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San Siro e stadi delle Olimpiadi, come sono fatti quelli che vincono i premi di design più prestigiosi

11 novembre 2025 à 07:30

In Italia abbiamo stadi leggendari come San Siro a Milano (venduto recentemente a Inter e Milan), Juventus Stadium a Torino e Olimpico a Roma, veri templi del calcio e dello sport. Ma quando si parla di architettura d’avanguardia e design premiato a livello mondiale, il podio si sposta fuori dai confini del Belpaese. Nessuno di questi simboli italiani è infatti riuscito a conquistare un posto tra i vincitori del Prix Versailles 2025, il riconoscimento internazionale che celebra le strutture sportive più belle e innovative del pianeta.

Dalla Germania al Giappone, passando per gli Stati Uniti e la Cina, gli stadi premiati mostrano come lo sport possa fondersi con arte, tecnologia e sostenibilità, trasformando un’arena in un’esperienza urbana e sociale che mantiene un equilibrio perfetto tra benessere, condivisione ed eccellenza. Ecco i sei stadi più belli del mondo: capolavori di architettura contemporanea capaci di ospitare una grande varietà di eventi e che scrivono il futuro dei luoghi sportivi (anche quelli delle prossime Olimpiadi).

SAP Garden Munich, Germania

Un enorme edificio di 62.500 metri quadrati perfettamente integrato con il paesaggio grazie al suo tetto ricoperto di giardini è la struttura ambiziosa del SAP Garden di Monaco di Baviera, in Germania. Progettato dallo studio 3XN, è la casa dell’EHC Red Bull München (hockey su ghiaccio) e del Bayern Monaco (basket). L’arena principale ospita fino a 10.700 spettatori per l’hockey e 11.500 per il basket, grazie a tribune mobili regolabili che garantiscono una visuale perfetta da ogni angolazione.

Lo spettacolo sportivo si unisce a quello delle luci e dei media digitali che trasformano l’atmosfera e non mancano aree VIP, un ristorante, negozi, uffici, sale conferenze e una terrazza panoramica aperta al pubblico, visitabile anche in assenza di eventi sportivi. Un modello di architettura sostenibile, in cui estetica ed efficienza si fondono.

Le Colisée, Francia

A 13 minuti a piedi dall’iconica cattedrale di Chartres, nel cuore della città francese, sorge il nuovo spazio polifunzionale dedicato allo sport e alla cultura premiato ai Prix Versailles per la sua integrazione con il paesaggio e il recupero attento di un’ex area ferroviaria abbandonata. Progettato dallo studio Groupe-6 architectes, questo “colosseo” richiama il suo omonimo di Roma e la sala principale di forma ellittica ricorda i teatri dell’antichità.

Collegata direttamente alla stazione ferroviaria tramite una passerella pedonale, l’arena seminterrata segue la pendenza naturale del terreno, mentre il giardino pensile e la promenade sul tetto, arricchita da piante e spazi verdi, formano un nuovo spazio pubblico che accoglie residenti e visitatori.

Kagawa Prefectural Arena, Giappone

Affacciata sul Mare Interno di Seto, nei pressi della stazione ferroviaria e del terminal dei traghetti di Takamatsu, la Kagawa Prefectural Arena (nota anche come Anabuki Arena Kagawa), in Giappone, comprende tre palazzetti distinti, ognuno con proporzioni specifiche per discipline che spaziano dal basket alle arti marziali.

Progettata dallo studio SANAA, questa struttura moderna unisce sotto un unico tetto ondulato gli spazi della piazza, del parco e del porto, riconnettendo la città al mare. Le palestre sono senza muri e le tribune fungono da confine, mentre ampie vetrate panoramiche permettono alla luce naturale di inondare l’edificio da ogni lato.

Caesars Superdome, USA

Non è nata negli ultimi anni, ma questa struttura, rinnovata dopo i gravi danni subiti dall’uragano Katrina nel 2005, è tornata a risplendere e si guadagna un posto tra gli stadi più belli del mondo. Il Caesars Superdome di New Orleans, la “cattedrale” dei Saints, sorge a breve distanza dal fiume Mississippi ed è uno dei primi stadi coperti del football americano. Non ha perso il suo record: detiene ancora il primato di più grande struttura a cupola fissa del mondo.

Inserito nel Registro Nazionale dei Luoghi Storici nel 2016, è stato ristrutturato dallo studio Trahan Architects, con l’obiettivo di prolungare la vita del complesso, ormai cinquantennale. Le novità inserite? Tre nuovi ingressi con atrio luminoso e accogliente; spazio interno ampliato; rivestimento di alluminio anodizzato con un nuovo design che richiama la forma scultorea dorata iconica dell’esterno del Superdome.

Uno stadio dall’aspetto più moderno e accessibile, dove innovazione e conservazione del patrimonio storico mantengono un perfetto equilibrio.

Caesars Superdome
iStock
Il Caesars Superdome di New Orleans

Xi’an International Football Centre, Cina

Lo stadio e i campi di allenamento del Centro Internazionale di Calcio di Xi’an, situato a Fengdong, porta la firma di Zaha Hadid Architects (che hanno progettato anche una delle stazioni più belle del mondo). Dentro alla struttura a forma di sella, un’arena ultramoderna accoglie fino a 60.000 spettatori.

Non solo sport: questo centro rappresenta anche un nuovo spazio pubblico, con terrazze ombreggiate con vista sulla città e sui monti Qin, aree per il tempo libero e attività di ristorazione aperte ogni giorno sia per i residenti che per i visitatori.

Particolare attenzione è stata posta alla mitigazione dei venti freddi che provengono da nord, dalle linee sinuose dello stadio al materiale traslucido che protegge gli spettatori dalle intemperie e dalla luce diretta del sole, lasciando comunque filtrare la massima quantità di luce naturale.

Intuit Dome, USA

La nuova casa dei Los Angeles Clippers, a Inglewood, in California, sembra una palla da basket che entra nel canestro. Si chiama Intuit Dome e ha un’architettura spettacolare progettata da AECOM.

Costruita in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi estive del 2028, questa imponente struttura dedicata al basket promette un’esperienza immersiva a tutti visitatori, sia grazie al design degli interni sia grazie a murales e sculture di artisti locali di Los Angeles, oltre a diverse opzioni di intrattenimento tecnologico.

Il meraviglioso lago smeraldo, una delle attrazioni top della Cina

Par : losiangelica
18 septembre 2025 à 17:00

Esistono luoghi che sembrano essere nati per farci dubitare dei nostri occhi, paesaggi che appaiono come dipinti e tra questi c’è il lago Feicui conosciuto anche come Mangya Emerald Lake in Cina. Una tavolozza di sfumature da batticuore che rendono il posto tra i più visitati del territorio.

Il lago smeraldo della Cina

Il Feicui Emerald Lake prende il nome dal colore particolare delle acque che sfumano dal verde smeraldo più intenso ad altre tonalità più chiare. Una vera e propria gemma che lascia i visitatori a bocca aperta; a renderlo così speciale è la composizione minerale che trasforma ogni riflesso in un gioco di colori. In autunno questo luogo è ancora più fotogenico e le tonalità di verde e bianco sfumano fino al blu intenso.

Con un’estensione di 26 chilometri quadrati, attira l’attenzione grazie ai bacini di acqua salata che lo rendono particolare. In passato qui c’era un’area mineraria ma ora i social lo hanno reso famoso andando contro il soprannome di “città solitaria” per Mangya, vedendo sempre più curiosi esploratori sul luogo.

Camminando lungo le rive ci si rende conto di come cambi il paesaggio passo dopo passo: le acque si muovono come tessuti preziosi e mutevoli e tutto intorno le distese di saline e i paesaggi creano un contrasto che lascia senza fiato.

Ancora più straordinario è il silenzio che avvolge il lago e che penetra nell’anima di chi sceglie di visitarlo. Il rumore di sottofondo viene cancellato e si vive un vero e proprio invito a fermarsi, respirare profondamente e riconnettersi con una parte più autentica di sé.

Non sorprende che questo luogo sia così popolare sui social e che sia diventato un paradiso per gli amanti delle fotografie. Ogni scatto riesce a catturare un riflesso o una sfumatura ma qualsiasi immagine immortalata non riuscirà mai a dare la stessa sensazione che si ottiene vedendo il luogo dal vivo.

Il verdissimo lago di Feicui
IPA
Feicui, il lago smeraldo da visitare in Cina

Dove si trova il lago smeraldo della Cina e come arrivarci

Il Feicui Emerald Lake si trova nella città di Mangya, all’interno del vasto bacino del Qaidam, nella parte nord-occidentale della provincia di Qinghai.

La regione è una delle più remote della Cina e proprio questa caratteristica rende il lago salato una delle attrazioni più magiche del territorio. Per arrivarci si deve intraprendere un viaggio vero e proprio con questa destinazione specifica, e proprio per questo sono pochi gli europei che lo raggiungono.

La città di Mangya funge da punto di riferimento principale. A quel punto si scelgono mezzi privati o tour organizzati per arrivare fino alle sponde del lago attraversando deserti punteggiati da saline, montagne e l’ampio bacino del Quaidam che sembra infinito.

Per chi parte da più lontano, le città principali di Qinghai, come Xining, offrono collegamenti ferroviari e aerei. Da Xining a Mangya il tragitto richiede tempo, ma è proprio la distanza a rendere speciale questa meta. Non si tratta di una gita veloce, ma di un viaggio in Cina che vi porta in una dimensione diversa, lontana dalla frenesia delle grandi città.

Il sito archeologico Yinxsu custodisce i segreti della civiltà Shang e la tomba di una regina guerriera

Par : losiangelica
16 août 2025 à 14:30

Il sito archeologico Yinxu è una vera meraviglia capace di trasportarci indietro nel tempo all’antica Cina con tesori custoditi di oltre 3000 anni fa. Si tratta della Cina più leggendaria, quella in cui culti e imperi nascosti hanno fatto la storia. Tra le terre fertili dello Henan viene custodita quella che oggi è una rovina ma che racconta pagine della storia attraverso una porta d’accesso privilegiata alla civiltà Shang, una delle più antiche della Cina, e culla di una scrittura che ha gettato le basi per l’immenso alfabeto della cultura cinese. Chi ha in programma un viaggio in Cina dovrebbe prendere in considerazione la visita al sito archeologico Yinxu.

Dove si trova il sito archeologico Yinxu

Per raggiungere Yinxu, devi partire dalla modernità frenetica di Pechino e dirigerti verso sud, attraversando pianure e villaggi che custodiscono secoli di storia. Dopo poche ore di viaggio in treno, la città di Anyang ti accoglierà con il suo ritmo tranquillo e il calore dell’entroterra cinese. È qui, nella parte settentrionale della provincia dello Henan, che troverai l’ingresso a un mondo perduto. A ovest della città, esteso su 24 chilometri quadrati, si apre il sito archeologico: un vasto spazio che un tempo pulsava come cuore politico e spirituale della dinastia Shang.

Lo Henan è un territorio, fertile e strategico che ha visto nascere e tramontare regni, ha accolto grandi centri urbani dell’antichità e custodito nelle sue viscere intere città sepolte per millenni, protette dalla terra fino alle scoperte archeologiche del XX secolo. Il nome stesso “Yinxu” racconta la sua essenza: “Yin” è il nome della capitale degli Shang, mentre “Xu” significa “rovine”. Un nome semplice e diretto, che però racchiude un patrimonio inestimabile. Il sito, inserito tra i patrimoni UNESCO dal 2006, rappresenta pienamente quella che è stata la civiltà cinese antica.

Caratteristiche del sito archeologico Yinxu

Camminare a Yinxu significa percorrere un paesaggio stratificato di secoli. Immagina una città dell’età del bronzo, fiorente tra il 1300 e il 1027 a.C., pianificata con precisione, protetta da mura e organizzata attorno a palazzi reali e spazi cerimoniali. Non si tratta di ruderi disordinati: la disposizione urbanistica di Yin dimostra già un livello avanzatissimo di pianificazione, con strade, sistemi di drenaggio e aree produttive distinte.

La parte principale del sito archeologico più interessante della Cina si sviluppa nel villaggio di Xiatotun conosciuto con il soprannome del paese delle iscrizioni sul guscio di tartaruga. Qui la terra ha restituito più di centomila frammenti con caratteri incisi, come se sotto ogni passo ci fosse una pagina della più antica enciclopedia della civiltà Shang. La zona nord ospita l’area dei palazzi reali: vaste piattaforme di terra battuta, ordinate e orientate con una precisione che ancora oggi stupisce gli archeologi. Le fondamenta, fatte di pietra e terra, sorreggevano strutture con muri in fango e tetti a quattro falde, in grado di ospitare centinaia di persone durante cerimonie solenni.

