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Le 5 migliori destinazioni di mare in Italia

24 juillet 2026 à 10:44

Anno dopo anno, l’Italia si conferma una delle destinazioni preferite, sia dai viaggiatori italiani che da quelli internazionali, per trascorrere le vacanze estive. Oltre alle sue città e ai suoi monumenti famosissimi, il Paese si distingue anche per i suoi chilometri di costa e il suo patrimonio naturale: spiagge, calette e borghi.

Con l’arrivo dell’estate, le coste italiane diventano lo scenario perfetto per una vacanza all’insegna del relax, della gastronomia e della cultura. Dalle isole del Mediterraneo alle regioni del Sud, l’Italia offre destinazioni per tutti i gusti: luoghi esclusivi, angoli tranquilli lontani dalla folla e zone dove è ancora possibile respirare l’autentica essenza dello stile di vita italiano.

Uno dei modi migliori per scoprire questi luoghi è farlo in totale libertà, soprattutto nelle zone in cui le spiagge più belle si trovano lontano dalle principali città. Avere un’auto a disposizione durante il viaggio permette di creare il proprio itinerario, spostarsi comodamente e sfruttare al meglio ogni giornata. A questo scopo, piattaforme come DoYouItaly facilitano il confronto tra diverse opzioni di noleggio auto in Italia, aiutando a trovare la soluzione più adatta a ogni viaggio.

Ecco cinque destinazioni balneari imperdibili da scoprire quest’estate.

Sardegna, il gioiello blu del Mediterraneo

Cala Goloritzé
DoYouItaly
Cala Goloritzé

Se c’è un luogo in Italia in grado di competere con alcune delle destinazioni tropicali più famose del mondo, questo è sicuramente la Sardegna. L’isola è conosciuta per le sue acque cristalline, le spiagge di sabbia fine e una costa dove la natura è la vera protagonista.

La Costa Smeralda, situata nella parte nord-orientale dell’isola, è una delle zone più conosciute. Le sue calette dalle acque turchesi e i suoi paesaggi mediterranei hanno trasformato quest’area in una delle destinazioni più esclusive del Paese. Ma la vera essenza della Sardegna si scopre anche nei suoi piccoli borghi costieri e sulle sue spiagge meno conosciute.

Tra queste spicca La Pelosa, vicino a Stintino, una delle spiagge più fotografate d’Italia grazie alla sua sabbia bianca e alle sue acque poco profonde. Merita una visita anche Cala Goloritzé, un piccolo gioiello naturale situato sulla costa orientale e protetto da imponenti formazioni rocciose alla quale si accede solamente a piedi o in barca.

L’isola è perfetta da esplorare on the road. Le distanze tra alcune delle spiagge rendono l’auto un’opzione molto pratica per chi vuole scoprire zone diverse senza limitarsi a un’unica località turistica.

Sicilia: spiagge tra storia, vulcani e tradizione

Sicilia
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Sicilia

La Sicilia rappresenta una delle migliori combinazioni di mare e cultura in Italia. L’isola più grande del Mediterraneo offre chilometri di costa, borghi ricchi di storia e una gastronomia che è diventata una delle sue principali attrazioni.

Una delle destinazioni più popolari è San Vito Lo Capo, una località incastonata tra montagne e mare che ospita una delle spiagge più belle del Paese. La sua sabbia chiara e le acque tranquille la rendono il luogo ideale per trascorrere qualche giorno all’insegna del relax.

Un altro dei paesaggi più spettacolari è la Scala dei Turchi, una formazione rocciosa bianca che si erge sul mare e che è diventata uno dei simboli naturali della Sicilia. Il suo profilo contrasta con il blu del Mediterraneo, regalando una delle immagini più iconiche dell’isola.

Oltre alle sue spiagge, la Sicilia invita a scoprire le sue città e i suoi borghi. Da Palermo a Catania, passando per piccoli comuni costieri, l’isola offre un itinerario completo per i viaggiatori alla ricerca di molto più che sole e mare.

Noleggiare un’auto permette di scoprire questa varietà di paesaggi con maggiore flessibilità, soprattutto in una regione dove molte spiagge e punti panoramici si trovano al di fuori degli itinerari più conosciuti.

Costiera Amalfitana, la costa italiana diventata un’icona mondiale

Costiera Amalfitana
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Costiera Amalfitana

Poche zone costiere hanno un’immagine riconoscibile come quella della Costiera Amalfitana. Situata a sud di Napoli, questa regione è diventata una delle destinazioni più fotografate d’Italia grazie ai suoi borghi arroccati sulle scogliere, alle sue strade panoramiche e alle sue viste sul Mediterraneo.

Positano è il paese più famoso della Costiera. Le sue case colorate che scendono lungo la montagna e la sua spiaggia affacciata sul mare formano uno degli scorci più emblematici e fotografati del Paese. Tuttavia, la Costiera Amalfitana è molto più di Positano.

Amalfi, Ravello e Praiano sono altre tappe imperdibili per scoprire questa zona così famosa.

Esplorare questa Regione richiede una certa pianificazione, poiché le sue strade sono strette e ricche di curve, ma viaggiare in auto permette di godersi il percorso con maggiore libertà e di fermarsi nei punti panoramici o nei piccoli borghi che spesso passano inosservati.

Puglia, la destinazione del Sud che conquista i viaggiatori

Puglia
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Puglia

Negli ultimi anni, la Puglia è diventata una delle regioni italiane con la maggiore crescita turistica. Uno dei suoi luoghi più conosciuti è Polignano a Mare, un borgo costruito sulle scogliere dove la spiaggia di Lama Monachile è diventata un vero e proprio simbolo. Circondata dalla roccia e bagnata da acque trasparenti, è una delle spiagge più belle del Paese.

Ma il vero tesoro della Puglia si trova nel Salento, una zona dove si susseguono spiagge di sabbia fine e acque cristalline. Qui è possibile trovare angoli più tranquilli e paesaggi naturali perfetti per staccare dalla routine.

Le dimensioni della regione e la distribuzione delle sue spiagge la rendono una destinazione ideale da esplorare in auto, alternando giornate al mare a visite nei borghi storici e nei ristoranti dove assaggiare alcuni dei piatti più tradizionali del Sud Italia.

Isole Eolie, natura vulcanica di fronte al Mediterraneo

Isole Eolie
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Isole Eolie

L’ultima destinazione di questa lista ci porta alle Isole Eolie, un arcipelago situato al largo della costa settentrionale della Sicilia e famoso per i suoi paesaggi di origine vulcanica.

Ogni isola offre un’esperienza diversa. Lipari, la più grande, è un punto di partenza perfetto per scoprire l’arcipelago. Vulcano sorprende per i suoi paesaggi vulcanici e le sue acque termali, mentre Salina si distingue per la sua natura rigogliosa e la sua atmosfera tranquilla.

Se stai organizzando un viaggio in Sicilia, vale davvero la pena dedicare almeno una giornata alla scoperta delle Isole Eolie. Raggiungerle in barca e trascorrere una giornata tra acque cristalline, paesaggi vulcanici e piccoli borghi è un’esperienza speciale che permette di arricchire il viaggio con una parentesi diversa dal solito. Un’escursione perfetta per staccare la spina e scoprire uno degli angoli più affascinanti del Mediterraneo.

Italia, una destinazione di mare da scoprire senza fretta

Le spiagge italiane dimostrano che il Paese è molto più delle sue grandi città e del suo patrimonio storico. La Sardegna, la Sicilia, la Costiera Amalfitana, la Puglia e le Isole Eolie rappresentano cinque modi diversi di vivere il mare: dall’avventura e dalla natura al lusso e alla tranquillità.

Per vivere questi itinerari con maggiore comodità, viaggiare in auto offre una libertà difficile da ottenere con altri mezzi di trasporto. Confrontare le diverse opzioni prima di partire permette di trovare il veicolo più adatto a ogni tipo di vacanza.

Con servizi come DoYouItaly, i viaggiatori possono organizzare il proprio itinerario in Italia e scoprire alcune delle destinazioni balneari più spettacolari del Paese, con la libertà di decidere quando fermarsi, cosa visitare e quanto tempo dedicare a ogni angolo.

Weekend in famiglia senza auto, in viaggio verso il divertimento con un solo biglietto

16 juillet 2026 à 17:41

Quante volte avete sognato una giornata di puro divertimento in famiglia, per poi scontrarvi con la realtà? Il traffico che si allunga sull’autostrada, la ricerca infinita di un parcheggio, lo stress di calcolare tempi e costi, la stanchezza che arriva prima ancora di essere arrivati a destinazione. Organizzare una gita fuori porta con bambini al seguito può trasformarsi in un’impresa più faticosa della gita stessa. E se vi dicessimo che tutto questo può diventare parte del divertimento, invece che un ostacolo?

Con i pacchetti delle “Gite in Treno” di Trenord dedicati a Movieland e Caneva World, proposti con il supporto di Discovera, la prima piattaforma di experience mobility che integra l’ecosistema di servizi turistici ed esperienziali con quelli di mobilità, il viaggio non è più un problema da risolvere e diventa il primo capitolo di un’avventura da vivere insieme: basta salire in treno da qualsiasi stazione della Lombardia.

Perché scegliere i pacchetti Trenord, tutti i vantaggi in un unico biglietto

Il primo grande vantaggio è la libertà di partenza: che siate a Milano, Bergamo, Brescia o in una piccola stazione di provincia, il vostro viaggio verso il divertimento comincia comodamente vicino a casa.

A questo si aggiunge la possibilità di dimenticare completamente lo stress da traffico e parcheggio senza code in autostrada, oppure la ricerca affannosa del posto auto. in più, non ci sono costi imprevisti: il treno vi porta dritti a destinazione, lasciandovi solo il pensiero di divertirvi. E una volta arrivati a Peschiera del Garda, non dovrete preoccuparvi nemmeno dell’ultimo tratto di strada, perché una navetta dedicata vi accompagna direttamente all’ingresso del parco, senza trasferimenti complicati né tempo perso.

Movieland Park
Trenord
Movieland Park

C’è poi la comodità di avere tutto in un’unica soluzione: treno e ingresso al parco in un solo pacchetto, a un prezzo chiaro e conveniente, senza sorprese e senza biglietti separati da gestire, per pianificare la giornata in modo semplice. E scegliendo il treno, si sceglie anche un modo di viaggiare più sostenibile, che riduce le emissioni senza rinunciare a comodità e convenienza, con prezzi sia per gli adulti che per i più piccoli.

Ma il valore più grande è quello che si trova una volta arrivati: un’esperienza costruita davvero per tutta la famiglia, dai più piccoli agli adulti, con attrazioni ed emozioni su misura per ogni età. Meno ore passate in auto si trasformano in più ore da dedicare a ciò che conta davvero: ridere, giocare e creare ricordi insieme ai vostri cari.

Movieland, entra nel cuore del cinema

Pensate di varcare l’ingresso di un parco e ritrovarvi improvvisamente sul set di un film d’azione, tra effetti speciali che sembrano usciti dritti da Hollywood. A Movieland, il parco cinematografico più emozionante d’Italia, grandi e piccoli possono vivere attrazioni mozzafiato, assistere a spettacoli dal vivo pieni di adrenalina e scoprire scenografie che raccontano storie indimenticabili. Un’esperienza tra spettacolo, divertimento e meraviglia, perfetta per stupire tutta la famiglia.

Con il pacchetto Treno + Ingresso Movieland di Trenord, tutto questo è a portata di biglietto: 49 euro per gli adulti e 41 euro per i ragazzi (4-13 anni).

Movieland
Trenord
Movieland

Caneva World, un tuffo nell’avventura

Se cercate refrigerio e adrenalina, Caneva World è il parco acquatico che fa per voi. I più piccoli potranno salpare all’avventura nella coloratissima Pirates Lagoon, tra galeoni e giochi d’acqua pensati apposta per loro. Chi ama il brivido potrà invece mettersi alla prova su Strukas Boom, dove una botola si apre improvvisamente a oltre 30 metri d’altezza, o lanciarsi sui gommoni Black Hole e Twin Peaks. E per chi preferisce il relax, non mancano gli intramontabili scivoli d’acqua, perfetti per rinfrescarsi in compagnia.

Con il pacchetto Treno + Ingresso Caneva World, l’avventura acquatica costa 48 euro per gli adulti e 41 euro per i ragazzi (4-13 anni).

Divertimento a Caneva Aquapark di Peschiera del Garda
Trenord
Divertimento a Caneva Aquapark di Peschiera del Garda

Il valore di scegliere Trenord

Con i pacchetti delle “Gite in treno” di  Trenord, non si risparmia solo tempo e denaro, ma si sceglie un modo diverso di viaggiare, dove ogni tappa del percorso – dalla stazione di partenza fino all’ingresso del parco – fa parte dell’esperienza stessa. Un viaggio da vivere insieme, senza la fatica organizzativa che spesso accompagna le gite in famiglia.

bambini si divertiranno già dal finestrino del treno, gli adulti potranno finalmente rilassarsi sapendo che tutto è già organizzato, e l’intera famiglia arriverà a destinazione pronta a vivere una giornata indimenticabile, tra emozioni, risate e ricordi che dureranno per sempre.

Pronti a partire?

Non lasciate che l’organizzazione rovini il divertimento. Con Trenord e Discovera, il viaggio verso Movieland e Caneva World diventa parte dell’avventura: comodo, sostenibile e pensato per tutta la famiglia.

Scopri i pacchetti Trenord per Movieland e Caneva World.

Borgo Cala Moresca e Monte Turri: l’accoglienza più vera nel cuore dell’Ogliastra

14 juillet 2026 à 10:15

Quante volte avete prenotato una vacanza “esclusiva” per poi ritrovarvi in un resort anonimo, identico a mille altri? Nell’epoca dell’overtourism e delle strutture standardizzate, trovare un luogo che custodisca davvero l’anima di un territorio è diventato un lusso raro. Si cerca il mare cristallino, ma si vuole anche sentire la storia della Sardegna sotto i piedi. Si desidera il comfort, ma senza rinunciare alla bellezza di quello che ci circonda. Si sogna la privacy, ma non l’isolamento da tutto ciò che rende un luogo speciale.

In Ogliastra, una delle cinque Blue Zone del pianeta – territori dove la qualità della vita e la longevità dei suoi abitanti sono un fenomeno studiato in tutto il mondo – all’Arbatax Park Resort by Falkensteiner esiste un modo di accogliere gli ospiti che rifiuta l’omologazione e riporta il viaggio alla sua essenza più pura.

Accoglienza in Ogliastra
Arbatax Park Resort by Falkensteiner
Accoglienza in Ogliastra

Un borgo che sembra esistere da sempre

Pietra levigata dal tempo, travi in ginepro, l’aroma della macchia mediterranea che si mescola alla brezza marina: il Borgo Cala Moresca si svela un passo alla volta, tra piazzette raccolte e scorci di mare che sorprendono a ogni angolo. Un’esperienza di soggiorno costruita nel segno della continuità con l’architettura tradizionale sarda, dove ogni dettaglio – dal ferro battuto ai materiali storici – racconta l’anima di un antico villaggio dell’isola, senza però rinunciare ai moderni standard di comfort delle sue 225 camere completamente rinnovate.

Cala Moresca camera superior
Arbatax Park Resort by Falkensteiner
Cala Moresca camera superior

E quando il richiamo del mare si fa irresistibile, non serve percorrere chilometri: la suggestiva insenatura di Cala Moresca è raggiungibile a piedi in pochi minuti, regalando quell’accesso immediato alla natura che tante strutture promettono e poche riescono davvero a proporre.

Borgo Cala Moresca
Arbatax Park Resort by Falkensteiner
Borgo Cala Moresca

Per chi cerca silenzio e vista infinita

Se il Borgo racconta la vita di comunità di un villaggio sardo, arroccato sul punto più alto del promontorio di Capo Bellavista si trova l’anima più riservata di questo racconto: l’Hotel Monte Turri. Con sole 17 camere, la struttura è ideale per chi desidera un soggiorno all’insegna della massima privacy, lontano dal rumore ma vicinissimo alla bellezza.

In questa struttura, il tempo si dilata su un’ampia terrazza solarium, in una piscina panoramica che sembra fondersi con l’orizzonte, e in un ristorante affacciato sul mare dove ogni pasto diventa un momento da assaporare lentamente. Non un semplice hotel, ma un rifugio sospeso tra cielo e Mediterraneo.

Hotel Monte Turri
Arbatax Park Resort by Falkensteiner
Hotel Monte Turri

Il valore aggiunto di una Blue Zone

Ciò che rende questa esperienza è però contesto in cui si inserisce. L’Ogliastra è una delle cinque Blue Zone al mondo, territori celebrati a livello internazionale per la straordinaria qualità ambientale e per la longevità eccezionale dei suoi abitanti. Il soggiorno diventa quindi un equilibrio tra uomo e natura che si respira in ogni angolo, dalla tutela della biodiversità alla bellezza incontaminata di una delle coste più affascinanti del Mediterraneo.

Non è un caso che la gestione operativa di queste due realtà sia affidata al prestigioso Falkensteiner Michaeler Tourism Group, garanzia di uno standard di ospitalità internazionale che sa però mettersi al servizio dell’identità locale, senza mai sovrastarla.

Area relax con piscina
Arbatax Park Resort by Falkensteiner
Area relax con piscina

Un’estate da vivere, non solo da guardare

L’Arbatax Park Resort by Falkensteiner è adatto a una famiglia in cerca di spazi tranquilli e della vicinanza al mare, oppure per una coppia alla ricerca di un rifugio esclusivo e panoramico, il Borgo Cala Moresca e il Monte Turri propongono due modi diversi di vivere la stessa promessa: un legame profondo con il territorio, un comfort senza compromessi e un’atmosfera che difficilmente si dimentica.

Vivi l’estate nel cuore dell’Ogliastra

Non lasciate che sia solo un’altra vacanza. Scoprite un luogo dove la storia, la natura e l’ospitalità si incontrano in un equilibrio perfetto, all’interno di una delle zone più longeve e affascinanti del pianeta.

Scopri il Borgo Cala Moresca e l’Hotel Monte Turri su arbataxpark.com.

Calabria da scoprire, la vacanza in famiglia che diventa esperienza

29 juin 2026 à 17:54

Il profumo di pineta che si mescola alla salsedine, le risate dei bambini che rimbalzano tra le piscine, il ritmo pacato di una mattinata senza sveglia: al Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria la vacanza prende forma già dal primo passo nella struttura, e da lì in poi assume un significato più ampio che contiene tutto: il bisogno di staccare degli adulti, l’energia inarrestabile dei più piccoli, l’indipendenza che cercano i teenager, e quella voglia di stare insieme che rende speciale ogni estate in famiglia.

La piscina del Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria
Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria
La piscina del Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria

Una base attiva di 124.000 metri quadrati

Ad accompagnare le giornate c’è anche una spiaggia privata, raggiungibile attraverso una pineta che regala ombra naturale e un percorso quasi rituale tra il resort e il mare in pochi minuti a piedi che separano due mondi e li uniscono allo stesso tempo.

Piscina al Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria
Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria
Piscina al Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria

La Calabria vera, a due passi dal resort

L’estate in Calabria ha ancora il sapore di certe vacanze di una volta: l’accoglienza calorosa, la cucina che profuma di mare e di tradizione e le serate che si allungano piano. Ma è anche un punto di partenza ideale per chi vuole spingersi oltre i confini del resort: Tropea, con la sua scogliera a picco sul mare e il centro storico arroccato, e Pizzo, capitale del tartufo di gelato e dei borghi marinari, sono entrambe facilmente raggiungibili per una gita fuori porta.

Per chi ama la natura più silenziosa, il centenario platano di Curinga regala invece un’altra Calabria, fatta di storia, ombra secolare e atmosfere quasi sospese nel tempo. La vacanza diventa così doppia: quella dentro il resort, dove tutto è già pronto per essere vissuto, e quella fuori, da scoprire un po’ alla volta.

Un’avventura su misura, per ogni età

È nelle attività dedicate che il Garden Calabria mostra il suo lato più speciale. La grande piscina famiglia, con il suo spray park di 4.000 metri quadrati, è un universo di giochi d’acqua per far divertire i bambini per ore, mentre la piscina adulti di 1.000 metri quadrati è un angolo di tranquillità dedicato a chi cerca un momento di pausa.

I più piccoli trovano nel Falky Land un mondo interamente dedicato a loro, fatto di gioco, scoperta e intrattenimento curato nei minimi dettagli, mentre i teenager hanno il loro spazio di libertà nel Teen Land che, a una certa età, diventa prezioso quanto il mare stesso. E per i genitori che desiderano un momento solo per loro, la piscina Adults-Only di 1.000 metri quadrati è un’oasi, perfetta da abbinare a una sosta nell’Acquapura SPA, 500 metri quadrati tra wet area, cabine trattamenti e gym per ritrovare energia ed equilibrio.

Falky Land al Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria
Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria
Falky Land al Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria

Chi ama lo sport trova al Garden Calabria un vero centro all’avanguardia, con campi da tennis, padel, calcio, badminton, beach volley, ping-pong, bocce e minigolf, oltre a un’area fitness anche all’aperto. Le scuole di tennis, i campus di calcio e i programmi professionali per tutti i livelli trasformano la vacanza in un’occasione concreta per migliorarsi, sotto la guida di istruttori qualificati.

Sport al Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria
Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria
Sport al Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria

La vera novità del 2026, però, arriva dal mare: tornano i corsi di vela con le derive, imbarcazioni semplici e sicure, perfette per chi vuole avvicinarsi a questo sport per la prima volta o ritrovare la confidenza con il timone. Si parte dalle lezioni di teoria e dalla preparazione dell’imbarcazione, per poi passare alla pratica: condurre la barca, apprendere le manovre di base, imparare a entrare e uscire dal mare in autonomia. I velisti più esperti, dal loro canto, potranno noleggiare le imbarcazioni e vivere il mare di Calabria da una prospettiva tutta nuova, libera e avventurosa.

A tavola con calma, dalla colazione alla cena, passando per il brunch

Anche l’offerta gastronomica racconta questa filosofia di vacanza su misura. Al ristorante Pentolo & Grill la colazione viene servita dalle 7.00 alle 10.00, ma la grande novità del 2026 è il brunch, attivo dalle 10.00 alle 12.30: un’idea per chi preferisce concedersi una mattinata più calma, senza l’ansia della sveglia presto, lasciando che la vacanza segua davvero i propri ritmi. Il pranzo arriva poi naturalmente a seguire, dalle 12.30 alle 14.30, completando un’offerta che accompagna gli ospiti dalla mattina alla sera con la stessa cura.

Prenotare in anticipo per partire più sereni

Per chi non ha ancora pianificato l’estate, resta attiva l’offerta Prebook & Save per chi vuole assicurarsi la propria vacanza al Garden Calabria con il giusto anticipo e qualche vantaggio in più.

Relax al Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria
Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria
Relax al Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria

Tra piscine che sembrano piccoli mari, una pineta che conduce alla spiaggia, derive pronte a salpare e un brunch che invita a non avere fretta, il Falkensteiner Club Funimation Garden Calabria trasforma la classica vacanza in famiglia in un’esperienza condivisa, ma costruita su misura per ogni età, in una Calabria che resta vera anche quando si lascia scoprire un passo alla volta.

Dormire al Forte di Bard: un’esperienza di viaggio totale tra gli spazi della guarnigione

22 juin 2026 à 09:00

Provate a immaginare di varcare il portale del Forte di Bard con  una valigia in mano e di salire verso la vostra stanza e non verso le scale dei musei. Di guardare dalla finestra le luci della Valle d’Aosta che si accendono una a una mentre il Forte si svuota dei visitatori e torna a essere – quasi – solo vostro. Questo significa soggiornare al Forte di Bard.

