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Pedra Azul, la montagna dalle mille sfumature che cambia colore

6 juillet 2025 à 14:55

Nel cuore pulsante dello stato di Espírito Santo, in Brasile, tra vallate verdeggianti e panorami che lasciano senza parole, si staglia una montagna tanto affascinante quanto misteriosa: Pedra Azul, letteralmente “Pietra Azzurra”. Un nome che non è soltanto evocativo, ma che rivela uno dei tratti più sorprendenti di questo magnifico gigante roccioso.

Nel comune di Domingos Martins, all’interno del Parco Statale che porta il suo nome, si distingue per l’altitudine di 1.822 metri e soprattutto per il suo carisma naturale: non è un caso se, percorrendo l’autostrada BR-262, gli sguardi vengano catturati all’istante dal profilo inconfondibile della montagna, che svetta maestosa contro il cielo del sud-est del Brasile.

Una montagna che cambia volto con la luce

Pedra Azul è un’esperienza visiva in continua trasformazione: infatti, la sua superficie, composta in gran parte da gneiss, riflette la luce solare in modo così particolare da mutare colore fino a 31 volte in un solo giorno. Toni grigio-azzurri si alternano in un gioco di riflessi e trasformano la montagna in un vero spettacolo naturalistico che sembra vivere e respirare con il sole.

Osservarla all’alba o al tramonto è come assistere a un’opera d’arte in movimento, in cui la pietra si tinge di sfumature pastello, talvolta blu intenso, talvolta quasi argentee.

Un fenomeno così straordinario da rendere Pedra Azul una delle mete più amate dagli appassionati di fotografia naturalistica, che si ritrovano al cospetto di un soggetto dinamico, mai uguale a sé stesso.

Un santuario naturale per escursionisti e viaggiatori

Ma non è tutto: Pedra Azul è anche un paradiso per escursionisti e amanti della natura selvaggia. Il Parco Statale di Pedra Azul, che abbraccia l’intera area, è una riserva protetta ricca di sentieri panoramici e scorci indimenticabili. I percorsi si snodano tra foreste di atlanti e zone più aperte, e regalano viste spettacolari sia sulla montagna che sulla valle sottostante.

È una meta in cui il silenzio è rotto solo dai suoni della fauna locale, che include una grande varietà di specie, alcune anche poco comuni, come certi serpenti che si mimetizzano alla perfezione con il paesaggio.

Le escursioni possono variare da tranquille passeggiate a trekking più impegnativi, e proprio una tale versatilità attira sia famiglie in cerca di un contatto autentico con la natura, sia escursionisti esperti alla ricerca di nuove sfide. Tuttavia, è bene essere consapevoli che le condizioni meteorologiche possono influenzare l’accessibilità: i sentieri diventano scivolosi e insidiosi con la pioggia, e richiedono cautela e attrezzature adeguate.

Il fascino di un clima mutevole

Un altro aspetto che contribuisce a rendere unico questo angolo del Brasile è il contrasto climatico che lo caratterizza.

Durante il giorno, le temperature possono salire fino ai 30°C, ma scendono rapidamente con il calare del sole, raggiungendo anche i 10°C di notte: uno sbalzo termico che conferisce al paesaggio una bellezza più viva (con la nebbia del mattino che avvolge le cime e la luce calda che dipinge le rocce al tramonto) e rende anche ogni visita diversa dalla precedente.

Pedra Azul, insomma, non si concede mai del tutto a chi la osserva: occorre viverla, percorrerla, sentirne i profumi e il respiro del vento tra le foglie per apprezzarne davvero il fascino indiscusso.

La Senna Tower, in Brasile, sarà il grattacielo residenziale più alto del mondo

Par : losiangelica
29 mai 2025 à 14:10

Il primato del grattacielo residenziale più alto del mondo andrà presto al Brasile: la costruzione chiamata Senna Tower che sarà ultimata entro il 2033 ridisegna lo skyline della città di Balneário Camboriú nello Stato di Santa Catarina, 600 chilometri a Sud di San Paolo, e rivoluziona il concetto di abitare con una costruzione che sfida le altezze. La realizzazione è destinata ad entrare nei libri di storia e, nonostante i prezzi da capogiro, è destinata ad essere sold out ben prima dell’ultimazione.

Senna Tower, il grattacielo più alto del mondo

Si chiama Senna Tower ed è un omaggio ad Ayrton Senna. La costruzione architettonica ambiziosa ha in comune con la leggenda determinazione e coraggio. Il progetto coinvolge il nipote dell’indimenticabile campione di Formula 1, Lalalli Senna e vuole essere un tributo alla vita, alle vittorie e alla eterna spinta di voler superare i limiti.

La torre, di 154 piani, raggiungerà un’altezza di 548 metri e sarà una vera e propria metafora verticale del viaggio umano e sportivo del pilota. Numeri da capogiro e design senza compromessi rappresentano il progetto firmato da FG Empreendimentos, in collaborazione con la famiglia Senna e il gigante brasiliano Havan. Il prezzo di realizzazione? Serviranno oltre 525 milioni di dollari per ultimarlo e nonostante il completamento sia previsto per il 2033, l’hype è già alle stelle.

L’interno proporrà 228 unità residenziali esclusive tra cui 204 appartamenti luxury fino a 399 metri quadrati, 18 ville sospese tra i 420 e i 562 metri quadrati, 4 attici duplex e 2 attici triplex su più livelli. I prezzi? A dir poco vertiginosi: si parte da 5 milioni di dollari ma si raggiungono quotazioni record fino a 53 milioni di dollari. Insomma, da una parte vuole stupire ma dall’altra offre un’esperienza abitativa confortevole e totale con materiali di pregio, tecnologie domotiche, una vista effetto wow sull’oceano Atlantico e, ovviamente, un occhio puntato verso la sostenibilità.

A fare la differenza e dare la marcia in più al progetto ci pensano tutti i servizi accessori inclusi che trasformano il grattacielo in una sorta di città verticale: un trend già noto a Dubai e ora riproposto in Brasile. All’interno saranno presenti boutique luxury al piano terra e ristoranti gourmet.

Sarà poi disponibile una piscina riscaldata, una palestra, spa e campi da tennis ai piani superiori. In più saranno sviluppati spazi esclusivi per eventi privati e un garage club riservato. La vera chicca, però, è l’osservatorio panoramico in cima: da qui si godranno viste uniche su Balneário Camboriú e l’oceano.  Ogni dettaglio sarà pensato per offrire ai residenti non solo una casa, ma uno stile di vita ineguagliabile.

Senna Tower in Brasile
Fonte: iStock
La Senna Tower dominerà il Brasile

Balneário Camboriú cambia skyline

Balneário Camboriú è la città che ha già acquisito il soprannome di “Dubai del Brasile” ed è il palcoscenico perfetto per poter sperimentare uno skyline sempre più audace. Spiagge di sabbia dorata da una parte, nightlife vivace dall’altra: ecco che la capitale internazionale di Santa Catarina riesce ad attrarre investitori e residenti alto spendenti.

