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Bodiam, il maestoso castello medievale che sembra galleggiare sull’acqua

27 octobre 2025 à 16:30

Il Castello di Bodiam, in Inghilterra, appare sin da subito solido, compatto e circondato da un grande fossato che lo fa sembrare sospeso sull’acqua. Le mura di pietra grigia sono fredde e ruvide al tatto, mentre le torri angolari dominano il cortile centrale, con scale strette che salgono in alto. Dentro, ci sono resti di pavimentazioni e numerose feritoie difensive, testimonianza del ruolo militare del castello.

In un tempo ormai lontano il maniero era raggiungibile tramite un ponte levatoio di legno, collegato a un ponte in pietra a forma di L. Oggi, al suo posto, c’è un ponte fisso che permette di attraversare il fossato e accedere all’ingresso principale. L’acqua intorno riflette tutto, e quando soffia il vento sembra che le torri respirino insieme al fossato stesso. Un posto davvero unico nel suo genere, e che da secoli incanta chiunque scelga di ritrovarsi al suo cospetto.

L’incredibile labirinto di Longleat in Inghilterra: 16mila alberi e un esercito di giardinieri

14 septembre 2025 à 17:30

Chi non ha mai sognato di perdersi in un immenso labirinto verde che sembra uscire da una fiaba? Nel Wiltshire, in Inghilterra, un luogo così suggestivo esiste davvero ed è capace di far incantare chiunque osi avventurarsi al suo interno, dai bambini agli adulti.

Un’impressionante quantità di alberi compongono questo labirinto, che è il più grande del Paese: il Longleat Hedge Maze è formato da ben 16mila siepi di tasso e per mantenerlo sempre perfetto serve un esercito di giardinieri che lavora incessantemente per 500 ore. Entrare qui significa aguzzare l’istinto e scegliere attentamente il prossimo passo per trovare la via d’uscita.

Percorrere il labirinto più grande d’Inghilterra

Per vivere l’esperienza memorabile di percorrere uno dei labirinti più suggestivi del mondo ci si deve recare nel Longleat Hedge Maze, nel Wiltshire, territorio che custodisce anche Stonehenge e le Cotswolds Hills.

Secondo più grande labirinto al mondo dopo quello italiano della Masone, a Fontanellato (in provincia di Parma), il labirinto di Longleat è un’opera incredibile realizzata e mantenuta grazie all’impegno di un vero e proprio esercito di giardinieri, che ogni sei mesi interviene sulla potatura, impiegando ben 30 giorni di lavoro per ogni singola operazione.

Le siepi di tasso inglese hanno un’altezza costante di quasi 3 metri e si snodano lungo un percorso di più di 3 km, mentre tutt’attorno si stende un parco di 400 ettari.

L’obiettivo è raggiungere il cuore del labirinto per poi tornare verso l’uscita grazie al proprio intuito, poiché l’altezza non consente di vederne il percorso (anche se ci sono alcuni ponticelli in legno che permettono di sollevare lo sguardo per aiutarsi nell’individuare la propria posizione). Quanto tempo ci si impiega? All’incirca mezz’ora, ma la durata varia da persona a persona e per questo rappresenta una sfida divertente per grandi e piccini da condividere con la famiglia e gli amici.

Realizzato nel 1975 da Greg Bright, il labirinto si trova nel giardino di un imponente palazzo nobiliare, il primo ad aprire le porte al pubblico, che custodisce anche altre attrazioni per tutta la famiglia. Nella tenuta, infatti si trova anche un piccolo bioparco che regala l’esperienza di un safari park con più di 500 animali esotici. Ma non solo, c’è anche il castello delle avventure per i più piccoli e un trenino che attraversa il parco, oltre alla possibilità di visitare gli interni del piano terra del palazzo signorile.

Il bellissimo labirinto di Longleat, Inghilterra
iStock
Il suggestivo labirinto di Longleat, in Inghilterra

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Longleat Hedge Maze si trova nel Regno Unito e in particolare nel cuore del Wiltshire, contea dell’Inghilterra sud-occidentale. Il parco sorge appena fuori dalla A36 tra Bath e Salisbury e lungo la strada A362 Warminster–Frome. È facilmente raggiungibile in auto da più direzioni che hanno in comune l’arrivo alla A362, da cui si accede direttamente alla tenuta di Longleat.

Chi preferisce viaggiare in treno può contare su diverse stazioni vicine:

  • Frome (la più vicina, ben collegata a Bath e Londra),
  • Warminster (a circa 8 km, sulla linea Cardiff–Portsmouth),
  • Westbury (a circa 20 km, lungo la linea Londra Paddington–Penzance).

Da tutte le stazioni sono disponibili taxi per raggiungere facilmente Longleat.

Sulle tracce di Frankenstein: un viaggio tra le location del film di Guillermo del Toro

30 août 2025 à 10:00

Il nuovo adattamento di Frankenstein firmato da Guillermo del Toro si distingue non solo per la sua regia visionaria e per il cast d’eccezione, ma anche per le suggestive location che hanno dato vita al mondo gotico e drammatico della storia. Il regista ha scelto di girare tra Canada, Scozia e Inghilterra, facendo dialogare architetture storiche, paesaggi mozzafiato e atmosfere cupe che hanno reso il film ancora più intenso e coinvolgente.

Il capolavoro di Mary Shelley è pieno di domande che mi bruciano dentro l’anima: domande esistenziali, tenere, selvagge, senza scampo, come solo una mente giovane può porsi e a cui solo gli adulti e le istituzioni credono di poter rispondere. Per me, però, solo i mostri detengono la risposta a tutti i misteri“, ha dichiarato il regista messicano che ha presentato in anteprima al Festival del Cinema di Venezia 82 questa opera molto attesa sul grande schermo.

Di cosa parla

Del Toro rilegge il celebre romanzo di Mary Shelley accentuandone le tinte oscure e riflettendo sulle ossessioni umane, la sete di conoscenza e i limiti della scienza. La vicenda segue il tormentato dottor Victor Frankenstein, interpretato da Oscar Isaac, e la sua Creatura, ambientata in scenari che alternano città storiche e lande desolate, sottolineando il contrasto tra civiltà e natura selvaggia.

Dove è stato girato

Per catturare appieno l’anima gotica del racconto, le riprese di Frankenstein si sono svolte in numerose location che hanno contribuito a creare l’atmosfera unica del film.

Edimburgo

La capitale scozzese ha offerto un palcoscenico ideale grazie alle sue vie antiche e alla suggestiva Royal Mile. Qui sono stati girati momenti fondamentali, sfruttando edifici storici come il Canongate Tolbooth e la Parliament Square. Vicoli come Bakehouse Close, con i suoi ciottoli e passaggi stretti, insieme a luoghi appartati come Lady Stair’s Close e Wardrop’s Court, hanno donato al film un tono misterioso e senza tempo.

Arbroath e Hospitalfield House

Nella cittadina di Arbroath, nella regione di Angus, è stata scelta la storica Hospitalfield House, residenza ottocentesca dall’aura imponente e inquietante. I suoi interni decorati e la sua architettura austera hanno fornito lo sfondo perfetto per le sequenze più cupe e drammatiche.

Glasgow

A Glasgow spicca la maestosa Cattedrale, uno dei monumenti medievali più iconici della Scozia. Le riprese all’interno e all’esterno hanno sfruttato le alte navate, le vetrate colorate e lo stile gotico, regalando al film un’impronta solenne e potente.

Glencoe
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Glencoe

Glencoe e Fortress Mountain

Le ambientazioni naturali più selvagge sono state ricreate a Glencoe, nelle Highlands scozzesi, e presso Fortress Mountain in Alberta, Canada. Montagne innevate, vallate remote e paesaggi aspri hanno reso realistiche le sequenze ambientate in luoghi artici o in territori inospitali.

Aberdeen e Dunecht House

Ad Aberdeen le telecamere si sono spostate nella monumentale Dunecht House, residenza elegante dai vasti interni e giardini scenografici. La sua imponenza e l’architettura classica hanno contribuito a rafforzare il tono drammatico e raffinato della pellicola.

Aberdeen
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Aberdeen

Londra

Nella capitale britannica, Del Toro ha utilizzato miniature e modelli in scala per ricreare edifici monumentali e paesaggi complessi. Questa scelta ha permesso di ottenere un forte impatto visivo in scene che sarebbe stato impossibile o troppo costoso girare dal vivo.

Burghley House, Stamford

La sontuosa Burghley House, nel Lincolnshire, è stata un’altra location chiave. Con i suoi interni sfarzosi, i dettagli architettonici e il fascino rinascimentale, ha contribuito ad arricchire il lato elegante e storico della narrazione.

North Bay, Ontario

Per le sequenze ambientate nell’Artico, la produzione si è spostata a North Bay, in Canada. Qui il clima rigido e i paesaggi innevati hanno offerto lo scenario ideale per ricreare l’ambiente glaciale e desolato in cui si muovono i protagonisti.

Toronto

Molte riprese sono state realizzate anche a Toronto, soprattutto nei Cinespace Studios, dove sono stati costruiti set sia interni che esterni. Altri luoghi utilizzati includono North York, Markham e la Facoltà di Medicina dell’Università di Toronto, che hanno fornito ambientazioni urbane e accademiche di grande impatto.

Old Harry Rocks, le scogliere leggendarie che sfiorano il cielo

29 août 2025 à 16:19

Le Old Harry Rocks, nel cuore della Jurassic Coast inglese, sono uno di quei luoghi che sembrano scolpiti per incantare. Torri di gesso bianco che si stagliano dritte sul mare, con il blu della Manica a fare da contrasto e un vento che sa di libertà. Non a caso sono state riconosciute come Patrimonio Mondiale dell’Unesco: un concentrato di natura selvaggia, storia geologica e misteri che affondano le radici tra mito e realtà.

Al tramonto, quando la luce si riflette sul gesso, l’intero paesaggio diventa arte: il mare si colora di rosa e oro, mentre le scogliere sembrano brillare di luce propria. Un posto da segnare in agenda, soprattutto se l’idea è quella di scoprire il lato più autentico e sorprendente dell’Inghilterra del sud.

Dove si trovano e come visitare le Old Harry Rocks

Le Old Harry Rocks si trovano a Handfast Point, poco a est della cittadina di Studland, nel Dorset in Inghilterra. Sono a metà strada tra Swanage, Poole e Bournemouth, tutte mete perfette da inserire nello stesso viaggio. La loro origine risale a circa 66 milioni di anni fa, quando processi geologici e marine hanno iniziato a modellare la costa dando vita alle maestose pareti di gesso che oggi conosciamo.

Old Harry Rocks, Jurassic Coast
iStock
Sguardo ravvicinato sulle imponenti Old Harry Rocks

Raggiungerle è un’esperienza che fa parte della magia del luogo. L’opzione migliore è percorrere il South West Coast Path, il sentiero costiero che parte da Studland: mezz’ora di camminata panoramica tra campi, erba alta e brezza marina che prepara allo spettacolo finale. Ogni curva del percorso regala scorci mozzafiato, con il mare che appare e scompare tra i prati.

Per chi viaggia in bus, Studland è collegata a Swanage e Bournemouth: basta scendere al capolinea e proseguire a piedi. In alternativa, si può arrivare in auto e lasciare il mezzo nei parcheggi vicini al villaggio. Un consiglio da insider? Fermarsi in zona almeno un paio di giorni, dormire in qualche B&B locale e sfruttare l’occasione per esplorare anche la Jurassic Coast, che da sola merita un viaggio di una settimana.

Il Dorset tra storia leggende

Oltre al fascino naturale, le Old Harry Rocks portano con sé un bagaglio di storie e leggende che rendono l’esperienza ancora più suggestiva. Gli inglesi chiamano il loro gesso “chalk”: una roccia calcarea tenera, formata da gusci di microrganismi e fossili, che l’erosione ha scolpito in queste colonne imponenti. Ma la scienza qui si intreccia con il mito.

Si racconta, infatti, che le rocce prendano il nome da Old Harry, il diavolo, che amava sdraiarsi proprio su queste scogliere per riposare guardando il mare. Un’altra versione attribuisce l’origine al pirata Harry Paye, che sfruttava queste formazioni come nascondiglio per tendere imboscate alle navi di passaggio. Non solo, perché poi c’è anche la leggenda vichinga: un raid del IX secolo fu interrotto da una tempesta improvvisa che fece naufragare molte imbarcazioni, e il capo dei vichinghi, Earl Harold, venne trasformato in un pilastro di gesso dalle divinità stesse.

Cosa vedere nei dintorni

Passeggiare lungo le Old Harry Rocks significa quindi camminare tra storia e mito, tra geologia e fantasia. E non finisce qui: il Dorset è una contea che riserva sorprese a ogni angolo. La capitale, Dorchester, è un tripudio di verde e giardini, mentre il porto di Poole è perfetto per una sosta sul mare. Poco distante si trova anche l’isola di Brownsea, culla del movimento scout fondato da Baden-Powell.

