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La spiaggia di San Lorenzo è un angolo di Caraibi in Sicilia

9 août 2025 à 10:00

Ci sono luoghi in Sicilia che sembrano usciti direttamente da un sogno tropicale e no, non parliamo di mete esotiche lontane dodici ore di volo, ma di posti che stanno lì, nel cuore del Mediterraneo, pronti a regalare scenari che lasciano senza parole. San Lorenzo, con la sua sabbia chiara e l’acqua così limpida da sembrare vetro liquido, è una di quelle meraviglie che, appena viste, ti fanno pensare: “Ma questo è davvero in Italia?”.

Siamo nell’estremo sud dell’isola, a pochi chilometri dal punto più meridionale dell’intera penisola. Qui il sole picchia forte, il vento porta profumo di salsedine e di erbe aromatiche, e la luce è così intensa da far brillare ogni granello di sabbia. La costa è un susseguirsi di spiagge bianchissime e calette intime, con un mare che spazia dal turchese al blu profondo. Ma la vera magia è che, oltre alla bellezza naturale, c’è tutta la Sicilia più autentica: quella dei borghi barocchi, delle tonnare antiche, dei pescatori che sistemano le reti all’alba e dei piatti che raccontano la storia del territorio in un assaggio.

Per godervi San Lorenzo senza la folla, venite a giugno o a settembre. L’acqua è ancora calda, il sole è gentile e potete trovare spazio in spiaggia senza affollamenti. E, dettaglio non da poco, i ristoranti hanno più tempo per raccontarvi i piatti e magari offrirvi un assaggio extra. San Lorenzo non è solo un luogo dove fare il bagno: è un’esperienza che mescola mare, cultura e cucina in un mix irresistibile.

San Lorenzo: la perla accanto alla Riserva di Vendicari

La spiaggia di San Lorenzo si trova subito dopo la Riserva Naturale di Vendicari ed è quasi il suo prolungamento naturale verso sud. Nella zona più vicina alla riserva della Sicilia, il paesaggio è selvaggio: scogli levigati dalle onde, acqua profonda fin da riva e fondali ricchi di vita marina, perfetti per chi ama lo snorkeling o le immersioni. Qui il mare ha un colore intenso e basta mettere la maschera per trovarsi in mezzo a branchi di pesci argentei che guizzano veloci.

Scendendo verso sud, però, lo scenario cambia. La costa si addolcisce, gli scogli lasciano spazio a piccole baie di sabbia bianca e finissima che si tuffano in acque cristalline. Il fondale sabbioso digrada dolcemente, rendendo la zona ideale anche per le famiglie con bambini. Potete scegliere di stendervi nella spiaggia libera, portando con voi un ombrellone e una borsa frigo piena di frutta fresca, o concedervi il comfort di uno stabilimento balneare, con lettini, docce e bar che servono insalate di mare, granite e cocktail ghiacciati.

Spiaggia di San Lorenzo
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Le calette e il mare turchese alla Spiaggia di San Lorenzo

Il bello di San Lorenzo è che riesce a mettere d’accordo tutti: chi cerca relax, chi vuole fare sport acquatici, chi vuole ballare al tramonto. Già, perché quando il sole comincia a scendere, la spiaggia cambia ritmo. Dai chioschi parte la musica, le luci si accendono e ci si ritrova a sorseggiare un calice di Moscato di Noto o uno spritz al limone, con i piedi ancora nella sabbia tiepida.

E poi, inutile negarlo: qui il cibo è parte integrante dell’esperienza. Ci sono locali dove il pane cunzato arriva farcito con pomodorini, acciughe, origano e olio extravergine che profuma di campagna, oppure arancini ripieni di pesce spada e melanzane. Una vera celebrazione della cucina siciliana in versione estiva.

Nei dintorni: tra borghi barocchi e tonnare

Se riuscite a staccarvi dal mare (cosa non facile), i dintorni di San Lorenzo offrono tesori che meritano di essere esplorati.

A pochi chilometri verso nord si trova Noto, regina del barocco siciliano. Le sue facciate color miele, i balconi in ferro battuto e le chiese imponenti creano un’atmosfera unica, soprattutto al tramonto, quando tutto si tinge di oro. Passeggiare per il corso principale è come entrare in un set cinematografico, e non si può ripartire senza essersi fermati in una delle storiche pasticcerie per una granita al gelsomino o alla mandorla, rigorosamente accompagnata da una brioche “col tuppo”.

 

Noto Sicilia
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La città barocca di Noto

Verso sud, invece, c’è Marzamemi, un borgo marinaro dal fascino irresistibile. La sua piazza centrale, affacciata sul mare e circondata da casette di pietra, è il cuore pulsante della vita serale. Qui il tempo sembra scorrere più lentamente, tra il profumo di pesce alla griglia e il suono delle onde in sottofondo. Marzamemi è famosa anche per la sua tonnara, oggi riconvertita in spazi culturali e locali alla moda, e per i piatti a base di tonno: dalla bottarga ai crudi, passando per gli spaghetti ai ricci di mare.

Non lontano si trova Pachino, patria dei famosi pomodorini IGP, rossi e dolcissimi. Qui l’agricoltura incontra il mare, e nei mercati locali potete trovare cassettine di pomodorini appena raccolti, ottimi da portare in spiaggia come snack o da gustare in insalata con un filo di olio e basilico fresco.

La zona offre anche piccoli angoli meno noti ma affascinanti, come Calamosche, una baia nascosta nella Riserva di Vendicari, o Portopalo di Capo Passero, dove il Mediterraneo incontra lo Ionio. In ognuno di questi luoghi, oltre al mare, c’è sempre qualcosa di buono da assaggiare: cozze appena aperte, cannoli riempiti al momento, sarde a beccafico profumate di alloro.

Croazia nascosta: viaggio sull’isola di Prvić, la perla segreta dell’Adriatico

28 juillet 2025 à 20:00

L’estate dovrebbe seguire il ritmo lento e naturale del mare, ma non sempre è così. Le destinazioni più gettonate si riempiono in fretta e, tra itinerari fitti e attrazioni da non perdere, le giornate finiscono per essere scandite dall’orologio più che dal sole. Eppure, esistono ancora luoghi quasi segreti: isole lontane dal turismo di massa, dove il tempo sembra dilatarsi e le giornate scorrono lente, come dovrebbero. Una di queste si trova in Croazia, nell’arcipelago di Šibenik (Sebenico).

Stiamo parlando dell‘isola di Prvić (Provicchio, in italiano), un’oasi serena e senz’auto dove passeggiare tra le vie di romantici villaggi di pescatori, fare degustazioni di olio d’oliva, percorrere i sentieri e, naturalmente, godersi le spiagge di una bellezza mozzafiato, immerse nella natura.

Prvić è una meta ambita sia per gite di un giorno, per le quali vengono proposte numerose escursioni in barca, che per trascorrere una vacanza tranquilla di più giorni.

Dove si trova l’isola di Prvić

Prvić è un’isola idilliaca e tranquilla situata di fronte alla città portuale di Sebenico e al popolare centro turistico di Vodice, a breve distanza dalla terraferma. È una delle più belle isole pedonali della Croazia e, con una superficie di soli 2,5 km², rappresenta una delle più piccole perle abitate del Paese.

Può essere raggiunta facilmente sia prenotando un taxi boat che usufruendo dei traghetti, per i quali vengono proposte più tratte giornaliere. Sull’isola, ricoperta di macchia mediterranea, uliveti e vigneti, vivono solo circa 400 abitanti, il che conferisce all’isolotto un’atmosfera tranquilla e idilliaca. Ci sono due villaggi, chiamati Prvić Luka e Šepurine, entrambi protetti come Patrimonio Storico e Culturale.

Villaggio di Šepurine
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Il villaggio di Šepurine

Cosa fare e cosa vedere sull’isola di Prvić

Tra le principali attrazioni dell’isola di Prvić spiccano i pittoreschi villaggi di pescatori di Šepurine e Prvić Luka, custodi di un’autenticità senza tempo. Da non perdere il Museo Faust Vrančić, dedicato all’illustre inventore e umanista, oltre alle piccole aziende locali che producono un’olio d’oliva eccezionale.

Visitare i centri abitati di Prvić Luka e Šepurine

Nella parte settentrionale dell’isola troverete Šepurine, il villaggio più grande abitato fin dall’Alto Medioevo. Durante una passeggiata tra le sue strade, potrete ammirare le antiche case in pietra costruite secondo lo stile tradizionale della Dalmazia, protette come patrimonio storico. Un tempo, le case erano collegate da un lungo muro comune che ovviava alla scarsità di pietra utilizzabile. Insieme al porto e alla chiesa di Sant’Elena, risalente al Medioevo, creano uno scenario assolutamente incantevole. A Šepurine godrete di una piacevole atmosfera mediterranea, arricchita dalla presenza di piccole taverne e caffè che invitano i turisti a soffermarsi e a godere delle specialità proposte.

A sud-est, invece, troverete Prvić Luka, il secondo insediamento. Collegato a Šepurine da un sentiero pedonale in cemento, è contraddistinto da labirinti di pietra, anch’essi protetti come patrimonio storico. Tra le attrazioni più importanti ci sono il meraviglioso centro del villaggio, che emana un grande fascino con i suoi vecchi edifici in pietra, e la Chiesa di Santa Maria, dove si trova l’ultima dimora del celebre scienziato e studioso Faust Vrančić, famoso per aver inventato, tra le altre cose, il paracadute.

In suo onore, a Prvić Luka è stato aperto il piccolo, ma interessante Museo di Vrančić, dove, tra le altre cose, sono esposti modelli delle sue invenzioni. A Šepurine, invece, spicca la villa padronale che Vrančić fece costruire come sua residenza estiva.

Fare una degustazione di olio d’oliva

Sull’isola di Prvić, oltre a godere della bellezza e della calma dei suoi villaggi, potrete anche vivere un’esperienza autentica contattando le aziende locali, a conduzione famigliare, e provare il loro olio d’oliva. Si tratta di un prodotto pluripremiato per la sua qualità, frutto di una tradizione secolare: partecipando a una degustazione, potrete assaporarne non solo le sfumature, ma anche scoprire i racconti degli olivicoltori dell’isola, che custodiscono con passione i segreti di una produzione artigianale. Un viaggio nei sapori che racconta l’anima più genuina di Prvić.

Le spiagge sull’isola di Prvić

Sull’isola di Prvić troverete alcune magnifiche baie, perfette per trascorrere ore di relax sul Mare Adriatico. Queste si susseguono lungo la costa e, che siano di cemento, pietra o ciottoli, c’è qualcosa per ogni gusto. Il mare risplende nei più stupefacenti colori turchesi e, insieme al paesaggio costiero mediterraneo, crea un’atmosfera da cartolina. Grazie all’ambiente naturale, l’acqua è particolarmente limpida e ideale per lo snorkeling.

La spiaggia principale di Prvić, Plaza Trstevica, è sicuramente la più affascinante: è situata ai margini di Sepurine ed è conosciuta come una delle migliori spiagge della regione di Sebenico.

Fourni, l’isola nascosta della Grecia dove si rifugiavano i pirati (e oggi si sogna ad occhi aperti)

23 juillet 2025 à 16:55

Dimenticare tutto e partire. Cancellare le notifiche, chiudere la valigia senza programma e lasciarsi trasportare dal mare fino a un’isola dove il tempo si è fermato. Non è un sogno da spot turistico, è Fourni: una manciata di case bianche in mezzo all’Egeo, un villaggio di pescatori ancora sospeso tra mito e silenzio, un luogo che resiste alla mondanità con la grazia di chi non ha bisogno di gridare per farsi notare.

Questa piccola perla appartiene all’arcipelago delle Fourni, ma è proprio lei, la maggiore, a concentrare quell’equilibrio perfetto tra bellezza selvaggia, storie da romanzo e ritmo lento. Non si arriva per caso: serve un traghetto, un po’ di pazienza e tanta voglia di perdersi. 

Ma è proprio questo che rende Fourni diversa da tutto il resto. Un tempo era nascondiglio di corsari e il suo antico nome, Korseon, lo grida ancora tra le onde. Oggi è un rifugio per chi cerca la Grecia autentica, quella che profuma di mare, di origano, di pane caldo appena sfornato. Quella dove si nuota in acque cristalline senza nessun altro all’orizzonte, si cena sotto le stelle con pescato del giorno e si ascoltano storie di pirati davanti a un ouzo freddo.

Benvenuti a Fourni: la Grecia che non cerca follower, ma si fa amare all’istante.

Cosa vedere a Fourni: villaggi autentici, rovine antiche e paesaggi selvaggi

Korseon, il cuore dell’isola e villaggio dei pirati

Il centro nevralgico dell’isola in Grecia si chiama ancora Korseon, proprio come i corsari che un tempo solcavano queste acque. È un villaggio raccolto, con case bianche e balconi blu, botteghe che sembrano ferme agli anni ’70 e taverne dove il tempo si misura in caraffe di vino.

