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Lombardia prima regione ad aprire uno sportello lavoro nelle carceri

21 octobre 2025 à 15:07

Garantire percorsi integrati e coordinati tra istituzioni penitenziarie, servizi per il lavoro e formazione professionale; favorire l’inclusione socio-lavorativa come strumento di legalità e reinserimento; implementare lo Sportello Lavoro negli istituti penitenziari e sul territorio, come punto di accesso stabile ai servizi per l’impiego e all’accompagnamento personalizzato; monitorare e valutare in modo continuativo i risultati, per garantire la qualità e l’efficacia degli interventi; promuovere azioni di sensibilizzazione e formazione rivolte alle imprese sui temi dell’inclusione lavorativa delle persone detenute.

Firmato protocollo regionale per l’inserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale

Questi gli obiettivi del Protocollo regionale di sperimentazione per l’inserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale, promosso da Regione Lombardia in collaborazione con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP), l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) e Sviluppo Lavoro Italia, nell’ambito di una sperimentazione sostenuta dal Ministero del Lavoro e dal Ministero della Giustizia.

L’accordo è stato presentato presso l’Utr di Regione Lombardia a Brescia, dall’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi. Presenti, tra gli altri, Maria Milano Franco d’Aragona, provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria; Teresa Mazzotta, direttrice ufficio interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna per la Lombardia; Giovanna Di Rosa, Presidente Corte d’Appello di Brescia.

Lombardia, gli obiettivi dello sportello lavoro in carcere

In foto l’assessore regionale al Lavoro Simona Tironi, promotrice della firma del protocollo sul progetto per la creazione di uno sportello dedicato al lavoro nelle carceri della Lombardia“Questo progetto – ha dichiarato Simona Tironi – rappresenta un passo fondamentale verso una politica del lavoro realmente inclusiva, capace di offrire opportunità a chi si trova in una condizione di fragilità. Restituire alle persone detenute la possibilità di formarsi e lavorare significa dare loro una prospettiva di cambiamento reale e duraturo. Il lavoro non è solo un reddito: è dignità, autonomia, libertà”.

La sperimentazione si svolgerà al carcere di Canton Mombello e alla Casa di Reclusione di Verziano, a Brescia, e alla Casa Circondariale di Bergamo. Gli sportelli, gestiti dai Centri per l’Impiego (CPI) in collaborazione con gli operatori penitenziari e le reti territoriali, garantiranno un accompagnamento personalizzato, favorendo la costruzione di percorsi formativi e occupazionali concreti.

Formazione specialistica integrata rivolta al personale degli istituti penitenziari

Elemento cardine del Protocollo è la formazione specialistica integrata rivolta al personale degli istituti penitenziari, agli operatori degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, agli operatori dei Servizi per il Lavoro e delle reti specialistiche coinvolte.

La formazione, articolata in quattro moduli, affronta temi centrali come: il lavoro come opportunità di reinserimento e superamento degli stereotipi; amministrazione penitenziaria e impiego dei detenuti; inserimento lavorativo e opportunità per le imprese; istruzione, formazione e transizioni occupazionali.

Sportello lavoro in carcere, a Regione Lombardia ruolo di coordinamento

“Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore – assume il ruolo di coordinamento e governance complessiva della sperimentazione, garantendo il raccordo istituzionale, il supporto tecnico-normativo e la piena integrazione con le politiche regionali per il lavoro e la formazione”.

La sperimentazione, che valorizza esperienze già attive a Milano e Monza Brianza, punta inoltre al coinvolgimento del mondo produttivo lombardo, promuovendo la responsabilità sociale delle imprese.

“Molte aziende lombarde – ha concluso Tironi – hanno già dimostrato sensibilità verso questi temi. Con il loro contributo possiamo trasformare una sperimentazione in una buona pratica stabile, capace di restituire fiducia e valore alle persone, rafforzando insieme legalità, lavoro e coesione sociale”.

