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Ritrovato il Tempio di Zeus dopo millenni, la scoperta riscrive la storia di Limira

3 décembre 2025 à 11:11

Nel cuore della Turchia mediterranea, tra gli agrumeti e le alture che circondano Finike, è riemerso un luogo che per secoli era rimasto solo un’ombra nelle fonti antiche: il Tempio di Zeus di Limira (Limyra, in turco). Gli archeologi lo sapevano, lo intuivano, lo cercavano. Le iscrizioni che ne attestavano l’esistenza erano note dal 1982, eppure il tempio – quello vero, in pietra, colonne e soglie cerimoniali – continuava a sfuggire come un miraggio scolpito nel tempo. Ora non più. Il ritrovamento della facciata orientale del santuario non è solo una vittoria scientifica: è un tassello che ricostruisce la geografia sacra della Licia e riaccende l’immaginazione di chi ama viaggiare nelle storie nascoste del Mediterraneo.

Limira, uno dei centri più importanti della Licia orientale, è un sito che porta impressi secoli di stratificazioni: capitale politica sotto il re Perikles, poi città chiave in epoca romana e infine sede vescovile bizantina. Le sue tombe rupestri scolpite nella roccia, la colossale tomba di Gaio Cesare, le terme romane, il Ptolemaion e la strada colonnata raccontano un passato denso e vivido. Eppure mancava il fulcro religioso per eccellenza: il tempio dedicato al dio supremo, Zeus.

Scoperto il Tempio di Zeus, cuore perduto di Finike

La nuova campagna di scavi, condotta insieme all’Istituto Archeologico Austriaco e diretta da Kudret Sezgin, ha concentrato gli sforzi nel settore occidentale della città antica in Turchia.

Qui, sotto livelli di macerie, aggiunte tardoantiche e una cinta muraria costruita in epoca bizantina, è riemersa la facciata del tempio. L’architettura riportata alla luce è chiara e monumentale: quindici metri di estensione, con le pareti laterali che incorniciavano il portico e la soglia sacra. Non un edificio minore, ma un vero tempio cittadino, perfettamente allineato con l’asse urbano principale.

Rovine di Limira, Turchia
iStock
L’area archeologica dell’antica città di Limira

Poi, finalmente, la rivelazione più affascinante: quella grande porta sotto la strada romana, che per decenni si era creduta parte del monumentale ingresso alla via lastricata, era in realtà il propylon del tempio di Zeus. Un ingresso cerimoniale antico di secoli che, suo malgrado, era stato ricontestualizzato dalla storia successiva.

Allo stesso modo, ciò che si pensava fosse un tratto di mura difensive ellenistiche si rivela ora essere un temenos, il recinto sacro che proteggeva il santuario. Il cuore del tempio, cioè la sua cella, non è ancora stato scavato perché oggi si trova sotto un agrumeto privato. Gli studiosi, però, sono ottimisti: la cella potrebbe aver conservato pavimentazioni, arredi votivi e dettagli architettonici ancora intatti.

Il Tempio di Zeus ripercorre la storia e rilancia il viaggio

Le sorprese non si fermano all’architettura, qui a Limira. I frammenti ceramici recuperati nell’area mostrano che Limira era abitata molto prima di quanto si pensasse: almeno cinquemila anni fa. Una datazione che spinge indietro il racconto delle origini e lega questo territorio a una rete di culture anatoliche preistoriche, ben prima del sorgere della Lega Licia e delle grandi città classiche.

Per chi visita l’area di Limira oggi, il sito è un intreccio di natura e rovine: sorgenti perenni che attraversano i resti, sentieri silenziosi, tombe scavate nella roccia e scorci che sembrano usciti da un racconto epico. La riscoperta del Tempio di Zeus restituisce coerenza a tutto questo: ridà alla città il suo fulcro spirituale, il suo cardine simbolico e ridesta interesse nei viaggiatori più avventurieri.

Jewelry Ice, il fenomeno che in inverno trasforma una spiaggia ricoprendola di gemme luccicanti

Par : elenausai10
1 décembre 2025 à 18:30

Ogni inverno, lungo la spiaggia di Ōtsu, nella città di Toyokoro, nel sud-est di Hokkaido, prende forma uno degli spettacoli naturali più affascinanti del Giappone: il Jewelry Ice. Si tratta di un fenomeno rarissimo, diventato in pochi anni una meta imperdibile per fotografi e viaggiatori alla ricerca di paesaggi sorprendenti.

Il nome non lascia spazio a dubbi: questi blocchi di ghiaccio purissimo brillano come pietre preziose, trasformando la costa in una distesa scintillante che cambia colore con la luce del sole. Ogni stagione, l’area vicino alla foce del fiume Tokachi si trasforma in una vera e propria galleria d’arte naturale. Le lastre di ghiaccio che si formano nel fiume vengono trasportate dall’acqua fino all’Oceano Pacifico, per poi essere restituite alla riva dalle onde.

È proprio il movimento del mare a modellare queste sculture: le onde levigano i bordi affilati del ghiaccio, rendendolo rotondo, liscio e trasparente come un gioiello lavorato a mano. A differenza del drift ice che si osserva più a nord, il Jewelry Ice è un fenomeno unico del luogo e offre uno spettacolo che non si ripete in nessun’altra parte del Giappone.

L’origine del Jewelry Ice

Per capire il fascino del Jewelry Ice, bisogna partire dalla sua origine. Durante l’inverno, quando il freddo di Hokkaido diventa estremo e le temperature scendono anche sotto i –20 °C, il fiume Tokachi inizia a ghiacciare. Le variazioni termiche e il movimento delle maree provocano il distacco di grandi blocchi di ghiaccio, che vengono trascinati fino all’Oceano Pacifico.

È qui che avviene la trasformazione: le onde agiscono come un lucidatore naturale, facendo urtare tra loro le lastre gelate e levigandole fino a ottenere frammenti arrotondati, lisci e sorprendentemente regolari. Una volta modellati dal mare, questi “gioielli” vengono infine depositati sulla spiaggia di Ōtsu.

Ma ciò che rende questo fenomeno davvero unico è la straordinaria trasparenza del ghiaccio. Il Tokachi impiega molto tempo a congelare completamente e questa lentezza permette di formare un ghiaccio purissimo, quasi privo di impurità. È proprio questa qualità cristallina a creare l’effetto gemma e, quando i primi raggi del sole colpiscono i blocchi sulla spiaggia, il ghiaccio si illumina dall’interno, brillando come se fosse retroilluminato.

Dove si trova e come raggiungere la spiaggia di Ōtsu

Il Jewelry Ice è un fenomeno che si manifesta esclusivamente sulla spiaggia di Ōtsu, nella città di Toyokoro, nella regione di Tokachi, in Giappone. Tenendo a mente che può essere osservato solo tra la metà di gennaio e la fine di febbraio, ossia nel periodo più rigido dell’inverno, per raggiungere questa costa è necessaria un po’ di organizzazione.

La soluzione più comoda è sicuramente noleggiare un’auto a Obihiro, il principale centro della zona, da cui Ōtsu dista circa un’ora e un quarto di guida. Gli spostamenti con i mezzi pubblici sono possibili, ma limitati: si può arrivare a Obihiro in treno o autobus e proseguire in taxi verso la spiaggia.

Qualunque sia il mezzo scelto, vi consigliamo di raggiungerla prima dell’alba, quando i blocchi di ghiaccio si tingono di riflessi arancioni e viola, regalando la luce più spettacolare della giornata.

Kazakistan, dove l’Asia chiama: un nuovo volo verso terre che incantano

Par : elenausai10
29 novembre 2025 à 11:00

Per molti, l’immagine del Kazakistan evoca la vastità remota della steppa, un paesaggio immenso occasionalmente attraversato da uomini a cavallo o nomadi solitari, rimasto a lungo inesplorato dalla maggior parte dei viaggiatori. Eppure, questa bellissima e isolata regione è oggi pronta a svelare la sua duplice anima, mostrando al mondo anche una sorprendente identità moderna attraverso le sue città.

Il Kazakistan offre una gamma di luoghi straordinari, dalle scenografiche pendici montane e i laghi incontaminati nei pressi di Almaty, fino all’architettura ultra-moderna della capitale, Astana. Il Paese vanta anche paesaggi quasi ultraterreni, come quelli di Mangystau e del possente Charyn Canyon, oltre che testimonianze storiche millenarie come gli antichi mausolei e le moschee di Turkestan e Taraz.

Ora, grazie all’aumento dei collegamenti diretti tra l’aeroporto di Milano Malpensa e il Kazakistan, sarà più facile che mai immergersi nella sua cultura distintiva e nei panorami mozzafiato.

Nuovi voli da Milano al Kazakistan

I collegamenti diretti tra l’aeroporto di Malpensa e il Kazakistan si intensificano grazie a Neos, compagnia aerea di Alpitour World, che ha annunciato l’apertura di una nuova rotta diretta tra Milano e Atyrau, polo industriale situato nell’area del Mar Caspio. Operativo dal 17 novembre 2025 e attivo fino a luglio 2026, il volo mira esplicitamente a favorire i rapporti business tra Italia e Kazakistan.

Il servizio iniziale prevede la partenza da Malpensa ogni lunedì sera (ore 20:00) e rientro da Atyrau ogni venerdì. A partire da marzo 2026, l’impegno di Neos verrà ulteriormente rafforzato con l’aggiunta di una seconda frequenza che farà scalo anche ad Almaty, aggiungendosi al collegamento Milano-Almaty già introdotto nel 2022.

Atyrau, la metropoli al confine della Steppa

Grazie ai nuovi collegamenti diretti da Malpensa, quindi, la città di Atyrau diventa una destinazione sempre più accessibile. Vivace metropoli a meno di 15 chilometri dalla costa settentrionale del Mar Caspio, è circondata da distese di sabbia desertica, boscaglie aride, saline e villaggi rurali.

Una volta atterrati, immergetevi nel suo retaggio culturale e naturale: da non perdere, l’esplorazione del fiume Ural, l’unico fiume europeo che sfocia nel Mar Caspio, e la scoperta dei siti storici come l’antica città di Saray-Jüke, un tempo importante snodo della Via della Seta. La città rappresenta un ottimo punto di partenza per esplorare la biodiversità e i paesaggi desertici unici della regione.

Almaty e i suoi paesaggi mozzafiato

La maggior parte dei viaggiatori che si dirige in Kazakistan inizia il proprio viaggio dalla regione sud-orientale, atterrando ad Almaty, l’ex capitale, oggi Astana, e cuore verde del Paese. La città è incastonata in un paesaggio spettacolare: le sue vette montuose circostanti, ammantate da fitte pinete e betulle, nascondono vasti laghi incontaminati e sentieri tortuosi ideali per passeggiate a cavallo e trekking. Oltre alle bellezze naturali immediate, come il lago Big Almaty (Bolshoye Almatinskoye Ozero) e la stazione sciistica di Shymbulak, la città stessa offre un vivace mix di cultura e storia.

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123RF
Il Parco Panfilov di Almaty

Ad Almaty è possibile visitare l’imponente Cattedrale di Zenkov o dell’Ascensione, interamente in legno, e il vasto Parco Panfilov. Per un’immersione nella cultura locale, il Green Bazaar (Zelyony Bazaar) offre un’esperienza sensoriale unica tra spezie e prodotti tradizionali.

La città più popolosa del mondo non è più Tokyo, cambia la classifica (ma l’Italia è assente)

Par : elenausai10
27 novembre 2025 à 14:30

La geografia urbana del nostro pianeta sta vivendo un’accelerazione storica e ogni viaggio che facciamo oggi è un’immersione in un mondo in rapida trasformazione. Per decenni, Tokyo è stata il simbolo della città più popolosa, un colosso inavvicinabile. Ma, come rivelato dal recente rapporto dell’ONU World Urbanization Prospects, la vetta del mondo si è spostata. Le megalopoli, ossia quelle città che superano i 10 milioni di abitanti, sono cresciute a un ritmo sbalorditivo, quadruplicando il loro numero in mezzo secolo: dalle 8 del 1975 alle 33 di oggi.

Questi giganti non sono solo numeri, sono universi pulsanti che dettano le tendenze, mescolano culture e offrono esperienze di viaggio senza pari. E si trovano in modo quasi esclusivo in Asia, dove si concentra la vera energia del futuro urbano. Mentre l’attenzione è tutta sui nuovi colossi, l’Europa si attesta come un continente dove domina la stabilità, rappresentato dalle storiche Londra, Mosca e Istanbul.

Eppure, il fascino del viaggio non si esaurisce nelle metropoli. L’equilibrio del mondo è ancora retto da migliaia di centri urbani medio-piccoli (il 96% delle città ha meno di un milione di abitanti). È qui, lontano dai grattacieli più alti, che spesso si nasconde il ritmo più autentico e inatteso.

