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Polizia locale, in Lombardia altri 3,5 milioni per dotazioni e veicoli

8 septembre 2025 à 16:07

Regione Lombardia stanzia ulteriori 3,5 milioni di euro destinati alla Polizia locale. La misura, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Sicurezza Romano La Russa, permette a 223 fra Comuni ed Enti locali di acquistare nuove strumentazioni e veicoli per i propri agenti e consente di accogliere tutte le richieste del bando 2025, già finanziato con 2,5 milioni di euro, destinando così alla misura la dotazione complessiva di 6 milioni di euro.

Cosa possono acquistare i Comuni per la Polizia locale

I fondi, derivanti dalla manovra di assestamento di bilancio per il triennio 2025-2027 approvata dal Consiglio regionale, sono destinati ai Comuni, Unioni di Comuni ed Enti per l’acquisto di autovetture ecologiche, moto e scooter, sniffer, taser, body cam, dash cam, fototrappole, telecamere, etilometri, biciclette elettriche, droni e per potenziare le centrali radio. Il termine per la rendicontazione delle spese sostenute con il cofinanziamento regionale viene stabilito al 31 maggio 2026, con la possibilità di modifica del progetto inizialmente presentato entro il 31 marzo 2026.

Polizia locale, Regione Lombardia investe nella sicurezza

Da Regione Lombardia altri 3,5 milioni in più per le dotazioni e i veicoli di Polizia locale: in foto l’assessore regionale Romano La Russa“Con questo ulteriore stanziamento – sottolinea l’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa – riusciamo a dare una risposta concreta e immediata a tutti i Comuni e agli Enti che hanno presentato domanda sul bando 2025, garantendo un sostegno diffuso e capillare alle Polizie locali della Lombardia, potendo ora accogliere, con lo scorrimento delle graduatorie, tutte le richieste arrivate”.

“Investire su nuove dotazioni tecnologiche e mezzi innovativi – conclude La Russa – significa mettere le nostre forze di Polizia locale nelle condizioni di operare con strumenti più moderni ed efficaci, a beneficio della sicurezza delle comunità. Regione Lombardia conferma la propria attenzione costante verso chi, ogni giorno, presidia il territorio e tutela i cittadini”.

La suddivisione del cofinanziamento per ogni provincia

  • Milano: coinvolti 55 fra Comuni ed enti per un totale di 910.313 euro.
  • Bergamo: coinvolti 29 Comuni per un totale di 422.217 euro.
  • Brescia: coinvolti 38 Comuni per un totale di 591.213 euro.
  • Como: coinvolti 17 Comuni per un totale di 276.578 euro.
  • Cremona: coinvolti 6 Comuni per un totale di 117.734 euro.
  • Lecco: coinvolti 5 Comuni per un totale di 72.821 euro.
  • Lodi: coinvolti 9 Comuni per un totale di 111.479 euro.
  • Mantova: coinvolti 15 Comuni per un totale di 238.109 euro.
  • Monza Brianza: coinvolti 16 Comuni per un totale di 235.273 euro.
  • Pavia: coinvolti 12 Comuni per un totale di 217.896 euro.
  • Sondrio: coinvolti 4 Comuni per un totale di 50.525 euro.
  • Varese: coinvolti 17 Comuni per un totale di 272.269 euro.

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PdL Aree idonee Lombardia, ok a testo su impianti rinnovabili

15 avril 2025 à 17:22

Aumentare la produzione e l’autonomia energetica attraverso l’incremento delle fonti rinnovabili, salvaguardando territorio, agricoltura e contenendo i costi. Questi gli obiettivi del Progetto di Legge (PdL) approvato martedì 15 aprile 2025 dalla Giunta regionale che individua le aree idonee per l’istallazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici in Lombardia e che ora andrà in aula per la definitiva approvazione. Nell’ambito del processo di decarbonizzazione le direttive europee, e quindi la normativa italiana, prevedono un forte incremento della produzione da fonte rinnovabile con obiettivi da raggiungere entro il 2030. Tale incremento in Lombardia sarà difatti raggiunto sviluppando soprattutto gli impianti fotovoltaici e agrivoltaici.

Il PdL ‘Aree idonee’ della Lombardia

Il PdL sulle ‘Aree idonee’ è stato presentato in conferenza stampa dagli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste).

