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La BBC innamorata della Toscana: i luoghi amati dagli inglesi

13 juin 2026 à 11:00

BBC News, con il programma di viaggi di punta del canale The Travel Show, è venuto in Toscana per esplorare la tradizione artigianale e industriale che si cela dietro questa destinazione e ripercorrere le tappe della mitica Vespa che, proprio nel 2026, ha festeggiato gli ottant’anni.

Qasa Alom, che ha condotto la puntata, ne è tornato entusiasta. Qasa è andato a Carrara a incontrare i cavatori che estraggono il famoso marmo bianco, a Pisa per visitare la piazza dei Miracoli con la Torre pendente per finire a Pontedera, la culla dello scooter più famoso del mondo, dove si è unito agli altri motocilisti attraversando la campagna toscana. Sui suoi social ha raccontato della sua incredibile esperienza con i Butteri e ha particolarmente apprezzato la slow life dei borghi toscani. Lui, come molti altri inglesi, sono innamorati dell’Italia. Gli abbiamo chiesto della sua esperienza e del perché i suoi connazionali siano così attratti dal Belpaese.

Cosa ti è piaciuto di più del viaggio in Vespa attraverso la Toscana?

Ci sono tantissime cose che ho apprezzato del mio viaggio in Vespa attraverso la Toscana, ma ciò che mi rimarrà più impresso è il calore delle persone che vivono lì da generazioni e continuano ad aprire le braccia e il cuore ai visitatori per mostrare loro la vera Toscana.

Qasa-Alom-bbc-vespa-toscana
@BBC News
Il conduttore della BBC Qasa Alom con al su vespa in giro per la Toscana

Trascorrere del tempo a cavallo con i Butteri è stata sicuramente una sfida e un’esperienza che mi rimarrà impressa a lungo. Non sapevo cavalcare fino a poche settimane prima di partire per le riprese del programma: avevo preso qualche lezione e poi quello che mi aspettava con la troupe è stata una vera sorpresa. Mi hanno buttato nella mischia e ho passato tutta la mattinata a cavallo con loro… a volte i tori mi caricavano addosso, insieme al mio adorabile cavallo Hercules, e abbiamo anche dovuto gestire alcune situazioni impreviste. Quindi, nel complesso, è stata un’esperienza che mi ha messo alla prova fisicamente, ma che si è rivelata estremamente gratificante. Non dimenticherò mai i colori intensi visti a cavallo, il cielo azzurro e l’erba verde e rigogliosa che si mescolava al folto manto marrone del mio cavallo: uno spettacolo meraviglioso.

Che impatto hanno i tuoi servizi sull’Italia sui tuoi spettatori?

L’impatto del programma è profondo: è un mix perfetto di viaggio, storia e divertimento! Il mio obiettivo è sempre quello di essere gli occhi e le orecchie dello spettatore. Non voglio che si limitino a guardarmi attraversare la Toscana, ma che si sentano partecipi. Il mio scopo è quello di porre loro le domande che si pongono e di mostrare l’umanità e il carattere di un luogo così come lo vedrebbe un turista che non lo conosce bene.

Voglio anche trasmettere l’entusiasmo di un bambino e la capacità narrativa di un giornalista. È importante avere quell’entusiasmo e quell’energia infantile perché, in fin dei conti, viaggiare significa nuove esperienze e avventure, e niente lo dimostra meglio di una mentalità da bambino.

Allo stesso tempo, a volte, per andare oltre la superficie di un luogo o di una storia, è necessario tirare fuori il giornalismo e intervistare le persone con sensibilità per comprendere il luogo più a fondo di quanto farebbe una semplice conversazione.

Secondo te, cosa apprezzano di più gli inglesi dell’Italia?

Cosa non si può apprezzare, dal punto di vista di un inglese, quando si viene in Italia? Buon cibo, buon vino, bel tempo e panorami mozzafiato! È tutto ciò che si desidera quando si lascia l’Inghilterra per un periodo in cui piove o fa un po’ freddo. È anche un promemoria per godersi la vita e per capire che c’è molto di più che correre di qua e di là.

A volte è anche una lezione di riflessione sulla cultura, lo stile e il valore estetico di un luogo. Spesso la cultura britannica è molto formale, ma a volte forse ci dimentichiamo della bellezza e ci concentriamo sulla funzionalità. La Vespa è un esempio perfetto di come gli oggetti funzionali possano essere anche pieni di stile e bellezza.

E cosa ti piace personalmente dell’Italia, oltre alla Toscana?

Ho sempre avuto una grande passione per l’Italia. Da ragazzo guardavo le partite di calcio in TV, quindi la mia passione è nata con il Milan di Sacchi e Capello, con giocatori incredibili come Baresi, Maldini e Boban. Poi sono arrivati ​​Shevchenko, Kaká e Ancelotti, che hanno continuato a plasmare questo spirito milanese. Ho visitato San Siro molte volte e ho adottato il Milan come mia squadra del cuore.

