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Natale di Roma 2026: tanti eventi tra musica, cultura e rievocazioni storiche

Par : losiangelica
21 avril 2026 à 10:18

Il 21 aprile 2026 è una data importante per la Città Eterna: si festeggia il Natale di Roma. La Capitale compie 2.779 anni e ripercorre l’evento in cui, secondo la storia, in questa data del 753 a.C. Romolo tracciò il solco sul Platino mettendo le fondamenta di quella che sarà una delle potenze più influenti della storia.

La Capitale è pronta a festeggiare con tanti eventi e iniziative per tutta la giornata. Ecco gli eventi imperdibili.

Bande militari in centro

Uno degli eventi attesi per festeggiare il Natale di Roma questo 21 aprile è il concerto diffuso ad opera delle bande musicali delle Forze Armate che inizieranno a intrattenere ufficialmente dalle 17:30.

Dove suoneranno? La Banda della Polizia Locale di Roma farà uno show in piazza del Campidoglio mentre quella dell’Esercito Italiano sarà ai piedi della Scalinata della Trinità dei Monti. In piazza San Silvestro c’è la Marina Militare mentre l’Aeronautica dà spettacolo in piazza Pia. Chi desidera sentire i Carabinieri potrà farlo in piazza San Lorenzo in Lucina mentre a piazza di Pietra si troverà la Polizia di Stato. Se vi trovate in centro nel tardo pomeriggio, sarà difficile non imbattersi in qualcuna di queste esibizioni.

Visite a Palazzo Senatorio

In piazza del Campidoglio, già dal pomeriggio, c’è un’altra occasione che vale la pena cogliere. Palazzo Senatorio, sede del Comune di Roma dal 1143, permette visite gratuite all’Aula Giulio Cesare in quattro turni: alle 16.30, 17.15, 18.00 e 18.45. Gruppi di massimo 30 persone, accesso dall’ingresso di Sisto IV vicino alla colonna della Lupa Capitolina, in via San Pietro in Carcere. Ci sono Guide esperte che accompagneranno i visitatori e racconteranno la storia dell’edificio e della sala consiliare. La partecipazione è gratuita, ma la prenotazione era obbligatoria tramite il numero 060608.

Rievocazioni storiche

Non è davvero Natale di Roma senza il Gruppo Storico Romano. Quest’anno la macchina organizzativa è imponente: oltre 1.300 rievocatori provenienti da 16 Paesi europei, più una delegazione da Taiwan, animano la città. Sfilate, tornei di gladiatori, rituali, attività per il pubblico, tutto concentrato nei luoghi simbolo della città come il Pantheon (il 21 aprile protagonista anche di uno spettacolo astronomico unico), il Circo Massimo, i Fori Imperiali, il Museo delle Civiltà e il Museo Nazionale Romano.

La rievocazione storica in costume per il Natale di Roma
iStock
La Rievocazione storica in costume attesissima

2 gli appuntamenti più radicati nella tradizione:

  • il Tracciato del Solco Primigenio, che rievoca il gesto fondativo di Romolo;
  • i Palilia, l’antichissima festa pastorale del 21 aprile che col tempo è diventata parte integrante delle celebrazioni della fondazione.

Entrambi puntano a restituire, con figuranti in abiti d’epoca e ricostruzioni fedeli, qualcosa che somiglia davvero a un salto indietro nel tempo. L’ingresso è libero e gratuito.

La statua della Lupa a Roma
iStock
La leggendaria Lupa di Roma con Romolo e Remo

Visite guidate tra street art, scultura e fotografia notturna

Il programma culturale curato dalla Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura è partito già dal 19 aprile e si chiuderà domani, 22 aprile.

Al Quadrato, dalle 10.00, un itinerario urbano gratuito porta alla scoperta delle opere di street art del progetto M.U.Ro. Un percorso che non è solo estetico: il quartiere fu colpito il 17 aprile 1944 da uno dei rastrellamenti nazisti più brutali avvenuti a Roma, e i murales dialogano con quella memoria in modo diretto. Prenotazione obbligatoria allo 060608.

