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Dal Salento a Napoli senza cambi, da luglio arriva il nuovo Frecciarossa diretto tra Puglia e Campania

31 mai 2026 à 11:30

Viaggiare tra due delle regioni più gettonate, decantate e straordinarie del Sud Italia sta per diventare ancora più semplice. A partire da luglio 2026 debutta infatti il nuovo Frecciarossa diretto Lecce-Bari-Napoli, una novità destinata a migliorare i collegamenti tra Puglia e Campania e a rendere più comodi gli spostamenti sia per i residenti, che per chi viaggia per turismo.

Dalle spiagge dorate del Salento ai vicoli pittoreschi e chiassosi di Napoli, passando per città ricche di storia e cultura enogastronomica come Bari, Barletta, Foggia e Benevento, il nuovo servizio permette di attraversare una parte importante del Mezzogiorno senza dover effettuare cambi di treno. Una soluzione che punta a valorizzare due territori sempre più apprezzati dai viaggiatori italiani e internazionali, facilitando la scoperta di destinazioni che custodiscono alcuni dei paesaggi, dei borghi e delle tradizioni culinarie più interessanti del Paese.

Il nuovo Frecciarossa Lecce-Napoli

Il nuovo collegamento diretto effettuato da Trenitalia unirà Lecce e Napoli con fermate intermedie a Brindisi, Bari Centrale, Barletta, Foggia, Benevento e Napoli Afragola. Il primo viaggio partirà l’1 luglio da Lecce alle 18.10, mentre la prima corsa da Napoli Centrale è prevista il 2 luglio alle 6.45. I biglietti sono già disponibili all’acquisto presso i canali ufficiali di Trenitalia e i rivenditori autorizzati. La novità più importante però è proprio l’assenza di cambi lungo il percorso. Fino ad oggi, infatti, per molti viaggiatori era necessario effettuare almeno una coincidenza per raggiungere Napoli dal Salento o da alcune città pugliesi.

Ingresso stazione centrale di Napoli
Ufficio Stampa
La stazione centrale di Napoli

I tempi di percorrenza da luglio risulteranno particolarmente interessanti: Napoli sarà raggiungibile da Bari in circa tre ore e mezza e da Lecce in circa cinque ore. Un miglioramento reso possibile anche grazie all’attivazione della nuova tratta Napoli-Cancello, che contribuisce a rendere più efficienti i collegamenti ferroviari nel Sud Italia. Si tratta inoltre di un primo passo verso un futuro ancora più rapido (o almeno questa è la speranza!). L’avanzamento dei lavori della nuova linea ad alta velocità e alta capacità Napoli-Bari consentirà infatti ulteriori riduzioni dei tempi di viaggio nei prossimi anni.

Il Sud Italia in treno

L’arrivo del Frecciarossa diretto rappresenta anche una buona notizia per il turismo, soprattutto quello più moderno che guarda con attenzione alla sostenibilità e ai viaggi cosiddetti “slow”. Da una parte il Salento, con località emblematiche come Lecce, Otranto e Gallipoli e dall’altra Napoli, porta d’accesso alla Costiera Amalfitana, alle isole del Golfo e ai tesori archeologici della Campania.

Vicoletti nel cuore di Bari Vecchia
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I vicoletti nel cuore di Bari Vecchia

Il nuovo collegamento rende più semplice organizzare itinerari che uniscono mare, cultura, gastronomia e città d’arte senza la necessità di utilizzare l’auto. Anche le fermate intermedie offrono spunti considerevoli per chi desidera esplorare il territorio: Bari con il suo centro storico affacciato sull’Adriatico, Barletta con il suo patrimonio monumentale, Foggia come porta del Gargano e Benevento, una delle città più accattivanti dell’entroterra campano. Una novità, dunque, che va oltre il semplice trasporto ferroviario e che contribuisce a rendere il Sud Italia sempre più connesso, accessibile e facile da esplorare, offrendo nuove opportunità a chi desidera viaggiare lentamente e godersi il percorso tanto quanto la destinazione.

Castello di Limatola, il meraviglioso maniero che a Natale si trasforma in una fiaba

8 novembre 2025 à 17:30

Nel cuore della Campania, tra le verdeggianti colline del Sannio solcate dal fiume Volturno, sorge un castello da fiaba che in un’occasione speciale dell’anno apre le porte trasformandosi in un villaggio di Natale dei sogni: è il Castello di Limatola, in provincia di Benevento, un’antica e affascinante fortezza normanna che sembra sospesa nel tempo.

Le pietre che compongono le sue imponenti mura sembrano ancora sussurrare le storie di dame e cavalieri, di battaglie e amori segreti. Finemente restaurato dopo anni di degrado, oggi ospita un hotel ed eventi privati, ma conserva intatto il fascino storico delle testimonianze di un passato remoto.

Il castello normanno rinato dopo l’abbandono

Costruito nel XII secolo dai Normanni, sui resti di un’antica torre longobarda, il maniero fu per secoli dimora di sovrani e famiglie potenti: tra le sue mura hanno vissuto dinastie come gli Aragonesi, i Sanseverino, fino ai Conti Della Ratta, che nel Quattrocento lo trasformarono in una raffinata residenza rinascimentale, e vi hanno soggiornato personaggi illustri come Carlo I d’Angiò e Garibaldi.