Ma la vera protagonista resta la Jurassic Coast, un tratto di litorale che custodisce 185 milioni di anni di storia geologica. Qui le rocce raccontano il passaggio dal Triassico al Cretaceo, e non è raro imbattersi in fossili ancora perfettamente conservati. È un po’ come avere davanti un’enciclopedia naturale a cielo aperto, solo che invece di sfogliare pagine si percorrono sentieri tra spiagge selvagge e scogliere che sembrano toccare il cielo.

Stonehenge non smette mai di stupire, una nuova scoperta svela la verità sulle origini

Par : elenausai10
29 juillet 2025 à 13:03

Stonehenge, nell’Inghilterra meridionale, è senza dubbio uno dei siti archeologici più famosi del mondo, oltre che uno dei più misteriosi. Il cerchio megalitico situato sulla piana di Salisbury ispira timore reverenziale e fascino, ma anche un intenso dibattito sulle sue origini. Sono diversi i racconti e le storie che hanno provato a spiegare il suo passato: il folklore locale, per esempio, associa la creazione di Stonehenge a Merlino, il mago della leggenda arturiana, che trasportò magicamente le enormi pietre dall’Irlanda, dove i giganti le avevano assemblate.

Tra le interpretazioni moderne più fantasiose ci sono quelle che sostengono che Stonehenge sia un’area di atterraggio per astronavi aliene, mentre tra quelle più realistiche si diffuse la teoria che le pietre sarebbero state trasportate dai ghiacci durante l’era della glaciazione. Ma, secondo i risultati di una nuova ricerca, la verità è da ricercare nelle mani degli uomini.

La vecchia teoria dell’era glaciale

Uno degli enigmi più discussi legati a Stonehenge, oltre alla sua funzione, riguarda la provenienza dei suoi imponenti megaliti. Il “circolo di pietra” più famoso al mondo risulta composto da massi provenienti da varie regioni della Gran Bretagna, compresa la contea gallese del Pembrokeshire, situata a oltre 225 chilometri di distanza dal luogo in cui oggi si erge il sito, nella pianura di Salisbury, nell’Inghilterra sud-occidentale.

Questa scoperta ha alimentato per anni un acceso dibattito tra gli studiosi. L’ipotesi dominante sostiene che tali pietre siano state trasportate fin lì da esseri umani attraverso mezzi e tecniche ancora non del tutto chiariti. Tuttavia, una minoranza di archeologi ha ipotizzato che i megaliti siano stati trascinati naturalmente verso sud da fenomeni glaciali durante l’ultima era glaciale. Entrambe le visioni, però, sono state recentemente messe in discussione da una nuova teoria, che promette di riscrivere le origini del monumento.

La nuova teoria che “risolve” il mistero

Secondo i risultati di una nuova ricerca, condotta da un team dell’Aberystwyth University, ateneo con sede in Galles, la teoria dei fenomeni glaciali andrebbe messa completamente da parte a favore di una che mette al centro l’operato umano. Fondata su evidenze geologiche, la teoria degli studiosi si è concentrata sullo studio del cosiddetto masso Newall, ritenuto uno dei più antichi fra quelli eretti nel Wiltshire 5000 anni fa, emerso dagli scavi nel 1924 e originario di Craig Rhos-y-Felin, nel Pembrokeshire.

I ricercatori hanno menzionato che il masso di Newall è una riolite foliata e che il suo strato superficiale è ricco di carbonato di calcio, il che supporta ulteriormente l’idea che gli esseri umani lo abbiano spostato nella sua posizione finale, poiché i ghiacciai avrebbero sparso pezzi simili in tutta la regione di Stonehenge.

Lo studio afferma inoltre che le comunità neolitiche compirono questa straordinaria impresa, trasportando blocchi di pietra dal peso di oltre 3,5 tonnellate. Tuttavia, pur confermando il loro ruolo nel trasporto dei megaliti, restano ancora ignote le tecniche esatte impiegate per realizzarlo.

Seppur resti ampiamente diffusa una visione contraria secondo cui “nessuno sforzo umano fu coinvolto”, i ricercatori hanno concluso che non esistono prove sicure per dare il minimo sostegno alla teoria del trascinamento dei ghiacci.

La stazione più antica del mondo stava per sparire, ma ora è rinata, ed è unica

18 juillet 2025 à 15:37

La prima stazione ferroviaria al mondo, quella di Heighington, nella contea di Durham, in Inghilterra, costruita lungo la prima ferrovia passeggeri a vapore al mondo stava per sparire, ma grazie a un intervento, ed è stata salvata dal degrado e presto riaprirà al pubblico, che potrà visitarla, e ai passeggeri. Il merito è della Hitachi Rail e dell’associazione Friends of Stockton & Darlington Railway che si sono accordati per riportare a uno stato di conservazione ottimale un luogo storico che rischiava di sparire.

 La stazione ferroviaria più antica al mondo

Risalente al 1826, la stazione di Heighington è ampiamente riconosciuta come la prima stazione ferroviaria al mondo. Progettata per la pionieristica Stockton & Darlington Railway (S&DR), fu il primo edificio dedicato sia al servizio di locomotive sia al servizio passeggeri, gettando le basi per l’infrastruttura ferroviaria moderna della Gran Bretagna.

Il sito introdusse innovazioni chiave, tra cui la prima piattaforma ribassata conosciuta per servire i pendolari ferroviari regolari e un edificio della stazione posizionato direttamente lungo i binari. Heighington è anche storicamente significativa in quanto luogo in cui la Locomotion n. 1, una locomotiva a vapore progettata e costruita nel 1825 da George e Robert Stephenson, la prima locomotiva a vapore adibita al trasporto di linea, fu posizionata per la prima volta sui binari nel 1825, un anno prima dell’apertura della stazione. Venduto dalla British Rail nel 1970, l’edificio divenne un pub prima di cadere in disuso. Nel 2024, è stato inserito nel Registro dei Beni a Rischio dall’ente nazionale britannico Historic England.

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@R. Goad
Una foto storica della stazione di Heighington con il primo treno a vapore

I 200 anni della ferrovia

Salvare questo sito storico di importanza mondiale era fondamentale in vista del bicentenario della Stockton and Darlington Railway e dell’anniversario della nascita della ferrovia moderna che cade proprio nel 2025. Ma anche in vista del viaggio della replica della Locomotion n. 1 che avverrà lungo la tratta Stockton-Darlington il 26, 27 e 28 settembre, che transiterà proprio dalla stazione di Heighington.

Rachel Evans, direttore delle risorse umane per il Regno Unito e l’Irlanda di Hitachi, ha dichiarato: “Hitachi è immensamente orgogliosa di contribuire a salvare Heighington, la prima stazione ferroviaria al mondo, e di restituire qualcosa alla comunità locale che ci ha sostenuto fin dall’apertura del nostro stabilimento di Newton Aycliffe nel 2015”.

L’ente benefico Friends of Stockton & Darlington Railway non si concentra solo sulla conservazione del passato, ma sta anche sviluppando progetti per il futuro della stazione di Heighington, tra cui quello di incoraggiare il turismo ferroviario nella zona e di collegare due importanti musei del treno, il Locomotion di Shildon, nella contea di Durham, inaugurato nel 2004 dall’allora primo ministro Tony Blair e ampliato nel 2025, proprio in occasione dell’anniversario, con un secondo edificio che ospita una parte della collezione nazionale, e l’Hopetown Darlington, noto anche come Head of Steam o Darlington Railway Centre and Museum, un museo ferroviario all’interno dell’ex edificio della stazione ferroviaria di North Road sul percorso del 1825 della Stockton and Darlington Railway. Il museo ospita un grande modello della ferrovia Stockton & Darlington che manda in visibilio tutti gli appassionati di trenini.

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La replica della Locomotion No 1 lungo la linea ferroviaria Stockton-Darlington per il 200° anniversario

Gli eventi per Railway 200

Contribuire a salvare la prima stazione ferroviaria al mondo rientra nel più ampio sostegno di Hitachi Rail alle celebrazioni dei 200 anni dalla nascita della ferrovia moderna, un evento che prende il nome di Railway 200, una celebrazione nazionale nel Regno Unito che celebra il 200° anniversario della ferrovia moderna. Commemora l’apertura della Stockton & Darlington Railway il 27 settembre 1825, la prima ferrovia pubblica al mondo a utilizzare locomotive a vapore e considerata l’inizio dell’era ferroviaria moderna. Gli eventi sono iniziati già a gennaio, e comprendono un programma di eventi in tutto il Paese per un anno intero.

Il prossimo 4 ottobre, per esempio, si terrà una giornata di “porte aperte” della fabbrica Hitachi Rail’s Newton di Aycliffe, durante la quale si potranno ammirare la Locomotion No.1, la prima locomotiva a vapore al mondo a trasportare passeggeri su una ferrovia pubblica, che torna nel Nord-Est dell’Inghilterra dove ha fatto la storia nel 1825, una mostra interattiva sul settore ferroviario e tour della per vedere da vicino i primi treni di Hitachi.

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L’originale stazione ferroviaria di Darlington North Road del 1825 diventata un museo

I luoghi da sogno di Un duca all’improvviso, le location del film tra castelli e campagna inglese

8 juillet 2025 à 10:36

Diretto da Kevin Fair, Un Duca all’Improvviso è una commedia romantica firmata Hallmark ma anche un viaggio visivo attraverso paesaggi da cartolina che sembrano usciti da un romanzo d’altri tempi. Racconta la storia di Johnny Payne, un meccanico di Philadelphia con i piedi per terra e nessuna intenzione di cambiare la sua vita semplice e autentica.

Con il suo modo di fare un po’ goffo ma irresistibilmente genuino, Johnny è l’ultima persona che ci si aspetterebbe di vedere tra le mura di un castello. Tutto cambia quando scopre, suo malgrado, che il padre che non ha mai conosciuto è in realtà un duca. Così, si ritrova catapultato in un mondo fatto di etichette, eredità nobiliari e aspettative che non gli appartengono. Mentre cerca di trovare il suo posto in questo universo tanto elegante quanto estraneo, entra in scena Prudence, la raffinata consigliera del duca.

Nonostante Johnny non abbia mai sognato una corona, il legame con Prudence cresce giorno dopo giorno, portandolo a riflettere su cosa significhi davvero appartenere a qualcosa – o a qualcuno. Un Duca all’Improvviso combina con grazia l’ironia di una storia da “pesce fuor d’acqua” con il romanticismo caldo e rassicurante tipico dei film Hallmark, impreziosito da scenari spettacolari che sembrano usciti da una fiaba e diventano veri protagonisti della storia.

Dublino
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Dublino

Dove è stato girato

Le riprese si sono svolte nella contea di Dublino, in Irlanda, a partire da settembre 2024. Seguendo la tradizione di altri film Hallmark, si sono concluse nel giro di poche settimane dello stesso anno.

Il castello di Glasswick

Il castello presente nel film è il Luttrellstown Castle Resort in Irlanda. Situata a Kellystown, Castleknock, nella contea di Dublino, la splendida tenuta irlandese di 567 acri ha fatto da maestosa ambientazione al film, dando vita al fittizio Castello di Glasswick. Questo monumento storico emana un’eleganza senza tempo, rendendolo una scelta naturale per film che richiedono uno sfondo regale e incantevole. Con la sua maestosa architettura, i vasti paesaggi verdi e la sua tradizione secolare, il castello incarna il fascino aristocratico che definisce la narrazione reale del film. Immerso nella storia che risale al XV secolo, il Castello di Luttrellstown è da tempo associato a grandiosità e prestigio.

I suoi sontuosi interni, impreziositi da dettagli intricati, alti soffitti e mobili antichi, evocano un senso di nobiltà che arricchisce l’esperienza cinematografica. Oltre alle sue maestose sale, i lussureggianti giardini della tenuta, i sentieri panoramici e i muri in pietra ricoperti d’edera creano un’atmosfera da sogno, invitante e maestosa al tempo stesso. Il Castello di Luttrellstown vanta una lunga storia di eventi prestigiosi. In precedenza, è stato di proprietà della famiglia Luttrell per oltre 300 anni e in seguito è stato acquistato da un membro della famiglia Guinness. Nel 1999 David e Victoria Beckham hanno celebrato qui il loro matrimonio. Oggi, il castello è disponibile per eventi privati, matrimoni e ritiri aziendali.

Il fascino dell’Irlanda

Le riprese si sono svolte principalmente in Inghilterra e Irlanda, in località che offrono un mix perfetto di autenticità storica e bellezza naturale. Sebbene la produzione non abbia svelato tutti i dettagli ufficiali sulle location, è evidente che sono state scelte con cura per evocare il romanticismo, l’eleganza e quel pizzico di magia che rende un film Hallmark immediatamente riconoscibile. Alcune scene sono state girate anche a Glencullen, un pittoresco villaggio sui Monti di Dublino. Con la sua vegetazione lussureggiante e il suo fascino antico, Glencullen funge da imitazione della campagna inglese, contribuendo all’atmosfera fiabesca del film.

Cosa mangiare di tipico a Liverpool

23 mai 2025 à 15:30

Liverpool ha una personalità unica e ricca di fascino, tutta da scoprire. Non è “solo” patria dei Fab Four, del calcio di alto livello e della buona musica, ma è anche la città in cui convivono le tradizioni gastronomiche più eclettiche del Regno Unito. Ecco una selezione delle più curiose e imperdibili.