Qui ci si perde tra viuzze ombreggiate e gatti che dormono ovunque, si compra pane caldo al forno comunale e si chiacchiera con i pescatori al porto. Ogni dettaglio racconta un passato fatto di mare e misteri e no, non serve Google Maps: a Korseon si cammina a istinto, cercando di perdersi per trovare il cammino più suggestivo.

Fourni, Grecia
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Vista della spiaggia sulla splendida isola di Fourni

Il piccolo villaggio di Chrysomilia

A circa 10 km da Korseon, Chrysomilia è l’unico altro centro abitato dell’isola. Piccolo, isolato, talmente fuori rotta che persino il traghetto ha smesso di farci tappa. Ma è proprio qui che si respira l’anima più schiva di Fourni: qualche casa, una taverna nascosta e una vista che mozza il fiato, con il mare che si apre come un ventaglio blu cobalto.

Petroglyphs e le tombe antiche

Fourni custodisce tombe scavate nella roccia e reperti archeologici sparsi qua e là, testimoni di una storia millenaria fatta non solo di pirati, ma anche di civiltà più antiche. Nei pressi di Petrokopio si trovano le vecchie cave di marmo, abbandonate ma ancora affascinanti, dove si cammina tra rocce scolpite e silenzio lunare.

Le spiagge di Fourni: calette segrete e acque cristalline

Dimenticare gli ombrelloni a righe e i bar sulla sabbia: a Fourni il mare si conquista con qualche passo in più, ma in cambio offre calette deserte, acque turchesi da cartolina e la sensazione di essere davvero lontani da tutto.

Kambi: la spiaggia per iniziare a innamorarsi

A pochi minuti a piedi dal centro, Kambi è la più accessibile e forse anche la più “social” dell’isola (che comunque è un eufemismo: anche qui il massimo affollamento è dieci persone). Sabbia morbida, acqua trasparente e qualche tamerice sotto cui rifugiarsi dal sole. L’ideale per ambientarsi e lasciarsi cullare dal primo bagno greco.

Petrokopio: marmo, mare e magia

Questa spiaggia rocciosa e scenografica è un vero tesoro. Un tempo cava di marmo, oggi è una delle baie più affascinanti di Fourni. I contrasti tra il bianco delle rocce e il blu del mare sembrano usciti da una tela impressionista. Acqua limpidissima, fondale perfetto per lo snorkeling e zero tracce di civiltà: solo voi, il mare e qualche gabbiano.

Vlychada: la perla nascosta

Per chi ama camminare, Vlychada è la ricompensa perfetta. Raggiungibile solo dopo un breve sentiero nella macchia mediterranea, è una spiaggia di ciottoli chiari e acqua immobile come vetro. Silenzio assoluto, natura che avvolge e la sensazione di aver scoperto un segreto che non si può raccontare. Attenzione: portare acqua e ombra, qui non c’è nulla (e va bene così).

Cosa fare a Fourni: trekking, storie di pirati e cene vista mare

Escursioni tra sentieri e panorami mozzafiato

L’isola, anche se piccola, è piena di percorsi escursionistici che collegano calette, colline e villaggi. Si cammina tra pini, erbe selvatiche e muretti a secco, con panorami che cambiano ad ogni curva. Ideale per chi ama scoprire luoghi fuori traccia, con lo zaino leggero e lo sguardo sempre all’orizzonte.

A caccia di grotte piratesche

Non è leggenda: i pirati usavano davvero Fourni come base. Nascosti tra le sue rocce, lasciavano barche e bottini al sicuro, lontano da occhi indiscreti. Ancora oggi, lungo le scogliere più aspre, si trovano grotte che sembrano uscite da un film d’avventura. Alcune si raggiungono solo in barca, ma chi ama l’idea del mistero può anche provare a cercarle a piedi.

Gite in barca nell’arcipelago di Fourni

Fourni non è sola: intorno a lei ci sono altre isolette minori, completamente disabitate o quasi. Un’escursione in barca è il modo migliore per scoprire questo lato nascosto dell’Egeo. Calette irraggiungibili da terra, fondali blu profondo, silenzi infiniti. Alcune barche locali organizzano tour giornalieri, magari con pranzo a bordo a base di pesce fresco. Spoiler: vale ogni centesimo.

Mangiare a Fourni: pesce freschissimo, ouzo e dolci 

A Fourni si mangia con lentezza e con gioia. Le taverne qui sono piccole, familiari, spesso a conduzione diretta da pescatori che servono in tavola ciò che hanno appena tirato su dal mare. Tra i piatti da provare:

  • Polpo alla brace: lasciato ad asciugare al sole e poi cotto alla perfezione.
  • Karavides: scampi locali, grandi e carnosi, una vera prelibatezza.
  • Feta al forno con miele e sesamo: semplice ma travolgente.
  • Dolci casalinghi: come il galaktoboureko o il baklava, sempre accompagnati da un bicchierino di ouzo o raki.

Non si mangia mai di fretta, né si prenota: si arriva, si saluta, ci si accomoda, si gode.

Dove dormire a Fourni: pensioni con vista mare

Niente resort, niente spa, niente rooftop. A Fourni si dorme in guesthouse con balconi vista mare, lenzuola di cotone grezzo e cicale come sottofondo. Tutto è a misura d’uomo (e di isola), e spesso la colazione è inclusa: yogurt denso, miele locale, pane caldo e un sorriso autentico.

Le strutture sono poche, quindi meglio prenotare in anticipo, soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Ma per chi può, giugno e settembre sono i periodi magici: caldo giusto, mare perfetto, e un’atmosfera da favola senza turisti.

Come arrivare a Fourni e altri consigli pratici

  • Come arrivare: traghetti da Samos o Icaria, controllare bene gli orari perché non sono quotidiani.
  • Soldi: portare contanti, il bancomat c’è ma spesso non funziona, e non tutti i locali accettano carte.
  • Scarpe comode: fondamentali per le passeggiate su sentieri sassosi.
  • Zero stress: a Fourni niente succede in fretta, e va benissimo così.

Lago di San Domenico, meraviglia nel cuore dell’Abruzzo

20 juillet 2025 à 12:15

C’è un luogo in Italia dove il tempo sembra essersi fermato, dove le acque smeraldo di un lago riflettono non solo il cielo e le montagne circostanti, ma anche la pace di un paesaggio e di una natura ancora intatta. La destinazione di questo viaggio è il lago di San Domenico, angolo di paradiso nel cuore dell’Abruzzo, nascosto tra le selvagge Gole del Sagittario, a pochi passi da Villalago, un piccolo borgo composta da neanche cinquecento abitanti.

Il lago di San Domenico è uno specchio d’acqua artificiale, che, nonostante ciò, è diventato il custode di una delle nature più pure e selvagge della regione. Sebbene la sua origine non abbia nulla di leggendario, il lago riesce a raccontare diverse storie, alcune fatte di solitudine, altre di fede e resistenza, regalando ad ogni visitatore una bellezza che non ha bisogno di parole.

Dove si trova il lago di San Domenico?

Per scoprire la bellezza di questo luogo, bisogna viaggiare in provincia dell’Aquila, nella parte meridionale dell’Abruzzo, al confine tra il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la riserva naturale delle Gole del Sagittario. Ed è proprio in questa zona che, a 800 metri di altezza sul livello del mare, si trova il lago di San Domenico, poco distante dal borgo medievale di Villalago, che si affaccia sulla valle da uno sperone roccioso.

Il lago viene formato quando, nel 1929, venne creata una diga con l’obiettivo di regolare il flusso d’acqua del fiume Sagittario e, allo stesso tempo, alimentare la centrale idroelettrica che si trova più a valle, ad Anversa degli Abruzzi. Questo bacino d’acqua negli anni ha finito per generare un ecosistema che si è perfettamente integrato con il paesaggio naturale circostante, che oggi appare decisamente autentico e intatto.

Ponte di San Domenico, che collega le due sponde del lago di San Domenico
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Il ponte del Lago di San Domenico, per raggiungere l’eremo

Alla scoperta del lago di San Domenico: cosa vedere e cosa fare nei dintorni

Sul lago, svetta l’eremo di San Domenico, una struttura religiosa che venne costruita in antichità su una grotta la quale, secondo la leggenda, fu il luogo di ritiro spirituale del monaco benedettino Domenico da Foligno, che qui si ritirò in preghiera addirittura intorno all’anno Mille. Le sue pareti raccontano il passaggio degli eremiti e dei pellegrini, in un continuo dialogo tra uomo e paesaggio.

L’edificio che è possibile vedere oggi risale in gran parte al quindicesimo secolo, anche se fu profondamente rimaneggiato nel corso del Novecento, quando venne rifatta la facciata e costruito il ponte di accesso in stile neomedievale, per sostituire quello più antico, oggi sommerso dalle acque. Ogni anno, nel mese di agosto, l’eremo di San Domenico diventa anche meta di una suggestiva processione votiva, che richiama fedeli e viaggiatori da tutta la valle e i territori circostanti.

Questa struttura oggi fa del lago non solo un luogo dalla grande spiritualità, ma anche la cornice adatta dove scoprire e osservare la bellezza della natura abruzzese.

Qui, infatti, sono presenti numerosi sentieri che si diramano attorno al lago, percorrendo i quali è possibile immergersi in un paesaggio mutevole, dove si alternano tratti ombrosi di bosco a scorci aperti sul bacino. Uno dei percorsi più apprezzati è sicuramente il Sentiero di San Domenico, una passeggiata di circa cinque chilometri, non troppo difficile, che collega l’eremo al borgo di Villalago, attraversando un tratto panoramico che regala scorci indimenticabili, con una piccola terrazza con vista sulle gole ed il lago di San Domenico

Inoltre, sulla sponda di Prato Cardoso, i visitatori del lago e i camminatori possono concedersi una sosta sulla piccola e splendida spiaggetta, il luogo ideale dove rilassarsi, ma senza l’opportunità di fare un bagno, in quanto la balneazione nel lago di San Domenico è vietata, come anche la pesca. Un modo per mantenere intatto l’equilibrio delicato delle acque del lago.

Come si arriva al lago di San Domenico?

Raggiungere questo lago non è difficile, anzi. Il percorso sarà in grado di regalare a tutti i viaggiatori paesaggi spettacolari e tutta la bellezza dell’entroterra abruzzese. In auto, da Sulmona si imbocca la superstrada in direzione di Scanno, per un viaggio di circa 20 chilometri che conduce a Villalago. Chi ama viaggiare in camper troverà nella zona diverse aree attrezzate.

Chi arriva da queste parti con il desiderio di scoprire un angolo diverso d’Italia, meno noto, meno raccontato, ma forse proprio per questo più vero, troverà al lago di San Domenico una piacevole sorpresa.

L’isola croata del mare, del sole e della natura è un paradiso per gli escursionisti

17 juillet 2025 à 10:40

Organizzare un viaggio in Croazia è sempre una buona idea, in ogni periodo dell’anno e in tutte le stagioni. Ma se è il volto più bello e soleggiato del Paese che volete scoprire, toccando con mano tutte le meraviglie che appartengono al territorio, vi consigliamo di farlo d’estate così da poter andare in avanscoperta di spiagge cristalline, calette segrete e isole da sogno, come quella di Ilovik.

Conosciuta anche col nome di Isola dell’Asinello, questo lembo di terra è uno dei luoghi più affascinanti della Croazia, nonché meta imprescindibile degli amanti della natura e delle escursioni. Quest’isola, infatti, è un vero e proprio paradiso terrestre caratterizzato da un mare incanto e da una natura selvaggia e incontaminata che prospera tutto intorno.

I motivi per organizzare un viaggio qui sono tanti e diversi: una lussureggiante vegetazione, dove prosperano oleandri, eucalipti e palme, un villaggio pittoresco, calette e spiagge dorate e poi, ancora, acque caratterizzate da infinite sfumature di blu. Pronti a partire?

Ilovik: come raggiungere l’isola dell’Asinello in Croazia

L’isola di Ilovik si trova in Croazia, nell’arcipelago delle isole Quarnerine, situato a sudest della punta meridionale dell’Istria e appartiene, amministrativamente, alla città di Lussinpiccolo. Anticamente era registrata, insieme alla vicina San Pietro, come Neumae Insulae (dal greco “neuma”, che vuol dire segno) fino a quando, nel XVIII secolo, i coloni croati chiamarono l’isola grande Tovarnjak, ossia “Asinello”, ribattezzata infine come Ilovik, per il particolare terreno argilloso che la caratterizza.

Per raggiungerla è possibile prendere un traghetto, in partenza tutti i giorni d Lussino o, in alternativa, un catamarano in partenza da fiume e da Zara. Durante l’estate, e nei periodi di maggiore affluenza dell’isola, vengono messi a disposizione dei viaggiatori numerosi battelli da Lussinpiccolo e Lussingrande che trasportano i passeggeri, in poche ore, anche su isole vicine come Krk, Rab, Pag, Kornati.

