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Cosa vedere a Mdina, l’antica e affascinante ex capitale di Malta

Par : ritarossella
23 septembre 2025 à 19:00

Mdina, o Medina nella forma italianizzata, è l’antica capitale di Malta, una città dove ormai abitano poche centinaia di persone, ma che conserva le vestigia di un passato tanto antico quanto glorioso, che ha visto i popoli del Mediterraneo attraverso le sue strette strade nel corso di quasi 30 secoli di storia.

Dal centro storico al punto più panoramico, ecco cosa non perdere in un viaggio esplorando questa antica città.

La storia di Mdina

L’area di Mdina è oggi una regione dell’isola dove le testimonianze archeologiche hanno dimostrato una presenza ininterrotta di insediamenti umani fin dal IV millennio a.C. Le prime tracce della città risalgono al 1000 a.C quando i fenici si stabilirono su tutta l’isola e, da quel momento in poi, Mdina fu un crocevia di popoli, culture, scontri e incontri (si dice persino che l’apostolo Paolo vi trovò rifugio dopo un naufragio).

L’aspetto attuale di Mdina è dovuto soprattutto alla dominazione araba, periodo in cui si costruì la cinta muraria creando così le fondamenta del centro urbano sviluppato attorno ad essa, Rabat. L’altro grande momento di sviluppo della città è durante il XVI-XVII secolo, quando i Cavalieri di Malta, i cavalieri dell’ordine di San Giovanni, vi si stabilirono facendo da catalizzatore alla crescita urbana. Il declino di Mdina concise, invece, col grande terremoto del 1693, quando buona parte della città fu danneggiata e la capitale venne spostata a La Valletta.

Oggi Mdina è soprattutto un’attrazione turistica, visitata ogni anno da migliaia di turisti che arrivano davanti alle  mura per conoscere i suoi segreti e “perdersi” nel reticolo di stradine del centro più antico, dove i vecchi palazzi delle famiglie nobili di Malta svettano ancora sugli edifici più bassi.

Cosa vedere

Ecco le mete più interessanti e le attrazioni da non perdere in un viaggio a Mdina, un’avventura nell’affascinante e antica ex-capitale. L’attrazione principale di Mdina è appunto il centro storico, un affascinante reticolo di strette viuzze che si diramano tra gli edifici della città antica come una ragnatela, che vale la pena esplorare con tutta calma per poter ammirare gli scorci più suggestivi.

Sebbene il centro non sia estesissimo, è molto facile perdere l’orientamento in questo gomitolo di strade e la scelta migliore prima di addentrarsi è quella di visitare l’Ufficio del turismo che si trova all’ingresso della città dove, oltre a una mappa e ad alcuni consigli su cosa vedere, è possibile avere un po’ di informazioni sulla storia di Mdina e Rabat.

L’antico portale di accesso alla città è una delle scenografie preferite dai turisti che, appena arrivati, vogliono scattare una foto-ricordo: il restauro ha reso la porta un vero gioiello architettonico, diventato ormai il simbolo della città.

Piazza San Paolo

Nel cuore di Mdina sorge piazza San Paolo, l’antico foro di Mdina, dove si affacciano la Cattedrale e alcuni eleganti palazzi come Palazzo Santa Sofia, Palazzo Gatto, Palazzo de Piro e la sede della Banca di Malta, tutti realizzati in un elegante stile Barocco.

La Cattedrale di San Paolo è l’edificio religioso più importante della zona: un’imponente struttura realizzata alla fine del Seicento dopo che la precedente cattedrale venne distrutta da un incendio. Ciò dimostra il grande sentimento religioso della popolazione maltese verso l’apostolo Paolo, che visse proprio a Mdina. All’interno della chiesa è possibile ammirare una ricca e spettacolare decorazione ad affresco dedicata a San Paolo e un impressionante altare d’argento realizzato nel Settecento.

Chiesa di San Paolo a Mdina
123RF
Chiesa di San Paolo a Mdina

Rimanendo nell’area della Cattedrale vale la pena fare una visita a Palazzo de Piro, un tempo una delle residenze di una nobile famiglia maltese e oggi sede di eventi culturali di grande importanza, dove, tra mostre, presentazioni e conferenze, è anche possibile bere qualcosa nel suggestivo bar ricavato dalle antiche stalle del palazzo, una cornice unica dove trascorrere una serata fuori dal comune.

Piazza dell’Arcivescovo

Accanto alla Cattedrale, precisamente in piazza dell’Arcivescovo, è possibile visitare il Museo della Cattedrale di San Paolo, dove è conservata una ricchissima collezione di paramenti sacri, icone, una interessante raccolta di reperti archeologici di età Romana e gli archivi del Vescovo di Mdina: una straordinaria e affascinante testimonianza della storia millenaria della città. Spesso all’interno delle sale vengono anche allestite mostre temporanee d’arte contemporanea e di fotografia, che rendono il museo una delle istituzioni culturali più attive in città.

Giardini pubblici Howard

Se si è alla ricerca di un luogo tranquillo e fresco dove fare una rilassante passeggiata la meta perfetta sono i giardini pubblici Howard, ai piedi del bastione centrale della cinta muraria, dove tra le palme e le fontane si possono trovare gli ultimi abitanti della città vecchia che si ritrovano a chiacchierare all’ombra. Inoltre, a pochi passi dal centro dei giardini si trovano i resti una grande villa romana, un’attrazione archeologica che vale la pena visitare.

Piazza Tas-sur

Per ammirare una delle viste più belle e suggestive di Mdina bisogna raggiungere Piazza Tas-sur, la piazza del belvedere, situata su un antico bastione della cinta muraria dove è stato creato uno slargo pedonale dal quale si possono vedere i tetti della città. Un’esperienza affascinante al calar del sole, quando i colori del tramonto rendono l’atmosfera romantica e meravigliosa.

La porta d'accesso a Mdina
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Porta d’accesso a Mdina, Malta

Il Festival Medievale

Mdina è una meta molto suggestiva tutto l’anno, ma offre il meglio di sé durante il Festival Medievale di Mdina, una grande festa che coinvolge l’intero centro storico in uno spettacolo che riporta la città ai tempi del suo splendore, con spadaccini, soldati, dame e cavalieri che riempiono le strade. La festa si tiene ogni anno a fine aprile ed è anche l’occasione in cui molti palazzi nobiliari, chiusi al pubblico durante l’anno, aprono le porte ai visitatori che possono ammirare la sfarzosità delle decorazioni interne.

Peschiera del Garda è un gioiello da scoprire: cosa vedere in una giornata

Par : ritarossella
14 septembre 2025 à 16:00

Canali e ponti, splendide chiese e palazzi storici, fortificazioni e piccoli moli dove le barche sostano tranquille. Ecco cosa vedere in una giornata a Peschiera del Garda, un borgo lacustre unico nel suo genere affacciato sulla sponda più a sud del Lago di Garda, immerso in un’area riparata dai venti sulle rive del Benaco e del fiume Mincio.

Questa cittadina si trova a pochi chilometri da Verona, ma è facilmente raggiungibile anche da Milano, non solo in macchina ma anche in treno, con un percorso che si completa in poco più di un’ora. Per chi arriva da queste zone è quindi una meta perfetta per una piccola gita fuori porta, anche di un solo giorno.

La fortezza di Peschiera del Garda

Il borgo di Peschiera del Garda richiama ogni anno centinaia di migliaia di turisti (molti anche stranieri), grazie alle bellezze del lago su cui si affaccia e alla presenza di Gardaland, uno dei parchi di divertimento più rinomati d’Europa.

La Fortezza di Peschiera del Garda, o Rocca, è un piccolo gioiello d’architettura, racchiuso in un’imponente cinta muraria a forma pentagonale risalente al Cinquecento, con bellissimi bastioni e grandi porte d’accesso. Un complesso che dal 2017 è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità Unesco per l’esempio eccezionale della moderna architettura militare sviluppata dalla Repubblica di Venezia.

Tutt’intorno il fiume Mincio, emissario del Garda, il cui percorso naturale è stato modificato proprio dalla costruzione della fortificazione, con la definizione di tre rami di uscita dal lago che si riuniscono poi a sud del centro abitato.

Il consiglio è  quello di immergersi nel cuore pulsante di questo borgo e di passeggiare a ritmo lento tra i vicoli che si snodano nei suoi bastioni, dove si alternano tanti negozietti e ristoranti a bellissimi palazzi storici, piazze, chiese e imponenti strutture militari.

Una delle zone più suggestive della cittadina è proprio quella del Ponte pedonale, che attraversa il canale esterno della fortezza. È poi molto interessante la Porta Brescia, ingresso occidentale della fortezza antica.

Proprio sopra Porta Brescia, un antico camminamento di ronda unisce i bastioni Tognon e Feltrin: non perdetevelo, perché percorrerlo vi permetterà di ammirare dall’alto tutta la fortezza, scoprendo scorci che diversamente non riuscireste ad apprezzare.

Una volta dentro la Rocca, tenendo la sinistra lungo la cinta muraria, si arriva al Bastione Tognon e alla Piazza Betteloni, proprio sul porticciolo da cui partono i battelli per le gite sul lago e per raggiungere gli altri borghi.

Proseguendo verso nord si arriva al Bastione Querini. Qui davanti, nello slargo oltre il canale, c’è la vecchia Palazzina di Comando della Piazzaforte, o del Presidio, più comunemente conosciuta come Palazzina Storica. È qui che, dopo la disfatta di Caporetto, venne organizzata la gloriosa resistenza sul fiume Piave. Al suo interno la sala dove, l’8 novembre 1917, il re Vittorio Emanuele III e gli alleati si riunirono per lo storico Convegno di Peschiera, è rimasta intatta da allora. Alla costruzione neoclassica, che è anche sede del Museo militare, fa da contorno il bellissimo Parco Catullo.

Vista aerea su Peschiera del Garda
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Vista aerea su Peschiera del Garda

Piazza Ferdinando di Savoia e Ponte dei Voltoni

Continuando la passeggiata verso sud di Peschiera del Garda, per tornare verso Porta Brescia, si arriva alla vasta piazza Ferdinando di Savoia, meglio conosciuta come Piazza d’Armi, in prossimità del Bastione Cantarane. Affacciati sulla piazza, il lungo edificio del Carcere militare e la Chiesa parrocchiale di San Martino, proprio vicino a dove furono rinvenuti resti dell’abitato di epoca romana, sorto probabilmente verso la fine del primo secolo a.C.

Arrivando in Piazza D’Armi, vale sicuramente la pena di attardarvi per una passeggiata rilassante sul cinquecentesco Ponte dei Voltoni, dai bellissimi archi in cotto, affacciato sul Canale di Mezzo, dove sostano, ordinate, le imbarcazioni dei pescatori di Peschiera del Garda.

Dal Ponte potrete ammirare anche l’isolotto, dalla vegetazione rigogliosa, oltre il quale le acque del lago si versano nel fiume. Non meno piacevole anche la passeggiata all’esterno della cinta muraria, da dove potrete ammirare il suggestivo gioco d’acqua, luci e colori che circonda la città, tra le rive del fiume e i bastioni.

Ponte dei Voltoni di Peschiera del Garda
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Il Ponte dei Voltoni di Peschiera del Garda

Le spiagge

Essendo un borgo affacciato sul lago, Peschiera del Garda conta anche alcune spiagge caratteristiche che meritano una piccola sosta rilassante. La spiaggia dei Cappuccini è un accogliente spazio in erba alla fine di via Risorgimento, mentre se gironzolate con un amico a quattro zampe c’è il lido Braccobaldo Bau Beach in località Fornaci.

I borghi nei dintorni

All’interno del perimetro dell’antica fortezza, da Piazza Betteloni, partono i battelli per le gite sul Lago di Garda. Dal porto è possibile imbarcarsi anche per fare visita ad altri bellissimi luoghi da visitare vicino a Peschiera, come Desenzano, Sirmione, Salò e il piccolo e romantico borgo di Lazise.(che custodisce anche meravigliose terme in cui rilassarsi tra acque calde e coccole di benessere).

Un giorno a La Morra, il piccolo borgo delle Langhe che è un balcone sulla meraviglia

Par : ritarossella
10 septembre 2025 à 17:30

Situato in cima a una collina, a dominare le distese di filari che ricoprono le dolci curve del territorio delle Langhe, spicca il piccolo borgo piemontese di La Morra. Anche se conta meno di 3.000 abitanti, in realtà la sua fama ha valicato i confini nazionali.

Si trova a pochi chilometri da Alba ed è una tappa imprescindibile durante un tour alla scoperta di questo affascinante territorio dove i paesaggi che sembrano dipinti si legano alle antiche tradizioni enogastronomiche. Incluso nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità Unesco in quanto parte del sito I Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, il pese è stato premiato anche con la “Bandiera Arancione” del Touring Club, che individua i piccoli borghi d’eccellenza dell’entroterra italiano. Ecco i nostri consigli per vivere un giorno indimenticabile a La Morra.

Cosa vedere a La Morra

All’inizio del borgo, in piazza Martiri, si trova l’ufficio turistico di La Morra, dove è possibile reperire tutte le informazioni utili e le guide del territorio. Percorrendo via Umberto, ci si addentra subito nel cuore del centro storico: incontriamo per prima la chiesa della Confraternita di San Sebastiano risalente al XVIII secolo, e a sinistra della facciata un campanile in mattoni risalente al 1766. Nella casa storica a destra della chiesa si trova anche una piccola libreria che, oltre alle guide turistiche e alle stampe, offre al visitatore un’ampia raccolta di autori piemontesi.

Camminando lungo la via, si giunge in piazza Castello, il cuore pulsante del paese e la balconata davanti alla quale si stende un panorama assolutamente incantevole, tra le estese colline piemontesi punteggiate da borghi, castelli e vigneti, e le vette delle Alpi in lontananza.

Su questo grande balcone aperto verso le Langhe si può ammirare il monumento bronzeo al Vignaiolo d’Italia, l’opera dell’artista Antonio Munciguerra inaugurata nel 1972, che celebra la fatica e il lungo lavoro del contadino che cura i pregiati vigneti tutto l’anno. Sulla destra, vicino alla scuola elementare di La Morra, un busto marmoreo ricorda invece Giuseppe Gabetti, il compositore ottocentesco autore della Marcia Reale, il primo inno d’Italia.

Il balcone panoramico nel centro di La Morra
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Il balcone panoramico nel centro di La Morra, nelle Langhe

Restando su piazza Castello, si può notare la Torre campanaria del 1700, costruita con i resti dell’antico castello abbattuto nel XVI secolo. Alta poco più di 30 metri, presenta una pianta quadrata e una struttura sobria. Tramite una piccola scala è possibile raggiungere la cella campanaria e ammirare il panorama circostante: 360° di pura bellezza.

Proseguendo lungo il nostro itinerario si giunge in via Carlo Alberto: qui si trova la Cantina Comunale di La Morra nata nel 1973 nei locali del palazzo dei Marchesi di Barolo. La cantina offre la possibilità di degustare i vini dei numerosi produttori locali e partecipare a eventi enogastronomici.

Nella vicina piazzetta si trovano la parrocchiale di San Martino, la chiesa della Confraternita di San Rocco e il palazzo del municipio di La Morra; tutti gli edifici risalgono al XVIII secolo. Proseguendo su via Garibaldi si ripercorre il cammino delle antiche mura medievali che proteggevano il paese. In quest’area sorgono diversi edifici storici, come il palazzo dell’ex Ospedale e casa Boffa risalente al XV secolo, mentre in via XX settembre si trovano il palazzo Falletti-Cordero e l’adiacente cappella della Madonna del Buon Consiglio.

La torre nella piazza centrale di La Morra, Langhe
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La torre della piazza centrale di La Morra

La Frazione di Annunziata

Vale la pena raggiungere anche la vicina frazione Annunziata, dove consigliamo di visitare l’ex monastero benedettino di San Martino di Mercenasco. Nelle cantine dell’ex monastero, risalenti al XV secolo, ha sede oggi il Museo Ratti dei vini. A catturare l’attenzione è anche la piccola e ormai celebre cappella della Madonna delle Grazie, in località Brunate: restaurata e completamente dipinta con colori vivaci da due artisti, l’inglese David Tremlett e l’americano Sol Lewitt, non passa di certo inosservata.

Escursionismo sulla Ciclovia Bar to Bar

Gli amanti dell’escursionismo potranno cimentarsi lungo la Bar to Bar, la ciclovia Barbaresco-Barolo che nel 2025 è stata premiata con l’Oscar italiano del cicloturismo: un percorso ad anello di 124 km che si snoda lungo 7 tappe, con partenza ed arrivo ad Alba. Tra le tappe c’è anche il borgo antico di La Morra (la numero 6).

In bici o a piedi (non sono percorsi difficili), potrete percorrere strade bianche, sentieri e vie a bassa percorrenza che attraversano le colline delle Langhe e del Roero e si immergono tra boschi e vigneti. Un’esperienza memorabile in paesaggi che nel corso dei mesi mutano nei colori e nei profumi insieme alle stagioni, passando dai colori vividi dell’estate alle sfumature del foliage nel periodo autunnale, il più suggestivo dell’anno.

Tra le varie possibilità di escursionismo molto famosa è anche la Mangialonga, una camminata enogastronomica non competitiva che solitamente si tiene a fine agosto, che prevede in alcune tappe degustazioni di prelibatezze locali. Bellezza paesaggistica e arte culinaria, inutile aggiungere che attira a La Morra turisti e appassionati ogni anno.

Vigneti nei dintorni di La Morra
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Sentieri tra i vigneti nel paesaggio intorno a La Morra

Come arrivare

Per raggiungere La Morra, l’auto è sicuramente il mezzo più comodo: da Torino si arriva in poco più di un’ora, percorrendo l’autostrada A6 fino all’uscita Marene e proseguendo poi verso Alba e Barolo. Anche da Milano il viaggio è semplice, in circa due ore e mezza, attraverso l’A7 in direzione Genova per poi immettersi sull’A21 ad Alessandria e uscire ad Asti Est, per poi proseguire verso Alba e infine La Morra.

Chi preferisce viaggiare in treno, deve segnare come di arrivo la stazione di Alba, a circa 15 chilometri dal borgo. Da qui partono autobus locali che in circa mezz’ora portano direttamente a La Morra, oppure ci si può affidare a taxi o a un’auto a noleggio per muoversi liberamente tra le colline delle Langhe.

Gli aeroporti più vicini sono Torino Caselle, Milano Malpensa e Genova Cristoforo Colombo: in tutti i casi, una volta atterrati, il modo migliore per raggiungere La Morra resta l’auto, che consente di godere pienamente dei paesaggi collinari e di fermarsi lungo il percorso in borghi e cantine seguendo un wine tour davvero speciale.

St Julian’s, la città del divertimento bagnata da un mare mozzafiato

Par : ritarossella
24 juillet 2025 à 11:00

E se vi dicessimo che esiste un luogo che sa coniugare perfettamente tutto ciò che desideriamo da una vacanza estiva? Parliamo, chiaramente, di spiagge mozzafiato e acque azzurre e cristalline, di ristoranti e offerte culinarie succulente, di negozi e botteghe di ogni genere per gli amanti dello shopping e di movida. Tutto questo in una sola città, che offre ancora molto altro, è che è situata su un’isola ad appena un’ora dall’Italia. Stiamo parlando di St Julian’s.

