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L’assessore Bertolaso visita gli Hospice di Mariano Comense e Como

9 octobre 2025 à 13:35

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha visitato mercoledì 9 ottobre i due Hospice gestiti da Asst Lariana, a Mariano Comense e a Como, due realtà che rappresentano un modello di collaborazione tra sistema sanitario e volontariato.

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha visitato l'Hospice gestito da Asst Lariana a Mariano Comense

A Mariano Comense inaugurato il Centro Diurno

A Mariano Comense, al Felice Villa, è stato inaugurato il Centro Diurno sperimentale collegato all’Hospice. L’iniziativa, sviluppata in coprogettazione con le associazioni Il Mantello e Vidas, offre ai pazienti uno spazio accogliente e multidisciplinare con attività sanitarie, psicologiche, sociali e ricreative come musicoterapia, arteterapia e pet-therapy.
Il progetto, denominato ‘Come Casa’, nasce per favorire la socializzazione e migliorare la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie, grazie alla collaborazione tra personale sanitario e volontari.

A Como donato un impianto fotovoltaico

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha visitato l'Hospice gestito da Asst Lariana a Como

A Como, all’Hospice San Martino, l’assessore ha partecipato alla presentazione della donazione di un impianto fotovoltaico del valore di 100.000 euro, realizzato dall’associazione Accanto ODV. L’impianto, da 43 kW, consente una riduzione annuale di circa 25 tonnellate di anidride carbonica, contribuendo all’efficienza energetica e alla sostenibilità della struttura. 
L’Hospice San Martino, che dispone di 10 posti letto, è gestito da Asst Lariana dal luglio 2024.

“La solitudine – ha commentato l’assessore Guido Bertolaso – è un nemico ed è una difficoltà sempre più crescente. Massima attenzione quindi, riconoscenza e gratitudine a chi ci aiuta ad affrontarla. Le due strutture che ho visitato oggi rispondono a questa problematica con grande professionalità e umanità. A tutto ciò si unisce un’attenzione importante verso l’innovazione che a Mariano Comense ho visto concretizzarsi a livello organizzativo e a Como nella tecnologia attenta anche all’ambiente.

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Demenza donne, all’IRCCS San Donato primo centro prevenzione in Europa

1 octobre 2025 à 16:52

Evidenze scientifiche della letteratura epidemiologica più recente hanno dimostrato che circa il 45% delle demenze è prevenibile, intervenendo su almeno 14 fattori di rischio modificabili, che potrebbero agire in modo diverso nelle donne rispetto agli uomini. Il progetto 3D propone, pertanto, un percorso dedicato, multidisciplinare e integrato, che include la valutazione dei principali fattori di rischio nelle donne tra cui: predisposizione genetica, disturbi dell’umore, deficit visivi e uditivi, dislipidemia, alterazioni ormonali peri-menopausali, osteopenia ed osteoporosi, disturbi del sonno, patologie parodontali, fattori di rischio cardiovascolari e alimentazione. In base al risultato della visita neurologica e degli eventuali esami di approfondimento, sono proposte, anche grazie a metodiche di intelligenza artificiale, strategie preventive personalizzate e percorsi di follow-up nel tempo per monitorare e preservare il più possibile il benessere del cervello delle nostre pazienti.

Il nuovo servizio d’eccellenza afferisce all’Unità Operativa di Neurologia e Stroke Unit dell’IRCCS Policlinico San Donato (Milano), diretta dalla professoressa Maria Salsone, associata di Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, con il dottor Federico Emanuele Pozzi come referente.

Focus sulla medicina di genere

Grazie al suo focus sulla medicina di genere, il nuovo servizio rappresenta un passo innovativo nella prevenzione della demenza, unendo l’esperienza clinica e di ricerca dell’IRCCS Policlinico San Donato alla collaborazione con i principali centri europei di neurologia cognitiva.

«Aprire un centro per la prevenzione delle demenze è fondamentale – spiega il dottor Emanuele Pozzi – perché oggi la maggior parte delle persone arriva ai Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) quando la malattia è già conclamata, e le terapie disponibili sono prevalentemente sintomatiche. Negli ultimi anni, la neurologia punta invece a intercettare le fasi più precoci, come il disturbo soggettivo di memoria (SCD), ancora sotto-diagnosticato seppure colpisca centinaia di milioni di persone nel mondo. Si stima, infatti, che fino al 25% dei soggetti sopra i 60 anni possa essere inquadrato come SCD».

Il 70% dei casi di demenza colpisce il sesso femminile

«Concentrarsi sulle donne è essenziale, dato che circa il 70% dei casi di demenza colpisce il sesso femminile, configurando il genere come il secondo fattore di rischio per demenza dopo l’età. E il rischio aumenta nel periodo post-menopausale, dove di fatto viene diagnosticato circa il 60% dei casi, probabilmente per la combinazione di transizione ormonale e predisposizione genetica. Inoltre, donne e uomini presentano forme di malattia diverse: le donne tendono a progredire più rapidamente verso stadi conclamati e manifestano alterazioni visuospaziali, mentre negli uomini prevalgono i deficit di memoria. Intervenire precocemente e con attenzione alle specificità di genere permette una prevenzione più mirata ed efficace», chiude la professoressa Salsone, ponendo l’accento sull’unicità del nuovo centro dell’IRCCS Policlinico San Donato nella neurologia di genere in Europa.

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Cammino delle Terre Mutate: viaggio a piedi nei borghi rinati dopo il sisma

Par : cdelgiudice
23 avril 2025 à 16:19

Il Cammino delle Terre Mutate è molto più di un percorso escursionistico. È un viaggio nella memoria collettiva e nella resilienza delle comunità appenniniche, tra le ferite lasciate dai terremoti e la forza di chi ha scelto di restare. Si cammina in luoghi segnati dal sisma, ma anche profondamente vivi, dove il paesaggio, la cultura e le persone raccontano ogni giorno una storia di ricostruzione, dignità e speranza.

