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Cosa vedere in Turchia in 7 giorni per un viaggio da sogno

30 juin 2025 à 19:31

La Turchia è un paese diviso tra due continenti, l’Europa da una parte e l’Asia dall’altra. Per la sua posizione geografica, la lunga storia e la cultura millenaria questo è un paese che affascina e conquista moltissimi visitatori. Quando si pensa ad un viaggio in Turchia bisogna, quindi, sapere che le città e le cose da vedere sono moltre ma un viaggio di sette giorni permette di avere un buon assaggio delle città. In una settimana, quindi, è possibile visitare alcune delle sue meraviglie più iconiche, esplorando non solo le città principali ma anche siti archeologici, dalle tranquille e i paesaggi lunari della Cappadocia.

Giorno 1: Istanbul, il cuore storico

Nonostante non sia la capitale del paese, per molti la scoperta della Turchia comincia proprio da Istanbul, una città dalla storia millenaria con un territorio che si estende tra Europa e Asia. Esplorare tutta la città in pochi giorni è davvero difficile dati i numerosi siti di interesse e anche il traffico di Istanbul che può essere davvero terribile. Ci sono alcune tappe, però, che non bisogna assolutamente mancare.

Sultanahmet, la zona da non perdere

La prima giornata può essere dedicata alla scoperta del quartiere di Sultanahmet, il cuore più antico della città. Qui si trovano la maestosa Basilica di Santa Sofia, un tempo chiesa bizantina e poi moschea, e la Moschea Blu, celebre per le sue 20.00o piastrelle di ceramica blu di İznik. Nella zona sorge anche l’Ippodromo, che al tempo dei romani ha ospitato spettacoli e corse con i cavalli ma poi è diventato anche luogo significativo per rivolte e sommosse che hanno fatto la storia della città. Non lontano, il Palazzo Topkapi è stato per secoli la residenza dei sultani ottomani e conserva ancora moltissime testimonianze di quel periodo. Da non perdere anche una sosta alla Basilica Cisterna, luogo che nonostante il nome non è un edificio religioso ma un museo. Questo spazio, infatti, è stato usato dai romani come sito dove immagazzinare l’acqua che poi veniva usata dai regnanti che vivevano nel Grande Palazzo.

Istanbul, Sultanahmet
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Il quartiere Sultanahmet è il cuore storico di Istanbul

Gran Bazar di Istanbul

Da Sultanahmet è possibile raggiungere a piedi il Gran Bazar, uno dei mercati coperti più grandi al mondo dove è impossibile non perdersi tra numerose bancarelle e negozi. Costruito per la prima volta a metà del XV secolo e poi più volte ampliato, il Grande Bazar ospita oggi non solo commercianti ma anche bar, ristoranti e due moschee. Con un’altra breve camminata dal Grande Bazar si può raggiungere la Moschea di Suleymaniye costruita a metà Cinquecento per uno trai i più famosi sovrani dell’Impero Ottomano, Solimano il Magnifico.

Giorno 2: Istanbul europea e crociera sul Bosforo

Il secondo giorno può essere dedicato a scoprire anche la zona europea di Istanbul in particolare il quartiere di Beyoğlu, che nei secoli è stato territorio sia della Repubblica di Genova sia di quella di Venezia. La giornata, poi, non può dirsi conclusa senza aver fatto una crociera sul Bosforo, ammirando gli splendidi palazzi e le moschee che si affacciano sullo stretto.

Beyoğlu e Corso Indipendenza

La zona di Beyoğlu durante il dominio ottomano è stata a lungo sede di ambasciate europee, uffici diplomatici e importanti aziende straniere. Anche per questo l’influenza europea si nota molto in quest’area della città. Il suo cuore è İstiklal Caddesi (ovvero Corso Indipendenza), una via pedonale lunga quasi 1,5 km che collega Piazza Taksim con Piazza Tünel. È una delle strade più famose della città, ricca di negozi, caffè e gallerie d’arte ed è percorsa anche da un tipico tram rosso.

Torre di Galata

Costruita nel 1348 dai Genovesi come torre di guardia, la Torre di Galata domina ancora oggi il quartiere con i suoi 67 metri di altezza. Nel corso dei secoli ha avuto diverse funzioni: prigione, osservatorio astronomico e torre di segnalazione. Il momento migliore per salire sino alla cima è sicuramente quello del tramonto dato che dalla sua terrazza panoramica si gode una vista spettacolare sulla città, sul Bosforo e sul Corno d’Oro. Dalla Torre di Galata è possibile camminare fino al famoso Ponte di Galata, un’opera di ingegneria straordinaria che collega la zona europea di Istanbul con quella ottomana.

Torre Galata
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La Torre Galata, costruita dai genovesi, domina il profilo della città

Giorno 3: Ankara, la capitale

Il terzo giorno può essere dedicato ad Ankara, capitale della Turchia, che si è da poco candidata nella Lista Propositiva dell’Unesco. Da Istanbul il modo più semplice per raggiungere la città è l’aereo.

Mausoleo di Atatürk e Museo delle Civiltà Anatoliche

Qui la prima tappa della giornata è il Mausoleo di Atatürk (o Anıtkabir), dedicato a Mustafa Kemal Atatürk (1881-1938) primo Presidente e fondatore della Repubblica Turca. Situato su una collina panoramica, l’Anıtkabir colpisce per la sua architettura monumentale e l’importanza che ricopre per i cittadini turchi.

Poco distante si trova il Museo delle Civiltà Anatoliche, che ospita una vasta collezione di reperti dell’Età del Bronzo, ma anche dei periodi romano, bizantino e di altre epoche che raccontano molto sulla storia del paese.

 Cittadella di Ankara
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L’antica Cittadella (Ankara Kalesi), domina la città di Ankara dall’alto

L’antica Ankara

Proseguendo verso il centro storico si incontrano la suggestiva Moschea di Hacı Bayram, costruita tra il XVI e il XVII secolo, e il Tempio di Augusto, un antico tempio romano edificato tra il 25 ed il 20 a.C. in seguito alla conquista romana dell’Anatolia. Parti del famoso testo “Res gestae divi Augusti” ovvero “Le imprese del divino Augusto” sono state incise nelle sue pareti e si possono ancora oggi leggere. A pochi passi si possono ammirare anche i resti delle Terme di Caracalla risalenti al IV secolo.

Infine, vale assolutamente una visita la Cittadella di Ankara (Ankara Kalesi), una fortezza edificata nel periodo romano ma poi ricostruita diverse volte. Innalzata sulla cima di una collina da lassù è possibile ammirare una splendida vista sulla città.

Giorno 4: Cappadocia e i paesaggi lunari

Raggiungi la Cappadocia, una regione unica al mondo per le sue formazioni rocciose scolpite nel corso del tempo dal vento e dall’acqua che sono noti come “Camini delle Fate” per la loro forma conica. I paesaggi naturali di questa zona sono davvero surreali tanto che qui vengono anche organizzati voli in mongolfiera all’alba per ammirare tutto il loro fascino.

Museo all’aperto di Göreme

La Cappadocia è particolarmente celebre per il suo Museo all’aperto di Göreme, un complesso di chiese rupestri, monasteri e edifici scavati nella roccia che conservano ancora affreschi e decorazioni realizzati tra il X e il XII secolo. Per il suo fascino e l’importanza storica il Parco di Göreme è stato dichiarato Patrimonio UNESCO. Qui molte delle formazioni rocciose, di origine vulcanica, sono state per secoli nascondiglio per eremiti o per martiri cristiani. Le chiese più famose sono la Chiesa Oscura (Karanlık Kilise), nota per gli splendidi affreschi, la Chiesa della Mela, la Chiesa di Santa Barbara e la cappella funeraria di San Basilio.

Città sotterranee

Un’esperienza immancabile è la visita a una delle città sotterranee, come Derinkuyu o Kaymakli: veri e propri labirinti di tunnel, stanze e cunicoli scavati fino a 80 metri di profondità durante le invasioni. La popolazione cristiana della zona, infatti, è stata a più riprese (tra il V e il X) oggetto di persecuzioni e proprio per sfuggire alle vessazioni sono state costruite delle vere e proprie città sotterranee. La più famosa di queste è Kaymakli che si dice sia la più grande di tutta la Cappadocia dato che si sviluppa su otto livelli, ma solo quattro di questi sono aperti alle visite. Passeggiare al suo interno è come entrare in un vero labirinto sotterraneo: strette gallerie conducono a stanze comuni, cucine, magazzini, chiese e persino stalle per gli animali.

Museo di Zelve

Il Museo all’aperto di Zelve è uno dei siti più suggestivi e meno affollati della Cappadocia. Situato a circa 10 chilometri da Göreme, Zelve è stato un villaggio abitato fino alla metà degli anni Cinquanta. Nato come centro monastico e luogo di rifugio, Zelve ospita speciali formazioni rocciose che rendono il paesaggio davvero surreale. Il complesso ospita chiese scavate nella roccia risalenti al IX-XIII secolo, ma anche una splendida moschea a testimonianza di come nel tempo questa zona fosse abitata sia da cristiani sia da musulmani.

Giorno 5: Volo in mongolfiera e il castello di Uçhisar

Una volta in Cappadocia una delle attività più emozionanti da fare è sicuramente il volo in mongolfiera all’alba, per ammirare dall’alto i paesaggi della zona. È un’esperienza che rimane davvero impressa. Successivamente, prima di partire alla volta della prossima tappa, si può visitare il castello di Uçhisar, una fortezza scavata nella roccia.

volo mongolfiera Cappadocia
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Il volo in mongolfiera all’alba in Cappadocia

Volo in mongolfiera sui cieli della Cappadocia

Nonostante non sia un’attività particolarmente economica, il volo in mongolfiera sui cieli della Cappadocia è un’attività assolutamente da mettere in programma. Dall’alto, infatti, il paesaggio della Cappadocia si svela in tutta la sua bellezza. Le valli scolpite dal vento, i villaggi antichi e le numerose formazioni in pietra cambiano colore con le prime luci del sole, creando un panorama che toglie il fiato. Guardare il sole sorgere da lassù con questo territorio fantastico ai piedi è davvero un’esperienza unica.

Castello di Uçhisar

Situato nel villaggio di Uçhisar, questo imponente castello di roccia vulcanica sorge nel punto più alto della Cappadocia e da lassù domina le valli circostanti con la sua forma maestosa. In realtà è un grande pinnacolo di tufo scavato su più livelli, che nel corso dei secoli ha svolto sia il ruolo di fortezza che di rifugio.

Giorno 6: Pamukkale e le terrazze di travertino

Pamukkale e Hierapolis formano uno dei siti più affascinanti della Turchia, dove natura e storia si intrecciano in un paesaggio unico.

Pamukkale
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Pamukkale e le sue splendide terrazze di travertino

Pamukkale

Il nome Pamukkale significa “castello di cotone” perché è questo che sembra vedere quando si ammira questo luogo unico al mondo, celebre per le sue spettacolari terrazze bianche di travertino. Qui l’acqua termale, ricca di calcio, scorre da millenni creando vasche naturali che assumono il colore bianco assomigliando a del cotone. L’acqua che sgorga ad alta temperatura viene sfruttata da tempo per le sue proprietà curative.

Hierapolis

Hierapolis sorge proprio sopra le terrazze di Pamukkale ed è una delle città antiche più affascinanti della Turchia. Fondata nel II secolo a.C. dai re di Pergamo, durante la dominazione romana è diventata un importante centro termale. Oggi si può passeggiare lungo la via dell’antica città e ammirare i resti ben conservati di diversi siti di epoca romana. Tra le prime testimonianze si incontra il teatro che poteva ospitare fino a 15.000 spettatori, poi le terme, i templi e soprattutto la necropoli che è una delle più vaste dell’Asia Minore, con moltissimi sarcofagi e monumenti funerari.

Giorno 7: Efeso, l’antica città romana

Per un bel viaggio indietro nel tempo, si può concludere il tour con una visita a Efeso, una delle città romane meglio conservate di tutto il Mediterraneo.

Biblioteca di Celso
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La Biblioteca di Celso, tra le testimonianze più belle ad Efeso

Sito di Efeso

Considerato uno dei siti archeologici più imponenti e meglio conservati del Mediterraneo, Efeso ha come simbolo la Biblioteca di Celso, costruita nel II secolo d.C. in onore del governatore romano Celso Polemeano. Accanto si trova il Grande Teatro, che poteva ospitare fino a 25.000 persone e oggi è ancora usato per concerti ed eventi. Non lontano si possono visitare i resti del Tempio di Artemide, una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico.

Visitare la Turchia: tutti i consigli utili

Per i cittadini italiani non è richiesto il visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni. È sufficiente il passaporto ma si può viaggiare anche con la carta d’identità valida per l’espatrio. I periodi migliori per un viaggio sono Primavera (aprile-giugno) e autunno (settembre-ottobre).

La Turchia è un Paese laico ma la maggioranza della popolazione è musulmana. Nelle grandi città non ci sono particolari restrizioni all’abbigliamento, mentre nei villaggi o aree rurali è preferibile vestirsi in modo più sobrio. Per entrare nelle moschee uomini e donne devono coprire gambe e spalle, inoltre, le donne devono indossare un foulard per coprire il capo.

Cosa fare a Seul in 7 giorni: un viaggio tra passato, presente e futuro nella vibrante capitale coreana

28 juin 2025 à 08:00

Seul è una metropoli che pulsa di vita 24 ore su 24, un vero e proprio crogiolo dove la tradizione millenaria incontra l’innovazione più sfrenata. Questa dicotomia è ciò che la rende così affascinante e profondamente stratificata, offrendo un’esperienza di viaggio unica e indimenticabile. È una città dove templi antichi e grattacieli futuristici coesistono in armonia, e dove, paradossalmente, anche i luoghi più quotidiani possono celare storie inaspettate, come ha dimostrato il fenomeno globale di Squid Game. Dai maestosi palazzi reali che sussurrano storie di dinastie e imperi passati, alle luci accecanti e al lusso sfrenato di Gangnam, Seul ti cattura con la sua diversità.