Conosciuta anche con i nomi di San Giuliano e San Ġiljan, questa deliziosa città maltese è situata lungo la costa dell’isola a nord della capitale La Valletta. St Julian’s non ha bisogno di molte presentazioni perché la sua fama, soprattutto per la vita notturna, l’ha trasformata con il tempo in una vera e propria mecca per tutti gli amanti della movida.

Ma la città è molto più di locali e discoteche, anche se quelle valgono da sole un viaggio. St Julian’s, infatti, vanta una posizione privilegiata, vista mare, e ospita una delle baie più suggestive di tutta l’isola di Malta. Se avete quindi in mente di fare un viaggio in questa destinazione ecco tutte le cose imperdibili da fare e da vedere.

St Julian’s: dove si trova e come raggiungere la città del divertimento a Malta

Situata a nord de La Valletta, St Julian’s è raggiungibile facilmente dalla capitale in circa venti minuti. È possibile muoversi in auto, oppure salire a bordo delle diverse linee che collegano la città agli altri punti dell’isola come Silema, Mdina, Rabat, Bugibba, Mellieħa e Golden Bay. St Julian’s è collegata anche con l’aeroporto di Malta dalle linee TD2 e TD3 che conducono in città in circa 25 minuti.

Come anticipato, si tratta di una delle destinazioni più celebri dell’isola, nonché una delle mete più frequentate dai giovanissimi per la dinamica vita notturna. Sebbene però la città sorge in un’area che è rimasta pressoché disabitata fino al XIX secolo, St Julian’s presenta oggi numerose attrattive per chi non cerca solo svago notturno ma anche un po’ di cultura, di storia e soprattutto spiagge e panorami mozzafiato.

St Julian’s, malta
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Il mare azzurro che bagna la costa dove sorge St Julian’s

Cosa fare e cosa vedere a St Julian’s

Tappa imperdibile per chi giunge fin qui è l’area conosciuta con il nome di Paceville, traboccante di ristoranti, di bar, di discoteche e di locali notturni. La fantastica night life di St Julian’s attira ogni anno migliaia di giovani turisti anche grazie ad alcuni tra i DJ-set più esclusivi d’Europa, e non solo nel corso della stagione estiva. Il mite clima maltese, infatti, la rende una meta molto visitata anche in primavera e in autunno.

San Giuliano ospita, inoltre, uno tra i più grandi e importanti casinò dell’isola di Malta, il Dragonara Casinò, situato all’interno di un prestigioso edificio ottocentesco perfettamente conservato e che costituisce una delle attrazioni principali della zona. A St Julian’s troverete anche un’ampia offerta di svago e divertimento per le famiglie con centri sportivi e impianti dedicati alle immersioni, cinema e strutture ludiche per tutti i gusti!

L’area di San Giuliano è rimasta pressoché disabitata sino al XIX secolo, sebbene alcune ricerche archeologiche abbiano riportato alla luce molti reperti risalenti all’età del bronzo e all’epoca romana come gli interessantissimi resti di una torre e le vestigia di un luogo di sepoltura di probabile origine saracena.

Il monumento principale di St Julian’s è senza dubbio la sua vecchia parrocchia, dedicata al santo patrono della città, San Giuliano di Sora. La chiesa venne edificata nel 1580 anche se è stata ampliata, rimaneggiata e, infine, ricostruita innumerevoli volte nel corso dei secoli. Fortunatamente per i turisti, i bei dipinti e gli affreschi originali in essa custoditi sono ben conservati e tuttora visibili.

St Julian’s: le spiagge più belle

San Giuliano è nota anche per l’aspetto naturalistico grazie alle sue incantevoli spiagge, tra le più belle di Malta, alle baie suggestive e a un paesaggio incontaminato, tutti aspetti che contribuiscono ad aumentare il fascino di questa cittadina e che, indubbiamente, rappresentano una delle principali attrattive di tutta l’isola di Malta.

Lungo l’incantevole litorale troviamo la splendida spiaggia di Sant’Andrea, caratterizzata dalla presenza di aspre formazioni rocciose, ma davvero mozzafiato è anche l’ampia spiaggia della baia di San Giorgio dotata di soffice arenaria bianca.

Baia di Spinola, St. Julian’s
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St. Baia di Spinola a St. Julian’s

Uno degli scorci più suggestivi e affascinanti dell’area è l’incantevole Baia Spinola, un piccolo e antico villaggio di pescatori che vi consigliamo di visitare percorrendone a piedi le storiche stradine che conducono verso il mare.

Baia Spinola brulica di piccole pittoresche imbarcazioni e lungo la baia sono presenti alcuni bellissimi giardini, presso i quali passeggiare con calma gustandovi la quiete del luogo o sostare per trascorrere un po’ del vostro tempo accarezzati dalla dolce brezza proveniente dal mare.

 

Cosa fare ad Anafi, l’isola dimenticata della Grecia ricca di storia e spiagge da sogno

Par : ritarossella
21 juillet 2025 à 11:00

Le isole della Grecia sanno incantare ma tra le Cicladi c’è un territorio da batticuore: si tratta di Anafi, non lontana da Santorini ma decisamente più autentica. Con i toni del bianco e blu racconta la tradizione, la storia e sa togliere il fiato con spiagge selvagge e tramonti instagrammabili. Se hai intenzione di visitare una Grecia lontana dall’overtourism, ecco cosa devi assolutamente fare ad Anafi, le spiagge più belle e come raggiungere questa perla non lontana dall’Italia.

Cosa vedere ad Anafi

Anafi è un’isola della Grecia tutta da scoprire: dai ritmi lenti, lontana dall’overtourism e con un forte passato che si respira nei diversi siti archeologici ha molto di più da offrire che una semplice vacanza a ritmo di tuffi e bagni di sole. Ecco cosa vedere ad Anafi durante una vacanza tra le isole greche.

Chora

Chora è poesia cicladica allo stato puro. Un dedalo di vicoletti bianchissimi, cupole azzurre e porte che sembrano dipinte a mano. È l’unico vero centro abitato dell’isola, arroccato a strapiombo sul mare, a 10 minuti dal porto. Il tempo scorre a passo lento, tra anziani che bevono raki sulla soglia e bambini che giocano tra i muri antichi. Nessuna auto, solo calce, silenzio e scorci mozzafiato sull’Egeo.

Cosa vedere ad Anafi: Chora
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Visitare il villaggio di Chora sull’isola di Anafi

Agios Nikolaos

Il tuo primo assaggio di Anafi sarà Agios Nikolaos, il porto. Pittoresco, scompigliato, autentico. Le reti dei pescatori al sole, il profumo di polpo grigliato nelle taverne e la quiete di un luogo fermo nel tempo. Fermati per un bagno o una cena vista molo: è qui che inizia la magia.

Monastero di Zoodochos Pigi

All’estremità della strada asfaltata ti aspetta il Monastero di Zoodochos Pigi, immerso in un paesaggio che sembra sospeso. Antico, intimo e circondato da una calma quasi irreale, è perfetto per chi cerca una connessione più spirituale con l’isola. E sì, a due passi c’è anche la spiaggia di Monastiri: sacro e profano possono coesistere a meraviglia.

Monastero di Kalamiotissa

Se ami le sfide e le viste mozzafiato, prepara le scarpe da trekking: ti aspetta il monte Kalamos. Dopo un’ora di salita ripida ma ben segnalata, sbucherai in cima dove sorge il piccolo monastero di Kalamiotissa, appoggiato sulla roccia come un gioiello bianco. Panorami infiniti e un’atmosfera ultraterrena. Meglio all’alba, se vuoi vivere la magia totale.

Kastelli

Vuoi un tuffo nel passato? Dirigiti verso l’interno dell’isola e raggiungi Kastelli, l’antica città di Anafi. Qui potrai scoprire resti archeologici affascinanti: mura, tombe e una grande cisterna. Nessuna guida, nessun biglietto: solo tu, la storia e il vento tra le pietre.

 I forni e la diga

Vicino alla spiaggia di Roukounas ti aspettano due curiose reliquie del passato: i forni comunitari di Anafi. Grandi, circolari, usati un tempo per sfamare tutta l’isola. Poco distante, una piccola diga artificiale racconta il lato più concreto della vita isolana: la raccolta e gestione dell’acqua piovana, bene preziosissimo in estate. Una sosta inaspettata e interessante.

I trekking da non perdere

Anafi è un paradiso per chi ama camminare. Ogni sentiero è una cartolina: dal porto a Chora, da Klisidi a Katsouni, dal monastero di Zoodochos Pigi fino alla cima di Viglia. L’isola è un parco giochi naturale, senza traffico, dove ogni salita è una conquista e ogni discesa una ricompensa in blu.

Le spiagge di Anafi

Anafi è un’isola greca che fa battere il cuore. Lontana dall’overtourism è uno dei territori più belli da scoprire in estate restando lontani dalle località più battute e frequentate dove la bolgia rovina la magia. Le spiagge di Anafi sanno incantare e sono tra le più belle di tutto il Mediterraneo.

Megalos Roukounas

La più iconica dell’isola: ampia, sabbiosa e piena di personalità. Roukounas è un mix irresistibile di libertà, nudismo, taverne con vista e spiriti alternativi che ogni estate si danno appuntamento qui. Porta solo l’essenziale e lasciati andare alla sua energia autentica.

Tra le spiagge più belle di Anafi Roukonas
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spiaggia di Roukonas

Flamourou

Appena dietro la più nota Roukounas, Flamourou è intima e tranquilla, perfetta se cerchi pace assoluta. Un piccolo gioiello tra le rocce, baciato da un mare limpido e silenzioso. Portati l’acqua e scendi lentamente nel blu.

Klisidi

A pochi minuti a piedi dalla Chora, Klisidi è una deliziosa mezzaluna dorata con qualche tamerice per l’ombra e una vista da cartolina. È il posto giusto per chi ama i tramonti, i colori pastello e le taverne a portata di infradito.

Agioi Anargyri

Una delle più spettacolari: sabbia rossa, mare trasparente e una cappella bianca incastonata nella roccia. Si arriva solo a piedi o in barca, ma la ricompensa è pura magia. Ad Agioi Anargyri il silenzio è la regola e il nudismo benvenuto.

Katsouni

Rocce, privacy e una spiaggia quasi deserta. Katsouni è per chi cerca il mare come rifugio. A pochi passi dal porto, ma lontanissima da tutto il resto. Il sogno di ogni viaggiatore solitario è proprio Katsouni.

Megalos Potamos

La spiaggia più grande dell’isola ti aspetta con sabbia dorata e tanto spazio per respirare. Megalos Potamos è frequentata, sì, ma mai affollata. Porta un libro, affonda i piedi nella sabbia e rilassati con lo sciabordio del mare.

Katalimatsa

Tra le meno note ma più affascinanti, Katalimatsa è brulla, arida, vera. La sabbia rossa ricorda un paesaggio spaziale, simile a quello di Marte ma siamo sulla Terra a poca distanza dall’Italia. La baia è il top per chi vuole vivere una vacanza selvaggia e autentica.

Ormos Prasies

Una grande baia incorniciata dal verde e dal silenzio; la natura è maestosa, lo spazio ampio e l’energia potente. Ormos Prasies è ottima per chi ama camminare, meditare o semplicemente restare in ascolto.

Agios Nikolaos

Vicino al porto e perfetta per un ultimo bagno prima di salutare Anafi. Sabbia, taverne familiari e camere vista mare: Agios Nikolaos è una coccola semplice, ideale per chiudere in bellezza la tua vacanza.

Dove si trova Anafi e come raggiungerla

Tra le isole greche Anafi spicca conquistando il titolo di gemma nascosta del Mar Egeo. Non è lontana dalla battutissima Santorini ma piccola e selvaggia rivela un’anima decisamente più autentica. Come raggiungerla? Da Santorini in traghetto, dalle altre Cicladi oppure da Atene. Anafi non è una delle isole greche con aeroporto e proprio per questo è fuori dalle rotte turistiche ma ha molto da raccontare.

Cosa fare a Calella: la perla della Spagna tra spiagge, natura e cultura in Costa Brava

Par : ritarossella
21 juillet 2025 à 10:45

Se cercate una di quelle località di mare capaci di affascinare per le loro distese di sabbia che si infuocano al tramonto, per le tipiche vibes della vita spagnola più autentica, e per il mix perfetto tra relax e movida, allora dovreste cercare quelle perle della Costa Brava meno conosciute, ma che non hanno nulla da invidiare a quelle più celebri. Una di queste è sicuramente Calella (da non confondere con Calella de Palafrugell, che si trova di poco più a nord): una località turistica a meno di un’ora d’auto da Barcellona dove trascorrere alcuni giorni di vacanza o in cui fare tappa se si sta organizzando un viaggio itinerante alla scoperta dei luoghi più incantevoli della Costa Brava.

Dove si trova Calella

Situata nella comarca del Maresme, lungo la Costa Brava spagnola, Calella è a metà strada tra le cittadine di Mataró e Blanes, e dista circa 60 km da Barcellona e 21 km dalla più famosa Lloret de Mar.

Come arrivare a Calella

Per raggiungere Calella dall’Italia, potete atterrare nella vicina Barcellona per poi servirvi di un treno fino a Barcellona-Saints, prendendo in seguito un altro treno della tratta Massenet-Massanes che, lungo il percorso, fa tappa a Calella. Se vi trovate invece in città, potrete prendere il treno R1, che parte mediamente ogni ora dalle stazioni di Sants, plaça Catalunya, Arc de Triomf ed El Clot.

In autobus, invece, potete prendere le linee 603 e la 614 della compagnia di autobus Sagalés, che collegano l’aeroporto El Prat di Barcellona  il centro di Barcellona a Calella, in circa un’ora di viaggio.

Se noleggiate un’auto, invece, dovrete percorrere la C-32 che segue la costa fino a Calella, arrivando a destinazione in circa 45 minuti.

Cosa vedere a Calella

La città di Calella è circondata dal verde rigoglioso del Parque de El Montnegre i el Corredor, e il suo agglomerato dai colori caldi e rassicuranti sembra tuffarsi nel Mar Mediterraneo. La purezza dell’acqua che bagna le coste di Calella e gli sforzi fatti dalla municipalità e dagli stabilimenti balneari per la cura e il rispetto dell’ambiente hanno fatto guadagnare più volte alla città il riconoscimento da parte dell’Unione Europea della Bandiera Blu.

Ma non è solo il mare a rendere Calella interessante dal punto di vista culturale e turistico, ma anche il suo centro storico, con i monumenti e i palazzi che si affacciano nelle viuzze che compongono il cuore pulsante della cittadina spagnola. Vediamo cosa non perdere a Calella durante tutto l’anno, grazie al suo clima mediterraneo che permette di viverla piacevolmente non solo in estate, ma anche nelle stagioni primaverili e autunnali (meno affollate).

Il centro storico di Calella

Iniziamo il nostro itinerario con una visita al centro storico di Calella, “La Casc Antic”, distribuito intorno alla chiesa di Santa Maria, un edificio in stile neoclassico, ma dalla facciata barocca, che si affaccia nella pittoresca Plaça de l’Església. Da ammirare nei dintorni anche la Casa dei Salvador risalente al XIV secolo, la Casa Sivilla, del XVI secolo, e ancora la cappella di San Quirze e Santa Julita.

Nel cuore di Calella si trova anche un interessante Museo del Turismo, ma c’è spazio anche per lo shopping e  una pausa nei vari ristoranti e bar presenti.

Il faro

Dal centro storico di Calella si diramano varie vie e splendide passeggiate, fra cui quella che conduce fino al faro del 1859, costruito su di un promontorio, che domina tutta la costa; da questa posizione vi sembrerà di ammirare un quadro che ritrae uno scorcio di mare incantevole. Da qui potrai goderti la città di Calella, il mare e la costa, e persino intravedere le montagne del Parco Naturale del Montnegre e del Corredor.

A poca distanza su un promontorio che regala scorci panoramici sulla cittadina e le sue spiagge, potrete osservare anche Les Torretes: due torrette destinate alla telegrafia ottica, che un tempo erano disseminate su tutto il litorale, utilizzate per scopi militari fino alla metà dell’800. Oggi ne rimangono le rovine, che creano un suggestivo scenario da raggiungere con una piacevole camminata.

Il lungomare

Tra il centro storico e il mare si estende il viale Manuel Puigvert: qui potrete godere di lente passeggiate all’ombra (e al fresco durante le giornate estive) di centenari alberi di banane, mentre la nuova passeggiata di Garbi vi porterà a costeggiare il litorale.

Parque de El Montnegre i el Corredor

Come anticipato, uno dei luoghi naturali da raggiungere facilmente da Calella (e imperdibile) è il Parque de El Montnegre i el Corredor, che si estende per circa 15 mila ettari. Qui potrete rilassarvi al riparo dal solleone, ammirare alcuni esempi di flora come querce da sughero, pini, castagni, lecci e betulle e fra le loro fronde potreste avere la fortuna di avvistare qualche scoiattolo, oppure il picchio verde.

Parc Dalmau

Oltre al Parque de El Montnegre i el Corredor, Calella vanta un’altra area verde ottima da raggiungere con i bambini visto che sono presenti anche giochi a loro dedicati: il Parc Dalmau. Si tratta di un grande parco con un rigoglioso boschetto in cui si nasconde anche un curioso rifugio antiaereo risalente al 1937.

Spiagge di Calella

Se la città di Calella vanta spiagge con Bandiera Blu non possiamo non passare in rassegna quelle più grandi e famose, come Playa Gran, Playa de Garbi, e Playa de les Roques, per decidere dove regalarsi una giornata travolgente a “tutto mare”.

Playa Gran

Arrivando dal lungomare, potrete raggiungere facilmente Playa Gran, che in alta stagione è però decisamente affollata, nonostante sia di notevoli dimensioni (probabilmente a causa della posizione comoda e facilmente raggiungibile). Qui è possibile praticare sport acquatici e regalarsi un po’ di relax.

Playa Garbi

Nella zona degli alberghi, invece, avrete a disposizione Playa Garbi che potrete raggiungere tranquillamente facendo due passi. Adatta soprattutto alle famiglie, con mare pulito e tutti i servizi a a disposizione, con tanto si parco sportivo galleggiante a pochi metri dalla spiaggia per il divertimento di tutti.

Playa de las Roques

Mentre se vi recherete a sud del centro di Calella, verso il Parco naturale del Montnegre, troverete Playa de las Roques, una cala caratterizzata da scogliere bianche che si tuffano nel mare cristallino. Per raggiungerla dovrete servirvi dell’automobile; appena scesi, ad accogliervi ci sarà il profumo dei pini marittimi e un suggestivo faro che vi incanterà. Alcune zone di questa caletta spesso sono frequentate dai naturisti.

Vita notturna a Calella e festività

Se vi aspettate che Calella possa offrire la stessa confusione e la movida di altre località turistiche della Spagna occorre sapere che la vita notturna della città non è così “eccessiva”. Ovviamente sono presenti locali, bar e discoteche che offrono un divertimento più discreto e meno caotico. La vera movida si concentra nelle varie fiestas e nei party sulla spiaggia che proseguono fino al mattino. A Calella sono in programma manifestazioni imperdibili quali il Festival della Cantada D’Avaneres, la Fiera di Calella e l’Alt Maresme e la Festa della Birra, per quelli che non possono raggiungere l’Oktoberfest di Monaco di Baviera.

