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I segni degli antichi nel parco di Rio de Janeiro: l’arte segreta di 3.000 anni fa

14 avril 2025 à 11:48

Una straordinaria scoperta archeologica arriva dal Brasile. Nel cuore del Parco Nazionale di Itatiaia – primo parco nazionale brasiliano – , situato nella Serra da Mantiqueira, al confine tra gli stati di Rio de Janeiro e Minas Gerais, sono state rinvenute antichissime pitture rupestri forse risalenti a un periodo compreso tra 2.000 e 3.000 anni fa. Un ritrovamento avvenuto nel 2023 ma reso pubblico solo di recente – in quanto il parco fa parte di un percorso escursionistico – , che apre nuove prospettive sulla presenza e sulle attività umane nella zona. In questo lasso di tempo il parco si è organizzato per tutelare l’area impendendo ai visitatori di accedere al sito.

I primi passi di questa scoperta

I ricercatori del Museo Nazionale, parte dell’Università Federale di Rio de Janeiro, dell’Università Statale di Rio de Janeiro e del Parco Nazionale di Itatiaia hanno formato un gruppo di lavoro per approfondire questa scoperta. L’obiettivo è scoprire i dettagli, come l’età e l’origine, di queste opere rinvenute all’interno di una grotta. Uno dei primi passi intrapresi è stato quello di informare l’Istituto Nazionale del Patrimonio Storico e Artistico (IPHAN) affinché effettuasse la registrazione ufficiale e fornisse indicazioni sulla protezione del sito.

MaDu Gaspar, professoressa del programma di archeologia presso il Museo Nazionale, ha dichiarato all’Agência Brasil che il gruppo sta cercando anche altre tracce della passata presenza umana nella zona intorno al ritrovamento. Ha aggiunto, inoltre, che il team di lavoro, ha già trovato delle prove concrete della presenza di cacciatori nella zona.

Ora la priorità attuale è garantire la conservazione del sito, affermano gli studiosi. Per questo motivo sono state installate telecamere ed è stata condotta una campagna di sensibilizzazione con il personale e la direzione del parco.

Una scoperta avvenuta per caso

La scoperta è stata effettuata da Andrés Conquista, supervisore operativo della zona alta del Parco Nazionale di Itatiaia – parco gestito da Parque Tur, che sovrintende alle visite pubbliche dell’area protetta.

Conquista, durante un’arrampicata nella zona, si è imbattuto in questa grotta. Attratto da un gruppo di circa 15 gigli rossi in fiore, avvicinandosi per fotografarli, si è accorto della presenza di una roccia dalla forma insolita. Incuriosito, si è avvicinato e, dopo essere entrato nella grotta, ha trovato così queste pitture rupestri. Il sito, denominato Sítio Agulhas Negras, si trova a circa 2.350 metri sopra il livello del mare.

Dopo una prima documentazione fotografica e la successiva condivisione con lo staff dell’ICMB, nell’aprile 2024 sono intervenuti archeologi e specialisti in arte antica che hanno analizzato il ritrovamento di queste pitture rupestri.

pittura rupestre scoperta vicino a Rio
Fonte: Museo Nazionale/UFRJ - UERJ
Archeologo in fase di analisi del Sito.

La ricerca è stata autorizzata dal Sistema di autorizzazione e informazione sulla biodiversità (SISBIO) con il titolo “Identificazione, ricerca e gestione dei siti archeologici sull’altopiano del Parco Nazionale Itatiaia, RJ, Brasile“, con il numero 98090-1.

Il professor Gaspar ha osservato che questa scoperta è estremamente significativa in quanto Rio de Janeiro è stata un centro di ricerca fin dall’epoca imperiale ed è considerata la culla dell’archeologia brasiliana.

Sorpresa e stupore hanno però accompagnato questa scoperta in quanto il luogo del ritrovamento è stata comunque una tappa sempre accessibile da tutti poichè non si trova in cima a una vetta frequentata solo da alpinisti professionisti.