Puoi ritrovarti immerso nella pace contemplativa dei templi zen, per poi essere travolto dal caos vibrante e profumato dei mercati brulicanti, dove ogni bancarella racconta una storia di sapori e tradizioni. Ma Seul non è solo splendore e progresso. La sua complessità si rivela anche negli angoli più modesti, spesso trascurati dai percorsi turistici più battuti. È in questi contesti, fatti di vicoli stretti, quartieri popolari e dinamiche sociali intricate, che una serie come Squid Game ha trovato la sua ambientazione perfetta. Molte delle scene più iconiche, che esplorano le disuguaglianze sociali e la lotta per la sopravvivenza, sono state girate in aree che richiamano la Seul più autentica e meno patinata, come i quartieri residenziali tradizionali (simili a quelli che si possono ancora trovare in zone come Hyehwa o alcune parti di Daehangno), o i vivaci, ma a volte sovraffollati, mercati rionali.

Nonostante la sua veste futuristica, Seul conserva un’anima profondamente radicata nella sua storia e nelle sue contraddizioni. L’itinerario di sette giorni che proponiamo è ideale per immergersi completamente in queste atmosfere contrastanti, per scoprire non solo i suoi volti più celebri e innovativi, ma anche per cogliere le sfumature e le complessità che la rendono così ricca e, sì, anche teatro di narrazioni potenti per varie forme di arte.

case coreane tradizionali
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Case coreane tradizionali

Giorno 1: storia e tradizione nel cuore della città

Iniziate la vostra avventura gustando la colazione al London Bagel Museum per poi passeggiare fino al Palazzo Gyeongbokyung, il più grande e magnifico dei cinque grandi palazzi reali di Seul. Ammirate la cerimonia del cambio della guardia, un vero spettacolo di colori e suoni, e visitate il Museo Nazionale del Palazzo. Proseguite poi verso il Bukchon Hanok Village, un pittoresco quartiere dove il tempo sembra essersi fermato. Qui potrete passeggiare tra le tradizionali case coreane (hanok), ammirare l’architettura antica e scattare foto mozzafiato. Concludete la giornata con una visita al colorato Tempio Jogyesa, un’oasi di pace nel cuore della città con ingresso gratuito, famoso per le sue lanterne colorate e l’atmosfera meditativa. E in serata potete passeggiare per Insadong, fermandovi per scattare foto in uno dei famosi studi selfie della città.

Giorno 2: shopping, cibo di strada e panorami mozzafiato

Iniziate il secondo giorno a Seul di buon mattino con una visita al Bukchon Hanok Village, prestando attenzione poiché si tratta di una zona residenziale dove la gente vive e lavora. Oppure potete dedicarvi a Myeong-dong, il paradiso dello shopping e del cibo di strada. Qui troverete infinite possibilità per fare acquisti, dalle boutique di moda ai negozi di cosmetici coreani, senza dimenticare le deliziose specialità da gustare tra una bancarella e l’altra. Nel pomeriggio potete salire sulla N Seoul Tower (o Namsan Tower) sulla cima della collina di Namsan. La vista panoramica a 360 gradi sulla città è spettacolare, soprattutto al tramonto o di notte, quando Seul si illumina in un tripudio di luci.

Palazzo Gyeongbokyung
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Palazzo Gyeongbokyung

Giorno 3: Arte, design e la movida giovanile

Il terzo giorno ci si può immergere nel design e nell’architettura futuristica del Dongdaemun Design Plaza (DDP), un’iconica struttura dalle forme sinuose. Progettato dalla celebre architetta Zaha Hadid e dallo studio Samoo, il DDP è un’icona del design neofuturistico, caratterizzato da “forme potenti e curve di strutture allungate” che ricordano il flusso di un liquido. Situato nel cuore del distretto storico della moda di Seul, il DDP è un vasto complesso culturale che integra storia e modernità. All’interno ospita spazi espositivi, sale conferenze, un museo del design, un laboratorio di design, un centro educativo e un “design market” spesso aperto 24 ore su 24.

Successivamente si può esplorare il quartiere di Hongdae, il cuore pulsante della cultura giovanile di Seul vicino alla Hongik University. Si tratta di un’area dinamica e vivace dove è possibile ammirare performance di strada, visitare negozi indipendenti, gallerie d’arte e caffè alla moda. La sera si anima con locali e musica K-pop, offrendo un’esperienza vivace e divertente.

Giorno 4: Il lusso di Gangnam e la tranquillità del tempio

Visitate il celebre quartiere di Gangnam, reso famoso dalla hit mondiale di Psi che si trova nel distretto a sud del fiume Han e incarna il lato più sfarzoso e all’avanguardia di Seul. Grattacieli imponenti, boutique di lusso e ristoranti stellati caratterizzano la zona e si consiglia di fare una passeggiata lungo il viale di Garosu-gil, il “viale degli alberi”, famoso per i suoi caffè e negozi trendy. Per un contrasto sorprendente, recatevi al Tempio Bongeunsa, un magnifico tempio buddista immerso nella modernità di Gangnam, che offre un’atmosfera di serenità e riflessione. Fondato nel 794 d.C. e ricostruito più volte, questo magnifico tempio buddista è un’oasi di tranquillità che sembra sospesa nel tempo, circondata da grattacieli luccicanti. Offre spesso programmi di “Temple Stay” o “Temple Life“, che permettono ai visitatori di sperimentare la vita monastica, partecipare a sessioni di meditazione o praticare la calligrafia buddista: un’opportunità unica per connettersi con la spiritualità coreana.

Tempio Bongeunsa
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Tempio Bongeunsa

Giorno 5: Natura e relax al fiume Han

Il Fiume Han (Hangang) è l’arteria vitale di Seul, dividendo la città in due e offrendo ai suoi abitanti e ai visitatori un’oasi di natura e svago. Concedetevi una giornata di relax e natura al Parco del Fiume Han. Questo vasto spazio verde che costeggia il famoso fiume è perfetto per una passeggiata, un giro in bicicletta o un picnic. Potete anche noleggiare una barca o un pedalo per ammirare la città da una prospettiva diversa. Se siete fortunati, potreste assistere a uno dei tanti eventi o festival che si tengono regolarmente lungo il fiume. Diversi ponti sul Fiume Han sono vere e proprie attrazioni. Il Banpo Bridge è particolarmente famoso per il suo “Moonlight Rainbow Fountain”, uno spettacolo di luci e getti d’acqua sincronizzati con la musica che si tiene regolarmente la sera.

Giorno 6: Un tuffo nella storia recente: la DMZ

Per un’esperienza toccante e ricca di storia, dedicate una giornata al Tour del DMZ (Zona Demilitarizzata) che separa la Corea del Nord dalla Corea del Sud. È un’occasione unica per vedere da vicino il confine più militarizzato del mondo e comprendere le complessità della storia coreana. Ricordatevi di prenotare il tour in anticipo, poiché l’accesso è limitato. Il tour di questa cicatrice storica e simbolo potente della divisione tra le due Coree è un’esperienza intensa e imperdibile. Tra i luoghi principali Imjingk Park dove si trova il “Ponte della Libertà” per il ritorno dei prigionieri di guerra, il Terzo Tunnel di Aggressione scoperto nel 1978, il Dara Observatory, la Dorasan Station costruita per collegare le due Coree in futuro, e il JSA o Panmunjon con le famose Blue Houses, le baracche dove vengono condotti i negoziati.

Ponte della Libertà DMZ Seul
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Ponte della Libertà DMZ Seul

Giorno 7: Avventura o tradizione, a voi la scelta!

Per l’ultimo giorno, avete due opzioni, a seconda dei vostri interessi. L’opzione A pensato per gli amanti della natura e del trekking è il Parco Nazionale di Bukhansan, a nord di Seul dove poter percorrere i vari sentieri di trekking che offrono viste mozzafiato sulla città ed esplorare paesaggi naturali incontaminati. L’opzione B invece è per chi preferisce la cultura e il divertimento al coperto: il Museo Nazionale della Corea, uno dei più grandi musei d’arte e storia del mondo, trascorrendo poi qualche ora al Lotte World Tower & Mall, un complesso che include un grattacielo altissimo con un osservatorio panoramico e un enorme centro commerciale.

L’Amerigo Vespucci è arrivata a La Spezia, l’ultima tappa del suo tour mondiale

Par : elenausai10
16 juin 2025 à 09:56

Il ritorno a La Spezia dell’Amerigo Vespucci segna la fine del lungo Tour Mondiale 2023-2025, che l’ha portata a navigare per quasi 50.000 miglia e a toccare numerosi porti in tutto il mondo. Un’impresa epica il cui finale porta il veliero nella sua sede abituale per i lavori di manutenzione. Durante questo viaggio ha raggiunto 5 continenti, 32 Paesi e 53 porti, arrivando nella città ligure lunedì 16 giugno, dove sosterà al Molo Italia fino a lunedì 23 giugno.

In quest’occasione, avrete l’opportunità di visitare “la nave più bella del mondo” gratuitamente e partecipare a tutta una serie di eventi organizzati per celebrare questo attesissimo momento.

L’Amerigo Vespucci arriva al Molo Italia di La Spezia

Il veliero è salpato il 1 luglio 2023 per un giro del mondo che ha toccato oltre 50 porti in 32 Paesi di tutto il mondo e, come ultima tappa, rientra a casa. Questa è La Spezia, da ben 93 anni base dell’Amerigo Vespucci, dove riceve i lavori di manutenzione necessari per la preparazione alle prossime avventure.

Il programma per l’approdo dell’Amerigo Vespucci è ricco di iniziative: seppur la visita a bordo sia ormai sold out, potrete ammirare il veliero ormeggiato, scattare qualche foto e partecipare agli eventi organizzati per l’occasione, a partire dalla cerimonia d’accoglienza.

A dare il benvenuto al veliero ci saranno numerose barche da diporto in prossimità dell’isola del Tino e un gruppo di ultraleggeri con i fumi tricolore sul Golfo dei Poeti.

Le iniziative in programma

Sono diverse le iniziative organizzate per celebrare l’ultima tappa del tour dell’Amerigo Vespucci, arrivata a La Spezia dopo aver sostato nel porto di Livorno. Dopo la giornata inaugurale del 16 giugno, si continua il 17 giugno con la presentazione dello storico passaggio di Capo Horn del veliero raccontato dal comandante della nave c.v. Giuseppe Lai, mentre il 19 giugno, al Molo Italia, ci sarà un evento davvero suggestivo.

Sul molo andrà in scena il “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi: la rappresentazione lirica si svolgerà su un palco galleggiante con l’Amerigo Vespucci a fare da scenografia d’eccezione. L’evento verrà replicato il 20 giugno.

Il 21 giugno, invece, si terrà la seconda edizione del “Sea Talk” dove verranno affrontati diversi temi legati al mare, dalla sostenibilità ambientale all’innovazione tecnologica, dall’economia blu alla cultura marinara. Alle 22:00, la serata terminerà con il Drone Show, uno spettacolo unico che unisce la potenza dell’acqua, la magia della luce e la tecnologia dei droni, tra fontane danzanti, giochi pirotecnici a ritmo di musica e coreografie luminose. Infine, il 22 giugno ci sarà la Santa Messa sull’Amerigo Vespucci, officiata dal vescovo de La Spezia.

Come visitare l’Amerigo Vespucci a La Spezia

Come avvenuto in tutte le altre città italiane, anche a La Spezia, dal 16 al 22 giugno, le persone che hanno effettuato la prenotazione potranno salire a bordo della Nave Scuola della Marina Militare esibendo il QR rilasciato in fase di prenotazione. L’iniziativa è già sold out, quindi andando sul sito ufficiale non sono più disponibili posti. Gli appassionati e i curiosi potranno comunque osservare la sua magnificenza dall’esterno e godersi i tanti eventi in programma.

Scopri la magia della Norvegia: cosa vedere in 7 giorni

11 juin 2025 à 18:00

Una settimana in Norvegia è sufficiente per innamorarsi perdutamente di questo Paese dai paesaggi spettacolari e dall’atmosfera fiabesca. Se hai sempre sognato fiordi profondi, montagne imponenti, chiese medievali e città accoglienti, questo itinerario di 7 giorni ti guiderà attraverso un viaggio indimenticabile da Oslo a Stavanger e Bergen, passando per Flam, Aurland ed Eidfjord, celebri fiordi e trekking iconici.

Un mix perfetto tra natura, cultura e piccoli villaggi incantati. Una settimana in Norvegia può sembrare poco ma è certamente sufficiente per lasciarsi incantare dalla sua natura esplosiva, dalle città accoglienti e dalle esperienze uniche che offre ogni angolo di questo Paese.

Il nostro itinerario ti porterà proprio nel cuore del fascino norvegese, tra paesaggi mozzafiato, cultura e storia vichinga.

Oslo
Fonte: iStock
Oslo è una città vivace con tante attrazioni interessanti

Giorno 1: Oslo tra cultura, architettura e natura

Oslo è una capitale vivace ma a misura d’uomo, incorniciata da mare e montagne. Il tuo viaggio in Norvegia di 7 giorni comincia proprio da qui. Dopo l’arrivo, ti consigliamo di iniziare con una passeggiata nella zona moderna di Aker Brygge e Tjuvholmen, tra architettura contemporanea, gallerie e ristoranti sul mare.

Nel pomeriggio visita il Viking Ship Museum e il Norsk Folkemuseum, due musei imperdibili nella penisola di Bygdøy, ideali per un primo sguardo alla storia norrena.

Il Norsk Folkemuseum, con la sua “old town” ricostruita, una chiesa a doghe e perfino un orto medico, merita davvero una visita. Subito dopo, il Fram Museum, con la nave delle spedizioni polari, ti farà immergere nell’atmosfera di eroiche esplorazioni. La “stanza congelata” è un’esperienza da non perdere!

A pochi passi, il Kon-Tiki Museum racconta l’incredibile avventura di Thor Heyerdahl attraverso il Pacifico. Si tratta di un museo più piccolo, ma ben curato e coinvolgente.