Giacarta è la città più popolosa al mondo

Giacarta, in Indonesia, sorpassa Tokyo e diventa la città più popolosa del pianeta. Non si tratta di un semplice cambio di classifica, ma del ritratto di quanto si stia muovendo veloce l’urbanizzazione asiatica. Secondo il nuovo report dell’ONU, che osserva la continuità ininterrotta del cemento e delle persone, nel 2025 Giacarta ospita una comunità che sfiora i 42 milioni di abitanti.

Se le vecchie mappe la confinavano a un’area metropolitana “ufficiale” di appena 12 milioni, la realtà che emerge è quella di un continuum urbano inarrestabile. Decine di milioni di persone non si fermano ai confini amministrativi, ma si riversano ogni giorno nel caos elettrico della capitale, creando un unico, gigantesco ecosistema umano.

La nuova classifica delle città più popolose del mondo

Nove delle dieci città più popolose del mondo sono asiatiche. Questo continente non solo cresce, ma accelera in modo spettacolare, offrendo ai viaggiatori scenari in continua evoluzione, da Dacca (al 2° posto) a Manila e Seoul, che entrano prepotentemente nella vetta mondiale. Le città presenti in questa nuova classifica sono le destinazioni dove si sperimenta il futuro in tempo reale.

Mentre i giganti asiatici si contendono il primato, l’Italia rimane fuori dalla classifica. Nella fotografia urbana del presente, e soprattutto del futuro, il nostro Paese è completamente assente dalla categoria delle megalopoli. Nessuna città italiana supera la soglia dei 10 milioni di abitanti, né si avvicina.

Inoltre, l’Italia viene citata anche tra i Paesi e le aree, tra cui Cina, Germania e Polonia, dove si sperimenteranno sostanziali perdite di popolazione urbana che supereranno il milione entro il 2050.

In generale, questa è la classifica delle città più popolose al mondo:

  1. Giacarta, Indonesia
  2. Dacca, Bangladesh
  3. Tokyo, Giappone
  4. Nuova Delhi, India
  5. Shanghai, Cina
  6. Guangzhou, Cina
  7. Il Cairo, Egitto
  8. Manila, Filippine
  9. Kolkata, India
  10. Seoul, Corea del Sud

Volare gratis in Giappone? È possibile per un breve periodo

Par : losiangelica
26 novembre 2025 à 07:30

Il Giappone continua a esercitare quel fascino magnetico che unisce futurismo e tradizione, sushi bar illuminati al neon e santuari immersi in boschi millenari. Oggi c’è un motivo in più, sorprendente e quasi irripetibile, per mettere da parte le esitazioni: una promozione che permette di esplorare il Paese del Sol Levante senza costi aggiuntivi per i voli interni, creando itinerari che sembrano usciti da un’agenzia di viaggi su misura.

Non si tratta di una leggenda urbana né di un concorso dall’esito improbabile. La realtà è molto più concreta: ANA, la compagnia aerea giapponese premiata per il suo servizio a cinque stelle, insieme alla Japan National Tourism Organization, ha messo in campo un’iniziativa pensata per dare ai viaggiatori europei l’opportunità di oltrepassare i classici triangoli Tokyo–Osaka–Kyoto e avventurarsi oltre gli orizzonti delle brochure patinate.

Per un tempo limitato, chi acquista un volo intercontinentale verso Tokyo in classe Economy potrà includere voli interni all’interno dello stesso biglietto senza costi aggiuntivi. E nel mezzo, un regalo che nessuna guida turistica potrà mai offrire: la libertà di costruire un viaggio modulare, con stopover di 24 ore o più nella capitale, per respirarne il ritmo frenetico prima di ripartire verso una nuova storia.

Come si vola gratis in Giappone

Per anni il turismo straniero ha seguito una traiettoria prevedibile, quasi automatica. Tokyo come porta d’ingresso, Kyoto come tappa obbligata e Osaka come deviazione gastronomica, ma in realtà ci sono tante altre meraviglie da scoprire. Dai paesaggi montani di Tohoku all’isola paradisiaca di Kyushu, arrivando all’arcipelago di Okinawa… c’è l’imbarazzo della scelta.

Tohoku e il castello di Hirosaki
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Castello di Hirosaki innevato, Tohoku

La promozione nasce esattamente da qui, dal desiderio di riequilibrare i flussi turistici e dare respiro ai luoghi che rischiano di essere soffocati dal successo. Con oltre quaranta aeroporti collegati, ANA detiene la rete domestica più ampia del Paese. Un biglietto internazionale che apre le porte a uno o più scali interni senza costi aggiuntivi, rendendo l’idea di un “Grand Tour del Giappone” non solo romantica, ma maledettamente accessibile.

Come accade per tutte le occasioni esclusive, esiste una finestra temporale precisa. Le partenze coinvolte sono quelle dall’Europa verso Tokyo, in classe Economy, e il periodo per usufruire dei voli domestici inclusi è limitato ai mesi invernali tra fine novembre 2025 e fine gennaio 2026. Una stagione particolare, in cui il Giappone mostra due volti opposti: quello dei nevai e dei festival della neve a nord, e quello dei cieli tersi e delle temperature miti nelle isole meridionali.

In Giappone con un volo diretto dall’Italia

L’operazione ha un sapore simbolico ancora più intenso per chi parte dall’Italia. Il collegamento diretto Milano/Tokyo Haneda ha festeggiato un anno di operatività e in dodici mesi ha trasportato decine di migliaia di passeggeri, con una domanda costante sia da parte del pubblico giapponese sia italiano. Un volo operato con il Boeing 787-9, tre volte alla settimana, che ha reso la capitale nipponica più vicina di quanto si pensi.

Ma il punto di svolta è tutto nel biglietto. La Tokyo dei grattacieli abbaglianti e dei ramen da consumare seduti al bancone può diventare un preludio a un volo verso la natura selvaggia del nord o verso spiagge di sabbia bianchissima nel sud.

Ha Giang Loop: il viaggio in moto più spettacolare del Vietnam tra culture e scenari UNESCO

Par : elenausai10
25 novembre 2025 à 15:30

I modi per sperimentare appieno la forza di un Paese e assorbirne le bellezza sono infiniti, ma pochi sono paragonabili a un viaggio su due ruote sulle strade panoramiche più belle del mondo. Al volante, si ha il pieno controllo dell’itinerario, guidando e fermandovi dovunque vogliate. Una delle più belle da fare almeno una volta nella vita si trova in Vietnam: stiamo parlando dell’Ha Giang Loop, sinonimo di paesaggi mozzafiato, strade tortuose che abbracciano ripide scogliere calcaree e villaggi pittoreschi nascosti in valli incontaminate dal tempo.

Un viaggio su strada lungo 370 chilometri che si snoda attraverso l’Altopiano Carsico di Dong Van e può essere suddiviso in 3-4 giorni. Se possedete una patente di guida internazionale e siete amanti dell’adrenalina, noleggiate la moto e partite all’avventura in autonomia, altrimenti vi consigliamo di prenotare un tour guidato. In questo caso viaggerete come passeggeri sul retro della moto e vi godrete i paesaggi in tutta tranquillità!

Seppur sia una destinazione molto battuta, vale la pena raggiungerla perché all’altezza delle più alte aspettative. Siete pronti a imbarcarvi in questa avventura? Ecco le tappe più belle lungo l’Ha Giang Loop.

Il villaggio di Du Gia

Annidato tra le maestose montagne calcaree di Ha Giang, il villaggio di Du Gia è un santuario di tranquillità e autenticità, una tappa imperdibile del celebre Ha Giang Loop. Questo rifugio sereno incanta con i suoi vibranti campi terrazzati che si estendono a perdita d’occhio, meticolosamente curati dalle minoranze etniche locali, principalmente H’Mong e Dao.

Qui, la vita scorre in armonia con la natura: i visitatori possono soggiornare in caratteristici homestay tradizionali, assaporare piatti locali e immergersi nella ricca identità culturale del Vietnam del Nord. La vicina cascata di Tham Luong, alta 50 metri, aggiunge un tocco di bellezza selvaggia a questo quadro idilliaco.

Villaggio Du Gia
iStock
Il tranquillo villaggio di Du Gia

Il villaggio di Nam Dam

Un altro villaggio da segnare sull’itinerario, perfetto dove trascorrere la notte, è Nam Dam. Immerso nei paesaggi idilliaci di Quan Ba, il villaggio di Nam Dam è una vibrante enclave culturale abitata dalla minoranza etnica Dao. Questo luogo offre un perfetto equilibrio tra maestose bellezze naturali e ricche esperienze culturali.

Le tradizionali case in legno dei Dao si integrano armoniosamente con campi lussureggianti e imponenti montagne, creando uno scenario incantevole. Pernottare in un homestay è il modo migliore per assaporare l’autentica vita locale: potrete gustare la cucina etnica e osservare da vicino l’artigianato e le pratiche quotidiane della comunità. Durante la stagione delle piogge, una breve escursione vi condurrà a una cascata nascosta.

Il passo di Quan Ba (Heaven Gate)

Situato a 1.500 metri, il passo di Quan Ba è il maestoso ingresso all’Altopiano Carsico di Dong Van. Salendo a questa altitudine, sarete accolti da aria fresca e panorami mozzafiato, dove risaie e campi fioriti creano uno scenario incantevole. Nelle vicinanze si ergono le indimenticabili Montagne Gemelle, un capolavoro naturale la cui forma eterea è avvolta da nubi danzanti.

Queste cime sono intrinsecamente legate a una sacra leggenda locale sull’amore materno. La regione non è solo rinomata per i suoi paesaggi, ma anche per le diverse comunità etniche come H’Mong, Tay e Nung, che ne abitano le remote alture.

Il villaggio di Lolo Chai

Anche il villaggio di Lo Lo Chai è un rifugio idilliaco e culturalmente ricco, abitato principalmente dalla minoranza etnica dei Lô Lô Black e H’Mong. Con le sue 114 famiglie, il villaggio è un luogo dove i valori culturali e spirituali vengono strenuamente conservati. Qui potrete ammirare l’architettura delle case realizzate in mura di terra battuta e l’artigianato tradizionale, come il ricamo e la tessitura del broccato.

La comunità preserva anche un ricco repertorio di musica e danza popolare, tra cui 26 danze eseguite con tamburi di bronzo. Lo Lo Chai è un’oasi di pace, spesso paragonata a un villaggio da favola.

Donna H'Mong
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Una donna appartenente alla minoranza H’Mong

Lung Cu Flag Tower

Questa struttura segna il punto più settentrionale del Vietnam, ergendosi a 1.468 metri sul livello del mare come simbolo di unità e indipendenza nazionale. Con un’altezza di 34,85 metri, questa notevole opera architettonica presenta una forma ottagonale e una base decorata con otto rilievi in pietra che narrano la storia vietnamita.

In cima, sventola orgogliosamente una bandiera rossa con stella gialla di 54 metri quadrati, che rappresenta l’unità delle 54 etnie del Paese. Costruita originariamente durante la dinastia Ly, la torre è oggi un amato patrimonio culturale e un’attrazione turistica popolare, offrendo viste panoramiche mozzafiato.

Il fiume Nho Que

Tra le meraviglie da non perdere sull’Ha Giang Loop c’è il fiume Nho Que. La vista più spettacolare si ottiene dal passo Ma Pi Lèng, dove ammirerete panorami mozzafiato che si estendono per migliaia di metri nell’abisso sottostante. Tuttavia, la vera magia si rivela quando si scende per navigare in barca sul fiume.

Le sue fresche e azzurre acque offrono l’opportunità di immergersi completamente nel paesaggio circostante, ammirando le pareti rocciose da una prospettiva unica. Con due porti turistici che offrono diverse opzioni, l’esplorazione del fiume Nho Que e la conquista di Ma Pi Lèng regalano momenti indimenticabili di bellezza incontaminata.

Fiume Nho Que
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Il fiume Nho Que immerso in un’atmosfera mistica

Dinh Vua Meo

Conosciuto anche come Dinh Vua Meo, il Palazzo del Re H’Mong è una grandiosa testimonianza storica situata nella valle di Sa Phin, a Dông Văn. Costruito alla fine del XIX secolo da Vương Chính Đức, il “Re H’Mong”, questo complesso fortificato è un capolavoro architettonico unico. La sua struttura fonde armoniosamente elementi delle culture H’Mong, francese e cinese, ed è strategicamente posizionata in una valle con una topografia a forma di guscio di tartaruga, pensata per una difesa ottimale e un buon feng shui.

Realizzato in pietra e legno per resistere al tempo e ai conflitti, il palazzo serviva sia da dimora che da base difensiva. Ancora oggi, la sua complessa struttura, divisa in tre zone e composta da 64 stanze, conserva il fascino originale, offrendo uno sguardo affascinante sulla vita e il potere di questa dinastia locale.

