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Praslin, l’isola delle baie scolpite nel granito: viaggio lento nel cuore più autentico delle Seychelles

13 avril 2026 à 15:30

Con poco più di 11 chilometri di lunghezza, 5 di larghezza e più o meno 8.000 persone che ci vivono, Praslin è la seconda isola per estensione delle Seychelles (e anche un paradiso in Terra vero e proprio). Si trova a nord-est di Mahé e sono solo 37 i chilometri a separare questi due mondi che, seppur magnifici, sono profondamente diversi. Un distanza che più che in chilometri si misura in sensazioni: se Mahé resta alle spalle con la sua energia, qui tutto rallenta ma senza diventare immobile.

Nel 1744 l’esploratore francese Lazare Picault le diede un nome che oggi suona profetico, Île des Palmes (Isola delle Palme). L’uomo, del resto, non poteva immaginare di trovarsi davanti a una delle rarità botaniche più straordinarie del pianeta: la Coco de Mer, palma leggendaria dalle forme che hanno alimentato racconti e simbolismi per secoli. Vi basti pensare che per molto tempo i suoi semi venivano trovati in mare, lontani da qualsiasi costa conosciuta, e si pensava provenissero da foreste sommerse.

L’isola mantiene una certa discrezione anche nel turismo. Le grandi strutture si contano sulle dita di una mano, mentre dominano guesthouse e piccoli hotel che appaiono come parte del paesaggio. C’è una definizione che circola tra chi conosce bene questo arcipelago. Praslin sarebbe il compromesso perfetto tra due estremi, la vitalità di Mahé e il silenzio quasi irreale di La Digue. Cosa volere di più?

Non solo mare: cosa vedere e fare a Praslin

Non si può negare il fatto che dal punto di vista balneare Praslin si avvicini di molto a un sogno che si avvera (anzi, per alcuni lo è sul serio), ma la realtà dei fatti è che anche le sue viscere verdi nascondono un ecosistema unico sulla Terra. Il cuore pulsante dell’isola batte lontano dai flutti, tra le ombre umide di vallate che ospitano creature alate dai colori impossibili.

Vallée de Mai

La Vallée de Mai è un santuario vegetale che costituisce un sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO e visitarla mette di fronte a una sorta di disorientamento: la luce filtra appena tra le foglie gigantesche delle palme, creando un ambiente che ricorda un’epoca precedente alla presenza umana. Non vi sorprenderà sapere che viene spesso associato a un’immagine piuttosto potente, ovvero quella di un Eden primordiale.

La palma Coco de Mer domina lo spazio con dimensioni e forme fuori scala. I semi possono raggiungere pesi sorprendenti, e la loro struttura ha contribuito a costruire una mitologia che mescola botanica e suggestione. Tra gli alberi si muove il pappagallo nero delle Seychelles, specie rara e simbolica ma difficile da individuare senza pazienza. I sentieri sono ben tracciati, ideali per ritrovarsi all’interno di un ecosistema rimasto quasi intatto.

Fond Azore

Il punto più alto di Praslin pemette di sperimentare una prospettiva diversa rispetto alla costa e prende il nome di Fond Azore. Da qui si colgono le proporzioni reali dell’isola, con la sua sequenza di colline verdi interrotte da insenature luminose. L’area che lo circonda attraversa zone meno frequentate, con una vegetazione che cambia gradualmente.

Baie Sainte Anne

Baie Sainte Anne è il villaggio che costituisce il cuore amministrativo e sociale di questa magnifica terra emersa. Il porto regola i ritmi quotidiani, tra arrivi e partenze, mentre le strade interne mostrano una vita semplice e concreta.

La chiesa locale, i piccoli negozi, le banche e i servizi raccontano una normalità distante dalle immagini turistiche. Qui si percepisce il passaggio da un’economia agricola, basata in passato sulle piantagioni di cocco, a un sistema sempre più orientato verso il turismo.

Anse Volbert (Côte d’Or)

Questa zona rappresenta il centro turistico principale, pur mantenendo una scala contenuta. Anse Volbert (Côte d’Or) pullula di ristoranti, piccoli negozi e strutture ricettive che si distribuiscono lungo la costa senza creare una sensazione di sovraffollamento. Funge anche da spot per partire con escursioni verso le isole vicine.

Escursioni verso le isole vicine

Praslin funziona anche come base per esplorare altre isole dell’arcipelago. Curieuse, Cousin e St. Pierre emergono dal mare con caratteristiche molto diverse. La prima è famosa per la presenza di tartarughe giganti, la seconda rappresenta una riserva ornitologica di grande valore, mentre la terza, St. Pierre, si distingue per le sue formazioni granitiche che sembrano scolpite con precisione geometrica.

Le spiagge più belle di Praslin

E ora passiamo al reale motivo per cui in molto scelgono le Seychelles come propria destinazione di viaggio: le spiagge e il mare. Il fatto interessante è che qui le distese di sabbia raccontano molto più di un semplice paesaggio tropicale. La presenza di barriere coralline modifica le correnti, il granito crea forme riconoscibili, e la luce cambia costantemente il loro aspetto. Tra le imperdibili segnaliamo:

  • Anse Lazio: considerata tra le più celebri al mondo, combina sabbia chiarissima, acqua profonda e rocce granitiche, L’accesso richiede un piccolo sforzo, ripagato da un colpo d’occhio difficile da dimenticare.
  • Anse Georgette: più raccolta e con un’atmosfera intima, è accessibile tramite percorsi controllati o via mare (attenzione, l’acqua diventa subito profonda).
  • Anse Volbert (Côte d’Or): ampia e facilmente raggiungibile, rappresenta la spiaggia più frequentata, grazie alle sue acque calme che la rendono adatta a diverse attività.
  • Anse Kerlan: appare suddivisa in più tratti in quanto soggetta a erosione.
  • Anse La Farine: accessibile principalmente via mare, mentiene un carattere isolato.
  • Anse Boudin: si affaccia verso l’isola di Curieuse e mescola attività locali come la pesca con scenari adatti allo snorkeling.
  • Grand Anse: situata a sud, presenta una sabbia dal colore più intenso. La vicinanza con l’aeroporto introduce un elemento inaspettato, con piccoli velivoli che attraversano il cielo a bassa quota.
Anse Lazio, Praslin
iStock
La meravigliosa Anse Lazio di Praslin

Dove si trova e come arrivare

Per raggiungere Praslin occorre passare necessariamente da Mahé, sede dell’aeroporto internazionale. Il traghetto ad alta velocità collega le due isole in circa un’ora, mentre i voli interni riducono il tempo a 15 minuti (un attimo, praticamente). Entrambe le opzioni risultano affidabili, con partenze frequenti durante la giornata.