Alle 11.00 ai Mercati di Traiano si può visitare la mostra su Constantin Brâncuși, un confronto tra la scultura antica e quella del maestro rumeno che, in questa sede, acquista un senso particolare.

Altri eventi in programma? La Sala Romana visitabile alle 15:30 nel museo Barracco o la galleria d’arte moderna alle 16:30. Imperdibile alle 18:00 la visita del museo di Roma in Trastevere dove sono custodite le fotografie notturne di Hervé Gloaguen.

Gli eventi si chiudono ufficialmente domani con Vivere a Roma: piazze, feste e mestieri in programma a Palazzo Braschi.

Fioriscono i glicini a Villa Bardini, la primavera a Firenze diventa poesia

Par : losiangelica
10 avril 2026 à 07:30

La primavera è forse l’occasione migliore per visitare questo luogo da sogno: con gli spazi esterni in fiore diventa una meraviglia da fotografare. 70 metri di tunnel viola, lilla, rosato. Il pergolato del glicine del Giardino Bardini a Firenze è tornato a fiorire, e con lui migliaia di visitatori da tutto il mondo si rimettono in fila su Costa San Giorgio. Ecco quando visitarlo e come goderselo al meglio.

La fioritura dei glicini a Villa Bardini

C’è una finestra di poche settimane, tra aprile e maggio, in cui il pergolato del Giardino Bardini a Firenze diventa qualcosa di difficile da descrivere senza sembrare esagerati. 70 metri di lunghezza, quattro e mezzo di larghezza, completato nel 2005. Quando le wisterie entrano in fiore il tunnel si colora in modo progressivo, dal lilla al viola scuro, dal malva al rosa tenue, a seconda della varietà: ci sono la Wisteria floribunda Black Dragon col suo fiore doppio quasi nero, la Royal Purple e la Showa Beni che vira al rosa.

Il glicine, si sa, ha i suoi tempi e le sue sfumature cambiano di giorno in giorno. Per questo da qualche anno il giardino ha attivato una webcam in diretta: si può controllare lo stato della fioritura dal divano di casa, prima di mettere su le scarpe comode.

Il giardino occupa gran parte di una collina tra Costa San Giorgio e Borgo San Niccolò, dentro le mura medievali di Firenze. Sette secoli di storia, da giardino barocco seicentesco con grotte e fontane fino ai roseti vittoriani dell’Ottocento. Il panorama sulla città è rimasto, più o meno, quello di sempre.

I glicini a Villa Bardini
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La spettacolare fioritura dei glicini a Villa Bardini

Come visitare i giardini: orari e prezzi

Il giardino apre tutti i giorni dalle 10 alle 18, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Da tenere a mente: il primo e l’ultimo lunedì del mese è chiuso. Fanno eccezione il 1 maggio e il 1 giugno, quando riaprono straordinariamente.

Il biglietto per il solo giardino costa 10 euro, 15 se si aggiunge la mostra. Riduzioni a metà prezzo per famiglie, gruppi sopra i dieci, soci Coop, Touring Club e FAI, e per i giovani tra i 18 e i 24 anni dell’Unione europea. Entrano gratis i residenti di Firenze, Arezzo e Grosseto, i possessori della Firenze Card, i minori di 17 anni UE, i bambini sotto i 6 anni e le persone con disabilità con il loro accompagnatore. Anche giornalisti e guide turistiche UE con tessera non pagano. Le scolaresche devono prenotare al 055 2989816.

Chi non l’ha mai visitata deve sapere che villa Bardini è tra i luoghi più suggestivi di Firenze ed è capace di unire arte, natura e panorami mozzafiato. Si trova su una collina che domina la città regalando una vista effetto wow sul centro storico; il giardino tutto da scoprire è diviso in varie aree stilistiche e sorprende i visitatori con terrazze, scalinate barocche e l’imponente pergolato di glicine. Consigliamo anche una visita all’interno della villa che ospita spazi espositivi e iniziative culturali.