Anderson Marques Garcia, professore presso il Dipartimento di Archeologia dell’Università Statale di Rio de Janeiro, ha però sottolineato che fino a questa scoperta, la ricerca archeologica si era concentrata soprattutto sulle aree costiere, mentre l’entroterra era stato spesso trascurato.
Inoltre Garcia ha anche espresso le sue preoccupazione per la conservazione del sito archeologico appena identificato. Essendo di piccole dimensioni bisogna procedere con la massima cura per scoprire importanti indizi:

  • sulla cronologia,
  • sulle persone che un tempo abitavano la zona,
  • sul periodo.

Cosa raffigurano le pitture rupestri

Le pitture, rinvenute nel Sítio Agulhas Negras, sono prevalentemente geometriche, alcune delle quali presentano bicromia – due colori –  che combina tonalità di rosso e giallo-arancio. Sono inoltre presenti elementi grafici zoomorfi, come una figura che ricorda una lucertola vista dall’alto.

Secondo l’archeologo Carlos Gabriel, le caratteristiche di questi pitture rupestri presentano una somiglianza con la Tradizione di São Francisco, le cui testimonianze sono concentrate nel corso medio e inferiore del fiume São Francisco, tra Minas Gerais e Bahia. Se questa relazione  con tale tradizione sarà confermata, i dipinti di Itatiaia rappresenteranno la manifestazione più a sud di questa tradizione in Brasile.

Una nuova prospettiva sulla storia precoloniale di Rio

Questa scoperta cambia in parte la narrazione storica del territorio carioca. Finora, la documentazione archeologica si concentrava soprattutto su siti costieri o su tracce legate all’epoca coloniale portoghese. Oltre al suo valore culturale, il Sítio Agulhas Negras consolida la presenza continuativa dei popoli indigeni in Brasile prima dell’arrivo degli europei. La sua posizione, sull’altopiano di Itatiaia, regione con un clima particolare nel sud-est, suggerisce che nel corso degli anni siano stati abitati paesaggi diversi. Inoltre, le somiglianze con i documenti provenienti da altre parti del Paese indicano una grandissima circolazione di idee e simboli tra i vari popoli amerindi.

Le pitture rupestri sono una delle più antiche espressioni culturali dei popoli e comunicano informazioni sui valori estetici e simbolici delle società che le hanno prodotte. Queste opere venivano realizzate con pigmenti naturali come carbone, argilla, sangue e minerali e raffiguravano scene quotidiane, figure umane, animali e simboli astratti. In Brasile, questa è la prima volta che viene scoperto un reperto di questo tipo nello stato di Rio de Janeiro.

Secondo gli archeologi, è probabile che il sito facesse parte di un sistema di insediamenti distribuiti lungo le montagne e le foreste della zona. Le pitture rappresentano quindi non solo un elemento artistico, ma anche un indizio della cultura, delle credenze e delle abitudini delle popolazioni indigene che abitavano la regione millenni fa.

Cosa succede ora: ricerca e tutela

La direzione del Parco Nazionale di Itatiaia mantiene un contatto costante con gli archeologi e si impegna a preservare l’area, ora ufficialmente chiamata Sito archeologico di Agulhas Negras.
L’area, dove è stata fatta la scoperta è stata transennata per consentire agli specialisti di condurre le loro ricerche e al momento le visite non sono consentite.
Felipe Mendonça, responsabile del Parco Nazionale di Itatiaia, afferma che si attenderà l’avanzamento degli studi per valutare, insieme agli studiosi, la strategia migliore per i tour futuri.

Io sono ancora qui, i luoghi del film brasiliano premio Oscar 2025

3 mars 2025 à 17:01

Rio de Janeiro, con i suoi paesaggi mozzafiato e le sue location iconiche, fa da sfondo al film Io sono ancora qui (titolo originale Ainda Estou Aqui), il film brasiliano che ha vinto il premio Oscar 2025 come miglior film straniero. La città del Brasile, patrimonio mondiale dell’UNESCO, non solo incornicia la storia con la sua bellezza naturale e architettonica, ma invita anche a esplorare i luoghi più importanti presenti nel film. Se poi si pensa che è la prima volta nella storia del cinema che un film brasiliano vince un premio Oscar, l’occasione di esplorare le location è ancora più ghiotta.

Io sono ancora qui è un film biografico drammatico diretto da Walter Salles, scritto da Murilo Hauser e Heitor Lorega e basato sulle memorie di Marcelo Rubens Paiva. Con Fernanda Torres, Selton Mello e Fernanda Montenegro, il film ha avuto la sua anteprima mondiale alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2024, prima di essere distribuito ufficialmente in Brasile a novembre dello stesso anno.