Attorno ai centri politici si sviluppavano le aree produttive. Le fonderie di bronzo, enormi per l’epoca, erano il cuore industriale di Yin. Qui prendevano forma vasi rituali, armi, carri e migliaia di punte di freccia, testimonianza di un’economia e di una società in cui il potere militare era imprescindibile. L’osso e la giada venivano abitualmente lavorate da artigiani e officine che lo utilizzavano per creare oggetti prestigiosi e dal forte significato simbolico. Persino il sistema idrico era più avanzato di quel che si potesse immaginare con tanto di pozzi e condotte.

Passeggiare in questi spazi, oggi immersi in un silenzio quasi surreale, significa ricostruire con la mente il rumore dei martelli, il luccichio dei metalli fusi, il fruscio delle vesti cerimoniali. Ogni angolo di Yinxu è un invito a immaginare, a dare corpo a una città che, pur scomparsa, continua a vivere nei reperti e nei racconti.

Sito archeologico Yinxu in Cina
IPA
Scavi e ritrovamenti nel Sito archeologico Yinxu

Scoperte nel sito archeologico Yinxu

Le prime grandi scoperte avvennero quasi per caso, alla fine del XIX secolo, quando contadini locali dissotterrarono gusci di tartaruga e ossa incise. Quelle incisioni, inizialmente misteriose, si rivelarono essere iscrizioni oracolari usate per la divinazione più di tremila anni fa. Gli studiosi hanno avuto davanti agli occhi una vera rivoluzione che mostrava la lingua scritta più antica del continente attraverso un sistema complesso che collegava politica, religione e quotidianità.

Dal 1928 gli scavi archeologici hanno dato modo di scoprire veri tesori custoditi. Dalle tombe ai santuari fino a fonderie, officine e strade che hanno creato il vero e proprio mosaico della civiltà Shang.

Tra le scoperte più rilevanti? La tomba di Fu Hao, moglie del re Wu Ding, che è stata ritrovata da un team di archeologi nel 1976. Al suo interno, oltre ai resti del corpo, sono stati trovati 16 scheletri umani e 6 di cani che avevano lo scopo di accompagnare la donna nell’aldilà. Non sono mancati neppure tesori quali 440 oggetti di bronzo, 600 manufatti di giada, pietra e osso e numerose conchiglie di ciprea, un tempo usate come moneta di scambio.

tomba di Fu Hao in Cina
IPA
visitare la tomba di Fu Hao all’interno del sito archeologico di Yinxu

Dalla tomba sono emerse poi altre sorprese incredibili: quattro specchi di bronzo che anticipano di cinquecento anni la comparsa di questo oggetto nella storia cinese, e tre coppe d’avorio di eccezionale fattura, testimonianza di un’artigianalità raffinata e di contatti culturali ampi.

I suoi reperti raccontano anche la vita quotidiana e la potenza militare degli Shang. Il ritrovamento di un recipiente quadrato di bronzo del peso di 875 chili, oggi conservato al Museo Nazionale della Cina a Pechino, testimonia l’abilità metallurgica e la capacità di organizzare progetti monumentali. Le migliaia di punte di freccia, mai recuperate dopo le battaglie, parlano di una società in cui la guerra era parte integrante del potere.

Come visitare il sito archeologico Yinxu

Buone notizie per chi desidera visitare il sito archeologico Yinxsu: lo spazio è aperto tutto l’anno con orari differenti. Da ottobre a marzo è accessibile dalle 8 alle 18 mentre da marzo a ottobre si prosegue la visita fino alle 18:30. Il biglietto non è costoso: si spendono 90 yuan, l’equivalente di circa 11 euro. Il momento migliore per visitarlo è però legato alle mezze stagioni, in primavera e autunno il clima è decisamente più piacevole per passeggiare.

Scoperta la tomba di un principe ostaggio di Silla in Cina: non era mai successo prima

Par : elenausai10
23 juillet 2025 à 07:30

È una scoperta incredibile quella fatta da un team di archeologi nella provincia dello Shaanxi, nel nord-ovest della Cina: per la prima volta, è stata rivelata la tomba di un principe ostaggio del regno di Silla, uno dei tre regni della penisola coreana, risalente alla dinastia Tang. All’interno della sepoltura, i ricercatori hanno portato alla luce un’epigrafe che, non solo identifica il defunto come Kim Young, ma ne racconta dettagliatamente anche la biografia. Potete quindi immaginare l’emozione di chi è stato protagonista di questa scoperta!

Ci troviamo davanti a un frammento di storia che riemerge dal sottosuolo per gettare nuova luce sui legami tra la Corea antica e l’impero cinese.

La scoperta della tomba in Cina

La tomba è stata scoperta da un team dell’Istituto Provinciale di Archeologia dello Shaanxi in Cina, presso il sito archeologico del villaggio di Dongjiang, poco più di un miglio a nord dell’antica capitale della dinastia Tang. Identificata come “Tomba M15”, si tratta di una camera sepolcrale costruita in mattoni blu, con un lungo corridoio inclinato che conduce a una singola sala funeraria. La sua struttura e il suo design richiamano quelli di altre tombe di medie dimensioni risalenti allo stesso periodo nella regione.

Sebbene la tomba fosse stata saccheggiata nell’antichità, i predoni hanno lasciato dietro di sé un prezioso tesoro: ben 83 oggetti funerari. Tra questi, spiccano affascinanti statuette in argilla rossa che raffigurano segni zodiacali antropomorfi, re celesti, spaventosi spiriti guardiani della tomba e una sorprendente collezione di 58 animali: cammelli, cavalli, pecore, buoi, maiali, cani e galline, un intero mondo simbolico scolpito per accompagnare il defunto nell’aldilà.

Tuttavia, il tesoro più grande è rappresentato da un’epigrafe in pietra blu: si tratta di un coperchio quadrato e a cupola decorato con nuvole e peonie lungo i bordi e agli angoli, con un’iscrizione centrale in antica scrittura sigillare che recita “Epigrafe del defunto Lord Kim del Grande Tang”. L’iscrizione principale è scolpita sul blocco in scrittura regolare, è lunga 557 caratteri e registra le gesta di Kim Young e dei suoi antenati.

Perché si tratta di un ritrovamento straordinario

Si tratta di un ritrovamento straordinario non solo perché è la seconda stele tombale conosciuta appartenente a un ostaggio di Silla, ma anche perché è l’unica a essere stata scoperta attraverso uno scavo archeologico ufficiale, con contesto originale e documentazione intatta.

Ma cosa abbiamo scoperto su Kim Young grazie all’epigrafe? Da quanto si evince dall’iscrizione, Kim Young era un principe di Silla che servì come ostaggio politico nella Cina dei Tang. Era nato nel sesto anno del regno di Tianbao (747) e morì nel 794 all’età di 48 anni nella residenza per ospiti di Taipingli a Chang’an.

Secondo i registri storici, tre generazioni della sua famiglia servirono come ostaggi nella dinastia Tang e furono insigniti di cariche ufficiali. Lo stesso Kim Young accompagnò per due volte gli inviati Tang in missioni diplomatiche a Silla e partecipò a doveri cerimoniali, comprese missioni di lutto e investitura.

Il suo funerale fu organizzato da funzionari Tang, con il magistrato della contea di Chang’an che ne supervisionò gli accordi. Sia il suo luogo di sepoltura che la bara furono concessi per decreto imperiale, a dimostrazione del favore e del rispetto della corte Tang nei suoi confronti.

In Cina esiste un incredibile deserto pieno di dune che cantano

Par : elenausai10
3 juillet 2025 à 18:01

Nella provincia nordoccidentale di Gansu, in Cina, ci sono delle colline desertiche che vibrano al suono della musica. Per alcuni si tratta di un fenomeno affascinante, per altri un po’ inquietante: in entrambi i casi è evidente che ci troviamo davanti a un luogo davvero speciale. Situate nella città di Dunhuang, le Singing Sand Dunes cantano al soffiar del vento, producendo suoni che, alle orecchie dei visitatori, arrivano come una incredibile melodia.

Le dune hanno dimensioni variabili, dove la più alta raggiunge i 1.715 metri. Se le si guarda da vicino, le sabbie assumono anche colori arcobaleno, che vanno dal giallo e bianco al verde e nero. Considerate le sue peculiari caratteristiche, le ‘dune cantanti’ sono state anche al centro di molte leggende e racconti popolari, conquistando anche Marco Polo.

Le dune, infatti, si trovano lungo la famosa Via della Seta, un’importante rotta commerciale che collegava l’Asia centrale all’Europa e che fu utilizzata per circa 1.500 anni a partire dal II secolo a.C. Seppur non siano le uniche, grazie alla loro posizione e ai suoni che emanano, sono considerate culturalmente le più significative della Cina.

Le leggende attorno alle Singing Sand Dunes

Secondo una leggenda cinese, nella zona in cui si trovano le famose Singing Sand Dunes c’era un lago chiamato “della Luna Crescente”, circondato da templi sacri. Furono proprio i suoni dei rituali e delle preghiere provenienti dai templi a svegliare il principe Drago Giallo, che dormiva nelle vicinanze del deserto. Irritato dal disturbo, il drago coprì l’intera regione e i suoi abitanti con la sabbia. Si dice che la musica misteriosa udita tra le dune provenga proprio dalle anime di coloro che furono sepolti.

Non solo in Cina, anche altre culture hanno creato miti simili per spiegare il “canto” delle dune. Ad esempio, nel deserto del Sahara, alcune tribù berbere credono che le dune cantanti siano il respiro degli spiriti del deserto, mentre in altre tradizioni mediorientali si narra che le dune siano custodi di antichi segreti sussurrati dal vento.

La spiegazione scientifica dietro le famose dune che cantano

La leggenda aggiunge un’aura magica e suggestiva a questo paesaggio da cartolina, ma la vera causa del fenomeno sonoro delle dune può essere spiegata attraverso alcune particolari caratteristiche fisiche della sabbia e della conformazione delle dune stesse.

La qualità dei granelli di sabbia, per esempio, è solo uno degli elementi che fanno “cantare” le dune. Composti da particelle da fini a medie, le loro dimensioni permettono un migliore movimento e interazione tra i granelli. Questo, unito alla loro forma, genera diverse risonanze e frequenze, con i granelli lisci e rotondi che producono suoni più armoniosi.

Anche la conformazione delle dune può influenzare il loro suono, poiché la pendenza della superficie incide sulla quantità di interazioni tra le particelle di sabbia. Naturalmente, è necessario che il vento abbia la giusta intensità per muovere i granelli quel tanto che basta a generare il suono: con un vento forte le dune emettono un ruggito potente, mentre con una brezza leggera le colline producono una musica delicata.

Le strutture circostanti possono inoltre contribuire a creare e amplificare il rumore, poiché montagne e colline formano dei canali d’aria che convogliano il vento in zone specifiche intorno alle dune. Mentre il vento agita i granelli, si genera attrito che fa vibrare la sabbia, producendo suono. Inoltre, le cavità d’aria tra i granelli possono agire come camere di risonanza che amplificano il suono.

Tongtian Avenue, la strada da 99 tornanti che porta in paradiso

Par : elenausai10
22 mai 2025 à 16:25

Avete mai guidato su passi di montagna insidiosi o su percorsi remoti e accidentati? Se la risposta è sì, dimenticateli e metteteli da parte perché, se state cercando la strada più pericolosa al mondo, è in Cina che dovete andare. Tongtian Avenue, soprannominata la Grande Porta di Tian Men Shan, si estende per 11 chilometri e raggiunge un’altitudine massima di 1.175 metri. Fin qui, starete pensando, non sembra così pericolosa.

E se vi dicessimo che, per percorrerla, dovrete guidare su 99 curve mozzafiato costruite a centinaia di metri d’altezza e affiancate da strapiombi vertiginosi? Proprio così, Tongtian Avenue, che significa “Viale verso il paradiso”, perché conduce a un’incredibile grotta naturale, può essere percorsa solo dai più avventurosi e sicuri alla guida!

La simbologia di Tongtian Avenue

La Tongtian Avenue in Cina, oltre a essere una delle strade più tortuose e pericolose al mondo, è anche intrisa di una profonda simbologia. I tornanti sono 99, mentre i gradini per raggiungere l’arco naturale o grotta sono ben 999: numeri che non sono stati scelti a caso. Nella cultura cinese, infatti, il numero 9 è associato al concetto di eternità, perfezione e al cielo. È considerato anche un numero fortunato tanto che, nel 1400, era riservato esclusivamente alla Città Proibita, ossia il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing.