Fioritura di glicine ai Giardini Bardini
iStock
Fioritura di glicine ai Giardini Bardini

Le giornate si allungano e i prezzi si accorciano, queste sono le mete low cost nella promozione Vueling

Par : losiangelica
7 avril 2026 à 09:59

Aprile è un ottimo mese per partire e a confermarlo sono i prezzi. Non solo le giornate sono più lunghe, con più ore di luce e temperature piacevoli da vivere, ma ci sono anche promozioni che, nonostante la crisi carburante in atto, fanno venire voglia di viaggiare (magari con una copertura assicurativa per tutelarsi al massimo). Vueling propone una nuova promozione: voli da 26 euro a persona acquistabili fino al 12 aprile per partire tra il 15 aprile e il 30 giugno.

Giusto il tempo di organizzarsi, scegliere una meta e non pensarci troppo. Le destinazioni che abbiamo selezionato non sono casuali: 3 città che si prestano al weekend come poche altre in Europa, con carattere proprio e qualcosa di concreto da offrire… non solo foto per i social.

Da Roma a Malaga

Da Roma si vola verso Malaga con tratte a partire da 52 euro. La località si visita in mille modi diversi e nessuno di questi è sbagliato. C’è chi si ferma in città, chi usa l’aeroporto come trampolino verso Siviglia o Granada, chi sceglie la Costa del Sol e ci mette poco a innamorarsene e chi invece rimane e scopre che Malaga, da sola, ha più di quanto possa sembrare.

Il centro storico ha cambiato faccia negli ultimi anni. Calle Larios è la strada principale, sempre animata, sempre rumorosa nel modo giusto. Il Museo Picasso è uno dei più visitati di Spagna, e non solo per la fama del nome: la collezione permanente è solida, il percorso ben costruito. Vale comprare il biglietto online per evitare file.

L’Alcazaba è il punto panoramico più suggestivo: la fortezza moresca arrampicata sulla collina offre una vista sul porto e sul Mediterraneo difficile da dimenticare. Si sale a piedi o con l’ascensore dalla strada.

A livello gastronomico, ha una specialità che non si trova facilmente altrove: gli espetos, sarde infilzate su canne di bambù e cotte alla brace sulla spiaggia. Si mangiano ai chiringuitos, i locali sul mare, preferibilmente con i piedi nella sabbia.

Malaga vista panoramica
iStock
Vista splendida su Malaga

Da Milano a Bilbao

Con meno di 26 euro si parte da Milano a Bilbao, weekend inclusi. La città è tutta da scoprire e nonostante non rappresenti l’immagine da cliché della Spagna ha un forte legame con l’arte.

Il Guggenheim è ovviamente il punto di partenza obbligato. Progettato da Frank Gehry e inaugurato nel 1997, ha trasformato una città industriale in declino in una delle destinazioni culturali più visitate d’Europa. Le mostre temporanee cambiano spesso e vale la pena verificare cosa c’è in programma prima di partire. Ma anche solo l’architettura dell’edificio, vista dall’esterno con la luce del mattino che rimbalza sui pannelli di titanio, vale il viaggio.

Poi c’è il Casco Viejo, il centro storico, dove perdersi tra le Siete Calles, le 7 strade medievali, e fermarsi nei bar a fare il giro dei pintxos. Non chiamateli tapas. Qui si ordina al bancone, si sceglie guardando, si beve txakoli freddo. È il modo giusto di stare in città.

Per chi ha qualche ora in più, il Monte Artxanda si raggiunge con la funicolare e regala una vista panoramica che vale la salita.

Bilbao vista dall'alto
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Alla scoperta di Bilbao

Da Torino a Barcellona

Con voli a meno di 26 euro si raggiunge invece Barcellona partendo da Torino. Una città che molti hanno già visto, ma in cui vale sempre la pena ritornare. Cosa vedere? Sicuramente la Sagrada Família, con la facciata cambia e la luce del pomeriggio che filtra attraverso le vetrate colorate è capace di emozionare.

