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Toscana tra primavera ed estate: le escursioni più belle nel Parco della Maremma

2 juin 2026 à 12:00

Difficilmente apparirà amara, questa Maremma. Non come la voleva la canzone tradizionale, Maremma Maremma, ispirata all’opera di bonifica di questo ampio territorio a sud della Toscana, una vasta area pianeggiante sul litorale, un tempo caratterizzata da paludi, miseria, malaria: Tutti mi dicono maremma maremma/Ma a me mi sembra una maremma amara/L’uccello che ci va perde la penna/Io c’ho perduto una persona cara.

Oggi è il luogo di incontro di mare e collina: grazie al Parco Regionale della Maremma si può vivere in prima persona un ambiente in cui è possibile camminare lungo la costa per chilometri, tra una profumata vegetazione mediterranea, in mezzo a sparute tracce dell’antichità e una fauna ricchissima: cinghiali, daini e uccelli marini che pattugliano il litorale.

Tra la fine della primavera e i primi mesi dell’estate il clima si fa ideale per esplorare il Parco. Le numerose passeggiate ed escursioni della rete sentieristica che lo attraversano consentono di esplorare angoli di natura selvaggia tra fiori colorati, il verde argentato degli ulivi, il blu del Mar Tirreno. Il Parco propone itinerari adatti a ogni livello di allenamento e a ogni tipo di curiosità, dal birdwatcher appassionato all’escursionista che cerca semplicemente un spiaggia solitaria sul mare da raggiungere a piedi.

Il Parco della Maremma: cos’è, dove si trova e come arrivare

Il Parco Regionale della Maremma si estende lungo la costa tirrenica della Toscana, nel territorio della provincia di Grosseto. Il suo perimetro abbraccia una striscia di litorale che va dalla foce del fiume Ombrone, secondo corso d’acqua più lungo della regione, fino alla cittadina di Talamone, che sorge su un promontorio roccioso a dominare l’omonima baia.

Al suo interno si trova la catena dei Monti dell’Uccellina, punteggiata dai ruderi delle antiche torri di avvistamento che per secoli hanno sorvegliato questa costa. Spesso, peraltro, ci si riferisce comunemente al Parco come al Parco dell’Uccellina, appunto.

Il punto di riferimento per chi vuole visitare il Parco è il Centro Visite di Alberese, dove è possibile acquistare i biglietti di ingresso, ritirare le mappe e, per alcuni itinerari, prenotare le visite guidate.

L’ingresso al parco è sempre a pagamento, con un prezzo diverso a seconda del percorso che si desidera intraprendere. Solo la spiaggia di Marina di Alberese è considerata di libero accesso per la balneazione.

Cala di Forno

Cala di Forno è una destinazione simbolo per il Parco della Maremma. Un percorso di difficoltà medio-alta, lungo circa 17 chilometri totali, con un tempo di percorrenza indicativo di quattro ore, che conduce a una spiaggia dal fascino selvaggio e unico, spesso luogo ideale per l’insolito avvistamento di animali del bosco sulla sabbia e in riva al mare, come volpi, daini e cinghiali.

Il cammino attraversa dapprima la pineta granducale, uno dei boschi artificiali più suggestivi della Toscana, voluto dai Lorena nel Settecento per proteggere le aree interne dai venti marini. Costeggiando il canale dello Scoglietto si raggiunge l’uliveto monumentale di Collelungo, che ha un’età stimata oltre i quattrocento anni. Da qui, superato un piccolo cancello di legno, il sentiero entra nella zona di riserva integrale del Parco e si immerge nel versante meridionale delle colline dell’Uccellina, il più soleggiato e profumato, battuto dal sole per quasi tutta la giornata tra grandi cespugli di cisto e rosmarino.

L’escursione procede con il mare costantemente in vista, dominando dall’alto una striscia di spiaggia sabbiosa lunga e integra, senza una costruzione. L’arrivo alla piccola insenatura di Cala di Forno è un piccolo spettacolo dopo il lungo cammino: una caletta raccolta, frequentata oggi principalmente da daini e cinghiali, le cui tracce si notano comunemente sulla sabbia.

Alle spalle della spiaggia si trova il lungo edificio della dogana del Granducato di Toscana, costruito alla fine del Settecento, a testimoniare un passato in cui questa cala era il porto dell’abbazia medievale di San Rabano e un approdo di rilevanza commerciale, segnalato dalle principali carte nautiche italiane già dal Rinascimento.

Salto del Cervo

L’itinerario C1 del Parco è denominato Salto del Cervo, dal nome della stretta e spettacolare cala a cui conduce.  È un percorso tosto, di circa 11 chilometri, che non lesina un paio di dure salite e che attraversa la catena dell’Uccellina dalla pianura fino a una spiaggetta solitaria sul mare, con vista sull’isola del Giglio.

Il sentiero C1 inizia salendo dolcemente tra ordinatissimi filari di ulivo, prima di superare la rete di protezione delle coltivazioni dagli animali selvatici e immergersi nel bosco. Si raggiunge rapidamente la Torre Bassa, costruita nell’anno 1100 dagli Aldobrandeschi come parte del sistema difensivo del Castello di Collecchio, oggi scomparso.

Da qui ci si inerpica lungo un vallone coperto da una bella lecceta, incontrando a metà percorso le rovine di un piccolo insediamento medievale abitato tra il Mille e la fine del Trecento: si riconoscono i resti di una piccola chiesa romanica, di un’abitazione con cortile, e persino di un forno da pane in pietra costruito dai carbonai dell’Amiata che trascorrevano qui i mesi invernali.

Cala Salto del Cervo nel Parco della Maremma Toscana
Lorenzo Calamai
L’arrivo al Salto del Cervo

La salita più impegnativa è ricompensata dall’arrivo al Poggio delle Sugherine, dove un’altana in legno offre un panorama a 360 gradi: verso l’interno fino al Monte Amiata, verso il mare fino alla lontana Corsica. Si affronta poi la discesa finale verso il mare, con la macchia mediterranea bassa attorno ai camminatori in uno scenario vagamente lunare.

La cala è stretta tra la scogliera, con una piccola striscia di sabbia, grandi tronchi sbiancati dal mare e scogli bassi che entrano in acqua: un luogo solitario e magico dove godere della fatica fatta per raggiungerlo.

Bocca d’Ombrone

Per chi preferisce un’escursione meno impegnativa ma di grande suggestione paesaggistica, la passeggiata A7 a Bocca d’Ombrone è la scelta perfetta. Un itinerario di circa cinque chilometri, tutto pianeggiante e senza difficoltà, che può essere percorso anche in bicicletta e che regala uno dei panorami più potenti di tutto il Parco.

Il percorso parte dalla strada per Marina di Alberese e si apre subito in un tratto rettilineo che contrappone un mare impetuoso che si infrange sugli scogli alla grande pianura maremmana, con una vegetazione peculiare, uccelli di ogni tipo e le mandrie di bovini storicamente allevati qui.

bocca d'ombrone nel parco della maremma
Lorenzo Calamai
Il panorama naturale unico nei pressi di Bocca d’Ombrone, nel Parco della Maremma

L’arrivo alla foce dell’Ombrone, il secondo fiume più lungo di Toscana, è suggestivo. Qui il fiume e il mare si incontrano, si assiste a un duello geologico che dura da migliaia di anni tra l’acqua limacciosa del fiume che si allunga nel Tirreno, distribuendo i sedimenti sulle spiagge attraverso le correnti costiere, e il mare che lentamente si riprende lo spazio ceduto dalla pianura.

Dietro il Casello idraulico, un antico edificio di controllo delle acque, un breve sentiero porta a un capanno per il birdwatching. La zona salmastra dove si incontrano le acque è infatti un paradiso per gli uccelli migratori, che la popolano ben felici.

Cannelle

Meno conosciuto e frequentato degli itinerari precedenti è il percorso Le Cannelle, nella parte meridionale del Parco, non lontano da Talamone: quasi nove chilometri con alcune asperità altimetriche, percorribile esclusivamente con guida e su prenotazione contattando il Centro Visite di Alberese.

Il cammino inizia dalle rovine di due grandi cisterne romane e sale lungo un antico percorso doganale tra una macchia alta di lecci, raggiungendo il Semaforo, un ex punto di avvistamento militare da cui si apre un primo magnifico panorama sulla costa rocciosa del Parco, dalla Torre di Capo d’Uomo fino a nord.

Il sentiero prosegue poi sulla cresta, con vedute che si aprono contemporaneamente sul mare e sull’entroterra, fino a Punta del Corvo, secondo punto panoramico da cui lo sguardo spazia su Tirreno, Argentario, Elba, Giglio e, nelle giornate più limpide, fino a Montecristo e alla Corsica.

Toscana, Parco della Maremma: il sentiero per la Cala Salto del Cervo con vista sul Monte Argentario e Arcipelago Toscano
Veduta sull’Argentario e l’Isola del Giglio dal Parco della Maremma

Da qui la discesa verso il mare è quasi continua, su un comodo sentiero. L’arrivo alla baia delle Cannelle avviene su quello che potrebbe essere un antico approdo etrusco: sullo scoglio piatto che si protende nel mare si trovano ancora tracce di un forno per la fusione dei minerali ferrosi provenienti dall’isola d’Elba, a testimoniare una storia lunghissima di frequentazione umana di questa costa.

Tatti, il borgo della Maremma che rinasce tra cinema e realtà

22 février 2026 à 13:00

Esistono luoghi che sembrano destinati a scomparire, inghiottiti dal silenzio e dall’abbandono, e poi ci sono storie che ne cambiano il finale. Il documentario “Tatti, paese di sognatori“, diretto dal regista svizzero Ruedi Gerber e in arrivo nei cinema il 9 aprile 2026, racconta proprio la rinascita di un piccolo borgo della Maremma grossetana che, da paese in declino, ha saputo reinventarsi grazie alla collaborazione e a una visione condivisa del futuro.

È la prova concreta che un territorio può tornare a vivere quando qualcuno sceglie di restare e qualcun altro decide di arrivare: Gerber, infatti, non si è limitato a raccontare la trasformazione dietro la macchina da presa ma ne è diventato parte attiva come imprenditore agricolo, produttore di olio e vino biodinamico, e tessendo relazioni tra abitanti, agricoltori e nuovi residenti.

Il documentario su Tatti

Quello che un tempo era stato definito “un paese fantasma, un deserto dal panorama bellissimo” è diventato un laboratorio di cooperazione: le terre abbandonate sono state recuperate, i campi hanno ripreso a produrre, le case hanno riacceso le luci. Storici e nuovi abitanti hanno scelto di costruire insieme un modello fondato su sostenibilità, solidarietà e lentezza consapevole.

Il film, già presentato al Festival di Zurigo e in anteprima nazionale al Festival dei Popoli di Firenze, si presenta come una dichiarazione d’intenti, una testimonianza di resilienza collettiva che dimostra come sia ancora possibile immaginare una vita radicata nella terra e nelle relazioni umane.

Prodotto da Zas Film e Perché No Films e distribuito da Lo Scrittoio, il documentario sarà preceduto da una serie di anteprime a partire dal 28 marzo a Massa Marittima, per poi approdare in varie sale della provincia di Grosseto, tra cui Orbetello, Capalbio e Castel del Piano.

Fotogramma del documentario Tatti, paese di sognatori, di Ruedi Gerber
Ph Ufficio Stampa Film
Abitanti di Tatti, fotogramma del documentario Tatti, paese di sognatori, di Ruedi Gerber

Cosa vedere a Tatti, tra mura medievali e vicoli di pietra

A pochi chilometri da Massa Marittima, in provincia di Grosseto, Tatti si adagia su un colle da cui lo sguardo si perde tra campi coltivati, uliveti e boschi della Maremma.

Il centro conserva ancora la struttura medievale: una cinta muraria risalente al IX secolo racchiude il nucleo più antico, e l’ingresso avviene al di sotto di un arco sormontato da tre mensole. Superato l’accesso, si raggiunge il Castello Aldobrandesco, che veglia sull’abitato con l’imponente torrione: dal cortile, si diramano vicoli stretti e irregolari che si inerpicano lungo il colle, in un reticolo di pietra che invita a rallentare.

I portoni antichi, gli archi in muratura, le case costruite con la tipica pietra toscana restituiscono un’estetica rurale autentica, fedele allo spirito della campagna maremmana.

