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Penisola Sorrentina e Costiera amalfitana: 60 km di meraviglia tra mare, sole e sirene

9 juillet 2025 à 13:06

Film, canzoni, poesie, racconti e storie: tutto intorno a noi parla di loro, di due gioielli italiani che non hanno bisogno di presentazioni perché la loro bellezza precede la fama. Stiamo parlando della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana, 60 km di meraviglie che si snodano lungo una costa puntellata da scorci mozzafiato, borghi colorati e sabbie incastonate tra scogliere che svettano verso il cielo. È qui la grande bellezza Made in Italy.

Da aprile a ottobre, quel tratto di costa diventa ogni anno una destinazione da raggiungere. Lo sanno bene i viaggiatori provenienti da ogni dove che giungono proprio qui per ammirare le fioriture in primavera, per tuffarsi tra le acque limpide d’estate, per godere del profumo dei limoni e per avere un accesso privilegiato a uno dei panorami più belli del mondo.

Le cose da fare e da vedere qui, poi, sono tantissime e tutte si svelano chilometro dopo chilometro lungo uno dei percorsi on the road più suggestivi del nostro Stivale. Tappa imprescindibile sono i borghi, quelli arroccati sulla roccia e scoscesi verso il mare, gli stessi che regalano in ogni stagione la caratteristica atmosfera della Dolce Vita di un tempo. Ma quali sono le tappe imprescindibili di un tour che ci porta alla scoperta di questo tratto costa da Sorrento ad Amalfi? Scopriamole insieme.

Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana: come raggiungerle e cosa vedere

Vedi Napoli e poi muori, scriveva Goethe in quella espressione che è diventata simbolo del sentimento che si prova quando si visita il capoluogo campano. Non sono esclusi i suoi dintorni, chiaramente, come dimostrano i tanti viaggiatori che arrivano e tornano in due delle costiere più affascinanti d’Italia: la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana.

Amalfi e la costiera
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Da Sorrento ad Amalfi: le tappe imperdibili

Difficile scegliere quale visitare, escludendo l’altra, ma perché farlo? Partendo da Sorrento, infatti, è possibile attraversare tutta la costa, che si snoda per circa 60 km, e che permette di visitare tutte le meraviglie del territorio. Il modo migliore per farlo è in macchina o in moto, un viaggio on the road che consente di attraversare curve sinuose, imponenti rocce bianche che si tuffano nel mare e casette colorate che fanno capolino tra le scogliere.

È possibile anche raggiungere alcune località della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana con i mezzi pubblici. La prima è servita molto bene dalla circumvesuviana e dal treno Campania Express, entrambi in partenza da Napoli, che conduce alle tappe più iconiche della penisola. Più difficile è, invece, raggiungere Amalfi e i suoi gioielli con il trasporto pubblico collegata solo da un Bus Sita in partenza da Salerno.

Itinerario tra Amalfi e Sorrento: le tappe imperdibili

Se avete deciso di trascorrere qualche giorno sulla costa campana, preparatevi a fare incetta di bellezza. Si parte da Sorrento, centro nevralgico della penisola nonché cittadina di immensa bellezza caratterizzata da agrumeti profumati e viste mozzafiato sul mare. Da qui, dopo aver esplorato le ridenti viuzze del centro puntellate da negozi e botteghe, potete raggiungere Capri in soli 20 minuti di aliscafo, Ischia in circa un’ora e Pompei, con un treno che impiega circa 30 minuti. Prima di andare via, però, non dimenticate di assaggiare le prelibatezze del posto, come la delizia al limone, e di fare una passeggiata nella Villa Comunale a picco sul mare, che offre una vista magica su Napoli e l’intero Golfo.

Sorrento
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Sorrento e la perla della Penisola Sorrentina

Da Sorrento si prosegue per Massa Lubrense, dove è d’obbligo un pit stop tra le piccole baie bagnate da un mare turchese e cristallino. Merita una visita anche Marina di Puolo, un pittoresco villaggio dei pescatori, situato proprio a metà strada tra Sorrento e Massa Lubrense che nasconde una spiaggia paradisiaca in cui trascorrere almeno una giornata.

Continuiamo poi per arrivare a Sant’Agata sui Due Golfi, altra tappa imprescindibile del nostro itinerario. Il nome di questa località è un preludio alla bellezza che offrono i suoi panorami che abbracciano sia il Golfo di Napoli che quello di Salerno.

Lasciandoci alle spalle la Penisola Sorrentina e i suoi profumi, possiamo raggiungere Positano, la prima perla della Costiera Amalfitana. Una tappa qui è d’obbligo per passeggiare tra le stradine strette e scoscese, per fermarsi tra negozi e caffè glamour, e per fare il bagno tra acque turchesi che sfiorano le spiagge acciottolate. Gli amanti delle camminate non possono assolutamente perdersi il Sentiero degli Dei, un percorso escursionistico lungo circa 9 km che collega Positano alle altre località costiere e che consente di ammirare il territorio da viste privilegiate.

Prima di lasciare Positano tornate sulla spiaggia per individuare con gli occhi, o più da vicino con un giro in barca, l’arcipelago Li Galli, caratterizzato da tre lembi di terra: Gallo Lungo, La Rotonda e Isola Dei Briganti. Leggenda vuole che queste isole, un tempo, furono dimora di Partenope, Leucosia e Ligia, le tre sirene incantatrici narrate da Omero nell’Odissea. Da qui anche il nome di Terra delle Sirene per riferirsi a questo tratto di costa.

Proseguite poi in direzione Amalfi, non prima di aver sostato a Praiano, Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1997, e aver visitato il Fiordo di Furore, uno dei gioielli più affascinanti dell’intera costiera.

Fiordo di Furore, Costiera Amalfitana
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Fiordo di Furore, tappa imprescindibile per chi visita la Costiera Amalfitana

Poi fate tappa ad Amalfi per scoprire tutte le sue meraviglie. Il Duomo, uno dei complessi monumentali più antichi della zona, con la Basilica del SS. Crocifisso costruita prima dell’anno 833 a.C., i laboratori di carta, tra le più pregiate, artigianali che consentono di riscoprire un antico mestiere che viene tramandato da generazioni e il mare. Diverse le spiagge e le calette segrete da esplorare per tuffarsi nelle mille sfumature di blu che caratterizzano questa costa. Da qui, con un giro in barca, potete anche raggiungere la Grotta dello Smeraldo: un’esplosione di colori e meraviglia che vi lascerà senza fiato.

E poi? Risalite in macchina e proseguite perché ancora tre meraviglie da esplorare: Ravello, Minori e Maiori, tre borghi dal fascino indiscusso che vi faranno innamorare. Si comincia da Ravello, da secoli meta prediletta di poeti, scrittori e attori, che offre panorami mozzafiato sull’intero Golfo grazie alla sua posizione privilegiata. Da visitare le storiche Villa Rufolo e Villa Cimbrone, e i loro giardini, dove il tempo sembra essersi fermato.

Minori e Maiori, che si trovano a brevissima distanza l’una dall’altra, sono perfette invece per rilassarsi tra spiagge dorate, viuzze colorate e profumate e viste indimenticabili.

Le 5 isole più spettacolari della Croazia da vedere almeno una volta

1 juillet 2025 à 11:31

Le isole della Croazia non sono semplici lembi di terra adagiati sull’Adriatico, ma mondi a sé stanti, dove ogni insenatura racconta una storia, ogni borgo ha un’anima antica e ogni sentiero conduce a una sorpresa.

Incastonate tra il blu profondo del mare e il verde brillante della vegetazione mediterranea, regalano esperienze diversissime tra loro: c’è chi viene attratto da baie solitarie in cui rilassarsi lontano dal frastuono, chi sogna di perdersi in borghi di pietra affacciati sul porto, chi cerca la natura più selvaggia o l’euforia delle serate estive.

In questa selezione, andiamo alla scoperta delle cinque isole croate che incarnano al meglio tutto questo, autentici gioielli che meritano di essere vissuti, con lentezza, un’onda alla volta.

5. Biševo, la poesia della luce e del silenzio

Biševo, piccolissima isola al largo di Vis, sembra galleggiare ai margini del tempo, con l’atmosfera placida e la natura selvaggia che la protegge. Si tratta di una delle isole meno abitate e visitate dell’Adriatico, eppure cela un patrimonio naturale che lascia senza fiato: stiamo parlando delle splendide grotte marine, veri capolavori scolpiti dall’acqua e dalla luce.

Tra tutte, spicca la Grotta Azzurra (Modra špilja): entrarvi significa abbandonare per qualche istante la realtà e ritrovarsi in un mondo dove il blu diventa protagonista assoluto. I raggi del sole filtrano attraverso l’acqua, rimbalzano sulle pareti sottomarine e danno vita a bagliori surreali che sembrano provenire da un altro pianeta. Poco più a sud-ovest si trova la Grotta della Foca, un tempo rifugio della foca monaca, oggi un angolo silenzioso in cui ascoltare il respiro del mare.

Ma Biševo è anche terra di sapori. Le colline che si innalzano dolcemente sul mare sono ricoperte di vigneti, da cui nasce il Plavac Mali, un vino robusto e profumato che racchiude in sé tutto il carattere dell’isola.

Le spiagge di Mezoporat, Porat e Salbunara completano un quadro a dir poco idilliaco, mentre la notte cala su un cielo stellato che non conosce confini.

4. Mljet, l’armonia perfetta tra terra e acqua

La verdeggiante isola di Mljet in Croazia
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Veduta panoramica dell’isola di Mljet

Mljet è un rifugio per l’anima su cui la natura domina incontrastata, e lo fa con una grazia che conquista fin dal primo sguardo. L’isola, avvolta da fitte pinete e lambita da un mare cristallino, è un paradiso ancora poco toccato dal turismo di massa.

Il cuore pulsante di Mljet è il suo parco nazionale, un’oasi protetta dove due laghi salati, Veliko e Malo Jezero, si estendono come specchi d’acqua incastonati tra i boschi e il paesaggio ha qualcosa di magico: potete pagaiare in kayak nel silenzio, oppure nuotare nell’acqua salmastra tra le sfumature del verde e del turchese. E poi, al centro del lago più grande, l’isolotto di Santa Maria sorprende con il monastero benedettino, una costruzione medievale sospesa tra storia e natura.

Chi sceglie Mljet lo fa per respirare appieno, per camminare senza fretta, per lasciarsi guidare dai profumi del mirto e del rosmarino che avvolgono i sentieri. E alla fine della giornata, davanti a un piatto di pesce appena pescato, scopre che esiste ancora un modo autentico di viaggiare.

3. Krk, l’anima culturale dell’Adriatico

Krk, o Veglia in italiano, è l’isola che meglio di tutte rappresenta l’equilibrio tra tradizione e modernità: è la più grande dell’Adriatico, collegata alla terraferma da un ponte, eppure mantiene intatta la sua identità. Qui l’eredità storica convive con la vivacità dei villaggi, la natura con la cultura, la spiritualità con il sapore della vita quotidiana.

Camminando tra le vie acciottolate della città di Krk si percepisce l’influenza di secoli di storia e chiese romaniche, antichi conventi e castelli come quello dei Frankopan ne illustrano il glorioso passato. Ma basta spostarsi di pochi chilometri per ritrovarsi immersi nella bellezza incontaminata della baia di Vela Luka o nell’atmosfera mistica della grotta di Biserujka, dalle formazioni calcaree scolpite dal tempo.

Krk è anche un’isola da gustare. Le trattorie tradizionali ( le tipiche kanobe) propongono piatti che parlano del territorio: le šurlice, pasta fatta a mano con sugo d’agnello, e i dolci come presnec e povitica raccontano l’anima più genuina dell’isola.

A Vrbnik, uno dei borghi più affascinanti, potrete assaggiare il vino Žlahtina, un bianco elegante coltivato sulle pendici che guardano il mare.

2. Cres, la bellezza selvaggia dell’Istria

Spettacolare spiaggia dell'isola di Cres in Croazia
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Spettacolare spiaggia dell’isola di Cres

Se cercate la vera essenza della Croazia, Cres (o Cherso) è l’isola che fa per voi: lunga e sottile, sferzata dai venti e protetta da una vegetazione fitta, è una terra di contrasti affascinanti: da un lato la natura primitiva della Tramuntana, dall’altro gli antichi borghi che sembrano scolpiti nella pietra.

Nella parte settentrionale, potreste camminare per ore senza incontrare nessuno, solo alberi secolari e il suono del vento. E se alzate lo sguardo, potreste scorgere il volo silenzioso di un grifone, simbolo alato di questa terra indomita. Più a sud, invece, le scogliere si aprono in calette nascoste, perfette per un bagno in solitudine, mentre la Grotta Blu, nascosta tra le rocce, dona uno spettacolo indimenticabile agli appassionati di immersioni.

Merita una sosta poi Osor, antica città che fu importante sotto la dominazione veneziana, dove i leoni di San Marco scolpiti sui portali, gli stemmi nobiliari, le case in pietra calcarea rievocano quel passato importante.

1. Hvar, dove il sole incontra il glamour

Infine, Hvar è l’isola del sole eterno e dell’eleganza naturale. Con ben 2724 ore di sole all’anno, è la regina luminosa della Dalmazia, una sorta di “Madeira croata” dove ogni stagione sembra estate.

La città di Hvar è la sua vetrina scintillante: boutique di lusso, ristoranti raffinati, yacht ormeggiati nel porto e, di notte, la movida anima le piazze con musica e sorrisi. Tuttavia, esiste anche un’altra Hvar, più intima, quella dei campi di lavanda, delle colline punteggiate di ulivi e vigneti, dei villaggi in pietra immersi nella vegetazione.

Nel cuore dell’isola, montagne e pianure si alternano in un paesaggio vario e fertile, mentre lungo la costa ogni ansa nasconde una spiaggia da cartolina, dove il mare cristallino invita a tuffarsi.

A Stari Grad, uno dei più antichi insediamenti del Mediterraneo, la storia greca rivive tra i resti archeologici e le vigne della piana coltivata, riconosciuta come patrimonio UNESCO.

Dove vedere l’aurora boreale? I luoghi migliori

4 juin 2025 à 17:40

Partire significa andare a caccia di meraviglie, scoprire il mondo, esplorarlo, ma anche lasciarsi affascinare dalla natura, dalle sue magie, uniche e preziose, di quelle che levano il fiato.

Ed è quello che fanno tutti coloro che scelgono di fare le valigie inseguendo le aurore boreali, incredibili manifestazioni del cielo, che lasciano senza fiato con le loro luci colorate e luminose che assumono forme differenti incendiando di fascino e meraviglia la volta celeste.

Ci sono diversi lughi da raggiungere per poterle ammirare con i loro occhi, si trovano vicine ai poli e in diversi Paesi del mondo. Le luci del nord sono particolarmente suggestive anche perché per vederle in genere ci si deve dirigere lontani dalle luci artificiali, quindi dai centri abitati, immergendosi nelle aree rurali. Lì, a stretto contatto con la natura, si deve rivolgere lo sguardo verso il cielo e avere la pazienza di attendere che avvenga la magia delle luci che danzano. Ecco i sette Paesi del mondo dove è più facile avere la fortuna di vedere l’aurora boreale.

Islanda, a caccia dell’aurora boreale

Terra di incredibile bellezza, che regala paesaggi mozzafiato grazie a una natura selvaggia e straordinaria e ai suoi paesaggi cesellati dal tempo e dagli agenti atmosferici, l’Islanda è anche una delle mete migliori per poter andare a caccia di aurore boreali, complici le lunghe notti e la vicinanza al Polo Nord. Il periodo indicato è quello che va da settembre ad aprile, in particolare tra novembre e febbraio e le mete specifiche sono davvero tante, basti sapere che è capitato che le luci del nord di vedessero addirittura da Reykjavik, la capitale.

Ma è allontanandosi da questo grande centro abitato, e dalle zone con maggiore inquinamento luminoso, che ci sono ancora più opportunità di lasciarsi ammaliare dal fascino di queste incredibili luci colorate che danzano nel cielo restituendo delle vere e proprie opere d’arte destinate a svanire.

Ci sono davvero tantissimi tour che propongono l’esperienza e le zone da tenere in considerazione sono numerose. Ad esempio, ci si può dirigere verso la foresta di Heiðmörk, vicinissima alla capitale, oppure raggiungere il Parco Nazionale di Thingvellir che si trova nella zona sudoccidentale dell’isola ed è un’area naturale protetta iscritta nei patrimoni dell’Umanità Unesco. Senza dimenticare un centro urbano: si tratta di Hella, cittadina che si trova a circa 90 chilometri da Reykjavik.

