Piazzas have always been one of the great delights of the European city. Their layout – replacing the English high street concept – is an enchanting leisure and third space for conversation to flow. Traditionally among the barren square would be a church, as seen in Rome’s famous Piazza di Spagna, Piazza Navona, and Piazza del Popolo.
Yet Campo de’ Fiori has remained churchless, historically known for trade and commerce. In her center stands Giordano Bruno to make up for her religiouslessness. Giordano Bruno, known for his “anti-clerical” ideals in the 17th century, was burned at the stake for heresy where his bronze statue now resides.
Where once was a sight of heretical burnings now stands a picturesque and characteristic food market in the daytime, adorned with tourists and locals alike. In the evenings, she opens up again for international crowds to gather under the night sky, surrounded by the unique charm of old-century buildings, and an energy of music, laughter and connection.
Don’t fancy a piazza, not to worry; medieval streets spider out from the Campo, where artisan shops and bars stand. Some streets are still named for their original trades performed in the area – including: Via dei Cappellari (hat makers), Via dei Chiavari (key makers), and Via dei Giubbonari (coat makers).
From Campo de’ Fiori, it is well worth taking a stroll along Via Giulia, elegant and full of historic charm, Via di Monserrato, lined with refined boutiques and distinctive storefronts, and Via del Pellegrino, one of the liveliest and most characteristic streets in the neighbourhood, before reaching Piazza Farnese, dominated by the imposing Palazzo Farnese, one of Rome’s most extraordinary Renaissance buildings.
While the area lacks a metro station, there are a plethora of bus stops to bring you to and from Campo de’ Fiori. But given the area’s history, a long stroll is the best way to go.
The comprehensive guide has been curated to give you the best of shopping, eating, drinking, and frolicking within and around Campo de’ Fiori.
RECOMMENDED ACTIVITIES AROUND CAMPO DE’ FIORI
Explore Rome & Campo de’ Fiori by bike
Via Labicana, 49 Duration: 4 hours
Easily cycle between ancient monuments and elegant shopping streets, Baroque squares and Renaissance palaces, and beautiful fountains and churches housing innumerable masterpieces. This guided bike tour provides the perfect introduction to your stay in Rome. The itinerary touches on Rome’s main attractions without omitting its smaller, local features.
Indulge in the ultimate wine tasting experience in a boutique wine bar footsteps from Campo de’ Fiori. Step inside the boutique enoteca where you will be greeted by your host Patrizia and her sommelier son, Giampaolo. Listen as the sommelier takes you on a journey around Italy and its wine production through the tastings of 6 premium Italian wines, salami, cured meats, cheeses, bread and olives.
Rome’s vast variety of ancient architecture convinces tourists to trot around the city hoping to capture it all. Here are 7 lesser known sites to visit in Rome.
“Una figura di spicco per Varese, per la Lombardia e, aggiungerei, per l’intero Paese. Un professionista che si è distinto anche per l’impegno civico offrendo un contributo concreto a tematiche importanti quali il volontariato ambientale e la Protezione civile”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia,Attilio Fontana, intervenendo, mercoledì 27 novembre 2024, all’evento del Centro Geofisico Prealpino Salvatore Furia e la sua eredità a 100 anni dalla nascita’, svoltosi al Belvedere ‘Silvio Berlusconi’ di Palazzo Lombardia.
“Salvatore Furia – ha aggiunto il governatore – ha raccontato le previsioni del tempo a tanti lombardi, ha contribuito a infondere nei giovani l’amore per la meteorologia e l’ambiente, creando al Campo dei Fiori di Varese la Cittadella della Scienza dove generazioni di ragazzi hanno imparato a osservare la natura e le stelle”. “Chi, come me è varesino – ha spiegato Fontana – almeno una volta ha trascorso una notte all’Osservatorio astronomico. Senza dimenticare, poi, l’importante contributo che ha garantito per il risanamento del lago di Varese”.
In molti hanno ancora in mente il suo ruolo durante la trasmissione radiofonica Rai ‘Il Gazzettino Padano’ e le sue previsioni del tempo con la frase di chiusura, diventata ‘storica’, “Auguro a tutti gli ascoltatori una buona giornata e nonostante tutto, pensieri positivi”.
C’è un giardino che è un vero e proprio sogno a occhi aperti, un luogo in cui prendono forma villaggi, cuori giganteschi, aeroplani, animali e in cui la realtà supera la fantasia. Tutto è stato realizzato con i fiori e le piante e il colpo d’occhio è favoloso, multicolore e spettacolare.
Siamo a Dubai, terra in cui lo stupore è di casa, dove i palazzi arrivano a toccare il cielo e l’ingegno dell’uomo si mostra in tutta la sua incredibile tecnica. Qui c’è un giardino enorme, che accoglie i visitatori e li fa immergere in una fiaba, un luogo fantastico che è anche un’esplosione di colori e natura.
