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Pasjača Beach, la spiaggia segreta nata dall’incontro tra uomo e natura

23 août 2026 à 15:30

C’è una spiaggia in Croazia che sembra quasi scomparire sotto le imponenti pareti di roccia della costa dalmata. È Pasjača Beach, una piccola caletta affacciata sull’Adriatico, dove il mare turchese incontra una stretta lingua di sabbia e ciottoli ai piedi delle scogliere. Un luogo spettacolare e non semplicissimo da raggiungere, tanto da essere entrato tra le 50 spiagge più belle d’Europa nel 2026, secondo la classifica Europe’s 50 Best Beaches, votata da oltre mille professionisti del mondo travel.

Pasjača Beach, la caletta segreta tra mare e scogliere

Vista dall’alto, Pasjača Beach sembra quasi una breccia nella costa: una sottile striscia di sabbia e ciottoli racchiusa tra le alte scogliere di Konavle e il blu intenso dell’Adriatico formando un quadro molto intimo e selvaggio. È proprio questo contrasto tra la roccia e il colore dell’acqua a renderla una delle spiagge più scenografiche della Croazia.

In questo angolo incontaminato è proprio la natura a dominare completamente il panorama: niente grandi strutture turistiche, niente stabilimenti che occupano la costa e nessun lungomare affollato e chiassoso. La caletta si trova infatti ai piedi delle scogliere, in una posizione che per secoli è rimasta difficile da raggiungere. Ed è proprio la sua posizione a fare la differenza: per raggiungerla bisogna scendere lungo un percorso ripido, in alcuni tratti scavato direttamente nella roccia. Una volta arrivati sulla spiaggia, però, il panorama ripaga ogni fatica. Non è un caso se nel 2026 è entrata nella classifica delle 50 migliori spiagge d’Europa, insieme ad altre quattro spiagge croate: Podrače, Zlatni Rat, Punta Rata e Sakarun.

Il sentiero per raggiungere Pasjača Beach
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Il percorso spettacolare per raggiungere Pasjača Beach

C’è poi una particolarità che rende Pasjača ancora più interessante: la spiaggia è stata modellata anche dall’intervento dell’uomo. Negli Anni ’60, infatti, durante la realizzazione di un tunnel per convogliare l’acqua in eccesso proveniente dalla piana di Konavle, il materiale roccioso raggiunse il mare. Le onde, nel tempo, lo hanno progressivamente frantumato, fino a formare l’attuale arenile.

Il risultato è un luogo dall’aspetto quasi irreale, dove la roccia scende verso il mare e lascia spazio a una piccola mezzaluna di ciottoli e sabbia. Le acque sono particolarmente limpide, ma diventano profonde rapidamente (c’è quindi da prestare molta attenzione). Priva dei principali servizi turistici, è inoltre importante arrivare preparati con acqua, cibo, protezione solare e tutto ciò che può servire per trascorrere qualche ora al mare.

Dove si trova e come raggiungerla

Pasjača si trova nel villaggio di Popovići, nella regione di Konavle, nell’estremo sud della Croazia, a circa 30-40 chilometri da Dubrovnik e a circa 12 chilometri da Cavtat.

Raggiungerla fa parte dell’esperienza: in auto si percorre la strada costiera in direzione sud da Dubrovnik, passando per Cavtat e proseguendo verso la zona di Konavle, fino alla deviazione per Popovići. Nei pressi dell’inizio del sentiero è disponibile un’area di parcheggio; da qui la spiaggia si raggiunge soltanto a piedi.

La discesa segue un sentiero ripido tra la vegetazione e la roccia, con scalini e tratti scavati nella parete, fino a raggiungere la caletta. In circa 20-25 minuti di discesa si raggiunge questo luogo incontaminato. Il sentiero può essere impegnativo e la risalita, soprattutto nelle ore più calde, richiede un po’ di allenamento. È quindi consigliato indossare scarpe con una buona presa e portare con sé acqua, cibo e tutto ciò che serve per la giornata in questo paradiso segreto.

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Il volto più genuino dell’Adriatico è qui: Sveti Klement, l’isola dove l’unico suono è il canto delle cicale

3 août 2026 à 19:00

L’orizzonte di Hvar resta sempre vicino, eppure Sveti Klement (la maggiore isola dell’arcipelago delle Pakleni, in Croazia) è la casa di un paesaggio che sorprende per il verde intenso, una rarità lungo molti tratti della costa dalmata. Pinete, agavi, fichi, ulivi secolari e arbusti aromatici ricoprono gran parte dei suoi rilievi, creando un mosaico naturale che accompagna lo sguardo fino alle baie dalle sfumature turchesi.

Lunga circa 3 km, è stata per lunghi secoli il riparo per marinai e pescatori, tanto da diventare uno dei punti di riferimento della navigazione lungo l’Adriatico. Qui, tra le altre cose, non c’è traffico automobilistico e il rumore del vento tra gli aghi dei pini insieme al canto delle cicale accompagna gran parte della giornata. Sveti Klement regala così un volto della Croazia che conserva ancora il fascino delle piccole isole dalmate.

Cosa vedere e fare a Sveti Klement

Pochi viaggiatori sanno che Sveti Klement custodisce una trama complessa di percorsi interni tracciati originariamente dai pastori e dai pescatori per muoversi da un lato all’altro dell’isola senza dover affrontare le correnti marine. Questi sentieri intercettano manufatti di pietra a secco edificati per difendere lo scarso terreno coltivabile dall’erosione del vento.

Gran parte del fascino, infatti, nasce dall’equilibrio tra natura e presenza umana: ville immerse nel verde, antiche konobe, sentieri e piccoli approdi raccontano una storia iniziata molti secoli fa e ancora ben riconoscibile.

Palmižana, il cuore dell’isola

Palmižana rappresenta il luogo simbolo di Sveti Klement. Il suo porticciolo accoglie imbarcazioni provenienti da tutta la Dalmazia e ospita una delle marine più apprezzate dell’Adriatico centrale. Il piccolo borgo si fa adorare per la sua anima elegante ma rilassata, fatta di ristoranti affacciati sul mare, gallerie d’arte, ville nascoste tra la vegetazione e terrazze ombreggiate dai pini.

Il giardino botanico della famiglia Meneghello

Tra le grandi unicità di Sveti Klement c’è il giardino botanico creato dalla famiglia Meneghello agli inizi del ‘900. Il botanico Eugen Meneghello, infatti, trasformò parte dell’isola in un vero laboratorio verde all’aria aperta, introducendo centinaia di specie provenienti da vari continenti.

Palme, cactus, bambù, bouganville, aloe, agavi e numerose piante tropicali convivono con la vegetazione mediterranea in un insieme sorprendente. Nel tempo questo posto è diventato anche un punto d’incontro per artisti, pittori e musicisti, contribuendo alla fama bohémien di Palmižana.

Vinogradišće, la baia simbolo delle Pakleni

Sul versante meridionale si apre Vinogradišće, probabilmente la baia più fotografata dell’intero arcipelago. L’acqua assume tonalità che passano dal verde smeraldo al turchese, mentre i pini arrivano quasi fino alla riva.

Numerose imbarcazioni scelgono questo approdo grazie alla posizione riparata e alla vicinanza con alcuni dei ristoranti più rinomati della zona. Un sentiero attraversa il bosco collegando Vinogradišće a Palmižana in pochi minuti, regalando scorci continui sul mare.

Vlaka e il volto più antico dell’isola

Sul lato settentrionale compare Vlaka, piccolo insediamento che conserva l’atmosfera della Sveti Klement di un tempo. Tra edifici in pietra, una semplice chiesetta e antichi terreni agricoli riaffiora il passato rurale dell’isola, quando oliveti e vigneti rappresentavano la principale fonte di sostentamento. Una storica konoba, inoltre, mantiene viva la tradizione gastronomica dalmata attraverso ricette tramandate da generazioni.

I sentieri nella macchia mediterranea

Una fitta rete di percorsi attraversa l’interno dell’isola collegando baie, boschi e punti panoramici. Durante il tragitto il profumo della salvia, della lavanda e del rosmarino accompagna il panorama sulle Pakleni, su Hvar e sul canale che separa l’isola dalla terraferma.

Le spiagge più belle di Sveti Klement

La costa di questa isoletta della Croazia presenta una composizione morfologica particolare, alternando tratti calcari impervi a calette riparate dove il mare assume sfumature azzurre e smeraldo: sì, le insenature cambiano aspetto nell’arco della giornata grazie alla luce che si riflette sull’Adriatico.

  • Palmižana: è una delle rarissime spiagge naturali di sabbia dell’arcipelago. L’ingresso in mare risulta particolarmente dolce, caratteristica che la rende molto apprezzata anche dalle famiglie.
  • Vinogradišće: celebre per l’acqua cristallina e per la vegetazione che arriva fino alla riva, mette a disposizione un fondale limpido che regala ottime condizioni per osservare pesci e piccoli organismi marini.
  • Mlini: vicino, sull’isola di Marinkovac, è una baia tranquilla caratterizzata da acque calme e trasparenti, circondata da pini che regalano ampie zone d’ombra durante le ore più calde.
  • Taršće: si trova nella parte occidentale dell’isola e conserva un’atmosfera particolarmente silenziosa. Le colline ricoperte di vegetazione proteggono questa insenatura, molto frequentata dai diportisti.
  • Zdrilca: collocata tra Sveti Klement e l’isola di Marinkovac, sfoggia fondali ricchi di rocce e tratti sabbiosi che rendono il mare straordinariamente limpido.

Dove si trova e come arrivare

Sveti Klement appartiene alla Regione Spalatino-Dalmata e fa parte dell’arcipelago delle Pakleni, distribuito davanti alla costa sud-occidentale dell’isola di Hvar quasi come fosse una collana di perle. Il collegamento più semplice parte dal porto di Hvar tramite dei taxi boat che effettuano corse frequenti durante la stagione turistica. Le imbarcazioni raggiungono Palmižana in circa 10-20 minuti, e sono disponibili numerose escursioni giornaliere che includono anche soste nelle baie principali dell’isola.

Molti visitatori scelgono anche il noleggio di una piccola barca, soluzione che permette di esplorare le numerose insenature sparse lungo la costa con tempi più flessibili. Chi naviga lungo la Dalmazia trova nella ACI Marina Palmižana uno degli approdi più apprezzati dell’Adriatico centrale.

