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Aujourd’hui — 28 juillet 2026Flux principal

Riemerge a Gerusalemme il legno carbonizzato del Primo Tempio: una scoperta rarissima

Par : elenausai10
28 juillet 2026 à 11:30

C’è un paradosso nel cuore di questa nuova scoperta archeologica che arriva dal parcheggio Givati, nella Città di Davide: le stesse fiamme che nel 586 a.C. rasero al suolo il Primo Tempio e gran parte di Gerusalemme sono anche ciò che, 2.600 anni dopo, permette agli archeologi di raccontare quella distruzione con una precisione mai raggiunta prima.

Durante gli scavi condotti dall’Israel Antiquities Authority insieme all’Università di Tel Aviv, all’interno del Parco Nazionale delle Mura di Gerusalemme, sono infatti riemerse travi in legno carbonizzate, appartenute al soffitto di un edificio crollato durante la conquista babilonese.

In tutto questo non è la scoperta in sé a colpire, quanto la sua conservazione: l’intonaco delle pareti, sciolto dal calore dell’incendio, ha avvolto il legno ormai carbonizzato come una sorta di sigillo naturale, proteggendolo dall’aria, dall’umidità e dal tempo fino ai giorni nostri.

Una scoperta importante anche per la scienza

Il dato più sorprendente riguarda anche la scienza, non solo l’archeologia. Come spiega Johanna Regev, dell’Israel Antiquities Authority, responsabile dello studio del reperto, è estremamente raro imbattersi in elementi lignei che conservino un numero così alto di anelli di accrescimento.

Le travi ritrovate nella Città di Davide, a Gerusalemme, sono spesse e ricche di anelli, un dettaglio che agli occhi di un non addetto ai lavori potrebbe sembrare marginale, ma che per i ricercatori è invece decisivo: più anelli sono presenti, più stretta può farsi la finestra cronologica della datazione.

Frammento di trave in legno carbonizzata, ricoperta da intonaco biancastro, rinvenuta negli scavi della Città di Davide a Gerusalemme
Reut Vilf, Città di Davide
Le travi carbonizzate emerse dagli scavi del parcheggio Givati, sigillate per 2.600 anni dall’intonaco

Fino a oggi molti reperti dello stesso periodo potevano essere collocati solo all’interno di archi temporali ampi, dell’ordine di alcune centinaia di anni. Grazie a queste travi, quel margine potrebbe restringersi a circa un decennio, un salto di precisione che cambia il modo in cui si può ricostruire, quasi anno per anno, la sequenza degli eventi che portarono alla caduta della città.

Efrat Bocher, direttrice dello scavo, ricostruisce anche la dinamica fisica del ritrovamento: le travi facevano probabilmente parte della copertura di un cortile interno di un edificio del periodo del Primo Tempio e caddero sul pavimento nel momento del crollo. È proprio lì, sepolte sotto i detriti e avvolte dall’intonaco fuso, che sono rimaste indisturbate per millenni.

Le rovine come “paesaggio della memoria”

C’è però un secondo livello di lettura, forse ancora più affascinante di quello scientifico, ed è quello che riguarda le persone tornate a vivere a Gerusalemme dopo la distruzione. Secondo i responsabili dello scavo, non si limitarono a ricostruire cancellando ogni traccia di ciò che era accaduto: scelsero invece, consapevolmente, di lasciare parte delle rovine esattamente dove si trovavano, edificando il nuovo strato urbano sopra di esse.

Resti della distruzione causata da un incendio a Gerusalemme
Reut Vilf, Città di Davide
Resti della distruzione rinvenuti durante gli scavi

Yiftah Shalev, che dirige gli scavi per conto dell’Israel Antiquities Authority insieme al professor Yuval Gadot dell’Università di Tel Aviv, la definisce una forma di “paesaggio della memoria”, un concetto che ricorre in molte culture del mondo e che risponde a un’esigenza profondamente umana: non lasciar svanire la traccia di ciò che è stato. In questo caso, aggiunge Shalev, quella scelta è particolarmente esplicita perché le macerie non furono rimosse, ma trasformate in fondamenta simboliche della città che si stava rialzando.

L’autunno in Europa è più bello (e conveniente) con la nuova promo Wizz Air

Par : elenausai10
28 juillet 2026 à 10:13

C’è chi in estate sta già pensando al viaggio per il prossimo autunno, quando le destinazioni più belle d’Europa cominciano a trasformarsi, tingendosi di una miriade di foglie dorate e ramate. Per molti potrebbe sembrare un pensiero prematuro, soprattutto per chi, all’idea della fine dei mesi caldi, sente già un pizzico di nostalgia. Eppure è proprio questo il momento giusto per iniziare a immaginare come e dove trascorrere la prossima vacanza autunnale, complice anche la nuova promozione flash lanciata da Wizz Air.

Prenotando entro la mezzanotte di oggi, 28 luglio 2026, potrete acquistare i vostri voli con il 15% di sconto e partire nel periodo compreso tra il 21 settembre e il 10 dicembre 2026. Dove andare? Ecco le mete che vi consigliamo!

Da Bari a Sofia

Sofia si trasforma in qualcosa di magico quando le foglie iniziano a cambiare colore! Basti pensare ai suoi parchi, che esplodono in tonalità dorate e ramate, e alle temperature più fresche che rendono le passeggiate un vero piacere, e non solo in città.

Gli appassionati di turismo attivo possono salire sul monte Vitosha, quello che viene considerato il “giardino dietro casa” di Sofia. Per chi ha tempo e vuole andare oltre la città, questo è il periodo ideale anche per fare un’escursione ai Sette Laghi di Rila, i laghi glaciali situati a un’altitudine compresa tra i 2.100 e i 2.500 metri.

L’autunno è anche la stagione del raccolto in Bulgaria, il che si traduce in prodotti freschi nei mercati, feste del vino a settembre e una cucina tradizionale sostanziosa, perfetta per il clima più fresco.

Da Milano Malpensa a Santander

Chi cerca una meta meno scontata, troverà in Santander, nel nord della Spagna, la destinazione ideale. Da qui, potrete andare alla scoperta dei tesori più preziosi della Cantabria unendo natura, architettura e storia. Sono diversi i luoghi da inserire nell’itinerario: dalla Foresta di Sequoie, dove imponenti sequoie creano un’atmosfera magica, al Capricho de Gaudí, un capolavoro bizzarro e dai colori vivaci tipico dell’architettura modernista, fino a Santillana del Mar, rinomata come uno dei borghi medievali più belli del Paese.

A Santander, invece, una visita al Palacio de la Magdalena è d’obbligo. Questa ex residenza reale, affacciata sul mare, offre uno spaccato affascinante del passato della regione.

Da Torino a Malaga

Se cercate le atmosfere autunnali, ma con temperature un po’ più gradevoli, la meta è Malaga, dove potreste arrivare con la valigia piena di vestiti caldi e ritrovarvi poi a toglierli strato dopo strato. L’autunno è il momento in cui la città torna a respirare dopo la frenesia estiva: il ritmo si fa più lento e i malagueños si riprendono le proprie terrazze.

Da non perdere l’Alcazaba, che in questo periodo si può visitare senza le file infinite dell’estate, e la cattedrale, sempre affascinante, ma decisamente più godibile senza le grandi folle. Infine, regalatevi il tramonto autunnale dal Gibralfaro, con il sole più basso che proietta ombre lunghe sul porto e sulla città sottostante.

Svelati i Paesi migliori in cui trasferirsi per cambiare vita: la nuova classifica

28 juillet 2026 à 07:30

Cambiare vita, trasferirsi all’estero e ricominciare in un nuovo Paese, complici le ultime crisi sul mercato del lavoro e l’inflazione crescente, è un sogno sempre più diffuso, non più solo tra i giovanissimi. Ma quali sono davvero le destinazioni migliori per chi decide di lasciare la propria nazione d’origine? A rispondere è la nuova classifica Expat Insider 2026, realizzata da InterNations, uno dei più grandi network globali dedicati agli espatriati.

L’indagine ha analizzato l’esperienza di chi vive fuori dal proprio Paese considerando diversi aspetti fondamentali: qualità della vita, facilità di integrazione, situazione economica, lavoro, burocrazia, costo della vita e soddisfazione personale. Secondo la ricerca, il podio mondiale è dominato ancora una volta da destinazioni lontane dall’Europa: Panama conquista il primo posto per il terzo anno consecutivo, seguito da Messico e Thailandia, mete apprezzate soprattutto per il clima, l’accoglienza degli abitanti e un costo della vita considerato più accessibile.

Tra le sorprese della classifica 2026 spiccano anche Spagna e Portogallo, che confermano il loro fascino per gli expat europei, mentre diversi Paesi del Vecchio Continente finiscono nelle ultime posizioni, penalizzati soprattutto dalla difficoltà di creare legami sociali e dal peso della burocrazia.

La classifica dei migliori Paesi al mondo dove espatriare nel 2026

La classifica Expat Insider 2026 di InterNations fotografa un cambiamento interessante nelle preferenze di chi sceglie di trasferirsi all’estero. Le destinazioni più apprezzate non sono necessariamente quelle con gli stipendi più alti, ma quelle capaci di offrire un equilibrio tra benessere quotidiano, rapporti umani, sostenibilità economica e facilità di ambientamento.

