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Da van Gogh a Vermeer, le mostre da vedere in Italia a luglio

30 juin 2026 à 10:30

Se eravate convinti che, con l’arrivo dell’estate, il calendario delle mostre in Italia si sarebbe interrotto vi sbagliate di grosso. Anzi, è proprio il momento in cui ne vengono inaugurate tante, non soltanto nelle grandi città come Roma, Milano, Torino e Firenze, ma anche nelle più rinomate località di villeggiatura.

Mostre d’arte, fotografiche, immersive, monografiche o di eventi e movimenti artistici, ce ne sono per tutti i gusti e adatte a tutti. Abbiamo selezionato le più interessanti e originali da Nord a Sud del Belpaese, che celebrano anniversari di persone e luoghi, in modo che, ovunque vi troviate, possiate organizzare una visita culturale in un’estate torrida, ma ricca di appuntamenti.

Da Marilyn a Erwitt, da Turner a Chagall, le più belle mostre da vedere in Italia a giugno 2026

1 juin 2026 à 13:09

Il mese di giungo 2026 è forse uno dei momenti più belli dell’anno per chi è appassionato di arte. Il calendario delle mostre in Italia non è mai stato così ricco. Per essere un mese estivo e in cui i visitatori sono, forse, meno propensi a rinchiudersi in un museo o in una galleria, preferendo gli spazi aperti e altri tipi di intrattenimento, sono in programma alcune delle mostre più belle.

Da Brera alla Galleria Borghese, i grandi musei italiani ospitano alcuni dei più grandi Maestri della pittura classica. Ma ci sono anche bellissime mostre fotografiche e ricorrenze storiche imperdibili. Ecco i nostri consigli sulle mostre da vedere nel mese di giungo in Italia.

Robert Mapplethorpe a Roma

Il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospita, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026, la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza, una selezione di oltre 200 fotografie del grande fotografo americano che esplorano il concetto di bellezza come perfezione assoluta e rigore formale. L’esposizione, curata da Denis Curti, è il capitolo conclusivo di un importante progetto espositivo che ha toccato prima Venezia e poi Milano. Nella tappa romana sono esposti i suoi grandi capolavori ovvero i ritratti di personaggi famosi del mondo dell’arte, della letteratura, della musica, del cinema come Yoko Ono, Donald Sutherland, David Byrne, Richard Gere, le sue muse Patti Smith e Lisa Lyon. Sono esposti anche gli autoritratti, i fiori e le foto più sensuali di corpi maschili e femminili oltre a una sezione dedicata al confronto con l’antico. Sono esposte anche due sculture classiche conservate ai Musei Capitolini: la Statua di Afrodite della seconda metà del I sec. a.C. – inizi del I sec d.C. e la Statua di atleta, I secolo d.C. da un originale greco del V a.C..

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© Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission
Una celebre fotografia di Robert Mapplethorpe: Derrick Cross, 1985

William Turner a Como

Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, Como ospita un appuntamento artistico di grande rilievo culturale, che ruota attorno alla figura di William Turner (1775-1851), l’esponente di maggior rilievo del Romanticismo inglese. Il progetto espositivo, curato da Elizabeth Brooke, ideato e organizzato dal Comune di Como e dalla Tate di Londra, una delle principali istituzioni britanniche dedicate all’arte, da cui provengono tutte le opere, presenta al Palazzo del Broletto e alla Pinacoteca civica, la mostra dal titolo Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano. La rassegna documenta quanto il viaggio sia stato di fondamentale importanza per definire la cifra espressiva di William Turner, e si concentra su come il paesaggio italiano, in particolare quello di Como e del suo territorio, abbia contribuito a sviluppare il suo talento.

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@Courtesy Comune di Como
Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano, Como, Pinacoteca, 2026

Marc Chagall ad Aosta

Il 19 giugno inaugura al Museo Archeologico Regionale di Aosta Marc Chagall. Tra Poesia e Spiritualità, una grande mostra che raccoglie 120 opere tra dipinti, sculture, disegni, incisioni, libri e ceramiche, realizzate tra il 1922 e il 1980. La rassegna, organizzata dall’Assessorato Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, in collaborazione con il Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza, offre un’occasione unica in Italia per analizzare il legame tra la straordinaria ricerca artistica di Marc Chagall e il Testo Sacro, attraverso una selezione esemplare di opere provenienti dal ricco patrimonio del museo francese. Fino al 25 ottobre.

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@Musée National Marc Chagall, Nizza
Bozzetto per Il Cantico dei Cantici III, 1957, Marc Chagall

Elliott Erwitt a Jesolo (VE)

Il JMUSEO di Jesolo (VE) ospita, dal 13 giugno al 18 ottobre 2026, una grande mostra dedicata a Elliott Erwitt, uno dei più importanti fotografi del XX secolo. L’esposizione, dal titolo Elliott Erwitt. Icons, presenta una selezione di 80 immagini tra le più celebri della carriera di Erwitt diventate vere e proprie icone della fotografia contemporanea. Attraverso gli scatti in bianco e nero, la rassegna accompagna il visitatore in un viaggio tra momenti storici, scene di vita quotidiana, ritratti di personalità celebri e situazioni osservate con quell’ironia sottile che lo ha reso uno dei fotografi più amati al mondo.

Lotto e Savoldo a Torino

Dal 30 maggio al 15 settembre 2026, nello Spazio Scoperte dei Musei Reali di Torino, al secondo piano della Galleria Sabauda, la mostra La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo propone un approfondito confronto tra due protagonisti del primo Cinquecento veneto e lombardo: Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 – Loreto, 1556/1557) e Giovanni Girolamo Savoldo (Brescia?, 1480/1485 circa – Venezia, post 1548). Attraverso il dialogo tra la Sacra Famiglia con santa Caterina d’Alessandria di Lorenzo Lotto, in prestito dall’Accademia Carrara di Bergamo, l’Adorazione dei pastori (1522-1523) e l’Adorazione del Bambino tra san Girolamo e san Francesco d’Assisi (1525-1530) di Savoldo, appartenenti alle collezioni della Galleria Sabauda, l’esposizione indaga le radici di quella “luce del vero” che anticipa la rivoluzione caravaggesca.

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@Musei Reali di Torino
La mostra su Lotto e Savoldo a Torino

Agostino Da Lodi a Milano

Per la prima volta, una mostra, ospitata alla Pinacoteca di Brera, ripercorre la carriera di uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500. L’esposizione restituisce la complessità di questo autore attraverso 46 opere, tra autografe e di autori quali Bramantino, Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Giorgione, Dürer, Lorenzo Lotto e Girolamo Romanino, sia conservate a Brera sia provenienti da importanti musei nazionali ed esteri, tra cui il Louvre, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, l’Allentown Art Museum in Pennsylvania, il Kunsthistorisches Museum a Vienna, la Galleria Borghese a Roma, il Museo del Prado e il Museo Thyssen- Bornemisza a Madrid, la National Gallery a Londra. Fino al 13 settembre.

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@Collezione privata
Giovanni Agostino Da Lodi. Cena in Emmaus 1506-1508 circa

Sony World Photography Awards 2026 a Milano

Dal 10 giugno al 4 ottobre 2026, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano presenta la mostra dedicata ai Sony World Photography Awards 2026, a cura di Barbara Silbe, uno degli appuntamenti più interssanti per gli amanti della fotografia di viaggio. Un percorso attraverso gli scatti vincitori e finalisti del prestigioso concorso internazionale promosso dalla World Photography Organisation, per scoprire le voci più interessanti della fotografia contemporanea. Tra i protagonisti dell’edizione 2026, anche importanti autori italiani e il progetto vincitore di Citlali Fabián, Photographer of the Year 2026.

Grand Tour a Reggio Emilia

Per gli appassionati di viaggi, questa mostra è imperdibile. Dal 10 giugno al 25 luglio 2026, la Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia presenta Grand Tour. Reinterpretare il viaggio nell’arte del XXI secolo, una mostra dedicata al paesaggio italiano e ispirata all’idea del celebre viaggio di formazione che, tra il Seicento e l’Ottocento, portava l’élite europea alla scoperta dell’Italia. Un viaggio in Italia attraverso le opere dei più grandi Maestri del Novecento: Carlo Carrà, Bruno Cassinari, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Antonio Ligabue, Mario Schifano e molti altri. La Toscana, il Veneto, l’Emilia, la Sicilia e altri territori italiani diventano protagonisti silenziosi delle poetiche degli artisti, influenzandone profondamente la ricerca e contribuendo alla costruzione della loro identità pittorica.

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@CSArt
Antonio Ligabue, Aratura, 1950, II periodo

Le Metamorfosi di Ovidio a Roma

Dal 23 giugno 2026 al 20 settembre 2026, la Galleria Borghese di Roma ospita una grande mostra realizzata in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam intitolata Metamorfosi. Ovidio e le arti, oltre 80 capolavori provenienti da importanti istituzioni internazionali mettono in scena la potenza immaginativa delle Metamorfosi di Ovidio. A partire dalle Metamorfosi di Ovidio – uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale – il progetto esplora il tema della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Gli spazi della Galleria Borghese sono il luogo adatto per ospitare la mostra in quanto La stessa fondazione della villa affonda le proprie radici nell’universo simbolico delle Metamorfosi, rendendo questo luogo non solo adatto, ma intrinsecamente legato al tema della mostra.

Il Nepal sul Lago di Garda

Dall’11 giugno al 30 agosto 2026, la Rocca di Lonato del Garda (BS) ospita la mostra fotografica “Nepal Today | In the Forest, in the Villages.”. Il progetto riunisce oltre 50 scatti di tre fotografi nepalesi contemporanei e indaga il ruolo della fotografia come strumento di lettura del cambiamento sociale del Paese. Questo progetto espositivo dedicato al Nepal è stato selezionato dal ministero della Cultura e vuole mostrare il modo in cui una nuova generazione di autori utilizza la fotografia per raccontare le trasformazioni sociali, culturali e politiche del proprio Paese. La Rocca è dei complessi monumentali più suggestivi del Nord Italia. Imponente fortificazione quattrocentesca con merli guelfi, si erge sul colle dell’anfiteatro morenico che domina il bacino meridionale del Benaco, offrendo vedute spettacolari che, nelle giornate limpide, spaziano fino a Desenzano, Sirmione e alle vette più lontane.

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@Kishor Sharma
Una foto di Kishor Sharma in mostra alla Rocca di Lonato

Ponte del 2 giugno last minute: 8 idee in Italia per un weekend tra arte, cultura e sapori

31 mai 2026 à 07:30

Gli italiani amano “i ponti”, ma non quelli in ferro e cemento, come si potrebbe pensare… Quelli delle vacanze! E, non a caso, il ponte del 2 giugno è uno di quei momenti dell’anno che arrivano a inaugurare la bella stagione, proprio ora che mezza Italia sta già sentendo temperature da estate piena. Non tutti però sono pronti, c’è chi ha organizzato tutto mesi fa e chi, invece, si ritrova a pochi giorni dalla partenza a cercare ispirazione. Meno male, dunque, che non serve prendere un aereo e volare per km solo per vivere un fine settimana speciale, anzi, a volte il divertimento è più vicino di quel che si possa pensare.

Tra aperture straordinarie, mostre, rievocazioni storiche, musei a tariffa ridotta, escursioni e festival gastronomici, l’Italia ha tantissime opportunità per concedersi una pausa di inizio estate. Dal fascino delle dimore storiche lombarde ai percorsi culturali tra Torino e Varese, passando per l’Emilia-Romagna della fotografia e le esperienze sul mare di Genova, ecco alcune delle idee più interessanti per organizzare un ponte del 2 giugno last minute.

Tuffo nell’Ottocento a Villa Arconati

Per chi sogna atmosfere da romanzo storico ed è un fan di Bridgerton, Villa Arconati, sontuosa dimora alle porte di Milano, propone un evento in grado di trasportare i visitatori indietro nel tempo. Domenica 31 maggio torna infatti “Rose di Maggio”, il Gran Ballo Ottocentesco organizzato nell’ambito del progetto Il Filo della Storia.

Villa Arconati, ballo ottocento
Ufficio Stampa
Il Gran Ballo a Villa Arconati

Nella splendida Sala da Ballo della villa e nei giardini storici si esibiranno circa sessanta danzatori in abiti d’epoca che daranno vita a promenade e coreografie ispirate al periodo risorgimentale. Un’occasione originale per visitare una delle più affascinanti ville di delizia lombarde e immergersi nell’eleganza del XIX secolo.

Musei e grandi mostre a Torino

Chi desidera dedicare il ponte all’arte può approfittare dell’apertura straordinaria dei principali musei torinesi. GAM, MAO e Palazzo Madama resteranno aperti anche nei giorni festivi e il 2 giugno offriranno l’ingresso a tariffa ridotta alle collezioni permanenti e alle esposizioni temporanee.

Palazzo Madama Torino
iStock
Palazzo Madama a Torino

Tra gli appuntamenti più attesi spiccano anche la mostra dell’artista giapponese Chiharu Shiota al MAO, le esposizioni dedicate al Novecento alla GAM e i percorsi culturali ospitati da Palazzo Madama. Un itinerario ideale per chi vuole trascorrere una giornata tra arte contemporanea, storia e suggestioni internazionali.

Gita al Sacro Monte di Varese

Il ponte può trasformarsi anche in un viaggio tra spiritualità, panorami e tesori poco conosciuti. Il 2 giugno il Sacro Monte di Varese amplia gli orari di apertura della Casa Museo Pogliaghi, del Museo Baroffio e della Cripta del Santuario, con visite guidate comprese nel prezzo del biglietto.

Casa Museo Pogliaghi
Ufficio Stampa
La Casa Museo Pogliaghi

La vera sorpresa è la Casa Museo Pogliaghi, una dimora eclettica che custodisce oltre 1.500 opere d’arte provenienti da tutto il mondo, tra reperti archeologici, collezioni orientali e il modello originale della celebre porta del Duomo di Milano. Il tutto lungo uno dei percorsi patrimonio Unesco più suggestivi della Lombardia.

Fotografie d’Emilia-Romagna

Per gli appassionati di fotografia, il ponte del 2 giugno offre una straordinaria occasione per attraversare l’Emilia-Romagna seguendo un vero e proprio itinerario culturale (persino in bicicletta!). A Ravenna infatti ha appena aperto la nuova galleria permanente dedicata a Paolo Roversi, uno dei fotografi italiani più celebri al mondo.

Ravenna aderisce al modello DestinationPay di Copenaghen
iStock
In bici a Ravenna, Piazza del Popolo

Bologna ospita invece importanti esposizioni dedicate a Saul Leiter, Ruth Orkin, Frida Kahlo e Agnès Varda. A Reggio Emilia continuano le mostre di Fotografia Europea, mentre Ferrara celebra Vasco Rossi attraverso gli scatti di Guido Harari.

All’Acquario di Genova

Chi viaggia con bambini o semplicemente ama il mare può puntare su Genova e sulle iniziative speciali del suo rinomato Acquario. Tra le esperienze più entusiasmanti c’è CrocierAcquario, che abbina la visita alla struttura a un’escursione in battello nel Santuario Pelagos alla ricerca di delfini e cetacei. Non mancano poi visite guidate dietro le quinte, incontri ravvicinati con pinguini e delfini e la nuova area dedicata al Mediterraneo profondo, nata in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. Per le famiglie, infine, la visita può essere completata con una tappa alla Città dei Bambini e dei Ragazzi, il primo experience museum italiano dedicato ai cinque sensi.

Esterno Acquario e Città dei Bambini, Genova
Ufficio Stampa
L’Acquario di Genova

Sagre, street food e festival da Nord a Sud

Per molti il vero viaggio passa dal cibo – e come biasimarli! Durante il ponte del 2 giugno, da Nord a Sud, tornano alcune delle manifestazioni gastronomiche più amate della stagione. In Lombardia si possono trovare eventi dedicati allo street food e alle cucine internazionali, mentre tra Emilia-Romagna, Toscana e Sud Italia si susseguono sagre dedicate ai prodotti tipici locali, soprattutto, in questo periodo alle ciliegie (come la Sagra di Vignola).

Tra gli appuntamenti più originali spicca l’Asian Street Food Festival di Monza, in programma dal 29 maggio al 2 giugno nei Boschetti Reali, lo storico parco che affianca la Villa Reale. Per cinque giorni il festival propone un vero viaggio gastronomico attraverso l’Asia, con food truck dedicati a Giappone, Corea, Cina, Thailandia e Vietnam, oltre a spettacoli, musica, workshop e attività culturali a ingresso gratuito. La location si trova lungo la Passeggiata Eugenio di Beauharnais, nel cuore dei Boschetti Reali, uno degli angoli più eleganti e verdi della città.

Milano e i suoi eventi

Chi resta a Milano può scegliere eventi in un calendario particolarmente ricco tra cultura, musica e appuntamenti all’aria aperta. Il centro meneghino si anima con le celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, visite gratuite in alcuni luoghi istituzionali e numerosi eventi diffusi tra piazze e quartieri.

Tra le idee più interessanti ci sono le mostre temporanee, i concerti open air, gli eventi alla Darsena e all’Idroscalo e i mercati dedicati all’artigianato e al design. Chi preferisce una giornata culturale può approfittare anche delle aperture straordinarie e degli ingressi gratuiti previsti in diversi musei statali il 2 giugno.

Roma, Frecce Tricolori e musei gratuiti

Per chi si trova nella Capitale, il 2 giugno rappresenta uno dei momenti più suggestivi dell’anno. Le celebrazioni per la Festa della Repubblica animeranno il centro storico con la tradizionale parata militare e il passaggio delle Frecce Tricolori sopra i cieli di Roma. A rendere ancora più interessante la giornata sarà l’apertura gratuita di numerosi musei statali e siti archeologici, dal Pantheon a Castel Sant’Angelo, passando per Palazzo Barberini, la Galleria Corsini e il Parco Archeologico dell’Appia Antica.

Biennale di Venezia 2026: le date e la mappa delle location in cui l’arte incanta la Laguna

5 mai 2026 à 15:51

La Biennale d’Arte di Venezia 2026 trasforma la città lagunare in un museo diffuso a cielo aperto. Tra musei, palazzi storici, fondazioni e spazi indipendenti, l’arte contemporanea invade ogni angolo della città in uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del panorama internazionale: 99 padiglioni nazionali, 31 eventi collaterali e 7 Paesi al debutto assoluto (Guinea, Guinea Equatoriale, Nauru, Qatar, Sierra Leone, Somalia e Vietnam) sono distribuiti tra i Giardini, l’Arsenale e tantissime altre sedi in città.

Ecco una mappa delle sedi e dei progetti in programma quest’anno e come parteciparvi.

Date e tema

La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia inizia il 9 maggio 2026 (con una pre apertura per la stampa avvenuta il 6, 7 e 8 maggio) e si chiude domenica 22 novembre.

