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Università, al via bando di Regione per le infrastrutture di ricerca

26 août 2025 à 14:39

A partire da martedì 26 agosto è possibile presentare la domanda di partecipazione al nuovo bando di Regione Lombardia rivolto alle università  ‘Infrastrutture di Ricerca per il Trasferimento Tecnologico’, che può contare su una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro del Programma Regionale Fesr 2021–2027. L’iniziativa punta a sostenere gli investimenti per l’ammodernamento o la creazione di infrastrutture di ricerca e innovazione degli atenei lombardi. L’obiettivo è in particolare rafforzare la collaborazione con il sistema produttivo e promuovere il trasferimento tecnologico. È il primo bando dedicato esclusivamente agli atenei che sfrutta risorse Fesr. La deadline per le candidature è il 23 ottobre 2025.

Fermi: più risorse alle università per finanziare infrastrutture di ricerca

foto generica dell'assessore Fermi che nel comunicato commenta il bando il bando sulle infrastrutture ricerca delle università

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale all’ Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi. “Questa azione – ha sottolineato – è frutto di numerose occasioni di confronto che abbiamo avuto con le università, a partire dai tour negli atenei, e con la Conferenza dei Rettori. E’ inoltre il risultato della ricognizione dei fabbisogni che abbiamo raccolto formalmente tramite una manifestazione di interesse”.

Università come centri propulsori di competitività

Per Regione Lombardia il sistema universitario costituisce, infatti, un asset strategico in termini di capacità di innovazione e di competenze. In quest’ottica il potenziamento delle infrastrutture di ricerca consente di rafforzare la competitività a livello locale, nazionale e internazionale e di rimanere all’avanguardia in un contesto di tecnologie in rapido mutamento.

Sinergia tra università e imprese

“Con questa misura – ha aggiunto Fermi – Regione Lombardia compie un passo decisivo per rafforzare il dialogo tra università e imprese, in particolare Pmi. Vogliamo che la ricerca non resti chiusa nei laboratori, ma diventi motore di sviluppo, innovazione e competitività per tutto il territorio. Per svilupparla abbiamo valorizzato i risultati molto positivi ottenuti da un’iniziativa simile del ‘Piano Lombardia’ rivolta solo alle università statali e abbiamo voluto estenderla anche a tutte le altre università non statali”.

Le infrastrutture di ricerca finanziabili dalle università

Dalle proposte preliminari degli atenei raccolte in fase di ricognizione si può avere un quadro dei progetti che potrebbero ottenere il finanziamento. Tra questi ci sono, ad esempio, laboratori per lo studio dell’invecchiamento e per la produzione di terapie avanzate; simulatori dinamici per la guida di aeromobili o per la gestione di linee manifatturiere; grandi strumentazioni per applicare le nuove scoperte nel settore dell’Intelligenza Artificiale oppure progetti dedicati alla Space Economy.

Le università destinatarie del bando sulle infrastrutture di ricerca

Il bando è rivolto alle quindici Università lombarde statali e non statali: Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Pavia, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Brescia, Università dell’Insubria, IULM, LIUC, Humanitas University, Università Vita-Salute San Raffaele, IUSS di Pavia, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Università Telematica E-Campus.

Contributi erogabili e investimento minimo

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, con un importo massimo variabile in base al regime di aiuto applicabile.

  • Fino a 3 milioni di euro (80% delle spese ammesse) in caso gli atenei non abbiano usufruito di aiuti di Stato.
  • Fino a 5 milioni di euro (50% delle spese ammesse) in applicazione del Regolamento GBER, ovvero il regolamento generale di esenzione per categoria che consente agli Stati membri dell’Unione europea di destinare importi significativi di aiuti pubblici a una vasta gamma di progetti e attività senza dover richiedere l’autorizzazione preventiva alla Commissione Europea.

I progetti finanziabili devono prevedere un investimento minimo di 500.000 euro.

Modalità di presentazione della candidatura

Le domande di partecipazione potranno essere presentate esclusivamente online sulla piattaforma regionale Bandi e Servizi fino al 23 ottobre 2025 all’indirizzo www.bandi.regione.lombardia.it.

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Tre trapianti di cuore al Papa Giovanni di Bergamo

10 juillet 2025 à 12:09

All’Ospedale Papa Giovanni XXIII sono stati effettuati tre trapianti di cuore su pazienti pediatrici: due bambini di 1 anno e mezzo e 3 anni, e una ragazzina di 15 anni. In tutti i casi, prima del trapianto, è stato utilizzato un cuore artificiale, un dispositivo meccanico che aiuta il cuore gravemente malato a pompare il sangue, garantendo la sopravvivenza in attesa di un organo compatibile da donatore.

La storia del piccolo Angelo di un anno e mezzo cresciuto in Ospedale

Il più piccolo, che chiameremo Angelo per tutelarne la privacy, ha appena un anno e mezzo ed è siciliano. Gli è stata diagnosticata una miocardiopatia dilatativa subito dopo la nascita, e il trapianto rappresentava la sua unica speranza. È molto raro riuscire ad arrivare al trapianto per questa patologia, perché quasi sempre è necessario l’impianto di un cuore artificiale a poche settimane di vita del bambino, con l’obiettivo di garantirne la sopravvivenza fino all’intervento. Angelo viene trasferito a Bergamo. Il cuore artificiale è impiantato con successo a soli due mesi di età del bambino.

Angelo seguito da un team multidisciplinare

Per 70 settimane Angelo trascorre la sua vita in Ospedale, dove impara a mangiare, pronuncia le prime parole e muove i suoi primi passi, crescendo da 3,9 a circa 10 kg al momento del trapianto, effettuato a marzo. Per tutti questi 490 giorni e per il mese successivo al trapianto fino alle dimissioni, arrivate ad aprile, Angelo viene seguito da un team multidisciplinare di medici, infermieri, anestesisti, rianimatori ed assistito da volontari delle associazioni in supporto anche alla mamma e al papà, trasferitisi a Bergamo per le cure del figlio.

Assessore Bertolaso: le storie confermano assoluta competenza del ‘Papa Giovanni’

“Le storie di cura di questi tre giovanissimi pazienti confermano l’assoluta competenza espressa dall’ospedale Papa Giovanni XXIII e dai suoi professionisti – evidenza Guido Bertolaso –. La cardiochirurgia pediatrica qui è presente dal 1973, quindi ormai da oltre mezzo secolo, e l’ospedale è uno dei centri di riferimento italiani per il trapianto di cuore pediatrico, ma l’assistenza che fornisce è eccellente in tutti i campi, come ho potuto toccare con mano in più occasioni. Proprio durante una delle visite all’ospedale ho avuto modo di incrociare personalmente il percorso di Angelo e della sua famiglia rimanendo molto toccato dalla storia di questo bambino il cui mondo per molti mesi è stato “solo” l’ospedale”.

