Ci vuole un po’ di pazienza ad arrivare, ma ogni minuto speso vale il viaggio: la prima curva arriva dopo Monte San Savino, poi un’altra, poi una salita lenta lungo un profilo collinare tra campi aperti, filari ordinati, macchie di leccio e improvvisi squarci sulla Val di Chiana. A un tratto, sopra il verde, appare una torre merlata alta, severa e assolutamente riconoscibile da lontano. Gargonza comincia così, con una sagoma che sembra uscita da un manoscritto miniato.
Siamo in Toscana, a metà strada tra Arezzo e Siena, su un’altura che domina da nord-ovest la valle. Qui, dentro una proprietà boschiva di 500 ettari, prende forma uno dei borghi fortificati meglio conservati della provincia. Chi arriva fin quassù scopre presto un dettaglio sorprendente: Gargonza è un castello, certo, ma pure un paese abitato, una tenuta agricola, un albergo diffuso e una pagina medievale rimasta leggibile pietra dopo pietra.
Secondo la tradizione più accreditata, da queste parti arrivò persino Dante Alighieri, guelfo bianco in esilio, per una riunione politica tra fuoriusciti fiorentini e aretini. La data è dibattuta tra 1302, 1303 e 1304, però la lapide sopra l’antica porta del borgo continua a ricordare quell’episodio con una certa dose di orgoglio.
Nonostante tutto, nel ‘900 il luogo rischiò l’abbandono totale, fino a che, nei primi anni ’70, Roberto Guicciardini Corsi Salviati diede avvio a un recupero conservativo raro per sensibilità e rigore. Dal 1972 le prime abitazioni restaurate accolsero viaggiatori. Oggi Gargonza vive ancora, ma senza avere sacrificato la propria identità.
Grazie al restauro conservativo avvenuto negli anni scorsi, stalle e magazzini di questa perla della Toscana sono state trasformate in residenze d’epoca, pur sempre rispettando le cubature medievali. Visitarlo vuol dire immergersi in un tripudio di vicoli stretti, case rurali, passaggi in pietra, piccole aperture irregolari, quote differenti e visuali improvvise sulla valle.
La Torre merlata del cassero
Alta e possente, la Torre merlata del cassero rappresenta il simbolo assoluto del paese. I merli guelfi ne definiscono subito l’identità politica medievale, mentre la muratura mostra chiaramente fasi costruttive differenti.
Dopo la devastazione del 1433, proprio questa struttura rimase in piedi quando gran parte delle mura venne abbattuta dai fiorentini. Da allora domina il profilo collinare e nelle ore del tramonto assume sfumature che vanno dall’ocra al rame, al punto da sembrare una specie di faro terrestre.
La porta duecentesca
Prima di entrare nel cuore abitato si attraversa un antico accesso medievale con tanto di arco costruito nel XIII secolo. Quest’ultimo conserva ancora proporzioni difensive molto precise, pensate per controllare il flusso di uomini, animali, carri e mercanzie.
Sopra questo ingresso una lapide ricorda il passaggio di Dante. Un dettaglio piccolo, ma che senza dubbio aggiunge una certa dose di profondità letteraria a un luogo già carico di memoria.
La piazzetta con il pozzo ottagonale
Nel centro del villaggio si apre uno spazio raccolto in cui si trova un pozzo ottagonale che, oltre ad avere una funzione idrica, rappresentava il cuore sociale del paese, il punto d’incontro tra famiglie contadine, artigiani, soldati e religiosi.
Le geometrie della pietra, consumate da secoli di utilizzo, sono testimoni di una comunità fatta di stagioni agricole, raccolti, discussioni, matrimoni e partenze.
iStockLa piazzetta con il pozzo ottagonale di Gargonza
La Chiesa dei Santi Tiburzio e Susanna
Piccola, romanica e raccolta, la Chiesa dei Santi Tiburzio e Susanna risale al XIII secolo, anche se l’aspetto attuale deriva dal ripristino stilistico realizzato da Giuseppe Castellucci nel 1928.
Il campanile a vela con bifora dona slancio verticale alla struttura, mentre sul portale compare una lunetta quattrocentesca in terracotta con la Madonna col Bambino e angeli, attribuita a scuola toscana.
I resti della cinta muraria
Tra passaggi laterali, salite brevi e scorci panoramici, riposano segmenti delle mura originali che consentono di comprendere in maniera più approfondita il linguaggio militare del borgo, fatto di visuali strategiche sulla valle, controllo dei percorsi e protezione delle vie commerciali.
Gargonza conquista anche fuori dalle mura: il paesaggio circostante amplia il racconto, portandolo tra vigneti, strade bianche, colline morbide e piccoli centri che custodiscono una Toscana ancora profondamente agricola. Tra le migliori esperienze da fare ci sono:
Percorrere i sentieri in ebike: vecchie strade attraversano boschi, poderi e crinali agricoli, collegando Gargonza ai piccoli centri della Val di Chiana.
Visitare le cantine del Chianti Classico: in meno di 1 ora si raggiungono aziende storiche dedicate al Sangiovese, riserve, cru e vinificazioni tradizionali.
Raggiungere la terra del Brunello: il territorio di Montalcino offre una delle espressioni enologiche più celebri del pianeta.
Scoprire il Nobile di Montepulciano: borgo che regala palazzi rinascimentali, cantine sotterranee e una cultura vinicola profondissima.
Passare una giornata tra arte e storia adArezzo: in circa 25 minuti si raggiunge il centro storico, con piazze medievali, botteghe antiquarie e cicli pittorici celebri.
RaggiungereSienaper una giornata completa: più o meno 40 minuti bastano per arrivare nella città del Palio.
Scoprire i borghi minori della valle: Lucignano, Civitella in Val di Chiana e Monte San Savino custodiscono piazze, chiese, archi e piccoli musei spesso fuori dai circuiti più battuti.
Assaggiare la cucina del borgo: l’antica falegnameria trasformata in ristorante propone pasta fresca fatta in casa, carni locali alla griglia e selezioni DOC e DOCG toscane.
Il borgo-castello di Gargonza appartiene al comune di Monte San Savino, in provincia di Arezzo, ed è “poggiato” su una collina dominante la Val di Chiana, tra Siena e Arezzo. Chi arriva in auto può uscire al casello di Monte San Savino tremite l’Autostrada A1 Milano-Napoli. Da lì bastano 11 km lungo la viabilità collinare
L’ultimo tratto sale tra curve morbide, campi coltivati e boschi fitti. Poi la torre compare ancora una volta, identica a secoli fa. In quel momento si comprende una cosa preziosa: Gargonza ha attraversato guerre, abbandoni, rivolte, dinastie e rinascite, eppure la sua voce è incredibilmente intatta.
L’arrivo della Fiamma Olimpica in Toscana è un’occasione unica per vivere la regione attraverso sport, storia, arte e paesaggi indimenticabili. Simbolo dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 (6-22 febbraio 2026), la torcia attraversa la Toscana tra il 10 e il 12 dicembre 2025 (per poi fare ritorno il 9 gennaio 2026 a Carrara e Massa), illuminando città d’arte, borghi medievali e piazze iconiche.
Da Arezzo a Grosseto, passando per Montepulciano, Pienza, Siena e Firenze, ogni tappa offre eventi, spettacoli e celebrazioni che coinvolgono le comunità locali, trasformando il passaggio della Fiamma in un vero viaggio nel cuore della Toscana.
Seguire la Fiamma significa immergersi non solo nello sport, ma anche nella storia e nella cultura della regione: piazze storiche, borghi medievali, siti Unesco, scorci panoramici e sapori locali creano un itinerario unico, che combina la suggestione olimpica con l’autenticità toscana.