Il cammino collega Fabriano (Marche) a L’Aquila (Abruzzo), attraversando l’Appennino umbro-marchigiano e abruzzese, passando per borghi antichi, vallate silenziose, parchi naturali e città-simbolo come Norcia, Castelluccio, Amatrice. Sono circa 250 km suddivisi in 14 tappe, pensati per essere affrontati con zaino in spalla, passo costante e occhi aperti. È un cammino lineare, ben segnalato, che unisce l’anima dell’escursionismo con quella del pellegrinaggio civile.

Le tappe del Cammino delle Terre Mutate

Il Cammino delle Terre Mutate si snoda per oltre 250 chilometri attraverso quattro regioni – Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo – collegate da un filo comune: quello della rinascita dopo il sisma. Questo itinerario a piedi collega tra loro i territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016, accompagnando il camminatore in un viaggio che è allo stesso tempo paesaggistico, umano e simbolico. Ogni tappa rappresenta un incontro con una comunità che ha scelto di restare, di ricostruire, di riscoprire il senso di appartenenza alla propria terra.

Il percorso è suddiviso in diverse giornate di cammino, ciascuna con una propria identità, fatta di borghi arroccati, vallate silenziose, sentieri tra boschi, campi coltivati e panorami che si aprono su alcune delle montagne più belle dell’Appennino centrale. Le tappe sono pensate per essere affrontate con passo regolare e senza fretta, lasciando spazio all’ascolto, all’osservazione e all’incontro. In questa sezione troverai la descrizione di ogni singola tappa: distanze, dislivelli, punti di interesse, caratteristiche del territorio e informazioni utili per orientarti lungo il cammino.

Tappa 1: Fabriano – Campodonico

(17 km, 550 m D+, 5h)

Il cammino prende il via da Fabriano, città dal passato ricco di artigianato e manifattura, conosciuta in tutto il mondo per la produzione della carta. Dopo pochi chilometri, ci si lascia alle spalle la vita urbana e si comincia a camminare tra strade bianche, campi coltivati e profili collinari che si fanno via via più silenziosi.

Il dislivello è ben distribuito e non presenta grandi difficoltà, ma offre l’occasione per prendere familiarità con lo zaino e con il proprio passo. L’arrivo a Campodonico, una piccola frazione immersa nel verde e nel silenzio, è una ricompensa dolce e discreta: ci si sente già altrove, eppure si è appena all’inizio.

Tappa 2: Campodonico – Cerreto d’Esi

(16 km, 300 m D+, 4h30m)

Questa è una tappa che invita a rallentare e a guardarsi intorno. Il sentiero prosegue attraverso paesaggi agricoli, filari ordinati e colline morbide, dove ogni svolta regala una nuova prospettiva sulla campagna marchigiana. Si cammina su un terreno facile e ben segnato, tra silenzi ampi e colori che cambiano con le stagioni.

Cerreto d’Esi, all’arrivo, accoglie con semplicità e con quella calma tipica dei paesi dove il cammino della vita segue ritmi più lenti.

Tappa 3: Cerreto d’Esi – Matelica

(14 km, 250 m D+, 4h)

Una tappa breve e piacevole, ideale per lasciarsi cullare dal paesaggio e farsi sorprendere da ciò che sembra familiare. Il percorso si snoda tra sentieri pianeggianti, stradine di campagna e distese di grano che ondeggiano al vento, in un’atmosfera che sa di armonia.

Non ci sono salite impegnative né difficoltà tecniche, e proprio per questo la giornata si presta ad allungare lo sguardo, ad alzare la testa e a lasciarsi ispirare. Matelica si fa trovare pronta: una cittadina vivace, ricca di storia e cultura, che offre tutto il necessario per rigenerarsi. Un pomeriggio qui, tra un bicchiere di Verdicchio e una passeggiata nel centro, ha il potere di ricaricare corpo e pensieri.

Tappa 4: Matelica – Camerino

(18 km, 600 m D+, 6h)

La giornata comincia con passo regolare, ma ben presto si avverte un cambio di tono: il dislivello cresce gradualmente e accompagna il camminatore in un paesaggio che si fa via via più ampio e silenzioso. Si sale tra campi coltivati, tratti boscosi e crinali aperti che offrono scorci ampi sull’Appennino umbro-marchigiano.

Il percorso è vario, ben segnalato, e nonostante la lunghezza si lascia affrontare con piacere. Camerino, città universitaria colpita duramente dal terremoto, si raggiunge dopo una lunga ma gratificante salita. L’arrivo è denso di significato: si entra in un luogo che porta ancora le cicatrici, ma anche la vitalità di una comunità che ha scelto di resistere con determinazione.

Tappa 5: Camerino – Fiastra

(20 km, 650 m D+, 6h30m)

Questa è una delle tappe che segna l’ingresso nel cuore più verde e montano del cammino. Il paesaggio si alza, si restringe e poi si riapre, alternando boschi profondi, sentieri di mezza costa e lunghi silenzi, quelli che fanno bene all’anima. Il percorso è più esigente rispetto ai giorni precedenti, ma regala una sensazione di immersione totale nella natura, con lunghi tratti in cui si cammina senza incontrare nessuno.

Quando finalmente si scorge il lago di Fiastra, il contrasto tra acqua e montagna crea un effetto quasi cinematografico. L’arrivo sulle sue sponde è una vera pausa visiva e mentale, un momento per respirare profondamente e lasciarsi cullare dalla quiete.

Tappa 6: Fiastra – Ussita

(16 km, 700 m D+, 5h30m)

Si parte costeggiando le acque del lago, con una luce che, nelle prime ore del mattino, trasforma ogni riflesso in poesia. Ma è una tappa che richiede attenzione: la salita si fa sentire, i sentieri si fanno più stretti, e alcuni tratti possono risultare faticosi, specie con il caldo o dopo piogge recenti.

Si entra sempre più dentro ai Monti Sibillini, tra panorami vasti e silenzi assoluti, dove il solo rumore è quello dei propri passi. L’arrivo a Ussita, uno dei luoghi simbolo del sisma del 2016, è carico di emozione: il borgo porta ancora addosso le ferite, ma anche una voglia di rinascere palpabile. Camminare fin qui non è solo turismo lento, è una forma di solidarietà concreta.