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Giustizia, welfare penale: 2,6 milioni per l’inclusione attiva

7 août 2025 à 11:40

Promuovere, in tema di giustizia, l’inclusione attiva delle persone sottoposte a misure di esecuzione penale che si trovino in condizione di fragilità, favorendo così interventi integrati attraverso in rete con gli enti del territorio.
È questo l’intento dell’Avviso pubblico Programma regionale ‘Spazio Zero’ approvato dalla Giunta di Regione Lombardia su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini di concerto con l’assessore al Welfare Guido Bertolaso.

“Il nostro obiettivo – ha commentato l’assessore Lucchini – sempre in stretto accordo formale e sostanziale con le articolazioni territoriali del Ministero della Giustizia, è quello di ampliare gli interventi di inclusione attiva delle persone in esecuzione penale in situazioni di particolare vulnerabilità per metter in atto un’azione che possa anche essere di prevenzione agli eventi suicidari nel sistema penitenziario”.

Giustizia, per l’inclusione attiva stanziati 2,6 milioni

“Questo Avviso – ha proseguito – è rivolto innanzitutto ai partner territoriali di Regione Lombardia per realizzare le proposte attuative delle progettualità. Per questo abbiamo individuato linee di intervento che prevedano spazi semiresidenziali per la prevenzione, l’assistenza e l’inclusione e soluzioni abitative inclusive ad alta intensità di supporto, nonché percorsi formativi per l’autonomia sociale e personale e una presa in carico psicosociale integrata”.

Dotazione finanziaria

“Grazie a una dotazione finanziaria pari a 2.638.356 euro – ha sottolineato – vogliamo quindi consolidare e potenziare il complesso di interventi posti in essere attraverso il progetto cofinanziato da Cassa delle Ammende ‘Un Centro in rete per la fragilità’, terminato nel maggio 2025″.

“Siamo certi – ha concluso Lucchini – che i principali stakeholder istituzionali e del privato sociale sapranno certamente dare il loro contributo per migliore il nostro sistema di welfare penale”.

Soggetti destinatari

I soggetti destinatari sono adulti e giovani che abbiano compito i 18 anni di età, in particolare :

– Adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria:

–  presenti all’interno degli Istituti di pena che presentano situazione di particolare fragilità.
– In misura penale esterna che presentano situazioni di particolare fragilità.
– In messa alla prova che presentano situazione di particolare fragilità.

– Giovani  che abbiano compiuto il 18° anno di età:

– sottoposti a provvedimento dell’Autorità giudiziaria presenti all’interno dell’Istituto penitenziario minorile (Ipm) Beccaria, nei reparti giovani/adulti degli Istituti penitenziari e in misure di comunità.
– In messa alla prova.

 

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Inclusione socio lavorativa dei detenuti, stanziati 10,8 milioni

10 mars 2025 à 15:18

Promuovere l’inclusione socio lavorativa dei detenuti e delle persone sottoposte a misure di esecuzione penale esterna investendo su progetti professionalizzanti che consentano loro, una volta scontata la pena, di inserirsi nel mondo del lavoro e di prevenire la recidiva.

Questo l’intento delle proposte progettuali approvate dalla Giunta regionale lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Simona Tironi.

Le risorse messe a disposizione saranno pari a 10,8 milioni di euro e si riferiscono all’Avviso del ministero della Giustizia ‘Una Giustizia più Inclusiva’ del PN Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027.

I percorsi saranno condivisi con il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Milano (PRAP) e gli Istituti penitenziari della Lombardia.

“Imparare un mestiere può essere l’elemento che consente alle persone detenute di rompere con il proprio passato criminale e consentire un abbattimento della recidiva – ha dichiarato l’assessore Lucchini. Procederemo come sempre – ha spiegato la responsabile alla Famiglia – con un metodo che ci consenta di operare in rete offrendo servizi integrati grazie alla collaborazione tra privati, Terzo Settore e gli Enti di formazione rapportandoci alle concrete esigenze occupazionali, artigianali e industriali del territorio”.