Il quartiere del Born è il posto giusto per capire il ritmo della città: mercatini, librerie indipendenti, bar dove si beve vermouth già a mezzogiorno senza che nessuno ci faccia caso. Il Mercat de Santa Caterina, meno affollato della Boqueria, è da scegliere se volete comprare qualcosa o semplicemente guardarvi attorno.

Per chi vuole uscire dai soliti itinerari, Montjuïc vale la salita: il castello, i giardini, la vista sul porto e sulla città dall’alto. In primavera, con le temperature ancora miti, è il posto perfetto dove passare un pomeriggio senza fretta.

Vista panoramica su Barcellona
iStock
Visitare Barcellona in primavera

Pasqua gratis al museo: i luoghi da non perdere domenica 5 aprile 2026

5 avril 2026 à 07:30

Domenica 5 aprile torna l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che ogni prima domenica del mese apre gratuitamente le porte dei luoghi della cultura statali, un’occasione che, solo il 1° marzo scorso, ha richiamato oltre 280.000 visitatori.

E questa volta, la cultura incontra la Pasqua. Le visite si svolgono nei consueti orari di apertura, con accesso libero (e prenotazione consigliata o obbligatoria dove prevista), ma soprattutto con la possibilità di vivere il patrimonio italiano in un momento dell’anno carico di significato.

Che scegliate una grande città o un luogo immerso nella natura, c’è solo da lasciarsi guidare dalla curiosità.

Torino e dintorni: tra arte e residenze reali

Nel cuore del Piemonte, il weekend pasquale si trasforma in un viaggio dentro l’eleganza e la memoria delle Residenze Sabaude. I Musei Reali di Torino aprono le loro porte domenica 5 e lunedì 6 aprile dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18, ma è proprio la domenica a offrire l’ingresso gratuito, da ritirare direttamente in sede, senza prenotazione online.

E non finisce qui. Sempre il 5 aprile, l’ingresso gratuito coinvolge anche Palazzo Carignano, Villa della Regina, il Castello di Agliè e il Castello di Racconigi.

A Villa della Regina, il dialogo tra arte e natura prende forma nella rassegna “QU.EEN. Narrazioni d’arte e natura”, dove le opere di Ezio Gribaudo e Yiannis Melanitis incontrano gli spazi della residenza; a Palazzo Carignano, invece, il dipinto “Belisario chiede l’elemosina” del Legnanino, esposto negli Appartamenti dei Principi fino al 6 aprile, torna nella sua sede originaria dopo oltre tre secoli.

E poi c’è il Castello di Agliè, dove il viaggio si spinge fino in Oriente: l’allestimento “Ricordi di viaggio” racconta una collezione affascinante di dipinti giapponesi ottocenteschi, acquistati durante una spedizione navale e oggi esposti accanto ad armature da samurai del XVII secolo.

I Musei di Roma Capitale

A Roma, la Pasqua assume un significato ancora più profondo: la Città Eterna, già di per sé stratificata e simbolica, apre gratuitamente i musei civici e le aree archeologiche, per un vero e proprio programma diffuso che coinvolge visite guidate, attività didattiche e laboratori pensati per pubblici diversi.

Tra le esperienze più suggestive, vanno segnalate le visite a Palazzo Senatorio, sul Campidoglio: le sale, maestose e cariche di memoria, si svelano grazie al racconto delle guide, che accompagnano lungo un percorso ricco di dettagli e aneddoti.

I Musei nazionali della Campania

In Campania, domenica 5 aprile, grazie alla Domenica al Museo, i luoghi della cultura statali aprono gratuitamente, mentre anche Pasquetta regala aperture straordinarie per chi desidera prolungare l’esperienza.

Qualche esempio? La Reggia di Caserta accoglie con la sua imponenza scenografica, tra saloni monumentali e giardini che sembrano disegnati per sorprendere mentre a Napoli, il Palazzo Reale racconta il volto istituzionale della città, e il Museo Archeologico Nazionale custodisce una delle collezioni più importanti al mondo.