Il titolo è In Minor Keys, il progetto postumo di Koyo Kouoh (venuta a mancare a maggio 2025), la prima curatrice africana nella storia della Biennale Arte. La Biennale è stata organizzata nel rispetto della sua visione.

Il tema parte da un’idea semplice ma precisa: spostare lo sguardo verso ciò che di solito resta in secondo piano. In Minor Keys richiama le tonalità minori della musica, legate a malinconia, profondità e introspezione, e le traduce in un approccio curatoriale. Qui l’arte invita a uscire dalla logica dello spettacolo per entrare in una dimensione più raccolta, dove contano le sfumature, le narrazioni marginali e le esperienze intime.

In tutto sono 111 gli artisti, provenienti da cinque continenti.

La novità inaspettata

La Biennale di Venezia 2026 dedicata all’arte contemporanea si apre con una novità inattesa: a pochi giorni dall’inaugurazione, la giuria internazionale si è dimessa dopo le tensioni legate alla partecipazione di Russia e Israele. Il risultato è un cambio di rotta netto: i premi li decide il pubblico e nascono i “Leoni dei Visitatori”, uno per il miglior partecipante della mostra In Minor Keys e uno per la migliore partecipazione nazionale.

Si vota dal 9 maggio al 22 novembre, con risultati annunciati a fine mostra. Possono partecipare solo i visitatori con biglietto che abbiano visitato sia Giardini sia Arsenale, esprimendo un solo voto per ciascun premio.

L'Arsenale di Venezia, una delle sedi principali della Biennale d'Arte 2026
iStock
L’Arsenale di Venezia

I Giardini della Biennale di Venezia

I Giardini della Biennale ospitano 29 padiglioni nazionali permanenti, costruiti a partire dal 1907 e firmati in alcuni casi da architetti di fama mondiale come Alvar Aalto (Finlandia), Carlo Scarpa (Venezuela), Gerrit Rietveld (Paesi Bassi) e Josef Hoffmann (Austria). In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte In Minor Keys, i padiglioni diventano una mappa corale di temi che attraversano identità, memoria e trasformazione, con installazioni che vanno dalla performance alla scultura, fino a dispositivi immersivi e pratiche sonore.

Si passa dall’Australia di Khaled Sabsabi con il viaggio mistico de “The Conference of the Birds”, e poi dall’Austria di Florentina Holzinger con “Seaworld Venice”, dove miti marini e futuro della laguna si intrecciano in installazioni e azioni site-specific.

Il Belgio di Miet Warlop trasforma il padiglione in una performance corale con gesso, musica e partecipazione del pubblico, mentre il Brasile di Paulino e Varejão affronta la memoria coloniale attraverso tessuti e ceramiche “ferite”. Il Canada di Abbas Akhavan ricostruisce rovine culturali tra guerra e natura, e la Corea del Sud di Goen Choi e Hyeree Ro lavora su migrazione e identità tra materiali industriali e linguaggi ibridi.

Accanto a queste, la Finlandia di Jenna Sutela dà vita a ecosistemi viventi tra biologia e tecnologia, mentre la Francia di Yto Barrada trasforma il padiglione in un giardino politico di piante e contro-narrazioni. Germania, Regno Unito e Grecia chiudono il cerchio con rovine, archivi e realtà distorte: dai sistemi del potere di Naumann e Sung Tieu, alle storie rimosse di Lubaina Himid, fino all’“escape room” filosofica di Angelidakis.

Ecco i Paesi da non perdere ai Giardini della Biennale di Venezia e cosa offrono:

  • Australia: conference of one’s self;
  • Austria: Seaworld Venice;
  • Belgio: It Never Ssst;
  • Brasile: Comigo ninguém pode;
  • Canada: Abbas Akhavan: Entre chien et loup;
  • Repubblica Ceca e Slovacca: The Silence of the Mole;
  • Danimarca: Things to Come;
  • Egitto: Silence Pavilion: Between the Tangible and the Intangible;
  • Finlandia: Aeolian Suite;
  • Francia: Comme Saturne;
  • Germania: Ruin;
  • Regno Unito: Predicting History: Testing Translation;
  • Grecia: Escape Room;
  • Ungheria: Pneuma Cosmic;
  • Giappone: Grass Babies, Moon Babies;
  • Corea del Sud: Liberation Space: Fortress/Nest;
  • Paesi Bassi: The Fortress;
  • Paesi Nordici: How Many Angels Can Dance on the Head of a Pin?;
  • Polonia: Liquid Tongues;
  • Qatar: Untitled (a gathering of remarkable people);
  • Romania: Black Seas – Scores for the Sonic Eye;
  • Russia: The tree is rooted in the sky;
  • Serbia: Through Golgotha to Resurrection;
  • Spagna: Los Restos;
  • Svizzera: The Unfinished Business of Living Together;
  • Uruguay: Antifragile;
  • Stati Uniti: Call Me the Breeze.

L’Arsenale

All’Arsenale, l’Italia è il punto di riferimento naturale del percorso: tra le Corderie e le Artiglierie, lo spazio industriale diventa un atlante di storie provenienti da tutto il mondo. Qui, il padiglione italiano con Chiara Camoni (Con te con tutto) trasforma la ceramica in un gesto collettivo e domestico, costruito con materiali raccolti e lavorazioni condivise in Toscana.

Accanto, l’Arabia Saudita di Dana Awartani ricostruisce con tecniche artigianali le geometrie distrutte della Grande Moschea di Aleppo, mentre l’Israele di Belu-Simion Fainaru traduce il trauma storico in una pioggia di gocce d’acqua nera ispirate a Paul Celan.

Il paesaggio poi si allarga: l’Argentina di Matías Duville invita il pubblico a camminare su un disegno di sale e carbone che si consuma passo dopo passo, il Cile trasforma un fiume in crisi in una narrazione sonora su migrazioni e fake news, e le Filippine raccontano la vita invisibile dei marinai come infrastruttura emotiva del commercio globale.

Ecco i padiglioni da non perdere all’Arsenale:

  • Albania: A Place in the Sun;
  • Argentina: Monitor Yin Yang;
  • Cile: Inter-Reality;
  • Cina: Dream Stream;
  • India: Geographies of Distance: remembering home;
  • Irlanda: Dreamshook;
  • Israele: Rose of Nothingness;
  • Italia: With You with Everything;
  • Lettonia: Untamed Assembly: Backstage of Utopia;
  • Libano: Don’t Get Me Wrong;
  • Lussemburgo: La Merde;
  • Malta: No Need To Sparkle; Experiments in Love and Revolution;
  • Messico: Actos invisibles para sostener el universo;
  • Marocco: Asǝṭṭa;
  • Oman: Zīnah (Adornment);
  • Panama: Tropical Hyperstition;
  • Perù: Sara Flores. From Other Worlds;
  • Filippine: Sea of Love / Dagat ng Pag-ibig;
  • Arabia Saudita: May your tears never dry, you who weep over stones;
  • Singapore: A Pause;
  • Slovenia: Soundtrack for an Invisible House;
  • Timor Est: Across Words;
  • Turchia: A Kiss on the Eyes;
  • Ucraina: Security Guarantees;
  • Emirati Arabi Uniti: Washwasha;
  • Uzbekistan: The Aural Sea.

I padiglioni nel resto della città

La mappa dei padiglioni diffusi nella città si allarga oltre Giardini e Arsenale, trasformando Venezia in un museo a cielo aperto diffuso. Ogni luogo trasformato in spazio espositivo offre l’occasione perfetta per scoprire luoghi insoliti della città lagunare, meno battuti dal turismo di massa, tra calli, chiese antiche e palazzi storici.

Tra i debutti alla Biennale spicca l’Ecuador, dove il collettivo Tawna e Oscar Santillán costruisce un ponte tra cosmologie amazzoniche e tecnologie contemporanee, mentre El Salvador trasforma Palazzo Mora in una mappa emotiva della migrazione, con sculture che incorporano QR code come tracce di voci sfollate.

Anche Barbados firma una delle presenze più interessanti della Biennale 2026. Per la prima volta un’artista dell’isola entra nella mostra internazionale principale: Annalee Davis. La sua ricerca intreccia ecologia, memoria coloniale e pratiche botaniche, partendo dal concetto di plantationocene, che collega la crisi climatica contemporanea alle economie coloniali delle piantagioni. Le opere nascono nella sua fattoria-studio di St. George, antica piantagione del XVII secolo trasformata oggi in luogo di cura, osservazione e resistenza ambientale. A Venezia porta così una riflessione potente sulle ferite lasciate dal colonialismo e sul rapporto tra natura, memoria e possibilità di rigenerazione.

"Martinican Mandala" nella mostra di Annalee-Davis
Marvin Systermans, Spore Initiative
“Martinican Mandala” nella mostra di Annalee-Davis

Proseguendo, il Pakistan ricuce il Punjab attraverso ricami e fotografie, ribaltando il confine tra arte e artigianato, mentre il Kosovo porta una pittura monumentale sull’attesa come condizione politica, e la Lituania trasforma teorie archeologiche in un rituale coreografico tra corpi e paesaggio con il film Animism sings anarchy, girato in 16mm: qui l’artista lituana Emilija Škarnulytė si ispira agli studi dell’archeologa Marija Gimbutas sulle società neolitiche animiste e matrilineari, dando vita a una sorta di preghiera visiva tra trance, memoria e natura. Le scene, girate tra musei e grotte della costa pugliese vicino a Grotta Scaloria, si sviluppano come movimenti rituali sospesi tra archeologia, spiritualità e performance contemporanea.

"Animism sings anarchy" di Eglė Budvytytė
Eglė Budvytytė
Un frame di “Animism sings anarchy” di Eglė Budvytytė

Il padiglione della Bulgaria trasforma invece gli spazi della Sala Tiziano – Centro Culturale Don Orione Artigianelli in un laboratorio immersivo tra arte, videogame e immaginazione politica. Il progetto riunisce le opere di Gery Georgieva, Maria Nalbantova, Rayna Teneva e Veneta Androva, che affrontano temi come disinformazione digitale, ecologia, cura collettiva e memoria post-sovietica. Tra paludi da preservare, miti online, algoritmi e la contraddizione della Valle delle Rose bulgara (dove convivono raccolta floreale e industria bellica) il padiglione immagina un futuro costruito attraverso pratiche di attenzione, gioco e resistenza condivisa.

Accanto a queste presenze, lo Zimbabwe racconta la trasformazione come sopravvivenza, ed Ecuador e Bahamas intrecciano memorie coloniali, collaborazioni postume e pratiche di riuso.

Sono tantissime le iniziative sparse per la città, noi le abbiamo suddivise per sestieri per orientarsi al meglio in questo intricato mondo artistico a cielo aperto.

Castello

  • Armenia: The Studio – Tesa 41, Arsenale Militare / Fondamenta Case Nuove 2738/C;
  • Azerbaijan: The Attention – Campo della Tana, Castello 2124/A – 2125;
  • Barbados: Ancestral Threads: A Garden of Memory, curato da Annalee Davis – Spazio 22, Calle del Dose, Castello – 2277
  • Croazia: Compelled by Fright and Beauty – Palazzo Zorzi;
  • Cuba: Hombres Libres / Free Men – Il Giardino Bianco – Art Space, Castello 1814;
  • Cipro: It Rests to the Bones – Associazione Culturale Spiazzi, Castello 3865;
  • Ecuador: TAWNA & Oscar – Castello 1636/A;
  • Estonia: The House of Leaking Sky – Calle San Domenico 1285;
  • Etiopia: Shapes of Silence – Palazzo Bollani, Castello 3647;
  • Kosovo: Hard Teeth – Chiesa di Santa Maria del Pianto;
  • Santa Sede: The Ear is the Eye of the Soul – Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, Castello 450 (+ Cannaregio);
  • Islanda: Pocket Universe – Docks Cantieri Cucchini, San Pietro di Castello;
  • Kazakhstan: Qoñyr: The Archive of Silence – Museo Storico Navale, Castello 2148;
  • Lituania: animism sings anarchy – Fucina del Futuro, Castello 5063/B;
  • Mongolia: Entanglements: Connectivities Across Borders – Squero Castello, Salizada Streta 368;
  • Montenegro: Out of Blue, I Swept Away – Artenova, Castello 5063;
  • Nauru: AIM Inundated: Imagining Life After Land – Spazio Castello 3683;
  • Nuova Zelanda: Taharaki Skyside – Santa Maria della Pietà, Castello 3702;
  • Macedonia del Nord: Pietà in the Emergency Blankets – Ex Cappella Buon Pastore, Castello 77;
  • San Marino: Sea of Sound – Tana Art Space, Castello 2111;
  • Senegal: WURUS – What the Earth Provides Us With – Palazzo Navagero, Castello 4145;
  • Somalia: Saddexleey – Palazzo Caboto, Castello 1645;
  • Zimbabwe: Second Nature | Manyonga – Santa Maria della Pietà, Castello 3701.

Cannaregio

  • El Salvador: Cartographies of the Displaced – Palazzo Mora, Cannaregio 3659;
  • Guinea Equatoriale: The Forest / The Undergrowth – Palazzo Donà dalle Rose, Cannaregio 5038 / 5101;
  • Grenada: The Poetics of Correspondence – Spazio Berlendis, Cannaregio 6301/A;
  • Guatemala: Las Invisibles – Spazio Berlendis, Cannaregio 6301;
  • Haiti: Yelena’s Garden, 2025–2026 – Palazzo Albrizzi-Capello, Cannaregio 4118;
  • Santa Sede: The Ear is the Eye of the Soul – Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi (+ Castello);
  • Indonesia: Printing the Unprinted – Scuola Internazionale di Grafica, Cannaregio 1798;
  • Kirghizistan: Belek – Ex Chiesa di Santa Caterina, Cannaregio 4941;
  • Moldavia: On the Thousand and Second Night – Spazio Santa Veneranda;
  • Repubblica Democratica del Congo: Simba Moto! Seize the Fire! – Scuola Grande di San Marco;
  • Romania: Black Seas – Scores for the Sonic Eye – Cannaregio 2214 (+ altra sede);
  • Tanzania: Minor Frequencies: The Inner Life of a Nation – Cannaregio 4998-5001/A + 3218/A.
Alexandra Kordas, "The World is falling apart"
Ufficio Stampa
Alexandra Kordas, “The World is falling apart”, nel padiglione di Grenada

Dorsoduro

  • Bahamas: In Another Man’s Yard: John Beadle, Lavar Munroe, and the Spirit of (Posthumous) Collaboration – Dorsoduro 947;
  • Bulgaria: The Federation of Minor Practices, Centro Culturale Don Orione Artigianelli – Fondamenta delle Zattere ai Gesuiti 919;
  • Camerun: NZƎNDA – Palazzo Canal, Dorsoduro 3121;
  • Georgia: Modern Argonauts – Georgian Crossroads – Calle Lunga San Barnaba 2691;
  • Pakistan: Punj•AB – A Sublime Terrain – Ex Farmacia Solveni, Dorsoduro 993-994;
  • Sierra Leone: Mondi Presenti / Worlds of Today – Liceo Guggenheim, Dorsoduro 2613;
  • Siria: The Tower Tomb of Palmira – IUAV – Cotonificio, Dorsoduro 2196.

San Marco

  • Bosnia-Erzegovina: Domus Diasporica – Palazzo Malipiero, San Marco 3198;
  • Vietnam: Viet Nam: Art in the Global Flow – Ca’ Faccanon, San Marco 5016.

San Polo

  • Portogallo: RedSkyFalls – Fondaco Marcello (area Rialto).

Biglietti e info utili

Le esposizioni sono fruibili dal martedì alla domenica, mentre restano chiuse il lunedì (ma fanno eccezione lunedì 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre). Si seguono i seguenti orari:

  • Orario estivo: 11:00 – 19:00 (dal 9 maggio al 27 settembre – ultimo ingresso 18:45);
  • Fino al 26 settembre, solo sede Arsenale: venerdì e sabato apertura prolungata fino alle ore 20:00 (ultimo ingresso ore 19:45);
  • Orario autunnale: 10:00 – 18:00 (dal 29 settembre al 22 novembre – ultimo ingresso 17:45).

I biglietti, acquistabili sul sito ufficiale della Biennale di Venezia, costano: 30 euro intero, 20 euro ridotto (over 65 e residenti comune di Venezia) e 16 euro per studenti e/o under 26. Ci sono ulteriori riduzioni e condizioni speciali per persone con disabilità, gruppi e gite scolastiche.

Le sedi espositive principali si raggiungono da Piazzale Roma o dalla Ferrovia di Venezia con il vaporetto: per l’Arsenale si possono prendere le linee ACTV 1 e 4.1; per i Giardini linee ACTV 1, 2, 4.1, 5.1, (6 solo da Piazzale Roma).

Altre mostre ed eventi da non perdere a Venezia

Durante la Biennale Arte 2026, anche i musei veneziani si trasformano in estensioni diffuse della manifestazione con esposizioni parallele che riflettono sui grandi temi contemporanei. Tra le più interessanti c’è The Visitors di Hernan Bas, ospitata nelle Sale Dom Pérignon di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna. Per l’occasione l’artista ha realizzato oltre 30 nuovi dipinti all’interno di un’installazione immersiva pensata appositamente per gli spazi del museo.

Due opere di Hernan Bas alla Biennale d'Arte di Venezia 2026
Hernan Bas
Due opere di Hernan Bas: “The Romeo of last resort” e “The self-designated representative of Marie Laveau’s tomb on Mardi Gras”

Ispirandosi proprio a Venezia e al turismo di massa che da anni ne trasforma identità e quotidianità, Bas mette in scena turisti occidentali colti in situazioni sospese tra ironia, disagio e artificio. Dai luoghi iconici come la Gioconda o la Fontana di Trevi fino alle mete del cosiddetto “dark tourism” come Chernobyl o la foresta giapponese di Aokigahara, i protagonisti dei suoi quadri appaiono spesso smarriti, impegnati a fotografare, posare o inscenare esperienze costruite più per essere raccontate che vissute davvero. Il risultato è una riflessione visiva potente sulla globalizzazione, sul consumo dei luoghi e sulla sottile distanza tra chi visita e ciò che attraversa.

Tra gli eventi collaterali più particolari della Biennale 2026 c’è anche Shame Parade, il progetto con cui la Scozia arriva a Venezia attraverso il duo Bugarin + Castle. La mostra, allestita negli spazi di Olivolo nel sestiere di Castello, rilegge in chiave queer e contemporanea gli antichi rituali europei di umiliazione pubblica, mescolando performance, scultura, video e installazioni. Tra castelli scozzesi, karaoke filippini, armature medievali e cultura pop, gli artisti costruiscono un universo carnevalesco e provocatorio in cui vergogna, identità e trasformazione diventano materia artistica.