Il ringraziamento ai donatori

“Un ospedale – ha aggiunto Bertolaso – però, fatto di persone che si sono prodigate per garantire, oltre alla migliore assistenza, anche le esperienze di vita e di gioco necessarie per dare un minimo di “normalità” a un bambino così piccolo. Ringrazio tutto il personale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII per la professionalità e per l’umanità che dimostra ogni giorno. Ad Angelo, Assan, Rosa Valentina e alle loro famiglie auguro di ritrovare pienamente la serenità che finora non hanno potuto vivere a causa della malattia. Esprimo il ringraziamento più sentito ai donatori e ai loro familiari per aver compiuto il più grande gesto di generosità: la donazione”.

personale sanitario

«È una gioia, ora che siamo fuori dall’Ospedale, vedere nostro figlio divertirsi, giocare al parco sull’altalena – raccontano i genitori di Angelo -. È stata un’emozione osservarlo quando ha visto il cielo sopra di sé per la prima volta. È una soddisfazione grande vedere i suoi progressi e la sua gioia di vivere, giorno dopo giorno. È molto curioso, ha imparato a contare. Ora è più sicuro nei suoi movimenti. Cammina libero dai tubicini e dall’attrezzatura di sostegno del cuore artificiale. In quest’ultimo anno e mezzo abbiamo capito che gli angeli sono anche qui sulla terra. Il nostro ringraziamento va al personale dell’Ospedale per come hanno saputo prendersi cura di nostro figlio e di noi in questi sedici mesi. Grazie alle associazioni Amici della Pediatria e L’Orizzonte di Lorenzo che ci hanno sostenuto giorno per giorno dandoci forza, coraggio e regalandoci sempre un sorriso”.

Il ruolo dei volontari

“Grazie al cuore grande e alla generosità dei volontari non ci siamo mai sentiti soli, pur essendo lontani dai nostri cari. Il nostro pensiero più grande va ai genitori del bambino che non c’è più. Nel momento più difficile, hanno fatto una scelta di straordinaria generosità. Non smetteremo mai di ringraziarli. A nostro figlio hanno donato la vita. Lui ora vivrà per due».

A Bergamo in un mese altri due trapianti di cuore su bambini, grazie al cuore artificiale

Tre settimane dopo Angelo viene trapiantato Assan (il nome è di fantasia), un bambino di 3 anni. Anche Assan soffre di cardiomiopatia dilatativa. Ricoverato a fine ottobre, gli vengono impiantati un cuore artificiale e un dispositivo di assistenza ventricolare destra. L’ultimo giorno del 2024 Assan viene trasferito dalla terapia intensiva al reparto di degenza dedicato ai bambini con cardiopatie. Qui rimane, in lista di attesa di un cuore da donatore, che arriva dopo circa tre mesi. A metà maggio Assan torna finalmente a casa, in un’altra provincia della Lombardia, e continua i controlli periodici a Bergamo.

Per Rosa Valentina (anche per lei il nome è di fantasia), una ragazza quindicenne che ha dovuto trasferirsi in Italia dal Centroamerica, raggiungendo suo padre in cerca di cure salvavita, la disponibilità del cuore da trapiantare arriva a 30 giorni dal trapianto di Angelo. Nel paese dove lei viveva con la madre, per la cardiopatia congenita della ragazzina non esisteva una cura. Dopo un primo intervento chirurgico convenzionale che non ha fermato la malattia, a fine marzo le viene impiantato il cuore artificiale, che le ha permesso di attendere fino al trapianto, grazie all’arrivo del cuore da un donatore compatibile. Rosa Valentina si trova ancora in ospedale, in buone condizioni e in fase di recupero.

Trapianto cuore Bergamo, Amedeo Terzi (Asst Papa Giovanni Bergamo): salvate tre vite

“È una situazione estremamente rara – spiega Amedeo Terzi, direttore del programma trapianti cardiaci ASST Papa Giovanni XXIII –. Avere a disposizione tre cuori per pazienti pediatrici in così breve tempo è un evento eccezionale. Per questo l’utilizzo di sistemi di supporto meccanico al cuore malato che permettono di guadagnare tempo per attendere il trapianto è fondamentale. La gestione di questi pazienti è un impegno che solo poche strutture, e tra queste il Papa Giovanni, possono affrontare. La nostra organizzazione ha permesso di eseguire con successo questi interventi, salvando vite che altrimenti sarebbero state segnate. Episodi come questo sottolineano l’importanza fondamentale della cultura della donazione degli organi, che offre una speranza concreta anche ai pazienti più piccoli».

Francesco Locati (direttore generale ASST Papa Giovanni Bergamo):competenza e della professionalità di intere aree e discipline dell’Ospedale

“Risultati come questi sono il frutto di una adeguata dotazione tecnologica, ma soprattutto della competenza e della professionalità di intere aree e discipline dell’Ospedale – commenta Francesco Locati, direttore generale ASST Papa Giovanni XXIII -. Su questi casi sono stati impegnati tutto il Dipartimento cardiovascolare, dall’area medico-diagnostica, passando per quella chirurgica fino a quella trapiantologica, così come le specialità di Anestesia e Rianimazione, la Radiodiagnostica, il Coordinamento trapianti e donazioni, insieme a tutte le componenti infermieristiche e ai volontari delle associazioni. Centinaia di professionisti che, ognuno nel proprio ruolo, contribuiscono a dare un grande valore a un gesto di straordinaria generosità, come quello della donazione degli organi. Oggi proseguiamo nel solco tracciato da un pioniere della cardiochirurgia pediatrica italiana, il professor Lucio Parenzan che ha dato rilievo internazionale all’Ospedale di Bergamo, e di cui lo scorso anno abbiamo celebrato il centenario della nascita”.

 

 

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Romagna, le meraviglie acquatiche di Premilcuore: le Grotte urlanti e la Cascata della sega

5 juin 2025 à 17:34

Se ci fosse un classifica dei luoghi italiani dai nomi più romantici ed evocativi, Premilcuore certamente avrebbe un posto in diritto nella top 10.

Si tratta di un piccolo borgo ben al di sotto dei mille abitanti sperduto tra i boschi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, sul versante romagnolo della catena appenninica, non lontano dal confine con la Toscana. Posto a circa 500 metri di altitudine, è attraversato dal fiume Rabbi, corso d’acqua che nasce dai 1600 metri del monte Falco, la cima più alta dell’Appennino tosco-romagnolo, e dopo aver attraversato Premilcuore prosegue fino a gettarsi nel fiume Montone a Forlì.

Nelle immediate vicinanze del paese il Rabbi ha, nel corso dei secoli, scavato la roccia per realizzare due veri e propri meraviglie naturali: le Grotte urlanti e la Cascata della sega, tra le più spettacolari della Romagna.

Presso la frazione di Giumella, infatti, il fiume ha scavato la roccia in maniera peculiare. Il suo corso affronta una cascata all’interno di una grotta, dove forma due piscine naturali gemelle quasi perfettamente circolari, prima di proseguire il suo corso verso Premilcuore. Il fragore della cascata nel periodo invernale, quando la portata del Rabbi è maggiore, crea degli effetti sonori nella grotta che sono stati paragonati a urla, dando così l’appellativo di Grotte urlanti alle cavità.

Poco più a valle la Cascata della sega è uno scenografico doppio salto del fiume in una grande piscina naturale, un luogo perfetto per un tuffo rinfrescante e adrenalinico nel cuore dell’estate.