Gli spostamenti interni si basano su autobus locali, noleggio auto e, in alcuni casi, biciclette. Le distanze contenute permettono una certa flessibilità, anche senza mezzi privati. Il periodo più favorevole si colloca tra aprile e ottobre, quando gli alisei rendono il clima più stabile e le temperature risultano meno oppressive. I mesi restanti mantengono comunque condizioni adatte al viaggio, con variazioni legate soprattutto all’umidità e alle precipitazioni.

A Praslin, dopo qualche giorno, ci si accorge che il vero lusso consiste nella misura delle cose, nella loro coerenza e nella capacità di restare fedeli a un’identità che altrove si è già persa.

Voli a prezzi stracciati verso le mete lontane (mentre l’estate in Europa rischia di essere off limits)

12 avril 2026 à 14:59

Un volo da Roma alle Maldive a 250 euro oppure verso le Seychelles a meno di 200 euro programmando la partenza tra maggio e giugno: tariffe che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate improbabili, soprattutto in vista della stagione estiva. Eppure è questa la fotografia che emerge dall’analisi di Assoutenti, che mette in luce un fenomeno controintuitivo nel panorama del trasporto aereo del 2026.

Alla base di tale dinamica c’è un contesto internazionale segnato da forte instabilità, in particolare legata alla crisi dei carburanti e alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, un quadro che sta influenzando in modo diretto le scelte dei viaggiatori e, di conseguenza, le strategie delle compagnie aeree: se da un lato i costi operativi tendono ad aumentare, dall’altro la domanda su alcune tratte a lungo raggio si indebolisce e costringe il mercato a reagire.

Perché organizzare un viaggio alle Seychelles nel 2026: tra nuovi collegamenti aerei e grandi eventi

Par : elenausai10
23 mars 2026 à 12:30

L’arcipelago delle Seychelles, con le sue 115 isole incastonate nell’Oceano Indiano, è da sempre sinonimo di paradiso terrestre. È soprattutto celebre per le sue spiagge di sabbia bianchissima, le acque cristalline e i paesaggi tropicali lussureggianti, ma sarebbe un peccato limitare il suo fascino solo alla bellezza del suo mare. Le Seychelles, infatti si distinguono per la vibrante cultura creola, l’ospitalità calorosa e un profondo impegno verso il turismo sostenibile. Nonostante le dimensioni ridotte, questo luogo straordinario continua a incantare i viaggiatori alla ricerca di esperienze indimenticabili in un contesto che sa essere, allo stesso tempo, esotico e accogliente.

Per i viaggiatori italiani che desiderano scoprirle, raggiungere le Seychelles nel 2026 sarà ancora più facile grazie al nuovo collegamento aereo in partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino.

La Digue, perla granitica delle Seychelles: è l’isola che rallenta il tempo e raddrizza lo sguardo

8 février 2026 à 14:30

Sono ben 115 le terre emerse nell’Oceano Indiano occidentale che compongono le Seychelles. E sono una più bella dell’altra. No, non è una banalità, ma una realtà dei fatti alla quale non ci si può sottrarre. Ma una di queste, probabilmente più di altre, incarna al massimo l’aspetto paradisiaco di questo arcipelago, anche perché appartiene a quelle isole nate dal granito antico del supercontinente Gondwana. Vi stiamo parlando de La Digue, un santuario geologico in cui il paesaggio restituisce una percezione del tempo rallentata.

Con poche migliaia di abitanti distribuite in nuclei sparsi, si caratterizza per un’assenza quasi totale di traffico, con strade strette che vedono passare biciclette, carretti e persone scalze che salutano senza fretta. Chi arriva con aspettative da resort rimane stupito, perché questo angolo di Seychelles (e in questo caso si può urlare forte) quasi non sa cosa sia la frenesia.

Vi sembra poco? Allora sappiate che qui sono conservate anche antiche tradizioni agricole, come coltivazioni di cocco e vaniglia, e una biodiversità rara popolata da specie endemiche protette. Il mare poi, manco a dirlo, è di quelli che nemmeno i sogni migliori riescono a immaginare.

Turismo responsabile, perché le Seychelles sono l’Eden in Terra

13 octobre 2025 à 17:29

Il 2025 è stato un anno molto importante per il turismo delle Seychelles. Nel 2025, il Paese ha accolto più di 290.000 visitatori internazionali, segnando un incremento dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato che conferma la solidità e l’appeal crescente dell’arcipelago sul panorama turistico mondiale, frutto di strategie mirate di promozione, di una maggiore accessibilità aerea e di un’offerta sempre più diversificata, capace di attrarre viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche, sostenibili ed esclusive. Ne abbiamo parlato con Bernadette Willemin, Direttrice generale marketing di Tourism Seychelles in occasione di TTG Travel Experience 2025 a Rimini.

Italiani innamorati delle Seychelles

Il mercato italiano continua a brillare e a distinguersi per la sua crescita costante. Con circa 17.300 arrivi registrati finora, l’Italia segna un incremento del +21% rispetto al 2024, confermandosi saldamente al quarto posto tra i mercati di riferimento per le Seychelles, subito dopo Germania, Francia e Russia. Un risultato che testimonia non soltanto l’interesse degli italiani verso l’arcipelago dell’Oceano Indiano, ma anche la capacità delle Seychelles di rispondere alle aspettative di un viaggiatore sempre più attento alla qualità, alla sostenibilità e all’esclusività delle esperienze.

Le novità che ci aspettano alle Seychelles

Le Seychelles quest’anno hanno ospitato due manifestazioni sportive di grande successo: la FIFA Soccer Beach e il Seychelles Nature Trail. Entrambi gli eventi hanno registrato una partecipazione straordinaria, attirando visitatori da tutto il mondo, compresa l’Italia. La FIFA Soccer Beach ha celebrato il calcio in riva al mare, offrendo spettacolo e competizione in un contesto unico, mentre il Seychelles Nature Trail ha permesso agli appassionati di trekking e natura di esplorare paesaggi incontaminati e sentieri mozzafiato che solo questa destinazione può offrire. Questi risultati confermano che la diversificazione dell’offerta turistica delle Seychelles funziona, riuscendo a combinare sport, natura e cultura per attrarre un pubblico sempre più internazionale aldilà della bellezza delle sue spiagge e del mare. A partire da quest’inverno ci saranno nuovi collegamenti aerei per le Seychelles.

