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Il regno selvaggio delle Isole Sanguinarie, tra granito rosso, vento salmastro e fari solitari

22 mai 2026 à 15:30

La Corsica rivela la sua anima più cruda e magnetica quando lo sguardo si spinge verso l’estremità occidentale del Golfo di Ajaccio. In questo punto esatto, infatti, la terraferma si frantuma, lasciando spazio a 4 isolotti di roccia magmatica che emergono dalle acque del Mar Mediterraneo. Sono le selvagge Isole Sanguinarie che, pur essendo distanti appena 30 minuti di navigazione dal porto Tino Rossi, trasmettono una sensazione ruvida, lontana dalla costa elegante della città napoleonica.

Il nome, tra le altre cose, accende subito fantasia e curiosità: “Sanguinarie” richiama ferite, tempeste e racconti antichi. Per alcuni abitanti, questo deriva dai riflessi cremisi del tramonto sulle rocce di diorite. Per altri, invece, è dovuto a pescatori di corallo rientrati dall’Africa settentrionale, trattenuti in quarantena nel lazzaretto di Mezzu Mare. Qualunque spiegazione scelga il visitatore, resta una sola certezza: al calare del sole, le isole assumono davvero tonalità ardenti, quasi incandescenti.

Ma non è di certo tutto, perché l’arcipelago unisce natura feroce e memoria storica dentro pochi chilometri di costa. Vi basti pensare che Alphonse Daudet rimase così stregato da questo paesaggio che nelle sue “Lettere dal mio mulino” descrisse un territorio rossastro, severo e quasi irreale.

È bene sapere, però, che oltre lo scoglio principale le tre isole minori rimangono regni inviolabili e inaccessibili al turismo di terra; l’unico modo per ammirare i loro profili selvaggi e le antiche fortificazioni genovesi consiste nella circumnavigazione via mare, navigando a debita distanza per preservare questi preziosi santuari naturali concessi esclusivamente alla fauna e al vento.

Mezzu Mare, cuore selvatico dell’arcipelago

Mezzu Mare (o Grande Sanguinaria) rappresenta la maggiore fra queste 4 isole di Francia ed è l’unica accessibile al pubblico. Nella sua parte centrale sopravvivono allo scorrere del tempo le rovine del lazzaretto costruito nel 1806. Qui trascorrevano la quarantena i pescatori di corallo prima del rientro in Corsica. Oggi restano “soltanto” muri corrosi dalla salsedine, aperture vuote e pietre scaldate dal sole, mentre fichi selvatici e arbusti mediterranei hanno ormai invaso gran parte della struttura.

Più in alto compare il faro delle Sanguinarie con la sua base massiccia e una lanterna metallica rivolta verso il Mediterraneo occidentale. Prima del 1985 tre guardiani vivevano qui durante lunghi turni isolati dal resto della Corsica. E bastano pochi minuti accanto alla torre per intuire la durezza di quella vita, anche perché in inverno raffiche potentissime investono il promontorio senza tregua.

Lungo il versante meridionale sorge invece il semaforo marittimo, attivato nel 1865 e disarmato nel 1955, con un panorama immenso sul Golfo di Ajaccio: da lassù il mare pare veramente infinito. Nelle giornate terse appaiono nitidi sia la costa corsa sia i profili frastagliati degli altri isolotti.

L’isola di Mezzu Mare ospita, inoltre, quasi 150 specie botaniche. Fra le più rare merita una menzione il gigaro mangiamosche, pianta curiosa dall’aspetto quasi tropicale. Attorno ai sentieri si notano anche lentischi, elicrisi, ginepri bassi e frankenie rossastre. Proprio queste ultime, durante l’autunno, colorano il terreno di sfumature cremisi che alimentano il mito del nome “Sanguinarie”.

Cala d’Alga, scoglio battuto dagli uccelli marini

C’è poi Cala d’Alga che appare quasi ostile, ma allo stesso tempo definitivamente magnetica. Da queste parti numerose colonie di uccelli arrivano per nidificare, tanto che gabbiani reali dalle zampe gialle planano sopra le scogliere, mentre i marangoni col ciuffo sfiorano il pelo dell’acqua in cerca di pesce. Talvolta arriva persino il falco pellegrino, rapido e preciso fra le correnti d’aria.

Dal mare l’isola mostra venature color ruggine alternate a zone più scure di diorite. Anche qui, infatti, al tramonto la superficie rocciosa assume riflessi porpora impressionanti.

Porri, l’isola più lontana dal golfo

La parte più esterna dell’arcipelago è occupata da Porri, che fra tutte trasmette la maggiore sensazione di isolamento. L’isola è infatti caratterizzata da correnti più forti, con onde alte durante il maestrale e vegetazione rada. Persino il colore del mare cambia: blu profondo vicino agli scogli, turchese brillante nelle calette riparate.

Vecchi racconti marinari parlavano di approdi difficili e improvvisi cambiamenti atmosferici attorno a essa. Non vi sorprenderà quindi sapere che gran parte delle imbarcazioni turistiche resta a distanza prudente. Ma dalla barca non passano di certo inosservate le rocce frastagliate che precipitano direttamente nel Mediterraneo, mentre la schiuma bianca esplode contro il granito scuro.

Durante certe giornate limpide si distinguono persino i rilievi interni della Corsica alle spalle del Golfo di Ajaccio, creando un contrasto fra mare aperto e montagne che, inevitabilmente, dona un colpo d’occhio emozionante.

Isolotto dei Cormorani, regno del vento e del sale

Infine l’Isolotto dei Cormorani con le sue dimensioni ridotte, la superficie scabra e la vegetazione minima. Perché si chiami così è abbastanza intuitivo: eleganti cormorani neri restano immobili sugli scogli per lunghi minuti con ali aperte verso il sole. Il visitatore ha perciò l’opportunità di ammirare una visione antica. Attorno alle rocce, invece, l’acqua raggiunge una trasparenza sorprendente, al punto che dalla barca si distinguono facilmente fondali chiari, ricci di mare e piccoli pesci argentati.

Gran parte del fascino, però, deriva dalla posizione: pare quasi che l’isolotto custodisca l’ingresso del golfo insieme alla torre genovese della Parata. Costruita nel XVI secolo dalla Repubblica di Genova, quella struttura serviva per avvistare incursioni barbaresche lungo la costa corsa. Ancora oggi domina il paesaggio dall’alto della penisola, severa e geometrica contro il cielo.

Torre della Parata, Corsica
iStock
La suggestiva Torre della Parata

Pure qui (ovviamente) al calar del sole accade una sorta di magia, con le rocce nere che virano verso il rosso cupo e mare e cielo che assumono riflessi metallici. Per questa ragione tantissimi abitanti di Ajaccio raggiungono la Pointe de la Parata nelle ultime ore del giorno, anche se (e va detto) nessuna fotografia restituisce davvero quella luce.

Il rientro verso Ajaccio lascia addosso una sensazione difficile da dimenticare e la “causa” è da ritrovare nel fatto che le Sanguinarie restano lì, ferme davanti alla costa corsa, selvatiche, silenziose e (soprattutto) ancora fedeli alla propria natura aspra.

Spiagge romantiche in Albania: fuga di coppia tra mare paradisiaco e tramonti suggestivi

Par : elenausai10
20 août 2025 à 12:02

Per un viaggio di coppia, la costa albanese offre un mix perfetto di scenari mozzafiato, atmosfere intime e prezzi convenienti. A differenza di altre mete europee più affollate e costose, qui si possono ancora scoprire angoli segreti e spiagge quasi deserte, alcune estremamente romantiche se condivise con il proprio partner in determinati momenti, come quello del tramonto.

La Riviera Albanese, che si estende da Valona fino a Saranda, è un susseguirsi di panorami spettacolari contraddistinti da acque cristalline, natura incontaminata e paesini pittoreschi con vista sul mare dove regalarsi cene a lume di candela.

Se state partendo in coppia per l’Albania, queste sono le spiagge romantiche da non perdere!

Pulëbardha Beach

Tra le spiagge più romantiche dell’Albania c’è Pulëbardha Beach, nell’area di Ksamil. Famosa per la sua sabbia bianca mista a ciottoli e le acque cristalline, è il luogo perfetto per rilassarsi e godersi una tranquilla fuga al mare in coppia. Nonostante sia una spiaggia particolarmente famosa, riesce a offrire l’equilibrio perfetto tra servizi, con stabilimenti, bar e ristoranti, e natura.

Vi consigliamo di restare fino al tramonto per ammirare la luce che si riflette sulle pareti di roccia mentre crea un’atmosfera davvero magica! Inoltre, se amate scoprire i fondali, vi consigliamo di portare con voi maschera e boccaglio perché questo è un vero e proprio paradiso per lo snorkeling.

Spiaggia Pulëbardha Albania
iStock
La spiaggia Pulëbardha

Arameras Beach

Sempre a Ksamil, dove vi consigliamo di concedervi anche un romantico tour in barca verso le vicine isole, si trova la splendida spiaggia di Arameras. Situata a sud della città, si nasconde dietro una pineta all’interno del Parco Nazionale di Butrinto, un Patrimonio UNESCO tutto da scoprire. Proprio grazie alla sua posizione, rappresenta una spiaggia meno affollata dove godersi un panorama mozzafiato composto da acqua trasparente, sfumature turchesi, sabbia chiara e rocce che incorniciano la baia.

Presso la spiaggia troverete tutti i comfort necessari per trascorrere una rilassante giornata al mare, come stabilimenti dove affittare ombrelloni e lettini e bar e ristoranti dove rinfrescarvi con un cocktail o provare le specialità tipiche a base di pesce fresco.

Dhermi Beach

Dhermi Beach è la destinazione ideale in Albania per le coppie in cerca di una spiaggia romantica. Qui troverete acque cristalline dove nuotare e sabbia fine dove stendere il vostro asciugamano o dove fare passeggiate al tramonto. Lontano dal caos delle spiagge più affollate, Dhermi Beach offre uno scenario unico con le sue colline circostanti, il panorama perfetto dove trascorrere del tempo insieme.

Potete concludere la vostra giornata prenotando un tavolo in uno dei ristoranti sul mare, mentre escursioni in barca, snorkeling o semplici passeggiate lungo la costa offrono attività indimenticabili da condividere.

Drymades Beach

Drymades Beach è una gemma nascosta lungo la costa albanese, perfetta per chi cerca tranquillità e privacy lontano dal turismo di massa. Questa spiaggia appartata offre un’atmosfera intima e serena, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e ogni momento può essere dedicato al relax. Le acque cristalline e la sabbia morbida creano il contesto ideale per passeggiate romantiche, bagni rigeneranti o semplicemente per sdraiarsi sotto il sole ascoltando il suono rilassante delle onde.

Qui, la bellezza del mare si combina con la pace e la quiete, rendendo la spiaggia un vero rifugio per chi desidera staccare dalla frenesia quotidiana e immergersi in un’esperienza autentica e rigenerante in coppia.

Vlora Beach

Trascorrete la vostra giornata di coppia sulla splendida Vlora Beach, dove le acque calde e cristalline si incontrano con panorami mozzafiato, creando un’atmosfera perfetta per il relax e il romanticismo. Qui potete distendervi sulla sabbia dorata, prendere il sole e lasciarvi cullare dal dolce suono delle onde. I colori del mare che si fondono con il cielo all’orizzonte rendono ogni tramonto un momento speciale da condividere.

Oltre al relax, Vlora Beach offre passeggiate lungo la riva, brevi escursioni nei dintorni e scorci pittoreschi ideali per foto ricordo, trasformando ogni istante in un’esperienza indimenticabile. La sera, fate una passeggiata anche sul lungomare, lo scenario ideale per concludere insieme la vostra giornata.

Gjipe Beach

Infine, alle coppie più avventurose che desiderano trovare una spiaggia romantica poco affollata e immersa nella natura, consigliamo Gjipe Beach. Tra le spiagge nascoste più belle dell’Albania, Gjipe Beach offre uno scenario unico perché incastonata alla fine di un canyon di rocce, il che la rende una destinazione isolata e senza servizi, perfetta per chi cerca pace e una giornata fuori dal mondo.

Per raggiungerla dovrete camminare lungo una scogliere per circa quaranta minuti: seppur il percorso non sia particolarmente impegnativo, consigliamo di indossare scarpe adatte evitando le infradito. La spiaggia di Gjipe è composta sia da sabbia che da piccoli sassi, il tutto di colore chiaro, mentre l’acqua del mare è cristallina e turchese. Un sogno a occhi aperti da condividere per portarsi a casa un ricordo indimenticabile.

Sicilia: la Piscina di Venere a Capo Milazzo

2 août 2025 à 11:54

La Sicilia è una delle regioni più belle d’Italia per quanto riguarda il mare: si sprecano i luoghi stupendi dove al piacere di un tuffo nel blu più profondo si abbinano contesti spettacolari che sono una gioia per gli occhi.

Non sono molti, tuttavia, quelli in grado di superare la bellezza della Piscina di Venere di Capo Milazzo, un luogo selvaggio, panoramico e davvero speciale dove, in più, è davvero magico assistere al tramonto.

Si tratta di una piscina naturale creata dall’azione erosiva dell’acqua marina tra gli scogli del promontorio, un laghetto di acqua bassa e trasparente dal quale si gode di una splendida visuale sull’intero golfo, con il contorno di alcune delle isole Eolie.

Capo Milazzo: come arrivare

Capo Milazzo Sicilia
Lorenzo Calamai
Sentiero a Capo Milazzo

Capo Milazzo è un lungo promontorio che si allunga in direzione settentrionale rispetto alla linea della costa siciliana, nel messinese. Divide l’omonimo Golfo, di cui è l’estremità occidentale, dal Golfo di Patti, che si apre verso ovest e di cui è invece il margine orientale.

La cittadina più vicina è proprio Milazzo, centro abitato dalla lunghissima storia, fondato dai Greci, coinvolto nelle guerre puniche tra romani e cartaginesi così come nell’impresa dei Mille garibaldini. Una città piena di storia, viva e affascinante, ricca in arte, architettura, monumenti e musei e dal profilo turistico.

Milazzo si trova alla base della lunga penisola che si sporge come l’indice di una mano verso il mare. Dalla città, percorrendo la strada che passa dal porto, si imbocca la Strada provinciale 72 in direzione nord e ci si inoltra lungo il promontorio, lasciandosi alle spalle il Castello di Milazzo e il Museo del Mare.

Si prosegue fino alla fine della strada, che dopo una breve salita si interrompe in corrispondenza di un ampio parcheggio pubblico, nei pressi di una serie di bar e ristoranti in piazza Belvedere: già da qui, infatti, si gode di una splendida vista dal terrazzamento verso la costa in direzione occidentale.

Si è raggiunta così la parte terminale di Capo Milazzo, laddove il promontorio si piega leggermente verso ovest: questa zona, dal 2019, è una Area Marina Protetta, dedicata a tutelare la flora e la fauna di questo particolare contesto naturale.

