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Grotte della Poesia e Roca Vecchia in Puglia, cambia tutto: arriva il ticket per visitarle

Par : elenausai10
20 juillet 2026 à 11:30

Una delle mete più fotografate del Salento cambia volto. Le Grotte della Poesia, le piscine naturali scavate nella roccia di Roca Vecchia, non saranno più ad accesso libero per i turisti: da questa stagione l’ingresso all’area archeologica avrà un costo di 5 euro.

Una decisione che nasce da ArcheoRoca, il progetto di partenariato pubblico-privato firmato dal Comune di Melendugno insieme ad ArtWork, pensato per gestire, tutelare e valorizzare uno dei siti più identitari e insieme più fragili della costa adriatica salentina.

L’obiettivo è gestire un flusso turistico che negli ultimi anni ha spesso superato la capacità di accoglienza del luogo, garantendo al tempo stesso servizi, sicurezza e manutenzione a un patrimonio che è naturale, archeologico e culturale insieme.

Il ticket per visitare le Grotte della Poesia e Roca Vecchia

Il sito sarà accessibile ogni giorno con orario continuato: dalle 9:00 alle 20:00 a luglio, dalle 9:00 alle 19:00 nei mesi di agosto e settembre. Il biglietto d’ingresso, fissato a 5 euro, potrà essere acquistato direttamente alle biglietterie collocate nell’area del Castello e in quella delle Grotte della Poesia, oppure comodamente online, tramite il portale dedicato.

Non tutti pagheranno la stessa cifra: chi risiede nel Comune di Melendugno, in provincia di Lecce, entrerà gratuitamente, mentre per famiglie e gruppi sono state predisposte tariffe agevolate. Una scelta che punta a bilanciare due esigenze spesso in conflitto: da un lato tutelare il diritto dei residenti a vivere gratuitamente il proprio territorio, dall’altro chiedere un piccolo contributo ai visitatori esterni per finanziare la manutenzione, la sorveglianza e la valorizzazione di un’area che ogni estate accoglie decine di migliaia di persone.

Il progetto ArcheoRoca, ricordiamo, non riguarda solo la grotta più celebre, ma l’intero comparto archeologico di Roca Vecchia, di cui la grotta rappresenta solo la porta d’accesso più scenografica.

Come visitare l’area di Roca Vecchia

Non fatevi ingannare dai contenuti condivisi sui social, con tuffi spettacolari nelle acque turchesi della grotta, perché la realtà della visita è oggi molto più regolamentata. Bagni, tuffi e accesso ai cunicoli sotterranei non sono consentiti: le due cavità che compongono il complesso, la Poesia Grande e la Poesia Piccola, si osservano dall’alto, seguendo percorsi pensati per la sicurezza dei visitatori e la tutela del sito.

Acquistando il biglietto unico, potrete partecipare a un percorso guidato lungo l’intera area archeologica, scoprirla con visite autonome supportate da audioguida o provare l’esperienza immersiva con visori per la realtà virtuale, pensata per raccontare come doveva apparire Roca Vecchia nei secoli delle fortificazioni messapiche e delle incursioni turche.

Scoprire la grotta e l’area circostante con una guida da sicuramente un valore aggiunto all’esperienza perché, in realtà, è molto più che una piscina naturale. Nasconde una storia lunga millenni: nella Poesia Piccola sono state trovate iscrizioni messapiche, greche e latine, incise probabilmente dai naviganti prima di partire verso la Grecia e l’Albania. Tutt’intorno, gli scavi hanno riportato alla luce un sistema di fortificazioni dell’età del bronzo, tracce di incendi legati ad assedi e i segni di una città più volte distrutta e ricostruita, fino al saccheggio turco del 1480 e alla definitiva distruzione ordinata nel 1544.

A questo intreccio di archeologia e leggenda si aggiunge il racconto popolare che dà il nome al luogo: quello di una principessa la cui bellezza avrebbe attirato poeti da ogni dove, trasformando la grotta in una fonte di ispirazione.

Questo romanzo ci porta nel Salento degli anni Sessanta

12 juillet 2026 à 13:00

C’è una regione amatissima, che ogni anno richiama tantissimi turisti da tutta Italia, ma anche dal resto del mondo. È la Puglia, con la sua natura sorprendente, spiagge che sembrano rubate da una cartolina, una costa con scorci che levano il fiato e punteggiata da città bellissime e borghi affascinanti.

Ed è in quella Puglia, ma un po’ diversa, che ci porta il nuovo romanzo di Francesca Giannone, Gli anni in bianco e nero pubblicato da Casa Editrice Nord.

Autrice bestseller, è una delle penne più apprezzate del panorama letterario nostrano.

E con questa nuova storia ci fa viaggiare indietro nel tempo per raggiungere il Salento degli anni Sessanta. Senza dubbio ben diverso da quello che conosciamo oggi, ma il suo romanzo diventa comunque l’ideale guida di viaggio da utilizzare per visitare la zona di Lecce e dintorni, per confrontare le immagini di allora con quelle di oggi, ma anche per assaporare luoghi che colmano lo sguardo di meraviglia. I posti del Salento che vale la pena visitare insieme a Gli anni in bianco e nero.

Nel Salento degli anni Sessanta con il romanzo di Giannone

Prima di immergerci nei luoghi del nuovo romanzo di Francesca Giannone, Gli anni in bianco e nero, va ricordato che si tratta di una storia al femminile, quella di quattro sorelle che devono vivere seguendo le rigide regole di un padre che non lascia loro spazio, ma che cercano comunque il loro posto. La voce narrante è Mimì, la più piccola che vuole diventare regista.

Lecce in Puglia: il Salento nel libro di Giannone
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Lecce in Puglia: il Salento nel libro di Francesca Giannone

Il paese  in cui abitano è a 15 chilometri da Lecce ed è proprio da questo luogo meraviglioso che parte il nostro viaggio. Città di incredibile bellezza, culla del Barocco, ha una storia che si perde nel passato più remoto, infatti basti pensare che ha origini messapiche e custodisce resti archeologici romani. Camminare per le sue strade somiglia a un sogno in cui a dominare è il bianco delle costruzioni, grazie a quella pietra tipica della zona che la fa quasi brillare.

I luoghi magici da visitare sono tanti, il centro storico va assolutamente girato a piedi e apprezzato: tra le meraviglie non si può non citare il Duomo, ovvero la Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, una costruzione che leva il fiato.

Ma anche le porte che consentono l’accesso al centro storico, come Porta Rudiae che è stata ricostruita nel corso del Settecento e si inserisce perfettamente nell’epoca barocca.

Tra gli altri luoghi che riecheggiano nelle pagine del romanzo vi è piazza Sant’Oronzo, luogo iconico della città. Qui, infatti, si concentrano tantissimi monumenti imperdibili. A partire dall’Anfiteatro romano che si può in parte vedere, oppure la colonna che è dedicata allo stesso santo ed è alta 29 metri, senza dimenticare palazzi ed edifici religiosi.

Queste sono solo alcune delle tappe “obbligate” mentre si visita Lecce, sempre tenendo tra le mani il romanzo di Francesca Giannone. Ma poi vale anche la pena sedersi da qualche parte e lasciare che le immagini trasportate su carta prendano vita dinanzi ai nostri occhi.

Dove andare vicino a Lecce seguendo il libro di Francesca Giannone

Il Salento è una terra di grande bellezza e meraviglia e ci sono tantissimi luoghi da raggiungere, sempre con la compagnia del romanzo di Francesca Giannone, un libro al femminile, potente e che lascia il segno.

Tra i tanti da visitare c’è Otranto, che si affaccia sull’Adriatico con la sua storia antica. Un passato che vede questa cittadina essere prima greca-messapica, poi romana, bizantina e, anche, aragonese. Un mix incredibile che ha la sua espressione negli edifici che si incontrano lungo le sue strade. Da citare il Castello Aragone, innalzato tra il 1485 e il 1498 e poi oggetto di modifiche.

Calimera, poi, si trova a soli 16 chilometri da Lecce fa parte della Grecia Salentina: tra suggestive chiese e strade, nella zona limitrofa della città non mancano segni antichissimi con la presenza di monumenti megalitici.

Porto Cesareo, invece, è la destinazione ideale per chi cerca spiagge da sogno con un’acqua trasparente e sabbia fine e chiarissima.

Infine, ma la lista dei luoghi da visitare in questa zona della Puglia sarebbe molto più lunga,  Gallipoli si affaccia sullo Ionio ed è la meta ideale per chi cerca mare e storia racchiusi in un unico luogo: dal centro storico che invita all’esplorazione, fino alle spiagge della zona, che sono tra le più amate.

Questi sono alcuni dei luoghi del Salento da visitare leggendo il nuovo romanzo di Francesca Giannone, per scoprire un luogo attraverso una storia appassionante.

Otranto nel Salento
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Il nuovo libro di Francesca Giannone è ambientato nel Salento degli anni Sessanta

Dal Salento a Napoli senza cambi, da luglio arriva il nuovo Frecciarossa diretto tra Puglia e Campania

31 mai 2026 à 11:30

Viaggiare tra due delle regioni più gettonate, decantate e straordinarie del Sud Italia sta per diventare ancora più semplice. A partire da luglio 2026 debutta infatti il nuovo Frecciarossa diretto Lecce-Bari-Napoli, una novità destinata a migliorare i collegamenti tra Puglia e Campania e a rendere più comodi gli spostamenti sia per i residenti, che per chi viaggia per turismo.

Dalle spiagge dorate del Salento ai vicoli pittoreschi e chiassosi di Napoli, passando per città ricche di storia e cultura enogastronomica come Bari, Barletta, Foggia e Benevento, il nuovo servizio permette di attraversare una parte importante del Mezzogiorno senza dover effettuare cambi di treno. Una soluzione che punta a valorizzare due territori sempre più apprezzati dai viaggiatori italiani e internazionali, facilitando la scoperta di destinazioni che custodiscono alcuni dei paesaggi, dei borghi e delle tradizioni culinarie più interessanti del Paese.

Il nuovo Frecciarossa Lecce-Napoli

Il nuovo collegamento diretto effettuato da Trenitalia unirà Lecce e Napoli con fermate intermedie a Brindisi, Bari Centrale, Barletta, Foggia, Benevento e Napoli Afragola. Il primo viaggio partirà l’1 luglio da Lecce alle 18.10, mentre la prima corsa da Napoli Centrale è prevista il 2 luglio alle 6.45. I biglietti sono già disponibili all’acquisto presso i canali ufficiali di Trenitalia e i rivenditori autorizzati. La novità più importante però è proprio l’assenza di cambi lungo il percorso. Fino ad oggi, infatti, per molti viaggiatori era necessario effettuare almeno una coincidenza per raggiungere Napoli dal Salento o da alcune città pugliesi.

Ingresso stazione centrale di Napoli
Ufficio Stampa
La stazione centrale di Napoli

I tempi di percorrenza da luglio risulteranno particolarmente interessanti: Napoli sarà raggiungibile da Bari in circa tre ore e mezza e da Lecce in circa cinque ore. Un miglioramento reso possibile anche grazie all’attivazione della nuova tratta Napoli-Cancello, che contribuisce a rendere più efficienti i collegamenti ferroviari nel Sud Italia. Si tratta inoltre di un primo passo verso un futuro ancora più rapido (o almeno questa è la speranza!). L’avanzamento dei lavori della nuova linea ad alta velocità e alta capacità Napoli-Bari consentirà infatti ulteriori riduzioni dei tempi di viaggio nei prossimi anni.

Il Sud Italia in treno

L’arrivo del Frecciarossa diretto rappresenta anche una buona notizia per il turismo, soprattutto quello più moderno che guarda con attenzione alla sostenibilità e ai viaggi cosiddetti “slow”. Da una parte il Salento, con località emblematiche come Lecce, Otranto e Gallipoli e dall’altra Napoli, porta d’accesso alla Costiera Amalfitana, alle isole del Golfo e ai tesori archeologici della Campania.

Vicoletti nel cuore di Bari Vecchia
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I vicoletti nel cuore di Bari Vecchia

Il nuovo collegamento rende più semplice organizzare itinerari che uniscono mare, cultura, gastronomia e città d’arte senza la necessità di utilizzare l’auto. Anche le fermate intermedie offrono spunti considerevoli per chi desidera esplorare il territorio: Bari con il suo centro storico affacciato sull’Adriatico, Barletta con il suo patrimonio monumentale, Foggia come porta del Gargano e Benevento, una delle città più accattivanti dell’entroterra campano. Una novità, dunque, che va oltre il semplice trasporto ferroviario e che contribuisce a rendere il Sud Italia sempre più connesso, accessibile e facile da esplorare, offrendo nuove opportunità a chi desidera viaggiare lentamente e godersi il percorso tanto quanto la destinazione.