Benvenuti al Dubai Miracle Garden, il giardino di Dubai che ospita 150 milioni di fiori e si sviluppa su un’area di 72mila metri quadrati.
Dubai Miracle Garden, tutto sul giardino più grande (e magico) del mondo
Passeggiare per il Dubai Miracle Garden significa fare il pieno di stupore e meraviglia: siamo a Dubai negli Emirati Arabi e questo luogo fatto di fiori e piante naturali è considerato il più grande al mondo. Ci si imbatte, ad esempio, in una donna che galleggia nell’aria: è la Floating Lady, i cui capelli ricadono verso il terreno, così come l’abito realizzato con meravigliose petunie rosse. Oppure si può fare la conoscenza di un grande orsacchiotto e misurare il tempo con un gigantesco orologio floreale di 15 metri: i disegni cambiano in base alla stagione ed è fatto con fiori e piante.
Fonte: iStockDubai Miracle Garden: il maestoso orologio
Un’altra attrazione imperdibile è l’aeroplano ricoperto da fiori e piante: si tratta dell’iconico Airbus A380 a due piani di Emirates, realizzato a grandezza naturale su cui vi sono più di 500mila fiori e piante.
E poi vi sono bellissime figure e casette che si specchiano nell’acqua del Lake Park, zona in cui i colori e i contrasti sono meravigliosi, ma non mancano un campo di girasoli, un punto panoramico da cui ammirare tutta la meraviglia di questo giardino a Dubai, un Heart Tunnel in cui ci si muove tra cuori e fiori, senza dubbio il punto più romantico di tutti, e le zone coperte da ombrelli colorati dove passeggiare o sedersi.
Per rilassarsi durante la visita ci sono apposite aree salotto intorno al Lake Park: per godere di un momento di relax ma anche per ammirare una vista straordinaria.
Tutte le informazioni utili per visitare il giardino di Dubai
Per pianificare una visita al Dubai Miracle Garden si deve innanzitutto visitare il sito internet ufficiale per verificare aperture e orari. In genere si può accedere dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21, mentre il sabato e la domenica dalle 9 alle 23. Si può raggiungere con i mezzi pubblici, come metropolitana e autobus, ma anche con il taxi.
Fonte: iStockL’aereo Emirates, un’attrazione del Dubai Miracle Garden
Questo luogo di grande fascino e bellezza ha aperto i battenti nel 2013, il 14 febbraio ovvero il giorno di San Valentino, e da allora è una delle attrazioni cittadine che vale la pena visitare.
Accanto, poi, si trova un’altra tappa in cui la meraviglia la fa da padrona: si tratta del Dubai Butterfly Garden che si fregia di essere il più grande giardino coperto delle farfalle al mondo: composto da dieci cupole, queste ospitano un totale di 15mila farfalle di 50 tipologie diverse che differiscono per dimensioni e colori. Si sviluppa su oltre 6.670 metri quadrati. Una doppia magia, da raggiungere se si programma una vacanza in questo luogo sempre più amato in tutto il mondo.
Regione Lombardia, in occasione della Settimana Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (SSL) ha organizzato una serie di iniziative finalizzate alla promozione della cultura della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. In piazza Città di Lombardia l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha inaugurato un’area con stand tematici e attività esperienziali dedicate principalmente agli studenti delle scuole superiori e ai tecnici della prevenzione. Presente anche il direttore generale dell’Inail Marcello Fiori. La fiera prevede vari stand, tra i quali, Areu, Inail, Università e altri soggetti istituzionali coinvolti nella promozione della sicurezza sul lavoro. Gli eventi sono in collaborazione con i Servizi di Prevenzione delle ATS e le Unità Operative Ospedaliere di Medicina del Lavoro (UOOML) presenti sul territorio.
Obiettivi dell’iniziativa
L’obiettivo principale di questa settimana è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle attività di prevenzione negli ambienti lavorativi per ridurre infortuni e malattie professionali. L’iniziativa si rivolge a lavoratori, datori di lavoro, istituzioni, parti sociali, cittadini e studenti, con un focus speciale sulla formazione delle nuove generazioni.
Assessore Bertolaso: promuovere una cultura diffusa della sicurezza
“Come Regione Lombardia siamo costantemente impegnati nella lotta contro infortuni e malattie professionali attraverso la pianificazione di attività di prevenzione, in linea con gli obiettivi del Piano Socio Sanitario Regionale. Grazie al Sistema Integrato di Prevenzione, che coinvolge istituzioni, associazioni datoriali, sindacali e sanitarie, ci poniamo l’obiettivo di ridurre gli incidenti sui luoghi di lavoro e di promuovere una cultura diffusa della sicurezza. Una delle priorità di Regione Lombardia è promuovere la formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro già a partire dalle scuole”.
