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Nelle suggestive montagne del Friuli con la nuova storia di Ilaria Tuti

19 juillet 2026 à 14:00

Un libro che ci porta nel passato e ci fa immergere in pagine di storia meno conosciute, ma anche esplorare luoghi in cui la natura regala scenografie che levano il fiato. Ilaria Tuti, apprezzatissima autrice di romanzi bestseller tra cui la serie di gialli con Teresa Battaglia, è tornata in libreria con una storia che ci porta indietro nel tempo, alla Seconda Guerra Mondiale e all’invasione della Carnia da parte dei Cosacchi. Siamo nella parte nord-occidentale del Friuli-Venezia Giulia, ed è lì che possiamo scoprire scenografie meravigliose, tra montagne, boschi fitti e borghi da visitare. E non c’è nulla di meglio che farlo in compagnia del libro giusto.

Alla scoperta della Carnia insieme a Ed è un poco la notte e un poco l’alba, l’ultimo romanzo di Ilaria Tuti pubblicato da Longanesi.

Tutto sulla Carnia, la zona del Friuli protagonista del libro

Ci sono dei romanzi che hanno il pregio di mostrarci con gli occhi dell’autrice (o dell’autore) luoghi incredibili. Così è la Carnia, zona che si trova nella parte nord-occidentale del Friuli e presenta alte vette (il monte più alto raggiunge quota 2780 metri), valli, boschi e borghi.

Sono diversi i luoghi citati nel romanzo, la cui protagonista è Serafina, una donna coraggiosa che vive in una terra di confine e che porta in sé credenze antiche. È lei la narratrice dell’arrivo dei Cosacchi ed è sempre lei che ci accompagna in una storia che avvince e avvolge.

La Zona Libera della Carnia è il cuore pulsante del nuovo libro di Ilaria Tuti, un’area autonoma e costituita dai Partigiani nell’agosto del 1944 e durata nemmeno una manciata di mesi all’epoca del Secondo conflitto Mondiale.

E quali sono alcune delle tappe da raggiungere accompagnati da Ed è un poco la notte e un poco l’alba? Ad esempio, la Valle di Verzegnis, citata nelle primissime pagine del romanzo. Qui si possono fare delle belle escursioni, magari lungo il lago artificiale oppure alla scoperta delle cave di marmo rosso o, ancora, verso il monte omonimo. Non manca la storia e in tal caso basta visitare la Pieve di San Martino oppure, per gli appassionati di arte, vale la pena raggiungere l’Art Park.

E poi il comune di Cavazzo Carnico con le sue frazioni. La protagonista, ad esempio, vive oltre la frazione di Mena, da sola su un versante soleggiato, ma tutta la zona vale la pena di essere esplorata a partire da Cesclans, con una Pieve che pare essere stata innalzata tra 700 e l’800 d.C.: rimane più in alto rispetto al piccolo paese e domina anche il lago di Cavazzo, il più grande bacino naturale (ha origine glaciale) della regione.

Lago di Cavazzo
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Il meraviglioso Lago di Cavazzo

Tantissime le tappe che si possono raggiungere nella Carnia, tra borghi da scoprire ed escursioni nella natura,  ma – visto che stiamo parlando di Ilaria Tuti – non ci si può esimere dall’uscire dal tracciato e raggiungere anche il paese dell’autrice: Gemona del Friuli con il suo duomo, la torre campanaria e il castello, è un vero gioiello. Tra l’altro viene anche citata nel libro.

Trava e il santuario: un altro luogo centrale del romanzo

C’è un altro luogo centrale nel romanzo ed è il santuario della Madonna di Trava, dove la nonna della protagonista compie un rito basato su una credenza popolare: tentare di ridare l’ultimo respiro ai neonati morti per battezzarli ed evitargli il Limbo.

Si trova nella frazione di Trava, che fa parte del Comune di Lauco, ed è stato innalzato nel 1659: si racconta che la Madonna del Carmelo fosse miracolosa e che concedesse proprio quell’ultimo respiro. Si raggiunge in 15 minuti, percorrendo un sentiero che offre una vista suggestiva ma è importante, viene spiegato sul sito ufficiale del turismo in Friuli-Venezia Giulia, prenotare la visita essendo gestito da volontari.

Tantissimi luoghi che regalano un’atmosfera ancora più vibrante e viva, se visitati osservandoli anche con gli occhi dell’autrice grazie a Ed è un poco la notte e un poco l’alba, l’ultimo imperdibile romanzo di Ilaria Tuti.

Gemona del Friuli, dove è nata Ilaria Tuti
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Gemona del Friuli paese di Ilaria Tuti

Questo romanzo ci porta nel Salento degli anni Sessanta

12 juillet 2026 à 13:00

C’è una regione amatissima, che ogni anno richiama tantissimi turisti da tutta Italia, ma anche dal resto del mondo. È la Puglia, con la sua natura sorprendente, spiagge che sembrano rubate da una cartolina, una costa con scorci che levano il fiato e punteggiata da città bellissime e borghi affascinanti.

Ed è in quella Puglia, ma un po’ diversa, che ci porta il nuovo romanzo di Francesca Giannone, Gli anni in bianco e nero pubblicato da Casa Editrice Nord.

Autrice bestseller, è una delle penne più apprezzate del panorama letterario nostrano.

E con questa nuova storia ci fa viaggiare indietro nel tempo per raggiungere il Salento degli anni Sessanta. Senza dubbio ben diverso da quello che conosciamo oggi, ma il suo romanzo diventa comunque l’ideale guida di viaggio da utilizzare per visitare la zona di Lecce e dintorni, per confrontare le immagini di allora con quelle di oggi, ma anche per assaporare luoghi che colmano lo sguardo di meraviglia. I posti del Salento che vale la pena visitare insieme a Gli anni in bianco e nero.

Nel Salento degli anni Sessanta con il romanzo di Giannone

Prima di immergerci nei luoghi del nuovo romanzo di Francesca Giannone, Gli anni in bianco e nero, va ricordato che si tratta di una storia al femminile, quella di quattro sorelle che devono vivere seguendo le rigide regole di un padre che non lascia loro spazio, ma che cercano comunque il loro posto. La voce narrante è Mimì, la più piccola che vuole diventare regista.

Lecce in Puglia: il Salento nel libro di Giannone
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Lecce in Puglia: il Salento nel libro di Francesca Giannone

Il paese  in cui abitano è a 15 chilometri da Lecce ed è proprio da questo luogo meraviglioso che parte il nostro viaggio. Città di incredibile bellezza, culla del Barocco, ha una storia che si perde nel passato più remoto, infatti basti pensare che ha origini messapiche e custodisce resti archeologici romani. Camminare per le sue strade somiglia a un sogno in cui a dominare è il bianco delle costruzioni, grazie a quella pietra tipica della zona che la fa quasi brillare.

I luoghi magici da visitare sono tanti, il centro storico va assolutamente girato a piedi e apprezzato: tra le meraviglie non si può non citare il Duomo, ovvero la Cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, una costruzione che leva il fiato.

Ma anche le porte che consentono l’accesso al centro storico, come Porta Rudiae che è stata ricostruita nel corso del Settecento e si inserisce perfettamente nell’epoca barocca.

Tra gli altri luoghi che riecheggiano nelle pagine del romanzo vi è piazza Sant’Oronzo, luogo iconico della città. Qui, infatti, si concentrano tantissimi monumenti imperdibili. A partire dall’Anfiteatro romano che si può in parte vedere, oppure la colonna che è dedicata allo stesso santo ed è alta 29 metri, senza dimenticare palazzi ed edifici religiosi.

Queste sono solo alcune delle tappe “obbligate” mentre si visita Lecce, sempre tenendo tra le mani il romanzo di Francesca Giannone. Ma poi vale anche la pena sedersi da qualche parte e lasciare che le immagini trasportate su carta prendano vita dinanzi ai nostri occhi.

Dove andare vicino a Lecce seguendo il libro di Francesca Giannone

Il Salento è una terra di grande bellezza e meraviglia e ci sono tantissimi luoghi da raggiungere, sempre con la compagnia del romanzo di Francesca Giannone, un libro al femminile, potente e che lascia il segno.

Tra i tanti da visitare c’è Otranto, che si affaccia sull’Adriatico con la sua storia antica. Un passato che vede questa cittadina essere prima greca-messapica, poi romana, bizantina e, anche, aragonese. Un mix incredibile che ha la sua espressione negli edifici che si incontrano lungo le sue strade. Da citare il Castello Aragone, innalzato tra il 1485 e il 1498 e poi oggetto di modifiche.

Calimera, poi, si trova a soli 16 chilometri da Lecce fa parte della Grecia Salentina: tra suggestive chiese e strade, nella zona limitrofa della città non mancano segni antichissimi con la presenza di monumenti megalitici.

Porto Cesareo, invece, è la destinazione ideale per chi cerca spiagge da sogno con un’acqua trasparente e sabbia fine e chiarissima.

Infine, ma la lista dei luoghi da visitare in questa zona della Puglia sarebbe molto più lunga,  Gallipoli si affaccia sullo Ionio ed è la meta ideale per chi cerca mare e storia racchiusi in un unico luogo: dal centro storico che invita all’esplorazione, fino alle spiagge della zona, che sono tra le più amate.

Questi sono alcuni dei luoghi del Salento da visitare leggendo il nuovo romanzo di Francesca Giannone, per scoprire un luogo attraverso una storia appassionante.

Otranto nel Salento
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Il nuovo libro di Francesca Giannone è ambientato nel Salento degli anni Sessanta

Catania misteriosa e affascinante: le tappe imperdibili nel nuovo romanzo di Cristina Cassar Scalia

2 juillet 2026 à 18:00

Arte, storia e misteri: un mix inebriante per programmare una vacanza, ma anche per scegliere un libro da leggere. Grazie a Le terme dell’indirizzo di Cristina Cassar Scalia facciamo le valigie e partiamo verso un luogo straordinario: Catania. È in questa affascinante città siciliana, infatti, che si svolgono le vicende che vedono protagonista Giovanna “Vanina” Guarrasi, vicequestore della sezione omicidi.

Il libro perfetto da portare con sé in vacanza, tingendola di quel pizzico di giallo perfetto per chi ama i romanzi polizieschi e di quella magia che solo i luoghi raccontati nelle pagine di un romanzo sanno trasmettere.