Hotel Cavour et des Officiers, le strutture dentro le mura

All’interno dell’Opera Carlo Alberto, nel corpo più alto del Forte di Bard, si trova uno degli hotel più particolari d’Italia. L’Hotel Cavour et des Officiers è un 3 stelle ricavato nelle sale della vecchia guarnigione: undici stanze esclusive, ognuna con arredi firmati da Vico Magistretti e realizzati dallo Studio E’ De Padova. Nove camere doppie e matrimoniali, una Junior Suite e una Suite, per soluzioni che soddisfano esigenze diverse senza rinunciare all’eleganza discreta di chi sa di trovarsi in un posto fuori dall’ordinario.

Sono queste le stesse mura che un tempo ospitavano soldati, ufficiali, depositi d’armi, dove la storia è letteralmente nel soffitto, nei muri, nello spessore delle pareti. Fuori dalla finestra, la Valle d’Aosta. Sotto, il borgo di Bard e il fiume Dora Baltea.

Hotel Cavour et des Officiers
Forte di Bard
Hotel Cavour et des Officiers

Mangiare al Forte: tra tradizione valdostana e location da film

Al Forte si possono scegliere due opzioni gastronomiche molto diverse tra loro. La Caffetteria di Gola è perfetta per una pausa veloce o per iniziare la giornata: si trova presso il Portale di Gola, in un antico locale dagli arredi di design, con le feritoie originali che incorniciano la vista sulla valle come fossero quadri. Uno di quei posti in cui anche un caffè diventa un’esperienza.

Ben diverso il tono del Ristorante La Polveriera, che occupa la sala che un tempo custodiva munizioni e polveri da sparo. Oggi quello spazio è decorato con i bassorilievi monumentali dell’artista romano Marco Del Re – quattro grandi figure femminili in gesso dipinto e inciso, create appositamente per questi ambienti – e propone una cucina che guarda alla tradizione valdostana con rispetto e qualità. La fonduta, la zuppa alla valpellinentse, i formaggi della zona: mangiare qui è anche un modo per conoscere meglio il territorio.

Scoprire il Forte con calma: il vantaggio di chi si ferma

Chi pernotta al Forte ha il privilegio del tempo. Se i gruppi di visitatori arrivano, si muovono in fila compatta e ripartono, chi ha una stanza può scegliere il proprio ritmo. La mattina presto, quando le sale sono quasi deserte, i musei permanenti si visitano con una qualità di attenzione che nel pieno della giornata è difficile da trovare.

Un percorso ideale per chi ha una giornata intera a disposizione potrebbe cominciare dalle Prigioni del Forte, le più evocative, con le antiche celle che ospitano ricostruzioni in 3D e filmati sulla storia del sito militare e proseguire nel suggestivo Museo delle Alpi.

Museo delle Prigioni
Forte di Bard
Museo delle Prigioni

Si sale poi al Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere, oltre duemila metri quadrati dedicati all’evoluzione delle tecniche difensive. In cima, il Museo delle Alpi offre un’esperienza multimediale e sensoriale che racconta le montagne come spazio vivo.

Senza dimenticare Le Alpi dei Ragazzi, il museo dedicato agli effetti della crisi climatica sulle Alpi: breve, denso, difficile da dimenticare, adatto ai più piccoli ma non solo. Nel pomeriggio si può dedicare il tempo alle mostre temporanee in corso, che cambiano ogni stagione. Da non perdere la mostra dedicata ai ghiacciai firmata da Salgado e l’esposizione, dal 24 luglio al 18 ottobre 2026, Mario Dondero Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano che rivela per la prima volta un corpus di fotografie inedite tratte dall’archivio di Mario Dondero (Genova 1928 – Fermo 2015), grande fotoreporter e testimone civile del Novecento.

Il Bookshop e i souvenir da portare a casa

Prima di uscire, vale la pena passare dal Bookshop del Forte. Non è il classico negozietto da museo con le cartoline e i magneti: è uno spazio curato, con una selezione di pubblicazioni sulla storia del Forte, sulle Alpi, sull’arte e sulla fotografia.

Una sezione è dedicata interamente ai cataloghi delle mostre, molti dei quali sono oggetti editoriali di qualità. Ci sono poi i gadget personalizzati – shopper, mug, pin, t-shirt – e il cd con la colonna sonora del Museo delle Alpi, un souvenir insolito e decisamente originale.

Forte di Bard
Forte di Bard
Forte di Bard

Allargare lo sguardo: il territorio intorno al Forte

Il Forte di Bard non è un’isola. Grazie al Progetto Territorio, l’Associazione ha stretto un’intesa con 15 Comuni della Bassa Valle d’Aosta che condividono storia, paesaggio e una voglia comune di farsi conoscere meglio. Verrès con il suo castello medievale, Issogne con la residenza dei Challant, Pont-Saint-Martin con il suo arco romano, Arnad con il suo celebre lardo: sono solo alcune delle tappe che si inseriscono naturalmente in un itinerario di due o tre giorni con base al Forte.

Un’idea concreta: il primo giorno al Forte tra musei e mostre; il secondo dedicato all’esplorazione dei borghi vicini, con sosta enogastronomica obbligatoria; il terzo per una camminata nei dintorni, dove i sentieri non mancano e il paesaggio alpino fa il resto. Chi vuole può integrare il tutto con una visita alle terme di Pré-Saint-Didier o con un giro in e-bike lungo i percorsi ciclabili della vallata.

Estate al Forte: concerti, spettacoli e incontri sotto le stelle

Se c’è un motivo in più per pianificare un soggiorno al Forte in estate, è la programmazione di eventi che anima la Piazza d’Armi e gli spazi della fortezza nei mesi più caldi. La rassegna Estate al Forte e la rassegna Aosta Classica al Forte mettono insieme musica, teatro, incontri e spettacoli con nomi di primo piano.

Il 4 luglio arriva Arisa con il suo Summer Tour, reduce da un Sanremo in cui ha portato in gara Magica Favola. Il giorno dopo, il 5 luglio, le mura della fortezza accoglieranno i 30 anni di Celtica, il Festival internazionale di musica e cultura celtica, con musica, spettacoli e workshop a partire dal primo pomeriggio. Il 7 luglio è il turno di Antonello Venditti, che dal Forte darà il via al suo Daje! Live Summer 2026.

Casa Challant
Forte di Bard
Casa Challant

Il 9 luglio Paolo Ruffini porta in scena Il Babysitter (quando diventerai piccolo capirai), spettacolo teatrale nato dall’omonimo podcast. Il 10 luglio è la volta di Filippo Caccamo con Fuori di tela, il suo nuovo show comico. Il 12 luglio, all’alba – alle 6.30 per l’esattezza – Cosmo propone il Matinée Tour, un concerto di musica elettronica al sorgere del sole, fedele alla tradizione dei grandi festival europei.

Il 18 luglio va in scena K-Pop is Coming, uno spettacolo immersivo tra musica, narrazione e visual. Il 24 luglio Daniele Silvestri porta al Forte il suo live acustico. Il 25 luglio Angelo Branduardi presenta Il Cantico, omaggio a San Francesco nell’anno degli 800 anni dalla sua morte. Il 30 luglio Niccolò Fabi attraversa il suo repertorio in un concerto che unisce generazioni. Chiude luglio, il 31Paolo Crepet con Riprendersi l’anima, un monologo teatrale tratto dal suo ultimo libro.

Il laboratorio delle Alpi, ad Arvier nasce la montagna del futuro

10 juin 2026 à 09:57

Non solo sci di massa e vette da cartolina. A pochi chilometri dall’autostrada del Monte Bianco esiste un luogo che sta cambiando il concetto stesso di borgo alpino. Arvier si presenta oggi al viaggiatore come un affascinante cantiere di idee in piena mutazione. È la dimostrazione di come la montagna possa reinventarsi, accogliendo il domani senza mai recidere le proprie radici in un perfetto equilibrio tra memoria e metamorfosi che intercetta chi ama viaggiare con occhi curiosi, alla ricerca di territori e storie vere.

A tracciare questa nuova rotta è l’iniziativa Agile Arvier – La cultura del cambiamento. Finanziato con 20 milioni di euro dal PNRR e sostenuto dall’Unione Europea attraverso il fondo Next Generation EU, il progetto sta trasformando il comune in un vero e proprio laboratorio d’avanguardia per l’intero arco alpino. Al centro dell’agenda ci sono la comunità, la sostenibilità, l’adattamento climatico e nuove formule di valorizzazione territoriale. Per chi viaggia, la promessa è straordinaria: superare la superficie della bellezza da ammirare per testimoniare, da vicinissimo, la rinascita di un territorio che pensa al domani.

Perché scoprire Arvier adesso, il valore di una storia in divenire

Ma perché spingersi qui proprio ora? Perché la trasformazione è visibile, in pieno svolgimento. Il progetto semina nuove funzioni, relazioni e servizi senza limitarsi a restaurare delle mura. Il Comune si sta imponendo come un centro di sperimentazione globale, un forum a cielo aperto dove ricercatori, imprese, decisori politici e cittadini si confrontano sulle grandi sfide del nostro tempo, a partire dal cambiamento climatico e dalla qualità della vita in quota, fino alle nuove frontiere delle professioni alpine.

Ad Arvier si supera il concetto di turismo panoramico per entrare in contatto con un organismo vivo. È un viaggio che parla a chi cerca contenuti e relazioni profonde: qui non si compra un’esperienza confezionata, ma si prende parte a una storia in divenire. Un borgo che vuole essere utile oltre che bello, accessibile e generatore di valore per chi lo abita e per chi lo attraversa.

Visitare Arvier
Agile Arvier
Visitare Arvier

Luoghi da visitare che guardano al domani

Il simbolo di questo Rinascimento alpino è il Castello La Mothe, destinato a diventare il Museo del Futuro Alpino: un luogo dove la storia dialoga con i grandi temi del presente, dalle nuove economie della montagna all’abitare in quota, fino alla transizione climatica attraverso un allestimento permanente di opere d’arte moderna.

Ma il cambiamento attraversa tutto il paese. Edifici storici e spazi dimenticati stanno acquisendo nuove funzioni, restituendo valore alla comunità e offrendo al visitatore un’esperienza autentica e contemporanea. La chiesetta del centro, che ospita il nuovo Museo di Arte Sacra.

Poco distante dal centro, la frazione di Leverogne è l’anima più intima, la poesia della quotidianità alpina dell’esperienza ad Arvier.

Qui il paesaggio si fa disegno umano con architetture storiche, terrazzamenti e una fitta trama di testimonianze religiose e contadine raccontano secoli di vita vissuta a ridosso delle vette.

All’interno del piano di rilancio, Leverogne non è un fulcro di accessibilità e funzionalità ripensato sia per i residenti sia per i viaggiatori. Per chi ama esplorare a passo lento, ascoltando il dialogo silenzioso tra le case e la natura, questa frazione è un microcosmo potenziato e perfettamente fruibile, dove ogni dettaglio è un invito alla scoperta.

Scoprire Arvier
Agile Arvier
Scoprire Arvier

I laboratori di comunità, la scienza sposa la bellezza

Arvier non è solo un borgo da visitare, ma un luogo da vivere. Accanto al recupero di castelli, musei ed edifici storici, il territorio si anima con ricerca e percorsi di innovazione che trasformano il paese in un laboratorio a cielo aperto. Un’occasione unica per il viaggiatore di scoprire una montagna autentica, dove natura, cultura e nuove idee si incontrano ogni giorno.

A rendere ancora più originale l’esperienza di Arvier è ad esempio il Green Lab, un laboratorio dedicato alla transizione ecologica e al cambiamento climatico che interpreta la ricerca come occasione di incontro tra istituzioni, esperti, studenti e cittadini.

Per il turista consapevole significa poter visitare un luogo dove innovazione e paesaggio convivono: eventi divulgativi, sperimentazioni sull’agricoltura di montagna, monitoraggio ambientale e iniziative dedicate alla sostenibilità raccontano una montagna che non si limita a custodire il proprio patrimonio, ma lo rinnova continuamente.

Arvier diventa così una destinazione ideale per chi cerca un turismo lento e culturale, dove la bellezza del paesaggio si accompagna alla possibilità di conoscere da vicino un modello di sviluppo che guarda al futuro senza perdere il legame con la propria identità.

Un modello per l’Europa rurale

Agile Arvier è un processo corale e partecipativo. A guidare i laboratori e le sperimentazioni sul campo sono delle eccellenze del territorio, accompagnate da un ricco ecosistema di attori: l’Unité des Communes Valdôtaines Grand-Paradis, ARPA Valle d’AostaFondazione Montagna sicura e l’Institut Agricole Régional.  La vera forza del progetto è nella sua generosità perché i modelli e le soluzioni sviluppati qui non resteranno confinati nella valle, ma saranno condivisi con l’intero arco alpino e con le comunità rurali marginali d’Europa, trasformando Arvier in un punto di riferimento internazionale.

Arvier si posiziona così come la meta d’elezione per chi vuole fuggire dalle rotte commerciali e dai cliché alpini. È un invito al viaggio a passo tranquillo, uno spazio in cui patrimonio storico e innovazione corrono sui medesimi binari, rispondendo perfettamente alle necessità del turismo contemporaneo.

La metamorfosi di Arvier è una realtà che si concretizza giorno dopo giorno nei luoghi, nelle relazioni e negli sguardi della sua gente. Un luogo da inserire subito nella propria mappa dei desideri, non solo per ciò che mostra, ma per la straordinaria promessa di ciò che sta diventando.

Per seguire l’evoluzione del cantiere, scoprire gli eventi e pianificare la visita, il punto di riferimento ufficiale è il portale di Agile Arvier.

Vacanze estive con i bambini: la valigia perfetta non dimentica l’inglese

3 juin 2026 à 09:00

Le valigie sono quasi pronte. Tra un costume e una crema solare, però, c’è qualcosa che rischia di restare a casa: i mesi di inglese faticosamente costruiti durante l’anno scolastico. Il fenomeno ha un nome preciso – Summer Learning Loss – e riguarda milioni di bambini ogni estate.

Cos’è il Summer Learning Loss e perché colpisce soprattutto le lingue

Studi pedagogici internazionali lo documentano da decenni: la pausa estiva interrompe il processo di consolidamento delle competenze acquisite a scuola. Se per alcune materie il rallentamento è contenuto, per le lingue straniere l’impatto è più significativo. L’apprendimento linguistico, infatti, si fonda sulla continuità: senza pratica regolare, il cervello – e quello dei bambini in particolare – tende a “dimenticare” più rapidamente di quanto non si pensi.

A confermarlo è Adrienne Landry, esperta di metodologia didattica e consulente di Novakid, che da anni lavora sul rapporto tra interruzione scolastica e sviluppo delle competenze linguistiche nei più piccoli. Il suo invito ai genitori non è rinunciare alle vacanze, ma ripensare il modo in cui ci si approccia alla pratica dell’inglese fuori dal contesto scolastico applicando meno pressione ma più continuità.

Novakid: lezioni da 25 minuti, ovunque ci si trovi

Tra le realtà che hanno risposto a questa esigenza c’è proprio Novakid, piattaforma online per l’apprendimento dell’inglese dedicata ai bambini dai 2 ai 14 anni, oggi prima in Europa e Medio Oriente nel suo settore. I numeri parlano di 100000 studenti attivi in più di 50 Paesi, una rete di 3700 insegnanti certificati e un curriculum proprietario con un tasso di efficacia dichiarato del 96%. Dati che si riflettono anche sui risultati economici, con una piattaforma ha superato i 100 milioni di dollari di ricavi annuali ricorrenti, confermandosi uno dei progetti EdTech più solidi a livello globale.

Il modello didattico è pensato per adattarsi alla vita reale, vacanze comprese. Le sessioni con gli insegnanti madrelingua durano 25 minuti, un tempo sufficiente per lavorare in modo efficace, senza sottrarre spazio al resto della giornata. Le lezioni sono individuali, si svolgono in videocall e si prenotano con la flessibilità necessaria per conciliarle con escursioni, pranzi in famiglia e lunghi pomeriggi in spiaggia.

A integrare le lezioni c’è il Tutor AI di Novakid: un assistente intelligente che segue il bambino nella pratica autonoma tra una sessione e l’altra, proponendo esercizi calibrati sul suo livello e sui suoi progressi. L’obiettivo è mantenere attiva la lingua anche nei giorni senza lezione, senza trasformare lo studio in un peso.

Come apprendere l'inglese in vacanza
Novakid
Come apprendere l’inglese in vacanza

I consigli dell’esperta, piccole abitudini che fanno la differenza

Tenere vivo l’inglese durante l’estate non significa replicare la scuola sotto l’ombrellone ma trovare il modo di utilizzare la lingua alle attività quotidiane, in modo naturale e – quando possibile –  divertente.

Adrienne Landry suggerisce di partire da ciò che i bambini amano già fare. Le fiabe, per esempio: ascoltare o guardare una storia in inglese stimola la concentrazione e la creatività, e titoli meno conosciuti – come quelli provenienti da tradizioni folkloristiche africane o australiane – hanno il vantaggio di ampliare anche gli orizzonti culturali.

Anche il viaggio stesso può diventare un’aula a cielo aperto. Preparare insieme la valigia nominando vestiti e accessori in inglese, costruire un piccolo dizionario tematico prima di visitare uno zoo o un museo, usare le ore in treno o in auto per imparare qualche frase nuova sono tutti modi concreti per trasformare la vacanza in un contesto di apprendimento senza che il bambino lo percepisca come tale.

Per i giorni più tranquilli, l’esperta consiglia abitudini semplici ma efficaci introducendo la “parola del giorno” da inserire nelle conversazioni, etichettare gli oggetti di casa o della camera d’albergo con il loro nome in inglese, oppure tenere un piccolo diario delle vacanze con una frase o una descrizione scritta ogni sera. E poi i giochi – dal memory con vocaboli inglesi al karaoke con le canzoni preferite – che sfruttano il ritmo e la ripetizione per fissare le parole nella memoria in modo duraturo.

“L’apprendimento dell’inglese dovrebbe essere associato a qualcosa di piacevole”, sottolinea Adrienne Landry. “Grazie a questo, la lingua diventerà uno strumento di espressione personale, non solo una materia scolastica.”

 

Lezioni di inglese brevi per non perdere il ritmo
Novakid
Il nuovo metodo per studiare l’inglese anche in vacanza

L’estate può essere un’alleata

I mesi estivi offrono condizioni favorevoli all’apprendimento delle lingue: i bambini sono più rilassati, meno appesantiti dalle incombenze scolastiche e spesso più curiosi. Quello che manca, di solito, non è la voglia ma una struttura che renda la pratica possibile anche fuori da casa.

Ed è qui che la didattica online cambia le carte in tavola. A differenza dei corsi tradizionali, legati a sedi fisiche e calendari rigidi, una piattaforma digitale viaggia con la famiglia. Che si tratti del lungomare, di un rifugio in montagna, di un vagone ferroviario o di una camera d’albergo, basta un tablet o un PC e una connessione a internet.

Venticinque minuti al giorno, abbastanza per non perdere terreno

Non serve costruire un’aula studio sotto l’ombrellone. Bastano venticinque minuti mentre gli adulti leggono, durante il viaggio in treno verso la meta, nel dopocena in campeggio per garantire ai bambini la continuità di cui hanno bisogno.

Il Summer Learning Loss non è inevitabile. Con gli strumenti giusti, e la giusta flessibilità, settembre può arrivare senza brutte sorprese e magari con qualche progresso in più rispetto a giugno.

Dove andare per staccare davvero la spina: la Regione di Zara è la destinazione anti-stress del 2026

21 mai 2026 à 10:58

Arriva un momento preciso in cui ogni italiano sente il bisogno di sparire. Non per sempre, non lontano anni luce, abbastanza, però, da tornare a respirare senza l’ansia di un appuntamento da rispettare o di un messaggio a cui rispondere. La Regione di Zara, affacciata sull’Adriatico a poche ore dall’Italia, è il posto in cui quel bisogno trova risposta quasi senza accorgersene. Le spalle si abbassano, la luce cambia, il mare apre l’orizzonte e qualcosa si allenta dentro. E se arrivi in primavera o in autunno, quando l’aria è limpida e le folle sono solo un ricordo lontano, la Regione di Zara sembra ancora di più un rifugio privato creato apposta per te.

A chi conosce il calcio, poi, non sfuggirà che questa è la terra che ha formato Luka Modrić. Un nome che in Italia si pronuncia con un’affetto quasi familiare. La sua storia – dall’entroterra aspro di Zara, sospeso tra mare e montagna, fino agli stadi più importanti del mondo – racconta qualcosa di questo luogo: forza quieta, radicamento, dignità senza ostentazione. Una terra che non forma solo campioni, ma persone vere che sanno stare al mondo senza perdersi.

Un angolo nascosto  dove il ritmo rallenta sul serio

Il primo vero respiro di sollievo arriva spesso qui, in una delle zone più singolari e meno conosciute dell’entroterra zaratino. Il mare di Novigrad non è aperto nel senso tradizionale del termine, e proprio questa differenza cambia tutto: l’acqua è quasi ferma, l’atmosfera rarefatta, il senso di isolamento molto più intenso rispetto a qualsiasi altro angolo della costa adriatica.

Il mare di Novigrad
TB Zadar Region
Conoscete il mare di Novigrad, famoso per la sua autenticità, per le cozze pregiate e per i tramonti spettacolari

Da qui, il viaggio scivola verso sud, fino a Biograd na Moru, uno dei principali accessi all’arcipelago zaratino e storico centro della vela. È il punto in cui la terraferma lascia spazio al mare, le strade si interrompono e l’unico appuntamento rimasto sull’agenda è l’orizzonte. Il vento è gentile e le distanze rassicuranti. Per una volta, non fare nulla diventa un’arte che si padroneggia senza sforzo.

Poco oltre, Pašman si distende lunga e verde lungo la rotta verso sud. Navigando le sue coste, il mare si apre gradualmente, il blu si intensifica e si ritrova un’energia che non si sapeva nemmeno di aver perso.

Le isole si susseguono come capitoli di una lettura lenta. , silenziosa e autentica, custodisce le tradizioni della ceramica e pomeriggi senza fretta. Molat, dove il silenzio ha il sapore di un lusso vero. Ist, con la sua forma tonda e raccolta che sembra abbracciare chi arriva. E poi Silba e Premuda, le isole più lontane, dove l’Adriatico diventa blu vellutato e il tempo smette, semplicemente, di contare.

Molat
Fabio Šimićev
Isola di Molat, dove le giornate scorrono tra passeggiate lungo la costa, bagni in mare cristallino e cene semplici affacciate sul porto

Zara e dintorni, dove la cultura si racconta sottovoce

La città di Zara porta i secoli addosso con una leggerezza rara. Le strade romane e le piazze medievali non intimidiscono ma accompagnano chiunque desideri visitarle. La Chiesa di San Donato si alza come un’eco di pietra, la Cattedrale di Sant’Anastasia si slancia verso il cielo con una calma solenne. Il Museo Archeologico e il Museo del Vetro Antico conservano frammenti del passato con delicatezza quasi intima. E poi, al tramonto, c’è l’Organo Marino – un’installazione che trasforma il moto delle onde in musica – e il Saluto al Sole, che illumina il lungomare come se la notte stessa volesse celebrare chi ha scelto di rallentare.

Verso nord, il paesaggio si apre tra lagune, saline e cieli sconfinati, fino a Nin, la più antica città reale della Croazia. La minuscola Chiesa della Santa Croce – spesso definita “la cattedrale più piccola del mondo” – ricorda che il senso del sacro non dipende dalla grandezza.