La posizione riparata, i servizi nautici e la vicinanza a Hvar hanno trasformato questo porto in una tappa quasi obbligata per gran parte delle rotte tra Spalato, Vis, Korčula e le altre isole della regione. Sveti Klement viene spesso descritta come il volto più verde delle Pakleni. Un soprannome che sintetizza perfettamente il suo carattere: tra giardini botanici, baie scolpite dal mare e una natura rimasta protagonista, questo piccolo lembo di Dalmazia è la vera culla di quella quiete che ha reso celebri le isole croate ben prima dell’arrivo del turismo internazionale.

L’isola di Mljet restituisce un tesoro bizantino da record: trovato anche un anello imperiale

27 juillet 2026 à 07:30

Per oltre 1.300 anni è rimasto nascosto nelle acque cristalline dell’Adriatico, al largo dell’isola croata di Mljet (Meleda). Oggi quel relitto bizantino sta restituendo uno dei tesori archeologici più straordinari mai rinvenuti nel Mediterraneo: oltre 600 grammi d’oro, preziose fibbie impreziosite da smeraldi, rubini e perle, monete imperiali e un rarissimo anello con sigillo che potrebbe essere appartenuto a un alto funzionario dell’Impero bizantino.

Secondo gli archeologi, la nave affondò tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo mentre attraversava una delle più importanti rotte commerciali dell’Adriatico. Per l’Istituto Croato per la Conservazione si tratta di una delle più importanti scoperte di archeologia subacquea del periodo bizantino mai effettuate nel Mediterraneo.

Il tesoro ritrovato nel relitto bizantino di Mljet

Il relitto giace nei fondali vicino a Polače, sull’isola di Mljet (Croazia), ed è oggetto di studio dal 2015. Da allora il Dipartimento di Archeologia Subacquea dell’Istituto Croato per la Conservazione ha condotto nove campagne di scavo che hanno portato alla luce reperti di eccezionale valore. La scoperta più spettacolare è costituita da oltre 600 grammi di oggetti d’oro, che rappresentano, secondo i ricercatori, la più grande concentrazione di oro mai recuperata da un relitto del periodo bizantino nel Mediterraneo.

Istituto Coato per la Conservazione
Scoperta archeologica straordinaria a largo dell’isola croata di Mljet

Tra i reperti più preziosi ci sono quattro raffinate cinture con fibbie d’oro impreziosite da smeraldi, rubini e perle. Non si tratta di semplici gioielli: questi accessori facevano parte dell’abbigliamento cerimoniale riservato agli alti dignitari dell’Impero bizantino e servivano a identificare immediatamente il loro rango.

A rendere la scoperta ancora più eccezionale è soprattutto un anello con sigillo in oro raffigurante un imperatore della dinastia fondata da Eraclio. Secondo gli studiosi, un oggetto di questo tipo poteva appartenere soltanto a un altissimo funzionario dell’amministrazione o dell’esercito bizantino e veniva utilizzato anche per autenticare documenti ufficiali. È proprio questo reperto ad aver rafforzato l’ipotesi che a bordo della nave viaggiasse un personaggio di altissimo rango, forse un comandante militare, un amministratore imperiale o un emissario diplomatico impegnato in una missione ufficiale.

Oltre ai preziosi, il relitto ha restituito anche anfore, ceramiche, bilance commerciali e altri oggetti destinati al commercio, segno che l’imbarcazione trasportava non solo passeggeri illustri, ma anche un importante carico di merci.

L'oro scoperto al largo dell'isola di Mljet
Istituto Coato per la Conservazione
L’oro scoperto al largo dell’isola di Mljet, in Croazia

Perché questa scoperta è così importante

L’importanza del relitto va ben oltre il valore dei reperti recuperati. Le monete d’oro rinvenute a bordo, coniate sotto quattro imperatori della dinastia di Eraclio, hanno permesso agli archeologi di datare con precisione il naufragio tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo, un periodo particolarmente delicato per l’Impero bizantino, alle prese con profondi cambiamenti politici e militari.

Justin Leidwanger, archeologo dell’Università di Stanford che collabora al progetto, ha definito quello di Mljet “il relitto più importante del suo periodo”. Per gli studiosi, infatti, il sito offre una rara testimonianza di come persone, beni di lusso e merci continuassero a viaggiare lungo le rotte dell’Adriatico nonostante la progressiva trasformazione del mondo romano nell’Europa medievale.

Gli archeologi scoprono un tesoro eccezionale vicino all'isola di Mljet
Istituto Coato per la Conservazione
Gli archeologi scoprono un tesoro eccezionale vicino all’isola di Mljet

Gli studiosi ritengono che la nave stesse probabilmente cercando riparo nella baia naturale di Polače, da secoli considerata un approdo sicuro per i naviganti. Qualcosa, però, ne impedì l’arrivo: potrebbe essere stata una violenta tempesta, un errore di navigazione o un cedimento strutturale dell’imbarcazione.

Le ricerche, però, sono tutt’altro che concluse. Gli esperti stanno ancora analizzando anfore, ceramiche, monete e manufatti preziosi per ricostruire la provenienza della nave, il suo itinerario e l’identità delle persone che si trovavano a bordo. Ogni nuovo reperto contribuisce così a ricostruire una pagina ancora poco conosciuta della storia del Mediterraneo bizantino, rimasta nascosta per oltre tredici secoli nelle profondità del mare.

Le perle custodite dalle onde dell’Adriatico: le magnifiche Isole della Dalmazia

14 juillet 2026 à 17:00

Lungo la costa orientale del Mare Adriatico prende forma uno degli scenari più affascinanti d’Europa, quello dell’Arcipelago Dalmata, che raccoglie decine di isole abitate e centinaia di isolotti. In zona la geografia (insieme alla maestria di Madre Natura) ha modellato un mosaico fatto di promontori calcarei, boschi di pini, scogliere scolpite dal vento e piccoli porti nati secoli fa attorno alle rotte commerciali veneziane.

Fin dall’antichità queste terre rappresentarono un punto strategico nel Mediterraneo orientale. Greci, Romani, Bizantini, Veneziani e Austro-Ungarici lasciarono tracce ancora perfettamente riconoscibili tra mura possenti, cattedrali, monasteri e palazzi costruiti con la celebre pietra bianca locale. Basta osservare il riflesso della luce sulle facciate per capire il valore di questo materiale, utilizzato persino per edifici simbolo lontani migliaia di chilometri dalla Croazia.

Navigare tra le isole significa assistere a continui cambi di panorama: una baia lascia spazio a una scogliera, una pineta precede campi di lavanda, un piccolo villaggio di pescatori introduce piazze eleganti animate dai tavolini all’aperto. Ecco quali sono le Isole della Dalmazia da non perdere.

Hvar, l’isola del sole e della lavanda

Hvar viene spesso definita l‘isola più glamour della Croazia, ma la verità è che il suo fascino va molto oltre gli yacht ormeggiati nel porto principale. Grazie a uno dei più alti numeri di ore di sole dell’Adriatico, il paesaggio alterna filari di vite, uliveti secolari, cespugli di rosmarino e distese profumate di lavanda che, tra giugno e luglio, colorano l’entroterra con sfumature violacee.

Hvar, Croazia
iStock
Veduta dall’alto di Hvar

La città di Hvar conserva un patrimonio architettonico nato durante il dominio della Serenissima. Piazza Santo Stefano, tra le più grandi della Dalmazia, introduce alla cattedrale dedicata al santo patrono, ricostruita tra il XVI e il XVII secolo dopo gli attacchi ottomani. Poco più in alto domina la Fortezza Spagnola, edificata nel XVI secolo sulle fondamenta di una struttura medievale. Dal bastione lo sguardo raggiunge il porto e le isole Pakleni, piccolo arcipelago disseminato di calette.

Sul versante settentrionale compare Stari Grad, fondata nel 384 a.C. dai coloni greci provenienti dall’isola di Paro. Si tratta di uno dei centri urbani più antichi della Croazia. La piana agricola che la circonda mantiene ancora oggi la suddivisione originaria dei terreni tracciata in epoca ellenistica, caratteristica che ha permesso l’inserimento tra i siti Patrimonio UNESCO.

Brač, la patria della pietra bianca

C’è poi Brač, che conquista all’istante grazie a Zlatni Rat: è la spiaggia simbolo della Croazia. Il motivo è da ritrovare nel fatto che la sua forma affusolata cambia direzione seguendo venti e correnti marine, regalando un profilo differente nel corso dell’anno. Ciottoli candidi e acqua trasparente trasformano questo lembo di terra in una delle immagini più celebri dell’Adriatico.

Zlatni Rat, Croazia
iStock
Zlatni Rat, meraviglia della Croazia

L’isola, però, custodisce una tradizione molto più antica del turismo balneare. Dalle cave di Brač proviene una pietra calcarea apprezzata fin dall’epoca romana per resistenza e luminosità. Numerosi edifici storici della Dalmazia vennero realizzati con questo materiale, scelto anche per importanti costruzioni internazionali, tra cui la Casa Bianca di Washington (quantomeno stando a una tradizione ampiamente tramandata).

Bol rappresenta il centro più vivace dell’isola con i suoi vicoli lastricati, le case in pietra e i piccoli moli che conservano una lunga storia marinara. Nell’entroterra prosperano ulivi appartenenti alla rara varietà Buhavica, coltivata fin dal periodo veneziano e utilizzata per un olio dal gusto intenso.

Korčula, la piccola Dubrovnik

Tra gli abitanti di Korčula circola una convinzione tramandata da generazioni; Marco Polo avrebbe visto la luce proprio qui. La certezza storica continua ad alimentare il dibattito, mentre la tradizione resta parte integrante dell’identità locale. La città vecchia riceve spesso il soprannome di “Piccola Dubrovnik“, per via della presenza di possenti mura, torri cilindriche e bastioni che racchiudono un dedalo di strade disposte secondo un originale schema a lisca di pesce.

Una soluzione urbanistica affascinante, che favoriva la circolazione dell’aria e offriva protezione dai venti più forti. Al centro del borgo svetta la Cattedrale di San Marco, magnifico esempio di architettura gotico-rinascimentale completato nel XV secolo. Portali scolpiti, decorazioni in pietra e campanile dominano il profilo cittadino. Attorno al centro storico si sviluppano vigneti che producono il celebre vino bianco Pošip, ottenuto da un vitigno autoctono ormai conosciuto ben oltre i confini croati.

Vis, l’isola rimasta segreta per decenni

Vis, dal canto suo, rappresenta la più lontana tra le grandi isole abitate della Dalmazia. Proprio questa posizione contribuì al suo destino: venne trasformata in base militare e rimase chiusa ai visitatori stranieri fino al 1989. Tale isolamento ha preservato paesaggi e villaggi dall’espansione edilizia osservabile altrove.