Tradizioni culinarie Inghilterra e Liverpool

Quella del Regno Unito, e in particolare di Liverpool, è una tradizione culinaria che riflette una lunga storia di influenze sociali, regionali e coloniali. Così, si trovano all’interno dei piatti della città sapori e profumi che richiamano l’India, i Caraibi e la Cina, sottoforma di ricette semplici, ma sostanziose, spesso basate su carne, patate e verdure di stagione. Proprio così, è molto comune a Liverpool trovare ricette legate alla cucina cinese: non a caso proprio qui ha sede la Chinatown più antica d’Europa.

Ad accompagnare molti piatti non mancano anche le pastelle e le salse tipiche, soprattutto la squisita salsa gravy, realizzata con i succhi di cottura della carne – manzo, pollo, agnello -, farina o amido di mais, brodo, spezie e in certe varianti anche vino rosso o birra. Anche a Liverpool, inoltre, si respira tutta la tradizione inglese dell’abbondante english breakfast, con uova, bacon, salsicce, pomodori e pane tostato, e del tè pomeridiano, il cosiddetto tea time delle 16:00, accompagnato da pasticcini, tramezzini e scones (piccoli panini molto simili alle brioche).

English breakfast, tra le tradizioni di Liverpool
Fonte: iStock
English breakfast

Non ci troveremmo in una delle più vibranti città inglesi se non ci fosse anche la tradizione dei pub, un elemento fondamentale della vita sociale e culturale di Liverpool. Certi pub sono infatti dei monumenti storici da non perdere in un viaggio qui, come lo Ye Hole in Ye Wall, risalente al 1726, il più antico della città. Oltre a birre locali e artigianali, nei pub si possono gustare i piatti della tradizione, da quelli salati ai dolci, e se si è fortunati ci si può imbattere nelle “pie & ale nights”, cene a base di una squisita torta salata e birra.

Ultimi, ma non per importanza tra le tradizioni di Liverpool, sono i comfort food, che qui non mancano di certo. Uno dei protagonisti della categoria è il Chippy Tea. Si tratta di un pasto serale a base di cibo da friggitoria, dal nome “Tea” (usato nel nord dell’Inghilterra per indicare la cena, invece di “dinner”) e “Chippy” (lo slang usato per indicare i negozi che vendono fish and chips). Avvolti nella carta troviamo appunto le classiche fish and chips, la salsa al curry o gravy, i piselli spezzati (chiamati “mushy peas”), le salsicce fritte in pastella o le tortine salate. Da mangiare rigorosamente in compagnia davanti alla Tv.

I piatti tipici di Liverpool

Non solo fish & chips (che qui però segue una ricetta decisamente speciale che rende questo piatto unico): a Liverpool di prelibatezze della tradizione ce ne sono davvero tante (e dai nomi spesso curiosi). Ecco una selezione dei piatti da assaggiare assolutamente in un viaggio in questa multiculturale città.

Scouse

Partiamo da quello che è il re indiscusso della cucina di Liverpool: lo Scouse. Un nome particolare che è addirittura utilizzato per soprannominare gli abitanti della zona. Si tratta di un ricco stufato di carne, solitamente a base di montone o manzo e verdure, spesso accompagnato da barbabietole o cavoli sottaceto e una fetta di pane. In realtà, sembra che la ricetta deriverebbe dai marinai norvegesi che in passato lavoravano nel porto.

Yorkshire pudding

Da una pastella che sembra quella dei pancake, a base di uova, farina e latte, prende forma un’altra istituzione della cucina britannica: lo Yorkshire pudding. No, non si tratta di un dolce, bensì di un contorno simile a un soufflé dalla forma particolare, con un buco centrale che viene sfruttato per versarvi intingoli saporiti come il brown gravy (simile al fondo bruno della cucina italiana): il segreto è tutto nella cottura, che prevede che la teglia e l’olio alla base siano molto caldi prima di aggiungere la pastella. Da provare abbinato a della saporita carne di manzo.

Yorkshire Pudding, una delle ricette base della cucina di Liverpool
Fonte: iStock
Yorkshire Pudding, una delle ricette della tradizione di Liverpool

Toad in the hole

Il suo nome è bizzarro (e non se ne conosce l’origine), ma il suo sapore è una garanzia di bontà: il Toad in the hole (che letteralmente significa “rospo nel buco”), in realtà non ha nulla a che vedere con le rane! Si tratta di uno Yorkshire pudding formato maxi, ripieno di salsicce britanniche e ricoperto di sugo. Era un piatto economico consumato dai lavoratori del XVIII secolo, che sembra cuocessero gli scarti della carne avanzata nella pastella per migliorarne il sapore.

Toad in the hole, una ricetta tradizionale di Liverpool
Fonte: iStock
Toad in the hole, ricetta tradizionale di Liverpool

Bubble and Squeak

Ecco un’altra ricetta della tradizione culinaria di Liverpool dal nome decisamente simpatico: il Bubble and Squeak (chiamato così per i suoni che emette in cottura) unisce il gusto ad una cucina anti-spreco. A base di arrosto (spesso quello avanzato il giorno prima), patate schiacciate e cavoletti di Bruxelles (ma anche altre verdure a piacere), viene fritto sottoforma di squisite polpette o di frittata.

Salt & Pepper Chips

Come anticipato, la cucina cinese si fa spazio nella tradizione culinaria di Liverpool. Uno degli esempi sono le patatine al sale e pepe. Un mix di ingredienti le rendono speciali, come i peperoni, la cipolla rossa, l’aglio tritato, il peperoncino e un mix di spezie che prevedono anche sale e pepe. Si racconta che siano state inventate dal proprietario di un fish & chips cinese di Liverpool negli anni ’60.

Pea Wack

Fredde giornate invernali, non vi temiamo. A scaldare il corpo ci pensa la Pea Wack, la tradizionale zuppa di Liverpool a base di lenticchie, piselli e prosciutto o pancetta.

Savoury Cakes

Nei brunch domenicali, nei picnic in famiglia o nei buffet per un aperitivo sono un must: le Savoury cakes (simili alle nostre torte salate) sono preparate sottoforma di plumcake, torte rustiche o muffin, ma salati.

Wet Nelly

Passando al mondo dei dolci, uno dei pilastri di Liverpool è la Wet Nelly, la cui nascita segue la filosofia di altri piatti tipici, ovvero quello del riciclo di ingredienti per dare vita a ricette anti spreco e che puntano al risparmio. Si basa infatti su torte e pane raffermi, ammorbiditi con acqua e uniti a frutta secca, spezie, zucchero e uova. Il tocco in più è l’abbondante crema pasticcera che vi viene versata sopra come accompagnamento.

Liverpool Tart

Risale probabilmente al 1897 ed è una vera delizia per il palato: la Liverpool Tart è unica, con friabile pasta frolla e quel suo ripieno a base di limoni interi bolliti e zucchero scuro, che conferiscono un gusto decisamente intenso e leggermente amarognolo.

Everton mints

Anche il mondo delle caramelle ha una tradizione cittadina: chiamate anche “humbugs”, le Everton mints sono piccole delizie al gusto di menta piperita, riconoscibili per il loro colore marrone scuro con striscioline bianche. Questi dolcetti si possono acquistare facilmente in molti minimarket o negozi di dolciumi.

Everton Mints, caramelle tipiche di Liverpool
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Everton Mints, le caramelle tradizionali di Liverpool

Cupcakes di Liverpool

Non sono una ricetta originaria di Liverpool, ma qui i Cupcakes sono vere opere d’arte, preparate con una minuziosità incredibile e con stili e decorazioni uniche che si collegano alla cultura della città. Spesso vengono infatti decorati a tema Beatles, con faccine, dischi in zucchero e simboli anni ’60, oppure con il Liver bird, simbolo ufficiale della città di Liverpool, o ancora a tema calcio. Un tripudio di colori e fantasia tutti da gustare.

Cavallo Bianco di Uffington, un misterioso gigante preistorico di pietra

30 avril 2025 à 16:17

Nel cuore delle colline dell’Oxfordshire – sul pendio della White Horse Hill – in Inghilterra, si staglia una figura enigmatica e affascinante: il Cavallo Bianco di Uffington, una figura preistorica.

Questa imponente rappresentazione stilizzata di un cavallo incisa con solchi nel terreno profondi un metro che hanno così messo in mostra il gesso bianco della collina, misura 114 metri di lunghezza e 34 di altezza. Risalendo a un’epoca compresa tra il 1380 e il 550 a.C., questa è la più antica figura collinare della Gran Bretagna. La sua origine, funzione e significato continuano a suscitare interrogativi e teorie, alimentando leggende e studi archeologici.

La migliore vista del geoglifo si ottiene direttamente dall’altro lato della valle, vicino ai villaggi di Great Coxwell, Longcot e Fernham dalla cima di Dragon Hill.
Il sito è di proprietà del National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty, che lo gestisce.

Origine e datazione

Il Cavallo Bianco di Uffington è stato datato tra il 1380 e il 550 a.C. grazie alla tecnica della luminescenza otticamente stimolata – OSL -, applicata per la prima volta negli anni ’90 e aggiornata nel 2024 con nuove analisi. Questi studi hanno confermato che la figura risale all’Età del Bronzo o al primo periodo dell’Età del Ferro, smentendo le ipotesi che la collocavano in epoche successive.

La sua creazione potrebbe essere legata a pratiche rituali o a simboli tribali associati alla vicina fortezza di Uffington Castle.

Significato e interpretazioni

Il significato del Cavallo Bianco rimane oggetto di dibattito.
Alcuni studiosi lo associano alla dea celtica Epona, protettrice dei cavalli e simbolo di fertilità, mentre altri lo collegano al culto del dio solare celtico Belinos, suggerendo che la figura rappresenti un “cavallo solare”.

La sua posizione sulla collina e la visibilità limitata dal suolo suggeriscono un possibile significato rituale o religioso, destinato a essere osservato da lontano o dall’alto.​

Conservazione e restauri

Nel corso dei secoli, il Cavallo Bianco ha richiesto interventi periodici di manutenzione per preservarne la visibilità.

un posto incredibile da visitare in inghilterra
Fonte: iStock
Primitivo Cavallo bianco di Uffington, Inghilterra

Tradizionalmente, ogni sette anni si svolgeva una cerimonia chiamata “scouring“, durante la quale la figura veniva ripulita e rinfrescata con nuovo gesso.

Nel 2024, un progetto congiunto del National Trust e dell’Oxford Archaeology ha riportato la figura alle sue dimensioni originali, dopo che studi avevano evidenziato un restringimento fino al 40% a causa dell’erosione e della crescita del manto erboso.

Leggende e cultura popolare

Il Cavallo Bianco dell’Inghilterra è avvolto da numerose leggende.
Una delle più note lo collega alla vicina Dragon Hill, dove si narra che San Giorgio abbia ucciso un drago, lasciando un’impronta sulla collina.

Altre storie lo associano a divinità celtiche o a simboli di fertilità. Nel corso del tempo, la figura ha ispirato opere letterarie, come “The Ballad of the White Horse” di G.K. Chesterton, e ha influenzato la cultura popolare, apparendo in romanzi contemporanei e sulla copertina dell’album “English Settlement” del gruppo XTC.

Il Cavallo Bianco di Uffington continua ancora oggi a suscitare fascino e curiosità, rappresentando un legame tangibile tra il presente e le misteriose civiltà del passato. La sua conservazione e le continue ricerche archeologiche ne fanno un simbolo duraturo della ricca eredità preistorica della Gran Bretagna.

Sulle tracce di Jane Austen, viaggio in Inghilterra per i 250 anni dalla sua nascita

8 avril 2025 à 17:30

È una verità universalmente riconosciuta che se un lettore si trova di fronte a queste poche parole riconosce subito in esse la penna di Jane Austen.

Sì, perché questo è il celebre incipit di Orgoglio e pregiudizio, uno dei capolavori della scrittrice inglese. E cosa c’è di meglio da fare nell’anno in cui si celebrano i 250 anni dalla sua nascita, se non partire alla volta della Gran Bretagna per esplorare i luoghi che lei ha vissuto e che spesso sono stati d’ispirazione per diventare le perfette scenografie dei suoi libri?

Perché in occasione del suo 250esimo “compleanno” sono previsti eventi in tantissime location speciali, il viaggio per tutti coloro che si sono innamorati delle sue opere è a portata di mano e può diventare la vacanza letteraria più divertente e affascinante di tutte.

Perché in fondo viaggiare non significa solamente esplorare il mondo, ma anche andare alla ricerca di ciò che ci emoziona di più: e le parole eterne di Jane Austen sono proprio speciali e preziose.

Libri alla mano, valigie e tanta voglia di conoscere e di immergersi nella bellezza dell’Inghilterra è ciò che serve: Jane Austen ci sta aspettando.

Jane Austen, tutte le location degli eventi per i 250 anni dalla sua nascita

Il 16 dicembre del 1775 a Steventon, villaggio dell’Hampshire nel Regno Unito, è nata Jane Austen. Siamo nell’Inghilterra del sud ed è qui che ha vissuto fino al 1800, ovvero fino a quando con la sua famiglia si è trasferita a Bath nel Somrset. Poi, con la morte del papà nel 1806, la mamma, Jane e la sorella sono andate a vivere a Southampton e, dopo, nel 1809 a Chawton, entrambi nell’Hampshire. La scrittrice è morta nel 1817 a Winchester dove è stata portata dalla sorella Cassandra per tentare delle cure, dopo che si è ammalata l’anno precedente.