Per trascorrere del tempo all’aria aperta, visita il Vigeland Park, un surreale giardino di sculture dove ogni statua racconta una storia, compreso il famigerato “Man Attacked by Babies” o in alternativa, percorri la Havnepromenaden, un lungomare di 9 km che attraversa quartieri storici e moderni.

parco vigeland
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Cammina tra le sorprendenti statue del parco Vigeland

Poi fai una tappa al National Museum, che custodisce una delle versioni de “L’Urlo” di Munch, accanto a opere che raccontano la storia artistica e culturale della Norvegia. Una visita sorprendente, anche per chi non ama i musei d’arte.

L’ultima sosta è nel quartiere Grünerløkka, una zona giovane e creativa piena di locali e mercatini dove potrai fermarti a cena scegliendo tra ristoranti bohémien o street food.

Accetta un consiglio pratico: l’Oslo City Pass è essenziale se prevedi di visitare più musei e usare i mezzi pubblici, eccellenti per muoversi rapidamente da una zona all’altra della città.

In serata è già arrivato il momento di salutare Oslo e di prendere il treno notturno per Stavanger, città costiera nel sud-ovest, famosa per i suoi trekking sul Lysefjord.

Giorno 2: l’escursione a Preikestolen, il pulpito sul fiordo

Una volta a Stavanger, prendi il traghetto locale per Tau, da cui un bus ti porterà all’inizio del sentiero per Preikestolen (Pulpit Rock). Questo trekking di 4-5 ore è tra i più iconici del paese e conduce a una piattaforma naturale sospesa a 604 metri sul Lysefjord.

Il percorso è abbastanza impegnativo e necessità di scarpe e attrezzatura adeguata. In cima non troverai alcun punto di ristoro quindi porta con te acqua e qualche snack per ricaricarti prima di rientrare.

preikestolen
Fonte: iStock
Il panorama dal Preikestolen vale la salita!

Il panorama dalla cima è semplicemente incredibile e vale tutta la fatica: una distesa d’acqua scintillante racchiusa da pareti verticali e silenzio assoluto. Fai attenzione se ti avvicini al ciglio del Pulpit Rock, non esistono protezioni e l’altezza potrebbe causarti delle vertigini.

Dopo il rientro, goditi una cena rigenerante a Stavanger. Il quartiere colorato di Fargegaten, con i suoi bar e ristoranti, è perfetto per rilassarsi.

Giorno 3: il brivido di Kjeragbolten, la roccia sospesa

Se il Preikestolen ti ha stupito, oggi ti aspetta un’esperienza ancora più spettacolare: il trekking a Kjeragbolten, la roccia incastrata tra due pareti verticali a oltre 1000 metri d’altezza. La camminata è impegnativa (6 ore, 800 m di dislivello), ma la vista e la possibilità di salire sulla roccia sospesa sono impagabili.

Per i più avventurosi, è possibile partecipare a un’escursione guidata all’alba, con partenza notturna e colazione in cima.

Dopo il rientro, approfitta delle ultime ore a Stavanger per una cena tipica o una visita al Museo del Petrolio per comprendere l’importanza economica di questa regione.

Kjeragbolten
Fonte: iStock
L’escursione al Kjeragbolten è una delle più amate della Norvegia

Giorno 4: traghetto da Stavanger a Bergen, rotta tra i fiordi

Al mattino prendi un traghetto costiero da Stavanger a Bergen, navigando lungo la spettacolare costa norvegese punteggiata da isolette e scogliere. La traversata dura circa 5 ore e offre scorci suggestivi ideali per una pausa rilassante ma attenzione se soffri il mal di mare: le onde possono essere davvero imponenti anche sotto costa!

All’arrivo a Bergen, esplora la zona del teatro Den Nationale Scene e concediti una cena vista porto. Tra i locali consigliati:

  • Restaurant 1887: cucina moderna in una location storica
  • Pingvinen: piatti tipici norvegesi in stile casalingo
  • Cornelius: ristorante di pesce su un’isola (prenotazione obbligatoria)

Giorno 5: Bergen, panorami, musei e atmosfera storica

Bergen è una città che unisce storia e natura con grande armonia. Inizia la giornata salendo sul Monte Fløyen con la funicolare o a piedi attraverso il sentiero tra foreste e statue di troll.

I panorami lungo il percorso sono incantevoli, e dall’alto si può ammirare tutta Bergen, adagiata sul mare e abbracciata dalle montagne.

Nel pomeriggio esplora il quartiere dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO di Bryggen, tra botteghe in legno, caffè e vicoli affascinanti. È il luogo perfetto per comprare prodotti d’artigianato o semplicemente sedersi a guardare le persone a passeggio.

bergen
Fonte: iStock
Il Bryggen di Bergen è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO

Ti consigliamo di visitarlo dalle 16:30 in poi, quando le navi da crociera che normalmente fanno tappa a Bergen stanno per ripartire e la folla si fa meno intensa. Per cena, fai un salto al mercato del pesce, troverai molta scelta e prezzi abbordabili.

Potresti anche considerare di visitare Fantoft, dove sorge una chiesa a doghe, ricostruita dopo un incendio negli anni ’90 causato da membri della scena black metal norvegese. È un luogo suggestivo, circondato dal bosco, con una storia affascinante e un’estetica gotica quasi inquietante.

Altre esperienze consigliate:

  • Zipline sul Monte Ulriken
  • Gamle Bergen: ricostruzione della Bergen del XVIII secolo
  • KODE 4: arte norvegese (Munch, Dahl, Picasso)
  • Museo Marittimo
  • Museo della Fortezza
  • Tour in segway al tramonto

Giorno 6: crociera sull’Hardangerfjord fino a Eidfjord

Una delle ragioni principali per cui tanti scelgono la Norvegia è esplorare i suoi fiordi. Da Bergen, una delle crociere più scenografiche è quella verso l’Eidfjord, nel cuore dell’Hardangerfjord, chiamato anche la “Regina dei Fiordi”.

Il viaggio inizia con un bus panoramico fino a Norheimsund, seguito da una navigazione di tre ore tra laghi limpidi, cascate, montagne a picco e villaggi sparsi lungo la costa. Se avrai la fortuna di incontrare una bella giornata estiva, la luce perfetta e il cielo limpido del Nord renderanno questi momenti semplicemente indimenticabili.

Durante il tragitto si passa vicino al braccio di fiordo che porta alla celebre escursione di Trolltunga, una delle più iconiche del Paese. Se hai un paio di giorni in più, vale la pena considerarla.

Il villaggio di Eidfjord è pittoresco e tranquillo, con casette tipiche, laboratori artigianali, alberi decorati con maglia colorata e una spiaggia nascosta che ti regalerà momenti di autentica felicità. Ti sembrerà davvero di essere all’interno di una fiaba norrena.

Eidjord
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La Regina dei Fiordi ti regalerà lo scatto migliore del viaggio

Giorno 7: Gudvangen, crociera sul Naeroyfjord e arrivo a Flam

Dopo Bergen, l’itinario per i tuoi 7 giorni in Norvegia ti porterà verso Gudvangen, villaggio noto per la sua Viking Valley. Non è un museo ma una vera ricostruzione abitata, dove si può provare il tiro con l’ascia, visitare capanne tradizionali e ascoltare storie di pirati norreni.

Da qui parte la crociera sul Naeroyfjord, altro patrimonio dell’UNESCO di questo incredibile Paese: la navigazione è affascinante e ti permetterà di scoprire anche il villaggio di Undredal, famoso per il formaggio di capra Brunost.

Una volta a Flam, ti aspetta la Flåmsbana, il trenino panoramico che da Flam sale a Myrdal in uno dei tragitti più scenografici del mondo: in un’ora attraverserai cascate, paesaggi alpini e pendenze impossibili. Da lì, potrai riprendere direttamente il treno per Oslo e tornare casa.

Flamsbana
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Sali sulla Flamsbana per un viaggio incredibilmente panoramico

La Norvegia in 7 giorni è solo l’inizio

Una settimana in Norvegia può sembrare poco, ma con un itinerario ben pianificato riesce a offrire un’incredibile varietà di esperienze: città storiche, fiordi spettacolari, crociere indimenticabili, chiese antiche, musei coinvolgenti, strade panoramiche e piccoli momenti di pura meraviglia.

Il nostro itinerario unisce perciò il meglio della Norvegia meridionale e occidentale. Ogni tappa è pensata per offrire un equilibrio tra attività e relax, tra cultura e avventura.

Highlights del viaggio:

  • Due città simbolo: Oslo e Bergen
  • Due trekking epici: Preikestolen e Kjeragbolten
  • Due crociere sui fiordi: Lysefjord e Hardangerfjord
  • Esperienze urbane e museali ricche e accessibili
  • Paesaggi unici, ovunque

In questo modo, in soli 7 giorni, vivrai comunque l’esperienza di una Norvegia intensa e profonda. E se ti resterà il desiderio di tornare per esplorare le Lofoten, il nord artico o i ghiacciai interni… non preoccuparti: succede a tutti quelli che si scoprono questo Paese per la prima volta. Come nei più celebri romanzi d’amore, il primo capitolo è solo l’inizio di una grande storia!

Prezzi bollenti sotto l’ombrellone: queste le mete più care dell’estate italiana al mare

Par : losiangelica
28 mai 2025 à 10:22

L’estate è ormai alle porte e in cima alle preferenze degli italiani c’è sempre la vacanza al mare. Cocktail, piedi nella sabbia e il desiderio di prendere il sole nelle spiagge più belle, ma bisogna fare attenzione a non scottarsi con questi prezzi. Secondo le prime anticipazioni, la stagione in arrivo sarà tra le più costose degli ultimi anni per chi desidera trascorrere le vacanze in Italia.

A comunicarlo è un report del Codacons che ha messo nero su bianco un trend chiaro legato ai costi di una settimana di ferie che, ormai, sono schizzati alle stelle. Nonostante ciò la domanda è in crescita, soprattutto per i turisti provenienti dall’estero. L’effetto domino dei rincari si avverte ovunque: hotel, spiagge attrezzate, strutture ricettive e servizi.

Gli aumenti previsti per le vacanze estive del 2025

Secondo quanto anticipato dal Codacons (il report ufficiale uscirà a giugno), l’estate 2025 sarà davvero costosa per tutti. È stata analizzata la spesa per una famiglia tipo con due adulti e due bambini in vacanza ad agosto, prendendo come riferimento una settimana attorno al periodo di Ferragosto.

Le stangate segnano picchi del +20% in molti settori, tanto per la spiaggia quanto per le strutture ricettive, con una media nazionale del 10% per gli hotel, rispetto allo stesso periodo del 2024. Altrettanto impattante il caro ombrelloni: secondo le stime, il noleggio di due lettini costerà tra i 30 e i 35 euro al giorno, arrivando persino a 500 euro al giorno per le località più esclusive.

A raccontare il fenomeno è Carlo Rienzi, presidente del Codacons, che ha spiegato il fenomeno definendolo una “tempesta perfetta”. La domanda in crescita da parte dei turisti stranieri ha portato un aumento dei prezzi, se prima la scusa era quella dei rincari energetici ora è la richiesta altissima.

Se l’Italia all’estero va alla grande, gli italiani registrano un trend negativo. Per la penisola le vacanze stanno diventando un lusso per pochi, portando le famiglie verso micro-vacanze di due o tre notti distribuite tra giugno e settembre.

Le mete più care dell’estate italiana 2025

Focalizzandosi sulle vacanze al mare si notano alcuni trend particolarmente impattanti e legati ad alcuni territori specifici. La Liguria è tra le regioni più care e località come Santa Margherita Ligure presentano conti piuttosto salati: qui una settimana in un tre stelle nel periodo centrale di agosto arriva a 3.592 euro.

Non molto diversa la situazione in Versilia, con prezzi attorno ai 2.237 euro per sette giorni, mentre in Sardegna in località come Baja Sardinia si superano i 2.680 euro. In Campania la Costiera Amalfitana spicca per esclusività, ad Amalfi la vacanza ad agosto per una settimana non costa meno di 2.264 euro.

Amalfi è tra le mete di mare più costose d'Italia per l'estate 2025
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Amalfi è tra le mete più costose dell’estate 2025 in Italia

Le destinazioni di mare più economiche in Italia

Allontanandosi dalle località più trendy, glamour ed esclusive, ci sono però situazioni più accessibili e per questo preferite dalle famiglie italiane. Resiste l’Emilia-Romagna, un faro apprezzato tanto dai giovani quanto dalle famiglie con bambini. A Rimini una settimana per quattro persone costa circa 1.030 euro, mentre a Riccione più o meno 1.498 euro.

Anche la Puglia pensa alle famiglie italiane. A Vieste si spende circa 1.182 euro, a Gallipoli si arriva a 1.445, mentre Otranto si ferma a 1.351 euro. Sulla costa tirrenica, Anzio sorprende con una media di 1.373 euro, mentre Lido di Camaiore si attesta su 1.614 euro: cifre ben al di sotto delle top destination, ma con panorami e mare altrettanto suggestivi.

Cosa vedere in Irlanda del Nord in 7 giorni: da Belfast a Derry e ritorno

22 mai 2025 à 11:26

Quando si parla di Irlanda, sono mille le idee di itinerari di viaggio che ci vengono in mente. Sull’Isola di Smeraldo, infatti, le cose da fare e vedere sono tantissime e sono pronte a riempire i nostri weekend lunghi oppure settimane intere da vivere on the road. Avendo sette giorni a disposizione, per esempio, è un bene concentrarsi su una sola area, in modo da ottenere il meglio dai proprio giorni irlandesi e poter viaggiare su distanze più brevi. Un’area che si presta molto a essere scoperta in una settimana è l’Ulster, ovvero l’Irlanda del Nord. Quale itinerario seguire per scoprire l’Irlanda del Nord in sette giorni?

Come arrivare in Irlanda del Nord e come spostarsi

La prima cosa da sapere è come raggiungere l’Irlanda del Nord. Quest’area è, ovviamente, parte dell’Irlanda – come isola – dal punto di vista geografico ma, politicamente parlando, è sotto la bandiera del Regno Unito. A tutti gli effetti, quindi, ora è un territorio fuori dall’Unione Europea ed è soggetta alle stesse regole d’ingresso che hanno Inghilterra, Galles e Scozia. Serve, in primis, un passaporto in corso di validità.

