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Frontalieri. A Comunità Montane e Province oltre 14 milioni di euro

13 octobre 2025 à 12:54

Frontalieri, alle Comunità montane e alle Province (CO, LC, MB, SO e VA) oltre 14 milioni di euro di ristorni. In dettaglio, 14.173.000 euro che Regione Lombardia trasferisce, sulla base del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), a Province e Comunità Montane, per le imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Lo annunciano il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore a Enti locali, Montagna e ai Rapporti con la Confederazione elvetica, Massimo Sertori. La delibera dell’attribuzione delle risorse ai territori è stata approvata dalla Giunta regionale.

“I frontalieri Lombardi – spiegano il presidente Fontana e l’assessore Sertori – ogni giorno, portano le loro conoscenze, capacità e abilità al servizio dell’economia della vicina Confederazione elvetica. Lo fanno inserendo nei processi dei diversi Cantoni il ‘saper fare lombardo'”.

“Le leggi vigenti – continuano Fontana e Sertori – stabiliscono precisi criteri perché il ritorno fiscale delle imposte versate da questi lavoratori torni ai territori di confine. L’obiettivo è finanziare opere e interventi nelle Comunità Montane e nelle Province all’interno dei cui territori sono situati i Comuni di frontiera. A queste risorse si aggiungono quelle versate direttamente ai comuni di frontiera. Enti locali che hanno una percentuale di frontalieri minore del 3% dei cittadini residenti”.

Fontana: da ristorni frontalieri risorse importanti per  territori comunità montane

Il presidente della Giunta regionale della Lombardia, Attilio Fontana“Si tratta di risorse importanti – sottolineano il presidente Fontana e l’assessore Sertori – che potranno essere utilizzare per interventi concreti sui territori di frontiera. Dove i lavoratori risiedono, dormono e da cui, ogni giorno, partono, spesso anche molto presto, per lavorare nella vicina Svizzera“.

Regione Lombardia ha deciso di erogare l’importo in unica soluzione a Comunità Montane e Province per la quota derivante del ristorno fiscale delle imposte. Ha previsto, inoltre, criteri di erogazione, da parte delle Province beneficiarie, delle quote spettanti ai singoli Comuni interessati dalla realizzazione dei progetti definiti nei piani provinciali. Criteri che prevedono di assegnare il 50% a titolo di anticipazione e il restante 50% a conclusione dei lavori e alla presentazione della corretta esecuzione degli stessi.

Sertori: meccanismo ristorni in vigore fino al 2033

“Risorse – afferma l’assessore Sertori – che ogni anno eroghiamo ai territori in unica soluzione. Fermo restando il vincolo, per i progetti del territorio, di presentare alla Direzione generale competente, entro 6 mesi dalla pubblicazione della delibera di assegnazione dei fondi sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, l’atto con cui approvano il dettaglio della programmazione e la relativa tempistica di attuazione dei lavori attuati con l’uso dei fondi derivanti dai ristorni. Il meccanismo dei ‘ristorni’ sarà in vigore fino al 2033″.

“E’ un provvedimento molto importante – sottolinea l’assessore Alessandro Fermi – visto che si tratta di risorse rilevanti che tornano ai territori per finanziare interventi e servizi a beneficio delle comunità locali. Ora sarà fondamentale che gli enti beneficiari utilizzino in modo efficace queste risorse. Trasformandole in opere e servizi capaci di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di sostenere lo sviluppo dei territori di confine. I frontalieri nel Comasco rappresentano una corposa rappresentanza che presta la propria opera lavorativa nei Cantoni svizzeri: attraverso questi ristorni vengono ‘compensate’ le zone territoriali di loro appartenenza”.

Frontalieri, ristorni alle  Comunità Montane in dettaglio

  • Valli del Lario e del Ceresio (CO) 189.181 euro;
  • Lario Intelvese (CO) 73.483 euro;
  • Triangolo Lariano (CO) 1.180.432 euro;
  • Lario Orientale-Valle San Martino (LC) 129.769 euro;
  • Valsassina, Valvarrone Val d’Esino e Riviera (LC) 186.054 euro;
  • Valchiavenna (SO) 429.958 euro;
  • Valtellina di Sondrio (SO) 367.419 euro;
  • Valtellina di Morbegno (SO) 146.967 euro;
  • Valtellina di Tirano (SO) 206.380 euro;
  • Alta Valtellina (SO) 306.443 euro;
  • Valle Camonica (BS) 54.722 euro;
  • Valli del Verbano (VA) 494.061 euro.