Questi, in breve, sono gli spostamenti che hanno caratterizzato la vita della scrittrice che è stata capace di lasciarci in eredità capolavori come, oltre al già citato Orgoglio e pregiudizio, Persuasione, Emma e Mansfield Park.

E il 2025 è l’anno giusto per raggiungere queste zone dell’Inghilterra e celebrare la donna che ha saputo scrivere alcune delle storie più belle della letteratura mondiale. Il programma è fitto di iniziative, per tutti i gusti e che possono essere la buona ragione per partire e andare in esplorazione di quella zona di questo Paese europeo che ha dato i natali e ispirato Jane Austen.

Le iniziative per celebrare i 250 anni dalla nascita di Jane Austen

Come detto, le iniziative sono davvero tante e possono essere in parte riassunte partendo dalle location in cui si svolgono, ovvero quei luoghi che hanno fatto da sfondo alla vita della celebre autrice. Le case dove ha abitato, i posti che ha esplorato, le sue abitudini, per entrare non solo in connessione con la sua grande creatività, ma anche per conoscere località in cui si respira lo spirito inglese.

Chawton, il viaggio alla scoperta di Jane Austen ha inizio

Non si può partire alla scoperta delle tante iniziative messe in programma per festeggiare i 250 anni dalla data di nascita di Jane Austen senza citare la sua casa, quella dove lei ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. Ci troviamo a Chawton, nella sua abitazione, dove ci sono tantissimi appuntamenti imperdibili.

A scandire alcune delle iniziative i romanzi della scrittrice, quindi, si parte dal 28 al 28 gennaio con il primo festival dedicato a Orgoglio e pregiudizio. A maggio, poi, si prosegue dall’1 all’11 con Ragione e sentimento, dal 12 al 20 luglio invece con Emma. A settembre, dal 12 al 21, è la volta di Persuasione. A dicembre, oltre a speciali festeggiamenti natalizi, dal 13 al 21 ci sarà anche il compleanno dell’autrice.

Chawton, la casa dove ha vissuto Jane Austen
Fonte: iStock
Chawton, l’esterno della casa dove ha vissuto Jane Austen

Questi sono solo alcuni degli eventi in programma e non mancano le mostre come quella permanente Jane Austen and the Art of Writing, oppure quella che durerà fino al 4 gennaio 2026 dal titolo Austenmania! che celebra i 4 adattamenti datati 1995 dei suoi romanzi: Orgoglio e pregiudizio di Andrew Davies per la BBC con Colin Firth e Jennifer Ehle, Ragione e sentimento per il grande schermo di Emma Thompson e Ang Lee, Persuasione della BBC Screen Two con Amanda Root e Ciarán Hinds e Ragazze a Beverly Hills!, una rivisitazione di Emma.

Da non perdere, poi, una passeggiata che ripercorre alcune delle tappe che la scrittrice era solita toccare nelle sue uscite con la sorella: si tratta di Jane Austen Trail Walk: Alton to Chawton. Si parte da Alton High Street, la location dove la scrittrice e la sorella Cassandra facevano compere, e poi si prosegue per diverse tappe, tra cui la fucina dove prendeva la carrozza per Londra e la casa di famiglia a Chawton.

Steventon, dove è nata e cresciuta Jane Austen

È tutto cominciato qui, a Steventon, villaggio dove è nata e cresciuta Jane Austen. E non potevano, quindi, mancare gli eventi in questo luogo per celebrare una delle donne scrittrici più amate di tutti i tempi.

Il programma è molto interessante e parte con domenica 8 giugno quando si terrà un concerto dal titolo Jane Austen’s Words and Music Chamber, appuntamento nella Chiesa di San Nicola. A seguire – nel mese di luglio (dal 4 al 6 e dall’11 al 13) – mostra storica, mentre il 6 luglio c’è il Jane Austen’s Country Fair sul sito della casa natale. Tra gli altri eventi va ricordato quello del 16 dicembre, che coincide con il giorno della nascita della scrittrice, con un servizio di ringraziamento per il suo 250esimo compleanno. La canonica in cui viveva con la famiglia è stata demolita nel 1824, ma si può vedere dove sorgeva, mentre la chiesa è rimasta abbastanza simile all’epoca.

Steventon la chiesa di Jane Austen
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Steventon, la chiesa

Bath, la città del suo primo trasferimento

Bath non ha bisogno di presentazioni: questa cittadina è molto apprezzata e meta di numerosi turisti. E qui si possono vivere moltissime esperienze dedicate alla scrittrice.

Il Jane Austen Centre è la location ideale per tutti coloro che vogliono assaporare il periodo della Reggenza, non solo per quanto riguarda moda e cibo, ma per tutto ciò che ha dato vita e che possiamo trovare nei romanzi di Jane Austen. Ci si può vestire a tema, per entrare ancora di più nell’atmosfera, provare a scrivere con la penna d’oca e non manca una statua di cera che dovrebbe mostrare l’aspetto che poteva avere la scrittrice.

Ma a Bath non si può fare solo questo, infatti sono previsti tour guidati in città, o anche nelle location vicine, sulle tracce dell’autrice. I balli sono uno dei momenti più apprezzati e ne sono previsti due: quello a tema nautico Persuasion il 31 maggio e quello a tema marino Sanditon il 28 giugno. Il Yuletide Birthday Ball, invece, si tiene il 13 dicembre.

Bath, Jane Austen ci ha vissuto per alcuni anni
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Jane Austen ha vissuto alcuni anni a Bath

E poi, appuntamento imperdibile, è il Jane Austen Festival in programma dal 12 al 21 settembre e prevede balli, spettacoli e la Grand Regency Costumed Promenade, una grande passeggiata che apre ufficialmente la serie di iniziative: partecipa chi ha acquistato il braccialetto ed è vestito con abiti Regency. Appuntamento a sabato 13 settembre 2025.

Ad aprile per chi ama il teatro l’evento da segnare in agenda si tiene al Theatre Royal dove andrà in scana Pride & Prejudice* (*quasi), mentre da luglio a novembre al No.1 Royal Crescent si potrà visitare la mostra The Most Tiresome Place in the World: Jane Austen e Bath, con lettere e l’unico manoscritto che ha scritto mentre ha vissuto in città. Queste sono solo alcune delle iniziative, ma il programma è davvero fitto.

Winchester, gli ultimi momenti della vita dell’autrice

Non si può perdere la possibilità di scoprire dove Jane Austen ha vissuto gli ultimi momenti della sua vita: la tappa da raggiungere è la casa al numero 8 in College Street a Winchester, qui si potranno ammirare esposti alcuni oggetti e manoscritti: è la prima volta che questa casa apre al pubblico.

Da maggio alla fine del 2025 alcuni oggetti saranno esposti anche al Museo Treasury. Tra gli altri eventi a Winchester vi è in programma il teatro all’aperto con Orgoglio e pregiudizio a luglio e, da giugno a luglio, corsi di ricamo.

Nella cattedrale cittadina riposano i resti della scrittrice e anche questa location per i 250 dalla data della sua nascita si prepara ad accogliere i visitatori con una serie di iniziative. Come sempre si può visitare la tomba, Jane Austen è seppellita nella navata nord dell’edificio religioso, poi sono previsti tè pomeridiani, l’esposizione di una poesia scritta proprio da lei, psi può rendere parte a un percorso interattivo per famiglie, un ballo (sold out) e molto altro.

Le altre location imperdibili per seguire le tracce di Jane Austen

Non solo queste tappe, ma anche altre sono perfette per seguire la scia lasciata da Jane Austen durante la sua vita.

Nel 2025 si può ad esempio visitare, a partire da aprile, la sua ex aula scolastica nella Abbey Quarter di Reading, il museo inoltre organizza eventi, tour e visite all’Abbey Gateway e al Reading Abbey Quarter, ma anche alla location in cui è stato girato Orgoglio e pregiudizio.

Non si conosce molto del periodo che la scrittrice ha trascorso a Southampton, eppure in questo luogo ha trascorso dei momenti importanti e, grazie al fitto programma di iniziative predisposto proprio in occasione dei 250 anni dalla sua nascita, si può approfondire questa fase della sua esistenza.

Qui, infatti, ha frequentato per un breve periodo il collegio e ha festeggiato il suo 18esimo compleanno prendendo parte a un ballo nelle stanze del piano superiore del The Dolphin. Tra gli appuntamenti quello con la mostra al SeaCity Museum da marzo a ottobre che raccoglie dipinti rari, lettere, libri e oggetti della scrittrice e si concentra sulle sue amiche, il 10 giungo va in scena lo spettacolo Orgoglio e pregiudizio* (*più o meno) al Mayflower Theatre, mentre sabato 13 dicembre la Townhill Park House di Southampton farà da scenario a un ballo Regency. Non mancano passeggiate a tema.

Tanti, tantissimi eventi, che possono essere la scusa per partire alla volta della Gran Bretagna e alla scoperta di alcuni dei luoghi in cui ha vissuto e scritto Jane Austen.

Harry Potter, il villaggio dove tutto è cominciato

13 mars 2025 à 15:54

Dopo sette libri, otto film e una serie Tv in uscita tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, vi portiamo là dove tutto è cominciato: il villaggio dove è nato e cresciuto Harry Potter, il maghetto più famoso del mondo. Il villaggio a cui è ispirato il primo film “Harry Potter e la pietra filosofale” uscito nel 2001 è Lacock, che nel film è Budleigh Babberton, un paese di case fatte di pietra grigia risalenti al XVIII secolo, alcune con le facciate a graticcio tipiche delle Cotswolds, una bellissima zona collinare che si trova alle porte di Londra, nell’Inghilterra del Sud.

Lacock, il villaggio delle Cotswolds

Il villaggio di Lacock è sotto la tutela del National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty National Trust fin dal 1944. Fino a quando non venne girato Harry Potter, era famoso per la sua splendida abbazia, fondata come convento da Ela FitzPatrick, terza contessa di Salisbury, nel 1232 e riconvertita in una residenza da Sir William Sharington nel 1539. Lacock Abbey oggi ospita anche il Fox Talbot Museum of Photography, dedicato ai primi esperimenti nel campo della fotografia da William Henry Fox Talbot nel 1835. È tuttora visibile la finestra attraverso la quale Talbot scattò la prima foto della storia.

Le location di Harry Potter a Lacock

L’abbazia non poteva non essere una delle location di Harry Potter: è qui che è nata la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Per ambientare la mitica Hogwarts sono stati usati alcuni esterni ma anche alcune aule interne. Si riconoscono, per esempio, i corridoi del chiostro visti nella “Pietra Filosofale”.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
L’abbazia di Lacock, set di Harry Potter

La Sacrestia, alla quale si accede da uno dei corridoi del chiostro, è la classe di Pozioni del Professor Piton e oggi c’è un vero e proprio pentolone di ghisa che viene usato per scattarsi selfie. La Sala Capitolare dell’abbazia di Lacock è stata usata come location di numerose stanze di Hogwarts. La più famosa è la stanza in cui Harry si nasconde la notte in cui rovista nella Sezione Proibita nella “Pietra filosofale”, per sfuggire al custode Gaza e trova lo Specchio delle Brame.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
La classe di Pozioni del Professor Piton nell’abbazia di Lacock

Girovagando per il piccolo villaggio, che conta all’incirca un migliaio di abitanti, non ci si deve stupire se s’incontrano fan del maghetto con indosso un lungo mantello nero e una bacchetta in mano. Questo è il paradiso dei selfie per gli addicted dei romanzi e dei film dedicati a Harry Potter perché molti degli edifici sono stati usati come set del primo episodio della saga, del secondo “Harry Potter e la camera dei segreti” del 2002 e del sesto, “Harry Potter e il principe mezzosangue” del 2009. Andiamo per ordine.