Ilovik, Croazia
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L’isola di Ilovik in Croazia è la meta perfetta per gli amanti della natura

Ilovik: cosa fare e cosa vedere

L’isola, dalla forma irregolare, si snoda su una superficie di circa 5 km quadrati ed è caratterizzata da numerose insenature bagnate da acque da sogno. Nella parte sud orientale è presente un promontorio suggestivo e bellissimo, mentre proprio nel cuore dell’isola sorge il Monte Nono che, con i suoi 96 metri sopra il livello del mare, raggiunge il suo picco più alto.

Ilovik è attraversata da un canale lungo circa 2, 5 chilometri e che la separa dall’isola di San Pietro, un piccolo gioiello naturale e disabitato che è possibile raggiungere via mare con un breve trasferimento in barca.

Ma cosa fare e cosa vedere una volta giunti sull’isola dell’Asinello? Sicuramente godersi il mare e la fitta vegetazione. La costa è facilmente accessibile grazie alle tante baie che si aprono direttamente sul mare e che consentono bagni e tuffi tra le acque più limpide della Croazia. Parzine è la spiaggia sabbiosa più ampia di Ilovik ed è raggiungibile in circa venti minuti a piedi dal paesino omonimo abitato da poco più di 100 anime.

Il mare di ilovick, Croazia
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I sentieri naturali si aprono sulle baie a Ilovick

Per toccare con mano l’anima più autentica della Croazia, e immergervi nelle tradizioni locali, consigliamo di visitare l’antico e pittoresco borgo di pescatori che sorge in una piccola insenatura protetta. Non troverete traffico né movida, ma avrete a disposizione tutto ciò che serve per una vacanza all’insegna del relax e della tranquillità.

Nel villaggio, infatti, è presente l’indispensabile: un mini market ben rifornito, l’ufficio postale, un panificio, una pasticceria e un paio di ristoranti. Per il resto, Ilovik offre un soggiorno a stretto contatto con la natura quasi in maniera esclusiva vista l’assenza del turismo di massa. Un aspetto da non sottovalutare che rende l’isola un vero e proprio paradiso per gli escursionisti e per tutti coloro che vogliono avventurarsi in un territorio incontaminato, a piedi o in bicicletta, tra i lecci e i pini d’Aleppo, oleandri ed eucalipti.

Oltre alle spiagge e alle calette, infatti, è possibile raggiungere e immergersi nella ricca vegetazione mediterranea, che si concentra in particolare sulle pendici del Monte Vele Straze e sulle cime dei monti Dida e Krisine.

Proprio in virtù della sua flora estremamente diversificata, Ilovik è conosciuta anche come “l’isola dei fiori”. Ma ce n’è anche per gli appassionati di snorkeling, che saranno felici di esplorare i ricchi fondali, tra posidonia e pesci coloratissimi.

 

 

La Sicilia meno turistica è la meta perfetta e low cost dell’estate. E non solo

10 juillet 2025 à 12:27

Tra voli low cost, voglia di mare e un pizzico di riscoperta locale, sempre più italiani stanno scegliendo l’Italia per le vacanze, negli ultimi anni: e cosa c’è di meglio della Sicilia per coniugare mare cristallino, città piene di storia e cucina da sogno, senza spendere una fortuna?

C’è però una Sicilia diversa da quella delle cartoline più famose. Più autentica, meno affollata, dove il tempo rallenta e la bellezza è ancora genuina. Una Sicilia che ha il sapore della granita alle mandorle, del cous cous di pesce e delle risate al tramonto. E tutto comincia da Trapani, la città tra due mari.

Trapani, la città tra il Tirreno e il Mediterraneo

Adagiata sul lembo più occidentale della Sicilia, la città di Trapani è una destinazione perfetta per chi cerca una vacanza rilassante ma piena di spunti culturali e naturalistici.

La città, affacciata sia sul mar Tirreno che sul Mediterraneo, gode di una posizione privilegiata e di un’atmosfera che mescola influenze arabe, normanne e spagnole. I vicoli del centro storico raccontano secoli di storie, le saline riflettono il cielo come specchi e le isole Egadi sembrano chiamare da lontano. Il tutto, con prezzi ancora contenuti rispetto ad altre località siciliane più note.

Trapani, Sicilia
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Vista panoramica della città di Trapani

Inoltre, un punto di forza per scegliere Trapani è la facilità con cui si può raggiungere. Grazie ai voli low cost di compagnie come Ryanair, che continua ad ampliare le rotte verso la Sicilia, arrivare a Trapani (ma anche a Palermo) è sempre più semplice ed economico.

San Giuliano, la spiaggia perfetta per famiglie 

A pochi minuti dal centro di Trapani si trova una delle spiagge più amate dai locali: San Giuliano.
Ampia, dorata, con fondale basso e acque trasparenti, è la scelta perfetta per chi viaggia con bambini piccoli. Qui, i più piccoli possono giocare in libertà, mentre i grandi si rilassano al sole o gustano una brioche col tuppo direttamente sotto l’ombrellone.

La presenza di stabilimenti attrezzati e spazi di spiaggia libera rende San Giuliano adatta a tutte le tasche e a ogni tipo di viaggiatore.

La Riserva dello Zingaro, paradiso selvaggio 

Chi ha voglia di avventura e natura incontaminata non può perdersi la meravigliosa Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, tra Scopello e San Vito Lo Capo.

Qui, niente strade asfaltate né lidi attrezzati: solo sentieri sterrati, macchia mediterranea e calette turchesi da raggiungere a piedi o in barca. Le acque sono perfette per lo snorkeling e ogni cala sembra un piccolo Eden. Ideale per escursionisti, amanti del silenzio e viaggiatori che cercano un’esperienza autentica e rigenerante, lontana dai classici itinerari turistici.

Punta Tramontana, il paradiso del surf 

Per chi ama le emozioni forti e l’energia del vento, Punta Tramontana è un vero punto di riferimento.
Situata vicino a Marsala, regala giornate ventilate perfette per praticare surf, kitesurf e windsurf, il tutto incorniciato da un mare dai riflessi azzurro intenso.

Una meta poco battuta, spesso frequentata da locals e sportivi, dove si respira un’atmosfera libera e selvaggia, perfetta per chi cerca un angolo fuori dal tempo dove l’orizzonte è tutto da cavalcare.

Sicilia fuori stagione, tra saline, sci e cucina tipica

Trapani e la Sicilia, in genere, non sono solo una destinazione estiva: l’autunno e l’inverno svelano un volto ancora più affascinante e tranquillo… E low cost, certo!

Marsala, Trapani, Saline dello Stagnone
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Le saline marsalesi vicino Trapani

Le saline di Nubia, con i loro mulini a vento, regalano paesaggi suggestivi anche in bassa stagione, mentre le cantine della zona propongono degustazioni di vini come il Marsala e il Grillo. Le temperature miti permettono di godersi le passeggiate sul lungomare, i mercati rionali e i musei cittadini con più calma. Il periodo ideale per chi cerca una Sicilia lenta, gustosa e intima, lontana dal turismo di massa.

Sembra un paradosso, ma in Sicilia si può anche sciare guardando il mare. Ebbene sì, in inverno basta salire sull’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, per trovare piste innevate tra crateri fumanti e boschi secolari. Una gita sull’Etna in inverno è un’esperienza da ricordare, tra sport, natura estrema e paesaggi surreali, che uniscono la forza della montagna all’essenza del Mediterraneo.

Un’altra prova che la Sicilia è una meta completa tutto l’anno, capace di sorprendere in ogni stagione.

Cosa vedere sull’isola di Sylt, la Costa Azzurra tedesca

24 juin 2025 à 16:26

Sabbia fine, natura selvaggia e spettacolare, il mare fantastico e uno scenario che sembra uscito da una cartolina: non sarà difficile imbattersi in poltrone sulla spiaggia (che qui sono tipiche), case con tetti di paglia e scorci indimenticabili sul Mare del Nord.

Siamo sull’isola di Sylt, quella che da qualcuno è stata anche definita Costa Azzurra tedesca. Questo luogo elegante e molto popolare si trova nel Mare del Nord ed è la più settentrionale delle isole che appartengono all’arcipelago delle Frisone. Un tempo l’isola faceva parte del continente, ma l’erosione continua l’ha trasformata nel paradiso che possiamo raggiungere oggi.

Spa, natura incontaminata, eleganza senza tempo: sono solo alcune delle caratteristiche di questo luogo che vale la pena raggiungere.

Dove si trova e cosa fare e ammirare sull’isola di Sylt, dove natura selvaggia, paesaggi mozzafiato e servizi accolgono i tanti turisti.

Dove si trova l’isola di Sylt

A guardarla sembra un vero e proprio paradiso terrestre, in cui la natura domina incontrastata e la presenza dell’uomo appare perfettamente amalgamata con l’ambiente circostante. Siamo sull’isola di Sylt, che appartiene alla Germania e fa parte del gruppo tedesco delle isole Frisone Settentrionali che si trovano nel Mare del Nord a lato della costa della Germania e della Danimarca.

Si sviluppa su oltre 93 chilometri quadrati e il punto più alto dell’isola è di 52 metri e si chiama Uwe-Düne, ovvero Duna di Uwe. Una peculiarità di questa isola è quella di essere soggetta a un continuo mutamento causato dall’azione erosiva del mare.

Un luogo affascinante, selvaggio, poco abitato (pare che durante l’anno ci siano circa 20mila abitanti) e anche di piccole dimensioni. Tutto da scoprire.

A contatto con la natura sull’isola di Sylt: il mare

Senza dubbio questa piccola isola è un paradiso da scoprire, tra spiagge ed escursioni permette di immergersi in una natura selvaggia che leva il fiato. Gli arenili si snodano per circa 40 chilometri lungo la costa occidentale, mentre il paesaggio è caratterizzato da bellissime dune. Una peculiarità delle spiagge sono le sedute dallo stile vintage in vimini, con le capotte che permettono di proteggersi e con la stoffa a righe e quel sapore retrò che le rende perfette in questo luogo. È necessario prestare un po’ di attenzione quando si fa il bagno nel Mare del Nord per via delle correnti e vale assolutamente la pena gustare un aperitivo al tramonto godendo di questa atmosfera che sembra sospesa nel tempo.

E poi non manca la possibilità di dedicarsi alle attività sportive: qui c’è l’imbarazzo della scelta e spaziano dal sur al windsurf, senza dimenticare kitesurf, stand-up paddling e wing foil. Ci sono arenili dedicati a vari sport come beach volley o calcio, e vale la pena (non nella stagione estiva) portare con sé un aquilone.

Tramonto sulla spiaggia dell'Isola di Sylt
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Suggestivo tramonto sulla spiaggia dell’Isola di Sylt

Le attività e le escursioni che puoi sperimentare sull’isola di Sylt

Non è di certo una vacanza sedentaria quella che si vive se si raggiunge l’isola di Sylt: c’è senza dubbio l’imbarazzo della scelta e le attività e le escursioni che si possono fare sono davvero numerose.

Se si ama la bicicletta, ad esempio, questo è il luogo giusto grazie alla sua rete di ciclabili tutte da percorrere per conoscere meglio il paesaggio. Poi vi è la possibilità di fare delle belle camminate, lasciandosi ammaliare dal paesaggio che muta costantemente sotto i nostri occhi. Ma anche di dedicarsi a jogging, corsa, ma anche praticare yoga o fitness, oppure il tennis.

E per chi viaggia in famiglia e con bambini non mancano i parchi giochi come il Sylter Sagenwald a Wenningstedt, oppure il Villa Kunterbunt sul lungomare di Westerland. Da non perdere, poi, i centri naturalistici che sono pensati per la formazione e la ricerca: i luoghi ideali per chi desidera approfondire le informazioni circa il Mare di Wadden (che ha un’estensione di 450 chilometri dai Paesi Bassi, fino alla Danimarca, toccando anche la Germania, il Mare del Nord, ma anche flora e fauna.

Incredibili anche le escursioni in barca: gite alla scoperta del mare, oppure delle isole vicine.

Isola di Sylt: le case e le sedute da spiaggia
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Isola di Sylt: le case e la tipica seduta da spiaggia

Cultura e relax, le esperienze più belle

Sul territorio dell’isola di Sylt ci sono diversi centri abitati, ad esempio List dove vi è un porto con il servizio traghetto con la Danimarca, oppure la celebre Kampen con la “scogliera rossa”, o – ancora –  Wenningstedt dove si trova una tomba di pietra che pare possa essere datata intorno al 3000 a.C.. L’aeroporto, invece, si trova a Westerland.

Non mancano mostre, percorsi artistici e culturali, eventi e musei da visitare. Da scoprire anche la tomba dell’Età della Pietra e il castello di Tinnum , che pare sia stato eretto più di 2000 anni fa, inizialmente come luogo di culto in cui proteggersi dai Vichinghi.

