La migliore vista di Milano? Potrebbe essere proprio questa: l’iconico stadio di San Siro apre il suo tetto e regala una view eccezionale sullo skyline meneghino da ben 55 metri d’altezza.
Il Meazza inaugura uno skywalk sulla copertura dove fino a qualche settimana fa entravano solo i tecnici e potete salirci anche voi attraverso un percorso che parte dal gate 8.
Il percorso sul tetto di San Siro
Il tour parte dal gate 8 e sale in cima alla torre 4 attraverso ascensori e scale. Da lì si cammina sulle travi metalliche rosse, quelle che avete visto mille volte da fuori e che danno a San Siro quella silhouette così riconoscibile, fino alla torre 1. Un camminamento sospeso, con il campo decine di metri più in basso e Milano tutto intorno. Il rientro avviene attraverso il terzo anello. Un’ora circa, in tutto.
Le travi che percorrerete sono quelle installate per i Mondiali del 1990, quando lo stadio fu ampliato e trasformato nell’impianto che conosciamo oggi. Da vicino, quella struttura reticolare in acciaio ha una scala che dall’esterno non si riesce a immaginare.
Ma la cosa che probabilmente vi colpirà di più è la vista verso fuori: nelle giornate limpide lo skyline di Milano si apre in modo inaspettato, e sullo sfondo, se la visibilità regge, si distingue anche l’arco alpino.
Non è un’esperienza per tutti, perché i 55 metri d’altezza si avvertono tutti. Chi soffre di vertigini farà fatica perché il camminamento è sospeso, l’altezza si sente, la sensazione fisica è reale. Non è pericoloso e le misure di sicurezza vengono applicate con attenzione ma comunque non è consigliatissimo a chi ha difficoltà a gestire le viste dall’alto.
La visita ha una durata di circa un’ora attraverso una guida che accompagna lungo il tratto sospeso dalla torre 4 alla torre 1 passando proprio sopra la copertura dell’impianto. E il ritorno? Si passa dal terzo anello dello stadio: l’occasione top per una prospettiva ravvicinata sulle strutture interne e sulle travi rosse che hanno fatto la storia del calcio italiano. I diversi punti panoramici sulla città sono uno dei motivi che spingono le persone a salirci.
iStockIl percorso sul tetto di San Siro
Info utili
Il nuovo skywalk è una chicca imperdibile che dà modo di osservare da vicino l’impalcatura in acciaio costruita proprio per i Mondiali del ’90 aggiunta al terzo anello.
Lo skywalk è aperto fino a ottobre, stagionalmente, con gli stessi orari del San Siro Museum & Tour. I tour partono dal gate 8 all’orario stampato sul biglietto: avete una tolleranza massima di 20 minuti, dopodiché il posto viene dato ad altri.
Il costo per il solo skywalk è di 25,50 euro. Se volete abbinarlo alla visita al museo, la formula combinata sale a 35,70 euro. Tutte le informazioni per prenotare le trovate sul sito ufficiale del San Siro Stadium, alla pagina dedicata allo skywalk.
Si sale rigorosamente con scarpe chiuse e suola in gomma; chi arriva in sandali, ciabatte o tacchi non potrà accedere. Borse e zaini? Verranno lasciati all’ingresso e in caso di pioggia forte o vento sostenuto l’attività verrà sospesa con rimborso del biglietto.
Per gli appassionati di architettura, skyline futuristici e visite panoramiche, ciascuna di queste 10 metropoli offre uno spettacolo unico. Queste sono le 10 città del mondo con il maggior numero di grattacieli completati, definiti come edifici abitabili alti almeno 150 metri, secondo il database ufficiale del Council on Tall Buildings and Urban Habitat (CTBUH).
Il CTBUH è l’organizzazione di riferimento internazionale no profit per la documentazione degli edifici alti, con informazioni dettagliate sulle misure architettoniche, l’altezza, lo stato di completamento e i record ufficiali.
L’elenco è aggiornato a metà 2025 e copre le città con almeno 100 grattacieli. Ogni paragrafo della classifica, dal decimo al primo posto, include il numero di edifici ≥150m, il grattacielo più alto e alcuni dettagli caratteristici.
Questa classifica CTBUH mostra come la Cina domini il panorama mondiale dei grattacieli: tre città – Hong Kong, Shenzhen e Guangzhou – occupano le prime cinque posizioni. Dubai e New York restano simboli globali della modernità architettonica, mentre metropoli emergenti come Wuhan e Chongqing continuano a crescere vertiginosamente.
Chongqing, Cina
Con 149 edifici completati alti almeno 150m Chongqing è la decima città al mondo per numero di grattacieli. Situata nel sud-ovest della Cina, si è sviluppata rapidamente negli ultimi due decenni. Il grattacielo completato più alto in città è il Raffles City Chongqing T3N, che raggiunge i 354 m, dominando lo skyline del centro urbano.
Tokyo, Giappone
Con 175 edifici completati ≥150m: Tokyo, la giapponese metropoli moderna per eccellenza, occupa il nono posto. Tra i suoi grattacieli più alti figurano edifici residenziali e direzionali, affiancati dal più alto edificio della città Mori JP Tower, completato nel 2023 con 327m.
Wuhan, Cina
Con 193 grattacieli completati alti almeno 150m: Wuhan, soprannominata la “Chicago della Cina” per la sua posizione strategica e il suo ruolo di importante snodo dei trasporti nella Cina centrale, ha recentemente superato Kuala Lumpur per numero di edifici alti. La città ospita diversi “supertall”, tra cui il progetto Wuhan Greenland Center (476m).
Kuala Lumpur, Malesia
Con 193 edifici completati ≥150m, Kuala Lumpur vanta uno skyline iconico con le Petronas Twin Towers 1-2 (451.9m) e il nuovo Merdeka 118, completato nel 2023 e alto 679m. Kuala Lumpur è la città più alta della Malesia e la quinta città più alta in Asia.
Shanghai, Cina
198 grattacieli completati alti almeno 150m mettono Shanghai è al sesto posto di questa classifica. Il suo skyline futuristico dominato dalla Shanghai Tower con 632m su 128 piani, è il grattacielo più alto della Cina ed il terzo più alto al mondo, dopo il Burj Khalifa a Dubai ed il Merdeka 118 a Kuala Lumpur.
Guangzhou, Cina
204 sono gli edifici completati maggiori o uguali a 150m a Guangzhou, importante città del delta del fiume delle Perle. Il più iconico è il Guangzhou CTF Finance Centre, alto 530m, terzo edificio più alto in Cina e ottavo al mondo. Sebbene la Canton Tower arrivi a 600m, essa è una torre e non considerata edificio abitabile.
Dubai, Emirati Arabi Uniti
Grattacieli ≥150m: 270 edifici completati a Dubai. Questa metropoli occupa la quarta posizione globale, con una concentrazione impressionante di edifici alti.
iStockVista aerea della città di Dubai
Il fiore all’occhiello è il Burj Khalifa, l’edificio più alto al mondo con 828 m e 163 piani, inaugurato nel 2010.
New York City, Stati Uniti
317 sono i grattacieli completati (alti almeno 150 m) a New York. La città è al terzo posto e rappresenta il centro storico della verticalità: il One World Trade Center, alto 541m su 104 piani, domina Manhattan, completato nel 2014 come simbolo di rinascita e resilienza.
Shenzhen, Cina
444 grattacieli completati alti almeno 150m a Shenzhen che si conferma al secondo posto mondiale, con un boom edilizio inarrestabile. Il Ping An Finance Centre, alto 599m, è il suo grattacielo più alto, completato nel 2017 e contribuisce a consolidare l’immagine della città come il cuore finanziario emergente della Cina.
Hong Kong, Cina
Con 569 edifici completati (alti almeno 150m) Hong Kong guida la classifica globale. Il grattacielo più alto è l’International Commerce Centre con 484m su 108 piani, completato nel 2010. La città ovviamente detiene anche i record di città più alta in Asia e in Cina.
The Walking Dead: Dead City, spin-off della celebre saga post-apocalittica, porta i fan in uno scenario del tutto nuovo: una New York abbandonata, invasa dai non-morti, tra grattacieli decadenti, ponti distrutti e tunnel bui. Ma dove è stata realmente girata la serie disponibile su Disney+? Quali sono i luoghi reali che danno vita all’inquietante atmosfera della Dead City?
La scelta di ambientare l’avventura di Negan e Maggie in un contesto urbano come Manhattan rappresenta una svolta rispetto alle foreste e campagne viste nelle precedenti stagioni del franchise. Qui lo scenario urbano diventa un labirinto verticale, dove i non-morti si annidano negli edifici abbandonati e le minacce umane si nascondono dietro ogni angolo. Le location contribuiscono fortemente al tono della serie: claustrofobico, oscuro, in continua tensione. Le ambientazioni fatiscenti e l’architettura urbana diventano quasi un personaggio a sé.
Di cosa parla
The Walking Dead: Dead City è ambientata a diversi anni di distanza dagli eventi conclusivi della serie The Walking Dead. La storia ruota attorno a Maggie Rhee (interpretata da Lauren Cohan) e Negan Smith (Jeffrey Dean Morgan), due ex nemici costretti ad allearsi per affrontare una nuova minaccia, quando Hershel, il figlio di Maggie (Logan Kim), viene rapito da un brutale antagonista con un legame inaspettato con il passato di Negan. La prima stagione si chiude con un colpo di scena drammatico, ma non faremo spoiler.
Ufficio stampaIl poster di The Walking Dead: Dead City
Dove è stata girata
Anche se Dead City non è stata girata nelle vere strade vere di Manhattan, l’illusione è perfetta e funziona. Il mix di location reali nel New Jersey e alcune ricostruzioni digitali riesce a dare vita a una New York spettrale e credibile, perfetta per le avventure estreme di Maggie e Negan. Per i fan che amano il dietro le quinte e vogliono esplorare di persona le location, una gita nei quartieri di Newark e Paterson potrebbe rivelare alcune delle ambientazioni iconiche della serie.
Si ritiene che la storia si svolga in diversi stati limitrofi. The Bricks, la comunità in cui vivono Maggie e Hershel, si trova probabilmente da qualche parte nell’area dei tre stati (che comprende parti di New York, New Jersey e Connecticut). Gran parte del resto della trama è ambientata a Manhattan, ma del New Jersey si riconosce Newark, dove le strade del centro e alcune strutture industriali abbandonate sono state utilizzate per rappresentare una Manhattan devastata e deserta.
iStockSkyline di New York dalla zona portuale
A Paterson, la produzione ha sfruttato edifici fatiscenti e interni in rovina, perfetti per ricreare l’atmosfera cupa e opprimente della serie. Anche Kearny ha offerto uno scenario ideale, grazie alla sua zona portuale e alle vecchie strutture logistiche, trasformate in ambientazioni cruciali per la narrazione. La scelta di queste location ha permesso alla produzione di ricostruire un contesto urbano realistico e suggestivo, riducendo al minimo l’uso di effetti digitali e semplificando la logistica rispetto a una vera New York ancora viva e attiva.
iStockPaterson
Scott Gimple, che ha co-creato la serie con Eli Jorné, voleva provare qualcosa di “nuovo” con l’universo di The Walking Dead dopo aver trascorso anni a girare nelle foreste della Georgia. “Non volevamo necessariamente cambiare i personaggi – voglio dire, i personaggi subiranno sempre dei cambiamenti – ma inserirli in un contesto così diverso, e soprattutto tra loro, con questi abbinamenti, nelle diverse serie. È il luogo e sono gli abbinamenti che rendono tutto diverso” ha spiegato a Collider. Tra le location chiave del New Jersey sono state utilizzate anche la Franklin Lakes Nature Preserve, la Newark Symphony Hall, l’Hoboken Terminal, il Liberty State Park, la Meadowlands Arena e Shades of Death Road.