Questo piccolo tesoro del Gargano è la meta perfetta di questa estate

Par : ritarossella
19 juillet 2025 à 10:30

Se parliamo di mare, sole e cibo buono, di feste, sagre ed eventi, e di estate mediterranea, non possiamo non pensare alla Puglia, una delle mete preferite della stagione da turisti provenienti da ogni parte del mondo, ma anche dagli italiani stessi che qui scelgono di trascorrere giornate spensierate e rilassanti.

Non solo Salento però, la regione è ricca di luoghi meravigliosi che aspettano solo di essere scoperti come Lido del Sole, un pittoresco villaggio all’ombra del Gargano che, grazie alle sue bellezze e a un mare azzurro e cristallino, permette di vivere la vacanza all’insegna del relax e della bellezza che tutti ci meritiamo.

Lido del Sole: dove si trova il tesoro del Gargano

Se volete vivere una vacanza veramente speciale, approfittando della caratteristica bellezza del mare italiano, allora c’è solo una destinazione da raggiungere questa estate: la Puglia. Nella parte settentrionale della regione, infatti, si nasconde un paesino suggestivo e pittoresco, il suo nome è Lido del Sole ed è una località che, anche grazie ai suoi dintorni, regala un’esperienza che tutti ci meritiamo.

La posizione è davvero privilegiata: Lido del Sole, infatti, è una frazione di Rodi Garganico e si trova tra il Lago di Varano e Peschici, due delle località più frequentate del Gargano in estate.

Peschici
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Peschici dista appena 20 km da Lido del Sole

Punto di partenza perfetto per andare in avanscoperta della splendida costa garganica, questa località racconta tutta la sua bellezza attraverso il suo nome: le tante villette a schiera posizionate a raggiera nel nucleo urbano richiamano proprio la forma del sole. Inoltre l’atmosfera, unica al paesaggio da sogno che si snoda tutto intorno, è sempre piuttosto festosa e solare, appunto.

Lido del Sole: cosa fare e cosa vedere

A Lido del Sole si va per assaggiare la buona cucina del territorio, per rilassarsi e, ovviamente, per nuotare. La spiaggia che delimita il nucleo urbano è una lingua di sabbia lunghissima che si snoda per quasi 7 chilometri e che si congiunge con quella di Foce Varano, a ovest, e con quella di Rodi Garganico, a est. Il mare cristallino, contraddistinto dalle mille sfumature di azzurro, è un invito a tuffi, nuotate e snorkeling.

Questa deliziosa perla del Gargano incanta tutti da tempi immemori. La leggenda vuole, infatti, che Diomede, figlio di Tideo e di Deipile, scelse proprio questo tratto di costa come rifugio al termine della guerra di Troia.

Quando raggiungere il Lido del Sole? Praticamente sempre. Ma se volete immergervi nella tradizione religiosa locale, allora, vi consigliamo di pernottare qui durante la settimana di Ferragosto. Il 14 agosto, in occasione dell’Assunzione di Maria, viene organizzata una grande festa molto sentita dai residenti del villaggio dedicata appunto a Santa Maria Assunta, patrona della città.

Lido del Sole: cosa vedere nei dintorni

Come abbiamo anticipato, il Lido del Sole è anche il punto di partenza perfetto per scoprire tutte le meraviglie che si snodano intorno a questa località e che conducono tra gli altri gioielli della costa garganica.

Percorrendo la strada che conduce verso ovest, e in pochi chilometri, è possibile raggiungere Foce Varano. Questa piccola località pugliese dalle estese spiagge ha la peculiarità di essere bagnata dal mare da una parte e dalle acque del lago più grande della Puglia dall’altra. Il Lago di Varano, infatti, si estende per 60 chilometri quadrati ed è un vero e proprio tesoro naturale da scoprire e contemplare per chi è alla ricerca di relax e bellezza.

Lago di Varano
IPA
Lago di Varano, Puglia

Una volta giunti fin qui godetevi la natura incontaminata e selvaggia: esplorate la riserva naturale di Foce, per addentrarvi nelle singolari pinete e praticate il birdwatching per scoprire la vita che si nasconde tra gli alberi. Poi gustatevi i panorami sulle acque del lago, affittando una canoa o anche solo passeggiando lungo la costa. Se vi resta ancora tempo, allora, andate a visitare anche la chiesa dell’Annunziata per scoprire le tradizioni di questa località vicina a Lido del Sole.

Si narra che nel lontano 1717, in periodo di grave siccità, la popolazione disperata si affidò completamente al Gesù Crocifisso raffigurato in una delle antiche pitture della chiesa: le loro preghiere furono ascoltate e le piogge ripristinarono le condizioni ideali per raccogliere nuovamente i frutti della terra. Il 23 aprile è la ricorrenza di questo episodio e la gente di Foce si ritrova per festeggiare l’avvenimento.

Sull’altro versante delle spiagge di Lido del Sole, invece, si trova la città di Rodi Garganico. Una delle chiese più importanti e dove il clima religioso è particolarmente vivace è senza dubbio la chiesa della Madonna della Libera. Essa fu costruita nel 1700 in stile barocco. Nei giorni del 2-3 luglio, la città si ravviva per celebrare la festività di Maria Santissima della Libera: la chiesa diventa luogo di concerti e di festa, tra cantanti noti che si susseguono e celebrazioni dall’alto valore religioso.

Dopo aver passeggiato per il centro storico, arroccato su uno sperone a strapiombo sul mare, trascorrete il resto della giornata in spiaggia godendovi la bellezza dei paesaggi che questo territorio offre.

Rodi Garganico
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Il pittoresco comune di Rodi Garganico

Altre due tappe del vostro tour nei dintorni di Lido del Sole, sempre a Rodi Garganico, sono la chiesa di san Nicola, costruita nel 1600 vicino al campanile dalla cupola arancione, di epoca successiva (XIII secolo) e la chiesa di san Pietro, la più antica della città risalente al secolo XIII. La storia vuole che qui sia passato anche San Francesco d’Assisi.

Se il tempo ve lo consente, allora, aggiungete al vostro tour anche una visita a Peschici, che dista da Lido del Sole appena 23 chilometri. In questo ridente paesino che si affaccia sul mare, e che è puntellato dalle tipiche case bianche pugliesi, il ritmo scorre lento, tra cibo, passeggiate, e shopping, e la vista sul mare dall’alba al tramonto è davvero un incanto.

La spiaggia sorvegliata dai faraglioni è un incanto tutto italiano

Par : ritarossella
16 juillet 2025 à 11:00

Esiste un luogo, di incantevole bellezza, che meraviglia e sorprende tutti i viaggiatori che qui scelgono di fermarsi. Un posto da cartolina che è vanto e orgoglio del Bel Paese e che consente, letteralmente, di fare un tuffo nelle acque limpide, nella storia e nella bellezza. Ci troviamo nella Baia delle Zagare, una splendida località balneare sulla costa meridionale del Gargano, celebre per il suo mare e per quei possenti faraglioni che dominano, e sorvegliano, il panorama oltre la spiaggia.

Baia delle Zagare: come raggiungerla

La Baia delle Zagare, così chiamata per via dei numerosi aranceti presenti nelle campagne circostanti, è uno dei luoghi più imperdibili della Puglia, nonché tappa imprescindibile di chi visita il territorio del Gargano. Un vero e proprio gioiello da scoprire, in cui perdersi e immergersi, per chi cerca relax, bellezza e serenità.

Anche conosciuta con il nome di Baia dei Mergoli, la località si trova a Mattinata del Gargano, a meno di 30 km da una delle zone più frequentate dell’intero territorio: Vieste. La sua attrazione principale è, ovviamente, il mare che si presenta limpido e pulitissimo al punto da aver meritato il riconoscimento delle 3 vele di Legambiente per il rispetto ecologico, e le spettacolari spiagge di ghiaia bianca della baia.

Le tre spiagge che compongono la Baia delle Zagare, divise tra loro da insenature rocciose, sono un luogo magico e suggestivo. Il New York times le ha inserite nella lista dei luoghi da visitare almeno una volta nella vita, mentre il National Geographic le ha elette tra le spiagge più belle del mondo.

Baia delle zagare, Gargano
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La spiaggia della Baia delle Zagare, meraviglia del Gargano

Baia delle Zagare: cosa fare e cosa vedere

L’accesso alle due spiagge principali della Baia delle Zagare è regolato dall’hotel che si trova sulla scogliere e dal quale si può prendere un ascensore per arrivare fino alla base per poi dirigersi verso il mare. In questo modo, i posti disponibili sono limitati nei periodi di grande afflusso turistico, mentre la spiaggia più a nord è invece libera, ma è raggiungibile solo via mare o tramite una stradina dissestata che porta fino ad un ripido canalone. In alternativa è possibile raggiungere la baia via mare grazie alle escursioni in barca.

Le due spiagge di pertinenza dell’albergo sono dotate di tutti i comfort come sedie sdraio, ombrelloni e docce e le acque vengono sorvegliate da alcuni bagnini, mentre la spiaggia libera più a nord è accessibile tramite pass giornaliero rilasciato dal Comune di Mattinata.

La vista che si gode dalle spiagge di Baia delle Zagare è davvero spettacolare perché è dominata dai due grandi faraglioni che si sono formati in centinaia di migliaia di anni di erosione da parte degli agenti atmosferici fino a ottenere l’incredibile forma odierna. Il più imponente dei due è chiamato Arco di Diomede o Arco Magico ed è una straordinaria formazione rocciosa che l’acqua e il vento hanno plasmato come un perfetto arco a tutto sesto tanto da diventare anche uno dei simboli stessi del Gargano.

La Baia delle Zagare è conosciuta anche col nome di Baia dei Mergoli, il nome dato ai merli nel dialetto locale, per il gran numero di questi simpatici volatili che nidificano nelle campagne circostanti la baia, tra gli ulivi e la macchia mediterranea.

Oltre agli spettacolari faraglioni, questa lunga zona costiera nasconde alcune meraviglie sommerse come la Grotta Rossa, dove un’incredibile laguna si sviluppa all’interno di una grande grotta semisommersa nella quale si entra da uno stretto anfratto tra le rocce della scogliera, e le suggestive Grotte di Chiancaliscia e dei Pipistrelli, accessibili solo dal mare su piccole imbarcazioni. Per esplorare queste meraviglie scavate dal mare, la scelta migliore è quella di partecipare alle escursioni organizzate in barca che i numerosi operatori turistici della Baia delle Zagare organizzano ogni giorno, in modo da poter godere di queste incredibili formazioni geologiche in tutta sicurezza.

faraglioni della baia delle zagare, gargano
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I suggestivi faraglioni della Baia delle Zagare, Gargano

Baia delle Zagare: cosa fare nei dintorni

Appena oltre la Baia delle Zagare si arriva a Mattinata, una cittadina di circa 6.000 abitanti ricca di storia, arte, cultura e gastronomia. Il suo centro storico si presenta con il tipico aspetto degli abitati di questa zona della Puglia, con abitazioni basse in pietra a vista con molti edifici che risalgono al XVIII secolo, e non mancano alcune pregevoli ed eleganti strutture come il Palazzo Barretta e il Palazzo Mantuano, di proprietà delle più importanti famiglie cittadine. Ovviamente non mancano le spiagge, bellissime e bagnate da acque cristalline, dove trascorrere intere giornate.

Uno dei momenti più interessanti per visitare Mattinata è durante la festa patronale dedicata a Santa Maria della Luce, che si tiene tra il 14 e il 16 settembre, quando l’intera cittadina viene addobbata con delle spettacolari luminarie dai colori vivaci e per il corso principale si snoda la processione con le statue e i quadri dei santi. La festa si conclude con un meraviglioso spettacolo pirotecnico e concerti per tutta la città e rappresenta un’occasione unica per riscoprire queste forme di religiosità popolare di grande suggestione.

Appena fuori dal centro storico di Mattinata si trovano alcune interessanti località dove si può ripercorrere l’antichissima storia degli insediamenti umani in queste terre: la Necropoli del Monte Saraceno e l’Abbazia della Santissima Trinità di Monte Sacro.

La Necropoli di Monte Saraceno è un’interessante area archeologica dove si possono osservare quasi 500 tombe appartenenti ad una antichissima città abitata delle popolazioni iapige che vissero nella zona in epoca preromana. La posizione rialzata sul Monte Saraceno rende la visita in questo luogo molto suggestiva e la vista che si gode sulla Baia delle Zagare è qualcosa di meraviglioso.

L’Abbazia della Santissima Trinità di Monte Sacro è un luogo magico e mistico, sulla cima del monte più alto del Gargano e per raggiungerla è necessario fermare la propria automobile alle pendici della salita e percorrere un piccolo sentiero a piedi. Sulla cima del monte si trovano i resti dell’abbazia benedettina, un edificio possente, in stile romanico, che risale alla metà dell’anno mille e che venne abbandonata a causa dei danni subiti dai terremoti e dai saccheggi dei pirati saraceni. Le strutture rimaste: colonne, capitelli, alcune mura esterne e il campanile sono state parzialmente coperte dalla vegetazione e offrono a chi decide di arrivare fino alla cima del monte uno spettacolo meraviglioso e un senso di grande pace e tranquillità.

Se avete tempo a disposizione vi consigliamo di raggiungere anche Vieste che dista dalla Baia delle Zagare poco meno di 30 km. Questa affascinante località, tra le più frequentate del Gargano, è caratterizzata da casette bianche che si snodano tra i vicoli e che si abbarbicano su un promontorio roccioso, offrendo passeggiate suggestive e atmosfere senza tempo. Imperdibili sono, ovviamente, le spiagge di Vieste bagnate da un mare di incredibile bellezza che ha fatto guadagnare alla località il riconoscimento di Bandiera blu nel 2023, 2024 e 2025.

Cosa vedere nell’Isola di Lesbo, la patria di Saffo

Par : ritarossella
4 juillet 2025 à 18:24

Sarà che a guardarla sembra ancora di sentire risuonare versi antichi, sarà che la sua storia è incredibile e si perde nella notte dei tempi, sarà che di quel passato possiamo ammirare i resti, sarà che i paesaggi sono mozzafiato e la cultura viva, ma l’isola di Lesbo è davvero una di quelle mete da non perdere in Grecia. Perché qui si può vivere davvero una vacanza da sogno.

Ci sono moltissime cose da fare e da vedere, tra spiagge che levano il fiato, bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche ed esperienze che vale la pena vivere.

Tutto quello che dobbiamo conoscere sull’isola di Lesbo per programmare la prossima vacanza memorabile.

Dove si trova l’Isola di Lesbo: le info utili

Tra le più grandi isole della Grecia, Lesbo si trova nel Mar Egeo nordorientale, vicino alla Turchia. È di grandi dimensioni, basti pensare che è la terza per dimensioni di questo Paese europeo e ha una costa molto lunga, che si estende per circa 459 chilometri.

Si raggiunge molto facilmente sia in aereo, con voli interni da diverse località della Grecia, sia con la nave. E può diventare senza dubbio una tappa incredibile se si decide di programmare una vacanza in Grecia. Per tante ragioni diverse.

A partire dalla cultura, infatti questa terra ha dato i natali alla poetessa Saffo e al poeta Alceo, entrambi fondamentali rappresentanti della lirica greca arcaica. Poi è passata sotto il dominio dell’impero bizantino, con varie vicissitudini, fino al dominio genovese e poi a quello ottomano. Segni di questa lunga storia si possono ammirare sul suo territorio.

Isola di Lesbo, il mare
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Il mare dell’isola di Lesbo

Le spiagge da raggiungere sull’isola di Lesbo

Tutta la costa dell’isola di Lesbo è caratterizzata da numerose spiagge (che in Grecia sono pazzesche) che presentano caratteristiche diverse: da quelle sabbiose e di grandi dimensioni alle piccole calette da scovare, tutte perfette per trascorrere una giornata incredibile e con la sensazione di trovarsi in un vero e proprio paradiso terrestre.

Tra le più famose c’è la spiaggia di Skala Eressou: con la sabbia a grana grossa, è ricca di servizi e molto ampia, il posto ideale per dedicarsi agli sport acquatici. Superlativo anche l’arenile di Agios Isidoros, con la sua acqua stupenda: si trova vicino al villaggio di Plomari. Oppure Vatera, che si sviluppa per otto chilometri ed è sabbiosa, comoda perché si trova a soli 55 chilometri da Mitilini, capoluogo dell’isola. O – ancora – la spiaggia di Petra, sabbiosa e con le acque cristalline: si trova lungo la costa settentrionale dell’isola.

Infine, la spiaggia di Kaya, sempre nella zona settentrionale: non è attrezzata, ma vi sono i servizi come docce, spogliatoi e bagni e cestini. È pulitissima ed è tra quelle che vale la pena raggiungere e vivere per una giornata indimenticabile.

Cosa vedere: i tesori dell’isola di Lesbo

Questa isola della Grecia cela tantissimi tesori, a partire dai suoi centri urbani che custodiscono architetture che ne ripercorrono la storia antica e variegata. Come il capoluogo Mitilini, dove ammirare – ad esempio – il castello bizantino costruito su antiche rovine, oppure l’antico teatro che può essere fatto risalire all’epoca ellenistica. Le sue ricchezze sono tante e comprendono musei, chiese, una moschea e la città vecchia.

Tra i centri abitati che meritano di essere visitati vi è Molyvos, con la sua fortezza genovese, e il villaggio di Eressou. In quest’ultimo sono nati la poetessa Saffo e Teofrasto, per scoprirlo basta dirigersi sulla costa sud-occidentale dell’isola.

Villaggio di Molyvos isola di Lesbo
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Il villaggio di Molyvos sull’isola di Lesbo

Tra le altre attrazioni da non perdere c’è, senza ombra di dubbio l’acquedotto romano di Moria: a soli 6 chilometri dal capoluogo dell’isola, pare possa essere fatto risalire alla fine del II secolo. È imponente ed è un meraviglioso resto di un passato ormai lontano, oltre a essere un’opera ingegneristica notevole.

Poi vi è il Monastero di Limonos, ortodosso, che pare sia stato fondato nel 1526 sulle rovine di una precedente costruzione religiosa di epoca bizantina. Comprende – tra le varie cose – le celle dei monaci, un frantoio, il museo ecclesiastico e circa 42 cappelle. Vi sono anche degli affreschi pregiati.

Sulla parte occidentale dell’isola di Lesbo, poi, si trova un luogo che – a un primo sguardo – potrebbe sembrare il frutto di una magia. Si tratta della foresta pietrificata: si sviluppa in un’area di circa 15mila acri e qui si possono ammirare dei tronchi pietrificati. Si tratta di un monumento geologico importantissimo ed estremamente affascinante. In particolare, da segnalare vi è il parco di Sigri, che si snoda su un territorio di circa 30 ettari.

Cosa fare sull’isola

Non mancano tantissime cose da fare sull’isola greca, oltre a visitare le spiagge attività imbattibile in Grecia, le città e le sue tante meraviglie, infatti si possono programmare diverse attività. Come quelle legate al benessere, infatti qui non mancano sorgenti termali con varietà d’acqua e temperatura. Vale la pena scoprirle, ad esempio raggiungendo quelle di Argenos lungo la costa, oppure spingendosi a Kryfti nella zona meridionale dell’isola.

E poi questo luogo è il posto ideale per fare escursioni, giri in bici, osservare gli uccelli e assaporare i gusti incredibili della cucina greca. Tra i prodotti locali si può ricordare l’Ouzo, il vino, l’olio d’oliva ma anche il pesce e il formaggio.