Le tappe della Fiamma Olimpica in Toscana
Il percorso toscano della Fiamma inizia ad Arezzo il 10 dicembre 2025, dove la torcia progettata da Carlo Ratti e detta Essential attraverserà il centro storico tra piazze e vie medievali, accompagnata da eventi culturali e musicali.
Passando per le Crete Senesi, prosegue poi verso Montepulciano e Pienza, nel cuore della Val d’Orcia, per raggiungere poi Montalcino e infine Siena nel primo pomeriggio, con la sua famosa Piazza del Campo. Lì, nella prima delle tre tappe toscane (prima di Firenze e Livorno) tra il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia, ci saranno momenti di grande emozione.
Il cuore della festa sarà invece allestito ai Giardini La Lizza, con la predisposizione anche del Villaggio Olimpico aperto al pubblico dalle 17 alle 19:30. Spettacoli e momenti di festa saranno aperti a tutta la comunità e ai visitatori. La celebrazione simboleggia i valori dello sport, della pace e della condivisione, offrendo a tutti un’esperienza emozionante e immersiva.
L’11 dicembre, la staffetta dei tedofori punterà verso nord, attraversando la Maremma toscana e tanti borghi e città ricchi di fascino come Grosseto, Volterra e San Gimignano, Pontedera, Empoli, fino ad arrivare a Firenze, dove la Fiamma percorrerà vie rinascimentali e piazze storiche tra Piazza del Duomo e Ponte Vecchio. La cerimonia ufficiale si svolgerà in piazza Santissima Annunziata dalle 17:30 con i tedofori provenienti da piazza Pitti.
Il 12 dicembre, la torcia attraverserà Prato, Montecatini, Pisa, con la Torre Pendente come simbolo iconico, Pistoia, Lucca e Livorno, concludendo il percorso lungo il Mar Tirreno con la tradizionale accensione del braciere per tenere viva la Fiamma olimpica. Ogni tappa è pensata per coniugare sport e turismo, offrendo esperienze culturali e paesaggistiche uniche.
Ecco l’itinerario perfetto, alla scoperta di borghi e città toscane, inseguendo la fiamma olimpica.
Montepulciano: tra piazza Grande e il profumo del Nobile
A Montepulciano il 10 dicembre 2025 (tra le 15:20 e le 15:50), la Fiamma attraverserà il centro storico, da viale Clamandrei per poi percorrere viale Sangallo, Porta al Prato fino a piazza Grande (nel cuore del mercatino di Natale). Nove tedofori si alterneranno lungo le vie principali del borgo, sei dei quali all’interno del centro storico, in un percorso che unisce storia e spettacolo.
Il braciere cerimoniale, acceso davanti al Palazzo Comunale, rappresenterà un momento di festa e partecipazione, con la presenza delle associazioni locali, sbandieratori e tamburini.
Chi segue la Fiamma può approfittare per visitare il Tempio di San Biagio, capolavoro rinascimentale fuori dal centro città, o le storiche cantine dove si produce il rinomato Vino Nobile di Montepulciano. Inoltre, per l’occasione, saranno aperti il mercatino di Natale e tutte le attrazioni del programma natalizio e le decorazioni delle vie aggiungeranno un’atmosfera festosa al borgo.
Ufficio StampaVista aerea del centro storico di Montepulciano
Pienza: la città ideale illumina la Val d’Orcia
La Fiamma proseguirà poi verso Pienza, uno dei gioielli rinascimentali della Toscana, progettata da Papa Pio II come città ideale. Il percorso, tra le 16:13 e le 16:28, attraverserà il centro storico, con Piazza Pio II, il Duomo e Palazzo Piccolomini come scenari principali e culminerà in piazza Dante Alighieri. Passeggiare tra le vie del borgo permette di ammirare architetture armoniose e scorci panoramici sulle dolci colline della Val d’Orcia.
Il passaggio della Fiamma rende ancora più suggestiva l’atmosfera di Pienza, mentre i visitatori possono assaggiare il celebre pecorino locale e scoprire le botteghe artigiane che rendono il borgo unico. La vista dai punti panoramici lungo le mura, soprattutto al tramonto, offre fotografie indimenticabili, perfette per i viaggiatori in cerca di emozioni autentiche.
Volterra, famosa per le sue origini etrusche e le mura medievali, offre un palcoscenico straordinario al passaggio della Fiamma Olimpica che verrà l’11 dicembre. Le vie acciottolate, Piazza dei Priori, il Teatro Romano e il Duomo creano un itinerario che unisce storia e cultura. Volterra è anche nota per l’artigianato dell’alabastro, che può essere scoperto nelle botteghe locali lungo il percorso della torcia.
Passeggiare tra le antiche strade mentre la Fiamma attraversa il borgo è un’esperienza che lega simbolicamente passato e presente, sport e cultura, regalando emozioni a grandi e piccoli.
San Gimignano: le torri che sfidano il cielo
La città delle cento torri è uno dei simboli della Toscana medievale e rappresenta una delle tappe (11 dicembre) più spettacolari del percorso. La Fiamma percorrerà il centro storico di San Gimignano, tra torri slanciate, piazze vivaci e vicoli caratteristici. I visitatori possono approfittare per degustare piatti tipici della tradizione toscana, passeggiare tra botteghe di ceramica e ammirare la vista panoramica sulle colline circostanti.
San Gimignano unisce la suggestione storica alla vivacità delle feste locali, rendendo il passaggio della torcia un momento di grande partecipazione per turisti e residenti.
iStockVeduta aerea di San Gimignano
Pontedera ed Empoli: tra arte, storia e innovazione
Pontedera, nota per la tradizione industriale e tecnologica, accoglierà la torcia (nel pomeriggio dell’11 dicembre) tra strade urbane e piazze animate, offrendo spettacoli e attività legate al mondo olimpico.
Empoli, con il suo centro storico ricco di palazzi, chiese e musei, rappresenta un’altra tappa significativa. Qui la Fiamma diventa occasione per scoprire la storia cittadina, la cultura locale e le eccellenze gastronomiche, come il famoso vino e l’olio toscano.
Montecatini Terme: relax e panorami
A Montecatini Terme, la Fiamma attraverserà il 12 dicembre le eleganti vie e le piazze del centro storico, mentre le strutture liberty e le fontane creano un’atmosfera raffinata. Per chi si trova in città è consigliato raggiungere Montecatini Alto, borgo medievale arroccato sulla collina. Dalla terrazza panoramica si gode di una vista mozzafiato sulla Valdinievole.
Nel cuore della Toscana, tra verdeggianti paesaggi, arte e bellezza, Arezzo brilla come un gioiello ancora poco conosciuto incastonato su una collina a nord della Val di Chiana. Meno affollata delle vicine Siena e Firenze, offre un’esperienza autentica, fatta di storia, arte e vita genuina.
Città natale di Piero della Francesca, Vasari e Petrarca, conserva intatta la sua anima medievale e rinascimentale, ma resta viva e contemporanea, animata da locali, ristoranti, eventi culturali e atmosfere accoglienti. Arezzo è una di quelle città a misura d’uomo talmente ricche di fascino che regalano il piacere di riscoprire una Toscana più intima e sincera. Spesso lasciata fuori dagli itinerari turistici più battuti, viene soprannominata la “Cenerentola” di questa meravigliosa regione. Basta un weekend per innamorarsene e portare con sé un ricordo indimenticabile.
Cosa vedere ad Arezzo
Piazza Grande
Il cuore del centro storico di Arezzo è sicuramente piazza Grande, nota anche come piazza Vasari, dal nome del grande architetto rinascimentale aretino che l’ha disegnata. La piazza ha una particolare forma trapezoidale e non è soltanto la più antica e conosciuta della città, ma è anche una delle più belle d’Italia.
