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Arrivati i primi infermieri dall’Uzbekistan, lavoreranno in Lombardia

23 octobre 2025 à 17:09

“Benvenuti e buon lavoro”: così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al primo gruppo di dieci infermieri arrivato dall’Uzbekistan, grazie al programma di formazione e cooperazione con i Paesi esteri.  Gli operatori sanitari asiatici sono stati ricevuti nell’ufficio del governatore a Palazzo Lombardia.

Dieci infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia

“L’arrivo di questi professionisti – ha spiegato Fontana – è frutto degli accordi siglati durante la missione istituzionale della Regione a Tashkent. Un progetto che prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi formativi e professionali tra i due Paesi”.

Programma di formazione e lavoro

Durante il periodo di formazione, che li vedrà impegnati in diversi reparti ospedalieri, tra cui pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, nefrologia, oncologia ed area pediatrica, con la supervisione di tutor, parteciperanno anche a corsi di lingua italiana.

Valorizzazione delle esperienze

“Un’azione concreta – ha concluso il governatore – per rispondere alla carenza di personale sanitario nella nostra Regione e al tempo stesso valorizzare le esperienze di crescita dei Paesi partner. Tutto ciò, mentre continuiamo comunque anche a lavorare affinché si possano incrementare gli stipendi per queste professionalità nell’obiettivo di riuscire a rendere attrattivo per chiunque lavorare all’interno del nostro sistema sanitario”.

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Ospedale Cremona, Bertolaso visita Pronto soccorso e Terapia intensiva

8 octobre 2025 à 15:22

Doppio appuntamento in provincia di Cremona per l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso.

L'incontro in mattinata dell'assessore regionale Bertolaso, a Ripalta Cremasca, alla cerimonia di inaugurazione delle nuove postazioni di defibrillatori installate sul territorio comunaleNella mattinata dell’8 ottobre 2025 ha preso parte, a Ripalta Cremasca, alla cerimonia di inaugurazione delle nuove postazioni di defibrillatori installate sul territorio comunale nell’ambito del progetto ‘Cuore sicuro – Una comunità che salva’, promosso dal Comune con Avis. L’iniziativa, che rende Ripalta Cremasca un comune cardio-protetto, rappresenta un importante investimento per la sicurezza e la tutela della salute dei cittadini.

Successivamente, l’assessore Bertolaso ha visitato l’ospedale di Cremona per fare il punto sugli interventi di riqualificazione del Pronto soccorso e della nuova Terapia intensiva, due opere strategiche del Piano di riordino della rete ospedaliera post pandemia, finanziato dal Ministero della Salute e da Regione Lombardia.

Ospedale Cremona, la riqualificazione del Pronto soccorso

Accolto dal direttore generale dell’ASST di Cremona, Ezio Belleri, Bertolaso ha visitato il cantiere del Pronto soccorso e i nuovi spazi della Terapia intensiva, incontrando successivamente, in aula magna, le autorità civili, militari e sanitarie del territorio e i dipendenti.

La conclusione del cantiere prevista per marzo 2026. L’intervento riguarda un’area di oltre 1.200 metri quadrati e introduce un’organizzazione per intensità di cura, con aree distinte per tipologia di urgenza e una shock room dedicata ai codici rossi e ai traumi maggiori.

La nuova Terapia intensiva

La nuova Terapia intensiva, realizzata su una superficie di 1.200 metri quadrati, dispone di 20 posti letto, 14 ordinari, 2 per isolamento e 4 predisposti, e rappresenta una delle strutture più moderne della rete ospedaliera lombarda.

Finanziata per il 95% da fondi ministeriali, è progettata per coniugare efficienza organizzativa e umanizzazione delle cure, con spazi pensati per favorire la relazione tra pazienti, familiari e personale sanitario.

Ogni posto letto è una postazione di lavoro autonoma, dotata di tecnologia avanzata, letti di ultima generazione che permettono la fisioterapia attiva e il mantenimento del ritmo sonno-veglia grazie alla luce naturale  e ai sistemi di illuminazione regolabili.

Bertolaso: Cremona esempio virtuoso di uso dei fondi del PNRR

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, in visita all’ospedale di Cremona“Cremona – ha dichiarato l’assessore Guido Bertolaso – rappresenta un esempio virtuoso di come i fondi del Piano post-pandemia siano stati trasformati in progetti concreti e innovativi. La nuova Terapia intensiva e il Pronto soccorso rinnovato non sono semplici interventi edilizi, ma il simbolo di una sanità che evolve, che mette al centro le persone, il comfort, la tecnologia e l’efficienza organizzativa”.

“Tra alcuni anni Cremona – ha concluso Bertolaso – avrà un nuovo efficiente e anche bellissimo ospedale, ma nel frattempo e fino ad allora, dobbiamo garantire a tutti i pazienti le migliori cure e strutture e queste ristrutturazioni hanno proprio questo obiettivo. Regione Lombardia continuerà a investire per rendere la rete ospedaliera sempre più moderna, senza mai dimenticare l’umanità della cura”.

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Infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia per un progetto di formazione

6 octobre 2025 à 16:42

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha approvato il progetto che segna l’avvio della collaborazione tra Regione Lombardia e la Repubblica dell’Uzbekistan per la formazione e l’inserimento di personale infermieristico.

Programma di cooperazione sanitaria Lombardia-Uzbekistan

A ottobre 2025 arriveranno in Lombardia i primi 10 infermieri uzbeki, accolti dal project coordinator dell’Agenzia della Migrazione del Governo uzbeko. Si tratta della fase iniziale di un programma di cooperazione sanitaria che prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi formativi e professionali tra i due Paesi, avviati nel giugno 2025 con una visita in Uzbekistan del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e di dirigenti regionali della Direzione Welfare.

I reparti ospedalieri in cui saranno coinvolti

Durante il periodo di soggiorno, della durata di circa tre mesi, gli operatori saranno impegnati in un percorso formativo che comprende attività in diversi reparti ospedalieri, tra cui pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, nefrologia, oncologia ed area pediatrica, con la supervisione di tutor infermieristici e mediatori linguistici.

In foto il presidente Fontana al tavolo della missione di Regione Lombardia in Uzbekistan nel giugno 2025: ora si stringe un accordo di cooperazione sanitaria per infermieriL’iniziativa rappresenta il primo passo di un accordo più ampio, che prevede entro la fine del 2025 l’apertura di una unità di missione di coordinamento a Tashkent, per seguire lo sviluppo dei successivi programmi di cooperazione tra le università mediche lombarde e uzbeke.

Dal prossimo mese di novembre 2025 partiranno inoltre i corsi di lingua italiana per 150 infermieri a Tashkent e 60 a Samarcanda, in preparazione alla successiva fase di reclutamento prevista per il 2026. L’obiettivo è far arrivare nei primi mesi del 2026, i 210 infermieri.

Infermieri dall’Uzbekistan, l’obiettivo è creare scambi stabili

“Questo progetto – sottolinea l’assessore Guido Bertolaso – è un modello di cooperazione internazionale che unisce formazione, competenze e solidarietà. L’obiettivo è creare scambi stabili con l’Uzbekistan per formare professionisti capaci di rispondere ai bisogni della nostra sanità e al tempo stesso valorizzare le esperienze di crescita nei Paesi partner.

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Rinnovato il Pronto Soccorso dell’ospedale Pini di Milano

9 septembre 2025 à 13:32

L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha inaugurato il nuovo Pronto Soccorso dell’ospedale Gaetano Pini di Milano. La struttura, completamente rinnovata, è entrata in funzione rispettando i tempi previsti per i lavori di ristrutturazione. Alla cerimonia hanno preso parte Paola Lattuada, Direttore Generale dell’ASST Gaetano Pini-CTO e Gaia Romani assessore al Decentramento e Servizi Civici del Comune di Milano.