Spingendosi verso nord, poi, si può arrivare ad Akureyri, nota anche come Città del sole di mezzanotte, le zone limitrofe sono destinazioni perfette per vedere l’aurora boreale, che non è mai garantita essendo un fenomeno naturale. Esistono però dei siti ufficiali da tenere monitorati per seguire le condizioni meteo e le attività delle aurore boreali.

Islanda: Hella dove vedere l'aurora boreale
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Viaggio in Islanda a Hella per vedere l’aurora boreale

Finlandia, uno dei posti dove vedere le luci del Nord

Da fine agosto ad aprile la Finlandia del nord regala la magia dell’aurora boreale ai suoi visitatori, soprattutto in Lapponia dove si stima sia visibile per circa 200 notti all’anno. Il consiglio è il seguente: maggiormente si sale verso il Polo più si avrà l’opportunità che le luci incendino il cielo con la sua suggestione.

Servono notti buie, distanza dalle città e dai centri abitati e il periodo giusto dell’anno, per cogliere al volo la fortuna di vederle. Tra i suggerimenti vi è quello di trovare una zona aperta, di immergersi nella natura e di attendere il momento in cui il cielo è sereno (monitorando il meteo). Poi non si deve fare altro che lasciare che la magia avvenga.

È bene sapere che esiste una pagina su Internet – a cura dell’Istituto meteorologico finlandese – con le previsioni in merito alle luci del nord.

La Lapponia è la regione più settentrionale della Finlandia e qui la natura è meravigliosa, oltre a essere un posto che offre la possibilità di vivere esperienze uniche. Tra le tante vale la pena ricordare che è qui che si trova Rovaniemi, dove si può visitare la casa di Babbo Natale, ma anche dove si può attraversare il Circolo Polare Artico e rimanere incantati dall’aurora boreale che colora il cielo notturno. Una destinazione unica.

Finlandia: l'aurora boreale
Fonte: iStock
Finlandia: dove vedere l’aurora boreale

Svezia, le destinazioni migliori per l’aurora boreale

Anche la Lapponia svedese è una delle destinazioni più gettonate per vedere l’aurora boreale. Il momento giusto è il periodo che va da settembre a marzo.

La cittadina di Kiruna è una meta da tenere in considerazione dai viaggiatori che raggiungono la Svezia alla ricerca di aurore boreali: ha un territorio molto vasto che si estende oltre l’area urbana, inoltre ha una grande peculiarità, quella di essere in movimento. La ragione è semplice: è in atto una trasformazione e ricollocazione urbana, che prevede che il centro venga spostato di tre chilometri a est.

All’interno del suo territorio vi è il parco nazionale Abisko dove arrivano tantissime persone attratte dalla possibilità di ammirare l’aurora boreale, anche perché qui vi è quello che viene definito “buco blu” o “blue hole”, un fenomeno meteo grazie al quale il cielo è spesso limpido: lo scenario perfetto per vedere le luci del nord. E sempre nella medesima location vi è anche l’Aurora Sky Station di Abisko posto a mille metri di altitudine, circa, sul monte Nuolja.

Abisko in Svezia: l'aurora boreale
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Abisko in Svezia per ammirare l’aurora boreale

L’aurora boreale in Norvegia: dove andare

Da fine settembre a fine marzo la Norvegia diventa la destinazione di coloro che vogliono vedere l’aurora boreale. Basta dirigersi nella zona più settentrionale del Paese, lì dove fiordi e montagne regalano una scenografia mozzafiato, ma dove non mancano centri urbani di dimensioni differenti, una cultura autentica e spazi in cui sentirsi davvero lontano da tutti e da tutto.

E la meraviglia delle luci del nord non è l’unica attrattiva della zona che offre tantissimo a tutti coloro che sono alla ricerca di cultura locale e di attività nel mezzo della natura.

Tra le località suggerite vi è Tromso, una delle mete più interessanti per vedere il fenomeno, oppure il vicino lago di Prestvannet o altre località limitrofe. È importante sapere che esistono diversi tour per tutti i gusti.

In alternativa si può scegliere Bodo la “capitale” del Nordland norvegese, location molto interessante con tante meraviglie da scoprire. Ed è qui che vi sono speciali panchine per vedere la danza delle luci nel cielo. Da segnare anche le isole Lofoten o le Vesteralen, queste ultime sono una tappa “obbligata” anche per coloro che sognano di vivere l’esperienza del whale watching.

Norvegia: l'aurora boreale a Tromso
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Norvegia: l’aurora boreale a Tromso

La Scozia delle luci del nord

Nel nord della Gran Bretagna, nella parte più settentrionale della Scozia, l’autunno e l’inverno sono le stagioni ideali per ammirare le luci del nord.

Ci sono alcune località indicate per avere più opportunità di non perdersi il fenomeno. Ad esempio, le isole Ebridi, qui viene consigliato di dirigersi a Lewis, Harris e sulla punta più a nord di Skye. Da non perdere anche Shetland, Orcadi e Caithness, ma anche le due coste orientale e occidentali. In particolare, nella seconda area, si possono raggiungere località come Applecross e Lochinver.

Scozia Aurora boreale a Skye
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Aurora boreale a Skye in Scozia

Alaska, nelle terre selvagge alla ricerca dell’aurora boreale

Usciamo dall’Europa e ci dirigiamo in America del Nord, negli Stati Uniti. In particolare in Alaska terra da scoprire che evoca avventure indimenticabili. Qui vi è una delle mete più apprezzate per cercare l’aurora boreale, si tratta di Fairbanks, nota anche con il nome di Golden Heart City. Il periodo migliore per raggiungerla è quello che va dal 21 agosto al 21 aprile e qui si possono vivere esperienze indimenticabili come quella di una gita nel mezzo della natura a bordo di una slitta trainata da cani, oppure visitare musei e luoghi in cui entrare in contatto con la cultura e la storia del posto.

Anchorage, poi, è un’altra meta interessante: è stata definita una delle città più vivibili degli Stati Uniti, è immersa in una zona dotata di una natura straordinaria e da qui si può partire per andare alla ricerca dello spettacolo delle luci che danzano nel cielo.

Location imperdibili anche per entrare in contatto con un Paese estremamente affascinante e in cui la natura è incontaminata.

Aurora boreale Fairbanks Alaska
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Aurora boreale a Fairbanks in Alaska

Canada, i posti imperdibili per vedere le luci che danzano nel cielo

Quando si programma un viaggio spesso ci sono più ragioni che concorrono alla decisione della meta finale. E il Canada è uno di quei Paesi del mondo che ne offre davvero tante: il suo territorio regala paesaggi di incredibile bellezza, in cui la natura offre alcuni scenari maestosi, con le sue foreste, le montagne e senza dimenticare le praterie, ma anche i centri urbani e la cultura locale.

E qui si può assistere anche alla magia delle luci danzanti nella volta celeste, sfumature cangianti e meravigliose che impreziosiscono il cielo.

Ma dove vedere l’aurora boreale in Canada? Una delle aree più interessanti si trova nella zona nord-ovest ed è il Yukon con i suoi paesaggi che fanno sentire nel mezzo della natura più selvaggia. Si tratta di una zona non molto abitata, per questo è l’ideale per assistere all’aurora boreale, ma anche per sentirsi parte di un viaggio avventuroso.

Poi vi è Churchill nella provincia Manitoba, è la capitale mondiale dell’orso polare ed è un piccolo centro abitato, ma particolarmente interessante per tutti coloro che vogliono vedere le luci del nord che qui stupiscono per la maggior parte dell’anno e, in particolare, a gennaio, febbraio e marzo.

Da non perdere anche la zona di Yellowknife, che si trova nei territori del Nord-Ovest a circa 400 chilometri a sud del Circolo Polare Artico. Da raggiungere soprattutto in autunno e in inverno, anche se non mancano avvistamenti nel periodo estivo.

Luoghi speciali, sparsi per il mondo, che offrono a chi li raggiunge la possibilità di vivere un’esperienza di quelle che resteranno per sempre tra le più preziose: la vista dell’aurora boreale.

Canada: aurora boreale a Yellowknife
Fonte: iStock
Canada: lo spettacolo dell’aurora boreale a Yellowknife

Salar de Uyuni, la più grande distesa salata del mondo

23 mai 2025 à 23:04

Un’infinita distesa di meraviglia, che ci fa sentire come se fossimo su un altro pianeta.

Un luogo surreale, incredibile, maestoso e sconfinato: è il Salar de Uyuni, la più grande distesa salata del mondo, un paesaggio in cui domina il bianco accecante e che regala la sensazione di essere senza fine. Ancora più magico quando con l’acqua si trasforma in un enorme specchio che riflette il cielo.

Raggiungerlo è un’esperienza che toglie il fiato: siamo in Bolivia e il Salar de Uyuni si trova a oltre 3600 metri di altitudine. Ed è un sogno da cui non ci si vuole più svegliare.

Salar de Uyuni, dove si trova

La Bolivia è un Paese del Sud America estremamente affascinate, che invita alla scoperta per conoscere una cultura lontana, ma anche paesaggi mozzafiato e unici nel loro genere. Proprio come il Salar de Uyuni che si trova nell’altipiano andino meridionale, a oltre 3600 metri di altitudine e abbraccia due dipartimenti: Potosi e Oruro. È immenso, basti sapere che la sua estensione è di oltre 10,500 chilometri e che lo si può individuare persino dallo spazio.

Sempre per rimanere legati ai numeri è bene sapere che qui pare ci siano circa 10 miliardi di tonnellate di sale, mentre sotto si nasconde un vero e proprio tesoro: il litio.

Si trova vicino a una zona di confine, quella che divide la Bolivia con il Cile e, il medesimo Paese con l’Argentina: facilissimo da raggiungere da La Paz, la distanza non è così breve ma affrontarla è un modo per conoscere meglio l’anima e i luoghi che si attraversano.

I tour per visitare questo ampio deserto di sale possono durare da uno a più giorni, ci si sposta su macchine ed è il mondo migliore per lasciarsi ammaliare da tutta la meraviglia che suscita il Salar de Uyuni: abiti pesanti e sacco a pelo sono molto utili se ci si ferma a dormire dal momento che, se le giornate sono molto calde, le notti possono essere fredde con temperature che scendono anche a meno 15.

Prima di arrivarvi, poi, è anche bene prendere confidenza con l’altitudine per non rischiare di sentirsi poco bene.

E, infine sarebbe sbagliato pensare che ci siano poche cose da vedere nella zona, perché la meraviglia è appena iniziata ed è pronta ad affascinarci.

Da dove partire: le due location

Il punto di partenza, o di fine in base al luogo da cui prende via l’esplorazione, non può che essere quello che viene definito il cimitero dei treni che testimonia l’antico passato della cittadina di Uyuni come snodo ferroviario. Oggi si possono ammirare i coinvolgi abbandonati su cui i venti di carichi di sale hanno impresso il loro passaggio.

Da non perdere anche il villaggio di Colchani, si trova a soli 20 chilometri ed è celebre per la lavorazione del sale; infatti qui si può visitare una salina e scoprire la lavorazione. Oltre ad acquistare dei bei souvenir.

L’esperienza imperdibile quando si visita Salar de Uyuni

Una gigantesca distesa bianca, che sembra protarsi all’infinito e rendere quasi difficile riuscire a orientarsi: visitare il Salar de Uyuni regala la sensazione di vivere nel nulla e contemporaneamente di essere profondamente connesso con la natura.
E se il bianco è accecante e straordinario, la vera magia avviene soprattutto durante la stagione delle piogge, ovvero da dicembre a marzo, quando un sottile strato di acqua trasforma questo spazio in un enorme specchio che riflette il mondo intorno.

Salar de Uyuni Bolivia: l'esperienza
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L’esperienza più magica a Salar de Uyuni in Bolivia

Isla Incahuasi, l’isola nel cuore della più grande salina al mondo

Tra le caratteristiche più incredibili di questo luogo, uno di quei posti che sorprende al primo sguardo, vi è Isla Incahuasi. Si tratta di un affioramento roccioso con una grandezza di circa 24,62 ettari e sulla sua superficie si incontrano piante di cactus di grandi dimensioni. E poi da qui la vista spazia sull’immensa distesa bianca e già solo per questa ragione è uno dei luoghi da raggiungere.

Le lagune colorate per fare il pieno di bellezza

Sono quattro le lagune che si possono ammirare lì e nella zona. Una di queste è la Laguna Hedionda, un lago salato (il contenuto salino è del 66-80% e ha una profondità di poco meno di 30 centimetri) dove si possono incontrare fenicotteri rosa e bianchi, ma prevalgono i secondi. A rendere il paesaggio meraviglioso le montagne sullo sfondo.

Sempre nella zona vi sono la Laguna Verde e la Laguna Blanca, ai piedi del vulcano Licancabur. Il primo ha un colore delle acque favoloso: proprio come quello di uno smeraldo. Separata da un sottile strato di terreno vi è la laguna Blanca, con l’acqua di questo sorprendente colore.

E poi la Laguna Colorada che viene inserita nei tour di più giorni del Salar de Uyuni, con il suo colore rosso acceso. Qui si possono ammirare tantissimi fenicotteri.

Le altre tappe dei tour per esplorare Salar de Uyuni

I tour toccano moltissime altre location della zona, posti spettacolari e magnifici come la Valle de Rocas, che si estende per circa 16 chilometri e si trova nella Riserva Nazionale Andina Eduardo Avaroa, qui ci sono rocce dalle forme stravaganti che sono nate a causa dell’attività vulcanica. Da non perdere anche la particolarissima e celebre Arbol de Piedra.

E poi Sol de Mañana, area geotermica di 10 chilometri quadrati in cui ci si imbatte in geyser, con getti di vapore fino a 15 metri, e pozze di fango bollente. Si trova a quota 4850 metri di altezza. E per finire meritano una tappa anche le Terme di Polque, le cui acque hanno una temperatura di 29 gradi e sono un vero toccasana, oltre a essere un’esperienza da provare.

Salar de Uyuni Bolivia: le tappe
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Salar de Uyuni Bolivia: le tappe di tour

Le leggende legate al Salar de Uyuni

Come tutti i luoghi più magici e straordinari del mondo, anche questo ha dato vita a storie. Ci sono tante leggende che hanno provato a spiegare in un tono un po’ fiabesco e mitologico la nascita di questa immensa salata.

Salar de Uyuni, secondo una di queste, ha preso vita grazie ai giganti Kusina, Kusku e Tunupa (si chiamano come le montagne della zona): Tunupa e Kusku erano sposati, ma lui ha tradito lei con Kusina. Sarebbero state proprio le lacrime salate di Tunupa, causate dal dolore, a creare questo deserto di sale. Un’altra, invece, narra che qui vi fossero buchi che inghiottivano le persone.

La verità è che questo luogo dall’aspetto così incredibile nella Preistoria era un lago, che raccoglieva tutta l’acqua della zona, poi evaporata dando vita a Salar de Uyuni

Salar de Uyuni è un luogo magico, così come è favoloso tutto il contorno fatto di tante tappe meravigliose e che renderanno questa vacanza indimenticabile. Senza dubbio è uno di quei posti al mondo in cui la meraviglia del paesaggio cesellato dalla natura basta da sola per creare uno scenario di straordinaria bellezza.

Ed è una delle tappe imperdibili per chi sogna di andare alla scoperta del Sud America e della Bolivia.

Salar de Uyuni in Bolivia: leggende e miti
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Salar de Uyuni in Bolivia: le leggende di un luogo incredibile

Alla scoperta dei gargoyle, le inquietanti sentinelle delle cattedrali

12 mai 2025 à 16:50

Girovagando per il mondo, può capitare di imbattersi in maestose cattedrali, imponenti costruzioni e incredibili monumenti. Ognuna di queste strutture ha sue caratteristiche distintive, mentre molte altre hanno in comune la presenza di statue particolari, per alcuni aspetti persino grottesche e/o spaventose. Parliamo dei gargoyle, figure di mostri, demoni e creature fantastiche con occhi di pietra e bocche spalancate. Sembrano appartenere a un mondo lontano, quasi uscito da un sogno, ma nonostante ciò sono messe a decorare alcune antiche meraviglie con degli scopi ben precisi: proteggere, scacciare il male e raccontare storie antiche.