Lo stile è eclettico, poiché gli edifici che la delineano appartengono ad epoche differenti, eppure l’impressione complessiva è quella di totale equilibrio e di perfetta armonia. A nord si trova un magnifico palazzo cinquecentesco con un caratteristico loggiato, opera anch’esso di Giorgio Vasari. A sud e a est si trovano invece dei palazzi di epoca medievale, tra i quali si distingue la candida torre dei Lappoli.
A ovest si trovano infine il quattrocentesco palazzo della Fraternita dei Laici e la pieve di Santa Maria. Piazza Grande non ha soltanto un magnifico colpo d’occhio, ma è anche il vero centro della vita cittadina, come dimostra il fatto che qui si tengono due importanti eventi, che richiamano l’attenzione dei locali quanto quella dei turisti.
Il primo sabato e la prima domenica di ogni mese, qui si svolge infatti la celebre fiera Antiquaria di Arezzo, con oltre 500 espositori che vendono ogni genere di oggetto antico. Due volte all’anno, sempre in piazza Grande, si svolge poi la Giostra del Saracino, una pittoresca competizione in costumi medievali. Piazza Grande viene infine ripresa nel film di Roberto Benigni La vita è bella (1997), vincitore del premio Oscar come miglior film straniero, ottenendo così una visibilità internazionale.
iStockPiazza Grande nel cuore di Arezzo
Pieve di Santa Maria
Tra i diversi edifici storici che si affacciano su piazza Grande, merita una menzione speciale la pieve di Santa Maria, conosciuta anche come chiesa di Santa Maria della Pieve. Si tratta di una costruzione complessa e scenografica di poco posteriore all’anno Mille, uno dei più alti esempi dell’arte romanica in Toscana.
La facciata è caratterizzata da cinque arcate cieche sorrette da colonne con capitelli corinzi, sormontate da tre ordini di loggette sorrette a loro volta da leggere colonne, e affiancata infine dal campanile trecentesco, uno dei simboli della città. Una curiosità che attira gli occhi dei visitatori sono senza dubbio le colonne che sorreggono le loggette, tutte caratterizzate da elementi decorativi differenti. Il fusto di una di esse è addirittura costituito da una statua. L’effetto complessivo è articolato ed elegante.
L’abside della pieve, l’elemento architettonico affacciato sulla piazza, concorre a definire il carattere del maggiore polo di attrazione cittadino. Anch’essa risalente al Trecento, riprende gli schemi stilistici della facciata ed è infatti caratterizzato da una serie di alti archi ciechi, nell’ordine inferiore, sormontata da due ordini di logge sovrapposte, sorrette da esili e aggraziate colonne.
La ricchezza di elementi stilistici e decorativi qui si concentra soprattutto sui capitelli, tutti diversi, ma risulta degno di nota anche il fusto di una colonna, che appare a zigzag, come se fosse spezzata. Ogni dettaglio della pieve di Santa Maria di Arezzo sorprende lo sguardo e si può restare a lungo, incantati, su ognuno di essi.
Duomo di Arezzo
La cattedrale dei Santi Pietro e Donato, principale luogo di culto della religione cattolica della città di Arezzo, si trova nella parte alta della collina sulla quale sorge la città, dove un tempo era situata l’acropoli. Grazie a questa posizione, la sua vista caratterizza qualsiasi scorcio di Arezzo ed è la prima che si presenta a chiunque giunga in città. La sua costruzione ha richiesto ben due secoli, dal 1278 al 1511, quando terminarono i lavori, e ancora oggi rappresenta uno dei più alti esempi di arte gotica d’Italia.
iStockInterni del Duomo di Arezzo
Va ricordato però che la facciata, originariamente rimasta incompiuta, fu sostituita a inizio Novecento da quella attuale, in stile neogotico, caratterizzata da tre portali strombati e sormontati da lunette decorate a bassorilievo, corrispondenti alle tre navate della partizione interna. Il campanile è addirittura l’ultimo dei tre costruiti nel corso dei secoli, dopo che i precedenti furono danneggiati per vari motivi, e si caratterizza per la sua pianta esagonale e la suddivisione in quattro ordini sovrapposti da cornicioni, sormontati da rosoni circolari.
Il fianco destro è interamente trecentesco, in pietra arenaria e impreziosito da un portale con due tronconi di colonne in porfido provenienti da un antico tempio pagano. Il profilo lineare, pulito e iconico del duomo di Arezzo, con le sue linee verticali che puntano verso il cielo, si staglia al di sopra di una scenografica scalinata cinquecentesca che lo innalza ulteriormente, in tutta la sua bellezza. L’interno, prettamente gotico, è particolarmente affascinante per gli affreschi che ricoprono le volte delle tre navate, i cui colori si accendono con la luce che filtra dal rosone policromo della facciata.
iStockVeduta del Duomo dei SS. Pietro e Donato
Basilica di San Francesco e San Domenico
Se il centro principale della devozione cristiana degli aretini è rappresentato indubbiamente dal Duomo, ci sono altre due chiese che devono assolutamente essere incluse in ogni itinerario di visita della città, soprattutto per quello che custodiscono al loro interno. La basilica di San Francesco è probabilmente la chiesa più amata da tutti coloro che arrivano ad Arezzo.
L’esterno è davvero francescano, in pietra e mattoni, mentre l’interno a una sola navata risulta molto spazioso ed è ornato a sinistra da cappelle e a destra da edicole trecentesche. Fedeli e appassionati d’arte da tutta Europa e non solo entrano in questa chiesa con immenso rispetto e meraviglia soprattutto per ammirare il meraviglioso ciclo di affreschi delle Storie della Vera Croce dipinto da Piero della Francesca sulle pareti della cappella Maggiore.
Gli affreschi, datati tra il 1450 e il 1460, rappresentano uno dei capolavori della pittura rinascimentale italiana e il restauro effettuato nel 1992 ne ha vividamente restituito in tutta la loro delicata bellezza gli intensi colori, intrisi di significati simbolici. Il ciclo racconta la storia della croce di Cristo attraverso scene leggibili in ordine cronologico, dagli eventi della Genesi che narrano dei semi che avrebbero fatto nascere l’albero il cui legno sarebbe stato utilizzato per intagliarla, fino al momento in cui la Croce ha fatto ritorno a Gerusalemme.
Questo basterebbe a lasciare senza fiato qualunque appassionato di arte, ma trovandosi ad Arezzo è opportuno visitare anche la basilica romanica di San Domenico. La sua suggestiva facciata asimmetrica in muratura affiancata da un campanile a vela catturano facilmente l’attenzione, ma ancora una volta ciò che maggiormente attira l’attenzione dei visitatori si trova all’interno, ovvero il celebre Crocifisso di Cimabue, 1268-1271 circa.
La maestosa fortezza Medicea
Sul colle di San Donato si trova inoltre la fortezza Medicea, costruita intorno alla metà del Cinquecento per ordine di Cosimo II de’ Medici sulla base di ben più antiche costruzioni. Chiaro esempio di architettura militare difensiva, come si evince dalla struttura massiccia e impenetrabile, la fortezza conserva una sua armonia, accentuata dal meraviglioso panorama del quale si gode dai suoi bastioni: Arezzo, le colline circostanti, la valle dell’Arno e il massiccio del Pratomagno. Il caratteristico perimetro irregolare della fortezza, che forma al suolo quasi la sagoma di una stella a cinque punte, è delimitato da cinque bastioni, denominati rispettivamente della Diacciaia, della Spina, del Belvedere, della Chiesa e del Soccorso.
iStockScorcio della maestosa Fortezza Medicea
L’irregolarità è dovuta alla necessità della costruzione di adattarsi al terreno, permettendo così alla fortezza di diventare parte del colle stesso, e così anche i bastioni hanno proporzioni e dimensioni diverse. Il più imponente è senza dubbio il bastione della Spina, proteso verso la città. La fortezza si trova all’interno del parco del Prato, una splendida zona verde resa giardino pubblico fin dall’Ottocento, sede privilegiata degli eventi culturali aretini.
