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Castello di Doune, il set di Outlander dove la Scozia medievale incanta

Par : losiangelica
11 novembre 2025 à 17:30

Mentre vi avvicinate lungo la strada che costeggia il fiume Teith, lo vedrete comparire all’improvviso, maestoso e solitario, circondato da una campagna che sembra disegnata per incorniciarlo: il castello di Doune, conosciuto per essere il set di Outlander è tutto da scoprire. Costruito nel XIV secolo grazie a Robert Stewart, primo duca di Albany e figlio del re Roberto II, è stato edificato come simbolo del potere del reggente passato alla storia come “il re senza corona di Scozia”.

Doune Castle nella Scozia di Outlander

Chi ama le serie Tv probabilmente riconoscerà Doune Castle per un’immagine familiare; è stato infatti il set della prima stagione di Outlander diventando il Castel Leoch. La dimora del clan MacKenzie che ha fatto impazzire i fan della storia è tutta da scoprire.

Nella realtà, Castle Leoch non esiste: è frutto della penna e dell’immaginazione di Diana Gabaldon, ma Doune è il suo corpo tangibile. Le riprese esterne sono state realizzate esteramente qui, mentre gli interni sono stati ricostruiti in studio con una cura maniacale per i dettagli.

All’interno è tutto da scoprire, a partire dalla Gate Tower, la torre d’ingresso, che un tempo rappresentava la linea di confine tra il mondo esterno e quello del potere. Alta, imponente e perfettamente conservata, vi accoglie con la sua austerità medievale.

Effettuato l’accesso si giunge al cortile centrale, incredibilmente luminoso: pietre levigate e un pozzo che troneggia al centro raccontano la vita di corte e danno il benvenuto ai visitatori. Servitori che correvano con vassoi d’argento, cavalli che nitrivano, risate che si mescolavano al rumore dei passi.

Castello di Doune usato come set per la serie Outlander
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Castello di Doune, il set di Outlander

Si sale verso la Great Hall, una sala monumentale che lascia tutti a bocca aperta già per le sue dimensioni e per l’illuminazione naturale fornita da grandi finestre ad arco. Nonostante oggi risulti spoglia, non è difficile immaginare lo sfarzo di questo ambiente che risulta stranamente austero. Soffitto in legno alto 12 metri e nessun camino…una cosa davvero curiosa.

Dalla Great Hall si passa (con un’altra scala) alla Lord’s Hall, la stanza privata del signore del castello. Era il suo rifugio, il luogo dove poteva ricevere ospiti importanti o discutere questioni di stato lontano dagli occhi indiscreti della servitù. È stata ristrutturata nell’Ottocento e conserva l’atmosfera di un tempo con due camini in pietra, una galleria sopraelevata dove i musicisti accompagnavano i banchetti e una piccola finestra soprannominata “il buco del delitto”. Alcuni storici raccontano che da qui venivano buttati oggetti su chi tentava di forzare l’accesso.

Raggiungendo la parte ovest della dimora, si trova uno degli spazi più incredibili: la cucina medievale, ampia e con volte in pietra e un camino enorme di cinque metri, che lascia i visitatori a bocca aperta.

Dove si trova il castello di Doune e come arrivarci

Il castello di Doune si trova in Scozia, a poco più di 20 minuti d’auto a nordovest di Stirling (dove si trova l’omonimo castello). Spesso chi lo visita prosegue poi verso Doune godendosi i paesaggi; ci si arriva da Edimburgo in circa 1 ora e 30 di auto, oppure con bus da Stirling che collegano proprio al celebre monumento. Esistono poi tour che mixano diverse tappe: Doune, Stirling e Loch Lomond.

Castello di Dunnottar, dove gli intrighi medievali incontrano la magia del cinema

2 novembre 2025 à 18:00

Ci sono luoghi che sembrano creati apposta per diventare le location perfette di film epici, con le loro atmosfere sospese tra mistero e leggende antiche. Il Castello di Dunnottar, arroccato su impressionanti scogliere a picco sul Mare del Nord lungo la costa orientale della Scozia, è sicuramente uno di questi.

Questa antica fortezza medievale ha stregato registi, fotografi e viaggiatori di tutto il mondo con il suo fascino drammatico e i suoi panorami mozzafiato. Proprio come Franco Zeffirelli, che l’ha scelta come location per la sua trasposizione cinematografica dell’Amleto.

Mercatini di Natale sotto la neve? Ecco dove andare in Europa

24 octobre 2025 à 14:30

Un mercatino di Natale è già di per sé un luogo incantato, tra luci scintillanti, dolci profumi e oggetti artigianali. Ma cosa lo rende ancora più speciale? Una fresca nevicata che trasforma le piazze in un vero e proprio paese delle meraviglie invernale.

Per chi desidera un Natale bianco, l’Europa offre numerose destinazioni in cui è più probabile che la neve renda candido il paesaggio. Tra queste, Finlandia, Germania, Scozia, Polonia e Svezia offrono esperienze uniche e indimenticabili.

Helsinki, Finlandia

Il mercatino di Natale di Helsinki si svolge nella storica piazza del Senato ed è il più antico della capitale. Tra le oltre cento bancarelle si trovano regali artigianali, decorazioni, prodotti tipici e piatti pronti.

La tradizionale processione di Santa Lucia aggiunge un tocco simbolico alla visita, mentre i bambini possono divertirsi sulla giostra vintage. Ogni giorno c’è anche la possibilità di incontrare Babbo Natale, per un’esperienza natalizia autentica e indimenticabile.

Le date di apertura di quest’anno sono: 28 novembre – 22 dicembre 2025.

Norimberga, Germania

Il mercatino di Norimberga, uno dei più famosi in Europa, si svolge sotto la decorata guglia della fontana Schöner, in Hauptmarkt. Tra i profumi di pan di zenzero e bratwurst, la piazza accoglie famiglie e visitatori con gli “angeli” dai capelli dorati pronti a scattare foto ricordo.

Dopo il tramonto, gli adulti possono gustare vin brulé e birra affumicata locale, mentre le luci natalizie rendono l’atmosfera calda e suggestiva, perfetta per chi desidera vivere una vera esperienza festiva.

Le date di apertura di quest’anno sono: 28 novembre – 24 dicembre 2025.

Mercatini di Natale in Europa sotto la neve
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Il mercatino di Natale a Norimberga

Edimburgo, Scozia

Edimburgo è una città che sembra respirare Natale tutto l’anno, ma durante le feste si trasforma in un meraviglioso paese invernale. Il mercatino si estende dagli East Princes Street Gardens fino al Royal Mile e propone vin brulé, zabaione, giostre e nuove installazioni luminose.

Le strade acciottolate illuminate dalle luci natalizie creano scenari da cartolina e offrono un’esperienza unica per famiglie e visitatori di ogni età.

Le date di apertura di quest’anno sono: 15 novembre 2025 – 4 gennaio 2026.

Cracovia, Polonia

Nel cuore di Cracovia, Rynek Główny, la piazza del mercato principale, si trasforma in un tripudio di luci e colori. Tra le mura medievali e il rinomato Mercato dei Tessuti, le bancarelle offrono souvenir in vetro, statuine in ceramica, cappelli di pelliccia e mille oggetti scintillanti.

L’atmosfera è resa ancora più magica dalle carrozze trainate da cavalli che permettono di visitare il centro storico in modo romantico e tradizionale. Tra i profumi delle griglie di kielbasa e delle specialità locali, ogni passeggiata nel mercatino diventa un’esperienza indimenticabile.

Le date di apertura di quest’anno sono: 28 novembre 2025 – 1 gennaio 2026.

Andare ai Mercatini di Natale in Europa: mete sotto la neve
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l mercatino di Natale di Cracovia

Göteborg, Svezia

All’interno del parco divertimenti Liseberg, il mercatino di Natale di Göteborg unisce magia natalizia e divertimento. Tra spettacoli sul ghiaccio, bancarelle di prodotti artigianali e glögg – vin brulé svedese – i visitatori possono ammirare l’enorme albero di Natale dal design minimalista scandinavo.

Le giostre e le attività per bambini rendono il mercatino un’esperienza perfetta per tutta la famiglia, mentre passeggiare tra le luci e i profumi crea una vera atmosfera da fiaba.

Le date di apertura di quest’anno sono: 15 novembre – 29 dicembre 2025.

Sulle tracce di Frankenstein: un viaggio tra le location del film di Guillermo del Toro

30 août 2025 à 10:00

Il nuovo adattamento di Frankenstein firmato da Guillermo del Toro si distingue non solo per la sua regia visionaria e per il cast d’eccezione, ma anche per le suggestive location che hanno dato vita al mondo gotico e drammatico della storia. Il regista ha scelto di girare tra Canada, Scozia e Inghilterra, facendo dialogare architetture storiche, paesaggi mozzafiato e atmosfere cupe che hanno reso il film ancora più intenso e coinvolgente.

Il capolavoro di Mary Shelley è pieno di domande che mi bruciano dentro l’anima: domande esistenziali, tenere, selvagge, senza scampo, come solo una mente giovane può porsi e a cui solo gli adulti e le istituzioni credono di poter rispondere. Per me, però, solo i mostri detengono la risposta a tutti i misteri“, ha dichiarato il regista messicano che ha presentato in anteprima al Festival del Cinema di Venezia 82 questa opera molto attesa sul grande schermo.

Di cosa parla

Del Toro rilegge il celebre romanzo di Mary Shelley accentuandone le tinte oscure e riflettendo sulle ossessioni umane, la sete di conoscenza e i limiti della scienza. La vicenda segue il tormentato dottor Victor Frankenstein, interpretato da Oscar Isaac, e la sua Creatura, ambientata in scenari che alternano città storiche e lande desolate, sottolineando il contrasto tra civiltà e natura selvaggia.

Dove è stato girato

Per catturare appieno l’anima gotica del racconto, le riprese di Frankenstein si sono svolte in numerose location che hanno contribuito a creare l’atmosfera unica del film.

Edimburgo

La capitale scozzese ha offerto un palcoscenico ideale grazie alle sue vie antiche e alla suggestiva Royal Mile. Qui sono stati girati momenti fondamentali, sfruttando edifici storici come il Canongate Tolbooth e la Parliament Square. Vicoli come Bakehouse Close, con i suoi ciottoli e passaggi stretti, insieme a luoghi appartati come Lady Stair’s Close e Wardrop’s Court, hanno donato al film un tono misterioso e senza tempo.

Arbroath e Hospitalfield House

Nella cittadina di Arbroath, nella regione di Angus, è stata scelta la storica Hospitalfield House, residenza ottocentesca dall’aura imponente e inquietante. I suoi interni decorati e la sua architettura austera hanno fornito lo sfondo perfetto per le sequenze più cupe e drammatiche.

Glasgow

A Glasgow spicca la maestosa Cattedrale, uno dei monumenti medievali più iconici della Scozia. Le riprese all’interno e all’esterno hanno sfruttato le alte navate, le vetrate colorate e lo stile gotico, regalando al film un’impronta solenne e potente.

Glencoe
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Glencoe

Glencoe e Fortress Mountain

Le ambientazioni naturali più selvagge sono state ricreate a Glencoe, nelle Highlands scozzesi, e presso Fortress Mountain in Alberta, Canada. Montagne innevate, vallate remote e paesaggi aspri hanno reso realistiche le sequenze ambientate in luoghi artici o in territori inospitali.

Aberdeen e Dunecht House

Ad Aberdeen le telecamere si sono spostate nella monumentale Dunecht House, residenza elegante dai vasti interni e giardini scenografici. La sua imponenza e l’architettura classica hanno contribuito a rafforzare il tono drammatico e raffinato della pellicola.

Aberdeen
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Aberdeen

Londra

Nella capitale britannica, Del Toro ha utilizzato miniature e modelli in scala per ricreare edifici monumentali e paesaggi complessi. Questa scelta ha permesso di ottenere un forte impatto visivo in scene che sarebbe stato impossibile o troppo costoso girare dal vivo.