Ospedale Pini di Milano, gli obiettivi degli interventi

La riqualificazione ha puntato a elevare la qualità dell’accoglienza, ottimizzare l’organizzazione e aumentare il comfort sia per i pazienti che per il personale medico. Tra le novità principali, l’ampliamento e la riorganizzazione delle aree di triage e delle sale visita, oltre alla creazione di una moderna ‘camera calda’, un ambiente protetto e riscaldato per l’arrivo e la presa in carico dei pazienti, con accessi separati per pedoni e mezzi di soccorso.

Questo intervento fa parte del vasto programma di riordino della rete ospedaliera, finanziato dal PNRR, con un investimento di 2,2 milioni di euro, approvato da Regione Lombardia.

Sanità lombarda sempre più vicina ai cittadini

L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha dichiarato che “l’inaugurazione avvenuta in tempi record, rappresenta un tassello fondamentale nel nostro impegno per una sanità lombarda sempre più efficiente e vicina ai cittadini. Stiamo modernizzando le strutture ospedaliere per garantire cure rapide e di qualità. Fa parte di un progetto più ampio che riguarda la riqualificazione di altri Pronto Soccorso”.

“Ad oggi – ha proseguito Bertolaso – dopo l’apertura all’ospedale Sacco di Milano del PS infettivologico, sono in corso i lavori di riqualificazione dei PS degli ospedali milanesi San Carlo, Policlinico, Niguarda, Macedonio Melloni, e a breve del Fatebenefratelli“.

I lavori per umanizzare gli spazi del pronto soccorso dell’ospedale Pini

“Grazie alla puntuale ristrutturazione – ha concluso Paola Lattuada, Direttore Generale dell’ASST Gaetano Pini CTO – il Pronto Soccorso del Presidio Pini si presenta oggi più funzionale e accessibile. Abbiamo lavorato nell’ottica di umanizzare gli spazi. Ringraziamo i cittadini per la pazienza dimostrata in questo periodo. Grazie anche a tutto il personale per l’impegno profuso nel garantire la continuità del servizio durante la fase di trasferimento delle attività al Pronto Soccorso del CTO”.

La storia dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Gaetano Pini-CTO

In foto l’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Pini di MilanoL’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Gaetano Pini-CTO, punto di riferimento per l’ortopedia, la riabilitazione specialistica, la reumatologia e la neurologia (Parkinson e Parkinsonismi), a livello nazionale, comprende a Milano tre presidi ospedalieri: il Gaetano Pini, il CTO e il Polo Riabilitativo Fanny Finzi Ottolenghi.

L’ASST Gaetano Pini-CTO – evoluzione della Scuola Ortopedica milanese nata nel 1874 – è specializzata in patologie e traumi dell’apparato muscolo-scheletrico, reumatologia e fisiatria. L’Azienda accoglie ogni anno più di 800.000 utenti e i suoi specialisti lavorano con le più sofisticate tecniche di imaging, attraverso sale operatorie sia convenzionali sia dotate delle ultime tecnologie. L’ASST Gaetano Pini-CTO è centro erogatore per la presa in carico dei pazienti cronici nell’ambito delle patologie reumatologiche e della Malattia di Parkinson.

 

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Sanità, da Regione revisione degli obiettivi di programmazione 2025

6 août 2025 à 12:10

La Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia ha completato il lavoro di revisione degli indirizzi di programmazione 2025, ricalibrando obiettivi, target e strumenti in diversi ambiti chiave della sanità, dalla prevenzione alla digitalizzazione, in linea con il Piano Sociosanitario Regionale. Le misure sono contenute in una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Bertolaso: revisione obiettivi di programmazione 2025 della sanità va incontro a bisogni di cittadini

l'assessore Bertolaso, qui in una foto di reprtorio a palazzo lombardia, ha commentato la revisione degli obiettivi 2025 della sanità

“La revisione degli indirizzi di programmazione per il 2025 – ha dichiarato l’assessore Bertolaso – nasce da un principio semplice: fare di più, rispondendo ai bisogni concreti dei cittadini lombardi e valorizzando le professionalità del nostro sistema sociosanitario. Abbiamo messo a punto una revisione che rafforza la prevenzione, riduce i tempi d’attesa, investe sulla salute mentale e sulla prossimità delle cure. Con un approccio pragmatico, equo e orientato alla qualità”.

“Un grande lavoro di squadra – ha concluso Bertolaso – che renderà il nostro sistema più giusto, moderno e trasparente. Una sanità che ascolta, si adatta, e risponde con competenza“.

Con revisione obiettivi di programmazione sanità 2025 più prevenzione

Importanti investimenti previsti per la prossima campagna vaccinale antinfluenzale. Si estende l’offerta vaccinale gratuita (anti-pneumococco, herpes zoster, meningococco B, epatite A) e si allargano le coorti degli screening oncologici. Confermato il sostegno a progettualità su HIV, scabbia, salute nei luoghi di aggregazione giovanile e promozione del benessere lavorativo.

Reti ospedaliere più integrate e centrali uniche dimissioni

Definiti a livello sperimentale i dipartimenti interaziendali di cardiochirurgia e neurochirurgia pediatrica. Le ‘centrali UNICA’ di dimissione post-ospedaliera saranno attive h24 su tutto il territorio. Riattivati comitati locali per i percorsi nascita e rafforzato il sistema trapianti. Esteso il programma formativo di chirurgia robotica e avviato il percorso per la revisione dei requisiti di accreditamento delle strutture sociosanitarie.

Territorio e salute mentale: più risorse, più prossimità

Nelle Case di Comunità prevista l’attivazione di ambulatori medici diurni che potranno anche assolvere alle funzioni sostitutive per chi non ha il medico di assistenza primaria. Risorse per 200.000 euro sono state stanziate per una sperimentazione ATS Bergamo in raccordo con le ASST per il contenimento dei ricoveri inappropriati. Rafforzati anche i progetti per fragili, homeless e anziani, con nuove tariffe per RSD e Villaggi Alzheimer.

La salute mentale riceve un impulso straordinario: avvio analisi impatto CCNL stanziati fino a 15 milioni, revisione delle tariffe NPIA e nuovi progetti per disturbi alimentari, minori e detenuti. In ampliamento anche il progetto Autinca per l’autismo.

Riduzione tempi d’attesa e nuovi strumenti digitali

Tra settembre 2025 e marzo 2026, previsti 10 milioni per prestazioni aggiuntive tramite enti privati accreditati e non. Coinvolti anche specialisti interni con compensi aggiuntivi orari. Aggiornati i target prenotazione, con obiettivo massimo del 10% di prestazioni non gestite dai canali centrali. Entro il 30 settembre, obbligo di pubblicazione dei dati sui siti aziendali.

Servizio multilingue per i Pronto Soccorso in vista di Milano Cortina 2026

Sul fronte digitale, arriva il servizio multilingue per i Pronto Soccorso in vista delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Confermato l’impegno per la ricerca sanitaria; ulteriori azioni per la completezza dei flussi di dati clinici ed epidemiologici, con nuove progettualità per DRG, protesi e valutazione della performance.

Assistenza protesica e integrativa

Dal 10 settembre 2025 la Regione reintrodurrà le calzature di serie a uso ortopedico e le protesi spinali di serie nel tariffario dell’assistenza protesica a carico del Servizio Sanitario Regionale, in qualità di livelli aggiuntivi di assistenza. Si tratta, infatti, di dispositivi ritenuti fondamentali ma non più contemplati dal nomenclatore nazionale. L’obiettivo è garantire gratuitamente continuità assistenziale, prontezza di erogazione e adeguata funzionalità in una vasta gamma di condizioni cliniche.

Nuova modalità di assegnazione del punteggio per i direttori generali

Ogni obiettivo sarà valutato singolarmente, senza penalizzazioni per eventuali peggioramenti all’interno della stessa area. Le modifiche si applicano retroattivamente dal 26 maggio 2025. Gli obiettivi 2026 saranno assegnati entro il 30 novembre.