Le sue torri di pietra, le corti maestose e le sale affrescate raccontano ancora oggi storie millenarie di banchetti sontuosi, intrighi di corte e segreti celati nei secoli, rendendo questo castello una delle più suggestive testimonianze medievali del Mezzogiorno.

Il meraviglioso Castello di Limatola
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Le mura imponenti del Castello di Limatola

Nel Rinascimento, il castello visse una nuova stagione di splendore con interni arricchiti con affreschi ispirati alla Gerusalemme Liberata e alle grandi leggende cavalleresche. La chiesa palatina di San Nicola, al suo interno, conserva ancora il portale romanico e preziose opere del pittore Francesco da Tolentino, tra cui il polittico del 1527 con la Madonna col Bambino. La fortezza ospita anche un museo con testimonianze degli eventi storici del territorio, tra cui dipinti del 1861 che raffigurano la battaglia del Volturno.

Dopo un lungo periodo di abbandono, il maniero è rinato nel 2010 grazie alla famiglia Sgueglia, che ne ha curato un restauro minuzioso, riportandolo al suo antico splendore. Oggi, il Castello di Limatola è un luogo magico dove il tempo sembra sospeso: sede di eventi, mostre e celebrazioni, ma anche rifugio di pace e bellezza, dove il passato e il presente si intrecciano in un abbraccio di pura meraviglia.

Il Natale al Castello di Limatola

Durante il periodo natalizio, ogni anno, il Castello di Limatola si trasforma in un paesaggio da fiaba con il suo mercatino di NataleCadeaux al Castello“, uno dei più amati d’Italia.

Luci, profumi, artigianato di qualità, gastronomia e spettacoli si uniscono per dare vita a un evento coinvolgente che richiama centinaia di migliaia di visitatori da tutt’Italia.

Nel 2025, la XVI edizione dei mercatini di Natale al Castello di Limatola si tiene nei weekend di novembre (dal 7 al 9, dal 14 al 16, dal 21 al 23) e ininterrottamente dal 28 Novembre al 14 dicembre. Il tema? “Cirque de Noël”, un omaggio al mondo del circo e alla sua meraviglia senza tempo.

L’ingresso al mercatino di Natale è a pagamento, con biglietti acquistabili anche online attraverso il sito ufficiale Castellodilimatola.it. Per gli adulti ha un costo di 10 euro, per bambini dai 3 ai 10 anni di 5 euro, mentre è gratuito per bimbi sotto i 3 anni e persone con disabilità. Vengono offerti anche pacchetti famiglia consultabili sul sito web del castello.

Mercatino di Natale al Castello di Limatola
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Il suggestivo mercatino di Natale al Castello di Limatola

Dove si trova

Il Castello di Limatola domina dall’alto la valle solcata dal fiume Volturno e lo splendido borgo medievale di Limatola, in provincia di Benevento (Campania), regalando una vista spettacolare sul paesaggio circostante. In particolare, sorge tra il massiccio del Taburno, il monte Maggiore e i monti Tifatini, a pochi chilometri dal confine con la provincia di Caserta.

È facilmente raggiungibile in auto percorrendo l’autostrada A1 Napoli–Roma, con uscita a Caserta Sud, per poi proseguire lungo la SS7 Appia fino a Limatola (circa 20 km).

Chi viaggia in treno può scendere alla stazione di Caserta o Dugenta-Frasso Telesino, entrambe a circa 15-20 minuti di distanza, e proseguire con autobus o taxi locali. Diversi collegamenti bus regionali partono ogni giorno da Benevento e Caserta in direzione del borgo, rendendo il Castello di Limatola una meta comoda da raggiungere anche senza automobile.

Sant’Agata de’ Goti tra vicoli silenziosi, ulivi e case in pietra

13 septembre 2025 à 13:25

In provincia di Benevento, nel cuore delle antiche terre del Sannio, sorge un borgo che assomiglia a un dipinto: Sant’Agata de’ Goti, adagiato a 159 metri sul livello del mare, e definito la “perla del Sannio”, un titolo che ne racchiude la storia millenaria.

Si tratta di un microcosmo raccolto e compatto, che custodisce con fierezza la sua parte più antica, costruita su uno sperone di tufo che precipita a strapiombo tra i fiumi Martorano e Riello, un presepe scolpito nella roccia dove i vicoli stretti, le chiese e le case si stringono come a proteggersi a vicenda.

È proprio qui che inizia il viaggio, un percorso che si snoda tra piazze, portici e scorci improvvisi che sorprendono a ogni passo: ecco una selezione di tappe da non perdere.

Il centro storico

La vita di Sant’Agata de’ Goti scorre lenta lungo Via Roma, l’arteria principale del borgo antico: l’elegante rettilineo, lungo circa un chilometro, accompagna lo sguardo tra palazzi storici, botteghe artigiane, chiese e improvvisi slarghi che si aprono come “pause scenografiche”.

All’inizio del percorso, sul lato sinistro, si incontra Piazza Trento con la Chiesa di Santa Maria Costantinopoli, che sfoggia linee barocche. Accanto, silenzioso e raccolto, ecco il Monastero delle Redentoriste, che accoglie le suore di clausura e avvolge la piazza in un’atmosfera sospesa.