Inoltre, questo è un anno cruciale anche per il settore alberghiero, con nuove aperture di strutture di lusso e ristrutturazioni di altre previste nel 2026 per offrire esperienze di livello sempre più alto. “Incoraggiamo le strutture a rinnovarsi per offrire un servizio sempre all’altezza. Ma al contempo stiamo fermando lo sviluppo di nuove strutture private e appartamenti per cercare di avvicinare i visitatori alla popolazione locale, sensibilizzando le persone a ospitare turisti per un’esperienza ancora più autentica”, ha spiegato Willemin.

Esperienze autentiche

“Abbiamo condotto una ricerca”, ha spiegato Willemin, “secondo la quale i visitatori che vengono alle Seychelles desiderano fare esperienze autentiche sia culturali sia contatine sia gastronomiche. Vogliamo che i visitatori non si fermino solamente sulle nostre spiagge al sole, ma che siano in grado di interagire con le comunità locali venendo così a contatto con le tradizioni come la musica e i balli per esempio.

Inoltre, vogliamo che chi visita le nostre isole scopra anche l’importanza dei nostri festival, come il Festival Kreol (si svolge ogni anno durante l’ultima settimana di ottobre) che quest’anno celebra il 40° anniversario ed è molto più ricco. I visitatori che arrivano in questo periodo soprattutto a Mahé, la Capitale delle Seychelles, ma anche a Praslin e La Digue, possono partecipare in prima persona al festival che comprende musica, arte, gastronomia e naturalmente musica e danze.

Parola d’ordine: sostenibilità

Lo scorso mese di settembre, in occasione del Salone Internazionale del Turismo for World Heritage Sites che si è svolto a Roma, l’evento di riferimento che ha riunito istituzioni, operatori e realtà impegnati nella conservazione e tutela dei patrimoni naturali e culturali, le Seychelles si sono aggiudicate un importante riconoscimento, il Premio “Mario Bagnara” per il Turismo Sostenibile, per il progetto “Sustainable Seychelles”, riconosciuto come modello virtuoso di turismo responsabile: un approccio che coniuga la tutela dell’ambiente con la salvaguardia delle comunità locali e la promozione di esperienze autentiche, perfettamente in linea con gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Atollo di Aldabra Patrimonio UNESCO nelle Seychelles
iStock
Flora e fauna dell’atollo di Aldabra alle Seychelles

Alle Seychelles oggi ci sono due siti Unesco, la Vallée de Mai sull’isola di Praslin è quello accessibile ed è ciò che resta delle foreste di palme originali delle Seychelles spesso definita “il giardino dell’Eden” per la sua natura isolata e mistica. Mentre il secondo è stato nominato solo quest’anno e si tratta dell’atollo di Aldabra, un luogo straordinario, lontano dal turismo di massa, dove la natura si mostra nel suo stato più puro e incontaminato. Si tratta dell’atollo emerso più grande del pianeta – 100 km di circonferenza – un anello di isole coralline che circondano una laguna interna e il cui fondamento poggia su un vulcano profondo 1 km che affondò in mare milioni di anni fa dopo un’eruzione.

Parallelamente, il percorso di certificazione sostenibile, già esteso a ristoranti e operatori turistici, rafforza l’impegno delle Seychelles verso un turismo responsabile.

Bernadette-Willemin-Seychelles
Ufficio stampa
Bernadette Willemin Direttrice generale marketing di Tourism Seychelles

Tre mesi alle Seychelles per salvare le tartarughe: il lavoro più bello

2 août 2025 à 09:55

In un angolo remoto dell’oceano Indiano, prende vita una delle esperienze di volontariato più straordinarie che si possano immaginare: la Marine Conservation Society Seychelles, in collaborazione con Nature Seychelles, apre le porte a un numero limitato di volontari pronti a mettersi in gioco per la salvaguardia delle tartarughe marine sull’isola di Cousin, un vero e proprio santuario della biodiversità.

Non si tratta solo di un viaggio, né di una semplice pausa dalla routine. È un impegno concreto a favore dell’ambiente, un’opportunità per vivere in simbiosi con la natura incontaminata e partecipare attivamente alla protezione di una delle specie simbolo dei mari tropicali: la tartaruga Hawksbill.

Il progetto di conservazione, attivo da oltre cinquant’anni, si conferma ancora oggi uno dei più autorevoli a livello mondiale, in prima linea nella difesa degli ecosistemi marini.

Il cuore del progetto: proteggere una specie a rischio

La tartaruga Hawksbill, o Eretmochelys imbricata, è classificata come “criticamente minacciata” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura: infatti, le popolazioni globali sono in forte declino, messe a rischio dalla distruzione degli habitat, dall’inquinamento e dal bracconaggio. Le spiagge di Cousin Island rappresentano uno dei siti di nidificazione più importanti del pianeta per questa specie e il lavoro dei volontari è fondamentale per garantirne la sopravvivenza.

Dal monitoraggio dei nidi alla raccolta di dati biologici, ogni attività contribuisce a costruire una banca dati essenziale per le strategie di conservazione: le tracce lasciate sulla sabbia, le uova deposte, i piccoli che raggiungono il mare vengono registrati con assoluta precisione. È un lavoro che richiede dedizione, spirito di adattamento e una forte motivazione etica.

Ma è anche un’occasione irripetibile per immergersi in un ecosistema fragile e potente al tempo stesso.

Chi può partecipare e cosa comporta il ruolo del volontario

Il programma si svolgerà tra ottobre 2025 e aprile 2026, articolato in periodi di tre mesi (con varie finestre temporali), durante i quali i volontari saranno ospitati sull’isola.

La vita quotidiana segue i ritmi della natura: sveglie all’alba, lunghe camminate sulle spiagge roventi e turni serali per osservare le tartarughe durante la deposizione delle uova.

Per essere ammessi, è indispensabile avere esperienza nel monitoraggio delle tartarughe marine, oltre a una buona forma fisica e una spiccata capacità di adattamento a condizioni ambientali spartane. La conoscenza dell’inglese è richiesta, così come una valida assicurazione di viaggio. Rappresentano un vantaggio ulteriori competenze in biologia marina o conservazione tropicale, e la familiarità con la raccolta e l’analisi dei dati scientifici.

I volontari alloggeranno in camerate condivise, con cucina e bagno in comune. I pasti non sono inclusi, ma il tempo libero offre ampie possibilità di esplorare il paradiso naturale dell’isola, tra immersioni nelle barriere coralline e passeggiate tra la vegetazione lussureggiante.

Un’esperienza che lascia il segno

Partecipare al progetto è un modo per dare un contributo concreto alla tutela dell’ambiente nonché un’esperienza formativa sotto ogni punto di vista: i volontari collaborano fianco a fianco con ricercatori esperti, inserendosi in un contesto scientifico serio, orientato alla raccolta sistematica di dati utili per le politiche di conservazione globale.