A Lacock si trova la casa dove vivono i genitori del piccolo Harry, James e Lily, il Cottage dei Potter. È qui che, durante una notte buia e tempestosa, Voldemort spalanca il cancelletto di legno – che c’è veramente ed essendo una proprietà privata è bene lasciarlo chiuso – ed entra nel giardino per uccidere i Potter, dando così inizio alla saga.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
La casa dei genitori di Harry a Lacock

All’ingresso del paese, in Church Street, la strada principale del villaggio, si riconosce il luogo dove si trovano Albus Silente e Harry in “Harry Potter e il Principe Mezzo Sangue” quando cercano il Professor Lumacorno per riportarlo a Hogwarts. Nella scena del film, al centro dell’incrocio c’è una colonna medievale che in realtà non esiste.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
Church Street nel villaggio di Lacock

Superata Church Street e procedendo su Cantax Hill, si incontra la casa dove si nasconde Lumacorno e dove viene trovato travestito da poltrona. Sempre su questa via, al civico 6, si trova il Sign of the Angel, un piccolo Inn che, oltre a essere un ristorante, offre anche alcune camere in affitto, ben riconoscibile dall’esterno perché è qui davanti – nel film si chiama Babberton Arms – che Harry e Albus Silente reclutano Lumacorno.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
La casa del professor Lumacorno a Lacock

Altri film girati a Lacock

Il villaggio di Lacock è sempre stato apprezzato dai registi, tanto che sono molti i film che vi sono stati ambientati oltre a Harry Potter. Lacock, e in particolare l’Abbazia di Lacock, fu una delle location del film del 1958 “La spada di d’Artagnan”. Poi vi furono girate alcune scene del film con Cary Grant e Deborah Kerr “L’erba del vicino è sempre più verde” (1960). Nel 1984, nel villaggio e nell’abbazia venne ambientata miniserie televisiva “Robin Hood”, nel ’95 ci girarono alcune scene della miniserie “Pride and Prejudice” con Colin Firth e nel 2008 fu il set del film con Natalie Portman “L’altra donna del re”. Passeggiare in questo villaggio delle Cotswolds è come fare un viaggio indietro nel tempo, ma è anche come entrare direttamente in un set, come molti altri luoghi in Gran Bretagna raccolti su VisitBritain.

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Fonte: @SiViaggia - Ilaria Santi
Il locale Sign of the Angel a Lacock

Wonder Woman, le location spettacolari del film da (ri)vedere

3 mars 2025 à 12:51

Wonder Woman è il film del 2017 di Patty Jenkins basato sul personaggio omonimo della DC Comics e, come molti altri cinecomics, esplora vari angoli del mondo come location della storia scritta da Allan Heinberg e interpretata dalla statuaria e magnetica Gal Gadot. Al suo fianco nel cast Chris Pine, Danny Huston, Connie Nielsen, Robin Wright, David Thewlis ed Elena Anaya in ruoli secondari. Wonder Woman è apparsa al cinema per la prima volta in Batman v Superman: Dawn of Justice e in questa sua avventura standalone Diana è una principessa amazzone che tenta di impedire che scoppi la prima guerra mondiale. Crede che Ares, l’acerrimo nemico delle Amazzoni, sia colui che ha istigato la guerra dopo aver ricevuto informazioni da Steve Trevor, un pilota e spia americano che si schianta sulla loro isola, Themyscira.

La trama del film è stata ispirata dai racconti degli anni 40 di William Moulton Marston, dai resoconti degli anni 80 di George Pérez su Wonder Woman e dalla versione New 52 del personaggio. Wonder Woman è un film d’azione emozionante reso memorabile dalla sua incredibile produzione e dai suoi sfondi. La maggior parte delle scene del film sono state girate in Italia e Inghilterra, con vasti paesaggi e monumenti iconici.

Dove è stato girato

In Italia, i produttori hanno trovato la location perfetta per girare l’isola amazzonica di Themyscira: la costa del Cilento, situata nella provincia di Salerno sul Mar Tirreno. Questo tratto di costa vanta un’incredibile bellezza naturale, con splendide formazioni rocciose apparentemente incontaminate dall’uomo. Il paesaggio incontaminato sembra più un paradiso mediterraneo che una normale location per le riprese, il che lo rende un’ambientazione da sogno per questo particolare film. In Inghilterra, Hatfield House nell’Hertfordshire è stata utilizzata come un’altra location per le riprese. Questa grande dimora signorile risale al 1611 ed è circondata da oltre sessanta acri di parco pieno di giardini lussureggianti, alberi secolari e prati ampi, tutti grandi aggiunte a un film dall’aspetto già epico.

Un viaggio in queste splendide location varrebbe la pena per chiunque fosse interessato a vedere dove è stato girato questo capolavoro cinematografico. I fan possono aspettarsi di essere portati in un’avventura attraverso luoghi mozzafiato che hanno mostrato Wonder Woman al suo meglio, da spiagge sabbiose e acque azzurre scintillanti a case storiche e giardini tentacolari. Visitare questi luoghi in prima persona offrirà uno sguardo unico su cosa si provava dietro le quinte durante le riprese, un’esperienza che nessun appassionato di cinema vorrebbe sicuramente perdersi.

Castel del Monte
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Castel del Monte ad Andria

Castel del Monte in Italia

In una scena del film Diana si intrufola nella torre dove è custodita l’ambita spada, sorvegliata da diverse guerriere amazzoni. Sconfigge le guardie con le sue eccezionali abilità di combattimento, usando il suo Lazo della verità per rivelare la posizione della spada. La torre fortificata da cui ruba ha un esterno CGI, ma il suo interno è in realtà Castel del Monte. L’imperatore Federico II lo costruì nel XIII secolo. La cittadella è situata su una collina ad Andria, nella regione sud-orientale italiana della Puglia. È un sito patrimonio dell’umanità UNESCO ed è considerato uno dei castelli più iconici e unici al mondo, sia per il suo design architettonico che per le sue origini misteriose. L’interno del castello vanta splendidi affreschi, intricati mosaici ed elaborati lavori in pietra. I visitatori possono esplorare le varie stanze e sale, ognuna con un fascino e un carattere unici.

Il Giardino di Villa Cimbrone a Ravello

La regina Ippolita spiega a Diana la leggenda della spada “assassina degli dei”. Secondo la storia, Zeus lasciò alle Amazzoni un’arma nota come “assassina degli dei” prima della sua dipartita, così che potessero essere pronte ad affrontare Ares al suo ritorno. Sebbene inizialmente esitante, Ippolita permette a sua sorella, il generale Antiope, di addestrare Diana come guerriera. Situato a Ravello, in Italia, il Giardino di Villa Cimbrone è un giardino storico e di una bellezza mozzafiato che incanta i visitatori da secoli. Il giardino è situato su una scogliera che domina il Mar Mediterraneo, offrendo viste mozzafiato sul paesaggio circostante e sul mare.

Il giardino fu creato nell’XI secolo dall’aristocratico Giovanni d’Afflitto come parte della sua villa, in seguito acquistata da Lord Grimthorpe nel XX secolo. Trasformò il giardino nell’attuale stile rinascimentale italiano, con diverse terrazze, sculture e fontane. Una delle principali attrazioni dei Giardini di Villa Cimbrone è la Terrazza dell’Infinito che offre viste panoramiche sulle colline circostanti e sul mare. Un altro punto forte è la statua di Mercurio, che si trova all’ingresso del giardino, accogliendo i visitatori. All’inizio, trovare l’indirizzo Via Santa Chiara, 26 a Ravello, può essere scoraggiante, ma con alcune semplici indicazioni, è abbastanza accessibile.

Ravello
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Il paesaggio di Ravello in Italia

Tilbury Fort in Inghilterra

Sotto l’influenza del Lazo di Hestia, Steve viene interrogato e rivela informazioni critiche, ovvero che fuori infuria una guerra di vasta portata e lavora come spia alleata. Confessa di aver rubato un taccuino alla dottoressa Isabel Maru, la chimica capo che lavora per i tedeschi. Il suo progetto è quello di creare una versione più letale del gas su ordine del generale Erich Ludendorff. Questa scena è stata girata nell’iconico Tilbury Fort. È un sito storico nell’Essex, in Inghilterra, noto per il suo ruolo nella difesa del paese dagli attacchi nemici. Costruito alla fine del XVII secolo, il forte era strategicamente posizionato alla foce del fiume Tamigi, fornendo una linea di difesa essenziale per Londra. Il forte ha svolto un ruolo chiave durante diversi conflitti, tra cui l’Armada spagnola nel 1588 e la guerra civile inglese a metà del 1600. Tuttavia, durante le guerre napoleoniche all’inizio del XIX secolo, il forte di Tilbury divenne davvero unico.

British Museum Londra
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Il British Museum di Londra

British Museum a Londra

La regina Ippolita illumina Diana sulla loro storia, incluso il motivo per cui Ares voleva distruggere l’umanità per gelosia. Nel tentativo di fermare Ares, altri dei lo combatterono, ma solo Zeus sopravvisse alla battaglia. Usando il suo potere rimanente, Zeus ferì Ares e lo costrinse a ritirarsi. Le riprese di questa scena tra Diana e sua madre hanno avuto luogo al British Museum. Una volta che Diana entra nella galleria, la coppia di tori alati assiri indica che questo è l’interno del British Museum, non “Parigi”. Il British Museum, situato nel cuore di Londra, è uno dei musei più grandi e completi del mondo. Vanta una collezione di oltre otto milioni di opere provenienti da diversi continenti e civiltà, che abbracciano migliaia di anni di storia umana.

Oltre alla sua vasta collezione, anche l’architettura del museo è impressionante, con la sua magnifica Great Court, progettata da Norman Foster, che è un capolavoro architettonico a sé stante. La Great Court è l’ingresso del museo ed è un luogo popolare per i visitatori che vogliono rilassarsi e apprezzare gli impressionanti dintorni. Situato nel vivace quartiere di Bloomsbury, il British Museum è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Le stazioni della metropolitana più vicine sono Tottenham Court Road, Holborn o Russell Square, oppure puoi prendere una delle numerose linee di autobus che fermano fuori dal museo.

Louvre Parigi
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Il Museo del Louvre a Parigi

Il Louvre di Parigi

Diana Prince vive a Parigi ai giorni nostri quando riceve una lastra fotografica dalla Wayne Enterprises. La foto mostra lei e quattro uomini durante la prima guerra mondiale, scatenando ricordi del suo passato. Diana è cresciuta su un’isola segreta chiamata Themyscira. L’isola era la casa delle guerriere amazzoni, create dagli dei dell’Olimpo per proteggere l’umanità. Sua madre è la regina Ippolita. Questa scena è girata al Museo del Louvre a Parigi, in Francia, uno dei musei più rinomati e visitati al mondo. È ospitato in uno splendido edificio storico che risale al XII secolo. La collezione del museo comprende oltre 38.000 opere d’arte che vanno dalla preistoria al XXI secolo.

Oltre alla sua magnifica collezione, il Louvre è un capolavoro architettonico, con il suo iconico ingresso a piramide progettato da I.M. Pei che è diventato un simbolo di Parigi. Il museo attrae milioni di visitatori ogni anno che provengono da tutto il mondo per ammirare la sua vasta collezione d’arte e per sperimentare il ricco patrimonio culturale della Francia. Il museo ha subito diverse ristrutturazioni ed espansioni negli ultimi anni per accogliere la sua collezione in continua crescita e migliorare l’esperienza dei visitatori. Il museo si trova nel cuore di Parigi ed è facilmente raggiungibile in metropolitana, autobus, taxi o anche a piedi.

Alla scoperta delle Scogliere di Dover, candide sculture della natura

2 février 2025 à 16:25

Nella vasta pianura sudorientale dell’Inghilterra, il paesaggio si interrompe bruscamente per lasciare spazio a un panorama spettacolare: imponenti scogliere bianche che si stagliano a picco sul mare. Le più celebri di tutte sono le Scogliere di Dover, un’icona del Regno Unito non solo per la favolosa bellezza, ma anche per il significato storico e simbolico che portano con sé.

Affacciate sul Canale della Manica, nel punto in cui il mare si restringe fino a soli 33 chilometri dalla costa francese, le splendide falesie devono la loro fama alla caratteristica roccia calcarea chiara, che le rende ben visibili da chilometri di distanza.

Non è un caso che i Romani, avvicinandosi per la prima volta alle coste britanniche, abbiano battezzato il territorio con il nome di Albione, ispirati proprio dal colore bianco delle scogliere. Ancora oggi, nelle giornate più limpide, chi si affaccia da questo suggestivo tratto di costa può scorgere il promontorio francese di Cap Gris-Nez, vicino a Calais.

Ma non è tutto: le Scogliere di Dover racchiudono una storia millenaria che racconta l’evoluzione geologica del pianeta, l’azione incessante degli agenti atmosferici e il ruolo strategico che hanno avuto nei secoli, anche durante i conflitti mondiali.

La formazione delle Scogliere di Dover

L’origine delle Scogliere affonda le radici nel periodo Cretaceo, circa 136 milioni di anni fa, quando l’area che oggi corrisponde al sud dell’Inghilterra era completamente sommersa da un antico oceano. Le acque abbondavano di microscopici organismi marini, il cui scheletro, in prevalenza composto da calcio e calcare, si accumulava man mano sul fondo formando un sedimento che, nel corso di milioni di anni, si è compattato dando origine alla roccia calcarea.

Tale massa si è poi sollevata con il ritiro delle acque e, con la fine dell’ultima era glaciale, la potente azione dei ghiacciai ha modellato il paesaggio, separando la Gran Bretagna dal resto dell’Europa e rivelando le falesie che oggi ammiriamo. Un dettaglio interessante è che formazioni rocciose molto simili si trovano anche lungo la costa francese, a testimonianza di un passato in cui le due terre erano unite.

Scogliere di Dover
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Le scogliere di Dover

La composizione delle Scogliere di Dover è tuttavia fragile. Il calcare, infatti, è una roccia porosa e friabile, soggetta a un’erosione costante provocata dal vento e dalle maree. Si stima che ogni anno le scogliere perdano circa un centimetro della loro superficie e, di tanto in tanto, grossi frammenti si staccano e precipitano in acqua.