Ancora più a nord, collegata alla terraferma da un ponte sottile come un filo, Pag si mostra con i suoi paesaggi quasi lunari, pietrosi e siderali. È qui che le donne dell’isola realizzano merletti di tale finezza da sembrare tessuti con la luce del sole: un’arte riconosciuta dall’UNESCO, che ha tutta l’aria di una meditazione resa visibile con le mani.

Pag Island
TB Zadar Region
Esplorate l’isola di Pag è una delle isole più iconiche della Croazia, celebre per i suoi paesaggi quasi lunari

A tavola, senza orologio: il cibo come rito quotidiano

In questa parte di Croazia il cibo non ha mai fretta. Arriva con la sicurezza tranquilla di una Regione che conosce bene la propria terra e il proprio mare. Il tonno allevato nell’arcipelago zaratino è rinomato a livello internazionale per la sua qualità eccezionale – arriva sulle tavole più prestigiose del mondo, compreso il Giappone, dove è particolarmente ricercato. I vini locali – Plavina, Zinfandel, Maraština e Pošip – raccontano in ogni calice il calore del sole e la mineralità della pietra calcarea.

Vigneti nella Regione di Zara
TB Zadar Region
Assaporate i sapori autentici della regione di Zara con un bicchiere di vino di alta qualità proveniente dai vigneti locali

Nin, lo šokol è una tradizione tramandata di generazione in generazione: il collo di maiale viene stagionato lentamente con sale marino, spezie e vino rosso, poi modellato dal vento di bora fino a diventare qualcosa di aromatico e inconfondibilmente locale. I campi di Ravni Kotari – cuore agricolo della Regione – offrono verdure stagionali, fichi, ciliegie e un olio d’oliva che concorre e vince nei contesti internazionali più esigenti. E poi ci sono le cozze di Novigrad: piccole, dolci, naturali, con un sapore che interrompe una conversazione e non richiede commenti.

Ogni pasto è un rituale che riporta con i piedi per terra. Un promemoria concreto che la vita può essere semplice, generosa, piena e che una vacanza vera dovrebbe somigliare esattamente a questo.

Regione di Zara nel 2026, il posto giusto per imparare di nuovo a respirare

Quando arriva il momento di ripartire – se arriva – ci si rende conto che qualcosa è cambiato, in silenzio. Il respiro è più profondo. I pensieri hanno ritrovato uno spazio. Il corpo si sente riequilibrato, non per effetto di qualche programma benessere, ma perché questa regione non ha cercato di impressionare nessuno. Ha solo accolto, con la semplicità di chi non ha nulla da dimostrare.

In un mondo che corre senza sosta, la Regione di Zara regala qualcosa di sempre più raro: la quiete come condizione naturale, non come prodotto da vendere. Gli italiani arrivano qui portandosi dietro il peso del caos quotidiano. Difficilmente lo riportano a casa. E forse questo dice già tutto.

Di’ Sì a una vacanza anti-stress nella Regione di Zara!

Logo Zara
Logo Zara

Louisiana sul grande schermo (e nella vita reale): viaggio nel cuore di Hollywood South

6 mai 2026 à 09:13

Succede sempre guardando un film ambientato in Louisiana: ti fermi e pensi: aspetta, questo posto esiste davvero? Quella luce dorata che filtra tra i cipressi del bayou, quelle strade acciottolate di New Orleans che sembrano uscite da un sogno febbricitante, quei porticati carichi di storia e di qualcosa di indefinibile che fa venire voglia di prenotare un volo. Ecco, quella sensazione ha un nome. Si chiama cinema tourism, e in Louisiana è diventata quasi una forma d’arte a sé.

Non è un caso che la Louisiana venga ormai chiamata affettuosamente Hollywood South. Negli ultimi vent’anni, lo Stato ha attirato produzioni cinematografiche e televisive di ogni genere – da Django Unchained a True Detective, da 12 anni schiavo a Il Curioso Caso di Benjamin Button – trasformandosi in uno dei set naturali più amati al mondo. Ma, dopo i titoli di coda, succede qualcosa di più interessante perché migliaia di persone, ogni anno, atterrano a New Orleans con una lista di luoghi da visitare che non è stata compilata da nessuna guida turistica tradizionale. L’hanno costruita loro, fotogramma per fotogramma, sullo schermo di casa.

Prima di Hollywood

La storia della Louisiana con il cinema non comincia con True Detective né con Brad Pitt ma nel 1896, quando New Orleans inaugurò il primo cinema al coperto con posti a sedere degli Stati Uniti. Un dettaglio che dice molto su una città che ha sempre avuto un rapporto privilegiato con lo spettacolo in tutte le sue forme.

Poi arriva il 1918, e arriva Tarzan. Quando Tarzan delle scimmie uscì nelle sale, la giungla africana era in realtà Morgan City, Louisiana. Il film fu presentato in anteprima al Broadway Theatre di New York e divenne subito un caso: uno dei primi sei film della storia a superare il milione di dollari d’incasso, cifra considerevole all’epoca. Da allora, sono oltre 2.500 le produzioni girate in questo Stato. Tom CruiseElvis PresleySean PennJohn WayneDolly PartonBrad PittCharlton Heston, Jack NicholsonJulia Roberts tutti, prima o poi, hanno camminato sugli stessi marciapiedi, respirato la stessa aria del bayou.

St. Louis Cemetery No. 1
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St. Louis Cemetery No. 1

Louisiana, il bayou non mente mai

La Louisiana è fotogenica in modo naturale e, quindi, non c’è bisogno di molto sforzo da parte dei registi. Basta puntare una macchina da presa verso qualsiasi angolo del bayou all’alba e il risultato è già cinematografico. La luce ambrata, la nebbia bassa sull’acqua, il silenzio rotto solo dal verso di qualche uccello acquatico hanno fatto da sfondo a scene memorabili di decine di produzioni.

Il Louisiana Film Trail, il percorso ufficiale che collega le location più significative dello Stato, è un po’ come un libro di storia scritto in pellicola con paesaggi che conosci già, anche se questo è il tuo primo viaggio. È quella strana magia del déjà vu cinematografico: arrivi in un posto nuovo e ti sembra di tornare a casa.

New Orleans, la città che recita da sola

Per chi ama l’horror, New Orleans è quasi un pellegrinaggio. American Horror Story – nelle stagioni Coven e Freak Show – ha trasformato il Garden District in un labirinto di streghe, sacerdotesse voodoo e presenze che è meglio non incontrare di notte. La Hermann-Grima House e il Lafayette Cemetery No. 1 sono tra le location più cercate dai fan: il cimitero, con le sue tombe sopraelevate che sembrano piccole case, è uno dei set più usati dell’intera città, apparso in decine di produzioni.

Al numero 1140 di Royal Street, nel cuore del French Quarter, sorge la famigerata LaLaurie Mansion, uno dei luoghi più inquietanti di New Orleans anche senza bisogno della fiction. Vale la pena fermarsi anche al New Orleans Pharmacy Museum, che in Freak Show appare come location e nella vita reale è già di per sé un posto fuori dal comune, dedicato alla medicina del XIX secolo. E se si vuole chiudere la serata in modo cinematograficamente corretto, il Cure – un bar dell’Upper East Side – è il posto dove la strega “Suprema” Fiona sorseggia il suo martini. Difficile resistere all’idea di ordinare lo stesso.

Cafè du Monde
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Cafè du Monde

NCIS, tram e caffè al Chicory

In NCIS: New Orleans si cambia completamente registro, con una realtà che ha portato sullo schermo una città più moderna e quotidiana. Le riprese si sono svolte al Café Du Monde e nella vicina Jackson Square, lungo Bourbon Street e sulla St. Charles Avenue fiancheggiata di querce, dove si possono vedere gli attori in posa davanti ai tram più antichi degli Stati Uniti. Quei tram ci sono ancora, e si prendono. Jackson Square e la Cattedrale di St. Louis compaiono anche in decine di altri film. Sono uno di quegli scorci che appartengono a tutti, perché li hai visti così tante volte che sembrano tuoi.

Cattedrale di St. Louis
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Cattedrale di St. Louis

Tra tutte le serie girate a New Orleans, Treme è forse quella che ama di più la città. Ambientata in uno dei più antichi quartieri afroamericani degli Stati Uniti, la serie porta gli spettatori in posti che non compaiono nelle guide standard come il Bullet’s Sports Bar, il Vaughn’s Lounge, il Liuzza’s By the Track. Posti veri, ancora aperti, frequentati da gente vera.

Fuori dalla città

New Orleans è solo il capitolo più noto di una storia più lunga. Spostandosi lungo il Mississippi, tra New Orleans e Baton Rouge, si incontra una sequenza di dimore storiche che hanno fatto da set a film importanti. La Felicity Plantation è dove è stato girato 12 anni schiavo mentre la Houmas House Estate and Gardens ospita invece la memoria di Piano, piano… dolce Carlotta e di Green Book.

Houmas House
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Houmas House

A Baton Rouge, il Campidoglio della Louisiana è dove è stato ambientato Tutti gli uomini del re, il film tratto dalla vita del controverso governatore Huey P. Long. A pochi isolati di distanza, la USS Kidd – una nave da guerra della Seconda Guerra Mondiale – è il set di Greyhound – Il nemico invisibile, con Tom Hanks.

E poi c’è Natchitoches, piccola città nel nord dello Stato, dove nel 1989 fu girato Fiori d’acciaio. La casa del film, una dimora del 1830, è oggi un bed and breakfast con sei camere: ci si può dormire, fare colazione nel set, e ridere tra le lacrime esattamente come faceva Truvy.

La Oak Alley Plantation a Vacherie, con il suo viale di querce secolari, è invece dove Brad Pitt brucia la sua dimora in Intervista col vampiro. Tour guidati portano a vedere la casa neoclassica restaurata e i luoghi delle scene del cimitero. Se sia davvero una tenuta adatta a un vampiro, ognuno può deciderlo da sé.

Oak Alley
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Oak Alley

Il lato selvatico

Duck Dynasty e Swamp People hanno portato sugli schermi di mezzo mondo il bayou più profondo: le paludi del bacino di Atchafalaya, le comunità cajun di Pierre PartHoumaThibodaux. È un mondo fatto di cacciatori di alligatori, richiami per anatre fatti a mano e una filosofia di vita che non chiede molto al di fuori del bayou stesso. West Monroe, nel nord dello Stato, ospita il Duck Commander Museum, che è esattamente quello che sembra.

Ma se vogliamo parlare di un caso studio perfetto di come una serie televisiva possa trasformare un territorio in una meta turistica, dobbiamo parlare di True Detective, la prima stagione, quella con Matthew McConaughey e Woody Harrelson che guidano per ore tra campi di canna da zucchero e cittadine fantasma. Quella serie raccontava la Louisiana rurale, con tutta la sua malinconia, la sua bellezza sfatta, i suoi paesaggi che sembrano fermi nel tempo.

Il risultato è stato un’ondata di turisti che voleva vedere quei posti con i propri occhi. Che voleva capire se quella luce piatta e quel cielo così vasto esistessero davvero. La risposta, per chi è andato a verificare di persona, è sì. Esistono eccome.

Come muoversi

Chi vuole seguire le location in modo organizzato può affidarsi ai tour tematici disponibili in città: diverse compagnie propongono itinerari dedicati al cinema e alle serie tv, guidando i visitatori tra i set più conosciuti del French Quarter, del Garden District e del Treme. Per chi invece preferisce muoversi in autonomia, il Film Trail ufficiale dello Stato è il punto di partenza. Un itinerario che connette New Orleans, le piantagioni lungo il Mississippi, Baton Rouge e le zone rurali del nord, tenendo insieme cinema, storia e cultura in un unico percorso.

Duck Commander
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Duck Commander

Perché partire adesso

Il cinema tourism non è una novità, ma sta vivendo una stagione d’oro. Le piattaforme di streaming hanno moltiplicato le produzioni ambientate in luoghi specifici, creando community di fan sempre più motivate a trasformare lo schermo in itinerario di viaggio. La Louisiana ha capito questa dinamica meglio di quasi chiunque altro, investendo nella promozione delle proprie location e costruendo un sistema in cui industria cinematografica e turismo si alimentano a vicenda.

Il risultato è un circolo virtuoso: arrivano i set, arrivano i film, arrivano i turisti. E i turisti, inevitabilmente, portano con sé qualcosa di prezioso come curiosità, rispetto, desiderio di capire. Non è male, per una storia che comincia sempre con qualcuno seduto sul divano, telecomando in mano, che si chiede: ma questo posto esiste davvero? Scopri di più su Explore Louisiana.

Louisiana da scoprire, dalle città ai grandi parchi naturali: da dove iniziare il viaggio

14 avril 2026 à 12:30

Dimenticate l’America delle cartoline, quella dei neon accecanti e delle insegne di fast food. Siamo infatti in un territorio che si lascia scoprire lentamente, con il profumo di terra umida che sale dalla palude al tramonto, con il suono di uno zydeco che filtra da una porta socchiusa, con il tepore di un piatto di étouffée preparato secondo una ricetta tramandata di generazione in generazione. Siamo nella Louisiana dei bayou, delle piccole città storiche, dei mercati del sabato mattina profumati di spezie e boudin. La Louisiana vera, quella che i viaggiatori più curiosi cercano e che troppo spesso passano senza trovare.

Il 2026 è stato proclamato anno delle attività all’aperto in tutto lo Stato, e non potrebbe esserci momento migliore per avventurarsi oltre il perimetro del Quartiere Francese di New Orleans e scoprire cosa si nasconde nei meandri di questo territorio straordinario.

Baton Rouge, la capitale sul fiume

Prima di immergersi nei bayou e nelle piccole città cajun, vale la pena fermarsi a Baton Rouge, la capitale della Louisiana, spesso sacrificata negli itinerari in favore di New Orleans. Il nome stesso ha origini native americane e francesi: un bastone rosso – forse una lancia che segnava il confine tra i territori di caccia delle tribù Houma e Bayou Goula – che i colonizzatori francesi notarono nel 1699 e da cui battezzarono il luogo.

Il primo sguardo alla città è inevitabilmente quello verso il cielo: il Louisiana State Capitol, con i suoi 137 metri e 34 piani, è il campidoglio più alto degli Stati Uniti. Costruito negli anni Trenta in stile Art Déco per volere del controverso governatore Huey Long, è uno dei pochi capitol americani a sfidare il modello neoclassico con una cupola. Dal ventisettesimo piano, la terrazza panoramica regala una vista mozzafiato sul Mississippi e sull’intera città. L’accesso è gratuito. Poco distante, l’Old State Capitol sembra uscito da un romanzo gotico: costruito nel 1852 con torri merlate e vetrate colorate, fu definito da Mark Twain un “insulto all’architettura”, il che, paradossalmente, lo rende ancora più memorabile.

Old State Capitol
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Old State Capitol

Per capire davvero l’anima della Louisiana, però, la tappa imprescindibile è il Capitol Park Museum: un museo moderno e coinvolgente che racconta la storia, la cultura e l’identità dello Stato attraverso musica, tradizioni creole e cajun, cimeli storici e installazioni interattive.

La natura non manca nemmeno in città: il Bluebonnet Swamp Nature Center, su un’area di oltre 250 acri appena fuori dal centro, offre passerelle sopraelevate che scivolano attraverso la palude di cipressi e tupelo, boschi di magnolie e zone umide. Tartarughe, aironi, lontre e un’infinità di uccelli selvatici attendono il visitatore a pochi minuti dall’autostrada. E per chi vuole usare la bicicletta, il Levee Bike Trail corre lungo il Mississippi offrendo una prospettiva rara sul grande fiume che ha plasmato la storia di questa terra.

State Capitol
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State Capitol

Bayou Country, il respiro della Louisiana

Partite da sud, da quella Regione molle e lacustre che i locali chiamano semplicemente Bayou Country, e avrete già capito che questa non è una terra come le altre. L’acqua fa parte del paesaggio, con canali scuri come tè, cipressi dalle radici storte che emergono dalle acque ferme, muschio spagnolo che pende dai rami come veli da sposa. La luce del pomeriggio filtra tra i rami e trasforma ogni angolo in un’incisione ottocentesca.

Per capire davvero questi ecosistemi, bisogna salire su una barca e affidarsi a una guida locale. I tour operator della zona – radicati in questa terra da generazioni – sono spesso pescatori di granchi, contadini di gamberi di fiume, naturalisti per vocazione. Conoscono i nascondigli degli alligatori, i nomi degli aironi cenerini che sorvolano le acque al mattino, le storie trasmesse a voce lungo il bayou.

Cajun Village
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Cajun Village

Lungo il Bayou Country Crawfish Trail, vi aspettano quasi trenta tappe tra mercati del pesce fresco e ristoranti di cucina cajun con étouffée, jambalaya, gumbo e bisque di gamberi di fiume.

La Regione è anche il cuore del Rougarou Fest, una celebrazione eccentrica e meravigliosamente cajun dedicata alla creatura leggendaria delle paludi. Tra marionette giganti, musica live, dialetto francese cajun e specialità di frutti di mare preparate da volontari locali, questo festival è una delle esperienze culturali più genuine che la Louisiana sappia offrire.

Fontainebleau Statepark
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Fontainebleau Statepark

Lake Martin, il santuario dei cipressi

A pochi minuti da Lafayette, nel cuore della Cajun Country, il lago Martin è uno di quei luoghi che entrano nell’immaginario di chi li visita e non se ne vanno più. Si tratta di una riserva naturale protetta – la Cypress Island Preserve – dove centinaia di specie di uccelli nidificano tra i cipressi da secoli. Airone cenerino e bianco, ibis bianco, roseate spoonbill color flamingo, falco pescatore, cormorano: siete ufficialmente in un paradiso per il birdwatching.

Le barche scivolano in silenzio tra gli alberi. Le guide di Cajun Country Swamp Tours portano i visitatori su skiff da pesca, le stesse imbarcazioni che i pescatori cajun usano da sempre per muoversi nelle foreste allagate.

Atchafalaya Basin
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Atchafalaya Basin

Breaux Bridge, la capitale dei gamberi di fiume e dello zydeco

Se doveste scegliere una sola città della Louisiana fuori dai circuiti turistici mainstream, dirigetevi a Breaux Bridge. Questa piccola città sul Bayou Teche è stata ufficialmente designata dal Parlamento della Louisiana nel 1959 come “la Capitale Mondiale dei Gamberi di Fiume”. Qui fu servita per la prima volta al pubblico la crawfish étouffée, il piatto più amato della cucina cajun, e i ristoranti della zona continuano a prepararla con la stessa dedizione di settant’anni fa.

Il centro storico di Breaux Bridge vi fa tornare indietro nel tempo con botteghe di antiquariato, gallerie d’arte, caffè con le sedie a dondolo sul portico. Ogni primo weekend di maggio, il Breaux Bridge Crawfish Festival trasforma il Parc Hardy in una celebrazione della creatura più amata dello Stato: decine di migliaia di persone, musica cajun e zydeco live, gamberi di fiume bolliti, fritti, in étouffée, in bisque, in boudin e persino in versione hot dog, i cosiddetti “crawdogs”.

Ma Breaux Bridge è anche musica. Lo zydeco, ritmo sincopato nato dall’incontro tra la tradizione africana e quella cajun, con fisarmonica e washboard, risuona nei locali della città con un’energia contagiosa.

Avery Island, dove la natura incontra la leggenda del Tabasco

Avery Island non è tecnicamente un’isola: è una cupola di sale che emerge dalle pianure costiere della Louisiana del Sud, un’anomalia geologica che da oltre 180 anni appartiene alla stessa famiglia. Ed è qui, in questo luogo improbabile e meraviglioso, che nel 1868 Edmund McIlhenny inventò la salsa Tabasco, oggi presente in più di 185 paesi del mondo.

La fabbrica si visita con un tour autoguidato che in dieci tappe racconta la storia della salsa, dalla coltivazione dei peperoncini sulle piantagioni dell’isola all’invecchiamento nelle botti di rovere bianco americano. Ma la vera rivelazione di Avery Island sono i Jungle Gardens. Un santuario botanico di 170 acri che il nipote di Edmund, Edward Avery McIlhenny – naturalista e conservazionista appassionato – creò nei primi del Novecento attorno alla sua tenuta privata.

Tabasco Factory
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Tabasco Factory

I Jungle Gardens sono invece un ecosistema improbabile e incantevole: querce secolari drappeggiate di muschio spagnolo, bambù asiatici, camelie, giardini in stile cinese con un Buddha del XII secolo custodito in un tempio di vetro. E poi, a Bird City, la colonia di garzette bianche che McIlhenny salvò dall’estinzione alla fine dell’Ottocento: migliaia di uccelli che da fine primavera a fine estate trasformano gli alberi in grandi fiori bianchi e rumorosi. Alligatori, lontre, cervi e orsi neri della Louisiana completano il quadro faunistico.

Jungle Gardens
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Jungle Gardens

Il Northshore, l’altra Louisiana

A soli 45 minuti da New Orleans, oltre il Lake Pontchartrain, si estende una regione che i turisti sorvolano raramente: il Northshore, la parrocchia di St. Tammany, una costellazione di piccole comunità ciascuna con la propria personalità. Covington, Mandeville, Abita Springs, Madisonville, Slidell: nomi che non compaiono nelle guide generaliste, ma che i viaggiatori curiosi imparano ad amare.

Covington è dotata di un centro storico pedonabile in cui si possono visitare gallerie d’arte, boutique eccentriche, ristoranti che competono tranquillamente con quelli di New Orleans, e il mitico H.J. Smith & Sons, un negozio di ferramenta aperto nel 1876, oggi anche museo gratuito che congela un’epoca in ogni cassetto e mensola. Poi c’è la Tammany Trace, una pista ciclabile di 31 miglia ricavata da un vecchio tracciato ferroviario che attraversa boschi di pini, ponti sui bayou e cinque città, collegando comunità attraverso la natura. La prima e unica conversione ferroviaria in Louisiana, oggi frequentata da ciclisti, runner e famiglie.

Mandeville guarda il lago con la sua passeggiata di querce centenarie. Madisonville celebra ogni ottobre il Wooden Boat Festival con centinaia di barche di legno che si raccolgono sulle rive del fiume Tchefuncte, un raduno marinaresco di rara poesia. Abita Springs è una piccola città bohémien un tempo rinomata per le sue acque termali, oggi cuore pulsante della scena brassicola artigianale della Louisiana grazie alla storica Abita Brewery. E a Mandeville, il Dew Drop Jazz Hall – costruito nel 1895, anno in cui il jazz stava nascendo – è il jazz hall più antico e originale al mondo, custodito da querce imponenti non lontano dal lago.

Per chi ama la natura, Fontainebleau State Park offre spiagge lacustri, sentieri tra le rovine di un vecchio mulino da zucchero e cabine dove dormire ascoltando le rane. E la Honey Island Swamp, uno dei pantani più incontaminati degli Stati Uniti, si mostra su barche da pesca con guide che raccontano la leggenda del mostro che vi abita secondo i locali.

Pontile sul Fontainebleau Statepark
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Pontile sul Fontainebleau Statepark

La musica, il battito cardiaco della Louisiana

Non esiste Louisiana senza musica e non esiste musica senza i suoi luoghi. I grandi palchi di New Orleans sono noti al mondo, ma la musica più vera si sente spesso altrove: nei balli cajun del sabato mattina di Breaux Bridge, nelle session di musica dell’Abita Springs Opry (pavimenti in legno, pareti di cipresso, acustica di un’altra era), nei concerti gratuiti ai trailhead della Tammany Trace.

Il cajun – cantato in francese, con fisarmonica e violino – e lo zydeco – la sua cugina afrocreola, più sincopata e percussiva – sono musiche che si sentono proprio nel corpo. Le sagre di paese, i festival gastronomici, i mercati agricoli del fine settimana: quasi sempre c’è qualcuno che suona.