Qui, durante il primo settimana di settembre quando piazza Grande è occupata dalla Giostra del Saracino, si svolge infatti la fiera Antiquaria. Al parco si può accedere direttamente dalla scalinata antistante il Duomo, dove ci si imbatte nella statua dedicata al poeta Francesco Petrarca.
L’Acquedotto Vasariano e la Chiusa dei Monaci
A pochi minuti dal centro di Arezzo, due straordinarie opere raccontano la genialità toscana e meritano di essere visitate: l’Acquedotto Vasariano e la Chiusa dei Monaci.
Ideato da Giorgio Vasari e completato da vari architetti, l’acquedotto convoglia l’acqua dalle pendici dell’Alpe di Poti fino alla fontana di Piazza Grande. Con le sue 52 arcate, è uno dei simboli più affascinanti del paesaggio aretino.
La Chiusa dei Monaci, in laterizio e pietra, è un capolavoro ottocentesco dell’ingegnere Alessandro Manetti. Sorge lungo il Canale Maestro della Chiana, punto di partenza del Sentiero della Bonifica, il percorso verde di 62 km che collega Arezzo a Chiusi.
La provincia di Arezzo è un mosaico di paesaggi: il Casentino, spirituale e ricco di castelli, ospita il mistico Santuario della Verna; il Valdarno affascina con le spettacolari Balze, immortalate da Leonardo da Vinci nella Gioconda; la Valtiberina, culla di Piero della Francesca che conserva borghi d’arte come Sansepolcro, mentre la Val di Chiana custodisce antiche radici etrusche e la rinomata carne chianina, eccellenza della cucina toscana.
Eventi e ricorrenze ad Arezzo
La Giostra del Saracino
Tra le tradizioni più spettacolari d’Italia, la Giostra del Saracino è l’anima medievale di Arezzo. Nata secoli fa (tanto che persino Dante Alighieri la cita nell’Inferno) questa rievocazione storica trasforma la città in un palcoscenico di colori, tamburi e adrenalina pura.
I quattro quartieri di Arezzo (Porta Crucifera, Porta del Foro, Porta Sant’Andrea e Porta Santo Spirito) si sfidano in un torneo equestre mozzafiato: i cavalieri, lancia in resta, devono colpire il temuto Buratto del Saracino, simbolo del “nemico Re delle Indie”, evitando al tempo stesso il suo temibile contrattacco. Solo chi dimostra coraggio, precisione e destrezza conquista la gloria e la Lancia d’Oro, tra l’entusiasmo travolgente di tutta la città.
Ogni prima domenica del mese (e il sabato precedente), Arezzo si trasforma in un museo a cielo aperto grazie alla storica Fiera Antiquaria, la più antica e grande d’Italia. Nata nel 1968 da un’idea del collezionista Ivan Bruschi, anima curiosa e visionaria, la fiera riempie le piazze del centro di mobili d’epoca, oggetti rari, gioielli insoliti e tesori dimenticati: un paradiso per chi ama il fascino del vintage e delle storie racchiuse negli oggetti.
Nel cuore del centro storico di Arezzo si accende ogni anno la magia delle feste con la manifestazione “Arezzo Città del Natale”. Dal 15 novembre al 6 gennaio 2025, piazze e vicoli si vestono a festa grazie a un calendario ricco di eventi: mercatini natalizi, spettacoli di luci e videomapping, installazioni suggestive come la ruota panoramica e aree interattive dedicate ai più piccoli.
Tra le attrazioni più amate ci sono il Villaggio Tirolese con casette di legno in Piazza Grande, dove artigianato, decorazioni e prelibatezze enogastronomiche si fondono con l’atmosfera del Natale, e la Casa di Babbo Natale all’interno della storica Fortezza Medicea, immersa in un percorso fiabesco tra giochi di luce, laboratori creativi e scenografie incantate.
Plasmata dal corso del fiume Arno, Arezzo si trova nella parte orientale della Toscana e nell’area settentrionale della Val di Chiana. Si raggiunge facilmente in auto in un’ora sia da Firenze, sia da Assisi (in Umbria), collegate grazie ai Cammini di San Francesco.
Chi preferisce muoversi in treno partendo dalle principali città italiane può prendere uno dei vari collegamenti giornalieri verso la stazione di Arezzo (per esempio da Firenze, Roma, Milano Centrale). É servita anche da una rete di autobus regionali che la collegano con la Valdichiana, Valtiberina, Pratomagno, Casentino e Valdarno.
Pronti a salire a bordo del treno più magico dell’anno? L’Espresso Natale vi porta da Roma Termini ad Arezzo per un viaggio d’altri tempi, immersi in un’atmosfera che profuma di festa, cannella e sogni. L’attivazione del servizio è prevista per il 30 novembre e l’Espresso Natale che collega Roma ai mercatini natalizi di Arezzo continuerà la sua attività fino al 28 dicembre: l’esperienza unica simbolo del turismo lento giunge alla decima edizione di successi.
L’occasione? Assolutamente imperdibile, sia per chi vuole vivere la magia del Natale sia chi preferisce abbracciare il turismo lento attraverso un mezzo di trasporto confortevole. Seduti comodamente tra poltrone vintage e decorazioni a tema, potrete ammirare i panorami dell’Umbria che scorrono fuori dal finestrino e lasciarvi trasportare da una colonna sonora natalizia che scalda il cuore. E quando il treno si ferma… il sogno continua tra le vie di Arezzo, dove vi attendono luci, mercatini, artigianato e dolci tipici.
Programma e itinerario dell’Espresso Natale
Dimenticate l’auto, il traffico e lo stress da parcheggio: con l’Espresso Natale il viaggio diventa parte integrante dell’esperienza. A organizzare il viaggio è la Ferrovia dei parchi. Si parte da Roma Termini alle 8:30 e si arriva ad Arezzo alle 12:10, dopo aver attraversato la suggestiva linea panoramica interna dell’Umbria — un itinerario che regala scorci mozzafiato tra colline dorate, borghi medievali e vallate immerse nella quiete dell’inverno.
A bordo, l’atmosfera è quella di un film natalizio: carrozze decorate, lucine soffuse, musiche festose e un piccolo omaggio per ogni viaggiatore. Chi sceglie la 1ª classe potrà accomodarsi nei salottini più esclusivi, con poltrone comode e ambienti raccolti; chi opta per la 2ª classe troverà comunque comfort e un’esperienza autentica, perfetta per famiglie, coppie e gruppi di amici.
Il viaggio è pensato per fare rallentare e assaporare ogni istante: il ritmo è quello dolce e nostalgico dei treni d’un tempo, quando si aveva il tempo di osservare, sognare e conversare. A bordo troverai anche un servizio bar nella carrozza ristorante, per un caffè caldo o una cioccolata fumante da gustare mentre il paesaggio scorre lento fuori dal finestrino.
iStockEspresso Natale, il treno per raggiungere il mercatino natalizio di Arezzo
Espresso Natale: prezzi e info
La magia prosegue quando si arriva: bastano pochi minuti a piedi dalla stazione di Arezzo per raggiungere i mercatini natalizi più amati della Toscana: vin brulè, dolci artigianali e ottimi prodotti da acquistare come idea regalo animano la piazza.