Marcello Fiori (Inail): occasione per riflettere su questa delicata tematica
“Con grande orgoglio inauguriamo la Settimana Europea per la Sicurezza sul Lavoro in Lombardia, occasione per riflettere su questa delicata tematica. I dati Inail evidenziano un lieve calo degli infortuni denunciati rispetto allo scorso anno, ma il nostro impegno deve continuare. Progetti come ‘In Lombardia la sicurezza stradale’ e il protocollo per la legalità e la sicurezza dei cantieri per Milano-Cortina 2026 sono esempi concreti della collaborazione tra Inail e Regione Lombardia. La formazione e la prevenzione restano centrali per tutelare lavoratori e futuri professionisti.”
Massimo Lombardo (Areu): un investimento nel futuro dei nostri ragazzi
“La sicurezza in tutte le situazioni – ha spiegato il direttore generale di Areu, Massimo Lombardo – non solo sulla la strada che spesso è il nostro primo punto di intervento, ma anche sui luoghi di lavoro, va sempre messa al primo posto. Questo è un cambio culturale e un investimento nel futuro soprattutto dei nostri ragazzi. E Areu oggi vuole offrire agli studenti la testimonianza di chi, tutti giorni, è concretamente in campo a tutela della salute”.
Programma Settimana Sicurezza e Salute luoghi di lavoro
Dal 21 al 25 ottobre sono previsti convegni rivolti ai professionisti della prevenzione, durante i quali si discuteranno temi cruciali come la sicurezza delle macchine, l’igiene industriale, i Piani Mirati di Prevenzione e la promozione della qualità della sorveglianza sanitaria. Saranno presentati progetti innovativi, tra cui la promozione della “Total Worker Health” e iniziative di formazione sulla sicurezza per studenti e lavoratori.
Nel corso dell’incontro sono stati premiati gli studenti dell’I.I.S. Caterina da Siena di Milano per la realizzazione di murales sulla sicurezza e la salute sul lavoro. Presentati anche i cortometraggi ‘Alle prime luci del giorno’, tratto da ‘Storie di infortunio’, realizzato da ATS Brescia e ‘Sicuri, ogni giorno’ realizzato da ATS Val Padana.
Gli spettacoli che regala la natura sono preziosi e vanno attesi con pazienza, perché si concedono ogni tanto offrendo allo sguardo meraviglia e stupore. Accade con l’autunno, che restituisce agli occhi una suggestiva palette di colori che si riflettono nel mondo intorno a noi. Accade con le fioriture, che ammantano i prati e gli alberi con i loro colori.
E sono uno stimolo a partire, a viaggiare alla ricerca della bellezza, che resta impressa tra i ricordi più belli. La fioritura dello zafferano è uno di quei momenti speciali e che incantano: i fiori regalano all’ambiente circostante una vera e propria esplosione di colori, dal viola dei petali al rosso intenso dei pistilli.
Ed è uno spettacolo che si concede per poco tempo: i luoghi in Italia e nel mondo che devi raggiungere tra metà ottobre e i primi giorni di novembre per fare il pieno di meraviglia e vedere da vicino come nasce l’oro rosso.
Italia, le regioni dove ammirare la fioritura dello zafferano
Partire per un viaggio significa farsi un regalo: donarsi esperienze e conoscenza. Partire alla ricerca della bellezza significa ricordarsi quanta meraviglia ci sia nel mondo. Magari non lontano da casa. La fioritura della zafferano, infatti, avviene anche in Italia dove ci sono diversi posti da raggiungere per poter ammirare dal vivo lo spettacolo.
Fonte: iStockFioritura di zafferano: le località in Italia e nel mondo
Abruzzo, la fioritura dello zafferano che leva il fiato
Tra i posti più celebri vi è senza dubbio la Piana di Navelli, qui si coltiva lo zafferano dell’Aquila DOP tra i più pregiati della penisola. La fioritura avviene tra la metà del mese di ottobre a novembre, periodo in cui viene anche raccolto. Siamo in Abruzzo, a circa 700 metri d’altitudine tra il massiccio del Gran Sasso e quello del Sirente – Velino e vale la pensa visitare questa zona non solo per ammirare la fioritura che porta alla realizzazione di questo prodotto così prezioso, tanto da essere chiamato oro rosso, ma anche perché è un’area molto interessante dal punto di vista naturale e culturale.
Durante il periodo della raccolta (da metà ottobre ai primi giorni di novembre) si può sperimentare questa esperienza in prima persona e, quindi, non limitarsi ad ammirare lo spettacolo ma viverlo pienamente.