"Set Upon" di Bugarin + Castle, 2026
Bugarin + Castle
“Set Upon” di Bugarin + Castle, 2026

Un altro evento collaterale tra i più immersivi c’è anche Paper Tears di Claudia Pagès Rabal, ospitato ai Docks Cantieri Cucchini a San Pietro di Castello. L’installazione trasforma antiche filigrane cartarie del XV secolo in immagini luminose, suoni e proiezioni che riflettono sui sistemi di potere, controllo e circolazione delle informazioni tra passato e presente. Partendo dagli archivi storici della Catalogna e dai legami commerciali tra Mediterraneo e Atlantico, l’artista costruisce un percorso visivo quasi ipnotico fatto di acqua, rotte, documenti e memorie sommerse. Il risultato è un viaggio tra storia e contemporaneità che dialoga anche con temi molto attuali, dalle migrazioni alle tensioni geopolitiche.

"Paper Tears" di Claudia Pagès Rabal - Catalonia in Venice 2026
Flavio Coddou
“Paper Tears” di Claudia Pagès Rabal – Catalonia in Venice 2026

Da non perdere è anche la mostra Diario veneziano di Ilya Kabakov e Emilia Kabakov, allestita tra Ca’ Tron e il Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale. Non è una semplice esposizione, ma un grande ritratto collettivo della città costruito insieme ai veneziani: oltre 700 abitanti hanno contribuito con pagine di diario, ricordi e oggetti personali trasformati in un mosaico di storie intime e quotidiane. Gondolieri, studenti, artigiani, famiglie storiche e nuovi residenti diventano così protagonisti di un’opera che racconta la Venezia reale, lontana dalle cartoline e dal turismo di massa.

Le più belle mostre da vedere a maggio 2026 in Italia, da Nord a Sud

1 mai 2026 à 07:30

Sono imperdibili le mostre che vengono inaugurate in Italia nel mese di maggio o che sono ancora in corso e che vale davvero la pena vedere: da Mimmo Paladino a Peggy Guggenheim, dal celebre Miles Davis a Werner Bischof e Olivetti, gli appuntamenti di primavera con l’arte, il design e la cultura sono tutti da segnare.

Ecco le dieci mostre selezionate per voi da vedere questo mese, da aggiungere alla lista di cose da fare nel vostro weekend in città a Milano o Venezia, oppure alla vostra gita fuori porta a Rovereto, Verbania, Bassano del Grappa o al Lago di Como.

Mimmo Paladino a Milano

Dal 16 maggio al 26 luglio 2026, Palazzo Citterio accoglie il ritorno di Mimmo Paladino con una mostra pensata appositamente per la Sala Stirling. A distanza di anni dalla sua ultima grande personale in città, l’artista presenta un progetto che ruota attorno ai celebri “Dormienti“, una delle sue opere più iconiche, qui riallestita in dialogo diretto con lo spazio espositivo.

Accanto all’installazione, anche un nucleo di lavori su carta del 1973, che permettono di entrare nelle radici della sua ricerca artistica. Il risultato è un percorso essenziale ma intenso, in cui materia, simbolo e silenzio si intrecciano, offrendo una nuova lettura di uno dei protagonisti più influenti dell’arte italiana contemporanea.

Alessandro Mendini a Verbania

Dal 16 maggio al 27 settembre 2026, Villa Giulia ospita “Alessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi”, una grande antologica dedicata a Alessandro Mendini. La mostra ripercorre la sua carriera attraverso circa 130 opere, dagli esordi nel Radical Design milanese fino alle sperimentazioni postmoderne che hanno ridefinito il linguaggio del progetto.

Il percorso è costruito come un insieme di “stanze-mondo”, ognuna dedicata a un’opera iconica: dalla Poltrona di Paglia alla celebre Poltrona di Proust, fino a oggetti e arredi che trasformano il design in racconto visivo e concettuale. Disegni, materiali e progetti accompagnano le opere, restituendo la dimensione teorica e visionaria della sua ricerca. La mostra mette in luce l’idea centrale di Mendini: abbattere i confini tra arte, design e vita quotidiana, trasformando ogni oggetto in un’esperienza estetica e culturale.

Alessandro Mendini sulla Poltrona di paglia
Enrico D. Bona/Archivio Alessandro Mendini
Alessandro Mendini seduto sulla Poltrona di paglia

Giacomo Balla e il Futurismo a Rovereto

Dal 16 maggio al 18 ottobre 2026, il Mart Rovereto ospita “Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia”, una grande mostra dedicata al maestro futurista Giacomo Balla. Per la prima volta in Italia viene presentata integralmente la collezione della Fondazione Biagiotti Cigna, con circa 200 opere tra dipinti, oggetti, abiti e manufatti.

Il percorso racconta l’idea rivoluzionaria di “arte totale” sviluppata da Balla, che insieme a Fortunato Depero teorizzò la trasformazione del quotidiano in esperienza artistica. Non solo quadri, quindi, ma mobili, design e moda: tutto diventa linguaggio creativo, attraversato da linee dinamiche, vortici e colori in movimento. La mostra mette in luce anche il ruolo della stilista Laura Biagiotti, che ha raccolto e valorizzato queste opere, contribuendo a creare una delle collezioni più importanti dedicate all’artista. Un’esposizione immersiva che racconta un Futurismo vivo, capace ancora oggi di dialogare con il presente.

Miles Davis a Pordenone

Pordenone celebra Miles Davis con una mostra immersiva che si ascolta (prima ancora di guardarsi): dall’8 maggio al 12 luglio 2026, Villa Cattaneo ospita “MILES DAVIS 100 – LISTEN TO THIS!“, un progetto espositivo unico dedicato al leggendario trombettista e compositore jazz statunitense, considerato uno dei più influenti e innovativi musicisti del XX secolo, nel centenario della sua nascita. Non una semplice mostra, ma un’esperienza immersiva che mette al centro l’ascolto: grazie a un archivio interattivo con oltre 2.000 registrazioni, i visitatori possono esplorare l’universo sonoro dell’artista in modo diretto e coinvolgente.

Il percorso si articola in diverse sezioni tematiche tra materiali d’archivio, fotografie, vinili e oggetti iconici – tra cui anche la sua tromba originale – restituendo tutte le sfaccettature di una figura che ha rivoluzionato la musica del Novecento. Inserita nel percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, la mostra trasforma la città in un punto di riferimento per gli appassionati di musica e cultura contemporanea, ma non solo.

Miles Davis in una foto del 1984
Anthony Barboza
Il celebre Miles Davis in una foto del 1984

William Turner sul Lago di Como

Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, Como rende omaggio a William Turner con una grande mostra diffusa tra il Palazzo del Broletto e la Pinacoteca Civica di Como. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Tate, riunisce acquerelli e dipinti provenienti dalle collezioni londinesi, mettendo al centro il legame tra l’artista e il paesaggio italiano.

Il percorso racconta come il viaggio abbia plasmato la visione di Turner, con un focus particolare sul Lago di Como: qui luce, acqua e atmosfera diventano protagonisti assoluti, trasformando il paesaggio in esperienza emotiva e quasi astratta. Dalle prime vedute del 1819 fino agli studi più maturi, emerge un’evoluzione che porta la natura a dissolversi nella pittura, anticipando sensibilità moderne.

Ad arricchire la visita, anche un film immersivo dedicato ai viaggi dell’artista e una sezione parallela sull’arte contemporanea che esplora il tema del colore. Una mostra che non è solo un omaggio a Turner, ma un invito a guardare il Lago di Como con occhi completamente nuovi.

Peggy Guggenheim a Venezia

Inaugurata il 25 aprile e fruibile fino al 19 ottobre 2026, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ospita “Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista”, la più ampia mostra mai dedicata agli esordi della celebre mecenate. L’esposizione ripercorre il periodo londinese tra il 1938 e il 1939, quando la sua galleria Guggenheim Jeune divenne un punto di riferimento per le avanguardie europee.

In mostra ci sono opere di artisti che hanno segnato il Novecento, da Vasily Kandinsky a Piet Mondrian, insieme a materiali d’archivio che raccontano un momento di straordinario fermento culturale, poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Più che una semplice retrospettiva, la mostra svela la rete di incontri e influenze – tra artisti, scrittori e intellettuali – che hanno contribuito a definire lo sguardo visionario di Peggy Guggenheim. Un viaggio dentro la nascita di una delle collezioni più importanti al mondo, che proseguirà poi a Londra e New York, trasformandosi in un racconto internazionale dell’arte moderna.

Collezione Peggy Guggenheim Venezia
Collezione Peggy Guggenheim dal Canal Grande a Venezia

Stefano Torrione con Sacred Bread a Milano 

Dal 7 maggio al 28 giugno 2026, lo Spazio Messina della Fabbrica del Vapore di Milano ospita “Sacred Bread – Le vie del pane“, la mostra fotografica di Stefano Torrione che trasforma uno degli alimenti più quotidiani in un racconto potente e universale.

Attraverso 77 scatti in bianco e nero, il percorso segue le antiche rotte del pane lungo il Mediterraneo e oltre, dalla Mesopotamia al Nord Africa, fino all’Europa, intrecciando tradizioni, rituali e identità culturali. Il pane emerge così non solo come nutrimento, ma come simbolo di vita, fede e condivisione, capace di unire popoli e religioni diverse.

Il progetto, nato da un viaggio durato oltre sei anni e ispirato agli scritti di Predrag Matvejević, restituisce uno sguardo profondamente umano e quasi spirituale, in cui ogni immagine racconta gesti antichi e saperi tramandati. Una mostra che diventa anche un invito a riflettere sui conflitti del nostro tempo, ricordando ciò che accomuna le culture più di quanto le divida.

Werner Bischof a Milano

Dal 19 maggio al 18 ottobre 2026, potrete scoprire il mondo attraverso lo sguardo empatico di Werner Bischof, con 200 scatti originali affiancati da materiali d’archivio e un documentario, per ripercorrere la carriera di un autore tra i più importanti protagonisti del fotogiornalismo del Novecento, nato 110 anni fa.

La retrospettiva “Point of view” è ospitata dal Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, con un percorso che si snoda in quattro sezioni che seguono i suoi viaggi tra Europa, Asia e Americhe, attraversando alcuni dei momenti più complessi del XX secolo, dalla devastazione del dopoguerra alle realtà segnate da povertà e cambiamento. Una mostra da non perdere per chi ama la fotografia che non si limita a osservare, ma riesce ancora a interrogare il presente.

Fruibile dal martedì alla domenica, ore 10:00-18:00 con ultimo ingresso ore 17.30.

Werner Bischof in mostra a Milano
Werner Bischof / Magnum Photos
Le opere di Werner Bischof in mostra a Milano

Olivetti a Bassano del Grappa (VI)

Inaugurata il 24 aprile e fruibile fino al 27 settembre 2026, la mostra “Olivetti. L’arte di comunicare” è accolta nelle sale affrescate di Palazzo Sturm di Bassano del Grappa: un viaggio che racconta la visione rivoluzionaria dell’azienda fondata da Camillo Olivetti.

In dialogo con il Museo della Stampa Remondini, il percorso riunisce circa 130 tra oggetti, opere e documenti per ripercorrere la nascita di uno “stile Olivetti” riconosciuto a livello internazionale. Non solo pubblicità, ma un’idea di comunicazione totale che investe prodotti, spazi e cultura d’impresa. Articolata in cinque sezioni, la mostra mette in luce un modello ancora attualissimo: innovazione tecnologica, attenzione estetica e responsabilità sociale come parti di un unico racconto coerente. A completare l’esperienza, audioguida, visite guidate e incontri tematici che rileggono l’eredità olivettiana in chiave contemporanea.

Keita Miyazaki a Venezia

In occasione della 61ª Biennale di Venezia, dal 9 maggio al 13 settembre 2026 il Museo d’Arte Orientale di Venezia ospita “From Water To Form”, la mostra personale dell’artista giapponese Keita Miyazaki che fa incontrare l’arte contemporanea giapponese con i tesori dell’Antico Oriente. Il progetto ruota attorno al tema dell’acqua come elemento originario e trasformativo, capace di distruggere e rigenerare, creando un ponte simbolico tra la cultura giapponese e l’identità stessa di Venezia.

Le opere dialogano con la collezione permanente del museo, mettendo in relazione arte antica e contemporanea attraverso il gesto artigianale, inteso come pratica quasi rituale. Oltre agli spazi espositivi, la mostra si estende anche alla Giudecca con un’installazione pubblica site-specific, rafforzando il legame tra materia, città e tradizione. Un’esperienza immersiva e meditativa, perfetta per chi visita Venezia durante la Biennale.

Potrete raggiungere la mostra di Keita Miyazaki dal martedì alla domenica, dalle 10_00 alle 18:00, con ultimo ingresso ore 17:00.

Keita Miyazaki e le sue opere
Roberto Apa/Gallery Rosenfeld
Keita Miyazaki e le sue opere

Le più belle mostre di aprile 2026 da vedere in Italia

31 mars 2026 à 16:16

Aprile è un mese ricco di appuntamenti legati all’arte. Sono tante le mostre che inaugurano proprio questo mese, mentre altre imperdibili devono ancora essere viste, ma è anche un momento dell’anno in cui si concentrano diverse kermesse a tema design.

Per gli appassionati di arte, per esempio, torna per la decima edizione, dal 13 al 19 aprile, Milano Art Week, con mostre, visite guidate, aperture straordinarie, incontri con gli artisti e performance trasformando Milano in un palcoscenico aperto. Da Robert Mapplethorpe a Man Ray a Bruno Munar, oltre 200 luoghi tra istituzioni, musei, università, fondazioni, gallerie e associazioni danno vita a un programma con più di 400 appuntamenti, articolato sull’intero territorio urbano.

Mentre dal 20 al 26 aprile si terrà la Milano Design Week 2026, che trasformerà la città nel fulcro mondiale del design e dell’arredo. L’evento principale, il Salone del Mobile, si svolgerà a Rho Fiera, ma sarà accompagnato dal Fuorisalone che animerà vari distretti milanesi con mostre e installazioni gratuite.

San Francesco a Perugia

A 800 anni dalla morte di San Francesco, la Fondazione Perugia rende omaggio al patrono d’Italia con una mostra che rilegge l’eredità spirituale e culturale del Santo attraverso lo sguardo di alcuni tra i più significativi artisti, italiani e internazionali, del Novecento e dei primi anni Duemila come Alberto Burri, Emilio Isgrò, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Marina Abramović, Maurizio Cattelan, Luigi Serafini e Omar Galliani. “Nostro contemporaneo. Arte e Spiritualità da Burri a Pistoletto” si tiene a Palazzo Baldeschi dal 18 aprile al 1° novembre 2026 e mette in dialogo arte contemporanea, spiritualità e identità territoriale, per esplorare e rendere omaggio alla figura del San di Assisi.

Frida Kahlo a Bologna

Dal 28 marzo al 27 settembre 2026, il Palazzo Pepoli, sede del Museo della Storia di Bologna, ospita “Frida Kahlo. Lo sguardo come identità”, una mostra fotografica dedicata all’artista messicana, la donna più quotata al mondo, e alla rappresentazione della sua immagine. La mostra presenta 70 fotografie originali realizzate da importanti autori e autrici della fotografia, tra cui Edward Weston, Lucienne Bloch, Lola Álvarez Bravo, Julien Levy, Nickolas Muray, Gisèle Freund, Imogen Cunningham, Leo Matiz, Bernard Silberstein e Graciela Iturbide. L’esposizione non vuole essere una biografia per immagini, ma piuttosto un’occasione per riflettere sull’immagine di Frida Kahlo e sul modo in cui l’artista stessa contribuì alla costruzione del proprio mito.

Katsushika Hokusai a Roma

Dal 27 marzo al 29 giugno 2026, Palazzo Bonaparte a Roma ospita una straordinaria retrospettiva dedicata a Katsushika Hokusai, il maestro giapponese le cui opere hanno affascinato generazioni in tutto il mondo. La mostra, con oltre 200 stampe, acquerelli e disegni preparatori, offre un viaggio immersivo nell’arte di Hokusai, permettendo di scoprire non solo le celebri icone come la “Grande onda di Kanagawa”, ma anche composizioni più intime e rare, alcune delle quali esposte in Europa per la prima volta. Palazzo Bonaparte si trasforma così in molto più di una semplice sede espositiva: i suoi eleganti saloni settecenteschi, gli stucchi raffinati e il caratteristico balconcino verde, da cui Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, amava osservare la città, offrono un contesto che esalta l’impatto emotivo delle opere, creando un dialogo unico tra la sensibilità artistica di Katsushika Hokusai (1760-1849) e l’eleganza architettonica italiana. Camminando tra le sale, il visitatore scopre aspetti sorprendenti dell’arte dell’artista: dai dettagli botanici e naturalistici più minuti alle scene di vita quotidiana, fino alle audaci sperimentazioni compositive che anticipano visioni moderne del paesaggio.

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IPA
La mostra su Katsushika Hokusai a Roma

L’Egitto di Massimiliano d’Asburgo a Trieste

Sono passati 143 anni da quando la collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo fu trasferita a Vienna, dove venne esposta nella Collezione egizio-orientale del Kunsthistorisches Museum nel 1891. Proprio grazie alla prestigiosa collaborazione tra il museo viennese e il Museo storico di Miramare, una parte importante di questa collezione torna a Trieste, dal 2 aprile al 1° novembre 2026. La mostra “Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna” si tiene alle Scuderie del Castello di Miramare, la dimora nobiliare progettata dall’arciduca d’Austria e futuro imperatore del Messico. I visitatori avranno la possibilità di scoprire il sogno di Massimiliano e la sua lungimirante visione: la realizzazione di un museo ideale dove esporre le sue eclettiche collezioni. In mostra oltre cento reperti, testimonianza della passione per l’egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino.

Pendente-a-forma-di-uccello-Ba-in-volo
Ufficio stampa
Pendente a forma di uccello Ba in volo in mostra a Trieste

Anselmo Bucci a Rovereto

Il Mart di Rovereto presenta la più ampia retrospettiva mai dedicata ad Anselmo Bucci. Attraverso oltre 150 opere, la mostra “Anselmo Bucci. Il tempo del Novecento tra Italia e Europa”, dal 28 marzo al 27 settembre 2026, fa luce su una delle figure più complesse, colte e indipendenti del XX secolo. Dipinti, incisioni, disegni, fotografie raggiungono il museo da importanti collezioni private e pubbliche. La mostra si concentra sulla dimensione internazionale di Bucci che, dalle Marche, si sposta dapprima a Venezia, all’epoca città cosmopolita e aperta per eccellenza, e poi a Parigi e Milano. Attraverso un percorso cronologico e tematico in dieci sezioni, l’esposizione ripercorre la carriera e la vita dell’artista, dagli autoritratti giovanili alla maturità, mettendone in luce lo sviluppo cronologico e linguistico. Chiude la mostra un’opera straordinaria, restaurata per l’occasione e mai esposta prima in un museo: I Maschi.