Come arrivare alle Grotte urlanti

Le Grotte urlanti di Premilcuore, in Romagna
Fonte: Lorenzo Calamai
Alla scoperta delle Grotte urlanti

Da Premilcuore si segue la Strada provinciale 9ter in direzione di Castel dell’Alpe e Fiumicello. Dopo appena un paio di chilometri si trova uno spiazzo sterrato sulla sinistra, in corrispondenza del cartello che indica l’inizio della frazione di Giumella. In questo luogo si può lasciare l’auto, e dalle immediate vicinanze un sentiero scende a destra verso un bucolico ponte in pietra che attraversa il fiume.

Prima del ponte, sulla destra, si può scendere lungo il prato per affacciarsi da sopra alla cavità delle grotte; a sinistra, invece, si scende ulteriormente per arrivare sul letto del fiume e visitare le Grotte urlanti.

Si tratta di un luogo davvero unico: il nome di Grotte urlanti deriva dal fatto che all’interno di questa notevole cavità scavata nella pietra dal fiume Rabbi nel corso dei millenni, lo scroscio dell’acqua, quando la portata è discreta, diventa quasi assordante, rimbombando contro le pareti della grotta.

Addentrandosi nella grotta, una prima piscina di acqua trasparente fa da anticamera a una seconda marmitta, nella quale si getta la cascata che arriva direttamente dal livello superiore del terreno. Uno scenario straordinario che riporta alla mente la forza brutale e primordiale degli elementi naturali.

Proprio questa eccezionalità del luogo conferisce un’atmosfera particolare ai lunghi pomeriggi estivi che tanti e tante giovani scelgono di passare sulla riva del fiume, tra qualche amaca tesa fra i radi alberi a poca distanza dal letto del fiume, gli asciugamani stesi un po’ più a valle delle grotte, chi si siede in contemplazione sui gradini rocciosi all’ingresso delle stesse.

Il Ponte Nuovo di Premilcuore sul fiume Rabbi, Grotte urlanti
Fonte: Lorenzo Calamai
Le Grotte urlanti si nascondono sotto il ponte sul fiume

Se si attraversa il ponte incrociato prima di scendere sul greto del fiume si incontra un sentiero che collega le Grotte urlanti alla Cascata della sega e questa, attraverso una strada asfaltata, direttamente con Premilcuore. Le Grotte sono dunque raggiungibili anche a piedi e il percorso dal paese è poco più lungo di due chilometri, per circa mezz’ora di camminata.

Come arrivare alla Cascata della sega

La Cascata della sega si può raggiungere sia da Premilcuore che dalle Grotte urlanti tramite il sentiero che collega i tre luoghi. Avvicinarsi con l’auto non è consigliabile: l’unica strada che arriva vicino all’attrazione naturale è quella che porta all’Agriturismo Ridolla, e non c’è spazio per il parcheggio.

Sul sentiero si incontra uno piccolo corso d’acqua, un fosso che scorre in maniera perpendicolare al sentiero. Si deve seguire l’apposita indicazione per raggiungere lo spazio adiacente alla cascata. Per scendere al cospetto della stessa e alla grande piscina naturale ai suoi piedi si deve percorrere il camminamento in cemento che costeggia le pareti di un vecchio mulino.

Tuffo alla Cascata della Sega di Premilcuore in Romagna
Fonte: Lorenzo Calamai
Tuffo alla Cascata della sega

In questo luogo il lavorio continuo di acqua e vento ha modellato la roccia, dando vita a una spettacolare cascata biforcuta e ad una polla di acqua smeraldina davvero molto profonda. Qui il tuffo è d’obbligo: dalla cima del salto sono quattro o cinque i metri da percorrere in aria prima di essere inghiottiti dalla rigenerante acqua del Rabbi, una bella scarica di adrenalina da sublimare prendendo il sole sulle rocce circostanti.

A monte della Cascata della sega il letto del fiume è ampio, l’acqua bassa e la corrente tranquilla. Ampi massi piatti corredano il contesto: ci sono ampi spazi per potersi sistemare e rilassarsi con il rumore dello scorrere dell’acqua come colonna sonora.

Premilcuore e dintorni, cosa fare e cosa vedere

Premilcuore e il fiume Rabbi, in Romagna
Fonte: iStock
Vista su Premilcuore e sul fiume Rabbi

Premilcuore nasce come villaggio medievale aggregato attorno a un fortilizio difensivo, uno dei tanti castelli che punteggiavano l’Italia in epoca altomedievale. Passato di mano in mano durante le tante guerre tra le signorie italiane, fu a lungo sotto il dominio di Firenze e vi rimase poi a lungo, fino al secolo scorso: solo nel 1923, per mano della dittatura fascista, il paese passò a far parte dell’Emilia Romagna.

Ancora oggi il suo retaggio medievale riemerge nei vicoli lastricati e nei dettagli architettonici del centro storico, dove ancora fa bella mostra di sé una suggestiva (e debitamente riedificata) torre dell’orologio. Merita una visita la pieve di San Martino all’Oppio, sulla sponda opposta del Rabbi rispetto al centro: una chiesa tardo rinascimentale decorata da belle pale d’altare.

Il borgo ospita inoltre il Centro visite del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ed è circondato da un’ampia rete sentieristica che permette di esplorare le splendide montagne ricoperte di boschi nel quale è immerso. Tra i percorsi vale la pena citare le escursioni che portano a visitare i mulini ad acqua Mengozzi e Biondi, che sono ancora oggi attivi e possono essere visitati.

Proprio questa dimensione turistica in tono minore conferisce a Premilcuore un’aura particolare: un paese ameno, rurale e montano, immerso in una natura potente e con un’atmosfera vagamente malinconica, tipica di quei luoghi che un tempo hanno avuto mire di diventare destinazione vacanziera, ma che poi sono stati accantonati da un mondo che va sempre più veloce e sempre più lontano. Un mondo che si dimentica della piccola bellezza che si può trovare tra le pieghe delle proprie colline, delle proprie montagne, dove ritrovare la lentezza ideale a vivere la vita con pienezza sensoriale.

Lombardia protagonista nella lotta ai rischi cardiovascolari femminili

29 avril 2025 à 16:35

Regione Lombardia si conferma un modello di eccellenza nella promozione della salute femminile, in particolare del cuore delle donne, grazie a iniziative come lo studio ‘A Call for Women’ coordinato dalla dottoressa Serenella Castelvecchio, responsabile del Programma di Prevenzione Cardiovascolare e Medicina di Genere dell’IRCCS Policlinico San Donato, che da anni si batte per promuovere la prevenzione cardiovascolare al femminile. Con il coinvolgimento di oltre 3.500 donne lombarde, la Regione ha saputo valorizzare il proprio tessuto sociale, economico e sanitario per indagare a fondo la consapevolezza sui rischi cardiovascolari, spesso sottovalutati dall’universo femminile. Il sostegno istituzionale e la collaborazione tra enti di ricerca, ospedali e associazioni dimostrano come la Lombardia sia all’avanguardia nel mettere la prevenzione al centro delle proprie politiche sanitarie, offrendo un esempio concreto e replicabile anche a livello nazionale.