Lecce, la città storica elogiata dal Mirror conquista come alternativa a Roma

2 avril 2026 à 07:30

Chi sogna un viaggio in Italia ricco di storia, arte e buona cucina spesso pensa subito a Roma. Tuttavia, negli ultimi anni una destinazione meno affollata sta attirando l’attenzione internazionale: Lecce. A sottolinearlo è anche il Mirror, che ha definito questa città del Sud una valida alternativa alla capitale, capace di offrire lo stesso fascino con costi più contenuti e un’atmosfera decisamente più rilassata.

Situata nel cuore del Salento, Lecce conquista per la sua eleganza barocca, le tradizioni autentiche e la possibilità di vivere un’esperienza italiana lontana dal turismo di massa. Qui non ci sono lunghe code davanti ai monumenti né strade invase da folle: tutto scorre con ritmi più lenti, permettendo di assaporare ogni dettaglio.

Cosa vedere a Gallipoli, il borgo sul mare più affascinante del Salento

7 mars 2026 à 11:00

Affacciata sulle acque turchesi del Mar Ionio, Gallipoli è una di quelle destinazioni che sanno conquistare fin dal primo sguardo. Nel cuore del Salento, racchiude un patrimonio di storia, arte e tradizioni che convive con il fascino irresistibile del mare: le antiche mura, i palazzi nobiliari, le chiese barocche e le spiagge dorate ne fanno un vero e proprio paradiso a cielo aperto.

Dal centro storico arroccato su un’isola collegata alla terraferma da un ponte seicentesco, alle lunghe distese di sabbia che si aprono lungo la costa, fino a candidi vicoli illuminati dal sole, profumo di salsedine e tavole imbandite di specialità, il borgo pugliese rivela un carattere autentico e vivace, una delle mete più amate, capace di offrire tutto ciò che serve per una vacanza memorabile.

Cosa vedere a Gallipoli

Il punto di partenza ideale per scoprire Gallipoli è senza dubbio il suo affascinante centro storico, un dedalo di stradine lastricate che si snoda sull’isola collegata alla terraferma da un ponte del Seicento, tra cortili nascosti, archi in pietra e case che riflettono la luce del mare.

Le vie custodiscono splendidi palazzi nobiliari che raccontano un passato prestigioso: Palazzo Tafuri, Palazzo Pirelli, Palazzo Specolizzi e Palazzo Venneri, eleganti dimore che testimoniano l’importanza commerciale e culturale di Gallipoli nei secoli passati. Passeggiando al loro cospetto si percepisce ancora l’atmosfera di una città che per lungo tempo fu un importante porto del Mediterraneo.

Tra i monumenti più significativi spicca poi la Basilica di Sant’Agata, autentico capolavoro del barocco salentino e uno dei simboli più rappresentativi: sorge sui resti di una precedente chiesa medievale distrutta nel 1126 e si distingue subito per l’imponente facciata in carparo, la pietra tipica del territorio. Le decorazioni elaborate, le nicchie con le statue dei santi e la torre civica rendono l’esterno della basilica scenografico e ricco di dettagli.

Non appena varcata la soglia, si rimane colpiti dalla maestosità della struttura a tre navate, scandite da dodici colonne doriche che convogliano lo sguardo verso l’altare maggiore. Si susseguono dodici altari barocchi finemente decorati, impreziositi da fregi, stucchi e opere pittoriche. Tra gli elementi più sorprendenti, la grande tela dedicata al Martirio di Sant’Agata, un’imponente opera che domina l’altare maggiore in un’atmosfera solenne e suggestiva.

Un’altra tappa imperdibile è il Castello Angioino Aragonese, una fortezza scenografica che sembra emergere dalle acque che la delimitano come in un abbraccio. L’attuale struttura fu costruita dagli Angioini nel XV secolo sui resti di una precedente fortificazione medievale e in seguito ampliata dagli Aragonesi nel XVI secolo per rafforzare il sistema difensivo.

Veduta del Castello Angioino Aragonese a Gallipoli, Puglia
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Il magnifico Castello Angioino Aragonese

Il castello si distingue per le possenti torri circolari e per la posizione strategica all’ingresso del centro storico. All’interno si sviluppa un intricato percorso di sale monumentali con volte a botte e a crociera, corridoi e ambienti che illustrano la storia militare cittadina. Tra gli spazi più interessanti va menzionata la Torre del Rivellino, che durante la stagione estiva si trasforma in un affascinante cinema all’aperto. Dalle mura della fortezza si apre inoltre una vista senza parti su Gallipoli e sullo Ionio, uno dei panorami più emozionanti che si possano immaginare.

Le spiagge più incantevoli

Il fascino di Gallipoli non si esaurisce certo tra monumenti e vicoli storici: il borgo è infatti celebre anche per le spiagge da sogno, che negli anni hanno contribuito a renderla una delle destinazioni balneari più amate del Salento.

Tra le località più rinomate troviamo Punta della Suina e Punta Pizzo, due autentici paradisi naturali spesso soprannominati i “Caraibi dello Ionio” per la bellezza delle loro acque cristalline e della sabbia chiara: insieme all’Isola di Sant’Andrea, fanno parte di un grande parco naturale protetto dove il mare incontaminato si alterna a pinete e tratti di macchia mediterranea. La meta ideale per trascorrere giornate di totale relax tra bagni rigeneranti e passeggiate all’ombra degli alberi, immersi nei profumi della macchia mediterranea.

Spiaggia e mare a Punta Pizzo, Gallipoli, Puglia
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Tutto il fascino del mare a Punta Pizzo

Anche le spiagge cittadine riservano piacevoli sorprese. Nel cuore del centro storico si trova la Spiaggia della Purità, l’unico arenile nel perimetro della città vecchia: piccola ma ineguagliabile, è particolarmente amata dagli abitanti e rappresenta uno degli scorci più fotografati di Gallipoli, con la sabbia dorata che si stende ai piedi delle mura storiche.

Lasciando il borgo antico si incontrano lunghi tratti di costa sabbiosa sia a nord che a sud della città moderna: procedendo verso sud lungo il Lungomare Galilei si raggiunge Lido San Giovanni, una spiaggia ampia e accogliente ancora all’interno del territorio comunale. Poco più avanti si apre la celebre Baia Verde, una delle zone più animate della costa, dove lidi attrezzati e tratti di spiaggia libera si alternano lungo un mare limpido e poco profondo.

A nord, invece, si estende una lunga striscia di sabbia che dalla pineta di Rivabella arriva fino a Lido Conchiglie: questo tratto di costa offre un ambiente naturale oltremodo piacevole, con ampie spiagge sabbiose e fondali trasparenti perfetti per nuotare o semplicemente rilassarsi al sole. Tra Rivabella e Gallipoli la costa assume invece un profilo più roccioso, caratterizzato da piccole calette e anfratti nascosti dove è possibile scovare angoli tranquilli e meno frequentati, un edene per chi cerca un contatto più autentico con la natura.

Dove si trova e come raggiungerla

Gallipoli si trova sulla costa occidentale della penisola salentina, in Puglia, affacciata sul Mar Ionio. La sua posizione la rende facilmente raggiungibile sia in auto sia con i mezzi pubblici.

Se arrivate dal Nord o dal Centro Italia potete percorrere l’autostrada A14 oppure la A16 fino a Bari Nord. Da qui si prosegue sulla superstrada Brindisi–Lecce fino allo svincolo della Tangenziale Ovest in direzione Gallipoli. Una volta imboccata la strada, in circa trenta chilometri si raggiungono le varie uscite.

Se provenite dalla Calabria o dalla Sicilia il percorso più semplice è seguire la SS16 fino a Taranto e poi continuare verso Brindisi con la SS7. Da qui si prosegue in direzione Lecce e infine verso Gallipoli, a circa quaranta chilometri dal capoluogo salentino.

Per gli amanti del treno, le principali città italiane come Roma, Bologna, Milano, Torino e Venezia sono collegate con Lecce tramite la rete ferroviaria nazionale. Una volta arrivati a Lecce è possibile proseguire con i treni locali o con autobus diretti che portano a Gallipoli.

Infine, se preferite viaggiare in aereo potete fare riferimento agli aeroporti di Brindisi “Papola Casale”, distante circa 80 chilometri, e di Bari “Karol Wojtyla”, a circa 194 chilometri. Da entrambi gli scali sono disponibili servizi di transfer, autobus e collegamenti ferroviari che permettono di raggiungere Gallipoli in modo comodo e veloce.

Alla scoperta di Nardò, il gioiello barocco del Salento

7 mars 2026 à 09:00

Nel cuore del Salento, sorge una delle cittadine più affascinanti della Puglia: benvenuti a Nardò, laddove il paesaggio rurale incontra un litorale lungo quasi 22 chilometri lambito dalle limpide acque del Mar Ionio, e punteggiato da scogliere e piccole calette.

Custode di una storia antica e stratificata, conserva un patrimonio culturale di grande valore: il centro storico è un vero scrigno di bellezza, dove tra vicoli e piazzette scenografiche si stagliano chiese, palazzi nobiliari e raffinate architetture barocche che raccontano secoli di arte e tradizioni.

Cosa vedere a Nardò

Il viaggio alla scoperta di Nardò non può non partire dalla monumentale Piazza Salandra, che cattura subito lo sguardo per l’armonia delle architetture e la ricchezza dei dettagli decorativi: ecco il Sedile, antico edificio civico che un tempo ospitava le assemblee cittadine, il Palazzo della Pretura, con il suggestivo porticato e la Torretta dell’Orologio, e la Guglia dell’Immacolata, monumento barocco alto circa 19 metri.

La scenografica Piazza Salandra a Nardò, Puglia
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Tutto il fascino della scenografica Piazza Salandra

Proseguendo la passeggiata, incontriamo edifici religiosi di grande valore artistico, a partire dalla Chiesa del Carmine, riconoscibile per il sontuoso portale rinascimentale che introduce a un ambiente raccolto e suggestivo. Altrettanto splendida è la Chiesa di San Domenico, la cui facciata in pietra color miele appare decorata e integrata alla perfezione nell’estetica barocca della città: all’interno custodisce una preziosa opera dell’artista Donato d’Orlando, la Vergine del Rosario con i Misteri, che testimonia la vitalità artistica del territorio tra Seicento e Settecento.

Tra i luoghi simbolo, ovviamente, non può mancare la Cattedrale di Maria Santissima Assunta del XI secolo, quando venne fondata come abbazia. Nel corso dei secoli ha subito numerosi interventi e trasformazioni, che ne hanno modificato l’aspetto pur mantenendo intatto il fascino originario. L’interno presenta un impianto basilicale a tre navate, separate da due ordini di archi (alcuni a tutto sesto, altri a sesto acuto), un ciclo di affreschi datati tra il Trecento e il Quattrocento, e un antico Crocifisso ligneo del XIII secolo.

Non lontano dal centro, merita una sosta il Castello di Nardò, attribuito all’architetto Giulio Antonio Acquaviva e risalente alla seconda metà del XV secolo, quando il territorio passò dalla dominazione angioina a quella aragonese. La struttura, a pianta quadrangolare, è caratterizzata da quattro torri cilindriche poste agli angoli e da una facciata decorata con un raffinato motivo a bugnato che ne esalta la solidità e l’eleganza. Oggi ospita alcuni uffici amministrativi, ma soprattutto il Museo della Civiltà Contadina e delle Tradizioni Popolari.

Altro monumento singolare è poi l’Osanna, nell’omonimo piazzale, una struttura pubblica del 1603, che si distingue per la forma ottagonale piuttosto rara: i pilastri sostengono una colonna centrale sormontata da una cupola, per una composizione architettonica armoniosa e originale.

L’incanto delle spiagge

Veduta della spiaggia di Porto Selvaggio, Nardò, Puglia
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La favolosa spiaggia di Porto Selvaggio

Dopo aver ammirato il centro storico e i suoi monumenti, basta allontanarsi di pochi chilometri per raggiungere uno dei tratti di costa più suggestivi dello Ionio salentino.

Una delle località più caratteristiche è Santa Maria al Bagno, dove si incontrano palazzi nobiliari e villette affacciate su un lungomare panoramico, mentre una lunga scogliera abbraccia una minuscola spiaggia di sabbia dorata accarezzata da onde cristalline.

Poco distante troviamo Santa Caterina, dalla costa più frastagliata e selvaggia, le Quattro Colonne, ciò che resta di una struttura difensiva costruita per proteggere una sorgente di acqua dolce dalle incursioni dei predoni del mare, e Porto Selvaggio, parco naturale di oltre 500 ettari di pineta dove i sentieri conducono a calette rocciose bagnate da acque trasparenti e freschissime. Lungo il percorso è possibile visitare la Grotta del Cavallo, una cavità di grande interesse archeologico, e scorgere antiche torri costiere come Torre dell’Alto e Torre Uluzzo.