Oltre a essere delle sculture di pietra, infatti, sono creature magiche, al punto che nelle fiabe, nei cartoni animati e nei racconti popolari, sono spesso protagonisti di storie misteriose e avventurose. Ma dove è possibile avvistarli?

La storia dei gargoyle e cosa sono

Bisogna fare un salto indietro nel tempo, e più precisamente nel Medioevo, per scoprire le vere origini dei gargoyle: risalgono a più o meno il XII secolo, quando i maestri d’opera delle cattedrali gotiche cercavano soluzioni per proteggere gli edifici dalle intemperie. Il motivo di questa ricerca era molto semplice: le alte torri e i tetti inclinati delle cattedrali erano facilmente vulnerabili alle infiltrazioni d’acqua. Fu così che si scelse di “dar vita” ai gargoyle, dei veri e propri canali di drenaggio in quanto l’acqua piovana scorreva attraverso le loro bocche spalancate, per poi essere scaricata lontano dalla base delle strutture.

Ma perché fu scelta proprio questa bizzarra forma? La verità è che i gargoyle racchiudono un simbolismo religioso poiché, in quel periodo storico, la paura del male e dei demoni era molto radicata. Queste statue, con le loro sembianze mostruose, fungevano quindi da guardiani spirituali che tenevano lontani gli spiriti maligni e proteggevano i fedeli all’interno delle chiese e cattedrali.

Nel Rinascimento e nel Barocco (pur con un allontanamento netto dall’architettura gotica), i gargoyle rimasero a decorare le chiese e le cattedrali su cui già si trovavano, anche se la loro funzione pratica iniziò a essere meno necessaria grazie agli sviluppi nelle tecniche di costruzione e drenaggio. Nei secoli successivi – in particolare con il movimento neogotico – tornarono in auge come elementi decorativi e simbolici, spesso reinterpretati in chiave romantica o fantastica, contribuendo a dare un fascino misterioso e sinistro a chiese e castelli.

Fu a partire dal XX secolo che trovarono persino una nuova vita nell’immaginario collettivo, soprattutto grazie ai cartoni animati e alle fiabe. Film, serie Tv e storie per bambini hanno spesso rappresentato i gargoyle come esseri che si animano durante la notte, diventando protettori della città o partecipando a storie di avventura e mistero. Vi basti pensare al film Disney “Il Gobbo di Notre Dame” (1996), dove i  gargoyle non sono solo elementi decorativi, ma anche personaggi veri e propri, amici immaginari (o forse reali?) del protagonista Quasimodo.

Gargoyle, Parigi
Fonte: iStock
Alcuni dei gargoyle di Parigi

A cosa servono

Come abbiamo accennato poco sopra, i gargoyle non sono solo bizzarre sculture che si affacciano dalle cattedrali di diverse città del mondo, sono anche guardiani silenziosi di un tempo antico, nati per proteggere e stupire.

Sbucano anche oggi tra i tetti con le fauci spalancate e lo sguardo fisso sull’orizzonte, pure se in passato servivano per convogliare l’acqua piovana lontano dalle pareti, evitando danni alle strutture. Contemporaneamente, incarnavano anche una missione simbolica: tenere lontani gli spiriti maligni, ammonire i peccatori e rendere viva – quasi teatrale – l’esperienza di chi alzava lo sguardo verso il cielo.

Oggi la loro funzione primaria (scaricare l’acqua) non esiste praticamente più grazie al progresso ingegneristico, eppure questi mostriciattoli sono ancora lì, aggrappati ai tetti delle grandi chiese, ai bordi dei castelli o incastonati in facciate maestose.

Attualmente sono solo testimoni silenziosi del passato, richiami visivi di un tempo in cui arte, religione e funzionalità si fondevano in un’unica forma scolpita. Meraviglie da ammirare e da cui carpire tutto il fascino e il simbolismo che per secoli hanno incarnato.

Dove si trovano

Queste figure intagliate (che in italiano si chiamano gargolle o garguglie) si trovano in tutto il mondo anche se, nella realtà dei fatti, la loro massima concentrazione è in Europa, ovvero dove l’architettura gotica è nata e si è sviluppata.

I gargoyle nel mondo

L’architettura neogotica ha portato i gargoyle anche in America, Australia e molte altre realtà al di fuori del Vecchio Continente:

  • Stati Uniti: la Washington National Cathedral ha decine di gargoyle moderni, mentre università come Yale, Princeton e Chicago li usano come simboli accademici, ma con ironia. Ci sono poi alcuni grattacieli storici di New York, come il Woolworth Building, che li mostrano reinterpretati in chiave moderna.
  • Australia: alcune chiese anglicane ed edifici pubblici neogotici (soprattutto a Melbourne e Sydney) hanno gargoyle in stile britannico.
  • Canada: presenti nelle università storiche e sulle cattedrali di Toronto e Montreal.
  • Giappone: alcuni architetti neogotici del XX secolo hanno usato gargoyle nelle loro opere, a volte mescolandoli con demoni dello shintoismo.
  • Argentina (Buenos Aires): molti edifici in stile europeo, soprattutto nel quartiere di Recoleta, presentano elementi gotici.
  • Messico: chiese coloniali e università hanno a volte adattamenti locali di gargoyle, con influenze azteche e barocche.
  • India: durante il periodo coloniale britannico sono stati costruiti edifici neogotici, come la Chhatrapati Shivaji Terminus (ex Victoria Terminus) a Mumbai, che hanno gargoyle ispirati al gotico europeo ma con tratti locali.
  • Filippine: nelle vecchie chiese coloniali si trovano forme simili, spesso miste a motivi ispanici e locali.
  • Sudafrica: in città come Cape Town o Pretoria, l’influenza coloniale britannica ha portato chiese e università neogotiche con gargoyle.
  • Egitto e Nord Africa: meno comuni, ma presenti in edifici costruiti dagli europei nel XIX secolo (in particolare francesi).
Gargoyle, New York
Fonte: iStock@AlexandreFagundes
Alcuni gargoyle tra i grattacieli di New York

I gargoyle in Europa

Il nostro continente è praticamente la culla di queste curiose creature, in quanto è qui che sono nate come statue (principalmente) di pietra:

  • Francia: Notre-Dame de Paris, la cattedrale con i gargoyle più famosi al mondo (anche grazie al film Disney), Cattedrale di Chartres, Rouen, Amiens, Reims, veri musei a cielo aperto di creature scolpite. Anche diversi castelli e abbazie medievali li possiedono.
  • Regno Unito: York Minster e Durham Cathedral sono esempi gotici e neogotici pieni di gargoyle, spesso molto grotteschi o caricaturali. Poi le università di Oxford e Cambridge, con mostriciattoli satirici o umanizzati.
  • Germania: presso la Cattedrale di Colonia, una delle più alte del mondo, chiese a Ulma, Friburgo, Monaco e diversi castelli.
  • Spagna: nelle cattedrali di Burgos, Toledo, Siviglia, Barcellona (intendiamo la mestosa la cattedrale gotica, non la Sagrada Família).
  • Belgio: in più cattedrali, ovvero quelle di Bruxelles, Anversa, Gent e Bruges che sono caratterizzate da architettura gotica fiamminga con gargoyle decorativi e funzionali.
  • Paesi Bassi: in chiese gotiche come la Domkerk di Utrecht, spesso meno spaventosi ma artisticamente notevoli.
  • Repubblica Ceca: Cattedrale di San Vito a Praga, una delle più ricche di figure grottesche e animali fantastici, in edifici religiosi e castelli medievali di alcune città minori
  • Austria: a Vienna presso Stephansdom, la cattedrale principale della città.
  • Ungheria: si trovano nella Matthias Church di Budapest.

I gargoyle in Italia

Nel nostro Paese i gargoyle non sono così numerosi come in altre parti d’Europa, ma nonostante questo non mancano esempi affascinanti, legati di frequente a chiese, cattedrali e castelli medievali o gotici:

  • Duomo di Milano: le guglie gotiche della cattedrale sono ricche di gargoyle scolpiti che, oltre alla funzione decorativa, in passato avevano anche il compito di scaricare l’acqua piovana.
  • Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Firenze: nella facciata e nelle torri si possono trovare alcuni (anche se pochi) gargoyle che rappresentano figure mostruose, fantastiche o mitologiche.
  • Cattedrale di Orvieto: sono posti lungo il tetto, mescolandosi con le altre sculture e dettagli architettonici che decorano la facciata.
  • Castello di Fenis, Valle d’Aosta: con una serie di gargoyle intagliati nelle pareti esterne.
  • Cattedrale di San Lorenzo, Genova: ce ne sono alcuni che spuntano sopra le guglie e le torri.
  • Cattedrale di Ferrara: alcune creature “mostruose” decorano la sua facciata e le sue guglie.
  • Duomo di Vercelli, Piemonte: anche in questo caso sono sulle guglie e sulle strutture esterne.
Gargoyle, Milano
Fonte: iStock@brunocoelhopt
Uno dei gargoyle del Duomo di Milano

Billund la città danese che vive nel magnifico mondo dei Lego

7 mai 2025 à 19:22

Questa è la meta ideale per tutti coloro che sono appassionati dei celebri mattoncini colorati; infatti, a Billund si trova la sede della Lego, ma anche un parco a tema.

Ci troviamo nella Danimarca Meridionale, nel cuore della penisola dello Jutland e qui ci imbattiamo questo centro abitato non troppo grande ma molto apprezzato dai turisti.

Un luogo facilmente raggiungibile e ricco di possibilità: cose da fare e da vedere, che meritano qualche giorno di tempo. Quindi questa destinazione è la tappa ideale per chi decide di viaggiare alla scoperta della Danimarca e di alcune delle sue meraviglie più interessanti.

Viaggio a Billund la città della Lego, per esplorare tutte le sue ricchezze.

Perché è conosciuta come la città dei Lego

Un tempo Billund era un piccolo paese, pare che intorno al 1800 fossero presenti otto fattorie, di cui una era una locanda. È verso la fine di quel secolo che viene eretto il primo mulino a vento, poi distrutto e ricostruito nel 1897 in perfetto stile olandese. È il medesimo periodo in cui viene realizzata la ferrovia. Ma l’anno della svolta per questo luogo è databile al 1916, quando Ole Kirk Christiansen compra una fabbrica di mobili, ma non si limita a questo e decide di investire: ad esempio realizza un caseificio e fa erigere una chiesa.

Poi inizia a costruire giocattoli, prima con scarti e in seguito dando vita a una produzione vera e propria. È il 1932, nel 1934 a Billund nasce la Lego. E inizia la storia di un marchio che ha conquistato intere generazioni di bambini ma anche di adulti. Sono anni importanti per la città che si espande e  vede nascere acquedotti, palestra e municipio.

I celebri mattoncini iniziano a essere realizzati nel 1949. Ed è forse anche grazie a loro che questa cittadina ha continuato la sua crescita nonostante la chiusura della ferrovia.

Oggi qui vi è Legoland, uno dei parchi di divertimento del marchio, ma anche un aeroporto e tante altre cose da vedere e da fare.

Legoland Billund
Fonte: iStock
La scritta di Legoland a Billund

Billund, Legoland e non solo

È vero che Billund è la città dei Lego, ma non è solamente quella. Però non si può iniziare un’esplorazione di questo luogo senza partire da una delle sue meraviglie più importanti, ovvero Leogoland il parco di divertimenti a tema con tantissime attrazioni per tutti i gusti. Tra quelle imperdibili vi è Miniland, dove sono stati riprodotte città ed edifici famosi utilizzando oltre 20milioni di mattoncini.

Un’altra esperienza divertentissima per i più piccoli riguarda la patente: infatti dai 6 ai 13 anni si può imparare a guidare nel traffico, fare rifornimento di benzina e lavare il proprio mezzo. Alla fine, si riceve la prima patente. Per vivere questa avventura bisogna fare un biglietto a parte.

Sempre a tema c’è un’altra tappa imperdibile in città. Si tratta della Lego House, che si sviluppa su 12mila metri quadrati in cui si trovano circa 25milioni dei mattoncini colorati, cascate, animali e piante giganti, con esperienze pensate per grandi e per piccini.

Oltre ai Lego, il parco acquatico

C’è da dire che Billund è davvero una meta perfetta per tutti coloro che vogliono divertirsi e trascorrere giornate allegre e ricche di cose da fare e da scoprire.

E una delle tappe da inserire nel viaggio è quella a Lalandia dove si trova un parco acquatico composto da scivoli, piscina con onde, vasche idromassaggio e molto altro. E si trova vicinissimo a Legoland: la zona giusta, quindi, per fare il pieno di meraviglia.

Orsacchiotti mania, il posto giusto è questo

A poca distanza da alcune delle attrazioni della cittadina si trova anche un altro luogo intriso di magia e fascino: si tratta del Teddy Bear Art Museum, dove si trovano oltre 1200 orsacchiotti che fanno parte della collezione di Gunhild Kirk Johansen. Vi sono pezzi antichi e altri più moderni e presenta, quello che sembra come un semplice gioco di peluches, come un oggetto di design. Si tratta della location giusta sia per grandi che per piccini.

Il museo si trova in quella che è stata la casa privata di Godtfred Kirk Christiansen, figlio dell’inventore dei mattoncini e a lungo amministratore delegato del gruppo. A completare tutto un bellissimo giardino che si estende su oltre 10mila metri quadrati

Lego House Billund
Fonte: iStock
La Lego House a Billund

Cosa vedere nella cittadina

Girare per qusta cittadina danese è un’esperienza da provare, perché ci sono alcune architetture interessanti e perché permette di immergersi nella cultura e nella bellezza di questo Paese europeo.

Tra le strutture da raggiungere vi è la Løvehuset, o Lion House, dove iniziò l’attività di falegname di Ole Kirk Christiansen. All’esterno è stata posta una targa commemorativa per ricordare colui che ha inventato il gioco preferito di tantissimi bambini (e adulti). Vi è poi un centro civico che raccoglie tante realtà culturali, a partire dalla biblioteca, per aggiungere teatro, archivio storico, scuola di musica e molto altro.

Cosa vedere e fare intorno a Billund

Oltre a esplorare la città e le sue tante attrazioni, vale la pena conoscere anche i dintorni e vivere esperienze capaci di crearsi un posto privilegiato tra i nostri ricordi di viaggio.

A meno di mezz’ora d’auto si trova – ad esempio – Jelling dove fare un vero e proprio salto indietro nel tempo alla scoperta delle tradizioni e del passato più remoto della zona. Sito Unesco, questo luogo durante l’epoca vichinga è stato molto importante. Oggi vi si possono ammirare la chiesa, i tumuli e le pietre runiche, considerate il “certificato di battesimo” della Danimarca.

Vejle, poi, è la destinazione ideale per chi ama l’architettura contemporanea e la natura: qui infatti si trovano entrambi. La città, che ha origini antiche, si sviluppa alla fine di un fiordo e regala tantissime cose da vedere. Da segnalare, ad esempio The Wave: uno dei simboli cittadini, si tratta di edifici di tipo residenziale composti da cinque onde, ognuna delle quali ospita 20 appartamenti dislocati su nove piani. Oppure Fjordenhus, un incredibile struttura sull’acqua realizzata da Olafur Eliasson.

Nella zona di Billund non manca la possibilità di fare delle belle escursioni e di immergersi nella meraviglia dell’ambiente circostante. Quindi può essere il perfetto punto di partenza per un viaggio tra natura, divertimento, cultura locale, ma anche tradizioni.

Celebre edificio a Vejle in Danimarca
Fonte: iStock
Uno dei celebri edifici a Vejle in Danimarca

Come arrivare a Billund

Come detto, Billund è una cittadina dotata di un comodo aeroporto quindi ci si può arrivare in aereo anche dall’Italia, magari con uno scalo (bisogna verificare le varie compagnie). Comunque si può raggiungere anche dalla capitale Copenaghen, muovendosi da una all’altra sia con i mezzi pubblici che con l’auto. Con quest’ultima ci si impiegano 2 ore e 40 minuti circa.

Senza dubbio le stagioni migliori per raggiungere la zona sono primavera ed estate, comunque vale sempre la pena vedere quando è aperto Leogaland per poter essere certi di arrivare nel momento giusto.