Catania, cosa vedere nella città di Giovanna “Vanina” Guarrasi

Catania è una città siciliana che ti accoglie a braccia aperte e che ti rimane cucita addosso, con tutte le sue meraviglie, con la sua anima vibrante e tesori tutti da scoprire che stupiscono a ogni passo.

Proprio come accade ai due turisti che aprono il nuovo romanzo di Cristina Cassar Scalia: Le terme dell’indirizzo, pubblicato da Einaudi. I due, infatti, stanno concludendo le ultime tappe del loro tour nella città, ignari della brutta sorpresa che troveranno nel loro peregrinare. Perché sempre di un giallo si tratta, quindi misteri e indagini sono alla base del nuovo libro della fortunata serie, approdata anche sul piccolo schermo.

Ma quali sono i luoghi che vale sicuramente la pena esplorare?

Senza dubbio quelli visitati dalla coppia, come piazza del Duomo, il palazzo dell’Università, gli edifici – religiosi e non – che si incontrano lungo via Etnea, il monastero dei Benedettini e il castello Ursino, proprio citando le primissime pagine della storia.

E una visita della città siciliana – su cui domina imperioso l’Etna – non può che partire proprio dal suo centro storico e da piazza del Duomo, con la sua cattedrale dedicata alla patrona della città, ovvero Sant’Agata. È un vero e proprio mix di stili, che partono dal normanno, passano dal barocco e sfociano nel neoclassico, ed è stata innalzata tra il 1086 e il 1094. Una tappa imperdibile.

E poi sulla piazza si affacciano altri edifici da ammirare come il Palazzo degli Elefanti e il Palazzo del Seminario dei Chierici, dove si trova il municipio, oppure “u Liotru”, simbolo della città, è una statua con un elefante. Così come lo è il mercato della Pescheria che si trova nella medesima zona. Infine, da non perdere sono le Terme Achilliane, che si trovano proprio sotto la piazza.

Catania piazza Duomo
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Catania piazza Duomo: tra le tappe imperdibili

Se ci si dirige lungo via Etnea non solo ci si può dedicare allo shopping, ma anche ammirare il Palazzo dell’Università di Catania, edificato successivamente al terremoto del 1693 e in perfetto stile barocco siciliano, o le tante chiese.

In piazza Dante, poi, si può ammirare il Monastero di San Nicolò tra i più grandi presenti in Europa e con una chiesa realizzata a partire dal 1687. Infine, ma non per importanza, vale la pena raggiungere il castello Ursino che oggi ospita il Museo Civico ed è stato innalzato tra il 1239 e il 1250, in passato è stato anche sede del parlamento siciliano.

Va ricordato che sono otto le città del Val di Noto che sono state iscritte nella lista Unesco dei Patrimoni dell’Umanità per il loro tardo-barocco e tra queste, ovviamente, c’è anche Catania.

Le Terme dell’indirizzo a Catania

Ma il luogo centrale della storia sono le Terme dell’indirizzo, uno dei numerosi complessi termali che custodisce Catania. Queste si trovano nel cuore della città, vicine alla Cattedrale ma anche al suggestivo Castello Ursino. Pare che possano essere fatte risalire alla tarda età imperiale e sono tenute molto bene.

Non solo sono il luogo di Catania che fa da titolo al romanzo di Cristina Cassar Scalia, ma sono anche il fulcro della storia dal momento che è proprio tra le mura di questo luogo antico che viene rinvenuto un cadavere (niente spoiler, accade proprio nelle primissime pagine).

E non c’è nulla di meglio che visitare la città alle pendici dell’Etna, facendosi accompagnare da un libro ambientato tra le sue strade. Pronti a partire con Le terme dell’indirizzo di Cristina Cassar Scalia?

Le terme dell'indirizzo a Catania
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Le terme dell’indirizzo a Catania, luogo importante nel romanzo di Scalia

Il viaggio che vale la pena fare del romanzo Ricordati di essere felice di Sara Goodman Confino

13 juin 2026 à 17:00

Un viaggio speciale, non solo alla scoperta di luoghi di incredibile bellezza ma anche di se stessi e della storia della propria famiglia. È quello che compie Jenna, protagonista di Ricordati di essere felice un bellissimo romanzo scritto da Sara Goodman Confino e pubblicato da Libreria Pienogiorno.

Con lei e sua nonna Evelyn partiamo in auto attraversando alcuni stati della East Cost degli Stati Uniti partendo dal Maryland e arrivando in Massachusetts. Un percorso perfetto, per loro non troppo lungo, ma che possiamo provare ad assaporare al nostro ritmo e andando alla scoperta di alcuni luoghi iconici.

E poi in loro compagnia raggiungiamo una cittadina di mare, nel libro si chiama Hereford ma noi scegliamo una tappa iconica e imperdibile, dove la nonna della protagonista ha vissuto in gioventù, in un continuo richiamo e racconto di episodi del passato.

Un viaggio che cambia la vita, quella di Jenna, che quando lo compie si trova in un momento di profonda transizione, ma anche la nostra perché viaggiare apre il cuore, lo sguardo e la mente.

Il viaggio on the road da fare prendendosi il proprio tempo

Un viaggio in auto, alla scoperta di alcuni degli stati più belli della East Cost. Il percorso non sarà identico a quello compiuto da nonna e nipote in Ricordati di essere felice di Sara Goodman Confino, ma senza dubbio questo è il libro giusto per tenerci compagnia.

Partiamo dal Maryland, uno stato ricco di meraviglie da vedere e vicinissimo a Washington DC, capitale Usa e location da cui si può partire. Questo stato è caratterizzato da una natura straordinaria, che cambia d’innanzi allo sguardo, e da almeno una tappa che vale assolutamente la pena fare: Annapolis. Si tratta della capitale del Maryland ed è una cittadina di poco più di 40mila abitanti. Qui si può ammirare il Campidoglio del Maryland, che a quanto pare è l’edificio governativo più antico degli USA.

Annapolis Maryland
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Viaggio con il romanzo “Ricordati di essere felice” ad Annapolis in Maryland

Vale poi la pena proseguire verso il Delaware, piccolissimo stato affacciato sul mare: anche qui la natura lascia senza fiato e vale la pena scoprirlo per le sue bellissime spiagge e per il fatto che qui si respira la storia dell’America, una delle tappe? New Castle, dove si possono riconoscere tantissimi edifici storici.

Se proseguiamo verso la Pennsylvania una tappa obbligatoria è Philadelphia: una delle città più antiche degli Usa e anche una delle più grandi. Qui ci sono luoghi iconici come l’Independence Hall, dove sono state firmate la Costituzione e la Dichiarazione d’indipendenza e concentrate nella medesima area della città ci sono tantissimi altri luoghi storici che vale la pena scoprire.

Dopo lo stato di New York, che da solo merita una vacanza a parte per visitare la Grande Mela, le Cascate del Niagara, oppure andare alla scoperta delle mete più naturalistiche, si arriva in Massachusetts e alle nostre tappe finali.

La tappa finale del viaggio in compagnia di Ricordati di essere felice

Una cittadina di mare, in cui lasciarsi avvolgere dalla meraviglia dell’Oceano e assaporare le peculiarità di questa zona bellissima degli States: il New England. Ci distacchiamo però dalla tappa del libro, ovvero Hereford, e restiamo in compagnia dell’atmosfera di Ricordarti di essere felice faccendo tappa in un luogo imperdibile.

Si tratta di Cape Cod, una penisola in cui si srotola una costa fatta di spiagge sabbiose, con meravigliosi villaggi e location esclusive. Da segnalare l’architettura tipica di questa zona, con le case dai tetti spioventi e dallo stile lineare ed extra chic. Tra le mete da vedere c’è Provincetown, cittadina perfetta da raggiungere in ogni momento dell’anno: è vivace, accogliente, ricca di storia e di arte. Tra le mete più eleganti, poi, ci sono le isole di Martha’s Vineyard e Nantucket, caratterizzate da villaggi di pescatori, spiagge bellissime e quell’atmosfera elegante e senza tempo che colpisce al primo sguardo.

Una cosa è certa: un road trip di questo tipo porta alla scoperta dell’anima di un tratto di Usa, dove la storia fra capolino tra le bellezza naturali. Un posto imperdibile, punteggiato da luoghi iconici, da scoprire tenendo sempre con se Ricordarti di essere felice, un viaggio letterario che accompagna la protagonista alla scoperta di sé.

Provincetown Cape Cod
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Provincetown Cape Cod, da visitare leggendo “Ricordati di essere felice”

Il Montana che toglie il fiato nel romanzo Crossroads di Devney Perry

24 mai 2026 à 15:00

Ci sono destinazioni che sono perfette per chi cerca un’immersione totale e autentica nella natura selvaggia, panorami che levano il fiato e esperienze ricordarsi per sempre.

Il Montana, negli Stati Uniti, è una di quelle. Del resto è famoso per essere il Big Sky Country, ovvero il paese dal cielo immenso. E non c’è nulla di meglio, per gli animi più romantici, del raggiungerlo in compagnia della lettura ideale. Come Crossroads di Devney Perry (Newton Compton Editori), un’autrice capace di descrivere quei luoghi alla perfezione dal momento che è nata cresciuta in Montana.

Quindi la lettura più azzeccata per partire per un’avventura nella natura è proprio uno dei suoi romanzi: tra ranch, montagne imponenti, praterie, foreste e questioni di cuore. In Crossroads i due protagonisti si conoscono sin da bambini, lei perché raggiunge il ranch per le vacanze con la famiglia, lui perché è il figlio del proprietario. E pagina dopo pagina, anno dopo anno, costruiscono un’amicizia che poi si trasforma in qualcosa di più.

Tre destinazioni ed esperienze da fare in Montana leggendo Crossroads di Devney Perry, pubblicato da Newton Compton.

I ranch in Montana

Tra le destinazioni da raggiungere in Montana, per vivere un’esperienza totale e autentica ci sono i ranch. La cosa migliore da fare è sceglierne uno gestito ancora da qualche famiglia di cowboy, proprio come l’Haven River Ranch, la location nata dalla penna di Devney Perry e in cui si svolgono gli eventi di Crossroads. Gite a cavallo, camminate, pesca, la vita impostata con un ritmo lento e sapori genuini hanno come sfondo la bellezza selvaggia del Montana.