Per quanto riguarda eventuali altri documenti d’ingresso, ricorda sempre che EIRE (Repubblica d’Irlanda) e Ulster (Regno Unito) sono due nazioni diverse, anche se si trovano sulla stessa isola. Ci sono voli low-cost che, dall’Italia, atterrano direttamente all’aeroporto internazionale di Belfast. Se arrivi direttamente qui, passerai quello che viene chiamato “UK Border” e ti servirà l’ETA (Electronic Travel Authorization): si richiede molto semplicemente online. Si tratta della stessa procedura dell’ETA per la Gran Bretagna.

Se, invece, atterri a Dublino e arrivi in Irlanda del Nord via strada, è probabile che non troverai nessun controllo tra le due nazioni irlandesi. Ma dovrai comunque avere l’ETA per soggiornare, per turismo, nel territorio dell’Irlanda del Nord. Quindi, dovrai viaggiare con il passaporto.

Per quanto riguarda gli sposamenti in Irlanda del Nord, le possibilità sono le più comuni:

  • Noleggiare un’auto: questo ti permetterà di viaggiare in piena libertà. Ricorda, però, che la guida è a sinistra.
  • Puoi girare con i mezzi pubblici: è fattibile, economico e anche molto interessante per l’incontro con gli irlandesi stessi.
  • Viaggiare in bici: non è solo bello ma ti regalerà una vera esperienza di viaggio in Irlanda.
  • Viaggiare a piedi: i cammini sono tanti e tutti ben segnalati. Calibra, però, bene i tempi del tuo viaggio e adatta l’itinerario alle tue possibilità.
Irlanda del Nord in 7 giorni: il centro di Belfast
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Il Palazzo dove risiede il Parlamento dell’Ulster

Giorno 1 in Irlanda del Nord: Belfast e il Titanic

Belfast è diventata ufficialmente una città poco prima della morte della Regina Vittoria e molto di vittoriano c’è da vedere in città. Inizia il tuo itinerario in Irlanda del Nord dalla visita al Parlamento dell’Ulster e dal palazzo dove si trovano gli uffici delle cariche governative più importanti. La visita è sempre guidata ed è gratuita.

Una volta uscito da lì, non ti sarà trovare la strada per raggiungere, seguendo il fiume, il Titanic Museum, un vero e proprio must di ogni viaggio in Irlanda del Nord. Il museo dedicato al transatlantico più tristemente famoso del mondo si trova nell’area in cui la nave è stata costruita. East Belfast si raggiunge in circa una ventina di minuti a piedi dal centro e, ancora oggi, è il luogo in cui si trovano i cantieri navali della città.

La visita al Titanic Museum va accompagnata al fatto di salire a bordo della Nomadic, altra nave della White Star Line ormeggiata accanto all’ingresso del museo del Titanic. Meglio prenotare i biglietti con un certo anticipo e comprarli online per pagare qualcosa di meno.

Giorno 2 in Irlanda del Nord: Belfast, tra cibo e pub storici

Vuoi fare un viaggio in Irlanda e non entrare almeno una volta in un pub o testare un mercato storico? Sia mai! Inizia, però, la giornata dal St George’s Market, il mercato coperto di Belfast che si trova dentro lo stesso edificio vittoriano dove un tempo si macellavano gli animali.

Al giorno d’oggi, questo luogo è un vero e proprio punto di riferimento sia per la gente locale che per i viaggiatori che amano scoprire l’Irlanda del Nord anche attraverso i suoi sapori. Proprio da questo mercato partono, a diverse ore del giorno, alcuni food tour che vale la pena di seguire per scoprire cosa sia il Belfast Bap oppure il Champ, contorno tanto amato da tutti gli irlandesi.

Questi tour sono spettacolari anche per scoprire zone della città dove è facile trovare degli ottimi pub. Una fra tutte è Commercial Court, sulla quale si aprono le porte del Duke of York, uno dei pub più storici (e anche più belli di Belfast).

Ti resta del tempo? Sali su un black taxi autorizzato e lasciati guidare alla scoperta delle zone dei Troubles: molti taxisti sono, infatti, guide autorizzate e sapranno anche spiegarti molto delle storie custodite da luoghi come Falls Road o Shankill Road.

Irlanda del Nord in 7 giorni: il Museo del Titanic a Belfast
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Titanic Museum a Belfast

Giorno 3 in Irlanda del Nord: alla scoperta della Ards Peninsula

L’Irlanda è un luogo bellissimo e, spesso, ci sono davvero molti turisti in giro. Ciò non toglie nulla al suo fascino ma – ammettiamolo – siamo tutti sempre in cerca di luoghi un po’ fuori dalle rotte più battute. Visitando l’Irlanda del Nord, avrai l’occasione perfetta per scoprirlo.

Appena fuori Belfast, infatti, si trova la Ards Peninsula, un luogo facilmente raggiungibile anche con il treno. Sali a bordo e scendi a Bangor, piccola città fondamentale per la cultura irlandese e anche per le connessioni di quest’ultima con l’Italia. Lì si trova ciò che resta della Bangor Abbey, ovvero quella che fu una delle abbazie più importanti legate a San Patrizio. Proprio dalla Bangor Abbey partirono San Colombano e San Gallo. Quest’ultimo fondò la città svizzera che porta il suo nome. San Colombano, invece, rese spettacolare la nostra Bobbio.

La Ards Peninsula è conosciuta anche per essere la zona che possiede il punto più orientale di tutta l’isola di Irlanda. Si chiama Burr Point e merita di essere raggiunto, se non altro per scattare una bellissima foto ma, soprattutto, per ammirare un pezzo di Irlanda fuori dalle rotte del turismo di massa.

Irlanda del Nord in 7 giorni: la Causeway Route
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La bellezza della Causeway Route

Giorno 4 in Irlanda del Nord: lungo la Causeway Route

Con il quarto giorno del tuo viaggio in Irlanda del Nord, è arrivato il momento di lasciare la zona di Belfast e iniziare a percorrere uno degli itinerari più amati di tutta l’isola: la Causeway Coastal Route. Si tratta di un percorso costiero di circa 215 chilometri. Essa rappresenta l’itinerario ideale per collegare Belfast alla città di Derry.

L’attività ideale lungo la Causeway Route è fermarsi in prossimità delle molte cose che ci sono da vedere e da ammirare. Il consiglio generale è quello di lasciare Belfast di mattino presto, per riuscire a vedere tutto (o quasi) e arrivare a Derry in serata.

Quali sono i punti più importanti della Causeway Route?

  • Appena lasciato Belfast incontrerai Carrickfergus, dove un bellissimo castello protegge ancora ora la costa.
  • Proseguendo verso nord raggiungerai Tor Head, un luogo dove il panorama prende il cuore.
  • Seguendo la costa e puntando a ovest, arriverai a Carrick-a-Rede, dove si trova il ponte di corde più celebre di tutta l’Irlanda. Oserai percorrerlo? Nel caso volessi tentare, sappi che avrai bisogno di munirti di biglietto.
  • Segui sempre la costa verso ovest e troverai Dunseverick Castle, le rovine di un castello davvero scenografico.
  • A poca distanza ti attende la Giant’s Causeway, uno di quei luoghi che valgono il viaggio in Irlanda del Nord. Anche in questo caso, ricordati di fare il biglietto per poter ammirare questa meraviglia della natura.

Se ami gustare il whiskey irlandese (che si scrive whiskey e non whisky, come quello scozzese), sei di strada per varcare le porte della Bushmills Distillery. Da quel punto, fino alla città di Derry, i chilometri che ti resteranno da fare saranno circa una sessantina.

Non hai noleggiato un ‘auto? Nessun problema: da Belfast partono tutte le mattine degli autobus che percorrono tutta la Causeway Route fino a Derry, fermandosi nelle tappe principali e permettendo la visita dei luoghi più importanti.

Irlanda del Nord in 7 giorni: Derry
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Derry, The Maiden City

Giorno 5 in Irlanda del Nord: scoprire il passato di Derry

Derry è definita The Maiden City perché le sue mura non sono mai state violate. Stiamo parlando di una città visitabile tranquillamente a piedi e perfetta per occupare due giorni pieni del tuo itinerario di viaggio in Irlanda del Nord. Il primo giorno a Derry è il momento perfetto per conoscere la storia di questo luogo, partendo dal passato.

La cosa migliore da fare è iniziare dal giro delle mura: solide, massicce e luogo dove passeggiare, fare il giro delle mura di Derry ti farà scoprire molto su come fosse questo luogo dal XII al XVIII Secolo. Oltre a questo, soprattutto se parteciperai alle molte visite guidate disponibili in loco, ascolterai storie di streghe e fantasmi che ti lasceranno affascinato. Punto di partenza a arrivo ideale è la Guildhall.

Lungo il percorso delle mura, non mancherai di notare piccoli musei molto interessanti. Uno di essi è il Siege Museum, il luogo che meglio di tutti gli altri racconta la storia dell’assedio di Derry, avvenuto nel 1689.

Irlanda del Nord in 7 giorni: Il Bodside di Derry
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Il Bogside di Derry

Giorno 6 in Irlanda del Nord: Derry, tra presente e serie tv

Il nome “Derry” ti ricorda qualcosa ma non riesci a capire cosa? La risposta esatta potrebbe essere Derry Girls, serie tv irlandese, trasmessa anche in Italia. Nel nostro paese non hai mai avuto un successo immenso perché non è mai stata doppiata ma è, in ogni caso, molto conosciuta.

Le Derry Girls, protagoniste della serie, si mostrano anche in un murales che troverai all’ingresso del centro città. La serie racconta di come fosse Derry alla fine degli Anni ’90, momento in cui si è fatta davvero la storia dell’Irlanda del Nord perché ci furono gli accordi di pace tra il Regno Unito, le forze politiche dell’Ulster e la Repubblica d’Irlanda.

La serie è ironica e spensierata ma molto del periodo raccontato è visibile nel Museum of Free Derry, luogo intenso che si trova nel Bogside, quartiere a maggioranza cattolica, raggiungibile a piedi dal centro. Questo luogo fu testimone del Bloody Sunday nel gennaio del 1972 e porta ancora addosso i segni delle ferite di un tempo. Ciò che mostra, soprattutto, è la storia d’Irlanda e quel museo ne è il raccoglitore perfetto.

Anche in quest’area, vengono organizzate delle visite guidate gratuite, molto utili per chi è a digiuno di storia dei Troubles o vuole saperne di più.

Una volta finita la visita del Bogside, torna in centro e segui il fiume fino al Peace Bridge. Questo ponte pedonale prende il nome proprio dagli accordi di pace e fu inaugurato nel 2011, unendo le sponde del Foyle, dopo tantissimo tempo.

Dall’altra parte del fiume troverai il quartiere di Waterside ed Ebrington: quartieri molto normali, l’ultimo dei quali custodisce un tesoro. Si tratta della Walled City Brewery, un birrificio che si trova in una ex caserma del XVIII Secolo. Si tratta di un ottimo luogo dove assaggiare l’ottima birra locale, mangiare e conoscere Derry anche a tavola.

Irlanda del Nord in 7 giorni: Dark Hedges
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La “Strada del Re” in Irlanda del Nord

Giorno 7 in Irlanda del Nord: si torna verso Belfast

Sei triste perché il tuo viaggio in Irlanda del Nord sta finendo? Non esserlo: c’è anche il percorso verso Belfast da fare. Tornare verso la capitale dell’Ulster ti darà modo di capire quanto bella sia quest’area dell’Irlanda, anche nelle aree lontane dalla costa.

Uno dei luoghi su cui puntare il navigatore della tua auto è Dark Hedges Estate, una proprietà che si trova nel villaggio di Ballymoney. Questo luogo è più conosciuto per la sua immagina che per il suo nome. I fan di Game of Thrones lo chiamano “Strada del Re perché proprio lì sono state girate molte scene di quella serie tv. Dark Hedges è un altro luogo molto visitato: dista, da Derry, circa un’ora di strada in auto. Il consiglio è quello di arrivare lì al massimo intorno alle 9 del mattino, soprattutto se il tuo viaggio in Irlanda si svolge in estate.

Da Dark Hedges a Belfast il viaggio è di circa poco più di un’ora. Nel tornare verso la città principale dell’Irlanda del Nord, avrai l’imbarazzo della scelta sui posti dove fermarti, anche se per ammirare le mille tonalità di verde, di cui solo l’Irlanda è capace.

Una zona di questa parte di Irlanda ha la denominazione di AONB, ovvero Area of Outstanding Natural Beauty. Si tratta di Antrim Coast and Glens, luogo che nell’antichità era il cuore di un regno che sembra uscito da un romanzo fantasy ma che fu realtà: Dalriada.

Quest’area è ora un paradiso naturale e non mancherà di riempire, ancora di più, il tuo cuore con la bellezza dell’Irlanda del Nord.

Cosa vedere in Irlanda in 7 giorni: itinerario on the road sulla magica Isola di Smeraldo

Par : losiangelica
14 mai 2025 à 19:19

La chiamano “isola smeraldo” e il nome non poteva essere più azzeccato; c’è chi fa tappa solo a Dublino e se ne innamora e chi invece, programma fin da subito un itinerario alla scoperta di alcune chicche.

Partiamo con il dire che un buon modo per girare l’Irlanda è sicuramente avere un’auto a disposizione: con il noleggio si è decisamente più liberi, eppure c’è anche chi affronta (come la sottoscritta) un’avventura a bordo di bus e treni, dopotutto la rete di trasporti è piuttosto capillare persino nei paesi più piccoli. Chiaramente questa seconda opzione richiede molta più elasticità. Vediamo insieme un buon itinerario per esplorare in una settimana il territorio: ecco cosa vedere in Irlanda in 7 giorni.

Giorno 1: arrivo ed esplorazione di Dublino

Grazie ai voli low cost si può raggiungere l’Irlanda senza pagare troppo e l’approdo è sempre la sua capitale. Ti consiglio di partire proprio da Dublino, poiché è servita alla grande con aziende specializzate nel noleggio e offre quindi pacchetti più competitivi. Usciti dall’aeroporto potrai ritirare subito la tua auto a noleggio e partire per l’avventura anche se, il giorno d’arrivo e il successivo ti suggerisco di concentrarti proprio su Dublino.