Chiesa dell'Assunta e antica cisterna a Tatti, Grosseto, Toscana
Photo by: Giulio Andreini/UCG/Universal Images Group via Getty Images
Scorcio della Chiesa dell’Assunta e antica cisterna a Tatti

La Chiesa dell’Assunta, di origini medievali ma rimaneggiata nell’Ottocento, rappresenta uno dei punti di riferimento del borgo. Poco distante, all’interno delle mura, sorge anche la Chiesa di San Sebastiano, che custodisce una preziosa statua lignea del XVI secolo.

Tatti colpisce per l’atmosfera sospesa, da attraversare senza fretta, seguendo il tracciato dei viottoli che si snodano sul colle e lasciando che il paesaggio entri negli occhi e nel cuore.

In qualsiasi stagione, il clima mite della Toscana rende la visita assai piacevole: in primavera e in estate la campagna si accende di verde intenso, in autunno le tonalità diventano più morbide e dorate, in inverno il silenzio si fa ancora più profondo. È una meta che attrae viaggiatori attenti, alla ricerca di un’esperienza lontana dai flussi più battuti.

Come arrivare a Tatti

In auto, partendo da Follonica, si imbocca la Superstrada E80 in direzione Grosseto fino all’uscita Gavorrano Scalo. Da qui si prosegue verso Ribolla e, poco prima di giungere al paese, si svolta a sinistra: in pochi minuti si arriva a destinazione, con il profilo del borgo che appare in cima al colle.

Chi preferisce i mezzi pubblici può partire da Massa Marittima utilizzando la linea Tiemme 43F che collega al borgo di Tatti.

Weekend d’autunno in Maremma tra borghi, terme e panorami unici

Par : elenausai10
28 octobre 2025 à 16:30

Colline ricche di vigneti, paesaggi poetici da scoprire a piedi o in bici, terme in cui lasciarsi coccolare nelle fresche serate autunnali: da qui capisci subito di essere in Maremma, una zona della Toscana considerata a tutti gli effetti il regno dei buongustai e del turismo lento. Una terra affascinante, raccontata in tutta la sua bellezza, talvolta drammatica, da pittori quali Giovanni Fattori.

Un luogo dove il mare non è mai troppo lontano e una meta perfetta da esplorare anche durante l’autunno. Andiamo?

I borghi più belli della Maremma

Il modo migliore per cominciare il vostro weekend d’autunno in Maremma è visitando uno o più borghi. Tra i nostri preferiti citiamo Montemerano che, con le sue viuzze lastricate e le case in pietra dorata, rappresenta un piccolo gioiello medievale arroccato tra gli ulivi: un luogo sospeso nel tempo, ideale per una passeggiata romantica. Castiglione della Pescaia, invece, regala scorci sul mare e un borgo antico dominato dal castello aragonese, da cui si gode una vista incantevole sulla costa toscana.

Più nell’interno, Sovana affascina con la sua atmosfera etrusca e i resti archeologici che testimoniano un passato millenario. Infine Sorano, spesso definita la “Matera toscana”, stupisce con le sue case scavate nel tufo e un intreccio di vicoli che si aprono su panorami mozzafiato.

Relax alle terme

Anche la presenza di splendide terme fa della Maremma una meta perfetta da esplorare in autunno. A poca distanza dalle Terme di Saturnia ci sono le cascate termali più scenografiche di tutta la Toscana, uno di quei luoghi che tutti dovrebbero visitare almeno una volta nella vita.

Stiamo parlando delle Cascate del Mulino, dove l’acqua calda e sulfurea si riversa in una serie di piscine naturali scavate nella roccia, creando un paesaggio da cartolina. Il vapore che si alza leggero nelle mattine d’autunno regala un’atmosfera quasi magica, mentre il rumore costante dell’acqua accompagna chi sceglie di immergersi in queste vasche naturali.

Terme del Mulino
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Le famose Cascate del Mulino

Trekking e percorsi in bici

Se al relax preferite le attività all’aria aperta, siamo sicuri che la Maremma non vi deluderà. L’autunno, infatti, è il momento ideale per esplorarla a piedi o in bicicletta. La Riserva Naturale del Monte Labbro, vicino ad Arcidosso, offre sentieri che permettono di scoprire boschi, fauna locale e punti storici come la torre Giurisdavidica.

Il Parco Naturale della Maremma, o Parco dell’Uccellina, propone itinerari panoramici tra pinete e calette, percorribili a piedi o in bici. Tra i percorsi più accessibili ci sono anche la Pineta Granducale fino a Cala di Forno e l’anello Follonica-Torre Mozza-Carbonifera. Anche il Parco di Montioni e la Riserva di Orbetello meritano una visita per chi cerca natura e avventura.

Degustazione di vini e visite alle cantine

Infine, tra le esperienze da non perdere in autunno in Maremma c’è senza dubbio la degustazione dei vini locali. Tra le mete da raggiungere vi consigliamo Suvereto, borgo medievale ideale per un tour tra vigne e cantine, dove è possibile assaporare rossi intensi e strutturati, frutto di uvaggi simili a quelli dei più noti vini di Bolgheri. Le visite guidate permettono di scoprire i segreti della vinificazione, dalla raccolta delle uve alla maturazione in botti di legno.

Spiaggia della Giannella: dove il mare abbraccia la laguna e i sogni si tingono d’oro

15 août 2025 à 13:00

La spiaggia della Giannella è una delle perle nascoste della Maremma Toscana, una zona che unisce bellezze naturali selvagge, acque azzurre e cristalline e un’atmosfera rilassante perfetta per chi cerca una fuga dalla quotidianità.

Situata nel comune di Orbetello, questa spiaggia si sviluppa lungo un istmo di sabbia che collega il promontorio del Monte Argentario alla terraferma, regalando panorami mozzafiato tra il mare e la laguna circostante.

La Giannella è molto apprezzata sia dalle famiglie in cerca di tranquillità sia dagli amanti delle attività all’aria aperta, degli sport acquatici e delle escursioni naturalistiche.

Il suo ambiente unico è arricchito da una rigogliosa macchia mediterranea, che si estende alle spalle della spiaggia offrendo ombra naturale, relax in pineta e l’occasione per passeggiate tranquille durante le ore più calde della giornata.

Questa località ha il pregio di unire la bellezza selvaggia del mare con servizi necessari e alcune aree attrezzate, creando un equilibrio perfetto tra natura e comodità. Inoltre, la posizione geografica della Giannella la rende un punto di partenza ideale per scoprire altri tesori della Toscana meridionale, come il centro storico di Orbetello – dal quale dista circa 4.3 km – le isole dell’Arcipelago Toscano o le suggestive cittadine del Monte Argentario.

Per questo motivo, la Spiaggia della Giannella è una destinazione versatile e adatta a tutti i tipi di visitatori: dagli sportivi agli amanti del relax, dalle famiglie con bambini piccoli alle coppie in cerca di romanticismo.

Dove si trova la spiaggia della Giannella e come arrivare

La spiaggia della Giannella è facilmente accessibile – si arriva con l’auto a 50 m dal mare – e si estende per circa 8 chilometri lungo un tombolo sabbioso – l’altro è quello di Feniglia – che collega il Monte Argentario alla terraferma, nel territorio comunale di Orbetello, in provincia di Grosseto.

Questo particolare lembo di terra – delimitato a nord dal paese di Albinia e a sud dalla foce del fiume Albegna – separa il Mar Tirreno dalla laguna di Orbetello, creando un ambiente naturale di grande fascino e biodiversità.

Se si viaggia in auto, il modo più semplice per arrivare da nord è percorrendo la Strada Statale 1 Aurelia in direzione sud, prendendo poi l’uscita per Albinia – da qui seguire le indicazioni per la spiaggia.

Provenendo da sud, ad esempio da Orbetello, si può imboccare la Strada Provinciale 36 di Giannella, che costeggia l’intero litorale e consente di accedere a diversi punti della spiaggia. Lungo la strada si trovano numerosi parcheggi, soprattutto a pagamento, e accessi sia alle spiagge attrezzate sia a quelle libere.

Questo permette di scegliere facilmente la zona che meglio si adatta alle proprie esigenze, sia che si voglia un ambiente più vivace con stabilimenti balneari, sia una parte più selvaggia e tranquilla.

Per chi arriva in treno, la stazione più vicina è quella di Orbetello-Monte Argentario. Da qui, è possibile utilizzare poi mezzi pubblici o taxi per raggiungere la spiaggia in pochi minuti e in tutta comodità.

Alcuni turisti preferiscono noleggiare biciclette per godersi una piacevole pedalata lungo la costa, grazie alla presenza di percorsi ciclabili che attraversano la zona. La Giannella è quindi facilmente accessibile anche a chi non viaggia in auto.

Caratteristiche della spiaggia

La spiaggia della Giannella è rinomata per la sua sabbia fine e dorata, estesa per diversi chilometri, che crea un ambiente ampio e accogliente dove ognuno può trovare il proprio angolo di paradiso.

Il mare cangiante con sfumature dal verde all’azzurro è calmo – la spiaggia è riparata dai venti che soffiano da sud come lo scirocco e il libeccio – e con fondale basso che digrada molto lentamente. Ideale quindi per famiglie con bambini piccoli e per chi vuole fare lunghe nuotate in acque trasparenti e cristalline. Le condizioni del vento, particolarmente favorevoli, rendono inoltre la spiaggia della Giannella uno spot molto apprezzato dagli appassionati di sport velici.

La lunga spiaggia si suddivide in più aree, ognuna con caratteristiche e atmosfere leggermente diverse.

Le caratteristiche della Giannella in Toscana
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Spiaggia della Giannella

Ci sono zone più tranquille e libere, perfette per chi desidera relax e immersione nella natura e altre, invece, più frequentate e organizzate, con stabilimenti balneari dotati di tutti i servizi: lettini, ombrelloni, bar, ristoranti e noleggio di attrezzature sportive, aree dedicate ai giochi per bambini e servizi per persone con disabilità.

Un’altra caratteristica importante è la presenza di una ricca fauna marina e di uccelli migratori che popolano l’adiacente laguna di Orbetello, rendendo questa zona un vero paradiso per gli amanti della natura, del birdwatching, degli itinerari nel verde e della fotografia naturalistica.

Consigli per una giornata in spiaggia

Per godersi al meglio una giornata alla spiaggia della Giannella, è importante organizzarsi con qualche accortezza. Innanzitutto, durante l’alta stagione è consigliabile arrivare presto, specialmente nei weekend, per trovare un parcheggio comodo e scegliere un buon posto sulla spiaggia, evitando così la calca delle ore centrali.

Portare con sé tutto il necessario per la giornata è fondamentale: crema solare ad alta protezione, cappello, occhiali da sole e un ombrellone se si opta per le aree libere. Da non dimenticare, se si sceglie una zona non attrezzata, anche una scorta di acqua fresca e qualche snack.

Per chi ama gli sport acquatici e le attività sportive all’aria aperta, è consigliabile informarsi prima sulle scuole di vela o noleggio di attrezzature presenti sul posto. La spiaggia offre infatti ottime condizioni per il windsurf e il kitesurf, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi quando i venti sono più costanti.

Anche le passeggiate nella pineta alle spalle della spiaggia sono molto apprezzate dai turisti e permettono di scoprire scorci panoramici e angoli nascosti.
Per chi viaggia in famiglia, la Giannella è perfetta perché i fondali bassi e il mare tranquillo rendono la balneazione sicura per i più piccoli. Inoltre, la presenza di stabilimenti balneari con aree gioco e servizi dedicati rende tutto più semplice e comodo.

Infine, non dimenticare di portare nello zaino una macchina fotografica o uno smartphone con buona capacità fotografica: il tramonto dalla Spiaggia della Giannella è uno spettacolo imperdibile, con il sole che cala sul promontorio dell’Argentario e si riflette sulle acque calme della laguna.

Profumi d’estate e tradizioni toscane: gli eventi e le sagre da vivere il 21 e 22 giugno

19 juin 2025 à 10:21

Con l’arrivo dell’estate, la Toscana si accende di colori, profumi e sapori grazie alle tantissime sagre ed eventi che animano i borghi e le città. Il weekend del 21 e 22 giugno 2025 si preannuncia vivace e goloso, con manifestazioni dedicate alla tradizione culinaria, feste di paese, rievocazioni e mercatini.