A rendere unico un viaggio a Tokyo non sono soltanto le attrazioni, ma anche e soprattutto le esperienze uniche e per tutti i gusti che offre in ogni suo quartiere. È la città dei contrasti, delle sorprese ad ogni angolo, dei grattacieli tra i più alti al mondo e dei templi silenziosi immersi nel verde più intenso, degli incroci più affollati e delle viuzze tra casette in legno e lanterne colorate. Tokyo è una metropoli che non dorme mai, affollata e sempre in movimento, ma che sa ancora sussurrare ricordandoci di rallentare, di assaporare i piccoli dettagli a passo lento.
Scopri in questa guida cosa non perdere assolutamente in un viaggio a Tokyo e quali esperienze vale davvero la pena vivere (anche le più assurde e particolari) immergendosi nella cultura giapponese più autentica.
Cosa vedere a Tokyo: 14 luoghi simbolo, dai più celebri ai meno noti
1. Asakusa e il Tempio Sensō-ji
Tappa imprescindibile durante un viaggio a Tokyo è uno dei simboli più celebri della città: il Tempio Sensō-ji, il luogo sacro buddista più antico e visitato della città. Sorge nel cuore del quartiere di Asakusa, con il suo caratteristico colore rosso e le lanterne giganti, dove si respira tutta l’atmosfera della tradizione.
Fondato nel 645 d.C, si entra per la Kaminarimon, ovvero la “Porta del Tuono”, con una enorme lanterna rossa di 4 metri. SiStocki attraversa quindi la Nakamise-dōri, una strada lunga 250 metri fiancheggiata da tanti negozietti tradizionali, e si arriva alla Hōzōmon, la “Porta della Casa del Tesoro”, che accompagna fino alla sala principale del tempio e alla famosa pagoda a cinque piani. Il Sensō-ji ospita anche il Sanja Matsuri, uno dei festival più grandi e popolari di Tokyo, che si tiene ogni primavera.
Fonte: iStockTempio Sensō-ji, nel quartiere di Asakusa, Tokyo
2. Shibuya e l’incrocio pedonale più trafficato al mondo
Non può mancare una delle immagini più rappresentative di questa grande metropolitana: l’incrocio pedonale di Shibuya, il più trafficato al mondo, con la famosa statua del cane Hachiko che tutti conosciamo per la sua storia commovente. Ricco di negozi e locali moderni, Shibuya è il luogo perfetto da visitare per i giovani.
3. Shinjuku e la sua vita notturna
Le luci al neon e le folle di persone non mancano anche a Shinjuku; centrale e perfetta per soggiornarvi a Tokyo, questa zona ospita la stazione con il record di passeggeri in un anno. Qui potrete toccare con mano la vita notturna giapponese, magari fermandovi in un izakaya, locale tipico, dove bere birra, sakè o shōchū (un distillato tipico), e assaporare piatti della tradizione.
In questo quartiere, poi, un vicolo in particolare esce dalla modernità per rientrare in una dimensione retrò con tanti chioschetti: si chiama Omoide Yokocho.
4. Akihabara o Electric Town
È il paradiso di anime e manga, videogame e cultura pop nipponica: il quartiere di Akihabara, chiamato anche Electric Town, è il cuore della cultura otaku, con un tripudio di negozi specializzati in prodotti elettronici, figurine, fumetti e sale giochi con videogame retrò. Proprio qui si trovano i bizzarri maid cafè: caffetterie in cui si viene serviti da ragazze vestite a tema e che su richiesta danzano ispirandosi alle idol giapponesi.
5. Harajuku tra moda, design e spiritualità
Harajuku è il quartiere più eclettico e creativo di Tokyo, dove moda stravagante, street art, cultura giovanile e spiritualità convivono armoniosamente. Al centro c’è Takeshita-dori, una via stretta e vivacissima, piena di boutique eccentriche, negozi di dolci kawaii, animal cafè e concept store da scoprire. Poco distante, si trova l’Omotesando, il viale alberato dello shopping di lusso che ricorda gli Champs-Elysees, con architetture moderne e boutique di alta moda.
L’altro volto di Harajuku, quello spirituale, si trova invece a poca distanza. Sembra di entrare in un’altra dimensione in cui i rumori della metropoli scompaiono e tutto è più tranquillo: si tratta del Meiji Jingu, il santuario shintoista più importante di Tokyo. Varcando il portone ci si immerge in un’oasi di pace naturale fino alla sala principale del Santuario, dove dedicarsi alla preghiera e scrivere sulle tipiche tavolette votive in legno (ema) il proprio desiderio.
6. Odaiba, l’isola con la Statua della Libertà
La modernità non conosce limiti anche ad Odaiba, l’isola artificiale collegata alla città tramite il famoso Rainbow Bridge (che i più avventurosi lo possono anche percorrere a piedi). Divertimenti, shopping, panorami unici e architetture futuristiche la rendono il posto da aggiungere nella lista delle mete di Tokyo.
Qui c’è qualcosa per tutti i gusti: si può ammirare una replica della Statua della Libertà con tanto di vista sullo skyline cittadino, fare shopping nel centro commerciale DiverCity Tokyo Plaza, celebre per la gigantesca riproduzione del Gundam a grandezza naturale, visitare musei come il Museo Nazionale delle Scienze Emergenti (il Miraikan) e il museo immersivo Teamlab, oppure rilassarsi davanti a un tramonto in spiaggia all’Odaiba Seaside Park.
7. Tokyo Tower
Non può mancare una visita a un altro simbolo dello skyline della città: la Tokyo Tower, nel quartiere di Minato, ispirata alla Tour Eiffel parigina, ma ancor più alta con i suoi 333 metri. Inconfondibile anche per il suo colore rosso-arancio, la Tokyo Tower era stata costruita nel 1958 come torre per le trasmissioni televisive, ma oggi è anche una meta imperdibile per i turisti, grazie alle sue due piattaforme panoramiche: il Main Deck (a 150 metri) e il Top Deck (a 250 metri) regalano viste spettacolari a 360° sulla città e, se si è fortunati, nelle giornate più limpide si intravede anche il Monte Fuji.
8. Ginza, il quartiere culturale
Arriviamo al quartiere più elegante e scintillante di Tokyo, dove shopping di lusso, design e architetture moderne si uniscono alla cultura: Ginza. Qui troverete tutte le principali boutique internazionali, grandi magazzini storici come Mitsukoshi e Wako, e concept store giapponesi tutti da scoprire.
Ma oltre a questo potrete assistere a uno spettacolo tradizionale del prestigioso Teatro Kabukiza, o addentrarvi tra le gallerie d’arte e i musei nascosti tra i grattacieli. E tra una tappa e l’altra, consigliamo una pausa gourmet tra i numerosi ristoranti di sushi di alta qualità, i caffè e le pasticcerie più eleganti.
9. Palazzo Imperiale
Ecco una delle tappe imprescindibili di Tokyo: il Palazzo Imperiale in cui vive ufficialmente l’Imperatore del Giappone, dove secoli di storia e fascino si uniscono alla natura rigogliosa del vasto parco verdeggiante tra antiche mura dell’ex Castello di Edo, fossati e ciliegi in fiore. Da non perdere anche il Nijubashi, il ponte a due arcate, tra i luoghi più fotografati del sito storico. I suoi cortili interni e gli splendidi giardini East Gardens. sono accessibili solo con visita guidata su prenotazione o in occasione del Capodanno e del compleanno dell’Imperatore.
E per gli appassionati di storia, a poco più di un chilometro si trova il Santuario Yasukuni, dedicato a tutti i caduti delle guerre del Giappone moderno.
10. Il Tempio dei 47 Ronin
Meno celebre, ma molto interessante da visitare grazie al mix tra storia e spiritualità, è il Tempio Sengakuji, anche chiamato Tempio dei 47 Ronin, nel quartiere di Minato. Il suo nome si deve al fatto che qui vennero sepolti i 47 Ronin samurai che nel 1702 vendicarono la morte del loro signore, Asano Naganori. Un atto che incarnò i valori del bushidō, ovvero lealtà, onore e sacrificio. Nel tempio si trova anche il Museo Akogishi Kinenkan, con lettere, armature e armi legate ai Ronin. E se capitate qui il 14 dicembre, ogni anno il tempio ospita il Festival Ako Gishisai, con processioni travestiti da samurai, cerimonie commemorative e stand gastronomici con specialità locali.
11. Yanaka, per sentirsi dei veri locals
Anche tra i grattacieli e le immense strutture architettoniche moderne, Tokyo regala scorci di una città ancora legata alle tradizioni. Ne è un esempio il quartiere di Yanaka, a nord di Tokyo, con le sue tipiche casette in legno, negozietti locali, templi antichi e relativa tranquillità. Lungo Yanaka Ginza, la via principale, gli abitanti della zona fanno shopping (qui troverete anche diversi negozi di kimono usati e di artigianato locale), e si recano allo splendido Santuario Nezu. Una tappa ideale e meno affollata di turisti, per sentirsi dei veri locals.
12. Oji, tra natura e religione
Dimenticate le strade affollate e il rumore della città quando vi addentrate nel quartiere Oji, nella parte settentrionale di Tokyo.
Qui potrete immergervi nel Parco Asukayama, amatissimo in primavera per i suoi ciliegi in fiore, ideale per picnic in compagnia e passeggiate rilassanti (oltre a una tradizionale funicolare), tra ruscelli e persino una suggestiva cascata. Non mancano storia e cultura, con 3 musei (quello della Carta, della Città di Kita e l’Asukayama per i bambini) e il Santuario Ōji Inari-jinja: un santuario shintoista meraviglioso, dedicato al dio Inari e famoso per le volpi, considerate i suoi messaggeri.
13. Tempio di Gotokuji e la leggenda dei Maneki Neko
Impossibile non averli mai visti, i Maneki Neko sono le tradizionali statuette a forma di gattini portafortuna con una zampa alzata in segno di richiamo. Il luogo simbolo legato alle leggende di questi gattini è il Tempio Gotokuji, nel quartiere di Setagaya. Oltre alla pagoda, in questo luogo potrete ammirare un’area con centinaia di Maneki Neko, che potete anche acquistare.
14. Monzennakacho e Fukagawa, meno noti e tutti da scoprire
Una Tokyo insolita, meno turistica e più tradizionale, si può vivere a Monzennakacho, un quartiere nel nel distretto di Kōtō, in cui si trova il Santuario Tomioka Hachimangu, dove ha avuto luogo il primo torneo di Sumo, e dove si trova il mikoshi (un altare portatile shintoista) più grande del Giappone. Vicino al quartiere di Monzennakacho si trova poi Fukagawa, con il suo Tempio dove si assiste alla Cerimonia del Fuoco, e il Museo Fukagawa Edo, che racconta la vita di quest’area della metropoli.
Cosa fare a Tokyo: 10 esperienze imperdibili
1. Degustare la cucina tipica giapponese
La scoperta di un Paese o di una città passa inevitabilmente anche dalla cucina. A Tokyo c’è l’imbarazzo della scelta. Potrete per esempio mangiare dell’ottimo sushi al mercato di Tsukiji, il più grande mercato del pesce del mondo, oppure optare per i Monjayaki, una versione più liquida dei famosi okonomiyaki, quelli che per molti rimangono nella memoria come le “frittate” del ristorante del cartone animato Kiss Me Licia.
E se una sera volete sentirvi come dei veri cittadini di Tokyo, potete raggiungere la Memory Lane (Omoide Yokocho), con stretti vicoli ricchi di ristorantini e locali in cui assaporare piatti di yakitori (spiedini di pollo alla griglia), ramen e udon, birra e sake o tante altre specialità tipiche della cucina giapponese.
2. Assistere a un incontro di Sumo
Non si tratta solo di sport, ma di tradizione culturale e dedizione. Perché non assistere a un allenamento o a una partita di Sumo? A Tokyo è possibile assistere agli allenamenti dei rikishi (così vengono chiamati i lottatori di sumo). Un incontro sportivo che si trasforma in spettacolo unico e memorabile.