Nell’AMP di Capo Milazzo, ad esempio, è limitata la pesca e la navigazione a motore, e non sono consentite attività come lo sci nautico o l’utilizzo di acquascooter. Il promontorio possiede infatti caratteristiche naturalistiche pressoché uniche: da un punto di vista geologico si trovano insenature, calette e grotte; la flora è peculiare di un ambiente con un tempo lunghissimo di esposizione alla luce solare, con specie botaniche rare; la biodiversità faunistica è rilevante sia fuori che dentro l’acqua, potendo avvistare numerose specie di uccelli migratori, ma anche, immergendosi, una grande varietà di pesci come saraghi, tonni, cernie.

Il sentiero per la Piscina di Venere

sentiero Piscina di Venere  Capo Milazzo Sicilia
Lorenzo Calamai
Il sentiero scende verso la Piscina di Venere

Il vero tesoro dell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo, però, è la cosiddetta Piscina di Venere, che si trova a circa tre chilometri di cammino dal parcheggio pubblico alla fine della strada.

Dal piazzale asfaltato si oltrepassa un cancello per entrare all’interno della zona naturale. Dal 2025 l’accesso all’Area Marina Protetta avviene dietro pagamento di un biglietto, posto a parziale limite dell’affollamento dell’ambiente (nel 2024 si sono registrati oltre 30mila accessi durante i mesi estivi) e contributo al mantenimento del medesimo.

Si accede quindi al bellissimo sentiero che, dopo aver attraversato una bella uliveta, sale verso la punta più alta del promontorio, una sorta di acropoli naturale dalla quale si gode di un panorama entusiasmante: verso occidente si vede tutto il Golfo di Patti, di fronte si stagliano all’orizzonte le sagome delle isole Eolie, di cui Vulcano è la più vicina.

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Lorenzo Calamai
Il punto più alto del promontorio di Capo Milazzo

Il punto panoramico si trova poco dopo la metà del percorso che porta alla Piscina di Venere. Da qui inizia la graduale e progressiva discesa, attraverso una lunga scalinata, verso la piscina naturale in un contesto decisamente selvaggio, esposto al sole, con una vegetazione di macchia mediterranea che inebria per colori e profumi.

L’ultima tratto di discesa è in terra battuta e scende velocemente, sinuoso tra i fichi d’India: si nota già in fondo al sentiero la Piscina di Venere, il laghetto circolare incoronato dagli scogli bianchi, l’acqua cristallina che contrasta con il blu intenso del mare aperto che si allarga per tutto l’orizzonte.

La vasca, creata dall’attività erosiva del mare contro la roccia della scogliera, si riempie ogni volta che sale l’alta marea e ne trattiene a sufficienza nei momenti di bassa marea. L’acqua nel laghetto è bassa, non c’è nessuna zona dove non si tocca, e grazie all’azione solare rimane tiepida, ideale per fare un bagno in totale relax, con vista panoramica inclusa.

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Lorenzo Calamai
La Piscina di Venere

Chi invece ama le immersioni non dimentichi a casa maschera e boccaglio. Dalla piscina naturale ci si può tuffare nel mare aperto, che è subito molto profondo. Attorno agli scogli adiacenti si anima sotto il pelo dell’acqua un vero e proprio spettacolo ittico, imperdibile. I nuotatori provetti potranno anche estendere la loro esplorazione fino ai dintorni del vicino Scoglio della Portella, un affioramento roccioso a pochi metri dalla costa, dove la popolazione di pesci è ancora più numerosa e lo snorkeling ancora più appassionante.

Le altre bellezze di Capo Milazzo

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Lorenzo Calamai
La spiaggia con le rovine del borgo dei pescatori

Nell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo la Piscina di Venere non è l’unica attrazione degna di nota.

Da piazza Belvedere, ad esempio, è possibile scendere lungo un sentiero sulla sinistra. Immediatamente si incontra un edificio incassato nella roccia: è un santuario dedicato a Sant’Antonio da Padova, che naufragò sulle coste del capo nel corso del Duecento e che nella grotta dov’è stato costruita l’edicola votiva si dice trovò rifugio.

Proseguendo, il sentiero scende in maniera graduale verso il basso fino a raggiungere una bella spiaggia di sassi in corrispondenza di alcuni edifici abbandonati. Si tratta dei resti di un vecchio borgo di pescatori, ormai in rovina, dove però è possibile concedersi un bel bagno in acque cristalline con una bella vista che arriva fino a Capo Calavà, il punto più vicino della costa siciliana alle isole Eolie.

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Lorenzo Calamai
Lo Scoglio della Portella a Capo Milazzo

Fino al 2022 almeno era possibile proseguire nell’escursione fino a ricollegarsi con una escursione breve e panoramica con il sentiero che porta alla Piscina di Venere, passando per le rovine di una torre d’avvistamento, ma il percorso è stato poi chiuso per il rischio di frane di un costone roccioso.

Tra le altre attrazioni che l’area protetta offre c’è un faro costruito originariamente nel sedicesimo secolo, rinnovato nell’Ottocento e riattivato a partire dal 2013. Lo si può raggiungere percorrendo il breve sentiero che dall’ingresso dell’Area Marina Protetta vira verso destra: il faro è infatti affacciato verso nord-est, e offre una vista panoramica che va dall’estrema propaggina di Capo Milazzo fino a Stromboli, lontana all’orizzonte verso oriente.

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Lorenzo Calamai
Il profilo delle isole Eolie si staglia all’orizzonte al tramonto

Infine, il tramonto: grazie alla sua posizione e alla sua esposizione massima alla luce diurna, Capo Milazzo è uno dei luoghi più belli dal quale assistere al sole che si abbassa sul pelo dell’acqua, fino a essere inghiottito all’orizzonte in un oceano di fuoco. Lo spot migliore dal quale assistervi è il punto panoramico a metà del sentiero verso la Piscina di Venere, più in alto di qualsiasi altra terrazza del promontorio: sarà un momento magico per scoprire colori e tonalità mai visti prima.

Non è il Grand Canyon, è l’oceano: benvenuti a Praia da Falésia

27 juillet 2025 à 15:55

Quando si pensa al sud del Portogallo, è difficile non lasciarsi trascinare da un’immagine potente ed evocativa, quella di una costa selvaggia e luminosa, dove la sabbia si colora d’oro e il sole si riflette su scogliere infuocate. Praia da Falésia è la spiaggia che più di tutte incarna questa visione: tra Vilamoura e Olhos de Água, due località dal carattere differente ma entrambe affacciate sull’oceano, si estende per oltre cinque chilometri di pura meraviglia.

Il nome “Falésia” non è casuale. La parola stessa richiama la presenza scenografica delle alte falesie rosse che dominano l’intero tratto costiero. Si tratta di un paesaggio che lascia senza fiato e che cambia tonalità a seconda dell’ora del giorno: al tramonto, le pareti si tingono di arancio intenso, rame e oro, disegnando contrasti che sembrano quasi irreali. È in quei momenti che Praia da Falésia si trasforma da semplice spiaggia in un’esperienza sensoriale completa, ricca di luce, colore, vento e silenzio.

Un paradiso naturale a misura d’uomo

Nonostante la sua bellezza incontaminata, Praia da Falésia non è isolata né difficile da raggiungere. A pochi minuti d’auto da Vilamoura e ben collegata anche ad Albufeira, è una meta facilmente accessibile, perfetta per una giornata fuori porta o per una piacevole vacanza. Non mancano aree attrezzate con lettini e ombrelloni, ma anche tratti più selvaggi, dove la sabbia accoglie i piedi nudi senza filtri e il mare invita a lunghi bagni rigeneranti.

Le acque che lambiscono la riva sono cristalline, calme e sicure, ideali per chi ama nuotare in tranquillità o dedicarsi a sport acquatici. La sabbia soffice, dorata, sembra fatta apposta per le passeggiate al tramonto, mentre i runner trovano in questo tratto di costa un percorso suggestivo e rilassante. E poi ci sono gli amanti della fotografia: ogni angolo, ogni cambio di luce offre uno scatto da incorniciare.

Tra scogliere e sentieri panoramici

Una delle esperienze più affascinanti che Praia da Falésia offre è, senza dubbio, la camminata lungo i sentieri che si snodano sopra le scogliere. Da qui, lo sguardo spazia sull’infinito dell’oceano Atlantico, incorniciato da pini marittimi e vegetazione mediterranea che profuma l’aria. Il percorso è facile anche per chi non è abituato alle escursioni, ma il premio è immenso: una veduta incredibile che regala un senso di libertà raro.

Camminare in cima alla scogliera mentre il sole scende verso l’orizzonte è un rito che molti viaggiatori ricordano come uno dei momenti più intensi della loro permanenza in Algarve.

Panorama di Praia da Falésia
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Tutta la meraviglia di Praia da Falésia

Un’oasi di relax e sapori autentici

Nei pressi della spiaggia, poi, si trovano piccoli ristoranti e bar incastonati nel paesaggio, alcuni sulla sabbia, altri nascosti tra i sentieri dell’entroterra, dove assaggiare piatti tipici della cucina portoghese, freschissimi e genuini, accompagnati da un buon vino bianco locale e, perché no, da un aperitivo vista oceano.

Per chi desidera fermarsi più a lungo, l’area intorno propone una vasta scelta di alloggi: dai resort di lusso alle sistemazioni più intime, tutti possono trovare il proprio rifugio perfetto, sempre a pochi passi dal mare.

Praia da Falésia, da aprile a ottobre e oltre

Il periodo migliore per scoprire cotanta meraviglia va da aprile a ottobre, quando il clima è mite, il cielo limpido e il mare perfetto per un tuffo.

Ma Praia da Falésia ha un fascino tutto suo anche nei mesi invernali, quando la folla si dirada e la natura si riprende ogni spazio: passeggiare sulla sabbia in una giornata di sole d’inverno, avvolti soltanto dal rumore delle onde, può diventare un’esperienza quasi spirituale.

Cala Comte, dove il mare di Ibiza sfuma in un tramonto indimenticabile

27 juillet 2025 à 07:55

Esistono luoghi che sembrano dipinti con la luce, e Cala Comte (conosciuta anche come Cala Conta o Platges de Comte) è uno di questi: lungo la costa occidentale di Ibiza, poco oltre Cala Bassa, è uno dei tesori più luminosi dell’isola, famosa per le acque trasparenti e per i tramonti che infiammano l’orizzonte con sfumature sempre nuove.

Si tratta di un mosaico naturale composto da piccole cale, ognuna con le proprie caratteristiche. Il paesaggio, scolpito dal vento e dal tempo, alterna sabbia dorata, formazioni rocciose e punti panoramici che regalano scorci unici. E se la sua bellezza è selvaggia e autentica, l’accoglienza non è da meno: la zona è attrezzata con bar e ristoranti ben inseriti nel contesto, che non intaccano la sua armonia, ma la valorizzano.

La spiaggia, lunga circa 800 metri e larga fino a 30, è divisa in tre zone principali: Le due spiagge maggiori sono separate da una striscia di sabbia che la sera si anima al suono dei DJ mentre la terza, più intima e riservata, si raggiunge tramite gradini scavati nella roccia e viene spesso scelta da chi pratica il naturismo. Le acque basse e limpide rendono Cala Comte perfetta anche per i bambini, mentre il fondale che degrada all’improvviso dona colori spettacolari e zone ideali per nuotare o praticare snorkeling.

Cosa vedere e fare a Cala Comte

A Cala Comte, il mare non è l’unica attrazione. È il modo in cui la natura si fonde con il paesaggio, la luce, il silenzio e i dettagli che fa la differenza.

Formazioni rocciose e punti panoramici

Le rocce che abbracciano le cale formano un paesaggio scultoreo, da esplorare passo dopo passo. I sentieri che si arrampicano sulle scogliere permettono di allontanarsi dal centro più frequentato della spiaggia per scoprire angoli nascosti, perfetti per godere della vista e della quiete: sono luoghi privilegiati per chi ama la fotografia o desidera lasciarsi sorprendere dalla luce dorata che avvolge tutto al tramonto.

Quando il sole inizia la discesa verso il mare, Cala Comte si trasforma: i colori dell’acqua cambiano, il cielo si tinge di rosa, arancio e porpora, e la linea dell’orizzonte si anima delle sagome delle isolette all’orizzonte.

Le spiagge di Cala Comte

La splendida Cala Comte a Ibiza
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Tutto il fascino di Cala Comte

Come accennato, ogni caletta di Cala Comte ha una sua anima. La spiaggia principale è perfetta per chi ama la sabbia fine e il comfort dei servizi, con lettini, ombrelloni e bar a portata di mano. Ma basta camminare pochi minuti per ritrovarsi in piccole baie incastonate tra le rocce, dove regna una calma più intima. L’acqua, ovunque, è trasparente come cristallo: nelle giornate senza vento sembra una piscina naturale, mentre quando il mare si muove un po’, il gioco delle onde crea riflessi quasi ipnotici.

La profondità del mare cambia rapidamente e crea un effetto visivo spettacolare, con strati di turchese, verde smeraldo e blu profondo che si fondono e si rincorrono. È una spiaggia per tutti: per famiglie con bambini, per coppie in cerca di quiete, per viaggiatori solitari che vogliono perdersi in una meta che parla solo il linguaggio del mare.

Area di snorkeling e tour in barca

Le acque di Cala Comte, limpide e pulite, sono un invito irresistibile allo snorkeling. Tra le rocce affioranti e i fondali scolpiti si muovono branchi di pesci colorati, mentre i giochi di luce sottomarini disegnano un’atmosfera incantata.

Questa spiaggia tra le più belle della Spagna, si può scoprire anche dal mare. I tour in barca che costeggiano la costa ovest di Ibiza spesso fanno tappa qui, e regalano una prospettiva diversa (e altrettanto spettacolare) di cotanta meraviglia: vederla apparire all’improvviso, tra le rocce e l’acqua che brilla, è un’esperienza che non si dimentica.

Dove si trova e come arrivare

Cala Comte si trova sulla punta occidentale di Ibiza, proprio di fronte alla piccola Isla Sa Conillera. La spiaggia è facilmente raggiungibile in auto: da San Antonio, uno dei centri più noti dell’isola, si arriva in circa 10-15 minuti. Chi parte da Eivissa deve mettere in conto circa mezz’ora di viaggio, seguendo la strada EI-700 fino a Sant Agustí des Vedrà e poi proseguendo lungo la PM-803 in direzione mare.

L’ultimo tratto di strada vanta già scorci magnifici, e arrivare in spiaggia poco prima del tramonto è un’esperienza da non perdere. Il parcheggio, durante l’alta stagione, può essere affollato: meglio arrivare con un po’ di anticipo per godersi ogni istante senza stress.

Le più belle spiagge della Sicilia Occidentale, mare da sogno e cultura millenaria

11 juillet 2025 à 18:39

C’è un pezzo di Sicilia che non ha bisogno di effetti speciali per stupire. Basta che vi sediate sul sedile del lato passeggero, apriate il finestrino e vi facciate investire dalla luce dorata, dai suoni dei clacson che si mescolano a quelli dei venditori di angurie e dal profumo misto di zagara e salsedine. Siete arrivati nella Sicilia occidentale, dove ogni spiaggia è una cartolina vissuta e ogni tuffo ha il sapore del mito.

