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Scopri le location di Petra 3: Genova, Palermo e Roma come non le abbiamo mai viste

8 octobre 2025 à 18:30

Non riesco a immaginare Petra senza Genova, non so come si evolverà la storia ma la serie è radicata lì. Petra è una donna romana che ormai vive in quella città, Genova è casa sua“, ha dichiarato Paola Cortellesi in conferenza stampa a Roma per presentare l’attesa nuova stagione della serie dall’8 ottobre su Sky e NOWTv.

Petra 3 racconta una donna in evoluzione che, attraverso i luoghi in cui si sviluppa la storia, esplora le sue ferite, i suoi legami e le sue scelte. Genova, Palermo e Roma sono come specchi in cui la protagonista si riflette e si mette in discussione. “Genova per noi fondamentale, è uno degli elementi di successo della serie perché è un personaggio vero e proprio. Noi ci siamo avvicinati a Genova per questo, non era mai stata raccontata prima di Petra“, ha aggiunto la regista Maria Sole Tognazzi.

Paola Cortellesi, nei panni dell’ispettrice più iconica del noir italiano torna con nuove storie e nuove indagini e le location scelte sono personaggi vivi e pulsanti che accompagnano Petra nel suo viaggio interiore e investigativo.

Di cosa parla Petra 3

Nella terza stagione di Petra scopriamo una protagonista diversa, impegnata a costruire una nuova vita accanto al compagno Marco e ai suoi tre figli. Nonostante i cambiamenti personali, Petra non abbandona la sua dedizione al ruolo di ispettore di polizia a Genova.

Dall’omicidio avvenuto in un convento, accompagnato dal misterioso furto di una reliquia, all’assassinio di un potente imprenditore sospettato di legami con la mafia, Petra e il fidato viceispettore Antonio Monte dovranno affrontare sfide che metteranno alla prova le loro capacità investigative e la loro determinazione. Tra trasferte, nuovi incontri e il ritorno di vecchie conoscenze, Petra si troverà a fare i conti con le sue scelte, interrogandosi sul senso della felicità e sul futuro che davvero desidera costruire.

Paola Cortellesi Petra 3
Ufficio stampa SKY
Paola Cortellesi in Petra 3

Dove è stata girata

Dalla Genova misteriosa e verticale alle piazze solari di Palermo, fino alla Roma complessa e stratificata, Petra 3 gioca con lo spazio per raccontare le trasformazioni della sua protagonista. Un racconto per immagini, dove ogni luogo rivela qualcosa di lei.

Genova: più che una città, un’anima

Le riprese sono iniziate il 13 maggio 2024 a Genova, con il supporto della Genova-Liguria Film Commission, e la città ligure si conferma una delle anime più profonde della serie. In Petra 3 Genova non è una semplice cornice: è un personaggio vero e proprio, con cui la protagonista ha un legame viscerale.

I vicoli dei carruggi, la funicolare Zecca-Righi, il porto e i salotti eleganti delle case borghesi tornano ad animare le scene, creando un gioco di contrasti tra luce e ombra, silenzio e rumore, che riflettono la tensione interna di Petra. Una Genova densa, enigmatica, a tratti ostile, ma profondamente rivelatrice.

Il primo episodio, tratto da Il silenzio dei chiostri di Alicia Giménez-Bartlett, si apre con un omicidio in un convento. Un luogo di clausura e silenzio, ambientato in un palazzo ottocentesco, dove il tempo sembra essersi fermato. Qui Petra affronta non solo un caso, ma anche un passaggio interiore: il senso di comunità, il peso della vocazione e la fragilità dei legami familiari emergono in modo inaspettato.

Petra esplora anche i famosi bassi di Via della Maddalena, dove la vita scorre in modo diverso e la protagonista si confronta con la realtà più cruda della sua città.

Genova porto
iStock
Vista dall’alto del porto di Genova

Palermo: un nuovo orizzonte emotivo

Per il secondo episodio, Gli onori di casa, il set si sposta a Palermo, in una trasferta che si trasforma in un ritorno alle origini. Petra incontra Luigi, interpretato da Francesco Acquaroli, questore della città e figura centrale del suo passato. Un uomo che l’ha ispirata fin da bambina e che riporta a galla emozioni sopite.

Le riprese, durate una settimana, hanno interessato alcune tra le zone più suggestive della città: l’Arenella (dove si consuma un drammatico evento), piazza Bellini, la Cala e corso Vittorio Emanuele. Palermo entra nel racconto come un nuovo mare da esplorare, portando calore, colore e una carica emotiva che scuote Petra nel profondo.

“L’idea era creare un dialogo visivo tra Palermo e Genova — spiega la scenografa —. Due città diverse, ma unite dalla complessità, dalla storia, dal rapporto con il mare. Il mare diventa così un simbolo di connessione tra i personaggi e gli eventi”.

Palermo
iStock
Palermo

Giordania sempre più vicina: le nuove rotte aeree low cost da settembre 2025

Par : elenausai10
3 septembre 2025 à 11:30

Per i viaggiatori italiani, visitare la Giordania, famosa per la meraviglia nabatea di Petra, per le sabbie mutevoli del Wadi Rum, le acque curative del Mar Morto e le rovine romane di Jerash, sarà ancora più facile ed economico. Dal 18 settembre 2025, grazie a una più ampia rete di voli low cost, sarà possibile raggiungere il Paese da 18 città europee connesse direttamente agli aeroporti giordani.