Dove si trova l’Ha Giang Loop e come arrivarci

L’Ha Giang Loop è un leggendario percorso motociclistico che si snoda attraverso la provincia di Ha Giang, la più settentrionale del Vietnam. Questa regione confina con la Cina ed è Patrimonio UNESCO. Per raggiungere il punto di partenza, la città di Ha Giang, la maggior parte dei viaggiatori parte da Hanoi o Sapa.

L’opzione più comune è un autobus notturno con cuccetta; una volta arrivati, è possibile noleggiare una moto o assumere un guidatore locale per intraprendere questo epico viaggio, un’avventura che richiede circa 3-5 giorni.

Islas de Gigantes, il segreto meglio custodito delle Filippine

23 novembre 2025 à 17:30

C’è un punto, nel cuore caldo e luminoso dell’arcipelago filippino, in cui il mare sembra sciogliersi in una tavolozza di blu e turchese e la vita scorre in un ritmo lento, allegro, irresistibilmente contagioso. Le Islas de Gigantes non sono soltanto un luogo: sono un’atmosfera in cui immergersi totalmente ed è per questo motivo che questo angolo territorio meriterebbe davvero di stare sotto ai riflettori.

È il profumo di pesce appena grigliato che invade le strade o la scioglievolezza del lechon di Cebu, i colori accesi dei mercati, le canzoni che riecheggiano dalle case e il sorriso dei pescatori che racconta storie di mare e di leggende antiche. Ancora lontane dal turismo di massa che affolla le mete più inflazionate del Sud-Est Asiatico, queste isole rimangono un piccolo miracolo tropicale: bellissime, autentiche, sorprendentemente ricche di cultura e, dettaglio non trascurabile, arricchite da una cucina che fonde, con una naturalezza quasi magica, influenze spagnole, tradizioni cinesi e sapori locali.

Un paradiso che forse non gode della fama che meriterebbe, ma che conquista chiunque abbia la fortuna di metterci piede.

Filippine, i miti di Iloilo e le spiagge delle “Gigantes”

La provincia di Iloilo, nel pieno centro geografico dell’arcipelago, è spesso definita “il cuore delle Filippine” non solo per la mappa, ma per la sua identità pulsante e stratificata. Per secoli è stata uno dei porti più importanti del Paese, crocevia di commerci, culture e sapori. Questo passato vibrante si riflette ancora oggi nella vita quotidiana: dal ritmo dei centri cittadini alle ricette locali cariche di storia.

A poche miglia dalla costa, le Islas de Gigantes si distendono come un arcipelago sospeso tra realtà e mito. Il loro nome nasce da una leggenda riportata ai coloni spagnoli, secondo la quale sulle isole sarebbero stati trovati resti di ossa enormi e vere e proprie bare giganti – curiosità: ai giganti delle Filippine si lega anche la storia delle Chocolate Hills, infatti!

Le spiagge sono bianchissime, il mare trasparente, le formazioni rocciose scolpite dal vento creano scorci scenografici e le lagune interne sembrano disegnate per sorprendere. Qui il turismo internazionale è ancora una presenza discreta: niente folle, niente caos, solo pace, natura e una quantità esagerata di frutti di mare freschissimi, tra cui le celebri capesante, vendute ovunque a prezzi irrisori.

 Visayas, la regione “più gentile” delle Filippine

Sapevate una curiosità? Persino i filippini stessi ritengono le persone di Visayas le più cortesi e gentili della nazione! Immaginate l’accoglienza, dunque, dal momento che le Filippine sono già tra i Paesi più ospitali e con il popolo più sorridente.

A Cebu si vive una delle esperienze marine più emozionanti: lo snorkeling accanto agli squali balena, “spaventosi” ma in realtà docili. Questi “giganti gentili” nuotano con eleganza a pochi metri dai visitatori, regalando momenti che restano impressi per sempre. Non mancano poi immersioni tra banchi di sardine e una biodiversità marina che sembra uscita da un documentario. Cebu, inoltre, vi stupirà con la sua scena gastronomica di incredibile bontà.

Cebu, squali balena, Filippine
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Snorkeling con squali balena a Cebu

Da qui si può proseguire verso Bohol, isola celebre per due meraviglie naturali uniche. La prima sono, appunto, le Chocolate Hills, centinaia di colline tondeggianti che durante la stagione secca diventano color cioccolato: un paesaggio così strano e perfetto che sembra disegnato. La seconda è il santuario dei tarsier, minuscoli primati dagli occhi enormi e dolcissimi, considerati uno dei simboli più teneri delle Filippine. Silenziosi, schivi, protetti: osservarli da vicino è un privilegio che emoziona senza bisogno di aggiungere parole.

Infine, certo, non ci sono Filippine senza mare: ecco perché Boracay, regina delle Filippine e meta celebre in tutto il mondo, è la tappa marina per eccellenza se si viaggia verso il territorio di Visayas. La sua White Beach, lunga quattro chilometri, è il perfetto antidoto allo stress e un palcoscenico ideale per tramonti spettacolari. Nonostante la popolarità, l’isola conserva un fascino unico e una palette di colori che lascia senza parole: inoltre, Boracay è stata chiusa per un bel po’ (l’overtourism l’aveva resa alquanto invivibile per il governo filippino) e di recente è rinata ancora più bella e ricca di intrattenimento rispetto al passato.

Il periodo perfetto per visitare questa regione? La stagione secca, da novembre a maggio, rimane la più indicata, ma queste aree centrali godono di un clima stabile tutto l’anno: febbraio, però, è il mese ottimale, quando l’estate non è ancora arrivata e le temperature massime sono di circa 33 gradi centigradi.

Black Friday crociere: sconti e itinerari meravigliosi da non perdere

21 novembre 2025 à 17:45

Il Black Friday non è più soltanto il momento perfetto per acquistare tecnologia o moda a prezzi scontati: negli ultimi anni è diventato anche una delle occasioni più attese per chi sogna una vacanza senza spendere una fortuna.

Le principali compagnie di navigazione hanno lanciato promozioni dedicate che permettono di programmare un viaggio con notevoli vantaggi economici, itinerari ampliati e servizi aggiuntivi inclusi. Le offerte coinvolgono ogni genere di esperienza, dalle rotte classiche nel Mediterraneo alle atmosfere esotiche dei Caraibi, passando per i mari del Nord Europa, le Canarie, gli Emirati e le traversate oceaniche.

Costa Crociere

Costa Crociere arriva al Black Friday con un’offerta pensata per rendere i suoi itinerari più accessibili. Fino al 1° dicembre 2025 sarà possibile prenotare una crociera di otto giorni a partire da 399 euro a persona, scegliendo tra rotte molto diverse tra loro: dalle Canarie ai Caraibi, fino al Mediterraneo e al Nord Europa. La promozione consente anche di aggiungere un pacchetto bevande a tariffa speciale, pensato per rendere più completa l’esperienza a bordo.

Costa mantiene una forte presenza nel Mediterraneo occidentale con Costa Smeralda, che continua a navigare tra Italia, Francia, Spagna e Tunisia. Costa Toscana introduce invece due novità. La prima è l’itinerario dedicato ai “Golfi d’Italia”, una rotta di otto giorni proposta fino a dicembre 2025 che attraversa Provenza, Catalogna, Golfo di Napoli e Cinque Terre. La seconda novità è rappresentata dalle crociere di dodici o tredici giorni disponibili da gennaio 2026, che conducono dalla costa andalusa a quella nordafricana, con tappe come Malaga, Alicante, Tunisi e Tangeri.

Per chi desidera inseguire il sole anche nei mesi più freddi, Costa Fortuna propone l’itinerario alle Canarie, che abbraccia l’intero arcipelago includendo anche Madeira e una sosta in Marocco. È la prima volta che, grazie a una formula volo+crociera con partenza da Tenerife e Las Palmas, si possono visitare sei isole in otto giorni.

L’offerta dedicata ai Caraibi resta una delle più complete. Costa Pacifica e Costa Fascinosa presentano tre itinerari differenti: uno dedicato a Santo Domingo e all’esclusiva Catalina Island, un secondo che intensifica l’esplorazione con cinque scali nella sola Repubblica Dominicana e un terzo che permette di scoprire fino a sei isole delle Antille.

La compagnia guarda già anche all’estate 2026, con itinerari nel Mediterraneo e nel Nord Europa a bordo di Costa Diadema e Costa Favolosa: le crociere dureranno da sette a quindici giorni e saranno abbinate a un piano voli completo da tutta Italia. A queste si aggiungono le transatlantiche e i viaggi di posizionamento, ideali per chi ama vivere il tragitto stesso come un’esperienza.

MSC Crociere

MSC Crociere torna protagonista del Black Friday con una delle sue iniziative promozionali più ampie degli ultimi anni. Prenotando entro il 1° dicembre, i viaggiatori possono ottenere sconti fino al 50% su una vasta selezione di crociere valide per il 2027, un vantaggio che permette di programmare con estrema tranquillità e tariffe particolarmente favorevoli.

Le destinazioni spaziano dal Mediterraneo alla magia dei Caraibi e delle Antille, passando per gli Emirati e i fiordi del Nord Europa. Non mancano le Canarie, che continuano ad attrarre grazie al loro clima mite e ai contrasti vulcanici. Per molte rotte è possibile optare per soluzioni con voli e trasferimenti inclusi, utili soprattutto per chi preferisce un viaggio più semplice da organizzare.

MSC propone anche il “Black Friday con Bevande”, che permette di avere consumazioni incluse per tutta la durata della crociera, così da rendere il viaggio più spensierato. Nella promozione rientra inoltre lo Yacht Club, la sezione più esclusiva delle navi MSC, caratterizzata da ambienti riservati e servizi personalizzati, ora accessibile con condizioni economiche più vantaggiose.

Panorama della Baia di Los Cristianos a Tenerife
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Splendida veduta di Los Cristianos, Tenerife

Royal Caribbean

Royal Caribbean si distingue con una promozione lampo attiva fino all’8 dicembre 2025. Gli sconti sono consistenti: le tariffe possono essere ridotte fino a 1.000 euro, un incentivo importante per chi sogna navi tecnologiche, intrattenimento d’eccellenza e un’ampia offerta gastronomica. Un ulteriore vantaggio è la possibilità di aggiungere un terzo e un quarto ospite a partire da 99 euro, una condizione ideale per famiglie e gruppi di amici.

Oltre alle riduzioni sulle crociere, Royal Caribbean prevede sconti fino al 50% sui servizi extra, dai pacchetti bevande al Wi-Fi, fino alle escursioni. A rendere ancora più interessante la proposta è il pacchetto “All-In”, disponibile da 85 euro a persona al giorno. Include consumazioni illimitate grazie al programma Unlimited Sips, il pacchetto Unlimited Dining, che permette di cenare ogni sera nei ristoranti di specialità e di pranzare nei giorni di navigazione in quelli dedicati, e la connessione VOOM Surf & Stream per un dispositivo, garantita anche durante le soste nella celebre isola privata Perfect Day at CocoCay.

Norwegian Cruise Line

Norwegian Cruise Line porta nel Black Friday 2025 il suo approccio distintivo, il Freestyle Cruising. Nessun orario rigido, nessuna formalità, solo libertà di scegliere come vivere ogni momento della giornata. Per questa occasione la compagnia propone uno sconto fino al 50% sulle tariffe delle crociere, rendendo accessibili anche itinerari molto richiesti.

Norwegian offre anche la possibilità di aggiungere upgrade ai servizi di bordo a partire da 139 euro a persona, con bevande premium, ristoranti di specialità, Wi-Fi ed escursioni. I bambini possono viaggiare da 149 euro, un incentivo notevole per le famiglie. Completano l’offerta fino a 300 euro di credito volo su una selezione di itinerari e uno sconto aggiuntivo del 5% per i membri del Club Più.

L’Italia si conferma il Paese più desiderato d’Europa

Par : elenausai10
18 novembre 2025 à 12:30

Un connubio irresistibile di storia, arte, enogastronomia e paesaggi mozzafiato: sono questi gli ingredienti che, ancora una volta, hanno incoronato l’Italia come il Paese più desiderato d’Europa per i viaggiatori e lettori del magazine Wanderlust. La ventiquattresima edizione dei prestigiosi Wanderlust Reader Travel Awards 2025, infatti, ha confermato il nostro Paese sul gradino più alto del podio, sottolineando un fascino che resiste in modo inossidabile al tempo e alle nuove tendenze.

Nelle altre categorie, invece, spiccano tra le tante destinazioni Giappone, Buenos Aires e Istanbul.

L’Italia è il Paese più desiderato per il secondo anno consecutivo

Il premio come Destinazione più desiderata d’Europa è andato all’Italia per il secondo anno consecutivo, un risultato che dimostra l’amore dei lettori di Wanderlust per il nostro Paese. A incantare i viaggiatori è il mix di paesaggi mozzafiato, ricche tradizioni culinarie ed esperienze culturali indimenticabili. È una destinazione che non si limita a soddisfare le aspettative, ma le supera a ogni visita, offrendo infinite opportunità che vanno ben oltre le rotte più battute.