Tra le località balneari più tranquille spicca infine Sant’Isidoro, piccola marina caratterizzata da un mare particolarmente calmo grazie all’isolotto che attenua il moto ondoso.

Tutto il litorale offre sia spiagge libere sia stabilimenti balneari attrezzati.

Dove si trova e come arrivare

Se arrivate in aereo potete fare riferimento all’aeroporto di Brindisi, il più vicino a circa 54 chilometri. Dallo scalo è possibile raggiungere Lecce tramite collegamenti diretti e proseguire poi verso Nardò con autobus locali o con un trasferimento privato. Il viaggio complessivo dura meno di un’ora.

Se preferite muovervi in auto, il percorso più semplice è quello dell’autostrada A14 Bologna–Taranto. Uscendo a Bari si continua in direzione sud lungo la SS613 Brindisi–Lecce. Una volta arrivati nei pressi di Lecce basta seguire le indicazioni per Gallipoli e prendere lo svincolo per Nardò all’altezza della zona industriale.

In treno, la stazione di riferimento è quella di Lecce da cui proseguire utilizzando le Ferrovie del Sud Est oppure servendosi di autobus o taxi che portano direttamente nel centro storico di Nardò.

Distrutto l’arco degli innamorati: crolla il simbolo dei Faraglioni di Sant’Andrea in Salento

Par : elenausai10
15 février 2026 à 13:06

C’è un’ironia quasi brutale nel tempismo della natura. Proprio nel weekend dedicato all’amore, uno dei simboli più romantici della costa adriatica ha deciso di ammainare la bandiera. L’arco degli innamorati, perla geologica incastonata tra i faraglioni di Torre Sant’Andrea, marina di Melendugno, non esiste più.

Una mareggiata particolarmente violenta, alimentata dalle raffiche di scirocco che hanno flagellato il litorale adriatico, lo ha letteralmente sbriciolato. Se l’obiettivo era evitare l’ennesima ondata di selfie di coppia proprio nel giorno di San Valentino, il mare ci è riuscito nel modo più drastico possibile, lasciando un vuoto fisico e visivo in uno degli angoli più iconici della costa.

Scoperta eccezionale nel mare di Gallipoli: un relitto romano riemerge dal mare

Par : losiangelica
4 février 2026 à 10:00

C’è un tratto di mare, davanti alla costa ionica del Salento, che continua a raccontare storie antiche a chi sa ascoltarlo. Questa volta lo ha fatto con una voce particolarmente nitida. Ci troviamo distanti dalla costa di Gallipoli ed è proprio qui che è stato individuato un relitto romano di inestimabile valore rimasto sul fondo indisturbato per quasi 2.000 anni. La scoperta, avvenuta nell’estate del 2025 ma tenuta segreta fino a ora per proteggere il sito da eventuali saccheggi preservandone l’enorme valore scientifico, è ora nelle mani di studiosi e archeologi che stanno analizzando il reperto con cura.

La scoperta di una nave mercantile romana

È stato ritrovato sul fondo del mar Ionio il nuovo relitto romano che, grazie all’incredibile profondità, è giunto a noi in uno stato di eccezionale conservazione. I romani la definivano navis oneraria, ovvero una nave mercantile destinata a trasporto di merci su distanze lunghe.

Ciò che colpisce gli archeologi subacquei non è soltanto la struttura dello scafo, ancora leggibile nella sua forma generale, ma soprattutto il carico. Le stive sono occupate da decine di anfore, molte delle quali ancora sigillate. All’interno, il garum: la salsa di pesce fermentato che i cittadini dell’antica Roma amavano, commerciavano e pagavano a peso d’oro.

Il sito è stato individuato durante attività di controllo e monitoraggio dei fondali. Da subito è apparso chiaro che non si trattava di un relitto frammentario o già compromesso. Al contrario, la disposizione delle anfore ricalca ancora l’organizzazione originale del carico. Una fotografia congelata dell’ultimo viaggio della nave.

Per questo, dopo l’individuazione, è scattata una fase di assoluta riservatezza. Il relitto è stato sorvegliato per mesi dalla Guardia di Finanza, in coordinamento con gli uffici periferici del Ministero della Cultura. Nessun annuncio, nessuna immagine diffusa per poter garantire massima tutela del bene.

Perché questa scoperta è importante

Relitti romani se ne conoscono molti, ma con il carico ancora in situ, integri e leggibili, decisamente meno. Proprio questo rende così speciale questa scoperta a Gallipoli.

Il garum non era un prodotto qualsiasi. Era un bene di lusso, esportato su scala imperiale, simbolo di gusto e status. Ritrovarlo in quantità, in un contesto chiuso e non saccheggiato, significa poter studiare non solo le rotte commerciali, ma anche i sistemi di produzione, distribuzione e consumo. Chi lo produceva? Da dove proveniva? A chi era destinato quel carico?

Gli studi stanno facendo riflettere analizzando la tipologia delle anfore e i residui organici perché nell’archeologia ogni dettaglio è un indizio. È importante ricordare, però, che il bacino era fitto di scambi e che seppur fosse rischioso attraversarlo, i romani si sono sempre distinti come abili navigatori.

La Puglia, e più precisamente la zona di Gallipoli, compare di frequente nelle mappe dell’archeologia subacquea. Dopotutto il Salento era diventato uno snodo strategico per il commercio tra Oriente e Occidente, un vero e proprio corridoio “obbligato” che però a causa di venti improvvisi e fondali complessi nascondeva insidie.

Ecco perché questo relitto è così importante, non solo per la storia locale, ma soprattutto per riscrivere le pagine strettamente collegate alle attività commerciali romane del passato. Gli archeologi prevedono studi approfonditi della documentazione e dei rilievi e sono pronti a riscrivere la storia.

I Luoghi del Cuore FAI tornano a splendere: i 20 progetti scelti per il 2026

Par : elenausai10
26 janvier 2026 à 14:00

Esiste un’Italia che non appare nelle mete più gettonate del turismo di massa e che spesso sopravvive solo grazie alla memoria di chi la abita. È l’Italia delle aree interne, delle periferie urbane e dei borghi d’alta quota. Il 21 gennaio 2026, il FAI ha tracciato una nuova rotta per questo patrimonio considerato “fragile”, annunciando i 20 progetti di restauro e valorizzazione vincitori del bando legato al XII censimento.

Con uno stanziamento record di 700.000 euro, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, l’operazione non ha solo come obiettivo la tutela di questi luoghi, ma un progetto di valorizzazione che guarda al futuro. Dalle vette della Valsesia alle coste del Salento, il messaggio è chiaro: la bellezza non ha gerarchie e ogni luogo che custodisce l’identità collettiva merita la possibilità di farsi conoscere.

Oltre i soliti itinerari: alla scoperta di un’Italia inedita

La selezione del 2026 ci spinge verso territori che sfidano le rotte convenzionali, situati in quel limbo geografico dove la densità abitativa cala, ma quella delle storie aumenta vertiginosamente. Si parte dal Piemonte, con il Santuario di Nostra Signora delle Grazie a Nizza Monferrato, trionfatore dell’edizione, per poi scendere lungo la penisola fino alla Fontana Antica di Gallipoli, che torna a raccontare il legame millenario tra il Salento e l’acqua, e alla Chiesa di San Giorgio a Tellaro, dove il borgo ligure si aggrappa alla scogliera sfidando la salsedine.

Tra i 20 progetti selezionati compaiono luoghi davvero preziosi, come quelli nascosti nell’Appennino e nelle Alpi. In Alta Valsesia, a Rimella, il Museo Filippa custodisce una collezione di oggetti che un tempo fungevano da finestre sul mondo per i valligiani isolati. Nelle Marche, il Castello di Nidastore ad Arcevia si prepara a diventare nuovamente il cuore pulsante di una comunità. In Sicilia, l’Eremo della Quisquina, immerso in una foresta di querce secolari sui Monti Sicani, promette un’esperienza di silenzio assoluto. Persino a Milano, il recupero della Minitalia nel Parco Trotter dimostra come la memoria possa farsi gioco didattico, riavvicinando i cittadini a una visione d’insieme del Belpaese.

Un impatto culturale, sociale ed economico importante

Entrare a far parte dei progetti selezionati dal FAI non significa solo ottenere la possibilità di restaurare e riqualificare un luogo. Il potere di queste iniziative, infatti, risiede nella capacità di agire come infrastruttura intangibile, capace di generare orgoglio e nuove economie. Quando un luogo torna a splendere, non attira solo restauratori, ma attiva una rete di competenze che coinvolge università, comuni e giovani artigiani. È il caso dell’Asilo Sant’Elia a Como, capolavoro razionalista di Giuseppe Terragni: restaurarlo significa restituire alla periferia urbana la dignità di un centro culturale d’eccellenza.

Non a caso, il segreto di questo successo è la partecipazione “dal basso”. Per la prima volta, il FAI ha accompagnato i proponenti con percorsi formativi, trasformando i cittadini in progettisti consapevoli della propria identità. Sostenere un Luogo del Cuore in un periodo dove il tema dell’overtourism è all’ordine del giorno significa, in definitiva, scommettere sul turismo rigenerativo: quello che non consuma il paesaggio, ma lo abita, restituendo valore a storie che meritano di essere ascoltate ancora per generazioni.

Questi i 20 progetti selezionati:

  • Santuario N.S. delle Grazie, Nizza Monferrato
  • Fontana Antica, Gallipoli
  • Chiesa di San Giorgio, Tellaro
  • Museo Filippa, Rimella
  • Asilo Sant’Elia, Como
  • Minitalia-Parco Trotter, Milano
  • Edicola dei Morti del Lazzaretto, Milano
  • Villa Rossi, Santorso
  • Santuario della Beata Vergine del Fiume, Colorno
  • Eremo della Quisquina, Santo Stefano Quisquina
  • Borgo di Nidastore, Arcevia
  • Borgo Cunziria, Vizzini
  • Cimitero Vecchio, Santo Stefano di Camastra
  • Eremo di San Giorgio, Capraia Isola
  • Faro di Capo Sandalo, Carloforte
  • Complesso di San Francesco, Cantalice
  • Abbazia di San Giovanni in Venere, Fossacesia
  • Real Polveriera, Scafati
  • Villa de’ Mari, Acquaviva delle Fonti
  • Borgo di Civitacampomarano

Perché Lecce e Venezia sono tra i city break migliori dell’anno secondo il Times

26 janvier 2026 à 07:30

Tra le migliori città d’Europa per un soggiorno breve nel 2026, secondo il Times ci sono ben due perle italiane. Dalle architetture medievali all’ottimo cibo, fino alla libertà di passare dalla città al mare, ci sono luoghi che più di altri rappresentano il city break ideale per rigenerarsi durante un weekend.

Una delle città elogiate dal quotidiano britannico ospita una delle feste di Carnevale più antiche e celebri del mondo (e quest’anno è legata strettamente alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina), l’altra è un gioiello barocco sospeso tra storia, arte e un’anima vibrante situata nel cuore del Salento.

Venezia e il Carnevale dedicato alle Olimpiadi

Il Carnevale di Venezia a tema olimpico è qualcosa di speciale e irripetibile: come riporta il Sunday Times, la versione domenicale del quotidiano inglese, il Carnevale è sempre un momento magico per visitare Venezia, “quando la città si riempie di balli in maschera, sfilate di carri allegorici e fantastici costumi storici”.

Ve lo possiamo assicurare, camminare tra le calli della laguna, soprattutto al di fuori dalle classiche vie più battute dal turismo di massa, circondati da centinaia di persone che indossano sontuose maschere d’epoca, da quelle più tradizionali a quelle decisamente bizzarre e originali, è già di per sé un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita.

Ma quest’anno, dal 31 gennaio al 17 febbraio, ci si può aspettare un’atmosfera ancor più frizzante in occasione della concomitanza con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 (6-22 febbraio): il tema, infatti, è “Olimpo – Le origini del gioco”.

Noi però aggiungiamo un consiglio: perdetevi tra i quartieri meno blasonati di Venezia, tra ponti sospesi, palazzi antichi e piazzette su cui affacciano i “bacari”, dove al calar del sole potrete assaporare i tipici cicchetti (stuzzichini a base di pane con tante farciture diverse) accompagnati dalle “ombre” (i bicchieri di vino della casa) o dal classico spritz Select, proprio come fanno i cittadini veneziani.

Piazza San Marco con il suo Palazzo Ducale
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Piazza San Marco e il Palazzo Ducale a Venezia

Lecce, un’esperienza tra Barocco e mare

La Puglia ha ormai un posto speciale nel cuore di chi ama viaggiare e non fa di certo eccezione la città di Lecce, elogiata dal Times per la sua bellezza indiscussa, Ma non solo: è baciata dal sole ed è una meta che si divide tra campagna, città e possibilità di raggiungere facilmente il mare. Qui, trascorrere tempo di qualità con gli amici, circondati da uliveti e coccolati dalla cucina regionale, è un vero toccasana.