La suddivisione delle risorse per Province

  • Como 4.487.206 euro;
  • Lecco 131.332 euro;
  • Monza e Brianza 1.563 euro;
  • Sondrio 132.896 euro;
  • Varese 5.655.131 euro.

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Genova, Alparone a cerimonia accensione Albero Natale in piazza De Ferrari

Par : Fabio Benati
9 décembre 2024 à 16:24

Tradizionale accensione dell’Albero di Natale a Genova alla presenza del vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone e del presidente della Regione Liguria Marco Bucci.  Il Coro delle voci bianche del Teatro Carlo Felice di Genova,  con un medley di canzoni natalizie ha accompagnato lo spettacolo.

L’Albero di Natale di Genova è Comasco

L’Albero di Natale è un abete rosso (Picea abies) alto oltre 17 metri, con un diametro alla base di circa 50 centimetri. Proviene da un’area di pascolo sulle Alpi in località Alpe Grande, in valle d’Intelvi. L’albero è donato dal Comune di Centro Valle Intelvi, in provincia di Como. È un esemplare isolato cresciuto in un’area oggetto di un intervento di recupero del pascolo da parte del Consorzio Forestale Lario Intelvese. L’obiettivo del progetto è infatti quello di aumentare la superficie a disposizione degli allevatori locali per l’alimentazione del bestiame.

“Mi fa particolarmente piacere intervenire a Genova – sottolinea il vicepresidente Alparone – per un momento così speciale come l’accensione dell’albero di Natale.

Amicizia consolidata

L’abete che proviene dalla Lombardia, è donato alla città Marinara e consolida un rapporto di grande amicizia tra le due regioni.  Questa è infatti solo una delle tante iniziative organizzate insieme sia a Milano che nel capoluogo ligure.

È bello condividere la gioia dell’arrivo della festa della cristianità soffermandosi sugli sguardi curiosi, meravigliarsi osservando le emozioni che i bambini e le loro famiglie provano ammirando questo albero coloratissimo, immergendosi nel clima dell’attesa che dona pace e serenità di cui tanto abbiamo bisogno”.

“Assieme al presepe, l’illuminazione della piazza e dell’albero di Natale – commenta il presidente Bucci – ci proiettano nelle festività, un periodo importante per le famiglie, per la spiritualità ma anche per l’economia della nostra regione. Voglio augurare a tutti buone feste, con uno sguardo al futuro e all’anno nuovo che sta arrivando. Il nostro obiettivo è infatti quello che sia pieno di soddisfazioni​. Noi ci impegneremo affinché il 2025 sia un anno in cui faremo tanto per una grande regione. Questo è infatti quello che i genovesi e i liguri si meritano”.​

Lombardia e Liguria insieme

Presenti all’evento,  e all’accensione, anche il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi. A pochi passi da Palazzo Ducale, gli assessori regionali alla Cultura Simona Ferro, al Turismo Luca Lombardi  e alla Sanità Massimo Nicolò. Con loro anche  il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari e,  in rappresentanza del Comune di Centro Valle Intelvi, il consigliere Gabriele Andreoli.

Albero e Presepe

L’arcivescovo di Genova Marco Tasca, insieme alle autorità, ha inaugurato anche il tradizionale presepe. Come ogni anno è  allestito al piano terra del Palazzo della Regione di piazza De Ferrari ed è visibile dall’esterno attraverso un vetro. È una storica composizione del ‘700, vincolata e di grande pregio sia per la fattura delle statuine scolpite, che per gli abiti in tessuto. Proviene dalla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo del quartiere genovese di Staglieno. Uno degli aspetti più significativi che identificano questa natività come emblematica della tradizione genovese è la presenza di una figura che indossa un paio di pantaloni di tessuto jeans Tutto ciò a testimonianza di come questo materiale fosse già usato nel 1700.  

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Ristorni frontalieri, da Lombardia 13 milioni a Province e Comunità montane

11 novembre 2024 à 16:57

Approvato dalla Giunta della Regione Lombardia il riparto, alle Province e alle Comunità montane, da quasi 13 milioni di euro derivanti dai ristorni fiscali delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Lo stabilisce una delibera approvata lunedì 11 novembre 2024 in Giunta su proposta del presidente, Attilio Fontana, di concerto con l’assessore a Enti locali, Montagna e ai Rapporti con la Confederazione elvetica, Massimo Sertori.