Dalla maestosità delle Dolomiti alle coste della Puglia, fino ai vigneti del Piemonte, la sua capacità di offrire sia grandi classici che perle emergenti la rende una scelta sempre attuale per chi cerca un viaggio che sia, al tempo stesso, profondamente rilassante ed emozionalmente ricco.

Le altre mete premiate

Oltre al trionfo italiano, gli Wanderlust Reader Travel Awards 2025 hanno celebrato altre destinazioni imperdibili in diverse categorie, delineando la mappa dei desideri dei viaggiatori globali.

Il titolo di Most Desirable Country (World) è in Asia, con il Giappone che ha conquistato l’oro per la prima volta in oltre un decennio. La sua vittoria riflette una crescente curiosità per un Giappone meno noto, che spazia dalle isole remote di Okinawa ai santuari di montagna di Nagano.

Per quanto riguarda le aree urbane, la categoria Most Desirable City (World) ha visto il successo a sorpresa di Buenos Aires. La capitale argentina è stata celebrata per la prima volta grazie alla sua vibrante scena creativa, la cultura dei caffè e la rinascita del tango. In Europa, invece, la città più desiderata è risultata Istanbul, che dopo l’argento dello scorso anno ha conquistato l’oro come Most Desirable City (Europe), dove viene premiato il mix unico di storia, culture e modernità.

Tra le isole, il titolo di Most Desirable Island (World) è andato alle Isole Galápagos, emblema della biodiversità e dell’ecoturismo. L’Irlanda, invece, si è riaffermata come la Most Desirable Island (Europe). Si nota un crescente interesse per le destinazioni meno convenzionali, come l’Albania, riconosciuta come Most Desirable Emerging Destination.

Infine, per le categorie tematiche, la Grecia ha conquistato l’oro come Most Desirable Destination for Culture & Heritage, mentre il Sudafrica ha trionfato per la Nature & Wildlife.

Menzione speciale va a Dubrovnik, che, oltre ad aver conquistato l’argento nella classifica delle città europee, ha ricevuto uno Special Award per le sue iniziative volte a gestire il turismo in modo responsabile e a contrastare l’eccessivo afflusso, dimostrando che la conservazione del patrimonio e il turismo sostenibile possono coesistere.

Alle Isole Daymaniyat c’è l’Oman più autentico, tra barriera corallina e silenzi selvaggi

17 novembre 2025 à 17:00

Il Golfo di Oman possiede angoli che sembrano rifiutare qualunque compromesso. Le Isole Daymaniyat ne sono l’esempio più concreto: un arcipelago piccolo, brullo e di un’eleganza naturale che non fa sconti. Le nove isole affiorano dall’acqua con una semplicità che sorprende, segnate da un mare chiaro e da scogliere asciutte.

La prima impressione è quella di un santuario isolato dal resto del mondo, privo di insediamenti, strutture e regolato da un equilibrio antico. Qui la vita continua con un ordine che il vento non riesce a intaccare, mentre tartarughe, uccelli marini e coralli costruiscono un territorio che l’Oman protegge con fermezza.

Storia e geografia delle Daymaniyat

Le Daymaniyat compaiono nel Periplus Maris Erythraei, documento ellenistico che cita le Calaei Islands in relazione agli scambi che collegavano l’India, la penisola arabica e la città di Kalhat. È probabile che le comunità costiere utilizzassero questi affioramenti come riferimento nella navigazione lungo il margine occidentale dell’Oceano Indiano. La storia non lascia strutture visibili, però conserva un’eredità fatta di rotte, correnti e punti di appoggio che oggi possiamo solo ricostruire attraverso testi e toponimi.

L’arcipelago si trova nel Wilayat Al-Seeb, nel governatorato di Muscat, a circa 18 chilometri dalla costa di Barka e a 70 dalla Capitale. Le isole principali sono Kharabah, Huyoot e Al Jabal Al Kabeer, divisa a sua volta in Um Al Liwahah e Al Jawn. L’area totale supera di poco i cento ettari: una superficie ridotta, ma resa preziosa dall’ambiente marino che la circonda.

Isole Daymaniyat, arcipelago Oman
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Una spiaggia da sogno delle Isole Daymaniyat

Dal 1996 le isole sono riserva naturale, accessibile solo con permessi e regolamenti rigidi. Qui nidificano tartarughe verdi ed embricate, sostano e si riproducono sterne, gabbiani fuligginosi e falchi della regina. Le barriere coralline includono specie rare e colonie vaste, alimentate da acque limpide che favoriscono un’eccezionale varietà di pesci tropicali.

Cosa fare e vedere alle Isole Daymaniyat

Una visita alle Daymaniyat consente di vivere un contatto diretto con un ambiente marino che, nel corso dei secoli, ha conservato autenticità e silenzio. L’arcipelago non ha servizi, sentieri e non è nemmeno predisposto per esplorazioni a terra se non in periodi circoscritti. L’esperienza di viaggio, quindi, si concentra sul mare, sulle coste e sulla fauna che caratterizza la riserva.

Snorkeling tra coralli e pesci tropicali

I fondali presentano un caleidoscopio di formazioni coralline con una visibilità che, nella maggior parte dei casi, è sorprendente per chi arriva da altre zone della regione. Le acque, con gradazioni che spaziano dal turchese pallido delle zone più basse al blu pieno dei canali interni, invitano a godersi la magia dell’ambiente con il massimo del rispetto.

Tra le strutture coralline si muovono pesci chirurgo, pesci pappagallo, farfalle di mare e piccoli banchi che cambiano direzione all’unisono. In diversi periodi dell’anno le tartarughe verdi attraversano gli stessi tratti in cerca di praterie e rifugi, creando incontri frequenti e mai banali.

Immersioni in aree protette

Gli amanti delle immersioni trovano il loro personale paradiso, ma anche un ambiente regolamentato. A nord il fondale scende fino a trenta metri, con pareti che rivelano la stratificazione della barriera e la presenza di gorgonie e madrepore. A sud le profondità restano più contenute e permettono un approccio adatto anche a chi è alle prime armi.

In zona l’acqua è tendenzialmente calma per lunghi tratti e il fondale sabbioso dà vita ad aree ideali per osservare razze, murene e piccoli predatori. In estate aumenta la possibilità di incontrare lo squalo balena: un passaggio lento e imponente che taglia la superficie con movimenti regolari.

Birdwatching tra scogliere e cieli aperti

Le Daymaniyat sono un’Important Bird Area riconosciuta a livello internazionale. Le scogliere e le basse piattaforme rocciose sono la casa di colonie di sterne rosate, sterne bridled e gabbiani fuligginosi. La stagione riproduttiva richiama anche i falchi della regina, che controllano i promontori con una precisione quasi geometrica. I periodi più intensi vanno da primavera a inizio autunno, quando l’arcipelago diventa uno dei siti ornitiologici più interessanti del Golfo.

Escursioni in barca tra acque limpide e coste frastagliate

La navigazione attorno alle isole è un modo efficace per apprezzarne la struttura. Queste, infatti, presentano scogliere piatte, piattaforme calcaree e brevi archi naturali. Un alternarsi che crea un paesaggio essenziale, segnato solo da roccia e mare. La luce del mattino mette in evidenza il bianco poroso delle coste, mentre il pomeriggio esalta i contrasti tra acqua e superficie emersa. Alcune uscite prevedono soste in baie protette in cui nuotare in acque calme e trasparenti.

Osservazione delle tartarughe marine (e a volte anche nuoto)

Le spiagge delle Daymaniyat rappresentano uno dei principali siti di nidificazione dell’Oman. Da maggio a ottobre le femmine risalgono la sabbia per deporre le uova. Durante questi mesi lo sbarco non è permesso, però l’osservazione dalla barca rivela un’attività costante lungo i litorali. La stagione successiva alla schiusa genera un movimento sorprendente di piccoli che raggiungono il mare con uno sforzo che non concede pause. Le guide autorizzate gestiscono gli avvistamenti con rispetto e distanze obbligatorie.

Tra le Daymaniyat capita spesso di ritrovarsi affiancati da una tartaruga che sale in superficie per respirare e poi scivola di nuovo nel blu. L’incontro è possibile, ma regolato con attenzione. Le tartarughe qui non sembrano intimorite, ma nonostante questo mantengono le distanze. Talvolta si avvicinano e passano lente, lasciando qualche secondo sospeso che vale l’intera traversata dal continente. Basta restare fermi, lasciare che sia il mare a decidere l’incontro e non forzare nulla: è questo rispetto silenzioso a rendere il momento autentico.

Come raggiungere le Isole Daymaniyat

La partenza più pratica è Al Mouj Marina, a Muscat. Da qui le barche autorizzate impiegano circa 40-50 minuti. Il permesso del Ministero dell’Ambiente è obbligatorio e viene gestito dai tour operator. Le regole limitano i gruppi a un massimo di dodici persone, con un tetto di permanenza che non supera i cinque giorni per chi pratica campeggio regolamentato. Le tariffe variano tra visitatori locali e stranieri, con costi più alti per chi non è residente. L’accesso diretto senza organizzazione non è previsto.

Quando andare alle isole Daymaniyat

La stagione più stabile va da ottobre ad aprile, con mare generalmente più tranquillo e temperature piacevoli. L’estate porta correnti più calde e un’attività maggiore degli animali marini, inclusi gli squali balena. Da maggio a ottobre le isole restano chiuse allo sbarco per proteggere la nidificazione delle tartarughe, però le attività in acqua e la navigazione sono comunque permesse. La scelta dipende quindi dall’esperienza desiderata: acque più fresche e calme nei mesi invernali, una concentrazione più alta di fauna in quelli estivi.

Il Parco di Erawan e il fiume Kwai nella foresta: la Thailandia fuori rotta

16 novembre 2025 à 16:00

C’è una Thailandia un po’ inaspettata e ancora non troppo conosciuta, fatta di fiumi nella foresta, di cascate balneabili, di case galleggianti, sport e animali tropicali. È la Thailandia di Kanchanaburi, a ovest di Bangkok, quasi al confine con il Myanmar, dove la natura si fonde con la storia. Destinazione per un viaggio meno scontato? Il fiume Kwai e il Parco Nazionale di Erawan per un relax immersivo e silenzioso.

Tra storia e natura: la provincia di Kanchanaburi

A circa due ore e mezza da Bangkok, Kanchanaburi è un mondo a parte: una distesa di montagne, fiumi e foreste pluviali che si estende fino al confine con il Myanmar.

Nei dintorni della cittadina si può visitare la celebre Ferrovia della Morte, costruita durante la Seconda guerra mondiale dai prigionieri di guerra per collegare Bangkok a Rangoon: un’opera durissima, costata la vita a più di centomila uomini, e oggi divenuta simbolo di pace e memoria. Si può attraversare in treno un tratto della ferrovia, visitare l’iconico ponte sul fiume Kwai, i cimiteri e musei che ricostruiscono eventi e dolori di quegli anni; ma la regione vanta anche una delle aree naturali più spettacolari della Thailandia occidentale.

Le sette cascate di Erawan

Il Parco Nazionale di Erawan, fondato nel 1975 e oggi uno dei più visitati del Paese, è un piccolo paradiso di foresta tropicale, grotte e piscine naturali che si fanno spazio in mezzo al verde. Il suo nome deriva dall’elefante mitologico a tre teste della religione induista: le sette cascate che scendono lungo il versante della montagna ricordano proprio la sua forma maestosa.

Parco Nazionale di Erawan
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Una delle sette cascate del Parco Nazionale di Erawan

L’acqua è di un azzurro lattiginoso quasi surreale, dovuto alla presenza di calcare e minerali (diventa un po’ più torbida solo dopo la pioggia che smuove il terreno). Ogni livello ha la sua personalità: le prime cascate sono più accessibili, ideali per chi vuole rilassarsi, mentre le ultime richiedono un po’ di trekking e non sono proprio per tutti. Si cammina lungo un sentiero immerso nella vegetazione, ma ben attrezzato e segnalato, tra alberi di teak e ficus giganti, punti per la pausa e servizi. Camminando, se si presta attenzione, non è raro incontrare farfalle tropicali e scimmie curiose.