Heritage Trail, le radici africane della Louisiana

La cultura della Louisiana è stratificata come il terreno della sua pianura alluvionale, e per comprendere il Pelican State non si può prescindere dal contributo fondamentale delle comunità di origine africana e dalla sua identità. La cucina creola, il jazz, il blues, il zydeco, le tradizioni spirituali: nulla di tutto questo sarebbe esistito senza quella storia.

L’African American Heritage Trail conduce i visitatori attraverso luoghi come la Laura Plantation, una delle proprietà storiche più interessanti lungo la Great River Road: diversamente da molte realtà della zona, Laura racconta apertamente la storia di tutte le persone che vissero e lavorarono su queste terre, incluse le storie dei Senegal Wolof che qui trasmisero alle generazioni successive i racconti che sarebbero stati poi raccolti e pubblicati come le storie di Br’er Rabbit.

Pianifica subito il tuo viaggio: su Explore Louisiana trovi itinerari, mappe e informazioni aggiornate su tutte le destinazioni da scoprire.

Lungo il Mississippi, un viaggio slow nel Minnesota delle piccole città

8 avril 2026 à 09:13

Ci troviamo in un’America che sfugge ai circuiti turistici frenetici, un’America fatta di Main Street ombreggiate da alberi centenari, di caffè dove ti chiamano per nome, di tramonti che incendiano il fiume più grande del continente. È l’America della Great River Road, la strada panoramica che segue il Mississippi attraverso il Minnesota, da dove il fiume nasce come un umile ruscello a dove diventa una potente arteria d’acqua che solca il paesaggio tra scogliere vertiginose. Ma da dove parte tutto questo?

Itasca State Park, dove tutto ha inizio

Ogni grande storia ha un inizio, e quella del Mississippi comincia in modo quasi surreale: in una foresta di pini nel nord del Minnesota, 1475 piedi sopra il livello del mare, dove un modesto ruscello largo appena 5-6 metri emerge dal Lago Itasca. È qui che si trova uno dei momenti fotografici più belli d’America: attraversare a piedi il Mississippi camminando su grandi pietre.

L’Itasca State Park, istituito nel 1891, è il parco statale più antico del Minnesota e uno dei più antichi d’America. La sua creazione fu quasi miracolosa: il voto legislativo passò con un solo voto di margine, grazie agli sforzi instancabili di Jacob V. Brower, uno storico e antropologo che vide la regione rapidamente depredata dal disboscamento e si batté per preservare almeno una parte delle foreste di pini per le generazioni future. Oggi, sono oltre 500000 all’anno i visitatori che vengono qui per camminare attraverso le headwaters.

Con oltre 32000 acri di territorio e oltre 100 laghi, Itasca è un santuario naturale dove la foresta primordiale sopravvive ancora in tutta la sua maestosità. La Wilderness Drive, un percorso panoramico di 16 chilometri, serpeggia attraverso alcune delle ultime foreste di pini antichi del Minnesota. Lungo il percorso, fermatevi al Preacher’s Grove, dove si trovano alcuni dei pini bianchi più grandi dello stato, veri e propri monumenti naturali che raggiungono altezze vertiginose. La Aiton Heights Fire Tower, una torre di avvistamento incendi del 1920 alta 30 metri, si apre su una vista panoramica mozzafiato sulla foresta e sui laghi che si perdono all’orizzonte.

Il nome stesso “Itasca” racconta una storia affascinante: fu creato nel 1832 dall’esploratore Henry Schoolcraft, che guidato da Ozawindib della tribù nativa degli Anishinaabe raggiunse finalmente la vera sorgente del Mississippi. Schoolcraft, aiutato da un compagno missionario istruito, forgiò il nome combinando le sillabe finali e iniziali delle parole latine “veritas” (verità) e “caput” (testa), creando così “Itasca” – la vera fonte.

Il Mary Gibbs Mississippi Headwaters Center, che prende il nome dalla prima donna commissaria di parchi statali degli Stati Uniti, dispone di mostre interattive sulla geologia, la storia e l’ecologia del fiume, oltre a un café stagionale dove rifocillarsi. Ma è al Douglas Lodge, costruito nel 1905, che trovate l’atmosfera più vera: in questa struttura storica, con le sue enormi travi di legno e i camini in pietra, è possibile alloggiare e mangiare in un’ambientazione che sembra ferma nel tempo.

Da Itasca alle Twin Cities, il fiume che cresce

Lasciando Itasca, il Mississippi compie un percorso inaspettato: invece di dirigersi immediatamente a sud, il fiume scorre prima verso nord fino a Bemidji, poi piega verso est e infine inizia la sua lunga discesa meridionale vicino a Grand Rapids.

Bemidji, conosciuta come “la prima città sul Mississippi”, è famosa per le sue statue giganti di Paul Bunyan e Babe the Blue Ox, i leggendari boscaioli del folklore americano. Queste sculture, alte oltre 5 metri, sono tra le più fotografate del Minnesota e rappresentano perfettamente lo spirito del nord. Al lago Bemidji si può praticare la pesca di walleye e northern pike, mentre la città stessa conserva un centro storico grazioso con negozi d’antiquariato e caffè accoglienti.

Proseguendo verso sud, Little Falls merita una sosta per visitare la casa natale di Charles Lindbergh, il primo aviatore a compiere la traversata in solitaria dell’Atlantico. La Charles A. Lindbergh House and Museum conserva l’atmosfera della vita rurale del Minnesota all’inizio del XX secolo e racconta la straordinaria storia di come un ragazzo di campagna divenne famoso a livello internazionale.

Minneapolis
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Red Wing, dove il fiume incontra l’artigianato

A circa 45 minuti a sud di St. Paul, la città di Red Wing segna veramente l’inizio della Great River Road nella sua manifestazione più spettacolare. Con una popolazione di circa 16.000 abitanti, Red Wing è l’incarnazione perfetta della cittadina americana che ha saputo preservare la sua identità e il suo patrimonio artigianale.

La Red Wing Shoes, fondata nel 1905, è diventata un’icona globale del lavoro artigianale americano. Il loro flagship store nel centro di Red Wing dispone di un seminterrato che ospita un enorme outlet dove potete trovare affari incredibili su scarpe e stivali di altissima qualità, mentre il Red Wing Shoe Company Museum al piano superiore racconta 120 anni di storia attraverso esposizioni di macchinari antichi, scarpe d’epoca e storie dei lavoratori. L’attrazione più fotografata? Lo stivale più grande del mondo, una creazione gigante che domina l’ingresso del museo.

La Red Wing Pottery, attiva dal 1877 al 1967, produsse ceramiche che oggi sono avidamente ricercate dai collezionisti. Il Pottery Museum of Red Wing espone oltre 10000 pezzi, dalle semplici giare utilizzate nelle fattorie agli elaborati vasi Art Déco che definirono un’epoca.

Ma Red Wing non è solo storia industriale. Lo St. James Hotel, un elegante albergo italiano del 1875, domina Main Street con la sua facciata vittoriana restaurata.

Per chi ama l’outdoor, Barn Bluff è un’escursione obbligatoria. Questa formazione rocciosa calcarea si erge 107 metri sopra la città, e il sentiero di 4,7 chilometri (andata e ritorno) porta alla cima, dove la vista panoramica sul Mississippi e sulla città storica è semplicemente spettacolare. È particolarmente magica al tramonto, quando il sole tinge il fiume d’oro e le ombre si allungano sulle colline boscose del Wisconsin sulla sponda opposta.

Vista sul lago superiore
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Vista sul lago superiore

Lake City e Lake Pepin, dove il fiume si fa lago

Continuando verso sud per circa 30 chilometri, si raggiunge Lake City, una vivace cittadina resort affacciata sul Lake Pepin, un’espansione naturale del Mississippi larga quasi 4 chilometri e lunga 35. Tecnicamente non è un vero lago, ma un’area dove il fiume si allarga, creando uno specchio d’acqua che sembra più un lago alpino che un fiume del Midwest.

Lake Pepin ha un posto speciale nella storia americana: fu qui che nel 1922 Ralph Samuelson inventò lo sci d’acqua, provando e riprovando finché riuscì a rimanere in piedi su due assi di legno trainato da una barca. Oggi il lago è un paradiso per gli sport acquatici: vela, kayak, paddleboard e ovviamente sci d’acqua. Il porto turistico di Lake City ospita invece centinaia di barche a vela.

La città stessa ha un grazioso lungofiume con parchi, sentieri pedonali e panchine da cui ammirare il tramonto. I ristoranti locali servono pesce fresco pescato nel lago, specialmente walleye preparato in dozzine di modi diversi. I sentieri del Frontenac State Park offrono numerosi scorci panoramici sul lago, raggiungibile in auto o con un’escursione, si apre su viste panoramiche sul lago e sulle Driftless Bluffs che lo circondano, scogliere calcaree che raggiungono altezze fino a 180 metri.

Wabasha, la città delle aquile e di Grumpy Old Men

A soli 20 minuti di macchina a Sud di Lake City si trova Wabasha, una cittadina che ha raggiunto una fama inaspettata come location del film cult “Grumpy Old Men” con Jack Lemmon, Walter Matthau e Ann-Margret. Ogni febbraio, la città celebra il suo patrimonio cinematografico con il Grumpy Old Men Festival, pieno di gente vestita con le iconiche camicie a quadri rosse e celebrazioni a tema film.

Ma la vera star di Wabasha è l’aquila calva americana. Durante tutto l’anno, centinaia di aquile migrano verso questa zona, creando uno degli spettacoli naturali più impressionanti del Minnesota e che può essere ammirato anche durante le escursioni fluviali su prenotazione.

Il National Eagle Center ospita diverse aquile calve “ambasciatrici” che per vari motivi non possono più vivere in natura. I visitatori possono osservare questi magnifici rapaci da distanza ravvicinata durante gli eagle encounter giornalieri, dove i naturalisti portano le aquile nella sala principale e raccontano le loro storie individuali.

A Wabasha merita una visita anche LARK Toys, uno dei negozi di giocattoli specializzati più grandi d’America. La vera attrazione è la giostra intagliata a mano, dove invece dei tradizionali cavalli troverete un alce, una lontra, pesci dorati e persino un drago con un mago come compagno.

Winona: arte, cultura e le scogliere della Driftless Area

Trenta miglia a sud di Wabasha, Winona rappresenta forse la sorpresa più grande della Great River Road. Questa città universitaria di circa 27000 abitanti è letteralmente schiacciata tra il Mississippi a nord e il Lake Winona a sud, con scogliere calcaree che si ergono su entrambi i lati.

Winona si trova nel cuore della Driftless Area, una regione geologicamente unica che si estende attraverso il Minnesota sud-orientale, il Wisconsin sud-occidentale, l’Illinois nord-occidentale e l’Iowa nord-orientale. Il nome “Driftless” (senza depositi) si riferisce al fatto che questa zona non fu coperta dall’ultima glaciazione, preservando una topografia antica di scogliere, valli profonde e grotte. Mentre il resto del Midwest fu levigato dai ghiacciai, lasciando un paesaggio piatto, la Driftless Area mantenne le sue scogliere vertiginose e i suoi paesaggi accidentati.

Il Minnesota Marine Art Museum è la gemma culturale di Winona. La particolarità? Tutte le opere hanno come tema l’acqua e il mare, creando un dialogo continuo tra l’arte e la posizione del museo sul grande fiume.

Per i panorami più spettacolari, è obbligatorio un passaggio a Sugar Loaf Bluff, una formazione rocciosa isolata alta 26 metri che si erge dalla pianura alluvionale, si scopre con un’escursione più impegnativa (30-40 minuti in salita ripida) ma ricompensa con viste ancora più spettacolari. In cima, un piccolo belvedere permette di ammirare il panorama a 360 gradi.

Il Great River Bluffs State Park, 29 chilometri a sud di Winona, è considerato da molti il punto panoramico più bello di tutta la Great River Road. I sentieri conducono lungo il bordo delle scogliere, che in alcuni punti si ergono oltre 150 metri sopra il fiume, con viste vertiginose sulla valle del Mississippi che si estende fino all’orizzonte.

Per quanto riguarda il cibo, Winona ha sviluppato una scena culinaria sorprendentemente sofisticata per le sue dimensioni. NOSH Scratch Kitchen è il luogo dove la cucina americana incontra l’anima del Mediterraneo. Qui non esistono menu standard, perché a decidere cosa mangi è la terra: frutta, verdura e carni arrivano dai produttori locali seguendo esclusivamente l’alternanza delle stagioni. Pane, dolci e salsicce vengono prodotti ogni mattina da zero e la stessa filosofia si trova al bar, con una carta di vini internazionali di qualità e una drink list che spazia dai classici ai cocktail artigianali più ricercati.

Sapori di Sicilia porta l’autenticità italiana nel cuore del Minnesota, con paste fresche fatte a mano, pane appena sfornato e gelato artigianale che ricorda le gelaterie della Sicilia. Per qualcosa di più semplice ma altrettanto amato, Bloedow’s Bakery, in attività dal 1924, è leggendaria per le sue ciambelle giganti e i cookie glassati – attenzione, sono chiusi la domenica. È stata inclusa nella classifica delle 50 migliori panetterie degli Stati Uniti da Saveur Magazine.

Il centro storico vittoriano di Winona merita una passeggiata dedicata. Molti edifici del XIX secolo sono stati restaurati e ospitano negozi indipendenti, gallerie d’arte e caffè.

L’itinerario perfetto, come organizzare il viaggio

La Great River Road del Minnesota può essere scoperta in modi diversi a seconda del tempo a disposizione e degli interessi. Ecco alcune opzioni:

Weekend lungo (3-4 giorni): Partite da Minneapolis verso Red Wing (1 ora), dedicate mezza giornata alla città e a Barn Bluff. Proseguite verso Lake City per il pranzo e una sosta panoramica (30 minuti). Arrivate a Wabasha nel pomeriggio per visitare il National Eagle Center (1 ora). Pernottate a Wabasha o proseguite fino a Winona. Il secondo giorno, visitate Winona: Marine Art Museum al mattino, pranzo in centro, Garvin Heights o Sugar Loaf nel pomeriggio. Il terzo giorno, visitate il Great River Bluffs State Park prima di rientrare, oppure visitate l’Itasca State Park se vi dirigete a nord.

Settimana completa (7 giorni): Iniziate dall’Itasca State Park (3,5 ore da Minneapolis), dedicate 2 giorni all’esplorazione del parco e delle headwaters. Scendete verso Bemidji e Little Falls (1 giorno ciascuno), poi raggiungete le Twin Cities per 1-2 giorni di esplorazione urbana. Proseguite con l’itinerario del weekend lungo descritto sopra, aggiungendo tempo extra per escursioni, pesca, o semplicemente per rilassarvi nei piccoli centri.

Autunno foliage (fine settembre – metà ottobre): Questo è probabilmente il periodo più spettacolare. I colori autunnali trasformano la valle del Mississippi in un caleidoscopio naturale. Il loop Winona-Red Wing, percorribile su entrambe le sponde (Minnesota e Wisconsin), è considerato uno dei migliori scenic drive autunnali d’America.

Inverno eagle watching (dicembre-marzo): Se il vostro interesse principale sono le aquile calve, pianificate il viaggio in inverno. Le temperature saranno fredde (spesso sotto zero), ma la concentrazione di aquile è massima. Il National Eagle Center organizza uscite speciali di birdwatching, e i punti panoramici lungo il fiume offrono osservazioni spettacolari.

Dove dormire: Ogni cittadina lungo il percorso dispone di numerose opzioni di alloggio. A Red Wing, lo St. James Hotel è un’esperienza storica indimenticabile. Winona ha diverse catene alberghiere e B&B vittoriani. All’Itasca State Park ci sono campeggi, cabin, e il Douglas Lodge per un’esperienza più rustica. Lake City ha resort affacciati sul lago perfetti per famiglie.

Distanze: Red Wing dista circa 80 km da Minneapolis (1 ora). Da Red Wing a Lake City: 45 km (30 minuti). Da Lake City a Wabasha: 20 km (15 minuti). Da Wabasha a Winona: 50 km (40 minuti). Questo rende possibile visitare tutte e quattro le città in un solo giorno, anche se vi perdereste molto della loro magia.

Per destinazioni, cosa fare e planning di viaggio visita il sito Explore Minnesota.

Forte di Bard, una fortezza tra arte e montagna come destinazione culturale

26 mars 2026 à 08:00

A un certo punto, la Valle d’Aosta fa qualcosa di inaspettato: cambia volto. Dalla roccia emerge una fortezza imponente, quasi incombente sulla strada e sul fiume sottostanti. Se state percorrendo l’autostrada A5 e alzate gli occhi nel momento giusto, difficilmente riuscirete a ignorarlo perché il Forte di Bard si impone sul paesaggio. E se la prima reazione è di pura meraviglia visiva, la seconda – quella che arriva quando si scopre cosa c’è dentro – è qualcosa che assomiglia molto alla sorpresa.

Una storia lunga duemila anni

Molti luoghi si definiscono ricchi di storia. Il Forte di Bard lo è davvero, e in modo tutt’altro che scontato. La sua posizione – in un punto in cui la Valle d’Aosta si stringe fino quasi a chiudersi – era già nota ai Romani, che capirono subito il valore strategico di quel passaggio obbligato. Nei secoli successivi la fortezza ha visto transitare eserciti, mercanti e personaggi illustri. L’episodio più famoso? Nel maggio del 1800 Napoleone tentò di espugnarla: ci riuscì, ma non fu affatto una passeggiata. La resistenza dei difensori del Forte è ancora oggi considerata uno degli episodi più valorosi delle guerre napoleoniche in Italia.

Dopo un lungo periodo di abbandono – usato prima come prigione, poi come deposito di munizioni – il Forte è stato oggetto di un imponente progetto di recupero che lo ha trasformato in uno dei poli culturali più interessanti d’Italia. Dall’apertura ad oggi ha superato i tre milioni di visitatori, con una media di oltre 250000 l’anno nell’ultimo quinquennio.

Prigioni del Forte
Forte di Bard
Prigioni del Forte

Quattro musei da scoprire salendo

Una delle cose più belle del Forte è che visitarlo significa anche muoversi attraverso di esso: ascensori panoramicipasserelle, scale che portano da un livello all’altro. Non è solo una questione logistica ma è parte dell’esperienza. E il percorso museale segue questa logica ascendente, sia fisicamente che narrativamente.

Si parte dalle Prigioni del Forte, il livello più basso e forse il più evocativo: le antiche celle ospitano un itinerario storico che attraverso filmati, documenti e ricostruzioni in 3D racconta la vita del sito militare dall’anno Mille fino ad oggi. È uno di quei percorsi che riesce a rendere la storia tangibile, quasi fisica.

Si arriva poi al Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere, oltre duemila metri quadrati dedicati all’evoluzione delle tecniche difensive e del concetto di frontiera. In cima, il Museo delle Alpi è il pezzo forte: un’esperienza sensoriale e multimediale che racconta le Alpi come spazio vissuto, con installazioni scenografiche che lasciano il segno.

Museo delle Alpi
Forte di Bard
Museo delle Alpi

C’è poi un quarto museo, Le Alpi dei Ragazzi, pensato per le scuole ma godibilissimo anche per chi viene senza bambini al seguito: un percorso dedicato agli effetti della crisi climatica sulle Alpi, raccontato con un linguaggio diretto e accessibile. Uno di quei musei che ti fa uscire con qualcosa in più di una semplice visita.

Mostre da grande città in una fortezza medievale

Qui arriva la parte che sorprende davvero chi non conosce il Forte. Nel corso degli anni, nelle sue sale – le Cannoniere, le Cantine, la Cappella, l’Opera Mortai – sono passate mostre che farebbero bella figura in qualsiasi museo di Milano, Torino o Roma. Henri Matisse, Marc Chagall, Alberto Giacometti, Pablo Picasso, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Robert Doisneau: sono solo alcuni dei nomi che hanno occupato questi spazi. Il calendario espositivo si rinnova ogni anno, tra arte e fotografia, mostre personali e collettive, autori classici e contemporanei.

Quello che colpisce è il contesto in cui vengono ospitate, perché camminare tra le opere all’interno di sale che conservano ancora i nomi di un tempo – le Cannoniere, le Cantine – aggiunge una dimensione che le gallerie tradizionali, per quanto prestigiose, non possono offrire. Vale la pena controllare cosa c’è in programma prima di partire: potrebbe essere il motivo in più che vi convince a mettere il Forte in cima alla lista.

Museo delle Fortificazioni
Forte di Bard
Museo delle Fortificazioni

Il fascino del Forte di Bard non si esaurisce nella sua maestosa architettura, ma si respira anche tra le sue mura storiche, oggi trasformate in gallerie d’arte permanente che dialogano con il visitatore. Uno degli spazi più suggestivi è l’antica Polveriera: un tempo deposito di munizioni e oggi accogliente sala di ristoro, questo luogo custodisce Le madri italiane, un’opera monumentale realizzata nel 2016 da Marco Del Re.

L’intervento dell’artista romano si esprime attraverso una serie di imponenti bassorilievi in gesso dipinto e inciso, creati appositamente per questa sala. Tra le quattro figure femminili ritratte in eleganti posture classiche, emerge la “madre dell’architettura” che, in un suggestivo gioco di specchi, tiene tra le mani un modello che richiama proprio le forme del Forte di Bard.

Proseguendo nel percorso, l’arte contemporanea firma anche gli spazi dedicati alla cultura, come il Bookshop della fortezza. Qui, il soffitto si trasforma in una tela grazie all’opera Disegni per il Bookshop firmata dall’artista britannico David Tremlett nel 2010. Utilizzando pigmenti naturali, Tremlett ha ridefinito i volumi della libreria, giocando con linee che dilatano e allungare le superfici per sfidare la percezione prospettica del visitatore.

Nelle forme centrali della sala e nelle nicchie laterali, l’occhio attento può scorgere i simboli della punteggiatura: un omaggio grafico e concettuale all’essenza stessa dei libri, che rende l’esperienza d’acquisto un vero e proprio momento di contemplazione estetica

Non solo mostre, il Forte è un posto vivo

Chi si aspetta un monumento silenzioso resterà piacevolmente deluso. D’estate, il Forte ospita concerti con nomi di primo piano della musica italiana; durante tutto l’anno si susseguono convegniincontri culturali ed eventi di vario tipo. Non è raro trovarsi a visitare una mostra nel pomeriggio e ritrovarsi la sera in Piazza d’Armi ad ascoltare musica sotto le stelle, con le mura della fortezza come sfondo. Poche location in Italia possono offrire qualcosa di simile.

Il Forte di Bard si conferma oggi non solo come un’imponente sentinella della storia, ma come un centro d’avanguardia impegnato attivamente nella tutela del patrimonio alpino e nella sostenibilità ambientale. Attraverso una gestione oculata delle risorse, la fortezza ha intrapreso un ambizioso percorso di efficientamento energetico volto ad abbattere i costi e l’impatto della struttura, dimostrando come la conservazione storica possa dialogare con l’innovazione tecnologica.

L’impegno del Forte si estende anche alla promozione di un turismo consapevole. Grazie al potenziamento del ciclo-turismo in e-bike, i visitatori sono invitati a scoprire le Alpi attraverso forme di mobilità dolce, riducendo le emissioni e favorendo una connessione più intima con il paesaggio. Questa attenzione al territorio trova il suo naturale completamento nella riflessione scientifica: ne è un esempio MeteoLab, l’autorevole incontro dedicato alla Meteorologia e alla Climatologia delle Alpi organizzato in collaborazione con la Società Meteorologica Italiana sotto la direzione scientifica di Luca Mercalli.