Da Palermo a Trapani, passando per Marsala e Mazara, questa fetta d’isola è un condensato di bellezza, cultura araba, influenze spagnole, feste patronali, cannoli al pistacchio e tramonti che sembrano imbottigliati in un bicchiere di zibibbo.

È un modo di vivere e d’estate, tra Palermo e Trapani, quel modo esplode. Qui le spiagge non sono semplici lidi dove stendere un asciugamano: sono pezzi di storia, palcoscenici di vecchie storie d’amore, scogli dove le nonne stendevano i pomodori a seccare e insenature dove la sera si pescano i ricci.

Chi viene da fuori si innamora, ma chi ci è cresciuto lo sa: tra Marsala, Mazara, Castellammare del Golfo e Agrigento, il mare cambia volto ogni dieci chilometri. Sabbia dorata, ciottoli chiari, rocce bianchissime o calette segrete. Ci sono le località famose come San Vito Lo Capo, ma anche chicche nascoste dove il tempo pare essersi fermato. E dove, dopo un tuffo, si torna in paese per prendere pane e panelle e un’aranciata amara.

Ecco una selezione delle spiagge più belle e imperdibili della costa occidentale siciliana, pronti per il viaggio?

Mondello, elegante signora di Palermo dall’anima popolare

Mondello non è solo una spiaggia, è una filosofia di vita palermitana. È il posto dove si va per farsi il bagno, ma anche per “fare presenza”, per fare merenda con il panino con le panelle e per prendere il sole stesi sul lettino o sul cofano della macchina, a seconda dei gusti. Mondello è tutto e il contrario di tutto: è chic e casinista, è liberty e street food, è Palermo che si affaccia sul mare e si specchia vanitosa.

 

Mondello, Sicilia
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L’incredibile Spiaggia di Mondello

A soli dieci minuti dal centro città, questa baia dall’acqua azzurra e calma, incorniciata dal Monte Pellegrino e dal Monte Gallo, è la meta preferita dei palermitani appena esce il primo sole di marzo. La sabbia è chiara, finissima, e il mare ha una trasparenza che, nei giorni giusti, non ha nulla da invidiare ai Caraibi.

Il lungomare, detto “l’Antico Stabilimento”, è una sfilata di ville liberty, cabine color pastello, lidi storici come il Charleston, gelaterie sempre affollate e chioschi di granite artigianali e poi ci sono loro, i palermitani in versione “estiva”, che si dividono tra chi va “abbanniato” (spiaggia libera) e chi preferisce il lettino con spritz a portata di mano.

Chicca da palermitani doc: non andate via senza assaggiare il panino con milza (u pani câ meusa) al chiosco in piazza, oppure un vassoio di calzoni fritti e iris alla ricotta. Mondello è perfetta per una giornata di mare cittadino, per un tramonto con musica in sottofondo o per una passeggiata serale a mangiare il gelato con gli amici. Ma attenzione: d’agosto si riempie come un’arancina al ragù. Il consiglio? Andateci a giugno o a settembre, quando il mare è ancora caldo e il posto ritrova il suo ritmo lento e seducente.

San Vito Lo Capo, evergreen che stupisce sempre

San Vito Lo Capo è la classica spiaggia da copertina. Sabbia bianca, mare turchese e il Monte Monaco che troneggia alle spalle. Ma non è solo bellezza da cartolina. San Vito è un luogo che si vive con tutti i sensi: dal profumo delle spezie che escono dalle cucine arabe del centro storico al vociare dei bambini che corrono tra i vicoli, fino alle notti che profumano di gelsomino e mojito al fico d’India.

La spiaggia principale è lunga, attrezzata, perfetta per famiglie e bambini. Ma per chi cerca qualcosa di più selvaggio basta spingersi poco oltre il centro: Cala Mancina, con le sue scogliere dorate e l’acqua profonda, è una delle più amate dai locali. Poco più in là, la cala dell’Isulidda è un vero rifugio per chi vuole pace, acqua cristallina e un angolo d’ombra tra le rocce.

Spiaggia di San Vito Lo Capo, Sicilia
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Veduta di Spiaggia di San Vito Lo Capo

Il paese è un piccolo concentrato di tradizione e fusion gastronomica. Qui si mangia cous cous di pesce, sì, ma anche busiate alla trapanese, cassatelle calde appena fritte, e granita al gelsomino come non la trovate da nessun’altra parte. Settembre è il mese perfetto per venire: il Cous Cous Fest trasforma tutto il paese in un grande banchetto a cielo aperto dove si mescolano sapori arabi, siciliani e africani, accompagnati da musica dal vivo e notti senza fine.

Riserva dello Zingaro, il mare si conquista a piedi

La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro è un piccolo gioiello custodito gelosamente tra Scopello e San Vito. Qui si arriva solo a piedi, ma ogni passo vale la fatica. Il sentiero si snoda tra cespugli di rosmarino selvatico, fichi d’india e macchia mediterranea che profuma di timo e sale. A ogni curva, una cala: Cala Capreria, Cala dell’Uzzo, Cala Marinella. Piccole insenature dove l’acqua è di vetro e le rocce bianche riflettono il sole come specchi.

È il posto ideale per chi cerca mare vero, silenzio, immersioni con maschera e pinne e pranzi frugali mangiati sull’asciugamano. Niente lidi, niente chioschi. Qui vige la regola del rispetto e della lentezza. È consigliabile entrare dalla parte di Scopello, fare un bagno alla prima cala e poi camminare fino alla fine, per guadagnarsi ogni sosta.

Riserva Naturale dello Zingaro, Sicilia
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Sguardo sul mare blu nella Riserva Naturale dello Zingaro

Usciti dalla riserva, tappa obbligata alla tonnara di Scopello. Una delle più antiche di Sicilia, oggi è uno scenario incantevole dove si può fare un ultimo bagno tra i faraglioni e poi sedersi al bar della piazzetta a mangiare pane cunzato con pomodoro secco, acciughe e primosale e, magari, chiudere con una cassatella ripiena di ricotta calda.

Scopello, tra faraglioni, tonnare e pane cunzato

A proposito di Scopello, questo è uno dei posti più fotografati della Sicilia, ma la sua bellezza va oltre Instagram. È un minuscolo borgo arroccato sulla costa, che guarda verso i suoi due faraglioni e la tonnara antica. L’acqua qui è limpida, profonda, perfetta per chi ama tuffarsi e nuotare. Ma, attenzione esploratori, perché questa è anche una delle zone più ricche di vita marina: non è raro incontrare polpi tra gli scogli o stelle marine adagiate sui fondali.

La spiaggia della tonnara è a pagamento però, va detto, se lo merita: l’ingresso è regolato per non affollare troppo e ci si può rilassare tra le antiche strutture della tonnara trasformate in spazi espositivi, docce, zone d’ombra. Per chi ama la libertà, ci sono anche accessi liberi tra le rocce più avanti.

Il pane cunzato di Scopello è leggendario: il forno storico del paese lo serve caldo, con pomodori, olio d’oliva, formaggio e un tocco di origano selvatico raccolto dai contadini locali e, mentre si mangia, si ascolta il dialetto forte e musicale degli anziani del borgo. Una lingua che sa di mare, di fatica e di bellezza antica.

Torre Salsa, natura selvaggia e silenzio assoluto

Nel territorio di Siculiana, a sud di Agrigento, Torre Salsa è una delle spiagge più autentiche e selvagge della Sicilia occidentale. Protetta dal WWF, è una riserva naturale con chilometri di costa incontaminata, scogliere calcaree, dune di sabbia bianca e macchia mediterranea intatta.

Niente bar, niente lidi, niente musica: solo il vento, il mare e il canto delle cicale. Si raggiunge dopo una strada sterrata tra ulivi e vigneti. Il parcheggio è libero, ma bisogna camminare un po’. Una volta arrivati, lo spettacolo ripaga tutto: una distesa quasi deserta dove si può camminare per ore con l’acqua alle caviglie, cercando conchiglie e lasciando che il sole faccia il suo lavoro.

Consigliatissima per chi ama la solitudine, il contatto con la natura, la fotografia e il mare limpido senza filtri. L’unica cosa da portare è una borsa frigo con qualcosa di fresco: magari una parmigiana di melanzane fatta in casa, o una fetta di anguria tagliata al momento sotto l’ombrellone.

Lido Fiori, Porto Palo e Menfi, il mare buono delle vigne

Menfi è una sorpresa per chi pensa che in Sicilia il mare bello sia solo a nord o ad est. Qui, sulla costa tra Agrigento e Trapani, si incontrano spiagge tranquille, mare pulitissimo (Bandiera Blu da anni) e vigneti che arrivano quasi fino alla battigia. Il tutto senza folla, senza caos, con quella tipica aria lenta e felice da Sicilia agricola e genuina.

Le spiagge di Lido Fiori e Porto Palo sono lunghe, sabbiose, perfette per famiglie o per chi vuole leggere un libro senza essere disturbato da musica a palla. Ci sono lidi attrezzati ma anche lunghi tratti di spiaggia libera.

Dopo il mare, fermarsi in una delle cantine della zona per degustare un Grillo o un Nero d’Avola è quasi obbligatorio. Planeta, Mandrarossa, Cantine Barbera: qui il vino è cultura, passione e accoglienza. E spesso le degustazioni includono pane di tumminìa, olio evo e pecorino locale.

Marsala e Mozia, tra saline rosa e bagni al tramonto

Marsala non è solo la città del vino liquoroso. È anche un punto strategico per godere di uno dei tramonti più spettacolari dell’isola. Le saline della Laguna dello Stagnone si tingono di rosa e arancio mentre le pale dei mulini a vento si muovono lente. E lì, in mezzo a tutto questo, si può fare il bagno.

Marsala, spiaggia, Sicilia
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Sguardo sulla spiaggia nella città di Marsala

L’isola di Mozia, raggiungibile con una piccola barca, è una chicca storica e naturalistica. Antica colonia fenicia, oggi è un sito archeologico visitabile ma anche un luogo magico dove si può camminare nella laguna con l’acqua alle ginocchia. Il mare è calmo, basso, caldo e i fenicotteri rosa a volte volano sopra le teste dei bagnanti.

Prima di andare via, tappa immancabile in una delle enoteche del centro per assaggiare un Marsala secco da meditazione o un passito da abbinare a biscotti alla mandorla e magari portarne una bottiglia a casa: chiudere l’estate in un bicchiere, ogni tanto, è possibile.

Mazara del Vallo, la kasbah siciliana dove il mare profuma di spezie

Mazara del Vallo non è solo una città di mare: è un ponte tra Sicilia e Maghreb, una di quelle perle dove la storia non sta nei musei, ma tra i vicoli. La sua Kasbah, nel cuore del centro storico, è un dedalo di viuzze strette e bianche, decorate da ceramiche colorate e murales arabeggianti, dove si respira ancora l’anima della dominazione islamica.

Il mare qui è vicino, dolce, calmo. La spiaggia di Tonnarella, ampia e sabbiosa, è perfetta per un bagno rilassante, soprattutto per chi viaggia con bambini o cerca acque basse e trasparenti. Ma la vera anima della città la si scopre camminando, perdendosi tra le stradine della Kasbah, magari all’alba, quando i profumi del pane e del cumino si mescolano con quelli della salsedine.

Mazara è anche una città di pesce freschissimo e cucina di confine. Non andate via senza aver assaggiato un cous cous di pesce alla mazarese, speziato, brodoso e ricco, servito con gamberi rossi, triglie e seppie. Oppure un piatto di gambero rosso crudo, simbolo del territorio, servito con un filo d’olio e una scorzetta d’arancia.

È una tappa meno turistica rispetto a San Vito o Mondello, ma autentica, profonda, sorprendente. Una città che non si limita a mostrarsi: Mazara si fa vivere, lentamente, lasciando tracce forti e luminose.

A Ibiza senza spendere un occhio della testa: le migliori destinazioni low cost

23 juin 2025 à 09:41

L’immagine più comune di Ibiza, oltre a grandi discoteche e mare da sogno, comprende ville con piscina e beach club patinati (spesso super costosi). La verità, tuttavia, è che questa affascinante isola del Mediterraneo è anche un insieme di pinete silenziose, calette raggiungibili a piedi, mercatini hippy, bar con tapas a pochi euro e tramonti che non costano nulla.

Non è certamente l’isola più economica del mondo, ma allo stesso tempo non è del tutto vero che Ibiza sia solo per chi ha il portafoglio gonfio. Basta prenotare con un po’ di anticipo, allontanarsi dai soliti giri e lasciare da parte certi cliché, in modo anche da riuscire a godersi il mare, i paesini dell’interno, le feste giuste (anche gratuite), e tutto quello che rende il posto speciale.

Santa Gertrudis de Fruitera, il cuore dell’isola

Situata nel bel mezzo dell’isola, a circa 15 minuti da Ibiza città, Santa Gertrudis de Fruitera è un ottimo compromesso per chi vuole fare vacanze in zona senza spendere cifre esorbitanti. Lontano dal caos delle discoteche e dalla vetrina costosa della costa, è un piccolo borgo dal sapore autentico, che si rivela anche un punto strategico se si ha un’auto a noleggio per esplorare questo angolo di Baleari.

Da queste parti i prezzi sono generalmente più bassi rispetto ad altre località, anche perché non ci sono hotel di lusso ma solo guesthouse familiari, stanze in finca (case rurali tipiche), piccoli B&B o appartamenti arredati in modo semplice ma curato. Una stanza doppia, infatti, può costare dai 60 ai 150 euro a notte.

Si tratta di un luogo da non sottovalutare, in quanto ha uno stile tutto suo: artistico, rilassato, bohémien, ma senza essere costruito a tavolino. È frequentata da residenti, expat, giovani famiglie e viaggiatori che cercano il lato più intimo dell’isola, passeggiando tra case bianche, una chiesa del ‘700 e una piazzetta viva fino a tardi.

Tra le spiagge vicine (30 minuti massimo in auto) ci sono:

  • Benirràs: famosa per i tramonti e i tamburi della domenica. Atmosfera hippy e bel mare;
  • Cala Nova: lunga, selvaggia, con onde leggere. Accessibile e libera;
  • Cala Llonga: tranquilla e adatta anche a chi viaggia con bambini;
  • Aguas Blancas: una delle spiagge più belle e meno turistiche dell’isola, ma con sabbia scura, scogliere e pochissima confusione;
  • Cala Xarraca: spettacolare e situata al nord. Il top per lo snorkeling;
  • Talamanca: a due passi da Ibiza città ma più rilassata.
Santa Gertrudis de Fruitera, Ibiza
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Veduta della piazza principale di Santa Gertrudis de Fruitera

Sant Josep de sa Talaia, a prezzi umani

Vacanze economiche a Ibiza si possono trascorrere anche a Sant Josep de sa Talaia, che mostra un volto dell’isola sconosciuto a molti. Con paesaggi autentici, qualche bar frequentato da chi questo lembo di terra lo vive davvero e prezzi più sostenibili, è uno dei comuni più grandi dell’isola ma anche uno dei meno chiassosi.