La gita scolastica: diritti e doveri degli studenti

3 avril 2025 à 16:12

In primavera gli studenti italiani si accingono a vivere uno dei momenti più attesi dell’anno: la gita o, ancora meglio, il viaggio di istruzione. Che duri un giorno, oppure di più, non importa, la cosa fondamentale da sapere è che esistono delle regole a cui attenersi per l’organizzazione e per chi partecipa.

Oltre a questo, è anche potrebbe essere previsto anche per il 2025 un Bonus Gita Scolastica per fare in modo che anche i figli di famiglie in difficoltà possano accedere a questo momento fondamentale sia dal punto di vista formativo che sociale, dal momento che aiuta a costruire una propria personale autonomia.

Ma quali sono i diritti e i doveri degli studenti? E la normativa a cui fare riferimento per la programmazione della gita?

I diritti e i doveri degli studenti in gita scolastica

Spesso si confondono i viaggi di istruzione con una vacanza e forse questo è il punto su cui bisogna maggiormente focalizzarsi quando si parla di gita scolastica sia in Italia che nel resto d’Europa. Il primo dovere, infatti, è quello di considerare questo appuntamento tanto atteso – che può durare uno o più giorni – come un ulteriore momento formativo e non come – solo –  come una parentesi ludica.

Quindi bisogna attenersi alle regole degli insegnanti, seguire ciò che viene detto e rispettare le richieste e gli altri. La gita scolastica è un momento integrante dell’offerta formativa, è importante per la socializzazione e si può articolare in tante attività diverse. Che gli studenti devono seguire con attenzione.

Tra i diritti quello di tutti gli studenti di partecipare, in maniera inclusiva, salvo specifici casi che possono sorgere per motivi disciplinari in casi davvero estremi.  Un altro diritto è quello alla sicurezza che deve essere garantito dalla scuola mentre si svolgono tutte le attività, compresi i viaggi di istruzione.

La normativa per chi organizza

L’autonomia delle scuole e come è regolamentata vengono stabiliti dal DPR 275/1999: quindi ogni norma precedente può fungere da linee guida, compresi gli articoli del D.lgs. n. 297/1994, decreto che sottolinea che l’organizzazione dei viaggi di istruzione e visite guidate deve tenere conto dei criteri definiti dal Collegio dei docenti quando si programma l’azione educativa e dal Consiglio di istituto o di circolo quando organizza e programma la vita e l’attività della scuola.

I docenti accompagnatori hanno l’obbligo di vigilare e la scuola potrebbe dotarsi di un regolamento per quanto riguarda la sorveglianza, ma non è obbligatorio per gli insegnanti prendervi parte, dal momento che rientra tra quelle attività per loro facoltative.

Per quanto riguarda il numero di docenti a stabilirlo era la Circolare Ministeriale n. 291/1992, che può ancora essere eventualmente presa come riferimento nonostante non sia più prescrittiva, detto questo il numero era di un insegnante per 15 studenti.

Il Bonus, cosa prevede per le gite scolastiche

Dovrebbe essere disponibile anche per il 2025 l’apposito Bonus per le gite scolastiche che dovrebbe essere destinato agli studenti iscritti alle scuole statali secondarie di secondo grado, che abbiano un Isee fino a 15mila euro. Il contributo a cui si dovrebbe poter accedere ammonta a un massimo di 150 euro.

A quanto pare, i passaggi prevedono che i destinatari che ne hanno diritto vengano individuati e informati dalla scuola, poi saranno le famiglie stesse ad accedere all’apposita piattaforma e inoltrare tutta la documentazione richiesta.

Che sia in una città d’arte italiana, oppure in una meravigliosa capitale europea non importa: la gita scolastica rientra tra quei momrnti amatissimi per molti studenti ed entra di diritto tra i ricordi più belli del periodo della scuola. A patto di viverla con lo spirito di un viaggiatore: con curiosità e voglia di conoscere.

Salonicco: cosa vedere in città e le spiagge più belle nei dintorni

26 mars 2025 à 18:24

Una città in cui si respira la storia, quella antica, che nasce da un intreccio di popoli differenti che qui hanno trovato casa. Un luogo vibrante, vivace, con il suo porto, l’università, con i suoi tesori. Stiamo parlando di Salonicco, seconda città della Grecia.

Vicino ci sono alcune spiagge imperdibili, da sogno proprio come possiamo immaginare la costa greca, nel cuore pulsante di questo luogo, invece, ci si immerge nel passato, ritrovando tracce di tante epoche differenti. Un posto prezioso, basti pensare che quindici siti sono stati inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco, e dalla cultura viva.

Il luogo perfetto per conoscere la Grecia, quella del passato e quella moderna, per godere di scorci indimenticabili e di sapori autentici. Tutto quello che si deve sapere su Thessaloniki, Salonicco: dalla città con le sue meraviglie, alle spiagge più vicine e belle, fino a estendere il nostro viaggio alla Penisola Calcidica.

Salonicco: cosa vedere in città

Se la storia è quello che si cerca da una vacanza, allora Salonicco è la meta ideale. Questa grande città della Grecia, infatti, ci permette di fare un vero e proprio viaggio in tante epoche differenti, perché qui si trovano tracce dei romani, edifici religiosi del periodo paleocristiano e bizantino e poi non possono mancare i segni del dominio ottomano. Un miscuglio di periodi, di dominazioni, di culture che toglie il fiato e colma lo sguardi di meraviglia.

I 15 siti Patrimonio Mondiale Unesco

Chi la definisce un museo a cielo aperto bizantino non sbaglia, perché Salonicco è ricca di meraviglie di periodi storici differenti, tanto che ogni monumento è stato dichiarato patrimonio artistico dello Stato, ma ce ne sono 15 che dal 1988 sono stati inseriti nella lista di quelli Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

Si tratta della mura della città, che possono essere datate tra IV e V secolo, poi la Rotonda di San Giorgio, ovvero un mausoleo romano di forma circolare, la chiesa degli Acheiropoietos, la chiesa di San Demetrio, il Monastero di Latomos, la basilica di Santa Sofia, la chiesa della Panagia Chalkeon, la chiesa di Panteleimon, a chiesa dei Santi Apostoli, la chiesa di San Nicola Orphanos, la chiesa di Santa Caterina, la chiesa di Cristo Salvatore, il monastero dei Vlatades, la chiesa del Profeta Elia e il Bagno Bizantino. Tutti monumenti che sono databili tra il IV secolo e il XIV secolo.

Tutte meritano una visita, perché si tratta di luoghi di incredibile bellezza e di importanza storica: quindi vanno inseriti in un itinerario di viaggio alla scoperta della città. Ad esempio, la basilica di Santa Sofia è stata innalzata nel V secolo e nel corso dei secoli è stata modificata più volte, cambiando anche il culto di riferimento: da quello cattolico, a quello musulmano, fino a diventare ortodossa. La rotonda di San Giorgio, invece, era un mausoleo poi trasformato in chiesa: gli interni sono stupefacenti.

Cosa vedere a Salonicco
Fonte: iStock
Cosa vedere a Salonicco: le sue meraviglie

Le altre meraviglie da vedere a Salonicco

La città cela tante meraviglie, oltre a queste 15 inserite nella lista dei Patrimoni Unesco. Come la Torre Bianca, il posto da raggiungere se si desidera conoscere la storia del luogo. Qui, infatti, si fa un viaggio che parte dalla fondazione della città (avvenuta nel 315 a.C., grazie al re dei Macedoni Cassandro) per arrivare a oggi. La struttura è datata XV secolo e da qui si gode di una vista meravigliosa. Viene considerata uno dei simboli di Salonicco.

Nel centro della città, invece, si possono ammirare i resti dell’epoca romana con il sito archeologico dell’Agorà e le sue tante ricchezze. Da non perdere anche l’Arco di Galerio innalzato successivamente al 297. E poi i Bagni Paradiso o Bey Hammam, che è stato il primo bagno turco della città: se fino al 1960 era utilizzato, ora è la location di appuntamenti di stampo culturale.

Tra i musei sono da segnare tra le tappe imperdibili quello Archeologico, che conserva reperti che coprono un arco di tempo che va dalla preistoria ai romani, il Museo della Cultura Bizantina, che permette di fare un vero e proprio viaggio in quella civiltà antica attraverso 11 sale, e il Museo ebraico. Chiaramente non si tratta degli unici presenti a Salonicco, infatti si possono ancora citare il Noesis – Museo della Scienza e della Tecnologia e il MOMus-Macedonian Museum of Contemporary Art.

Le tappe a Salonicco

Ci sono alcune tappe imperdibili per andare alla scoperta della città di Salonicco, per poterne carpire l’essenza più profonda e autentica. Tra le cose da fare non si può non citare un’esperienza culinaria, poiché è stata inserita tra le Città Creative per la Gastronomia da parte dell’Unesco. Infatti, proprio come la città anche i suoi sapori sono il frutto del suo ricco passato, che ha visto alternarsi dominazioni differenti.

Tra le zone da vedere vi è quella del centro città, dove si incontrano tante meraviglie diverse, il nuovo lungomare, il quartiere di Ladadika e Ano Poli, ovvero la Città Alta.

Tappe da fare a Salonicco
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Tappe imperdibili a Salonicco

Le spiagge più belle

Salonicco si affaccia sul mare ma non ha spiagge nella zona centrale, quelle che ci sono si trovano nell’area più periferica. Sono bellissime, facili da raggiungere in poco tempo e perfette per chi è alla ricerca di una giornata di relax tuffandosi nel mare bellissimo di questo Paese che si trova nel sud dell’Europa.

Tra le più celebri vi è Perea Beach, che si trova a circa 15 chilometri dalla città e vicinissima all’aeroporto. Arenile di sabbia fine, tanti servizi e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Questa località ha anche una vivace vita notturna. Invece, dalla parte opposta e quindi verso sud, vi è quella che è stata definita la “Rimini” di Salonicco. Si tratta di Katerini, anche qui si può arrivare senza problemi con i mezzi pubblici, e – con alcune denominazioni diverse – questo arenile si srotola per diversi chilometri di sabbia bianca e sottile.

Si trova, poi, a due chilometri di distanza da Prea anche Agia Triada Beach: con la sua acqua bellissima e i suoi servizi è una tappa imperdibile anche perché è uno degli arenili più puliti della zona. È attrezzata e si adatta a tutti i gusti.

Da non perdere, poi, Potamos Beach: si trova a circa 25 chilometri a sud dal centro di Salonicco e i colori sono inebrianti, virando da quelli chiari della sabbia, fino alle tante sfumature di azzurro del mare. Per chi cerca un posto un po’ meno turistico, infine, il villaggio di pescatori Makrigialos è la tappa perfetta insieme alla sua spiaggia e alla sua atmosfera tranquilla.

Spiaggia Katerini vicino a Salonicco
Fonte: iStock
La spiaggia Katerini vicino a Salonicco

Cosa vedere nei dintorni: la penisola calcidica fra mito e realtà

La penisola Calcidica si estende tra il golfo di Salonicco e il golfo di Orfani, fa parte della Macedonia Centrale ed è un’area della Grecia. La sua forma è peculiare, sembra infatti composta da tre dita che si protendono verso il mare ed è composta da una grande varietà di territori: da quelli montuosi nella zona settentrionale, alle tre penisole Cassandra, Sitonia e Monte Athos. Un luogo tra mito e realtà, dalla storia antica e in cui godere di tantissimi scenari di immensa bellezza.

Qui si possono visitare villaggi, musei, scoprire siti archeologici e rilassarsi su alcune spiagge di grande fascino.  Senza dimenticare il Monte Athos, dove vi è una repubblica teocratica, che ha ottenuto autonomia dalla Grecia dal 1926. Le donne non possono accedervi.

Tantissime le spiagge, per tutti i gusti e adatte a ogni tipologia di viaggiatore: pare che la costa si stenda per circa 550 chilometri offrendo arenili di sabbia bianca e acque dalle tante sfumature.

Ad esempio, sulla penisola Cassandra si può raggiungere Possidi Beach che si estende su una lunga lingua di sabbia bianca, mentre su quella di Sithonia si può per esempio citare Kalogria beach.

Quando si visita la penisola Calcidica vale la pena scoprire i villaggi in cui sentirsi un po’ come sospesi nel tempo. Immancabile, poi una tappa dedicata ad Aristotele che è nato a Stagira, qui si può fare una vera e propria passeggiata nel passato visitando l’antica cittadella, l’agorà e le mura che possono essere fatte risalire all’epoca bizantina. Nei pressi di Stagira si può scoprire anche il Parco di Aristotele.

Non mancano le escursioni che si possono fare a piedi, una di queste si chiama Sentireo di Aristotele e porta dall’antica Stagira a Olympiada e si snoda per 13 chilometri. I viaggiatori che non disdegnano le due ruote possono avventurarsi sulla bicicletta per scoprire questa terra da un punto di vista inedito.

Per chi ama la storia, conoscere il passato e approfondirlo, la penisola Calcidica offre diversi siti perfetti e musei. Ad esempio, si può vedere la Grotta di Petralona che si trova a una cinquantina di chilometri da Salonicco: lì sono stati trovati resti antichissimi risalenti al Paleolitico.

E non mancano le tante attività sportive che si possono fare in mare, ci si può mettere alla prova con kayak e canoe, ma anche sup e windsurf. E vi sono anche location perfette per provare le immersioni subacquee o i parchi per divertirsi.

Tra le imperdibili attività da sperimentare se si visita la penisola Calcidica vi è un tour in barca: perfetto per ammirare i monasteri del Monte Athos, che, come detto, sono interdetti alle donne, ma anche per esplorare la costa.

Stagira nella Penisola Calcidica
Fonte: iStock
Stagira da visitare nella Penisola Calcidica

I più suggestivi planetari in Europa

24 février 2025 à 14:19

L’astronomia ha sempre suscitato un profondo fascino nell’essere umano, fin dai primi tempi, affascinando generazioni e generazioni con i suoi misteri e con i numerosi interrogativi sulla vastità dell’universo. Guardare il cielo notturno e scoprire i pianeti, le stelle e le galassie è un’esperienza che ha sempre stimolato la nostra curiosità e immaginazione. D’altronde, persino Einstein ha sempre detto di avere dubbi sull’infinità dell’universo (e non su quella della stupidità umana!).

In Europa e Italia, si trovano alcuni dei planetari e osservatori più avanzati dal punto di vista delle tecniche e suggestivi come esperienza, dove è possibile immergersi in un viaggio davvero affascinante tra costellazioni e corpi celesti. Questi luoghi non sono solo delle strutture scientifiche, ma anche centri di cultura, educazione e persino di intrattenimento. Grazie alle tecnologie all’avanguardia, alcuni planetari sono dotati di proiezioni in alta definizione che offrono ai partecipanti spettacoli incredibili e coinvolgenti. Gli osservatori, invece, hanno l’opportunità di esplorare il cielo notturno attraverso telescopi potenti e guide esperte, permettendo ai visitatori di scoprire con occhi nuovi i segreti dell’universo. Ecco 10 planetari imperdibili in Italia e in Europa, da visitare se vi trovate nei paraggi.

Il Planetario di Milano (Italia)

Situato nei giardini di Corso Venezia, il Planetario di Milano è un punto di riferimento in Italia. Con una sala di proiezione di grandezza unica, ospita ogni anno circa 100.000 visitatori. Grazie a un’ampia varietà di attività didattiche, è ideale per famiglie, scuole e appassionati di astronomia. Le conferenze, le osservazioni guidate e gli eventi speciali rendono questo planetario nel cuore della città “più europea” d’Italia il luogo perfetto per scoprire l’affascinante mondo delle stelle e dei pianeti.

Planetario di Milano
Fonte: iStock
Il Planetario di Milano visto da fuori

Il Civico Planetario Ulrico Hoepli (Italia)

Restiamo nel cuore di Milano, per scoprire un altro fantastico planetario: stiamo parlando del Civico Planetario Ulrico Hoepli,famoso per la sua cupola di 18 metri di diametro e per le proiezioni ad alta definizione. Oltre alle serate di osservazione del cielo, il planetario offre numerosi eventi e conferenze periodici sulla scienza dell’astronomia ed è dunque un luogo ideale per educare i più giovani attraverso attività interattive e intellettualmente stimolanti.

Il Planetario di Padova (Italia)

Il Planetario di Padova è il primo in Italia a disporre di proiezioni in 8K. Oltre a visitare il planetario, i visitatori possono scoprire il cielo grazie a conferenze scientifiche e osservazioni al telescopio. La struttura è apprezzata per la sua capacità di rendere l’astronomia accessibile a tutti, dai bambini agli adulti. Infatti, sono molti gli eventi in calendario ogni mese, come “Le Favole Celesti – Vacanze nel Sistema Solare”, dedicato alle famiglie con bambini tra i 5 e gli 8 anni.