Prima di entrare, nel parcheggio, ci sono negozi e ristoranti, ma anche nel parco si trovano bar per snack e bibite. Poco dopo l’ingresso, prima delle cascate, c’è un punto per ritirare i giubbotti di salvataggio (20 Baht per l’intera giornata), che sono obbligatori per fare il bagno. Tutte le piscine naturali sono balneabili; dalla seconda alla quarta senza particolari difficoltà. Chi arriva al settimo livello può tuffarsi in piscine naturali dove l’acqua è fresca e trasparente, tra piccole grotte e rocce levigate, quasi in solitudine perché in pochi arrivano fino a sopra. Un consiglio: non fatevi impressionare dai pesci grandi, e neanche dai pescetti piccolini che sembrano pizzicare i piedi proprio vicino alla roccia; una volta in acqua vi lasceranno stare e ci si potrà godere uno dei più bei bagni di sempre.

thailandia Parco di Erawan
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Le piscine naturali del Parco di Erawan

Dormire sul fiume Kwai

Oltre alle cascate, una delle esperienze più magiche è quella di dormire sul fiume Kwai, nelle tradizionali raft houses o nei lodge galleggianti immersi nella giungla. Le Jungle Rafts, per esempio, sono eco-lodge galleggianti costruiti in legno di bambù, privi di elettricità, illuminati solo da lanterne e candele. Alcune strutture sono semplici e romantiche, altre offrono tutti i comfort di un resort, ma tutte condividono la stessa vista: il fiume che scorre lento, i rumori della foresta, le luci che si riflettono sull’acqua. I “villaggi” si raggiungono con barchette che partono dal porticciolo di Phutakien Pier. Ovviamente non ci si deve stupire per l’incontro ravvicinato con qualche animale tropicale, come scimmie, varani o serpenti, e al mattino potrebbe esserci un elefante che si bagna nel fiume a dare il buongiorno. Al tramonto, quando la foresta si tinge d’oro, si capisce davvero cosa significhi “fuori rotta”: non ci sono suoni artificiali, solo il respiro del fiume e i richiami degli uccelli.

fiume Kwai thailandia
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Un elefante nelle acque del fiume Kwai

Cosa fare: escursioni e sport

Dai resort partono diverse esperienze fluviali più o meno avventurose, per tutti i gusti e per ogni età: dal bamboo rafting, la discesa del fiume su una zattera di bambù, alle gite in kayak o in barca fino alle cascate di Sai Yok Yai, nel vicino Sai Yok National Park. In barca si può risalire anche fino alla Lawa Cave, una grotta profonda e misteriosa.  All’interno, stalattiti e stalagmiti formano colonne naturali che brillano alla luce delle torce: secondo le leggende locali, la grotta era abitata da spiriti e animali sacri.

thailandia fiume Kwai
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bamboo rafting, la discesa del fiume su una zattera di bambù

Tra le attività più amate c’è la zipline del Tree Top Adventure Park, un percorso sospeso tra gli alberi con passerelle, ponti e funi che offrono panorami mozzafiato sulla giungla. Oppure si può pedalare lungo i sentieri che costeggiano il fiume con un tour in mountain bike, fermandosi nei piccoli villaggi dove il tempo sembra essersi fermato.

Molti resort propongono anche esperienze più lente e tradizionali, come la pesca al tramonto, le passeggiate a dorso d’elefante nei centri etici o i laboratori di cucina thailandese con ingredienti locali. Per i più audaci, il kayak notturno è tra cielo e acqua.

fiume Kwai
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Navigazione sul fiume Kwai

Quando andare e come arrivare

Il periodo migliore per visitare il Parco di Erawan e il fiume Kwai va da novembre a marzo, quando il clima in Thailandia è generalmente secco e piacevole. Ma anche durante la stagione delle piogge, da giugno a ottobre, il paesaggio si trasforma: la foresta è più verde, le cascate sono al massimo della loro portata e i rovesci durano spesso solo poche ore.

Da Bangkok, Kanchanaburi si raggiunge facilmente in treno, bus o auto privata in circa due ore e mezza. Da qui partono le escursioni giornaliere per Erawan National Park, Sai Yok, Lawa Cave e per i resort lungo il fiume.

Dream of the Desert, itinerari e prezzi del lussuoso treno del deserto

15 novembre 2025 à 12:25

L’annuncio dell’apertura ufficiale delle pre-reservation per “Dream of the Desert” segna un momento chiave per l’evoluzione del turismo di lusso in Arabia Saudita. Arsenale S.p.A., azienda italiana specializzata nella creazione di esperienze ferroviarie di alta gamma, presenta al pubblico internazionale il suo primo progetto extra-europeo completamente realizzato in Italia, destinato a rivoluzionare il concetto di viaggio su rotaia nell’intero Golfo.

A partire dalla fine del 2026, il treno ultra-lusso attraverserà il cuore della penisola arabica, per offrire ai passeggeri un itinerario immersivo tra paesaggi desertici, siti archeologici millenari e ospitalità d’élite.

La collaborazione tra Italia e Arabia Saudita

La presentazione ufficiale è avvenuta durante Tourise, appuntamento internazionale dedicato al turismo di alta gamma, dove Arsenale ha siglato due accordi fondamentali con la Saudi Tourism Authority e il Tourism Development Fund.

Si tratta di un doppio Memorandum of Understanding che consolida l’alleanza tra il know-how italiano e la visione strategica saudita, e pone le basi per un progetto sostenuto sia in termini di finanziamento sia di promozione globale.

L’obiettivo condiviso è quello di dare vita a un nuovo modello di turismo esperienziale che unisca lusso, cultura e sostenibilità, contribuendo al percorso di trasformazione del Regno avviato con la Vision 2030.

Un treno Made in Italy pensato per il deserto saudita

L'elegante interno del treno Dream of the Desert
Credits Stephan Juillard Ufficio Stampa
L’elegante interno del treno Dream of the Desert

Il valore simbolico e culturale del progetto si riflette nella sua intera realizzazione, affidata a maestranze italiane negli hub di Brindisi e Bergamo.

Le quattordici carrozze compongono un ambiente che fonde precisione tecnologica, comfort contemporaneo e estetica ricercata, dando vita a 31 suite e due suite Reali per un totale di 66 ospiti. Gli interni, progettati dall’architetta Aline Asmar d’Amman e dal suo studio Culture in Architecture, reinterpretano il design italiano con riferimenti all’ospitalità saudita, in un dialogo costante tra due mondi culturali. Ogni vagone diventa così una galleria viaggiante, dove materiali, decorazioni e geometrie rimandano alle tradizioni del Regno e alle linee pulite del lusso italiano.

Cinque itinerari per scoprire il Regno

La proposta di viaggio è articolata in cinque itinerari tematici che permettono di esplorare altrettante sfaccettature del paesaggio saudita e della sua identità culturale.

Il percorso “The Northern Sands” accompagna i passeggeri per tre giorni da Riyadh ad Al Jouf, tra antiche fortezze e formazioni rocciose ricoperte di incisioni preistoriche, fino a una notte immersiva tra le dune sotto un cielo stellato; “A Taste of AlUla” mette invece in dialogo la modernità della capitale con il patrimonio millenario della regione di AlUla, proponendo un viaggio che culmina in esperienze su misura ideate in collaborazione con AlUla Destination. “Whispers of Jubbah” concentra in due giorni il sito archeologico di Jubbah e la visita di Diriyah, culla storica della nazione.

Dream of the Desert propone anche occasioni pensate per momenti dell’anno significativi: con “Ramadan Nights”, l’esperienza di bordo si trasforma in un momento di raccoglimento e convivialità raffinata, con iftar e suhoor serviti nel silenzio del deserto e una sessione di osservazione delle stelle dopo il pasto serale. Durante l’estate, l’itinerario “Summer Mirage” disegna un breve percorso da e per Riyadh che valorizza il fascino delle atmosfere desertiche nei mesi più caldi, con eventi dedicati, cucina gourmet e un’accoglienza concepita per garantire massimo comfort.

Un lussuoso viaggio di 1.300 chilometri

L'elegante interno del treno Dream of the Desert
Credits Stephan Juillard Ufficio Stampa
Sontuoso salotto del treno Dream of the Desert

Il progetto nasce anche da una solida partnership con Saudi Arabia Railways e coinvolge il Ministero della Cultura, la Saudi Tourism Authority e altre istituzioni nazionali.

L’obiettivo è integrare in ogni dettaglio il patrimonio culturale saudita, e trasformare il tragitto ferroviario in una narrazione itinerante lunga circa 1.300 chilometri. Come ha dichiarato Paolo Barletta, CEO di Arsenale, il treno rappresenta un ponte tra Italia e Arabia Saudita basato su innovazione, artigianalità e valorizzazione del territorio. È un’iniziativa che intende aprire la strada a nuovi progetti condivisi e consolidare la presenza italiana nella mobilità di lusso del futuro.

Pre-reservation, prezzi e modalità di partecipazione

Per accedere alla fase di pre-reservation, già attiva, è sufficiente collegarsi al sito ufficiale e versare un deposito di 3.000 SAR, che garantisce una priorità assoluta nel momento dell’apertura delle prenotazioni definitive. L’importo sarà poi scalato dal prezzo finale del viaggio e consentirà ai partecipanti di ricevere un invito all’esclusivo evento inaugurale che si terrà in Arabia Saudita.

I biglietti partiranno da 30.000 SAR (pari a 6.900 euro) per cabina a notte, con tariffe variabili in base alla durata dell’itinerario e alla data di partenza. Un costo che posiziona “Dream of the Desert” tra le esperienze ferroviarie di lusso più esclusive al mondo, pensata per un pubblico internazionale alla ricerca di un viaggio spettacolare e legato alla scoperta delle terre ancora poco esplorate del Regno.

Perché la Corea del Sud è il viaggio top del 2026

14 novembre 2025 à 13:00

Tra noodles piccanti che spopolano su TikTok, sfide virali a base di Buldak Hot Chicken, video di fan che cantano BTS, Stray Kids o Blackpink e concerti sold‑out da tutto esaurito – anche in Italia, la Corea del Sud è ormai nel radar globale di tutti. La passione per Seul e dintorni non accenna a fermarsi: l’estate 2025 ha visto infatti le Blackpink esibirsi a Milano per la prima volta, attirando migliaia di fan, mentre i social continuano a condividere trend legati al cibo, alla moda e alle serie TV coreane.

Non è solo pop culture: K‑drama, K‑Beauty, street food pazzesco, snack istantanei piccanti e nuove rotte aeree rendono il Paese una meta irresistibile, soprattutto per under 40 e viaggiatori digitalmente connessi. Instagram, reels e TikTok hanno trasformato Seul in un luogo da esplorare, immortalare e condividere, facendo impazzire chi sogna di immergersi nell’universo coreano senza limiti.

Ecco dunque le tendenze principali che rendono la Corea del Sud irresistibile, soprattutto per l’anno nuovo: dalle novità sui voli diretti dall’Italia, ai luoghi simbolici dei K‑drama più amati, fino alle ultime tendenze di K‑Beauty e alla cultura gastronomica che spopola sui social.

Nuovi voli diretti dall’Italia: Seul è più vicina che mai

Udite, udite: dal 31 marzo 2026, la Corea del Sud diventa ancora più accessibile. Asiana Airlines, infatti, collegherà Milano‑Malpensa a Seul‑Incheon tre volte a settimana, ogni martedì, giovedì e sabato. Partenza da Seul alle 13:40 con arrivo a Malpensa alle 20:00 ora locale, e ritorno da Milano alle 22:00 con arrivo a Seul il giorno successivo alle 16:40.

Asiana, inoltre, opererà con uno dei suoi quindici Airbus A350‑900, configurati con 28 posti in business (layout 1‑2‑1) e 283 in economy (3‑3‑3), offrendo così comfort e modernità anche sui voli intercontinentali. Grazie ai 3 voli di Asiana, che si aggiungono ai 4 già operati da Korean Air, il collegamento Milano–Seul diventerà praticamente giornaliero – o quasi!

Questa novità rappresenta un passo in avanti significativo per il turismo italiano verso la Corea del Sud, rendendo il Paese più vicino e accessibile anche per city‑break o viaggi più lunghi. L’esperienza di volo su A350 promette cabine moderne, intrattenimento di bordo e comfort sia in business che in economy, caratteristiche apprezzate dai viaggiatori contemporanei che vogliono vivere un’esperienza completa già prima di atterrare a Seul.

I K‑drama guidano i viaggi: le location più amate

Negli ultimi anni, dunque, la Corea‑mania non accenna a spegnersi: anzi, come già accennato, tra pop band, K‑drama e cultura virale, la musica, la lingua e lo stile di vita coreano sono più vicini che mai. Per molti, il K‑drama è il pretesto perfetto per viaggiare e scoprire la Corea del Sud attraverso le location delle serie che hanno spopolato in Italia.

Jusangjeolli, Jeju, Corea del Sud
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Le scogliere vulcaniche di Jusangjeolli sull’isola di Jeju

Le serie coreane raccontano amori impossibili, amicizie sincere, vendette e redenzioni – oppure storie distopiche, come quella di Squid Game, e si ambientano in scenari spettacolari che diventano veri e propri protagonisti del viaggio. Questo trend fonde turismo e cultura pop, alimentato dal fenomeno Hallyu (letteralmente l’onda di passione coreana). Serie come Crash Landing on You, Hometown Cha‑Cha‑Cha, Itaewon Class, Tastefully Yours e When Life Gives You Tangerines hanno segnato l’immaginario collettivo e guidano i fan verso itinerari emozionanti, dove il viaggio diventa esperienza narrativa e immersiva.

