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À partir d’avant-hierSiViaggia

Dove andare a ottobre: destinazioni autunnali tra natura, città e mare

Par : elenausai10
24 septembre 2025 à 17:30

Ottobre è un mese che regala opportunità di viaggio uniche: da una parte i paesaggi autunnali, con le città americane e le foreste del New England che si tingono di rosso e oro, dall’altra la possibilità di scoprire luoghi meno affollati e più convenienti grazie alla cosiddetta bassa stagione intermedia. È quel momento dell’anno in cui il flusso turistico estivo si è ormai placato, ma le grandi ondate di vacanzieri invernali devono ancora iniziare.

Inoltre, per chi desidera cambiare prospettiva, basta guardare all’emisfero australe, dove ottobre coincide con la primavera: un invito a godersi il risveglio della natura in destinazioni come il Sudafrica o l’Argentina. Insomma, tra colori, clima favorevole e prezzi più accessibili, questo mese si rivela un’occasione ideale per partire e queste sono le migliori destinazioni dove andare a ottobre.

A Santa Fe, in viaggio nel cuore dell’Argentina più autentica

Par : ritarossella
30 juin 2025 à 14:15

Tra fiumi che si specchiano nel cielo, ponti sospesi e basiliche che profumano di storia, Santa Fe è la sorpresa che non ti aspetti nel cuore dell’Argentina rurale. Meno conosciuta rispetto a Buenos Aires o Córdoba, questa città affacciata sul Paraná è un concentrato di architettura coloniale, tradizioni vive e tramonti che restano impressi nella memoria.

Fondata nel 1573 da Juan de Garay come base commerciale, fu costretta a spostarsi nel 1653 a causa delle frequenti alluvioni. Nel Novecento conobbe un forte sviluppo grazie alla nascita dell’Università della Tecnologia, diventando un polo industriale strategico tra Córdoba e Rosario.

Se sei in cerca di momenti autentici di spiritualità e tranquillità, ma anche di pulsazioni culturali, di passeggiate lungo il fiume o di angoli di bellezza fuori dalle classiche rotte turistiche, Santa Fe è la meta perfetta da raggiungere.

Dove si trova Santa Fe

Santa Fe de la Vera Cruz (questo è il suo nome completo) è la capitale della provincia di Santa Fe, situata nella regione centro‑orientale dell’Argentina. Sorge nella pianura della Pampa, sulla riva dei fiumi Paraná e Salado, circa 475  km a nord‑ovest di Buenos Aires, 147 km a nord di Rosario e 350 km da Córdoba. La sua è una posizione strategica per coloro che programmano di raggiungere anche il vicino Uruguay.

Per arrivare a Santa Fe è necessario prendere l’aereo (con uno o più scali poiché dall’Italia non ci sono voli diretti), atterrando all’aeroporto di Sauce Viejo, a 15 km dalla città. La connessione più comoda è quella con Buenos Aires (volo di circa 50 minuti).

Se ci si trova a Buenos Aires, si può raggiungere Santa Fe anche con una delle numerose linee di autobus che le collegano (con viaggi dalle 4 alle 9 ore ed economici). Se invece si noleggia l’auto si può percorrere l’Autopista Rosario–Santa Fe e le Rutas Nacionales 9/11/168 da Buenos Aires e da Rosario. L’alternativa è il treno regionale messo a disposizione di Trenes Argentinos.

Cosa vedere a Santa Fe

Santa Fe è un caleidoscopio di siti storici e culturali, di parchi verdeggianti, di chiese imponenti e musei che ne raccontano la lunga storia coloniale. Il suo centro è un grande reticolo di strade ortogonali, retaggio diretto della ricostruzione completa della città nel sito attuale dopo l’abbandono di quella originaria a causa delle devastanti alluvioni a cui era soggetta.

Ecco 8 cose imperdibili da vedere a Santa Fe de la Vera Cruz.

Plaza de 25 de Mayo e Basilica

Il cuore di Santa Fe è l’elegante Plaza de 25 de Mayo, circondata da suggestivi edifici in stile coloniale spagnolo, come il Palazzo del Governo, attuale sede del Comune di Santa Fe, l’austero Santuario di Nostra Signora dei Miracoli (in spagnolo Nuestra Señora de los Milagros), che al suo interno nasconde meravigliose decorazioni barocche, e l’imponente facciata del Collegio Inmaculada Concepción.

La chiesa, in particolare, è una chicca da visitare: dichiarata monumento nazionale, ha una facciata completamente bianca arricchita da un unico portale, mentre le due navate laterali sono sormontate da tre cupolini ciascuna.

Plaza de las tres Culturas e i suoi musei

A pochi passi da Plaza de 25 de Mayo, si apre la splendida cornice di Plaza de las tres Culturas: un giardino pubblico elegante, con alberi sentieri e fontane, in cui fare piacevoli camminate e visitare anche il Museo Storico Provinciale e il Museo Etnografico e Coloniale di Juan de Garay.

Il Museo Storico Provinciale è un’interessante istituzione museale che raccoglie una ricchissima collezione di oggetti, documenti e fotografie che ripercorrono la storia di Santa Fe, dell’indipendenza dell’Argentina e di come sia diventata uno dei centri industriali più importanti del Paese.

Il Museo Etnografico e Coloniale di Juan de Garay è, invece, il luogo perfetto dove scoprire la storia più antica di Santa Fe, a partire dalla misteriosa civiltà Guaranì, che abitò per millenni questa regione, per poi essere soggetta ai lunghi secoli della dominazione spagnola. Alcuni dei pezzi più interessanti della collezione sono i giochi da tavolo in pietra risalenti al Cinquecento, come le Tabulas, una sorta di backgammon importato dai conquistadores spagnoli.

Convento di San Francesco

Affacciato anch’esso alla Plaza de las tres Culturas, anche il Convento di San Francesco merita una visita. Un complesso religioso del XVII secolo che accoglie un chiostro e che abbonda di arte sacra.

Museo Provincial de Ciencias Naturales

Un’altra meta da non perdere a Santa Fe è quella che si affaccia alla splendida Plaza San Martin: il Museo Provincial de Ciencias Naturales Florentino Ameghino. Si tratta di una realtà museale legata all’università, che conserva una ricchissima collezione di animali, curiosità geologiche e fossili trovati sul territorio di Santa Fe. Il museo offre anche diverse attività didattiche che lo rendono una tappa perfetta da visitare con bambini e ragazzi.

Parco Archeologico de las Ruinas de Santa Fe

Santa Fe svela tesori preziosi anche fuori dal suo centro cittadino. Spostandovi per circa 60 km verso nord, lungo il fiume, potrete raggiungere una delle mete più interessanti: il Parque Arqueológico de las Ruinas de Santa Fe, nel villaggio di Cayasta. Chiamato anche “La Vieja”, che conserva i resti dell’antico centro storico di Santa Fe.

A tal proposito, è bene sapere che nel 1653, a causa delle continue esondazioni del fiume e i danni che ne derivavano, la città “vecchia” venne fatta evacuare e ricostruita più lontana dalle rive, nel luogo in cui sorge oggi.

Passeggiando per il parco archeologico si possono osservare le fondamenta degli edifici costruiti dagli spagnoli e visitare la Chiesa di San Francisco, l’unica struttura rimasta ancora in piedi dopo l’abbandono dell’antica città. Non mancano anche interessanti mostre che ripercorrono la storia del sito archeologico.

Cattedrale Metropolitana Todos los Santos

La Cattedrale di Ognissanti (in spagnolo Catedral Metropolitana Todos los Santos) è la principale chiesa cittadina edificata fra il XVII e XIX secolo. Proclamata monumento nazionale nel 1942, si tratta di un bellissimo esempio di architettura neoclassica, al cui interno si possono ammirare vetrate e altari ornamentali, e respirare un’atmosfera raccolta. Al suo interno custodisce anche una Vera Croce d’epoca coloniale (proprio da questa sembra che abbia preso il nome la città).

Basilica Nuestra Señora de Guadalupe

Spostandovi nella parte settentrionale della città di Santa Fe, potrete raggiungere un altro luogo di culto altamente suggestivo: la Basilica Nuestra Señora de Guadalupe, un punto di riferimento spirituale e architettonico per la comunità locale, con la sua facciata neogotica, gli interni neoclassici e le imponenti vetrate decorate. Venne costruita tra il 1904 e il 1910, su progetto dell’architetto italiano Juan Bautista Arnaldi, ed è stata elevata a basilica minore nel 1953.

Puente Colgante

Simbolo della città e importante testimonianza di ingegneria storica è il Puente Colgante: un ponte sospeso lungo circa 300 metri e composto da torri alte 30 metri, che attraversa la laguna Setúbal collegando la Costanera Ovest e la Costanera Est di Santa Fe. Progettato da Marcial Rafael Candioti e costruito tra il 1924 e il 1928, originariamente veniva utilizzato anche come acquedotto, mentre nel 2014 è stato dichiarato Monumento Storico Nazionale.

Vi consigliamo di raggiungerlo al tramonto, per realizzare scatti memorabili e decisamente romantici. Con l’avanzare del buio della sera poi, si trasforma in un meraviglioso spettacolo di tantissime luci.

Il Mulino Franchino

Per fare un tuffo nella produzione agricola del passato, un luogo da visitare è l’antico Mulino Franchino, un ex complesso di mulini per la realizzazione della farina oggi riconvertito in polo culturale. Si trova nel cuore della città e organizza attività didattiche ed espositive, oltre a mostrare i processi di produzione e finitura di ogni prodotto creato. Qui potrete fare anche una pausa stimolante nel suo caffè letterario.

Cosa fare a Santa Fe

Oltre alla visita dei luoghi storici, culturali e religiosi di Santa Fe, si possono vivere tante altre esperienze autentiche e arricchenti in questa terra ancora poco conosciuta internazionalmente dal punto di vista turistico.

Una volta nel centro di Santa Fe, per esempio, non ci si può far sfuggire una visita alla Cervecería Santa Fe: uno stabilimento di produzione di birra tra i più famosi di tutta l’Argentina. Potrete prenotare tour guidati che permettono di scoprire tutte le fasi di produzione della birra e realizzare in prima persona le basi della fermentazione dei cereali.

Mentre si è in città non ci si può lasciar sfuggire anche l’occasione di assaggiare le prelibatezze della tradizione culinaria argentina e locale, come il delizioso asado preparato dai maestri della carne alla griglia, o le empanadas, uno dei piatti più celebri di tutta l’Argentina, sorseggiando l’immancabile mate (la celebre bevanda tradizionale preparata con le foglie essiccate e tritate della pianta di yerba mate). Da non perdere anche il sábalo a la parrilla (un pesce di lago tipico della zona cotto alla griglia) e il pato al escabeche (una ricetta a base di carne d’anatra, cotta lentamente in un brodo delizioso).

Ma le esperienze che regala Santa Fe non terminano qui. I più avventurosi, oltre a fare piacevoli passeggiate lungo il fiume, possono viaggiare sull’acqua a bordo dei kayak nella laguna di Setúbal, mentre chi cerca momenti romantici da condividere con la persona amata può attraversare il Puente Colgante (Ingeniero Marcial Candioti Bridge) accompagnati dalle luci infuocate del tramonto.

Anche a Sperlonga occorre prenotare la spiaggia libera: come fare

24 juin 2025 à 11:04

La splendida Sperlonga, una delle mete più amate del litorale laziale, introduce un nuovo sistema per accedere alla spiaggia libera davanti alla Grotta di Tiberio: ora è necessario infatti prenotare tramite un’app gratuita. Si tratta di una scelta strategica per limitare il sovraffollamento turistico e promuovere un uso più consapevole e sostenibile del territorio.

Il ritorno delle app per l’accesso alle spiagge libere

Durante la pandemia, tra il 2020 e il 2021, molte spiagge italiane adottarono un sistema di prenotazione digitale per regolamentare gli accessi. Con il graduale ritorno alla normalità, molte di queste misure furono abbandonate. Tuttavia, in alcune località come Posillipo vicino a Napoli, il sistema è rimasto attivo. Ora anche Sperlonga, in Lazio, sceglie di riprendere questa pratica, non per motivi sanitari, ma per contrastare il turismo di massa e tutelare il patrimonio ambientale e culturale.

Perché la Grotta di Tiberio richiede una prenotazione

La spiaggia libera davanti alla suggestiva Grotta di Tiberio – una cavità naturale di interesse archeologico – è una delle più iconiche di Sperlonga, ma anche tra le più piccole e fragili. Per questo il Comune ha stabilito che non possono essere ospitati più di 56 ombrelloni, mantenendo una distanza minima di 3 x 4 metri tra l’uno e l’altro. Una misura necessaria per garantire la fruizione sostenibile dell’area, che è parte del Parco Regionale Riviera di Ulisse e presenta appunto un notevole valore naturalistico e anche archeologico.

La spiaggia libera davanti alla Grotta di Tiberio diventa a prenotazione obbligatoria
iStock
La Grotta di Tiberio a Sperlonga

Come funziona il sistema di prenotazione

Dal 14 giugno, è attiva sull’app “Sperlonga turismo”, disponibile per dispositivi iOS e Android e utilizzata sia dai turisti che dai local, una sezione dedicata: “Prenota spiaggia libera Grotta di Tiberio”. Il servizio è gratuito, ma prevede alcune regole:

  • la prenotazione è obbligatoria e deve essere fatta con un giorno di anticipo,
  • la conferma sul posto deve avvenire entro le ore 11:30 del giorno stesso in cui si vuole usufruire della spiaggia, tramite QR code,
  • la scansione del codice va fatta nei parcheggi convenzionati per attivare e poi disattivare il proprio posto quando si va via,
  • il sistema di prenotazione rilascia il posto automaticamente quando l’utente se ne va, rendendolo disponibile per altri viaggiatori.

Inoltre, sulla spiaggia è presente un punto informativo fisico, gestito da Energie Comuni, dove è possibile ricevere assistenza e spiegazioni sul funzionamento dell’app e delle prenotazioni.

Una tendenza condivisa anche da altre località italiane

Sperlonga non è un caso isolato. Anche in Sardegna alcuni comuni hanno adottato soluzioni simili per limitare il turismo di massa e preservare spiagge di grande bellezza ma a capienza limitata. È il caso di La Pelosa a Stintino, Cala Goloritzé a Baunei e Tuerredda a Teulada. In tutte queste destinazioni si punta alla conservazione del paesaggio e a un turismo più rispettoso dell’ambiente.

Turismo sostenibile e rispetto del territorio

L’iniziativa del Comune di Sperlonga rientra in una visione più ampia di gestione del turismo sostenibile, formalizzata attraverso un protocollo d’intesa con il Parco Regionale Riviera di Ulisse e la sezione locale de la Lega Navale Italiana. L’obiettivo è chiaro: salvaguardare le risorse naturali e offrire un’esperienza di qualità, sia ai residenti che ai numerosi visitatori.