Il colore bianco intenso non è uniforme: è attraversato da venature scure di selce, un minerale presente nelle rocce calcaree, che crea un suggestivo contrasto. Tra gli strati di roccia, i paleontologi hanno rinvenuto numerosi fossili, alcuni appartenenti a creature marine di grandi dimensioni, come antichi squali e molluschi preistorici.

Cosa vedere e cosa fare

Chi visita le Scogliere di Dover può immergersi in un paesaggio naturale che lascia senza parole e percorrere i sentieri panoramici che si snodano lungo la costa e regalano vedute superbe sul Canale della Manica. Uno dei percorsi più affascinanti conduce fino al South Foreland Lighthouse, un antico faro che domina la scogliera ed è un punto di osservazione privilegiato.

La passeggiata fino al faro è un’esperienza in sé: il tragitto, lungo circa 5,5 chilometri, si snoda al cospetto prati fioriti e ameni habitat popolati da uccelli marini e farfalle. In primavera ed estate, tra l’erba spiccano fiori selvatici, tra cui la caratteristica orchidea piramidale, che aggiunge una nota di colore al bianco delle falesie.

Nei pressi del faro si trova altresì un delizioso caffè, perfetto per una pausa rilassante con vista sull’orizzonte, magari accompagnata da un tipico scone inglese servito con marmellata e clotted cream.

Per chi desidera vedere le scogliere dal basso, le spiagge di Langdon Bay e Crab Bay offrono una prospettiva diversa, così da mettere in evidenza gli strati rocciosi e le formazioni di selce e quarzo che punteggiano la falesia. Tuttavia, è bene fare attenzione: alcune zone sono soggette a frane, quindi è importante non sporgersi troppo dai bordi e attenersi ai sentieri segnalati.

Oltre alla natura, le scogliere custodiscono anche tracce della storia britannica. Durante la Seconda guerra mondiale, infatti, l’area ebbe un ruolo strategico fondamentale, e ancora oggi è possibile esplorare i Fan Bay Deep Shelter, una rete di tunnel scavati a 23 metri di profondità nella roccia, utilizzati dai soldati come rifugi antiaerei e postazioni d’artiglieria.

Come arrivare

Raggiungere le Scogliere di Dover è piuttosto semplice, sia per chi arriva dal resto dell’Inghilterra sia per chi proviene dall’Europa.

Per chi viaggia in auto, Dover si trova a pochi chilometri dal terminal dell’Eurotunnel, che collega la Francia al Regno Unito tramite il Tunnel della Manica. Da qui, un breve tratto in macchina porta direttamente all’inizio dei sentieri panoramici.

Per chi si sposta in treno, esistono collegamenti diretti dalla stazione di Londra St Pancras con la linea ferroviaria South Eastern, che permette di arrivare a Dover in circa un’ora. Anche se la città non dispone di un proprio aeroporto, è ben collegata agli scali londinesi con il servizio ferroviario e autobus.

Una volta giunti a Dover, il modo migliore per esplorare le scogliere è a piedi, seguendo i sentieri segnalati dal National Trust, l’ente che gestisce e protegge tale straordinario patrimonio naturalistico.

Bibury, il villaggio più bello d’Inghilterra secondo gli artisti

24 novembre 2024 à 22:50

Graziosi cottage immersi in un paesaggio verdeggiante danno vita ad un villaggio dall’aspetto fiabesco e dove il tempo sembra essersi fermato. A ovest di Londra, nella contea del Gloucestershire, sorge Bibury. Dalla capitale lo separano 130 km, e infinite epoche. Perché qui, il tempo sembra restare sospeso in un passato lontano. Situato lungo il corso del fiume Coln, in quell’aerea delle Costwolds Hill (una catena collinare nel cuore dell’Inghilterra) dichiarata nel 1966 “Area of Outstanding Natural Beauty”, Bilbury è stato definito “il più bel villaggio dell’Inghilterra”.

A definirlo tale è stato l’artista e scrittore britannico William Morris, fondatore del movimento Arts and Crafts e antesignano dei moderni designer. Pittore, poeta, editore e designer, di quel piccolo villaggio da poco più di 600 anime Morris era innamorato. E non è difficile crederlo, perché sembra uscito veramente da un quadro, o da una fiaba. Andiamo alla scoperta di Bibury, rappresentante dell’anima più autentica del Regno Unito.

Cosa vedere a Bibury, il villaggio tranquillo amato dai vip

Ad ammaliare con il suo fascino autentico è soprattutto l’Arligton Row, una delle vie più fotografate d’Inghilterra (e più condivise sui social). Qui, uno in fila all’altro, i vecchi cottage di pietra risalenti al XIV secolo si inerpicano su per la collina, andando a formare una perfetta fusione tra la natura e l’intervento umano. Costruiti inizialmente come ovili e, a partire dal XVII secolo, abitati dai tessitori della zona, oggi ospitano gli abitanti del villaggio, che hanno la fortuna di vivere in uno dei luoghi più pittoreschi del mondo. Altri cottage, invece, sono stati trasformati in hotel di enorme fascino.

Bibury, nella Costwolds Hill a 130 km a ovest di Londra, è diviso in due dal fiume Coln. Da un lato sorge il villaggio principale, dall’altro il villaggio di Arlington. Chi si spinge fino a qui può passeggiare anche nel mezzo di una natura straordinaria, dimenticando la frenesia di Londra e godendo della possibilità di essere in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, per rigenerarsi e ripartire.

Altri punti di interesse da non perdere in questo villaggio piccolo, ma immensamente bello, sono l’antico mulino Arlington Mill, risalente al XVII secolo e poco distante da Arligton Row, e la Church of St Mary (costruita in epoca sassone e poi rimaneggiata tra il XII e il XIII secolo). Tutto qui è intriso di poesia. E non è raro trovare artisti intenti a dipingere quell’incantata bellezza.

Non è un caso se, tra le abitazioni suggestivamente ricoperte di muschi e di licheni e i tetti spioventi color seppia, non è raro incontrare qualche vip: la bellezza delle sue case di campagna, unita alla privacy che il luogo garantisce, ha da tempo attirato l’attenzione di celebrity e membri dell’upper class.

Bibury, grazioso villaggio d'Inghilterra
Fonte: iStock
Bibury, Inghilterra

Come arrivare a Bibury

Il mezzo di trasporto più rapido per raggiungere Bibury da Londra è l’auto: in circa 2 ore di viaggio si giunge infatti a destinazione. L’alternativa è rappresentata dalle combinazioni di treni e bus, che però richiedono tempi di percorrenza maggiori e richiedono alcuni cambi.

Cosa vedere in East Anglia, tra campagne idilliache, città storiche e coste selvagge

16 novembre 2024 à 13:25

Best in Travel 2025 ha inserito East Anglia tra le destinazioni da non perdere per il prossimo anno e non è difficile capire il perché: affascinante regione dell’Inghilterra orientale, è un mosaico di paesaggi rurali, cittadine ricche di storia e una costa che alterna spiagge selvagge a pittoreschi villaggi di pescatori, quel luogo in cui la tranquillità delle campagne incontra l’eleganza di antiche città universitarie e il fascino incontaminato delle riserve naturali.

Insomma, si tratta di una meta perfetta per immergersi in un’atmosfera autentica, lontana dalla frenesia della vita di tutti i giorni e dal turismo di massa, dove riscoprire il piacere di vivere a contatto con la natura e con le tradizioni. Pronti a scoprire cosa rende l’East Anglia così speciale? Ecco una guida sulle tappe da non perdere in questa straordinaria regione.

Norwich e la maestosa cattedrale gotica

Norwich è una città che custodisce secoli di storia: il suo sorprendente centro, uno dei meglio conservati d’Inghilterra, è un dedalo di stradine acciottolate e piazzette che sembrano cristallizzate in un’altra epoca e su cui si erge la magnifica Cattedrale, capolavoro gotico che vanta una delle guglie più alte del Paese. All’interno, lasciatevi incantare dal soffitto ornato da centinaia di chiavi di volta scolpite, ciascuna con dettagli unici.

Non da meno è il Castello fortificato voluto da Guglielmo il Conquistatore tra il 1066 e il 1075, arroccato su una collina, che dona una vista spettacolare sulla città e ospita un museo che ripercorre la storia locale. Concedetevi poi una passeggiata lungo il fiume Wensum, dove vecchi mulini e magazzini convivono con moderni bar e accoglienti caffetterie.

Merita una visita anche Strangers’ Hall, casa del XVI secolo trasformata in museo, che permette di conoscere da vicino la vita quotidiana della Norwich medievale. Passeggiando lungo l’antico quartiere di Tombland troverete pub storici e botteghe artigiane che conservano l’aura di un’epoca passata.

Non dimenticate, poi, il Norwich Market, uno dei più grandi mercati all’aperto d’Europa: potrete acquistare prodotti tipici, dal sidro artigianale alle ceramiche fatte a mano, da circa 200 bancarelle.

Cambridge e il Cambridgeshire: tra college e panorami suggestivi

Cambridge, East Anglia
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Veduta del fiume Cam a Cambridge

Senza dubbio Cambridge, dall’eleganza senza tempo, è una città iconica in cui ogni angolo del centro storico narra di geni che hanno cambiato il corso della Storia. I college, tra cui il celebre King’s College, sono vere e proprie opere d’arte architettonica, impreziositi da giardini perfettamente curati. Un’esperienza imperdibile è il punting sul fiume Cam, una gita in barca che permette di ammirare i college da una prospettiva inedita, scivolando sotto ponti storici come il Mathematical Bridge.

Se avete tempo a disposizione, vi attendono il Fitzwilliam Museum, uno dei musei più prestigiosi del Regno Unito, che custodisce collezioni d’arte senza eguali e la Cappella del King’s College, fulgido esempio di architettura tardogotica.

Oltre alla prestigiosa città universitaria, la contea di Cambridgeshire è una terra di grandi contrasti. Da una parte spiccano le Fens, vaste pianure che si estendono fino all’orizzonte, punteggiate da mulini a vento e antiche chiese; dall’altra ecco villaggi come Ely, dove la Cattedrale dell’Ottava Meraviglia si staglia fiera tra i campi, o St Ives, nota per l’insolito ponte che incorpora una cappella sul fiume Great Ouse.

Ancora, da mettere in lista è la Wimpole Estate, sontuosa residenza di campagna abbracciata da un parco progettato da Capability Brown, celebre architetto paesaggista. La tenuta offre rilassanti passeggiate, giardini curati e una fattoria storica.

Holkham Beach e la costa selvaggia

Ampia distesa di sabbia dorata, incorniciata da dune ondeggianti e boschi di pini, è il simbolo della bellezza selvaggia del Norfolk: stiamo parlando di Holkham Beach, parte della riserva naturale di Holkham National Nature Reserve, laddove il mare incontra il cielo in un gioco di infiniti orizzonti, tali da regalare una sensazione di libertà assoluta.

Durante una passeggiata, potreste avvistare stormi di uccelli migratori o branchi di cervi che si aggirano tra le dune. Se amate l’avventura, provate a esplorare le maree e le piscine naturali che si formano sulla sabbia, e andate alla scoperta della ricca biodiversità di un habitat spettacolare. Non a caso, la favolosa spiaggia è stata scelta come location per film come Shakespeare in Love. Camminare sulla soffice sabbia al tramonto, quando il sole cala dietro le dune, è un’esperienza che difficilmente si dimentica.

A pochi passi si trova Holkham Hall, residenza di campagna del XVIII secolo inserita in un grandioso parco. Potete visitare gli interni, ricchi di opere d’arte, oppure esplorare i sentieri che attraversano boschi e prati, dove non è raro incontrare cervi in libertà.

I villaggi di pescatori e le riserve naturali

Blakeney, East Anglia
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Il porto di Blakeney nel Norfolk

Lungo la costa del Norfolk non mancano incantevoli villaggi di pescatori che sembrano sospesi nel tempo. Blakeney è uno di questi, famoso per la possibilità di avvistare le foche durante una gita in barca nel cuore della riserva naturale di Blakeney Point, nonché punto di partenza ideale per passeggiate lungo la costa, tra saline e praterie che ospitano moltissimi esemplari di fauna selvatica.

Altri gioielli sono Wells-next-the-Sea, con le casette colorate su palafitte, piccoli pub locali e l’aria salmastra, Cley-next-the-Sea, caratterizzato da un antico mulino a vento che domina il paesaggio e paradiso per il birdwatching grazie alla vicina riserva naturale di Cley Marshes, dove si possono osservare specie rare di uccelli, e la piccola cittadina costiera di Sheringham, con un vivace mercato e una tradizione legata alla pesca che resiste nel tempo.

Infine, salite a bordo della North Norfolk Railway, storica ferrovia che vi porterà al cospetto di paesaggi spettacolari fino a Holt, delizioso villaggio dell’entroterra.

Il Suffolk: borghi e paesaggi da cartolina

Il Suffolk è il cuore rurale di East Anglia, una regione dove il tempo sembra davvero essersi fermato. Tra i borghi più famosi va menzionato Lavenham, villaggio medievale tra i meglio conservati d’Inghilterra: le case a graticcio, dipinte a colori pastello, appartengono a un libro di fiabe, mentre le strette stradine conducono a botteghe artigiane e piacevoli caffetterie.