Quando ripetuto, come nei casi dei tornanti e dei gradini, amplifica il suo significato e la sua simbologia: i 99 tornanti, che si snodano e si inerpicano verso l’alto, simboleggiano un percorso ascensionale che l’uomo deve intraprendere per avvicinarsi al divino o raggiungere un livello superiore di consapevolezza o felicità. La strada è spesso paragonata a una scala celeste, un ponte tra il mondo terreno e quello spirituale, tanto da essere chiamata, appunto, “Viale verso il paradiso”.

Arrivare in cima dopo aver superato i 99 tornanti e i 999 gradini significa aver raggiunto il culmine di questa ascesa, oltre che poter godere di una vista mozzafiato.

Come arrivare e percorrere la Tongtian Avenue

La strada a tornanti Tongtian Avenue fu costruita in 8 anni, dal 1998 al 2006. Per raggiungerla dovete volare a Zhangjiajie, che possiede un proprio aeroporto, o con un treno diurno o notturno. Una volta giunti alla stazione dei treni, vi basterà camminare dieci minuti per raggiungere la fermata della funivia.

Il viaggio in funivia, una delle più lunghe del mondo, offre panorami mozzafiato: ci vogliono circa 28 minuti per raggiungere la cima della montagna e, durante il tragitto, potrete ammirare le splendide foreste e montagne, oltre che i tornanti e i 999 gradini della Porta del Paradiso. I più temerari possono scegliere anche di percorrerla salendo su un bus!

Una volta arrivati, ad aspettarvi troverete i 999 gradini, divisi in nove sezioni di varie difficoltà. Mentre salite, notate le piattaforme che raffigurano le cinque benedizioni venerate nella cultura cinese: prosperità, felicità, lunga vita, potere e fortuna. Infine, arriverete finalmente alla Grotta Tianmen, conosciuta come la “Porta del Paradiso”. Scolpita naturalmente nella montagna, è alta circa 131,5 metri, larga 57 metri e profonda 60 metri.

Attraversando queste imponenti formazioni rocciose, la bellezza eterea delle grotte, con le loro intricate formazioni e viste mozzafiato, vi lascerà a bocca aperta.

Nel cuore mistico del parco di Zhangjiajie: un viaggio tra nebbie, ponti di vetro e paesaggi fantasy

Par : losiangelica
16 mai 2025 à 16:14

In Cina è custodita un’area verde dalle atmosfere surreali e dai paesaggi mozzafiato. Si tratta del parco nazionale di Zhangjiajie. Diventato famoso per le colonne di pietra che svettano verso il cielo, le viste spettacolari, i ponti sospesi e le foreste nebbiose, ha persino ispirato scenografie cinematografiche incantando i viaggiatori di tutto il mondo. Una vera e propria cartolina dall’anima mistica e selvaggia, ecco il modo migliore per visitarlo.

Cosa vedere nel parco nazionale di Zhangjiajie

Ci sono luoghi incredibili che sembrano usciti da un film fantasy o forse sono i film fantasy che ne hanno tratto ispirazione per le loro location. È il caso del parco nazionale di Zhangjiajie, un vero gioiello cinese dal cuore selvaggio all’interno della provincia dello Human che ha ammaliato Cameron nel disegnare l’ambientazione del film Avatar.

I visitatori che hanno la fortuna di scoprirlo si sentono catapultati in un altro mondo: i picchi di quarzite che si innalzano verso il cielo sono davvero suggestivi e come se tutto ciò non bastasse la fitta vegetazione rende tutto ancora più spettacolare, quasi come se venissero sfidate le leggi della fisica e della natura.

Ma non ha bisogno certo del cinema per incantare, basta percorrere il Golden Whip Stream, dove l’acqua scorre limpida come il vetro, per restare senza fiato. Tra le attività da non perdere l’ascensore Bailong: incastonato nella roccia, sembra una reliquia ma ha un’anima futuristica. Salirci è una vera experience di meno di 2 minuti ma mette alla prova chi soffre di vertigini. Molti viaggiatori arrivano qui per il glass bridge, la passerella di vetro che si snoda lungo la scogliera. Camminarci è un atto di coraggio: seppur in totale sicurezza, il senso di vuoto si fa sentire.

 Monte Tianmen
Fonte: iStock
Visitare il monte Tianmen nel parco di Zhangjiajie

Le 4 aree del parco

Sono quattro le aree principali che compongono il parco. La prima è Yuanjiajie, la più antica. Qui si possono vedere da vicino i pilastri di roccia e la celebre Southern Sky Column, conosciuta anche come Avatar Hallelujah Mountain diventata ispirazione per il capolavoro di Cameron. Proprio qui si trova il Bailong Elevator, l’ascensore in vetro panoramico più alto al mondo. Da non perdere in questo spazio lo Yellowstone Village, un punto panoramico non lontano dal sentiero Golden Whip Stream lungo circa 7,5 chilometri tra acque cristalline, vegetazione lussureggiante e pareti di roccia.

La seconda area è quella di Yangjiajie. È stata inaugurata successivamente e offre un’esperienza nella natura più tranquilla e lontana dalle folle. Il paesaggio è simile, ma qui ci sono meno persone; è meno battuta e non soffre di overtourism. Si possono percorrere incantevoli escursioni lungo i sentieri e offre una delle viste migliori, dando l’opportunità di scattare foto senza troppe persone attorno.

Terza zona è quella del monte Tianmen conosciuta per la “porta del cielo”, un’apertura naturale nella roccia dalle dimensioni importanti, tanto da somigliare a un portale. Per raggiungerla si può utilizzare la cabinovia più lunga al mondo arrivando proprio in cima, oppure una più veloce e bassa, ma sarà poi necessario affrontare una scalinata di 999 scalini (esiste, per fortuna, anche una scala mobile ma è a pagamento). Dal punto panoramico si possono poi percorrere delle passerelle di vetro come la Walk of Faith di 60 metri o la Coled Dragon Cliff di 100 metri con vista sulle strade dalle 99 curve.

L’ultima zona è quella del grand canyon di Zhangjiajie: le escursioni nella natura permettono di esplorare cascate e sentieri panoramici raggiungendo l’attrazione principale, il ponte di vetro. La struttura ha dell’incredibile: 430 metri di lunghezza sospesi a 300 di altezza osservando tutto il canyon dall’alto. Visitarlo in unico giorno è impossibile: o si sceglie un’unica area, oppure serviranno dai 2 ai 3 giorni per poterlo esplorare in modo approfondito senza tralasciare i luoghi più suggestivi.

La porta del paradiso nel parco di Zhangjiajie
Fonte: iStock
La porta del cielo all’interno del parco di Zhangjiajie

Dove si trova e come arrivare al Parco Nazionale di Zhangjiajie

Il Parco Nazionale di Zhangjiajie è una località turistica molto apprezzata nel sud della Cina e più precisamente nella provincia di Hunan nel distretto di Wulingyuan e a poco più di 30 chilometri dalla città di Zhangjiajie. Questo angolo di paradiso immerso nella natura è diventato famoso per le sue formazioni rocciose uniche tanto da diventare l’ispirazione del film Avatar.

Per chi arriva dall’Italia il volo più comodo è quello di Pechino o di Shanghai. Dichiarato patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1992 e primo parco forestale della Cina dal 1982 si raggiunge in treno facendo cambio a Changsha per poi raggiungere Zhangjiajie. Da qui basterà utilizzare un bus diretto al parco, i collegamenti sono piuttosto frequenti. Per maggiore comfort ci si può anche affidare ai tour guidati della zona. Il parco si può visitare in autonomia, ma scegliere un tour guidato è l’opzione migliore: spesso il segnale internet è assente, la segnaletica scarseggia e le mappe presenti non sono così chiare. Un aiuto professionale che racconta il luogo renderà la visita molto più piacevole.

Sta per aprire il ponte più alto del mondo, sull’orlo di un canyon e con una vista incredibile

Par : losiangelica
17 avril 2025 à 10:51

Dopo tanti mesi di lavori è pronto ad aprire nell’estate 2025 quello che diventerà a tutti gli effetti il ponte più alto del mondo: nella Cina sud-occidentale, e più precisamente nella provincia di Guizhou, svetterà il ponte del Grand Canyon Huajiang con una vista unica. Oltre 625 metri d’altezza in un luogo che molti conoscono per le spaccature geologiche e i paesaggi mozzafiato. Si sfida la gravità con una struttura poetica che sembra una linea tracciata nel cielo e che supera il fiume sottostante con un’altezza che quasi doppia il viadotto di Millau in Francia.

Le suggestive montagne cinesi ospitano una tenera storia di amicizia tra un bambino e un panda

17 avril 2025 à 08:00

A differenza dei precedenti film di Gilles de Maistre, ambientati nella vasta savana africana o nelle terre selvagge canadesi, Moon – Il Panda si immerge nel singolare tessuto sociale ed ecologico della Cina. Oltre al suo splendore visivo, il film affronta temi urgenti come l’incessante pressione accademica sui bambini, la disconnessione tra la vita urbana e il mondo naturale e la crescente rarità degli spazi autenticamente selvaggi.

Il Sichuan è la regione che ospita le più grandi riserve di panda e, pertanto, è stata scelta dalla produzione come location di questa emozionante avventura. “Se vuoi fare un film con un panda, l’unica alternativa è girare in Cina, l’unico posto al mondo in cui questi animali vivono nel loro habitat naturale e sono considerati patrimonio nazionale” ha dichiarato il regista francese, aggiungendo che “il progetto è nato sotto una buona stella: nel 2024, nel sesto anniversario delle relazioni diplomatiche franco-cinesi, Macron si è recato in Cina in visita ufficiale, favorendo così la coproduzione fra i nostri due paesi. Inoltre la mia reputazione ha rassicurato le autorità cinesi, che hanno apprezzato il copione; non solo perché il nostro film sostiene la protezione dei panda, ma anche perché il personaggio principale è franco-cinese, per non parlare del fatto che è interpretato dal figlio di una star del cinema cinese e di una cantante francese molto nota in Cina”.

Ma quali sono i luoghi che hanno fatto innamorare il regista e il mondo intero? Scopriamoli insieme, dentro e fuori il grande schermo.

Moon – Il Panda, di cosa parla

A causa del suo scarso rendimento scolastico, il dodicenne Tian viene mandato a vivere in campagna da sua nonna. Lontano dalla vita frenetica di città, fra le suggestive montagne della Cina, diventa segretamente amico di un cucciolo protetto di panda e lo chiama Moon. Questo è l’inizio di un’avventura incredibile che cambierà per sempre la sua vita e quella della sua famiglia.

Moon film
Fonte: Ufficio stampa
Il film Moon – Il Panda

Dove è stato girato: tutte le location del film

Il film, nelle sale italiane il 17 aprile 2025, è stato girato nella provincia cinese dello Sichuan, proprio dove si trovano le celebri piscine naturali che sembrano dipinte da un artista, nella regione montuosa intorno a Chengdu. “A Sichuan, nella Cina centrale, intorno a Chengdu, una vasta metropoli. È una regione montuosa che ospita le più grandi riserve di panda e in cui le autorità si adoperano per la reintroduzione della specie. Volevamo assolutamente girare in questi splendidi ambienti naturali” ha detto il regista. “Abbiamo anche trovato una casa sulle palafitte che in realtà è una sala da tè, ma che noi abbiamo trasformato nell’abitazione della nonna. È un set che arricchisce molto il film e mi fa pensare a una barca che naviga fra le montagne. Sono elementi molto importanti che contribuiscono a creare un’atmosfera fiabesca nonostante la storia sia radicata nella realtà” ha spiegato.

La natura è protagonista assoluta della pellicola emozionante e questo non è un caso. La trama del film, infatti, pone l’attenzione sul cambiamento che subisce il piccolo protagonista: prima intrappolato nel mondo virtuale dei videogiochi, poi incantato da Madre Natura e da tutte le sue meraviglie.

Ogni interazione tra gli attori e i panda è stata gestita con attenzione, richiedendo lunghe trattative con le autorità per la conservazione” come ha precisato de Maistre in un’intervista. La location non è solo uno sfondo, ma un personaggio a sé stante, immerso nella nebbia, densa di foreste di bambù e permeata da un’aura di mistero.

panda in Cina
Fonte: Ufficio stampa
I panda in Cina

La casa della nonna su palafitte, ricavata da una vera casa da tè, evoca un senso di atemporalità, rafforzando l’atmosfera fiabesca e senza tempo del film. Le sfide delle riprese in questo ambiente sono state significative. Le leggi sulla fauna selvatica in Cina sono severe, in particolare per quanto riguarda i panda, considerati tesori nazionali. Tuttavia l’autenticità della location era essenziale per la visione del regista.