Fitz Roy, la montagna leggendaria che cambia colore durante la giornata

30 mai 2025 à 16:00

Situato nel cuore della Patagonia meridionale, il Monte Fitz Roy, noto anche con il nome originale di Cerro Chaltén, si erge come una delle vette più affascinanti e iconiche del Sud America. Questa montagna, famosa per il suo profilo inconfondibile e le variazioni cromatiche che assume nel corso della giornata, rappresenta una tappa irrinunciabile per chiunque desideri esplorare le meraviglie naturali della regione andina. Incastonata tra i parchi nazionali Los Glaciares in Argentina – dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981 – e Bernardo O’Higgins in Cile, questa cima leggendaria  – che si dice abbia ispirato Antoine de Saint-Exupéry per illustrare Il Piccolo Principe – unisce spettacolarità geologica, significati culturali profondi e sfide alpinistiche di alto livello.

Geografia e posizione strategica

Il Fitz Roy si trova lungo il confine tra Argentina e Cile, raggiungendo un’altitudine di 3.405 metri. La montagna domina il massiccio che porta il suo nome, condividendo l’area con altre cime spettacolari come il Cerro Torre. Da un lato, si affaccia sul Campo de Hielo Sur – Ghiacciaio Patagonico Meridionale con i suoi 47 ghiacciai e tanti laghi color smeraldo punteggiati di iceberg – dall’altro si apre sulle pampas argentine, spoglie e battute dal vento.

Il punto di partenza: El Chaltén

La base ideale per chi desidera avvicinarsi al Fitz Roy è il villaggio di El Chaltén. Questo piccolo centro abitato, situato all’interno del Parco Nazionale Los Glaciares, è facilmente raggiungibile percorrendo la Ruta 40 e poi la Strada Provinciale 23. Già lungo il tragitto è possibile scorgere la silhouette inconfondibile della montagna, che si staglia all’orizzonte tra le vette delle Ande.

come arrivare al Fitz Roy
Fonte: iStock
Le montagne Fitz Roy e Cerro Torre

Un nome, molteplici significati

Il Fitz Roy non è solo una meraviglia naturale, ma anche un simbolo culturale. Il nome originario “Chaltén” deriva dalla lingua degli Aonikenk, o Tehuelche, le popolazioni indigene della regione. Secondo alcune interpretazioni, il termine indica “montagna blu“; secondo altre, si traduce in “montagna che fuma“, in riferimento alle nuvole che spesso avvolgono la cima e che indussero in passato a credere si trattasse di un vulcano.

Un’identità contesa

Nel 1877, il geografo argentino Francisco Moreno ribattezzò la montagna in onore di Robert Fitz Roy, il capitano britannico che l’aveva avvistata durante una spedizione nel 1834. Recentemente, sono emerse proposte di legge per ripristinare il nome originale, in linea con il riconoscimento dei diritti culturali delle popolazioni native previsto dalla Costituzione argentina.

Significato spirituale e mitologico

Per gli Aonikenk, il Chaltén aveva un valore sacro. Secondo la mitologia locale, il semidio Elal fu trasportato sulla cima della montagna da un cigno prima di discendere tra gli uomini per insegnare loro l’arte della sopravvivenza. Questo racconto riflette la profonda connessione spirituale tra la montagna e le popolazioni indigene. Oltre al mito di Elal, la cima era considerata una sorta di portale simbolico tra il mondo terreno e quello degli spiriti. Molti rituali venivano eseguiti nelle sue vicinanze e la montagna veniva osservata per trarne presagi legati al clima, alla caccia o alla prosperità del villaggio.

L’esplorazione occidentale e l’importanza geopolitica

La prima documentazione europea risale al XVIII secolo, grazie alla spedizione spagnola di Francisco de Biedma y Narváez. In seguito, esploratori britannici e argentini contribuirono alla mappatura e alla definizione del confine tra Argentina e Cile. Solo negli anni ’30 del Novecento, con le spedizioni del missionario italiano Alberto Maria De Agostini, si iniziarono a esplorare sistematicamente le valli del massiccio.

L’alpinismo internazionale e i sentieri per tutti

L’ascesa al Fitz Roy è considerata una delle più difficili al mondo. Le pareti verticali in granito, l’imprevedibilità del meteo e i forti venti rendono la scalata una vera e propria impresa. La prima ascensione fu compiuta nel 1952 dai francesi Lionel Terray e Guido Magnone. Da allora, diverse vie sono state aperte, attirando scalatori esperti da tutto il mondo.

escursioni al Monte Fitz Roy
Fonte: iStock
Montagna del Fitz Roy nel Parco Nazionale della Patagonia in Argentina

Percorsi escursionistici per tutti i livelli

Non solo per alpinisti esperti: il Parco Nazionale Los Glaciares offre numerose escursioni accessibili anche a escursionisti non professionisti. I sentieri sono ben segnalati e attraversano paesaggi di straordinaria bellezza, offrendo viste sul Fitz Roy e sul ghiacciaio Viedma. Anche chi non ha esperienza può immergersi nell’ambiente naturale, osservare la fauna locale e provare l’emozione di camminare ai piedi di una delle montagne più iconiche del mondo.

Sentieri brevi e panoramiciChorrillo del Salto a soli 4 km da El Chaltén, questa cascata è raggiungibile in meno di un’ora a piedi o in bicicletta; Laguna Capri un itinerario di mezza giornata che offre spettacolari vedute del Fitz Roy. Escursioni giornaliere impegnative: Laguna Torre circa 8 ore tra andata e ritorno, con la possibilità di campeggio presso il campo De Agostini; Lago de los Tres uno dei percorsi più iconici che richiede circa 9 ore e regala viste mozzafiato sul Fitz Roy e sulle cime circostanti. Percorso con guida obbligatoria: Ghiacciaio Torre, questo percorso prevede l’uso di ramponi e imbracature per l’esplorazione del ghiaccio.

Condizioni climatiche e consigli pratici

Chiunque si avventuri nella regione del Fitz Roy deve essere pronto ad affrontare condizioni meteorologiche estremamente mutevoli. In un solo giorno è possibile passare dal sole intenso alla neve, con forti raffiche di vento che possono rendere pericolosi anche i tratti più semplici. È importante pianificare attentamente ogni escursione, controllare costantemente le previsioni meteorologiche e lasciare detto a qualcuno l’itinerario previsto. I mesi da ottobre ad aprile offrono le condizioni migliori per il trekking, ma anche in questo periodo non bisogna mai sottovalutare la forza della natura.

Il periodo ideale va quindi da ottobre ad aprile, con l’estate australe (dicembre-febbraio) che offre giornate più lunghe e temperature più miti. Marzo e aprile sono perfetti per chi desidera godere dei colori autunnali. Si raccomandano scarponi da trekking, abbigliamento tecnico a strati, impermeabili, guanti, protezione solare e occhiali da sole. L’acqua potabile è disponibile in diversi punti lungo i sentieri.

Un’esperienza unica nel cuore della Patagonia

Il Monte Fitz Roy, in Patagonia, è più di una semplice cima da ammirare: è un simbolo di avventura, spiritualità e resistenza. Ogni sua sfumatura, ogni nuvola che lo accarezza, ogni luce che lo tinge di rosa o oro al tramonto, contribuisce a renderlo uno dei luoghi più magici e indimenticabili dell’intero emisfero australe. Vivere il Fitz Roy significa entrare in contatto diretto con una natura incontaminata e potente, che impone rispetto e regala emozioni autentiche. È un’esperienza trasformativa, che lascia un segno indelebile in chi ha il privilegio di camminare ai suoi piedi.

Dall’arrivo a El Chaltén, all’alba che colora la cima del Fitz Roy di sfumature infuocate, ogni momento vissuto in questa parte di mondo è un invito alla riflessione, alla meraviglia e alla riconnessione con sé stessi e con la terra. Non è solo un viaggio geografico, ma un percorso interiore che arricchisce e ispira.

Amerigo Vespucci a Civitavecchia: sold out le visite a bordo dal 28 maggio al 2 giugno

23 mai 2025 à 10:21

Dopo le affollatissime tappe di Trieste e Venezia e le ultime a Napoli e Cagliari, con l’attesa sosta a Gaeta di questo weekend, la nave scuola Amerigo Vespucci, la “più bella del mondo” secondo la Marina Militare Italiana, si prepara a far tappa anche nel porto di Civitavecchia, dove resterà ormeggiata dal 28 maggio al 2 giugno.

Anche in questa occasione, le visite gratuite a bordo hanno registrato un tutto esaurito in poche ore dalla pubblicazione online delle disponibilità sul sito ufficiale del Tour Mediterraneo 2025.

In ogni porto toccato dalla nave, inoltre, viene allestito il Villaggio IN Italia, uno spazio espositivo e interattivo che accompagna l’esperienza di visita con laboratori, mostre, eventi per bambini e famiglie, incentrati su sostenibilità, tecnologia e tradizione navale.

L’Amerigo Vespucci a Civitavecchia

Dopo un tour mondiale durato 20 mesi, in cui ha solcato oltre 46mila miglia, toccato 35 porti in 5 continenti, e dopo essere stata nominata Chiesa Giubilare per il Giubileo 2025, l’Amerigo Vespucci è tornata in Italia e nel suo tour Mediterraneo sta attraversando l’Italia. Anche Civitavecchia si prepara ad accoglierla a braccia aperte, anche se, purtroppo, solo chi è riuscito a prenotare in tempo potrà salire a bordo.

Proveniente dalla tappa di Cagliari, l’Amerigo Vespucci approderà a Civitavecchia il 28 maggio e potrà essere visitata, su prenotazione gratuita, fino al 2 giugno 2024. La nave sarà ormeggiata nel porto laziale per sei giorni, in occasione della Festa della Repubblica, offrendo un’opportunità unica di salire a bordo di un vero e proprio simbolo del mare italiano.

Le prenotazioni per visitare la nave a Civitavecchia sono state aperte lo scorso 17 maggio e sono andate rapidamente esaurite, come già accaduto nelle tappe precedenti del tour. I posti disponibili erano limitati e la richiesta altissima, complice anche il fascino della nave e la ricorrenza del 2 giugno.

Cosa aspettarsi durante le visite a bordo

Durante la visita, non guidata, ma supportata dalla presenza dell’equipaggio, sarà possibile:

  • esplorare l’interno dell’Amerigo Vespucci, dai ponti in legno pregiato alle cabine degli ufficiali, fino alla scoperta degli strumenti di navigazione;
  • conoscere la storia della nave e le sue missioni, grazie al racconto diretto dei marinai della Marina Militare;
  • ammirare l’incredibile artigianalità della nave, costruita nel 1931 e considerata un capolavoro del patrimonio navale italiano.

A tutti i visitatori, inoltre, si raccomanda di indossare scarpe chiuse e comode e si ricorda che non sono ammessi animali, ad eccezione dei cani di piccola taglia trasportati in braccio. L’accesso con passeggini o carrozzine non è consentito per motivi di sicurezza.

Come prenotare e visitare gratis l’Amerigo Vespucci?

Le visite all’Amerigo Vespucci sono completamente gratuite, ma consentite solo tramite prenotazione online, disponibile esclusivamente attraverso il sito ufficiale del Tour Mediterraneo 2025 o i profili social della Marina Militare Italiana.

Ogni tappa prevede un numero limitato di ingressi e la possibilità di prenotare per un massimo di quattro persone per ciascun nucleo familiare. Per chi non è riuscito ad accedere ai biglietti gratuiti per Civitavecchia, si consiglia di monitorare costantemente i canali ufficiali in vista delle prossime soste italiane della nave.

Le prossime tappe, infatti, saranno le ultime due: Livorno (4-8 giugno) e Genova (10 giugno).

“Il Vespucci incontra la cultura” visite speciali ai musei nelle tappe della nave

Altra novità riguardante il Tour Mediterraneo dell’Amerigo Vespucci è che durante le prossime tappe, grazie al progetto “Il Vespucci incontra la cultura”, i visitatori potranno accedere a musei e luoghi culturali delle città ospitanti con biglietti a prezzo ridotto, nei giorni di permanenza della nave scuola Amerigo Vespucci.

L’iniziativa nasce da un accordo tra il Ministero della Cultura, la Marina Militare e altri ministeri, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e culturale italiano. La prenotazione sarà obbligatoria sul sito ufficiale e lo sconto verrà applicato in biglietteria mostrando la ricevuta. Le prossime città coinvolte includono Civitavecchia e Genova, con una selezione di musei e siti archeologici aperti in convenzione, come il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia.

L’Amerigo Vespucci approda a Gaeta: come visitare gratis la nave più bella del mondo

Par : losiangelica
19 mai 2025 à 09:46

Viene soprannominata “la nave più bella del mondo” e già a vederla in foto non è complicato capire perché: stiamo parlando dell’Amerigo Vespucci, il veliero simbolo della Marina Militare italiana diventata protagonista del Tour Mediterraneo 2025. Il mezzo ricco di fascino ha toccato 30 Paesi e 35 porti e tra queste ci sono alcune tappe in Italia. Nuova tappa? Dal 24 al 27 maggio l’Amerigo Vespucci arriva a Gaeta e sarà possibile visitarla gratis.

L’Amerigo Vespucci arriva a Gaeta

Geata è protagonista di un evento importante: l’arrivo dell’Amerigo Vespucci che si inserisce nel tour Mediterraneo 2025.

Dopo aver toccato altre città durante il tour come Brindisi, Taranto, Palermo, Napoli, Cagliari, il 24 maggio è il turno del Lazio. Cittadini e istituzioni sono pronti a godersi il momento, avendo l’opportunità di salire a bordo gratuitamente il 25 e il 26 maggio previa prenotazione.

Elena Palazzo, assessore al Turismo, Ambiente e Sport ha rivelato in un’intervista riportata da LatinaToday che accogliere un simbolo tanto importante della storia navale nazionale è una vera e propria opportunità sia per i cittadini sia per poter promuovere il territorio della regione Lazio. L’inziativa, infatti, si inserisce ina una strategia più completa di rilancio turistico che coinvolge in modo diretto Gaeta.

Dopo il termine dell’evento la nave della Marina Militare ripartirà proseguendo il suo viaggio verso Civitavecchia dove si fermerà dal 28 maggio al 3 giugno.

A Gaeta arriva l'Amerigo Vespucci
Fonte: Ufficio stampa
Tappa a Gaeta per l’Amerigo Vespucci

Vespucci incontra la cultura: l’iniziativa che coinvolge i musei

Una novità interessante è il progetto “Il Vespucci incontra la cultura”, un’iniziativa che coinvolge l’apertura di musei e altre esposizioni delle città toccate dal tour. L’accordo siglato dal Ministero della Cultura coinvolge altri 12 ministeri che sostengono il progetto: durante le giornate di sosta i cittadini potranno visitare non solo il veliero, ma anche diversi musei nazionali e istituti culturali coinvolti ottenendo una significativa riduzione sugli ingressi.

Come visitare la celebre nave scuola della Marina Militare

Il veliero arriva a Gaeta e apre le porte ai visitatori nelle giornate del 25 e 26 maggio gratuitamente. Dal 12 maggio risultano attive le prenotazioni obbligatorie tramite il sito ufficiale del tour. Basterà compilare i dati anagrafici e concludere la procedura per ottenere il ticket gratuito; ogni prenotazione dà modo di accedere ad un massimo di 4 persone (attualmente le prenotazioni sono sold out).