Altro villaggio da visitare è Clare, famoso per le antiche case in pietra e per i resti di un castello normanno. Nelle vicinanze, il Clare Country Park è un luogo ideale per tranquille passeggiate nel verde.

E che dire, poi, di Bury St Edmunds, cittadina storica che unisce il richiamo del passato con un’atmosfera vivace? Qui troverete le imponenti rovine dell’abbazia medievale e il Theatre Royal, il teatro più antico d’Inghilterra ancora in funzione.

Ma il Suffolk è anche sinonimo di paesaggi idilliaci. Dedham Vale, conosciuta come “Constable Country” per essere stata immortalata nei dipinti di John Constable, dona scorci mozzafiato tra prati, campi fioriti e corsi d’acqua. Percorrere un sentiero a piedi o in bicicletta riconnette con la natura e con sé stessi.

I Broads: una rete di canali e natura incontaminata

Norfolk Broads, East Anglia
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Suggestivo paesaggio dei Norfolk Broads

I Norfolk Broads sono una vera meraviglia naturale: una rete di fiumi e laghi navigabili che si estende per chilometri, nell’abbraccio della vegetazione lussureggiante, dove noleggiare una barca per un giorno e lasciarsi trasportare dalla corrente, osservando cigni, aironi e magari una lontra che scivola sull’acqua.

Lungo il percorso vi incanteranno piccoli villaggi come Wroxham, perfetto per una pausa rilassante, e vecchi mulini a vento che aggiungono un tocco romantico al paesaggio. I Broads sono anche il non plus ultra per gli appassionati di fotografia, grazie ai tramonti spettacolari che dipingono il cielo di mille colori.

Per un’esperienza immersiva, raggiungete How Hill Nature Reserve, un’area protetta dove ammirare panorami difficili da descrivere a parole, antiche case con tetto in paglia, e conoscere le tradizioni. La zona propone altresì percorsi in kayak.

In bici tra Inghilterra e Scozia lungo il Great North Trail

14 novembre 2024 à 14:00

In Europa esiste una delle avventure ciclistiche più affascinanti d’Europa, un percorso che si snoda per circa 1300 chilometri, tra sentieri, mulattiere e strade a bassa densità di traffico: il Great North Trail. Questo itinerario è stato ideato dall’associazione Cycling UK, che continua a promuovere l’uso della bicicletta come mezzo sostenibile, sicuro e adatto a tutti, con un’attenzione particolare alla sicurezza e alla tutela ambientale, così da creare un’alternativa alle rotte ciclabili alquanto limitate del Regno Unito e collega l’Inghilterra alla Scozia. Si tratta di un percorso adatto a chi desidera immergersi a stretto contatto con la natura, così da scoprire territori incontaminati e vivere un’esperienza fuori dal comune.

Un viaggio epico tra natura e storia

Il Great North Trail si sviluppa prevalentemente lungo strade rurali e sterrate. Si parla di un lungo sentiero in grado di offrire ai ciclisti un ambiente molto sicuro, lontano dal traffico cittadino o delle strade più trafficate. Il percorso inizia nel Peak District, nel cuore dell”Inghilterra, e si estende fino ad alcune zone remote della Scozia, con destinazione Capo Wrath, a John o’Groats, luogo famoso per essere uno dei punti più settentrionali dell’intera isola del Regno Unito.

Il trail attraversa ben quattro parchi nazionali: il Peak District National Park, le Yorkshire Dales, il Northumberland National Park ed il Loch Lomond & The Trossachs National Park, dove si trova anche il famoso lago omonimo Loch Lomond. Si tratta di luoghi dal fascino unico e dai panorami differenti.

Ogni tratto ed ogni pedalata di questa fantastica avventura riuscirà a portare gli esploratori attraverso le vaste brughiere del Peak District, una vasta area montuosa di oltre 1400 chilometri quadrati che venne dichiarata come prima zona protetta del Regno Unito, caratterizzata dalle ampie vallate verdi dello Yorkshire, passando per le foreste della Kielder Forest, proseguendo fino alle bellissime montagne e famosi laghi scozzesi, come, ad esempio, il mitologico lago di Loch Ness. Il Great North Trail permette di esplorare la ricchezza naturale e culturale di buona parte del territorio del Regno Unito.

Capo Wrath in Scozia, destinazione finale della Great North Trail, con vista sul mare
Fonte: iStock
Cape Wrath, destinazione finale del Great North Trail

Pianificazione del viaggio: tappe e consigli utili

Il percorso è suddiviso in diverse tappe, che possono essere percorse in base alle proprie abilità fisiche ed al tempo a disposizione. Sebbene, infatti, sia possibile affrontare l’intero itinerario in un’unica lunga escursione, molti ciclisti scelgono di completare alcuni tratti specifici o, comunque, sezioni più brevi, ognuna con le proprie peculiarità.

Grazie a queste caratteristiche, il trail si presenta come un percorso ciclabile adatto a diverse tipologie di ciclisti, dagli appassionati delle lunghe distanza agli amatori, che vogliono esplorare solo una parte del tracciato. Nello specifico le sezioni principali sono:

  • il Peak District e le Yorkshire Dales: un primo tratto meno impegnativo, ma in grado di regalare splendidi panorami collinari e vallate. Pedalando in queste zone si ha la possibilità di attraversare villaggi pittoreschi ed antiche chiese, tutte strutture che rendono la zona ideale per chi è alla ricerca di un’esperienza rilassante a stretto contatto con la natura.
  • la Kielder Forest ed il Northumberland: è la sezione centrale del Great North Trail, probabilmente la più spettacolare di tutto il percorso, con fitte foreste e viste panoramiche uniche sui laghi della zona. La Kielder Forest, inoltre, offre ampi terreni sterrati, lontano dal centro abitato.
  • Scozia Settentrionale: è una parte del trail particolarmente adatta ai ciclisti più esperti, in quanto si alternano terreni montuosi a parti di percorso più impegnative. La sfida del Great North Trail termina attraversi il Corrieyairack Pass, un antico sentiero di montagna della Scozia che regala una vista spettacolare sul panorama, fino ad arrivare alla costa nord del Paese.

Preparazione e consigli pratici

Per affrontare nel migliore dei modi il Great North Trail è consigliabile avere un buon livello di preparazione fisica, specialmente per chi desidera affrontare l’intero percorso fino alla fine. Inoltre, alcune sezioni del trail richiedono una mountain bike robusta, in quanto i terreni possono variare da sentieri sterrati a mulattiere di montagna, ovvero delle strade rurali a fondo naturale molto ampie, che vengono spesso usate per il pascolo di grandi greggi. Allo stesso tempo, potrebbe essere idonea ad affrontare il percorso anche una gravel bike: una bicicletta più leggera rispetto le tradizionali mountain bike, ed ideata per affrontare sterrati, strade bianche e sterrati

Per quanto riguarda l’abbigliamento si consiglia di sceglierne uno adatto ad affrontare il clima molto variabile della Gran Bretagna. Quindi, sicuramente optare per un tipo di vestiario a strati ed impermeabile è fondamentale, così come protezioni per il vento ed un buon paio di guanti da ciclismo, così da poter affrontare pioggia, vento e freddo. Non bisogna dimenticarsi dell’equipaggiamento: casco, kit di pronto soccorso ed un sistema di GPS sono elementi essenziali, soprattutto se si attraversano le zone più remote.

Infine, per quanto riguarda gli alloggi si consiglia vivamente di prenotare con molto anticipo i propri pernottamenti. Lungo il percorso, infatti, sono presenti numerosi campeggi, ostelli, Bed & Breakfast e cottage di campagna, che però tendono a riempirsi velocemente durante il periodo di alta stagione.

Sentieri lungo le valle del Northumberland in Inghilterra, lungo il Great North Trail
Fonte: iStock
Sentieri lungo le valle del Northumberland, nel Great North Trail

Qual è il periodo migliore per percorrere il Great North Trail?

Il periodo ideale per affrontare il Great North Trail è quello compreso tra il mese di Maggio ed il mese di Settembre. Questo, infatti, è il momento dell’anno in cui il clima è generalmente più mite e le giornate più lunghe sono in grado di offrire più ore di luce, così da permettersi anche di pedalare più a lungo.

Tuttavia scegliere di affrontare questo percorso anche in periodi primaverili o autunnali consente di ammirare i colori della natura, particolarmente suggestivi e visibili soprattutto nei tratti con fitte foreste e boschi. Chiaramente, si sconsiglia in periodo invernale, dove, soprattutto nel territorio delle Highland scozzesi, si verificano notevoli e frequenti nevicate.

Il Great North Trail è un progetto estremamente importante per il Regno Unito, che dimostra come sia possibile esplorare il Paese su due ruote, lontano dalle aree urbane ed in piena armonia e vicinanza con la natura. È l’alternativa ideale per tutti quei ciclisti che desiderano vivere un’avventura autentica e, a tratti, impegnativa. Questo percorso offre la possibilità di mettersi alla prova, esplorando paesaggi spettacolari e contribuendo ad un modello di turismo sostenibile.

Affrontare il Great North Trail è un’esperienza che non si dimentica, che, grazie alle sue caratteristiche, va ad aggiungersi ai percorsi più belli da fare in Europa in mountain bike, scoprendo territori naturali fantastici, unici e ricchi di storia.

The Britannic Explorer, il nuovo treno di lusso che attraversa terre da sogno

12 novembre 2024 à 15:19

Belmond continua a ridefinire gli standard del viaggio di lusso con il lancio di The Britannic Explorer, A Belmond Train, il primo treno di lusso che opererà attraverso l’Inghilterra e il Galles. Con il debutto previsto per luglio 2025, questa innovativa esperienza su rotaia si propone di coniugare la tradizione ferroviaria britannica con elementi contemporanei di stile, gastronomia e cultura.

Un viaggio unico tra eleganza e scoperta

The Britannic Explorer promette un’esperienza di viaggio senza precedenti, seguendo tre affascinanti percorsi che attraversano paesaggi naturali di rara bellezza nel Regno Unito: la Cornovaglia, il Distretto dei Laghi e il Galles. I viaggiatori partiranno da Londra per un itinerario di tre notti, durante il quale avranno l’opportunità di esplorare due regioni per ogni viaggio. Gli itinerari saranno programmati da venerdì a lunedì per la rotta Cornovaglia-Distretto dei Laghi, e da lunedì a giovedì per la tratta gallese.

A bordo del Britannic Explorer, gli ospiti potranno partecipare a escursioni guidate per scoprire la storia e la cultura delle destinazioni. Le serate offriranno momenti di relax e socializzazione nel bar panoramico, cuore pulsante della vita a bordo, ispirato alla botanica.

Il costo sarà a partire da 11.000 sterline (circa 13.000 euro) per una cabina doppia e includerà itinerari di tre notti, escursioni, pasti, vino e altre bevande alcoliche. Per ulteriori dettagli e prenotazioni, è possibile consultare il sito ufficiale di Belmond.

Design e comfort di alto livello

Il design del Britannic Explorer porta la firma del prestigioso studio londinese Albion Nord, celebre per il suo stile raffinato. Gli interni del treno evocano l’essenza dei paesaggi inglesi, con una palette cromatica che richiama la bellezza naturale che si staglia fuori dai finestrini. Le 18 cabine, tra cui tre Grand Suite e 15 suite, sono realizzate con materiali di alta qualità e con un’attenzione particolare ai dettagli, per garantire ai viaggiatori un’esperienza di viaggio che unisce lusso ed eleganza.

Britannic Explorer, suite
Fonte: Belmond
Le splendide suite del Britannic Explorer

Gli ospiti avranno l’opportunità di rilassarsi nella privacy delle loro cabine, oppure di usufruire della suite benessere a bordo, dotata di trattamenti rivitalizzanti. Ogni momento a bordo è studiato per far vivere il viaggio come un’esperienza immersiva e memorabile.

L’offerta gastronomica firmata Simon Rogan

L’esperienza culinaria a bordo del Britannic Explorer è affidata a Simon Rogan, chef rinomato per la sua filosofia “Farm to fork”, basata sull’uso di ingredienti stagionali e sostenibili. Il suo approccio valorizza prodotti locali di altissima qualità, provenienti spesso da coltivazioni di proprietà o da fornitori selezionati. I menu offerti durante i viaggi sono personalizzati per ciascun percorso e celebrano le specialità gastronomiche britanniche attraverso il tè pomeridiano, pranzi e cene.

Britannic Explorer, vagone ristorante
Fonte: Belmond
Il vagone ristorante di lusso del Britannic Explorer

Rogan ha commentato: “Per me, il vero lusso nasce da ingredienti modesti, coltivati con cura, nel rispetto dell’ambiente. L’approccio che propongo permette ai viaggiatori di assaporare piatti che riflettono il legame profondo tra ingredienti e territorio”. Il bar del treno, ispirato alle farmacie dell’epoca vittoriana, offrirà cocktail originali e una selezione di gin e birre artigianali, omaggiando le eccellenze delle distillerie e birrerie locali.

