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Mirabella Eclano, una storia nuova sulla strada del passato più famosa d’Italia

Par : elenausai10
27 février 2026 à 16:30

C’è una linea retta che attraversa la storia, una traccia che parla il linguaggio dell’immutabilità. È la Regina Viarum, una strada che per secoli è stata calpestata da viaggiatori di ogni epoca, mercanti, eserciti e sognatori, e che oggi il mondo intero riconosce come Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Nel cuore dell’Irpinia, questo percorso non rappresenta solo un reperto da ammirare, ma un organismo vivo dove le idee viaggiano spedite.

Questo legame antico si trasforma, infatti, in una sfida per il futuro grazie a Mirabella Eclano, l’unica voce della Campania a competere tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. Il dossier presentato, dal titolo evocativo “L’Appia dei Popoli-Incubatrice di Art Thinking”, trasforma l’antica infrastruttura romana in un ponte dove si scambiano voci, pensieri e progetti di cambiamento. L’obiettivo è una cultura che non si limita a celebrare il passato, ma che diventa uno strumento per ricucire il territorio, unendo generazioni diverse in quella che viene definita una “feliCittà”.

Ecco cosa vedere e cosa fare a Mirabella Eclano, un angolo di Irpinia dove la storia ha deciso di farsi futuro.

Cosa vedere a Mirabella Eclano

Il punto di partenza ideale per scoprire il borgo è il Parco Archeologico di Aeclanum: qui, la Via Appia si palesa in tutto il suo splendore tra i resti di una città romana che fu snodo nevralgico per i commerci con l’Oriente. Camminando, si incontrano il macellum (l’antico mercato), le terme, le domus e i resti di una basilica paleocristiana.

Spostandosi verso il centro storico, la narrazione si concentra sull’ingegno e la devozione. Nella Chiesa di Santa Maria Maggiore è presente uno splendido soffitto ligneo che raffigura l’Assunzione della Vergine, dipinto nel 1749 da Giuseppe Tomajoli. Ma è nel complesso monumentale di San Francesco, risalente al 1222, che si tocca con mano l’identità più profonda del luogo.

Al suo interno si trova il Museo Civico del Carro di Paglia e il Museo dei Misteri di Cartapesta: il primo espone i pannelli di paglia intrecciata che compongono il celebre obelisco eclanese, mentre il secondo propone gruppi scultorei in cartapesta dell’Ottocento che ritraggono scene della Passione con un realismo quasi teatrale.

Per una prospettiva diversa, vale la pena raggiungere la Chiesa dell’Annunziata, oggi auditorium, o spingersi fino al sito eneolitico di Madonna delle Grazie, dove le tombe a forno raccontano di una presenza umana che risale a ben prima della colonizzazione romana.

Cosa fare a Mirabella Eclano

Per scoprire Mirabella Eclano in modo particolare, ci sono due esperienze da non perdere. La prima è il Settembre Eclanese, un mese di tradizione e spettacolo quando la città si ferma per la Grande Tirata del Carro. In questa occasione, vedrete un obelisco di paglia alto 25 metri oscillare pericolosamente mentre viene trainato da sei coppie di buoi e da centinaia di persone!

Per chi preferisce un’esperienza dal ritmo più lento, Mirabella offre la visita alle cantine d’eccellenza della zona: d’altronde siamo in Irpinia, patria del Taurasi DOCG.

Dove si trova e come arrivare

Per raggiungere Mirabella Eclano, il mezzo più agevole è l’automobile: percorrendo l’autostrada A16 Napoli-Canosa, l’uscita consigliata è quella di Grottaminarda, da cui il centro dista poco meno di dieci minuti lungo la SS90 delle Puglie. Per chi preferisce i mezzi pubblici, la rete di autobus AIR Campania garantisce collegamenti regolari dalle autostazioni di Napoli, Avellino e Benevento, con fermate strategiche sia nel borgo storico che nella frazione Passo, a ridosso dell’area archeologica.

