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Bertolaso visita i minori arrivati da Gaza e ricoverati in Lombardia

19 juin 2025 à 19:27

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha fatto visita, nella giornata di giovedì 19 giugno 2025, ai tre minori palestinesi giunti il 12 giugno 2025 dalla Striscia di Gaza con un volo dell’Aeronautica Militare e ricoverati in strutture ospedaliere lombarde: l’Ospedale Niguarda e il Policlinico di Milano, e il Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Durante le visite, l’assessore ha consegnato personalmente beni di prima necessità e doni acquistati grazie alle donazioni raccolte da Fondazione Progetto Arca. In particolare sono stati distribuiti tablet, vestiti e libri per l’apprendimento dell’italiano, pensati per favorire il recupero, la comunicazione e l’integrazione dei giovani pazienti.

Minori da Gaza in Lombardia, la situazione clinica dei bambini

Al Niguarda, l’assessore ha incontrato Adam, il bambino di 11 anni già simbolo di questa missione umanitaria. Sono in corso approfondimenti diagnostici per definire un piano terapeutico.

Presto verrà effettuata una risonanza magnetica, seguita da un intervento per la rimozione di schegge di vetro ancora presenti nel corpo.

L’assessore regionale al Welfare, Giudo Bertolaso, in visita all’ospedale Policlinico di MilanoAl Policlinico di Milano è ricoverata una ragazza di 15 anni che, durante il conflitto in corso in Medioriente, ha subìto l’asportazione di un polmone in condizioni sanitarie di emergenza.

L’équipe multidisciplinare composta da anestesisti e specialisti in chirurgia toracica e pediatrica sta lavorando per risolvere problematiche respiratorie, attraverso un trattamento endoscopico ed evitando, se possibile, ulteriori interventi invasivi.

Bertolaso al Papa Giovanni XXIII di Bergamo

L’assessore regionale al Welfare, Giudo Bertolaso, in visita all’ospedale Papa Giovanni XXIII di BergamoAll’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una ragazzina di 12 anni si trova attualmente in terapia intensiva. Per lei è stato avviato un percorso riabilitativo di terapia motoria. Si sta, inoltre, praticando un trattamento di VAC-therapy, tecnica che utilizza la pressione negativa per favorire la guarigione di gravi ferite.

L’assessore ha anche fatto visita alla casa della ‘Fondazione Angelo Custode Onlus‘, gestita in collaborazione con la Caritas diocesana bergamasca, dove è ospitata la famiglia della dodicenne.

Bertolaso: Regione Lombardia si è mobilitata con tutte le sue eccellenze sanitarie

“Questi bambini – ha dichiarato l’assessore Guido Bertolaso al termine della visita – sono il volto più innocente e tragico della guerra. Regione Lombardia si è mobilitata con tutte le sue eccellenze sanitarie per offrire loro una speranza di cura e di futuro. È stato emozionante vedere la generosità dei lombardi trasformarsi in oggetti utili, parole gentili, abbracci sinceri. Ringrazio Fondazione Progetto Arca per il prezioso lavoro di coordinamento nella raccolta dei beni”.

Al punto stampa all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, oltre a Bertolaso, era presente Alberto Sinigallia, presidente della Fondazione Progetto Arca.

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Poliziotto Di Martino torna in servizio, Fontana: coraggio esemplare

18 juin 2025 à 11:43

Bentornato, Christian!”. Così sui suoi profili social il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, saluta il ritorno in servizio di Christian Di Martino, agente della Polizia di Stato a Milano. L’8 maggio 2024 Di Martino venne accoltellato alla stazione di Lambrate. Il fatto mentre cercava di bloccare un extracomunitario irregolare che, verso mezzanotte, lanciava pietre contro i treni e le persone. Gravemente ferito, fu salvato grazie all’intervento dei medici dell’ospedale Niguarda. Cui seguì un lungo percorso di riabilitazione. “Il suo coraggio e la sua forza – evidenzia il presidente Fontana – sono un esempio per tutti. A lui e a tutte le donne e gli uomini in divisa va il nostro più sincero grazie. Per ciò che fanno ogni giorno per garantire sicurezza e legalità”.

Poliziotto Di Martino torna in servizio

A un anno di distanza da quella notte, quella storia – con al centro il Trauma Team dell’ospedale Niguarda, protagonista di un eccezionale intervento di assoluta emergenza – è diventata un podcast sul canale ‘Ascolta la Lombardia’ di Spotify. Le voci della professoressa Stefania Cimbanassi e del dottor Michele Altomare fanno rivivere i momenti più drammatici. E, con essi, si conosce il lavoro straordinario di chi, come il Trauma Team, ogni giorno è in prima linea per salvare la vita affrontando casi delicatissimi.

Il podcast per ringraziare Christian e il Trauma Team di Niguarda

“Un’iniziativa, la nostra – spiega Pierfrancesco Gallizzi, direttore della Comunicazione della Regione – che punta a dar spazio a strumenti come i podcast, fin qui poco utilizzati dalle istituzioni. Questa vuole essere anche l’occasione per rinnovare, a nome dell’intera Giunta, un sentito ringraziamento a Christian Di Martino e al Trauma Team di Niguarda”.

Nella foto in evidenza, Christian Di Martino, al centro, mentre riceve dall’assessore alla Sicurezza, Romano La Russa, un’onorificenza da parte di Regione Lombardia.

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Gaza, Bertolaso a Niguarda da Adam: dalla Lombardia massimo impegno

12 juin 2025 à 15:54

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha incontrato, all’Ospedale Niguarda di Milano, Adam, il giovane paziente palestinese di 11 anni, giunto l’11 giugno 2025 dalla Striscia di Gaza con un volo dell’Aeronautica Militare e attualmente ricoverato presso la struttura milanese. Il ragazzo è arrivato in Lombardia insieme ad altre due minori, anch’esse provenienti da Gaza e attualmente affidate alle cure del Policlinico di Milano e dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

All’incontro hanno partecipato anche il direttore generale dell’Ospedale Niguarda, Alberto Zoli, il direttore sanitario, Giuseppe Sechi, la pediatra Chiara Moretti, e il presidente della comunità palestinese in Lombardia, Khadher Tamini.

Adam da Gaza al Niguarda: l’impegno della Lombardia

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, in foto al Niguarda con il piccolo AdamI tre minori, accolti nelle strutture lombarde nell’ambito di un intervento sanitario umanitario, presentano condizioni cliniche complesse ma stabili.

Adam ha riportato fratture agli arti superiori e presenta un quadro neurologico che richiederà ulteriori approfondimenti.

Le due bambine evidenziano traumi toracici e fratture multiple e sono in corso trattamenti multidisciplinari.

Tutti e tre risultano fortemente provati sul piano psicologico, a seguito delle gravi esperienze vissute nei territori di provenienza. Regione Lombardia ha già attivato le necessarie forme di supporto psicologico in coordinamento con le rispettive équipe ospedaliere.

Bertolaso: Adam giocava, la mamma ci ha ringraziato

“Abbiamo fatto una riunione di coordinamento con i tre ospedali che stanno ospitando i bambini – ha detto Bertolaso al termine della visita – e la notte è trascorsa tranquillamente. Hanno incominciato a fare le prime visite e i primi esami. Ci preoccupa un po’ la bambina che sta al Papa Giovanni a Bergamo perché ha subìto delle lesioni molto serie da scoppio di bomba. Ha anche qualche lesione degli organi interni ed è in terapia intensiva. La stanno curando soprattutto per quello che riguarda il rischio di infezioni”.