Sul gradino più alto del podio c’è appunto Panama, che conquista il titolo di miglior Paese per gli espatriati grazie alla combinazione tra clima tropicale, buone opportunità economiche e una popolazione percepita come particolarmente accogliente – nonché se ne apprezza anche la facilità nel trovare casa. A Panama, ben l’87% degli espatriati dichiara infatti di essere soddisfatto della propria vita all’estero, contro una media globale del 70%. Il Paese conquista il primo posto anche per la gestione delle finanze personali: il 90% degli expat ritiene sufficiente il proprio reddito disponibile per vivere comodamente.

Skyline di Panama
iStock
Panama è il miglior Paese al mondo dove espatriare

Il Messico si distingue invece per la capacità di far sentire accolti gli stranieri: il 73% degli espatriati afferma che è facile creare amicizie con persone del posto, mentre la Thailandia conquista il titolo di Paese con gli expat più felici al mondo, con l’86% dei residenti stranieri soddisfatti della propria esperienza all’estero.

Bangkok, Thailandia
iStock
Panorama di Bangkok

Ecco la classifica completa dei migliori e peggiori Paesi per gli espatriati nel 2026:

  1. Panama;
  2. Messico;
  3. Thailandia;
  4. Emirati Arabi Uniti;
  5. Brasile;
  6. Spagna;
  7. Singapore;
  8. Portogallo;
  9. Malesia;
  10. Lussemburgo;
  11. Indonesia;
  12. Vietnam;
  13. Oman;
  14. Qatar;
  15. Costa Rica;
  16. Colombia;
  17. Filippine;
  18. Grecia;
  19. Paesi Bassi;
  20. Australia;
  21. Nuova Zelanda;
  22. Finlandia;
  23. Irlanda;
  24. Francia;
  25. Giappone;
  26. Svizzera;
  27. Canada;
  28. Regno Unito;
  29. Turchia;
  30. Germania;
  31. Norvegia.

Perché l’Europa e i Paesi nordici perdono terreno

Il dato più curioso dell’edizione 2026 riguarda proprio l’Europa. Nonostante molti Paesi europei continuino a garantire elevati standard di sicurezza, servizi pubblici efficienti e qualità ambientale, diversi Stati scivolano verso il fondo della classifica. Se i primi posti premiano soprattutto accoglienza e qualità della vita quotidiana, le ultime posizioni evidenziano quanto l’integrazione sociale sia diventata un elemento decisivo nella scelta di una destinazione.

La Norvegia chiude la classifica al 31° posto: meno della metà degli espatriati (46%) si dichiara soddisfatta della propria vita nel Paese, contro una media mondiale del 70%. Il problema principale sembra essere la difficoltà nel creare relazioni: il 72% degli expat considera complicato fare amicizia con persone locali.

Healthy City Index 2026: la prima in classifica
iStock
Oslo, capitale della Norvegia

Anche la Germania, al 30° posto, paga soprattutto la burocrazia e la difficoltà di ambientamento. Il 61% degli espatriati giudica complesso affrontare le procedure amministrative, mentre oltre la metà (55%) indicava la barriera linguistica come una delle principali preoccupazioni prima del trasferimento.

La Turchia, al 29° posto, viene invece penalizzata dalla situazione economica e lavorativa: il 61% degli expat valuta negativamente lo stato dell’economia del Paese, contribuendo al risultato più basso nella categoria “Working Abroad”.

Gdynia diventa patrimonio UNESCO: viaggio nella città polacca nata dal mare e dal modernismo

27 juillet 2026 à 18:54

Da piccolo villaggio di pescatori a città simbolo dell’architettura modernista europea: ecco come l’attualità riscrive la storia di Gdynia, sulla costa del Mar Baltico, una trasformazione urbana realizzatasi in pochi decenni. Nel 2026 il centro modernista della città polacca è entrato ufficialmente nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, conquistando un riconoscimento che premia i suoi edifici, ma soprattutto una visione innovativa di città nata tra gli anni Venti e Trenta del Novecento.

A differenza di molti siti UNESCO legati ad antiche rovine, castelli o centri medievali, Gdynia racconta una storia contemporanea, quella di una città progettata da zero per diventare il grande porto della Polonia indipendente, un luogo dove architettura, mare e qualità della vita dovevano convivere in equilibrio.

Il nuovo sito UNESCO comprende il cuore storico della città, un’area di circa 87,9 ettari dove ancora oggi si possono ammirare edifici dalle linee moderne, ampie strade e quartieri progettati secondo i principi del modernismo europeo. Un riconoscimento che invita anche i viaggiatori a scoprire una Polonia diversa, lontana dai percorsi più conosciuti: una destinazione affacciata sul Baltico dove il fascino del mare incontra una delle più interessanti esperienze urbanistiche del Novecento.

Perché Gdynia è diventata patrimonio UNESCO

La particolarità di Gdynia nasce dalla sua storia straordinaria. All’inizio del Novecento era soltanto un piccolo villaggio costiero, ma dopo la nascita della Seconda Repubblica Polacca venne scelta come sede del nuovo grande porto nazionale.

Gdynia, il capolinea del Baltic Express
iStock
Veduta della città di Gdynia

Tra gli anni Venti e Trenta la città cambiò completamente volto: architetti e urbanisti furono chiamati a creare un centro moderno, funzionale e aperto al futuro, capace di rappresentare l’identità di una Polonia indipendente. Quello che ne venne fuori fu un esempio unico di pianificazione urbana modernista. Gli edifici vennero progettati per offrire maggiore luce naturale, spazi più salubri e un migliore rapporto tra abitazioni, verde e ambiente marittimo.

Proprio questa armonia tra architettura e paesaggio è uno degli elementi che hanno convinto l’UNESCO. Il riconoscimento premia anche la capacità della comunità locale di preservare questo patrimonio nel tempo, dopo oltre vent’anni di studi, restauri e attività di tutela.

Cosa vedere a Gdynia

Visitare Gdynia significa immergersi in una città dove il modernismo non è confinato nei musei, ma è ancora parte della vita quotidiana. Il centro storico UNESCO permette di scoprire palazzi dalle forme geometriche, grandi viali e architetture che raccontano l’ottimismo e la fiducia nel progresso tipici degli anni tra le due guerre mondiali.

piazza Kosciuszko a Gdynia
iStock
Vista di Piazza Kosciuszko a Gdynia

Tra gli elementi più affascinanti c’è il rapporto continuo con il mare: il porto, il lungomare e gli spazi pubblici furono pensati come parti integrate della città, creando un ambiente urbano in cui abitanti e visitatori potessero vivere a stretto contatto con il Baltico. Oltre all’architettura, Gdynia conta musei, passeggiate panoramiche e atmosfere rilassate da città costiera. È una delle tappe principali della cosiddetta Tri-City polacca, insieme alle vicine Danzica e Sopot, in un itinerario che unisce storia, cultura e mare.

Hier — 27 juillet 2026Flux principal

Le spiagge dello sbarco in Normandia sono patrimonio UNESCO, un viaggio tra storia e memoti

27 juillet 2026 à 17:06

Ci sono luoghi che la storia e persino il cinema hanno reso immortali e che, ancora oggi, riescono a trasmettere la stessa emozione. È il caso delle spiagge dello sbarco in Normandia, protagoniste di alcune delle immagini più potenti della Seconda guerra mondiale e riportate sul grande schermo in film come Salvate il soldato Ryan, che ha raccontato la drammaticità dello sbarco di Omaha Beach.

Oggi queste coste francesi, dove il 6 giugno 1944 iniziò una delle operazioni militari più importanti della storia, ricevono un nuovo prestigioso riconoscimento: il Sistema dei siti commemorativi dello sbarco in Normandia è entrato nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Il tratto di costa affacciato sulla Manica, lungo circa 80 chilometri tra i dipartimenti della Manica e del Calvados, comprende le cinque celebri spiagge con i nomi in codice Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword, oltre a luoghi simbolo come Pointe du Hoc, la batteria tedesca di Longues-sur-Mer e il porto artificiale di Arromanches. Oggi questo paesaggio si configura come un itinerario della memoria dove bunker, musei, monumenti e resti delle grandi opere militari raccontano ai posteri il coraggio dei soldati e il valore universale della pace.

Perché le spiagge dello sbarco in Normandia sono patrimonio UNESCO

L’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO riconosce il valore storico e simbolico di un luogo che il 6 giugno 1944 cambiò il destino dell’Europa. Quel giorno ebbe inizio l’operazione Overlord, la più grande operazione anfibia della storia militare, con lo sbarco delle forze alleate sulle coste normanne per avviare la liberazione della Francia dall’occupazione nazista.

Omaha Beach, spiaggia dello sbarco in Normandia
iStock
Suggestiva veduta di Omaha Beach

Le cinque spiagge principali, conosciute ancora oggi con i loro nomi in codice – Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword – raccontano episodi diversi di quella giornata. Ogni tratto di costa conserva bunker, monumenti, musei e testimonianze che permettono ai visitatori di ricostruire gli eventi e comprendere il prezzo umano di quella battaglia.

Il riconoscimento UNESCO premia però una dimensione ancora più ampia: queste coste sono diventate negli anni un luogo di incontro tra popoli, un simbolo della riconciliazione franco-tedesca e uno spazio dedicato alla trasmissione dei valori di pace alle nuove generazioni. La candidatura, avviata dalla Regione Normandia nel 2008, ha richiesto quasi vent’anni di lavoro e ha ricevuto anche il sostegno di oltre 70 mila firme.

Cosa vedere sulle spiagge dello sbarco in Normandia

Visitare questo tratto di costa significa attraversare un vero museo a cielo aperto, dove natura e storia si incontrano. Il percorso UNESCO comprende alcuni dei luoghi più significativi del D-Day.