Il Planetario di Stoccarda (Germania)

Il Planetario di Stoccarda, in Germania, è il più grande del Paese e si trova immerso in un bellissimo e verdeggiante parco. Con una capacità di circa 200.000 spettatori, offre spettacoli coinvolgenti che combinano scienza e arte. Le osservazioni del cielo e le attività didattiche, così come le mostre tematiche, lo rendono un’esperienza davvero imperdibile per chi visita la città.

Il Planetario di Madrid (Spagna)

Situato nel Parco Tierno Galván, il Planetario di Madrid è il più importante della Spagna. Il planetario spagnolo offre interessanti mostre, conferenze e osservazioni, che spesso avvengono da una torre di osservazione alta 28 metri, dotata di un telescopio all’avanguardia. Grazie alla sua posizione nel cuore di Madrid, è un’ottima meta per gli appassionati di astronomia ed è facilmente raggiungibile anche dai turisti coi mezzi di trasporto pubblici.

L’Osservatorio di Greenwich (Inghilterra)

Il Planetario dell’Osservatorio di Greenwich è uno dei più famosi d’Europa. Situato nell’omonimo parco, offre spettacoli e lezioni sull’astronomia, perfetti per chi desidera approfondire la conoscenza del cosmo con un po’ di divertimento. Un’ulteriore attrazione qui è il famoso meridiano di Greenwich, che attraversa proprio l’osservatorio, un luogo iconico per chi vuole comprendere meglio il tempo e la geografia.

Il Planetario di Mosca (Russia)

Il Planetario di Mosca, riaperto nel 2010 dopo 17 anni di lavori, è uno dei più grandi e avanzati della Russia. Al suo interno si trova il più grande pendolo di Foucault del mondo, che pesa oltre 50 chilogrammi. Il planetario offre spettacoli e osservazioni del cielo, con un focus sull’astronomia e la storia della scienza russa.

Lo Sternwarte Gmunden (Austria)

Lo Sternwarte Gmunden è un osservatorio situato in Austria, famoso per le sue attività di osservazione del cielo notturno tra cittadini e turisti. La struttura offre periodicamente eventi scientifici e serate di osservazione, dove i visitatori possono esplorare pianeti, stelle e costellazioni, in un ambiente tranquillo e immerso nella natura.

L’Observatorio Astronómico De Castelltallat (Spagna)

Nel cuore della Catalogna, l’Observatorio Astronómico De Castelltallat è un luogo ideale per gli appassionati di astronomia e per chi vuole ammirare le stelle più da vicino. Grazie alla sua posizione remota, lontano dalle luci della città, è possibile osservare il cielo con grande chiarezza, partecipando a osservazioni al telescopio e conferenze scientifiche a dir poco straordinarie.

Terme di Rapolano: San Giovanni e Antica Querciolaia

5 février 2025 à 09:30

Quelle delle Crete Senesi sono vere e proprie terre del benessere. Fin dai tempi degli etruschi e dei romani, quando le popolazioni godevano dei benefici offerti dai bagni caldi, le terme di Rapolano hanno rappresentato un luogo di riferimento per il relax e la salute. In particolare, le due strutture termali più importanti sono Antica Querciolaia e San Giovanni.

La prima, quella delle terme Antica Querciolaia, è immersa nella bellezza e sinuosità delle campagne toscane e offre diversi trattamenti pensati per aiutarvi a rigenerare corpo e mente. Qui sono presenti vasche terapeutiche termali a temperatura differenziata, fruibili anche durante la stagione fredda, e un centro benessere dove usufruire di un’ampia scelta di trattamenti.

La seconda, la struttura di San Giovanni, gode allo stesso modo di una location d’eccezione e offre un parco termale con piscine esterne e trattamenti. Entrambe le strutture offrono un’esperienza di benessere unica: qui vi raccontiamo come raggiungerle e i servizi proposti.

Come arrivare alle terme di Rapolano

Rapolano Terme è una località situata in provincia di Siena. Chi viaggia con la propria auto e viene da Roma, può prendere l’A1 Roma-Milano con uscita autostrada Val Di Chiana. Da qui è necessario seguire l’indicazione per Siena e immettersi nel raccordo E78 Bettolle/Siena e, dopo 20 chilometri, seguire le indicazioni per Rapolano Terme. Da Bologna, invece, l’uscita da prendere è quella di Firenze Impruneta per poi proseguire fino all’indicazione Arezzo-Perugia.

Rapolano Terme può essere raggiunto anche con il treno: sulla tratta Chiusi-Siena scendere a Rapolano Terme e sulla tratta Firenze-Siena, prendere prima la tratta Siena-Chiusi e poi scendere a Rapolano Terme.

Le due strutture principali si trovano vicinissime al borgo: le terme Antica Querciolaia sono sul raccordo autostradale Siena-Perugia e possono essere facilmente raggiunte dall’autostrada A1 senza entrare in paese; quelle di San Giovanni, invece, sono immerse nella natura incontaminata e possono essere raggiunte in pochi minuti attraversando Rapolano.

Giorni di apertura e orari delle terme di Rapolano

Chi vuole regalarsi una pausa di benessere può farlo tutto l’anno presso le terme Antica Querciolaia, aperte dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00, il sabato dalle 9:00 all’1:00 e la domenica dalle 9:00 alle 20:00. Se entrate per fasce d’orario, l’intera giornata va dalle 9:00 a orario di chiusura, l’ingresso di mattina dalle 9:00 alle 14:00 (escluso il sabato) e l’ingresso di pomeriggio dalle 14:00 a chiusura (escluso il sabato). Il sabato, l’ingresso serale è compreso tra le 18:00 e l’1:00.

I giorni d’apertura e gli orari delle terme San Giovanni sono dalle 9:00 alle 20:00 dal lunedì al giovedì, dalle 9:00 alle 22:00 il venerdì e la domenica e dalle 9:00 alle 24:00 il sabato. Qui vengono proposte diverse fasce d’orario: dal lunedì alla domenica l’ingresso può essere giornaliero, di mattina e pomeridiano, mentre il sabato viene aggiunto anche l’ingresso notturno dalle 19:00 alle 24:00.

Prezzi terme di Rapolano

Queste sono considerate tra le terme più belle della Toscana ed è consigliato acquistare le entrate online per assicurarsi la propria giornata di benessere. I prezzi degli ingressi variano in base alla stagione. Presso le terme di Antica Querciolaia sono i seguenti:

  • festivi, prefestivi e alta stagione: 25 euro intera giornata, 21 euro mezza giornata, serale sabato 21 euro;
  • feriali: 19 euro intera giornata, 15 euro mezza giornata.

Alle terme di San Giovanni, invece, le tariffe sono:

  • feriali (lunedì-giovedì) e il venerdì: 20 euro giornaliero, 15 euro mezza giornata;
  • sabato: 25 euro giornaliero e pomeridiano, 20 euro ingresso notturno;
  • domenica, festivi e prefestivi: 25 euro giornaliero; 22 euro pomeridiano.

Durante le festività e gli eventi, come Natale e San Valentino, vengono proposti dei pacchetti speciali che consigliamo di consultare sui siti ufficiali delle due strutture.

Trattamenti e servizi alle terme di Rapolano

Se vi state chiedendo quali terme italiane visitare per regalarvi un’esperienza unica, quelle di Rapolano sicuramente non rovineranno le vostre aspettative.

Terme Antica Querciolaia

Le terme Antica Querciolaia offrono uno spazio di 42.000 metri quadri dedicato alle piscine terapeutiche termali a temperatura differenziata. Potrete scegliere tra bagni caldi, bagni temperati e bagni freddi, oppure sfruttare il benessere termale offerto dal centro, dove vengono proposti diversi trattamenti per il corpo, come fanghi o massaggi, o percorsi di coppia.

Terme San Giovanni

Alle terme San Giovanni l’acqua sgorga a una temperatura di 39° e consente agli elementi minerali di svolgere la loro benefica funzione. Patologie dermatologiche, motorie e respiratorie trovano quindi valido sollievo. Qui potrete godere anche del relax trasmesso dalla location: il parco termale è immerso in un giardino di oltre 20 ettari con piante di tamerici, platani, aceri, pioppi e molte varietà di arbusti tra cui lavanda, rosmarino e rose antiche.

All’interno delle Terme San Giovanni è presente anche un resort, una spa dov’è possibile usufruire di trattamenti rigeneranti per il corpo, ristoranti e ambulatori specialistici.

Informazioni utili sulle terme di Rapolano

Entrambe le strutture offrono diversi servizi e comfort per venire incontro alle esigenze del cliente.

Le terme Antica Querciolaia offrono un residence dove soggiornare, un bar-ristorante e un’area di sosta per camper attrezzata privata adiacente la struttura. Se non avete con voi l’occorrente per accedere alle piscine, in loco potete noleggiare o acquistare accappatoio, costume, ciabatte e shampoo.

Alle Terme San Giovanni sono presenti anche diversi ristoranti e un resort, inoltre in sede è presente un parcheggio gratuito per i clienti.

Capodanno Cinese nel mondo: tradizioni e curiosità

28 janvier 2025 à 12:19

Con l’arrivo di febbraio, la Cina e altre parti del mondo si preparano a celebrare il Capodanno Cinese o Capodanno Lunare. Conosciuto anche come Festa di Primavera, questo evento segna l’inizio del nuovo calendario lunare: secondo lo zodiaco cinese, il 2025 è l’Anno del Serpente di Legno, simbolo di trasformazione, creatività e intelligenza, tra le altre caratteristiche. Quest’anno cadrà il 29 gennaio e darà inizio a un periodo di festeggiamenti che durerà circa due settimane.

Tipica della cultura cinese è la rigorosa preparazione a tale evento, che richiede non solo allestimenti con decorazioni particolari e le parate tradizionali, ma anche delle “ritualità” da svolgere all’interno della propria abitazione. Sia in Cina che in altri luoghi del mondo vengono rispettate determinate tradizioni, dal regalare soldi in una busta rossa alla scelta dei cibi da servire durante la cena della vigilia.

Quali sono le tradizioni e le curiosità legate al Capodanno Cinese in Paesi diversi dalla Cina? Queste sono quelle da conoscere!

Dall’anno del Drago al Serpente di Legno

Prima di raccontarvi le tradizioni e le curiosità legate al Capodanno Cinese nel mondo, festeggiato anche in Italia, meglio conoscere il segno zodiacale e l’animale protagonista di quest’anno. Se il 2024 è stato l’anno del Drago, il 2025 è quello del Serpente di Legno, considerato il simbolo della trasformazione e del cambiamento per eccellenza.

Molto spesso viene associato al nostro Scorpione, considerato un simbolo della metamorfosi. Dopo ben 60 anni, il Serpente, sesto animale del ciclo zodiacale, sarà collegato all’elemento del Legno che, secondo la tradizione cinese, è l’unico elemento considerato “vivo”, cioè in grado di crescere e di cambiare la sua forma.

I cibi portafortuna del Vietnam e della Corea del Sud

Durante il Capodanno Cinese, le famiglie servono tradizionalmente diversi cibi ritenuti portafortuna, come le arachidi (huasheng) e i datteri (zao). Questa è una tradizione che oltrepassa i confini della Cina e viene rispettata anche in altri Paesi, come il Vietnam. Qui, dove il Capodanno Lunare è chiamato anche Tết, tra i piatti tipici portafortuna di questa festività, troviamo lo stufato di zampe di maiale con germogli di bambù, zuppa di melone amaro e pollo bollito, oltre che la torta quadrata Banh Chung.

Anche la Corea del Sud ha i suoi piatti portafortuna come il ddeokguk, una zuppa di riso glutinoso saporita, preparata con un tipo di torta di riso bianca a forma di corda, carne di manzo, uova e brodo. Le fette di questa torta, chiamata tteok, vengono fatte a forma di monete, simbolo di ricchezza. La lunga forma a corda, invece, rappresenta la longevità, mentre il colore bianco del riso simboleggia la purezza e un nuovo inizio per l’anno che sta per cominciare.

Torta tipica capodanno lunare Vietnam
Fonte: iStock
Il Banh Chung, la torta tipica del Capodanno Lunare in Vietnam

Abbuffata di ravioli a New York

La comunità cinese di New York, concentrata soprattutto nel quartiere di Chinatown, è una delle più numerose e antiche al di fuori dei Paesi asiatici. Qui il Capodanno Lunare non viene festeggiato solamente con le grandiose parate tradizionali organizzate per le strade, ma anche con abbuffate di ravioli in famiglia! Anche questo è un cibo tipico di questa festività: non a caso, la forma di un raviolo perfettamente piegato ricorda vagamente un lingotto d’oro, l’antica moneta simbolo di ricchezza.

A New York e non solo, il Capodanno Lunare è un’occasione per socializzare, stare in contatto con la propria comunità e preservare questa parte importante della propria cultura anche lontani dal luogo di origine.

Performance e parate in Indonesia

Nel celebrare il Capodanno Cinese, le diverse regioni dell’Indonesia esprimono tradizioni uniche, un riflesso della ricca diversità culturale e della tolleranza multietnica che caratterizzano il Paese. A Surakarta, per esempio, una città situata nella provincia di Java, viene festeggiato attraverso il Wayang Kulit, ossia l’arte tradizionale delle ombre javanesi. Qui i burattinai presentano spettacoli speciali che riflettono le storie e i valori del Capodanno Cinese.

A Bali, invece, viene organizzata la processione di Ogoh-Ogoh a tema lunare: questa usanza particolare consiste nell’incorporare i temi del Capodanno Cinese nella processione degli Ogoh-Ogoh, ossia le gigantesche statue solitamente realizzate per le celebrazioni di Nyepi. Questo dimostra la tolleranza e il riconoscimento della diversità culturale sull’Isola degli Dei.

Capodanno Cinese Bali
Fonte: iStock
Decorazioni per il Capodanno Cinese a Bali

In Corea del Sud è vietato usare il numero 4

Non solo nella Corea del Sud, ma anche in altri Paesi asiatici durante il Capodanno Lunare è importante evitare il numero quattro perché in cinese suona come la parola usata per dire “morte”. Qualsiasi parola e i suoi omonimi legati alla morte, alla malattia o al fallimento sono considerati di cattivo auspicio. La Corea del Sud, in particolare, prende seriamente questa superstizione tanto che, negli ascensori, si è soliti sostituire il numero sul pulsante del quarto piano con la lettera ‘F’.

Vietato usare la scopa nelle Filippine

Le Filippine hanno abbracciato le tradizioni del Capodanno Cinese, introdotte dagli antenati della popolazione sino-filippina (Tsinoy). I filippini hanno adattato la credenza cinese che una casa pulita prima del nuovo anno porti buona fortuna: è il momento di spazzare via la sfortuna dell’anno passato. Tuttavia, il giorno del Capodanno Lunare, scope e mocio sono rigorosamente vietati! Spazzare in questo giorno, si dice, equivale a spazzare via tutta la buona fortuna appena arrivata. Questa superstizione è diventata una tradizione seria rispettata in molte famiglie filippine.

Inoltre, un’altra caratteristica delle celebrazioni filippine è l’utilizzo di 12 frutti rotondi, ognuno simbolo di prosperità per ogni mese dell’anno. Questa usanza deriva dalla credenza cinese secondo cui gli oggetti rotondi simboleggiano le monete e, per estensione, la ricchezza.

Terme di Comano, benessere tra paesaggi naturali mozzafiato

8 janvier 2025 à 11:00

Ci sono paesaggi che solo a vederli ricaricano le energie con la loro bellezza naturale, come le Dolomiti di Brenta. Immaginate di trascorrere un weekend tra le vette di questo gruppo montuoso selvaggio e maestoso, fra trekking e vie ferrate. Per renderlo ancora più perfetto vi mancherebbe solo una cosa: dei momenti di relax e benessere che, per fortuna, qui non sono difficili da trovare.

Ai piedi delle splendide Dolomiti di Brenta, infatti, si trovano le Terme di Comano, dove l’acqua termale cura e regala benefici sia al corpo che alla mente. Qui vengono proposti tanti percorsi benessere e bellezza, oltre che un parco di 14 ettari con attività all’aria aperta e percorsi sensoriali.