“La formazione e il lavoro – ha evidenziato l’assessore Tironi – sono strumenti fondamentali per offrire una seconda possibilità a chi ha commesso errori, contribuendo concretamente al loro reinserimento nella società. Grazie a questi percorsi professionalizzanti, vogliamo fornire competenze reali e spendibili nel mercato del lavoro, favorendo così un ritorno alla legalità e una riduzione della recidiva. Investire sulla formazione delle persone detenute – ha aggiunto – significa investire sulla sicurezza e sul futuro della nostra comunità. Offrire percorsi qualificanti in linea con le esigenze delle imprese è il modo più efficace per garantire un reinserimento sociale e lavorativo duraturo”.

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La Regione Lombardia punta sugli uffici di prossimità

27 février 2025 à 14:57

La semplificazione nell’accesso a servizi giuridici per i cittadini, l’efficacia del modello di collaborazione tra Regione e attori locali e la costante attenzione alle fasce più deboli della popolazione. Questi i punti di forza del progetto nazionale Uffici di Prossimità, evidenziati dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel suo intervento al convegno che, a Milano, ha tracciato un primo bilancio dell’iniziativa promossa Ministero della Giustizia e da Regione in collaborazione con Anci Lombardia e i Distretti di Corte di Appello di Brescia e Milano.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, anche Giovanna Di Rosa, presidente Corte d’Appello di Brescia, Mauro Guerra, presidente Anci Lombardia, Fabio Roia, presidente Tribunale di Milano.

Il progetto ‘Uffici di Prossimità’

Regione Lombardia ha aderito nel 2020 al progetto con l’obiettivo di creare punti di contatto tra la giustizia e i cittadini. Nello specifico si puntava a realizzare una rete territoriale in grado di offrire servizi di orientamento e di assistenza a tutela delle fasce deboli, rendendo più agile l’accesso ai tribunali grazie alla collaborazione e il coinvolgimento degli enti locali.  Il tutto per consente ai cittadini di non recarsi più nei tribunali per tutte le pratiche che non necessitano dell’assistenza di un legale, con considerevoli vantaggi per chi risiede in territori periferici eha difficoltà ad accedere agli uffici giudiziari.

Fontana: offriamo servizi integrati per i cittadini

lombardia uffici prossimità “Aderendo al progetto nazionale, Regione ha voluto offrire ai propri cittadini un unico punto di contatto con la popolazione, in grado di offrire una serie di servizi integrati di tutela dei diritti, di orientamento e di informazione senza che sia necessario recarsi presso gli uffici giudiziari”.

“Il progetto, finanziato con risorse europee e in cui Regione Lombardia ha convintamente creduto – ha aggiunto – si inserisce perfettamente nella strategia regionale di contrasto allo spopolamento delle aree montane e periferiche e a migliorare i servizi in questi contesti. E’ un’iniziativa che si allinea con altre politiche regionali, come quella delle aree interne, che favoriscono l’insediamento e la permanenza delle comunità nei territori meno serviti e costituisce, dunque, un importante servizio offerto nell’ambito della giustizia nei territori periferici”.

Collaborazione con enti locali

“Con l’attuazione di questo progetto, che ha riscontrato grande adesione – ha precisato il governatore lombardo – consolidiamo il nostro modello di collaborazione tra ente regionale e attori locali, volto a semplificare l’accesso e la fruizione dei servizi e a ridurre la distanza dai cittadini, attraverso luoghi di mediazione accoglienti ed efficaci. Con Anci la collaborazione è sempre proficua e questa ne è un’ulteriore dimostrazione”.

Le adesioni al progetto

Per garantire la più ampia partecipazione al progetto da parte degli enti locali lombardi, Regione ha promosso quattro finestre di manifestazione di interesse per la raccolta delle adesioni. Nello specifico, hanno aderito al progetto 36 Comuni capofila, in rappresentanza di 297, con cui Regione Lombardia ha stipulato altrettanti protocolli d’intesa. A questi si aggiungono quelli con i Tribunali coinvolti. L’obiettivo è costruire una rete collaborativa e strutturata composta da 42 sportelli di prossimità.