Con l’iniziativa Save the glacier, sviluppata in sinergia con le istituzioni valdostane, la struttura si fa portavoce della conservazione dei ghiacciai, un impegno che trova la sua massima espressione narrativa nel progetto L’Adieu des Glaciers. Questa ricerca fotografica e scientifica, frutto di un lavoro quadriennale prodotto dal Forte di Bard, si snoda attraverso un viaggio iconografico tra i massicci del Monte Rosa, del Cervino, del Gran Paradiso e del Monte Bianco, offrendo un documento prezioso per comprendere ed emozionarsi di fronte alle trasformazioni storiche dei nostri ghiacciai più importanti.

Prima di partire, quello che c’è da sapere

Il Forte si raggiunge facilmente in auto dall’autostrada A5 Torino-Milanouscita Pont-Saint-Martin. È una tappa comoda per chi viene dal Piemonte o dalla Lombardia, e si inserisce bene in un itinerario più ampio nella Valle d’Aosta. Se avete qualche giorno a disposizione, il territorio circostante – borghi medievali, castelli, paesaggi alpini – merita di essere visitato con calma.

Sul fronte dei biglietti, una notizia che fa sempre piacere: l’ingresso è gratuito per tutti i ragazzi fino ai 18 anni e per le persone disabili con accompagnatore. Tariffe ridotte per famiglie, studenti universitari, over 65, gruppi e scuole. Una politica che rende il Forte accessibile davvero a tutti, e che vale la pena segnalare a chi viaggia in famiglia o con un budget prefissato. Per orientarsi durante la visita c’è la guida multimediale MuseOn, disponibile su smartphone: contenuti audio, video e approfondimenti per ogni spazio del complesso. Comoda, ben fatta, da scaricare prima di entrare.

Minnesota urbano: arte, musica e sapori tra Minneapolis e St. Paul

18 février 2026 à 09:10

Purple Rain risuona ancora nelle strade di Minneapolis. I murales giganti raccontano storie di ribellione musicale, le gallerie d’arte sfidano la gravità con architetture impossibili, e nei ristoranti si sta scrivendo una nuova pagina della cucina americana. Benvenuti nelle Twin Cities, il cuore pulsante del Minnesota urbano, dove Minneapolis e St. Paul – separate dal maestoso fiume Mississippi ma unite da un’energia creativa contagiosa – sono molto più di quanto ci si aspetti dal Midwest.

Questa è la casa di Prince e Bob Dylan, il luogo dove l’arte contemporanea trova spazi visionari firmati da archistar, dove lo shopping diventa conveniente grazie all’esenzione fiscale su abbigliamento e scarpe, e dove una scena gastronomica in rapidissima ascesa sta conquistando premi nazionali e l’attenzione dei foodie più esigenti.

Sulle tracce delle leggende, Prince e Bob Dylan

Il Minnesota ha dato i natali a due delle più grandi icone della musica mondiale: Prince Rogers Nelson e Bob Dylan.

Paisley Park, la casa-studio di Prince a Chanhassen, poco fuori Minneapolis, è diventata un museo-santuario che attira decine di migliaia di visitatori ogni anno. Vedere da vicino la sua collezione di chitarre personalizzate, i costumi di scena tempestati di paillettes, e sentire le storie dietro album leggendari è un’esperienza che va oltre la musica.

Nel centro di Minneapolis, vi attende un altro omaggio musicale: l’imponente murale dedicato a Bob Dylan, nato a Duluth (nel Minnesota settentrionale) è proprio qui a Minneapolis che ha suonato per tutta la sua giovinezza. Realizzato dall’artista brasiliano Eduardo Kobra, questo capolavoro di street art alto quasi 50 metri domina Hennepin Avenue con i suoi colori vivaci e lo stile inconfondibile di Kobra.

La scena live è vibrante e diffusa in tutta l’area metropolitana: dal leggendario First Avenue, dove Prince registrò parti di Purple Rain e che ancora oggi ospita i migliori concerti rock e indie, ai jazz club di St. Paul, fino ai locali emergenti dei quartieri più trendy come Northeast Minneapolis.

Prince al First Avenue di Minneapolis
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Prince al First Avenue di Minneapolis

Arte contemporanea, l’architettura che incontra la creatività

Minneapolis ospita uno dei musei d’arte contemporanea più innovativi d’America, e la sua architettura da sola vale il viaggio. Il Weisman Art Museum, progettato dal visionario architetto Frank Gehry, è un’esplosione di forme decostruttiviste in acciaio inossidabile che si affaccia sul campus dell’Università del Minnesota e sul fiume Mississippi. Le sue superfici metalliche riflettono la luce in modo sempre diverso a seconda dell’ora del giorno e delle condizioni atmosferiche, creando un edificio che sembra “vivo” e in costante trasformazione.

All’interno, la collezione permanente spazia dall’espressionismo americano all’arte coreana, con una particolare attenzione agli artisti del Midwest.

A pochi isolati, il Walker Art Center è uno dei musei di arte contemporanea più significativi degli Stati Uniti. Con una collezione di oltre 13000 opere, il Walker è un punto di riferimento internazionale per l’arte del XX e XXI secolo. Ma la vera star è il Minneapolis Sculpture Garden, l’orto delle sculture più grande del paese, che si estende per oltre 11 acri adiacenti al museo.

La scultura più importante è senza dubbio Spoonbridge and Cherry, creata dagli artisti Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen. Questo cucchiaio gigante con una ciliegia rossa nella sua conca, circondato da una fontana, è diventato il simbolo stesso di Minneapolis, fotografato milioni di volte e riprodotto su innumerevoli souvenirs. Ma il giardino ospita oltre 40 sculture permanenti di artisti del calibro di Alexander Calder, Henry Moore, e Louise Bourgeois, oltre a installazioni temporanee che cambiano regolarmente.

First Avenue Music a Minneapolis
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First Avenue Music a Minneapolis

Mall of America, shopping, divertimento e vantaggi fiscali

Quando si parla di shopping in Minnesota, c’è un luogo che domina su tutti: il Mall of America® di Bloomington.

Con oltre 500 negozi distribuiti su quattro piani, il Mall of America offre ogni brand immaginabile: dalle grandi catene americane ai negozi specializzati, dalle boutique di lusso agli outlet. Ma ecco il colpo di genio: nel Minnesota non si pagano tasse di vendita su abbigliamento e scarpe.

Ma il Mall of America è molto più di negozi. Al suo centro si trova Nickelodeon Universe, il parco divertimenti indoor più grande degli Stati Uniti, con montagne russe, giostre per tutte le età e attrazioni a tema Nickelodeon. C’è anche il SEA LIFE Minnesota Aquarium, con tunnel subacquei dove squali e razze nuotano sopra le vostre teste, e la FlyOver America, un’esperienza di volo simulato che vi porta in un viaggio mozzafiato attraverso i paesaggi più spettacolari degli Stati Uniti. E ancora, l’iconico The Fair on Four, in cui si può provare perfino la propria abilità con il lancio dell’ascia, e The ClimbZone, per gli appassionati di arrampicata (indoor).

Il complesso ospita inoltre circa 45 ristoranti, da fast food a ristoranti di fascia alta, un cinema multisala, sale giochi e campi da minigolf. Il mall è facilmente raggiungibile dall’aeroporto MSP con la linea blu della metropolitana, rendendolo una tappa perfetta anche per chi ha solo poche ore tra un volo e l’altro.

La natura dentro la città

Minneapolis è conosciuta come la “Città dei Laghi”, e non è un soprannome vuoto: ci sono ben 22 laghi all’interno dei confini cittadini, collegati da oltre 100 miglia di sentieri per biciclette e passeggiate.

Alla Chain of Lakes (Catena dei Laghi) – composta dai laghi Brownie, Harriet, Calhoun (ora Bde Maka Ska), Cedar e Lake of the Isles – si può di fare kayak, canoa, paddleboard o semplicemente passeggiare lungo le rive, tutto a pochi minuti dal centro città. In estate, le spiagge urbane si riempiono di gente che prende il sole, fa picnic o gioca a beach volley, mentre i sentieri brulicano di jogger, ciclisti e famiglie.

Ma la vera perla naturale urbana sono le Minnehaha Falls, cascate spettacolari alte 16 metri situate all’interno del Minnehaha Park. Il parco, progettato dal leggendario architetto paesaggista Horace Cleveland, si sviluppa in sentieri che conducono alle cascate e proseguono lungo il Mississippi.

Bikers a Minneapolis
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Bikers a Minneapolis

L’ascesa gastronomica delle Twin Cities

Negli ultimi anni, Minneapolis e St. Paul si sono imposte come destinazioni gastronomiche di livello nazionale, conquistando premi James Beard e l’attenzione della critica culinaria più prestigiosa. La scena food delle Twin Cities è caratterizzata da una straordinaria diversità culturale, ingredienti locali di altissima qualità, e chef innovativi che stanno onorando la cucina americana.

Cucina indigena e decolonizzata

Owamni è l’evoluzione più significativa nella ristorazione contemporanea americana. Aperto nel 2021 dallo chef Sean Sherman (noto come “The Sioux Chef”), questo ristorante vincitore del premio James Beard ha una missione chiara: servire cucina indigena moderna senza ingredienti coloniali. Cosa significa? Niente grano, farina, zucchero di canna o latticini.

Il risultato è una cucina che utilizza carne di bisonte ed alce affumicatemais nixtamalizzatoriso selvatico raccolto a mano, bacche autoctone, e verdure locali preparate con tecniche ancestrali reinterpretate in chiave contemporanea. Il ristorante si affaccia sulle cascate di St. Anthony nel Mississippi.

L’icona locale, il Juicy Lucy

Nessuna visita gastronomica a Minneapolis sarebbe completa senza assaggiare il Juicy Lucy, l’hamburger più famoso del Minnesota farcito con formaggio fuso all’interno della carne. Ma attenzione: la prima regola del Juicy Lucy è aspettare qualche minuto prima di addentarlo, o rischiate di ustionarvi il palato!

La contesa per il titolo di “inventore” del Juicy Lucy si combatte tra due storici locali di Minneapolis: Matt’s Bar e il 5-8 Club, entrambi attivi dagli anni ’50. Matt’s serve una versione classica con formaggio americano e scrive “Jucy Lucy” (senza la “i”), mentre il 5-8 Club mette a disposizione varianti più elaborate. Il Blue Door Pub (con tre location) serve invece il “Blucy” con blue cheese e versioni coraggiose come il “Jiffy” con burro d’arachidi e bacon.

Diversità culinaria, dal Pho alla cucina Hmong

Le Twin Cities ospitano una delle comunità Hmong più grandi degli Stati Uniti e una significativa popolazione vietnamita. Vinai, aperto nel 2024 dallo chef Yia Vang, è diventato immediatamente uno dei ristoranti più celebrati dell’anno, traducendo la cucina tradizionale Hmong in un linguaggio contemporaneo. Il costolone di maiale affumicato, il manzo brasato ultra-umami e i cocktail creativi serviti con ghiaccio scolpito che riproduce i ricami tradizionali Hmong hanno conquistato critica e pubblico.

Per il pho, la confortante zuppa vietnamita di noodles, impossibile non citare l’University Avenue a St. Paul e Eat Street (Nicollet Avenue) a Minneapolis, dove decine di ristoranti vietnamiti competono per servire le versioni migliori. Quang Restaurant e iPho by Saigon puntano sulla tradizione.

Anche la cucina etiope è fortemente presente sul territorio, con Bolé e Demera tra i migliori, dove l’injera (il pane spugnoso usato per raccogliere il cibo) è vegana e i piatti sono perfetti sia per carnivori che vegetariani. St. Paul ospita anche due vivaci mercati alimentari Hmong – Hmong Village e Hmongtown Marketplace – dove è possibile assaporare ingredienti esotici, street food e immergersi completamente nella cultura culinaria del Sud-Est asiatico.

Tradizione scandinava e comfort food

Le radici scandinave del Minnesota si fanno sentire sempre di più sulla scena gastronomica. Il lefse, sottile pane piatto norvegese a base di patate, viene servito in versioni dolci con burro e zucchero, o farcito con uova, formaggio cremoso, bacche o prosciutto. Taste of Scandinavia è una versione dello Sweet Scandinavian Lefse con frutta fresca e crema ai mirtilli rossi, mentre Tullibee al Hewing Hotel propone versioni più raffinate con prosciutto e formaggio cremoso a colazione, o funghi a cena.

Le polpette svedesi sono un altro classico, servite tradizionalmente con salsa cremosa e mirtilli rossi. Kramarczuk’s, istituzione ucraina dal 1954, che serve anche salsicce artigianali, varenyky (simili ai pierogi) e pasticceria dell’Europa orientale. Le loro salsicce polacche sono talmente popolari che ne vengono vendute oltre 1500 durante una singola partita dei Minnesota Twins al Target Field.

Le innovazioni dello State Fair

La Minnesota State Fair, che si tiene ogni agosto per 12 giorni, è diventata leggendaria per le sue creazioni gastronomiche audaci e spesso bizzarre. È qui che nascono le tendenze food che poi si diffondono in tutto lo stato.

Qui si possono trovare i cheese curds (cagliata di formaggio fritta, uno snack iconico del Wisconsin e Minnesota) in infinite varianti, dal classico al buffalo chicken al gusto Flamin’ Hot; il tater tot hotdish (il casserole del Minnesota, mai chiamarlo “casserole” qui!); e innovazioni come il sweet corn cola float (gelato al mais dolce con cola al mais), il deep-fried halloumi cheese di Holy Land Deli, e persino il deep-fried ranch.

La fiera è anche il luogo dove assaggiare il walleye, il pesce più pregiato del Minnesota pescato nei laghi locali, servito fritto o in versioni più elaborate. Hell’s Kitchen, in centro a Minneapolis, lo serve tutto l’anno, insieme al loro famoso wild rice porridge (porridge di riso selvatico cotto con panna, nocciole tostate e sciroppo d’acero). La fiera è anche uno dei posti migliori per assaggiarei leggendari mini donuts caldi e zuccherati, e provare ogni possibile variazione di cibo fritto immaginabile.

Alta cucina e stelle emergenti

Per esperienze più raffinate, Spoon and Stable dello chef James Beard Award Gavin Kaysen propone una cucina stagionale del Midwest con influenze francesi in un ambiente elegante ricavato da una vecchia stalla. Il suo secondo ristorante, Demi, propone menu degustazione di alto livello con ingredienti locali e stagionali. 112 Eatery, dello chef Isaac Becker (anch’egli vincitore di James Beard Award), serve “comfort food elevato” ed è il tipo di posto dove gli chef vanno a mangiare nel loro giorno libero.

La cucina italiana ha trovato interpreti eccellenti come Gia, dove le co-chef Jo Seddon e Lisa Wengler creano paste fresche e insalate semplici ma perfette in un’atmosfera accogliente, e Sanjusan, che ha introdotto la cucina Itameshi (fusione italo-giapponese) con risultati sorprendenti come ahi sul pizza e nori sugli spaghetti.

Street food e food halls

Per chi preferisce esplorare sapori diversi in un’unica location, Midtown Global Market dispone di decine di stand di cucina internazionale, da Los Ocampos (messicano) a venditori etiopi, somali, vietnamiti e latinoamericani. Market at Malcolm Yards nel quartiere Prospect Park presenta concept più contemporanei come Del Sur Empanadas, Eggflip/Sushiflip (coreano), e Martes Tacos (messicano), con un muro di spillatori self-service per birre artigianali.

Informazioni pratiche

Come muoversi: Il Metro Transit collega l’aeroporto MSP alle Twin Cities con due linee di metropolitana leggera. La linea blu porta al Mall of America e al centro di Minneapolis, mentre la linea verde collega Minneapolis a St. Paul. Le città sono estremamente bike-friendly con oltre 200 miglia di piste ciclabili. Per scoprire i quartieri più lontani, il rideshare o un’auto a noleggio sono comodi.

Quando partire: L’estate (giugno-agosto) è ideale per godersi i laghi urbani, i concerti all’aperto e la State Fair in agosto. L’autunno (settembre-ottobre) è gentile con le sue temperature piacevoli e colori spettacolari. L’inverno è freddo (temperature regolarmente sotto zero), ma la città si anima con mercatini di Natale, piste di pattinaggio sul ghiaccio e una vivace vita culturale indoor.

Come arrivare: Con volo diretto di Delta AirLines (stagionale) da Roma all’aeroporto internazionale di Minneapolis-St. Paul (MSP), programmato quattro volte la settimana.

Dove dormire: St. Paul ha hotel storici eleganti come il St. Paul Hotel (1910), mentre Minneapolis offre opzioni moderne e boutique hotel trendy come l’Hewing Hotel in North Loop. Per budget più contenuti, le catene internazionali sono ben rappresentate, e Airbnb propone opzioni interessanti nei quartieri residenziali vicino ai laghi.

Quartieri da scoprireNorth Loop a Minneapolis è il quartiere più trendy con magazzini trasformati in loft, ristoranti à la page e gallerie d’arte. Northeast Minneapolis (NE Minneapolis) è il quartiere delle birrerie artigianali, con Bauhaus Brew LabsIndeed Brewing e decine di altri brewpub. A St. Paul, Cathedral Hill si presenta con un’architettura vittoriana e la magnifica Cattedrale di St. Paul, mentre Summit Avenue vanta una delle strade residenziali vittoriane meglio conservate d’America.

Pronto per scoprire le Twin Cities? Sul sito ufficiale Explore Minnesota troverai itinerari urbani dettagliati, orari e biglietti per Paisley Park, mappe dei quartieri più cool, calendari degli eventi culturali e una guida completa ai migliori ristoranti.

Festival delle Luci di Zagabria, quando l’arte illumina la città

16 février 2026 à 11:53

Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando le giornate si allungano e la natura si prepara a riprendere vita, Zagabria si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto dove la luce diventa protagonista assoluta. Dal 18 al 22 marzo 2026, la capitale croata ospita il Festival delle Luci, un evento che negli ultimi anni ha conquistato il riconoscimento internazionale trasformando le strade, le piazze e i monumenti storici in una galleria d’arte contemporanea luminosa.

Un risveglio di luce e creatività

Il Festival delle Luci di Zagabria nasce come celebrazione del passaggio tra due stagioni, quel momento particolare dell’anno in cui la città si scrolla di dosso il torpore invernale e si prepara ad accogliere la primavera. Siamo di fronte a un evento che rappresenta un vero e proprio risveglio culturale, un’occasione per guardare alla città con occhi nuovi e riscoprirne gli spazi attraverso il linguaggio universale dell’arte luminosa.

Per cinque giorni consecutivi, 26 installazioni artistiche prendono vita in 21 luoghi diversi della città, creando un percorso coerente che invita residenti e visitatori a passeggiare, scoprire angoli nuovi e lasciarsi sorprendere. Si tratta infatti di vere e proprie opere d’arte che si innestano nell’architettura urbana, per raccontare storie e per offrire nuove chiavi di lettura dello spazio che quotidianamente attraversiamo.

Museo Mimara
Samir Cerić Kovačević
Dinamica insolita della luce proiettata sul Museo Mimara

Arte senza confini

Una delle caratteristiche più interessanti di quest’edizione è la sua dimensione internazionale. Accanto agli artisti croati, che naturalmente portano la loro sensibilità e il loro legame con il territorio, quest’anno il Festival ospita dieci creatori provenienti da Repubblica Ceca, Francia, Germania, Slovacchia e Spagna. Questa varietà di voci e di approcci rende il programma ricco e diversificato, che parla a pubblici differenti e di attrae visitatori di ogni età e provenienza.

Le installazioni spaziano dalle proiezioni architettoniche alle animazioni interattive, dalle sculture luminose alle opere che integrano tecnologia e valore artistico. Ogni opera è stata selezionata per l’esperienza visiva suggestiva, ma anche per stimolare riflessioni più profonde sul nostro rapporto con lo spazio urbano e con l’arte contemporanea.

Una galleria a cielo aperto

Il Festival delle Luci trasforma Zagabria in una vera e propria galleria a cielo aperto, dove la luce diventa lo strumento per mettere in risalto la cultura, il patrimonio e l’identità contemporanea della città. Le installazioni non sono posizionate casualmente ma illuminano i palazzi storici dell’epoca austroungarica, brillano sulle chiese barocche, animano le piazze che hanno fatto la storia della capitale croata.

È proprio questa caratteristica di valorizzare il patrimonio culturale attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea che rende il Festival così speciale. Camminare per le strade illuminate è come riscoprire Zagabria, notare dettagli architettonici che di giorno passano inosservati, comprendere meglio la stratificazione storica e culturale che ha plasmato questa città nel corso dei secoli. La luce non nasconde, ma rivela; non copre, ma esalta l’identità di un luogo che continua a rinnovarsi senza perdere le proprie radici.

Piazza Re Tomislav
Julien Duval
Risveglio della natura in Piazza Re Tomislav

Un riconoscimento meritato

Il Festival delle Luci di Zagabria non è più solo un evento locale: perché la sua crescente riconoscibilità internazionale è testimoniata dai prestigiosi riconoscimenti ricevuti. Sia European Best Destinations che Forbes lo hanno inserito tra i migliori eventi da visitare in Europa nel 2026, un risultato che consolida la posizione di Zagabria nella cultura europea e assicura al Festival un’elevata visibilità mediatica internazionale.

Questo successo non è casuale. Negli anni, l’evento si è sviluppato puntando tutto su un’identità forte, distinguendosi per la qualità delle opere presentate, per la cura nell’allestimento e per il coinvolgimento attivo del pubblico.

Luce sostenibile

Sappiamo che la sostenibilità ambientale è diventata una priorità imprescindibile, per questo il Festival delle Luci di Zagabria non poteva restare indifferente. La collaborazione con il WWF (World Wide Fund for Nature) testimonia l’impegno concreto degli organizzatori nel coniugare arte e responsabilità ambientale.

Quest’anno l’attenzione si concentra in particolare sull’impatto dei cambiamenti climatici sul mare e sulla vita marina. Alcune installazioni sono state ideate proprio per sensibilizzare i visitatori su questi temi, trasformando il Festival in un’opportunità di intrattenimento culturale e di educazione ambientale. L’obiettivo è far riflettere sull’importanza della conservazione degli ecosistemi naturali e sull’urgenza di adottare comportamenti più responsabili nei confronti dell’ambiente.

Piazza Ban Josip Jelačić
Julien Duval
Spirito della natura proiettato in piazza Ban Josip Jelačić

Un’esperienza urbana completa

Le serate dedicate alle installazioni luminose si integrano perfettamente con la ricca offerta culturale della città: musei, gallerie d’arte, teatri e locali storici restano aperti e vivaci, in modo che i visitatori possano costruire il proprio itinerario personalizzato.

E poi c’è la gastronomia. Zagabria mette a disposizione una scena culinaria interessante, caratterizzata da tradizione croata e influenze mitteleuropee. Dopo una passeggiata tra le installazioni luminose, concedersi una cena in uno dei ristoranti del centro storico o un caffè in una delle caratteristiche kavane diventa parte integrante dell’esperienza.

Per muoversi agevolmente tra i vari siti del Festival e scoprire la città, la Zagreb Card è una soluzione pratica ed economica. La card turistica dà accesso gratuito ai trasporti pubblici e sconti su numerose attrazioni, musei e ristoranti, rendendo il soggiorno ancora più piacevole.

Viaggiare senza rinunce, come il pagamento a rate trasforma le vacanze

10 février 2026 à 12:30

La voglia di partire non conosce crisi. Nonostante l’incertezza economica che caratterizza questi anni, gli italiani continuano a considerare la vacanza un bisogno irrinunciabile, non più un semplice lusso da concedersi solo nei momenti di maggiore disponibilità economica. Ma la percezione del viaggio è cambiata: da sfizio occasionale a elemento essenziale per il benessere personale e familiare, è diventato un momento di ricarica necessario per molti.