Insomma, un luogo per tutti: famiglie, single, per coloro che sono alla ricerca di un posto autentico e ricco di cultura, ma anche per chi non disdegna una vivacità che conquista.

L’isola di Lesbo è una delle mete imperdibili per una vacanza in Grecia all’insegna di un mare da sogno, spiagge per tutti i gusti e una cultura che getta le sue radici nella storia più antica.

Acquedotto romano sull'isola di Lesbo - Grecia
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Acquedotto romano sull’isola di Lesbo in Grecia

A Santa Fe, in viaggio nel cuore dell’Argentina più autentica

Par : ritarossella
30 juin 2025 à 14:15

Tra fiumi che si specchiano nel cielo, ponti sospesi e basiliche che profumano di storia, Santa Fe è la sorpresa che non ti aspetti nel cuore dell’Argentina rurale. Meno conosciuta rispetto a Buenos Aires o Córdoba, questa città affacciata sul Paraná è un concentrato di architettura coloniale, tradizioni vive e tramonti che restano impressi nella memoria.

Fondata nel 1573 da Juan de Garay come base commerciale, fu costretta a spostarsi nel 1653 a causa delle frequenti alluvioni. Nel Novecento conobbe un forte sviluppo grazie alla nascita dell’Università della Tecnologia, diventando un polo industriale strategico tra Córdoba e Rosario.

Se sei in cerca di momenti autentici di spiritualità e tranquillità, ma anche di pulsazioni culturali, di passeggiate lungo il fiume o di angoli di bellezza fuori dalle classiche rotte turistiche, Santa Fe è la meta perfetta da raggiungere.

Dove si trova Santa Fe

Santa Fe de la Vera Cruz (questo è il suo nome completo) è la capitale della provincia di Santa Fe, situata nella regione centro‑orientale dell’Argentina. Sorge nella pianura della Pampa, sulla riva dei fiumi Paraná e Salado, circa 475  km a nord‑ovest di Buenos Aires, 147 km a nord di Rosario e 350 km da Córdoba. La sua è una posizione strategica per coloro che programmano di raggiungere anche il vicino Uruguay.

Per arrivare a Santa Fe è necessario prendere l’aereo (con uno o più scali poiché dall’Italia non ci sono voli diretti), atterrando all’aeroporto di Sauce Viejo, a 15 km dalla città. La connessione più comoda è quella con Buenos Aires (volo di circa 50 minuti).

Se ci si trova a Buenos Aires, si può raggiungere Santa Fe anche con una delle numerose linee di autobus che le collegano (con viaggi dalle 4 alle 9 ore ed economici). Se invece si noleggia l’auto si può percorrere l’Autopista Rosario–Santa Fe e le Rutas Nacionales 9/11/168 da Buenos Aires e da Rosario. L’alternativa è il treno regionale messo a disposizione di Trenes Argentinos.

Cosa vedere a Santa Fe

Santa Fe è un caleidoscopio di siti storici e culturali, di parchi verdeggianti, di chiese imponenti e musei che ne raccontano la lunga storia coloniale. Il suo centro è un grande reticolo di strade ortogonali, retaggio diretto della ricostruzione completa della città nel sito attuale dopo l’abbandono di quella originaria a causa delle devastanti alluvioni a cui era soggetta.

Ecco 8 cose imperdibili da vedere a Santa Fe de la Vera Cruz.

Plaza de 25 de Mayo e Basilica

Il cuore di Santa Fe è l’elegante Plaza de 25 de Mayo, circondata da suggestivi edifici in stile coloniale spagnolo, come il Palazzo del Governo, attuale sede del Comune di Santa Fe, l’austero Santuario di Nostra Signora dei Miracoli (in spagnolo Nuestra Señora de los Milagros), che al suo interno nasconde meravigliose decorazioni barocche, e l’imponente facciata del Collegio Inmaculada Concepción.

La chiesa, in particolare, è una chicca da visitare: dichiarata monumento nazionale, ha una facciata completamente bianca arricchita da un unico portale, mentre le due navate laterali sono sormontate da tre cupolini ciascuna.

Plaza de las tres Culturas e i suoi musei

A pochi passi da Plaza de 25 de Mayo, si apre la splendida cornice di Plaza de las tres Culturas: un giardino pubblico elegante, con alberi sentieri e fontane, in cui fare piacevoli camminate e visitare anche il Museo Storico Provinciale e il Museo Etnografico e Coloniale di Juan de Garay.

Il Museo Storico Provinciale è un’interessante istituzione museale che raccoglie una ricchissima collezione di oggetti, documenti e fotografie che ripercorrono la storia di Santa Fe, dell’indipendenza dell’Argentina e di come sia diventata uno dei centri industriali più importanti del Paese.

Il Museo Etnografico e Coloniale di Juan de Garay è, invece, il luogo perfetto dove scoprire la storia più antica di Santa Fe, a partire dalla misteriosa civiltà Guaranì, che abitò per millenni questa regione, per poi essere soggetta ai lunghi secoli della dominazione spagnola. Alcuni dei pezzi più interessanti della collezione sono i giochi da tavolo in pietra risalenti al Cinquecento, come le Tabulas, una sorta di backgammon importato dai conquistadores spagnoli.

Convento di San Francesco

Affacciato anch’esso alla Plaza de las tres Culturas, anche il Convento di San Francesco merita una visita. Un complesso religioso del XVII secolo che accoglie un chiostro e che abbonda di arte sacra.

Museo Provincial de Ciencias Naturales

Un’altra meta da non perdere a Santa Fe è quella che si affaccia alla splendida Plaza San Martin: il Museo Provincial de Ciencias Naturales Florentino Ameghino. Si tratta di una realtà museale legata all’università, che conserva una ricchissima collezione di animali, curiosità geologiche e fossili trovati sul territorio di Santa Fe. Il museo offre anche diverse attività didattiche che lo rendono una tappa perfetta da visitare con bambini e ragazzi.

Parco Archeologico de las Ruinas de Santa Fe

Santa Fe svela tesori preziosi anche fuori dal suo centro cittadino. Spostandovi per circa 60 km verso nord, lungo il fiume, potrete raggiungere una delle mete più interessanti: il Parque Arqueológico de las Ruinas de Santa Fe, nel villaggio di Cayasta. Chiamato anche “La Vieja”, che conserva i resti dell’antico centro storico di Santa Fe.

A tal proposito, è bene sapere che nel 1653, a causa delle continue esondazioni del fiume e i danni che ne derivavano, la città “vecchia” venne fatta evacuare e ricostruita più lontana dalle rive, nel luogo in cui sorge oggi.

Passeggiando per il parco archeologico si possono osservare le fondamenta degli edifici costruiti dagli spagnoli e visitare la Chiesa di San Francisco, l’unica struttura rimasta ancora in piedi dopo l’abbandono dell’antica città. Non mancano anche interessanti mostre che ripercorrono la storia del sito archeologico.

Cattedrale Metropolitana Todos los Santos

La Cattedrale di Ognissanti (in spagnolo Catedral Metropolitana Todos los Santos) è la principale chiesa cittadina edificata fra il XVII e XIX secolo. Proclamata monumento nazionale nel 1942, si tratta di un bellissimo esempio di architettura neoclassica, al cui interno si possono ammirare vetrate e altari ornamentali, e respirare un’atmosfera raccolta. Al suo interno custodisce anche una Vera Croce d’epoca coloniale (proprio da questa sembra che abbia preso il nome la città).

Basilica Nuestra Señora de Guadalupe

Spostandovi nella parte settentrionale della città di Santa Fe, potrete raggiungere un altro luogo di culto altamente suggestivo: la Basilica Nuestra Señora de Guadalupe, un punto di riferimento spirituale e architettonico per la comunità locale, con la sua facciata neogotica, gli interni neoclassici e le imponenti vetrate decorate. Venne costruita tra il 1904 e il 1910, su progetto dell’architetto italiano Juan Bautista Arnaldi, ed è stata elevata a basilica minore nel 1953.

Puente Colgante

Simbolo della città e importante testimonianza di ingegneria storica è il Puente Colgante: un ponte sospeso lungo circa 300 metri e composto da torri alte 30 metri, che attraversa la laguna Setúbal collegando la Costanera Ovest e la Costanera Est di Santa Fe. Progettato da Marcial Rafael Candioti e costruito tra il 1924 e il 1928, originariamente veniva utilizzato anche come acquedotto, mentre nel 2014 è stato dichiarato Monumento Storico Nazionale.

Vi consigliamo di raggiungerlo al tramonto, per realizzare scatti memorabili e decisamente romantici. Con l’avanzare del buio della sera poi, si trasforma in un meraviglioso spettacolo di tantissime luci.

Il Mulino Franchino

Per fare un tuffo nella produzione agricola del passato, un luogo da visitare è l’antico Mulino Franchino, un ex complesso di mulini per la realizzazione della farina oggi riconvertito in polo culturale. Si trova nel cuore della città e organizza attività didattiche ed espositive, oltre a mostrare i processi di produzione e finitura di ogni prodotto creato. Qui potrete fare anche una pausa stimolante nel suo caffè letterario.

Cosa fare a Santa Fe

Oltre alla visita dei luoghi storici, culturali e religiosi di Santa Fe, si possono vivere tante altre esperienze autentiche e arricchenti in questa terra ancora poco conosciuta internazionalmente dal punto di vista turistico.

Una volta nel centro di Santa Fe, per esempio, non ci si può far sfuggire una visita alla Cervecería Santa Fe: uno stabilimento di produzione di birra tra i più famosi di tutta l’Argentina. Potrete prenotare tour guidati che permettono di scoprire tutte le fasi di produzione della birra e realizzare in prima persona le basi della fermentazione dei cereali.

Mentre si è in città non ci si può lasciar sfuggire anche l’occasione di assaggiare le prelibatezze della tradizione culinaria argentina e locale, come il delizioso asado preparato dai maestri della carne alla griglia, o le empanadas, uno dei piatti più celebri di tutta l’Argentina, sorseggiando l’immancabile mate (la celebre bevanda tradizionale preparata con le foglie essiccate e tritate della pianta di yerba mate). Da non perdere anche il sábalo a la parrilla (un pesce di lago tipico della zona cotto alla griglia) e il pato al escabeche (una ricetta a base di carne d’anatra, cotta lentamente in un brodo delizioso).

Ma le esperienze che regala Santa Fe non terminano qui. I più avventurosi, oltre a fare piacevoli passeggiate lungo il fiume, possono viaggiare sull’acqua a bordo dei kayak nella laguna di Setúbal, mentre chi cerca momenti romantici da condividere con la persona amata può attraversare il Puente Colgante (Ingeniero Marcial Candioti Bridge) accompagnati dalle luci infuocate del tramonto.

Cosa vedere a Parma in un giorno, il tour ideale del centro storico per chi ha poche ore

Par : ritarossella
28 juin 2025 à 12:00

Città d’arte dalle atmosfere raffinate che evocano una piccola Parigi e meta in cui si respira ancora il passato ducale di Maria Luigia d’Austria, Parma e le sue tante sfumature meritano di essere esplorate a passo lento. Basta una giornata camminando tra le vie sulle quali si affacciano antichi palazzi, attraversando ponti e parchi, e visitando i luoghi storici e culturali, per innamorarsene ad ogni passo.

Parma è anche la città del teatro e della musica, dove risuonano le note di Giuseppe Verdi, ma è anche Città Creativa riconosciuta dall’Unesco per la gastronomia e capitale della Food Valley, da cui hanno origine prodotti che identificano l’eccellenza italiana nel mondo, come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma e il Culatello di Zibello.

Capitale Italiana della Cultura nel 2020, è una città ancora poco affollata di turisti, cuore dell’Emilia dalle tante anime. Potete visitare in una giornata il suo centro storico che rivela tutto il fascino dell’antico e fiorente ducato ed esplorare il meraviglioso patrimonio culturale (conta più di 300 beni culturali) e architettonico. La sua particolare posizione geografica, tra l’Appennino tosco-emiliano e la pianura Padana, la rendono una meta perfetta, adatta sia a brevi fughe che a vacanze prolungate alla scoperta dei castelli e dei tesori del territorio emiliano.

Tappa 1: da Borgo delle Colonne alla Chiesa di San Giovanni Evangelista

Andiamo alla scoperta di Parma partendo dal suo volto più insolito e nascosto, ma altamente affascinante. È quello di Borgo delle Colonne, zona est del centro storico, uno dei tanti quartieri che un tempo erano vere e proprie comunità e borghi che componevano la cartina della città.

Si trova a pochi passi dal Duomo, che potrete raggiungere nella seconda tappa del tour. Il colonnato che caratterizza questa via di Parma ricorda la splendida Bologna e in estate si arricchisce di eventi culturali e musicali. Qui potrete ammirare la Chiesa sconsacrata di Santa Maria della Pace, che ospita un ricco programma di spettacoli teatrali.

Dirigendovi verso la seconda tappa del tour incontrerete l’anima rinascimentale di Parma con l’Abbazia di San Giovanni Evangelista, risalente al l 980, che tra gli altri ospita la Visione di san Giovanni realizzata da Correggio. Al suo interno si trova anche un coro ligneo intagliato del Cinquecento e il chiostro benedettino, luogo di silenzioso e pace.

Il complesso benedettino comprende anche una vera chicca visitabile: l’antica spezieria.

Tappa 2: Piazza del Duomo con il Battistero e il Palazzo Vescovile

Immancabile la tappa a Piazza del Duomo, la più suggestiva della città. Qui spicca il Duomo, ovvero la cattedrale di Santa Maria Assunta, celebre per la magnifica cupola affrescata da Correggio. Insieme al Battistero rappresenta uno dei simboli i Parma e il principale luogo di culto per i cittadini.

La chiesa è stata costruita nel corso dell’XI e XII secolo ed è un magistrale esempio di stile romanico. La facciata a capanna presenta archi e colonne che formano tre diversi ordini di logge, mentre all’interno si possono riconoscere le ristrutturazioni rinascimentali e gli affreschi gotici. Qui sono conservati alcuni capolavori del Correggio, di Benedetto Antelami e di altri maestri campionesi.

Accanto al Duomo di Parma sorge il Battistero di San Giovanni con la sua caratteristica pianta ottagonale. Costruito in stile romanico gotico lungo il corso del XII e XIII secolo, è rivestito da prezioso marmo rosa proveniente da Verona. Opera dell’artista Benedetto Antelami, il battistero è un vero e proprio capolavoro d’arte. All’esterno è decorato da archi, colonne, fregi e bassorilievi che rendono l’enorme struttura molto elegante. Assolutamente da vedere l’interno del battistero, le sedici arcate e le nicchie sono completamente affrescate; la ricchezza delle decorazioni e delle iconografie vi lasceranno senza fiato.

In Piazza Duomo si affaccia anche il Palazzo Vescovile, risalente all’XI secolo. L’edificio è stato ristrutturato più volte, ma si possono ancora ammirare elementi medievali e rinascimentali. Un’ala del palazzo ospita oggi il Museo Diocesano dove si possono ammirare opere d’arte provenienti dalle Cattedrale e dal Battistero. Inoltre, si possono vedere preziosi mosaici romani risalenti al V secolo e reperti ancora più antichi emersi durante i lavori di scavo e restauro.

Tappa 3: Palazzo del Governatore

Percorrendo via Cavour dal Duomo, si raggiunge in pochi minuti il Palazzo del Governatore, in piazza Garibaldi, il cuore pulsante della città dove poter fare un aperitivo con vista sui palazzi storici. Dalle forme barocche e neoclassiche, il palazzo nacque come luogo per i mercanti e poi divenne dimora del Governatore. Oggi è un prestigioso luogo d’arte moderna e contemporanea con mostre, laboratori, residenze d’artista e workshop.

Nel cuore di Parma, il Palazzo Governatore
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Il Palazzo Governatore, nel centro storico di Parma

Tappa 4: Teatro Regio

Nelle vicinanze del Palazzo del Governatore sorge il Teatro Regio, ritenuto a buon motivo uno dei teatri più prestigiosi d’Italia: un tempio della lirica italiana. Costruito all’inizio del XIX secolo per volontà della duchessa Maria Luigia, il teatro d’opera di Parma è da ammirare anche solo dall’esterno, con la sua facciata neoclassica.

Tappa 5: Camera di San Paolo

Prima di raggiungere il Teatro Farnese, simbolo della città, un’altra tappa consigliata è la Camera di San Paolo, o Camera della Badessa. Un vero tesoro nascosto del Rinascimento italiano, decorato da Correggio nel 1519 per la colta badessa Giovanna da Piacenza. Si tratta di un capolavoro di illusione pittorica: la volta si trasforma in un pergolato aperto verso il cielo, popolato da putti giocosi e simboli mitologici. Al centro domina Diana, dea della caccia, simbolo di castità e di potere femminile.

Tappa 6: Teatro Farnese

A due passi dalla Camera di San Paolo si raggiunge Piazzale della Pace, precedentemente chiamato Piazza della Pilotta. Impossibile non notare l’enorme complesso del Palazzo della Pilotta costruito per i duchi Farnese. La reggia fu costruita tra il XVI e il XVII secolo e rappresentava il potere della famiglia Farnese, come testimonia ancora oggi.

All’interno del palazzo hanno sede il Teatro Farnese, legato alla figura di Giuseppe Verdi, il Museo archeologico nazionale di Parma, la Biblioteca Palatina, il Museo Bodoniano e la Galleria Nazionale di Parma, una delle migliori pinacoteche d’Italia. Il cortile esterno è inoltre sede ogni anno di spettacoli e concerti all’aperto.

Sulla stessa piazza si affacciano altri palazzi neoclassici, tra i quali spicca Palazzo di Riserva, costruito nel corso del XVII secolo. All’interno si trova il Teatro ducale di Parma, interamente in legno, che nell’epoca di massimo utilizzo arrivò ad ospitare più di mille spettatori.

Tappa 7: Parco Ducale

Il tour alla scoperta di Parma prosegue sull’altra sponda del fiume Parma, nella parte di città chiamata “Oltretorrente“. Percorrendo viale Giovanni Mariotti si giunge infatti al ponte Giuseppe Verdi, che permette di oltrepassare il torrente e di arrivare al Parco Ducale, chiamato comunemente “il giardino”: un vero e proprio polmone verde della città, dove cittadini e turisti possono rilassarsi e praticare sport tra statue, tempietti e viali alberati.

Nel parco si trovano il Palazzetto Eucherio Sanvitale costruito in stile rinascimentale e il Palazzo del Giardino edificato nel XVI secolo per essere sede della corte ducale, prima che fosse trasferita a Palazzo della Pilotta.

Tappa 8: via della Salute e Barriera Bixio

Concludiamo la visita a Parma con un’altra chicca: attraversando l’Oltretorrente potrete esplorare un altro volto della città, quello meno noto, ma altrettanto affascinante, dei primi quartieri popolari nati durante il periodo dei Borbone. Uno su tutti è quello che si trova in via della Salute. Con le sue casette a schiera dai colori pastello, che ricordano Burano, e i vasi di fiori alle finestre, è un piacere attraversarla per raggiungere la tappa finale: la Barriera Bixio, una scenografica barriera in stile neorinascimentale, realizzata nel 1860 per celebrare l’unione di Parma al Regno d’Italia. Sorge vicino alla seconda porta d’accesso alla città di Parma, ovvero Porta San Francesco.

Un ultimo suggerimento? Chiaramente non potete concludere il vostro viaggio nel cuore di Parma senza aver assaporato le specialità enogastronomiche locali per le quali è riconosciuta a livello internazionale.