Come arrivare alle Terme di Comano

Il benessere viene dalla natura e le Terme di Comano rappresentano l’incontro perfetto tra le bellezze della montagna e i benefici delle sue acque. Siamo a Comano Terme, in provincia di Trento, in un centro inserito nell’area UNESCO della Riserva della Biosfera delle Alpi di Ledro e della Judicaria, situato tra il lago di Garda e le Dolomiti di Brenta.

Grazie alla sua posizione, il centro termale può essere raggiunto facilmente con ogni mezzo:

  • in auto: prendete l’autostrada del Brennero A22 con uscita Trento Nord o Sud; al casello prendete la direzione Madonna di Campiglio e in 30 chilometri raggiungerete la vostra destinazione. Da Brescia, invece, si consigliata la SS del Caffaro (km 100).
  • in treno: arrivate alla stazione ferroviaria di Trento e proseguite con l’autobus di linea Trentino Trasporti con direzione Terme di Comano – Ponte Arche.

Giorni di apertura e orari delle Terme di Comano

Scegliere il Trentino per una vacanza in montagna è un vero toccasana per il benessere psicofisico, se poi si scelgono le cure termali e i numerosi e variegati bagni, il soggiorno diventa un vero piacere. Le Terme di Comano hanno carattere stagionale e solitamente il periodo di apertura va da aprile a novembre, con un’ulteriore apertura invernale prevista solitamente da metà dicembre a metà gennaio. Nel 2025, la stagione comincerà il 17 aprile. Per chi ha necessità del poliambulatorio specialistico per visite ed esami diagnostici, invece, potrà usufruire dei servizi tutto l’anno e su prenotazione.

Prezzi Terme di Comano

Un giorno alle Terme di Comano, tra le più belle esperienze benessere da fare in Trentino, costa a partire da 85 euro a persona; tutti i venerdì l’ingresso per un’intera giornata alla Thermal SPA per 2 persone con pranzo ha un prezzo scontato di 150 euro a coppia; il percorso antiossidante e antismog per le vie respiratorie costa 40 euro.

L’ingresso al Day Spa, possibile dalle 9:30 alle 18:00, vi permetterà di accedere liberamente alla piscina esterna semi olimpionica con acqua termale clorata collegata alla piscina termale interna panoramica, agli idromassaggi e alle cascate terapeutiche, oltre che alla piscina esterna su terrazza panoramica con acqua dolce (disponibile solo durante il periodo estivo). Non manca una piscina interna di acqua dolce, doccia termale nebulizzata, aree relax interne e lettino personale a bordo piscina o sul prato del parco.

Trattamenti e servizi alle Terme di Comano

Le sorgenti termali di Comano sono ricche di sali minerali quali magnesio, calcio e bicarbonato. Le acque tiepide curano in maniera naturale tutti i disturbi della pelle come la dermatite atopica, la psoriasi, eritemi, arrossamenti, pruriti e i disturbi presenti sulla pelle dei neonati.

All’interno del centro troverete un’area saune e bagni di vapore con bio-sauna, bagno thalasso e bagno mediterraneo, piscine interne ed esterne, tra le quali una terrazza panoramica con acqua dolce aperta d’estate e aree relax.

Una proposta molto interessante è quella relativa alle attività all’aria aperta e al Natural Wellness. La struttura è immersa in un paesaggio di incredibile bellezza dove vengono organizzate esperienze a contatto con la natura. Tra queste citiamo il forest bathing (bagno di foresta), che vi permetterà di immergervi nell’atmosfera del bosco, e il percorso sensoriale. Quest’ultimo rappresenta un sentiero tra gli alberi da affrontare a piedi nudi lungo una sequenza di undici “stazioni sensoriali”, ciascuna delle quali composta da materiali diversi per stimolare i vostri sensi.

Infine, le Terme di Comano propongono anche tanti trattamenti personalizzati e massaggi, da quelli terapeutici a quelli più esperienziali, fino ai rituali con candele e alle pietre del Sarca.

Info utili sulle Terme di Comano

Le Terme di Comano sono sicuramente una delle terme più belle da visitare in Italia, dove la protagonista assoluta è l’acqua termale di Comano, famosa per le sue proprietà antinfiammatorie, lenitive e detossinanti. Se arrivate in auto, in sede è presente un ampio parcheggio gratuito, mentre se arrivate con il vostro camper potete lasciarlo nell’area sosta apposita a Ponte Arche.

Se avete bisogno di maggiori informazioni sul centro termale, sui servizi e trattamenti offerti e per prenotare la vostra giornata di relax e benessere, trovate tutti i contatti necessari sul sito ufficiale della struttura.

Godersi le terme a Baden Baden

9 décembre 2024 à 14:06

Baden-Baden è una piccola ma affascinante città tedesca situata nel Land del Baden-Württemberg, famosa fin dall’antichità per le sue acque termali. Fino al 1931, il suo nome era semplicemente “Baden”, che in tedesco significa “bagni”, un chiaro riferimento alla lunga tradizione termale che caratterizza questo angolo di Germania.

Le sorgenti calde di Baden-Baden sono state sfruttate fin dai tempi degli antichi Romani, che costruirono i primi impianti per godere dei benefici terapeutici di queste acque ricche di sali minerali. Grazie alla qualità delle acque termali, che sgorgano a una temperatura naturale perfetta per il benessere, la città è stata abitata per millenni e continua ad essere una delle mete termali più prestigiose d’Europa.

Oggi, Baden-Baden è un affascinante centro urbano di dimensioni contenute, ma con una vasta offerta di attrazioni turistiche. Il principale polo di attrazione sono senza dubbio le Terme di Caracalla, dove è possibile immergersi in piscine di acqua termale e godere di trattamenti curativi e rilassanti per il corpo. La città offre anche una ricca vita culturale, con numerosi musei, palazzi storici, e una vivace zona pedonale per lo shopping. Non mancano le testimonianze storiche, come i resti dei bagni romani che ricordano l’importanza che questo centro termale aveva fin dai tempi dell’Impero Romano.

Baden-Baden è anche una città vivace e ricca di eventi, con numerosi concerti, festival e manifestazioni che animano la città tutto l’anno. Nei dintorni, città come Heidelberg e Strasburgo offrono ulteriori occasioni di esplorazione, con il loro ricco patrimonio storico e le attrazioni turistiche di livello internazionale. La combinazione di benessere termale, storia, arte e cultura rende Baden-Baden una meta ideale per chi cerca una vacanza all’insegna del relax, ma anche della scoperta e del divertimento.

In questo contesto, i due principali centri termali di Baden-Baden — le Terme di Caracalla e il più tradizionale Friedrichsbad — sono i luoghi ideali per chi desidera rigenerarsi, esplorando due stili di terme che si riflettono nelle tradizioni millenarie della città.

Le Terme di Caracalla, che prendono il nome dall’imperatore romano Caracalla, sono una vera e propria oasi di relax contemporanea. Inaugurate nel 1985, queste terme moderne si estendono su una superficie di ben 5000 metri quadrati e offrono un ambiente spazioso e luminoso. A differenza del Friedrichsbad, che è un centro termale storico, Caracalla è un esempio di come l’architettura moderna possa fondersi perfettamente con il concetto tradizionale di benessere.

Le piscine interne ed esterne delle Terme di Caracalla sono alimentate con acqua termale che sgorga a una temperatura di 68,8°C. Questo tipo di acqua, ricca di oltre 3000 minerali disciolti, ha poteri terapeutici che aiutano a migliorare la circolazione, favorire il rilassamento muscolare e stimolare la rigenerazione della pelle. Oltre alla piscina principale, i visitatori possono godere di saune, bagni di vapore e trattamenti specializzati. L’area esterna, situata nel giardino del palazzo, permette di godere del sole e del paesaggio mentre ci si immerge nell’acqua termale.

Friedrichsbad è il centro termale storico di Baden-Baden, un vero e proprio viaggio nel passato, inaugurato nel 1877. Costruito in stile rinascimentale e con influenze romano-irlandesi, il Friedrichsbad è considerato uno dei bagni più affascinanti e prestigiosi d’Europa. L’edificio, che conserva la sua eleganza originaria, permette ai visitatori di immergersi in un’esperienza unica che segue il tradizionale percorso dei bagni romani, con un ciclo di 17 stazioni che alternano sauna, bagni di vapore, immersioni nell’acqua calda e fredda, per favorire il benessere e la purificazione del corpo.

Una delle particolarità di questo centro è la sua atmosfera storica, che si riflette nelle eleganti piastrelle di maiolica dipinte a mano, nel maestoso salone centrale con la sua cupola imponente e nelle antiche strutture che richiamano le tradizioni termali romane. Ogni angolo di Friedrichsbad evoca l’idea di un tempio del benessere, che ha accolto nei secoli nobili e personalità illustri in cerca di relax e salute.

Ecco una guida su come arrivare nei due diversi centri termali, quali sono i giorni e gli orari di apertura, i prezzi per l’ingresso e i diversi trattamenti benessere che hanno a disposizione gli ospiti, nonché una serie di informazioni sull’accessibilità e i contatti.

Come arrivare alle Terme di Baden-Baden

Le Terme di Baden-Baden sono facilmente raggiungibili da diverse località europee. Se si viaggia in auto, la città è ben collegata grazie all’autostrada A5, che la collega direttamente a Karlsruhe e a Friburgo. L’uscita autostradale per Baden-Baden è a pochi chilometri dal centro città. Inoltre, la stazione ferroviaria centrale di Baden-Baden è ben servita e consente di arrivare comodamente con treni diretti da città come Francoforte o Stoccarda. Per chi arriva in aereo, l’aeroporto di Baden-Baden dista solo 20 minuti in auto dal centro termale.

Giorni di apertura e orari delle Terme di Baden-Baden

Friedrichsbad

  • Orario di apertura: dalle 9:00 alle 22:00 tutti i giorni
  • Ultimo ingresso: 3 ore prima della chiusura
  • Chiusura: il 24 e 25 dicembre. Il 31 dicembre, orario speciale dalle 9:00 alle 20:00, e il 1° gennaio dalle 11:00 alle 22:00.

Caracalla Therme

  • Orario di apertura: dalle 8:00 alle 22:00 tutti i giorni
  • Ultimo ingresso: 1,5 ore prima della chiusura
  • Chiusura: il 24 e 25 dicembre. Il 31 dicembre, orario speciale dalle 8:00 alle 20:00, e il 1° gennaio dalle 10:00 alle 22:00.

Prezzi delle Terme di Baden-Baden

Friedrichsbad

  • Ingresso giornaliero: 35€, che include l’accesso ai bagni romani-irlandesi, l’uso di biancheria e prodotti per la cura del corpo, e una tisana aromatica.
  • Offerte speciali: in alcune stagioni, possono essere disponibili sconti per i pensionati o tariffe agevolate per famiglie. È sempre consigliabile verificare direttamente sul sito per eventuali promozioni stagionali.

Caracalla Therme

  • Ingresso al bagno termale:
    • 2 ore: 19€
    • 3 ore: 23€
    • Ingresso giornaliero: 31€
  • Ingresso con accesso alla sauna:
    • 2 ore: 24€
    • 3 ore: 28€
    • Ingresso giornaliero: 36€
  • Offerte speciali: durante determinati periodi dell’anno, come Natale o Capodanno, potrebbero esserci promozioni su pacchetti di ingresso o tariffe sconto per i gruppi.

Trattamenti e servizi delle Terme di Baden-Baden

Le Terme di Baden-Baden offrono una vasta gamma di trattamenti, ideali per il benessere e la cura del corpo:

  • Bagni romani-irlandesi presso il Friedrichsbad, con vasche termali di acqua calda, sauna e bagni di vapore.
  • Sauna e piscine termali presso il Caracalla Therme, che si estendono su 5000 m² di area benessere, con diverse vasche di acqua termale arricchita da minerali.
  • Massaggi rilassanti e trattamenti estetici, come il massaggio con oli aromatici e trattamenti viso e corpo.
  • Trattamenti per la salute indicati per disturbi cardiovascolari, reumatici, metabolici e delle vie respiratorie.
  • Aree di relax, sauna panoramica, terrazze solarium e relax lounge per un’esperienza di totale benessere.

Info utili sulle Terme di Baden-Baden

  • Parcheggio: le Terme di Baden-Baden offrono un parcheggio privato in loco. Il parcheggio è disponibile tutti i giorni e i visitatori ricevono una tariffa sconto presentando il biglietto di ingresso.
  • Accessibilità: le Terme di Caracalla e il Friedrichsbad sono completamente accessibili a persone con disabilità, con rampe e ascensori per facilitare l’ingresso. Si consiglia di verificare in anticipo le modalità di accesso in caso di esigenze specifiche.
  • Contatti: per informazioni o prenotazioni telefoniche al centro termale Friedrichsbad, chiamare il numero +49 7221 2759-0 o visitare il sito ufficiale per la prenotazione online. Per informazioni generali su Caracalla Therme, visitare il sito web delle terme per dettagli sui servizi offerti e le prenotazioni online.

Terme di Sirmione: dov’è il centro benessere

4 décembre 2024 à 10:20

I centri termali in Italia vantano una tradizione lunghissima, in particolare le terme di Sirmione i cui benefici sono noti fin dal Rinascimento. Bisognerà aspettare però l’arrivo del palombaro veneziano Procopio che, nel 1889, utilizzando un’attrezzatura proveniente da Londra, forgiò il destino del territorio immergendosi a 20 metri di profondità e scoprendo la fonte termale Boiola. Da qui comincia un percorso di sviluppo che porterà alla nascita del primo centro termale nel 1898 e della Società Terme nel 1921.

Cosa rende speciali le acque delle terme di Sirmione? Queste nascono nel bacino del Monte Baldo a quasi 800 metri di altezza. Si riversano poi nella sorgente Boiola dove sono incanalate nei due pozzi Catullo e Virgilio. Le terme di questa località sono da sempre molto apprezzate anche grazie alla loro posizione invidiabile ubicata tra le sponde del meraviglioso Lago di Garda. L’acqua termale, infine, è classificata come sulfurea salsobromoiodica ed è ricca di grandi quantità di zolfo, sodio, bromo e iodio. Presenta anche oligominerali importanti che fungono il ruolo di catalizzatori attivando reazioni chimiche che producono sul corpo un effetto miorilassante e analgesico.

Tra i centri termali della zona, quello più amato è sicuramente il Centro Benessere Termale Aquaria Thermal SPA. Esteso su una superficie di 15.000 metri quadri, di cui ben 3.500 sono coperti e 6.500 compongono il maestoso parco, vanta 700 metri quadrati di area dedicati all’acqua termale, dove la temperatura nelle vasche si aggira fra i 34 e i 36 gradi offrendo la possibilità di godere delle piscine esterne anche durante l’inverno. Tutto il complesso è organizzato in modo da condurre in rilassanti e salutari percorsi tra saune, bagni turchi e docce emozionali.

Come arrivare alle terme di Sirmione

Grazie alla sua posizione vicino al centro di Sirmione, nella zona pedonale dopo il Castello Scaligero, il centro benessere Aquaria Thermal SPA può essere raggiunto facilmente a piedi con una passeggiata di 15 minuti. Se arrivate con l’auto, dovete percorrere l’autostrada A4 Milano-Venezia con uscita Sirmione e seguire le indicazioni per il centro storico. Potete lasciare il vostro mezzo nel parcheggio pubblico Monte Baldo o, se visitate il centro termale durante le stagioni più affollate (Sirmione è una meta molto visitata) potete lasciare l’auto nelle frazioni limitrofe e usufruire dei bus navetta comunali per raggiungere il centro storico.

Se, invece, preferite il treno vi basterà raggiungere la stazione ferroviaria di Desenzano o quella di Peschiera del Garda, situate a 10 chilometri da Sirmione. Da qui proseguite con un taxi o con i bus navetta. Da maggio a ottobre, inoltre, potrete usufruire di un servizio esclusivo messo a disposizione dalle terme che vi permetterà di arrivare via lago acquistando il pacchetto ingresso+viaggio in barca.

Piscine terme Sirmione
Fonte: Ufficio Stampa Terme di Sirmione
Piscine esterne con acqua termale

Giorni di apertura e orari delle terme di Sirmione

Le terme di Sirmione sono considerate tra i più bei centri termali d’Italia grazie ai servizi offerti e, soprattutto, alla posizione privilegiata sul Lago di Garda. Aquaria Thermal SPA è aperta tutti i giorni da domenica a giovedì dalle 9:00 alle 22:00 e il venerdì e il sabato dalle 9:00 alle 24:00. Le terme sono aperte anche il 24 dicembre, dalle 9:00 alle 20:00, e il 25 e 31 dicembre dalle 9:00 alle 24:00.