Oltre all’impatto ambientale diretto, il progetto si inserisce nel più ampio movimento del voluntourism, il turismo responsabile che promuove la sostenibilità e la consapevolezza ecologica. In un’epoca in cui il cambiamento climatico mette a rischio la sopravvivenza stessa di interi ecosistemi, simili iniziative rappresentano un modello virtuoso di partecipazione attiva e consapevole.

Come candidarsi

Chi desidera cogliere l’opportunità deve inviare la propria candidatura via email all’indirizzo science@natureseychelles.org, allegando una lettera motivazionale, il proprio curriculum aggiornato e una fototessera. Solo i profili ritenuti idonei verranno contattati per la fase successiva, durante la quale sarà richiesto anche l’invio della copia dell’assicurazione di viaggio.

È un’occasione rara, pensata per chi ama davvero la natura e desidera mettere le proprie competenze al servizio di una causa nobile. Tre mesi lontani dal mondo, immersi nell’azzurro dell’oceano e nel verde della foresta, con il privilegio di contribuire alla sopravvivenza di una delle creature più affascinanti al mondo.

Seychelles, l’atollo di Aldabra premiato dall’Unesco: viaggio nel cuore incontaminato dell’Oceano Indiano

25 juin 2025 à 11:31

Le Seychelles sono sinonimo di paradiso tropicale: spiagge bianchissime, mare cristallino e natura rigogliosa. Tra le loro perle più preziose spicca l’atollo di Aldabra, un luogo straordinario, lontano dal turismo di massa, dove la natura si mostra nel suo stato più puro e incontaminato. Questo atollo, situato nell’Oceano Indiano a 1.150 km di distanza dall’isola principale di Mahé, è stato insignito di un importante riconoscimento dall’UNESCO grazie alla sua incredibile biodiversità e al valore ecologico unico nel mondo.

Dove si trova e come arrivare all’atollo di Aldabra

L’atollo di Aldabra è parte dell’arcipelago delle Seychelles e con altre tre isole – Assumption, Astove e Cosmoledo – fa parte del gruppo di Aldabra delle cosiddette Outer Islands. Si tratta dell’atollo emerso più grande del pianeta – 100 km di circonferenza – un anello di isole coralline che circondano una laguna interna e il cui fondamento poggia su un vulcano profondo 1 km che affondó in mare milioni di anni fa dopo un’eruzione. La sua posizione remota nell’Oceano Indiano lo rende accessibile solo con viaggi ben organizzati, pensati per preservarne l’integrità ambientale.

Per raggiungere Aldabra è necessario partire dalla capitale delle Seychelles, Victoria, sull’isola di Mahé, dove si trova l’unico aeroporto internazionale dell’arcipelago. Da qui, si prende un volo interno fino all’isola di Assumption, l’avamposto più vicino ad Aldabra. Da Assumption, l’accesso all’atollo avviene esclusivamente tramite spedizioni autorizzate, che spesso includono imbarcazioni specializzate e guide esperte.

In alternativa l’atollo è raggiungibile con crociere – che possono durare anche 15 giorni – che includono Aldabra nel loro itinerario. L’ingresso è regolato da rigide norme ambientali per tutelare questo fragile ecosistema. Per visitare questo paradiso naturale si ha infatti bisogno di un permesso speciale dalla Seychelles Islands Foundation, che protegge l’atollo e limita il numero di visitatori.

La difficoltà nel raggiungere Aldabra contribuisce a mantenerlo isolato e preservato, lontano dal turismo di massa, garantendo un’esperienza di viaggio unica, indimenticabile e immersiva.

Cosa vedere e caratteristiche particolari dell’atollo di Aldabra

L’atollo di Aldabra – che deve il suo nome ai marinai arabi che chiamarono l’arcipelago Atollo al Chadra – l’isola verde – è un vero e proprio scrigno di biodiversità, famoso per la sua ricchezza di specie animali e vegetali, molte delle quali endemiche, cioè presenti solo in questo luogo.

L’atollo è composto da quattro isole principali – Grande Terre, Malabar, Picard e Polymnieli – e numerose isolette minori, che formano un anello intorno a una vasta laguna interna. Questo bacino si svuota e si riempie due volte al giorno a causa delle maree, un fenomeno naturale affascinante che influenza profondamente l’ecosistema locale.

Ammirare le tartarughe di Aldabra durante un viaggio sull'atollo
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Esemplare di Aldabra Gigante

Tra le caratteristiche più iconiche di Aldabra ci sono le sue enormi popolazioni di tartarughe giganti – circa 100.000 esemplari –  considerate le più grandi al mondo. Questi rettili, simbolo dell’atollo, vivono indisturbati grazie all’assenza quasi totale di predatori naturali e all’ecosistema protetto. Oltre alle tartarughe terrestri Aldabrachelys, Aldabra ospita una varietà stupefacente di uccelli marini, pesci, coralli e altre specie terrestri e marine che trovano qui il loro habitat ideale.

Il sistema di canali che collegano la laguna all’oceano crea un ambiente dinamico e in continua evoluzione, ammirato da biologi e oceanografi per la sua complessità e per il delicato equilibrio naturale. Questa peculiarità rende Aldabra un vero laboratorio a cielo aperto per studi scientifici – infatti alcuni scienziati vivono qui e sorvegliano una stazione di ricerca della Seychelles Islands Foundation – e un paradiso per gli amanti della natura più autentica.

Cosa fare durante una visita ad Aldabra

Visitare Aldabra non significa solo ammirare paesaggi mozzafiato, ma vivere un’esperienza immersiva in uno degli ecosistemi più intatti del mondo. Le visite sono limitate e organizzate attraverso spedizioni ecoturistiche altamente selezionate, pensate per minimizzare l’impatto ambientale e garantire la massima protezione del territorio.

Atollo di Aldabra Patrimonio UNESCO nelle Seychelles
iStock
Flora e fauna dell’atollo di Aldabra nelle Seychelles

Tra le attività più emozionanti c’è il drift diving – con l’alta marea – un’immersione subacquea unica che permette di esplorare i fondali marini incontaminati dell’atollo, lasciandosi trasportare dolcemente dalle correnti. Qui si possono ammirare barriere coralline rigogliose, pesci multicolori – delfini, pesci chirurgo, dentici e mante, squali pinna nera, balene e tanto altro – e una ricchezza marina pazzesca che lascia senza fiato.