Le visite si svolgeranno il 25 maggio dalle 14 alle 21 e il 26 maggio dalle 15 alle 18:30 durando circa 25-30 minuti. Il percorso coinvolgerà solo le aree esterne e non sono previste guide ufficiali, ma il personale di bordo sarà presente e pronto ad interagire.

Le iniziative del Villaggio IN Italia

Ogni tappa farà promozione del made in Italy e delle eccellenze della nostra Penisola. Per questo motivo sarà presente anche a Gaeta l’iniziativa Villaggio IN Italia, che dà modo di esplorare e scoprire esposizioni tematiche e laboratori interattivi.

La maestosa Amerigo Vespucci fa tappa a Crotone (le prenotazioni sono gratis)

Par : elenausai10
22 avril 2025 à 13:11

L’Amerigo Vespucci, la “nave più bella del mondo”, fa tappa a Crotone, dove arriverà il 23 e il 24 aprile 2025. C’è grande attesa per il veliero a motore e nave scuola più antica della Marina Militare Italiana attualmente in tour nelle diverse città nostrane: è già approdata a Trieste, Venezia, Ancona, Ortona, Brindisi e Taranto. Dopo Crotone, salperà per i porti di Porto Empedocle, Reggio Calabria, Palermo, Napoli, Cagliari, Gaeta, Civitavecchia e Livorno, terminando il suo viaggio a Genova.

È una nave maestosa che, in occasione del tour, può essere visitata gratuitamente dai fortunati che riescono a prenotarsi in tempo. I biglietti per a tappa di Crotone, infatti, stanno andando a ruba.

L’Amerigo Vespucci a Crotone

La Nave Scuola Amerigo Vespucci è il più antico veliero in servizio della Marina Militare Italiana, inaugurata il 22 febbraio 1931. Dopo la tappa di Taranto, arriverà nel porto di Crotone il 23 e il 24 aprile 2025 e, chi è riuscito a prenotarsi, potrà salire a bordo gratuitamente, scattare delle foto e visitarla in autonomia. Le visite al pubblico sono previste in data 23 aprile, dalle 15:00 alle 20:00, per le quali è consigliato indossare scarpe comode, mentre non sono ammesse scarpe aperte o con il tacco.

Non sono consentiti passeggini o carrozzine, anche gli animali non sono permessi, mentre i cani di piccola taglia possono essere portati solo in braccio. Crotone non è l’unica tappa calabrese, in quanto la nave approderà il 5, 6 e 7 maggio anche a Reggio Calabria, mentre a Scilla sosterà al largo e potrà essere ammirata solamente in mare.

Cosa aspettarsi durante le visite dell’Amerigo Vespucci

Non è la prima volta che l’Amerigo Vespucci arriva a Crotone: in passato, approdò in questo porto nel 1996. Durante le visite del Tour Mediterraneo, avrete l’opportunità unica di scoprire da vicino il veliero che si occupa dell’addestramento e della formazione degli allievi dell’Accademia Navale e altre scuole della Marina, oltre che della salvaguardia e tutela del patrimonio naturale e dell’ambiente marino. Non a caso collabora con l’UNICEF e con il WWF.

Una volta saliti a bordo, esplorerete l’interno della nave, scoprendo le cabine degli ufficiali, i ponti e gli strumenti di navigazione storici. Potrete approfondire la storia e le missioni dell’Amerigo Vespucci e ammirare l’artigianato navale che rende questo veliero un simbolo di eccellenza italiana nel mondo. La visita della Vespucci non è guidata, ma i membri dell’equipaggio saranno felici di rispondere a tutte le domande lungo il percorso.

Come prenotare e visitare gratis l’Amerigo Vespucci

Come scritto anche in precedenza, le visite a bordo dell’Amerigo Vespucci sono gratuite, ma è necessario prenotare con anticipo e velocemente perché vanno subito sold out. L’unico sito dal quale prenotare il proprio posto, per un massimo di quattro persone, è quello ufficiale della nave. Se siete interessati alle prossime tappe, consigliamo di seguire i canali social per conoscere l’apertura delle prenotazioni e le altre novità, ma intanto ecco dove saranno:

  • La Valletta (Malta): 25 – 29 aprile;
  • Porto Empedocle: 30 aprile;
  • Reggio Calabria: 5 – 7 maggio;
  • Palermo: 8 – 11 maggio;
  • Napoli: 13 – 16 maggio;
  • Cagliari: 19 – 22 maggio;
  • Gaeta: 24 – 27 maggio;
  • Civitavecchia: 28 maggio – 3 giugno;
  • Livorno: 4 – 8 giugno;
  • Genova: 10 giugno.

Oltre a poter accedere alla nave, il biglietto vi permetterà di entrare nel Villaggio IN Italia allestito in ogni tappa, che completa l’offerta culturale con esposizioni tematiche e laboratori interattivi.

Cueva de las Manos, il magico enigma delle impronte preistoriche, una storia millenaria

4 avril 2025 à 16:19

In un angolo remoto della Patagonia argentina, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, congelato a millenni fa. Non è solo una meta per amanti dell’archeologia o dei paesaggi estremi, ma un autentico portale verso la preistoria. La Cueva de las Manos – ovvero la “Grotta delle Mani” – è un sito rupestre incredibile, in cui oltre 800 pitture raccontano storie, rituali, visioni e sogni di popolazioni antichissime.

Le pareti del canyon si colorano di rosso, nero, ocra e bianco: un’esplosione di impronte di mani, animali selvatici e simboli geometrici. Alcune figure risalgono a più di 9.000 anni fa, motivo per cui questo sito è ad oggi uno dei più antichi e meglio conservati esempi di arte rupestre al mondo. Camminare lungo il sentiero che conduce alla Cueva significa immergersi in un’atmosfera magica, quasi irreale. Il vento sferza la valle del Río de las Pinturas, i condor volano in alto e ogni roccia sembra sussurrare storie millenarie.

Cueva de las Manos, dove si trova e come raggiungerla

La Cueva de las Manos si trova nella provincia di Santa Cruz, tra la cittadina di Perito Moreno e il villaggio semi-abbandonato di Bajo Caracoles. È inserita in una zona selvaggia e scarsamente popolata ed è proprio questo isolamento ad aver protetto nei secoli la straordinaria bellezza delle sue pitture.

Ci sono due vie principali per raggiungere la grotta, la più utilizzata è una strada sterrata lunga circa 46 km che si imbocca dalla famosa Ruta 40, nei pressi di Bajo Caracoles. In alternativa, è possibile arrivare tramite l’Hostería Cueva de las Manos, anche se questa strada non è sempre accessibile durante tutto l’anno.

Per chi non dispone di un mezzo proprio, è possibile anche rivolgersi a escursioni organizzate che partono dalle vicine località di Perito Moreno, Los Antiguos o Lago Posadas. Tutte le visite alla grotta, in questo angolo remoto dell’Argentina, avvengono con guida obbligatoria: un’ottima occasione per conoscere curiosità e dettagli sulle pitture rupestri e sulla cultura dei popoli originari.

Patagonia, Argentina
Fonte: iStock
Il paesaggio dei canyon in cui è immersa la Grotta delle Mani

Una volta lasciato il veicolo, si percorre un sentiero panoramico che costeggia la parete del canyon, a circa 80 metri d’altezza. Lungo il tragitto, lo spettacolo naturale del paesaggio si intreccia alla suggestione dell’arrivo imminente.

Cosa vedere alla Cueva de las Manos? 

La visita inizia da un piccolo centro accoglienza con museo incluso nel biglietto (circa 400 pesos argentini). Da lì, si scende verso il sito principale, dove le pareti si trasformano in tele verticali. La maggior parte delle impronte – circa il 90% – è della mano sinistra, probabilmente realizzate soffiando pigmenti naturali attraverso tubi rudimentali. Una curiosità? Tra le tante figure spicca anche una mano con sei dita!

Oltre alle mani, si possono ammirare scene di caccia con guanachi, figure astratte e simboli misteriosi che ancora oggi gli studiosi faticano a interpretare. Ogni colore aveva probabilmente un significato rituale, ogni forma una funzione cerimoniale.

Nei dintorni della grotta non ci sono grandi centri abitati, ma la natura qui si prende tutto lo spazio. Ecco qualche tappa imperdibile:

  • Canyon del Río de las Pinturas: subito sotto il sentiero della grotta, è un luogo affascinante dove il rosso delle rocce si mescola al bianco dei depositi salini. Se si alloggia in una delle estancias vicine, è possibile organizzare escursioni a piedi o a cavallo.
  • Bajo Caracoles: minuscolo villaggio sulla pampa, non offre molto, ma possiede l’unica pompa di benzina della zona. Fermarsi qui è d’obbligo, anche solo per fare rifornimento e non rischiare di rimanere bloccati nel nulla.
  • Perito Moreno e Los Antiguos: situate a circa due ore di macchina, rappresentano buone basi per l’esplorazione della zona. Los Antiguos, in particolare, è ideale per chi vuole raggiungere la splendida Capilla de Mármol, sul lago General Carrera.
  • Ruta 41 e Monte Zeballos: per i più avventurosi, questo itinerario panoramico attraversa paesaggi spettacolari. Ideale da percorrere in due giorni con tappa a Lago Posadas.

Cosa vedere in Patagonia, la terra del Ghiaccio e del Fuoco ai confini del mondo

Par : losiangelica
31 mars 2025 à 13:30

Nel corso degli anni tutti i viaggiatori incalliti, almeno una volta nella vita, hanno sognato di poter prenotare il proprio viaggio in Patagonia. Questo territorio è uno dei più amati per chi desidera osservare dal vivo panorami mozzafiato e paesaggi che sembrano quasi dipinti, senza considerare che parliamo di una vacanza che mette alla prova perché rimane pur sempre una destinazione introspettiva in cui viaggiare, una terra incantata e selvaggia, dove il silenzio regna sovrano e in cui l’attrazione principale è la natura. Approfondiamo dunque cosa vedere in Patagonia, territorio tra il Cile e l’Argentina nell’America del Sud.

Parco Nazionale Torres del Paine in Patagonia

Parco Nazionale Torres del Paine
Fonte: iStock
Parco Nazionale Torres del Paine

Come anticipato, la Patagonia è un territorio che interessa l’Argentina e il Cile. Se abbiamo prenotato una vacanza in Cile per vedere il famoso Parco Nazionale Torres del Paine in Patagonia, magari alloggiando a Puerto Natales, il parco è stato istituito nel 1959 ed è tra i parchi nazionali più importanti della Patagonia cilena. In virtù della fauna e della flora del posto e del fatto che è un territorio da preservare e proteggere, nel 1978 è stato dichiarato riserva della biosfera dall’UNESCO. Il periodo migliore per fare trekking è l’estate, e questo luogo si trova precisamente nella zona meridionale del Cile, ovvero tra Magallanes e l’Antartide cilena, quindi molto vicino all’Argentina. Fare trekking qui è un’esperienza unica e ci sono, tra l’altro, molti sentieri mozzafiato oltre alla possibilità di arrivare fino alla cima del Mirador Torres del Paine.

Penisola di Valdés

Tra i luoghi da non perdere in Patagonia non possiamo non menzionare la Penisola di Valdés, un vero e proprio paradiso naturalistico che si estende per più di 400.000 ettari. Inoltre, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Qui vivono in libertà molte specie di animali, tra cui i famosi lama della Patagonia o gli struzzi.

Terra del Fuoco

Non solo la terra del ghiaccio, ma anche la terra del fuoco. Ecco, la Patagonia è un territorio che si lascia scoprire pian piano, un viaggio intimo e profondo ai confini del mondo dove scoprire la cosiddetta Terra del Fuoco. La parte a sud è nota con questo nome: la zona di Ushuaia e il centro cittadino, la capitale, centro culturale dove è possibile scoprire le tradizioni e la cultura del luogo. Segnaliamo inoltre la presenza di un Museo Marittimo e del Presidio di Ushuaia, e consigliamo di prenotare diverse esperienze, tra cui un’escursione sul Canale di Beagle. O magari prenotare un’escursione al Parco Nazionale Terra del Fuoco che includa una visita al Treno della Fine del Mondo. Sarà davvero una giornata memorabile.

I ghiacciai della Patagonia

Perito Moreno
Fonte: iStock
Perito Moreno

Se invece stiamo pianificando un viaggio in Argentina, allora non possiamo perderci i ghiacciai della Patagonia come il Perito Moreno, che ne è una vera e propria stella, il più famoso al mondo. Un ghiacciaio a dir poco imponente, perché si estende per ben 60 metri in altezza, per 15 km di lunghezza e 5 di larghezza. Praticamente le sue misure corrispondono all’estensione di Buenos Aires. Ci si può anche avvicinare in barca, ma il Perito Moreno non è l’unico ghiacciaio della Patagonia da vedere. Ne troviamo infatti anche altri come nel Parco Nazionale di Los Alerces, ovvero il ghiacciaio Torrecillas, o magari i ghiacciai Upsala, Spegazzini o Onelli.

Il Distretto dei Laghi

Ci troviamo al confine del mondo, in un luogo magnifico dove i ghiacciai sono millenari e le steppe infinite e dove appunto è il silenzio a regnare incontrastato. Ma tra le cose da vedere in Patagonia possiamo forse dimenticare di parlare del Distretto dei Laghi, che si trova precisamente nella zona dell’Argentina? Qui è impossibile non innamorarsi del posto, considerando che è la natura a vincere su tutto. Possiamo trovare diversi laghi come il Lago Nahuel Huapi, ben 500 chilometri quadrati di acqua cristallina, o il Lago Correntoso, che è piccolo ma di una bellezza unica, un vero e proprio paradiso. E per chi non può fare a meno di leggende e misteri, allora segnaliamo il Lago Traful.

Ruta 40

Per visitare la Patagonia al meglio molti scelgono di percorrere parte della famosa Ruta 40, che va da Sarmiento a El Calafate, in modo tale da percorrere la strada e fermarsi lungo i paesaggi spettacolari che naturalmente consentono di vivere un’esperienza più unica che rara. Chiaramente parliamo di una strada lunghissima, composta da 3.000 chilometri, e di solito per questo motivo si sceglie di partire in tour, così da non perdere alcuna attrazione come la Penisola di Valdés o magari la pinguineria di Cabo Dos Bahias.

Cascate di Iguazù

Tra le Sette Meraviglie del Mondo della Natura, le Cascate di Iguazù sono Patrimonio Naturale dell’Umanità e si trovano precisamente nel Parco Nazionale Iguazù, al confine con ben tre Stati, ovvero l’Argentina, il Brasile e il Paraguay. Le cascate raggiungono gli 80 metri di altezza e vengono alimentate dal fiume Iguazú. Una nube di vapore avvolge la cascata, ed è veramente difficile descrivere la perfezione di questo posto a parole, poiché sembra quasi di ritrovarci in un luogo primordiale dove la natura è stata ancora una volta maestra.

Le pinguinerie

Questa terra che a noi appare tanto lontana, ed effettivamente lo è, non è così solitaria o almeno: in alcuni punti possiamo osservare le cosiddette pinguinerie. Dove vedere i pinguini in Patagonia? Consigliamo di andare a Punta Tombo, la località che è famosa in effetti per essere luogo di riproduzione dei pinguini di Magellano nelle Americhe: qui trovano rifugio un milione di pinguini da settembre fino ad aprile.