Da appassionato d’arte, ho visitato Firenze, Roma e molti altri luoghi innumerevoli volte. La cultura del caffè e il rispetto e l’importanza che viene data alla famiglia sono valori molto simili alle mie origini, quindi, è un luogo in cui mi sento a mio agio e vivo.

La puntata di The Travel Show intitolata “Tuscany: Beyond La Dolce Vita” va in onda sul canale BBC News sabato 13 giugno alle 6:30 e alle 21:30 e domenica 14 giugno alle 8:30 e alle 14:30.

Carrara è stata nominata prima Capitale toscana dell’Arte Contemporanea

Par : losiangelica
13 mars 2026 à 07:30

Carrara prova ancora una volta a ribadire il suo legame con l’arte. Non solo con quella del passato, legata al marmo e alla tradizione scultorea che ha reso la città famosa nel mondo, ma anche con quella di oggi. La Regione Toscana ha infatti deciso di assegnarle un nuovo riconoscimento: Carrara diventa la prima Capitale toscana dell’arte contemporanea.

Ad annunciarlo sono stati il presidente della regione Eugenio Giani e l’assessora alla cultura Cristina Manetti durante una cerimonia istituzionale a Firenze.

La città del marmo si prende la scena

Carrara non ha vinto il titolo nazionale, ma dalla sconfitta è uscita con qualcosa in più. Carrara era riuscita ad arrivare tra le cinque finaliste nella corsa al titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026, risultato mai raggiunto prima da una città toscana. Quando il Ministero della Cultura ha scelto un’altra sede, Firenze ha deciso di non lasciare cadere nel vuoto quel percorso.

L’idea non è solo simbolica. L’obiettivo? Costruire attorno al titolo un vero e proprio calendario di iniziative, eventi e collaborazioni per rafforzare il concetto di arte contemporanea legato al territorio. Dopotutto, Carrara ha una storia particolare risultando un punto di riferimento per molti scultori provenienti da tutto il mondo. Dalle cave di marmo alle botteghe fino all’Accademia di Belle Arti: l’ecosistema artistico è unico.

Il nuovo titolo ha anche un’altra funzione: rafforzare la rete regionale dell’arte contemporanea. L’idea è sostenere la filiera culturale, riqualificare spazi dedicati all’arte e creare opportunità di sviluppo per le città toscane che investono nella cultura.

Le Cave di marmo di Carrara
iStock
Le celebri cave di marmo di Carrara

Le iniziative di Carrara capitale toscana dell’Arte Contemporanea

Per l’amministrazione comunale il riconoscimento rappresenta soprattutto uno stimolo. La sindaca Serena Arrighi ha parlato apertamente di un passaggio importante nel processo di crescita culturale della città. La candidatura nazionale, pur non avendo portato al titolo, ha costretto Carrara a ripensarsi, a mettere insieme idee e progetti in una visione più ampia di rigenerazione urbana.

Una delle opere più suggestive ipotizzate è quella di poter realizzare dei grandi bassorilievi nelle cave di marmo per trasformare il paesaggio in una vera e propria opera contemporanea; per poterci riuscire l’amministrazione sta valutando una possibile collaborazione con Maurizio Cattelan, Fabio Viale o Jeff Koons.

Parallelamente continua il lavoro sugli eventi culturali. Mostre e iniziative al Mudac e al Carmi, il festival White Carrara e altre manifestazioni che negli ultimi anni hanno cercato di portare l’arte anche negli spazi urbani. L’idea è che alcune opere possano restare stabilmente in città, diventando parte dell’arredo urbano.

C’è poi il capitolo legato alla rete delle Città Creative Unesco, nella quale Carrara svolge già un ruolo attivo. In questo ambito è stata avviata una mappatura degli atelier del marmo presenti sul territorio, con l’obiettivo di valorizzare anche dal punto di vista turistico le botteghe e i laboratori artigiani.

Importante anche il rapporto con il Museo Pecci di Prato e con la rete dei musei toscani dedicati al contemporaneo che ha già pronti incontri e collaborazioni. Nel percorso che ha portato alla candidatura nazionale, Carrara aveva raccolto anche il sostegno di numerose personalità del mondo della cultura e dello sport.

Scorcio di una cava di marmo di Carrara
iStock
Suggestiva cava di marmo di Carrara

Alla scoperta di Carrara, la sorprendente città del marmo

10 janvier 2026 à 12:00

Sospesa tra il mare e le montagne, Carrara è una città che deve la sua fama mondiale al marmo, ma che sa sorprendere anche oltre le cave. Il centro storico si visita con lentezza e piacere, perché le distanze sono brevi e ogni angolo restituisce tracce di una storia antica, di lavoro, arte e identità.