Il viaggio che i bambini intraprendono dalla città verso la casa della nonna, fra le montagne e a contatto con la natura, diventa per loro una sorta di catalizzatore. La produzione, condotta in collaborazione con le autorità cinesi per la fauna selvatica, si è svolta negli stessi paesaggi in cui vagano i panda, dei veri e propri santuari verdeggianti e imponenti dove foreste di bambù avvolgono sia i personaggi umani che il pubblico in un mondo lontano dalla moderna urbanità.

La direttrice della fotografia del film, Marie Spencer, è riuscita a catturare questo mondo con una sensibilità pittorica, assicurandosi di trasmettere a ogni inquadratura sia la maestosità della natura che l’intimità della storia.

Le location proiettate sul grande schermo sono un sogno tutto da vivere che si trasforma in realtà per chi visita questa regione della Cina. Tra i luoghi più imperdibili, per ammirare da vicino questo ecosistema, segnaliamo la valle di Bifengxia, oggi ultima base di protezione del panda gigante del Paese, e il gruppo dei Santuari del panda gigante, un complesso composto da sette riserve naturali e nove parchi naturali che si estende sui Monti Qionglai e Jiajin e che è Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Nascoste tra le montagne cinesi, le terme da favola che cambiano colore in ogni stagione

Par : mammiferiblu
6 avril 2025 à 17:30

Se pensate di aver già ammirato i paesaggi naturali più belli al mondo, forse non avete ancora visto lo spettacolo delle terme della Huanglong Valley. Una lunga schiera di vasche “terrazzate” di acqua calda, dall’intenso color turchese a cui non mancano riflessi dorati, nascoste e incastonate tra imponenti montagne ricche di vegetazione e che ospitano specie animali in via d’estinzione. Si trovano in Cina e sono la meta da segnare assolutamente per un viaggio all’insegna della meraviglia.

In particolare, sorgono a Huanglong, un’area di interesse storico e paesaggistico nella Contea di Songpan, nella provincia del Sichuan. L’area si trova nella parte meridionale della catena montuosa del Minshan, 150 chilometri a nordovest di Chengdu, nella Cina centrale. Pronti all’incanto di fronte a uno dei luoghi più belli del nostro splendido pianeta? Ecco tutto quello che devi sapere per visitare questa stazione magica abbracciata dalle foreste della Huánglóng Valley.

Origini e storia delle terme della Huánglóng Valley

Le sorgenti termali della Huanglong Valley sono nate in maniera del tutto naturale grazie ai depositi minerari. Le montagne tra le quali sono incastonate, infatti, sono di travertino, una roccia calcarea che si forma con le precipitazioni di carbonato di calcio, un materiale che nel tempo è stato plasmato dai ghiacciai e dalle intemperie, fino a formare bellissime piscine naturali terrazzate dove l’acqua assume colori cangianti in base alle stagioni e alle ore del giorno: provate a visitare più volte questo luogo e rimarrete affascinati dalla sua mutazione che segue e si adatta alla natura circostante e al suo andamento lento. Il fondo dorato della roccia, infatti, si mescola al turchese delle acque, fino a creare un paesaggio dalle mille tonalità che sembra appartenere al mondo dei sogni più che a quello reale.

Una delle particolarità di questa sorgente termale è la sua forma, un vero e proprio serpente che si snoda tra le montagne tanto da guadagnare il soprannome di “Yellow Dragon”. Il nome Huánglóng, infatti, significa “drago giallo”. E a guardarle dall’alto, queste piscine naturali terrazzate sembrano disegnare proprio la figura di un gande drago d’oro. Un paradiso terrestre che sembra uscire dalle pagine di un libro di fiabe, non a caso soprannominato “Fairy Land on Earth”, e parte del Parco Nazionale di Huanglong, riconosciuto dal 1992 come patrimonio mondiale dall’UNESCO, e dal 2000 aggiunto all’elenco delle Riserve della Biosfera.

Huanglong Valley, in Cina, con le sue meravigliose piscine termali
Fonte: iStock
Piscine termali della Huanglong Valley, in Cina

Cosa vedere nel Parco Nazionale di Huanglong

Oltre allo spettacolo delle terme terrazzate dai colori cangianti, tutte panoramiche, che partono da un antico tempio e si estendono per più di 3 chilometri culminando alla caverna Xishen e alle sue cascate, il Parco Nazionale di Huanglong riserva altre sorprendenti meraviglie.

Anche dal punto di vista faunistico, infatti, questo parco naturale sa stupire: ospita infatti specie animali quali le scimmie Rhinopithecus dal naso dorato e i panda giganti, che vivono tranquilli nelle foreste che circondano le sorgenti termali. Nell’acqua, invece, è possibile trovare rare creature marine conosciute solo in Cina.

Come arrivare alle piscine termali di Huanglong

Il percorso per raggiungere le terme magiche della Huanglong Valley non è facile, anche per l’elevata altitudine di quest’area panoramica (che va dai 2.900 ai 3.500 metri sopra al livello del mare), ma i viaggiatori che riescono a raggiungerle ne rimangono esterrefatti e, in un attimo, tutta la fatica sparisce per fare spazio solo alla meraviglia.

Innanzitutto, per raggiungere il parco di Huanglong la soluzione migliore è quella di prendere un volo da Chengdu a Jiuzhaigou, dove si trova uno dei parchi più belli al mondo (l’alternativa è un viaggio in auto da Chengdu a Jiuzhai che dura circa 8 ore). Dall’aeroporto di Jiuzhaigou (dove si atterra a un’impressionante altitudine di 3.500 metri), si può noleggiare un’auto o ci si può unire a uno dei tanti tour organizzati che partono proprio da lì.

La scelta più economica, infine, è quella che prevede di affidarsi al trasporto pubblico. Ogni giorno, infatti, partono ogni giorno da 1 a 3 viaggi in autobus dalla stazione di Chengdu Chaidianzi e dalla stazione di Xinnanmen, fino a raggiungere l’area panoramica di Huanglong. Il prezzo del biglietto è di circa 19 euro a persona a viaggio.

Arrivati all”ingresso del parco, infine, ci sono due opzioni per raggiungere le piscine termali terrazzate: camminare per circa 4 ore seguendo i percorsi segnalati, oppure prendere la funivia che permette di saltare un tratto di camminata. Le piscine termali possono essere visitate seguendo un lungo percorso che si svolge su una piattaforma in legno, dalla quale non è consentito scendere.

Huanglong Valley, in Cina, con le splendide piscine termali
Fonte: iStock
Piscine termali della Huanglong Valley dall’alto, in Cina

Orari del Parco Nazionale di Huanglong

Quando si può visitare il Parco di Huanglong? È bene sapere che l’alta stagione, con un maggior afflusso di turisti, va dal 1° aprile al 15 dicembre (la bassa stagione invece va dal 16 dicembre al 31 marzo). L’accesso è consentito dalle 8:00 alle 17:00, tutti i giorni.

Biglietti e prezzi del Parco Nazionale di Huanglong

I biglietti per accedere al Parco e alle piscine termali di Huanglong vanno acquistati dal sito ufficiale del sito Huanglong.com entro le 18:00 del giorno precedente alla visita.

In alta stagione, i prezzi dei biglietti per visitare la riserva con le piscine termali sono di circa 20 euro per gli adulti, mentre in bassa stagione costa circa 7,50 euro. Per usufruire del viaggio in funivia, dovrà acquistare anche il biglietto specifico che costa poco circa 1o euro per la salita e 5 euro per la discesa. I bambini di età inferiore a 6 anni (compresi) o di altezza inferiore a 1,2 metri hanno diritto gratuitamente al biglietto d’ingresso e al biglietto della funivia.

È possibile anche acquistare biglietti cumulativi, comprensivi di ingresso alla riserva, funivia per la salita e golf car per muoversi nel parco, in alta stagione, dai 34 ai 42 euro circa.

Huangshan, montagna incredibile: le nuvole danzano tra pini millenari

30 mars 2025 à 15:00

Nel cuore della provincia cinese di Anhui si erge una montagna che sembra nata dai sogni. Il suo nome è Huangshan, e per i cinesi è “la montagna strana numero uno”, un luogo che sfida la logica e conquista il cuore. Le sue vette di granito si innalzano come dita verso il cielo, accarezzate da una nebbia danzante che sembra viva, e le nuvole non si limitano a passare: fluttuano, si avvolgono ai pini millenari, si fondono con le rocce in una coreografia che lascia senza fiato.

Un simile e straordinario paesaggio ha guadagnato a Huangshan l’onore di essere inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Ed è davvero difficile trovare un altro luogo che possa vantare la stessa combinazione di poesia naturale e potenza geologica.
Le montagne si estendono su una superficie di 1200 chilometri quadrati e raggiungono la loro vetta massima al Picco del Loto, che svetta a 1864 metri. Il clima monsonico subtropicale regala atmosfere cangianti, mentre la flora (con oltre 1400 specie) e la fauna, ricca di centinaia di specie selvatiche, rendono questo paradiso terrestre un rifugio di biodiversità e vibrante bellezza.

Huangshan è un’esperienza mistica e chiunque rimane ammaliato dalle sue “cinque meraviglie”: le forme uniche dei suoi pini, le rocce scolpite dal tempo, il Mare di Nuvole, le sorgenti termali e la neve che a volte dipinge i paesaggi come in una fiaba invernale. Ma il viaggio inizia davvero quando ci si addentra tra le cascate, le vette leggendarie e gli alberi che sembrano provenire da un dipinto antico.

Le maestose tre cascate

Il suono dell’acqua che cade rompe il silenzio della montagna e accompagna il cammino del viaggiatore in un concerto naturale che risveglia i sensi. Le cascate di Huangshan non sono semplici corsi d’acqua, ma opere d’arte scolpite nella roccia, ognuna con il proprio ritmo e la propria anima.

La Cascata Jiulong, la più maestosa tra tutte, scende in nove livelli successivi, creando un effetto scenografico che lascia incantati. Ogni salto dà vita a una piscina naturale, in cui la luce si rifrange e danza come se anche l’acqua volesse partecipare al gioco eterno delle nuvole.

Diversa ma altrettanto affascinante è la Cascata Renzi, conosciuta anche come Double Dragon per la sua forma a Y. Qui, l’acqua si biforca come due draghi che scendono dalle montagne, sfidando la gravità e accarezzando le pareti di pietra in una discesa fluida e potente.

Infine, la Cascata Baizhang incarna l’essenza del salto vertiginoso. L’acqua si getta nel vuoto con forza e grazia e ricrea un’atmosfera di energia e stupore. È uno spettacolo che cattura il respiro, una discesa che sembra voler toccare le profondità della terra per poi risalire nei sogni di chi osserva.

Le vette millenarie

Monti Huangshan
Fonte: iStock
Straordinari Monti Huangshan

Ogni cima di Huangshan ha un nome, un volto e una leggenda. Non sono soltanto rilievi geografici, ma presenze vive che raccontano storie e offrono visioni. Scalare le vette è un atto di contemplazione, un dialogo intimo tra essere umano e natura.

Il Picco Tian Du regala vedute che si aprono come ventagli sulla catena meridionale. Qui si ha la sensazione di dominare il mondo, mentre il vento porta con sé antichi sussurri.

Il Picco del Loto, il più alto, richiede impegno per essere raggiunto, ma una volta in cima la sua forma che richiama i petali di un fiore sacro apre il cuore alla meraviglia. Il percorso è ripido, ma la ricompensa è un paesaggio che resta scolpito nella memoria.

Il Vertice Luminoso, con le sue zone pianeggianti, è il luogo ideale per fermarsi ad ammirare il sorgere o il calare del sole. Le luci dorate accarezzano le rocce e le trasformano in sculture viventi.

Il Picco Aoyu evoca leggende antiche: la sagoma ricorda una tartaruga gigante che porta tesori sul dorso, quasi a voler proteggere la ricchezza spirituale del territorio.

Il Picco del Leone è famoso per la vista dell’alba, ma soprattutto per il Monkey Watching the Sea: una formazione rocciosa che, da un certo punto di vista, mostra una scimmia seduta, assorta a osservare il Mare di Nuvole. È uno degli scorci più fotografati, e non c’è da stupirsi: la pietra si fa creatura, e lo sguardo del primate diventa il nostro.

Suggestiva anche la Roccia Volante, in equilibrio precario su una piattaforma stretta, come se fosse caduta dal cielo e si fosse posata lì, sospesa tra il possibile e l’impossibile.

E se si cerca una sfida, la Scala delle Nuvole dei Cento Gradini è pronta a mettere alla prova. Duecento gradini incisi nella montagna conducono verso l’alto, tra paesaggi di un sogno taoista.

I famosi pini di Huangshan

Non si può parlare di Huangshan, tappa imperdibile di un viaggio in Cina, senza citare i suoi dieci pini. Alberi antichi, solitari, nati in luoghi impensabili, sospesi tra il cielo e l’abisso. Crescono dalla roccia, sfidano il vento e abbracciano le nuvole.

