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A Spello tornano le artistiche Infiorate del Corpus Domini: milioni di petali variopinti ed eventi unici

4 juin 2026 à 07:30

Nel cuore dell’Umbria, adagiato sulle pendici del Monte Subasio, il borgo di Spello è pronto a vivere uno dei momenti più attesi e spettacolari dell’anno: le artistiche Infiorate del Corpus Domini, che quest’anno si tengono nel weekend del 6 e 7 giugno.

Fiordalisi, rose, garofani, iris, ginestre, orchidee e tanti altri fiori appartenenti a 65 specie diverse trasformano uno dei borghi più belli d’Italia in un museo a cielo aperto dalle mille sfumature per una notte: nel cuore storico spiccano tappeti e quadri floreali realizzati esclusivamente con elementi naturali, tutti da ammirare prima che vengano calpestati dalla processione, un gesto che ne esalta il valore simbolico e spirituale. Ecco cosa non perdere nell’Infiorata di Spello 2026, la più estesa che si conosca.

Le feste della lavanda più belle del 2026: i paesaggi viola da non perdere in Italia

2 juin 2026 à 07:30

Tra fine giugno e inizio luglio l’Italia si tinge di viola grazie alla suggestiva fioritura della lavanda. Dalle colline dell’Oltrepò Pavese alla Tuscia, passando per Umbria, Toscana e Piemonte, è uno dei momenti più profumati dell’anno e l’occasione perfetta per andare alla scoperta di borghi e campagne che sembrano sospesi nel tempo.

Campi in fiore, mercatini, degustazioni, laboratori e attività all’aria aperta, ma anche speciali picnic, musica dal vivo e atmosfere rilassate trasformano le gite fuori porta estive in vere e proprie immersioni nel territorio. Ecco una selezione delle migliori feste della lavanda del 2026, organizzate tra i meravigliosi luoghi del Belpaese che non hanno nulla da invidiare alle distese dalle sfumature lilla della Provenza.

Festival della Lavanda a Tuscania (VT)

Con visite guidate ai campi di lavanda in piena fioritura, mercatini artigianali, attività outdoor e degustazioni, il 4 e 5 luglio 2026 Tuscania torna a tingersi di lilla con la 15ª edizione del Festival della Lavanda: per un intero weekend, il suggestivo borgo medievale in provincia di Viterbo e i campi che lo circondano diventano il palcoscenico di un evento imperdibile che si è affermato come uno dei più attesi dell’estate della Tuscia.

I visitatori possono inoltre conoscere da vicino le aziende agricole locali, scoprire i processi di coltivazione e distillazione dell’olio essenziale e acquistare prodotti a base di lavanda, dai cosmetici alle specialità gastronomiche. È l’occasione perfetta per immergersi nei profumi e nelle tradizioni rurali dell’Alto Lazio.

Lavandissima 2026 a Godiasco Salice Terme (PV)

Non serve arrivare fino in Provenza per immergersi nel profumo della lavanda: a poco più di un’ora da Milano, tra le dolci colline dell’Oltrepò Pavese, c’è un luogo che in estate si colora di viola e regala atmosfere sorprendenti. È qui che anche quest’anno torna “Lavandissima“: dal 19 al 21 giugno l’appuntamento è a Cascina Costanza, una piccola realtà agricola di Godiasco Salice Terme che ha trasformato la passione per la lavanda in una delle esperienze più suggestive dell’inizio estate lombardo.

Il cuore dell’evento è il campo (accessibile liberamente) coltivato con oltre 5.000 piante di lavanda officinale, curate direttamente dalla proprietaria, che negli anni ha riportato in vita la storica azienda agricola di famiglia. Tra filari in fiore, tramonti sulle colline e profumi che ricordano il Sud della Francia, i visitatori possono passeggiare liberamente nel campo, rilassarsi sull’erba, partecipare a serate con musica dal vivo e DJ set e assaporare i prodotti del territorio nei punti ristoro dedicati e godere di una vista suggestiva dalla terrazza.

Festa della Lavanda al Lavandeto di Assisi (PG)

Tra le colline umbre, con il profilo di Assisi sullo sfondo, sorge uno dei luoghi più iconici d’Italia per ammirare la fioritura della lavanda. È il Lavandeto di Assisi, un grande giardino botanico dedicato alle piante aromatiche che ogni estate si trasforma in un mare di sfumature viola e accoglie una delle manifestazioni più amate dagli appassionati di natura e fotografia: la Festa della Lavanda 2026 a Castelnuovo di Assisi, giunta alla 17ª edizione.

Segnatevi queste date: 13–14, 20–21, 27–28 giugno e 4–5 luglio 2026. Dalle 10:00 alle 19:00, si possono visitare il giardino e i campi in fiore (per accedervi è richiesto l’acquisto di un mazzetto di lavanda, mentre i bambini fino a 10 anni entrano gratuitamente), ma non solo. Se passeggiare tra i filari profumati è già un’esperienza speciale, il Lavandeto di Assisi offre qualcosa in più: visite guidate, dimostrazioni di distillazione della lavanda, laboratori artigianali e percorsi tra piante aromatiche e officinali. Durante la festa non mancano mercatini con prodotti a base di lavanda, mentre nei fine settimana l’atmosfera si arricchisce con picnic tra i campi e serate di musica dal vivo.

I Giorni della Lavanda a Santa Luce (PI)

Tra le dolci colline della provincia di Pisa, dove vigneti, borghi e campi coltivati disegnano uno dei paesaggi più affascinanti della Toscana, torna l’evento “I Giorni della Lavanda“, che celebra la fioritura nei Colli Pisani. Più che un singolo festival, si tratta di un percorso esperienziale che coinvolge Santa Luce, Castellina Marittima, Orciano Pisano e altri piccoli centri del territorio.

Lavanda in fiore nei pressi di Santa Luce, Toscana
Lavanda in fiore nei pressi di Santa Luce, Toscana

Per oltre un mese, dal 6 giugno al 12 luglio 2026, i visitatori possono passeggiare tra i campi in fiore, partecipare a degustazioni di prodotti tipici e biologici, concedersi picnic e aperitivi tra le distese viola oppure esplorare il territorio con trekking, passeggiate guidate ed escursioni in e-bike. Non mancano eventi musicali, attività dedicate al benessere e iniziative che coinvolgono i borghi, decorati a tema per celebrare uno dei momenti più suggestivi dell’anno.

A rendere speciale l’esperienza è il coinvolgimento delle aziende agricole, degli agriturismi e dei produttori locali, che aprono le proprie attività al pubblico offrendo un’immersione autentica tra i profumi della lavanda e i sapori delle colline pisane.

Fioritura della lavanda a Sale San Giovanni (CN)

Tra le colline dell’Alta Langa, Sale San Giovanni è pronto a trasformarsi ancora una volta in una piccola “Provenza piemontese”, proprio come nel territorio del Monferrato. L’edizione 2026 della fioritura della lavanda si svolge dal 20 giugno al 12 luglio, quando il borgo e i suoi dintorni offrono uno dei paesaggi più scenografici del Piemonte.

Il territorio ospita coltivazioni biologiche di lavanda ed erbe aromatiche come salvia, camomilla, issopo e altre officinali, distribuite su circa 25 ettari. I campi sono visitabili tramite una rete di sentieri segnalati e percorribili liberamente tutti i giorni, a piedi o in bicicletta, con itinerari adatti sia alle famiglie sia agli escursionisti.

Nei weekend è previsto un piccolo contributo volontario, che include un braccialetto e l’accesso alle visite guidate del borgo e delle sue chiese storiche. Tra gli appuntamenti principali spicca la fiera “Non Solo Erbe”, in programma il 27 e 28 giugno, dedicata alle piante officinali e ai prodotti locali.

Pordenone entra nella rete dei Comuni Fioriti: la nuova anima green della Capitale della Cultura 2027

23 mai 2026 à 10:00

Incastonata tra mare e montagne, vicino alle Dolomiti Friulane e non lontana da Venezia e Trieste, c’è una città che conquista tutti non solo per il suo patrimonio culturale e storico, ma anche perché ogni suo angolo è ricoperto di fiori coloratissimi e profumati.

Stiamo parlando di Pordenone, designata Capitale Italiana della Cultura 2027, che è entrata ufficialmente a far parte della rete dei Comuni Fioriti: si tratta di un Marchio di Qualità dell’Ambiente di Vita promosso da Asproflor (Associazione per la Promozione del Florovivaismo), che rafforza il percorso di valorizzazione urbana e culturale della città, ponendo il verde pubblico al centro delle politiche di sviluppo, del benessere e dell’attrattività turistica.

I fiori invadono Pordenone

I fiori che sbocciano in primavera sanno trasformare ogni luogo in qualcosa di fiabesco ed elegante. Ed è proprio ciò che accade a Pordenone, decorando una rotonda o una via della città, un ponte oppure un parco in cui trascorrere piacevoli momenti di relax.

“Pordenone ha da sempre una grande attenzione al verde – dichiara Mattia Tirelli, assessore del Comune -. L’ingresso nella rete dei Comuni Fioriti rappresenta per la nostra città un’opportunità concreta per accrescere ulteriormente la qualità del verde urbano e il benessere dei cittadini”. In vista di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, il Comune sceglie di puntare anche sulla cura del paesaggio e degli spazi pubblici come leva di qualità della vita.

Aiuole in via Della Santissima a Pordenone
Ufficio Stampa
Le aiuole in via Della Santissima a Pordenone

Tra i tantissimi luoghi in cui i fiori rendono la città ancora più attraente e colorata, troviamo questi:

  • Aiuole di via Riviera del Pordenone, Ponte Nuovo, rotonda di via delle Grazie, via Bertossi, vicolo del Molino, via della Santissima, via Dogana;
  • Giardini Centro Studi in viale Marconi;
  • Roseto Mira del parco Galvani, un vero e proprio museo floreale a cielo aperto che, grazie ai futuri lavori, sarà ancora più fruibile.

Camminando per questa caratteristica città del Friuli-Venezia Giulia si incontrano questi e tanti altri gli scorci variopinti e profumati che hanno contribuito a farle ottenere il marchio Comuni Fioriti: oggi è uno dei principali strumenti di qualificazione del paesaggio urbano in Italia e coinvolge centinaia di Amministrazioni, consentendo ai territori aderenti di migliorare la qualità del verde.

Il bellissimo Roseto Mira a Pordenone
Ufficio Stampa
Il bellissimo Roseto Mira a Pordenone

Già apprezzata per il suo centro storico elegante e i palazzi affrescati di origine veneziana, è da anni considerata una delle città italiane con la migliore qualità della vita: nel report Qualità della Vita 2025, stilato dal Sole 24 Ore, Pordenone si è classificata al 21° posto in Italia e nell’indice relativo all’ambiente e ai servizi è all’11° posto. Un segnale di quanto il verde urbano rappresenti una parte importante della sua identità: parchi, piste ciclabili, giardini pubblici e viali alberati accompagnano infatti la quotidianità dei residenti e l’esperienza dei visitatori.