Chiesa del Carmine e Museo Diocesano

Poco più avanti, sul lato opposto di Via Roma, si apre la Piazzetta del Carmine, dove sorge l’omonima chiesa, custode di un tesoro prezioso, il Museo Diocesano in cui, dopo il devastante terremoto del 1980, sono state raccolte e salvate numerose opere provenienti dalle chiese della diocesi: le sale raccontano secoli di arte sacra grazie ad affreschi seicenteschi e tele del Settecento firmate da vari autori.

Ritornando su Via Roma, lo sguardo si perde sotto i lunghi portici che incorniciano la strada e che sembrano condurre, passo dopo passo, verso il Duomo. Le logge, volute da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, sono un proseguimento del Monastero delle Redentoriste: infatti, un tempo, alcune delle botteghe che oggi si aprono sotto le arcate erano antiche celle monastiche.

Il Duomo

Il maestoso interno del Duomo di Sant'Agata dei Goti, Campania
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L’elegante interno del Duomo di Sant’Agata dei Goti

Alla fine di Via Roma, finalmente, si apre Piazza Sant’Alfonso dove, imponente e solenne, attende il Duomo dell’Assunta, che lungo tutto il percorso non ha fatto altro che mostrarsi in lontananza.

Edificato nel 970 sopra le fondamenta di un antico tempio pagano, rappresenta il cuore religioso e simbolico di Sant’Agata de’ Goti. Nei secoli ha subito trasformazioni che ne hanno modellato l’aspetto, dal rifacimento del XII secolo fino agli interventi del Settecento che gli hanno conferito l’eleganza attuale. La facciata si apre con un porticato di dodici colonne dai capitelli corinzi che catturano lo sguardo con la loro armonia.

Scendendo nella cripta, si respira l’atmosfera intatta del XII secolo, uno spazio raccolto che conserva la spiritualità più autentica. All’interno, invece, la pianta a croce latina con tre navate è arricchita da cappelle laterali ornate da opere d’arte, tra cui spicca la dolcissima Madonna col Bambino del 1402.

Uscendo, la facciata rivela ancora un dettaglio che completa l’incanto: il campanile, che svetta con le tegole maiolicate verdi e gialle che brillano sotto il sole, come gemme preziose incastonate nella pietra.

Un panorama che non si dimentica

C’è un punto preciso a Sant’Agata de’ Goti che lascia senza parole, ovvero il Ponte sul Martorano, lungo il Viale Vittorio Emanuele III, da cui si apre la veduta più incantevole sul borgo: una distesa di case allineate, sospese su una terrazza di tufo che sembra spingersi oltre il limite della roccia per affacciarsi nel vuoto.

È un’immagine che suscita emozioni contrastanti. Da un lato, l’impressione di fragilità, quasi di vertigine, quando lo sguardo si perde nel baratro sottostante; dall’altro, un fascino irresistibile, che si amplifica al calar della sera, quando i lampioni del viale, insieme alle finestre illuminate delle case, disegnano un paesaggio che assomiglia a un presepe vivente, sospeso tra realtà e incanto.

Il suggestivo panorama di Sant'Agata dei Goti, Campania
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Veduta panoramica del borgo

Il Castello di Sant’Agata de’ Goti

Tra le testimonianze più antiche, non si può non nominare il Castello di Sant’Agata, un edificio di tufo dal colore non troppo scuro, che si distingue subito per l’aspetto massiccio, quasi tozzo, che rivela l’originaria funzione difensiva.

Le sue origini risalgono all’epoca longobarda e, nel corso dei secoli, è stato dimora di illustri famiglie nobiliari che hanno segnato la storia del borgo. Oggi è stato suddiviso in ambienti privati ma, varcando la soglia del salone principale, si percepisce ancora l’eco dell’antica grandezza e si ammirano alcuni frammenti di pittura, attribuiti all’artista Tommaso Giaquinto, che ricordano la raffinata vita di corte che un tempo animava le mura severe.

Giustizia, welfare penale: 2,6 milioni per l’inclusione attiva

7 août 2025 à 11:40

Promuovere, in tema di giustizia, l’inclusione attiva delle persone sottoposte a misure di esecuzione penale che si trovino in condizione di fragilità, favorendo così interventi integrati attraverso in rete con gli enti del territorio.
È questo l’intento dell’Avviso pubblico Programma regionale ‘Spazio Zero’ approvato dalla Giunta di Regione Lombardia su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini di concerto con l’assessore al Welfare Guido Bertolaso.

“Il nostro obiettivo – ha commentato l’assessore Lucchini – sempre in stretto accordo formale e sostanziale con le articolazioni territoriali del Ministero della Giustizia, è quello di ampliare gli interventi di inclusione attiva delle persone in esecuzione penale in situazioni di particolare vulnerabilità per metter in atto un’azione che possa anche essere di prevenzione agli eventi suicidari nel sistema penitenziario”.

Giustizia, per l’inclusione attiva stanziati 2,6 milioni

“Questo Avviso – ha proseguito – è rivolto innanzitutto ai partner territoriali di Regione Lombardia per realizzare le proposte attuative delle progettualità. Per questo abbiamo individuato linee di intervento che prevedano spazi semiresidenziali per la prevenzione, l’assistenza e l’inclusione e soluzioni abitative inclusive ad alta intensità di supporto, nonché percorsi formativi per l’autonomia sociale e personale e una presa in carico psicosociale integrata”.