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All’Ospedale Sacco il primo Pronto Soccorso Infettivologico d’Italia

23 juin 2025 à 16:35

Inaugurato all’ospedale Sacco il nuovo Pronto Soccorso Infettivologico, una struttura all’avanguardia concepita per rafforzare la capacità di risposta alle emergenze infettivologiche. Si tratta del primo, in Italia, dedicato al contrasto alle malattie infettive. Al taglio del nastro, nella mattinata di lunedì 23 giugno 2025, a Milano presenti, tra gli altri, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, il presidente Attilio Fontana e l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso. e il direttore generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, Maria Grazia Colombo.

“È una giornata importante – ha dichiarato il ministro Schillaci – che dimostra come il servizio sanitario nazionale si voglia ammodernare per stare al passo con i tempi. Un servizio sanitario che quest’anno compie 47 anni e deve conservare le basi sulle quali è stato fondato, che sono la gratuità, l’universalismo e l’attenzione verso i più fragili, deboli e con maggiori difficoltà economiche ma anche stare al passo coi tempi. Quindi questo nuovo Pronto Soccorso del Sacco dimostra che possiamo essere pronti in caso di nuove emergenze ed è anche riconvertibile per offrire ai cittadini nella quotidianità un Pronto Soccorso più moderno. Inoltre, i lavori di ammodernamento di tutto l’ospedale proseguono con i fondi del PNRR e di Regione Lombardia nei tempi previsti. Si tratta, quindi, di un esempio di come la sanità deve cambiare, essere al passo con i tempi ma soprattutto più vicina ai nuovi bisogni dei cittadini italiani”.

Presidente Fontana: esempio di collaborazione tra pubblico e privato

“Questa struttura rappresenta un hub di valenza nazionale – ha affermato il presidente Fontana – uno dei due grandi centri di contrasto alle malattie infettive e quello odierno è un ulteriore passo avanti perché credo che un Pronto Soccorso di questo genere sia fondamentale per poter mantenere la qualità dei servizi. Inoltre, è un esempio di collaborazione tra soggetti pubblici e privati, anche grazie a Eni e ad altri donatori, magari anche di piccole cifre, che sono importanti per ribadire quel principio di solidarietà che è proprio dei cittadini lombardi”.

“Oggi anticipiamo al ministro Schillaci – ha affermato l’assessore Bertolaso – che chiederemo per l’ospedale Sacco il riconoscimento di istituto di cura e ricovero a carattere scientifico, Irccs. Mi preme anche sottolineare le tempistiche di questo intervento che dimostrano come, se si vuole, si possono concretizzare opere fondamentali in tempi rapidi. La prima pietra qui è stata posata a febbraio del 2022 e oggi, a distanza di 3 anni, stiamo inaugurando una struttura ultimata”.

“Il Pronto Soccorso infettivologico – ha dichiarato la dg Colombo – rappresenta un vero cambiamento di paradigma nella gestione delle emergenze sanitarie e rafforza il ruolo strategico dell’Ospedale Sacco quale punto di riferimento nazionale per le malattie infettive”.

Nuovo Pronto Soccorso infettivologico Ospedale Sacco, i dettagli

Il nuovo Pronto Soccorso, finanziato da Eni S.p.a. con il contributo dell’ASST Fatebenefratelli Sacco attraverso le numerose donazioni ricevute, prende spunto dalle criticità emerse durante la pandemia del Covid-19. Il reparto si configura come un vero e proprio hub di alta specializzazione, in grado di adattarsi alle esigenze di un sistema sanitario in continua evoluzione e poter affrontare nuove potenziali emergenze sanitarie e bioemergenze negli anni a venire.

Intervento edilizio da oltre 1.500 metri quadri

L’intervento edilizio ha riguardato una superficie complessiva di circa 1.500 metri quadri, comprendendo la ristrutturazione di 300 mq dell’edificio esistente. Grazie alla possibilità di ottimizzare gli spazi e di garantire percorsi separati e sicuri per pazienti e operatori, con sistemi di biocontenimento di livello 2 e 4, fondamentali per la gestione di patogeni altamente contagiosi, la progettazione del nuovo Pronto Soccorso garantisce flessibilità, sicurezza e rapidità di intervento.

La presenza camera calda dedicata e diversi collegamenti con il Pronto Soccorso attuale, unitamente a locali di bonifica e decontaminazione di pazienti e operatori e aree di osservazione, consente di isolare e trattare con efficacia i soggetti sospetti o affetti da malattie infettive altamente contagiose, riducendo al minimo i rischi di contaminazione e preservando così l’integrità microbiologica dell’intera struttura.

Gli impianti di ventilazione assicurano un minimo di 12 ricambi d’aria/ora nelle sale visita e nei box, con l’aria trattata tramite filtri HEPA ad alta efficienza, per garantire un ambiente sterile e sicuro per pazienti. I box singoli possono accogliere pazienti infettivi isolati, con la possibilità di interconnettere alcuni box tramite porte a tenuta, offrendo la possibilità di gestire anche situazioni di emergenza più complesse.

Infine, la presenza di un locale di osservazione breve intensiva (O.B.I.) con sei posti letto, collegato con filtri in ingresso ai box singoli, permette di monitorare e trattare i pazienti in modo rapido ed efficace. Nel complesso, quindi, la configurazione del nuovo PS risulta adattabile a differenti scenari operativi e consente un potenziamento dell’offerta integrata della rete di emergenza urgenza.

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A Sondrio e Lecco l’elisoccorso per trasportare le pazienti ostetriche

18 juin 2025 à 15:49

Al via la sperimentazione organizzativa del Servizio di Trasporto Assistito Materno (STAM) tramite elisoccorso nei territori delle ASST di Lecco e della Valtellina e Alto Lario. È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Il progetto, elaborato da AREU – Agenzia Regionale Emergenza Urgenza con la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia e il Comitato Percorso nascita, mira a garantire una maggiore sicurezza e tempestività nel trasferimento delle pazienti ostetriche tra ospedali, soprattutto in aree montane o difficilmente raggiungibili, rafforzando così la rete dei punti nascita e l’assistenza alle gravidanze a rischio.

Coinvolte nella sperimentazione le ASST di Lecco e della Valtellina

La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell'assessore Guido Bertolaso, ha dato il via alla fase di sperimentazione del modello Eli-STAMLe strutture coinvolte nella sperimentazione, della durata di 24 mesi, sono l’AREU, l’ASST Lecco – Presidio Ospedaliero Manzoni di Lecco e l’ASST Valtellina e Alto Lario. Il progetto è attivo tra l’alta Valtellina (compreso Livigno) e Lecco. Prevista inoltre l’assunzione di ostetriche dedicate al progetto all’ASST di Lecco. Durante la fase sperimentale, sarà redatta una relazione intermedia dopo il primo anno di attività e, al termine, una valutazione finale complessiva che permetterà alla Direzione Generale Welfare di esprimersi sull’eventuale estensione del modello a livello regionale.

Trasferimento di donne in gravidanza da ospedali periferici

Concretamente, il modello ‘Eli-STAM‘ prevede l’impiego dell’elicottero per il trasferimento in urgenza di donne in gravidanza da ospedali periferici, spoke, (come quelli di Sondalo e Sondrio) verso il centro di riferimento (hub) di Lecco, quando le condizioni cliniche e la distanza lo richiedono. A bordo, oltre all’equipe medica dell’elisoccorso per il trasporto materno, sarà presente anche l’ostetrica per garantire la continuità assistenziale durante il volo. Il coordinamento operativo è affidato ad AREU, che attiva il vettore tramite le centrali regionali di trasporto e elisoccorso, sulla base di una valutazione clinica congiunta tra medici dello spoke e dell’hub.

Assessore Bertolaso: passo in avanti nella tutela della salute materno-infantile

“Con questa sperimentazione innovativa – ha detto Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia – vogliamo garantire alle donne in gravidanza che vivono nei territori montani della nostra regione lo stesso livello di sicurezza e rapidità d’intervento disponibile nei grandi centri. L’introduzione dell’ Eli-STAM rappresenta un passo avanti concreto nell’organizzazione dell’emergenza ostetrica e nella tutela della salute materno-infantile, soprattutto nelle aree più periferiche”.