Ma qui, soprattutto, ci sono alcune delle spiagge più belle, molto delle quali sono a portata di scooter o auto (alcune anche raggiungibili in bici). Ne sono degli esempi Cala Comte, con mare trasparente, isolotti all’orizzonte e tramonti che sembrano finti; Cala d’Hort, davanti al mitico Es Vedrà, con sabbia dorata e atmosfera spirituale; Cala Tarida, grande, con acqua azzurra e perfetta per chi vuole relax senza isolamento.

Sant Josep de sa Talaia si presenta arroccato leggermente nell’interno, circondato da natura e dominato dalla chiesa bianca sulla collina, ma per fortuna c’è una buona offerta di case vacanza, camere in finca, piccoli hotel rurali o hostal a conduzione familiare. Vi basti pensare che gli alloggi si possono trovare dai 70 ai 140 euro a notte per una camera doppia, e che si può cenare con piatti locali per circa 25 euro a persona.

Sant Carles de Peralta, l’Ibiza rurale

A nord-est dell’isola, lontano dalla movida, dai beach club patinati e dagli alberghi boutique, Sant Carles de Peralta è uno degli ultimi angoli dell’Ibiza rurale e autentica. Un piccolo centro, una chiesa bianca, qualche bar, tanto verde attorno, a tal punto che qui si possono ancora trovare prezzi accessibili anche in piena estate e ospitalità onesta.

Certo, bisogna noleggiare uno scooter per muoversi, ma la verità è che da queste parti ci si può godere la bella stagione in agriturismi, casette indipendenti, stanze in finca o piccoli B&B, per un minimo di 70 euro a notte per una doppia. Si può cenare nei ristoranti con 20-25 euro a persona, ma se si possiede un appartamento con cucina si può persino risparmiare di più perché questo è territorio di graziosi mercati agricoli, dove fare la spesa costa meno e la qualità è alta.

Noto per essere uno degli ultimi rifugi dell’Ibiza hippy vera, quella arrivata negli anni ’70 e mai andata via del tutto, in estate ospita concerti all’aperto e incontri culturali, sempre a ingresso gratuito o con contributo simbolico. E per chi vuole andare al mare, nelle vicinanze ci sono meraviglie come:

  • Cala Nova: lunga, ampia, con qualche bar e onde leggere;
  • Aguas Blancas: selvaggia, bellissima, perfetta la mattina presto o al tramonto;
  • Cala Boix: sabbia scura, circondata da scogliere. Poco frequentata e con acqua sempre pulita;
  • Es Figueral: adatta anche a famiglie;
  • Cala Llenya: con pineta alle spalle, ideale per chi cerca ombra e relax.

Sant Joan de Labritja, immerso nel verde

Quando si arriva a Sant Joan de Labritja, si ha la sensazione che tutto quello che abbiamo sempre saputo su Ibiza fosse completamente sbagliato. Si tratta, infatti, di un piccolo paese nel nord dell’isola completamente immerso nel verde, tra colline boscose, strade secondarie, fincas nascoste e spiagge ancora libere. È la zona meno costruita, meno commerciale, più “naturale” di questo angolo delle Baleari. E, contemporaneamente, anche uno dei territori più economici.

Pur essendo un piccolo centro abitato, il comune comprende una vasta area rurale e costiera piena di natura, piccole baie e case immerse nel silenzio. Non essendo una destinazione di massa, i prezzi restano più bassi, soprattutto su alloggi e ristorazione: per una notte è possibile pagare anche 80 euro per una camera doppia, mentre per un pasto persino meno di 20 euro a persona. Non ci sono discoteche beach club o resort, e anche per questo è soprattutto frequentato da artisti, eremiti, yogi e viaggiatori stanziali che vi hanno messo radici.

La costa nord, tra le altre cose, è la più incontaminata dell’isola, perfetta per chi cerca mare pulito e poca gente. Tra le spiagge più belle ci sono Cala Xarraca, ideale per lo snorkeling, con scogli, acqua limpida e una piccola baia secondaria raggiungibile a nuoto; Cala San Vicente, lunga, sabbiosa, circondata da montagne; Cala d’en Serra, una delle più segrete dell’isola.

Es Canar, l’Ibiza easy

L’ultima destinazione low cost dell’isola di cui vi vogliamo parlare è Es Canar, che tra le altre cose è anche sul mare e quindi con spiagge raggiungibili a piedi. Si trova sulla costa est, vicino a Santa Eulària, ed è una zona perfetta per chi vuole una vacanza rilassata, a prezzi decenti e accessibile a tutti, senza rinunciare al mare bello e alla comodità.

Tutta pianeggiante e percorribile a piedi, riesce a non far spendere un occhio della testa perché ha mantenuto un’offerta turistica basica ma funzionale, ideale per coppie, gruppi di amici, famiglie o viaggiatori soli. Gli hotel 2/3 stelle, per esempio, offrono stanze doppie a 100-130 euro a notte con colazione inclusa, mentre per quanto riguarda i pasti si può mangiare fuori ogni giorno senza sforare i 25 euro a testa.

Es Canar è conosciuta per la sua atmosfera rilassata, informale e hippy-friendly, ma anche per la possibilità di raggiungere con due passi angoli di pura magia come:

  • Playa Es Canar: la spiaggia principale, ampia, con acque calme, sabbia fine e perfetta per famiglie;
  • Cala Nova: più selvaggia, con bar hippy, mare pulito e onde leggere (è una delle preferite dai local);
  • Cala Martina: piccola, semplice, molto tranquilla, con chiringuito e scuola di sport acquatici;
  • S’Argamassa: più appartata, ottima per relax e snorkeling.

Es Canar è l’Ibiza comoda e accessibile, il luogo più indicato per vivere una vacanza semplice ma completa, con tutto a portata di mano e senza sorprese sul conto.

Le spiagge da non perdere in vacanza a Santorini, un caleidoscopio di colori

13 juin 2025 à 17:00

Quando pensate a Santorini, cosa immaginate? Noi pensiamo a case imbiancate a calce, a tramonti infuocati, a paesaggi dai colori diversi. E le spiagge? La sua natura vulcanica ha creato uno scenario composto da un caleidoscopio di spiagge nere, rosse, bianche-grigio, caratterizzate soprattutto da ciottoli che non sempre regalano quei colori che, spesso e volentieri, si trovano facilmente su altre isole della Grecia.

Eppure, anche sull’isola di Santorini non mancano spiagge splendide, ognuna unica a modo suo. Quali sono e come raggiungerle? Noi di SiViaggia vi consigliamo queste!

Spiaggia di Vlychada

Cominciamo la nostra selezione sulle spiagge da non perdere a Santorini con una baia vulcanica ultraterrena che spicca per il suo paesaggio lunare. Stiamo parlando di Vlychada, caratterizzata da particolari formazioni rocciose e dalla sabbia nera che, in contrasto con l’acqua turchese, crea uno scenario davvero pazzesco.

Situata sulla costa meridionale dell’isola, a circa 11 chilometri da Fira, vanta una posizione appartata rappresentando il luogo perfetto per chi è alla ricerca di una location meno affollata rispetto alle famose cittadine. Qui sono presenti anche dei chioschi dove noleggiare lettini e ombrelloni.

Spiaggia di Vlychada
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Spiaggia vulcanica di Vlychada

Spiaggia di Koloumbos

Piacevolmente incontaminata e frequentata soprattutto dagli abitanti dell’isola, la spiaggia di Koloumbos è il luogo ideale dove godersi il sole greco in tranquillità. Situata nella costa nord-orientale di Santorini, è composta da ciottoli neri e da un paesaggio reso unico dalla presenza di un’imponente scogliera di lava striata che, all’estremità meridionale, offre anche un po’ d’ombra.

Il mare è relativamente caldo grazie alla presenza di un vulcano sottomarino attivo posizionato a circa otto chilometri dalla costa. Nelle giornate limpide, inoltre, potrete avvistare all’orizzonte le isole di Ios, Amorgos e Anafi. Infine, è anche l’unica spiaggia dell’isola dove è consentito il nudismo!

Red Beach

Non stupisce che sia una delle spiagge più affollate: la famosa Red Beach, infatti, vanta alte scogliere color ocra che incorniciano una spiaggia di ciottoli rossastri disseminata di massi, ricordando un paesaggio marziano, ma con l’acqua! Qui potete non solo rilassarvi, ma anche utilizzare il SUP e raggiungere la vicina Akrotiri, uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo orientale.

La spiaggia può essere raggiunta in barca oppure percorrendo a piedi un sentiero piuttosto scosceso per circa 10 minuti. Sulla spiaggia si possono noleggiare anche sdraio e ombrelloni.

Perissa Beach

Perissa, le cui acque sono state premiate con la Bandiera Blu, è un’altra tipica spiaggia vulcanica di Santorini e, grazie al mare calmo e alla presenza di numerosi servizi, attrae soprattutto famiglie. Qui, oltre a fare il bagno, potrete assaporare le specialità locali nelle numerose taverne o curiosare tra i negozi di souvenir situati proprio nelle stradine dietro la spiaggia.

Alle spalle della spiaggia, inoltre, si erge imponente il vasto monte Mesa Vouno, la cui cima è dominata dalle rovine di Thira raggiungibili percorrendo un sentiero che parte proprio da Perissa. Durante i mesi estivi, vi consigliamo di percorrerlo nelle fresche ore del mattino.

Spiaggia di Perissa
Fonte: iStock
La spiaggia di Perissa

Kamari Beach

Kamari è una delle spiagge più lunghe di Santorini, oltre che una delle più organizzate. Il mare è generalmente tranquillo e l’acqua pulita, perfetto per nuotare in sicurezza. Qui, troverete tutti i comfort necessari come taverne, bar e ristoranti. Sfortunatamente non vedrete il tramonto, mentre se siete persone mattiniere potrete godervi una splendida alba.

White Beach

Con White Beach, invece, come avrete immaginato dal nome, cambiamo tonalità nei colori del paesaggio. Qui, infatti, potrete rilassarvi circondati da maestose scogliere di roccia vulcanica bianca che si ergono a picco sul mare creando un contrasto mozzafiato con l’intenso blu dell’Egeo e la sabbia scura. Il nome è legato solamente alle formazioni rocciose perché la spiaggia, come le altre dell’isola, è composta da ciottoli scuri.

In generale, si tratta di una spiaggia bellissima perché incontaminata considerando che è principalmente raggiungibile via mare. L’atmosfera è generalmente più tranquilla e appartata, ideale per chi cerca un’oasi di pace e desidera immergersi nella bellezza naturale più selvaggia di quest’isola della Grecia.

Mesa Pigadia

Poco distante dalle famose Red Beach e White Beach, la spiaggia di Mesa Pigadia è molto particolare perché qui, sulle scogliere calcaree, vedrete anche i tipici capanni dei pescatori, dai colori vivaci, utilizzati per riporre le barche durante i mesi invernali. Protetta dal vento del nord, questa spiaggia è perfetta anche per chi pratica snorkeling: i più avventurosi possono persino nuotare attraverso una grotta marina per raggiungere la vicina White Beach!

Potete raggiungerla in due modi: o percorrendo una strada sterrata relativamente agevole situata sulla costa sud-occidentale di Santorini o prendere una barca dalla spiaggia di Akrotiri.

Come raggiungere Santorini

L’isola di Santorini è facilmente raggiungibile dall’Italia in aereo o in nave. Sono diverse le compagnie aeree, anche low cost, che collegano i nostri aeroporti con quello nazionale dell’isola. In alternativa, è possibile arrivarci in nave: il porto di riferimento è quello di Atninios, situato sulla costa est dell’isola, dove arrivano i traghetti in partenza sia da Atene che da altre isole.

Quando visitare la Torre Eiffel: l’orario migliore per ammirare il simbolo più romantico di Parigi

Par : losiangelica
14 avril 2025 à 18:26

La prima immagine che salta in mente a tutti quando pensiamo a Parigi è quella della Torre Eiffel: il monumento che svetta e disegna lo skyline della capitale francese è conosciuto dai local con il soprannome di “dame de fer” e si fa spazio tra tutti i palazzi della Ville Lumière. Nata nel 1889 in occasione dell’Esposizione Universale, negli anni ha raccolto critiche e sbeffeggi ma resta non solo uno dei monumenti più visitati al mondo, ma persino un simbolo di romanticismo, tanto che moltissime coppie si fanno la proposta proprio qui. Ma qual è l’orario migliore per visitare la Torre Eiffel? Ci sono diverse opzioni a seconda delle proprie esigenze e preferenze.

Visitare la Torre Eiffel al tramonto

Nelle ore crepuscolari e legate al tramonto Parigi ha una magia unica: la capitale della Francia regala dei cieli da sogno e visitare questo monumento proprio in queste ore è puro incanto. Il cielo si colora di rosa, rosso e arancione e la Torre Eiffel si scaglia come una protagonista nelle foto ricordo. Prima consiglio di osservarla da un punto suggestivo e privilegiato, come da piazza del Trocadéro e dalla sua scalinata, o ancora lungo gli Champs de Mars o dal ponte Bir Hakeim, per poi salire con l’ascensore panoramico e godersi la bellissima vista di Parigi dall’alto.

Scopri qual è il momento migliore per visitare la Torre Eiffel
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Visitare la torre eiffel all’alba o al tramonto: una delle opzioni migliori

Visitare la Torre Eiffel di notte quando è illuminata

L’opzione più amata? Vedere la Torre Eiffel illuminata e dunque raggiungerla di sera. La dame de fer si trasforma in un’opera d’arte luminosa dalle 17 alle 23:45 circa, con orari prolungati in estate che raggiungono le 00:45. Grazie ad un sofisticato sistema LED che riduce i consumi di energia alterna spettacoli di luce creando un effetto twinkling (ovvero di scintillio) una volta all’ora. La cadenza? Bisogna conoscere l’orario di tramonto del sole, perché l’illuminazione totale arriva entro 10 minuti da quando arriva il buio e a distanza di 5 minuti propone l’amatissimo effetto scintillante che tutti desiderano immortalare.

Oltre a salire sui piani più alti per godersi Parigi illuminata, una buona idea è osservare la Torre Eiffel da alcuni punti strategici come gli Champs de Mars, la Senna e i giardini del Trocadéro. Per quanto riguarda le foto ci vuole un po’ di attenzione: lo spettacolo di luci della Torre Eiffel è un’opera d’arte protetta e dunque è vietato fotografarla se si intende utilizzare le immagini per scopi pubblicitari; i cittadini privati che desiderano semplicemente custodire un ricordo, invece, possono certamente fare clic e immortalare per sempre la meraviglia.