Tappa 7: Ussita – Castelluccio di Norcia

(18 km, 850 m D+, 6h30m)

È una delle giornate più attese, e non delude. Il cammino si arrampica tra i versanti del monte Bove, regalando scorci spettacolari e tratti dove il cielo sembra più vicino. È una tappa fisicamente impegnativa, ma ogni metro guadagnato aggiunge un tassello alla bellezza che esplode poco prima dell’arrivo: l’altopiano di Castelluccio di Norcia, immenso, irreale, avvolto dal vento e dalla luce.

In primavera e inizio estate, la fioritura delle lenticchie trasforma il paesaggio in un mosaico vivente, ma anche nei mesi più quieti, l’altopiano conserva una magia che difficilmente si dimentica. Il borgo, ancora segnato dal sisma, accoglie con semplicità e dignità: si respira aria d’alta quota, ma anche un senso profondo di comunità.

Tappa 8: Castelluccio di Norcia – Norcia

(18 km, 250 m D+, 5h)

Dopo l’intensità del giorno precedente, questa tappa offre un cambio di ritmo. Si lascia lentamente l’altopiano, camminando tra strade bianche e sentieri in discesa che seguono il profilo del Pian Grande, con la montagna alle spalle e la valle che si apre davanti. È una giornata da respirare a pieni polmoni, dove il paesaggio invita a rallentare e ad ascoltare.

Il fondo è facile, il passo si fa regolare. L’arrivo a Norcia, città natale di San Benedetto, segna un nuovo punto centrale nel cammino. La città, ancora in ricostruzione, trasmette una spiritualità silenziosa e una forza che non si ostenta, ma si sente. Vale la pena fermarsi qualche ora in più per visitarla, ascoltare, mangiare bene e riposare davvero.

Tappa 9: Norcia – Campi Alto

(17 km, 400 m D+, 5h)

Si riparte da Norcia lasciandosi alle spalle le sue mura e la sua memoria, per risalire lungo una valle stretta, accompagnati dal suono dell’acqua e dal verde che si fa sempre più fitto. La tappa si svolge quasi interamente su sentieri sterrati e strade secondarie, tra boschi e piccoli nuclei abitati.

Il dislivello è dolce ma continuo, con tratti in salita che richiedono costanza, senza mai essere tecnici. Campi Alto è poco più di una manciata di case, un punto fermo nel silenzio dell’Appennino. Qui ci si sente lontani da tutto, e per molti è proprio questa la vera bellezza del cammino.

Tappa 10: Campi Alto – Monteleone di Spoleto

(15 km, 450 m D+, 5h30m)

La decima tappa è una giornata piena, dal punto di vista paesaggistico ed emotivo. Si cammina lungo crinali morbidi, salite lente e discese tra pascoli e piccoli boschi, dove il tempo sembra scorrere con un altro ritmo. Il cammino attraversa territori ancora poco toccati dal turismo, dove la vita quotidiana si intreccia con il camminare lento.

Monteleone di Spoleto è uno dei borghi più belli dell’intero itinerario: la cinta muraria, le viuzze medievali e la vista sulla valle regalano un senso di quiete e protezione. È un buon posto per fermarsi, riflettere e fare il punto sul proprio viaggio.

Tappa 11: Monteleone di Spoleto – Leonessa

(14 km, 300 m D+, 4h30m)

Una tappa tranquilla, che permette di respirare e lasciare sedimentare le emozioni dei giorni precedenti. Il percorso si sviluppa su saliscendi lievi, con lunghi tratti tra campi e radure che invitano alla contemplazione.

Il contesto cambia lentamente: dall’Umbria si passa al Lazio, e il paesaggio si fa più ampio, le montagne si allontanano un po’. Leonessa, con il suo bel centro storico, offre un’accoglienza calorosa, fatta di pietra viva e piazze tranquille. È una giornata in cui si ritrova la leggerezza, ma senza perdere profondità.

Tappa 12: Leonessa – Posta

(19 km, 600 m D+, 6h)

Una tappa di media difficoltà, che alterna sentieri boscosi a lunghi tratti panoramici. Si cammina spesso in mezzo alla natura incontaminata, con dislivelli che si fanno sentire ma senza mai risultare eccessivi. Il fondo è buono, la segnaletica chiara, e il paesaggio invita a un cammino meditativo.

Posta, all’arrivo, è un piccolo centro agricolo che conserva un ritmo antico e una gentilezza autentica. È uno di quei luoghi dove il cammino ti regala la sensazione di essere semplicemente nel posto giusto, al momento giusto.

Tappa 13: Posta – Amatrice

(16 km, 500 m D+, 5h)

Questa è una delle tappe simboliche dell’intero percorso, perché porta ad Amatrice, uno dei nomi più tristemente legati al sisma del 2016. Il tragitto attraversa ambienti rurali e collinari, con qualche salita ben distribuita e tratti che scorrono fluidi.

Ma più che il paesaggio, è la meta a fare la differenza: l’ingresso ad Amatrice è carico di emozione, e camminare tra ciò che resta e ciò che rinasce mette in moto pensieri che vanno oltre il cammino. Fermarsi qui non è solo utile: è necessario. Anche solo per mangiare un piatto di pasta, per ascoltare una storia, per esserci.

Tappa 14: Amatrice – L’Aquila

(22 km , 700 m D+, 6h30m)

Ultima tappa, e come spesso accade, carica di significato e aspettativa. Si sale e si scende tra vallate silenziose, con la catena del Gran Sasso che inizia a dominare l’orizzonte, mentre l’altitudine si fa sentire. Il cammino è fisicamente impegnativo ma mai ostile, e il paesaggio accompagna con generosità.

L’arrivo a L’Aquila è un momento forte: si entra in una città che ha conosciuto il dolore e la rinascita, una capitale che sta lentamente tornando a splendere. Concludere qui il cammino non è solo simbolico, è profondamente giusto. È il punto d’arrivo di un percorso che attraversa ferite, speranze e comunità che continuano a camminare, ogni giorno.