Scoperti foro e teatro lungo la Via Appia, i droni individuano un’antica città romana

Par : losiangelica
16 février 2026 à 11:00

Certe scoperte archeologiche non arrivano con il rumore degli scavi spettacolari, ma con un ronzio quasi impercettibile: quello dei droni che sorvolano campi apparentemente silenziosi. È proprio così che il sito romano di Fioccaglia, nel territorio di Flumeri, in provincia di Avellino, sta tornando a raccontare la propria storia. E non si tratta di dettagli marginali: le nuove indagini hanno rivelato un foro urbano e un teatro monumentale finora sconosciuti, elementi che cambiano radicalmente l’immagine che avevamo di questo insediamento lungo la Via Appia.

Se finora potevate immaginare Fioccaglia come una semplice stazione lungo la grande arteria romana, oggi dovete pensare a qualcosa di molto diverso: una vera città, organizzata, viva, inserita pienamente nella rete politica ed economica della Roma repubblicana.

La scoperta del foro e del teatro

Le nuove ricerche, coordinate dal professor Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e al Comune di Flumeri, non hanno aperto trincee né portato alla luce muri visibili a occhio nudo. Eppure, hanno permesso di “vedere” la città come mai prima. Ci si trova nel sito romano di Fioccaglia, nella zona dell’Irpinia e il ritrovamento è incredibile.

Grazie a rilievi aerei con droni e a sofisticate prospezioni geofisiche, gli archeologi hanno ottenuto una sorta di radiografia del sottosuolo. Le differenze nella crescita della vegetazione, le anomalie magnetiche del terreno, le tracce invisibili lasciate dalle strutture antiche: tutto ha contribuito a ricostruire la pianta urbana ancora sepolta.

Quello che emerge è sorprendente. Sotto i campi agricoli si disegna un impianto urbano regolare, con strade ortogonali e isolati pianificati secondo il modello delle città romane di fondazione. Non un insediamento spontaneo, dunque, ma un centro progettato con precisione.

Al centro di questa griglia urbana compare chiaramente il foro: una grande piazza rettangolare circondata da edifici pubblici, cuore politico, commerciale e sociale della comunità.

E poi la sorpresa più inattesa. Poco distante, le indagini hanno individuato il profilo curvo di un teatro monumentale mai documentato prima. Nessuno scavo precedente ne aveva segnalato l’esistenza. La sua presenza cambia completamente la percezione del sito: un teatro implica spettacoli, assemblee, momenti collettivi, una vita culturale attiva.

Già negli anni Ottanta erano emersi segnali importanti: un decumano basolato e una domus decorata in Primo Stile pompeiano, che suggerivano ricchezza e organizzazione urbana. Oggi, però, il quadro si amplia e diventa molto più ambizioso.

Perché questa scoperta cambia la storia dell’Irpinia romana

Dovete immaginare la Via Appia non solo come una strada, ma come una vera infrastruttura strategica dell’antichità, la celebre Regina Viarum che collegava Roma al Sud Italia. Fioccaglia si trovava in una posizione chiave, vicino alla confluenza del fiume Ufita e del torrente Fiumarella: un nodo naturale di transito e controllo del territorio.

Molti studiosi identificano il sito con l’antica Forum Aemilii, centro legato alla romanizzazione dell’Irpinia tra II e I secolo a.C., periodo in cui Roma consolidava la propria presenza nelle aree interne della Campania. La scoperta del foro e del teatro rafforza enormemente questa ipotesi.

La combinazione di infrastrutture pubbliche monumentali, strade pavimentate e residenze aristocratiche racconta una comunità prospera, capace di sostenere attività politiche, economiche e culturali complesse.

Questa scoperta dimostra quanto le tecnologie non invasive stiano rivoluzionando l’archeologia. Senza scavare gli studiosi riescono oggi a pianificare tutela e valorizzazione con una precisione impensabile fino a pochi anni fa.

Le istituzioni locali guardano già al futuro. Le nuove evidenze stanno contribuendo alla definizione di un piano di gestione e valorizzazione dell’area, anche in relazione ai grandi progetti infrastrutturali della Valle Ufita, come la futura stazione dell’Alta Velocità Hirpinia. L’obiettivo è trasformare Fioccaglia in un punto di riferimento culturale per l’entroterra campano, spesso meno conosciuto rispetto ai grandi poli archeologici regionali.