Eppure, il conflitto tra il desiderio di partire e il bilancio familiare sotto pressione è reale. Come conciliare questi due aspetti? I numeri del settore evidenziano qualcosa di interessante: secondo l’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, nel 2025 il comparto dell’ospitalità ha registrato un giro d’affari di 38,2 miliardi di euro. Un dato che testimonia la solidità del settore, ma soprattutto la determinazione degli italiani a non rinunciare alle proprie vacanze, cercando invece nuove modalità per renderle sostenibili dal punto di vista economico.

Com’è cambiato il modo di viaggiare

Il nostro modo di viaggiare ha subito una trasformazione profonda. La digitalizzazione non è più una tendenza emergente, ma una realtà consolidata: il 57% delle prenotazioni avviene ormai online, sebbene il contributo umano non sia scomparso.

Si è delineato un nuovo customer journey, più sofisticato e consapevole: i viaggiatori cercano informazioni in Rete, confrontano prezzi e recensioni, si documentano su destinazioni ed esperienze. Ma quando arriva il momento della scelta definitiva, soprattutto per viaggi complessi o costosi, si affidano all’esperienza e alla consulenza delle agenzie di viaggio perché trovano personalizzazione, sicurezza e competenza, elementi che la tecnologia da sola non può ancora garantire. Nel 2025, il 27% dei viaggiatori si è rivolto alle agenzie di viaggio per organizzare completamente o in parte la propria partenza (Fonte: HeyLight Focus on Travel – ottobre 2025). Le motivazioni sono legate principalmente a un risparmio di tempo (per il 30%) mentre il 27% ha cercato supporto per affidabilità e reputazione degli operatori. E ancora, c’è chi ha cercato supporto sicuro e consulenza personalizzata.

I dati ISTAT del secondo semestre 2025 confermano la stabilità della domanda turistica. Gli arrivi sono cresciuti dell’1,1% e le presenze del 4,7%, nonostante le oscillazioni dei mesi precedenti. Il viaggio è diventato un’esperienza da pianificare con cura, non più qualcosa da comprare d’impulso. E questa nuova consapevolezza sta modificando l’intero settore. Nel 2025, 8 italiani su 10 hanno preferito pianificare in anticipo i propri viaggi. Secondo i dati emersi dall’indagine HeyLight, i motivi sono molteplici: il 44% ha voluto evitare lo stress dell’ultimo momento, il 35% ha voluto usufruire della scelta più ampia assicurata dalle prenotazioni anticipate mentre il 35% ha agito per tempo al fine di ottenere promozioni e prezzi più accessibili.

Il vero costo di una vacanza in famiglia

Parliamo di numeri concreti, quelli che ogni famiglia conosce bene quando inizia a pianificare le ferie. Una vacanza all-inclusive di 3-4 notti costa mediamente 1.233 euro a persona. Sembra gestibile, finché non si applica l’effetto moltiplicatore: per una famiglia di quattro persone, si sfiorano i 4.500 euro. E se la meta è extra-europea? La cifra schizza a 3010 euro, rendendo il sogno di una vacanza esotica un’impresa economica non da poco.

Di fronte a queste cifre, le domande che assillano le famiglie sono sempre le stesse: cosa possiamo concederci? Dobbiamo rinunciare a qualcosa? Come pianificare il budget per partire senza lo stress di dover pagare tutto in un’unica soluzione? La tentazione di ripiegare sugli sconti dell’ultimo minuto è forte, ma comporta rinunce tra date rigide, destinazioni di seconda scelta, strutture non proprio come le avevamo immaginate.

Eppure, i viaggiatori di oggi sono sempre più consapevoli e non vogliono più scendere a compromessi sulla qualità. Hanno capito che una vacanza mal organizzata o in una sistemazione deludente non è un risparmio, ma uno spreco di tempo e risorse. La domanda allora diventa: come accedere a esperienze di qualità senza mandare in tilt il bilancio familiare?

Il Buy Now Pay Later entra nel mondo dei viaggi

Ed è qui che entra in gioco il Buy Now Pay Later. Di cosa si tratta? Di un sistema di pagamento che consente di prenotare subito il viaggio dei propri sogni e di pagarlo comodamente a rate, senza interessi o con condizioni agevolate.

Oltre la metà dei viaggiatori preferisce ormai dilazionare la spesa turistica fino a 12 mesi, distribuendo l’impegno economico nel tempo invece di affrontarlo tutto in una volta. Il cambio di mentalità è evidente: si passa dal “tutto e subito” al “programmo e realizzo”. Non più acquisti impulsivi o rinunce forzate, ma una gestione razionale e serena delle risorse economiche.

HeyLight, la risposta di Compass al nuovo viaggiatore

Tra le soluzioni BNPL sviluppate specificamente per il settore turistico, HeyLight di Compass Banca si distingue per versatilità e semplicità. Il sistema permette di dilazionare importi fino a 5000 euro in massimo 12 rate, una cifra che copre ampiamente le esigenze della maggior parte delle famiglie italiane.

La multicanalità è uno dei punti di forza: puoi utilizzare HeyLight in agenzia di viaggi, tramite SmartPOS o WebApp, oppure direttamente online attraverso l’integrazione nei booking engine. C’è anche la possibilità di attivare il servizio a distanza, ricevendo un link univoco via email o SMS. In pratica, ovunque tu decida di prenotare la tua vacanza, HeyLight può accompagnarti.

Ma come funziona concretamente per chi viaggia? La procedura è immediata. Il cliente prenota oggi la vacanza che desidera e la paga con calma, rata dopo rata. Si può scegliere se addebitare le rate su carta di credito o direttamente sul conto corrente e la prima rata viene addebitata dopo 30 giorni, dando alle famiglie il tempo di organizzarsi. Bastano pochi passaggi e una carta di pagamento per suddividere l’importo del soggiorno.

La vera libertà di HeyLight è quella di scegliere vacanze di livello superiore senza lo stress economico immediato. Quella camera con vista mare invece della standard, quel resort a cinque stelle invece del tre stelle, quell’escursione in più che completa l’esperienza: tutto diventa accessibile quando puoi distribuire la spesa nel tempo.

Perché HeyLight sostiene l’intero comparto turistico

I benefici del BNPL non riguardano solo i viaggiatori. Gli operatori del settore turistico stanno scoprendo in HeyLight una leva competitiva che può incrementare significativamente il business. I dati raccolti da Compass parlano chiaro.

Chi utilizza la rateazione spende fino al 40% in più rispetto a chi paga tutto subito. Non è difficile capire il perché: potendo dilazionare, ci si sente più liberi di scegliere opzioni migliori, aggiungere servizi, prolungare il soggiorno. I partner che hanno adottato HeyLight registrano incrementi di fatturato tra il 10% e il 30%, un risultato significativo in un settore altamente competitivo.

Ma c’è di più. Fino all’87% di chi acquista con HeyLight risulta essere un nuovo cliente, ampliando notevolmente il bacino di utenti da fidelizzare. Le prenotazioni sono addirittura raddoppiate anno su anno per quegli operatori che hanno iniziato a proporre la possibilità di pagare un po’ per volta, rispetto a quando questa opzione non era disponibile.

Dal punto di vista dei clienti finali, il 38% degli utenti dichiara apertamente che senza la possibilità di rateizzare avrebbe rinunciato del tutto al servizio. Un dato che fa riflettere perché quasi quattro persone su dieci non avrebbero viaggiato. Il 60% ha scelto prodotti di livello superiore grazie alla dilazione, migliorando la propria esperienza di viaggio. E la soddisfazione è tale che il 94% degli utilizzatori è pronto a usare nuovamente HeyLight per le prossime vacanze.

Cosa cambia davvero per chi viaggia

La possibilità di rateizzare porta con sé un cambiamento culturale profondo nel modo di concepire le vacanze. Primo fra tutti, l’addio alla sindrome della “vacanza low-cost per forza”. Non devi più accontentarti della prima offerta a basso prezzo che trovi, sacrificando qualità, comfort o la destinazione che davvero desideri.

La pianificazione del budget familiare diventa più serena. Invece di trovarti con il conto svuotato a luglio e sacrificare il resto dell’estate, distribuisci la spesa su più mesi, mantenendo un equilibrio finanziario costante. Puoi prenotare in anticipo, bloccando le migliori offerte e le sistemazioni più ambite, quelle che si esauriscono rapidamente se aspetti l’ultimo momento.

Ma forse il cambiamento più interessante riguarda l’upgrade di destinazioni ed esperienze. Quel viaggio che sembrava fuori portata, quella destinazione esotica che avevi sempre sognato, quell’esperienza speciale che volevi regalare alla tua famiglia: tutto diventa improvvisamente accessibile. Non si tratta di spendere più di quanto puoi permetterti, ma di organizzare meglio le tue risorse per ottenere esattamente ciò che desideri.

Il futuro del turismo è flessibile

Quello che oggi appare come una novità, domani potrebbe diventare lo standard. Il Buy Now Pay Later si sta affermando come prassi consolidata nel settore travel, esattamente come è accaduto in altri comparti del commercio.

L’ibridazione dei canali è il nuovo modello da seguire: non più online contro offline, ma online più offline uguale customer experience ottimale. Cerchi informazioni sul web, confronti prezzi, leggi recensioni, poi magari entri in agenzia per ricevere consulenza personalizzata, e infine completi la prenotazione pagando a rate. Il percorso non è più lineare ma fluido, e il BNPL si adatta perfettamente a questo aspetto.

L’accessibilità economica sta emergendo come nuovo criterio di scelta, accanto a quelli tradizionali come destinazione, servizi e recensioni. Non basta più chiedersi “mi piace questa vacanza?”, ora ci si domanda anche “come posso organizzarmi per pagarla?”. E la risposta a questa seconda domanda può fare la differenza tra partire o restare a casa.

Se vuoi scoprire come le soluzioni HeyLight possono trasformare il tuo modo di viaggiare, visita il sito di HeyLight e approfondisci tutte le opzioni disponibili. E se sei un operatore del settore turistico interessato a implementare questo sistema di pagamento, non perdere l’occasione di incontrare il team HeyLight alla BIT 2026, che si terrà a Fieramilano Rho dal 10 al 12 febbraio, Padiglione 9P, Stand P14 P16.

Messaggio Pubblicitario con finalità promozionale HeyLight è un marchio registrato di Compass Banca S.p.A. e identifica diverse soluzioni di pagamento rateale: A) La dilazione di pagamento gratuita concessa ai consumatori, previa valutazione, da venditori di beni e servizi con cui Compass Banca S.p.A. abbia stipulato, un accordo per la cessione dei crediti pro-soluto (factoring). Condizioni complete applicabili alla dilazione sono disponibili presso i venditori di beni e servizi. Fogli Informativi relativi al contratto di factoring disponibili sul sito compass.it, HeyLight.com, presso le Filiali Compass Banca S.p.A. o presso gli agenti in attività finanziaria che operano in qualità di intermediari del credito monomandatari o con mandato in esclusiva di prodotto di Compass Banca S.p.A.. Salvo approvazione di Compass Banca S.p.A.. B) Il prestito finalizzato concesso ai consumatori, salvo approvazione, direttamente da Compass Banca S.p.A.. Condizioni economiche e contrattuali disponibili sul sito compass.it, HeyLight.com e presso i venditori, convenzionati senza o in esclusiva con Compass Banca S.p.A.. C) Inoltre, il marchio HeyLight è stato concesso in licenza d’uso a Holipay S.r.l., società italiana con sede in viale Ortigara, 7/9 Milano Marittima (RA) Registro Imprese di RA Codice Fiscale e Partita Iva 16090851003. Il servizio tecnologico offerto da Holipay è pensato per le esigenze degli albergatori, al fine di automatizzare e ripartire calendarizzando il flusso degli incassi delle caparre attraverso un sofware as a service integrato con un servizio di gateway di pagamento. L’utilizzo del servizio è soggetto a termini e condizioni heylight.com/it/it/viaggi-turismo.

Minnesota selvaggio, avventura tra Boundary Waters e il fascino dei lupi

16 mars 2026 à 09:04

Quando si pensa al Minnesota, la prima immagine che viene in mente è quella dei suoi leggendari 10.000 laghi. Ma la realtà supera persino questa promessa: lo stato ne conta oltre 11842, circondati da foreste di pini così estese da sembrare infinite, scogliere selvagge che si tuffano nel Lago Superiore e una wilderness che conserva ancora oggi il suo carattere primordiale. Questo è il Minnesota dei grandi spazi, quello che attira avventurieri da tutto il mondo in cerca di un’esperienza indimenticabile a contatto con la natura più vera.

Boundary Waters, il silenzio della wilderness

La Boundary Waters Canoe Area Wilderness è uno di quei luoghi che cambiano la percezione del viaggio. Situata nel nord del Minnesota, al confine con il Canada e con la Regione dei Grandi Laghi, questa area protetta si estende su oltre 1175 laghi collegati tra loro da fiumi e portage, i sentieri che permettono di trasportare la canoa da un lago all’altro. È una delle ultime grandi wilderness accessibili degli Stati Uniti, un luogo dove la civilizzazione moderna scompare completamente e dove il silenzio diventa un’esperienza quasi mistica.

L’unico modo per scoprire questo territorio è in canoa o kayak, remando attraverso acque cristalline circondate da foreste boreali. L’esperienza è primordiale e profondamente rigenerante. Immaginate di svegliarvi all’alba in un campeggio lungo la riva di un lago, con solo il richiamo di un’aquila a rompere il silenzio, e di preparare il caffè mentre la nebbia si alza lentamente dall’acqua. Durante il giorno, remerete tra isole di granito rosa, attraverserete stretti passaggi tra le rocce e vi fermerete a pescare luccio o walleye per la cena.

La Boundary Waters richiede una certa preparazione: è necessario ottenere un permesso (limitati per preservare l’area), pianificare l’itinerario tra i vari laghi, e portare con sé tutto l’equipaggiamento necessario per il campeggio. I periodi migliori per visitarla sono l’estate, da giugno ad agosto, quando le temperature sono miti e le giornate lunghe, e l’inizio dell’autunno, quando i colori delle foreste esplodono in tonalità di rosso, arancione e oro. Molti tour operator locali offrono pacchetti completi che includono canoe, equipaggiamento da campeggio e guide esperte che conoscono ogni angolo di questa wilderness.

Canoa su Boundary Waters
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Canoa su Boundary Waters

A tu per tu con i lupi, l’International Wolf Center di Ely

A pochi chilometri dalla Boundary Waters, la cittadina di Ely è la porta d’accesso ideale a questa regione selvaggia. Ma Ely custodisce anche un’altra esperienza straordinaria: l’International Wolf Center, uno dei pochissimi luoghi al mondo dove è possibile osservare i lupi da vicino e comprendere il loro fondamentale ruolo nell’ecosistema.

Il centro ospita un branco di lupi ambasciatori, animali nati in cattività che vivono in un habitat naturale di oltre due ettari e mezzo. Attraverso ampie vetrate, i visitatori possono osservare il comportamento del branco, assistere all’interazione tra gli animali e comprendere la complessa gerarchia sociale di questi magnifici predatori. Le guide esperte spiegano come i lupi comunicano, cacciano e vivono in famiglia, sfatando i miti e le paure che per secoli hanno circondato questi animali. Il centro dispone anche di programmi educativi straordinari, tra cui i “wolf howl”, sessioni serali in cui si cerca di stimolare la risposta vocale dei lupi selvatici che vivono nei boschi circostanti.

A completare l’esperienza wildlife di Ely, poco distante si trova il North American Bear Center, dedicato agli orsi neri. Anche qui è possibile osservare questi animali nel loro habitat naturale, imparare a riconoscere i loro comportamenti e comprendere come convivere in sicurezza con la fauna selvatica durante le escursioni nei boschi del Minnesota.

North Shore, il Lago Superiore incontra le foreste

Lasciando Ely e dirigendosi verso est, si raggiunge una delle strade panoramiche più spettacolari d’America: la North Shore Scenic Byway. Questa strada costeggia per 240 chilometri la sponda occidentale del Lago Superiore, da Duluth fino al confine canadese, attraversando una successione mozzafiato di foreste, scogliere, cascate e piccole cittadine di pescatori.

Il Lago Superiore è il più grande lago d’acqua dolce del mondo per superficie, talmente vasto che crea il proprio microclima e può scatenare tempeste degne di un oceano. Le sue acque gelide, anche in piena estate, mantengono una temperatura che raramente supera i 10-12 gradi, ma il loro colore blu profondo e la trasparenza cristallina sono ipnotici. Lungo la costa, le scogliere di basalto si alternano a spiagge di ciottoli levigati, creando scenari di rara bellezza.

Lago Superiore
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Lago Superiore

Il Superior Hiking Trail corre parallelo alla costa per oltre 470 chilometri, con alcuni dei trekking più spettacolari del Midwest americano. Il sentiero si snoda attraverso foreste di betulle e pini, sale su crinali rocciosi che si aprono in panorami vertiginosi sul lago e attraversa decine di fiumi e torrenti. È possibile percorrerlo per intero in circa un mese, oppure scegliere tra i numerosi segmenti giornalieri, da poche ore a un’intera giornata di cammino. I panorami che si incontrano lungo il percorso, specialmente al tramonto quando il sole tinge il lago di tonalità infuocate, sono tra i più memorabili dell’intero Nord America.

Manitou Falls
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Manitou Falls

Le cascate del North Shore, spettacoli di pura energia

Una delle caratteristiche più affascinanti della North Shore è la presenza di numerose cascate che si gettano nel Lago Superiore. I fiumi che scendono dalle Highland del Minnesota creano spettacolari salti d’acqua, alcuni dei quali sono facilmente accessibili e sono delle tappe obbligate lungo la Scenic Byway.

Il Gooseberry Falls State Park è probabilmente il più visitato e fotografato. Qui il fiume Gooseberry crea tre distinte cascate prima di gettarsi nel lago: le Upper Falls, le Middle Falls e le Lower Falls. Un sistema di passerelle e sentieri ben mantenuti permette di avvicinarsi in sicurezza alle cascate e di ammirare la potenza dell’acqua che scolpisce la roccia vulcanica. In primavera, durante lo scioglimento delle neve, il volume d’acqua è impressionante; in autunno, le cascate sono incorniciate dai colori infuocati della foresta.

Alba sull'Oberg Mountain
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Alba sull’Oberg Mountain

Più a nord, il Cascade River State Park vi accoglie un’esperienza ancora più selvaggia. Il fiume crea infatti una serie di cascate e rapide che scendono per oltre 120 metri di dislivello negli ultimi tre chilometri prima del lago. I sentieri seguono entrambe le sponde del fiume, con prospettive diverse sulle cascate e accessi a pozze naturali dove, i più coraggiosi, possono tentare un bagno nelle acque gelide.

Altri parchi statali lungo la costa, come il Temperance River State Park e il Tettegouche State Park, si caratterizzano ciascuno le proprie cascate spettacolari e percorsi escursionistici indimenticabili. In totale, lungo la North Shore si contano oltre otto parchi statali, ognuno con le sue peculiarità e la sua bellezza unica.

Split Rock Lighthouse State Park
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Split Rock Lighthouse State Park

Split Rock Lighthouse, il guardiano del lago

Nessuna visita alla North Shore sarebbe completa senza una sosta allo Split Rock Lighthouse, probabilmente il faro più fotografato d’America. Arroccato su una scogliera di 40 metri a picco sul Lago Superiore, questo faro dal caratteristico colore bianco e rosso è diventato l’icona del Minnesota.

Costruito nel 1910 dopo una devastante tempesta che affondò numerose navi cariche di minerale di ferro, il faro ha guidato i naviganti per quasi sessant’anni, fino al 1969 quando le moderne tecnologie di navigazione lo resero obsoleto. Oggi è perfettamente conservato e trasformato in museo, parte dello Split Rock Lighthouse State Park.

La visita al complesso permette di salire sulla torre del faro, visitare la casa del guardiano restaurata con arredi d’epoca, e passeggiare lungo i sentieri che costeggiano le scogliere. La vista dal faro è semplicemente mozzafiato, specialmente al tramonto o quando le tempeste autunnali sollevano onde gigantesche che si infrangono sulle rocce sottostanti. Il parco dispone anche di campeggi affacciati sul lago e chilometri di sentieri escursionistici attraverso la foresta.

Notte sul lago in Minnesota
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Notte sul lago in Minnesota

Informazioni pratiche per il vostro viaggio

Quando partire: L’estate (giugno-agosto) è ideale per il campeggio e le attività acquatiche nella Boundary Waters, con temperature gradevoli tra i 20 e i 25 gradi. L’autunno (settembre-ottobre) regala colori spettacolari e temperature più fresche, perfette per il trekking. L’inverno trasforma il Minnesota in un paradiso per motoslitte, sci di fondo e pesca sul ghiaccio, ma richiede attrezzatura specifica e esperienza.

Come arrivare: L’aeroporto internazionale di Minneapolis-St. Paul (MSP) è il principale gateway, dove atterra il volo diretto di Delta AirLines (stagionale) da Roma programmato quattro volte la settimana. Da qui, noleggiare un’auto è essenziale: Duluth dista circa 2 ore e mezzaEly circa 4 ore di guida. La strada è panoramica e merita di essere percorsa con calma.

Dove dormire: Lungo la North Shore troverete numerosi resort e lodge in riva al lago, perfetti per chi cerca comfort dopo una giornata di avventure. Per un’esperienza più avventurosa, i campeggi nei parchi statali offrono piazzole attrezzate con viste spettacolari. Nella zona di Ely e Boundary Waters, i lodge specializzati in canoe trip forniscono tutto il necessario per l’avventura in wilderness.

Equipaggiamento: Per la Boundary Waters è essenziale avere o noleggiare: canoa, giubbotti di salvataggio, tendasacco a pelo, materassino, fornello da campo, sistema di purificazione dell’acqua, e contenitori bear-proof per il cibo. Molti outfitter locali propongono pacchetti completi, molto comodi per chi vuole fare più esperienze.

Vuoi pianificare la tua avventura nella wilderness del Minnesota? Visita il sito ufficiale Explore Minnesota per scaricare guide gratuite, trovare tour operator specializzati in escursioni nella Boundary Waters, prenotare lodge sul Lago Superiore e scoprire tutti gli itinerari per esplorare la natura più autentica del Nord.

Monaco, dove il sole splende sempre: glamour, cultura e relax

17 décembre 2025 à 15:58

Nel cuore della Costa Azzurra, affacciato sulle acque cristalline del Mediterraneo, il Principato di Monaco si erge come un gioiello di eleganza. Questo piccolo stato, incastonato tra la Francia e il mare, è di certo la quintessenza dello stile di vita glamour, dove ogni esperienza diventa un’occasione per celebrare l’arte del buon vivere. Dalle esperienze gastronomiche stellate ai centri benessere più esclusivi, dalle spiagge dorate alle notti indimenticabili, Monaco è il luogo dove il sole splende sempre.

Un viaggio nei sapori, la gastronomia di Monaco

La scena culinaria monegasca è un vero e proprio tempio della gastronomia internazionale, dove chef stellati creano esperienze culinarie indimenticabili. Il Principato vanta una concentrazione straordinaria di 13 stelle Michelin distribuite su 8 ristoranti, rendendo ogni pasto un’occasione speciale.

L’eccellenza della cucina stellata

Le Louis XV – Alain Ducasse all’Hôtel de Paris Monte-Carlo è il pinnacolo dell’alta cucina, con le sue tre stelle Michelin che celebrano la ricchezza dei sapori mediterranei reinterpretati con maestria. Il ristorante Pavyllon Monte-Carlo, guidato da Yannick Alléno, dispone invece di un’esperienza gastronomica stellata con una magnifica terrazza che si affaccia sul Porto Hercule. Da non perdere, inoltre, l’Ambassadeurs by Christophe Cussac Métropole, R – La Table d’Antonio Salvatore.