Il più noto è il Pino di Benvenuto per gli Ospiti, dai rami allungati che sembrano accogliere il visitatore in un gesto di saluto. È un’icona di ospitalità, un “albero che sorride” con le braccia aperte. Il Pino d’Addio, al contrario, rappresenta il distacco: anch’esso con rami distesi, ma rivolti altrove, come se accompagnasse l’ospite sulla via del ritorno.

Tra i più poetici c’è poi il Pino di Putuang, che con la forma a cuscino incarna la quiete, la pace che si prova nel lasciarsi andare alla contemplazione.

Il Pino Arpa, con i rami eleganti, evoca melodie silenziose e sembra suonare una sinfonia invisibile che si diffonde nell’aria frizzante del mattino.

Affascinante è anche l’Esplorando Ocean Pine, sospeso su una scogliera e proteso verso l’infinito. È il simbolo di chi cerca, di chi non si accontenta dello sguardo verso il basso.

I due tronchi della Coppia di Pini parlano d’amore: uniti, inseparabili, condividono lo stesso spazio e la stessa luce, amati dai viaggiatori romantici.

Più possente è il Pino Tigre Nero, con i rami forti e piegati come zampe di un felino in attesa. Un’immagine che trasmette forza e protezione.

Il Pino Artiglio del Drago sembra voler afferrare la montagna con le sue radici esposte: simbolo di coraggio e tenacia, ricorda che anche nei luoghi più ostili si può fiorire. Il Pino Guida si piega verso il sentiero, quasi a voler indicare la via. Un compagno di viaggio che non parla, ma sa orientare.

Infine, il Pino Kirin, che somiglia alla leggendaria creatura cinese, racchiude in sé grazia e potenza, la stessa dualità che caratterizza tutta Huangshan.

7 posti a dir poco incredibili da vedere durante un viaggio in Cina

23 mars 2025 à 13:30

La Cina è uno dei luoghi più gettonati per gli appassionati di viaggi in Asia, insieme al Giappone e alla Corea del Sud, ma spesso è conosciuta solamente per le sue grandi metropoli sfavillanti: da Pechino (dove la parte più antica è ancora rappresentata nella Città Proibita) a Shangai, la Cina oggi ha un volto estremamente moderno e avanzato, ma ci sono luoghi davvero incredibili da esplorare nel Paese, soprattutto nelle zone più rurali e naturalistiche.

Pronti a partire per un viaggio alla scoperta dei posti più assurdi da vedere in Cina? Scoprirete che la Grande Muraglia, per come la conosciamo, è solo una delle meraviglie della magnifica Terra di Mezzo!

Zhangjiajie: le montagne di Avatar

Se avete amato il film Avatar, allora dovete assolutamente visitare Zhangjiajie, un località montana nella provincia dell’Hunan. Qui, nel cuore della Cina più incontaminata – lontani dal tristemente noto smog di Pechino – possiamo infatti trovarci al cospetto delle famose montagne dalle cime sospese nel cielo che hanno ispirato il pianeta Pandora e che abbiamo già visto sul grande schermo. Il Parco Nazionale di Zhangjiajie è un vero paradiso naturale, un Eden con pinnacoli di roccia che sembrano quasi galleggino tra le nuvole. E per chi non soffre di vertigini – ricordatelo! – c’è il ponte di vetro più lungo e alto del mondo, che regala un panorama mozzafiato… E anche qualche brivido!

Zhangjiajie
Fonte: iStock
Le spettacolari montagne di Zhangjiajie

Inoltre, alcune di queste particolari formazioni rocciose hanno nomi molto poetici, come “Colonna del Cielo Meridionale” e “Ponte Fatato”. Il parco ospita anche una vasta biodiversità e non è strano poter avvistare rari esemplari di scimmie dorate e cervi.

Il deserto di Badain Jaran: le dune che cantano

Non tutti associano la Cina ai deserti, certamente, ma quello di Badain Jaran è qualcosa di unico. Situato nella zona della Mongolia Interna, questo è un vero e proprio oceano di sabbia con dune che possono raggiungere i 500 metri di altezza! Ma la cosa più incredibile, a dire il vero, è il suono che queste altissime dune producono quando il vento soffia: un vero e proprio canto della natura: pensate che la “Grande Duna Cantante” emette suoni a bassa frequenza, simili a un tamburo ogni volta che viene percorsa.

Badain Jaran, Cina
Fonte: iStock
I laghi in mezzo alle dune di Badain Jaran

In mezzo a questa distesa arida, i viaggiatori più intraprendenti troveranno anche misteriosi laghi d’acqua dolce che sembrano praticamente delle oasi incantate. Infatti, il deserto cinese ospita oltre 100 laghi d’acqua dolce, alcuni dei quali hanno colori che variano dal verde smeraldo al blu intenso.

Fenghuang: la città della fenice

Un salto indietro nel tempo vi porterà a Fenghuang, anche questa un’altra città antica situata nella provincia dell’Hunan. Questo villaggio sembra addirittura essere uscito da una fiaba: case in legno su palafitte, ponti di pietra e lanterne rosse che si riflettono nel fiume Tuojiang – sì, vi sembrerà proprio di essere sul set di un film di Zhang Yimou. La meta perfetta, dunque, per chi vuole immergersi nella Cina tradizionale, tra templi taoisti, stradine acciottolate e mercatini locali. Ma perché fenice? In cinese, il nome Fenghuang significa proprio “fenice”, simbolo di rinascita e prosperità nella cultura cinese, così come in quella occidentale. Una chicca? Questa città in Cina è stata la patria di molti scrittori e poeti famosi della Cina.

Le grotte di Longmen: i Buddha scolpiti nella roccia

Ci spostiamo nella provincia dell’Henan, dove si trova uno dei più impressionanti siti buddhisti del mondo: le Grotte di Longmen. Qui, oltre 100.000 statue di Buddha e divinità sono scolpite nella parete di una scogliera, creando un paesaggio sacro e spettacolare. Basti pensare, per stupirsi, che alcune di queste figure raggiungono anche i 17 metri di altezza! Le grotte risalgono a più di 1.500 anni fa e molte statue mostrano ancora tracce di pittura originale, mentre durante il tramonto, la luce che si riflette sulle sculture crea un’atmosfera quasi mistica.

Grotte di Longmen, Cina
Le suggestive statue alle Grotte di Longmen

Il villaggio sommerso di Shi Cheng: l’Atlantide cinese

Nel profondo del Lago Qiandao, nella provincia di Zhejiang, giace un’antica città sommersa: Shi Cheng, conosciuta anche come “l’Atlantide della Cina”. Questo villaggio fu deliberatamente inondato negli anni ’50 per creare una diga, ma oggi è una meta incredibile per i subacquei. Le sue strade, templi e architetture risalenti alla dinastia Ming e Qing sono perfettamente conservate sott’acqua e le rovine, infatti, di Shi Cheng si trovano a circa 40 metri di profondità. Grazie alla scarsa presenza di correnti, però, le strutture sono rimaste incredibilmente intatte.

Il villaggio di Houtouwan: la città fantasma inghiottita dalla natura

Sull’isola di Shengshan, al largo della costa di Shanghai, si trova un villaggio abbandonato che sembra uscito da un film post-apocalittico. Houtouwan era un tempo un fiorente villaggio di pescatori, ma negli anni ’90 è stato lentamente abbandonato. Oggi, la natura si è riappropriata delle case: le mura sono coperte di edera, i tetti scompaiono sotto il fogliame e il silenzio regna sovrano. Un luogo suggestivo e un po’ inquietante, perfetto per gli amanti della fotografia: alcune case sono ancora accessibili e visitabili, con mobili e oggetti lasciati intatti dagli abitanti. Non è difficile credere, dunque, che Houtouwan sia diventato un set fotografico molto popolare sui social media per il suo aspetto surreale.

La Grande Muraglia di Jiankou: la versione più selvaggia

Se pensate di conoscere la Grande Muraglia, vi sbagliate… Aspettate di vedere Jiankou! Questa sezione, a differenza delle più turistiche Badaling o Mutianyu, è completamente non restaurata e piuttosto selvaggia. Adagiata tra montagne ripide e foreste fitte, questa parte di mura è perfetta per chi ama l’avventura e le escursioni impegnative. Questa sezione, non a caso, è nota per il “Nido dell’Aquila”, un tratto incredibilmente ripido e suggestivo.

La fioritura che ha rubato il colore al sole è esplosa. Il Paese si tinge d’oro

12 mars 2025 à 10:53

C’è qualcosa di magico che sta accadendo, proprio adesso, in Cina. I grandi campi delle province, situate a ridosso dei luoghi più battuti dal turismo di massa, sembrano essere vittime di un incantesimo che sta tingendo, letteralmente, tutto di oro. Ma non si tratta di un sortilegio, anche se a guardarlo si direbbe il contrario, ma dell’incredibile fioritura di colza che ogni primavera colora le campagne del Paese e lascia tutti a bocca aperta. Ecco dove ammirare le più belle.

Fioritura di colza in Cina: dove ammirare le più belle

Organizzare un viaggio in primavera è sempre un’ottima idea, lo sanno bene tutti quei viaggiatori che si muovono in lungo e in largo tra marzo, aprile e maggio. È proprio in questo periodo, infatti, che la natura sfoggia il suo abito migliore, quello fatto di profumi inebrianti e colori cangianti che invadono e trasformano il mondo che conosciamo.

Stiamo parlando delle fioriture, di quel miracolo della natura che incanta e sorprende, che muove le masse alla stregua della più celebre attrazione turistica. Tulipani, rododentri, rose e ciliegi, questi sono solo alcuni degli esemplari protagonisti di alcune delle fioriture più belle del mondo, ma non sono gli unici.

Non tutti sanno, infatti, che anche i fiori di colza – proprio quelli utilizzati per ricavare il celebre olio – danno spettacolo da qualche parte del mondo. E vi assicuriamo che lo show è bellissimo. Il motivo è presto detto: il fiore della pianta, infatti, è contraddistinto da un giallo cangiante che ricorda ora il sole, ora l’oro, una peculiarità che durante la fioritura dell’esemplare trasforma i campi sterminati delle campagne in tavolozze luminose e mozzafiato.

La fioritura di colza, per troppo tempo trascurata, oggi è diventata una vera e propria attrazione turistica in Cina. Sono milioni, infatti, i cittadini provenienti da ogni parte del Paese che in primavera si riversano tra i campi per contemplare la natura a distanza ravvicinata, ma anche per scattare selfie che fanno il giro del mondo.

Una tradizione recente, questa, della quale ovviamente si sono appropriati anche i turisti che giungono nel Paese durante la primavera. Ma dove si trovano i campi di Colza in Cina? E dove e quando è possibile ammirare le fioriture più belle? Scopriamolo insieme.

Luoping

Sono diversi i campi di colza che si perdono a vista d’occhio tra le province cinesi. Tra i più belli, e forse meno conosciuti, troviamo quelli di Luoping, una contea della Cina che si trova fuori dai radar turistici, ma che offre spettacoli primaverili senza eguali.

Ci troviamo nella provincia di Yunnan, e più precisamente nella prefettura di Qujing. È qui che cartoline di immensa bellezza, con predominanza di giallo, fanno il giro del mondo a ogni primavera. Tutto merito dei terrazzamenti, tra i più grandi dell’intero Paese, che ospitano i semi di colza e che fioriscono tra inizio marzo e aprile.

La colza fiorisce a Luoping, Cina
Fonte: Getty Images
I campi terrazzati di Luoping, Cina, ospitano le più belle fioriture di colza del Paese

Guizhou

Ci spostiamo nel Sudovest della Cina, per andare alla scoperta di Guizhou, una provincia montuosa famosa per i villaggi rurali tradizionali, per la presenza della grande e possente cascata Huangguoshu e per la Grotta del palazzo del Drago. Attrazioni turistiche di grande pregio, queste, alle quali si aggiunge anche la fioritura della colza già a partire dai primi giorni di marzo.

Sono diverse le località della provincia interessate da questo fenomeno che vengono prese letteralmente d’assalto in primavera. I campi più imperdibili si trovano a Huichuan, a Zunyi e a Qiandongnan.

Shangrao

La fioritura di colza invade anche Shangrao, città-prefettura nella provincia dello Jiangxi. Qui tra i villaggi rurali sospesi nel tempo, si snodano coltivazioni che si perdono a vista d’occhio e che a partire da febbraio si tingono di infinite sfumature di giallo.