Seppur il profilo della località sia già cambiato, non possiamo negare come la Senna Tower andrà a dominare lo scenario urbano già dinamico, contribuendo a ridefinire lo standard architettonico. Potremmo dire che la Senna Tower diventerà un simbolo di innovazione, orgoglio e visione incarnando una sfida all’architettura senza precedenti.

Cosa fare a Paraty, splendido borgo coloniale del Brasile

Par : ritarossella
26 mars 2025 à 13:00

Paraty è uno di quei luoghi in cui è possibile vivere le migliori esperienze al mondo in un unico viaggio. In questa caratteristica cittadina del Brasile, le culture tradizionali convivono con l’architettura coloniale e i comfort moderni, in un caleidoscopio di colori cui fanno da sfondo le montagne ricoperte dalla verde foresta che costeggia la città e incornicia il mare. Qui troverete storia, cultura, gastronomia, spiagge, cascate, avventure di ogni genere e molto altro ancora. Scopriamola insieme.

Dove si trova Paraty

Città portuale di quasi 50 mila abitanti, Paraty è adagiata sulle sponde della Costa Verde, che costeggia lo stato di Rio de Janeiro in Brasile. Posta tra due fiumi ed estesa fino all’oceano, in epoca coloniale fu il porto principale dal quale i portoghesi esportavano oro e pietre preziose, fino a quando divenne economicamente isolata. Dopo l’apertura della strada Paraty-Cunha e soprattutto dopo la costruzione dell’autostrada Rio-Santos negli anni ’70, Paraty è diventata un centro del turismo nazionale e internazionale grazie al suo ottimo stato di conservazione e alle sue bellezze naturali. Insieme a Ilha Grande, la città è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per l’eccezionale cultura, fauna e flora. Si tratta del primo riconoscimento come sito misto in Brasile e in America Latina.

Cosa vedere a Paraty

Paraty è stato uno snodo fondamentale nella Rotta dell’Oro, in cui ancora oggi convivono culture indigene, portoghesi e africane. Particolarmente interessante è il suo centro storico, che ha conservato la sua pianta settecentesca e gran parte dell’architettura coloniale risalente al XVIII e all’inizio del XIX secolo. Il suo fascino sta nella semplicità del tracciato, nei simboli massonici incisi agli angoli di case ed edifici, nell’acqua che con l’alta marea invade le strade vicino al molo, nella vista sul mare e sulle montagne, nella topografia sorprendentemente piatta per una città portoghese. Ma tante sono le attrazioni imperdibili, dentro e fuori il cuore pulsante di questa città.

La Chiesa di Santa Rita de Cássia di Paraty vista dal molo
Fonte: iStock @xeni4ka
La Igreja Santa Rita de Cássia vista dal molo

Il centro storico, Patrimonio dell’Umanità

Partiamo dunque dal centro storico, considerato dall’UNESCO “l’insieme architettonico coloniale più armonioso”. Qui ci si imbatte in quattro chiese, tra cui la splendida Santa Rita de Cássia, situata nella piazza omonima, con caratteristiche barocco-rococò, che ospita il Museo di Arte Sacra di Paraty. Accanto alla chiesa è situata l’antica prigione, oggi proprietà dell’IHAP, l’Istituto Storico e Artistico di Paraty, al cui interno si svolgono spesso mostre ed eventi.

Da non perdere, in Rua Fresca, la chiesa di Nossa Senhora das Dores, nota anche come “Cappellina”, in cui particolarmente degni di nota sono i trafori dei balconi interni e il cimitero, in stile colombario, che circonda il cortile interno. Degne di nota anche  l’Igreja Matriz di Nossa Senhora dos Remédios, attorno alla quale fu fondata la città brasiliana, nel 1667, e quella di Nossa Senhora do Rosário.

La bellezza architettonica degli edifici coloniali è uno dei tratti distintivi della città. Tra le strade acciottolate, tutte pedonali e disposte a scacchiera sul bordo della baia di Paraty, sarete colti dall’impulso di fotografare le case con porte e finestre colorate. Il centro storico è noto anche per essere il principale polo gastronomico della città, per le ottime strutture ricettive e per un importante centro commerciale.

Il caratteristico molo

A rendere ancora più caratteristico il centro storico di Paraty è il suo molo, dal quale partono le famose golette e i pescherecci. Qui si può godere di una pittoresca vista sulla baia, ma oltre a essere una festa per gli occhi, quello che è stato ribattezzato “Molo del Turismo Amyr Klink”, in omaggio all’esploratore che ha sempre promosso Paraty nei suoi libri, è anche un polo di attività. Gli artigiani locali espongono i loro manufatti e numerosi caffè e ristoranti invitano a gustare la tradizionale cucina brasiliana. L’atmosfera vivace è arricchita da artisti di strada e musicisti, che creano uno sfondo vibrante per l’esplorazione dei visitatori.

Parchi, aree naturali e un villaggio di pescatori

Paraty è diventato un polo del turismo nazionale e internazionale anche grazie alle sue bellezze naturali. Nella sua area è ospitato il Parco Nazionale Serra da Bocaina, una porzione della catena montuosa della Serra do Mar che comprende un’area di circa 134.000 ettari e accoglie una significativa biodiversità. Sempre qui si trova l’Area di Protezione Ambientale Cairuçú, con la Vila da Trindade, un antico villaggio di pescatori, e la Riserva Joatinga. Un altro punto a suo favore è la vicinanza al Parco Statale Serra do Mar. In altre parole, la foresta atlantica è ovunque.

Splendida veduta aerea di Paraty
Fonte: iStock
Un’emozionante veduta aerea della baia di Paraty

Le bellissime spiagge

La baia riparata di Paraty conta circa 60 spiagge, alcune raggiungibili in auto e molte solo in barca. Queste ultime, in particolare, non solo hanno un fascino selvaggio senza eguali, ma conservano anche gran parte della cultura caiçara ancestrale con il loro artigianato, la loro cucina e i loro mezzi di sussistenza tradizionali. Dalla spiaggia urbana Praia do Pontal partono anche barche a vela e da escursione, mentre le strade limitrofe offrono ottimi alloggi e ristoranti.

Non perdetevi le meravigliose spiagge di Trindade, tra cui Praia do Cachadaço, Praia do Cepilho, Praia do Meio e Praia de Fora, lo snorkeling a Ilha Comprida e Lagoa Azul, il fascino della grotta di Saco da Velha, le acque calme di Ilha da Cotia, Praia da Lula e Praia Vermelha. Una buona opzione, soprattutto per gli escursionisti, sono le spiagge ben conservate e quasi deserte di Antigos e Antiguinhos, mentre per il surf c’è la bellissima Praia do Sono.