Carrara non ama definirsi città d’arte, e forse è proprio questo il suo punto di forza: si lascia scoprire passo dopo passo, rivelandosi ideale per una visita di uno o due giorni, prima di salire verso i paesaggi spettacolari delle montagne di marmo che l’hanno resa celebre.

Cosa vedere e fare a Carrara

Il cuore spirituale della città è il Duomo, ufficialmente Insigne Collegiata Abbazia Mitrata di Sant’Andrea Apostolo, che si affaccia sul centro storico: le sue origini risalgono al XII secolo, anche se la costruzione si protrasse per circa duecento anni. La facciata in marmo colpisce per equilibrio ed eleganza, dominata da un rosone che cattura lo sguardo, mentre la torre campanaria, edificata separatamente, richiama modelli liguri, simili a quelli che si incontrano passeggiando per Genova. L’interno sorprende per la sua essenzialità: pochi ornamenti, quasi nessun affresco, eppure un’atmosfera intensa, dove la luce e il marmo dialogano in modo potente.

La storia di Carrara è indissolubilmente legata al marmo, e tale rapporto profondo trova la sua massima espressione nel Museo Civico del Marmo. Fondato nel 1982 e situato lungo Viale XX Settembre, propone un viaggio che tocca secoli di estrazione, lavorazione e creatività. Le sale raccontano la nascita geologica del marmo, l’evoluzione delle tecniche estrattive, la vita dei cavatori e l’impiego artistico di cotanto materiale straordinario. Dall’archeologia industriale alla scultura contemporanea, il percorso restituisce una visione completa di ciò che il marmo ha rappresentato (e continua a rappresentare) per l’identità della città.

Il centro storico ruota attorno a Piazza Alberica, dalla pianta rettangolare, che sorprende per i colori delle facciate degli edifici che la delimitano e per la fontana con la statua neoclassica di Maria Beatrice d’Este, che domina lo spazio con grazia austera. Su uno dei lati si apre il Palazzo delle Logge, elegante esempio di architettura rinascimentale, riconoscibile per il grande loggiato che accompagna lo sguardo lungo tutta la piazza.

Piazza Alberica e monumento con fontana, Carrara
iStock
Piazza Alberica, il cuore di Carrara

Tra gli edifici storici più rappresentativi spicca il Palazzo Cybo Malaspina, noto anche come Palazzo Ducale. Di origine medievale, si distingue per la merlatura che richiama l’architettura fortificata dell’epoca, e ricorda come Carrara sia stata per secoli un centro di potere oltre che di produzione.

Infine, un tour delle cave di marmo è ciò che permette di comprendere davvero l’essenza della città toscana. La Cava Museo Fantiscritti offre uno sguardo toccante sulla vita dei cavatori fino agli Anni Sessanta, grazie a sculture a grandezza naturale che restituiscono scene di lavoro e quotidianità mentre alla Cava Gioia, sulla vetta della montagna, fa bella mostra di sé un enorme murales raffigurante la testa del David di Michelangelo, realizzato dall’artista brasiliano Kobra, visibile da grande distanza. La Cava Michelangelo aggiunge un ulteriore livello di suggestione, con un murales della Genesi che trasforma l’interno in uno spazio quasi sacrale, dove il marmo diventa racconto visivo.

Scorcio di una cava di marmo di Carrara
iStock
Suggestiva cava di marmo di Carrara

Come arrivare

Carrara si trova a nord-ovest della Toscana, a circa 130 chilometri da Firenze, e dista poco più di due ore e mezza da città come Arezzo e Siena. Raggiungerla è semplice, soprattutto in auto, grazie alla vicinanza con l’autostrada A12 Genova-Rosignano che collega la costa tirrenica ligure e toscana. Uscendo al casello dedicato, bastano circa quindici o venti minuti per arrivare in centro.

La Terra dei 100 Castelli, le più belle dimore storiche di Massa Carrara aprono in via del tutto eccezionale

Par : losiangelica
18 septembre 2025 à 10:09

Dal 19 al 21 settembre Massa Carrara propone un’iniziativa particolare: “la Terra dei 100 castelli” spalanca le porte di alcuni tesori nascosti, fortezze e borghi da esplorare. Visite guidate ed esperienze danno modo di scoprire Massa Carrara in un modo del tutto inedito.

Un appuntamento raro, nato per valorizzare la Lunigiana e la Riviera Apuana, che si intreccia con l’energia del festival MutaMenti, il jazz senza confini che animerà le stesse giornate. Tu non sarai solo spettatore: sarai protagonista di un viaggio che unisce musica, paesaggi e memoria, un percorso che vibra tra torri e fortezze, tra sale affrescate e vedute che tolgono il fiato.