All’Hôtel Métropole Monte-Carlo, lo chef Christophe Cussac invita gli ospiti a vivere un’esperienza culinaria tra convivialità e raffinatezza. Les Ambassadeurs by Christophe Cussac rappresenta il ritorno di un nome leggendario: negli anni ’20, l’hotel aveva inaugurato il ristorante Les Ambassadeurs, diventato rapidamente un punto di riferimento della gastronomia francese per la clientela monegasca e internazionale. Oggi, questo luogo storico rivive in una veste contemporanea, dove la cucina moderna e creativa celebra i sapori mediterranei con un approccio nuovo. L’ambiente progettato da Jacques Garcia crea un’atmosfera accogliente e intima, ideale per momenti di condivisione dove riscoprire l’essenza della cucina del Mediterraneo reinterpretata con sensibilità contemporanea.

R – La Table d’Antonio Salvatore è l’espressione completa della visione personale di uno chef che ha saputo creare un’identità culinaria unica, dando vita a quello che lui stesso definisce stile “neo-monegasco”: una sintesi raffinata tra l’autenticità della cucina italiana e l’eleganza della tradizione francese. Questo approccio innovativo è il frutto di un percorso di vita straordinario, costruito a partire dalle sue radici italiane e a cui si aggiungono i numerosi viaggi attraverso i continenti e la lunga esperienza nel Principato, in particolare presso il celebre Le Rampoldi. Nel suo ristorante, tutta la sua inventiva e maestria trovano piena espressione, regalando agli ospiti piatti dove la tecnica impeccabile si mescola con una creatività che attinge da due grandi tradizioni gastronomiche europee.

Il Blue Bay di Marcel Ravin al Monte-Carlo Bay Hotel & Resort attira con la sua cucina fusion caraibico-mediterranea, mentre l’Elsa, propone una filosofia culinaria sostenibile senza rinunciare all’eccellenza.

Monte-Carlo Bay Hotel Resort
@BenjaminVergely
Monte-Carlo Bay Hotel Resort

La magia della Cucina mediterranea

La cucina mediterranea trova a Monaco una delle sue espressioni più raffinate. I sapori del mare, l’olio d’oliva, le erbe aromatiche e i prodotti freschi della Provenza e della vicina Liguria si incontrano in una celebrazione della tradizione culinaria della Costa Azzurra. Ristoranti come L’Hirondelle della Spa Thermes Marins Monte-Carlo propongono una cucina mediterranea salutare con specialità di pesce, mentre il Deck al Monte-Carlo Beach dispone di menu di stagione golosi in un’atmosfera chic e rilassata, con vista sulla piscina olimpionica.

Il Tavolo del Columbus Hotel Monte-Carlo, poi, rispecchia la filosofia contemporanea della cucina sostenibile. La sua magnifica terrazza si affaccia sul Roseto della Principessa Grace, creando un’ambientazione romantica e suggestiva dove ogni pasto diventa un’esperienza da ricordare. La proposta culinaria cambia con le stagioni, seguendo il ritmo naturale dei prodotti locali: il menu celebra i sapori del Mediterraneo attraverso piatti che valorizzano ingredienti freschi e di provenienza locale, selezionati con cura secondo la disponibilità stagionale. Forte è l’impegno per la sostenibilità ambientale, con il riconoscimento ufficiale del Governo di Monaco attraverso il prestigioso marchio “Restaurant Engagé”.

Anche l’elegante Em Sherif Monte-Carlo, aperto in estate e in primavera, celebra la cultura mediterranea attraverso i sapori della cucina libanese, in un ambiente caloroso con vista sul mare.

Esperienze culinarie uniche

Monaco è inoltre teatro di esperienze gastronomiche internazionali di altissimo livello. Il NOBU Monaco porta la fusione tra cucina giapponese e peruviana, con i suoi piatti iconici serviti su una terrazza con vista panoramica sul mare. Il COYA Monte-Carlo, aperto in primavera e in estate, trasporta gli ospiti in un viaggio nei sapori del Perù. A pochi passi dalla leggendaria Place du Casino, GAIA è un’oasi dove l’anima greca s’intreccia con la raffinatezza monegasca. Questo ristorante crea un rifugio intimo e sofisticato, dove la tradizione ellenica si esprime attraverso un’eleganza senza tempo. L’esperienza a GAIA è plasmata dall’essenza stessa del Mediterraneo: il calore dell’accoglienza greca, le sue specialità e quel ritmo di vita rilassato che caratterizza le isole dell’Egeo.

Per chi desidera un viaggio culinario verso il Nord Europa, Smakelijk! – situato all’interno del Le Méridien Beach Plaza – rappresenta una novità assoluta perché si tratta della prima brasserie belga del Principato. In un’atmosfera calda e conviviale che richiama l’ospitalità tipica delle Fiandre, questo locale propone una vera esperienza culinaria belga, portando a Monaco le specialità tradizionali di questa ricca tradizione gastronomica. Dal comfort food alle ricette più elaborate, ogni piatto racconta la diversità regionale del Belgio in un ambiente accogliente dove la convivialità è protagonista.

Sul tetto dell’Hotel Fairmont di Monaco si trova Amù, una perla della ristorazione che celebra le eccellenze culinarie della Riviera attraverso un dialogo perfetto tra le tradizioni enogastronomiche d’Italia e di Francia. Il nome del locale, che nella lingua monegasca significa “amore”, rende omaggio al Principato e alle sue radici culturali, incarnando lo spirito sentimentale di questo angolo di Mediterraneo. Ogni creazione culinaria racconta una storia, un percorso sensoriale tra i gusti e le maestrie che caratterizzano la Costa Azzurra e l’universo mediterraneo.

Per chi cerca un’esperienza British con tocchi mediterranei, il Marlow nel nuovo quartiere Mareterra propone una cucina che fonde eleganza britannica e dolcezza mediterranea, aperto dalla colazione fino a tarda sera in un ambiente eccentrico firmato dall’architetto Hugo Toro.

Il paradiso del benessere, spa e relax

Monaco è una destinazione di riferimento per chi cerca momenti di puro relax e rigenerazione. Il Principato ospita alcune delle spa più esclusive e all’avanguardia d’Europa, dove il benessere diventa un’arte.

Thermes Marins, un’oasi di lusso

Con i suoi 6600 metri quadrati dedicati al benessere, fitness e salute preventiva, le Thermes Marins sono un’istituzione nel mondo del wellness di lusso. Questo centro eccezionale, situato di fronte al Mediterraneo, combina innovazione tecnologica e savoir-faire tradizionale. La piscina riscaldata con vista a strapiombo sul mare, la vasca idromassaggio esterna che si affaccia sul Porto e sulla Rocca, il solarium, l’hammam e la sauna creano un percorso benessere completo.

L’équipe multidisciplinare di esperti valuta ogni esigenza e risponde con protocolli personalizzati per bellezza, snellezza, anti-età e performance fisica. Le attrezzature ultra perfezionate di ultima generazione consentono trattamenti all’avanguardia in un ambiente dove ogni dettaglio è pensato per il massimo comfort.

Spa Clarins & myBlend

La nuovissima Spa Clarins & myBlend al Monte-Carlo Bay Hotel & Resort è un’eccellenza nei trattamenti di bellezza. Questo centro benessere di nuova generazione dispone di un approccio olistico, con trattamenti per viso e corpo personalizzati in base alle esigenze individuali. L’ambiente privilegiato di fronte al mare, l’architettura contemporanea con materiali nobili e la luce naturale creano un’atmosfera perfetta per il relax.

protocolli di cura della pelle combinano tecniche esperte con formule botaniche, frutto del know-how Clarins nella cosmesi a base di estratti vegetali. Gli ospiti possono anche godere delle strutture esclusive del resort: la piscina interna immersa nella luce, la piscina esterna con vista mare e la laguna unica in Europa con fondo sabbioso naturale.

Altri centri benessere

Nel cuore della Riviera, la Spa Métropole by Guerlain è l’incontro perfetto tra due leggende del lusso europeo. Da una parte l’Hôtel Métropole Monte-Carlo, simbolo dell’eleganza della Costa Azzurra e custode di un’arte del vivere raffinata. Dall’altra Guerlain, la storica maison parigina nata nel 1828, che da quasi due secoli definisce gli standard nell’universo della bellezza, della profumeria e della cura della pelle. Questa alleanza ha dato vita a un vero e proprio santuario del benessere,

Le dieci sale trattamenti luminose ospitano i rituali esclusivi Guerlain. Tra i trattamenti di punta spicca l’Ultimate Black Orchid, un protocollo anti-età che sfrutta le straordinarie proprietà rigenerative dell’orchidea nera per ringiovanire e illuminare la pelle.

La Spa propone inoltre tre rituali creati esclusivamente per il Métropole: Monaco Glow risveglia la luminosità naturale dell’incarnato e riattiva l’energia vitale; Puissance du Rocher cattura la forza minerale del Principato in un trattamento rivitalizzante unico; Golden Sand avvolge corpo e mente in una sensazione di calore dorato che riconcilia benessere fisico e serenità interiore.

L’offerta si estende a trattamenti specifici per l’uomo, esperienze duo per coppie che desiderano condividere momenti di relax, e rituali delicati pensati per i più giovani, introducendoli con dolcezza al mondo del benessere in un contesto rassicurante. L’Art du Maquillage Guerlain propone poi servizi personalizzati che spaziano dai trattamenti di bellezza classici alle tecniche più innovative, sempre con l’obiettivo di valorizzare l’unicità di ogni persona.

Un’area dedicata celebra l’expertise di Bastien Gonzalez, virtuoso riconosciuto a livello mondiale nella cura di mani e piedi. Il percorso benessere si completa con una sauna finlandese, un hammam orientale, un caldarium dall’atmosfera avvolgente e una palestra dotata delle attrezzature più moderne.

La Spa del Fairmont Monte-Carlo merita si trova letteralmente sospesa sopra le onde del Mediterraneo, al settimo piano dell’hotel con accesso indipendente. Questa Spa di oltre 900 metri quadrati si distingue per un’eleganza discreta e mai ostentata, dove ogni dettaglio è stato pensato per creare un’atmosfera di assoluta armonia.

I numerosi trattamenti spaziano dai massaggi ai rituali e cure viso concepiti per riequilibrare corpo e mente. I massaggi si ispirano alle tradizioni di benessere dei quattro angoli del mondo: dalla tecnica svedese a quella balinese, dai massaggi con pietre calde alla riflessologia plantare, ogni trattamento mira a un rilassamento profondo e duraturo.

trattamenti viso combinano i migliori cosmetici con tecniche esperte, adattandosi a ogni tipo di pelle con protocolli specifici: idratazione intensa, illuminazione del colorito, cura anti-età o ossigenazione cellulare.

I rituali corpo cerimoniali rappresentano forse l’esperienza più completa: esfoliazione delicata, impacchi avvolgenti e massaggi si succedono in una sequenza armoniosa, accompagnati da profumi evocativi e texture lussuose che coccolano i sensi. Le sale per i trattamenti, alcune progettate specificamente per esperienze in coppia, offrono un’intimità perfetta per condividere momenti di benessere insieme.

L’ambiente olfattivo è curato attraverso fragranze naturali diffuse con estrema delicatezza, la biancheria è morbidissima con soffici accappatoi e spesse lenzuola di cotone che creano una sensazione di bozzolo protettivo. La musica rilassante viene adattata a ogni tipo di trattamento per accompagnare il relax senza mai disturbare, mentre l’illuminazione soffusa gioca con tonalità calde o acquatiche secondo l’ora del giorno.

Prima o dopo i trattamenti, gli ospiti possono prolungare il loro momento di relax accedendo alle strutture benessere dell’hotel: la piscina esterna riscaldata sul tetto regala una vista a 360 gradi sul mare, sul porto e su Monaco; l’area fitness all’avanguardia dispone di macchine Technogym con assistenza personalizzata su richiesta; l’hammam e la sauna aiutano i muscoli a recuperare ed eliminare le tossine; mentre nella sala da tè alle erbe vengono servite tisane, frutta fresca e acque aromatizzate in un’atmosfera luminosa e tranquilla.

Sole, mare e Dolce Vita: spiagge e piscine

L’esperienza balneare di Monaco è unica, dove il glamour incontra il relax mediterraneo in scenari da sogno.

Spiaggia del Larvotto
@BenjaminVergely
Spiaggia del Larvotto

La spiaggia del Larvotto

La spiaggia del Larvotto, aperto tutto l’anno, è il principale litorale pubblico del Principato, recentemente rinnovata secondo il progetto dell’architetto Renzo Piano. Con i suoi 14000 metri quadrati di sabbia fine e 400 metri di lunghezza, questa spiaggia è uno spazio rivitalizzato e moderno, protetto da due geotubi che creano una baia tranquilla ornata da palme.

Il complesso balneare del Larvotto si estende dal mare alla passeggiata alberata di 300 metri, con pista ciclabile, area fitness, giardini adiacenti e oltre 130 alberi che offrono zone d’ombra. Quattro spiagge private di prestigio – La Rose des Vents, Neptune, La Note Bleue e Miami Plage – animano i pomeriggi e le serate con servizi esclusivi e ristoranti raffinati.

La spiaggia è completamente accessibile alle persone con mobilità ridotta grazie al sito Handiplage, ed è la porta d’accesso alla Riserva Marina di Monaco, un’area protetta dove flora e fauna mediterranea prosperano in un ecosistema preservato, ideale per snorkeling e immersioni.

Larvotto di notte
@BenjaminVergely
Larvotto di notte

Beach Club e piscine esclusive

Il Monte-Carlo Beach, aperto in primavera ed estate, è un’esperienza balneare di lusso assoluto. Il ristorante Elsa, stellato Michelin, propone una cucina sana a strapiombo sul Mediterraneo, utilizzando prodotti freschi provenzali e liguri. La stagione va da fine marzo a inizio ottobre, in modo da godere di questo angolo di paradiso per gran parte dell’anno.

Nel cuore del quartiere Larvotto, Le Méridien Beach Plaza è la destinazione d’eccezione per chi cerca una vera esperienza balneare di lusso. Questo hotel in prima linea dispone del privilegio raro di una spiaggia privata che si affaccia direttamente su un’area marina protetta nella Baia di Monaco.

Gli ospiti possono scegliere tra due piscine esterne riscaldate, perfette per godersi il clima mediterraneo in ogni stagione, e una piscina interna più riservata per momenti di privacy assoluta. L’accesso diretto alla spiaggia privata, attrezzata con lettini e ombrelloni, permette di immergersi nelle acque cristalline dell’area marina protetta. Durante l’estate, dal molo privato dell’hotel partono emozionanti attività acquatiche per tutta la famiglia: dal banana boat allo sci nautico, dal jet-ski al tubing, ogni giorno diventa un’avventura sul mare.

La proposta gastronomica del Le Méridien Beach Plaza riflette la diversità culinaria del Principato. Il ristorante estivo Muse, affacciato sul mare e immerso tra i pini, propone la cucina mediterranea dello chef Laurent Colin basata su prodotti stagionali. Per un momento più informale, l’Alang Bar sulla terrazza con vista mare proprone un’atmosfera rilassata da beach bar, dove gustare pranzi leggeri e cocktails creativi dalle 11 del mattino fino alle 2 di notte.

Il Las Brisas, disponibile in estate e in primavera, al Monte-Carlo Bay Hotel & Resort è noto per pranzi estivi in riva al mare con i sapori caraibici dello chef Marcel Ravin.

Shopping di lusso, il tempio dell’eleganza

Monaco è sinonimo di shopping esclusivo, dove i più prestigiosi marchi del mondo si danno appuntamento nel celebre Carré d’Or.

La promenade Monte-Carlo Shopping

One Monte-Carlo, inaugurato nel 2019, riscrive i codici dello shopping di lusso. Situato tra Place du Casino e l’Hôtel Hermitage Monte-Carlo, questo complesso di 60000 metri quadrati ospita 24 boutique di alta gamma in un ambiente contemporaneo. Chanel, Louis Vuitton, Saint Laurent, Balenciaga e Céline si sono stabiliti qui, creando una vera e propria vetrina a cielo aperto.

L’Avenue des Beaux-Arts invita a un viaggio nel mondo del lusso assoluto, con Dior, Alexander McQueen, Piaget e Cartier che propongono collezioni prestigiose. Lungo l’Avenue Monte-Carlo si trovano Prada, Gucci, Valentino, Goyard e Hermès in un contesto dove lo stile Belle Époque si fonde armoniosamente con l’architettura contemporanea.

One Monte-Carlo
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One Monte-Carlo

Il Métropole Shopping Monte-Carlo

Sotto l’Hôtel Métropole Monte-Carlo si nasconde un centro commerciale più intimo e riservato, che dispiega i suoi prestigiosi marmi per accogliere circa cinquanta boutique di lusso. Allude, Boss, Chiara Boni, Isabel Marant, Missoni e Vilebrequin presentano le loro collezioni in un’atmosfera chic, con arredi ispirati ai grandi palazzi italiani.

Il servizio è accurato, le sale climatizzate e l’ambiente curato nei minimi dettagli creano un’esperienza di shopping intima ed esclusiva, perfetta per chi cerca tranquillità lontano dal trambusto del Principato.

La Condamine e oltre

Nel quartiere della Condamine, le vetrine invitano a un’esperienza di shopping completa. Rue Grimaldi, l’arteria principale dello shopping del quartiere, attraversa questo cuore pulsante della vita quotidiana monegasca come un vero gioiello urbano. La sua architettura Belle Époque e la varietà delle sue boutique la rendono una destinazione imperdibile per chi vuole scoprire il volto più vero del Principato.

Passeggiando lungo questa via si può sostare davanti a eleganti boutique di prêt-à-porter, ammirare vetrine di gioiellerie raffinate o concedersi una pausa in una delle tante brasserie che animano la strada.

Gli appassionati di sport motoristici non potranno mancare la boutique ufficiale dell’Automobile Club di Monaco, un vero tempio per chi ama le corse. Qui si trova una selezione accurata di abbigliamento, accessori e oggetti da collezione che celebrano i più prestigiosi eventi automobilistici del Principato: dal Rally di Monte Carlo al leggendario Gran Premio di Formula 1.

Formula 1 a Monte-Carlo
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Museo della Collezione di auto di S.A.S. il Principe di Monaco

Rue Princesse Caroline, un’incantevole strada pedonale nel cuore della Condamine, attira grazie alla sua atmosfera rilassata e la varietà dei suoi negozi. Nei dintorni, i Jardins d’Apolline propongono Starbucks e la boutique ufficiale dell’AS Monaco, il celebre club calcistico del Principato.

La Place du Casino, circondata da edifici iconici come l’Hôtel de Paris e il Casinò di Monte-Carlo, concentra boutique di orologeria e gioielleria di altissimo livello, con pezzi unici e consulenze VIP personalizzate. Immancabile inoltre, lo shopping al Larvotto e al Centro Commerciale Fontvieille, ideale per i turisti che cercano acquisti pratici.

Il Casino di Monte-Carlo
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Il Casino di Monte-Carlo

Monaco di notte

La vita notturna di Monaco è leggendaria quanto il suo glamour diurno. Quando il sole tramonta sul Mediterraneo, il Principato si trasforma in un palcoscenico di luci, musica e divertimento sofisticato.

Monaco di notte
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Monaco di notte

I locali leggendari

Il Jimmy’z domina le notti più esclusive della Riviera da oltre 50 anni. Questo locale leggendario ha visto esibirsi alcuni dei più grandi DJ del mondo, tra cui Robin Schulz, Lost Frequencies, Martin Solveig e Bob Sinclar. Con la sua atmosfera electro chic e il suo pubblico internazionale, il Jimmy’z rimane il simbolo indiscusso della nightlife monegasca.

La Rascasse, situato sulla celebre curva del Gran Premio di Monte-Carlo, è un punto di incontro imprescindibile per i nottambuli. Questo locale iconico ospita DJ ogni martedì e sabato, creando un’atmosfera festosa che attira sia residenti che visitatori da tutto il mondo. E ancora, La Brasserie de Monaco, la Môme, Amazonico e New Moods, riaperto il 2 ottobre 2025.

Eleganza e atmosfera

Il Sass Café è la perfetta sintesi tra cena raffinata e serata danzante, con la sua elegante cucina italiana che si trasforma in pista da ballo a fine serata. Il Buddha Bar è un’esperienza asiatica chic in un ambiente lounge sofisticato, perfetto per un after-dinner rilassante.

Il Blue Gin, soprannominato il “waterfront” del Principato, regala una vista mozzafiato sul Mediterraneo tutto l’anno grazie alla sua terrazza riscaldata. L’ambiente è intimo e accogliente all’interno, aperto e marittimo all’esterno, creando l’atmosfera ideale per un cocktail al tramonto.

Esperienze esclusive

Il Bar Américain nel cuore dell’Hôtel de Paris Monte-Carlo, è un bar mitico in cui legno, velluto e poltrone in cuoio patinato creano un’atmosfera di eleganza senza tempo. Il Twiga promette invece serate deliziose tra ristorante e club in un’atmosfera elettrizzante.

Dal lusso delle spa ai sapori stellati, dalle spiagge dorate alle notti indimenticabili: Monaco ti aspetta per regalarti momenti memorabili. Pianifica il tuo soggiorno e lasciati conquistare dalla magia del Principato. Scopri tutte le esperienze su Visit Monaco.

Monaco, un gioiello del Mediterraneo tra sostenibilità e cultura

17 décembre 2025 à 15:53

Quando si pensa a Monaco, l’immaginazione corre immediatamente alle sue strade scintillanti, ai superyacht ormeggiati nel porto e al celebre Gran Premio di Formula 1. Eppure, il Principato ha molto più da offrire: dietro il suo fascino glamour si nasconde una destinazione profondamente impegnata nella sostenibilità ambientale e ricca di tesori culturali ancora poco conosciuti. Ma in che modo Monaco sta ridefinendo il turismo di lusso in chiave ecologica? Scopriamo quali meraviglie attendono i visitatori più curiosi.

L’impegno verde di Monaco, lusso e sostenibilità non sono più opposti

Monaco ha accolto con determinazione il delicato tema della sostenibilità, dimostrando che il lusso può essere responsabile. Il Principato si è infatti posto obiettivi ambiziosi, tra cui l’eliminazione della plastica monouso, un traguardo che sta perseguendo attraverso politiche concrete e coinvolgimento di tutti i settori. I visitatori sono invitati a compiere tre piccoli gesti, indicati dall’Ufficio del Turismo e dei Congressi, per accelerare questo processo, che dovrà essere completato senza deroghe entro il 2030. Ma cosa si può fare? Per prima cosa, è possibile dotarsi di borse o zaini riutilizzabili per riporre i propri acquisti. E ancora, si può optare per un kit da viaggio di posate e cannucce riutilizzabili. Infine, sarebbe meglio non usare bottiglie di plastica in favore di borracce da riempire in una delle tante fontane pubbliche.

Gli hotel di Monaco, inoltre, sono in prima linea in questa rivoluzione green. Numerose strutture ricettive – come ad esempio l’Hotel de Paris di Monte Carlo, l’Hotel Hermitage Monte-Carlo, l’Hotel Métropole Monte-Carlo, il Monte-Carlo Beach Hotel, l’Hotel Fairmont Monte-Carlo, Le Méridien Beach Plaza, il Monte-Carlo Bay Hotel & Resort, il Columbus Hotel Monte-Carlo, l’Hotel Novotel Monte-Carlo, hanno adottato pratiche di turismo responsabile, riducendo progressivamente gli sprechi, utilizzando energie rinnovabili e mettendo a disposizione dei propri ospiti un’esperienza di soggiorno che non compromette il comfort ma rispetta l’ambiente. Dalle lenzuola in cotone biologico ai prodotti di cortesia eco-friendly, ogni dettaglio minimizza l’impatto ecologico.