Trinity College

Prima tappa che non può mancare in un tour di un giorno di Dublino è il Trinity College. Si trova in pieno centro, lo raggiungi facilmente a piedi ed è l’università più prestigiosa d’Irlanda. Oltre ai suoi splendidi giardini ed edifici qui è conservato il Book of Kells, un manoscritto del XI secolo considerato un capolavoro dell’arte religiosa medievale.

Guinnes Storehouse

Molti lo considerano il tempio di Dublino: si tratta della fabbrica Guinness visitabile e aperta al pubblico per poter vedere da vicino come viene preparata la birra cult dell’Irlanda. In più dopo un giro di storia, arte e cultura si può raggiungere l’ultimo piano dove con vista panoramica si può sorseggiare una pinta.

Temple Bar

Sarà ormai arrivata l’ora di cena, prima di ritirarti goditi un po’ la movida dublinese fermandoti a cena in un pub di Temple bar. Musica dal vivo, atmosfera festosa e l’immancabile pinta ti terranno compagnia e ti aiuteranno ad immergerti nella cultura local.

Trinity College da vedere a Dublino
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Tra le tappe dell’itinerario on the road di 7 giorni in Irlanda il Trinity College a Dublino

Giorno 2: Dublino e i dintorni

Il secondo giorno sveglia di buon orario e non spostiamo la macchina prima del pomeriggio concentrandoci sul resto del centro storico. Vedere tutta Dublino è praticamente impossibile e quindi abbiamo selezionato alcune tappe del centro storico prima di spostarsi nei dintorni.

Il centro storico di Dublino da non perdere

L’itinerario non può che partire con il castello di Dublino, silenziosa icona che ha fatto la storia della città. Con le torri medievali ed eleganti stanze rappresenta una tappa da non perdere. A poca distanza a piedi si può raggiungere il Dublin Writers Museum dedicato alla letteratura; gli appassionati potranno scoprire la vita di James Joyce a W.B. Yeats, da Samuel Beckett a Oscar Wilde.

Proseguendo la nostra passeggiata possiamo raggiungere agilmente la St. Patrick’s Cathedral, la più grande chiesa d’Irlanda, fondata nel 1191: lasciati incantare dagli interni ricchi e dalle vetrate colorate; poi allunga il passo per scoprire la Christ Church Cathedral con la sua struttura medievale e una cripta misteriosa.

L’anima frizzante, vivace e insolita di Dublino si sposta verso Grafton Street, via dello shopping con boutique di lusso e non solo. Alla fine della passeggiata si incontra il St. Stephen’s Green, uno splendido parco considerato polmone verde della città.

Howth

Una delle chicche a poca distanza da Dublino e che consiglio di non perdere è Howth. Si tratta di un pittoresco villaggio sul porto dove gustare piatti tipici della tradizione a base di pesce e godersi una splendida passeggiata lungo il Cliff Walk che regala viste pazzesche sull’oceano. I più attenti con lo sguardo e fortunati potranno anche vedere spuntare alcune foche che restano in zona alla ricerca dei pesciolini scartati dai pescatori.

Cosa vedere nei dintorni di Dublino: Howth
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Faro di Baily nella penisola di Howth

Castello di Malahide

Ultima tappa della giornata il castello Malahide: è un edificio medievale con uno splendido parco ed è uno dei più visitati in Irlanda. I castelli irlandesi non potevano mancare in questo itinerario di 7 giorni e questo è un vero gioiello da non perdere. La visita non durerà più di un’ora e trenta, consiglio dunque di cercare un b&b o un alloggio nelle vicinanze. Tra l’altro costa molto meno che dormire a Dublino.

Giorno 3: Galway e le Cliffs of Moher

Dalla zona di Dublino e Malahide spostandosi in auto si raggiunge Galway in cirica 2 ore e 20 di percorrenza. La città famosa per la sua scena artistica musicale è tutta da scoprire.

Centro storico di Galway

Galway è una città dall’anima vibrante e fortemente legata al mondo musicale. Dedica almeno mezza giornata ad esplorarla partendo proprio dal centro storico: goditi l’architetura medievale che regala un aspetto fiabesco ed esplora Shop Street e Quay Street. Da non perdere la Spanish Arch, uno degli ultimi resti delle mura cittadine risalenti al XVI secolo, situata vicino al fiume Corrib e simbolo della storica relazione commerciale tra Galway e la Spagna.

Non possiamo negare la rilevanza di Galway per la cultura gaelica: tradizioni musicali, lingua e danza vengono mantenute con orgoglio con l’opportunità di assistere a serate in pub tradizionali, sessioni di musica folk dal vivo e tanto altro.

Cosa vedere in Irlanda in 7 giorni: Galway
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Tappa nel centro storico di Galway

Cliffs of Moher

A circa 1 ora e 30 minuti da Galway non puoi perderti le Cliffs of Moher: ti consiglio di raggiungerle al pomeriggio per goderti il tramonto che è davvero qualcosa di “wow”. Le scogliere si ergono maestose sull’oceano e regalano una vista da cartolina che ti rimarrà nel cuore. Non preoccuparti, non serve essere allenati, il parcheggio è poco distante a piedi.

Giorno 4: Le isole Aran

Un’intera giornata va dedicata a queste chicche: si tratta delle isole Aran. Basterà arrivare in auto in circa 40 minuti da Galway al porto di Rossaveel dove tramite traghetti in 40 minuti di navigata si raggiungeranno le isole.

Inis Mór

Quest’isola affascinante è famosa per i suoi paesaggi selvaggi, i muretti a secco e i siti archeologici. Il forte preistorico di Dún Aonghasa, situato su una scogliera a picco sul mare, è una delle attrazioni principale. Consiglio di noleggiare una bici per poter esplorare l’isola in libertà godendosi un po’ di aria buona. Sull’isola si trovano altre meraviglie: piccole spiagge nascoste come Kilmurvey Beach, con la sua sabbia chiara e fine o le rovine di antiche chiese. Non mancano neppure botteghe dove acquistare i maglioni di lana ancora oggi realizzati a mano come da tradizione.

Chi ha ancora un po’ di tempo potrà esplorare anche Inis Meáin e Inis Oírr ma solitamente i turisti con pochi giorni a disposizione tendono a tralasciarle concentrandosi sulla più grande.

Cosa vedere in Irlanda in 7 giorni: le isole Aran
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Visitare le isole Aran in un itinerario di 7 giorni in Irlanda

Giorno 5: Giro del Connemara

Dopo l’esplorazione delle isole Aran è il momento di tornare sulla terraferma. Si parte alla volta del Connemara, non è molto distante da raggiungere ma è una tappa imperdibile nel tuo on the road di 7 giorni alla scoperta dell’Irlanda. Paesaggi montuosi, laghi e la costa frastagliata sono il tratto distintivo.

Kylemore Abbey

Prima di raggiungere il national park troverai sulla strada la Kylemore Abbey: sorge sulle rive del placido Pollacappul Lake ed è circondata da fitte foreste e montagne imponenti; l’abbazia neogotica sembra uscita da una fiaba e ha una leggenda da raccontare. Costruita da Mitchel Henry come dimora per l’amata moglie, è diventata nel tempo collegio per poi arrivare nelle mani delle suore benedettine.

Da non perdere i giardini vittoriani recintati, considerati tra i più belli d’Irlanda: sono oltre sei ettari in cui vengono ospitate serre, aiuole geometriche e una varietà incredibile di piante ornamentali, perfettamente curate secondo la tradizione dell’epoca vittoriana.

Come visitare Kylemore Abbey e Connemara
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Visitare la Kylemore Abbey prima del Connemara

Connemara National Park

A pochi chilometri da Kylemore Abbey, si apre il Connemara National Park, un vero paradiso per gli amanti del trekking e della natura incontaminata. Il parco si estende per circa 2.957 ettari e comprende torbiere, brughiere, praterie e alcune delle montagne più belle d’Irlanda. Tra le esperienze più cute da fare c’è quella di avvistare i pony che pascolano liberi.

L’attrazione principale qui però è la Diamond Hill Trail, un sentiero escursionistico ben segnalato adatto anche ai meno esperti che fa esplorare pendii erbosi e tratti rocciosi fino alla vetta. Nelle giornate più limpide da lassù si intravedono le Twelve Bens, cioè le dodici cime del Connemara e talvolta addirittura si scorgono le Aran.

Giorno 6: Kilkenny e Glendalough

Il giorno 6 si apre con una traversata piuttosto importante: servono circa 3 ore e 30 per spostarsi dal Connemara a Kilkenny. Il mio suggerimento è di provare a trovare un b&b a metà strada, così da alleviare questo tratto on the road.

Kilkenny

Una volta arrivati a Kilkenny il primo stop non può che essere il castello che sorge sul fiume Nore. Risale al XII secolo ed è stato la residenza della famiglia Butler per 600 anni prima di diventare uno spazio museale oggi visitabile. Galleria d’arte, racconta la vita aristocratica del passato. Non dimenticare di esplorare i giardini all’esterno con sentieri e scorci davvero fotogenici.

Il borgo merita di essere scoperto: dedica un’oretta alle vie del centro soffermandoti sulla Rothe House, un’antica casa mercantile del rinascimento e sulla Black Abbey, un ex convento con splendide vetrate. Botteghe artigianali e pub rendono la vita local un po’ più frizzante.

Glendalough e le Wicklow Mountain

Nel pomeriggio con l’auto ci si dirige verso Glendalough, la regione dei laghi incorniciati dalle Wicklow Mountain. Serve poco più di un’oretta per arrivare la sito monastico tra più evocativi dell’Irlanda. È stato fondato nel VI secolo da San Kevin. Qui attorno la valle dei due laghi incanta con un’atmosfera mistica dominata dalla Round Tower che svetta fiera mostrando le croci celtiche.

I sentieri si snodano attorno ai laghi e nel tardo pomeriggio Glendalough acquisisce una luce particolare e calda data dal tramonto tanto da regalare un’atmosfera emozionante che conquista moltissimi viaggiatori.

Cosa vedere in Irlanda in 7 giorni: Glendalough
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Le rovine di Glendalough

Giorno 7: Kinsale, Cork e volo di ritorno

Ti consiglio di prenotare il ritorno da Cork, cercando di preferire un volo a tarda sera così da goderti a pieno l’itinerario di 7 giorni. La mattina inizia presto con uno spostamento di circa 2 ore per raggiungere Kinsale.

Kinsale

Se sei molto stanco e stufo di guidare fai un piccolo sforzo: Kinsale è un porticciolo da cartolina tra i più apprezzati in Irlanda. Non ha nulla di particolare da vedere a livello di monumenti a parte Charles Fort, una fortificazione a forma di stella risalente al XVII secolo che offre viste spettacolari sulla baia di Kinsale. È la sua anima più autentica però ad incantare.

Visitare Kinsale
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Cosa vedere a Kinsale vicino a Cork

Cork

A circa 30 minuti di strada si raggiunge Cork, l’ultima tappa del nostro itinerario di 7 giorni in Irlanda. È la seconda città più grande della nazione e ha un carattere grintoso. Si sviluppa attorno al fiume Lee e tra i luoghi cult da non perdere c’è l’English Market, un paradiso dove si trovano specialità gastronomiche del territorio.

Imperdibile è anche la visita alla St. Fin Barre’s Cathedral, un capolavoro neogotico con le sue guglie slanciate e le intricate sculture in pietra. Chi ha tempo può passeggiare lungo St. Patrick’s Street, ammirare la Cork City Gaol o concedersi un’ultima pinta in uno dei tanti pub storici della città.

Con la visita a Cork si conclude il nostro itinerario di 7 giorni in Irlanda per un viaggio on the road alla scoperta di alcune delle località cult. Chiaramente è pressoché impossibile toccare tutte le zone più belle in così poco tempo, abbiamo strutturato un giro non ad anello per massimizzare le opportunità. Il mio consiglio è quello di noleggiare un’auto per potersi concedere stop extra per scattare foto ed esplorare al meglio le località garantendo massima libertà. In più, con un’auto, ci si può permettere di spostarsi dai centri più costosi trovando soluzioni per la notte a prezzi competitivi visitando i bed and breakfast più caratteristici e spesso dispersi nelle campagne.

Cammino dei Briganti: i luoghi da scoprire tra Abruzzo e Lazio

Par : cdelgiudice
23 avril 2025 à 14:54

Il Cammino dei Briganti è un itinerario escursionistico ad anello lungo circa 108 chilometri, che si sviluppa tra l’Abruzzo meridionale e il Lazio settentrionale, attraversando territori di confine un tempo teatro di battaglie, nascondigli e fughe di coloro che si opposero all’unificazione d’Italia. Il cammino tocca paesi e vallate tra la Marsica e il Cicolano, due aree storicamente legate da secoli di transumanza, vita rurale e resistenza contadina. Intraprendere questo percorso significa immergersi in un ambiente ancora integro e poco turistico, dove la presenza umana è discreta e il paesaggio conserva una forza arcaica: faggete secolari, pascoli d’altura, antichi tratturi e borghi in pietra fanno da sfondo a ogni tappa.

L’itinerario, che parte e si conclude nel borgo di Sante Marie (AQ), è suddiviso in sette tappe, percorribili in altrettanti giorni, ma adattabili secondo il proprio livello di allenamento o disponibilità di tempo. È ben segnato e curato grazie all’impegno di associazioni locali, come la Compagnia dei Cammini, e rappresenta una proposta ideale per chi cerca un cammino autentico, accessibile e profondo dal punto di vista culturale e paesaggistico.

