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È la città del blu assoluto, tra vicoli ocra e il profumo di elicriso: Ajaccio, perla del Mediterraneo

17 juillet 2026 à 15:00

Il primo contatto con questa sponda corsa avviene attraverso la vista di un anfiteatro naturale di colline verdi, bagnate da acque di un turchese assoluto. La cittadina si adagia pigramente su una sponda protetta dai venti freddi settentrionali, grazie a montagne maestose che alle spalle ne disegnano il confine selvaggio. Poi il porto, che si apre davanti a essa, le palme che seguono il lungomare e il sole che pare avere una confidenza particolare con le facciate color pastello. Qui, ad Ajaccio, la Corsica mostra il suo lato più luminoso, ma la verità è che sotto la superficie da località balneare c’è una città con una storia sorprendentemente densa.

Ajaccio, infatti, è la Capitale dell’isola e anche la città natale di Napoleone Bonaparte, venuto al mondo il 15 agosto 1769 in una casa dalle facciate ocra nel cuore del centro storico. La sua presenza si sente nei nomi delle strade, nelle piazze e nei musei, una memoria profonda che si va a mescolare con un’anima anche genovese, marinara, artistica e profondamente mediterranea. La forma moderna di Ajaccio fu infatti impostata dai Genovesi nel 1492, con la costruzione della cittadella e di un tessuto urbano fatto di vie strette e colorate.

Poi c’è il mare: il Golfo di Ajaccio è uno dei grandi protagonisti del viaggio, insieme alla macchia corsa e alle Isole Sanguinarie, quattro lembi rocciosi che al tramonto assumono sfumature porpora.

Cosa vedere ad Ajaccio

La cosa più interessante è che Ajaccio si lascia leggere per strati. Un angolo racconta la Repubblica di Genova, quello successivo porta dritto alla famiglia Bonaparte, poi una facciata Belle Époque ricorda i primi visitatori stranieri arrivati qui in cerca di sole e villeggiatura. È quel tipo di luogo in cui nessuno, e per davvero, si annoia mai.

Il quartiere genovese

Si parte dal cuore più antico della città, il quartiere genovese. Le facciate colorate, i vicoli stretti e l’aria da borgo marinaro riportano subito alla Corsica di matrice ligure. Le strade scendono verso il porto e tra negozi di artigiani, bar e ristoranti compaiono tessuti, coralli e gioielli locali.

Qui la cittadella domina il paesaggio con la sua presenza massiccia. Per molto tempo è rimasta chiusa al pubblico e ancora oggi conserva quell’aria severa delle fortificazioni costruite per difendere l’isola dagli attacchi.

La casa natale di Napoleone Bonaparte

Rue Saint-Charles custodisce il luogo più celebre di Ajaccio: Napoleone nacque qui e trascorse gran parte dell’infanzia nella casa di famiglia. Oggi l’edificio ospita il museo dedicato ai Bonaparte ed è il più visitato della Corsica, con stanze, oggetti originali e arredi d’epoca che riportano la grande storia a una dimensione domestica.

Il Palais Fesch e la Biblioteca Municipale

Il nome Fesch torna spesso ad Ajaccio. Il cardinale Joseph Fesch, zio materno di Napoleone, volle infatti dar vita a un luogo dedicato alla formazione artistica e intellettuale dei giovani dell’isola. Il risultato è il Palais Fesch, oggi Museo di Belle Arti. La collezione di pittura italiana è una delle più importanti di Francia dopo quella del Louvre. Botticelli e Tiziano sono tra i nomi più prestigiosi, mentre una sezione raccoglie ritratti della famiglia Bonaparte e un’altra dipinti corsi.

Accanto si trova la Biblioteca Municipale Fesch, fondata nel 1801 da Lucien Bonaparte e dichiarata monumento storico dal 2011. La grande scalinata sorvegliata da 2 leoni conduce a sale rivestite di legno, con tavoli antichi e scaffali in noce.

La Cappella Imperiale

La Cappella Imperiale, detta anche Cappella Palatina, fu edificata nel 1859 su richiesta di Napoleone III. Il progetto rispettava la volontà del cardinale Fesch, desideroso di riunire in un unico luogo le tombe della famiglia Bonaparte.

All’interno riposano il cardinale e i genitori di Napoleone, Carlo e Letizia. La cupola e le vetrate meritano uno sguardo attento. La chiesa, classificata monumento storico dal 1924, ha un’atmosfera raccolta, quasi in contrasto con la dimensione monumentale della dinastia.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta

Piccola, color ocra e sorprendentemente originale, la Cattedrale di Santa Maria Assunta fu costruita tra il 1583 e il 1593. Qui Napoleone ricevette il battesimo nel luglio 1771. La chiesa è dedicata alla Madonna della Misericordia, legata alla protezione della città durante la peste.

Il Quartiere degli Stranieri e Place de Gaulle

Il Quartiere degli Stranieri conserva il volto elegante della Ajaccio ottocentesca. Grandval e General Leclerc sono viali maestosi, fiancheggiati da palazzi e antichi hotel di lusso. Il nome nasce dai primi visitatori inglesi, tedeschi e svizzeri arrivati qui alla fine dell’800 per soggiorni di villeggiatura.

Grand Hotel, Château Conti, Cyrnos Palace e Hotel Germania evocano la Belle Époque. Poco più avanti, Place de Gaulle, detta anche Place du Diamant, segna il passaggio tra il centro storico e i quartieri più recenti.

Cosa fare ad Ajaccio

Ad Ajaccio il programma migliore lascia spazio agli imprevisti. Un mercato può allungare la colazione, una barca può trasformare il pomeriggio e il tramonto sulle isole può diventare il ricordo più forte dell’intero soggiorno.

  • Assaggiare la Corsica al mercato di Place Foch: salumi, formaggi, vini, marmellate e prodotti locali riempiono le bancarelle.
  • Prendere il battello verso le Isole Sanguinarie: l’arcipelago comprende 4 isole selvagge e rocciose, con 150 specie di piante e una fauna che include cormorani, falchi pellegrini e gabbiani.
  • Raggiungere la Penisola della Parata: qui una torre genovese offre uno dei panorami più belli sull’arcipelago. Il giro della penisola richiede circa 1 ora.
  • Seguire il Sentiero dei Doganieri: 4 chilometri lungo la costa che regalano scorci sul Golfo di Ajaccio, sulla macchia e sulle scogliere.
  • Affrontare il Sentiero delle Creste: il percorso misura 10 chilometri e presenta tratti ripidi e sassosi.
  • Scegliere una spiaggia per il pomeriggio: Saint-François è la più comoda, proprio vicino al centro. Capo di Feno piace ai surfisti, Terra Sacra regala piccole calette e scogli a filo d’acqua, mentre Ricanto mette a disposizione 3 chilometri di sabbia tra città e aeroporto.
  • Ascoltare una polifonia corsa: nei mercoledì di luglio e agosto le voci tradizionali incontrano strumenti antichi in concerti di 45 minuti.
Mare di Ajaccio, Corsica
iStock
Un tutto nel blu profonde del mare di Ajaccio

Dove si trova e come arrivare

Ajaccio si trova sulla costa occidentale della Corsica, in fondo a un grande golfo circondato da montagne. Il porto rappresenta il principale punto d’ingresso per chi arriva via mare e il Museo Fesch si riconosce già dal ponte del traghetto. Per visitare il centro storico conviene lasciare l’auto e procedere a piedi tra quartiere genovese, Cattedrale, casa Bonaparte e Palais Fesch.

La strada verso le Isole Sanguinarie conduce alla Penisola della Parata, con parcheggi a pagamento e accesso automobilistico vietato nell’area più selvaggia. Il Sentiero delle Creste parte invece dal Bois des Anglais, quasi in città. Per la costa occidentale e le spiagge più remote l’auto offre maggiore libertà.

Ajaccio resta addosso per il contrasto: Napoleone compare sulle targhe e nelle statue, però il vero protagonista è il Golfo, con la luce che cambia faccia alla città.

Perché scegliere queste mete di mare vicine all’Italia per l’estate 2026 (anche last minute)

Par : elenausai10
8 juillet 2026 à 12:30

L’estate 2026 è ormai entrata nel vivo e la voglia di staccare la spina per tuffarsi in acque cristalline è più forte che mai. Chi cerca una vacanza al mare senza lo stress dei voli aerei o delle lunghe attese in aeroporto, troverà nelle mete d’oltremare a breve distanza dall’Italia la soluzione ideale.

Raggiungere spiagge da sogno, borghi marinari ricchi di storia e paesaggi mozzafiato è oggi più semplice e veloce che mai. Grazie alle novità sui collegamenti marittimi diretti e alle linee veloci attivate per questa stagione, due destinazioni d’eccellenza come la Corsica e la Croazia si confermano la scelta perfetta anche per un viaggio last minute.

Il giardino di pietra della Corsica tra sculture naturali, mare turchese e falesie color fuoco: i Calanchi di Piana

7 juillet 2026 à 13:30

Lungo la costa occidentale della Corsica, nella parte meridionale del Golfo di Porto, c’è un punto in cui la roccia assume sfumature che passano dal rosso intenso al rame, fino all’arancio dorato. Inutile dirlo, ma il contrasto che si crea con il blu profondo del Mar Mediterraneo è di quelli in grado emozionare, anche perché l’effetto cambia durante la giornata. Fra i paesaggi capaci di imprimersi nella memoria al primo sguardo, quindi, i Calanchi di Piana occupano un posto speciale, tanto che questo straordinario complesso naturale rientra nel sito UNESCO del Golfo di Porto e rappresenta uno dei simboli dell’isola francese.

Chi percorre la strada D81 attraversa un vero Giardino di Pietra, appellativo nato dalla straordinaria quantità di pinnacoli, torrioni, falesie, anfratti e massi scolpiti dall’erosione. Alcune pareti raggiungono circa 400 metri d’altezza e sembrano precipitare direttamente nel mare, regalando una sensazione di grandezza pressoché infinita.

Basta volgere lo sguardo verso le pareti rocciose perché l’immaginazione inizi a lavorare: paiono emergere profili umani, animali, cuori, volti e figure fantastiche fra le pieghe della pietra. Eppure, niente di tutto ciò è stato realizzata dall’uomo, perché sono opere magistrali del vento, della pioggia, della salsedine e delle variazioni di temperatura. Sì, ci sono voluti milioni di anni, ma oggi quel che il visitatore può ammirare è una delle meraviglie geologiche più affascinanti del Mediterraneo.

Origine, formazione e leggende dei Calanchi di Piana

L’origine dei Calanchi di Piana affonda le radici nella storia geologica della Corsica. Gran parte delle pareti è costituita da granito porfirico rosso, una roccia magmatica molto resistente caratterizzata dalla presenza di grandi cristalli immersi in una pasta più fine. Proprio la durezza del materiale ha favorito la formazione di pareti verticali, guglie sottili e profonde fratture, invece di rilievi morbidi.

Nel corso di milioni di anni gli agenti atmosferici hanno inciso lentamente la superficie. L’acqua piovana ha sfruttato le linee di frattura, il vento ha levigato gli spigoli e la salsedine ha contribuito al continuo processo di alterazione. Il risultato appare sorprendente, con blocchi giganteschi che sembrano impilati uno sull’altro, mentre archi naturali, cavità e pinnacoli conferiscono al paesaggio un aspetto marziano.

Il riconoscimento UNESCO arrivò nel 1983 insieme al Golfo di Porto, alla Riserva di Scandola e al Golfo di Girolata. L’intera area rappresenta uno dei migliori esempi di interazione fra fenomeni geologici e ambiente marino del Mediterraneo occidentale, con un patrimonio naturalistico di valore eccezionale.

Attorno ai Calanchi, tra le altre cose, si sono sviluppati racconti popolari tramandati dagli abitanti della zona. Più che vere leggende, si tratta di interpretazioni nate osservando le rocce. L’immaginazione umana, infatti, trova facilmente un cane seduto, un cammello, il profilo di un vescovo con la mitra, una brocca, una testa indiana e persino un cuore, conosciuto da molti con il nome di “cuore degli amanti pietrificati”. Diventa quasi un gioco lasciarsi guidare dallo sguardo, confrontando le proprie impressioni con quelle di chi ha attraversato questo tratto di costa nei secoli passati.

Fra tutte, la formazione più celebre resta la Tête de Chien, la Testa di Cane. Appare poco dopo l’ingresso nell’area dei Calanchi e senza dubbio è uno dei punti più fotografati dell’intero itinerario: risulta sorprendente grazie alla fedeltà del profilo scolpito dalla natura.

Cosa fare e vedere ai Calanchi di Piana

Gran parte della visita ruota attorno alla strada D81, considerata fra le più spettacolari della Corsica. L’asfalto segue fedelmente il profilo della montagna attraverso circa 12 km ricchi di curve, terrazze naturali e scorci sempre diversi. Procedendo lentamente si colgono dettagli che sfuggirebbero a velocità sostenuta, come la roccia che cambia colore e il mare che compare all’improvviso fra due pareti.

Diversi slarghi permettono una sosta dedicata all’osservazione del panorama. Conviene arrivare durante le prime ore della giornata oppure nel tardo pomeriggio, fasce orarie caratterizzate da una luce più morbida e da una presenza inferiore di visitatori rispetto al pieno dell’estate.

Un’altra prospettiva magica arriva dal mare: le escursioni in barca salpano soprattutto dal porto di Porto e costeggiano le alte falesie fino a Capo Rosso. Soltanto dalla superficie dell’acqua si percepiscono realmente le dimensioni delle pareti, incise da profonde fenditure e grotte marine raggiungibili esclusivamente con piccole imbarcazioni.