Facciate colorate delle case nel centro storico di Parma
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Le facciate colorate delle case nel centro storico di Parma

Kusadasi è la città turca da scoprire tra spiagge paradisiache e memorie d’altri tempi

Par : ritarossella
14 juin 2025 à 17:30

È una delle località storiche e paesaggistiche più importanti della Turchia, con luoghi storici tutti da esplorare, spiagge paradisiache e scorci di modernità, proprio lì dove il tempo sembra rallentare fino quasi a fermarsi. Kusadasi (Kuşadası, in italiano nota anche come Scala Nova o Scalanova), che in turco significa “Isola degli uccelli”, è la città che merita sicuramente di essere raggiunta in un viaggio lungo la costa turca del Mar Egeo.

Qui si respira tutta l’atmosfera della vita da mare e delle tradizioni storiche, ma anche del divertimento, in un equilibrio perfetto tra antico e moderno. Per lungo tempo importante centro commerciale e crocevia tra Oriente e Occidente, Kusadasi ha una lunga storia da raccontare, che si fonde tra greci, romani, bizantini, veneziani, genovesi e ottomani che qui si stabilirono.

Oggi, Kusadasi è un’ottima meta turistica in cui godersi lo splendido mare (in cui immergersi piacevolmente tra maggio e ottobre), i suoi siti storici e la vivace vita notturna tra pub e locali di ogni genere. La sua posizione strategica, inoltre, la rende un punto di partenza ideale per esplorare alcuni dei siti archeologici più affascinanti della Turchia occidentale, come le rovine di Efeso (nelle vicinanze) e il Parco Nazionale di Dilek. Siete pronti per la prossima vacanza al mare?

Dove si trova Kusadasi

Kusadasi è una città della Turchia occidentale che si affaccia sulla costa egea, nella provincia di Aydın, a circa 85 km a sud di Smirne. Proprio a Smirne è possibile atterrare con l’aereo, visto che Kusadasi non ha un aeroporto proprio.

Spiagge più belle di Kusadasi

L’attrazione principale di Kusadasi sono le sue splendide spiagge, che per via della bellezza dell’acqua e della pulizia sono state per più anni vincitrici della Bandiera Blu. La spiaggia artificiale davanti al centro urbano è sicuramente più semplice da raggiungere, anche se non è la più suggestiva e viene rapidamente gremita dai turisti.

Le spiagge più spettacolari si trovano invece a poca distanza, sia a nord sia a sud del centro abitato: tra le più belle c’è la celebre Kadinlar Denizi, la cosiddetta “Spiaggia delle Signore” a circa 3 chilometri da Kusadasi. Questa splendida distesa di sabbia è una delle più ambite di tutta la costa e il modo migliore per essere sicuri di trovare un buon posto è raggiungerla presto in mattinata, prima che arrivino i pullman dei tour organizzati.

Spiaggia delle Signore, Kusadasi, Turchia
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Spiaggia delle Signore, une delle più belle di Kusadasi

Altre spiagge molto suggestive sono la spiaggia del Paradiso e la spiaggia Lunga, dove vengono spesso avvistate tartarughe marine alla ricerca di un luogo adatto dove deporre le uova. La Long Beach, in particolare, si allunga per vari chilometri a sud di Kusadasi ed è facilmente raggiungibile. Adatta alle famiglie, con acque limpide che lambiscono una sabbia chiara, è anche Kustur Beach, a circa 5 km a nord della città.

Non solo spiagge e mare. Per passare una giornata all’insegna del divertimento in acqua si possono raggiungere anche l’Adaland o l’Aquafantasy, due enormi parchi divertimenti acquatici che si contendono il primato di parco divertimento più grande della Turchia, o addirittura d’Europa. Scivoli, cascate e percorsi avventura sono solo alcune delle innumerevoli attrazioni che si possono trovare nei parchi.

Chi invece è alla ricerca di avventure in mare può recarsi all’Aquaventure Diving Center dove si può affittare l’attrezzatura da immersione o trovare ogni genere di corso per poter praticare sport acquatici nelle spettacolari acque della baia di Kusadasi.

Spiagge dorate e mare cristallino a Kusadasi
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Spiagge dorate e mare cristallino a Kusadasi, in Turchia

Cosa vedere a Kusadasi

Il Castello di Kusadasi, pittoresca fortezza su un’isoletta

Per immergersi nella storia di Kusadasi e fare un tuffo nel passato, non si può non visitare lo spettacolare castello sulla pittoresca “Isola dei piccioni”, collegata alla terraferma da una lunga strada panoramica rialzata che in passato era la principale difesa del porto della città. La fortezza sull’isola venne costruita dai veneziani nel XVI secolo e oggi rappresenta una delle mete culturali più importanti della città.  Originariamente pensata come base militare, oggi si possono ammirare sia le sue mura esterne, che racchiudono splendidi giardini, sia il castello interno, dove vengono anche esposte mostre d’arte e di artigianato locale.

Dalla cima delle mura si può godere di una stupenda vista della baia di Kusadasi e del porticciolo appena oltre, dove si possono ammirare le imbarcazioni che dondolano accarezzate dal vento, uno spettacolo romantico che al tramonto offre il meglio di sé.

Castello di Kusadasi in Turchia
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Il Castello di Kusadasi, in Turchia

Palazzi storici, moschea e bazar caratteristici

Rimanendo nel centro storico si possono visitare la struttura dello Öküz Mehmed Pasha Caravanserai, un edificio di epoca ottomana dalla possente architettura realizzato nel 1600 in onore di un generale dell’esercito della Sublime Porta – oggi parzialmente trasformato in hotel di lusso –, e la grande moschea di Kaleiçi Camii, che con il suo bianco minareto domina l’intera area urbana.

Per visitare un monumento che celebra la Turchia moderna, invece, si può scalare il monte appena a sudovest del centro storico per trovare il grande memoriale di Kamal Ataturk e da quella posizione ammirare il panorama verso nord. Nella zona appena a sud della città si può raggiungere il Gran Bazar, il cuore dello shopping di Kusadasi e rinomato centro per fare acquisti. Qui è possibile acquistare ogni genere di merce, dai prodotti tipici della zona fino a manufatti dell’artigianato locale.

La casa della Vergine Maria

A circa 35 minuti in auto dal centro storico di Kusadasi, sorge uno dei luoghi più simbolici del territorio, a poca distanza da Efeso: la Casa di Santa Maria, in cui si ritiene che la madre di Gesù, la Vergine Maria, trascorse i suoi ultimi giorni. Scoperta nel XIX secolo, ha attratto tantissimi visitatori e pellegrini, per le acque della sorgente che scorre sotto la casa in pietra. Si ritiene che il flusso d’acqua abbia poteri curativi.

Parco Nazionale di Dilek, per immergersi nella natura

Un’altra ideale per chi appassionati di trekking e camminate nella natura è il Parco Nazionale della Penisola di Dilek e Delta del Büyük Menderes, situato a circa 30 km a sud di Kusadasi. Un vasto polmone verde incontaminato, con una particolare ricchezza biologia arricchita dalla vegetazione mediterranea. La meta da raggiungere per alternare le giornate di mare e divertimento all’attività fisica in un contesto naturale spettacolare, tra calette segrete, sentieri panoramici, fauna e flora uniche, e la bellissima Zeus Cave (Zeus Mağarası), una cavità naturale sorprendente.

Aree archeologiche

Kusadasi è anche il campo base ideale per spingersi nell’esplorazione delle aree circostanti la città, data la sua vicinanza ad alcune delle più spettacolari mete archeologiche di tutta la Turchia come Efeso, Priene, Mileto e la meravigliosa Pamukkale, dove le antiche strutture si stagliano sulle incredibili formazioni calcaree. Gli operatori turistici di Kusadasi organizzano gite archeologiche in tutta l’area: aggregarsi ad esse è il modo più pratico e semplice per raggiungerle, ma procurarsi un mezzo proprio e avventurarsi nell’esplorazione dell’entroterra è sicuramente la strada più suggestiva per conoscere questo meraviglioso angolo della Turchia.

Efeso e i suoi resti archeologici, Turchia
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Resti archeologici di Efeso, in Turchia

Cosa vedere nei dintorni di Città del Messico, gita a Teotihuacan e Puebla

Par : ritarossella
30 mai 2025 à 15:47

La regione che si estende intorno alla “valle del Messico”, cioè la valle di Anáhuac, che abbraccia la metropoli di Città del Messico, il cuore del Paese per oltre due millenni, è ricca di un numero ineguagliabile di splendidi monumenti precolombiani e coloniali, eretti in scenari naturali mozzafiato. Queste terre erano densamente popolate anche prima dell’arrivo degli spagnoli nel 1519.

Qui fiorirono grandi civiltà alle quali si deve la costruzione di vaste città e imponenti siti religiosi quali quelli di Cuicuilco, Teotihuacan e Tula. A partire dal Cinquecento, al passaggio degli eserciti spagnoli comandati dal conquistador Hernán Cortés sorsero sulle ceneri degli antichi villaggi precolombiani alcuni notevoli centri coloniali, come Cuernavaca e Puebla, il capoluogo di provincia a est di Città del Messico che colpisce per la sua esuberante architettura religiosa. Nel frattempo, la scoperta di metalli preziosi provocò la nascita di città minerarie, tra cui la bella cittadina di Taxco.

Come raggiungere la valle di Anáhuac

Per raggiungere queste località in auto, prendete una delle moderne autostrade che conducono fuori da Città del Messico, verso tutte le direzioni. Due autostrade, periferico e circuito interior, circondano in parte la capitale, mentre il viaducto la taglia da ovest a est.

Una rete di strade unisce le città più lontane; una metropolitana e frequenti autobus collegano la capitale alle aeree limitrofe; mentre, l’automobile, i bus a lunga percorrenza in partenza dai terminal de autobus cittadini o il taxi sono necessari per raggiungere i siti più remoti.

Sito archeologico di Cuicuilco, uno dei più antichi

Nella periferia meridionale di Città del Messico, a circa 20 chilometri dal centro, si trova il sito archeologico di Cuicuilco, uno dei più antichi nella valle del Messico, risalente al 600 a.C. L’elemento più importante del complesso è la piramide di Cuicuilco, una struttura circolare al centro di una collina utilizzata per riti religiosi e cerimoniali in epoca precolombiana.

La zona è molto frequentata da turisti e residenti; dalla vetta della collina si può ammirare un panorama spettacolare su Città del Messico.

Teotihuacan, “il luogo dove gli uomini diventano dei”

Situata a circa 50 chilometri a nord est di Città del Messico, Teotihuacan – letteralmente “il luogo dove gli uomini diventano dei” – è una delle straordinarie città dell’antico mondo. Dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, oggi il sito archeologico è una delle mete principali dei turisti che visitano Città del Messico.

Per riuscire ad apprezzare la grandiosità di questo imponente sito è necessario prepararsi ad una lunga camminata e a una faticosa scalata delle ripide piramidi, il tutto ad un’altitudine di 2300 metri, spesso sotto un sole cocente; quindi è meglio attrezzarsi con scarpe comode, cappello, occhiali da sole e tanta acqua.

Fondato prima dell’età cristiana, questo colossale centro urbano ospitava circa 200 mila persone e si estendeva per oltre 20 chilometri. Il centro religioso con il favoloso tempio di Quetzalcoatl, le maestose piramidi dedicate alle divinità del sole e della luna, il palazzo del giaguaro, oltre a ceramiche e pitture rurali, offrono una chiara testimonianza dello splendore della città; e molto ancora resta da scoprire. Se desiderate visitare Teotihuacan con una guida turistica preparata potete rivolgervi alle agenzie di Città del Messico oppure chiedere agli operatori in loco.

Tula, il più importante sito tolteco del Messico,

Circa 70 chilometri a nord di Città del Messico si trova Tula, il più importante sito tolteco del Messico, attivo tra il 900 e il 1200 d.C. Al suo apogeo, la città si estendeva per 16 chilometri e contava una popolazione di 40 mila individui. Secondo la leggenda a fondare la città fu il re tolteco Topiltzin, gran sacerdote di Quetzalcoatl (il dio serpente piumato) che fuggì da Tula per stabilirsi nella penisola dello Yucatan dove introdusse molti elementi artistici della sua cultura di origine.

Il luogo è conosciuto soprattutto per le sue gigantesche statue di pietra, gli Atlanti: quattro guerrieri in assetto di guerra alti più di 4 metri che circondano la piramide della stella del mattino e il Palacio Quemada (palazzo bruciato).

Cuernavaca, meta ideale

Il clima più caldo del sud attira i turisti nella frenetica Cuernavaca, meta ideale per i viaggiatori in gita a Città del Messico. Cuernavaca sorge a circa 80 chilometri dalla capitale. Già in epoca ispanica era la località di villeggiatura preferita dei governanti; lo stesso Cortés non resistette al suo fascino e vi fece costruire il suo palazzo.

Cuernavaca, Messico
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Per le vie di Cuernavaca

Conosciuta anche per i murales relizzati da Diego Rivera del 1930, che narrano la storia del Messico dalla conquista alla rivoluzione, è sede del Museo Regional de Cuauhnáhuac che ospita una fine raccolta di oggetti storici e archeologici.

Nell’antico chiostro della cattedrale de la Asuncion di Cuernavaca, simile ad una fortezza, costruita intorno al 1520, si trova il Museo Robert Brady, che ospita la ricca collezione dell’artista americano e opere di Frida Kahlo e Rufino Tamayo. Vale la pena anche fare due passi nei Jardìn Borda, ideati su modello di Versailles da José de la Borda, ricchissimo magnate dell’argento che era solito passare qui il periodo di villeggiatura.

Taxco, una delle città coloniali meglio conservate

In un austero scenario montano, situata a 1800 metri al di sopra del livello del mare, Taxco è una delle città coloniali meglio conservate del Paese, a metà strada tra Città del Messico e Acapulco. Questo borgo, scoperto dagli spagnoli nel 1522, deve la sua fortuna all’estrazione dell’argento e presenta ancora edifici secondo lo stile coloniale.

Fate un giro nei numerosi negozi che vendono monili d’argento, il souvenir tipico della città. Degna di nota è la chiesa de Santa Prisca, una magnifica costruzione con facciata in stile churrigueresca che domina su Plaza Borda. Dal teleferico si gode di una bella vista sulla città.

Puebla, patrimonio dell’umanità Unesco

A sud-est di Città del Messico si trova la splendida città di Puebla, capoluogo dello stato omonimo, quarta città del Paese, che è una delle più antiche città coloniali del continente americano. Il suo centro storico (Zócalo) è stato dichiarato patrimonio dell’umanità Unesco. Fondata nel 1531, fu il primo insediamento messicano a essere riorganizzato dai coloni spagnoli. Famosa per le belle ceramiche di Talavera, che con le loro geometrie e i loro colori rivestono pareti e cupole in ogni angolo, è anche nota per aver essere la città natale del mole poblano il piatto nazionale messicano.

La Puebla di oggi è un centro universitario che ha mantenuto viva la ricca eredità architettonica colonialista. Passeggiando per le strade del centro si possono ammirare chiese, palazzi e altri antichi edifici, che negli ultimi anni sono stati riconvertiti in musei ospitando collezioni di arte coloniale e artigianato oltre che preziose raccolte di reperti archeologici provenienti da tutto il Messico.

Un giorno a Bassano del Grappa: cosa vedere in questa perla veneta

Par : ritarossella
25 mai 2025 à 13:00

Attraversata dal fiume Brenta, Bassano del Grappa è una delle città più popolate e sviluppate del Veneto. Il suo artigianato, con le eccellenti ceramiche, e la tradizione gastronomica legata alla preparazione di prodotti come gli asparagi, il baccalà e la famosa grappa, sono l’orgoglio della città. Le vicende storiche che hanno interessato questo piccolo centro e i dintorni, hanno plasmato l’aspetto di questo bellissimo borgo d’Italia.

In questa guida, vi proponiamo un itinerario di un giorno a Bassano del Grappa con alcuni consigli su cosa vedere. Scopriremo così quanto il centro sia legato ai ricordi della Grande Guerra attraverso la storia del suo Ponte e dove viene prodotta la grappa più buona d’Italia.

Cosa visitare a Bassano

Il piccolo borgo di Bassano del Grappa in provincia di Vicenza, affacciato sul fiume Brenta, si visita in una giornata o un weekend all’insegna della storia e del relax. Ecco le tappe imperdibili attraverso la città.

Piazza della Libertà a Bassano del Grappa
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Piazza della Libertà, Bassano del Grappa

Il ponte vecchio di Bassano

Sul Ponte di Bassano, là ci darem la mano…”, citava una vecchia canzone degli Alpini. Situato nel punto in cui il fiume Brenta si restringe, il Ponte vecchio (o degli Alpini) è da sempre simbolo della città di Bassano del Grappa. La sua struttura originaria era in legno, ma in seguito a esondazioni del fiume e danni provocati dalle guerre venne distrutto e ricostruito svariate volte. Nel 1567 l’architetto Palladio ne progettò una nuova ricostruzione, ma l’idea venne bocciata poiché il disegno proposto era troppo somigliante all’architettura dei ponti romani. Si optò quindi per mantenere come progetto quello originale, ma apportando soluzioni tecniche e strutturali all’avanguardia.

Nel febbraio del 1945 il Ponte fu protagonista nella difesa della città negli ultimi mesi del secondo conflitto mondiale: i partigiani, per proteggere Bassano del Grappa, fecero esplodere il Ponte, che venne poi ricostruito per volontà degli Alpini e inaugurato nel 1948. Il Ponte vecchio è tappa obbligata dell’itinerario ciclabile della Valsugana, interessante percorso tra Trentino Alto Adige e Veneto.

Bassano del Grappa e il suggestivo Ponte Vecchio di sera
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Bassano del Grappa e il Ponte Vecchio con le luci della sera

Museo Hemingway e della Grande Guerra

Il Museo Hemingway e della Grande Guerra merita certamente una visita. Proprio la “Sezione Uno” della Croce Rossa, di stanza a Bassano del Grappa, vantava tra i volontari anche il celebre Hemingway. Nelle cinque sale espositive è possibile ripercorrere le varie fasi del conflitto e ammirare la documentazione della “Collezione Hemingway”.

Museo degli Alpini

In fondo al Ponte Vecchio di Bassano è possibile visitare anche il Museo degli Alpini dove sono raccolti cimeli e documenti fotografici del corpo militare impegnato sul Grappa e su altri fronti di guerra. Per accedervi, dovrete entrare nella caratteristica taverna che sorge alla testata del ponte e poi scendere le scale sulla sinistra. Il costo del biglietto è di solo 1,50 euro a persona.

Alta via del tabacco e ville storiche

Uscendo dal ponte sul lato opposto al centro, potrete fare una bella passeggiata costeggiando il Brenta per arrivare alla “via del tabacco” nota un tempo per le “masiere” dove veniva coltivato il tabacco. Da non perdere la bellezza di Villa Angarano Bianchi Michiel che è inserita tra le residenze palladiane patrimonio dell’Unesco, portata a compimento da Baldassarre Longhena.