Sardegna, per lasciarsi incantare dall’oro rosso
Tra le destinazioni non può mancare la Sardegna, in particolare San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca. Qui l’appuntamento avviene sempre in autunno, tra la metà di ottobre e il mese di novembre, ed è possibile anche per i visitatori partecipare alla raccolta e alla pulitura dei fiori, che andranno poi a dare vita allo zafferano di Sardegna Dop. Ci troviamo nel sud dell’isola, zona dove la tradizione ha origini antiche. Da visitare non solo per questo, ma perché sono tre località che regalano bellissimi scorci: da San Gavino Monreale con i suoi murales, a Villanovafranca dove si possono vedere importanti resti nuragici, per concludere con Turri e le sue ricchezze come i suoi ulivi secolari.
Fonte: iStockLe destinazioni dello zafferano: le fioriture
Umbria, sulle tracce dello zafferano
Anche l’Umbria è una regione in cui è possibile ammirare la fioritura dello zafferano. Le località sono Città della Pieve, Cascia, Gubbio e Spoleto. E nella prima, ad esempio, la tradizione è davvero antica e pare poter essere fatta risalire al XIII secolo, così come si può risalire all’epoca antica anche a Cascia dove in anni recenti è nata anche un’associazione. Tanti gli eventi che vogliono valorizzare la produzione di questa zona, in una regione già di per sé meravigliosa da visitare.
Le altre località italiane per ammirare la fioritura di zafferano
Ci sono anche altre località in Italia dove poter ammirare la fioritura dello zafferano. Ad esempio, l’Emilia Romagna dove si può trovare in diverse zone come Faenza e alta Valmarecchia, solo per citarne alcune. È nella provincia di Siena, invece, che lo si può trovare in Toscana, o in alcune zone del grossetano o intorno a Firenze. Tutti posti che vale la pena visitare, non solo per ammirare la meraviglia di questa fioritura ma anche per esplorare i dintorni e le sue tante ricchezze.
Dove ammirare le fioriture di zafferano nel resto del mondo
Dall’Italia viaggiamo alla volta della Francia, qui – una zona dove poter ammirare le fioriture di zafferano – è quella del dipartimento dell’Aveyron dove pare ci sia una tradizione antica di coltivazione di questi fiori.
Se ci spostiamo a cavallo tra Italia e Slovenia, invece, troviamo le Valli del Natisone dove poter ammirare questa esplosione di colori: una terra di confine affascinante che merita una gita non solo per vedere lo spettacolo che regala la natura tra ottobre e novembre. Restiamo in Europa e in Slovenia anche con l’altopiano Velika planina.
Fonte: iStockFioritura zafferano spettacolare a Velika planina in Slovenia
E, poi, vale la pena raggiungere la Svizzera dove pare che ci siano aree in cui viene coltivato sin dal XIV secolo: nello specifico nell’Alto Vallese, a Mund, per poi espandersi anche in altre zone. Arrivare a Mund significa raggiungere un luogo di grande bellezza a 1200 metri di altitudine, da cui si dipanano anche delle belle escursioni. La fioritura dell’oro rosso si può vedere ai piedi del borgo montano.
Ma il Paese che produce un quantitativo notevole di zafferano resta l’Iran, in particolare nella zona nordorientale.
Tante località, da raggiungere per un viaggio non solo per colmare lo sguardo dei dipinti meravigliosi che vengono realizzati da Madre Natura, ma anche alla scoperta di un prodotto di altissima qualità e amato, alla base di tanti piatti diversi. Un viaggio immersi nella cultura e nella bellezza, sulle tracce delle fioriture di zafferano più belle.
Visitatori fin dal primo mattino e per l’intera giornata di domenica 12 maggio 2024 per accedere al 39° piano di Palazzo Lombardia in occasione dell’apertura speciale per la ‘Festa della Mamma’. Migliaia di ospiti, tra i quali moltissime mamme di ogni età, che hanno potuto salire gratuitamente al Belvedere Silvio Berlusconi scattando foto con figli e nipoti in una coreografia a tema caratterizza da fiori e piante.
L’appuntamento con il belvedere si conferma dunque sempre più attrattivo. Nel 2023 è stato battuto ogni record con oltre 100.000 persone che hanno raggiunto quello che il presidente della Regione definisce “una meta iconica dove vivere un’esperienza unica”.
Lo spettacolo più bello della primavera? La rinascita della natura, con i suoi splendidi colori e i profumi inebrianti: non c’è niente di meglio che godersi una giornata all’aria aperta ammirando un’incantevole fioritura. E a Firenze si può vivere l’esperienza perfetta, grazie alla riapertura del Giardino dell’Iris. Il parco, che ospita migliaia di esemplari da cui prende il nome, torna ad accogliere i visitatori per un mese di tour gratuiti. Ecco che cosa sappiamo.