Molti itinerari proseguono verso la Riserva di Scandola e il villaggio di Girolata, aggiungendo alla giornata altri paesaggi fra i più celebri della Corsica occidentale. Le moderne barche ibride rappresentano una soluzione particolarmente apprezzata grazie al ridotto impatto ambientale e alla navigazione silenziosa.

Chi preferisce osservare la natura da vicino trova vari sentieri adatti a differenti livelli di preparazione. Il percorso più famoso conduce verso Château Fort: in circa 1 ora e 30 minuti attraversa boschi profumati, grandi blocchi di granito e terrazze panoramiche affacciate sul Golfo di Porto. La parte finale regala una vista ampia sulle falesie rosse, con prospettive impossibili da cogliere dalla strada.

Molto apprezzato risulta anche il percorso diretto a Capo Rosso. In questo caso servono circa 4 ore fra andata e ritorno, ma l’itinerario termina presso una torre genovese del XVI secolo, costruita durante il periodo della dominazione della Repubblica di Genova per sorvegliare la costa e segnalare eventuali incursioni via mare.

Dove si trovano e come arrivare

I Calanchi di Piana occupano la costa centro-occidentale della Corsica, fra i centri di Piana e Porto, lungo il versante meridionale del Golfo di Porto. L’accesso principale avviene tramite la strada dipartimentale D81, arteria panoramica che collega Ajaccio e Calvi seguendo fedelmente la costa. Il tragitto richiede approssimativamente 1 ora e 45 minuti partendo da Ajaccio, circa 2 ore e 15 minuti da Calvi e quasi 3 ore e 30 minuti da Bastia. L’ultimo tratto presenta carreggiata stretta e numerose curve, elementi che contribuiscono al fascino dell’itinerario ma che richiedono una guida prudente.

Strada D81, Corsica
iStock
Percorrendo la strada D81

Chi desidera ammirare le falesie dal mare può raggiungere Porto, punto di partenza della maggior parte delle escursioni in barca dedicate ai Calanchi, a Capo Rosso e alla Riserva di Scandola. Vale la pena dedicare diverse ore a questa zona, perché i Calanchi di Piana cambiano volto con la luce, raccontano milioni di anni di storia geologica e trasformano semplici rocce in figure sorprendenti.

Spiaggia di Palombaggia: il paradiso caraibico della Corsica tra le più belle d’Europa

Par : elenausai10
27 juin 2026 à 14:00

I 1.000 chilometri di costa incontaminata della Corsica racchiudono alcune delle spiagge più spettacolari d’Europa. Una di queste è la spiaggia Palombaggia, l’archetipo della spiaggia paradisiaca dove la sabbia bianca e finissima incontra acque turchesi e cristalline, incorniciata da una profumata pineta.

Situata a Porto Vecchio, sulla costa sud-orientale dell’isola, è spesso classificata tra le spiagge più belle del mondo e, nel 2026, è stata inserita al venticinquesimo posto nella lista Europe’s 50 Best Beaches. Qui, amanti del mare, famiglie e appassionati della vita all’aria aperta troveranno il loro rifugio mediterraneo ideale dove trascorrere le proprie giornate estive.

Palombaggia, la spiaggia caraibica più bella della Corsica

Palombaggia è considerata non solo la spiaggia più bella e famosa della Corsica, ma anche di tutta Europa. E come potrebbe essere altrimenti? Con le sue acque trasparenti, di un azzurro intenso e una sabbia bianchissima e setosa, conquista immediatamente per la sua straordinaria bellezza. Esteso per quasi 2 chilometri, questo litorale paradisiaco è intervallato da promontori di porfido rosso, con pini marittimi a ombrello che incorniciano la baia scintillante.

La spiaggia è un vero paradiso sia per gli amanti del sole che per gli appassionati di snorkeling grazie alla presenza di promontori rocciosi che scendono in mare, separando le varie calette e offrendo eccellenti opportunità per l’esplorazione del mondo sottomarino.

Qui troverete una successione di calette, tutte da cartolina, che si affacciano sull’arcipelago delle Isole Cerbicale, le quali punteggiano il mare a soli 200 metri dalla costa. Rifugio di numerose specie di uccelli marini, queste formazioni rocciose protette sono raggiungibili in barca partendo da Porto Vecchio.

Nella parte centrale di Palombaggia troverete la Baia di Tamaricciu, mentre la sezione principale è occupata da Cala di Lume. A sud di Tamaricciu, invece, si trova una baia più piccola, ma altrettanto splendida: la spiaggia della Folaca. La sua sabbia finissima è raggiungibile attraverso uno stretto sentiero immerso nella vegetazione che scende dalla collina sovrastante (10-15 minuti).

Essendo una delle mete più glamour della Corsica, dove hotel di lusso e residenze esclusive si affacciano su un litorale idilliaco, questo angolo straordinario attira regolarmente star di Hollywood, celebrità internazionali e VIP.

Dove si trova e come arrivare

La spiaggia di Palombaggia si trova lungo la costa sud-orientale della Corsica, precisamente nella regione di Porto Vecchio. Estesa a 11 chilometri a sud della città principale della regione, a 30 chilometri a nord di Bonifacio, a 145 chilometri a sud-est di Ajaccio, la capitale dell’isola, e a 155 chilometri a sud di Bastia.

L’aeroporto più vicino è quello di Figari, distante solo 25 chilometri da Porto Vecchio. Per raggiungere la spiaggia in auto, alla rotonda per Figari e Ajaccio svoltate a sinistra lasciando la strada principale RT10. Seguite la strada che costeggia il litorale verso Palombaggia, passando per il villaggio di Piccovaggia. Se arrivate da sud (Bonifacio), invece, dopo 22 chilometri, alla rotonda prendete la prima uscita dalla RT10 in direzione Bocca di L’Oru e proseguite lungo la costa fino al parcheggio della spiaggia.

Se preferite spostarvi con i mezzi pubblici, dall’inizio di luglio alla fine di agosto è presente un servizio di navetta tra Porto Vecchio e la spiaggia di Palombaggia.

Il borgo delle scogliere su un mare turchese e falesie che sfidano il Mediterraneo: benvenuti a Bonifacio

20 juin 2026 à 16:30

Lo si scorge già da lontano, all’estremità meridionale della Corsica, quando una lunga muraglia di calcare bianco emerge sopra il blu intenso del mare. Da quella distanza sembra quasi finto, ma avvicinandosi ci si accorge che le pareti verticali sostengono davvero un borgo intero. Quello è Bonifacio, in una posizione geografica straordinaria: sta sopra un promontorio alto circa 70 metri che domina le Bocche di Bonifacio, il tratto di mare che separa la Corsica dalla Sardegna.

Nel punto più stretto le due isole distano appena 11 chilometri, una vicinanza che per secoli ha trasformato questo angolo di Mediterraneo in un passaggio strategico per commerci, flotte militari e naviganti. Spesso soprannominata la “Gibilterra corsa” per la sua imponenza e il ruolo difensivo svolto nel corso del tempo, Bonifacio custodisce una storia molto più antica della sua celebre cittadella medievale.

Le testimonianze archeologiche raccontano una presenza umana risalente a migliaia di anni fa, mentre il nucleo urbano attuale venne fondato nel IX secolo dal marchese Bonifacio di Toscana, dal quale la città prende il nome. Passeggiare tra i suoi vicoli, quindi, equivale ad attraversare quasi mille anni di storia, mentre affacciarsi dalle terrazze panoramiche vuol dire osservare uno dei paesaggi costieri più spettacolari d’Europa.

Cosa vedere a Bonifacio

Gran parte del fascino di questo pittoresco angolo di Corsica nasce dall’insieme di scorci, leggende e dettagli che narrano il carattere tenace di una comunità abituata a vivere tra assedi, venti impetuosi e un territorio tanto magnifico quanto severo.

La Cittadella e la Porta di Genova

Cuore storico della città, la Cittadella occupa la parte più elevata del promontorio calcareo. Fino alla metà del XIX secolo l’accesso principale avveniva attraverso la Porta di Genova, protetta da un ponte levatoio e concepita per controllare chiunque tentasse di entrare.

All’interno, strade strette e case addossate l’una all’altra formano un intricato tessuto urbano di origine medievale. Archi in pietra, passaggi coperti e facciate consumate dalla salsedine ricordano l’antica funzione difensiva dell’insediamento.

Bastion de l’Étendard

Il Bastion de l’Étendard è il simbolo assoluto di Bonifacio e domina il porto dall’alto delle fortificazioni. Edificato dai Genovesi nel XIII secolo, venne gravemente danneggiato durante gli scontri del XVI secolo e successivamente ricostruito.

Le sale interne, in parte scavate nella roccia, raccontano oltre 1000 anni di vicende militari. Dalle terrazze superiori si apre uno dei panorami più impressionanti dell’intera isola, con vista sul fiordo, sulle Bocche di Bonifacio e sulle scogliere circostanti. Accanto al bastione si trova il Jardin des Paysages, una terrazza naturale sporta sul mare che permette di cogliere l’eccezionale posizione geografica della città.

La Scala del Re d’Aragona

Sono ben 189 gradini irregolari che scendono lungo la falesia fino quasi al livello del mare. Secondo la tradizione vennero realizzati in una sola notte dai soldati di Alfonso V d’Aragona durante l’assedio del 1420. La ricostruzione storica appare meno romantica e attribuisce l’opera ai frati francescani, interessati a raggiungere una sorgente d’acqua dolce.

Qualunque sia la verità, l’effetto visivo resta straordinario: dall’alto la scala sembra una ferita aperta nella roccia bianca.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore

Tra gli edifici religiosi della città, la Chiesa di Santa Maria Maggiore è la più antica. Le sue origini risalgono al XII secolo e testimoniano l’influenza pisana precedente al dominio genovese.

Particolarmente caratteristica risulta la loggia esterna, utilizzata in passato per assemblee pubbliche e incontri tra i notabili locali.

Il Cammino di Ronda

Lungo le antiche fortificazioni corre un percorso che permette di osservare da vicino bastioni, mura e sistemi difensivi sviluppati tra XIII e XIV secolo.

Da qui si comprende perfettamente l’importanza strategica di Bonifacio: le vedute sul porto naturale, sulle falesie e sul mare aperto restituiscono la percezione della forza militare che rese questa città una delle piazzeforti più ambite del Mediterraneo occidentale.

I Mulini a vento

Sull’altopiano calcareo emergono ancora le sagome degli ultimi mulini superstiti. Oggi appaiono in rovina, ma ricordano un’epoca durante la quale la produzione cerealicola risultava fondamentale per la sopravvivenza della comunità.

Il Cimitero Marino

Candide cappelle funerarie affacciate sul mare formano uno dei luoghi più suggestivi della Corsica. Tra piccole costruzioni bianche e scorci aperti sulle Bocche di Bonifacio si respira una quiete particolare.

Il porto e la Marina

Nella parte bassa si sviluppa il porto naturale, un lungo fiordo che penetra profondamente nella costa. Facciate color pastello, barche a vela, yacht e ristoranti animano la banchina. Alzando gli occhi verso la città alta si coglie una prospettiva sorprendente, con le case medievali che sembrano sorgere direttamente dalla parete calcarea.

Cosa fare a Bonifacio

Fuori dalle mura storiche, il borgo rivela una dimensione ancora più spettacolare. Mare, sentieri e isole trasformano il territorio circostante in un enorme scenario naturale.

  • Partecipare a un’escursione in barca per osservare le falesie dal mare: prospettiva che consente di apprezzare pienamente la verticalità della città.
  • Raggiungere la Grotta di Sdragonato: celebre per l’apertura nella volta rocciosa che ricorda la forma della Corsica.
  • Visitare l’arcipelago delle Lavezzi: all’interno della riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, santuario marino caratterizzato da acque trasparenti e grandi massi granitici modellati dagli elementi.
  • Seguire il sentiero verso Capo Pertusato: tra macchia mediterranea, scogliere e panorami che si estendono fino alla Sardegna.
  • Scoprire il Faro della Madonetta: punto di riferimento storico per la navigazione nello stretto.
  • Fare snorkeling o immersioni alla Tonnara: area particolarmente apprezzata per la limpidezza dei fondali.
  • Rilassarsi sulla Spiaggia di Rondinara: celebre per la forma a conchiglia e per le tonalità turchesi dell’acqua.
  • Raggiungere lo Sperone: tratto costiero considerato tra i più spettacolari della Corsica grazie alla sabbia chiarissima e alle vedute sulle isole vicine.
  • Osservare il tramonto dalle falesie: quando la pietra calcarea assume sfumature dorate e il profilo della città si staglia contro il cielo.
Spiaggia di Rondinara, Corsica
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La straordinaria Spiaggia di Rondinara

Dove si trova e come arrivare

Bonifacio sorge nell’estremità meridionale della Corsica ed è il centro abitato più a sud della Francia. Dall’Italia il collegamento più rapido parte da Santa Teresa Gallura, nel nord della Sardegna, con una traversata marittima di circa 50 minuti.

Chi arriva dalla penisola può sbarcare a Bastia tramite i collegamenti marittimi provenienti da Genova, Livorno e altri porti del Tirreno. Da Bastia occorrono circa 180 chilometri per raggiungere Bonifacio attraversando gran parte dell’isola.

Strade panoramiche attraversano paesaggi molto diversi tra loro, dalle coste orientali alle aree interne ricoperte di macchia mediterranea. Proprio questo viaggio contribuisce a rendere speciale l’arrivo. Poi, all’improvviso, compare la città delle scogliere: bianca, poderosa e luminosa.

Spiaggia di Santa Giulia in Corsica, la laguna dai colori caraibici nel cuore del Mediterraneo

14 juin 2026 à 15:00

La spiaggia di Santa Giulia, nel sud della Corsica, è una delle meraviglie naturali più spettacolari del Mediterraneo. Questa iconica baia francese ha ottenuto un importante riconoscimento entrando nella classifica delle World’s 50 Best Beaches 2026, la prestigiosa selezione che ogni anno individua le 50 spiagge più belle del pianeta grazie al voto di esperti e professionisti del turismo internazionale.