Non possono mancare Pompei ed Ercolano, dove il tempo si è davvero fermato, e luoghi altrettanto intensi come la Certosa di San Lorenzo a Padula, il Museo Archeologico di Eboli o il Teatro Romano di Sarno.

Valle dei Templi: Pasqua tra archeologia e primavera

Valle dei Templi ad Agrigento, Sicilia
Ufficio Stampa
Pasqua nella magnifica cornice della Valle dei Templi ad Agrigento

Ad Agrigento, la Pasqua si colora di luce e di natura: la Valle dei Templi, in questo periodo, vive risveglio che ne amplifica la bellezza e i monumenti emergono da un paesaggio in fiore: la coincidenza con la Domenica al Museo rende l’esperienza ancora più preziosa, con l’ingresso gratuito e una serie di attività pensate per approfondire la conoscenza del sito.

A Villa Aurea, la mostra dedicata a Fausto Pirandello aggiunge un ulteriore livello di lettura e porta nella Valle uno sguardo contemporaneo che dialoga con il passato.

Ancora, seguendo gli archeologi tra arcosoli e sepolture, si entra in contatto con la vita dei primi cristiani per scoprire un volto meno visibile ma significativo del sito.

Previste anche visite speciali, come “Il refrigerium e altre storie”, che raccontano i rituali, le trasformazioni e le stratificazioni di un luogo che è stato, nel tempo, spazio sacro, area funeraria e luogo di preghiera.

Domenica al Museo gratis in Sardegna

In Sardegna, a Orani, il Museo Nivola apre le porte con la collezione permanente dedicata all’artista e la mostra “Blue Blooded. Sangue blu” di Hannah Levy, un dialogo tra linguaggi contemporanei che si inserisce nel paesaggio e nella cultura dell’isola.

A Cabras, invece, per la prima volta, i Giganti di Mont’e Prama sono esposti insieme in un’unica sala. Venticinque statue che rievocano una civiltà antichissima, emerse dalla terra a partire dal 1974 e finalmente riunite per offrire uno sguardo completo su una delle scoperte più affascinanti del Mediterraneo occidentale. Accanto a loro, modelli di nuraghe e altri reperti completano un racconto che restituisce la complessità e la ricchezza della storia sarda.

Altre tappe da non perdere

A Milano, l’emozione si concentra davanti a uno dei capolavori più celebri al mondo, il Cenacolo Vinciano con l’Ultima Cena di Leonardo, e alla Pinacoteca di Brera in un percorso tra alcune delle opere più significative della storia dell’arte italiana.

Scendendo verso l’Emilia, Modena e Parma vantano due poli culturali di grande fascino: le Gallerie Estensi modenesi raccolgono capolavori che attraversano secoli di arte e collezionismo, mentre il Complesso Monumentale della Pilotta a Parma sorprende per la varietà dei suoi spazi, tra teatri, musei e architetture che restituiscono il volto di una città profondamente legata alla cultura.

Anche Bologna partecipa a questo viaggio collettivo nella cultura con la Pinacoteca Nazionale, in un percorso che si muove tra Medioevo e Barocco.

A Firenze, Palazzo Pitti accoglie con il fascino indiscusso delle sue collezioni, mentre la Galleria dell’Accademia ospita uno dei simboli più riconoscibili al mondo, il David di Michelangelo. Gli Uffizi si aprono come un racconto continuo della storia dell’arte, e poco fuori, il Giardino di Boboli dona una dimensione ricca di geometrie e natura. Il Museo del Bargello, a sua volta, incanta tra sculture e testimonianze del Rinascimento.

Infine la Puglia: il Castello Svevo di Trani si affaccia sul mare con austera eleganza mentre Castel del Monte, ad Andria, emoziona con la sua forma perfetta e il simbolismo ancora oggi oggetto di studio. A Taranto, il Museo Archeologico Nazionale conserva invece un patrimonio prezioso che affonda le radici nella Magna Grecia e illustra la complessità e la ricchezza di una civiltà che ha lasciato un segno indelebile.