La Terra dei 100 Castelli: il programma

Per tre giorni consecutivi ti troverai al centro di un’esperienza che non capita tutti i giorni. Venerdì 19 settembre si parte con due aperture simboliche: il castello del Piagnaro di Pontremoli, che custodisce il Museo delle Statue Stele, e l’eccezionale visita al palazzo ducale di Massa, maestoso e sontuoso come solo i sogni sanno essere.

Sabato 20 il sipario si alza sull’intera Lunigiana: potrai varcare la soglia del castello Malaspina di Fosdinovo, della poderosa fortezza della Brunella di Aulla, del suggestivo castello di Lusuolo e dell’Aghinolfi di Montignoso. Castelli che non sono solo mura, ma veri e propri racconti di cavalieri, vescovi e dinastie che hanno segnato la storia di questa terra.

Domenica 21 sarà il tuo gran tour finale: Mulazzo con la Torre di Dante, Filattiera e il castello di San Giorgio, il borgo fiabesco di Ponzanello, le rovine emozionanti del Castello di Giovagallo, fino al Castello di Monti e al Castello di Bastia, arroccati come guardiani eterni. Senza dimenticare Castiglione del Terziere, Bagnone e Pallerone, dove i Malaspina hanno lasciato la loro impronta eterna.

E in chiusura? Un evento incredibile, il concerto di Chris Collins & Hurricane Trio al Teatro della Rosa di Pontremoli, che incanterà i visitatori con un intreccio di note jazz che si innalzerà tra mura secolari.

Tra le apertura straordinarie per La Terra dei 100 Castelli a Massa Carrara c'è il castello di Lusolo
Mulazzo © Sigeric
Il castello di Lusuolo partecipa a La Terra dei 100 Castelli a Massa Carrara

I luoghi da visitare a Massa Carrara per La Terra dei 100 castelli

Ogni castello, ogni borgo, ogni torre aperta durante questo weekend è un invito a sentirti parte di qualcosa di più grande. Nel Palazzo Ducale di Massa ti lascerai abbagliare dalla grandezza rinascimentale; al castello del Piagnaro camminerai accanto alle Statue Stele, figure misteriose e potenti; al castello di Fosdinovo ti sentirai osservato dagli stessi orizzonti che ispirarono leggende.

Alla Fortezza della Brunella di Aulla ti sembrerà di toccare il cielo con lo sguardo, mentre nei borghi come Mulazzo o Filattiera sentirai che le vie strette, i resti delle torri e le pietre consumate raccontano molto più di un libro di storia.

E poi ci sono i luoghi più segreti: il Castello di Bagnone, il borgo e il castello di Pallerone, il fascino sospeso del Castello di Giovagallo. Luoghi che aprono solo ora, solo per te, e che ti lasceranno quella sensazione rara di aver varcato una soglia che non tutti hanno la fortuna di attraversare.

Se stai organizzando un weekend in Toscana, non perderti l’occasione di visitare Massa Carrara come non l’hai mai vista durante l’iniziativa “la Terra dei 100 castelli”.

Le montagne del marmo che custodiscono l’oro bianco d’Italia

1 août 2025 à 12:30

Esiste un luogo di incredibile bellezza legato alla nostra terra, alla nostra storia. Un luogo dove il colore bianco, che brilla al sole, è assoluto protagonista di visioni eteree, magiche e quasi surreali.

Si tratta delle Alpi Apuane, dei monti del marmo. Di quei bacini marmiferi che con i secoli sono diventati il tesoro d’Italia, il nostro oro bianco. Tra i più famosi ci sono quelli di Carrara, la città che più di tutti preserva e racconta una storia d’amore secolare ed eterna con il materiale preferito da Michelangelo e Canova.

Le cave si aprono davanti agli occhi dei visitatori come visioni oniriche spianando la strada al percorso che conduce direttamente al ventre della montagna, proprio lì dove nasce il marmo.

Alpi Apuane: le montagne del marmo ieri e oggi

La storia del prezioso oro bianco d’Italia affonda le sue radici in tempi lontanissimi. Già i romani utilizzavano questo materiale per costruire le loro lussuose dimore e le opere pubbliche, prima di loro gli Etruschi.

Nelle epoche successive il marmo è rimasto protagonista della nostra storia. È stato utilizzato da grandi artisti per creare capolavori iconici, sculture religiose e anche opere d’arredamento. E oggi, come ieri, viene impiegato nella costruzione di alcune delle più importanti opere architettoniche e scultoree in tutto il mondo.

Una storia grandiosa e gloriosa, quella dell’oro bianco d’Italia, che ci riporta oggi al cospetto delle Alpi Apuane dalle quali ancora si estrae quello che è il materiale lapideo più celebre del mondo.

Le cave presenti nei bacini marmiferi esercitano oggi grande suggestione, al punto tale che sono numerose le persone che giungono fin qui per rivivere tutta la magia di un passato che non si può dimenticare, e di un presente ancora vivido e straordinario.