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Incidente scuolabus Lomazzo, il cordoglio della Lombardia

“Esprimo il mio profondo cordoglio e quello della Regione Lombardia per la tragica scomparsa dell’insegnante che ha perso la vita nell’incidente avvenuto in una galleria a Lomazzo, in provincia di Como. L’impatto, tra un camion e lo scuolabus che trasportava gli alunni della Primaria di Cazzago Brabbia (Varese), in gita scolastica”.

Lo dichiara il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

“Alla famiglia della donna, all’intera comunità scolastica e ai genitori dei bambini coinvolti – aggiunge – va il mio pensiero e la mia più sincera vicinanza in questo momento di grande dolore”.

Incidente scuolabus a Lomazzo, il cordoglio della Regione Lombardia

“Sul posto – conclude – sono intervenuti Areu, sette ambulanze, diverse automediche, l’elisoccorso di Como, numerose squadre dei Vigili del fuoco e delle Forze dell’ordine. Desidero ringraziare tutte le donne e gli uomini impegnati nei soccorsi che, con prontezza e professionalità, hanno messo in sicurezza e rassicurato i piccoli passeggeri”.

Tragedia che colpisce nel profondo

“La notizia della tragica scomparsa di un’insegnante ci colpisce profondamente e lascia anche un dolore indelebile in tutta la comunità.
Si tratta di una tragedia che colpisce nel profondo e che richiama l’importanza e il valore di chi ogni giorno si dedica con responsabilità e passione all’educazione dei nostri giovani”.

Lo dice esprimendo anche  “le più sentite condoglianze ai familiari e ai cari della vittima” l’assessore all’Istruzione e Formazione Simona Tironi,

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Primo soccorso a scuola: la Lombardia forma gli studenti

19 mars 2025 à 12:17

Insegnare le tecniche di primo soccorso sin dai primi anni di scuola in Lombardia. È quanto prevede un progetto contenuto in una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, di concerto con l’assessore all’Istruzione, Simona Tironi, per la promozione della cultura della sicurezza nelle scuole lombarde.

nomine lombardia ats asst irccs

Tecniche di primo soccorso a scuola: l’impegno di Regione Lombardia

Il progetto, realizzato in collaborazione AREU e con il supporto delle associazioni sul territorio, mira a fornire agli studenti conoscenze pratiche fondamentali per affrontare situazioni di emergenza. Il programma prevede l’insegnamento di manovre salvavita come la rianimazione cardiopolmonare di base (RCP), l’uso del defibrillatore (DAE) e la disostruzione delle vie aeree.

Attraverso percorsi formativi mirati a scuola, il progetto coinvolgerà gli istituti dell’infanzia, primari e secondari di primo e secondo grado, contribuendo non solo alla crescita culturale e personale degli studenti, ma anche all’incremento della capacità di risposta in caso di emergenze mediche di primo soccorso da parte di studenti e personale scolastico in Lombardia.

Gli studenti coinvolti

Il programma formativo è strutturato per diversi livelli scolastici e mira a educare gli studenti sull’importanza del Numero Unico di Emergenza 112 e sulle tecniche di primo soccorso.

– Scuola dell’infanzia (4-5 anni): introduzione al 112 e riconoscimento delle emergenze.

– Scuola primaria (8-10 anni): concetti base di primo soccorso e gestione delle chiamate di emergenza.

– Scuola secondaria di primo grado (11-14 anni): formazione più avanzata su gestione emergenze e rianimazione cardiopolmonare.

Scuola secondaria di secondo grado (16-18 anni): corso BLSD con certificazione regionale, esercitazioni pratiche per 5.000 operatori.

Programma accessibile anche al personale scolastico

Le iniziative di formazione saranno accessibili, su base volontaria, anche ai docenti e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario. È, infatti, ritenuto essenziale che il personale scolastico acquisisca o perfezioni le conoscenze sulle tecniche di primo soccorso. Si mira, così, a contribuire all’incremento del livello di sicurezza all’interno degli istituti scolastici e garantendo interventi tempestivi e potenzialmente salvavita in caso di emergenza. Gli insegnanti saranno inoltre coinvolti nei progetti di formazione sul primo soccorso verso i propri studenti.

Bertolaso: contenuti adeguati all’età e coinvolgimento diretto degli insegnanti

L'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parla durante un evento. Ribadito l'impegno della Giunta per promuovere tecniche di primo soccorso nelle scuole della regione“Quando si verifica un’emergenza sanitaria – ha sottolineato Guido Bertolaso – chi si trova vicino alla persona colpita può fare la differenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Ci sono gesti, come la rianimazione cardiopolmonare o la manovra di Heimlich per disostruire le vie aeree, che possono salvare vite. Per questo è fondamentale diffondere la cultura del primo soccorso già dai primi anni di scuola. Se riusciamo a sensibilizzare i nostri ragazzi, potremo formare generazioni di adulti consapevoli e pronti a intervenire in caso di necessità”.

“Con questo progetto, – ha continuato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia – realizzato in collaborazione con AREU, vogliamo offrire un percorso strutturato che accompagni gli studenti dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. Un obiettivo da raggiungere con contenuti formativi adeguati all’età e il coinvolgimento diretto degli insegnanti. Inoltre, per gli studenti di quarta e quinta superiore, attiveremo corsi di BLSD, in linea con la legge 116 del 2021 che promuove la diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni”.

“Ricordo – ha concluso Bertolaso – che chiunque può utilizzare un defibrillatore e praticare le manovre di rianimazione: chiamando il 112, si viene messi in contatto con operatori specializzati che forniscono istruzioni in tempo reale. Il massaggio cardiaco può essere eseguito con le sole mani ed è un gesto salvavita che tutti dovremmo essere pronti a compiere”.

Tironi: primo soccorso a scuola e salute giovani priorità in Lombardia

L'assessore all'Istruzione di Regione Lombardia, Simona Tironi, parla durante un evento. Ribadito l'impegno della Giunta per promuovere tecniche di primo soccorso nelle scuole della regione“La salute e la sicurezza dei nostri giovani – ha evidenziato Simona Tironi – sono priorità assolute per la Regione Lombardia. Con il progetto di introduzione del primo soccorso nelle scuole vogliamo dare ai ragazzi gli strumenti concreti per affrontare qualsiasi situazione di emergenza. Fondamentale la collaborazione con AREU e il supporto delle numerose associazioni locali”.

“Insegnare manovre salvavita, – ha proseguito l’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro – l’utilizzo del defibrillatore e la disostruzione delle vie aeree sin dai primi anni di scuola, è un passo fondamentale. Vogliamo promuovere una cultura della sicurezza e responsabilizzare le nuove generazioni, affinché i nostri giovani diventino cittadini consapevoli e pronti ad agire nei momenti del bisogno”.

“Questo progetto, – ha concluso Tironi – coinvolgerà tutte le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado. Contribuirà anche alla crescita culturale e personale degli studenti. Inoltre, rafforzerà anche la capacità di risposta in caso di emergenze mediche, sia da parte degli studenti che del personale scolastico. Il nostro impegno è garantire un futuro più sicuro e consapevole per tutti, con i giovani protagonisti di un cambiamento importante per la comunità”.

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In Lombardia 56 milioni di chiamate gestite dal 112

11 février 2025 à 16:55

In occasione della Giornata Europea del Numero Unico di Emergenza 112, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha visitato la Centrale Unica di Risposta (CUR), gestita da AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza), all’interno della Caserma ‘Annarumma’ di Milano.

Durante la visita, Bertolaso ha incontrato il personale operativo e ha assistito in prima persona alla gestione delle chiamate d’emergenza che ogni giorno contribuiscono a garantire la sicurezza dei cittadini lombardi. All’incontro sono intervenuti il direttore generale di Areu, Massimo Lombardo, il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia, i vertici di Carabinieri, Vigili del Fuoco, delle altre forze dell’ordine e del soccorso.