E forse è proprio questo il fascino più grande della scoperta: ricordarvi che la storia romana non vive solo nei luoghi celebri. A volte emerge dove meno ve lo aspettate, sotto campi coltivati e paesaggi tranquilli, pronta a riscrivere la geografia dell’Italia antica. Nei prossimi mesi nuove indagini non invasive aggiungeranno dettagli al mosaico. E c’è da scommettere che Fioccaglia abbia ancora molto da raccontare.

Irpinia Express e mercatini di Natale: dicembre in Campania tra borghi e tradizioni sul treno storico

9 décembre 2025 à 12:30

Il mese di dicembre in Campania ha un fascino particolare: luci che si accendono nei borghi, profumo di castagne e vin brulé nell’aria, mercatini che trasformano le piazze in piccoli villaggi incantati, nonostante la regione sia legata all’estate e al mare. A rendere tutto ancora più suggestivo arriva una delle iniziative più amate degli ultimi anni: i viaggi a bordo del treno storico dell’Irpinia Express. Una proposta che unisce nostalgia, turismo lento e scoperta del territorio, ideale per chi desidera vivere un’esperienza autentica lontano dalla routine.

Quest’anno il calendario offre tre appuntamenti, distribuiti nei weekend prima di Natale, che permettono di attraversare l’Irpinia a bordo delle affascinanti automotrici ALN 668 in livrea originale. Partenza al mattino dalla stazione di Avellino, tappe in borghi ricchi di storia e rientro in serata: un formato semplice, sì, ma capace di riportare il viaggiatore indietro nel tempo.

L’Irpinia Express, il treno storico della Campania

L’Irpinia Express nasce grazie alla collaborazione tra Regione Campania e Fondazione FS, con un obiettivo chiaro: trasformare la storica linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio in un itinerario turistico capace di far scoprire paesaggi, tradizioni e sapori dell’Irpinia. Ogni viaggio è curato dall’Associazione InLocoMotivi, che da anni lavora per valorizzare questo tratto ferroviario considerato uno dei più scenografici del Sud Italia.

Il vero protagonista è il treno d’epoca: le automotrici ALN 668, in particolare la numero 1882, riportate alla loro bellezza originale con interni in velluto che profumano di storia. È un modo di viaggiare diverso, più lento, dove il tragitto diventa parte essenziale dell’esperienza. Dal finestrino scorrono vigneti, colline morbide, piccoli paesi arrampicati e campanili che spuntano all’improvviso, componendo un paesaggio che racconta la Campania rurale e autentica.

I mercatini di Natale da vedere con l’Irpinia Express

Le tappe del 14 e del 21 dicembre sono quelle più attese dagli amanti del Natale. Grazie all’Irpinia Express, appunto, i mercatini di Gesualdo e Aquilonia diventano facilmente raggiungibili e, soprattutto, parte di un’esperienza che inizia già a bordo del treno.

A Gesualdo, il borgo medievale avvolto dalla musica del suo castello, i mercatini si snodano tra vicoli in pietra, botteghe artigiane, presepi, stand gastronomici e un’atmosfera che alterna tradizione e modernità. È il tipo di luogo in cui fermarsi a lungo, gustando prodotti locali o partecipando a piccole attività che animano il paese. Il borgo di Gesualdo, inoltre, riconosciuto tra i “borghi più belli d’Italia”,  propone l’evento “The Magic of Christmas” che si svolge ogni sabato e domenica dal 22 novembre al 21 dicembre 2025.

Aquilonia offre un’esperienza diversa, più intima e raccolta, ma altrettanto suggestiva. I mercatini illuminano le stradine del centro e spesso includono esposizioni artigiane, percorsi enogastronomici e iniziative pensate per i visitatori che arrivano appositamente con il treno storico. È un’occasione per scoprire borghi meno conosciuti ma ricchi di identità, dove il Natale diventa un’occasione per valorizzare la comunità.

Infine, anche il capoluogo Irpino, Avellino, partecipa al clima festivo: fino al 7 gennaio 2026 (con possibile proroga) il centro storico e commerciale di Avellino si trasforma in un vero villaggio natalizio, con circa 25 casette per mercatini, luminarie, eventi musicali e laboratori per bambini.