“La ragazza che è ricoverata al Policlinico – ha aggiunto l’assessore – ha cominciato a fare anche lei i controlli, a Gaza le è già stato asportato un polmone, quindi ha problemi di riabilitazione più tutta una serie di fratture”.

“Ho visto Adam – ha ribadito Bertolaso – che stava giocando con il Lego realizzando una Ferrari solo con la mano destra perché la mano sinistra è completamente bloccata. Ha una frattura del braccio e una serie di lesioni ai nervi in valutazione. La mamma, che mi ha detto quanto bravo sia Adam a risolvere il cubo di Rubik, è insieme a lui, ed è molto grata per quello che stiamo facendo. Tutti e tre sono coccolati come meritano. Ci stiamo occupando soprattutto anche delle famiglie, delle mamme e dei genitori”.

Farnesina, Regione Lombardia, Areu: lavoro in sinergia

“La diplomazia italiana – ha aggiunto Bertolaso – ha fatto un lavoro straordinario e di questo ringrazio il ministro Tajani. Infatti credo che siamo l’unico Paese che in questo momento stia accogliendo i bambini che hanno subito dei traumi, hanno perso i genitori o uno dei due genitori e comunque sono in condizioni serie. E questo è stato possibile grazie all’intervento della Farnesina, al lavoro della diplomazia italiana. C’è tutto un importante lavoro diplomatico”.

“Sono loro – ha evidenziato l’assessore al Welfare – che hanno scelto di venire in Italia. Voglio ricordare che la mamma di Adam, come sapete, ha ricevuto decine di offerte per essere accolta in tanti Paesi europei e anche fuori dall’Europa. Lei ha deciso di optare per l’Italia. Milano e la Lombardia l’hanno accolta a braccia aperte e con il consueto grande spirito di solidarietà”.

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Atterrato a Milano l’aereo con i bambini provenienti da Gaza

12 juin 2025 à 01:24

All’aeroporto militare di Milano-Linate è atterrato, nella serata di mercoledì 11 giugno 2025, l’aereo dell’Aeronautica con a bordo i pazienti, i bambini, provenienti da Gaza che la Lombardia accoglie per le cure. I minori, accompagnati dai loro familiari, riceveranno cure specialistiche in tre ospedali lombardi. Ad attenderli, al loro arrivo, il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso.

Lombardia accoglie i bambini feriti di Gaza

Il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e l'assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, accolgono i feriti provenienti da Gaza“Ancora una volta – ha dichiarato Bertolaso – Regione Lombardia e la sanità lombarda si mettono a disposizione per sostenere chi è in difficoltà. L’ennesima conferma del nostro impegno nel nome della solidarietà. Le parole che più mi hanno colpito nell’attesa dell’arrivo dell’aereo a Linate sono state quelle del rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si è congratulato con noi ringraziando la Lombardia, definendola un esempio per il mondo intero. I 3 bambini appena atterrati si aggiungono agli 11 arrivati sul nostro territorio tra febbraio e maggio. Inoltre, abbiamo ribadito la disponibilità ad accoglierne altri, perché la Lombardia è sempre pronta ad aiutare i più piccoli che si trovano in condizioni complesse. Nella nostra regione – ha concluso Bertolaso – il sistema sanitario è solido, efficiente ed efficace con competenze di assoluto livello. A tutti gli operatori di questo settore va, ancora una volta, il nostro ringraziamento”.

Comazzi: prezioso e qualificato impegno del nostro sistema sanitario lombardo

Presente anche l’assessore regionale a Territorio e Sistemi verdi, Gianluca Comazzi, che ha voluto ringraziare “tutto il sistema sanitario lombardo per il prezioso e qualificato impegno dimostrato anche in questa occasione”.

Adam al Niguarda, due altre ragazze a Policlinico Milano e Papa Giovanni XXIII Bergamo

L'aereo che ha trasportato i feriti di Gaza che la Lombardia accoglie per curarliTra i bambini arrivati a Linate c’è anche l’undicenne Adam, con fratture multiple e una lesione neurologica: sarà ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano, accompagnato dalla madre e altri familiari. Anche altre due minori saranno curate in Lombardia, si tratta di una quindicenne, presa in carico dal Policlinico di Milano per gravi lesioni al torace e fratture multiple e di una dodicenne, che ha riportato varie fratture complesse, destinata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Trasferimento curato da AREU

Il trasferimento dei bambini nella struttura sanitaria di destinazione è curato da AREU con un’ambulanza medicalizzata, con a bordo due autisti soccorritori, un medico e un infermiere.

Sinergia istituzionale virtuosa

L’intervento rientra nell’ambito del servizio Medevac (Medical Evacuation), promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con il Dipartimento nazionale di Protezione civile.
L’organizzazione sul territorio è stata garantita da Regione Lombardia, con il coordinamento operativo di AREU e della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia.

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Classifica Newsweek, premiati gli ospedali lombardi eccellenze nel mondo

27 mars 2025 à 17:28

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, hanno premiato gli ospedali lombardi presenti nella classifica stilata da Newsweek e Statista relativa ai 250 ospedali migliori del mondo.

All’appuntamento sono intervenuti anche Camillo Ricordi, direttore del ‘Diabetes research institute’ e del ‘Cell transplantation center’ di Miami e il Direttore generale della DG Welfare di Regione, Mario Melazzini. La direzione della rivista ‘Newsweek’s healthcare’ ha inviato un video messaggio per illustrare i meccanismi della classifica che ha visto primeggiare, in Italia, l’ospedale Niguarda di Milano.

Presenti anche gli assessori regionali Alessandro Beduschi, Massimo Sertori, Claudia Maria Terzi e il sottosegretario Mauro Piazza.

Ospedali lombardi nella classifica Newsweek: stimolo per intero sistema

Sulla classifica di Newsweek e sugli ospedali premiati in Regione, il presidente Fontana ha sottolineato che il “riconoscimento della classifica Newsweek 2025 diventa uno stimolo per l’intero sistema sanitario con l’obiettivo di un continuo miglioramento. Ringrazio medici, infermieri, operatori tecnici sanitari e sociosanitari che con il loro impegno quotidiano hanno reso possibile questo risultato davvero straordinario”.

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Close2MI, il progetto del Niguarda presentato a Montecitorio

20 mars 2025 à 14:06

Alla sala della Regina di Palazzo Montecitorio, alla presenza del ministro per la Famiglia, Natalità e Pari opportunità, Eugenia Roccella, sono stati presentati i risultati del Progetto Close2MI, iniziativa della Fondazione Ospedale Niguarda di Milano finalizzata a creare una rete di supporto per neomamme.

La presentazione romana segue l’evento milanese ospitato da Regione Lombardia il 5 marzo che ha raccolto un importante successo nell’ambito istituzionale, sociale, medico e sanitario, con l’auspicio che il progetto possa essere declinato a livello nazionale per raggiungere sempre più famiglie.

Close2MI, una rete per neo mamme

Assessore Lucchini presentazione progetto Close2Mi a RomaIl progetto ‘CLOSE2MI: una rete di prossimità per neogenitori di Milano’, avviato nel settembre 2023, è stato realizzato grazie al contributo di Regione Lombardia da Fondazione Ospedale Niguarda, in collaborazione con Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia, Mitades Aps e Telefono Donna. L’iniziativa ha beneficiato del supporto del Comune di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Intesa Sanpaolo e Save the Children Italia Onlus.

Assistenza dedicata

L’obiettivo principale del progetto è stata la creazione di un sistema di assistenza dedicato alle mamme attraverso interventi mirati a favorire una genitorialità positiva per prevenire situazioni di disagio e fragilità. Azioni che si sono rivelate fondamentali per intercettare tempestivamente eventuali difficoltà, contribuendo a prevenire l’insorgenza di patologie nelle neomamme, specie nella sfera psicologica ed emotiva.