Dove è stato girato

Ambientato sullo sfondo dell’oppressiva dittatura militare brasiliana del 1971, il film racconta l’avvincente storia di una madre che deve affrontare le devastanti conseguenze di un atto di violenza immotivato che capovolge il mondo della sua famiglia. Mentre lotta contro la perdita di sicurezza e normalità, intraprende un viaggio personale di resilienza e trasformazione, costringendosi ad adattarsi a una nuova realtà sotto un regime sempre più brutale. Le riprese si sono svolte a Rio de Janeiro, in Brasile, con scene aggiuntive girate a Londra, in Inghilterra. Ma vediamo meglio alcune location che hanno incorniciato questo film intenso ed emozionante.

Io sono ancora qui
Fonte: Ufficio stampa
Io sono ancora qui

Urca: il rifugio di Rio de Janeiro

Il quartiere di Urca è uno dei più antichi di Rio de Janeiro, dove si trova la casa principale del film, un’ambientazione che fonde fascino e serenità. Con strade alberate, case storiche e una vista mozzafiato sul Pan di Zucchero, Urca evoca un senso di calore che è centrale nella narrazione del film. Qui si può fare una passeggiata lungo la Mureta da Urca, gustarsi una birra fredda e guardare il tramonto in uno dei luoghi più tranquilli della città. E si può visitare anche Praia da Urca, una vera oasi nel cuore della città. Le sue acque calme e la sabbia fine la rendono il luogo perfetto per le famiglie con bambini. Anche Praia Vermelha è una tappa mozzafiato con una sabbia rossa fina, le acque calme e la vista panoramica sul Pan di Zucchero, è il posto dove rilassarsi e godersi la bellezza naturale. La visita a Urca inoltre non è completa senza un giro sulle iconiche funivie del Pan di Zucchero. Questa è una delle attrazioni più famose di Rio e offre una vista panoramica a 360 gradi della città brasiliana.

Spiagge di Leblon e Ipanema

Anche le spiagge di Leblon e Ipanema sono al centro della scena nel film Io sono ancora qui. Il vivace lungomare ti invita a una passeggiata tranquilla, con una sosta per bere acqua di cocco o per guardare i surfisti in azione. Il tramonto al Posto 12 a Leblon è un must, mentre Pedra do Arpoador a Ipanema offre una delle viste più famose di Rio, con la collina Dois Irmãos che incornicia l’orizzonte.

Il giardino botanico: un’oasi di pace e natura

Il quartiere Jardim Botânico è dove la famiglia di Rubens Paiva sognava di costruire una casa ed è dove si trova l’iconico Giardino Botanico di Rio de Janeiro. I viali fiancheggiati da palme colpiscono subito all’ingresso, e il parco è un’oasi di tranquillità e ospita decine di specie vegetali e uccelli che cantano durante tutto il giorno. Prendersi il tempo per una passeggiata rilassante, respirare aria fresca, entrare in contatto con la natura e rilassarsi all’ombra degli alberi non ha prezzo. Per chi ha più tempo si consiglia di fare una passeggiata al Parque Lage, proprio accanto al Giardino Botanico. Qui c’è l’iconica villa del XIX secolo con una grande piscina nel cortile e una vista sul Cristo Redentore.

Giardino botanico Rio de Janeiro
Fonte: iStock
Il Giardino botanico di Rio de Janeiro

Il centro di Rio: storia e tradizione

Nel cuore del centro di Rio de Janeiro, la Confeitaria Manon è una delle location più affascinanti del film di Salles. Fondata nel 1942, incanta con il suo arredamento art déco e le sue prelibatezze. Se si capita in zona, si può visitare lo straordinario Museo del domani, una vera opera d’arte nella zona del porto, e passare per l’iconica Scalinata di Selarón.