Con la sua laguna dai colori caraibici, la lingua di sabbia bianca e finissima e un paesaggio che sembra uscito da una cartolina tropicale, Santa Giulia è uno di quei luoghi capaci di lasciare senza parole chiunque la visiti. Un angolo di Corsica dove il mare assume sfumature che vanno dal turchese al blu intenso e dove la natura conserva un fascino autentico e selvaggio.

La bellezza tropicale della spiaggia di Santa Giulia

Considerata da anni una delle spiagge più belle della Corsica, Santa Giulia continua a conquistare viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Il riconoscimento ottenuto nella classifica delle 50 spiagge più belle del mondo nel 2026 conferma la straordinaria bellezza di questo tratto di costa, celebre per la sua laguna turchese e per l’atmosfera quasi esotica che la contraddistingue.

La spiaggia si sviluppa all’interno di una grande baia protetta, riparata dai venti e caratterizzata da acque poco profonde e incredibilmente trasparenti. La sabbia, bianca e morbida, si estende per 2 chilometri creando un contrasto spettacolare con il mare dalle tonalità smeraldo. Alle spalle della spiaggia si trovano pini marittimi, macchia mediterranea e rilievi granitici che contribuiscono a rendere il panorama ancora più suggestivo.

Uno degli aspetti più apprezzati di Santa Giulia, affacciata sull’arcipelago delle Isole Cerbicales, è proprio la tranquillità delle sue acque, che ricordano una piscina naturale. Questa caratteristica la rende ideale sia per chi desidera rilassarsi in riva al mare sia per le famiglie con bambini. L’accesso alla spiaggia è libero e nelle vicinanze ci sono servizi di ristorazione.

Gli amanti delle attività all’aria aperta possono inoltre praticare sport acquatici, come paddle, windsurf, kayak, vela e jet ski, in un luogo pazzesco. In loco è presente un circolo nautico che propone tantissime attività. Questo è anche il posto perfetto dove praticare snorkeling e fare immersioni approfittando della straordinaria limpidezza del fondale e della ricca vita sottomarina.

Il pontile di legno di Santa Giulia, che si protende nell’acqua turchese, è il luogo perfetto dove scattarsi una foto ricordo prima di lasciare questo incanto.

Santa Giulia, la bella spiaggia della Corsica
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Il pontile di Santa Giulia

Dove si trova e come raggiungerla

La spiaggia di Santa Giulia si trova nella Corsica meridionale, a circa 7 chilometri a sud di Porto Vecchio e a poco più di 20 chilometri da Bonifacio, due delle località più amate del sud dell’isola francese. La sua posizione privilegiata la rende una delle mete balneari più facilmente raggiungibili della regione.

Per arrivare alla spiaggia in modo rapido e semplice, basta percorrere la strada nazionale N198 che collega Porto Vecchio a Bonifacio. Lungo il tragitto ad un certo punto è presente una deviazione a sinistra per il parcheggio gratuito per Santa Giulia.

Chi arriva dall’Italia può raggiungere facilmente la Corsica in traghetto dai principali porti della Sardegna, della Toscana o della Liguria, per poi proseguire in auto verso il sud dell’isola.

La spiaggia di Santa Giulia in Corsica
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L’acqua turchese di Santa Giulia

Capo Testa, il promontorio selvaggio immerso nelle rocce granitiche della Sardegna

Par : elenausai10
25 mai 2026 à 15:30

Ci sono angoli di Sardegna dove l’isola sfoga il suo lato più selvaggio, dove colline disseminate di massi e fitte foreste di pini e mirti digradano verso una costa che lascia letteralmente mozzafiato. Sono i panorami offerti dalla Gallura dove, tra le varie bellezze proposte, spicca l’impervio e affascinante promontorio di Capo Testa, chiamato così per la sua forma, che ricorda vagamente una testa umana.

Sferzato dalle onde si affaccia sulle Bocche di Bonifacio e la Corsica, da qui, sembra a un solo soffio di distanza. Le sue cale invitano a rallentare, ma non mancano opportunità per chi al relax sulla spiaggia preferisce incamminarsi verso scenari immersi tra rocce monumentali.

Il regno selvaggio delle Isole Sanguinarie, tra granito rosso, vento salmastro e fari solitari

22 mai 2026 à 15:30

La Corsica rivela la sua anima più cruda e magnetica quando lo sguardo si spinge verso l’estremità occidentale del Golfo di Ajaccio. In questo punto esatto, infatti, la terraferma si frantuma, lasciando spazio a 4 isolotti di roccia magmatica che emergono dalle acque del Mar Mediterraneo. Sono le selvagge Isole Sanguinarie che, pur essendo distanti appena 30 minuti di navigazione dal porto Tino Rossi, trasmettono una sensazione ruvida, lontana dalla costa elegante della città napoleonica.

Il nome, tra le altre cose, accende subito fantasia e curiosità: “Sanguinarie” richiama ferite, tempeste e racconti antichi. Per alcuni abitanti, questo deriva dai riflessi cremisi del tramonto sulle rocce di diorite. Per altri, invece, è dovuto a pescatori di corallo rientrati dall’Africa settentrionale, trattenuti in quarantena nel lazzaretto di Mezzu Mare. Qualunque spiegazione scelga il visitatore, resta una sola certezza: al calare del sole, le isole assumono davvero tonalità ardenti, quasi incandescenti.

Ma non è di certo tutto, perché l’arcipelago unisce natura feroce e memoria storica dentro pochi chilometri di costa. Vi basti pensare che Alphonse Daudet rimase così stregato da questo paesaggio che nelle sue “Lettere dal mio mulino” descrisse un territorio rossastro, severo e quasi irreale.

È bene sapere, però, che oltre lo scoglio principale le tre isole minori rimangono regni inviolabili e inaccessibili al turismo di terra; l’unico modo per ammirare i loro profili selvaggi e le antiche fortificazioni genovesi consiste nella circumnavigazione via mare, navigando a debita distanza per preservare questi preziosi santuari naturali concessi esclusivamente alla fauna e al vento.

Mezzu Mare, cuore selvatico dell’arcipelago

Mezzu Mare (o Grande Sanguinaria) rappresenta la maggiore fra queste 4 isole di Francia ed è l’unica accessibile al pubblico. Nella sua parte centrale sopravvivono allo scorrere del tempo le rovine del lazzaretto costruito nel 1806. Qui trascorrevano la quarantena i pescatori di corallo prima del rientro in Corsica. Oggi restano “soltanto” muri corrosi dalla salsedine, aperture vuote e pietre scaldate dal sole, mentre fichi selvatici e arbusti mediterranei hanno ormai invaso gran parte della struttura.

Più in alto compare il faro delle Sanguinarie con la sua base massiccia e una lanterna metallica rivolta verso il Mediterraneo occidentale. Prima del 1985 tre guardiani vivevano qui durante lunghi turni isolati dal resto della Corsica. E bastano pochi minuti accanto alla torre per intuire la durezza di quella vita, anche perché in inverno raffiche potentissime investono il promontorio senza tregua.

Lungo il versante meridionale sorge invece il semaforo marittimo, attivato nel 1865 e disarmato nel 1955, con un panorama immenso sul Golfo di Ajaccio: da lassù il mare pare veramente infinito. Nelle giornate terse appaiono nitidi sia la costa corsa sia i profili frastagliati degli altri isolotti.

L’isola di Mezzu Mare ospita, inoltre, quasi 150 specie botaniche. Fra le più rare merita una menzione il gigaro mangiamosche, pianta curiosa dall’aspetto quasi tropicale. Attorno ai sentieri si notano anche lentischi, elicrisi, ginepri bassi e frankenie rossastre. Proprio queste ultime, durante l’autunno, colorano il terreno di sfumature cremisi che alimentano il mito del nome “Sanguinarie”.

Cala d’Alga, scoglio battuto dagli uccelli marini

C’è poi Cala d’Alga che appare quasi ostile, ma allo stesso tempo definitivamente magnetica. Da queste parti numerose colonie di uccelli arrivano per nidificare, tanto che gabbiani reali dalle zampe gialle planano sopra le scogliere, mentre i marangoni col ciuffo sfiorano il pelo dell’acqua in cerca di pesce. Talvolta arriva persino il falco pellegrino, rapido e preciso fra le correnti d’aria.

Dal mare l’isola mostra venature color ruggine alternate a zone più scure di diorite. Anche qui, infatti, al tramonto la superficie rocciosa assume riflessi porpora impressionanti.

Porri, l’isola più lontana dal golfo

La parte più esterna dell’arcipelago è occupata da Porri, che fra tutte trasmette la maggiore sensazione di isolamento. L’isola è infatti caratterizzata da correnti più forti, con onde alte durante il maestrale e vegetazione rada. Persino il colore del mare cambia: blu profondo vicino agli scogli, turchese brillante nelle calette riparate.

Vecchi racconti marinari parlavano di approdi difficili e improvvisi cambiamenti atmosferici attorno a essa. Non vi sorprenderà quindi sapere che gran parte delle imbarcazioni turistiche resta a distanza prudente. Ma dalla barca non passano di certo inosservate le rocce frastagliate che precipitano direttamente nel Mediterraneo, mentre la schiuma bianca esplode contro il granito scuro.

Durante certe giornate limpide si distinguono persino i rilievi interni della Corsica alle spalle del Golfo di Ajaccio, creando un contrasto fra mare aperto e montagne che, inevitabilmente, dona un colpo d’occhio emozionante.

Isolotto dei Cormorani, regno del vento e del sale

Infine l’Isolotto dei Cormorani con le sue dimensioni ridotte, la superficie scabra e la vegetazione minima. Perché si chiami così è abbastanza intuitivo: eleganti cormorani neri restano immobili sugli scogli per lunghi minuti con ali aperte verso il sole. Il visitatore ha perciò l’opportunità di ammirare una visione antica. Attorno alle rocce, invece, l’acqua raggiunge una trasparenza sorprendente, al punto che dalla barca si distinguono facilmente fondali chiari, ricci di mare e piccoli pesci argentati.

Gran parte del fascino, però, deriva dalla posizione: pare quasi che l’isolotto custodisca l’ingresso del golfo insieme alla torre genovese della Parata. Costruita nel XVI secolo dalla Repubblica di Genova, quella struttura serviva per avvistare incursioni barbaresche lungo la costa corsa. Ancora oggi domina il paesaggio dall’alto della penisola, severa e geometrica contro il cielo.

Torre della Parata, Corsica
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La suggestiva Torre della Parata

Pure qui (ovviamente) al calar del sole accade una sorta di magia, con le rocce nere che virano verso il rosso cupo e mare e cielo che assumono riflessi metallici. Per questa ragione tantissimi abitanti di Ajaccio raggiungono la Pointe de la Parata nelle ultime ore del giorno, anche se (e va detto) nessuna fotografia restituisce davvero quella luce.

Il rientro verso Ajaccio lascia addosso una sensazione difficile da dimenticare e la “causa” è da ritrovare nel fatto che le Sanguinarie restano lì, ferme davanti alla costa corsa, selvatiche, silenziose e (soprattutto) ancora fedeli alla propria natura aspra.

Le Isole Lavezzi in Corsica, tra acqua irreale e granito scolpito, sono le Seychelles del Mediterraneo

31 mars 2026 à 15:30

In molti stentano a crederci, ma c’è un magnifico arcipelago che galleggia nelle acque azzurrissime che si trovano tra la Corsica e la Sardegna. Per la precisione, a sud della prima isola (a cui appartengono), davanti alla città di Bonifacio, in un tratto di mare che i naviganti temevano già secoli fa: in questa zona le correnti si incrociano, il vento accelera e gli scogli affiorano senza preavviso. Parliamo dell’Arcipelago delle Lavezzi, che proprio per questa natura instabile ha mantenuto un carattere integro.

A differenza della “sorella maggiore”, però, queste terre emerse non possiedono porti turistici e nemmeno costruzioni evidenti. Solo granito, acqua e luce. E no, non è affatto poco. Blocchi rocciosi dalle forme improbabili emergono ovunque, lisciati da millenni di salsedine e raffiche di vento. Alcuni ricordano animali preistorici, altri sembrano sculture modellate da una civiltà scomparsa. Per questo qualcuno le chiama “le Seychelles del Mediterraneo”, anche se il paragone regge solo fino a un certo punto: qui tutto appare più ruvido, più autentico e meno addomesticato.

L’arcipelago conta decine di isolotti, sparsi in un’area protetta dal 1982 all’interno della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio. Si tratta di un ecosistema delicato, con fauna marina ricchissima e specie di uccelli monitorate con attenzione scientifica. Ciò si traduce anche in assenza di bar. Tutto va portato con sé, compreso quello che si riporta indietro. Ma l’altro lato della medaglia è che il tempo rallenta e che i rumori spariscono per lasciare spazio solo al rapporto diretto con il paesaggio.

Saleccia, il paradiso nascosto della Corsica tra sabbia bianca e acque turchesi

12 août 2025 à 12:37

Plage de Saleccia non è una spiaggia che si scopre per caso, e forse è proprio questo che, nonostante l’arrivo del turismo di massa, la mantiene così speciale. Nascosta tra le dune selvagge della Corsica, si fa conquistare solo da chi ha voglia di allontanarsi dai percorsi più battuti.

Qui tutto ha a che vedere con i posti da cartolina, ma con una vera e propria marcia in più: sabbia finissima e bianca, un mare così limpido da sembrare irreale, e un silenzio che avvolge completamente. È un angolo di natura pura, in cui ogni emozione arriva diretta, senza filtri. Ecco tutto ciò che occorre sapere per viverla al meglio.