Assessore Lucchini: un modello da esportare

Assessore Lucchini presentazione progetto Close2Mi a Roma

“Fondamentale – ha dichiarato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità di Regione Lombardia, Elena Lucchini – offrire servizi innovativi che consentano di affrontare una fase cruciale come quella della gravidanza e della maternità intercettando i bisogni delle neomamme. Gli esiti di questa buona prassi adottata sul territorio di Milano possono divenire ora una progettualità da esportare in altre realtà lombarde. Voglio ringraziare gli operatori e i volontari che sono stati capaci di coniugare umanità e professionalità accogliendo la diade mamma-bambino e dunque garantire benessere all’intera famiglia. La maternità deve essere sempre più considerata un’esperienza che richiama l’attenzione e l’impegno dell’intera comunità. Dovere del nostro sistema sociosanitario – ha concluso Lucchini – è quello di rendere sempre più serena l’attesa e la crescita di ogni nuovo nato promuovendo un’alleanza sociale tra privati, Terzo settore e volontariato”.

Sono 100 le donne coinvolte

Close2Mi ha coinvolto complessivamente a 100 donne che hanno partorito all’Ospedale Niguarda, assicurando loro supporto ostetrico attraverso visite domiciliari post-parto, accompagnamento dedicato all’allattamento e orientamento ai servizi territoriali complementari, come i gruppi mamme di Fiocchi in Ospedale di Save the Children Italia Onlus e l’Ambulatorio di Salute Mentale Perinatale dell’Ospedale Niguarda, istituito grazie anche al prezioso contributo di Intesa San Paolo.

Riccardo Bertollini: una risposta proattiva

“Nel corso degli ultimi 10 anni – ha dichiarato Riccardo Bertollini, Segretario generale della Fondazione Ospedale Niguarda – il 20% delle donne che hanno partorito al Niguarda ha riportato importanti situazioni di disagio psicologico. Il progetto Close2Mi è nato, grazie al sostegno di Regione Lombardia, proprio come risposta proattiva a questo dato. Infatti, i risultati presentati dimostrano l’efficacia concreta dell’intervento, trasformato dall’ASST Ospedale Niguarda in un miglioramento strutturale e, grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, in un atto materiale che influirà sui pazienti”.

Questionario dedicato

analizzati con un questionario il benessere psicofisico pre e post-gravidanza, la condizione socioeconomica e le relazioni familiari delle partecipanti. I dati raccolti hanno evidenziato un bisogno concreto di sostegno: il 22% delle mamme ha dichiarato di aver vissuto, durante la gravidanza, un periodo prolungato di tristezza, abbattimento o depressione.

Riscontro positivo

Riscontro estremamente positivo dell’iniziativa da parte dalle mamme coinvolte: il 93% delle partecipanti è pienamente soddisfatto del progetto, mentre il 98% ritiene che debba essere ampliato.

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La Luna Nuova, un modello innovativo per le donne vittime di violenza

11 mars 2025 à 16:53

La Luna nuova si conferma un modello innovativo per la tutela delle vittime e il rafforzamento della rete di supporto. Il progetto – nato dalla collaborazione fra l’associazione Telefono Donna Italia e l’ospedale Niguarda di Milano con il finanziamento di Regione Lombardia – è un servizio sperimentale di pronto intervento attivo h24 presso l’ASST Niguarda, che offre accoglienza immediata a donne vittime di violenza, con o senza figli. Grazie a un approccio multidisciplinare, garantisce protezione, valutazione del rischio, supporto psicologico e orientamento verso percorsi di autonomia.

I risultati dei primi mesi attività sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa. Hanno partecipato: Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia; Laura Zoppini, direttrice socio sanitaria ospedale Niguarda di Milano; Stefania Bartoccetti, fondatrice Telefono Donna Italia; Sabrina Pane, vice prefetto di Milano; Elisabetta Canevini, presidente della 5a Sezione Penale, Tribunale di Milano; Walter Bergamaschi, direttore generale ATS Città Metropolitana di Milano; Francesca Cucchiara, consigliere comunale di Milano.

44 donne, 38 minori aiutati con La Luna Nuova

Durante i primi 18 mesi di attività il progetto La Luna Nuova ha accolto 44 donne e 38 minori. Lo ha fatto evitando ricoveri sociali e garantendo soluzioni tempestive.  Un elemento chiave è la formazione del personale sanitario attivo presso i Pronto Soccorso degli ospedali afferenti l’Ats Città Metropolitana per il riconoscimento della violenza e l’attivazione del servizio. Con il nuovo finanziamento regionale si punta a potenziare le competenze degli operatori. E, inoltre, si mira a sviluppare percorsi formativi avanzati presso gli Ordini Professionali coinvolti nel Protocollo operativo.

Assessore Lucchini: costante supporto ad azioni innovative

“Per Regione Lombardia – ha affermato l’assessore Lucchini – la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere sono una priorità della legislatura. Per questo abbiamo voluto investire anche in buone pratiche che rafforzano l’offerta dei servizi sempre più integrati e personalizzati per potenziare la nostra rete antiviolenza”.

Ospitando la conferenza stampa di presentazione degli esiti di questo importante intervento finanziato nell’ambito dei progetti sperimentali della ATS, ha aggiunto l’assessore, “abbiamo voluto testimoniare la nostra costante attenzione e supporto alle azioni innovative capaci di creare infrastrutture sociali a sostegno delle donne vittime di violenza volte a garantire la migliore presa in carico da parte del nostro sistema socio-sanitario”.

Stefania Bartoccetti: un nuovo percorso per le donne

Con il progetto La Luna Nuova, ha spiegato Stefania Bartoccetti “abbiamo creato un presidio di protezione immediata per le donne che si trovano in situazioni di estrema emergenza e per i loro figli minori. La violenza di genere è, infatti, un fenomeno che richiede risposte rapide e coordinate. Questo progetto rappresenta un modello innovativo di intervento, capace di coniugare accoglienza, sicurezza e supporto psicologico”. “Grazie alla sinergia con il sistema sanitario e le Istituzioni – ha sottolineato – abbiamo offerto alle donne e ai loro figli minori un pronto intervento, ma anche la possibilità di iniziare un percorso di ricostruzione e autonomia. Il nostro impegno è dunque fare in modo che nessuna donna si senta mai più sola nel momento più difficile della sua vita”.

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Close2Mi, un successo l’iniziativa a favore delle neomamme

5 mars 2025 à 17:23

Close2Mi, una sperimentazione di successo che da ‘progetto’ diventerà ‘programma’ per aiutare le neo mamme che soffrono situazioni di fragilità.
L’idea di una rete di prossimità per neogenitori, avviata su Milano nel settembre 2023, è stata realizzata grazie al contributo di Regione Lombardia da Fondazione Ospedale Niguarda. Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione con Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia, Mitades Aps e Telefono Donna. L’iniziativa ha beneficiato del supporto del Comune di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Intesa Sanpaolo e Save the Children Italia Onlus.
A Palazzo Lombardia l’illustrazione dei risultati del progetto. Tra i relatori  Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità di Regione Lombardia e Alberto Zoli, presidente di Fondazione Ospedale Niguarda e direttore generale dell’Asst Niguarda.  Con loro anche Riccardo Bertollini, segretario generale Fondazione Ospedale Niguarda.