E se si viaggia con i più piccoli, la buona notizia è che i bambini dai 3 agli 11 anni hanno diritto a una riduzione del 50%, rendendo questa esperienza un’occasione perfetta per tutta la famiglia
Le tariffe? Partono da 39 euro per i bambini e arrivano a 78 euro per la prima classe; in seconda classe si viaggia a 58 euro. Le promozioni scontate però durano per poco, solo fino al 13 ottobre, quindi meglio approfittarne. Si parte da Roma Termini alle 8:30, mentre il ritorno in giornata è previsto da Arezzo alle 17:30.
Appena scesi dal treno, sentirete subito la magia: Arezzo si trasforma in un grande villaggio natalizio, dove ogni angolo racconta una storia di festa e tradizione. La Piazza Grande ospita le pittoresche casette di legno dei Mercatini di Natale, tra luci sfavillanti, artigianato locale e golosità da gustare al momento.
Viaggiare in Toscana in camper può essere una valida opzione per visitare la regione, che, per la sua posizione centrale e ai collegamenti stradali capillari e ben segnalati, si raggiunge facilmente da ogni parte d’Italia. Sono diversi gli itinerari possibili, anche a tema o stagionali, da integrare a seconda del tempo a disposizione. Dalle città d’arte alla costa, dalle terme naturali alle strade del vino, ogni itinerario svela un volto diverso della Toscana.
Il tour delle città d’arte
Un primo percorso può toccare le grandi città d’arte, come Firenze, Siena, Pisa, Lucca, Arezzo: ognuna racconta una storia unica, fatta di arte, architettura e tradizioni. Chi viaggia in camper deve pianificare con attenzione le soste, perché spesso non è possibile parcheggiare nei centri storici. Meglio scegliere aree di sosta attrezzate nei dintorni, per spostarsi in bicicletta o coi mezzi pubblici, e visitare così le città con calma. Firenze merita almeno due giorni, tra musei, palazzi rinascimentali e passeggiate sull’Arno. Siena è un piccolo goiello con Piazza del Campo e il Duomo; mentre Pisa è da scoprire partendo dalla celebre torre pendente e poi oltre. Lucca si gira bene in bicicletta, lungo e dentro le mura rinascimentali; e Arezzo vanta un’anima medievale e una forte identità toscana, meno turistica ma molto autentica. Quando? Questo itinerario è percorribile tutto l’anno; in inverno per godere dell’atmosfera natalizia o in primavera e autunno per evitare la folla e il caldo estivi.
Fonte: iStockPiazza Grande di Arezzo
In camper lungo la costa
Un altro itinerario si snoda lungo la costa tirrenica, tra spiagge, pinete e località turistiche affacciate sul mare. Da Nord a Sud, si passa dai centri di villeggiatura e mondani della Versilia alle calette più selvagge della Maremma. Viareggio, Lido di Camaiore e Forte dei Marmi sono perfette per una sosta balneare; anche se molto molto affollate in alta stagione. Più a sud, Castiglione della Pescaia ha un bel centro storico arroccato, animatissimo in estate, spiagge ampie e una natura ancora piuttosto selvaggia. Proseguendo verso l’Argentario, si incontrano Orbetello e Porto Ercole, e si percorrono strade panoramiche sulla laguna con accessi a spiagge limpide, spesso affollate in alta stagione. Un consiglio su tutti: attenzione ai divieti di sosta per i camper lungo la costa, spesso più restrittivi in alta stagione.
Chi cerca luoghi meno battuti lungo la costa può puntare su tratti ancora poco turistici, come le Spiagge Bianche di Rosignano, con il mare sorprendentemente chiaro, dall’aspetto quasi caraibico dovuto alla presenza, in passato, di residui di bicarbonato di sodio provenienti dallo stabilimento chimico Solvay, che hanno alterato il colore naturale della sabbia. La pineta della Riserva dei Tomboli di Cecina è ideale per chi viaggia con bambini. Più a sud, il Parco della Sterpaia e il Golfo di Baratti hanno spiagge tranquille e natura protetta, e dispongono di aree attrezzate per i camper.
Fonte: iStockCastiglione della Pescaia
La Toscana termale
Per chi cerca relax e natura, la Toscana è apprezzabile anche fuori stagione, seguendo un itinerario termale, perfetto soprattutto in autunno e primavera. Le terme libere e gratuite sono una delle esperienze più wild della regione, particolarmente adatte a chi viaggia in camper. Le Cascate del Mulino di Saturnia sono forse le più note: vasche calcaree modellate dall’acqua sulfurea, accessibili anche di sera o al mattino presto, per evitare la folla. I Bagni San Filippo, tra la Val d’Orcia e il Monte Amiata, sono meravigliose, e ancora non troppo conosciute: un paesaggio quasi fiabesco, dove fa da protagonista la “Balena Bianca”, una grande formazione calcarea su cui scorre acqua calda e dalle proprietà riconosciute. I Bagni di Petriolo, meno noti e spartani, ma molto suggestivi, si trovano vicino a Monticiano, e qui l’acqua calda delle terme si può alternare a quella fredda del torrente. Chi viaggia in camper può facilmente trovare parcheggi, anche liberi, nelle vicinanze e raggiungere le terme a piedi o in bicicletta, magari fermandosi più notti per godersi appieno dei benefici delle acque delle terme toscane.
Fonte: iStockI Bagni di San Filippo sono meno famosi di Saturnia ma altrettanto suggestivi
Dove andare in Maremma in camper
Sempre nella parte meridionale della regione, un itinerario nella Maremma consente di esplorare una Toscana più selvaggia e autentica, iconica e meta apprezzatissima da italiani e stranieri di tutto il mondo. Grosseto può essere un buon punto di partenza, con il suo centro storico racchiuso da mura e la vicinanza a numerose attrazioni naturalistiche. Da lì si può proseguire verso il Parco Naturale della Maremma, un’area protetta che si estende tra Talamone e Alberese, perfetta per escursioni a piedi, in bici o a cavallo. L’itinerario prosegue verso la costa con Monte Argentario, collegato alla terraferma da sottili strisce di terra, da cui si possono raggiungere spiagge appartate (meno in estate) e punti panoramici come il convento dei Frati Passionisti. Orbetello, infine, è circondata da una laguna dove si possono osservare fenicotteri e fare passeggiate tranquille, con la possibilità di fermarsi in aree sosta ben attrezzate. Attenzione ai divieti, perché la sosta ai camper è vietata quasi ovunque, specialmente in alta stagione. E ancora un accorgimento: chiudete i finestrini e mettere le zanzariere perché è pieno di zanzare che possono trasformare la permanenza in camper in un vero e proprio incubo!
Le strade del vino
Un ultimo itinerario, perfetto per chi ama la cultura enogastronomica, è quello lungo le strade del vino. Il Chianti è probabilmente la zona più famosa, con le sue colline punteggiate da vigneti, oliveti e borghi come Greve, Radda e Castellina. Molte cantine organzzano degustazioni e visite guidate, con la possibilità di sostare nei pressi o trovare campeggi immersi nella natura. Un consiglio per i più sportivi può essere quello di fare base in un campeggio o un’area sosta per poi girare in bici. A sud,
e Montepulciano sono le due capitali del Brunello e del Vino Nobile: piccoli centri ricchi di storia, con cantine storiche e scorci panoramici. Anche la zona di Bolgheri, sulla costa livornese, merita una deviazione, con la celebre via dei cipressi e i vini della DOC Bolgheri, tra i più apprezzati al mondo. E se si beve troppo? Una sosta in camper prima di ripartire è d’obbligo!