E poi il fascino delle case che qui hanno il tetto di paglia, per visitarne una ci si deve dirigere sul Keitum Watt dove si può entrare nella Vecchia Casa Frisone realizzata nel 1739.

Questa isola è la meta per tutti coloro che cercano anche il relax; infatti, il suo territorio è punteggiato di diverse strutture che offrono terme diurne, saune sulla spiaggia, trattamenti e molto altro.

E poi vale la pena girare per i negozi, assaggiare piatti tipici e ammirare panorami unici e che resteranno per sempre tra i più belli ricordi di viaggio.

Il mare sull'Isola di Sylt
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Il mare dell’Isola di Sylt

Come arrivare sull’isola di Sylt, la bellissima perla tedesca

Ci sono tantissime opzioni per arrivare con comodità sull’isola di Sylt. Ad esempio, in auto o in treno, grazie alla ferrovia che collega l’isola con il continente europeo e che permette di caricare la propria automobile. Oppure, una valida alternativa è via mare, in traghetto o con navi veloci.

Non manca la possibilità di raggiungerla in aereo con voli nazionali, che partono da diverse città, oppure internazionali da Austria, Svizzera e Lussemburgo.

E se arriva qui senza mezzi propri è bene sapere che ci si può facilmente muovere con autobus, bici a noleggio, e-mobility, noleggiando un’auto oppure con il taxi.

Un paradiso da scoprire, per una vacanza da assaporare, senza fretta immersi in un paesaggio impossibile da dimenticare.

Farsi rimborsare un volo non rimborsabile: ecco i casi in cui si può fare

29 mai 2025 à 08:30

Comprare un biglietto aereo a tariffa non rimborsabile significa, nella maggior parte dei casi, accettare di perdere i soldi in caso di rinuncia. Ma non tutto è perduto: esistono situazioni e strumenti che permettono di ottenere un rimborso, anche solo parziale. Vediamo i diritti dei passeggeri e tutti i casi in cui è possibile recuperare almeno una parte della spesa e come muoversi, passo dopo passo.

Le condizioni tariffarie del tuo biglietto

Il primo passo da fare è leggere con attenzione le condizioni tariffarie indicate nel biglietto o nella conferma ricevuta via email. Anche se la voce “non rimborsabile” sembra chiudere ogni possibilità, alcune compagnie prevedono eccezioni: in certi casi è possibile recuperare le tasse aeroportuali o ottenere un rimborso parziale per i servizi non usufruiti. Inoltre, alcune tariffe consentono modifiche con penali, anziché la perdita totale del biglietto. Per scoprirlo, è utile accedere alla sezione dedicata alla gestione della prenotazione sul sito della compagnia aerea e verificare le regole applicate alla tua tariffa specifica.

Rimborso delle tasse aeroportuali

Anche quando il biglietto è a tariffa non rimborsabile, è quasi sempre possibile recuperare l’importo delle tasse aeroportuali, perché queste vengono corrisposte solo se il passeggero effettivamente vola. Se si rinuncia al volo, si ha diritto alla restituzione di questa quota. Per farlo, bisogna compilare l’apposito modulo di richiesta sul sito della compagnia, specificando che il volo non è stato utilizzato. In alcuni casi, la compagnia potrebbe trattenere una piccola somma come costo amministrativo per la gestione della pratica.

Rimborso in caso di cancellazione del volo

Se il volo viene cancellato direttamente dalla compagnia aerea, il passeggero ha diritto al rimborso completo del biglietto, anche se questo era a tariffa non rimborsabile. È un diritto stabilito dal Regolamento CE 261/2004, che tutela i viaggiatori europei in caso di disservizi. Oltre al rimborso, in molti casi è possibile scegliere un volo alternativo. Tuttavia, se la cancellazione è dovuta a circostanze eccezionali come maltempo o scioperi esterni, la compagnia non è tenuta a corrispondere una compensazione, ma resta comunque obbligata a rimborsare l’importo pagato.

In caso di ritardo prolungato: chiedi il rimborso o la compensazione

Un ritardo particolarmente lungo o la perdita di una coincidenza può dare diritto al rimborso o a una compensazione. Se il volo subisce un ritardo superiore alle cinque ore e si sceglie di non partire, il passeggero ha diritto al rimborso totale del biglietto, anche in caso di tariffa non rimborsabile. Se invece si prende il volo e l’arrivo a destinazione avviene con oltre tre ore di ritardo, si può avere diritto a una compensazione economica, che varia in base alla distanza percorsa, fino a un massimo di 600 euro.

Assicurazione viaggio

Molte assicurazioni viaggio prevedono il rimborso del volo in caso di imprevisti gravi, come una malattia, un infortunio, un lutto in famiglia o problemi lavorativi. Anche alcune carte di credito, soprattutto quelle premium, offrono polizze che coprono l’annullamento. Per ottenere il rimborso, è necessario contattare l’assicurazione o l’ente che ha emesso la carta, fornendo la documentazione richiesta: certificati medici, attestazioni ufficiali o altri giustificativi. Se la richiesta viene accolta, il rimborso sarà erogato direttamente dalla compagnia assicurativa.

Malattia o lutto: la documentazione necessaria

Alcune compagnie aeree accettano richieste di rimborso, anche per biglietti non rimborsabili, se l’annullamento del volo è dovuto a motivi di salute o a un lutto. In questi casi, è importante inviare tempestivamente tutta la documentazione necessaria, come un certificato medico o l’atto di decesso, insieme ai dati del volo e del passeggero. Ogni compagnia ha regole e tempistiche diverse per gestire queste situazioni, ma vale la pena tentare: in molti casi, la richiesta viene accolta.

Le piattaforme specializzate in rimborsi

Negli ultimi anni sono nate diverse piattaforme online che si occupano della gestione dei rimborsi e delle compensazioni per voli cancellati, in ritardo o con problemi di overbooking. Queste agenzie onlne si occupano di presentare la pratica alla compagnia aerea e di seguirla fino alla conclusione. Il loro compenso consiste solitamente in una percentuale trattenuta solo in caso di esito positivo. Sono una buona soluzione per chi non ha tempo o voglia di occuparsi personalmente della burocrazia.

Un voucher come alternativa al rimborso

Quando non è possibile ottenere il rimborso in denaro, alcune compagnie propongono un’alternativa sotto forma di voucher, del valore equivalente al biglietto acquistato. Il voucher può essere utilizzato per prenotare un altro volo entro un certo periodo di tempo. Non è una forma di rimborso vera e propria, ma può rappresentare comunque una soluzione utile, soprattutto se si prevede di viaggiare di nuovo con quella compagnia.

Tramite agenzia o OTA

Se il volo è stato acquistato attraverso un’agenzia di viaggio tradizionale o online, non si deve contattare direttamente la compagnia aerea, ma è necessario rivolgersi al servizio clienti dell’intermediario. Le procedure di rimborso, modifica o richiesta voucher devono essere gestite attraverso la piattaforma utilizzata per l’acquisto, seguendo le istruzioni fornite dal portale.

Reclamo o contestazione

Se la compagnia aerea rifiuta il rimborso in modo ingiustificato o non rispetta le normative previste, è possibile presentare un reclamo all’Enac (l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) per i voli che partono o arrivano in Italia. In alternativa, se il biglietto è stato pagato con carta di credito, si può valutare di avviare una procedura di chargeback tramite la propria banca, contestando la transazione per mancata erogazione del servizio. Anche in questo caso, sarà necessario allegare la documentazione che dimostri il proprio diritto al rimborso.

Marito e moglie piantano 4 milioni di alberi e salvano una foresta

23 mai 2025 à 18:15

Il cambiamento deve partire da noi, e con la sola forza di volontà si possono compiere gesti che sembrano miracoli. A volte basta una sola storia bella a infonderci speranza e pensare che un Mondo migliore è un sogno che può diventare realtà. È quello che ci hanno insegnato il pluripremiato foto-giornalista Sebastião Salgado e la moglie Lélia Deluiz Wanick Salgado che, insieme, hanno dimostrato quanto può fare un piccolo gruppo di persone che hanno a cuore la natura e l’ambiente, combattendo la deforestazione con un processo di riforestazione.

L’idea di ridare vita alla foresta

Nel 1998, dopo un lungo viaggio in Ruanda, facendo ritorno nella terra natale, il Brasile, Salgado rimase scioccato nel vedere che la foresta appartenuta ai suoi genitori era stata completamente distrutta e trasformata in una terra arida e spoglia, senza più animali. Fu allora che, parlando con la moglie Lélia, ebbe l’idea di piantare nuovi alberi nella foresta, convinto di poter ridare al luogo il suo antico splendore.

Insieme fondarono così Instituto Terra, un’organizzazione ambientale, non governativa e senza scopo di lucro, che riuscì a raccogliere i fondi per piantare 4 milioni di alberi e riportare la foresta in vita. Dopo 20 anni, grazie al loro lavoro e a quello di altri volontari, 17 mila acri devastati dalla deforestazione furono riportati in vita a dimostrazione del fatto che la natura trova sempre un modo per tornare a vivere.

Prendendosi cura delle piante, tutte native della zona, e piantando semi della stessa regione, hanno fatto ritorno anche gli animali. In tutto sono tornate circa 172 specie di uccelli e 33 di mammiferi, 293 specie di piante, 15 di rettili e 15 di anfibi, ricostruendo l’intero ecosistema.

Il progetto ha suscitato l’interesse di molte persone, ampliandosi ulteriormente con la creazione di un Centro per l’educazione e il restauro ambientale, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica. Il pianeta va salvaguardato, ognuno di noi può fare davvero la differenza.

Il problema della deforestazione

La deforestazione è una problematica sempre più diffusa della nostra epoca. L’impatto che questo fenomeno ha sul nostro ecosistema è alquanto allarmante e devastante. Le cause sono diverse e sono imputabili sia ai paesi industrializzati che a quelli in via di sviluppo.

Ogni giorno innumerevoli specie di animali e piante perdono il loro habitat a causa della deforestazione, la quale è anche responsabile del 15% delle emissioni di gas serra. Secondo un’indagine condotta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, dal 1990 ad oggi, nel mondo sono stati persi 129 milioni di ettari di foresta. Un’area dalle dimensioni equivalenti al Sudafrica.

Il 23 maggio 2025 ci lascia Salgado

Il celebre fotografo brasiliano Sebastião Salgado, rinomato a livello internazionale, è scomparso venerdì 23 maggio all’età di 81 anni.

La notizia è stata resa pubblica proprio dall’Instituto Terra, l’organizzazione per la salvaguardia dell’ambiente da lui creata insieme alla moglie. Tuttavia, non sono ancora stati forniti ulteriori dettagli riguardo le cause del decesso né il luogo in cui è avvenuto.

Cosa vedere ad Arroios, il quartiere più cool Lisbona

16 mai 2025 à 15:01

Esistono destinazioni turistiche che saranno sempre in cima alla lista delle preferenze di ogni viaggiatore. Città come Parigi, la città dell’amore, New York, con i suoi grattacieli ed il suo fascino senza tempo, ma anche Barcellona, Berlino e tantissime altre località evergreen.

Ci sono poi destinazioni che si affacciano nel mondo del turismo quasi in sordina, località affascinanti e calde, che riescono ad attirare verso di sé un livello di attenzione talmente elevato da conquistare in passato primo posto della classifica di Time Out, famosa rivista di viaggi che annualmente stila un elenco dei quartieri più cool del mondo. Proprio come Arroios, a Lisbona, che con il suo fascino è riuscito a rapire gli occhi dei suoi visitatori.

Ecco cosa vedere ad Arroios, il quartiere più cool di Lisbona: un luogo sorprendente, lontano dai percorsi turistici più battuti, ma ricco di fascino, sapori e storie da vivere.

Tram tra le vie di Lisbona che porta al quartiere di Arroios
Fonte: 123RF
Tram che porta al quartiere di Arroios, Lisbona

Perché visitare Arroios?

Questo bellissimo quartiere si trova nel cuore di Lisbona e si estende tra i quartieri di Anjos, Pena e São Jorge de Arroios, uniti nel 2012 in un’unica freguesia. Negli ultimi anni ha vissuto un profondo ed importante processo di rigenerazione urbana, che ha trasformato Arroios in uno dei luoghi più interessanti della capitale portoghese.

Oggi il quartiere della capitale portoghese si presenta come un concentrato di arte urbana, cucina internazionale, mercati alternativi, coworking, gallerie indipendenti e locali che offrono una vita notturna vivace. È il luogo perfetto per chi desidera esplorare la Lisbona vera, creativa e cosmopolita, adatta ai turisti, ma anche ai nomadi digitali in cerca di una meta unica. Un vero e proprio mondo a parte.

Molte zone di Arroios sono tuttora sconosciute ai turisti ,ma meritano davvero di essere scoperte e ammirate per immergersi nella sua atmosfera in una delle città più attraenti del Portogallo.

Cosa vedere ad Arroios?