Burghley House, Stamford

La sontuosa Burghley House, nel Lincolnshire, è stata un’altra location chiave. Con i suoi interni sfarzosi, i dettagli architettonici e il fascino rinascimentale, ha contribuito ad arricchire il lato elegante e storico della narrazione.

North Bay, Ontario

Per le sequenze ambientate nell’Artico, la produzione si è spostata a North Bay, in Canada. Qui il clima rigido e i paesaggi innevati hanno offerto lo scenario ideale per ricreare l’ambiente glaciale e desolato in cui si muovono i protagonisti.

Toronto

Molte riprese sono state realizzate anche a Toronto, soprattutto nei Cinespace Studios, dove sono stati costruiti set sia interni che esterni. Altri luoghi utilizzati includono North York, Markham e la Facoltà di Medicina dell’Università di Toronto, che hanno fornito ambientazioni urbane e accademiche di grande impatto.

Perché è il momento giusto per prenotare un viaggio in Scozia

21 août 2025 à 10:32

La Scozia è una delle destinazioni più affascinanti e autentiche del Regno Unito. Tra paesaggi mozzafiato, castelli leggendari e città intense come Edimburgo e Glasgow, questo Paese continua ad affascinare tantissimi viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

Tanti sono i motivi per considerare la Scozia come la meta ideale per il prossimo viaggio: dalle indimenticabili esperienze culturali alla natura selvaggia, fino a nuove opportunità di collegamenti diretti dall’Italia.

Che si tratti di ammirare la bellezza delle Highlands, vivere le tradizioni nelle città scozzesi o approfittare delle nuove opportunità di viaggio, la Scozia è oggi una meta irresistibile.

La natura scozzese tra paesaggi selvaggi e incontaminati

La Scozia è famosa per la sua spettacolare natura selvaggia. Le Highlands, con le loro valli profonde, i laghi incantati e le montagne avvolte nella nebbia, sono lo scenario ideale per chi ama fare trekking, dedicarsi alla fotografia o semplicemente immergersi in panorami da cartolina.

3 motivi per cui vale la pena prenotare ora un viaggio per la Scozia
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Vista dal drone dell’isola di Skye

Luoghi come il lago di Loch Ness, l’isola di Skye o il Parco Nazionale di Cairngorms offrono esperienze uniche in tutte le stagioni, che spaziano dalle passeggiate tra brughiere in fiore alle escursioni invernali tra boschi innevati.

In un mondo sempre più frenetico, la Scozia rappresenta un rifugio autentico, dove il tempo sembra rallentare e la natura diventa la protagonista assoluta del viaggio.

Cultura, tradizione e città ricche di storia

Un altro motivo per prenotare oggi un viaggio alla scoperta della Scozia è la sua straordinaria ricchezza culturale. Edimburgo, con il suo celebre castello che domina la città, la Royal Mile e il festival teatrale – Festival Fringe – più grande del mondo, è una tappa imperdibile.

Glasgow, invece, conquista per la sua atmosfera dinamica e creativa: musei gratuiti di livello internazionale, gallerie d’arte contemporanea e una scena musicale tra le più attive del Regno Unito.

A tutto questo si aggiungono le meravigliose tradizioni scozzesi: dalle cornamuse ai balli folkloristici, fino all’inconfondibile whisky, prodotto in distillerie che conservano secoli di saperi artigianali. Ogni viaggio in Scozia diventa così un’esperienza che mixa storia, modernità e un’accoglienza calorosa.

Nuova rotta Roma Fiumicino – Glasgow: un’opportunità imperdibile con easyJet

Prenotare oggi un viaggio in Scozia è ancora più conveniente e accessibile grazie a una novità importante: easyJet ha lanciato il primo collegamento diretto tra Roma Fiumicino e Glasgow.

La rotta, in vendita già da ora, sarà operativa dal 2 febbraio 2026 con tre frequenze settimanali nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, offrendo così la possibilità di organizzare soggiorni flessibili e adatti a ogni esigenza.

Si tratta del primo volo diretto che collega Roma Fiumicino alla Scozia, un traguardo che rende più semplice raggiungere una delle regioni più affascinanti del Regno Unito.

Glasgow, città dinamica e cosmopolita, rappresenta non solo una meta culturale di grande interesse – con musei, architettura vittoriana e design contemporaneo – ma anche il punto di partenza ideale per esplorare le Highlands e i paesaggi naturali circostanti.

Con questa nuova rotta, salgono a quattro i collegamenti attivi dal principale aeroporto romano verso il Regno Unito, confermando la Scozia come una destinazione sempre più vicina e facilmente raggiungibile.

Eilean Donan, il castello fiabesco incastonato tra tre laghi e montagne senza paragoni

Par : losiangelica
17 août 2025 à 14:25

Il fascino della Scozia non si discute: castelli, segreti, storia e panorami incantano, ma tra i più belli c’è proprio il castello di Eilean Donan che domina un’isoletta in prossimità delle Highlands. Non solo è tra i più fascinosi, ma è anche stato scelto da registi per film cult e foto diventate ormai iconiche in tutto il mondo.

Accanto alla sua estetica suggestiva il castello fiabesco di Eilean Donan, custodito tra laghi e montagne, ha una storia che merita di essere conosciuta e tante curiosità da scoprire.

Le origini del castello

Il nome Eilean Donan significa Isola di Donan. Perché è stato scelto? È probabile che il vescovo irlandese San Donan nel VI secolo sia stato omaggiato per le sue attività svolte dal 580 d.C. sul territorio. Nonostante ciò, gli archeologi raccontano che probabilmente qui ci fosse già un insediamento cristiano e che precedentemente ci fossero comunità risalenti all’età del ferro. Insomma, la location suggestiva aveva già colpito il cuore di molti abitanti ben prima che le torri di pietra proteggessero dalle invasioni.

Cosa vedere nel castello di Eilean Donan

Il castello scozzese da solo sarebbe già di per sé sufficientemente spettacolare, ma è il paesaggio a fare la differenza. La piccola isola circondata dalle acque che riflettono le montagne rende il tutto veramente magico. Cambi di luce, bassa marea e nebbia rendono il castello incredibilmente suggestivo, tanto che in alcuni scatti sembra fluttuare. Il momento migliore per una foto? Al crepuscolo: i colori cangianti dall’arancio al rosso regalano un paesaggio da cartolina.

Lo scenario non è certo nuovo e probabilmente lo riconoscerai: è apparso in Highlander, l’ultimo immortale, nella saga di James Bond in Il mondo non basta e persino in Entrapment con Sean Connery e Catherine Zeta-Jones.

Eilean Donan, il castello scozzese
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Percorrere il ponte di Eilean Donan per visitare il castello

Appena attraversi il ponte, sarai accolto da una porta d’ingresso sormontata da un’iscrizione in gaelico: “Finché ci sarà un Macrae qui dentro, nessun Fraser rimarrà fuori”, un riferimento alla parentela tra due clan storici.

All’interno, il cortile ti conduce verso gli edifici ricostruiti. Potrai salire alla sala dei banchetti, con il soffitto in rovere decorato con stemmi, un camino del XV secolo e travi di Douglas Fir arrivate dal Canada come dono ai Macrae. Alcune stanze restano private, ma tra quelle visitabili troverai esposizioni di armi, cimeli di clan e una mostra multimediale che ripercorre la storia del castello.

Dalle terrazze e dal camminamento esterno, la vista sui laghi e sulle montagne è spettacolare in ogni stagione, con la luce scozzese che cambia umore in pochi minuti: sole, pioggia, arcobaleni… a volte tutti insieme.

Eilean Donan è molto più di un maniero storico da visitare, incanta con atmosfera, paesaggi mozzafiato e scorci da fotografare. Per quanto riguarda i prezzi si accede pagando 10 sterline per adulti e 6 sterline per i ridotti, ma sono previsti sconti per famiglie e gruppi.

Tra storia e leggenda

C’è persino una leggenda che racconta di un figlio del clan Matheson capace di comunicare con gli uccelli. Un dono che gli avrebbe portato fortuna, avventure e il favore del re Alessandro II, che lo incaricò di costruire il castello per proteggere la regione.

La storia che parla di Alessandro II, ci racconta che nel XIII secolo la zona è stata interessata da una prodigiosa fortificazione in pietra con lo scopo di difendere il Kintail dalle incursioni vichinghe. Dopotutto il territorio era davvero strategico tra tre laghi e nonostante le montagne a fare da barriera naturale era importante difenderlo… e bastava davvero poco, un ponte e una parete in pietra.

Nel Medioevo, il castello passò sotto il controllo del clan Mackenzie, con i fedelissimi Macrae come guardie e alleati. Le mura erano più ampie di oggi, con torri e cortine che circondavano quasi tutta l’isola. Col tempo, per motivi non del tutto chiari, l’area fortificata venne ridotta a un quinto della sua estensione originale.

Nel XV secolo, il re Giacomo I cercò di mettere ordine nelle Highlands convocando i capi clan… ma la riunione si rivelò una trappola mortale per molti. I Mackenzie riuscirono a mantenere il castello, ma entrarono in una lunga rivalità con i Macdonald.

Eilean Donan e il suo castello
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Il suggestivo castello di Eilean Donan

Nei secoli dal XVII al XVIII la struttura è stata coinvolta in diverse guerre civili e persino nelle rivolte giacobite. Una delle date più importanti? Il 1719 quando un contingente di 300 soldati spagnoli hanno occupato il castello attendendo un’insurrezione mai avvenuta. La Royal Navy britannica non si è certo fatta cogliere impreparata e in quell’occasione ha dato mostra delle proprie abilità con un bombardamento navale che ha portato però il castello in macerie.

Per 200 anni nessuno ha più sentito parlare del castello rimasto in rovina fino al 1911 quando è intervenuto il tenente colonnello John Macrae-Gilstrap che prima ha acquistato l’isola e poi avviato un intervento di restauro durato fino al 1932.

Il maniero è tornato visitabile nel 1955 e sono bastati pochi anni per renderlo uno dei castelli più amati della Scozia e addirittura una delle attrazioni più visitate.

Come si raggiunge il castello di Eilean Donan

Forse non lo sai, ma Eilean Donan è un’isola con un lago ma che in realtà si trova tra loch marini: il Duich, l’Alsh e il Long in posizione occidentale nella costa scozzese. Siamo in prossimità della strada che porta all’isola di Skye e a poco più di 4 ore e mezza da Edimburgo e Glasgow. Inverness, invece, dista appena 90 minuti.

Per poter raggiungere il castello l’opzione migliore è un’auto a noleggio con cui muoversi in libertà, godersi la vista e fermarsi a scattare foto, ma chi non vuole guidare può approfittare della rete urbana di pullman e autobus che partono da Edimburgo, Glasgow e Inverness fino al villaggio di Domie, che dista appena 5 minuti a piedi dalla struttura. Per chi preferisce il treno è possibile arrivare a Kyle of Lochalsh che dista circa 15 minuti in taxi.

Un consiglio: non fare una toccata e fuga. Inserisci Eilean Donan in un itinerario di più giorni nelle Highlands o come tappa verso Skye. La zona è unica grazie ai borghi dal fascino pittoresco, ai punti panoramici e alle numerose escursioni da fare a piedi.

La BBC racconta Barga, il borgo più scozzese d’Italia

Par : losiangelica
9 juillet 2025 à 10:32

L’Italia è piena di autentici tesori che fanno battere il cuore e a conquistare non sono solo le più note città d’arte, ma anche piccoli territori meno conosciuti ma ricchi di storia. L’ultimo esempio è il borgo di Barga, una meraviglia toscana che ha conquistato la BBC che lo racconta paragonandolo alla Scozia per alcuni aspetti.

Il paese, che sembra uscito da una fiaba, ha un’anima scottish: la bandiera di St. Andrew che sventola al vento, fish & chips profumati nei vicoli medievali e bagpipes che risuonano nei festival di paese. Un mix irresistibile di paesaggi mozzafiato, radici profonde e una cultura binazionale che ha dato vita al borgo più scozzese d’Italia: ecco la storia che ha conquistato la BBC.