Oltre 3.500 donne lombarde coinvolte e più del 64% delle partecipanti non sa che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte tra le donne.

L’indagine ‘A Call for Women’ dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano

policlinico san donato

Lo studio, appena pubblicato sullo European Journal of Preventive Cardiology, si è focalizzato sulla Lombardia, avvalendosi delle caratteristiche demografiche ed economiche uniche della Regione, quali l’elevato numero di abitanti, la vasta rete di strutture scolastiche e universitarie e il più alto prodotto interno lordo regionale.

personale sanitario

Coinvolte 3.537 donne, con un’età media di 48 anni, caratterizzate da abitudini alimentari poco salutari

L’indagine osservazionale trasversale ha coinvolto, per la precisione, 3.537 donne (response rate = 64.3%), con un’età media di 48 anni, generalmente caratterizzate da abitudini alimentari poco salutari, scarsa propensione all’attività fisica (PA), ma basso consumo di tabacco e alcol. La consapevolezza è stata indagata chiedendo alle donne quale fosse la principale causa di morte nella popolazione femminile tra malattie cardiovascolari, tumori, violenza e altro: complessivamente, poco più del 35% ha indicato le malattie cardiovascolari come prima causa, mentre circa il 42% ha attribuito – erroneamente – questo primato ai tumori.

Tre gruppi di donne

Attraverso una cluster analysis, lo studio ha identificato tre gruppi distinti di donne, ognuno con caratteristiche e bisogni specifici. Nel dettaglio, i tre cluster analizzati:
• Cluster 1 (età media 53 anni), con un buon livello di istruzione e discreto tasso di occupazione. Le più attive fisicamente, la maggior parte di loro ha un indice di massa corporea (BMI) normale e almeno una patologia, tra cui ipertensione e ipercolesterolemia, che potrebbe spiegare una maggiore consapevolezza (38%).
• Cluster 2 (età media 62 anni), prevalentemente in menopausa, con livello di istruzione più basso, spesso in pensione. Mostrano un BMI più alto e un elevato carico di malattie croniche. È la fascia che maggiormente si affida al medico di famiglia per informazioni sanitarie (36,1%).
• Cluster 3 (età media 38 anni), con il più alto livello di istruzione e tasso di occupazione. Registrano, coerentemente con l’età, il miglior stato di salute generale, ma assumono comportamenti a rischio: il 19,3% fuma, il 29,8% non pratica attività fisica, il 38,6% la pratica solo occasionalmente. La bassa consapevolezza (33,2%) rende urgenti campagne preventive mirate per le fasce più giovani.

Le conclusioni dello studio

La maggioranza delle donne che hanno partecipato allo studio – per la precisione il 64,4% di loro (in termini assoluti, 2.238 donne) -, non ha un’adeguata consapevolezza del rischio cardiovascolare. Nello specifico, tutti i gruppi analizzati presentano bassa consapevolezza sulle malattie cardiovascolari, ma evidenziano stili di vita e dati sociodemografici e sanitari molto differenti, che finora non sono mai stati sfruttati per segmentare efficacemente la popolazione e supportare campagne di educazione diversificate che raggiungano tutte le fasce di età nei diversi ambiti sociali, culturali e professionali. L’indagine sottolinea la necessità di superare l’approccio ‘one size fits all’, per progettare,  invece, interventi personalizzati di prevenzione e, quindi, più efficaci. «I dati mostrano con chiarezza che la prevenzione al femminile deve diventare personalizzata, modulata sull’età, sul contesto socioeconomico e sul vissuto clinico delle donne – spiega la dottoressa Serenella Castelvecchio, responsabile del Programma di Prevenzione Cardiovascolare e Medicina di Genere dell’IRCCS Policlinico San Donato –.

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte a livello mondiale

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte a livello mondiale, in particolare tra le donne. Nell’Unione Europea, sono responsabili del 54% dei decessi nel genere femminile e del 43%, in quello maschile, percentuali che in Italia si assestano al 37.7% per le donne e 31.7% per gli uomini (dati ISTAT Giugno 2024). Per affrontare questa emergenza, non possiamo più parlare alle donne come a un gruppo omogeneo.
Serve un nuovo approccio, su misura. Lo studio rappresenta una fotografia dello stato di consapevolezza delle donne in Lombardia, ma offre spunti concreti per tutta l’Italia: ‘education, empowerment e awareness’ sono le tre parole chiave per campagne mirate e per una rete di prevenzione che parta da dati reali e dai bisogni specifici delle donne».

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Epifania a Palazzo Lombardia con 3 film cult di Renato Pozzetto

2 janvier 2025 à 14:53

Concludere in allegria le festività natalizie, con la possibilità di assistere gratuitamente, lunedì 6 gennaio 2025, giorno dell’Epifania, a Palazzo Lombardia, a tre film cult del grande attore lombardo Renato Pozzetto.

Epifania a Palazzo Lombardia, bis dell’omaggio a Renato Pozzetto

Dopo il grande successo dello scorso 19 dicembre al Teatro Lirico di Milano, Regione Lombardia, su iniziativa del presidente Attilio Fontana e dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, in accordo con il direttore del Lirico Matteo Forte, in occasione dell’Epifania, ha deciso, di riproporre l’evento ‘Omaggio a Pozzetto’. Ovvero una giornata dedicata al grande Renato.

“Una bella occasione – sottolinea il presidente Attilio Fontana sui suoi social – per chiudere al meglio le festività natalizie. Non potete mancare”.

Caruso: una giornata-tributo

omaggio a Pozzetto“Una giornata – spiega l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso – giustamente dedicata al grande attore lombardo dopo il successo dell’evento proposto insieme al Teatro Lirico di Milano lo scorso 19 dicembre”.

“È giusto celebrare la straordinaria carriera di Renato – spiega Matteo Forte, direttore del Teatro Lirico – per esaltarne il talento e ringraziarlo per i momenti indimenticabili che ha saputo regalarci”.

A partire dalle ore 14 e per tutto il pomeriggio, all’Auditorium Testori di piazza Città di Lombardia, verranno proiettati i film: ‘È arrivato mio fratello’, ‘Un povero ricco’ e ‘Il ragazzo di campagna’.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria al link https://cinemapalazzolombardia.com/proiezioni/

Pista di pattinaggio e Belvedere: numeri record

Intanto, anche le altre iniziative proposte da Palazzo Lombardia per le festività, stanno facendo registrare numeri da record. Dall’inaugurazione della pista, avvenuta il 3 dicembre, a oggi, sono stati oltre 23.000 i pattinatori che si sono ‘esibiti’ sul ghiaccio di piazza Città di Lombardia, con affluenza da ‘tutto esaurito’ in alcune date precedenti la fine del 2024. Oltre 11.000 i visitatori al 39° piano di Palazzo Lombardia: dall’altezza di 161 metri si possono immortalare panorami unici e apprezzare le nuove installazioni dell’artista Pietro Terzini.

Indispensabile la prenotazione sul sito dedicato www.eventi.regione.lombardia.it per salire al Belvedere, dalle ore 10 alle ore 18, nei giorni sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 gennaio 2025.