3. Ammirare Tokyo dall’alto
Dopo aver visto gli imponenti grattacieli di Tokyo con il naso all’insù, perché non cambiare prospettiva? Salite al 45° piano del Palazzo del Governo, situato nel cuore del cosiddetto “Skyscrapers disctrict”. L’entrata è gratuita e potrete assistere a un panorama favoloso sulla città, sia di giorno che con le luci e le vibranti atmosfere della sera.
Un’altra torre altissima da raggiungere per panorami mozzafiato? È la Sky Tree, un’altro simbolo di Tokyo che sorge nel quartiere di Sumida, alta ben 634 metri e con due piattaforme panoramiche: il Tembo Deck a 350 metri di altezza, dove una sezione di pavimento in vetro vi permette di guardare direttamente sotto ai vostri piedi, e il Tembo Galleria a 450 metri e con pareti di vetro. Inutile dire che è sconsigliata a chi soffre di vertigini!
4. Trascorri una serata al karaoke
Non provate ad evitarlo: il karaoke è una vera istituzione per i giapponesi. Perché non cimentarsi nel canto se viaggiate in compagnia?
In tutta la città si trovano facilmente diverse sale private in cui poter cantare le vostre canzoni preferite in totale privacy.
5. Incantarsi di fronte alla fioritura dei ciliegi
Simbolo indiscusso della primavera giapponese, la fioritura dei ciliegi (hanami) attira nel Paese milioni di turisti ogni anno. Il periodo migliore per ammirare il paesaggio tingersi di rosa? Tra fine marzo e i primi giorni di maggio, in base alla zona.
Ecco alcuni luoghi da cartolina in cui ammirare i Sakura in fiore se vi trovate a Tokyo in questo magico periodo dell’anno: il grande Parco di Ueno, tra giardini ben tenuti, templi e santuari, un laghetto di ninfee e molti musei, tra cui il Museo Nazionale. Ma non solo, gli amanti dei teneri panda possono ammirarli nello zoo qui presente, simbolo di questa zona. Altri spot popolari per l’avvistamento dei ciliegi in fiore sono il laghetto Chidorigafuchi, alle spalle del Palazzo Imperiale, il fiume Meguro oppure il Parco Sumida, lungo l’omonimo fiume, che offre una vista spettacolare dei Sakura con la Tokyo Sky Tree sullo sfondo, oltre a bancarelle e spettacoli che rendono ancor più vivace l’hanami.
Fonte: iStockGli splendidi ciliegi in fiore sul Fiume Meguro
6. Pescare il bigliettino della fortuna (omikuji)
Se volete immergervi nella tradizione più affascinante giapponese dei templi e dei santuari, non vi resta che provare a pescare l’omikuji, un foglio di carta arrotolato sul quale è scritto un responso generale sulla fortuna e predizioni su amore, lavoro, salute, viaggi e tanti altri aspetti della vita. Come fare? Si offre una moneta e si agita una cassetta in legno dalla quale si estrae un bastoncino numerato o un foglietto, dopodiché si prende l’omikuji corrispondente al numero per svelare il proprio destino. Sarai fortunato? Puoi tenere il foglietto come amuleto. La fortuna non sarà dalla tua parte? Potrai legare il biglietto a un apposito supporto per “lasciare lì la sfortuna” e permettere che gli spiriti la trasformino in qualcosa di positivo.
Dove vivere questa esperienza? Nella sala principale del tempio senso-ji di Asakusa, nel Santuario Meiji Jingu e in quasi tutti gli altri templi buddisti e santuari shintoisti di Tokyo.
7. Entrare in un animal cafè
Ebbene sì, a Tokyo (e non solo) puoi sederti in un locale per bere un caffè in compagnia di teneri animali: gattini, ricci, gufi, serpenti, maialini, per fare alcuni esempi. Un’esperienza decisamente insolita da provare una volta nella vita (sono luoghi regolati per il benessere degli animali). Alcuni esempi? Il MoCHA Cat Café (Shibuya, Harajuku), pieno di gatti coccolosi. l’Harry Hedgehog Café (Harajuku) con teneri ricci da accarezzare e fotografare, l’Akiba Fukurou (Akihabara) con gufi addestrati, il Mipig Café (Meguro, Harajuku) con tanti adorabili mini maialini da coccolare e il Tokyo Snake Center (Harajuku) con serpenti non velenosi, adatto ai più curiosi.
8. Salire su una barca a forma di cigno, ma attenti alla leggenda
Le stranezze di Tokyo non terminano con gli animal cafè: da veri romantici potrete salire anche su una barca a forma di cigno, navigando in alcuni dei laghetti più belli della città. Non è solo una questione estetica, la barca dalla particolare forma di cigno porta con sé una leggenda popolare curiosa: si dice che se due innamorati salgono insieme su una barca a cigno nel lago di Inokashira (o in altri laghi famosi, come quello del Parco Ueno), finiranno per lasciarsi. Perché? La colpa sarebbe della Dea Benzaiten, a cui è dedicato il tempio vicino al lago, che sarebbe gelosa delle coppiette. Ma tra tutte le barche-cigno, ce ne sarebbe una che garantisce amore eterno alle fortunate coppie che la sceglieranno…siete pronti a rischiare la sorte?
Fonte: iStockLe barche a forma di cigno al Lago di Inokashira, Tokyo
9. Rilassarsi all’onsen
Dopo giornate frenetiche tra grattacieli, lunghe camminate e strade affollate, perché non provare un’altra tradizione culturale giapponese? Per momenti di puro relax e benessere recatevi in un onsen, le famose terme giapponesi con sorgenti di acqua calda naturale. Ci sono tanti onsen sparsi in tutta la città, dai più tradizionali a quelli più moderni.
10. Assistere a un Matsuri
Se capitate a Tokyo nelle date delle festività più tipiche, non potete perdervi i Matsuri, eventi legati spesso a santuari e templi che si svolgono per le strade della città tra processioni con i mikoshi (santuari portatili), rituali religiosi, spettacoli di danza, musica e costumi tradizionali, bancarelle e fuochi d’artificio. I festival più celebri sono il Fukagawa Hachiman Matsuri, noto anche come “festival dell’acqua” (metà agosto), il Kanda Matsuri (metà maggio), il Sannō Matsuri (metà giugno) e il Sanja Matsuri (metà maggio).
Fonte: iStockL’evento Sanja Matsuri di Tokyo
Quartieri di Tokyo
L’immensa metropoli di Tokyo è suddivisa in 23 quartieri speciali (tokubetsu-ku), un sistema unico in Giappone. Formano il cuore della città, la parte centrale più densamente popolata, e ognuno di essi ha un proprio sindaco e il consiglio comunale.
Passando da un quartiere all’altro, effettivamente si respirano atmosfere diverse e variegate, poiché ognuno di essi ha una propria identità ben definita, sebbene siano amalgamati tra loro. Si passa da quelli moderni che sembrano trasportarci in un futuro lontano, a quelli tradizionali dove le casette il legno e le lanterne fanno da padrone.
Ecco i 23 quartieri speciali di Tokyo in ordine alfabetico:
Adachi
Arakawa
Bunkyō
Chiyoda
Chūō
Edogawa
Itabashi
Katsushika
Kita
Kōtō
Meguro
Minato
Nakano
Nerima
Ōta
Setagaya
Shibuya
Shinagawa
Shinjuku
Suginami
Sumida
Taitō
Toshima
Consigliamo di visitare al massimo due quartieri al giorno per esplorarli al meglio e senza stress.
Fonte: iStockGundam Unicorn di fronte al DiverCity Tokyo Plaza di Odaiba
Come arrivare a Tokyo
Tokyo è raggiungibile dall’Italia attraverso due aeroporti principali: l’Aeroporto di Narita (NRT) e l’Aeroporto di Haneda (HND).
L’aeroporto di Narita si trova a circa 60 km a est di Tokyo ed è ben collegato al centro città. Dallo scalo si può prendere il Narita Express (N’EX), che poco più di un’ora porta direttamente alle principali stazioni di Tokyo (soluzione più veloce, ma anche più costosa, a meno che si abbia sottoscritto il Japan Rail Pass – JRPass). In alternativa, ci sono autobus come il Limousine Bus e il Keisei Liner Bus, l’opzione più economica. e treni locali che impiegano più tempo, ma risultano meno costosi se puntate ad un viaggio low-cost in Giappone. Ne è un esempio il Keisei Skyliner (ideale se si alloggia nell’area est della città – Nippori/Ueno), o gli altri treni della Keisei Line.
L’aeroporto di Haneda è invece quello più vicino al centro città, che si raggiunge in circa 15/30 minuti con la monorotaia di Tokyo (Tokyo Monorail – la più usata) oppure con la linea Keikyu. La monorotaia si collega al capolinea Hamamatsucho in soli 17 minuti e da lì si può prendere la linea ferroviaria Yamanote che circonda il centro della città e che permette di raggiungere facilmente i principali quartieri.
La Keikyu Railways, con la linea di treni Keikyu-Kuko, in alternativa, porta dall’aeroporto di Haneda alla stazione di Shinagawa, da dove partono i treni della linea Yamanote, ma anche gli Shinkansen (i famosi “treni proiettile” dell’alta velocità giapponese). Anche da Haneda sono disponibili i Limousine Bus (più consigliato se si viaggia sera o notte), oppure i taxi (che sono però costosi e maggiormente indicati per viaggi brevi o notturni, quando non sono disponibili i mezzi pubblici).
Il primato del grattacielo residenziale più alto del mondo andrà presto al Brasile: la costruzione chiamata Senna Tower che sarà ultimata entro il 2033 ridisegna lo skyline della città di Balneário Camboriú nello Stato di Santa Catarina, 600 chilometri a Sud di San Paolo, e rivoluziona il concetto di abitare con una costruzione che sfida le altezze. La realizzazione è destinata ad entrare nei libri di storia e, nonostante i prezzi da capogiro, è destinata ad essere sold out ben prima dell’ultimazione.
Senna Tower, il grattacielo più alto del mondo
Si chiama Senna Tower ed è un omaggio ad Ayrton Senna. La costruzione architettonica ambiziosa ha in comune con la leggenda determinazione e coraggio. Il progetto coinvolge il nipote dell’indimenticabile campione di Formula 1, Lalalli Senna e vuole essere un tributo alla vita, alle vittorie e alla eterna spinta di voler superare i limiti.
La torre, di 154 piani, raggiungerà un’altezza di 548 metri e sarà una vera e propria metafora verticale del viaggio umano e sportivo del pilota. Numeri da capogiro e design senza compromessi rappresentano il progetto firmato da FG Empreendimentos, in collaborazione con la famiglia Senna e il gigante brasiliano Havan. Il prezzo di realizzazione? Serviranno oltre 525 milioni di dollari per ultimarlo e nonostante il completamento sia previsto per il 2033, l’hype è già alle stelle.
L’interno proporrà 228 unità residenziali esclusive tra cui 204 appartamenti luxury fino a 399 metri quadrati, 18 ville sospese tra i 420 e i 562 metri quadrati, 4 attici duplex e 2 attici triplex su più livelli. I prezzi? A dir poco vertiginosi: si parte da 5 milioni di dollari ma si raggiungono quotazioni record fino a 53 milioni di dollari. Insomma, da una parte vuole stupire ma dall’altra offre un’esperienza abitativa confortevole e totale con materiali di pregio, tecnologie domotiche, una vista effetto wow sull’oceano Atlantico e, ovviamente, un occhio puntato verso la sostenibilità.
A fare la differenza e dare la marcia in più al progetto ci pensano tutti i servizi accessori inclusi che trasformano il grattacielo in una sorta di città verticale: un trend già noto a Dubai e ora riproposto in Brasile. All’interno saranno presenti boutique luxury al piano terra e ristoranti gourmet.
Sarà poi disponibile una piscina riscaldata, una palestra, spa e campi da tennis ai piani superiori. In più saranno sviluppati spazi esclusivi per eventi privati e un garage club riservato. La vera chicca, però, è l’osservatorio panoramico in cima: da qui si godranno viste uniche su Balneário Camboriú e l’oceano. Ogni dettaglio sarà pensato per offrire ai residenti non solo una casa, ma uno stile di vita ineguagliabile.
