mendini sulla Poltrona di paglia
Enrico D. Bona/Archivio Alessandro Mendini
Alessandro Mendini seduto sulla Poltrona di paglia

Giacomo Balla e il Futurismo a Rovereto

Dal 16 maggio al 18 ottobre 2026, il Mart Rovereto ospita “Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia”, una grande mostra dedicata al maestro futurista Giacomo Balla. Per la prima volta in Italia viene presentata integralmente la collezione della Fondazione Biagiotti Cigna, con circa 200 opere tra dipinti, oggetti, abiti e manufatti.

Il percorso racconta l’idea rivoluzionaria di “arte totale” sviluppata da Balla, che insieme a Fortunato Depero teorizzò la trasformazione del quotidiano in esperienza artistica. Non solo quadri, quindi, ma mobili, design e moda: tutto diventa linguaggio creativo, attraversato da linee dinamiche, vortici e colori in movimento. La mostra mette in luce anche il ruolo della stilista Laura Biagiotti, che ha raccolto e valorizzato queste opere, contribuendo a creare una delle collezioni più importanti dedicate all’artista. Un’esposizione immersiva che racconta un Futurismo vivo, capace ancora oggi di dialogare con il presente.

Miles Davis a Pordenone

Pordenone celebra Miles Davis con una mostra immersiva che si ascolta (prima ancora di guardarsi): dall’8 maggio al 12 luglio 2026, Villa Cattaneo ospita “MILES DAVIS 100 – LISTEN TO THIS!“, un progetto espositivo unico dedicato al leggendario trombettista e compositore jazz statunitense, considerato uno dei più influenti e innovativi musicisti del XX secolo, nel centenario della sua nascita. Non una semplice mostra, ma un’esperienza immersiva che mette al centro l’ascolto: grazie a un archivio interattivo con oltre 2.000 registrazioni, i visitatori possono esplorare l’universo sonoro dell’artista in modo diretto e coinvolgente.

Il percorso si articola in diverse sezioni tematiche tra materiali d’archivio, fotografie, vinili e oggetti iconici – tra cui anche la sua tromba originale – restituendo tutte le sfaccettature di una figura che ha rivoluzionato la musica del Novecento. Inserita nel percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, la mostra trasforma la città in un punto di riferimento per gli appassionati di musica e cultura contemporanea, ma non solo.

Miles Davis in una foto del 1984
Anthony Barboza
Il celebre Miles Davis in una foto del 1984

William Turner sul Lago di Como

Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, Como rende omaggio a William Turner con una grande mostra diffusa tra il Palazzo del Broletto e la Pinacoteca Civica di Como. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Tate, riunisce acquerelli e dipinti provenienti dalle collezioni londinesi, mettendo al centro il legame tra l’artista e il paesaggio italiano.

Il percorso racconta come il viaggio abbia plasmato la visione di Turner, con un focus particolare sul Lago di Como: qui luce, acqua e atmosfera diventano protagonisti assoluti, trasformando il paesaggio in esperienza emotiva e quasi astratta. Dalle prime vedute del 1819 fino agli studi più maturi, emerge un’evoluzione che porta la natura a dissolversi nella pittura, anticipando sensibilità moderne.

Ad arricchire la visita, anche un film immersivo dedicato ai viaggi dell’artista e una sezione parallela sull’arte contemporanea che esplora il tema del colore. Una mostra che non è solo un omaggio a Turner, ma un invito a guardare il Lago di Como con occhi completamente nuovi.

Peggy Guggenheim a Venezia

Inaugurata il 25 aprile e fruibile fino al 19 ottobre 2026, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita “Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista”, la più ampia mostra mai dedicata agli esordi della celebre mecenate. L’esposizione ripercorre il periodo londinese tra il 1938 e il 1939, quando la sua galleria Guggenheim Jeune divenne un punto di riferimento per le avanguardie europee.

In mostra ci sono opere di artisti che hanno segnato il Novecento, da Vasily Kandinsky a Piet Mondrian, insieme a materiali d’archivio che raccontano un momento di straordinario fermento culturale, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Più che una semplice retrospettiva, la mostra svela la rete di incontri e influenze – tra artisti, scrittori e intellettuali – che hanno contribuito a definire lo sguardo visionario di Peggy Guggenheim. Un viaggio dentro la nascita di una delle collezioni più importanti al mondo, che proseguirà poi a Londra e New York, trasformandosi in un racconto internazionale dell’arte moderna.