Dotazione finanziaria

“Grazie a una dotazione finanziaria pari a 2.638.356 euro – ha sottolineato – vogliamo quindi consolidare e potenziare il complesso di interventi posti in essere attraverso il progetto cofinanziato da Cassa delle Ammende ‘Un Centro in rete per la fragilità’, terminato nel maggio 2025″.

“Siamo certi – ha concluso Lucchini – che i principali stakeholder istituzionali e del privato sociale sapranno certamente dare il loro contributo per migliore il nostro sistema di welfare penale”.

Soggetti destinatari

I soggetti destinatari sono adulti e giovani che abbiano compito i 18 anni di età, in particolare :

– Adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:

–  presenti all’interno degli Istituti di pena che presentano situazione di particolare fragilità.
– In misura penale esterna che presentano situazioni di particolare fragilità.
– In messa alla prova che presentano situazione di particolare fragilità.

– Giovani  che abbiano compiuto il 18° anno di età:

– sottoposti a provvedimento dell’Autorità giudiziaria presenti all’interno dell’Istituto penitenziario minorile (Ipm) Beccaria, nei reparti giovani/adulti degli Istituti penitenziari e in misure di comunità.
– In messa alla prova.

 

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Regione sta investendo oltre 80 milioni nelle infrastrutture di Lodi

Par : Marco Dozio
6 mars 2025 à 16:52

Regione Lombardia per le infrastrutture in provincia di Lodi ha investito negli ultimi anni oltre 80 milioni di euro di risorse regionali. Fondi determinanti per sbloccare una serie di opere strategiche, a cui si aggiunge il lavoro ‘politico-istituzionale’ messo in campo per convogliare sul territorio i finanziamenti di derivazione statale. Il dato è emerso nel corso degli ‘Stati Generali delle infrastrutture in provincia di Lodi’ che si sono svolti oggi nella sede della Provincia. A coordinare i lavori l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, che ha promosso l’incontro per tracciare un quadro della situazione anche attraverso il dialogo con enti locali e stakeholder. È intervenuto anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi. Si tratta della terza tappa di un ‘tour istituzionale’ che affronta nel merito le specifiche tematiche e prospettive di ogni singolo territorio.

Fontana: Regione c’è e lavora insieme agli enti locali

All’evento è intervenuto in videocollegamento anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: “Per Lodi e la sua provincia il nostro impegno prosegue con grande determinazione – ha commentato il governatore Fontana – avendo ben chiare le priorità da perseguire, secondo un consolidato ‘metodo lombardo’ che prevede l’ascolto dei territori e la condivisione degli obiettivi da raggiungere. Regione c’è e lavora insieme agli enti locali e ai soggetti coinvolti per implementare e migliorare la rete delle connessioni”.

Terzi: finanziati interventi strategici e richiesti dal territorio

“Come Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore Terzi – abbiamo messo in atto una vera e propria ‘politica del fare’ per incidere su temi cruciali come quelli delle infrastrutture e della mobilità. Da un lato abbiamo finanziato interventi strategici e richiesti dal territorio, dall’altro abbiamo lavorato per sbloccare gli iter delle opere fermi da tempo, attivando sinergie virtuose con gli enti locali e interloquendo col Governo nazionale. Il grande impegno sul fronte della Paullese e della rete viabilistica si affianca all’attenzione costante che riserviamo per i progetti di sviluppo della rete ferroviaria e della rete ciclabile, con l’obiettivo di trovare soluzioni praticabili per risolvere le criticità. Appuntamenti come quello odierno servono per tracciare un bilancio e ripartire con ancora più convinzione per affrontare le sfide future”.

Potenziamento della Strada Paullese

Regione Lombardia ha sbloccato l’empasse relativa al potenziamento della Strada Paullese promuovendo, nei mesi scorsi, un accordo con la Città metropolitana di Milano e la Provincia di Lodi per affidare a Cal (Concessioni Autostradali Lombarde) gli interventi riguardanti la Tratta B e il ‘secondo stralcio’ che ricadono nei Comuni di Paullo (MI) e Zelo Buon Persico (LO), con l’obiettivo di far ripartire le attività che erano in capo alla Città metropolitana di Milano, finite poi in stallo a causa delle politiche di depotenziamento delle Province attuate da Governi nazionali precedenti.

Regione ha voluto aiutare il territorio individuando in Cal un soggetto attuatore in grado di procedere con la progettazione e la realizzazione dell’opera riguardante il tratto tra il Ponte di Spino e lo svincolo Teem, già finanziata con uno stanziamento interamente regionale di 40,5 milioni di euro. Il cronoprogramma prevede ora per la Tratta B la conclusione dei lavori entro il 2028 e, per il secondo stralcio, entro il 2030. A questo si aggiungono 30,7 milioni di euro che Regione ha allocato per il Ponte sull’Adda.

Riqualificazioni e manutenzioni stradali

Regione, ogni anno, stanzia risorse per riqualificare strade provinciali, effettuare la manutenzione su ponti e manufatti sempre in capo alle Province e realizzare rotatorie: negli ultimi anni per il Lodigiano sono stati investiti circa 12 milioni di euro di risorse, inclusi circa 2 milioni di euro per la Variante di Ospedaletto lungo la SP ex SS 234 ‘Codognese’.

