Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
À partir d’avant-hierFlux principal

Demenza donne, all’IRCCS San Donato primo centro prevenzione in Europa

1 octobre 2025 à 16:52

Evidenze scientifiche della letteratura epidemiologica più recente hanno dimostrato che circa il 45% delle demenze è prevenibile, intervenendo su almeno 14 fattori di rischio modificabili, che potrebbero agire in modo diverso nelle donne rispetto agli uomini. Il progetto 3D propone, pertanto, un percorso dedicato, multidisciplinare e integrato, che include la valutazione dei principali fattori di rischio nelle donne tra cui: predisposizione genetica, disturbi dell’umore, deficit visivi e uditivi, dislipidemia, alterazioni ormonali peri-menopausali, osteopenia ed osteoporosi, disturbi del sonno, patologie parodontali, fattori di rischio cardiovascolari e alimentazione. In base al risultato della visita neurologica e degli eventuali esami di approfondimento, sono proposte, anche grazie a metodiche di intelligenza artificiale, strategie preventive personalizzate e percorsi di follow-up nel tempo per monitorare e preservare il più possibile il benessere del cervello delle nostre pazienti.

Il nuovo servizio d’eccellenza afferisce all’Unità Operativa di Neurologia e Stroke Unit dell’IRCCS Policlinico San Donato (Milano), diretta dalla professoressa Maria Salsone, associata di Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, con il dottor Federico Emanuele Pozzi come referente.

Focus sulla medicina di genere

Grazie al suo focus sulla medicina di genere, il nuovo servizio rappresenta un passo innovativo nella prevenzione della demenza, unendo l’esperienza clinica e di ricerca dell’IRCCS Policlinico San Donato alla collaborazione con i principali centri europei di neurologia cognitiva.

«Aprire un centro per la prevenzione delle demenze è fondamentale – spiega il dottor Emanuele Pozzi – perché oggi la maggior parte delle persone arriva ai Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) quando la malattia è già conclamata, e le terapie disponibili sono prevalentemente sintomatiche. Negli ultimi anni, la neurologia punta invece a intercettare le fasi più precoci, come il disturbo soggettivo di memoria (SCD), ancora sotto-diagnosticato seppure colpisca centinaia di milioni di persone nel mondo. Si stima, infatti, che fino al 25% dei soggetti sopra i 60 anni possa essere inquadrato come SCD».

Il 70% dei casi di demenza colpisce il sesso femminile

«Concentrarsi sulle donne è essenziale, dato che circa il 70% dei casi di demenza colpisce il sesso femminile, configurando il genere come il secondo fattore di rischio per demenza dopo l’età. E il rischio aumenta nel periodo post-menopausale, dove di fatto viene diagnosticato circa il 60% dei casi, probabilmente per la combinazione di transizione ormonale e predisposizione genetica. Inoltre, donne e uomini presentano forme di malattia diverse: le donne tendono a progredire più rapidamente verso stadi conclamati e manifestano alterazioni visuospaziali, mentre negli uomini prevalgono i deficit di memoria. Intervenire precocemente e con attenzione alle specificità di genere permette una prevenzione più mirata ed efficace», chiude la professoressa Salsone, ponendo l’accento sull’unicità del nuovo centro dell’IRCCS Policlinico San Donato nella neurologia di genere in Europa.

The post Demenza donne, all’IRCCS San Donato primo centro prevenzione in Europa appeared first on Lombardia Notizie Online.

Lombardia protagonista nella lotta ai rischi cardiovascolari femminili

29 avril 2025 à 16:35

Regione Lombardia si conferma un modello di eccellenza nella promozione della salute femminile, in particolare del cuore delle donne, grazie a iniziative come lo studio ‘A Call for Women’ coordinato dalla dottoressa Serenella Castelvecchio, responsabile del Programma di Prevenzione Cardiovascolare e Medicina di Genere dell’IRCCS Policlinico San Donato, che da anni si batte per promuovere la prevenzione cardiovascolare al femminile. Con il coinvolgimento di oltre 3.500 donne lombarde, la Regione ha saputo valorizzare il proprio tessuto sociale, economico e sanitario per indagare a fondo la consapevolezza sui rischi cardiovascolari, spesso sottovalutati dall’universo femminile. Il sostegno istituzionale e la collaborazione tra enti di ricerca, ospedali e associazioni dimostrano come la Lombardia sia all’avanguardia nel mettere la prevenzione al centro delle proprie politiche sanitarie, offrendo un esempio concreto e replicabile anche a livello nazionale.

Oltre 3.500 donne lombarde coinvolte e più del 64% delle partecipanti non sa che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte tra le donne.