Collezione Peggy Guggenheim Venezia
Collezione Peggy Guggenheim dal Canal Grande a Venezia

Stefano Torrione con Sacred Bread a Milano 

Dal 7 maggio al 28 giugno 2026, lo Spazio Messina della Fabbrica del Vapore di Milano ospita “Sacred Bread – Le vie del pane“, la mostra fotografica di Stefano Torrione che trasforma uno degli alimenti più quotidiani in un racconto potente e universale.

Attraverso 77 scatti in bianco e nero, il percorso segue le antiche rotte del pane lungo il Mediterraneo e oltre, dalla Mesopotamia al Nord Africa, fino all’Europa, intrecciando tradizioni, rituali e identità culturali. Il pane emerge così non solo come nutrimento, ma come simbolo di vita, fede e condivisione, capace di unire popoli e religioni diverse.

Il progetto, nato da un viaggio durato oltre sei anni e ispirato agli scritti di Predrag Matvejević, restituisce uno sguardo profondamente umano e quasi spirituale, in cui ogni immagine racconta gesti antichi e saperi tramandati. Una mostra che diventa anche un invito a riflettere sui conflitti del nostro tempo, ricordando ciò che accomuna le culture più di quanto le divida.

Werner Bischof a Milano

Dal 19 maggio al 18 ottobre 2026, potrete scoprire il mondo attraverso lo sguardo empatico di Werner Bischof, con 200 scatti originali affiancati da materiali d’archivio e un documentario, per ripercorrere la carriera di un autore tra i più importanti protagonisti del fotogiornalismo del Novecento, nato 110 anni fa.

La retrospettiva “Point of view” è ospitata dal Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, con un percorso che si snoda in quattro sezioni che seguono i suoi viaggi tra Europa, Asia e Americhe, attraversando alcuni dei momenti più complessi del XX secolo, dalla devastazione del dopoguerra alle realtà segnate da povertà e cambiamento. Una mostra da non perdere per chi ama la fotografia che non si limita a osservare, ma riesce ancora a interrogare il presente.

Fruibile dal martedì alla domenica, ore 10:00-18:00 con ultimo ingresso ore 17.30.

Werner Bischof in mostra a Milano
Werner Bischof / Magnum Photos
Le opere di Werner Bischof in mostra a Milano

Olivetti a Bassano del Grappa (VI)

Inaugurata il 24 aprile e fruibile fino al 27 settembre 2026, la mostra “Olivetti. L’arte di comunicare” è accolta nelle sale affrescate di Palazzo Sturm di Bassano del Grappa: un viaggio che racconta la visione rivoluzionaria dell’azienda fondata da Camillo Olivetti.

In dialogo con il Museo della Stampa Remondini, il percorso riunisce circa 130 tra oggetti, opere e documenti per ripercorrere la nascita di uno “stile Olivetti” riconosciuto a livello internazionale. Non solo pubblicità, ma un’idea di comunicazione totale che investe prodotti, spazi e cultura d’impresa. Articolata in cinque sezioni, la mostra mette in luce un modello ancora attualissimo: innovazione tecnologica, attenzione estetica e responsabilità sociale come parti di un unico racconto coerente. A completare l’esperienza, audioguida, visite guidate e incontri tematici che rileggono l’eredità olivettiana in chiave contemporanea.

Keita Miyazaki a Venezia

In occasione della 61ª Biennale di Venezia, dal 9 maggio al 13 settembre 2026 il Museo d’Arte Orientale di Venezia ospita “From Water To Form”, la mostra personale dell’artista giapponese Keita Miyazaki che fa incontrare l’arte contemporanea giapponese con i tesori dell’Antico Oriente. Il progetto ruota attorno al tema dell’acqua come elemento originario e trasformativo, capace di distruggere e rigenerare, creando un ponte simbolico tra la cultura giapponese e l’identità stessa di Venezia.