Prezzi d’ingresso delle terme di Sirmione

Per accedere ad Aquaria Thermal SPA è sempre necessario prenotare. Il centro propone diversi prezzi d’ingresso: 44 euro per 5 ore, 86 euro per tutto il giorno, 42 euro per ingresso+aperitivo o 34 euro per l’ingresso serale.

Vengono proposti anche i pacchetti Day SPA che prevedono trattamenti ad hoc per ogni tipo di esigenza e includono anche l’ingresso Terme&Sauna per 3 ore. I costi variano in base al trattamento scelto: 66 euro ingresso + massaggio corpo di 25 minuti, 108 euro con a scelta tra massaggio di 50 minuti, avvolgimento in fango termale o trattamento viso + crema corpo. Vengono proposti anche altri pacchetti a costi maggiori e con più trattamenti, oltre che trattamenti di coppia ed esperienze con degustazioni.

Non mancano pacchetti speciali dedicati alle festività, come quelli di Capodanno: al prezzo di 190 euro avrete accesso al centro dalle 21:30 alle 3:00 e sono inclusi trattamenti selezionati e intrattenimento come DJ set e brindisi di mezzanotte.

Trattamenti e servizi alle terme di Sirmione

All’interno delle terme di Sirmione, tra le migliori località dove rilassarsi sul Lago di Garda, troverete un circuito dedicato alle saune e ai bagni di vapore con sauna finlandese, mediterranea, bagno turco, di vapore e romano. Tra le zone più apprezzate c’è sicuramente quella della sauna finlandese esterna composta da una veranda climatizzata con bar e circondata da ampie vetrate per ammirare tutto il favoloso panorama circostante. Per quanto riguarda le piscine, sono presenti idromassaggi, un percorso vascolare, lettini effervescenti in cui immergersi e un’infinity pool con acqua dolce affacciata sul lago.

Nel parco termale è possibile anche ritemprare corpo e mente in tre aree relax polisensoriali: la Sala della Musica, la Stanza del Sale e la Sala del Cielo Stellato. Non manca un’area dedicata ai trattamenti viso e corpo: qui ogni cabina è dotata di musica, mentre i trattamenti seguono protocolli validati da medici dermatologi e vengono eseguiti con i prodotti della linea cosmetica Terme di Sirmione Cosmetics Institute.

Area relax terme Sirmione
Fonte: Ufficio Stampa Terme di Sirmione
Una delle aree relax delle terme a Sirmione

Informazioni utili sulle terme di Sirmione

Per accedere al centro termale Aquaria a Sirmione è sempre necessario prenotare online tramite il sito ufficiale. Il centro consiglia di portare con voi una borsa non troppo ingombrante che può essere inserita facilmente negli appositi armadietti. Il costume e le ciabattine in plastica o gomma, in vendita anche presso la struttura, sono obbligatori e vanno indossati negli spogliatoi prima di accedere alle aree benessere. Nel biglietto d’ingresso, invece, è sempre inclusa la cuffia, mentre il telo e l’accappatoio dipendono dal pacchetto acquistato.

All’interno del sito ufficiale trovate tutti i contatti necessari in caso abbiate bisogno di chiarire i vostri dubbi o richiedere maggiori informazioni.

Le 5 imperdibili mete lungo il Danubio

4 novembre 2024 à 09:19

Il Danubio attraversa nove Paesi e diverse Capitali dell’Europa centrale e orientale. Alcune di queste sono città splendide, ricche di storia e di fascino, anche legate al fiume che scorre loro in mezzo e che, spesso, sono collegate tra loro da navi da crociera o anche da traghetti che percorrono brevi tratti.

Lungo i suoi 2800 chilometri, il paesaggio cambia continuamente e alcune tappe meritano davvero una sosta. Ecco le città europee lungo il Danubio dove fermarsi in un itinerario ideale.

Ratisbona

Città fiabesca nel cuore della Baviera, Ratisbona sorge nell’alto corso del Danubio ed è patrimonio culturale dell’UNESCO. I suoi suggestivi edifici storici e religiosi, sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale, testimoniano una storia millenaria, caratterizzata da periodi di intenso fermento culturale e commerciale. Da non perdere una passeggiata tra i vicoli del centro storico, ammirando opere architettoniche medievali come il ponte Steinerne. È considerata un centro culturale, artistico e storico molto importante e, nella sua università, fondata nel 1962, ha insegnato teologia un certo Joseph Ratzinger, divenuto in seguito Papa Benedetto XVI.

Belgrado

Collocata tra il Danubio e la Sava, la Capitale serba è rinata a nuova vita dopo la fine della guerra del Kosovo. Oggi, Belgrado è una città moderna, effervescente, la cui movida attira giovani da tutto il mondo e si spegne solo con le prime luci dell’alba. La Fortezza è il monumento più antico della città, ma non bisogna tralasciare una visita a Skadarlija, il quartiere bohèmien di Belgrado. Stari Grad, la “Città Vecchia”, è il cuore pulsante nonché la zona più suggestiva e affascinante della Capitale della Serbia. Con le sue stradine strette e acciottolate, le splendide architetture storiche e gli edifici dal fascino decadente che si affacciano sulla Sava, questo quartiere è perfetto per chi desidera stare nelle zone più turistiche, mentre il quartiere emergente e uno dei più dinamici di Belgrado è Savamala, divenuto, nel tempo, il punto di riferimento per la movida notturna della città.

Bratislava

Un’energia vibrante si sparge per le strade di Bratislava, adagiata sulla riva sinistra del Danubio. La Capitale della Slovacchia è attraversata da un fermento che la spinge a cambiare rapidamente e a trasformarsi sempre più in senso moderno. Staré Mesto (la città vecchia) e Bratislavský hrad (il castello) sono le perle della Capitale slovacca. La vicinanza con i confini austriaci e ungheresi la collocano in una posizione ideale. I traghetti collegano quotidianamente la città con Vienna raggiungibile in poco più di un’ora. Lungo questo tragitto, tappa obbligata è quella al Castello di Devin, situato alla confluenza del Danubio e del fiume Morava. Le rovine del castello, che risalgono al IV secolo, offrono una vista mozzafiato sui fiumi e sul paesaggio. Il castello ha svolto un ruolo cruciale nelle difese contro le invasioni barbariche, perché era inespugnabile e permetteva il controllo dei traffici fluviali.

Vienna

Quando si pensa al Danubio si pensa subito a Vienna, al “bel Danubio blu”, come musicava Johann Strauss. La Capitale austriaca è considerata la patria della musica, ma non solo. Musei, giardini, palazzi, ristoranti raffinati e un’animata vita notturna fanno di Vienna il luogo ideale per viaggi culturali ricchi di stimoli. Teatri e palazzi antichi si armonizzano perfettamente con edifici post-moderni. I caffè e i ristorantini tipici avvolgono i visitatori in un’atmosfera da sogno. Dalle residenze reali alle gallerie d’arte, dalle strade piene di vita agli ampi spazi verdi, Vienna è una città dai mille volti, con oltre il 50% di spazi verdi, caratteristiche che la rendono oggi una delle città ai primi posti per la qualità della vita.

Budapest

Tagliata in due dal Danubio, Budapest ha il fascino di Vienna, ma con ancora più vitalità. La sera, le strade di Pest si riempiono di una moltitudine allegra, attirata dai numerosissimi locali e ristoranti, e dagli animati “ruin pubs”. Ai momenti dedicati alla cultura si alternano serate di divertimento e ore di relax in uno dei tanti stabilimenti termali, veri e propri centri nevralgici della tradizione ungherese. Qui, il Ponte delle Catene collega la zona collinare di Buda a quella pianeggiante di Pest, mentre una funivia permette di raggiungere la collina del castello dal centro storico di Buda. Perché la Capitale dell’Ungheria, ai turisti, ha tantissimo da offrire: dai monumenti ai musei, dalle terme ai Ruins Pub.

Crociera lungo il Danubio

Una delle più belle esperienze è la crociera lungo il fiume Danubio, che si può vivere partendo da Vienna per ammirare la spettacolare Valle di Wachau, le meravigliose città imperiali di Budapest e Bratislava, graziosi paesini, fortezze medievali e castelli da favola. Si parte dal porto fluviale della Capitale austriaca per arrivare dapprima a Durnstein, grazioso paese di Wachau, che si fa notare per il castello risalente al Medioevo, e proseguire, costeggiando la valle, per Melk, millenario centro culturale e spirituale nonché meraviglia naturale Patrimonio UNESCO. Da qui, la navigazione notturna conduce a Bratislava, accogliente e ricca di attrazioni culturali e storia, e poi a Budapest, chiamata anche “Parigi dell’Est”, divisa in due dal Danubio e celebre per il suggestivo Ponte delle Catene del XIX secolo che unisce la zona pianeggiante di Pest con quella collinare di Buda. Ancora, la crociera continua arrivando a Strigonio (Esztergom), raccolta cittadina sulle sponde del Danubio che vanta la Basilica più grande del Paese, per poi fare ritorno a Vienna.

Glacier Express, tutto sul treno panoramico

16 octobre 2024 à 18:00

Il Glacier Express è senza dubbio uno dei treni più celebri al mondo, una vera e propria icona per gli amanti dei viaggi panoramici. Al cospetto delle maestose Alpi svizzere, offre l’opportunità di ammirare alcuni tra i paesaggi più spettacolari d’Europa, per un’esperienza unica e indimenticabile. Salire a bordo, infatti, equivale a giorni di escursioni, grazie ai luoghi remoti e difficilmente accessibili che si possono ammirare lungo il tragitto.

Un meraviglioso percorso tra gallerie e ponti mozzafiato

Il percorso del Glacier Express è a dir poco straordinario: attraversa ben 91 gallerie e oltre 290 ponti e porta i viaggiatori a scoprire scenari che non si possono descrivere a parole. La ferrovia collega due delle più rinomate località turistiche della Svizzera, Zermatt e St. Moritz, passando per aree di montagna che donano vedute impareggiabili delle vette alpine, dei profondi canyon e dei fiumi impetuosi.

Ogni chilometro è un invito a meravigliarsi, e non mancano numerose fermate che permettono di esplorare da vicino alcune delle località più belle. Sebbene l’intero tragitto duri circa sette ore, i passeggeri possono decidere di scendere in qualsiasi momento e di organizzare la propria personale avventura nel cuore delle Alpi.

Stagioni a confronto: inverno o estate, lo spettacolo è assicurato

Il Glacier Express è attivo sia in inverno che in estate: ciò consente di vivere due esperienze completamente diverse a seconda della stagione.

Durante la stagione invernale, i viaggiatori possono immergersi in paesaggi da fiaba, con le cime innevate e gli alberi coperti di bianco che disegnano uno scenario incantato. Il freddo pungente delle alture alpine è mitigato dal comfort delle carrozze riscaldate, dove ci si può rilassare e godere di una vista eccezionale.

In estate, invece, la Svizzera si trasforma in un paradiso bucolico, con prati fioriti, animali al pascolo e un’esplosione di colori. Il contrasto tra il verde intenso delle vallate e l’azzurro dei laghi alpini regala un’esperienza altrettanto magica.

I luoghi più iconici delle Alpi

Glacier Express
Fonte: Ph @David Taljat - iStock
L’iconico Glacier Express

Durante il tragitto, il famoso convoglio incontra alcuni dei luoghi più iconici delle Alpi svizzere:

  • Le sorgenti dei grandi fiumi: i passeggeri possono ammirare le origini di fiumi come il Rodano e il Reno, che nascono proprio in questa affascinante regione montuosa;
  • Il Passo del Gottardo e la splendida Engadina, due aree ricche di storia e fascino naturale;
  • Il Passo del Bernina, uno dei punti più elevati del percorso, che tocca i 2033 metri di altezza. In questo tratto, il treno costeggia un lago d’alta quota dalle acque gelide, abbracciato da panorami di rara bellezza.

Comfort e relax: un viaggio per tutti i gusti

Il Glacier Express non è soltanto un treno turistico, ma anche una scelta di trasporto pratica e confortevole per molti pendolari: per via della sua popolarità, è altamente consigliata la prenotazione anticipata, soprattutto per chi desidera godersi l’intero viaggio senza intoppi. Con un piccolo sovrapprezzo, è possibile riservare il proprio posto a sedere e assicurarsi un’esperienza tranquilla.

L’esperienza a bordo è resa ancora più piacevole dalla presenza di un vagone ristorante, dove i passeggeri possono gustare piatti tipici svizzeri mentre ammirano il panorama che scorre fuori dal finestrino. Questo rende il Glacier Express una scelta perfetta anche per coppie alla ricerca di una fuga romantica, ideale per trascorrere una giornata speciale tra paesaggi spettacolari e momenti di relax.

Consigli pratici

Se state pensando di intraprendere un viaggio sul Glacier Express, ci sono alcuni dettagli da tenere a mente per rendere l’esperienza ancora più piacevole:

  • Prenotare in anticipo: i posti tendono a esaurirsi rapidamente, in particolare nei periodi di alta stagione.
  • Scegliere la stagione giusta: decidete se preferite l’atmosfera incantata dell’inverno o i paesaggi rigogliosi dell’estate.
  • Non perdere le fermate intermedie: se il tempo lo permette, scendete in una delle località toccate dal treno per apprezzare a piedi alcuni dei luoghi più suggestivi della Svizzera.

Newcastle, la magica città del Nord dell’Inghilterra

16 octobre 2024 à 17:12

Quando parliamo di Newcastle, ci riferiamo a Newcastle upon Tyne, situata nel nord-est dell’Inghilterra, a nord di York. Da non confondere con altre Newcastle sparse per il mondo, come quelle in Australia, Stati Uniti o Canada, la città è conosciuta per il suo passato industriale, legato ai cantieri navali e all’esportazione di carbone, ed è situata sulle rive del fiume Tyne. Le sue origini risalgono all’epoca romana e la rendono un luogo ricco di storia.

Nonostante si trovi nel Regno Unito, Newcastle è sorprendentemente la città meno piovosa del Paese, caratterizzata da un clima temperato che la rende piacevole da visitare tutto l’anno.

Dove soggiornare e mangiare

Newcastle offre numerose opzioni di alloggio, adatte a ogni tipo di viaggiatore, dalle pensioni agli hotel, fino ai Bed & Breakfast.

Se preferite scoprire la cucina locale, potrete gustare piatti tipici del nord dell’Inghilterra, come il tradizionale pudding, oppure optare per uno dei tanti ristoranti etnici, tra cui spiccano quelli indiani e turchi.

Vita notturna e intrattenimento: cosa fare la sera a Newcastle

Se desiderate trascorrere una serata speciale, il Theatre Royal è una tappa imperdibile, dove la prestigiosa Royal Shakespeare Company mette in scena opere classiche e moderne. Per un pubblico più giovane e amante della musica elettronica, non manca un’ampia scelta di locali underground, dove si esibiscono alcuni dei DJ più famosi d’Europa.

Newcastle è una città vivace, perfetta per viaggiatori di tutte le età.

Cosa vedere a Newcastle: le attrazioni principali

Tyne Bridge sul fiume Tyne, Newcastle
Fonte: iStock
Il suggestivo ponte sul fiume Tyne a Newcastle

Newcastle sorprende per la varietà delle sue attrazioni. Tra i luoghi più affascinanti troviamo il Castello, un’antica fortezza normanna risalente al 1100 e trasformata in castello medievale, dal quale la città prende il nome. Edificio misterioso e imponente, racconta secoli di storia e offre una vista spettacolare sullo skyline.

Uno dei simboli più riconoscibili è senza dubbio il Millennium Bridge, un’icona moderna che collega la città con Gateshead, sull’altra sponda del fiume Tyne. Il ponte, con il suo inconfondibile design inclinabile, dona viste mozzafiato sia di giorno che di notte. Di grande interesse è anche The Quayside, zona che in passato ospitava un fiorente porto romano e che oggi è diventata uno dei punti più frequentati della città, grazie ai numerosi locali, bar e ristoranti che si affacciano sul fiume e danno vita a un’atmosfera vivace.