La norma italiana, è stato ricordato, prevede delle fasce in cui insistono procedure semplificate per la loro installazione, a queste zone con la norma regionale si applicano il disciplinare italiano con qualche comma definito a livello lombardo.

Sertori: i nuovi scenari per lo sviluppo

Assessore Sertori mentre illustra il PdL Aree idonee della Lombardia“Regione Lombardia – annuncia l’assessore a Enti locali e Risorse energetiche della Regione Lombardia, Massimo Sertori – ha definito nuovi scenari di sviluppo per le aree idonee destinate all’installazione di impianti a fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, con l’obiettivo di raggiungere 12 GW di potenza installata entro il 2030”.

L’assessore ha quindi ricordato il passaggio dal prezzo unico nazionale (PUN) al prezzo zonale, avvenuto il 1° gennaio 2025, fatto che ha reso ancora più urgente l’incremento di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Regione Lombardia, in attuazione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), ha mappato il territorio e individuato le zone ove è possibile installare impianti a fonte rinnovabile, contemperando la necessità di raggiungere gli obiettivi di nuova potenza installata minimizzando gli impatti sull’ambiente, sul territorio, sul patrimonio culturale, sul paesaggio e soprattutto sul suolo agricolo, quest’ultimo fortemente impattato dallo scenario che vede il fotovoltaico come la tecnologia più facilmente percorribile per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

La mappatura ha permesso di operare una ripartizione provinciale dell’obiettivo regionale prevedendo una distribuzione equilibrata dell’obiettivo di potenza in suddette aree, tenendo conto di fattori di natura economica, sociale e territoriale.

“Il raggiungimento dell’obiettivo di 12 GW di nuovi impianti FER che abbiamo inserito in legge – dichiara l’assessore Massimo Sertori – mira a incrementare l’autonomia di produzione in modo sostenibile garantendo sicurezza e competitività, favorendo la stabilità del prezzo zonale dell’energia”.

Beduschi: punto di equilibrio che tutela il mondo agricolo

L'intervento dell'assessore Beduschi a illustrare il PdL 'Aree idonee' della Lombardia“Come Regione più produttiva d’Italia – afferma l’assessore Beduschi – siamo chiamati a coniugare la necessità di accelerare sulla transizione energetica con la responsabilità di tutelare un’agricoltura che è motore economico, presidio del paesaggio e fondamento della nostra qualità agroalimentare. Abbiamo scelto un approccio equilibrato, individuando obiettivi ambiziosi sulle rinnovabili, ma tracciando limiti chiari a tutela delle superfici agricole che alimentano le nostre filiere e sostengono la Dop economy lombarda. È un lavoro di mediazione complesso, ma necessario per garantire uno sviluppo davvero sostenibile, che non metta in competizione l’energia con il cibo, ma valorizzi entrambe le vocazioni del nostro territorio”. “Era inevitabile – conclude – chiedere un contributo a tutti i settori, ma grazie al lavoro svolto siamo riusciti a contenere l’impatto e a proteggere in modo sostanziale il cuore agricolo della Lombardia”.

La mappatura ha consentito di definire, per ogni tipologia di area, il potenziale di sviluppo FER applicando una percentuale di effettiva realizzabilità degli impianti nelle diverse categorie di superfici.

Il riparto dei 12 GW per provincia

Di seguito la distribuzione della potenza in GW da installare entro il 31 dicembre 2030 per ciascuna provincia:

  • Bergamo 1,24;
  • Brescia 1,89;
  • Como 0,55;
  • Cremona 1,44;
  • Lecco 0,34;
  • Lodi 0,47;
  • Mantova 1,13;
  • Monza e Brianza 0,62;
  • Milano 1,63;
  • Pavia 1,70;
  • Sondrio 0,16;
  • Varese 0,81.
    TOTALE 12

Il limite massimo

“Tale ripartizione – sottolinea Sertori -, oltre a rappresentare l’obiettivo di realizzazione di nuovi impianti, fissa un limite massimo oltre il quale non sarà più possibile realizzare nuovi impianti”.

A fronte del raggiungimento dell’obiettivo di 12 GW si stimano investimenti sul territorio lombardo di circa 11-12 miliardi di euro e compensazioni territoriali che Regione Lombardia definirà a breve in attuazione delle modifiche normative che si stanno finalizzando in recepimento del Testo unico FER.