Le opere dialogano con la collezione permanente del museo, mettendo in relazione arte antica e contemporanea attraverso il gesto artigianale, inteso come pratica quasi rituale. Oltre agli spazi espositivi, la mostra si estende anche alla Giudecca con un’installazione pubblica site-specific, rafforzando il legame tra materia, città e tradizione. Un’esperienza immersiva e meditativa, perfetta per chi visita Venezia durante la Biennale.

Potrete raggiungere la mostra di Keita Miyazaki dal martedì alla domenica, dalle 10_00 alle 18:00, con ultimo ingresso ore 17:00.

Keita Miyazaki e le sue opere
Roberto Apa/Gallery Rosenfeld
Keita Miyazaki e le sue opere

Una nuova tratta della ciclovia sul Lago di Garda è completata: ecco dove

Par : elenausai10
27 avril 2026 à 13:30

Nel 2025, il Lago di Garda ha sfiorato i 28 milioni di presenze turistiche: numeri che non sorprendono considerando che, oltre a essere il lago più grande d’Italia, vanta paesaggi mozzafiato. Dalle maestose Dolomiti a nord ai vigneti e borghi pittoreschi del versante sud, questi panorami possono essere ammirati in diversi modi, anche in sella a una bici.

Il progetto della Ciclovia del Garda continua infatti a crescere ed è stato annunciato il completamento di una nuova tratta a Torri del Benaco, lunga 2,3 chilometri.

La nuova tratta ciclabile a Torri del Benaco

Il completamento del nuovo segmento a sud del borgo di Torri del Benaco segna un passo avanti fondamentale per la mobilità dolce del Lago di Garda. Si tratta di un percorso di 2,3 chilometri che corre parallelo alla Gardesana Orientale, permettendo finalmente di separare il flusso delle biciclette dal traffico veicolare, spesso congestionato oltre i limiti della sostenibilità durante l’alta stagione.

L’opera, pur accolta con entusiasmo per la sua utilità funzionale, non ha mancato di sollevare qualche dibattito locale legato all’impatto paesaggistico. Alcune critiche si sono concentrate sulla struttura a sbalzo e sulle ringhiere di protezione, ritenute da alcuni troppo impattanti sulla visuale del lago. Eppure, per chi pedala, il valore aggiunto è indiscutibile: la possibilità di godersi il panorama lontano dai pericoli della statale trasforma radicalmente l’esperienza del viaggio.

Questo nuovo tratto si inserisce nella visione più ampia della pista ciclabile del Garda, o Garda by Lake, un progetto ambizioso che mira a creare una delle ciclovie più spettacolari d’Europa.

Le tratte ciclabili completate e già percorribili

Il segmento di Torri del Benaco è solo l’ultima tappa di un percorso che sta crescendo stagione dopo stagione. Ecco i tratti completati da non perdere, ognuno con la propria anima e il proprio panorama:

  • Limone sul Garda-Località Pescarol: è il primo tratto completato nel 2018 diventato il simbolo della nascita della Ciclovia. Sulla sponda bresciana, questi 2,5 chilometri offrono una passerella a sbalzo sospesa che regala la sensazione di pedalare a picco sull’acqua. È aperta anche ai pedoni e illuminata scenograficamente di notte.
  • Torbole-Riva del Garda: nel punto più a nord del lago, la ciclabile offre 5 chilometri di tracciato pianeggiante che collegano le due perle trentine, snodandosi tra parchi curatissimi, spiagge e servizi turistici di ogni tipo.
  • Garda-Punta San Vigilio: questa tappa parte dal centro di Garda e si addentra in uno degli angoli più poetici del Benaco. Il percorso è vario e avventuroso: inizia sul lungolago, alterna tratti pavimentati allo sterrato e affronta una breve salita su sentiero più naturale prima di ridiscendere verso Punta San Vigilio.
  • Bardolino-Garda: questo percorso ciclo-pedonale unisce due delle località più famose del lago con un tracciato fluido e quasi interamente pavimentato.
  • Peschiera-Lazise: partendo dall’estremità meridionale del lago, a Peschiera, questa via ciclo-pedonale risale la costa verso nord su un fondo prevalentemente in terriccio. Il percorso si immerge nel cuore del turismo gardesano, lambendo le spiagge e i vivaci campeggi della zona.

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