Quali sono, allora, le sue attrazioni da non perdere? Dai parchi a un caratteristico campo da basket colorato, ecco le tappe irrinunciabili.

Avenida Almirante Reis nel cuore di Arroios

Si tratta di una lunga via che attraversa il cuore del quartiere ed è il punto di partenza ideale per cominciare ad esplorare il quartiere. Si trova lontana dai circuiti turistici tradizionali della città, ma allo stesso tempo Avenida Almirante Reis offre un mix affascinante ed unico di vecchio e nuovo, con edifici moderni che ospitano hotel, caffetterie alla moda, ristoranti di ogni angolo del mondo e minimarket orientali. Insomma, la vera anima del quartiere e della sua vita notturna.

Campo dos Mártires da Pátria e Jardim Braancamp Freire: relax nel verde

Arroios non è solo palazzi o giardini. Arroios è anche natura e relax. Questo grazie al Campo dos Mártires da Pátria, uno dei parchi cittadini più tranquilli e autentici, perfetto per tutti coloro che sono alla ricerca di un momento di serenità tra gli alberi che puntellano il parco e i suoi laghetti con anatre.

Al centro del parco si trova la statua del dottor Sousa Martins, medico famoso nel Paese per il suo lavoro a favore dei poveri di Lisbona. Dopo la sua morte, attorno alla sua grande personalità, sorse addirittura un culto laico in cui viene ringraziato per le cure “miracolose”.

A lato del parco, invece, sorge il Jardim Braancamp Freire, dove trovare uno dei campi da basket più fotografati di Lisbona. Un terreno di gioco impreziosito dall’artista AkaCorleone, diventato simbolo del quartiere: un’esplosione di colore in grado di fondere arte, sport e comunità.

Intendente e Viúva Lamego: polo creativo per design, artisti e giovani imprenditori

La zona di Intendente è probabilmente la zona del quartiere che ha subito il cambiamento più importante nell’ultimo decennio. Si tratta di un luogo in grado di richiamare artisti, designer e giovani imprenditori della città, che rendono Intendente un polo unico nel suo genere. Qui, infatti, si trovano numerose gallerie indipendenti, studi creativi e spazi culturali dove è facile imbattersi in mostre temporanee o performance dal vivo.

Il simbolo di Intendente è sicuramente la fabbrica di azulejos Viúva Lamego, fondata nel 1849, con una facciata decorata da queste fantastiche ceramiche tipiche del Portogallo e che rendono questa struttura un’opera d’arte a cielo aperto.

Dettagli della fabbrica di azulejos Viúva Lamego ad Arroios
Fonte: 123RF
Facciata della fabbrica di azulejos Viúva Lamego

Anjos70: il mercato alternativo di Arroios

Tra i luoghi più vivaci di Arroios c’è Anjos70: il mercato alternativo ospitato in un’ex sede della Guardia Nazionale portoghese. Qui, ogni fine settimana, si trovano artigiani locali e designer che espongono abiti vintage, dischi in vinile, oggetti fatti a mano e prodotti rigenerati e di seconda mano. È possibile anche partecipare a workshop creativi e mostre collettive, ma anche approfittare di un’area street food internazionale e birre artigianali locali. Anjos70 a Arroios è il posto ideale per chi ama lo shopping sostenibile e le atmosfere informali.

Mercato alimentare nel centro del quartiere di Arroios, Lisbona
Fonte: 123RF
Mercato alimentare di Arroios, Lisbona

I numerosi ristoranti e locali notturni

La vera anima di Arroios, però, si svela al tramonto, quando i suoi vicoli, così suggestivi, iniziano a riempirsi di musica, risate e profumi da ogni parte del mondo. Il quartiere è famoso per la sua offerta gastronomica multietnica: dai ristoranti giapponesi ai locali etiopi, dai bistrot francesi a quelli sudamericani. Molto attiva anche la scena notturna, che si concentra soprattutto tra Intendente e Anjos.

Tra dj set, musica dal vivo e serate underground, qui si trova sempre qualcosa da fare. Alcuni locali offrono anche eventi culturali, talk e proiezioni all’aperto nei mesi estivi. Insomma: qui, ad Arroios, non ci si annoia mai!

Arroios è molto più di una zona urbana: è un vero e proprio laboratorio di creatività, inclusione e contaminazione culturale. È il quartiere dove la Lisbona del futuro incontra le sue radici, dove ogni strada è in grado di raccontare una storia e ogni angolo può diventare una scoperta.

Un luogo che è entrato di diritto a far parte dei quartieri più belli del mondo grazie alla sua vitalità ed atmosfera unica. Proprio per questo motivo, includere Arroios tra le tappe da vedere è una scelta che saprà regalare autenticità, ispirazione e un pizzico di sorpresa per il prossimo viaggio alla scoperta di Lisbona e delle bellezze del Portogallo.

C’è un luogo in Italia dove il fango termale è un vero toccasana

5 mai 2025 à 08:31

Cosa significa, veramente, vacanza? Ce lo insegna il latino: deriva da vacantia che significa “essere libero”. E in effetti, quando pianifichiamo una piacevole trasferta, tendiamo a volerci liberare da impegni, stress e sacrifici. Per alleggerirci di più, però, dovremmo pensare anche a purificare il nostro organismo e a trovare quell’ideale equilibrio tra corpo e mente che ci fa godere di ogni piccolo istante passato in viaggio. Per questo, una delle mete che più dovremmo apprezzare sono le terme, storicamente adatte per una pausa rigenerante.

Non tutti lo sanno, ma in Italia c’è un meraviglioso Comune che è noto proprio per le sue acque e per i suoi fanghi benefici: è Abano Terme, cittadina elegante, immersa nel verde dei Colli Euganei, ricca di luoghi da scoprire tra arte, natura e benessere. E, a voler essere ancora più precisi, ad Abano c’è una struttura speciale, l’Hotel Terme Salus, che ha tutte le carte in regola per essere il punto di arrivo della vostra fuga di benessere.

Le proprietà del fango di Abano Terme

Perché citiamo l’Hotel Terme Salus? Perché questo bellissimo e curatissimo luogo di relax rende, anno dopo anno, sempre più benefici i soggiorni di chi si reca ad Abano. Questo perché ha deciso di puntare moltissimo sui fanghi termali che in questo Comune sono caratteristici e speciali, dato che sono il risultato di un lungo e affascinante processo naturale che li rende autentici alleati della salute.

Alla base di questi fanghi c’è una miscela di elementi naturali: argilla purissima, acqua termale ipertermale e una microflora ricchissima, composta da cianobatteri e microalghe. Questa combinazione viene lasciata maturare per circa 50-60 giorni all’interno di speciali vasche, le cosiddette fangaie, dove le alte temperature e l’ambiente controllato permettono lo sviluppo di sostanze bioattive ad alto potenziale terapeutico.

La fangoterapia dell’Hotel Terme Salus è frutto di una tradizione millenaria peculiare del luogo, perfezionata nel tempo con tecniche moderne e protocolli certificati, ha fatto di Abano una delle capitali europee della fangoterapia. Non si tratta solo di prendersi cura del corpo, ma di un gesto di riequilibrio più ampio, che coinvolge anche la mente e le emozioni. Un’esperienza che unisce natura, scienza e benessere in un equilibrio raro, riconosciuto e apprezzato da chi cerca una via dolce ma efficace per ritrovare energia e armonia.

Il legame tra terra, acqua e benessere

Fare una vacanza che porta a immergersi nei fanghi di Abano Terme (e più specificamente in quelli dell’Hotel Terme Salus) significa viaggiare nel tempo. Entrando nelle fangaie si viene a contatto con una sostanza dall’anima antica, non a caso chiamata fango maturo, che si è evoluta cambiando colore e consistenza e arricchendosi di principi attivi decantati e proclamati da tanti esperti e personaggi eminenti, anche grazie alle proprietà antinfiammatorie, analgesiche e miorilassanti.

Tutto parte dall’argilla, un materiale naturale che si trova nel sottosuolo del Bacino Termale Euganeo, e che rappresenta l’elemento “terrestre” per eccellenza. Quest’argilla, che proviene da zone specifiche dei Colli Euganei e dalle aree circostanti, è la base dei fanghi termali. La sua composizione ricca di silice, alluminio e altri minerali la rende particolarmente adatta ad assorbire e trattenere il calore e a “trasformarsi” attraverso il contatto con l’acqua termale, riscaldata naturalmente e arricchita di sali minerali durante un lungo viaggio sotterraneo di circa 80 chilometri dalle Prealpi Vicentine.

Quando la terra e l’acqua del luogo si incontrano, si forma quello che la comunità scientifica considera una sorta di “farmaco naturale”, in grado di offrire sollievo concreto in caso di dolori articolari, tensioni muscolari e infiammazioni croniche. La fangoterapia agisce a più livelli sull’organismo: stimola la circolazione sanguigna e linfatica, favorisce l’eliminazione delle tossine, riduce i livelli di stress e contribuisce a rafforzare il sistema immunitario. Il calore del fango, unito alla sua composizione bioattiva, crea un effetto profondamente detossinante e rigenerante, percepibile già dopo poche applicazioni.

I risultati della fangoterapia avranno due tempi: un effetto a breve termine che si presenta subito dopo un ciclo terapeutico di almeno 6 sedute o un massimo di 12. In questo caso sentiremo già gli effetti miorilassanti e antinfiammatori sulle strutture articolari e peri-articolari. Infine, c’è l’effetto a lungo termine, quello più sorprendente. I benefici dell’applicazione del fango continueranno nei mesi successivi, con la prevenzione delle riacutizzazioni e soprattutto il rallentamento del corso della patologia degenerativa sulla quale siamo intervenuti.

Una settimana all’Hotel Terme Salus, per rinascere

Logicamente, la fangoterapia è solo una delle coccole che l’Hotel Terme Salus mette a disposizione dei suoi ospiti per rendere ogni momento magico: d’altronde è incastonato in quella che è la più grande stazione termale d’Europa. C’è un pacchetto esclusivo, della durata di una settimana, durante la quale è possibile approfittare del percorso Spa tra piscine termali e docce rigeneranti, ma anche scegliere ulteriori trattamenti speciali di fangoterapia.  Il pacchetto include sei notti e sette giorni, durante i quali, peraltro, sarà possibile scoprire le bellezze di Abano Terme.

Sì, perché ricordiamo che questo incantevole Comune non è solo sinonimo di relax e benessere, ma anche una piccola perla da esplorare con calma, tra angoli verdi, arte e scorci di storia. Passeggiando in centro è impossibile non fermarsi nel Parco Urbano Termale: un grande giardino curato dove fontane, sculture e vialetti invitano alla quiete, ideale per una passeggiata lenta o per godersi un gelato in una giornata di sole.

A pochi passi, si incontra il Duomo di San Lorenzo, cuore spirituale della città, con la sua facciata sobria e l’interno che custodisce opere d’arte e un’atmosfera raccolta. Poco distante, una tappa interessante è Villa Bassi Rathgeb, una villa signorile del Cinquecento oggi sede del museo civico: al suo interno si alternano esposizioni permanenti e mostre temporanee, perfette per chi ama la cultura anche in vacanza. Al ritorno dalle esplorazioni si potrà approfittare di un ciclo di minimo 6 trattamenti fino a un massimo di 12: niente di meglio per una pausa di benessere e riscoperta della nostra salute e delle bellezze made in Italy.

Cambiare posto in aereo: si può chiedere di farlo oppure no?

3 mai 2025 à 07:30

Durante un volo, capita spesso che un passeggero chieda a un altro di poter scambiare il posto; oppure di essere noi ad averne bisogno. I motivi sono vari: famiglie divise, coppie separate, genitori con bambini piccoli che desiderano sedersi vicini; ma anche più seri, come claustrofobia, necessità di stare vicino al bagno o di stendere le gambe. Ma cosa prevede il regolamento? E soprattutto, come comportarsi quando si riceve o si vuole fare una richiesta di questo tipo?

Cambiare posto in aereo

In linea generale, non esistono regole rigide che vietino di chiedere lo scambio del posto a bordo. Le compagnie aeree permettono ai passeggeri di accordarsi tra loro, purché il nuovo posto richiesto sia della stessa categoria e non interferisca con le procedure di sicurezza. Tuttavia, non è obbligatorio accettare la richiesta e il personale di bordo non è tenuto a intervenire o a risolvere la questione.

Si può rifiutare lo scambio? 

Nonostante la buona volontà o la pressione sociale che talvolta si crea, nessuno è obbligato ad accettare uno scambio. Ogni passeggero ha diritto al posto che ha scelto o pagato, e non deve sentirsi in difetto se decide di mantenerlo. Anche in presenza di situazioni apparentemente delicate, come un genitore che chiede di stare accanto al proprio figlio, la scelta finale resta personale.

Chi riceve una richiesta di cambio può valutare diversi fattori: la posizione del nuovo posto proposto, la durata del volo, eventuali disagi legati allo spostamento. È del tutto legittimo rifiutare, anche senza fornire spiegazioni.