Di ranch ce ne sono per tutti i gusti, la cosa migliore da fare è sceglierne alcuni nelle zone che si vogliono visitare, in particolare i parchi. I due principali sono il Parco Nazionale di Yellowstone e il Glacier National Park. Nei pressi di entrambi si trovano location uniche. E chi ha amato la serie tv Yellowstone deve sapere che è possibile soggiornare nel Chief Joseph Ranch, quello che ogni tanto ha fatto da sfondo alle riprese. Perfetto per visitare la bellissima Bitterroot Valley, nel sud ovest dello stato.

I parchi: due tra i più belli

Come anticipato il Montana è il posto perfetto degli Stati Uniti per chi ama la natura. E non si può dire di averlo visitato senza aver esplorato le sue destinazioni iconiche: il Parco Nazionale di Yellowstone e il Glacier National Park.

Il primo è patrimonio mondiale Unesco e il suo territorio si suddivide in tre stati diversi, tra cui il sud Montana. Un luogo di rara bellezza in cui ci si imbatte in canyon, fiumi, montagne e in cui vale la pena soffermarsi a lungo per esplorarlo nelle sue tappe più magiche fatte di colori unici e panorami indimenticabili. Va ricordato che si estende, oltre che nel Montana, anche nel Wyoming e in Idaho.

Il Glacier National Park custodisce ghiacciai, laghi e fiumi, montagne e scorci da cartolina. La destinazione ideale per fare escursioni, giri con le barche, oppure a cavallo e restare a contatto con la natura. Magari lasciandosi accompagnare dalle pagine di una bellissima storia d’amore, come quella raccontata da Perry in Crossroads, dove la natura e gli scorci del Montana, così come alcune delle esperienze più reali che si possono fare, si intrecciano alla vita dei due protagonisti.

Glacier National Park nel Montana
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Glacier National Park da visitare nel Montana

Alla scoperta della storia del Montana

Non si può dire di conoscere davvero un luogo senza averne scoperto parte della storia, quella del Montana si intreccia con il “Vecchio West” e c’è un posto da raggiungere per saperne di più: si tratta del Bannack State Park. Si tratta di una città fantasma, conservata alla perfezione e in cui riecheggia la prima scoperta d’oro del Montana, datata 1862. Oggi si possono ammirare tanti edifici con storiche strutture in legno che regalano la sensazione di fare un viaggio indietro nel tempo. Magari non una delle mete che leggiamo nei libri della Perry, ma senza dubbio è immancabile per scoprire una delle anime storiche dello stato.

I luoghi di Song Sung Blue, il film musicale ispirato a una storia vera

9 janvier 2026 à 18:00

Song Sung Blue è il biopic musicale scritto e diretto da Craig Brewer, ispirato all’omonimo documentario del 2008 di Greg Kohs. Distribuito nelle sale statunitensi a partire dal 25 dicembre 2025 e in Italia dall’8 gennaio 2026, il film racconta una storia vera di musica, resilienza e seconde possibilità. Con una durata di 133 minuti, il film ha ottenuto ottimi riscontri: su Rotten Tomatoes è certificato 75% Fresh dalla critica, mentre il gradimento del pubblico ha raggiunto uno straordinario 98%.

Di cosa parla

La trama segue la storia vera di Mike e Claire Sardina, una coppia di Milwaukee che, dopo anni di difficoltà personali e professionali, decide di formare una tribute band dedicata a Neil Diamond, chiamata Lightning & Thunder. All’inizio sono musicisti in difficoltà, costretti a esibirsi in piccoli locali e feste private. Con il tempo, però, il loro talento e la loro determinazione li portano a un successo inaspettato.

Il percorso artistico si intreccia con quello sentimentale: Mike e Claire si innamorano, si sposano e affrontano insieme le sfide della vita, dentro e fuori dal palco. Il film non si limita a raccontare l’ascesa musicale della coppia, ma si sofferma anche sui momenti più duri, sulle battute d’arresto e sulle fragilità personali. Ambientata in gran parte nella loro maturità, la storia lancia un messaggio chiaro: non è mai troppo tardi per inseguire un sogno o trovare l’amore.

Song Sung Blue film
Ufficio stampa Universal
Una scena da Song Sung Blue

Dove è stato girato

Nonostante la storia sia fortemente legata a Milwaukee, il film è stato girato quasi interamente nel New Jersey, scelto per la sua capacità di trasformarsi facilmente in un tipico paesaggio del Midwest americano. Le riprese si sono svolte in diverse contee dello Stato: a Morris County sono state girate numerose scene, tra cui quelle al Denville Dog & Grill (99 Bloomfield Avenue, Denville). La produzione ha utilizzato anche la Saint Elizabeth University di Morristown, che nel film diventa la Northwest Catholic School, luogo importante nella storia della famiglia Sardina.

Morristown
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Morristown

Monmouth County è stata una delle aree più utilizzate durante le riprese. Il Keansburg Amusement Park ha fatto da controfigura alla Wisconsin State Fair degli anni ’90, mentre altre scene sono state girate nei pressi dello Stillwell Garage a Matawan. Le strade residenziali e i quartieri tranquilli della contea sono stati fondamentali per raccontare la vita quotidiana di Mike e Claire, tra casa, prove e momenti lontani dal palco.

A Montclair sono state utilizzate location come Tierney’s Tavern, mentre il ristorante Charm Thai Cuisine è stato trasformato nel locale thailandese dove Mike si esibisce regolarmente nel film. Tra le altre location figurano il Women’s Club of Glen Ridge e l’Ukrainian Community Center di Irvington. A Old Tappan, New Jersey, una casa privata è stata utilizzata per rappresentare alcuni degli spazi domestici più importanti del film, inclusi i momenti legati all’incidente di Claire, alla sua riabilitazione e ai principali snodi emotivi della storia.

New Jersey
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New Jersey

Alcune sequenze esterne sono state probabilmente girate anche a New York City, dove strade e quartieri sono stati adattati alle esigenze narrative. Le riprese principali di Song Sung Blue sono iniziate il 14 ottobre 2024 e si sono concluse l’11 dicembre 2024, dopo quasi due mesi di lavorazione. La fotografia è curata da Amy Vincent, che ha privilegiato luci morbide e movimenti di macchina delicati, mettendo al centro le performance musicali e l’intimità dei personaggi più che lo spettacolo visivo.

Pur non essendo stata la principale location delle riprese, Milwaukee resta centrale nell’identità del film. Nel dicembre 2025, in occasione dell’uscita, il protagonista Hugh Jackman e il regista Craig Brewer hanno visitato la città per presentare Song Sung Blue, partecipando a una proiezione speciale all’Oriental Theatre e a diversi eventi promozionali.

Le location di La sua verità, la nuova serie crime Netflix girata in luoghi suggestivi

9 janvier 2026 à 14:30

Basata sull’omonimo romanzo del 2020 di Alice Feeney, la serie Netflix La sua verità è un avvincente crime drama che ruota attorno a due coniugi separati, Anna e Jack Harper. Sviluppata da William Oldroyd, la serie thriller psicologica vanta interpretazioni coinvolgenti di Tessa Thompson, Jon Bernthal, Pablo Schreiber, Marin Ireland, Sunita Mani, Rebecca Rittenhouse e Crystal Fox.

La storia si svolge tra la calda cittadina di Dahlonega e la vivace Atlanta, due ambientazioni che offrono contrasti visivi e contribuiscono a modellare la narrazione.

Di cosa parla

Lei è una giornalista in difficoltà, lui un detective. Quando Anna decide di condurre una vita ritirata nella sua cittadina natale, Dahlonega, la sua carriera giornalistica e la vita sociale ne risentono. Tuttavia, la scoperta di un misterioso omicidio trasforma la tranquilla routine di Dahlonega, portando Anna a investigare personalmente sul caso. Jack, scoprendo l’intrusione della moglie nell’indagine, comincia a sospettare di lei e la considera una possibile sospettata. Contemporaneamente, Anna sospetta che il suo ex nasconda qualcosa di cruciale legato al caso.

Dove è stata girata

Le riprese principali si sono svolte tra settembre e dicembre 2024, coprendo circa tre mesi di intenso lavoro. Tessa Thompson, che interpreta Anna, ha voluto condividere la sua esperienza sui social, descrivendo il cast e la troupe come “assolutamente straordinari” e sottolineando l’ottimo clima sul set.

La scelta di girare tra Atlanta e Dahlonega ha permesso di rappresentare con grande autenticità sia le atmosfere cittadine sia i paesaggi naturali, creando un equilibrio perfetto tra il thriller urbano e la tensione di una cittadina rurale immersa nelle montagne.

Atlanta
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Atlanta

Atlanta, Georgia

Le riprese di La sua verità si sono svolte principalmente in Georgia, con diverse scene girate ad Atlanta. La capitale dello Stato della Georgia, conosciuta come la “Hollywood del Sud”, ha offerto paesaggi diversificati, studi cinematografici all’avanguardia e una vasta disponibilità di attori e tecnici qualificati. Inoltre, le agevolazioni fiscali hanno reso Atlanta una scelta perfetta per la produzione Netflix.

Oltre alla città principale, il team si è spostato a Conyers, nella contea di Rockdale, a est del centro di Atlanta, per alcune sequenze. Anche Stone Mountain, in DeKalb County, è stata scelta come location. Qui il team ha lavorato presso Eagle Rock Studios, un complesso di produzione con due grandi soundstage di circa 37.000 piedi quadrati ciascuno. Stone Mountain ha una lunga storia come set cinematografico, ospitando film come Prisoners, Smokey and the Bandit e The Front Runner.

Stone Mountain
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Stone Mountain in Georgia

Dahlonega e la contea di Lumpkin

Per le scene ambientate nella cittadina di Dahlonega, il team di produzione si è spostato nella contea di Lumpkin, nel nord-est della Georgia, ai piedi delle Blue Ridge Mountains. Qui sono state girate molte scene chiave, soprattutto su North Chestatee Street e Damascus Church Road, oltre ad altre strade circostanti tra Lewis School Road e John Crow Road.

Le autorità locali e i residenti hanno collaborato attivamente per gestire traffico e deviazioni, permettendo al team di lavorare senza interruzioni. Cartelli informativi e indicazioni sui percorsi alternativi hanno aiutato a mantenere fluida la viabilità durante le riprese.