Visitare la Torre Eiffel quando c’è poca gente

Visitare la Torre Eiffel quando c’è poca gente è praticamente una missione impossibile, ma con qualche accorgimento si può evitare la folla e l’overtourism. Per prima cosa attenzione alle date: meglio optare per giorni feriali, evitando invece festivi e weekend. L’orario più adatto è la mattina presto perché, nonostante non ci siano le luci suggestive della notte e i colori del tramonto, le sfumature della mattina rendono le foto luminose, romantiche e in perfetto stile parigino. Per chi non teme il freddo è una buona idea valutare anche una visita in inverno: qui nelle ore mattutine c’è davvero pochissima gente ma attenzione, le temperature sono molto basse.

Se hai in programma una visita a Parigi tra le cose da fare assolutamente c’è salirci o almeno fotografarla da un punto strategico: dopotutto è il simbolo della capitale francese e ha molto da raccontare. Seguendo questi consigli avrai sicuramente in pugno quelli che sono gli orari migliori per visitare la Torre Eiffel.

Bayahibe, cosa vedere nei dintorni di Santo Domingo

Par : mgwesteast
28 octobre 2024 à 12:32

Incastonata in una baia di rara bellezza, tra spiagge di sabbia bianca e palme di cocco che ondeggiano al vento, non c’è da stupirsi che Bayahibe sia tra le destinazioni di punta della Repubblica Dominicana. Quello che un tempo era un pittoresco villaggio di pescatori sulla costa sud-orientale dell’isola caraibica, oggi è una popolare meta turistica con numerosi hotel e resort frequentati ogni anno da migliaia di visitatori, attratti dalle meraviglie naturali di quest’angolo di paradiso dagli spettacolari tramonti che dipingono il cielo di colori cangianti.

Le spiagge da sogno di Bayahibe

Con la sua sabbia finissima bagnata dalle acque cristalline dei Caraibi, questo tratto di costa dominicana è davvero un paesaggio da cartolina. Le spiagge di Bayahibe si caratterizzano per la loro tranquillità e per la ricchezza della vita marina, e sono pertanto l’ideale per rilassarsi, fare il bagno, praticare snorkeling o immersioni.

Tra le spiagge più famose della zona troviamo Playa Dominicus, lunga e molto frequentata, è stata la prima spiaggia dominicana a potersi fregiare dell’ambita Bandiera Blu. Si estende per chilometri, con ampi spazi sabbiosi su cui rilassarsi al sole o praticare sport acquatici. Le acque trasparenti e poco profonde la rendono perfetta per nuotare e fare snorkeling, ammirando la ricca fauna marina che popola il magnifico reef. Playa Dominicus è particolarmente apprezzata dai turisti per la sua vivacità e per la presenza di numerosi servizi, tra cui ristoranti, bar e hotel.

Più piccola e intima rispetto alla sua vicina, Playa Bayahibe conserva un’atmosfera più autentica e rilassata. La spiaggia è caratterizzata da una vegetazione rigogliosa che crea un’ombra naturale, ideale per chi cerca un po’ di tranquillità. Anche qui le acque sono calme e limpide, perfette per fare il bagno e rilassarsi. Il pontile di Playa Bayahibe è uno dei principali punti di partenza per le escursioni in barca verso le isole di Saona e Catalina, dove si possono scoprire spiagge ancora più isolate e incontaminate. La sera, si anima con la vita notturna locale, offrendo l’opportunità di assaporare la cucina dominicana e ballare al ritmo della musica caraibica.

La paradisiaca Isola di Saona

Situata al largo di Bayahibe, la meravigliosa Isola di Saona è una delle mete più idilliache e frequentate della Repubblica Dominicana. Nonostante la crescente popolarità degli ultimi anni, ha tuttavia saputo mantenere intatta la sua strepitosa bellezza naturale grazie al fatto di essere parte del Parque Nacional Cotubanamá che ne preserva l’integrità ambientale e l’autenticità, senza il rischio di una massiccia urbanizzazione. Sull’isola non sono presenti hotel né resort, non circolano automobili e l’energia elettrica proviene esclusivamente da fonti rinnovabili.

Le uniche costruzioni che si trovano su Saona sono i piccoli insediamenti di Catuano, una base navale situata all’estremità occidentale, e Mano Juan, il villaggio principale nella parte meridionale, abitato da una piccola comunità di circa 300 persone, che conserva l’atmosfera di un tranquillo paese di pescatori, con le tradizionali case in legno dipinte a colori pastello che conferiscono alla località un ulteriore fascino pittoresco.

I turisti che visitano l’Isla Saona, oltre a crogiolarsi al sole sulle sue spiagge incontaminate di sabbia bianchissima, possono dedicarsi anche all’osservazione della straordinaria fauna marina che popola i fondali: stelle marine giganti, pesci tropicali e banchi di corallo rendono le acque che circondano l’isola un vero paradiso per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni.

Isola di Saona
Fonte: iStock
La spiaggia dell’Isola di Saona, Repubblica Dominicana

L’escursione in barca all’Isola di Saona

Il viaggio in barca verso l’Isla Saona è un’esperienza in sé. Lungo il tragitto si possono osservare le mangrovie costiere popolate di uccelli, spiagge deserte, alcune barriere coralline e grotte del Parque Nacional Cotubanamá. Una delle tappe più spettacolari durante l’escursione è la sosta nella più grande piscina naturale della Repubblica Dominicana, situata nello stretto di Catuano, che separa l’Isola di Saona dalla terraferma. Qui, il fondale di sabbia bianca poco profondo e le acque turchesi offrono un’esperienza indimenticabile, consentendo ai visitatori di avvicinarsi alle stelle marine giganti adagiate sul fondale e nuotare tra banchi di pesci tropicali dai colori sgargianti.

Isola Catalina, autentica perla caraibica

Più piccola ma non meno affascinante dell’Isola di Saona, l’isola Catalina è un’altra perla caraibica al largo di Bayahibe. Situata a meno di tre chilometri dalla costa, è facilmente raggiungibile in barca e offre ai visitatori una combinazione perfetta di spiagge incontaminate, acque cristalline e barriere coralline che attirano appassionati di snorkeling e immersioni, che hanno anche la possibilità di esplorare relitti di navi affondate, tra cui quello del pirata William Kidd. Grazie al fatto di essere un monumento nazionale protetto, l’isola di Catalina è rimasta in gran parte intatta, con un ecosistema marino ricco e vario.

Immersioni a Bayahibe, un paradiso sommerso

Le acque al largo di Bayahibe sono rinomate tra i subacquei di tutto il mondo per la loro eccezionale bellezza. Grazie alla protezione garantita dal Parco Nazionale Cotubanamá, i fondali marini sono ricchi di coralli molli e duri, habitat di una moltitudine di pesci tropicali. I centri immersioni locali offrono esperienze indimenticabili per sub di tutti i livelli: dai principianti agli esperti, ognuno può trovare il proprio angolo di paradiso sommerso. Tra i punti di immersione più popolari ci sono il relitto della St. George, una nave affondata a una profondità di circa 40 metri, oggi popolata da coralli e pesci che la rendono un’attrazione affascinante per i sub più esperti.

Anche i principianti possono vivere esperienze entusiasmanti nei siti di immersione di Dreams Shallow e El Faro, che con una profondità massima di una quindicina di metri, offrono la possibilità di esplorare in sicurezza i fondali ricchi di coralli e pesci tropicali. Per chi desidera vivere un’esperienza altamente adrenalinica, le immersioni nelle grotte di acqua dolce del Parco Nazionale offrono l’affascinante opportunità di nuotare tra stalattiti e stalagmiti nella grotta di Chicho.

Nella giungla del Parque Nacional Cotubanamá

Oltre alle sue spiagge da sogno, Bayahibe offre anche la possibilità di esplorare la giungla tropicale circostante. Il Parque Nacional Cotubanamá è una vasta area protetta che ospita una grande varietà di flora e fauna, tra cui varie specie di uccelli tropicali e farfalle dai colori vivaci. Percorrendo i sentieri che attraversano la foresta, si possono scoprire antiche grotte, alcune delle quali erano abitate dai Taino, gli indigeni che popolavano l’isola prima dell’arrivo degli europei.
Uno dei sentieri più affascinanti conduce alla grotta di Chicho, un luogo misterioso e suggestivo dove si possono osservare stalattiti e stalagmiti mentre si nuota in acque fresche e cristalline. L’escursione è adatta anche alle famiglie e in generale a chi desidera immergersi nella storia e nella natura del luogo.

In barca sul fiume Chavon

Gli amanti della natura non possono perdersi anche un’escursione lungo il fiume Chavon, che sfocia a breve distanza da Bayahibe. Famoso per essere stato scelto come set cinematografico di film come “Apocalypse Now”, il corso d’acqua offre una pausa rilassante dalla vita di spiaggia. Le escursioni in barca lungo il fiume permettono di immergersi completamente nella natura, tra paesaggi suggestivi e uccelli esotici che si posano sugli alberi.

Un segreto amalfitano: il borgo costiero di Atrani

26 octobre 2024 à 09:39

A una manciata di curve e una galleria nella roccia da Amalfi la piccola Atrani sbuca all’improvviso. Sotto, da un lato, l’affaccio dalla strada sopraelevata ad archi che la percorre come un balcone è sulla spiaggia, dall’altro è sulle case che si stagliano col loro bianco abbagliante sulla montagna di rocce, terrazzini verdi e frutteti.

Il cuore di questo borgo marinaro è la piazzetta Umberto I: dove un tempo si tiravano le barche per proteggerle dalle mareggiate, oggi c’è un salottino accogliente e raccolto. Passeggiando nell’intrico dei vicoli (che ispirarono a Escher l’opera “Vicoli coperti“) e delle scalinatelle che si dipana da via dei Dogi, il corso principale, si possono scoprire scorci splendidi. Se il tramonto regala dei bellissimi colori, facendo risaltare i balconi in ferro battuto e le persiane verdi, i cestini di vimini per issare la spesa e i pomodori appesi (con la forma “a pinneolo”), bisogna aspettare di vederla la sera: quando le finestre si illuminano sembra di essere in un presepe.

Cosa vedere ad Atrani, un tuffo nella storia

Pur essendo molto piccola le cose da vedere non mancano: al tempo delle repubbliche marinare, infatti, qui vivevano le famiglie più nobili di Amalfi e qui si incoronavano e venivano seppelliti i dogi. Il punto di partenza non può quindi che essere la chiesa di S. Salvatore di Birecto, dove birecto non è null’altro che il berretto che veniva posto sul capo del doge. Pesantemente rimaneggiata fu fondata però nel 940: ha un piccolo campanile a vela e una porta in bronzo, con formelle intarsiate con argento, rame e smalto, arrivata nel 1087 dalle botteghe di Costantinopoli, come dono di Pantaleone Viaretta, un ricco mercante che vent’anni prima aveva procurato ad Amalfi l’analoga porta del Duomo.

Da visitare anche la chiesa di Santa Maria Maddalena e la sua Collegiata: la facciata barocca non deve trarre in inganno perché fu costruita nel 1274 dai cittadini come ringraziamento per la fine delle incursioni saracene e momento di rinascita della cittadina. La sua cupola di maiolica lucida e la torre campanaria a pianta quadrata sono un po’ il simbolo di Atrani. La grotta di Masaniello si trova proprio accanto: si dice che fu qui, a pochi metri dalla casa dei nonni materni, che venne a nascondersi prima di essere tradito e ucciso.

Collegiata di Santa Maria Maddalena Atrani
Fonte: iStock
La Collegiata di Santa Maria Maddalena ad Atrani

Poco sopra l’antica via che collegava Atrani con Amalfi c’è invece la grotta dei Santi, molto probabilmente un tempo parte dell’antico monastero benedettino dei SS. Quirico e Giulietta. L’entrata è su un terrazzamento a limoni, la pianta irregolare, le pareti decorate da affreschi del XII sec. in stile bizantino con gli evangelisti disposti intorno a un santo guerriero, certamente San Giorgio, con il braccio levato mentre regge un’asta.

Oltre a queste Atrani ospita un’incredibile quantità di chiesette: quella del monastero francescano di Santa Rosalia, la chiesa di S. Maria del Bando (XII sec.) dove venivano proclamati le sentenze e i bandi nel periodo della Repubblica Amalfitana, quella di S. Maria Immacolata, di S. Gerturde, la chiesa del Carmine nonché quella di S. Michele fuori le mura (XII sec.), famosa per aver accolto, si dice, i cadaveri della peste del 1656 di cui un muro conserverebbe ancora le tracce.

I sapori di una gastronomia sopraffina

Se si vuole gustare la vera essenza di Atrani però bisogna sedersi a tavola. Al pesce azzurro – re incontrastato, pescato con le lampare che la sera prendono il largo e illuminano il mare come stelle – è dedicata una sagra alla fine di agosto (il 22 e il 23). È nata quasi per caso, per godere subito di quello che portavano i pescatori con le cianciole e le paranze. Di anno in anno ci si è organizzati sempre meglio e ora, in un trionfo di alici fritte, tonno e pesce bandiera, si appendono le reti, si accendono luci colorate, torce e fiaccole e a mezzanotte si guardano i fuochi d’artificio.

Da assaggiare gli scialatielli (un tipo di pasta fresca fatta a mano) ai frutti di mare, la pasta e fagioli con il pesce azzurro, il sarchiapone – una grossa zucca, svuotata e riempita di zucca tagliata a pezzi, carne e mozzarella e infine cotta al forno (ed è la versione più semplice!) – le cassatine di pan di spagna farcite con una crema di tradizionale sfusato amalfitano, i bocconotti (con la crema e le amarene), e i passolini, chicchi di uva fatta appassire al sole e conservata in un cartoccio di foglie di limone, legate con un giunco.

Se ti è piaciuto il nostro racconto ascolta il podcast: Virgilio e Italia ti guideranno alla scoperta di questo borgo e degli altri 100 borghi del cuore scelti da SiViaggia.

È sempre la stagione perfetta per un viaggio a Zara, anche a settembre e ottobre

23 août 2024 à 10:25

Quando si parla di viaggi, esistono luoghi che possono essere paragonati a quei capi d’abbigliamento senza tempo nel proprio guardaroba o quei must-have che non passano mai di moda, proprio come lo è Zara.

Che tu sia un viaggiatore esperto o qualcuno in cerca di nuove avventure, questa città croata sulla costa della Dalmazia ti saprà affascinare con tutte le sue incantevoli bellezze. Immagina di passeggiare per le intrecciate stradine antiche del centro storico, gustare i sapori locali più autentici e ammirare un tramonto tra i più spettacolari al mondo, il tutto senza la folla estiva. Non è un sogno: a Zara tutto questo è realtà.

Il momento perfetto per rilassarsi

I mesi di settembre e ottobre a Zara offrono una combinazione unica di tranquillità e bellezza. La folla estiva è sparita, lasciando spazio a un’atmosfera più rilassata che ti permetterà di godere appieno di tutto il fascino della città.