Prevenire situazioni di disagio e fragilità

L’obiettivo principale del progetto era la creazione di un sistema di assistenza dedicato alle mamme attraverso interventi mirati a favorire una genitorialità positiva. Tutto ciò per prevenire situazioni di disagio e fragilità.  Azioni che si sono rivelate fondamentali per intercettare tempestivamente eventuali difficoltà. Questo ha permesso di contribuire a prevenire l’insorgenza di patologie nelle neomamme, specie nella sfera psicologica ed emotiva.

Close2Mi 100 donne coinvolte

Close2Mi ha coinvolto complessivamente 100 donne che hanno partorito all’Ospedale Niguarda, assicurando loro supporto ostetrico attraverso visite domiciliari post-parto, accompagnamento dedicato all’allattamento e orientamento ai servizi territoriali complementari, come l’Ambulatorio di Salute Mentale Perinatale dell’Ospedale Niguarda e i gruppi mamme di Fiocchi in Ospedale di Save the Children Italia Onlus.

Questionario dedicato

Attraverso un questionario dedicato, inoltre, sono stati analizzati il benessere psicofisico pre e post-gravidanza, la condizione socioeconomica e le relazioni familiari delle partecipanti. I dati raccolti hanno evidenziato un bisogno concreto di sostegno: il 22% delle mamme ha dichiarato di aver vissuto, durante la gravidanza, un periodo prolungato di tristezza, abbattimento o depressione.

Riscontro positivo

L’iniziativa segnala un riscontro estremamente positivo dalle mamme coinvolte: il 93% delle partecipanti dichiara la propria piena soddisfazione, mentre il 98% esprime il desiderio che il progetto venga ampliato.

l'assessore Elena Lucchini illustra i risultati di Close2MiLucchini: buona pratica da estendere ad altre realtà

“Abbiamo voluto ospitare l’evento di presentazione dei risultati del progetto Close2Mi per testimoniare la centralità delle politiche di sostegno ai neo genitori. Regione Lombardia ha voluto investire in questa struttura che garantisce una rete prossimità e supporto alle donne e della loro salute mentale”, ha dichiarato l’assessore Elena Lucchini.

E’ fondamentale, ha proseguito l’esponente della giunta lombarda, “offrire servizi innovativi che consentano di affrontare una fase cruciale come quella della gravidanza e della maternità intercettando i bisogni delle neomamme. Gli esiti di questa buona prassi adottata sul territorio di Milano possono divenire ora una progettualità da esportare in altre realtà lombarde”.

L’assessore Lucchini ha quindi voluto “ringraziare gli operatori e i volontari che sono stati capaci di coniugare umanità e professionalità accogliendo la diade mamma-bambino e dunque garantire benessere all’intera famiglia. La maternità – ha sottolineato – deve essere sempre più considerata un’esperienza che richiama l’attenzione e l’impegno dell’intera comunità. Dovere del nostro sistema sociosanitario – ha concluso Lucchini – è quello di rendere sempre più serena l’attesa e la crescita di ogni nuovo nato promuovendo un’alleanza sociale tra privati, Terzo settore e volontariato”.

Alberto Zoli: è la prova di quanto sia importante sperimentare

Sulla stessa lunghezza d’onda il dottor Alberto Zoli. “Il progetto ‘Close2Mi’ – ha detto il – è nato da un bisogno concreto, e siamo orgogliosi di averlo potuto strutturare e integrare ufficialmente nel servizio sanitario al termine della sperimentazione. Parliamo di un percorso necessario, la cui utilità si è dimostrata così alta da meritare di diventare continuativo e integrato con la realtà ospedaliera. È la prova di quanto sia importante sperimentare e mettere questi progetti a sistema, in modo da produrre valore e salute. È anche un modo nuovo di lasciare un’eredità al territorio, così come un sostegno importante per le neomamme, i bambini e la loro famiglia, per un momento molto particolare che è quello del diventare genitori”.

Riccardo Bertollini: risultati dimostrano efficacia milano cortina paralimpiadi

“Nel corso degli ultimi 10 anni – ha detto Riccardo Bertollini – il 20% delle donne che hanno partorito al Niguarda hanno riportato importanti situazioni di disagio psicologico”.

“Il progetto ‘Close2Mi’  – ha ribadito – è nato grazie al sostegno di Regione Lombardia, proprio come risposta proattiva a questo dato”.

“Questi risultati dimostrano quindi – ha concluso –   l’efficacia concreta dell’intervento trasformato dall’Asst Ospedale Niguarda in un miglioramento strutturale e, grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, in un atto materiale che influirà sui pazienti”.

 

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Assessore Bertolaso accoglie i bambini di Gaza in Lombardia per cure

14 février 2025 à 15:20

È atterrato nella serata di giovedì 13 febbraio l’aereo che ha portato in Italia i cinque bambini provenienti dalle zone di guerra a Gaza. I minori, sbarcati all’aeroporto militare di Milano Linate, saranno curati negli ospedali della Lombardia.

Il ruolo di AREU nell’accoglienza dei bambini di Gaza in Lombardia

bambini gaza lombardia

I cinque bambini, accompagnati dalle loro famiglie, sono stati accolti dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, insieme ai mediatori culturali della Croce Rossa. Gli adolescenti sono stati trasportati nelle strutture sanitarie in ambulanza con il supporto di medici, infermieri e soccorritori dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (AREU).

Il sistema sanitario della Lombardia ha coordinato le operazioni insieme a Ministero degli Affari Esteri, Dipartimento Nazionale di Protezione civile e Organizzazione Mondiale della Sanità.

Bertolaso: garantiremo cure in strutture specializzate

“Regione Lombardia – ha affermato l’assessore Bertolaso – sotto l’egida del Dipartimento della Protezione civile si è messa a disposizione per ospitare i casi che avevano bisogno di assistenza. I bambini riceveranno cure adeguate nelle strutture sanitarie tra le più specializzate della regione. Questo fa parte della grande capacità di solidarietà e collaborazione che la Lombardia e il nostro Paese garantiscono a qualsiasi cittadino del mondo che abbia bisogno di assistenza e aiuto”.

Gli ospedali che accoglieranno i minori

Le strutture coinvolte sono:

Questi ospedali si sono messi subito a disposizione per garantire la migliore assistenza possibile, condividendo un piano di presa in carico dedicato.

Il coordinamento di Regione Lombardia

Il servizio Medevac (Medical Evacuation), attivato dal Ministero degli Affari Esteri e dal Dipartimento della Protezione civile, ha garantito il trasferimento dei bambini in Italia con un volo sanitario appositamente organizzato. Regione Lombardia, attraverso AREU, ha coordinato con la Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia il piano di accoglienza e assistenza per garantire ai piccoli pazienti il miglior trattamento medico possibile.

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Milano Cortina 2026: sanità e reclutamento risorse in vista delle Olimpiadi

6 février 2025 à 18:47

I servizi medici operativi durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 e le figure sanitarie da reclutare al centro di un incontro in Regione Lombardia. L’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha sottolineato l’importanza strategica di un sistema sanitario efficiente e innovativo per garantire la sicurezza e il benessere di atleti, delegazioni, spettatori e staff.

L’organizzazione sanitaria

I servizi medici, sviluppati in collaborazione con l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, saranno articolati su più livelli per assicurare un’assistenza completa e tempestiva in tutte le sedi dei Giochi. Il sistema sanitario si baserà su quattro pilastri principali. Le Squadre di Soccorso, operative nelle sedi competitive e non, saranno composte da medici e infermieri esperti in tecniche di rianimazione avanzata, oltre a tecnici soccorritori del Sistema Sanitario Regionale e volontari altamente formati. La Medical Station: ogni sede di gara avrà almeno due stazioni mediche, una dedicata agli atleti e una agli spettatori. Queste stazioni forniranno accoglienza, trattamento e stabilizzazione dei pazienti.