Una delle bellissime spiagge di Paraty in Brasile
Fonte: iStock
Una delle spiagge da sogno di Paraty, circondata dalla foresta

Cosa fare a Paraty

Paraty è una destinazione che offre una vasta gamma di attrazioni, in grado di soddisfare i turisti più esigenti. Tra cascate meravigliose, avventure nella natura, sentieri storici e culturali e una scena gastronomica invidiabile, avrete davvero l’imbarazzo della scelta durante la vostra vacanza in questo gioiello del Brasile.

Una doccia alle cascate o un bagno in una piscina naturale

Paraty è famosa anche per le strepitose cascate. Dietro il vicino villaggio di Trindade scorre il fiume Codós, che sfocia nella Praia do Meio. Qui si trova la Cachoeira dos Codós, un luogo popolare per chi vuole fare una doccia nella natura. Ricordate che non vanno usati shampoo o sapone per non inquinare le acque del fiume e della Praia do Meio. Salendo ancora un po’ sulla riva sinistra, si raggiunge la grande roccia chiamata Pedra Que Engole, che forma una grotta nascosta e, all’uscita della roccia, una piccola piscina naturale, ideale per rilassarsi e rinfrescarsi. Il tutto circondati da verdi boschi e da alberi di jackfruit.

Avventure nella natura

Paraty è la destinazione ideale per viaggiatori e viaggiatrici amanti del turismo d’avventura. Ad esempio, è il luogo ideale per le arrampicate sugli alberi, poiché si trova in un’area preservata della Foresta Atlantica. Potrete vivere l’incredibile esperienza dei canopy tour e delle zip line in tutta sicurezza. Se invece desiderate esplorare la tranquilla Baia di Paraty e i vari fiumi che attraversano la foresta, potete optare per un giro in canoa o kayak, mentre per il rafting, il fiume Mambucaba che taglia il Parco Nazionale della Serra da Bocaina, al confine tra i comuni di Paraty e Angra dos Reis, forma rapide ideali anche per i principianti, con acque cristalline, una lussureggiante foresta ripariale, circondata da rovine storiche, splendidi picchi, pareti rocciose e cascate incontaminate.

La posizione di Paraty all’interno di parchi e aree di protezione ambientale offre innumerevoli opzioni anche per chi ama il trekking, tra percorsi brevi e itinerari di più giorni. Le montagne della Serra do Mar, i fiumi e le cascate offrono scenari indimenticabili. Non manca, infine, la possibilità di fare un tour in barca delle isole e delle spiagge circostanti, dove potrete nuotare in acque cristalline o semplicemente rilassarvi in paradisi incontaminati.

Una delle isole al largo di Paraty
Fonte: iStock
Un’esperienza imperdibile: il tour dellele isole al largo di Paraty

Il Caminho do Ouro

Punto di passaggio obbligato nei secoli XVII e XVIII, il Caminho do Ouro di Paraty collegava Minas Gerais a Rio de Janeiro e São Paulo. Ancora oggi è molto ben conservato ed è circondato dall’esuberanza della foresta pluviale atlantica nel Parco Nazionale della Serra da Bocaina. L’ingresso si trova nel quartiere di Penha, di fronte alla chiesa, e accanto all’ingresso della Cascata di Escorrega. La visita guidata permette di conoscere non solo un’importante opera ingegneristica, ma anche un’ambiente mozzafiato e la gente del posto con la sua cultura, passata e presente. Vi imbatterete in cascate, laboratori, alambicchi, cibo fatto in casa e molto altro ancora.

Tour gastronomico

Paraty è una destinazione turistica che offre molto di più di spiagge paradisiache e cascate mozzafiato. La città è anche un paradiso gastronomico, con una ricca cucina locale che mescola influenze indigene, africane ed europee, con innumerevoli opzioni di bar, ristoranti, caffetterie, pasticcerie e chioschi. Grazie alla sua posizione privilegiata, è una destinazione ideale per chi ama piatti a base di pesce e frutti di mare. Tra i piatti più popolari della regione ci sono la moqueca, i camarão na moranga, il bobó di gamberi e il risotto ai frutti di mare. I bar della città invitano a serate deliziose tra i palazzi coloniali, offrendo anche musica dal vivo.

La bellissima Cascata di Pietra Bianca a Paraty
Fonte: iStock
La Cascata di Pietra Bianca, una delle attrazioni di Paraty

Festival da Cachaça

La cachaça è l’acquavite tipica del Brasile, ottenuta dalla distillazione del succo di canna da zucchero. Ancora oggi il ciclo di produzione presso i caratteristici alambiques  mantiene i processi tradizionali con ruote per l’acqua, mulini per la macinatura, stoccaggio in barili di quercia e distillatori rigorosamente di rame. A questo distillato la città di Paraty ha dedicato il Festival da Cachaça, Cultura e Sabores de Paraty, che si tiene ogni anno nel mese di agosto, attirando appassionati e visitatori da ogni parte del Brasile e del mondo.

In Brasile c’è una città che rischia di scomparire: cosa sta succedendo

9 mars 2025 à 13:00

Nel nord-est del Brasile, nello stato di Maranhão, la città di Buriticupu sta vivendo una crisi ambientale senza precedenti. Da oltre trent’anni, il suolo della città si sta sgretolando sotto i piedi dei suoi abitanti, dando vita a gigantesche voragini note come “voçorocas”, un termine locale che significa “terra strappata”.

Gli enormi crateri hanno ormai raggiunto una profondità di 80 metri, mettendo a rischio interi quartieri e costringendo centinaia di famiglie all’evacuazione forzata. Con le recenti piogge torrenziali che hanno colpito la regione, il fenomeno ha subito una drammatica accelerazione, portando le autorità locali a dichiarare lo stato di emergenza.

Le cause del fenomeno: tra natura e azione umana

Le voragini di Buriticupu non sono il frutto di un unico evento catastrofico, ma il risultato di un processo di erosione accelerata da diversi fattori, sia naturali che antropici.

Il terreno su cui sorge la città è in prevalenza sabbioso, quindi altamente vulnerabile all’azione dell’acqua. In condizioni normali, la vegetazione della foresta amazzonica contribuirebbe a stabilizzare il suolo, trattenendo l’acqua piovana e rallentando il processo di dilavamento. Tuttavia, la deforestazione massiccia che ha interessato l’area ha privato il terreno di questa protezione naturale e ne ha aumentato la fragilità.

A peggiorare ancora di più la situazione sono stati i cambiamenti climatici, che hanno causato un aumento delle precipitazioni estreme nella regione. Le piogge torrenziali hanno accelerato i processi erosivi, scavando profondi solchi nel terreno e favorendo il crollo progressivo del suolo.

Oltre ai fattori ambientali, un ruolo non da poco lo ha avuto la pianificazione urbanistica senza controllo. La città si è espansa senza tenere conto delle caratteristiche geologiche del territorio, con costruzioni realizzate su aree instabili e una rete fognaria insufficiente per drenare in maniera corretta l’acqua piovana.