Ovviamente parliamo di una zona estremamente popolare tra i turisti, quindi aspettiamoci un flusso abbastanza intenso, ma in ogni caso ricordiamo che il turismo deve sempre essere rispettoso dei luoghi che vediamo. Tra le altre località dove vedere i pinguini in Argentina citiamo anche la Isla Martillo, un’escursione che possiamo fare con partenza da Ushuaia. Anche in questo caso troviamo 1.000 nidi di pinguini di Magellano. Completiamo infine i nostri consigli con la Isla Magdalena, nella Patagonia del Cile; sempre nella Terra del Fuoco cilena, è possibile osservare il Pinguino Rei Park, ovvero i Pinguini Reali (circa 50) che vivono proprio qui, protetti. Un piccolo consiglio: prepariamoci per il clima e le temperature della Patagonia prima di partire, così da portare con noi tutto il necessario.

Sognando la Patagonia: la magia del Distretto dei Laghi

30 mars 2025 à 12:40

La Patagonia è il confine del mondo, la linea prima del nulla; è l’eco del passato che corre tra maestose montagne, sopra i laghi di un blu disarmante e che viene spinto dal vento che soffia su terre sconfinate. È l’incipit di una storia primordiale fatta di ghiacciai millenari che riposano come giganti dormienti, steppe infinitamente silenziose e colline plasmate come plastilina dalle mani del tempo. Qui, ogni cosa, ogni elemento racconta una storia molto più antica di noi. Dicono che un viaggio in Patagonia ti cambia per sempre e noi non possiamo che essere d’accordo. Per descrivere tutte le meraviglie di questo luogo servirebbe un libro intero, oggi ti portiamo con noi in un viaggio alla scoperta di una delle tantissime gemme preziose che questa zone dell’Argentina ha da offrire: il Distretto dei Laghi.

Cos’è il distretto dei laghi in Patagonia

Uno dei meravigliosi laghi in Argentina
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Giochi di riflessi nel Distretto dei Laghi in Argentina

Di luoghi “da cartolina” o “instagrammabili”, se vogliamo usare un gergo più vicino alle nuove generazioni, ne è pieno il mondo. Ma i luoghi che sembrano appena usciti da un libro di fiabe illustrate sono molto più rari. Il Distretto dei Laghi in Patagonia è esattamente uno di questi: un angolo di mondo dove la natura è maestra di vita e dove il tempo lascia spazio allo stupore. Il distretto è situato al confine tra Cile e Argentina, nella parte meridionale del Sud America e, più precisamente, si estende dalle regioni cilene di Los Rios e Los Lagos, alla provincia di Neuquen in Argentina. Si tratta di una zona di bellezza sconfinata, dove la natura si riflette sulle superfici dei laghi come in antichi specchi d’argento, i boschi secolari sono custodi di storie millenarie e le cime delle montagne si stagliano come schegge su cieli infiniti. Ma i veri protagonisti, come avrai intuito dal nome, sono i laghi; se ne contano tantissimi in tutta la regione ma alcuni sono più celebri di altri e oggi te li vogliamo raccontare.

Lago Nahuel Huapi

Il cuore pulsante della Patagonia del Sud. Oltre 500 chilometri quadrati di acqua cristallina che varia dal blu profondo al turchese brillante. Ad abbracciare il lago ci sono le Ande con le cime innevate che si riflettono sull’acqua dal cui centro emergono isole iconiche e intrise di storie come Isla Victoria e la Foresta di Arrayanes – proprio qui leggenda narra che Walt Disney trovò ispirazione per la storia di Bambi. Ma questa non è l’unica leggenda di questo lago, anzi. Il Nahuel Huapi è ricco di misteri, come quel del Nahuelito, una creatura mitologica che popola le sue acque e che potrebbe essere considerata cugina del mostro di Lochness.

Lago Correntoso

Piccolo ma di una bellezza incredibile, con acque cristalline sulle quali si riflettono i boschi circostanti creando dei giochi di luce e colore degni un quadro impressionista. Questo lago è un vero e proprio paradiso per i pescatori poiché le sue acque sono popolate da moltissime trote. Fun Fact: il Rio Correntoso che collega questo lago con il Nahuel Huapi è considerato uno dei fiumi più corti al mondo, con una lunghezza di appena 200 metri.

Lago Lácar

Se questo lago potesse parlare, scopriresti un’anima malinconica e poetica. Acque placide e un silenzio sorprendente interrotto solo da qualche suono della natura circostante. Se stai cercando il relax più totale, questo lago fa per te, perfetto per godere appieno della natura incontaminata che lenisce qualsiasi tipo di dolore, stanchezza o malumore. Il luogo ideale per lasciarsi cullare dalla Patagonia più autentica. Inoltre, se sei un amante del kayak qui troverai pane per i tuoi denti.

Lago Espejo

Il nome è già abbastanza esplicativo, questo lago è, a tutti gli effetti, un enorme specchio adagiato sulla terra pronto a riflettere i cieli della Patagonia. Soprattutto nelle giornate senza vento, le montagne e i boschi circostanti si sporgono su di esso cercando il proprio riflesso. Possiamo dire che il Lago Espejo sia uno dei più suggestivi di tutto il distretto. Inoltre, è una sosta obbligata per chiunque voglia intraprendere la Ruta de los siete lagos!

Lago Traful

Se ti piacciono i misteri, le leggende e le storie intriganti, il Lago Traful è ciò che fa per te, esattamente come il Nahuel Huapi di cui ti abbiamo parlato poco fa. La sua anima enigmatica e l’allure che lo circonda sono dovute sia alla sua posizione sia ad alcuni fenomeni che lo caratterizzano. Innanzitutto, per raggiungerlo dovrai avventurarti in strade sterrate e superare foreste fitte e silenziose. Una volta superate, lo scenario che si aprirà ai tuoi occhi ti toglierà il fiato. Ma il vero tratto affascinante è il Bosque Sumergido, una foresta di boschi pietrificati che riposa nelle profondità del lago e che dona a questo luogo un’atmosfera incredibilmente surreale. Se sei una persona che ama uscire dai sentieri battuti e cerca sempre quell’alternativa più di nicchia, questo è il posto giusto per scoprire una Patagonia autentica e perfettamente intatta.

Lago Villarino e Lago Falkner

Questi due laghi vengono spesso citati insieme proprio perché è come se fossero due fratelli separati soltanto da istmo di terra. Il Villarino è il più timido tra i due, con una vegetazione fitta che lo circonda trasformandolo nel rifugio perfetto per gli animali selvatici che popolano l’area. Il Falkner, invece, è il più scenico tra i due, aprendosi con una lunga spiaggia di sabbia chiara, baciata dal sole caldo che invita tutti a godersi una sosta rilassante. Due laghi che, oltre alla loro bellezza con pochi eguali al mondo, sono capaci di ispirare, raccontare storie e aiutare chi li visita a ritrovare il proprio benessere psicofisico.

Cose da sapere sul Distretto dei Laghi in Patagonia

Dopo averti raccontato i protagonisti indiscussi del Distretto dei Laghi in Patagonia, è il momento di fornirti una serie di informazioni utili alla programmazione del tuo viaggio. Dalle esperienze da provare assolutamente a come raggiungere il distretto, qui troverai tutto ciò che ti serve per pianificare l’esperienza nei minimi dettagli

Esperienze da provare

Ragazza con kayak nel Distretto dei Laghi in Argentina
Fonte: iStock
L’esperienza unica di pagaiare in Kayak nel Distretto dei Laghi in Patagonia

Il Lake District argentino ha davvero tanto da offrire a chiunque voglia immergersi nella sua bellezza ed è capace di soddisfare desideri e attitudini di qualsiasi tipo di viaggiatore passando da un estremo all’altro: da chi cerca una vacanza all’insegna del relax totale a chi invece vuole tenere sempre alto il livello di adrenalina. Questo meraviglioso angolo di mondo riesce davvero a mettere d’accordo tutti. Ecco alcune esperienze che puoi fare nel distretto dei laghi in Patagonia:

  • Affrontare la Rute de los siete lagos: ci sono percorsi che si affrontano con l’obiettivo di raggiungere la meta finale e percorsi che si percorrono per lasciarsi stupire passo dopo passo. La Ruta de los siete lagos fa parte di questa seconda categoria. Un percorso che si snoda per 110 chilometri tra San Martín de los Andes e Villa La Angostura, nel cuore della Patagonia e che attraversa boschi, valli e montagne toccando sette dei laghi più belli del distretto.
  • Fare attività outdoor: questo scenario naturale si presta ovviamente a moltissime attività sportive outdoor come trekking tra foreste e laghi. Sono tanti i sentieri che puoi calcare se sei un amante delle camminate in mezzo alla natura come, ad esempio, il Circuito Cerro Catedral – nella provincia di Bariloche – che ti regala panorami spettacolari e viste mozzafiato sullo spettacolare Nahuel Huapi; il Sendero Bosque de Arrayanes, per un’escursione incredibile tra gli alberi di questa bellissima foresta che ispirò Walt Disney; Cascada Ñivinco, un sentiero facile e breve che porta a una cascata nascosta in mezzo a un bosco; Ascensione al Volcán Lanín, per i più temerari e avventurosi che non vogliono perdere l’occasione di arrivare alla vetta innevata di un vulcano. Se alle camminate preferisci gli sport acquatici, puoi provare l’esperienza del Kayak! Tra le esperienze più suggestive in questo senso ci sono pagaiare sul Lago Espejo all’alba, oppure esplorare le baie nascoste del Lago Nahuel Huapi.
  • Provare la pesca sportiva: i laghi del distretto sono ricchi di trote fario e pesci lacustri, pertanto diventano un vero e proprio paradiso per tutti gli amanti della pesca. Tra i luoghi da non perdere troviamo il Río Correntoso,  che nonostante la sua breve lunghezza è pieno di pesci; il Lago Traful, perfetto per la pesca nelle sue acque trasparenti; il Río Limay, per chi vuole provare il brivido di catturare una trota gigante.
  • Esplorare le cittadine della Patagonia: in quest’area non ci sono solo laghi ma anche piccoli villaggi e cittadine da esplorare per entrare nel vivo della cultura di questo luogo. Da non perdere assolutamente San Martín de los Andes, un piccolo villaggio di montagna che si affaccia sul Lago Lácar, e Villa La Angostura: una piccola cittadina elegante che si distingue per i suoi chalet in legno e le vista mozzafiato sul Nahuel Huapi.

Come raggiungere il Distretto dei Laghi

Decidere di intraprendere un viaggio nel Distretto dei Laghi in Argentina significa regalarsi un’esperienza difficile da dimenticare e che saprà darti tantissime emozioni. Come hai visto, questa regione si trova a metà tra due stati: il Cile e l’Argentina, pertanto sono molti i punti di accesso per raggiungerla. Per chi arriva dall’Europa o dal Nord America, le porte d’ingresso sono Buenos Aires in Argentina o Santiago del Cile. Una volta arrivati in una di queste due località si può proseguire con un volo interno della durata di due o tre ore verso gli aeroporti locali:

  • Aeropuerto de Bariloche (BRC), il punto di arrivo migliore per chi vuole esplorare la Patagonia o intraprendere la Ruta de los siete lagos.
  • Aeropuerto Aviador Carlos Campos (CPC), perfetto per chi vuole iniziare il viaggio partendo da San Martín de los Andes.
  • Aeropuerto El Tepual (PMC), il punto ideale per chi invece vuole visitare l’area cilena del distretto.

Una volta raggiunti gli aeroporti locali, dovrai proseguire il tuo viaggio su strada. Consigliamo di noleggiare un’auto in modo da goderti appieno la regione esplorandola in lungo e in largo e dettando tu i tempi. Volendo ci sono anche bus che collegano le città principali.

Quando andare nel Distretto dei Laghi

Inverno nel Distretto dei Laghi in Argentina
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La magia dell’inverno abbraccia il Distretto dei Laghi in Patagonia

Puoi visitare il Distretto dei Laghi quando vuoi, proprio perché ogni stagione regala qualcosa di diverso e offre esperienze variegate, il paesaggio cambia continuamente proprio come un dipinto cambia colore nel tempo. In generale, l’estate australe (che va da dicembre a febbraio) è il periodo migliore per chi vuole provare esperienze all’aperto come trekking tra foreste e vulcani, kayak sulle acque dei laghi o affrontare la Ruta de los Siete Lagos. In questo periodo, le giornate sono lunghe e soleggiate, il clima è piacevole e la natura è al massimo del suo splendore, verde e rigogliosa. In autunno (che va da marzo a maggio) la regione esplode di colore, i cieli si incendiano di rosso e oro e l’atmosfera è davvero magica. Inoltre è un periodo di bassa stagione, quindi puoi godere di luoghi meno affollati e potrai entrare in contatto con una natura realmente incontaminata. Se ami gli scenari da fiaba, allora la tua stagione ideale per visitare il Distretto dei Laghi argentino è l’inverno (che va da giugno ad agosto) quando tutto si tinge di bianco, Bariloche diventa capitale dello sci sudamericano, e i laghi e le montagne restituiscono uno scenario d’incanto. Infine, la primavera. Il periodo che va da settembre a novembre è il momento ideale per vedere la natura che si risveglia, i fiori che sbocciano e il verde rigoglioso riempire le fronde degli alberi. Anche in questo caso sei in bassa stagione quindi puoi godere di quiete e pace, lontano dai periodi più affollati come l’estate o l’inverno.

In sintesi, il Distretto dei Laghi non è una semplice destinazione. È un’esperienza da vivere e che coinvolge tutti i sensi. La vista viene appagata da scenari incredibili, l’olfatto viene solleticato dall’aria frizzante e dal profumo di legno e resina dei boschi, il tatto è coinvolto dalle texture naturali che potrai toccare con mano, l’udito è coccolato dai suoni della natura, come il vento che muove gli alberi e increspa le superfici dei suoi laghi, e il gusto viene avvolto dai sapori forti e decisi della cucina tradizionale. Tutto questo è la Patagonia che si specchia nei suoi laghi e si racconta a coloro che decidono di mettersi comodi e ascoltarla.

Lo spirito argentino di Cordoba e i magici scenari delle Sierras

17 mars 2025 à 17:53

Cordoba è una graziosa e vivace città dell’Argentina in America Latina.
Seconda per importanza all’interno del Paese. Città a misura d’uomo e sede della più antica Università.

Fondata nel 1573 da Jerónimo Luis de Cabrera, Cordoba divenne un prestigioso centro religioso e educativo grazie all’arrivo dei gesuiti nel XVII secolo.

Se stai per partire per l’Argentina devi assolutamente inserire Cordoba nel tuo itinerario. Ti basteranno un paio di giorni per scoprirla. Qui, a differenza della grande e caotica metropoli di Buenos Aires, respirerai un’aria più rilassata e godrai di un clima mite e piacevole.

Dove si trova Cordoba

Situata nell’Argentina Centrale, Cordoba si trova ai piedi della catena montuosa Sierras Chicas sulle rive del fiume Primero.

La città, capitale dell’omonima provincia argentina, è ben collegata sia con l’estero che con il resto dell’Argentina grazie all’Aeropuerto Internacional Ingeniero Ambrosio Taravella, che si trova a 11 km dal centro.