Proficuo lavoro interassessorile

L’assessore Sertori conclude affermando che il testo di legge oggi approvato dalla Giunta è frutto di un lungo e proficuo lavoro fatto di confronti e approfondimenti condotti dagli uffici dei vari Assessorati coinvolti (Enti locali, Agricoltura, Territorio, Ambiente e Sviluppo economico) che ha permesso di trovare un equilibrio al fine di favorire una transizione energetica sostenibile, tutelando al contempo il suolo agricolo e rispondendo alle crescenti esigenze energetiche del nostro territorio.

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Energia, Protocollo triennale tra Regione Lombardia e GSE

2 décembre 2024 à 17:14

Regione Lombardia e Gestore dei Servizi Energetici danno vita a una partnership istituzionale che pone i territori al centro di un percorso di nuovo sviluppo sostenibile, con un’attenzione particolare alla azione di accompagnamento delle vocazioni e delle capacità di nuova impresa sostenibile che contraddistinguono il territorio lombardo.

Il Protocollo tra Regione Lombardia e il GSE

protocollo regione lombardia gseA sottoscrivere, lunedì 2 dicembre 2024, a Palazzo Lombardia, il Protocollo d’intesa tra Regione e GSE (Gestore dei Servizi Energetici), della durata di 3 anni, il presidente Attilio Fontana e l’assessore agli Enti locali e alle Risorse energetiche, Massimo Sertori, e il presidente di GSE, Paolo Arrigoni.

“Con la firma del Protocollo – dichiara il presidente Fontana – avviamo una virtuosa collaborazione istituzionale con cui Regione Lombardia punta a raggiungere i target della sostenibilità recependo le esigenze del territorio e promuovendo l’utilizzo di fonti rinnovabili”. “La Lombardia – ha ricordato il presidente Fontana – ha declinato il suo PRS (Programma regionale di sviluppo) aggiungendovi una seconda ‘S’ che sta per sostenibile. E questo Protocollo si inserisce pienamente nel percorso che sta orientando la crescita e lo sviluppo della nostra Lombardia”.

Sertori: azione a tutto tondo sulla transizione energetica

protocollo regione lombardia gse“Il Protocollo – commenta Massimo Sertori, assessore regionale con delega agli Enti Locali e alle Risorse energetiche – agisce a tutto tondo rispetto ai temi della transizione energetica e dell’economica circolare, dando grande importanza alla funzione dei dati e delle informazioni per operatori, amministrazioni locali e cittadini. Siamo ben consapevoli che solo la pluralità tecnologica può preparare il terreno più fertile perché lo spirito imprenditoriale e il forte tessuto di relazioni sociali della nostra regione possa concretamente affermare esperienze di sostenibilità tangibile e utile per tutti”.

Attenzione al sistema degli incentivi

La collaborazione si fonderà, in primo luogo, sulla urgenza condivisa di dare massimo valore al ricco sistema di incentivi che il GSE ha in gestione. “Vogliamo valorizzare nei nostri territori gli incentivi disponibili – continua l’assessore Sertori – cercando di sostenere modelli innovativi, in grado di integrare al miglior grado possibile le risorse pubbliche e quelle private”.

Sinergia con i territori

Una base di stretta sinergia con le forze vive dell’economia e della società dei territori. “Puntiamo molto sulla diffusione dell’energia rinnovabile condivisa, in ogni forma di autoconsumo rispettosa del quadro normativo – aggiunge l’assessore – e vogliamo dare valore sia alla realizzazione di nuovi impianti che all’efficientamento di quelli esistenti, minimizzando il consumo di suolo e favorendo il loro rispettoso inserimento nel paesaggio”.

Economia circolare e mobilità sostenibile

Sertori intervento 1Nel Protocollo sono previste anche attività congiunte sull’economia circolare e la mobilità sostenibile. “La nostra politica di sostenibilità – sottolinea Sertori – parte dall’uso razionale delle risorse e con GSE lavoreremo anche a fornire strumenti utili per le esperienze, già molto diffuse nella nostra regione, di economia circolare, fondate sulla riduzione massima della produzione dei rifiuti”.

“Sarà – aggiunge l’assessore – una collaborazione proficua anche sul fronte della mobilità sostenibile, a trazione elettrica ma non solo. Nel caso della opzione elettrica, lavoreremo insieme per trarre la migliore utilità dalle piattaforme esistenti, come nel caso della recente Piattaforma Unica Nazionale creata da GSE per informare sulla infrastruttura di ricarica sul territorio”.