Gli sportelli

Gli sportelli sono collocati presso i Comuni capofila aderenti. Inoltre 6 sedi aggiuntive saranno presenti in alcuni comuni rappresentati da quelli capofila (Fagnano Olona, Besana in Brianza, Landriano, Casorate Primo, Belgioioso, Corteolona e Genzone).

Digitalizzazione dei fascicoli

Per attuare in modo efficace azioni di modernizzazione della PA Regione ha digitalizzato, attraverso ARIA (azienda regionale per l’innovazione egli acquisti), circa 70.000 fascicoli cartacei. Questi documenti erano relativi a procedimenti pendenti in materia di Volontaria Giurisdizione a livello regionale.

Distribuzione su base provinciale

I 42 ‘Uffici di prossimità’ della Lombardia distribuiti in dieci province.

– Milano: 11

– Bergamo: 1

 Brescia: 5

 Como: 5

– Cremona: 2

– Lecco: 1

– Monza Brianza: 3

 Pavia:8

– Sondrio: 1

– Varese: 5

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Persone con provvedimenti giudiziari, Regione lavora su inclusione sociale

17 décembre 2024 à 13:54

Regione Lombardia punta all’inclusione sociale delle persone sottoposte a provvedimenti giudiziari. La Giunta di Palazzo Lombardia ha deciso di destinare risorse aggiuntive a questo obiettivo e ha prorogato fino al 30 settembre i termini per le attività già in corso.

Sottoposti a provvedimenti giudiziari, si punta su inclusione sociale

elena Lucchini“Quello che ho portato in Giunta – ha spiegato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – è un provvedimento a sostegno delle nostre reti territoriali“. “Siamo – ha spiegato – in attesa dell’avvio dei nuovi interventi rivolti alle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Questo avverrà a seguito dell’Avviso del ministero della Giustizia attuativo del Piano di utilizzo dei finanziamenti ‘Una giustizia più inclusiva – Inclusione socio-lavorativa’. Nell’attesa, vogliamo assicurare la continuità degli interventi già attivati sui territori”.

Le risorse

Le risorse stanziate sono pari a 2.677.500 euro e sono afferenti il Fondo Sociale Europeo + 2021-2027.

Soggetti destinatari e provvedimenti giudiziari

Adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria e loro famiglie (ivi compresi gli adulti in arresti domiciliari e/o in detenzione domiciliare e in misure di sicurezza. Minori e giovani adulti sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria e loro famiglie. Minori e giovani adulti sottoposti a procedimenti a piede libero per i quali i servizi del territorio stanno ipotizzando un progetto di messa alla prova. Adulti, minori e giovani adulti a fine pena e le loro famiglie, entro massimo l’anno successivo al termine della stessa. Adulti, minori e giovani adulti indagati e imputati con provvedimenti di sospensione del processo e messa alla prova.

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Milano, ‘Uffici di prossimità’ punto di incontro tra giustizia e territorio

13 novembre 2024 à 16:30

Con quello di Milano sono 42 gli ‘Uffici di prossimità’ inaugurati in Lombardia. La Regione ha infatti aderito al progetto avviato dal Ministero della Giustizia nell’ambito del ‘Programma operativo nazionale di governance e capacità istituzionale 2014-2020’ e volto ad attivare a livello nazionale, negli enti locali, una rete di sportelli in grado di creare dei punti di contatto tra la Giustizia e i cittadini.

Uffici di prossimità, quello di Milano è in via Oglio

All’inaugurazione dello ‘sportello’ di via Oglio 18 a Milano,  sede del Municipio 4, presente, per la Regione Lombardia, il vicepresidente  e assessore al Bilancio, Marco Alparone.

“Mi fa particolarmente piacere – ha commentato il vicepresidente – per chi come me viene dal territorio, parlare di prossimità, oggi è infatti sempre più importante. Parlare di prossimità nella Giustizia, in particolare, vuol dire parlare alle fasce più deboli. Qui trovano un punto di ascolto e di confronto per quello che è la giustizia ordinaria, vicino a casa loro, per rispondere ai loro bisogni”.