La mancanza di interventi strutturali ha aggravato il fenomeno, e ha reso Buriticupu una città sempre più fragile e insicura per i suoi abitanti.

La crisi umanitaria: sfollamenti e rischio collasso

Le conseguenze di una tale crisi sono drammatiche per la popolazione locale. Solo negli ultimi giorni, circa 1.200 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, ormai inghiottite dalle voragini o troppo vicine ai dirupi formatisi a seguito delle frane. Le autorità municipali hanno predisposto piani di evacuazione per mettere in salvo i residenti, ma la situazione rimane critica e imprevedibile.

Molti sfollati si trovano ora senza una dimora stabile e necessitano di aiuti immediati. Le famiglie colpite stanno ricevendo assistenza da parte delle autorità locali e delle organizzazioni umanitarie, ma il futuro rimane incerto. Il segretario dei lavori pubblici di Buriticupu, Lucas Conceicao, ha ammesso che la municipalità non ha ancora un piano concreto per fermare il fenomeno e che la città potrebbe letteralmente scomparire sotto il peso del suo stesso cedimento.

Lo stato di emergenza e le risposte istituzionali

Di fronte alla crescente gravità della situazione, il Ministero dell’Integrazione e dello Sviluppo Regionale (MIDR) ha ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza a Buriticupu così da consentire di mobilitare risorse straordinarie per affrontare la crisi, ma la sfida è enorme.

Le autorità brasiliane stanno cercando di coordinare interventi per contenere i danni, ma la soluzione a lungo termine appare complessa. La messa in sicurezza delle zone colpite richiede ingenti investimenti in ingegneria geotecnica, riforestazione e infrastrutture urbane resilienti, tutte misure che fino ad ora sono state trascurate.

Al contempo, il governo sta valutando strategie per il trasferimento delle famiglie più esposte a nuove aree, cercando di evitare ulteriori perdite umane e materiali. Tuttavia, senza un piano di azione chiaro e immediato, Buriticupu rischia di diventare l’ennesimo simbolo delle conseguenze devastanti della scorretta gestione ambientale e urbanistica.

Un futuro incerto

Il destino di Buriticupu resta appeso a un filo. Senza interventi strutturali e una pianificazione sostenibile, la città potrebbe continuare a sgretolarsi e costringere un numero sempre maggiore di abitanti a lasciare le proprie case. La comunità locale spera in un intervento tempestivo da parte delle autorità, ma la mancanza di soluzioni concrete lascia spazio a preoccupazioni sempre più gravi.

Il caso di Buriticupu rappresenta un monito per molte altre aree del Brasile e del mondo dove l’urbanizzazione selvaggia e la scarsa attenzione all’ambiente stanno mettendo a rischio la sicurezza delle persone. Solo un cambio di rotta deciso, che unisca la protezione ambientale con politiche urbanistiche responsabili, potrà evitare che tragedie come questa si ripetano negli anni a venire.

Carnevale di Rio de Janeiro 2025: le cose da sapere sullo show più bello del mondo

Par : elenausai10
23 janvier 2025 à 11:33

Il Carnevale di Rio de Janeiro è uno degli spettacoli più belli al mondo e chiunque sogna di potervi partecipare almeno una volta nella vita. C’è adrenalina nell’aria, divertimento, aspettativa: il pubblico, composto da un alto numero di spettatori che hanno acquistato il biglietto anche un anno prima, attendono in fermento l’inizio dell’evento dove ogni parte della sfilata è un turbinio di colori, musica e movimenti coinvolgenti.

Dentro il Carnevale di Rio c’è tutto lo spirito del Brasile, le tradizioni di un popolo che hanno trovato una nuova espressione dopo periodi difficili, tra schiavitù e colonialismo, diventando parte integrante dell’identità culturale del Paese. Il Carnevale non è solo un festival, ma anche una vera e propria competizione tra le oltre 200 scuole di samba che si contendono il titolo di campione.

Il tutto durante la parata al Sambodromo, una struttura imponente costruita appositamente per ospitare questo grandioso evento del quale vi racconteremo ogni dettaglio, e tra le strade della città.

Storia del Carnevale a Rio de Janeiro

Per conoscere la storia del Carnevale di Rio dobbiamo tornare indietro alla prima metà del 1700, quando gli immigrati portoghesi provenienti dalle Azzorre, da Madeira e da Capo Verde portarono il festival di Entrudo (che significa Carnevale) sulle strade del Brasile. Se inizialmente i partecipanti si lanciavano l’un sull’altro farina, secchi d’acqua, fango, sabbia e cibo, ben presto si trasformò in una manifestazione più organizzata, soprattutto grazie alla partecipazione degli aristocratici che si unirono ai festeggiamenti introducendo l’uso di maschere, costumi elaborati e musica.

Ben presto si passò dai balli in maschera tipicamente europei alle sfilate in strada con carri trainati da cavalli e bande militari, fino alla partecipazione delle classi lavoratrici che si appropriarono del festival per esprimere il loro desiderio di libertà e il loro disappunto nei confronti del governo. Un dettaglio interessante da sottolineare è che, per tutto questo tempo, la musica principale non era la samba, ma la polka e il valzer.

Per l’introduzione della samba, oggi protagonista principale del Carnevale a Rio, bisognerà aspettare il 1917 quando i popoli africani arrivati sulle coste del Brasile durante la tratta degli schiavi diedero vita a una nuova comunità afro-brasiliana. Dal ritmo contagioso, questo genere musicale entrò a far parte dell’identità stessa del Paese: artisti, compositori e ballerini si unirono per formare associazioni e scuole, le stesse che vedrete esibirsi al Sambodromo, la struttura costruita nel 1984 per ospitare le scuole e i visitatori e che sancì definitivamente il successo del Carnevale come spettacolo più bello del mondo.

Carnevale Rio
Fonte: iStock
Scuola di samba si esibisce al Sambodromo durante il Carnevale

Date del Carnevale a Rio 2025

Il Carnevale di Rio comincia il 28 febbraio e termina l’8 marzo. La scelta delle date coincide con l’origine religiosa dell’evento che prevede di festeggiare fino al Mercoledì delle Ceneri, giorno d’inizio della Quaresima, caratterizzata dall’astinenza dai piaceri mondani e dal digiuno per i cristiani di tutto il mondo.

Al Sambodromo, le esibizioni si suddividono in tre slot: il 28 febbraio e il 1 marzo si esibiscono i primi gruppi, il 2, 3 e 4 marzo i gruppi speciali e l’8 marzo i campioni.

Eventi 2025 del Carnevale di Rio de Janeiro

Il Carnevale in Brasile organizzato a Rio de Janeiro fa sognare a occhi aperti milioni di persone con le sue atmosfere allegre e colorate. Gli eventi organizzati sono tanti, dalla famosa competizione del Sambodromo ai blocos, le feste organizzate nei diversi quartieri della città.