La strategia, il cui obiettivo è quello di stimolare il turismo durante la stagione invernale 2025-2026, coinvolge le compagnie low cost Ryanair e Wizz Air, affiancate da Eurowings e dalla compagnia di bandiera Royal Jordanian.

I nuovi collegamenti aerei dall’Italia alla Giordania

La Giordania è sempre più vicina grazie alle nuove rotte aeree che rendono ancora più accessibili i suoi tesori senza tempo. Dal 16 settembre 2025, Wizz Air inaugurerà la nuova tratta bisettimanale Milano Malpensa–Amman. Per chi vola dalla Capitale, invece, il collegamento Roma Fiumicino–Amman tornerà operativo dal 29 marzo 2026.

Anche Ryanair rafforza la presenza nel Paese: dal 20 settembre 2025 riparte il volo Milano Bergamo–Amman, che da ottobre passerà da due a tre frequenze settimanali. Nella stessa data si riaccenderanno i collegamenti da Roma Ciampino, Pisa e Treviso, mentre dal 27 ottobre sarà la volta di Bologna.

Con tariffe low-cost e una rete di collegamenti sempre più capillare, raggiungere Amman non è mai stato così semplice: il punto di partenza perfetto per un viaggio tra gli spettacolari scenari del deserto del Wadi Rum, le acque salate del Mar Morto e l’intramontabile bellezza di Petra.

Jerash, la "Pompei d'Oriente"
Ufficio Stampa
Jerash, la “Pompei d’Oriente” in Giordania

Cosa vedere in Giordania in autunno-inverno

Chiunque visiti la Giordania, sa di trovare accoglienza, tesori archeologici, cultura gastronomica e paesaggi non solo mozzafiato, ma estremamente variegati. Dalle colline calcaree al deserto rosso, dalle saline al mare, sono tutti panorami che, anche durante la stagione autunnale e invernale, non perdono il loro fascino.

Le condizioni climatiche favorevoli vi permetteranno di scoprire le antiche rovine e i siti monumentali: non solo un singolo tempio o una rovina, ma intere città scolpite nella pietra! Potrete esplorare il deserto e godere della quiete di Wadi Rum, soprattutto la notte, sotto strati di stelle che sembrano infinite, o dell’aria mite della costa e percorrere la Strada dei Re per arrivare alla Valle della Luna.

Se cercate momenti avventurosi, potete fare escursioni nella riserva della biosfera di Dana, praticare canyoning nelle gole del Wadi Mujib, immergervi nel Mar Rosso al largo di Aqaba o scalare le scogliere color rosa del sud.

E, seppur ci sia freddo, non potrete rinunciare a una visita nella capitale Amman: tra bazar e siti storici, come il teatro romano, e il vivace centro città che, se siete fortunati, vedrete imbiancato di neve. Ma non preoccupatevi, se le temperature si fanno troppo rigide potrete godervi un buon tè o visitare i musei d’arte contemporanea: la Giordania, anche d’inverno, è una meta tutta da scoprire.

A soli 40 minuti da Amman potrete raggiungere anche la splendida As Salt (Al-Salt), patrimonio UNESCO come “città della tolleranza” dal 2021, grazie alla convivenza delle culture musulmana e cristiana. Potrete immergervi nella sua architettura ottomana con le case in pietra e i palazzi storici, oppure percorrere l’Harmony Trail con le sue viste panoramiche e i mercati locali.

As-Salt in Giordania, meta da raggiungere subito
Ufficio Stampa
La città di As-Salt in Giordania

Jordan Trail: quando partire, dove dormire e cosa aspettarsi

Par : cdelgiudice
22 juin 2025 à 13:34

Attraversare la Giordania da Nord a Sud, a piedi, per scoprire deserti, canyon, montagne e città millenarie: è questa l’essenza del Jordan Trail, un cammino di oltre 650 chilometri che si snoda tra i paesaggi più suggestivi del Medio Oriente. Paragonato spesso al Cammino di Santiago per la sua capacità di unire territori, spiritualità e comunità, o al Cammino Inca per i suoi scenari spettacolari, il Jordan Trail è un’esperienza che va oltre il semplice trekking: è un vero viaggio nella storia e nella cultura di un popolo ospitale e ricco di tradizioni.

Dai resti romani di Um Qais, nel verde Nord giordano, alle dune infuocate del Wadi Rum e alle acque turchesi del Mar Rosso, il percorso attraversa villaggi antichi, riserve naturali, castelli crociati, oltre a toccare anche la leggendaria Petra.

Un trekking lungo e impegnativo, che richiede gambe allenate e tanto spirito di avventura… ma che vale davvero la pena ad ogni passo!

Cos’è il Jordan Trail

Il Jordan Trail è un itinerario escursionistico pensato per essere percorso integralmente a piedi: 40 giorni di cammino per coprire circa 675 chilometri, da Um Qais a Nord fino ad Aqaba, sulle rive del Mar Rosso. L’associazione Jordan Trail Association ha strutturato e promuove il tracciato, fornendo mappe, tracce GPS e informazioni aggiornate.

Non si tratta di un pellegrinaggio religioso, ma di un cammino che permette di scoprire l’anima più autentica della Giordania: un mosaico di paesaggi e culture che cambiano continuamente sotto i piedi dei viandanti. Si passa da dolci colline coltivate a uliveti a canyon rossi scolpiti dall’acqua, da deserti rocciosi a foreste di querce e ginepri, fino alle maestose sabbie rosse del Wadi Rum, più simile a Marte che a un paesaggio terrestre.