Vista panoramica su Pordenone
Ufficio Stampa
Vista panoramica su Pordenone

Gli sviluppi futuri

Con l’adesione ai Comuni Fioriti, Pordenone non solo rende la città più verde e piacevole per cittadini e turisti, ma ha anche la possibilità di partecipare a circuiti internazionali che sono in grado di accrescere la sua visibilità anche in ambito europeo e mondiale, attraverso competizioni come Entente Florale Europe e Communities in Bloom, di cui Asproflor è referente nazionale.

“Siamo particolarmente soddisfatti di questa adesione, che ci consentirà di confrontarci con realtà nazionali e internazionali e di migliorare continuamente la qualità dei nostri interventi – commenta Mattia Tirelli -. Guardiamo con interesse alla possibilità di partecipare in futuro a competizioni come Entente Florale Europe e, successivamente, Communities in Bloom, come occasione di crescita nella visibilità e valorizzazione del nostro territorio”, ha concluso.

Aiuole via Dogana Pordenone
Ufficio Stampa
Le aiuole di via Dogana in estate

Sila: la fioritura unica nella Terra dei Laghi della Calabria

19 mai 2026 à 18:00

Tra maggio e giugno, nel pieno della primavera, l’altopiano della Sila, nel cuore della Calabria, esplode di colore: narcisi, primule, asfodeli, orchidee selvatiche punteggiano i prati e i boschi del vasto Parco Nazionale, il più vecchio della Calabria.

Qui si trova la Terra dei Laghi: il versante cosentino della Sila è caratterizzato dalla presenza di un gran numero di specchi d’acqua, come il Lago Arvo, il Lago Cecita, il Lago Ariamacina e il Lago di Tarsia; sul versante catanzarese ecco il Lago Ampollino, località turistica nota e caratteristica.

Montagna, acqua e la ricchezza della natura in primavera sono gli ingredienti di un viaggio nel Parco Nazionale della Sila, che resta una destinazione lontana dai grandi circuiti del turismo di massa, anche nei mesi di punta. La primavera, però, è un periodo speciale, con il non ultimo motivo di poter andare a caccia di un fiore raro e unico, che cresce soltanto qui: la soldanella calabrese, assurta a simbolo di questa sottovalutata quanto splendida regione d’Italia.

Il Parco Nazionale della Sila in primavera

Istituito nella sua forma attuale nel 2002, ma esistente dal lontano 1968, il Parco Nazionale della Sila si estende per oltre 73mila ettari sulle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, abbracciando tutte e tre le grandi aree dell’altopiano: la Sila Greca, la Sila Grande e la Sila Piccola.

È uno dei parchi nazionali più vasti dell’Italia meridionale, e vanta una ricchissima flora, che conta oltre 900 specie, alcune delle quali non esistono da nessun’altra parte al mondo.

In primavera il parco si trasforma: le fitte foreste di pino laricio, albero simbolo della Calabria, tornano a pulsare di un verde intenso, mentre le chiome dei faggi mettono le prime foglie di un verde brillante; i vasti pianori d’alta quota si ricoprono di fiori a perdita d’occhio, in una vera e propria esplosione di colori.

Parco Nazionale Sila Calabria Primavera fioritura Laghi
iStock
Pini larici secolari sulla Sila

I numerosi laghi che caratterizzano il territorio sono, parimenti, protagonisti silenziosi di questo scenario naturale. L’Arvo, il Cecita, l’Ampollino e l’Ariamacina sono tutti bacini artificiali costruiti tra gli anni Venti e Cinquanta del Novecento per la produzione idroelettrica, ma nel tempo si sono trasformati in luoghi totalmente integrati nel paesaggio naturale da esserne diventati elementi simbiotici e armonici con il contesto.

Dopo il lungo inverno, che sulla Sila può essere assai rigido, non solo i boschi tornano a vivere: i piccoli borghi come Camigliatello Silano e Lorica si animano giorno dopo giorno, in attesa che arrivi la più vivace stagione estiva.

La soldanella calabrese, un fiore unico

Se c’è un simbolo botanico della Sila, specie in primavera, è senza dubbio la Soldanella calabrella Kress, nome scientifico della più comunemente nota soldanella calabrese.

Erba endemica che produce uno splendido fiore dai toni azzurri e violetti, è presente allo stato spontaneo soltanto in Calabria, tra le montagne della Sila e dell’Aspromonte. Non la si trova da nessun’altra parte al mondo.

Vive ad altitudini comprese tra i 900 e i 1500 metri di quota, in particolare lungo pareti ombreggiate e umide, specie vicino ai corsi d’acqua o alle sponde dei laghi. Assieme ai narcisi, alle orchidee selvatiche e agli altri fiori dell’altopiano è una delle piccole meraviglie della primavera silana, da cercare, trovare, ammirare e rispettare: la fioritura avviene tra maggio e giugno.

Il suo valore simbolico è riconosciuto a livello istituzionale. Nel 2018 la Società Botanica Italiana, attraverso un sondaggio che ha coinvolto oltre 500 esperti e appassionati da tutta Italia, ha infatti eletto la soldanella calabrese effettivamente pianta simbolo della Calabria.

La soldanella non è l’unica rarità della flora silana. L’altopiano ospita anche la Luzula calabra, un’altra specie esclusiva dei rilievi calabresi, oltre a una straordinaria varietà di orchidee selvatiche del genere Dactylorhiza, asfodeli, narcisi e crochi che a primavera colorano i prati con un’abbondanza spettacolare.

Parco Nazionale Sila Calabria Primavera fioritura Laghi
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Una fioritura di narcisi selvatici in una prateria della Sila

Tre escursioni sulla Sila per ammirare splendide fioriture

Con oltre 600 chilometri di sentieri e diverse decine di percorsi catalogati, il Parco Nazionale della Sila offre molte opzioni per chi vuole esplorare la Terra dei Laghi e il resto del territorio dell’altopiano calabrese nella stagione delle fioriture.

Tre itinerari in particolare valgono una visita appositamente organizzata.

Il Sentiero Italia da Lorica a Monte Botte Donato

Questo percorso parte dal borgo lacustre di Lorica, affacciato sulle sponde del Lago Arvo, a oltre 1300 metri di quota, e sale fino alla vetta del Monte Botte Donato, a 1928 metri, la cima più alta dell’intera Sila.

Parco Nazionale Sila Calabria Primavera fioritura Laghi
Getty Images
Fioritura primaverile sulle sponde del Lago Arvo

È forse il percorso più spettacolare del Parco Nazionale in questa stagione: man mano che si sale attraverso boschi di faggi e pini larici, gli occasionali prati che si aprono lungo l’itinerario si scoprono ricoperti di fiori dai mille colori. Dalla vetta del Botte Donato, nelle giornate più limpide, la vista spazia sull’intera Sila fino a scorgere il mare. Nei pressi della cima si trova anche l’omonimo, piccolo rifugio in legno.

Il percorso è di media difficoltà, adatto ad escursionisti con un minimo di esperienza e preparazione. Fa parte del Sentiero Italia, il tracciato di lunga percorrenza che attraversa tutto il Paese. La tappa, per come è disegnata, è lunga circa 15 chilometri, ma ha un dislivello leggero, inferiore ai 500 metri in salita. Il ritorno a Lorica può avvenire raggiungendo il rifugio e percorrendo la Strada delle Vette, lingua d’asfalto che scende tra i faggi fino a Lorica (circa 13 chilometri), oppure sfruttando, dopo averne controllato debitamente gli orari, la Funivia Lorica, che accorcia il percorso di rientro della metà.

I sentieri di Fallistro e i pianori di Macchia Sacra

Itinerario particolarmente indicato per chi ama andare alla scoperta di meravigliose fioriture, parte da Croce di Magara, piccola frazione di Spezzano della Sila, a 1420 metri di quota. Ci si trova a pochi passi dal bosco monumentale dei Giganti della Sila, ovvero grandi pini larici secolari, che qui raggiungono dimensioni straordinarie.

I cosiddetti sentieri di Fallistro attraversano il sottobosco, aprendosi poi su grandi radure: sono i pianori di Macchia Sacra e Macchione, dove in maggio e giugno narcisi, violette, asfodeli e orchidee selvatiche colorano i prati in modo spettacolare, e chissà che non ci si possa imbattere nella tanto decantata soldanella calabrese.

L’itinerario tocca la vetta di Monte Curcio, sopra i 1700 metri sul livello del mare. È una piacevole e lunga passeggiata dalle difficoltà escursionistiche minime: circa 12 chilometri con un dislivello positivo di 400 metri e un tempo di percorrenza intorno alle quattro ore.

L’Anello di Monte Gariglione in Sila Piccola

Boschi di faggi e pini larici nascondono un corso d’acqua impetuoso e cristallino, il fiume Tacina. Questo sentiero si trova nella Sila Piccola, sul versante catanzarese del massiccio.

Le gorgoglianti acque del rio accompagnano il cammino, le praterie che si aprono lungo il percorso sono costellate di fiori selvatici dai mille colori e le rive umide dei ruscelli sono tra i luoghi più accessibili e indicati per avvistare la soldanella calabrese, dato il suo habitat naturale.

Il percorso parte dallo chalet in stile alpino che è la Caserma Forestale del Gariglione, poco sotto alla cima del monte. Si raggiungono quindi subito i 1765 della vetta, per poi scendere nella valle del Tacina e seguirne il corso fino a una bella cascata, che in maggio e in giugno beneficia dei momenti di massima portata durante la primavera e l’estate. Si affronta quindi una tosta risalita fino al punto di partenza, con un bel dislivello da affrontare al termine di questa lunga escursione.

Franciacorta in Fiore 2026, il borgo di Bornato si trasforma ancora una volta in un giardino diffuso

14 mai 2026 à 16:00

Nel cuore della primavera lombarda, tra vigneti ordinati, castelli antichi e profumo di rose appena sbocciate, torna uno degli appuntamenti più affascinanti della stagione: Franciacorta in Fiore 2026. Dal 15 al 17 maggio 2026, il Borgo Antico di Bornato accoglierà la 27esima edizione della storica rassegna florovivaistica dedicata a fiori, natura, cultura e bellezza del territorio.

Il tema scelto per quest’anno, “Sole che splende, fiore che sorprende”, racconta perfettamente l’atmosfera della manifestazione: luminosa, poetica e immersiva. Passeggiare tra le corti storiche di Bornato durante Franciacorta in Fiore vorrà dire per i visitatori entrare in un piccolo mondo sospeso, dove ogni angolo viene trasformato da installazioni botaniche, profumi di erbe aromatiche, artigianato creativo e degustazioni che celebrano il meglio della Franciacorta.