Dove si trova e come arrivare a Plage de Saleccia

La maestosa Plage de Saleccia prende vita nel nord della Corsica, in una zona selvaggia e poco abitata del deserto degli Agriates, un’area protetta famosa per i suoi paesaggi incontaminati. Arrivarci non è semplicissimo, ma come vi abbiamo accennato è (forse) proprio questo il motivo per cui conserva ancora in maniera così evidente tutta la sua autenticità.

Il modo più comune per raggiungerla è prendere una strada sterrata che parte da Saint-Florent: sono circa 12 km di percorso non asfaltato, da fare con un’auto adatta o un fuoristrada, e la guida richiede un po’ di attenzione. In alternativa, si può giungere a Saleccia via mare, poiché da Saint-Florent partono piccoli battelli o barche private che in una ventina di minuti conducono direttamente sulla spiaggia, evitando così la strada sterrata.

Le caratteristiche di Plage de Saleccia

È veramente difficile non innamorarsi di Plage de Saleccia perché è un angolo di natura selvaggia che ha mantenuto intatte tutte le sue peculiarità, sia naturali che geologiche. La spiaggia, che si allunga per circa 1,2 chilometri, presenta una sabbia finissima e bianca che spicca nettamente accanto alle rocce granitiche e alle dune che la incorniciano. Un contrasto che la rende ancora più affascinante e autentica.

E poi c’è il Mar Mediterraneo, con le sue acque limpide e turchesi che degradano dolcemente verso il largo, ideali per chi ama nuotare o fare snorkeling. La spiaggia è anche incorniciata da una vegetazione tipica della macchia mediterranea, con arbusti resistenti al vento e al sale che contribuiscono a mantenere l’ambiente naturale genuino, e soprattutto poco invaso dall’uomo.

Dal punto di vista geologico, l’area è caratterizzata da dune di sabbia modellate nel corso di millenni dal vento e dal mare. Le rocce granitiche che si trovano vicino raccontano una storia antichissima, frutto di movimenti tettonici e dell’inesorabile lavoro dell’erosione naturale.

Che cosa fare alla Spiaggia di Saleccia

Alla Spiaggia di Saleccia c’è qualcosa da fare per tutti, dai visitatori occasionali agli esploratori più esperti. Se la si sceglie per rilassarsi, è possibilissimo semplicemente stendersi sulla sabbia bianca e godersi il sole lontano dalla confusione, con il mare turchese che invita a un bagno rigenerante. Questo, infatti, è forse il posto più indicato dell’isola per nuotare in acque limpide o fare snorkeling tra i fondali tranquilli, ammirando la vita marina che popola questa zona protetta.

Se piace camminare, da queste parti sono presenti sentieri nascosti tra le dune e la macchia mediterranea che regalano panorami in grado di emozionare, il top per fermarsi a guardare i gabbiani in volo o i riflessi del sole sul mare.

Ma c’è un lato meno noto, riservato a chi conosce bene il posto: i locali spesso si avventurano lungo la costa rocciosa poco lontano, alla ricerca di calette nascoste o grotte marine accessibili solo con il kayak o nuotando. Qui l’atmosfera è più intima, e la natura si mostra in tutta la sua potenza e bellezza autentica.

Va specificato, tuttavia, che non sono sempre semplici da raggiungere, che richiedono prudenza e una buona esperienza in mare, perché il tratto è spesso esposto al vento e alle correnti.

Spiaggia di Saleccia Corsica
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I bellissimi colori della Spiaggia di Saleccia

Infine, per chi ama l’avventura, è possibile organizzare escursioni in barca per esplorare le coste vicine o fare immersioni nei fondali ricchi di flora e fauna mediterranea.

Informazioni utili e costi

Chi sceglie questa meraviglia delle Corsica come sua meta di viaggio deve tenere in considerazione che Plage de Saleccia è una spiaggia praticamente incontaminata, quindi priva di servizi come stabilimenti balneari o grandi parcheggi. Non ci sono bar o chioschi, e questo vuol dire che è fondamentale portare con sé tutto il necessario come acqua, cibo, protezione solare e magari una buona scorta di pazienza per raggiungerla.

Se si arriva in auto, è fondamentale tenere presente che il parcheggio lungo la strada sterrata è limitato e molto informale, spesso su terreni non asfaltati.

Saleccia è meno affollata rispetto ad altre spiagge più facilmente raggiungibili in Corsica, ma durante i mesi di luglio e agosto, specialmente nei weekend, può comunque riempirsi parecchio. Molti preferiscono arrivare via barca, evitando così la strada sterrata e godendosi l’esperienza di un approdo più esclusivo.

In breve, Plage de Saleccia è un sogno che diventa realtà per chi desidera un angolo di natura autentico e tranquillo, ma serve un po’ di organizzazione e, soprattutto, rispetto per il territorio.

Scoperta senza precedenti in Corsica: è emerso un molo tardoantico

21 juillet 2025 à 07:30

Mentre stavano costruendo una casa nella suggestiva marina di Meria, nel Capo Corso in Corsica, il Servizio regionale di archeologia (Drac) ha deciso di fare uno scavo preventivo. E così, buca dopo buca, è saltata fuori una sorpresa: un antico molo risalente alla tarda antichità, più o meno tra il III e l’VIII secolo d.C. È la prima volta che si fa un’indagine archeologica preventiva in questa zona dell’isola, e questo fatto non è da prendere alla leggera, perché potrebbe rivoluzionare quello che sappiamo sulla storia e l’archeologia della Corsica.

La scoperta di un antico porto in Corsica

L’area interessata dagli scavi archeologici si trova ai piedi del versante nord di un piccolo promontorio roccioso che domina la Baia di Meria in Corsica. Il terreno, da queste parti, è composto principalmente da scisto e scende ripidamente verso il ruscello, per poi interrompersi poco più a valle rispetto al punto dello scavo.

Proprio alla base di tale pendenza sono stati trovati grandi blocchi di questa roccia metamorfica a grana medio-grossa, alcuni lunghi più di un metro e mezzo, disposti in modo apparentemente disordinato, ma che formano comunque una sorta di cordone di massi. Sopra questi blocchi si trova uno strato sottile di sedimenti, probabilmente depositati da un’alluvione, seguito da strati alternati di pietre e limo che insieme creano una piattaforma lastricata larga tra i 4 e i 6 metri e lunga almeno 13 metri.

Questa struttura, spessa circa 80 centimetri, continua il substrato roccioso naturale e sembra essere stata costruita per ampliare la superficie sopra il letto del ruscello. Ai bordi nord della struttura sono stati posizionati blocchi più grandi che fungono da sostegno.

Nella parte superiore della costruzione sono stati rinvenuti circa dieci fori circolari, probabilmente scavati per inserire pali di legno. Fori che indicano che sulla piattaforma c’era una struttura in legno ancorata. C’è però da considerare che l’area scavata è piccola, il che vuol dire che non è possibile ricostruire tutta la struttura. Nonostante questo, gli archeologi ipotizzano che fosse un pontile in legno sopraelevato.

Anche se la costruzione di pietra sembra semplice e un po’ rustica, non è certo il frutto del caso. E il motivo per cui si sostiene ciò è piuttosto semplice: per costruirla servivano molti materiali e una buona dose di esperienza, soprattutto per creare una piattaforma stabile in un terreno così umido. La posizione, la forma e le tracce di legno fanno pensare che fosse usata come molo, un posto dove le barche potessero attraccare e caricare o scaricare merci.

Ma non è finita qui, perché lo scavo ha restituito oltre mille frammenti di ceramica e quasi cento piccoli oggetti metallici. Tra questi meritano una menzione d’onore i numerosi chiodi in bronzo, che confermano l’ipotesi di una struttura in legno. La loro resistenza alla corrosione marina, infatti, è perfettamente coerente con un ambiente vicino al mare. Inoltre, sono stati rinvenuti alcuni oggetti legati alla pesca, che completano il quadro della vita quotidiana in quel contesto.

Antico porto in Corsica
Laure Sornin-Petit, Inrap
Sezione dei vari strati di pezzi di scisto che formano la struttura di pietra

Perché è una scoperta molto importante

Il ritrovamento di ceramiche tipiche della tarda antichità, in un contesto stratigrafico ben definito, è un evento piuttosto raro in questa isola della Francia. Lo studio di tali reperti, affidato a Josselyne Guerre dell’Inrap, potrà fornire nuove informazioni importanti su quel periodo storico.

Un aspetto fondamentale dello studio è l’approccio geoarcheologico, coordinato da Marc-Antoine Vella (Inrap). Le indagini che permettono di analizzare i sedimenti vicino alle rive di antichi specchi d’acqua sono rare in questa magnifica isola e molto preziose, perché conservano tracce uniche sull’evoluzione del paesaggio nel tempo.

Per questo saranno svolte analisi di polline (a cura di Delphine Barbier-Pain), di molluschi (Sophie Martin) e lo studio di altri resti organici chiamati ecofatti (Isabel Figueiral), con l’obiettivo di ricostruire le dinamiche ambientali fluviali e costiere legate a questa struttura portuale.

Va specificato che si è trattato di uno scavo archeologico preventivo, finalizzato a documentare e studiare resti destinati alla distruzione a causa di un intervento edilizio. Di conseguenza, il sito archeologico non è visibile e non lo sarà in futuro, poiché sull’area è attualmente in costruzione un’abitazione.

GR20: la guida completa al trekking più bello d’Europa

Par : cdelgiudice
26 juin 2025 à 18:07

Non è solo un trekking: è un’esperienza di vita. Il GR20, celebre sentiero escursionistico che attraversa la Corsica da Nord-Ovest a Sud-Est, è considerato uno dei cammini più belli e impegnativi al mondo. Un’avventura che richiede preparazione fisica, attrezzatura adeguata e una buona dose di tenacia. In cambio, offre paesaggi spettacolari, silenzi infiniti e un contatto autentico con la natura selvaggia dell’isola.

Ogni anno, migliaia di appassionati tentano di percorrere i suoi 180 km lungo la dorsale montuosa corsa ma non tutti ce la fanno, anzi: circa l’80% degli escursionisti abbandona prima della fine, spesso per aver sottovalutato la durezza del percorso. Ma questo non ti deve spaventare: un’avventura a piedi di questo tipo non va vista come una gara da vincere o un traguardo da tagliare, nossignori. Si tratta di un percorso anche interiore, un itinerario “slow” da vivere bene, passo dopo passo, anche se si riesce a farne solo una sezione.

E allora, andiamo a scoprire insieme tutte le coordinate e le informazioni utili sul GR20 in Corsica.

Cos’è il GR20 e come è strutturato

Il Sentier de Grande Randonnée 20 (GR20), o Fra li monti in corso, si snoda da Calenzana (Corsica settentrionale) fino a Conca (Corsica del Sud), seguendo la catena montuosa principale dell’isola. A seconda delle fonti, la lunghezza totale è di circa 180 km, con un dislivello complessivo di circa 12.000 metri tra salite e discese.

Le altitudini oscillano da circa 250 metri s.l.m. ai 2.607 metri del Monte Cinto, vetta più alta della Corsica e punto culminante del cammino.

La percorrenza standard è di almeno 15 giorni, con tappe di 6-7 ore al giorno. Gli escursionisti più allenati riescono a concluderlo in una decina di giorni. I più audaci — come il trail runner François D’Haene, detentore del record — lo percorrono in meno di 32 ore! Ma, come dicono in TV: don’t try this at home, solo gli atleti professionisti possono aspirare a queste velocità da record.

Il GR20 è diviso convenzionalmente in due sezioni principali:

  • GR20 Nord (Calenzana – Vizzavona): più tecnico, selvaggio e spettacolare, adatto a escursionisti esperti;
  • GR20 Sud (Vizzavona – Conca): più dolce e meno impegnativo, ma non per questo da sottovalutare.

Può essere percorso in entrambe le direzioni, ma la marcia da Nord a Sud è la più comune. Per chi non se la sente di tentare l’avventura completa, scegliere solo uno dei due macro-segmenti è una buona soluzione: il GR20 Sud è il più abbordabile.

Le tappe del GR20

Ecco la suddivisione classica in 15 tappe – distribuite in modo continuativo sulle due sezioni – con distanze, dislivelli e qualche spunto su cosa aspettarsi lungo il cammino.