Non si può parlare di Rio senza menzionare lo stile di vita carioca. Conosciuta in tutto il mondo per le sue splendide spiagge, i parchi, i monumenti, la ricca cultura e la vivace vita urbana, la Città Meravigliosa offre esperienze uniche. Visitare Rio garantisce la scoperta di spiagge paradisiache e la possibilità di godersi uno dei tramonti più belli del mondo. Anche il Cristo Redentore, una delle sette meraviglie del mondo moderno, è una tappa obbligata. E che dire della natura? È ovunque in città, con spazi come la foresta di Tijuca, la più grande foresta urbana del mondo. Provare le attività all’aperto a contatto con la natura, come escursioni, ciclismo, beach volley, immersioni e, naturalmente, il famoso parapendio o deltaplano su Pedra da Gávea è da provare. E ci sono molti circoli di samba in tutta la città, compresi i vivaci quartieri di Lapa e Santa Teresa. Per completare l’esperienza, potete dare un’occhiata ai preparativi dietro le quinte per le iconiche sfilate del Carnevale di Rio.

Leblon spiaggia
Fonte: iStock
La spiaggia di Leblon in Brasile

In ben 11 quartieri sono state adattate ambientazioni reali del film per viaggiare indietro nel tempo. È interessante notare che la Confeitaria Manon, aperta nel centro della città nel 1942, ha dovuto essere adattata per assomigliare a Chaika, uno snack bar di Ipanema che ha aperto solo nel 1962, per ospitare la famiglia per un allegro ritrovo attorno al tavolo. A Leblon, è stata ricreata la Livraria Argumento e il tratto di spiaggia di fronte ad Avenida Delfim Moreira, che era il parco giochi della famiglia, ha ricevuto un tocco d’epoca.

Le strade di Glória e del centro, insieme al Centro Cultural Light, hanno fornito lo sfondo per le scene in cui i personaggi appaiono nel traffico o in banca. In Túnel Rebouças è stata girata una scena in cui i personaggi vengono fermati e perquisiti dalla polizia, mentre le vecchie strutture dell’Instituto Municipal Nise da Silveira, a Engenho de Dentro, ospitavano il DOI-Codi, il luogo in cui avvenne la prigionia di Eunice e la tortura di coloro che erano stati perseguitati come Rubens Paiva. Chi conosce il tradizionale Colégio Sion di Laranjeiras lo riconoscerà in un’altra scena. Questa storia è anche una storia di Rio, questa città bellissima e complessa che racchiude così tante idiosincrasie. Possiamo solo immaginare quanto profonda e brutale sia stata la perdita di Rubens per la famiglia Paiva, che ha dovuto affrontare anche il dolore di lasciare Rio.

Le canzoni di Sanremo 2025, un viaggio da Roma a Las Vegas

15 février 2025 à 07:30

Sanremo 2025 non è solo un festival della musica, ma sembra essere anche un viaggio tra città, emozioni e culture diverse, che si intrecciano attraverso le canzoni degli artisti in gara e le loro parole. Dalle vibrazioni tropicali di Rio de Janeiro ai colori vivaci di Las Vegas, passando per le strade di Roma e le atmosfere mediterranee di Mykonos, ogni canzone quest’anno racconta una storia unica che ci porta lontano, senza muoverci da casa (senza contare il fatto che artisti come Serena Brancale e Rocco Hunt ci portano a Napoli con il dialetto dei loro brani).

Scopriamo in questo articolo quali sono i luoghi che hanno ispirato alcuni dei brani in concorso in questa edizione di Sanremo 2025, in un viaggio musicale che attraversa l’Italia e il mondo.

Rio de Janeiro in “Chiamo io chiami tu” di Gaia

Rio de Janeiro, con la sua energia vibrante e i panorami belli da togliere il fiato, da ammirare dalla cima del Corcovado, è la città che fa da sfondo alla canzone di Gaia che canta “tra le onde alte di Rio“. In questa traccia, l’artista ci porta nel cuore del Brasile, dove il ritmo samba e il calore del sole si mescolano alle emozioni più intime, componendo un pezzo dal sound latino e al tempo stesso malinconico.

D’altronde, Rio de Janeiro porta con sé un po’ di saudade, quell’emozione tipica dell’idioma portoghese che unisce la tristezza e la malinconia alla bellezza inquieta.