Cosa vedere a Franciacorta in Fiore 2026

Il cuore della manifestazione sarà ancora una volta il suggestivo Castello Orlando, antica dimora immersa tra i vigneti della Franciacorta che, durante la fiera, si trasformerà in una scenografia floreale aperta al pubblico. Qui sarà possibile partecipare a visite guidate e degustazioni di Franciacorta, in un’esperienza che unisce storia, paesaggio ed eccellenze enogastronomiche del territorio. L’ingresso alla mostra potrà infatti essere abbinato proprio alla visita del castello con degustazione inclusa.

Attorno al castello, l’intero Borgo Antico di Bornato diventerà un percorso espositivo diffuso tra cortili, cascine storiche e palazzi d’epoca come Palazzo Ambrosini, Cascina Orlando e l’Antica Pieve San Bartolomeo. Una formula che rende Franciacorta in Fiore diversa dalle classiche fiere florovivaistiche, tanto che qui non si visita semplicemente un’esposizione, ma si attraversa un borgo vivo, trasformato in un giardino che “parla”.

Tra gli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026 ci saranno gli incontri con gli influencer green Le Grassocce di Osky e Le Georgiche, protagonisti di laboratori, passeggiate e momenti dedicati agli appassionati di botanica e giardinaggio.

Venerdì sera spazio anche alla “Silent Flower Party 4.0”, evento diventato ormai simbolo della manifestazione: una silent disco tra i vigneti del ristorante La Dama Bianca, tra cuffie wireless, musica e atmosfera notturna immersa nella campagna franciacortina. Molto scenografico anche il ritorno del “Palio della Rosa di Franciacorta”, con il mercato medievale di arti e mestieri ospitato nel fossato del castello. Arcieri, antiche lavorazioni artigianali e dimostrazioni dal vivo trasformeranno Bornato in un piccolo borgo fuori dal tempo.

Il programma sarà arricchito anche da laboratori dedicati alle api, all’uncinetto floreale, ai profumi botanici e ai bambini, oltre a degustazioni tematiche su miele, agrumi, rose e oli extravergine. Non mancheranno concerti, spettacoli teatrali, incontri culturali e l’area food truck in Piazza Don Piero Verzeletti, aperta fino a tarda sera.

Date, info utili e biglietti

Franciacorta in Fiore 2026 si svolgerà dal 15 al 17 maggio 2026 nel Borgo Antico di Bornato, frazione di Cazzago San Martino, in provincia di Brescia. Durante i tre giorni sarà possibile visitare la mostra-mercato florovivaistica, partecipare agli eventi in calendario e prenotare esperienze speciali come la visita guidata al castello con degustazione di Franciacorta.

Alcune attività saranno gratuite, mentre per altre sarà richiesta prenotazione o biglietto dedicato. Gli organizzatori consigliano di acquistare online l’ingresso in anticipo, soprattutto per gli eventi più richiesti come la Silent Flower Party e le visite guidate con degustazione. La manifestazione sarà aperta indicativamente dalle 9 o 11 del mattino fino alla sera, con l’area food attiva fino alle 22:30.

Chiavari in Fiore 2026, il centro storico ligure si trasforma in un giardino a cielo aperto

12 mai 2026 à 13:56

Nel cuore del Levante ligure, tra carruggi eleganti, portici storici e l’inconfondibile atmosfera della Riviera di Levante che piace tanto nella bella stagione, Chiavari si prepara a vivere uno degli appuntamenti più amati della primavera. Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 torna infatti “Chiavari in Fiore”, la manifestazione che da oltre vent’anni celebra la bellezza della natura trasformando il centro cittadino in un grande giardino diffuso.

La 23esima edizione della mostra mercato dedicata a fiori e piante ornamentali promette di colorare le vie del centro storico con composizioni floreali, profumi mediterranei e installazioni capaci di esaltare l’anima raffinata della cittadina ligure. Organizzato dal 2008 dal Civ Civediamo in Centro, l’evento è diventato nel tempo uno degli appuntamenti simbolo della primavera in Liguria, richiamando visitatori, appassionati di botanica e curiosi provenienti da tutta la regione e non solo.

Passeggiare per Chiavari durante questi due giorni equivale a vivere la città in una veste completamente nuova, fuori dalla consuetudine del quotidiano. Le piazze e le strade del centro si animano di bancarelle, esposizioni e dettagli floreali che dialogano con l’architettura storica dei palazzi e dei caratteristici portici.

Cosa vedere a Chiavari in Fiore 2026

Accanto alla tradizionale e ormai nota mostra mercato, il programma dell’edizione 2026 a Chiavari propone anche una serie di appuntamenti pensati per coinvolgere residenti e visitatori di tutte le età, dal momento che si prevede un grande afflusso e partecipazione. Tra questi spicca “Impariamo dai Fiori”, esposizione di opere curate da scuole e associazioni del territorio, un progetto che unisce creatività, sostenibilità e partecipazione collettiva.

Chiavari: centro storico
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Il centro storico di Chiavari

In via Garibaldi trova spazio anche una mostra fotografica dedicata al mondo floreale e al territorio ligure, mentre via Rivarola ospita l’esposizione dei creatori di opere artistiche e dell’ingegno. L’intera città diventa così un percorso tra natura, arte e artigianato, perfetto per chi desidera vivere un weekend all’insegna del relax tutto italiano, elegante e autenticamente ligure. Non manca, inoltre, l’occasione per scoprire il patrimonio storico di Chiavari attraverso una visita guidata gratuita tra le vie del centro storico. Il ritrovo è previsto alle ore 16 nel piazzale San Francesco, accanto all’Auditorium, per un itinerario che permette di conoscere più da vicino le atmosfere e le curiosità della città.

Chiavari in Fiore 2026: date, orari e info utili

L’evento si svolge nel weekend di sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 nel centro storico di Chiavari. L’ingresso alla manifestazione è gratuito e le vie cittadine ospiteranno espositori, installazioni e iniziative per tutta la giornata.

Per aggiornamenti sul programma e informazioni legate alle condizioni meteo è possibile consultare la pagina Facebook di Civediamo a Chiavari. Un’occasione ideale per concedersi una fuga primaverile sul mare ligure, tra profumi di fiori, scorci storici e la dolce eleganza di una delle cittadine più affascinanti della Liguria.

Vi chiedete qual è il miglior modo per raggiungere Chiavari? La cittadina ligure è facilmente raggiungibile in treno grazie alla linea ferroviaria Genova – La Spezia, con la stazione situata a pochi minuti a piedi dal centro storico. Per chi arriva in auto, invece, l’uscita autostradale di Chiavari sull’A12 consente di raggiungere rapidamente il cuore della manifestazione.

Le 5 passeggiate più belle da fare in primavera in Toscana tra fiori e colline

10 mai 2026 à 14:00

“La Toscana è tra le regioni del mondo più famose per la loro bellezza – ha scritto Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia – È un luogo comune parlare della dolcezza e della grazia del suo paesaggio. Le valli intorno a Firenze, nel Pistoiese, in Lucchesia e altrove, con i loro giochi d’olivi chiari e di cipressi scuri, hanno una veste incantevole che sa di pittura e di prospettiva artistica.”

Un luogo comune, c’è da dirlo, che è però meritevole di essere vissuto in prima persona, di essere visto con i propri occhi ed esplorato con i propri mezzi, primo fra tutti il più antico e democratico: i piedi. E la primavera è la stagione giusta per farlo, prima che il caldo estivo prenda il sopravvento e quando la natura brilla di colori senza pari, coprendo di vegetazione i morbidi fianchi delle dolci colline toscane. Non c’è niente di meglio, nel mezzo della primavera, della possibilità di una gita fuori porta e la prospettiva di una passeggiata semplice eppure straordinaria in mezzo al verde della regione.

L’anello di Vitaleta a San Quirico d’Orcia

Negli ultimi anni la Cappella della Madonna di Vitaleta, che sorge su una morbida, solitaria collina tra San Quirico d’Orcia e Pienza, incorniciata da due filari di cipressi, in cima a una strada sterrata, è diventata un’icona della Val d’Orcia e della Toscana, nonché uno dei luoghi più fotografati della regione.

Le prime menzioni storiche documentate del piccolo edificio risalgono al 1590, ma la tradizione popolare la collega a un’apparizione mariana a una pastorella locale. L’aspetto attuale è frutto di un restauro ottocentesco, che le conferì la semplicità che la rende oggi così simbolica, essenziale.

passeggiate toscana primavera
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La Cappella di Vitaleta, con il sentiero che gli passa di fianco

La cappella si trova non lontano da una trafficata strada di campagna che collega le principali località della valle, ma il modo più bello per raggiungerla è a piedi, percorrendo l’Anello di Vitaleta, una facile passeggiata di circa 9 chilometri su strade bianche che parte dal centro storico di San Quirico d’Orcia, raggiunge la cappella e compie poi un ampio giro sulle colline vicine prima di rientrare al borgo.

È Toscana in quintessenza: le strade bianche si snodano tra dolci saliscendi, i prati rigogliosi le fiancheggiano, la vista spazia sui profili inconfondibili delle colline senesi, con i cipressi che si stagliano contro l’orizzonte, a fare da vedette immobili, e i papaveri rossi che danno un tocco di colore in più.

Sulla cima di Monte Giovi

A pochi chilometri da Firenze, tra il Mugello e la Valdisieve, il Monte Giovi è un massiccio che culmina a 992 metri e che, a dispetto della quota non elevatissima, offre un paesaggio di carattere decisamente montano: fitti boschi di castagni, faggi e querce ne coprono i fianchi, mentre sulla sua sommità si trova una radura verde con un panorama eccezionale sulle colline limitrofe e sulla valle del fiume Sieve.

Luogo carico di storia e memoria per aver ospitato alcune delle formazioni partigiane più importanti della Resistenza toscana, oggi il Monte Giovi ospita il Parco Culturale della Memoria, che custodisce questa eredità attraverso una rete di sentieri intitolati ai protagonisti e alle protagoniste di quel periodo. Pannelli didattici, monumenti e la piramide commemorativa delle Brigate partigiane punteggiano il cammino, accompagnando l’escursione nella natura con il ricordo di una fase storica decisiva per la nascita dell’odierna Repubblica.

Un sentiero ad anello semplice e alla portata di tutti è quello che da Tamburino, un gruppo di case coloniche alle pendici del Monte Giovi, porta prima alla sorgente chiamata Fonte alla Capra, poi, in un paio di chilometri, a salire sulla sommità della montagna, dove si gode di una grande vista panoramica.

passeggiate toscana primavera
Lorenzo Calamai
La scenografica panchina sulla vetta del Monte Giovi

L’anello torna al punto di partenza con un giro lungo altri cinque chilometri in leggero falsopiano in discesa, che porta a godere senza affanno della natura. In primavera, i boschi di castagni e faggi si tingono di un verde fresco e brillante che rende il paesaggio vivo e attraente.