Per chi desidera immergersi nella natura, Newcastle offre il Saltwell Park, meraviglioso parco vittoriano che sembra uscito da un dipinto. Con i suoi giardini ben curati, boschetti, un tranquillo laghetto e persino un labirinto di siepi, è un vero rifugio di pace, ideale per una giornata all’aperto. Ma non è l’unico: altrettanto sorprendente è il Jesmond Dene, parco naturale che segue il corso di un fiume e propone una rete di sentieri immersi nel verde. Con le sue cascate e ponti pittoreschi, è perfetto per chi desidera staccare dalla frenesia cittadina e godersi una passeggiata rilassante in un contesto idilliaco.

Passiamo poi allo Grey Street, considerato una delle strade pedonali più belle d’Inghilterra, ombreggiata da splendidi edifici georgiani: qui si trova anche il Grey’s Monument, una maestosa colonna dedicata a Charles Grey, il secondo conte di Grey, che si staglia al centro della piazza.

Grey's Monument Newcastle
Fonte: Ph @Duncan_Andison - iStock
Il Grey’s Monument a Newcastle

Ancora, per gli amanti dell’arte e dell’artigianato, una visita alla Biscuit Factory è d’obbligo. Si tratta di una grande galleria commerciale, dove ammirare e acquistare opere d’arte e oggetti realizzati da artisti e artigiani locali. È uno spazio unico, che celebra la creatività e il talento della scena artistica contemporanea. E che dire, poi, della prestigiosa Laing Art Gallery, museo che custodisce una collezione eccezionale di dipinti, sculture e arte decorativa? Dalle opere dei Preraffaelliti agli impressionisti, ogni sala racconta una storia differente e consente di compiere un viaggio nell’arte britannica e internazionale. Accanto, non si può non citare il BALTIC Centre for Contemporary Art, a Gateshead, sulla riva opposta del fiume. Spazio espositivo all’interno di un ex mulino, è un tempio dell’arte contemporanea, con mostre che spaziano dalle arti visive all’installazione multimediale, attirando artisti da tutto il mondo.

Un’altra tappa da non perdere è il Discovery Museum, per conoscere più a fondo la storia di Newcastle e della sua trasformazione industriale: le mostre raccontano la vita quotidiana, le invenzioni e le scoperte che hanno plasmato la città, rendendola un importante centro di innovazione nel corso dei secoli. Fiore all’occhiello del museo è la Turbinia, la nave a vapore più veloce della sua epoca, simbolo dell’ingegno e della potenza industriale.

Siete affascinati dalla scienza e dalla tecnologia? Allora fa per voi una visita al Life Science Centre, centro interattivo dedicato alla scoperta scientifica, con esposizioni che vanno dallo spazio alla biologia, con attività pratiche e coinvolgenti per visitatori di tutte le età. Il punto forte è il Planetario, che con le proiezioni affascinanti porta i visitatori in un “viaggio tra le stelle”.

Infine, impossibile non citare la Cattedrale di San Nicola, splendido edificio gotico che si erge fiero nel cuore di Newscastle e che, con la sua guglia alta e slanciata, è uno degli esempi più emblematici di architettura ecclesiastica del nord-est: gli interni, dalle vetrate colorate e dai dettagli scolpiti, rappresentano un autentico tesoro spirituale.

Foresta amazzonica: un viaggio nel polmone verde del mondo

15 octobre 2024 à 16:20

Immensa e selvaggia, la foresta amazzonica si estende per una superficie di 7 milioni di km² e, oltre al Brasile, interessa molti altri paesi dell‘America del Sud, tra cui Colombia, Perù, Ecuador, Bolivia, Venezuela, Suriname, Guyana e Guyana francese. Questo ecosistema unico rappresenta il polmone verde del pianeta e ospita una biodiversità incredibile, con milioni di specie vegetali e animali, molte delle quali non si trovano in nessun altro luogo al mondo.

Un viaggio nella foresta amazzonica non è certo tra gli itinerari turistici più comuni, ma secondo le guide più esperte, è di certo uno dei più belli e suggestivi al mondo.

Cosa fare nella Foresta Amazzonica

Se siete alla ricerca di un’avventura unica e indimenticabile, la foresta amazzonica offre molteplici attività da fare. Se non siete proprio degli audaci e degli esperti avventurieri, ma desiderate comunque vivere un’esperienza straordinaria, potreste decidere di programmare un’escursione a bordo di un battello. Questo tipo di viaggio permette di navigare lungo i fiumi, osservando la natura e gli animali che popolano le rive. Con una guida esperta, avrete l’opportunità di ammirare la fauna locale in tutta la sua bellezza, senza la fatica di addentrarvi a piedi nella giungla – esperienza per la quale dovreste prepararvi a dovere!

Qualunque sia il tipo di viaggio che decidete di intraprendere, ci sono alcune tappe fondamentali da non perdere. Generalmente, la maggior parte dei tour inizia da Manaus, la capitale dell’Amazzonia brasiliana. Situata nel cuore della foresta, Manaus è uno dei centri turistici più importanti di tutto il Brasile. Qui si possono visitare attrazioni storiche come il Teatro Amazonas e il mercato municipale, dove si possono acquistare prodotti locali e souvenir. Ma è anche il punto di partenza per molte avventure nella giungla.

Foresta pluviale, Rio delle Amazzoni
Fonte: iStock
La foresta pluviale lungo il Rio delle Amazzoni

A circa 100 km più a nord di Manaus, si trova Anavilhanas, un arcipelago composto da circa 400 isole fluviali. Questo luogo è considerato il più grande arcipelago di isole fluviali di tutto il mondo e rappresenta un ecosistema unico, dove la natura regna sovrana. Navigando tra le isole, avrete la possibilità di vedere una varietà di uccelli, pesci e altre forme di vita selvatica, tutto immerso in una vegetazione lussureggiante.

Un’altra importante base per l’esplorazione della foresta amazzonica è Iquitos, in Perù. Questo è il più importante porto fluviale del Rio delle Amazzoni e offre l’opportunità di intraprendere crociere indimenticabili. Dalla foce del Rio delle Amazzoni, si possono percorrere fiumi secondari che si snodano attraverso la giungla, ognuno con la propria bellezza e biodiversità. Qui vivono circa 2.000 specie di pesci d’acqua dolce e alcune specie di mammiferi acquatici unici, come il delfino rosa e la lontra gigante.

A soli 20 km da Iquitos, la Riserva Nazionale Allpahuayo-Mishana è un altro ecosistema da scoprire. Questa riserva è caratterizzata da una grande varietà di habitat, dalle foreste inondate ai boschi secchi, e ospita una biodiversità straordinaria. Anche qui è possibile pernottare in bungalow immersi nella natura, spesso dotati di comfort moderni.

Non dimenticate di visitare anche la riserva Pacaya-Samiria, una delle aree protette più grandi del Perù, che offre l’opportunità di esplorare la giungla profonda e le sue meraviglie. In queste riserve, gli avvistamenti di fauna selvatica sono all’ordine del giorno: dai caccia-navi ai giaguari, fino a una varietà incredibile di uccelli, le sorprese non mancheranno.

A contatto con la cultura locale

Durante un viaggio nella Foresta Amazzonica potreste facilmente entrare in contatto con i locals, soprattutto durante i tour lungo i villaggi sul fiume. In Brasile, tra le tribù più conosciute ci sono i Ticuna, che vivono lungo il Rio delle Amazzoni e sono coinvolti ormai da tempo in progetti di turismo sostenibile volti a preservare la loro cultura.

In Perù, una delle tribù più famose è quella degli Ashaninka, che abitano le foreste tropicali dell’area centrale del paese. Gli Ashaninka sono rinomati per le loro abilità artigianali e per la produzione di tessuti e ceramiche.

Come prepararsi a un viaggio nella Foresta Amazzonica

Se il vostro spirito avventuroso vi spinge a esplorare più a fondo, ci sono alcuni importanti consigli da seguire. Innanzitutto, è fondamentale trovare una guida seria e affidabile. Non lasciatevi prendere dalla voglia di organizzare tutto da soli: la foresta amazzonica è un luogo meraviglioso, ma anche pieno di insidie. Un tour organizzato con guide esperte può offrirvi una maggiore sicurezza e permettervi di scoprire angoli della giungla che non avreste mai trovato da soli. I “Jungle tour” sono una delle opzioni migliori per esplorare i punti più belli della foresta, con itinerari che variano in base alla durata e al livello di difficoltà.

Giungla, Amazzonia
Fonte: iStock
Un villaggio lungo la foresta pluviale in Amazzonia

Quando vi preparate per un viaggio nella giungla amazzonica, è fondamentale pensare attentamente anche a cosa portare con voi per affrontare le condizioni climatiche e le sfide dell’ambiente. Iniziate scegliendo un abbigliamento traspirante e leggero, preferendo tessuti tecnici che asciugano rapidamente. Optate per pantaloni lunghi per proteggervi dalle zanzare e dai graffi delle piante e non dimenticate magliette a maniche lunghe per schermare la pelle dal sole e dagli insetti. È essenziale avere una giacca impermeabile, poiché le piogge nella giungla possono arrivare all’improvviso. Indossate scarpe da trekking robuste e impermeabili, adatte per terreni bagnati e scivolosi, e portate con voi alcune paia di calze di ricambio, poiché i piedi possono bagnarsi facilmente.

Tra gli accessori, un cappello a tesa larga è utile per proteggervi dal sole e dagli insetti, mentre gli occhiali da sole vi proteggeranno dai raggi UV. Considerate anche di portare dei guanti leggeri per proteggere le mani durante le escursioni. Un zaino impermeabile sarà fondamentale per tenere al sicuro i vostri oggetti personali. È importante rimanere idratati, quindi portate con voi una bottiglia d’acqua riutilizzabile. Infine, un kit di pronto soccorso è indispensabile, e dovreste includere cerotti, disinfettante, antinfiammatori e repellenti per insetti (anche se la maggior parte delle guide nei tour guidati è provvista di kit per le emergenze).

Per quanto riguarda l’elettronica, un caricabatterie portatile vi sarà utile per mantenere carichi i vostri dispositivi. In termini di prodotti per la cura personale, è fondamentale un repellente per insetti per proteggervi dalle punture, insieme a una buona crema solare per evitare scottature.

Luoghi energetici nel mondo, quali sono e dove si trovano

15 octobre 2024 à 11:11

Forse non tutti avrete sentito parlare dei cosiddetti luoghi energetici: si tratta di posti che sono stati scoperti grazie al contributo di Ernst Hartmann, un medico e scrittore tedesco, il quale sosteneva che le persone residenti in determinati luoghi soffrissero di alcune geopatie collegate all’elettromagnetismo terrestre.

Il reticolo ottenuto sul mappamondo è composto da una particolare forma geometrica le cui linee si intersecano, guarda caso, in luoghi in cui sono stati costruiti santuari, antichi luoghi di culto ed edifici sacri alle civiltà remote come egizi e popoli sudamericani. La scienza non conferma certo la presenza di questi punti definiti “ad alta energia” dagli esoterici moderni e ancora oggi non si conosce quale collegamento possa esserci tra civiltà così lontane nel tempo e nello spazio.

Un aspetto affascinante di questi luoghi è la loro connessione attraverso allineamenti energetici. Stonehenge, Mont Saint-Michel e la Piana di Giza (i luoghi energetici per eccellenza), non solo sono importanti singolarmente, ma fanno parte di una rete globale di siti sacri. Questi allineamenti energetici sono stati oggetto di studio da parte di archeologi e esperti di esoterismo, che credono che le antiche civiltà avessero una conoscenza profonda delle energie terrestri e cosmiche, tanto che molti visitatori raccontano di esperienze trascendentali e di una maggiore chiarezza mentale e spirituale durante la loro permanenza in questi luoghi.

Nonostante i diversi dubbi, tuttavia, è certo che questi luoghi continuino ancora oggi a suscitare fascino e interesse: ecco quali sono i principali punti energetici del nostro pianeta.

La Piana di Giza

Tra i più importanti centri energetici mondiali dobbiamo segnalare la piana di Giza, che si trova nel nord dell’Egitto, alle porte della Città del Cairo. In questo luogo sono state costruite le tre piramidi più famose al mondo e la Sfinge, ed è sempre stato considerato fin dall’antichità un posto particolarmente ricco di energia. Il punto energetico esatto si troverebbe dove ora sorge la Grande Piramide di Cheope, che è stata costruita con una precisione sorprendente, allineata con i punti cardinali. Gli antichi egizi credevano che queste strutture fossero collegate all’aldilà e avessero il potere di canalizzare energie cosmiche.

Piramidi di Giza, Egitto
Fonte: iStock
Le spettacolari Piramidi di Giza

Il sito di Stonehenge

Il monumento di Stonehenge, costituito da pesanti monoliti piantati nel terreno che compongono diversi cerchi, risale a quattromila anni fa. Questo luogo è sempre stato considerato sacro fin dai tempi più antichi, e divenne meta di pellegrinaggio dei popoli celtici e di altri culti neopagani. Si pensava fosse stato costruito dai Druidi ma la datazione al radiocarbonio posiziona la struttura intorno al 3100 a.C. e quindi molto più antica.

Situato nel sud-ovest dell’Inghilterra, Stonehenge è un monumento iconico,  con i suoi caratteristici monoliti disposti in cerchi concentrici, uno dei motivi per cui ha sempre esercitato un fascino misterioso, ritenuto sacro e meta di pellegrinaggio per i popoli celtici e culti neopagani.

La sua posizione e l’allineamento astronomico rendono Stonehenge un luogo di particolare importanza energetica. Molti visitatori riferiscono di sentirne l’energia unica, specialmente durante i solstizi e gli equinozi, quando il sole sorge e tramonta in modo spettacolare attraverso le pietre. Qui, la combinazione di storia, mistero e fenomeni naturali crea un’atmosfera di pura spiritualità.

Il Mont Saint-Michel

Mont Saint-Michel, come detto in precedenza, si trova in Francia e più precisamente nella regione della Normandia, nel nord del paese. In questo luogo energetico fu edificato un santuario dedicato all’Arcangelo San Michele. Si trova sulla stessa linea della griglia energetica terrestre che congiunge altri tre santuari dedicati a San Michele, quello di Castel Sant’Angelo sul Gargano e San Michele in Val di Susa, oltre che collegare Stonehenge e Gerusalemme. Oggi, oltre ad essere meta del pellegrinaggio di migliaia di fedeli cristiani, è diventato una destinazione turistica molto famosa di questa zona della Francia.

Ad alimentare il fascino di questo luogo, si aggiunge un fenomeno periodico che attira sempre tantissimi turisti: durante le maree, Mont Saint-Michel diventa un’isola, creando un’atmosfera quasi magica, come se fosse un ponte tra il mondo materiale e quello spirituale.

Mont Saint Michel
Fonte: iStock
Il suggestivo sito del Mont Saint-Michel in Normandia

I luoghi energetici più famosi in Italia

In realtà, anche il nostro Paese non è privo di energia dell’universo, anzi, come spiegato più dettagliatamente in un nostro articolo, sono molti i luoghi energetici che si trovano in Italia.

Il primo santuario, situato sulla Via Micaelica, è la Sacra di San Michele, che si trova in Piemonte, nella Val di Susa. Le origini per il culto di San Michele risalgono al V-VI secolo d.C. Costruita a partire dall’anno 1000 da cinque monaci benedettini su volere del vescovo Annuncone, la Sacra sorge a 962 metri di altezza sul monte Pirchiriano, nelle Alpi Cozie. Secondo la leggenda, l’Arcangelo San Michele apparve al vescovo, ordinando la costruzione del santuario. Questo luogo, che ha ispirato “Il nome della Rosa” di Umberto Eco, è raggiungibile attraverso due sentieri e offre la possibilità di salire 239 scalini per accedere al sito. Gli avventurosi possono anche percorrere la via Ferrata Carlo Giorda.

Il secondo santuario di rilievo è il Monte Sant’Angelo in Puglia, considerato uno dei luoghi energetici più importanti d’Italia. La leggenda narra che il santuario dedicato a San Michele sia stato costruito dagli angeli e consacrato dallo stesso Arcangelo, che apparve al Vescovo di Siponto, rivelandogli la sacralità del luogo. La grotta qui presente è venerata come il fulcro del culto micaelico sul Gargano. Visitando il santuario, si possono esplorare la Basilica, la Cappella Penitenziale e i Musei Tecum, che ospitano cripte longobarde e altri reperti storici.

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