È il momento ideale per scoprire luoghi autentici, vivere l’atmosfera festosa delle piazze e gustare piatti tipici preparati dalle comunità locali. Dalle colline del Chianti alle coste della Maremma, passando per borghi medievali e piazze storiche, ogni zona offre un’esperienza unica per residenti e turisti in cerca di autenticità.

A seguire, una selezione di eventi per il prossimo weekend.

Festinborgo a Montecchio di Peccioli

Sabato 21 giugno, dalle ore 19:00, il piccolo borgo di Montecchio di Peccioli in provincia di Pisa si trasforma in un vero e proprio villaggio in festa. Festinborgo è un evento che unisce gastronomia, musica dal vivo e tradizioni locali in un’atmosfera suggestiva.

Le vie acciottolate si animano con cena itinerante, bancarelle con prodotti tipici, musica live, dj set e aperitivi. Un’occasione perfetta per scoprire la vita del borgo e gustare piatti locali in una cornice autentica e accogliente.

Sagra della Pizza a Ponte a Egola

La pizza è protagonista a Ponte a Egola, frazione di San Miniato, con una sagra dedicata che attira ogni anno famiglie e buongustai. Fino al 21 giugno, ogni sera è possibile gustare pizze cotte nel forno a legna, preparate con ingredienti freschi e locali.

L’evento si svolge in un ambiente familiare, con tavolate conviviali, spazio per i bambini e serate musicali. Ideale per una cena semplice ma gustosissima, all’insegna della condivisione.

Sagra della Trippa a Cerretti

Dal 13 al 22 giugno, Cerretti – Santa Maria a Monte (PI) – ospita la Sagra della Trippa, appuntamento imperdibile per chi ama i sapori decisi della tradizione toscana. Oltre alla celebre trippa, il menù propone anche piatti rustici e caserecci.
La manifestazione si svolge all’aperto e offre ogni sera intrattenimento musicale, lotterie e tanta allegria. Un tuffo nelle ricette contadine tramandate da generazioni.

Certaldo in Fermento a Certaldo

Dal 18 al 22 (e poi dal 25 al 29) giugno, Certaldo in Fermento celebra la birra tra le vie del celebre borgo medievale in provincia di Firenze. Stand di birre, street food e musica live animano le serate, in un’atmosfera giovane e coinvolgente. Gli appassionati possono vivere degustazioni e tanto altro. Un’occasione perfetta per assaporare gusto e cultura in un contesto suggestivo.

Festa Siciliana a Pisa

Dal 20 al 22 giugno, Pisa ospita una colorata Festa Siciliana, dove profumi e sapori autentici dell’isola vengono protagonisti. Arancine, cannoli, pane ca meusa e tanto altro raccontano la gastronomia di Sicilia. Accompagnati da birre e vini artigianali, i visitatori possono immergersi in un angolo di Mediterraneo a due passi dal mar Tirreno. Musica, folklore e specialità rendono l’evento imperdibile.

Sagra della Miseria a Colle di Val d’Elsa

Ogni sabato e domenica di giugno, la Sagra della Miseria riscopre i piatti poveri della tradizione contadina toscana. In Piazza Santa Caterina, dal tramonto in avanti, si possono gustare zuppe, panzanella, baccalà e dolci fatti in casa.

eventi e sagre in Toscana a giugno
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Borgo di Colle Val d’Elsa

L’atmosfera è familiare e rilassata, quasi poetica, perfetta per chi ama il gusto semplice e autentico. Un’ottima occasione per conoscere la cucina storica locale.

Campi Beer Festival a Campi Bisenzio

Fino al 29 giugno, il Campi Beer Festival (FI) trasforma il Parco di Villa Montalvo in un villaggio all’aperto dedicato alla birra artigianale. Tra concerti, DJ set, street food e luna park, ogni serata offre un programma diverso. Ingresso libero e spazi per famiglie rendono l’evento ideale per chi cerca divertimento e gusto senza troppi vincoli. Una festa estiva per ritrovarsi con gli amici.

Sagra del Tartufo a Cellai

Il tartufo nero estivo è protagonista a Cellai (FI) nel weekend del 20–21–22 giugno. Tra degustazioni, show cooking e mercatini, si celebra il prezioso tubero locale con un programma ricco di gusto. Il borgo accoglie chef e curiosi appassionati, pronti a scoprire ricette tradizionali arricchite dal tocco raffinato del tartufo. Un’esperienza gastronomica di alto livello, immersi nella campagna toscana.

Giostra del Saracino a Arezzo

Sabato 21 giugno, la Giostra del Saracino torna in Piazza Grande ad Arezzo con la sua edizione notturna dedicata a San Donato. Quattro quartieri si sfidano in un torneo cavalleresco medievale, davanti a migliaia di spettatori.

Corteo storico ad Arezzo
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Corteo storico ad Arezzo

Tra sbandieratori, cortei storici e il celebre “Buratto”, l’evento incanta con la rievocazione di tecniche antiche e una forte carica scenografica. Un’esperienza tra storia e spettacolo.

Festa della Fame e della Sete a Filattiera

Dal 20 al 22 giugno, la Festa della Fame e della Sete anima il borgo di Filattiera (MS) con enogastronomia lunigianese. Nei vicoli e cantine si servono testaroli, spalla cotta, grigliate e spiedini, il tutto accompagnato da musica, balli dal vivo e drink. L’ingresso è gratuito e l’energia popolare rende l’atmosfera accogliente e goliardica. Ideale per chi cerca festa autentica e convivialità.

Cena nel borgo sotto le torri a Vicopisano

Sabato 21 giugno, a Vicopisano (PI), si cena all’aperto tra le torri medievali del centro storico. Cena nel Borgo sotto le Torri è un evento elegante e suggestivo che celebra la convivialità e il buon cibo con la musica di sottofondo dal vivo di violino e viola. Tema della cena sarà la musica, quindi i commensali sono invitati a portare uno strumento.

Sagra del Tartufo Scorzone Toscano a Montespertoli

Dedicata al tartufo estivo è la sagra che si tiene nel parco urbano di Montespertoli (FI). Fino al 22 giugno, piatti a base di tartufo nero, musica live e spettacoli serali animano la cittadina.

eventi dedicati al tartufo in toscana a giugno
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Piatto di pasta al tartufo fresco

Una settimana intera di eventi per appassionati e curiosi, con ristorazione di qualità e intrattenimento per tutta la famiglia.

Sagra dell’Ortica a Sambuca Val di Pesa

Dal 20 al 22 giugno, Sambuca (FI) ospita una sagra davvero originale, dedicata all’ortica. Piatti creativi come risotti, ravioli e frittate celebrano questa pianta selvatica ricca di proprietà. Non mancano spettacoli serali, mercatini, mostra fotografica, giochi per bambini e la tradizionale sfida tra i rioni. Un evento curioso e saporito, che unisce natura e gastronomia.

Sagra del Pesce a Sieci

Fino al 22 giugno, la frazione di Sieci (FI) propone la Sagra del Pesce, che ogni sera porta in tavola specialità di mare pochi chilometri da Firenze. Fritture, risotti, grigliate e antipasti sono protagonisti del menù.
Il tutto si svolge in riva all’Arno, in un ambiente piacevole e rilassato. Una buona idea per una cena diversa dal solito, pur restando vicino alla città.

Cala Violina, la spiaggia segreta della Maremma dove la sabbia suona sotto i piedi

31 mai 2025 à 10:39

Sapevate che nel mondo (spoiler: sono rarissime) esistono delle spiagge che, camminandoci sopra, suonano? No, non è un effetto speciale o un artificio dell’uomo, ma un vero e proprio incanto della natura allo stato più puro. Il fatto più interessante è che una di queste meraviglie si trova proprio in Italia, e più precisamente nella Maremma toscana. Il suo nome, non a caso, è Cala Violina, un angolo del nostro Paese protetto da una fitta pineta e bagnata da un mare cristallino.

Dove si trova e come arrivare a Cala Violina

L’incantevole Cala Violina sorge nel Comune di Scarlino, in provincia di Grosseto, all’interno della Riserva Naturale delle Bandite di Scarlino. Famosa per la sua sabbia bianca e finissima che, se calpestata, emette un suono simile a quello di un violino, è un posto che va conquistato e visitato seguendo alcune regole ben precise.

Il modo più diretto per arrivarci è in auto, seguendo la Strada Provinciale 158 delle Collacchie. Lungo questa carreggiata al chilometro 10, si trova il parcheggio di Val Martina, il più vicino alla spiaggia. Dal parcheggio, si prosegue a piedi per circa 1,8 km attraverso un sentiero ombreggiato nella pineta, impiegando più o meno 20-30 minuti.

La stazione ferroviaria più vicina, invece, è quella di Follonica. Da lì, durante l’estate, è possibile prendere un autobus della linea Tiemme che ferma a Podere Laschi. Da questa fermata, si percorrono circa 500 metri a piedi per raggiungere la strada sterrata che conduce al parcheggio.

I più avventurosi possono anche arrivarci tramite un trekking o in bicicletta, partendo dal porto turistico del Puntone di Scarlino, grazie a un sentiero lungo circa 6 km che attraversa le calette di Cala Martina e Cala Francese, prima di arrivare a Cala Violina.

Le caratteristiche della spiaggia

Le premesse fatte fino a questo momento rendono chiara sin da subito una cosa: Cala Violina non è una spiaggia qualsiasi. Si presenta come  piccola baia incastonata tra due promontori verdi, verdissimi, protetta da una fitta macchia mediterranea e affacciata su un mare che sfuma dal turchese al blu profondo.

Cala Violina, Maremma
Fonte: iStock
Veduta aerea di Cala Violina

Ma il vero incanto è sotto i piedi: la sabbia è così fine e silicea che, in determinate condizioni, “suona” quando ci si cammina sopra. L’armonia è reale, anche se sottile, e per udirla servono determinate condizioni come il silenzio, ma soprattutto attenzione.

L’arenile di questo affascinante angolo di Toscana è chiarissimo e quasi farinoso, quel tipo di sabbia che non scotta troppo sotto i piedi neanche in piena estate. Il fondale degrada dolcemente, al punto da rivelarsi perfetto per chi ama fare lunghe nuotate o semplicemente stare a mollo con l’acqua alla vita. In certe giornate, la trasparenza è tale che si possono intravedere graziosi pesci nuotare tra le rocce, soprattutto vicino agli scogli laterali dove il mare si colora persino di sfumature smeraldo.

È infatti consigliato avere con sé una maschera, perché tra la stessa Cala Violina e la vicina Cala Martina ci sono piccoli tratti di scogliera sommersa dove fare snorkeling e osservare ricci, piccoli polpi e branchi di pesciolini.

In questo territorio, la natura mostra il suo lato più autentico perché non ci sono lettini, ombrelloni o grandi bar con la musica sulla spiaggia. Cala Violina è rimasta così com’è sempre stata: selvaggia, essenziale e autentica. C’è però l’ombra naturale della pineta alle spalle, dove molti si rifugiano per un pranzo al sacco o un riposino al fresco.

Senza ombra di dubbio, il momento migliore per raggiungere questa perla della Maremma è la mattina presto oppure verso sera, quando il sole cala dietro la collina e la spiaggia si svuota. Una volta terminata la giornata, non dimenticate assolutamente di portar via la spazzatura, perché questo è uno di quei tesori italiani che occorre preservare a qualsiasi costo.

Ma perché suona?

Oltre a colpire per la sua bellezza estetica, Cala Violina permette di sperimentare la speciale sensazione di udire la sabbia che suona sotto ai propri piedi. Di primo impatto potrebbe sembrare come un qualcosa di strano, quasi magico, ma nei fatti è tutta opera di Madre Natura: si può ascoltare un suono leggero, secco, quasi musicale. Come un sussurro o il pizzicare leggerissimo di un’arpa. È da qui che la cala prende il nome “violina”, proprio per quel suono simile a quello delle corde di un violino.

Questa sorta di melodia è provocata dalla particolare composizione dei granelli di sabbia: sono incredibilmente minuscoli, perfettamente tondeggianti e di quarzo e silice. Passeggiandovi sopra con un certo ritmo e a piedi nudi, i granelli si sfregano tra loro e producono una vibrazione sonora percepibile all’orecchio umano. Ma attenzione, serve silenzio assoluto intorno e condizioni precise, ovvero niente umidità, poco vento e nessun rumore di fondo. Non vi sorprenderà sapere, quindi, che i momenti migliori per sentire tale musicalità sono la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando cala la folla e l’aria si fa più asciutta.