Il clima è ancora caldo, con temperature intorno ai 20 gradi: il momento ideale per esplorare la città, le spiagge e i luoghi naturali nelle vicinanze senza troppa fatica, ma ancora riscaldati dagli ultimi sprazzi d’estate. È così, che tu ti stia rilassando su una spiaggia tranquilla o sorseggiando un bicchiere di squisito vino locale in un caffè sul mare, scoprirai che Zara nella bassa stagione è semplicemente irresistibile.

Una passeggiata nella storia

Zara è una città ricca di storia, dove ogni angolo racconta un capitolo del suo passato. Passeggiando per le sue strette strade lastricate, incontrerai meraviglie architettoniche realizzare nel corso del tempo, dalle più remote a quelle più moderne. Inizia la tua avventura al Foro Romano, il più grande della costa adriatica orientale, dove le rovine antiche testimoniano una storia millenaria: era infatti il centro della vita sociale di Zara e il principale punto di incontro per i cittadini.

Nelle vicinanze, la Chiesa di San Donato, uno straordinario esempio di architettura preromanica del Medioevo, attende solo di essere esplorata. Non dimenticare, poi, di visitare la Piazza dei Cinque Pozzi circondata da giardini e dalle mura medievali della città, inserite nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 2017. Queste fortificazioni furono costruite nel XII e XIII secolo per proteggere la città dagli invasori turchi. Oggi offrono una vista panoramica sul centro storico e sullo scintillante Adriatico poco distante. Se sei un appassionato di storia, Zara è un vero scrigno che, passo dopo passo, svela interessanti scorci sul suo ricco e affascinante passato.

Piazza dei Cinque Pozzi, circondata dalle Mura medievali Patrimonio Unesco
Fonte: Stipe Surac
Piazza dei Cinque Pozzi e le mura medievali Patrimonio Unesco

Una sinfonia creata dall’energia del mare

Zara è ampiamente conosciuta per uno dei tramonti più belli del mondo, una visione che affascinò anche Alfred Hitchcock. Immagina il sole che lentamente scompare all’orizzonte, tingendo il cielo di intense sfumature dall’arancione al rosa e al viola.

Ma l’incanto del tramonto non è l’unico motivo per cui visitare Zara anche al termine dell’estate. Esistono infatti due importanti opere installate lungo la banchina che meritano sicuramente di essere viste e vissute. Il Saluto al Sole, un’installazione composta da 300 pannelli di vetro multistrato, cattura e riflette l’intero spettro di colori del sole e, man mano che la luce cala, si illumina regalando uno spettacolo incantevole. Poco distante, puoi invece sederti sui gradoni dell’Organo Marino, lasciandoti ammaliare dall’armonia creata dalle onde del mare e da uno dei tramonti più belli del mondo. Un momento di magia che rimarrà per sempre impresso nella memoria.

Se sei in cerca di avventura, invece, puoi organizzare una gita di un giorno alle vicine isole dell’arcipelago zaratino (sono circa 300). Ogni lembo di terra che affiora dal mare ha il suo fascino particolare: si passa dalle spiagge sabbiose di Sakarun sull’Isola Lunga ai tranquilli paesaggi coperti di ulivi di Ugliano, fino alla tranquilla isola di Molat, con baie appartate, sentieri che si immergono nella natura e villaggi autentici. Scoprire le isole di Zara durante la bassa stagione significa essere più liberi, essendoci meno turisti, e ciò renderà la tua esperienza di viaggio ancora più personale e intima.

L'isola di Molat, poco distante da Zara
Fonte: Fabio Šimićev
Isola di Molat, Zara

Un viaggio culinario incredibile attraverso la Dalmazia

La scena gastronomica di Zadar, il nome croato di Zara, è una combinazione di sapori tradizionali dalmati e interpretazioni moderne. Durante settembre e ottobre, è più facile trovare i migliori tavoli nei ristoranti di punta della città. Goditi ricchi piatti di frutti di mare freschi, conditi con olio d’oliva locale e accompagnati da verdure di stagione e da un bicchiere di Maraschino, famoso liquore alla ciliegia di Zara.

Non dimenticare di visitare anche i pittoreschi mercati locali, dove puoi assaggiare varie bontà tipiche, come il formaggio di Pago, i fichi e il prosciutto.

Tra settembre e ottobre, inoltre, la città si anima ogni anno con eventi enogastronomici durante i quali assaggiare moltissime prelibatezze: da non perdere, ad esempio, sono il Meat Me Festival, che celebra i piatti a base di carne, e il Zadar Street Food Festival.

Piatti tipici di Zara, da assaporare in un viaggio nella citta croata
Fonte: Filip Brala
Piatto tipico di Zara, con pesce fresco e verdure di stagione

Pianifica la tua vacanza nella bassa stagione

A Zara ogni stagione ha il suo fascino, ma c’è qualcosa di speciale nella bassa stagione, tra settembre e ottobre. È il momento in cui la città rallenta e respira, rivelando il suo vero carattere: una miscela di storia, cultura, bellezze naturali e gastronomia di alto livello.

Indipendentemente dalla stagione, questa meravigliosa città della Croazia garantisce un’esperienza indimenticabile per coloro che decidono di esplorarla in ogni sua sfaccettatura. Quindi, non ti resta che preparare le valigie e scoprire in prima persona perché Zara è sempre di moda (proprio come quei capi d’abbigliamento senza tempo)!

Per maggiori ispirazioni e informazioni, visita il sito ufficiale dell’Ente del Turismo della città di Zara e segui i profili ufficiali sui social media (Instagram e TikTok).

Direzione Santorini: cosa mettere in valigia

29 juillet 2024 à 16:45

Prenotato il viaggio? Prenotato anche l’albergo? Adesso non resta solo che pensare a cosa mettere in valigia per una vacanza direzione Santorini, in Grecia.

Questa stupenda isola è conosciuta in tutto il mondo per le sue bianche case tradizionali con i tetti blu, le sue vie acciottolate e, soprattutto, i suoi invidiabili panorami ed il suo tramonto unico, la cui luce riflette su case e piscine che si affacciano sul mare.

Queste sue caratteristiche ed il suo clima mite tutto l’anno e caratterizzato da pochissime piogge, rendono Santorini una meta del Mar Mediterraneo assolutamente da non perdere. Per visitare nel migliore dei modi l’isola e vivere al meglio e con serenità la vacanza, bisogna portare con sé in valigia tutto l’occorrente. Ecco cosa non può mancare.

Cosa mettere in valigia per un viaggio direzione Santorini?

Per chiunque voglia partire alla scoperta di Santorini, il primo consiglio utile che si può dare è quello di inserire in valigia vestiti leggeri ed estivi. Le temperature, infatti, soprattutto durante i periodi estivi, possono salire al di sopra dei 30 gradi e ciò potrebbe portare ad alcuni disagi nel caso in cui non ci si vesta nel migliore dei modi. Quindi si parla, per le donne, di shorts, t-shirts, gonne leggere, vestiti comodi e leggeri, oppure per gli uomini, t-shirts, pantaloni corti e leggeri e polo. Chiaramente non devono mancare i costumi da bagno, per godere dell’acqua turchese che bagna le coste dell’isola. Da non dimenticare vestiti eleganti o camicie, da poter utilizzare soprattutto durante serate ed eventi speciali sull’isola.

Come i vestiti, anche le calzature devono avere queste “caratteristiche estive”. Non possono mancare, quindi, delle scarpe comode e leggere per visitare l’isola di Santorini e scoprire tutte le sue attrazioni storiche e naturali, e dei sandali o ciabatte per le giornate di relax al mare o a bordo piscina.

Non va dimenticato che l’isola dell’Egeo, grazie alla sua natura vulcanica, è ricca di sentieri che portano sulle cime più alte per godere di panorami mozzafiato, a 360 gradi. Ecco perché nella valigia per il prossimo viaggio a Santorini non dovrebbero mancare anche indumenti sportivi, buoni alleati per gli amanti di escursioni e trekking, che decideranno di scoprire questo lato più selvaggio dell’isola.

Nonostante l’isola di Santorini sia una località decisamente calda e dalle temperature elevate, può capitare che i più freddolosi patiscano un po’ il fresco della sera. Infatti, quando soffia il vento marino, conosciuto dai locali con il nome di meltemi, è sempre bene avere in valigia una giacca o felpa leggera, oltre che un paio di pantaloni lunghi. Questi indumenti saranno a maggior ragione utili in caso di tour isolano su un motorino, il mezzo più utilizzato per spostarsi sull’isola greca.

Non bisogna dimenticarsi, poi, degli accessori personali. Il consiglio che si può dare è sicuramente quello di organizzare la valigia attraverso l’utilizzo di organizers, ovvero utili contenitori richiudibili con zip, nei quali suddividere indumenti ed accessori, e che aiutano a mantenere in ordine tutto il necessario.

Valigia con indumenti e accessori organizzati in organizer diversi, per tenere in ordine il contenuto
Fonte: iStock
Valigia con indumenti e accessori organizzati in organizer diversi

Quindi, per quanto riguarda gli accessori, non possono mancare per un viaggio destinazione Santorini due categorie:

  • Accessori personali: si tratta di quegli accessori per la cura della persona, ad esempio, come creme idratanti e creme solari, utili durante e dopo una giornata in spiaggia, ma anche spazzole o prodotti per la cura dei capelli, ed eventuali farmaci di cui si potrebbe aver bisogno quotidianamente;
  • Accessori high-tech: questi sono accessori diventati ormai di vitale importanza per un viaggiatore. Si parla di cavi vari per la ricarica dei cellulari, ma anche di fotocamere, pc portatili e cuffie. Inoltre, non può mai mancare un adattatore per la presa elettrica, che può essere molto comodo in svariate situazioni.

L’isola di Santorini è un tesoro del Mediterraneo, che si va ad aggiungere ad altre isole bellissime e, a volte, anche poco conosciute della Grecia, che rappresentano per questo Paese un’attrazione naturale senza eguali. Preparare, pertanto, la valigia direzione Santorini vuol dire partire con il piede giusto per godersi questi fantastici paesaggi plasmati dall’attività vulcanica.

Cosa vedere a Zugo, borgo svizzero del piccolo cantone

Par : ritarossella
21 juillet 2024 à 12:00

Amanti dei tramonti e dei borghi medievali, Zugo è la destinazione perfetta per voi. Non c’è abitante di questa città del cantone svizzero che si perde lo spettacolo di colori offerto dal sole quando tramonta sul lago davanti al monte Pilatus. Il tramonto sarà il finale perfetto della vostra giornata trascorsa alla scoperta di questa cittadina dal fascino elegante che mixa perfettamente architetture classiche e moderne. Perdetevi tra i vicoli stretti del suo centro storico, passeggiate sul lungolago o concedetevi un momento di relax in uno dei tanti café.

Anche l’offerta artistica e naturale di Zugo (Zug) non delude: ci sono i monumenti medievali che riflettono il suo passato nobile, come l’antica polveriera, ciò che resta delle possenti mura difensive, e la chiesa di Sant’Osvaldo, testimonianza dell’affetto degli abitanti della città nei confronti del patrono. Non mancano le architetture moderne e i favolosi giochi di luce della stazione ferroviaria, per non parlare delle bellezze naturali racchiuse non solo nel lago, ma anche dentro grotte e sulle vette delle montagne circostanti. Ecco cosa vedere a Zugo, capoluogo del piccolo cantone omonimo, distante soli 20 minuti da Zurigo.

Il centro storico di Zugo

Fondata all’inizio del XIII secolo Zugo, oltre a rappresentare una delle mete turisticamente più importanti della Svizzera, è nota anche per essere una delle città con la tassazione più bassa di tutto il pianeta e per questo sede di tantissime società. Sono loro a conferirle un carattere internazionale che convive armoniosamente con le sue origini medievali, strettamente collegate con il suo simbolo più importante: lo Zytturm, la Torre dell’Orologio.

Oggi, con i suoi 52 metri, sovrasta l’intera città, anche se la sua storia è cominciata in modo diverso. La parte inferiore nacque come semplice passaggio per il centro storico e bisognerà aspettare il 1557 per vederla innalzata e completata fino a raggiungere la sua forma attuale con i bovindi e con il ripido tetto a padiglione. L’orologio, dal quale deriva il nome della torre (‘Zyt’ significa ‘ora’) invece, fu montato nel 1574. La parte più interessante resta l’orologio astronomico, suddiviso in quattro quadranti indicanti ciascuno la settimana, le fasi lunari, il mese e l’anno bisestile. Ogni giorno della settimana è scandita dalla figura della divinità di riferimento.

Altro monumento imperdibile del centro storico è il Municipio, edificato tra il 1505 e il 1509 in stile tardo gotico. In passato, il palazzo ha ospitato un mercato coperto al piano terra, mentre il primo e il secondo piano furono adattati per ospitare le riunioni del consiglio e quelle di corte. La sala più bella resta quella gotica situata al piano superiore, rivestita di pannelli arricchiti con lavori d’intaglio e diversi motivi provenienti dal Vangelo, come quello che vede raffigurato Cristo davanti a Pilato.

Merita una visita anche la chiesa di Sant’Osvaldo, capolavoro architettonico del XVI secolo. Sebbene gli elementi originali dell’antica chiesa siano pochi, ad affascinare sono soprattutto i bellissimi portali e le sculture, mentre la pittura di maggior pregio è il Giudizio Universale di Melchior Paul von Deschwanden risalente al 1866. La chiesa testimonia l’affetto della città e dei suoi abitanti nei confronti del santo, immutato nel corso dei secoli. Deliziosa anche la Polveriera dove, da molti anni, la società ornitologica della città, fondata nel 1878, si prende cura della colonia di rondini maggiori che vive al suo interno.

Zugo centro storico
Fonte: iStock
Il centro storico di Zugo illuminato la sera

Le tappe per gli amanti dell’arte

Il fascino medievale incontra quello moderno e lo fa attraverso l’arte. Zugo ospita un interessante museo delle belle arti, il Kunsthaus Zug, suddiviso in diverse aree tematiche che vanno dal modernismo classico a quello contemporaneo. A causa dello spazio limitato, le collezioni non vengono esposte in modo permanente, ma in mostre temporanee tematiche. Tra le più belle possedute dal museo citiamo quella dedicata al Modernismo Viennese in Europa al di fuori dell’Austria che vanta opere di Klimt, Gerstl, Hoffmann, Kokoschka, Schiele e Wotruba. Da quattro a cinque progetti all’anno, invece, sono dedicati all’arte contemporanea e del XX secolo includendo gli spazi pubblici circostanti.

Un altro monumento dedicato all’arte contemporanea di Zugo, situato proprio alle porte della città ricoprendo il ruolo di perfetto biglietto da visita, è la stazione ferroviaria. A realizzarla fu l’architetto Klaus Hornberger e grazie a un passaggio pedonale ben strutturato collega diversi rioni cittadini. La caratteristica che l’ha resa famosa e l’ha trasformata in punto di attrazione turistica è la magnifica installazione di luci creata dall’americano James Turrell e che potete ammirare tutti i giorni all’imbrunire.