Jeju – protagonista in When Life Gives You Tangerines – è un gioiello naturale e cinematografico. La serie racconta la vita rurale dell’isola, con storie di resilienza e comunità. Oltre alla fiction, Jeju offre sentieri panoramici come il Jeju Olle Trail, scogliere vulcaniche di Jusangjeolli, spiagge bianche come Hamdeok e Hyeopjae e vivaci agrumeti di mandarini. L’isola rappresenta un perfetto mix tra natura, tradizione e scenografie da serie Tv.

La Zona Demilitarizzata diventa teatro romantico e simbolico in Crash Landing on You. Oggi è visitabile con tappe come il Terzo Tunnel, l’Osservatorio Dora e la Joint Security Area di Panmunjom, unendo la narrazione delle serie alla realtà storica. Visitare questi luoghi significa immergersi in una storia reale e potente, senza perdere la magia del drama.

Il villaggio costiero di Gongjin, tra Pohang e Gyeongju, prende vita nella serie Hometown Cha-Cha-Cha, mostrando il volto più autentico della Corea. Mercati del pesce, botteghe colorate, biblioteche affacciate sul mare e spiagge punteggiate da pescherecci offrono un’esperienza intima e immersiva. Gyeongju, ex capitale del regno di Silla, completa il quadro con templi buddhisti, tombe reali e giardini di loto, fondendo storia e vita quotidiana.

Gyeongju, templi, tramonto
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Vista su Gyeongju al tramonto

Seul non può mancare, d’altronde la capitale fonde energia urbana e tradizione. Itaewon Class mette in luce lo spirito multiculturale del quartiere di Itaewon, mentre K‑pop Demon Hunters trasforma la città in un set urbano-fantastico dove idol combattono forze oscure. Tra Coex Mall, Dongdaemun Design Plaza, Bukchon Hanok Village, vie tradizionali di Insadong e il quartiere di shopping di Myeongdong, fino alla romantica Namsan Seul Tower, la capitale si rivela un set cinematografico a cielo aperto, pronto a catturare ogni fan di K‑drama e K‑pop.

I fan dei period drama, invece, troveranno templi, foreste e fortezze come Bulguksa di Gyeongju o le foreste di bambù di Damyang, scenari perfetti per storie ricche di pathos e simbolismo.

Fortezza di Bulguksa, Gyeongju
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Ingresso del tempio alla Fortezza di Bulguksa a Gyeongju

Squid Game mostra infine una Corea cruda, simbolica e urbana: location reali come Seul Land, la stazione di Daejeon o la scala del dormitorio sono mete turistiche oggi affollate da fan e curiosi, che uniscono estetica pop e critica sociale in un turismo contemporaneo unico.

La K‑Beauty spopola e conquista il mondo

La passione per la Corea passa anche dalla pelle. La K‑Beauty, con le sue routine multi‑step, ingredienti avanzati e packaging curato nei dettagli, è ormai un fenomeno globale che ha conquistato anche il pubblico italiano. Le routine coreane prevedono più fasi, dalla detersione doppia alla tonificazione, dai sieri a base di collagene e peptidi alle emulsioni idratanti, fino a maschere notturne che lavorano mentre dormi, creando il cosiddetto glow mattutino. L’obiettivo è ottenere una pelle uniforme, levigata, con pori minimizzati e quel celebre effetto Glass Skin amato dagli idoli K‑pop.

Oggi la K‑Beauty offre prodotti di alta qualità in tutte le fasce di prezzo: dalle linee più accessibili ai trattamenti più esclusivi di nicchia, ancora reperibili soprattutto in Corea senza passare dall’export. Alcuni prodotti permettono di replicare in casa trattamenti che fino a pochi anni fa erano riservati a cliniche specializzate, con risultati visibili e texture innovative. Gli ingredienti chiave includono peptidi, estratti botanici, acido ialuronico e altre formule avanzate studiate per idratare, tonificare e stimolare il rinnovamento cutaneo.

Visitare Seul significa quindi immergersi in un vero e proprio universo di K‑Beauty: negozi specializzati come Olive Young, boutique dedicate e mercati locali offrono la possibilità di scoprire prodotti esclusivi, testare nuove texture e ricevere consigli su misura. Per chi resta in Italia, molte di queste linee sono già disponibili online o in negozi selezionati, ma l’esperienza coreana permette di accedere a formule ancora più di nicchia e a prezzi più vantaggiosi, senza intermediari o costi di importazione.

Oltre ai prodotti da banco, Seul è anche meta per chi desidera approcci clinici e trattamenti professionali: centri estetici e cliniche dermatologiche offrono protocolli innovativi, dai peeling delicati ai trattamenti anti-age, dai percorsi per migliorare elasticità e luminosità fino a sedute con tecnologie high‑tech per tonificare, stimolare il collagene e ottenere una pelle visibilmente più giovane.

In questo senso, la Corea è anche una meta che combina cultura pop, innovazione cosmetica e know-how dermatologico. Non le manca nulla, la amerete sia che siate appassionati di beauty, sia che siate cinefili…o delle buone forchette!

San Siro e stadi delle Olimpiadi, come sono fatti quelli che vincono i premi di design più prestigiosi

11 novembre 2025 à 07:30

In Italia abbiamo stadi leggendari come San Siro a Milano (venduto recentemente a Inter e Milan), Juventus Stadium a Torino e Olimpico a Roma, veri templi del calcio e dello sport. Ma quando si parla di architettura d’avanguardia e design premiato a livello mondiale, il podio si sposta fuori dai confini del Belpaese. Nessuno di questi simboli italiani è infatti riuscito a conquistare un posto tra i vincitori del Prix Versailles 2025, il riconoscimento internazionale che celebra le strutture sportive più belle e innovative del pianeta.

Dalla Germania al Giappone, passando per gli Stati Uniti e la Cina, gli stadi premiati mostrano come lo sport possa fondersi con arte, tecnologia e sostenibilità, trasformando un’arena in un’esperienza urbana e sociale che mantiene un equilibrio perfetto tra benessere, condivisione ed eccellenza. Ecco i sei stadi più belli del mondo: capolavori di architettura contemporanea capaci di ospitare una grande varietà di eventi e che scrivono il futuro dei luoghi sportivi (anche quelli delle prossime Olimpiadi).

SAP Garden Munich, Germania

Un enorme edificio di 62.500 metri quadrati perfettamente integrato con il paesaggio grazie al suo tetto ricoperto di giardini è la struttura ambiziosa del SAP Garden di Monaco di Baviera, in Germania. Progettato dallo studio 3XN, è la casa dell’EHC Red Bull München (hockey su ghiaccio) e del Bayern Monaco (basket). L’arena principale ospita fino a 10.700 spettatori per l’hockey e 11.500 per il basket, grazie a tribune mobili regolabili che garantiscono una visuale perfetta da ogni angolazione.

Lo spettacolo sportivo si unisce a quello delle luci e dei media digitali che trasformano l’atmosfera e non mancano aree VIP, un ristorante, negozi, uffici, sale conferenze e una terrazza panoramica aperta al pubblico, visitabile anche in assenza di eventi sportivi. Un modello di architettura sostenibile, in cui estetica ed efficienza si fondono.

Le Colisée, Francia

A 13 minuti a piedi dall’iconica cattedrale di Chartres, nel cuore della città francese, sorge il nuovo spazio polifunzionale dedicato allo sport e alla cultura premiato ai Prix Versailles per la sua integrazione con il paesaggio e il recupero attento di un’ex area ferroviaria abbandonata. Progettato dallo studio Groupe-6 architectes, questo “colosseo” richiama il suo omonimo di Roma e la sala principale di forma ellittica ricorda i teatri dell’antichità.

Collegata direttamente alla stazione ferroviaria tramite una passerella pedonale, l’arena seminterrata segue la pendenza naturale del terreno, mentre il giardino pensile e la promenade sul tetto, arricchita da piante e spazi verdi, formano un nuovo spazio pubblico che accoglie residenti e visitatori.

Kagawa Prefectural Arena, Giappone

Affacciata sul Mare Interno di Seto, nei pressi della stazione ferroviaria e del terminal dei traghetti di Takamatsu, la Kagawa Prefectural Arena (nota anche come Anabuki Arena Kagawa), in Giappone, comprende tre palazzetti distinti, ognuno con proporzioni specifiche per discipline che spaziano dal basket alle arti marziali.

Progettata dallo studio SANAA, questa struttura moderna unisce sotto un unico tetto ondulato gli spazi della piazza, del parco e del porto, riconnettendo la città al mare. Le palestre sono senza muri e le tribune fungono da confine, mentre ampie vetrate panoramiche permettono alla luce naturale di inondare l’edificio da ogni lato.

Caesars Superdome, USA

Non è nata negli ultimi anni, ma questa struttura, rinnovata dopo i gravi danni subiti dall’uragano Katrina nel 2005, è tornata a risplendere e si guadagna un posto tra gli stadi più belli del mondo. Il Caesars Superdome di New Orleans, la “cattedrale” dei Saints, sorge a breve distanza dal fiume Mississippi ed è uno dei primi stadi coperti del football americano. Non ha perso il suo record: detiene ancora il primato di più grande struttura a cupola fissa del mondo.

Inserito nel Registro Nazionale dei Luoghi Storici nel 2016, è stato ristrutturato dallo studio Trahan Architects, con l’obiettivo di prolungare la vita del complesso, ormai cinquantennale. Le novità inserite? Tre nuovi ingressi con atrio luminoso e accogliente; spazio interno ampliato; rivestimento di alluminio anodizzato con un nuovo design che richiama la forma scultorea dorata iconica dell’esterno del Superdome.

Uno stadio dall’aspetto più moderno e accessibile, dove innovazione e conservazione del patrimonio storico mantengono un perfetto equilibrio.

Caesars Superdome
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Il Caesars Superdome di New Orleans

Xi’an International Football Centre, Cina

Lo stadio e i campi di allenamento del Centro Internazionale di Calcio di Xi’an, situato a Fengdong, porta la firma di Zaha Hadid Architects (che hanno progettato anche una delle stazioni più belle del mondo). Dentro alla struttura a forma di sella, un’arena ultramoderna accoglie fino a 60.000 spettatori.

Non solo sport: questo centro rappresenta anche un nuovo spazio pubblico, con terrazze ombreggiate con vista sulla città e sui monti Qin, aree per il tempo libero e attività di ristorazione aperte ogni giorno sia per i residenti che per i visitatori.

Particolare attenzione è stata posta alla mitigazione dei venti freddi che provengono da nord, dalle linee sinuose dello stadio al materiale traslucido che protegge gli spettatori dalle intemperie e dalla luce diretta del sole, lasciando comunque filtrare la massima quantità di luce naturale.

Intuit Dome, USA

La nuova casa dei Los Angeles Clippers, a Inglewood, in California, sembra una palla da basket che entra nel canestro. Si chiama Intuit Dome e ha un’architettura spettacolare progettata da AECOM.

Costruita in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi estive del 2028, questa imponente struttura dedicata al basket promette un’esperienza immersiva a tutti visitatori, sia grazie al design degli interni sia grazie a murales e sculture di artisti locali di Los Angeles, oltre a diverse opzioni di intrattenimento tecnologico.

I luoghi reali di Fantaghirò, dove è stata girata la fiaba cult degli Anni ’90

Par : marcobaldini
6 novembre 2025 à 17:00

Negli Anni ’90 Fantaghirò ha conquistato intere generazioni con le avventure di una principessa coraggiosa, tra magie, nemici terrificanti e storie d’amore impossibili. La miniserie italiana, ispirata alla fiaba popolare toscana “Fanta-Ghirò, persona bella”, ha saputo creare un mondo fantastico unico grazie non solo alla sceneggiatura e ai personaggi, ma anche alle location mozzafiato in cui è stata girata.

Dalla Repubblica Ceca alla Slovacchia, passando per Cuba e Thailandia, ogni set ha contribuito a costruire l’atmosfera fiabesca che ha reso celebre la saga.

Di cosa parla Fantaghirò

La serie prende spunto dalla fiaba tradizionale toscana, in cui una giovane principessa dimostra coraggio e intelligenza affrontando prove impossibili e conquistando l’amore di un re nemico, portando pace tra due regni. Nella trasposizione di Lamberto Bava del 1991, Fantaghirò diventa una guerriera moderna: indipendente, audace e capace di innamorarsi di Romualdo a prescindere dal suo genere.

I film raccontano le sue battaglie contro forze oscure, streghe malvagie e creature fantastiche, in un mondo che mescola magia, romanticismo e avventura.

Fantaghirò Remo girone
ANSA
Alessandra Martinez e Remo Girone in Fantaghirò

Dove è stato girato

Sebbene gran parte delle riprese siano avvenute all’estero, la produzione, i costumi e la scenografia sono interamente italiane. Grazie alla combinazione di set naturali, castelli fiabeschi e scenografie esotiche, Fantaghirò è riuscita a creare un mondo suggestivo e senza tempo, capace di affascinare ancora oggi chi l’ha amata negli Anni ’90.