Cala Violina è una delle poche spiagge “cantanti” al mondo. Altre simili si trovano in Australia, Giappone o nel Golfo Persico, ma sono rarità assolute. Va specificato però che, purtroppo, questo è un fenomeno che si sta attenuando con il tempo per via dell’erosione e del passaggio sempre più frequente delle persone. Proprio per questo è stata introdotta la prenotazione con numero chiuso: per salvaguardare non solo la bellezza del luogo, ma anche la magia fragile della sabbia che suona.

Tutto ciò che potete fare per cercare di favorire la musicalità di questa caletta è:

  • Togliervi le scarpe;
  •  Camminare piano;
  • Ascoltare;
  • Avere un passo costante, tipo passeggiata rilassata, senza trascinare i piedi;
  • Appoggiare bene la pianta del piede, senza calcare troppo;
  • Condizioni ideali: sabbia asciutta, clima secco, assenza di vento o rumori forti.

Le regole per visitare Cala Violina

Cala Violina è un paradiso che va conquistato, a passo lento e con rispetto. Non si raggiunge per caso, non si improvvisa: bisogna volerla e prepararsi un minimo. Dal 1° giugno al 30 settembre 2025, l’accesso è regolamentato per proteggerla (possono farvi accesso solo 700 persone al giorno) e per questo è necessario rispettare alcune regole ben precise:

  • Prenotazione obbligatoria sul sito web di riferimento (per un massimo di 5 persone e 1 veicolo. Il parcheggio ha un costo di 10 euro al giorno);
  • Si paga 1 euro a persona (i bambini sotto i 12 anni entrano gratis, ma vanno comunque prenotati);
  • È possibile prenotare solo 72 ore prima del giorno scelto, quindi niente last-minute o decisioni impulsive;
  • L’orario disponibile è tra le 8:30 e le 18:30.

Oltre alle limitazioni all’ingresso, ci sono alcune importanti norme da rispettare sul luogo, come il non poter portare i propri amici a quattro zampe durante la bella stagione (a meno che non siano cani guida o da salvataggio)

È poi vietato fumare o lasciare mozziconi, è obbligatorio portare via i rifiuti e non appicciare fuochi o montare tende. A disposizione dei visitatori c’è un punto ristoro nella pineta, con street food semplice ma buono. Ci sono servizi igienici e uno spogliatoio/fasciatoio, ma mancano lettini, ombrelloni o stabilimenti e quindi occorre portarsi tutto da sé.

Quest’anno, per la prima volta in assoluto, Cala Violina sarà inclusa nel Piano collettivo di Salvamento organizzato dal Comune di Scarlino insieme al Consorzio MareScarlino. In poche parole, sarà disponibile un presidio di sicurezza dedicato per tutta la stagione estiva, più comunemente conosciuto come bagnino. A completare il servizio, ci sarà anche un’ambulanza pronta a intervenire in caso di bisogno.

Il piano di salvamento copre circa 3 km di costa nel territorio di Scarlino, con 10 torrette di salvataggio distribuite tra spiagge libere e attrezzate, per garantire più sicurezza possibile a chi sceglie di godersi il mare.

Il servizio sarà attivo dal 15 giugno tutti i giorni, dalle 10 alle 18, con una pausa tra le 13 e le 14:30. Dalle 18 alle 19, ogni concessione avrà comunque un assistente alla balneazione presente. Fino al 14 giugno, invece, la postazione sarà attiva solo nei fine settimana, festivi e prefestivi, per poi entrare a pieno regime dal giorno successivo e fino al 21 settembre.

Cala Violina è un luogo da vedere assolutamente in quanto una delle spiagge più belle della Toscana. Ma va fatto con rispetto assoluto: è anche uno dei più fragili della regione.

Le spiagge più belle della Toscana, dove il mare incontra la meraviglia

22 mai 2025 à 16:00

Una delle prime immagini che viene comunemente in mente quando si pensa alla Toscana è quella dei cipressi che inondano le dolci colline della Val d’Orcia. Ma la verità è che questa magnifica regione del Centro Italia non è solo alture e borghi medievali, è anche una terra dove, quando l’estate chiama, il mare sa rispondere alla grande. Dalla sabbia dorata della Maremma alle calette nascoste dell’Argentario, qui ci sono spiagge in grado di sorprendere chiunque. Noi di SiViaggia abbiamo selezionato le migliori in cui trascorrere l’estate.

Cala Violina, Scarlino

Iniziamo questo viaggio estivo da Cala Violina, una vera e propria meraviglia che si trova nel cuore della Riserva Naturale delle Bandite di Scarlino, tra Follonica e Punta Ala. Si distingue per essere un piccolo paradiso incastonato tra due promontori ricoperti di macchia mediterranea, lambito da acque limpide con fondali sabbiosi, ideali per nuotare o per semplicemente rilassarsi in riva.

Il nome, per alcuni, potrebbe sembrare bizzarro ma la verità è che non è casuale: deriva dal suono particolare che fa la sabbia quando la si calpesta, un fruscio sottile e armonioso che, secondo la tradizione, ricorda quello delle corde di un violino. Si tratta di un fenomeno dovuto alla particolare composizione della sabbia, finissima e ricca di quarzo, che si può udire solo se (e quando) la cala è semi-deserta.

La spiaggia non è raggiungibile in auto e per arrivarci bisogna affrontare un sentiero di circa 2 km immerso nel verde, percorribile a piedi o in bicicletta. Una caratteristica che le ha permesso di preservare l’autenticità, anche perché per trascorrerci una giornata è necessario prenotare sul sito ufficiale.

Spiaggia di Sansone, Isola d’Elba

Se l’Isola d’Elba è una simbolo del mare toscano, la Spiaggia di Sansone è uno degli scorci più autentici e affascinanti che si possono incontrare da queste parti. Situata sulla costa nord-orientale di questo prezioso lembo di terra, è un piccolo gioiello naturale, perfetto per chi vuole immergersi in un mare limpido e incontaminato.

Vanta la presenza di ciottoli bianchi levigati, lucenti come piccoli diamanti sotto il sole, che creano un contrasto spettacolare con le acque limpide e turchesi della zona, ricche di flora e fauna marina. Si raggiunge tramite un sentiero piuttosto ripido e stretto, che parte dalle vicinanze del borgo di Portoferraio, ed è priva di stabilimenti balneari e di servizi commerciali.

Un piccolo consiglio: il sentiero di accesso è in discesa, con qualche passaggio impegnativo; sono quindi necessarie scarpe da trekking o da ginnastica.

Spiaggia di Baratti, Populonia

L’affascinante Spiaggia di Baratti si fa spazio nel golfo omonimo, in provincia di Livorno, ed è un angolo di Maremma Toscana che unisce la bellezza di una baia tranquilla e protetta con un panorama carico di storia: è dominata dall’imponente acropoli etrusca che sovrasta la spiaggia.

Con sabbia fine e chiara, che si alterna a tratti di ghiaia sottile, e con un mare dalle acque limpide e poco profonde, è incorniciata da una pineta fresca e profumata che offre una piacevole ombra naturale. Sicuramente, ciò che rende Baratti davvero speciale è la vicinanza con il sito archeologico di Populonia, l’unica città etrusca direttamente affacciata sul mare, in cui rivivere la storia di questa misteriosa e visionaria civiltà millenaria.

La spiaggia è facilmente raggiungibile in auto o con mezzi pubblici da Piombino o Campiglia Marittima. Ci sono stabilimenti balneari attrezzati e anche zone libere.

Cala del Gesso, Monte Argentario

Questo piccolo (ma incantevole) angolo del Monte Argentario è un sogno che si avvera per chi è alla ricerca di una spiaggia nascosta, lontana dalla folla e dagli stabilimenti. Cala del Gesso è piccina, sassosa e una vera oasi per chi vuole immergersi nella natura più autentica.

Come è possibile intuire, non è facile da raggiungere: si arriva tramite un sentiero ripido e non sempre segnalato, che scende dalla strada principale. È necessario un minimo di preparazione fisica, scarpe adatte e un po’ di spirito d’avventura. La cala è composta principalmente da ciottoli e rocce, con pochissima sabbia, il mare è limpido e profondo già a pochi metri dalla riva, con colori che vanno dal turchese al blu intenso.

Non ci sono stabilimenti e nemmeno servizi, ma essendo poco frequentata è un ottimo luogo per godersi un bagno in totale privacy. Un consiglio essenziale: attenzione alla discesa e alla risalita, meglio evitarle nelle ore più calde.

Spiaggia delle Rocchette, Castiglione della Pescaia

A poca distanza da Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, si apre la baia tranquilla e protetta della Spiaggia delle Rocchette. Si presenta come una sorta di rifugio per chi desidera godersi il mare in un contesto naturale di grande bellezza, senza rinunciare ai servizi e al comfort.

Dalla sabbia fine e dorata che si estende per circa un chilometro, è bagnata da acque limpide e basse, perfette per famiglie con bambini o per chi preferisce bagni tranquilli e sicuri. A dominarla c’è l’antica Torre delle Rocchette, costruita nel XVI secolo come avamposto difensivo contro le incursioni piratesche, uno splendido punto panoramico e meta di brevi escursioni e foto da cartolina.

La spiaggia è facilmente raggiungibile in auto da Castiglione della Pescaia, con parcheggi nelle vicinanze.

Spiaggia delle Rocchette, Toscana
Fonte: iStock
La bellissima Spiaggia delle Rocchette

Cala Martina, Scarlino

Ancora Scarlino ma questa volta con Cala Martina, meno famosa di Cala Violina ma altrettanto affascinante: è il top per godersi il mare in un contesto naturale incontaminato, lontano dal turismo di massa. Sorge all’interno di una piccola insenatura circondata da una fitta macchia mediterranea, che regala profumi intensi di mirto, corbezzolo e pini marittimi. È composta da sabbia fine mescolata a piccoli ciottoli, con acque limpide che invitano a tuffi rinfrescanti e lunghe nuotate.

Non ci sono stabilimenti balneari o folle di turisti, ma solo la quiete del mare e il canto degli uccelli. Si può arrivare nelle sue vicinanze tranquillamente in auto, per poi intraprendere una passeggiata di circa 1,5 km. Anche in questo caso non ci sono servizi né bar, quindi è consigliabile portare con sé tutto il necessario per la giornata.

Una curiosità storica: Cala Martina è anche nota per essere il punto da cui Garibaldi fuggì nel 1849, episodio commemorato con un piccolo monumento posto sul sentiero per raggiungerla.

Spiaggia di Marina di Alberese

Nel cuore del Parco Regionale della Maremma, la Spiaggia di Marina di Alberese è un raro esempio di costa ancora intatta, libera da cementificazioni e strutture turistiche invasive. Un posto dove il tempo sembra rallentare e in cui ci si ritrova immersi in un paesaggio primordiale, fatto di dune sabbiose, pinete profumate, sabbia scura e mare pulitissimo.

È un lido completamente libero e bagnato da acque limpide, dal fondale sabbioso e dolcemente digradante, ideali per nuotare o semplicemente rilassarsi a mollo.

Per preservare questo prezioso ambiente, l’accesso è regolamentato, soprattutto nei mesi estivi. Si può raggiungere in auto (con numero chiuso e parcheggio a pagamento) o in bici tramite una bellissima pista ciclabile che attraversa il parco. In alta stagione è attivo anche un servizio navetta dal centro visite del parco.

Cala delle Cannelle, Isola del Giglio

Situata a pochi minuti dal porto dell’Isola del Giglio, Cala delle Cannelle colpisce subito per il contrasto tra la sabbia bianca chiarissima e l’acqua trasparente dai riflessi caraibici. Una parte è libera, l’altra è attrezzata con stabilimento balneare, ed è facilmente raggiungibile in circa 15 minuti a piedi dal porto o con bus/navetta nei mesi estivi.

A sinistra della spiaggia (guardando il mare) ci sono scogli e fondali rocciosi, perfetti per lo snorkeling. Pesci, anemoni e piccoli anfratti rendono interessante anche un’esplorazione in bassa profondità. In questa circostanza sono necessarie scarpette da scoglio e anche maschera e pinne: vale la pena perdersi tra le rocce laterali.

Per un’esperienza completa è consigliata una gita in kayak verso le calette vicine, che sono una più suggestiva dell’altra.