Dove si trova e come arrivare a Barga

Barga si trova in Toscana, in provincia di Lucca, abbracciata dalla natura rigogliosa della Garfagnana; il gioiello incastonato tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco-Emiliano, vanta una posizione leggermente defilata dai circuiti turistici di massa. E forse è proprio questo isolamento geografico a renderla così autentica e affascinante.

Per arrivarci si parte da Lucca; in circa un’ora di auto, attraversando paesaggi da cartolina si raggiunge il centro abitato. Chi non ha l’auto può usare i mezzi pubblici: partendo da Lucca si raggiunge la stazione di Fornaci di Barga e si può proseguire in autobus o con un taxi.

Fa parte del circuito città slow, è riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia e sventola persino la Bandiera Arancione del Touring Club: insomma, a riconoscerne la sua unicità sono tanti ma è la prima volta che fa il giro del mondo.

Cosa vedere a Barga

Il legame Italia-Scozia incanta la BBC che racconta il borgo di Barga attraverso un servizio completo e approfondito. Ecco cosa non perdere esplorando il piccolo paese simbolo della Toscana.

Cosa fare a Barga
Barga è il borgo toscano con l’anima scozzese che ha conquistato la BBC

Duomo e chiesa della Santissima Annunziata

Se si vuole esplorare Barga, si parte dal centro e il suo simbolo assoluto non può che essere il duomo di San Cristoforo che domina il borgo. Costruita in stile romanico con l’uso di pietra alberese locale, è il primo elemento che si nota avvicinandosi al paesello e regala una splendida vista sul panorama. All’interno ha una classica divisione su tre navate con un pulpito scolpito del XIII secolo.

Altra meraviglia? La chiesa della Santissima Annunziata. Datata Cinquecento, custodisce al suo interno due statue lignee trecentesche; si compone di un’unica navata a croce latina ed è un tripudio di decorazioni barocche e opere ’’arte.

Il castello

Consigliamo di passeggiare per il centro, esplorando i vicoli attraverso archi che rivelano piazze, scorci che fanno scoprire viste da sogno sulle valli e poi raggiungere il castello che ancora oggi “difende” il borgo a partire dalla porta reale, macchiaia e di borgo che segnano i punti d’accesso del paese.

Conservatorio di Santa Elisabetta

Un altro luogo da non perdere? Il Conservatorio di Santa Elisabetta, un antico monastero del XV secolo trasformato nel Settecento in scuola femminile; oltre al chiostro e alle cisterne, conserva opere d’arte robbiane e un prezioso Crocifisso del Quattrocento.

Casa museo di Pascoli

A pochi chilometri, nella frazione di Castelvecchio, si trova la casa museo del poeta Giovanni Pascoli dove visse per quasi 20 anni con la sorella, immerso nella quiete della campagna barghigiana. Gli arredi sono rimasti intatti, regalando al visitatore un’esperienza autentica e toccante. Lo scrittore definì questa zona “il nido” e non è difficile capirne il motivo.

Perché la BBC consiglia il borgo di Barga

Il colpo di fulmine tra Barga e la BBC è nato da una storia di migrazioni, ritorni e fusioni culturali. Il documentario realizzato dalla testata britannica racconta con occhi stupiti e cuore aperto un luogo unico nel suo genere, che è riuscito a trasformare la lontananza in un ponte tra culture.

Come arrivare a Barga
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Cosa vedere a Barga, il borgo italiano dall’anima scozzese

Un legame profondo con la Scozia

Tutto ha inizio a cavallo tra Otto e Novecento, quando molti barghigiani partirono in cerca di fortuna. Invece che negli Stati Uniti, molti trovarono lavoro sulle coste scozzesi, soprattutto nei cantieri navali di Glasgow, nei boschi di Ardrossan o nei fish & chips di Largs. E con loro, si trasferì anche un pezzo di Barga.

Molti tornarono anni dopo, portandosi dietro non solo i risparmi ma anche le tradizioni scozzesi: l’amore per il whisky, le melodie delle cornamuse, la cucina di mare. Oggi circa il 60% degli abitanti ha radici scozzesi.

La fusione tra le due culture è ovunque. A Barga si celebra la Burns Night con tanto di haggis, whisky e poesie di Robert Burns. In estate, si tiene la Sagra del Pesce e Patate, un festival interamente dedicato al fish & chips, cucinato come vuole la tradizione scozzese ma accompagnato da un bel bicchiere di Chianti. Il ristorantelocale, gestito da una coppia italo-scozzese, è il cuore pulsante di questa simbiosi: nel menù, accanto al polpo alla siciliana, trovi il piatto più britannico di sempre.

I legami scozzesi visibili nel borgo

Camminando per Barga, è facile notare dettagli “scozzesi”: cabine telefoniche rosse, murales, insegne bilingue, persino il Barga Tartan, disegnato in verde, bianco e rosso in onore della bandiera italiana. E non poteva mancare il calcio: la squadra locale gioca con la maglia a righe bianche e verdi, in onore del Celtic di Glasgow.

Anche l’arte ha giocato un ruolo chiave. La BBC ricorda il pittore scozzese John Bellany che scelse proprio questo luogo in Toscana come rifugio creativo per la realizzazione dei suoi quadri paesaggistici luminosi che oggi vengono esposti proprio in una galleria locale.

A parlare con i local, ti accorgi che questa doppia anima non è solo folklore. È un’identità vera, vissuta ogni giorno, un patrimonio che arricchisce e unisce. Come racconta il sindaco Caterina Campani: “Molti discendenti di italiani emigrati tornano qui per le vacanze, comprano casa, aprono gallerie d’arte o piccoli ristoranti. Barga è diventata una casa anche per chi è nato lontano”.

Il giornalista della BBC ha definito Barga un “Brigadoon” italiano, facendo riferimento alla leggenda scozzese di un villaggio che appare magicamente una volta ogni cento anni. Ma Barga è ben più reale e presente, con le sue mille storie, i suoi legami invisibili ma fortissimi e la capacità di far sentire ogni visitatore parte di qualcosa di speciale.

Per chi cerca un angolo di Toscana lontano dalle folle, ma intriso di cultura, autenticità e calore umano, Barga è un viaggio tra due mondi, un ponte tra passato e futuro, tra la poesia di Pascoli e l’accento scozzese dei suoi abitanti.

A Callanish, le pietre e le stelle svelano un enigma astronomico millenario

Par : losiangelica
26 mai 2025 à 16:34

Le conosciamo con il nome di antiche pietre di Callanish ma i local si riferiscono a loro come Calanais Standing Stones. Soprannominate anche “Stonehenge del Nord” le iconiche pietre erette sull’isola di Lewis in Scozia hanno molto da raccontare. Sono datate tra i 3000 e i 5000 anni fa, addirittura precedenti quindi al luogo a cui sono paragonate e sono legate ad esse numerose leggende.

Visitare le Calanais Standing Stones a Callanish

Ben precedenti a Stonehenge, le Calanais Standing Stones sono tra le attrattive principali dell’isola di Lewis nelle Ebridi esterne della Scozia. Nessuno sa con certezza perché siano state erette e numerose leggende lo paragonano ad un osservatorio astronomico o ad un sito rituale. A consacrare il luogo al turismo ci ha pensato la serie tv Outlander che ha girato proprio qui alcune scene e ha basato i suoi racconti su questo cerchio di pietre.

Avvolte dalla nebbia e dal mistero, sfiorano la brughiera e si ergono formando un cerchio che sfida il tempo e la comprensione. Chi si avventura fin qui, sull’isola di Lewis, viene accolto da un silenzio sacro. A Callanish, le stelle sembrano più vicine, come se la volta celeste si fosse abbassata per accarezzare la terra. È qui che l’uomo neolitico, circa 5000 anni fa, tracciò un “disegno celeste”, piantando nel suolo pietre alte come alberi, allineandole con precisione verso il sole, la luna e i segreti dell’universo.

I cerchi di pietre sono un osservatorio astronomico a Callanish
Fonte: iStock
Standing Stones a Callanish: l’osservatorio astronomico antichissimo

Il calendario astronomico

Secondo gli studi, il sito sarebbe stato eretto tra il 2900 e il 2600 a.C. assumendo una disposizione tutto fuorché casuale. In gaelico sono conosciute con il nome di Calanis; la loro disposizione non è casuale e le pietre sono posizionate in modo da formare una croce con un cerchio centrale, oltre a varie linee in direzioni precise.

Gli archeologi che hanno esaminato il luogo ritengono che abbia avuto un ruolo importante nelle osservazioni astronomiche in tempi preistorici. Le ricerche continue fanno avvalorare la tesi che si trattasse di un antico osservatorio, un vero e proprio calendario in pietra utilizzato dai popoli neolitici per regolare il tempo e forse eseguire alcuni rituali.

Uno dei momenti più suggestivi per visitarlo è il solstizio d’estate. In questa giornata si verifica uno degli allineamenti più suggestivi: il sole sorge e si allinea alla perfezione con una delle pietre centrali e proietta la sua luce lungo un viale di monoliti.

Le leggende legate al luogo

Callanish, come molti luoghi della Scozia, ha un forte legame con leggende e poesie, storie prima tramandate oralmente e oggi racchiuse in libri e folklore popolare. Secondo alcuni di questi racconti, le pietre sarebbero giganti pietrificati dopo una maledizione causata dalla disobbedienza agli dei. Altre narrazioni, invece, parlano di fate che vegliano sul luogo con un’anima benevola.

La mitologia celtica collega queste pietre ad alcune divinità come Cailleach, dea dell’inverno, e Lugh, dio della luce. Si sta ancora studiando l’argomento ma gli esperti spiegano che probabilmente si svolgevano qui cerimonie legate al cambio delle stagioni e ai vari cicli della vita.

Dove si trovano e come raggiungere le antiche pietre di Callanish

In italiano le chiamiamo antiche pietre di Callanish ma il loro nome originale è Calanais Standing Stones e si trovano nell’arcipelago delle Ebridi esterne, in Scozia. Più precisamente sono collocate nell’omonimo villaggio di Callanish sull’isola di Lewis. Per arrivarci la cosa migliore da fare è volare fino a Glasgow o Edimburgo, da qui prendere l’auto a noleggio (o un bus) verso Oban. Proprio da qui partono numerosi traghetti per Lewis. Sull’isola basterà seguire le indicazioni stradali per il luogo, lo si raggiunge in un breve tragitto panoramico.

I luoghi epici di Braveheart: dove è stato girato il film che ha fatto la storia con Mel Gibson

21 mai 2025 à 15:20

Uno dei punti saldi del cinema anni ’90 fa delle sue epiche location una firma distintiva, facendosi ricordare nitidamente anche a trent’anni di distanza. Divisivo ma memorabile, Braveheart, il film storico di e con Mel Gibson, ha illuminato il grande schermo nel 1995. Action e coinvolgente, seppur con qualche incongruenza storica, dipinge un quadro della Prima Guerra d’Indipendenza Scozzese, regalando allo spettatore favolosi scenari di una Scozia guerrigliera. Il colossal, vincitore di cinque premi Oscar su dieci candidature nell’edizione del 1996, segna la seconda regia di Gibson e narra la storia del patriota ed eroe nazionale scozzese William Wallace negli anni della sua ribellione contro l’invasione inglese, di cui diventa vero e proprio simbolo.

Dov’è stato girato

Oltre al tessuto narrativo che inquadra un cruento scenario di guerra, Braveheart possiede un’enorme carica paesaggistica che negli anni ha infatti saputo farsi strada imponendosi sull’industria turistica scozzese. D’altronde non c’è dubbio che la bellezza del paese spunti fuori da ogni inquadratura. Ciò ha dunque richiamato molti turisti sul posto, desiderosi di godersi lo splendore naturale e la storia millenaria della nazione. Ancora oggi i fan di Braveheart continuano a setacciare la Scozia nella speranza di trovare le location più note del film di Gibson. Ma la verità è che molte delle location più importanti si trovano in Irlanda, non in Scozia.