Firenze, riapre il Giardino dell’Iris
La data tanto attesa si sta rapidamente avvicinando: giovedì 25 aprile 2024 il Giardino dell’Iris di Firenze tornerà a riaprire i battenti per la stagione primaverile. È un appuntamento molto sentito tra i fiorentini (e non solo), che ogni anno attira migliaia di visitatori alla ricerca di bellissime fioriture e di una giornata da trascorrere nella natura. Il parco rimarrà accessibile gratuitamente al pubblico fino a lunedì 20 maggio 2024, tutti i giorni (festivi compresi) dalle ore 10:00 alle ore 18:00 – l’ultimo ingresso è previsto per le ore 17:30.
Il Giardino dell’Iris ospiterà, come già accaduto nelle stagioni precedenti, un evento molto interessante: si tratta del workshop di disegno e acquerello botanico organizzato dalla Società Italiana dell’Iris, che ha in gestione il parco. Gli incontri si terranno dal 24 al 28 aprile 2024 e saranno tenuti dall’artista botanica Maria Rita Stirpe, proprio quando gli iris ricominceranno a fiorire in mezzo al verde. Sarà un’ottima occasione per imparare i segreti dell’acquerello e delle magnifiche sfumature di colore dei fiori, ma anche per apprendere curiosità botaniche e fare una visita guidata all’interno del Giardino.
Lo splendido Giardino dell’Iris di Firenze
Il Giardino dell’Iris è una delle bellezze di Firenze: si trova sotto Piazzale Michelangelo, considerato tra i luoghi più noti della città per via della splendida visuale di cui godono i suoi visitatori. Dal parco stesso, d’altra parte, si può ammirare un panorama mozzafiato sul capoluogo toscano. Ampio ben due ettari e mezzo, è facilmente accessibile attraverso una lunga serie di vialetti, selciati e scalinate: ha così origine un percorso molto suggestivo, che attraversa l’intero giardino alla scoperta delle oltre 1.500 varietà di iris che vi crescono.
L’iris è il fiore simbolo di Firenze, impresso anche nello stemma della città. In natura se ne conoscono solamente varietà viola e bianche, e fu proprio quest’ultimo ad essere preso come ispirazione per rappresentare il capoluogo toscano. Il suo colore venne ribaltato, dando vita ad uno stemma con un iris rosso su sfondo bianco: nella speranza di riuscire a ricreare questa sfumatura quasi impossibile, ogni anno il giardino ospita una competizione internazionale che ha come obiettivo la presentazione di nuove varietà di iris.
Incroci e combinazioni di floricoltura hanno già consentito la nascita di esemplari dai colori meravigliosi, i quali sono tutti esposti all’interno del parco. Molti di essi sono stati premiati, ma nessuno ha mai ottenuto un iris scarlatto come quello dello stemma fiorentino. Resta comunque uno spettacolo affascinante, quello che il giardino offre ai suoi visitatori: in primavera si risveglia con la sua fioritura dalle infinite sfumature meravigliose che incantano i più curiosi. È un’esperienza assolutamente da vivere, almeno una volta nella vita.
È una fioritura bellissima quella dei tulipani, un trionfo di colori e profumi che rallegra la primavera e adorna aiuole e giardini. Per ammirarli al meglio della loro fioritura, non c’è niente di meglio che godersi l’opportunità offerta dai parchi italiani Tulipark, nel periodo che va, all’incirca, da metà marzo alla fine di aprile: si tratta del più grande festival di tulipani in Italia, accompagnato da svariate attrazioni e spettacoli di intrattenimento.
Qui i visitatori possono apprezzare le distese di fioriture di oltre un milione di tulipani con più di 75 varietà, scattare magnifiche fotografie e raccogliere gli esemplari che più gradiscono per comporre deliziosi bouquet personalizzati.
Immaginiamo una distesa di fiori multicolori, che segnano la rinascita della primavera e regalano agli occhi un’esplosione di bellezza. Le fioriture sono sempre un ottimo spunto di viaggio, soprattutto se si ama vedere come la natura sia in grado di regalarci spettacoli sempre nuovi. E se a questi si aggiunge anche la mano sapiente dell’uomo, allora è inutile dire che la magia è servita.
E quest’anno ancora più speciale, infatti se si visita il parco di tulipani più bello del mondo si potrà ammirare una nuova specie, dedicata a Re Carlo III. Per farlo bisogna raggiungere Keukenhof, il suggestivo parco floreale che si trova vicino ad Amsterdam in Olanda che riaprirà i battenti dal 21 marzo al 12 maggio. Ma non solo, perché questi specialissimi bulbi sono stati spediti anche in Gran Bretagna dove saranno visibili in tre location diverse.