Spiaggia della Feniglia, Monte Argentario

C’è chi fa fatica a credere che la Spiaggia della Feniglia sia vera: è una lingua di sabbia di ben 7 km che collega Ansedonia al Monte Argentario, separando il mare aperto dalla Laguna di Orbetello. Una combinazione rara di paesaggio costiero, pineta profumata e quiete assoluta, dove poter camminare, nuotare o pedalare in totale immersione nella natura.

Il fondale è basso (in alcune giornate bassissimo e per metri e metri) e l’acqua è limpida, al punto da essere ideale per famiglie e nuotatori poco esperti.

La spiaggia è quasi tutta libera, ma ci sono anche tratti attrezzati con stabilimenti. Oltre alla natura e alla fauna dirompente (La Feniglia è una riserva naturale protetta) qui si è fatta anche un po’ di storia del nostro Paese: secondo fonti storiche, Caravaggio morì in queste zone nel 1610, probabilmente nei pressi di Porto Ercole. Una targa nella pineta della Feniglia, lato Ansedonia, ricorda l’evento.

Spiaggia di Lacona, Isola d’Elba

Terminiamo questo viaggio in Toscana presso la Spiaggia di Lacona, sulla costa meridionale dell’Elba. È uno dei lidi più lunghi dell’isola (circa 1,2 km), famoso per la sua sabbia fine e dorata, per i fondali bassi, per la macchia mediterranea e i pini marittimi. Si tratta di una destinazione ideale per tutti, grazie alla sua varietà di ambienti e servizi.

Vi è infatti un’ampia scelta di stabilimenti balneari, bar, ristoranti e noleggi (sdraio, pedalò, SUP, canoe), al punto da essere molto frequentata. Tuttavia, mette a disposizione anche angoli più appartati. Sul lato orientale, infatti, si trovano piccole calette rocciose meno battute, mentre sul lato occidentale, verso il Capo Stella, la spiaggia offre accessi secondari meno noti.

Alle sue spalle è possibile osservare un tratto di duna costiera con vegetazione endemica (come il giglio di mare), un angolo dove la natura si mostra in una delle sue forme più delicate (fate attenzione, perché l’area è soggetta a tutela ambientale). La Spiaggia di Lacona è facilmente raggiungibile in auto, con ampio parcheggio a pagamento a pochi metri da essa.

A non molta distanza si trova anche la Spiaggia di Laconella, una piccola cala più appartata e più selvaggia. Per ultimo un suggerimento: fermatevi per un tramonto sul Golfo di Lacona, perché la luce dorata sulla sabbia è spettacolare.

Tour della Toscana in camper e itinerari possibili, tra terme e città d’arte

Par : claudiag2019
6 avril 2025 à 10:52

Viaggiare in Toscana in camper può essere una valida opzione per visitare la regione, che, per la sua posizione centrale e ai collegamenti stradali capillari e ben segnalati, si raggiunge facilmente da ogni parte d’Italia. Sono diversi gli itinerari possibili, anche a tema o stagionali, da integrare a seconda del tempo a disposizione. Dalle città d’arte alla costa, dalle terme naturali alle strade del vino, ogni itinerario svela un volto diverso della Toscana.

Il tour delle città d’arte

Un primo percorso può toccare le grandi città d’arte, come Firenze, Siena, Pisa, Lucca, Arezzo: ognuna racconta una storia unica, fatta di arte, architettura e tradizioni. Chi viaggia in camper deve pianificare con attenzione le soste, perché spesso non è possibile parcheggiare nei centri storici. Meglio scegliere aree di sosta attrezzate nei dintorni, per spostarsi in bicicletta o coi mezzi pubblici, e visitare così le città con calma. Firenze merita almeno due giorni, tra musei, palazzi rinascimentali e passeggiate sull’Arno. Siena è un piccolo goiello con Piazza del Campo e il Duomo; mentre Pisa è da scoprire partendo dalla celebre torre pendente e poi oltre. Lucca si gira bene in bicicletta, lungo e dentro le mura rinascimentali; e Arezzo vanta un’anima medievale e una forte identità toscana, meno turistica ma molto autentica. Quando? Questo itinerario è percorribile tutto l’anno; in inverno per godere dell’atmosfera natalizia o in primavera e autunno per evitare la folla e il caldo estivi.

Piazza Grande Arezzo
Fonte: iStock
Piazza Grande di Arezzo

In camper lungo la costa

Un altro itinerario si snoda lungo la costa tirrenica, tra spiagge, pinete e località turistiche affacciate sul mare. Da Nord a Sud, si passa dai centri di villeggiatura e mondani della Versilia alle calette più selvagge della Maremma. Viareggio, Lido di Camaiore e Forte dei Marmi sono perfette per una sosta balneare; anche se molto molto affollate in alta stagione. Più a sud, Castiglione della Pescaia ha un bel centro storico arroccato, animatissimo in estate, spiagge ampie e una natura ancora piuttosto selvaggia. Proseguendo verso l’Argentario, si incontrano Orbetello e Porto Ercole, e si percorrono strade panoramiche sulla laguna con accessi a spiagge limpide, spesso affollate in alta stagione. Un consiglio su tutti: attenzione ai divieti di sosta per i camper lungo la costa, spesso più restrittivi in alta stagione.

Chi cerca luoghi meno battuti lungo la costa può puntare su tratti ancora poco turistici, come le Spiagge Bianche di Rosignano, con il mare sorprendentemente chiaro, dall’aspetto quasi caraibico dovuto alla presenza, in passato, di residui di bicarbonato di sodio provenienti dallo stabilimento chimico Solvay, che hanno alterato il colore naturale della sabbia. La pineta della Riserva dei Tomboli di Cecina è ideale per chi viaggia con bambini. Più a sud, il Parco della Sterpaia e il Golfo di Baratti hanno spiagge tranquille e natura protetta, e dispongono di aree attrezzate per i camper.

Castiglione della Pescaia
Fonte: iStock
Castiglione della Pescaia

La Toscana termale

Per chi cerca relax e natura, la Toscana è apprezzabile anche fuori stagione, seguendo un itinerario termale, perfetto soprattutto in autunno e primavera. Le terme libere e gratuite sono una delle esperienze più wild della regione, particolarmente adatte a chi viaggia in camper. Le Cascate del Mulino di Saturnia sono forse le più note: vasche calcaree modellate dall’acqua sulfurea, accessibili anche di sera o al mattino presto, per evitare la folla. I Bagni San Filippo, tra la Val d’Orcia e il Monte Amiata, sono meravigliose, e ancora non troppo conosciute: un paesaggio quasi fiabesco, dove fa da protagonista la “Balena Bianca”, una grande formazione calcarea su cui scorre acqua calda e dalle proprietà riconosciute. I Bagni di Petriolo, meno noti e spartani, ma molto suggestivi, si trovano vicino a Monticiano, e qui l’acqua calda delle terme si può alternare a quella fredda del torrente. Chi viaggia in camper può facilmente trovare parcheggi, anche liberi, nelle vicinanze e raggiungere le terme a piedi o in bicicletta, magari fermandosi più notti per godersi appieno dei benefici delle acque delle terme toscane.

Bagni San Filippo
Fonte: iStock
I Bagni di San Filippo sono meno famosi di Saturnia ma altrettanto suggestivi

Dove andare in Maremma in camper

Sempre nella parte meridionale della regione, un itinerario nella Maremma consente di esplorare una Toscana più selvaggia e autentica, iconica e meta apprezzatissima da italiani e stranieri di tutto il mondo. Grosseto può essere un buon punto di partenza, con il suo centro storico racchiuso da mura e la vicinanza a numerose attrazioni naturalistiche. Da lì si può proseguire verso il Parco Naturale della Maremma, un’area protetta che si estende tra Talamone e Alberese, perfetta per escursioni a piedi, in bici o a cavallo. L’itinerario prosegue verso la costa con Monte Argentario, collegato alla terraferma da sottili strisce di terra, da cui si possono raggiungere spiagge appartate (meno in estate) e punti panoramici come il convento dei Frati Passionisti. Orbetello, infine, è circondata da una laguna dove si possono osservare fenicotteri e fare passeggiate tranquille, con la possibilità di fermarsi in aree sosta ben attrezzate. Attenzione ai divieti, perché la sosta ai camper è vietata quasi ovunque, specialmente in alta stagione. E ancora un accorgimento: chiudete i finestrini e mettere le zanzariere perché è pieno di zanzare che possono trasformare la permanenza in camper in un vero e proprio incubo!

Le strade del vino

Un ultimo itinerario, perfetto per chi ama la cultura enogastronomica, è quello lungo le strade del vino. Il Chianti è probabilmente la zona più famosa, con le sue colline punteggiate da vigneti, oliveti e borghi come Greve, Radda e Castellina. Molte cantine organzzano degustazioni e visite guidate, con la possibilità di sostare nei pressi o trovare campeggi immersi nella natura. Un consiglio per i più sportivi può essere quello di fare base in un campeggio o un’area sosta per poi girare in bici. A sud,

e Montepulciano sono le due capitali del Brunello e del Vino Nobile: piccoli centri ricchi di storia, con cantine storiche e scorci panoramici. Anche la zona di Bolgheri, sulla costa livornese, merita una deviazione, con la celebre via dei cipressi e i vini della DOC Bolgheri, tra i più apprezzati al mondo. E se si beve troppo? Una sosta in camper prima di ripartire è d’obbligo!

Vigneti della Val d'Orcia

Bocca d’Ombrone, l’acqua dolce incontra il mare nel Parco della Maremma

27 mars 2025 à 11:29

Sia maledetta la Maremma e chi l’ama, dice una canzone popolare toscana dei primi dell’Ottocento. Racconta dell’epopea contadina del lavoro stagionale nella grande pianura maremmana nel momento della bonifica delle sue paludi, voluta dal Granduca di Toscana Leopoldo. Una manodopera in bilico tra fortuna e malaria in un territorio allora svantaggiato.

Oggi, di quelle paludi rimane poco più di un ricordo, tenuto in vita all’interno di un’area naturale protetta di rara bellezza, dalle peculiarità unica.

Nel 1975 la Regione Toscana decide di dare vita al Parco della Maremma, il secondo parco regionale istituito in Italia. Lungo 25 chilometri di costa e con una superficie vicina ai 9mila ettari di area protetta, l’ente comprende il grande territorio pianeggiante che si estende da Principina a Mare fino a Talamone, due località balneari molto frequentate nella stagione estiva.

Parco della Maremma
Fonte: iStock
I Monti dell’Uccellina e il territorio del Parco della Maremma

Il territorio del Parco, peraltro recentemente premiato a livello europeo, è diviso sostanzialmente in tre aree. C’è quella più interna, ai piedi dei Monti dell’Uccellina, dove negli ampi prati pascolano le mandrie di bovini. C’è l’affascinante zona selvaggia nella zona meridionale del parco, con i rilievi collinari coperti di boschi di pini, eucalipti e macchia mediterranea, da cui spuntano antiche torri di avvistamento. Infine, nella zona settentrionale, rimangono le ultime tracce di terreno paludosi, presso Bocca d’Ombrone, la foce dell’omonimo fiume.

L’Ombrone è il secondo corso d’acqua più lungo della Toscana. Copre con i suoi 161 chilometri un territorio che va dalle sorgenti poco fuori il borgo medioevale di San Gusmè, non lontano da Siena, fino alla foce nel Mar Tirreno.

Si tratta di un luogo più unico che raro: una zona dove l’azzurro del cielo si fonde con quello delle acque, quelle dolci del fiume che si mischiano con quelle salate del mare; un territorio in perenne contesa tra terra e acqua, che appartiene a entrambi gli elementi e per questa sua condizione di mezzo affascina e attrae. Un luogo selvaggio, pieno di vita, che ospita una grande biodiversità, tra cui colonie di diverse specie di uccelli che non è facile vedere altrove.

Bocca d'Ombrone Parco della Maremma
Fonte: Lorenzo Calamai
Vacche maremmane al pascolo nel Parco

Come arrivare a Bocca d’Ombrone

Bocca d’Ombrone si trova all’interno del Parco della Maremma e si raggiunge attraverso una facile escursione pianeggiante, seguendo uno dei tanti sentieri tracciati all’interno della riserva.

L’accesso al Parco avviene da Alberese, cittadina sede del Centro visite del Parco. Qui potete fare il biglietto per i tanti itinerari compresi nel grande parco naturale, incluso quella per Bocca d’Ombrone, al costo di 5 euro a persona.