Come fare (o rifiutare) una richiesta con cortesia

Nel caso si voglia chiedere di cambiare posto, il tono, il modo e la gentilezza sono fondamentali. Una richiesta sobria senza pretese né aspettative aumenta le possibilità di ottenere una risposta positiva. Mostrare empatia, spiegare brevemente la motivazione e accettare con serenità anche un eventuale no rende la situazione più gestibile per tutti.

Chi invece riceve la proposta può rispondere con la stessa cortesia, anche in caso di rifiuto. Un semplice “preferirei rimanere al mio posto” è sufficiente. Non serve giustificarsi, né sentirsi in colpa: ogni passeggero ha diritto al proprio spazio e alla comodità per viaggiare serenamente.

Il ruolo del personale di bordo

Le assistenti e gli assistenti di volo non hanno l’obbligo di risolvere le richieste di cambio posto, a meno che non si tratti di situazioni legate alla sicurezza o a esigenze speciali. In alcuni casi, possono proporre una soluzione alternativa, ma la loro disponibilità dipende anche dalle condizioni del volo e dal grado di affollamento. Affidarsi al personale solo in caso di necessità reali, evitando di insistere o creare tensioni, è il modo migliore per mantenere un clima sereno a bordo.

La scelta del posto

Affidarsi alla disponibilità degli altri passeggeri comporta sempre un margine di incertezza. Chi desidera sedersi accanto a un compagno di viaggio dovrebbe organizzarsi in anticipo, scegliendo i posti al momento della prenotazione oppure pagando, se necessario, la tariffa per la selezione. Specialmente in caso di esigenze specifiche, come claustrofobia o attacchi di panico, statura molto alta o la necessità di accedere spesso al bagno, è consigliabile non affidarsi al caso né contare sulla flessibilità altrui. Investire qualche euro o muoversi per tempo per la scelta del posto quando incluso nella prenotazione significa prepararsi al volo e viaggiare con maggiore serenità, evitando situazioni scomode o imbarazzanti da gestire una volta a bordo.

Isola Madre, il meraviglioso gioiello italiano sul Lago Maggiore

1 mai 2025 à 13:50

Il Golfo Borromeo rappresenta sicuramente l’angolo più bello del Lago Maggiore e, con la sua presenza, ripara i suoi gioielli più preziosi: le Isole Borromee e i loro spettacolari palazzi. Lussureggianti giardini, palazzi barocchi e bellezze naturali rendono questo luogo un’oasi tutta da scoprire, della quale fanno parte Isola Bella, Isola dei Pescatori, Isola San Giovanni, lo scoglio della Malghera e l’Isola Madre.

Quest’ultima è la più grande dell’arcipelago, per un totale di otto ettari di superficie, dove fioriture spettacolari e animali dai piumaggi variopinti immergono i visitatori in un paradiso paesaggistico definito da Gustave Flaubert “il luogo più voluttuoso al mondo”. Qui vi raccontiamo la sua storia e cosa vedere per scoprirla in ogni suo dettaglio.

La storia di Isola Madre, la più grande delle Isole Borromee

La storia di Isola Madre è indissolubilmente legata a quella della Famiglia Borromeo quando, a partire dal 1502, cominciarono i lavori per trasformarla da tenuta agricola a residenza privata di Lancillotto Borromeo. Per la costruzione del palazzo bisognerà attendere Renato I Borromeo, che ne affidò la progettazione a Pellegrino Tibaldi, figura di spicco della cultura lombarda contemporanea e architetto di fiducia di San Carlo.

Alla fine del 1700, l’isola appariva come la vediamo oggi e iniziò a essere considerata un luogo di pace e riposo. Nel 1823 furono aggiunte le serre, mentre nel 1826 fu eretta la cappella di famiglia sul lato orientale del grande piazzale. L’Isola Madre cambia nome diverse volte: prima è San Vittore, poi Isola Maggiore e ancora Isola Renata. Per il nome attuale, “Madre”, alcuni pensano che sia stato scelto per ricordare Margherita Trivulzio, madre di Renato I che riportò il possedimento tra i beni dei Borromeo, altri come omaggio alla supremazia storica dell’isola nel bacino del Verbano.

Cosa vedere all’Isola Madre sul Lago Maggiore

Visitare l’Isola Madre è un’esperienza suggestiva per chiunque si trovi sul Lago Maggiore. Qui potrete immergervi nell’antica vita cortese e ammirare i sontuosi interni di Palazzo Borromeo, tra porcellane, livree, dipinti di famiglia, arazzi e letti a baldacchino. Una volta tornati all’aria aperta, saranno gli incredibili giardini a conquistarvi, contraddistinti da una particolare atmosfera romantica ed esotica grazie alla presenza di piante ed essenze rare.

Palazzo Borromeo

Costruito tra il 1583 e terminato solo nell’Ottocento, Palazzo Borromeo fu inizialmente impiegato come dimora, per poi essere adibito ad altri usi e infine aperto al pubblico come museo nel 1978. Qui potrete ammirare preziosi arredi provenienti da varie dimore della famiglia Borromeo, scoprendo così lo stile di vita del XVI e XVII secolo.

Di particolare bellezza sono l’ingresso, con statue e medaglioni in marmo che introducono i visitatori al grande scalone a due rampe, il salotto veneziano con le pareti decorate a trompe l’oeil e la sezione dedicata ai teatrini delle marionette di casa Borromeo. Il Teatro delle Marionette racchiude una collezione di apparati scenici, marionette e copioni tra le più ampie e meglio conservate al mondo. Tutti questi oggetti venivano utilizzati per realizzare spettacoli domestici e intrattenere gli ospiti di Casa Borromeo.

Infine, dalle grandi finestre al piano Nobile, godrete di una vista incredibile sul golfo Borromeo e sulle altre Isole Borromeo.

I giardini e le specie botaniche rare

I giardini rappresentano uno spazio di quasi otto ettari, curato nei minimi dettagli, in cui ci si può perdere tra specie botaniche rare, provenienti da ogni parte del mondo e dalla forte impronta esotica. Realizzato a inizio Ottocento, quest’area verde vanta anche presenze importanti e di tutto rispetto, come una palma Jubaeae Spectabilis, che ormai ha superato il traguardo dei 125 anni, e il bicentenario cipresso del Kashmir, arrivato qui dall’Himalaya nel 1862. Si tratta del più grande e il più vecchio esemplare in Europa, ormai in via d’estinzione nel suo Paese d’origine.

Inoltre, qui, mentre si è rapiti dalla bellezza di fiori e alberi, ammirando il panorama dai cannocchiali che si trovano passeggiando lungo i viali ombreggiati, non di rado passano indisturbati uccelli variopinti, che vivono in libertà nel parco. A loro si aggiungono fagiani, sia argentati che dorati, e regali pavoni bianchi, rendendo così magica la permanenza su questa fantastica isola circondata dal Lago Maggiore.

Il giardino dell’Isola Madre, inoltre, è stato uno dei primi in Italia, nel 1830, a ospitare una collezione di camelie.

Come visitare l’Isola Madre

L’Isola Madre è aperta ai visitatori dal 15 marzo al 2 novembre 2025 in diversi orari:

  • dal 15 marzo al 25 ottobre, dalle 10:00 alle 17:00;
  • dal 26 ottobre al 2 novembre, dalle 10:00 alle 16:00.

Si possono acquistare diversi biglietti: la visita libera costa 21 euro, mentre la visita guidata 120 euro. Potete acquistare anche un’audioguida al costo di 6 euro.

Il modo migliore per raggiungere l’Isola Madre è con un battello in partenza da Stresa. Potete acquistare anche un biglietto combinato che vi permette di arrivare, nell’arco della stessa giornata, anche alle altre isole visitabili.

Guida al Giubileo a Roma: i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress

9 avril 2025 à 10:12

Dalla Cappella Sistina a San Pietro, sino ai Musei Vaticani, il Giubileo è il momento giusto per visitare i gioielli di Roma, fra arte, sacro e tradizione. Un viaggio alla scoperta di luoghi unici e straordinari nel segno dell’Anno Santo, senza stress e con la possibilità di godersi l’esperienza al massimo.

Il Giubileo a Roma e il significato del Vaticano

Il Giubileo è un periodo molto speciale per la tradizione cattolica durante il quale viene concessa dal Papa l’indulgenza plenaria ai fedeli che scelgono di recarsi a Roma e compiere alcuni riti religiosi.

Il primo Giubileo venne indetto da Papa Bonifacio VIII nel 1300. Inizialmente la sua cadenza era di 100 anni, ridotta poi a 50 e infine arrivata a 25. L’Anno Santo rappresenta un momento di riconciliazione, rinnovamento spirituale e di penitenza, in cui viene offerta la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria tramite la comunione, la preghiera e la confessione. Si tratta anche di un periodo di speranza e riflessione secondo le intenzioni e le indicazioni del Papa.

Con l’arrivo del Giubileo, il Papa apre le Porte Sante che si trovano nelle quattro basiliche principali di Roma, ossia San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura e San Giovanni in Laterano. Il rito di apertura delle porte è particolarmente solenne ed emozionante: il Pontefice infatti bussa sulla porta murata per tre volte, usando un martello d’argento e pronunciando la frase in latino: “Apritemi le porte della giustizia”.

In seguito un cardinale bussa per due volte, poi la porta viene finalmente aperta. Il Papa attraversa la Porta Santa per primo, sostenendo con la mano destra una croce e con la mano sinistra una candela accesa. Il Giubileo si conclude con la chiusura delle Porte Sante che vengono nuovamente murate sino all’arrivo del successivo Anno Santo.

Cosa vedere in Vaticano

Il Giubileo è l’occasione perfetta per visitare Roma, ma il segreto è senza dubbio affidarsi ad esperti di suggestivi percorsi privati come Capriotti – Saints Tour, che hanno ideato delle tappe ad hoc soprattutto per Città del Vaticano. La prima è senza ombra di dubbio rappresentata dai Musei Vaticani, un luogo che unisce storia e arte, capace di lasciare senza fiato e di far riflettere. Questi straordinari musei infatti ospitano opere provenienti da tutto il mondo e accumulate nel corso dei secoli dai vari Papi.

Entrare nei Musei Vaticani, dunque, significa prima di tutto percorrere la storia dell’umanità, fra sale e opere piene di meraviglia. Nelle Stanze di Raffaello, ad esempio, è possibile ammirare gli affreschi realizzati da questo Grande Maestro. Nella Pinacoteca Vaticana, invece, è possibile lasciarsi affascinare dai capolavori dell’arte, frutto del genio di artisti come Caravaggio e Leonardo. I Musei Vaticani ospitano anche la scala più famosa e spettacolare al mondo: la scala Elicoidale di Giuseppe Momo, capolavoro immenso dell’architettura.

E se nel Museo Gregoriano Egizio potrai scoprire tutto sugli Antichi Egizi, fra papiri, mummie e geroglifici, nella Galleria delle Carte Geografiche riuscirai ad ammirare cartine realizzate oltre 500 anni fa. Una volta lasciati i Musei Vaticani, Capriotti – Saints Tour conduce verso un altro gioiello del Vaticano: la Cappella Sistina. In questo luogo così spettacolare e simbolico vengono eletti i nuovi Papi con la riunione del conclave. Una visita alla Cappella Sistina permette di ammirare affreschi meravigliosi, come la Creazione di Adamo di Michelangelo, un vero e proprio capolavoro storico e artistico! Qui si trova inoltre il Giudizio Universale, da contemplare con reverenza ed emozione.

Che dire invece dei Giardini Vaticani? Posizionati nell’area sud della Città del Vaticano, sono il luogo in cui il Papa trova ristoro e pace. Qui ogni dettaglio è curato, regalano un angolo verde che sembra uscito da un quadro. Si passa poi a Piazza San Pietro con il suo colonnato del Bernini e i giochi prospettici. Questa piazza segna il confine fra Città del Vaticano e lo Stato Italiano. Da una parte dunque è possibile ammirare la Basilica di San Pietro in tutta la sua bellezza, dall’altra si trova via della Conciliazione, la famosa strada che conduce verso Castel Sant’Angelo e il Tevere.

Il viaggio in Vaticano continua con la Basilica di San Pietro, luogo di culto unico al mondo che ospita opere e affreschi straordinari. Fra le opere più belle da scoprire c’è La Pietà di Michelangelo, un capolavoro che ha segnato la storia. Infine il percorso di Capriotti – Saints Tour termina presso la Cupola di San Pietro. I suoi 231 gradini conducono in cima alla Basilica di San Pietro dove godersi una vista mozzafiato su Piazza San Pietro e via della Conciliazione, osservando Roma dall’alto.

Come visitare il Vaticano senza stress

Dai Musei Vaticani alla Basilica di San Pietro, per visitare i gioielli del Vaticano è essenziale prendersi il giusto tempo. Le file sono spesso molto lunghe, per via del grande afflusso di turisti, dovuto anche al Giubileo. Per questo sarebbe consigliabile organizzare la propria gita a Roma in settimana oppure nella prima mattinata nei giorni festivi.