“L’architettura da sola è sufficiente a giustificare una visita”, scrive il quotidiano inglese. A conquistare sono tanti piccoli e grandi dettagli: le numerose rovine romane, le meraviglie barocche come la Basilica di Santa Croce, le antiche strade acciottolate, i mercati locali e la vivace cultura dei caffè, che convive in perfetto equilibrio con un’atmosfera rilassata.

A ogni passo si svelano scorci inaspettati di rara bellezza, come una porta della città del XVI secolo o il castello: un luogo in cui passeggiare a ritmo lento, assaporando l’atmosfera romantica della “capitale del Barocco” e scoprendo quegli angoli nascosti amati dalla gente del posto… ma che in pochi conoscono.

L’enigma dell’Ipogeo di Torre Pinta, dove la luce incontra il mistero antico

Par : elenausai10
21 octobre 2025 à 17:30

Nel cuore del Salento, a pochi minuti dalla costa adriatica e dall’antica città di Otranto, si apre un varco nel tempo: l’Ipogeo di Torre Pinta, custodito nella suggestiva Valle delle Memorie, un anfiteatro naturale tra muretti a secco e ulivi secolari. Ci troviamo in un ambiente scavato nella roccia, dominato dal silenzio e dalla luce che filtra dall’alto, un luogo che parla di civiltà antiche, rituali ignoti e misteriose geometrie.

Qui pietra e natura si fondono, offrendo al visitatore la sensazione di trovarsi in un “non-luogo” sospeso fra storia e leggenda. Scendendo al suo interno, ci si ritrova in una croce latina scolpita nella roccia, dove ogni passaggio sembra segnato da un rito silenzioso.

Nel cuore della pietra: forma e mistero dell’ipogeo

L’Ipogeo di Torre Pinta, situato a sud di Otranto, si presenta come una cavità sotterranea dalla pianta a croce latina, caratterizzata da corridoi che si inoltrano fino a 33 metri sotto la superficie della roccia e nicchie laterali che, secondo la tradizione locale, potrebbero essere state “sedili” funerari. Le origini del sito risalgono, con buona probabilità, al periodo tra il VII e il IV secolo a.C., ma l’uso preciso rimane un enigma: si ipotizza una funzione funeraria, un luogo di culto, forse persino una catacomba paleocristiana.

Gli studiosi discutono ancora sul suo significato originario. C’è chi vede in Torre Pinta un luogo di passaggio tra vita e morte, chi invece un osservatorio simbolico, dove luce e ombra segnavano il ritmo delle stagioni e dei riti di fertilità. Ogni dettaglio, dalle incisioni alle proporzioni geometriche, sembra rispondere a un linguaggio che la modernità fatica a decifrare.

Sulla sommità dell’ipogeo sorge oggi una torre-colombaia seicentesca, realizzata dopo il collasso della copertura originaria, a testimoniare la stratificazione di utilizzi nel corso dei secoli. Una delle particolarità più suggestive del sito, però, è il fenomeno della luce: in giornate particolari, infatti, il raggio solare penetra attraverso l’ingresso dell’ipogeo e si allinea perfettamente al passaggio centrale delle gallerie, disegnando un effetto che alcuni interpretano come scopo rituale, forse legato a culti del sole o pratiche di passaggio tra il mondo terreno e quello spirituale.

Come visitare l’Ipogeo di Torre Pinta

Se state facendo un viaggio in Salento e volete visitare l’Ipogeo di Torre Pinta, dovrete rivolgervi all’agriturismo che ne gestisce gli accessi. Il sito, infatti, fa parte di una proprietà privata: potete richiedere le chiavi o prenotare in anticipo l’accesso guidato con un tour di circa un’ora. Per entrare al suo interno è richiesta semplicemente un’offerta libera e consigliamo di dare priorità alle visite mattutine perché permettono di osservare meglio il fascio di luce o nel giorno del Solstizio d’Estate, quando il sole si allinea perfettamente con l’ingresso principale.

Potete completare la vostra esperienza scoprendo anche i dintorni dell’ipogeo, dalla suggestiva Cava di Bauxite alle coste dell’Adriatico, passando per la Torre del Serpe, Punta Palascia (il punto più orientale d’Italia) e le spiagge di Otranto.

Baia dei Turchi: il paradiso nascosto del Salento da scoprire anche in bassa stagione

29 août 2025 à 14:06

Se pensate che tutte le spiagge italiane siano uguali, preparatevi a ricredervi. Baia dei Turchi, a pochi chilometri da Otranto, è il piccolo gioiello segreto del Salento che riesce a unire due mondi: la magia di un mare cristallino e l’autenticità della natura pugliese ancora selvaggia. Sabbia finissima che sembra seta, acque color smeraldo e una pineta che ti avvolge appena metti piede sulla battigia: praticamente ci sono tutti gli ingredienti per comporre il mix perfetto per una fuga lontano dalla folla.

Settembre può rivelarsi il momento perfetto per scoprirla. La calca estiva scompare e la luce dorata accarezza le onde rendendo ogni panorama un vero spettacolo. Le temperature restano miti, perfette per tuffarsi senza fretta, passeggiare lungo la riva o semplicemente sdraiarsi sulla sabbia a sentire il mare che sembra respirare con te. Baia dei Turchi non è solo mare: è una tappa che unisce natura, storia e vibrazioni autentiche del Salento, con scorci fotografici capaci di far impazzire qualsiasi feed Instagram.

Cosa vedere alla Baia dei Turchi salentina 

Il mare in Salento, si sa, è il vero protagonista. Le acque basse e trasparenti invitano a nuotare, fare snorkeling o galleggiare senza fretta. La sabbia bianca e fine sembra morbida sotto i piedi e ogni passo regala la sensazione di camminare su un tappeto naturale. Le rocce calcaree ai bordi della spiaggia creano piccoli angoli segreti, ideali per chi cerca un po’ di intimità lontano dagli sguardi. Per chi ama la fotografia, ogni onda che si infrange sulla riva o ogni riflesso del sole sulle acque verdi smeraldo diventa un’opera d’arte naturale.

Baia dei Turchi, Salento
iStock
Baia dei Turchi e macchia mediterranea in Salento

Ma la bellezza della baia non si ferma al mare. Immersa nel Parco Naturale Regionale dei Laghi Alimini, Baia dei Turchi offre sentieri nella macchia mediterranea e pinete profumate dove la fauna locale si muove indisturbata. Camminare lungo questi percorsi significa respirare un silenzio unico, interrotto solo dal canto degli uccelli e dal fruscio del vento tra gli alberi. Ogni angolo della baia regala un equilibrio perfetto tra mare e verde, tra relax e avventura.

Chi vuole un’esperienza più attiva può provare a esplorare la costa in kayak o paddleboard, scoprendo calette nascoste e fondali sabbiosi pieni di vita. Anche solo camminare lungo la battigia, sentire l’acqua che bagna i piedi e osservare il mare all’orizzonte, regala un senso di libertà che poche altre spiagge riescono a dare.

Cosa fare e quali attività non perdere alla Baia dei Turchi

Baia dei Turchi invita a fermarsi, godersi il presente e lasciarsi trasportare dal ritmo lento della natura. Un picnic sulla sabbia, con prodotti tipici locali, diventa un piccolo rituale di felicità, mentre la pineta offre riparo e un po’ d’ombra quando il sole è ancora alto. Arrivare presto significa avere la spiaggia quasi tutta per sé e godere dei primi raggi di sole che illuminano il mare con sfumature incredibili.

Raggiungere la baia è semplice: si trova a circa cinque chilometri a nord di Otranto, facilmente accessibile in auto o in bicicletta. Seguendo le indicazioni per la località Alimini e poi verso la spiaggia si arriva senza problemi, anche se in alta stagione è meglio non arrivare troppo tardi per trovare parcheggio. Dormire nei dintorni, a Otranto o nei paesi limitrofi, permette di vivere la baia senza fretta, magari con un aperitivo al tramonto mentre le acque smeraldo si tingono d’oro.

Rispetto e cura della natura sono fondamentali: Baia dei Turchi è un luogo fragile e ancora incontaminato. Chi la visita deve camminare piano, portare via i propri rifiuti e rispettare il silenzio della fauna che la abita. È proprio questa combinazione di mare, natura e atmosfera autentica che rende Baia dei Turchi un’esperienza difficile da dimenticare.

Spiagge del Salento Adriatico: tra baie da sogno e mare blu

29 juillet 2025 à 16:27

Il Salento è una delle zone più famose e ambite dove trascorrere le vacanze estive che richiama visitatori non solo dall’Italia ma anche dall’estero. Ospitalità, ottimo cibo e splendide spiagge sono solo alcuni degli ingredienti che rendono questa zona della Puglia davvero spettacolare. In particolare, il versante adriatico del Salento si distingue per la straordinaria varietà dei paesaggi che comprendono spiagge di sabbia fine e morbida, baie nascoste e falesie ricoperte dal verde della vegetazione della macchia mediterranea. Quello che accomuna tutta quest’area, però, è senza dubbio la limpidezza delle acque e la bellezza dei fondali che attirano anche molti amanti delle immersioni. In questo articolo vogliamo esplorare la costa del Salento Adriatico alla scoperta non solo degli arenili più famosi ma anche delle calette meno frequentate e delle baie più selvagge.

Torre Guaceto

Spiaggia da non perdere in Salento è senza dubbio Torre Guaceto, situata nel territorio di Carovigno tra Brindisi e Ostuni, la famosa “città bianca”. Inserita all’interno della Riserva naturale marina e terrestre di Torre Guaceto, è un paradiso per chi cerca mare limpido, natura incontaminata ma anche atmosfere autentiche e tranquille. La Riserva, infatti, è un vero scrigno di biodiversità, dove trovano rifugio numerose specie animali e vegetali. Il nome della località deriva dalla presenza della Torre che era parte del sistema difensivo del Regno di Napoli. La costa si estende per chilometri e attraversa diversi ambienti come dune sabbiose, alte falesie e tratti di costa rocciosa. Le spiagge qui sono per la maggior parte di sabbia fine e dorata, le acque turchesi, pulite e con fondali ricchi di prateria di Posidonia oceanica.

Torre Guaceto, tra le più belle spiagge del Salento Adriatico
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Torre Guaceto, un angolo selvaggio del Salento da scoprire

Spiaggia di San Cataldo

San Cataldo è nota anche come Marina di Lecce ed è una baia tranquilla e semi-chiusa protetta dai forti venti del nord. La sabbia è fine e morbida mentre le acque del mare tranquille e cristalline vantano fondali che degradano lentamente. Lungo la spiaggia si trovano sia stabilimenti balneari attrezzati ma anche ampi tratti liberi.

Oltre a questo, la Spiaggia di San Cataldo è molto apprezzata da chi ama fare snorkeling e immersioni. I suoi bellissimi fondali, infatti, sono ricchi non solo di flora e fauna ma anche di resti archeologici antichi, tra i quali spicca la cosiddetta “chiesa sommersa”.

Spiaggia di Torre dell’Orso

Altra spiaggia da sogno del Salento adriatico è, senza dubbio, quella di Torre dell’Orso che si estende nel territorio comunale di Melendugno, in provincia di Lecce. Considerato uno degli arenili più iconici della zona, è caratterizzato da una sabbia fine, morbida e di colore chiaro mentre le acque del mare sono limpide e cristalline. Al largo sono presenti le “Due Sorelle”, due faraglioni bianchi che sono considerati un po’ il simbolo di questa spiaggia e rendono davvero suggestivo questo tratto di litorale. Torre dell’Orso vanta sia zone di spiaggia libera sia aree attrezzate con tutti gli stabilimenti balneari e i servizi.

Torre Sant’Andrea

Non molto distante da Torre dell’Orso, al confine con la città di Otranto, si trova la spiaggia di Torre Sant’Andrea. Questa è in realtà una caletta incastonata tra alti faraglioni, noti come Faraglioni di Sant’Andrea, dove non ci sono stabilimenti balneari ma solo una zona libera e selvaggia immersa nella natura. L’acqua, molto limpida, è bassa vicino alla riva ma i fondali degradano abbastanza velocemente. Consigliatissimo avere maschera e boccaglio per fare snorkeling. Anche in questo tratto di litorale alle spalle della spiaggia si estende una bellissima pineta con aree pic-nic.

Torre Sant'Andrea
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Torre Sant’Andrea, famosa per le sue acque limpide e i faraglioni

San Foca

Rimanendo in provincia di Lecce si trova anche San Foca che un tempo era un piccolo villaggio di pescatori mentre ora è una vivace località balneare con un importante porto turistico. Questo, infatti, è un punto di partenza per escursioni in barca lungo la costa che permettono di raggiungere grotte marine (come la Grotta degli Amanti) e punti perfetti per lo snorkeling. Rinomata per la bellezza dei suoi paesaggi e per la qualità delle acque, San Foca è stata premiata più volte con la Bandiera Blu.