Omaha Beach

Tra tutte le spiagge dello sbarco, Omaha Beach è probabilmente quella più conosciuta.
Qui il 6 giugno 1944 le truppe americane affrontarono una delle resistenze più difficili dell’intera operazione. Oggi la lunga distesa di sabbia è un luogo silenzioso, dove monumenti e memoriali ricordano i soldati che persero la vita durante lo sbarco.

Omaha Beach
iStock
La spiaggia di Omaha

Utah Beach

Utah Beach fu una delle due spiagge assegnate alle forze statunitensi e rappresentò un punto strategico per creare un collegamento con l’entroterra normanno. Oggi ospita musei e testimonianze dedicate all’operazione militare, permettendo di comprendere la complessità logistica dello sbarco.

Gold, Juno e Sword

Le tre spiagge orientali furono affidate principalmente alle forze britanniche e canadesi. Gold Beach fu teatro dell’avanzata britannica verso l’interno, Juno Beach racconta il ruolo fondamentale dei soldati canadesi, mentre Sword Beach rappresentò il punto più vicino a Caen, una città strategica per il controllo della regione.

Caen
iStock
Vista di Juno Beach

Pointe du Hoc e Arromanches

Oltre alle cinque spiagge principali, il sito UNESCO comprende anche luoghi diventati simbolo dell’ingegno e del coraggio durante il D-Day.

Pointe du Hoc
iStock
Sguardo su Pointe du Hoc

A Pointe du Hoc le truppe americane affrontarono una delle missioni più difficili, scalando le alte falesie sotto il fuoco nemico per neutralizzare una batteria tedesca. Ad Arromanches-les-Bains si possono invece osservare i resti del porto artificiale costruito dagli Alleati, una straordinaria opera di ingegneria che permise di far arrivare uomini, mezzi e rifornimenti sulle coste francesi.

Dall’Australia a Oxford: le università più belle del mondo secondo il Prix Versailles 2026

27 juillet 2026 à 16:09

In genere, si pensa che la scelta dell’università dipenda unicamente dal prestigio accademico della stessa, ma non sempre è così perché c’è anche chi, almeno per un momento, sogna di studiare in un luogo capace di lasciare senza fiato anche per la sua architettura ed il contesto in cui è inserito.

Nel 2026 il Prix Versailles, prestigioso premio internazionale dedicato all’architettura contemporanea, ha selezionato le otto università più belle del mondo, premiando edifici che ridefiniscono il concetto stesso di campus.

Dalle biblioteche trasformate in capolavori di design ai centri di ricerca immersi nel verde, passando per spazi pensati per favorire collaborazione, sostenibilità e benessere, questi progetti dimostrano come l’architettura oggi possa diventare parte integrante dell’esperienza universitaria. Ecco quali sono le strutture che hanno conquistato il riconoscimento internazionale nel 2026, luoghi intrisi di cultura che possono rivelarsi una tappa interessante da inserire durante un viaggio nei dintorni.

UNSW Sydney (Australia)

L’Health Translation Hub della UNSW Sydney si ispira alle dune costiere australiane, con una facciata progettata per ridurre sensibilmente l’irraggiamento solare senza rinunciare alla luminosità degli spazi interni. Il complesso integra ricerca, didattica, pratica clinica e industria in un unico edificio, diventando un punto di riferimento per la medicina del futuro. Grande attenzione è stata dedicata anche alla cultura aborigena, presente nel paesaggio e negli spazi comuni attraverso specie vegetali autoctone e richiami alla tradizione locale.

Health Translation Hub, UNSW Sydney
Ph. Hufton + Crow
Vista interna dell’Health Translation Hub universitario

Università di Cambridge (Regno Unito)

Il Ray Dolby Centre rappresenta il più grande centro britannico dedicato alla fisica. Ospita 173 laboratori, sale bianche e spazi altamente tecnologici progettati per garantire il massimo controllo di vibrazioni, umidità e temperatura. L’architettura punta sulla collaborazione, con ampi atri, aree comuni e percorsi aperti che favoriscono l’incontro tra studenti, ricercatori e visitatori, rendendo la scienza accessibile anche al grande pubblico.

Ph. Kilian O'Sullivan
Vista interna del Ray Dolby Centre

Università di Oxford (Regno Unito)

Il Stephen A. Schwarzman Centre for the Humanities riunisce per la prima volta tutte le principali discipline umanistiche dell’Università di Oxford sotto lo stesso tetto. Al centro dell’edificio si trova un imponente atrio sormontato da una cupola scenografica, mentre gli spazi comprendono anche una sala concerti, un teatro, un cinema e aree espositive aperte alla città. Un progetto che coniuga tradizione architettonica e innovazione culturale, diventando il cuore pulsante delle scienze umane.

Schwarzman Centre for the Humanities
Ph. Hufton + Crow
La cupola dorata del Schwarzman Centre for the Humanities

Università di Amsterdam (Paesi Bassi)

La nuova Biblioteca Universitaria nasce dalla riqualificazione di un antico complesso ospedaliero storico. Il cuore del progetto è un grande atrio coperto da una struttura ispirata alle nervature di una foglia, capace di massimizzare la luce naturale e migliorare il comfort climatico. La famosa scala “Tree of Wisdom” e una facciata decorata con una poesia tradotta in 24 lingue trasformano la biblioteca in un simbolo di inclusione e conoscenza.

Amsterdam University Library
Ph. Ronald Tilleman
L’Amsterdam University Library

Università dell’Arkansas (Stati Uniti)

L’Anthony Timberlands Center è molto più di un edificio universitario: è un laboratorio vivente dedicato all’architettura e al design. Realizzato quasi interamente in legno massiccio, permette agli studenti di osservare direttamente tecniche costruttive innovative, grazie a una struttura completamente a vista, grandi laboratori e un enorme spazio aperto dedicato alla sperimentazione.

Ph. Timothy Hursley
L’Anthony Timberlands Center

Claremont McKenna College (Stati Uniti)

Il Robert Day Sciences Center, progettato dallo studio BIG di Bjarke Ingels, riunisce informatica, data science e scienze della vita in un unico edificio. L’atrio centrale, ottenuto ruotando i diversi volumi della struttura, crea connessioni visive tra i laboratori e favorisce il dialogo tra discipline tradizionalmente separate. Un’architettura pensata per stimolare collaborazione e innovazione.

Robert Day Sciences Center, Claremont McKenna College
Ph. Laurian Ghinitoiu
Il Robert Day Sciences Center

Università di Harvard (Stati Uniti)

Il David Rubenstein Treehouse reinventa il tradizionale centro conferenze universitario trasformandolo in uno spazio immerso nella natura. Progettato dall’architetta Jeanne Gang, combina legno massiccio e calcestruzzo a basse emissioni, offrendo terrazze panoramiche, grandi ambienti di incontro e soluzioni sostenibili che rafforzano il rapporto tra architettura, ambiente e comunità accademica.

Ph. Jason O’Rear
La Rubenstein Treehouse

Università Johns Hopkins (Stati Uniti)

Il Bloomberg Student Center è il primo edificio del campus interamente dedicato alla vita studentesca. Organizzato come un piccolo villaggio composto da padiglioni in legno, ospita oltre 200 associazioni, spazi artistici, teatri, sale musica, laboratori e aree ristoro. Alimentato anche da oltre mille pannelli fotovoltaici, rappresenta un modello di campus sostenibile dove socialità, creatività e benessere diventano parte integrante della formazione universitaria.

Ph. Laurian Ghinitoiu
Il Bloomberg Student Center

Il Castello Svevo di Porto Recanati torna al suo antico splendore e si può visitare gratis

Par : losiangelica
27 juillet 2026 à 14:00

Chi trascorre le vacanze nelle Marche ha un motivo in più per fermarsi a Porto Recanati: dopo un attento lavoro di restauro il castello Svevo sul lungomare riapre le porte e ci si può entrare visitandolo gratuitamente. Il sindaco Michelini ha tagliato simbolicamente il nastro il 19 luglio dando vita a un progetto che l’amministrazione portava avanti da tempo.

Il restauro del Castello Svevo

Il Castello Svevo di Porto Recanati, borgo amatissimo della riviera del Conero, è uno dei simboli della costa marchigiana, ma prima della riapertura è stato necessario un importante intervento di restauro per recuperare le parti danneggiate. C’è stata anche la ristilatura dei giunti, un intervento che serve a consolidare e preservare le mura per i prossimi decenni. E poi l’illuminazione: un nuovo impianto a LED che di sera trasforma il castello in tutta un’altra cosa, con la torre e i camminamenti che si accendono sul buio del mare.

Il finanziamento, circa 915.000 euro, arriva dal bando regionale Marche Infrastrutture 2032. Dietro il progetto ci sono state parecchie mani: il Comune, la Regione Marche, la Soprintendenza di Ascoli Piceno e Macerata, oltre a professionisti e imprese che si sono susseguiti nel cantiere.

Come visitare il Castello Svevo

Per tutto luglio si può salire gratuitamente sui camminamenti di ronda e sulla Torre Sveva ogni martedì e venerdì, dalle 10 alle 11 e dalle 17 alle 18; due fasce orarie che danno modo di godersi la luce del mattino o del tramonto.

Dentro il castello, oltre al percorso panoramico, trovate anche altro. C’è la Pinacoteca Comunale “A. Moroni”, nata dalla donazione del giurista locale Attilio Moroni, con uno spazio dedicato al pittore Biagio Biagetti. C’è la mostra archeologica permanente “Storia di un paesaggio rivelato”, che racconta l’antica città romana di Potentia. E c’è l’Arena “Beniamino Gigli”, che d’estate diventa palcoscenico per concerti e spettacoli, uno dei punti di riferimento per la musica dal vivo su tutta la costa.