Le cave di marmo si trovano a Torano, Fantiscritti e Colonnata. Si possono visitare grazie a tour guidati che percorrono l’ex Ferrovia Marmifera e attraversano suggestivi paesaggi fatti di gallerie scavate nella roccia, ponti e panorami mozzafiato che si susseguono uno dopo l’altro, oppure si possono raggiungere le cave (Cava Museo Fantiscritti, Cava Galleria Ravaccione e Cava 177) on the road, in auto o in moto, percorrendo la strada che da Carrara conduce ai bacini marmiferi.

La storia raccontata nei musei

C’è un altro modo per entrare nell’universo del marmo, per toccare con mano la bellezza che gli appartiene, ed è un itinerario che passa attraverso i musei.

Diverse sono le istituzioni che, attraverso racconti, testimonianze, collezioni e sculture, permettono di conoscere la storia millenaria dell’oro bianco italiano.

Uno dei più celebri è sicuramente la Cava Museo Fantiscritti, situata proprio nel cuore delle cave di Carrara, tra il bianco del marmo. Attraverso a una collezione immensa fatta di sculture, opere a grandezza naturale e reperti è possibile scoprire la storia dell’antico mestiere dei cavatori.

Troviamo poi il Parco della Padula, un grande giardino verdeggiante alle porte di Carrara che ospita un’esposizione permanente delle opere realizzate da diversi artisti durante la Biennale Internazionale di Scultura della Città di Carrara del 2002.

Ultimo, ma non per importanza, è il Museo Civico del Marmo. Tra reperti, sculture, strumenti e documenti, il museo conserva la più completa e affascinante collezione legata al materiale per testimoniare e valorizzare l’importante legame tra la città e questo patrimonio locale e mondiale.

Fantiscritti e la strada dei marmi
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Fantiscritti e la strada dei marmi

Leggende e curiosità

Non mancano di certo le leggende, come quella che racconta dei due Arcangeli chiamati da Dio a plasmare il paesaggio: uno progettò la catena alpina, l’altro iniziò a modellare gli Appennini. Rimasto con abbondante marmo, l’Arcangelo delle Alpi lo trasformò in una serie di cime maestose e lucenti. Dio, stupito da tanta bellezza, ordinò di coprire le montagne con foreste e prati affinché l’uomo potesse trovarne il vero tesoro solo con il sudore e la pazienza. E così nacquero montagne bianche come un sogno, visibili solo a chi sapeva cercare il marmo sotto la verdura.

Poi c’è la storia dell’Uomo Morto, il profilo di pietra che collega la Pania della Croce alla Pania Secca, scolpito secondo i racconti popolari dal sacrificio di un giovane pastore. Per amore della sua fanciulla, si offrì di restare immobile tra le montagne, impedendole di fissare il mare. Da allora è rimasto lì, completamente fermo, per sempre gigante di pietra, simbolo di fede, amore e leggenda.

The Brutalist, i luoghi in cui è stato girato il film candidato agli Oscar

24 janvier 2025 à 07:30

Diretto da Brady Corbet e con una straordinaria performance di Adrien Brody (candidato all’Oscar come miglior attore protagonista), The Brutalist è un film che esplora la complessa vita di László Tóth, un architetto ebreo che, dopo la Seconda Guerra Mondiale e un’infanzia segnata dai traumi dei campi di concentramento tedeschi, cerca una nuova vita negli Stati Uniti. Ambientato nell’arco di tre decenni, il film segue Tóth dalle sue difficili origini come immigrato ungherese in America nel 1947, alle sue sfide nel mondo dell’architettura, fino al suo grande progetto che lo vede coinvolto nella costruzione di un ambizioso centro culturale commissionato dal milionario Harrison Lee Van Buren.

Carrara, piccola gemma della Toscana celebre per il suo marmo bianco e i paesaggi mozzafiato, è da tempo un set cinematografico privilegiato e nel film candidato agli Oscar è stata protagonista tra le location. Con il fascino delle sue cave, la città toscana si conferma come uno degli scenari più suggestivi, dove la bellezza naturale si intreccia con la grandezza dell’arte e del cinema.

Le Cave di Carrara: il cuore pulsante di The Brutalist

Le cave di Carrara sono tra le location più iconiche del film. Già immortalate dai fratelli Lumière nel 1897, le cave hanno un fascino irresistibile che le rende il set perfetto per storie cariche di simbolismo e potenza. In The Brutalist, le cave Bettogli e Bombarda sono utilizzate per rappresentare l’ambientazione in cui il protagonista, Toth, è chiamato a compiere scelte artistiche fondamentali per il suo progetto. Le scene girate tra queste montagne di marmo riescono a catturare l’essenza di un paesaggio che è al tempo stesso naturale e frutto dell’ingegno umano.