Perché si chiama “Cammino dei Briganti”

Il nome evocativo del cammino affonda le radici in una pagina spesso trascurata della storia italiana: quella del brigantaggio postunitario. Dopo l’unificazione del 1861, le zone interne dell’Appennino centro-meridionale – in particolare i territori dell’ex Regno delle Due Sicilie – furono teatro di una lunga e sanguinosa resistenza popolare contro il neonato Regno d’Italia. Bande di briganti, spesso sostenute dalle comunità locali, si rifugiarono tra questi monti per sfuggire alle forze piemontesi e continuare la loro lotta. Il territorio attraversato dal Cammino dei Briganti fu uno dei più attivi in questo senso: da Cartòre a Valdevarri, da Rosciolo a Nesce, le vallate divennero rifugi naturali per i fuorilegge e oppositori politici.

Fra le figure più emblematiche legate a questa zona c’è quella di José Borjes, un ufficiale spagnolo borbonico che si unì alla causa brigantesca come emissario del re Francesco II, tentando di organizzare una contro-offensiva militare che però si concluse tragicamente. Borjes venne catturato e giustiziato proprio nei pressi dei luoghi oggi toccati dal cammino. Il suo nome – come quello di altri briganti locali – è ricordato ancora oggi da lapidi, cippi e racconti tramandati oralmente, che fanno del percorso una vera e propria narrazione a cielo aperto della microstoria italiana.

Le tappe principali

Il Cammino dei Briganti è pensato per essere percorso in sette tappe giornaliere, che formano un anello chiuso con partenza e arrivo a Sante Marie. Ogni tappa è un microcosmo a sé: si attraversano boschi secolari, borghi medievali, crinali panoramici e vallate dimenticate dal tempo. Le distanze sono contenute, ma la varietà dei paesaggi e la presenza costante di testimonianze storiche rendono ogni giornata ricca di scoperte.

A questo si aggiungono la possibilità di pernottare in strutture accoglienti, di incontrare la popolazione locale e di assaporare una cucina semplice ma autentica. L’organizzazione del cammino è flessibile: alcune tappe possono essere allungate o accorciate in base al proprio passo e alle esigenze logistiche, mentre la variante al Lago della Duchessa offre un’opzione più alpina per chi cerca un’avventura fuori dal tempo.

Tappa 1: da Sante Marie a Santo Stefano

(5,6 km, 380m D+, 160m D-, 2 ore)

La prima tappa parte dal borgo di Sante Marie, dove ha sede il Museo del Brigantaggio e dove è possibile ritirare il salvacondotto, simbolo identitario del cammino. Il percorso si addentra in un bosco di castagni e faggi, offrendo già dalle prime ore un’immersione nella natura appenninica. Lungo il sentiero si incontrano antiche carbonaie e muri a secco, testimoni dell’antica economia di montagna. Il tratto è breve ma presenta una discreta salita che culmina nel piccolo abitato di Santo Stefano, incastonato tra i monti e caratterizzato da un’atmosfera sospesa nel tempo. È un luogo perfetto per pernottare in tranquillità e assaporare i ritmi lenti della vita rurale.

Tappa 2: da Santo Stefano a Nesce

(13,9 km, 400m D+, 625m D-, 5-6 ore)

Dopo aver lasciato Santo Stefano, il cammino prosegue su sentieri e strade bianche che attraversano boschi e crinali panoramici, offrendo scorci suggestivi sulla Valle del Salto. Durante il tragitto si incontra la frazione di Valdevarri, con una fontana pubblica utile per rifornirsi d’acqua. Questa zona era nota per essere uno dei rifugi preferiti dai briganti, grazie alla sua posizione isolata e alla fitta vegetazione. Più avanti, una variante consente di visitare Poggiovalle, paese disabitato che conserva un fascino ruvido e autentico, perfetto per chi cerca silenzi profondi e tracce della storia dimenticata. L’arrivo a Nesce avviene scendendo lungo un sentiero boscoso: il borgo è adagiato su un piccolo colle e offre strutture ricettive diffuse per il pernottamento.

Tappa 3: da Nesce a Cartòre

(12,6 km, 580m D+, 500m D-, 4-5 ore)

Da Nesce si parte attraversando un territorio collinare che progressivamente si innalza verso le pendici del Monte Velino, offrendo tratti molto suggestivi tra boschi misti e radure panoramiche. Il percorso è silenzioso e solitario, attraversa aree rurali abbandonate e conserva un’atmosfera quasi intatta. Uno dei tratti più belli è quello che si avvicina a Cartòre, dove si cammina su una vecchia strada sterrata, tra muretti a secco e tratti di prato punteggiati da querce. Il borgo di Cartòre, oggi disabitato ma ben restaurato, è uno dei simboli del cammino, perché fu rifugio di briganti e centro di resistenza popolare. Qui è possibile dormire in rifugio autogestito o in tenda, immersi in un paesaggio selvaggio e senza tempo.

Tappa 4 (opzionale): da Cartòre al Lago della Duchessa e ritorno

(11 km, 900m D+, 900m D-, 5-6 ore)

La salita al Lago della Duchessa, facoltativa ma altamente consigliata, è una delle esperienze più intense e panoramiche del cammino. Il sentiero si inerpica ripidamente tra boschi e canaloni, fino a raggiungere la conca glaciale a 1.788 m, dove si trova il lago, spesso parzialmente ghiacciato in primavera. Questo luogo ha un’aura solenne e silenziosa, circondato da pareti rocciose e pascoli d’altura frequentati da cavalli e bovini liberi. La discesa avviene lungo lo stesso percorso. È fondamentale avere buone condizioni fisiche, acqua a sufficienza e un minimo di esperienza in ambiente montano, soprattutto in caso di neve residua o nebbia.

Tappa 5: da Cartòre a Rosciolo dei Marsi

(15,7 km, 400m D+, 700m D-, 5-6 ore)

Questa tappa riconduce verso la bassa valle, offrendo tratti di cammino molto vari tra sentieri boschivi, strade poderali e scorci sulla conca del Fucino. Il percorso tocca il borgo di Masseria, dove è possibile una sosta, e prosegue poi verso uno dei luoghi più suggestivi dell’intero cammino: il monastero di Santa Maria in Valle Porclaneta, splendido esempio di architettura romanica incastonato nella roccia. La tappa termina a Rosciolo dei Marsi, borgo ben conservato con numerose possibilità di alloggio, noto per la sua architettura tradizionale e i murales storici.

Tappa 6: da Rosciolo dei Marsi a Casale Le Crete

(10 km, 300m D+, 150m D-, 3-4 ore)

Una tappa più breve e rilassante, ideale per recuperare energie. Si cammina tra colline dolci, orti e oliveti, con il Monte Velino sempre a fare da sfondo. Durante il tragitto si attraversano zone agricole e si toccano antichi casali, fino ad arrivare a Casale Le Crete, una struttura immersa nella natura, punto ideale per una sosta gastronomica o un pernottamento rigenerante. Il paesaggio è aperto e soleggiato, con tratti panoramici che offrono vedute spettacolari sul Fucino e sulla catena del Sirente.

Tappa 7: da Casale Le Crete a Sante Marie

(13 km, 300m D+, 350m D-, 4-5 ore)

L’ultima tappa chiude l’anello riportando il camminatore a Sante Marie, attraverso un percorso morbido ma vario. Si attraversano aree boscose e crinali panoramici, dove è possibile ammirare tutta la vallata e riflettere sul viaggio appena compiuto. Prima dell’arrivo, si passa accanto a fontane storiche, vecchi muretti contadini e sentieri che furono battuti da pastori e briganti. Il ritorno a Sante Marie rappresenta un momento di gratitudine e compimento: il viaggio si chiude nello stesso luogo da cui è iniziato, ma con nuovi occhi e nuove consapevolezze.

Logistica e consigli di sicurezza per percorrere il Cammino

Una delle grandi forze del Cammino dei Briganti è la sua accessibilità logistica. Il punto di partenza, Sante Marie, è raggiungibile facilmente in auto, ed è collegato anche da mezzi pubblici tramite treni e autobus che arrivano fino a Tagliacozzo o Avezzano. Il cammino è ben segnalato lungo tutta la sua estensione, con segni rossi e bianchi che accompagnano il camminatore in sicurezza. Lungo le tappe, sono presenti strutture ricettive locali: B&B, agriturismi, case private, rifugi, e in alcuni casi aree attrezzate per campeggiare. È consigliato prenotare con anticipo, soprattutto nei mesi estivi e durante i ponti festivi, quando l’affluenza è maggiore. Le tappe sono pensate per essere affrontate anche da camminatori mediamente allenati e non richiedono equipaggiamento tecnico: bastano un buon zaino, scarponcini comodi e uno spirito di adattamento.

Il Cammino dei Briganti non presenta particolari rischi oggettivi, ma richiede comunque attenzione e consapevolezza, soprattutto in relazione all’isolamento di alcune tappe e all’ambiente naturale che si attraversa. I sentieri sono ben segnati, ma è buona norma portare con sé una traccia GPS aggiornata e una mappa escursionistica cartacea, utile in caso di problemi con la batteria del telefono. L’acqua si trova facilmente lungo il percorso, grazie alla presenza di fontane pubbliche e rifornimenti nei borghi, ma è sempre meglio avere con sé una borraccia capiente o una sacca idrica per le giornate più lunghe o calde.

Non è necessaria un’assicurazione alpinistica, ma è consigliabile avere con sé un kit di pronto soccorso, una coperta termica e un fischietto di emergenza, oltre ai numeri di riferimento della protezione civile e dei centri abitati lungo il percorso. Il cammino è percorribile da marzo a novembre, ma nelle stagioni intermedie – soprattutto a primavera inoltrata e in autunno – è bene verificare le condizioni meteo prima della partenza, perché la nebbia e le piogge intense possono rendere alcuni tratti scivolosi. Se si sceglie di dormire in tenda, è importante conoscere le normative locali e piantare la tenda solo nelle aree consentite, rispettando sempre l’ambiente e lasciando pulito.

Il Cammino dei Briganti: un’esperienza che lascia il segno

Il Cammino dei Briganti non è solo un itinerario escursionistico, ma un vero viaggio nel cuore nascosto dell’Appennino centrale. È un’esperienza che unisce natura, storia, spiritualità e semplicità. Camminare tra questi sentieri significa riscoprire un’Italia minore e profonda, fatta di borghi silenziosi, paesaggi vasti e gesti autentici. È un cammino che insegna l’autonomia, la lentezza e il rispetto, dove ogni passo si fa memoria, e ogni sosta è un’occasione per tornare in ascolto.

Adatto sia a chi è alle prime esperienze di cammino, sia a chi ha già percorso vie più celebri, il Cammino dei Briganti rappresenta un invito a rallentare, osservare, ascoltare. Un viaggio per tutti, ma soprattutto per chi è disposto a lasciarsi sorprendere.

Torino e il Giubileo 2025: debutta il tavolo interattivo della Sindone

20 avril 2025 à 07:30

A Torino, il conto alla rovescia per la Festa della Sindone e il Giubileo della Speranza è ormai agli sgoccioli. L’evento “Avvolti”, promosso dalla Chiesa torinese, prenderà il via il 28 aprile e si protrarrà fino al 5 maggio, e trasformerà il cuore della città in un crocevia di spiritualità, tecnologia e cultura.

In piazza Castello, a pochi metri dalla Cattedrale di San Giovanni Battista (storica custode della Sacra Sindone) sorgerà la Tenda di Avvolti: un padiglione temporaneo pensato per regalare ai visitatori un’esperienza immersiva e profondamente simbolica.

Tra le novità più attese dell’iniziativa spicca, senza dubbio, il “tavolo della Sindone”, una sofisticata installazione digitale che promette di rivoluzionare il modo in cui ci si avvicina al misterioso Telo. Non si tratta di una semplice esposizione statica: il tavolo, infatti, è stato progettato per offrire un’esplorazione interattiva e ricca a livello visivo, capace di restituire i dettagli della Sindone in una forma del tutto nuova.

Un’esperienza digitale e immersiva sulla Sindone

Il “tavolo della Sindone” è stato concepito per garantire una lettura approfondita del celebre lenzuolo, con uno sguardo attento tanto agli aspetti storici quanto a quelli visivi.

L’immagine del Telo è riprodotta a grandezza naturale su una struttura orizzontale, pensata per facilitare l’osservazione da parte dei visitatori. Grazie a una raffinata architettura software realizzata da Reply (società leader nel settore della consulenza digitale con un forte legame con il territorio torinese) sarà possibile interagire con la superficie del tavolo, esplorando i punti salienti della Sindone grazie a ingrandimenti, animazioni, didascalie esplicative e approfondimenti audio-visivi.

Il sistema, messo a punto nei giorni scorsi a Reggio Emilia, è stato già testato in vista della sua definitiva installazione a Torino. Il progetto è stato curato con attenzione dalla Commissione diocesana per la Sindone, con la partecipazione di figure di rilievo come Bruno Barberis, Marco Bonatti e Gian Maria Zaccone.

A supervisionare l’aspetto organizzativo dell’intera iniziativa, Eventum, agenzia specializzata nella realizzazione di eventi culturali e museali, rappresentata dalla dottoressa Alessandra Giani.

Una nuova modalità di fruizione della reliquia

Quella proposta con il tavolo interattivo non è soltanto un’innovazione tecnica, ma anche un cambio di paradigma nel modo di raccontare la Sindone al grande pubblico.

Se per secoli il Telo è stato oggetto di venerazione in contesti statici e silenziosi, l’installazione di piazza Castello invita ora a un approccio più dinamico e partecipativo: l’obiettivo è quello di conciliare rispetto e contemplazione con le potenzialità del linguaggio digitale, e mettere a disposizione degli utenti strumenti per comprendere, interrogarsi, e approfondire il significato di un’immagine che ha segnato la storia del cristianesimo.

La modalità multimediale si rivela particolarmente adatta in vista del Giubileo della Speranza, occasione che punta a rilanciare la riflessione sui temi della fede e del cammino personale. “Avvolti” sarà infatti anche un momento di apertura al dialogo tra spiritualità, scienza e nuove tecnologie. Un’occasione, insomma, per guardare alla Sindone non come a un oggetto del passato, ma come a un simbolo vivo e capace di parlare ancora oggi.