Le bellezze naturali di Zugo

Tra le attività più amate per ammirare le bellezze naturali di Zugo c’è sicuramente l’escursione sul monte Zugerberg, alto 1093 metri e meta perfetta in ogni stagione. Troverete un’ampia scelta di sentieri adatti a tutti i livelli di trekking, alcuni possono essere percorsi anche con i passeggini diventando un’occasione unica per trascorrere una giornata all’aria aperta con tutta la famiglia. Dalla stazione di Zugo vi basterà prenderà il bus con direzione Zugerberg Bahn.

Un altro trekking unisce la natura con uno dei vanti della città: le ciliegie. Zugo, infatti, è famosa per essere la città delle ciliegie e, oltre ad allestire un mercato dedicato a questa frutta nei mesi tra giugno e luglio, è presente anche un sentiero escursionistico a tema che attraversa i campi con gli alberi di ciliegio e che offre viste panoramiche sul lago e sulla città.

Vicino a Zugo, invece, nel Lorzetobel, le gocce non solo hanno scavato la pietra, ma hanno anche plasmato nuove forme: qui potrete visitare le Höllgrotten per scoprire un mondo magico fatto di stalattiti e stalagmiti antiche di oltre 3.000 anni.

Lago di Zugo
Fonte: iStock
Vista sulle montagne e sul lago di Zugo

Le Saline di Trapani, tra terra, mare e un tramonto strepitoso

17 juillet 2024 à 19:25

Il sole batte sugli specchi d’acqua, ognuno separato dall’altro da un cordolo artificiale. L’abbagliante bianco delle mura degli edifici, del terreno su cui si cammina, della città che si mostra all’orizzonte dietro le grandi pale del mulino a vento si combina con il silenzio che permane.

Indifferenti al passaggio dell’uomo, in lontananza, un grande gruppo di bizzarri fenicotteri si nutre, le zampe nell’acqua che arriva loro alle ginocchia, se questo è il nome delle loro strane articolazioni.

Il blu profondo del mare circonda tutto, e dal mare viene tutto quello che c’è dentro e intorno alle saline di Trapani, luogo unico e magico adagiato in un angolo della Sicilia.

Fonte: Lorenzo Calamai
Le vasche di estrazione del sale alle Saline di Trapani

Vengono dal mare, o meglio da altre terre attraverso il mare, le tantissime specie di uccelli migratori che sostano e nidificano tra le saline, trovando imprevedibile ristoro in questo territorio estremo dove la sopravvivenza animale e vegetale è riservata ad alcune peculiari creature.

Viene dal mare il cloruro di sodio estratto nelle grandi vasche che compongono la gran parte del paesaggio: è il sale, l’oro bianco del tempo che fu che è tornato oggi ad essere una ricchezza per questo territorio, capace anche di cucire un percorso culturale e turistico attorno all’attività di estrazione che caratterizza le sponde del Mediterraneo intorno a Trapani da migliaia di anni.

Le saline di Trapani: la storia fino ad oggi

Malgrado non siano arrivate ai giorni nostri tracce che riescano a dare una data di origine alle saline di Trapani, la loro storia è vecchia quanto la Sicilia stessa.

I Fenici, che si insediarono nella parte occidentale dell’isola a partire dall’ottavo secolo a.C., erano infatti un popolo dedito al commercio e che faceva largo uso del sale marino come spezia e come conservante.

Per le prime tracce storiche dell’esistenza delle saline di Trapani si deve però attendere quasi due millenni: sono infatti documentate da Muhammad al-Idrisi, il più grande cartografo del suo tempo. Nato nell’odierna Ceuta, al-Idrisi è stato l’autore della Tabula Rogeriana, rimasta il migliore e più accurato mappamondo esistente fino all’epoca delle grandi navigazioni.

Nella parte finale della sua vita, al-Idrisi si stabilì a Palermo, alla corte del re normanno Ruggero II, e qui scrisse in uno dei suoi volumi dedicati al viaggio che a Trapani “proprio davanti alla porta della città si trova una salina”.

Fonte: Lorenzo Calamai
Un mulino a vento delle saline di Trapani

Per secoli, le saline furono la ricchezza principale di Trapani. La produzione e il commercio vennero incentivati da Federico II di Svevia come dai successivi regnanti angioini, venne fatta ulteriormente crescere sotto il dominio aragonese e raggiunse poi l’apice nel corso del Cinquecento.

Una importanza, quelle della saline e del porto della città di Trapani, che sarebbe rimasta di prima rilevanza fino alla fine dell’Ottocento, per poi entrare in crisi nel ventesimo secolo. La concorrenza di altri prodotti, di altre industrie di sale marino, le guerre mondiali furono tutti fattori che portarono a un progressivo declino e al parziale abbandono delle saline. Una grave alluvione, nel 1965, aggravò la situazione.

Solo l’istituzione della riserva naturale, avvenuta all’inizio degli Anni Novanta, ha potuto salvare l’area delle saline di Trapani e renderla progressivamente quello che è oggi: un luogo quasi unico, dove ancora si pratica la salicoltura (il sale di Trapani è un prodotto IGP), ma che a questa attività ha saputo abbinare l’interesse naturalistico, in particolare dedicato alle numerose specie di uccelli migratori che vi sostano, e quello culturale, grazie alla presenza del Museo del sale in uno dei tanti mulini a vento che caratterizzano il paesaggio.

Saline di Trapani, la riserva naturale orientata

La riserva naturale orientata Saline di Trapani e Paceco è una vasta area protetta che si estende dalla parte meridionale della città e si estende nello zone di Nubia, Culcasi, Salinagrande, piccole frazioni di campagna con campi coltivati ad ulivo che si frappongono fra una salina e l’altra.

La fascia costiera interessata copre oltre mille ettari ed è gestita dal WWF, che si occupa della salvaguardia, della valorizzazione e della attività divulgativa legata a questo particolare contesto a metà strada tra terra e mare, dove la mano dell’uomo ha modificato il paesaggio nel corso dei millenni ma la natura rimane presente ed è oggi particolarmente tutelata.

Presso il Mulino Maria Stella situato nella frazione di Nubia del comune di Paceco è aperto il centro visite della riserva naturale, peraltro tutelata anche a livello internazionale come zona umida di particolare rilievo. Da qui partono le visite guidate gratuite che conducono i visitatori all’esplorazione delle saline con una escursione di un paio d’ore, nelle quali si mettono in evidenza le peculiarità naturalistiche dell’area, come la caratteristica flora tipica delle zone salmastre e le tante specie di uccelli presenti, fra i quali spicca una popolazione in grande crescita di fenicotteri rosa.

Fonte: Getty Images
Fenicotteri rosa popolano le saline, con Trapani sullo sfondo

La riserva naturale ospita 25 diverse specie di uccelli, tra cui quelle che più di recente vi nidificano sono il Gabbiano roseo, la Folaga, il Germano reale, la Pettegola, la Garzetta e la Volpoca.

Attraverso la visita guidata si entra anche in contatto con il mondo della salicoltura, con la storia di quello che viene chiamato l’oro bianco e con il suo particolare tipo di estrazione. Tra luglio e settembre è peraltro possibile vedere dal vivo l’attività di raccolta del sale.

Completa l’offerta della riserva il Museo del sale, una struttura privata gestita da una famiglia storicamente legata all’attività di salicoltura, dove i visitatori possono ripercorrere tappe e vicende della lunga storia delle saline di Trapani. Gli antichi strumenti utilizzati, il lavoro di raccolta, il particolare ambiente in cui ci si trova sono le tematiche che vengono approfondite nel percorso all’interno della struttura.

In più, è possibile avventurarsi tra le piccole vie pedonali che attraversano le saline, tra le vasche di raccolta del sale fino ad arrivare sulla riva del mare, dove si staglia all’orizzonte il profilo delle isole Egadi.

Saline di Trapani, il luogo ideale per il tramonto

Saline di Trapani Sicilia
Fonte: Lorenzo Calamai
Il tramonto alle saline di Trapani

Il Museo del sale, dov’è peraltro aperto anche un ristorante che approfitta degli ampi e suggestivi spazi dell’antico mulino a vento, è inoltre anche il luogo migliore per godere di uno degli spettacoli più suggestivi dell’intera città di Trapani.

Qui, nelle limpide sere d’estate, il sole abbraccia il mare in un tramonto strepitoso, richiamando tante persone che vogliono godersi lo spettacolo, trapanesi e non.

Nel tardo pomeriggio la luce del sole si fa mano a mano sempre più dorata e bagna in maniera quasi abbacinante le circostante. Pian piano, ma in apparenza sempre più rapidamente, la stella si fa sempre più grande e si tinge di un rosso intenso, trasformando il cielo in uno spettacolo fiammeggiante.

Fonte: Lorenzo Calamai
Un’imbarcazione si staglia contro il tramonto alle saline di Trapani

Il bel panorama che dalle saline spazia sui contorni delle Egadi e sulla città di Trapani, che si trova alle spalle del mulino a vento, muta rapidamente i suoi colori.

Il momento emozionante prosegue per diversi minuti anche dopo che l’orizzonte avrà inghiottito la grande palla rossa: la luce è ora soffusa, il cielo si tinge di sfumature indaco e viola, i colori si fanno più morbidi e il vento accarezza gentilmente il pelo dell’acqua delle vasche di raccolta del sale, increspandone la superficie.

Fonte: Lorenzo Calamai
Le isole Egadi fanno da sfondo allo spettacolo del crepuscolo

È un’emozione lunga e languida, da godersi fino in fondo, fin quando le prime stelle non cominciano a brillare nella metà orientale del cielo. Se siete rimasti colpiti dall’unicità del panorama delle saline, dai volti enigmatici e dai colori degli uccelli migratori, non potrà fare a meno di colpirvi quest’ultima trasformazione del contesto quando il sole saluta il giorno e tutto si fa più silente.

Parigi di notte è magica: gli itinerari imperdibili

10 juillet 2024 à 11:00

Straordinaria di giorno, incantata con le luci infuocate del tramonto e sorprendente la sera, Parigi è semplicemente meravigliosa in ogni momento della giornata. Perché lei è romantica e illuminata, intellettuale e misteriosa, bellissima come solo lei sa essere.

Se Parigi è la città più poetica e spettacolare da visitare durante il giorno, aspettate il tramonto, quando il sole lascia spazio alla luna e le prime luci della sera si accendono: è così che la Ville Lumière si trasforma e mostra il suo vestito migliore, quello delle migliaia di luci che la rendono protagonista di uno spettacolo incantevole in cui lasciarsi trasportare.

Riscopri tutta la magia di Parigi dopo il calar del sole e lasciati meravigliare dalla sua vivace e allo stesso tempo romantica vita notturna, per innamorarti un’altra volta dell’intramontabile città delle luci, vestita con il suo abito più elegante.

Parigi di notte: la magia della città delle luci

Ha ispirato artisti, scrittori e illuminati, filosofi e letterari, poeti e pittori. Eppure anche attingendo a tutta l’eredità che ci hanno lasciato gli altri, non riusciremmo a descrivere l’immensità di una città artistica e sofisticata, ricca di storia, di tesori architettonici, di fascino e di mistero. Anche un caffè o una semplice passeggiata a Parigi sanno trasformarsi in un’esperienza. E poi ci sono le cattedrali e i musei, le vie dello shopping e quelle dell’alta moda.

La Ville Lumière è sorprendente. Lei che è chiamata così perché è stata la patria dell’illuminismo, ma anche una delle prime città europee ad aver portato le luci tra le strade. Ed è proprio quando queste si accendono, di notte, che inizia la magia. Non è un caso che la capitale francese abbia ottenuto il primo posto nella classifica delle città più belle di notte.

Cosa fare a Parigi di notte: itinerari e cosa vedere assolutamente

Quando il sole lascia spazio al crepuscolo si riscoprono i due volti migliori di Parigi, quello romantico ed elegante, ma anche quello vivace e frizzante. Lo spettacolo inizia proprio quando le strade e i quartieri di Parigi si illuminano gradualmente creando un’atmosfera magica.

La capitale della Francia di notte risplende e vale la pena di essere vissuta, proprio come quel film di Woody Allen che ci ricorda che quando l’orologio segna la mezzanotte, qui, nella città delle luci, tutto è possibile.

Scopri cosa fare a Parigi di notte e quali sono i migliori itinerari per non perdersi il migliore spettacolo di luci notturno di questa splendida città dall’anima elegante.

Passeggiare lungo le vie illuminate, tra i palazzi storici e le rive della Senna

Il modo migliore per scoprire la Parigi notturna è camminando accompagnati dalle luci del tramonto che infuocano i monumenti iconici della capitale francese. Iniziando dagli Champs-Elysées con il loro imponente Arc de Triomphe, si percorre la strada che non dorme mai e si attraversano i bellissimi Jardins de Tuileries fino raggiungere il Louvre e ammirare la piramide dorata che illumina il piazzale del museo.

L’itinerario che conduce alla scoperta dell’anima serale di Parigi prosegue attraversando uno dei ponti più romantici della città, il Pont des Arts, con una splendida vista sull’Île de la Cité.

Dalla Rive Gauche è possibile osservare la bellezza della Cattedrale di Notre-Dame, silenziosa e magica, e poi via lungo la Senna per ammirare gli edifici, le attrazioni e i tipici negozi parigini. Un itinerario, quello notturno, che passa inevitabilmente anche per i magici ponti della città, tra i quali l’imponente Pont Alexandre III e il più antico, il Pont Neuf.

Un itinerario diverso, che parte sempre dall’Arc de Triomphe, è quello che porta al simbolo di Parigi, la Tour Eiffel. Passeggiando lungo una delle strade che si aprono a raggiera dall’arco monumentale, si raggiunge la place du Trocadero, sulla Rive Droite della Senna, che apre la vista sulla colossale torre in ferro costruita nel 1889.

Il bellissimo Pont Neuf di notte a Parigi
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Pont Neuf

Ammirare la Tour Eiffel di notte

Una volta che le luci della notte dominano la città, fermatevi davanti alla Torre Eiffel e tenete d’occhio l’orologio perché il momento migliore per osservarla in tutto il suo splendore corrisponde proprio alle ore serali. Allo scoccare di ogni ora, per 5 minuti, la struttura regala uno spettacolo di più di 20mila luci che la fanno brillare nel buio. Ma è all’una di notte che le luci scintillanti si accendono un’ultima volta (per circa 10 minuti) per dare a tutti la buonanotte più magica e suggestiva.

Lo spettacolo magico della Tour Eiffel illuminata
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Tour Eiffel

Esplorare Parigi dall’alto: Tour de Montparnasse, Tour Eiffel e Montmartre

Se scoprire Parigi camminando tra le sue vie illuminate è un’esperienza suggestiva, non potete perdervi lo spettacolo mozzafiato della vista della città dall’alto. Panorami splendidi mostrano la Ville Lumière nei suoi colori migliori, quelli che la rendono un quadro variopinto in cui palazzi, monumenti e boulevard spiccano quasi come infuocati dalle calde luci notturne.