GR20 Nord (Calenzana – Vizzavona)

  • Tappa 1 – da Calenzana a Refuge d’Ortu di u Piobbu (11 km, 1449 D+, 172 D–, 4h): impegnativa prima tappa su sentieri rocciosi con viste panoramiche spettacolari sulla Balagne e sul mare. Il sentiero è esposto e con alcuni tratti ripidi, perfetto per testare gambe e fiato.
  • Tappa 2 – da Refuge d’Ortu di u Piobbu a Refuge de Carrozzu (7 km, 692 D+, 983 D–, 3h): si entra nel cuore montuoso del GR20, superando creste e canaloni. Paesaggio lunare e vista sul Monte Corona. Presenza di catene nei tratti più esposti.
  • Tappa 3 – da Refuge de Carrozzu a Refuge d’Asco Stagnu (5 km, 790 D+, 622 D–, 3h): attraversamento del ponte sospeso di Spasimata, uno dei più fotografati del GR20. Si risale una gola con affioramenti granitici, in uno scenario alpino di grande fascino.
  • Tappa 4 – da Refuge d’Asco Stagnu a Refuge de Tighjettu (10 km, 1250 D+, 1010 D–, 6h): la tappa regina del GR20, con l’ascesa al Monte Cinto (2706 m), il punto più alto della Corsica. Passaggi tecnici e faticosi, ma la vista dalla Bocca Crucetta ripaga ogni sforzo.
  • Tappa 5 – da Refuge de Tighjettu a Refuge de Ciottulu di i Mori (7 km, 689 D+, 366 D–, 3h): itinerario più breve ma selvaggio, con tratti su pietraie e panorami spettacolari sulla valle dell’Asco e la Paglia Orba, la “montagna leonina”.
  • Tappa 6 – da Refuge de Ciottulu di i Mori a Refuge de Manganu (22 km, 822 D+, 1218 D–, 8h): tappa lunga e varia, tra valloni, cascate, e piane erbose. Si costeggia il lago di Nino, uno dei più belli dell’isola, circondato da pozzine e cavalli selvatici.
  • Tappa 7 – da Refuge de Manganu a Refuge de Pietra Piana (8 km, 780 D+, 550 D–, 4h): salita continua tra laghi glaciali e paesaggi scolpiti dal vento. Il sentiero si snoda tra placche rocciose e distese di muschi e licheni.
  • Tappa 8 – da Refuge de Pietra Piana a Refuge de l’Onda (9 km, 478 D+, 930 D–, 4h): discesa panoramica tra pascoli e torrenti, con possibilità di soste rigeneranti lungo il fiume. Vista sulle vette del Monte Rotondo.
  • Tappa 9 – da Refuge de l’Onda a Vizzavona (17 km, 1710 D+, 1520 D–, 7h): una delle tappe più dure del percorso nord. Lunga, con tratti tecnici e salite impegnative. Si attraversa il Col de Muratellu con vista spettacolare sulla valle del Vecchio.

GR20 Sud (Vizzavona – Conca)

  • Tappa 10 – da Vizzavona a Bergeries de Capannelle (15 km, 1057 D+, 391 D–, 5h): se avete deciso di iniziare il percorso da qui, Vizzavona vi accoglie con le sue foreste di larici, cascatelle e massi immersi nel verde. Salita graduale ma continua, perfetta per ambientarsi al ritmo del GR20 Sud.
  • Tappa 11 – da Bergeries de Capannelle a Refuge de Prati (18 km, 1090 D+, 878 D–, 6h): una tappa lunga e faticosa, ma immersa in una natura selvaggia e incontaminata. Il sentiero attraversa boschi radi e creste panoramiche, con ampie vedute sul cuore montuoso della Corsica.
  • Tappa 12 – da Refuge de Prati a Refuge d’Usciolu (11 km, 716 D+, 789 D–, 4h): un continuo saliscendi su creste esposte e panoramiche. La fatica è costante, ma ripagata da viste aeree e scorci su entrambi i versanti dell’isola. Attenzione in caso di vento forte.
  • Tappa 13 – da Refuge d’Usciolu a Refuge d’Asinao (19 km, 966 D+, 1169 D–, 7h): una delle tappe più dure dell’intero tracciato meridionale. Lunga, con molti dislivelli e terreni tecnici. Si attraversano creste dentellate e si incontrano paesaggi che alternano pietraie, boschi e praterie.
  • Tappa 14 – da Refuge d’Asinao a Refuge de Paliri (15 km, 641 D+, 1125 D–, 6h): il sentiero costeggia le spettacolari Aiguilles de Bavella, guglie di granito rosso che regalano uno dei paesaggi più scenografici del GR20. La discesa è impegnativa ma costellata di scorci mozzafiato.
  • Tappa 15 – da Refuge de Paliri a Conca (14 km, 391 D+, 1216 D–, 5h): ultima tappa, interamente in discesa. La vegetazione si fa sempre più lussureggiante, il profumo della macchia mediterranea si intensifica e il sentiero vi conduce lentamente verso l’arrivo a Conca… e verso il mare.

Difficoltà e accortezze

Non bisogna lasciarsi ingannare dalle brevi distanze di alcune tappe: il terreno è spesso tecnico, esposto, con passaggi su rocce e pietraie. Servono:

  • buone capacità di “scrambling” (semi-arrampicata su facili rocce)
  • piede sicuro
  • gestione del caldo e dei temporali estivi (frequenti nel pomeriggio)

Il meteo può cambiare rapidamente, con pioggia e vento forte: meglio controllare sempre le previsioni e partire presto la mattina, onde evitare di trovarsi ancora sui sentieri nel pomeriggio quando spesso si addensano nubi temporalesche.

La fatica si accumula, quindi è importante ascoltare il proprio corpo e saper dosare le energie. Chi è davvero molto allenato può anche accorpare alcune tappe, riducendo i giorni complessivi… ma raddoppiando l’impegno quotidiano!

Quando intraprendere il GR20

La stagione ideale va da fine maggio a fine settembre. In giugno, la montagna è ancora fresca e la neve può essere presente solo sui tratti più alti. In luglio e agosto, il caldo e l’affollamento sono maggiori, mentre settembre offre giornate più fresche e rifugi meno pieni. Da evitare l’inverno e la primissima metà della primavera, quando il rischio neve e ghiaccio è ancora alto.

Come prepararsi

Il GR20 è adatto a escursionisti esperti, con buona resistenza fisica e abituati al trekking su terreno accidentato. Non bastano lunghe passeggiate in collina: bisogna allenarsi su salite e discese tecniche, su tratte lunghe, facendo tanto dislivello e con lo zaino pieno sulle spalle.

Un programma di 8-12 settimane di preparazione con camminate in montagna, corsa ed esercizi di forza è consigliabile. Mai sottovalutare un cammino come questo, se si vogliono evitare brutte sorprese in corso d’opera.

Equipaggiamento consigliato

Per l’attrezzatura, ti consigliamo di viaggiare il più leggero possibile: ogni chilo in più sulla schiena, a lungo andare, pesa! Uno zaino da massimo 40 litri è più che sufficiente. Ai piedi, scarponcini da trekking alti e ben rodati sono la scelta migliore per protezione e stabilità. Se hai già esperienza e uno zaino molto leggero, vanno bene anche scarpe da trail.

Per l’abbigliamento, punta su strati tecnici: qualcosa di caldo, un antivento e un capo impermeabile. I bastoncini da trekking? Indispensabili, ti aiutano tantissimo nelle salite e sulle discese più accidentate.

Per la notte, serve un sacco a pelo adatto a temperature fino a 5°C. Non dimenticare una lampada frontale, mappa o tracce GPS offline e un powerbank per ricaricare i dispositivi.

Segnaletica e punti d’acqua

Il GR20 è ben segnalato con i classici segni bianchi e rossi. Presta attenzione in caso di nebbia o di errore di percorso: è sempre importante avere anche una mappa o tracce GPS.

I rifugi dispongono di acqua potabile, ma non ci sono fonti ovunque: meglio partire ogni giorno con le scorte piene: porta almeno 2 litri di acqua (meglio ancora 3 litri totali per le tappe lunghe), in borraccia termica o camelbag.

Dove dormire

Lungo il GR20 si trovano rifugi spartani e bivacchi, alcuni gestiti dal Parco Regionale della Corsica, altri privati e non presidiati. È possibile anche campeggiare nei pressi dei rifugi (tenda propria o noleggiata). In alta stagione è consigliata la prenotazione anticipata.

Le meraviglie del GR20

Il bello del GR20 sta anche nei panorami che regala. Ogni passo regala meraviglia ma vogliamo evidenziare cinque punti di interesse davvero commoventi:

  • il Monte Cinto e la sua cresta
  • Cirque de la Solitude, passo tanto difficile quando splendido
  • I laghi glaciali di Nino, Melo e Capitello
  • Le vette del Monte d’Oro e del Monte Incudine
  • Gli spettacolari aghi delle Aiguilles de Bavella

In quota si cammina tra rocce, pini larici e distese di erba ondulata, con affacci improvvisi sul blu del Mediterraneo. Un contrasto che fa della Corsica un’isola unica al mondo!

La Corsica è l’isola da sogno perfetta per una vacanza con i bambini

Par : losiangelica
8 avril 2025 à 15:30

Giornate lunghe e soleggiate, brezza leggera e una temperatura mite: la Corsica è l’essenza del clima mediterraneo. In estate il sole abbraccia l’isola, mentre durante l’inverno le temperature scendono ma restano comunque accettabili e piacevoli.

Una vacanza in Corsica con i bambini

Posizionata tra Francia e Italia, la Corsica non si trova molto lontana dal Belpaese. Si raggiunge agilmente in poche ore di navigazione da Savona, Livorno e Genova. Nonostante la vicinanza con la Sardegna e una storia piena di conquiste, l’isola è fieramente francese, ma con un’identità tutta sua. Spicca per grande autenticità, ritmo rilassato e scorci da paradiso: proprio per questo motivo è un’opzione top per una vacanza con i propri figli. Ma cosa fare in Corsica con i bambini durante una vacanza? Le attività sono tante e abbiamo scelto alcune opportunità che desideriamo consigliare.

Riserva Naturale di Scandola in Corsica
Fonte: iStock
Riserva Naturale di Scandola, visitare la Corsica con i bambini

Le spiagge sono selvagge e incontaminate

Trattandosi di un’isola non possiamo negare che tra le attrattive principali ci sono proprio le spiagge. Il litorale è ampissimo e spazia tra baie facili da raggiungere, come quella di Santa Giulia, e altre più selvagge come Ostriconi. Tra le più belle? Sicuramente Plage de Ghisonaccia diventata famosa per la sua sabbia bianca, i campi da beach volley e gli spazi ricchi di intrattenimenti perfetti per chi si muove con i più piccoli.

La Corsica è un mosaico di spiagge perfette per i bambini. A Bravone, sabbia fine e giochi gonfiabili aspettano i piccoli pirati; ad Algajola troverai un litorale sicuro e servito, raggiungibile anche con il simpatico trenino delle spiagge. A Calvi, la Pinède ti regalerà una lunga passeggiata tra sabbia e pini, con la cittadella che domina l’orizzonte. Ma il modo migliore per vivere l’isola senza stress è salpando: a bordo di una barca a noleggio da Porto Vecchio si possono raggiungere le isole Lavezzi o le grotte marine di Bonifacio, o ancora navigare verso il deserto delle Agriate e quindi rilassarsi sulle spiagge di Saleccia o Lotu.

spiaggia di Palombaggia in Corsica con i bambini
Fonte: iStock
Tra le spiagge più belle della Corsica c’è la spiaggia di Palombaggia

Avventure nella natura ed escursioni

Oltre al mare, il bello della Corsica orientale è che puoi alternare giornate di puro relax sulla spiaggia a esplorazioni nella natura. A due passi dalla costa si ha accesso alla foresta di Pinia, uno degli ultimi polmoni verdi di pini marittimi d’Europa, e il fiume Fium’Orbu, perfetto per un tuffo fresco e avventuroso lontano dalla folla. La Corsica sta proteggendo il suo ecosistema limitando il turismo di massa. La zona orientale, ancora poco conosciuta, è la scelta ideale se si desidera vivere la vera essenza dell’isola senza stress. Qui ogni giornata è scandita da ritmi lenti, passeggiate in riva al mare e piatti freschi di mare: la ricetta perfetta per una vacanza con i bambini che resterà nei loro (e nei tuoi) ricordi.

Che siano piccoli esploratori o giovani avventurieri, in Corsica c’è un’escursione per ogni tipologia di bimbo. Per chi sogna pareti da scalare, la Via Ferrata nella valle regala emozioni forti in totale sicurezza, se si preferiscono camminate tranquille, suggeriamo i sentieri costieri di Bonifacio, tra scogliere bianchissime e spiagge da cartolina. E per un’esperienza fresca e divertente? Tuffi, scivoli naturali e piscine di roccia ti aspettano lungo il fiume Travo e nelle gole del Tavignano.

Un’avventura imperdibile per tutta la famiglia è la visita alle Calanche di Piana, patrimonio UNESCO. Percorrendo la spettacolare strada D81, tra curve strette e vedute mozzafiato, potrete ammirare le incredibili formazioni rocciose scolpite dal vento e dal tempo. Fermarsi in uno dei tanti belvedere sarà un’esperienza emozionante sia per i grandi che per i più piccoli. Consiglio pratico: andate nel tardo pomeriggio per vedere le rocce tingersi di rosso e arancio con la luce del tramonto – uno spettacolo naturale che incanterà tutti.

Calanche di Piana in Corsica
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Sembra di stare su Marte percorrendo la strada per raggiungere le Calanche di Piana in Corsica

La biodiversità e gli animali da incontrare

In Corsica, ogni strada può trasformarsi in una sorpresa: caprette, asinelli, maialini e pecore si muovono liberi tra i paesaggi montuosi. È come vivere un vero safari a misura di bambino! E se vuoi incontrare tartarughe di tutto il mondo, il parco A Cupulatta, vicino ad Ajaccio, è una tappa imperdibile: un piccolo regno dove imparare e meravigliarsi.

Scoprire la storia della Corsica a misura di bambino

Quando si arriva dall’Italia, il punto di approdo è sempre Bastia: proprio qui infatti si fermano i numerosi traghetti. La città, tra le più antiche, dà modo di scoprire il centro passeggiando per Place Saint-Nicolas, arrivando poi al pittoresco mercato domenicale di Place du Marché. I bambini resteranno incantati dalle piccole stradine che sembrano uscite da una favola, tra cui quelle che conducono al Vieux Port, animato da barche colorate e ristoranti sul mare. Non dimenticate una sosta nella suggestiva Cittadella, alla ricerca del Crocifisso Nero nascosto in uno dei suoi affascinanti oratori rococò.

Un altro pezzo di storia è la visita ad Ajaccio, città natale di Napoleone. Dopo aver passeggiato tra le case pastello e i numerosi bar, ci si può fermare al museo Fesch dove sono custodite collezioni di arte italiana e non solo. E per convincere i bimbi? Dopo l’immersione culturale ci si può concedere un bel giro sulla ruota panoramica al porto.