Fonte: iStockLa Senna Tower dominerà il Brasile
Balneário Camboriú cambia skyline
Balneário Camboriú è la città che ha già acquisito il soprannome di “Dubai del Brasile” ed è il palcoscenico perfetto per poter sperimentare uno skyline sempre più audace. Spiagge di sabbia dorata da una parte, nightlife vivace dall’altra: ecco che la capitale internazionale di Santa Catarina riesce ad attrarre investitori e residenti alto spendenti.
Seppur il profilo della località sia già cambiato, non possiamo negare come la Senna Tower andrà a dominare lo scenario urbano già dinamico, contribuendo a ridefinire lo standard architettonico. Potremmo dire che la Senna Tower diventerà un simbolo di innovazione, orgoglio e visione incarnando una sfida all’architettura senza precedenti.
Roma, Città Eterna. Camminare lungo le sue vie, attraversarne le piazze, godere di scorci e angoli meno frequentati ma, non per questo, meno suggestivi è un’esperienza che può regalare a turisti e non solo momenti addirittura magici. Quasi epifanici, immersi nella bellezza senza tempo di una capitale che sa lasciare senza fiato e rimanere impressa nella memoria, personale e collettiva. E per ogni dettaglio che si fa apprezzare, altrettanto suggestiva può essere la vista panoramica che punti strategici della capitale offrono sullo skyline capitolino.
Dagli inconfondibili profili dei suoi monumenti storici alle bellezze naturalistiche dei colli, la stratificazione urbana di Roma racconta la sua storia. Del resto, è modo comune di dire che Roma non fu costruita in giorno, frase con cui si intende generalmente spiegare che per raggiungere qualcosa di duraturo, pregevole e importante servono tempo e pazienza. Gli stessi strumenti che ci permettono oggi, dopo secoli di vita cittadina, di godere di un incanto senza pari.
Storia, arte e cultura si uniscono a Roma come in poche, pochissime, altre città del mondo creando esperienze che catturano ogni senso. E, come dicevamo, per godere pienamente della bellezza di questa città è bene isolarsi dalla frenesia più caotica che l’attraversa prendendosi il tempo della contemplazione. Per questa ragione, le terrazze panoramiche rappresentano anche un momento di sospensione nel quale perdersi ammirando i suoi monumenti, seguendo con lo sguardo lo scorrere del Tevere e l’armoniosa disposizione dei sette colli che circondano la città.
Ma quali sono le terrazze più belle da cui poter apprezzare Roma dall’alto? Ne abbiamo selezionata qualcuna in cui fare tappa per un itinerario cittadino tra bellezza e la giusta dose di relax (a maggior ragione quando la capitale è affollata di turisti e pellegrini come in questo Giubileo 2025).
La Città Eterna vista dalla Terrazza del Gianicolo
La Terrazza del Gianicolo rappresenta uno dei punti panoramici più suggestivi di Roma e la sua vista sulla città è senza dubbio unica. Situata sull’omonima altura, lungo la riva destra del fiume Tevere, questa terrazza consente di vedere un panorama a 360° di tutto il centro storico, dalle maestose cupole dei suoi edifici religiosi ai tetti delle antiche abitazioni romane. Considerato spesso come ottavo colle della città, il Gianicolo ospita anche una serie di importanti monumenti storici a partire dalla statua equestre di Garibaldi al faro Manfredi.
Fonte: 123RFPanorama della città di Roma, visto dalla cima del Gianicolo
Ma il Gianicolo, poco lontano da San Pietro, è famoso anche per una curiosa tradizione che si rinnova puntuale dal 1847. Ogni giorno, a mezzogiorno, un cannone spara a salve segnando il tempo. A rendere piacevole la visita alla terrazza, sono anche i viali alberati che contribuiscono a offrire un’atmosfera rilassata e rilassante, adatta a dolci passeggiate e a momenti di meditazione. Di sera, poi, il Gianicolo è uno dei punti migliori per vedere il tramonto mescolarsi, con i suoi colori caldi, alle prime luci serali che accendono la città, trasformando il maestoso paesaggio in uno scenario ancora più suggestivo.
Come raggiungere la Terrazza del Gianicolo. La Terrazza del Gianicolo si raggiunge facilmente sia a piedi sia con i mezzi pubblici. Per chi preferisce camminare, la salita è di circa 20 minuti a partire dall’Ospedale Santo Spirito o da Porta Cavalleggeri, attraversando Trastevere. Per quanto riguarda, invece, i mezzi pubblici, ci sono diverse linee di autobus che servono la zona: le linee 115 e 870 hanno fermata presso la Terrazza mentre le linee 44, H e N3S hanno fermate nelle vicinanze. La stazione ferroviaria più vicina è Roma San Pietro, situata a circa 26 minuti a piedi dalla terrazza. Per chi utilizza la metropolitana, la fermata Ottaviano della linea A è la più vicina; da lì, è possibile proseguire con l’autobus 982 fino a Lungotevere in Sassia e poi cambiare con la linea 115 fino a destinazione. Sono disponibili anche parcheggi a pagamento nelle vicinanze per auto e scooter.
Affacciarsi dalla Terrazza del Pincio
La seconda proposta che segnaliamo è la Terrazza del Pincio, punto di osservazione privilegiato nel cuore di Roma. Questa celebre terrazza sorge sull’omonimo colle, nei giardini di Villa Borghese, e offre un affaccio indimenticabile su Piazza del Popolo con una vista panoramica sull’intera città, Vaticano compreso. L’area era ben nota già nell’antica età romana, quando era chiamata Collis Hortulorum (letteralmente, colle dei giardini) per via delle molte ville e giardini di famiglie patrizie fra i quali gli Horti Luculliani e gli Horti Sallustiani.
Fonte: 123RFLa Terrazza del Pincio a Roma
Lo stesso termine Pincio, del resto, ha origine lontana: proviene, infatti, dalla famiglia dei Pincii, che nel quarto secolo d.C. possedeva una villa nella zona. Fu l’architetto Giuseppe Valadier, nel XIX secolo, a darle la sistemazione attuale, dotandola di una passeggiata panoramica e viali alberati che conducono alla terrazza stessa. Anche in questo caso, affacciarsi al tramonto offre uno spettacolo di rara bellezza.
Come raggiungere la Terrazza del Pincio. La Terrazza del Pincio è facilmente raggiungibile a piedi percorrendo le rampe che salgono da Piazza del Popolo, per una piacevole passeggiata panoramica. In alternativa, è possibile accedervi anche dalla scalinata di Trinità dei Monti, lungo Viale di Villa Medici, o tramite il Viale delle Magnolie, che collega Villa Borghese alla terrazza. Per chi, invece, utilizza i mezzi pubblici, la fermata della metropolitana più vicina è Flaminio (linea A) e sono numerosi anche i bus cittadini con fermate nelle vicinanze (150F, 490, 495, 628 e 89). Per chi preferisce il tram, poi, la linea 2 ha una fermata a pochi minuti a piedi dalla terrazza.
Guardare Roma dall’Altare della Patria
Forse non tutti sanno che la sommità dell’Altare della Patria ospita una terrazza il cui nome deriva da due imponenti quadrighe in bronzo di 11 metri poste a rappresentare simbolicamente l’unità e la libertà della nazione italiana. Alla Terrazza delle Quadrighe si può accedere grazie a due suggestivi ascensori panoramici in vetro, inaugurati nel 2007. Una volta raggiunta l’altezza di circa 70 metri, si apre una vista mozzafiato che abbraccia i principali monumenti di Roma, tra cui il Colosseo, i Fori Imperiali, il Campidoglio e, in lontananza, la Basilica di San Pietro con la sua maestosa cupola.
Come raggiungere la Terrazza delle Quadrighe. Con l’autobus, la fermata più vicina è Ara Coeli/Piazza Venezia, servita da numerose linee. Per chi preferisce il tram, la fermata Piazza Venezia è servita dalla linea 8 e dista circa 3 minuti a piedi dalla terrazza. La stazione della metropolitana più vicina, invece, è Colosseo sulla linea B. Una volta giunti in Piazza Venezia, l’ingresso al Monumento a Vittorio Emanuele II si trova su Via di San Pietro in Carcere, da cui è possibile accedere agli ascensori panoramici.
Fonte: 123RFLa quadriga con la Vittoria alata dalla terrazza del Vittoriano a Roma
Da Roma fino ai Castelli Romani sulla Terrazza dello Zodiaco
Occorre spostarsi fuori dal centro, invece, per assaporare la bellezza di Roma da Monte Mario che ospita sulla sua sommità la Terrazza dello Zodiaco. Lo spettacolo che si estende a 139 metri di altitudine offre una vista mozzafiato sulla città e permette di scorgerne tutti i monumenti più emblematici. Ma se si ha fortuna, nelle giornate più limpide, si possono vedere anche i monti dell’Appennino e vagare con lo sguardo sui Castelli Romani. Noto anche come ‘vialetto degli innamorati’, questo punto panoramico è particolarmente apprezzato proprio per l’atmosfera romantica che lo caratterizza, rendendolo una meta prediletta per coppie e appassionati di fotografia.
Come raggiungere la Terrazza dello Zodiaco. L’indirizzo preciso della Terrazza è Viale del Parco Mellini 88-90-92 e per raggiungerla si consiglia l’auto dal momento che la zona non è servita dal trasporto pubblico (la fermata più vicina è Roma Balduina della FL3).
Fonte: 123RFVista su Roma da Monte Mario
Arte e storia ai Musei Capitolini
L’ultima tappa di questo itinerario panoramico conduce a Palazzo Cafferelli, oggi parte del complesso dei Musei Capitolini. L’edificio ospita una terrazza panoramica dove, facendo una pausa ristoratrice dalla vita museale, è possibile contemplare la città. Il Palazzo risale al XVI secolo e divenne nel tempo un polo della vita culturale e politica di Roma attraversando alterne vicissitudini. Dal 1918 fa parte dei beni del Comune di Roma che nel 1925 fece realizzare l’affaccio panoramico.
Come raggiungere la Terrazza Caffarelli. I Musei Capitolini sono ben serviti dai mezzi pubblici. Per chi arriva con la metro, la fermata più vicina è Colosseo (Linea B), da cui si può raggiungere il Campidoglio percorrendo Via dei Fori Imperiali. Fermano nei pressi del Campidoglio (Piazza Venezia) anche gli autobus delle linee 40, 60, 64, 70, 81 e 87.
Il suo skyline è uno dei più conosciuti e amati al mondo, con una bellezza architettonica moderna tutta da scoprire, il blues da ascoltare nei locali e una cultura che sorprende: Chicago, negli Stati Uniti, è la metropoli del MidWest. Ed è una città che puoi girare facilmente con i mezzi, dopo aver dato un’occhiata a tutte le informazioni utili sulla metro di Chicago: scopriamo tutto.
Come funziona la metro di Chicago?
Fonte: iStockIl famoso skyline di Chicago
La “L”, ovvero “elevated”: così viene chiamata la metro di Chicago, tra i sistemi di trasporto pubblici più efficienti in America (è il quarto sistema di trasporto rapido più grande sul territorio, oltre a essere la metro più trafficata dopo New York e Washington). Attiva ben 24 ore al giorno, in particolare per quanto concerne la linea rossa e blu, rientra anche tra i servizi di trasporto più antichi delle Americhe: il primato va alla linea elevata di New York. Una delle particolarità di questa metro è che viaggia perlopiù in superficie, quindi possiamo osservare i treni direttamente in città (sì, sono tra le attrazioni da vedere a Chicago, anche se non prendiamo la metro).
Un’altra cosa da sapere è che la metro di Chicago è profondamente legata alla città stessa in quanto ne ha accelerato la crescita: le sue linee di trasporto sono 8, e alcuni tracciati seguono un percorso a cielo aperto (in realtà per la maggior parte). Questo sistema è talmente efficiente e avanzato che è stato addirittura votato dalla popolazione come tra le “sette meraviglie di Chicago”. La Windy City (si chiama così a causa dei venti e del clima della metropoli) sa sempre come sorprendere.