Dahlonega
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Dahlonega

Purché finisca bene – Tempi supplementari: le location del film Rai tra Asiago, Feltre e le Dolomiti

8 janvier 2026 à 12:00

Il nuovo film per la tv Tempi supplementari, diretto da Ago Panini, va in onda su Rai 1 con una storia di sport, riscatto e relazioni familiari. Ma oltre alla trama coinvolgente, una delle grandi protagoniste del film è la splendida ambientazione: le riprese si sono infatti svolte interamente in Veneto, tra le province di Vicenza e Belluno, grazie al sostegno della Veneto Film Commission.

La produzione, curata da Pepito Produzioni, ha puntato alla massima sostenibilità ambientale durante le riprese. Tempi supplementari fa parte del ciclo televisivo Purché finisca bene, una serie di film per Rai 1 che raccontano storie umane a lieto fine. Sempre nel Vicentino, la rassegna proseguirà con L’ora d’Arianna, diretto da Giuseppe Curti e interpretato da Lorenzo Richelmy, Mariana Lancellotti e Gabriele Cirilli, girato tra le suggestive strade di Bassano del Grappa.

Di cosa parla

Tempi supplementari racconta la vicenda di Sandro (Giuseppe Zeno), ex allenatore di hockey che ha la possibilità di guidare una squadra giovanile di ragazzi “difficili”. Tra allenamenti e sfide sportive, Sandro ritroverà anche sua figlia Thea, persa di vista da anni. La sceneggiatura, firmata da Sara Cavosi e Luca Monesi, unisce la passione per lo sport a temi universali come la famiglia, il coraggio e il riscatto personale.

Tempi supplementari Rai
Ufficio stampa RAI
Una scena del film tv Tempi Supplementari

Dove è stato girato

Le scene centrali del film, ambientate nel mondo dell’hockey su ghiaccio, sono state girate in luoghi simbolo del territorio. Il palaghiaccio di Feltre ha ospitato alcune delle sequenze più importanti, con la pista ghiacciata ripristinata addirittura in piena estate per esigenze di set.

Non meno importanti sono le riprese ad Asiago, che hanno visto la troupe muoversi tra esterni iconici e location cittadine riconoscibili: dal centro storico agli istituti scolastici come l’Istituto Patrizio Rigoni, trasformato temporaneamente in un “Palazzo del Ghiaccio” scenografico, fino all’Istituto Mario Rigoni Stern. Cuore dell’Altopiano dei Sette Comuni in provincia di Vicenza, Asiago non è solo una località montana suggestiva, ma un vero simbolo di storia, sport e tradizione. La sua storia legata alla Prima Guerra Mondiale aggiunge profondità e fascino al territorio.

Asiago
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Vista di Asiago

Qui hanno partecipato anche gli atleti locali e giovani talenti della provincia, tra cui Giacomo Vigo di Rosà e le pattinatrici Sara Pilati, Giorgia Rigoni e Nicole Primon, che hanno arricchito il cast insieme ad attori affermati come Giuseppe Zeno, Clotilde Sabatino, Alvise Marascalchi, Bianca Baglioni e Arianna Moro.

Oltre alle città e agli impianti sportivi, le riprese hanno valorizzato le Dolomiti venete, con panorami mozzafiato come Cortina d’Ampezzo, rinomata località sciistica con le sue strade eleganti e le cime imponenti che diventano un simbolo di sfida e resilienza; Marmolada, la “Regina delle Dolomiti” con i ghiacciai e panorami vertiginosi; e le Tre Cime di Lavaredo, che fanno da sfondo a una storia di determinazione e correttezza.

Il paesaggio montuoso, rigido ma affascinante, si integra perfettamente con la trama, diventando quasi un personaggio silenzioso del film.

Cortina D'Ampezzo
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Cortina D’Ampezzo

The Rainmaker, le location della serie SKY tratta dal bestseller di John Grisham

5 décembre 2025 à 18:30

La nuova serie Sky The Rainmaker, tratta dal romanzo omonimo di John Grisham, porta sul piccolo schermo le avventure del giovane avvocato Rudy Baylor, alle prese con un caso di negligenza medica che metterà alla prova la sua carriera e la sua vita personale. Pur essendo ambientata negli Stati Uniti, la produzione ha scelto l’Irlanda come cornice principale, in particolare Dublino e la contea di Wicklow, trasformando paesaggi e città in scenari perfetti per il mondo legale e drammatico della serie.

Dove è stata girata

Anche se la storia di Rudy Baylor, interpretato dal giovane Milo Callaghan, è ambientata in South Carolina, la produzione ha deciso di concentrare gran parte delle riprese a Dublino, capitale dell’Irlanda e città più popolosa dell’isola. I lavori sono iniziati nell’ottobre 2024 e si sono protratti fino al marzo 2025.

Dublino

Dublino ha offerto alla serie una combinazione perfetta di scenari storici e moderni, con strade georgiane eleganti e architetture contemporanee che hanno permesso di ricreare l’atmosfera americana senza perdere autenticità. Molte scene fondamentali si svolgono in ospedale, data la centralità del caso legale nella trama. Per rendere le sequenze più realistiche, il team ha girato alcune scene cruciali presso il St. Mary’s Hospital, situato a Phoenix Park, Chapelizod. Il nome è stato cambiato in North City Hospital per esigenze narrative, permettendo di costruire un contesto fiction coerente.

Oltre agli interni ospedalieri, Dublino ha ospitato numerose scene ambientate in esterni, trasformando piazze, parchi e strade cittadine in spazi perfetti per la narrazione. Gli attori, tra cui Milo Callaghan e Lana Parrilla, hanno approfittato delle pause sul set per esplorare la città e creare legami con il cast e la troupe. Come ha dichiarato l’attrice: “Essere in Irlanda, in un paese nuovo, fuori dalla propria comfort zone, ti avvicina subito agli altri. A volte potrebbe non funzionare, ma qui tutto è stato fantastico”.

Dublino è diventata così una location chiave, non solo per le riprese, ma anche per il carattere e la coesione del cast. La città è famosa a livello mondiale per la sua infrastruttura cinematografica, con incentivi fiscali, trasporti efficienti e una varietà di scenari che la rendono meta ideale per produzioni internazionali come Foundation, Normal People e Veronica Guerin.

Dublino
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Ponte Ha’penny sul fiume Liffey a Dublino

Wicklow County

Oltre a Dublino, alcune scene di The Rainmaker sono state girate nella contea di Wicklow, conosciuta come il Giardino d’Irlanda. Località come Bray e la cittadina di Wicklow sono state sfruttate per riprodurre i paesaggi della South Carolina, grazie alla loro costa spettacolare e alle zone montuose. Le riprese a Bray, ad esempio, si sono concentrate in date precise come il 17 dicembre 2024, mentre Wicklow ha ospitato numerose scene esterne grazie ai suoi panorami naturali mozzafiato. Una parte del lavoro è stata effettuata negli Ardmore Studios, situati a Herbert Road, Killarney, Bray.

Gli studi, i più antichi dell’Irlanda (aperti nel 1958), offrono tutto il necessario per una produzione televisiva di alto livello: cinque soundstage, uffici di produzione, laboratori, strutture per trucco e costumi, catering e molto altro. Wicklow County è da anni una scelta privilegiata per produzioni di prestigio. Titoli come Moonflower Murders, The Great Train Robbery, The Running Man e Jack Taylor sono stati girati proprio qui, grazie alla combinazione di bellezze naturali e strutture professionali.

Wicklow County
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Wicklow County

Sicilia Express, i luoghi meravigliosi della miniserie di Natale con Ficarra e Picone

5 décembre 2025 à 16:30

Dal 5 dicembre su Netflix c’è Sicilia Express, la nuova miniserie comedy firmata da Ficarra & Picone che racconta le avventure di Salvo e Valentino, due infermieri siciliani che vivono divisi tra il lavoro a Milano e le rispettive famiglie rimaste in Sicilia. A pochi giorni dal Natale, la loro routine viene stravolta dalla scoperta di un portale magico, un evento inatteso destinato a complicare, e non sempre migliorare, la loro vita quotidiana.

Oltre al celebre duo comico, nel cast figurano Katia Follesa, Barbara Tabita, Max Tortora, Sergio Vastano, Enrico Bertolino, Adelaide Massari, Angelo Tosto, Giorgio Tirabassi e la partecipazione speciale di Jerry Calà. Prodotta da Tramp Limited, la miniserie è scritta da Ficarra & Picone insieme a Fabrizio Cestaro, Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini, confermando un team creativo di alto livello per un racconto che unisce comicità, fantasia e atmosfera natalizia.

I colori del tempo, le splendide location tra Parigi e Normandia del film ambientato nella Belle Époque

4 décembre 2025 à 18:00

Il nuovo film di Cédric Klapisch, I Colori del Tempo, ci trasporta in un affascinante viaggio tra presente e passato, raccontando la storia di un gruppo di eredi che scoprono le vicende della loro antenata, Adèle Meunier. Alla fine dell’Ottocento, Adèle lasciò la Normandia per cercare la madre a Parigi, vivendo nel cuore della Belle Époque e dell’epoca d’oro dell’Impressionismo.

Ma più che i personaggi, a emergere come vera protagonista del film è la città di Parigi, con la sua luce vibrante, i suoi contrasti e il suo eterno fascino. Klapisch stesso confessa: “Sono sempre stato ossessionato dalla Parigi di fine Ottocento. Amo i costumi, le scenografie e l’estetica di quegli anni, e volevo confrontare il presente con il 1895 attraverso la storia di una famiglia e degli oggetti che lascia dietro di sé”.

Dove è stato girato

I Colori del Tempo è quindi non solo un racconto familiare, ma anche un viaggio visivo attraverso luoghi iconici della Francia: Parigi luminosa e vivace, la suggestiva Normandia e piccoli comuni come Theuville, fino ai dettagli più curati degli studi cinematografici. Ogni location contribuisce a far rivivere la magia della Belle Époque, rendendo il film un’esperienza immersiva tra storia, arte e paesaggi indimenticabili.