La parata delle scuole di samba al Sambodromo

L’epicentro del Carnevale di Rio è il Sambodromo, lo stadio progettato dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer e completato nel 1984, che può ospitare fino a 100.000 persone. Durante le grandi sfilate, è questo il luogo ideale dove ammirare dalla tribuna i carri, gli artisti e farsi trasportare dalle coinvolgenti percussioni suonate dai musicisti che accompagnano le scuole di samba.

Seppur non sia il modo più economico per fare esperienza del Carnevale in Brasile, ne vale veramente la pena. Qui vedrete le elaborate performance, con ballerini, musica e giganteschi carri allegorici, preparate dalle scuola di samba durante l’anno precedente. L’obiettivo della sfilata è offrire alle scuole l’opportunità di dimostrare tutto il loro talento.

Per farlo devono scegliere un tema per il Carnevale e comporre una canzone che ne rifletta magnificamente il significato. Il tema verrà poi espresso principalmente attraverso la danza e la musica.

I blocos, party per le strade di Rio

I blocos rappresentano lo spirito della città e possono svolgersi letteralmente dovunque, interpretando qualsiasi ritmo musicale attraverso la samba, dal rock al funk, fino al jazz. Sono vere e proprie feste di strada gratuite, oltre che uno spazio di grande creatività, dove la musica viene suonata sia con strumenti che attraverso gli altoparlanti.

Tenete a mente una cosa: partecipare a tutti i blocos è praticamente impossibile! Ci sono oltre 453 blocos al Carnevale di Rio de Janeiro, elencati per comodità nel sito ufficiale del Carnevale, che potete sfogliare per scegliere i vostri preferiti. Tra i più belli citiamo il Bloco das Carmelitas, il Corda da Bola Preta, il Bloco do Sargento Pimenta, noto anche come Beatles Bloco, dove le persone si vestono e si comportano come in “All You Need Is Love”.

Benché ogni quartiere vanti un proprio bloco, le due località più popolari sono Ipanema e Copacabana, famosa per la sua spiaggia leggendaria. I blocos sono una parte fondamentale del Carnevale a Rio perché rappresentano uno spazio in grado di riunire persone di ogni genere, nazionalità e classe in modo davvero magico.

Blocos Carnevale Rio
Fonte: iStock
Blocos al Carnevale di Rio

Il ballo esclusivo al Copacabana Palace Ball

Se i blocos sono gratuiti e inclusivi, il Copa Ball, al contrario, è il party più esclusivo del Carnevale. Quello organizzato al Copacabana Palace Hotel, oggi Belmond Copacabana, è il ballo più glamour e famoso di Rio, dove la lista degli invitati comprende politici, mondani e musicisti che prima di entrare percorrono il tappeto rosso davanti a una folla di paparazzi e gente del posto.

Ogni anno, l’hotel viene decorato con un tema diverso che rappresenta quello principale del carnevale. Tra abiti e costumi lussuosi e i design dei saloni dell’hotel, l’atmosfera diventa davvero magica e surreale. Quest’anno, il Copa Ball si terrà il 1 marzo e, per parteciparvi, non è necessario un invito formale, ma l’acquisto di un biglietto dove il più economico costa ben 998 dollari.

Chi riesce a parteciparvi, inoltre, deve seguire un dress code ben preciso dove la parola chiave principale è lusso: gli uomini devono indossare esclusivamente abiti formali con cravatta nera, mentre le donne possono indossare un abito da gala.

Biglietti del Carnevale a Rio

Una cosa è certa: i biglietti per il Carnevale di Rio vanno letteralmente a ruba e molti li acquistano con mesi e mesi di anticipo. Tuttavia, sul sito ufficiale, dove è consigliato acquistarli, si possono trovare dei biglietti anche un mese prima, seppur quelli più economici rischiano di essere sold out.

I prezzi dei biglietti variano in base alla tribuna scelta e alle esibizioni. Ci sono cinque opzioni, Grandstands, Allocated Chairs, Front Box, Covered Box e Folia Tropical. Queste sono le differenze principali:

  • Grandstands: questo è il pacchetto di biglietti più economico per il Sambodromo perché prevede posti a sedere sulle tribune non numerati né assegnati, a eccezione del Settore 9, il Settore delle Stelle, che offre maggiore comfort e spazio e costa di più. I prezzi variano tra i 120 e i 500 dollari;
  • Allocated Chairs: questi sono i posti a sedere assegnati, disponibili solo nel Settore 12 dello Sambodromo. Il settore è organizzato come un teatro all’aperto con file di sedie rivolte verso la sfilata. I prezzi variano tra i 130 e i 164 dollari;
  • Front Box: questa è considerata la posizione migliore dalla quale assistere alla parata perché situata a livello del suolo, vicino alla pista, in quattro file di palchi da A a D, con una capacità di sei persone per ogni palco. Offrono un’esperienza meno affollata e il Settore 9 è raccomandato per la sua migliore struttura e la vicinanza agli accessi per il trasferimento. I prezzi variano tra i 604 e i 1194 dollari;
  • Covered Box: queste sono le cabine coperte che offrono una vista privilegiata e garantiscono il massimo comfort, dal divano a U con sedute imbottite alle prese elettriche per ricaricare il cellulare. I prezzi variano tra i 404 ai 1084 dollari;
  • Folia Tropical: Folia è ideale per le persone che amano festeggiare e vogliono godersi la sfilata divertendosi allo stesso tempo. Offre open bar, buffet, DJ, spettacoli e trasferimenti andata e ritorno allo Sambodromo da Leblon e Barra da Tijuca. Con una capacità di 800 persone, i biglietti costano 714 dollari.

Come raggiungere il Carnevale di Rio de Janeiro

Si può raggiungere Rio de Janeiro dai principali aeroporti italiani: da Roma, per esempio, è possibile volare con ITA Airways acquistando un biglietto di 700-800 euro andata e ritorno, da Milano, invece, i biglietti costano tra i 700 e i 1300 euro in base al numero degli scali.

Una volta arrivati a Rio, se avete acquistato i biglietti per il Sambodromo, potete raggiungere l’arena in diversi modi: con i taxi autorizzati, che vi accompagneranno al settore di riferimento, con i transfer privati, o con la metropolitana. In alcuni biglietti è inclusa anche la corsa in metropolitana.

Percorre la foresta amazzonica in bicicletta. Il viaggio impossibile rivive 45 anni dopo

10 décembre 2024 à 15:42

Come tutte le favole anche questa comincia con c’era una volta. Era il 1978, infatti, quando l’infermiera neozelandese Louise Juliet Sutherland, all’età di 52 anni, scelse di avventurarsi nella sua missione impossibile: attraversare la foresta amazzonica da sola in sella alla sua bici.

Una traversata tutt’altro che facile, fatta di ambienti ostili, strade mai percorse e isolamento totale, che ha segnato la storia dei viaggi in bicicletta, e non solo, due volte. La prima, nel 1978, e la seconda, oggi, grazie all’impresa del medico veronese Alberto Vaona che riportando alla luce la storia di Louise Juliet Sutherland, che oggi rivive nel libro Il Viaggio impossibile edito da Ediciclo Editore, ha scelto di calcare le sue orme pedalando per oltre 2.000 km sulla Transamazonica.