Gli ambienti di Franco Vaccari a Bolzano

Il Museion di Bolzano presenta una grande mostra dedicata a Franco Vaccari, una delle voci più innovative dell’arte del secondo dopoguerra e dell’arte concettuale in Italia. Riunendo opere fotografiche, video, libri d’artista e materiali d’archivio, la mostra propone per la prima volta un’estesa esplorazione degli Ambienti come nucleo centrale della sua pratica artistica. Ideata in occasione di quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno dell’artista (scomparso a dicembre 2025), l’esposizione rappresenta la prima ampia presentazione istituzionale del suo lavoro in Italia dopo oltre un decennio e lo colloca all’interno di un più ampio discorso internazionale sulla partecipazione del pubblico, che per l’artista ha ruolo attivo nella creazione stessa dell’opera. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti (ne sono stati ricreati otto) e altre opere, tra cui le sue celebri foto-tessera, che esplorano aspetti chiave dell’artista.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Uno degli Ambienti di Vaccari in mostra al Museion di Bolzano

Gianfranco Frattini a Milano

Il 2026 segna il centenario della nascita di Gianfranco Frattini (15 maggio 1926 – 6 aprile 2004), architetto e designer, tra le figure più rigorose e silenziosamente coerenti del secondo Novecento italiano. Lo Studio/Archivio Gianfranco Frattini – curato dai figli Emanuela e Marco Frattini – promuove un programma di eventi, installazioni, riedizioni e pubblicazioni che ne ripercorrono l’opera e ne riattivano l’eredità progettuale. Ad aprire ufficialmente il centenario è l’installazione Gianfranco Frattini 1926-2026, in esposizione al Castello Sforzesco di Milano, dal 31 marzo al 28 giugno 2026, all’interno del Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee, parte del complesso dei Musei Civici. Un luogo emblematico per la storia del mobile, che nel 2004 è stato riallestito su progetto di Perry King e Santiago Miranda, ampliando il percorso espositivo alla contemporaneità.

@Courtesy Studio Archivio Gianfranco Frattini
Uno dei ritratti di Gianfranco Frattini, in mostra al Castello Sforzesco di Milano

Wild by Design a Milano

Dal 1° al 13 aprile 2026, gli spazi espositivi dell’ADI Design Museum di Milano ospitano la mostra Wild by Design, dell’artista contemporaneo Marco Grasso. Un dialogo semplice ma rivoluzionario tra natura e design, per dimostrare che sono due facce di una stessa ricerca, incessante e bellissima, di soluzioni che possano unire funzionalità, sostenibilità e bellezza. Marco Grasso è un giovane pittore specializzato in wildlife art ossia dipinge ritratti in olio su tela di animali colti in atteggiamenti o situazioni che fanno emergere le loro peculiarità fisiche e caratteriali. I soggetti sono colti in tutta la loro magnificenza e unicità attraverso lo strumento pittorico, analizzati nei minimi dettagli con uno sguardo fotografico. Ingresso libero.

Bruce Gilden a Brescia

Dal 27 marzo al 23 agosto 2026, Brescia diventa la prima città italiana a ospitare un progetto espositivo dedicato a Bruce Gilden (New York, 1946), membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos e conosciuto come uno dei pionieri della Street Photography, con un unico progetto composto da una mostra e da una installazione site specifc, allestite al Museo di Santa Giulia e alla Pinacoteca Tosio Martinengo, per la prima volta in Italia. L’esposizione, dal titolo “A closer look”, presenta 80 fotografie il cui percorso ruota attorno a Faces (2013-2024), ritratti di persone caratterizzati dall’accento dinamico, dalle particolari qualità grafiche e dal modo originale e diretto con il quale Gilden fotografa i volti con l’ausilio del flash. L’installazione site-specific dal titolo “Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello”, realizzata appositamente per questa prima presentazione italiana, vede esposto il dittico fotografico commissionato da Fondazione Brescia Musei al fotografo newyorkese per arricchire la collezione dei Musei Civici di Brescia. L’opera reinterpreta il concetto di “grazia”, esemplificato dalle due opere di Raffaello in prestito alla mostra Raffaello: Sublime Poetry al Metropolitan Museum of Art di New York dal 29 marzo, ed è allestita dal 27 marzo al 12 luglio presso la Pinacoteca Tosio Martinengo.

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©Erika Serio
Bruce Gilden tra i suoi ritratti

Da Felice Casorati a Carol Rama a Monforte d’Alba (CN)

Dal 29 marzo al 17 maggio 2026, le sale espositive della Fondazione Bottari Lattes, a Monforte d’Alba, saranno popolate da volti reali e immaginari, con oltre 50 opere tra quelle a firma di Mario Lattes e altre appartenenti alle sue collezioni, in dialogo con alcuni tra i più importanti Maestri del ‘900. In “Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre” particolare attenzione viene dedicata ai suoi numerosi autoritratti. L’altra sezione dell’esposizione sarà dedicata a una serie di ritratti e autoritratti di pittori e scultori con i quali Lattes ha avuto rapporti e si è confrontato nel contesto artistico della sua generazione. La selezione comprende opere artisti come Felice Casorati, Carlo Levi, Italo Cremona, Carol Rama e scultori come Giacomo Manzù.

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Ufficio stampa
Carlo Levi “Risveglio con la madre”, 1973, olio su tela, in mostra a Monforte d’Alba

Riapre Villa Carlotta, la perla botanica sul Lago di Como è da vedere

Par : losiangelica
18 mars 2026 à 09:50

Il lago di Como è affascinante tutto l’anno, ma con la fioritura primaverile le dimore storiche e i loro giardini diventano ancora più belli e, proprio per questo, sono pronti a spalancare le porte ai visitatori: riparte la stagione di Villa Carlotta che riapre con tantissimi eventi in programma, mostre e iniziative.

Dopo i mesi invernali, impiegati per restauri, potature e nuovi allestimenti, il museo e il giardino botanico tornano ad accogliere i visitatori con una novità inattesa:  si chiama Lotti, ed è una piccola creatura fatta di foglie, radici e fiori; lo “Spirito del Giardino“, secondo la leggenda costruita attorno a lei. Una mascotte, insomma, pensata soprattutto per i bambini, che la troveranno ad accompagnarli lungo i sentieri del parco con il suo taccuino da giardiniere. E quest’anno, il giardino di Villa Carlotta ha vinto la Foglia d’Oro del Lago di Como, il premio-scultura che ogni anno viene assegnato al vincitore del “Concorso Internazionale Spazi Creativi”.

Le mostre da vedere in Italia a marzo 2026

1 mars 2026 à 10:00

Grandi, anzi, grandissime sono le mostre che vengono inaugurate in Italia nel mese di marzo. Da Warhol a van Dyck, da Giotto alla scuola di Caravaggio, gli appuntamenti di primavera con l’arte sono davvero imperdibili. Ai grandi Maestri che debuttano nei musei italiani si aggiungono alcune delle più importanti mostre ancora in corso che, se non avete ancora visto, meritano assolutamente un viaggio.
Ecco le dieci mostre selezionate per voi da non mancare.

Andy Warhol a Ferrara

Dal 14 marzo al 19 luglio 2026, Ferrara diventa capitale della creatività con la mostra “Andy Warhol. Ladies and Gentlemen”, ospitata nello storico Palazzo dei Diamanti. L’esposizione celebra il genio rivoluzionario di Andy Warhol, proponendo un’esperienza immersiva che ripercorre la leggendaria rassegna del 1975-76 e ne aggiorna lo spirito per il pubblico contemporaneo. La mostra, con oltre 150 opere tra serigrafie, Polaroid e ritratti, esplora i temi che lo hanno reso un’icona dell’arte moderna: la celebrità, la riproducibilità dell’immagine e il confine sempre più labile tra cultura alta e popolare. Ogni sala racconta una storia diversa, alternando volti noti e figure meno celebrate in un dialogo visivo che riflette sulla costruzione dell’identità e sull’impatto dei media nella società. Colori vividi, composizioni seriali e sperimentazioni fotografiche trasformano l’esposizione in un viaggio sensoriale, capace di coinvolgere sia gli appassionati d’arte sia chi si avvicina per la prima volta alla Pop Art.

Anton van Dyck a Genova

Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, l’Appartamento e Cappella del Doge di Palazzo Ducale a Genova ospita “Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra“, la più grande mostra degli ultimi 25 anni dedicata a uno degli artisti più iconici della storia dell’arte internazionale e tra i più amati dal grande pubblico. Un “genio” capace di scavalcare i secoli e incontrare il gusto, per contenuti e tecnica pittorica, di diversi contesti sociali e di molte epoche storiche. L’eccezionalità della mostra – che si propone come una retrospettiva aperta a uno sguardo internazionale – si deve al numero davvero straordinario di opere di Van Dyck, 60 in dieci sezioni tematiche, prestate dai più grandi e autorevoli musei d’Europa, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado di Madrid e la National Gallery di Londra, oltre ai musei italiani come gli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino.

Giotto e San Francesco a Perugia

L’Umbria celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con un grande evento espositivo, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia: “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”. La rassegna si soffermerà sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna. Il percorso espositivo, suddiviso in otto sezioni, ripercorrerà la straordinaria stagione, attraverso oltre 60 opere, realizzate da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, negli anni in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana, in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, capaci di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio.

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Ufficio stampa
“Compianto sul Cristo morto” di Giotto

Bernardo Bertolucci a Parma

Dal 27 marzo al 26 luglio 2026, il Palazzo del Governatore di Parma ospita la mostra “Bernardo Bertolucci. Il Novecento” che celebra il cinquantesimo compleanno del film “Novecento” presentato per la prima volta al 29° Festival di Cannes nel maggio del 1976, salutato da subito come un classico contemporaneo e per questo oggetto di polemiche, dibattiti, interpretazioni, dispute che ne fanno una delle opere più acclamate e discusse degli Anni Settanta in Italia e nel mondo. Attraverso quattro macro-sezioni, il visitatore viene guidato nella genesi del film e nella sua eredità artistica tra materiali inediti, testimonianze d’epoca e opere pittoriche, ricordando così un film che ha segnato profondamente la storia del cinema moderno e che rappresenta, ancora oggi, una chiave di lettura universale della storia sociale, politica e culturale del nostro Paese.

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© Fondazione Bernardo Bertolucci
Foto dal set del film “Novecento” (1976)

Il paesaggio del Cile a Bologna

Dal 19 al 30 marzo 2026, lo Spazio b5 a Bologna ospita la mostra fotografica “Discendere o salire”, curata dall’Arch. Lorena Zúñiga Aguilera, con testo critico di Lorenzo Gresleri e con il patrocinio del Consolato Onorario del Cile per l’Emilia-Romagna. L’esposizione introduce al lavoro del fotografo Andrea Borzatta, un artista che ha scelto il paesaggio cileno come campo di osservazione, riflessione e visione. All’interno dello spazio, il visitatore potrà immergersi in 21 fotografie che, insieme, vanno a formare un racconto espositivo che mette in dialogo Patagonia e deserto cileno. Se amete i viaggi, questa mostra è imperdibile.

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@Andrea Borzatta
La mostra sul Cile a Bologna (nella foto, “Tra terra e cielo”)

Il Seicento dopo Caravaggio a Forte dei Marmi

Gli spazi rinnovati del Forte Pietro Leopoldo I a Forte dei Marmi (Lucca) accolgono, dal 27 marzo al 27 settembre 2026, l’esposizione dedicata al Seicento napoletano intitolata “Pittura a Napoli dopo Caravaggio. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito”. L’esposizione ripercorre l’evoluzione della pittura napoletana dopo la svolta determinata dalla presenza a Napoli di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio tra il 1606 e il 1607 e tra il 1609 e il 1610, attraverso i dipinti raccolti da Giuseppe de Vito, collezionista e studioso di questo periodo artistico. Con la presentazione di 39 dipinti esemplari dei maggiori protagonisti del “secolo d’oro”, viene tracciata una sequenza cronologica che va dai primi interpreti del naturalismo caravaggesco, agli altri artisti che, successivamente, si mostrarono pronti a rielaborarne il linguaggio in forme più orientate verso il classicismo e il barocco.

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Ufficio stampa
Natura morta con frutta, zucche, pappagallo, tartaruga e zuppiera di maiolica, Giuseppe Ruoppolo (Napoli-1630–1710)

Il Liberty a Brescia

Prosegue fino al 14 giugno al Palazzo Martinengo di Brescia la mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”. L’esposizione racconta i primi quindici anni del Novecento, quando l’Italia si aprì a nuovi linguaggi artistici, influenzando pittura, scultura, architettura, moda, grafica e fotografia. Con oltre cento capolavori tra dipinti, sculture, ceramiche, fotografie e spezzoni cinematografici, la mostra esplora lo stile Liberty in tutte le sue sfaccettature, dalle forme sinuose della grafica alle eleganti linee degli abiti femminili dell’epoca. Tra gli artisti presenti figurano Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Edoardo Rubino e Galileo Chini.

I Macchiaioli a Milano

Sempre fino al 14 giugno 2026, Palazzo Reale a Milano ospita la mostra dedicata ai Macchiaioli, il movimento artistico che anticipò l’Impressionismo in Italia. Con più di 90 opere di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi, la rassegna è organizzata in nove sezioni che raccontano il legame tra arte e ideali risorgimentali, il Positivismo francese e il desiderio di una pittura “nazionale”. I visitatori possono immergersi nel mondo dei pittori che rivoluzionarono la luce e il colore in chiave moderna. La mostra include anche dettagli sul contesto sociale e culturale del periodo, permettendo di comprendere come i Macchiaioli abbiano contribuito a creare una nuova identità artistica italiana.

Bernini e i Barberini a Roma

Un’altra grande mostra visitabile fino al 14 giugno è quella a Palazzo Barberini a Roma intitolata “Bernini e i Barberini”, che esplora il rapporto creativo tra Gian Lorenzo Bernini e il suo principale committente, Maffeo Barberini, poi papa Urbano VIII.  L’esposizione permette di ripercorrere la carriera del grande scultore napoletano attraverso opere come Le Quattro Stagioni e San Sebastiano, provenienti da importanti collezioni europee e italiane, illustrando la profonda sinergia tra arte e mecenatismo nel Seicento.

Tintoretto a Venezia

Fino al 7 giugno 2026, le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano la mostra “Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro”, che segna il ritorno nel museo del ciclo delle Storie della Genesi realizzato da Jacopo Tintoretto nei primi anni Cinquanta del Cinquecento. Per la prima volta dall’Ottocento, le tre tele conservate a Venezia vengono riunite al dipinto “Adamo ed Eva davanti all’Eterno”, in prestito dagli Uffizi, offrendo al pubblico un’occasione unica per riscoprire il ciclo nella sua unità narrativa e simbolica, insieme al lavoro di studio e restauro che ne ha restituito la forza espressiva.

Sulle tracce di Claude Monet in Normandia: i luoghi iconici dell’Impressionismo

15 février 2026 à 11:30

Nel 2026 la Normandia e l’Île-de-France celebrano il centenario della morte di Claude Monet, avvenuta il 5 dicembre 1926, con un programma straordinario che comprende oltre cento eventi, mostre ed esperienze immersive. Quale momento migliore per organizzare una vacanza sulle tracce del Maestro dell’Impressionismo?

Un viaggio da queste parti accarezza splendide strade costiere, si incanta dinanzi a cattedrali gotiche, osserva le bianche scogliere che precipitano nell’oceano e cerca di capire cosa vedesse davvero l’artista quando decideva di dipingere lo stesso soggetto in momenti differenti della giornata.

Si tratta di un itinerario che può durare tre giorni oppure una settimana, e tocca paesaggi che ancora oggi sembrano vibrare di impressioni.

Da Giverny a Rouen, dove la luce diventa pittura

Il punto di partenza non può che essere Giverny, il luogo in cui Monet scelse di vivere e creare per oltre quarant’anni: la sua casa e i celebri giardini sono visitabili e rappresentano molto più di un semplice museo. Mentre si cammina tra il ponte giapponese e le ninfee si ha la sensazione di entrare in un quadro e attraversare uno spazio progettato per essere dipinto.

Laghetto nel borgo di Giverny, Normandia, Francia
iStock
Favoloso laghetto nel borgo di Giverny

Nel 2026, il borgo sarà al centro delle celebrazioni, con mostre tematiche e percorsi che metteranno in dialogo l’artista con il paesaggio contemporaneo. Proprio qui si comprende davvero come Monet abbia trasformato il giardino in un “laboratorio a cielo aperto” dove la natura diventava variazione infinita di colore e riflessi.

Da Giverny si prosegue verso Rouen, città che Monet ha reso immortale con la serie dedicata alla cattedrale gotica. Dipinta in ogni condizione atmosferica, all’alba, al tramonto, sotto il sole o nella foschia, la Cattedrale di Rouen diventa il simbolo stesso dell’impressionismo, non l’oggetto in sé, ma la percezione mutevole della luce che lo avvolge.

Nel 2026 la città proporrà eventi e iniziative dedicate a cotanta stagione artistica, invitando a osservare la facciata gotica con lo stesso sguardo attento alle sfumature che caratterizzava Monet.

La Côte d’Albâtre, Étretat e la potenza delle falesie

Proseguendo verso nord, l’itinerario incontra la Côte d’Albâtre, la costa d’Alabastro, celebre per le bianche e monumentali scogliere. Étretat è forse la tappa più rappresentativa: le falesie scolpite dal vento e dal mare hanno ispirato Monet in numerose tele, in cui la materia rocciosa sembra dissolversi nella luce. Nel 2026 sono previste passeggiate guidate e percorsi nei siti che il Maestro dipinse, con la possibilità di confrontare il paesaggio reale con le sue interpretazioni pittoriche.

Poco distante ecco Pourville e Varengeville, meno affollati ma altrettanto suggestivi: qui il mare cambia tonalità a seconda del cielo, e le variazioni luminose sembrano quasi studiate per essere catturate su tela.

Le Havre e Honfleur

Il viaggio sulle tracce di Monet non può prescindere poi da Le Havre: nel 1872 dipinse “Impression, soleil levant”, l’opera che diede il nome all’intero movimento impressionista.

Osservare il porto all’alba, quando il sole filtra tra le imbarcazioni e l’acqua si tinge di arancio e blu, significa comprendere quanto l’arte di Monet fosse legata all’istante, alla vibrazione cromatica più che alla definizione dei contorni.

Le Havre, nel 2026, ospiterà esposizioni dedicate a Monet e agli impressionisti, con particolare attenzione al rapporto tra pittura e paesaggio marittimo. In più, il Musée d’Art Moderne André Malraux custodisce già una delle più importanti collezioni impressioniste di Francia.

Da qui si raggiunge Honfleur, con il Vieux Bassin e le case affacciate sull’acqua: il porto e la Chiesa di Sainte-Catherine, dalla struttura lignea, raccontano l’atmosfera che sedusse non solo Monet ma anche artisti come Boudin e Sisley.