San Foca vanta spiagge libere, alternate a tratti attrezzati considerati perfetti per chi cerca relax e servizi. Tra le aree di litorale più amate si segnalano quella nei pressi della Torre di San Foca, un’antica torre costiera di avvistamento cinquecentesca realizzata a scopo difensivo, e Torre Specchia Ruggeri, perfetta per chi vuole godersi il mare in una zona meno affollata.

Baia dei Turchi

Inserita nell’Oasi protetta dei Laghi Alimini, la Baia dei Turchi si trova pochi chilometri a nord di Otranto ed è una delle spiagge più celebri del Salento. Il nome della Baia ricorda che proprio qui è avvenuto nel 1483 lo sbarco delle truppe ottomane alla conquista di Otranto. Ha sabbia finissima e chiara mentre le acque del mare sono cristalline e dai riflessi color turchese.

A chiudere questa immagine da cartolina c’è una rigogliosa pineta che si trova alle spalle della spiaggia e garantisce ombra e frescura. Il litorale è in parte attrezzato con ombrelloni, lettini e servizi mentre un’altra parte è totalmente libera. Questa baia è molto amata sia dalle famiglie, per i fondali bassi e le acque calme, sia da chi ama fare snorkeling.

Baia dei Turchi
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La Baia dei Turchi è tra le spiagge più belle e famose del Salento Adriatico

Baia dell’Orte

La Baia dell’Orte è uno dei luoghi più affascinanti e selvaggi della costa salentina che si trova a pochi chilometri a sud di Otranto. Questa zona è perfetta per chi ama stare lontano dal turismo di massa dato che offre natura incontaminata, itinerari per escursioni a piedi e un mare limpido per ottime nuotate. È una piccola insenatura racchiusa tra vegetazione della macchia mediterranea e scogliere che offrono panorami spettacolari sull’Adriatico.

Specialmente al tramonto, infatti, qui lo spettacolo è davvero indimenticabile dato che si gode di una vista spettacolare sul mare e sul promontorio che ospita Capo d’Otranto, il punto più orientale d’Italia. La Baia, selvaggia e isolata, non ospita stabilimenti balneari ed è caratterizzata dalla presenza di scogli e rocce; inoltre, è perfetta per chi ama snorkeling, grazie all’acqua trasparente e ai fondali ricchi di fauna marina.

Baia delle Orte
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Baia delle Orte, è una spiaggia tranquilla e selvaggia

Cala di Porto Badisco

Sempre a Otranto non si può perdere la bellissima cala di Porto Badisco, una piccola insenatura circondata da scogliere bianche a picco e famosa per le acque color turchese. La storia di questa località è legata a quella dell’eroe Enea che fuggendo da Troia, con il figlio Ascanio e il padre Anchise, sarebbe approdato proprio qui.

La spiaggia è mista composta sia da sabbia dorata che da ciottoli, le acque del mare invece sono limpide e cristalline. Essendo protetta da scogliere, la baia è il posto perfetto per fare il bagno in tranquillità andando a esplorare i suoi fondali meravigliosi e ricchi o le grotte circostanti. Da segnalare che Porto Badisco è particolarmente famosa per gli ottimi ricci di mare.

Cala dell’Acquaviva

Un’altra piccola ma suggestiva baia da non perdere è Cala dell’Acquaviva che sorge a due passi dal centro di Castro Marina. Incastonata tra l’azzurro del mare e il verde di rigogliosa vegetazione, questa caletta d’acqua è un vero angolo di paradiso. Il nome “Acquaviva” deriva dalla sua caratteristica unica, ovvero la presenza di sorgenti di acqua dolce che sgorgano sul fondo marino. In questo modo non solo la temperatura dell’acqua è sempre fresca ma è anche sempre limpida.  La spiaggia è libera e non molto estesa ed è composta da ciottoli bianchi e rocce levigate.

Ponte Ciolo

Il Ponte del Ciolo è un tratto di costa rocciosa a picco sul mare nella zona di Gagliano del Capo non lontano dalla famosa Santa Maria di Leuca. La località prende il nome dal termine dialettale “Ciole” con il quale si identifica un uccello che nidifica nelle grotte della zona. In realtà, Ponte di Ciolo ospita un bellissimo fiordo naturale dove negli anni Sessanta è stata costruito un ponte per collegare le due pareti rocciose dell’insenatura.

Qui non c’è vera spiaggia di sabbia: l’arenile è una piccola cala di ciottoli bianchi ai piedi di alte scogliere, collegata alla strada da una lunga scalinata. L’area è totalmente libera, senza alcun stabilimento. L’acqua è fredda e limpidissima, dai riflessi verdi intensi e gli amanti dello snorkeling possono esplorare tutte le insenature nascoste.

Ponte Ciolo
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Il fiordo naturale di Ponte Ciolo

Dopo questa carrellata di splendide spiagge salentine non può che esserci l’imbarazzo della scelta su quale scegliere. Il litorale del Salento Adriatico, infatti, è una località di grande fascino che offre paesaggi diversi ma anche splendide cittadine dalla lunga storia. Filo conduttore di tutto è il mare con sfumature che vanno dal celeste allo smeraldo e con fondali ricchi di flora e fauna.

Torre Lapillo, la spiaggia salentina che incanta con sabbia bianca e mare caraibico

28 juillet 2025 à 12:53

C’è un angolo di Salento dove il mare sembra uscito da una cartolina tropicale: Torre Lapillo, frazione di Porto Cesareo. Sì, risulta piuttosto frequentata e in alcune giornate diventa difficile persino trovare un proprio angolino, ma nonostante questo è uno di quei posti che entrano sotto pelle. La spiaggia lunga, di sabbia chiara e fine, è bagnata da un’acqua così trasparente che sembra brillare di luce propria quando baciata dal sole.

Tuttavia, la verità è che Torre Lapillo non è solo mare. C’è una torre del Cinquecento che veglia sulla baia, costruita per difendere la costa dalle incursioni turche, che oggi fa da sfondo perfetto per le foto al tramonto. Intorno, ristorantini semplici ma autentici dove mangiare pesce fresco e piatti salentini veri, ma senza alcun tipo di lusso ostentato.

Dove si trova e come arrivare a Torre Lapillo

L’affascinante Torre Lapillo si trova sulla costa ionica della Puglia, in provincia di Lecce, ed è una frazione di Porto Cesareo. È famosa per le sue spiagge di sabbia bianca e il mare cristallino, ma nei fatti è un piccolo borgo turistico, molto amato d’estate ma praticamente deserto fuori stagione.

Per arrivarci in macchina, se si viene da nord o dal centro Italia, il modo più semplice è prendere l’autostrada A14 fino a Bari, poi proseguire sulla SS16 verso Lecce. Da Lecce bisogna seguire le indicazioni per Porto Cesareo e poi per Torre Lapillo, che dista circa 20 km. Se si arriva da sud, si può uscire a Taranto e poi prendere la SS7 fino a Lecce e da lì seguire le stesse indicazioni.

Per chi viaggia in treno, la stazione più vicina è quella di Lecce, da cui si può salire a bordo di un autobus o un taxi fino a Torre Lapillo. Gli autobus però non sono frequenti e il servizio non è il massimo.

Com’è la Spiaggia di Torre Lapillo?

Seppur molto frequentata, non si può negare che la Spiaggia di Torre Lapillo è una delle perle del Salento: si estende per circa 4 km lungo la costa ionica con sabbia fine e chiara e un mare cristallino che degrada dolcemente, perfetto per famiglie e chi ama fare lunghe passeggiate in acqua bassa.

Vi basti pensare che la sensazione che si avverte quando si immerge la testa nelle sue acque è quella di essere inondati di luce. La parte più animata si trova vicino alla Torre di San Tommaso, un’antica struttura che fa un po’ da simbolo del posto. In questa zona sono presenti diversi lidi attrezzati con ombrelloni, lettini, bar e qualche ristorante dove fermarsi per un pranzo o un aperitivo.

In piena estate, soprattutto a luglio e agosto, i prezzi salgono e la spiaggia si riempie in fretta: niente di nuovo per chi conosce la zona ed è abituato a viaggiare in Italia durante l’alta stagione. Ma se si desidera un po’ di tranquillità e non ci si vuole ritrovare attaccato all’asciugamano del vicino, conviene arrivare presto, anche prima delle 9, oppure puntare sul tardo pomeriggio, quando la maggior parte delle persone inizia ad andarsene.

Se si sceglie la spiaggia libera, invece, occorre giocare d’anticipo: i posti migliori spariscono in un attimo e, nei giorni clou, trovare uno spazio decente può rivelarsi piuttosto complicato. Un altro dettaglio da tenere in considerazione è il vento di Scirocco: quando soffia, porta con sé onde più alte e solleva la sabbia, rendendo la giornata meno piacevole. In questi casi, il trucco è spostarsi verso spiagge più riparate e rimandare la visita a Torre Lapillo ad altri momenti.

Fuori da queste condizioni, infatti, la spiaggia è ottimale non solo per prendere il sole, ma anche per fare snorkeling, windsurf o gite in kayak, con l’acqua limpida che permette di vedere pesci e fondali senza difficoltà. Insomma, Torre Lapillo è un posto semplice, e proprio per questo conserva un fascino autentico e una bellezza naturale che rimangono dentro.

Quanto costa un ombrellone a Torre Lapillo?

Nel 2025, a Torre Lapillo il costo per un ombrellone con due lettini cambia parecchio a seconda del periodo e del tipo di stabilimento: a giugno e settembre si parte dai 15-20 euro al giorno nei lidi più economici, a luglio si sale intorno ai 25-30 euro, mentre ad agosto, il mese più caro, si può arrivare anche a 35-50 euro, soprattutto nei lidi più rinomati.

Ci sono posti in cui per un ombrellone in prima fila con servizi extra, si può spendere fino a 95 euro al giorno, ma sono presenti anche lidi più accessibili  con costi intorno ai 25 euro a luglio. Prenotare in anticipo è fondamentale per non restare senza posto o per trovare tariffe migliori, soprattutto in alta stagione, e bisogna considerare che molti stabilimenti includono nel prezzo servizi come docce, parcheggio e ristoranti, che però fanno salire il conto.

Spiagge libere e angoli poco noti

Se si preferisce risparmiare, la spiaggia libera è sempre un’opzione, anche se senza i comfort degli stabilimenti attrezzati. Per esempio, a disposizione ci sono la spiaggia libera centrale e alcuni tratti tra i lidi. Ma non è finita qui, perché se da Torre Lapillo ci sposta verso nord in direzione Punta Prosciutto, il mare resta fantastico ma gli stabilimenti lasciano spazio ad arenili più ampi e meno affollati, frequentati soprattutto dai locali che vogliono godersi il mare senza spendere troppo.

È bene sapere, tuttavia, che non ci sono bar, né bagni o parcheggi organizzati, quindi bisogna arrivare presto e portarsi tutto. Il bello è che in questi tratti, tra famiglie con tavolini da campeggio e chiacchiere in dialetto, si respira un Salento più autentico, lontano dal caos e dai prezzi alti dei lidi più turistici.

I borghi da visitare vicino a Torre Lapillo

Dopo aver trascorso qualche ore in spiaggia, vale la pena fare un salto anche nei diversi borghi e cittadine che si trovano nelle vicinanze di Torre Lapillo. Porto Cesareo, per esempio, è la punta di diamante della zona, grazie al suo porto pittoresco, un lungomare vivace con ristorantini di pesce freschissimo e una vita notturna che, qualora lo si desideri, fa dimenticare la calma di Torre Lapillo. È il top per alternare giornate di mare a serate un po’ più animate senza allontanarsi troppo.

A pochi chilometri c’è anche Nardò, un centro storico elegante e meno turistico, dove passeggiare tra piazze, chiese barocche e palazzi antichi, godendo di un’atmosfera più autentica e rilassata, ideale per rinfrescarsi dalla calura estiva.

Poi c’è Gallipoli, un po’ più distante ma che in estate è una tappa obbligata per chi ama le spiagge belle, ma anche locali, mercatini e un centro storico da cartolina affacciato sul mare. Infine, non sottovalutate Avetrana o Manduria, paesi più piccoli ma con tradizioni salentine genuine, feste popolari, sagre estive e quel calore umano che solo le comunità locali sanno dare.

Spiaggia di Torre Lapillo, Lazio
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Veduta dall’alto della Spiaggia di Torre Lapillo

Spiagge del Salento Ionico: il lato più azzurro dell’estate italiana

Par : losiangelica
13 juillet 2025 à 15:27

Tra i litorali più amati d’Italia c’è il Salento: una delle aree della Puglia che in estate attirano più visitatori grazie ai fondali bassi, i tramonti infuocati e le acque cristalline. Il territorio è autentico, fa battere il cuore con accoglienza, folklore, borghi e storia ma sono soprattutto le spiagge a fare la differenza.