Come prenotare e info su biglietti

Per dicembre 2025 sono previsti due itinerari principali in occasione dei weekend natalizi a bordo dell’Irpinia Espress (la data del 7 dicembre, infatti, è già trascorsa):

  • 14 dicembre: Avellino-Paternopoli / Gesualdo (mercatini)
  • 21 dicembre: Avellino-Calitri / Aquilonia (mercatini)

Il biglietto andata e ritorno per adulti costa generalmente 10-16 euro, per ragazzi (4–12 anni) metà prezzo, gratuito per bambini sotto i 4 anni (prenotazione comunque obbligatoria per riservare posto).

Per prenotare, invece, si consiglia di verificare disponibilità tramite il circuito ufficiale (spesso su Trenitalia o tramite l’organizzazione), mentre nel caso di mercatini come quelli di Gesualdo può essere utile contattare i numeri indicati sulla pagina dell’evento per informazioni su orari, ticket d’ingresso e dettagli logistici.

Cosa vedere in Irpinia: viaggio tra borghi, natura e leggende

19 octobre 2025 à 10:25

Nel cuore della Campania, lontano dalle rotte più battute e immersa in un paesaggio che alterna montagne, vallate e borghi sospesi nel tempo, si trova l’Irpinia, una terra fiera della propria identità, dove la natura incontra la storia e ogni paese conserva ancora un’anima antica.

Qui è dove il silenzio delle colline si intreccia al suono delle campane dei piccoli centri medievali, mentre le strade si perdono tra vigneti, castagneti e antiche abbazie che raccontano secoli di devozione e bellezza.

I borghi storici più belli

L’Irpinia è un mosaico di borghi, ognuno con la propria voce e un fascino discreto che conquista passo dopo passo. Nusco, conosciuto come il “balcone dell’Irpinia”, si affaccia sulla valle del fiume Ofanto con un panorama che toglie il fiato: le stradine lastricate si arrampicano verso il centro storico, dove il tempo sembra essersi fermato tra le case in pietra e le antiche porte in legno.

Gesualdo, invece, respira arte e musica. Il castello che veglia sull’abitato ricorda la figura di Carlo Gesualdo, principe e compositore del Rinascimento, che rese il borgo un centro di vita culturale e artistica. Frigento, arroccato su un’altura che domina il paesaggio tutt’intorno, vanta una vista sconfinata sulle valli e sui monti dell’Irpinia e conserva un impianto medievale tuttora leggibile, con vicoli stretti che si aprono su piazzette e antichi palazzi.

Via del centro storico del borgo di Frigento, Irpinia
iStock
Scorcio del centro storico del borgo di Frigento

Zungoli, con il suo dedalo di scalinate, archi e grotte scavate nella roccia, è uno dei borghi più suggestivi d’Italia, insignito anche del titolo di Bandiera Arancione del Touring Club, e vive un’atmosfera sospesa tra passato e presente, in cui la vita quotidiana scorre lenta, tra le botteghe e il castello normanno.

Monteverde, infine, colpisce per la sua posizione spettacolare e per la capacità di unire memoria e innovazione. Inserito nel circuito dei Borghi Più Belli d’Italia, custodisce un castello imponente, vicoli lastricati e un panorama che abbraccia la valle dell’Ofanto. Ogni anno si anima grazie a rievocazioni storiche e spettacoli multimediali che ne raccontano la storia millenaria.

E ad Avellino, il capoluogo, si respira l’eleganza di una città che conserva il legame profondo con la sua identità religiosa e artistica. Il Duomo dalla facciata neoclassica, la Cripta dell’Addolorata e la Torre dell’Orologio rappresentano un itinerario ideale per scoprire le radici di una comunità che ha saputo rinnovarsi senza dimenticare il proprio passato.