La storia del Castello Svevo

Per capire perché questo posto conta così tanto per Porto Recanati bisogna tornare indietro fino al 1229. Fu allora che l’imperatore Federico II di Svevia concesse ai recanatesi le terre tra i fiumi Musone e Potenza, autorizzando la costruzione di un porto commerciale e di una fortezza a difesa della costa dalle incursioni piratesche. Da lì nacque il primo nucleo di quello che sarebbe diventato Porto Recanati.

Nei secoli successivi il complesso è cresciuto. Nel Trecento è arrivata una seconda torre, pensata per controllare i collegamenti tra il porto e l’entroterra, mentre la corte interna per lungo tempo ha ospitato la comunità legata alle attività portuali, prima che l’abitato si espandesse oltre le mura. Ancora oggi, sul lato rivolto verso il mare, resta visibile lo stemma della città di Recanati, un dettaglio che vale la pena cercare quando siete lassù.

Se passate da queste parti a luglio, insomma, vale la pena mettere in agenda una tappa al castello. Non capita spesso di camminare su mura che difendevano un porto dai pirati, con l’Adriatico che si apre davanti e le colline marchigiane alle spalle.

Il Guardian celebra le sagre italiane: è così che si scopre l’Italia più vera

Par : losiangelica
27 juillet 2026 à 13:00

Esplorare l’Italia è un sogno per molti stranieri e oltre ai monumenti c’è la tradizione culinaria ad attirarli. Il Guardian ha deciso di raccontare il Belpaese mostrando una realtà molto cara a noi local, ma poco conosciuta all’estero: quella delle sagre. Non si tratta di fiere, spesso sono eventi in piccole piazze con tavolate lunghe dove il profumo delle specialità sovrasta tutto.

Scopriamo insieme perché le sagre italiane hanno conquistato la stampa estera e quali sono le più famose dell’estate 2026 che stanno facendo il giro del mondo.

Le sagre italiane conquistano il Guardian

Il giornalista del Guardian mostra come le sagre di paese facciano parte della tradizione italiana e invita i turisti a visitarle durante le vacanze dell’estate 2026. I prezzi competitivi sono senza dubbio uno dei motivi per non perdersele, ma anche il fatto di uscire dai circuiti del lusso per trovare un impiattamento più rustico e preparazioni che si avvicinano davvero a quella che è la preparazione casalinga. Insomma, le sagre stanno facendo il giro del mondo per un motivo chiaro: l’autenticità e i sapori veraci. Da Nord a Sud le specialità gastronomiche e del periodo prendono vita accompagnate da musica e divertimento.

Le sagre raccontate e da non perdere

Tra le tappe che il Guardian consiglia di seguire, ce ne sono almeno sei che meritano un giro apposta, anche a costo di allungare il viaggio di qualche ora. A Cannole, in provincia di Lecce, al 10 al 14 agosto va in scena la festa della Municeddha, dedicata alla piccola lumaca che da sempre fa parte della cucina di casa in quella zona. Si mangia in tre modi: al sugo, in umido con cipolla e olio, oppure arrosto, e si stacca dal guscio con uno stuzzicadenti, in piedi, tra bancarelle e musica.

Risalendo fino alle Marche, a Campofilone, dal 7 al 10 agosto trovate la sagra dei Maccheroncini di Campofilone IGP, attiva ininterrottamente dal 1964: una pasta all’uovo sottilissima, cotta in un minuto e condita con un ragù misto di carne su grandi taglieri di legno.

La Sicilia conquista tutti con la sagra della Cipolla Giarratana, dedicata alla cipolla dolce e piatta riconosciuta dai presìdi Slow Food, servita cruda, ripiena o dentro la scaccia, la focaccia sottile tipica della zona. Dal 12 al 14 agosto è imperdibile.

In Campania, verso l’interno del Cilento, il paese di Felitto ospita dal 13 al 23 agosto la sagra del Fusillo Felittese: qui il fusillo viene ancora arrotolato a mano attorno a un ferro sottile e servito con ragù di castrato o di vitello. Conviene mettere in conto mezza giornata solo per arrivarci.

Tra Modena e Bologna, a Castelfranco Emilia, dal 4 al 14 settembre si tiene la sagra del Tortellino Tradizionale, legata alla leggenda del tortellino nato dall’ombelico di Venere intravisto da un oste attraverso una serratura. Il piatto viene servito nel brodo di cappone, con tanto di corteo in costume rinascimentale per le vie del centro.

Più a nord, a Vipiteno, in Alto Adige, il 13 settembre una tavolata di 400 metri attraversa il centro storico per la sagra dei Canederli: piatti che arrivano in brodo, con speck e funghi, oppure dolci, con albicocche o prugne.

Ticket d’ingresso sulle Dolomiti come a Venezia? La proposta contro l’overtourism

Par : losiangelica
27 juillet 2026 à 11:30

Se avete in programma una gita alle Tre Cime di Lavaredo questa estate, forse è meglio che sappiate a cosa andate incontro. Le foto che stanno facendo il giro di Instagram, Facebook e TikTok mostrano file chilometriche e pullman che si accalcano sui parcheggi oltre a sentieri che sono tutto fuorché il ritratto della pace per un’escursione in alta quota.

Il dibattito sull’overtourism nelle Dolomiti è tornato a scaldarsi, e stavolta la discussione si sta spostando in fretta dalle chat tra escursionisti ai tavoli istituzionali, tanto che spunta l’ipotesi di un ticket a pagamento proprio come a Venezia.

Dolomiti vittime di overtourism

Ad Auronzo, il comune che gestisce l’accesso principale alle Tre Cime, la prenotazione obbligatoria esiste già da un po’. Il sindaco Dario Vecellio Galeno lo rivendica con una certa soddisfazione: racconta che il modello adottato ha attirato l’attenzione persino della Francia, che starebbe studiando come replicarlo.

Secondo il primo cittadino, però, ci sono ancora troppe persone che arrivano senza prenotazione, si accodano sperando che nessuno controlli, o salgono a bordo di pullman che ignorano del tutto il sistema di prenotazioni. Anche a Dobbiaco, poco distante, il sindaco Martin Rienzner descrive una situazione che negli ultimi due o tre anni è letteralmente esplosa. Non parla di chi cammina dalla valle per godersi la montagna con calma, ma di chi arriva in auto solo per il selfie di rito e riparte dopo un’ora.

Dolomiti, scatta l’ipotesi ticket d’ingresso

Non tutti sono d’accordo sulla strada da seguire. Da Belluno, Walter De Cassan, che presiede Federalberghi, è tornato a chiedere un biglietto d’ingresso per l’area UNESCO delle Dolomiti, sul modello già sperimentato a Venezia. Frena invece Cortina, dove il sindaco Lorenzi fa notare che servirà parecchio lavoro tra tecnologie, personale e controlli. Spiega che bisogna agire con calma, trovando una soluzione efficace e ben studiata ma soprattutto non improvvisata.

Un altro punto caldo è quello del lago di Sorapis dove l’amministrazione ha già provveduto a limitare i parcheggi ma i numeri continuano a crescere a causa di un effetto social incontrollabile.

Non tutte le Dolomiti soffrono l’overtourism

C’è anche chi invita a non generalizzare. Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno, ricorda che non tutta l’area Unesco delle Dolomiti soffre di questo problema. Ci sono un paio di situazioni davvero fuori scala, dice, ma trattarle come se fossero la norma rischia di dare un’immagine distorta di un territorio che, nella maggior parte dei casi, offre ancora spazio e qualità.

La sua proposta è duplice: da un lato serve una regia comune tra le Province autonome e la Regione Veneto per gestire i valichi più critici, dall’altro bisognerebbe iniziare a raccontare e promuovere le zone meno affollate, quelle che gli influencer di solito si dimenticano di raccontare. Una possibile soluzione è dunque proporre delle alternative alle Tre Cime, al lago di Sorapis e a quello di Braies per puntare ad altre località altrettanto belle ma meno conosciute sui social.

Lago di Braies in estate
iStock
Il lago di Braies è diventato iconico

Convocazione Consigli di Quartiere: Villaggio Lamarmora

27 juillet 2026 à 10:33

Convocazione riunione del 29/07/2026

La S.V. è invitata a partecipare alla riunione del Consiglio di Quartiere, convocata online sulla piattaforma Google Meet per il giorno 29/07/2026, alle ore 22.00, per discutere dei seguenti punti all’ordine del giorno:

1)Approvazione verbale sedute precedenti

2) Votazione progetto “L’edicola del Villaggio”

3) Varie ed eventuali

I cittadini che vorranno partecipare in qualità di uditori dovranno scrivere una mail entro martedì 28/07/2026 per ricevere le istruzioni per partecipare alla riunione al seguente indirizzo mail:

quartierevillaggiolamarmora@comune.biella.it

 

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I voli per la primavera 2027 di easyJet sono già in vendita, ecco le mete top più convenienti

Par : losiangelica
27 juillet 2026 à 10:22

Sembra lontana, ma in realtà la primavera 2027 è più vicina di quanto si possa pensare… soprattutto con easyJet che ha già messo in vendita i voli con partenze a prezzi top tra il 22 marzo e il 13 giugno 2027.

Motivo in più per dare uno sguardo già da ora? Sono inclusi vari ponti, tra cui quelli delle vacanze di Pasqua, e si sa che i posti più convenienti vanno a ruba subito. Ecco alcune idee da tenere in considerazione.