“Sono molto contento  – ha sottolineato – che Regione Lombardia abbia investito, non solo qui a Milano, ma in 42 sportelli in tutta la Lombardia costruendo così un legame sempre più stretto tra cittadini e Giustizia, partendo proprio dai più fragili”.

Milano Uffici di prossimitàI servizi per i cittadini

I 42 uffici di prossimità di Regione Lombardia, che rappresentano 297 Comuni, offrono un servizio gratuito di orientamento, informazione e anche di  inoltro pratiche per tutti i cittadini. Il loro obiettivo è infatti quello di assicurare una ‘giustizia di prossimità’, garantendo così la tutela dei diritti senza dover andare direttamente negli uffici giudiziari.

È possibile rivolgersi agli ‘sportelli’ , ad esempio per inoltrare al Tribunale le pratiche per l’amministrazione di sostegno o per il rilascio di un’autorizzazione o di documenti validi per l’espatrio. Gli ‘Uffici di prossimità’ garantiscono anche supporto nella compilazione della modulistica  degli uffici giudiziari e informazioni sugli istituti di protezione giuridica come ad esempio la tutela dei minori.

I 42 Uffici di prossimità in Lombardia

I 42 ‘Uffici di prossimità’ della Lombardia sono distribuiti in dieci province.

Milano: 11

Bergamo: 1

Brescia: 5

Como: 5

Cremona: 2

Lecco: 1

Monza Brianza: 3

Pavia:8

Sondrio: 1

Varese: 5 .

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Edolo/BS. Sertori: giustizia, vicini a territorio con Ufficio di Prossimità

25 octobre 2024 à 17:09

Un nuovo punto di contatto, tra il mondo della giustizia e i cittadini, anche a Edolo (Brescia) grazie all’Ufficio di Prossimità. L’inaugurazione venerdì 25 ottobre alla presenza dell’assessore della Regione Lombardia a Enti locali e Montagna, Massimo Sertori, e del sindaco Luca Masneri.

“Regione Lombardia – ha ricordato l’assessore Sertori – aveva aderito, nel 2020, al progetto nazionale ‘Uffici di Prossimità’. Promosso dal ministero della Giustizia, ha, infatti, l’obiettivo di creare punti di contatto tra giustizia e cittadini”. “Gli Uffici di Prossimità come quello inaugurato a Edolo – ha aggiunto – rappresentano gli elementi di una rete territoriale per offrire servizi di orientamento e informazione, soprattutto a tutela delle fasce deboli. Decongestionano, inoltre, l’accesso ai Tribunali grazie alla collaborazione con gli enti locali, tramite un sistema di inoltro telematico di alcune pratiche”.

Ufficio di Prossimità utile per migliorare servizi in contesti periferici

La progettualità degli Uffici di Prossimità che Regione ha raccolto dal ministero della Giustizia “si muove coerentemente con la strategia generale di Regione Lombardia – ha sottolineato Sertori -. Tra gli obiettivi arginare lo spopolamento dei territori montani e periferici, agevolare e migliorare i servizi in contesti periferici. Il progetto ‘Uffici di prossimità’ contribuisce, con ad altre politiche regionali,  a favorire l’insediamento e la permanenza delle comunità in questi territori”.

“Regione Lombardia – ha spiegato Sertori – ha promosso quattro finestre di manifestazione di interesse per raccogliere le adesioni dei Comuni. E il risultato è stato buono: 36 enti locali capofila aderenti, in rappresentanza di 297 Comuni. Con ogni Comune capofila la Lombardia ha stipulato un protocollo d’intesa finalizzato a definire compiti e operatività delle realtà di una rete che, a regime, conterà su 42 Uffici di Prossimità allestiti dalla Regione sia a livello di arredi che di dotazioni informatiche”.

Dipendenti formati in collaborazione con Anci Lombardia

“Grazie alla collaborazione con Anci Lombardia – ha continuato l’assessore – siamo stati in grado, quindi, di assicurare l’adeguata formazione di 91 dipendenti comunali, addetti degli ‘Sportelli di Prossimità’, con l’accreditamento del percorso formativo presso l’Ordine degli assistenti sociali“. “Un percorso – ha ricordato – che si affianca a quello attuato dalla Regione, che ha digitalizzato 70.000 fascicoli cartacei con procedimenti di livello regionale”.