Il Sentiero dell’Acqua Zolfina alle Balze del Valdarno

Chi non conosce le Balze del Valdarno fatica a credere che esistano davvero: guglie, pareti scoscese e pinnacoli di argilla e sabbia che si innalzano come cattedrali naturali su un pianoro coltivato a vigne e olivi, in provincia di Arezzo.

passeggiate toscana primavera
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L’imponente muraglia delle Balze del Valdarno

Leonardo da Vinci, che da queste parti cresceva, le osservò, le studiò e, si dice, le usò come sfondo per alcuni dei suoi dipinti. Ne scrisse anche nei manoscritti del Codice Leicester.

Per esplorarle da vicino c’è un itinerario molto semplice, il Sentiero dell’Acqua Zolfina. Si tratta di un anello di circa 7 chilometri con un dislivello di appena 200 metri, percorribile in circa due ore, senza difficoltà di sorta.

La partenza è dall’esterno delle mura di Castelfranco di Sopra, vicino alla medievale Badia a Soffena: un piccolo tabernacolo in legno illustra l’itinerario. Il sentiero è ben segnalato con i caratteristici segni bianco-rossi del Club Alpino Italiano sugli alberi.

Il percorso è in realtà composto da due tratti: quello delle Fossate, che attraversa la zona più spettacolare delle Balze, e quello dell’Acqua Zolfina vero e proprio, che prende il nome dalla sorgente di acqua sulfurea che emerge dalle argille e si riconosce, già a distanza, per il caratteristico odore di zolfo. La passeggiata si chiude nei pressi di Piantravigne, borgo arroccato che offre un eccezionale panorama sulle Balze, con le pareti ocra che si innalzano tra le colline verdi, creando un contrasto di rara bellezza.

Crete Senesi: le Biancane di Leonina

Le cosiddette Crete Senesi si trovano nei dintorni del borgo di Asciano, a poca distanza, per l’appunto, da Siena. Sono argille di età pliocenica, risalenti a circa 4 milioni di anni fa, quando quest’area era ancora il fondale del Mar Tirreno: tutt’oggi il terreno conserva tracce di salgemma. Nel tempo, l’erosione dell’acqua e del vento e l’azione dell’uomo, attraverso il disboscamento e l’allevamento, ha modellato queste argille, trasformandole in formazioni uniche, dette biancane, per via delle loro cupolette biancastre, lucide e prive di vegetazione.

In primavera questi terreni erosivi di colore bianco brillano sotto la luce del sole, in pieno contrasto con il verde iper-saturo dei campi coltivati, dei cipressi e dei pascoli che li circondano, dando vita a uno degli spettacoli naturali più belli e caratteristici della Toscana.

passeggiate toscana primavera
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Panorama delle Crete Senesi

L’itinerario consigliato per godersi una piacevole passeggiata alla scoperta di questo territorio unico è l’anello delle Biancane di Leonina, inaugurato nel 2021 con pannelli informativi sulla flora, la fauna e la geologia del geosito. Si tratta di un percorso comodo, lungo poco più di sei chilometri, che si dipana su strade bianche e mulattiere.

Lungo il cammino si incontra il Site Transitoire, l’installazione in pietra realizzata nel 1993 dall’artista francese Jean-Paul Philippe, una sorta di finestra monumentale che incornicia il paesaggio e concentra la luce solare durante il solstizio d’estate: un punto di osservazione senza eguali.

La casa natale di Leonardo a Vinci

Passeggiata semplicissima ma che dona grande soddisfazione è il sentiero pedonale di circa 2 chilometri che collega il borgo medievale di Vinci alla casa natale di Leonardo da Vinci, che si trova nella piccola frazione di Anchiano.

È chiamata la Strada Verde di Vinci: parte dalla parte settentrionale del piccolo e curato borgo, vicino al Mulino della Doccia, e sale nella campagna circostante, attraverso vigne e oliveti, offrendo scorci magnifici sul territorio circostante. La primavera dona particolare bellezza a queste colline, punteggiate di vecchie case coloniche e minuscole borgate, con il verde che impera dovunque l’occhio si posi.

L’antico complesso rurale di Anchiano, attestato già nel 1427 come proprietà della famiglia da Vinci, è oggi un museo. All’interno, vengono raccontato i primi anni di vita di Leonardo. Il paesaggio che si ammira dal sentiero, scandito da terrazze coltivate a vigna e ulivo sul declivio del Montalbano, è rimasto molto simile a quello che il piccolo Leonardo vedeva dai campi di Anchiano nel 1452, una bellezza immutabile di cui bearsi a ogni passo.

Castelluccio di Norcia si trasforma in un dipinto: la fioritura 2026

10 mai 2026 à 07:30

Ogni anno, tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, Castelluccio di Norcia si trasforma in uno dei paesaggi più spettacolari d’Italia: l’altopiano ai piedi del borgo si accende infatti di colori intensi e mutevoli, e dà vita alla celebre fioritura che richiama visitatori, fotografi ed escursionisti da tutta Europa.

La “fiorita”, come viene chiamata dagli abitanti locali, interessa l’ampia distesa carsica che abbraccia Castelluccio, piccolo paese in provincia di Perugia immerso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini: tra panorami montani sconfinati e silenzi che amplificano la bellezza del paesaggio, il borgo continua ancora oggi a portare i segni del terremoto del 2016 e del 2017, ma conserva intatto il fascino autentico di uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino centrale.

Non solo Giappone: le fioriture di primavera in Corea sono pura magia

Par : elenausai10
24 avril 2026 à 14:30

Se pensate alla fioritura dei ciliegi, la mente vola quasi certamente verso Tokyo o Kyoto. Eppure, esiste una meta dove la primavera è considerata molto più che una stagione: la Corea del Sud.

Qui, il risveglio della natura trasforma le città in palette rosa e bianche, creando quell’atmosfera eterea che ha reso iconiche le scene più romantiche dei K-drama. Spesso, il primo incontro tra i protagonisti o il momento in cui realizzano di amarsi avviene proprio sotto una pioggia di petali. È l’equivalente coreano del bacio sotto la pioggia nei film di Hollywood, per intenderci.

Vivere la stagione delle fioriture in terra coreana, nel periodo compreso tra marzo e maggio, è un’esperienza che unisce estetica e tradizione. Non solo per i ciliegi, anche le fioriture di pruni, azalee, forsythia e fiori di colza offrono la possibilità di creare itinerari diversificati lungo tutta la penisola.

Dove andare e quali sono gli eventi da non perdere in Corea del Sud durante il periodo delle fioriture di primavera? Ecco tutte le informazioni da conoscere!

Dove vedere le fioriture più belle in Corea del Sud

La primavera in Corea del Sud, come quella in Giappone, non è un evento statico, ma un vero e proprio calendario naturale che risale la penisola da sud verso nord. Il viaggio inizia già a marzo, quando i primi timidi fiori di pruno punteggiano le rive del fiume Seomjingang a Gwangyang: è qui che si respira l’atmosfera più intima e raccolta, lontano dalle grandi folle, in un paesaggio che sembra uscito da un dipinto.

Spostandosi verso l’isola di Jeju, lo scenario cambia drasticamente: l’isola vulcanica si trasforma in un tappeto dorato grazie alle immense distese di canola (colza) che arrivano a sfiorare il blu intenso del mare, creando un contrasto cromatico quasi surreale. Con l’arrivo di aprile, il colore dominante diventa il rosa acceso delle azalee, che ricoprono interamente le pendici del Monte Hwangmaesan, mentre a Seoul le colline del Yeouido Park si accendono di forsythia gialle e ciliegi in fiore.

Se decidete di organizzare un viaggio in Corea del Sud per ammirare le fioriture, sappiate che il tempismo è tutto: la fioritura raggiunge il picco per soli 7-10 giorni in ogni regione. Seguite i siti ufficiali e i canali social locali per monitorare le previsioni in tempo reale. Mentre cercate l’angolazione migliore per le vostre foto, ricordate di non cogliere mai i fiori e di non invadere proprietà private.

Fioritura dei ciliegi a Seoul vicino alla N Seoul Tower
Ufficio Stampa
I ciliegi in fiore incorniciano la N Seoul Tower sul monte Namsan

I festival primaverili

In Corea del Sud, l’arrivo della primavera coinvolge l’intero Paese attraverso l’organizzazione di vari festival. Queste celebrazioni rappresentano il mix perfetto di panorami mozzafiato, performance artistiche e sapori unici che permettono di entrare in contatto con l’anima del territorio.

Tra gli appuntamenti imperdibili spicca il Jinhae Gunhangje Festival. Ogni anno, milioni di visitatori affollano questa cittadina costiera per ammirare migliaia di alberi in fiore, con i petali che ricoprono i binari della stazione di Gyeonghwa e i canali cittadini, creando scenari da film.

Anche il Gwangyang Maehwa Festival merita una visita ed è dedicato alla fioritura dei pruni. Infine, gli altri festival da segnare sull’itinerario sono il Wonmisan Azalea Festival, dove il Monte Wonmisan si trasforma in un mare di azalee viola e rosa, e il Noksan-ro sull’isola di Jeju. Qui, la Noksan-ro Canola Flower Road offre uno dei percorsi più suggestivi al mondo, dove il giallo della colza e il rosa dei ciliegi si incontrano lungo chilometri di strada panoramica.

La fioritura a Jinhae in Corea del Sud
Ufficio Stampa
I binari ferroviari di Jinhae avvolti dalla magia della primavera

Fiori in festa: dai parchi ai giardini, gli eventi dove ammirare le più belle fioriture di primavera

9 avril 2026 à 08:30

Fiori a primavera. “Avanguardia pura!” direbbe Miranda Priestly. Ebbene sì, la primavera è proprio la stagione in cui sbocciano i fiori, in cui torna la vita, in cui i campi, i parchi, i giardini, pubblici o privati che siano, si colorano di mille sfumature delle specie floreali più disparate.

Ed è anche il momento in cui si organizzano esposizioni, mostre mercato ed eventi all’aperto – anche importanti dall’estero, come la tulipano-mania, per esempio – incentrati sulle fioriture di stagione.

Dai tulipani alle camelie, dalle primule ai narcisi, dai giacinti ai non ti scordar di me, è tutto uno spuntare di steli e di petali colorati, dalle forme e dai profumi più disparati. Abbiamo selezionato gli eventi di primavera da non perdere, se siete appassionati di fiori (ma anche se non lo siete perché lo diventerete), dove andare, anche in famiglia.

Riaprono i Giardini di Castel Trauttmansdorff, sboccia la primavera sopra Merano

30 mars 2026 à 07:30

Tra le montagne dell’Alto Adige c’è un luogo dove la primavera arriva prima e dura anche più a lungo rispetto a tanti altri posti. Si tratta dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, considerati tra i giardini botanici più belli d’Europa e premiati a livello internazionale per la loro unicità.