Luoghi della grappa e distillerie

All’ingresso del Ponte un’altra cosa da vedere è la Grapperia Nardini, che oltre alle grappe classiche vi proporrà anche la “tagliatella”, liquore tipico della zona nato a fine ‘700, con note di fiori d’arancio, spezie ed erbe. Un’altra istituzione che ha fatto la storia della grappa italiana è la Distilleria Poli: da non perdere è la visita al Museo delle distillerie Poli, che sorge di fronte allo storico Ponte Vecchio, nell’antico Palazzo delle Teste. Soddisferà le vostre curiosità circa la produzione di questo famoso prodotto.

Viale dei Martiri

Potrebbe sembrare un viale come tanti altri, ma il suo significato storico lo rende invece una tappa importante nella visita di Bassano: è il Viale dei Martiri, che omaggia con il suo nome la memoria dei 31 partigiani che qui vennero impiccati sugli alberi (che ancora oggi fiancheggiano il viale e che portano una targa con il nome della vittima).

Il centro storico

Inoltrandovi nel centro storico di Bassano del Grappa, nella piazza centrale Montevecchio ammirate l’imponente palazzo del Monte di Pietà (o “Monte Vecchio”), l’antico fondaco dei Grani che sulla facciata porta il più antico stemma della città, ovvero due leoni rampanti ai lati di una torre. Nella piazza vi si affaccia anche la casa Dal Corno Bonato, la cui facciata vanta affreschi di Jacopo Da Ponte detto il Bassano. Fermatevi poi al Castello degli Ezzelini e visitate il Duomo di Santa Maria in Colle, iniziato nel 1000 e rifatto nel 1417.

In piazza della Libertà da non perdere è la chiesa di San Giovanni, in stile neoclassico realizzata nel 1300 dall’architetto Miazzi, e la Cappella del Sacramento in stile barocco. Da non perdere anche la chiesa di San Francesco, al cui interno si può ammirare la Madonna con il Bambino, Sant’Antonio e San Francesco.

Chiesa San Francesco a Bassano del Grappa
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Chiesa San Francesco, Bassano del Grappa

Non potrete non notare la Torre civica che domina l’intero centro storico, che risale al XIII secolo. Degno di visita il Tempio Votivo dei Caduti in stile neo gotico: ideato all’inizio del Novecento fu destinato dopo la Grande Guerra ad Ossario dei Caduti del Grappa. In questo luogo sono sepolti 6.000 soldati.

Bella ed elegante, la città di Bassano del Grappa vi aspetta per un giro fra le sue vie e per un’immancabile fotografia dal Ponte per immortalare un romantico paesaggio sul fiume che ha visto coppie innamorate di ogni generazione. Per concludere nel migliore dei modi la vostra giornata di visita, non vi resta che fermarvi in una trattoria a gustare i piatti tipici della tradizione, senza dimenticare di degustare, a fine pasto, una grappa locale.

Cosa vedere a Santo Domingo, la splendida capitale della Repubblica Dominicana

Par : ritarossella
22 mai 2025 à 14:30

Nell’immaginario comune la Repubblica Dominicana è spesso associata a spiagge paradisiache e resort all-inclusive, che richiamano turisti che hanno voglia di staccare e bisogno di comodità. In realtà la destinazione più popolare dei Caraibi ha molto di più da offrire e negli ultimi anni il paese ha investito significativamente nella promozione di un turismo culturale, enogastronomico e del benessere.

Santo Domingo, capitale del paese, è espressione di tutto questo. La sua Zona Coloniale, il quartiere storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, sta vivendo un importante progetto di riqualificazione che nel giro di un anno vedrà zone pedonali, case ristrutturate e la nascita di nuove attività ricettive, commerciali e culturali. Una visita che vale assolutamente la pena.

Dove si trova Santo Domingo

Santo Domingo si trova sulla costa meridionale della Repubblica Dominicana, affacciata sul Mar dei Caraibi. Fondata nel 1498 da Bartolomeo Colombo, fratello di Cristoforo Colombo, è la città più antica del Nuovo Mondo ancora abitata, vanto che i dominicani tendono a ricordare spesso, ricamando la storia con aneddoti, curosità e leggende.

Cosa vedere a Santo Domingo

Potrebbe essere sufficiente un solo giorno per visitare la capitale; ma ne vale anche due o tre, se si ha più tempo a disposizione, partendo dalla Zona Coloniale naturalmente.

Parque Colón e la Cattedrale Primada de América

La visita alla città antica non può che partire dal Parque Colón, una piazza ariosa, verde, costantemente animata da musica caraibica suonata dal vivo, dehors e artisti di strada. La piazza è dominata dalla statua di Cristoforo Colombo, opera dello scultore francese Ernest Gilbert, eretta nel 1887, nello stesso periodo in cui la Francia donò la Statua della Libertà agli Stati Uniti. ll dito della statua di Colombo punta n alto, verso la meta e, tra i locali, per indicare una cosa altamente improbabile si dice che succederà quando il dito di Colombo punterà verso il basso.

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Fonte: AS
Parque Colón, cuore della Zona Coloniale di Santo Domingo

Di fronte, si erge la maestosa Cattedrale Primada de América, la prima cattedrale costruita nel Nuovo Mondo, consacrata nel 1541. La cattedrale, in stile gotico e rinascimentale, custodisce numerose opere d’arte e dettagli architettonici di pregio, tra cui portali scolpiti e navate maestose. È un luogo di grande importanza storica e religiosa, che racconta le prime fasi della cristianizzazione delle Americhe. Intorno alla cattedrale si possono notare grandi gargoyle costruiti per l’nterno, ma risultati poi troppo pesanti per il trasporto e lasciati fuori.

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Fonte: AS
Cattedrale Primada de América, la prima cattedrale costruita nel Nuovo Mondo

Sulla piazza si affacciano diversi dehor di cafè e ristoranti, e pare che quello all’incrocio a sinistra con la spalle alla cattedrale sia chiamato “il bar degli schizzati” perchè qui ci si veniva a consolare dopo discussioni o delusioni. Intorno alla piazza si aprono le vie con le casette coloniali basse e colorate, i negozi di pietre (ambra e larimar sono le più famose), di caffè e sigari per lo shopping.

Convento de los Dominicos e Universidad Santo Tomás de Aquino

Proseguendo lungo Calle Padre Billini, si incontra il Convento de los Dominicos, uno degli edifici religiosi più antichi delle Americhe, la cui costruzione iniziò nel 1510. Accanto al convento si trova l’Universidad Santo Tomás de Aquino, fondata nel 1538, considerata la prima università del Nuovo Mondo. Nella piazza antistante, spesso si tiene un mercatino artigianale dove è possibile acquistare prodotti locali e souvenir unici.

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Fonte: AS
Convento de los Dominicos, uno degli edifici religiosi più antichi delle Americhe

La Basilica Virgini de Alta Gratia e l’ospedale San Nicola di Bari

Poco distante dal cuore della Zona Coloniale si trovano i resti dell’ospedale San Nicola di Bari, considerato il primo ospedale costruito nelle Americhe. Edificato nel XVI secolo, fu un esempio avanzato di assistenza sanitaria per l’epoca. Le sue rovine oggi raccontano una pagina importante della storia sanitaria e architettonica coloniale.

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Fonte: AS
I resti dell’ospedale San Nicola di Bari

Sempre in zona, merita una visita anche la Basilica de Nuestra Señora de la Altagracia, dedicata alla patrona spirituale del popolo dominicano. Anche se l’edificio attuale è più recente rispetto ad altri monumenti storici, rappresenta un simbolo molto amato e un punto di riferimento per la religiosità del paese.

Plaza de España, statua di Nicolás de Ovando e Alcázar de Colón

La Plaza de España è una delle piazze più ampie e suggestive della città. Al centro si trova la statua di Nicolás de Ovando, governatore che nel 1502, dopo la distruzione causata da un uragano, ricostruì Santo Domingo in pietra secondo un modello con pianta a griglia regolare. Sul lato nord della piazza si erge l’Alcázar de Colón, residenza di Diego Colombo, figlio di Cristoforo Colombo, oggi trasformata in museo che espone arredi e oggetti d’epoca.

La piazza si apre verso il fiume Ozama ed è particolarmente affascinante al tramonto, quando i tavolini all’aperto dei ristoranti si riempiono e le facciate degli edifici si tingono di rosa. .

Museo de las Casas Reales

Vicino alla Plaza de España, il Museo de las Casas Reales occupa un edificio del XVI secolo che un tempo ospitava le istituzioni coloniali spagnole. Il museo offre una panoramica dettagliata della vita coloniale, con esposizioni di artefatti, documenti e oggetti storici che raccontano la storia della Repubblica Dominicana.

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Fonte: AS
Museo de las Casas Reales

Mausoleo nella ex chiesa dei Gesuiti

La ex chiesa dei Gesuiti, a poca distanza dal Museo de las Casas Reales, è stata trasformata in un mausoleo che ospita le tombe di importanti generali dominicani, di poeti e scrittori. All’interno sono esposti oggetti e doni ricevuti da altri generali, come il lampadario ricevuto dal generale spagnolo Francisco Franco  o le grglie con svastiche dei nazisti.

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Fonte: AS
Mausoleo nella ex chiesa dei Gesuiti

Faro a Colón

Al di fuori della Zona Coloniale, nel quartiere orientale di Santo Domingo, si trova il Faro a Colón, un monumento imponente a forma di croce latina inaugurato nel 1992, dopo la valutazione e analisi di oltre 450 progetti diversi. Oltre a essere il mausoleo che si dice ospiti i resti di Cristoforo Colombo, il Faro è anche un museo con esposizioni sulla storia della scoperta delle Americhe. La piazza davanti al Faro è immensa, asciutta,  estremamente impattante.

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Fonte: iStock
Vista aerea del famoso edificio del faro di Cristoforo Colombo a Santo Domingo

Fortezza di Ozama

La Fortaleza Ozama è uno dei simboli più antichi e importanti di Santo Domingo. Costruita tra il 1502 e il 1508 in pietra corallina, è la più antica fortezza europea del continente americano. Situata in posizione strategica alla foce del fiume Ozama, veniva utilizzata per proteggere l’ingresso al porto e la città dagli attacchi via mare. La sua torre principale, chiamata Torre del Homenaje, offre una splendida vista sulla città vecchia e sul fiume. Oggi è possibile visitare gli spazi interni, le mura e i camminamenti, immergendosi nella storia militare coloniale.

Il Malecón di Santo Domingo

Il Malecón di Santo Domingo è un lungo viale costiero che si estende per diversi chilometri lungo il Mar dei Caraibi. È il luogo ideale per una passeggiata al tramonto, tra palme, sculture moderne, hotel e locali notturni. Lungo il Malecón si svolgono numerosi eventi durante l’anno, tra cui il celebre Carnevale e concerti all’aperto. Alcuni tratti del lungomare sono stati recentemente riqualificati, con piste ciclabili e spazi verdi, rendendolo un punto di incontro molto amato da turisti e residenti.

La città moderna

Oltre alla Zona Coloniale, Santo Domingo è crescuta nei quartieri moderni come Piantini, Naco e Gazcue. In queste zone si trovano centri commerciali di lusso, ristoranti gourmet, rooftop bar e hotel internazionali. La città moderna è anche sede di importanti istituzioni politiche ed economiche, università, ambasciate e centri culturali. Un contrasto affascinante rispetto alla parte storica, che mostra il volto più cosmopolita e contemporaneo della capitale dominicana.

Altri musei da non perdere

  • Museo Infantil Trampolín: situato nella Casa Rodrigo de Bastidas, questo museo interattivo è dedicato ai bambini e offre esposizioni su scienza, ecologia e cultura dominicana.
  • Museo del Hombre Dominicano: situato nella Plaza de la Cultura, il museo presenta una vasta collezione di oggetti e reliquie dei Taínos, gli abitanti originari dell’isola.
  • Museo de Cera Juan Pablo Duarte: dedicato al padre della patria dominicana, il museo espone figure di cera che rappresentano momenti chiave della storia del paese.
  • Museo de las Atarazanas Reales: ospitato negli antichi cantieri navali reali, il museo ospita una collezione unica di reperti subacquei, tra cui tesori recuperati da naufragi storici.

Come arrivare a Santo Domingo e muoversi nel centro storico

Santo Domingo è servita dall’Aeroporto Internazionale Las Américas (SDQ), situato a circa 30 minuti dal centro città. Dall’aeroporto, è possibile raggiungere la Zona Coloniale in taxi, autobus o tramite servizi di ride-sharing.

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Il trenino turistico per un tour nella Zona Coloniale

Il centro storico è compatto e facilmente visitabile a piedi; ma ci sono diversi negozi per noleggiare biciclette o monopattini. In alternativa, specialmente per chi viaggia in famiglia, c’è il trenino turistico per un tour guidato nella Zona Coloniale.

Cosa vedere nella Carolina del Nord, il cuore selvaggio e autentico dell’America

Par : ritarossella
18 mai 2025 à 13:06

Da quando è possibile viaggiare anche oltreoceano, gli Stati Uniti sono mete ambitissime dai viaggiatori di tutto il mondo. Molto spesso, nell’immaginario comune, ci sono la Statua della Libertà, il lungomare infinito di Miami e i parchi incredibili che impreziosiscono la costa ovest di questa zona del mondo, ma niente (o quasi) di autentico.

Quando si decide di partire alla volta degli USA, infatti, difficilmente si pensa al Nord Carolina (North Carolina), uno Stato ricco di montagne, spiagge selvagge, piccole città che sembrano ferme nel tempo e una cultura che sa di barbecue e musica bluegrass.

Ed è un peccato perché questo Stato, decisamente più sottovalutato rispetto ad altri, nei fatti rappresenta l’America pura, quella senza filtri. Scopriamo insieme cosa fare e vedere nella Carolina del Nord.

Dove si trova e come arrivare nella Carolina del Nord

Il North Carolina vanta una posizione privilegiata: sorge sulla costa est degli Stati Uniti, a metà strada tra New York e la Florida. Confina a nord con la Virginia, a ovest con il Tennessee, a sud con la South Carolina e a est si affaccia sull’Oceano Atlantico. Pur avendo Nord nel nome, nei fatti è il centro nevralgico del Sud.

Dal nostro Paese non esistono voli diretti per i due scali principali:

  • Charlotte Douglas International Airport (CLT): uno dei più trafficati, molto utilizzato da American Airlines;
  • Raleigh-Durham International Airport (RDU): più piccolo ma ben collegato con le principali città americane.

Il modo più comodo per i viaggiatori provenienti dall’Italia è volare su New York, Atlanta o Philadelphia, e poi prendere una coincidenza interna. In alternativa, si può atterrare in una città vicina e guidare fino al North Carolina: il paesaggio vale il viaggio.

Una volta lì, l’auto a noleggio è obbligatoria, anche perché il trasporto pubblico è poco sviluppato e le distanze sono notevoli.

Cosa vedere nella Carolina del Nord

Il Nord Carolina, a differenza di molti altri Stati USA, è da vivere con lentezza, a caccia dell’essenza americana con tutte le sue contraddizioni, la bellezza ruvida e un’accoglienza che non ha bisogno di frasi fatte. Tantissime sono le cose da vedere, ma noi abbiamo selezionato le migliori in assoluto.

Outer Banks

Ci è voluta una serie Tv (omonima) di successo per accendere davvero i riflettori sulle Outer Banks, meravigliose isole di sabbia della Carolina del Nord che possono essere tranquillamente paragonate a un paradiso in Terra. Chiamate OBX dai residenti, rappresentano una specie di barriera naturale tra l’oceano Atlantico e il continente. Da una parte c’è il mare aperto, spesso pieno di onde (sì, ci sono moltissime persone che praticano surf), mentre dall’altra si fanno spazio le acque calme delle Pamlico e Albemarle Sounds. In mezzo: strade dritte, fari storici, villaggi lenti e una natura che si fa rispettare.

Outer Banks, North Carolina
Fonte: iStock
Classico paesaggio delle Outer Banks

Qui, l’America dei grattacieli che sembrano infiniti non esiste e nemmeno quella patinata di Hollywood: non ci sono palazzoni che svettano all’orizzonte, niente palme finte e nemmeno villaggi turistici all inclusive. Da queste parti è tutto più grezzo, spartano, reale. Le spiagge sono vuote e i cieli infiniti.

Tra le attrazioni da non perdere vi suggeriamo:

  • Cape Hatteras National Seashore: parco nazionale che protegge una buona fetta delle isole. Chilometri di sabbia, dune, mare mosso e zero cemento. Romantico e simbolico è il Cape Hatteras, con un faro a strisce bianche e nere, il più alto degli Stati Uniti;
  • Jockey’s Ridge State Park: enorme sistema di dune mobili, le più alte della costa est degli USA. Sembra quasi un deserto, ma con l’oceano a due passi;
  • Ocracoke Island: raggiungibile solo in traghetto, è piccola, selvaggia e con una storia piratesca alle spalle (Blackbeard ci è morto). L’atmosfera è diversa, quasi caraibica, ma con l’anima del Sud:
  • Wild Horses a Corolla: a bordo di un 4×4, si possono ammirare cavalli selvatici che vivono sulla spiaggia, discendenti di quelli portati qui dai conquistatori spagnoli.

Great Smoky Mountains

Al confine con il Tennessee, Great Smoky Mountains National Park è uno dei parchi più visitati d’America grazie alla sua natura potente e viva. Il nome, “Smoky”, proviene dalla nebbia (o meglio, foschia naturale) che avvolge le montagne e dà quell’aspetto da luogo sospeso nel tempo.

La parte nordcaroliniana è meno turistica rispetto al lato del Tennessee, ma proprio per questo più selvaggia e autentica: è popolata da montagne ondulate, fiumi impetuosi, sentieri immersi nel verde e una quantità imbarazzante di cascate e fauna selvatica. Tra le attrazioni da non perdere assolutamente ci sono:

  • Clingmans Dome: punto più elevato del parco con i suoi 2.025 metri di altezza. La cima si può raggiungere in auto, poi breve camminata (ripida ma asfaltata) fino all’osservatorio circolare;
  • Cascate: torrenti, rapide e scroscianti flussi d’acqua impreziosiscono tutto il territorio, alcuni sono a bordo strada, altri richiedono escursioni;
  • Great Smoky Mountains Railroad: treno panoramico storico che attraversa valli, fiumi e ponti (parte però dal lato del Tennessee).

“Research Triangle”: Raleigh, Durham e Chapel Hill

Raleigh, Durham e Chapel Hill formano quello che è conosciuto come il “Research Triangle”, ovvero tre città vicine tra loro e collegate da università prestigiose e una cultura che mescola tecnologia, arte e tradizione del Sud in un modo tutto loro.

Raleigh è la capitale dello Stato, ma che quasi nulla ha a che vedere con le metropoli americane: il centro non è enorme e il traffico è più o meno contenuto. Qui, infatti, è tutto ben calibrato, con quartieri con palazzi governativi, musei seri e un’atmosfera rilassata. Durham, dal canto suo, è la città più “vissuta” del trio, e per questo anche più creativa e più interessante se si desidera sperimentare vibrazioni autentiche.

Chapel Hill è la città universitaria per eccellenza per via della presenza della prestigiosa University of North Carolina, una delle più antiche e rispettate università pubbliche USA. Chapel Hill è quel tipo di città da film americano: campus grande, strade alberate, caffè dove studiano ragazzi con i libri ovunque e una vita culturale che ruota attorno all’università.