Tra i migliori punti panoramici dai quali lasciarsi ammaliare da tanta bellezza, ci sono sicuramente la Tour Montparnasse, con la sua terrazza a 200 metri di altezza aperta fino alle 23.30 durante l’estate, la Tour Eiffel, la cui sommità tocca quasi i 300 metri e regala una vista incredibile a 360° sulla città più romantica del mondo, e infine Montmartre.

È proprio dalla collina che spicca nella parte Nord di Parigi che la città regala una delle viste più suggestive e romantiche: dopo una passeggiata tra le tipiche viuzze del quartiere di Montmartre, tra artisti di strada e atelier, sedetevi sulle scalinate che fronteggiano la basilica del Sacre Coeur illuminate dagli eleganti lampioni parigini, e lasciatevi stupire dalla trasformazione della città, punteggiata da migliaia di luci che si accendono man mano che il chiarore del giorno lascia spazio all’oscurità della notte.

Splendida vista su Parigi da Montmartre
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Vista notturna su Parigi da Montmartre

Fare una crociera notturna sulla Senna

Le calme acque della Senna fanno da sfondo a un’altra esperienza memorabile per scoprire il volto notturno più magico di Parigi. Le numerose crociere messe a disposizione seguono il fiume che attraversa la città e costeggiano alcuni delle più importanti attrazioni storico-artistiche della Ville Lumière.

Coloro che vogliono trascorrere una serata romantica con vista sulla Tour Eiffel illuminata, sul Louvre e su Notre Dame, possono prenotare uno dei “bateau mouche” (il tipico battello parigino) che offrono ai propri ospiti anche una squisita cena a lume di candela.

Notre Dame de Paris illuminata dalle luci della sera a Parigi
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Notre Dame de Paris

Assistere a uno spettacolo del Moulin Rouge

Uno dei simboli indiscussi della vita notturna parigina è senza dubbio il Moulin Rouge, risalente alla Belle Époque del 1889 e reso ancor più celebre dall’omonimo film.

In un viaggio alla scoperta di Parigi durante la notte, una tappa qui è d’obbligo, sia per ammirare la rossa facciata esterna con le suggestive pale illuminate, ma anche per assistere a uno dei suoi iconici spettacoli di cabaret.

Ma il Moulin Rouge, situato nel quartiere di Pigalle ai piedi di Montmartre, non è l’unico teatro parigino in cui seguire questo genere di spettacoli, parte della cultura sociale e urbana della città, tra cabaret, Burlesque, Cancan e tanto divertimento. Tra gli altri locali famosi troviamo anche il Crazy Horse, il Lido e il Paradis Latin, costruito da Gustave Eiffel nel cuore del Quartiere Latino.

L'intramontabile Moulin Rouge di Parigi
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Moulin Rouge

Tour notturno di Parigi in autobus panoramico

Parigi è una grande città e girarla interamente a piedi in una serata può risultare faticoso. Ecco allora un’alternativa alle passeggiate o alla crociera sulla Senna: il tour serale in autobus panoramico. A bordo del mezzo si attraversano le vie principali della Ville Lumière e i suoi monumenti più rappresentativi splendidamente illuminati.

Riscoprire la musica classica all’Opéra Garnier

Non può mancare una tappa al teatro lirico più grande d’Europa: l’Opéra Garnier, nel IX arrondissement. Con lo splendido soffitto dipinto da Chagall, il luogo che ha ispirato “Il fantasma dell’Opera” regala emozioni uniche ascoltando la musica classica.

Ma anche altri teatri parigini sono veri e propri templi della musica, come l’Opéra Bastille nel XII arrondissement, e l’Olympia, poco distante e raggiungibile attraversando il boulevard des Capucines.

Ascoltare musica Jazz nel Quartiere Latino

Parigi ha tante sfaccettature e una delle più spettacolari è la sua anima jazz. Nelle ore serali recatevi nel Quartiere Latino, a sud dell’Ìle de la Cité: qui troverete numerosi locali in cui godere di una piacevole serata immersi nell’atmosfera della musica jazz. Tra i più celebri troviamo Le Caveau de la Huchette, Le Caveau des Oubliettes, Aux Trois Mailletz e Le Petit Journal Saint Michel, a due passi dal bellissimo Jardin du Luxembourg.

Spostandovi invece nel 1° arrondissement, a poca distanza dal Centre Pompidou, troverete il locale Le Duc des Lombards, il più rinomato jazz club che ospita i maggiori artisti del genere.

Passare una notte al museo nel cuore di Parigi

Entrare in un museo la sera è un’esperienza da provare almeno una volta nella vita. Nella quiete della notte le gallerie, che espongono le più importanti opere d’arte al mondo, acquistano un fascino speciale.

Recatevi allora al Museo d’Orsay il giovedì, fino alle 21.45, per ammirare i capolavori degli impressionisti, oppure al Centre Pompidou, sempre il giovedì fino alle 23, per immergervi nella più grande collezione di arte moderna e contemporanea del Vecchio Continente.

Anche il Mémorial de la Shoah e il Musée du Luxembourg propongono aperture più lunghe fino alle 22.00, rispettivamente il giovedì e il lunedì. Per ammirare invece le opere del Musée d’Art Moderne in notturna e in totale tranquillità, potrete entrare fino alle 22.00 ogni giovedì, mentre il sabato l’orario di apertura si allunga fino alle 20.00. E il Louvre? Anche uno dei musei più famosi e visitati al mondo pratica orari prolungati, il mercoledì e il venerdì fino alle 21.

La suggestiva piramide del museo del Louvre illuminata al tramonto
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Louvre al tramonto

Vivere Parigi di notte tra locali, ristoranti e discoteche

L’aspetto di Parigi più frizzante e vivace si assapora tra i locali e i ristorantini che riempiono di vita le vie del centro storico. Da provare il celebre Ice Kube, primo e unico bar costruito completamente in ghiaccio, oppure uno dei tanti bistrot e cocktail bar che animano le serate parigine, come l’Harry’s Bar, che ha ospitato anche Hemingway e Sartre, lo Sherry Butt dalle luci soffuse oppure La Bellevilloise, luogo che mescola la vita notturna con la cultura e l’arte.

E chi vuole divertirsi a ritmo di musica fino alle prime luci dell’alba può recarsi in una delle discoteche del centro città, come il famoso Rex Club, santuario della musica elettronica, e il T7, tra i locali più apprezzati dai parigini.

Santorini in 4 giorni, tutto il meglio delle Cicladi

Par : ritarossella
28 juin 2024 à 16:30

Santorini ha il potere di lasciare chiunque a bocca aperta. Un fascino che conquista da lontano, ancor prima di essere scesi dal traghetto: mano a mano che ci si avvicina, si apre uno scenario composto da rocce a strapiombo circondate dal mar Egeo, uniche superstiti dell’eruzione del 1646 a.C che pose fine a una delle civiltà più prospere del Mediterraneo. Ed è sopra queste rocce che sono state costruite le casette più iconiche al mondo, facilmente riconoscibili nelle loro tonalità bianche e azzurre.

Questa è una delle isole greche più famose, conosciuta soprattutto per i tramonti, imperdibili quando ammirati dal villaggio di Oia, per le sue atmosfere e per i suoi paesaggi, uno più bello e sorprendente dell’altro. Ma Santorini non è solo questo. Quella che un tempo era conosciuta come Kalliste “la bella” oppure Strongyle “la rotonda”, custodisce anche villaggi meno noti, raggiungibili percorrendo strade tortuose, e scenari unici dove entrare a contatto con la sua natura forte e resiliente. Siete pronti a partire? Ecco cosa vedere e fare a Santorini in 4 giorni.

Giorno 1

Il capoluogo Fira è la base perfetta perché è da qui che partono tutte le linee degli autobus che vi aiuteranno a raggiungere le spiagge e i paesini tipici, oltre che i vari tour, ideali per chi vuole rilassarsi senza pensare all’organizzazione degli spostamenti. Il primo giorno, una volta che vi sarete sistemati nel vostro alloggio, andate alla scoperta di Fira passeggiando senza fretta tra le sue stradine affollate di bar e ristoranti e godetevi la vista sulle case bianche che sembrano sovrapporsi l’una all’altra in balze disordinate che scendono verso il mare. Romantiche chiesette, cascate di buganvillee rosa, gatti e terrazze: ogni angolo di Fira è pronto a lasciarsi fotografare; e quando sarete stanchi, una sosta nelle osterie locali vi aiuterà a ritrovare le forze. Dirigetevi verso il porto per pranzare o cenare con una magnifica vista sulla caldera.

Fira può diventare particolarmente affollata, soprattutto durante l’alta stagione. Ecco perché, per ammirare un tramonto da cartolina, consigliamo di raggiungere la vicina Imerovigli, un tempo paese indipendente e ora frazione di Fira. Costruita in cima alla caldera, questa città offre un panorama davvero indimenticabile e passeggiare tra le classiche case bianche e le chiese dal tetto azzurro è sempre una grande emozione. Guardare il tramonto è un must sull’isola di Santorini ed è proprio Imerovigli, insieme al villaggio di Oia, che garantisce lo spettacolo migliore.

Con il sole che tramonta direttamente sul mare, suggeriamo di godersi il momento o sorseggiando un cocktail in uno dei bar lungo la caldera o dalle scogliere selvagge di Skaros Rock. A spettacolo finito, ritornate a Fira per cenare in una taverna greca tradizionale e concludete la serata in uno dei bar a picco sul mare per godervi la brezza e il passaggio delle navi illuminate davanti all’isola.

Imerovigli santorini
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Vista sul mare da Imerovigli

Giorno 2

Dedicate il secondo giorno all’escursione più famosa di tutta Santorini: il giro in barca della caldera. Questo è un modo fantastico per rendersi conto della sua vera grandezza e spettacolarità da un punto di vista completamente diverso. I tour durante i mesi estivi sono presi d’assalto, tuttavia, a chi desidera regalarsi un’esperienza di viaggio indimenticabile, consigliamo di valutare altre opzioni come il giro in barca a vela.

Il punto di partenza è il vecchio porto di Fira, prima tappa l’isola di Nea Kameni. Qui poggerete i piedi sul vulcano che potrete visitare con tutta calma in compagnia di guide locali: sarete condotti verso la cima dove sono presenti i crateri attivi e l’odore di zolfo è più forte. La seconda tappa del tour della caldera comprende Palea Kameni e le sue sorgenti calde situate nella baia di Agios Nikolaos, dove la temperatura dell’acqua è compresa tra i 30 e i 35 gradi. Le sorgenti sono raggiungibili solo a nuoto dalla barca e sono molto ricche di zolfo quindi potrebbero lasciare un ricordo indelebile della vacanza sul vostro costume da bagno!

Prima del rientro è solitamente prevista anche una sosta per il pranzo sulla piccola isola di Thirassia dalla quale scattare incredibili foto su Fira e sugli altri villaggi arroccati sulle scogliere della costa occidentale di Santorini. A Thirassia potrete fare un bagno nelle acque limpidissime, oppure decidere di salire fino al paese in cima alla collina, ma anche mangiare con tutta calma in uno dei piccoli ristoranti tipici nella zona del piccolo porto e che vi serviranno verdure e pesce freschissimi.

Solitamente, il giro in barca della caldera si conclude ad Oia, la cittadina dell’isola di Santorini considerata la “regina dei tramonti”. Più chic di Fira, Oia è un meraviglioso insieme di casette bianche, stradine, gallerie d’arte e musei che vi farà perdere la testa; ma se siete qui per il calare del sole, allora prendete posto in anticipo perché le postazioni migliori rischiano di essere davvero affollate!

Giorno 3

Il terzo giorno può essere trascorso in due modi in base ai vostri interessi. Chi è alla ricerca di momenti rilassanti sulla spiaggia, la costa orientale propone alcune location imperdibili come Perivolos, Perissa e Kamari, tutte raggiungibili da Fira con l’autobus. Perivolos è una spiaggia di sabbia nera affacciata su un mare blu scuro perfetto per lo snorkeling e gli sport acquatici, uno spazio tranquillo e meno affollato anche nei mesi di alta stagione. La spiaggia di Perissa, invece, si estende per quasi 7 chilometri ed è dotata di stabilimenti balneari attrezzati con lettini e ombrelloni. Anche qui, come a Perivolos, non mancano gli sport acquatici, ma questa parte del litorale è più affollata anche grazie alle taverne e ai piccoli ristoranti che offrono piatti tipici a prezzi modici, oltre ai numerosi bar perfetti per un drink al tramonto e attivi con musica fino a tarda notte.

Kamari, infine, è separata da Perissa dalla roccia chiamata Monte Vouno e se siete pronti a fare una deviazione prima di trascorrere il pomeriggio in spiaggia non dimenticate di salire in cima, alla scoperta delle rovine dell’antica Fira dove troverete agorà, resti di templi e di abitazioni del periodo dorico oltre a viste magnifiche sul mar Egeo. Kamari è la località balneare più famosa di Santorini e per questa ragione può essere un’alternativa al soggiorno a Fira grazie alla presenza lungo la spiaggia di moltissimi alberghi adatti a tutti i budget.

Se al relax in spiaggia preferite scoprire i villaggi meno noti dell’isola, quelli tradizionali di Megalochori e Pyrgos sono la destinazione perfetta. Il primo, adagiato su una collina e circondato da vigneti, vanta un’architettura tradizionale rimasta inalterata nel tempo e un’atmosfera pittoresca e autentica; il secondo, invece, propone i migliori vini locali e un panorama mozzafiato dal castello di Pyrgos Kastelli.

Pyrgos Santorini
Architettura cicladica a Pyrgos

Giorno 4

L’ultimo giorno del vostro soggiorno a Santorini trascorretelo sulla costa meridionale, dove sono presenti due delle attrattive più belle dell’isola: Akrotiri e la Red Beach. Gli scavi di Akrotiri si trovano a circa 9 chilometri da Fira e sono uno dei più importanti insediamenti preistorici ritrovati nella zona dell’Egeo. Akrotiri è stata sommersa dalla cenere proveniente dall’eruzione del vulcano di Santorini e, come per Pompei, questo ha permesso di ritrovare intatti edifici, ceramiche e affreschi. Al termine della visita dirigetevi verso la famosa Red Beach, la spiaggia rossa, una delle più famose di tutta l’isola di Santorini. Racchiusa da scogliere dello stesso colore, la Red Beach offre un paesaggio di grande bellezza apprezzabile soprattutto nei mesi tranquilli di giugno e settembre, dotata di comfort quali lettini e taverne per tutti i gusti.

Come raggiungere Santorini

Santorini è una piccola isola delle Cicladi, situata nel mar Egeo, 200 chilometri a sud di Atene. Potete raggiungerla sia da Atene, in aereo o in traghetto, che da altre isole o località della Grecia. Dall’Italia, invece, sono tante le compagnie aeree che, soprattutto durante i mesi estivi, offrono collegamenti diretti con l’isola.

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