Nel film, la maestosità delle cave diventa un riflesso della grandezza e della determinazione dei protagonisti, che affrontano sfide e scelte difficili. La location, grazie alla sua bellezza cruda e primitiva, è la perfetta metafora della creazione artistica, che nasce dalla fatica e dalla ricerca del sublime.

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Fonte: UPI Media
Adrien Brody nelle cave di marmo di Carrara per The Brutalist

Budapest: l’America Anni ’50 tra le strade della capitale ungherese

Mentre la trama di The Brutalist si svolge in gran parte negli Stati Uniti, la produzione ha scelto Budapest come set principale per ricreare l’atmosfera dell’America degli anni ’50. La capitale ungherese, con la sua architettura storica e le aree industriali ben conservate, ha offerto un contesto perfetto per le scene ambientate a Philadelphia. La scenografa Judy Becker ha spiegato che Budapest, grazie alle sue location e agli incentivi fiscali, è stata l’unica città che ha reso possibile la realizzazione del film.

In particolare, il quartiere industriale di Csepel Island, con i suoi magazzini e le strutture in cemento, è stato utilizzato per ricreare i docks di Philadelphia, dove Toth cerca lavoro. Le riprese in luoghi come il Mahart Gabonatárház Kft e la Teleki Square Synagogue sono un esempio di come Budapest sia riuscita a ricreare perfettamente il contesto urbano dell’epoca, contribuendo a portare in vita un’America del passato.

Budapest
Fonte: iStock
Uno scorcio della città di Budapest

Andrássy Castle: la residenza del Van Buren Institute

Un altro luogo centrale di The Brutalist è il Van Buren Institute, un vasto centro comunitario progettato dal protagonista, Toth. La residenza di Van Buren, che nel film diventa il simbolo del potere e dell’ambizione, è stata girata in una delle location più lussuose e maestose dell’Ungheria: Andrássy Castle, a 40 miglia da Budapest, in Tóalmás. Questo castello, costruito nel 1894, è un esempio di architettura aristocratica con 50 stanze e giardini formali che ricordano le grandi residenze europee.

Le imponenti scale doppie, la sala centrale e i giardini, un tempo proprietà della nobile famiglia Andrássy, sono stati utilizzati per rappresentare la magnificenza della residenza del ricco committente, Van Buren. La grandiosità del castello si riflette nel design monumentale dell’istituto progettato da Toth, un simbolo di potere e maestosità.

Venezia: l’epilogo all’architettura della Biennale

Il finale di The Brutalist si svolge durante la celebre Biennale di Venezia, un evento che celebra l’architettura e l’arte. Sebbene le scene siano ambientate a Venezia, il legame con Carrara rimane forte, dato che le scelte materiali per l’istituto di Van Buren – come già detto in precedenza – provengono proprio dalle cave toscane.

Il regista Corbet ha saputo mescolare elementi reali con finzione, girando alcune scene con una vecchia videocamera Betamax e integrando filmati d’epoca della Biennale di Venezia del 1980. Questo espediente ha reso il finale ancora più realistico e coinvolgente, dando una sensazione di connessione tra il passato e il futuro dell’architettura.

Il Presepe Vivente di Equi Terme, tutte le info

4 décembre 2024 à 13:31

Nel cuore delle Alpi Apuane, tra le bellezze naturali che solo la Toscana sa offrire, si trova il pittoresco borgo di Equi Terme, nel comune di Fivizzano, in provincia di Massa-Carrara. Qui, ogni anno, prende vita uno dei Presepi Viventi più antichi e grandi d’Italia, un evento che attira migliaia di visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e non solo. Immersi nell’atmosfera di Betlemme, i partecipanti si trovano a camminare lungo stradine strette e tortuose, attraversando mercati, botteghe e scenografie suggestive, tra antichi mestieri, artigiani, animali veri e personaggi viventi che ricreano la magia del Natale.

Il Presepe Vivente di Equi Terme, proposto dall’associazione locale dal 1986, è molto più di una semplice rappresentazione natalizia: è un’esperienza immersiva che coinvolge tutti i sensi, trasformando ogni angolo del borgo in una scena della Natività. Tra fiumi, cascate e grotte naturali, il percorso, che dura circa 40-60 minuti, si snoda tra le meraviglie del paesaggio e i suggestivi figuranti che popolano le vie del borgo, fino a giungere alla magica grotta della Natività, dove Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù sono accompagnati da un’atmosfera unica, resa ancora più speciale dalla presenza di animali veri e dalla luce calda delle torce.

Un evento che, con la sua bellezza e la sua storicità, trasporta i visitatori in un’altra epoca, rendendo ogni edizione un appuntamento imperdibile per chi cerca un’esperienza natalizia autentica e suggestiva: ecco tutti i dettagli di questa suggestiva manifestazione.