I colori del tempo Normandia
Ufficio stampa Studio Canal
I colori del Tempo in Normandia

Parigi: la culla della Belle Époque

La capitale francese offre alcune delle scene più memorabili del film. Le riprese si sono concentrate su Gare Saint-Lazare, una stazione iconica che cattura perfettamente l’energia e la frenesia della città, e negli Studios de Bry, dove sono state realizzate le scene più intime e artistiche.

Klapisch ritrae Parigi come in un dipinto: ogni luce, volto e dettaglio sembra oscillare tra nostalgia e stupore, evocando l’atmosfera dei quadri di Monet. Gli Studios de Bry si trovano a Bry-sur-Marne e qui sono stati realizzati i set interni ricchi di dettagli storici, dai mobili ai costumi, permettendo di ricostruire fedelmente la Belle Époque e immergere completamente lo spettatore nella storia della famiglia Meunier.

Gare Saint-Lazare
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Gare Saint-Lazare

Normandia tra mare e treni

Non solo Parigi: la Normandia ha giocato un ruolo chiave nelle riprese di I Colori del Tempo. Il film porta gli spettatori a Étretat, famosa per le sue scogliere mozzafiato di gesso bianco che si affacciano sul Canale della Manica, e a bordo di un treno TER Normandie, con cui i protagonisti rivivono il viaggio della loro antenata.

Questa regione aggiunge un tocco di poesia e profondità storica, contrapponendo la calma della campagna francese alla vivacità della capitale. Le sue celebri falesie a forma di arco naturale, l’Aiguille, la Porte d’Aval e la Porte d’Amont,  hanno ispirato artisti come Monet, Courbet e Boudin, oltre a scrittori come Maupassant, che qui ambientarono alcuni dei loro racconti.

Theuville: Piccolo comune, grande atmosfera

Anche il comune di Theuville, nel dipartimento del Val-d’Oise, è stato scelto come location. Pur essendo meno noto al grande pubblico, questo luogo contribuisce a ricreare la vita quotidiana della Francia d’epoca, dando autenticità e continuità alla narrazione. Le sue strade tranquille, le case in pietra e il paesaggio agricolo circostante permettono al film di respirare autenticità, creando un ponte credibile tra passato e presente. In questo contesto semplice e genuino, la storia di Adèle e dei suoi discendenti trova una dimensione intima che arricchisce la continuità visiva e narrativa del racconto.

Theuville
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Theuville

Ritrovato il Tempio di Zeus dopo millenni, la scoperta riscrive la storia di Limira

3 décembre 2025 à 11:11

Nel cuore della Turchia mediterranea, tra gli agrumeti e le alture che circondano Finike, è riemerso un luogo che per secoli era rimasto solo un’ombra nelle fonti antiche: il Tempio di Zeus di Limira (Limyra, in turco). Gli archeologi lo sapevano, lo intuivano, lo cercavano. Le iscrizioni che ne attestavano l’esistenza erano note dal 1982, eppure il tempio – quello vero, in pietra, colonne e soglie cerimoniali – continuava a sfuggire come un miraggio scolpito nel tempo. Ora non più. Il ritrovamento della facciata orientale del santuario non è solo una vittoria scientifica: è un tassello che ricostruisce la geografia sacra della Licia e riaccende l’immaginazione di chi ama viaggiare nelle storie nascoste del Mediterraneo.

Limira, uno dei centri più importanti della Licia orientale, è un sito che porta impressi secoli di stratificazioni: capitale politica sotto il re Perikles, poi città chiave in epoca romana e infine sede vescovile bizantina. Le sue tombe rupestri scolpite nella roccia, la colossale tomba di Gaio Cesare, le terme romane, il Ptolemaion e la strada colonnata raccontano un passato denso e vivido. Eppure mancava il fulcro religioso per eccellenza: il tempio dedicato al dio supremo, Zeus.

Scoperto il Tempio di Zeus, cuore perduto di Finike

La nuova campagna di scavi, condotta insieme all’Istituto Archeologico Austriaco e diretta da Kudret Sezgin, ha concentrato gli sforzi nel settore occidentale della città antica in Turchia.

Qui, sotto livelli di macerie, aggiunte tardoantiche e una cinta muraria costruita in epoca bizantina, è riemersa la facciata del tempio. L’architettura riportata alla luce è chiara e monumentale: quindici metri di estensione, con le pareti laterali che incorniciavano il portico e la soglia sacra. Non un edificio minore, ma un vero tempio cittadino, perfettamente allineato con l’asse urbano principale.

Rovine di Limira, Turchia
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L’area archeologica dell’antica città di Limira

Poi, finalmente, la rivelazione più affascinante: quella grande porta sotto la strada romana, che per decenni si era creduta parte del monumentale ingresso alla via lastricata, era in realtà il propylon del tempio di Zeus. Un ingresso cerimoniale antico di secoli che, suo malgrado, era stato ricontestualizzato dalla storia successiva.

Allo stesso modo, ciò che si pensava fosse un tratto di mura difensive ellenistiche si rivela ora essere un temenos, il recinto sacro che proteggeva il santuario. Il cuore del tempio, cioè la sua cella, non è ancora stato scavato perché oggi si trova sotto un agrumeto privato. Gli studiosi, però, sono ottimisti: la cella potrebbe aver conservato pavimentazioni, arredi votivi e dettagli architettonici ancora intatti.

Il Tempio di Zeus ripercorre la storia e rilancia il viaggio

Le sorprese non si fermano all’architettura, qui a Limira. I frammenti ceramici recuperati nell’area mostrano che Limira era abitata molto prima di quanto si pensasse: almeno cinquemila anni fa. Una datazione che spinge indietro il racconto delle origini e lega questo territorio a una rete di culture anatoliche preistoriche, ben prima del sorgere della Lega Licia e delle grandi città classiche.

Per chi visita l’area di Limira oggi, il sito è un intreccio di natura e rovine: sorgenti perenni che attraversano i resti, sentieri silenziosi, tombe scavate nella roccia e scorci che sembrano usciti da un racconto epico. La riscoperta del Tempio di Zeus restituisce coerenza a tutto questo: ridà alla città il suo fulcro spirituale, il suo cardine simbolico e ridesta interesse nei viaggiatori più avventurieri.

I luoghi di Carosello in Love per un viaggio nella Roma Anni ’50

30 novembre 2025 à 20:30

In prima serata su Rai1 un viaggio tra nostalgia e passione, tra l’Italia che cambia e la televisione che diventa fenomeno culturale: Carosello in Love è il nuovo film TV prodotto da Grøenlandia in collaborazione con Rai Fiction, diretto da Jacopo Bonvicini, che celebra il mito di Carosello e il potere dell’amore. Il film racconta due storie che si intrecciano sullo sfondo di un Paese in trasformazione: la storia romantica tra Laura (Ludovica Martino) e Mario (Giacomo Giorgio) e l’amore collettivo per la televisione che ha segnato la memoria degli italiani.

Di cosa parla

Siamo nel 1957, l’anno in cui la televisione entra nelle case degli italiani, diventando rapidamente un fenomeno culturale di massa. Tra luci dei set e creatività pubblicitaria, si sviluppa la vicenda di Laura, giovane ambiziosa e creativa, affascinata dal mondo della TV, e di Mario, regista disilluso ma talentuoso, che approda a Carosello convinto che sia solo una parentesi prima di realizzare il suo sogno nel cinema d’autore. Tra distanze e riconciliazioni, nasce un legame intenso, mentre intorno a loro l’Italia evolve, raccontandosi attraverso la pubblicità e la televisione.

Carosello in Love è un ritratto dell’Italia del Novecento, della trasformazione sociale, linguistica ed estetica, vista attraverso gli occhi dei professionisti che hanno dato vita al programma televisivo più iconico di quegli anni. Il film è un ponte tra generazioni: un ricordo affettuoso per chi ha vissuto quell’epoca, una scoperta educativa per i più giovani, e un racconto coinvolgente su come la pubblicità e la televisione abbiano contribuito a unire il Paese.

Carosello in Love film Rai
Ufficio stampa RAI
Una scena del film Rai Carosello in Love

Dove è stato girato

La storia del film è ambientata a Roma, a partire dal 1957, quando la televisione – e in particolare Rai/Carosello – iniziava a entrare nelle case degli italiani. Le riprese di Carosello in Love si sono svolte principalmente a Roma e negli Studi di Cinecittà. Roma, con la sua storia, con gli studi Rai e con la sua tradizione televisiva, è la cornice naturale più coerente per un progetto come questo. Anche se non tutte le scene sono state necessariamente girate “on location”, l’ambientazione storica ne richiede lo spirito.

Il rione ricreato per il film, quello in cui si muovono i protagonisti, richiama per atmosfera certe suggestioni de L’amica geniale, ma senza mai indulgere in un realismo rigido: è un’ambientazione d’epoca leggera, viva, che non appesantisce mai lo sguardo. La stessa cura si ritrova negli studi televisivi, dove la regia di Bonvicini gioca con creatività, intrecciando materiali d’archivio e nuove riprese.

Trastevere
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Trastevere

Nelle note di regia Bonvicini ha precisato: “La scenografia e la fotografia sono state impostate cercando prima i toni caldi degli Anni ʼ50 e ʼ60 per poi virare dolcemente verso la atmosfere più fredde e vicine alla modernità degli Anni ʼ70, senza dimenticare mai di dare agli ambienti e ai personaggi un carattere peculiare e sospeso tra la realtà e la favola. LʼItalia è così diventata una Roma sognata che assomiglia ad un piccolo paese senza tempo e la televisione un contenitore in cui si muovono le speranze e i dolori di un popolo incarnato dai personaggi della storia, le cui vite sono allo stesso tempo così lontane e così simili alle nostre”. 

E il capostruttura Rai Luigi Mariniello ha aggiunto in conferenza stampa: “Carosello è stato un vero fenomeno di costume, e il servizio pubblico ha raccontato l’immaginario. Con questa storia abbiamo dato volto anche all’artigianato Rai del tempo”. L’attrice Ludovica Martino sul suo personaggio invece ha sottolineato: “Interpreto una ragazza rivoluzionaria per il suo tempo. Vuole lavorare in Rai, desiderando emanciparsi e trovare un posto nel mondo”. E il co-protagonista Giacomo Giorgio ha infine aggiunto: “Ho apprezzato la possibilità di raccontare l’errore: il mio personaggio arriva sempre nel momento sbagliato, nella storia con Laura e nella professione: vuole lavorare nel cinema e invece deve ripiegare su Carosello, salvo poi scoprire che in verità era come fare cinema”.