La filosofia del Cammino delle Terre Mutate

Il Cammino delle Terre Mutate non è soltanto un itinerario escursionistico: è un’esperienza umana, civile e culturale. Nasce da un’idea di turismo lento e responsabile, che mette al centro non la performance sportiva, ma l’incontro con i territori e le comunità colpite dai terremoti del 2009 e del 2016. Camminare lungo queste tappe significa scegliere consapevolmente di dare voce e valore a luoghi fragili ma vivi, dove la ricostruzione è ancora in corso e dove ogni presenza, ogni passo, può rappresentare una forma concreta di vicinanza.

La filosofia del cammino è quella del ritorno alla relazione, con sé stessi e con gli altri. I ritmi sono lenti, adatti all’osservazione e all’ascolto. Si attraversano paesi che portano ancora i segni della distruzione – chiese chiuse, case transennate, cantieri aperti – ma che resistono grazie all’impegno delle persone che hanno scelto di restare o tornare, spesso con coraggio e inventiva. Molti camminatori raccontano di essere partiti con l’idea di fare un trekking e di aver scoperto, tappa dopo tappa, una rete umana fatta di accoglienza, storie, sguardi, mani che aiutano. In questo senso, il Cammino delle Terre Mutate è anche un percorso interiore: insegna ad accettare l’imperfezione, a convivere con il vuoto e a cogliere il valore profondo della cura del territorio.

Camminare in queste terre mutate è un gesto politico, ecologico e affettivo. Significa contribuire, con il proprio tempo e la propria attenzione, a sostenere un’idea di futuro condiviso, radicato nei luoghi e non nelle metropoli. Significa scoprire l’Italia che resiste e che ricostruisce, passo dopo passo.

Cosa mangiare

Mangiare lungo il Cammino delle Terre Mutate è un vero e proprio viaggio dentro la tradizione gastronomica dell’Appennino centrale, tra ricette contadine, sapori autentici e ingredienti a km 0. Ogni regione attraversata – Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo – offre specialità locali che parlano della storia agricola e pastorale del territorio, spesso preparate con passione da chi accoglie i camminatori in agriturismi, rifugi e case private.

Tra i piatti da non perdere ci sono i vincisgrassi marchigiani, una variante ricca e sostanziosa delle lasagne, e la lenticchia di Castelluccio, regina della piana umbra, presidio Slow Food e simbolo della rinascita agricola locale. In Umbria e Abruzzo abbondano le zuppe di cereali, le pappardelle al cinghiale, i formaggi di pecora e il pecorino stagionato, spesso prodotto artigianalmente in piccole aziende a conduzione familiare. Nel Lazio è facile trovare amatriciana autentica, preparata secondo la ricetta originaria di Amatrice con guanciale e pecorino.

Non mancano poi i dolci della tradizione, come il pan nociato, i tozzetti umbri o le ferratelle abruzzesi, perfetti per una pausa energetica lungo il cammino. In molti casi, i pasti vengono serviti in modo informale, spesso in tavolate condivise, dove è facile scambiare parole, racconti e indicazioni con altri viandanti. Ogni pasto diventa così parte integrante dell’esperienza, un’occasione per entrare in contatto con il vissuto delle persone del luogo e contribuire direttamente all’economia di prossimità. Il consiglio è di affidarsi alle proposte dei gestori, che conoscono il territorio e valorizzano i prodotti locali: ne uscirai sazio!

La credenziale del Cammino

La credenziale del Cammino delle Terre Mutate è il documento che accompagna il viandante lungo tutte le tappe, fungendo da testimonianza personale del cammino compiuto. È composta da una serie di spazi dedicati alla raccolta dei timbri distribuiti lungo il percorso, che possono essere apposti in rifugi, strutture ricettive, bar, uffici turistici e altri presìdi del territorio. Ogni timbro rappresenta un piccolo racconto visivo del luogo, e la credenziale si trasforma così in un diario concreto del proprio passaggio, pagina dopo pagina.

La credenziale può essere ordinata gratuitamente online attraverso il sito ufficiale del cammino, semplicemente compilando un modulo con i propri dati. Non viene richiesto alcun pagamento: la spedizione è gratuita e il camminatore è invitato – se lo desidera – a lasciare una donazione libera, finalizzata al sostegno delle attività dell’associazione Movimento Tellurico e della Rete dei Cammini nel cratere. Questa scelta coerente con la filosofia del cammino ne rafforza i valori: gratuità, condivisione e sostegno reciproco.

Una volta completato il cammino, la credenziale può essere presentata per ricevere un attestato simbolico di avvenuto completamento del percorso. Ma al di là del valore formale, ciò che la credenziale rappresenta è molto più profondo: è una traccia fisica di incontri, territori, emozioni, un documento che si riempie di storie, persone, resistenza e rinascita.

Perché scegliere il Cammino delle Terre Mutate

Perché è un cammino necessario. Non solo per chi ama la montagna, il silenzio, i paesaggi appenninici. Ma anche per chi vuole dare valore al camminare, essere presente, sostenere territori che spesso restano ai margini. Ogni passo è un gesto di solidarietà, ogni incontro è una possibilità di ascolto.

Il Cammino delle Terre Mutate è questo: un viaggio reale, umano, vero.

La Lombardia a New York promuove l’agroalimentare e parla di dazi

4 mars 2025 à 15:25

New York ha ospitato un’esclusiva serata all’insegna del gusto e della tradizione agroalimentare della Lombardia. L’evento ‘Host Region, home of excellence’, organizzato in collaborazione con l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) e con il Consolato Generale d’Italia, ha riunito 50 selezionati ospiti tra operatori del settore e stampa specializzata presso Eataly – Bar Milano Flatiron. Un’occasione unica per presentare la ricchezza gastronomica della Lombardia a un pubblico internazionale cui ha preso parte l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.