Ogni settimana tanti sono i voli diretti da Buenos Aires, Salta, Mendoza e anche svariati collegamenti internazionali con altri paesi come il Cile, la Bolivia e il Brasile.

In alternativa, se ti trovi già all’interno del Paese e preferisci non prendere voli interni, potrai anche viaggiare via terra utilizzando i bus che collegano Cordoba con le altre città dell’Argentina.

Buenos Aires, ad esempio, si trova a circa 9 ore di bus. Potrebbe essere un’alternativa perfetta per scoprire chilometro dopo chilometro le meraviglie naturali che compongono questo Paese.

Vista la sua geolocalizzazione, il periodo migliore per visitare Cordoba è durante la Primavera (settembre-novembre) o l’Autunno (marzo-maggio). Il clima piacevole e mite ti farà innamorare di questa frizzante città.

Se viaggi in Argentina in estate, viste le temperature più elevate, ti consigliamo di esplorare anche le montagne e optare per attimi indimenticabili a contatto con la natura sui laghi. L’inverno, ovviamente più freddo, resta il periodo però più adatto per godere di Cordoba e dei suoi dintorni senza confusione e troppa gente.

Cordoba: cose da vedere in città

Città ricca di cultura e di fascino, Cordoba saprà farti respirare il vero spirito argentino. Se hai poco tempo a disposizione, ti farà piacere sapere che per visitarla ti basteranno un paio di giorni!

Qui il vecchio si mescola con il nuovo, le rovine gesuite del 1600 si alternano con le gallerie d’arte moderna, gli studenti universitari rendono la città vivace e sempre al passo con i tempi.

Cultura, storia, vita notturna ma anche meravigliosi paesaggi naturali tutt’intorno che offrono tante attività all’aria aperta da fare a Cordoba e regalano adrenalina pura.

Scopriamo insieme cosa vedere nella città di Cordoba!

Cabildo e la Cattedrale di Cordova di notte in Plaza De San Martin
Fonte: iStock
Iniziando la visita dal centro storico in Plaza De San Martin si trovano la Cattedrale e il Cabildo.

Plaza De San Martin

Partiamo dal centro storico, cuore pulsante della città e incontriamo
Plaza De San Martin, piazza dedicata a José de San Martin, generale argentino che portò il Paese, e non solo, all’indipendenza. A lui è dedicata una statua nel mezzo della piazza.

Qui potrai rilassarti concedendoti una pausa in uno dei bar e ammirare lo scorrere tranquillo della vita quotidiana.

In Plaza De San Martin si trovano la Cattedrale e il Cabildo, ex sede del governo coloniale oggi diventato museo che custodisce reperti storici e documenti che raccontano la storia di Cordoba e dell’Argentina. Questo ospita anche mostre temporanee.

Cattedrale di Nostra Signora Assunta

L’imponente Cattedrale di Cordoba si trova in Plaza De San Martin. Edificio di architettura sincretica costruito nel XVII secolo che, per via di modifiche e ristrutturazioni successive, presenta un mix di stili: barocco, neoclassico e rinascimentale con interni decorati e soffitti affrescati.

Sede dell’arcidiocesi cattolica romana della provincia, la Cattedrale è anche la chiesa più antica dell’Argentina ancora attiva.

Passando dalla piazza durante il cambio dell’ora potrai assistere a uno spettacolo musicale: le torri della cattedrale sono infatti dotate di carillon.

Se vuoi approfondire la conoscenza della storia religiosa della regione ti consigliamo una visita guidata a pagamento al suo interno.

Orario di visita della Cattedrale: 10|18.

Ingresso gratuito.

Cordoba cose da vedere: Manzana Jesuítica

Questo quartiere di Cordoba è Patrimonio Mondiale UNESCO ed è un complesso architettonico in stile spagnolo che comprende:

  • la Chiesa della Compañía de Jesús,
  • l’Università Nazionale di Córdoba dove ha sede anche il Museo Storico dell’Università di Cordoba,
  • il Colegio Nacional de Monserrat,
  • edifici residenziali costruiti dai gesuiti nel 1600 con scopi religiosi e educativi.

La Manzana Jesuítica è un esempio di complesso costruito durante il periodo gesuita e ne simboleggia anche la sua influenza religiosa e educativa.

Università Nazionale di Cordoba

Riconoscibile per la sua magnifica architettura coloniale, l’Università Nazionale di Cordoba, fondata nel 1613 ad opera dei gesuiti, è la più antica dell’Argentina.

Diventata laica nel 1918, questa università è la seconda più importante del Paese dopo quella di Buenos Aires. Sicuramente tra le cose da vedere a Cordoba.

Qui vengono anche tanti studenti stranieri in Erasmus.

Parque Sarmiento

La vena verde di Cordoba progettata dall’architetto paesaggista Carlos Thays ha un design che ricorda la belle époque viste le origini francesi del suo ideatore.

Concediti una passeggiata tra roseti e specchi d’acqua, ammira un anfiteatro greco e rilassati alla vista del laghetto scattando una foto ricordo dal ponticello bianco.

Questo parco ospita vari musei e anche lo zoo della città.

Cordoba cose da vedere: Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

Nel quartiere di Nueva Cordoba si può ammirare la Iglesia del Sagrado Corazón, un esempio di architettura neogotica europea progettata dall’architetto italiano Augusto Ferrara per i frati cappuccini.

Questa chiesa ha due torri asimmetriche all’ingresso che simboleggiano due cose distinte:

  • l’ascesa dell’anima verso il cielo, la più alta
  • l’imperfezione della vita materiale, la più bassa.

All’interno della chiesa è presente l’iconografia del culto di San Francesco d’Assisi, sono custoditi tesori di gran valore e, se alzerai gli occhi verso il soffitto, potrai ammirare un dipinto di un cielo stellato.

Orario e giorni di visita della Chiesa: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19:30; il sabato solo di mattina.

Ingresso gratuito.

Cosa fare a Cordoba

Questa città dell’Argentina, detta anche la “docta” per via dell’università, è culla di cultura e storia. Visitandola ti sembrerà di tornare indietro nel tempo e conoscere più da vicino questo magnifico popolo.

Tante sono le cose da fare a Cordoba e dintorni: visitare musei, partecipare a visite guidate, perderti tra i paesaggi mozzafiato delle Sierra de Cordoba.

Visitare il Museo de la Memoria

Tra le cose da fare a Cordova c’è sicuramente la visita al Museo de la Memoria. Questo è dedicato al periodo della dittatura che ha sconvolto l’Argentina negli anni ’70. L’edificio fu usato in passato come luogo segreto di tortura e prigionia.

Un tuffo nel passato grazie alle famiglie di coloro che ai tempi della “guerra sporca” sparirono, i desaparecidos. Queste hanno donato al museo le foto e fornito informazioni e testimonianze su quell’epoca di terrore.

Il museo è gratuito e si trova a circa 2,5 km a nord dall’Università.

Orari e giorni di visita del Museo: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 16.

Ingresso gratuito.

Cosa fare a Cordoba: il Museo Superior de Bellas Artes Evita Peron

Se ti piace dedicare tempo ai musei mentre visiti una città, ti consigliamo di non perderti il Museo di Belle Arti Evita Peron inaugurato nel 2007. Situato nel Palazzo Ferreyra, antica residenza privata di Martin Ferreyra, nel Parque Sarmiento, questo museo con oltre 500 opere di artisti argentini e spagnoli famosi come Picasso e Goya, è diviso in 12 sale espositive, una biblioteca e un auditorium.

Anche qui, come nel Museo de la Memoria, potrai conoscere un pezzo di storia dell’Argentina. Nella collezione permanente viene, infatti, messa anche in mostra la violenza che veniva esercitata sulle donne durante la dittatura.

Oltre a visitare il museo e ad ammirare la lussuosa residenza storica, potrai fare un giro nel giardino di sculture e bere un caffè in terrazza.

Orari e giorni di visita del Museo: dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19.

Ingresso €10

Un giro al Paseo de las artes

Situato nel quartiere bohémien Guemes, un barrio molto grande a circa dieci isolati dal centro storico, il Paseo de Las Artes è il luogo perfetto per fare una passeggiata, dedicarsi allo shopping, assistere a esibizioni musicali di artisti di strada e mangiare street food argentino.

Se sei appassionato di oggetti d’artigianato, accessori e abiti vintage e souvenir particolari, questo è il luogo che fa per te.

Mercatino dell'artigiano e vintage nel distretto di Guemes a Cordova
Fonte: iStock
Il quartiere bohémien Guemes è il posto ideale per gli appassionati di oggetti d’artigianato, accessori e abiti vintage

Tra le cose da fare a Cordoba c’è sicuramente una visita a questo quartiere durante la sera o nei weekend quando le strade diventano pedonali e potrai respirare un’atmosfera di festa.

Ritrovarsi al Paseo del Buen Pastor

Per gli amanti dello cultura consigliamo un giro al complesso culturale e commerciale situato nella zona di Nueva Cordoba: il Paseo del Buen Pastor.

Costruito nel 1901, fungeva da cappella, monastero e sede di un carcere femminile. Questo complesso è stato poi riportato in vita nei primi anni 2000 ed è oggi un centro culturale e spazio espositivo che propone mostre e concerti.

Inoltre è anche luogo di ritrovo e condivisione grazie a numerosi bar all’aperto situati nel patio centrale attorno a cui si sviluppa il complesso.

Orari e giorni di visita: tutti i giorni dalle 9 alle 20.

Cosa fare a Cordoba: partecipare a eventi e festival

L’offerta culturale di Cordoba è vastissima. La città vibra anche al ritmo di musica, letteratura, arte e tanti sono gli eventi in calendario!

Uno di questi è il Festival Internacional de Jazz de Cordoba che si tiene solitamente a Novembre. Artisti del calibro nazionale e internazionale raggiungono Cordoba che per una settimana diventa il punto di riferimento per gli amanti del Jazz. Gli spettacoli si tengono in varie parti della città: teatri, piazze e locali.

L’evento unisce la tradizione dei concerti classici alla sperimentazione di esibizioni di altri generi musicali come il funk e la world music.

Un altro evento di grande rilievo è la Feria del Libro de Cordoba dedicato alla lettura e alla valorizzazione della letteratura mondiale.

In calendario tra settembre e ottobre per due settimane in diverse location, come il Cabildo e altre zone del centro.

Oltre a questi due eventi, Cordoba ospita anche eventi minori dedicati al teatro e ad altre arti.

Riserva Naturale Urbana San Martin

Per una giornata a contatto con la natura argentina ti consigliamo di andare alla Riserva Naturale Urbana San Martin. Situata a nord-ovest della città di Cordoba a circa 15 km, è l’unica area protetta della città.

Qui potrai ammirare una vasta diversità di specie animali e vegetali.

Raggiungibile in auto o con bus locali.

Avventura e meraviglie naturali nelle Sierras

I dintorni della città sono patria di una bellezza incontaminata: le Sierras de Cordoba.

Lungo la strada. Vista sulle Sierras Chicas di Cordova
Fonte: iStock
Paesaggio naturale che circonda Cordova. Un percorso tra le Sierras argentine.

Queste montagne offrono tante attività all’aria aperta assolutamente da inserire tra cosa fare a Cordoba.

  • Escursioni,
  • sport acquatici nei laghi alpini nella Valle de Calamuchita,
  • campeggio in mezzo alla natura,
  • borghi da visitare come Villa General Belgrano, famoso per l’Oktoberfest

Visitare la Cumbrecita: borgo da cartolina

Hai affittato una macchina e vuoi scoprire i dintorni di Cordoba?

Allora ti consigliamo questo borgo a circa 2 ore di auto dalla città. La Cumbrecita è un villaggio abbracciato dalle Sierras Grandes. Completamente pedonale e caratterizzato da un’architettura alpina essendo stato fondato da coloni tedeschi.

Qui potrai respirare una tranquillità unica e dedicarti al trekking, visti i numerosi sentieri che passano tra i boschi, e alla fotografia naturalistica collezionando scatti di fiumi e cascate, come la Cascata Grande.

Parco Nazionale Quebrada del Condorito

A 80 km da Cordoba si trova una riserva naturale: il Parco Nazionale Quebrada del Condorito. Se ami la natura e vuoi immergerti in una meravigliosa area naturale inserisci questa tappa nel tuo percorso.

Questa riserva è famosa per la Quebrada del Condorito, una gola dove potrai ammirare i condor andini in volo.

Parco Nazionale "Quebrada del Condorito" vicino a Cordova
Fonte: iStock
In questo parco, presso la Quebrada del Condorito, potrai ammirare i condor andini in volo.

Anche qui potrai dedicarti a passeggiate e trekking godendo di paesaggi mozzafiato.

Non ti resta che preparare lo zaino e stampare il tuo itinerario Cordoba cosa vedere e fare durante un viaggio in Argentina!

Piatti tipici argentini da non perdere in vacanza: quali provare per un sapore unico

Par : losiangelica
27 février 2025 à 21:30

Un viaggio in Argentina? Per chi mangia carne, è probabilmente tra i paesi migliori al mondo dove provare la grigliata, che qui si chiama asado, un particolare tipo di carne alla griglia che viene servito in modo conviviale e invitando a divertirsi in famiglia o con gli amici. Se dovessimo usare un termine per descrivere la cucina Argentina, del resto useremmo proprio questo: convivialità. Qui il cibo viene condiviso, con grandi tavolate con piatti di empanadas, grigliate di carne e salse. Scopriamo tutto sui piatti tipici argentini ma soprattutto approfondiamo una cultura gastronomica che non è affatto così distante dalla nostra ma di cui, anzi, ne ha tratto varie influenze insieme a quella spagnola.

Cucina argentina: caratteristiche e influenze

Prima di parlare dei piatti tipici argentini, vogliamo dare una piccola panoramica della cultura gastronomica del paese: tra gli ingredienti maggiormente usati troviamo il grano, il mais, il latte, la soia, gli immancabili fagioli e soprattutto la carne, con una predilezione verso quella bovina e ovina. La cucina argentina è intensa, e vengono usate molte spezie come il coriandolo, la noce moscata, il pepe e la cannella. Proprio come in Italia, anche per gli argentini il pranzo della domenica è praticamente sacro e viene chiamato con il termine di “pranzo della famiglia unita”.

Come anticipato, la cucina Argentina attinge da due influenze importanti ovvero quella della cucina italiana e della cucina spagnola. A colazione, conosciuta come desayuno fino agli anni ’80, si mangia principalmente dolce, come il cosiddetto dulce de leche, ma anche i dolci fritti, le paste, le tostadas oppure in alternativa le medialunas, simili ai croissant francesi. Un’altra cosa da sapere è che la cucina Argentina cambia in base alle regioni come accade in Italia: nel Nord-Ovest le influenze sono principalmente andine e precolombiane, nel Nord-Est la cultura di riferimento è quella guaranì, mentre nella regione centrale vincono le influenze italiane e spagnole. E nel Sud dell’Argentina? La Patagonia è uno dei paesi più famosi in cui mangiare pesce e frutti di mare, tra cui principalmente crostacei.