Variante di Casalpusterlengo

La Variante di Casalpusterlengo, lungo la SS 9 ‘Via Emilia’, finanziata con risorse statali di 138 milioni di euro, vede un avanzamento pari a circa il 68% e si prevede, secondo il cronoprogramma, che sarà completata entro fine anno. Regione Lombardia ha seguito l’iter approvativo dell’opera sin dalle prime fasi, con un ruolo di supporto e coordinamento soprattutto nel rapporto con gli enti territoriali.

Autostrada A1 Milano-Lodi

Per la realizzazione della quarta corsia dell’Autostrada A1 tra Milano e Lodi, sono stati stanziati 207 milioni di euro: il progetto esecutivo è attualmente in fase di nuova approvazione da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La consegna del cantiere è prevista nel corso di quest’anno, dopodichè si prevedono 36 mesi di lavori.

Potenziamento della ferrovia Codogno-Piadena-Mantova

“Regione Lombardia – ha commentato Terzi – negli anni ha puntato molto sulla necessità di potenziare l’asse ferroviario che attraversa il territorio lodigiano sollecitando i diversi Governi che si sono succeduti rispetto alla necessità di sbloccare i lavori della Codogno-Piadena-Mantova. Proprio in seguito al ‘pressing’ regionale, il Governo ha dato una svolta avviando i cantieri nella scorsa primavera”. L’investimento statale ammonta a oltre 2,1 miliardi di euro.

Ciclovia nazionale Vento

Il Lodigiano è attraversato dall’itinerario della Ciclovia nazionale Vento. Per il lotto che interessa i Comuni di San Rocco al Porto, Santo Stefano Lodigiano, Corno Giovine, Caselle Landi, Castelnuovo Bocca D’Adda, Maccastorna Stato e Regione hanno investito circa 12,8 milioni di euro: i lavori sono terminati nel dicembre 2024. Mentre per il lotto da Pavia a San Rocco al Porto, che interessa i Comuni di Guardamiglio, Orio Litta, San Rocco al Porto, Senna Lodigiana e Somaglia l’investimento è stato di 22,6 milioni di euro, finanziato con risorse PNRR per 17,2 milioni, con risorse regionali per 2,9 milioni e per 2,5 milioni dal Fondo Opere Indifferibili (FOI). I lavori sono in corso, con ultimazione prevista entro la metà del 2026.

I partecipanti

Hanno partecipato all’evento, oltre all’assessore Terzi, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi; il presidente della Provincia di Lodi, Fabrizio Santantonio; il sindaco del Comune di Lodi, Andrea Furegato; il responsabile struttura territoriale Lombardia di Anas, Nicola Prisco; il dirigente DTI Lombardia occidentale Aipo, Marco La Veglia; il dirigente area Infrastrutture – lavori pubblici – trasporti Provincia di Lodi, Vincenzo Bongiovanni; il responsabile pianificazione e sviluppo della logistica multimodale Rfi, Francesco Lugli; il responsabile sviluppo infrastrutture area Nord Ovest Rfi, Michele Rabino; il responsabile comunicazione Fondazione Fs, Miro Scariot; l’amministratore delegato Fs Security, Pietro Foroni.

doz/as2

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Palazzo Lombardia,domenica apertura Belvedere e anteprima Festa del Torrone

31 octobre 2024 à 14:51

Una dolce sorpresa, l’antemprima della Festa del Torrone, attende i cittadini lombardi che saliranno al Belvedere di Palazzo Lombardia . L’appuntamento è per domenica 3 novembre in occasione delle giornate di apertura al pubblico della sede della Regione. Al 39° piano è infatti in programma un’anteprima della Festa del Torrone. L’evento si svolgerà, come di consueto, a Cremona, quest’anno, dal 9 al 17 novembre.

Belvedere Festa TorroneApertura del Belvedere e Festa del Torrone

“Dai 161 metri di altezza – spiega il presidente Attilio Fontana – oltre a godere del meraviglioso panorama della città di Milano con una vista mozzafiato a 360 gradi per scorgere monumenti, edifici storici e punti strategici, in quest’occasione ci sarà anche una punta di dolcezza in più e un sottofondo indimenticabile”.

Tradizoni di Cremona

In occasione di questa apertura sarà infatti possibile immergersi nelle atmosfere della manifestazione cremonese. Non mancheranno infatti  esibizioni e le performance musicali  che rimandano alla tradizione della liuteria.

Orari e prenotazioni

Il Belvedere ‘Silvio Berlusconi’ sarà aperto al pubblico, dalle ore 10 alle 18, solo su prenotazione. La registrazione è obbligatoria, ed è possibile farla a questo link.

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Sesto San Giovanni ex aree Falck: presentato il progetto ‘Unione Zero’

15 octobre 2024 à 16:38

“Con questo intervento, sulle ex aree Falck di Sesto San Giovanni, consentitemi di usare questa terminologia, si sta cercando di realizzare una nuova città ideale”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervenendo, a Sesto San Giovanni, alla presentazione del nuovo progetto ‘Unione Zero’.