Thailandia

Per Fantaghirò 4, alcune scene sono state girate in Thailandia. In particolare nell’antica città museo di Samut Prakan (Mueang Boran), a circa 30km a sud-est di Bangkok. I templi e le architetture orientali hanno contribuito a ricreare il regno di Re Tohor, dove Fantaghirò si reca per fermare il male. Le atmosfere esotiche dei paesaggi tropicali e delle costruzioni storiche hanno fornito uno sfondo perfetto per un racconto fantasy dai toni avventurosi e misteriosi, dando agli spettatori la sensazione di entrare in un mondo lontano e incantato.

Templi dell'antica città di Samut Prakan in Thailandia
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Templi dell’antica città di Samut Prakan

Cuba

Il quinto film della saga, Fantaghirò 5, ha avuto come set principale Cuba, scelto per la sua bellezza naturale e i suoi paesaggi tropicali, ma anche per motivi economici. A raccontarlo fu il regista Lamberto Bava: «Abbiamo scelto Cuba per contenere i costi e dare alla serie un’ambientazione completamente diversa. Qui c’è una scuola di cinema straordinaria, con tecnici preparati e manodopera qualificata. Certo, la burocrazia rallenta un po’ tutto, ma a Cuba non si compra nulla solo con il denaro».

Qui approda il galeone volante del cattivissimo Senzanome e della sua ciurma di arcimboldi vegetali. Tra spiagge, grotte e il Parco forestale metropolitano de L’Avana, sono state girate le scene più spettacolari, incluso il galeone dell’orco mangiabambini. In questo capitolo, Fantaghirò incontra le Memosughe, creature che succhiano i suoi sentimenti, e deve ricostruire la propria vita in un mondo parallelo, lontano dall’amore per Romualdo e dalla sua famiglia.

Parco Avana
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Parco metropolitano dell’Avana a Cuba

Nelle foreste dell’Avana, dove un tempo fu girato il primo Tarzan con Johnny Weissmuller, è stato costruito il galeone pirata in scala reale, mentre gli studi televisivi della Riv, ricavati negli ex locali della Fox, sono stati trasformati in un mondo di magie, streghe e fumi colorati grazie agli effetti speciali di Sergio Stivaletti.

I castelli della Repubblica Ceca

Nonostante le ambientazioni esotiche, i castelli dell’Est Europa restano il cuore della saga. Il castello di Bouzov, in Repubblica Ceca, è stato scelto come dimora di Fantaghirò. La sua architettura gotico-rinascimentale ha regalato alle scene un’atmosfera fiabesca, impreziosita dal celebre pozzo in cui la principessa viene isolata dalle sorelle.

Il castello di Pernstejn ha invece rappresentato la residenza di Romualdo, con torri slanciate e boschi incantati che hanno fatto da sfondo ai momenti romantici della serie. In Slovacchia, il castello di Bojnice ha ospitato le scene del palazzo della Strega Nera, con le sue torri, le mura ricoperte di edera e i giardini incantati. I fiumi, i laghi e le foreste circostanti hanno completato il quadro, rendendo ogni avventura visivamente memorabile.

Castello di Pernstejn
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Castello di Pernstejn

Viaggio a Ho Chi Minh City in Vietnam, la città che non dorme mai

5 novembre 2025 à 15:30

Ho Chi Minh City si porta addosso due nomi. Quello ufficiale, scelto dopo la riunificazione del 1976, e quello che in moltissimi continuano a usare: Saigon. No, non è soltanto nostalgia! Saigon è il volto commerciale, rapido, pragmatico del Vietnam del Sud. Nelle insegne, nelle conversazioni, nei caffè, il nome sopravvive perché descrive meglio il carattere della città.

Oggi la crescita urbana corre veloce: nuovi grattacieli, investimenti stranieri, quartieri che cambiano pelle senza aspettare nessuno. Accanto restano pagode, edifici francesi e mercati che funzionano da decenni. Il risultato è vitalità pura e chi arriva se ne accorge subito: Saigon travolge e basta.

Cosa vedere a Ho Chi Minh City

Ve lo abbiamo detto nel titolo: Ho Chi Minh City non dorme mai. E infatti, pur avendo un centro storico non troppo esteso, attraversarlo richiede pazienza. Traffico continuo, clacson che non mollano mai e marciapiedi presi da scooter e venditori. I quartieri stessi raccontano storie diverse, e ciascuno offre scorci unici della città.

District 1 è il cuore turistico e commerciale, District 3 più residenziale e raccolto, Chinatown (Cholon) un microcosmo a sé con templi e mercati, mentre Thao Dien, lungo il fiume, mostra il volto più moderno e internazionale della città.

War Remnants Museum, District 3

Il War Remnants Museum si trova all’interno di un edificio Anni ’70 e raccoglie immagini di fotoreporter morti in prima linea, resti di ordigni e testimonianze sui civili. All’esterno ci sono elicotteri, carri armati e aerei statunitensi catturati. La strada davanti è trafficata, ma passarvi fa sentire il battito della città mentre si entra in un museo pesante e diretto.

Palazzo dell’Indipendenza (Reunification Palace), District 1

Qui la storia è scattata in un secondo preciso: 30 aprile 1975, quando un carro armato sfondò il cancello nord. L’edificio modernista degli Anni ’60 ha linee nette, poche concessioni decorative. Sale, telefoni e mappe militari sono rimasti intatti, bunker compresi.

Cattedrale di Notre-Dame e Central Post Office, District 1

Due edifici francesi, stessi anni, ma due caratteri diversi.

  • Cattedrale di Notre-Dame: mattoni rossi importati da Marsiglia, campanili gemelli e interno sobrio.
  • Posta Centrale: progettata da Gustave Eiffel (anche se secondo alcuni la paternità è da attribuire all’architetto francese locale, Alfred Foulhoux), ha tetto ad arco, soffitto verde, banconi di legno e busti di scienziati francesi. È ancora un ufficio vero, con gente che entra e esce, scooter parcheggiati davanti, rumore di clacson e vita quotidiana.
Cattedrale di Notre-Dame, Saigon
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La bellissima Cattedrale di Notre-Dame

Pagoda dell’Imperatore di Giada, Chinatown

Fondata nel 1909 da immigrati cinesi della comunità Cantonese, la Pagoda dell’Imperatore di Giada (Chùa Ngọc Hoàng) è uno dei luoghi spirituali più intensi di Saigon. L’edificio principale è compatto, con tetto a più livelli, tegole verdi e draghi scolpiti che sembrano muoversi sopra i cornicioni. All’interno, statue di legno scuro e figure dorate raffigurano divinità taoiste e buddhiste; i lampadari pendono bassi, e il fumo d’incenso riempie ogni angolo, rendendo l’aria densa e quasi appiccicosa.

Museo di Storia del Vietnam, District 1

Lontano dal caos delle strade principali, il Museo di Storia del Vietnam prende vita in un edificio costruito nel 1929 in stile ibrido europeo-asiatico. Tra le sue mura vi sono reperti di bronzo, arte Cham e Khmer che narrano il volto del Paese prebellico. Visitare il museo offre uno spaccato storico importante, in netto contrasto con il ritmo frenetico della città circostante.

Nguyen Hue Boulevard e Municipio, District 1

Il Municipio, stile coloniale francese del 1908, con facciata bianca e balconi scolpiti, illumina di sera la piazza circostante. Nguyen Hue, a pochi metri, è un viale pedonale con musica, ragazzi che ballano e famiglie in passeggino. Il quartiere è la perfetta sintesi tra passato francese e modernità urbana.

Bitexco Financial Tower, District 1

Con un design ispirato a un bocciolo di loto e di ben 262 metri di altezza, la Bitexco Financial Tower mette a disposizione anche una piattaforma panoramica da cui ammirare una vista speciale su tutta Saigon: palazzi sparsi, cantieri ovunque e il fiume lento che taglia la città in due. Arrivarci in taxi o Grab può richiedere più tempo della salita in ascensore, ma dall’alto il ritmo della città è evidente.

Thao Dien, quartiere moderno lungo il fiume

C’è poi Thao Dien, quartiere residenziale moderno e internazionale lungo il fiume. Caffè, ristoranti e boutique di design convivono con ville tranquille e spazi verdi, creando un ambiente rilassato e cosmopolita, lontano dal traffico e dal trambusto del centro.

Cosa fare in città

Saigon si esplora anche a bocca aperta. Gli odori arrivano dalle strade prima ancora di vedere i venditori: pho fumante nelle ciotole di plastica, banh mi con paté e erbe fresche, spiedini di carne che girano su griglie improvvisate. Prezzi bassi, pochi dollari per un pasto completo, ma occorre accettare di stare seduti su piccoli sgabelli di plastica, a un passo dai motorini che zigzagano tra tavoli e pedoni. Le zone più dense di street food sono District 1 attorno a Bui Vien e Le Thanh Ton, ma anche District 3 e Cholon regalano bancarelle autentiche, mercati affollati e angoli nascosti dove la fila è la garanzia di qualità.

Tra un pasto e l’altro, i caffè sono ideali per una pausa diversa dal caos (anche se non manca la vita sociale). Nei piccoli bar dai pavimenti consumati o nei rooftop moderni di District 1, i giovani lavorano su laptop, incontrano amici, discutono startup e progettano nuovi business.

Shopping significa immersione diretta tra mercati e centri commerciali: Ben Thanh Market è il classico per souvenir, vestiti economici e spezie, ma basta girare un isolato per trovare artigianato autentico e botteghe minuscole. District 1 ospita boutique moderne e negozi di design, mentre Thao Dien è il regno delle marche internazionali e dei concept store.

Non manca la possibilità di fare passeggiate lungo il fiume per respirare un po’ di aria meno compressa, parchi cittadini dove vietnamiti e expat fanno jogging, cinema locali per film internazionali o asiatici, e gallerie d’arte emergente che raccontano il Vietnam contemporaneo.

Dove si trova e come arrivare

Ho Chi Minh City si trova nel sud del Vietnam, a circa 1.700 km da Hanoi, lungo il fiume Saigon, a pochi chilometri dal delta del Mekong. La città è il centro economico del Paese e uno snodo naturale per chi vuole esplorare il Sud-Est asiatico.

Il modo più veloce per arrivare è in aereo: l’Aeroporto Internazionale Tan Son Nhat (SGN) dista appena 6 km dal centro e riceve voli da tutte le principali città asiatiche, con collegamenti anche dall’Europa. Dall’aeroporto si raggiunge District 1 in 20-30 minuti in taxi o Grab (il servizio di ride-hailing molto usato); alternativa economica sono i bus pubblici, meno comodi con i bagagli ma utili per chi vuole risparmiare.

Per chi viaggia via terra, ci sono treni e autobus dai principali centri del Vietnam: Hanoi, Da Nang e Nha Trang. I bus notturni sono frequenti, con sedili reclinabili e aria condizionata, mentre i treni danno la possibilità di vivere un’esperienza più panoramica ma più lenta. Chi arriva dal delta del Mekong può anche prendere traghetti o taxi-boat per escursioni lungo i canali, approdando poi in città.

Fuga a Koh Lipe, l’isola dalla sabbia bianca, mare trasparente e zero stress (ci si muove a piedi)

4 novembre 2025 à 15:00

Fuga a Koh Lipe significa silenzio, acqua limpida e spiagge quasi bianche quanto le nuvole che a volte impreziosiscono il cielo. L’isola è piccola ed è quasi completamente fuori dalle rotte più affollate della Thailandia: poche strade, barche lunghe ancorate a riva e ristorantini che funzionano senza fretta.

Il mare resta trasparente per tutto il giorno, anche quando le barche rientrano dalla pesca (certo, bisogna tenere in considerazione pure il meteo!). La sera il cielo si accende e il vento spinge l’odore di salsedine fino alle camere degli hotel fronte spiaggia. Non serve cercare chissà cosa, perché chi arriva trova un posto semplice e autentico.

Perché è il arrivato il momento di organizzare un viaggio in Vietnam

31 octobre 2025 à 16:41

Vi portiamo in viaggio alla scoperta di un Paese magico, dalla natura sbalorditiva e dalla cultura immensa. Il Vietnam è un luogo che evoca immagini contrastanti di antichi templi e pagode, di costruzioni fantasiose ispirate alle antiche leggende locali, di vaste risaie e colline baciate da sole, di baie che sembrano dipinte da un maestro della seta e da corsi d’acqua silenziosi dove la natura sovrasta ogni cosa.

Un viaggio che oggi non è più un sogno lontano, ma che può essere alla portata di tutti grazie ai nuovi voli diretti dall’Italia e ad alcuni consigli che vi diamo per trascorrere una vacanza meravigliosa, anche in famiglia.