Il Salento Ionico è una destinazione estiva che incanta con le sue baie caraibiche, le scogliere e le insenature: se stai progettando una vacanza in Puglia con questi consigli potrai realizzare un on the road tra i luoghi cult da non perdere. Preparati a scoprire le perle più belle della costa ionica salentina; ecco le spiagge del Salento ionico da non perdere durante una vacanza.

Punta della Suina e Punta Pizzo

Poco a sud di Gallipoli, questi due arenili si completano a vicenda. Punta della Suina mescola sabbia e scogliere, con un mare cristallino e panorami suggestivi. Punta Pizzo invece è più sabbiosa, immersa nel Parco Naturale Regionale, e offre un litorale tranquillo e immerso nella natura. A volte la posidonia si accumula, ma l’acqua resta spettacolare.

Torre Lapillo

Tra le spiagge più celebri del Salento Ionico, Torre Lapillo è un autentico must. Per raggiungerla bisogna partire da Porto Cesareo e una volta arrivati ci si può godere una spiaggia di 4 chilometri di meraviglia con acque tra le più limpide e lidi attrezzati. Il fondale è basso, quindi top per famiglie con bambini.

Torre Lapillo Salento
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Il mare cristallino della spiaggia di Torre Lapillo

Punta Prosciutto

Altrettanto suggestiva? dopo Torre Lapillo non ci si può perdere Punta Prosciutto, il tratto di costa scenografico che alterna macchia mediterranea, sabbia bianca e scogliere basse per tuffarsi. L’acqua sfuma dal turchese al verde smeraldo ed è il luogo top per chi ama camminare sul bagnasciuga, desidera fare snorkeling o rilassarsi. Motivo in più per sceglierla? C’è un ampio parcheggio, quindi piuttosto pratico. Attenzione però perché in alta stagione si riempie rapidamente.

Padula Bianca

Una spiaggia meno caotica rispetto alle sue sorelle gallipoline. Con sabbia chiara, mare basso e limpido per metri, Padula Bianca si rivela una scelta perfetta per chi cerca relax. Ampio parcheggio (a pagamento), molti tratti liberi e qualche lido discreto. Da tenere in considerazione, soprattutto in alta stagione.

Torre Colimena

Poco più a nord di Punta Prosciutto si trova Torre Colimena, nel territorio di Manduria. Qui il paesaggio cambia: siamo nella Riserva Naturale del Litorale Tarantino Orientale. Sabbia, scogli bassi e saline abitate dai fenicotteri rosa creano un contesto unico. Le passerelle in legno conducono a calette selvagge, ideali per chi cerca pace e natura autentica.

San Pietro in Bevagna

San Pietro in Bevagna è una lunghissima spiaggia di sabbia chiara, intervallata da piccole scogliere. L’acqua è sempre limpida, perfetta per una giornata in totale relax. Meno affollata di altre località più note, offre uno dei mari più belli del Salento Ionico. Il contesto è ancora autentico, con dune e vegetazione che separano la litoranea dalla spiaggia.

Campomarino di Maruggio

Un’altra gemma da non perdere? Campomarino, meno conosciuta delle precedenti è frequentata dai local ed è un tratto di costa lungo e variegato con sabbia chiara, mare calmo e alcune piccole scogliere. I fondali sono bassi, l’acqua incredibilmente trasparente. Il paese, vivace e ricco di locali, merita una visita. Bellissimo il tratto dopo il Lido dei Cavalieri.

Le spiagge del Parco delle dune di Campomarino
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Tra le spiagge più belle del Salento Ionico c’è quella di Campomarino

Baia Verde

Spostandosi verso sud, appena fuori Gallipoli, ecco Baia Verde. È la spiaggia più famosa tra i giovani, grazie ai lidi attrezzati, alla musica, alla movida e a un mare turchese che non ha nulla da invidiare ai tropici. La sabbia è dorata, il fondale basso. Perfetta per giornate di sole e divertimento, è una delle spiagge più belle della Puglia.

Torre San Giovanni

Situata nella marina di Ugento, è una delle spiagge più estese del Salento Ionico. Sabbia finissima, fondale basso, mare azzurro e numerosi stabilimenti la rendono ideale per famiglie. Ma anche i viaggiatori solitari trovano qui quiete e bellezza. Il faro che domina il paesaggio di Torre San Giovanni aggiunge un tocco iconico.

Pescoluse e le Maldive del Salento

Qui i colori parlano da soli: sabbia chiara, fondale trasparente, mare basso per decine di metri. Pescoluse è la spiaggia simbolo delle Maldive del Salento. Ideale per passeggiate lunghe sulla riva e per bagni rilassanti. Nella zona ci sono lidi celebri, ma anche tanti tratti liberi. La parte tra Torre Vado e Torre Pali offre angoli meravigliosi.

Torre Vado e Torre Pali

Torre Vado e Torre Pali sono due località contigue a Pescoluse che condividono lo stesso tipo di spiaggia: sabbia dorata, acqua turchese, fondale digradante. Meno affollate ma altrettanto suggestive, sono perfette per una giornata rilassante. Parcheggi presenti, lidi discreti, mare sempre stupendo.

Torre Chianca, Scala di Furno e Lido Le Dune

Zona perfetta per chi alloggia nei pressi di Porto Cesareo. A Torre Chianca, Scala di Furno e Lido le Dune si trovano spiagge di sabbia finissima, mare da sogno e numerosi lidi attrezzati. La baia di Torre Chianca, in particolare, è una mezzaluna di sabbia bianchissima incorniciata da acqua turchese. Perfetta anche in bassa stagione per chi cerca silenzio e bellezza.

Torre Chianca spiagge salento ionio
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Torre Chianca, la spiaggia paradisiaca nel Salento Ionico

Spiaggia del Frascone

Una perla nascosta: piccola, raccolta, un po’ rocciosa ma dall’acqua limpida e freschissima la spiaggia del Frascone sa incantare. Ideale per chi ama calette tranquille. Parcheggio gratuito, pochi servizi ma tanto fascino. Meglio arrivare presto al mattino per trovare posto.

Sant’Isidoro

Nonostante una parte di spiaggia sassosa, il mare di Sant’Isidoro è eccezionale. Il litorale alterna tratti attrezzati a zone più spartane. La pineta offre ombra naturale per chi vuole un po’ di tregua dal sole. Ideale per chi cerca angoli meno battuti.

Porto Cesareo

Anche se la spiaggia del centro è piccola e vicino al porto, la zona merita una visita per la sua atmosfera, i locali, e le passeggiate serali sul lungomare di Porto Cesareo. Le spiagge migliori si trovano appena fuori città, come Torre Lapillo e Scala di Furno.

Le spiagge del Salento Ionico sono un vero patrimonio naturale: sabbia finissima, scogliere romantiche, fondali perfetti per il nuoto e lo snorkeling. Ogni località ha una sua anima, ma tutte condividono un ingrediente magico: il mare. Una vacanza in Salento sul lato ionico da modo di scoprire territori autentici, godersi il mare ma anche i borghi e le cittadine che rendono così unico questo luogo.

Le più belle spiagge di sabbia del Salento

11 juillet 2025 à 16:00

Si scrive estate italiana, si legge Salento. Esatto, proprio il Salento, terra pugliese che negli ultimi anni si è contraddistinta tra le mete italiane per essere una delle località più ricercate da giovani e famiglie italiane, e non solo, come destinazione prediletta dove passare l’estate. Qui infatti, sono presenti alcune tra le spiagge più belle d’Italia, condite da un ritmo di vita decisamente rilassato e una tradizione culinaria senza eguali, che lascerà sicuramente un ricordo indelebile nella memoria di tutti i visitatori.

Ma quali sono le spiagge di sabbia più belle del Salento? Ecco un viaggio alla scoperta delle spiagge salentine sulla costa Ionica e Adriatica, perfette per famiglie, coppie e amanti della natura, dove scoprire un mare cristallino che nulla ha da invidiare alla più rinomata Costa Smeralda o altre destinazioni in Europa e nel mondo.

Tutta la bellezza di Punta Prosciutto a Porto Cesareo

Lungo la costa ionica si trova una delle spiagge più iconiche del Salento. Si tratta di Punta Prosciutto a Porto Cesareo, un tratto celebre in tutto il mondo per la sua sabbia bianca e soffice e per quelle acque che ricordano i mari caraibici. Le sue acque basse rendono questa spiaggia adatta a chi viaggia con bambini, con tratti decisamente più selvaggi, meno attrezzati, che si trasformano in luoghi adatti a chi cerca tranquillità e natura.

La bellezza di Punta Prosciutto viene preservata grazie al fatto che essa fa parte dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, che garantisce che il paesaggio rimanga intatto e privo di costruzioni invasive, che altrimenti rovinerebbe l’intero paesaggio ed ecosistema.

Nei mesi estivi questa spiaggia è una tra le più frequentate del Salento e proprio per questo motivo si consiglia di arrivare presto al mattino.

Punta Prosciutto dall'alto, una delle spiagge sabbiose più belle del Salento
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Acque turchesi di Punta Prosciutto

Le lunghe passeggiate a Torre Lapillo, nei pressi di Porto Cesareo

Sempre a Porto Cesareo, ma questa volta poco più a sud di Punta Prosciutto, si trova la stupenda spiaggia di Torre Lapillo. Una spiaggia ampia, con fondali bassi, ideale per rilassarsi sul mare e al tramonto con lunghe passeggiate. A differenza della precedente spiaggia, questa è più attrezzata. Qui, infatti, si trovano diversi stabilimenti balneari, ma anche bar e ristoranti, che nonostante tutto riescono a conservare il fascino naturale tipico del Salento.

A Torre Lapillo è possibile praticare diverse attività sportive tra cui kitesurf e windsurf, grazie alle correnti che spesso colpiscono la zona, ma anche kayak. Un modo decisamente adrenalinico per godere di tutta la bellezza di questa meravigliosa spiaggia del Salento. Durante il periodo estivo è molto frequentata, perciò si consiglia di arrivare nelle prime ore del mattino e, se si vuole un po’ più di privacy, di scegliere anche una tra le calette nascoste che si trovano in zona.

Acqua limpida a Torre Lapillo, , una delle spiagge sabbiose più belle del Salento
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Le acque trasparenti di Torre Lapillo

La vivace spiaggia di Baia Verde a Gallipoli

Probabilmente la spiaggia preferita per tutti i giovani che decidono di passare l’estate in Salento e vivere un’esperienza divertente, Baia Verde, oltre ad essere una tra le più belle spiagge della zona, è anche la spiaggia più vivace del Salento.

Si trova a pochi chilometri dal centro storico di Gallipoli ed è una spiaggia caratterizzata da un contrasto unico che si forma tra il colore dorato della sabbia e il mare turchese. Qui si trova una lunga sequenza di lidi attrezzati e beach club, la maggior parte dei quali di sera si trasforma in un vero e proprio locale a cielo aperto, con DJ set e, d’estate, ospiti internazionali. Insomma, la scelta giusta per chi vuole mare e movida, per un mix unico!

La spiagge di Torre San Giovanni e Lido Marini a Marina di Ugento

Lungo la costa ionica, nella zona più meridionale del Salento, si trova la spiaggia di Torre San Giovanni, nel territorio di Ugento. Una spiaggia caratterizzata da sabbia bianchissima, con un mare dalla colorazione unica, che sfuma dal verde smeraldo fino al blu intenso. Questa spiaggia è famosa, oltre che per la sua bellezza, anche per il suo faro a scacchi bianchi e neri, simbolo del borgo. È una spiaggia attrezzata, con diversi stabilimenti balneari e servizi, che si estende per circa sette chilometri, il che la rende una delle più lunghe del Salento.

C’è poi Lido Marini, un’altra gemma della costa ionica salentina e della zona di Ugento. Spesso questa spiaggia è meno affollata rispetto alle mete più note, ma resta comunque fra le più belle del Salento. Qui la sabbia è fine e chiara e il mare è davvero limpido, con numerosi servizi ben distribuiti, che la rendono un luogo decisamente adatto per famiglie con bambini. Uno dei luoghi preferiti anche dagli abitanti locali, che amano questa spiaggia per passare giornate rilassanti al mare, staccando la spina dallo stress quotidiano.

Mare limpido di Lido Marini, una delle spiagge sabbiose più belle del Salento
Acqua limpida di spiaggia Lido Marini nel Salento

Spiaggia Torre Mozza a Marina di Ugento

Sempre nei pressi di Marina di Ugento, per la precisione tra Lido Marini e Torre San Giovanni, bisogna nominare assolutamente la spiaggia Torre Mozza. Oltre la sua bellezza, questa località è famosa per la presenza di una torre, dalla quale prende il nome, che venne eretta nel Millecinquecento per difende la costa dalle incursioni saracene, e che oggi si erge, nonostante sia parzialmente crollata, e caratterizza il panorama salentino, con un fascino storico unico.