Il porto di Komiža mantiene l’atmosfera di un antico centro dedicato alla pesca, pieno di barche colorate che oscillano accanto alle case in pietra, mentre il lungomare invita a rallentare il ritmo della giornata. Tra le immagini più spettacolari c’è senza dubbio Stiniva, baia racchiusa da alte pareti rocciose che lasciano filtrare il mare attraverso una stretta apertura.

Poco distante, sull’isolotto di Biševo, la Grotta Azzurra regala un fenomeno naturale sorprendente: alcune ore del mattino permettono ai raggi solari di attraversare una cavità sommersa, colorando l’acqua di un blu luminosissimo. Fortificazioni, tunnel navali scavati nella roccia e reperti archeologici testimoniano un passato ricco di episodi militari e commerciali.

Mljet, il cuore verde dell’Adriatico

Bellissima è anche Mljet, la quale viene spesso indicata tra le isole più verdi della Croazia. Una vasta copertura forestale, infatti, riveste gran parte del territorio, mentre il settore occidentale appartiene al Parco Nazionale istituito nel 1960. Il tratto più celebre comprende dei laghi salati collegati al mare da uno stretto canale naturale. Sono Veliko Jezero e Malo Jezero, che presentano sfumature che cambiano continuamente tra turchese e smeraldo grazie alla luce e alla profondità dell’acqua.

La verdeggiante isola di Mljet in Croazia
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Veduta panoramica dell’isola di Mljet

Al centro del lago maggiore affiora l’isolotto di Santa Maria, dove un monastero benedettino del XII secolo domina tutto. Chi raggiunge il complesso in battello ritrova cortili in pietra, chiostri essenziali e un’atmosfera che riesce a evocare secoli di spiritualità.

Lastovo, il regno del cielo stellato

Lontana dalle rotte turistiche più frequentate, Lastovo conquista grazie a un carattere schivo. Fa parte di un parco naturale che tutela mare, vegetazione e biodiversità. L’inquinamento luminoso ridottissimo ha regalato all’isola la fama di paradiso per l’osservazione delle stelle. Il villaggio principale si sviluppa sul pendio di una collina, con case in pietra calcarea che mostrano gli originali fumari cilindrici decorati.

Vigneti, uliveti e piccoli orti accompagnano il paesaggio fino alla costa frastagliata. Non mancano fondali ricchi di grotte sommerse che attirano appassionati di immersioni provenienti da tutta Europa.

Zero traffico e panorami aperti sull’Adriatico: Unije è l’isola croata che vive al ritmo del mare

11 juillet 2026 à 10:00

Per fortuna (e sì, bisogna urlarlo forte) esiste ancora una Croazia lontana dalle località celebri e dai grandi porti turistici. L’Isola di Unije (in italiano Unie) appartiene a questa categoria. Parte dell’arcipelago di Cres e Lussino, è la più esterna del gruppo, quasi una sentinella affacciata verso il Quarnaro.

Possiede appena 17 km² di superficie, nei quali però alterna dolci rilievi calcarei, uliveti, macchia mediterranea e un fitto intreccio di sentieri che attraversano l’intero territorio (anche il mare sì, splendido). C’è un unico centro abitato che, tra le altre cose, porta lo stesso nome dell’isola e accoglie il visitatore con una disposizione scenografica: le abitazioni salgono lungo il pendio formando una sorta di anfiteatro rivolto verso il porto.

Le facciate, larghe e basse rispetto agli edifici delle isole vicine, hanno il gusto architettonico del XIX secolo. Gran parte delle case possiede una cisterna privata, memoria concreta di una risorsa preziosa quale l’acqua dolce, arrivata per lungo tempo via nave cisterna. E poi c’è la caratteristica che forse più conquista chi cerca il posto ideale per le proprie ferie: l’assenza di automobili, che inevitabilmente contribuisce a dar vita a un’atmosfera rarissima nell’Adriatico contemporaneo.

Cosa vedere a Unije

A Unije i monumenti spettacolari lasciano spazio a testimonianze discrete, paesaggi modellati dal lavoro umano e tradizioni rimaste vive grazie a una comunità che continua a custodire la propria identità. L’isola invita a rallentare lo sguardo, lasciando che storia e natura dialoghino senza disturbarsi.

Il borgo di Unije

Il paese rappresenta il cuore dell’isola e concentra quasi tutta la vita locale. Le sue circa 280 abitazioni seguono l’andamento naturale della collina, affacciandosi verso il piccolo porto con un’eleganza spontanea. Fra i vicoli silenziosi compaiono cortili delimitati da muretti in pietra a secco, piante aromatiche, fichi e pergolati che narrano un modo di abitare rimasto fedele alle proprie radici.

La chiesa di Sant’Andrea

Il campanile domina l’abitato e accompagna lo sguardo da quasi qualunque punto del paese. Sant’Andrea rappresenta il patrono di questo angolo di Croazia e la sua chiesa custodisce il legame spirituale della piccola comunità. Accanto all’edificio religioso si trova una delle grandi cisterne pubbliche utilizzate per l’approvvigionamento idrico, testimonianza concreta delle difficoltà affrontate dagli abitanti prima dell’arrivo dei moderni collegamenti.

La piana di Polje

Pochi passi separano il borgo dalla grande pianura che ha dato origine al nome stesso dell’isola: Polje, ossia il vero patrimonio agricolo di Unije. Per secoli ha garantito raccolti, pascoli e foraggio destinato agli animali allevati dalla popolazione locale. Ancora oggi il paesaggio alterna prati, ulivi, piccoli orti e antichi muri in pietra che delimitano le proprietà.

I terrazzamenti degli ulivi

Le pendici calcaree proteggono centinaia di antichi terrazzamenti costruiti pietra dopo pietra. Le murature a secco, chiamate localmente gromače oppure mocire, permisero nei secoli la coltivazione degli ulivi anche sui versanti più difficili. Molte piante appartengono a varietà tradizionali coltivate da generazioni, fra cui la Starovjerka e la Slatka.

Il faro di Vnetak

Sul margine occidentale di Unije, il faro di Vnetak segna uno dei punti più affascinanti dell’intero territorio. Il percorso per raggiungerlo attraversa campi aperti e prati battuti dal vento.

Punta Arbit

L’estremità meridionale regala uno dei panorami più vasti dell’arcipelago. Il sentiero per arrivare a Punta Arbit si inerpica tra uliveti e zone carsiche, raggiungendo un promontorio dal quale appaiono le isole di Vele Srakane, Male Srakane e Susak, mentre sullo sfondo si riconosce chiaramente il profilo montuoso di Lussino.

Monte Kalk e Monte Križ

I rilievi dell’isola raggiungono quote modeste, eppure rappresentano punti panoramici straordinari. Il Monte Kalk domina il settore meridionale, mentre il Monte Križ controlla l’area settentrionale.

I sentieri storici

L’intera rete escursionistica supera i 30 chilometri e collega gran parte dei posti più significativi. Alcuni tratti seguono antiche vie romane, altri costeggiano muretti a secco costruiti generazione dopo generazione. Lungo il percorso compaiono greggi, cavalli, fagiani e numerose specie di uccelli.

Sentieri di Unije, Croazia
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Girovagando per Unije

Le testimonianze del passato

Resti romani, pozzi, antiche costruzioni rurali e misteriose incisioni attribuite all’Età del Bronzo raccontano una frequentazione continua durata millenni. Fra i reperti più curiosi compaiono gli uroboros, raffigurazioni del serpente che si morde la coda, simbolo del ciclo infinito della vita.

Le spiagge più belle di Unije

Il litorale di quest’isola della Croazia alterna arenili sabbiosi, baie riparate e tratti rocciosi scolpiti dal vento. Gran parte della costa conserva un aspetto selvaggio, privo di stabilimenti balneari e grandi infrastrutture. Anche per questo motivo l’acqua mantiene una trasparenza sorprendente.

  • Baia di Maračuol: sul versante orientale dell’isola, rappresenta uno degli approdi più conosciuti. L’arenile alterna ciottoli e fondali limpidi incorniciati dalla vegetazione mediterranea.
  • Baia di Podkujni: insenatura che conquista per il fondale sabbioso e le acque dai riflessi turchesi. La conformazione della costa crea un ambiente raccolto, particolarmente apprezzato dagli appassionati di snorkeling.
  • Baia di Vognišća: più appartata rispetto alle precedenti, costituisce uno dei rifugi preferiti dai navigatori durante le giornate ventose. Le rocce calcaree scendono dolcemente verso il mare, mettendo in scena un paesaggio profondamente mediterraneo.
  • Goligna: baia raggiungibile soltanto lungo un percorso escursionistico. Due spiaggette di ciottoli chiari guardano verso l’isola di Žeča e la costa occidentale di Cres.
  • Polje: davanti al paese si sviluppa un ampio arco costiero che accompagna la fertile pianura agricola. Il contrasto fra campi coltivati, canneti e mare crea uno scenario insolito per un’isola del Quarnaro.

Dove si trova e come arrivare

Unije appartiene alla Croazia nord-occidentale e rientra nell’arcipelago di Cres e Lussino. La sua posizione, fra il Quarnaro e il mare aperto, la colloca a ovest di Lussino e a breve distanza dalle isole di Susak e delle Srakane. Il Canale di Unije separa questo lembo di terra dalla costa occidentale di Lussino, tratto marittimo celebre fra i naviganti per la presenza della bora.

I collegamenti principali avvengono via mare. La nave di linea proveniente da Mali Lošinj collega regolarmente Unije con Srakane Vele e Susak, permettendo di raggiungere l’isola durante tutto l’anno. Nei mesi estivi si aggiungono i catamarani provenienti da Fiume, Pola, Cres e, in alcuni periodi, Zara, rendendo gli spostamenti più rapidi. Per chi raggiunge il Quarnaro in aereo, gli aeroporti di Pola e Mali Lošinj costituiscono i punti di accesso più vicini.

Automobili e traffico lasciano spazio ai piccoli trattori utilizzati dagli abitanti per il trasporto delle merci appena sbarcate. Da quel momento il ritmo cambia completamente e Unije conquista istantaneamente proprio grazie a questa autenticità.

Le isole segrete dell’Arcipelago di Medolino, il volto più autentico dell’Istria

27 juin 2026 à 12:00

L’estremità meridionale della penisola istriana si frantuma nell’Adriatico settentrionale, dando vita a un complesso di piccoli mondi galleggianti noto come Arcipelago di Medolino. Questa striscia di Croazia custodisce circa 10 isole e isolotti lambiti da acque di una trasparenza quasi irreale, ma anche scogli levigati dal mare e macchia mediterranea modellata dal vento.