Le più belle mostre di aprile 2026 da vedere in Italia

31 mars 2026 à 16:16

Aprile è un mese ricco di appuntamenti legati all’arte. Sono tante le mostre che inaugurano proprio questo mese, mentre altre imperdibili devono ancora essere viste, ma è anche un momento dell’anno in cui si concentrano diverse kermesse a tema design.

Per gli appassionati di arte, per esempio, torna per la decima edizione, dal 13 al 19 aprile, Milano Art Week, con mostre, visite guidate, aperture straordinarie, incontri con gli artisti e performance trasformando Milano in un palcoscenico aperto. Da Robert Mapplethorpe a Man Ray a Bruno Munar, oltre 200 luoghi tra istituzioni, musei, università, fondazioni, gallerie e associazioni danno vita a un programma con più di 400 appuntamenti, articolato sull’intero territorio urbano.

Mentre dal 20 al 26 aprile si terrà la Milano Design Week 2026, che trasformerà la città nel fulcro mondiale del design e dell’arredo. L’evento principale, il Salone del Mobile, si svolgerà a Rho Fiera, ma sarà accompagnato dal Fuorisalone che animerà vari distretti milanesi con mostre e installazioni gratuite.

San Francesco a Perugia

A 800 anni dalla morte di San Francesco, la Fondazione Perugia rende omaggio al patrono d’Italia con una mostra che rilegge l’eredità spirituale e culturale del Santo attraverso lo sguardo di alcuni tra i più significativi artisti, italiani e internazionali, del Novecento e dei primi anni Duemila come Alberto Burri, Emilio Isgrò, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Marina Abramović, Maurizio Cattelan, Luigi Serafini e Omar Galliani. “Nostro contemporaneo. Arte e Spiritualità da Burri a Pistoletto” si tiene a Palazzo Baldeschi dal 18 aprile al 1° novembre 2026 e mette in dialogo arte contemporanea, spiritualità e identità territoriale, per esplorare e rendere omaggio alla figura del San di Assisi.

Frida Kahlo a Bologna

Dal 28 marzo al 27 settembre 2026, il Palazzo Pepoli, sede del Museo della Storia di Bologna, ospita “Frida Kahlo. Lo sguardo come identità”, una mostra fotografica dedicata all’artista messicana, la donna più quotata al mondo, e alla rappresentazione della sua immagine. La mostra presenta 70 fotografie originali realizzate da importanti autori e autrici della fotografia, tra cui Edward Weston, Lucienne Bloch, Lola Álvarez Bravo, Julien Levy, Nickolas Muray, Gisèle Freund, Imogen Cunningham, Leo Matiz, Bernard Silberstein e Graciela Iturbide. L’esposizione non vuole essere una biografia per immagini, ma piuttosto un’occasione per riflettere sull’immagine di Frida Kahlo e sul modo in cui l’artista stessa contribuì alla costruzione del proprio mito.

Katsushika Hokusai a Roma

Dal 27 marzo al 29 giugno 2026, Palazzo Bonaparte a Roma ospita una straordinaria retrospettiva dedicata a Katsushika Hokusai, il maestro giapponese le cui opere hanno affascinato generazioni in tutto il mondo. La mostra, con oltre 200 stampe, acquerelli e disegni preparatori, offre un viaggio immersivo nell’arte di Hokusai, permettendo di scoprire non solo le celebri icone come la “Grande onda di Kanagawa”, ma anche composizioni più intime e rare, alcune delle quali esposte in Europa per la prima volta. Palazzo Bonaparte si trasforma così in molto più di una semplice sede espositiva: i suoi eleganti saloni settecenteschi, gli stucchi raffinati e il caratteristico balconcino verde, da cui Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, amava osservare la città, offrono un contesto che esalta l’impatto emotivo delle opere, creando un dialogo unico tra la sensibilità artistica di Katsushika Hokusai (1760-1849) e l’eleganza architettonica italiana. Camminando tra le sale, il visitatore scopre aspetti sorprendenti dell’arte dell’artista: dai dettagli botanici e naturalistici più minuti alle scene di vita quotidiana, fino alle audaci sperimentazioni compositive che anticipano visioni moderne del paesaggio.