I tulipani dedicati a Re Carlo III
È in arrivo una fioritura davvero speciale, perché dedicata a Re Carlo III: nello specifico è stata piantata lo scorso autunno e a breve questa speciale tipologia di tulipani potrà essere ammirata in tutta la sua bellezza. Lo racconta una nota in cui viene ricostruita la genesi del fiore e viene spiegato dove lo si potrà guardare prestissimo.
A piantare i bulbi sono stati Joanna Roper, ambasciatrice britannica nei Paesi Bassi, la direttrice del Keukenhof Sandra Bechtholt e il giardiniere Patrick van Dijk. E il risultato sarà visibile questa primavera non solo nel parco olandese. Infatti: “I suoi fiori potranno essere visti anche in Gran Bretagna – si legge -. Attraverso l’ambasciata olandese a Londra, gli speciali bulbi di tulipano sono stati spediti nell’Herfordshire. Qui i bulbi di Re Carlo III sono stati piantati nel giardino di Longmeadow, nei giardini di Monty Don e nel BBC Gardener’s World”.
L’ambasciatrice ha così commentato: “I tulipani sono forse il simbolo più famoso dei Paesi Bassi e dare a questo tulipano il nome di Sua Maestà il Re Carlo III è un modo meraviglioso per sottolineare gli stretti legami tra il Regno Unito e i Paesi Bassi. Non vedo l’ora di vedere questo tulipano in fiore, sia nel mio giardino che nel famoso Keukenhof”.
Va anche sottolineato che non si tratta della prima volta che ciò succede: basti pensare che nel 1952 era accaduto anche con un’altra tipologia dedicata alla Regina Elisabetta II. Il tulipano dedicato al Re arriverà sul mercato tra le metà del 2027 e il 2028, ma intanto sarà possibile ammirarlo prestissimo.
Dove ammirare i tulipani del Re
La data da segnare in agenda è quella del 21 marzo quando la mostra dei fiori del parco Keukenhof aprirà i battenti al pubblico e resterà tale per quasi otto settimane, durante le quali ci si potrà lasciare avvolgere dalla magia dei colori e della natura. Milioni di tulipani, narcisi, ma non solo, saranno pronti ad accogliere i quasi 1,4 milioni di visitatori attesi da tutto il mondo. Va anche ricordato che il 2024 per il parco è un anno speciale, perché si celebrano anche i 75 anni di apertura al pubblico.
Questo luogo è raggiungibile facilmente da Amsterdam, per cui è perfetto come tappa di un viaggio in Olanda. Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 19,30, dista circa 40 chilometri dalla capitale dei Paesi Bassi ed è un’esplosione di bellezza e la rappresentazione visiva del fascino della natura.
Fonte: Ufficio stampa KeukenhofIl parco Keukenhof ha una nuova specie floreale dedicata a Re Carlo III
Nel cuore della nostra amata Terra, si celano tesori che rapiscono l’anima e catturano lo sguardo con la loro bellezza mozzafiato. Sono i regali preziosi di Madre Natura, che con maestria ha plasmato paesaggi da sogno, dove la potenza delle montagne si mescola con la delicatezza dei fiori e il fragore delle cascate. In questi luoghi incantati, la realtà si confonde con l’immaginazione, trasportandoci in un universo di meraviglie senza tempo.
Oggi ti condurremo in un luogo incantato che brilla con la forza di mille stelle. Immerso tra le vette imponenti dell’Himalaya, c’è un giardino segreto, un luogo di rara bellezza che sembra uscito direttamente dalla mente di un artista: è la Valle di Yumthang, situata nella splendida regione di Uttarakhand, in India.
Conosciuta anche come la “Valle dei Fiori“, questo santuario di tranquillità raffigura perfettamente l’essenza della bellezza selvaggia e incontaminata. Qui, le sorgenti termali si intrecciano tra prati rigogliosi mentre i fiumi serpeggiano dolcemente attraverso le valli, donando vita ad ogni angolo di questo paradiso terrestre.
La Valle dei Fiori: una sinfonia di colori nel cuore dell’India
Fonte: iStockValle dei Fiori, Uttarakhand, India
Nel cuore dell’India, spicca come una gemma preziosa il Parco Nazionale della Valle dei Fiori, affascinante per la sua straordinaria bellezza naturale e la ricchezza della biodiversità. Questo santuario naturale gode di fama mondiale grazie ai suoi prati adornati da fiori di montagna endemici, che fungono da habitat per una vasta gamma di creature rare e in via di estinzione, tra cui l’orso nero asiatico, il leopardo delle nevi, l’orso bruno e la pecora blu.
Il paesaggio idilliaco si fonde armoniosamente con l’imponente maestosità del Parco Nazionale di Nanda Devi, dando vita a un contrasto perfettamente bilanciato. Queste due meraviglie naturali formano un’area di transizione senza eguali tra le imponenti catene montuose dello Zanskar e del Grande Himalaya, luogo che da più di un secolo è oggetto di ammirazione da parte di escursionisti e botanici, celebrato anche nella mitologia induista da tempi immemorabili.