E se qualcuno volesse regalare ai bambini un’avventura davvero spettacolare consigliamo la visita al sito archeologico di Filitosa. Il museo a cielo aperto, tra ulivi secolari e prati verdi, custodisce menhir e torri risalenti a oltre 8000 anni fa. Qui ci si può divertire a riconoscere i volti dei guerrieri scolpiti nella pietra.

A bordo di trenini e tram alla scoperta della Corsica

Tra Calvi e Ile Rousse corre il Tramway de la Balagne, un comodo tram che permette di saltare da una spiaggia all’altra senza stress; con più di 15 fermate, è perfetto per famiglie che vogliono godersi il mare senza dover combattere con il traffico. E per le visite in città? I simpatici Petit Trains, i trenini turistici, offrono un modo divertente e rilassante per scoprire le attrazioni principali senza stancare troppo i bambini. Per chi cerca un’esperienza davvero unica, il viaggio sulla ferrovia corsa, il mitico Trinichellu, regala panorami straordinari, viadotti sospesi e avventure a tutta natura, percorrendo l’isola fino a toccare i suoi angoli più remoti.

Le 10 isole più belle del Mediterraneo dove andare quest’inverno

Par : mgwesteast
21 janvier 2025 à 13:05

L’inverno è un momento magico per le isole del Mediterraneo, che lontano dal trambusto estivo si svelano in tutta la loro autentica bellezza. Con atmosfere più intime, temperature miti e paesaggi spettacolari, queste destinazioni offrono la possibilità di vivere esperienze coinvolgenti, tra escursioni, relax e scoperte culturali. Le spiagge non sono affollate, i tramonti assumono tonalità ancora più suggestive e i villaggi si mostrano nella loro veste più sincera.

Le isole diventano rifugi tranquilli dove assaporare la vita locale, scoprire tradizioni secolari e immergersi in panorami da sogno. Dalle coste dorate della Sardegna alle calette nascoste di Gozo, dai tramonti di Santorini ai sentieri della Corsica, abbiamo selezionato per voi le isole più affascinanti, perfette per una vacanza fuori stagione. Ecco le 10 destinazioni più belle del Mediterraneo scelte da SiViaggia, per un’immersione nella bellezza, nella storia e nella tranquillità di mete straordinarie.

Lipari, il cuore pulsante delle Eolie

Tra le isole italiane, Lipari spicca per il suo fascino unico. La più grande delle Isole Eolie è dominata da un castello antico, affiancato dalla cattedrale e da un museo archeologico che custodisce reperti di epoche diverse, come utensili in ossidiana e maschere teatrali di origine greca. Le vie del centro storico, con i loro negozietti e ristoranti, invitano a passeggiate tranquille e a gustare specialità locali come il pane cunzato e le granite di limone.
Dal Belvedere Quattrocchi si gode di una vista spettacolare su Vulcano e sui faraglioni Pietra Lunga e Pietra Menalda, mentre le spiagge di Papesca e Porticello incantano con un mare dalle stupefacenti tonalità turchesi.

Gozo, un rifugio di tranquillità

A pochi minuti da Malta, Gozo accoglie i visitatori con un’atmosfera rilassata e magnifici paesaggi. Tra le alte scogliere di Sannat, le baie silenziose come Wied il-Għasri e i villaggi immersi nella natura, l’isola è un paradiso di quiete. Da non perdere le antiche saline di Qbajjar e le farmhouse, tipiche case in pietra trasformate in eleganti alloggi immersi nella macchia mediterranea, perfetti per rilassanti soggiorni. La capitale Victoria, con la sua cittadella fortificata, offre un tuffo nella storia e una vista panoramica sull’intera isola, mentre la cucina gozitana, ricca di sapori genuini, rende il soggiorno ancora più memorabile.

Hvar, la regina della Dalmazia

Conosciuta come la “Regina delle isole dalmate”, Hvar offre un mix perfetto di bellezza naturale e vivacità culturale. Il centro storico è un gioiello di architettura gotica e veneziana, mentre i vigneti e i campi di lavanda all’interno dell’isola raccontano una storia millenaria. Per chi cerca un’atmosfera più tranquilla, Stari Grad e la pianura circostante, patrimonio UNESCO, sono luoghi imperdibili. Le spiagge di ciottoli, bagnate da acque trasparenti, sono l’ideale per chi cerca relax, mentre le colline dei dintorni invitano a lunghe passeggiate tra uliveti e terrazze panoramiche. Le serate, invece, si animano nei bar e nei ristoranti del porto.

l'isola di Hvar, Croazia
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Panorama dell’isola di Hvar, Croazia

La Maddalena, un sogno sardo

L’arcipelago della Maddalena è un vero paradiso per gli amanti del mare. Raggiungibile in traghetto da Palau, l’isola principale accoglie i visitatori con una cittadina storica piena di fascino e la possibilità di esplorare calette nascoste con un gommone. Le acque cristalline e i fondali ricchi di vita marina sono perfetti per immersioni e snorkeling. Le spiagge come Cala Coticcio, soprannominata “Tahiti” per la sua bellezza esotica, sono veri angoli di paradiso. L’isola è anche ideale per il trekking, grazie ai sentieri che attraversano la sua natura incontaminata, offrendo scorci spettacolari sul mare e sulle isole vicine.

Santorini, immersione nel mito

Con i suoi tramonti mozzafiato e il paesaggio vulcanico unico, Santorini è una delle mete più romantiche del Mediterraneo. Le scogliere a picco sulla caldera, i villaggi bianchi con porte blu e i vini locali sono solo alcune delle meraviglie da scoprire e gustare. Gli scavi archeologici di Akrotiri aggiungono un tocco di mistero a quest’isola leggendaria. Oltre ai famosi panorami, l’isola della Grecia offre anche spiagge particolari, come quella di sabbia nera a Perissa o la spiaggia rossa di Akrotiri. La cucina locale, con specialità come i pomodorini dolci e il formaggio di capra, completa un’esperienza indimenticabile.

Sicilia, un continente in miniatura

La Sicilia, la più grande isola del Mediterraneo, è un continente in miniatura dove natura, storia e cultura si intrecciano in un racconto senza tempo. Qui, rovine, mosaici e templi testimoniano secoli di civiltà, mentre spiagge incontaminate e acque cristalline offrono rifugio a chi cerca sole e relax anche fuori stagione.

L’isola accoglie vivaci città e antichi borghi, luoghi dove tradizioni millenarie convivono con una cultura unica e una cucina capace di sorprendere anche i palati più esigenti. Il barocco di Noto, le saline di Trapani e i templi di Agrigento sono solo alcune delle meraviglie da non perdere. E poi c’è sua maestà l’Etna, uno dei vulcani più attivi d’Europa, che domina il paesaggio con la sua imponente presenza.

Lo si può ammirare in tutto il suo splendore da Taormina, l’incantevole cittadina arroccata sul Monte Tauro, magari mentre si passeggia tra boutique artigianali e si scelgono souvenir tipici siciliani. La cucina siciliana, con i suoi sapori autentici, completa l’esperienza: cannoli, arancini e pasta alla norma sono solo alcune delle delizie da provare.

Isola Bella, Sicilia
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Isola Bella in Sicilia con l’Etna sullo sfondo

Rodi, tra storia e relax

Rodi è un museo a cielo aperto. La città medievale, patrimonio UNESCO, e l’Acropoli di Lindos sono testimonianze di un passato glorioso. Le spiagge dorate e il mare cristallino invitano al relax, mentre la tranquillità dell’isola la rende perfetta per una vacanza rigenerante. I villaggi dell’interno, come Archangelos, offrono un assaggio della Rodi più autentica, con tradizioni che si tramandano da generazioni, mentre i numerosi sentieri escursionistici, che attraversano colline e foreste, regalano viste spettacolari sul mare.

Corfù, un paradiso verde

Tra le più verdeggianti delle isole greche, Corfù è famosa per la varietà delle sue spiagge, dalle sabbie dorate ai ciottoli colorati. Paleokastritsa, legata al mito di Ulisse, e Ipsos, nota per la vita notturna, sono solo alcune delle sue gemme. Il centro storico, con le sue stradine strette e gli edifici in stile veneziano, è un luogo affascinante da esplorare. La cucina locale, influenzata dalla tradizione italiana, offre piatti unici come la pastitsada e il sofrito, che conquistano i palati più esigenti.

l'isola di Corfù, Grecia
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Vista panoramica di Kerkyra, Corfù, Grecia

Minorca, la natura in primo piano

Riserva della Biosfera UNESCO, Minorca è la meta ideale per il turismo attivo. Il Cami de Cavalls, un antico sentiero circolare di 185 km, permette di esplorare l’isola a piedi, in bici o a cavallo. I monumenti megalitici raccontano invece la storia millenaria di quest’isola unica. Le spiagge di sabbia bianca, incastonate tra scogliere, sono perfette per rilassarsi, mentre le calette nascoste invitano all’esplorazione. La capitale Mahón, con il suo porto naturale, offre un’atmosfera vivace e la possibilità di assaporare la cucina locale, famosa per la maionese e i formaggi artigianali.

Corsica, tra mare e montagna

La Corsica, che combina spiagge vivaci e un entroterra selvaggio, è un’isola che soddisfa ogni desiderio di avventura. Le gole della Restonica e il sentiero GR20 sono perfetti per gli amanti del trekking, mentre le città costiere offrono relax e panorami mozzafiato. Il Cap Corse, con i suoi villaggi pittoreschi e le spiagge deserte, è ideale per chi cerca pace e autenticità. Mentre la cucina corsa, con salumi, formaggi e vini locali, completa un viaggio che unisce natura e tradizione.

Un Capodanno da sogno in Corsica: due giorni di pura emozione

16 novembre 2024 à 10:25

Il Capodanno è il momento perfetto per regalarsi un’esperienza speciale e quest’anno potete viverlo a bordo di una crociera esclusiva organizzata da Corsica Sardinia Ferries, dal 1968 leader tra le Compagnie di navigazione private per il numero di passeggeri trasportati verso la Corsica. Con una flotta di 13 navi e un’organizzazione impeccabile che cura ogni dettaglio, dalla prenotazione all’accoglienza a bordo, Corsica Sardinia Ferries garantisce un servizio certificato ISO 9001:2015.

Immaginate, allora, di iniziare il nuovo anno in un’atmosfera vibrante, tra brindisi, giochi, animazione, musica e cucina raffinata, mentre la Corsica invernale svela il suo charme autentico e accogliente. Un’occasione per vivere un momento indimenticabile e godersi appieno la magia delle Festività.

Il programma: due giorni di pura emozione

Preparatevi a trascorrere un Capodanno che unisce relax, avventura e divertimento, grazie a un programma ricco di esperienze memorabili. Dalla partenza da Livorno fino al rientro, ogni dettaglio è pensato per regalarvi il massimo comfort e per permettervi di scoprire la magia della Corsica in inverno. Tra momenti di svago a bordo e passeggiate nella colorata città di Bastia, questo viaggio rappresenta il modo perfetto per salutare il 2024 e dare il benvenuto al 2025.

31 Dicembre: Partenza verso la magia del Capodanno

  • Ore 10:30: Imbarco a Livorno e sistemazione in comode cabine doppie interne.
  • Ore 12:30: Partenza per Bastia, la porta d’ingresso alla bellezza corsa.
  • Ore 13:00: Pranzo libero a bordo, con la possibilità di rilassarsi e godere del panorama marittimo.
  • Ore 16:45: Arrivo a Bastia, con l’opportunità di sbarcare per esplorare l’incantevole cittadina, vestita a festa per il periodo natalizio.
  • Ore 20:30: Il momento clou della serata: un Cenone con Veglione, tra musica dal vivo, giochi e un brindisi indimenticabile con Champagne “Laurent Perrier Brut”.

1 Gennaio: inizia il 2025 con stile

  • Ore 07:30: Colazione al Yellow’s self-service, un modo dolce per iniziare il nuovo anno.
  • Mattinata libera per una passeggiata rigenerante tra le vie di Bastia, nel calore delle tradizioni locali.
  • Ore 12:00: Imbarco per il rientro.
  • Ore 13:00: Partenza verso Livorno, con arrivo previsto alle 17:15.

Un cenone gourmet per celebrare il nuovo anno

Il cuore dei festeggiamenti sarà un Cenone di Capodanno che delizierà il palato con sapori ricercati e ingredienti di alta qualità. La cena, accompagnata da una selezione di vini pregiati e da un brindisi con Champagne, sarà un’esperienza culinaria da ricordare. Pensato per sorprendere e conquistare, il menu unisce tradizione e innovazione, rendendo ogni portata un istante di puro piacere.

  • Antipasti: Salmone affumicato con blinis, perle di aringa e salsa yogurt.
  • Primi: Gratin del pescatore con capesante, gamberi e cabillaud; Girasole all’astice con salsa all’arancia.
  • Secondo: Filetto di vitello accompagnato da beignets di patate e una raffinata salsa di spugnole.
  • Tradizione: Cotechino e lenticchie, simbolo di prosperità.
  • Dolcezza Finale: Delizia al cioccolato Oro Puro con gelée di mandarino e mela.

Ad accompagnare la cena, i vini pregiati come il Sicilia DOC Grillo SurSur “Donnafugata”.

Dettagli e Tariffe

Tariffe a partire da €240 per persona (in cabina doppia interna, tasse incluse).
La quota comprende:

  • 1 pernottamento.
  • 1 ricca colazione.
  • Il Cenone con Veglione, bevande incluse (acqua, vino e brindisi).

Trasporto veicoli (diritti portuali inclusi):

  • Auto: €60.
  • Moto: €40.

Perché scegliere la Corsica per il Capodanno?