Il viaggio impossibile: intervista ad Alberto Vaona

Sono due le storie che si intrecciano in questa fiaba contemporanea dai lineamenti incantati. La prima è quella di Louise Juliet Sutherland, forse dimenticata, sicuramente poco conosciuta, l’infermiera cinquantenne di origine neozelandese che nel 1978 partì da Londra per atterrare in Brasile con un solo e unico obiettivo: compiere un’impresa epica, l’unica che ancora oggi porta la firma di una donna.

In sella alla sua bici Peugeot nuova di zecca, con due borsette attaccate al portapacchi e una scorta di latte condensato, l’infermiera compì il suo viaggio impossibile tracciandone la memoria in un libro. Un testo che, di recente, è stato ritrovato proprio da Alberto Vaona, il secondo protagonista di questa storia.

Louise Juliet Sutherland
Fonte: Ufficio Stampa Ediciclo Editore
Louise Juliet Sutherland e il suo Viaggio Impossibile tradotto da Alberto Vaona

Il medico veronese, classe 1975, durante un viaggio a Lima in Perù, sorvolò la foresta amazzonica e ne rimase incantato. Da lì cominciò la sua personale ricerca per trovare un modo per attraversare la regione in bicicletta. Fu proprio allora che fece la conoscenza di una storia di emancipazione e coraggio, quella di Louise Sutherland.

Nel 2023 Alberto Vaona ha ripercorso in bicicletta quella stessa foresta, ricalcando le orme percorse negli anni ’70 dall’infermiera neozelandese anche grazie agli appunti ricevuti dalla fsuaamiglia. Quest’anno, invece, ha tradotto il testo della Sutherland, pubblicato nel novembre del 2024 da Ediciclo Editore, per raccontare Il viaggio impossibile corredato da fotografie di ieri e di oggi.

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Ciao Alberto, ci parli un po’ di te?
Sono nato 49 anni fa a Verona dove sono cresciuto e vivo da sempre perché come fa dire Shakespeare a Romeo “Non c’è mondo fuori dalle mura di Verona.” In realtà di mondo ne ho trovato parecchio là fuori e il mio modo di esplorarlo è in bici, la mia grande passione. A Verona esercito la professione di medico e mi occupo in particolare di telemedicina, settore di cui ho cominciato ad occuparmi proprio al fine di poter continuare a viaggiare in bici ma al contempo poter lavorare

A che età hai scoperto la passione per la bicicletta e quando, invece, hai iniziato a viaggiare pedalando?
L’esplorazione in bici è sempre stata una mia fissa: da bambino eludevo la sorveglianza dei miei genitori e fuggivo ad esplorare le vie del quartiere…poi le colline di Verona per sentieri in bici e a 16 anni avevo già fondato la mia “agenzia” con l’amico Federico: l’Alberico viaggi. Il primo grande viaggio intercontinentale a 33 anni, 4 mesi in solitaria sulla Ruta 40 nella Patagonia argentina, il mio primo amore, quello che non si scorda mai.

Parliamo de “Il viaggio impossibile’’. Come sei venuto a conoscenza della storia di Louise Juliet Sutherland? E come è nata l’esigenza di ripercorrere le sue orme?                                                                                          Nel 2010 viaggiavo su un aereo per Lima, dove avrei iniziato la Lima Buenos Aires in bici. L’aereo volava sopra la grande foresta e dall’alto di notte vedevo i fulmini che illuminavano là sotto le sagome degli alberi a perdita d’occhio nel buio più completo. In quel momento mi chiedevo se attraversare la foresta in bici fosse possibile. Una volta tornato a casa mi misi in testa di farlo e per prima cosa cercai se qualcuno lo aveva già fatto. E mi imbattei in “The impossible ride” della Sutherland che riuscii a recuperare in Amazon UK in una delle ormai introvabili copie autografate da Louise con “Best wishes”… quasi una dedica personalizzata.

Il viaggio nella Foresta Amazzonica di Louise Juliet Sutherland
Fonte: Ufficio Stampa Ediciclo Editore
Appunti e fotografie della traversata nella Foresta Amazzonica di Louise Juliet Sutherland

Com’è stato, invece, il tuo “Viaggio impossibile” e quali difficoltà hai incontrato?
Il libro della Sutherland lo recuperai nel 2011. Nel 2020 ero pronto a partire per rifare lo stesso percorso ma arrivò il Covid e dovetti aspettare il 2023 per riprovare. L’organizzazione è stata meticolosa e questo è stata la chiave per riuscire nell’impresa: non lasciare nulla al caso. Le difficoltà sono state legate soprattutto al clima estremamente caldo e umido mentre tra gli imprevisti – non mi si crederà – il recupero del contante: lungo tutta la Transamazzonica oggi si paga con app, ma le poche volte che non c’è il wi-fi, trovare il contante è un problema.

Qual è stato, se c’è stato, il momento più difficile della tua avventura? E quale, invece, il più bello? 
Come gruppo – viaggiavo con due compagni di viaggio – ci sono stati dei problemi che abbiamo risolto da persone adulte ma va detto anche che ci siamo uniti come gruppo proprio con questo obiettivo; quindi, ci aspettavamo che sotto pressione avremmo scricchiolato. Comunque abbiamo retto. I momenti più belli sono stati durante le notti in tenda nel cuore della foresta nel tratto più conservato. Ascoltare a notte fonda il canto di uccelli sconosciuti, simili a voci umane, alcuni vicini altri lontani, ha significato sentire che eravamo dentro la Natura, una natura misteriosa che ci parlava di noi stessi.

Ci racconti del tuo progetto IoSonoAmazzonia?
Io sono Amazzonia è lo slogan sotto cui abbiamo viaggiato: il nostro viaggio ha voluto essere una testimonianza che chi ci ha seguito ha potuto apprezzare in diretta. Abbiamo cercato di consentire a loro, un migliaio di persone, di vedere con in nostri occhi. Sul grado di deforestazione, sulle terribili violazioni dei diritti umani a cui gli indios sono sottoposti, sulle misere condizioni di vita di chi vive lungo la strada. Lo stesso libro della Sutherland nasce dall’idea di dare un contributo per migliorare il diritto alla salute delle popolazioni dell’Amazzonia (il libro è nato per finanziare il suo progetto delle Cliniche Mobili). Così anche noi abbiamo raccolto fondi per il progetto Nave della Salute di Amazonia Onlus.