Braveheart film
Fonte: Ansa
Mel Gibson in Braveheart

Glencoe

Non sarebbe un film sulla Scozia senza la malinconica maestosità di Glencoe. Immerso negli altopiani scozzesi è uno dei primi scorci del paesaggio sconfinato e implacabile di Braveheart. Le vette di queste zone delimitano la regione storica del Lochaber e compaiono in quasi tutti i film girati in Scozia. Highlander, Outlaw King, Skyfall per citarne alcuni. Si tratta di una zona ricca di storia, fauna selvatica e miti. Le montagne si sono formate in seguito a eruzioni vulcaniche e sono state lentamente plasmate da enormi ghiacciai.

Glen Nevis

Utilizzato come ambientazione per il villaggio natale di William Wallace, Glen Nevis è uno dei luoghi più importanti di Braveheart. Qui, il giovane William cresce e si innamora di Murron (Catherine McCormack). Il villaggio fu costruito nella valle ai piedi del Ben Nevis, la vetta più alta della Gran Bretagna. Le case si ispiravano alle abitazioni pittoresche di Saint Kilda, una piccola isola al largo della costa scozzese, disabitata fino alla fine del XVIII secolo, ma ora una delle attrazioni turistiche più popolari delle Highlands e delle Isole.

Il luogo è famoso per i suoi paesaggi mozzafiato, cascate, sentieri escursionistici e per essere stata appunto location di diversi film. Come Glencoe, la storia di Glen Nevis risale ai primi giorni della civiltà umana. Nella parte alta si trova un forte dell’età del ferro costruito oltre 2000 anni fa dai primi abitanti della zona. Numerose battaglie furono combattute in questi luoghi, una nel XV secolo e un’altra nel XVIII. A quel tempo la valle apparteneva al clan Cameron, che, pur non unendosi alla ribellione di Bonnie Prince Charlie contro gli inglesi, fu oggetto di incursioni da parte delle giubbe rosse governative. Il paesaggio conserva ancora molti dei punti di osservazione utilizzati dai giacobiti rinnegati durante quei tempi tumultuosi.

Glencoe
Fonte: iStock
Glencoe in Scozia

Pianura di Curragh

Uno dei momenti più sanguinosi di Braveheart è la battaglia di Stirling. Se qualcuno non lo ricorda, si tratta della sequenza in cui l’esercito di Wallace decima la cavalleria inglese usando picche di legno. La tensione della scena si basa sul graduale accorciarsi della distanza tra i due eserciti, con la cavalleria che si avvicina su un’ampia distesa pianeggiante. Pertanto, la posizione era di fondamentale importanza.

Gibson alla fine si stabilì nella pianura di Curragh, che non si trova in Scozia, ma nella contea di Kildare, in Irlanda. Si ritiene che Curragh sia una delle più antiche e ampie distese di prateria seminaturale d’Europa, con oltre duemila anni di storia. La Contea di Kildare era apparentemente un antico luogo di ritrovo ed è famoso per la qualità dei suoi cavalli. Le corse si svolgono sulle pianure di Curragh almeno dal XII secolo. Infatti, il “Derby Irlandese” (una delle corse di cavalli più prestigiose d’Irlanda) si svolge ancora lì ogni anno.

Castello di Trim
Fonte: iStock
Il castello di Trim

Castello di Trim

Un altro importante luogo irlandese di Braveheart è il Castello di Trim, che funge da ambientazione per il Castello di York. Dopo aver sconfitto gli inglesi a Stirling, Wallace e il suo esercito, colmi di gioia per il loro successo, decidono di spingere la battaglia in Inghilterra. In quanto confine simbolico tra Nord e Sud, saccheggiare York sembra il modo migliore per incutere timore a Edward Longshanks. In realtà, il Castello di Trim è una rovina nella Contea di Meath costruita alla fine del XII secolo. Trim è il castello più grande d’Irlanda e fu edificato da Hugh de Lacy, signore di Meath, nel tentativo di limitare l’espansione di Richard de Clare, conte di Pembroke. Quest’ultimo era un barone ambizioso e agguerrito tanto che re Enrico II temeva volesse creare un regno anglo-normanno indipendente, in Irlanda.

Abbazia di Bective
Fonte: iStock
Abbazia di Bective

Abbazia di Bective

Dopo essere stato tradito dai nobili scozzesi, Wallace viene catturato dagli inglesi e imprigionato. Sia la prigione che alcune scene del cortile del castello di Longshanks sono state girate nell’Abbazia di Bective, un’abbazia cistercense sul fiume Boyne, nella contea di Meath, in Irlanda. Fondata nel 1147, l’Abbazia di Bective fu costruita per l’Ordine Cistercense da Murchad O’Maeil-Sheachlainn, re di Meath. Fu progettata per catturare la purezza e la semplicità dello stile di vita monastico dell’ordine, come si riflette nell’architettura sobria e negli archi gotici. Ora che gran parte dell’Abbazia è ridotta in polvere, è un labirinto di scalinate e torri solitarie che aspettano solo di essere esplorate.

L’incantevole isola di Mull, in Scozia, è la meta romantica di William e Kate

Par : losiangelica
29 avril 2025 à 16:59

Gli affiatati William e Kate si sono concessi un viaggio speciale per il loro quattordicesimo anniversario di matrimonio. La coppia reale inglese tra le più amate al mondo ha scelto come meta l’isola di Mull, una vera meraviglia scozzese simbolo del loro amore. Proprio in Scozia, presso l’università di St. Andrews i due si sono conosciuti nel 2005 ed è scattata la scintilla.

Cosa fare sull’isola di Mull

Tra le Ebridi, l’isola di Mull salta all’occhio con la sua anima autentica e selvaggia dal carattere intimo. Forse proprio questo ha conquistato la coppia royal inglese, che ha scelto questa meta per festeggiare il proprio quattordicesimo anniversario. Abitata da poco più di tremila persone, persino nei mesi più caldi in estate è lontanissima dall’overtourism e dal caos, regalando un angolo di pace imbattibile. La natura qui regna sovrana: pecore e mucche delle Highlands popolano il luogo.

Con coste frastagliate e spiagge di sabbia, regala scorci fotogenici senza pari, arricchiti da un paesaggio montuoso che rende lo scatto più variegato. Protagonista assoluto è il monte Ben More che, con i suoi circa 965 metri d’altezza, gode di una posizione privilegiata e per questo è una meta preferita degli escursionisti.

Tobermory

Il cuore più autentico dell’isola di Mull si scopre partendo dal capoluogo. Tombermory è famosa per le sue casette colorate che si affacciano sul porto. Qui, tra caffè accoglienti, boutique artigianali e partenze per sentieri, si può iniziare a respirare quella che è la vera anima del posto. Uno dei luoghi cult è Aros Park, un’area verde che si raggiunge percorrendo un sentiero serpeggiante tra pini, felci e laghi nascosti. Esistono poi numerose escursioni a piedi per poter entrare in contatto con quella che è la fauna selvatica, ma sempre con grande rispetto.

Gli amanti del birdwatching potranno osservare numerose colonie di uccelli marini che popolano le coste, mentre chi apprezza il whisky scozzese sicuramente si fermerà per sorseggiare un bicchiere proveniente proprio dalla Tobermory distillery, una delle distillerie più apprezzate al mondo.

Raggiungere Tobermory sull'isola di Mull
Fonte: iStock
Il colorato villaggio di Tobermory sull’isola di Mull in Scozia

Duart Castle

Sull’isola ci sono più castelli, ma è proprio il Duart Castle ad attirare l’attenzione. Con la sua struttura posizionata proprio su uno sperone roccioso affacciato sul mare, è una vera e propria cartolina. Nel suo passato, racconta di lotte e battaglie antiche tra clan scozzesi.

Le spiagge di Mull

Con un’auto oppure un bus, suggeriamo di raggiungere Calgar Bay, una delle spiagge più belle di Mull. La sabbia è chiarissima e la vista sull’oceano è qualcosa di incredibilmente suggestivo. È il luogo perfetto per rilassarsi, leggere un libro o magari gustare un dessert in uno dei barettini della zona.

Calgar Bay, splendida spiaggia sull'isola di Mull, in Scozia
Fonte: iStock
Calgar Bay sull’isola di Mull, in Scozia

Dove si trova e come arrivare all’isola di Mull

L’isola di Mull si trova sulla costa occidentale della Scozia e appartiene all’arcipelago delle isole Ebridi interne. Fa parte della regione dell’Argyll e Bute ed è considerata l’isola più grande del gruppo dopo Skye. Per raggiungerla il modo più pratico, la soluzione migliore è chiaramente il traghetto: si parte dalla città di Oban e si arriva a Craignure dopo circa 45 minuti di traversata. Esistono anche altri collegamenti che conducono alle piccole cittadine di Fishnish e Tobermory. Dopo essere sbarcati, l’opzione migliore è utilizzare auto, bici o autobus locali per scoprire tutta la meraviglia che l’isola ha da offrire.

Le location di Lockerbie, la serie Tv sul volo Pan Am 103

27 janvier 2025 à 07:30

A partire dal 27 gennaio è disponibile in esclusiva su Sky e in streaming su NOW la nuova miniserie Tv “Lockerbie – Attentato sul volo Pan Am“. Cinque episodi che illustrano un viaggio lungo ben trent’anni alla ricerca di verità e giustizia: è il racconto di uno dei peggiori attacchi terroristici che il nostro mondo abbia mai vissuto. Basata sul libro “The Lockerbie Bombing: A Father’s Search for Justice” di Jim Swire e Peter Biddulph e su diversi documenti che raccontano il fatto, è stata ideata e scritta da David Harrower e diretta da Otto Bathurst e Jim Loach, mentre i protagonisti sono il pluripremiato (tra cui un Premio Oscar) Colin Firth e l’attrice britannica Catherine McCormack. I luoghi delle riprese sono vari, ma tutti in un Paese specifico: la Scozia.

Per le vie di Edimburgo

La nuova miniserie in onda su Sky tocca dei temi molto delicati e che, in alcuni casi, hanno generato delle polemiche. Tuttavia, le riprese sono state gestiste con estrema sensibilità, e spesso in silenzio lontano dal pubblico. Tra le location che vediamo comparire nelle varie sequenze c’è la città di Edimburgo, Capitale della Scozia, e anche la seconda città più visitata della Gran Bretagna.

Le riprese si sono però concentrate in luoghi specifici, come l’Old College dell’Università di Edimburgo, uno degli edifici pubblici più importanti della città, al punto che la sua cupola è ormai un simbolo distintivo dello skyline. L’Old College che vediamo oggigiorno è opera di due degli architetti più importanti della Scozia, Robert Adam e William Playfair, e al suo interno custodisce la Playfair Library che vanta una lunghezza di 58 metri e un soffitto a volta. Attualmente è utilizzata per ospitare cene, ricevimenti e conferenze importanti.

A comparire nelle sequenze è anche la George Square dell’Università di Edimburgo, al cui centro risiede un giardino pieno di panchine e numerose pietre, alcune delle quali scolpite. George Square è anche il centro dell’Edinburgh Festival Fringe che si tiene ogni anno ad agosto.

Infine, alcune riprese sono state effettuate nella zona di Kingsknowe, un sobborgo della città con diversi edifici di pregio.

Il municipio della città di Bo’ness

Bo’ness è una città industriale e portuale della Scozia dove sorge, in Stewart Avenue, il Bo’ness Town Hall, il municipio locale che ha fatto da sfondo ad alcune delle scene della miniserie Tv. Si tratta di un edificio che, nel corso degli anni, ha subito diverse modifiche e che oggi si presenta in stile rinascimentale e costruito in pietra squadrata.

Inaugurato ufficialmente nell’ormai lontano 1904, è stato visitato persino dalla regina Elisabetta II durante un tour reale della Scozia, nel luglio 1955. Al giorno d’oggi, tuttavia, non ha più la funzione di municipio in quanto è utilizzato come sede di eventi locali, tra cui cerimonie per matrimoni e unioni civili.