Sono 3 le Centrali Uniche di Risposta 112 in Lombardia

Dal 21 giugno 2010, con l’apertura della centrale sperimentale di Varese, Regione Lombardia è stata la prima realtà italiana a lanciare il progetto NUE112. Il modello lombardo, finalizzato nel 2014, è stato successivamente adottato su scala nazionale, divenendo punto di riferimento per tutto il Paese.

La CUR di Milano, insieme a quelle di Varese e Brescia, rappresenta il cuore del sistema NUE112 lombardo, che ha gestito oltre 56 milioni di chiamate dal 2010. Il servizio offre una risposta immediata di localizzazione precisa grazie a tecnologie avanzate come la rete telefonica, l’app 112 Where Are U, il sistema AML e l’innovativo eCall per i veicoli. Il sistema eCall è un servizio di emergenza automatizzato, progettato per ridurre i tempi di intervento in caso di incidente stradale. Attivo in tutta Europa dal 2018 e obbligatorio su tutti i veicoli di nuova produzione, eCall connette direttamente l’auto con il NUE 112, trasmettendo dati essenziali per il soccorso.

I pulsanti antiaggressione negli ospedali lombardi

Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al contrasto delle aggressioni contro il personale sanitario. Dal 2022, Regione Lombardia ha installato pulsanti di allarme antiaggressione nei pronto soccorso di 22 ospedali regionali, con 424 interventi attivati nel 2024 grazie al collegamento diretto con la CUR NUE112.

Bertolaso: 112, un servizio che salva vite

“Il NUE112 – ha dichiarato Bertolaso – non è solo un numero, ma un servizio essenziale che salva vite ogni giorno. Da quando è nato il 112 ha gestito 56 milioni di chiamate, con tempi medi di risposta ormai di soli 5 secondi. Regione Lombardia è orgogliosa di essere la prima in Italia a sperimentare e implementare questo modello, che oggi rappresenta un esempio a livello nazionale e internazionale. La professionalità degli operatori e l’efficienza della nostra Centrale Unica di Risposta (CUR) sono un patrimonio per tutti noi. Continueremo a investire in tecnologia e formazione per migliorare ulteriormente questo servizio fondamentale”.

Esperienza 112 Lombardia modello di eccellenza

L’esperienza lombarda nel campo delle emergenze si conferma un modello di eccellenza, con l’obiettivo di un’integrazione sempre maggiore a livello nazionale ed europeo, oltre all’introduzione di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale per la gestione delle chiamate e il potenziamento dei sistemi di prevenzione e monitoraggio delle emergenze.

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Bronchioliti neonati, in Lombardia diminuiscono accessi in Pronto Soccorso

30 janvier 2025 à 17:38

I dati raccolti attraverso il Sistema di Sorveglianza Sindromica degli accessi in Pronto Soccorso in Lombardia mostrano una significativa riduzione degli accessi in PS e dei ricoveri per bronchiolite nei neonati sotto l’anno di età rispetto agli anni precedenti.

I dati delle bronchioliti in Lombardia

Nello specifico, durante le stagioni invernali 2022/23 e 2023/24, il numero di accessi è stato di circa 5.800 casi per anno. Invece, nel periodo compreso tra settembre 2024 e il 19 gennaio 2025, il numero di accessi è stato pari a circa 1.500. Per quanto riguarda i ricoveri da Pronto Soccorso, il numero si è ridotto da circa 2.350 negli inverni 2022/23 e 2023/24 a meno di 600 nella stagione invernale in corso.

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Dal 10 ottobre Regione Lombardia ha avviato una campagna di immunizzazione sulle bronchioliti

Per contrastare l’impatto del Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), dal 10 ottobre Regione Lombardia ha avviato una campagna di immunizzazione rivolta ai neonati nati dal 1° gennaio 2024, mediante la somministrazione di un anticorpo monoclonale specifico. L’obiettivo della campagna è la protezione dei bambini dalle forme più gravi dell’infezione, riducendo il numero di casi gravi e il conseguente sovraccarico delle strutture sanitarie. La campagna ha previsto l’offerta dell’anticorpo monoclonale a tutti i neonati nati dal 1° novembre 2024 direttamente presso i punti nascita e, per i nati tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2024, mediante chiamata attiva o richiesta volontaria.

L’infezione può portare a ricoveri prolungati

Il virus rappresenta una delle principali cause di infezione acuta del tratto respiratorio inferiore nei bambini, causando frequentemente bronchiolite e rendendosi responsabile di numerosi accessi in PS e ricoveri ospedalieri, inclusi quelli in terapia intensiva neonatale. L’infezione, che si manifesta prevalentemente nei mesi invernali, può portare a ricoveri prolungati e, in rari casi, a esiti infausti.

Assessore Bertolaso: ottimi i primi risultati della campagna regionale di immunizzazione

“La stagione invernale – ha detto l’assessore Bertolaso – non è ancora conclusa ma i dati evidenziano un chiaro calo di accessi e ricoveri per bronchiolite, risultato attribuibile all’efficacia della nostra campagna di immunizzazione. Oltre 52.000 bambini hanno ricevuto l’anticorpo monoclonale, con un impatto positivo analogo a quanto osservato nei paesi che hanno adottato strategie simili. Questa riduzione rappresenta un importante traguardo sia per la salute dei neonati e il benessere delle famiglie, sia per il sistema sanitario, contribuendo ad alleggerire il carico sui Pronto Soccorso e sui reparti di degenza, già molto impegnati nella gestione dei virus respiratori”.

 

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Migliorano i tempi attesa nei Pronto Soccorso di Milano e Lodi

24 octobre 2024 à 17:02

“Seguendo le indicazioni date a tutte le direzioni strategiche degli enti sanitari di monitorare la situazione dei Pronto Soccorso, ATS Milano ha presentato un primo report relativo al primo semestre di quest’anno sull’andamento dell’attività dei Pronto Soccorso del territorio di Milano e Lodi. Il numero di accessi totali resta quasi invariato rispetto al 2023 ma si registra un positivo miglioramento relativo alla tempistica di attesa tra il triage e la visita che ci dice che abbiamo intrapreso la strada giusta”.

Lo dichiara l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che commenta il report pubblicato dall’Agenzia Tutela della Salute di Milano, consultabile sul sito web dell’ATS.

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Le strategie di Ats per migliorare l’accoglienza nei Pronto Soccorso

Il documento riporta che molte strutture hanno adottato strategie per migliorare l’accoglienza dei pazienti. Tra queste l’implementazione di aree per l’osservazione breve intensiva (OBI) e ambulatori dedicati ai codici meno gravi.  L’ATS di Milano sta inoltre realizzando varie iniziative per ridurre il numero di accessi non urgenti ai PS, come il potenziamento della continuità assistenziale tramite la Centrale UniCA e la promozione di percorsi territoriali per la gestione di pazienti cronici.

Assessore Bertolaso: potenziamento area emergenza coinvolge tutti gli attori del sistema

“Ci sono naturalmente – aggiunge Bertolaso – anche problematiche da continuare ad attenzionare come la differenza della percentuale di ricoveri da PS tra enti pubblici e privati. Praticamente la metà per questi ultimi. Lo ribadisco ancora una volta: i privati fanno a tutti gli effetti parte del sistema sanitario regionale e sono chiamati a fare la propria parte anche in quest’ambito. Ci impegneremo per ricordar loro che gli obiettivi di miglioramento dell’area dell’emergenza coinvolgono tutti gli attori del sistema”.

La differenza tra pubblico e privato

Nella relazione si sottolinea come rimanga molto marcata la differenza tra i valori registrati tra PS di enti pubblici e privati accreditati. Il primo con una media di ricoveri provenienti da PS pari al 48,8%, il secondo con una media del 25,9%. Un valore che è quasi la metà rispetto al sistema pubblico. Anche analizzando il trend 22-24 si osserva che questo scostamento tende ad allargarsi ulteriormente.