Lungo il cammino si attraversano oltre 75 tra villaggi e città e ben quattro Riserve della Biosfera, aree protette che tutelano la straordinaria biodiversità di questo Paese meraviglioso.

Molte sezioni del trail seguono antichi percorsi di carovanieri e piste beduine, su terreni a volte tecnici, spesso solitari e immersi nella natura incontaminata. Esiste persino l’opzione di percorrerlo in bicicletta, in modo altrettanto avventuroso.

Le 8 tappe principali

Il Jordan Trail viene generalmente suddiviso in otto grandi settori geografici, ognuno con un proprio carattere e paesaggi distintivi; essendo estremamente lungo e faticoso nella sua interezza, molte persone scelgono di esplorarne solo alcune sezioni.

Ecco una possibile suddivisione degli 8 segmenti principali:

Tappa 1 – da Um Qais ad Ajloun

(80 km, 2.200 m D+, 5-6 giorni)

Il cammino prende il via tra le rovine romane di Um Qais, con viste mozzafiato sul Mar di Galilea e sulle alture del Golan. Nei primi chilometri si attraversano colline verdeggianti punteggiate di ulivi, piccoli villaggi e antichi monasteri bizantini. Il paesaggio è sorprendentemente verde e rigoglioso, soprattutto in primavera, e si arriva infine al possente castello di Ajloun, un baluardo crociato in cima a una collina boscosa.

Tappa 2 – da Ajloun ad As-Salt

(62 km, 1.800 m D+, 3-4 giorni)

Si scende dolcemente verso la storica città ottomana di As-Salt, attraverso vallate agricole, boschi di querce e piccoli wadi. Lungo la via si incontra la diga di King Talal e si esplorano antichi percorsi romani. As-Salt accoglie il viaggiatore con la sua architettura giallo-miele e una vivace atmosfera cittadina.

Tappa 3 – da As-Salt a Zarqa Ma’in

(84 km, 2.000 m D+, 4-5 giorni)

Questa sezione conduce verso il Mar Morto. Si cammina attraverso aree poco turistiche ma ricche di fascino, tra colline solitarie e canyon nascosti. Tra i luoghi più suggestivi spiccano le cascate termali di Zarqa Ma’in e i resti del colombario rupestre di Iraq Al-Ameer. Gli ultimi chilometri regalano panorami vertiginosi sulle acque salate del Mar Morto.

Tappa 4 – dai tre Wadi a Karak

(75 km, 2.400 m D+, 4-5 giorni)

Un tratto molto scenografico, che attraversa i profondi canyon (wadi) del cuore della Giordania. Il Wadi Mujib, il “Grand Canyon” giordano, è il protagonista assoluto, con le sue spettacolari pareti di arenaria. Al termine della sezione si raggiunge Karak e il suo celebre castello crociato, imponente e suggestivo.

Tappa 5 – da Karak a Dana

(83 km, 2.200 m D+, 5-6 giorni)

Qui le alture calcaree lasciano spazio ai panorami più aspri della riserva naturale di Dana. Questa sezione è un paradiso per gli amanti della natura: qui vivono rare specie animali e piante endemiche. Il piccolo villaggio di Dana, arroccato sul ciglio di un canyon, è un perfetto rifugio per il viandante.

Tappa 6 – da Dana a Petra

(84 km, 2.800 m D+, 5-6 giorni)

Forse la sezione più famosa e frequentata: si parte dal silenzioso altopiano di Dana per scendere nella valle desertica di Feynan e poi risalire tra montagne selvagge. Ogni giorno il paesaggio cambia: rocce rosse, gole profonde e antichi sentieri carovanieri conducono infine a Petra, la meravigliosa città scavata nella pietra rosa. La visita a Petra richiede almeno un giorno intero per godere a pieno dei suoi capolavori, dal Tesoro ai templi, fino al Monastero (El Deir).

Tappa 7 – da Petra al Wadi Rum

(90 km, 2.400 m D+, 5-6 giorni)

Si lascia alle spalle Petra per attraversare altopiani aridi e spettacolari deserti di pietra. Dopo giorni di cammino solitario, le montagne rosse del Wadi Rum appaiono all’orizzonte. Qui ci si immerge in un paesaggio lunare, fatto di canyon, archi naturali e gigantesche formazioni rocciose, esplorando a piedi uno dei deserti più affascinanti del mondo.

Tappa 8 – dal Wadi Rum ad Aqaba

(112 km, 1.800 m D+, 7-8 giorni)

L’ultimo tratto segue le tracce della storica spedizione di Lawrence d’Arabia. Si cammina tra sabbia e roccia, passando per accampamenti beduini e antichi siti rupestri. La fatica del lungo viaggio, in un ambiente rovente e poco ospitale, viene infine premiata: all’arrivo ad Aqaba, il Mar Rosso accoglie i camminatori con le sue acque turchesi, perfette per un tuffo rigenerante!

Come prepararsi al cammino: tutte le info utili

Per entrare in Giordania è necessario il passaporto con almeno sei mesi di validità residua. È richiesto anche un visto di ingresso, che può essere facilmente ottenuto all’arrivo presso l’aeroporto di Amman oppure online con procedura e-visa. Una soluzione vantaggiosa per i pellegrini è il Jordan Pass, che include il costo del visto e l’accesso a molti siti archeologici (tra cui la stessa Petra).

Quando partire

La scelta del periodo è fondamentale per godersi al meglio l’esperienza del Jordan Trail.