Secondo i racconti popolari, pare che questa regione sia abitata da dolci fate, creature magiche che danzano tra i fiori, proteggendo gelosamente il loro regno incantato. Ma non solo creature leggendarie, anche gli esseri umani hanno trovato ispirazione in questa terra sacra. Intellettuali, artisti e mistici si sono avventurati in questa valle incantata, attratti dalla sua atmosfera e dalla sua energia. Ad esempio, il mistico indiano Swami Vivekananda e persino il celebre cantante Bob Dylan hanno trovato rifugio tra questi prati in fiore.
Trekking nell’Himalaya indiano alla scoperta della Valle dei Fiori
Non c’è da meravigliarsi che l’Unesco abbia insignito la Valle dei Fiori del prestigioso status di Patrimonio dell’Umanità, accanto al più famoso Parco Nazionale del Nanda Devi, sottolineando l’inestimabile valore di questo autentico eden terrestre.
Tuttavia, il suo fascino artistico, pur essendo delicato e senza tempo, nasconde un’anima selvaggia e remota che richiede rispetto e una preparazione adeguata. Il trekking, infatti, è limitato ai mesi compresi tra giugno e ottobre, quando le condizioni climatiche consentono un’esplorazione più sicura. La cautela è d’obbligo, considerando la natura remota e talvolta impervia del territorio, che può presentare sfide e pericoli anche per i trekker più esperti.
Ma per coloro che hanno il coraggio di affrontare gli ostacoli e abbracciare l’ignoto, la ricompensa è indubbiamente indimenticabile, un’esperienza destinata a rimanere incisa nell’anima per sempre. Il suggerimento è quello di trovare una guida esperta e informarsi accuratamente per entrare in un mondo che sembra uscito da una fiaba, pronto a regalare emozioni uniche e straordinarie.
La serie Tv Amazon Prime “Ascolta i fiori dimenticati” (titolo originale “The Lost Flowers of Alice Hart”), tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice australiana Holly Ringland e che vede protagonista Sigourney Weaver, è stato ambientato in luoghi straordinari dell’Australia tanto che, appena uscita, pare che Google abbia ricevuto un boom incredibile di ricerche riguardanti un luogo che nella realtà neppure esiste.
La giovane co-protagonista della serie, Alice Heart, nipote di June (Sigourney), intrepretata dall’attrice Alycia Debnam-Carey, si ritrova per caso a lavorare come guida di un parco nel Northern Territory australiano, il famoso Red Center, il deserto rosso dove si trova anche il simbolo dell’intero continente, Uluru-Ayers Rock.
Il parco dove lavora Alice è il Mia Tukurta National Park, un luogo però inesistente nei pressi dell’altrettanto cittadina dal nome di fantasia Agnes Bluff; quindi, non cercatelo neanche perché non lo troverete sulle mappe. Tuttavia, la serie è stata davvero girata in questa zona dell’Australia e se l’avete vista e siete rimasti affascinati dalle location che avete scoperto, ecco dove sono veramente.
Fonte: IPAIl cast della serie Tv “Ascolta i fiori dimenticati”
Canyon, laghi e rocce rosse
La serie Tv “Ascolta i fiori dimenticati” è stata girata in diversi luoghi dell’Australia centrale, tra cui Alice Springs Desert Park, Simpsons Gap, Standley Chasm, la Ormiston Gorge e in due piccoli resort, Ooraminna e Undoolya Station. Sono tutti siti, naturalistici e no, nell’area di Alice Springs, la cittadina più popolata di tutto l’outback australiano, circondata dal deserto rosso, punto d’intersezione di tutte le strade che la collegano alla costa del Paese, da Nord a Sud, e attraversata da uno dei treni più suggestivi del pianeta che taglia in due l’Australia collegando Darwin, sulla costa Nord, con Adelaide, sulla costa Sud: The Ghan.
Lontanissima dalle altre città, le più vicine sono Darwin e Adelaide, che distano circa 1500 km. Ci troviamo nel centro geografico dell’Australia, insomma, in un territorio desertico e poco densamente abitato, terra di popoli aborigeni da almeno 50mila anni. Inutile dire che il fascino che sprigiona questa vasta zona selvaggia, primordiale, dai cieli incredibilmente tersi è unico e, se non avete ancora visto la serie Amazon, ve ne innamorerete. La natura è parte integrante della storia che non vogliamo spoilerarvi.
Il fascino di Alice Springs Desert Park
Il parco comprende una zona desertica, ma anche una molto verde. Qui ci sono letti di fiumi asciutti e fitti boschi pieni di vita. Sono tantissime le specie animali autoctone che ci vivono, dai canguri ai dingo ai rettili più strani, come il Diavolo spinoso, per esempio. Alice Springs Desert Park è ricco di sentieri da percorrere per andare alla sua scoperta. È la porta d’accesso ai MacDonnell Ranges, quelle montagne che svettano nel centro dell’Australia e attraversate solamente da una strada lunghissima.