Las Vegas in “Incoscienti giovani” di Achille Lauro

Las Vegas, la città che non dorme mai, è insieme a Roma citata nel nuovo brano di Achille Lauro, quando il cantante dice “Siamo a Las Vegas sotto un Led” e non a caso della città statunitense vengono ricordate le sfavillanti luci. D’altronde, Las Vegas è la città dei sogni proibiti, ma al tempo stesso della sfrenatezza, della libertà, delle passioni, quelle che Lauro sembra voler vivere senza più pensieri e problemi insieme all’amore di cui canta in “Incoscienti giovani”.

Veduta aerea della città di Las Vegas, in Nevada, di notte, con le principali attrazioni ed hotel illuminati
Fonte: iStock
Veduta aerea della città di Las Vegas, la città che non dorme mai

Roma nei brani di Tony Effe, Lauro, The Kolors e Corsi

Roma, la Capitale eterna, è il cuore e la Musa di diverse canzoni che raccontano l’anima della città da angolazioni molteplici in questo Sanremo 2025. Senza nascondere l’accento romano, il rapper Tony Effe in “Damme ‘na mano” cita la Capitale in questi versi “Come la nostra storia, ogni notte è per sempre nelle strade di Roma“, mentre Achille Lauro la evoca con l’immagine di Villa Borghese nel testo e con la Fontana di Trevi nel videoclip della sua canzone che ha il focus anche sulle zone della periferia romana.

Porta Portese, Roma
Fonte: iStock
La facciata di Porta Portese a Roma

I The Kolors, invece, con il loro sound fresco e moderno, immaginano di prendere un aereo “da Roma a Portorico”, cercando una via di fuga verso paesaggi più esotici e paradisi marini. E infine, la canzone di Lucio Corsi “Volevo essere un duro” fa un piccolo accenno a Porta Portese, uno dei simboli più famosi della città di Roma.

Mykonos e Portorico in “Tu con chi fai l’amore” dei The Kolors

I The Kolors, con la loro musica che attraversa le terre del mondo (e testi che spesso parlano di isole e città internazionali), ci portano nella canzone in gara a Sanremo 2025 in due luoghi splendidi: Mykonos e Portorico. Mykonos, con le sue strade bianche e il mare paradisiaco, è la meta perfetta per chi cerca una fuga estiva, dove il tempo sembra fermarsi tra una festa e l’altra. Porto Rico, invece, è un angolo di Eden caraibico, dove il ritmo del reggaeton (ce la ricordiamo il videoclip di Despacito, vero?) si mescola con la brezza del mare, creando un’atmosfera di pura libertà. La canzone dei The Kolors, infatti, ci invita a vivere senza confini, a immergerci nelle atmosfere di questi luoghi magici e a ballare fino all’alba.

Portorico
Fonte: iStock
Panorama di una Portorico soleggiata

Barcellona in “Anema e Core” di Serena Brancale

Barcellona, la città che unisce arte, cultura e vitalità e naturalmente una spettacolare scena enogastronomica, è citata nella canzone di Serena Brancale in gara a Sanremo 2025 parlando de “la Rambla”. La Rambla è infatti una delle strade più famose della città spagnola, nonché una lunga e vivace passeggiata che si estende per circa 1,2 chilometri e collega Plaça de Catalunya nel centro della città fino al Porto di Barcellona. La Rambla è soprattutto nota per la sua atmosfera frizzante e per essere un punto di incontro tra turisti e locals: qui è possibile scoprire lo street food locale nel Mercato Coperto, oltre che addentrarsi nella movida spagnola nei vari locali della strada.

Bologna e la sua stazione in “Volevo essere un duro” di Lucio Corsi 

Bologna è citata nella nuova canzone di Lucio Corsi a Sanremo 2025 nei versi “uno spaccino in fuga da un cane lupo alla stazione di Bolo“. La stazione ferroviaria di Bologna, infatti, è una delle principali in Italia e tra le più affollate. E poi, Bologna, fa innamorare tutti, anche chi non ci è nato, con le sue strade antiche e porticate, le torri medievali, la cucina ricca e autentica, il suo brio e il calore dei cittadini.

La canzone di Lucio Corsi, invece, è un brano che racconta della voglia di un ragazzo di sentirsi più forte, coraggioso e audace, ma che si rende conto che alla fine ognuno di noi non è semplicemente altro che se stesso.