Affacciato su Merano, questo spettacolo naturale riapre al pubblico dal 1° aprile 2026, offrendo un’esperienza che va oltre la classica visita: è un viaggio tra fiori variopinti provenienti da tutto il mondo, installazioni artistiche, percorsi interattivi e testimonianze storiche. Tra fioriture spettacolari e novità, ecco cosa non perdere nella nuova stagione, che promette di essere una delle più coinvolgenti.

Eccezionale fioritura nella Death Valley: non succedeva da dieci anni

17 mars 2026 à 19:30

La Death Valley, in California, conosciuta come uno dei luoghi più aridi e caldi del Nord America, mostra quest’anno un lato sorprendentemente colorato. Dopo un decennio di silenzio floreale, il deserto è tornato a fiorire grazie a un 2025 insolitamente piovoso.

Le distese salate, le dune e i canyon che normalmente sembrano privi di vita si sono trasformate in un paesaggio vibrante e affascinante che ha attirato visitatori e numerosi insetti impollinatori del deserto.

L’evento, definito dal National Park Service come la migliore fioritura dal 2016, offre uno spettacolo unico che pochi si aspettano di trovare in un territorio così estremo.

I migliori campi di tulipani “you pick” in Italia per i fiori più belli

15 mars 2026 à 09:00

Negli ultimi anni, anche in Italia si è diffusa una tendenza che arriva dai Paesi Bassi: i campi di tulipani “you pick”, dove non solo ammirare distese di fiori colorati, ma anche raccoglierli con una passeggiata tra filari ordinati e centinaia di varietà differenti.

Ispirati ai celebri tulipani olandesi, i progetti immersivi sono nati grazie a imprenditori agricoli e appassionati di floricoltura che hanno deciso di portare anche nel Belpaese l’idea dei campi fioriti aperti al pubblico.

Nell’imbarazzo della scelta, abbiamo selezionato alcuni dei migliori campi di tulipani you pick per vivere uno degli spettacoli naturali più entusiasmanti della primavera.

Tuliparty-Pianezza (Torino)

A pochi minuti dalla tangenziale di Torino, nei pressi dell’uscita Pianezza-Collegno, ecco uno dei parchi di tulipani più estesi del Piemonte: Tuliparty, che negli ultimi anni ha conquistato grande popolarità grazie alla sua spettacolare fioritura.

Nel campo sono stati piantati circa 135.000 bulbi appartenenti a ben 135 varietà diverse, un mosaico di colori e forme che rende ogni filare diverso dall’altro. Una delle particolarità dell’esperienza è la possibilità di raccogliere i tulipani insieme al bulbo per provare a ripiantarli nel proprio giardino o sul balcone.

Inoltre, durante il periodo di apertura, vengono organizzati laboratori tematici e attività esperienziali per i più piccoli, che trasformano la giornata tra i tulipani in un’occasione educativa oltre che ricreativa.

Tulipani Italiani-Arese (Milano)

Tra i progetti che hanno segnato la nascita dei campi you pick c’è Tulipani Italiani, il primo grande giardino di tulipani aperto al pubblico in Italia. L’idea nasce dalla coppia olandese Edwin e Nitsuhe, che ha deciso di portare nel milanese una tradizione molto diffusa nei Paesi Bassi.

Il campo di Arese si estende su circa due ettari e ospita oltre 370.000 tulipani appartenenti a 450 varietà differenti.

Una delle zone più affascinanti è lo Show Garden, dove i tulipani sono piantati in gruppi da 25 bulbi e disposti in ordine alfabetico, ciascuno accompagnato da un cartello che ne indica il nome.

La visita si svolge su prenotazione e i visitatori ricevono secchi e cestini dove riporre i fiori raccolti e una breve spiegazione da parte dello staff su come muoversi nel campo.

Terminata la passeggiata tra i filari, si passa al gazebo dedicato al conteggio e al confezionamento dei fiori dove il personale conta i tulipani raccolti, rimuove eventuali bulbi rimasti attaccati allo stelo e prepara il mazzo. Il biglietto include alcuni fiori, mentre quelli aggiuntivi possono essere acquistati al termine del percorso.

Il Campo dei Fiori-Galbiate (Lecco)

Affacciato sul suggestivo panorama del Lago di Annone, il Campo dei Fiori di Galbiate è uno dei luoghi più scenografici dove vivere la stagione dei tulipani in Lombardia. Ogni primavera lo spazio agricolo si trasforma in una grande distesa colorata, dove le fioriture accompagnano un calendario di attività pensate per rendere la visita un’esperienza completa, soprattutto per le famiglie.

Il progetto nasce con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale: nella coltivazione dei tulipani, infatti, non vengono utilizzati diserbanti né pesticidi chimici, una scelta che permette di preservare la biodiversità e di offrire ai visitatori un ambiente naturale più sano.

Il campo è stato progettato anche come grande spazio di gioco all’aria aperta: i bambini trovano numerose attività che stimolano movimento, immaginazione e creatività. I giochi tradizionali occupano un posto speciale: tra piscina di paglia, corse con i sacchi e cavallini di legno, l’atmosfera ricorda quella delle feste di campagna di una volta.

Accanto a tali attività ci sono piccole casette in miniatura dove i più piccoli possono improvvisarsi gelatai, pasticceri o fruttivendoli, inventando storie e scenari di fantasia. Non mancano percorsi motori, gare con le palline, altalene a forma di cavallo e veicoli in legno.

Particolarmente apprezzato è il percorso sensoriale a piedi nudi, pensato per stimolare il contatto diretto con materiali naturali e nuove sensazioni.

Tulipani Euganei-Torreglia (Padova)

Ai piedi dei Colli Euganei, tra vigneti e paesaggi collinari, l’azienda agricola di Marco Dainese si trasforma ogni primavera in un coloratissimo campo di tulipani aperto al pubblico con oltre 300.000 bulbi distribuiti in circa novanta varietà. Le fioriture sono pensate per susseguirsi nel tempo, grazie alla presenza di tulipani precoci e tardivi, così da garantire uno spettacolo che dura per diverse settimane.

Tra i più curiosi spiccano il tulipano Rosso Valentino, dal colore intenso e brillante, e il celebre tulipano nero che fiorisce tra le ultime insieme a quella blu.

Durante la visita si passeggia tra i filari con piccoli cestini per la raccolta, ammirando anche il paesaggio agricolo che caratterizza questa zona del Veneto. Nel periodo primaverile è possibile osservare anche i ciliegi in fiore e l’apiario dell’azienda.

Una delle esperienze più suggestive è il cosiddetto “tulip by night”, una visita serale che permette di vivere il campo quando la luce del tramonto rende i colori ancora più intensi.

Tulipark Bologna

Anche l’Emilia-Romagna ha il suo grande campo di tulipani you pick: Tulipark Bologna ospita circa 250.000 tulipani appartenenti a oltre 100 varietà.

Il parco si trova nella zona nord della città, tra Via Erbosa e Via dell’Arcoveggio, facilmente raggiungibile sia dal centro sia dalle principali arterie stradali. Durante la stagione della fioritura il campo si trasforma in un vivace mosaico di colori, con lunghi filari che alternano tonalità intense e sfumature delicate.

L’esperienza è pensata per essere semplice e rilassante: si cammina tra i campi, si osservano le varietà e si selezionano i fiori preferiti da portare a casa come ricordo della giornata.

Wander and Pick-Scandicci (Firenze)

La Toscana ha il suo primo grande campo di tulipani you pick grazie a Wander and Pick, un progetto che porta anche tra le colline fiorentine lo spettacolo delle distese primaverili.

Il parco ospita oltre 300.000 tulipani appartenenti a circa 80 varietà diverse e anche circa 10.000 narcisi botanici, un’aggiunta che arricchisce la fioritura primaverile e crea un paesaggio variegato e profumato.

Il progetto nasce con l’idea di promuovere una floricoltura più naturale e sostenibile, tramite sperimentazioni biologiche e una gestione attenta del campo.

Tulipandia-Grottammare (Ascoli Piceno)

Nelle Marche, a Grottammare, Tulipandia è il primo campo di tulipani aperto al pubblico nella regione: il progetto nasce dalla passione di Elisa e Younes, che hanno trasformato un terreno agricolo in una distesa di colori primaverili.

Il campo occupa circa un ettaro e ospita 58 varietà di tulipani la cui disposizione delle piante non è casuale: le specie precoci e tardive sono alternate in modo da garantire una fioritura prolungata e sempre varia durante la stagione.

Tulipandia è pensato anche come luogo di incontro e di scoperta per le famiglie. È presente un’area dedicata ai bambini con tavolini, giochi e spazi per colorare o correre liberamente. Durante la stagione vengono organizzati laboratori didattici e workshop creativi.

L’esperienza è arricchita dalla presenza di una piccola area con animali da fattoria: galli, alpaca, anatre e conigli nani.

Tulipark Roma

Nel quartiere Villa De Sanctis, a Roma, torna anche nel 2026 uno degli appuntamenti primaverili più attesi della capitale: il Tulipark.

Il parco ospita oltre 360.000 tulipani appartenenti a 91 varietà, distribuiti lungo percorsi che permettono di passeggiare tra i filari e scegliere i propri fiori preferiti.

Il biglietto d’ingresso include la raccolta di due tulipani, mentre quelli aggiuntivi possono essere acquistati durante la visita. L’area è organizzata per offrire un’esperienza rilassante, con spazi dedicati alle fotografie e zone dove fermarsi ad ammirare il paesaggio floreale.

Tulipark Bari

A Bari, nei pressi dello Stadio San Nicola, ogni primavera apre Tulipark Bari, un campo dove vivere da vicino la splendida fioritura.

Il biglietto d’ingresso permette di raccogliere i fiori, con diverse formule che variano in base al numero di tulipani scelti. Un aspetto interessante dell’organizzazione è la possibilità di tornare gratis una seconda volta nel caso in cui i fiori non siano ancora pronti al momento della visita.

Durante la permanenza nel campo, personale specializzato accompagna i visitatori e li guida lungo il percorso tra i filari spiegano come raccogliere correttamente i tulipani.

Tulipani di Madonna dell’Olio-Blufi (Palermo)

Non tutti i campi di tulipani italiani sono coltivazioni progettate per la raccolta: in Sicilia esiste un luogo dove i fiori sbocciano spontaneamente.

A Blufi, nel cuore delle Madonie, davanti al Santuario della Madonna dell’Olio, tra marzo e maggio i prati si tingono di rosso grazie alla fioritura dei tulipani di Raddi, una varietà botanica conosciuta con il nome scientifico di Tulipa raddii.