Le linee della metro di Chicago
La “L” offre un servizio continuativo, attivo dunque 24 ore al giorno ma naturalmente la frequenza delle fermate può variare in base al periodo o alle festività. Le corse rimangono comunque abbastanza frequenti e di solito avvengono in un range di tempo che va da 7 a 10 minuti: possono tuttavia arrivare fino a 15 minuti verso il tramonto e alla sera. Come anticipato le linee sono 8, e di seguito ne diamo una panoramica:
Linea rossa: North Side Main Line, State Street subway e Dan Ryan. Questa linea è la più trafficata, con quasi 235mila passeggeri al giorno. Dal capolinea di Howard arriva fino al confine meridionale della metropoli. È attiva 24 ore su 24 e 7 giorni su 7;
Linea azzurra: O’Hare, Milwaukee-Dearborn Subway e Congress. Il suo tracciato è lungo 43 km e si estende dall’Aeroporto Internazionale di Chicago-O’Hare;
Linea marrone, conosciuta anche come Ravenswood Line: Kimball, Albany Park e il Loop nel centro della metropoli;
Linea verde: Lake Street ed Englewood-Jackson Park;
Linea arancione, nota come Line Midway: dall’Aeroporto al Loop, quindi collega il centro;
Linea rosa: Cermak e Paulina Connector. Corre parzialmente sui binari della Green Line;
Linea viola: Shuttle Evanston ed Evanston Express. Da Linden al Loop, nelle ore di punta;
Lineagialla, o Skokie Swift: un tracciato di soli 8 km (con progetti in corso per espanderla), che collega Skokie alla Red e Purple Line.
Quanto costa la metro di Chicago?
Quali sono i costi della metro di Chicago? Abbiamo la possibilità di scegliere tra diverse alternative: per esempio possiamo puntare al cosiddetto Ventra Ticket, che torna utile per chi si trattiene per pochi giorni a Chicago e le corse costano all’incirca 2,50$. Possiamo tuttavia valutare la Ventra Cards per soggiorni più lunghi e ricaricare la carta valutando l’acquisto di un biglietto singolo o un pass giornaliero. Infine possiamo sempre acquistare un biglietto singolo senza card al costo di 3$.
Dall’alto dei suoi 632 metri di altezza per 128 piani, l’imponente Shanghai Tower domina il quartiere finanziario di Lujiazui, a Pudong. Molto più che una semplice icona della skyline di Shanghai, il grattacielo più alto della Cina e il terzo al mondo dopo il Burj Khalifa di Dubai e il Merdeka 118 di Kuala Lumpur, è una meraviglia dell’ingegneria moderna, oltre che un simbolo dell’innovazione e della sostenibilità architettonica.
Dal giorno della sua inaugurazione, avvenuta il 12 marzo 2016, la Shanghai Tower è diventata un punto di riferimento per la città. Straordinario esempio di tecnologia all’avanguardia, rappresenta il futuro dell’architettura verticale e una pietra miliare nella storia dei grattacieli. La sua costruzione ha dimostrato come sia possibile realizzare edifici dall’altezza vertiginosa senza compromettere l’efficienza energetica e la sicurezza strutturale, mentre la sua combinazione di innovazione tecnologica e design visionario la rende un modello per le future generazioni di architetti e ingegneri.
Un capolavoro di design e tecnologia
La Shanghai Tower si distingue per il suo design avveniristico e le sue soluzioni architettoniche rivoluzionarie. La sua struttura a spirale, che si torce di circa un grado per ogni piano, è stata studiata per ridurre l’impatto del vento, un aspetto cruciale per un grattacielo costruito in una zona soggetta a tifoni. Questa torsione non solo riduce le sollecitazioni strutturali, ma conferisce all’edificio un’estetica unica, rendendolo immediatamente riconoscibile.
La sua silhouette affusolata, visibile anche da molto distante, attrae lo sguardo di chiunque percorra le strade della metropoli cinese. Il progetto, curato dallo studio di architettura americano Gensler e guidato dall’architetto Jun Xia, ha vinto la competizione internazionale per la realizzazione dell’edificio, superando nomi illustri come SOM, KPF e Foster + Partners. La costruzione è iniziata nel 2008 e si è conclusa nell’arco di otto anni, segnando un traguardo straordinario per l’architettura cinese.
Un gigante dalle solide fondamenta
Del resto, costruire un grattacielo di queste dimensioni in un’area fluviale ha richiesto soluzioni ingegneristiche straordinarie. Per garantire la stabilità della torre, sono stati piantati 980 pali di fondazione fino a una profondità di 86 metri, una necessità imprescindibile data la posizione della città su un’area soggetta a sedimenti fluviali. Successivamente, sono stati utilizzati oltre 61.000 metri cubi di cemento per creare una base di sei metri di spessore, capace di ancorare solidamente l’edificio al suolo. Questo complesso sistema di fondazioni consente alla Shanghai Tower di resistere a terremoti e forti venti, assicurando sicurezza e stabilità a lungo termine.
Un’altra caratteristica innovativa della Shanghai Tower è la sua doppia facciata in vetro. Un’intercapedine tra i due strati di vetro, che varia tra 1 e 10 metri, funge da isolante termico naturale, riducendo significativamente il consumo energetico dell’edificio. Questo sistema consente un risparmio di circa il 50% rispetto a un grattacielo con una singola facciata in vetro, rendendo la Shanghai Tower un modello di sostenibilità per le costruzioni future. Inoltre, l’uso di vetro ultra-chiaro, con un basso tasso di auto-frattura, migliora la sicurezza della struttura. Nel caso improbabile di una rottura, lo speciale materiale adesivo incorporato mantiene i frammenti di vetro uniti, evitando il rischio di cadute pericolose.
Fonte: istockLa Shanghai Tower domina la skyline di Pudong
L’Osservatorio panoramico
Una visita alla Shanghai Tower non può dirsi completa senza un salto all’Osservatorio panoramico situato al 118° piano, a 546 metri dal suolo. Da qui, si gode di una vista spettacolare sul fiume Huangpu, sul Bund e sugli altri iconici grattacieli di Shanghai, come la Jin Mao Tower e il World Financial Center. Il percorso consigliato per i visitatori prevede una tappa iniziale nella mostra interattiva al piano B1, seguita da una rapida ascesa in ascensore fino all’Osservatorio. In soli 55 secondi, gli ascensori ultraveloci trasportano i visitatori a destinazione, offrendo un’esperienza indimenticabile. Per chi ha più tempo, è possibile visitare anche il “Shanghai Eye” ai piani 125 e 126, un’installazione multimediale che racconta la storia e il futuro della città.
La Shanghai Tower è dotata di 149 ascensori, di cui 108 sono standard e tre sono shuttle ad alta velocità che raggiungono la velocità di 20,5 metri al secondo (circa 74 km/h). Questi ascensori non solo detengono il primato per la velocità, ma anche per il percorso più lungo mai effettuato da un singolo ascensore, con un tragitto di 578,5 metri. Il loro design avanzato garantisce un viaggio confortevole e silenzioso, mentre sistemi di sicurezza all’avanguardia ne monitorano costantemente il funzionamento. Grazie a queste tecnologie, la torre offre un accesso rapido e sicuro ai vari livelli.
Divisione degli spazi ad alta funzionalità
La Shanghai Tower è suddivisa in nove sezioni funzionali, ciascuna con una propria lobby. Gli spazi interni ospitano uffici di grandi aziende della Cina e multinazionali, hotel di lusso, negozi, aree ricreative e centri conferenze. Questa suddivisione crea veri e propri ambienti urbani verticali, garantendo un’ottimizzazione degli spazi e dei servizi, necessaria per una struttura che accoglie ogni giorno circa 16.000 persone, tra lavoratori e visitatori. Ogni sezione è progettata per massimizzare la fruibilità degli spazi, riducendo i tempi di attesa e migliorando l’efficienza complessiva dell’edificio.
Ai piani L1-L5 si trovano sale conferenze e aree commerciali, con negozi di alta gamma e spazi per eventi aziendali; ai piani L8-L81 uffici con lobby dedicate, dotate di servizi rivolti a lavoratori e professionisti; ai piani L84-L115 hotel di lusso con suite panoramiche; ai piani L118-L121 l’Osservatorio panoramico, ristoranti e bar esclusivi con vista sulla città; ai piani interrati B1-B5 aree commerciali, ingressi sotterranei e parcheggi con oltre 2.000 posti auto.
Info Utili per l’Osservatorio panoramico della Shanghai Tower
Orario di apertura: 8,30 – 22; la vendita dei biglietti termina alle 21,30
Biglietti adulti: CNY 180 (€ 24)
Bambini di altezza compresa tra 1 e 1,4 metri: CNY 90 (€ 12)
Bambini sotto 1 metro di altezza: gratuito
Come raggiungere la Shanghai Tower
Il secondo piano sotterraneo della Shanghai Tower è collegato al sistema di trasporto pubblico ed è accessibile anche tramite i passaggi sotterranei che la connettono alla Shanghai Jinmao Tower e al SWFC.
In metro:
Linea 2 (anche dall’aeroporto internazionale di Shanghai Pudong) o linea 14, scendere alla stazione Lujiazui, prendere l’uscita 6 e camminare per circa 500 metri fino al grattacielo.
In autobus:
City Sightseeing Bus Line 2, scendere alla Jin Mao Tower.
Autobus 583, 799, 939 o la Lujiazui Financial City Line 2, scendere alla fermata Huayuan Shiqiaolu Dongtailu.
Autobus 791, 870, 961, 985 o la Lujiazui Financial City Loop Line, scendere alla fermata Lujiazui Huanlu Dongtailu e proseguire a piedi.
In traghetto:
Traghetto Dongjin Line o Dongfu Line, scendere a Dongchang Road, proseguire a piedi fino al grattacielo.
Non è una novità che Kuala Lumpur ami farsi guardare dall’alto: tutti conoscono le celebri Petronas Tower che hanno fatto lungamente parlare di loro per essere tra i grattacieli più alti del mondo. Queste costruzioni non è la sola a permettere una visione spettacolare della capitale della Malesia: c’è anche la Menara Kuala Lumpur Tower, conosciuta anche come KL Tower o semplicemente “The Menara“. La sua altezza offre un panorama sorprendente e visitarla costituisce un vero e proprio must di un viaggio a Kuala Lumpur.
Storia e Architettura della Menara Kuala Lumpur Tower
La Menara Tower è una classica torre che possiamo trovare in molte città del mondo e che viene utilizzata, come sua funzione primaria, per le trasmissioni radiotelevisive. La N Seoul Tower o la Fernsehturm di Berlino sono altri due esempi.
La costruzione della Menara Kuala Lumpur Tower è stata completata nel 1995: l’intento che sta alla base della progettazione della torre è rappresentare il viaggio umano verso la perfezione nella vita. L’architettura della torre riflette l’eredità islamica della Malesia, con decorazioni calligrafiche arabe, piastrelle dipinte e motivi floreali e astratti islamici. Nella hall di ingresso della torre, il soffitto presenta dei “muqarnas“, ovvero delle piccole nicchie di vetro che brillano come stelle.
La torre dispone di 5 piani principali accessibili al pubblico e di 4 ascensori ad alta velocità che collegano rapidamente la base con i livelli superiori.
All’ingresso c’è un apposito desk per avere informazione e ci sono le biglietterie per acquistare l’ingresso ai piani superiori e ai punti di osservazione, nonché i negozi di souvenir e le caffetterie dove poter mangiare o bere qualcosa.
La Menara Tower è provvista di un piano dedicato totalmente all’osservazione, che si trova a 276 metri, oltra a un ristorante girevole che occupa un intero piano, offrendo una vista panoramica su Kuala Lumpur.