Carnevale di Rio de Janeiro 2025: le cose da sapere sullo show più bello del mondo

Par : elenausai10
23 janvier 2025 à 11:33

Il Carnevale di Rio de Janeiro è uno degli spettacoli più belli al mondo e chiunque sogna di potervi partecipare almeno una volta nella vita. C’è adrenalina nell’aria, divertimento, aspettativa: il pubblico, composto da un alto numero di spettatori che hanno acquistato il biglietto anche un anno prima, attendono in fermento l’inizio dell’evento dove ogni parte della sfilata è un turbinio di colori, musica e movimenti coinvolgenti.

Dentro il Carnevale di Rio c’è tutto lo spirito del Brasile, le tradizioni di un popolo che hanno trovato una nuova espressione dopo periodi difficili, tra schiavitù e colonialismo, diventando parte integrante dell’identità culturale del Paese. Il Carnevale non è solo un festival, ma anche una vera e propria competizione tra le oltre 200 scuole di samba che si contendono il titolo di campione.

Il tutto durante la parata al Sambodromo, una struttura imponente costruita appositamente per ospitare questo grandioso evento del quale vi racconteremo ogni dettaglio, e tra le strade della città.

Storia del Carnevale a Rio de Janeiro

Per conoscere la storia del Carnevale di Rio dobbiamo tornare indietro alla prima metà del 1700, quando gli immigrati portoghesi provenienti dalle Azzorre, da Madeira e da Capo Verde portarono il festival di Entrudo (che significa Carnevale) sulle strade del Brasile. Se inizialmente i partecipanti si lanciavano l’un sull’altro farina, secchi d’acqua, fango, sabbia e cibo, ben presto si trasformò in una manifestazione più organizzata, soprattutto grazie alla partecipazione degli aristocratici che si unirono ai festeggiamenti introducendo l’uso di maschere, costumi elaborati e musica.

Ben presto si passò dai balli in maschera tipicamente europei alle sfilate in strada con carri trainati da cavalli e bande militari, fino alla partecipazione delle classi lavoratrici che si appropriarono del festival per esprimere il loro desiderio di libertà e il loro disappunto nei confronti del governo. Un dettaglio interessante da sottolineare è che, per tutto questo tempo, la musica principale non era la samba, ma la polka e il valzer.

Per l’introduzione della samba, oggi protagonista principale del Carnevale a Rio, bisognerà aspettare il 1917 quando i popoli africani arrivati sulle coste del Brasile durante la tratta degli schiavi diedero vita a una nuova comunità afro-brasiliana. Dal ritmo contagioso, questo genere musicale entrò a far parte dell’identità stessa del Paese: artisti, compositori e ballerini si unirono per formare associazioni e scuole, le stesse che vedrete esibirsi al Sambodromo, la struttura costruita nel 1984 per ospitare le scuole e i visitatori e che sancì definitivamente il successo del Carnevale come spettacolo più bello del mondo.

Carnevale Rio
Fonte: iStock
Scuola di samba si esibisce al Sambodromo durante il Carnevale

Date del Carnevale a Rio 2025

Il Carnevale di Rio comincia il 28 febbraio e termina l’8 marzo. La scelta delle date coincide con l’origine religiosa dell’evento che prevede di festeggiare fino al Mercoledì delle Ceneri, giorno d’inizio della Quaresima, caratterizzata dall’astinenza dai piaceri mondani e dal digiuno per i cristiani di tutto il mondo.

Al Sambodromo, le esibizioni si suddividono in tre slot: il 28 febbraio e il 1 marzo si esibiscono i primi gruppi, il 2, 3 e 4 marzo i gruppi speciali e l’8 marzo i campioni.

Eventi 2025 del Carnevale di Rio de Janeiro

Il Carnevale in Brasile organizzato a Rio de Janeiro fa sognare a occhi aperti milioni di persone con le sue atmosfere allegre e colorate. Gli eventi organizzati sono tanti, dalla famosa competizione del Sambodromo ai blocos, le feste organizzate nei diversi quartieri della città.

La parata delle scuole di samba al Sambodromo

L’epicentro del Carnevale di Rio è il Sambodromo, lo stadio progettato dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer e completato nel 1984, che può ospitare fino a 100.000 persone. Durante le grandi sfilate, è questo il luogo ideale dove ammirare dalla tribuna i carri, gli artisti e farsi trasportare dalle coinvolgenti percussioni suonate dai musicisti che accompagnano le scuole di samba.