L’intero arcipelago rappresenta una delle esperienze più affascinanti dell’Istria meridionale. Pur trovandosi a brevissima distanza dalla terraferma, conserva un carattere appartato che regala la sensazione di essere molto più lontano dalla costa. Taxi boat e piccole imbarcazioni private collegano regolarmente le isole durante la bella stagione, rendendo semplice organizzare una giornata tra acque limpide e panorami aperti sull’Adriatico.

Parte il Retro Istria Express, il viaggio in treno notturno dall’Adriatico al Danubio

Par : elenausai10
3 juin 2026 à 09:59

Il fascino del viaggio lento sta vivendo una vera e propria stagione d’oro, trainato dal desiderio di riscoprire ritmi più umani e modalità di spostamento sostenibili. In questa cornice di rinnovato interesse per le lunghe percorrenze su rotaia si inserisce il ritorno del Retro Istria Express, il treno notturno delle Ferrovie di Stato ungheresi (MÁV) pronto a rimettersi in moto per la stagione estiva. La tratta promette di unire il cuore dell’Europa centrale, bagnato dal Danubio, con le acque cristalline del Mar Adriatico, offrendo ai viaggiatori un’alternativa suggestiva e conveniente alle interminabili code autostradali e allo stress dei voli low cost (e delle possibili cancellazioni).

L’iniziativa risponde a una chiara tendenza che vede la Mitteleuropa ritrovare una forte centralità turistica e una crescente interconnessione dei trasporti. Muoversi di notte, cullati dal rollio dei vagoni, si trasforma in un vero e proprio atto di romanticismo geografico. Si parte al tramonto da Budapest per risvegliarsi all’alba di fronte a paesaggi completamente nuovi, respirando già l’aria salmastra della costa.

Retro Istria Express: itinerario e tappe

Il convoglio del Retro Istria Express prende il via dalla storica stazione Keleti di Budapest nelle ore serali, lasciandosi alle spalle le luci del Danubio per addentrarsi nella regione della Transdanubia. Prima di varcare i confini nazionali, il treno effettua diverse fermate strategiche in territorio ungherese, tra cui Székesfehérvár, Veszprém, Ajka e Zalaegerszeg, raccogliendo passeggeri lungo la direttrice centro-occidentale del Paese.

Nelle prime ore del mattino, il viaggio fa il suo ingresso in Slovenia, raggiungendo la pittoresca capitale Lubiana poco prima delle sei. Da questo snodo cruciale, il percorso si divide e prosegue verso sud, toccando la celebre località di Postumia, rinomata in tutto il mondo per le sue spettacolari grotte carsiche. Successivamente, i binari guidano il treno verso il litorale, offrendo collegamenti diretti con importanti mete balneari e storiche come Capodistria e Fiume.

Un’opportunità speculare si attiva anche in direzione opposta: i viaggiatori in partenza dalle coste adriatiche possono imbarcarsi nel tardo pomeriggio da Capodistria e svegliarsi l’indomani mattina a Budapest, risalendo idealmente il corso del fiume che ispirò i più celebri valzer della tradizione musicale europea.

Inoltre, tramite comodi cambi e autobus locali dedicati, potete facilmente estendere l’itinerario verso Pola, le rinomate località costiere di Isola, Portorose e Pirano, la suggestiva isola di Krk o proseguire agevolmente verso la sponda giuliana, che si posiziona così come un fondamentale ponte culturale e turistico tra l’Europa centro-orientale e la penisola italiana.

Informazioni utili: prezzi e sistemazioni

Il Retro Istria Express sarà operativo quotidianamente a partire dal 26 giugno fino al 30 agosto 2026, coprendo l’intero picco della stagione delle vacanze estive. Uno dei punti di forza di questo servizio è l’accessibilità economica, unita al fascino nostalgico delle carrozze degli anni ’70 e ’80, conservate in condizioni pressoché originarie per garantire un salto temporale nel massimo comfort.

Le opzioni di viaggio sono pensate per soddisfare ogni tipologia di budget e di viaggiatore. Dalle carrozze a sedere, la soluzione più economica, ideale per i giovani e i viaggiatori zaino in spalla, con scompartimenti da sei od otto posti e tariffe che partono da soli 16 euro per Lubiana, 20 euro per Capodistria e Postumia e 25 euro per Fiume e Pola, alle cuccette. In questo caso, potrete usufruire di scompartimenti da quattro o sei letti, che rappresentano il perfetto compromesso tra accessibilità e comodità per i gruppi e le famiglie, con supplementi a partire da 14 euro.

Infine, ci sono le carrozze letto da uno a tre letti. Questa opzione include letti già pronti all’arrivo, un kit igienico di cortesia, acqua in bottiglia e una colazione leggera servita al risveglio, con prezzi per il compartimento a partire da 27 euro. Tutti i biglietti possono essere acquistati comodamente online.

Ist, l’isola croata a forma di farfalla che vive al ritmo del mare

1 juin 2026 à 17:00

Lontana dalle rotte più battute della Croazia, Ist è un’isola che “galleggia” tra il blu dell’Adriatico e una costellazione di scogli affioranti. Fa parte dell’Arcipelago di Zara e si trova circa 21 miglia nautiche dalla costa dalmata. A prima vista colpisce per la sua sagoma insolita: dall’alto ricorda una farfalla con le ali aperte, mentre altri vi riconoscono due ferri di cavallo uniti tra loro. Qualunque interpretazione si scelga, la sua forma resta una delle caratteristiche più curiose dell’intero mare croato.

Ist misura poco più di 10 km² e ospita circa 200 residenti permanenti. Un numero che racconta molto del suo carattere, in quanto qui c’è un unico centro abitato (anch’esso chiamato Ist) raccolto attorno a un piccolo porto naturale. Sì, sì, avete capito bene: tutto ciò si traduce in niente traffico, niente file e niente rumore di motori, perché le automobili proprio non ci sono (se non qualcosa di raramente appartenente ai residenti).

Tra vigneti, uliveti e pinete, la vita segue ancora il ritmo delle stagioni. Il mare rappresenta da secoli la principale risorsa, poiché le acque circostanti abbondano di pesce e continuano ad attirare pescatori sportivi, diportisti e appassionati di fondali. Chi raggiunge Ist, quindi, cerca soprattutto autenticità: il fascino dell’isola nasce proprio dalla sua dimensione essenziale.

Dove andare per staccare davvero la spina: la Regione di Zara è la destinazione anti-stress del 2026

21 mai 2026 à 10:58

Arriva un momento preciso in cui ogni italiano sente il bisogno di sparire. Non per sempre, non lontano anni luce, abbastanza, però, da tornare a respirare senza l’ansia di un appuntamento da rispettare o di un messaggio a cui rispondere. La Regione di Zara, affacciata sull’Adriatico a poche ore dall’Italia, è il posto in cui quel bisogno trova risposta quasi senza accorgersene. Le spalle si abbassano, la luce cambia, il mare apre l’orizzonte e qualcosa si allenta dentro. E se arrivi in primavera o in autunno, quando l’aria è limpida e le folle sono solo un ricordo lontano, la Regione di Zara sembra ancora di più un rifugio privato creato apposta per te.

A chi conosce il calcio, poi, non sfuggirà che questa è la terra che ha formato Luka Modrić. Un nome che in Italia si pronuncia con un’affetto quasi familiare. La sua storia – dall’entroterra aspro di Zara, sospeso tra mare e montagna, fino agli stadi più importanti del mondo – racconta qualcosa di questo luogo: forza quieta, radicamento, dignità senza ostentazione. Una terra che non forma solo campioni, ma persone vere che sanno stare al mondo senza perdersi.

Un angolo nascosto  dove il ritmo rallenta sul serio

Il primo vero respiro di sollievo arriva spesso qui, in una delle zone più singolari e meno conosciute dell’entroterra zaratino. Il mare di Novigrad non è aperto nel senso tradizionale del termine, e proprio questa differenza cambia tutto: l’acqua è quasi ferma, l’atmosfera rarefatta, il senso di isolamento molto più intenso rispetto a qualsiasi altro angolo della costa adriatica.

Il mare di Novigrad
TB Zadar Region
Conoscete il mare di Novigrad, famoso per la sua autenticità, per le cozze pregiate e per i tramonti spettacolari

Da qui, il viaggio scivola verso sud, fino a Biograd na Moru, uno dei principali accessi all’arcipelago zaratino e storico centro della vela. È il punto in cui la terraferma lascia spazio al mare, le strade si interrompono e l’unico appuntamento rimasto sull’agenda è l’orizzonte. Il vento è gentile e le distanze rassicuranti. Per una volta, non fare nulla diventa un’arte che si padroneggia senza sforzo.

Poco oltre, Pašman si distende lunga e verde lungo la rotta verso sud. Navigando le sue coste, il mare si apre gradualmente, il blu si intensifica e si ritrova un’energia che non si sapeva nemmeno di aver perso.

Le isole si susseguono come capitoli di una lettura lenta. , silenziosa e autentica, custodisce le tradizioni della ceramica e pomeriggi senza fretta. Molat, dove il silenzio ha il sapore di un lusso vero. Ist, con la sua forma tonda e raccolta che sembra abbracciare chi arriva. E poi Silba e Premuda, le isole più lontane, dove l’Adriatico diventa blu vellutato e il tempo smette, semplicemente, di contare.

Molat
Fabio Šimićev
Isola di Molat, dove le giornate scorrono tra passeggiate lungo la costa, bagni in mare cristallino e cene semplici affacciate sul porto

Zara e dintorni, dove la cultura si racconta sottovoce

La città di Zara porta i secoli addosso con una leggerezza rara. Le strade romane e le piazze medievali non intimidiscono ma accompagnano chiunque desideri visitarle. La Chiesa di San Donato si alza come un’eco di pietra, la Cattedrale di Sant’Anastasia si slancia verso il cielo con una calma solenne. Il Museo Archeologico e il Museo del Vetro Antico conservano frammenti del passato con delicatezza quasi intima. E poi, al tramonto, c’è l’Organo Marino – un’installazione che trasforma il moto delle onde in musica – e il Saluto al Sole, che illumina il lungomare come se la notte stessa volesse celebrare chi ha scelto di rallentare.

Verso nord, il paesaggio si apre tra lagune, saline e cieli sconfinati, fino a Nin, la più antica città reale della Croazia. La minuscola Chiesa della Santa Croce – spesso definita “la cattedrale più piccola del mondo” – ricorda che il senso del sacro non dipende dalla grandezza.