I Policlinici Olimpici

I Policlinici Olimpici saranno istituiti nei Villaggi Olimpici di Milano, Bormio e Livigno. Queste strutture multidisciplinari garantiranno servizi medici specializzati, supportati da tecnologie avanzate come la telemedicina e la diagnostica per immagini. L’Ospedale Olimpico: il riferimento principale sarà l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, affiancato dal presidio Morelli di Sondalo, per garantire interventi di alta complessità. La rete ospedaliera sarà potenziata con nuove strutture e tecnologie, in un’ottica di legacy per il sistema sanitario regionale.

Innovazione e sicurezza al centro del progetto

sanità milano cortina “I Giochi Olimpici – ha dichiarato l’assessore Bertolaso – rappresentano non solo un evento sportivo di rilievo internazionale, ma anche un banco di prova per il nostro sistema sanitario. Abbiamo progettato un’organizzazione che risponde alle più alte esigenze di sicurezza e assistenza, integrando tecnologie all’avanguardia e una rete di professionisti altamente qualificati. L’implementazione dei servizi medici per Milano Cortina 2026 offrirà un’opportunità unica di innovazione e potenziamento delle infrastrutture sanitarie regionali. Questo progetto lascia una eredità importante: strutture moderne, nuove tecnologie e un modello organizzativo che potrà essere applicato anche dopo i Giochi”.

Potenziamento del servizio di elisoccorso

Il piano include anche il potenziamento del servizio di elisoccorso con tre nuovi elicotteri operativi a Milano, Bormio e Livigno, e la creazione di una Centrale Operativa Olimpica presso l’Ospedale Niguarda, che coordinerà tutte le attività sanitarie legate ai Giochi. I Servizi Medici saranno operativi 24 ore su 24 durante tutta la durata dei Giochi, assicurando un supporto continuo e di altissimo livello a tutti i partecipanti e visitatori.

Olimpiadi e Paralimpiadi: contrattualizzazione di figure mediche e sanitarie

Altro argomento discusso nell’incontro a Palazzo Lombardia, la contrattualizzazione di figure mediche e sanitarie per garantire un’assistenza di alta qualità agli atleti e agli altri partecipanti delle Olimpiadi. La selezione del personale avverrà sulla base di criteri rigorosi, tra cui la professione, la specializzazione, le conoscenze e capacità certificate, la disponibilità e le necessità specifiche.

Il personale selezionato sarà impiegato in diverse sedi, tra cui campi di gara, medical station, policlinici e ospedali olimpici. Saranno richieste competenze specifiche per il lavoro in gruppo e la conoscenza del sistema AREU. I turni di servizio saranno organizzati in periodi di 5-7 giorni, in base al programma della venue assegnata.

Per i non residenti, sarà messo a disposizione l’alloggio in prossimità delle venue di montagna e sarà garantito il pasto durante il servizio. Il reclutamento del personale avverrà tramite convenzioni con ASST, Niguarda, associazioni di soccorso e altre strutture pubbliche e private.

Le diverse figure professionali

Le figure professionali contrattualizzate includeranno:

  • Operatori di soccorso di base nelle venue e attività ambulatoriali nei policlinici olimpici.
  • Personale per le medical station, mezzi di soccorso e trasporti secondari.
  • Specialisti per le attività presso i campi gara di sci alpino e snowboard.
  • Medici per l’assistenza specialistica nei policlinici e ospedali olimpici.

Le candidature saranno aperte a partire dal prossime mese di marzo, con l’inizio della formazione dei primi selezionati previsto per ottobre 2025. I bandi di reclutamento saranno pubblicati sul sito dell’Ospedale Niguarda dove sarà possibile seguire tutte le istruzioni e compilare correttamente la domanda.

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Trapiantati 7 organi nuovi in 24 ore all’Ospedale Niguarda di Milano

22 novembre 2024 à 12:24

E’ stata una vera e propria ‘staffetta per la vita‘ quella che ha visto protagonista l’Ospedale Niguarda di Milano. In un singolo giorno diverse equipe di chirurghi hanno trapiantato in successione 3 cuori, 3 fegati e 1 rene su 7 diversi pazienti. Le sale operatorie hanno lavorato non-stop per oltre 24 ore consecutive. Gli specialisti della Cardiochirurgia e della Chirurgia Generale e dei Trapianti si sono avvicendati in una vera e propria maratona. Una situazione che segna un primato a livello italiano e che conferma Niguarda come centro di riferimento internazionale per l’attività trapiantologica.

Ogni anno effettuiamo 400 trapianti d’organo

“Ogni anno effettuiamo 400 trapianti d’organo – spiega Alberto Zoli, direttore generale dell’Ospedale Niguarda di Milano -: significa che in media ne viene fatto uno al giorno, festivi compresi. E questo dato, da solo, ci colloca già al vertice per numero di interventi a livello italiano. Essere in grado di trapiantare in successione 7 diversi organi nell’arco di una singola giornata è invece qualcosa di straordinario, possibile solo in un Ospedale capace di affrontare le più grandi complessità. Ogni singolo intervento ha bisogno di un grande sforzo logistico, organizzativo, chirurgico e clinico, e coinvolge diverse decine di persone. Tutto ciò è quindi realizzabile solo con le giuste professionalità e con un grande lavoro di squadra. Ancora una volta Niguarda ha saputo valorizzare la donazione degli organi in modo da dare ai pazienti una nuova speranza di vita”.

Il racconto del 7 trapianti del 19 novembre 2024

La giornata record è iniziata alle 6.35 del 19 novembre. In pratica quando è partito il primo trapianto di fegato, e si è conclusa nella mattinata successiva, quando è terminato il trapianto di rene. In mezzo, in sale operatorie adiacenti sono stati trapiantati altri 2 fegati e 3 cuori, per un totale di 7 organi su 7 diversi pazienti.
“Due di questi interventi – racconta Andrea Lauterio, direttore facente funzione della Chirurgia Generale e dei Trapianti dell’Ospedale Niguarda di Milano – hanno avuto ulteriori elementi straordinari. Uno di questi trapianti è stato infatti possibile grazie all’utilizzo di un organo prelevato da un donatore pediatrico, poi trapiantato in un ricevente adulto. Una situazione senz’altro peculiare, che è stata resa possibile grazie alla grande esperienza del nostro centro e alla piena compatibilità tra donatore e ricevente. Nelle stesse ore un altro paziente con insufficienza renale cronica allo stadio terminale e in emodialisi è stato sottoposto a trapianto di rene, quest’ultimo prelevato da un donatore a cuore fermo, definito DCD. Tutti gli organi sono stati conservati e preservati grazie a speciali macchine da perfusione, il che ci ha permesso di mantenere la loro piena funzionalità fino all’inizio dei vari interventi chirurgici e al loro trapianto”.

trapianto cuore fermo

I 3 diversi trapianti di cuore in successione

Nel frattempo, nel corso delle stesse 24 ore, Claudio Russo e i suoi cardiochirurghi affrontavano nelle sale operatorie adiacenti 3 diversi trapianti di cuore in successione. Anche uno di questi tre organi donati proveniva da un donatore a cuore fermo. “Il primo paziente – spiega Russo, direttore della Cardiochirurgia e Trapianto del Cuore dell’Ospedale Niguarda di Milano – era in lista d’attesa a causa di una patologia valvolare e una cardiomiopatia che aveva progressivamente compromesso le sue funzioni cardiache. Il secondo paziente aveva invece avuto danni estesi in seguito a un infarto. Il terzo aveva una cardiomiopatia primitiva che portava il suo cuore a perdere sempre più forza, e che lo ha costretto a un lungo ricovero in Unità Coronarica. Tutti loro hanno trovato un cuore nuovo nello stesso giorno. Per ciascuno di loro ciò ha significato una nuova speranza per delle patologie che non avevano altre possibilità di cura”.