Il paesaggio ricorda un dipinto impressionista: migliaia di fiori punteggiano il verde dei campi in un contrasto cromatico straordinario. La particolarità della fioritura sta nella sua origine naturale: i tulipani non sono stati piantati per creare un’attrazione turistica, ma crescono liberamente da generazioni.

I bulbi si trovano a circa cinquanta centimetri di profondità e riescono a resistere anche alle periodiche operazioni di aratura del terreno. Ogni primavera tornano a emergere nello stesso appezzamento agricolo, oggi gestito con grande attenzione dalla famiglia Macaluso.

TuliPeretti-Dueville (Vicenza)

L’Azienda Agricola Peretti invita a scoprire la magia dell’autoraccolta presso il campo TuliPeretti, un’oasi cromatica dove oltre 100 varietà di tulipani fioriscono sotto spettacolari ciliegi. Da metà marzo, potrete immergervi tra profumi dolci e petali rari, dai pappagallo ai sfrangiati, creando il vostro bouquet personalizzato.

Con un ingresso di 5 euro che include tre fiori, avrete a disposizione un kit gratuito per la raccolta. Situato a breve distanza dal casello autostradale di Dueville, il campo è aperto tutti i giorni, dalle 9:00 alle 19:00, senza prenotazione. È la location ideale per scatti indimenticabili e relax nella natura!

Tulipani rossi e gialli
Ufficio stampa
I tulipani di TuliPeretti

Shirin-Ornago (Monza e Brianza)

Quest’anno, il campo di tulipani Shirin trasforma la fioritura in un’esperienza multisensoriale completa. Accanto alla suggestiva raccolta tra 200.000 tulipani disposti in scenografici filari stile olandese, l’offerta si arricchisce di laboratori di pittura en plein air, sessioni di yoga, pilates e letture nel verde.

Per i più piccoli il divertimento è assicurato con la pista di go-kart a pedali e l’immancabile caccia alle uova. Nei weekend e durante la settimana di Pasqua sarà attiva un’area food dedicata, mentre fotografi professionisti saranno a disposizione per ritratti di famiglia.

Al Castello di Pralormo torna Messer Tulipano, il parco si trasforma in un mare di colori primaverili

Par : losiangelica
11 mars 2026 à 11:30

La primavera arriva in grande stile in Piemonte: dal 28 marzo 2026 riapre le porte Messer Tulipano, l’evento floreale al castello di Pralormo che ospita ben 130.000 tulipani tra tantissime varietà. La ventiseiesima edizione è pronta a far battere il cuore con tante novità imperdibili.

Torna Messer Tulipano al castello di Pralormo

Il grande protagonista resta naturalmente il parco storico del Castello di Pralormo, disegnato nell’Ottocento dall’architetto di corte Xavier Kurten, in cui i tulipani formano onde di colore che attraversano il giardino tra alberi secolari e prati aperti.

Quest’anno, tra le varietà più curiose spicca il tulipano “Princess Elizabeth”, dedicato alla regina Elisabetta II d’Inghilterra. Non è l’unico fiore a catturare l’attenzione. Passeggiando tra le aiuole incontrerete anche una collezione di tulipani botanici, varietà piccole e spontanee che esistevano già secoli fa e che oggi sono considerate le antenate dei tulipani moderni.

Tra i protagonisti del percorso ci sono poi varietà spettacolari come i viridiflora, con le caratteristiche striature verdi sui petali, e i tulipani parrot, dai petali frastagliati che sembrano quasi arricciarsi su se stessi. E non manca uno dei più fotografati: il celebre Queen of the Night, il tulipano nero che spicca nel giardino vicino alla serra storica.

A rendere ancora più scenografico il percorso è anche il lungo “fiume” di muscari blu, che accompagna alcune delle aiuole principali con un contrasto cromatico molto intenso.

Poi c’è la serra ottocentesca dei Fratelli Lefevre, arrivata a Pralormo da Parigi alla fine dell’Ottocento. Qui trovate una piccola collezione di orchidee che aggiunge un’altra tappa al percorso botanico.

La fioritura del castello di Pralormo
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Pralormo e l’evento Messer Tulipano

Cosa vedere durante l’evento Messer Tulipano

Una delle novità di questa edizione è la mostra “Solofiori”, allestita nell’Orangerie del castello e curata dalla storica dell’arte Marcella Pralormo dove i fiori diventano soggetto artistico: acquerelli, dipinti, piccoli carnet di viaggio e sculture realizzati da artisti contemporanei che lavorano tra Torino e il Piemonte.

Durante la visita potete poi concedervi una pausa nei prati del parco. Tra le proposte più apprezzate c’è il picnic tra i tulipani, spesso organizzato sotto i ciliegi ornamentali. È uno dei momenti più fotografati della giornata, soprattutto nelle settimane di piena fioritura.

Per chi arriva con i bambini sono previsti percorsi dedicati, attività all’aria aperta e il cosiddetto “viale degli uccellini”, un piccolo itinerario che racconta le specie che vivono nel parco.

Non mancano neppure gli spazi per fermarsi a curiosare: un mercatino con prodotti del territorio, stand con vini piemontesi, miele, cosmetici naturali e oggetti per la casa. E per chi viaggia con il cane è stato previsto anche un Dog Bar, una piccola area dedicata agli amici a quattro zampe.

L’evento coinvolge anche il borgo di Pralormo in provincia di Torino, dove la Pro Loco propone menu ispirati alla cucina locale. Così la visita ai giardini può trasformarsi facilmente in una giornata intera tra natura, arte e gastronomia.

Come nelle edizioni precedenti, la manifestazione mantiene anche un’attenzione particolare ai temi sociali e ambientali, con iniziative legate alla sostenibilità e collaborazioni solidali, tra cui quella con Specchio dei Tempi.

Castello di Pralormo in Piemonte
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Il Castello di Pralormo si prepara all’evento primaverile

Come prenotare: date, biglietti e prezzi

Dal 28 marzo al 26 aprile 2026 sarà possibile tornare a partecipare all’evento primaverile più atteso nel borgo piemontese in provincia di Torino dalle 10 alle 18 in settimana e dalle 10 alle 19 durante il weekend.

I prezzi sono:

  • 12 euro per l’intero nel weekend,
  • 10 euro per il ridotto settimanale,
  • 5 euro per bambini dai 4 ai 12 anni e disabili,
  • Gratis per bimbi sotto i 4 anni.

I biglietti si possono acquistare direttamente dal sito ufficiale del castello.

Dove si trova e come arrivare

Il castello di Pralormo si trova nell’omonimo comune del borgo in provincia di Torino e non è complicato da raggiungere: l’uscita autostradale più vicina è quella di Santena ma chi è della zona può arrivare anche da Carmagnola o Villanova d’Asti. Dista meno di un’ora da Torino e circa un’ora e trenta da Milano.

Dove andare ad aprile in Europa, 5 mete perfette tra festival, fiori e tradizioni

Par : losiangelica
8 mars 2026 à 12:00

La primavera è arrivata e la si percepisce nell’aria tra giardini in fiore e tantissimi eventi all’aperto. Non è ancora alta stagione, ma l’energia è già quella delle grandi occasioni. Se state pensando di organizzare un viaggio in Europa ad aprile ecco 5 mete top tra festival musicali, arte, fiori e tradizioni.

Atene e i festeggiamenti pasquali

Poche città vivono la Pasqua come Atene. La città entra nella festa davvero, con i riti, il cibo, le chiese aperte fino a notte fonda. Il Venerdì Santo le processioni scendono nei quartieri, nei vicoli, tra i palazzi. L’atmosfera è raccolta, quasi pesante. Le strade rallentano; chi non è abituato resta un po’ sorpreso da quanto sia presa sul serio. Poi arriva la mezzanotte del Sabato Santo e cambia tutto di colpo: fuochi d’artificio, campane, candele accese che passano di mano in mano.

La domenica nei cortili e nelle taverne si arrostisce l’agnello allo spiedo, la musica accompagna il pranzo che va avanti per ore. Tra i piatti c’è anche la mageiritsa, una zuppa a base di frattaglie che si prepara dopo la liturgia notturna.

Aprile è anche uno dei momenti migliori per visitare l’Acropoli. Il caldo estivo non è ancora arrivato, i pullman di turisti nemmeno. Il clima è già buono e la città si gira con più calma. Chi volesse prolungare il viaggio in Grecia, aprile è anche un mese ragionevole per le isole prima che i prezzi salgano e i traghetti si riempiano: non a caso rientra proprio tra i nostri consigli per una vacanza al mare ad aprile.

Siviglia, per la Feria de Abril

Se c’è una città che in aprile esplode di energia, quella è Siviglia. La Feria de Abril dal 21 al 26 aprile 2026 trasforma la capitale andalusa in un enorme palcoscenico all’aperto fatto di musica, cavalli, flamenco e casette decorate.

La festa dura circa una settimana e ha radici profonde nella tradizione locale. Nella grande area fieristica compaiono centinaia di casetas, piccoli padiglioni dove si mangia, si beve e soprattutto si balla. Le donne indossano abiti da flamenco coloratissimi, gli uomini sfoggiano abiti tradizionali e carrozze trainate da cavalli attraversano le strade. Il flamenco è ovunque. Non solo negli spettacoli ufficiali, ma anche nelle danze improvvisate che nascono davanti alle casette o nelle piazze della città.

Aprile è il momento perfetto anche per esplorare Siviglia con calma: il clima è caldo ma ancora sopportabile e i profumi degli aranci in fiore riempiono le strade del centro storico. La Feria si tiene generalmente due settimane dopo la Semana Santa, anche se in alcuni anni può slittare a inizio maggio.

Amsterdam, per la festa del re e i tulipani

Ad aprile Amsterdam cambia volto. I canali si riempiono di barche decorate, i parchi diventano macchie di colore e l’intera città si prepara alla festa del Re, uno degli eventi più vivaci dei Paesi Bassi. Il 27 aprile tutto diventa arancione; è il colore nazionale e lo si vede ovunque: nei vestiti, nelle bandiere, nei mercatini improvvisati lungo i canali. La gente festeggia per strada, la musica riempie i quartieri e le barche trasformano i canali in una specie di parata galleggiante.

Ma aprile è anche il mese dei tulipani. Nei campi fuori città e nei giardini storici del Keukenhof la fioritura raggiunge il suo picco, regalando paesaggi che sembrano dipinti.

In città vale la pena dedicare qualche ora al Rijksmuseum. In primavera l’affluenza è decisamente più gestibile rispetto ai mesi estivi e si possono ammirare con più calma capolavori di Rembrandt, Vermeer e degli altri grandi maestri olandesi.

Amsterdam durante il Koningsdag
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Koningsdag, il festeggiamento del re ad Amsterdam

Tallinn per la music week

Per qualche giorno Tallinn diventa una capitale della musica europea. Dal 9 al 12 aprile 2026 la Tallinn Music Week invade la città trasformandola in un enorme festival diffuso. Oltre ai concerti la piattaforma creativa unisce musica, design, tecnologia e gastronomia. I live si svolgono nei club, certo, ma anche in spazi inattesi: gallerie d’arte, teatri indipendenti, cortili nascosti e perfino mezzi pubblici.