La spiaggia Torre Mozza si estende per circa un chilometro e mezzo, con sabbia dorata e fine, e i suoi fondali bassi la rendono ideale per famiglie e bambini. Un mare che invita a passare una giornata di relax e tranquillità, cullati dalle onde piacevoli di questo mare stupendo.

Le Maldive del Salento o Marina di Pescoluse

Questa è probabilmente la meta più fotografata degli ultimi anni: le Maldive del Salento, ovvero la Marina di Pescoluse, si trovano nel comune di Salve. Qui il mare, soprattutto quando le correnti non soffiano da sud, assume un colore unico, dalle tonalità trasparenti, che sembrano ricordare paesaggi tropicali. Proprio tutte quelle caratteristiche che ricordano i paesaggi delle Maldive.

Il fondale sabbioso, che degrada dolcemente, rende questo litorale adatto a tutte le età, soprattutto grazie alla presenza di numerosi stabilimenti balneari, che renderanno una giornata al mare nelle Maldive del Salento davvero rigenerante. La spiaggia si estende per diversi chilometri e presenta anche diversi tratti di spiaggia libera, più selvaggi rispetto ad altri.

Stabilimento balneare delle Maldive del Salento, , una delle spiagge sabbiose più belle del Salento
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Stabilimenti balneari delle Maldive del Salento

La scenografica spiaggia di Torre dell’Orso a Melendugno

Il viaggio alla scoperta delle spiagge di sabbia più belle del Salento adesso si sposta sulla parte a est, quella che si affaccia sul Mar Adriatico. E questo nuovo capitolo del viaggio non può che cominciare dalla spiaggia di Torre dell’Orso, una delle spiagge sabbiose più belle e scenografiche di tutto il Salento.

Si trova a circa trenta chilometri dalla bellissima città di Lecce e fa parte della Marina di Melendugno. Torre dell’Orso è una delle più apprezzate, soprattutto dai turisti, famiglie e giovani, che numerosi decidono di recarsi qui per godere di acque limpide, fresche e spettacolari. Inoltre, ciò che rende ancora più unica questa spiaggia è la presenza de “Le Due Sorelle”, ovvero due faraglioni che è possibile osservare dalla costa. Queste rocce, secondo la leggenda, rappresenterebbero due sorelle che, in cerca di refrigerio, si buttarono nelle acque di Torre dell’Orso, perdendo la vita tra le onde. A causa di questo incidente, gli Dei, sempre secondo la leggende, decisero di trasformare le due sorelle in rocce, per tenerle unite in eterno: un simbolo di legame e amore indissolubile, che oggi regna proprio a Torre dell’Orso.

Bagnanti a Torre dell'Orso, , una delle spiagge sabbiose più belle del Salento
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Bagnanti a spiaggia Torre dell’Orso, Salento

Spiaggia Alimini, tra le più belle spiagge di Otranto

A nord di Otranto, e praticamente a metà strada tra la magnifica città salentina e Torre dell’Orso, si trova la bellissima spiaggia sabbiosa di Alimini.

Lunga e incorniciata da una ricca pineta verde, dove è possibile fare escursioni a piedi o in bici, questa spiaggia offre il paesaggio ideale e incontaminato dove godere di un mare stupendo e in un’atmosfera più selvaggia. Qui sono presenti diversi tratti di spiaggia libera e la sabbia chiara e fine, con i fondali bassi, la rende perfetta anche per le famiglie e per i nuotatori meno esperti.

Questa zona, è molto amata anche da tutti coloro che amano sport come il kitesurf o il windsurf grazie alla presenza di un vento costante, che riesce a trasformare una giornata al mare per questi sportivi in un’esperienza adrenalinica, in un piccolo angolo di paradiso tutto salentino.

La stupenda Baia dei Turchi ad Otranto

Infine, ultima, ma non sicuramente per bellezza e importanza, la bellissima Baia dei Turchi, nei pressi di Otranto. Una spiaggia a dir poco meravigliosa, soprattutto nei mesi di Giugno o Settembre, quando non è così alta la presenza di turisti, ed anche tra le più suggestive del Salento.

Il nome “Baia dei Turchi” deriva da un evento storico importante per la storia di Otranto. Qui, infatti, nel lontano 1480, diverse truppe ottomane sbarcarono per prendere parte all’assedio della città pugliese. Un nome che ancora oggi riesce ad affascinare tutti i suoi visitatori.

Ciò che rende ancora più affascinante questa spiaggia, lunga poco più di 300 metri, è la presenza di una folta pineta, che offre zone d’ombra naturali e la rendono ideale per chi cerca una giornata rilassante a stretto contatto con la natura. Per raggiungerla, infatti, bisogna percorrere alcuni sentieri, coperti da questi grandi pini marittimi, dai vari parcheggi a pagamento presenti nelle vicinanze. Inoltre, Baia dei Turchi, fa parte dell’Oasi protetta dei Laghi Alimini ed è uno dei 100 luoghi tutelati dal FAI in Italia.

Baia dei Turchi dall'alto, una delle spiagge sabbiose più belle del Salento
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Tutta la bellezza di Baia dei Turchi dall’alto

Salento, dove andare per una vacanza all’insegna del lusso e dell’autenticità

8 juillet 2025 à 21:18

Il Salento non è solo mare. C’è tutto un entroterra meraviglioso, ricco di storia e di tradizioni da scoprire che consiglio di visitare sicuramente in bassa stagione, quando in spiaggia non si può andare, ma soprattutto in alta stagione, proprio per allontanarsi dalle orde di bagnati che affollano le spiagge. Per chi cerca esperienze esclusive, non tanto per i costi quanto perché poco note, vi suggerisco alcuni luoghi da vedere per conoscere alcuni aspetti unici, originali e, perché no, anche esclusivi, di questo meraviglioso territorio che fa sognare tanti turisti, italiani e sempre più stranieri.

Salento, terra tra i due mari

Il Salento, terra tra due mari, da sempre è vocata all’agricoltura e, in particolare, alla viticoltura. Ed è proprio grazie allo sviluppo del commercio verso Roma che questa regione ha da secoli favorito la viabilità. La direttrice Manduria-Oria-Brindisi divenne un tratto della Via Appia Traiana, percorsa da mercanti ed eserciti. La via del mare portava, invece, alla sponda opposta, da cui partiva la Via Egnazia che giungeva fino a Costantinopoli. Elementi questi dei quali, qualche secolo dopo, avrebbe beneficiato Federico II di Svevia. Il “Puer Apuliae”, così come fu definito l’imperatore del Sacro Romano Impero per la sua predilezione per questa terra, promosse proprio l’agricoltura di questa regione fertile, costruendo numerose fortificazioni, tutt’oggi patrimonio turistico da scoprire.

Oria e il Castello di Federico II

Arroccato su una collina nel bel mezzo del Salento, perfettamente equidistante dal Mar Ionio e dal Mare Adriatico, e da Brindisi e Taranto, Oria è un luogo che merita assolutamente di essere visitato. Fu un discendente di Federico II a innamorarsene e a ordinare la costruzione di una fortificazione sopra una torre normanna. Ancora oggi, il Castello di Federico II o Castello Svevo, con i suoi merli e le sue imponenti torri, domina la città dalla cima del colle del Vaglio. Secondo una leggenda, ci sarebbero dei passaggi sotterranei che arrivano addirittura fino a Brindisi che dista 35 chilometri. Anche sull’architettura ci sarebbe riflettere: il castello, infatti, ha la forma di un triangolo isoscele e in cima c’è la torre “Dello Sperone”, che è simile alla prua di una nave.

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Il Castello Svevo di Oria

Si visita solo su prenotazione, in quanto il Castello Svevo oggi è di proprietà privata, mentre apre sempre in occasione del corteo storico e del Palio dei rioni di metà agosto, un evento voluto dallo stesso Federico II per allietare gli abitanti del borgo tramandato fino ai giorni nostri. In futuro sono previste maggiori aperture, ma anche la creazione di un museo archeologico, di un bookshop e una caffetteria.

La cittadina di Oria è ricca di storia. Secondo Erodoto, fu fondata da un gruppo di cretesi fuggiti dall’isola nel 1200 a.C. che le diedero il nome di Hyria. Fu un importante avamposto romano proprio per via della vicinanza alla Via Appia, ma fu anche dominata da greci, longobardi e bizantini. Passeggiare tra gli stretti vicoli bianchi del ghetto ebraico, uno dei più antichi d’Europa, che s’avvitano fino su al castello, attraversando deliziose piazzette e sbirciando dentro i cortili, è come fare un salto indietro nel tempo.

Esperienza autentica in masseria

Nell’entroterra del Salento, nell’Agro del territorio di Torre Santa Susanna e di Oria, a metà strada tra il Mar Ionio e il Mar Adriatico, si trova una delle masserie più antiche della zona che risale al 1600, Masseria Altemura, che produce vino e olio extra vergine. Oltre 270 sono gli ettari totali che caratterizzano la tenuta, di cui 130 lavorati a vigneto e 40 a oliveto. Restaurata nel rispetto dell’ambiente e dell’architettura originaria, comprende una cantina moderna, studiata secondo i principi più attuali della bioarchitettura. Di proprietà del Gruppo Zonin 1821, produce vini eccellenti.

La tenuta si trova all’interno del territorio di produzione della DOC Primitivo di Manduria, un terroir tra i più vocati in Italia alla vitivinicoltura di qualità. Oltre al Primitivo, nei vigneti della Masseria Altemura vengono prodotte anche altre varietà autoctone come il Fiano, antico vitigno il cui successo viene fatto risalire ai tempi di Federico II di Svevia, il Negroamaro e l’Aglianico. La posizione geografica della masseria permette alle coltivazioni di beneficiare sia delle correnti dello Ionio sia della salinità tipica dell’Adriatico.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
La Masseria Altemura del XVII secolo

Vengono organizzate visite guidate delle vigne e della cantina, spesso accompagnate dal direttore Antonio Cavallo, che si concludono con degustazioni e pairing di prodotti tipici locali, dalle mozzarelle di bufala ai tarallini fatti in casa, ma anche corsi di cucina salentina. Nel calendario degli eventi che si svolgono in masseria ci sono anche reading e star gazing per ammirare le stelle, vista l’assenza di inquinamento luminoso per chilometri. Ma la masseria merita una visita anche solo per la sua rilevanza storica. Di proprietà di Federico II (allora si chiamava La palombara), è appartenuta anche a San Carlo Borromeo. Particolare cura è stata riservata al recupero dei due edifici storicamente significativi per il territorio: la massiccia torre, che sarà trasformata in una residenza di pregio per gli ospiti della tenuta, e una cappella privata con affreschi risalenti al XVI secolo.

Il frantoio ipogeo a Torre Santa Susanna

Anche questo luogo è una vera chicca, nota davvero a pochi e dista soltanto una decina di chilometri dalla masseria. Si tratta dell’unico frantoio ipogeo visitabile. Qui venivano spremute le olive per la produzione dell’olio lampante ovvero quello che serviva per l’illuminazione e non per la cucina, che era una fonte di sostentamento per l’intero Comune di Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi, tanto che veniva per la maggior parte esportato all’estero (i lampioni di Parigi, la prima città al mondo a dotarsi di illuminazione pubblica a olio durante il regno di Luigi XIV nel 1667, erano alimentati con l’olio di Torre Santa Susanna). Fino agli Anni ’50, sottoterra ci vivevano ancora tutto l’anno coloro che si occupavano del frantoio.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Il frantoio ipogeo di Torre Santa Susanna

La zona più antica del frantoio risale addirittura al 1100 e visitare questo luogo aperto solo nel 2000 racconta una pagina importantissima del Salento. Le visite sono gratuite, ma solo su prenotazione e condotte da guide volontarie. Un’esperienza davvero esclusiva. Del frantoio fa parte anche il Museo dell’olio “Molo” nel quale i visitatori possono rivivere il ciclo di produzione dell’olio attraverso un percorso fatto di sale multimediali.

Istituire il museo proprio a Torre Santa Susanna non è stato casuale. Il Comune è da secoli un luogo simbolo della lavorazione dell’oro verde. Nei suoi frantoi, infatti, veniva lavorato oltre il 60% delle olive di tutta la regione. E Torre Santa Susanna divenne famosa sin dal XVI secolo proprio per i suoi frantoi ipogei, costruiti nella roccia, come questo. Se cercate esperienze insolite in una terra già molto sfruttata dal punto di vista turistico, queste lo sono di certo.