Le equipe chirurgiche, anestesiologiche e infermieristiche

Tutti e 7 i trapianti sono stati resi possibili dalle equipe chirurgiche, anestesiologiche e infermieristiche, così come dagli operatori sanitari e tecnici. Ma anche dai numerosi specialisti che hanno seguito il percorso di ricovero e cura di ogni paziente. Una vera e propria ottica multidisciplinare: epatologi, cardiologi, nefrologi, oncologi, radiologi e anatomopatologi.

Sanità Direttori generali

I trapianti a Niguarda: una storia iniziata nel 1972

L’Ospedale Niguarda di Milano è uno dei pochi centri in Lombardia e in Italia ad effettuare trapianti per quasi tutti gli organi: cuore, polmone, pancreas, rene, fegato, senza dimenticare i trapianti di tessuti e cellule (come ad esempio isole pancreatiche, cornee, pelle, cartilagine e midollo osseo).

Oltre 3.000 trapianti di rene, 140 di pancreas e 2.600 trapianti di fegato

Dal 1972 ad oggi effettuati oltre 3.000 trapianti di rene, 140 di pancreas e 2.600 trapianti di fegato di cui 125 da donatore vivente. Tutto questo ha reso Niguarda un centro di riferimento assoluto per l’attività trapiantologica nazionale. L’Ospedale ha raggiunto alcuni record significativi in questo campo. Ha eseguito infatti nel 2001 il primo trapianto di fegato da donatore vivente in Italia. Così come il primo trapianto combinato fegato-pancreas solo pochi anni dopo.

La sperimentazione delle macchine da perfusione

Inoltre ha acquisito una posizione di rilievo a livello internazionale nell’utilizzo e nella sperimentazione delle macchine da perfusione nel trapianto degli organi. E  questo ha consentito nel 2015 di eseguire, per primi al mondo, un trapianto di fegato da donatore a cuore fermo (DCD). Un fattore che ha aperto la strada ad una nuova fonte di organi, e che ha consentito di incrementare le donazioni di fegato del 25%. L’Ospedale è dotato inoltre di una Banca della Pelle, laboratorio specializzato nell’ingegnerizzazione di cute e cartilagine per interventi ricostruttivi. Una vera e propria “banca” dei tessuti in grado di sostenere il fabbisogno interno e rifornire altre strutture nazionali ed internazionali.

 

 

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Niguarda, nuovo ambulatorio che ‘cura’ la fragilità delle mamme

10 septembre 2024 à 12:38

È stato inaugurato all’ospedale Niguarda di Milano il nuovo Ambulatorio di salute mentale perinatale, nell’ambito del progetto ‘Close2Mi’. Questo spazio, realizzato con il contributo di Intesa SanPaolo e della Fondazione Ospedale Niguarda nell’ambito di una collaborazione pluriennale, fornirà un’attività di valutazione diagnostica e presa in cura delle donne che presentano disagi emotivi durante la gravidanza e il post-parto, coinvolgendo anche le famiglie.

Niguarda, ambulatorio per le donne

“La maternità deve essere sempre più considerata un’esperienza che richiama l’attenzione e l’impegno dell’intera comunità, per questo Regione Lombardia ha voluto sostenere concretamente, attraverso il Bando del Terzo Settore, questo progetto di grande valore che promuove la salute mentale delle neomamme”, ha dichiarato all’inaugurazione del reparto l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini.

Al servizio della famiglia

“Questa struttura specializzata – ha spiegato – sarà fondamentale per affrontare una fase cruciale come quella della gravidanza e della maternità. Potrà intercettare attese e bisogni per accogliere la diade mamma-bambino. Sarà inoltre al servizio dell’intera famiglia grazie a operatori capaci di coniugare umanità e professionalità”.

Dovere del nostro sistema sociosanitario, ha aggiunto Lucchini, “è quello di rendere sempre più serena l’attesa e la crescita di ogni nuovo nato.  Per questo la nostra Regione – ha concluso l’assessore – investe nei ‘Centri per la Famiglia’ e crede nell’alleanza sociale tra istituzioni, privati e volontariato come testimoniato oggi da Fondazione Niguarda e Intesa San Paolo per il Sociale”.

Relazione madre-bambino

All’interno di questo nuovo spazio previste attività specifiche incentrate sulla salute mentale perinatale con attenzione alla cura della relazione madre-bambino. Gli interventi proposti, in linea con le evidenze scientifiche internazionali, prevedono colloqui clinici psicologici, percorsi di psicoterapia, consultazioni di coppia, interventi psicoeducativi.

Le stime epidemiologiche rilevano che una donna su cinque soffre di fragilità psichiche ed emotive durante la gestazione e/o dopo il parto. Il periodo perinatale è un momento di estrema complessità per la salute delle donne. Possono infatti emergere per la prima volta o possono riacutizzarsi disturbi che compromettono il benessere della donna, del bambino, dell’intera famiglia.

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Due pazienti uniti da un doppio trapianto all’ospedale Niguarda di Milano

25 mars 2024 à 17:16

Paola e Zaidane non si incontreranno mai, ma in qualche modo vivranno insieme per sempre. Lui ha attraversato migliaia di chilometri a piedi e almeno 8 nazioni diverse prima di arrivare in Lombardia, dove ha scoperto di avere un grave problema di salute. Lei soffre di una malattia rara che la costringe alla dialisi e che ha portato il suo fegato a pesare, da solo, più di 10 kg. Entrambi sono stati ricoverati in condizioni critiche, e sono subito diventati il simbolo di tutti i percorsi di trapianto, in cui si intrecciano i destini di un donatore e di un ricevente. Zaidane, deceduto per la sua malattia, è diventato donatore di organi e ha salvato Paola, che ha ricevuto un rene e un fegato nuovi grazie a un doppio intervento all’Ospedale Niguarda di Milano: presto potrà tornare a una vita il più possibile normale.

La storia di Zaidane

Zaidane (nome di fantasia) era un cittadino bengalese di 38 anni. Era partito a piedi dal suo Paese e aveva attraversato camminando parte del Medio Oriente e dei Balcani, per arrivare in Lombardia un anno fa in cerca di riscatto. Qui aveva trovato un lavoro e una vita nuova. Non sapeva però di avere una grave ipertensione, che un giorno gli provoca una vasta emorragia cerebrale: viene ricoverato nella terapia intensiva di un ospedale lombardo, i medici fanno il possibile per salvarlo ma i danni neurologici erano già troppo estesi. Poco dopo Zaidane va in arresto cardiaco ed entra in uno stato di coma profondo irreversibile.

Il consenso al prelievo degli organi

Non è affatto semplice rintracciare la sua famiglia per avvertirla, ma si riesce a contattare la sorella in patria e ad aiutarla a superare sia la burocrazia, sia le difficoltà per il viaggio. Lei raggiunge il fratello e insieme al resto della famiglia, contattata telefonicamente, dà il consenso al prelievo degli organi, che effettuano i chirurghi di Niguarda.