Wilmington e le spiagge del Sud

Un’altra delle cose da vedere nel North Carolina è Wilmington, piccola città portuale con un’anima semplice ma genuina. Vanta un grazioso centro storico con belle case antiche, strade acciottolate e qualche bar e ristorante dove si mangia davvero bene, senza troppi fronzoli. Le attrazioni da non perdere assolutamente sono:

  • Downtown Historic District: quartiere che sembra rimasto fermo nel tempo, con negozi indipendenti, caffè all’aperto e un mix di vecchio e nuovo che funziona;
  • Battleship North Carolina: corazzata della Seconda Guerra Mondiale trasformata in museo galleggiante;
  • Riverwalk: una passeggiata lungo il fiume con bar e ristoranti.

E poi ci sono le spiagge vicine alla cittadina, che consentono di staccare dal caos e rilassarsi tra sabbia, vento e un’atmosfera semplice. La Carolina Beach è  la più “vintage”, con un piccolo lungomare, giostre, e ristorantini di pesce. Poi c’è Wrightsville Beach, più cara rispetto all’altra ma con onde buone per surfare e un’atmosfera da local. Infine Kure Beach, meno turistica e più tranquilla. Una piccola curiosità: più di 100 episodi di Dawson’s Creek sono stati girati proprio a Wilmington e nel suo bellissimo territorio.

Charlotte

La città di Charlotte rappresenta un volto completamente diverso rispetto al Nord Carolina di cui abbiamo parlato fino a questo momento. Oltre a essere la città più grande dello Stato, è uno dei principali centri finanziari degli Stati Uniti, con una forte presenza di banche importanti, seconda solo a New York in alcuni ambiti bancari. Qui l’aria è quella di un Sud che ha mollato la scorza rurale per indossare giacca e cravatta, grattacieli e traffico.

Charlotte è dominata da moderni palazzi che sembrano voler toccare il cielo con i loro tetti, quartier generali di grandi banche e società. È una metropoli in crescita e in quanto tale non mancano il traffico e il ritmo frenetico.

Gli amanti dei motori devono assolutamente fare un salto al NASCAR Hall of Fame, luogo in cui nacque il mito delle corse automobilistiche americane. Si tratta infatti di un museo che è un perfetto mix di storia, tecnologia e passione per la velocità. Molto interessante è anche Uptown, quartiere centrale con ristoranti, bar e qualche museo.

9 cose da fare nel North Carolina

Tra montagne nebbiose, spiagge selvagge lambite dall’Atlantico, città universitarie piene di vita e centri finanziari moderni, nel Nord Carolina è possibile fare delle esperienze davvero uniche nel loro genere:

  1. Guidare sulla Blue Ridge Parkway: strada di 750 km che si sviluppa tra Virginia e North Carolina, seguendo il crinale delle Blue Ridge Mountains. È però la parte nordcaroliniana a essere più spettacolare, specialmente tra Blowing Rock e Cherokee. Parliamo infatti di una delle autostrade panoramiche più lunghe e spettacolari degli Stati Uniti, dove il paesaggio cambia con le stagioni;
  2. Mangiare il vero barbecue del Sud: da queste parti, il barbecue è una religione. Non si tratta quindi di cucina gourmet, ma di cibo di sostanza, fatto di sapori decisi e tradizione;
  3. Visitare le miniere di gemme di Hiddenite: lo Stato è uno dei pochi al mondo dove si può scavare e trovare gemme vere, come lo smeraldo di Hiddenite. A disposizione per i visitatori ci sono quindi escursioni nelle miniere, attraverso le quali portarsi a casa un ricordo autentico (non di certo una cianfrusaglia);
  4. Partecipare a un festival della musica bluegrass o country: il North Carolina è uno dei cuori pulsanti di questi generi, al punto che ci sono diversi appuntamenti a cui prendere parte, sia nei piccoli paesini di montagna sia in grandi località come Raleigh o Asheville;
  5. Esplorare le Linville Gorge: sono conosciute come il “Grand Canyon del Sud” e vi si possono fare trekking estremi e vivere avventure fuori dal comune. No, non è un posto per turisti che amano le comodità e che difficilmente praticano escursioni;
  6. Fare kayak o paddleboard sui fiumi e laghi interni: grazie ai numerosi corsi d’acqua presenti, ci si può immergere completamente nella natura, tra foreste e animali selvatici;
  7. Passeggiare tra le piantagioni storiche: raccontano la complessa storia del sud, tra schiavitù, guerra civile e ricostruzione. È importante sapere, però, che non è turismo leggero;
  8. Fare una degustazione di whisky artigianale: il Nord Carolina sta vivendo una piccola rivoluzione nella produzione di whisky, con distillerie artigianali che danno vita a liquori unici;
  9. Scoprire la cultura dei nativi Cherokee: visitando Qualla Boundary, loro riserva ufficiale, per conoscere storia, esplorare musei dedicati e partecipare a eventi culturali autentici, lontano dal turismo di massa.
Blue Ridge Parkway, Nord Carolina
Fonte: iStock
Un bellissimo tratto della Blue Ridge Parkway

Consigli utili per visitare la Carolina del Nord

Per viaggiare in North Carolina è importante avere un passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Se il soggiorno è di meno di 90 giorni, si può entrare con il programma ESTA (Electronic System for Travel Authorization), che si può ottenere online prima della partenza. Se non si è idonei all’ESTA, si può fare richiesta di un visto turistico B2. Attenzione però, perché è necessario un biglietto aereo di ritorno o proseguimento, in quanto le autorità americane spesso lo chiedono al controllo di frontiera.

È caldamente consigliata anche un’assicurazione sanitaria di viaggio, perché le spese mediche negli USA sono molto care. Per il resto, è fondamentale noleggiare un’auto: le distanze sono notevoli, le città sono sparse e il trasporto pubblico è quasi inesistente fuori dai centri urbani.

Consigliamo anche di mettere in valigia abbigliamento per tutti i climi, poiché dal caldo umido delle coste è facile passare alle fresche arie delle montagne. È utile quindi avere vestiti leggeri per il giorno e qualcosa di più caldo per la sera, soprattutto in montagna.

Le zone più famose, come le Blue Ridge Mountains e le Outer Banks, sono più gettonate nei mesi caldi e durante il foliage autunnale. In queste circostanze è perciò necessario organizzarsi con anticipo. Un altro importante suggerimento è evitare i ristoranti troppo turistici per puntare, in cambio, su piccoli locali, mercati contadini o food truck. In alcune zone rurali o mercati locali (ce ne sono diversi) vi potreste trovare meglio pagando in contanti, perché non tutti accettano carte.

È poi fondamentale informarsi sulle regole delle aree naturali, perché parchi e riserve hanno norme precise per la sicurezza e la tutela dell’ambiente. La Carolina del Nord è visitabile durante tutto l’anno, ma se si è in cerca di un mix perfetto di clima, natura e meno folla, è meglio puntare all’autunno o alla primavera.

Un giorno a Pilsen, cosa vedere mentre si va a spasso per le vie del centro (e non solo)

Par : ritarossella
15 mai 2025 à 13:58

Il nome Pilsen può sembrare familiare a molti, soprattutto a coloro che amano bere bene: è la città in cui è nata e si produce la birra eponima, una località dal carattere autentico, vibrante e sorprendentemente sottovalutata. Il luogo in cui, nell’ormai lontano 1842, venne al mondo questa gustosa bevanda che ha cambiato per sempre il mondo della birra. Ma Pilsen non è solo luppolo e malto: è un mix perfetto di architettura gotica, street art, locali alternativi e storia industriale. Scopriamo insieme cosa vedere in città in un giorno.

Dove si trova e come arrivare a Pilsen

Pilsen, il cui nome in ceco è Plzeň, sorge nella parte occidentale della Repubblica Ceca, a circa 90 km a sud-ovest di Praga. È la quarta città più grande del Paese ed è capoluogo della regione omonima. Arrivarci, per fortuna, è piuttosto semplice:

  • In treno: da Praga ci sono collegamenti frequenti dalla stazione centrale (Praha hlavní nádraží). Il viaggio dura circa 1 ora e trenta minuti e i prezzi sono piuttosto economici rispetto agli standard italiani:
  • In autobus: diverse compagnie operano la tratta (sempre da Praga). La durata del viaggio è simile al treno, mentre i costi spesso ancora più bassi;
  • In auto: si raggiunge in circa 1 ora tramite l’autostrada D5 (direzione Germania).

Cosa vedere a Pilsen in una mattinata

Passeggiando tra le ampie piazze, torri gotiche e spazi industriali riconvertiti, non si può che rimanere sorpresi: la città sfoggia un mix unico di storia, cultura e atmosfere autentiche. In un solo giorno è davvero possibile immergersi nell’essenza di una località che ha saputo reinventarsi senza perdere il suo carattere, regalando sorprese in ogni angolo.

Piazza della Repubblica (Náměstí Republiky)

La mattinata può iniziare dalla sontuosa Piazza della Repubblica, cuore pulsante della città e una delle più grandi e scenografiche della Repubblica Ceca. Si distingue per essere ampia e ariosa, ma anche perché abbracciata da edifici antichi che raccontano secoli di storia, dal Medioevo al Rinascimento fino all’epoca barocca.

Le sue dimensioni sono davvero generose – si estende su quasi 11.000 metri quadrati – e le permettono di essere quasi costantemente illuminata, condizione rara per una città con radici medievali.  Intorno alla piazza si trovano strutture che risalgono al XV e XVI secolo, alcune delle quali adornate successivamente con affreschi e stucchi barocchi. In passato ospitavano nobili famiglie, mercanti prosperi e botteghe artigiane, mentre oggi sono la sede di negozi, caffè e ristoranti.

Il nostro consiglio è di prendervi del tempo per ammirare le colorate facciate dei palazzi, in modo da riuscire a rendervi conto quanto questa città abbia saputo conservare la sua anima medievale, pur adattandola alle esigenze moderne. Piazza della Repubblica, tra le altre cose, è un luogo di eventi culturali, mercati tradizionali e festival durante tutto l’anno.

Cattedrale di San Bartolomeo (Katedrála svatého Bartoloměje)

Uno degli edifici più degni di nota di Piazza della Repubblica è la Cattedrale di San Bartolomeo, vero e proprio gioiello architettonico e, contemporaneamente, una delle chiese gotiche più imponenti della Repubblica Ceca. La sue origini risalgono al XIII secolo, mentre la struttura attuale si consolidò solo tra il XIV e il XV secolo, diventando un simbolo di potere e fede per la città.

L’elemento più spettacolare dell’edificio religioso è la sua torre campanaria, che con ben 102,6 metri è la più alta del Paese e una delle più slanciate d’Europa. Sì, si può salire sulla sua cima, ma bisogna dotarsi di un po’ di fiato e pazienza perché ci sono circa 300 gradini da fare. Non una passeggiata, quindi, ma ciò che vi possiamo assicurare è che la fatica viene ampiamente ricompensata con la presenza di una terrazza panoramica da cui approfittare di una vista a 360 gradi, che spazia dall’affascinante centro storico fino alla campagna circostante, le colline dei Balcani e, nelle giornate più limpide, persino le cime delle Alpi.

All’interno la cattedrale colpisce per le sue proporzioni imponenti e la luce che filtra attraverso le vetrate colorate, creando un’atmosfera quasi mistica. Le navate, le cappelle laterali decorate e gli altari barocchi raccontano la storia religiosa e artistica della città. Di particolare interesse è anche l’organo a canne, uno dei più grandi della Repubblica Ceca.

Tre fontane dorate (Tři zlaté fontány)

Tra i punti di interesse più suggestivi della ci sono anche le Tre fontane dorate, le quali rappresentano un perfetto esempio di come tradizione e modernità possano convivere in modo armonioso. Realizzate nel 2010 dall’artista ceco Ondřej Císler, vantano uno stile contemporaneo e soggetti piuttosto insoliti: un angelo, un cammello e un levriero. Tre animali che, a essere del tutto onesti, non sono casuali, in quanto il loro significato è storico e simbolico, profondo e derivato dallo stemma cittadino di Pilsen, risalente al XIII secolo.

L’angelo simboleggia la protezione divina sulla città, mentre il cammello rappresenta il commercio e i mercanti che, nel Medioevo, portarono ricchezza e sviluppo economico, richiamando le antiche rotte commerciali e l’apertura di Pilsen al mondo. Il levriero, dal canto suo, è simbolo di nobiltà, agilità e fedeltà, qualità apprezzate e diffuse nella società medievale locale.

Le fontane sono realizzate in bronzo dorato e si ergono su piedistalli che catturano la luce del sole, creando giochi di riflessi e un effetto quasi magico nel cuore della piazza. L’acqua zampilla dalle bocche degli animali, attirando l’attenzione di passanti e visitatori. Nel corso del tempo, le Tre fontane dorate si sono anche trasformate in un punto di ritrovo popolare e oggi rappresentano un piccolo capolavoro che fonde arte, storia e vita quotidiana.

Tre fontane dorate, Pilsen
Fonte: iStock
Una delle Tre fontane dorate

Grande Sinagoga di Pilsen (Velká synagoga)

Dalla piazza vale la pena camminare per qualche minuto e raggiungere la Grande Sinagoga di Pilsen, uno dei monumenti più sorprendenti in assoluto. Questa sinagoga, infatti, non è solo un importante luogo di culto e memoria, ma anche un capolavoro architettonico unico nel suo genere.

È la più grande della Repubblica Ceca, la seconda in Europa (dopo quella di Budapest) e la terza più estesa del mondo. Parliamo perciò di un qualcosa di mastodontico, dimensioni scelte e volute per testimoniare la rilevanza e la prosperità della comunità ebraica di Pilsen alla fine del XIX secolo.

Costruita tra il 1888 e il 1893, si presenta come un mix affascinante di stili: principalmente moresco con elementi neoromanici e neogotici. Le due torri gemelle sulla facciata e la grande cupola centrale catturano subito l’attenzione. L’uso di mattoni rossi, decorazioni geometriche e arabeschi ricorda le architetture nordafricane e mediorientali, rendendola visivamente diversa da qualsiasi altro edificio della città.

L’interno è quasi una contraddizione, perché è maestoso e al tempo stesso raccolto. Ci sono archi ogivali, colonne ornate, decorazioni dipinte e una straordinaria acustica. Al giorno d’oggi l’edificio è utilizzato regolarmente per concerti, mostre e eventi culturali, ma una visita consente certamente di poter onorare la memoria, grazie anche alle mostre permanenti e temporanee sulla vita ebraica in Boemia.

Città sotterranea di Pilsen (Plzeňské historické podzemí)

Ci vogliono circa 50 minuti per visitare la Città sotterranea di Pilsen, un’attività che consigliamo assolutamente ma che deve essere inserita con furbizia nel propio itinerario di un giorno. Un’esperienza da fare poiché si tratta di un esteso sistema di corridoi, cantine e pozzi scavati sotto il centro storico.

Parliamo quindi di un intricato labirinto di oltre 20 km di gallerie che si snodano sotto le strade della città vecchia. Scavate a partire dal XIV secolo, queste strutture venivano utilizzate per conservare birra, cibo, armi e beni preziosi, e in tempi di guerra fungevano anche da rifugi.

Solo una parte è aperta al pubblico, ma bastano circa 800 metri di percorso guidato per immergersi in un’atmosfera affascinante fatta di umidità, buio e storia medievale. Qui si ha l’opportunità di scoprire antichi pozzi per l’acqua potabile, grotte di fermentazione per la birra, strumenti e utensili del passato e ricostruzioni storiche e oggetti originali. Un piccolo consiglio: le temperature sono di circa 6-8°C durante tutto l’anno, quindi è consigliabile avere una giacca anche in estate. I biglietti sono invece acquistabili presso il Museo della Birra.

Cosa vedere a Pilsen in un pomeriggio

Se la mattina si può dedicare al passato, alla storia e a ciò che ha plasmato l’anima di Pilsen, il pomeriggio è perfetto per andare alla scoperta del suo volto più underground, della sua storia industriale e di altrettante caratteristiche che la rendono unica nel suo genere.

Museo della Birra (Pivovarské muzeum)

Dopo aver visitato i sotterranei che aiutano a comprendere meglio come vivevano i cittadini di Pilsen nel Medioevo, come conservavano cibo e birra, e come usavano il sottosuolo in tempo di guerra o pestilenze, vale la pena recarsi al Museo della Birra. Si trova all’interno di un autentico edificio del XV secolo e offre un’esperienza coinvolgente che permette di “viaggiare” tra secoli di tradizione birraria.

Tra una malteria gotica completa di pavimenti per la germinazione, forno per l’essiccazione e rulli per la lavorazione del malto, cantine medievali utilizzate per la fermentazione e la conservazione della birra, una collezione di boccali e bottiglie provenienti da tutto il mondo e molto altro ancora,  è possibile partecipare anche a delle degustazioni che includono l’assaggio di 8 birre diverse accompagnate da snack leggeri.

Birrificio Pilsner Urquell (Plzeňský Prazdroj)

Avete presenti quei luoghi che occorre visitare obbligatoriamente altrimenti non si può in nessun modo dire di esserci veramente stati? Bene, è il caso del Birrificio Pilsner Urquell, il posto in cui, nel 1842, nacque la prima birra pilsner chiara della storia. A disposizione dei viaggiatori c’è un tour guidato (anche in italiano su prenotazione o con audioguida) che, passo dopo passo, conduce dentro l’anima del birrificio, ancora oggi in attività. L’esperienza è divisa in diverse tappe:

  1. Sala di cottura storica: enormi caldaie in rame originali permettono di scoprire la combinazione tra malto chiaro, luppolo di Žatec, acqua purissima e lievito, ciò che ha dato vita a un prodotto rivoluzionario;
  2. Ghiacciaie e cantine sotterranee: labirinto di tunnel scavati nella roccia, freddi e umidi, dove la birra fermentava a basse temperature già nell’Ottocento. Qui avviene il momento clou, ovvero la degustazione direttamente da botti in legno, di birra non pastorizzata e non filtrata;
  3. Impianto moderno e imbottigliamento: con un impressionante sistema di imbottigliamento automatizzato (capace di gestire 120.000 bottiglie all’ora).

Zona DEPO2015

L’ultima tappa che vi consigliamo di fare durante una visita di un giorno a Pilsen è la zona DEPO2015, uno degli spazi più dinamici e sorprendenti della città. Nato come ex deposito di tram e autobus, è stato completamente riconvertito in occasione del titolo di Capitale Europea della Cultura 2015. Oggi è un centro culturale multifunzionale dedicato alla creatività urbana, all’innovazione e all’arte contemporanea.

L’intero complesso è decorato con murales e graffiti di artisti cechi e internazionali. Le pareti, i cortili e perfino i vecchi tram sono stati trasformati in tele urbane che cambiano nel tempo. Vi sono inoltre ospitate esposizioni su design, fotografia, sostenibilità, arte interattiva e temi sociali contemporanei, e sono anche presenti degli spazi condivisi dove creare prototipi, lavorare con stampanti 3D, legno, metallo e molto altro ancora.

Ma non è finita qui, perché durante l’anno si tengono persino festival creativi, mercati vintage, swap party, eventi gastronomici e fiere del design indipendente.

Cosa vedere a Stresa, incantevole località del lago Maggiore

Par : ritarossella
14 mai 2025 à 20:00

La bellissima cittadina di Stresa è una delle località turistiche più belle e frequentate del nord Italia e del lago Maggiore e, da moltissimo tempo, attrae un grande flusso turistico per via delle sue attrazioni culturali, il suo incantevole lungolago e per il suo panorama meraviglioso.