Ancora più a nord, collegata alla terraferma da un ponte sottile come un filo, Pag si mostra con i suoi paesaggi quasi lunari, pietrosi e siderali. È qui che le donne dell’isola realizzano merletti di tale finezza da sembrare tessuti con la luce del sole: un’arte riconosciuta dall’UNESCO, che ha tutta l’aria di una meditazione resa visibile con le mani.

Pag Island
TB Zadar Region
Esplorate l’isola di Pag è una delle isole più iconiche della Croazia, celebre per i suoi paesaggi quasi lunari

A tavola, senza orologio: il cibo come rito quotidiano

In questa parte di Croazia il cibo non ha mai fretta. Arriva con la sicurezza tranquilla di una Regione che conosce bene la propria terra e il proprio mare. Il tonno allevato nell’arcipelago zaratino è rinomato a livello internazionale per la sua qualità eccezionale – arriva sulle tavole più prestigiose del mondo, compreso il Giappone, dove è particolarmente ricercato. I vini locali – Plavina, Zinfandel, Maraština e Pošip – raccontano in ogni calice il calore del sole e la mineralità della pietra calcarea.

Vigneti nella Regione di Zara
TB Zadar Region
Assaporate i sapori autentici della regione di Zara con un bicchiere di vino di alta qualità proveniente dai vigneti locali

Nin, lo šokol è una tradizione tramandata di generazione in generazione: il collo di maiale viene stagionato lentamente con sale marino, spezie e vino rosso, poi modellato dal vento di bora fino a diventare qualcosa di aromatico e inconfondibilmente locale. I campi di Ravni Kotari – cuore agricolo della Regione – offrono verdure stagionali, fichi, ciliegie e un olio d’oliva che concorre e vince nei contesti internazionali più esigenti. E poi ci sono le cozze di Novigrad: piccole, dolci, naturali, con un sapore che interrompe una conversazione e non richiede commenti.

Ogni pasto è un rituale che riporta con i piedi per terra. Un promemoria concreto che la vita può essere semplice, generosa, piena e che una vacanza vera dovrebbe somigliare esattamente a questo.

Regione di Zara nel 2026, il posto giusto per imparare di nuovo a respirare

Quando arriva il momento di ripartire – se arriva – ci si rende conto che qualcosa è cambiato, in silenzio. Il respiro è più profondo. I pensieri hanno ritrovato uno spazio. Il corpo si sente riequilibrato, non per effetto di qualche programma benessere, ma perché questa regione non ha cercato di impressionare nessuno. Ha solo accolto, con la semplicità di chi non ha nulla da dimostrare.

In un mondo che corre senza sosta, la Regione di Zara regala qualcosa di sempre più raro: la quiete come condizione naturale, non come prodotto da vendere. Gli italiani arrivano qui portandosi dietro il peso del caos quotidiano. Difficilmente lo riportano a casa. E forse questo dice già tutto.

Di’ Sì a una vacanza anti-stress nella Regione di Zara!

Logo Zara
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Arcipelago Zaratino, un labirinto di magnifiche isole tra vento adriatico e pietra dalmata

18 mai 2026 à 19:00

Oltre 300 tra isole e isolotti, spesso privi di insediamenti permanenti, puntellano le limpide acque dell’Adriatico che sfiorano la coste di Zara, in Croazia. Magnifiche terre emerse modellate dal vento di bora e dalla luce mediterranea intensa. Una sorta di linea marina che separa e unisce la terraferma dalmata e il mare aperto, costruendo una geografia frammentata fatta di approdi minuti, baie riparate, scogli affioranti e villaggi di pietra bianca.

Non manca di certo la storia, perché quest’area è riconosciuta per la sua funzione di passaggio verso la Dalmazia centrale. Antiche rotte romane, successivamente influenze veneziane e presenze austro-ungariche, hanno infatti lasciato segni in torri costiere, chiese rurali, piccoli porti e sistemi agricoli basati su oliveti e pesca.

Pur non essendo tendenzialmente lontani dalla terraferma, sono luoghi spesso dominati da un silenzio naturale: non c’è traffico, mentre il ritmo della vita viene dettato dalle maree e dalle stagioni della pesca. Un piccolo paradiso a poca distanza dall’Italia, talvolta lontano dai flussi turistici frenetici e pieni di dialetti arcaici che fondono radici slave a influenze latine. Ecco quali sono le isole più belle dell’Arcipelago Zaratino.

Silba, la torre Toreta e la regina senza motori

Iniziamo questo viaggio da Silba, che si presenta con profilo basso e vegetazione fitta. Chiaramente circondata da acque trasparenti, è un susseguirsi di spiagge di ghiaia chiara che abbracciano un unico centro abitato raccolto attorno a viuzze pedonali e piccole piazze lastricate. Il suo elemento simbolico è la Torre Toreta, struttura ottocentesca a base poligonale con scala esterna elicoidale, che oggi funge da punto panoramico verso l’orizzonte impreziosito dalle altre isole dell’arcipelago.

Silba, Croazia
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La meravigliosa Isola di Silba

Le Baie di Šotorišće e Pernastica offrono sabbia fine e acqua bassa, con fondali chiari visibili fino a distanze sorprendenti. Ma a definire la sua identità è senza dubbio l’assenza di automobili, insieme a una rete di sentieri interni che collegano residenze estive, orti e piccoli moli.

Dugi Otok, la lunga sentinella dell’ovest

Settima isola della Croazia per estensione, Dugi Otok (che in italiano chiamiamo Isola Lunga) rappresenta il confine estremo verso il mare aperto. Sulla punta settentrionale svetta il faro di Veli Rat, una torre alta 42 metri costruita nel 1849 dai rintocchi asburgici. Leggende locali narrano l’utilizzo di migliaia di uova mischiate alla malta per rendere la struttura resistente alle tempeste invernali.

Poco distante si apre la Baia di Sakarun, una distesa di sabbia bianca finissima circondata da boschi di pini scuri. La costa meridionale ospita invece il Parco Naturale di Telašćica, una profonda insenatura protetta da scogliere verticali chiamate Stene che raggiungono i 160 metri d’altezza.

Olib, quiete rurale e memoria romana

Piatta e coperta da pinete e uliveti è Olib, isola dalla popolazione piuttosto ridotta e con un ritmo agricolo ancora visibile nelle attività quotidiane. L’ingresso al minuto porto è segnato dalla Torre Kaštel del XVI secolo, una struttura difensiva che racconta la necessità di protezione lungo rotte adriatiche storicamente esposte a incursioni.

Olib, Croazia
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La splendida costa dell’isola di Olib

Bellissimo è il litorale, il quale alterna scogliere e spiagge sabbiose tra cui Slatine sul lato orientale, dalle acque poco profonde e tonalità turchesi. Tracce romane emergono in reperti archeologici distribuiti nell’area del suo unico insediamento.

Ugljan, il giardino verde dei nobili zaratini

Distante appena poche miglia nautiche dalla terraferma, Ugljan (o Ugliano) vanta il soprannome di Isola Verde grazie alla sua vegetazione lussureggiante. Grandi famiglie aristocratiche di Zara scelsero questo luogo nel Rinascimento per costruire ville eleganti e residenze estive circondate da giardini rigogliosi.

Preko, il porto principale, mostra il monastero francescano dell’isolotto di Galevac, raggiungibile con brevi bracciate o piccole barche a remi. La fortezza di San Michele domina il paesaggio dall’alto di una collina rocciosa, mentre Kukljica si distingue per il suo nucleo storico stretto attorno a una baia circolare, sede di un’antica processione mariana su barche che si svolge ogni 5 agosto dal 1514.

Premuda, grotte sommerse e porto discreto

Poi ancora Premuda, che si sviluppa tra due approdi principali, Krijal e Loza, con villaggio centrale raccolto tra vegetazione mediterranea e orti. Si tratta di un’isola segnata da costa frastagliata, caratteristica che le permette di avere numerose insenature belle e riparate. Ma non è finita, perché questa terra sfoggia anche il sistema subacqueo delle cosiddette “Cattedrali”, una delle attrazioni più note tra i fondali adriatici settentrionali.

Premuda, Croaza
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Veduta aerea dell’isola di Premuda

Sono una sere di gallerie e cavità naturali modellate dall’erosione marina che mettono in scena paesaggi di luce filtrata. Nelle sue acque, tra le altre cose, riposa il relitto della nave Szent Istvan, che va ad aggiungere un valore storico al fondale circostante.

Pasman, la terra delle correnti inverse

Unita a Ugljan tramite il ponte di Ždrelac, questa isola della Croazia si caratterizza per un fenomeno oceanografico insolito: le correnti nel canale omonimo cambiano direzione 4 volte al giorno, garantendo acque tra le più limpide dell’intero bacino mediterraneo. Tale pulizia favorisce la crescita di molluschi e pesci pregiati che rendono la gastronomia locale un’eccellenza assoluta.

Il monastero benedettino dei Santi Cosma e Damiano, situato sul colle Ćokovac sopra il villaggio di Tkon, custodisce rari codici in alfabeto glagolitico, l’antica scrittura sacra dei popoli slavi. Fondato nell’XXI secolo, conserva uno splendido crocifisso gotico dipinto su legno. Molti sentieri sterrati portano a baie isolate come Sovinje, dove i fondali sabbiosi bassi creano sfumature turchesi intense.

Ist, piccolo porto e orizzonti aperti

L’isola di Ist occupa una posizione più occidentale tra le terre emerse abitate del gruppo e possiede un insediamento principale raccolto attorno a una baia protetta con marina ordinata, frequentata da imbarcazioni private.

Ist, Croazia
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Un angolo dell’isola di Ist

Il territorio è quindi ridotto ma vario, con spiagge sabbiose e tratti rocciosi alternati. La salita verso il punto più elevato conduce a una piccola cappella isolata che, però, si affaccia su panorama ampio verso altre isole.

Molat, il rifugio dei navigatori solitari

Caratterizzata da una forma a Y, Molat mantiene un’atmosfera selvaggia e poco frequentata. Il villaggio omonimo svetta su una collina che domina due porti naturali, un tempo scali fondamentali per le rotte del sale. Brgulje e Zapuntel completano il terzetto di centri abitati, nuclei minuscoli dove le tradizioni pastorali resistono all’usura del tempo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’isola ospitò un campo di concentramento fascista, memoria dolorosa custodita oggi in un piccolo monumento commemorativo. Le coste frastagliate, dal canto loro, nascondono grotte sottomarine e anfratti ideali per la pesca subacquea, mentre l’interno è un groviglio di macchia mediterranea profumata.