Agroalimentare della Lombardia nel cuore di New York

Alessandro Beduschi “A Eataly, nel cuore di New York, abbiamo portato l’esperienza olimpica Milano-Cortina 2026 – ha detto l’assessore Alessandro Beduschi – e a far conoscere ai tanti newyorkesi, ai buyer che vorranno venire a frequentare le nostre montagne, la nostra regione le eccellenze gastronomiche che, nella speciale serata, hanno potuto degustare. È un’occasione decisamente particolare, anche perché ci troviamo in un periodo in cui c’è tanta voglia di Italia e di Lombardia. E, in questa serata, abbiamo fatto scoprire le nostre eccellenze dell’agroalimentare”.

I presenti alla serata

Alla serata, con l’assessore e il corpo consolare italiano negli USA guidato dal Console generale aggiunto Cesare Bieller, presente il direttore di ICE (Istituto per il Commercio Estero) New York, Erica Di Giovancarlo, con cui l’assessore Beduschi ha avuto un incontro bilaterale per ragionare sul tema delicato dei dazi annunciati, a partire dal 2 aprile, dal presidente Trump sui prodotti europei e anche, ovviamente, sulle eccellenze agroalimentari lombarde molto apprezzate dai consumatori americani.

Beduschi: vigiliamo con ICE sul tema dazi

Beduschi con Valbuzzi“L’incontro con ICE a New York – ha ricordato Beduschi – è stata un’ottima occasione per rafforzare la collaborazione e affrontare il tema dei dazi, una delle principali preoccupazioni per il mondo produttivo, in particolare italiano”. “Dai colloqui – ha continuato – è emersa una prospettiva di grande attenzione: grazie agli ottimi rapporti diplomatici costruiti dal nostro Paese con il Governo Meloni e alle caratteristiche di eccellenza dei prodotti italiani e lombardi, il nostro sistema potrebbe affrontare questa sfida con successo. I prodotti di qualità, destinati a una nicchia meno sensibile alle variazioni di prezzo, potrebbero persino trovare nuove opportunità in un mercato complesso come quello americano. Il tema è delicato, desta preoccupazione nel sistema produttivo italiano, e per questo anche grazie all’incontro con ICE cercheremo di monitorare la situazione in tempo reale”.

Visita molto proficua

“La visita a ICE New York – ha sottolineato l’assessore Beduschi – è stata molto utile e positiva anche per le prospettive commerciali dei nostri produttori, compresi quelli medio-piccoli, che potranno trovare opportunità di sviluppo negli Stati Uniti. L’interesse per i prodotti lombardi è grande, dal vino all’agroalimentare, e, insieme, accompagneremo i nostri operatori in un mercato fiorente”.

Lo chef Roberto Valbuzzi a guidare il percorso culinario

Roberto Valbuzzi prepara i pizzoccheriLa cena, curata dallo chef  varesino Roberto Valbuzzi, ha offerto un percorso culinario che ha esaltato le tipicità lombarde. Dall’apertura scenografica di una forma di Grana Padano alle bollicine lombarde in apertura, fino allo show-cooking sui pizzoccheri e alla degustazione di piatti tradizionali come i mondeghili, i casoncelli, l’ossobuco e la sbrisolona. Un viaggio attraverso sapori autentici, che ha messo in luce il legame profondo tra il patrimonio enogastronomico regionale e le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.

Celebrazione del gusto, ma attenzione al capitolo dazi

uno dei piatti di ValbuzziAccanto alla celebrazione del gusto, la serata è stata anche un momento di riflessione sulle prospettive del mercato americano per i prodotti lombardi. Il tema dei dazi sulle esportazioni agroalimentari è stato al centro del dibattito, con un confronto tra istituzioni e rappresentanti del settore per analizzare le possibili ripercussioni e le strategie per garantire la tutela del Made in Lombardia. Il mercato statunitense rappresenta infatti una destinazione chiave per molte produzioni d’eccellenza, e la serata ha rafforzato il dialogo volto a consolidare la presenza lombarda oltre oceano.

Rafforzata la promozione internazionale delle eccellenze lombarde

Con questa iniziativa, la Lombardia ha ribadito il proprio impegno nella valorizzazione delle sue eccellenze, rafforzando la promozione internazionale e affermandosi come protagonista nell’arena globale dell’agroalimentare di qualità.

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Beduschi: a New York enogastronomia ambasciatrice delle Olimpiadi

28 février 2025 à 17:35

L’eccellenza agroalimentare della Lombardia sbarca a New York. Due gli eventi di alto profilo, il 3 e 4 marzo, per promuovere l’enogastronomia regionale e il legame con le Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026. Un’occasione strategica per far conoscere i prodotti tipici lombardi a stampa e operatori del settore, rafforzando la presenza sui mercati internazionali.

“Portiamo a New York il meglio della nostra enogastronomia – dichiara l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare  e Foreste, Alessandro Beduschi – soprattutto perché il mercato americano è strategico per le nostre produzioni di qualità. Questi eventi sono un’opportunità unica per consolidare relazioni e aprire nuove prospettive per le nostre imprese”.

Il 3 marzo cena ‘olimpica’ con Ice e Consolato generale

Il primo appuntamento sarà con ‘Host Region, home of excellence’, una cena esclusiva per 50 ospiti selezionati, tra operatori del settore e stampa specializzata, organizzata presso Eataly – Bar Milano Flatiron in collaborazione con l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) e alla presenza del Consolato Generale d’Italia. Il menù, firmato dallo chef Roberto Valbuzzi, proporrà un viaggio sensoriale tra le specialità lombarde: dall’apertura di una forma di Grana Padano e un aperitivo a base di bollicine, allo show-cooking dedicato ai pizzoccheri, fino alla degustazione di piatti e dolci della tradizione come mondeghili, tortelli al gorgonzola, casoncelli, costoletta alla milanese, ossobuco e sbrisolona. Il tutto accompagnato da un racconto che lega la tradizione gastronomica lombarda ai prossimi Giochi Olimpici Invernali, che vedranno protagoniste Milano e le montagne della regione.