Ammirare queste fioriture è diventata una tradizione per i cittadini che nel tempo libero si riversano tra i campi per passeggiare, fotografare e rilassarsi. Il punto più panoramico della zona è sicuramente il delizioso villaggio di Wuyuan, dal quale parte anche un trenino turistico che attraversa la colza in fiore.

Campi di Colza a Shangrao, Cina
Fonte: Getty Images
Il trenino turistico che attraversa i campi di colza in fiore a Shangrao, Cina

Xinghua

Altro luogo imperdibile per chi vuole ammirare la fioritura che ha rubato i colori del sole è Xinghua, una città-contea situata nella provincia di Jiangsu, nella prefettura di Taizhou. Da qui è possibile raggiungere l’area panoramica di Qianduo dove è possibile ammirare i campi coltivati che galleggiano tra i corsi d’acqua.

Vista nell’insieme, la visione dell’area ricorda un micro-arcipelago con tante isole che si snodano una di fianco l’altro e che sono raggiungibili solo con la barca. Il periodo migliore per visitare i campi di Qianduo è aprile. Per celebrare la fioritura di colza, che tinge di giallo l’intera area, viene anche organizzato il festival di Qingming. L’esperienza è mozzafiato.

La fioritura della colza a Qianduo, in Cina
Fonte: Getty Images
A Qianduo (Cina), nell’area panoramica dove sorgono diverse isole galleggianti, la fioritura della colza incanta

Quando andare

Come abbiamo anticipato, sono tante e diverse le fioriture di colza da ammirare in tutta la Cina. La pianta, infatti, viene coltivata in quasi tutto il Paese a partire dalla fine di settembre con l’obiettivo di ricavarne il celebre olio. Tuttavia, lo spettacolo scintillante dell’oro che invade i campi, ha fatto sì che la fioritura si trasformasse con gli anni in una vera e propria attrazione turistica.

Quando andare, dunque, a passeggiare tra i fiori gialli? Le fioriture possono variare tra le diverse zone del Paese, che subiscono differenti condizioni climatiche. È possibile ammirarle a partire da febbraio e fino aprile, con la loro esplosione massima nella prima decade del mese.

Tutti a bordo dei meravigliosi Train of Glamour della Cina

Par : mgwesteast
10 janvier 2025 à 16:30

Un nuovo capitolo dei viaggi di lusso in Cina prende forma con Train of Glamour, che ha appena annunciato una straordinaria espansione delle sue rotte per il 2025. Con un impegno senza pari nel combinare raffinatezza e avventura, questa compagnia cinese promette di ridefinire il concetto di viaggio su rotaia nel Paese asiatico, trasformando il treno stesso in una destinazione.

Dalle distese ghiacciate del nord-est ai climi soleggiati del sud-ovest, Train of Glamour invita i viaggiatori a scoprire le ricchezze culturali e naturali della Cina a bordo dei suoi treni di lusso che trasformano ogni viaggio in un’esperienza straordinaria che combina comfort, esplorazione e tradizione.

Sulla via della Seta con il Silk Road Express

Tra le novità più attese del 2025 spicca il Silk Road Express, che viaggia lungo un itinerario che segue l’antica rotta commerciale Qinghai-Gansu, collegando Xining a Dunhuang e oltre. Molto più che un semplice mezzo di trasporto, questo treno consente ai passeggeri di vivere un’esperienza unica, scegliendo tra viaggi di 6 giorni e 5 notti o di 9 giorni e 8 notti, con l’opportunità di immergersi nella storia millenaria della Cina.

Con una configurazione da 15 vagoni con 38 cabine deluxe con bagno privato (che sono in realtà delle vere camere da letto su rotaia), una sala karaoke e una sala da mahjong, il Silk Road Express rappresenta una fusione perfetta tra lusso moderno e cultura tradizionale. La vera gemma del treno è però rappresentata dalla carrozza panoramica a 270 gradi, progettata per offrire viste spettacolari sui paesaggi attraversati.

A bordo, gli ospiti possono partecipare a una serie di attività esclusive, tra cui degustazioni gourmet di cucina locale e internazionale, spettacoli di cabaret e cocktail party, trattamenti spa rilassanti, sessioni di gioielleria privata e conferenze d’arte. Ogni dettaglio è curato per trasformare il viaggio in un’esperienza indimenticabile, perfetta per chi cerca il lusso, ma senza rinunciare al piacere della scoperta.

Train of Glamour
Fonte: Ufficio Stampa
Silk Road Express, Train of Glamour

Nel nord della Cina a bordo del Hulunbuir Express

Per chi desidera esplorare le meraviglie meno conosciute della Cina nord-orientale, il Hulunbuir Express è un’opportunità imperdibile. Questo treno conduce i viaggiatori attraverso la regione di Hulunbuir, famosa per i suoi paesaggi incontaminati e le sue tradizioni nomadi, con la possibilità di scegliere tra due itinerari stagionali.

Il Tour Invernale Ice and Snow Northmost è un’avventura tra ghiaccio e neve, mentre il Tour Estivo e Autunnale Grassland Northmost conduce alla scoperta delle sconfinate praterie settentrionali, ideale per chi cerca un contatto autentico con la natura e la storia. Ma non solo, perché durante il viaggio, i passeggeri possono immergersi nella cultura dei pastori mongoli, scoprendone le antiche tradizioni e lo stile di vita unico.

Tra le meraviglie dello Yunnan con il Shiping Narrow Gauge Train

Per chi è affascinato dalla storia cinese, il Shiping Narrow Gauge Train consente di fare un vero e proprio salto indietro nel tempo. Questo treno percorre la pittoresca regione sud-orientale dello Yunnan, attraversando località come Shiping, Jianshui, Yuanyang e Mengzi.

Con le sue eleganti carrozze in stile francese risalenti all’epoca della Repubblica Popolare Cinese, il treno emana un fascino d’epoca che lo rende unico. L’itinerario Secret Realm Southeast Yunnan è progettato per svelare le gemme nascoste della regione, come il lago Fuxian e le affascinanti culture etniche locali. Anche in questo caso il viaggio è arricchito da un servizio impeccabile che coccola ogni passeggero con comfort e lusso.

Il lusso su rotaia di Train of Glamour

Con itinerari pensati per offrire un’esperienza completa, che combina avventura, lusso e arricchimento culturale, Train of Glamour punta a diventare un punto di riferimento nel campo dei treni turistici di lusso in Cina. Come ha dichiarato al sito Travel and Tour World Özgür Cengiz, Global Director of Wellness Development presso il gruppo turistico Güirok, che gestisce Train of Glamour: “I nostri treni non sono solo veicoli, sono destinazioni in sé. Con i nuovi itinerari del 2025, continuiamo a elevare il significato culturale, naturale e storico di queste località iconiche.”

Train of Glamour si posiziona quindi per un’offerta di qualità e innovazione. Ogni viaggio è attentamente studiato per garantire un’esperienza di lusso che vada oltre ogni aspettativa. Con la sua espansione nel 2025, il marchio mira a consolidare ulteriormente la sua posizione di leader nel turismo ferroviario di lusso, mostrando al mondo il meglio che la Cina ha da offrire. “Non stiamo solo offrendo viaggi,” aggiunge Cengiz, “stiamo creando esperienze trasformative che collegano le persone alla Cina in modi che non avrebbero mai pensato possibili.”

Un’incantevole città fatta di ghiaccio: torna l’Harbin Ice and Snow Festival

7 janvier 2025 à 19:23

Neve e ghiaccio sono le protagoniste indiscusse di una città davvero particolare e unica al mondo, dove nulla è come appare nella realtà: edifici e monumenti sono immersi in un paesaggio innevato e le loro superfici sono completamente trasparenti. Realizzati come grandi sculture di ghiaccio e di neve, ricreano un mondo surreale e bellissimo, in cui perdersi e incantarsi ammirando la forza della natura e l’ingegno dell’uomo unirsi in uno spettacolo magico impreziosito da particolari giochi di luci.

Anche quest’anno, è stato inaugurato l’ormai tradizionale Festival del ghiaccio e della neve di Harbin, una città situata nella provincia orientale cinese di Heilongjiang, ai confini con la Siberia. Per gli amanti dell’inverno e dei paesaggi glaciali (e non solo), ciò che si trova qui è un vero e proprio paradiso. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla città di ghiaccio di Harbin, la più grande e spettacolare del mondo, che torna a vivere durante l’Harbin Ice and Snow Festival 2025.

Cosa puoi vedere all’Harbin Ice and Snow Festival 2025

Ad Harbin, in Cina, è stata inaugurata il 5 gennaio 2025 la città di ghiaccio più grande del mondo grazie alla 41ma edizione dell’Harbin International Ice and Snow Sculpture Festival, che dal 1984 incanta i visitatori con sculture di ghiaccio che riproducono un’intera città illuminata da luci colorate e suggestive.

Aperto al pubblico fino alla fine di febbraio (o primi di marzo in base alle temperature), il festival ha come protagonista il grande parco chiamato Harbin Ice and Snow World, che ospita una vera e propria città di ghiaccio realizzata con una precisione millimetrica. Passeggiando tra le vie ghiacciate di questa metropoli incantata, troviamo castelli, palazzi e statue di rara bellezza. Luoghi in cui perdersi durante il giorno e in cui innamorarsi di fronte ad un tramonto capace di trasformare tutto in un un ambiente fatato. Per non parlare della sera, quando è la luna a farsi spazio nel cielo e i giochi di luce del parco creano riflessi magici e sognanti.

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Harbin Ice and Snow World

Ma non solo, l’Harbin Ice and Snow World è un vero e proprio parco divertimenti che ospita anche una grande ruota panoramica e tante altre attrazioni fatte interamente di ghiaccio: tra queste troviamo diversi igloo, uno scivolo lungo 300 metri sul quale potersi divertire, bar e ristoranti, un labirinto. Tutto è fatto di ghiaccio. Non mancano attività adrenaliniche per gli amanti dello sport, come l’arrampicata su ghiaccio, il golf su ghiaccio, le battaglie di neve e il tiro con l’arco, ma anche calcio sulla neve e nuoto invernale, oltre alle esperienze di guida in motoslitta.

Città di ghiaccio di Harbin, in Cina
Fonte: iStock
Città di ghiaccio di Harbin, in Cina

Non è tutto, perché l’Harbin Ice and Snow Festival 2025 propone anche l’Ice-lantern Garden Party, che si tiene nel parco Zhaolin: qui una quantità incredibile di bellissime lanterne di ghiaccio accolgono i visitatori con 1.500 opere che compongono diverse sculture, tra cui animali, pagode, paesaggi, arricchiti da luci colorate che rendono tutto ancor più scintillante.

Un’altra attrazione da non perdere durante questo festival è il Sun Island, un luogo meraviglioso con laghi cristallini, dove suggestive sculture di neve di grandi dimensioni raccontano la cultura di questo territorio, tra elementi architettonici antichi, personaggi dei cartoni animati, paesaggi tipici.

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Sculture di ghiaccio nel festival di ghiaccio e neve di Harbin, in Cina

Prezzi, orari e info utili sul festival del ghiaccio di Harbin

Harbin è un luogo ricco di tappe che meritano di essere inserite in un tour di viaggio per immergersi nella sua cultura, ma prima di partire è bene sapere che le temperature qui sono molto rigide: si scende anche fino ai -30°C ed è quindi necessario essere ben attrezzati con il giusto abbigliamento pesante e gli accessori adeguati per muoversi su ghiaccio e neve, elementi che caratterizzano questo paesaggio.

Per entrare nel parco della città di ghiaccio di Harbin si possono acquistare i biglietti sia in loco che online. In media (secondo il cambio attuale con la moneta cinese), il prezzo per un adulto si aggira intorno ai 43/45 euro per il ticket giornaliero, ma esistono scontistiche per l’acquisto di biglietti per entrare 2 o più giorni. Il prezzo si abbassa per giovani sotto ai 18 anni e più alti di 1,2 metri, studenti con età inferiore ai 24 anni e anziani di età compresa tra 65 e 70 anni (sono circa 30 euro). L’ingresso è invece gratuito per bambini con un’altezza inferiore a 1,2 metri e per anziani con più di 70 anni.

L’Ice and Snow World, con la magnifica città di ghiaccio di Harbin, è aperto tutti i giorni dalle 11:00 alle 21:00. Il tempo di visita consigliato è di circa 1-2 ore per una semplice passeggiata ammirando sculture e luci, ma diventa anche di 3-5 ore se si seguono anche spettacoli e attività su ghiaccio e neve. L’ice-lantern Garden Party, nel parco Zhaolin, segue questi orari: 09:00 – 21:00. Il Sun Island, con le sculture di neve, invece, è aperto dalle 08:00 alle 17:00 (tempo di visita consigliato: circa 1-3 ore).