Maldive del Salento, le spiagge che sembrano un paradiso

1 juillet 2025 à 13:13

Le parole “Maldive del Salento” possono evocare immagini di un paradiso lontano migliaia di chilometri, ma la verità è che siamo qui, nel tacco d’Italia, dove il mare si tinge di blu intenso e le spiagge sembrano rubate a un sogno tropicale. Parliamo quindi di una zona che si estende lungo la costa ionica salentina, tra Pescoluse, Torre Pali e Torre Vado, in cui gli arenili sono di sabbia finissima e bianchissima, l’acqua limpida e il paesaggio indimenticabile.

Va specificato, tuttavia, che si tratta di un termine turistico e non di un punto geografico vero e proprio. Ma quali sono le spiagge più belle di questa magnifica zona della Puglia?

Spiaggia di Pescoluse

Iniziamo questo viaggio nelle Maldive del Salento dalla Spiaggia di Pescoluse, sul tratto di costa ionica tra Torre Pali e Torre Vado. Famosissima per la sabbia morbida e candida e il mare cristallino che sfuma dal turchese al blu intenso, offre acqua è bassa e trasparente per diversi metri, tanto da rivelarsi perfetta per famiglie con bambini o per chi ama nuotare senza correnti fastidiose.

Pescoluse si distingue per avere una bellezza naturale che pochi posti riescono a eguagliare, con chilometri di spiaggia dove trovare angoli tranquilli anche in alta stagione. La presenza di lidi attrezzati garantisce comfort, ma senza perdere quella sensazione di relax (attenzione, i prezzi non sempre sono accessibili). Ciò non toglie che, soprattutto nei mesi di luglio e agosto, si può affollare parecchio, al punto che trovare parcheggio diventa una sfida. Inoltre, la vicinanza alla strada principale fa sì che a volte si sentono rumori di fondo, un dettaglio che chi cerca il silenzio totale potrebbe notare.

Il consiglio è quindi quello di spostarsi verso le aree meno accessibili, dove le dune di sabbia nascondono piccole calette e scorci quasi incontaminati. Territori in cui, tra le altre cose, il mare è ancora più trasparente e la folla sparisce. Infine, poco lontano c’è un tratto di costa dove si possono vedere tartarughe marine in primavera, un’esperienza unica per chi ama la natura.

Spiaggia di Torre Vado

Un’altra delle spiagge più interessanti delle Maldive del Salento è quella di Torre Vado, piccolo borgo marinaro poco più a sud di Pescoluse e vicino a Santa Maria di Leuca. Manco a dirlo, il mare è limpido e profondo, con spiagge di sabbia fine alternate a scogliere basse che regalano paesaggi suggestivi. A differenza delle spiagge più turistiche, Torre Vado mantiene un’atmosfera raccolta e genuina.

Ma senza ombra di dubbio, il vantaggio di Torre Vado è la combinazione tra bellezza naturale e qualche servizio locale, come bar, ristoranti e piccoli lidi che permettono di godersi il mare senza rinunciare a un minimo di comodità. Inoltre, il porto e la torre costiera, da cui prende il nome, aggiungono un tocco di storia e fascino. Il rovescio della medaglia è che in alta stagione può affollarsi, soprattutto nei weekend.

A pochi passi dalla spiaggia principale si trovano calette nascoste raggiungibili solo a piedi o in barca, dove l’acqua è ancora più trasparente e il silenzio regna sovrano. Torre Vado è anche un punto di partenza ideale per escursioni in barca verso le grotte marine della zona, un’esperienza che non tutti i turisti conoscono ma che vale davvero la pena fare.

Spiaggia di Posto Vecchio

La Spiaggia di Posto Vecchio è un angolo meno conosciuto (ma affascinante) lungo la costa tra Torre Vado e Pescoluse. Qui la sabbia dorata incontra un mare che passa dal turchese al blu profondo, tra ciottoli e rocce lambite da onde gentili. È il posto da prendere in considerazione se si desidera un mix di tranquillità e natura autentica, senza rinunciare a un tocco di comfort.

Situata proprio all’imbocco di una baia naturale, Posto Vecchio è protetta e incorniciata da un basso promontorio roccioso, che aiuta a mantenere l’acqua calma e perfetta per nuotate serene. È caratterizzata da tratti di spiaggia liberi molto spaziosi, che permettono di godersi la vacanza lontano dalla folla.

I servizi sono presenti, ma ancora contenuti rispetto a località più urbanizzate e l’accesso non è sempre facile in quanto, spesso, si è costretti a parcheggiare lungo la strada per poi scende su sentieri non pavimentati. In alta stagione può riempirsi nei fine settimana, quando i residenti del territorio vengono a cercare un po’ di relax.

Se volete vivere la magia più pura di questo luogo incantato della Puglia, vi suggeriamo di raggiungerlo per ammirare l’alba, ovvero quel momento in cui il sole sorge tra mare e scogli colorando tutto di rosa. Ma non è finita qui, perché sotto la superficie della scogliera, nelle limpide acque del minuscolo porticciolo, a volte si vedono rare stelle marine e piccoli polpi.

Spiaggia di Torre Pali

Infine la Spiaggia di Torre Pali, piccola frazione balneare sulla costa ionica del Salento. Con mare limpido e sabbia fine, si estende per diversi chilometri, offrendo un litorale ampio e sabbioso che si affaccia su acque turchesi e trasparenti, tipiche del basso Salento. Si presenta ampia e pulita, con fondali bassi che si prestano bene a famiglie con bambini.

Ci sono lidi attrezzati che mettono a disposizione servizi come noleggio ombrelloni, bar e ristoranti e, contemporaneamente, è un’ottima base per esplorare altre spiagge vicine, come Pescoluse e Torre Vado. Ciò non toglie che anche qui l’alta stagione possa portare affollamento, soprattutto nei weekend e nei mesi di luglio e agosto.

Anche Torre Pali è molto amata dai salentini, specialmente all’alba, quando la spiaggia è deserta e il mare sembra una distesa infinita di vetro. Poco fuori dal centro, nascosta tra la macchia mediterranea, si trova una piccola area dove si possono ammirare i fenicotteri rosa durante la migrazione.

In sintesi, Torre Pali è la scelta giusta se si desidera comodità e un mare da cartolina.

Salento low cost, le località più belle ed economiche per le vacanze estive in Puglia

Par : losiangelica
23 juin 2025 à 20:31

Quando si pensa alle vacanze estive il Salento è senza dubbio una delle mete top che ci fa battere il cuore ma con l’aumento dei costi di voli e alloggi non è più una scelta così economica. E se invece ci fossero delle soluzioni? Il Salento low cost è perfetto per l’estate, basta allontanarsi dai borghi più battuti e optare per soluzioni leggermente nell’entroterra o semplicemente lontani dall’overtourism.

Il Salento low cost non è solo una meta, è un invito a scoprire la bellezza autentica, fatta di paesaggi incantati, borghi storici e calore genuino senza lusso ostentato, ma con un fascino che difficilmente scorderai. Quindi, ti invito a continuare la lettura per scoprire un Salento low cost ma indimenticabile. 

In Salento il vero lusso è l’essenza stessa dei luoghi: la semplicità del suo mare cristallino, i tramonti che dipingono il cielo, le piazze animate da sorrisi e musica. Qui il low cost non significa rinunciare, ma vivere con leggerezza, immergendoti in un’atmosfera che sa di casa. Scopriamo insieme dove andare per goderti un’estate salentina che non ti svuota il portafoglio, ti riempie di ricordi. 

Specchia

Specchia è uno di quei luoghi che sembrano usciti da un film d’autore, con i vicoli lastricati di pietra, i balconi fioriti e un silenzio ovattato che invita alla lentezza. Perfetto se stai cercando una vacanza estiva nel cuore del Salento tipico ed economica. Cosa ti regala Specchia? Panorami, serate folkloristiche e osterie sincere dove potrai degustare piatti tipici con pochi euro.

Le spiagge? Non essendo direttamente affacciato sul mare, questo borgo della Puglia dà modo di raggiungere i primi litorali in una ventina di minuti di guida. Tra le più belle vicine? Punta della Suina, Lido Marini e Pescoluse, quest’ultima è conosciuta con il soprannome di Maldive del Salento.

Ostuni

Ostuni ti sa accogliere con il suo candore abbagliante e le terrazze iconiche da cui osservare il mare in lontananza. Pur essendo una meta molto amata dai turisti, resta una meta che offre possibilità low cost inaspettate. Case in affitto nei vicoletti, aperitivi con vista a prezzi contenuti, spiagge libere nelle vicinanze dove basta un telo per sentirti in paradiso. Una scelta smart se cerchi il Salento d’estate senza spendere troppo

Tra le spiagge di Ostuni da non perdere c’è Torre Pozzella che con le sue calette selvagge ti conquisterà. Altra chicca? Pilone, dove sabbia fine e mare cristallino danno modo di godersi una vacanza a tutto relax in una delle zone di mare più belle d’Italia.

Il borgo di Ostuni
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Ostuni è tra le opportunità per una vacanza low cost in Salento

Acaya

Piccola, discreta e sorprendente, Acaya è una delle perle del Salento perfetta se ami l’arte, la storia e l’atmosfera intima. Camminare tra le sue mura rinascimentali è gratuito, ogni suo angolo racconta una storia antica. Il mare è a pochi minuti, le masserie intorno offrono soggiorni a prezzi competitivi, e il ritmo lento del luogo ti farà dimenticare la frenesia della quotidianità lavorativa.

Il fascino medievale di Acaya non ci allontana certo dal mare, bastano pochi minuti per arrivare a le Cesine, una delle riserve naturali più belle del Salento. Non mancano spiagge libere per chi cerca il mare più wild lontano dal caos e tenendo d’occhio il budget.

Galatina

Galatina è il tuffo perfetto nel barocco salentino ma anche nei sapori veri. Qui puoi perderti tra chiese decorate, portali antichi e laboratori di pasticciotti dove assaggiare il meglio a poco prezzo. Le piazze si trasformano in palcoscenici per eventi gratuiti, le trattorie servono piatti tipici a prezzi accessibili e l’atmosfera è quella dell’estate lenta e profonda. Ideale se cerchi il Salento low costo con un tocco di cultura.

Galatina ti conquista con le sue chiese barocche e i pasticciotti caldi… ma quando vuoi mare, in meno di mezz’ora puoi raggiungere Torre Lapillo, Porto Cesareo o Sant’Isidoro. Sono tutte spiagge perfette per chi cerca mare cristallino senza spendere troppo.

Nardò

Nardò, lo ripetiamo, è un gioiello dal cuore nobile ma dai prezzi popolari. Il suo centro storico è una meraviglia da esplorare e non costa nulla. Poco distante ci sono le spiagge di Santa Maria al Bagno e Porto Selvaggio: libere, scenografiche e perfette se vuoi goderti il mare del Salento d’estate senza pagare lettini o parcheggi dai prezzi esorbitanti. Non trovi sia un connubio perfetto tra cultura, relax e risparmio?

Nardò è uno dei borghi più “strategici” per chi ama il mare: bastano pochi minuti per arrivare a Santa Maria al Bagno, Santa Caterina o la spettacolare Portoselvaggio. Quest’ultima è una vera oasi naturale: una camminata tra i pini e poi… boom! Una baia turchese tutta per te. Nessun lido, solo natura e libertà. Ideale per chi vuole vivere il Salento autentico, con budget mini e meraviglia maxi.

Santa Cesarea Terme

Chi l’ha detto che le terme sono solo per i ricchi? A Santa Cesarea Terme puoi trovare trattamenti a prezzi accessibili e soprattutto goderti le calette rocciose e il mare trasparente senza spendere nulla. Più low cost di così… Le passeggiate lungo la costa sono incantevoli, i ristorantini tipici propongono piatti di pesce con menù turistici a prezzi davvero contenuti, e l’atmosfera? Beh quella è l’atmosfera tipica dell’estate salentina: rigenerante ed economica. 

Le spiagge vere e proprie sono pochissime, ma puoi stenderti sulle piattaforme in cemento (gratuite!) con vista sul blu, come a Bagno Marino Archi o sotto Villa Sticchi, simbolo liberty della città.

Santa Cesarea Terme in Puglia
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Santa Cesarea Terme è tra i borghi del Salento low cost

Castro di Lecce

Castro è una delle gemme del Salento orientale. Qui l’acqua è di un blu profondo, il borgo antico si affaccia su un panorama che toglie il fiato e il porticciolo è perfetto se cerchi vacanze estive in Salento low cost. Magari con una granita in mano e i piedi immersi in questo suo mare incredibile. Molte spiagge sono gratuite, i B&B familiari propongono offerte interessanti, e il fascino… il fascino è incluso.

 Il borgo antico è tutto da esplorare, ma la vera magia è giù, nel porto vecchio: piccolissimo, incantevole, con barche colorate e un mare trasparente che pare quello della Grecia. La Cala dell’Acquaviva, poco distante, è una piscina naturale scavata tra le rocce, accessibile gratuitamente e perfetta per chi ama nuotare in acque fresche e pulitissime.

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