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Regione Lombardia intensifica le misure a tutela dei lavoratori sanitari

21 octobre 2024 à 16:13

Regione Lombardia rafforza il proprio impegno nella tutela dei lavoratori sanitari e socio-sanitari dalle aggressioni con una serie di misure operative volte a prevenire e contrastare gli episodi di violenza che si verificano all’interno delle strutture sanitarie. La Direzione Welfare ha infatti inviato una circolare alle Ats, Asst e Irccs con alcune disposizioni anche alla luce della recente normativa nazionale che rafforza la protezione degli operatori sanitari prevedendo la procedibilità d’ufficio in caso di violenze e l’inasprimento delle pene.

Bertolaso: vogliamo garantire la sicurezza di chi ogni giorno lavora al servizio della salute dei cittadini

“Episodi di violenza contro gli operatori sanitari e socio-sanitari – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – non possono e non devono essere tollerati. Regione Lombardia ha deciso di rafforzare il proprio impegno con una serie di misure concrete per garantire la sicurezza di chi ogni giorno lavora al servizio della salute dei cittadini. Le nuove disposizioni, in linea con la normativa vigente, puntano a prevenire e contrastare le aggressioni all’interno delle strutture sanitarie. La collaborazione con le Forze dell’ordine, il monitoraggio continuo degli episodi di violenza e il supporto psicologico e legale per i lavoratori aggrediti sono solo alcune delle azioni messe in campo.”

I dati in Lombardia su aggressioni a sanitari

“La sicurezza degli operatori – ha specificato l’assessore – deve essere garantita a priori ma anche nelle fasi successive in caso si verifichi un evento di aggressione. Per tutelare il nostro personale oltre a segnalare gli eventi violenti alla Procura, gli enti sanitari dovranno valutare di costituirsi parte civile nell’ambito dei processi penali. Ho infatti detto ai Direttori generali che questa deve diventare una prassi. Nel 2022 segnalate in Procura solo il 6 % delle aggressioni fisiche. Nel 2023 il dato è addirittura in calo al 4%. Anche in questo caso l’espressione fondamentale è ‘prendersi in carico’ non solo dei nostri pazienti ma anche del nostro personale. La tutela della salute e del benessere degli operatori rappresenta un presupposto fondamentale per garantire un sistema sanitario efficiente e sicuro. Il tutto a beneficio non solo dei lavoratori, ma anche dei cittadini lombardi che si affidano quotidianamente ai servizi sanitari”.

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Gli episodi e i pulsanti anti aggressioni

Nel 2023 sono stati segnalati in Lombardia 4.836 episodi di aggressione (dagli insulti alla violenza con arma). In regione sono diverse le strutture ospedaliere che hanno attivato il pulsante di allarme aggressione agli operatori sanitari e vari Pronto Soccorso si sono dotati di figure di accoglienza per pazienti e accompagnatori, in particolare la presenza del ‘Caring nurse’ si è dimostrata efficace per ridurre la conflittualità e le conseguenti aggressioni.

Misure principali della circolare

Le misure principali indicate da Regione Lombardia riguardano in particolare la collaborazione con le Forze dell’ordine, si invitano infatti le strutture sanitarie a stipulare protocolli operativi con le Forze di polizia per garantire un intervento tempestivo in caso di aggressioni. Le strutture sanitarie sono inoltre incoraggiate a istituire procedure aziendali per garantire supporto psicologico e legale ai dipendenti che subiscono aggressioni fisiche o verbali. Queste misure si estendono anche alla fase successiva all’aggressione, assicurando un adeguato accompagnamento durante il percorso.

La segnalazione all’Autorità giudiziaria

Previsto anche l’obbligo di segnalazione all’Autorita’ giudiziaria per episodi di violenza a danno del personale. L’obbligo si applica anche nel caso di danni a beni aziendali provocati durante aggressioni. Infine il monitoraggio e analisi dei dati. Regione Lombardia ha attivato un monitoraggio continuo degli episodi di violenza. I dati, raccolti dall’Agenzia di Controllo del Sistema Socio Sanitario lombardo, verranno utilizzati per identificare aree critiche e rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione.

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Assessore Bertolaso visita Pronto Soccorso ospedale ‘Circolo’ di Varese

1 octobre 2024 à 18:31

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha fatto visita al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo di Varese nel giorno dell’insediamento della nuova direttrice del reparto Francesca Cortellaro.

Assessore Bertolaso: mi impegnerò affinché chi lavora in Pronto Soccorso possa operare nelle migliori condizioni

“La mia presenza non è casuale – ha detto l’assessore – ma vuole sottolineare l’importanza che attribuiamo al Pronto Soccorso di Varese, uno dei più rilevanti della Regione. Si tratta di una struttura che ha sempre dovuto affrontare difficoltà particolari, non solo per il grande afflusso di pazienti. Ma anche perché si trova in una provincia complessa. E funge spesso da avamposto rispetto alla Svizzera. Fino a che ricoprirò l’incarico di assessore al Welfare, mi impegnerò affinché chi lavora in Pronto Soccorso possa operare nelle migliori condizioni. Certamente, ci sono problemi e situazioni complesse da affrontare. Per questo, con un percorso avviato da Regione Lombardia, a cui ha contribuito anche la dottoressa Cortellaro, abbiamo intrapreso un riordino del sistema di emergenza-urgenza in tutta la Regione, e Varese rappresenterà un modello di riferimento”.

Direttrice P.S. Cortellaro: sarà fondamentale affrontare la riorganizzazione degli spazi e dei percorsi

“Questo Pronto Soccorso – ha detto Francesca Cortellaro – rappresenta una grande sfida. Dobbiamo concentrarci sull’innovazione. Il problema del ‘boarding’ (pazienti su barelle in P.S. in attesa che si liberi un posto letto in reparto) deve essere visto come un’opportunità per migliorare l’appropriatezza dei ricoveri. Inoltre, sarà fondamentale affrontare la riorganizzazione degli spazi e dei percorsi”.

In costruzione nuovi alloggi per sanitari

Dopo l’incontro con il personale e la visita alla struttura, l’assessore Bertolaso si è recato nell’area che l’ASST Sette Laghi, in collaborazione con la Fondazione Il Circolo della Bontà, sta progettando per la realizzazione di alloggi a canone agevolato per il personale sanitario.

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Bertolaso ai giovani medici: emergenza-urgenza è sfida appassionante

20 septembre 2024 à 13:44

. “I nostri giovani medici entro lunedì 23 settembre devono effettuare la scelta per la Scuole di specialità e hanno il diritto di prendere questa decisione il più serenamente possibile seguendo le proprie aspirazioni e i propri interessi scientifici. Però sappiamo già, purtroppo, che alcune specializzazioni, in particolare quelle che riguardano l’emergenza urgenza, risultano meno ‘appetibili’ di altre e i recenti episodi di cronaca rischiano di influenzare negativamente i professionisti nella scelta della strada da intraprendere”. Così l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ai giovani medici che entro il 23 settembre dovranno scegliere la tipologia di specializzazione e la sede.

bertolaso commissione sanita

Nei Pronto Soccorso sono presenti agenti e pulsanti collegati con Forze di Polizia

“Io voglio innanzitutto dire ai giovani che essere medico di emergenza urgenza e in Pronto Soccorso – aggiunge l’assessore – è una delle attività più belle, più sfidanti e più avvincenti per chi sceglie di fare medicina. Non per soldi ma per passione. E poi voglio dir loro: venite nei nostri ospedali, potete stare tranquilli. In Lombardia già l’anno scorso abbiamo chiesto al Ministro dell’Interno tutte le coperture, le tutele e le assicurazioni possibili. Siamo in contatto con tutti i Prefetti perché garantiscano una stretta collaborazione con le Forze dell’ordine dei territori. Nei Pronto Soccorso, a tutela del personale, abbiamo inserito agenti di vigilanza e messo pulsanti collegati direttamente con le Forze di Polizia“.