Veduta del porto di Honfleur, Normandia, Francia
iStock
Il pittoresco porto di Honfleur con le case a pelo d’acqua

Deauville e Dieppe tra mare e variazioni luminose

Se desiderate prolungare l’esperienza fino a sette giorni potete includere Deauville e Dieppe: la luce si fa ancora più mutevole, tra spiagge ampie, cieli aperti e mare che assume tonalità diverse a seconda del vento.

Sono mete dove la dimensione balneare si unisce a quella artistica, perfetti per comprendere come Monet e i suoi contemporanei fossero attratti dalla monumentalità del paesaggio e dalla sua instabilità visiva.

Oltre cento eventi tra Normandia e Île-de-France

Per il centenario del 2026 oltre cinquanta siti in Normandia e nell’Île-de-France proporranno mostre, eventi e progetti dedicati non solo a Monet, ma anche agli altri protagonisti dell’Impressionismo come Eugène Boudin, Pierre-Auguste Renoir e Alfred Sisley.

Il focus sarà sui paesaggi e sulla luce, elementi che hanno trasformato la pittura moderna e che ancora oggi definiscono l’identità visiva della Normandia: il progetto “Monet 2026” intende amplificare l’esperienza sia per il pubblico sia per il settore turistico e culturale, in un dialogo continuo tra territorio e arte.

Le più belle mostre di febbraio da vedere in Italia, da Nord a Sud

1 février 2026 à 14:30

Febbraio 2026 è un mese ricco di eventi, dal Carnevale a San Valentino fino all’appuntamento imperdibile con le Olimpiadi di Milano Cortina. Ma è anche il mese ideale da vivere tra arte, storia e creatività: dall’innovazione futurista di Depero alle montagne olimpiche, dalle grandi retrospettive sui Macchiaioli e Tintoretto alle opere senza tempo di Giovanni Gastel, fino ai sogni letterari di Dino Buzzati e allo sguardo poetico di Agnès Varda, ecco un viaggio tra mostre imperdibili in tutta Italia a febbraio, tra città, musei e paesaggi unici.

Tintoretto alle Gallerie dell’Accademia di Venezia

Dall’11 febbraio al 7 giugno 2026 le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano “Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro”, una mostra che segna il ritorno in museo del ciclo delle Storie della Genesi realizzato da Jacopo Tintoretto nei primi anni Cinquanta del Cinquecento. Per la prima volta dall’Ottocento, le tre tele conservate a Venezia vengono riunite al dipinto “Adamo ed Eva davanti all’Eterno”, in prestito dagli Uffizi, offrendo al pubblico un’occasione unica per riscoprire il ciclo nella sua unità narrativa e simbolica, insieme al lavoro di studio e restauro che ne ha restituito la forza espressiva.

Depero al Museo Bagatti Valsecchi di Milano

Dal 13 febbraio al 2 agosto 2026 il Museo Bagatti Valsecchi di Milano ospita “Depero Space to Space. La creazione della memoria”, una mostra che segna il ritorno di Fortunato Depero in città dopo 35 anni. Inserita nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, l’esposizione mette in dialogo oltre 40 opere futuriste con la collezione permanente della casa museo, creando un sorprendente confronto tra antico e contemporaneo.

Il percorso racconta il sogno condiviso di abitare l’arte come spazio vitale e si conclude con la rievocazione del celebre ViBiBar, trasformando la visita in un’esperienza immersiva da non perdere.

Fortunato Depero "Flora", del 1946
© FORTUNATO DEPERO, by SIAE 2026
Fortunato Depero “Flora”, del 1946

Ironcraft a Lecco

Presso la Torre Viscontea di Lecco è iniziata il 31 gennaio (e durerà fino al 22 febbraio 2026) “Ironcraft. Mostra internazionale di sculture in metallo“, ideata e promossa dall’Associazione culturale Arte&Arte di Como e realizzata in collaborazione con il Sistema Museale Urbano Lecchese.

Un appuntamento che rende omaggio a una tradizione antichissima di un territorio, rivestendo di nuovo valore una materia, che è stata prima dell’artigianato e poi dell’industria, attraverso l’altissima forma dell’arte. La mostra si fa portavoce di una tradizione bimillenaria del territorio di Lecco, la città del ferro dalla lunga storia legata proprio a questo materiale, che risale all’epoca romana e celtica.

Esposte ci sono diciotto opere di piccolo formato realizzate in ferro, provenienti dalla collezione di Arte&Arte, affiancate da altre installazioni di grande dimensione, anch’esse in ferro o altri metalli.

Ironcraft è un inno al saper fare, alla tecnica, ad un materiale, ad un territorio, ma anche all’immaginazione, all’idea che dà forma all’informe. L’ingresso è libero e segue questi orari: giovedì 10:00 – 13:00, venerdì e sabato 14:00 – 18:00, domenica 10:00 – 18:00.

Meraviglie del Grand Tour a Milano

Il Museo Poldi Pezzoli di Milano ospita la mostra “Meraviglie del Grand Tour”, aperta al pubblico dal 30 gennaio e fino al 4 maggio 2026, in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York e in dialogo con “Tutti gli DÈI” di Ferzan Ozpetek.

Protagonista d’eccezione è il dipinto di Giovanni Paolo Panini (Piacenza 1691– Roma 1765) “Roma Antica”, un’opera monumentale e straordinaria proveniente dalle collezioni di pittura europea del Metropolitan Museum of Art di New York.

“Tutti gli DÈI” di Ferzan Ozpetek
Fondaco Italia
“Tutti gli DÈI” di Ferzan Ozpetek

Beato Angelico ai Musei Reali di Torino

Dal 6 febbraio al 3 maggio 2026, i Musei Reali di Torino ospitano la mostra “Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto”: un’esposizione tematica che propone, per la prima volta, un confronto diretto tra la pionieristica invenzione iconografica elaborata da Beato Angelico, per la rappresentazione del Giudizio Universale, e l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomäus Spranger tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V.

Giovanni Gastel a Palazzo Citterio, Milano

Per tutto il mese di febbraio, e fino al 26 luglio 2026, a Milano potrete raggiungere la mostra che rende omaggio a Giovanni Gastel, protagonista assoluto della fotografia contemporanea. Appuntamento a Palazzo Citterio con l’esposizione “Giovanni Gastel – Rewind”: oltre 250 immagini ripercorrono l’intera carriera, dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie e ai progetti a lui più cari. In mostra si trovano anche oggetti personali, strumenti di lavoro e, per la prima volta, i suoi scritti e le sue poesie, parti integranti del suo immaginario.

Agnès Varda a Villa Medici (Roma)

Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026, Villa Medici a Roma ospita “Agnès Varda. Qui e là tra Parigi e Roma”, la prima grande retrospettiva italiana dedicata all’opera fotografica dell’artista e regista franco-belga.

In occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma, la mostra conduce il pubblico tra la Parigi del dopoguerra – con il celebre atelier di rue Daguerre – e l’Italia dei suoi viaggi, da Venezia a Roma, tra giardini rinascimentali e set cinematografici. Un percorso intimo e poetico che racconta lo sguardo libero, curioso e profondamente umano di una delle figure più influenti del cinema e dell’arte del Novecento.

Agnès Varda, Autoritratto a Venezia - 1959
Ufficio Stampa
Agnès Varda, Autoritratto a Venezia – 1959

Dino Buzzati a Milano

Un altro appuntamento imperdibile di febbraio e la mostra dedicata a Dino Buzzati (fino al 6 aprile 2026), ospitata nel Laboratorio FAAM di Milano. Un’esposizione capace di raccontarne le sue diverse anime: scrittore, giornalista, pittore e uomo di montagna. Il percorso mette in dialogo Milano e le Dolomiti (protagoniste delle Olimpiadi di Milano Cortina), realtà e fantastico, cronaca e mito, attraverso opere, testi e suggestioni visive.

Tra i punti più affascinanti spicca uno zootropio interattivo realizzato dal regista Virgilio Villoresi, che anima i disegni di “Poema a fumetti” in un’esperienza ipnotica e onirica. Un viaggio immersivo nell’immaginario di Buzzati, simbolicamente legato allo spirito di Milano-Cortina 2026. L’ingresso è gratuito.

Dino Buzzati, tavole del "Poema a fumetti"
Ufficio Stampa
Dino Buzzati, tavole del “Poema a fumetti”

I Macchiaioli al Palazzo Reale di Milano

Sempre a Milano, al Palazzo Reale dal 3 febbraio al 14 giugno 2026, potrete visitare la mostra “I Macchiaioli”, una grande retrospettiva dedicata al movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento.

Oltre 100 opere, provenienti dai maggiori musei italiani, ricostruiscono l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono con pennelli e colori una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento. Curata da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, la mostra offre una lettura aggiornata e critica dei Macchiaioli, valorizzandone il ruolo fondativo nella storia dell’arte italiana. L’esposizione rientra nel programma culturale di Milano-Cortina 2026 ed è realizzata con il supporto dell’Istituto Matteucci di Viareggio.

Le mostre legate alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026

Durante le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, l’arte celebra la neve e lo sport con mostre in tutta Italia e in alcune città europee. Dal 18 febbraio al 25 marzo a Bolzano la mostra “Sport invernali nell’arte” propone opere di Depero, Walde, Flora e altri maestri.

A Lagazuoi Expo Dolomiti si visita “Cortina di Stelle”, un’esperienza multisensoriale dedicata agli atleti paralimpici, mentre a Milano il Castello Sforzesco ospita “L’Italia sulla neve, viaggio tra grafica e pubblicità storica”. Percorsi emozionali si sviluppano anche a Casa Italia, sulle rive del Lago di Como, in Valtellina, ad Aprica (museo dello sci), a Bergamo, e nelle mostre internazionali di Losanna, raccontando sport, storia, design e cultura olimpica in una prospettiva artistica unica.

Il Museo dello sci ad Aprica
Ufficio Stampa
Il Museo dello sci ad Aprica

Le mostre imperdibili durante le Olimpiadi di Milano Cortina 2026

27 janvier 2026 à 15:34

Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 non sono solo sport e medaglie, ma anche l’occasione perfetta per celebrare l’arte e la cultura italiana. Tante località, anche oltreconfine, offrono un ricco calendario di mostre e percorsi espositivi, dalle fotografie storiche di Cortina 1956 alle interpretazioni artistiche della montagna a Bolzano e Bergamo, dai cimeli olimpici a Losanna alle cerimonie spettacolari di Marco Balich a Treviso, fino ai tesori di ville e musei affacciati sul bellissimo Lago di Como: ogni evento celebra lo spirito olimpico e l’eccellenza italiana attraverso arte, storia e innovazione.

Ecco gli appuntamenti da non perdere in questo periodo.

“Sport invernali nell’arte” a Bolzano

Nei giorni in cui tutti gli occhi sono puntati sulle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, la città di Bolzano e tutto il territorio del Trentino-Alto Adige, dedicano una mostra agli sport legati alla montagna, che viene vista però da una prospettiva diversa: quella dell’arte. Appuntamento quindi dal 18 febbraio al 25 marzo, al Palazzo Mercantile di Bolzano, con la mostra “Sport invernali nell’arte”.

In questa occasione, la montagna viene interpretata dalle opere d’arte di Paul Flora, Alfon Walde, Max von Esterle, Ivanhoe Gambini, Fortunato Depero e altri maestri come Lyonel Feininger e Victor Vasarely: tanti quadri, sculture e grafiche, realizzati da artisti di fama internazionale.

“Cortina di Stelle” al Lagazuoi Expo Dolomiti

Lagazuoi Expo Dolomiti, centro espositivo più alto d'Europa
Pompanin
Lagazuoi Expo Dolomiti, il centro espositivo più alto d’Europa

Durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina, potrete raggiungere uno degli spazi espositivi più alti d’Europa: il Lagazuoi Expo Dolomiti, a 2.732 metri di altezza. Qui potrete immergervi nella mostra di Fulvio Morella, “Cortina di Stelle”, il capitolo conclusivo del progetto “I limiti non esistono” che celebra i luoghi simbolo dei Giochi, visitabile fino al 5 aprile 2026.

L’esposizione, che unisce arte, sport e inclusione, è una testimonianza viva di atleti paralimpici, con opere multisensoriali che inglobano il Braille, trasformando il linguaggio “tattile” in esperienza artistica e strumento per abbattere barriere percettive e concettuali. Un appuntamento immersivo da non perdere.

Opera con incisioni Braille in mostra
Francesca Piovesan
Opera con incisioni Braille in mostra

“L’Italia sulla neve” al Castello Sforzesco di Milano

Se siete appassionati di grafica pubblicitaria, non perdetevi la mostra proposta al Castello Sforzesco di Milano. Qui ha già preso vita un percorso che racconta come sport invernali e turismo alpino siano entrati nell’immaginario degli italiani: la mostra “L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli” sarà accessibile fino al 22 marzo 2026, con ingresso gratuito.

L’esposizione valorizza il patrimonio della Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, una delle più importanti collezioni
pubbliche al mondo nel suo genere, attraverso più di cento opere (tra riviste illustrate, cataloghi di vendita, cartoline, dépliant, opuscoli e
manifesti pubblicitari).

Percorsi scenografici nelle sedi di Casa Italia

Per la prima volta, durante i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, Casa Italia sarà aperta al pubblico, trasformandosi in un luogo simbolo di accoglienza e porta privilegiata per scoprire le eccellenze del Paese.

Non è soltanto la casa degli atleti: nelle sedi di Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo i visitatori possono vivere le emozioni dei Giochi e immergersi in un racconto dedicato alla Musa, un omaggio al ruolo ispiratore che la nostra penisola esercita da secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale. Dal 6 al 22 febbraio, le sedi di Triennale Milano, il Centro di Preparazione Olimpica presso l’Aquagranda di Livigno, e la Galleria Farsetti a Cortina d’Ampezzo, si trasformano così in percorsi scenografici ed emozionali, luoghi in cui sport, natura, arte, architettura e design sono in strettissimo dialogo tra loro. Qui, ci saranno vere e proprie esposizioni di opere di tantissimi artisti e designer, come Giorgio De Chirico, Cy Twombly, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Keith Haring & L.A. II, Ai Weiwei e Christo e Jeanne-Claude, per citarne soltanto alcuni.

“Cortina 1956. Le foto più iconiche” a Noventa di Piave

Dopo settant’anni, Cortina d’Ampezzo torna al centro del palcoscenico olimpico e una nuova mostra fotografica open air, che inaugura il 31 gennaio 2026 (ore 11.00), racconta la storia delle prime Olimpiadi Invernali disputate in Italia: era il 26 gennaio 1956 quando a Cortina iniziavano le competizioni sulla neve.

La mostra “Cortina 1956. Le foto più iconiche“, presso il Noventa di Piave Designer Outlet, espone scatti in gran parte inediti e recuperati da numerosi archivi storici italiani, inseriti anche nel volume di Massimo Spampani con Eleonora De Filippis “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia”, pubblicato da Fondazione Cortina e Marsilio Arte. L’occasione per fermarci un attimo a ricordare, riflettere e sognare proprio come fecero gli italiani 70 anni fa.

Fotografia di "Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d'Italia"
Ufficio Stampa
Una fotografia di “Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche d’Italia”

“White Entropy” all’aeroporto di Milano Malpensa

In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, il Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasforma in uno spazio espositivo con un percorso di fotografie zenitali realizzate con droni tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio. Presente anche un’installazione site specific che rappresenta la grandezza delle nostre montagne innevate.

Si chiama ‘White Entropy’, la mostra fotografica di Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, esposta fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dello scalo. Milioni di passeggeri in transito ogni giorno, sono così invitati a rallentare e osservare opere che trasformano il paesaggio in coscienza e l’altitudine in pensiero.

Mostra all'aeroporto di Milano Malpensa
Luca Pompei
“White Entropy” a Milano Malpensa, di Jacopo Di Cera

Due mostre imperdibili a Losanna

Anche Losanna, in Svizzera, celebra lo spirito olimpico con la mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, realizzata in collaborazione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire. La Fondazione Luigi Rovati dedica un grande percorso espositivo, che intreccia mondo antico e moderno, dalle competizioni della Grecia classica alla visione di Pierre de Coubertin, raccontando come i valori fondanti dei Giochi – pace, inclusione, rispetto ed eccellenza – abbiano attraversato i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Un racconto essenziale ma potente, che restituisce tutta la dimensione culturale e simbolica dell’olimpismo.

Sempre a Losanna, il Museo Olimpico rende omaggio all’Italia con “Via Azzurra“, un percorso espositivo speciale aperto fino al 1° marzo 2026, integrato nella collezione permanente, nel parco e negli spazi pubblici del museo: ripercorre il profondo legame tra l’Italia e l’Olimpismo, da Cortina 1956 a Roma 1960 e Torino 2006, fino al nuovo appuntamento di Milano Cortina 2026.

Tra installazioni digitali, fotografie, sculture e cimeli originali (dalle scarpe di Pietro Mennea alla tuta di Federica Brignone, fino agli oggetti simbolo di Milano Cortina come torcia e mascotte) la mostra racconta storie, vittorie e protagonisti che hanno costruito l’identità sportiva italiana.

La mostra sulle Olimpiadi al Museo Olimpico di Losanna
Ufficio Stampa
La mostra al Museo Olimpico di Losanna

Fuoripista a Bergamo, la montagna oltre lo sport

Fino all’8 febbraio 2026, presso il Gres Art 671, centro per l’arte e la cultura di Bergamo, vi potete immergere nella mostra che esplora il mondo degli sport invernali andando oltre la competizione, per abbracciare arte, design, architettura e ricerca contemporanea. “Fuoripista” è un viaggio tra storie della neve che invita a guardare l’universo alpino da nuove prospettive, lontano dalla retorica e più vicino all’esperienza umana, fisica ed emotiva della montagna.

Curata da 2050+ insieme a gres art 671, l’esposizione riunisce opere storiche e contemporanee – alcune commissionate appositamente per il progetto – tra dipinti, installazioni, fotografie, video e materiali d’archivio.

Fuori Pista, mostra immersiva a Bergamo
Diego De Pol
Fuori Pista, mostra immersiva a Bergamo

Mostra Olimpica del Salce con Marco Balich, Treviso

La grande mostra “Un magico inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce”, al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (nelle sedi di Santa Margherita e San Gaetano), si arricchisce di una sezione speciale dedicata a Marco Balich, il celebre creativo veneziano dietro alcune delle più iconiche cerimonie olimpiche degli ultimi decenni.

Alla sua visione artistica è riservato uno spazio spettacolare, con grandi immagini e materiali dedicati alle cerimonie olimpiche e paralimpiche firmate da Balich, tra cui quelle di Sochi 2014 e Pechino 2022. Un racconto per immagini che mette al centro l’emozione, cifra stilistica del suo lavoro, capace di parlare a un pubblico globale di oltre due miliardi di spettatori.