Le stagioni migliori sono la primavera, da marzo a maggio, e l’autunno, soprattutto nei mesi di ottobre e novembre, quando le temperature sono miti sia nei tratti montani che in quelli desertici. Durante l’inverno, le zone più elevate possono essere fredde e umide, mentre l’estate porta temperature torride, soprattutto a Sud, rendendo sconsigliabile affrontare il cammino completo.

Va ricordato che lungo il trail si attraversano ambienti molto diversi: da climi mediterranei a Nord fino ai deserti aridi del Sud, con escursioni termiche importanti tra giorno e notte. Bisogna informarsi al meglio e prestare sempre la massima attenzione all’equipaggiamento e a come il corpo si adatta al clima.

Segnaletica e orientamento

Va specificato che il Jordan Trail non è segnalato in modo continuo e preciso come i grandi cammini europei: in alcuni tratti ci sono indicatori o segni di vernice, ma spesso l’orientamento richiede l’uso di mappe e soprattutto delle tracce GPS fornite dall’associazione ufficiale.

Molte sezioni passano per aree remote, dove è facile perdere la traccia se non si è attenti. È quindi fondamentale avere con sé dispositivi affidabili per la navigazione e una buona preparazione tecnica. In alternativa, ci si può appoggiare a guide locali, molto esperte e disponibili, che arricchiscono l’esperienza con il racconto della cultura beduina e delle storie dei luoghi attraversati.

Difficoltà e impegno fisico

Stiamo parlando di un percorso di difficoltà medio-alta. La lunghezza totale e il dislivello complessivo (intorno ai 20.000 metri di dislivello positivo distribuiti su tutte le tappe) richiedono una eccellente preparazione fisica e l’abitudine a camminare a lungo, anche in contesti complicati per fondo roccioso e temperature elevate.

Molte tappe prevedono 6-7 ore di cammino al giorno, con dislivelli medi quotidiani di circa 500-700 metri positivi. Alcuni tratti, in particolare quelli nei canyon e nelle aree desertiche, possono essere tecnici e faticosi, con temperature che aumentano la fatica.

È essenziale pianificare con cura rifornimenti idrici, scorte alimentari e soste! Non è un trekking adatto ai principianti assoluti, ma con un buon allenamento e la giusta attrezzatura diventa accessibile a molti escursionisti motivati.

Organizzazione e pernottamenti

Il Jordan Trail può essere percorso in autonomia o appoggiandosi a tour operator locali. In entrambi i casi è importante studiare bene la logistica:

  • I villaggi attraversati non sempre offrono servizi strutturati. Spesso bisogna prevedere tappe in tenda o accampamenti beduini, soprattutto nelle aree remote come il Wadi Rum o Dana;
  • Nelle città maggiori (Ajloun, Karak, Petra, Aqaba) si trovano alberghi e B&B, ma è bene prenotare con anticipo;
  • Per l’acqua, è indispensabile portare sempre con sé una buona scorta, soprattutto nelle tappe desertiche. Le fonti naturali scarseggiano, quindi è fondamentale informarsi in anticipo sui punti di rifornimento.

Infine, per chi non può affrontare l’intero cammino, è possibile scegliere singole sezioni (tra le più celebri quella da Dana a Petra o da Petra al Wadi Rum), organizzando viaggi di 8-10 giorni che consentono di vivere comunque, ma in modo più accessibile, l’atmosfera unica del Jordan Trail.

A chi è consigliato il Jordan Trail

Il Jordan Trail non è un cammino adatto a tutti ma può essere l’avventura perfetta per chi ama l’escursionismo autentico, per chi sa adattarsi a vivere in modo spartano e ama le altre culture, per chi non ha il timore di affrontare qualche imprevisto in luoghi molto lontani da casa, sia fisicamente che culturalmente.

È perfetto per chi sogna di immergersi nella storia e nella natura, lontano dalle folle, e per chi apprezza il contatto con lo stile di vita mediorientale: lungo il percorso si attraversano decine di villaggi, si incontrano comunità beduine, si gusta il tè locale – un vero rito – e si dorme sotto le stelle.

Petra sorprende ancora, scoperta una tomba di 2000 anni fa

Par : elenausai10
16 octobre 2024 à 07:30

Andare a Petra è un’esperienza che non si dimentica facilmente. È un viaggio indietro nel tempo nel cuore del deserto giordano, dove l’avventura comincia ben prima di arrivare alle famose tombe scavate nella roccia. Bisogna percorrere con un’aspettativa crescente gli stretti e sinuosi sentieri del Siq, il canyon fiancheggiato da imponenti pareti rocciose, per poi vedere apparire, come un miraggio, Al Khazneh al Faroun, il Tesoro di Petra.

Noi ci emozioniamo alla vista di questa imponente facciata alta 40 metri, immaginate cos’hanno provato i ricercatori che si sono ritrovati, proprio in questo luogo magico, davanti a un’altra incredibile scoperta. Il gruppo, guidato da Pearce Paul Creasman, archeologo dell’American Center of Research, ha scoperto una tomba perfettamente conservata sotto il Tesoro che contiene almeno 12 scheletri umani ed elaborati corredi funerari. Secondo le loro stime, la tomba avrebbe almeno 2000 anni e risalirebbe al periodo di maggiore benessere e ricchezza della città.