Oltre alle immersioni, è possibile partecipare a escursioni guidate a piedi sulle isole, osservando da vicino le tartarughe giganti e la variegata fauna locale. Gli esperti della Seychelles Islands Foundation (SIF), che gestisce la tutela dell’atollo, accompagnano i visitatori in percorsi rispettosi e informativi, per un’esperienza che coniuga avventura, conoscenza e rispetto dell’ambiente.

Importante sottolineare che ogni forma di pesca è severamente vietata, così come altre attività che potrebbero alterare l’equilibrio naturale, a conferma dell’impegno totale per la conservazione di questo habitat straordinario così meravigliosamente lontano dal turismo di massa.

Aldabra e l’UNESCO: un riconoscimento mondiale per un patrimonio unico

L’atollo di Aldabra ha ricevuto un prestigioso riconoscimento dall’UNESCO, che lo ha classificato tra i siti marini più importanti al mondo per la sua eccezionale ricchezza di specie e per la straordinaria biodiversità. Secondo uno studio globale condotto dall’UNESCO e dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa, Aldabra si posiziona al secondo posto tra i patrimoni marini dell’umanità per varietà di organismi viventi.

Con oltre 830 specie marine catalogate, molte delle quali endemiche, e una fauna terrestre abbondante e rara, Aldabra rappresenta un santuario naturale di valore inestimabile. Questo ecosistema è anche uno dei pochi luoghi al mondo dove la natura si mantiene praticamente intatta, senza interferenze umane significative.

L’atollo è abitato stabilmente solo dagli scienziati della Seychelles Islands Foundation (SIF), che monitorano costantemente lo stato di conservazione del sito. Il fenomeno delle maree, che fa svuotare e riempire la laguna interna attraverso i quattro canali principali, crea un ambiente dinamico e unico, che ha affascinato ricercatori per decenni.

Recentemente, gli scienziati hanno avviato un progetto pionieristico utilizzando la tecnologia eDNA (DNA ambientale) per mappare la biodiversità marina di Aldabra e di altri siti UNESCO. Questo approccio innovativo aiuta a monitorare e proteggere la vita marina, offrendo una fotografia del futuro degli ecosistemi marini e contribuendo alla conservazione globale per le generazioni future.

Anse Cocos: il segreto meglio custodito di La Digue, paradiso delle Seychelles

3 mai 2025 à 11:55

Tra le meraviglie incontaminate dell’isola di La Digue, una spiaggia sembra appartenere a un mondo a parte: Anse Cocos, con il nome che evoca immagini esotiche e profumi lontani, è un rifugio sospeso nel tempo, un angolo remoto delle Seychelles dove il mare accarezza la terra con una dolcezza quasi irreale, e ogni istante diventa un ricordo da custodire.

Arrivare ad Anse Cocos è già di per sé un’avventura che vale il viaggio. Non esistono sono strade asfaltate o taxi che vi condurranno comodamente fin lì: la spiaggia si conquista passo dopo passo, lungo un sentiero che serpeggia nella foresta tropicale, avvolto da un verde vivo che respira insieme al ritmo lento dell’isola.

Si tratta di un’escursione che premia i sensi: il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli, il profumo umido della vegetazione, tutto preannuncia l’arrivo in un luogo speciale.

Una spiaggia da Cartolina, ma senza filtri

Quando il sentiero si apre e lascia spazio alla visione di Anse Cocos, il colpo d’occhio è struggente. Sabbia finissima e bianchissima, interrotta qua e là da massi di granito levigati, palme ondeggianti che sembrano voler toccare il cielo, e un oceano che sfuma in ogni tonalità del turchese. La spiaggia si distende tranquilla e silenziosa, come se fosse rimasta intatta per secoli, protetta dalla sua difficile accessibilità.

Non è raro che chi arriva fin qui rimanga in silenzio per qualche istante, rapito dalla bellezza. I tramonti, in particolare, assomigliano a dipinti: il sole cala lento dietro le rocce, e infiamma il cielo di arancio e porpora, mentre le ombre si allungano sulla sabbia. È uno scenario che invita a rallentare, ad ascoltare se stessi, a godere di un tempo che finalmente non corre.

Ma Anse Cocos è anche esplorazione e scoperta: le acque, calme e poco profonde, sono perfette per un bagno rigenerante. E se amate la vita sottomarina, indossate maschera e boccaglio: il fondale vi svelerà coralli vivaci e una danza silenziosa di pesci tropicali dai colori abbaglianti.

Per gli appassionati di trekking e natura, il percorso che conduce alla spiaggia è parte integrante dell’esperienza. La camminata può essere estesa fino al Nid d’Aigle, il punto più alto dell’isola, da cui si gode una vista panoramica incredibile sull’intero arcipelago.

Una pausa lontana dal mondo

La spiaggia di Anse Cocos, La Digue
Fonte: iStock
Tutta la meraviglia di Anse Cocos

C’è qualcosa di terapeutico nel ritrovarsi ad Anse Cocos. Forse è la totale assenza di strutture turistiche, o forse è quel silenzio ovattato che solo i luoghi lontani dalla civiltà sanno offrire. È il posto perfetto per chi cerca una tregua dalla frenesia quotidiana, una meta dove ritrovare l’equilibrio interiore lasciando che la natura faccia il resto.

Qui non ci sono orari, notifiche, traffico. C’è soltanto il suono delle onde, il profumo del mare e la possibilità di stare con sé stessi o con chi si ama, senza distrazioni. È anche un’ottima occasione per condividere momenti autentici con amici e famiglia: tra una chiacchiera al sole e un bagno rinfrescante, ogni giornata ad Anse Cocos diventa un piccolo viaggio nei piaceri semplici della vita.

Visitare Anse Cocos è poi anche un modo per entrare in contatto con l’anima più genuina delle Seychelles. Dopo una giornata sulla spiaggia, il ritorno al villaggio è un invito a scoprire la cultura creola: dai piatti speziati della cucina locale, preparati con pesce fresco e frutta tropicale, all’ospitalità calorosa della gente del posto, tutto parla di autenticità.

Quando andare: il momento perfetto per vivere la magia

Le Seychelles godono di un clima tropicale piacevole tutto l’anno, ma per apprezzare al massimo Anse Cocos, i mesi tra aprile e ottobre creano le condizioni ideali. In questo periodo, le piogge sono rare e le giornate fresche e soleggiate, perfette per le escursioni e il relax in spiaggia.

Curieuse è l’isola delle tartarughe giganti, un paradiso senza tempo

5 avril 2025 à 16:55

A separarli è solo un breve tratto d’acqua, trasparente come cristallo. Curieuse e Praslin si sfiorano, legate da un abbraccio silenzioso che ogni giorno accoglie viaggiatori in cerca di meraviglia. Tre chilometri quadrati appena, eppure l’isola delle tartarughe giganti racchiude un mondo a parte.