Tutte le location di Karate Kid: dal dojo Cobra Kai alla casa di Mr. Miyagi

29 novembre 2025 à 20:00

Karate Kid, diretto da John G. Avildsen e interpretato da Ralph Macchio, Pat Morita, Elisabeth Shue e William Zabka, è un dramma di arti marziali diventato un vero e proprio cult. Con oltre 130 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, si impose come uno dei maggiori successi cinematografici del 1984, un risultato sorprendente per Hollywood. La produzione prese forma quando la Columbia Pictures chiese allo sceneggiatore Robert Mark Kamen di sviluppare un progetto simile allo stile di Rocky (1976), altro film diretto da Avildsen. Kamen trasse ispirazione dalla propria vita e si batté con convinzione per avere Pat Morita nel cast, scelta poi rivelatasi fondamentale.

Di cosa parla

La trama segue Daniel LaRusso (Ralph Macchio), un adolescente del New Jersey che si trasferisce in California con sua madre. Qui diventa presto il bersaglio di un gruppo di bulli, finché non trova un inaspettato mentore: il signor Miyagi (Pat Morita), un custode saggio e pacato che accetta di insegnargli il karate come forma di autodifesa e non di violenza. Mentre l’allenamento procede e Daniel acquista fiducia e abilità, arriva il momento di affrontare il suo rivale Johnny Lawrence, fidanzato di Ali e allievo del duro e spietato sensei Kreese. Il torneo finale non è solo una gara, ma una lezione di vita su coraggio, amicizia e perseveranza.

Dove è stato girato

All’inizio di Karate Kid Daniel e sua madre arrivano nel nuovo complesso residenziale a Los Angeles. Si tratta dei South Seas Apartments, un edificio modesto e un po’ malandato situato nel cuore della San Fernando Valley. Gran parte del film è ambientata nella Valley, anche se non tutto. Daniel visita la splendida Leo Carrillo State Beach a Malibu, dove incontra Ali e un gruppo di bulli. Questa spiaggia è stata anche protagonista del film originale Point Break. La West Valley High School era in realtà la Charles Evans Hughes Junior High School, oggi Hughes Adult Learning Center, a pochi chilometri a sud-ovest del suo appartamento di Woodland Hills.

 Leo Carrillo State Beach
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Tramonto sulla spiaggia rocciosa della zona intertidale a Leo Carrillo State Beach

Il temuto dojo Cobra Kai, guidato dal severissimo Kreese, è oggi il Body Theory Fitness Center, al 5223 Lankershim Boulevard, nella North Hollywood Pedestrian Plaza. Curiosamente, il ristorante Orient Express, dove Daniel incontra sua madre, non si trova più di fronte al dojo. Al tempo del film, la location esterna del ristorante è stata ricreata a 5376 Wilshire Boulevard, a Midtown Los Angeles, mentre il ristorante vero e proprio oggi è l’Express Korean Restaurant & Nightclub.

La differenza di classe tra i personaggi è sottolineata dalla sontuosa casa di Ali, al 4072 Alonzo Avenue di Encino, scelta appositamente per il suo stile volutamente esagerato e kitsch. Le avventure romantiche di Daniel e Ali, tra go-kart e mini golf, si svolgono ancora oggi al centro giochi Golf ‘N’ Stuff. Il tranquillo lago dove Mr. Miyagi insegna a Daniel l’equilibrio durante una battuta di pesca è il Chatsworth Nature Preserve, ex Chatsworth Reservoir, oggi santuario naturale non accessibile al pubblico.

Los Angeles
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Los Angeles

L’Hyatt Westlake Plaza Hotel (oggi Hyatt Regency Westlake) ospita la scena della festa al Country Club, dove Daniel si confronta con Johnny. La scena clou del torneo, l’All Valley Karate Tournament, è stata girata al Matador Gymnasium del campus della California State University, Northridge.

Infine, la leggendaria casa di Mr. Miyagi si trovava realmente al 20924 Gault Street, Canoga Park, ma è stata demolita. Sorprendentemente, il set originale era così perfetto che giardino giapponese, discarica e persino binari falsi furono costruiti attorno alla vera abitazione. La stessa casa appare in Karate Kid II, ma per il terzo capitolo (1989) è stata ricreata negli studi.

Le vere location di Zootropolis 2: un viaggio nel cuore della città animale

26 novembre 2025 à 17:30

Il 26 novembre si torna a Zootropolis con il secondo film Disney diretto dal duo vincitore dell’Oscar Jared Bush e Byron Howard e prodotto da Yvett Merino che è stata ospite a Roma per presentare l’avventura in anteprima. Zootropolis 2 non è solo un’avventura poliziesca per famiglie, ma anche un viaggio visivo attraverso una città pensata per stupire, sorprendere e ispirare. “Questa folle città animale è davvero il mio posto felice“, ha svelato Bush.

Nel vivace mondo animato di Zootropolis, la città dove animali di ogni specie convivono tra grattacieli, quartieri caratteristici e paesaggi mozzafiato, la routine viene sconvolta da un mistero che mette alla prova ogni cittadino. I protagonisti, Judy Hopps, una giovane poliziotta determinata, e Nick Wilde, un astuto truffatore dal cuore d’oro, si trovano a collaborare per risolvere un caso insolito: l’arrivo in città del losco Gary De’Snake porta scompiglio e segreti che minacciano l’ordine di Zootropolis.

Per scoprire la verità, Judy e Nick devono immergersi in quartieri sconosciuti e sorprendenti della città, esplorando zone che vanno dai quartieri innevati alle foreste lussureggianti, fino ai sobborghi più caldi e caotici. Ogni area della città non è solo uno sfondo animato: diventa un vero e proprio personaggio del film, contribuendo a raccontare le differenze culturali e ambientali che rendono Zootropolis unica.

Dove è stato girato

Abbiamo avuto il piacere di chiedere alla produttrice se i luoghi di questo sequel sono ispirati a luoghi reali e ci ha spiegato che “l’ispirazione è venuta da tanti luoghi diversi. Il mondo di Zootropolis è divertente ed è uno specchio del mondo umano, entrare nel mercato pantano è entrare in un mondo che abbiamo creato, ma non c’è un corrispettivo umano. Pertanto il team dei designer guidato da Cory Loftis che è uno scenografo fantastico, ha provato a entrare nella testa di animali semi-acquatici che vivono sia fuori che dentro l’acqua, cercando di capire quale fosse il loro mondo. Quindi non ci siamo ispirati a un luogo specifico, ma piuttosto abbiamo cercato di capire che mondo gli animali hanno creato per vivere“.

Jared aveva immaginato un quartiere di mammiferi semi-acquatici, quindi ho iniziato a pensare a un luogo ideale per degli animali che non hanno davvero bisogno di stare sulla terraferma. Limei Hshieh, la nostra art director delle ambientazioni, ha avuto un ruolo importante: ad esempio, la forma degli edifici, il modo in cui le barche passano tra gli edifici, il modo in cui i marciapiedi vengono immersi nell’acqua affinché gli animali possano nuotare sopra di essi, ecc” ha spiegato lo stesso Loftis.

Zootropolis mondo
Ufficio stampa Disney
Il mondo di Zootropolis

Marsh Market

Una delle scene più emozionanti di Zootropolis 2 si svolge a Marsh Market (Mercato Pantano nella versione italiana), un vivace quartiere della città dove Judy Hopps e Nick Wilde si lanciano in un inseguimento mozzafiato dietro al furbo Gary De’Snake. La corsa si snoda attraverso un intricato sistema di tubature d’acqua, concepito come una sorta di “metropolitana” per i mammiferi semi-acquatici, che permette loro di muoversi agilmente tra i vari settori della città.

In questa zona Nibbles, il personaggio doppiato in italiano dalla comica Michela Giraud, conduce il podcast “Squame e trame del mistero”. Durante la conferenza stampa nella Capitale le è stato chiesto di paragonare questo quartiere di Zootropolis 2 con uno romano e la risposta è stata tempestiva: “Direi che potrebbe essere il Pigneto o San Lorenzo“.

Roma
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Una tipica piazza in un quartiere di Roma

Lynxley Manor e il Gala Zootenario

Un’altra location chiave di Zootropolis 2 è Lynxley Manor, situata nel gelido quartiere di Tundratown. Qui si tiene il prestigioso Gala Zootenario, evento che celebra il centenario delle pareti climatiche, strutture che permettono la convivenza armoniosa dei diversi ecosistemi di Zootropolis.

La villa appartiene a Milton Lynxley, erede della famiglia più influente della città, il cui antenato Ebenezer Lynxley inventò le celebri pareti climatiche. La festa diventa ancora più intrigante grazie a una rara esposizione di reperti storici e al misterioso furto del Diario di Lynxley, documento fondamentale che racconta la geniale invenzione del patriarca. Questa combinazione di eleganza, mistero e avventura rende Lynxley Manor una delle location più memorabili del film.

Zootropolis 2
Ufficio stampa Disney
Zootropolis 2 al cinema

Alla scoperta dei sei distretti di Zootropolis

Oltre alle nuove aree introdotte in Zootropolis 2, Loftis e il suo team hanno avuto l’opportunità di ridisegnare e approfondire i sei distretti principali del primo film, rendendoli ancora più vivi e dettagliati.

Sahara Square

Questo distretto, dominato da dune di sabbia e costruzioni che richiamano la forma delle stesse, ospita gli animali notturni del deserto. Sahara Square brilla di vita durante la notte grazie a casinò scintillanti, un enorme hotel a forma di palma e a una lussureggiante oasi che circonda l’area, offrendo un contrasto unico tra calore e vivacità.

Tundratown

Tundratown è il quartiere ghiacciato di Zootropolis, costruito interamente con neve e ghiaccio, con enormi cannoni sparaneve che regolano il clima. Qui i marciapiedi sono blocchi di ghiaccio galleggianti e le auto sono dotate di sci, creando un ambiente davvero originale e “fresco” per gli abitanti artici della città.