Riqualificazione energetica del patrimonio edilizio della PA

Non ultimo, l’impegno per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio della PA. “Sul fronte dell’edilizia efficiente e sostenibile – conclude l’assessore Sertori – veniamo dal successo di misure pensate per affiancare concretamente le amministrazioni locali nel rendere i propri edifici più efficienti, come nel caso del Bando Recap. Naturalmente, non trascureremo il tema delle infrastrutture: la transizione delle reti in chiave smart è una precondizione per il futuro sistema energetico che vogliamo contribuire a costruire”.

Arrigoni (GSE): rafforziamo e consolidiamo collaborazione

Intervento Arrigoni“Con la firma del Protocollo di intesa – afferma il presidente del GSE, Paolo Arrigoni – si consolida e rafforza la collaborazione tra GSE e Regione Lombardia. Il GSE supporterà lo sviluppo di modelli sostenibili nel tessuto produttivo lombardo, la diffusione delle fonti rinnovabili, della mobilità sostenibile, dell’efficienza energetica del patrimonio immobiliare e degli asset produttivi, la promozione dell’autoconsumo diffuso e delle Comunità Energetiche, l’incremento dell’autonomia energetica regionale”. “Oltre a coadiuvare la Regione Lombardia con servizi tecnici specifici – prosegue -, saranno avviate attività di promozione, formazione ed assistenza volte ad attrarre investimenti e a permettere a cittadini, imprese, enti locali e pubbliche amministrazioni di cogliere tutte le opportunità offerte dai meccanismi di incentivazione gestiti dal GSE servizi erogati”.

Aree idonee, revamping, repowering e impianti FER esistenti

“Nell’ambito dell’individuazione delle aree idonee regionali per l’installazione degli impianti a fonti rinnovabili – prosegue Arrigoni -, inoltre, il GSE contribuirà con la valutazione delle potenzialità sia delle superfici e delle aree e sia delle attività di revamping e repowering di impianti FER esistenti, ma anche con l’erogazione di servizi digitali quali la Piattaforma delle Aree Idonee (PAI), la Piattaforma delle istanze autorizzative (SUER) e la Piattaforma di monitoraggio del PNIEC”.

Scheda di approfondimento

La Lombardia registra il maggior numero di impianti fotovoltaici a livello nazionale. Nell’ottobre 2024 risultavo più di 302.000 unità per la produzione di 4.800 megawatt (+15% rispetto al 2023). Nei primi 10 mesi del 2024 sono stati installati impianti 37.000 impianti per 770 megawatt, numero maggiore rispetto all’obiettivo intermedio fissato dal MASE (Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica) nella legge delle aree sul decreto delle aree idonee.

La Lombardia, con i suoi 302.000 impianti è anche la prima regione anche in fatto di impianti fotovoltaici nel Paese che, a ottobre 2024, erano 1.840.000.

In Lombardia si producono 5,8 gigawatt sui 23 totali dell’Italia per quanto riguarda l’idroelettrico.

Il GSE ha rapporti 1.010 amministrazioni lombarde di cui 941 Comuni.

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Alla stazione Milano Cadorna inaugurata una nuova sede del presidio Polfer

6 novembre 2024 à 16:13

“L’apertura dei nuovi locali della Polfer di Cadorna rappresenta un segnale tangibile di attenzione verso i viaggiatori, una risposta concreta alle esigenze di sicurezza di tutti coloro che transitano quotidianamente in questa importante stazione ferroviaria milanese”.

Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nella mattinata di mercoledì 6 novembre all’inaugurazione della nuova sede del presidio Polfer di stazione di Milano Cadorna in piazzale Cadorna, alla quale hanno partecipato anche gli assessori regionali Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile), Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile) e Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e Opere pubbliche). Presenti anche il presidente Ferrovienord, Fulvio Caradonna, il dirigente del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Lombardia, Filippo Ferri, il direttore centrale delle Specialità, Renato Cortese, il questore di Milano, Bruno Megale e il sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno, Nicola Molteni.

Impegno sui servizi di vigilanza

“Con questa nuova sede – ha aggiunto il presidente Fontana – si rinnova l’impegno a migliorare costantemente i servizi di vigilanza e assistenza. Le sfide sono molte ma grazie anche alla collaborazione istituzionale abbiamo la forza e la determinazione necessarie per affrontarle. Convinti che solo con il lavoro di squadra e con una visione comune possiamo raggiungere risultati per i cittadini”.