Asado

Cos'è l'asado
Fonte: iStock
Asado: la grigliata in Argentina è un must

L’asado è tra i piatti che non possiamo farci sfuggire quando siamo in vacanza in Argentina: fa parte della tradizione del territorio, perché è il simbolo dello stile di vita nomade del passato, tra pascoli e pampas, quando poi ci si riuniva intorno al fuoco per tagliare e cuocere la carne lentamente, una tecnica di cottura che la rende morbidissima e da accompagnare insieme a varie salse. Del resto il termine asado vuol dire cotto alla brace, e sono diversi i tagli da mangiare, come le costine di manzo (un grande classico). In ogni caso, anche i metodi di cottura sono molteplici (A la Cruz, Al palo o A la parrilla sono i più famosi). E il chorizo? Immancabile nell’asado!

Choripan

Probabilmente non è la prima volta che sentirete parlare del choripan, tra i piatti tipici argentini più famosi al mondo: questo panino viene condito con chorizo e salsa chimichurri, la salsa verde che in Argentina è un vero e proprio must. Il choripan è lo street food perfetto per chi desidera visitare i luoghi e mangiare giusto un panino al volo (che assicura un bel carico di energia, però). E che panino: può essere comunque condito a nostro piacimento e possiamo anche arricchirlo con pomodorini freschi o in alternativa scegliere la salsiccia piccante o normale. Il suo corrispettivo nel mondo? Un po’ come l’hot dog a New York: non possiamo non provarlo.

Bife de lomo

Nella lista dei piatti argentini da provare non può mancare di certo il bife de lomo, ovvero un taglio particolarmente pregiato, tra le migliori razze nel mondo da provare. Del resto, stiamo parlando della parte più tenera della carne ed è inoltre un taglio magro che viene servito con salse e condimenti. Questi, tuttavia, non vanno a coprire il sapore della carne, ma servono per valorizzarlo. Da mangiare rigorosamente a cottura media, magari insieme alla salsa chimichurri.

Churrasco

Sempre per chi è un fan delle grigliate, non possiamo di certo non menzionare in questa lista il churrasco, che è una grigliata mista composta da diversi tipi di carne di pollo, di manzo, di pecora e di maiale. La carne viene servita in un tagliere a pezzettoni, che vengono prima marinati e successivamente cotti alla griglia. Dal punto di vista della preparazione, così come per i tagli di carne serviti, è molto simile alla grigliata italiana.

Chorizo

Questo tipo di salsiccia spagnola è diffusissimo in Argentina e più in generale nel Sud America e rientra nella preparazione dell’asado, ovvero del barbecue: viene preparato con carne di maiale e spezie, e naturalmente non mancano delle varianti con vino bianco o aceto per insaporire.

Empanadas

Piatti tipici in Argentina
Fonte: iStock
Empanadas, fagottini di carne

Questi fagottini di carne ripieni, noti con il nome di empanadas, sono originari della Spagna ma sono tra i piatti tipici argentini da mangiare come spuntino o in compagnia durante una cena. In ogni regione dell’Argentina possiamo provarne di vari tipi come con il pollo, con la carne, con le verdure o magari con il formaggio. Non mancano dunque proposte vegetariane, anche se la cultura gastronomica argentina è composta prevalentemente dalla carne.

Fugazzeta

Come abbiamo anticipato la cucina argentina attinge anche dalla cucina italiana da cui ha preso leggere ma importanti influenze: uno dei piatti tipici da mangiare in Argentina, e in particolare a Buenos Aires, è la fugazzeta, che è una sorta di omaggio alla cucina ligure e napoletana, quindi un incontro, se così possiamo dire, tra la pizza e la focaccia genovese, e viene condita con cipolla affettata e tantissimo formaggio.

La milanesa a la napolitana

Qui troviamo un piatto che si mangia perlopiù a Buenos Aires e le cui influenze sono ancora una volta italiane come lascia presagire il nome. Un piatto di carne a base di fesa di manzo o vitello che prende ispirazione dalla cotoletta alla milanese ma con una differenza sostanziale. Dopo la frittura, la milanese a la napolitana viene condita con pomodoro, prosciutto cotto e mozzarella. Sembra quindi una rivisitazione della cotoletta alla bolognese.

In Argentina il mare e le spiagge sono diventate rosse: cosa succede

Par : losiangelica
24 février 2025 à 10:45

Una marea rossa ha investito l’Argentina: il mare e le spiagge si sono tinti di un rosso intenso. La proliferazione di alghe ha sicuramente influito sul fenomeno che ha investito il mar del Plata fino a Necochea. Ma perché è successo? Scopriamolo insieme.

Marea rossa in Argentina: cosa succede

Sono diverse spiagge dell’Atlantico in Argentina ad essere coinvolte dal fenomeno misterioso che si è abbattuto sulla zona balneare a circa 400 chilometri a sud di Buenos Aires. A sorpresa il mare in Argentina ha cambiato colore: da mar del Plata a Necochea una marea rossa ha investito le acque e le spiagge per un fenomeno noto come arribazón. Il mutamento cromatico è causato da un mix tra potenti correnti sottomarine e mareggiate che hanno sollevato una quantità molto grande di alghe conducendole a riva.

Nelle ultime settimane la frequenza è stata più alta del previsto tanto da impattare sul turismo; ad essere state colpite sono maggiormente alcune zone quali playa Varese a mar del Plata dove un vero e proprio tappeto di alghe alimentato dalle onde ha reso impossibile il bagno. Non meno impattate le località vicine come playa Popular.

Perché il mare e le spiagge sono diventate rosse in Argentina

Le alghe hanno invaso le spiagge dell’Argentina a causa del fenomeno arribazón che ha unito correnti e maree portando un tappeto di alghe rosse fino a riva. Secondo gli esperti dell’Istituto Nazionale di Ricerca e Sviluppo Peschereccio, il motivo è da ricercare nelle alghe appartenenti ai gruppi Anotrichium furcellatum e Callithamnion sp. e all’alga verde Bryopsis plumosa. In grande quantità si sono spostate distaccandosi dal fondale per raggiungere la riva.

Nonostante l’estetica mutata del luogo le voci degli esperti sono rassicuranti; le alghe non sono pericolose per la salute umana e nemmeno impattano sull’ambiente. Insomma, non si tratta di nessun tipo di rischio sanitario o tossico. A svelarlo è l’esperto Ricardo Silva che comunque sottolinea come l’impatto sulle spiagge non mancherà: decomponendosi a causa del caldo, infatti, emettono un odore davvero sgradevole. Ecco quindi che le località balneari si sono già attivate per poter rimuovere la maggior parte dei depositi attraverso operazioni di pulizia, smaltendo il tutto tramite impianti di rifiuti organici.

Mare rosso in Argentina motivo
Fonte: Getty Images
Una marea rossa ha investito l’Argentina

Le alghe, solitamente attaccate ai materiali rocciosi immersi, sono state staccate dal forte moto ondoso giungendo a riva. Le voci più autorevoli spiegano che non si può dire con certezza se ci possa essere o meno un’influenza diretta del cambio climatico. Probabilmente l’aumento dei venti atipici provenienti da nord-est potrebbe essere collegato ma serviranno altri studi per dirlo con maggiore sicurezza.

Non è la prima volta che i fondali dell’Argentina cambiano colore: solo pochi giorni prima un lago nel nord-est è diventato verde e i roditori Cabiaï che abitano la zona ne sono stati ricoperti. Non sono solo le spiagge a tingersi di rosso, anche il corso d’acqua Sarandi ha avuto la stessa sorte ma in questo caso la tintura è dovuta ad un problema di inquinamento causato dall’utilizzo del pigmento rosso da parte dei settori industriali.

Quando andare a Buenos Aires: clima e temperatura

30 janvier 2025 à 09:27

Buenos Aires, capitale dell’Argentina (uno degli Stati più importanti del continente sudamericano), è una città unica e intrigante che fonde cultura europea e tradizioni sudamericane. In particolare, è molto vicina alla cultura italiana e mediterranea: si stima, infatti, che più del 60% della popolazione abbia discendenti di origine italiana e circa il 30% abbia discendenti di origine spagnola. Prima di pianificare un viaggio nella capitale argentina, è importante conoscere il clima della città e scegliere il periodo migliore per visitarla in base alle tue preferenze e attitudini di viaggio. In questa guida, andremo a esplorare le caratteristiche del clima di Buenos Aires e le attività che si possono svolgere stagione dopo stagione.

Clima a Buenos Aires: una panoramica completa

Buenos Aires si presenta con un clima di tipo subtropicale e tendenzialmente umido, caratterizzato da estati calde e inverni miti. La capitale dell’Argentina offre condizioni piacevoli per la maggior parte dell’anno, ma va prestata attenzione alle variazioni stagionali che possono influenzare significativamente l’esperienza di viaggio. Inoltre, se è vero che le temperature sono paragonabili a quelle del clima mediterraneo, è anche vero che la piovosità è diversa: mentre gli inverni non sono accompagnati da frequenti precipitazioni, in estate si manifestano spesso forti temporali. Infine, è importante ricordare che l’Argentina si trova nell’emisfero australe, di conseguenza estate e inverno sono invertite rispetto a quanto siamo abituati in Italia e, in generale, nell’emisfero boreale. Ma vediamo nel dettaglio il clima tipico stagione per stagione:

  • estate (dicembre-febbraio): le estati sono calde e umide, con temperature che oscillano tra i 25°C e i 35°C. Le precipitazioni sono abbastanza comuni e, spesso, si presentano sotto forma di temporali. Si tratta del periodo ideale per scappare dall’inverno boreale e concedersi una bella vacanza in questa perla del Sud America. Tuttavia, ricordati di mettere un valigia un ombrello!
  • Autunno (marzo-maggio): l’autunno è caratterizzato da temperature miti, comprese tra i 15°C e i 25°C, e da un clima stabile. Le giornate sono prevalentemente soleggiate e piacevoli. Anche in questo caso possiamo affermare che questa stagione rappresenta un’ottima scelta per visitare la capitale dell’Argentina.
  • Inverno (giugno-agosto): gli inverni a Buenos Aires sono miti, con temperature che raramente scendono sotto i 5°C. Le giornate sono spesso fresche e con cieli tersi e le piogge in questa stagione non sono molto frequenti.
  • Primavera (settembre-novembre):  è una stagione splendida per visitare la città, con temperature che variano tra i 18°C e i 28°C. Il clima è, in generale, asciutto e meno umido rispetto alla stagione estiva.

L’estate a Buenos Aires: grandi eventi e tanta natura

Due ballerini di Tango a Buenos Aires
Fonte: iStock
Due ballerini volteggiano a passi di Tango a Buenos Aires

L’estate a Buenos Aires – che ricordiamo essere tra dicembre e febbraio – è sinonimo di vivacità e movimento. Anche se la città può essere colpita da un caldo intenso, le attività da fare per vivere appieno la sua atmosfera vibrante sono molteplici. In questo periodo, ad esempio, godersi il verde rigoglioso dei suoi parchi è una delle migliori scelte che potresti fare. Il Parque Tre di Febrero, conosciuto anche come Bosques de Palermo, è un’enorme area verde con laghetti e piste ciclabili e, proprio in estate, offre numerose attività adatte a tutti i gusti: puoi passeggiare o fare jogging lungo i tanti percorsi pedonali, noleggiare una barca a remi per un’esperienza romantica e divertente o, ancora, noleggiare una bicicletta per muoverti più velocemente al suo interno. In questa stagione puoi godere dello spettacolo mozzafiato del Rosedal, uno splendido giardino di rose ricco di colori e profumi. Non lontano da qui si trova il Giardino Giapponese, un luogo tranquillo con laghetti, ponti e una ricca flora orientale. Se preferisci un momento di relax, questo parco è l’ideale per un picnic o per sdraiarti all’ombra di un albero e goderti il suono delle fronde mosse dal vento. Se hai fame, puoi assaggiare lo street food locale, come le empanadas o il famoso choripán, offerto dai diversi venditori ambulanti presenti nella zona. Nel periodo estivo, la città organizza numerosi eventi culturali all’aperto , tra cui festival e concerti. Uno tra i più famosi è, senza ombra di dubbio, il Festival Ciudad Emergente; dedicato alla musica e con focus sull’arte e la cultura giovanile ed è pensato per gli artisti emergenti provenienti da tutto il paese e che arrivano nella capitale per mostrare il loro talento. Un’altra imperdibile attività estiva è una crociera sul Río de la Plata, estuario formato dalla confluenza dei fiumi Paranà e Uruguay, un’esperienza imperdibile per ammirare Buenos Aires da una prospettiva diversa. Puoi scegliere tra escursioni brevi, semplicemente per ammirare lo skyline cittadino e ascoltare storie sul fiume, o dedicare una giornata intera per raggiungere, ad esempio, la pittoresca cittadina di Tigre, famosa per i suoi canali e situata nel delta del Paraná. Le crociere spesso includono spuntini o il pranzo, rendendo l’esperienza ancor più rilassante mentre ammiri il paesaggio. Come avrai intuito, le attività che la stagione estiva offre sono così tante che è difficile raccontarle tutte. Oltre a quelle che ti abbiamo raccontato fino a qui, meritano una menzione:

  • Scoprire il tango argentino all’aperto: durante le sere d’estate, molte piazze della città si animano e si trasformano in vere e proprie piste da ballo dove è possibile partecipare a una milonga (evento di tango argentino). Una delle più famose è Plaza Dorrego, nel quartiere di San Telmo, dove la piazza diventa una balera a cielo aperto con esibizioni di tango gratuite, dove sia i turisti che i locali si riuniscono per assaporare questa danza tipica della cultura argentina.
  • Esplorare Puerto Madero: si tratta di uno dei quartieri più moderni della città e, con i suoi grattacieli e ristoranti sul lungofiume, è un luogo ideale per una passeggiata serale. Il Puente de la Mujer, un ponte pedonale progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava, è particolarmente suggestivo al tramonto.
  • Vita notturna e rooftop bar: quale periodo migliore per godersi la vivace vita notturna della città se non quello estivo? I quartieri di Palermo Soho e Palermo Hollywood offrono una vasta scelta di bar e club adatti a tutti i gusti. Sono presenti anche molti rooftop bar, come il famoso Sky Bar nel centro che, oltre a offrire degli ottimi cocktail, permettono di ammirare viste spettacolari della città illuminata.

L’autunno a Buenos Aires: foliage e passeggiate

Scorcio di La Boca, Buenos Aires
I colori vivaci del quartiere La Boca a Buenos Aires

È vero, l’estate è la stagione che ha più da offrire in termini di esperienze e cose da fare. Tuttavia, l’autunno è forse il periodo migliore per visitare Buenos Aires. Temperature miti, foglie che cambiano colore rendendo la città particolarmente affascinante e un panorama mozzafiato; questo è il momento migliore per esplorarla a piedi. Passeggiare per San Telmo, ad esempio, è un’esperienza unica da fare in autunno, quando il quartiere storico si trasforma in un luogo ancora più suggestivo grazie ai suoi colori caldi. La Feria de San Telmo, che si tiene ogni domenica in questo periodo, è un appuntamento imperdibile. Qui puoi passare ore esplorando le bancarelle, tra oggetti vintage, artigianato locale e curiosità della cultura argentina. Un altro bellissimo quartiere da visitare in questa stagione è Recoleta, dove ad accoglierti troverai strade acciottolate e caffè storici. Non perderti il Cimitero della Rocoleta, il più famoso cimitero storico argentino da cui – appunto – prende nome il quartiere. L’autunno è anche un’ottima stagione per visitare musei e gallerie d’arte come il Museo Nacional de Bellas Artes, il Malba (Museo di Arte Latinoamericana) e il Museo de Arte Moderno e conoscere meglio il panorama artistico argentino. Inoltre in autunno, la città ospita spesso eventi letterari e festival cinematografici. Il clima più fresco invita all’assaggio di piatti tipici come l’asado (tipica carne argentina) o le empanadas, oltre che gustare i numerosi vini locali.