Bocca d'Ombrone
Fonte: Lorenzo Calamai
Bocca d’Ombrone: dove il fiume si getta nel mare

Da Alberese, quindi, ci si sposta (in auto o attraverso il trasporto pubblico locale) a Marina di Alberese, direttamente sul litorale tirrenico, entrando nel territorio del Parco. Già attraversando questi pochi chilometri, la lunga lingua d’asfalto che corre in rettilineo verso l’accesso all’area protetta, si ha un’idea del luogo unico in cui ci si trova, la grande pianura un tempo carica di acquitrini che si estende fino a lasciare spazio ai monti a ridosso della costa, facendo emergere l’atmosfera selvaggia e aspra di questo territorio.

A Marina di Alberese si trova una ampissima spiaggia dorata che si estende lunghissima verso sud. Un luogo difficilmente affollato, specie nel periodo primaverile, del quale godere al termine dell’escursione verso Bocca d’Ombrone.

In direzione opposta rispetto alla spiaggia, infatti, prende le mosse il sentiero A7 che porta alla foce del fiume.

Bocca d'Ombrone Spiaggia di Alberese Parco della Maremma
Fonte: Lorenzo Calamai
La spiaggia di Marina di Alberese

Il percorso ad anello, tutto pianeggiante e lungo poco più di cinque chilometri in totale, è alla portata di tutti ed è stato realizzato per essere percorso anche da persone con disabilità. La primavera e l’autunno sono i periodi migliori per affrontarlo per due motivi: l’escursione è quasi totalmente esposta al sole, quindi meno adatta ai periodi più caldi dell’anno; le due stagioni intermedie sono quelle dove la zona paludosa alla foce del fiume ospita la maggiore diversità di specie di uccelli.

In autunno ci sono le specie che migrano verso meridione dall’Europa settentrionale, come oche selvatiche e diversi tipi di anatra. In primavera è invece il momento in cui tante specie provenienti dall’Africa nidificano e danno vita ai propri piccoli, e in cui non è difficile incontrare gli uccelli di taglia più grande come aironi, garzette, fenicotteri, cavalieri d’Italia.

Bocca d’Ombrone: l’eterna contesa tra terra e mare

All’avvio il sentiero per Bocca d’Ombrone passa per una prima, breve parte nella grande pineta, prima di tornare allo scoperto percorrendo un lungo camminamento rettilineo a fianco del mare. La salicornia, rossa e verde, cresce selvaggia e incontrastata nella lunga pianura, mentre alle vostre spalle svetta il promontorio dell’Uccellina, un colle alto circa 300 metri, coperto di macchia mediterranea, che domina l’ampio golfo ed è punteggiato da antiche strutture difensive.

Bocca d'Ombrone Parco della Maremma
Fonte: Lorenzo Calamai
Il percorso verso Bocca d’Ombrone

I colori della natura selvaggia intorno all’escursionista sono sorprendenti, intensi, vividi. Non è difficile incrociare lo sguardo con una delle maestose vacche maremmane, con le tipiche lunghe corna.

Al termine del percorso rettilineo si arriva nei pressi della foce del fiume, dove l’azzurro dell’acqua dolce e il blu dell’acqua di mare si fondono in un perenne abbraccio. L’Ombrone porta verso il mare i suoi sedimenti, che poi vengono depositati dalle onde sulle coste. È così che si è formata nel corso dei secoli la pianura che circonda la foce, grazie a un eterno dialogo tra terra e mare che ha visto prevalere a volte l’una e volte l’altro, in un precario equilibrio che si percepisce distintamente attraversando questa terra.

Si incontra quindi ai margini del percorso un Casello idraulico volto a guardia di un canale. Da qui, risalendo lungo il corso dell’Ombrone per un centinaio di metri, si incontra una piccola costruzione in legno dedicata al birdwatching, una delle attività più attraenti dell’escursione.

Bocca d'Ombrone
Fonte: iStock
Piovanello tridattilo a Bocca d’Ombrone

L’area salmastra alla foce del fiume crea infatti un ecosistema molto particolare, dove gli uccelli migratori trovano un habitat ideale. Fra le specie che è possibile osservare (è utile un binocolo e una macchina fotografica dotata di un buon obiettivo) ci sono il fratino, il chiurlo, il cavaliere d’Italia, la ghiandaia marina dal bellissimo manto celeste e anche il fenicottero.

Il percorso di ritorno da Bocca d’Ombrone completa l’anello oltrepassando nuovamente il Casello da cui si è arrivati. Si imbocca il comodo sentiero del ritorno che passa accanto all’Idrovora di San Paolo, vecchia testimonianza delle opere di bonifica e si ritorna a Marina di Alberese, dove l’ampia spiaggia e una grande area attrezzata con tavoli da pic-nic attendono il viandante per il meritato riposo.

Nella Milano alternativa di Lucio Corsi, una città diversa che ti fa sentire a casa

Par : elenausai10
20 février 2025 à 13:30

Non avrà vinto Sanremo, ma una cosa è certa: Lucio Corsi ha decisamente conquistato tutti. Il cantautore toscano è salito sul palco portando la sua personalità spontanea e una canzone che è un vero e proprio elogio della normalità. “Volevo essere un duro” è la canzone di cui avevamo bisogno, con i suoi toni da ballata rock che raccontano una realtà in cui la maggior parte di noi sicuramente si ritrova.

“Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale​​”, cantava Lucio Dalla. E questa normalità, Lucio Corsi la esprime anche nella sua quotidianità. Nato nella Maremma, dopo il liceo si trasferisce a Milano dove comincia a frequentare luoghi che, nella loro genuinità, lo fanno sentire come a casa. Un microcosmo poco conosciuto da chi visita il capoluogo lombardo e da chi vede la città solo nella sua veste più moderna e di design.

In un’intervista su Twitch per AmazonMusicIT, Lucio Corsi ha rivelato, infatti, un inaspettato legame con una particolare zona della città: quella a nord di Milano.

Il rapporto di Lucio Corsi con i parchi milanesi

Lucio Corsi ha più volte dichiarato nelle sue interviste che non è un amante delle città. Lui, nato e cresciuto in una casa di campagna in Toscana senza avere nessuno nei paraggi, sente la mancanza degli spazi immensi che lo hanno accompagnato durante la sua infanzia e adolescenza. Milano, come ben sappiamo, di campagne ne ha ben poche e lo stesso musicista ha sottolineato come la città tenda a chiudere i parchi durante la notte e come possano sembrare ‘finti’, ma con delle eccezioni.

Il primo è Parco Nord, situato vicino a dove vive, considerato più ‘selvatico’ rispetto ai parchi più centrali, come il BAM. Il secondo è il parco di Porta Venezia, dove c’è il museo di Scienze Naturali. In generale, però, il pensiero di Lucio Corsi sui parchi è molto preciso, come ha dichiarato in un’intervista: “I parchi cittadini sono come uno zoo che rinchiude la campagna”.

La trattoria nel quartiere di Niguarda

Un altro luogo al quale Lucio Corsi è particolarmente affezionato è una trattoria situata nel quartiere di Niguarda, zona periferica a nord ovest di Milano che, proprio dopo le interviste rilasciate dal cantautore, sta vivendo un momento di popolarità.

L’Antica Trattoria Ambrosiana è il posto in cui ha dichiarato di sentirsi a casa tanto da volerla utilizzare come location per la conferenza stampa pre-Sanremo. Durante l’intervista, ha raccontato vari episodi che dimostrano l’affetto che prova per questo luogo e le persone che ci gravitano attorno, tanto che, alla domanda su cosa avrebbe fatto con i fiori ricevuti a Sanremo, il cantante ha risposto: “Devo portarne un po’ a Giusy, la cuoca della trattoria di Niguarda, una mia seconda famiglia a Milano. Me li ha chiesti e glieli porto con piacere”.

La trattoria, dall’aspetto rustico, rispecchia appieno l’atmosfera di famiglia che Lucio Corsi porta con sé in tutte le sue storie. Non a caso, infatti, ha raccontato più volte del ristorante della nonna a Macchiascandona, nella campagna maremmana, e del fatto di essere cresciuto in un ambiente domestico accogliente composto da sole donne.

Carnevale di Follonica, sfilate, carri e divertimento sul mare della Toscana

Par : marcobaldini
27 janvier 2025 à 09:17

Affacciata sul mare e immersa nella Maremma Toscana, Follonica è una meta molto apprezzata per le sue tante bellezze che non sono unicamente legate alla sua costa. Perché questa cittadina conserva anche un’importante storia industriale, inoltre è vicina a una bella e interessante area naturale: il Parco Interprovinciale di Montioni, 7mila metri quadrati di bellezza tra natura e storia di tante epoche differenti.

Insomma, ci sono tante ragioni per visitare Follonica e il suo bel golfo, che si snoda tra Piombino e Punta Ala. Tra queste non può mancare il suo celebre Carnevale, un momento festoso e ricco di appuntamenti per tutti i gusti, capace di incarnare lo spirito leggero e divertente di questo periodo dell’anno.

Tutto quello che c’è da sapere sul Carnevale di Follonica.

Storia del Carnevale di Follonica

È una delle feste più attese dell’anno, stiamo parlando del Carnevale che diventa il protagonista in tante località che punteggiano l’Italia, tutte con le loro tradizioni e peculiarità.

E una delle mete più amate è Follonica che, nei giorni dedicati a questo momento di leggerezza, diventa il luogo da raggiungere per chi è alla ricerca delle risate, del divertimento e dello spirito che incarna il Carnevale.

Qui la tradizione ha preso il via più di un secolo fa, e la storia del Carnevale d Follonica è davvero affascinante. Tutto ha avuto nel 1910: protagonisti di queste giornate erano feste in maschera e veglioni che vedevano il coinvolgimento della comunità.

E così un primo seme di quello che, nel corso del tempo, è diventato un appuntamento sempre più articolato era stato piantato.

È verso gli anni Venti che sono arrivate le sfilate dei carri allegorici trainati da cavalli, con personaggi mascherati, il tutto accompagnato dagli orchestrali e dalla loro musica.

Poi il conflitto ha fermato la festa, ma dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ha ripreso con ancora più vigore ed è nel 1949 che questo appuntamento ha raggiunto il massimo splendore, e nasce il Carnevale Maremmano. Ogni evento ha periodi di alti e bassi, così più tardi e per 17 anni (fino al 1979) c’è stato un momento di pausa.

Dagli anni Ottanta il Carnevale di Follonica è tornato ad attirare tantissime persone per la bellezza dei carri che sfilano per le vie della città e delle tante tradizioni che lo rendono un momento di divertimento e spensieratezza. E trasformando questa bella cittadina di mare nella destinazione ideale per tutti coloro che sono alla ricerca di un appuntamento indimenticabile.

Carri Carnevale di Follonica
Fonte: Associazione Carnevale Follonica
Un carro di una passata edizione del Carnevale di Follonica

Date del Carnevale di Follonica 2025

Ma quando raggiungere questa destinazione festosa nel cuore della Toscana? L’appuntamento più divertente dell’anno dura per un mese, con il fischio di inizio previsto il primo febbraio (sarà presente la banda della città) a partire dalle 16 e fino alle 19.

La conclusione, invece, è in calendario per il 27 febbraio con il Giovedì Grasso. Il programma delle feste è davvero ricco e promette di intrattenere grandi e piccini. Tutto è stato confermato nonostante un incendio abbia creato danni ai carri di due rioni.

Eventi 2025 del Carnevale di Follonica

Un mese ricco di appuntamenti pensati per piacere davvero a tutti: grandi e piccini. Dalle sfilate, ai concerti, senza dimenticare le feste. Il programma del Carnevale in questa cittadina della Maremma Toscana è molto articolato e non c’è giornata in cui non ci sia qualcosa di divertente da fare.

I bozzetti dei carri, che sfileranno per rendere indimenticabili i corsi mascherati, sono già visibili sul sito ufficiale della manifestazione e riescono a restituire un’idea di quanto affascinante sarà poterli ammirare in tutta la loro bellezza dal vivo.

Le quattro sfilate del Carnevale

I corsi mascherati che si terranno a Follonica sono quattro e vanno a scandire tutto il mese di febbraio, sono quasi tutti a calendario la domenica, aspetto che li rende facilmente raggiungibili anche per una gita fuori porta. Le prime tre sfilate si svolgono dalle 14,30 alle 17,30.