La cittadina è altresì nota per la sua nutrita offerta culturale: ogni anno vengono organizzati importanti eventi musicali, prestigiosi premi letterari ed eventi privati esclusivi, che trovano in tale magico contesto una cornice perfetta.

Dove si trova e come raggiungerla

Stresa si trova sul versante occidentale del lago Maggiore, nella provincia di Verbano-Cusio- Ossola, in Piemonte. Incantevole borgo lacustre, conta circa cinquemila abitanti ed è situato in un contesto paesaggistico senza pari: da Stresa si ha infatti una visuale ottimale delle Alpi e tutto il territorio del comune si affaccia sulle acque del lago Maggiore, che ospita le celebri isole Borromee, visitabili in giornata anche con tour in barca organizzati.

Se arrivate in auto dalla Svizzera passando per il Passo del Sempione, vi basterà proseguire sulla SS33 che si trasforma nell’autostrada A26 e uscire a Baveno-Stresa.
Partendo invece da San Bernardino, Bellinzona o Locarno, seguite la strada panoramica lungo il Lago Maggiore (SS34 fino a Verbania, poi SS33 verso Milano): con il lago sempre alla vostra sinistra, Stresa vi aspetta al termine di un tragitto pittoresco.

Chi parte da Milano può prendere l’autostrada A8 in direzione Laghi e continuare sulla A26 verso Gravellona Toce. Uscendo ad Arona, basta seguire la SS33 per circa 18 km costeggiando il lago sulla destra.
In alternativa, potete continuare fino all’uscita Carpugnino (non accessibile agli autobus): da lì una suggestiva stradina panoramica scende per 5 chilometri direttamente a Stresa.
Se preferite rimanere sull’autostrada, l’uscita Baveno-Stresa vi porterà direttamente in riva al lago: da lì, guidate per altri 5 km con il lago alla vostra sinistra per raggiungere il centro.

Stresa è ben collegata lungo la linea ferroviaria Milano–Domodossola, con frequenti fermate dei treni regionali e Intercity. La stazione è situata in posizione centrale e permette un accesso comodo alla città.
Treni diretti la collegano anche a Torino, Venezia, e Milano, oltre a città europee come Ginevra, Basilea e Bruxelles attraverso il Passo del Sempione.
Il viaggio da Milano Centrale dura circa 50 minuti con l’Intercity, 80 minuti con i treni locali.

Infine, lo scalo più vicino è Milano Malpensa, ben collegato a Stresa tramite auto, taxi, autobus o treno. Il servizio taxi può essere organizzato in fase di prenotazione.

Cosa visitare a Stresa, perla del lago Maggiore

Gran parte del fascino del comune di Stresa è dato dalla incredibile varietà paesaggistica del suo territorio: il romantico lungolago, la dolce area delle colline sormontata dalle catene delle Alpi e l’area delle isole presentano tutte caratteristiche diverse e peculiari, dando vita a un territorio davvero unico e incantevole.

Il centro di Stresa fra ville nobiliari e antiche dimore

Il territorio litoraneo di Stresa include il centro urbano del piccolo comune, caratterizzato dal susseguirsi di magnifiche dimore, ville nobiliari, esclusivi alberghi e curatissimi giardini lambiti dalle acque del lago Maggiore. Tra le più belle ville di questa zona troviamo sicuramente l’incantevole Villa Pallavicino, la quale è stata costruita nel diciannovesimo secolo e rappresenta senza dubbio uno dei principali luoghi di interesse del comune di Stresa.

Questo bellissimo edificio è caratterizzato dalla presenza di uno sconfinato giardino all’inglese che ospita al suo interno anche un interessantissimo parco zoologico. Il parco di Villa Pallavicino copre un’ampia area verde, caratterizzata da magnifici viali costeggiati da una grande varietà di alberi e di arbusti, e include un meraviglioso giardino botanico: è sicuramente un luogo ideale per le famiglie con bambini e pullula di animali, tra cui canguri, daini, zebre e lama.

Le Isole Borromee

Incantevole panorama dell'Isola Bella
Fonte: iStock
Veduta panoramica dell’Isola Bella

Il comune di Stresa include anche tre delle quattro isole Borromee, le quali presentano innumerevoli luoghi di interesse, sia dal punto di vista naturalistico che dal punto di vista architettonico. L’isola Bella ospita infatti l’incantevole palazzo della famiglia Borromeo, una splendida dimora nobiliare perfettamente conservata. Il palazzo dei Borromeo custodisce numerosi oggetti d’arte e manufatti pregiati, come quadri, arazzi e un mobilio antico e di pregio.

L’isola Bella attrae molti visitatori per i suoi bellissimi giardini Borromei, realizzati nel diciassettesimo secolo e includono gran parte del territorio dell’isola. Questi incantevoli giardini in puro gusto barocco ospitano una incredibile varietà di specie arboree e floreali e rappresentano al meglio il tipico giardino all’italiana.

L’isola Madre, la più grande delle isole Borromee, è invece caratterizzata da un’atmosfera quieta e sospesa, ed è senza dubbio la più bella tra le quattro isole. Accoglie un suggestivo palazzo del sedicesimo secolo, in cui è possibile ammirare vaste collezioni di oggetti d’epoca, oltre a una curiosa esposizione di marionette dei secoli passati. Anche l’isola Madre vanta un magnifico e lussureggiante giardino botanico, celebre per le sue camelie e per le azalee.

Museo Pietro Canonica

Stresa fu una seconda casa per Pietro Canonica, celebre scultore e ritrattista italiano, che a partire dal 1898 frequentò regolarmente la cittadina per diciassette anni. Amico personale della duchessa di Genova e ospite abituale della sua villa, Canonica instaurò con il luogo un legame affettivo che si tradusse in numerose opere monumentali realizzate per la città nell’arco di oltre trent’anni.

Nel 1953, in segno di gratitudine verso Stresa, l’artista donò al Comune un prezioso nucleo di gessi e marmi, destinati a una sala espositiva in suo onore. Dopo un primo allestimento presso il Palazzo dei Congressi, oggi queste opere, restaurate e valorizzate, sono ospitate in una sala dedicata nel Palazzo Comunale.

Chiesa di Sant’Ambrogio

Nel cuore di Stresa sorge la Chiesa di Sant’Ambrogio, elegante esempio di architettura neoclassica a pianta greca, realizzata nel 1790 su disegno dell’abate Giuseppe Zanoia, originario di Omegna. Al suo interno, un’atmosfera di spiritualità profonda accompagna i visitatori, soprattutto dinanzi all’altare laterale di destra, dove riposano le reliquie di San Vitaliano, un giovanissimo martire cristiano, ucciso nel 260 a soli dieci mesi e ventotto giorni. Il suo culto venne introdotto a Stresa nel 1835, dopo che Papa Gregorio XVI autorizzò il trasferimento dei suoi resti dalle catacombe romane: da allora, è venerato come protettore dei bambini.

La chiesa fu anche teatro di un momento storico di grande rilievo: nell’agosto del 1912, alla presenza della regina Margherita di Savoia, vi si svolsero i funerali solenni di Elisabetta di Sassonia, duchessa di Genova e figura di spicco della nobiltà italiana, che aveva scelto Stresa come sua residenza per oltre mezzo secolo.

Cosa fare a Stresa, emozioni tra natura e avventura

Sciare sul Mottarone

L’area montana del territorio di Stresa è molto nota e include la celebre località sciistica del Mottarone (1491 metri), raggiungibile dal centro abitato con la funivia, risistemata e riaperta di recente. Sulla vetta del Mottarone potrete godere di una attrezzatissima stazione sciistica, presso la quale è possibile praticare tutti gli sport invernali.

Da qui è inoltre possibile ammirare l’incantevole vista del lago Maggiore, dello splendido giardino botanico Alpinia, di una buona porzione della pianura Padana e delle vette dell’imponente monte Rosa.

Passeggiare tra i colori dei Giardini di Villa Taranto

Coloratissimi Giardini di Villa Taranto
Fonte: iStock
Fioriture ai Giardini di Giardini di Villa Taranto

Per un momento di pura armonia tra natura e arte botanica, i Giardini di Villa Taranto a Pallanza sono un vero e proprio eden coltivato con passione.

Voluti nel 1931 dal colonnello scozzese Neil McEacharn, si estendono per 16 ettari tra lago e montagne, sulle pendici della Castagnola. Migliaia di specie vegetali, provenienti dai quattro angoli del pianeta, convivono in un equilibrio scenografico sorprendente: aiuole fiorite, serre, fontane, e rarità botaniche uniche in Europa.

Un viaggio panoramico sul Trenino delle Centovalli

Un tuffo nel tempo e nei paesaggi alpini: inaugurata nel 1923, la Ferrovia Vigezzina-Centovalli unisce Domodossola a Locarno, attraversando una delle tratte ferroviarie più affascinanti d’Europa.

I suoi vagoni a scartamento ridotto serpeggiano tra boschi di larici, ponti sospesi e villaggi da cartolina, regalando scorci incantevoli sulla Val Vigezzo, dai profili dolci, e sulle Centovalli, più selvagge e spettacolari.

Volo adrenalinico sulla Lago Maggiore Zipline

Per chi cerca un pizzico di adrenalina, niente batte il volo sulla Lago Maggiore Zipline.

Imbragati in tutta sicurezza, si vola sospesi nel vuoto su un cavo d’acciaio lungo quasi due chilometri, planando tra cielo e boschi alla folle velocità di oltre 120 km/h. In un minuto e mezzo si sorvolano 350 metri di dislivello con vista incredibile sulla valle Intrasca, tra Pian d’Arla e l’Alpe Segletta, nel cuore delle montagne sopra Verbania.

Viaggio a Lavagna, una visita alla caratteristica località ligure

Par : ritarossella
14 mai 2025 à 17:46

C’è un luogo in Liguria che è sospeso tra terra e mare, circondato da colline lussureggianti da cui lo sguardo si allunga fino a toccare l’orizzonte.

Un susseguirsi di spiagge bellissime che si snodano per diversi chilometri, un centro storico in cui passeggiare per fare il pieno di sapori e tradizioni, frazioni da visitare e sentieri da esplorare.

È Lavagna, in provincia di Genova, cittadina in cui assaporare quel gusto genuino tipico di questa regione. In cui sperimentare i sapori provando i piatti dei tanti locali che la punteggiano, in cui godere di lunghe giornate in spiaggia, anche fuori stagione, panorami mozzafiato e una cultura antica.

Qui si tiene una rievocazione storica che richiama ogni anno tantissimi turisti, si può fare attività sportiva in un bel parco, oppure lasciarsi cullare dalle onde. Passeggiare per le sue strade significa perdersi in un dedalo di caruggi su cui si affacciano negozi, bar e ristoranti. E poi vale la pena scoprire le sue frazioni: bellissimi e piccoli borghi ricchi di meraviglia.

Alla scoperta di Lavagna, una cittadina nel Golfo del Tigullio tra mare e natura.

Lavagna, il suo centro storico

Conoscere i luoghi significa esplorarli, saperne riconoscere gli aspetti più peculiari e sperimentarne cultura, sapori e tradizioni.

Per conoscere Lavagna, in provincia di Genova, si deve partire dal suo centro storico, un dedalo di stradine che si aprono su piazze e vie più grandi. E poi qui si incontrano palazzi e chiese, facciate colorate, giardini che si scoprono e aprono alla meraviglia, ma anche un cimitero monumentale di incredibile bellezza.

Tra i palazzi da ammirare in questa zona della città vi è Casa Carbone, un museo che custodisce arte di vario genere che spazia da oggetti, a ceramiche, fino agli arredi e ai dipinti che si possono far risalire tra il XVI e il XVII secolo. Palazzo Franzoni, invece, è la sede del Comune ed è un edificio molto antico: le sue bellissime facciate dipinte colpiscono al primo sguardo.

Palazzo Ravenna è stata la vecchia sede del municipio e oggi al suo interno trovano spazio la biblioteca, una sala polifunzionale, la LudoBiblioteca e l’archivio storico. Precedentemente era un convento databile intorno al 1600. Il suo piccolo porticato si apre su una piazza, una dei tanti grandi tesori di questa cittadina.

Tra le chiese, invece, la Basilica di Santo Stefano è senza dubbio imperdibile per la sua imponenza e bellezza, oltre che per la sua storia antica. Inoltre è senza dubbio uno dei simboli cittadini. Poi vale la pena ammirare l’oratorio della Santissima Trinità, davvero antichissimo e vicino a un altro edificio religioso, il Santuario della Madonna del Carmine. Vi sono altre chiese nelle frazioni, di epoche e fogge differenti.

Lavagna è anche sapori: quelli tipici della Liguria, semplici e gustosi, sani e autentici. Vale la pena provare focaccia, pesto, pasta fresca, torte salate e fare il pieno di piatti di pesce. Senza dimenticare di assaggiare l’olio, particolarmente buono in questa zona d’Italia.

Palazzo Franzoni Lavagna
Fonte: Comune Lavagna
Palazzo Franzoni a Lavagna, sede del municipio

La Torta dei Fieschi: benvenuti alla rievocazione storica di nozze antiche

C’è un momento particolarmente speciale in cui Lavagna fa un salto indietro nel tempo. Accade la notte del 14 agosto quando il centro storico diventa il posto magico da raggiungere per chi vuole fare un viaggio nel passato. E più precisamente al 1230: si tratta della Torta dei Fieschi, la rievocazione storica delle nozze tra Opizzo Fieschi e Bianca de Bianchi. Il corteo storico attraversa diverse vie e si conclude la serata con una fetta di torta.

Ma questa rievocazione non si limita a questo, il giorno prima nella vicina Cogorno viene messo in scena l’Addio do Fantin, ovvero l’addio al nubilato che precede il matrimonio antico. La location è stupenda: la la rievocazione si tiene sul piazzale della Basilica dei Fieschi, databile intorno al 1244, che si trova nella parte a valle del comune: San Salvatore.

I luoghi più belli da vedere

Ci sono alcuni luoghi particolarmente interessanti a Lavagna. Due location spettacolari, ad esempio, sono il Porticato Brignardello e Porta Ponente. Il primo è composto da un lungo e ampio portico che si apre con degli archi su piazza Marconi, con le sue case dipinte e su cui svetta la basilica di Santo Stefano e la sua scalinata. Sopra vi è un grande terrazzo da cui godere di una suggestiva vista su Lavagna e i suoi tetti.

Porta Ponente – invece – era uno degli antichi passaggi per uscire da Lavagna, oggi ovviamente è parte del centro storico e all’epoca qui vi era piazza delle erbe.

Poi, entrando in un cancello percorrendo una stretta viuzza del centro, gli occhi si stupiscono dinnanzi alla meraviglia: sono i giardini della Torre del Borgo che si erge per 13 metri dentro a uno spazio verde che invita a rilassarsi e a lasciarsi ammaliare dalla natura intorno a sé.

Un altro salto indietro nel tempo, infine, ce lo offrono i vecchi lavatoi, che potremmo definire le lavatrici del passato: si trovano in vico dell’Arco.

Il cimitero monumentale di Lavagna: luogo di arte e di raccogliemento

Alle spalle del centro vi è il cimitero monumentale che è stato edificato intorno al 1810. Luogo di raccogliemtno, è un susseguirsi di opere da ammirare: dalle statue, alle cappelle, è un concentrato di arte tanto da essere in tal senso il secondo della Liguria, primo infatti è quello genovese di Staglieno. Da non perdere le monumentali tombe in marmo che si incontrano lungo la salita.

È una visita davvero suggestiva e una tappa imperdibile per tutti coloro che visitano Lavagna.

La passeggiata, quattro chilometri di spiagge e di mare azzurro

Ci sono location che possono essere vissute tutto l’anno. Una di queste è la passeggiata di Lavagna, che è l’ideale per chi vuole rilassarsi osservando il mare, per una camminata, o per tutti coloro che vogliono dedicarsi ad attività sportive come la corsa o la camminata. In alcuni punti ci sono anche attrezzi per allenarsi.

La città ha una lunga costa, con tantissime spiagge e si possono raggiungere molto facilmente anche in treno grazie alle due stazioni: una che porta direttamente al centro città e alle spiagge più a ponente e una a Cavi, per coloro che vogliono rilassarsi nella parte finale del territorio cittadino, più vicina a  Sestri Levante.

Restando nella zona marittima merita una visita anche il grande porto turistico cittadino dove vi sono 1509 posti barca e tantissime attività commerciali.

Cosa vedere fuori dal centro di Lavagna

Se il centro è un concentrato di meraviglie, la zona più periferica della cittadina non è da meno. Separata da Chiavari dal fiume Entella, Lavagna – come la sua vicina – ha un bellissimo lungofiume dove si possono fare passeggiate immersi nella natura e raggiungere anche il vicino comune di Cogorno. Diversi chilometri di pace in cui trascorrere il proprio tempo. Ma non solo, perché durante il cammino ci si imbatte anche nel Ponte della Maddalena: si tratta di una struttura databile – nella forma attuale – intorno agli inizi del XIII secolo, lunga 250 metri e a sei arcate.

Lungofiume Entella Lavagna
Fonte: Comune Lavagna
Lungofiume Entella sulla sponda di Lavagna

Poco dopo la stazione prcedendo in direzione Sestri Levante, invece, vi è il parco Tigullio: grande spazio verde, ma anche location da raggiungere per chi desidera dedicarsi alle attività sportive, basti pensare che qui vi sono – tra le varie cose – l’impianto natatorio, un campo da basket all’aperto e i campi da tennis. Non mancano, naturalmente, i giochi per i più piccoli.

Le frazioni di Lavagna

Costeggiando il mare lungo la medisima direzione si arriva a Cavi: e se Arenelle è la zona più moderna, proseguendo l’ungo l’Aurelia si arriva a quella più antica: il Borgo, con una tipica struttura marinara. Le spiagge sono meravigliose, lunghe e ampie, tanti i servizi, i negozi e i locali. Senza dimenticare il fascino della località di mare che si respira a ogni passo, sia nel centro sia nelle aree periferiche.

Lavagna, però, non è solo costa e aree pianeggianti. Basta alzare lo sguardo per vedere uliveti, natura e case sparse: è la zona collinare e in quanto a bellezza non è da meno. Santa Giulia si trova su una bella colina che sembra volersi gettare nel mare che sovrasta. E da cui si gode di una vista indimenticabile che si apre su tutto il Golfo del Tigullio, facendo allungare lo sguardo fino a località altrettanto celebri come Rapallo, Santa Margherita e Portofino.

La vista eccezionale si gode da diversi luoghi. Senza alcun dubbio vale la pena raggiungere la cappella di San Michele, che pare poter essere fatta risalire all’epoca longobarda, oppure la chiesa di Santa Gulia di Centaura dal cui piazzale la vista è da cartolina.

Tra gli edifici religiosi da vedere, che sono davvero tanti, si possono ricordare la chiesa San Pietro Apostolo in località Barassi, quella di Santa Maria Assunta a Sorlana, oppure il Santuario di Nostra Signora del Ponte.

E infine i sentieri che fanno immergere nella natura, inerpicandosi tra scorci che si aprono verso il mare, o percorsi storici e antichi, vere e proprie creuze come quelle che ha cantato De Andrè nella sua celebre e immortale canzone. Natura, cultura, bellezza e una tradizione marinara autentia: Lavagna accoglie e sorprende con tutte le sue meraviglie.

Porticato Brignardello Lavagna
Fonte: Comune Lavagna
Porticato Brignardello a Lavagna

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