L’inverno a Buenos Aires: spettacoli e mercati

L’inverno di Buenos Aires, compreso tra giugno e agosto, è mite rispetto agli standard europei o nordamericani, caratterizzato da un clima fresco e secco. Rimane quindi possibile godersi diverse attività all’aperto, nonostante vi sia una numerosa offerta di attività al chiuso o che comunque permettono di trovare riparo dalle più basse temperature invernali. Oltre a visitare i numerosi musei della città, come il Museo Nacional de Bellas Artes o il MALBA (Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires), puoi goderti la versione invernale delle milongas al chiuso; tra i locali più famosi la Catedral del Tango ed El Beso, luoghi perfetti per tutte le persone che vogliono immergersi nelle melodie calienti del tango; dai neofiti ai più esperti. Un’altra esperienza immancabile per affrontare il clima di Buenos Aires freddo e invernale, è visitare i suoi numerosi mercati al coperto: il Mercado de San Telmo e il Mercado de la Boca offrono cibi freschi e oggetti d’artigianato locale. Anche il Mercado de la Plata è un ottimo posto per esplorare prodotti del luogo. Qui, oltre che alle prelibatezze e bellezze locali, è possibile acquistare dei souvenir. Puoi coccolarti con un caffè o una cioccolata calda nelle famose caffetterie storiche di Buenos Aires come il famoso Café Tortoni o il Café de los Angelitos. Entrambi offrono un’esperienza autentica della cultura locale, oltre che la possibilità di scaldarsi nelle giornate più fredde. La stagione invernale è anche la migliore per assaporare l’ampia offerta teatrale, la quale concentra i suoi spettacoli più importanti proprio in inverno. Tra i tanti teatri, ti conisgliamo il Teatro Colón, uno dei più rinomati al mondo, che offre spettacoli di balletto, opera e concerti e il Teatro Nacional Cervantes, il quale rappresenta un’ottima scelta per assistere a rappresentazioni teatrali locali. 

La primavera a Buenos Aires: fioriture e zone costiere

La primavera è un’altra stagione incantevole per visitare Buenos Aires. Il clima diventa mite e piacevole con un generale aumento delle temperature. La città si riempie di fiori e l’atmosfera è piena di energia. Ecco cosa fare a Buenos Aires in primavera, dagli eventi più importanti all’immersione nella natura più totale.

  • Il festival di Primavera: è uno degli appuntamenti annuali più attesi  e bramati della capitale argentina. Questo evento si svolge nel mese di settembre, in coincidenza con l’inizio della primavera nell’emisfero australe, e celebra l’arrivo della stagione calda con concerti ed eventi artistici e culturali. Se il tuo viaggio cade in questo periodo, allora preparati a vivere un’esperienza immersiva nella cultura di questa splendida città con pochi eguali al mondo.
  • Passeggiate lungo il Rosedal: il giardino delle rose nei Bosques de Palermo – già descritto nella stagione estiva – è in piena fioritura ed è uno spettacolo unico. Si tratta di una di quelle attrazioni che non puoi assolutamente permetterti di perdere.
  • Esplorare la Costanera Sur: il clima a Buenos Aires in primavera ti permette di visitare alcune delle zone naturali più suggestive del paese; tra queste la Costanera Sur, una zona costiera ideale per le passeggiate panoramiche e le attività all’aria aperta. Puoi camminare lungo il fiume o fare un giro in bicicletta per immergerti completamente nella sua bellezza. La zona offre anche ottimi ristoranti con vista sul fiume e attività green all’Ecoparque, parco ecologico che si dedica alla conservazione ambientale e alla sensibilizzazione sulla biodiversità.
  • Visita La Feria de Mataderos: uno dei mercati all’aperto più emblematici di Buenos Aires, situato nel quartiere di Mataderos, a sud-ovest della capitale. Anche a causa della sua distanza dal centro della città, è una fiera poco conosciuta dal turismo internazionale diventando quindi un vero e proprio punto di riferimento per scoprire la cultura e le tradizioni argentine, specialmente quelle legate alla vita rurale e al folclore più autentico.

Buenos Aires, gemma del Sud America, è una città capace di conquistare i cuori di tutti, grazie alla vastità di luoghi da esplorare ed esperienze da provare. Ogni suo angolo ha un’anima: dai colori briosi delle strade di La Boca all’eleganza di Recoleta, dalla vitalità di Palermo alla storia del Microcentro. Il clima di Buenos Aires è il suo punto di forza: mite e temperato permette di visitarla in ogni stagione, rendendo ogni singolo viaggio un’esperienza senza eguali. Preparati, perché Buenos Aires non è solo una meta turistica, ma un luogo che ti entrerà nel cuore lasciando un segno letteralmente indelebile.

Atina, nel Lazio, un borgo dalla storia antichissima

1 octobre 2024 à 10:14

Un borgo dalla storia antica, in cui la leggenda si intreccia con gli eventi realmente avvenuti e in cui le varie epoche si sovrappongono restituendo allo sguardo scorci meravigliosi. Atina è uno dei Borghi più belli d’Italia, con le sue tante ricchezze tutte da scoprire. Camminare per le strade di questo paese significa immergersi in un luogo in cui si possono ammirare resti del periodo romano, oppure del Medioevo, in un amalgama perfetto e affascinante.

Se tutto questo non bastasse, ad Atina anche la natura lascia senza fiato, siamo nella Valle del Comino nel Lazio, nella provincia di Frosinone e qui, tra colline e montagne più alte, ci si può far stupire da scorci stupendi.

Tutto quello che c’è da sapere sul borgo di Atina, sulla sua storia e sulle bellezze da vedere.

Atina, il borgo e la sua storia

La leggenda vuole che a fondare la città di Atina sia stato un dio, Saturno, dando il via a quella che viene definita l’età dell’oro. Scappato dalla Grecia, si narra, si è nascosto nel Lazio dando vita a cinque città, tra cui questo bellissimo borgo.

Borgo di Atina, quello che devi sapere sulla sua storia
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Il borgo di Atina ha una storia tutta da scoprire

E se questo mito risulta indubbiamente affascinante, lo è altrettanto la storia vera di Atina. Citata da Virgilio che l’ha definita “potens”, ovvero potente, sono stati trovati resti che possono essere fatti risalire a tempi antichissimi: si tratta di corredi in bronzo databili tra l’VIII e il VII secolo a.C.

Occupata prima dai Volsci e poi dai Sanniti, dal 293 a.C. è diventata romana e per tanti anni qui vivevano ricchi patrizi. Nel corso della sua storia Atina ha dovuto affrontare momenti difficili: è stata distrutta da un duca longobardo nel 589 d.C. e ha dovuto fare i conti con un terremoto distruttivo nel 1349. Successivamente ha vissuto anni importanti diventando un centro economico di rilievo della zona.

Cosa vedere ad Atina

Ci sono molte cose da ammirare in questo favoloso borgo del Lazio dalla storia così ricca e antica. A partire dalle antiche mura la cui realizzazione può essere fatta risalire al IV secolo a.C. circa. E poi piazza Garibaldi, che si raggiunge attraverso Porta dell’Assunta, dove ammirare alcuni tesori, come un bellissimo Fontanone. Qui si trovano anche una cisterna romana e il Convento di San Francesco, che risale al 1630.

Atina, cosa vedere nel borgo nel Lazio
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Atina, le meraviglie storiche di questo borgo nel Lazio

Da non perdere il Palazzo Ducale, realizzato successivamente al terremoto, è la sede del comune ed è un edificio di notevole pregio architettonico e storico. Tra le altre cose al cui interno sono conservate alcune opere risalenti a diversi periodi storici, come un mosaico che pare possa essere datato intorno al II secolo d.C. o la cappella gentilizia con alcuni pregiati affreschi.

Due edifici, poi, che vale la pena vedere sono Palazzo della Prepositura, che risale al 1589, e Palazzo Visocchi del Settecento. Pare, infine, che sia stata innalzata sui resti di un tempio la concattedrale Santa Maria Assunta, che è stata oggetto di restauri nel corso del Settecento.

Atina è un borgo in cui riecheggia la storia a ogni passo e in cui le varie epoche del passato si intrecciano regalando agli occhi uno scenario unico. Ma la sua bellezza e il suo passato non sono le uniche ragioni per cui vale la pena visitarle: ci sono anche specialità che possono essere una golosa attrattiva.

Le specialità di Atina

Quando si viaggia si va alla scoperta delle ricchezze dei luoghi e dei suoi tesori. E Atina – borgo nella Valle del Comino in provincia di Frosinone – ne ha davvero tanti, anche dal punto di vista enogastronomico. Quindi, se si programma una visita a questo luogo annoverato tra i Borghi più belli di Italia (che dista circa due ore da Roma), vale la pena assaggiare il Cabernet Atina Doc, un vino rosso che è una gioia per il palato. Da non perdere il fagiolo cannellino dop, tipico di questa zona.

Atina quindi non è solo un borgo importante e da scoprire per la sua storia e per le sue tante bellezza, ma anche un luogo con alcune eccellenze enogastronomiche tutte da gustare.

Ponza: le spiagge di sabbia da sogno

11 septembre 2024 à 08:09

L’isola di Ponza è un vero gioiello del Mar Tirreno. Situata nell’arcipelago delle Isole Pontine, è rinomata per il suo mare cristallino, le baie nascoste e i panorami mozzafiato. Sebbene Ponza sia famosa per le spiagge rocciose e le calette nascoste, molti non sanno che l’isola offre anche alcune bellissime spiagge di sabbia che non hanno nulla da invidiare ad altre destinazioni del Mediterraneo. Questo piccolo paradiso, facilmente raggiungibile dalla costa laziale, è perfetto per chi cerca una vacanza all’insegna del relax, del sole e della natura incontaminata. Ecco alcune delle spiagge di sabbia di Ponza, che rappresentano una fuga ideale per chi desidera immergersi nella bellezza del mare senza rinunciare al comfort della sabbia sotto i piedi.

ponza
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Vista su una delle spiage di sabbia di Ponza

Spiaggia di Frontone, accessibile solo via mare

Una delle spiagge più famose e amate di Ponza è la Spiaggia di Frontone. Situata nella parte orientale dell’isola, questa spiaggia di sabbia bianca è circondata da alte scogliere che la proteggono dai venti, creando un’oasi di tranquillità. La particolarità di Frontone è che è raggiungibile solo via mare, il che la rende ancora più affascinante e meno affollata. I visitatori possono prendere una delle tante barche-taxi che partono dal porto di Ponza o, per i più avventurosi, noleggiare una barca e godersi la navigazione verso questa meravigliosa spiaggia. Una volta arrivati, si può trascorrere la giornata godendosi il sole e il mare, oppure fare una passeggiata fino al vicino faro per ammirare una vista spettacolare.

Cala Feola per un relax in famiglia

Per chi viaggia con la famiglia, Cala Feola è una delle migliori spiagge di sabbia di Ponza. Questa piccola baia si trova nella parte occidentale dell’isola e offre una spiaggia di sabbia dorata e acque limpide e poco profonde, perfette per i bambini. La cala è facilmente accessibile e dispone di alcune strutture turistiche, tra cui ristoranti e bar, rendendola una meta ideale per chi desidera trascorrere una giornata al mare con tutti i comfort. Cala Feola è anche famosa per le sue piscine naturali, piccole pozze d’acqua create dalle rocce vulcaniche, dove ci si può rilassare al sole o fare un bagno in acque calde e tranquille.

Chiaia di Luna: la spiaggia iconica

Se si parla di Ponza, non si può non menzionare Chiaia di Luna, una delle spiagge più iconiche dell’isola. Anche se oggi la spiaggia non è sempre accessibile a causa di problemi di sicurezza legati al rischio di frane, rimane uno dei luoghi più suggestivi e fotografati di Ponza. La sua forma a mezzaluna, circondata da alte pareti rocciose di tufo bianco, e il ponte romano da cui si accede creano uno scenario mozzafiato che sembra uscito da una cartolina. Anche se non si può accedere direttamente alla spiaggia, molti visitatori scelgono di ammirarla dal mare, partecipando a escursioni in barca che si fermano a qualche centinaia di metri dalla costa, permettendo comunque di godere della sua bellezza da una prospettiva unica.

La segreta Cala Gaetano

Cala Gaetano è una piccola spiaggia nascosta nella parte settentrionale di Ponza. Caratterizzata da sabbia fine e acqua turchese, è perfetta per chi cerca un po’ di tranquillità lontano dalle spiagge più affollate. L’accesso a Cala Gaetano non è dei più semplici: bisogna percorrere un sentiero che scende lungo la scogliera, ma lo sforzo è ampiamente ripagato dalla bellezza incontaminata di questa spiaggia. Grazie alla sua posizione remota, è il luogo ideale per chi ama la natura e desidera trascorrere una giornata di completo relax.

Spiaggia di Santa Maria: la comodità a due passi dal porto

Per chi non vuole allontanarsi troppo dal porto e cerca una spiaggia facilmente raggiungibile a piedi, la Spiaggia di Santa Maria è la scelta perfetta. Situata a pochi minuti dal centro di Ponza, questa spiaggia offre sabbia dorata e acque tranquille, ideali per una nuotata rilassante. La vicinanza a bar e ristoranti la rende perfetta per chi vuole trascorrere una giornata al mare senza dover organizzare una gita in barca o percorrere lunghe distanze. Santa Maria è anche un ottimo punto di partenza per esplorare le altre spiagge e calette dell’isola, grazie alla presenza di numerosi noleggi di barche e gommoni.

La magia della natura di Cala del Core

Cala del Core non è una spiaggia di sabbia, ma merita una menzione per la sua straordinaria bellezza. Situata nella parte meridionale dell’isola, è famosa per il grande cuore scolpito nella roccia dalla natura, da cui prende il nome. Anche se l’accesso alla spiaggia è piuttosto difficile, Cala del Core attira molti visitatori grazie al suo fascino romantico e alla tranquillità che offre. Le acque limpide e cristalline la rendono perfetta per lo snorkeling e l’esplorazione dei fondali marini.

Info pratiche

Dove si trova Ponza

Ponza è la maggiore delle Isole Pontine, situata al largo della costa del Lazio, nel Mar Tirreno. L’isola si trova a circa 33 km dalla terraferma, ed è una destinazione popolare per chi cerca una vacanza rilassante immersa nella natura. Nonostante la sua popolarità, Ponza mantiene un’atmosfera tranquilla e autentica, lontana dal turismo di massa.