Dall’Anse Volbert, uno dei punti più amati di Praslin, alle Seychelles, partono piccole imbarcazioni che, di solito, in una ventina di minuti arrivano alla Baie Laraire, dove il mare limpido svela la danza quasi ipnotica dei pesci pappagallo. A volte, invece, le barche approdano più a sud, ad Anse St. José, seguendo le correnti leggere e i colori cangianti della laguna.

Eppure Curieuse non è solo natura da sogno e custodisce anche una storia antica, fatta di dolore e resilienza. Tra il 1833 e la metà del secolo scorso, l’isola delle Seychelles ospitò una stazione di quarantena per i malati di lebbra. Di quel periodo, restano i ruderi, e una casa coloniale del 1870, un tempo residenza del medico, oggi trasformata in un piccolo museo che racconta la memoria di chi visse qui.

Un’escursione di pura emozione

Appena sbarcati alla Baie Laraire, la vera avventura ha inizio. Un sentiero lungo circa un chilometro e mezzo si snoda verso sud, lungo passerelle in legno che si insinuano tra radici e vegetazione. A ogni curva, la natura si mostra in tutta la sua forza: mangrovie dai tronchi intrecciati si specchiano nell’acqua bassa, lumache di mare si muovono lente sulla sabbia umida, scinchi e gechi si confondono tra i colori vivi delle rocce, mentre gli uccelli intonano un gioioso concerto.

La terra, di un rosso bruciato, narra un’altra storia ancora: quella del primo nome dell’isola, Île Rouge, scelto dall’esploratore Lazare Picault nel 1744, quando Curieuse era poco più di un punto misterioso sulle mappe europee. Ma il destino cambiò presto. Nel 1768, la nave La Curieuse, guidata da Marc-Joseph Marion de Fresne, approdò su queste coste e ne reclamò il possesso per la corona francese, lasciando in eredità all’isola il nome che ancora oggi porta.

Oggi, Curieuse è un santuario naturale protetto, e l’accesso è regolato da una piccola tassa di circa quindici euro, che comprende anche una guida esperta. Sono pochi a vivere in pianta stabile: solo i rangers del parco e l’amministratore custodiscono, giorno dopo giorno, questo prezioso angolo di mondo.

Al cospetto delle tartarughe giganti

Affascinante tartaruga gigante a Curieuse
Fonte: iStock
Tartaruga gigante sulla spiaggia dell’isola

Nessuna fotografia può davvero preparare alla magia che si prova incontrando le tartarughe giganti di Curieuse. Con la loro calma antica, sembrano portare sulle spalle non solo i segni del tempo, ma anche il segreto stesso dell’isola. Qui, dove la natura è rimasta pressoché intatta, le magnifiche creature vivono libere, e vagano tra spiagge di sabbia chiara e rocce granitiche scolpite dal vento.

Curieuse, quinta per grandezza tra le isole interne delle Seychelles, è una distesa di meraviglie da esplorare senza fretta: foreste di mangrovie si spingono verso l’acqua, palme Coco de Mer dalle forme esotiche ondeggiano dolcemente e il profumo di mare si mescola a quello della terra.

Non tutto però è stato sempre semplice. Nel 1970 un grande incendio devastò, per l’ennesima volta, una parte significativa della vegetazione originaria. Ancora oggi, il lato sud-est dell’isola porta i segni di una simile ferita, con tratti di natura più spoglia. Ma il lavoro paziente di ripristino, iniziato alla fine degli anni Settanta, sta restituendo all’isola l’equilibrio perduto, e Curieuse continua a vivere e rinascere, anno dopo anno.

Il paradiso delle immersioni

Sotto la superficie calma del mare, Curieuse nasconde un altro tesoro. Le sue acque, rigorosamente protette, sono un vero paradiso per chi ama esplorare il mondo sommerso. La gestione accurata del territorio e del mare è affidata al Seychelles Centre for Marine Technology – Marine Parks Authority, che tutela il fragile e prezioso ecosistema.

Uno dei luoghi più spettacolari per immergersi è il cosiddetto “giardino di corallo”, noto come Pointe Rouge. Al largo della costa orientale, i coralli si estendono come tappeti multicolore e accolgono una miriade di pesci variopinti. Il silenzio dell’acqua amplifica la meraviglia e lo sguardo si perde tra banchi di pesci argentei e coralli che ondeggiano.

Eco turismo alle Seychelles: iniziative sostenibili nel cuore dell’Oceano Indiano

9 septembre 2024 à 10:00

Le Seychelles sono una delle mete di eco turismo più interessanti in assoluto. A favorire questo primato una natura incontaminata abbondante e generosa sviluppatasi nei secoli con il favore dell’isolamento e che oggi potrebbe essere messa a dura prova dai flussi turistici, non fosse per l’impegno e la costanza delle istituzioni locali e l’interesse dei visitatori responsabili. Ecco allora alcune delle iniziative sostenibili più interessanti tra quelle promosse sull’arcipelago, una mini-guida a un turismo a basso impatto ambientale e finalmente amico della natura.

Cos’è il Coral Gardening e perché fa la differenza

Se non avete mai sentito parlare di coral gardening, un viaggio alle Seychelles sarà l’occasione giusta per approfondire il tema, oramai irrimandabile. Si tratta, infatti, di una pratica all’avanguardia che mira alla tutela e al ripristino delle barriere coralline messe a dura prova dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento ambientale. Ed è proprio a Praslin, la seconda isola più popolata dell’arcipelago, che si potrà ammirare l’impianto di acquacoltura rigenerativa curato da Nature Seychelles. La struttura, nota come Assisted Recovery of Corals, sarà alimentata interamente da energie rinnovabili. Qui verranno coltivati migliaia di coralli grazie a una tecnica all’avanguardia nota come microframmentazione. Queste produzioni andranno a integrare i vivai oceanici già in uso come quello presente nel Parco Nazionale Marino di Curieuse. Questa attività innovativa andrà a supportare quella già in atto da sei anni grazie alla quale vengono recuperai frammenti di corallo staccati dalle onde per essere collocati nei vivai e, in seguito, trapiantati sulle barriere coralline.