L’appuntamento con la prima è per domenica 2 febbraio, si prosegue il 9 con un secondo corteo in cui ammirare maschere e carri, inoltre in questa occasione verrà premiata Miss Carnevale. Domenica 16 la sfilata vedrà la presenza di giurie per i carri e la mascherata.

Il momento più speciale, infine, è quello di sabato 22 febbraio quando va in scena il gran finale con la premiazione del Carnevale 2025 e i fuochi d’artificio. E, oltre al giorno, cambia anche l’orario con la festa in programma dalle 16,45 alle 20.

Concerto, sfilata dei piccoli e Giovedì Grasso

Nel ricco programma del Carnevale di Follonica non mancano altre iniziative. Come il concerto della Filarmonica che si terrà giovedì 6 febbraio alle ore 21.15 presso il Teatro Fonderia Leopolda con la collaborazione della Scuola comunale di Musica. Saranno presenti anche le Reginette dei Rioni.

È in calendario per martedì 11, invece, la sfilata dei piccoli carri che sono stati creati da studentesse e studenti dei due Istituti Comprensivi. Per assistere allo spettacolo l’appuntamento è a partire dalle ore 10. Domenica 23, tra piazza Sivieri, via Roma e via Zara, si svolgerà la Festa di Carnevale in centro in collaborazione con CCN e discoteche. L’orario di inizio è alle 17.

Imperdibile, infine, il Giovedì Grasso che si terrà il 27 febbraio alle 21: si tratta di un Veglione dei rioni del Carnevale in collaborazione con ProLoco e C.R.I.

Gli appuntamenti correlati

Ci sono alcuni appuntamenti correlati a quelli principali. Uno di questi  è programmato dal MeQ, ovvero il Mercato Comunale, che oltre a restare aperto a pranzo nelle tre domeniche di sfilata, sabato 22 organizzerà un veglione mascherato dalle 19.

Inoltre, chi ha il biglietto del Carnevale può entrare gratuitamente al Museo Magma di Follonica. Sono previsti sconti anche per accedere ad altre realtà culturali del territorio come il Parco archeominerario di San Silvestro, del Parco archeologico di Baratti e Populonia e il Museo archeologico di Piombino.

Biglietti del Carnevale di Follonica

Le quattro date previste per le sfilate necessitano di un biglietto. Questo si deve acquistare online (sul sito CiaoTickets) e ha un costo di otto euro per ogni giornata. Non arriva tramite corriere ma è elettronico per cui si può mostrare all’arrivo nella versione digitale, oppure stampare a casa. Come anticipato l’acquisto del biglietto permette di ottenere altri vantaggi.

Come raggiungere il Carnevale di Follonica

Si può arrivare al Carnevale di Follonica sia in automobile, sia in treno. Per chi lo desidera esiste anche un servizio shuttle che prende il via da Grosseto, oppure da Cecina o Massa Marittima e svolge sia l’andata sia il ritorno. Per orari e maggiori informazioni ci sono i siti dedicati.

Follonica, quando andare per Carnevale
Fonte: Associazione Carnevale Follonica
Follonica, tutto quello che c’è da sapere sul Carnevale

Cascate del Mulino di Saturnia, terme gratis con vista mozzafiato

23 décembre 2024 à 09:00

Nel cuore della Maremma toscana, in provincia di Grosseto, Saturnia è un antico e delizioso borgo famoso per le sue sorgenti di acqua termali. Le Cascate del Mulino, infatti, sono una serie di cascate termali naturali situate vicino al piccolo borgo toscano.

Queste cascate sono famose per le loro acque calde sulfuree che sgorgano da sorgenti naturali e formano piscine termali in mezzo alla campagna toscana. Le acque termali delle Cascate del Mulino provengono da sorgenti naturali che sono state utilizzate per le loro proprietà terapeutiche sin dai tempi antichi. Si crede infatti che le acque di Saturnia possiedano benefici per la pelle e per la salute generale.

Vediamo insieme nel dettaglio che cosa offre questo tipo di esperienza ai viaggiatori, quali sono gli orari di apertura, i prezzi e i trattamenti offerti alle terme di Saturnia.

L’esperienza alle terme di Saturnia

Le acque termali del borgo di Saturnia, tra le più belle in Italia, formano diverse piscine naturali lungo il corso del fiume, creando un ambiente suggestivo e rilassante per chi decide di visitarle. Le Cascate del Mulino sono accessibili gratuitamente al pubblico, il che le rende una meta popolare per i turisti e per coloro che hanno voglia di rilassarsi in un ambiente naturale e accogliente quale i paesaggi della Maremma.

Le cascate sono inoltre circondate da una lussureggiante vegetazione e offrono un’esperienza unica per chi desidera immergersi nella natura incontaminata della Toscana. Data la loro bellezza e la reputazione terapeutica delle acque, le Cascate del Mulino possono diventare molto affollate durante i periodi di alta stagione. Si consiglia, pertanto, di visitarle presto al mattino o in tarda serata per evitare le folle.

Queste cascate, dette anche Cascatelle o Cascate del Gorello, hanno scavato naturalmente la roccia di travertino formando le famose piccole piscine dove è possibile immergersi gratuitamente, di giorno e di notte, per tutto l’anno e in tutte le stagioni.

Terme di Saturnia
Fonte: iStock
Le bellissime Terme di Saturnia

L’acqua termale della sorgente, la stessa che alimenta le Terme di Saturnia in Toscana, sgorga a una temperatura di 37 gradi centigradi e dunque è piacevolmente calda, fatto apprezzato soprattutto durante l’inverno. Sono molti i benefici sull’apparato respiratorio, articolare e circolatorio. Sulla pelle inoltre l’acqua termale ha una benefica funzione antiossidante ed esfoliante. Oltre che immergersi nelle piscine, il cui fondale è ricoperto di sassolini bianchi, i visitatori possono bagnarsi direttamente sotto le cascate, facendosi massaggiare la schiena naturalmente dall’acqua.

La vista dalle piscine sulla campagna circostante è mozzafiato: il luogo è incantevole e le cascate particolarmente suggestive sia di giorno che di notte, soprattutto alla luce della luna piena. Secondo la mitologia questa antichissima fonte termale nacque da un fulmine lanciato da Giove, adirato contro il padre Saturno che dopo essere stato detronizzato dal figlio aveva vagato per tutta la penisola prima di fermarsi proprio qui, in Maremma.

Come arrivare alle Cascate del Mulino

Per raggiungere le Cascate del Mulino nei pressi del borgo di Saturnia, potete prendere un’auto e seguire le indicazioni stradali per Saturnia. Una volta arrivati a Saturnia, continuate verso le cascate seguendo le indicazioni per “Cascate del Mulino”. Potete parcheggiare l’auto nei pressi delle cascate e poi seguire il sentiero che vi condurrà alle piscine termali. Se preferite i mezzi pubblici, potete prendere un pullman per Saturnia e poi utilizzare un taxi locale per raggiungere le cascate. Vicino alle cascate c’è comunque un parcheggio gratuito e un bar tavola calda con bagni e docce.

Il periodo migliore per immergersi nelle calde acque delle Cascate del Mulino di Saturnia è l’autunno, o la primavera; in alta stagione e nei weekend il luogo è sempre molto affollato. Da non dimenticare le scarpette di gomma date le superfici scivolose e il fondale di sassolini, oltre a costume da bagno e protezione solare.

Se avete tempo, inoltre, vi suggeriamo di non perdere l’occasione di visitare i dintorni del luogo e in particolare gli incantevoli borghi di Pitigliano, Sorana e Montemerano, a poca distanza.

Giorni di apertura e orari delle Cascate del Mulino

Le Cascate del Mulino sono aperte tutto l’anno, 24 ore su 24, per una esperienza termale gratuita in ogni stagione. Non ci sono orari di chiusura, il che permette ai visitatori di godere delle acque calde anche al tramonto o di notte, quando le cascate si trasformano in un suggestivo spettacolo sotto la luce della luna. Tuttavia, è consigliato visitarle al mattino presto o in tarda serata, soprattutto nei periodi di alta stagione, per evitare la folla e godere al meglio della tranquillità del luogo.

I prezzi delle Cascate del Mulino

L’ingresso alle Cascate del Mulino è completamente gratuito. Non sono previsti costi per l’accesso alle piscine termali naturali, rendendo questo sito un’ottima scelta per chi desidera immergersi in acque termali benefiche senza spendere. Tuttavia, durante i periodi di alta stagione (come i weekend estivi), è possibile che l’area diventi affollata, per cui è consigliabile arrivare presto per trovare un buon posto. Se volete un’esperienza più esclusiva, potete scegliere di prenotare un trattamento in una delle strutture termali private nei dintorni, ma le cascate pubbliche offrono comunque un’esperienza altrettanto unica.

Trattamenti e servizi alle Cascate del Mulino

Le Cascate del Mulino non offrono trattamenti termali specifici come quelli delle strutture private, ma l’esperienza di immergersi nelle acque calde delle piscine naturali è in sé un trattamento benefico. Le acque sulfuree sono conosciute per le loro proprietà terapeutiche, che aiutano a rilassare i muscoli, favorire la circolazione e migliorare la salute della pelle. Se desiderate un servizio extra, nelle vicinanze c’è un bar che offre bevande e spuntini e sono presenti anche bagni e docce per una maggiore comodità dei visitatori.

Info utili sulle Cascate del Mulino

Le Cascate del Mulino sono facilmente accessibili grazie alla presenza di un parcheggio gratuito situato a pochi passi dalle piscine termali naturali, dove i visitatori possono lasciare l’auto in tutta comodità. Per quanto riguarda l’accessibilità, il sito è adatto a tutti, ma è consigliato indossare scarpette di gomma, poiché le superfici possono essere scivolose e il fondale delle piscine è ricoperto di sassolini. Inoltre, per chi desidera ulteriori informazioni riguardo le condizioni delle cascate o su eventuali modifiche all’accessibilità, è possibile contattare il Comune di Saturnia o gli uffici turistici locali, che forniranno tutte le indicazioni utili per godere al meglio della visita.

Strette dell’Albegna, il diamante d’acqua dolce della Maremma

9 mai 2024 à 15:56

Con l’arrivo della bella stagione fioriscono le occasioni per dedicarsi a una delle più complete e soddisfacenti attività outdoor: il wild swimming, nuotare in luoghi naturali il più incontaminati possibile, tra mare, laghi, fiumi e torrenti. Luoghi da esplorare, custodire e rispettare che regalano momenti di contatto unico con la natura e contesti speciali dove immergersi, come le Strette dell’Albegna, nella Toscana meridionale.

Dalle pendici del Monte Amiata infatti, nasce il fiume Albegna, uno dei corsi d’acqua più importanti della Maremma collinare e fra i più lunghi della regione, destinato a sfociare nel Tirreno nei pressi del promontorio dell’Argentario. Compreso tra le province di Siena e Grosseto, il cono vulcanico dell’Amiata, spento da centinaia di migliaia di anni, è il simbolo della parte più interna del territorio maremmano. L’Albegna scorre giù dal complesso montuoso e, sinuoso, si spinge a meridione caratterizzando il territorio intorno al paese di Roccalbegna.

Passa poi nel territorio di Semproniano e, a valle del piccolo borgo di Rocchette di Fazio, si insinua per circa 700 metri in un canyon, fiancheggiato da due maestose pareti di roccia calcarea e bianca. Il sole si riflette sullo scorrere del fiume, regalando giochi di luce bellissimi sulla pietra che caratterizza questo tratto del corso d’acqua. Sono le Strette dell’Albegna, uno dei luoghi più belli dove sfuggire al caldo che attanaglia la Toscana in estate, uno dei contesti migliori per regalarsi un’esperienza di wild swimming unica nel suo genere.

Fonte: LigaDue con licenza CC BY-SA 4.0
Il corso dell’Albegna che si staglia nella campagna maremmana. Sullo sfondo si intravvede Roccalbegna

Bosco Rocconi e le Strette dell’Albegna

Le Strette dell’Albegna si trovano all’interno della Riserva Naturale Provinciale di Rocconi, all’interno della quale è presente dal 1995 l’Oasi WWF di Bosco Rocconi, grande circa 140 ettari. Si tratta di un territorio impervio e selvaggio, ma non distante dal borgo di Rocchette di Fazio.