Le file possono durare anche diverse ore, dunque l’ideale è prenotare i biglietti online e acquistare dei salta fila. In questo modo sarà possibile evitare di attendere troppo tempo prima di raggiungere l’ingresso e non perdere minuti preziosi.

Un altro consiglio utile è quello di prenotare assolutamente un tour. I Musei Vaticani e le altre attrazioni si possono visitare anche da soli, ma si tratta – come abbiamo spiegato – di luoghi immensi, con tantissime opere d’arte. Per questo ci si potrebbe sentire un po’ smarriti all’inizio, senza sapere bene cosa guardare. Un tour invece consente di non perdersi nulla, lasciandosi guidare da professionisti attenti.

Ad esempio goditi la tua vacanza a Roma senza stress con Capriotti – Saints Tour che porta i visitatori alla scoperta delle meraviglie della Città Eterna, offrendo la possibilità di prenotare comodissimi salta fila, biglietti con accesso prioritario e tour con guida privata. L’occasione perfetta per non perdersi tutto ciò che di straordinario può offrire il Giubileo senza pensieri o preoccupazioni.

Esperienza immersiva e spirituale

Visitare Roma con Capriotti – Saints Tour, immergendosi nella meraviglia dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina durante il Giubileo, rappresenta un’esperienza spirituale straordinaria. Si tratta di un’occasione speciale per partecipare a celebrazioni ufficiali ed eventi in luoghi unici come la Basilica di San Pietro, vivendo attimi di profonda spiritualità.

Il Giubileo infatti porta con sé diversi eventi religiosi e culturali, come mostre, conferenze e concerti. Un’opportunità meravigliosa per vivere al massimo la città e la fede cattolica. L’atmosfera dell’Anno Santo infatti è davvero contagiosa. Tutta la città si anima, mossa da un senso profondo di fratellanza e di comunità, con persone che provengono da tutto il mondo, unite dalla fede profonda e dalla volontà di condividere delle esperienze significative.

Come assicurarti che la tua camera d’hotel sia pulita, in pochi step

25 mars 2025 à 17:06

Quando si viaggia è fondamentale trovare soluzioni per dormire adeguate alle nostre esigenze, hotel puliti e in ordine, in cui sentirsi come a casa.

Ma come possiamo assicurarci che la stanza dell’albergo che ci dovrà ospitare sia effettivamente pulita? Ci sono alcuni step da seguire per verificare l’effettiva pulizia della camera dell’hotel, aspetti da tenere controllati che possono rassicurarci un po’ del fatto che gli spazi sono stati trattati in maniera adeguata.

Tutto quello che devi fare per assicurarti che la tua camera dell’hotel sia stata detersa nella maniera corretta.

Stanza dell’albergo pulita: le prime cose da controllare

Prima di procedere con un controllo accurato e più dettagliato, quando si entra nella stanza dell’hotel ci sono alcune cose da verificare subito per quanto riguarda una verifica degli standar igienici della struttura. La prima riguarda l’odore: se la camera profuma di pulito è già un ottimo punto di partenza, la sanificazione infatti dovrebbe lasciare una scia che dia la sensazione di ambiente in cui sono stati usati appositi prodotti per detergere.

L’altro aspetto da controllare riguarda la biancheria presente: lenzuola, federe e copri letto devono essere puliti e non presentare nessun genere di macchia. In questo caso, infatti, bisogna prestare tantissima attenzione perché, se si dovessero notare piccoli segni marroni, questi potrebbero essere il segno che vi sono delle cimici nel letto.

Possiamo verificare la pulizia delle lenzuola e dei copriletti controllando che siano stati tutti stirati e ben piegati, anche questo infatti è segno che sono state trattate in maniera adeguata.

Infine, tra le prime azioni da compiere quando si entra in una stanza, vi è un controllo del bagno: bisogna verificare che i sanitari siano a posto, puliti, che i prodotti per lavarsi siano campioncini sigillati e che la biancheria da bagno sia, proprio come quella del letto, pulita, ben piegata e abbia l’aspetto del bucato fresco.

Inoltre si deve verificare che non ci siano segni di calcare, segno che il passaggio da parte del personale delle pulizie è stato fatto con il dovuto riguardo, e che non siano presenti aloni. Questo sui sanitari, così come sull’eventuale doccia e su rubinetti, piastrelle e superfici di vario genere.

Se la stanza supera questo primo controllo è già un buon segno di pulizia, ma ci sono anche altre cose da monitorare quando si arriva nell’albergo scelto per la nostra vacanza.

Camera dell’hotel: i dettagli per la pulizia contano

Oltre agli step primari e già menzionati, si deve tenere conto anche di altri aspetti. Intanto va ricordato che noi per primi dovremmo cercare di non sporcare la stanza: magari lasciando le scarpe in prossimità della porta d’ingresso e ricordandoci di non mettere le valigie sul letto.

Poi, un controllo più dettagliato, deve prevedere altri passaggi. A partire dalla polvere, che non solo non deve essere presente sulle grandi superfici, ma nemmeno negli angoli, lungo gli infissi di porte e finestre, oppure sul battiscopa. Accorgersi che sono stati detersi ci può restituire il grado di pulizia e attenzione con cui è stata trattata la stanza. Verificare anche l’area sotto al letto, che potrebbe presentare tracce di polvere.

Controlli per una camera d'albergo pulita
Fonte: iStock
I controlli per sapere se la camera dell’albergo è pulita

E poi i cestini della spazzatura, che devono essere sì vuoti, ma anche dotati dell’apposito sacchetto per raccogliere i rifiuti, che non deve essere stato semplicemente svuotato, ma cambiato.

Attenzione anche al telecomando, in questo caso non possiamo davvero verificare che sia stato igienizzato, ma è bene ricordarsi che è uno degli oggetti più sporchi presenti nella stanza. Però se, ad esempio, viene lasciato sigillato, questa può essere una prova del fatto che c’è stata la corretta attenzione.

Questi controlli non ci costano nulla e ci rubano pochi minuti, ma farli ci permette di avere la tranquillità che la stanza dell’albergo sia stata davvero pulita in maniera corretta.

Salemi: in Sicilia, una “città di pietra” nella Valle del Belice

5 mars 2025 à 14:15

Immerso tra le dolci colline della Valle del Belice, a solo un’ora di distanza dalla splendida Trapani, il borgo di Salemi si erge con la sua anima medievale a 442 metri sul livello del mare, nella Sicilia Occidentale.

Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, avvolto dai profumi del pane appena sfornato e dal verde intenso di vigneti e uliveti. Qui la storia si intreccia con la tradizione e ogni pietra dell’antico borgo racconta un passato di nobiltà e resistenza.

Salemi, borgo medievale: storia e natura

Salemi è considerata una delle cittadine medievali più affascinanti della Sicilia, seconda solo alla celebre Erice per importanza storica. Il suo centro storico, un intrico di vicoli lastricati e scalinate in pietra, si raccoglie attorno al castello normanno-svevo, costruito su un promontorio che regala una delle vedute più suggestive del sud Italia. Dalla terrazza merlata della torre circolare, lo sguardo si perde in un panorama che abbraccia la Sicilia occidentale fino al mare.

Salemi, centro storico
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Il centro storico nel borgo di Salemi

Passeggiando tra le stradine del borgo, si ammirano gli antichi palazzi signorili, costruiti nella pregiata pietra campanella, conosciuta localmente come pietra campanedda. Questo materiale unico, la cui caratteristica principale è il suono cristallino che emette quando viene battuto, è stato ufficialmente riconosciuto nel Registro delle Eredità Immateriali dell’Unesco nel 2012.

Le chiese di Salemi, viaggio tra arte e spiritualità

Le chiese di Salemi rappresentano un patrimonio artistico e religioso di grande valore. Tra i luoghi di culto più significativi vi è la basilica paleocristiana di San Miceli, uno degli esempi più antichi della cristianità siciliana.

Meritano una visita anche la Chiesa di Sant’Agostino, con il convento annesso risalente al Duecento, e la Chiesa dei Gesuiti, con la sua raffinata architettura barocca. Non si può tralasciare la Chiesa di Sant’Annedda, custode di preziose opere sacre.

Chiesa antica, Salemi
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L’antica chiesa madre di Salemi

L’ex chiesa-madre, San Nicola di Bari, è invece rimasta in piedi in parte perché distrutta nel terremoto del 1968.

Perché Salemi è la città dei pani

Se c’è un profumo che meglio rappresenta Salemi, è quello del pane appena sfornato. Il borgo è conosciuto in tutta la Sicilia come la Città dei Pani, grazie alla tradizionale lavorazione legata alle feste religiose, in particolare a quelle dedicate a San Giuseppe e San Nicola di Bari. Durante queste celebrazioni si allestiscono le spettacolari Cene di San Giuseppe, tavolate votive riccamente imbandite con pani artistici modellati a mano.

A testimonianza di questa secolare tradizione, la Chiesa di San Bartolomeo ospita il suggestivo Museo del Pane, dove sono esposte numerose forme votive che raccontano il legame profondo tra spiritualità e panificazione.

Tradizioni e folklore: l’anima autentica di Salemi

Il borgo di Salemi conserva inoltre intatte molte delle tradizioni artigianali del passato. Ancora oggi, nelle botteghe del centro storico, è possibile assistere alla lavorazione della pietra scolpita, alla tessitura dei tappeti al telaio e all’arte raffinata del ricamo siciliano.

Non manca il folklore, che si manifesta con eventi unici e maschere tradizionali. Durante il Carnevale, il borgo si anima con la figura di U Giardinieri, maschera satirica locale che indossa il costume del Burgisi: un completo in velluto marrone con pantaloni alla zuava, stivali neri e un fazzoletto rosso al collo. Questa maschera, con un attrezzo estensibile, offre frutta alle ragazze più simpatiche e carote o cetrioli a quelle meno fortunate.

I sapori di Salemi, tradizione e km zero

La cucina di Salemi è un’esplosione di sapori autentici, che parlano la lingua della tradizione contadina e marinara siciliana. Il piatto simbolo è la busiata, una pasta fresca dalla caratteristica forma attorcigliata, spesso condita con alivi scacciati (olive schiacciate), milinciani sutt’ogghiu (melanzane sott’olio) e sarde a beccafico.

I dolci sono una celebrazione della pasticceria siciliana: le cassatedde di ricotta, dalla sfoglia dorata e croccante, e la sfincia, un dolce fritto sofficissimo, sono delle vere prelibatezze. Infine, il buccellato, ciambella di pasta frolla ripiena di fichi secchi, uva passa, mandorle e scorze d’arancia, racchiude tutto il sapore della tradizione natalizia siciliana.

Chi visita Salemi non può ripartire senza aver assaggiato e portato con sé un pezzo di formaggio di pecora a pasta filata, prodotto unico in tutta Italia grazie alla particolare razza ovina della Valle del Belice. Realizzato con tecniche tradizionali e stagionato con cura, questo formaggio è una vera eccellenza gastronomica.

Parco dei 100 Laghi, la valle del gusto nel cuore dell’Emilia-Romagna

5 mars 2025 à 08:00

Quando arriva l’estate e la voglia di fare le valigie e partire per concedersi una (meritata) vacanza in cui staccare la spina dal trambusto quotidiano e rilassarsi si fa sempre più impellente, le destinazioni più gettonate dai viaggiatori sono spesso il mare e la montagna, ma non tutti amano le località affollate e caotiche.

Per chi invece desidera un’esperienza più tranquilla, immersa nella natura e lontana dalle mete turistiche più battute, il Parco dei 100 Laghi rappresenta un’ottima scelta in Italia. Scopriamo insieme quali sorprese ha in serbo per i viaggiatori questo angolo di Eden parmense!

Il Parco dei 100 Laghi, un’oasi nel cuore dell’Appennino Parmense

Situato a pochi chilometri da Parma, questo angolo incontaminato in Italia dell’Appennino Emiliano è la meta perfetta per tutti coloro che sono in cerca di relax, escursioni panoramiche e vogliono intraprendere un viaggio (perché no!) anche tra le eccellenze gastronomiche locali. Negli ultimi anni, infatti, persino molti volti noti dello spettacolo hanno scelto questo territorio per una gita fuori porta, attirando sempre più visitatori alla scoperta di questa meravigliosa riserva naturale.

Il Parco dei 100 Laghi, noto ufficialmente come Parco Regionale delle Valli del Cedra e del Parma, si estende per oltre 12.000 ettari e fa parte della Riserva della Biosfera dell’Appennino Tosco-Emiliano, riconosciuta dall’Unesco.

Caratterizzato da un paesaggio variegato, il parco alterna dolci colline, pascoli e fitte foreste fino a raggiungere le vette più alte dell’Appennino, creando un ambiente perfetto per gli amanti delle escursioni, del trekking e del birdwatching. Qui, l’aria è pulita e fresca, tanto che questo luogo rappresenta per chi lo visita la fuga ideale dalla frenesia e dallo smog delle città.