La storia del Presepe Vivente di Equi Terme

Il Presepe Vivente di Equi Terme ha una lunga tradizione che affonda le radici nel cuore delle Alpi Apuane, in provincia di Massa-Carrara. Ogni anno, l’evento si rinnova, trasformando il piccolo borgo di Equi Terme in un palcoscenico che riporta i visitatori indietro nel tempo, alla Natività di Gesù.

La manifestazione, non l’unica in Italia, quest’anno celebra la sua 34esima edizione ed è organizzata dall’Associazione Presepe Vivente Equi, composta da volontari locali che con grande passione e impegno realizzano una rappresentazione fedele e coinvolgente della scena natalizia. Il presepe si distingue per l’accurata ricostruzione storica e scenografica, che coinvolge ogni angolo del borgo, rendendo l’esperienza unica e memorabile.

Date e orari di apertura del Presepe Vivente 

Il Presepe Vivente di Equi Terme si terrà quest’anno dal 25 al 28 dicembre 2024. I visitatori potranno esplorare il percorso nelle seguenti fasce orarie:

  • 25 e 26 dicembre: dalle 20:30 alle 23:30
  • 27 e 28 dicembre: dalle 18:00 alle 21:00

Il percorso ha una durata media di 40-60 minuti, permettendo a tutti, anche a chi ha poco tempo, di vivere l’emozione del presepe senza fretta. Si consiglia di arrivare con anticipo per evitare affollamenti e per godersi appieno ogni scena.

Presepe Vivente, Equi Terme, grotta
Fonte: Ufficio Stampa
Vista della grotta e della cascata al Presepe Vivente di Equi Terme

Dove si trova e come raggiungere il Presepe Vivente 

Come già accennato, il Presepe Vivente di Equi Terme si svolge nel caratteristico borgo di Equi Terme, una frazione di Fivizzano, immersa nel cuore delle Alpi Apuane. Il luogo è facilmente raggiungibile da diverse città e in vari modi:

  • In auto:
    Prendere l’Autostrada A15 Parma-La Spezia, uscire al casello di Aulla e proseguire sulla Strada Statale 63 del Cerreto fino al bivio per Cormezzano, poi seguire la direzione per Equi Terme. È disponibile un ampio parcheggio gratuito, ma in caso di esaurimento dei posti, è previsto un servizio navetta gratuito.
  • In treno:
    Prendere la Linea FS Aulla-Lucca, scendere alla Stazione di Equi Terme, a pochi passi dal percorso del presepe.

Programma del Presepe Vivente di Equi Terme

Il programma del Presepe Vivente di Equi Terme offre anche quest’anno una ricca esperienza che coinvolge i visitatori in un affascinante viaggio nel passato. Il percorso si snoda tra le antiche stradine del borgo, le grotte naturali e scenografie suggestive, tra cui spicca il maestoso Castello di Erode, ricostruito con grande attenzione ai dettagli. Il percorso include:

  • La grotta della Natività: dove la scena del Natale è ricostruita con un realismo commovente.
  • Antiche abitazioni: abitate dai figuranti che rappresentano mestieri e tradizioni storiche.
  • Il Castello di Erode: un elemento di grande impatto visivo che, con le sue torri e mura merlate, si trasforma in uno spettacolo di luci e ombre al calar della notte.

Oltre alla visita, sarà possibile assistere a spettacoli e scene viventi che raccontano storie bibliche e tradizionali, offrendo un’esperienza che si rivela coinvolgente tanto per adulti quanto per bambini.

Novità dell’anno del Presepe Vivente di Equi Terme

Quest’anno, il Presepe Vivente di Equi Terme si arricchisce di una novità di grande impatto: il Castello di Erode. Questo imponente edificio, situato su un crinale che precede l’ingresso alla grotta della Natività, rappresenta una delle aggiunte più suggestive degli ultimi anni. Con le sue mura robuste e le torri merlate, il castello si fonde perfettamente con l’ambiente circostante e, al calar della notte, regala uno spettacolo di luci e ombre che trasporta il visitatore in un altro tempo.

Fabio Furia, presidente dell’Associazione Presepe Vivente, sottolinea che l’evento rappresenta una vera e propria magia per tutti, grandi e bambini, grazie anche al lavoro di tanti volontari che contribuiscono a rendere questo evento unico. Il percorso, tra antiche case, paesaggi mozzafiato e grotte naturali, è l’occasione perfetta per immergersi nello spirito del Natale, in una delle cornici più affascinanti della Toscana.

Info pratiche e prezzi

  • Prezzo del biglietto: il costo di ingresso è di €7,00 (gratis per bambini fino a 7 anni). I biglietti sono acquistabili direttamente all’ingresso del percorso.
  • Sconti e promozioni: i gruppi organizzati, i passeggeri dei treni di linea e i pullman possono usufruire di ingressi preferenziali e di biglietti omaggio. Inoltre, i passeggeri dei treni di linea, mostrando il proprio titolo di viaggio alle casse, possono accedere con ingresso preferenziale e ricevere un omaggio presso lo stand.
  • Gastronomia: al di fuori del percorso, sono presenti stand gastronomici che offrono prodotti tipici locali, permettendo di assaporare le prelibatezze della zona.
  • Servizi: i servizi igienici sono disponibili all’ingresso e all’uscita del percorso.