Da Milano Linate ad Amsterdam

Una buona idea per la primavera? È Amsterdam. Nonostante le temperature non siano le stesse italiane, torna a fiorire ed è anche un buon periodo per vedere la città riempirsi di tulipani. I biglietti da Milano Linate sono super convenienti: si vola con meno di 36 euro.

Il centro si gira facilmente a piedi, ma la bicicletta resta il modo più tipico per spostarsi. Potete seguire i canali del Jordaan, fermarvi nei caffè di De Pijp oppure attraversare il Vondelpark nelle ore più tranquille della mattina.

Per i musei, le scelte più note restano il Rijksmuseum e il Van Gogh Museum. Conviene prenotare per tempo, soprattutto nei weekend e durante le festività. Non serve però riempire ogni ora: Amsterdam funziona bene anche quando vi lasciate guidare dai quartieri, dai ponti e dalle strade laterali. In primavera vale la pena considerare anche una gita fuori città. I campi fioriti e il parco di Keukenhof attirano molti visitatori tra marzo e maggio. È uno dei periodi più fotografati dell’anno, ma anche uno dei motivi principali per scegliere questa stagione.

Campi di tulipani in città ad Amsterdam
iStock
Amsterdam, perfetta in primavera

Da Roma a Nizza

Da Roma potete volare a Nizza con tariffe a partire da 43 euro, dove la primavera arriva presto e ci si gode ottime giornate di sole in riva al mare. La Promenade des Anglais costeggia il mare per diversi chilometri ed è perfetta per una passeggiata, soprattutto nel tardo pomeriggio. Poco distante trovate la Vieux Nice, con facciate colorate, vicoli stretti, mercati e locali dove fermarsi senza troppi programmi.

Salite sulla collina del Castello per osservare la città dall’alto. Del castello resta poco, ma il panorama sul porto e sulla Baie des Anges vale la deviazione. Nelle giornate limpide la vista si apre su buona parte della costa. Nizza è anche una base pratica per esplorare la Riviera francese. In treno potete raggiungere facilmente località come Antibes, Cannes, Mentone o Monaco. In primavera gli spostamenti sono più piacevoli e le località della costa conservano un ritmo meno frenetico.

Il lungomare di Nizza
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Nizza in primavera è un incanto

Da Napoli a Lione

Con meno di 28 euro potete volare da Napoli a Lione. È probabilmente l’abbinamento più curioso tra le proposte della primavera easyJet: due città lontane per stile e geografia, ma unite da una reputazione gastronomica difficile da ignorare.

Lione è la capitale dell’alta cucina con i bouchon e i piatti che hanno segnato la gastronomia francese. In primavera le rive dei fiumi diventano uno dei luoghi più frequentati. Si passeggia, si pedala, ci si ferma nei locali galleggianti. Anche il grande Parc de la Tête d’Or merita qualche ora, soprattutto nelle giornate di sole.

Scorcio sulla Vecchia Lione
iStock
Lione, la meta gastronomica della primavera

Convocazione Consigli di Quartiere: Pavignano – Vaglio Colma

27 juillet 2026 à 08:26

Convocazione riunione del 30/07/2026

invito la S.V. a partecipare alla riunione del Consiglio di Quartiere che si terrà : GIOVEDI’ 30/07/2026 alle ore 20.45 nella sala sita in via L. Rappis n. 11 per la trattazione del seguente O.D.G.:

1) Approvazione verbale della seduta precedente

2) Richiesta di intervento per il taglio erba nel Cimitero di Biella Vaglio

3) Richiesta di sopralluogo da parte della Polizia Municipale per l’analisi di problematica viabilita’ in due punti della Via Pettinengo

4) Rimessa in ordine del Monumento dei Caduti di Pavignano

5) Area Fitness all’interno dei giardinetti a lato cimitero

6) Area recintata per cani da individuare su terreno comunale

7) Varie ed eventuali

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L’isola di Mljet restituisce un tesoro bizantino da record: trovato anche un anello imperiale

27 juillet 2026 à 07:30

Per oltre 1.300 anni è rimasto nascosto nelle acque cristalline dell’Adriatico, al largo dell’isola croata di Mljet (Meleda). Oggi quel relitto bizantino sta restituendo uno dei tesori archeologici più straordinari mai rinvenuti nel Mediterraneo: oltre 600 grammi d’oro, preziose fibbie impreziosite da smeraldi, rubini e perle, monete imperiali e un rarissimo anello con sigillo che potrebbe essere appartenuto a un alto funzionario dell’Impero bizantino.

Secondo gli archeologi, la nave affondò tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo mentre attraversava una delle più importanti rotte commerciali dell’Adriatico. Per l’Istituto Croato per la Conservazione si tratta di una delle più importanti scoperte di archeologia subacquea del periodo bizantino mai effettuate nel Mediterraneo.

Il tesoro ritrovato nel relitto bizantino di Mljet

Il relitto giace nei fondali vicino a Polače, sull’isola di Mljet (Croazia), ed è oggetto di studio dal 2015. Da allora il Dipartimento di Archeologia Subacquea dell’Istituto Croato per la Conservazione ha condotto nove campagne di scavo che hanno portato alla luce reperti di eccezionale valore. La scoperta più spettacolare è costituita da oltre 600 grammi di oggetti d’oro, che rappresentano, secondo i ricercatori, la più grande concentrazione di oro mai recuperata da un relitto del periodo bizantino nel Mediterraneo.

Istituto Coato per la Conservazione
Scoperta archeologica straordinaria a largo dell’isola croata di Mljet

Tra i reperti più preziosi ci sono quattro raffinate cinture con fibbie d’oro impreziosite da smeraldi, rubini e perle. Non si tratta di semplici gioielli: questi accessori facevano parte dell’abbigliamento cerimoniale riservato agli alti dignitari dell’Impero bizantino e servivano a identificare immediatamente il loro rango.

A rendere la scoperta ancora più eccezionale è soprattutto un anello con sigillo in oro raffigurante un imperatore della dinastia fondata da Eraclio. Secondo gli studiosi, un oggetto di questo tipo poteva appartenere soltanto a un altissimo funzionario dell’amministrazione o dell’esercito bizantino e veniva utilizzato anche per autenticare documenti ufficiali. È proprio questo reperto ad aver rafforzato l’ipotesi che a bordo della nave viaggiasse un personaggio di altissimo rango, forse un comandante militare, un amministratore imperiale o un emissario diplomatico impegnato in una missione ufficiale.

Oltre ai preziosi, il relitto ha restituito anche anfore, ceramiche, bilance commerciali e altri oggetti destinati al commercio, segno che l’imbarcazione trasportava non solo passeggeri illustri, ma anche un importante carico di merci.

L'oro scoperto al largo dell'isola di Mljet
Istituto Coato per la Conservazione
L’oro scoperto al largo dell’isola di Mljet, in Croazia

Perché questa scoperta è così importante

L’importanza del relitto va ben oltre il valore dei reperti recuperati. Le monete d’oro rinvenute a bordo, coniate sotto quattro imperatori della dinastia di Eraclio, hanno permesso agli archeologi di datare con precisione il naufragio tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo, un periodo particolarmente delicato per l’Impero bizantino, alle prese con profondi cambiamenti politici e militari.

Justin Leidwanger, archeologo dell’Università di Stanford che collabora al progetto, ha definito quello di Mljet “il relitto più importante del suo periodo”. Per gli studiosi, infatti, il sito offre una rara testimonianza di come persone, beni di lusso e merci continuassero a viaggiare lungo le rotte dell’Adriatico nonostante la progressiva trasformazione del mondo romano nell’Europa medievale.

Gli archeologi scoprono un tesoro eccezionale vicino all'isola di Mljet
Istituto Coato per la Conservazione
Gli archeologi scoprono un tesoro eccezionale vicino all’isola di Mljet

Gli studiosi ritengono che la nave stesse probabilmente cercando riparo nella baia naturale di Polače, da secoli considerata un approdo sicuro per i naviganti. Qualcosa, però, ne impedì l’arrivo: potrebbe essere stata una violenta tempesta, un errore di navigazione o un cedimento strutturale dell’imbarcazione.

Le ricerche, però, sono tutt’altro che concluse. Gli esperti stanno ancora analizzando anfore, ceramiche, monete e manufatti preziosi per ricostruire la provenienza della nave, il suo itinerario e l’identità delle persone che si trovavano a bordo. Ogni nuovo reperto contribuisce così a ricostruire una pagina ancora poco conosciuta della storia del Mediterraneo bizantino, rimasta nascosta per oltre tredici secoli nelle profondità del mare.

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I teatri condominiali dell’Italia centrale sono stati riconosciuti Patrimonio dell’umanità UNESCO

26 juillet 2026 à 13:33

L’Italia conquista un nuovo riconoscimento UNESCO e, ancora una volta, a essere premiato è un patrimonio che non ha eguali nel mondo. Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Busan(in Corea del Sud), ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale i teatri condominiali dell’Italia centrale, un patrimonio diffuso unico composto da 10 teatri storici distribuiti tra Marche, Emilia-Romagna e Umbria.

Non si tratta semplicemente di splendidi edifici storici, ma di un vero e proprio “sistema” nato tra Settecento e Ottocento in cui erano gli stessi cittadini a finanziare, costruire e condividere la proprietà del teatro, trasformandolo nel cuore della vita culturale della comunità. Ancora oggi questi gioielli architettonici custodiscono sale eleganti e palchi decorati che hanno visto secoli di spettacoli, musica e tradizioni, rappresentando una tappa imperdibile per chi ama scoprire luoghi ricchi di storia e di fascino.

Un nuovo emozionante riconoscimento che porta a 62 il numero dei siti italiani iscritti nella lista UNESCO.