La Corsica, conosciuta come “l’Isola della Bellezza”, è una meta che incanta tutto l’anno, ma in inverno svela il suo lato più autentico e intimo. Le città, come Bastia, si vestono a festa con suggestivi mercatini natalizi, eventi della tradizione e un’atmosfera vivace tra luci e colori.

A differenza di molte altre destinazioni, la Corsica in questo periodo offre la vera tranquillità. È il momento ideale per esplorarne le bellezze senza fretta e viverla come gli abitanti.

Trascorrere il Capodanno in Corsica significa celebrare l’arrivo del nuovo anno in grande stile, con un tocco di esclusività. La crociera stessa, organizzata con maestria da Corsica Sardinia Ferries, aggiunge un ulteriore tassello di lusso e comodità, con cabine confortevoli, un servizio impeccabile e un programma studiato per rendere prezioso ogni attimo.

Cosa vedere a Saint Florent in Corsica

28 octobre 2024 à 18:20

Saint Florent è davvero un gioiello nel cuore della Corsica, dal fascino unico, che unisce la bellezza selvaggia del suo litorale ad un ricco patrimonio storico.  Si trova precisamente tra il deserto delle Agriate, nella Corsica settentrionale, ed il Capo Corso, un borgo che è diventato un’icona per i viaggiatori che vogliono vivere un’esperienza autentica su quest’isola del Mediterraneo.

In passato questo borgo che si affaccia sul Golfo omonimo di Saint Florent era un piccolo villaggio di pescatori ed agricoltori, di epoca romana, che nei secoli ha subito influenze da parte del popolo genovese, che hanno segnato l’architettura del borgo, trasformandolo in un vero e proprio simbolo della Corsica del nord. Ma cosa vedere e cosa fare a Saint Florent? Ecco una lista di attrazioni turistiche ed attività che non devono mancare se si decide di visitare questo borgo dell’isola francese.

Alla scoperta del borgo storico

Il cuore pulsante del borgo è un insieme di strette vie acciottolate, che portano i visitatori alla scoperta di un centro storico affascinante, dagli edifici caratterizzati da un color pastello e dai tetti in ardesia, che raccontano l’influenza genovese sulla cittadina. Nel centro storico di Saint Florent è possibile visitare anche la storica Cittadella, una fortezza costruita nel Quindicesimo secolo per proteggere il borgo dagli attacchi nemici, costruita su un promontorio che domina il golfo. Per chi vuole ammirare il tramonto e scattare una foto indimenticabile, visitare la Cittadella al tramonto è la scelta giusta, vivendo un’atmosfera quasi magica.

Passeggiando tra le vie del centro si incontra anche la Cattedrale di Santa Maria Assunta del Nebbio, struttura di epoca romana e che sembra custodire al suo interno lo spirito dell’antica Corsica.

Centro storico del borgo di Saint Florent in Corsica, con fontana in primo piano e campanile sullo sfondo
Fonte: iStock
Centro storico di Saint Florent, Corsica

Il porto di Saint Florent

Passeggiando verso il mare si arriva al porticciolo, dove vivere un’atmosfera vivace e dove pescatori, turisti e residenti si mescolano nei diversi locali che si affacciano sul mare. Oltre ad essere il luogo d’incontro per i marinai, il piccolo porto cittadino è anche un luogo molto frequentate di sera, grazie alla presenza di diversi ristoranti dove è possibile gustare piatti a base di pesce fresco e famosi vini dell’isola. Fra questi sicuramente è importante citare il Patrimonio, un vino rosso, corposo ed intenso, che sicuramente gli amanti della bevanda non possono lasciarsi scappare.

Tra spiagge e natura selvaggia

Il borgo di Saint Florent è anche un punto di accesso ideale per attività a contatto con la natura. Da qui, infatti, è possibile esplorare e scoprire alcune delle spiagge più belle ed anche meno affollate della Corsica. Ad esempio, si può raggiungere spiaggia della Saleccia, dal carattere selvaggio e fra le più belle dell’isola, famosa per la sua bellissima sabbia bianca che crea un contrasto unico con il mare turchese. Può essere raggiunta sia via mare che attraverso un percorso sterrato nel Deserto delle Agriate. Un vero e proprio angolo di pace.

A breve distanza si trova anche la spiaggia di Loto, un’altra località fra le meno colpite dal turismo di massa, dove è possibile passare giornate di relax e divertimento, a contatto con la natura.

Si è parlato anche del Deseto delle Agriate. Si tratta di una regione di macchia mediterranea, caratterizzata dalla presenza di alcune basse montagne coperte dalla gariga, che altro non è che un tipo di vegetazione bassa ed arbusti che seccano durante il periodo estivo. È l’unica grande zona della Corsica senza una strada costiera. Qui, infatti, per raggiungere le spiagge si devono percorrere strade sterrate in fuori strada, percorrere a piedi alcuni dei numerosi sentieri oppure a cavallo. Esplorare il Deserto delle Agriate è per gli amanti della natura e delle attività all’aperto un’ottima occasione per immergersi in un ambiente naturale ancora selvaggio ed unico nel suo genere.

Una ragazza cammina sola sulla Spiaggia di Saleccia, facilmente raggiungibile da Saint Florent
Fonte: iStock
La spiaggia di Saleccia

Esperienze enogastronomiche della Corsica

Questa zona settentrionale della Corsica è la meta perfetta per gli amanti del vino. Infatti, Saint Florent si trova vicino alla regione vinicola di Patrimonio, una delle zone più prestigiose della Corsica, diventata famosa a livello mondiale per la produzione di vini eccezionali ed unici. È possibile partecipare a diversi tour che portano gli ospiti alla scoperta delle diverse cantine locali, partecipando a diverse degustazioni. Inoltre, nei mesi estivi di Luglio e Agosto si tiene la festa del vino di Patrimonio, l’occasione giusta per immergersi nella vivace atmosfera del borgo ed assaggiare le migliori annate del vino Patrimonio.

Un buon vino, va accompagnato sempre a del buon cibo e Saint Florent non deluderà i suoi visitatori. Tra i piatti tipici della cucina locale che è possibile assaporare in questo borgo si consiglia il brocciu, un formaggio fresco simile alla ricotta, usato anche per i dolci come il fiadone, una torta tradizionale dal sapore di formaggio fresco e limone. Infine, la charcuterie corse, ovvero la salumeria corsa, che offre una vastissima ed ottima scelta di salumi come la coppa, il lonzu ed il figatellu, perfetti da accompagnare ad un buon bicchiere di Patrimonio per un aperitivo vista mare.

Quando visitare Saint Florent?

La Corsica è caratterizzata, data la sua posizione, da un clima mediterraneo, quindi estati calde e soleggiate, che rendono i mesi che vanno da Giugno a Settembre il periodo ideale per visitare l’isola ed il borgo. Tuttavia, da considerare anche la stagione primaverile o autunnale, soprattutto per tutti coloro che vogliono visitare la Corsica e le sue bellezze con un clima più mite e lontani da grandi afflussi di turisti.

Chiaramente, visitare Saint Florent d’estate vuol dire anche vivere alcuni fra gli eventi culturali e musicali più conosciuti del Mediterraneo, come il Festival della Musica, in grado di attirare artisti locali ed internazionali. Come anche concerti, mostre e spettacoli all’aperto che riempiono le affascinanti vie del centro storico.

Inoltre, per chi desidera visitare meglio questa zona della Corsica, si consiglia anche il noleggio di una barca, poiché consente di raggiungere facilmente alcune fra le baie più belle e nascoste dell’isola, da una prospettiva unica.

Insomma, questo affascinante borgo antico della parte settentrionale della Corsica, è in grado di unire bellezze naturali, culturali e sapori autentici. Scoprire Saint Florent consente di conoscere un angolo dell’isola che nulla ha da invidiare alle più importanti mete, come Porto Vecchio, e vivere un’esperienza autentica ed unica, in pura tranquillità.

Viaggio in Corsica: passeggiata alla scoperta di Porto Vecchio

3 septembre 2024 à 10:20

Situata lungo la costa sud-orientale della Corsica, la terza isola più grande del Mediterraneo, Porto Vecchio è famosa per le sue spiagge mozzafiato; ma vale una pena la visita al suo centro storico e qualche escursione fuori porta, verso le vicine montagne.

Passeggiare per il centro storico di Porto Vecchio

Il centro storico di Porto Vecchio è un affascinante labirinto di strade acciottolate, piazzette pittoresche e antiche fortificazioni. Fondata dai genovesi nel XVI secolo, la città vecchia è ricca di storia e sono numerosi i punti di interesse che meritano un po’ di attenzione.

Cittadella Genovese

Il cuore storico di Porto Vecchio è dominato dalla Cittadella Genovese, costruita nel XVI secolo per proteggere la città dagli attacchi dei pirati. Le mura possenti, i bastioni e le torri offrono scorci suggestivi sul porto e sul golfo. La Porta Genoese è uno degli ingressi principali e conduce direttamente nel cuore della città vecchia, dove le strade strette e lastricate conducono a piazzette ombreggiate e a chiese storiche.

Piazza della Repubblica e Chiesa di San Giovanni Battista

La Piazza della Repubblica è il cuore pulsante del centro storico, un luogo vivace circondato da caffè, ristoranti e boutique. Qui si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, una semplice ma affascinante chiesa del XVI secolo che rappresenta uno dei luoghi di culto più importanti della città. All’interno, si possono ammirare sculture in legno e dipinti sacri che testimoniano la devozione della comunità locale.

Le vie dello shopping

Porto Vecchio è rinomata anche per lo shopping, con una vasta gamma di negozi nelle vie del centro storico che vanno dalle boutique di lusso ai mercati locali. Le strade attorno alla Piazza della Repubblica sono piene di negozi che vendono prodotti tipici corsi, come il miele, i formaggi, i salumi, e il famoso vino di Porto Vecchio. Ma non solo food: per chi è alla ricerca di un acquisto più esclusivo, le boutique del centro vendono abbigliamento e accessori di designer locali e internazionali.

Le spiagge di Porto Vecchio

Porto Vecchio è circondata da alcune delle spiagge più belle della Corsica, ognuna con il suo carattere unico. Il mare cristallino, le lunghe distese di sabbia bianca e la vegetazione mediterranea rendono queste spiagge ideali per chi cerca relax, per chi desidera praticare sport acquatici o semplicemente per godere di un angolo di paradiso dove ricaricare le batterie.

Palombaggia

Palombaggia è forse la spiaggia più famosa di Porto Vecchio e una delle più rinomate di tutta la Corsica. Con la sua sabbia finissima, le acque trasparenti e i pini marittimi che offrono ombra naturale, Palombaggia è un vero e proprio gioiello. Nonostante la sua popolarità, la spiaggia riesce a mantenere un’atmosfera tranquilla, soprattutto al mattino presto o al tramonto. Gli stabilimenti balneari offrono lettini, ombrelloni e ristoranti, ma ci sono anche tratti liberi dove stendere il proprio asciugamano e godersi il mare.

Vista della spiaggia di Palombaggia, in Corsica, a breve distanza da Porto Vecchio
Fonte: iStock
Spiaggia di Palombaggia, Porto Vecchio

Santa Giulia

A pochi chilometri da Porto Vecchio, la baia di Santa Giulia è un’altra destinazione imperdibile per gli amanti del mare. Questa laguna naturale, con le sue acque turchesi e la sabbia bianca, è perfetta per famiglie con bambini grazie ai fondali bassi e sicuri. Santa Giulia è anche un luogo ideale per praticare sport acquatici come lo snorkeling, il kayak e il paddleboarding. Nelle vicinanze ci sono diversi bar e ristoranti.

Rondinara

Un po’ più a sud di Porto Vecchio, la spiaggia di Rondinara è una splendida baia a forma di mezzaluna, circondata da colline ricoperte di macchia mediterranea. L’acqua calma e trasparente la rende perfetta per il nuoto e lo snorkeling. Questa spiaggia è meno frequentata rispetto a Palombaggia e Santa Giulia. C’è un campeggio nelle vicinanze della spiaggia, il che la rende una scelta ideale per chi vuole vivere la natura al massimo.

Le Dune di Balistra

Le Dune di Balistra, situate a nord di Porto Vecchio, offrono un paesaggio naturale unico. Accessibile solo tramite un breve sentiero o in barca, questa spiaggia è meno affollata proprio perché più scomoda da raggiungere e perfetta per chi ama il contatto diretto con la natura, a costo di rinunciare a qualche servizio.

Esplorare i dintorni di Porto Vecchio

Oltre alle splendide spiagge, Porto Vecchio è circondata da un paesaggio naturale che merita di essere esplorato. Dalle montagne dell’entroterra ai pittoreschi villaggi corsi, ci sono molte escursioni interessanti che partono dalla città.

Alta Rocca

L’entroterra di Porto Vecchio è dominato dalla regione dell’Alta Rocca, una zona montuosa ricca di foreste, fiumi e cascate. Qui si trovano alcuni dei più antichi villaggi della Corsica, come Zonza e Levie. L’Alta Rocca è anche una destinazione ideale per gli amanti dell’escursionismo, con sentieri che conducono a panorami mozzafiato e a siti archeologici come il complesso preistorico di Cucuruzzu.

Foresta di Ospedale

A circa 20 km da Porto Vecchio, la Foresta di Ospedale è una delle aree naturali più suggestive della Corsica. Questa foresta di pini larici e faggi è attraversata da numerosi sentieri escursionistici che portano a punti panoramici spettacolari, come il Belvédère de l’Ospedale, da cui si gode una vista straordinaria sulla costa e sul lago artificiale di Ospedale. Nella zona si possono anche trovare cascate, come la Cascade de Piscia di Gallu, un luogo ideale per una pausa rinfrescante durante un’escursione.