Distretto della Foresta Pluviale

Con oltre mezzo milione di alberi giganti, il Distretto della Foresta Pluviale è un paradiso verde e umido, attraversato da passerelle sospese, ponti e funivie che permettono di esplorare la vegetazione rigogliosa dall’alto. Questo quartiere è un vero ecosistema verticale, dove natura e città si fondono armoniosamente.

Zootropolis 2 film
Ufficio stampa Disney
Le varie ambientazioni di Zootropolis

Bunnyburrow

La tranquilla città natale di Judy Hopps si trova a circa 320 km dal centro di Zootropolis. Bunnyburrow è abitata principalmente da agricoltori di carote, come i genitori di Judy, Bonnie e Stu. Qui gli spazi aperti e i paesaggi rurali offrono un piacevole contrasto con il caos e la densità del centro urbano, rendendo il distretto un’oasi di serenità.

Savanna Central

Cuore pulsante della città, Savanna Central ospita edifici chiave come il Dipartimento di Polizia di Zootropolis (ZPD), il Municipio e la Stazione Centrale, dove Judy arrivò per la prima volta in città. Questo distretto è il punto di incontro di animali provenienti da tutti i quartieri, creando un mosaico di culture, attività e dinamiche urbane.

Little Rodentia

Little Rodentia è il quartiere dedicato ai mammiferi più piccoli della città. Le abitazioni, i negozi e le strade sono costruiti su misura per i roditori, mentre una grande recinzione protegge il quartiere dagli animali più grandi. Qui vive la famiglia di Mr. Big, compresa sua figlia Fru Fru e la nipote Little Judith, rendendo Little Rodentia un luogo affascinante e vivace.

Un treno per Zootropolis

Trenitalia e Disney hanno rinnovato la partnership per l’arrivo di Zootropolis 2. Questa volta a viaggiare sui binari c’è un Intercity speciale: due locomotive E.414 e una carrozza completamente decorate con i vari abitanti della città animale. Il treno, realizzato a Milano Martesana, è stato presentato a Roma Termini davanti al binario 26, alla presenza delle principali voci italiane del film, tra cui Michela Giraud, Max Angioni, Ilaria Latini, Matteo Martari e Alessandro Quarta. Oltre alla produttrice Premio Oscar che Yvett Merino che è volata da Los Angeles proprio per presentare l’atteso film d’animazione in anteprima a Roma.

Intercity Trenitalia Zootropolis 2
@SiViaggia - Bruno Piersanti
Il cast di voci del film Disney Zootropolis 2

I luoghi di A Man on the Inside, la nuova serie Netflix con Ted Denson

22 novembre 2025 à 18:30

La nuova serie Netflix A Man on the Inside, con protagonista Ted Danson, è pronta a conquistare gli spettatori con un mix di ironia, mistero e scenari mozzafiato. Ambientata tra le colline di San Francisco e gli studi a cielo aperto di Los Angeles, la serie porta il pubblico dentro una storia divertente e intrigante, in cui un professore in pensione si ritrova a fare l’infiltrato in una casa di riposo.

Oltre alla trama irresistibile, ciò che colpisce è l’estetica della serie: palazzi storici, scorci iconici, quartieri vivaci e una San Francisco che diventa un vero personaggio della storia. Scopriamo quindi insieme tutti i luoghi principali di A Man on the Inside e come visitarli nella realtà.

Dove è stata girata

Come già successo per altre produzioni ambientate a San Francisco, da Vertigo a The Matrix Resurrections, A Man on the Inside contribuisce a a rinnovare l’interesse verso la città. Pacific View Retirement Community è il cuore della serie, ma esiste davvero? Si tratta di un’elegante casa di riposo dove il protagonista si ritrova coinvolto in un’indagine sotto copertura. Nella realtà questo luogo è rappresentato dai Cathedral Apartments, al 1201 California Street, nel prestigioso quartiere di Nob Hill a San Francisco.

I Cathedral Apartments sono un edificio storico costruito negli anni Venti dall’architetto californiano W. H. Weeks con vista panoramica sulla città, un’imponente hall con personale fisso, cortile interno e 84 appartamenti molto ampi. Questi rappresentano perfettamente l’idea di una residenza lussuosa per anziani dell’élite americana. L’interno non è visitabile, ma i fan possono scattare foto all’esterno e passeggiare nel quartiere, tra negozi, caffè eleganti, hotel storici e salite che regalano alcune delle viste più spettacolari sulla baia.

A man on the inside
Ufficio stampa Netflix
A man on the inside

San Francisco

San Francisco non è solo una cornice: è parte integrante del racconto. Le scene della serie esplorano quartieri iconici, storia, architettura e quell’atmosfera unica che oscilla tra eleganza, caos urbano e fascino bohémien. Tra i quartieri più rappresentativi mostrati nella serie spicca Nob Hill, un’area elegante e storica conosciuta per i suoi grandi hotel e per le celebri funicolari che arrampicano le ripide salite della città. È uno dei luoghi che meglio raccontano il fascino “old-style” di San Francisco, un mix di lusso e tradizione che conferisce alla serie un’atmosfera ricercata.

Un’altra zona molto presente è North Beach, la vivace “Little Italy” di San Francisco. Tra i luoghi simbolo del quartiere c’è il Caffè Trieste, uno dei più antichi della città e punto d’incontro storico per artisti, scrittori e musicisti. Oltre ai quartieri, la serie mette in mostra anche alcuni dei monumenti e scenari più iconici della città come la maestosa Grace Cathedral, con la sua architettura neogotica; il Palace of Fine Arts, uno dei monumenti più fotografati della città, che aggiunge un tocco di eleganza classica alle riprese; e, naturalmente, il Golden Gate Bridge.

Palazzo delle Belle Arti
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Palazzo delle Belle Arti di San Francisco

Los Angeles

Oltre a San Francisco, molte scene, soprattutto interne, sono state girate a Los Angeles, una delle città più utilizzate per film e serie TV a livello mondiale. Gli studios e i quartieri residenziali losangelini offrono flessibilità per gli ambienti indoor della serie, rendendo fluidi i passaggi tra spazi reali e ricostruzioni scenografiche. Los Angeles, già scelta per produzioni come La La Land, Nightcrawler, Cobra Kai e Shrinking, fornisce alla serie di Netflix un supporto visivo che unisce realismo e controllo scenico.

Dove è stato girato La Fabbrica di Cioccolato: tutte le location del film di Tim Burton

13 novembre 2025 à 18:30

Il film La Fabbrica di Cioccolato del 2005, diretto da Tim Burton e basato sul romanzo di Roald Dahl, ha conquistato il pubblico di tutto il mondo grazie al suo stile visivo inconfondibile e alla sua atmosfera fiabesca. Il film racconta la storia di Charlie Bucket, un bambino gentile e generoso che vive con la sua famiglia in difficoltà economiche. La sua vita cambia quando trova uno dei rarissimi biglietti d’oro che gli permettono di visitare la straordinaria fabbrica di cioccolato dell’eccentrico Willy Wonka.

All’interno della fabbrica si apre un mondo incantato, un vero e proprio regno di dolci meraviglie e invenzioni sorprendenti, abitato dai minuscoli e instancabili Umpa Lumpa. Charlie, insieme ad altri quattro bambini vincitori, intraprende un viaggio straordinario guidato dallo stesso Wonka. Accanto alla trama principale, il film sviluppa anche un toccante racconto parallelo sul passato di Willy Wonka: la sua difficile infanzia, il rapporto complicato con il padre e la capacità di Charlie di aiutarlo a ritrovare un senso di famiglia e di affetto.

Ma ti sei mai chiesto dove è stato girato La Fabbrica di Cioccolato? Le location del film spaziano tra studi cinematografici e luoghi reali che hanno contribuito a dare vita all’universo magico di Willy Wonka.

Dove è stato girato

Gran parte delle riprese del film è stata girata nel Regno Unito, precisamente ai Pinewood Studios, uno dei più famosi studi cinematografici al mondo. Situati a Iver Heath, nei pressi di Londra, i Pinewood Studios sono noti per aver ospitato produzioni iconiche come James Bond e Star Wars. Per La Fabbrica di Cioccolato Tim Burton scelse di costruire set reali anziché affidarsi esclusivamente alla computer grafica. Questa scelta artistica permise di ricreare ambienti spettacolari e surreali, come il fiume di cioccolato e i giardini di zucchero, conferendo al film un fascino visivo autentico e tangibile.

Oltre agli studi di Pinewood, il regista ha scelto altre location britanniche per alcune scene esterne. Tra queste spiccano Hatfield House, High Wycombe e St Albans, cittadina dove compaiono luoghi riconoscibili come il celebre pub Ye Olde Fighting Cocks — considerato uno dei più antichi d’Inghilterra — e il pittoresco Verulamium Park, perfetto per le inquadrature che evocano il mondo reale di Charlie Bucket e la sua famiglia.

fabbrica cioccolato Willy Wonka
ANSA
La fabbrica cioccolato di Willy Wonka

Hatfield House

Hatfield House è in questo film la casa di Veruca Salt. Una delle più magnifiche e storiche dimore dell’Inghilterra, situata nell’Hertfordshire, a circa 30 chilometri da Londra, è un’elegante residenza giacobiana del XVII secolo, costruita nel 1611 per Robert Cecil, primo conte di Salisbury. La tenuta conta ben 223 stanze, arredate con mobili pregiati, dipinti e arazzi d’epoca, ed è circondata da un vasto parco — il Great Park — che regala un’atmosfera regale e senza tempo.

Oltre a essere stata la residenza d’infanzia della regina Elisabetta I, oggi ospita eventi, mostre, concerti e riprese cinematografiche. Negli anni è apparsa in numerosi film, tra cui La Favorita, Paddington 2, Sherlock Holmes, The Crown e Bridgerton.

Verulanium Park

Questo luogo è stato utilizzato come una delle location esterne per rappresentare la città dove vive Charlie Bucket con la famiglia. Sorge sul terreno dell’antica città romana di Verulamium, una delle più importanti colonie dell’Impero Romano in Britannia. I resti archeologici, ancora visibili oggi, includono parti delle mura cittadine, mosaici e un anfiteatro risalente al II secolo d.C.

All’interno del parco si trova anche il Verulamium Museum, che espone reperti romani scoperti nella zona e racconta la storia di St Albans e della sua eredità classica. Accanto al museo, il grande lago artificiale è una delle attrazioni più amate del parco, ideale per passeggiate, picnic o semplicemente per godersi la vista dei cigni e delle oche che lo popolano.