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IPA
La mostra su Katsushika Hokusai a Roma

L’Egitto di Massimiliano d’Asburgo a Trieste

Sono passati 143 anni da quando la collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo fu trasferita a Vienna, dove venne esposta nella Collezione egizio-orientale del Kunsthistorisches Museum nel 1891. Proprio grazie alla prestigiosa collaborazione tra il museo viennese e il Museo storico di Miramare, una parte importante di questa collezione torna a Trieste, dal 2 aprile al 1° novembre 2026. La mostra “Una Sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna” si tiene alle Scuderie del Castello di Miramare, la dimora nobiliare progettata dall’arciduca d’Austria e futuro imperatore del Messico. I visitatori avranno la possibilità di scoprire il sogno di Massimiliano e la sua lungimirante visione: la realizzazione di un museo ideale dove esporre le sue eclettiche collezioni. In mostra oltre cento reperti, testimonianza della passione per l’egittologia nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino.

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Ufficio stampa
Pendente a forma di uccello Ba in volo in mostra a Trieste

Anselmo Bucci a Rovereto

Il Mart di Rovereto presenta la più ampia retrospettiva mai dedicata ad Anselmo Bucci. Attraverso oltre 150 opere, la mostra “Anselmo Bucci. Il tempo del Novecento tra Italia e Europa”, dal 28 marzo al 27 settembre 2026, fa luce su una delle figure più complesse, colte e indipendenti del XX secolo. Dipinti, incisioni, disegni, fotografie raggiungono il museo da importanti collezioni private e pubbliche. La mostra si concentra sulla dimensione internazionale di Bucci che, dalle Marche, si sposta dapprima a Venezia, all’epoca città cosmopolita e aperta per eccellenza, e poi a Parigi e Milano. Attraverso un percorso cronologico e tematico in dieci sezioni, l’esposizione ripercorre la carriera e la vita dell’artista, dagli autoritratti giovanili alla maturità, mettendone in luce lo sviluppo cronologico e linguistico. Chiude la mostra un’opera straordinaria, restaurata per l’occasione e mai esposta prima in un museo: I Maschi.

Gli ambienti di Franco Vaccari a Bolzano

Il Museion di Bolzano presenta una grande mostra dedicata a Franco Vaccari, una delle voci più innovative dell’arte del secondo dopoguerra e dell’arte concettuale in Italia. Riunendo opere fotografiche, video, libri d’artista e materiali d’archivio, la mostra propone per la prima volta un’estesa esplorazione degli Ambienti come nucleo centrale della sua pratica artistica. Ideata in occasione di quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno dell’artista (scomparso a dicembre 2025), l’esposizione rappresenta la prima ampia presentazione istituzionale del suo lavoro in Italia dopo oltre un decennio e lo colloca all’interno di un più ampio discorso internazionale sulla partecipazione del pubblico, che per l’artista ha ruolo attivo nella creazione stessa dell’opera. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti (ne sono stati ricreati otto) e altre opere, tra cui le sue celebri foto-tessera, che esplorano aspetti chiave dell’artista.

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@SiViaggia - Ilaria Santi
Uno degli Ambienti di Vaccari in mostra al Museion di Bolzano

Gianfranco Frattini a Milano

Il 2026 segna il centenario della nascita di Gianfranco Frattini (15 maggio 1926 – 6 aprile 2004), architetto e designer, tra le figure più rigorose e silenziosamente coerenti del secondo Novecento italiano. Lo Studio/Archivio Gianfranco Frattini – curato dai figli Emanuela e Marco Frattini – promuove un programma di eventi, installazioni, riedizioni e pubblicazioni che ne ripercorrono l’opera e ne riattivano l’eredità progettuale. Ad aprire ufficialmente il centenario è l’installazione Gianfranco Frattini 1926-2026, in esposizione al Castello Sforzesco di Milano, dal 31 marzo al 28 giugno 2026, all’interno del Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee, parte del complesso dei Musei Civici. Un luogo emblematico per la storia del mobile, che nel 2004 è stato riallestito su progetto di Perry King e Santiago Miranda, ampliando il percorso espositivo alla contemporaneità.