Bonifacio

A circa 30 km a sud di Porto Vecchio, la città di Bonifacio è un’altra tappa imperdibile. Arroccata su scogliere calcaree a picco sul mare, Bonifacio è una delle città più spettacolari della Corsica. Le sue strade strette e le fortificazioni medievali offrono scorci indimenticabili, mentre il porto turistico è il punto di partenza per escursioni in barca alle vicine isole Lavezzi. Una passeggiata lungo il Bastione dell’Etendard o una visita alla Scala del Re d’Aragona, una scalinata scolpita nella roccia, sono esperienze assolutamente da non perdere.

La selvaggia Corsica
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Scogliera di Bonifacio

Curiosità su Porto Vecchio

Porto Vecchio, come tutta la Corsica, è una terra di leggende e tradizioni che aggiungono un tocco di mistero e fascino alla visita. Una delle storie più curiose riguarda la Cittadella Genovese, che si dice sia stata costruita su un’antica fortezza romana. Secondo una leggenda locale, il sito sarebbe stato scelto per la sua posizione strategica ma anche per la presenza di una sorgente sacra, che avrebbe conferito poteri curativi ai suoi abitanti.

Un’altra leggenda riguarda la spiaggia di Palombaggia, dove si dice che le sirene venissero a cantare durante le notti di luna piena, incantando i marinai e i pescatori. Anche oggi, i locali raccontano che, nelle notti più tranquille, si possa ancora sentire il loro canto portato dal vento.

Infine, Porto Vecchio ha un legame particolare con la vendetta corsa, una pratica storica di faida familiare. Nel centro storico, si possono ancora vedere segni di questa antica tradizione nelle architetture delle case, molte delle quali erano costruite con porte e finestre rinforzate per proteggersi dagli attacchi.

Consigli per il viaggio

Quando andare

In Corsica si viene tendenzialmente in estate, per godere di spiagge e mare. Porto Vecchio è piuttosto affollata in estate, quindi – se si può scegliere- il periodo migliore per una visita più tranquilla è la tarda primavera (maggio-giugno) o l‘inizio dell’autunno (settembre-ottobre), quando il clima è ancora piacevole e le spiagge sono meno affollate.

Come arrivare e come spostarsi

In Corsica ci si può arrivare in nave o aereo. Porto Vecchio è facilmente raggiungibile tramite l’aeroporto di Figari Sud Corse, situato a circa 25 km dalla città. Da qui, è possibile noleggiare un’auto o prendere un taxi per raggiungere Porto Vecchio in circa 30 minuti. L’aeroporto offre voli diretti da diverse città italiane ed europee, soprattutto durante la stagione estiva. Via mare, Porto Vecchio è collegata al continente da servizi di traghetto che partono principalmente dai porti di Marsiglia, Tolone, e Nizza e arrivano direttamente al porto di Porto Vecchio. Dall’Italia invece i traghetti sbarcano a Bastia. Imbarcarsi è certamente la soluzione ideale per chi vuole portare con sé  la propria auto o moto, per viaggiare più liberamente e in autonomia. Già, perché l’auto è il mezzo migliore per esplorare la Corsica, Porto Vecchio e i dintorni; ed è possibile noleggiarla se non si ha la propria a disposizione. La città può essere piacevolmente esplorata a piedi, soprattutto il centro storico, e ci sono diversi servizi bus per spostarsi.

Cosa portare

A Porto Vecchio c’è di tutto e si può trovare praticamente ogni cosa. In valigia conviene comunque mettere un paio di scarpe comode per esplorare il centro storico e fare escursioni; il costume e l’attrezzatura da snorkeling per il mare, e un buon repellente per insetti se si visitano zone boschive o umide.

 

L’Isola Piana in Corsica, dalla natura praticamente intatta

28 juillet 2024 à 07:55

La Corsica, con i suoi panorami mozzafiato, sa regalare momenti indimenticabili, soprattutto a coloro che desiderano sbarcare su un’isola deserta almeno una volta nella vita: sì perché il sogno può diventare realtà raggiungendo l’Isola Piana, gemma nascosta dove la natura incontaminata è protagonista assoluta.

Celebre per la bellezza intatta e la sensazione di pace che la avvolge, è una meta dove si può davvero staccare la spina dalla frenetica routine di tutti i giorni e immergersi in un paesaggio che non ha eguali: le spiagge di fine sabbia bianca sono raramente affollate e permettono di concedersi lunghe e rilassanti nuotate nel mare cristallino.

Isola Piana, l’emozione di ritrovarsi su un’isola deserta

Nel territorio del comune di Bonifacio, l’Isola Piana spicca di fronte a Punta dello Sperone e al Golfo dello Sperone. Per raggiungerla dalla città, è sufficiente guidare per circa venti minuti lungo la D260, seguendo le indicazioni per la Plage du petit Sperone. Questo breve viaggio vi condurrà a un angolo di paradiso, dove potrete godere della serenità che soltanto un’isola praticamente deserta può offrire.

Camminare sul banco sabbioso che collega l’isola alla costa della Corsica è un’esperienza straordinaria, quasi come passeggiare in una piscina a cielo aperto: l’acqua lambisce con dolcezza la candida sabbia, creando un effetto visivo che sembra uscito da un sogno.

A sua volta il mare, dal fondale poco profondo, sfoggia una splendida tonalità turchese: insomma, si tratta di un vero e proprio paesaggio da cartolina, difficile da descrivere a parole.

Le acque limpide e il fondale sabbioso danno vita a un ambiente perfetto per nuotare, giocare a palla o scattare foto divertenti.

Come arrivare

Una volta giunti alla splendida Plage du petit Sperone, avete due possibilità avventurose per raggiungere l’Isola Piana, entrambe a contatto diretto con la natura tutt’intorno.

  1. A nuoto: L’Isola Piana si trova a circa trecento metri dalla costa (dalla spiaggia di Piantarella, per essere precisi), ed è separata dalla terraferma da un banco di sabbia. Per arrivarci, dovrete camminare in acqua e nuotare per una ventina di metri. Questa opzione è fattibile anche per chi non è un nuotatore esperto, ma è importante prestare attenzione alla corrente, che in alcuni tratti può essere intensa.
  2. In kayak: Il kayak è uno degli sport principali da praticare in Corsica, e la zona mette a disposizione numerosi punti di noleggio. Pagaiare fino all’Isola Piana, o addirittura circumnavigarla, vi consentirà di ammirare da vicino l’incanto del mare trasparente e le formazioni rocciose circostanti.

Da non perdere nei dintorni: l’isola di Cavallo

A poca distanza dall’Isola Piana, si trova uno dei luoghi più esclusivi di tutta la Corsica, ovvero l’Isola di Cavallo, accessibile solo in due modi: tramite invito da parte di uno degli abitanti o soggiornando presso l’unica struttura ricettiva disponibile, l’Hotel des Pecheurs.

Le imbarcazioni dirette all’Isola di Cavallo partono dalla spiaggia di Piantarella, per un viaggio breve ma suggestivo su acque terse.

Se riuscite ad approdare su questa affascinante isola privata, sarete accolti da panorami mozzafiato, spiagge incontaminate e vi godrete il rifugio perfetto per un’esperienza unica e riservata in uno degli angoli più suggestivi del Mediterraneo.

5 spiagge segrete in Corsica

26 juillet 2024 à 10:50

La Corsica è una delle destinazioni più frequentemente scelte da coloro che sono amanti delle vacanze in spiaggia, dei soggiorni all’insegna del dolce far niente e dei paesaggi costieri. Acque cristalline, sabbia bianca, le spiagge della Corsica non fanno invidia a quelle maldiviane, pur essendo a poca distanza dal Belpaese.

Eppure, alcune delle spiagge più belle di questo territorio sono poco conosciute al turismo di massa: infatti, oltre alle rinomate spiagge più frequentate, l’isola offre anche alcune gemme nascoste che promettono tranquillità e bellezza senza pari. Ecco una selezione delle 5 spiagge segrete più suggestive da esplorare durante un viaggio in Corsica.

Le spiagge segrete più belle in Corsica

Le spiagge segrete della Corsica, isola della Francia divisa dalla Sardegna dalle Bocche di Bonifacio , sono davvero tante; la costa infatti è costituita da baie, calette di sabbia bianca, circondata da imponenti rocce e affacciata a un mare azzurro e stupendo. Nei pressi del Golfo di Porto, potrete trovare una spiaggia semi deserta perfetta per trascorrere qualche ora di relax o praticando snorkeling, visto il fondale ricco di pesciolini colorati. La sabbia bianca e il mare turchese vi lasceranno senza fiato.

Tra le spiagge segrete più belle e meno conosciute della Corsica vi suggeriamo di visitare quella di Cap Corse, dove la natura selvaggia offre scorci davvero spettacolari. Un mare pulito, paesini di pittoresche casette colorate e tanto verde faranno da cornice alla tua vacanza sull’isola francese. Nelle vicinanze è possibile visitare anche la spiaggia di Saint Florent, altro luogo incantevole e poco conosciuto di tutto il Paese. Se amate il mare azzurro potrete recarvi a visitare uno dei luoghi più belli di tutta la Corsica, la spiaggia di Marine de Giottani. Qui il mare è considerato uno dei più belli. La spiaggia è selvaggia e costituita da rocce che si inabissano in un mare turchese davvero magnifico: si tratta di una spiaggia difficilmente raggiungibile e considerata unica in tutto il mar Mediterraneo.

Descrivere tutte le spiagge segrete della  Corsica sarebbe un lavoro immane, perché le sue coste offrono davvero tante possibilità di balneazione in luoghi particolarmente belli che non sono raggiunti dalle frotte di turisti che le invadono per gran parte dell’anno, soprattutto di residenti. Eccone 5 davvero imperdibili di cui vogliamo parlarvi più nel dettaglio:

1. Plage de Saleccia

La Plage de Saleccia è una delle spiagge più affascinanti e remote dell’isola. Situata nella riserva naturale di Scandola, Patrimonio dell’Unesco, questa spiaggia è raggiungibile solo via mare o tramite un sentiero che parte da Casta. Con le sue acque turchesi e il paesaggio selvaggio circostante, Saleccia è il luogo ideale per chi cerca tranquillità e relax. Luoghi dalla natura incontaminata dove è possibile accamparsi con la tenda e trascorrere una magnifica vacanza a totale contatto con la natura.

Spiaggia di Saleccia, Corsica
Fonte: iStock
La Spiaggia di Saleccia

Questa spiaggia segreta della Corsica si può raggiungere anche con un fuoristrada attraverso impervi sentieri sterrati circondati da una lussureggiante vegetazione tipica della macchia mediterranea, come il ginepro e i pini marittimi, il cui inconfondibile profumo aleggia costantemente nell’aria.

2. Plage de Nonza

La Plage de Nonza è una spiaggia unica, caratterizzata da ciottoli neri vulcanici che creano un contrasto straordinario con il mare blu cobalto. Situata vicino al suggestivo villaggio di Nonza, questa spiaggia offre uno scenario mozzafiato e una tranquillità che difficilmente si trova sulle spiagge più popolari dell’isola. Il suono rilassante delle onde che lambiscono la costa e l’atmosfera serena rendono questo luogo ideale per una pausa lontano dalla folla. Nonza è un tipico borgo corsico con le sue case di pietra che si arrampicano lungo la collina, le strette stradine lastricate e i vicoli pittoreschi che creano un’atmosfera suggestiva e autentica. Passeggiare per le vie del villaggio permette di immergersi nell’atmosfera tradizionale della Corsica più autentica.

3. Plage de Roccapina

Nascosta tra imponenti scogliere e circondata da una natura selvaggia, la Plage de Roccapina è un vero paradiso per gli amanti della natura allo stato puro. Accessibile attraverso un sentiero tortuoso, questa spiaggia offre panorami spettacolari e un’atmosfera di pace e serenità. Nei pressi della spiaggia si trova anche la Torre di Roccapina, una torre genovese risalente al XVI secolo che all’epoca serviva a difendere la costa dagli attacchi dei pirati. La torre offre un’interessante immersione nella storia della Corsica e regala una vista panoramica sulla baia e sul mare che la circonda a perdita d’occhio.

Spiaggia di Roccapina, Corsica
Fonte: iStock
La Spiaggia di Roccapina

4. Plage de l’Ostriconi

La Plage de l’Ostriconi è una spiaggia incantevole situata nella regione della Balagne. Caratterizzata da sabbia dorata e acque limpide, questa spiaggia è un luogo perfetto per rilassarsi e godersi il sole lontano dal turismo eccessivo. L’accesso può essere un po’ complicato, ma la bellezza del luogo ne vale sicuramente la pena. La regione della Balagne è inoltre punteggiata da numerosi borghi medievali ben conservati, come Sant’Antonino, Pigna, Corbara e Lumio, ricchi di storia e tradizioni locali. Calvi è una delle principali città della Balagne e una popolare meta turistica, caratterizzata dalla sua cittadella storica, dalle strette stradine lastricate e dalla lunga spiaggia di sabbia. La regione, tra l’altro, è conosciuta per la sua produzione di olio d’oliva di alta qualità. Numerosi frantoi nella Balagne offrono la possibilità di degustare e acquistare olio d’oliva locale, prodotto con varietà di olive tipiche della Corsica.

5. Plage de Palombaggia

Nonostante sia un po’ più conosciuta rispetto alle altre spiagge elencate, la Plage de Palombaggia – nei pressi della città di Porto Vecchio – merita comunque un posto in questa lista per la sua bellezza straordinaria.

Spiaggia di Palombaggia, Corsica
Fonte: iStock
La Spiaggia di Palombaggia

Caratterizzata da sabbia bianca e finissima, acque turchesi e una folta vegetazione mediterranea, Palombaggia è un’oasi di pace e bellezza che non deluderà chiunque decida di esplorarla, soprattutto chi adora gli sport acquatici come lo snorkeling o il kitesurf.

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