L’indagine ‘A Call for Women’ dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano

policlinico san donato

Lo studio, appena pubblicato sullo European Journal of Preventive Cardiology, si è focalizzato sulla Lombardia, avvalendosi delle caratteristiche demografiche ed economiche uniche della Regione, quali l’elevato numero di abitanti, la vasta rete di strutture scolastiche e universitarie e il più alto prodotto interno lordo regionale.

personale sanitario

Coinvolte 3.537 donne, con un’età media di 48 anni, caratterizzate da abitudini alimentari poco salutari

L’indagine osservazionale trasversale ha coinvolto, per la precisione, 3.537 donne (response rate = 64.3%), con un’età media di 48 anni, generalmente caratterizzate da abitudini alimentari poco salutari, scarsa propensione all’attività fisica (PA), ma basso consumo di tabacco e alcol. La consapevolezza è stata indagata chiedendo alle donne quale fosse la principale causa di morte nella popolazione femminile tra malattie cardiovascolari, tumori, violenza e altro: complessivamente, poco più del 35% ha indicato le malattie cardiovascolari come prima causa, mentre circa il 42% ha attribuito – erroneamente – questo primato ai tumori.

Tre gruppi di donne

Attraverso una cluster analysis, lo studio ha identificato tre gruppi distinti di donne, ognuno con caratteristiche e bisogni specifici. Nel dettaglio, i tre cluster analizzati:
• Cluster 1 (età media 53 anni), con un buon livello di istruzione e discreto tasso di occupazione. Le più attive fisicamente, la maggior parte di loro ha un indice di massa corporea (BMI) normale e almeno una patologia, tra cui ipertensione e ipercolesterolemia, che potrebbe spiegare una maggiore consapevolezza (38%).
• Cluster 2 (età media 62 anni), prevalentemente in menopausa, con livello di istruzione più basso, spesso in pensione. Mostrano un BMI più alto e un elevato carico di malattie croniche. È la fascia che maggiormente si affida al medico di famiglia per informazioni sanitarie (36,1%).
• Cluster 3 (età media 38 anni), con il più alto livello di istruzione e tasso di occupazione. Registrano, coerentemente con l’età, il miglior stato di salute generale, ma assumono comportamenti a rischio: il 19,3% fuma, il 29,8% non pratica attività fisica, il 38,6% la pratica solo occasionalmente. La bassa consapevolezza (33,2%) rende urgenti campagne preventive mirate per le fasce più giovani.

Le conclusioni dello studio

La maggioranza delle donne che hanno partecipato allo studio – per la precisione il 64,4% di loro (in termini assoluti, 2.238 donne) -, non ha un’adeguata consapevolezza del rischio cardiovascolare. Nello specifico, tutti i gruppi analizzati presentano bassa consapevolezza sulle malattie cardiovascolari, ma evidenziano stili di vita e dati sociodemografici e sanitari molto differenti, che finora non sono mai stati sfruttati per segmentare efficacemente la popolazione e supportare campagne di educazione diversificate che raggiungano tutte le fasce di età nei diversi ambiti sociali, culturali e professionali. L’indagine sottolinea la necessità di superare l’approccio ‘one size fits all’, per progettare,  invece, interventi personalizzati di prevenzione e, quindi, più efficaci. «I dati mostrano con chiarezza che la prevenzione al femminile deve diventare personalizzata, modulata sull’età, sul contesto socioeconomico e sul vissuto clinico delle donne – spiega la dottoressa Serenella Castelvecchio, responsabile del Programma di Prevenzione Cardiovascolare e Medicina di Genere dell’IRCCS Policlinico San Donato –.

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte a livello mondiale

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte a livello mondiale, in particolare tra le donne. Nell’Unione Europea, sono responsabili del 54% dei decessi nel genere femminile e del 43%, in quello maschile, percentuali che in Italia si assestano al 37.7% per le donne e 31.7% per gli uomini (dati ISTAT Giugno 2024). Per affrontare questa emergenza, non possiamo più parlare alle donne come a un gruppo omogeneo.
Serve un nuovo approccio, su misura. Lo studio rappresenta una fotografia dello stato di consapevolezza delle donne in Lombardia, ma offre spunti concreti per tutta l’Italia: ‘education, empowerment e awareness’ sono le tre parole chiave per campagne mirate e per una rete di prevenzione che parta da dati reali e dai bisogni specifici delle donne».

The post Lombardia protagonista nella lotta ai rischi cardiovascolari femminili appeared first on Lombardia Notizie Online.

❌
❌