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Harbin Ice and Snow World, festival del ghiaccio e della neve in Cina

Come arrivare a Harbin

Situata nel nord-est della Cina, Harbin è la capitale della provincia di Heilongjiang e si trova nel nord-est del Paese, a circa 1.200 chilometri a nord-est di Pechino. L’Harbin Ice and Snow World, in particolare, si trova nel centro della città di Harbin, a nord del fiume Songhua e a ovest dell’Isola del Sole.

Il mezzo con cui raggiungere il festival è l’auto: si arriva in 45 minuti dall’aeroporto internazionale di Harbin Taiping, distante circa 40 km (si può prendere uno dei numerosi voli giornalieri diretti a questo aeroporto che partono da Pechino), in 30 minuti dalla stazione ferroviaria di Harbin West (a 12 km) e in 20 minuti dalla stazione ferroviaria di Harbin Nord (12 km). Dista invece 15 km dalla stazione ferroviaria di Harbin Xiangfang, raggiungibile in circa 40 minuti di auto.

Città di ghiaccio di Harbin, tra luci e colori, in Cina
Fonte: iStock
Città di ghiaccio di Harbin, tra luci e colori, in Cina

Perché il 2025 è l’anno perfetto per viaggiare in Asia

Par : elenausai10
1 janvier 2025 à 13:30

Dopo anni di restrizioni provocate dalla pandemia, l’Asia sta riaprendo le porte ai viaggiatori che desiderano immergersi tra i suoi tesori culturali e naturali. In Cina, per esempio, è possibile viaggiare per un massimo di 30 giorni senza richiedere un visto d’ingresso, mentre la Thailandia espande sempre più le sue possibilità guardando non solo ai turisti, ma anche ai nomadi digitali con visti studiati ad hoc.

Se l’Asia chiama, i viaggiatori rispondono: quest’ultimi, per un motivo o per un altro, sono sempre più interessati a esplorare questa parte di mondo e il 2025 sarà probabilmente l’anno in cui molti di loro realizzeranno questo sogno. Sono i dati emersi dall’analisi di Amadeus, società specializzata nella fornitura di software per il settore turistico e dei viaggi a livello globale.

Secondo i dati raccolti sul traffico, i viaggi in uscita da Chengdu in Cina sono aumentati del 66% raggiungendo i 35,2 milioni di passeggeri tra il 2016 e il 2023. Analogamente, il traffico in uscita da Guangzhou è aumentato del 20%. Nello stesso periodo, il traffico in uscita da Delhi in India, un altro Paese caratterizzato da una forte crescita nel settore turistico, è aumentato del 31% superando i 30 milioni di passeggeri.

Scopriamo insieme, nel dettaglio, perché il 2025 è l’anno perfetto per viaggiare in Asia.

Visti d’ingresso e valute convenienti

Per attirare i visitatori stranieri, la Cina ha esteso fino alla fine del 2025 l’ingresso senza visto per numerosi Paesi, tra cui l’Italia. Chiunque possieda un passaporto ordinario e valido potrà visitare la Cina per affari, turismo, visite a parenti e amici senza necessità di richiedere un visto d’ingresso, a condizione che il soggiorno non superi i 30 giorni.

Il prossimo anno, quindi, potrebbe essere il momento giusto per esplorare in modo più semplice e senza troppe burocrazie un Paese dai forti contrasti, dove i paesaggi straordinari, sia naturali che urbani, offrono infinite possibilità di creare itinerari unici ed entusiasmanti.

In più, secondo l’agenzia di rating creditizio statunitense Fitch Ratings, il turismo in Asia dovrebbe tornare ai livelli pre-Covid entro la prima metà del 2025 anche grazie all’indebolimento delle valute locali, un fattore che rende le destinazioni più accessibili ai visitatori stranieri.

Cina
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I paesaggi mozzafiato della regione di Guangxi

Sono in Asia le location di serie tv molto attese

Ad alimentare l’interesse nei confronti dell’Asia ci sono anche alcune delle serie tv più attese. Un dato che non stupisce considerando che tra le tendenze per i viaggi del 2025 c’è anche il set-jatting, ossia la tendenza a trascorrere le vacanze nei luoghi dove si sono svolte le riprese di un film o una serie.

La Thailandia, per esempio, sarà probabilmente la destinazione turistica più chiacchierata del 2025 perché il prossimo anno uscirà la terza stagione della popolare serie televisiva “The White Lotus”, ambientata tra Bangkok, Phuket e Ko Samui.

Inoltre, la messa in onda della seconda stagione della serie sudcoreana “Squid Game” dovrebbe ulteriormente accrescere l’interesse per i viaggi in Corea del Sud. Allo stesso tempo, la serie uscita nel 2024 “Shōgun” ha ispirato tour storici in Giappone (un trend destinato a crescere considerando che sono state commissionate la seconda e la terza stagione). A consolidare l’interesse per il Giappone contribuirà anche l’Expo 2025, che si svolgerà a Osaka.

Voli diretti dall’Italia

A rafforzare questo slancio verso l’Asia c’è anche l’aumento dei voli diretti, che consentono di raggiungere alcune delle mete più belle con comodità e convenienza. Iberia, per esempio, ha recentemente lanciato voli diretti tra Madrid e Tokyo, permettendo ai viaggiatori spagnoli di esplorare il Giappone in modo più semplice.

Dall’Italia, invece, sono stati introdotti nuovi voli già nei mesi scorsi. Dal 16 novembre, per esempio, sono cominciati i voli diretti da Roma Fiumicino per Bangkok con ITA Airways a bordo di un Airbus A330neo. Il volo è operativo cinque volte alla settimana il lunedì, il mercoledì, il giovedì, il sabato e la domenica alle 15:15 con arrivo a Bangkok alle ore 07:40 (ora locale), mentre il volo di rientro è il lunedì, il martedì, il giovedì, il venerdì e la domenica alle ore 12:15 (ora locale) con arrivo a Roma alle ore 19:15.

Anche da Milano ci saranno tante opportunità per volare senza scali verso l’Asia. All Nippon Airways, la più grande compagnia aerea giapponese, collega l’aeroporto di Malpensa a Tokyo Haneda con un volo diretto disponibile tre volte a settimana (martedì, giovedì e domenica). Cathay e la compagnia low-cost Hk Express, invece, collegano Malpensa con Hong Kong e con altre 19 destinazioni nella Cina continentale.

Hong Kong
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Il fascino della città di Hong Kong al crepuscolo

Nuove aperture per il turismo del lusso

Per chi ama il lusso, l’Asia è la destinazione perfetta. Sempre nuovi hotel aprono le loro porte ai viaggiatori che non pensano troppo al budget, ma ricercano strutture caratterizzate da un design innovativo, dall’utilizzo creativo di edifici storici, dalle posizioni mozzafiato o da un servizio eccezionale.

In particolare sono la Thailandia e l’India le mete in cui trovare gli hotel migliori, citati anche dalle principali riviste di settore. Se fate parte di questa categoria di viaggiatori, date un’occhiata alle nuove aperture per il 2025 perché saranno davvero pazzesche.

Qual è l’ultimo Paese a festeggiare il Capodanno?

Par : elenausai10
31 décembre 2024 à 10:30

Stiamo per salutare il 2024 con festeggiamenti di ogni tipo, ma soprattutto a orari diversi! Il Capodanno nelle diverse parti del mondo segue i fusi orari specifici della Terra, creando una sequenza unica di celebrazioni. Sapete che attualmente ci sono 24 fusi orari, alcuni dei quali differiscono dal Tempo Coordinato Universale (UTC) di 30 o 45 minuti invece che di un’ora? Di conseguenza alcuni Paesi festeggiano il Capodanno prima di tutti gli altri, mentre alcuni festeggiano per ultimi. E non è finita qui!

Il 1 gennaio come data per celebrare il Capodanno è puramente convenzionale in quanto stabilita dal calendario gregoriano. Nella Gwaun Valley in Galles, per esempio, il nuovo anno si celebra tradizionalmente il 12 gennaio, seguendo il calendario giuliano usato fino al 1752. I cinesi, invece, festeggeranno il loro Capodanno a febbraio.

Prendendo in considerazione il calendario gregoriano, che è quello che osserviamo in Italia, qual è l’ultimo Paese a festeggiare il Capodanno? E il primo? Ve li raccontiamo di seguito!

L’ultimo Paese a festeggiare il Capodanno

Tecnicamente, gli ultimi a festeggiare il Capodanno sono i territori statunitensi di Baker Island e Howland Island, anche se parlare di ‘festeggiamenti’ potrebbe essere un tantino errato perché entrambe le zone, infatti, sono disabitate!

Howland e Baker sono due minuscoli atolli nel Pacifico, distanti quaranta miglia l’uno dall’altro, situati appena a nord dell’Equatore. Negli anni ’30, gli Stati Uniti inviarono segretamente oltre 100 uomini delle Hawaii per colonizzare questi vulcani estinti e costruire piste di atterraggio, al fine di rivendicarli per l’aviazione. Infatti, quando Amelia Earhart scomparve nel 1937, era diretta verso l’isola di Howland. Oggi, entrambe le isole sono rifugi nazionali per uccelli marini, uccelli costieri, delfini e pesci tipici della barriera corallina.

I due atolli sono diventati gli ultimi territori a festeggiare il Capodanno quando nel 2011 le Samoa decisero di modificare il proprio fuso orario per allinearsi all’Australia e alla Nuova Zelanda. Da quel momento, infatti, sono passate dall’essere le ultime a festeggiare il Capodanno alle prime.

L’ultimo Paese abitato a festeggiare, invece, sono le Hawaii, dove l’arrivo dell’anno nuovo viene celebrato con fuochi d’artificio e fantastiche feste in spiaggia, molte delle quali organizzate dai vari hotel e dai resort presenti.

Il primo Paese a festeggiare il Capodanno

Se prendiamo come riferimento il nostro fuso orario, il primo Paese a festeggiare il Capodanno è Kiribati. Questo arcipelago situato in Oceania e appartenente alla Repubblica delle Kiribati, è il primo posto abitato al mondo in cui si passa all’anno nuovo. Il secondo Paese a festeggiare con fuochi d’artificio e feste nei resort, come vi abbiamo anticipato, sono le Isole Samoa, il posto ideale per celebrare non una, ma ben due volte. Molte persone che si trovano su queste isole, infatti, prendono un breve volo di mezz’ora per le Samoa Americane per festeggiare il Capodanno daccapo.

Infine, tra i Paesi che festeggiano per primi c’è anche Tonga: qui si celebra il nuovo anno soprattutto sul lungomare di Nuku’alofa durante il Block Party, un evento dove una lunghissima fila di banchetti gastronomici propone da bere e da mangiare per far festa fino all’arrivo della mezzanotte, la quale verrà annunciata dai rintocchi di tutte le chiese della città.

Tombe della dinastia Ming, come visitare il sito Patrimonio UNESCO

Par : losiangelica
29 décembre 2024 à 12:00

A 50 km a nord-ovest di Pechino, possiamo visitare uno dei siti più importanti della Cina: le tombe della dinastia Ming, dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2003. La dinastia Ming è stata la penultima a regnare: 16 imperatori, di cui 13 sono stati seppelliti proprio nel Cimitero Imperiale della dinastia. Scopriamo come visitarle, cosa vedere e la loro storia.

La storia delle tombe della dinastia Ming

Le tombe della dinastia Ming, che si trovano nel Changping District, sono immerse in uno scenario suggestivo, circondate dalle montagne su ben tre lati. Il cimitero imperiale è di circa 120 chilometri quadrati, ed è qui che possiamo osservare, oltre alle 13 tombe degli imperatori Ming, anche le tombe di imperatrici, concubine, principi e principesse.

Colline, boschi, vallate: i dintorni sono suggestivi, è vero, e la zona è stata scelta prendendo come punto di riferimento la geomanzia (divinazione per mezzo della terra). La prima tomba della dinastia Ming è stata la Tomba della Longevità: qui sono stati seppelliti l’imperatore Yongle e l’imperatrice Xu, morta a Nanchino nel 1407. Le altre tombe, realizzate in un arco temporale di più di 200 anni, sono:

  • Xiang Ling;
  • Jing Ling;
  • Yu Ling;
  • Mao Ling;
  • Zhong Ling;
  • Kang Ling;
  • Yong Ling;
  • Zhao Ling;
  • Ding Ling;
  • Qing Ling;
  • De Ling

Come visitare le tombe della dinastia Ming

Le Tombe della Dinastia Ming
Fonte: iStock
Le Tombe della Dinastia Ming

Vengono organizzati molteplici tour per vedere le tombe della dinastia Ming, dove riposano i resti di 13 dei 16 imperatori che hanno governato la Cina (esattamente dal 1368 al 1644). Questo sito chiama a sé ogni anno migliaia di turisti da ogni parte del mondo, non solo per osservare le tombe, ma soprattutto per approfondire la storia e il culto degli antenati.