Nuovo volo diretto dall’Italia

Non solo il Vietnam è un Paese dal fascino indiscutibile, ma da qualche mese è anche più accessibile da noi italiani. Lo scorso luglio, infatti, è tornato il collegamento diretto tra l’aeroporto di Milano Malpensa e quello di Hanoi con Vietnam Airlines. La rotta è operata con aeromobili Airbus A350-900, con tre voli di andata e ritorno a settimana e un tempo di volo di circa 12 ore per tratta. Malpensa è oggi il primo aeroporto italiano a offrire un volo diretto operato dalla compagnia di bandiera vietnamita. Questa rotta è una parte chiave della strategia per aiutare il Vietnam a raggiungere l’obiettivo di 22-23 milioni di visitatori internazionali entro il 2025. Da Hanoi ad Ho Chi Minh City, la vecchia Saigon, ci sono poi decine di collegamenti giornalieri per visitare il resto del Paese.

Le tappe consigliate di un tour in Vietnam

Un viaggio in Vietnam dovrebbe durare non meno di una settimana, in modo da consentire di visitare non soltanto la Capitale, ma di fare anche qualche altra tappa e rendersi conto di com’è fatto il Paese e di cosa offra.

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Train Street ad Hanoi

Hanoi

Ecco allora che la prima tappa obbligata è Hanoi, la Capitale del Vietnam, nota per la sua architettura secolare e per una ricca cultura che risente delle influenze asiatiche, cinesi ma anche di quelle francesi, quando il Paese era chiamato Indocina. Per respirare quest’atmosfera d’altri tempi ecco allora che merita una tappa il quartiere vecchio, dove ogni strada è specializzata nella vendita di una tipologia di bene, c’è quella dell’argento, delle stoffe ecc. Qui si assapora la vera anima caotica di Hanoi, specie se lo si percorre in un tipico risciò. Da non perdere è una delle attrazioni più note, la Train Street, una stretta via nel quartiere vecchio dove, a orari regolari, un treno attraversa letteralmente una strada piena di case, bar e gente, sfiorando pareti, tavolini e persone. Dal fascino autentico è anche la Trấn Quốc Pagoda, uno dei templi più antichi della città, situato su un’isola nel West Lake. Qui è tutto il contrario del caos ma è il luogo della calma e della spiritualità. La storia della città – e del Paese – è racchiusa nell’Ho Chi Minh Mausoleum, il luogo di sepoltura di Ho Chi Minh, figura centrale della storia vietnamita, e nella One Pillar Pagoda, uno dei simboli della città.

Da Nang

Uno dei luoghi più belli del Vietnam si trova lungo la costa ed è Da Nang, famosa per le spiagge, come quella pubblica di An Bang, o Lang Co, verso Huế, che si estende per 10 chilometri di lunghezza ed è famosa per la sabbia bianca, ma anche per due incredibili ponti che sono diventati star di Instagram: il Dragon Bridge, un ponte a forma di drago che, nei weekend, sputa fuoco e acqua alla sera e il Golden Bridge a Bà Nà Hills, una passerella sospesa sorretta da due mani giganti, raggiungibile con una funivia che è la più lunga del Sud-Est asiatico.

Hội An

Vicinissima è Hội An, una città affascinante e ricca di storia. L’intera zona antica di Hội An è Patrimonio mondiale Unesco, le stradine pedonali sono costeggiate da case gialle con le lanterne appese. Il consiglio è di visitarla proprio dopo l’ora del tramonto, quando le lanterne sono accese. A pochi chilometri dal centro, c’è un villaggio agricolo chiamato Vegetable Village dove la vita ruota intorno agli orti, alle erbe aromatiche e ai metodi tradizionali di coltivazione, mantenuti quasi identici da secoli. Qui si può prendere parte a un corso di cucina vietnamita.

Huế

Poco distante si trova Huế, la Capitale imperiale del Vietnam. Infatti, da vedere c’è la Cittadella Imperiale con il tempio di Thế Miếu, un santuario ancestrale degli imperatori. Qualche chilometro fuori dal centro si trova la Pagoda della Signora Celeste, sulla riva del fiume Perfume River (“Fiume dei Profumi”), simbolo spirituale della città. Sempre nei dintorni ci sono i Solenni Mausolei Imperiali con le numerose tombe funerarie degli imperatori. Da segnalare è soprattutto la Tomba di Khải Định che è probabilmente il mausoleo più spettacolare, un tripudio di barocco asiatico, un mosaico di pietra, vetro e porcellana costruito su una collina che domina il paesaggio e il fiume.

Ninh Binh

Spostandosi verso l’interno del Vietnam, si scoprono paesaggi meravigliosi tra risaie, fiumi, valli da cartolina e templi scavati nella roccia (Bích Động Pagoda) e imponenti monumenti religiosi (Bái Đính Pagoda). Solitamente qui si noleggia una barca per ammirare questi luoghi da un punto di vista privilegiato, godendosi il silenzio, prima di inerpicarsi sui 500 gradini che portano alla Mua Cave la cui cima sulla montagna assomiglia a un drago danzante.

Baia di Ha Long

Dicono sia una delle baie più belle del mondo e forse è proprio così: provare per credere. Fatto sta che da un mare del color e della giada spuntano più di 1.600 isolotti appuntiti, coperti da vegetazione lussureggiante. Il suo nome significa “dove il drago scende nel mare” e secondo la leggenda fu proprio un drago a creare queste isole, frustando l’acqua con la propria coda per proteggere la costa dai nemici. Ha Long è un Patrimonio mondiale dell’Unesco e molte delle grotte interne, come Sung Sot Cave, la “Grotta della Sorpresa”, sono visitabili, con stalattiti enormi e luci soffuse che sembrano accendere l’interno di un pianeta alieno.

Baia di Halong, Vietnam
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La splendida Baia di Halong vista dall’isola di Bo Hon, Vietnam

Come spostarsi in Vietnam

Il più delle volte si visita il Vietnam con un viaggio organizzato, in quel caso è il tour operator a occuparsi di tutti i transfer. In caso di viaggio individuale, invece, ci sono diversi modi di sposarsi e tutti fanno parte dell’esperienza di viaggio. Uno di questi è a bordo dei bus notturni i cosiddetti sleeping bus, che sono una specialità vietnamita, pullman incredibilmente comodi con poltrone che diventano letti e fatti apposta per lunghe percorrenze. Sono economici e partono con regolare frequenza. Per chi viaggi con i bambini sono super consigliati, ne andranno matti.

Un altro modo di sposarsi è a bordo del treno, un modo molto pittoresco di attraversare il Vietnam. Uno di questi è il famoso Reunification Express, un convoglio che attraversa il paese tra villaggi, cittadine, colline verdeggianti, vaste risaie e paesaggi nebbiosi. Un’esperienza davvero unica. La ferrovia fu costruita nel 1881 e correva principalmente lungo la costa, percorrendo un tragitto di 1.772 miglia che collegava Hanoi a Ho Chi Minh City. I posti a sedere spaziano dalle carrozze letto ai sedili standard. Questo tipo di viaggio è perfetto per una coppia in cerca di romanticismo, ma anche per i bambini che non si annoieranno mai.

Infine, ci si può spostare, anche se solo per un breve tratto, in nave. La breve crociera sulla Baia di Ha Long di due o tre giorni è un’altra delle esperienze più consigliate da fare in Vietnam. Oltre a essere immersi nella meravigliosa baia circondati da migliaia di isole, si toccano alcune tappe altrimenti irraggiungibili, come la Sung Sot Cave, la Bight Cave – a bordo di un kajak o di una barca in bambù -, la paradisiaca Titov Island, la Lan Ha Bay, molto meno frequentata di Ha Long, e spiagge isolate come quella di Ba Trai Dao, mentre a bordo si fanno esperienze indimenticabili come ammirare il tramonto sulla baia, pescare o ascoltare sul ponte i racconti di un Paese che sa incantare.

Dream of the Desert, il treno di lusso che attraverserà il deserto dell’Arabia Saudita

27 octobre 2025 à 13:04

Solo 31 suite private e due presidenziali, due delle 14 carrozze riservate a ristoranti con menu stellato, lounge di lusso e itinerari esclusivi. Sta per partire il treno più bello del mondo che attraverserà un territorio ancora tutto da esplorare. Il Dream of the Desert, i cui dettagli sono stati svelati proprio di recente, in occasione del Future Investment Initiative che si è svolto a Riyadh, in Arabia Saudita, nota come la “Davos del Middle East”, sarà uno dei treni più belli del mondo su cui solo 66 fortunati passeggeri potranno viaggiare.

A bordo del Dream of the Desert

Il treno di lusso sarà composto da 14 carrozze con 31 suite private e due presidential suite per un massimo di 66 ospiti a bordo. I passeggeri potranno godere di ben due carrozze ristorante e di una lounge Majlis dove rilassarsi durante il viaggio. Le decorazioni dei vagoni saranno arricchite da legni finemente intagliati e con tonalità che richiamano il deserto, dai marroni ai verdi delle oasi, con dettagli dorati che riflettono il calore, vetro soffiato di Murano per l’illuminazione che richiama il calore delle lanterne orientali e la ricchezza del patrimonio saudita. La due carrozze ristorante proporranno menu firmati da rinomati chef locali e internazionali, per offrire un percorso gastronomico di altissimo livello.

L’itinerario del Dream of the Desert

Il treno partirà da Riad e arriverà ad Al Jouf o Al-Jawf, nel Nord del Paese, con itinerari esclusivi che saranno svelati in occasione del lancio ufficiale e che condurranno i fortunati passeggeri verso destinazioni iconiche e in luoghi inaccessibili del territorio, offrendo un viaggio unico, servizi dedicati, una lounge privata a terra quando il treno si ferma nelle varie tappe e attività selezionate. Si sa, però, che si tratterà di itinerari di una o due notti, accuratamente progettati per svelare la bellezza naturale, la ricchezza culturale, guidando gli ospiti attraverso un sito patrimonio Unesco e un’altra straordinaria destinazione misteriosa, destinata, presto, a conquistare il suo posto tra i tesori del mondo.

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Ufficio stampa
Una delle 31 suite a bordo del Dream of the Desert

Chi ha realizzato il treno

Questo treno di lusso è stato realizzato dall’italiana Arsenale S.p.A., una società attiva nel settore dell’ospitalità di lusso, che ha l’obiettivo di valorizzare il settore turistico italiano e che sta a capo del celeberrimo treno La Dolce Vita Orient Express, il primo progetto di turismo sostenibile su rotaia. Interamente progettato e realizzato in Italia, negli hub di Brindisi (CPL) e Bergamo (Standgreen), il Dream of the Desert unisce la tradizione del design e dell’artigianato italiani all’autenticità dell’ospitalità saudita, trasformando il viaggio in un’esperienza culturale ed estetica senza precedenti.

Gli interni, firmati dalla rinomata architetta e interior designer Aline Asmar d’Amman, fondatrice di Culture in Architecture, sono concepiti con grande cura, rendendo omaggio al patrimonio saudita e al tempo stesso allo stile contemporaneo italiano. Texture lavorate, intrecci tessili reinterpretati e intagli in legno pregiato catturano l’essenza della tradizione, creando un’atmosfera di eleganza senza tempo e profondamente radicata nella cultura.

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Ufficio stampa
La lounge Majlis sul Dream of the Desert

L’azienda ha presentato in anteprima il mockup della carrozza di Dream of the Desert, il primo treno ultra-lusso dell’Arabia Saudita, sviluppato in collaborazione con Saudi Arabia Railways (SAR), il ministero dei Trasporti del Regno, il ministero della Cultura e la Saudi Tourism Authority (STA). Il primo vagone era partito dagli stabilimenti bergamaschi lo scorso 25 settembre diretto vero l’Arabia Saudita.

Dopo La Dolce Vita e il Dream of the Desert, arriveranno altri treni di lusso: uno è in fase di realizzazione negli Emirati Arabi Uniti, insieme a Etihad Railway, un treno che attraverserà la penisola mediorientale; un altro viaggerà in Uzbekistan, grazie alla partnership con O’zbekiston Temir Yo’llari JSC e il Comitato Statale per il Turismo, e si chiamerà The Samarkand Express, sarà il primo treno di lusso in Asia centrale, che entrerà in servizio nel 2026. Infine, ce ne sarà uno meraviglioso in Egitto, chiamato Guardian of the Nile, in collaborazione con Egypt National Railway, sarà il primo treno di lusso del Paese.

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Ufficio stampa
Una delle due carrozze ristorante del Dream of the Desert

Quando partirà il Dream of the Desert

Il lancio ufficiale del treno è previsto per la fine del 2026. Il progetto si inserisce nel rilancio nel Regno saudita dell’offerta turistica e culturale di alta gamma, posizionando Dream of the Desert come riferimento per i viaggi ferroviari di lusso in Medioriente.

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Boiserie e lusso in ogni dettaglio del treno Dream of the Desert

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