Olib, l’isola piatta che sorprende con sabbie rare nell’Adriatico e silenzi assoluti

2 mai 2026 à 13:00

Quasi completamente assente nei racconti turistici più diffusi, Olib (o Ulbo) è un’isola della Croazia che resta defilata rispetto alle rotte più battute del Paese. Si trova nel tratto di mare tra Zara e il Quarnaro, distesa, allungata da nord a sud e quasi senza rilievi. Vi basti pensare che il punto più alto, Kalac, raggiunge appena 74 metri e, soprattutto, sfoggia linee morbide, fondali chiari e spiagge sabbiose. Una presenza piuttosto rara lungo l’Adriatico croato, tendenzialmente dominato da rocce e ciottoli.

Chiamata anche “Regina adriatica delle spiagge di sabbia“, vanta acque che restano basse per metri e metri e che sono anche calde, accoglienti e quasi ferme. Nel suo territorio, tra l’altro, c’è un solo centro abitato con lo stesso nome dell’isola, che raccoglie poche centinaia di residenti. In sostanza qui non c’è traffico e si gira a piedi, in bicicletta o talvolta su piccoli mezzi elettrici.

Il silenzio pesa ma in senso positivo, perché si avverte nelle ore centrali del giorno e ancora di più al tramonto, quando il sole scende libero verso ovest senza ostacoli.

Cosa vedere a Olib

Chi arriva in questa perla della Croazia ha un obiettivo piuttosto chiaro: cercare qualcosa di diverso rispetto alle mete più celebri della costa locale, ovvero una sorta di un insieme di dettagli che costruiscono un’esperienza coerente fatta di luce, acqua e tracce del passato.

Il villaggio di Olib

Unico centro abitato di quest’isola della Dalmazia, è affacciato sul lato occidentale ed è un susseguirsi di case basse, strade semplici e un piccolo porto. L’atmosfera richiama un Mediterraneo essenziale, ben distante dalle trasformazioni turistiche più invasive. Il momento più bello, però, è forse il calar del sole, perché qui si gode di una luce piena, diretta e che trasforma il cielo in uno spettacolo continuo.

Torre Kaštel

All’ingresso del porto, la Torre Kaštel risale al XVI secolo e racconta un periodo turbolento di questa terra preziosa. Costruita come difesa contro incursioni piratesche, domina ancora l’accesso al paese. Con un struttura semplice ma massiccia, rappresenta uno dei pochi elementi architettonici di rilievo visivo immediato.

Chiesa di Sant’Anastasia

La chiesa parrocchiale, intitolata a Sant’Anastasia, custodisce un patrimonio poco noto ma significativo. Al suo interno, infatti, sono custoditi i codici glagolitici che testimoniano una tradizione culturale radicata legata a una delle più antiche scritture slave. L’edificio attuale deriva da restauri successivi, ma mantiene un forte valore identitario.

Baia di Banjve e resti antichi

Nella baia di Banjve affiorano tracce di un insediamento romano e i resti della chiesa di San Paolo con un antico monastero abbandonato nel XIII secolo. Pietre sparse, muri incompleti e segni che richiedono attenzione per essere letti.

I muretti a secco

Olib è impreziosita da muretti a secco, costruzioni artigianali che delimitano i campi di olivi e i pascoli. Il fatto curioso è che formano un labirinto di pietra che percorre l’intero territorio.

Realizzati senza l’uso di malta, rappresentano un esempio di ingegneria rurale tradizionale, legata alla tecnica dei muretti a secco diffusa nel Mediterraneo. Passeggiare lungo tali confini permette di apprezzare la fatica degli antichi contadini che modellarono il paesaggio con le proprie mani.

Le spiagge più belle di Olib

Ve lo abbiamo detto: sorprendentemente per le coste e le isole croate, qui a dominare è soprattutto sabbia morbida e candida. Non a caso, per molti le spiagge dell’isola costituiscono il vero motivo del viaggio (anche perché la varietà è sorprendente per un territorio così compatto). Tra le più suggestive segnaliamo:

  • Cala Slatinica: si trova sul lato orientale e rappresenta l’immagine più iconica di Olib. La sabbia è chiara sotto i piedi, l’acqua bassissima e con trasparenze che cambiano colore con la profondità. Da qui lo sguardo si allunga verso l’Isola di Pag e, più lontano, in direzione della catena del Velebit che disegna un profilo netto all’orizzonte.
  • Slatine: ampia e tranquilla, si caratterizza per la presenza di sabbia fine e ingresso dolce in mare, al punto da rivelarsi perfetta per soste lunghe e relax totale
  • Banjve: da queste parti l’atmosfera è più selvaggia e c’è un’alternanza tra sabbia e roccia, con resti antichi nei dintorni che aggiungono fascino al paesaggio
  • Calette nascoste dell’isola: sparse lungo la costa, sono spesso raggiungibili via mare o tramite sentieri e offrono scorci intimi e mare limpidissimo lontano da tutto.
  • Le lagune sabbiose del sud: una sequenza di piccole baie che crea un sistema naturale di grande fascino. Fondali sabbiosi, acqua trasparente e protezione dai venti. Certo, gli spazi sono ridotti ma allo stesso tempo ottimali per chi desidera isolamento.

Dove si trova e come arrivare

L’affascinanti Isola di Olib si colloca nella parte nord-occidentale dell’arcipelago di Zara, tra l’Isola di Silba e quella di Premuda, in una zona di transizione tra Dalmazia e Quarnaro. Dista circa 25 miglia nautiche da Zara, posizione che la mantiene lontana dalle rotte più affollate. Il collegamento principale avviene via mare. A disposizione devi visitatori ci sono infatti traghetti di linea che partono da Zara con percorrenza intorno alle 2 ore, spesso con fermate intermedie nelle isole vicine.

Esiste anche un servizio di catamarano più rapido, circa 1 ora di viaggio, utilizzato soprattutto nei mesi estivi. Un’altra opzione collega Olib a Mali Lošinj, ampliando le possibilità di spostamento tra le isole dell’area. In zona non esistono infrastrutture per auto, al punto che l’accesso avviene esclusivamente a piedi o con piccoli mezzi locali.

Chi naviga trova un punto di riferimento utile: le baie attorno a Olib offrono riparo naturale grazie alla presenza di isolotti e bassi fondali sabbiosi che garantiscono buona tenuta all’ancora. Raggiungere questo magico angolo dell’Adriatico richiede un minimo di organizzazione ma, una volta arrivati, quel piccolo sforzo acquista senso.

E il motivo è da ritrovare nel fatto che quest’isola restituisce qualcosa che altrove si è perso da tempo, ovvero una dimensione semplice, concreta e quasi fuori scala rispetto al resto della costa adriatica.

Šćedro, l’Isola Benevola dell’Adriatico che custodisce baie paradisiache e rovine antiche

20 avril 2026 à 13:00

Di fronte al versante sud di Hvar (Croazia), nel canale che guarda Korčula, c’è un’isoletta lunga appena 6 chilometri e mezzo che sembra aver scelto una traiettoria tutta sua. Il suo nome è Šćedro e, pur essendo piccola sulla carta geografica, è vastissima nelle sensazioni. Questo minuto territorio, infatti, custodisce una Dalmazia rimasta integra, lontana dal rumore delle località celebri e dalle geometrie del turismo veloce.

Il nome, nelle antiche lingue slave, richiama l’idea di generosità e misericordia. Il motivo (secondo le teorie più diffuse) è da ritrovare nel fatto che per secoli marinai, mercanti, pescatori e flotte intere cercarono riparo qui durante i cambi improvvisi del vento adriatico. Šćedro, che in italiano chiamiamo anche Torcola, conta pochissimi residenti stagionali, è quasi priva di urbanizzazione invasiva e non sfoggia nemmeno insegne luminose.

L’elogio del Guardian a Trieste, una città che sa di sale e profuma di caffè

Par : elenausai10
23 mars 2026 à 11:30

Trieste, raffinatamente e scenograficamente asburgica, è una città elegante dove presenza invisibile è la bora che ostacola e rafforza la vita dei suoi cittadini. Lo dice anche Lucio Corsi nella sua canzone Trieste “Per le strade di Trieste vive gente convinta che il vento no, non era un freno, ma una spinta“.

È sicuramente l’energia di questo vento, ma non solo, che ha portato di recente il quotidiano britannico The Guardian a dedicare un omaggio al capoluogo del Friuli-Venezia Giulia, descrivendolo come un organismo vivente, una terra sospesa tra il mare Adriatico e l’altopiano del Carso.

La testata britannica è rimasta affascinata da questa enclave geografica che, sulla mappa, citando l’articolo, ricorda la forma di uno stomaco: un’immagine che ben descrive la capacità di Trieste di assimilare secoli di dominazioni, lingue e culture diverse, trasformandole in un’identità unica e vibrante attraverso il caffè e le sue specialità gastronomiche.

La solitudine aristocratica di Silba, l’isola croata dove non ci sono automobili

22 mars 2026 à 16:00

Chi sceglie Silba (o Selve) come meta per le proprie vacanze, deve essere consapevole di un’informazione precisa prima di tutto il resto: bisogna lasciare indietro un certo modo di stare al mondo. Ci troviamo in Croazia, per la precisione su un traghetto che si allontana dalla costa di Zara fino a che non compare questa affascinante terra emersa a forma di otto disteso sull’acqua, un aspetto curioso perché stretta al centro e allungata verso due estremità verdi. Ancor più peculiare è il fatto che, in quel punto sottile, si trova l’unico centro abitato dell’isola, un piccolo universo che si attraversa in pochi minuti.

Qui le automobili quasi non si sa cosa siano, se non per qualche mezzo di servizio. Sono i passi umani e il sole a scandire le giornate, poiché Silba è una vera e propria isola pedonale, quasi una rarità nel Mediterraneo contemporaneo. Ma non è finita, in quanto questa perla in mezzo a un limpido Adriatico rientra pure tra le isole più verdi della Croazia, dove vivono poco più di 300 residenti stabili.

Silba, tra le altre cose, ha molti soprannomi, tra cui “Porta della Dalmazia” e “Isola dell’Amore”. Il primo parla della sua posizione geografica, tra il Golfo del Quarnero e la Dalmazia settentrionale. Il secondo nasce da una storia concreta, impressa nella pietra e nella memoria collettiva.