Da Lombardia trasferimento a Province e Comunità montane dei ristorni dei frontalieri

“Trasferiamo a Province e Comunità montane lombarde – spiegano il presidente Fontana e l’assessore Sertori – 12.921.697,47 euro, le somme spettanti alla Regione Lombardia dal ristorno delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri relativamente al 2022 versate nei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese”.

La Legge 83 del 2023

Il meccanismo dei ristorni, in base all’accordo Italia-Svizzera sui frontalieri, è regolato dalla legge 83 del 2023, che evita le doppie imposizioni fiscali, e prevede il riconoscimento di una quota ‘compensativa’ alle Comunità Montane e alle Province all’interno dei cui territori sono situati i Comuni di frontiera con una percentuale di lavoratori frontalieri minore del 3% sul totale dei cittadini residenti.

Fontana: operosità lombarda si traduce in ‘tesoretto’

Attilio Fontana“Si tratta di soldi pagati, sotto forma di tassazione nei Cantoni della Confederazione elvetica – ricorda il presidente lombardo –, dalle nostre lavoratrici e lavoratori che in Svizzera lavorano contribuendo a produrre una ‘ricchezza’ che torna, come ‘tesoretto’, in Lombardia per opere pubbliche”.

Corposa rappresentanza

“I frontalieri – conclude Fontana – rappresentano infatti una corposa rappresentanza. Donne e uomini che, ogni giorno, lavorano nell’economia svizzera, nel commercio, nel terziario e nelle industrie dei Cantoni svizzeri. Attraverso i ristorni vengono quindi ‘compensate’ le zone territoriali lombarde di loro appartenenza”.

Sertori: trasferimento fondi in unica erogazione

Massimo Sertori“Anche nel 2024 – dice l’assessore Sertori – Regione Lombardia ha scelto di erogare in un’unica soluzione alle Province e alle Comunità montane beneficiarie, le somme attribuite derivanti dal ristorno fiscale delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Alle realtà assegnatarie dei contributi il compito di presentare alla Direzione Generale competente, entro 6 mesi dalla data di pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, il provvedimento con il quale approvano il dettaglio della programmazione con la tempistica riguardo all’esecuzione dei lavori relativamente a ogni singolo progetto che si intende realizzare usufruendo dei fondi derivanti dai ristorni”.

Meccanismo ristorni fino al 2033

“Voglio ricordare – prosegue l’assessore – che il meccanismo dei ristorni sarà in vigore fino al 2033, come stabilito nell’Accordo Italia-Svizzera che ha individuato un periodo transitorio decennale, a partire dal 2023, cessato il quale sarà il Governo italiano a ‘compensare’ i territori dei frontalieri”. “I fondi – conclude Sertori – serviranno a Province e Comunità montane per realizzare progetti e interventi sul territorio”.

I riparti

Comunità montane

Di seguito ecco quindi il riparto dei fondi derivanti dai ristorni per Comunità montane:

Como

  • Valli del Lario e del Ceresio: 171.119,25 euro;
  • Lario Intelvese: 67.277,65 euro;
  • Triangolo Lariano: 1.074.979,92 euro.

Lecco

  • Lario Orientale-Valle San Martino: 122.854,85 euro;
  • Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera: 172.581,82 euro.

Sondrio

  • Valchiavenna: 100.916,48 euro;
  • Valtellina di Sondrio: 340.775,95 euro;
  • Valtellina di Tirano: 193.057,62 euro;
  • Alta Valtellina: 312.987,35 euro;
  • Valtellina di Morbegno: 124.317,42 euro.

Brescia

  • Valle Camonica: 46.801,85 euro.

Varese

  • Valli del Verbano: 450.467,78 euro.

Province

E questo. infine, il riparto dei ristorni per le singole Province:

  • Como: 4.314.545,29 euro;
  • Lecco: 118.467,17 euro;
  • Monza e Brianza: 2.925,12 euro;
  • Sondrio: 112.616,94 euro;
  • Varese: 5.195.005,01 euro.

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Aree Interne Lombardia, 488 i Comuni coinvolti nella strategia di rilancio

28 décembre 2023 à 15:49

Via libera della Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, alle linee di indirizzo per la redazione delle Strategie di sviluppo locale delle Aree interne.