Frazione a 3 chilometri dal centro di Semproniano, in provincia di Grosseto, si tratta di un piccolissimo borgo con splendide case dalla facciate con pietra a vista, caratterizzato dalle vestigia del suo florido passato medievale, quando fu roccaforte di diverse famiglie nobile del luogo, come gli Aldobrandeschi prima e gli Orsini poi.

Nella parte sommitale il castello aldobrandesco, o piuttosto quello che ne rimane, fa bella mostra di sé, come la nobile e austera Chiesa di Santa Cristina, la cui croce templare sul portale d’ingresso ha dato vita alle più disparate leggende, come quella che vuole che un cavaliere dell’ordine sia sepolto nelle sue cripte e che da qualche parte a Rocchette sia sepolto parte del tesoro dei templari.

Fonte: Lorenzo Calamai
Il borgo di Rocchette di Fazio, con le sue facciate in pietra

Rocchette di Fazio si trova sulla cima di una rupe calcarea a un paio di chilometri di distanza dal fiume Albegna, che scorre infossato in fondo alla valle, in un contesto naturale caratterizzato da boschi di leccio e rocce calcaree, abitato da una fauna estremamente varia, dove hanno un ruolo da protagonisti i rapaci come il falco pellegrino.

Il sentiero di Bellafreddi

Raggiungere le Strette dell’Albegna da Rocchette di Fazio è facile. Un breve sentiero parte infatti poche centinaia di metri a valle del paese, quando una strada sterrata si apre sulla destra rispetto a quella asfaltata che porta verso la località La Crocina.

Si tratta del Sentiero di Bellafreddi, contrassegnato da segnavia rossi, e che vi porterà con una rapida discesa sul letto del fiume. Dopo una prima parte pianeggiante lungo la strada sterrata, il sentiero piega a sinistra e si inoltra nel bosco in discesa.

Dopo appena una decina di minuti si potrà già accorgersi dell’arrivo nei pressi delle rive dell’Albegna. Quando poi si esce dal bosco e si raggiungono i grossi massi calcarei sul letto del fiume, vi attende una bella vista sul Sasso del Nibbio, una caratteristica e aspra conformazione rocciosa.

Fonte: Lorenzo Calamai
Il Sasso del Nibbio campeggia sulle sponde dell’Albegna, laddove termina il Sentiero di Bellafreddi

Questa zona del fiume è ideale per funzionare da campo base, per così dire. Una piscina naturale piuttosto profonda offre la possibilità di un gradevole tuffo rinfrescante, mentre gli ampi massi calcarei possono accogliervi per il vostro picnic o per riposare le membra prima di affrontare l’esplorazione delle Strette, il canyon che vi attende appena qualche decina di metri più a valle.

Un tuffo nell’Albegna

Attraversare le Strette dell’Albegna è un’avventura alla portata di tutti, a patto di saper nuotare. Non c’è sostanzialmente nessuna difficoltà particolare e rispetto a tanti altri luoghi di wild swimming le acque di questo fiume sono incredibilmente temperate. L’unico consiglio è di utilizzare un paio di scarpe o di sandali chiusi per riuscire ad avere un po’ più di presa sulle rocce.

Si può limitarsi a un tuffo nella prima piscina naturale, fuori dal canyon vero e proprio, che offre la possibilità di un’immersione rinfrescante e rilassante, ma il meglio lo dà lo spettacolo che vi attende addentrandovi fra le bianche pareti.

Ovviamente, data la particolarità del contesto, affrontate questo percorso solamente in caso di bel tempo e nella bella stagione.

Fonte: Lorenzo Calamai
I colori magici delle Strette dell’Albegna, con la cristallina acqua del fiume che chiama a un’immersione

Fare il bagno alle Strette è un’esperienza notevole: alti faraglioni candidi circondano il fiume, splendidamente levigati in maniera dolce e curvilinea dall’erosione; ampie piscine naturali si alternano a tratti più bassi, i toni del turchese e del celeste rendono splendida un’acqua trasparentissima; giochi di luce riverberano tra le rocce e la superficie del corso d’acqua, in un’atmosfera di pace totale, da non spezzare assolutamente.

Non ci vuole molto per effettuare la traversata, tra i quindici e i venti minuti arriverete alla fine del canyon, dove poi il letto del fiume si riallarga e qualche masso isolato muove ancora il panorama totalmente naturale che ci si trova di fronte.

Fonte: Lorenzo Calamai
Il sole si riverbera sulla superficie dell’acqua e crea spettacolari giochi di luce sulle pareti rocciose

La risalita delle Strette è tranquilla, la corrente dell’Albegna leggerissima: potete perdere ancora un po’ di tempo ad ammirare l’azzurro del cielo che si staglia contro i rami degli alberi aggrappati sulla vetta delle pareti rocciose e a sguazzare beati nelle acque cristalline del fiume, contando uno per uno i sassolini levigati che compongono il fondale.

Roccalbegna, piccolo tesoro di Maremma

13 décembre 2023 à 12:10

Nel 2015 uscì in tutti i cinema Il racconto dei racconti, film di Matteo Garrone candidato poi alla Palma d’Oro al festival di Cannes. La particolarità della pellicola era quella di aver ambientato racconti fantastici in luoghi particolarmente evocativi del territorio italiano, come le Gole dell’Alcantara in Sicilia o Castel del Monte in Puglia.

Un’idea che torna spesso in mente quando, viaggiando attraverso le diverse zone della Toscana, sembra in effetti di essere capitati in mezzo a una saga fantasy.

Accade soprattutto nel sud della regione, dove i piccoli borghi medioevali, i panorami solo parzialmente modificati dall’intervento dell’uomo e alcune particolari conformazioni del territorio regalano questo sapore storico e fantastico insieme.

Un posto particolare in questo immaginario lo ricopre il piccolo borgo di Roccalbegna, appena qualche centinaio di abitanti in provincia di Grosseto, fra Arcidosso e Santa Fiora, ai margini della Maremma e alle pendici del monte Amiata.

Quando ci s’imbatte per la prima volta in Roccalbegna, arrivando da un lato o dall’altro della Strada statale 323, si rimane esterrefatti per via della sua scenografica posizione, ai piedi di una rupe scoscesa sulla cui vetta quale giacciono i resti di una rocca medioevale, diverse centinaia di metri al di sopra del borgo.

Dirimpetto, sull’altro lato del paese, si trova il Cassero senese, un’altra fortificazione trecentesca che sorge sulla sommità di una più modesta rupe, a chiudere geograficamente il borgo lungo la strada che lo attraversa. Sotto la rupe del Cassero, infatti, scorre il fiume Albegna, che qui si è scavato un letto profondo, più in basso rispetto al livello dell’abitato.

Fonte: Lorenzo Calamai
Veduta di Roccalbegna, con la Rocca e il Cassero, arrivando dal versante orientale del paese

Roccalbegna e i suoi forti

Il fortilizio che sorveglia il paese di Roccalbegna dalla cima della rupe più alta è la Rocca aldobrandesca, chiamato anche più semplicemente il Sasso dagli abitanti del luogo, forse per il modo particolare in cui l’edificio si adatta e si ingloba nel colle roccioso che lo ospita.

Le rocche aldobrandesche sono un vero e proprio genere in questa fetta di territorio toscano. La famiglia nobile degli Aldobrandeschi, infatti, ebbe vasti possedimenti territoriali nella regione tra il nono e il quindicesimo secolo. Caratteristicamente, i forti che punteggiano principalmente l’odierna provincia di Grosseto, ma anche la Val d’Orcia e il nord del Lazio, si distinguono per la loro posizione sommitale rispetto all’abitato, con un copro principale affiancato da una torre d’avvistamento.

Quella di Roccalbegna è finita ormai da tempo in rovina, ma era probabilmente dotata di due livelli nel corpo principale. In disuso fin dal diciassettesimo secolo, la Rocca aldobrandesca rappresenta oggi un luogo panoramico che merita una visita.

Fonte: Lorenzo Calamai
La Rocca aldobrandesca di Roccalbegna

Per raggiungerla armatevi di buone scarpe e affrontate l’impervio sentiero, dotato di gradini in pietra, che dal Bar La Rocca, all’ingresso orientale del paese, sale fino al forte. Tra i ruderi, con dovuta prudenza, potrete affacciarvi dalla cinta muraria e godere del panorama che si apre ai vostri occhi: il reticolo di vicoli e viuzze ortogonali di Roccalbegna, progettato da architetti senesi nel corso del Duecento, il campanile della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, il Cassero, le sinuose curve dove si intuisce abbia scavato il proprio corso il fiume Albegna, le morbide colline coperte di boschi, le ulivete e i pascoli. Un vero e proprio tuffo in questo angolo poco frequentato di Toscana.

Fonte: Wikimedia Commons - ph. Saliko - CC BY 2.5
Vista su Roccalbegna dalla Rocca aldobrandesca

Anche il Cassero senese, sulla rupe meno alta dall’altra parte del borgo, fu probabilmente costruito dagli Aldobrandeschi. Caduto anch’esso in disuso precocemente, fu parzialmente salvato dalla decisione della famiglia Bichi di Siena, nuovi amministratori di Roccalbegna a metà Seicento, di renderlo loro residenza. Raggiungibile percorrendo qualche scalino dopo essersi districati tra i vicoli del centro, il Cassero è un altro luogo panoramico, dal quale si può ammirare il suggestivo incombere del Sasso sul borgo di Roccalbegna da un lato e la campagna maremmana dall’altro.

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo

Malgrado le dimensioni assai contenute del borgo di Roccalbegna, non mancano i luoghi d’interesse da visitare durante la propria permanenza.

Oltre ai due forti, alla cinta muraria che ancora si intravvede nella Porta di Maremma dalla quale si esce dal borgo verso ovest e nelle tre torri senesi disseminate agli angoli dell’abitato, al Palazzo Bichi-Ruspoli, un ruolo di rilevanza è assunto dalla principale delle chiese del borgo, quella intitolata ai Santi Pietro e Paolo, nella piazzetta quadrangolare che ospita il municipio, al termine di via Garibaldi.

Fonte: Lorenzo Calamai
La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Roccalbegna

La sua costruzione risale al XIII secolo, con gli stilemi classici del romano-gotico, come il grande rosone che ne caratterizza la facciata.

All’interno, caratterizzato da un’unica aula rettangolare e da un piccolo abside, l’attrazione principale è rappresentata dalle tre tavole realizzate da Ambrogio Lorenzetti intorno alla metà del Trecento. All’altare maggiore campeggia infatti una notevole Madonna col Bambino, affiancata dalle rappresentazioni di San Pietro e San Paolo, nella tipica raffigurazione iconografica che vede l’uno con in mano la chiave e l’altro intento a scrivere le proprie lettere mentre tiene nell’altra mano una spada, simbolo del suo martirio per decapitazione.

Fonte: Wikimedia Commons - ph. Saliko - CC BY 2.5
Particolare della Madonna col Bambino di Ambrogio Lorenzetti

La chiesa possiede altre opere d’arte minori come il crocifisso ligneo trecentesco, gli affreschi cinquecenteschi che decorano una delle nicchie, una Madonna con i Santi Cristoforo e Giacomo del locale pittore barocco Francesco Nasini e una pregevole acquasantiera rinascimentale all’ingresso. Degno d’interesse anche lo stendardo del movimento Viva Maria del 1799, l’insurrezione antinapoleonica che aveva nel grido mariano il proprio motto e che arrivo a riuscire a liberare tutto il Granducato di Toscana dall’occupazione militare francese per un breve periodo.

Per chiudere la vostra visita delle piccole magie di questo borgo caratteristico, una buona idea è quella di uscire dal borgo presso la Porta di Maremma, ammirando sulla destra la perfezione povera della Chiesa della Madonna del Soccorso, la piccola chiesa che si trova sull’incrocio delle vie. Prendete a sinistra e seguite il corso della strada che scende verso il basso.

Vi lascerete alle spalle il paese e arriverete fino sulle rive del fiume Albegna, l’ultima delle caratteristiche geomorfologiche fondamentali di Roccalbegna. Qui i ruderi di un antico mulino, con le macine ancora visibili, e l’impetuoso scorrere del fiume tra diverse cascatelle finiranno di completare il quadro di questo borgo dalle dimensioni ridotte, ma che nasconde un’infinita quantità di fascino lontano dagli occhi del turismo di massa.

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