Ville e musei del Lago di Como: arte, paesaggio e sport

Da febbraio a marzo 2026, undici ville storiche, musei e spazi culturali del Lago di Como aprono le porte a un ricco programma di mostre, installazioni, laboratori e percorsi educativi nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Il palinsesto celebra il patrimonio lariano intrecciando arte, sport, paesaggio e comunità, con iniziative inclusive e intergenerazionali che raccontano le identità culturali del territorio e valorizzano i valori olimpici di creatività, inclusione e internazionalità.

Ecco alcune delle iniziative (la lista completa e tutti i dettagli sulle visite sono consultabili sul sito ufficiale Villemuseilagodicomo.it):

  • BAC Bellano Arte Cultura: “Avanti la stella – Momenti di pesa”, fino al 20 marzo 2026,
  • Casa Brenna Tosatto: “Luce in movimento. Immagini e parole tra arte e sport”, dal 31 gennaio al 1° marzo 2026,
  • Museo della seta: “Stoffe da campioni”, dal 1° febbraio al 15 marzo 2026,
  • Museo del paesaggio: “Cattedrali di roccia attorno al Lago di Como”, foto d’epoca di Riccardo e Carlo Piatti, il 7-8, 14-15, 21-22 febbraio 2026,
  • Villa Bernasconi: “Liberty di ghiaccio”, fino al 15 marzo 2026,
  • Villa Carlotta: “Giardino dei talenti”, dal 3 febbraio al 15 marzo 2026.

Altre mostre da non perdere in Valtellina

La Valtellina è uno dei territori più attivi dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con un fitto calendario di mostre diffuse tra Livigno, Sondrio, Teglio, Valfurva, Madesimo e Aprica. Alcuni appuntamenti da segnare? All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche” rende omaggio agli atleti valtellinesi che hanno partecipato ai Giochi Olimpici, attraverso opere, oggetti e attrezzature originali, visitabili fino alla fine della stagione invernale.

All'Aquagranda di Livigno, la mostra "Tracce Bianche"
Ufficio Stampa
All’Aquagranda di Livigno, la mostra “Tracce Bianche”

A Sondrio, Palazzo Pretorio ospita fino all’8 febbraio la mostra itinerante “Emozione dei Giochi – Culture Through Sport”, un percorso visivo dedicato alle torce e ai bracieri olimpici, mentre al MVSA – Museo Valtellinese di Storia e Arte “Le nevi dell’altro anno” (fino al 3 maggio 2026) racconta la neve nell’arte italiana dalla fine dell’Ottocento a oggi.

A Teglio, Palazzo Besta accoglie fino al 30 agosto 2026 “Vette. Storie di sport e montagne”, una riflessione sul rapporto tra sport, società e territorio alpino, mentre a Valfurva “Oro Bianco” (fino al 30 marzo 2026) celebra il legame profondo tra comunità locali e sport invernali.

Chiude idealmente il percorso Madesimo (da raggiungere con i Treni della Neve) con una mostra dedicata agli atleti valtellinesi e azzurri medagliati (fino all’8 febbraio), e Aprica, dove il Museo dello Sci e della Montagna, aperto tutto l’anno, custodisce modelli storici, sci d’epoca e cimeli di grandi campioni come Zeno Colò, raccontando l’evoluzione dello sci e della cultura alpina.

C’è solo l’imbarazzo della scelta per vivere le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina da un’altra prospettiva, quella culturale e artistica che stimola riflessioni profonde.

Mostra olimpica a Madesimo
Ufficio Stampa
La mostra olimpica a Madesimo

Agatha Christie 50 anni dopo: viaggio tra i luoghi che hanno ispirato i suoi romanzi

Par : marcobaldini
12 janvier 2026 à 12:30

Sono passati 50 anni dalla scomparsa di Agatha Christie, la regina del giallo e autrice di 66 romanzi, tra cui i celebri casi di Hercule Poirot e Miss Marple, che hanno rivoluzionato il genere crime. In occasione di questo anniversario, Londra ospiterà una grande esposizione alla British Library, in programma dall’ottobre 2026. Allo stesso tempo, a Milano prosegue 50 Pintér x 50 Christie, mostra che celebra le iconiche cover degli Omnibus Gialli e degli Oscar Mondadori, create dall’illustratore italo-ungherese Pintér.

Se c’è una scrittrice che ha trasformato la vita in trama, quella è Agatha Christie: i suoi romanzi intrecciano mistero, suspense e tutti i colori dell’animo umano, senza mai annoiare. Le sue opere sono state tradotte in più di 50 lingue e hanno venduto oltre 2 miliardi di copie, conquistando il pubblico di generazioni diverse. I suoi libri sono stati adattati al cinema, alla TV, alla radio e a teatro, dando vita a un universo narrativo ricco e sfaccettato. Un suo fan deve assolutamente visitare questi luoghi legati alla sua opera e alla sua persona.

Agatha Christie è stata qui

Gran parte dell’ispirazione per i suoi romanzi, celebri per i misteri intricati e i detective immortali come Hercule Poirot e Miss Marple, nasce dalle sue avventure personali: dagli anni trascorsi nel Devon alle spedizioni in Medio Oriente con il marito archeologo.

Agatha Christie, i luoghi della sua vita
Getty Images
I luoghi della vita di Agatha Christie

Torquay

È qui, nel 1890, che nacque Agatha Christie, e la città le rende omaggio ogni anno con l’International Agatha Christie Festival presso la storica Torre Abbey, un evento che offre conferenze, spettacoli e concorsi di scrittura dedicati alla celebre autrice. Chi visita Torquay non può perdere The Agatha Christie Mile, percorso autoguidato inaugurato nel 1990 per celebrare il centenario della nascita della scrittrice.

La passeggiata conduce alla scoperta dei luoghi più significativi della sua vita, dalle strade e giardini che frequentava, come i Princess Gardens, immortalati nel romanzo La serie Infernale, fino al Grand Hotel, dove trascorse la luna di miele nella famosa suite a lei dedicata. Imperdibile è anche il Torquay Museum, custode di manoscritti originali, fotografie e costumi utilizzati nelle trasposizioni televisive dei suoi romanzi.

Torquay, tra i luoghi dei romanzi di Agatha Christie
iStock
Torquay, nel Devon, tra i luoghi dei romanzi di Agatha Christie

Dartmoor

Negli ultimi anni della sua vita, quando risiedeva a Greenway, Agatha Christie amava organizzare feste in famiglia e guidare fino alla spiaggia per un tuffo rinfrescante o salire verso il Dartmoor per un picnic. Nonostante la sua passione per questi momenti conviviali, la scrittrice conosceva bene la natura selvaggia e isolata del Dartmoor, e ne sfruttava ogni aspetto per le sue storie. Un esempio perfetto è Un messaggio dagli spiriti, in cui le brughiere diventano una presenza costante e talvolta sinistra, contribuendo a creare l’atmosfera di mistero tipica dei suoi romanzi.

I segni delle antiche miniere di stagno e la Finch Foundry di Sticklepath, ora proprietà del National Trust, ma con le sue tre grandi ruote idrauliche ancora operative fino agli Anni ’60, offrono un’idea di come fosse il Dartmoor ai tempi di Christie, fornendo ulteriori spunti per immergersi nell’epoca e nell’ambientazione che hanno ispirato alcuni dei suoi racconti più suggestivi.

Dartmoor, dove faceva i picnic Agatha Christie
iStock
Dartmoor, il luogo dei pic-nic di Agatha Christie

Greenway House, il rifugio di Agatha Christie

Agatha Christie descriveva Greenway House, la sua casa per le vacanze e rifugio personale, come “il luogo più bello del mondo”. Oggi proprietà del National Trust, la dimora offre ai fan un’opportunità unica di entrare nella vita privata della scrittrice, che amava portare qui la sua famiglia per rilassarsi durante le vacanze o per staccare dopo aver completato un romanzo. Greenway ha anche ispirato direttamente alcune delle sue opere più celebri: tre dei suoi romanzi, Il ritratto di Elsa Greer (1942), La Sagra del Delitto (1956) e Le due Verità (1958), sono infatti ambientati in questa zona.

Il Moorland Hotel

Il Moorland Hotel, vicino a Haytor Rocks è il luogo dove nel 1916, la scrittrice si rifugiò in preda al blocco dello scrittore per completare il suo primo romanzo giallo. All’epoca, il Moorland Hotel le sembrava un grande albergo tetro e quasi deserto, con pochissimi ospiti. Agatha stessa raccontava: “Non credo di aver parlato con nessuno di loro – sarebbe stato un disturbo per quello che stavo facendo”.

Il Pera Palace Hotel di Istanbul

Si dice che sia stata la stanza 411 del Pera Palace Hotel a Istanbul il luogo in cui Agatha Christie scrisse uno dei suoi romanzi più celebri, Assassinio sull’Orient Express (1934). Questo grandioso hotel, situato nel quartiere Beyoglu, era stato costruito per ospitare i passeggeri dell’Orient Express, in viaggio da Parigi e Londra verso Istanbul. Ancora oggi, l’hotel offre la celebre Agatha Christie Room, arredata con ritratti della scrittrice, una piccola biblioteca con i suoi libri e una replica della sua macchina da scrivere. Christie stessa viaggiò sull’Orient Express nel 1928, compiendo così la sua prima avventura da sola fuori dall’Inghilterra.

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Getty Images
La stanza del Pera Palace di Istanbul dove era solita soggiornare Agatha Christie

Le più belle mostre del 2026 da non perdere da Nord a Sud Italia

2 janvier 2026 à 17:55

Il 2026 si prospetta un anno straordinario per gli amanti dell’arte in Italia, con esposizioni che spaziano dai grandi maestri del passato alle avanguardie contemporanee. Da Brescia a Venezia, passando per Milano, Roma, Firenze, Perugia, Genova e Rovigo, le città italiane ospiteranno mostre imperdibili che permetteranno di scoprire capolavori di pittura, scultura, grafica, fotografia e arti applicate.

In questo articolo vi proponiamo una guida alle dodici mostre più interessanti, selezionate per la loro qualità artistica e l’unicità dei contenuti.

Liberty. L’arte dell’Italia moderna a Brescia

Dal 24 gennaio al 14 giugno 2026, Palazzo Martinengo a Brescia ospita la mostra “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari. L’esposizione racconta i primi quindici anni del Novecento, quando l’Italia si aprì a nuovi linguaggi artistici, influenzando pittura, scultura, architettura, moda, grafica e fotografia.

Con oltre 100 capolavori tra dipinti, sculture, ceramiche, fotografie e spezzoni cinematografici, la mostra esplora lo stile Liberty in tutte le sue sfaccettature, dalle forme sinuose della grafica alle eleganti linee dei vestiti femminili dell’epoca. Tra gli artisti presenti figurano Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Edoardo Rubino e Galileo Chini.

Maggiori informazioni e biglietti in vendita sul sito Mostraliberty.com.

Macchiaioli a Milano

A Milano, dal 3 febbraio al 14 giugno, Palazzo Reale ospita la mostra dedicata ai Macchiaioli, il movimento artistico che anticipò l’Impressionismo in Italia. Con più di 90 opere di Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi, la rassegna è organizzata in nove sezioni che raccontano il legame tra arte e ideali risorgimentali, il Positivismo francese e il desiderio di una pittura “nazionale”.

I visitatori potranno immergersi nel mondo dei pittori che rivoluzionarono la luce e il colore in chiave moderna. La mostra include anche dettagli sul contesto sociale e culturale del periodo, permettendo di comprendere come i Macchiaioli abbiano contribuito a creare una nuova identità artistica italiana.

Maggiori informazioni e biglietti in vendita sul sito Palazzorealemilano.it.

Bernini e i Barberini a Roma

Dal 12 febbraio al 14 giugno, Palazzo Barberini a Roma accoglie “Bernini e i Barberini”, una mostra che esplora il rapporto creativo tra Gian Lorenzo Bernini e il suo principale committente, Maffeo Barberini, poi papa Urbano VIII.

L’esposizione permette di ripercorrere la carriera del grande scultore napoletano attraverso opere come Le Quattro Stagioni e San Sebastiano, provenienti da importanti collezioni europee e italiane, illustrando la profonda sinergia tra arte e mecenatismo nel Seicento.

Sul sito ufficiale delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini si possono trovare maggiori info e biglietti.

Rothko a Firenze

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026, Palazzo Strozzi a Firenze ospita “Rothko a Firenze”, un’esposizione che ripercorre l’intera carriera di Mark Rothko. Dalle prime opere figurative degli anni Trenta e Quaranta fino alle tele astratte degli anni Cinquanta e Sessanta, la mostra permette di comprendere l’evoluzione di uno degli artisti più influenti del Novecento, capace di trasformare il colore in emozione pura.

Sono previste anche visite guidate e approfondimenti tematici per entrare nel pensiero filosofico e nella poetica cromatica dell’artista. Su Palazzostrozzi.org tutte le informazioni necessarie per programmare la visita.

Kiefer. Le Alchimiste a Milano

Sempre a Milano, dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, Palazzo Reale presenta “Kiefer. Le Alchimiste”, una mostra che rende omaggio alle donne alchimiste e al loro ruolo nella nascita della scienza moderna. Con 38 teleri monumentali, Anselm Kiefer esplora simboli, miti e rituali alchemici, proponendo un viaggio tra storia, esoterismo e arte contemporanea.

L’esposizione è visitabile solo previa prenotazione sul sito Palazzorealemilano.it e offre un’esperienza immersiva tra pittura e riflessione concettuale.

Magnifico 1492 a Firenze

Nell’autunno 2026, le Gallerie degli Uffizi di Firenze presentano “Magnifico 1492”, dedicata a Lorenzo de’ Medici e alla sua straordinaria collezione d’arte. Oltre 100 opere provenienti da tutto il mondo ricostruiscono per la prima volta il patrimonio artistico del celebre mecenate rinascimentale, mostrando come Firenze sia stata centro di cultura e innovazione, non solo in pittura e scultura, ma anche in arti decorative e manifatture.

La mostra offrirà anche attività didattiche e percorsi interattivi per studenti e appassionati. Controllare il sito degli Uffizi per aggiornamenti in tempo reale.

Transforming Energy a Venezia

Dal 6 maggio al 19 ottobre, le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano “Transforming Energy” di Marina Abramović, in occasione della 61ª Biennale. L’artista, che compirà 80 anni, propone un percorso tra opere storiche, performance iconiche e nuove creazioni realizzate appositamente per la mostra, offrendo un’esperienza intensa che unisce corpo, energia e partecipazione dello spettatore. Per tutte le informazioni visitare il sito Gallerieaccademia.it.

Gianfranco Frattini 100 a Milano

Il 2026 segna il centenario della nascita di Gianfranco Frattini (15 maggio 1926 – 6 aprile 2004), uno dei designer e architetti più raffinati del secondo Novecento italiano.

Milano celebrerà l’anniversario con un programma che comprende mostre, eventi, installazioni e nuove pubblicazioni, curate dallo Studio/Archivio Gianfranco Frattini dei figli Emanuela e Marco Frattini. Frattini ha attraversato con naturalezza architettura, interni, design di mobili e lighting design, fondendo industria e artigianato in progetti sempre riconoscibili per misura, precisione e modernità.

La mostra e gli eventi dedicati al centenario offrono uno sguardo completo sulla sua carriera, dai primi collaborazioni con Gio Ponti agli arredi per hotel e ville, fino ai mobili e oggetti di illuminazione firmati per aziende storiche come Artemide, Cassina e Knoll. In primavera sarà pubblicato “Gianfranco Frattini Designer”, catalogo ragionato che restituisce una lettura critica aggiornata dell’opera del maestro, sottolineando l’equilibrio tra sobrietà, innovazione e rispetto per la tradizione artigianale.

L’anno del centenario invita così a riscoprire un autore che continua a parlare al presente, illuminando con discrezione lo spazio e la forma. Per info visitare il sito Gianfrancofrattini.com.

Le mostre 2026 in Italia
Studio-Archivio Gianfranco Frattini
Ritratto dell’artista Frattini, in Giappone

Van Dyck l’Europeo a Genova

Dal 20 marzo al 19 luglio 2026, il Palazzo Ducale di Genova ospita “Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”, la più grande retrospettiva sul maestro fiammingo degli ultimi venticinque anni. Con 58 opere suddivise in dieci sezioni tematiche, la mostra presenta capolavori provenienti da istituzioni internazionali come Louvre, Prado, Uffizi e National Gallery di Londra.

L’esposizione esplora i tre momenti fondamentali della carriera di van Dyck. Non solo ritratti, ma anche opere sacre e grandi tele teatrali, tra cui il Matrimonio mistico di Santa Caterina e la Crocefissione, permettono di apprezzare la maestria e la capacità del pittore di dialogare con contesti sociali e culturali diversi.

Il percorso, arricchito da prestiti eccezionali e da un allestimento suggestivo negli spazi del Palazzo Ducale (Appartamento e Cappella del Doge) offre ai visitatori un’esperienza immersiva tra bellezza, pathos e storia dell’arte europea.

Tutte le mostre 2026 in Italia
Ufficio Stampa
Anton van Dyck, Le quattro età dell’uomo, © Vicenza, Museo Civico di Palazzo Chiericati

Zandomeneghi e Degas a Rovigo

Dal 27 febbraio al 28 giugno 2026, il Palazzo Roverella di Rovigo ospita “Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi”, una mostra che mette per la prima volta in dialogo in modo organico due protagonisti dell’arte europea: Federico Zandomeneghi e Edgar Degas. Curata dalla storica dell’arte Francesca Dini, l’esposizione ripercorre l’intensa amicizia e collaborazione tra i due artisti, evidenziando affinità stilistiche, convergenze e influenze reciproche.

Il percorso esplora i primi anni a Firenze e la formazione dei due pittori, per poi seguire la maturazione artistica di Zandomeneghi a Parigi e il suo coinvolgimento nel movimento impressionista.

Prestiti eccezionali da musei nazionali e internazionali, tra cui La famiglia Bellelli del museo Ordrupgaard di Copenaghen e ritratti del Musée d’Orsay, permettono confronti diretti tra le opere dei due maestri. Dalla fase italiana di Zandò fino ai capolavori impressionisti, la mostra racconta il contributo italiano alla modernità europea, restituendo al pubblico un quadro vivo della relazione creativa tra Venezia e Parigi nel XIX secolo. Per maggiori informazioni visitare il sito Palazzoroverella.com.

Italia: tutte le mostre d'arte del 2026
Ufficio Stampa
Federico Zandomeneghi, Il tè, collezione privata

Giotto e San Francesco a Perugia

Dal 14 marzo al 14 giugno 2026, la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia celebra l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi con la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, a cura di Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi. L’esposizione esplora il momento in cui il genio di Giotto incontra il carisma di Francesco, dando vita a quella che è considerata la nascita dell’arte moderna italiana.

Il percorso, articolato in quattro sezioni principali, presenta oltre 60 opere di Giotto, Simone Martini, Pietro Lorenzetti e altri maestri attivi ad Assisi, documentando il passaggio dalla tradizione bizantina a una rappresentazione più realistica e emotivamente coinvolgente della realtà.