Fonte: iStockLa Monorail nei pressi della Menara Tower
Come raggiungere la Menara Tower a Kuala Lumpur
Situata all’interno della Riserva forestale Bukit Nanas, la torre si erge su una collina, offrendo una vista elevata sulla città. La si può raggiungere in molti modi diversi. Tanti viaggiatori scelgono il taxi: veloce, comodo e non troppo costoso in Malesia. In alternativa, si può utilizzare uno dei mezzi più caratteristici del trasporto pubblico di Kuala Lumpur: la monorotaia conosciuta come Monorail. La Menara Kuala Lumpur Tower si raggiunge scendendo alla stazione Dang Wangi LRT o alla fermata Bukit Nanas. Da lì basterà una breve passeggiata per avvicinarsi al punto in cui si può prendere la navetta per raggiungere la base della collina fino all’ingresso della torre.
Questa costruzione spettacolare è aperta tutti i giorni dalle 9:00 alle 22:00.
Quanto costano i biglietti e dove comprarli
I biglietti per la Menara Kuala Lumpur Tower possono essere acquistati direttamente alla biglietteria oppure online, sui siti ufficiali. È sempre consigliabile acquistare i biglietti in anticipo, onde evitare code o tempi di attesa lunghi. Per scegliere la giornata per la tua visita, tieni presente delle festività islamiche: mei giorno festivi, c’è sempre molta gente.
Le opzioni di accesso sono molteplici, a seconda dell’esperienza che vuoi fare sulla Menara Tower. A livello di costo, i biglietti si aggirano in un range che va dai 10€ ai 40€. Esiste, per esempio, un biglietto che combina la visita alla Menara Tower con quella alle Petronas.
Cosa fare all’interno della Menara Kuala Lumpur Tower
Cosa fare una volta dentro la Menara Tower di Kuala Lumpur? La maggior parte dei visitatori, sale direttamente all’Observation Deck, dal quale si può dominare con lo sguardo tutta la capitale malese. Dalle vetrate, infatti, si può ammirare la vastità di Kuala Lumpur e tutta la sua bellezza che mescola moderno e qualcosa di più tradizionale.
Oltre all’Observation Deck, la torre offre degli altri luoghi da cui osservare la città. Uno di essi è lo Sky Box, una vera e propria scatola di vetro, con tanto di pavimento trasparente, dalla quale sentirsi come in volo su Kuala Lumpur. Sarai così temerario da provarla?
Chi, invece, ama sentire il vento sul proprio volto non resterà deluso: lo Sky Deck, infatti, è una terrazza esterna, situata a circa 300 metri d’altezza. L’apertura di questa terrazza è soggetta, spesso, alle condizioni meteo. Chiedi in biglietteria prima di acquistare il tuo ingresso.
Le cose da fare nella Menara Tower di Kuala Lumpur non finiscono qui: occorre essere un po’ sportivi e un po’ temerari per affrontare l’attività denominata come Tower Walk 100: si tratta di una vera e propria passeggiata, effettuata in tutta sicurezza con imbragature, caschi e accompagnatore, su uno dei bordi esterni della torre. Solo per chi non soffre di vertigini, ovviamente.
Fonte: iStockLa Menara Tower domina la capitale della Malesia
Mangiare nella Menara Kuala Lumpur Tower
Molte torri cittadine hanno il proprio ristorante e la Menara Kuala Lumpur Tower non fa eccezione. L’Aras Restaurant è il più alto ristorante girevole di tutta la Malesia e si trova al livello TH02 della torre. Questo piano è totalmente dedicato alla gastronomia. La denominazione del piano è stata scelta appositamente per distaccarsi dalla tipica successione dei piani, proprio per agevolare chi vuole risalire la torre per gustare qualcosa di buono, osservando Kuala Lumpur dall’alto.
L’Aras è il più celebre e raffinato dei luoghi dove mangiare nella KL Tower. Questo ristorante offre un’esperienza culinaria a buffet che spazia tra piatti tradizionali malesi e specialità internazionali. Il menu include prelibatezze locali come ulam-ulam, kerabu e ikan bakar, oltre a sushi e sashimi giapponesi, dim sum e noodles cinesi. Non manca una selezione di specialità alla griglia. Questo ristorante è certificato Halal e segue le regole richieste per ottenere questo riconoscimento. Pertanto, non serve carne di maiale e alcolici.
Allo stesso piano dell’Aras Restaurant c’è anche lo Sky Cafe, dove trovare piatti più semplici, a un prezzo più economico. Scendendo a piano terra, inoltre, troverai anche una pizzeria e un ristorante che offre autentica cucina indiana.
Curiosità sulla Menara Kuala Lumpur Tower
La Menara Tower di Kuala Lumpur non si visita solo per ammirare lo splendido panorama sulla capitale malese o per mangiare qualcosa di prelibato. Al suo interno c’è un piccolo spazio che viene utilizzato dalle autorità religiose locali come osservatorio per determinare con esattezza le fasi lunari dell’anno in corso. Nella religione islamica, seguita dalla maggioranza della popolazione in Malesia, i diversi periodi e le festività dell’anno si determinano in base alla luna e il punto di osservazione ufficiale è la Menara Kuala Lumpur Tower.
Oltre a questo, la torre è molto gettonata come location per scattare le foto in giorni speciali come quello del proprio matrimonio o compleanni importanti. Oltre a questo, viene spesso utilizzata dalle autorità locali anche per ospitare eventi culturali di diversa natura.
Una fila di sette case colorate che si alternano lungo una delle vie più simboliche di San Francisco e, sullo sfondo, lo skyline della città, celebre per le sue numerose colline attraversate da tram storici, per la sua vivacità culturale e il suo eclettismo architettonico. Non solo Golden Gate Bridge, l’isola di Alcatraz e Chinatown. San Francisco ospita anche uno dei quartieri più popolari e affascinanti: Alamo Square.
È una zona bellissima, quella di Stainer Street: una strada a est del quartiere, popolata di queste case in stile vittoriano dai colori accesi che prendono il nome di “The Painted Ladies“. Chiamata anche “Postcard Row“, la strada è la grande protagonista indiscussa di tante cartoline e immagini della città.
Le origini di Alamo Square a San Francisco
Quelli che si susseguono lungo Strainer Street sono edifici unici nel loro genere, che hanno contribuito a rendere la città della California oltremodo affascinante. Lo stile architettonico vittoriano rivisitato in chiave pop, grazie all’utilizzo di colori vivaci, è una meraviglia per gli occhi.
Le più famose sono le 7 case variopinte addossate l’una all’altra su Stainer Street, alle cui spalle si apre una vista spettacolare su San Francisco e sui suoi monumenti più iconici. Ma di edifici colorati dallo stile vittoriano se ne trovano molti in tutto Alamo Square (e anche in molte altre zone della metropoli), il quartiere delimitato da Hayes Street a sud, da Steiner Street a est, da Fulton Street a nord e da Scott Street a ovest.
Ci troviamo nel distretto Western Addition: Alamo Square prende il nome dal solitario albero di cottonwood (il pioppo, che in spagnolo si dice “alamo”). Nel 1800, infatti, quest’area si chiamava Alamo Hill e ospitava un sentiero per i muli, che univa Mission Dolores al Presidio. Nel 1856, il sindaco James Van Ness decise di bonificare l’area creando un grande parco, dando così vita ad Alamo Square. Nel 1870 alcuni uomini facoltosi iniziarono a costruire edifici e dimore vittoriane attorno a questo parco, trasformandolo nel corso degli anni e fino al giorno d’oggi.
La bizzarra combinazione cromatica delle case, che tuttora si possono ammirare in questo quartiere, la si deve all’artista Butch Kardum, che nel 1963 cominciò a dipingere di colori vivaci la sua casa vittoriana. Inizialmente, non fu apprezzata proprio a causa di quelle tonalità blu e verdi troppo accese, ma poi, pian piano, numerose persone iniziarono a imitarlo tingendo le proprie case in modo simile. Un modo, questo, per trasformare le tristi case grigie che dominavano la città dopo la seconda guerra mondiale.
E fu così che sempre più abitazioni di San Francisco si trasformarono in autentiche opere d’arte a cielo aperto. Per quanto riguarda l’architettura, queste case sono contraddistinte da un’impostazione simile con la tipica facciata asimmetrica, l’ingresso da un lato e una finestra sul lato opposto, oltre a un patio con scale.
Fonte: iStockLe case colorate di Alamo Square, a San Francisco
Come visitare Postcard Row, la strada dalle case colorate di San Francisco
Alamo Square, con le sue inconfondibili Painted Ladies, si trova in cima a una delle colline di San Francisco che ammirano dall’alto la città. Quando il cielo è sereno, da qui si possono ammirare il centro città e gli edifici più famosi: un panorama che si apre proprio dietro alla fila di sette case colorate più famose del quartiere.
Purtroppo, appartenendo a privati, queste dimore non possono essere visitate al loro interno, ma solo ammirate dalla strada. Ma anche così lo spettacolo è unico e vale la pena raggiungere questo luogo anche solo per guardarle dall’esterno e, ovviamente, per fotografarle.
Non è un caso che queste casette siano state riprese in diversi film che le hanno viste protagoniste, basti pensare all'”Uomo Bicentenario” o a “L’invasione degli Ultracorpi”, per non parlare di numerose serie tv.
Ovviamente il loro valore è molto elevato: in media si parla di 3 milioni e mezzo di dollari. D’altronde sono diventate il simbolo di questo quartiere e hanno contribuito con la loro originalità a rendere San Francisco una meta particolarmente accattivante e ambita. Vale la pena arrivare fin qui se non altro per poterle vedere dal vivo almeno una volta nella vita!
Attorno ad Alamo Square esistono anche altre vie che ospitano le iconiche case variopinte, come Grove street, Scott street, Mc Allister street, Haight-Ashbury a Lower Haight e Pacific Heights.
Fonte: iStockThe Painted Ladies, Alamo Square – San Francisco
Come raggiungere le Painted Ladies di Alamo Square
Se stai organizzando l’itinerario di viaggio a San Francisco, le Painted Ladies non possono mancare tra le mete da raggiungere. Per arrivare qui puoi scegliere tra diverse opzioni. Se passate per luoghi famosi come Japantown, Market Street o l’Asian Art Museum, arrivare ad Alamo Square è facile con una camminata che va dai 15 ai 25 minuti.
In auto, invece, è facilmente raggiungibile, anche se non sempre è semplice trovare parcheggio. Il momento migliore per trovare posto è la mattina presto. In alternativa, San Francisco è ben servita dai mezzi pubblici: ad Alamo Square Park arriva la metropolitana MUNI. Clicca qui per vedere linee e percorsi. I biglietti costano circa $ 3 per gli adulti, mentre bambini e anziani hanno i biglietti sono scontati o in alcuni casi gratuiti (consigliamo di consultare il sito ufficiale della società di trasporti (Sfmta.com).
Fonte: iStockThe Painted Ladies, Postcard Row a San Francisco
È una delle città più grandi di tutto il Medio Oriente ed è un mix bilanciato tra due personalità opposte: a Doha da un lato c’è la modernità e il lusso sfrenato, dall’altro il volto più autentico e tradizionale, l’anima di una popolazione che vive di artigianato e di lavori manuali.
Un viaggio in questa città, la capitale del Qatar che sta velocemente e continuamente cambiando, è un’esperienza imperdibile che permette di passeggiare tra alti grattacieli moderni per poi addentrarsi nei souq, i mercati tradizionali in cui si respira ancora l’aria di una vita semplice. Proprio qui, tra botteghe artigiane e grandi centri commerciali, si possono scovare i souvenir perfetti per portare a casa con voi ricordi indimenticabili di questa terra unica affacciata al Golfo Persico.
Cosa acquistare a Doha: i souvenir da non perdere
Anche per quanto riguarda gli acquisti, Doha è una città di contrasti: da un lato ospita diversi shopping center e vie ricche di boutique e negozi di ogni genere, dall’altro mantiene la tradizione dei classici souq arabi e delle botteghe artigiane in cui scovare pezzi unici di rara bellezza. La storia di Doha è infatti strettamente legata all’arte e all’artigianato, tramandati di generazione in generazione e che ancora oggi non smettono di affascinare.