Nuova città ideale sulle ex aree Falck di Sesto San Giovanni

“Ho sempre sostenuto – ha aggiunto il governatore – che bisogna guardare avanti e puntare su aree urbane ben organizzate, dotate di servizi e infrastrutture adeguate. In questo sito si sta realizzando la più grande opera di rigenerazione urbana a livello europeo. Un intervento che va nella direzione di recuperare e dare un senso a un’intera porzione di territorio”.

Sesto San Giovanni aree FalckProgetto ‘Unione Zero’

Unione Zero è infatti un polo urbano dinamico e attrattivo con una forte vocazione sostenibile. Il progetto di rigenerazione nasce in prossimità della nuova Città della Salute e della Ricerca. Tra i suoi obiettivi anche quello di ‘ricucire’ le ex aree Falck con il resto del territorio di Sesto San Giovanni.

Il cantiere prevede, tra l’altro, un investimento di 220 milioni di euro, 36 mesi di lavori e una media di circa 300 maestranze specializzate al giorno per la realizzazione di tre edifici. Questa prima fase include lo sviluppo di un immobile direzionale di circa 48.000 metri quadrati, che ospiterà i nuovi uffici di Intesa Sanpaolo (consegna prevista entro la fine del 2027), un ulteriore edificio uffici di 45.000 metri quadrati con possibilità di locazione anche multi-tenant e uno studentato di circa 39.000 metri quadrati e 700 posti letto.

La Lombardia una grande smartland

“Da tempo – ha concluso Fontana – riteniamo che il futuro della Lombardia debba essere quello di una grande smartland, senza territori di serie A e di serie B, dove tutti possano avere le stesse condizioni di sviluppo”.

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Il borgo trecentesco di Buonconvento, tra opere d’arte e atmosfere medievali

26 août 2024 à 19:15

Palazzi in mattoni rossi, torri e mura difensive che si affacciano alle viuzze snodate lungo il centro storico, e tutt’attorno dolci colline che incantano la vista. Sono le immagini che ci portano direttamente ad una trentina di chilometri da Siena, a Buonconvento: immerso nella campagna toscana, è un incantevole borgo dall’atmosfera medievale.

Sito nella Valle dell’Ombrone, è parte del Circondario delle Crete Senesi ed è annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia. Lo si trova, Buonconvento, lungo la Via Cassia che da Siena conduce a Montalcino, Bagno Vignoni e Val d’Orcia, al chilometro 200. È un borgo sconosciuto ai più, ma è un vero peccato: sorpassando le sue mura ancora intatte, sembra davvero di tornare in un antico villaggio tipico del Medioevo.

Cosa vedere a Buonconvento

Una volta varcata la soglia di Buonconvento (nome che significa “luogo felice, fortunato”), ci si immerge in un modo fatto di case di pietra, archi e balconi in fiore. E poi palazzi decorati, botteghe, tavolini all’aperto.

Cosa vedere all’interno del borgo? Innanzitutto il Palazzo Comunale con la sua torre civica, costituito da mattoni rossi con quegli archi gotici che si aprono sulla facciata: qui spiccano ben 25 stemmi degli antichi podestà che governarono il borgo a partire dal 1270.

Palazzo Comunale di Buonconvento, con i suoi stemmi
Fonte: iStock
Palazzo Comunale di Buonconvento, Siena

A due passi dal Palazzo Comunale sorge l’ottocentesco Palazzo Ricci-Socini, che ospita il Museo d’Arte Sacra. Qui sono esposti quadri d’arte religiosa datati dal XIV al XIX secolo, straordinarie opere legate al territorio, e firmate da artisti del calibro di Duccio di Buoninsegna, Pietro Lorenzetti e Sano di Pietro.

Un altro spazio espositivo che merita una visita è il Museo della Mezzadria. È unico nel suo genere: ci si trova nell’ambientazione di un antico granaio, arricchito da foto d’epoca, attrezzature agricole originali, musiche e filmati e documenti d’archivio che permettono di immergersi pienamente nella vita della mezzadria. Un mondo rurale e autentico, che rivive nelle testimonianze qui conservate.

Il più importante edificio religioso è invece la chiesa dei SS. Pietro e Paolo, datata 1103: qui morì l’imperatore Arrigo VII, Re di Germania, avvelenato (secondo la leggenda) da un’ostia. La sua facciata è in mattoni rossi e dimostra il tipico stile barocco senese, mentre al suo interno sono conservate alcune opere (le altre si trovano al Museo d’Arte Sacra del borgo), come “La Madonna in trono col Bambino” di Matteo di Giovanni.

Come in ogni borgo e territorio di origine medievale, non manca a Buonconvento anche una fortezza: il Castello di Bibbiano. Adagiato tra le colline della Valle dell’Ombrone sulle quali regala panorami incantevoli, sorge a pochi chilometri dal borgo. Risale all’850 ed è uno degli edifici storici meglio conservati della campagna toscana: mantiene ancora oggi le sue alte cinte murarie, il ponte levatoio e due torri. Anche se oggi è di proprietà privata e non è più possibile entrarvi, il castello merita di essere ammirato anche soltanto dall’esterno.

Rimanda sempre al passato il principale evento che qui si tiene, la “Trebbiatura sotto le mura“: l’ultima domenica di luglio, 60 figuranti in costume danno vita ad una rievocazione storica della trebbiatura dei contadini, immergendo Buonconvento in un’atmosfera antica. Proprio come se, nel Medioevo, ci fosse per davvero.