Esplorando Perast, il tesoro barocco della Baia di Kotor che racconta secoli di mare, fede e potere

31 janvier 2026 à 16:30

Incastonato tra acque turchesi e ripide montagne che si ergono dal Mare Adriatico, Perast (che in italiano chiamiamo Perasto) è un villaggio eccezionale, al punto che spesso viene paragonato a un fiordo nordico (anche se dal punto di vista geologico non lo è). Il motivo di questo parallelo è molto semplice: il borgo prende vita tra le Bocche di Cattaro (o Baia di Kotor o di Kotorska), un complesso sistema di bacini comunicanti che penetra l’entroterra del Montenegro.

Ma non è solo questo a renderlo speciale. Il visitatore che arriva da queste parti, infatti, si rende conto che Perast, a differenza delle cittadine fortificate che punteggiano la Dalmazia, è praticamente privo di mura difensive. La protezione era affidata a torri d’avvistamento e, soprattutto, al coraggio dei suoi abitanti, navigatori scelti dalla Serenissima Repubblica di Venezia per avere il privilegio di custodire il prezioso Gonfalone di San Marco.

Inoltre, la presenza di due isole antistanti (una artificiale e una naturale) aggiunge una dimensione quasi teatrale al paesaggio.

Cosa vedere a Perast

Partiamo dal presupposto che, secondo le più recenti statiche, Perast conta circa 250 anime. Un numero minuscolo, ma per un territorio enormemente affascinante e costellato di abitazioni con balconi fioriti e stemmi araldici scolpiti nel marmo. L’atmosfera che si avverte, infatti, è quella di una nobile malinconia, poiché la popolazione odierna è ormai una frazione minima rispetto a quella dei secoli passati.

Nostra Signora delle Rocce

La Nostra Signora delle Rocce (Gospa od Škrpjela) è uno dei due isolotti che si possono scorgere osservando l’orizzonte marino. Questo fazzoletto di terra emerge a breve distanza dalla riva ed è interamente artificiale e nato grazie a dei navigatori: ispirati dal ritrovamento di un’icona della Madonna con Bambino su una roccia nel 1452, iniziarono a depositare pietre intorno al sito, espandendolo gradualmente fino a formare una piattaforma stabile.

A dominare la struttura c’è una graziosa chiesa con cupola azzurra che tra le sue mura custodisce 68 dipinti di Tripo Kokolja, artista locale che portò il dinamismo barocco in questo remoto avamposto. Anche se, a essere del tutto onesti, l’attrazione che spesso attira maggior attenzione è l’arazzo Jacinta Kunić, in quanto realizzato con fili di seta intrecciati a capelli umani, la quale impiegò 25 anni per finirlo.

Nostra Signora delle Rocce, Perast
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La chiesetta di Nostra Signora delle Rocce

Isola di San Giorgio

Conosciuta in loco come Sveti Đorđe o Sveti Juraj, l’Isola di San Giorgio è naturale e piena di cipressi verdissimi e secolari. Tra le fronde di questi alberi si nascondono un’abbazia benedettina risalente al XII secolo e il cimitero storico della nobiltà locale. L’edificio sacro mostra profili romanici e mura di cinta che dialogano con il colore smeraldo degli alberi, mettendo in scena una delle immagini più emblematiche dell’intera baia.

In sostanza, è uno di quegli angoli a cui è impossibile resistere ma, proprio per questo, l’accesso al pubblico è limitato a particolari occasioni religiose. La si può quindi ammirare quasi esclusivamente da lontano. Ma ciò che potrebbe sembrare un vero peccato, è in realtà una forza. In questo modo infatti, il sito preserva il suo carattere austero e mistico.

Chiesa di San Nicola

Al centro di questa perla del Montenegro, più precisamente nella piazza principale, svetta una torre campanaria alta 55 metri (primato lungo la costa adriatica orientale. E sì, non è affatto una misura da poco). È quello della Chiesa di San Nicola, una struttura che fonde elementi romanici, rinascimentali e barocchi.

Sembrerebbe che le sue campane furono fuse a Venezia e che il loro suono si riverberi contro le pareti rocciose del monte San Cassiano, creando un’eco emozionante che avvolge l’intero golfo. La torre, tra le altre cose, offre accesso a piattaforme panoramiche che svelano vedute sulla baia, sulle isolette e sulle montagne verdeggianti.

Palazzo Bujović

Volete ammirare un esempio veramente superbo di architettura aristocratica del XVIII secolo? Allora dovete dirigervi verso il Palazzo Bujović, nell’estremità occidentale del borgo, che sfoggia proporzioni, balconate e decorazioni magistrali. Vi basti pensare che è avvolto da una leggenda che narra che il proprietario, fiero della bellezza della costruzione, chiese all’architetto se fosse possibile realizzarne una superiore. Alla risposta affermativa, il nobile fece gettare l’artista in mare dal balcone per garantire l’unicità della propria dimora.

Attualmente le sale ospitano il Museo Civico, custode di modelli navali, armi antiche e documenti rari che spiegano la supremazia marittima di questo piccolo centro.

Palazzo Smekja

Il Palazzo Smekja è invece una residenza civile che oggi forma parte dell’Heritage Grand Hotel. È un albergo di lusso, e quindi (a meno che non si è ospiti) visibile solo dall’esterno lungo il litorale. Ma quel che è certo è che con le sue linee barocche e finestre ornate riflette perfettamente la ricchezza accumulata attraverso commerci veneziani e difese contro pirati.

Cosa fare a Perast

Vi diamo subito un consiglio: se volete davvero vivere Perast dovete rallentare e assecondare i ritmi naturali delle maree e dei venti locali, come la bora o lo scirocco.

  • Navigazione verso gli isolotti: in genere la si effettua a bordo di piccole imbarcazione in legno guidate da pescatori locali, con una vista nitida sulle facciate dei palazzi che sembrano galleggiare sullo specchio d’acqua.
  • Assaggio della pasticceria storica: per provare la Torta di Perast, dolce a base di mandorle, limone e liquore maraschino la cui ricetta parrebbe risalire al XVII secolo.
  • Esplorazione dei vicoli nascosti: abbandonare la strada costiera per inerpicarsi lungo le scalinate antiche che salgono verso la montagna rivela un mondo segreto di giardini interni pieni di buganvillee e fichi.
  • Bagno nelle acque limpide della baia: sono presenti piattaforme in pietra utilizzate anche dagli abitanti.
  • Escursione verso la fortezza di Vranovo Brdo: seguendo sentieri tra macchia mediterranea e rocce calcaree.
  • Partecipare alla Fašinada il 22 luglio: celebrazione in cui i residenti remano al tramonto per depositare pietre su Nostra Signora delle Rocce (proprio come fecero i navigatori per crearla).

Come arrivare

La soluzione più suggestiva per arrivare a Perast prevede l’utilizzo di un’auto a noleggio partendo da Cattaro (Kotor) o da Castelnuovo (Herceg Novi). Bisogna tenere a mente, però, che durante i mesi estivi il transito dei veicoli nel centro abitato è limitato ai residenti.

Un’alternativa valida consiste nell’utilizzare i motoscafi che salpano regolarmente dal porto di Kotor. Chi arriva dall’aeroporto di Tivat, invece, può usufruire di un servizio traghetto che attraversa lo stretto di Verige.

Perché visitare il Borgo Antico di Termoli, il gioiello molisano affacciato sull’Adriatico

Par : elenausai10
29 décembre 2025 à 12:00

Affacciata sull’Adriatico e sospesa tra mare e storia, Termoli è una città che sorprende chi sceglie di uscire dai percorsi turistici più battuti. Seconda realtà urbana del Molise, conserva un’anima autentica che trova la sua massima espressione nel borgo antico, arroccato su un promontorio e protetto da antiche mura che segnano il confine simbolico tra passato e presente.

Non è un caso che Termoli sia stata recentemente accolta nel prestigioso circuito de I Borghi più belli d’Italia con il titolo di Borgo Ospite, un riconoscimento che valorizza il fascino del suo centro storico e ne certifica il valore storico, culturale e paesaggistico. Un traguardo importante che rappresenta non solo un motivo d’orgoglio, ma anche l’inizio di un percorso orientato alla tutela, alla promozione e a un’ospitalità sempre più consapevole e di qualità.

Cosa vedere per scoprirlo? Questi i nostri consigli!

Castello Svevo

Come una sentinella di pietra, il Castello Svevo segna l’ingresso al borgo antico di Termoli, tra i nuovi Borghi più Belli d’Italia. Con la sua presenza, racconta il passato militare e strategico della città: fu costruito in epoca sveva e domina il promontorio con una struttura compatta e severa, realizzata in pietra calcarea e scandita da quattro torri che sembrano dialogare con il mare sottostante.

La sua posizione non è casuale perché da qui si controllava la costa e si difendeva la città dalle incursioni provenienti dal mare. Oggi, il castello offre scorci spettacolari sul mare e sui tetti del borgo.

Il Duomo

Fulcro spirituale e storico del borgo antico, la Cattedrale di Santa Maria della Purificazione, conosciuta come Duomo di Termoli, è considerato uno degli edifici religiosi più significativi del Molise. Eretta nel XII secolo su un precedente luogo di culto, di cui restano preziose tracce come frammenti di antichi mosaici pavimentali, racconta secoli di devozione e stratificazioni architettoniche.

La facciata, infatti, colpisce per l’armoniosa fusione di linguaggi diversi, dal rigore del romanico alle suggestioni di matrice islamica, creando un insieme originale e raffinato, impreziosito dalla statua di San Basso, patrono della città. All’interno, lo spazio si apre in tre navate sobrie ed eleganti, dove sono custodite le reliquie di San Basso e di San Timoteo.

Termoli Sotterranea

Anche sotto la superficie del borgo antico si celano luoghi interessanti e suggestivi. Stiamo parlando di Termoli Sotterranea, il cui ingresso è posizionato in Piazza Duomo. Una volta entrati, comincerete un percorso che conduce a circa cinque metri di profondità, tra ambienti carichi di storia. Questo itinerario archeologico consente di esplorare gli scavi al di sotto del Palazzo Vescovile e della Cattedrale, riportando alla luce testimonianze rimaste nascoste per secoli.

Qui è presente anche una necropoli risalente al X secolo, che restituisce una preziosa fotografia della vita e dei rituali del passato.

Il vicolo Rejecelle

Infine, uno dei luoghi più curiosi da scoprire nel borgo antico di Termoli è il vicolo Rejecelle. Di per sé, il centro storico è un intreccio di stradine strette e tortuose, ma nessuna raggiunge le dimensioni estreme di questo passaggio, spesso citato come il più stretto d’Italia.