Ai sanitari dispositivi indossabili per allertare la vigilanza

“Inoltre abbiamo in cantiere di fornire dispositivi indossabili – conclude Bertolaso – fatti come un orologio, al personale sanitario. Lo scopo è quello di allertare in tempi rapidissimi la vigilanza in caso di necessità. Abbiamo avviato un censimento sugli enti nel sistema sanitario regionale. Vogliamo verificare in quanti casi abbiano segnalato direttamente alla Procura le aggressioni al personale. Ed anche in quali eventi si siano costituiti come parte civile perché intendiamo incentivare l’intervento diretto delle aziende a sostegno dei professionisti”.

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Regione Lombardia impegnata a valorizzare il personale sanitario

8 juillet 2024 à 17:44

La valorizzazione del personale sanitario è uno degli obiettivi prioritari di Regione Lombardia. Sono infatti numerosi i provvedimenti finalizzati alla gestione efficiente delle risorse umane nelle strutture sanitarie. Oggi in Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, è stato approvato il verbale di confronto tra la delegazione di parte pubblica e i sindacati della dirigenza dell’area sanità in materia di prestazioni aggiuntive. Atti, frutto di un costante dialogo con le organizzazioni sindacali, che mirano a fronteggiare la carenza di personale, ridurre le liste di attesa e contenere il ricorso alle esternalizzazioni. I principali interventi approvati in questi mesi riguardano le prestazioni aggiuntive, l’indennità di Pronto Soccorso, le risorse aggiuntive regionali (RAR) del 2024 e l’avvio di corsi manageriali.

Assessore Bertolaso: vogliamo garantire un sistema efficiente, equo e sostenibile

“Regione Lombardia – ha detto l’assessore al Welfare Guido Bertolaso – rimane impegnata a garantire un sistema sanitario efficiente, equo e sostenibile, valorizzando il contributo fondamentale del personale sanitario per la salute e il benessere di tutti i cittadini. Con l’aumento delle tariffe per le prestazioni aggiuntive e l’assegnazione di risorse significative, riconosciamo concretamente l’importante contributo dei nostri professionisti alla salute. Inoltre, i piani triennali dei fabbisogni di personale e i corsi manageriali previsti dal PNRR testimoniano il nostro impegno concreto nel medio e lungo termine. Frutto di una precisa volontà di investire cospicue risorse per i nostri sanitari”.

Prestazioni Aggiuntive

Per affrontare la carenza di personale sanitario nelle aziende e negli enti del Servizio Sanitario Nazionale e per valorizzare il personale del comparto e della dirigenza, sono state uniformate le tariffe delle prestazioni aggiuntive. In particolare:

 – Dirigenza Sanitaria: il 6 giugno 2024 è stato approvato il verbale di confronto con le OO.SS. della dirigenza. Le risorse disponibili per il 2024 ammontano a 64.558.176 euro. La tariffa oraria delle prestazioni aggiuntive è fissata a 100 euro.

 – Personale Sanitario del Comparto: Il 22 maggio 2024 è stato approvato il verbale di confronto con le OO.SS. del comparto sanità. Le risorse disponibili per il 2024 ammontano a 40.036.399 euro. La tariffa oraria delle prestazioni aggiuntive è uniformata a 50 euro.

Indennità di Pronto Soccorso

Il 6 giugno 2024 è stato sottoscritto il verbale di confronto per l’indennità di Pronto Soccorso. Le risorse complessive ammontano a 23.762.160 euro. L’indennità di turno è attribuita a ogni dirigente medico dipendente che effettui un turno in Pronto Soccorso. Indipendentemente dalla specializzazione o dalla struttura di assegnazione. Le modalità organizzative attuali riconoscono questa indennità anche al personale dei Punti di Primo Intervento accreditati e dei Pronto Soccorso generali e specialistici. Le indennità per ogni turno di 12 ore di effettiva presenza in servizio sono state stabilite in 50 euro.

Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) 2024

Le risorse complessivamente disponibili per il 2024 ammontano a 110.011.200 euro.

Comparto Sanità: È stato sottoscritto il verbale di confronto il 2 luglio 2024. Sono state confermate le tariffe del 2023 e introdotte regole omogenee per il calcolo delle quote pro-capite e delle quote aggiuntive.

Dirigenza Sanità e Dirigenza Professionale Tecnica e Amministrativa: È stato sottoscritto il verbale di confronto il 3 luglio 2024, con conferma delle tariffe del 2023 e introduzione di regole omogenee per il calcolo delle quote pro-capite e delle quote aggiuntive.

Piani Triennali Fabbisogni di Personale 2024-2026

Regione Lombardia completerà in tempi brevi l’approvazione dei Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale per il periodo 2024-2026, che definiranno le strategie di assunzione e gestione del personale sanitario nei prossimi anni.

Corsi Manageriali PNRR M6 C2 2.2

In linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), saranno avviati corsi manageriali per il personale sanitario. Obiettivo migliorare le competenze gestionali e manageriali in ambito sanitario.

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In Lombardia bodycam agli operatori sui mezzi di soccorso sanitario

6 mai 2024 à 17:18

Dal 2 maggio gli operatori in servizio sui mezzi di soccorso avanzato che operano nelle province di Bergamo e Monza Brianza hanno in dotazione bodycam indossabili.

L’utilizzo delle telecamere è volontario ed è finalizzato a garantire la sicurezza e la tutela dell’incolumità degli operatori di soccorso.

Si parta con operatori province Bergamo e Monza Brianza

Attualmente, l’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (AREU), in attesa di sottoscrizione degli accordi sindacali in materia di controlli a distanza da parte delle ASST/IRCCS ed Enti del Terzo Settore, ha provveduto alla consegna di bodycam al personale sanitario, già formato, (medici e infermieri) di competenza delle province di Bergamo e Monza-Brianza.

Entro l’estate saranno distribuite 850 telecamere

Entro l’estate, su tutto il territorio lombardo, verranno distribuiti gli 850 dispositivi acquistati.  Saranno installati sui mezzi di soccorso avanzato (automediche, auto infermieristiche e elisoccorso) e sui mezzi di soccorso di base (ambulanze degli enti del terzo settore in convenzione per 118). Per questo progetto, Regione Lombardia ha già stanziato 1,5 milioni di euro.

Assessore Sicurezza: impegno e risorse per garantire lavoro più sicuro

“La sicurezza è una priorità per tutti i cittadini. In particolar modo, per gli operatori sanitari, negli ultimi anni sempre più vittime di aggressioni – ha affermato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione Civile -. L’ospedale deve essere un luogo di cura sicuro e protetto, sia per i pazienti che per gli stessi operatori. Questo ambizioso progetto dimostra il nostro impegno concreto nel garantire le risorse necessarie per rendere il lavoro più sicuro”.

Assessore Welfare: con questo progetto Regione Lombardia all’avanguardia

“Questa iniziativa – ha detto l’assessore regionale al Welfare – va nella direzione di garantire la massima sicurezza ai nostri operatori sanitari, soprattutto quelli in prima linea come soccorritori, infermieri e medici impegnati nei servizi di emergenza. La Lombardia è assolutamente all’avanguardia nella tempestività e nel coordinamento dei soccorsi. Vuole esserlo anche in tema di sicurezza, implementando, tra le prime Regioni in Italia un progetto di questo tipo”.

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In 21 ospedali lombardi pulsante di allarme anti aggressione a sanitari

12 mars 2024 à 17:34

Il 12 marzo ricorre la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari. Nel 2023 sono stati segnalati in Lombardia 4.836 episodi di aggressione (dagli insulti alla violenza con arma). In regione sono 21 le strutture ospedaliere che hanno aderito e attivato il pulsante di allarme aggressione agli operatori sanitari.