Andiamo alla scoperta dei migliori souvenir di artigianato locale da portare con voi a casa. Non dimenticate, però, una regola fondamentale nei mercati arabi, ovvero cimentarsi nell’arte della contrattazione, tanto cara ai qatarioti e non solo.
Le stoffe lavorate con il metodo “Al-Sadu”
In ogni souq o bancarella che si incontra passeggiando per le vie di Doha, non mancano i pregiati tessuti lavorati con la tecnica chiamata “Al-Sadu“. Sono le antiche tribù di beduini che hanno tramandato questo metodo manuale di tessitura che utilizza la lana delle capre e dei cammelli e che tutt’oggi viene impiegato per creare meravigliosi cuscini, tappeti, coperte e tende. Elementi d’arredo finemente decorati, questi, che donano un tocco arabeggiante alla vostra casa, se decidete di acquistarli come souvenir. Il souq Waqif, nel centro cittadino, ne è ricco e si può assistere dal vivo alla tessitura fatta a mano da alcune donne del luogo.
Fonte: iStockSouq Waqif, Doha
La caffettiera tipica araba, il Dallah
Simbolo di ospitalità del popolo arabo, il Dallah si può rivelare il souvenir perfetto da acquistare a Doha. Si tratta di una tipica caffettiera d’argento o in ottone, finemente decorata e spesso arricchita da pietre preziose, utilizzata per la preparazione del qahwa, il tradizionale caffè arabo speziato con cardamomo. Quello del caffè servito con questa speciale caffettiera è un vero e proprio rito per accogliere amici, parenti e visitatori in casa.
Fonte: iStockCaffettiere Dallah e contenitori tipici di Doha
Le coloratissime Pashmine di cashmere
Un oggetto utile per sé o da regalare al rientro dal viaggio in Qatar sono le tipiche Pashmine, le stole di cashmere dai toni vivaci che colorano moltissimi bazar e negozietti di Doha. I prezzi qui sono molto più competitivi rispetto a quelli italiani e si può scegliere tra una grandissima varietà di Pashmine: un souvenir utile e che può essere trasportato comodamente in valigia occupando poco spazio.
I gioielli personalizzati con metalli pregiati
A Doha il lusso è di casa, con numerose gioiellerie e negozi che vendono gioielli realizzati con metalli preziosi a prezzi più convenienti rispetto a quelli europei: bracciali, collane, anelli e ciondoli in oro, argento, platino ed ambra, spesso arricchiti da splendide perle (il Qatar è una potenza mondiale nel commercio di questi piccoli tesori che vengono dal mare). Non mancano i punti vendita in città e nei souq in cui poter personalizzare questi gioielli con incisioni che promettono di rendere unici questi souvenir preziosi. Uno dei luoghi rinomati per la vendita di gioielli e preziosi è il Gold Souq.
Fonte: iStockGioielli preziosi venduti nelle gioiellerie e nei souq di Doha
I tipici narghilè
Arricchiti da eleganti decorazioni, i narghilè sono l’oggetto d’arredo ideale per un souvenir dallo stile arabeggiante. Un elemento che è simbolo di convivialità nel mondo arabo e che non può mancare nei locali, nei ristoranti e nelle case. A Doha si possono acquistare diverse misure di narghilè (chiamato anche shisha) in molti souq e nei centri commerciali: si passa dai modelli in miniatura a quelli di grandi dimensioni da condividere con più persone.
I profumi e l’incenso
Passando ai souvenir che permettono di portare con sé le fragranze tipiche delle terre qatariote, non possono mancare i profumi e l’incenso. Per le strade, nei negozi, tra le case e gli hotel è immancabile una fragranza particolare proveniente da una resina estratta dalla corteccia dell’aquilaria (chiamata “legno degli dei”). Si tratta dell’oud, un profumo che sprigiona note esotiche e suggestive molto intense e dal sentore legnoso. Si può acquistare l’oud nei vari mercati, come il Souq Waqif, ma anche in tutti i centri commerciali, sia sottoforma di profumo, sia di oli e pezzetti di legno aromatici.
Anche l’incenso è un elemento che fa parte della cultura e delle tradizioni del Qatar, presente in moltissimi luoghi e contenuto in incensiere finemente decorate. Aromi intensi e suadenti che si trasformano nel souvenir perfetto da acquistare a Doha, in abbinamento alle bellissime incensiere finemente decorate che fungono da elegante complemento d’arredo. Oltre all’incenso, è consigliato anche il tipico bakhoor: una pallina aromatica con muschio bianco, ambra grigia, oli essenziali e intrisa di oud, utile per profumare ambienti e armadi.
I dolcetti tipici per un regalo sfizioso
Per un regalo gustoso e originale proveniente dalle terre qatariote, perché non comprare i tradizionali dolci? Dal miele ai baklava, fagottini a base di sesamo o ripieni di melassa o pistacchi, dalla frutta secca ai datteri più grandi e dolci che abbiate mai assaggiato. Da non perdere anche la versione dei datteri ricoperti di cioccolato oppure ripieni di cocco e noci.
Le eleganti lampade arabe
Lo stile elegante dalle note arabeggianti si ritrova anche nelle tradizionali lampade riccamente decorate. Oggetti d’arredo che contribuiscono a creare atmosfere accoglienti, sono anche un souvenir meno scontato e di sicuro impatto da portare con sé in Italia (facendo molta attenzione ad imballarle perfettamente poiché molto delicate).
New York, Sydney, Shanghai. Sono tante le città famose per gli skyline mozzafiato che, ogni anno, si trovano occhi e fotocamere puntati addosso. Protagonisti indiscussi delle foto-ricordo, nel mondo ce ne sono tantissimi ed è difficile stabilire il più bello di tutti. Anche Montreal, splendida città del Canada ha uno skyline da capogiro e c’è un punto della città in cui si manifesta in tutta la sua bellezza: Mount Royal, il punto migliore dove ammirare lo skyline di Montreal. In questo articolo troverai tutte le informazioni su Mount Royal e sul suo parco.
Storia di Mount Royal
Jacques Cartier, esploratore e navigatore, fece diverse spedizioni in Canada passando per Terranova, la costa del Labrador e lo stretto di Belle Isle fino ad arrivare a quelle che oggi sono Quebec e Montreal. Proprio qui scoprì, nel 1535, il Monte che battezzò come Mount Royal in onore del suo patrono John Royal. A livello geologico, Mount Royal è un antico vulcano ampiamente eroso che pare essere stato in attività circa 125 milioni di anni fa. Oggi, la collina ospita il Mount Royal Park, uno dei polmoni verdi più ampi della città. Aperto al pubblico nel 1876, il Parco di Monte Royal è stato progettato dal paesaggista Frederick Law Olmsted – celebre per aver progettato anche Central Park a New York – ed è il luogo perfetto per immergersi nella natura e godere della sua placida tranquillità.
Mount Royal: attrazioni, attività ed eventi
Mount Royal offre una moltitudine di cose da fare per chi ama stare all’aria aperta e fare attività outdoor. Ecco la nostra top 3 di cose da fare e vedere:
Ammirare lo splendido skyline di Montreal: il Belvedere Kondiaronk è il miglior punto dove osservare lo skyline di Montreal, da qui puoi godere di una vista spettacolare sul fiume San Lorenzo e sulla città e collezionare momenti indimenticabili attraverso foto davvero mozzafiato.
Avventurarsi in escursioni e passeggiate: i vari sentieri che attraversano la collina sono un paradiso per chi ama passeggiare, fare jogging o una bella pedalata nella natura. I percorsi sono adatti a vari livelli di expertise poiché variano per difficoltà.
Raggiungere la croce di Mount Royal: sulla sommità del monte si trova una grande croce alta oltre 31 metri, installata nel 1924 e illuminata di sera con tecnologia LED. Al suo fianco è posizionata una capsula del tempo interrata nel ’92 per celebrare il 350esimo compleanno della città. La capsula verrà riaperta nel 2142.
Fare una sosta allo Chalet du Mount Royal: una delle principali attrazioni di Mount Royal è una grande struttura in cima al monte progettata dall’architetto Aristide Beaugrand-Champagne e in stile architettonico Beaux-Arts. Caratterizzato dalla facciata in pietra e da grandi finestroni eleganti, nello chalet puoi godere di una splendida visuale su Montreal e ammirare il passare delle stagioni che cambiano completamente l’aspetto della città.
Scoprire la Smith House: nel cuore del parco si trova la Smith House, un edificio costruito nel 1858, in stile rurale neoclassico e che ha fatto da dimora al suo committente, il ricco mercante Hosea Ballou Smith fino a diventare proprietà della città di Montreal. La Smith House ha avuto diversi ruoli ma dal 1999 funge da punto di accoglienza per i visitatori che vogliono scoprire le bellezze di Mount Royal e fa anche da sede a un’organizzazione no-profit che promuove la sostenibilità del Monte. Al suo interno puoi visitare una mostra permanente o gustarti una pausa al caffè al suo interno.
Il paradiso degli sportivi, stagione dopo stagione
La collina e il suo parco offrono tanto in ogni momento dell’anno. Durante la bella stagione è un luogo ideale per fare escursioni, godersi la natura, fare picnic, feste all’aperto e partecipare ad altre attività outdoor. Il parco mette a disposizione anche campi da tennis, basket, calcio, una piscina e chi più ne ha più ne metta. In inverno, invece, Mount Royal diventa paradiso per sciatori di fondo e pattinatori su ghiaccio che si divertono a sfrecciare sul Lago dei Castori e slittinisti che sfruttano la pendenza della collina per divertirsi con gli slittini.
Mount Royal: tanti eventi per tutti i gusti
Mount Royal, durante l’anno, fa da teatro ad alcuni importanti eventi e manifestazioni che animano il calendario culturale di Montreal. Tra i più famosi troviamo sicuramente il Tam-Tams, un raduno che avviene ogni domenica d’estate che ha come protagonisti artisti, musicisti e ballerini che si muovono a ritmo di percussioni attirando moltissimi visitatori. In inverno c’è il Mount Royal Cross-Country Ski Event, un evento sportivo dedicato agli sciatori di fondo che competono sciando tra i vari sentieri del parco. Oltre a questi eventi, nel parco vengono organizzate anche altre attività a cui tutta la comunità e i visitatori possono prendere parte come lezioni di Yoga, Pilates e gare di corsa. Anche arte e musica diventano spesso protagoniste su questo palco naturale dalla bellezza sconfinata: la prima attraverso la mostra permanente alla Smith House che ripercorre tutte le tappe della storia e dello sviluppo di Mount Royal e la seconda attraverso i concerti di musica live ospitati nello splendido scenario dello Chalet du Mont-Royal.
Come raggiungere Mount Royal
Fonte: iStockLo skyline di Montreal di notte
Mount Royal – e il suo parco – è raggiungibile in modo facile e veloce dal centro della città di Montreal: puoi arrivare tranquillamente a piedi, oppure puoi raggiungerlo con i mezzi come la metro – scendendo proprio alla stazione Mont-Royal – o il bus.
Se stai organizzando un viaggio in Canada e passi per Montreal, una sosta a Mount Royal è davvero d’obbligo. Non solo perché Mount Royal è il posto migliore dove vedere lo skyline della città, ma anche perché puoi trovare una moltitudine di cose da fare, in qualsiasi momento dell’anno e per qualsiasi delle tue esigenze. Che tu stia cercando un momento di relax, una passeggiata immersa nella natura o che tu voglia cimentarti in qualche disciplina sportiva, Mount Royal avrà sempre qualcosa per te. Potrai goderti una sessione di yoga all’aperto, esplorare i numerosi sentieri escursionistici, o magari unirti agli appassionati dei Tam-Tams per una domenica pomeriggio di musica e danza. E se desideri un luogo lontano dal trambusto della città per concentrarti nella lettura di un buon libro, nello studio di un manuale o in un processo di scrittura, Mount Royal saprà come soddisfarti.