20 paesi visitati in bici e la traversata della Foresta Amazzonica: quali sono i tuoi prossimi progetti?
Vorrei tornare in Amazzonia. Da Humaità, dove inizia il cul di sacco della Transamazzonica, parte la BR319, una strada non asfaltata che si dirige a nord verso Manaus e oltre e che attraversa molti parchi nazionali. Se la BR230, la Rodovia Transamazzonica, dimostra la distruzione della foresta causata dall’essere umano, la BR319 dovrebbe dimostrare invece la bellezza della foresta vergine… Il governo brasiliano ha espresso l’intenzione di asfaltarla. Vorrei percorrerla prima che arrivi l’asfalto perché con l’asfalto arriva la distruzione. E vorrei immergermi ancora una volta in quella natura “madre” che di notte ho ascoltato sussurrarmi delicatamente “messaggi misteriosi che parlavano di me”.

Fonte: Ufficio Stampa Ediciclo Editore
Alcune fotografie di Louise Juliet Sutherland contenute nel libro Il viaggio Impossibile

Cosa vedere a Curitiba, meravigliosa Capitale ecologica del Brasile

Par : elenausai10
2 novembre 2024 à 16:25

Nel Sud del Brasile, nello Stato del Paraná, si trova una città considerata un vero e proprio gioiello ecologico. Stiamo parlando di Curitiba, una meta ancora poco battuta dal turismo di massa, ma che vanta un’alta qualità della vita e paesaggi bellissimi dove i viaggiatori possono godersi il mare e la natura. La sua popolazione, composta da residenti non solo di origine brasiliana, ma anche italiana, polacca, ebraica e giapponese, si impegna per contribuire all’obiettivo comune perseguito dagli anni ’70: rendere Curitiba una città sostenibile.

Quello che troverete visitandola, infatti, sarà uno scenario composto da spazi verdi curati, giardini botanici, un centro storico perfettamente conservato e architetture che strizzano l’occhio alle innovazioni del futuro. Le cose da fare e da vedere sono diverse e soddisfano sia chi è interessato alla storia e alla cultura che a tutti coloro che preferiscono un turismo attivo tra surf ed escursioni nei parchi dell’entroterra, raggiungibili facilmente da Curitiba.

Il Jardim Botânico

Vi basterà visitare il Jardim Botânico per capire il perché Lonely Planet abbia scelto di inserire Curitiba nella lista dei Best in Travel 2025. Quest’oasi naturale situata nel cuore della città è uno dei suoi simboli, oltre che uno dei luoghi più visitati. Si tratta di un giardino botanico di 245.000 metri quadrati custode di un’ampia varietà di piante, dagli alberi e fiori alle piante acquatiche e ai cactus, con le bromeliacee come attrazione principale. Il luogo più emblematico del giardino è l’Estufa, una serra realizzata in metallo e vetro che contiene alcune delle piante tropicali più belle. Dietro la serra, invece, troverete uno spazio coperto con un caffè e una mostra di piante.

Gli edifici storici di Largo da Ordem

Curitiba è un mix di storia e modernità. Prima di scoprire le architetture innovative che le hanno valso la nomea di Capitale ecologica del Brasile, fate una passeggiata nel cuore coloniale della città. Uno dei luoghi più emblematici del centro storico è sicuramente Largo da Ordem: un insieme di strade pedonali che ospitano alcuni degli edifici più antichi della città, dalla barocca Igreja da Ordem Terceira de São Francisco das Chagas al centro culturale Curitiba Memorial.

Alla fine di Largo da Ordem troverete Praça Garibaldi, insieme ad altre antiche dimore, all’ufficio del turismo e alla Chiesa di Nossa Senhora do Rosario dos Homens Pretos. Da qui, due strade parallele salgono al Belvedere, un edificio modernista che corona il parco con le antiche rovine della chiesa di San Francisco. Se capitate in questa zona la domenica, non perdetevi il vivace mercato: la Feirinha do Largo da Ordem è il luogo perfetto per assaggiare la cucina tradizionale di Curitiba come il pão de queijo (pane al formaggio), il pastel de carne (torta di carne) e la chipa (pane di mais).

Memoriale Curitiba
Fonte: iStock
Il Memoriale di Curitiba nel centro della città

I musei, tra passato e presente

Una volta nel centro storico, prima di lasciarlo per scoprire le altre zone della città, entrate nel Museu Paranense a ingresso gratuito. Fondato nel 1876, rappresenta uno dei musei più antichi del Brasile e ospita una collezione di oltre 500.000 oggetti, che rappresentano la storia naturale e culturale dello stato del Paraná. Le collezioni sono distribuite in due edifici, quello più antico è il Palazzo São Francisco, che conserva arredi storici dei suoi primi abitanti.

Se invece amate le architetture moderniste, non perdetevi il Museu Oscar Niemeyer, progettato e intitolato al famoso architetto che progettò molti degli edifici civici di Brasília negli anni Cinquanta. La particolarità di questo museo, il cui parco circostante viene usato dagli abitanti per i loro momenti di svago e relax, è la torre a forma di occhio dipinto con figure danzanti in nero. Le sale interne ospitano collezioni di design create da artisti brasiliani e internazionali dal 1900 in poi.

Museo modernista Curitiba
Fonte: iStock
La particolare struttura del Museu Oscar Niemeyer

L’Opera House di Arame

Un altro luogo emblematico di Curitiba dal punto di vista architettonico è l’Opera House di Arame. La struttura si contraddistingue per la sua struttura tubolare con tetto trasparente, progettata dall’architetto Domingos Bongestabs e inaugurato nel 1992. Seppur situato fuori dal centro, nel Parque Das Pedreiras, è facilmente raggiungibile con il bus turistico e rappresenta il luogo ideale per trovare un po’ di pace e tranquillità dal trambusto cittadino.

Barigui Park e i suoi animali

Il parco più popolare tra gli abitanti di Curitiba è sicuramente Barigui Park: qui le persone vengono per camminare, andare in bicicletta, correre o fare escursioni intorno al lago con vista sui grattacieli, oltre che per vedere dei curiosi animali. Il parco, infatti, ospita una colonia di capibara, il più grande roditore del mondo. Vivono nelle zone più tranquille intorno al lago e su alcune isole del fiume Barigui. Potrete vederli nuotare, mangiare erba o sdraiati al sole a riposare. Seppur abituati alla presenza umana e quindi facili da avvicinare, restano pur sempre animali selvatici: non toccateli e non date loro da mangiare.

Viaggio sul Serra Verde Express

Da Curitiba vi consigliamo di immergervi nelle bellezze naturali dei suoi dintorni salendo sul treno Serra Verde Express, un mezzo dalle carrozze vintage in stile anni ’30. Si tratta di un’esperienza imperdibile perché i binari attraversano le montagne della Serra do Mar, tra Curitiba e il piccolo centro gastronomico di Morretes. Il viaggio è lungo 70 chilometri: sedetevi sui sedili in pelle (al finestrino, ovviamente) e lasciatevi semplicemente trasportare dal suono del treno e dai paesaggi che scorrono davanti a voi.