Mostra ‘Arte nel cuore’

Aperta fino all’Epifania la mostra gratuita ‘Arte nel cuore’, presso lo Spazio IsolaSET in piazza Città di Lombardia. Si può visitare tutti i giorni dalle 11 alle 19.

L’allestimento propone un viaggio nella Pop Art, dal design alla moda, che invita  a riscoprire la meraviglia del pensiero e dell’immaginazione. In particolare, sono esposte dieci opere di Andy Warhol, tra cui la famosa ‘Marilyn’, e cinque opere di Cai Wanlin, considerato tra i migliori artisti cinesi contemporanei. Numerosi inoltre i pezzi di design, arte e moda.

Fontana: rinnoviamo tradizione e successo tra i cittadini

“La tradizione natalizia nella nostra piazza e nei nostri spazi – spiega il presidente Attilio Fontana – si rinnova anche quest’anno”. “Numerose le attività che coinvolgono e coinvolgeranno grandi e piccini – aggiunge Fontana – in un’atmosfera di grande festa fino all’Epifania”.

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Trapiantati 7 organi nuovi in 24 ore all’Ospedale Niguarda di Milano

22 novembre 2024 à 12:24

E’ stata una vera e propria ‘staffetta per la vita‘ quella che ha visto protagonista l’Ospedale Niguarda di Milano. In un singolo giorno diverse equipe di chirurghi hanno trapiantato in successione 3 cuori, 3 fegati e 1 rene su 7 diversi pazienti. Le sale operatorie hanno lavorato non-stop per oltre 24 ore consecutive. Gli specialisti della Cardiochirurgia e della Chirurgia Generale e dei Trapianti si sono avvicendati in una vera e propria maratona. Una situazione che segna un primato a livello italiano e che conferma Niguarda come centro di riferimento internazionale per l’attività trapiantologica.

Ogni anno effettuiamo 400 trapianti d’organo

“Ogni anno effettuiamo 400 trapianti d’organo – spiega Alberto Zoli, direttore generale dell’Ospedale Niguarda di Milano -: significa che in media ne viene fatto uno al giorno, festivi compresi. E questo dato, da solo, ci colloca già al vertice per numero di interventi a livello italiano. Essere in grado di trapiantare in successione 7 diversi organi nell’arco di una singola giornata è invece qualcosa di straordinario, possibile solo in un Ospedale capace di affrontare le più grandi complessità. Ogni singolo intervento ha bisogno di un grande sforzo logistico, organizzativo, chirurgico e clinico, e coinvolge diverse decine di persone. Tutto ciò è quindi realizzabile solo con le giuste professionalità e con un grande lavoro di squadra. Ancora una volta Niguarda ha saputo valorizzare la donazione degli organi in modo da dare ai pazienti una nuova speranza di vita”.

Il racconto del 7 trapianti del 19 novembre 2024

La giornata record è iniziata alle 6.35 del 19 novembre. In pratica quando è partito il primo trapianto di fegato, e si è conclusa nella mattinata successiva, quando è terminato il trapianto di rene. In mezzo, in sale operatorie adiacenti sono stati trapiantati altri 2 fegati e 3 cuori, per un totale di 7 organi su 7 diversi pazienti.
“Due di questi interventi – racconta Andrea Lauterio, direttore facente funzione della Chirurgia Generale e dei Trapianti dell’Ospedale Niguarda di Milano – hanno avuto ulteriori elementi straordinari. Uno di questi trapianti è stato infatti possibile grazie all’utilizzo di un organo prelevato da un donatore pediatrico, poi trapiantato in un ricevente adulto. Una situazione senz’altro peculiare, che è stata resa possibile grazie alla grande esperienza del nostro centro e alla piena compatibilità tra donatore e ricevente. Nelle stesse ore un altro paziente con insufficienza renale cronica allo stadio terminale e in emodialisi è stato sottoposto a trapianto di rene, quest’ultimo prelevato da un donatore a cuore fermo, definito DCD. Tutti gli organi sono stati conservati e preservati grazie a speciali macchine da perfusione, il che ci ha permesso di mantenere la loro piena funzionalità fino all’inizio dei vari interventi chirurgici e al loro trapianto”.

trapianto cuore fermo

I 3 diversi trapianti di cuore in successione

Nel frattempo, nel corso delle stesse 24 ore, Claudio Russo e i suoi cardiochirurghi affrontavano nelle sale operatorie adiacenti 3 diversi trapianti di cuore in successione. Anche uno di questi tre organi donati proveniva da un donatore a cuore fermo. “Il primo paziente – spiega Russo, direttore della Cardiochirurgia e Trapianto del Cuore dell’Ospedale Niguarda di Milano – era in lista d’attesa a causa di una patologia valvolare e una cardiomiopatia che aveva progressivamente compromesso le sue funzioni cardiache. Il secondo paziente aveva invece avuto danni estesi in seguito a un infarto. Il terzo aveva una cardiomiopatia primitiva che portava il suo cuore a perdere sempre più forza, e che lo ha costretto a un lungo ricovero in Unità Coronarica. Tutti loro hanno trovato un cuore nuovo nello stesso giorno. Per ciascuno di loro ciò ha significato una nuova speranza per delle patologie che non avevano altre possibilità di cura”.

Le equipe chirurgiche, anestesiologiche e infermieristiche

Tutti e 7 i trapianti sono stati resi possibili dalle equipe chirurgiche, anestesiologiche e infermieristiche, così come dagli operatori sanitari e tecnici. Ma anche dai numerosi specialisti che hanno seguito il percorso di ricovero e cura di ogni paziente. Una vera e propria ottica multidisciplinare: epatologi, cardiologi, nefrologi, oncologi, radiologi e anatomopatologi.

Sanità Direttori generali

I trapianti a Niguarda: una storia iniziata nel 1972

L’Ospedale Niguarda di Milano è uno dei pochi centri in Lombardia e in Italia ad effettuare trapianti per quasi tutti gli organi: cuore, polmone, pancreas, rene, fegato, senza dimenticare i trapianti di tessuti e cellule (come ad esempio isole pancreatiche, cornee, pelle, cartilagine e midollo osseo).

Oltre 3.000 trapianti di rene, 140 di pancreas e 2.600 trapianti di fegato

Dal 1972 ad oggi effettuati oltre 3.000 trapianti di rene, 140 di pancreas e 2.600 trapianti di fegato di cui 125 da donatore vivente. Tutto questo ha reso Niguarda un centro di riferimento assoluto per l’attività trapiantologica nazionale. L’Ospedale ha raggiunto alcuni record significativi in questo campo. Ha eseguito infatti nel 2001 il primo trapianto di fegato da donatore vivente in Italia. Così come il primo trapianto combinato fegato-pancreas solo pochi anni dopo.

La sperimentazione delle macchine da perfusione

Inoltre ha acquisito una posizione di rilievo a livello internazionale nell’utilizzo e nella sperimentazione delle macchine da perfusione nel trapianto degli organi. E  questo ha consentito nel 2015 di eseguire, per primi al mondo, un trapianto di fegato da donatore a cuore fermo (DCD). Un fattore che ha aperto la strada ad una nuova fonte di organi, e che ha consentito di incrementare le donazioni di fegato del 25%. L’Ospedale è dotato inoltre di una Banca della Pelle, laboratorio specializzato nell’ingegnerizzazione di cute e cartilagine per interventi ricostruttivi. Una vera e propria “banca” dei tessuti in grado di sostenere il fabbisogno interno e rifornire altre strutture nazionali ed internazionali.