Un viaggio tra natura e storia

L’Irpinia è una terra di paesaggi ampi e incontaminati, dove la natura è protagonista assoluta. Il Lago Laceno, a Bagnoli Irpino, è una delle tappe più amate, un altopiano che si apre tra i Monti Picentini, in un abbraccio di boschi di faggi e pascoli che si tingono di colori diversi a ogni stagione. In estate è una meta perfetta per escursioni e picnic, mentre in inverno diventa un piccolo paradiso per chi ama la neve. La leggenda racconta che tra queste montagne si aggiri ancora il “lupo irpino”, simbolo di forza e mistero, animale raro e protetto che incarna lo spirito selvaggio di queste terre.

Non lontano, il Parco Archeologico di Compsa a Conza della Campania rivela i resti dell’antica città romana: tra le rovine emergono tracce di templi, terme e strade basolate che riportano indietro di secoli, mentre il panorama che si apre tutt’intorno aggiunge un senso di silenziosa grandezza. Accanto al sito, l’Oasi WWF di Conza regala un’altra dimensione di bellezza, quella della natura incontaminata. Laghetti, sentieri e osservatori permettono di ammirare gli uccelli migratori che sostano durante i loro lunghi viaggi.

Veduta del Lago Laceno, Irpinia
iStock
Tutto il fascino del Lago Laceno

Uno sguardo all’Alta Irpinia

Più a sud, l’Alta Irpinia svela paesaggi ancora più intimi, dove la spiritualità e la leggenda incontrano la storia. L’Abbazia del Goleto, nei pressi di Sant’Angelo dei Lombardi, è tra le tappe più affascinanti della Campania. Fondata nel XII secolo, custodisce secoli di fede e di arte. Tra le sue mura si respira un senso di pace profonda, accentuato dal silenzio che avvolge il complesso monastico e dai colori dorati della pietra che cambiano con la luce del giorno.

A Rocca San Felice, la natura si fa misteriosa con la Mefite, un laghetto solfureo che emana vapori e gas dal sottosuolo. Gli antichi la consideravano la porta degli inferi, un luogo sacro alla dea Mefite, divinità italica delle acque e dei vapori. Oggi resta uno dei fenomeni naturali più suggestivi dell’Italia meridionale, affascinante e inquietante al tempo stesso.

Non mancano infine i castelli, come quello di Bisaccia, dall’imponente struttura che domina il borgo dall’alto, o quello di Monteverde, che sembra custodire i segreti di secoli di battaglie e di vita nobiliare.

Ingresso dell'Abbazia del Goleto a Rocca San Felice, Irpinia
iStock
Scorcio dell’Abbazia del Goleto

Irpinia, nasce un itinerario cicloturistico che collega 19 Comuni

19 juillet 2025 à 08:55

Un progetto ambizioso, radicato nel cuore dell’Irpinia, prende vita con l’obiettivo di trasformare la provincia di Avellino in una delle nuove mete italiane di riferimento per il cicloturismo: si chiama “Pedala in Hirpinia e Baronia” e rappresenta la prima vera rete organica di percorsi pensata per un turismo lento, consapevole, rispettoso dell’ambiente e in grado di valorizzare i borghi e i territori di una provincia che da sempre custodisce bellezze paesaggistiche, storiche e gastronomiche ancora troppo poco conosciute.

Il progetto nasce dalla volontà congiunta di 19 Comuni irpini (Andretta, Ariano Irpino, Bisaccia, Flumeri, Frigento, Gesualdo, Melito Irpino, Mirabella Eclano, Monteverde, Pietrastornina, Savignano Irpino, Sturno, Taurasi, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Villanova del Battista, Volturara Irpina, Zungoli) con l’ambizione dichiarata di estendere presto il numero delle adesioni, già previste per il 2026.

L’iniziativa si propone di intercettare e fidelizzare il sempre più vasto pubblico di appassionati di bici, cicloamatori e cicloturisti, e offrire loro una rete strutturata e accessibile di percorsi. Si tratta, in effetti, di un vero e proprio sistema territoriale diffuso che si sviluppa lungo oltre 1.500 chilometri di strade asfaltate e sterrate e copre un raggio ampio e suggestivo che abbraccia tutta l’Irpinia, da Pietrastornina a Bisaccia, da Monteverde a Savignano Irpino, fino a Volturara Irpina.