Esperienze e paesaggi incomparabili

Ogni itinerario del Britannic Explorer è concepito per offrire un accesso esclusivo a tesori nascosti e iconiche destinazioni inglesi e gallesi. Tra le esperienze proposte, vi sono visite private a gallerie d’arte di fama internazionale, come la Hauser & Wirth Somerset, con cene a seguire, e tour dei Tremenheere Sculpture Gardens in Cornovaglia. I passeggeri potranno anche immergersi nella natura con nuotate nei laghi del Distretto dei Laghi e esplorazioni guidate delle montagne e delle coste gallesi.

Gary Franklin, Vicepresidente Treni e Crociere di Belmond, ha sottolineato: “Il Britannic Explorer rappresenta un’evoluzione significativa nel nostro portafoglio di esperienze di viaggio di lusso. Offriamo ai nostri ospiti la possibilità di ammirare le coste frastagliate della Cornovaglia, la natura incontaminata del Parco Nazionale di Snowdonia e i paesaggi del Distretto dei Laghi da una prospettiva unica.”

Quali sono gli stadi più belli da vedere in Inghilterra

23 octobre 2024 à 10:00

L’Inghilterra è la patria del calcio e non sorprende che ospiti alcuni degli stadi più belli e iconici del mondo. Gli stadi inglesi infatti non sono semplici impianti sportivi, ma vere e proprie opere d’arte architettoniche, luoghi carichi di storia, passione e tradizione. Ognuno di questi stadi ha una sua identità unica e un legame speciale con la squadra che rappresenta. Sebbene molte delle strutture più affascinanti appartengano a squadre della Premier League, ci sono anche team minori che giocano in stadi dall’estetica mozzafiato.

In questo articolo vi racconteremo dei principali stadi inglesi, soffermandoci non solo sulla loro imponenza architettonica, ma anche sulla storia e l’importanza che hanno acquisito nel mondo del calcio.

Old Trafford: il teatro dei sogni

Uno degli stadi più conosciuti al mondo, nel Regno Unito, è senza dubbio Old Trafford, soprannominato il “Teatro dei Sogni”. Questo impianto è la casa del Manchester United, uno dei club più prestigiosi della Premier League e del calcio internazionale. L’architettura di Old Trafford è tanto imponente quanto particolare e ospita più di 75.000 posti a sedere, rendendolo uno dei più grandi stadi d’Europa.

Giocare all’Old Trafford è un sogno per molti calciatori e l’esperienza di entrare in questo tempio del calcio viene spesso considerata un simbolo di prestigio. L’energia che si percepisce durante le partite del Manchester United è unica, e la struttura è circondata da un’aura quasi leggendaria. Tra le caratteristiche principali dello stadio, va menzionato il complesso museo del Manchester United, che racconta la storia del club attraverso cimeli, video e documentazioni storiche.

L’Old Trafford non è solo uno stadio, ma un simbolo di successo e storia, un luogo che incarna i valori del calcio inglese e internazionale.

Old Trafford, stadio
Fonte: iStock
Lo stadio di Old Trafford

Wembley: la culla del calcio inglese

Un altro stadio iconico che merita una menzione è Wembley, la casa della Nazionale di calcio inglese. Si tratta di uno degli stadi più costosi mai costruiti: con un costo superiore ai 750 milioni di sterline, Wembley è un’opera ingegneristica senza paragoni. Inaugurato nel 2007, questo stadio può ospitare fino a 90.000 spettatori, diventando il secondo stadio più grande d’Europa, dopo il Camp Nou di Barcellona.

Il segno distintivo di Wembley è senza dubbio l’arco in acciaio che sovrasta l’intera struttura, visibile da chilometri di distanza. Questo arco non è solo un elemento estetico, ma svolge anche un’importante funzione strutturale, sorreggendo gran parte del peso della copertura dello stadio.

Oltre alle partite della Nazionale inglese, Wembley ospita importanti eventi sportivi e concerti di livello mondiale. Tra gli eventi storici che si sono tenuti qui, spicca la finale di Champions League del 2011 tra Barcellona e Manchester United e alcune partite del 25esimo torneo olimpico di calcio (Londra 2012). Grazie alla sua grande capacità e all’atmosfera che si respira durante le partite, Wembley è considerato uno dei migliori stadi al mondo.

Emirates Stadium: il gioiello dell’Arsenal

Quando si parla di stadi moderni, l’Emirates Stadium, casa dell’Arsenal, è tra i più rappresentativi. Questo stadio, inaugurato nel 2006, è un esempio perfetto di modernità e funzionalità. Con una capacità di oltre 60.000 posti, l’Emirates è il secondo stadio più grande della Premier League, superato solo dall’Old Trafford.

Una delle particolarità dell’Emirates Stadium è legata alla sua denominazione: i diritti sul nome sono stati venduti alla compagnia aerea Emirates Airlines, che ha dato il proprio nome alla struttura. Oltre a ospitare le partite dell’Arsenal, l’Emirates Stadium è utilizzato anche per partite internazionali, in particolare per quelle amichevoli della nazionale brasiliana, che lo sceglie come sede per le sue sfide in Europa.

L’architettura moderna dello stadio, combinata con la tradizione calcistica dell’Arsenal, rende l’Emirates uno degli impianti più affascinanti del Regno Unito. La struttura propone un’esperienza unica ai tifosi, con una vista eccellente da ogni settore dello stadio e con una serie di servizi all’avanguardia per i visitatori.

Boleyn Ground: il cuore del West Ham

Un altro stadio che merita una menzione speciale è il Boleyn Ground, conosciuto anche come Upton Park. Situato nel quartiere di Newham, a Londra, questo storico stadio ha ospitato per decenni le partite casalinghe del West Ham United. Sebbene il club si sia trasferito all’Olympic Stadium nel 2016, Upton Park rimane nel cuore dei tifosi degli Hammers per la sua atmosfera unica e la sua storia.

L’impianto era caratterizzato da una struttura tradizionale, con una capacità di circa 35.000 spettatori. La passione dei tifosi del West Ham rendeva ogni partita un evento speciale, con cori e atmosfere cariche di adrenalina. All’interno dello stadio si trovava anche un museo dedicato alla storia del club, che raccontava le gesta della squadra e dei suoi leggendari giocatori.

Nonostante la demolizione di Upton Park, il legame tra i tifosi e questo stadio rimane indissolubile e la sua eredità vive ancora nelle memorie dei sostenitori del West Ham.

Stamford Bridge: la casa del Chelsea

Concludiamo il nostro viaggio attraverso i templi del calcio inglese con Stamford Bridge, lo stadio che ospita le partite casalinghe del Chelsea FC. Questo impianto si trova nel quartiere di Fulham, a Londra, e ha una capacità di circa 41.000 spettatori. Stamford Bridge è considerato uno degli stadi più storici d’Europa, essendo stato inaugurato nel lontano 1877.

L’architettura dello stadio è un mix tra storia e modernità, con tribune che offrono una visione eccellente del campo e una struttura che ha saputo rinnovarsi nel tempo, pur mantenendo il fascino delle origini. Oltre alle partite di Premier League, Stamford Bridge ha ospitato numerose sfide internazionali e competizioni europee, come le partite di Champions League.

La tifoseria del Chelsea è nota per la sua passione e per il supporto che offre alla squadra durante ogni partita. Stamford Bridge è più di un semplice stadio: è il cuore pulsante del Chelsea, un luogo dove la storia del club si intreccia con le emozioni dei tifosi.

Newcastle, la magica città del Nord dell’Inghilterra

16 octobre 2024 à 17:12

Quando parliamo di Newcastle, ci riferiamo a Newcastle upon Tyne, situata nel nord-est dell’Inghilterra, a nord di York. Da non confondere con altre Newcastle sparse per il mondo, come quelle in Australia, Stati Uniti o Canada, la città è conosciuta per il suo passato industriale, legato ai cantieri navali e all’esportazione di carbone, ed è situata sulle rive del fiume Tyne. Le sue origini risalgono all’epoca romana e la rendono un luogo ricco di storia.

Nonostante si trovi nel Regno Unito, Newcastle è sorprendentemente la città meno piovosa del Paese, caratterizzata da un clima temperato che la rende piacevole da visitare tutto l’anno.

Dove soggiornare e mangiare

Newcastle offre numerose opzioni di alloggio, adatte a ogni tipo di viaggiatore, dalle pensioni agli hotel, fino ai Bed & Breakfast.

Se preferite scoprire la cucina locale, potrete gustare piatti tipici del nord dell’Inghilterra, come il tradizionale pudding, oppure optare per uno dei tanti ristoranti etnici, tra cui spiccano quelli indiani e turchi.

Vita notturna e intrattenimento: cosa fare la sera a Newcastle

Se desiderate trascorrere una serata speciale, il Theatre Royal è una tappa imperdibile, dove la prestigiosa Royal Shakespeare Company mette in scena opere classiche e moderne. Per un pubblico più giovane e amante della musica elettronica, non manca un’ampia scelta di locali underground, dove si esibiscono alcuni dei DJ più famosi d’Europa.

Newcastle è una città vivace, perfetta per viaggiatori di tutte le età.

Cosa vedere a Newcastle: le attrazioni principali

Tyne Bridge sul fiume Tyne, Newcastle
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Il suggestivo ponte sul fiume Tyne a Newcastle

Newcastle sorprende per la varietà delle sue attrazioni. Tra i luoghi più affascinanti troviamo il Castello, un’antica fortezza normanna risalente al 1100 e trasformata in castello medievale, dal quale la città prende il nome. Edificio misterioso e imponente, racconta secoli di storia e offre una vista spettacolare sullo skyline.

Uno dei simboli più riconoscibili è senza dubbio il Millennium Bridge, un’icona moderna che collega la città con Gateshead, sull’altra sponda del fiume Tyne. Il ponte, con il suo inconfondibile design inclinabile, dona viste mozzafiato sia di giorno che di notte. Di grande interesse è anche The Quayside, zona che in passato ospitava un fiorente porto romano e che oggi è diventata uno dei punti più frequentati della città, grazie ai numerosi locali, bar e ristoranti che si affacciano sul fiume e danno vita a un’atmosfera vivace.

Per chi desidera immergersi nella natura, Newcastle offre il Saltwell Park, meraviglioso parco vittoriano che sembra uscito da un dipinto. Con i suoi giardini ben curati, boschetti, un tranquillo laghetto e persino un labirinto di siepi, è un vero rifugio di pace, ideale per una giornata all’aperto. Ma non è l’unico: altrettanto sorprendente è il Jesmond Dene, parco naturale che segue il corso di un fiume e propone una rete di sentieri immersi nel verde. Con le sue cascate e ponti pittoreschi, è perfetto per chi desidera staccare dalla frenesia cittadina e godersi una passeggiata rilassante in un contesto idilliaco.

Passiamo poi allo Grey Street, considerato una delle strade pedonali più belle d’Inghilterra, ombreggiata da splendidi edifici georgiani: qui si trova anche il Grey’s Monument, una maestosa colonna dedicata a Charles Grey, il secondo conte di Grey, che si staglia al centro della piazza.

Grey's Monument Newcastle
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Il Grey’s Monument a Newcastle

Ancora, per gli amanti dell’arte e dell’artigianato, una visita alla Biscuit Factory è d’obbligo. Si tratta di una grande galleria commerciale, dove ammirare e acquistare opere d’arte e oggetti realizzati da artisti e artigiani locali. È uno spazio unico, che celebra la creatività e il talento della scena artistica contemporanea. E che dire, poi, della prestigiosa Laing Art Gallery, museo che custodisce una collezione eccezionale di dipinti, sculture e arte decorativa? Dalle opere dei Preraffaelliti agli impressionisti, ogni sala racconta una storia differente e consente di compiere un viaggio nell’arte britannica e internazionale. Accanto, non si può non citare il BALTIC Centre for Contemporary Art, a Gateshead, sulla riva opposta del fiume. Spazio espositivo all’interno di un ex mulino, è un tempio dell’arte contemporanea, con mostre che spaziano dalle arti visive all’installazione multimediale, attirando artisti da tutto il mondo.

Un’altra tappa da non perdere è il Discovery Museum, per conoscere più a fondo la storia di Newcastle e della sua trasformazione industriale: le mostre raccontano la vita quotidiana, le invenzioni e le scoperte che hanno plasmato la città, rendendola un importante centro di innovazione nel corso dei secoli. Fiore all’occhiello del museo è la Turbinia, la nave a vapore più veloce della sua epoca, simbolo dell’ingegno e della potenza industriale.

Siete affascinati dalla scienza e dalla tecnologia? Allora fa per voi una visita al Life Science Centre, centro interattivo dedicato alla scoperta scientifica, con esposizioni che vanno dallo spazio alla biologia, con attività pratiche e coinvolgenti per visitatori di tutte le età. Il punto forte è il Planetario, che con le proiezioni affascinanti porta i visitatori in un “viaggio tra le stelle”.

Infine, impossibile non citare la Cattedrale di San Nicola, splendido edificio gotico che si erge fiero nel cuore di Newscastle e che, con la sua guglia alta e slanciata, è uno degli esempi più emblematici di architettura ecclesiastica del nord-est: gli interni, dalle vetrate colorate e dai dettagli scolpiti, rappresentano un autentico tesoro spirituale.

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