Perché i teatri condominiali entrano nella lista UNESCO

I teatri condominiali rappresentano un fenomeno tutto italiano. Tra il Settecento e l’Ottocento, nei piccoli centri dell’Italia centrale, cittadini, nobili e amministratori locali decisero di unirsi per costruire spazi destinati agli spettacoli, diventandone comproprietari attraverso una sorta di “condominio” ante litteram.

In un’epoca in cui il teatro era spesso riservato alle corti aristocratiche, questi edifici permisero anche agli abitanti dei borghi di assistere all’opera, alla musica classica e ad altri spettacoli dal vivo. Le loro eleganti sale a palchi divennero così veri centri della vita comunitaria, contribuendo alla diffusione della cultura ben oltre le grandi città.

Teatro dell'Aquila è nuovo patrimonio UNESCO
Ufficio Stampa
Teatro dell’Aquila è nuovo patrimonio UNESCO nel sistema di teatri condominiali

Più che semplici edifici storici, quindi, questi teatri raccontano una storia di partecipazione collettiva: furono infatti le comunità locali a investire nella loro costruzione e a mantenerli vivi nel corso dei secoli. È proprio questo modello, che unisce valore architettonico, funzione culturale e identità civica, ad aver convinto l’UNESCO a riconoscere il sito come patrimonio dell’umanità.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito i teatri condominiali “gioielli architettonici” e una “infrastruttura culturale italiana di eccellenza”, sottolineando come abbiano consentito per oltre due secoli anche agli abitanti dei piccoli centri di accedere all’opera, alla musica classica e agli spettacoli dal vivo.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, promotore della candidatura, che ha definito la decisione del Comitato UNESCO “un risultato storico per le Marche e per l’intero sistema teatrale e culturale regionale e nazionale”, sottolineando come il riconoscimento confermi “il valore universale di un patrimonio unico al mondo”.

Emozione anche da parte di Lucia Chiatti, direttrice generale della Fondazione Pergolesi Spontini, che gestisce il Teatro Pergolesi di Jesi. In un’intervista a La Repubblica ha raccontato di aver atteso “con trepidazione” l’esito di un percorso avviato nel 2020, definendolo una sfida impegnativa che ha permesso di riscoprire e valorizzare ancora di più il patrimonio rappresentato da questi teatri e il lavoro svolto ogni giorno per custodirlo.

I 10 teatri diventati patrimonio UNESCO

Sono 10 i teatri condominiali che entrano nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Ecco quali sono:

  • Teatro Angelo Mariani, Sant’Agata Feltria (Emilia-Romagna);
  • Teatro Pergolesi, Jesi (Marche);
  • Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno (Marche);
  • Teatro Serpente Aureo, Offida (Marche);
  • Teatro dell’Aquila, Fermo (Marche);
  • Teatro Lauro Rossi, Macerata (Marche);
  • Teatro Feronia, San Severino Marche (Marche);
  • Teatro Gentile, Fabriano (Marche);
  • Teatro Bramante, Urbania (Marche);
  • Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, Spoleto (Umbria).

Il nuovo riconoscimento UNESCO è anche un invito a esplorare alcuni dei borghi più affascinanti dell’Italia centrale. Molti di questi teatri sono ancora oggi utilizzati per stagioni liriche, concerti, spettacoli di prosa e festival, permettendo ai visitatori di vivere non solo la bellezza delle loro architetture, ma anche la loro funzione originaria.

Gli altri siti nel mondo entrati nella lista UNESCO

Quella dei teatri condominiali non è stata l’unica novità annunciata durante la riunione del Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO a Busan. Tra i nuovi siti iscritti figurano anche alcuni luoghi di straordinario valore storico, culturale e naturale distribuiti in diversi continenti.

A entrare nella prestigiosa lista sono stati il Monte Olimpo, la vetta più alta della Grecia e simbolo della mitologia ellenica, e le spiagge dello sbarco in Normandia, in Francia, dove sono ancora conservate importanti testimonianze del D-Day del 1944.

Il riconoscimento è stato assegnato anche a 13 opere dell’architetto finlandese Alvar Aalto, considerate un esempio emblematico dell’architettura modernista del XX secolo, e al castello di Alamut, nel nord dell’Iran, una storica rete di fortezze costruita sui monti Alborz.

Completano il nuovo elenco il corridoio di migrazione terrestre degli animali Boma-Badingilo in Sud Sudan, le antiche capitali giapponesi di Asuka e Fujiwara, l’architettura modernista di Tashkent, in Uzbekistan, e le piantagioni agricole coloniali di São Tomé e Príncipe, ulteriore testimonianza della storia e dell’evoluzione del paesaggio culturale africano.

Anche il centro modernista della città di Gdynia, in Polonia, è entrato ufficialmente nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO il 27 luglio 2026.

Il 26 luglio torna Castelli Aperti, viaggio tra arte e dimore d’epoca

26 juillet 2026 à 09:00

Il Piemonte si prepara a vivere una nuova giornata dedicata alla scoperta del suo straordinario patrimonio storico e architettonico: domenica 26 luglio torna infatti Castelli Aperti, l’appuntamento consolidato che permette di visitare castelli, ville, palazzi storici, musei e antichi borghi non sempre accessibili al pubblico.

Anche per questa occasione saranno decine le dimore coinvolte, distribuite in varie province piemontesi, con un programma che comprende visite guidate, aperture straordinarie, musei, torri panoramiche e antichi borghi, molti dei quali vantano collezioni, giardini storici e percorsi di particolare interesse.

Dalle colline del Monferrato ai castelli dell’Alessandrino

La provincia di Alessandria propone un itinerario che tocca alcune delle aree più suggestive del Monferrato: ad Acqui Terme sarà possibile visitare il Castello dei Paleologi, sede del Civico Museo Archeologico, mentre Villa Ottolenghi Wedekind aprirà le porte con visite guidate su prenotazione.

Tra le aperture previste anche la Tenuta Castello di Razzano ad Alfiano Natta, dove sarà possibile conoscere il Museo Artevino e le storiche cantine di invecchiamento, la Gipsoteca Giulio Monteverde di Bistagno e il Museo d’Arte Sacra di Cassine.

Non mancano alcuni dei castelli più rappresentativi del territorio, come il Castello di Sannazzaro a Giarole, il Castello di Rocca Grimalda, che abbina la visita a una degustazione di vini, e il Castello di Trisobbio, dove sarà possibile salire sulla torre panoramica. Completano il programma le visite ai borghi di Ozzano Monferrato e Rosignano Monferrato, oltre alle aperture di Palazzo Terzano a Valenza e della Fondazione Elisabeth de Rothschild ospitata a Palazzo Lignana di Rivalta Bormida.

Astigiano tra torri medievali e mostre

Anche la provincia di Asti partecipa alla giornata con un programma he valorizza il patrimonio storico locale: a Castagnole delle Lanze sarà visitabile la Torre del Conte Ballada di Saint Robert, mentre a Castelnuovo Calcea sarà aperta gratuitamente l’area del castello.

A Costigliole d’Asti sarà possibile entrare nel Castello di Rorà, che fino al 30 agosto ospita anche una mostra dedicata alle artiste Gabriella Piccatto e Barbara Corbucci. Le torri di San Giorgio Scarampi e di Viarigi completano un percorso che permette di osservare il territorio da punti panoramici particolarmente suggestivi.

Dal Biellese alle Langhe, palazzi storici e castelli simbolo

Nel Biellese l’appuntamento coinvolge alcuni dei luoghi simbolo della provincia: a Biella saranno visitabili Palazzo Gromo Losa e Palazzo La Marmora, mentre il celebre Ricetto di Candelo offrirà la possibilità di passeggiare all’interno del suo straordinario borgo medievale o partecipare a visite guidate.

Tra le altre aperture ecco Villa Flecchia a Magnano, che accoglie la Collezione Enrico, e Palazzo dei Principi a Masserano, visitabile con guida.

La provincia di Cuneo protagonista

La provincia di Cuneo presenta uno dei programmi più ampi della giornata, con possibilità di visita che spaziano dai musei civici di Alba, Bra, Dronero e Savigliano fino ad alcuni dei castelli più conosciuti del Piemonte.

Tra questi spicca il Castello Falletti di Barolo con il WIMU Wine Museum, una delle principali attrazioni dedicate alla cultura del vino. Apriranno inoltre il Castello Reale di Govone, il Castello della Manta, il Castello dei Principi d’Acaja di Fossano, il Castello di Roddi e il Castello di Serralunga d’Alba, che proporrà molti turni di visita guidata nel corso della giornata.

Anche i borghi storici avranno un ruolo di spicco, con le aperture del Borgo Antico e Castello di Pamparato e del borgo medievale di Priero, mentre Saluzzo offrirà un vero e proprio itinerario culturale tra Casa Cavassa, La Castiglia, la Torre Civica, Villa Belvedere Radicati e la Casa Natale di Silvio Pellico.

A completare il programma, il Museo del Generale Bonaparte nel Castello di Mombasiglio, il Museo della Casa di Mondovì, il Castello degli Alfieri di Magliano Alfieri e numerosi altri siti distribuiti sul territorio.

Novarese e Torinese, dimore nobiliari e grandi castelli

Nel Novarese sarà possibile partecipare alle visite guidate del Castello dal Pozzo di Oleggio Castello, mentre la Fondazione Antonio e Carmela Calderara di Vacciago di Ameno proporrà aperture gratuite. Sarà inoltre visitabile, su prenotazione, il Castello di Vinzaglio.