Affreschi, tavole, polittici e manoscritti illustrano l’impatto duraturo del cantiere francescano sull’arte locale e la diffusione del nuovo linguaggio figurativo in Umbria. La mostra offre un’occasione unica per scoprire opere di straordinaria rilevanza storica e artistica, molte delle quali mai esposte al pubblico, valorizzando il patrimonio culturale della regione. Per maggiori informazioni visitare i profili social di Galleria Umbria Perugia.

Andy Warhol. Ladies and Gentlemen a Ferrara

Nella primavera 2026, Ferrara rende omaggio a Andy Warhol con la riedizione della storica mostra Ladies and Gentleman (1975-76) presso il Palazzo dei Diamanti, in programma dal 14 marzo al 19 luglio 2026. L’esposizione celebra il cinquantesimo anniversario di uno degli eventi più iconici della pop art, presentando oltre 150 ritratti tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid.

La rassegna mette al centro la rivoluzionaria attenzione di Warhol all’identità individuale e alla cultura glam-queer, rinnovando il concetto di ritratto tradizionale attraverso il linguaggio della comunicazione di massa, la fotografia, il cinema e la Polaroid.

Accanto alla serie Ladies and Gentlemen, vengono esposti anche autoritratti e ritratti di celebri icone pop, tra cui Marilyn Monroe e Mick Jagger, che mostrano la capacità dell’artista di anticipare tendenze estetiche e sociali del XXI secolo. La mostra offre al pubblico un’immersione totale nel mondo di Warhol, tra colori vividi, provocazioni e il fascino senza tempo della pop art. I biglietti si trovano sul sito Palazzodiamanti.it.

Le mostre di gennaio 2026 da vedere in Italia

2 janvier 2026 à 17:10

Siamo agli sgoccioli per poter visitare alcune mostre importanti che stanno per concludersi in Italia, ma ce ne sono altre che stanno per essere inaugurate. Ne abbiamo selezionate dieci imperdibili, per gli appassionati di arte, fotografia, tecnologia e design, ma alcune adatte anche alle famiglie perché, come diceva Pablo Picasso “Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi”.

E allora, ecco gli appuntamenti consigliati e le date da segnare in agenda, per non per perdervi le mostre più interessanti di gennaio in Italia.

Claude Monet Experience a Milano

Inaugurata poco prima di Natale, la mostra immersiva “Claude Monet: The Immersive Experience” allestita allo Spazio Ventura a Milano è una di quelle da non perdere. L’esperienza vede come protagonisti oltre 300 capolavori del Maestro e padre dell’Impressionismo proiettati in un’unica straordinaria esperienza d’arte digitale a 360 gradi. Questa nuova esperienza celebra le opere più iconiche di Monet – di cui nel 2026 ricorre il centenario della morte – in quasi 2mila metri quadrati di esposizione che, attraverso una tecnologia digitale 4K, restituisce centinaia di importantissime opere. Un capolavoro digitale totalmente immersivo e perfetto per grandi e bambini. Il percorso espositivo resterà aperto fino al 4 aprile 2026.

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Ufficio stampa
“Claude Monet: The Immersive Experience” a Milano

Carlo e Vittore Crivelli a Milano

Pochi giorni ancora per visitare la mostra di Natale 2025 che si tiene a Palazzo Marino a Milano che quest’anno è dedicata al Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli, uno dei più grandi capolavori del Rinascimento italiano, opera del Quattrocento che raramente ha lasciato la sua sede originaria nella chiesa di San Martino Vescovo a Monte San Martino (Macerata). Composta da dieci tavole con una predella raffigurante Cristo benedicente tra i dodici apostoli, quest’opera si può visitare gratuitamente tutti i giorni dalle 9:30 alle 20:00, fino all’11 gennaio 2026.

Il Liberty a Brescia

Dal 24 gennaio fino al 14 giugno 2026, Palazzo Martinengo a Brescia ospita una delle più belle mostre dell’anno intitolata “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”, dedicata a quella tendenza stilistica nata tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, tra gli ambienti artistici internazionali che in Francia è chiamata Art Nouveau in Francia, Modern Style in Inghilterra, Jugendstil in Germania. La mostra presenterà oltre cento capolavori tra dipinti di Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone, sculture di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Liberto Andreotti, affiches di Giovanni Battista Carpanetto, Leonardo Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, ceramiche di Galileo Chini, fotografie d’epoca e spezzoni cinematografici.

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Ufficio stampa
La mostra dedicata al Liberty Brescia. Nella foot, un’opera di Plinio Nomellini intitolata “Bambini in giardino” del 1913

I bronzi di San Casciano ad Aquileia

Il Museo archeologico nazionale di Aquileia ospita la mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano” dedicata ai ritrovamenti avvenuti nello straordinario santuario etrusco e romano del borgo toscano di San Casciano dei Bagni (SI). La mostra arriva ad Aquileia dopo le edizioni allestite nelle prestigiose sedi del Palazzo del Quirinale, del Museo archeologico nazionale di Napoli, del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e della James-Simon-Galerie di Berlino. La mostra resterà aperta al MAN di Aquileia fino all’8 marzo 2026.

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@Massmedia - Stefano Bergomas
I bronzi di San Casciano in mostra al MAN di Aquileia

Giovanni Gastel a Milano

Palazzo Citterio ospita un’esposizione che rende omaggio a un protagonista assoluto della fotografia contemporanea, Giovanni Gastel, attraverso oltre 250 immagini, di cui 140 inedite 30 scatti iconici, 10 in grande formato, polaroid e i Fondi oro, che ripercorrono l’intera sua carriera, dalle prime copertine di moda nel 1977 agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie e ai progetti a lui più cari. In mostra si troveranno, inoltre, oggetti personali, strumenti di lavoro e, per la prima volta, i suoi scritti e le sue poesie, parti integranti del suo immaginario. la mostra prende il via il 30 gennaio 2026 e potrà essere visitata fino al 26 luglio.

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Ufficio stampa
Lo scatto “Effetto Magico” di Giovanni Gastel pubblicato su Elle Italia nel 1995

Storie di sport e montagne a Teglio (SO)

In occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, a partire dal 28 gennaio e fino al 30 agosto 2026, gli splendidi spazi rinascimentali di Palazzo Besta a Teglio, in provincia di Sondrio, nel cuore della Valtellina, ospitano la mostra “Vette. Storie di sport e montagne”. Il percorso espositivo, articolato tra gli ambienti interni ed esterni del palazzo, vuole indagare il rapporto tra paesaggio alpino, sport invernali e tradizioni culturali. La mostra racconta la storia delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali. Dalla prima Olimpiade di Chamonix 1924 a Milano Cortina 2026, raccoglie cimeli, manifesti, torce olimpiche, attrezzature storiche, fotografie e documenti provenienti da importanti istituzioni nazionali e internazionali. In particolare, un ruolo fondamentale in questa sezione lo svolgono i prestiti provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino dedicati all’edizione delle Olimpiadi di Torino 2006. Accanto alle figure simboliche dei Giochi, emerge la storia delle comunità ospitanti e dei valori che hanno segnato un secolo di sport invernale moderno.

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@Ernst Feuz - 1928 (IOC)
La foto “St Moritz 1921, ski jumping” alla mostra di Teglio

Impressionismo a Roma

Fino al 3 maggio 2026, il Museo dell’Ara Pacis di Roma ospita una selezione unica dal Detroit Institute of Arts, uno dei più importanti musei degli Stati Uniti. Renoir, Degas, Cézanne, Van Gogh, Matisse, Picasso, Modigliani, Kandinsky e molti altri per la mostra “Impressionismo oltre”. Il percorso, articolato in quattro sezioni, accompagna il visitatore dalle origini dell’Impressionismo fino alle avanguardie del primo Novecento.

Cortina di Stelle, Lagazuoi

In vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, a partire dal 3 gennaio 2026 al Lagazuoi Expo Dolomiti si tiene la mostra immersiva dell’artista Fulvio Morella intitolata “Cortina di Stelle”. Utilizzando opere multisensoriali che integrano il linguaggio braille per abbattere le barriere percettive, la mostra ha un focus su inclusione e sport. La sede della mostra, completamente gratuita, è raggiungibile con la funivia del Lagazuoi e si può visitare durante gli orari di apertura della funivia (dalle 9:00 alle 16:40). Fino al 5 aprile 2026.

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@Courtesy Cramum e l'artista
La mostra Cortina di Stelle in una location d’eccezione

Michael E. Smith a Bologna

Dal 24 gennaio 2026, gli spazi sotterranei di Palazzo Bentivoglio a Bologna ospiterà “C C”, la mostra personale di Michael E. Smith, uno degli artisti americani più radicali e influenti della sua generazione. Da oltre vent’anni, la pratica di Smith ridefinisce i confini della scultura e dell’installazione, muovendosi tra minimalismo e residuo, tra assenza e presenza. Le sue opere, realizzate con materiali trovati, scarti industriali e oggetti di recupero, danno vita a installazioni di forte impatto emotivo, in cui elementi che rimandano al quotidiano appaiono insieme fragili e minacciosi. Ogni mostra è concepita come un’esperienza unica, dove gli oggetti, l’architettura e la luce operano all’unisono, trasformando il luogo in un corpo vivo. Un processo che parte dal vuoto, dal silenzio e dall’attesa per creare una tensione che carica di significato ogni minimo elemento. Fino al 26 aprile.

Steve McCurry a Montefalco (PG)

Fino al 3 maggio 2026, nel Complesso museale San Francesco di Montefalco sono in mostra 60 fotografie, molte delle quali inedite, del celebre racconto sull’Umbria di Steve McCurry, tra i fotografi più amati al mondo, intitolato proprio “Steve McCurry – Umbria”. Uno storytelling di luoghi, persone, storie, feste, eventi, paesaggi e comunità che trasmette tutto il calore e le emozioni provate da McCurry durante i suoi viaggi in questa terra. Da Montefalco a Gubbio, passando per Foligno, Bevagna, Assisi, Perugia, Orvieto, Spoleto, Trevi, il lago Trasimeno e tanti luoghi inaspettati.

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©Steve McCurry All rights reserved
Steve McCurry, “Donna legge vicino a una scultura. Foligno, Umbria, Italia, 2012”

Mostre e musei aperti da visitare durante le feste di Natale 2025

23 décembre 2025 à 10:11

Aperti per ferie. Quest’anno sono tantissimi i musei italiani che restano aperti in occasione delle festività natalizie. Certi, addirittura il giorno di Natale. E le feste in famiglia sono l’occasione perfetta per fare un tuffo in un luogo della cultura, anche solo per visitare splendide sale affrescate o per non perdersi esposizioni temporanee allestite in occasione del Natale. Ecco gli appuntamenti da non perdere in Italia.

Programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea: un anno di mostre e performance

Par : losiangelica
19 décembre 2025 à 12:00

Gibellina arriva al 2026 con una storia particolare: una città ricostruita dopo il terremoto del 15 gennaio 1968 che ha scelto l’arte come forma di rinascita, cura e identità. Oggi quella vocazione diventa un programma pubblico strutturato, diffuso e corale: Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. Il titolo del progetto è “Portami il futuro”, ed è stato presentato ufficialmente il 17 dicembre a Roma con un’inaugurazione simbolica che seguirà il 15 e 16 gennaio 2026.

Il programma 2026 si sviluppa in cinque grandi assi (mostre, residenze, arti performative, educazione e partecipazione, simposi e giornate di studio) e attraversa spazi chiave come il MAC “Ludovico Corrao”, la Fondazione Orestiadi – Museo delle Trame Mediterranee, il Teatro di Pietro Consagra, il Grande Cretto di Burri e Belìce/EpiCentro della Memoria Viva. L’idea non è “portare eventi” a Gibellina, ma usare l’arte come infrastruttura civica: attivare luoghi, riaprire cantieri, produrre opere e pratiche capaci di lasciare eredità nel territorio.

Le mostre

Il programma si apre con un’anteprima il 19 dicembre 2025 a Trapani: la mostra “Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea“, promossa dalla Fondazione Orestiadi e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani con il Comune di Gibellina, negli spazi di via Garibaldi. L’esposizione raccoglie documenti e opere che raccontano la costruzione culturale della città, dal Grande Cretto di Alberto Burri alla Montagna di sale di Mimmo Paladino, fino ai materiali delle Orestiadi e del Museo delle Trame Mediterranee.

Tra gennaio e febbraio 2026 spazio al collezionismo siciliano con “Generazione Sicilia: collezione Elenk’art”, curata da Alessandro Pinto e Sergio Troisi. Prima tappa a gennaio al MAC di Gibellina (ex Chiesa di Gesù e Maria), poi a febbraio alla Cittadella dei Ragazzi di Alcamo.

Marzo esplora la memoria come materia viva. A Belìce/EpiCentro della Memoria Viva debuttano “Philippe Berson. Mummie” (Gaetano Costa, con Riso di Palermo) e “Rossana Taormina. Luce Residua” (Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte), installazione sotterranea dove la luce diventa archivio e resistenza.

Ad aprile la Fondazione Orestiadi ospita dal MAXXI “Mediterranea: visioni di un mare antico e complesso” (Viviana Panaccia), percorso tra ecosistemi, culture e conflitti del mare nostrum.

Maggio celebra l’arte processionale con “Prisenti” (Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta), mostra diffusa sui drappi di San Rocco tra pezzi storici e autori fondamentali.

A giugno parte “Domestic Displacement (mappa instabile)” al MAC (Giulia Ingarao e Antonio Leone, ruber.contemporanea), indagine su spostamento geografico e identitario. Contemporaneamente torna Gibellina Photoroad 2026 (direzione artistica Arianna Catania) con interventi all’aperto: il progetto partecipativo di Erik Kessels, installazioni di Teresa Giannico e Stefano Cerio.

Settembre porta tre inaugurazioni: “Terra matta. Art brut a Gibellina” (Eva Di Stefano) alla Fondazione Orestiadi; “Francesco Bellina. Fawohodie” tra Chiesa Madre e Grande Cretto; “Legami invisibili” al Giardino Segreto (Federica Fruttero) con Suzy Lelièvre, Mathieu Oui e Mila Sarti.

In ottobre due progetti fanno da ponte: “Liu Bolin. Macerie” tra MAC, Grande Cretto, rovine di Poggioreale e L’Aquila (Capitale italiana della Cultura 2026), e “Dialoghi di una vita. Omaggio a Peppe Morra” (Andrea Cusumano e Antonio Leone) distribuito tra Gibellina, Alcamo e Salemi.

Per tutto il 2026 proseguono “Atlante Elimo”, “Il Cretto è casa mia” (progetto fotografico partecipativo nato nel 2023) e il ritorno dell’installazione “Richard Long. Circle of Life, 1997–2008”.

Ludovico Quaroni e l'opera della Chiesa Madre per Gibellina
Ufficio Stampa
Chiesa Madre, l’opera di Ludovico Quaroni

Residenze e arti performative

Le residenze si articolano in una serie di presentazioni distribuite nel corso dell’anno: a maggio con Lucia Veronesi, la Scuola di Santa Rosa di Lauretta e Presicce e Virgilio Sieni (Cerimonia); a giugno con Flavio Favelli e Pietro Fortuna (Folds); a luglio con Sislej Xhafa (Le ombre); ad agosto con Giorgio Andreotta Calò (Ricucire), in collaborazione con l’Accademia di Venezia e un nuovo prìsente previsto per il 16 agosto, festa di San Rocco; infine a ottobre 2026 con Diwan – Simposio di arti. Nel 2026 proseguono inoltre progetti come Stalker – Intervento Minimo sul lago di Ungers, la residenza sociale di Zoukak Theatre e Igor Grubić – Re-Building the Future.

Il momento simbolico centrale è previsto per il 27 e 28 giugno 2026 con “L’Orestea di Gibellina” di Emilio Isgrò al Grande Cretto di Burri, in collaborazione con il Festival delle Orestiadi. Segue il programma estivo: a luglio 2026 l’installazione “Qui la vita non è altrove” di Roberto Andò e Mimmo Paladino al Baglio Di Stefano e la rassegna Cinema e arte contemporanea. Il Festival delle Orestiadi, giunto alla 45ª edizione, si svolgerà dal 3 luglio al 2 agosto 2026, con anteprima il 27, 28 e 29 giugno tra il Baglio Di Stefano e il Grande Cretto. Ad agosto 2026 è infine previsto un programma dedicato alla musica e all’arte contemporanea.

Ladyhawke, le meravigliose location italiane del film cult che compie 40 anni

Par : marcobaldini
2 décembre 2025 à 15:30

Nel 2025 si celebra il quarantesimo anniversario di Ladyhawke, il celebre film di Richard Donner girato tra i paesaggi mozzafiato dell’Abruzzo e in particolare nella suggestiva Rocca Calascio. Per commemorare questo storico traguardo, il 6 dicembre 2025 inaugurerà proprio a Calascio la mostra Ladyhawke 1985–2025 – 40 anni, ospitata negli spazi dell’ex edificio scolastico di via XXIV Maggio. L’esposizione propone un percorso immersivo alla scoperta dei luoghi del set, permettendo a visitatori, appassionati di cinema e comunità locale di rivivere la magia del film attraverso materiali originali e contenuti inediti.

Tra gli elementi di maggior rilievo ci sono i costumi autentici utilizzati dagli attori, concessi dalla Collezione Costumi d’Arte Peruzzi, e una selezione di fotografie scattate durante le riprese dal fotografo Alfonso D’Antonio, presentate per la prima volta al pubblico. Oltre alla mostra, sono previsti due appuntamenti speciali con la proiezione del film il 27 dicembre e il 3 gennaio nella Nuova Sala Consiliare, accompagnati da approfondimenti sul valore culturale del film e sul ruolo di Ladyhawke nella valorizzazione internazionale di Rocca Calascio.

L’iniziativa non si limita agli spazi espositivi: in occasione dell’inaugurazione, salvo condizioni meteo avverse, sarà possibile partecipare a una passeggiata guidata dalla Rocca al borgo, un’esperienza che permette di rivivere i luoghi del set accompagnati dallo storico del cinema Piercesare Stagni.

Le più belle mostre da vedere a Natale 2025 in Italia

27 novembre 2025 à 18:07

Ci sono mostre che durano il tempo delle festività natalizie, e altre che iniziano proprio durante il periodo delle feste per poi proseguire per alcuni mesi, dando la possibilità a molti di visitarle e, magari, di organizzare un viaggio. Sono molte le città d’Italia che regalano ai visitatori esperienze memorabili, doni natalizi fatti di arte e cultura che non hanno eguali.

Abbiamo selezionato alcune delle più belle mostre da visitare a dicembre e durante le feste di Natale in tutta Italia, dai grandi Maestri della pittura ai fotografi che hanno lasciato un segno alle mostre archeologiche fino a quelle legate alla tradizione natalizia. Ecco la top 10.