Come partecipare all’iniziativa

La partecipazione all’esperienza all’interno della Tenda di Avvolti è gratuita, ma regolata da un sistema di prenotazione online. È necessario riservare il proprio ingresso sul portale ufficiale avvolti.org. I posti sono limitati, e già a diversi giorni dall’apertura della Tenda le prenotazioni hanno superato le migliaia, a conferma del grande interesse suscitato dall’evento.

L’installazione del tavolo interattivo è prevista nei giorni precedenti l’avvio ufficiale dell’iniziativa. A partire dal 28 aprile, i visitatori avranno quindi la possibilità di immergersi in un’esperienza unica tra spiritualità e innovazione, sotto lo sguardo silenzioso di un Telo che, da secoli, continua a interrogare il cuore dell’uomo.

5 mete di montagna per una fuga tra natura e relax, da scoprire nel Ponte del 25 aprile – 1° maggio

5 avril 2025 à 07:30

Quando il calendario regala un ponte così generoso come quello tra il 25 aprile e il 1° maggio, è impossibile non pensare a una piccola vacanza rigenerante. Sette giorni per staccare la spina, lasciarsi alle spalle la routine e riconnettersi con sé stessi e con la natura. E quale miglior scenario se non la montagna, con i suoi paesaggi da cartolina, i sentieri che profumano di resina e primavera, le baite di legno immerse nel silenzio e quell’aria frizzantina che invita a rallentare il ritmo e respirare a pieni polmoni?

In questo periodo dell’anno, l’alta quota si risveglia: i prati si tingono di verde brillante, i ruscelli scorrono impetuosi con l’acqua dello scioglimento e la neve, ancora visibile sulle vette, fa da sfondo a giornate luminose e miti. È il momento perfetto per chi ama le escursioni panoramiche, ma anche per chi preferisce godersi il lento vagare tra borghi d’altura ricchi di fascino, fermarsi in una locanda per assaporare piatti tipici o concedersi il lusso di non fare nulla, se non contemplare il paesaggio.

Ecco dunque 5 mete di montagna perfette per il ponte primaverile, ideali per ricaricare le energie, lasciarsi incantare da panorami indimenticabili e vivere un’esperienza che sa di libertà.

1. Alpe di Siusi – Trentino-Alto Adige

Un altopiano incantato nel cuore delle Dolomiti, l’Alpe di Siusi è la scelta ideale per chi cerca una montagna “da cartolina” ma anche facilmente accessibile. I prati verdi punteggiati di fiori, i rifugi con vista e i numerosi sentieri per il trekking primaverile la rendono perfetta per coppie, famiglie o viaggiatori solitari.

La cabinovia che parte da Siusi o Ortisei porta in pochi minuti in quota, regalando un panorama indimenticabile.

2. Bardonecchia – Piemonte

Ai piedi delle Alpi Cozie, Bardonecchia è una meta versatile e sorprendentemente poco affollata in primavera. Oltre alle passeggiate nei boschi e ai sentieri per mountain bike, si possono esplorare le gallerie della strada napoleonica o rilassarsi tra i caffè e i locali del centro.

Perfetta anche per chi desidera combinare sport e relax in un contesto autentico e senza fronzoli.

3. Sauris – Friuli Venezia Giulia

Un piccolo borgo incastonato tra le Alpi Carniche, Sauris è una destinazione che conquista per la sua anima rustica e il suo patrimonio culturale. Qui il tempo sembra essersi fermato: le case in pietra e legno, i panorami verdi e il celebre prosciutto affumicato la rendono un luogo da vivere con lentezza.

In primavera, inoltre, i prati si tingono di fiori e l’atmosfera è perfetta per una fuga romantica o una pausa slow.

4. Roccaraso (Abruzzo)

Nella cornice del Parco Nazionale della Majella, Roccaraso non è solo una meta sciistica: a fine aprile, i suoi boschi si risvegliano, offrendo percorsi per escursioni e passeggiate nella natura.

Il centro è vivace, ricco di ristorantini e locali tipici dove gustare piatti abruzzesi, mentre i dintorni offrono bellezze come il lago di Barrea e il borgo di Pescocostanzo.

5. Monte Amiata (Toscana)

Una montagna inaspettata nel cuore della Toscana: il Monte Amiata, con i suoi boschi di faggi e castagni, regala un ponte all’insegna della tranquillità e del buon cibo. Perfetto per chi cerca natura senza rinunciare a cultura e gusto, grazie alla vicinanza con borghi incantevoli come Abbadia San Salvatore e Santa Fiora.

Durante la bella stagione, nella natura del Monte Amiata si possono percorrere facili sentieri immersi nel verde e assaporare prodotti locali nelle sagre di stagione.

Milano si trasforma un museo a cielo aperto per la Design Week: le installazioni e gli eventi più belli

Par : losiangelica
4 avril 2025 à 07:30

La città meneghina si accende di creatività ed è pronta a stupire nuovamente con un calendario fittissimo di appuntamenti per la Design Week. Dopo aver fatto da traino per le tendenze moda durante la fashion week, il capoluogo lombardo si trasforma in un museo a cielo aperto tra cortili nascosti, piazze iconiche e vie pulsanti di vita, installazioni spettacolari e eventi imperdibili. In concomitanza con il Salone del Mobile e gli appuntamenti del Fuorisalone si può approfittare della Design Week con tantissime attività che animano la città dal 7 al 13 aprile. Ecco le imperdibili.

Anteprima del Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina d’Ampezzo

Dal 7 al 13 aprile, l’ADI Design Museum in piazza Compasso d’Oro, 1 ospita un’installazione esclusiva dedicata al Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina 2026. Un viaggio immersivo tra design modulare, sostenibilità e innovazione Made in Italy, dove l’architettura temporanea diventa simbolo di inclusività e rispetto ambientale. Cuore del progetto? Un’esperienza abitativa su ruote, senza consumo di suolo, 100% riutilizzabile e accessibile: 377 unità mobili pensate per accogliere ogni atleta, nel segno della flessibilità e dell’eccellenza green (certificazione EPD inclusa!). In programma anche due panel imperdibili (il 7 aprile) per scoprire come il design open-air stia rivoluzionando l’ospitalità, dal mondo dello sport al turismo e oltre. L’evento è gratuito, basta registrarsi sul sito ufficiale. L’evento è sostenuto da Crippacampeggio, vincitrice della procedura ad evidenza pubblica per la realizzazione del Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina d’Ampezzo.

Anteprima del Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina d’Ampezzo
Fonte: Ufficio Stampa
Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina d’Ampezzo: l’anteprima durante la Design Week

FS Italiane all’ADI Design Museum

L’ADI Design Museum è anche la sede di un’opera intitolata “Pensiero Binario”, realizzata dai designer Giulio Iacchetti e Lorenzo Madonini per il Gruppo FS Italiane.

Fabbrica Design Week

Dall’8 al 13 aprile, la Fabbrica del Vapore torna protagonista della Milano Design Week con la seconda edizione di Fabbrica Design Week: sei giorni di pura contaminazione creativa tra installazioni sperimentali, arte d’archivio e un festival musicale da non perdere. Sotto il titolo “Brave New World”, oltre 5000 mq di spazi espositivi indoor e outdoor si trasformano in un laboratorio a cielo aperto per università, collettivi, giovani designer e curatori. E la sera? Due palchi all’aperto faranno vibrare l’area con il meglio della scena elettronica internazionale – tra cui Richie Hawtin, Chloé Caillet, Lele Sacchi e tanti altri. Imperdibile anche la mostra “Nanda Vigo. Sineddoche d’archivio”, che svela per la prima volta i materiali dell’archivio CASVA donato alla città di Milano: un’immersione nel mondo visionario di una pioniera del design e dell’arte contemporanea. Tutto gratuito. Tutto da vivere.

WE, HUMANIMALS al nhow Milano

Nel cuore del Tortona Design District, nhow Milano torna a stupire con una nuova mostra collettiva che è un vero viaggio tra istinto e identità: “WE, HUMANIMALS – Strabiliante Bestiario Contemporaneo”, visitabile fino al 4 ottobre 2025. Curata da Laura Tartarelli insieme al critico Matteo Pacini, la mostra invade lobby e corridoi dell’hotel con le opere di nove artisti – tra cui Sandro Gorra, Sabrina Ferrari, Alex Belli e Federico Tolardo – che raccontano il sottile confine tra uomo e animale in una fusione selvaggia di emozione, forma e simbolismo. Metà umano, metà bestia, totalmente wow: tra colori esplosivi, corpi ibridi e libertà espressiva, l’hotel si trasforma in un bestiario contemporaneo dove la diversità è potenza creativa e ogni angolo parla di metamorfosi. Una mostra che è tutto tranne che convenzionale – proprio come il nhow.

Brera Design Week

Dal 7 al 13 aprile, Brera Design District torna con una delle edizioni più ricche di sempre: 204 showroom, 14 nuove aperture e quasi 300 eventi diffusi nel cuore creativo del quartiere Brera.Tema di quest’anno? Mondi Connessi, un invito a esplorare l’incontro tra design, natura, tecnologia e arte attraverso esperienze immersive e visionarie.

Tra i protagonisti:

  • Portanuova Vertical Connection. Un’installazione modulare e sostenibile firmata Evastomper Studio, guidata dall’intelligenza artificiale e impreziosita dalla consulenza del botanico Stefano Mancuso. Un percorso multisensoriale tra città e verde urbano, dove le piante diventano messaggere del futuro;
  • Glo for art. Torna con “Hyper Portal” di Michela Picchi, un mix pop-surrealista tra colori accesi e tecnologie invisibili: arte interattiva in movimento, a Palazzo Moscova 18;
  • Grand Seiko presenta “Frozen” di Tokujin Yoshioka. Una scultura di luce ispirata all’acqua e al tempo, in dialogo con l’eleganza delle sue creazioni orologiere;
  • Gucci Bamboo Encounters. I Chiostri di San Simpliciano, la Maison reinterpreta il bambù con 7 installazioni firmate da designer internazionali, tra memoria, sostenibilità e creatività;
  • Loro Piana x Dimoremilano. Un’installazione immersiva e scenografica che trasforma la casa in un rifugio poetico, tra sogno e realtà;
  • MUJI firma una “casa manifesto” nel Giardino Pippa Bacca. Minimalismo giapponese, materiali bio-based e sostenibilità urbana in una struttura modulare pensata per il benessere metropolitano.

Museo Astronomico di Brera

Il Museo Astronomico di Brera, al civico 28 di via Brera, ospita un’installazione intitolata Moon Walk, realizzata dall’artista Luca Ballestra. La Luna è un corpo vivo e luminoso, che invita i visitatori alla scoperta e alla connessione con il cosmo. Grazie all’esposizione di materiali d’epoca dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Brera, la mostra promette un viaggio tra arte, tecnologia e spazio. Grazie alla collaborazione con Quadruslight, l’installazione prende vita attraverso una tecnica mista che combina intervento pittorico su telo irradiante con un avanzato sistema di retroilluminazione a LED, permettendo alla Luna di risplendere in un ambiente immersivo. L’ingresso, su prenotazione, comprende la visita libera alla Galleria del Museo Astronomico di Brera (non la salita alla Cupola Schiaparelli). Il MusAB e la Cupola si trovano al secondo e al settimo piano dell’edificio che è sprovvisto di ascensore. Da martedì 8 a sabato 12 aprile, ore 13:30 – 17:30.

Il Giardino delle idee

Orticola di Lombardia è protagonista al Fuorisalone durante la Design Week da martedì 8 a domenica 13 aprile al Chiostro del Museo Diocesano Carlo Maria Martini in corso di Porta Ticinese, 95 con un fitto calendario di workshop gratuiti da prenotare, previa registrazione. “La Teoria del Quanto”è fil rouge dell’edizione 2025 che spingerà a chiedersi quanto impattano le nostre decisioni e i nostri comportamenti sul pianeta, sugli altri e su noi stessi.

Palazzo Cordusio entra nel mondo di Persefone

Dal 7 al 24 aprile, Palazzo Cordusio Gran Meliá si trasforma in un luogo sospeso tra luce e ombra grazie a Persephone’s World, l’installazione firmata dalla talentuosa Mirei Monticelli. Ispirata al mito greco della dea Persefone e al tema Mondi Connessi del Fuorisalone 2025, l’opera crea un’esperienza immersiva e simbolica, dove design, luce e materia raccontano il passaggio tra vita e aldilà. Un arco luminoso accoglie i visitatori all’ingresso, mentre lingue di fuoco e un globo radiante narrano la rinascita ciclica della natura. In un gioco di illusioni e riflessi infiniti, lo specchio di Costantini Design dissolve i confini tra i mondi, offrendo un viaggio estetico che è anche spirituale.

Una piazza tech a tema design

Nel cuore della Milano Design Week 2025 prende vita The Amazing Plaza, un’installazione che rilegge in chiave contemporanea la storica piazza italiana da sempre luogo d’incontro, scambio e scoperta. Al centro della scena, un padiglione monumentale che unisce eleganza classica e innovazione hi-tech, attorno al quale si snodano tre aree tematiche dedicate all’universo della casa: arredo, illuminazione, smart living e accessori tech, con una particolare attenzione all’eccellenza delle PMI italiane. Un’esperienza immersiva tra funzionalità e meraviglia, dove il design diventa protagonista della vita quotidiana, proprio come accadeva nelle piazze di una volta.

The Amazing Plaza Design Week 2025
Fonte: Ufficio Stampa
The Amazing Plaza, uno degli eventi da non perdere durante la Design Week

Il Cervello Origami di Tony Pignatelli con Moleskine in zona Tortona

Dal 7 aprile, BASE Milano si trasforma in un laboratorio creativo grazie a _Unleash Your Genius_, il progetto Moleskine che celebra la scrittura a mano come motore di innovazione, benessere e immaginazione. Protagonista assoluto: il Cervello Origami di Tony Pignatelli, una monumentale scultura in carta Moleskine che rende visibile il potere del pensiero scritto. Un’ode al gesto più semplice e rivoluzionario: impugnare una penna e lasciar fluire le idee.L’installazione è accompagnata da esperienze interattive che mettono al centro la creatività di ognuno attraverso un muro della creatività condivisa e laboratori live di disegno, calligrafia e scrittura.