Nel 1997 Roberto Benigni ha regalato al mondo un film emozionante e ambizioso che ogni anno è da vedere in occasione della Giornata della Memoria: La vita è bella. La trama avvincente che combina elementi di commedia e dramma racconta l’occupazione nazista in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale in un modo alternativo e originale. Guido Orefice è un uomo ebreo ottimista che affronta la vita con umorismo e cuor leggero, ma quando la guerra invade il suo mondo, la sua prima preoccupazione è proteggere la sua famiglia. Per aiutare il figlio piccolo Giosuè ad affrontare la brutalità di quel contesto storico così buio, inventa una realtà alternativa chiedendo sostegno alla fantasia.
Guido arriva ad Arezzo in cerca di lavoro con un amico e viene assunto come cameriere dallo zio Eliseo, direttore del Grand Hotel, e si innamora di Dora, un’insegnante promessa sposa di un fascista. Con la gioia e la tenacia del suo carattere, riesce a far innamorare di sé Dora e a sposarla. Sei anni dopo viene deportato dai nazisti in un campo di concentramento con lo zio Eliseo e il figlioletto, il piccolo Giosuè. Dora, non ebrea, decide di seguirli di sua spontanea volontà e inizia la tragica avventura.
Guido nasconde abilmente tutto il dramma della prigionia per proteggere il figlio dalla terribile verità, fingendo che sia tutto un gioco a punti. Inoltre, supera la distanza fisica dalla moglie, cercando di starle il più vicino possibile. Un uomo davvero disposto a tutto, fino al sacrificio personale, pur di difendere ciò che ha di più caro. La vita è bella è una favola visionaria che lancia un messaggio di speranza e sottolinea il valore dell’amore familiare anche in un contesto di sofferenza estrema come la Shoah. Il film ha ottenuto molti riconoscimenti internazionali, tra cui tre premi Oscar, ed è stato girato prevalentemente in Toscana, la terra natale del regista molto apprezzato in tutto il mondo.
La magia di Arezzo, un personaggio silenzioso
Una delle location principali del film La vita è bella è la città di Arezzo, in Toscana. L’architettura medievale delle piazze, le strade acciottolate e i monumenti storici hanno aiutato a ricreare un contesto adatto all’azione raccontata nella sceneggiatura.
Molte scene sono state girate in esterni, pertanto le strade di Arezzo sono diventate un palcoscenico in cui la bellezza della vita e la violenza della guerra coesistono mentre i personaggi vivono la loro avventura. Benigni ha prestato molta attenzione all’autenticità delle location in linea con il periodo storico, arricchendo l’esperienza cinematografica dello spettatore. Arezzo è un elemento fondamentale del film, un personaggio silenzioso, non solo uno sfondo.
La città riesce a catturare l’essenza della cultura italiana dell’epoca, tra le passeggiate nei mercati, le feste popolari, e altri momenti di vita che evocano un senso di comunità. Soprattutto nei momenti in cui Guido cerca di proteggere il figlio, Arezzo assolve a una funzione narrativa significativa, con scene che diventano un ricordo luminoso di ciò che è stato, confrontato con il buio degli eventi successivi.
Fonte: AnsaRoberto Benigni in una scena del film “La Vita è bella”
Parco della Resistenza
Il Parco della Resistenza ha ospitato alcune scene chiave de La Vita è Bella in un ambiente verdeggiante, offrendo anche alcuni panorami della città. Creato per onorare la memoria dei partigiani, questo parco è diventato un simbolo di resistenza e libertà. Immergersi in questo luogo significa attraversare un percorso di riconoscenza verso coloro che hanno combattuto per la libertà.
All’interno del parco, sono presenti anche diverse aree giochi, rendendolo un luogo ideale per famiglie con bambini. Inoltre, i visitatori possono trovare oggi aree dedicate alla memoria, come monumenti e placche commemorative. Ospita regolarmente eventi culturali e sociali, come concerti e mostre, e gli abitanti di Arezzo e i turisti possono partecipare a queste manifestazioni che celebrano la storia e la cultura locale.
Piazza Grande e dintorni
La splendida Piazza Grande è una piazza in discesa circondata da tesori architettonici, come il Palazzo della Fraternità dei Laici e Palazzo Lappoli. Piazza Grande è il set di diverse scene del film, tra cui l’iconica pedalata in famiglia. Si può fare una suggestiva passeggiata sotto i portici delle Logge Vasari, costruite dal celebre architetto toscano, come fanno Guido e Dora durante la loro notte di “eventi miracolosi”.
Da Piazza Grande poi si può fare una deviazione lungo Via Borgunto, dall’angolo sud-est, per visitare il negozio di Guido, la Cartolibreria Orefice, le cui vetrine sono adornate con cimeli e poster del film. Oppure si può uscire sul lato nord-ovest della piazza e camminare fino alla Cattedrale dei Santi Donato e Pietro, dove nel film sboccia l’amore durante un temporale, mentre Guido stende un tappeto rosso per la sua principessa.
Dirigendosi poi verso Via Cavour si può visitare la Basilica di San Francesco e la Badia delle Sante Fiora e Lucilla, seguendo le orme della coppia che cammina spensierata per le strade di Arezzo. Lungo la stessa strada, si può fare un salto al Caffè dei Costanti, il bar presente nel film, la cui vetrina espone il divieto di ingresso a “ebrei e cani”, uno dei primi indizi su come la commedia si trasformi in tragedia.
Fonte: iStockPiazza Grande di Arezzo
Teatro Petrarca
In una visita ad Arezzo non può mancare una visita al Teatro Petrarca, per assistere a uno spettacolo o per setacciare l’auditorium alla ricerca del posto da cui Guido guarda verso i palchi e cerca, con la forza della mente, di convincere la sua principessa a voltare lo sguardo nella sua direzione. Inaugurato nel 1786, questo luogo di arte e cultura è stato costruito dall’architetto Giuseppe Valadier con uno stile neoclassico. Negli anni ha subito varie ristrutturazioni e ancora oggi è uno spazio vitale per rappresentazioni, concerti ed eventi culturali, mantenendo forte il legame con la tradizione.
Altre location in Toscana
Villa Masini a Montevarchi (AR) è un edificio in stile liberty e art decò che è stato utilizzato nel film sia per la casa di Dora che per il Grand Hotel dove Guido va a lavorare. Inoltre, appaiono alcuni scorci di Castiglion Fiorentino (AR), paese natale di Benigni, dove Guido viene scambiato per Vittorio Emanuele III e acclamato dalla folla. Sempre in provincia di Arezzo c’è Cortona, dove all’ingresso del Teatro Signorelli Guido incontra per la prima volta la sua amata principessa.
Nella seconda parte del film, che si concentra soprattutto sulla deportazione dei protagonisti, vediamo invece la stazione di Ronciglione (VT), dove avviene la partenza verso il campo di concentramento che è stato invece ricostruito a Papigno (TR) nei pressi di una fabbrica dismessa dove è poi stato costruito uno studio cinematografico.
Su iniziativa di Confcommercio nell’ambito della rassegna Arezzo Città del Natale 2024, fino al 29 dicembre, torna la magia dei Mercatini di Natale in piazza Grande. Arriva la nona edizione del Villaggio Tirolese di Arezzo, il più grande d’Italia. Un’edizione ancora più ricca e magica con grandi novità e sorprese. Più di 40 casette di legno, le baitine del gusto, la casa della Birra Tirolese e le due attrazioni di punta del Natale di Arezzo: la Casa di Babbo Natale nella splendida Fortezza Medicea e la Lego Brick House nel palazzo di Fraternita in piazza Grande.
Fino al 29 dicembre, la magia del Natale di Arezzo torna in Piazza Grande
Nella meravigliosa cornice del centro storico di Arezzo, nel cuore della Toscana, torna per la nona edizione il Villaggio Tirolese. Il più grande, unico e originale mercato tirolese italiano torna ad accogliere turisti e visitatori da tutta Italia. L’iniziativa rientra nell’ambito della rassegna Arezzo Città del Natale 2024 ed è realizzata da Confcommercio con il contributo di Camera di Commercio Arezzo-Siena e Banca Tema, con il patrocinio del Comune di Arezzo e con la collaborazione di Fondazione Arezzo Intour e Discover Arezzo.