Il 4 marzo – Masterclass e ‘Tre Bicchieri’ con Gambero Rosso

Il secondo evento sarà una masterclass esclusiva, organizzata da Gambero Rosso presso il Metropolitan Pavillon, che vedrà la Regione Lombardia al centro dell’attenzione. Esperti del settore guideranno i partecipanti alla scoperta della tradizione vinicola lombarda, illustrando le peculiarità dei territori e offrendo degustazioni di vini selezionati. L’evento ospiterà le cantine premiate con i prestigiosi Tre Bicchieri del Gambero Rosso, alcune con le proprie postazioni e altre all’interno di un banco d’assaggio dedicato alla Lombardia.

Il tema dei dazi

L’assessore Beduschi ha inoltre in programma incontri con corpo diplomatico e associazioni di rappresentanza. Obiettivo, affrontare prospettive e sfide che riguardano l’export dell’agroalimentare lombardo, anche alla luce delle possibili novità sui dazi. “Il tema – conclude  Beduschi – è ancora incerto e oggetto di discussione. Siamo certi che, indipendentemente dagli sviluppi politici e dalle ripercussioni commerciali, il dialogo con l’amministrazione statunitense continuerà. La Lombardia saprà farsi trovare pronta a tutelare i propri prodotti di qualità”.

Le cantine lombarde premiate con i ‘Tre Bicchieri’ presenti a New York

Pasini San Giovanni, Fratelli Turina, Ferghettina, Nino Negri, Mamete Prevostini, Calatroni, Castello Bonomi, Giovanni Avanzi, Costaripa, Guido Berlucchi, Perla del Garda, Barone Pizzini, Fiamberti, Tenuta Travaglino.

I vini lombardi alla masterclass Gambero Rosso

Avanzi (Valtènesi RGC DOC ‘Antitesi’ 2023), Marangona (Lugana Doc Cemento 2022), Perla del Garda (Garda Doc Merlot ‘Leonatus’ 2017), Conte Vistarino (OP Pinot Nero Pernice 2021), Mamete Prevostini (Valtellina Sforzato Corte di Cama 2021), Cantine Virgili Luigi (Inciostar – Lambrusco), Podere Selva Capuzza (San Martino della Battaglia DOC ‘Campo del Soglio’ 2023), Lazzari (Capriano del Colle Fausto 2023), De Toma (Moscato di Scanzo 2019), Calatroni (Poggio del Duca Met. Cl. Pas Dosé 2019), Fiamberti (Vigna Solenga 2020 – Buttafuoco Storico).

Cantine lombarde al banco assaggio ‘Lombardia’

Valtènesi: Avanzi, Costaripa, Turina, Pasini San Giovanni, Cantrina, Podere Selva Capuzza, Cantina Bottenago, Cà Maiol.
Lugana: Citari, Perla Del Garda, Zeni, Feliciana, Selva Capuzza.
Garda: Perla del Garda, Tenute del Garda, Borgo la Caccia, Cantina Bottenago, Lebovitz.
Oltrepò Pavese: Giorgi, Scuropasso – Roccapietra, Tenuta Mazzolino, Bruno Verdi, Travaglino.
Valtellina: Mamete Prevostini, Aldo Rainoldi, Tenuta Scerscé, Nino Negri, AR.PE.PE.
San Colombano: Panizzari, Faverzani, I Germogli, Giuseppe Guglielmini, Poderi di San Pietro.
Vini Mantovani: Bertagna, Cantina Sociale di Viadana, Cantine Virgili Luigi, Ricchi, Cobelli.
Montenetto: Tenuta La Vigna, Beccalossi, Lazzari, San Michele.

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Genova, Alparone a cerimonia accensione Albero Natale in piazza De Ferrari

Par : Fabio Benati
9 décembre 2024 à 16:24

Tradizionale accensione dell’Albero di Natale a Genova alla presenza del vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone e del presidente della Regione Liguria Marco Bucci.  Il Coro delle voci bianche del Teatro Carlo Felice di Genova,  con un medley di canzoni natalizie ha accompagnato lo spettacolo.

L’Albero di Natale di Genova è Comasco

L’Albero di Natale è un abete rosso (Picea abies) alto oltre 17 metri, con un diametro alla base di circa 50 centimetri. Proviene da un’area di pascolo sulle Alpi in località Alpe Grande, in valle d’Intelvi. L’albero è donato dal Comune di Centro Valle Intelvi, in provincia di Como. È un esemplare isolato cresciuto in un’area oggetto di un intervento di recupero del pascolo da parte del Consorzio Forestale Lario Intelvese. L’obiettivo del progetto è infatti quello di aumentare la superficie a disposizione degli allevatori locali per l’alimentazione del bestiame.

“Mi fa particolarmente piacere intervenire a Genova – sottolinea il vicepresidente Alparone – per un momento così speciale come l’accensione dell’albero di Natale.

Amicizia consolidata

L’abete che proviene dalla Lombardia, è donato alla città Marinara e consolida un rapporto di grande amicizia tra le due regioni.  Questa è infatti solo una delle tante iniziative organizzate insieme sia a Milano che nel capoluogo ligure.

È bello condividere la gioia dell’arrivo della festa della cristianità soffermandosi sugli sguardi curiosi, meravigliarsi osservando le emozioni che i bambini e le loro famiglie provano ammirando questo albero coloratissimo, immergendosi nel clima dell’attesa che dona pace e serenità di cui tanto abbiamo bisogno”.

“Assieme al presepe, l’illuminazione della piazza e dell’albero di Natale – commenta il presidente Bucci – ci proiettano nelle festività, un periodo importante per le famiglie, per la spiritualità ma anche per l’economia della nostra regione. Voglio augurare a tutti buone feste, con uno sguardo al futuro e all’anno nuovo che sta arrivando. Il nostro obiettivo è infatti quello che sia pieno di soddisfazioni​. Noi ci impegneremo affinché il 2025 sia un anno in cui faremo tanto per una grande regione. Questo è infatti quello che i genovesi e i liguri si meritano”.​

Lombardia e Liguria insieme

Presenti all’evento,  e all’accensione, anche il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi. A pochi passi da Palazzo Ducale, gli assessori regionali alla Cultura Simona Ferro, al Turismo Luca Lombardi  e alla Sanità Massimo Nicolò. Con loro anche  il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari e,  in rappresentanza del Comune di Centro Valle Intelvi, il consigliere Gabriele Andreoli.