Il borgo trecentesco di Buonconvento, tra opere d'arte e atmosfere medievali
Fonte: iStock
Mura medievali del borgo di Buonconvento, Siena

Cosa mangiare a Buonconvento: le prelibatezze tipiche da non perdere

E se ci si volesse regalare qualche pausa gustosa, c’è l’imbarazzo della scelta. Sito in un territorio a vocazione agricola, questo splendido borgo non lontano da Siena è celebre per i suoi salumi, per i sughi di lepre e di cinghiale, per i tartufi delle crete senesi, per la carne chianina. E poi i dolci che, da Buonconvento, arrivano sino alla Regina Elisabetta. Dove andare per gustarli? A Le Dolcezze di Nanni (Ponte d’Arbia): un motivo in più, per fare tappa in questo meraviglioso angolo d’Italia.

Come arrivare a Buonconvento da Siena

Buonconvento è ben collegato con Siena, dalla quale dista circa 25 km. Se non ci si muove in auto, si può prendere uno dei treni regionali che collegano la stazione centrale della città con il borgo in circa 40 minuti di viaggio. Dalla stazione di Buonconvento si raggiunge facilmente il centro storico con una camminata di soli 5 minuti. In alternativa, è possibile prendere uno degli autobus che partono dal centro città, il numero 112 e 114, che fermano a Buonconvento dopo circa un’ora di viaggio.

Case del centro storico di Buonconvento, Siena
Fonte: iStock
Centro storico di Buonconvento, Siena

Ciclovia Vento: 2,5 milioni per il tratto da Pavia a San Rocco al Porto/Lo

Par : Marco Dozio
22 juillet 2024 à 16:56

Prosegue l’impegno di Regione Lombardia per garantire la concretizzazione della Ciclovia Vento. Sono stati messi a disposizione ulteriori 2.489.773 euro per realizzare il tratto da Pavia a San Rocco al Porto (LO) dell’infrastruttura cicloturistica nazionale. Lo prevede una delibera della Giunta regionale approvata su proposta dell’assessore Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e Opere pubbliche) di concerto con gli assessori Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi), Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile), Barbara Mazzali (Turismo, Marketing territoriale e Moda).

Finanziamento aggiuntivo

Il finanziamento, con fondi statali, consente ad Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) di realizzare l’infrastruttura di interesse nazionale. I circa 2,5 milioni di euro si aggiungono ai 20 milioni di euro già stanziati, tra fondi PNRR e regionali, per la tratta in questione che attraversa 16 Comuni tra le province di Pavia e Lodi per un totale di oltre 73 chilometri.

Assessore Terzi: prosegue l’impegno di Regione Lombardia

“Con convinzione – evidenzia l’assessore Terzi – interveniamo a supporto di Aipo, il soggetto attuatore dell’opera, stanziando un contributo aggiuntivo, fondamentale per concretizzare questo importante tratto della Ciclovia Vento. L’impegno di Regione Lombardia prosegue con l’obiettivo di realizzare un’opera strategica che valorizzerà luoghi meravigliosi. Ci saranno benefici per l’indotto legato al cicloturismo e per i cittadini lombardi, i quali potranno spostarsi in modo sostenibile e in sicurezza. I territori del Pavese e del Lodigiano, interessati dalla Tratta L3, potranno contare su uno straordinario mezzo di promozione, una vera e propria vetrina di livello internazionale. La Ciclovia che, lungo il Po, attraversa i territori regionali di Piemonte, la Lombardia e il Veneto, con i suoi 750 chilometri, saprà attirare turisti e appassionati della bicicletta generando ricadute positive per l’economia locale”.

Tratta L3 da Pavia a San Rocco al Porto: i Comuni attraversati

Il tracciato della Tratta L3 della Ciclovia Vento si snoda attraverso i seguenti Comuni. Pavia, Valle Salimbene, Linarolo, Belgioioso, Torre de’ Negri, Spessa, San Zenone al Po, Zerbo, Pieve Porto Morone, Monticelli Pavesi, Chignolo Po, Orio Litta, Senna Lodigiana, Somaglia, Guardamiglio, San Rocco al Porto.

Dorsale ciclabile interregionale

Il progetto della Ciclovia turistica nazionale Vento ha l’obiettivo di realizzare una dorsale cicloturistica interregionale di lunga percorrenza, lungo gli argini del Po, tra Venezia e Torino, attraverso le regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, con un’appendice fino a Milano lungo i navigli leonardeschi, per una lunghezza complessiva di circa 750 chilometri di cui 350 in Lombardia.

Assessore Comazzi: fondamentale collaborazione con Aipo

“Regione Lombardia – afferma l’assessore Comazzi – si dimostra ancora una volta pronta a intervenire a favore dei territori e in particolare per un’opera che assume una grande rilevanza a livello regionale e nazionale. La collaborazione con Aipo da questo punto di vista è funzionale per la ‘messa a terra’ dei progetti”.