Rejecelle, infatti, misura appena 41 centimetri nel punto più largo e si restringe fino a 34 in quello più angusto, diventando una tappa immancabile per chi visita la città. Restando in tema di vicoli, merita una menzione anche Mazzemarille, piccolo e suggestivo passaggio legato alle tradizioni popolari. Secondo le leggende, di notte sarebbe abitato da dispettosi folletti!

Tra scogli e acque cristalline: la poesia della spiaggia di Zaraće

19 août 2025 à 12:18

La spiaggia di Zaraće, situata sull’isola di Hvar in Croazia, è una meta ideale per chi cerca tranquillità, acque cristalline e paesaggi incontaminati. Questo angolo appartato dell’Adriatico offre un’esperienza autentica lontano dalle affollate località turistiche.

Le sue due baie principali, Velo Zaraće e Malo Zaraće, garantiscono una varietà di scenari per ogni tipo di visitatore. L’atmosfera selvaggia e i colori accesi del mare la rendono una destinazione perfetta anche per chi desidera scattare fotografie indimenticabili.

Dove si trova la spiaggia di Zaraće e come arrivare

Zaraće è un piccolo villaggio situato sulla costa meridionale dell’isola di Hvar, a circa 6 km dalla città principale. La spiaggia, divisa in due baie profonde, è abbracciata da scogliere rocciose che creano un’atmosfera intima e panorami mozzafiato. Velo Zaraće è orientata a est, mentre Malo Zaraće si affaccia a ovest.

Per raggiungere Zaraće, si percorre la strada che collega la città di Hvar al villaggio. La strada è stretta e tortuosa, quindi è consigliabile guidare con cautela, soprattutto nei mesi estivi quando il traffico aumenta. Una volta arrivati, è possibile parcheggiare nei pressi della spiaggia e proseguire a piedi per un breve tratto fino alla riva.

In alternativa, chi preferisce può arrivare in barca dal porto di Hvar, approfittando delle acque calme della baia e godendo di una prospettiva unica del litorale roccioso.

Caratteristiche della spiaggia

La spiaggia di Zaraće, perfetta per chi ama le attività all’aperto, è caratterizzata da ghiaia, ciottoli e acque cristalline, ideali per nuotare, fare snorkeling e scoprire la ricca fauna marina dei fondali.

La baia più grande è frequentata soprattutto da famiglie e gruppi di amici, mentre la piccola baia – Malo Zaraće – garantisce un’atmosfera tranquilla, lontano dai rumori della città. Le imponenti scogliere circostanti e la vegetazione mediterranea completano il quadro naturale, regalando un’esperienza immersiva nella natura.

I tramonti qui sono particolarmente spettacolari, con il sole che si riflette sulle acque turchesi, creando giochi di luce ideali per fotografie suggestive. Non ci sono stabilimenti balneari e la spiaggia è libera e selvaggia.
La bellezza incontaminata e la tranquillità compensano ampiamente la mancanza di servizi, rendendo la visita un’esperienza autentica.

Consigli per una giornata in spiaggia

Se si arriva in auto, l’accesso alla spiaggia richiede un pochino di attenzione. La strada è stretta e tortuosa e il parcheggio vicino alla spiaggia è limitato. Da lì si cammina per pochi minuti fino alla riva. È fondamentale, soprattutto durante l’alta stagione, arrivare in spiaggia al mattino presto ed essere preparati con tutto il necessario per trascorrere la giornata in autonomia.

Per chi ama l’avventura, il trekking lungo i sentieri costieri offre viste panoramiche sulle baie e sulla vegetazione circostante, rendendo l’esperienza ancora più completa e immersiva.

La spiaggia di Zaraće rappresenta una destinazione ideale per chi cerca un’esperienza autentica e tranquilla sull’isola di Hvar. Tra acque cristalline, scogliere suggestive e baie appartate, offre una fuga perfetta dal turismo di massa e un contatto diretto con la natura mediterranea.

I colori del mare, i tramonti spettacolari e la possibilità di esplorare la vita sottomarina e i sentieri nascosti rendono questa spiaggia un luogo unico, capace di incantare ogni visitatore e trasformare una semplice giornata al mare in un’esperienza indimenticabile.

Come raggiungere l’isola di Lissa, da ex zona militare a perla dell’Adriatico

13 août 2025 à 07:40

Da ex zona militare a perla dell’Adriatico: l’isola di Lissa o Vis ha un passato particolare, ma un presente ben definito come destinazione estiva da sogno. Da una grotta tra le montagne, Tito gestì il movimento di guerriglia jugoslavo, un avvenimento storico che ha lasciato in eredità i porti per sottomarini comunisti che punteggiano ancora la costa. Ma l’isola di oggi è diversa e la tensione dei combattimenti ha lasciato spazio ad atmosfere rilassate e vacanziere.

Due sono le cittadine principali, situate alle estremità opposte dell’isola: da una parte Komiža, caratterizzata da uno stile più autentico, dall’altra la più grande Vis, con le sue taverne sul lungomare. E poi ci sono le spiagge, come l’idilliaca Stiniva, una caletta di ciottoli circondata da scogliere, regolarmente menzionata tra le migliori del Paese. Oltre a questo, ci sono cime montuose da scalare per godersi viste mozzafiato sul mare Adriatico.

Siete curiosi di visitare l’isola di Lissa? Qui vi spieghiamo come raggiungerla!

Come arrivare con l’aereo

Se volete arrivare in Croazia con l’aereo, l’aeroporto da prendere in considerazione è quello di Spalato. Ci sono diversi voli operati da numerose compagnie che coprono i collegamenti tra le principali città italiane e Split tra le quali Ryanair ed easyJet. Una volta arrivati, dovrete raggiungere il porto e salire sul traghetto che vi poterà direttamente sull’isola.

Come arrivare sull’isola di Lissa con il traghetto

Se preferite viaggiare con i traghetti, potete farlo dal porto di Ancona che copre i collegamenti anche con altre isole, come Brac. Le compagnie che operano questa rotta sono Jadrolinija (croata) e SNAV (italiana): le tratte sono attive tutto l’anno, con una frequenza che aumenta in alta stagione (fino a circa 8 traversate settimanali). Il tempo della traversata varia tra gli 8 e le 11,5 ore, a seconda della compagnia e della tipologia di nave.

Una volta arrivati a Spalato, dovrete imbarcarvi su un secondo traghetto. In alta stagione ci sono due o tre tratte a disposizione, per le quali vi consigliamo di monitorare gli orari sui siti ufficiali.

Come arrivare sull’isola in auto

Infine, se volete arrivare sull’isola di Lissa in auto dall’Italia dovrete combinare traghetto e strada. Chi parte dal nord è avvantaggiato perché più vicino al confine con la Croazia, mentre chi non vuole guidare così tanto può imbarcare il proprio veicolo su uno dei traghetti in partenza da Ancona con destinazione Spalato.

Una volta sbarcati, proseguite verso il porto cittadino e prendete un traghetto locale (gestito da Jadrolinija) diretto a Lissa della durata di circa 2 ore e 20 minuti. È bene prenotare in anticipo soprattutto in alta stagione, poiché i posti auto sui traghetti per Lissa sono limitati. In questo modo, si può viaggiare comodamente con la propria auto e avere la libertà di esplorare l’isola senza dipendere dai trasporti pubblici.

Come raggiungere l’isola di Krk, la perla più grande della Croazia

4 août 2025 à 20:04

Krk è una delle isole più grandi e accessibili della Croazia. Situata nel Mar Adriatico settentrionale, a sud-est di Fiume, è collegata alla terraferma dal ponte omonimo. Questo significa che i turisti possono raggiungerla facilmente in auto, senza dover dipendere dai traghetti o pianificare il viaggio in base agli orari delle traversate.

L’isola ospita anche l’aeroporto di Fiume: sebbene i voli non siano molto frequenti, chi ha l’opportunità di atterrare qui arriva direttamente a destinazione, senza bisogno di guidare. Ma Krk non è amata solo per la sua accessibilità: è anche una destinazione straordinaria, tra storiche città costiere, vigneti ondulati, spiagge tranquille e siti culturali risalenti all’epoca romana e medievale.

Come raggiungerla? Ecco tutte le opzioni a vostra disposizione!

Come arrivare con l’aereo

L’aereo non è sicuramente l’opzione più conveniente per i viaggiatori italiani. Seppur ci sia un aeroporto proprio sull’isola, questo non offre tratte dirette con l’Italia. Tuttavia, potete valutare di atterrare negli aeroporti vicini e, da qui, procedere noleggiando un’auto o sfruttando, se presenti, i mezzi pubblici.

I principali aeroporti presenti nelle vicinanze sono:

  • Zagabria, distante 170 km
  • Lubiana, distante 140 km
  • Trieste, distante 140 km
  • Pola, distante 130 km

Come arrivare con il bus da Trieste

Dall’Italia, l’unico bus che permette di arrivare facilmente sull’isola di Krk parte da Trieste. L’autobus offerto è quello della compagnia Arriva Croatia che collega quotidianamente Trieste alla stazione degli autobus di Veglia (Krk), il capolinea sull’isola.

Il viaggio ha una durata stimata tra le 3 e le 5 ore, a seconda del traffico e dei tempi di attesa ai controlli di frontiera, che possono aumentare notevolmente in alta stagione. Sebbene i prezzi dei biglietti siano variabili, è possibile usufruire di sconti speciali prenotando tramite l’app ufficiale. Una volta arrivati a Veglia, è facile spostarsi verso le altre città, i porti e le località turistiche dell’isola utilizzando i bus locali o i taxi.

Come arrivare con l’auto

Arrivare sull’isola di Krk in auto dall’Italia è la soluzione più comoda, soprattutto per chi desidera esplorare la Croazia in totale libertà. Grazie al ponte di Krk, che collega l’isola alla terraferma, non è necessario affidarsi ai traghetti: basta seguire le autostrade che attraversano il Friuli Venezia Giulia, entrare in Slovenia (acquistando la vignetta autostradale) e proseguire in direzione Fiume (Rijeka), fino a imboccare il ponte.

Il tragitto è panoramico e ben segnalato, con tempi di percorrenza che variano da circa 2,5 ore da Trieste fino a 7–8 ore da città come Milano o Bologna. Viaggiare in auto offre il grande vantaggio di poter gestire i tempi in autonomia, visitare località lungo il percorso e, una volta sull’isola, spostarsi facilmente tra baie, borghi storici e spiagge appartate. Una scelta ideale per chi ama la flessibilità e vuole godersi ogni tappa del viaggio!

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