Il programma è volutamente eclettico. Si passa dall’elettronica sperimentale al pop alternativo, dalla musica classica contemporanea al jazz. Sul palco salgono artisti emergenti provenienti da tutta Europa e spesso anche da altre parti del mondo.

Copenaghen per la riapertura dei giardini Tivoli

Tra le mete top da visitare in Europa ad Aprile c’è Copenaghen. Perché? Dal 7 aprile 2026 riaprono i giardini Tivoli che non sono aperti tutto l’anno. Con l’apertura tornano le giostre, i chioschi, le fontane. E le luci, soprattutto. Il parco si trova nel centro della città, a pochi passi dalla stazione centrale, e nelle prime settimane di stagione si riempie rapidamente: famiglie, comitive, turisti, ma anche coppie che ci vanno da vent’anni e continuano ad andarci.

Tra le attrazioni più vecchie ci sono le montagne russe in legno del 1914, ancora funzionanti. Il Pantomime Theatre porta avanti una tradizione di spettacoli in maschera che risale all’Ottocento. Sul fronte gastronomico l’offerta è ampia, dalla cucina danese tradizionale a proposte più contemporanee, con diverse opzioni per chi non mangia carne. Da questo mese in poi il parco diventa anche un piccolo circuito musicale: jazz, blues, pop, i concerti del venerdì sera, all’aperto, attirano pubblico da tutta la città.

Giardini Tivoli a Copenaghen
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I suggestivi giardini Tivoli di Copenaghen

Sul Lago Maggiore, i Giardini di Villa Taranto si trasformano in un labirinto di tulipani dai mille colori

8 mars 2026 à 07:30

A pochi giorni dall’inizio della primavera, la natura sta già regalando il suo spettacolo migliore: migliaia di fiori stanno iniziando a sbocciare colorando i giardini e i parchi in tutta Italia. Tra questi, ce n’è uno che ha aperto i suoi cancelli in anticipo rispetto al previsto, il 6 marzo 2026, offrendo l’opportunità a tutti i curiosi di immergersi in incantevoli sfumature e profumi che accolgono la stagione più romantica dell’anno: sono i Giardini Botanici di Villa Taranto, a Verbania, affacciati sulle tranquille acque del Lago Maggiore.

Questo è il periodo perfetto per visitare il magico mondo di fioriture dove il re indiscusso è il grande labirinto di tulipani: un serpeggiante sentiero di circa 400 metri che ci trasporta in una speciale atmosfera dominata da tonalità, geometrie e sfumature affascinanti.

Hallerbos, la Foresta Blu del Belgio che in primavera diventa un oceano viola

28 février 2026 à 14:00

A non troppa distanza dalla Capitale belga si apre un vero e proprio tempio vegetale che, in primavera, dà il meglio di sé. Il suo nome è Hallerbos, il bosco pubblico più vasto tra il fiume Zenne e il massiccio soniano, conosciuto anche come Foresta Blu. Sì, avete capito bene: non siete arrivati al cospetto di un parco urbano con vialetti ornamentali, ma di una selva nel vero senso della parola.

Con rilievi irregolari, quattro piccole valli, altopiani centrali e sentieri che seguono la morfologia del terreno, Hallerbos è un pullulare di tronchi di faggi che salgono diritti verso l’alto, per poi formare una volta fitta che filtra la luce in modo teatrale. E proprio tra questi fusti, per una manciata di settimane, il sottobosco si copre di una fioritura che ha reso celebre il sito in tutta Europa.

Si tratta della Hyacinthoides non-scripta, conosciuta nel mondo anglosassone come bluebell. In italiano non esiste un equivalente esatto, al punto che qualcuno parla di campanula, altri di giacinto selvatico o scilla, ma nessuna definizione ne coglie davvero l’identità. Oltre alla bellezza dello sbocciare, ciò che colpisce il visitatore è che questi fiori penduli, riuniti su uno stelo arcuato, colorano il terreno di un blu violaceo che sembra irreale.

Il calendario della magia: quando ammirare il risveglio cromatico nel 2026

La stagione delle bluebell varia a seconda dell’andamento climatico invernale e primaverile. In passato il picco cadeva attorno al primo maggio. Negli ultimi anni, però, l’anticipo delle temperature miti ha spostato in avanti di qualche giorno.

Hallerbos, la fioritura di primavera
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Tutti colori di Hallerbos, la Foresta Blu

Per il 2026, dunque, la finestra più probabile si colloca tra la seconda metà di aprile e i primissimi giorni di maggio, con una durata che raramente supera i 10 giorni nel momento di massima intensità. I primi fiori compaiono a inizio mese, ma il colpo d’occhio totale richiede alcuni giorni in più.

Il consiglio che vi diamo è quello di monitorare gli aggiornamenti ufficiali prima della partenza, perché l’apertura delle foglie di faggio resta il segnale decisivo. La fase ideale coincide con i 7-10 giorni successivi alla comparsa del verde giovane sulla chioma. In quel periodo la luce penetra ancora con generosità e il contrasto cromatico raggiunge l’apice.

Lo spettacolo a cui assisterete è davvero unico nel suo genere: le bluebell crescono in molte foreste antiche europee, ma qui la portata cambia quasi totalmente scala. È bene sapere, inoltre, che durante la fioritura vengono introdotte regolamentazioni specifiche per traffico e parcheggi, soprattutto nei fine settimana. Va poi ricordato che restare sui tracciati segnati è obbligatorio, anche perché il tappeto viola è fragile e basta un passo fuori sentiero per danneggiare intere porzioni di piante.

Oltre le bluebell: cosa fare a Hallerbos

La primavera è certamente uno dei momenti più indicati per visitare Hallerbos, ma ridurlo solo a questa stagione sarebbe un errore. Il rilievo movimentato, le conifere monumentali e la presenza di fauna selvatica regalano motivi di visita anche fuori da questo periodo. Di seguito alcuni percorsi e luoghi che raccontano un volto diverso del bosco.

Passeggiata delle Sequoie

Nel cuore di una porzione meno nota di questa foresta del Belgio compaiono giganti arrivati dalla California. Sono le sequoie, qui piantate a scopo ornamentale e sperimentale, che sorprendono per altezza e diametro. Il sentiero dedicato, circa 4 chilometri, attraversa un’area ricca di conifere e aiuta a osservare questi alberi in un contesto insolito.

Passeggiata del Capriolo

Il percorso più lungo, intorno ai 7 chilometri, prende il nome di Passeggiata del Capriolo e attraversa tre delle quattro valli interne. L’animale, simbolo del posto, talvolta compare ai margini dei sentieri nelle ore tranquille.

Passeggiata dell’Altopiano

Poi ancora la Passeggiata dell’Altopiano, 4 chilometri quasi pianeggianti sul plateau centrale. Il tracciato è pensato anche per visitatori con mobilità ridotta e presenta panchine e tavoli da picnic a intervalli regolari. Durante la fioritura, questa zona si trova nel cuore dell’area blu, mentre nei mesi successivi diventa un corridoio luminoso tra i faggi.

Museo del Bosco

All’indirizzo Vlasmarktdreef 4, vicino al parcheggio 2, prende vita un piccolo museo forestale. L’esposizione racconta la gestione del patrimonio boschivo, la biodiversità locale e le fasi di fioritura primaverile. In alcune domeniche di aprile e nei primi giorni di maggio 2026 è prevista l’apertura pomeridiana con mostre temporanee dedicate ai fiori stagionali.

In bicicletta tra lambic e gueuze

Per chi ama le due ruote, esiste un itinerario di ben 41 chilometri inserito nei percorsi “Flanders’ Finest”. Si tratta di un tracciato che attraversa campagne celebri per la produzione di lambic e gueuze, birre tradizionali a fermentazione spontanea. Il bosco diventa così parte di un circuito più ampio tra cultura brassicola, villaggi rurali e paesaggi agricoli.

Dove si trova e come arrivare

Hallerbos si trova nel territorio del comune di Halle, approssimativamente 20 chilometri a sud di Bruxelles. Arrivarci, dunque, è piuttosto facile:

  • In auto: si percorre il raccordo anulare R0, uscita 21, quindi si seguono le indicazioni per i parcheggi ufficiali. Durante la stagione delle bluebell alcune strade interne, tra cui Vlasmarktdreef, subiscono chiusure temporanee e sensi unici. Il parcheggio 4 viene riservato ai possessori di contrassegno disabili.
  • Con i mezzi pubblici: si raggiunge la stazione ferroviaria di Halle e da lì si prosegue in autobus. Nei giorni feriali il collegamento più diretto è la linea TEC 114 fino alla fermata Vlasmarkt, a pochi minuti dall’ingresso del museo. Nei fine settimana entrano in gioco linee diverse, con tempi più lunghi e una breve tratta a piedi.
  • In camper: il pernottamento nei parcheggi forestali non è consentito. Le aree attrezzate più vicine si trovano lungo il Suikerkaai o nel camping di Huizingen.
  • Noleggiare una Blue-bike: esiste anche questa possibilità e lo si può fare presso la stazione, per poi coprire su due ruote i circa 5 chilometri che separano il centro dal bosco.

Arrivare qui significa accettare il ritmo della natura. La fioritura dura poco, le regole sono chiare e il rispetto è imprescindibile, ma in cambio si ottiene uno spettacolo che resta impresso a lungo, un mare viola sotto una cattedrale di faggi nel cuore del Belgio più verde.

Il Lago Tekapo è il paradiso dei lupini: la fioritura fiabesca della Nuova Zelanda

26 octobre 2025 à 17:30

Esistono luoghi nel mondo talmente incantevoli da non sembrare reali. Posti in cui la natura usa tavolozze di colori speciali e dipinge un panorama unico al mondo: uno di questi, in un particolare periodo dell’anno, si trasforma in un paesaggio mozzafiato che sembra sia stato pensato appositamente per raccontare la fiaba perfetta.

Montagne glaciali sullo sfondo, calme acque turchesi e cieli spettacolari che con il calare del sole infuocano l’orizzonte. Tutt’intorno una distesa infinita di fiori viola, lilla e rosa che creano sfumature meravigliose. Siamo in Nuova Zelanda, sulle sponde del Lago Tekapo, dove verso la fine di novembre la fioritura dei lupini mette in scena uno spettacolo meraviglioso.

L’esplosione di colori che conquista occhi e cuore

Conosciamo i lupini per essere presenti nel celebre romanzo “I Malavoglia” di Verga, ma tanti non hanno mai avuto la fortuna di assistere allo spettacolo della loro fioritura.

Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, ogni anno, per alcune settimane sulle sponde del Lago Tekapo torna la magia: il paesaggio si trasforma in un mosaico vivente di sfumature che vanno dal rosa al lilla e al giallo. Così, i lupini selvatici (Lupinus polyphyllus) invadono ogni angolo: colline, rive, sentieri. In quei giorni, il Lago Tekapo diventa un dipinto impressionista firmato dalla natura.

La fioritura mozzafiato dei lupini al Lago Tekapo
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La fioritura dei lupini al Lago Tekapo

È lo scatto perfetto che tutti vorremmo fare e il quadro che nessun artista potrebbe mai replicare: il contrasto tra le tonalità accese dei lupini, l’acqua turchese del lago, la neve residua sulle montagne e la natura incontaminata, creano uno scenario da sogno per chi ama la natura e vuole vivere un’esperienza visivamente indimenticabile.

Come ammirare la magia della fioritura

Il luogo migliore da cui ammirare le distese di lupini? Uno dei punti panoramici più amati è una suggestiva chiesetta in pietra affacciata al lago, la Church of the Good Shepherd. Ma non è l’unico: lungo la Godley Peaks Road si susseguono scorci perfetti per immergersi nella bellezza dei campi di lupini, magari partecipando a un’escursione guidata che porta nei luoghi più nascosti.

L’alba e il tramonto sono i momenti migliori per vivere questa magia, quando la luce si riflette sull’acqua, i fiori sembrano accendersi e il cielo si tinge d’oro. È in questo momento che il Lago Tekapo invita a riscoprire il legame tra uomo e natura in uno dei luoghi più puri e incontaminati del pianeta, e mostra la sua anima più poetica: quella che fa innamorare ogni viaggiatore.

Dove si trova

Il Lago Tekapo si trova nel cuore dellIsola del Sud della Nuova Zelanda, nella splendida regione del Mackenzie, circondata dalle Alpi Meridionali. Vi si arriva in auto in circa 3 ore da Christchurch e 3 ore e mezza da Queenstown, lungo una delle strade panoramiche più suggestive del Paese.

Un ultimo consiglio? Raggiungete anche il Mount John Observatory, da cui si gode una vista mozzafiato sul lago e sui cieli stellati che rendono questa zona una delle più limpide al mondo.

Lavanda in fiore, i migliori luoghi d’Italia per ammirare spettacoli viola da sogno

21 juin 2025 à 11:18

Quel momento dell’anno in cui la lavanda inizia a colorare le colline d’Italia con le sue sfumature di viola, vuol dire che si sta aprendo una stagione magica per chi ama viaggiare immerso nella natura e nei profumi autentici. Non si tratta solo di una festa per gli occhi, ma di un’esperienza sensoriale che unisce paesaggi mozzafiato, piccoli borghi e tradizioni rurali che raccontano storie antiche. Dalle distese toscane alle valli piemontesi, ecco a voi i migliori luoghi del nostro Paese per ammirare le fioriture di lavanda.

Sale San Giovanni, Piemonte

In Piemonte, tra le sue tante meraviglie, si nasconde un vero e proprio angolo di Provenza a Sale San Giovanni, in provincia di Cuneo. Da queste parti, tra fine giugno e inizio luglio, i campi di lavanda esplodono in un tripudio di viola. Passeggiando tra i filari di lavanda della zona, ci si imbatte anche in erbe officinali come camomilla, issopo e achillea, che arricchiscono il panorama con colori e profumi intensi.

A disposizione dei visitatori ci sono dei percorsi pedonali, che vanno da 25 minuti a 4 ore, che catapultano in un mondo fatto di bellezza e tranquillità. Per accedervi, durante i weekend dal 21 giugno al 6 luglio, è richiesto un contributo simbolico di 2 euro a persona, che include l’accesso ai sentieri e alle visite guidate alle chiese locali. A disposizione ci sono anche eventi speciali, come la “Fiera delle Erbe” che quest’anno andrà in scena il 28 e 29 giugno.

Piemonte, Sale San Giovanni
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La lavanda a Sale San Giovanni

Tuscania, Lazio

Nella suggestiva e antica cornice di Tuscania, in provincia di Viterbo, i campi di lavanda sono appezzamenti che i locali coltivano più per passione e per la qualità del prodotto che per turismo di massa, ma sono assolutamente suggestivi. Si trovano un po’ fuori dal centro storico del borgo, vicino alle campagne, e si presentano come luoghi raccolti e autentici.

Il momento giusto per vedere la lavanda in fiore in questa zona è tra fine giugno e inizio luglio. Per celebrare questa meraviglia della natura dalle mille sfumature di viola, viene organizzata anche l’amatissima Festa della Lavanda, un evento annuale che quest’anno si terrà il 5 e 6 luglio.

In questa occasione, le vie del centro storico si animano con bancarelle che offrono prodotti a base di questa pianta, come oli essenziali, saponi, sali e prodotti alimentari, ed è possibile partecipare anche a tour nei campi per scoprire la coltivazione e la distillazione dell’olio essenziale. L’evento include persino mostre, musica dal vivo e spettacoli. L’ingresso è gratuito, ma alcune attività, come le visite guidate ai campi di lavanda, potrebbero richiedere una prenotazione anticipata e un piccolo contributo economico.

Campotenese, Calabria

Immerso nel Parco Nazionale del Pollino, il Parco della Lavanda di Campotenese, in provincia di Cosenza, è nato nel 2007 grazie all’idea della famiglia Rocco che ha riscoperto la lavanda autoctona chiamata “Loricanda”, una varietà selvatica che rischiava di scomparire. In zona la fioritura va da circa il 20 giugno al 20 agosto, con picchi tra fine giugno e luglio. Visitarlo è molto facile: basta un contributo di 2 euro a persona (gratis sotto i 14 anni), per poter approfittare di visite guidate di circa 40 minuti.

Un angolo autentico, ruvido e profumato nel cuore del Sud Italia, fuori dai soliti circuiti turistici ma che senza ombra di dubbio è in grado di emozionare: si trova a oltre 1000 metri di altitudine, nel silenzio rarefatto del Parco Nazionale. Durante i weekend, tra le altre cose, sono presenti laboratori per famiglie ed è possibile prendere parte a escursioni con guida naturalistica (il “LavandaTrekking”) e piccoli eventi serali tra musica, teatro e tramonti che incendiano le montagne.

Parco della Lavanda di Campotenese, Calabria
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Tutta la bellezza del Parco della Lavanda di Campotenese

Godiasco Salice Terme, Lombardia

Un tuffo nella lavanda si può fare anche a due passi da Milano, più precisamente presso il campo di Godiasco Salice Terme (Oltrepò Pavese), dove dal 20 al 22 giugno 2025 torna “Lavandissima”, la festa in mezzo ai filari di lavanda. L’ingresso è libero, senza prenotazione, dalle 17 a mezzanotte, con musica live, DJ set, punti ristoro e vini locali.

Il 28 giugno, tra le altre cose, si svolge “Mani nella lavanda”. Un appuntamento che inizia alle 9 con raccolta manuale e a cui segue una dimostrazione di distillazione, per poi finire con un pranzo curato per i partecipanti (antipasto, risotto, crostata, vino e caffè), tutto incluso nel prezzo. Ovviamente, il campo è visitabile anche durante la settimana.

È luogo piccolo, autentico, con circa 5.000 piante coltivate dalla proprietaria ed è gestito con cura: è un angolo di Lombardia che profuma di Sud francese.

Assisi, Umbria

È possibile immergersi nel profumo della lavanda anche con alle spalle il suggestivo sfondo della città che ha dato i natali a San Francesco: Assisi. In questo incantevole angolo di Umbria, infatti, prende vita il Lavandeto di Assisi, dove si tiene persino una festa nei fine settimana che vanno dal 14 giugno al 6 luglio, con ingresso gratuito.

Nei giorni infrasettimanali, invece, è possibile visitare i campi pagando un biglietto di 5 euro, con orari dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:00. Non si tratta solo di una passeggiata tra filari colorati, ma di un’esperienza completa: ci sono visite guidate per scoprire i segreti botanici della pianta, laboratori per imparare a creare unguenti o intrecciare cesti, e la possibilità di assistere alla distillazione tradizionale della lavanda.

Nei weekend serali, poi, l’atmosfera si anima con musica dal vivo e cene a picnic che regalano un modo speciale di vivere il luogo. È il posto perfetto per chi desidera rallentare, immergersi nei profumi intensi della natura e godersi una giornata di tranquillità.

Santa Luce, Toscana

Nel cuore dei Colli Pisani, in Toscana, c’è Santa Luce che si trasforma ogni anno in un piccolo angolo di Provenza, grazie ai suoi campi di lavanda che fioriscono dal 7 giugno al 13 luglio 2025. L’evento, chiamato “I Giorni della Lavanda”, non è solo una festa visiva, ma un’immersione completa nella natura e nelle tradizioni regionali più autentiche.

Le aziende agricole e gli agriturismi della zona aprono i loro cancelli per far passeggiare i numerosi visitatori tra i filari profumati, partecipare a degustazioni di prodotti biologici e godere di picnic incantati tra il viola intenso dei fiori. Le visite ai campi sono per lo più gratuite e disponibili tutti i giorni, ma l’esperienza si arricchisce con escursioni guidate a piedi, tour in e-bike e trekking a cavallo, ideali per chi vuole vivere la campagna in modo attivo.

Durante il weekend, la festa si anima con appuntamenti culturali, concorsi di pittura e conferenze sull’aromaterapia, che rendono il tutto più coinvolgente e stimolante. I Colli Pisano sono il posto più indicato per respirare un’atmosfera rilassata, fatta di sapori genuini, ospitalità rurale e paesaggi che sembrano dipinti.

Nel cuore del Cilento

My Fair Italy propone una giornata esperienziale nel Cilento interno, pensata per chi vuole scoprire il territorio in modo autentico, lontano dai circuiti turistici di massa. La Lavanda Experience con AperiBorgo combina passeggiate guidate, scoperta dei borghi storici, degustazioni di prodotti locali e attività all’aperto tra i campi di lavanda.

Il percorso inizia in uno dei paesi dell’entroterra cilentano. Accompagnati da guide locali (i “Local Buddies”), si visitano vicoli, piazze e scorci poco noti, con racconti legati alla storia e alla vita quotidiana del posto. Si fai poi tappa in una struttura rurale selezionata, dove viene servito un pranzo a base di prodotti del territorio.

Nel tardo pomeriggio ci si sposta in un campo di lavanda in fiore, dove si svolge una breve camminata meditativa, con esercizi di respirazione consapevole e degustazione di infusi alle erbe locali. L’iniziativa si svolge nei mesi di fioritura della lavanda (fine giugno – luglio ed è necessaria la prenotazione.

Cilento, Lavanda
My Fair Italy@Paola Inglese
Tra i filari di lavanda del Cilento

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