Indossare calzature comode è consigliato, poiché il percorso si snoda per le stradine di un antico borgo, che possono essere irregolari e difficili da percorrere.

Carrara 2026, tanti vip a sostegno della candidatura della città toscana

Par : mgwesteast
25 octobre 2024 à 07:30

Carrara, celebre in tutto il mondo per il suo marmo pregiato, è tra le cinque finaliste per il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. La candidatura della città toscana è sostenuta da numerosi artisti, sportivi, attori e personalità del giornalismo, convinti del valore culturale di questo “cantiere creativo”.

Tra i principali sostenitori spicca il nome del celebre tenore Andrea Bocelli, che ha scritto una lettera ufficiale al Ministero della Cultura, evidenziando l’importanza di Carrara come epicentro di arte e cultura. Bocelli ha voluto sottolineare come la storia millenaria della città, la sua bellezza naturale e la tradizione artistica, la rendano il luogo ideale per celebrare l’arte contemporanea.

Ma Bocelli non è l’unico personaggio noto a sostenere la candidatura della città. Lo affiancano infatti altre importanti figure del panorama artistico e sportivo italiano, tra cui il cantautore Francesco Gabbani, l’ex-portiere Gianluigi Buffon, i tennisti Lorenzo Musetti, Federico Bernardeschi, Brandon Nakashima, Renzo Furlan, oltre a personalità del cinema come Tilde Corsi, Andrea De Sica Daniela Airoldi, Matteo Taranto e Peter Chelsom.

Non mancano volti noti del giornalismo, tra cui Agnese Pini e Francesca Fialdini. A questi si aggiungono poi artisti internazionali di primo piano, del calibro di Davide Quayola, Fabio Viale e Cai Guo-Qiang, Giuseppe Veneziano, il designer Michel Boucquillon, che riconoscono Carrara come un punto di riferimento per l’arte contemporanea.

Carrara, città del marmo e dell’arte contemporanea

Da oltre 2000 anni, Carrara è sinonimo di marmo e di arte. Le sue cave hanno fornito il prezioso materiale per la costruzione di monumenti iconici come il Colosseo e la Colonna Traiana nell’antica Roma, e per i capolavori del Rinascimento, quando Michelangelo vi estraeva il marmo per le sue sculture immortali. Oggi, la città si proietta nel futuro come centro creativo, capace di attrarre artisti da tutto il mondo grazie alle sue maestranze e al marmo bianco statuario, uno dei più pregiati al mondo.

La candidatura a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 punta quindi a consolidare questo ruolo di Carrara come polo d’innovazione culturale, dove la sperimentazione e la collaborazione tra artisti e artigiani si fondono in un percorso di crescita continua. Senza dimenticare che è già stata riconosciuta dall’UNESCO come Città Creativa per l’arte e l’artigianato, e questa proposta rappresenta un ulteriore passo verso il riconoscimento internazionale del suo potenziale creativo.

Il mudaC, museo delle arti Carrara

Tra le istituzioni che meglio rappresentano il legame di Carrara con l’arte contemporanea c’è il mudaC, Museo delle Arti Carrara. Inaugurato nel 2012, si trova nel suggestivo ex convento di San Francesco e ospita una collezione permanente di opere provenienti dalle Biennali Internazionali di Scultura, oltre a nuove acquisizioni di artisti contemporanei. Qui, artisti di fama mondiale come Maurizio Cattelan, Jeff Koons e Damien Hirst hanno esposto le loro opere, dimostrando come la città della Toscana sia un centro vitale per l’arte contemporanea.

Il museo non solo celebra la scultura, ma anche altre forme artistiche, come il disegno, l’installazione, il video e la fotografia, documentando l’evoluzione dei linguaggi artistici dalla seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.

Il CARMI e il Parco della Padula

Un altro punto di riferimento per l’arte a Carrara è il CARMI, Museo Carrara e Michelangelo, situato nella storica Villa Fabbricotti, dedicato al grande scultore rinascimentale e al suo profondo legame con il marmo di Carrara. Attraverso mostre e installazioni, il CARMI illustra l’impatto di Michelangelo sulla città e celebra la continua vitalità del marmo come materiale artistico.

Il complesso è circondato dal Parco della Padula, uno spazio verde che è stato trasformato in un parco di scultura ambientale, dove installazioni di grandi artisti come Sol Lewitt, Robert Morris e Mario Merz si integrano perfettamente nella natura, creando un’esperienza unica di fruizione dell’arte contemporanea.

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