Albero e Presepe

L’arcivescovo di Genova Marco Tasca, insieme alle autorità, ha inaugurato anche il tradizionale presepe. Come ogni anno è  allestito al piano terra del Palazzo della Regione di piazza De Ferrari ed è visibile dall’esterno attraverso un vetro. È una storica composizione del ‘700, vincolata e di grande pregio sia per la fattura delle statuine scolpite, che per gli abiti in tessuto. Proviene dalla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo del quartiere genovese di Staglieno. Uno degli aspetti più significativi che identificano questa natività come emblematica della tradizione genovese è la presenza di una figura che indossa un paio di pantaloni di tessuto jeans Tutto ciò a testimonianza di come questo materiale fosse già usato nel 1700.  

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L’Hospice di Como non chiuderà. Assessore al Welfare: trovata la soluzione

4 juin 2024 à 13:15

“L’Hospice di Como non chiuderà. Si è parlato in questi giorni di uno ‘stop dell’attività’ di questa realtà a giugno e del rischio che una parte importante del territorio potesse quindi ritrovarsi completamente priva della componente di cure palliative. Questo non succederà. Ho parlato con i colleghi interessati alla vicenda e posso assicurare che ‘è tutto sotto controllo’. ASST Lariana e ATS Insubria hanno già in gestione il problema e trovato una soluzione. E’ prevista infatti la presa in carico diretta della struttura da parte di ASST Lariana”.

Rete lombarda

Lo ha detto l’assessore regionale al Welfare intervenuto a Palazzo Lombardia al convegno sulle cure palliative organizzato da Uneba Lombardia e dall’associazione Vidas. “Questa è la dimostrazione – ha concluso l’assessore – dell’organizzazione di una rete lombarda che, pur sempre migliorabile, esiste ed è in grado di dare delle risposte importanti a tutti i nostri cittadini”.

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Presidente Regione ha incontrato rettrice Università Statale Milano

Il presidente della Regione ha ricevuto giovedì 30 maggio, nell’ufficio del trentacinquesimo piano di Palazzo Lombardia, la nuova rettrice dell’Università Statale di Milano, Marina Brambilla. Si tratta del primo incontro istituzionale dopo la sua nomina ai vertici dell’Ateneo di via Festa del Perdono.

Confronto presidente Regione e rettrice Statale

“Un confronto a tutto campo – ha spiegato il governatore – durante il quale, reciprocamente, abbiamo offerto massima disponibilità per proseguire i percorsi già esistenti e per valutare nuove iniziative mirate a rendere ancor più forte e competitiva la nostra regione”.

Il patrimonio dell’Ateneo

“L’importanza del patrimonio che, in ogni settore, mette a disposizione la Statale di Milano – ha aggiunto il governatore – è noto a tutti e, insieme, lavoreremo perché continui a essere prezioso patrimonio per la Regione e per tutti i lombardi”.

La soddisfazione della rettrice

Soddisfazione è stata espressa anche dalla professoressa Brambilla che ha evidenziato l’importanza di rendere ancora più forte e stabile la collaborazione ha sempre caratterizzato i rapporti fra l’Ateneo e Regione Lombardia.

‘Finalizzazione’ Campus e Mind

“Diversi i temi – ha spiegato Brambilla – che abbiamo affrontato. Fra i principali la ‘finalizzazione’ del nostro Campus a Mind e i progetti di rigenerazione urbana dell’area afferente a Città studi. Inoltre ho sottolineato quanto sia importante far squadra su tutto ciò che ruota attorno all’ambito della salute e del diritto allo studio. Due macro aree che rivestono una particolare importanza e sulle quali la Regione ha delle competenze che per noi sono prioritarie”.

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Quartiere Lorenteggio, nuovo passo avanti nell’AdP rigenerazione urbana

Par : Fabio Benati
20 mai 2024 à 18:04

La giunta di Regione Lombardia  ha approvato la delibera che definisce le modalità di attuazione dell’articolo 4 dell’Accordo di Programma (Adp) ‘Lorenteggio’. L’atto è stato proposto dell’assessore con delega alla Casa e Housing sociale.  In particolare stabilisce il trasferimento della proprietà delle aree a favore del Comune di Milano.   Qui sarà realizzata la nuova piazza pubblica in corrispondenza della nuova fermata M4 sull’area oggetto di demolizione del fabbricato di via Segneri.

 AdP Quartiere Lorenteggio, prosegue la riqualificazione dell’area

“Un nuovo passo avanti – spiega l’assessore  – per l’accordo di programma tra Regione Lombardia, Aler e Comune di Milano per la riqualificazione del quartiere Lorenteggio. Andiamo così avanti con la ‘missione Lombardia’ che prevede un deciso cambio di passo nelle politiche abitative. Tutti traguardi che si possono raggiungere anche e soprattutto attraverso la sinergia tra Enti”.

L’intesa approvata dall’esecutivo regionale indica le compensazioni tra il Comune di Milano e Aler Milano definite in un precedente incontro tra le parti. È stata presa in considerazione anche la richiesta del Comune di Milano sulla possibilità da parte di Aler Milano di estendere il periodo di comodato d’uso gratuito per l”Hub di comunità‘.  Attualmente il Protocollo di Intesa del 2 marzo 2018  prevede una durata di 20 anni e la realizzazione  con demolizione e ricostruzione dell’edificio di via Giambellino 150.  Complessivamente costerà 2.556.561 euro.

Hub di comunità

Tra i contenuti che caratterizzano il provvedimento, l’incremento del contributo originariamente previsto dall’AdP Lorenteggio per la realizzazione dell”Hub di comunità’. Il Comune di Milano ha incrementato a 2.184.781 euro il contributo su quest’opera.  Inizialmente  infatti era di  1.500.000 euro.