La zona di Friars Brae a Linlithgow

Molte delle riprese sono state effettuate a Linlithgow, città e borgo reale della Scozia, la cui principale attrazione è un insieme di rovine del castello, luogo di nascita di Giacomo V e di Maria Stuarda. Tuttavia, la zona maggiormente utilizzata è stata quella di Friars Brae dove si trova la Rivaldsgreen House, altra location della serie Tv.

Si tratta di un’affascinante villa in pietra del diciannovesimo secolo impreziosita da un bellissimo giardino con una vasta piantagione mista di erbacee, rose e alberi, che è possibile visitare solo in alcuni precisi periodi dell’anno.

In bici tra Inghilterra e Scozia lungo il Great North Trail

14 novembre 2024 à 14:00

In Europa esiste una delle avventure ciclistiche più affascinanti d’Europa, un percorso che si snoda per circa 1300 chilometri, tra sentieri, mulattiere e strade a bassa densità di traffico: il Great North Trail. Questo itinerario è stato ideato dall’associazione Cycling UK, che continua a promuovere l’uso della bicicletta come mezzo sostenibile, sicuro e adatto a tutti, con un’attenzione particolare alla sicurezza e alla tutela ambientale, così da creare un’alternativa alle rotte ciclabili alquanto limitate del Regno Unito e collega l’Inghilterra alla Scozia. Si tratta di un percorso adatto a chi desidera immergersi a stretto contatto con la natura, così da scoprire territori incontaminati e vivere un’esperienza fuori dal comune.

Un viaggio epico tra natura e storia

Il Great North Trail si sviluppa prevalentemente lungo strade rurali e sterrate. Si parla di un lungo sentiero in grado di offrire ai ciclisti un ambiente molto sicuro, lontano dal traffico cittadino o delle strade più trafficate. Il percorso inizia nel Peak District, nel cuore dell”Inghilterra, e si estende fino ad alcune zone remote della Scozia, con destinazione Capo Wrath, a John o’Groats, luogo famoso per essere uno dei punti più settentrionali dell’intera isola del Regno Unito.

Il trail attraversa ben quattro parchi nazionali: il Peak District National Park, le Yorkshire Dales, il Northumberland National Park ed il Loch Lomond & The Trossachs National Park, dove si trova anche il famoso lago omonimo Loch Lomond. Si tratta di luoghi dal fascino unico e dai panorami differenti.

Ogni tratto ed ogni pedalata di questa fantastica avventura riuscirà a portare gli esploratori attraverso le vaste brughiere del Peak District, una vasta area montuosa di oltre 1400 chilometri quadrati che venne dichiarata come prima zona protetta del Regno Unito, caratterizzata dalle ampie vallate verdi dello Yorkshire, passando per le foreste della Kielder Forest, proseguendo fino alle bellissime montagne e famosi laghi scozzesi, come, ad esempio, il mitologico lago di Loch Ness. Il Great North Trail permette di esplorare la ricchezza naturale e culturale di buona parte del territorio del Regno Unito.

Capo Wrath in Scozia, destinazione finale della Great North Trail, con vista sul mare
Fonte: iStock
Cape Wrath, destinazione finale del Great North Trail

Pianificazione del viaggio: tappe e consigli utili

Il percorso è suddiviso in diverse tappe, che possono essere percorse in base alle proprie abilità fisiche ed al tempo a disposizione. Sebbene, infatti, sia possibile affrontare l’intero itinerario in un’unica lunga escursione, molti ciclisti scelgono di completare alcuni tratti specifici o, comunque, sezioni più brevi, ognuna con le proprie peculiarità.

Grazie a queste caratteristiche, il trail si presenta come un percorso ciclabile adatto a diverse tipologie di ciclisti, dagli appassionati delle lunghe distanza agli amatori, che vogliono esplorare solo una parte del tracciato. Nello specifico le sezioni principali sono:

  • il Peak District e le Yorkshire Dales: un primo tratto meno impegnativo, ma in grado di regalare splendidi panorami collinari e vallate. Pedalando in queste zone si ha la possibilità di attraversare villaggi pittoreschi ed antiche chiese, tutte strutture che rendono la zona ideale per chi è alla ricerca di un’esperienza rilassante a stretto contatto con la natura.
  • la Kielder Forest ed il Northumberland: è la sezione centrale del Great North Trail, probabilmente la più spettacolare di tutto il percorso, con fitte foreste e viste panoramiche uniche sui laghi della zona. La Kielder Forest, inoltre, offre ampi terreni sterrati, lontano dal centro abitato.
  • Scozia Settentrionale: è una parte del trail particolarmente adatta ai ciclisti più esperti, in quanto si alternano terreni montuosi a parti di percorso più impegnative. La sfida del Great North Trail termina attraversi il Corrieyairack Pass, un antico sentiero di montagna della Scozia che regala una vista spettacolare sul panorama, fino ad arrivare alla costa nord del Paese.

Preparazione e consigli pratici

Per affrontare nel migliore dei modi il Great North Trail è consigliabile avere un buon livello di preparazione fisica, specialmente per chi desidera affrontare l’intero percorso fino alla fine. Inoltre, alcune sezioni del trail richiedono una mountain bike robusta, in quanto i terreni possono variare da sentieri sterrati a mulattiere di montagna, ovvero delle strade rurali a fondo naturale molto ampie, che vengono spesso usate per il pascolo di grandi greggi. Allo stesso tempo, potrebbe essere idonea ad affrontare il percorso anche una gravel bike: una bicicletta più leggera rispetto le tradizionali mountain bike, ed ideata per affrontare sterrati, strade bianche e sterrati

Per quanto riguarda l’abbigliamento si consiglia di sceglierne uno adatto ad affrontare il clima molto variabile della Gran Bretagna. Quindi, sicuramente optare per un tipo di vestiario a strati ed impermeabile è fondamentale, così come protezioni per il vento ed un buon paio di guanti da ciclismo, così da poter affrontare pioggia, vento e freddo. Non bisogna dimenticarsi dell’equipaggiamento: casco, kit di pronto soccorso ed un sistema di GPS sono elementi essenziali, soprattutto se si attraversano le zone più remote.

Infine, per quanto riguarda gli alloggi si consiglia vivamente di prenotare con molto anticipo i propri pernottamenti. Lungo il percorso, infatti, sono presenti numerosi campeggi, ostelli, Bed & Breakfast e cottage di campagna, che però tendono a riempirsi velocemente durante il periodo di alta stagione.

Sentieri lungo le valle del Northumberland in Inghilterra, lungo il Great North Trail
Fonte: iStock
Sentieri lungo le valle del Northumberland, nel Great North Trail

Qual è il periodo migliore per percorrere il Great North Trail?

Il periodo ideale per affrontare il Great North Trail è quello compreso tra il mese di Maggio ed il mese di Settembre. Questo, infatti, è il momento dell’anno in cui il clima è generalmente più mite e le giornate più lunghe sono in grado di offrire più ore di luce, così da permettersi anche di pedalare più a lungo.

Tuttavia scegliere di affrontare questo percorso anche in periodi primaverili o autunnali consente di ammirare i colori della natura, particolarmente suggestivi e visibili soprattutto nei tratti con fitte foreste e boschi. Chiaramente, si sconsiglia in periodo invernale, dove, soprattutto nel territorio delle Highland scozzesi, si verificano notevoli e frequenti nevicate.

Il Great North Trail è un progetto estremamente importante per il Regno Unito, che dimostra come sia possibile esplorare il Paese su due ruote, lontano dalle aree urbane ed in piena armonia e vicinanza con la natura. È l’alternativa ideale per tutti quei ciclisti che desiderano vivere un’avventura autentica e, a tratti, impegnativa. Questo percorso offre la possibilità di mettersi alla prova, esplorando paesaggi spettacolari e contribuendo ad un modello di turismo sostenibile.

Affrontare il Great North Trail è un’esperienza che non si dimentica, che, grazie alle sue caratteristiche, va ad aggiungersi ai percorsi più belli da fare in Europa in mountain bike, scoprendo territori naturali fantastici, unici e ricchi di storia.

Ponte dell’1 novembre tra eventi e tradizioni di Halloween in Europa

Par : mgwesteast
4 octobre 2025 à 16:25

Con l’avvicinarsi del ponte dell’1 novembre, le città di tutta Europa si animano con celebrazioni suggestive che mescolano storia, leggende locali e atmosfere spettrali. Da antiche tradizioni celtiche a feste moderne, le varie destinazioni fanno a gara per offrire esperienze uniche a chi ama il brivido. Dalle sfilate di fuoco in Scozia ai castelli infestati della Transilvania, passando per le fiere colorate di Barcellona e le gallerie dell’orrore di Vienna, la festa di Halloween si trasforma in un momento magico e inquietante. Ecco una panoramica di come alcune delle città più affascinanti d’Europa celebrano questa festività, tra miti antichi e nuove forme di divertimento.

Samhuinn Fire Parade a Edimburgo

Edimburgo celebra Halloween con il Samhuinn Fire Festival, spettacolare evento ispirato all’antico festival celtico di Samhuinn. Organizzato dalla Beltane Fire Society, questo festival segna la transizione dall’estate all’inverno con una rappresentazione teatrale ricca di fuoco, percussioni e acrobazie.

Al centro della storia, la Regina dell’Estate cede il potere alla Regina dell’Inverno in una battaglia drammatica che simboleggia il cambio delle stagioni. Nel 2025 il festival si tiene a Calton Hill, creando un’atmosfera unica che celebra l’arrivo della stagione oscura attraverso il fuoco e le antiche tradizioni celtiche rivisitate in chiave moderna.

La sfilata di Macnas a Galway

A Galway, sulla costa occidentale dell’Irlanda, Halloween prende vita in modo straordinario grazie alla celebre sfilata di Macnas, uno degli eventi più attesi e suggestivi dell’autunno europeo. Gratuita e aperta a tutti, la parata trasforma le strade della città in un vero teatro a cielo aperto, dove creature gigantesche, luci spettrali e musica dal vivo danno vita a una narrazione collettiva di grande impatto visivo ed emotivo.

Il tema di quest’anno, An Treun – The Summoning of the Lost, affonda le radici in una leggenda dimenticata legata a Bram Stoker e alla misteriosa scomparsa di un corvo, intrecciando mito e ombra con la maestria tipica del collettivo Macnas. Questo gruppo, riconosciuto a livello internazionale per la sua arte visionaria, riesce ogni anno a incantare il pubblico con scenografie monumentali e atmosfere oniriche, sospese tra incubo e meraviglia.

Festa spettrale in Transilvania

Il Castello di Bran, Romania, di notte
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Veduta notturna del Castello di Dracula

Il Castello di Bran, in Transilvania, è una delle mete più suggestive dove festeggiare Halloween. Famoso per aver ispirato il castello di Dracula nel romanzo di Bram Stoker, offre una notte di festa spettrale. Il tour notturno svela storie di fantasmi locali, mentre il Magic Time Tunnel intrattiene gli ospiti con effetti speciali e percorsi sotterranei. Dopo cena, la festa continua al Royal Park, dove i partecipanti possono ballare fino a tarda notte. L’atmosfera cupa del castello, le storie di Vlad l’Impalatore e le leggende locali rendono Halloween in Transilvania un’esperienza da brivido.

Notte nel Castello di Frankenstein a Darmstadt

Il Castello di Frankenstein, vicino a Darmstadt, in Germania è un’altra destinazione iconica per Halloween. Qui, si può vivere un’esperienza immersiva tra le rovine dell’antico maniero, circondati da attori mascherati da spettri e fantasmi. Secondo la leggenda, il fantasma del Dr. Frankenstein appare a mezzanotte, ma nessuno è ancora riuscito a vederlo. Il castello ospita attrazioni a tema horror e percorsi spaventosi che contribuiscono a creare un’atmosfera da brivido, tra cui la possibilità di sedersi su una sedia elettrica.