Assessore Lucente: obiettivo integrazione col Tpl

“Un progetto importante – commenta l’assessore Lucente – che, insieme ad altre dorsali, mira a rendere le ciclovie nazionali sempre più accessibili e sicure, nell’ottica di una mobilità sostenibile green e adatta a tutti. Il nostro obiettivo è prestare particolare attenzione all’integrazione dei percorsi ciclabili con il sistema del trasporto pubblico, pensati anche in funzione degli spostamenti casa-studio-lavoro, dei collegamenti tra centri abitati e periferici e per la valorizzazione e fruizione dei territori. La bicicletta è, a tutti gli effetti, uno dei mezzi di trasporto sostenibili da incentivare anche come volano complementare al Tpl, anello di congiunzione tra territori e province”.

Assessore Mazzali: cicloturismo leva per Aree interne

“Sono convinta – commenta l’assessore Mazzali – che il cicloturismo sia una grande leva di attrattività per tante Aree interne della nostra regione. Dalla città storica di Pavia il visitatore potrà, quindi, avventurarsi sulle ‘due ruote’ in luoghi dove la pianura lombarda offre scenari ‘a perdita d’occhio’ in una campagna costellata da splendidi castelli, come quelli di Belgioioso e Chignolo Po, ma anche borghi come Orio Litta, tappa lodigiana della Via Francigena, cascine e trattorie con una deliziosa offerta di piatti tipici locali”.

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Livigno, Sertori: criticità superate, situazione verso la piena normalità

2 avril 2024 à 17:58

A Livigno (Sondrio) la situazione volge verso la normalità. Il giorno di Pasqua e Pasquetta, a seguito delle copiose nevicate e del vento, e quindi di molte valanghe, si sono interrotti i collegamenti viabilistici per alcune ore oltre alla mancanza di elettricità in conseguenza della caduta di due tralicci.

Livigno, la situazione verso la normalità

“Gli interventi – spiega l’assessore della Regione Lombardia a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori – sono stati tempestivi, anche considerando le condizioni che c’erano. E quindi sono stati ripristinati l’elettricità e i collegamenti. Nonostante ciò, alcuni turisti hanno dovuto fermarsi a Livigno una notte in più di quanto programmato”.

Difficoltà anche nei collegamenti del Bernina

“Ci sono stati problemi – continua l’assessore lombardo – anche nei collegamenti del Bernina verso l’Engadina. Tutte criticità rientrate”.

La montagna e la natura

“La montagna – rimarca l’assessore Sertori – ancora una volta ci insegna che è tanto bella quanto imprevedibile. Sono molti i lavori che negli anni hanno migliorato collegamenti e servizi. Ciò nonostante, la natura è sempre pronta a dimostrarci che è sempre più potente dell’uomo”.

A Livigno lavoro di squadra per superare le difficoltà

“Grande il lavoro fatto dall’Amministrazione comunale di Livigno, dalla Protezione civile, da Enel e tutte le autorità coinvolte, oltre al senso di responsabilità e di pazienza della popolazione e dei turisti – conclude Sertori – per arrivare al superamento delle criticità”.

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Beduschi: 1,3 milioni a Consorzi di bonifica per danni maltempo di luglio

Par : redazione
14 novembre 2023 à 11:11

Regione Lombardia finanzierà con 1,3 milioni di euro 76 opere di pronto intervento realizzate dai Consorzi di bonifica a seguito dei danni provocati dal maltempo del luglio 2023. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.

Fondi ai Consorzi di bonifica della Lombardia per danni da maltempo

“I lavori – dichiara l’assessore Beduschi – in parte già conclusi e in parte ancora in corso, sono necessari per ripristinare la corretta funzionalità idraulica dei nostri canali. Oltre a servire l’agricoltura durante la stagione irrigua sono fondamentali presidi di protezione dal rischio idrogeologico”.

Rete irrigua e di bonifica lombarda

La rete irrigua e di bonifica lombarda è una delle più capillari in Europa ed è suddivisa in 12 comprensori. I Consorzi di bonifica permettono direttamente l’irrigazione di circa 450.000 ettari, grazie a un complesso reticolo di canali che sfiora i 28.000 chilometri di estensione. Nel caso degli interventi finanziati, i lavori interessano le province di Brescia, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Lodi e Cremona.

Beduschi: grazie ai Consorzi per il prezioso lavoro

Alessandro Beduschi“Ringrazio i Consorzi di bonifica lombardi – conclude Beduschi – che continuano a lavorare per assicurare la migliore gestione possibile della risorsa idrica in Lombardia. Un sistema fondamentale per la nostra Regione, che nel 2024 finanzierà con circa dieci milioni di euro del Psr (Programma di sviluppo rurale) ulteriori interventi dedicati alle strutture irrigue e di bonifica, che hanno bisogno non solo di continua manutenzione ma anche di modernizzazione, oltre che di sviluppo delle infrastrutture extra aziendali di irrigazione”.

I fondi per il maltempo ai Consorzi di bonifica della Lombardia

Di seguito, il riparto dei finanziamenti destinati ai consorzi di bonifica per gli interventi urgenti dopo i danni di luglio:

  • Chiese (53 interventi / provincia di Brescia) 205.000 euro;
  • Garda Chiese (1 intervento / provincia di Mantova) 134.000 euro;
  • Est Ticino Villoresi (16 interventi / province di Milano e Monza e Brianza) 333.700 euro;
  • Muzza Bassa Lodigiana (1 intervento / provincia di Lodi) 54.000 euro;
  • Dugali, Naviglio, Adda-Serio (6 interventi / provincia di Cremona) 610.000 euro.

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