Bosco della musica

Il provvedimento include inoltre la retrocessione del diritto di superficie concesso all’Aler di Milano. Tutto ciò  in forza delle convenzioni stipulate con il Comune nel 2009 e 2010 relative all’area ‘via Montepenice-via Pizzolpasso‘. L’obiettivo è infatti quello di realizzare il progetto ‘Bosco della musica‘ a Rogoredo.

Questo intervento è previsto dal Protocollo d’Intesa e l’accordo tra Ministero delle Infrastrutture, Ministero dell’Università e Ricerca, Regione Lombardia, Comune di Milano, Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano sottoscritti l’11 aprile 2022 e il 17 giugno 2022.

A Rogoredo sarà realizzata una nuova struttura polifunzionale dedicata alla musica, dotata di aule, laboratori, auditorium, alloggi, aree di ristoro e quanto necessita a rendere gli spazi utili per la fruibilità da parte degli studenti, nella prospettiva della riqualificazione funzionale e urbana dell’intera area messa a disposizione dall’amministrazione comunale di Milano.

Via Bolla – Via Consolini

La delibera della Giunta regionale include anche la trasformazione del diritto di superficie, concesso dal Comune di Milano ad Aler Milano per l’area ‘Via Bolla – Via Consolini‘, in diritto di piena proprietà, attraverso la definizione dei rapporti giuridici tra la Regione Lombardia, il Comune di Milano e Aler Milano, riconoscendo le spese sostenute da parte di Aler Milano, pari a euro 434.568.

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Diabolik celebrato da Ferrovie Nord alla stazione Cadorna di Milano

21 mars 2024 à 19:00

Ferrovie Nord celebra il mito di Diabolik con una mostra alla stazione Cadorna di Milano e con la pubblicazione di un fumetto speciale.  Il celebre personaggio, creato nel 1962 dall’editrice Angela Giussani è protagonista di una storia ambientata proprio nel famoso snodo ferroviario del capoluogo lombardo.

Una scelta non casuale: la nascita di Diabolik è infatti legata a doppio filo alla storia delle Ferrovie Nord.  In particolare alla stazione di Milano Cadorna.

Proprio dall’osservazione dei pendolari che salivano e scendevano dal treno, Angela Giussani prese infatti spunto per creare un fumetto tascabile per adulti. L’obiettivo era infatti quello di leggerlo nel tragitto per arrivare nel centro di Milano dalle località servite dalle linee delle Ferrovie Nord.

Diabolik in mostra alla stazione di Cadorna

Allo WOW Spazio Fumetto di Milano sono intervenuti gli assessori regionali Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile), Claudia Maria Terzi, (Infrastrutture e Opere pubbliche) e Francesca Caruso (Cultura).

Presenti anche Fulvio Caradonna, presidente Ferrovie Nord, Andrea Gibelli, presidente Fnm, Mario Gomboli, direttore editoriale Astorina, Gianni Bono, storico del fumetto, Riccardo Nunziati, disegnatore Diabolik e Luigi Bona, direttore WOW Spazio Fumetto, Museo del Fumetto.

Stazioni sempre più vive

“Questa iniziativa – ha spiegato l’assessore Lucente – dimostra ancora una volta l’impegno di Regione Lombardia nel rendere le stazioni sempre più vive, dinamiche e non unicamente luoghi di passaggio, dove affrettarsi per prendere un treno. Prima l’installazione dei totem Openstage, colonnine che permettono a giovani musicisti di esibirsi con l’utilizzo di una semplice app; ora, ecco la realizzazione di una mostra dedicata a Diabolik, con statue, pannelli e oggetti all’interno della stazione. Un percorso che declina l’aggregazione e la condivisione come elementi virtuosi per avvicinare i cittadini al sistema della mobilità in maniera differente e coinvolgente. Il treno per Regione Lombardia e FerrovieNord non è un mero mezzo di trasporto, ma assume un valore culturale e ludico. A dimostrazione che il trasporto pubblico locale fa parte della nostra quotidianità e va vissuto anche e soprattutto in maniera positiva”.

Diabolik  è legato a Ferrovie Nord

“Queste iniziative – ha detto l’assessore Terzi – rappresentano un’occasione per celebrare il mito di Diabolik, un personaggio iconico la cui nascita è legata a doppio filo alla storia di Ferrovie Nord. L’idea dell’editrice Angela Giussani era infatti quella di creare un fumetto per intrattenere i viaggiatori che dalle città e dai paesi della Lombardia arrivavano a Milano a bordo dei convogli. Come Regione Lombardia il nostro impegno costante è quello di rendere sempre più efficiente il sistema ferroviario locale attraverso un continuo miglioramento del sistema infrastrutturale e la fornitura di convogli moderni e sostenibili. Il tutto con l’obiettivo di soddisfare le esigenze dei cittadini”.

Un fumetto che ha fatto cultura

“Diabolik – ha sottolineato l’assessore Caruso – è un fumetto che ha fatto cultura entrando a far parte dei ricordi di generazioni di lettori. Una scommessa editoriale, rivelatasi vincente, ispirata dai viaggiatori che affollavano la stazione Cadorna di Milano. Il binomio cultura-trasporti ha contribuito alla nascita di un’icona: un romanzo illustrato a fumetti, una forma di intrattenimento per rendere più piacevole il tragitto dei pendolari verso i luoghi di lavoro. Quella di Angela Giussani è una meravigliosa storia italiana e molto, molto lombarda che continua a conquistare un pubblico senza età”.

Date e orari

La mostra aprirà lunedì 25 marzo e terminerà il 24 aprile. Sarà inoltre possibile ricevere la propria copia gratuita dell’albo speciale ‘Diabolik e il segreto di Cadorna’ (disponibile fino a esaurimento).

Per accedere agli spazi dedicati alle due iniziative, alla stazione Cadorna, è necessario effettuare una prenotazione online a questo link. La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19. Negli stessi orari sarà possibile ritirare la pubblicazione.

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