Il ricovero di Paola al Niguarda

Negli stessi giorni proprio a Niguarda è ricoverata Paola (nome di fantasia), 50 anni, affetta da una malattia rara ma devastante: la policistosi epato-renale, a causa della quale ha perso il rene destro e che la costringe alla dialisi 3 volte alla settimana. Il suo fegato, provato dalla patologia, è arrivato a pesare oltre 10 kg, impedendole di mangiare regolarmente o anche solo di stare seduta. La sua vita è compromessa in modo radicale, e l’unica salvezza è il trapianto combinato di rene e di fegato: ma trovare due organi che siano entrambi contemporaneamente compatibili con Paola non è immediato, e la paziente rimane in lista d’attesa.

Perfetta compatibilità

“Sono stati proprio il fegato e il rene di Zaidane a salvare la vita alla paziente – spiega Luciano De Carlis, direttore della Chirurgia Generale e dei Trapianti di Niguarda – perché la loro compatibilità era perfetta. Per prima cosa abbiamo ‘ricondizionato’ il fegato, con una procedura di perfusione che ci ha permesso di ottimizzarne la qualità e di garantirne una eccellente ripresa funzionale, poi lo abbiamo trapiantato. Subito dopo abbiamo ricondizionato anche il rene, mentre i colleghi Rianimatori stavano completamente ristabilizzando la paziente. Dopo 52 ore abbiamo potuto trapiantare anche il rene, ed entrambi gli interventi sono stati coronati da successo. Ora Paola sta bene, è già uscita dalla Rianimazione e potrà tornare presto alla vita di tutti i giorni, ma soprattutto non dovrà più ricorrere alla dialisi“.

Alberto Zoli (dg Niguarda): ai primi posti in Italia per numero di trapianti eseguiti

“L’Ospedale Niguarda – spiega il direttore generale Alberto Zoli – è primo in Lombardia e ai primi posti in Italia per numero di trapianti eseguiti, e non è un caso se proprio qui si incrociano i destini di tantissimi donatori e riceventi. Ha al suo attivo numerosi record: in 51 anni ha raggiunto il traguardo di 7.500 trapianti d’organo, di cui quasi 2.600 solo di fegato. Per citarne alcuni, ha eseguito nel 2001 il primo trapianto di fegato da vivente in Italia tra riceventi adulti, il primo trapianto combinato fegato-pancreas nel 2007, il primo trapianto al mondo da donatore a cuore fermo nel 2015″.

Il lavoro di squadra

“Queste attività sono possibili – aggiunge Zoli – solo in un grande Ospedale dove le equipe lavorano in squadra e sono in grado di dare una risposta concreta ad ogni bisogno specifico del paziente, perché ci sono tutte le competenze per gestire ogni urgenza clinica e sanitaria. Così come è da sottolineare il ruolo indispensabile di tutte le strutture sanitarie regionali – conclude Zoli – che svolgono un enorme lavoro di presa in carico della donazione dopo la morte, garantita in tutte le strutture sanitarie nel rispetto della volontà dichiarata in vita o espressa dai familiari”.

 

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Ospedali Sondrio e Sondalo, accordo per 11 cardiologi con Niguarda Milano

1 mars 2024 à 18:06

Primi giorni di lavoro per gli 11 medici cardiologi dell’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano che affiancano i colleghi dell’Asst Valtellina e Alto Lario negli ospedali di Sondrio e di Sondalo per aumentare l’organico e garantire alti standard qualitativi agli utenti.

È il primo e importante risultato dell’accordo sottoscritto dalle due aziende per la migliore gestione del personale sanitario, superando il precariato e il sistema delle cooperative di ‘gettonisti‘, secondo quanto disposto dal decreto della Direzione generale Welfare di Regione Lombardia del 13 dicembre scorso.

Assessore Bertolaso: 11 cardiologi a Sondrio e Sondalo frutto di sinergia e collaborazione tra strutture

“L’asse Niguarda-Valtellina – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – è un’ulteriore dimostrazione di quello che intendo quando parlo di ‘fare gioco di squadra’. La collaborazione tra strutture è uno strumento fondamentale per la nostra sanità regionale ed è il volano che rilancia e fa vincere tutto il sistema”.

A seguito dell’accordo è stata stipulata un’apposita convenzione per l’utilizzo di medici cardiologi del Niguarda. Prevede la copertura di turni di guardia attiva, la pronta disponibilità e consulenza a favore dei Pronto soccorso e l’attività ambulatoriale nei Presidi ospedalieri di Sondalo e di Sondrio: dalla specialistica cardiologica all’ecocardio, dall’elettrocardiogramma ai test da sforzo, fino all’Holter cardiaco.

La durata della convenzione per i cardiologi a Sondrio e Sondalo

La convenzione ha una durata di tre mesi, dal 28 febbraio al 31 maggio 2024, ma potrà essere prorogata.

Alberto Zoli (dg Niguarda)

“La collaborazione con ASST Valtellina – ha detto il direttore generale dell’Asst Niguarda Alberto Zoli – ci permette di allargare lo sguardo oltre il territorio metropolitano, contribuendo a rafforzare l’idea di rete sanitaria lombarda, in un’ottica di unità e supporto tra strutture. Ci tengo a sottolineare che si tratta di uno scambio bidirezionale. Certamente le strutture di Sondrio e Sondalo si possono avvalere del servizio di medici di grande competenza. A loro volta i professionisti di Niguarda possono acquisire esperienza in ambiti diversi da quelli dove solitamente si trovano a operare”.

Mario Melazzini (ds Niguarda)

“L’arrivo dei professionisti cardiologi di Niguarda nei presidi della ASST Valtellina – ha sottolineato il direttore sanitario del Niguarda di Milano, già direttore dell’ospedale ‘Morelli’ di Sondalo, Mario Melazzini – si inserisce in un progetto più ampio di collaborazione tra le due aziende sanitarie strutturato in diversi ambiti e discipline. Già da alcune settimane il personale di Niguarda è attivo presso la neurologia e altri ambiti verranno sviluppati nei prossimi mesi”.

Monica Fumagalli (dg Asst Valtellina e Alto Lario)

“L’ingresso dei cardiologi del Niguarda – ha commentato il dg dell’Asst Valtellina e Alto Lario, Monica Fumagalli – è stato molto positivo. Grazie a questa collaborazione possiamo garantire la copertura di tutti i turni e lo svolgimento dell’attività ambulatoriale e ospedaliera. I benefici si notano sin da ora e saranno ancora più evidenti in futuro. La sinergia con un ospedale di tale rilevanza avrà ricadute importanti sulla nostra struttura”.

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Sono 6 gli ospedali lombardi nella classifica dei 250 migliori al mondo

29 février 2024 à 10:46

Sono 6 gli ospedali lombardi che entrano nella classifica dei 250 migliori al mondo che, come ogni anno dal 2019, redige la rivista ‘Newsweek’.

Sul primo gradino del ‘podio lombardo’ sale il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (52esimo nella classifica generale e 2° in Italia dopo il Policlinico universitario Gemelli di Roma), seguito dall’IRCCS Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato (57°), dall’Istituto Clinico Humanitas  di Rozzano (MI, 65°), dall’Ospedale Policlinico San Matteo di Pavia (117°), dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII    di Bergamo (135°) e dagli Spedali Civili di Brescia (202)

La classifica include dati (organizzati per nazione) di 2.400 ospedali di 30 Paesi.

 

Assessore Bertolaso: orgogliosi di questo risultato

“Siamo sicuramente orgogliosi e lusingati di rientrare in questo importante ranking internazionale con così tante strutture di eccellenza, commenta l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. Quello che ci interessa davvero sono solamente i giudizi e i voti dei nostri concittadini. Ogni struttura, che sia un ospedale, una casa di comunità, una RSA, un ambulatorio, un dispensario o qualsiasi altra tipologia, per noi è importante e vogliamo che possa rientrare nella migliore classifica di accoglienza, funzionalità ed efficienza”.