Fonte: Jean Marie Croguennec
Barriera corallina, Seychelles

Il sito UNESCO Vallée de Mai

Le Seychelles non offrono solo un mare mozzafiato a chi le visita, lo avrete capito. A renderle attraenti sono anche le proposte per gli amanti dell’avventura e del trekking: la presenza di un cuore verde che pulsa forte nel bel mezzo dell’Oceano e che è tutelato dal governo e dalla popolazione locale. Ne è l’emblema la Vallée de Mai, dal 1983 sito naturale Patrimonio dell’Umanità UNESCO più piccolo al mondo, ma anche tra i più interessanti. Favorita da milioni di anni di isolamento, questa valle ha consentito l’evoluzione di specie uniche sulla terra e custodisce oltre 1400 esemplari del mitico Coco de Mer, la palma con la più grande noce di cocco al mondo. Qui, gli amanti del bird watching potranno osservare il Vasa Minore, un raro pappagallo nero presente ormai solo in questo Giardino dell’Eden e in Madagascar.

Fonte: Tourism Seychelles
Cascate nella Vallée De Mai , Praslin, Seychelles

Il cuore del progetto Green Footprint

Affrontare un lungo viaggio aereo rappresenta una fonte di inquinamento, lo sappiamo. E proprio per compensare queste impronte lasciate dal passaggio dei turisti, la Seychelles Parks and Gardens Authority (SPGA) e  l’Alta Commissione Britannica delle Seychelles ha ideato il progetto Green Footprint che coinvolge i visitatori in un’emozionante attività di piantumazione di alberi. Basta utilizzare il calcolatore di rotte aeree disponibile sul sito web della SPGA per scoprire quanti alberi è necessario piantare per cancellare le proprie tracce (in media si va dai 10 ai 13 alberi, con un costo di 50 rupie a pianta). Partecipando a questa attività, si collabora al ripristino forestale e si tutela la meravigliosa biodiversità delle isole Seychelles.

Le restrizioni sull’uso della plastica

Il Ministero dell’Ambiente delle Seychelles è molto attivo sul tema dei rifiuti di plastica, dal momento che sono tra le prime cause globali del soffocamento dei mari. Dall’anno 2017 sono vietate l’importazione e la vendita di sacchetti e utensili di plastica alla quale sono seguiti divieti su altri prodotti come cannucce e palloncini. Ma non solo. I viaggiatori più responsabili possono scegliere per il loro soggiorno un hotel plastic free, incoraggiando un impegno importante per tutti.

Il rivoluzionario progetto di Denis Island

Su Denis Private Island si trova un immenso e meraviglioso parco solare che è triplicato negli ultimi anni e supporta l’isola nella produzione di circa 720.000 KWh di elettricità all’anno proveniente quasi esclusivamente da fonti rinnovabili. I turisti che desiderano cancellare le proprie impronte di carbonio, ameranno soggiornare in una delle 25 eco ville costruite con legni locali e palme e che si fondono armoniosamente nella natura verde di Denis Island. Queste strutture ecologiche offrono un accesso privilegiato a una barriera corallina di una bellezza unica.

La valorizzazione della cultura locale

A rendere le Seychelles una meta davvero speciale è anche la possibilità di immergersi in una cultura locale vivace e presente, tutta da scoprire. Per farlo responsabilmente, è possibile appoggiarsi alle iniziative promosse dall’associazione Seychelles Cultural Encounters curata dai Segretari alla Cultura Cecile Kalebi e David Andre. Visitando il sito è possibile accedere ad esperienze straordinarie come un’intera giornata a contatto con le “nonne” delle Seychelles pronte a rivelare i loro segreti culinari e le tradizioni artigiane, visitare gli edifici governativi o i musei nazionali.

Fonte: Tourism Seychelles
Artigianato locale, Val des Prés, Seychelles

10 motivi per organizzare il tuo prossimo viaggio alle Seychelles

2 septembre 2024 à 10:00

Se stai cercando una destinazione fuori dal comune per un viaggio indimenticabile e pieno di sorprese, le Seychelles potrebbero essere la risposta che stavi cercando. Incredibilmente varie e intensamente ricche di meraviglie, sono perfette per viaggiatori curiosi e avventurosi così come per accogliere e cullare chi è in cerca di relax nel cuore dell’Oceano Indiano.

1: Le isole che compongono le Seychelles

Scegliere le Seychelles come destinazione significa tuffarsi nella varietà di un arcipelago composto da ben 115 isole delle quali 41 granitiche, dette isole vicine e 74 coralline dette isole lontane. Le prime si prestano a esplorazioni nella natura incontaminata delle loro riserve naturali e dei parchi marini, mentre le seconde, che si trovano più a largo, sono dei veri e propri atolli circondati da acque cristalline di impagabile bellezza.

2: In vacanza tutto l’anno

Il clima delle Seychelles è mite tutto l’anno rendendole la destinazione perfetta in tutte le stagioni. La vicinanza all’Equatore fa sì che le variazioni delle temperature siano ridotte al minimo tra una stagione e l’altra: tra i 24° e i 31°C sulle isole, mentre la temperatura dell’acqua è stabile tra i 27°C e i 29°C.

3: Il cocco più grande del mondo

Le Seychelles sono isole generose e ricche di sorprese. Visitando la Vallée de Mai nell’isola di Praslin è infatti possibile imbattersi nel Coco de Mer, ovvero il cocco più grande del mondo. Di questo vero e proprio tesoro botanico se ne possono avvistare diversi esemplari e stupirsi per gli enormi frutti che raggiungono i 22 kg di peso e le palme che crescono fino a 30 metri in altezza.

Fonte: Michel Denousse
Coco de Mer  nella Vallée de Mai, Praslin, Seychelles

4: Trekking indimenticabili

Lo splendido mare che circonda le Seychelles è una delle immagini più iconiche che ci vengono in mente pensando a queste isole, ma non è l’unica meraviglia che sono in grado di offrire. Anzi, le Seychelles sono il paradiso del trekking grazie a parchi naturali, siti Unesco e zone protette dove è possibile vivere la foresta equatoriale e avvistare le creature che la popolano. Con un po’ di fortuna, potrai vedere la rana più piccola del mondo.

Fonte: Danio Denousse
Trekking a Grand Barbe – Seychelles

5: Una destinazione sostenibile

Se desideri sentire un contatto intenso e rispettoso con la natura, le Seychelles sono la destinazione che stavi cercando. Per ridurre l’impatto del tuo passaggio, potrai infatti scoprire attività interessanti come il coral gardening o il progetto di ripopolamento delle foreste Green Footprint: entrambi mirano a compensare gli effetti negativi che può avere il turismo sulla natura.

6: Un’esperienza culturale entusiasmante

Non solo natura. Visitare le Seychelles è anche immergersi nella cultura creola delle isole, frutto di un melting pot di etnie, culture, tradizioni e costumi provenienti da diversi continenti che hanno dato origine a una nazione multietnica che ha moltissimo da offrire. Tra i festival dedicati alla cultura delle Seychelles, merita una menzione quello di Kreol che dura una settimana e si svolge a ottobre prevalentemente a Mahè, Praslin e La Digue.