Accordo in Prefettura a Milano per interventi di pubblica sicurezza

Il sistema è partito ad agosto 2023 e fa seguito alla sottoscrizione di un documento in Prefettura a Milano. Rientra nell’ambito degli interventi di pubblica sicurezza nei Pronto Soccorso, che ha previsto l’installazione nei PS degli ospedali della provincia di Milano di uno o più pulsanti per il rapido allertamento delle Forze di Pubblica Sicurezza in determinati casi. Si va dall’aggressione in corso verso operatori sanitari del Pronto Soccorso o verso altre persone presenti nel contesto, agli atti di violenza e danneggiamento in corso e l’impossibilità di effettuare una chiamata per spiegare la situazione emergenziale in atto.

Il sistema prevede la composizione del numero 112 tramite la pressione di un pulsante collegato ad un combinatore telefonico e la segnalazione di aggressione in corso.

Le aggressioni agli operatori, dati 2023

Nel 2023, dei 4.836 casi di aggressione, il 30,9% (25,47 nel 2022) si è verificata in Pronto Soccorso, a seguire le aree di degenza con il 24,7% (21,53 nel 2022) e poi nei locali del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura il 15% (15,17 nel 2022). In ultimo, al domicilio del paziente, nello 0,2% dei casi (0,12 nel 2022).

I Pronto Soccorso che hanno attivato il pulsante di allarme anti aggressione

A Milano, secondo i dati dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (Areu), ai primi 5 Pronto Soccorso dei nosocomi originariamente coinvolti nell’iniziativa di attivazione del pulsante di allarme aggressione agli operatori sanitari (Niguarda, Fatebenefratelli, Sacco, San Carlo e San Paolo), si sono aggiunti nel capoluogo il Policlinico Ospedale Maggiore anche con le sedi del padiglione De Marchi Pronto Soccorso Pediatrico e del padiglione Mangiagalli Pronto Soccorso Ostetrico Ginecologico, il Buzzi ed in provincia, quelli di Abbiategrasso, Cernusco Sul Naviglio, Cinisello Balsamo, Melegnano, Melzo e Sesto San Giovanni.

A breve il sistema di allarme sarà attivo in città anche al Macedonio Melloni e in provincia negli ospedali di Legnano e di Magenta.

Allarme anti aggressione da ottobre 2023 anche a Monza Brianza e Lecco attivazione

Anche le provincie di Monza Brianza e Lecco hanno richiesto l’attivazione del servizio nei Pronto Soccorso dei nosocomi pubblici e privati provinciali. Dallo scorso ottobre 2023 i pulsanti di allarme aggressione sono stati infatti attivati nelle seguenti strutture ospedaliere: San Gerardo, Vimercate, Policlinico, Istituti clinici Zucchi, Desio (MB) e al Manzoni (LC).

Le richieste di intervento con allarme anti aggressione

In tutto sono state 186 le richieste d’intervento con allarme (157 negli ospedali di Milano e provincia, 18 in provincia di Monza Brianza e 11 in provincia di Lecco).

Nei 172 giorni trascorsi dalla prima chiamata (12 agosto) al 31 gennaio 2024, la media giornaliera è di una chiamata al 112 per aggressione al personale sanitario presso i Pronto Soccorso che si sono dotati del sistema di allarme.

Incontro in Prefettura

Nel corso di un recente incontro in Prefettura, alla presenza dei rappresentanti della Direzione Welfare di Regione, gli intervenuti hanno manifestato soddisfazione per il servizio di allarme aggressioni e per la fattiva collaborazione tra gli enti coinvolti.

Assessore Bertolaso: rivolgo un sentito ringraziamento a tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari per il loro prezioso lavoro

“In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sugli Operatori Sanitari – ha detto l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – esprimo la mia ferma condanna contro ogni forma di aggressione fisica e verbale che colpisce chi, ogni giorno, con dedizione e professionalità, si impegna per la cura e la salute dei cittadini. Si tratta di un fenomeno inaccettabile. Mina le fondamenta del nostro sistema sanitario e rappresenta una grave offesa alla dignità di chi lavora con impegno e sacrificio per il bene comune. Regione Lombardia è impegnata attivamente nella lotta contro queste azioni delinquenziali. Lo fa attraverso misure concrete volte a rafforzare la sicurezza nei luoghi di cura. E anche a sensibilizzare la cittadinanza sul valore del rispetto e della riconoscenza verso il lavoro degli operatori sanitari”.

I ‘Caring nurse’

“Nei Pronto Soccorso abbiamo attivato figure di accoglienza per pazienti e accompagnatori, in particolare la presenza del ‘Caring nurse’ in alcuni ospedali si è dimostrata efficace per ridurre la conflittualità e le conseguenti aggressioni. Permettendo così al personale di svolgere il proprio lavoro con più serenità. In questa importante giornata, rivolgo un sentito ringraziamento a tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari per il loro prezioso lavoro e ribadisco il nostro costante impegno a contrastare con fermezza ogni forma di violenza”.

Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli illuminati di blu

In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, Regione Lombardia illumina di blu il belvedere delle sedi di Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli.

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Nel 2024 in Lombardia al via nuovo Cup e liste d’attesa ridotte

31 janvier 2024 à 18:49

Messa in esercizio del nuovo Cup, il centro unico di prenotazione, con la fase iniziale per 8 Asst, potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata, stanziamento di 20 milioni per 257 nuovi posti di centro diurno nell’area Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. E, ancora, bandi per l’assunzione anche di infermieri evitando il ricorso ai ‘gettonisti’.

La delibera della Regione Lombardia sulla programmazione in sanità nel 2024

È quanto prevede la delibera sugli indirizzi di programmazione 2024 approvata oggi dalla Giunta di Regione Lombardia su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, di concerto con il vicepresidente e assessore Marco Alparone (Bilancio e Finanza) e gli assessori Alessandro Fermi (Università, Ricerca, Innovazione) ed Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità).

Particolare attenzione ai Pronto Soccorso

Tra i principali punti di sviluppo contenuti nel documento è prevista la riqualificazione della rete trapianti e della rete trasfusionale, il miglioramento delle attività di Pronto Soccorso con contenimento dei tempi di attesa e di permanenza negli spazi del Pronto Soccorso di pazienti in attesa di ricovero (boarding) e la creazione, in ogni punto, di un servizio di accoglienza a supporto dei pazienti.

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Misure innovative per popolazione fragile nella programmazione 2024 della sanità in Lombardia

Stanziati 60 milioni per la popolazione fragile (Rsa aperte, villaggi Alzheimer e comunità per minori). Per i cronici, Regione Lombardia ha previsto la garanzia della prenotazione direttamente da parte delle strutture ospedaliere per assicurare il percorso di cura.

Ottimizzazione liste d’attesa ed efficientamento utilizzo grandi apparecchiature

Parte fondamentale della programmazione 2024 riguarda l’ottimizzazione dei processi delle liste d’attesa, un maggiore utilizzo delle grandi apparecchiature e l’intensificazione dei controlli per garantire la sicurezza negli ambienti di lavoro.

Vaccino RSV e programma screening prostata e polmoni

Nell’area prevenzione Regione Lombardia ha inserito nel calendario delle offerte preventive il vaccino per il virus respiratorio sinciziale (RSV) e l’attivazione dei programmi di screening per il cancro alla prostata e ai polmoni. Infine, 24 milioni di euro serviranno per l’assunzione di personale addetto alla prevenzione nelle ASST e nelle ATS. E sempre sul personale, sarà semplificato il riconoscimento dei titoli stranieri attraverso specifici accordi internazionali con Paesi esteri. In sinergia con le Università per la formazione specifica.

Bertolaso: piano da oltre 21 miliardi, dalla politica della idee alle azioni concrete

“Dalla politica delle idee alla politica delle azioni – ha detto l’assessore Bertolaso -. Portiamo avanti un nuovo modello che abbiamo disegnato in modo chiaro nel Piano Socio-Sanitario quinquennale. Un atto che definisce modalità e tempi per attuare tutto quello che abbiamo scritto nel PSSR per un quadro complessivo di 21,6 miliardi di euro”.

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