Il giardino delle api ala Stazione Garibaldi

In occasione della Design Week, Flying Tiger Copenhagen espone l’installazione Fly Garden, realizzata in collaborazione con Green Island e curata da Claudia Zanfi, storica dell’arte e del paesaggio. Il progetto trasforma lo store della Stazione Garibaldi in un piccolo giardino botanico urbano omaggiando le api solitarie attraverso un allestimento scenografico con fiori e piante bee-friendly. Protagoniste della vetrina, arnie d’artista, prototipi di eco-design realizzati con stampante in 3D e fibre vegetali.

Superdesign Show a tema happiness

A 25 anni dalla nascita di Superstudio Più in via Tortona, la venue che ha dato il via al fenomeno Fuorisalone, Superdesign Show celebra il suo anniversario con un tema pieno di energia positiva: HAPPINESS. Un invito aperto a designer, brand e creativi a portare la felicità dentro ogni progetto, ogni installazione, ogni esperienza. Il risultato? Un viaggio emozionante tra idee che fanno bene all’anima e bellezza che stimola i sensi. Con oltre 70 designer da 10 nazioni, 20+ progetti internazionali e il coinvolgimento di 3 continenti, questa edizione è una vera e propria festa globale del design contemporaneo. Un evento visionario curato da Gisella Borioli, con la direzione artistica di Giulio Cappellini.

Una giungla metropolitana nella sede INPS

Metropolitan Jungle è il concept dell’artista e interior designer Angela Florio di DecorAzione presso l’Istituto di Previdenza Sociale – INPS che apre le porte della sede di via Circo, 16, nel quatiere 5VIE,  con un progetto che rappresenta il dialogo armonioso tra l’arte, il design e la natura urbana. Ci si potrà immergere nella visione onirica e partecipare anche a workshop sulle tecniche di applicazione delle tinte naturali su diversi materiali, come il legno. Lo scopo è sensibilizzare il consumatore al rispetto dell’ambiente nelle scelte di arredo, mostrando come nel design contemporaneo si possono colorare superfici con prodotti non nocivi per l’essere umano e da smaltire senza inquinare. I workshop si terranno ogni giorno alle 17 e dureranno circa 20 minuti.

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Fonte: Ufficio stampa
Metropolitan Jungle all’INPS

Città vista cielo, una mostra che unisce arte e viaggio

In occasione della Milano Art Week  Fuorisalone, l’Agenzia di Turismo 5 Giornate presenta Città viste dal cielo, una mostra che unisce lo sguardo artistico al desiderio di scoperta. Protagoniste sono le opere di Luigi Angiuli, artista visionario che trasforma 12 planimetrie urbane in paesaggi astratti e onirici, come se le città fossero osservate da un aereo o da un satellite. Le sue mappe sospese nel tempo e nello spazio raccontano la complessità delle metropoli contemporanee e il senso dell’abitare umano dentro di esse. La mostra inaugurata il 1° aprile resta visitabile gratuitamente fino all’11 aprile, durante gli orari di apertura dell’agenzia. E per girare in città, ci sono le biciclette elettriche e i monopattini di design realizzati in edizione limitata dagli studenti dell’istituto internazionale di design Raffles Milano per Lime.

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Fonte: Ufficio stampa
Le bici elettriche e i monopattini per la Design Week di Milano

Queste sono le mete europee più belle per godersi il Ponte 25 aprile – 1° maggio 2025

Par : losiangelica
3 avril 2025 à 16:28

Hai voglia di staccare la spina, fare le valigie e partire per una piccola avventura primaverile? Il Ponte tra il 25 aprile e il 1° maggio 2025 cade perfettamente: 7 giorni che profumano di libertà, relax e nuove scoperte. Hai già deciso dove andare? O sei ancora indeciso tra una fuga romantica, un on the road selvaggio o una full immersion tra storia e cultura? Abbiamo raccolto per te le mete europee tra le più belle, suggestive e perfette per vivere questo periodo al massimo. Alcune sono più rilassanti, altre decisamente più dinamiche, ma tutte hanno una cosa in comune: sono esperienze indimenticabili.

La bellezza dei castelli della Loira

Chi non ha mai sognato, almeno una volta nella vita, di far parte di una fiaba? In Francia c’è la possibilità di assaporare la magia esplorando la valle della Loira. Lontana dal turismo di massa, tra manieri sfarzosi e vigneti che si perdono all’orizzonte, spicca per eleganza e romanticismo. Consigliamo un itinerario da Tours o da Orléans per poi spostarsi da un castello all’altro: Chambord, con la sua maestosa scala a doppia elica, Chenonceau, che attraversa il fiume come un ponte incantato, o Amboise, con la sua vista panoramica mozzafiato. E tra una visita e l’altra, perché non goderti un bicchiere di vino bianco locale guardando il tramonto sul fiume? Forse è questo il vero significato di “viaggio luxury”.

Alla scoperta dei castelli della Loira nel ponte 25 aprile 1 maggio
Fonte: iStock
Visitare i castelli della Loira durante il ponte del 25 aprile – 1° maggio

I primi raggi di sole sulla costa di Atene

Aprile è il mese perfetto per visitare Atene: le giornate sono lunghe e luminose, le temperature calde e piacevoli ma non eccessive e soprattutto non c’è la folla estiva. Da una parte è possibile godersi un po’ di storia, arrivando fino alle rovine dell’Acropoli dall’altra ci si può gustare un pranzo a base di specialità tipiche come i souvlaki fatto come si deve in una taverna tipica. E per chi desidera vedere il mare? Beh, senza raggiungere le isole greche più popolari ci si può godere la costa di Atene nella pittoresca Cape Sounion, dove il tramonto sul Tempio di Poseidone è uno spettacolo che non ha bisogno di filtri o nuotare a Vouliagmeni.

Godersi la vivace di Amsterdam

Amsterdam in primavera è come una cartolina che prende vita: tulipani ovunque, mercatini all’aperto e gente che pedala con il sorriso. È una città che si vive a ritmo lento, tra una visita al Rijksmuseum e una crociera lungo i canali, tra una pausa nei caffè storici e una passeggiata nel Vondelpark. Perché non affittare una bici ed esplorare anche i dintorni? I campi di tulipani di Keukenhof, proprio in questo periodo, sono un’esplosione di colori da togliere il fiato.

Tra miti e leggende nella capitale irlandese

Tra le capitali più autentiche e belle d’Europa da scoprire c’è Dublino. Il cuore pulsante d’Irlanda simbolo di folklore ma anche multiculturalità è perfetta per un ponte di primavera. Da una pinta di birra al Temple Bar alla visita al museo della Guinness per poi esplorare il lungo fiume del Liffey, il castello e ovviamente il Trinity College dove è custodita una delle librerie più suggestive al mondo. E per chi ha voglia di esplorare i dintorni è possibile arrivare alle scogliere di Howth con i mezzi pubblici: circa 30 minuti dalla città ma ne vale la pena.

Visitare Dublino durante il ponte 25 aprile 1 maggio
Fonte: iStock
Il vivace quartiere di Temple Bar a Dublino da scoprire durante il ponte 25 aprile – 1° maggio

On the road in Corsica

Hai voglia di prendere l’auto, caricare lo zaino e lasciarti guidare dalla strada? La Corsica è la meta perfetta per un mini road trip. Parti da Bastia e inizia a esplorare: tra i villaggi arroccati del Cap Corse, le spiagge caraibiche di Santa Giulia e le scogliere mozzafiato di Bonifacio, ogni curva è una nuova emozione. La Corsica è natura allo stato puro, ma anche gastronomia rustica, vini forti e un’identità culturale fortissima.

L’autentica Madeira

Vuoi qualcosa di completamente diverso? Un luogo dove la natura è protagonista assoluta? Madeira è un’isola portoghese che ti sorprenderà per la sua autenticità. Qui, l’oceano è blu intenso, le montagne verdi e ripide, e i paesaggi sembrano usciti da un film. Puoi percorrere le levadas, antichi sentieri scavati tra le rocce, ammirare il panorama da Pico do Arieiro, oppure rilassarti tra i vigneti che producono l’iconico vino di Madeira. E poi c’è Funchal, la capitale, con i suoi mercati colorati, i giardini tropicali e i ristoranti dove assaggiare pesce fresco con vista mare.

L’atmosfera fiabesca di Colmar

Cerchi un luogo che sembri uscito da un libro illustrato? Colmar, in Alsazia, è pura poesia. E no, non è solo una meta natalizia! Case a graticcio, canali fioriti, insegne antiche e un ritmo lento che ti fa dimenticare tutto il resto. In primavera, questa cittadina francese diventa ancora più incantevole: le strade si riempiono di mercatini, le cicogne tornano a volare sopra i tetti, e ogni angolo è un invito a fermarsi, respirare e sorridere. Passeggia tra le viuzze del centro, assaggia una tarte flambée in un bistrot accogliente, scopri i vigneti nei dintorni o fai una gita a Eguisheim, uno dei villaggi più belli di Francia.

Colmar una delle mete da sogno per il ponte 25 aprile 1 maggio
Fonte: iStock
Visitare l’Alsazia partendo da Colmar durante il ponte 25 aprile – 1° maggio

Ispirazioni hygge e design a Copenaghen

Se il tuo ideale di vacanza è fatto di atmosfere rilassanti, buon cibo e un pizzico di stile scandinavo, Copenaghen ti aspetta a braccia aperte. In primavera la città è un sogno: la luce dorata che accarezza le case colorate di Nyhavn, i caffè minimal con torte alla cannella appena sfornate, le biciclette che scorrono silenziose lungo i canali. Puoi esplorare Christianshavn con una crociera, perderti tra le sale moderne del Louisiana Museum of Modern Art, o semplicemente fare people watching nei parchi della città, dove i danesi si godono ogni raggio di sole come fosse oro.

Sulle tracce di Harry Potter a Edimburgo

Ultima ma non certo per importanza, Edimburgo. Perfetta per chi ama il fascino gotico, le librerie polverose e quel pizzico di magia che rende ogni viaggio speciale. Qui è nata l’idea di Harry Potter, e non è difficile capire perché: il cimitero di Greyfriars, i corridoi della George Heriot School, i caffè dove scriveva J.K. Rowling… tutto parla di incantesimi e misteri. Ma Edimburgo è molto di più: il Castello domina la città, il quartiere di Dean Village sembra uscito da un dipinto e Arthur’s Seat ti regala una vista mozzafiato dopo una breve escursione.

Una crociera letteraria sta per partire: è la vacanza da sogno per gli amanti dei libri

Par : losiangelica
24 mars 2025 à 13:30

Ci sono scuole superiori che l’hanno scelta come gita scolastica, amanti dei libri che non vedono l’ora di partire e appassionati di cultura che non si possono far scappare l’occasione: riparte “Una Nave di Libri per Barcellona”, la crociera letteraria che dal 5 al 10 aprile collegherà Civitavecchia a Barcellona con una settimana all’insegna del relax, turismo e ovviamente lettura. Il progetto, promosso dal mensile Leggere:tutti in collaborazione con Grimaldi Lines, coinvolgerà lettori e scrittori in un itinerario unico nel suo genere. Non si tratta di una vera e propria novità: l’iniziativa giunge nel 2025 alla tredicesima edizione di successi.

Una Nave di Libri: la crociera con tema poesia e natura

Il filo conduttore della crociera Una Nave di Libri, con partenza da Civitavecchia e tappa a Barcellona, è il rapporto profondo tra poesia e natura, un mix antico che risale a Lucrezio con il De Rerum Natura e giunge fino al Cantico delle creaturedi San Francesco, di cui nel 2025 ricorrono gli 800 anni. Un anniversario importante che verrà celebrato con letture, incontri e spettacoli. A bordo si parlerà di ambiente e poesia in tutte le sue declinazioni artistiche: dai versi declamati agli spettacoli teatrali, dalle canzoni d’autore (che spesso sono poesie in musica) ai film che sanno raccontare la natura con tocco lirico. E ancora la pittura, il cinema, la fotografia. Ogni arte avrà il suo spazio per raccontare la bellezza e la fragilità del nostro pianeta.

Il programma della crociera letteraria

Il programma prevede ospiti d’eccezione; saranno a bordo grandi nomi della poesia italiana come Claudio Damiani, con il suo nuovo libro Rinascita, e Stefano Dal Bianco, vincitore del Premio Strega Poesia 2024 con Paradiso. Maria Letizia Putti parlerà della poesia nell’arte attraverso il suo lavoro su Canova, mentre Marina Benedetto porterà in scena una performance tra musica e poesia dedicata a Pascoli.

E poi ancora: Antonella Lattanzi, Eraldo Affinati, Valeria Montebello, Roberto Emanuelli, Mario Liberto, Bruno Gambacorta, tutti pronti a dialogare con i lettori in un clima intimo e appassionato. Per gli amanti della musica d’autore, ci saranno Mimmo Locasciulli, vincitore del Premio Tenco 2024, ed Erica Mou, con la sua voce e il suo romanzo Una cosa per la quale mi odierai. Non mancheranno momenti di partecipazione attiva, grazie alla coinvolgente energia di Valentina De Rosa. Tra le attività più attese c’è il Poetry Slam a tema natura, una vera sfida “all’ultima rima” aperta a tutti, con una sezione speciale dedicata agli studenti. Un’occasione per mettere in versi le proprie emozioni e riflettere insieme sulla salvaguardia dell’ambiente.

Ma la poesia si intreccia anche alla scienza: a bordo saranno presenti i ricercatori del progetto Life Conceptu Maris di ISPRA, che racconteranno il delicato ecosistema del nostro mare e accompagneranno i viaggiatori in sessioni di avvistamento di cetacei e tartarughe dal ponte della nave.

Durante la traversata sarà allestita una grande libreria a cura del Culture Club Cafè di Mola di Bari, con una selezione speciale di volumi dedicati alla natura e alla sostenibilità, oltre ai libri degli autori presenti sulla nave. Arrivati a Barcellona, l’esperienza continua: ci sarà una visita guidata al Giardino Botanico della città e al Monastero di Montserrat, un luogo mistico che custodisce la biblioteca più antica d’Europa e ospita il celebre coro delle voci bianche.

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