Whitby Goth Fest in Inghilterra

Whitby, pittoresco porto peschereccio nello Yorkshire, è famoso per il Whitby Goth Fest, un evento che attira ogni anno migliaia di appassionati della sottocultura gotica. Le rovine dell’abbazia e i panorami suggestivi dei 199 Steps aggiungono un fascino inquietante al festival, mentre la suggestiva illuminazione dell’abbazia crea uno spettacolo di luci imperdibile. Durante l’ultimo weekend di ottobre, la città si trasforma in un luogo di pellegrinaggio per i fan del gotico e del soprannaturale, con eventi culturali, musica dal vivo e un’atmosfera che evoca l’antica leggenda di Dracula.

Fantasmi e leggende gotiche a Barcellona

Parata in costume per il Dia de los Muertos a Barcellona
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Parata del Dia de los Muertos a Barcellona

Tra feste nei club più esclusivi e festival musicali all’aperto, la festa di Halloweeen a Barcellona celebra anche la Castanyada e il Dia de los Muertos, con fiere di strada e mercati che offrono prodotti tipici. Non mancano i tour tematici, come Barcelona Ghosts & Legends, che conducono alla scoperta di misteri e leggende attraverso le strade del Quartiere Gotico.

A Vienna tra storia e mistero

Vienna offre un Halloween spettrale e ricco di fascino. Il Prater, famoso per la sua ruota panoramica, si trasforma in un parco a tema con attrazioni dell’orrore, mentre la Torre dei Folli espone reperti anatomici raccapriccianti. Il Cimitero Centrale, che compie 150 anni, è un’altra meta imperdibile, con le sue tombe illustri e il Museo delle Pompe Funebri, dove l’umorismo macabro trova spazio tra gli articoli in vendita. Anche il cimitero ebraico, immerso nella nebbia autunnale, aggiunge un tocco misterioso a una città pronta a celebrare Halloween con stile e ironia.

Inverness, viaggio alla scoperta della città scozzese

Par : claudiag2019
10 septembre 2024 à 10:27

Uno dei luoghi più iconici della Scozia è senza dubbio la città di Inverness: visitare questo luogo, infatti, vuol dire fare un salto indietro nel tempo e un viaggio dritti al cuore della Scozia e nello specifico nelle Highlands, di cui è considerata la capitale.

Questa splendida città si trova nell’area nordorientale del territorio scozzese, lì dove il fiume Ness incontra il fiordo del Moray Firth. Inverness vanta un’antica storia, che la identifica come centro abitato fin dall’età dei Pitti, ovvero i primi abitanti della Scozia.

Un luogo che merita d’essere visitato con attenzione, prendendosi il tempo necessario per scoprirlo a fondo e non sfruttandolo unicamente come punto di partenza per le gite sul celebre lago di Loch Ness. Molti turisti si ritrovano infatti a Inverness per questo motivo, considerando come il lago sia a sud della città, per poi restare ammaliati dalla bellezza della stessa, decidendo di scoprirne di più.

Cosa vedere a Inverness

Inverness accoglie i turisti, fin da subito, con i suoi tanti edifici in pietra. Svariate chiese antiche, stradine molto strette e caratteristiche e naturalmente pub dove gustare il distillato più famoso del Paese, il whisky. Il tutto immerso nella più splendida e libera natura, che fa da cornice con le tipiche colline delle Highlands.

Durante la propria visita a Inverness sarà impossibile non recarsi presso la Old High Church, la chiesa più antica della città. Un luogo adorato dai locali fin dal tempo dei celtici, dove la bellezza della struttura in sé viene poi esaltata dalla sua posizione, così adagiata sul fiume Ness.

Castello di Inverness
Fonte: iStock
Vista sul Castello di Inverness

A dominare la città dall’alto è il Castello di Inverness, che se paragonato ad altri celebri castelli scozzesi, questo può però definirsi relativamente “nuovo”, risalendo infatti alla metà del 1800. La sua realizzazione ha colmato il vuoto lasciato dall’opera dei Jacobiti, che distrussero il castello medievale precedente. Una volta qui ci si potrà innamorare di quest’area, godendo della vista mozzafiato e concedendosi svariate visite e gite fuori porta in quest’area della Scozia. Ad esempio, da Inverness è infatti possibile partire per una crociera su Loch Ness. Un “must” per tutti gli appassionati della leggenda del mostro ma, al tempo stesso, un luogo davvero speciale. Si tratta infatti di uno dei laghi più grandi della Scozia: alcuni itinerari comprendono inoltre una fermata al castello di Urquhart, del quale oggi restano le rovine.

Da Inverness è possibile inoltre raggiungere il Castello di Cawdor, sito a Nairn, a circa 30 minuti dal centro. Si tratta di una struttura del XVII secolo, realizzato attorno a una torre del XV secolo. A breve distanza dal centro cittadino (circa 15 minuti) vi è il campo di battaglia di Culloden, dove Charles Edward Stuart e il suo esercito fronteggiano le truppe governative nel 1746. A questa è possibile infine aggiungere Clava Cairns alle tappe della propria visita. Si tratta di un famoso sito di sepoltura risalente all’età del bronzo, con circa 4mila anni di storia alle spalle.

Castello di Urquhart
Fonte: iStock
Sguardo sul Castello di Urquhart

Per i viaggiatori appassionati di arte e musei che volessero invece fare un’immersione nella cultura scozzese, il Museo e Galleria d’Arte di Inverness offre una panoramica della storia locale e delle tradizioni artistiche della regione.

Se volete un assaggio autentico e puro della vita locale, il Mercato di Inverness è un ottimo posto per scoprire prodotti locali e artigianato tradizionale. Tra le specialità locali da non perdere ci sono l’haggis, un piatto tradizionale scozzese a base di frattaglie di pecora, cipolle e fiocchi d’avena; il fish and chips, un classico piatto britannico composto da filetti di pesce fritti e patatine; e lo stovies, un piatto rustico a base di carne di manzo, patate e cipolle.

Se siete invece alla ricerca di qualcosa di dolce, assicuratevi di provare il cranachan, un dessert scozzese composto da panna montata, miele, fiocchi d’avena tostati e mirtilli freschi.

Cosa vedere nelle Highlands

Le Highlands sono uno dei simboli indiscussi della Scozia. Un luogo dove poter godere della più assoluta pace, ammirando panorami splendidi, tra laghi d’acqua dolce, montagne, foreste e soprattutto valli desolate e territori selvaggi. Di fatto nelle Highlands si viene circondati dalla natura nella sua assoluta libertà. La Valle di Glen Coe è un luogo nel quale sentirsi in totale armonia con la natura. Gli appassionati di fotografia non potranno che innamorarsi delle montagne qui presenti. Tra queste la più celebre è senza dubbio Bidean Nam Bian, dimora delle Three Sisters.

Queste sono le guardiane della valle, secondo la leggenda, ed ecco i loro nomi: Beinn Fhada, Aonach Dubh e Son Gearr Aonach. Tre creste particolarmente appuntite, una di fianco all’altra. Impossibile non citare inoltre la Buachaille Etive Mòr, con la sua unica forma piramidale.

La vasta area delle Highlands è ricca di luoghi di cui innamorarsi perdutamente, basti pensare a quello che è probabilmente il castello più fotografato di Scozia, il Castello di Eilean Donan. Una fortificazione maestosa, circondato da montagne verdi e acque dolci. Di questo castello, però, è possibile visitarne soltanto una parte, considerando come ancora oggi sia abitato, per la precisione dal clan MacRae. Basta però anche soltanto l’impatto esterno a rendere più che meritevole questa tappa sul proprio itinerario.

Tappa imprescindibile è infine l’isola di Skye, la più grande elle Ebridi InterneSkye, luogo meraviglioso e ricco di storia,è in grado di riempire gli occhi di qualsiasi turista con scorci unici, tra natura lussureggiante, castelli, ponti in pietra, cascate e molto altro.

Kilmartin Glen, la sorprendente (e sconosciuta) Stonehenge scozzese

7 septembre 2024 à 14:25

Percorrendo la strada a nord-ovest che da Glasgow attraversa le colline di Argyll, la civiltà scompare e il paesaggio appare privo di vita e di storia, ma soltanto per l’occhio inesperto.

Infatti, quando si supera Loch Fyne, svoltando verso nord appena fuori dal villaggio di Lochgilphead, appare la grande distesa di Kilmartin Glen, la Scozia vista dai re dell’antico regno gaelico Dál Riata del VI e VII secolo, e le torbiere rialzate accolgono il visitatore con un paesaggio plasmato da colline accidentate, campi “colonizzati” da pecore Blackface e foreste di querce dalle radici profonde.

Ma guardando più da vicino, mentre la strada serpeggia verso nord fino alla città portuale di Oban, diventa subito chiaro che Kilmartin Glen è un luogo che cela una storia eccezionale: sì perché è questo lo scenario di una collezione preistorica di monumenti henge, tumuli funerari, pietre erette, cerchi di pietre e dei più importanti siti di arte rupestre in tutta la Gran Bretagna, con oltre 800 reliquie antiche (secondo l’ultimo conteggio).

Uno dei più grandi tesori della Gran Bretagna

Tanta meraviglia vide la luce prima dell’arrivo dei Romani e dei Greci, prima che le piramidi venissero costruite circa 4.700 anni fa e prima di Stonehenge, celebre e straordinario sito neolitico. Tutti gli archeologi e gli antiquari concordano sul fatto che Kilmartin Glen sia uno dei più grandi tesori della Gran Bretagna, eppure la maggior parte delle persone non ne ha mai sentito parlare.

D’altronde, se è vero che gli antiquari si interessarono all’area fin dal 1800, fu solo negli Anni Sessanta che due volontari locali, Marion Campbell e Mary Sandeman, intrapresero la prima indagine archeologica.

Con gli occhi fissi sul terreno, scoprirono, così, siti dimenticati per secoli, oltre a raccogliere un cospicuo archivio di manufatti del Neolitico e dell’Età del bronzo, tra cui vasi, coppe, ceramiche, asce e punte di frecce.

Da allora, il patrimonio di Kilmartin Glen ha continuato a essere oggetto di grande attenzione, centimetro dopo centimetro, e i reperti rinvenuti aiutano a tracciarne la sequenza temporale tra le sale del nuovo museo fondato agli inizi degli Anni Novanta, quando Campbell lasciò in eredità la sua collezione al museo originario: da allora, sono stati raccolti ben 22.000 manufatti.

L’esposizione sembra, inoltre, un “avvertimento” sulla natura fragile dell’esistenza umana e su come dovremmo onorare le storie dei nostri antenati. Non a caso, chi parla gaelico conosce un proverbio per scavare nel passato, riportato in grassetto su un pannello informativo lì accanto: “Cuimhnich air na daoine on dànaig u” (Per ricordare coloro da cui provieni).

Il fascino di un luogo antico che trasuda mistero

Di tutti gli strani dettagli su Kilmartin Glen, forse il più notevole è che quasi tutti i suoi siti sono raggruppati entro un raggio di circa 9 chilometri dal villaggio di Kilmartin. Ulteriori prove della civiltà preistorica della valle si trovano ad Achnabreck, un affioramento seminascosto che corona una collina 10 chilometri a sud del nuovo museo: realizzato per allinearsi con il tramonto di metà inverno, quando la luce bassa rivela una serie di spirali cornute, rosette e segni di anelli, è uno dei più grandi siti di arte rupestre del suo genere.

Alcuni ipotizzano che le incisioni preistoriche siano animate da forze soprannaturali.

Andare in Scozia: agosto è il periodo migliore

6 août 2024 à 09:00

Cieli sconfinati, gente ospitale e panorami splendidi, la Scozia è una terra meravigliosa ricca di fascino e storia. Dalla maestosità del castello di Edimburgo alle morbide colline del Borders, fino ai vasti paesaggi delle Highlands: sono tanti i luoghi di cui fare esperienza in questo paese del Regno Unito. Chiunque si innamora della Scozia, anche se si è guadagnata una certa reputazione sul meteo che ‘spaventa’ molte persone alle prese con l’organizzazione del viaggio.