7: Immersioni e snorkeling per tutti

Con profondità che variano tra gli 8 e i 20 metri, le Seychelles sono il paradiso per tutti gli amanti dello snorkeling e delle immersioni e offrono la possibilità di immergersi in parchi marini di rara bellezza. Qui si potranno incontrare 4 specie differenti di tartarughe marine, ma anche gli imponenti e gentili squali balena.

Fonte: Chis Mason Parker
Pesci e coralli coloratissimi – Seychelles

8: Seychelles low cost

I resort di lusso non sono l’unico modo per visitare le Seychelles, anzi. Chi vuole visitarle, ma ha un budget piuttosto contenuto, può sbizzarrirsi nella ricerca della guest house perfetta così come appoggiarsi a vari B&B per muoversi il più possibile tra le isole.

9: Le tartarughe giganti

Dopo i cocchi giganti e gli squali balena, vale la pena di citare anche le tartarughe di Aldabra, tartarughe giganti che arrivano a vivere fino a 200 anni e a pesare oltre 300 kg. Sull’atollo emerso di Aldabra, vive ancora una popolazione selvatica di 150mila esemplari.

Fonte: Chris Mason Parker
Tartaruga sulla spiaggia di Aldabra – Seychelles

10: Il polpo al curry più buono del mondo

Come ultimo motivo, ma non come il meno importante per scegliere le Seychelles come destinazione, abbiamo anche la cucina creola. Intensa, originale, creativa e sorprendente è un’esplosione di sapori capace di intrigare anche i palati più allenati. Il polpo al curry che viene preparato qui ad esempio, non ha eguali.

Le Seychelles sono il vero paradiso terrestre moderno

10 novembre 2023 à 17:53

Quello delle Seychelles è uno degli arcipelaghi più belli al mondo e se non ci siete ancora stati vi convinceremo che è il momento giusto per organizzare un viaggio in una delle splendide isole.

Le Seychelles sono isole che vivono di turismo e i loro punti di forza sono l’ambiente incontaminato e le meravigliose spiagge. Gli italiani le amano, tanto che quest’anno sono aumentati del 5 per cento i nostri connazionali che ci sono andati.

Sostenibili Seychelles

E, proprio per mantenere intatto il paesaggio, di recente è stato avviato un progetto intitolato “Sustainable Seychelles” che ha l’obiettivo di garantire che le Seychelles rimangano una destinazione incontaminata ed ecologicamente consapevole, promuovendo la cooperazione e il coinvolgimento attivo di tutti, al fine di preservare questo paradiso per le generazioni future.

La Digue, l’isola car free

Uno dei più importanti esempi di sostenibilità delle Seychelles è l’isola di La Digue, da anni ormai car free e dove ci si muove solo in bicicletta. Un piccolo paradiso in Terra, dove non esiste inquinamento e “dove trascorrere una vacanza rigenerante”, ha spiegato Bernadette Willemin, Direttrice Generale Marketing di Tourism Seychelles in occasione della fiera TTG del turismo che si è tenuta a Rimini lo scorso ottobre.

La Digue
Fonte: iStock
La Digue, splendida oasi delle Seychelles

L’esempio di Denis Island

Altro esempio virtuoso è Denis Island, che incarna la straordinaria fusione tra la natura incontaminata e un impegno verso la sostenibilità. Situata a 90 chilometri a Nord-Est di Mahé, questa gemma delle Seychelles è un paradiso terrestre di bellezze naturali senza pari. E per mantenere il suo aspetto, da qualche mese ha completato l’espansione fotovoltaica, che ha visto il parco solare dell’isola più che triplicato in dimensioni e capacità.

L’isola oggi è in grado di generare circa 720.000 KWh di elettricità all’anno e funziona quasi esclusivamente con energia verde. Questa iniziativa non solo ha notevolmente ridotto l’impronta di carbonio dell’isola, ma l’ha anche trasformata in un modello per il turismo sostenibile.

È spuntata una nuova isola

E un altro segnale che il governo delle Seychelles sta andando nella direzione giusta è arrivato da una notizia che ha fatto il giro del mondo a proposito della scoperta di una nuova isola che sarebbe emersa dopo un ciclone tropicale avvenuto nel 2016 nell’atollo di Farquhar e che starebbe continuando a crescere. A comunicarlo è stata la Island Conservation Society (ICS) mentre la Islands Development Company (IDC) ha chiamato questa nuova formazione Derrick’s Sandbank, prendendo spunto dal nome di una gru da carico proveniente da una nave naufragata nelle vicinanze.

Isole fuori rotta

Bernadette Willemin ha voluto ricordare però che, oltre alle isole più famose, come La Digue, Mahé, Praslin, ce ne sono molte altre che dovrebbero essere visitate perché non sono tutte uguali, ma ognuna con le proprie caratteristiche e particolarità. “Ci sono molti scorci poco conosciuti che meritano di essere scoperti”, ha raccontato “io consiglio vivamente di fare una crociera tra le isole interne e andare all’avventura.

Alcune isole sono paradisi dell’ornitologia, come Île St. Pierre, per esempio, una delle tante piccole isole al largo della baia di Côte d’Or e che fa parte dell’Area Marina Protetta del Curieuse Marine National Park. Le rocce di granito che emergono dal mare con la loro piccola corona di palme incarnano bene l’essenza di una tipica isola delle Seychelles”.

Gli atolli delle Seychelles

Ma non tutte le isole dell’arcipelago hanno lo stesso aspetto. “Meritano di essere scoperti anche gli atolli piatti, completamente diversi dall’immagine che si ha delle Seychelles, come Aldabra, Providence, Cosmoledo e altri ancora. Qui si ha proprio la sensazione di essere un moderno Robinson Crusoe. E non è necessario soggiornare in hotel di lusso, che certamente non mancano, anzi, ci sono molti cinque stelle, ma esistono alloggi per tutte le tasche, immersi nella natura e molto semplici”.

Non solo isole

Sostenibilità e autenticità sono quindi i mantra in questo splendido Paese circondato dall’Oceano Indiano, e in un viaggio alle Seychelles non deve mancare un’altra componente molto importante: “Consiglio vivamente di venire in contatto con la popolazione locale, con la sua cultura, visitando per esempio i mercati per scoprire spezie e manufatti, e di provare la gastronomia, di conoscere le ricette delle nonne che sono le più autentiche, specie nella Capitale Mahé”.

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