Anche la provincia di Torino offre un calendario particolarmente ricco: tra le aperture non mancano Villa Il Meleto ad Agliè, storica dimora di Guido Gozzano, il Castello delle Quattro Torri di Arignano e il Castello di Castelguelfo a Pessione, che si potranno ammirare anche con un biglietto combinato.

Saranno inoltre accessibili il Castello e Parco di Masino, il Castello di Foglizzo, Casa Lajolo a Piossasco, il Castello di Pralormo e il Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo, residenze storiche immerse in parchi e giardini di indiscusso valore paesaggistico.

Torna il Tempus Express, il treno storico che ti porta nel cuore di una spettacolare festa medievale

26 juillet 2026 à 07:30

C’è un treno che, almeno per una sera, non porta semplicemente a destinazione, ma fa viaggiare indietro nel tempo. Sabato 1° agosto parte il Tempus Express, il convoglio storico composto dalle iconiche carrozze “Centoporte” degli Anni Trenta che accompagnerà i passeggeri fino a Gemona del Friuli, dove le lancette sembreranno fermarsi al Medioevo: tra cavalieri, dame, giullari, sputafuoco, taverne e spettacolari giochi di fuoco, la città si trasforma ancora una volta nel palcoscenico del Tempus est Jocundum, una delle rievocazioni storiche più affascinanti del Friuli Venezia Giulia.

Organizzato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con FS Treni Turistici Italiani, ecco perché è un’occasione speciale per vivere un’esperienza diversa dal solito, in cui anche il viaggio serale a bordo del treno storico diventa parte integrante dello spettacolo.

Il viaggio in treno storico verso il Medioevo

Organizzato in occasione della 34ª edizione della rievocazione storica Tempus est Jocundum che ogni estate anima Gemona del Friuli, il Tempus Express permette di vivere un’esperienza d’altri tempi già durante il viaggio. A bordo delle storiche carrozze “Centoporte” si può riscoprire il fascino della ferrovia di un tempo, con interni d’epoca e un ritmo lento che invita ad ammirare il paesaggio. Il viaggio in treno diventa così parte dell’esperienza, prima ancora di raggiungere la festa medievale.

Gemona del Friuli
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Il paesaggio di Gemona del Friuli

Il programma è già definito: si parte da Trieste Centrale alle ore 16:00, con fermate a Monfalcone, Gorizia Centrale e Udine, e si raggiunge Gemona del Friuli alle 18:20, pronti per tuffarsi nelle atmosfere medievali della festa. Per facilitare l’accesso alla manifestazione sarà disponibile gratuitamente, esclusivamente per i passeggeri del treno storico, un servizio navetta dedicato dalla stazione fino a Porta Udine. Una volta conclusa l’esperienza, il ritorno è previsto alle ore 22:00 da Gemona.

Chi vuole approfittare delle ultime ore di chiaro estivo per esplorare Gemona e i suoi dintorni in bici, può farlo trasportando gratuitamente i propri mezzi sul treno: il Tempus Express dispone infatti di un apposito bagagliaio attrezzato per il trasporto delle biciclette, senza costi aggiuntivi, fino a esaurimento dei posti disponibili.

La festa Tempus est Jocundum di Gemona

Per un intero weekend, il primo di agosto 2026, Gemona del Friuli abbandona i ritmi della modernità e torna indietro di diversi secoli. Per l’occasione, le vie del centro si popolano di dame, cavalieri, giullari, musici, sputafuoco, cartomanti e saltimbanchi, mentre le tradizionali taverne medievali propongono piatti ispirati alla cucina dell’epoca e bevande da gustare passeggiando tra vicoli e piazze.

Attraversando le vie del centro storico si assiste così a dimostrazioni di antichi mestieri, combattimenti in armatura, esibizioni di falconeria e spettacoli itineranti che coinvolgono il pubblico.

Uno dei momenti più attesi della manifestazione è lo spettacolo dei fuochi pirotecnici a cascata dalla torre campanaria del Duomo, che ogni sera inaugura ufficialmente la festa regalando uno scenario davvero suggestivo.

Prezzi e come acquistare i biglietti

Il viaggio di sola andata e/o ritorno sul Tempus Express costa 5 euro per gli adulti e 2,5 euro per i ragazzi dai 4 ai 12 anni non compiuti, mentre è gratis per i bambini fino a 4 anni non compiuti.

I biglietti sono acquistabili attraverso tutti i canali Trenitalia, comprese biglietterie di stazione, self-service, agenzie abilitate e online.

C’è un motivo in più per visitare Lima, capitale del gusto del 2026

25 juillet 2026 à 09:00

Affacciata sull’Oceano Pacifico e porta d’ingresso del Perù, Lima conquista grazie a un ricco patrimonio storico, quartieri contemporanei, musei di rilievo e una scena gastronomica considerata tra le più interessanti al mondo. Nel 2026, inoltre, ospiterà alcuni degli appuntamenti più importanti dedicati alla cucina internazionale, confermandosi come punto di riferimento per scoprire la cultura peruviana anche tramite i suoi sapori.

A rendere la capitale ancora più accessibile è il rafforzamento dei collegamenti aerei dall’Italia, che consentono di raggiungerla passando per il Canada.

Nuovi voli dall’Italia per raggiungere Lima

Air Transat, rappresentata in Italia da Rephouse Gsa, rilancia il collegamento verso Lima, offrendo la possibilità di arrivare con voli in connessione via Toronto o Montréal fino a ottobre 2026.

Da Roma sono disponibili tre frequenze settimanali, il mercoledì, il sabato e la domenica, mentre da Venezia è previsto un collegamento ogni sabato. Si tratta di un’opportunità in più per i viaggiatori italiani che desiderano visitare una delle città più dinamiche dell’America Latina, sia come destinazione principale sia come punto di partenza per esplorare altre aree del Perù, da Cusco alla Valle Sacra, fino al Lago Titicaca o alla costa del Pacifico.

La compagnia comunica, inoltre, che le agenzie di viaggio possono richiedere quotazioni dedicate ai gruppi diretti a Lima, con tariffe speciali.

Cosa vedere a Lima nel 2026

Cattedrale di Lima, Perù
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Veduta della Cattedrale di Lima

Il centro storico di Lima, dichiarato Patrimonio Mondiale UNESCO, vanta alcuni degli edifici più rappresentativi dell’epoca coloniale, a partire dalla Plaza Mayor, su cui si stagliano la Cattedrale di Lima e il Palazzo del Governo, fulgidi esempi dell’architettura rinascimentale e barocca che caratterizza la zona.

Per approfondire la storia più antica del Paese, tappa imprescindibile è il Museo Larco, ospitato in un elegante edificio abbracciato da giardini, che conserva una delle più importanti collezioni di arte precolombiana del Perù. Lungo le sale, infatti, riecheggiano secoli di storia tra reperti archeologici, manufatti in ceramica, tessuti e oggetti provenienti dalle principali civiltà che hanno abitato il territorio prima dell’arrivo degli spagnoli.

Anche il Museo de Arte de Lima (MALI) merita una visita: le collezioni spaziano dall’arte preispanica alle opere contemporanee e propongono una panoramica completa sul patrimonio culturale peruviano. Da non perdere, a sua volta, il Museo Nacional de Arqueología, Antropología e Historia del Perú, che approfondisce gli aspetti storici, antropologici e archeologici tramite un ricco percorso espositivo.

Tra le zone più frequentate va menzionato Miraflores, quartiere moderno che osserva l’Oceano Pacifico: il celebre Malecón, incantevole percorso panoramico che costeggia le scogliere, dona alcuni dei punti di osservazione più suggestivi sul mare ed è ideale per una passeggiata tra aree verdi, parchi e spazi dedicati al tempo libero. La zona ospita inoltre negozi, locali e ristoranti, per uno dei volti più contemporanei della capitale.

Differente ma altrettanto evocativa è l’atmosfera di Barranco, considerato il quartiere più creativo e bohémien: accoglie murales e opere di street art, accanto a caffetterie, gallerie d’arte, ristoranti e locali che animano la vita serale.

Gli eventi da non perdere

A novembre, Lima ospiterà The World’s 50 Best Restaurants 2026 e sarà la prima volta che il prestigioso evento dedicato alla ristorazione mondiale si svolgerà in Sud America.

La scelta della capitale peruviana conferma il crescente riconoscimento internazionale della sua tradizione culinaria, frutto dell’incontro tra influenze indigene, europee, africane e asiatiche che hanno dato vita a una delle cucine più apprezzate al mondo: l’appuntamento richiamerà chef, professionisti del settore, giornalisti e appassionati di gastronomia provenienti da tutto il nondo.

Pochi giorni prima, dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, la città farà da cornice anche a Perú, Mucho Gusto, il grande festival dedicato alle tradizioni culinarie del Paese che offre l’opportunità di conoscere sapori, ricette e prodotti provenienti dalle varie regioni del Perù.

Vacanze scritte nelle stelle, il compagno ideale per ogni segno zodiacale

Par : losiangelica
25 juillet 2026 à 07:30

Molti dicono di non credere all’oroscopo, ma lo zodiaco traccia molte delle nostre peculiarità caratteriali. Se anche voi siete del team “non è vero, ma forse un po’ ci credo”, proviamo a capire quali indizi ci danno le stelle svelandoci i modi di vivere di ogni segno zodiacale e qual è il migliore che potrebbe partire con noi.

Ecco il miglior compagno di viaggio per ogni segno zodiacale e le migliori mete da prenotare a seconda dell’attitudine.