Verulanium Park
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Verulanium Park

Oltre il Regno Unito

Oltre al Regno Unito, la produzione ha coinvolto anche altre nazioni, tra cui Germania, Stati Uniti, Canada e Yemen, conferendo al film una dimensione internazionale e visivamente ricca.

Gengenbach: la pittoresca cittadina tedesca

Gengenbach, una splendida località della Germania sud-occidentale, situata nel distretto di Ortenau, nella regione del Baden-Württemberg è sfondo della scena che introduce il primo vincitore del biglietto d’oro, Augustus Gloop. Con poco più di 11.000 abitanti, Gengenbach è considerata una delle cittadine più affascinanti della Foresta Nera, grazie alle sue caratteristiche case a graticcio del XVIII secolo, alle stradine acciottolate e alla sua atmosfera fiabesca che sembra uscita direttamente da un racconto di Roald Dahl.

Il centro storico ospita edifici di grande interesse come il Municipio di Gengenbach, famoso per la sua facciata che durante il periodo natalizio si trasforma in un gigantesco calendario dell’Avvento, e la Stadtkirche Sankt Marien, una chiesa barocca che domina la piazza principale. La città sorge nella valle inferiore del fiume Kinzig, ai piedi della Foresta Nera, e rappresenta una tappa imperdibile per chi ama l’architettura tradizionale e i paesaggi naturali della Germania.

Sana’a nello Yemen

Tra le sequenze più curiose e suggestive di La Fabbrica di Cioccolato c’è quella ambientata in un mercato nordafricano, girata per rappresentare Marrakesh. Sebbene la scena rappresenti un mercato di Marrakesh, in realtà è stata girata a Sana’a, nello Yemen, presso la celebre Bab al-Yaman. Si tratta di una delle più importanti testimonianze storiche della capitale yemenita: un’imponente porta monumentale che segna l’ingresso alla città vecchia.

Bab al-Yaman è l’unica rimasta delle sette porte originarie che in passato consentivano l’accesso alla città fortificata di Sana’a. Oggi è considerata il simbolo del patrimonio architettonico yemenita e un punto di riferimento per i visitatori. Attorno alla porta si estende un vivace souk tradizionale, dove si vendono tessuti, spezie e artigianato locale, in un’atmosfera che rievoca i mercati di un tempo.

Yemen
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Yemen

Il Maestro, tutte le location del film con Pierfrancesco Favino tra Lazio e Marche

13 novembre 2025 à 14:00

Il Maestro, il nuovo film con Pierfrancesco Favino, è stato presentato in anteprima alla Mostra del cinema di Venezia 2025 e dal 13 novembre 2025 è al cinema. Diretto da Andrea Di Stefano, che ha confessato una natura autobiografica dell’avventura on the road che esplora il mondo del tennis dal punto di vista umano e personale, non racconta solo la storia di Felice e del suo allenatore Raul Gatti.

Trasporta lo spettatore in un viaggio attraverso alcuni degli scenari più suggestivi del Centro Italia. Le location, scelte con cura, diventano parte integrante della narrazione, riflettendo le emozioni e la crescita dei protagonisti.

Di cosa parla

È estate, fine anni Ottanta. Felice ha tredici anni e un destino già scritto sulle spalle: anni di allenamenti serrati e aspettative paterne lo hanno preparato a sfidare i migliori nei tornei nazionali di tennis. Per affinarne il talento, il padre lo affida a Raul Gatti, un uomo che si definisce ex campione e che vanta, con un po’ di presunzione, un ottavo di finale al Foro Italico.

Quello che inizia come un allenamento rigoroso si trasforma presto in un viaggio lungo la costa italiana, fatto di partite intense, piccoli inganni e incontri strani e indimenticabili. In questa avventura, Felice impara a conoscere il gusto della libertà, mentre Raul, tra una battuta e l’altra, intravede la possibilità di riscattarsi e ricominciare. Tra il ragazzo e il suo mentore nasce un legame raro e sorprendente, così fragile e prezioso come certe estati che, una volta passate, non tornano più.

Il Maestro film 2025
Ufficio stampa
Pierfrancesco Favino e Valentina Bellè ne Il Maestro

Dove è stato girato

La pellicola prende avvio a Roma, città simbolo di formazione e regole, da cui i due protagonisti iniziano il loro percorso. Da qui parte un viaggio on the road che li conduce lungo la costa del Lazio e delle Marche, trasformando il paesaggio in un vero e proprio protagonista del racconto.

Tra le prime tappe, troviamo Formia e Gaeta, dove il mare e i colori della costa laziale fanno da cornice alle prime sfide e ai momenti di confronto tra Felice e Raul. Il tennis, inizialmente elemento di tensione tra i due, si trasforma progressivamente in metafora della vita e strumento di complicità, mentre i luoghi attraversati diventano specchio dei loro stati d’animo.

Il viaggio prosegue nelle Marche, con scenari che incantano per la loro bellezza naturale. San Benedetto del Tronto e Grottammare offrono spiagge e lungomare che evocano spensieratezza e libertà, mentre Ancona e Portonovo, nella celebre Riviera del Conero, regalano scorci suggestivi che sottolineano il percorso di crescita interiore dei protagonisti. Qui, tra panorami mozzafiato e piccoli borghi costieri, il film trova la sua dimensione più poetica e contemplativa.

San Benedetto del Tronto
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San Benedetto del Tronto

In ogni location, il paesaggio non è mai semplice sfondo: diventa parte della storia stessa, accompagnando Felice e Raul nell’evoluzione del loro rapporto. Ogni città, ogni spiaggia e ogni campo da tennis contribuisce a raccontare un’estate che cambia per sempre i due personaggi, in cui il tennis diventa ponte tra passato e futuro, tra disciplina e libertà.

Da Roma alla Riviera del Conero, Il Maestro invita gli spettatori a un viaggio tra luoghi reali e metafore profonde, in cui i paesaggi italiani diventano teatro dei sentimenti, delle sfide e delle scoperte di sé.

I luoghi di Mrs Playmen, la serie Netflix con Carolina Crescentini nell’Italia degli Anni ’70

12 novembre 2025 à 16:25

Dal 12 novembre è disponibile su Netflix Mrs Playmen, la nuova serie in 7 episodi prodotta da Aurora TV e ispirata alla storia di Adelina Tattilo, l’editrice della celebre rivista erotica italiana che ha rivoluzionato la società negli Anni ’70. La serie, diretta da Riccardo Donna e scritta da Mario Ruggeri insieme a Eleonora Cimpanelli, Chiara Laudani, Sergio Leszczynski e Alessandro Sermoneta, vede nel cast Carolina Crescentini, Filippo Nigro, Giuseppe Maggio, Francesca Colucci, Domenico Diele, Francesco Colella, Lidia Vitale e Giampiero Judica.

Di cosa parla

Mrs Playmen racconta la vita di Adelina Tattilo, una donna pionieristica in un’epoca in cui le donne erano spesso relegate al ruolo di madri e casalinghe. Cattolica devota ma anticonformista, Adelina sfidò il conservatorismo della Roma degli Anni ’70, combattendo per il divorzio, il diritto all’aborto e l’emancipazione femminile. Dopo essere stata lasciata sola dal marito, Saro Balsamo, affronta i creditori e reinventa Playmen, trasformandola in una rivista sofisticata e all’avanguardia.

Circondata da un team di intellettuali, creativi e fotografi, Adelina abbatté tabù, provoca l’establishment e dà vita a una vera e propria rivoluzione culturale numero dopo numero. Con la sua storia, Mrs Playmen non è solo una serie su una rivista: è il racconto di come una donna coraggiosa riuscì a riscrivere le regole della società italiana.

Mrs Playmen Roma
Netflix
Mrs Playmen Roma

Dove è stata girata

Siamo a Roma, negli Anni ’70. Non si sa con precisione in che anno, ma non importa. Ciò che conta è cogliere lo spirito di quel tempo, muovendosi in una Roma al massimo della sua forma. Quella luce, quei colori, quella musica. E poi le donne e gli uomini che hanno vissuto e plasmato quegli anni incredibili“, ha detto il regista Riccardo Donna.

Le riprese si sono svolte tra gennaio e maggio 2024, per un totale di 20 settimane e con una troupe composta da oltre 80 professionisti. La produzione ha ricreato l’Italia degli Anni ’60 e ’70, mescolando riprese in esterni con scene girate in studi cinematografici. Roma, invece, è stata scelta non solo per le riprese negli studi, ma anche per diverse scene chiave ambientate nella città in cui si svolse la vera storia di Playmen.

Roma
iStock
Vista su Roma

Un dettaglio curioso riguarda alcune scene girate a bordo di un autobus storico romano, definito “l’unico autobus storico romano ancora esistente e indispensabile per una nuova realizzazione”. L’autista ha raccontato che avere a bordo Carolina Crescentini è stato “un grande onore”, mentre la produzione Netflix ha sfruttato il bus per ricreare gli spostamenti della Roma degli Anni ’70.

Poi, a parte luoghi iconici come il Colosseo, San Pietro e alcune vie famose del centro storico, sono riconoscibili nei vari episodi  i locali del Jackie O’ e del Piper.

Ma, oltre alla capitale, alcune location sono state selezionate a Torino e in Costa Azzurra. Come ha sottolineato Donna, la serie passa “dallo charme della Costa Azzurra alla miseria del Mandrione, dall’eleganza alla moda dell’attico di Adelina ai nightclub equivoci” riempiendo le inquadrature di luoghi suggestivi e di carattere che partecipano alla narrazione. “Con un trucco cinematografico, abbiamo collocato la grande redazione della rivista più audace dell’epoca, affacciata direttamente sul Cupolone, simbolo per eccellenza della cristianità e della tradizione. Una sfida visiva, ma anche ideologica“, ha aggiunto, suggerendo che le location sono in parte ricreate grazie ai moderni strumenti al servizio del cinema.

Tra le location utilizzate figurano infatti Torino e gli stabilimenti Cinecittà e Cinecittà World vicino a Roma. Torino, con la sua lunga tradizione cinematografica e il mix di architettura ottocentesca e novecentesca, ha fornito scenografie perfette per ricreare gli interni e le facciate storiche dell’epoca.

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