Foresta amazzonica: un viaggio nel polmone verde del mondo

15 octobre 2024 à 16:20

Immensa e selvaggia, la foresta amazzonica si estende per una superficie di 7 milioni di km² e, oltre al Brasile, interessa molti altri paesi dell‘America del Sud, tra cui Colombia, Perù, Ecuador, Bolivia, Venezuela, Suriname, Guyana e Guyana francese. Questo ecosistema unico rappresenta il polmone verde del pianeta e ospita una biodiversità incredibile, con milioni di specie vegetali e animali, molte delle quali non si trovano in nessun altro luogo al mondo.

Un viaggio nella foresta amazzonica non è certo tra gli itinerari turistici più comuni, ma secondo le guide più esperte, è di certo uno dei più belli e suggestivi al mondo.

Cosa fare nella Foresta Amazzonica

Se siete alla ricerca di un’avventura unica e indimenticabile, la foresta amazzonica offre molteplici attività da fare. Se non siete proprio degli audaci e degli esperti avventurieri, ma desiderate comunque vivere un’esperienza straordinaria, potreste decidere di programmare un’escursione a bordo di un battello. Questo tipo di viaggio permette di navigare lungo i fiumi, osservando la natura e gli animali che popolano le rive. Con una guida esperta, avrete l’opportunità di ammirare la fauna locale in tutta la sua bellezza, senza la fatica di addentrarvi a piedi nella giungla – esperienza per la quale dovreste prepararvi a dovere!

Qualunque sia il tipo di viaggio che decidete di intraprendere, ci sono alcune tappe fondamentali da non perdere. Generalmente, la maggior parte dei tour inizia da Manaus, la capitale dell’Amazzonia brasiliana. Situata nel cuore della foresta, Manaus è uno dei centri turistici più importanti di tutto il Brasile. Qui si possono visitare attrazioni storiche come il Teatro Amazonas e il mercato municipale, dove si possono acquistare prodotti locali e souvenir. Ma è anche il punto di partenza per molte avventure nella giungla.

Foresta pluviale, Rio delle Amazzoni
Fonte: iStock
La foresta pluviale lungo il Rio delle Amazzoni

A circa 100 km più a nord di Manaus, si trova Anavilhanas, un arcipelago composto da circa 400 isole fluviali. Questo luogo è considerato il più grande arcipelago di isole fluviali di tutto il mondo e rappresenta un ecosistema unico, dove la natura regna sovrana. Navigando tra le isole, avrete la possibilità di vedere una varietà di uccelli, pesci e altre forme di vita selvatica, tutto immerso in una vegetazione lussureggiante.

Un’altra importante base per l’esplorazione della foresta amazzonica è Iquitos, in Perù. Questo è il più importante porto fluviale del Rio delle Amazzoni e offre l’opportunità di intraprendere crociere indimenticabili. Dalla foce del Rio delle Amazzoni, si possono percorrere fiumi secondari che si snodano attraverso la giungla, ognuno con la propria bellezza e biodiversità. Qui vivono circa 2.000 specie di pesci d’acqua dolce e alcune specie di mammiferi acquatici unici, come il delfino rosa e la lontra gigante.

A soli 20 km da Iquitos, la Riserva Nazionale Allpahuayo-Mishana è un altro ecosistema da scoprire. Questa riserva è caratterizzata da una grande varietà di habitat, dalle foreste inondate ai boschi secchi, e ospita una biodiversità straordinaria. Anche qui è possibile pernottare in bungalow immersi nella natura, spesso dotati di comfort moderni.

Non dimenticate di visitare anche la riserva Pacaya-Samiria, una delle aree protette più grandi del Perù, che offre l’opportunità di esplorare la giungla profonda e le sue meraviglie. In queste riserve, gli avvistamenti di fauna selvatica sono all’ordine del giorno: dai caccia-navi ai giaguari, fino a una varietà incredibile di uccelli, le sorprese non mancheranno.

A contatto con la cultura locale

Durante un viaggio nella Foresta Amazzonica potreste facilmente entrare in contatto con i locals, soprattutto durante i tour lungo i villaggi sul fiume. In Brasile, tra le tribù più conosciute ci sono i Ticuna, che vivono lungo il Rio delle Amazzoni e sono coinvolti ormai da tempo in progetti di turismo sostenibile volti a preservare la loro cultura.

In Perù, una delle tribù più famose è quella degli Ashaninka, che abitano le foreste tropicali dell’area centrale del paese. Gli Ashaninka sono rinomati per le loro abilità artigianali e per la produzione di tessuti e ceramiche.

Come prepararsi a un viaggio nella Foresta Amazzonica

Se il vostro spirito avventuroso vi spinge a esplorare più a fondo, ci sono alcuni importanti consigli da seguire. Innanzitutto, è fondamentale trovare una guida seria e affidabile. Non lasciatevi prendere dalla voglia di organizzare tutto da soli: la foresta amazzonica è un luogo meraviglioso, ma anche pieno di insidie. Un tour organizzato con guide esperte può offrirvi una maggiore sicurezza e permettervi di scoprire angoli della giungla che non avreste mai trovato da soli. I “Jungle tour” sono una delle opzioni migliori per esplorare i punti più belli della foresta, con itinerari che variano in base alla durata e al livello di difficoltà.

Giungla, Amazzonia
Fonte: iStock
Un villaggio lungo la foresta pluviale in Amazzonia

Quando vi preparate per un viaggio nella giungla amazzonica, è fondamentale pensare attentamente anche a cosa portare con voi per affrontare le condizioni climatiche e le sfide dell’ambiente. Iniziate scegliendo un abbigliamento traspirante e leggero, preferendo tessuti tecnici che asciugano rapidamente. Optate per pantaloni lunghi per proteggervi dalle zanzare e dai graffi delle piante e non dimenticate magliette a maniche lunghe per schermare la pelle dal sole e dagli insetti. È essenziale avere una giacca impermeabile, poiché le piogge nella giungla possono arrivare all’improvviso. Indossate scarpe da trekking robuste e impermeabili, adatte per terreni bagnati e scivolosi, e portate con voi alcune paia di calze di ricambio, poiché i piedi possono bagnarsi facilmente.

Tra gli accessori, un cappello a tesa larga è utile per proteggervi dal sole e dagli insetti, mentre gli occhiali da sole vi proteggeranno dai raggi UV. Considerate anche di portare dei guanti leggeri per proteggere le mani durante le escursioni. Un zaino impermeabile sarà fondamentale per tenere al sicuro i vostri oggetti personali. È importante rimanere idratati, quindi portate con voi una bottiglia d’acqua riutilizzabile. Infine, un kit di pronto soccorso è indispensabile, e dovreste includere cerotti, disinfettante, antinfiammatori e repellenti per insetti (anche se la maggior parte delle guide nei tour guidati è provvista di kit per le emergenze).

Per quanto riguarda l’elettronica, un caricabatterie portatile vi sarà utile per mantenere carichi i vostri dispositivi. In termini di prodotti per la cura personale, è fondamentale un repellente per insetti per proteggervi dalle punture, insieme a una buona crema solare per evitare scottature.

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