Il percorso è iniziato nel 2007 con la firma della Carta ambientale creata dall’Association des Industries Hôtelières, un impegno condiviso da tutti i partner del settore. Da allora, all’interno di ogni struttura sono stati costituiti dei “Green Teams”, gruppi di lavoro dedicati a implementare soluzioni concrete per ridurre l’impatto ecologico. Le loro priorità? Gestione intelligente dell’acqua, risparmio energetico e programmi di riciclaggio capillari.

I risultati parlano chiaro: oggi oltre l’88% delle camere del Principato è certificato secondo standard ambientali riconosciuti internazionalmente. Quando prenoti il tuo soggiorno, potrai scegliere tra hotel insigniti di prestigiose certificazioni come La Clé Verte (Le Méridien Beach Plaza, l’Hotel Métropole Monte-Carlo, l’Hotel Novotel Monte-Carlo), Planet 21 del Gruppo Accor (Hotel Fairmont Monte-Carlo), o Green Globe, l’unica certificazione che valuta anche le condizioni sociali oltre a quelle ambientali (Monte-Carlo Beach Hotel, Monte-Carlo Bay Hotel & Resort, Hotel Hermitage Monte-Carlo e Hotel de Paris di Monte Carlo). Molte strutture hanno ottenuto anche il marchio Ecoleader di TripAdvisor, particolarmente apprezzato dai viaggiatori attenti all’ambiente.

L’impegno del settore alberghiero è stato ulteriormente consolidato nel marzo 2018 con la firma del Patto di Transizione Energetica, sottoscritto insieme all’Ufficio del Turismo e dei Congressi e alla Missione di Transizione Energetica. Un dato impressionante: gli hotel firmatari sono oggi il 97% delle camere disponibili nel Principato.

Una gastronomia che rispetta il Pianeta

L’impegno verso la sostenibilità di Monaco passa anche dalla tavola. Dai ristoranti stellati alle brasserie più informali, la scena culinaria del Principato sta ripensando l’eccellenza gastronomica in chiave eco-responsabile.

Il marchio Restaurant Engagé, lanciato nel 2019, riconosce i ristoranti che hanno adottato pratiche virtuose: riduzione della plastica, raccolta differenziata e lotta attiva contro lo spreco alimentare. I locali certificati sono facilmente identificabili attraverso l’app YourMonaco. Particolare attenzione viene riservata alla pesca sostenibile grazie al programma europeo Mr. Goodfish, che guida ristoratori e consumatori verso scelte ittiche rispettose degli ecosistemi marini.

Monaco è inoltre contro ogni spreco alimentare. Dal 2013, il collettivo “MEG – Monaco s’engage contre le gaspillage” promuove iniziative concrete, come “La Petite Boite“, la versione monegasca della doggy bag: nei ristoranti partner si può richiedere questa scatolina per portare a casa ciò che è rimasto, trasformando un potenziale rifiuto in un piacevole avanzo per il giorno dopo.

Nel 2023, Monaco ha ospitato il primo Summit della Gastronomia Sostenibile, organizzato dallo chef pluristellato Alain Ducasse sotto l’Alto Patronato del Principe Alberto II. Chef rinomati, produttori, scienziati e studenti si sono confrontati su come ripensare l’alimentazione nel rispetto del Pianeta, dando vita alla Carta dell’alimentazione sostenibile: un manifesto per una cucina più responsabile, inclusiva e sana. Anche le attività commerciali hanno iniziato a seguire questa tendenza e sono riconoscibili grazie alla certificazione Commerce Engagé.

Biciclette elettriche
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Biciclette elettriche MonaBike

Muoversi senza inquinare

Una delle caratteristiche più apprezzabili di Monaco è la facilità con cui si può scoprire il Principato in modo sostenibile, certamente perché le dimensioni contenute del territorio si prestano perfettamente a soluzioni di mobilità green.

MonaBikeper esempio, è il sistema di bike-sharing – disponibile in 49 stazioni sparse per la città – che permette di pedalare lungo le strade panoramiche del Principato, scoprendo angoli nascosti e godendo della brezza mediterranea. Le biciclette, con 350 unità a disposizione degli abbonati e degli utenti di MonaBike, si possono noleggiare in numerosi punti strategici e sono la scelta ideale per spostarsi rispettando l’ambiente.

La circolazione in bicicletta è facilitata dalla presenza di piste ciclabili e di corsie esclusive che rendono l’escursione più sicura, che può estendersi anche nelle parti collinari grazie alla pedalata assistita, e consente allo stesso tempo di rendere più scorrevoli gli spostamenti e il traffico.

La rete di autobus pubblici è efficiente, puntuale e copre capillarmente tutto il territorio monegasco. Con corse frequenti e connessioni ottimali, gli autobus sono un’opzione comoda ed economica per muoversi tra i diversi quartieri. Con il Bateau Bus “Camille”, attivo dalle 8 alle 20 ogni giorno, si prende invece una scorciatoia per visitare le due principali attrazioni turistiche di Monaco: La Rocca e Montecarlo. Il viaggio dura circa 10 minuti ed è un modo ecologico per spostarsi durante le visite al Principato.

Per chi cerca un’esperienza ancora più innovativa, Monaco è attrezzata anche per la mobilità elettrica: dai veicoli elettrici condivisi alle stazioni di ricarica diffuse in tutto il Principato, la transizione verso la mobilità a zero emissioni è già realtà. Il noleggio è semplice e supportato dal servizio Mobee by Smeg, che dispone di veicoli da guidare senza patente, come la Twizy oppure un’auto vera e propria, come una Tesla o una Smart elettrica, disponibili sui vari parcheggi pubblici di Monaco.

Mareterra, il futuro ecologico di Monaco

L’esempio più emblematico dell’impegno ambientale di Monaco è Mareterra. Un progetto urbanistico ambizioso, questo, che rappresenta un modello di sviluppo sostenibile, dove l’espansione territoriale si coniuga con il rispetto degli ecosistemi marini. Tra le attrazioni principali si evidenzia la Promenade Prince Jacques, che si affaccia sul mare, una grotta blu, un’area relax per il riposo e ampi spazi verdi. Il Quai du Petit Portier è invece il suo piccolo porto turistico.

Mareterra
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Mareterra

Il quartiere residenziale Mareterra si sviluppa come un laboratorio di innovazione ambientale, in cui spiccano i circuiti di energia termica oceanica che portano acqua calda sanitaria, riscaldamento e aria condizionata nelle strutture ancora alimentate a gasolio. Gli edifici sono progettati dai più prestigiosi architetti del mondo – tra cui Renzo Piano, Tadao Ando e Lord Norman Foster – secondo i più rigorosi standard di efficienza energetica, gli spazi verdi sono stati concepiti per favorire la biodiversità, e l’intera area è stata realizzata minimizzando l’impatto sulla vita marina circostante.

Scoprire Monaco a piedi, itinerari tra storia e bellezza

Monaco si presta magnificamente alle visite a piedi, con lunghe passeggiate da fare tra i suoi quartieri, per scoprire vicoli storici e godere di viste mozzafiato sul Mediterraneo. Il Principato dispone di diversi itinerari tematici che permettono di apprezzare la ricchezza architettonica e paesaggistica del territorio. La Città, divisa in otto quartieri (Monaco-Ville, La Condamine, Monte-Carlo, Fontvieille, Jardin Exotique/Moneghetti, Larvotto, La Rousse/Saint-Roman, Mareterra), è attrezzata con 140 collegamenti pubblici. Questa infrastruttura, che comprende 79 ascensori, 35 scale mobili e 8 travelators, permette di attraversare la città in meno di un’ora ed è regolarmente modernizzata, soprattutto nell’ambito delle politiche di mobilità dolce e di neutralità carbonica.

Gemme nascoste, i luoghi da non perdere

La Chiesa di Santa Devota è uno dei luoghi più significativi per i monegaschi. Dedicata alla Santa Patrona del Principato, questa piccola chiesa custodisce secoli di storia e devozione. Ogni anno, il 27 gennaio, Monaco celebra Santa Devota con una cerimonia suggestiva che culmina nel falò di una barca davanti alla chiesa, che rievoca la leggenda della santa martirizzata tra il 303 e il 304.

Palazzo dei Principi
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Palazzo dei Principi

Il Palazzo dei Principicostruito dal 1215 sui resti di una fortezza genovese, domina la Rocca di Monaco ed è la residenza ufficiale della famiglia Grimaldi da oltre sette secoli. La visita agli appartamenti di Stato, aperti da aprile alla metà di settembre, è un viaggio nella storia europea, tra affreschi rinascimentali, mobili d’epoca e le sale dove si sono prese decisioni che hanno cambiato il destino del Principato. Oggetto di un grande restauro avviato nel 2014, il Palazzo ha lasciato emergere numerose perle nascoste proprio sotto gli occhi del Principe Alberto II, che ha favorito il prosieguo dei lavori in conclusione a fine 2025. Da non perdere il cambio della guardia che si svolge quotidianamente alle 11:55 davanti al Palazzo: un momento di tradizione e solennità che affascina sempre i visitatori.

La Cattedrale di Notre-Dame-Immaculéecostruita nel 1875è invece un capolavoro di architettura neoromana costruita in pietra bianca della Turbie. Al suo interno riposano i Principi di Monaco, tra cui Grace Kelly e il Principe Ranieri III.

Il Museo Oceanografico tra scienza e meraviglia

Arroccato sulla Rocca con una vista spettacolare sul mare, il Museo Oceanografico è una delle attrazioni più affascinanti di Monaco. Inaugurato nel 1910 per volontà del Principe Alberto I, appassionato esploratore e scienziato, questo tempio del mare si estende su 6.500 metri quadrati ed è diventato nel tempo un punto di riferimento mondiale per la protezione degli oceani.

La parte più spettacolare del museo sono sicuramente gli acquari, dove si può ammirare una straordinaria varietà di vita marina. Dalla laguna degli squali all’area dedicata alle tartarughe marine, dalle specie tropicali colorate ai pesci del Mediterraneo, ogni vasca è un microcosmo affascinante. Molti degli animali presenti sono nati nella nursery dell’Istituto Oceanografico. Particolarmente emozionante è l’Odissea delle tartarughe marine, uno spazio all’aperto dove si possono osservare da vicino queste creature antiche mentre nuotano e imparare di più sugli sforzi di conservazione per proteggere queste specie vulnerabili.

L’Oceanografico offre molto più dei soli acquari. Le sue sale permanenti conducono in un viaggio attraverso la storia dell’esplorazione marina. Monaco e l’Oceano è un’area che celebra l’impegno di tre generazioni di Principi monegaschi per la protezione dei mari, con una scenografica nave lunga 27 metri che fa da filo conduttore tra documenti storici e oggetti legati alle spedizioni scientifiche.

Museo Oceanografico
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Museo Oceanografico

Oceanomania, creato dall’artista Mark Dion con le sole collezioni del Museo Oceanografico, è un affascinante scrigno di curiosità che ricrea l’atmosfera di una biblioteca ottocentesca. Qui si possono scoprire scheletri, fossili, antichi scafandri e strumenti scientifici che raccontano il fascino dell’uomo per il mare attraverso i secoli.
Il museo ospita anche mostre temporanee di arte contemporanea e fotografia, con artisti di calibro internazionale che hanno reinterpretato il tema marino.

La mostra “Mediterranean 2050” trasforma infine l’intero museo in un’esperienza interattiva e coinvolgente che invita a riflettere sul futuro del nostro mare. Attraverso installazioni innovative e contenuti scientifici, la mostra sensibilizza sugli obiettivi ambientali che il Mediterraneo dovrà affrontare nei prossimi decenni, dai cambiamenti climatici alla perdita di biodiversità.

Per chi viaggia con bambini o per chi ama le esperienze pratiche, il museo dispone di diverse attività. Ogni fine settimana (e tutti i giorni durante le vacanze scolastiche) si può partecipare ad Animali di mare, un’attività educativa in piccoli gruppi dove si esplora un bacino che ricrea l’ecosistema del Mediterraneo.

Il museo propone anche escape room a tema marino e l’esperienza di realtà virtuale ImmerSEAve VR, che fa immergere nelle aree marine protette del Mediterraneo senza bagnarsi.

Verde urbano, i giardini segreti di Monaco

Il Principato custodisce oasi che sono luoghi di pace e bellezza, con il 20% del territorio destinato a giardini e spazi verdi. I Giardini Saint-Martin e Sainte-Barbe scendono lungo le pendici della Rocca tra sentieri ombreggiati, piante esotiche e scorci panoramici indimenticabili sul porto e sul Mediterraneo. I giardini sorgono su aree che un tempo erano abbandonate e sono stati inizialmente piantati con flora esclusivamente mediterranea (pini, lecci, mirto e pistacchi) mentre solo successivamente vengono introdotte le specie esotiche che si possono ammirare oggi. Il percorso è inoltre attrezzato con aree di sosta per il riposo, mentre lungo il sentiero è possibile ammirare la statua del Principe Alberto I, detto il “Principe Navigatore”.

Alberto I, il Principe Navigatore
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Alberto I, il Principe Navigatore

Il Roseto della Principessa Grace è un omaggio floreale voluto dal Principe Ranieri III per onorare la memoria di sua moglie dopo la sua scomparsa. Oltre 4.000 cespugli di rose di 450 varietà diverse creano un’esplosione di colori e profumi. Il giardino è un luogo romantico e contemplativo, perfetto per una pausa durante l’esplorazione del Principato.

I fiori sono disposti a cerchi concentrici a decorazione della grande fontana centrale. Le rose da profumo sono piantate all’interno, le rose decorative all’esterno e le rose da collezione sul lato dell’eliporto. Le rose premiate al Concorso Internazionale delle Nuove Rose di Monaco sono sull’Avenue des Guelfes e, infine, le rose della famiglia Grimaldi e di altre celebrità si trovano sulla parte occidentale del giardino. Lo spazio è inoltre certificato Ecocert, come tutti gli spazi verdi e i giardini del Principato, per l’approccio ecosostenibile, sostenuto dall’utilizzo di soluzioni naturali e l’assenza di sostanze chimiche per la produzione delle rose.

La Distilleria di Monaco

E per chi cerca un’esperienza meno turistica, una visita alla Distilleria di Monaco è sicuramente d’obbligo. Questa distilleria artigianale produce gin e liquori utilizzando botaniche locali e metodi tradizionali. Tra le specialità della Distilleria di Monaco spicca L’Orangerie, un liquore di arancia amara che racchiude l’essenza del territorio: le arance utilizzate provengono esclusivamente dagli alberi che costeggiano i viali del Principato, un dettaglio che rende questo prodotto unico e profondamente legato a Monaco.

Durante le visite guidate, si scopre il processo di distillazione e si degustano prodotti che catturano l’essenza del Mediterraneo in ogni goccia.

Ti piacerebbe a scoprire il lato più vero e sostenibile del Principato di Monaco? Con Visit Monaco puoi pianificare il tuo viaggio tra lusso responsabile, tesori nascosti e meraviglie che vanno ben oltre le luci della Costa Azzurra. Il Mediterraneo più verde ti aspetta.

Route to Well-Being, il viaggio ai Caraibi che rigenera corpo e anima

12 décembre 2025 à 10:48

Ci sono luoghi in cui il tempo non serve più. Dove la luce cambia lentamente, lo sciabordio delle onde suggerisce un nuovo ritmo e il benessere cessa di essere un obiettivo da raggiungere, per tornare a farsi sentire come una sensazione naturale.
È da qui che nasce la route to well-being: un percorso immaginario e ispirazionale che attraversa i Viva Resorts by Wyndham, da cogliere come un invito a rigenerarsi completamente – corpo, mente e spirito – abbandonandosi alle vibes caraibiche.
Non è una rotta reale, ma un viaggio dell’anima (e del corpo!): un itinerario tra la Riviera Maya e la penisola di Samaná, attraversando luoghi che hanno saputo mantenere un legame autentico con il territorio, con felici pit stop nei resort della catena per fare il pieno di energia e ritrovare un equilibrio lontano dalla quotidianità.

Il mondo Viva Resorts by Wyndham: benessere, energia e libertà

Viva Resorts by Wyndham trasforma la vacanza ai Caraibi in un’esperienza di libertà.
Nove resort tra Messico, Repubblica Dominicana e Bahamas, tutti affacciati su spiagge tra le più iconiche dei Caraibi – alcune Bandiera Blu – dove il mare è protagonista, ma non l’unico interprete.
La filosofia è chiara: il benessere è fatto di movimento ma anche di relax, di incontri ma anche di intimità; della dolcezza della natura all’ombra delle palme e della sua forza che esplode tra le mangrovie o lungo le spiagge battute dell’oceano aperto. E poi i sorrisi, che dischiudono la bellezza dell’accoglienza: Welcome to Viva Resorts by Wyndham!

Sport, cucina internazionale e i party tematici Viva Vibe si fondono in un’armonia che restituisce energia e leggerezza. Viva Resorts by Wyndham non è mai solo una vacanza: è un’esperienza di benessere condiviso, ogni soggiorno unisce scenario esotico, atmosfere rilassate e autenticità, da vivere a piedi nudi sulla sabbia.
Le proposte, sempre competitive, parlano a tutti — famiglie, coppie, gruppi di amici e viaggiatori silver — accomunati dal desiderio di ritrovare tempo, libertà e leggerezza.

Intrattenimento al Viva Resorts by Wyndham
Viva Resorts by Wyndham
Intrattenimento al Viva Resorts by Wyndham

Viva Maya by Wyndham – L’energia che rinnova

Prima tappa ideale della route to well-being, il Viva Maya by Wyndham sorge nel cuore della Riviera Maya, a Playa del Carmen, lungo una spiaggia Bandiera Blu dove il mare turchese incontra la giungla tropicale.
Qui le giornate scorrono tra movimento e condivisione: chi ama il mare inizia con un tuffo tra i coralli del reef o un’immersione guidata, mentre chi cerca energia sceglie partite di beach volley, lezioni di fitness o l’emozione del trapezio regolamentare, simbolo del resort.

Viva Maya by Wyndham, la spiaggia
Viva Resorts by Wyndham
Viva Maya by Wyndham, la spiaggia

Nel pomeriggio il ritmo rallenta: un aperitivo fronte oceano accompagna il tramonto, preludio ai party tematici Viva Vibe, che ogni sera trasformano la spiaggia in un palcoscenico di musica e danza.

La piscina di Viva Maya by Wyndham
Viva Resorts by Wyndham
La piscina di Viva Maya by Wyndham

Le due ampie piscine sono il cuore sociale del resort, i cinque ristoranti conducono in un viaggio gastronomico tra sapori internazionali e accenti messicani, mentre l’atmosfera informale invita a vivere tutto a piedi nudi sulla sabbia.

Massaggi al Viva Maya by Wyndham
Viva Resorts by Wyndham
Massaggi al Viva Maya by Wyndham

Al Viva Maya by Wyndham il benessere è dinamico: nasce dal movimento, dal contatto con la natura e dall’energia condivisa. Un luogo dove rigenerarsi significa “lasciare andare” e tornare a sentirsi vivi.

Coconut whispers Spa al Viva Resort by Wyndham
Viva Resorts by Wyndham
Coconut whispers Spa al Viva Resort by Wyndham

Viva Azteca by Wyndham – Il tempo dell’armonia

A pochi passi dal Maya, immerso nella quiete di Playacar, il Viva Azteca by Wyndham accoglie gli ospiti alla ricerca di un ritmo più lento: si attraversano giardini tropicali che accompagnano al mare, la luce filtra tra le palme e il suono costante delle onde scandisce la giornata.

Viva V Samana by Wyndham, vista sulla piscina
Viva Resorts by Wyndham
Viva V Samana by Wyndham, vista sulla piscina

Qui il benessere passa anche attraverso i trattamenti della Necui Spa: oli naturali e rituali caraibici che sciolgono la tensione e riattivano l’energia profonda.
I ristoranti trasformano ogni pasto in un momento informale di piacere da gustare senza fretta, mentre la spiaggia Bandiera Blu definisce la cornice naturale dei “Caraibi da cartolina”.

Grazie alla formula “Stay 1, Play 2“, gli ospiti possono vivere entrambe le anime della Riviera Maya firmate Viva Resorts by Wyndham: la vitalità del Maya e il ritmo rilassato dell’Azteca.
Qui il benessere è equilibrio tra il tempo dedicato a sé stessi e l’armonia tra corpo e mente, quella sensazione preziosa di non dover fare nulla, se non lasciarsi andare al ritmo felice dei Caraibi.

Viva V Samaná by Wyndham – L’arte della rinascita

La route to well-being prosegue idealmente verso la penisola di Samaná , dove il mare incontra la foresta e l’anima dei Caraibi si rivela nella sua forma più autentica.
Qui sorge il Viva V Samaná by Wyndham, resort adults only che celebra il soggiorno a due sul mar dei Caraibi.
Un rifugio intimo, immerso nella vegetazione tropicale e affacciato su una delle baie più suggestive della Repubblica Dominicana, dove ogni dettaglio è pensato per rallentare il ritmo e ritrovare sé stessi.

Rigenerarsi al Viva V Samanà by Wyndham
Viva Resorts by Wyndham
Rigenerarsi al Viva V Samanà by Wyndham

Le camere, alcune con piscina privata, si aprono sul verde e sul mare; i quattro ristoranti raccontano il territorio con ingredienti locali e profumi che arrivano dai quattro angoli della Terra.
Il cuore spirituale del resort è la Coconut Whisper Spa , dove i rituali utilizzano le essenze della natura per riequilibrare corpo e mente nel segno dell’armonia tropicale.

Relax al Viva V Samaná by Wyndham
Viva Resorts by Wyndham
Relax al Viva V Samaná by Wyndham

Fuori dal resort, la scoperta continua: dalle escursioni nel Parque Nacional Los Haitises , tra mangrovie e grotte millenarie, fino all’emozionante incontro con le balene megattere, che ogni inverno tornano a danzare nelle acque di Samaná.
È qui che il benessere si trasforma in meraviglia: un equilibrio tra silenzio e stupore, con una natura potente a fare da cornice.
Al Viva V Samaná by Wyndham , rigenerarsi significa ritrovare la misura delle cose e riscoprire, nel battito lento del mare, la propria pace interiore.

Una vacanza, mille dimensioni del benessere

Nei Viva Resorts by Wyndham, il benessere si vive in ogni momento: una cena sulla spiaggia, una lezione di yoga, una gita in catamarano o un ballo sotto le stelle.
È una fuga che rigenera corpo e mente, unendo il calore umano al fascino autentico dei paesaggi caraibici.
Un’esperienza completa, e accessibile, dove comfort e spontaneità convivono in perfetto equilibrio.

Il ritorno all’essenziale

La route to well-being non è una mappa, ma un invito a ritrovare il proprio equilibrio, seguendo l’istinto che guida verso ciò che fa stare bene.
Dalla Riviera Maya alla penisola di Samaná, ogni tappa diventa simbolo di un modo diverso di vivere, di viaggiare, di riscoprire sé stessi.
Perché il vero lusso, oggi, è sapersi fermare: concedersi una fuga al sole quando l’inverno avvolge le città e lasciare che il calore dei Caraibi restituisca energia, leggerezza e respiro.
Nei Viva Resorts by Wyndham, il benessere nasce da questo gesto semplice e profondo: prendersi il tempo di essere felici.

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