Organizzare un viaggio a Tokyo, in qualsiasi periodo dell’anno e in tutte le stagioni, è sempre un’ottima idea. Lo è perché la popolosa capitale del Giappone è un concentrato di meraviglie che incantano e sorprendono a ogni passo compiuto.
Da una parte i templi storici che conservano e proteggono la storia e le tradizioni del territorio, dall’altra i grattacieli ultramoderni e futuristici che disegnano lo skyline e brillano sotto le luci al neon di una città che non dorme mai.
Ed è proprio tra gli edifici moderni che svettano verso il cielo che oggi vogliamo perderci e immergerci insieme a voi. Per scoprire un luogo dalle forme oniriche e dalle fattezze incantate, proprio lì dove nessuno guarda mai. Un palazzo da fiaba, dal fascino unico, che si nasconde tra i grattacieli di Tokyo.
Il segreto più bello del quartiere Shinjuku
Il nostro viaggio di oggi ci conduce al cospetto di una grande metropoli, di una città che da sempre capeggia le travel wish list degli avventurieri di tutto il mondo. Ci troviamo a Tokyo, e più precisamente nel quartiere di Shinjuku, meta prediletta dei giovanissimi e degli universitari.
Conosciuto per il suo distretto dei grattacieli, che ospita al suo interno bar, ristoranti e un hotel di lusso, Shinjuku è un punto di riferimento per la movida cittadina. Qui, infatti, è possibile trovare numerosi locali notturni e vivaci nightclub, ma non solo. Il quartiere ospita l’osservatorio panoramico del Tokyo Metropolitan Government Building, il polmone verde del Monte Hakone, teatri, gallerie e librerie. Ci sono poi i campus universitari che attirano studenti provenienti da ogni dove che popolano la zona a ogni ora del giorno e della sera.
Ed è proprio uno di questi campus la destinazione di oggi. Un edificio unico e uguale a nessun altro che per forme, lineamenti e colori, sembra trasportare in un altro mondo. Si tratta di un edificio situato nei pressi dell’Università di Waseda, una delle più importanti università private di tutto il Paese. Un piccolo gioiello architettonico ispirato all’opera di Antoni Gaudí e che sembra uscito da un libro di fiabe.
Fonte: Masayuki Yamashita / Alamy / IPAWaseda El Dorado: il palazzo fiabesco tra i grattacieli di Tokyo
Waseda El Dorado: il palazzo fiabesco tra i grattacieli di Tokyo
A pochi minuti a piedi dalla stazione metropolitana di Waseda, e a due passi dal cancello principale dell’Università, è impossibile non notare quell’edificio stravagante e sinuoso che cattura l’attenzione di ogni passante. Si tratta di El Dorado, un palazzo di 5 piani costruito nel 1983 dall’architetto visionario Toshirō Tanaka, conosciuto anche con il nome di Von Jour Caux.
Cos’ha di speciale questo edificio è evidente dalle foto che lo ritraggono. Il disegno architettonico, infatti, esalta e celebra la cultura giapponese con uno stile chiaramente ispirato all’opera del grande Antoni Gaudí. Balconi curvi in ferro battuto che restituiscono le immagini di ninfee, eleganti finestre decorate in ogni dettaglio, orpelli e ornamenti realizzati in ceramica che riproducono ornamenti e disegni di vario genere.
Waseda El Dorado è un piccolo gioiello architettonico che pochi turisti conoscono, ma che vale davvero la pena di raggiungere anche solo per i suoi esterni stravaganti. Anche gli interni sono visitabili parzialmente. L’ingresso ospita un mosaico grandioso e suggestivo che riproduce fedelmente l’antico Gorgoneion, mentre le pareti del corridoio sono caratterizzate da murales astratti e da vetrate colorate che sembrano trasportare i viaggiatori in un mondo onirico e incantato. Nell’atrio, invece, soggiorna una grande ed enigmatica scultura che raffigura una mano rivolta verso il basso.
L’edificio, considerato una sorta di galleria d’arte, ospita anche un negozio di antiquariato e un salone di bellezza. I piani superiori, invece, non sono visitabili perché riservati ai residenti.
Fonte: Masayuki Yamashita / Alamy / IPAWaseda El Dorado, l’edificio da fiaba a Tokyo
New York, la città che non dorme mai, sta per arricchirsi di un nuovo, straordinario punto di riferimento che promette di emozionare residenti e turisti. Il suo cuore pulsante, l’East River, accoglierà una meraviglia architettonica: una piscina pubblica galleggiante da cui ammirare lo skyline mozzafiato della città.
Si chiama + Pool questa piattaforma innovativa a forma di croce. Non solo un capolavoro architettonico, ma anche un esempio di ingegneria avanzata. Infatti, le sue pareti sono dotate di filtri speciali, progettati per consentire un flusso continuo dell’acqua del fiume attraverso la struttura. Ma c’è di più: mentre l’acqua fluisce, questi rimuovono detriti e microbi, garantendo un ambiente balneabile pulito e sicuro. + Pool rappresenta quindi una fusione perfetta tra design innovativo e funzionalità, offrendo un’esperienza di nuoto unica con vista sullo splendido panorama di Manhattan, tutto in totale sicurezza e rispetto per l’ambiente.
E la cosa più emozionante? Non dovremo aspettare molto per vederla. + Pool verrà installata già quest’estate, con l’obiettivo di aprire le porte al pubblico il prossimo anno, pronta a regalarci momenti di puro relax in un paesaggio senza eguali.
Una piscina da sogno nel cuore di Manhattan
Fonte: +Pool+Pool, New York
New York è un luogo come nessun altro. Tuttavia, a dispetto della sua grandezza e bellezza, in città manca uno spazio dove i suoi abitanti possano immergersi in acque naturali, pulite e sicure. Questa iniziativa audace e visionaria promette di portare un’oasi di serenità acquatica nel cuore pulsante della metropoli, offrendo ai newyorkesi un luogo unico dove nuotare e rinfrescarsi, pur rimanendo immersi nell’energia dinamica che caratterizza questa città.
Il progetto + POOL ha cercato un’area nel fiume per installare una piscina fluttuante unica nel suo genere, progettata per filtrare l’acqua in modo completamente naturale, senza l’uso di prodotti chimici o cloro. È un passo audace e innovativo, che promette di rivoluzionare non solo la Grande Mela, ma anche il nostro rapporto con l’ambiente fluviale urbano.
Un complesso versatile, composto da quattro diverse zone progettate per soddisfare ogni esigenza. La Kid’s pool, pensata per i più piccoli, la Sports pool per i più sportivi, la Lap pool per gli amanti degli allenamenti mirati e la Lounge pool, l’ideale per rilassarsi e godersi il sole in totale tranquillità. Ogni area può essere utilizzata in modo indipendente, offrendo ai nuotatori la libertà di scegliere l’ambiente più adatto alle loro esigenze. Per chi ama la competizione, è anche disponibile una sezione con le dimensioni standard delle piscine olimpiche.
+ POOL, la piscina eco-sostenibile che cambia il volto di New York
Secondo il progetto, questa piscina non sarà solo un luogo di svago e divertimento, ma assumerà un ruolo cruciale anche nella salvaguardia dell’ambiente. Infatti, avrà un duplice obiettivo: da un lato, offrire ai cittadini un luogo unico dove rilassarsi e divertirsi, dall’altro, contribuire attivamente alla pulizia dell’East River.
Grazie a un sistema all’avanguardia, sarà in grado di filtrare e purificare fino a 2,3 milioni di litri di acqua del fiume ogni giorno, trasformandolo in una risorsa vitale per la comunità. Inoltre, l’associazione ha in programma una serie di eventi gratuiti per sensibilizzare i newyorkesi sull’importanza dell’accesso all’acqua pulita e sulla necessità di proteggere le nostre risorse idriche.
Occasioni preziose per imparare e comprendere meglio come ognuno di noi può fare la propria parte, instillando un senso di responsabilità collettiva per comprendere che l’acqua non è solo una risorsa vitale, ma anche un tesoro da proteggere e conservare per le generazioni future.
Poche cose sanno meravigliare come la vista di uno skyline, quel profilo disegnato sul cielo che incanta e lascia senza fiato a ogni ora del giorno e della notte. Alcuni sono inconfondibili e fanno da sfondo a pellicole, cartoline e ricordi, altri sono così celebri che, da soli, meritano un viaggio dall’altra parte del globo. Ne sono un esempio quello di New York e Dubai che tra torri, grattacieli e monumenti iconici popolano da sempre le travel wish list di viaggiatori provenienti da ogni dove.
Questi paesaggi, che delineano in maniera univoca la scena urbana, si sono trasformati con gli anni in vere e proprie attrazioni turistiche che mutano, si evolvono e si arricchiscono con nuovi e inediti edifici che spesso convivono con le scenografie preesistenti che portano la firma di Madre Natura.
Ed è proprio alla scoperta di uno skyline che vogliamo portarvi, un panorama urbano che si è trasformato quest’anno grazie alla presenza di un nuovo grattacielo. Non uno qualunque, ma il secondo edificio più alto del mondo, secondo solo al Burj Khalifa. Il suo nome è Merdeka 118 ed entrando al suo interno, e salendo in cima a bordo di un ascensore che impiega appena un minuto, potrete sfiorare il cielo con un dito e ammirare la città dalle nuvole.
Lo skyline di Kuala Lumpur è cambiato ed è bellissimo
Il nostro viaggio di oggi ci conduce alla scoperta della suggestiva e affascinante capitale della Malesia. Siamo a Kuala Lumpur, nella metropoli che sconvolge e travolge i sensi, che incanta lo sguardo e fa palpitare il cuore. Fondata meno di due secoli fa, questa scalpitante città oggi è un mix di energie e di culture che si incontrano e si fondono, che si manifestano attraverso meraviglie architettoniche contemporanee, edifici dal design unico, ma anche monumenti risalenti all’epoca coloniale, come il meraviglioso Palazzo del sultano.
Il profilo urbano di Kuala Lumpur è uno dei più riconoscibili del mondo. La città, infatti, è dominata dalle Torri Petronas, due grattacieli gemelli collegati tra loro da un ponte sospeso e panoramico: la vista della città, da qui, è davvero mozzafiato.
E se la presenza delle due torri già bastava da sola a rendere lo skyline della capitale della Malesia incredibile, aspettate di scoprire la nuova meraviglia ingegneristica che la città ha visto nascere e concretizzarsi proprio quest’anno. Il suo nome è Merdeka 118, ed è il grattacielo che si è guadagnato un posto sul podio tra gli edifici più alti del mondo, secondo solo al Burj Khalifa di Dubai. Scopriamolo insieme.
118 piani per raggiungere le nuvole
Non è ancora aperto al pubblico, Merdeka 118, eppure è già considerato un’attrazione imperdibile per chi arriva in città. Il grattacielo, completato nel 2023, misura un’altezza di 679 metri. Non è solo il secondo edificio più alto del mondo, ma è anche la costruzione più alta della Malesia e dell’intero sud-est asiatico.
La torre, come il nome stesso suggerisce, si snoda su 118 piani, la maggior parte dei quali ospitano uffici. C’è anche un centro commerciale, dal nome Mall 118, che occupa 7 piani e che presenta un’area dedicata alla ristorazione, gallerie dello shopping e diverse opzioni di intrattenimento. All’interno dell’edificio, inoltre, si preparano all’inaugurazione anche l’hotel Park Hyatt Kuala Lumpur, un ponte di osservazione e un ristorante di lusso.
Sarà possibile varcare le porte di ingresso di Merdeka 118 nel 2024, preparatevi perché l’esperienza sarà davvero unica. Sulla cima della struttura, infatti, verrà inaugurato The View at 118, il ponte panoramico più alto e suggestivo dell’intero Paese. Per raggiungerlo basterà salire a bordo di un ascensore che, in meno di un minuto, condurrà agli ultimi piani della torre. Sarà allora che potrete sfiorare il cielo con un dito e ammirare Kuala Lumpur dalle nuvole.