Un tuffo a Simpsons Gap
Uno dei segreti più nascosti che vediamo nella serie è Simpsons Gap, un canyon nella omonima catena montuosa che, secondo la credenza aborigena, che chiamano Rungutjirpa, era popolato da giganti. Qui si trova una pozza d’acqua permanente dove gli abitanti della zona di Alice Springs, che dista solo 18 km, amano venire a rinfrescarsi nella stagione torrida. All’alba e al tramonto è facile incontrare i wallaby che vengono ad abbeverarsi e a nutrirsi di arbusti che crescono tra le rocce rosse. È qui che Alice e Dylan, che fa il ranger del parco, vanno a fare camping una notte.
Fonte: 123rfSimpsons Gap nel Northern Territory in Australia
Trekking nella gola di Standley Chasm
È una zona privata, appartenente alla popolazione aborigena degli Arrernte Standley Chasm, anche conosciuta come Angkerle Atwatye, che significa “Fenditura di acqua”, nella catena montuosa della MacDonnell Ranges. I corsi d’acqua, qui, hanno scavato la roccia per milioni di anni creando gole, caverne e altissime pareti rocciose di un rosso-arancio acceso, specie nelle ore di maggiore luce. Una sorgente fa sì che intorno alla gola si sia sviluppata la vita animale e vegetale.
Lucertole, wallaby e piante antichissime e rarissime popolano tutta l’area. Inutile dire che si tratta di una zona sacra agli aborigeni e, come di vede chiaramente nella serie, ai turisti è vietato l’accesso a certe zone e soprattutto la raccolta dei fiori. È qui che Alice e Dylan s’incontrano per la prima volta.
Fonte: 123rfLa formazione geologica di Standley Chasm ad Alice Springs in Australia
La spiaggia segreta della Ormiston Gorge
Alice, Dylan e il gruppo dei ranger amano immergersi nelle acque del lago che si nasconde dentro la Ormiston Gorge, uno specchio d’acqua rigenerante per queste zone così torride su cui s’affaccia una bella spiaggia. Fa parte del West MacDonnell National Park e lo si raggiunge dopo aver attraversato alte pareti di roccia rossa. I più sportivi possono percorrere un sentiero che attraversa la gola per tre o quattro ore a seconda dell’allenamento. Ci vivono alcune specie rare autoctone come il Dunnart dalla coda lunga e il Central Rock Rat, topolini di roccia che esistono solo qui e che riportano il visitatore indietro fino alla preistoria.
Fonte: 123rfLa spiaggia segreta della Ormiston Gorge, nel Northern Territory
Dove vive Alice Hart
Per girare le scene di vita della famiglia Hart, il regista australiano Glendyn Ivin ha scelto due piccoli resort a gestione familiare che rappresentano al meglio lo spirito dell’outback australiano: Ooraminna e Undoolya Station. La prima è dove vive Alice da bambina con la sua famiglia, mentre la seconda, che è stata la più antica fattoria australiana, è vivaio Thornfield, il luogo segreto dove vive e lavora la nonna June con la comunità di donne che è riuscita a salvare dalla violenza dei mariti.
Fonte: IPALa Undoolya Station dove è stato ambientato il vivaio Thornfield, casa di June Hart
Il cratere di Tnorala
Ma c’è un posto straordinario che, su tutti, ha attirato l’attenzione: un cratere talmente grande da essere visibile nella sua totalità solo dal satellite. Si tratta della riserva di conservazione di Tnorala, anche chiamata Gosses Bluff, che si trova a circa 175 chilometri da Alice Springs.
Per la popolazione aborigena, il cratere di Tnoralav ha un significato culturale ed è considerato un luogo sacro e, come per la maggior parte dei siti naturalistici australiani, è legato a una credenza del Dreamtime, quella di un gruppo di donne che, per ballare, avevano sistemato una neonata su una culla di legno che, rovesciatasi, avrebbe creato l’immensa voragine. In realtà, la formazione è stata causata da un’enorme cometa caduta 142 milioni di anni fa lasciando uno dei più grandi crateri d’impatto esistenti sulla Terra, con una circonferenza di cinque km. Così come se ne innamora Alice, tanto da decidere di fermarsi a vivere qui, questi luoghi lasceranno i visitatori a bocca aperta.
Fonte: 123rfIl cratere Tnorala, uno dei più grandi al mondo, in Australia
Venture off Piazza Campo de' Fiori to find Via del Pellegrino, a street filled with boutiques, galleries, restaurants and cool bars for coffee & aperitivo.