 

 

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Beccalli nominata rettrice della Cattolica, Fontana: donna di grande valore

Par : Marco Dozio
20 juin 2024 à 18:56

“Mi complimento con la professoressa Elena Beccalli per la nomina a rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. È donna tenace, estremamene preparata e dal grande spessore culturale: sono convinto che saprà onorare al meglio un ruolo di straordinaria importanza per il mondo universitario e in generale per la nostra società. Regione Lombardia è pronta a proseguire e rafforzare le interlocuzioni e la collaborazione con l’Ateneo”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commentando la nomina di Elena Beccalli, prima donna a ricoprire questo incarico nella storia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

“Sono lieto di rilevare come sempre più donne stiano assumendo la guida di Atenei prestigiosi – ha aggiunto Fontana – un elemento questo da valutare positivamente, anche considerando il pragmatismo, la competenza e la concretezza che sono in grado di esprimere”.

“Un pensiero infine – ha concluso Fontana – per il predecessore, il rettore Franco Anelli: il ricordo del suo operato resterà sempre nel nostro cuore e nella nostra memoria”.

(in evidenza foto Ansa)

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Cuore e prevenzione, il 54% degli italiani ritiene di non essere a rischio

14 juin 2024 à 17:24

Il 54%*degli italiani ritiene di non essere a rischio: al contrario, le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte sia in Italia (30,8%**) sia in Europa***. Anche nel continente, infatti, pesano per il 32%seguite da quelle oncologiche (22%).

Solo un italiano su due dichiara di fare ‘qualcosa’ per la prevenzione cardiovascolare (e solo 1 su 10 ritiene di fare ‘molto’), concentrandosi sull’alimentazione (50%), sul movimento e sull’attività fisica (39%). A effettuare controlli ed esami medici regolari è il 18%. Solo l’11% dichiara d’impegnarsi a ridurre il fumo. Gli ostacoli che rallentano le azioni preventive sono molteplici. Si va dalla modifica dello stile di vita (39%), alla scarsa consapevolezza del rischio (33%). Ed ancora mancanza di informazioni su cosa fare per la prevenzione (27%) e scarsa comunicazione e supporto da parte del medico (21%)****.

Consapevole di questa urgente necessità, il Parlamento ha approvato un emendamento alla legge di Bilancio 2023. Riguarda lo stanziamento di fondi del Ministero della Salute pari a 20 milioni di euro per il quadriennio 2023-2026 di un progetto previsto dal PNRR. Finanziato quindi “Al cuore della prevenzione –  approcci integrati per una prevenzione cardiovascolare di precisione personalizzata: lo studio CVRISK-IT”. Si tratta di una importante iniziativa promossa sul tema delle malattie cardiache nel nostro Paese. I dettagli dello studio, quadriennale, fortemente innovativo, sono stati illustrati alla Camera dei deputati in una conferenza stampa promossa dalla Rete Cardiologica IRCCS alla quale aderiscono 20  Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (retecardiologica.it).

In tutto 17 Irccs partecipano allo studio: 11 sono lombardi

Tra i 17 Irccs che partecipano allo studio 11 sono lombardi:  Policlinico San Donato (capofila), Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Centro Cardiologico Monzino, Fondazione Policlinico San Matteo, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Istituto Clinico Humanitas, Istituto Nazionale di Riposo e Cure per Anziani – INRCA, Istituto Mediterraneo per i trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT), Istituti Clinici Scientifici Maugeri S.p.A. Società Benefit, Istituto Auxologico Italiano, Multimedica, Istituto Neurologico Mediterraneo NEUROMED, Fondazione Cà Granda – Ospedale Maggiore Policlinico, Ospedale Policlinico San Martino, Ospedale San Raffaele, San Raffaele Roma, SDN Istituto di Ricerca Diagnostica e Nucleare

Obiettivo progetto 

L’obiettivo principale del progetto è valutare l’efficacia di una modifica al paradigma valutativo di prevenzione sin qui adottato. Gli attuali modelli algoritmici di previsione si basano infatti su fattori individuali: età, sesso, abitudine al fumo, pressione arteriosa e livelli di colesterolo. Sfugge a questi preziosi indicatori predittivi una zona grigia in cui il pericolo di malattia cardiovascolare, pur presente, non è ancora elevato. Le linee guida cliniche raccomandano di considerare ulteriori elementi di stima detti “modificatori del rischio”. Sebbene l’effettivo beneficio del loro “ingresso” nella pratica valutativa non sia ancora confortato da informazioni definitive. Il progetto della Rete Cardiologica fornirà le risposte ai quesiti mancanti introducendo nel trial tre modificatori di rischio. Intanto la componente ereditaria, la presenza e la quantità di calcio coronarico e l’analisi dell’arteria carotidea per rilevare eventuali segni di danno d’organo subclinico. Conoscere meglio questi ulteriori fattori modificanti dovrebbe consentire, ritengono i ricercatori di CVRISK-IT, di intervenire con maggiore personalizzazione. Ed anche determinare una migliore aderenza alle prescrizioni, di modificare lo stile di vita e di attivare trattamenti specifici.

Previsto il reclutamento di 30 mila individui sani di età compresa tra 40 e 80 anni

Lo studio di intervento, randomizzato, controllato e diviso in due fasi, ha caratteristiche di unicità anche sotto il profilo dimensionale. Grazie al contributo di istituzioni, centri di assistenza primaria, agenzie governative e organizzazioni di volontariato coordinate dalla Rete, dopo il passaggio autorizzativo ai Comitati Etici degli IRCCS (Hub) e delle altre strutture coinvolte, prevalentemente ospedali (Spoke), è infatti previsto il reclutamento di 30 mila individui sani di età compresa tra 40 e 80 anni, senza precedenti di cardiovascular disease (CVD) o diabete di tipo 2. Questo primo campione sarà sottoposto a valutazioni a 12 mesi in base ai più avanzati modelli di predizione del rischio cardiovascolare. I soggetti ai quali sarà diagnosticato un rischio“molto alto” saranno sottoposti al trattamento raccomandato dalle linee guida. Gli altri, invece – con rischio “da basso a moderato” o “alto”, saranno randomicamente avviati ai tre nuovi approcci metodologici. In seguito, riceveranno informazioni specifiche e consulenze personalizzate su come condurre uno stile di vita sano, basate sul profilo di rischio cardiovascolare stimato.

Gli esiti del trial offriranno a operatori sanitari e responsabili delle politiche sanitarie gli strumenti per una migliore identificazione delle malattie cardiovascolari. Ed anche per l’innalzamento dell’efficacia dei livelli di prevenzione e per la formulazione di protocolli di gestione sempre più adeguati.