Come raggiungere Ponza

Per raggiungere Ponza, il mezzo più comodo è il traghetto o l’aliscafo. I collegamenti partono principalmente dai porti di Anzio, Terracina, Formia e San Felice Circeo. Durante i mesi estivi, le corse sono più frequenti, garantendo un facile accesso all’isola.  Il viaggio in traghetto dura circa 2 ore e 30 minuti, mentre l’aliscafo impiega circa 70 minuti.

Per chi arriva da Roma, si può prendere un treno per Formia o Terracina dalla stazione di Roma Termini, mentre da Napoli ci sono collegamenti ferroviari diretti per Formia. Una volta arrivati in uno dei porti di partenza, ci si imbarca sul traghetto o aliscafo per raggiungere Ponza.

Come muoversi sull’isola

All’arrivo sull’isola, ci si può spostare facilmente a piedi, in taxi o noleggiando scooter e auto elettriche. Molte delle spiagge e delle calette di Ponza sono accessibili solo via mare, quindi noleggiare una barca o prendere un taxi-boat è una delle opzioni migliori per esplorare l’isola e godere delle sue meravigliose spiagge.

Come arrivare a Ponza, la più grande delle Isole Pontine

9 août 2024 à 16:07

Ponza, la più grande delle Isole Pontine, si trova al largo della costa del Lazio. Situata nel Mar Tirreno, a circa 33 chilometri a sud del promontorio del Circeo, questa isola italiana rappresenta una destinazione perfetta per chi cerca un rifugio lontano dal trambusto della vita cittadina. Con le sue scogliere mozzafiato, calette nascoste e acque cristalline, Ponza offre un’esperienza di vacanza che combina bellezze naturali incontaminate e una storia ricca di tradizioni. Raggiungere Ponza può sembrare un’impresa complessa, ma con le giuste informazioni è possibile pianificare il viaggio in modo semplice e senza intoppi.

Dove si trova Ponza e perché visitarla?

Ponza è un’isola che appartiene all’arcipelago delle Isole Pontine, situata a metà strada tra Roma e Napoli. È la meta ideale per chi cerca un luogo di pace, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la bellezza naturale regna sovrana. Le sue coste frastagliate, le grotte marine e le acque limpide la rendono perfetta per chi ama il mare, lo snorkeling e le escursioni in barca. Oltre alla natura, Ponza vanta un affascinante patrimonio storico e culturale, con resti archeologici romani, pittoreschi borghi di pescatori e un’atmosfera autenticamente mediterranea. Nonostante le sue dimensioni relativamente piccole, l’isola offre una varietà di attività che spaziano dal relax in spiaggia alle esplorazioni subacquee, fino alla degustazione di specialità culinarie locali, come il pesce fresco e i piatti a base di frutti di mare.

Come arrivare a Ponza?

Raggiungere Ponza richiede un po’ di pianificazione, ma una volta organizzato il viaggio, il percorso si rivelerà un’avventura piacevole e parte dell’esperienza stessa. Ponza non ha un aeroporto, quindi per raggiungerla bisogna combinare il trasporto via terra con quello via mare.

Da Roma a Ponza

Chi parte da Roma, una delle città più vicine a Ponza, ha diverse opzioni a disposizione. La soluzione più comune è quella di raggiungere uno dei porti da cui partono i traghetti o gli aliscafi per l’isola. In questo caso, le principali località di imbarco sono Anzio, Terracina, Formia e San Felice Circeo.

Da Roma, è possibile raggiungere Anzio in treno. La stazione di partenza è Roma Termini, dalla quale si prende un treno regionale che impiega circa un’ora per arrivare ad Anzio. Una volta giunti ad Anzio, il porto è a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Durante l’estate, Anzio offre un servizio regolare di traghetti e aliscafi per Ponza. Il viaggio in mare dura circa 1 ora e 30 minuti in aliscafo e un po’ di più con il traghetto, ma permette di ammirare il litorale laziale durante la traversata.

Un’altra opzione è quella di dirigersi a Terracina. Anche in questo caso, da Roma Termini partono treni regionali che raggiungono Terracina in circa un’ora e mezza. Da Terracina, il porto dista pochi minuti di taxi o autobus dalla stazione ferroviaria. Terracina è un altro punto di imbarco per Ponza, con servizi di traghetti e aliscafi durante l’alta stagione. Il tragitto in aliscafo da Terracina a Ponza dura circa 50 minuti, mentre in traghetto si impiegano circa due ore.

Formia rappresenta un’altra alternativa. Da Roma Termini, ci sono treni frequenti che raggiungono Formia-Gaeta in circa un’ora e venti minuti. Una volta arrivati a Formia, è possibile prendere un taxi o una navetta fino al porto, che dista pochi minuti dalla stazione. Il servizio di traghetti e aliscafi da Formia a Ponza è regolare tutto l’anno, con una durata del viaggio che varia da un’ora e venti minuti a due ore, a seconda del mezzo scelto.

Infine, per chi desidera un’opzione più esclusiva, San Felice Circeo offre collegamenti stagionali con Ponza. Da Roma, si può raggiungere il Circeo in auto o autobus, percorrendo la strada statale Pontina in circa un’ora e mezza. Il porto di San Felice Circeo offre un servizio di aliscafo per Ponza durante l’estate, con una traversata che dura circa un’ora.

Da Napoli a Ponza

Per chi si trova a Napoli, la via più diretta per Ponza è il porto di Formia. Da Napoli Centrale, ci sono treni regionali che collegano Napoli a Formia-Gaeta in circa un’ora e dieci minuti. Una volta giunti a Formia, il porto è facilmente raggiungibile in pochi minuti. Da qui, i traghetti e gli aliscafi partono regolarmente per Ponza, con un viaggio che varia tra un’ora e venti minuti e due ore.

Un’altra opzione è quella di raggiungere il porto di Terracina. Da Napoli, si può prendere un treno diretto a Formia e da lì cambiare per Terracina. Una volta a Terracina, è possibile imbarcarsi per Ponza, come descritto precedentemente.

Ponza
Fonte: iStock
Ponza, tra i più pittoreschi del Mediterraneo

In auto

Raggiungere i porti di imbarco in auto è un’altra possibilità. Da Roma, seguendo la strada statale Pontina (SS148) si arriva ad Anzio, Terracina e San Felice Circeo in circa un’ora e mezza. Chi preferisce Formia, invece, può seguire l’autostrada A1 in direzione Napoli e uscire a Cassino, proseguendo poi per Formia. I porti dispongono di parcheggi custoditi dove è possibile lasciare l’auto durante il soggiorno a Ponza.

In autobus verso i porti

Per chi preferisce i mezzi pubblici, ci sono anche collegamenti autobus da Roma e Napoli verso i principali porti. Da Roma, sono previsti servizi diretti per Anzio, Terracina, Formia e San Felice Circeo. Il viaggio in autobus, sebbene più lento rispetto al treno, permette di arrivare direttamente ai porti di imbarco senza dover cambiare mezzo. Da Napoli, invece, sono disponibili autobus per Formia, ma questa opzione è meno comune rispetto al treno.

Chi arriva in aereo

Chi arriva da altre parti d’Italia o dall’estero può volare fino agli aeroporti di Roma Fiumicino o Roma Ciampino, o in alternativa all’aeroporto di Napoli Capodichino. Da Roma Fiumicino e Ciampino, ci sono collegamenti ferroviari o autobus per raggiungere Roma Termini, da cui proseguire per i porti di imbarco descritti in precedenza. Da Napoli Capodichino, si può prendere un taxi o una navetta fino alla stazione centrale, e da lì proseguire in treno verso Formia.

In barca privata

Per i più avventurosi, è possibile raggiungere Ponza anche in barca privata. L’isola dispone di un porto ben attrezzato, con servizi per l’ormeggio e il rifornimento. La navigazione verso Ponza può partire da diversi punti della costa laziale o campana, con tempi di percorrenza che variano in base al punto di partenza e alle condizioni del mare.

Una volta arrivati a Ponza, ci si trova immersi in un paradiso naturale dove il tempo sembra essersi fermato. Raggiungere l’isola, sebbene possa richiedere qualche sforzo logistico, è un’esperienza che ripaga ampiamente, grazie alla bellezza del paesaggio e alla tranquillità che Ponza offre ai suoi visitatori. Con una pianificazione accurata, ogni tappa del viaggio diventa parte dell’avventura, rendendo la scoperta di Ponza un ricordo indelebile.

Riapre la spiaggia libera di Torre Astura: cosa sapere

3 juillet 2024 à 10:31

C’è una spiaggia nel nostro Paese che è bellissima, bagnata da acque cristalline e inaccessibile durante (quasi) tutto l’anno. È Torre Astura, un litorale situato tra Latina e Nettuno di circa 8 chilometri e immerso tra impressionanti dune e una suggestiva macchia mediterranea. Come tutti gli anni, anche in questo 2024 ha finalmente riaperto al pubblico, ma in giorni specifici e ad orari che occorre rispettare. Scopriamoli insieme.

La spiaggia libera di Torre Astura: storia e curiosità

La spiaggia libera di Torre Astura prende questo suo intrigante nome da una struttura omonima eretta nel 1193 dai Frangipane, sui resti di una villa romana in parte ancora oggi visibili. L’obiettivo della sua costruzione era difendere la costa dalle incursioni saracene, ma da quando è stata costruita affascina chiunque si ritrovi al suo cospetto: ne parlò Gabriele D’Annunzio, per esempio, descrivendola nei suoi Taccuini come: “Una specie di penisoletta che si protende fra il mare di Anzio (Caprolace) e il mare di Terracina. Da una parte si vede il seno di Anzio con la lingua di terra biancheggiante di case fino al lontano molo: dall’altra si vede un altro seno limitato da una lingua di terra che prolungasi fino al Circeo”.

Nel corso degli anni è stata spesso utilizzata anche come set di numerosi film italiani e internazionali che hanno fatto la storia. Ne sono degli esempi il Pinocchio televisivo, L’arcidiavolo e Brancaleone alle crociate con Vittorio Gassman, ma anche Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson, il film Cleopatra con Elizabeth Taylor e molto altro ancora.

Come accennavamo in precedenza, in genere questa spiaggia libera è chiusa perché si trova all’interno di un sito del Ministero della Difesa, il poligono militare di Nettuno. Ma come ogni anno, anche in questo 2024 per la stagione estiva è aperta al pubblico, con regole ben precise ma che senza ombra di dubbio vale la pena seguire vista la bellezza e la purezza del luogo.

Cosa sapere per visitare la spiaggia di Torre Astura

Sarà possibile fare il bagno tutti i giorni nelle limpide acque del Tirreno che accarezzano Torre Astura fino al 31 agosto. Per raggiungerla, tuttavia, occorre attraversare un sentiero immerso in una rinfrescante pineta. Ma per agevolare l’arrivo e l’uscita dei visitatori, durante i fine settimana è stata messa a disposizione, al costo di 1 euro, una navetta che dal centro di Nettuno consente di raggiungere la pineta stessa, dove parcheggiare per poi dirigersi verso questa incredibile spiaggia e passare momenti indimenticabili.

L’ingresso è gratuito, ma si può restare in spiaggia esclusivamente dalle ore 8:00 alle 19:00. La spiaggia resterà inoltre aperta anche a settembre, ma soltanto durante i fine settimana, quindi il sabato e la domenica.

Per circa due mesi sarà perciò possibile rilassarsi su una delle più belle e amate spiagge della costa laziale, approfittando di ben 8 chilometri di sabbia dorata, dune e macchia mediterranea. Un litorale dal fascino più unico che raro e in cui svetta un’imponente e straordinaria fortezza medievale dalla forma pentagonale, completamente immersa nell’acqua del mare e raggiungibile da un antico ponte in muratura.

Non resta che organizzarsi per andare a conoscere (o riscoprire) la meravigliosa spiaggia libera di Torre Astura.

Anche l’Argentina ha il suo mostro che si nasconde nel lago

Par : lizsemilia
11 février 2024 à 10:00

Misteri, avvistamenti strani, leggende che si tramandano di bocca in bocca: ci sono luoghi del mondo ammantati da un fascino sinistro, perché celano segreti, perché si raccontano storie, perché trasmettono sin dal principio la sensazione di essere in un posto in cui la fantasia e la leggenda si incontrano.

Tra i più celebri c’è Loch Ness, in Scozia, nel cui lago si racconta viva un mostro. Ma non è l’unico, infatti anche l’Argentina ha il suo che si nasconde tra le acque. Lì sarebbe stato avvistato un animale imponente, chi lo ha notato lo avrebbe descritto come simile a un plesiosauro. La leggenda ha un’origine antica e, come tutte le migliori storie, è affascinante e lascia moltissime domande aperte, che spingono a voler verificare con i propri occhi. Per farlo bisogna andare in Argentina e visitare il lago Nahuel Huapi.

Il mostro del lago Nahuel Huapi: dove si trova Nahuelito

Le testimonianze raccontano di un animale le cui dimensioni potrebbero aggirarsi tra i 10 e i 15 metri, con un lungo collo, una testa piccola e alcune gobbe. A immaginarlo ricorda molto Nessie, il celebre mostro che si racconti viva nelle acque di Loch Ness. Proprio come Nahuelito, che si racconta si aggiri nel lago Nahuel Huapi.

Questo è un luogo dal grande fascino, non solo per le leggende ma perché immerso in una natura che toglie il fiato. Si trova in Argentina nella regione della Patagonia, diviso tra due province: quella di Neuquén e quella di Rio Negro.

Una destinazione davvero amata, perché immersa in un contesto bellissimo: il lago si estende su una superficie molto vasta di 550 chilometri quadrati e si suddivide in sette rami, si trova – inoltre – a circa 700 metri sopra il livello del mare.

Un posto che regala agli occhi un’immersione nella bellezza e nelle tante sfumature che offre la natura, ma anche un posto che accoglie i turisti con i suoi tanti servizi. Tra le location che vale la pena visitare vi è la città di San Carlos de Bariloche, alle pendici delle Ande e affacciata sulle sponde del lago, è una meta imperdibile con le sue offerte per tutti: da quelle per gli amanti dello sci, a chi apprezza tour e gite immersi in uno scenario meraviglioso.

E con la sua leggenda, come quella di Nahuelito, il mostro del lago Nahuel Huapi.

Tutto sulla leggenda di Nahuelito

Si pensa che la leggenda di Nahuelito abbia radici antichissime e che sia stata tramandata nelle storie degli abitanti nel posto che raccontavano del mostro senza gambe e braccia, che sembra abiti nelle acque di questo lago bellissimo. La prima volta che l’avvistamento del mostro è stato reso noto era il 1922 e la risonanza mediatica fu tale da spingere a dare il via a una prima spedizione per trovarlo.

Diverse le testimonianze, ma non mancano neppure delle foto datate 1988 che si presume ritraggano il mostro. E altre, più recenti, del 2006. E, come la leggenda della sua esistenza, non mancano le teorie che cercano di spiegarla. Ma che non hanno ricevuto riscontro, si pensa che si tratti di un animale preistorico, che sia il risultato di una mutazione o che sia un sottomarino.

Resta il fascino di una storia, di un mistero, di un animale che potrebbe nascondersi nello specchio acquatico del lago Nahuel Huapi. E le leggende, con il loro fascino e le loro domande irrisolte, spesso, sono più appassionanti della verità.

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