@Courtesy Studio Archivio Gianfranco Frattini
Uno dei ritratti di Gianfranco Frattini, in mostra al Castello Sforzesco di Milano

Wild by Design a Milano

Dal 1° al 13 aprile 2026, gli spazi espositivi dell’ADI Design Museum di Milano ospitano la mostra Wild by Design, dell’artista contemporaneo Marco Grasso. Un dialogo semplice ma rivoluzionario tra natura e design, per dimostrare che sono due facce di una stessa ricerca, incessante e bellissima, di soluzioni che possano unire funzionalità, sostenibilità e bellezza. Marco Grasso è un giovane pittore specializzato in wildlife art ossia dipinge ritratti in olio su tela di animali colti in atteggiamenti o situazioni che fanno emergere le loro peculiarità fisiche e caratteriali. I soggetti sono colti in tutta la loro magnificenza e unicità attraverso lo strumento pittorico, analizzati nei minimi dettagli con uno sguardo fotografico. Ingresso libero.

Bruce Gilden a Brescia

Dal 27 marzo al 23 agosto 2026, Brescia diventa la prima città italiana a ospitare un progetto espositivo dedicato a Bruce Gilden (New York, 1946), membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos e conosciuto come uno dei pionieri della Street Photography, con un unico progetto composto da una mostra e da una installazione site specifc, allestite al Museo di Santa Giulia e alla Pinacoteca Tosio Martinengo, per la prima volta in Italia. L’esposizione, dal titolo “A closer look”, presenta 80 fotografie il cui percorso ruota attorno a Faces (2013-2024), ritratti di persone caratterizzati dall’accento dinamico, dalle particolari qualità grafiche e dal modo originale e diretto con il quale Gilden fotografa i volti con l’ausilio del flash. L’installazione site-specific dal titolo “Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello”, realizzata appositamente per questa prima presentazione italiana, vede esposto il dittico fotografico commissionato da Fondazione Brescia Musei al fotografo newyorkese per arricchire la collezione dei Musei Civici di Brescia. L’opera reinterpreta il concetto di “grazia”, esemplificato dalle due opere di Raffaello in prestito alla mostra Raffaello: Sublime Poetry al Metropolitan Museum of Art di New York dal 29 marzo, ed è allestita dal 27 marzo al 12 luglio presso la Pinacoteca Tosio Martinengo.

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©Erika Serio
Bruce Gilden tra i suoi ritratti

Da Felice Casorati a Carol Rama a Monforte d’Alba (CN)

Dal 29 marzo al 17 maggio 2026, le sale espositive della Fondazione Bottari Lattes, a Monforte d’Alba, saranno popolate da volti reali e immaginari, con oltre 50 opere tra quelle a firma di Mario Lattes e altre appartenenti alle sue collezioni, in dialogo con alcuni tra i più importanti Maestri del ‘900. In “Ritratti del XX secolo. Le collezioni della Fondazione Bottari Lattes e oltre” particolare attenzione viene dedicata ai suoi numerosi autoritratti. L’altra sezione dell’esposizione sarà dedicata a una serie di ritratti e autoritratti di pittori e scultori con i quali Lattes ha avuto rapporti e si è confrontato nel contesto artistico della sua generazione. La selezione comprende opere artisti come Felice Casorati, Carlo Levi, Italo Cremona, Carol Rama e scultori come Giacomo Manzù.

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Ufficio stampa
Carlo Levi “Risveglio con la madre”, 1973, olio su tela, in mostra a Monforte d’Alba

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