Gli altri target di progetto 

Anzitutto, con la creazione di una piattaforma sicura, trasparente ed etica, allineata con le normative nazionali italiane sulla privacy e con le leggi europee, quello di sviluppare un modello innovativo e ripetibile di interazione con le persone arruolate. CVRISK-IT, il database e la biobanca “diffusa” della Rete Cardiologica, arricchiti dai numerosi dati provenienti dallo studio, saranno utili a future indagini sui determinanti di salute e sui meccanismi alla base delle malattie croniche nella popolazione italiana. Infine, affinché la consapevolezza del rischio cardiovascolare possa aumentare notevolmente rispetto a quel preoccupante 54%, sarà proposta una strategia di comunicazione e divulgazione, rivolta a molteplici target. L’universo dei soggetti potenzialmente arruolabili e reclutati, i medici esterni e gli operatori sanitari. Nonché gli attori dell’ecosistema cardiovascolare, le istituzioni e l’opinione pubblica. L’auspicio è un impatto diretto sulle pratiche sanitarie col conseguente miglioramento della vita di molti.

* IQVIA perFondazione Italiana per il Cuore (2023) | ** ISTAT 2021 | *** EUROSTAT 2021 |**** IQVIA per Fondazione Italiana per il Cuore (2023)

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Oratori, Magoni: presidio di riferimento e confronto per gli adolescenti

31 janvier 2024 à 17:27

Il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, Lara Magoni, è intervenuto alla presentazione de ‘Il posto degli oratori – Una mappa delle proposte educative e ricreative per gli adolescenti di Milano‘. Uno studio qualitativo e quantitativo che offre una panoramica sulle proposte formative offerte dai 146 oratori presenti nei 12 decanati della città.

Oratori e adolescenti in Lombardia

“La rete degli oratori milanesi – ha detto Magoni – rappresenta un punto di riferimento nella diffusione dei valori positivi e formativi per i nostri giovani. Grazie alla loro capillarità, all’esperienza acquisita negli anni, la rete degli oratori costituisce un presidio indispensabile per l’accoglienza delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Un luogo sicuro e aperto, che favorisce l’incontro, offre proposte educative, progetti di aggregazione e confronto, con grande attenzione alle situazioni di maggiore fragilità”.

La ricerca, promossa dalla Fom (Fondazione Oratori Milanesi) e dalla Fondazione Ambrosianeum, è stata realizzata tra maggio 2022 e gennaio 2023, da docenti e ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e del Politecnico.

Magoni: sostenere gli oratori è promuovere protagonismo dei ragazzi

“Sostenere gli oratori lombardi – ha aggiunto Magoni – si inserisce puntualmente nel solco tracciato dalla Legge regionale ‘La Lombardia è dei giovani’. La sua prospettiva è promuovere, attraverso le reti dei soggetti preposti e qualificati, il protagonismo di ragazzi e ragazze. Perché siano sempre più ingaggiati e coinvolti nella vita delle loro comunità”.

Dallo studio emerge invece la distribuzione fitta e capillare degli oratori all’interno del comune di Milano. Una rete capace di offrire un servizio di prossimità, accessibile a piedi in 5-10 minuti in ogni quartiere. Gli oratori sono, quindi, in grado di garantire potenzialmente una copertura estesa e diffusa del territorio milanese. Rappresentando, soprattutto in alcune aree della città, uno dei pochi centri di aggregazione giovanile e un punto di riferimento e inclusione sociale.

‘Giovani in cammino’, l’intervento regionale

Anche per la stagione 2023/24 la Giunta regionale della Lombardia ha approvato il progetto ‘Giovani in cammino’. Realizzata da Regione Lombardia e ODL – Oratori Diocesi Lombarde, l’iniziativa promuove l’inserimento di ragazzi delle proprie comunità locali negli oratori, grazie anche al coinvolgimento di giovani animatori. Lo stanziamento è stato di 720.000 euro, di cui 480.000 euro di fondi regionali e 240.000 a carico di Oratori delle Diocesi Lombarde.

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Al Niguarda di Milano il primo cuore artificiale impiantato in Lombardia

15 janvier 2024 à 15:44

Un cuore artificiale, munito di valvole biologiche, che va a sostituire totalmente il cuore con funzioni molto vicine a quelle fisiologiche. Sono le caratteristiche del device impiantato per la prima volta in Lombardia a Niguarda nei giorni scorsi. Il cuore artificiale di ultima generazione è stato utilizzato per trattare un paziente affetto da grave scompenso cardiaco con disfunzione del ventricolo sinistro e destro, da diversi mesi in attesa per un trapianto di cuore. L’intervento è stato effettuato con successo dall’équipe della Cardiochirurgia e Trapianto di cuore, diretta da Claudio Russo, e supportata dallo staff dell’Anestesia e Rianimazione Cardiotoracovascolare, diretto da Michele Mondino. Il nuovo device consentirà al paziente di affrontare con una migliore qualità di vita il periodo d’attesa in vista del trapianto cardiaco.

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Il cuore artificiale impiantato in Lombardia sostituisce totalmente il cuore nativo

Il cuore artificiale di nuova generazione sostituisce totalmente il cuore nativo, che viene rimosso con un intervento cardiochirurgico in circolazione extracorporea. Il nuovo device si compone di una camera ventricolare sinistra ed una ventricolare destra. Questa configurazione lo differenzia dai sistemi di assistenza utilizzati normalmente, i cosiddetti VAD (Ventricular Assist Device),  che risultano essere pompe a turbine miniaturizzate in grado di fornire un flusso sanguigno di tipo continuo (costante, senza una sistole e una diastole), con funzione di supporto pressoché esclusivo ventricolo sinistro.

Quattro valvole biologiche

Il cuore artificiale con le sue quattro valvole biologiche (che corrispondono alle valvole tricuspide, polmonare, mitrale ed aorta del cuore nativo) è in grado invece di generare un flusso fisiologico di tipo pulsato. Cioè con una pressione sistolica ed una diastolica come nel soggetto normale. “Questa caratteristica– sottolinea Claudio Russo- mette al riparo da tutte le possibili complicanze del flusso continuo. Inoltre il cuore artificiale a valvole biologiche è dotato di sensori che permettono un adattamento dell’attività in base alle richieste dell’organismo, così come succede nel cuore nativo. Tra i vantaggi di questo nuovo device rientrano anche le superfici interne totalmente rivestite di membrane biologiche che richiedono bassi livelli di terapia anticoagulante con un ridotto rischio di complicanze correlate”.

Intervento complesso

L’intervento per l’impianto è una procedura piuttosto complessa. Richiede infatti la totale rimozione del cuore nativo che viene sezionato a livello delle valvola tricuspide e mitrale. “La tecnica deve essere estremamente accurata per evitare qualsiasi rischio di emorragia – spiega Russo -.” Dopo avere completato le suture, il sistema viene attivato, sospendendo la circolazione extracorporea. La attivazione è di tipo elettromagnetico e l’energia viene fornita tramite un cavo percutaneo (cosi come anche nei VAD) che dall’esterno alimenta il sistema, totalmente alloggiato nel torace al posto del cuore nativo.