“Aderendo al progetto nazionale – ha concluso l’assessore Sertori – abbiamo sviluppato una proposta regionale per offrire ai cittadini un unico punto di contatto  vicino all’utenza. Da oggi, questa possibilità è concretamente alla portata delle cittadine e dei cittadini di Edolo”.

 

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Nordio e Fontana: alloggi Aler al personale degli uffici giudiziari

Par : Marco Dozio
8 mars 2024 à 16:20

Accordo tra Regione Lombardia e Ministero della Giustizia per assegnare alloggi Aler a canone agevolato al personale dell’Amministrazione giudiziaria. Il protocollo d’intesa è stato firmato oggi a Palazzo Lombardia alla presenza del governatore Attilio Fontana, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e dell’assessore regionale alla Casa e housing sociale Paolo Franco.

Ministro Nordio: accordo con Lombardia esempio virtuoso

“La collaborazione tra amministrazioni è fondamentale per far funzionare la giustizia – ha detto il ministro Nordio – e l’accordo con la Lombardia in questo senso rappresenta un esempio virtuoso che intendiamo replicare anche in altre regioni. Con l’aiuto della Lombardia compiamo dunque un passo in avanti importante per rendere più attrattivo il lavoro amministrativo nella giustizia”.

Presidente Fontana: favoriamo permanenza personale in Lombardia

“Mettiamo a disposizione – ha evidenziato Fontana – abitazioni Aler per gli operatori dei tribunali che hanno difficoltà ad accedere al mercato privato degli affitti. L’obiettivo è agevolare la permanenza del personale dell’amministrazione giudiziaria nel nostro territorio, anche in vista delle nuove assunzioni previste da parte del ministero”.

“L’iniziativa – ha sottolineato Fontana – è utile anche per perseguire il cosiddetto ‘mix abitativo’ nei quartieri popolari, offrendo risposte nuove ed efficaci che riguardano le politiche dell’abitare in Lombardia”.

“L’accordo odierno sugli alloggi Aler – ha proseguito Fontana – segue l’intesa siglata recentemente col Ministero per assegnare temporaneamente alcuni dipendenti regionali a supporto degli uffici giudiziari lombardi, così da contribuire a smaltire le pratiche e ridurre gli arretrati”.

“Come Regione – ha detto il governatore – collaboriamo dunque attivamente col Ministero per fare squadra e offrire ai lombardi un servizio migliore anche dal punto di vista del funzionamento della macchina organizzativa della giustizia. Lavoriamo a 360 gradi per una Lombardia che sia sempre più efficiente, virtuosa e vicina ai cittadini”.

Assessore Franco: cambio di passo sulle politiche della casa

“L’accordo che riguarda gli alloggi Aler – ha affermato l’assessore Franco – dà concretezza al concetto di ‘housing sociale’ offrendo opportunità ai lavoratori dei servizi pubblici ed essenziali che faticano a trovare soluzioni abitative, in particolare nelle grandi città ma non solo. Questo progetto si inserisce in un disegno più ampio che punta a favorire il ‘mix abitativo’, prestando grande attenzione alle dinamiche sociali delle zone popolari”.

Il piano ‘Missione Lombardia’

“Il Piano regionale per la Casa che stiamo attuando – ha proseguito Franco – denominato ‘Missione Lombardia’ prevede proprio un focus sull’housing sociale, inteso come strumento per allargare le categorie di beneficiari dei servizi abitativi. Entro l’anno le Aler dovranno attivare almeno 10 programmi operativi in tal senso. Stiamo lavorando con determinazione per mettere al centro le necessità dei cittadini”.

“Sulle politiche della casa – ha concluso Franco – stiamo imprimendo un vero e proprio cambio di passo. L’intesa di oggi con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio va proprio nella direzione di interpretare al meglio quelle che sono le reali esigenze dei cittadini e dei lavoratori, come programmato nella nostra ‘Missione Lombardia'”.

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