Appennino Parmense, autunno
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L’Appennino Parmense in autunno

La natura incredibile del Parco dei 100 Laghi

All’interno del Parco dei 100 Laghi, non vi è solo una ricca vegetazione, bensì si trovano diversi specchi d’acqua di origine glaciale che conferiscono un fascino unico al paesaggio.

Tra questi, spicca il Lago Verde, situato a circa 1.500 metri di altitudine. Questo lago, incastonato tra le montagne, regala panorami suggestivi in ogni stagione: in inverno, la sua superficie si ricopre spesso di ghiaccio e neve, mentre in estate riflette le tonalità intense della vegetazione circostante.

Oltre ai laghi, il parco ospita una ricca varietà di flora e fauna. Tra i boschi di faggi e conifere si possono infatti avvistare caprioli, daini e aquile reali, rendendo l’esperienza ancora più affascinante per gli appassionati di natura e fotografia.

Lago Santo, Parco dei Cento Laghi
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Il Lago Santo, uno dei laghi nel Parco dei Cento Laghi

Attività tutto l’anno, cosa fare al Parco dei 100 Laghi

Il Parco dei 100 Laghi offre numerose opportunità per gli amanti delle attività all’aperto, adatte a ogni livello di esperienza. Dai sentieri escursionistici alle piste ciclabili, dalle avventure invernali fino agli itinerari storici, ogni visitatore può trovare l’esperienza perfetta per il proprio livello di preparazione.

  • Trekking ed escursioni: il parco è attraversato da una vasta rete di sentieri che permettono passeggiate adatte a tutti, dalle semplici camminate in famiglia fino ai percorsi più impegnativi per escursionisti esperti.
  • Mountain Bike: grazie a un sistema di piste forestali, mulattiere e sentieri segnalati, il parco è perfetto anche per gli amanti della MTB. I percorsi sono tracciati seguendo la scala delle difficoltà cicloescursionistiche CAI, e offrono anelli classificati in base alla difficoltà fisica e tecnica.
  • Attività invernali: nei mesi più freddi, il paesaggio si trasforma in un paradiso per gli appassionati di sport sulla neve. È possibile praticare sci alpinismo, ciaspolate e trekking invernali su percorsi suggestivi e sicuri.
  • Picnic e relax nella natura: per chi desidera semplicemente godersi una giornata all’aria aperta, il parco offre numerose aree dove è possibile fare un picnic in compagnia, ammirando il panorama e respirando aria pura.
  • Itinerari storici: il Parco dei 100 Laghi è attraversato dalla storica Via Longobarda, un’antica direttrice medievale che collegava la Pianura Padana con la Toscana. Lungo il percorso si incontrano castelli, pievi romaniche e resti di ospedali medievali che raccontano la storia di mercanti, pellegrini e viandanti che attraversavano l’Appennino.
  • Alta Via dei Parchi: per gli escursionisti più esperti, il parco è una delle tappe della Grande Alta Via dei Parchi, un itinerario di 27 tappe che attraversa l’Appennino tra Emilia-Romagna, Toscana e Marche.

La Food Valley: un viaggio tra sapori autentici

Uno degli aspetti più interessanti del Parco dei 100 Laghi è senza dubbio la sua forte tradizione gastronomica. L’area rientra infatti nella celebre Food Valley italiana, una delle zone più rinomate per la produzione di eccellenze culinarie. Qui si possono degustare direttamente nei luoghi di produzione prodotti unici come:

  • Prosciutto di Parma, famoso in tutto il mondo per il suo sapore delicato e la lavorazione artigianale;
  • Parmigiano Reggiano, il re dei formaggi, ottenuto secondo metodi tradizionali tramandati da secoli;
  • Funghi porcini e tartufi, raccolti nei boschi del parco e protagonisti di numerose ricette locali;
  • Vini locali, perfetti per accompagnare le specialità del territorio.

Nei borghi che circondano il parco, è possibile fermarsi in agriturismi e trattorie tipiche, dove assaporare questi prodotti immersi in un’atmosfera autentica e accogliente.

Storia e cultura tra castelli e pievi romaniche

Oltre alla bellezza naturalistica e alle prelibatezze gastronomiche, il Parco dei 100 Laghi è un territorio ricco di storia e cultura. Tra i punti di interesse più affascinanti si trovano:

  • Il Castello di Tizzano, di cui oggi rimangono i suggestivi resti, situati su un rilievo panoramico che domina la valle;
  • La Pieve di San Pietro Apostolo, un capolavoro dell’architettura romanica che custodisce un antico fonte battesimale;
  • I borghi medievali, disseminati tra le colline e le montagne, perfetti per una passeggiata alla scoperta della storia locale.

Questi luoghi raccontano il passato del territorio e offrono al viaggiatore un’ulteriore occasione di arricchimento culturale durante la visita di questo incredibile luogo.

Il lago di Bracciano è balneabile: alla scoperta delle spiagge più belle

28 février 2025 à 16:51

Terzo per estensione nel Centro Italia, dopo il lago Trasimeno e il lago di Bolsena, si sviluppa su una superficie di oltre 55 km quadrati, ed è una popolare località turistica e balneare del nostro Paese. Parliamo dell’affascinante Lago di Bracciano, in provincia di Roma, cuore del parco naturale regionale di Bracciano-Martignano, area protetta del Lazio, di origine vulcanica e una destinazione molto ambita dai viaggiaotori provenienti da tutto il mondo.

Ciò è dovuto allo splendido paesaggio che lo circonda e alle acque balneabili, considerate tra le più pulite d’Italia, grazie anche al divieto di navigazione per i veicoli a motore – con esclusione dei pescatori muniti di licenza e della motonave che effettua servizio stagionale fra i tre centri del bacino.

Le spiagge del Lago di Bracciano

Ma ad attrarre i visitatori sono soprattutto le spiagge, dove potersi prendere una pausa dallo stress e trascorrere giornate di puro relax e divertimento.

Tra le più belle, spicca la spiaggia di Lungolago Argenti, una delle più frequentate, costellata di locali e stabilimenti dove praticare sport acquatici o prendere lezioni di windsurf, e alla sera sorseggiare un cocktail ascoltando buona musica in compagnia. Qui si alternano sabbia e sassi, ma dovete fare molta attenzione alle acque, che in questo punto diventano subito molto profonde, per cui potrebbe non essere l’ideale se siete con dei bambini piccoli.

La spiaggia di Vigna di Valle si trova invece nel comune di Anguillara Sabazia. Ubicata all’interno di un piccolo golfo sulla sponda meridionale del lago di Bracciano, presenta una sabbia fine scura ed è adatta a tutti, perché qui l’acqua digrada più dolcemente. Lungo la zona litoranea si possono trovare sia stabilimenti che tratti di spiaggia libera dove portarsi dietro sdraio e ombrellone.

Chi cerca una spiaggia dove far correre felice il proprio cane e permettergli un bel bagno nelle acque del lago, troverà in quella dei Gabbiani una fantastica soluzione pet-friendly . Ci si arriva tramite un sentiero sterrato che si trova sulla strada provinciale 1F al km 5.

Non mancano chiaramente altre spiagge, alcune libere ed altre con stabilimenti balneari e servizi per potersi divertire a tutte le età.

Trevignano Romano, Lazio
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Una delle spiagge del Lago di Bracciano

Sport e attività da fare sul lago di Bracciano

Oltre alle splendide spiagge, questa perla del Centro Italia permette di fare anche tantissime altre attività diverse. Per esempio, è possibile praticare vela con imbarcazioni di piccola dimensione, al punto che sul territorio di Trevignano Romano esistono anche circoli velici che propongono varie soluzioni adatte a tutti.

La stessa costa consente anche di praticare windsurf, sia per esperti sia per chi vuole imparare, wingfoil e windsurf foil, soprattutto quando a soffiare è il vento di ponente.

Tendenzialmente l’acqua del lago di Bracciano, al mattino o all’ora di pranzo, è piatta, calma come uno specchio, una condizione che facilita tantissimo la possibilità di esplorarlo in canoa o sup, con le dovute dotazioni per la sicurezza. Si può chiaramente utilizzare anche il kayak marino, che con esperienza è divertente anche se ci sono delle onde.

Infine, da non dimenticare sono:

  • Nuoto: i migliori momenti per praticarlo sono al mattino, quando il lago è piatto, o la sera non appena cala il vento e il sole inizia a tramontare;
  • Snorkeling: grazie ad acqua particolarmente limpida è possibile fare interessanti avvistamenti con maschera e boccaio;
  • Pesca: è concessa sia come attività professionale che come attività sportivo-dilettantistica.

Gustave Eiffel: le opere dell’ingegnere realizzate prima e dopo la torre

27 février 2025 à 13:35

Il suo nome è legato a uno dei simboli più amati e celebri di Parigi, ma in verità il suo ingegno ha dato vita a molto altro in Francia e nel resto del mondo. Stiamo parlando di Gustave Eiffel, ingegnere che ha dato vita alla famosa torre nella capitale francese e che nel corso della sua vita è stato la mente (o una delle menti) dietro a tantissime altre opere famose.

Ponti, viadotti, monumenti: ci sono tantissime strutture e meraviglie che portano la sua firma. Nato come Alexandre Gustave Bönickhausen, detto Eiffel, all’inizio della sua carriera è stato allievo di Charles Nepveu.

Tante le opere che ci ha lasciato: viaggio alla scoperta del patrimonio che porta la sua firma in giro per il mondo.

La prima opera di Eiffel

È con l’ingegneria ferroviaria che la carriera di Gustave Eiffel prende il via. Era giovanissimo, aveva 26 anni, quando gli è stato affidato il cantiere per la realizzazione del ponte Saint-Jean sulla Garonna, noto anche con il nome di Passerelle Eiffel.

È stato progettato da Stanislas de Laroche-Tolay con Paul Regnauld, mentre Gustave dirigeva il cantiere e ha contribuito con alcune idee importanti. Si snoda per circa 500 metri e dal 2009, dopo la dismissione, è classificato come monumento storico. Famoso è anche un incidente avvenuto durante la realizzazione del ponte, quando un operaio è caduto nella Garonna. A salvarlo è stato proprio Eiffel che si è tuffato in acqua.

La nascita della Maison G. Eiffel – Ateliers de constructions métalliques e la carriera

Se i primi anni della sua carriera sono eccezionali è poi con l’aiuto della famiglia che Eiffel riesce a dare vita alla Maison G. Eiffel – Ateliers de constructions métalliques, impresa che nasce nel 1867.

Viadotto Garabit di Gustave Eiffel
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Francia: il viadotto Garabit di Gustave Eiffel

Tante le sue opere, come il viadotto di Garabit, si tratta di un ponte ad arco in ferro che attraversa la valle del fiume Truyere e realizzato tra il 1880 e il 1884: ha un’altezza impressionate di 122 metri. Ha dato vita a diversi viadotti, ponti e opere in Francia e all’estero. Ad esempio il ponte Maria Pia sul Douro a Porto in Portogallo, mentre restando in Francia si può ammirare a Nizza l’Observatoire Côte d’Azur sul Mont-Gros dove vi è la più grande cupola mobile d’Europa che è stata progettata proprio da lui.

Ha lavorato in Vietnam, dove portano la sua firma ponti ferroviari e stradali, ma anche mercati, e in Cile dove  si può ammirare la cattedrale di San Marcos ad Arica.

Le due opere più celebri: la Statua della Libertà e la Torre Eiffel

Tanti, tantissimi progetti, ma due restano senza alcun dubbio i più celebri e iconici. Anche perché si trovano in altrettante città amate e ne sono diventati uno dei simboli.

Uno di questi è la meravigliosa Torre Eiffel che è stata realizzata in occasione dell’Esposizione universale che si è tenuta a Parigi nel 1889: questa opera, che è diventata emblema dello skyline parigino, è stata completata in tre anni (dal 1886 al 1889), avrebbe dovuto essere smantellata ma questo non è mai avvenuto. Un aspetto curioso riguarda questa imponente costruzione: infatti a pensarla erano stati due ingegneri di una ditta di Eiffel, ovvero Maurice Koechlin e Émile Nouguier. Successivamente lui, che aveva portato alcuni contributi, ha acquistato il brevetto. Il resto è storia.

Non tutti, poi, sanno che Gustave Eiffel ha progettato l’intelaiatura in ferro di uno degli emblemi di New York e degli Stati Uniti, ovvero della Statua della Libertà: la maestosa opera è stata realizzata dall’artista Auguste Bartholdi e si trova su Liberty Island all’ingresso del porto sul fiume Hudson a New York.

Simboli nel mondo, costruzioni pazzesche, che ha realizzato come una firma in tanti luoghi del mondo a imperitura memoria del suo ingegno.

Torre Eiffel
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Torre Eiffel, tra le cue più celebri opere

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