Migliorare la condizioni di chi va incontro a uno scompenso cardiaco biventricolare

Questo tipo di device rappresa un passo in avanti per migliorare la condizioni di chi va incontro a uno scompenso cardiaco biventricolare, tale da rendere necessario un trapianto cardiaco. Ma che proprio per la compromissione di entrambi i ventricoli non può giovarsi dell’impianto di un VAD. La carenza di organi da trapiantare, purtroppo allunga notevolmente il periodo di attesa per questi pazienti. “Si consideri che l’attesa media in lista ordinaria per trapianto di cuore in Italia è di circa tre anni e una tecnologia che mima da vicino la fisiologia cuore  può aiutare a portare nelle migliori condizioni possibili i pazienti ad affrontare il trapianto– conclude Russo-. L’auspicio è che in un futuro prossimo, l’impiego del cuore artificiale possa perfezionarsi. Possa così divenire una soluzione alternativa definitiva al trapianto di cuore, in particolare per quelle categorie di malati con disfunzione cardiaca biventricolare e con controindicazioni (per età o malattie associate) al trapianto di cuore”.

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A Niguarda il primo trapianto da donatore a cuore fermo della Lombardia

11 décembre 2023 à 18:08

Il Sistema Regionale Trapianti lombardo ha raggiunto un altro importante traguardo. All’Ospedale Niguarda di Milano è stato trapiantato un cuore che aveva smesso di battere da 20 minuti. Si tratta di una donazione definita ‘a cuore fermo’. Il prelievo ed il trapianto di cuore sono stati effettuati dall’equipe della Cardiochirurgia e del Trapianto del Cuore dell’Ospedale Niguarda di Milano diretta da Claudio Russo.

Prelevati anche fegato e reni

Dall’uomo deceduto prelevati anche il fegato ed i reni, successivamente trapiantati in altre strutture della Rete Nazionale Trapianti.

Donazione avvenuta all’ospedale di Circolo di Varese

La donazione è avvenuta all’ospedale di Circolo di Varese dell’ASST Sette Laghi ed ha visto coinvolta l’equipe della Terapia Intensiva Generale e della Cardiorianimazione (che afferisce al dipartimento Cardiovascolare) dirette rispettivamente da Luca Cabrini e da Paolo Severgnini e il Coordinamento Ospedaliero di Procurement diretto da Federica De Min.

Assessore Bertolaso: grande sinergia tra operatori sanitari e gesto di assoluta solidarietà

“Questo risultato – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – consentirà di aumentare il numero dei potenziali donatori ed è stato possibile certamente grazie alla capacità di tutti gli operatori coinvolti di agire in sinergia con professionalità e umanità per il bene dei malati. Ma soprattutto grazie alla solidarietà dei familiari del donatore, manifestata attraverso il gesto del dono, nel rispetto della volontà espressa in vita dal proprio caro. La donazione e il trapianto di organi e tessuti stanno crescendo in Lombardia grazie alle azioni di miglioramento adottate nelle strutture sanitarie”.

Trapianto a cuore fermo, tipologia di donazione innovativa

Questa tipologia di donazione e trapianto è innovativa, in quanto il cuore viene fatto ripartire grazie a tecniche di circolazione extracorporea che vengono messe in atto dopo la morte in soggetti in cui i trattamenti intensivi vengono sospesi in seguito a neurolesioni gravissime. La normativa italiana prevede venti minuti di assenza di attività cardiaca per la determinazione della morte del soggetto. Fino ad un anno fa, questo tempo era ritenuto non compatibile con la ripresa dell’attività del cuore. Le procedure messe in atto in questo caso ne hanno consentito invece il trapianto e la ripresa funzionale.

foto equipe intervenuta (Niguarda, Varese, Coordinamento Regionale)

 

Complessa operazione per il trapianto di cuore da donatore a cuore fermo

La complessa organizzazione del prelievo è stata gestita dal Responsabile del Programma Regionale di donazione organi e tessuti, Marco Sacchi. Grazie alla sinergia con AREU è oggi in grado di rivestire un ruolo operativo a supporto dei processi di donazione complessi.

E’ la Struttura Complessa Trapianti Lombardia-NITp diretta da Tullia De Feo a gestire la valutazione di compatibilità dei possibili riceventi. Dalla sede storica del Policlinico di Milano, garantisce h 24 la valutazione di idoneità e l’allocazione degli organi ai riceventi. Il tutto in comunicazione continua con il Centro Nazionale Trapianti operativo.

 

 

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Università, Fermi: 67,4 milioni per alloggi per studenti in Lombardia

16 novembre 2023 à 16:43

Due cofinanziamenti per circa 67,4 milioni di euro per creare e riqualificare alloggi per studenti universitari.

A tanto ammontano i fondi destinati dal Ministero dell’Università alla Regione Lombardia, Università ed Enti Universitari che hanno partecipato ad un bando che ha una dotazione complessiva di 493 milioni di euro.

Queste risorse, previste dalla Legge 338/2000, costituiscono un cofinanziamento che si aggiunge ai fondi stanziati da chi propone i progetti.

Fermi: sempre più opportunità per studenti che hanno bisogno di alloggi

“E’ senza dubbio una notizia che ho accolto con estremo interesse – ha detto l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – e che mi fa particolarmente piacere. Regione Lombardia ha lavorato costantemente al fianco del Ministero. Ora raccogliamo i primi risultati, con un grosso cofinanziamento statale che sicuramente ci aiuterà nel percorso che stiamo portando avanti. Vogliamo dare sempre più opportunità ai tanti studenti che scelgono i nostri atenei per formarsi”.

Nella prima graduatoria, relativa agli interventi di efficientamento e miglioramento energetico, gli enti universitari lombardi ammessi al finanziamento sono tre (Università Luigi Bocconi, Fondazione Ceur e Fondazione Collegio Santa Caterina da Siena) per complessivi 2.923.517 euro.

Nella seconda graduatoria, relativa agli interventi di ristrutturazione e riqualificazione, gli enti universitari lombardi ammessi al finanziamento sono tre (Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano e Università dell’Insubria) per complessivi 41.223.035 euro. A questi si aggiungono ulteriori due cofinanziamenti, con ulteriori risorse statali disponibili, per 23.322.944 euro destinati a Edisu Pavia e Università Cattolica Sacro Cuore.

Lavoro straordinario grazie a sinergia tra enti e università

“La forte attrattività dei nostri Atenei – ha continuato Fermi – fa aumentare la richiesta di alloggi.  Noi vogliamo garantire una residenza a tutti, per rendere effettivo il diritto allo studio dei ragazzi che vogliono laurearsi in Lombardia. Il lavoro di squadra paga sempre: la sinergia tra Ministero, Regione e Atenei lombardi ha portato a un risultato straordinario. Questo ci permette di cominciare a dare qualche risposta concreta agli studenti. Sicuramente il nostro lavoro non si ferma qui e già nelle prossime settimane arriveranno altre notizie di rilievo per quanto riguarda proprio le residenze”.

“Oltre ai fondi stanziati dal Ministero, – ha concluso Fermi – con le risorse Pnrr da qui al 2026 si prevede la realizzazione di circa 20.000 nuovi alloggi in Lombardia. Di questi 17.000 sono nel Milanese. Numeri complessivi che ci permetteranno di dare una risposta quasi risolutiva al problema degli alloggi”.

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