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Al Niguarda di Milano il primo cuore artificiale impiantato in Lombardia

15 janvier 2024 à 15:44

Un cuore artificiale, munito di valvole biologiche, che va a sostituire totalmente il cuore con funzioni molto vicine a quelle fisiologiche. Sono le caratteristiche del device impiantato per la prima volta in Lombardia a Niguarda nei giorni scorsi. Il cuore artificiale di ultima generazione è stato utilizzato per trattare un paziente affetto da grave scompenso cardiaco con disfunzione del ventricolo sinistro e destro, da diversi mesi in attesa per un trapianto di cuore. L’intervento è stato effettuato con successo dall’équipe della Cardiochirurgia e Trapianto di cuore, diretta da Claudio Russo, e supportata dallo staff dell’Anestesia e Rianimazione Cardiotoracovascolare, diretto da Michele Mondino. Il nuovo device consentirà al paziente di affrontare con una migliore qualità di vita il periodo d’attesa in vista del trapianto cardiaco.

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Il cuore artificiale impiantato in Lombardia sostituisce totalmente il cuore nativo

Il cuore artificiale di nuova generazione sostituisce totalmente il cuore nativo, che viene rimosso con un intervento cardiochirurgico in circolazione extracorporea. Il nuovo device si compone di una camera ventricolare sinistra ed una ventricolare destra. Questa configurazione lo differenzia dai sistemi di assistenza utilizzati normalmente, i cosiddetti VAD (Ventricular Assist Device),  che risultano essere pompe a turbine miniaturizzate in grado di fornire un flusso sanguigno di tipo continuo (costante, senza una sistole e una diastole), con funzione di supporto pressoché esclusivo ventricolo sinistro.

Quattro valvole biologiche

Il cuore artificiale con le sue quattro valvole biologiche (che corrispondono alle valvole tricuspide, polmonare, mitrale ed aorta del cuore nativo) è in grado invece di generare un flusso fisiologico di tipo pulsato. Cioè con una pressione sistolica ed una diastolica come nel soggetto normale. “Questa caratteristica– sottolinea Claudio Russo- mette al riparo da tutte le possibili complicanze del flusso continuo. Inoltre il cuore artificiale a valvole biologiche è dotato di sensori che permettono un adattamento dell’attività in base alle richieste dell’organismo, così come succede nel cuore nativo. Tra i vantaggi di questo nuovo device rientrano anche le superfici interne totalmente rivestite di membrane biologiche che richiedono bassi livelli di terapia anticoagulante con un ridotto rischio di complicanze correlate”.

Intervento complesso

L’intervento per l’impianto è una procedura piuttosto complessa. Richiede infatti la totale rimozione del cuore nativo che viene sezionato a livello delle valvola tricuspide e mitrale. “La tecnica deve essere estremamente accurata per evitare qualsiasi rischio di emorragia – spiega Russo -.” Dopo avere completato le suture, il sistema viene attivato, sospendendo la circolazione extracorporea. La attivazione è di tipo elettromagnetico e l’energia viene fornita tramite un cavo percutaneo (cosi come anche nei VAD) che dall’esterno alimenta il sistema, totalmente alloggiato nel torace al posto del cuore nativo.

Migliorare la condizioni di chi va incontro a uno scompenso cardiaco biventricolare

Questo tipo di device rappresa un passo in avanti per migliorare la condizioni di chi va incontro a uno scompenso cardiaco biventricolare, tale da rendere necessario un trapianto cardiaco. Ma che proprio per la compromissione di entrambi i ventricoli non può giovarsi dell’impianto di un VAD. La carenza di organi da trapiantare, purtroppo allunga notevolmente il periodo di attesa per questi pazienti. “Si consideri che l’attesa media in lista ordinaria per trapianto di cuore in Italia è di circa tre anni e una tecnologia che mima da vicino la fisiologia cuore  può aiutare a portare nelle migliori condizioni possibili i pazienti ad affrontare il trapianto– conclude Russo-. L’auspicio è che in un futuro prossimo, l’impiego del cuore artificiale possa perfezionarsi. Possa così divenire una soluzione alternativa definitiva al trapianto di cuore, in particolare per quelle categorie di malati con disfunzione cardiaca biventricolare e con controindicazioni (per età o malattie associate) al trapianto di cuore”.

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A Niguarda il primo trapianto da donatore a cuore fermo della Lombardia

11 décembre 2023 à 18:08

Il Sistema Regionale Trapianti lombardo ha raggiunto un altro importante traguardo. All’Ospedale Niguarda di Milano è stato trapiantato un cuore che aveva smesso di battere da 20 minuti. Si tratta di una donazione definita ‘a cuore fermo’. Il prelievo ed il trapianto di cuore sono stati effettuati dall’equipe della Cardiochirurgia e del Trapianto del Cuore dell’Ospedale Niguarda di Milano diretta da Claudio Russo.

Prelevati anche fegato e reni

Dall’uomo deceduto prelevati anche il fegato ed i reni, successivamente trapiantati in altre strutture della Rete Nazionale Trapianti.

Donazione avvenuta all’ospedale di Circolo di Varese

La donazione è avvenuta all’ospedale di Circolo di Varese dell’ASST Sette Laghi ed ha visto coinvolta l’equipe della Terapia Intensiva Generale e della Cardiorianimazione (che afferisce al dipartimento Cardiovascolare) dirette rispettivamente da Luca Cabrini e da Paolo Severgnini e il Coordinamento Ospedaliero di Procurement diretto da Federica De Min.

Assessore Bertolaso: grande sinergia tra operatori sanitari e gesto di assoluta solidarietà

“Questo risultato – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – consentirà di aumentare il numero dei potenziali donatori ed è stato possibile certamente grazie alla capacità di tutti gli operatori coinvolti di agire in sinergia con professionalità e umanità per il bene dei malati. Ma soprattutto grazie alla solidarietà dei familiari del donatore, manifestata attraverso il gesto del dono, nel rispetto della volontà espressa in vita dal proprio caro. La donazione e il trapianto di organi e tessuti stanno crescendo in Lombardia grazie alle azioni di miglioramento adottate nelle strutture sanitarie”.

Trapianto a cuore fermo, tipologia di donazione innovativa

Questa tipologia di donazione e trapianto è innovativa, in quanto il cuore viene fatto ripartire grazie a tecniche di circolazione extracorporea che vengono messe in atto dopo la morte in soggetti in cui i trattamenti intensivi vengono sospesi in seguito a neurolesioni gravissime. La normativa italiana prevede venti minuti di assenza di attività cardiaca per la determinazione della morte del soggetto. Fino ad un anno fa, questo tempo era ritenuto non compatibile con la ripresa dell’attività del cuore. Le procedure messe in atto in questo caso ne hanno consentito invece il trapianto e la ripresa funzionale.

foto equipe intervenuta (Niguarda, Varese, Coordinamento Regionale)

 

Complessa operazione per il trapianto di cuore da donatore a cuore fermo

La complessa organizzazione del prelievo è stata gestita dal Responsabile del Programma Regionale di donazione organi e tessuti, Marco Sacchi. Grazie alla sinergia con AREU è oggi in grado di rivestire un ruolo operativo a supporto dei processi di donazione complessi.

E’ la Struttura Complessa Trapianti Lombardia-NITp diretta da Tullia De Feo a gestire la valutazione di compatibilità dei possibili riceventi. Dalla sede storica del Policlinico di Milano, garantisce h 24 la valutazione di idoneità e l’allocazione degli organi ai riceventi. Il tutto in comunicazione continua con il Centro Nazionale Trapianti operativo.

 

 

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