Seppur non sia il modo più economico per fare esperienza del Carnevale in Brasile, ne vale veramente la pena. Qui vedrete le elaborate performance, con ballerini, musica e giganteschi carri allegorici, preparate dalle scuola di samba durante l’anno precedente. L’obiettivo della sfilata è offrire alle scuole l’opportunità di dimostrare tutto il loro talento.

Per farlo devono scegliere un tema per il Carnevale e comporre una canzone che ne rifletta magnificamente il significato. Il tema verrà poi espresso principalmente attraverso la danza e la musica.

I blocos, party per le strade di Rio

I blocos rappresentano lo spirito della città e possono svolgersi letteralmente dovunque, interpretando qualsiasi ritmo musicale attraverso la samba, dal rock al funk, fino al jazz. Sono vere e proprie feste di strada gratuite, oltre che uno spazio di grande creatività, dove la musica viene suonata sia con strumenti che attraverso gli altoparlanti.

Tenete a mente una cosa: partecipare a tutti i blocos è praticamente impossibile! Ci sono oltre 453 blocos al Carnevale di Rio de Janeiro, elencati per comodità nel sito ufficiale del Carnevale, che potete sfogliare per scegliere i vostri preferiti. Tra i più belli citiamo il Bloco das Carmelitas, il Corda da Bola Preta, il Bloco do Sargento Pimenta, noto anche come Beatles Bloco, dove le persone si vestono e si comportano come in “All You Need Is Love”.

Benché ogni quartiere vanti un proprio bloco, le due località più popolari sono Ipanema e Copacabana, famosa per la sua spiaggia leggendaria. I blocos sono una parte fondamentale del Carnevale a Rio perché rappresentano uno spazio in grado di riunire persone di ogni genere, nazionalità e classe in modo davvero magico.

Blocos Carnevale Rio
Fonte: iStock
Blocos al Carnevale di Rio

Il ballo esclusivo al Copacabana Palace Ball

Se i blocos sono gratuiti e inclusivi, il Copa Ball, al contrario, è il party più esclusivo del Carnevale. Quello organizzato al Copacabana Palace Hotel, oggi Belmond Copacabana, è il ballo più glamour e famoso di Rio, dove la lista degli invitati comprende politici, mondani e musicisti che prima di entrare percorrono il tappeto rosso davanti a una folla di paparazzi e gente del posto.

Ogni anno, l’hotel viene decorato con un tema diverso che rappresenta quello principale del carnevale. Tra abiti e costumi lussuosi e i design dei saloni dell’hotel, l’atmosfera diventa davvero magica e surreale. Quest’anno, il Copa Ball si terrà il 1 marzo e, per parteciparvi, non è necessario un invito formale, ma l’acquisto di un biglietto dove il più economico costa ben 998 dollari.

Chi riesce a parteciparvi, inoltre, deve seguire un dress code ben preciso dove la parola chiave principale è lusso: gli uomini devono indossare esclusivamente abiti formali con cravatta nera, mentre le donne possono indossare un abito da gala.

Biglietti del Carnevale a Rio

Una cosa è certa: i biglietti per il Carnevale di Rio vanno letteralmente a ruba e molti li acquistano con mesi e mesi di anticipo. Tuttavia, sul sito ufficiale, dove è consigliato acquistarli, si possono trovare dei biglietti anche un mese prima, seppur quelli più economici rischiano di essere sold out.

I prezzi dei biglietti variano in base alla tribuna scelta e alle esibizioni. Ci sono cinque opzioni, Grandstands, Allocated Chairs, Front Box, Covered Box e Folia Tropical. Queste sono le differenze principali:

  • Grandstands: questo è il pacchetto di biglietti più economico per il Sambodromo perché prevede posti a sedere sulle tribune non numerati né assegnati, a eccezione del Settore 9, il Settore delle Stelle, che offre maggiore comfort e spazio e costa di più. I prezzi variano tra i 120 e i 500 dollari;
  • Allocated Chairs: questi sono i posti a sedere assegnati, disponibili solo nel Settore 12 dello Sambodromo. Il settore è organizzato come un teatro all’aperto con file di sedie rivolte verso la sfilata. I prezzi variano tra i 130 e i 164 dollari;
  • Front Box: questa è considerata la posizione migliore dalla quale assistere alla parata perché situata a livello del suolo, vicino alla pista, in quattro file di palchi da A a D, con una capacità di sei persone per ogni palco. Offrono un’esperienza meno affollata e il Settore 9 è raccomandato per la sua migliore struttura e la vicinanza agli accessi per il trasferimento. I prezzi variano tra i 604 e i 1194 dollari;
  • Covered Box: queste sono le cabine coperte che offrono una vista privilegiata e garantiscono il massimo comfort, dal divano a U con sedute imbottite alle prese elettriche per ricaricare il cellulare. I prezzi variano tra i 404 ai 1084 dollari;
  • Folia Tropical: Folia è ideale per le persone che amano festeggiare e vogliono godersi la sfilata divertendosi allo stesso tempo. Offre open bar, buffet, DJ, spettacoli e trasferimenti andata e ritorno allo Sambodromo da Leblon e Barra da Tijuca. Con una capacità di 800 persone, i biglietti costano 714 dollari.

Come raggiungere il Carnevale di Rio de Janeiro

Si può raggiungere Rio de Janeiro dai principali aeroporti italiani: da Roma, per esempio, è possibile volare con ITA Airways acquistando un biglietto di 700-800 euro andata e ritorno, da Milano, invece, i biglietti costano tra i 700 e i 1300 euro in base al numero degli scali.

Una volta arrivati a Rio, se avete acquistato i biglietti per il Sambodromo, potete raggiungere l’arena in diversi modi: con i taxi autorizzati, che vi accompagneranno al settore di riferimento, con i transfer privati, o con la metropolitana. In alcuni biglietti è inclusa anche la corsa in metropolitana.

Ambiente, Lombardia propone struttura tecnica di supporto per Agenda 2030

28 juin 2024 à 18:10

“Oggi lanciamo un messaggio di svolta. Nel rispetto delle differenze territoriali, le Regioni si pongono a livello internazionale l’obiettivo di avere un modello di riferimento per lo sviluppo sostenibile e soprattutto di avere una struttura tecnica di supporto univoca per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030. Questo percorso nasce su iniziativa della Regione Lombardia“. Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione intervenendo a Rio De Janeiro all’assemblea di Regions4, il network internazionale delle Regioni sui temi ambientali.

 Progetto per creare modello regionale di governance su Agenda 2030

L’obiettivo del progetto è creare un quadro di riferimento su governance e capacità istituzionale per i governi subnazionali. Sarà poi possibile avviare un servizio di assistenza tecnica con il supporto di UN-Habitat, agenzia delle Nazioni Unite. I vantaggi per le regioni sono molteplici: avranno a disposizione un modello di riferimento chiaro e condiviso a livello internazionale su come realizzare l’Agenda 2030 sul territorio; scopriranno nuovi strumenti e iniziative utili per governare in modo più efficace e trasparente; avranno accesso a opportunità di finanziamento agevolate e potranno ottenere un miglior rating finanziario; potranno valutare i propri progressi in relazione a regioni simili anche in altri Paesi; potranno disporre del supporto tecnico fornito da Regions4, UN Habitat e dagli altri eventuali partner del progetto.

Assessore Maione: vogliamo dare concretezza ai protocolli internazionali

Questa rete è sviluppata in partnership con il Programma delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Umani (UN-Habitat). Il focus è lanciare un progetto per supportare i governi subnazionali nel raggiungimento degli obiettivi di Agenda 2030. “Attraverso questo percorso – ha concluso Maione – vogliamo dare concretezza ai protocolli siglati nei contesti internazionali è questa la visione della Lombardia”.

Rafforzare la leadership dei governi subnazionali

“Sarà rafforzata la leadership politica dei governi subnazionali nel loro contesto nazionale e in quello globale – ha sottolineato Fabrizio Piccarolo, direttore della Fondazione Lombardia per l’Ambiente – la Cop 28 di Dubai dello scorso anno ha riconosciuto per la prima volta il ruolo delle Regioni nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale. La Lombardia si è subito attivata con idee e con il supporto tecnico della Fondazione Lombardia per l’Ambiente”.

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