“Si tratta – spiega l’assessore Sertori – di un ulteriore significativo passo avanti nel percorso di co-progettazione con i territori, Lo stesso infatti, ha visto importanti momenti di confronto. Dal tour ‘Lombardia Autentica’ – svolto tra il 29 giugno e il 18 novembre 2023 – ai 28 workshop, due per ciascuna area. Veri e propri momenti di lavoro con tutte le amministrazioni interessate e tutti gli stakeholder, supportati dalla collaborazione del Politecnico di Milano – Dipartimento di architettura e studi urbani, finalizzati a rilevare in concreto i fabbisogni espressi dal territorio e a individuare delle traiettorie di sviluppo possibili e desiderabili”.

Percorso locale

“Un percorso locale – continua Sertori – proseguito, per tutte le Aree, con la presentazione alle stesse dei rispettivi Ritratti Territoriali e Agende Strategiche, ossia i documenti che hanno definito, anche con l’utilizzo di indicatori ricavati da banche dati ufficiali e di altri strumenti di ricerca, il contesto sociale, economico e territoriale, le reali criticità e gli ambiti di potenziale intervento. Proprio per garantire la più ampia conoscenza e partecipazione al percorso, tutti i documenti sono pubblicati e scaricabili sul sito di Regione Lombardia”.

Lombardia Aree Interne: 488 Comuni coinvolti

“Il confronto ha portato anche a perimetrare, in via definitiva, le 14 Aree Interne – spiega l’assessore – che includono complessivamente 488 Comuni. Di queste, 6 sono parte della Strategia Nazionale Aree Interne (Snai) e le restanti 8 di livello regionale”.

Le Aree Nazionali

Le Aree Interne Nazionali (Snai) sono:

  • Valchiavenna;
  • Appennino Lombardo – Alto Oltrepò Pavese;
  • Alto Lago di Como e Valli del Lario;
  • Lario Intelvese e Valli Lario Ceresio;
  • Valcamonica;
  • Valtrompia.

Le Aree Regionali

Le Aree Interne Regionali sono:

  • Valsabbia e Alto Garda;
  • Piambello e Valli del Verbano;
  • Oltrepò Mantovano;
  • Valle Seriana e Val di Scalve;
  • Valle Brembana e Valtellina di Morbegno;
  • Lomellina;
  • Laghi Bergamaschi e Sebino Bresciano;
  • Lario Orientale – Valle S. Martino e Valle Imagna.

La manovra

La deliberazione assunta dalla Giunta regionale si propone quindi di dare indicazioni di indirizzo alle Aree Interne. Le stesse sono chiamate anche a scegliere entro il 31 gennaio 2024 il proprio soggetto capofila. Proprio per la definizione della Strategia d’Area.

Le Strategie d’Area comprenderanno dunque ambiti e progettualità che interesseranno più tematiche. E coinvolgeranno soggetti diversi presenti nelle rispettive Aree. I principali soggetti beneficiari previsti sono gli enti locali (Comunità Montane, Comuni, Unioni di Comuni, Consorzi). Ed anche gli enti pubblici (Istituti scolastici, Agenzie del Trasporto Pubblico, ASST). Inoltre, le attività economiche e le organizzazioni del Terzo Settore.

La Strategia

“La Strategia – sottolinea Sertori – mira perciò a elaborare un’azione programmatoria complessiva sulle Aree Interne, rurali e montane. Zone caratterizzate dalla presenza di numerosi piccoli comuni, interessate da dinamiche socio-economiche sfavorevoli e da scarsa accessibilità ai servizi essenziali di cittadinanza (istruzione e formazione, socio-sanitari e mobilità), lontane dai poli di erogazione dei servizi e di norma caratterizzate da spopolamento o stasi demografica e da un’economia locale fragile”.

Si tratta di interventi che prevedono il finanziamento mediante fondi dei programmi comunitari (FESR e FSE+), risorse nazionali e risorse regionali.

“Una volta definite le Strategie d’Area – conclude Massimo Sertori – infatti siamo certi, come Regione Lombardia, di mettere nelle mani dei nostri territori strumenti di importanza fondamentale per il loro rilancio economico. E per evitarne lo spopolamento”.

A questo link con l’elenco dei 488 Comuni della Lombardia coinvolti nella strategia delle Aree Interne.

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