Il Mercato Tirolese più grande d’Italia nel cuore della Toscana
Unico, originale, caratteristico e sempre più magico. L’edizione 2024 sarà ancora più scintillante. Fino al al 29 dicembre Arezzo ospiterà il più grande Villaggio Tirolese d’Italia con un programma ricchissimo di eventi e attrazioni. Il mercato natalizio, Le Baite dei sapori per la degustazione di prodotti tipici, il grande spettacolo di luci e colori big lights show con le proiezioni sui palazzi di Piazza Grande, l’artigianato, le idee regalo, la Casa delle castagne e i tour guidati alla scoperta di Arezzo con gli speciali pacchetti “Natale ad Arezzo”.
Le baite del gusto nel cuore di Piazza Grande
Mangiare in una baita tirolese nella calda atmosfera dei Mercatini di Natale. Si può, dove? Nel più grande Villaggio Tirolese d’Italia. Brezel, raclette, formaggio fuso, polenta e il famoso stinco arrosto. Tornano a grande richiesta le Baite del Gusto Tirolesi, caratteristiche casette di legno attrezzate per la degustazione di prodotti tipici. Per l’edizione 2024 saranno addirittura tre, tutte provenienti dal Tirolo. Nella calda atmosfera di piazza Grande potrai assaggiare le migliori birre del Tirolo e i piatti tipici tirolesi: brezel farciti, panini con hamburger e salsiccia tirolese, spatzle, polenta, canederli e il famoso stinco arrosto. Un mondo di gusti e sapori dal Tirolo che allieterà il soggiorno ai Mercatini di Natale di Arezzo. E poi la Baita della Birra Artigianale e la Casetta delle Castagne. Tante esperienze di gusto in un mercato sempre più ricco.
Fonte: Villaggio TiroleseLa Casa di Babbo Natale del Mercato Tirolese di Arezzo
La grande novità 2024: La Casa di Babbo Natale in Fortezza
Non mancheranno le due attrazioni di punta del Natale di Arezzo: la Casa di Babbo Natale, che diventa ancora più grande ed accogliente ed arriva nel punto più alto e panoramico della città: la Fortezza Medicea. Oltre 10.000 metri quadrati di magia e divertimento per un percorso unico tra i rifugi scavati nella roccia dove si potrà incontrare Babbo Natale e i suoi elfi magici. Un’attrazione da non perdere con giochi, laboratori, grandi installazioni, il Planetario, il grande Villaggio Lemax e tante soprese.
Lego House in Piazza Grande
Novità anche per la Brick House, la casa Lego di Natale che torna con le sue splendide opere d’arte. E torna in un meraviglioso contesto: il Palazzo di Fraternita in piazza Grande. Accanto ai Mercatini di Natale sorgerà la Casa dei mattoncini più famosi del mondo. Oltre 40 opere d’arte in stile, grandi installazioni, mosaici e moc interamente realizzate con i Lego.
Fonte: Mercato TiroleseLa Lego Brick House del Mercato Tirolese di Arezzo
Big Lights Show, le grandi proiezioni luminose
Spettacolari ed emozionanti tornano anche nel 2024 le Big Lights, giochi di luci, colori e musica che allieteranno le serate del Villaggio Tirolese. Dalle ore 17 uno spettacolo magico apparirà in piazza sulle facciate dei palazzi, che si coloreranno magicamente nell’atmosfera natalizia. Potrai partecipare agli spettacoli e goderti lo show! Tutte le sere dalle ore 17 alle ore 21 e immergiti nel 360 di luci, colori e storia della piazza. Ingresso libero e gratuito.
Tour Arezzo Città del Natale: la magia delle feste In Toscana
Torna anche per l’edizione 2024 lo speciale pacchetto Arezzo e la magia del Natale, un tour guidatospettacolare insieme ad una guida abilitata. Il crocifisso del Cimabue, la cattedrale gotica di San Donato, il Palazzo della Fraternita dei Laici con il suo suggestivo orologio lunare, il Palazzo dei Priori e Palazzo Pretorio; la Casa Natale di Francesco Petrarca; la romanica Pieve di Santa Maria con il polittico di Pietro Lorenzetti, fino alla monumentale piazza Grande – dove è allestito il Villaggio Tirolese. Crea la tua visita personalizzata, partecipa ogni sabato e domenica al tour guidato in partenza dalle ore 15 dal Duomo di Arezzo. Prenota subito il tour chiamando le nostre guide turistiche (Rita Di Felice 3315025517 e Laura Bonechi 3382419829).
Le date e gli orari
Il Villaggio Tirolese è aperto fino al 29 dicembre 2024. Non sarà attivo tutti i giorni, ma dal giovedì alla domenica fino al 19 dicembre e poi tutti i giorni fino a domenica 29 dicembre 2024.
Aguzzate la vista, mettetevi all’ascolto e affidatevi all’olfatto: i vostri sensi vi guideranno alla scoperta di un sogno che si realizza proprio nel centro del Bel Paese. È proprio qui, nel cuore della Toscana, che a partire da novembre la magia dell’Avvento prende vita tra strade, piazze e paesaggi mozzafiato che fanno da cornice ai mercatini di Natale di Arezzo, tra i più belli d’Italia.
Bancarelle e chalet di legno, stand gastronomici e prelibatezze e poi, ancora, prodotti caratteristici e il meglio della produzione artigianale d’Europa. Tutto questo, e molto altro, vi aspetta nella città toscana che in queste settimane si agghinda a festa indossando il suo abito più bello e prendendo in prestito luci, forme e colori dalla stagione più suggestiva dell’anno.
Cosa aspettarsi da un viaggio qui, tra novembre e dicembre, è presto detto: luci scintillanti, decorazioni sfavillanti e profumi inebrianti, ma anche un’inaspettata sorpresa. È ad Arezzo, che si è candidata al titolo di città del Natale italiana, che durante questo periodo viene inaugurato anche il Villaggio Tirolese, il mercatino di Natale ispirato al Tirolo più grande del Paese.
Mercatini di Natale ad Arezzo: dove si svolgono
Il nostro viaggio di oggi ci conduce ad Arezzo, la suggestiva città toscana che ospita tutta una serie di meraviglie da scoprire e riscoprire. La Cattedrale cittadina per esempio, che si erge sul colle che domina la città, la Basilica di San Francesco e l’imponente Fortezza Medicea sono solo alcuni dei luoghi da raggiungere e da scoprire per chi arriva fin qui. A questi poi si aggiungono le piazze e le strade, gli affreschi di alcuni dei più celebri esponenti del Rinascimento italiano come Piero della Francesca, e tutte quelle meraviglie architettoniche e artistiche che raccontano il passato e il presente della città.
Visitare Arezzo è sempre un’ottima idea, in ogni periodo dell’anno e in tutte le stagioni, ma farlo adesso permette di vivere un’esperienza davvero incredibile. A partire dalla metà di novembre e per tutto il mese di dicembre, infatti, la città ospita uno degli eventi più entusiasmanti per gli amanti del Natale che proprio qui potranno vivere una favola incantata che prende vita attraverso tutta una serie di eventi imperdibili, da vivere e condividere in coppia, con la famiglia e con gli amici.
Ma anche grazie ai mercatini di Natale che, come molti altri, rappresentano un appuntamento imperdibile per chi vuole fare shopping immergendosi nelle atmosfere suggestive della stagione in corso.