Un itinerario tra natura, storia e gastronomia

“Pedala in Hirpinia e Baronia” si articola in percorsi pensati per ogni tipo di cicloturista, e propone esperienze adatte sia agli amatori che ai più esperti. Il tracciato principale si sviluppa lungo 440 chilometri suddivisi in dieci tappe con un percorso ad anello che, partendo e tornando a Pietrastornina, vanta anche una variante suggestiva, la salita al Santuario di Montevergine, con ritorno nello stesso punto: un itinerario impegnativo, con 8.500 metri di dislivello complessivo, che permette di attraversare alcuni dei paesaggi più autentici e meno contaminati della Campania interna.

Accanto al tracciato principale, il progetto prevede percorsi ad anello disegnati intorno a ciascuno dei 19 Comuni aderenti, pensati per accontentare chi desidera cimentarsi su distanze e difficoltà variabili. In totale, oltre 1.100 chilometri aggiuntivi che si snodano lungo le caratteristiche strade irpine, tra salite, discese e paesaggi che alternano boschi, altopiani, vallate e piccoli borghi di pietra.

Borghi, eccellenze e sostenibilità: il valore aggiunto del progetto

Ogni Comune coinvolto ha fornito un contributo prezioso alla realizzazione del progetto, che non si limita a tracciare percorsi ciclistici, ma intende suggerire al viaggiatore un quadro completo e autentico del territorio. A corredo delle mappe, infatti, è stata realizzata una scheda dedicata per ciascun borgo, in cui vengono indicati i percorsi specifici e le principali attrazioni da visitare: monumenti, luoghi d’arte, itinerari naturalistici e le eccellenze legate all’enogastronomia. I cicloturisti potranno così scoprire le migliori strutture ricettive, trattorie tipiche, ristoranti, aziende agricole ed enogastronomiche dove fermarsi e vivere esperienze legate alla tradizione locale.

Un aspetto distintivo del progetto è poi l’attenzione alla sostenibilità ambientale: non è stata creata alcuna app dedicata, proprio per evitare l’impatto ambientale derivante dall’uso intensivo dei server dati. Tutte le informazioni sono invece raccolte in una cartina digitale, scaricabile tramite QR Code, facilmente consultabile in formato PDF, per lasciare la libertà di gestire il viaggio e scegliere gli strumenti digitali preferiti.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Onirica Srl Società Benefit di Provaglio d’Iseo, che ha curato la parte ideativa e operativa, affiancata dalla grafica di Denise Pippo di Deline di Villanova del Battista. La distribuzione delle mappe, sia cartacee che digitali, è affidata a una rete di tour operator e piattaforme specializzate, con il sostegno di partner attivi nel settore del turismo e del welfare.

Un’occasione di rilancio per l’Irpinia interna

I promotori del progetto sottolineano con convinzione come l’iniziativa rappresenti una straordinaria occasione per rilanciare l’Irpinia interna come destinazione turistica di qualità. Le parole dei Sindaci coinvolti riflettono il senso profondo dell’iniziativa. Vito Di Leo, primo cittadino di Sturno, ha ricordato come l’itinerario metta in risalto non solo il patrimonio paesaggistico e culturale, ma anche l’eccellenza enogastronomica che caratterizza tali luoghi, per tradizione legati a un’ospitalità autentica e sincera.

Paolo Caruso, Sindaco di Zungoli, borgo che vanta il riconoscimento tra i Borghi più Belli d’Italia e la Bandiera Arancione, ha evidenziato come il passaggio dei cicloturisti lungo le antiche vie della transumanza e del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela rappresenti un ritorno alle radici storiche del territorio, con l’opportunità di vivere esperienze immerse in paesaggi affascinanti, tra castelli, conventi, chiese e tradizioni millenarie.

Infine, Franco Archidiacono, Sindaco di Vallesaccarda e primo promotore dell’iniziativa, ha sottolineato la vocazione di questi territori come luoghi di equilibrio e serenità, crocevia naturale tra Tirreno e Adriatico, tra Appennino e pianure, ora pronti a proporsi come polmone verde e oasi di benessere per chi ama il turismo lento e il contatto autentico con la natura e i sapori genuini.

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