Una scoperta attesa da oltre 20 anni

L’imponente facciata del Tesoro di Petra in Giordania, adornata da colonne corinzie, intricati fregi e misteriose figure, sorge dalla roccia come una visione di un altro mondo e, sotto di essa, cela incredibili resti che ora abbiamo il privilegio di ammirare. Non è stato facile scoprirli, gli archeologi attendono questo momento dal lontano 2003, quando, dopo aver trovato due camere funerarie sotto il lato sinistro del Tesoro, sospettarono ce ne fossero altre in quello destro. Tuttavia, la fama di Petra come attrazione turistica portò il governo giordano a rifiutare le diverse richieste per proseguire con gli scavi sotto la sua gemma più preziosa.

La teoria, quindi, non potè mai essere confermata… fino ad oggi. Gli archeologi e i ricercatori, per ovviare al problema degli scavi non concessi, hanno trovato un’altra soluzione. Creasman e il suo team, infatti, hanno effettuato una scansione georadar, ossia una tecnica di telerilevamento che utilizza impulsi radar per rilevare oggetti sotterranei. Il progetto, cominciato all’inizio del 2024, aveva come finalità quella di verificare se le caratteristiche fisiche sulla sinistra, dove erano stati trovati i sepolcri originali, corrispondevano a quelle sulla destra.

Le rilevazioni hanno rivelato forti somiglianze tra i due lati: questa è stata la prova di cui avevano bisogno per ottenere il permesso dal governo giordano di scavare sotto il Tesoro.

Tombe Petra
Fonte: iStock
Esempio di tomba reale a Petra

I ritrovamenti insieme alla troupe di Discovery Channel

Petra è considerata una delle nuove Sette Meraviglie del Mondo grazie alla sua architettura unica e ai molti misteri che l’avvolgono, di cui uno è stato appena svelato. Appena i ricercatori ricevettero l’approvazione del governo, l’archeologo Creasman contattò Josh Gates, conduttore del programma “Expedition Unknown” di Discovery Channel.

Una troupe cinematografica ha così seguito il lavoro del team, riprendendo il momento della scoperta che non è tanto da ricercare nella tomba in sé, quanto nel suo contenuto. Se la maggior parte delle tombe scoperte all’interno di Petra sono vuote, questa camera funeraria, al contrario, si è rivelata piena di resti scheletrici e di beni funerari realizzati in bronzo, ferro e ceramica. Questa sepoltura fornisce un incredibile punto di vista sulla vita dei Nabatei, gli antichi nomadi arabi il cui regno del deserto prosperò dal IV secolo a.C. al 106 d.C.

Cosa succederà ora?

Mentre i ricercatori continuano a studiare i ritrovamenti umani, Creasman spera di scoprire ulteriori dettagli su chi erano queste persone e, per farlo, il team vorrebbe datare gli scheletri e gli artefatti, nonché utilizzare il DNA estratto per determinare se i dodici scheletri fanno parte dello stesso nucleo famigliare. Altre analisi potrebbero aiutare a valutare le loro diete e scoprire se si dedicavano a lavori fisici.

L’archeologo ha dichiarato che, probabilmente, si tratterebbe di persone estremamente importanti perché il luogo in cui sono sepolte è considerato un terreno molto prezioso. Scoprire, quindi, la loro identità potrebbe aiutarci a svelare parte della storia del Tesoro.

L’incanto di Petra, la città scavata nella roccia e Patrmonio UNESCO

27 septembre 2024 à 12:03

Petra è uno dei siti archeologici più straordinari al mondo, situato nel deserto della Giordania meridionale. Conosciuta come la “Città Rosa” per le sue incredibili sfumature, è stata scavata nella roccia dai Nabatei oltre duemila anni fa. Oggi, visitare Petra significa fare un viaggio indietro nel tempo, totalmente immersivo, per esplorare antichi templi, tombe e strade monumentali. Inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO nel 1985, Petra continua a incantare i visitatori di tutto il mondo.

Un po’ di storia

Fondata intorno al VI secolo a.C. dai Nabatei, una popolazione araba nomade, Petra divenne presto un importante centro commerciale, grazie alla sua posizione strategica lungo le rotte carovaniere che collegavano l’Arabia, l’Egitto e il Mediterraneo. La città prosperò grazie al commercio di spezie, incenso e altri beni preziosi, e raggiunse il suo apice tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.

La caduta di Petra avvenne lentamente, in parte a causa dell’espansione dell’Impero Romano e di cambiamenti nelle rotte commerciali, che indebolirono la sua rilevanza economica. Dopo diversi terremoti che colpirono la regione, verso l’VIII secolo fu abbandonata e, benché le sue antiche cavità abbiano ospitato i beduini per secoli, fu praticamente dimenticata fino all’età contemporanea: cadde nell’oblio per secoli, divenendo leggendaria in Occidente.

I ritrovamenti e quello che noi vediamo oggi sono infatti storia più recente. Nel 1812, il viaggiatore svizzero Johann Ludwig Burckhardt riscoprì Petra, riportando alla luce uno dei gioielli più nascosti dell’antichità. Da allora, numerosi archeologi e storici hanno lavorato per comprendere meglio la cultura nabatea e le meraviglie di questa città scavata nella roccia, che continua ancora oggi a svelare segreti grazie agli scavi e alle ricerche archeologiche in corso.

Cosa vedere a Petra

Il viaggio a Petra rimane nel cuore e anche i viaggiatori più accaniti considerano questa una delle poche mete dove tornare; perché rimane nel cuore.