Carlo e Vittore Crivelli a Milano

Come ogni anno, Palazzo Marino a Milano, sede del Comune e ufficio del Sindaco, ospita la tradizionale opera dedicata al Natale che può essere visitata gratuitamente. Quest’anno in mostra sarà Il Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli, uno dei più grandi capolavori del Rinascimento italiano, opera del Quattrocento che raramente ha lasciato la sua sede originaria nella chiesa di San Martino Vescovo a Monte San Martino (Macerata), composta da dieci tavole con una predella raffigurante Cristo benedicente tra i dodici apostoli. Si può visitare partire dal 3 dicembre e per tutte le feste di Natale (fino all’11 gennaio 2026), tutti i giorni dalle 9:30 alle 20:00.

Impressionismo a Roma

Dal 4 dicembre 2025, il Museo dell’Ara Pacis ospita una selezione unica dal Detroit Institute of Arts, uno dei più importanti musei degli Stati Uniti. Renoir, Degas, Cézanne, Van Gogh, Matisse, Picasso, Modigliani, Kandinsky e molti altri per la mostra “Impressionismo oltre”. Il percorso, articolato in quattro sezioni, accompagna il visitatore dalle origini dell’Impressionismo fino alle avanguardie del primo Novecento. Fino al 3 maggio 2026.

Steve McCurry a Montefalco (PG)

Nel Complesso museale San Francesco di Montefalco, dal 4 dicembre 2025 al 3 maggio 2026, sono in mostra 60 fotografie, molte delle quali inedite, del celebre racconto sull’Umbria di Steve McCurry, tra i fotografi più amati al mondo, intitolato proprio “Steve McCurry – Umbria”. Uno storytelling di luoghi, persone, storie, feste, eventi, paesaggi e comunità che trasmette tutto il calore e le emozioni provate da McCurry durante i suoi viaggi in questa terra. Da Montefalco a Gubbio, passando per Foligno, Bevagna, Assisi, Perugia, Orvieto, Spoleto, Trevi, il lago Trasimeno e tanti luoghi inaspettati.

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©Steve McCurry All rights reserved
Steve McCurry, 2Donna legge vicino a una scultura. Foligno, Umbria, Italia, 2012″

Da Marilyn a Dalí a Piove di Sacco (PD)

A Piove di Sacco la fotografia d’autore di Philippe Halsman celebra i ritratti di Marilyn Monroe, Einstein, Picasso, Dalì. La mostra “Lampo di genio”, che sarà allestita a Palazzo Pinato Valeri dal 6 dicembre 2025 al 19 aprile 2026, è dedicata a uno tra i più originali ed enigmatici ritrattisti del Novecento che, con il suo stile unico, riesce a cercare un set particolare e a creare sempre una piccola performance. Le sue immagini sono uniche, a metà tra documento e invenzione, come è proprio nella tradizione dei grandi ritrattisti cui è chiesto di interpretare il soggetto facendolo emergere, o nascondere, dietro il suo personaggio anche a costo di inventare una forma particolare, personalissima, di documento fotografico. In mostra anche la celebre serie di “jumpology” con divi e personalità che accettano letteralmente di saltare di fronte al suo obiettivo creando un carosello di immagini giocose e dinamiche.

Orazio Gentileschi a Torino

Le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino ospitano dal 22 novembre 2025 al 3 maggio 2026 la mostra “Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio”, un viaggio straordinario attraverso l’Europa del Seicento, sulle orme di uno dei più grandi maestri della pittura italiana. Oltre 40 capolavori provenienti dai più prestigiosi musei del mondo, dal Louvre al Prado alla Pinacoteca Vaticana, alcuni dei quali mai esposti prima in Italia. Il tema del viaggio costituisce il fil rouge del percorso espositivo che mette in dialogo il pittore con vari contesti figurativi, con gli artisti di volta in volta incontrati – da Giovanni Baglione a Guido Reni, Simon Vouet, Antoon van Dyck, il fratello Aurelio fino alla figlia Artemisia –, con le figure dei committenti e con le esigenze del mercato.

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Ufficio stampa
Artemisia Gentileschi “Santa Maddalena”, 1630-1635, Olio su tela, Beirut (Libano), Sursock Palace Collection

La Grecia a Roma

Oltre 150 capolavori originali greci che fecero splendere la Roma antica sono in mostra dal 29 novembre al 12 aprile 2026 ai Musei Capitolini, Villa Caffarelli. Presenti anche dei reperti inediti e alcuni pezzi sono esposti per la prima volta. La mostra racconta l’incontro tra due civiltà straordinarie, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Un viaggio che parte dalla fondazione di Roma e attraversa i secoli fino all’età imperiale, restituendo la straordinaria forza con cui l’arte greca penetrò la società romana: dapprima attraverso gli scambi commerciali e l’importazione di raffinati manufatti, poi grazie alle conquiste nel Mediterraneo Orientale, che portarono a Roma capolavori di inestimabile valore — statue in marmo e bronzo, argenti cesellati, pitture e arredi di lusso. Queste opere, spesso collocate in piazze, edifici pubblici e giardini, trasformarono il volto della città e contribuirono alla ridefinizione dei modelli estetici e culturali romani.

Trentino Unexpected a Milano

Il Mudec Photo – Museo delle Culture ospita, dal 22 novembre 2025 al 6 gennaio 2026, il progetto espositivo che ha visto una prima tappa al Mart di Rovereto e che nasce dal volume fotografico Trentino Unexpected, a cura di Denis Curti. La tappa milanese ne offre una nuova lettura, portando il dialogo tra fotografia, territorio e interpretazione artistica, in un contesto urbano e multiculturale come quello del Mudec. La mostra presenta più di 80 fotografie di grande e grandissimo formato realizzate da cinque autori di fama internazionale – Simone Bramante, Gabriele Micalizzi, Roselena Ramistella, Massimo Sestini e Newsha Tavakolian – che, con il proprio stile e la propria sensibilità, hanno raccontato il Trentino nelle diverse sfaccettature, dai boschi ai castelli, dai ghiacciai ai vigneti, dai volti delle comunità locali alle tracce delle attività produttive, sempre con uno sguardo diverso e unico.

Trentino Unexpected Milano
@Motion Studio
Una foto della mostra Trentino Unexpected al Mudec di Milano

De Chirico a Modena

Il Palazzo dei Musei di Modena ospita, a partire dal 29 novembre 2025 fino al 12 aprile 2026, la mostra “Giorgio De Chirico. L’ultima metafisica”. La mostra riunisce 50 opere provenienti dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, offrendo uno sguardo ravvicinato sul decennio conclusivo del suo percorso, tra il 1968 e il 1978. In questi anni l’artista, figura chiave dell’arte del Novecento e fondatore della metafisica, ormai ottuagenario, sorprende il mondo dell’arte con una rinnovata giovinezza dello sguardo: non replica semplicemente le invenzioni giovanili, ma le riprende per trasformarle, rivelandone nuovi significati.

Kandinski e l’Italia a Gallarate (VA)

Dal 30 novembre al 12 aprile 2026, il Museo MA*GA ospita un’importante rassegna che ruota attorno alla figura di Wassily Kandinsky, uno dei pionieri dell’arte astratta. La mostra si concentrerà sulla centralità dell’opera e del pensiero del maestro russo in relazione alla scena europea e, in particolare, alla grande stagione dell’astrattismo italiano che si è sviluppata tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Novecento. Attraverso 130 opere, con capolavori provenienti da Ca’ Pesaro, dal Museo MA*GA da prestigiose collezioni pubbliche e private, si ripercorrerà la nascita dell’arte astratta e la sua evoluzione europea e italiana, ancora oggi viva e presente nel linguaggio creativo contemporaneo.

Il Presepe di carta a Milano

Dal 2 dicembre 2025 al 25 gennaio 2026, come da tradizione natalizia, il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano riallestisce nelle sue sale il “Presepe del Gernetto”, composto da circa sessanta figure sagomate, dipinte a tempera su carta e cartoncino, e realizzato da Francesco Londonio (1723-1783), artista lombardo specializzato in scene campestri, animali e, appunto, presepi. Il presepe di carta quest’anno si arricchisce di tre nuove figure e di due quinte sceniche, giunte al museo in seguito a una donazione dopo essere state restaurate per l’occasione. Ingresso gratuito il 2 dicembre, primo giorno di apertura.

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Ufficio stampa
Il Presepe di carta in mostra al Museo Diocesano di Milano

Le mostre di novembre 2025 da vedere in Italia

28 octobre 2025 à 16:05

La fotografia è arte in quanto, come la pittura e la scultura, è capace di comunicare emozioni, storie e concetti, senza bisogno di parole. E alla fotografia sono dedicate tantissime mostre nel mese di novembre in Italia. Dal grande Ferdinando Scianna al genio di Helmut Newton fino allo sguardo femminile attraverso il personalissimo obiettivo di Vivian Maier e Margaret Bourke-White, gli appuntamenti non mancano.

Ma prendono il via anche importanti appuntamenti, in previsione del Natale 2025 e delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 con mostre imperdibili. Non mancano i grandi Maestri e le importanti opere esposte nei musei più importanti d’Italia. Ecco la nostra selezione.

Da Picasso a Van Gogh a Treviso

Dal 15 novembre 2025 al 10 maggio 2026, il Museo Santa Caterina di Treviso ospita la grande mostra di autentici capolavori: 60 quadri dal prestigio altissimo che propone i capolavori del XIX e XX secolo provenienti dal Toledo Museum of Art, in Ohio. Saranno esposte opere di Matisse, Bonnard, De Chirico, Modigliani, Berthe Morisot, Van Gogh, Camille Pissarro, Gauguin, Cézanne, Caillebotte, Renoir, Sisley, Pierre-Auguste Renoir, Edouard Manet, Edgar Degas e uno splendido Picasso.

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@Toledo Museum of Art
Claude Monet, Ninfee, 1914-1917

Lorenzo Lotto a Milano

Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano ospita, dal 28 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026, la Natività di Lorenzo Lotto, in arrivo dalla Pinacoteca Nazionale di Siena. L’opera, realizzata dall’artista definito “il genio inquieto” del Rinascimento per la sua straordinaria originalità, è al centro dell’esposizione giunta alla 17^ edizione dell’iniziativa. Ai ipotizza che la tavola sia appartenuta in origine alla collezione Gonzaga di Mantova saccheggiata nel 1630 durante la guerra dei Trent’Anni. In quella occasione, alcune opere, sottratte dal capitano Piccolomini sarebbero giunte a Siena.

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@Siena, Pinacoteca Nazionale
Lorenzo Lotto (Venezia, 1480 circa – Loreto, Ancona, 1557 circa)

Vivian Maier a Roma

Inaugura il nuovo Museo del Genio di Roma la mostra “Vivian Maier. The Exhibition”, dedicata alla più amata fotografa americana, scoperta solo dopo la sua morte e oggi celebrata nei più importanti musei del mondo, di cui si festeggia il centenario della nascita. Oltre 200 opere dei suoi scatti più celebri e intensi in mostra. Per la prima volta dalla sua costruzione negli Anni ’30, l’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio, un edificio di oltre 4.000 metri quadrati, riapre al pubblico nella nuova veste di grande centro culturale, che ospiterà importanti esposizioni. In contemporanea, infatti, a partire dal 31 ottobre 2025 e fino al 15 febbraio 2026, ospiterà anche la mostra “Pop Air”, una selezione iconica e site specific delle opere di uno degli artisti più versatili e brillanti del panorama italiano, Ugo Nespolo.

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©Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Vivian Maier, Self-Portrait, New York, NY, 1953

Atleti olimpici a Chiavenna (SO)

Tra le prime manifestazioni che accompagnano l’attesa dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, a Chiavenna, in Valtellina, è stata inaugurata la mostra “Atleti valtellinesi e atleti azzurri ai Giochi Olimpici – La magia di un’emozione, la sfida di un sogno”, allestita nell’ex Convento dei Cappuccini. Promossa dalla Provincia di Sondrio con APF Valtellina e Camera di Commercio, l’esposizione celebra la storia sportiva locale e nazionale, rendendo omaggio agli atleti valtellinesi che, negli ultimi cento anni, hanno portato i colori italiani sul palcoscenico olimpico. La mostra resterà aperta fino al 26 novembre, con ingresso libero. La mostra proseguirà a Madesimo a partire dal 29 novembre, presso la presso la Sala Carducci della Palazzina Servizi, dove resterà per un paio di mesi.

Scianna a Castiglia di Saluzzo (CN)

Dal 24 ottobre 2025 al 1° marzo 2026, l’antica fortezza e residenza marchionale, oggi spazio museale e luogo del contemporaneo, ospita la personale di Ferdinando Scianna, primo fotografo italiano a essere annoverato tra i membri della prestigiosa agenzia internazionale Magnum Photos e uno dei protagonisti assoluti della fotografia del Novecento. La mostra, dal titolo “Ferdinando Scianna. La moda, la vita”, curata da Denis Curti, esplora, per la prima volta, uno dei capitoli meno noti della carriera di Scianna: la moda. Un ambito che l’autore affronta con il suo linguaggio da fotogiornalista, scardinando ogni estetica patinata a favore di una narrazione più umana. Scianna porta la moda fuori dalle passerelle e dentro la vita, restituendo immagini che sono insieme documento e poesia, verità e immaginario. Il percorso espositivo presenta oltre 90 fotografie.

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©Ferdinando Scianna
Ferdinando Scianna: Monica Bellucci, Palermo 1991

Margaret Bourke-White a Reggio Emilia

La Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia presenta la mostra “Margaret Bourke-White. L’opera 1930-1960”, in programma dal 25 ottobre 2025 all’8 febbraio 2026 nelle sale affrescate dei Chiostri di San Pietro. Un percorso affascinante che, attraverso oltre 120 fotografie, ripercorre il lavoro, la vita e l’esperienza umana di una testimone instancabile del suo tempo e pioniera capace di superare barriere e confini di genere. Dalla copertina del primo numero della leggendaria rivista Life (1936) agli iconici ritratti a Stalin e a Gandhi fino ai servizi realizzati durante la Seconda guerra mondiale in Unione Sovietica, Nord Africa, Italia e Germania, dove documenta l’entrata delle truppe statunitensi a Berlino e gli orrori dei campi di concentramento. Suddivisa in sei sezioni tematiche, l’esposizione ripercorre, oltre alle tappe salienti della carriera di Margaret Bourke-White, anche la profonda umanità e l’incredibile forza del suo carattere.

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@Margaret Bourke-White/The LIFE Picture Collection/Shutterstock
Margaret Bourke-White, Soldato americano chiacchiera con una ragazza tedesca che prende il sole nella Berlino del dopoguerra. Germania, 1945

Mina e la Moda a Parma

A sessanta anni dal primo Carosello Barilla con Mina che fece da testimonial, la Fondazione Magnani-Rocca dedica a questo straordinario sodalizio una nuova, speciale sezione della mostra ‘Moda e pubblicità in Italia 1950-2000’, allestita fino al 14 dicembre nella Villa dei Capolavori di Mamiano di Traversetolo a Parma, esponendo una selezione di abiti e filmati provenienti dall’Archivio Storico Barilla, in omaggio al ruolo d’eccezione che la cantante ebbe nel campo della moda e della sua promozione. Raffinatissima quanto popolare trasformista, ogni volta si presentava al pubblico con abiti, acconciature e maquillage sorprendenti, spesso anticipando o dettando le tendenze. La sezione dedicata a Mina si aggiunge alla mostra dedicata all’evoluzione della promozione pubblicitaria in Italia nel settore della moda nel corso della seconda metà del Novecento, allestita alla Fondazione Magnani-Rocca nei saloni contigui a quelli che ospitano permanentemente opere capitali di Tiziano, Dürer, Van Dyck, Goya, Canova, Renoir, Monet, Cézanne, Morandi e molti altri.

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@Archivio Storico Barilla, Parma)
Un’immagine di Mina, Carosello Barilla “Ti aspetterò”

Wildlife Photographer of The Year a Milano

Dal 15 novembre 2025 al 25 gennaio 2026 il Museo della Permanente ospita i cento scatti premiati alla 61ª edizione del Wildlife Photographer of the Year, il concorso indetto dal Natural History Museum di Londra che è un omaggio allo spettacolo della natura. La mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo, in contemporanea al Natural History Museum di Londra, comprende immagini presentate su grandi light panel che le rendono ‘vive’, offrirà al pubblico un viaggio mozzafiato, a partire dallo scatto di Wim van den Hee, vincitore del premio WPY 2025: una iena spettrale in una città mineraria abbandonata.

Wildlife Photographer of the Year 2025
©Wim van den Heever - Courtesy Wildlife Photographer of the Year
“Ghost Town Visitor”, lo scatto vincitore del premio Wildlife Photographer of the Year 2025

Giovanni Segantini a Bassano del Grappa (VI)

Dal 25 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026, i Musei Civici di Bassano del Grappa presentano la grande mostra che, a oltre dieci anni dall’ultima esposizione italiana dedicata a Segantini, celebra l’opera di uno dei massimi esponenti del Divisionismo, tra i più sensibili osservatori del mondo naturale e impareggiabile cantore della montagna quale luogo fisico e simbolico. Un centinaio di opere provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private italiane ed europee – dal Musée d’Orsay al Rijksmuseum di Amsterdam –, alcune delle quali rintracciate a distanza di oltre un secolo dalla loro realizzazione, definiscono un percorso espositivo diviso in quattro sezioni e in tre focus tematici che, a partire dall’esordio a Brera, inquadreranno gli snodi più importanti della vicenda biografica di Segantini, mettendo allo stesso tempo in luce la straordinaria evoluzione della sua pittura.

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©Segantini Museum St. Moritz - Deposito della Fondazione Otto Fischbacher Giovanni Segantini
Giovanni Segantini, Ritorno dal bosco,1890

Helmut Newton a Caraglio (CN)

La mostra “Helmut Newton. Intrecci”, allestita nel Filatoio di Caraglio, antico setificio seicentesco tra i più importanti d’Europa, riunisce oltre cento fotografie realizzate dall’artista nel corso della sua carriera, incluse immagini inedite frutto della collaborazione di Newton con brand di fama internazionale. La complicità con modelle come Monica Bellucci, Kate Moss, Carla Bruni ed Eva Herzigová, unita alla fiducia conquistata da parte di stilisti, riviste e brand internazionali, gli ha permesso di ridefinire i canoni della fotografia patinata, modificandola in un linguaggio teatrale ed evocativo. Newton era infatti noto per trasformare camere d’albergo, teatri, musei e altri spazi urbani di città come Venezia, Monaco, Parigi, in ambienti essenziali per immagini accuratamente inscenate. La mostra dura fino al 1° marzo 2026.

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©Helmut Newton Foundation
Uno scatto di Helmut Newton per il Calendario Lavazza del 1994, Monaco 1993

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