“Vorrei dedicare un ringraziamento speciale – ha concluso – a tutti gli agenti della Polfer. Persone che quotidianamente si adoperano per garantire la sicurezza nelle stazioni e a bordo dei treni. Mi auguro, infine, che questo nuovo presidio diventi un punto di riferimento per la sicurezza. Nonché un luogo sicuro di accoglienza per tutti coloro che ne avranno bisogno”.

Assessori La Russa, Lucente e Terzi: con nuovo presidio Polfer a Cadorna maggiore percezione di sicurezza

“Finalmente una nuova sede della Polizia Ferroviaria – ha commentato l’assessore La Russa – per presidiare un luogo particolarmente sensibile qual è la stazione di Milano Cadorna. Questo porterà sicuramente una maggiore percezione di sicurezza per tutti i viaggiatori e i cittadini”.

“Si tratta di una giornata importante – ha dichiarato l’assessore Lucente – perché nel cuore di Milano è nato un nuovo punto di riferimento per la sicurezza, utile a trasmette quel senso di tranquillità che tutte le stazioni dovrebbero avere. Questa inaugurazione dimostra, ancora una volta, quanto sia fondamentale la sinergia tra i diversi enti”.

“C’è un luogo nuovo – ha affermato l’assessore Terzi – a disposizione della Polizia Ferroviaria. E questo darà maggiore senso di sicurezza a chi frequenta la stazione Cadorna e più visibilità alla presenza degli agenti. E mi riferisco non solo ai cittadini e ai pendolari ma anche al personale viaggiante, che merita grande tutela per il lavoro che svolge”.

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Comunità energetiche, Sertori: Regione sostiene sviluppo dell’autoconsumo

20 mars 2024 à 16:27

All’Ufficio territoriale di Bergamo, si è tenuta la settima e penultima tappa del tour sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), avviato all’inizio di febbraio, e che coinvolge i territori della provincia di Bergamo.

All’incontro era presente l’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco.

Comunità energetiche, il punto a Bergamo

Incontro presieduto, come i precedenti, da Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorse idriche.

Dialogo e confronto con le comunità locali

“L’attività dal mio Assessorato – spiega – è stata promossa con l’obiettivo di attivare opportunità di dialogo e confronto con il territorio, coinvolgendo Enti locali, associazioni e soggetti interessati a intraprendere iniziative di CER e configurazioni di autoconsumo diffuso di energia rinnovabile“.

Legge regionale e nucleo CERL

“Fin dal 2022, anno dall’emanazione della legge regionale, l’obiettivo di Regione Lombardia – continua Massimo Sertori – è stato la concretezza. Abbiamo promosso una manifestazione di interesse che ha registrato una vasta partecipazione, ha coinvolto buona parte dei Comuni lombardi e attivato il nucleo CERL. Ovvero il soggetto istituito grazie alla legge regionale 2/2022 per dare un forte impulso allo sviluppo delle configurazioni di autoconsumo diffuso di energia rinnovabile in Regione Lombardia”.

I dati relativi al territorio di Bergamo

“La Lombardia ha dimostrato sin da subito – sottolinea Sertori – forte interesse ad accompagnare la diffusione delle CER. Realtà che costituiscono una delle principali opportunità di sviluppo di impianti di piccola taglia che utilizzano fonti energetiche rinnovabili (FER). E questo sia a livello nazionale che regionale. In particolare, nella fase 1 della Manifestazione di Interesse, abbiamo ricevuto 102 proposte progettuali dai territori della provincia di Bergamo, corrispondenti al 20% delle 513 domande. Di queste pratiche, 79 sono state ritenute meritevoli di accedere alla Fase 2 (77%). Circa la metà delle 23 proposte escluse nel territorio provinciale proveniva da Comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti”.

La sfida del futuro

“La sfida ora è quella di concretizzare i progetti proposti dai territori – conclude Sertori – non solo quelli ammessi alla fase 2 della Manifestazione di Interesse, ma soprattutto quelli provenienti dai piccoli Comuni. Questi ultimi potranno candidarsi per il finanziamento previsto dal PNRR secondo quanto stabilito dal DM CACER. È importante ricordare, inoltre, che la programmazione regionale FESR 2021-2027 prevede oltre 300 milioni di euro per azioni legate all’energia. Di questi, 55,5 milioni sono destinati al sostegno delle CER e 90 alla diffusione delle FER”.

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