Il Siq: la porta di accesso a Petra

La visita a Petra inizia dal Siq, un imponente canyon che funge da suggestivo ingresso alla città antica. Questo passaggio naturale, lungo circa 1,2 chilometri, si snoda tra alte pareti di arenaria che raggiungono anche gli 80 metri d’altezza. Camminare nel Siq è un’esperienza unica, che evoca un misto di fascino e mistero. Il percorso, stretto e tortuoso, si apre e si richiude come una serpentina, lasciando intravedere scorci sempre diversi del paesaggio circostante.

Il Siq non è solo un sentiero che conduce al cuore di Petra, ma un vero e proprio capolavoro naturale e ingegneristico. Ai lati del canyon si possono ancora vedere i canali d’acqua scavati nella roccia dagli antichi Nabatei, che un tempo garantivano l’approvvigionamento idrico della città. Questo complesso sistema idraulico, fatto di condutture e dighe, è una testimonianza straordinaria delle abilità tecniche e dell’ingegneria avanzata della civiltà nabatea.

Petra, la città nella roccia
Fonte: iStock
Il Siq di Petra, l’imponente canyon lungo circa 1,2 chilometri

Durante il tragitto, i visitatori possono scorgere anche antiche incisioni rupestri, raffiguranti scene religiose e caravane di cammelli, un tempo simbolo del passaggio delle rotte commerciali che attraversavano Petra. Più avanti, si possono notare resti di antiche statue e nicchie scolpite nella roccia, alcune delle quali rappresentavano divinità protettrici o importanti figure della civiltà locale. Ogni passo lungo il Siq svela qualcosa di nuovo, mentre l’atmosfera diventa sempre più magica e carica di aspettative.

Man mano che si procede, la luce cambia, creando contrasti suggestivi tra il cielo e le pareti rocciose. Quando il canyon sembra stringersi al massimo, all’improvviso, la vista si apre, rivelando uno degli spettacoli più emozionanti del mondo: il Tesoro di Al-Khazneh. Questo momento, atteso e indimenticabile, rappresenta il culmine dell’esperienza del Siq, ma non è che l’inizio della scoperta di Petra.

Il Tesoro (Al-Khazneh)

All’uscita del Siq, si è accolti da uno dei monumenti più iconici e impressionanti del mondo: il Tesoro di Al-Khazneh. Questa imponente facciata, alta 39 metri e larga circa 25 metri, è scolpita direttamente nella roccia rosata e rappresenta il culmine dell’abilità architettonica dei Nabatei. La maestosità del Tesoro lascia i visitatori senza fiato, grazie al suo intricato design che unisce elementi stilistici ellenistici e orientali, in un perfetto equilibrio di simmetria e armonia.

Il nome “Tesoro” (Al-Khazneh) deriva da un’antica leggenda beduina secondo cui l’urna al centro della facciata conteneva inestimabili ricchezze nascoste da un faraone durante il suo passaggio nella regione. Ancora oggi, sull’urna sono visibili i segni dei colpi di fucile sparati dai beduini, che nel corso dei secoli hanno tentato di aprirla, sperando di trovare il leggendario tesoro. Tuttavia, gli archeologi ritengono che il monumento non fosse affatto un luogo di deposito di ricchezze, ma probabilmente un mausoleo reale costruito per ospitare le spoglie di un importante sovrano nabateo, forse il re Aretas IV, che regnò tra il 9 a.C. e il 40 d.C.

Petra
Fonte: iStock
Raggiungere il Tesoro di Petra è una delle esperienze più incredibili di un viaggio in Giordania

L’architettura del Tesoro è affascinante per la sua combinazione di stili. Nella parte inferiore, le colonne e i capitelli corinzi richiamano l’influenza greco-romana, mentre la parte superiore presenta decorazioni scolpite che rappresentano figure mitologiche e creature divine, come le Amazzoni e le aquile, simboli di potere e protezione. Al centro della facciata, la statua di una figura femminile, probabilmente Iside, domina la scena, rimandando alla profonda spiritualità che permeava la cultura nabatea.

Anche se il Tesoro è la facciata più famosa di Petra, il suo interno è sorprendentemente semplice. L’accesso all’interno del monumento rivela una sala spoglia, che probabilmente serviva da camera funeraria o luogo di culto. La maestosità esterna, infatti, contrasta con la sobrietà dell’interno, ricordando come l’arte nabatea puntasse a impressionare attraverso l’aspetto esteriore delle sue opere.

Questo monumento rappresenta solo il primo dei tanti tesori che Petra ha da offrire. Da qui inizia l’esplorazione di una città antica straordinaria, dove si incontrano tombe, templi, teatri e altri capolavori scolpiti nella roccia che raccontano la storia millenaria della civiltà nabatea.

La Via delle Facciate

Proseguendo dal Tesoro, si raggiunge la Via delle Facciate, una delle arterie principali di Petra, fiancheggiata da una straordinaria serie di tombe monumentali scolpite direttamente nella parete rocciosa. Sebbene queste facciate siano meno elaborate rispetto all’imponente Tesoro, rappresentano comunque un importante esempio dell’abilità architettonica dei Nabatei e della capacità di adattare la loro arte alle caratteristiche naturali del paesaggio.

Le tombe che compongono la Via delle Facciate sono scolpite nella roccia arenaria, caratterizzata dalle sfumature rosa e arancio che mutano colore a seconda della luce del giorno. Molte di queste tombe erano destinate a dignitari e figure importanti della società nabatea, come testimonia la loro collocazione prominente lungo una delle strade più frequentate dell’antica città. Alcune delle facciate presentano decorazioni semplici, con elementi architettonici essenziali, mentre altre mostrano motivi più complessi che richiamano influenze provenienti dall’Egitto e dal mondo ellenistico.