Perché quelli di Arezzo sono speciali, e assolutamente da non perdere, è presto detto. Durante il periodo dell’Avvento, infatti, ad animare le giornate in città ci sarà il Villaggio Tirolese più grande d’Italia immerso nella suggestiva cornice di Piazza Grande. Qui sarà possibile passeggiare tra baite e chalet, seguire il profumo del vin brulé e della cannella e fare acquisti speciali per se stessi e per gli altri. Spazio al gusto che, ovviamente, vuole la sua parte: spatzle, polenta, canederli e brezel farciti preparati nelle Baite del Gusto allieteranno i palati di tutti coloro che vogliono immergersi con i sensi nelle tradizioni tirolesi.
Fonte: iStock/CrisfotoluxIl Villaggio Tirolese più grande d’Italia si trova ad Arezzo
E se a Piazza Grande è possibile perdersi e immergersi nel Natale tirolese, basta spostarsi di qualche metro per abbracciare la tradizione dal sapore local. Il Prato, il parco cittadino che domina sulla città con la Fortezza Medicea, ospita infatti il Mercato di Natale delle Arti. Sotto la grande e maestosa ruota panoramica sarà possibile districarsi tra le suggestioni di un villaggio incantato puntellato da caratteristiche casette di legno. Anche qui sarà possibile fare incetta di creazioni artigianali, regali natalizi e prodotti tipici e deliziare il palato con street food e prelibatezze del territorio.
I mercatini di Natale di Arezzo, poi, animano anche il centro storico e le vie dello shopping. Imperdibili sono quelli di Piazza San Jacopo e Piazza Risorgimento. Prendetevi un po’ di tempo per osservare le meraviglie esposte sui banchi delle casette di legno e fare shopping tra oggettistica e prodotti gastronomici del territorio immersi nella perfetta atmosfera natalizia.
Mercatini di Natale di Arezzo: orari e giorni d’apertura
Ad Arezzo, come abbiamo visto, possiamo visitare alcuni dei mercatini di Natale più belli d’Italia e d’Europa, assolutamente imperdibili per tutti coloro che amano questo periodo e che si spostano in coppia, con gli amici o con la famiglia. Ma quali sono gli orari e i giorni d’apertura?
Il Villaggio Tirolese in Piazza Grande resterà aperto dal giovedì alla domenica dalle 10.00 alle 21.00 dal 16 novembre al 29 dicembre 2024. Dal 19 dicembre, e fino al 29 del mese, sarà aperto tutti i giorni.
I mercatini di Piazza San Jacopo e Piazza Risorgimento, invece, resteranno aperti tutti i giorni dal 18 novembre al 7 gennaio, dalle ore 9.00 alle ore 20.00.
Il mercato di Natale delle Arti, situato nel Parco Il Prato, sarà visitabile tutti i weekend, dal 16 novembre al 6 gennaio, dalle ore 10.00 alle ore 21.00 con aperture straordinarie il mercoledì e il giovedì dalle 15.00 alle 20.00. Dal 23 dicembre, invece, sarà aperto tutti i giorni.
Come raggiungere Arezzo e i suoi mercatini
Visitare i mercatini di Natale di Arezzo è davvero semplicissimo, grazie anche e soprattutto alla loro collocazione strategica. È possibile raggiungere la città toscana in auto, in treno, in autobus o in aereo atterrando all’aeroporto di Firenze.
La stazione ferroviaria, che si trova lungo la tratta Firenze-Roma, è servita tutti i giorni da numerosi collegamenti da e per le principali città italiane. Inoltre la stazione dista dai mercatini di Natale, e dagli altri luoghi di riferimento della città, poche centinaia di metri.
È possibile arrivare in città anche in autobus grazie ai collegamenti con Valdichiana, Valtiberina, Casentino e Valdarno. Per chi viaggia in aereo, invece, consigliamo di atterrare all’aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze o a quello di Pisa.
Se avete in mente di raggiungere Arezzo con la vostra auto potrete contare su diversi parcheggi situati a circa 15 minuti a piedi dal centro storico. In alternativa è possibile lasciare l’automobile presso l’area di sosta “Arezzo Fiere e Congressi” e usufruire del servizio di navetta attivo dalle ore 9.00 alle ore 22.00 durante l’ultimo weekend di novembre e il primo di dicembre.
Arezzo città del Natale e mercatini: informazioni utili
A partire da metà novembre, e fino a gennaio, Arezzo si trasforma nella città del Natale. Non solo mercatini caratteristici, ma anche un calendario fitto di appuntamento da vivere e condividere per attendere l’arrivo del periodo più magico dell’anno.
Oltre al Villaggio Tirolese, l’attrazione principale di questa stagione, sarà possibile salire sulla grande ruota panoramica, pattinare sul ghiaccio e ammirare l’albero magico di Natale. I bambini potranno divertirsi sulla giostra dei cavalli mentre diversi show di luci, suoni e colori animeranno il centro cittadino. Non mancherà, ovviamente, Babbo Natale che per l’occasione trasformerà la Fortezza Medicea nella sua casa.
Le sorprese non finiscono qui però, perché il Natale ad Arezzo, quest’anno, oltre a essere magico sarà anche dolcissimo. A dicembre, infatti, in città approderà anche l’Eurochocolate, l’iconico festival dedicato al cioccolato.
Gli altri eventi imperdibili in città
Mercatini, spettacoli, giostre e magia: questi sono solo alcuni degli eventi in città che permetteranno a chiunque arrivi ad Arezzo di vivere e condividere esperienze indimenticabili. Tra i più imperdibili e suggestivi segnaliamo il video mapping che illuminerà di meraviglia Piazza Grande e i principali monumenti della città di Arezzo. L’appuntamento è previsto ogni giorno, dopo il tramonto, dal 16 novembre al 6 gennaio.
Un altro evento imperdibile, in città, per grandi e bambini è quello che vede l’arrivo di Babbo Natale ad Arezzo. Santa Claus, infatti, si trasferirà qui, all’interno della suggestiva Fortezza Medicea, fino al 24 dicembre. Sempre all’interno dell’edificio, poi, sarà possibile esplorare un villaggio incantato di oltre 10.000 metri. L’esperienza, che prende il nome di Fortezza delle Meraviglie, vedrà il susseguirsi di giochi di luce, coreografie e attrazioni imperdibili per i viaggiatori di tutte le età.
All’interno del Palazzo di Fraternita in Piazza Grande, nel cuore pulsante di Arezzo città del Natale, sarà possibile invece entrare nella Lego Brick House. All’interno della Casa dei Mattoncini, dal 16 novembre al 29 dicembre, sarà possibile ammirare da vicino opere d’arte, installazioni di diverse dimensioni e mosaici realizzati con gli iconici mattoncini.
Tra gli appuntamenti imperdibili segnaliamo anche il Bosco delle Emozioni, un percorso immersivo e sensoriale che si snoda nel cuore verde della città. Dal 16 novembre al 6 gennaio, infatti, il Prato ospita tutta una serie di installazioni dove la luce è assoluta protagonista. Tra i luoghi più belli da vivere troviamo anche la Piazzetta del Vischio, un rifugio magico per gli innamorati di tutte le età.
L’ultimo appuntamento ad Arezzo, ma non per importanza, è anche il più dolce di questo Natale. In concomitanza con i mercatini e con gli altri eventi in città quest’anno sarà possibile prendere parte all’Eurochocolate, l’iconica kermesse dedicata al cioccolato che arriva per la prima volta in questo luogo. L’appuntamento è previsto dal 5 novembre al 29 dicembre in Piazza della Libertà, tutti i giorni, dalle 10.00 alle 19.30. Ma chi arriverà qui prima di questa data potrà vivere una golosa anteprima che prenderà vita all’interno del Chiostro della Biblioteca dal 16 al 24 novembre.