Ariete

L’Ariete ha sempre voglia di partire e una valigia quasi sempre pronta. Lo stesso dinamismo si riflette in viaggio con itinerari fitti e attività adrenaliniche. Amano le vacanze sportive, ma disdegnano esitazioni e code infinite. Chi è il partner ideale in viaggio? Il Gemelli che condivide l’allergia alla routine. Sarete un mix adrenalinico con decisioni all’ultimo minuto e gite fuori porta indimenticabili.

Se si sogna una vacanza attiva tra trekking e panorami una buona idea è la Valle d’Aosta ma per chi sogna in grande assolutamente consigliata è la Costa Rica che tra foreste tropicali e vulcani sa far battere il cuore. Per questo segno l’attività sportiva e il contatto con la natura sono fondamentali.

La spiaggia di Manuel Antonio in Costa Rica
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Ariete, la vacanza perfetta è in Costa Rica

Toro

Per voi del Toro il viaggio è prima di tutto piacere: buon cibo, hotel accoglienti, ritmi lenti che sanno di vacanza vera. Non chiedetevi di saltare un pasto per vedere un monumento in più, perché tanto non lo farete. Chi vi capisce al volo è il Cancro, capace di occuparsi di ogni dettaglio logistico, dalla prenotazione al parcheggio, mentre voi vi godete il momento senza il minimo pensiero. Il segno porta l’organizzazione, voi portate la capacità di rallentare e assaporare tutto, dal mercato tipico alla cena in trattoria. Un accordo perfetto tra chi pianifica e chi vive con calma, senza mai trasformare la giornata in una corsa contro il tempo. 2 mete top per il Toro? Sicuramente le Langhe tra vigneti e degustazioni oppure la suggestiva Provenza da scoprire nel periodo della fioritura della lavanda. Le destinazioni proposte sono perfette perché alternano paesaggi, ritmi lenti e buon cibo.

Gemelli

Curiosi e instancabili e sempre a caccia di nuovi stimoli, i Gemelli sono tra i segni zodiacali più impegnativi… stare al loro passo non è facile. La sintonia migliore arriva con la Bilancia, con un carattere equilibrato e quella calma necessaria riesce a rimettere tutto in ordine senza spegnere l’entusiasmo, mentre i Gemelli giocano con energia e intuizioni dell’ultimo momento. Alternativa? Il Leone: feste, locali e baldoria non mancheranno. Le destinazioni perfette per i Gemelli? New York dove ogni giornata può trasformarsi in 10 grazie alle tantissime esperienze oppure la frizzante Berlino con quartieri ricchi di contrasti e tanta arte. Se sogna il mare una buona opzione è il mix tra Ibiza e Formentera, alternando mercatini, spiagge e nightlife.

New York in autunno
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New York, una vacanza da sogno per i Gemelli

Cancro

Per il Cancro non conta solo dove si va, ma soprattutto come ci si sente una volta arrivati. Più che le attrazioni da spuntare sulla guida, attirano i dettagli: una trattoria di famiglia, un mercatino dell’antiquariato, una vecchia insegna, una foto scattata su pellicola. Luoghi capaci di sembrare familiari, anche dall’altra parte del mondo. Al loro fianco funzionano bene i Pesci. Sensibili, intuitivi e poco interessati alle corse contro il tempo. Nessuna ansia da itinerario, nessun bisogno di riempire ogni ora. Insieme scelgono viaggi più morbidi, fatti di soste improvvise e atmosfere da assorbire con calma. Con un pizzico di nostalgia, che in fondo non guasta. Il Cancro si merita una bella vacanza relax tra Lecce e il Salento oppure alla scoperta di Edimburgo con il suo fascino suggestivo.

Leone

Un viaggio senza foto da incorniciare, per voi del Leone, non vale nemmeno la pena di essere raccontato. Amate il bello, il lusso quando capita, gli hotel di design e i locali che fanno tendenza, ma soprattutto amate essere protagonisti della scena. L’Ariete vi sta dietro senza fatica, con la stessa fame di avventura e la stessa voglia di lasciare il segno ovunque mettiate piede. Nessuno dei due si tira indietro davanti a un’esperienza fuori dal comune, e questo rende ogni tappa un piccolo palcoscenico su cui brillare a turno, senza gelosie e senza freni. Una meravigliosa meta di mare che farà sentire come divi del cinema? Saint-Tropez, la perla della Costa Azzurra tra boutique e yacht. La Grecia è altrettanto attrattiva, soprattutto con isole diventate glamour come Mykonos.

Vista sulla città di Saint Tropez
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Saint Tropez, la meta da divi perfetta per il Leone

Vergine

Documenti digitalizzati, itinerario diviso per fasce orarie, kit di emergenza pronto a ogni scenario possibile: voi della Vergine non partite mai a caso, e va benissimo così. Il Cancro è il partner giusto, perché apprezza la vostra precisione e in cambio vi regala la calma e la profondità emotiva che a volte vi manca quando siete troppo concentrati sui dettagli pratici. Con lui imparate a rallentare il passo senza sentirvi in colpa, mentre voi gli garantite che nulla andrà storto lungo il percorso. Una squadra che funziona proprio perché si completa, senza sovrapporsi mai. Il segno della Vergine si troverà benissimo in una città ordinata ed elegante come Vienna oppure in Giappone, dove l’organizzazione è al top.

Bilancia

Per la Bilancia una destinazione non basta… serve l’atmosfera giusta. Luoghi curati, panorami da fotografare, albe e tramonti ben piazzati e il minor caos possibile. Il Leone è il compagno perfetto per alzare il livello. Conosce gli indirizzi più glamour, trova sempre il posto giusto e riesce a rendere speciale anche una semplice cena. Quando invece serve un po’ di movimento, arrivano i Gemelli. Curiosi, brillanti, pieni di idee. Cambiano programma all’ultimo, propongono deviazioni improvvise e tengono lontana la noia. Il risultato? Un viaggio frizzante, ma mai troppo prevedibile. Una vacanza da sogno per i Bilancia? Una buona opzione è Formentera con le calette curate e i tramonti scenografici… per chi ha voglia di arte, cultura e design c’è invece l’eclettica Copenaghen.

Nyhavn, iconico canale a Copenaghen
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Il fascino di Copenaghen conquista il Bilancia

Scorpione

Niente tour organizzati, niente villaggi tutto incluso: voi dello Scorpione cercate il lato nascosto di ogni destinazione, quello che pochi conoscono e ancora meno raccontano. Città sotterranee, luoghi carichi di storia, esperienze intense che lasciano un segno profondo, questo è il vostro terreno di caccia preferito. Il Capricorno vi accompagna senza tirarsi indietro davanti a percorsi impegnativi o mete poco battute, condividendo la vostra stessa serietà quando si tratta di andare fino in fondo. Insieme raggiungete vette, letterali e simboliche, che da soli forse non avreste nemmeno provato a scalare. Per lo Scorpione consigliamo una vacanza in Giordania per poter esplorare Petra, il canyon e il deserto anche di notte.

Sagittario

Viaggiare è una necessità biologica per il Sagittario che sa partire con un bagaglio leggero all’avventura. Nessun itinerario rigido e per questo il miglior partner in vacanza non può che essere l’Acquario, che condivide l’istinto di libertà e non disdegna momenti in solitaria. Nessuno dei due soffre di nostalgia di casa, e questo rende ogni partenza leggera, senza legami né sensi di colpa. Il Sagittario potrebbe amare un viaggio on the road nella Sicilia orientale oppure sperimentare qualcosa di più culturale ed estremo raggiungendo il Perù.

Capricorno

Il Capricorno parte con un piano: budget definito, tappe sensate e pochi margini per gli sprechi. Non sente il bisogno di vedere tutto; preferisce scegliere bene, usare il tempo con criterio e tornare a casa con la sensazione che ogni euro sia stato speso nel modo giusto. Il Toro, però, può cambiare il ritmo della vacanza. Lo convince a fermarsi, a passare un pomeriggio in spiaggia e persino a non sentirsi in colpa per non aver fatto nulla. Per il Capricorno la vacanza top è a Singapore dove le giornate si possono pianificare con precisione godendosi tante attività.

Ruota dei segni zodiacali per chi ama viaggiare
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Per ogni segno il miglior compagno di viaggio

Acquario

Le destinazioni troppo affollate non fanno per l’Acquario. Meglio un quartiere poco conosciuto, un festival indipendente o un’esperienza consigliata da chi vive davvero sul posto. Il turismo classico lo annoia; per questo cerca luoghi alternativi, atmosfere nuove e occasioni per uscire dai soliti percorsi. Con lo Scorpione l’intesa funziona: entrambi amano ciò che non è scontato e non hanno paura di spingersi un po’ più in là. Insieme evitano le rotte prevedibili e spesso finiscono proprio dove non avevano programmato. L’Acquario si potrebbe lasciare conquistare da Okinawa in Giappone. Lontane dai quartieri più inflazionati di Tokyo, regalano un mix tra tradizioni e natura.

Aharen spiaggia in Okinawa, Giappone
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Visitare Okinawa, meta top per l’Acquario

Pesci

Uno dei segni più romantici e malinconici dello zodiaco: i Pesci si emozionano tantissimo in viaggio e apprezzano le piccole cose. Una delle opzioni migliori per loro è partire con un Bilancia che condivide il gusto per la bellezza e l’allergia alla fretta. Alternativa? Un frizzante Gemelli può portare la giusta dose di colore che non può mai mancare. Per i Pesci la vacanza ideale è a Bali tra paesaggi tropicali e la ricerca della felicità a contatto con una spiritualità spiccata… proprio come la protagonista di Mangia, Prega, Ama.

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