Camminando lungo la Via delle Facciate, i visitatori possono notare la varietà di stili architettonici, un riflesso delle diverse culture che attraversavano Petra. Sebbene molte delle tombe siano oggi vuote o erose dal tempo, le loro facciate conservano ancora un’aura di mistero e maestosità. Le aperture che si intravedono nella roccia sembrano finestre verso un passato lontano, e lasciano immaginare i rituali funebri che vi si svolgevano secoli fa.

Questo tratto di Petra offre una prospettiva unica sulla vita e la morte nella società nabatea, con le tombe che, pur essendo destinate all’eternità, si trovano nel cuore della città, accanto alle vie più frequentate. La Via delle Facciate, infatti, non era solo un luogo di sepoltura, ma faceva parte integrante della vita urbana, unendo simbolicamente la vita terrena e l’aldilà.

Il Teatro Nabateo

Poco oltre la Via delle Facciate, si trova il Teatro Nabateo, una delle strutture più impressionanti e uniche di Petra. Interamente scavato nella roccia, il teatro è un raro esempio di architettura nabatea, capace di ospitare fino a 8.000 spettatori, dimostrando l’importanza che i Nabatei attribuivano agli spazi pubblici e alle attività sociali e culturali.

Costruito nel I secolo d.C., il teatro fu in seguito ampliato dai Romani durante la loro occupazione, conferendogli un aspetto più classico con l’aggiunta di elementi architettonici tipici del loro stile, come archi e colonne. La sua posizione centrale, ai piedi delle facciate rocciose, non solo lo rendeva facilmente accessibile a tutta la popolazione, ma offriva anche una vista spettacolare sull’intera area circostante, contribuendo a creare un’atmosfera solenne durante gli spettacoli e le cerimonie.

Oggi, il Teatro Nabateo rimane uno dei simboli più affascinanti dell’incontro tra la cultura nabatea e quella romana, un luogo che testimonia l’importanza di Petra come crocevia di civiltà e tradizioni.

Fonte: iStock
Il Teatro di Petra

Le Tombe Reali

A est del Teatro si ergono le maestose Tombe Reali, una serie di monumentali tombe scavate direttamente nella roccia, destinate ai membri più influenti della società nabatea. Tra queste, la più imponente è la Tomba dell’Urna, caratterizzata da una maestosa facciata e una vasta terrazza panoramica che regala spettacolari vedute sulla valle di Petra. Si ritiene che questa tomba sia stata trasformata in una chiesa bizantina durante il periodo cristiano, a testimonianza della stratificazione storica della città.

Accanto alla Tomba dell’Urna si trovano altre tombe affascinanti, come la Tomba di Seta, così chiamata per i suoi straordinari colori naturali che sembrano ondeggiare sulla roccia, e la Tomba Corinzia, un esempio perfetto di fusione tra lo stile nabateo e influenze ellenistiche

Il Monastero (Ad-Deir)

Un’altra delle meraviglie di Petra è il Monastero (Ad-Deir), un monumento imponente che si raggiunge attraverso una lunga scalinata di oltre 800 gradini, scolpiti nella roccia. Il percorso, che richiede circa un’ora di cammino, attraversa panorami spettacolari, offrendo ai visitatori la possibilità di ammirare le formazioni rocciose circostanti e i paesaggi desertici. Il Monastero, pur simile al Tesoro nella sua architettura, è ancora più vasto: la facciata è alta 45 metri e larga 50.

Situato in una posizione panoramica, dalla sua terrazza si possono osservare il deserto e le montagne giordane fino ai confini israeliani. Sebbene il suo nome suggerisca un uso religioso, la funzione originaria dell’edificio non è del tutto chiara: alcuni ritengono che fosse un luogo di culto, altri ipotizzano che servisse come luogo di riunione. La fatica per raggiungerlo viene ampiamente ripagata dalla sua maestosità e dalla bellezza della vista che si estende su tutto il paesaggio circostante.

Il Colonnato e il Cardo Maximus

Il Cardo Maximus rappresenta il cuore pulsante della città antica. Questa strada principale, lunga circa 600 metri, era fiancheggiata da colonne che le conferivano un aspetto monumentale e maestoso. Originariamente pavimentata con grandi blocchi di pietra, la strada ospitava la vita commerciale di Petra: lungo il suo tracciato si trovavano mercati, botteghe artigiane, templi e imponenti edifici pubblici.

Il Colonnato, parte integrante del Cardo, riflette l’influenza romana sull’architettura nabatea dopo l’annessione di Petra all’Impero Romano. Il Cardo Maximus era anche il luogo di incontro e di scambio per i mercanti provenienti da tutto il mondo antico, che attraversavano Petra lungo le antiche rotte carovaniere. I resti dei templi e delle ville che costeggiavano la strada testimoniano la grandezza dell’antica capitale nabatea e la ricchezza culturale che pervadeva la città.

Info pratiche per visitare Petra

Orari e biglietti

Il sito archeologico di Petra è aperto tutto l’anno, con orari che variano a seconda della stagione. In generale, il parco è accessibile dalle 6 del mattino fino al tramonto. I biglietti possono essere acquistati direttamente all’ingresso o tramite il sito ufficiale. Esistono diverse opzioni di ticketing: dal biglietto giornaliero a quello per più giorni. È consigliabile dedicare almeno due giorni alla visita per poter esplorare a fondo tutte le meraviglie del sito.