Abbiamo dunque la possibilità di prenotare un tour (anche privato), oppure possiamo raggiungere le tombe in autonomia in metropolitana, prendendo la Linea Changping fino alla fermata Changping Dongguan, per poi prendere il bus 314 per Changling o Dingling. Prevediamo di dedicare almeno una giornata o un pomeriggio per visitare il sito.

Cosa vedere

Ciascuna tomba condivide la Via Sacra, ovvero il viale che si trova proprio al centro nella zona delle tombe, dove si trovano 36 strutture in pietra, tra cui 24 animali in pietra e 12 figure umane. Non parliamo di piccole sculture, bensì di strutture piuttosto imponenti, che superano persino i 30 metri cubi di volume. Naturalmente i mausolei si differenziano per alcune caratteristiche, come dimensioni e complessità stessa. Non tutte le tombe sono visitabili: alcune sono aperte al pubblico, come la Via Sacra per raggiungere la Changling Tomb, la Zhaoling Tomb e la Dingling Tomb.

Tra le cose da vedere citiamo appunto la Tomba della Longevità (Changling Tomb), la Tomba della Tranquillità (Dingling Tomb): quest’ultima è la tomba del tredicesimo imperatore Wanli, che è salito al trono a 10 anni e ha regnato per ben 48 anni. Sempre nella Tomba della Tranquillità è stato scavato un Palazzo Sotterraneo che copre una superficie di 1.195 mq, con cinque sale connesse tra loro. Estremamente particolare è il Padiglione della Stele, costruito nel 1426; non dimentichiamo di osservare il grande Portale in Marmo, che invece risale al 1540, costruito durante il periodo dell’imperatore Jiajing.

Aeroporto di Shanghai Pudong: tutte le informazioni per il tuo viaggio in Cina

20 décembre 2024 à 10:29

Sei nel pieno dell’organizzazione di un viaggio in Cina e stai considerato di atterrare a Shanghai? Con tutta probabilità, il tuo aeroporto di destinazione è Shanghai Pudong, il più grande dei due presenti in questa città così moderna e affascinante. Entrambi svolgono un ruolo importante nel collegare la città al resto del mondo

La sigla IATA di questo hub è PVG e ti sarà facile controllare il tuo biglietto per capire se atterrerai lì. Spesso, l’aeroporto costituisce la porta di ingresso in un nuovo paese ed è bene informarsi su tutto quello che si può trovare al proprio arrivo. Oltre a questo, ci sono molte cose da sapere per ripartire da Shanghai in modo tranquillo e puntuale.

Dove si trova l’Aeroporto di Shanghai Pudong

L’Aeroporto Internazionale di Shanghai Pudong trova a circa 30 chilometri a est del centro della città, lungo la costa del Mar Cinese Orientale. Prende il nome “Pudong” dal distretto in cui è stato costruito ed è facilmente accessibile grazie a una vasta rete di trasporto pubblico e a delle strade a scorrimento veloce che garantiscono, con la giusta organizzazione, di raggiungere lo scalo senza troppe code e complicazioni.

Come raggiungere l'aeroporto di Shanghai
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La strada verso l’aeroporto di Shanghai

Come raggiungere l’Aeroporto di Shanghai Pudong

Sono molti i modi per raggiungere l’aeroporto di Shanghai Pundong, non importa la zona della città in cui alloggi. Shanghai è un luogo che non dorme mai e troverai sempre il giusto mezzo per arrivare in tempo a fare il check-in e salire sul tuo volo per tornare a casa o per raggiungere un’altra destinazione internazionale.

  • Il Treno Maglev
    Uno dei mezzi più sfruttati per raggiungere l’aeroporto è il treno Maglev, ovvero il convoglio a levitazione magnetica che fa sembrare che Shanghai viva e prosperi a 1000 anni da quelli in cui si trova tutto il resto del mondo. Si tratta di una vera e propria icona della città: il treno Maglev di Shanghai è uno dei sei al mondo in grando di funzionare regolarmente e in sicurezza. Questo mezzo copre la distanza tra la stazione di Longyang Road e l’aeroporto in soli 8 minuti, raggiungendo una anche una velocità di 430 km/h. Il costo del biglietto per questo treno che sembra uscito da un romanzo di fantascienza è si poco meno di 7$ per la singola tratta. Di norma, ci sono corse ogni venti minuti in entrambe le direzioni, dal mattino presto fino alla sera alle 22.
  • Metropolitana
    Se ti senti più a tuo agio su di un vagone collegato direttamente e in modo fisico alle rotaie, sappi che la Linea 2 della metropolitana collega l’aeroporto con il centro di Shanghai, sempre con corse frequenti e un costo economico. Il costo di un biglietto per la singola tratta, in dollari americani, è inferiore a 1$. La metropolitana di Shanghai è operativa dalle 6.30 fino alle 21.
  • Autobus e Shuttle
    Come per moltissimi hub internazionali, anche l’aeroporto di Shanghai si può raggiugere in autobus. Sono davvero molte le linee che collegano le varie aree e distretti di questa città cinese con l’aeroporto di Pudong. La cosa migliore per trovare la linea giusta da prendere è verificare una volta giunti in loco e compreso dove si troverà il tuo alloggio a Shanghai. Di norma, un percorso medio tra l’aeroporto e la città può durare intorno ai 40 minuti, a seconda del traffico.
  • Taxi e Auto a Noleggio
    Dato che Shanghai è una città sempre attiva, i taxi sono disponibili 24 ore su 24. Quando si fa un viaggio in Cina è sempre bene portare con sé un foglio (o un file sul proprio smartphone) dove è indicato l’indirizzo di destinazione scritto in cinese. Questo aiuta a evitare malintesi con gli autisti: fatevi scrivere l’indirizzo dell’aeroporto e del terminal gusto in cui volete andare. Per un viaggio in taxi dal cuore di Shanghai fino all’aeroporto, tenete conto di circa 18 dollari americani. Per quanto riguarda il tempo di percorrenza, considerate circa dai quaranta minuti a un’ora.

Il percorso tra la città e l’aeroporto di Shanghai Pudong può essere anche coperto con un’auto a noleggio, magari da riconsegnare presso l’aeroporto stesso. In questo caso, tenete conto del tempo in più per la restituzione dell’auto.

I terminal dell’Aeroporto di Shanghai

Iniziando il tuo viaggio in Cina dall’aeroporto di Shanghai, ti renderai subito conto di quando sia molto grande. Esso, infatti, è diviso in due terminal principali: Terminal 1 e Terminal 2. Queste due diverse sezioni dell’aeroporto sono collegati internamente da navette gratuite per facilitare gli spostamenti tra di essi.

  • Terminal 1: Inaugurato nel 1999, serve principalmente compagnie aeree cinesi e pochi vettori internazionali.
  • Terminal 2: Aperto nel 2008, è più grande e moderno, destinato a diverse compagnie aeree internazionali

Sul tuo biglietto per Shanghai sarà bene evidente quale sarà il terminal a cui devi fare riferimento.

l'interno dell'aeroporto di Shanghai
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Passeggeri all’aeroporto di Shanghai

I servizi generali dell’Aeroporto di Shanghai

Un aeroporto importante come Shanghai Pudong non può non offrire dei servizi di prim’ordine a tutti i passeggeri che arrivano, partono o che sono in transito. All’interno della struttura tutti parlando inglese, oltre al cinese e anche altre lingue molto diffuse.

Il wifi all’interno dell’aeroporto di Shanghai è gratuito. Per i tuoi viaggi in Cina è molto utile informarti su quali siano le app più utilizzate nel paese. Una di esse, per esempio, è fondamentale per connettersi al wifi dell’Aeroporto. Si tratta di WeChat, attraverso la quale in Cina si fa davvero di tutto.

Non vuoi navigare col wifi dell’aeroporto o ti serve una connessione da portare con te anche fuori dal Terminal? Puoi trovare tutto questo direttamente nelle varie aree pubbliche dell’aeroporto di Shanghai, dove sono in vendita sim cinesi oppure si possono noleggiare router portatili molto utili.

Un altro servizio molto utile disponibile all’aeroporto di Shanghai è il trasporto bagagli. Se viaggi con molte valige, sappi che dalle 6.30 alle 23 è disponibile del personale dell’aeroporto adibito proprio al trasporto bagagli. Il servizio è a pagamento e, all’interno di entrambi i terminal, ci sono dei desk preposti ad accogliere e organizzare tutte le richieste di trasporto bagagli.

I servizi per famiglie e bimbi dell’aeroporto di Shanghai

L’aeroporto di Shanghai Pudong è molto attento al benessere di chi viaggia con bimbi piccoli ed è attrezzato per accogliere anche i viaggiatori più piccoli.

In entrambi i terminal sono state create delle apposite stanze per le mamme che non vogliono allattare in pubblico. Questi luoghi riparati e confortevoli sono studiati appositamente per un momento intimo come l’allattamento. Oltre a questo, dentro queste stanze si possono lavare i bimbi per il cambio pannolino.

Ma non è finita qui: sia nel Terminal 1 che nel 2, è presente una stanza completa. Si tratta di una vera e propria cameretta con tanto di lettino, suddivisa in zona per lavare il bimbo, zona allattamento e zona intrattenimento. Questo luogo è dotato di scaldavivande e scaldalatte. Qui troverai una comoda poltrona e, come dicevamo, un lettino per permettere al tuo bimbo di riposare. In questa stanza sono presenti giochi di varia natura e adatti a diverse età.

Tutte le zone dedicate a mamme e bimbi sono aperte 24 ore su 24 e sono gratuite.

I servizi di assistenza speciale: il Love Passage

Assistere e rendere possibile il viaggio anche di chi ha disabilità e difficoltà – non importa se temporanee o no – è un dovere di ogni aeroporto e quello di Shanghai Pudong lo sa bene.

Come è facile capire, sono disponibili i più comuni servizi di assistenza speciale, per permettere a tutti di salire in aereo, raggiungere il gate in tempo o semplicemente spostarsi all’interno del terminal. Questi servizi sono gratuiti e vanno prenotati direttamente tramite la compagnia aerea che ha emesso il biglietto. Solitamente si possono aggiungere fino a 24 ore prima del volo e lo si fa direttamente dal sito della compagnia, indicando il tipo di assistenza di cui si ha bisogno.

Oltre a questo, l’aeroporto di Shanghai ha istituito un servizio che si chiama Love Passage e va prenotato direttamente tramite il numero di telefono dell’aeroporto stesso. Si tratta di un servizio riservato ai passeggeri over 60 che viaggiano da soli, done in gravidanza o bimbi che viaggiano senza essere accompagnati. Si tratta di sempre di un servizio di assistenza che garantisce a molte categorie non incluse nella normale assistenza per disabili di ricevere il giusto supporto. Anche questo servizio è completamente gratuito ma opera solo all’interno dei terminal. Non può essere utilizzato per raggiungere, per esempio, un parcheggio.

Un museo all’interno dell’Aeroporto

Shaghai è una città dove la cultura ha uno spazio davvero grande e lo sa bene anche l’aeroporto stesso. All’interno di ogni terminal, infatti, è stato istituito un vero e proprio museo d’arte dove sono esposte opere sia pittoriche che scultoree. Gli artisti esposti sono sia cinesi che internazionali e le esposizioni cambiano spesso.

L’ingresso all’aerea artistica dell’aeroporto di Shanghai-Pudong è assolutamente gratuita.

Mangiare e bere all'aeroporto di Shanghai
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All’aeroporto di Shanghai si può gustare cibo locale e internazionale

Mangiare e bere all’aeroporto di Shanghai Pudong

Molti pensatori contemporanei definiscono gli aeroporti come dei non-luoghi, dove le caratteristiche nazionali tipiche di un luogo sono sospese e dove si potrebbe essere ovunque nel mondo. L’aeroporto di Shanghai Pudong riflette, anche in quanto a proposte gastronomiche, la grande multiculturalità di questa città della Cina.

Entrambi i terminal sono ben provvisti di luoghi perfetti per soddisfare la fame di pietanze gustose, siano esse di stampo internazionale che puramente cinesi. Come da tradizione asiatica, molti menù dei locali dell’aeroporto mostrano le foto dei piatti, in modo da essere maggiormente comprensibili a tutti i viaggiatori internazionali.

In tutto l’aeroporto è privilegiato il pagamento elettronico, sia tramite smartphone che tramite carta. Temi di non poter usare la tua carta in Cina? In entrambi i terminal troverai degli sportelli per richiedere una carta ricaricabile temporanea, in modo che sia più facile pagare in valuta nazionale.

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