La Scozia, infatti, è famosa per i repentini cambiamenti del tempo (si passa da giornate soleggiate a giornate uggiose in un batter d’occhio). Molto spesso il meteo cambia da costa a costa, quindi flessibilità è la parola chiave per trarre il meglio dal vostro viaggio, soprattutto se avete pianificato un road trip tra i luoghi più belli del paese. Se nel punto in cui siete è previsto un temporale, controllate le app locali, salite in macchina e raggiungete la parte dove invece le piogge non arriveranno. La Scozia non è molto grande e chi la scopre in auto dovrà lasciare ampio margine ai cambi di programma.

Il periodo che offre le migliori possibilità di bel tempo resta l’estate, in particolare il mese di agosto quando il clima è mite (le massime restano intorno ai 17 gradi), le ore di luce favoriscono le attività all’aria aperta (che in Scozia sono un must) e le città organizzano festival imperdibili. Ecco cosa fare e cosa vedere in Scozia ad agosto, tra natura, divertimento e cultura.

Edimburgo ad agosto, clima ed eventi

Agosto è il mese ideale per visitare Edimburgo, famosa per le architetture e per i tanti festival che animano le sue strade proprio in questo periodo dell’anno. Ad agosto diventa non solo una splendida città da visitare, ma da vivere a 360 gradi. Il clima mite e il sole, che offre visite frequenti, forniscono le condizioni ideali per godersi le terrazze dei bar, i parchi e la città stessa. Dopo aver esplorato il castello e la Old Town, dopo esservi persi tra i vicoli stretti e respirato la loro atmosfera medievale, è tempo di divertirsi. Quali sono i festival più famosi organizzati a Edimburgo in questo mese?

Il primo è il Festival Internazionale di Edimburgo dedicato alla musica classica, alla danza e al teatro, organizzato nelle ultime tre settimane di agosto all’interno di teatri e sale da concerto. Essendo questo mese il più turistico e affollato, consigliamo di acquistare i biglietti con largo anticipo. Un altro evento è il Fringe Festival, anche questo dedicato all’arte e alla cultura, tra i più importanti al mondo. Le sue sedi sono itineranti e sono sparse per tutta la città, alcuni spettacoli sono a pagamento, mentre altri gratuiti. Se volete partecipare potete controllare il programma completo sul sito ufficiale del festival.

Nel mese di agosto viene organizzato anche il Military Tattoo dove le protagoniste indiscusse sono le bande militari. Si esibiranno musicisti, ballerini e acrobati, tutti vestiti con sontuose ed elaborate uniformi, sulla spianata del Castello di Edimburgo. Questo viene considerato come uno degli eventi annuali più iconici e se siete interessati a parteciparvi consigliamo di acquistare i biglietti in anticipo. Sono tanti altri i festival meno conosciuti organizzati in città come il Mela, dedicato alle comunità minoritarie residenti a Edimburgo, il Festival Internazionale del Libro e il Festival dell’Arte.

Fringe Festival Edimburgo
Fonte: iStock
Performance artistica durante il Fringe Festival a Edimburgo

Le Highlands ad agosto

Le Highlands offrono esperienze uniche in tutte le stagioni in base a quello che state cercando. I loro paesaggi mozzafiato travolgono lo sguardo rivelando panorami unici praticamente dovunque. Tra montagne, scogliere e l’ospitalità tipica delle zone di campagna, le Highlands rappresentano una meta imperdibile per chiunque voglia scoprire il meglio della Scozia.

Visitandole ad agosto godrete dei colori accesi della tarda estate e di un clima relativamente mite (intorno ai 15 gradi), perfetto per esplorare la natura. Anche se sono comuni brevi acquazzoni, spesso passano rapidamente, lasciando dietro di sé aria fresca e pulita e panorami incredibilmente limpidi. In questo periodo dell’anno si svolgono anche gli Highlands Games dedicati agli sport tradizionali scozzesi come il lancio del caber, il tiro alla fune e il lancio del martello. Il tutto è arricchito da danze e musiche delle Highlands, da bancarelle di cibo e artigianato, giochi per bambini e altri eventi, comprese le sfilate degli animali domestici.

Come vestirsi per andare in Scozia

L’ultimo consiglio per visitare la Scozia ad agosto riguarda l’abbigliamento. Nonostante questo mese sia considerato quello più caldo, non è esente da cambi improvvisi del clima. Consigliamo di mettere in valigia una giacca impermeabile, sarà la vostra alleata più importante durante l’intero viaggio. Indossate scarpe comode, prediligendo quelle chiuse e con delle buone suole perché le strade possono essere particolarmente scivolose. Portate con voi anche degli indumenti caldi nel caso in cui le temperature dovessero subire un calo improvviso. In generale, quando state preparando la valigia, tenete a mente che l’ideale è sempre vestirsi a strati per essere pronti a qualsiasi temperatura.

Scozia: alla scoperta di 5 luoghi misteriosi

24 juillet 2024 à 21:10

La Scozia è terra di paesaggi mozzafiato; una nazione ricca di cultura e tradizioni uniche. Con le sue antiche leggende, castelli infestati e luoghi enigmatici, questo paese  nell’estremità settentrionale della Gran Bretagna è un paradiso per chi ama il mistero e l’avventura. I miti dei clan (che derivano dalle tribù, gruppi composti per lo più da individui legati al capo da legami di sangue), le danze tradizionali, il suono delle cornamuse e la cultura gaelica contribuiscono a creare un’atmosfera magica che cattura l’immaginazione di ogni visitatore.

Alcuni luoghi sono l’emblema e l’essenza di tutto questo: scopriamo 5 luoghi misteriosi che raccontano la storia più enigmatica di questa affascinante terra.

I Crannog della New Stone Age

I Crannog sono antiche abitazioni costruite su laghi e fiumi, tipiche della Scozia preistorica, e uno dei più noti si trova nel Loch Tay, nella regione del Perthshire. Queste strutture risalenti alla New Stone Age sono avvolte nel mistero riguardo alla loro funzione e costruzione. Usati forse come abitazioni difensive, ritiri cerimoniali o semplicemente case, i Crannog sono testimoni silenziosi di una civiltà antica che ancora suscita curiosità e fascino. Lo Scottish Crannog Centre si trova sulle rive del Loch Tay, vicino al villaggio di Kenmore: questo museo vivente offre ai visitatori l’opportunità di esplorare una ricostruzione autentica di un crannog dell’età del ferro e di scoprire di più sulla vita e le tecniche costruttive delle persone che vivevano in queste strutture antiche. Per arrivarci, basta seguire le indicazioni per Kenmore dal villaggio di Aberfeldy o Crieff, entrambi facilmente raggiungibili in auto da Perth. Una volta a Kenmore, ci sono segnalazioni chiare che ti guidano verso il centro.

La Valle di Glencoe

La valle di Glencoe, situata nelle Highlands scozzesi, vicino al villaggio omonimo, è nota per la sua bellezza selvaggia e per la tragica storia del Massacro di Glencoe del 1692, dove molti membri del Clan MacDonald furono uccisi dai soldati governativi. La valle è spesso descritta come uno dei luoghi più spettrali della Scozia, con un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo. Si dice che le anime dei MacDonald uccisi vaghino ancora nella valle, e molte persone hanno riportato avvistamenti di figure spettrali e suoni inspiegabili. In generale, Glencoe è un paradiso per gli escursionisti e sono diversi i sentieri che includono il Lost Valley (Coire Gabhail), il Devil’s Staircase e le Three Sisters (verificare di avere l’equipaggiamento adeguato e le condizioni meteorologiche prima di partire). Ancora, il Centro Visitatori di Glencoe, gestito dal National Trust for Scotland, offre mostre informative sulla geologia, la flora, la fauna e la storia umana della valle. È un buon punto di partenza per comprendere meglio l’area. La Valle di Glencoe è facilmente raggiungibile in auto. La A82 è la strada principale che attraversa Glencoe, collegando Glasgow e Fort William e, partendo da Glasgow, il viaggio dura circa 2 ore e mezza. Diverse compagnie di autobus offrono servizi regolari verso Glencoe da Glasgow, Fort William e altre città vicine; in alternativa si può prendere un treno per Fort William (la linea ferroviaria West Highland offre un viaggio panoramico spettacolare!) e poi un autobus o un taxi fino a Glencoe.

Skaill House

Skaill House, situata sulle isole Orcadi vicino al sito neolitico di Skara Brae, è una dimora storica risalente al XVII secolo e nota per le sue leggende di fantasmi e apparizioni spettrali. Costruita vicino a Skara Brae, offre un intrigante connubio di storia antica e leggende moderne. Tra i racconti più noti, ci sono quelli di una misteriosa dama in grigio che si dice vaghi per le stanze della casa e di rumori inspiegabili che disturbano i visitatori. Skaill House è aperta ai visitatori durante la stagione turistica, generalmente da aprile a ottobre con visite guidate che esplorano la storia della casa e le leggende spettrali che la circondano. Arrivarci non è immediato: si può prendere un traghetto da John O’Groats, Scrabster o Gills Bay; oppure con un volo diretto per l’aeroporto di Kirkwall. Poi da Kirkwall o Stromness, bisogna guidare seguendo le indicazioni per Skara Brae, che si trova accanto a Skaill House, o prendere un autobus locale.

Il Castello di Edimburgo

Il Castello di Edimburgo domina la skyline della capitale scozzese dalla sua posizione strategica sulla Castle Rock. Avvolto da numerose leggende di fantasmi, il castello è stato teatro di avvistamenti di figure spettrali, come il suonatore di tamburo senza testa che si dice annunciare cattivi presagi. Inoltre, la prigione del castello è nota per essere infestata dai fantasmi dei prigionieri che vi morirono in condizioni terribili. Partecipare a una delle visite guidate del castello è il modo migliore per scoprire le storie più inquietanti e immergersi nell’atmosfera misteriosa di uno dei luoghi più iconici della Scozia.

Castello di Edimburgo
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Castello di Edimburgo

La Cappella di Rosslyn

La Cappella di Rosslyn, situata nel villaggio di Roslin a pochi chilometri a sud di Edimburgo, è famosa per le sue intricate sculture e per i misteri che la circondano. Tra le leggende più affascinanti ci sono quelle sui Cavalieri Templari e il Santo Graal. La cappella è ricca di simboli enigmatici che hanno alimentato numerose teorie del complotto e ipotesi sulla sua vera funzione. La sua architettura e le sue decorazioni, come il celebre “Apprendista Pilastro”, continuano a suscitare interrogativi e ad attrarre studiosi e curiosi da tutto il mondo. La Cappella di Rosslyn si trova a circa 12 km a sud di Edimburgo e ci si può arrivare in auto, autobus o taxi. La cappella è aperta tutto l’anno, ma gli orari possono variare stagionalmente, quindi è meglio controllare il sito web ufficiale per gli orari aggiornati e prenotare in anticipo una visita guidata o il solo ingesso con audio guida  in loco.

7 giorni alle Isole Ebridi: viaggio nell’arcipelago scozzese

Par : ritarossella
17 juillet 2024 à 08:51

Le Isole Ebridi, un arcipelago di oltre 200 isole al largo della costa occidentale della Scozia, offrono un’esperienza di viaggio unica e indimenticabile. Partiamo per un tour di 7 giorni alla scoperta delle principali attrazioni.       .

Orientarsi tra le isole

Le Ebridi si dividono in due gruppi principali: Ebridi Interne ed Ebridi Esterne, e ognuna presenta caratteristiche distintive. Le Ebridi Interne sono più vicine alla terraferma, sono facilmente raggiungibili e offrono una varietà di paesaggi, dalla costa frastagliata alle montagne imponenti. Tra le isole più famose ci sono Skye, Mull, Islay e Iona. Le Ebridi Esterne sono più remote e selvagge, sono caratterizzate da spiagge incontaminate, brughiere sconfinate e una ricca fauna selvatica. Tra le isole più rinomate troviamo Lewis, Harris, North Uist e South Uist.