Petra by Night

Un’esperienza suggestiva è la visita di Petra by Night, durante la quale il percorso dal Siq fino al Tesoro è illuminato da migliaia di candele. Questo evento si tiene tre volte a settimana e offre un’atmosfera unica per ammirare il Tesoro in un’illuminazione soffusa, accompagnato da musiche tradizionali beduine.

Come arrivare a Petra

Petra si trova a circa 240 km da Amman, la capitale della Giordania, e a 120 km da Aqaba. Il modo più comune per raggiungerla è in auto o con tour organizzati, ma esistono anche autobus regolari che collegano Amman a Wadi Musa, la città moderna adiacente a Petra. Una volta arrivati a Wadi Musa, l’ingresso principale del sito si trova a breve distanza a piedi o in taxi.

A due passi da Petra c’è un sito che nessuno conosce

29 novembre 2023 à 15:32

Tra i siti archeologici più affascinanti di tutti i tempi c’è senza dubbio Petra, la città di roccia situata nel cuore della Giordania che è stata inserita non solo tra i Patrimoni dell’UNESCO, ma anche tra le sette meraviglie del mondo moderno. Tuttavia, basta allontanarsi di qualche decina di chilometri per incontrare un luogo ancora più magico, che conserva un’atmosfera speciale – anche perché è quasi completamente sconosciuto. Andiamo alla scoperta del sito di Sela, tra le montagne giordane.

Il villaggio di Sela, un vero incanto

Situato a circa 70 km da Petra, il piccolo villaggio di Sela (chiamato anche Al Sela) è un vero gioiello. Proprio per le sue meraviglie, nel 2023 è stato inserito tra i 54 Best Tourism Villages dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO): i turisti che vogliono concedersi una tappa in questo luogo così affascinante potranno vivere delle esperienze uniche al mondo. La comunità locale ha infatti messo a disposizione le proprie case, restaurate appositamente per accogliere degli ospiti, e ha organizzato decine di eventi per permettere ai turisti di scoprire la natura, le usanze e la cucina tradizionale del paese.

L’affascinante storia di Sela

Meta perfetta per chi ama il turismo culturale, la Giordania ha davvero molto da offrire. Oltre a Petra, infatti, c’è di più: per trovare un luogo che conserva intatto il suo fascino particolare, dobbiamo spostarci più a nord e addentrarci tra le montagne rocciose del Governatorato di al-Tafila. È qui che ci imbattiamo nei resti di un’antichissima città conosciuta con il nome di Sela (es-Sela’ in arabo, un termine che significa roccia). Il panorama è spettacolare, e ancora di più la storia che si cela dietro le poche rovine ancora in piedi.

Sela
Fonte: @Asor
Le antiche rovine di Sela

Questa sarebbe infatti – secondo gli archeologi – la celebre Sela più volte citata nella Bibbia ebraica, la quale in passato veniva erroneamente identificata proprio con Petra. D’altra parte, entrambe le città portano nomi con lo stesso significato (uno in arabo e uno in latino), quindi non sorprende che ci sia stata confusione. Solo attorno al 2010 sono stati compiuti degli scavi tra le montagne dell’antico regno di Edom, dove sono emersi i resti che oggi vengono attribuiti a Sela. La città sarebbe stata abitata nel corso del I millennio a.C., ed è a questo periodo che risale la maggior parte dei reperti trovati in questa zona.

Cosa vedere presso il sito archeologico

Sela è un sito archeologico davvero speciale: incastonato tra le rocce di arenaria, si erge fino a 200 metri di altezza a picco su burroni ripidissimi. Era in passato un rifugio usato dagli abitanti dei dintorni per mettersi al riparo in caso di pericolo, ma anche una vera e propria fortezza. L’altopiano che ospita la maggior parte delle rovine era infatti difficilmente raggiungibile, offrendo il luogo ideale per sfuggire dagli assalti dei nemici. Oggi si possono ammirare i resti di antiche torri e strutture difensive, oltre che di edifici residenziali, luoghi di culto e case scavate nella roccia.

Sela
Fonte: @Asor
Le antiche rovine di Sela

Poiché in quest’area non vi erano pozzi o sorgenti d’acqua, la popolazione vi aveva costruito un centinaio di cisterne e di vasche dove stoccare l’acqua piovana: alcune di esse sono ancora molto ben conservate, regalandoci un piccolo assaggio di quello che Sela doveva essere un tempo. Avvicinandoci alla montagna su cui si inerpica l’antico villaggio, si può notare qualcosa di sorprendente: in alto, sulla parete rocciosa, c’è un rilievo conosciuto come l’iscrizione di Nabonide. Si tratta di una raffigurazione che immortala un uomo con una lunga veste, un bastone e un copricapo, il quale probabilmente non è altri che l’ultimo re dell’impero babilonese.

Per giungere a Sela, occorre arrampicarsi su una lunga scalinata costruita nella roccia. Prima di arrivare in cima, il passaggio si restringe all’interno di una gola che poi si apre sull’altopiano: qui ci sono i resti di antiche mura che un tempo proteggevano l’ingresso al villaggio, il quale poteva essere chiuso con un’alta cancellata in legno. Tutt’intorno, si possono ammirare torri di difesa e pavimentazioni riemerse da sotto terra, dove erano rimaste per tanti secoli, cisterne intonacate, antichi altari e tante altre meraviglie, a riprova di quanto questo luogo sia magico.

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