Giorno 1-2: Skye, la regina delle Ebridi

Skye, la più grande e famosa delle Ebridi, nella parte settentrionale, è inserita dal National Geographic fra le più belle isole del mondo, e vi lascerà senza fiato. Il primo giorno, salite sul The Storr, una formazione rocciosa a forma di dinosauro, per ammirare un panorama mozzafiato. Poi, immergetevi nella magia di Kilt Rock, scogliere a picco sul mare che ricordano un kilt, raggiungibili con una facile camminata. Il giorno successivo, esplorate il Quiraing, un paesaggio lunare con sentieri escursionistici che vi regaleranno viste indimenticabili. Per un tuffo nel passato, visitate i castelli di Dunvegan e Eilean Donan, due magnifici edifici con una ricca storia.

Isola di Skye Scozia
Fonte: iStock
L’isola di Skye, la più grande e famosa delle Ebridi

Giorno 3: Iona, l’isola sacra

Iona, un’isola sacra immersa in un’atmosfera mistica, vi accoglierà con l’Abbazia di Iona, un’abbazia medievale fondata da San Columba, luogo di pellegrinaggio cristiano da secoli. Visitate la Iona Community, una comunità ecumenica che vive e lavora sull’isola, impegnata nel dialogo interreligioso e nella conservazione dell’ambiente. Per concludere la giornata, non c’è nulla di meglio di una passeggiata sulle spiagge di sabbia bianca, godendovi la pace e la tranquillità di questo luogo speciale.

Giorno 4: Mull, l’isola selvaggia

Mull, un’isola selvaggia e incontaminata, vi sorprenderà con la sua bellezza naturale. Esplorate il Loch na Keal, un lago marino circondato da montagne, in barca per osservare foche, delfini e aquile marine. Salite al Duart Castle, un castello medievale in rovina situato su una penisola rocciosa, per un viaggio indietro nel tempo. Infine, passeggiate per Tobermory, un villaggio pittoresco con case colorate e un porto vivace, respirando l’atmosfera accogliente dell’isola.

Giorno 5: Islay, la “isola del whisky”

Islay, un paradiso per gli amanti del whisky, vi conquisterà con le sue oltre 9 distillerie, ognuna con il suo carattere unico. Visitate l’Ardbeg Distillery, una delle più famose, per un tour e una degustazione indimenticabili. Esplorate Port Ellen, il villaggio principale dell’isola, con un porto pittoresco e negozi di artigianato locale.

Isola di Islay
Fonte: iStock
Isola di Islay, per una degustazione di whisky

Giorni 6-7: Alla scoperta di altre gemme

Le Ebridi offrono ancora un’infinità di tesori da scoprire, da esplorare a seconda del  tempo a disposizione. Dedicate i giorni 6 e 7 a esplorare altre isole a vostro piacimento. Potreste visitare Lewis e Harris, famose per le loro spiagge di sabbia bianca e la loro ricca cultura gaelica; oppure North Uist e South Uist, isole selvagge e incontaminate con una fauna selvatica unica. Lewis e Harris, che compongono un’unica isola a nord di Skye, sono fra i luoghi più belli da visitare: la prima regala un territorio pianeggiante mentre la seconda è caratterizzata da qualche rilievo ed è conosciuta per il tessuto scozzese che viene prodotto dagli abitanti dell’isola, il famoso Harris Tweed.

Sull’Isola Lewis potrete ammirare una delle torri a forma circolare chiamata Dun Carloway alta ben 7 metri e con un diametro di 14. Lungo la costa occidentale di Lewis visitate Gearrannan, un piccolo villaggio di case con tetti in paglia chiamate blackhouses ovvero “case nere”. Quindi, immergervi nel passato presso il sito archeologico di Calanais Standing: fondato nel 1800 a.C. è composto da un grandioso agglomerato megalitico; una pietra alta quasi 5 metri è circondata da 13 pietre enormi attorno alle quali sono disposte altre file che si diramano verso l’esterno.

Altro luogo impregnato di storia è l’arcipelago di Saint Kilda con l’Isola di Hirta, nelle Ebridi Esterne, abbandonata nel 1930 a causa degli stravolgimenti del primo conflitto mondiale, della mancanza di ospedali, e della scarsa rendita dei raccolti. Questo territorio selvaggio e incontaminato venne nobilitato nel 1986 fu dichiarato patrimonio dell’umanità dell’Unesco in quanto considerato un connubio tra le bellezze naturali e marittime e quelle storico culturali. Visitando l’Isola di Hirta vi sembrerà di vedere un angolo di paradiso; l’imponenza delle sue scogliere regala un’atmosfera intrisa di fascino e tranquillità.

Consigli pratici

Quando andare alle Isole Ebridi

Il periodo migliore per visitare le Ebridi è da maggio a settembre, quando il clima è più mite e le giornate sono più lunghe, senza il rischio però del troppo caldo. Per chi ama la musica, in estate alle isole Ebridi si svolge il Hebridean Celtic Festival, dove le musiche celtiche si mescolano alle più antiche tradizioni popolari regalando ai visitatori una prospettiva dei tratti caratteristici di questi luoghi. Il tutto in un tripudio di festa e allegria dove potrete degustare qualche piatto tipico come l’haggins, sorseggiando una buona birra locale e sentirvi parte di questa meravigliosa realtà.

Raggiungere le Isole Ebridi dall’Italia

Non esistono voli diretti dall’Italia alle Isole Ebridi. La soluzione più comoda è volare con un cambio a Edimburgo o Glasgow, i principali aeroporti della Scozia. Il tempo di volo dall’Italia è di circa 2-3 ore. Da Edimburgo o Glasgow, si può prendere un volo interno (la durata è di circa 30-60 minuti a seconda dell’isola) per una delle isole principali delle Ebridi, come Skye, Mull, Islay o Lewis.

Spostarsi tra le Isole Ebridi

La rete di traghetti collega le principali isole delle Ebridi, offrendo un modo panoramico e rilassante per viaggiare. I biglietti possono essere acquistati online o presso i terminal dei traghetti. Alcune isole, le più grandi, dispongono di servizi di autobus che collegano le città e i villaggi principali; ma noleggiare un’auto offre certamente la massima flessibilità per esplorare le isole al ritmo di ciascuno (sappiate però che alcune strade possono essere strette e tortuose). I più temerari possono optare per le due ruote e visitare in bicicletta le isole più piccole e pianeggianti, come ad esempio Iona e Vatersay.

Handa, l’isola della Scozia da visitare assolutamente

26 juin 2024 à 17:12

Il mondo è pieno di luoghi meravigliosi, alcuni dei quali sono poco esplorati e quindi autentici, particolarmente suggestivi da visitare. È il caso di Handa, un’affascinate isola della Scozia che si sviluppa al largo della costa nord-occidentale, ma ad appena 300 metri di distanza dal Paese. Ci vogliono quindi solo 10 minuti di traghetto per arrivare, per poi ritrovarsi in un luogo che, per alcuni versi, non ci si aspetterebbe mai in questo angolo del Regno Unito.

Handa, come arrivare

Il traghetto che conduce ad Handa parte dal piccolo molo di Tarbet, un minuto villaggio situato sulle rive del Loch Lomond e all’interno del bellissimo Trossachs National Park, ovvero il primo parco nazionale di tutta la Scozia.

Quest’isola particolarmente piccina può essere visitata in un solo modo: facendo una gita di un giorno. Non vi si può soggiornare (in quanto turisti), quindi, ma solo intraprendere un’escursione di qualche ora ma che permette di scoprire un piccolo universo di meraviglie inaspettate.

È bene sapere, inoltre, che i traghetti sono disponibili solo tra l’inizio di aprile e quello di settembre. Infine, non dimenticatevi mai questo consiglio: portatevi qualcosa da mangiare e da bere, perché ad Handa non ci sono assolutamente strutture che vendono prodotti di questo tipo. Pronti ad attraccare in una piccola isola selvaggia e assolutamente autentica?

Handa, Scozia
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Le imponenti scogliere dell’isola di Handa, in Scozia

Cosa aspettarsi

Nell’immaginario di tutti la Scozia è una terra meravigliosa fatta di coste e di faraglioni a strapiombo sul mare. Certamente il Paese più settentrionale del Regno Unito è una terra piena di paesaggi aspri e selvaggi, ma anche di angoli che ribaltano questo stesso stereotipo: arrivando ad Handa si approda su una soffice spiaggia di sabbia bianca lambita da acque turchesi, quasi a farci credere di essere su una (fredda) spiaggia tropicale.

Non a caso, il nome di questo angolo di mondo nell’antica lingua gaelica vuol dire “isola sul fiume sabbioso”, tanto da essere una riserva naturale di grande importanza avifaunistica che alterna panorami selvaggi a scorci dal sapore quasi caraibico.

Cosa vedere ad Handa

Da queste parti, durante la stagione riproduttiva (da aprile a luglio), svolazzano circa 100.000 uccelli marini, per questo è condisiderata una delle colonie riproduttive più grandi dell’Europa nord-occidentale. Tra tutti ci sono gli stercorari artici, grossi uccelli lunghi 52–64 cm e del peso di 1–2 kg, le allodole che cantano libere mentre nidificano nel terreno e poi lì, dove la spiaggia “tropicale” lascia il posto alle scogliere a picco e rocciose, ci sono i gabbiani tridattili urlanti, le aquile di mare e, soprattutto, le graziose pulcinelle di mare.

Sono questi ultimi volatili, infatti, ad attirare molti dei visitatori che scelgono di fare una gita giornaliera a Handa, poiché ogni anno qui nidificano circa 80 pulcinelle di mare. Purtroppo, come ha dichiarato la ranger dell’isola, Libby Higgins-Washbrook, alla BBC, la popolazione di questi uccelli sta diminuendo, perché “Li mangiano volentieri tutti: le urie, le gazze marine e soprattutto i ratti, che arrivano fin qui dalla terraferma e possono scavare tane proprio come fanno le pulcinelle di mare.”

Pulcinella di mare in Scozia
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Una graziosa pulcinella di mare sulle scogliere di Handa

Gestita dallo Scottish Wildlife Trust (SWT) come riserva naturale, Handa oltre alle scogliere mozzafiato che si mescolano a caratteristiche montagne di arenaria Torridoniana, offre anche una vegetazione che si presenta ricca, varia e sorprendente.

Contemporaneamente, è anche il posto ideale per avvistare cetacei di vario tipo, come il delfino comune, il delfino di Risso, la balenottera minore e gli squali elefante. Altri punti di interesse sull’isola includono i resti archeologici di un antico villaggio e di un cimitero, entrambi risalenti agli ultimi abitanti di questo selvaggio lembo di terra che risalgono all’ormai lontano 1847.

A disposizione dei visitatori c’è un percorso circolare di 6 km (oppure più breve, di 4 km) che sale e torna alle scogliere da intraprendere su una passerella di legno gestita dai volontari della SWT. Non mancano alcuni pendii rocciosi ed erbosi da superare. È molto importante rimanere sempre sul sentiero per la propria sicurezza ed anche per evitare di disturbare la fauna selvatica, in particolare gli uccelli che nidificano a terra.

Volontariato ad Handa

Questa spettacolare isola della Scozia, che ricordiamo si può visitare solo facendo una gita giornaliera, offre anche diversi programmi di volontariato per tutti coloro che desiderano preservare questo importante tempio naturale. Sicuramente la vita qui è totalmente diversa rispetto a quella che conduciamo tutti i giorni, perché sull’isola non ci sono comfort di alcun tipo e anche perché spesso le condizioni atmosferiche impediscono i collegamenti con la terraferma.

Quel che è certo, tuttavia, è che facendo volontariato da queste parti si può partecipare sia agli interventi di manutenzione degli edifici e delle infrastrutture, sia al monitoraggio delle popolazioni di uccelli marini secondo i metodi dell’ente pubblico britannico per la conservazione della natura.

In sostanza, l’esperienza di lavorare su un’isola come questa può di gran lunga migliorare la qualità della propria vita, in quanto si potrebbe imparare ad apprezzare di più le piccole cose. Allo stesso tempo, si avrebbe l’opportunità  di sperimentare il vero significato di pace e silenzio, osservando e proteggendo la natura da un punto di vista più che privilegiato, di quelli che cominciano a scarseggiare in tutto il mondo.

Paesaggi isola di Handa
Fonte: iStock
Un meraviglioso scorcio dell’Isola di Handa

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